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Cronache del 19 giugno 2026

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Il Sud trascina l’economia italiana

STELLANTIS COMUNICA CHE SARÀ PRODOTTA QUI LA NUOVA ALFA ROMEO

A MELFI SI AUMENTA LA PRODUZIONE

Il lavoro

CONSIGLIO EUROPEO

È scontro sul bilancio comunitario

D I L UC IA S TE FAN IA MA N CO

Al via, ieri, il Consiglio europeo che riunirà i capi di Stato e di governo dell’Unione, prima della pausa estiva. Sul tavolo della due giorni temi caldi: il conflitto russo ucraino, la situazione in Medioriente, dopo il Memorandum d’Intesa tra Usa e Iran, e il prossimo bilancio comu- nitario. È quest’ultimo a tenere banco. Chiaro (...)

■ continua a pag 5 Il ministro Urso e il presidente Bardi

BANKITALIA Presentato il Rapporto a Potenza. Calo dello 0,2% del Pil regionale per il secondo anno consecutivo

Dieci Comuni, un progetto comune: il Metapontino scommette sul futuro

PIANO INCENDI BOSCHIVI

In Basilicata campagna al via dal 15 giugno

Soddisfazione della Fns Cisl per l'anticipo e il potenziamento dei presidi

■ Servizio a pag 10

SANT’ARCANGELO

Approvato “il controllo di vicinato”, il sindaco De Filippo: «Mettiamo in campo uno strumento concreto per una comunità più sicura»

■ Servizio a pag 24

CRONACA

Filiano, la Squadra Mobile becca due ragazzi con mezzo chilo di hashish e materiale per il confezionamento

■ Servizio a pag 25

RISCHIO SANITARIO

Mercoledì al San Carlo si parla della Legge Gelli. La Tavola Rotonda è moderata dal giornalista di Cronache Leporace

■ Servizio a pag 19

A OLTRE IL GI ARDINO I SINDACI BI ANCO, ALBANO E DI SANZO
Bianco, Albano e Di Sanzo
Tammariello a pag 18
Mollica a pag 12 e 13
Lamattina a pag 3
Dellapenna alle pag 8 e 9
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

Italia e Mondo

Lo Svimez: «Per una situazione analoga si deve tornare agli anni del boom economico»

Il sud trascina l’economia italiana

Investimenti pubblici, politiche del PNRR, industria in crescita sono i motori della crescita del mezzogiorno. Il nord paga lo scotto della difficoltà delle esportazioni dettate dalle crisi internazionali. Il reddito di cittadinanza sostituito con politiche di investimento

Durante la campagna elettorale Giorgia Meloni disse che avrebbe abrogato il reddito di cittadinanza, lo disse fermamente anche al Sud, lo disse rifiutandosi di usare due lingue diverse tra Nord e Sud e di nascondere la propria idea secondo la quale fosse improduttivo, dannoso ed offensivo per i giovani meridionali.Disse anche che avrebbe creato le condizioni per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il Governo di centrodestra ha smesso di parlare di questione meridionale, feticcio ideologico nato da Gramsci e continuato come alibi giustificante per tutta la prima Repubblica e ha iniziato a investire nel Mezzogiorno.

IL RAPPORTO SVIMEZ

Il risultato di questa strategia politica è che “per il quarto anno consecutivo il Sud è cresciuto più della media italiana. I dati a consuntivo del 2025 registrano un PIL delle regioni meridionali aumentato dello 0,7%, rispetto allo 0,5% del Centro-nord, con un tasso di crescita, però, inferiore al 2024 quando raggiunse l'1%. Non avveniva da

molti anni, dal periodo del boom economico del dopoguerra”.A certificarlo è lo Svimez, un centro studi non propriamente vicino al centrodestra e, soprattutto, fortemente meridionalista che non ha mai lesinato critiche ai governi di ogni colore politico.Entusiasma e deve far riflettere il riferimento al boom economico come unico termine di confronto. I numeri non mentono e, al di là delle politiche disfattiste e delle polemiche a vuoto, il Sud è tornato ai livelli del boom economico. Un risultato di non poco conto e di non poca importanza.

L’IMPATTO DELLE OPERE PUBBLICHE

Da sempre lo Svimez assicura che le opere pubbliche nel Sud sono in grado di sviluppare un moltiplicatore del reddito superiore rispetto alle altre aree della Nazione.Gli investimenti che il Governo ha realizzato in opere pubbliche hanno pesato e stanno pesando nella crescita dello sviluppo economico del Mezzogiorno. Secondo lo Svimez, infatti, “la dinamica della spesa in opere pubbliche evidenzia chiaramente l’impatto del ciclo di investimenti attivato dal Pnrr dal 2023 in poi. Nel trien-

nio 2022-25 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati in entrambe le aree del Paese: +88,3% al Sud e +87,8% al Centro-nord.”In pratica le strategie economiche di investimenti volute dal Governo sul PNRR hanno determinato una crescita economica importante che consente al Sud di crescere più del resto d’Italia.A rallentare l’economia complessiva italiana è soprattutto la crisi delle esportazioni, una crisi che si sta alimentando dalle relazioni internazionali e dalle aree di guerra che stanno ovviamente rendendo in-

certi se non impossibili molti mercati.

L’ABRUZZO CRESCE PIÙ DI TUTTI

A guidare la crescita del Mezzogiorno è l’Abruzzo.

La Regione guidata da Marco Marsilio, infatti, registra secondo l’analisi Svimez “+1,9%, grazie al traino dell'industria e, in particolare, delle costruzioni.”È evidente, dunque, che l’impatto delle politiche economiche avviate dal Governo sta portando benefici importanti nel Mezzogiorno più di quanto stia avvenen- do nel centro-nord.È evidente, dunque, che l’impatto delle politiche econo-

sta portando benefici importanti nel Mezzogiorno più di quanto stia avvenendo nel centro-nord.Una situazione di non poco conto. Il reddito di cittadinanza è stato sostituito con politiche di crescita e di sviluppo che sta dando ai meridionali le opportunità per lavorare e per crescere. Non lo dice un’agenzia del Governo né un comunicato stampa della maggioranza: lo certifica lo Svimez, un centro studi non propriamente di centrodestra e, soprattutto, fortemente meridionalista che non ha mai lesinato critiche ai governi di ogni colore politico.

Premi in aumento, oltre 107 mila reclami nel 2025 e nuove sfide legate alla digitalizzazione del comparto

RC Auto più cara, ma compagnie solide: il quadro del mercato assicurativo italiano

Le polizze costano di più, ma il sistema assicurativo italiano resta solido. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dalla relazione annuale dell'IVASS, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, presentata ieri a Roma dal presidente Paolo Angelini. Un documento che offre una panoramica sullo stato di salute del settore e che contiene indicazioni importanti anche per milioni di cittadini alle prese con RC auto, polizze casa, salute e risparmio assicurativo, in un contesto caratterizzato da inflazione e crescente attenzione ai costi.Il dato che interessa maggiormente i consumatori riguarda l'andamento dei prezzi. Negli ultimi anni il costo delle assicurazioni auto è tornato a crescere dopo una lunga fase di ribassi. Secondo i dati IVASS, il premio medio RC auto nel 2024 ha raggiunto circa 338 euro, con un aumento del 7% rispetto all'anno precedente, mentre nel marzo 2026 il

premio medio ha superato i 350 euro. Un incremento che le compagnie collegano soprattutto all'aumento dei costi dei sinistri, dei ricambi e della manodopera, oltre che alla crescente complessità nella gestione dei risarcimenti.L'Autorità evidenzia tuttavia come il settore nel suo complesso presenti livelli di patrimonializzazione elevati e una redditività soddisfacente. Nel 2024 la raccolta premi è cresciuta sia nel comparto vita sia in quello danni, confermando la buona tenuta del mercato assicurativo italiano nonostante il rallentamento economico e le persistenti tensioni inflazionistiche che continuano a influenzare i costi operativi delle compagnie.Un altro fronte particolarmente osservato è quello dei reclami. Nel 2025 le compagnie hanno ricevuto oltre 107 mila segnalazioni da parte degli assicurati, un volume che conferma la centralità del rapporto tra clienti e imprese. Quasi la metà riguarda l'RC auto, che continua a rappresen-

tare il settore più problematico nel rapporto tra imprese e clienti. Il dato complessivo è in lieve diminuzione rispetto all'anno precedente, ma l'IVASS sottolinea come permangano criticità soprattutto per alcune compagnie estere operanti in Italia, con differenze significative nei tempi di gestione delle pratiche.Per i consumatori confrontare le offerte resta fondamentale. Non a caso, l'Autorità continua a promuovere gli strumenti digitali di comparazione e le nuove procedure telematiche per la gestione dei sinistri. L'obiettivo è rendere più trasparente il mercato e ridurre tempi e costi delle pratiche, anche attraverso una maggiore standardizzazione dei processi. Tra le innovazioni più rilevanti c'è la progressiva digitalizzazione delle procedure di denuncia e gestione degli incidenti, che dovrebbe semplificare il rapporto tra utenti e compagnie e ridurre i tempi di attesa.La relazione richiama inoltre l'attenzione sul-

la necessità di migliorare l'educazione assicurativa degli italiani. Molti cittadini continuano infatti a sottoscrivere prodotti senza comprenderne pienamente costi, esclusioni e garanzie. Un problema che diventa ancora più delicato quando si parla di polizze finanziarie e prodotti di investimento assicurativo, spesso caratterizzati da una maggiore complessità informativa.Dunque da una parte un settore stabile e capace di

reggere alle turbolenze economiche. Dall'altra premi in aumento e una crescente complessità dei prodotti offerti. La sfida dei prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica delle compagnie e tutela degli assicurati. Perché la sicurezza assicurativa non dipende soltanto dalla solidità delle imprese, ma anche dalla capacità dei cittadini di orientarsi in un mercato sempre più digitale e articolato.

A margine la riunione di Meloni con Paesi “Amici della coesione “ . Austria: «Non siamo un bancomat»

Consiglio europeo, scontro sul bilancio comunitario

D I L UC I A ST EFAN IA MAN C O

Al via, ieri, il Consiglio europeo che riunirà i capi di Stato e di governo dell’Unione, prima della pausa estiva. Sul tavolo della due giorni temi caldi: il conflitto russo ucraino, la situazione in Medioriente, dopo il Memorandum d’Intesa tra Usa e Iran, e il prossimo bilancio comunitario. E’ quest’ultimo a tenere banco. Chiaro fin dalle prime battute le divergenze tra i ventisette paesi. Nella prima giornata di lavori, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha anche presieduto, a margine, presso gli uffici della Delegazione italiana all’Europa Building, una riunione informale promossa insieme alla Romania e che coinvolge i Capi di Stato del cosiddetto gruppo “Amici della coesione”, al fine di rafforzare il coordinamento politico sul prossimo Quadro finanziario.

«I contributori netti del Bilancio Ue non sono un bancomat», ha esordito al vertice il cancelliere austriaco Christian Stocker. L’Austria si è schierata nel fronte dei Paesi che chiedono una «riduzione significativa» del prossimo Quadro finanziario europeo. «Modesta è la riduzione proposta dalla presidenza di turno cipriota», a loro avviso. Facciamo un passo indietro. La Commissione europea per il 202834 ha proposto un bilancio del valore di 2 miliardi di euro (1,26 per cento del

reddito nazionale lordo dell’Ue) nell’arco di 7 anni. Gli obiettivi sono “rafforzare la sovranità dell’Europa, la competitività e la resilienza”. “Il nuovo bilancio dell’Ue - secondo la Commissione”, più razionalizzato, modernizzerà gli investimenti dell’Ue e allineerà in modo più strategico le priorità nazionali dell’Ue”. La spesa proposta: 865 miliardi di euro per colmare il divario tra le regioni, 409 miliardi per rendere l’Europa più competitiva nell’economia globale, 49 miliardi per istruzione e promozione dei valori democratici e 200 miliardi di euro per rafforzare partenariati con il resto del mondo. Giovedì scorso, Cipro, che detiene la presidenza di turno, ha presentato una pro-

posta di compromesso che prevede un taglio del 2 per cento, pari a 32,8 miliardi di euro. Questo per avvicinare le posizioni dei cosiddetti “Paesi frugali” a quelle dei “favorevoli alla coesione”. Insomma, un esercizio di equilibrio che, però, non convince. “Siamo molto lontani da un accordo”, ha tuonato il premier spagnolo, Pedro Sancez.

«Siamo - ha aggiunto - ragionevolmente soddisfatti per quanto riguarda la politica di coesione e la politica agricola comune, ma le risorse devono essere mantenute in termini nominali e in termini reali». Inoltre, a suo avviso: «la proposta per la politica di competitività non è ambiziosa». «Stiamo parlando - ha puntualizzato - di

istruzione e formazione, della spinta al digitale e innovazione. Di politiche per le quali, nella proposta che è stata messa sul tavolo per la discussione i bilanci sono chiaramente molto insufficienti». Al termine della riunione informale degli Stati “Amici della Coesione”, Giorgia Meloni ha avuto nella sede della Delegazione italiana all’Europa Building un incontro con Sancez. I due, come si apprende da una nota di Palazzo Chigi, hanno concordato sull’opportunità di una linea comune Italia Spagna sul prossimo bilancio dell’Unione, con l’obiettivo di introdurre finanziamenti per nuove priorità strategiche (competitività, innovazione, sicurezza, autonomia strate-

gica ed energia), senza sacrificare la politica di coesione che è considerata cruciale per il Mercato unico, gli investimenti e la riduzione dei divari territoriali. Per quanto concerne, invece, il conflitto russo-ucraino, altro tema caldo sul tavolo della due giorni, ieri è emersa chiara la posizione della Bulgaria.

Il premier, Rumen Radev ha detto «Porremo il veto al 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il Patriarca russo Kirill rimarrà nella lista». Tuttavia, ha aggiunto: «La Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell’Unionie europea sull’Ucraina». E l’ingresso nell’Ue? «Sosterremo - ha evidenziato - il processo negoziale per la sua adesione». Intanto, un comunicato della Presidenza di Kiev ha reso noto che “aziende ucraine e aziende tedesche svilupperanno capacità antibalistiche e missili intercettori”. L’accordo entrerà a far parte, a quanto pare, di un progetto per la creazione di una soluzione europea unificata per contrastare missili balistici. Infine, su Israele, è emersa la posizione di Kallas, l’alto rapresentante Ue per la Politica estera. “Ho avuto discussioni molto positive, aperte, franche, a volte molto difficili ma costruttive con il ministro Sa’ar”, ha affermato.

«Continuiamo, i colloqui devono essere aperti però. Restiamo critici riguardo ai coloni violenti e all’espansione in Cisgiordania», ha concluso.

Accordo tra Washington e Teheran dopo mesi di escalation militare e tensioni nel Golfo Persico

USA-IRAN: Trump firma il memorandum

Dopo oltre cento giorni di guerra tra Stati Uniti e Iran, le parti siglano un memorandum d’intesa che apre a una tregua. Restano aperti i nodi su nucleare, Stretto di Hormuz e presenza militare nella regione.

Dopo oltre cento giorni di conflitto aperto tra Stati Uniti, Israele e Iran, le due capitali -Washington e Teheran - hanno messo nero su bianco un primo testo che dovrebbe segnare la fine delle ostilità. Non è un trattato di pace definitivo, ma un memorandum d'intesa, e proprio in queste ore la firma definitiva sta facendo discutere quasi più della guerra che dovrebbe chiudere.

COSA È SUCCESSO NELLE ULTIME ORE

Donald Trump ha firmato di persona una copia cartacea dell'accordo ieri,17 giugno, durante la cena al Palazzo di Versailles, a margine del G7 di Evian. La firma era stata preceduta, domenica 14 giugno, da quella digitale del vicepresidente JD Vance e del presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, con Trump che in quel momento si era limitato ad "assistere" alla firma senza apporre la propria. Mercoledì, invece, il documento è stato firmato anche dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che lo ha definito un "documento storico" sui social, parlando di una pace che si realizzerà "nell'ombra del rispetto reciproco". Sulla cerimonia ufficiale prevista per oggi, le informazioni che circolano in queste ore sono contraddittorie e vanno prese con cautela. Alcune fonti, tra cui il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, hanno parlato di un annullamento dell'evento di Ginevra, sostenendo che non sia più necessario visto che il memorandum è già stato firmato a distanza da entrambe le parti. Altre fonti, tra cui il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il ministero degli Esteri svizzero, indicano invece che l'incontro a Bürgenstock, vicino a Lucerna, resterebbe comunque in calendario per oggi, con le delegazioni di Stati Uniti e Iran - affiancate dai mediatori di Pakistan e Qatar - che si vedrebbero per discutere l'attuazione concreta dell'intesa. Anche un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dato versioni diverse nell'arco di

poche ore. Non è quindi ancora chiaro, se l'incontro si terrà nella forma originariamente prevista, in una versione ridotta, o se sarà rinviato.

Il vicepresidente Vance ha intanto chiarito che il periodo di 60 giorni per arrivare a un accordo definitivo è scattato da giovedì 18 giugno, fissando la scadenza al 17 agosto. Trump, da Parigi, ha però smorzato la rigidità della scadenza: «Non è inderogabile.»

I 14 PUNTI

DELL'ACCORDO

Il memorandum, diffuso dalle autorità americane dopo giorni di bozze non confermate, si articola in quattordici punti.

La cessazione della guerra immediata e permanente su tutti i fronti, incluso il Libano, e impegna le parti a non condurre più operazioni militari l'una contro l'altra né a minacciare l'uso della forza. Sullo Stretto di Hormuz, snodo da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, l'Iran si impegna a garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali; il traffico dovrebbe riprendere subito, ma il ripristino pieno è previsto entro 30 giorni, tempo necessario alle operazioni di sminamento. Teheran avvierà inoltre un dialogo con l'Oman sulla futura gestione dello stretto.Sul fronte sanzioni, Washington si impegna a revocarle tutte secondo un calendario da definire nell'accordo finale e a rendere progressivamente disponibili i fondi iraniani congelati all'estero. Sul nucleare, il punto più delicato: l'Iran ribadisce che non svilup-

perà armi nucleari, e le due parti dovranno trovare un meccanismo condiviso per la sorte del materiale arricchito, sotto supervisione dell'Aiea. Secondo fonti americane citate da più testate, Teheran avrebbe accettato in linea di principio di diluire il proprio stock di uranio arricchito come parte dello scambio con il sollievo economico, anche se i dettagli tecnici di questa operazione restano da negoziare nei prossimi 60 giorni. Nel frattempo resta in vigore uno status quo sul resto del programma: Teheran lo congela allo stato attuale, mentre gli Stati Uniti si impegnano a non introdurre nuove sanzioni né a rafforzare la presenza militare nella regione. C'è poi la parte economica più discussa: un fondo da almeno 300 miliardi di dollari, con capitali anche di Paesi del Golfo, per la ricostruzione e lo sviluppo dell'Iran, da definire nei dettagli entro i 60 giorni.Washington si impegna infine a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell'Iran entro 30 giorni dalla firma dell'accordo finale.

IL NODO LIBANO: LA TREGUA CHE NON TIENE OVUNQUE

Se il memorandum parla di fine della guerra "su tutti i fronti, incluso il Libano", sul terreno la situazione è diversa. Le forze israeliane hanno continuato a colpire il sud del Libano anche dopo la firma, e Israele ha fatto sapere che non intende ritirarsi dalla cosiddetta "zona di sicurezza", continuando a "rimuovere minacce" anche al di fuori di essa. Il ministro de-

gli Esteri iraniano ha già avvertito che le truppe israeliane non potranno restare in Libano secondo i termini dell'intesa: un punto di frizione che rischia di complicare i negoziati dei prossimi due mesi. A Teheran, il negoziatore capo iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf ha rivendicato l'accordo come una vittoria, sostenendo in tv che si tratta di «un attestato del fallimento americano» e che «tutto ciò che cercavamo di ottenere con l'azione militare, lo abbiamo ottenuto diverse volte di più con il negoziato».

Una lettura speculare e opposta a quella dei critici americani, che certifica quanto la narrazione della guerra resti contesa su entrambi i fronti.

LE REAZIONI: TRA ENTUSIASMO DI FACCIATA E SCETTICISMO BIPARTISAN

Negli Stati Uniti l'accordo ha scatenato un putiferio politico che attraversa entrambi i partiti. Il leader della minoranza al Senato, il democratico Chuck Schumer, l'ha definito un fallimento totale, con Teheran che uscirebbe dalla guerra più forte e con un maggiore controllo sullo Stretto di Hormuz rispetto a prima del conflitto. Ma le critiche più dure arrivano paradossalmente da repubblicani vicini a Trump. Il senatore Ted Cruz ha definito "pessimo consiglio" quello che il presidente sta seguendo, avvertendo che decine di miliardi di dollari rischiano di finire nelle mani della Guida suprema iraniana ancora prima che Teheran faccia una sola

concessione sul nucleare. Sulla stessa linea il senatore Bill Cassidy, che ha parlato del "peggior errore di politica estera degli ultimi decenni", paragonando l'accordo

COSA DICE IL RESTO DEL MONDO

A livello internazionale, le reazioni sono state più caute ma generalmente positive. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di "grande successo" ma ha chiesto un secondo round di trattative per garantire un'apertura totale e senza condizioni dello Stretto di Hormuz. Anche la Cina, tramite il ministro degli Esteri Wang Yi, ha salutato con favore l'intesa, sottolineando l'interesse di Pechino - grande importatore di petrolio attraverso Hormuz - a una piena attuazione degli impegni presi.

COSA RESTA

DA CAPIRE

Al di là delle dichiarazioni di vittoria reciproca, gli osservatori restano cauti su tre fronti principali. Primo: la riapertura concreta dello Stretto di Hormuz richiederà settimane di sminamento, e gli analisti del settore energetico dubitano che i tempi indicati nel memorandum siano realistici. Secondo: sul nucleare, la distanza tra le parti resta ampia - Washington chiederebbe un blocco di almeno vent'anni del programma, Teheran ne offrirebbe cinque - e la sorte del materiale arricchito è ancora da negoziare. Terzo: un'analisi della Cia, citata dal Washington Post, stimerebbe che l'Iran conservi ancora circa il 70% del suo arsenale missilistico pre-bellico e il 75% dei lanciatori mobili, segno che la capacità militare del regime, nonostante settimane di bombardamenti, è tutt'altro che azzerata.Quello che è certo è che la parola "fine" non si può ancora scrivere: il memorandum apre una finestra negoziale di 60 giorni - fino al 17 agosto, salvo proroghe - durante la quale si deciderà se questa intesa diventerà davvero un accordo di pace o solo un'altra tregua temporanea in un conflitto che, a detta di molti a Washington, non ha ancora trovato una vera via d'uscita.

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPERIENZE

RIENZE

Cronache Lucane

Stellantis comunica che sarà prodotta qui la nuova Alfa Romeo

A Melfi si aumenta la produzione

Il lavoro si crea con le fabbriche e le industrie. La politica deve mettere queste in condizione di agire e di produrre. Le politiche industriali della governo Bardi premiate dalle scelte della multinazionale dell’auto

DI M A SS I M O D EL L A P EN N A

L’economia riparte grazie al lavoro. Il lavoro si crea con le imprese. Le imprese creano lavoro se producono. Le imprese aumentano il lavoro se aumentano la produzione.

Nella concorrenza tra territori vince il territorio maggiormente capace di essere attrattivo.

Questo semplicissimo sillogismo è alla base di un ragionamento elementare e che oggi viene in essere nelle scelte che Stellantis ha appena comunicato.

Lo stabilimento di Melfi aumenta la sua produzione con la linea di un modello Alfa Romeo.

UNA POLITICA DI SVILUPPO

Noi non siamo di quelli che credono che l’impresa debba essere mantenuta dallo Stato. Siamo sol-

tanto coerenti con le nostre idee. Questa coerenza ci impone di adottare parametri logici.

La politica non crea il lavoro né crea le imprese.

La politica mette le imprese in condizione di poter operare e, nel caso di specie, si consentire alle imprese di scegliere un territorio invece di un altro.

Quelli che ad ogni crisi industriale sollevano le responsabilità della politica, quelli che evidenziano le difficoltà e non i meriti, quelli che si muovono sui sentieri del disfattismo dovrebbero poi essere logici e conseguenziali al contrario.

Se quando c’è un crollo delle produzioni in un settore, quando lo stabilimento Fiat mette in cassaintegrazione i lavoratori ritengono che sia colpa della politica e alla politi-

ca chiedono interventi, quando il trend si inverte dovrebbero essere conseguenziali e riconoscere i meriti della politica e delle scelte economiche.

POLITICA

INDUSTRIALE

Quando si parla di politiche industriali in Basilicata l’opposizione e i commentatori dal moralismo facile hanno due filoni di interpretazione. Il primo è quello secondo cui le imprese fanno male al territorio.

Il secondo è quello secondo cui se le imprese licenziano è colpa del sistema economico e delle politiche economiche che non funzionano, da qui parte la solita litania sulle aree industriali, sulla mancanza di servizi etc…

Stallantis è una multinazionale, non è più neanche la vecchia mamma Fiat

più simile ad una partecipata pubblica che ad una impresa privata. Oggi Stellantis va dove ha le condizioni per ottimizzare il profitto.

Se Stellantis decide che la nuova Alfa la deve produrre a Melfi e non in un altro dei tantissimi stabilimenti che ha in giro per l’Italia è perché a Melfi ci sono le migliori condizioni per poter operare. Un merito che sottolinea le capacità di una seria programmazione industriale del Governo di centrodestra ed, in particolare, del Presidente Bardi.

Il Generale è uomo pragmatico, non si perde dietro racconti ideologici né dietro fumose ricostruzioni.

Il Generale sa che il sistema delle imprese ha necessità di essere messo in condizione di poter operare tranquillamente e lo sta

facendo.

Qualche tempo fa abbiamo ricevuto le critiche dei soliti estremisti ambientali per aver detto che nell’area Cova la qualità della vita è migliore che altrove e lo dimostrano i numeri sull’emigrazione e sul reddito medio pro capite.

Oggi diciamo che nell’area industriale di Melfi, dopo che si è respirata un’area preoccupante e preoccupata per i tagli del personale e la riduzione della produzione, si riprende a parlare di speranza e di lavoro.

Una condizione nuova i cui meriti sono sicuramente del management industriale ma che devono essere condivisi con le scelte strategiche di dialogo, di programmazione e di investimenti.

La Basilicata ha un futuro industriale.

«Previsti nuovi investimenti che interesseranno in modo significativo la filiera automobilistica lucana»

Rosa (FdI): «Entro il 2028 nuova Alfa Romeo nello stabilimento di Melfi»

Lostabilimento di Melfi si conferma uno dei poli strategici del piano industriale italiano del gruppo Stellantis, che punta a rafforzare la presenza produttiva nel Mezzogiorno attraverso nuovi modelli e investimenti progressivi nei prossimi anni.A fare il punto della situazione è il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, intervenuto a seguito del confronto istituzionale tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi. Al centro del dialogo, il futuro del sito lucano e l’impatto degli investimenti previsti dal Piano Italia.Secondo quanto emerso, entro il 2028 è attesa l’arrivo di una nuova vettura a marchio Alfa Romeo, che andrà ad affiancare una serie di modelli già programmati nello stabilimento: Jeep Com-

pass, DS 7, DS 8 e Lancia Gamma. Un pacchetto di produzioni che, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe garantire continuità industriale e rafforzamento della capacità produttiva del sito, in una fase di profonda trasformazione del settore automotive europeo.Nel suo intervento, Rosa

ha sottolineato il valore politico e industriale dell’intesa emersa dal confronto istituzionale: «Oggi è una giornata significativa per la Basilicata».Il senatore ha poi aggiunto: «Dal confronto tra il ministro Urso e il presidente della Regione, Vito Bardi, è emerso che gli investimenti legati al Pia-

«Per la Basilicata una prospettiva concreta di sviluppo e stabilità»

Bardi: «Con Alfa Romeo rafforziamo il sistema dell’automotive lucano»

Novità importante per lo stabilimento Stellantis di Melfi, destinato ad ampliare ulteriormente il proprio ruolo nella produzione del gruppo automobilistico nei prossimi anni.«L’inclusione di un quinto modello, a marchio Alfa Romeo, nel ciclo produttivo dello stabilimento di Melfi entro il 2028 è una notizia di straordinaria importanza che premia i sacrifici dei lavoratori lucani e la tenacia con cui la Regione ha difeso la centralità del nostro polo industriale», ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi a margine del con-

fronto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, seguito alle comunicazioni dell’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa.Il nuovo modello si aggiungerà ai quattro già previsti –Jeep Compass, DS N°8, Lancia Gamma e DS N°7 –rafforzando la specializzazione dello stabilimento nei veicoli di fascia mid-size del gruppo.«Con l’arrivo della nuova Alfa Romeo, Melfi consolida definitivamente la sua missione produttiva sui modelli di fascia mid-size del Gruppo», ha sottolineato il governatore. «Parliamo di una prospettiva concreta di stabilità e

sviluppo per l’intera filiera dell’automotive lucana, un comparto vitale che rappresenta il cuore pulsante della nostra economia». Bardi ha poi richiamato l’attenzione sulle politiche europee in materia di transizione ecologica, chiedendo un cambio di passo: «Se a livello nazionale e locale stiamo mettendo in campo ogni sforzo per agganciare il futuro, adesso è fondamentale che anche l’Europa faccia la sua parte. Serve il coraggio politico di cambiare rotta, superando l’approccio ideologico che ha finora caratterizzato il Green Deal».«La transizione ecologica non può essere una mannaia sull’occupazione e sulla capacità produttiva dei territori», ha aggiunto. «La difesa del lavoro, delle competenze dei nostri operai e della competitività della filiera europea dell’auto deve essere la priorità assoluta delle istituzioni a ogni livello».Infine, il presidente ha ringraziato il ministro Urso per il dialogo istituzionale: «La Basilicata c’è ed è pronta a fare la sua parte per vincere la sfida della modernizzazione industriale».

no Italia di Stellantis impatteranno in maniera efficace sullo stabilimento di Melfi. Entro il 2028, infatti, è in arrivo una nuova Alfa Romeo, che si aggiungerà ai quattro lanci già previsti con Jeep Compass, DS 8, Lancia Gamma e DS 7. Dunque la filiera automotive lucana non solo si consolida, ma si appresta ad arricchirsi».Rosa ha inoltre ribadito: «Bene allora l’interlocuzione costante con le aziende del governo Meloni che, respingendo ideologie green, tutela produzione, lavoro e filiera europea».Il piano su Melfi viene letto dalle istituzioni come un elemento centrale per la stabilità occupazionale e per il futuro dell’indotto automotive lucano, in una fase in cui la riconversione industriale e l’evoluzione tecnologica del settore stanno ridisegnando equilibri produttivi in tutta Europa.

OCCUPAZIONE E SVILUPPO INDUSTRIALE LOCALE

Mattia(Fdi): «Lo stabilimento di Melfi resta strategico»

Lostabilimento

di Melfi si prepara a un nuovo ciclo produttivo legato al rilancio industriale di Stellantis in Italia. Entro il 2028, nel sito lucano sarà avviata la produzione della nuova Alfa Romeo, nell’ambito del Piano Italia del gruppo automobilistico.A sottolineare l’importanza dell’investimento è il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, eletto in Basilicata.«Si tratta di un segnale importante per il nostro territorio e per tutto il comparto produttivo lucano, che conferma la centralità dello stabilimento di Melfi nelle strategie industriali del Paese» ha dichiarato il parlamentare.Il progetto conferma il ruolo centrale dello stabilimento di Melfi, da anni punto di riferimento industriale del territorio, destinato a essere coinvolto in nuove linee produttive legate ai marchi del gruppo Stellantis, tra cui il brand Alfa Romeo.«Ringrazio il ministro Urso per il lavoro svolto e per il confronto continuo con istituzioni locali e regionali. È fondamentale tutelare il settore automotive, strategico per l’economia nazionale e per l’occupazione» ha aggiunto Mattia. L’intervento si inserisce nel più ampio obiettivo di sostenere il comparto automotive nazionale, settore considerato strategico per l’occupazione e la competitività dell’Italia sui mercati internazionali.

Antincendio boschivo, campagna al via dal 15 giugno. Soddisfazione della FNS CISL per l'anticipo e il potenziamento dei presidi

Basilicata, parte prima del previsto il piano contro gli incendi boschivi

Per la prima volta nella storia della Regione Basilicata, la campagna Antincendio Boschivo (AIB) è partita ufficialmente il 15 giugno. L’anticipazione del periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi, sancita da uno specifico decreto regionale, rappresenta un passaggio significativo nelle strategie di prevenzione e tutela del patrimonio ambientale lucano.Un risultato che arriva anche a seguito della richiesta avanzata dalla FNS CISL Basilicata, che da tempo sollecitava un avvio anticipato delle attività di contrasto agli incendi per garantire una maggiore protezione del territorio durante i mesi più critici dell’anno.A esprimere soddisfazione per il traguardo raggiunto è il segretario generale regionale della federazione sindacale, Luigi Sabatelli, che sottolinea l’importanza della decisione assunta dalla Regione e il ruolo

svolto dagli enti coinvolti nella definizione del Piano Annuale Antincendio Boschivo (PAA).La FNS CISL Basilicata ha inoltre rivolto un ringraziamento all’assessore regionale Pasquale Pepe per l’attività di mediazione e coordinamento portata avanti con i soggetti istituzionali interessati. Secondo il sindacato, il suo intervento ha consentito di porre al centro dell’azione amministrativa la prevenzione e la sicurezza dei cittadini, garantendo attenzione a tutto il territo-

rio regionale.Apprezzamento viene espresso anche nei confronti del direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Calogero Turturici, il cui lavoro in sinergia con la Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo ha contribuito a migliorare la gestione dei distaccamenti rurali di Viggianello, in provincia di Potenza, e di Stigliano, nel Materano. Due presidi considerati strategici per la copertura delle aree interne e montane della Basilicata e

per la tempestività degli interventi in caso di emergenza.L’avvio anticipato della campagna AIB 2026 e il rafforzamento delle strutture operative sul territorio vengono interpretati dalla FNS CISL come il segnale concreto di una collaborazione efficace tra sindacato e istituzioni. Una sinergia che, secondo il sindacato, ha permesso di raggiungere un obiettivo definito «storico» per la regione e che potrebbe rappresentare un modello di riferimento per le future poli-

tiche di prevenzione.«Quando il dialogo tra sindacato e istituzioni è guidato dalla lungimiranza e dall’obiettivo comune della sicurezza, si riescono a dare risposte concrete al territorio», evidenzia la FNS CISL Basilicata, che annuncia il proprio impegno a continuare l’attività di monitoraggio e collaborazione affinché la stagione antincendio si svolga nel segno della massima tutela degli operatori e della sicurezza dei cittadini lucani.

La struttura rafforzerà la preparazione dei volontari e la cultura della sicurezza sul territorio

Protezione Civile, a Savoia apre il Centro di Formazione Zamberletti

Un nuovo polo operativo e didattico destinato alla formazione e all'addestramento continuo dei volontari di protezione civile. È stato inaugurato mercoledì pomeriggio a Savoia di Lucania il nuovo Centro di Formazione e Addestramento del Gruppo Lucano di Protezione Civile, intitolato a Giuseppe Zamberletti, considerato il padre fondatore del moderno sistema nazionale di Protezione Civile.La nuova struttura rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita dell'associazione e punta a rafforzare le competenze dei volontari chiamati a operare nelle emergenze e nelle attività di assistenza alla popolazione.Alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato il presidente nazionale del Gruppo Lucano, Pierluigi Martoccia, il vicepresidente della Regione Basilicata e assessore con delega alla Protezione Civile, Pasquale Pepe, il sindaco di Savoia di Lucania, Rocco Mastroberti, e l'onorevole Giuseppe Molinari, che ha ricordato il forte legame tra Zamberletti e la Basilicata.La scel-

ta di dedicare il centro all'ex ministro scomparso nel 2019 richiama il suo fondamentale contributo alla nascita del moderno sistema di Protezione Civile, sviluppato dopo il terremoto del 23 novembre 1980 che colpì duramente l'Irpinia e la Basilicata, evidenziando la necessità di un'organizzazione più efficiente dei soccorsi.«Questa nuova struttura – ha evidenziato il presidente Martoccia – nasce con l'obiettivo di qualificare costantemente la prepara-

zione dei nostri volontari e di radicare la cultura della sicurezza sul territorio, raccogliendo l'eredità ideale e operativa del padre fondatore della moderna Protezione Civile italiana. Questo Centro non è solo una nuova struttura di mattoni e aule: è il simbolo del nostro percorso di crescita, del nostro impegno sul territorio e del futuro della nostra associazione».Un futuro che, nelle intenzioni del Gruppo Lucano, punta su formazione continua, innovazione tecnologi-

ca e capacità di risposta rapida alle emergenze, elementi considerati essenziali per affrontare le sfide sempre più complesse legate alla sicurezza delle comunità.«Dedicare il nostro centro di formazione e addestramento alla memoria di Giuseppe Zamberletti – ha concluso Martoccia – significa ribadire i valori di operatività, competenza e solidarietà che da sempre guidano ogni singola sede e ogni singola divisa gialla del Gruppo Lucano».

Bardi: «La nostra economia interna è solida». L’assessora Costanza: «Non possiamo rassegnarci a una Basilicata che arretra»

Rapporto Bankitalia: «L’anno scorso l’economia lucana ha ristagnato»

DI RO S AM AR IA M O L L I C A

POTENZA. La fotografia economica della Basilicata restituisce l’immagine di una regione che nel 2025 ha attraversato una fase di rallentamento, ma che al tempo stesso continua a manifestare energie e potenzialità in alcuni dei suoi comparti più dinamici. Si è tenuta ieri mattina presso la Filiale di Potenza della Banca d’Italia, la presentazione del Rapporto annuale.

I dati illustrati certificano una contrazione dello 0,2 per cento dell’attività economica regionale, in controtendenza rispetto alla crescita registrata sia nel Mezzogiorno sia nel resto del Paese. Un risultato che impone una riflessione seria, ma che merita anche di essere interpretato oltre la semplice lettura dei numeri. A incidere maggiormente sul dato finale sono stati due pilastri storici dell’economia lucana: l’automotive e l’energia. Lo stabilimento di Melfi, cuore produttivo dell’industria regionale, ha attraversato un anno complesso, caratterizzato dalla riduzione dei volumi produttivi e dalla delicata transizione verso nuovi modelli e nuove piattaforme industriali. Una trasformazione che non riguarda soltanto la Basilicata, ma l’intero settore automobilistico europeo, impegnato nella difficile sfida della riconversione tecnologica e della competitività globale.

Le conseguenze si sono inevitabilmente propagate lungo tutta la filiera produttiva, influenzando occupazione, esportazioni e attività industriale. Non va dimenticato, infatti, che la Basilicata presenta una delle più elevate specializzazioni automotive d’Italia, con un’incidenza del comparto sul valore aggiunto regionale superiore persino a territori tradizionalmente identificati con l’industria automobilistica. Anche il settore energetico ha registrato una fase meno favorevole. La riduzione delle estrazioni di petrolio e gas, unita alle oscillazioni dei mercati internazionali delle materie prime, ha contribuito a comprimere il valore complessivo della produzione. Si tratta di fattori che sfuggono in larga parte alle dinamiche locali e che riflettono gli equilibri mutevoli di uno scenario geopolitico sempre più instabile.

Eppure accanto alle difficoltà dell’industria pesante emergono infatti alcuni segnali incoraggianti. Il turismo continua a rappresentare una delle locomotive più vivaci dell’economia regionale. Gli arrivi e le presenze sono cresciuti in maniera significativa, trainati soprattutto dalla componen-

te internazionale. Matera si conferma il principale polo attrattivo, ma l’intero territorio regionale beneficia di una crescente attenzione da parte dei visitatori stranieri, attratti dall’offerta culturale, paesaggistica ed enogastronomica della regione.

La progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici lascia inoltre intravedere un cambiamento strutturale. Non più una presenza concentrata in pochi mesi dell’anno, ma una domanda distribuita su periodi più ampi, capace di generare effetti economi- ci più stabili e duraturi. È un percorso ancora in evoluzione, ma che potrebbe contribuire a rafforzare la diversificazione del sistema produttivo lucano.

Buoni segnali arrivano anche dal comparto delle costruzioni. La spinta degli investimenti pubblici, sostenuta in larga misura dall’attuazione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha alimentato la crescita del settore e sostenuto la realizzazione di opere infrastrutturali attese da anni. Parallelamente, il mercato immobiliare continua a mostrare una discreta vitalità, con un aumento delle compravendite e una tenuta dei valori immobiliari.

Sul fronte occupazionale, il quadro appare più articolato ma non privo di elementi positivi. L’occupazione continua a crescere, mentre aumenta la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le retribuzioni reali mostrano segnali di recupero, sebbene restino ancora lontane dai livelli precedenti alla grande crisi finanziaria del 2008. Resta invece aperta la questione demografica: il continuo calo della popolazione rappresenta uno dei principali fattori di fragilità struttu-

rale per il futuro della regione. Anche il sistema produttivo, nonostante la fase di rallentamento, continua a evidenziare una buona tenuta finanziaria. Le imprese mantengono livelli soddisfacenti di liquidità e redditività, mentre il credito bancario torna a crescere sia per le famiglie sia per le attività economiche, favorito da condizioni finanziarie più favorevoli rispetto agli anni precedenti.

La Basilicata si trova oggi davanti ad una sfida importante. La regione deve trasformare le opportunità offerte dagli investimenti pubblici, dal turismo e dalla transizione industriale in un modello di sviluppo più equilibrato e meno esposto alle oscillazioni dei grandi mercati globali.

IL COMMENTO DI BARDI

La Basilicata non è in crisi strutturale. È la lettura del Presidente Vito Bardi sul Rapporto annuale della Banca d'Italia.

«I dati macroeconomici della Basilicata nel 2025 risentono esclusivamente di un effetto ottico statistico. Al netto della transizione automobilistica e delle quote energetiche internazionali - dinamiche che si decidono a Detroit, Parigi o nei vertici OPEC+ e non a Potenza - la nostra economia interna è solida, crea occupazione e vanta conti pubblici tra i più sani d'Italia», afferma il presidente.

Il crollo della produzione a Melfi del 47,2% non è responsabilità regionale, ma conseguenza del congelamento dello stabilimento Stellantis per il cambio dei modelli. «La Regione è un recettore passivo di queste dinamiche», spiega Bardi. Dove la programmazione regionale ha impatto diretto, i dati sono positivi. «Il comparto delle co-

struzioni è cresciuto del 2,2%, trainato dalla spesa per le opere pubbliche e dai progetti PNRR». La Basilicata vanta un debito pubblico pro capite di appena 882 euro, inferiore alla media nazionale di 1.342 euro.

L'occupazione è cresciuta dell'1,6%, il doppio della media nazionale. «Nonostante la "tempesta perfetta" nel settore industriale, le politiche attive della Regione hanno permesso all'occupazione di crescere dell'1,6%», evidenzia il Presidente. Il turismo rappresenta un successo: nel 2025 gli arrivi sono aumentati del 12,4% e le presenze del 10%, con un balzo della componente internazionale del 26,3%. «Quando i grandi player globali rallentano, una piccola economia aperta come la nostra subisce inevitabilmente un contraccolpo statistico. Non siamo di fronte a una crisi del "Sistema Basilicata", ma a una transizione industriale esogena», conclude Bardi. «Le fondamenta della Basilicata sono stabili e pronte a raccogliere i frutti della ripartenza delle grandi produzioni».

IL COMMENTO DI COSTANZA

Presente anche l’assessore alla programmazione del Comune di Potenza Loredana Costanza che ha affermato: «Preoccupano le difficoltà dell'automotive, il rallentamento delle esportazioni e la stagnazione di settori strategici». L'attività agricola ha ristagnato, i prezzi sono in aumento e il calo demografico incide negativamente sulle prospettive di sviluppo. La regione mostra un divario negativo in termini di reddito pro capite e benessere rispetto alla media nazionale. Pur registrando segnali positivi - aumento dei redditi reali, investimenti del PNRR e crescita dell'occupazione - la Basilicata fatica a tenere il passo del resto del Paese. «Il turismo rappresenta un'opportunità importante», continua Costanza. «L'ambiente può diventare un vero motore di sviluppo sostenibile: dalle aree protette ai borghi, dalle eccellenze enogastronomiche, la Basilicata possiede un patrimonio unico». «Serve una programmazione più efficace, investimenti mirati e una strategia di lungo periodo per sostenere l'innovazione e rafforzare il tessuto produttivo. Non possiamo rassegnarci a una Basilicata che arretra. Dobbiamo costruire le condizioni perché i giovani possano restare, studiare e lavorare qui», conclude l'assessora. «Queste opportunità vanno colte adesso, con coraggio e responsabilità, prima che vengano definitivamente sprecate».

Dopo la presentazione del rapporto della Banca d’Italia, la Cgil traccia un quadro critico tra stagnazione economica, denatalità e fuga dei giovani

Cgil Basilicata, Mega: «La Basilicata rischia la desertificazione sociale ed economica»

«Non sappiamo quale film abbia visto il presidente Vito Bardi, ma il quadro che emerge dal rapporto della Banca d’Italia sull’economia lucana è preoccupante e conferma uno stallo che non può essere attribuito solo alle congiunture internazionali, ma anche alle scelte e alle non scelte del governo regio- nale».È duro il commento del segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, dopo la presentazione del rapporto annuale di Bankitalia sull’economia regionale.Per il sindacalista, i dati descrivono una Basilicata in difficoltà. «Preoccupa che l’attività economica si sia ridotta dello 0,2%, a fronte della crescita registrata nel Mezzogiorno e nella media nazionale», afferma.Tra le criticità indicate da Mega c’è la situazione del comparto industriale. «L’ulteriore contrazione della pro-

duzione automobilistica nello stabilimento di Melfi ha avuto ripercussioni sull’intera filiera», sottolinea, evidenziando anche il rallentamento del terziario, il ristagno dell’agricoltura e la debolezza degli scambi con l’estero.Secondo la Cgil, pesano inoltre il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali e il rallentamento della crescita delle ore lavorate, soprattutto nel settore dell’auto.L’allarme maggiore riguarda però il quadro demografico. «I dati su spopolamento e invecchiamento sono devastanti», afferma Mega, ricordando che nel 2025 la popolazione lucana è diminuita dello 0,6%, con una riduzione che continua a interessare soprattutto giovani e persone in età lavorativa.Il segretario della Cgil richiama anche l’attenzione sulle difficoltà occupazionali. «Tra i giovani tra i 15 e i 34 anni il tasso di partecipazione si è fer-

Il segretario della Fai Cisl Basilicata commenta il rapporto della Banca d’Italia

Apetino: «Rafforzare le filiere per costruire crescita stabile»

Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia lucana conferma le potenzialità della Basilicata e indica le direttrici su cui costruire una crescita più solida e duratura. Ne è convinto il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Raffaele Apetino, che legge nei dati presentati dall’istituto segnali incoraggianti per il sistema produttivo regionale.«La Basilicata ha le carte per crescere. La sfida è trasformare le po-

tenzialità del territorio in sviluppo stabile, lavoro e nuove opportunità per le comunità locali», afferma Apetino.Nel settore agricolo, il 2025 si è caratterizzato per una sostanziale tenuta dei livelli produttivi e del valore aggiunto, nonostante un contesto ancora segnato dall'aumento dei costi di produzione e dalle incertezze che continuano a interessare i mercati internazionali. In questo quadro, il Complemento di Sviluppo Rurale Basilicata 2023-2027 rappresenta uno strumento strategico per sostenere competitività, innovazione e sostenibilità delle imprese agricole lucane.Particolarmente significativo il risultato raggiunto dall’agroalimentare regionale.

Tra il 2019 e il 2025 le esportazioni del comparto sono più che raddoppiate, arrivando a rappresentare il 20% dell’export lucano.«È un dato che dimostra come qualità delle produzioni, tradizione e capacità imprenditoriale possano diventare il motore della nuova economia

regionale», sottolinea il segretario della Fai Cisl.Segnali positivi arrivano anche dal commercio con l’estero. Dopo il rallentamento registrato nel 2025, il primo trimestre del 2026 ha fatto segnare una crescita delle esportazioni del 18,2% su base annua, indicando una possibile inversione di tendenza.Per Apetino la strada da seguire è chiara: «Occorre rafforzare le filiere produttive, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese sui mercati internazionali, valorizzando al tempo stesso il lavoro e le competenze presenti sul territorio».

Da qui l'invito a utilizzare al meglio le risorse disponibili e a mettere in campo politiche capaci di integrare agricoltura, impresa, occupazione e tutela del territorio. «La crescita dell’agroalimentare dimostra che quando si programma e si investe con visione i risultati arrivano. È da qui che bisogna partire per costruire il futuro economico della Basilicata», conclude Apetino.

mato al 40,3%, ben al di sotto della media nazionale», osserva. Rimane inoltre ampio il divario di genere: «Il tasso di attività femminile continua a crescere ma resta inferiore di circa 24 punti percentuali rispetto a quello maschile».Mega evidenzia infine il persistente ritardo della Basilicata rispetto al resto del Paese in termini di reddito, spesa familiare e qualità del lavoro. «Resta cruciale la questione dei bassi salari», afferma, soffermandosi anche sul turismo che, pur avendo consolidato il proprio peso nell’economia regionale, continua a essere caratterizzato da livelli retributivi inferiori alla media del settore privato.Da qui l’appello alla Regione. «È il momento di smetterla con le narrazioni da propaganda e affrontare con serietà, insieme alle organizzazioni sindacali, le emergenze dello spopolamento e della crisi industriale».Infine la richiesta di coinvolgere il governo nazionale. «Non c’è più tempo. La rotta va invertita subito. Si porti la vertenza Basilicata al tavolo nazionale prima che la nostra regione continui a perdere popolazione, lavoro e prospettive».

L’ANALISI DELLA CONFSAL BASILICATA

Economia lucana in calo, De Grazia: «Servono scelte concrete e coraggiose»

Lacontrazione dello 0,2% dell’economia lucana nel 2025, evidenziata dal rapporto della Banca d’Italia sulle economie regionali, conferma le criticità strutturali della Basilicata e la necessità di una strategia di sviluppo condivisa. È quanto sostiene la Confsal Basilicata, che richiama l’attenzione sulle difficoltà del sistema produttivo regionale.«La crisi del polo industriale di Melfi e dell’intera filiera dell’automotive continua ad avere effetti rilevanti su occupazione ed economia», afferma il segretario regionale Gerardo De Grazia. «I primi segnali di ripresa vanno sostenuti con investimenti, formazione e garanzie per lavoratori e imprese».La Confsal valuta positivamente la crescita delle costruzioni, favorita dagli investimenti pubblici e dal PNRR, e l’aumento di occupazione e retribuzioni reali. Restano però elementi di preoccupazione il calo demografico, la debolezza dei consumi, la stagnazione dell’agricoltura e le difficoltà dell’export.Secondo il sindacato, anche il turismo, pur in crescita, necessita di una programmazione capace di trasformare l’aumento delle presenze in sviluppo stabile e lavoro qualificato.«La Basilicata continua a perdere popolazione e competenze», aggiunge De Grazia. «Occorre creare condizioni favorevoli per chi vive, lavora e investe sul territorio».La Confsal chiede infine l’apertura di un confronto permanente con le parti sociali per definire un piano di sviluppo basato su innovazione, infrastrutture e sostegno alle imprese.

Tra le prime amministrazioni a dotarsi di una disciplina organica e immediatamente operativa per governare l’Intelligenza artificiale

Basilicata regola l'uso dell’Ia negli uffici pubblici regionali

POTENZA. La Regione Basilicata si dota di una disciplina organica per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. La Giunta regionale ha approvato la deliberazione n.202600346 che adotta la direttiva per l’impiego dei sistemi di Ia e le relative linee guida operative, destinate a tutte le strutture regionali, agli enti strumentali e ai soggetti a controllo pubblico.

Secondo Michele Busciolano, dirigente generale dell’Amministrazione digitale, la Basilicata si colloca tra le prime amministrazioni italiane ad aver introdotto un modello regolatorio completo, vincolante e immediatamente applicabile. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle strategie nazionali ed europee per la trasformazione digitale e punta a garantire un utilizzo efficace, sicuro e responsabile delle nuove tecnologie.

La direttiva definisce i principi che dovranno guidare l’impiego dell’Intelligenza artificiale: legalità, trasparenza, responsabilità, centralità della persona, controllo umano, tutela dei diritti fondamentali, sicurezza informatica e protezione dei dati. Tra le principali novità fi-

gurano l’istituzione di un sistema di governance con ruoli e competenze definiti, l’obbligo di valutazione preventiva dei sistemi utilizzati e la classificazione dei rischi secondo quanto previsto dall’AI Act europeo. Previsti inoltre strumenti di tracciabilità, monitoraggio continuo e verifiche periodiche, insieme all’integrazione dell’Ia nelle politiche di sicurezza informatica e gestione dei dati.Le linee guida operative accompagnano dirigenti e funzionari durante tutte le fasi del ciclo di vita dei sistemi, dalla progettazione all’acquisizione, fino all’utilizzo e alla dismissione. Sono inoltre previsti strumenti per valutare l’impatto delle tec-

nologie sui dati personali e sui diritti dei cittadini. L’obiettivo è migliorare la qualità dei servizi pubblici, supportare i processi decisionali dell’amministrazione e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il documento introduce anche indicatori per misurare il valore pubblico generato dall’impiego dell’Intelligenza artificiale.

«Con l’adozione del provvedimento – conclude Busciolano – la Regione Basilicata definisce un modello organizzativo e regolatorio orientato a garantire efficacia amministrativa, tutela dei diritti e sicurezza dei dati nel percorso di trasformazione digitale del settore pubblico».

Consumatori, Cupparo: «Riformiamo la legge»

POTENZA. Aggiornare una legge che compie venticinque anni per adeguarla ai cambiamenti del mercato e delle abitudini di consumo. È questo l’obiettivo della proposta di modifica della legge regionale 40 del 2000 sulla tutela dei consumatori e degli utenti, al centro di un incontro presieduto dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo.Al confronto hanno partecipato il direttore generale del Dipartimento Sviluppo economico, Giuseppina Lo Vecchio, il presidente del Comitato regionale consumatori e utenti, Canio D’Andrea, e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori.La Regione punta a rendere la normativa più moderna e coerente con il nuovo Testo unico del commercio. «Dopo venticinque anni dall’approvazione della legge – ha detto Cupparo – è necessario adeguare gli strumenti normativi ai profondi cambiamenti intervenuti nei mercati, nei consumi e nell’accesso ai servizi».Particolare attenzione sarà riservata al commercio elettronico, alla digitalizzazione e alla tutela dei dati personali. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il ruolo degli sportelli territoriali delle associazioni e l’impegno della Regione a garantire un primo contributo economico al Comitato regionale consumatori e utenti per sostenerne le attività.

Lo studio Fipe fotografa un settore vivo in Basilicata mentre a livello nazionale il comparto perde quasi diecimila imprese

Pubblici esercizi, Matera e Potenza in crescita

MATERA. Matera e Potenza si collocano tra i venti capoluoghi italiani che hanno registrato il maggiore incremento di pubblici eser- cizi nell’ultimo decennio. È quanto emerge dall’indagine «Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici», realizzata da Fipe in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e presentata a Roma. Tra il 2015 e il 2025 Matera ha registrato un saldo positivo di 52 attività, pari a una crescita del 17,7 per cento. L’aumento è stato particolarmente marcato nel centro storico, dove i pubblici esercizi sono cresciuti del 23,4 per cento, mentre nelle aree esterne l’incremento si è fermato all’11,3 per cento. Positivi anche i dati di Potenza, che nello stesso periodo ha guadagnato 29 attività tra centro

storico e resto della città, con una crescita del 10,3 per cento. I numeri assumono un valore ancora più significativo se confrontati con il quadro nazionale. In Italia il settore continua a rappresentare un presidio essenziale per socialità, servizi e sicurezza urbana, con oltre 262 mila imprese attive, ma negli ultimi dieci anni ha perso quasi diecimila attività, pari a una flessione del 3,7 per cento. A pesare è soprattutto il calo dei bar, diminuiti di oltre 22 mila unità, anche per effetto della trasformazione di molte imprese verso formule maggiormente orientate alla ristorazione.

Lo studio evidenzia inoltre una netta differenza tra le aree del Paese. Mentre numerose città del CentroNord registrano una contrazione del numero di esercizi, diverse re-

altà del Mezzogiorno mostrano una crescita sostenuta. Napoli guida la classifica nazionale con 704 nuove attività, seguita da Palermo, Bari e Taranto.

In questo contesto, Matera e Potenza confermano il dinamismo della Basilicata e il ruolo strategico svolto dal comparto per economia urbana, turismo e occupazione.

Per Confcommercio, tuttavia, la crescita numerica non basta. La diffusione di attività legate alla ristorazione veloce e all’asporto può infatti incidere sulla qualità urbana e sulla vivibilità dei centri storici. «Le dinamiche in atto nei nostri centri storici richiedono una visione strategica e non semplici interventi tampone», ha affermato il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, secondo il quale le amministrazioni locali devono accompagnare lo sviluppo con una pianificazione attenta, capace di preservare identità, attrattività e qualità della vita. La sfida, conclude l’associazione, sarà coniugare crescita economica e governo del territorio, valorizzando le imprese che investono in professionalità e servizi senza compromettere l’equilibrio delle città.

DOPO 25 ANNI SI AVVIA L’AGGIORNAMENTO

In programma la presentazione delle attività del nuovo Presidente della Confederazione degli industriali lucani D’Alema

Confindustria Basilicata, appuntamento

il 26 giugno per l’Assemblea pubblica

Si terrà giovedì 26 giugno, a partire dalle ore 15.30, l’Assemblea pubblica di Confindustria Basilicata. Il Park Hotel di Potenza ospiterà imprenditori, rappresentanti istituzionali e stakeholder del territorio per il principale appuntamento annuale dell’associazione. Cuore dell’evento sarà la presentazione ufficiale della nuova squadra e del programma di attività per il quadriennio 2026-2030 del neo Presidente della Confederazione degli industriali lucani, Francesco

«Uno

D’Alema. Un documento che traccerà le linee strategiche per la crescita, l’innovazione e la competitività del sistema impresa in Basilicata. A dare peso nazionale all’Assemblea la presenza del Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Il numero uno degli industriali italiani dialogherà con la platea in un’intervista condotta dalla giornalista del TG5 Roberta Floris. Al centro del confronto i temi chiave per il Mezzogiorno: PNRR, transizione energetica, capitale umano e attrattività

degli investimenti. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Un segnale della collaborazione tra sistema produttivo e Istituzioni sui progetti per il futuro della regione. L’appuntamento del 26 giugno si conferma, quindi, come momento di confronto e rilancio per l’economia lucana, con Confindustria Basilicata che punta a definire obiettivi e azioni concrete per i prossimi quattro anni.

strumento di supporto ai lavoratori e non un mezzo per comprimere diritti, ridurre professionalità o aggirare le tutele contrattuali»

L’IA nella Pubblica Amministrazione, Tortorelli:

«Bene direttiva, ma ora puntiamo al confronto»

La UIL Basilicata accoglie positivamente l'approvazione da parte della Giunta regionale della Direttiva per l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione regionale, un provvedimento che pone la Basilicata tra le prime Regioni italiane ad aver definito un quadro organico di regole, procedure e responsabilità per l'impiego delle nuove tecnologie digitali. «Siamo di fronte ad una scelta importante e lungimirante – dichiara Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale UIL Basilicata –perché l'Intelligenza Artificiale è destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sui processi amministrativi e sulla qualità dei servizi pubblici. Condividiamo l'impostazione della Direttiva regionale che richiama principi fondamentali quali trasparenza, tutela dei

diritti, controllo umano, sicurezza dei dati e responsabilità nell'utilizzo delle tecnologie». Per la UIL Basilicata, tuttavia, la regolamentazione dell'Intelligenza Artificiale non può limitarsi agli aspetti tecnologici e organizzativi, ma deve affrontare anche le ricadute sul lavoro e sulle relazioni industriali. «L'IA deve rappresentare uno strumento di supporto alle lavoratrici e ai lavoratori e non un mezzo per comprimere diritti, ridurre professionalità o aggirare le tutele contrattuali. La transizione digitale deve essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale e nella partecipazione delle organizzazioni sindacali ai processi di cambiamento». La UIL Basilicata richiama inoltre l'attenzione su un rischio concreto che potrebbe emergere con la diffusione delle

nuove tecnologie: quello di nuove forme di dumping contrattuale e organizzativo. «L'innovazione non può diventare il pretesto per esternalizzare attività, frammentare i processi produttivi, ridurre il valore del lavoro o applicare contratti meno tutelanti. Sarebbe un errore gravissimo utilizzare l'Intelligenza Artificiale per alimentare modelli organizzativi fondati sul massimo ribasso, sulla precarizzazione o sulla sostituzione indiscriminata delle competenze umane. L'efficienza non può essere perseguita a scapito della qualità del lavoro e della dignità delle persone». Per questo la UIL Basilicata ritiene indispensabile l'apertura di un confronto permanente tra Regione, amministrazioni pubbliche e parti sociali, finalizzato a monitorare gli effetti dell'introduzione dell'IA sull'occupazione, sull'organizzazione del la-

voro, sulle professionalità e sulla contrattazione collettiva. «La Basilicata può diventare un modello nazionale nell'utilizzo responsabile dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione. Per riuscirci occorre però garantire che l'innovazione proceda insieme alla tutela dei diritti, alla valorizzazione delle competenze e al rafforzamento della contrattazione collettiva. Solo così la trasformazione digitale potrà produrre vero valore pubblico e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». La UIL Basilicata seguirà con attenzione l'attuazione della Direttiva regionale, offrendo il proprio contributo affinché l'Intelligenza Artificiale rappresenti un'opportunità di crescita, innovazione e sviluppo, senza arretramenti sul terreno dei diritti del lavoro, della qualità dell'occupazione e delle tutele contrattuali.

Pittella: «Auguri di buon lavoro al nuovo Rettore». Telesca: «Con il Rettore Caccavale si rafforza il legame tra Potenza e Università della Basilicata»

Caccavale eletto Rettore dell’Unibas: messaggi di auguri da tutto il territorio

Il professor Fabrizio Caccavale è il nuovo Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata per il sessennio 2026-2032. La sua elezione, arrivata al termine del percorso elettorale interno all’Ateneo, segna l’avvio di una nuova fase per l’Università lucana, chiamata nei prossimi anni a rafforzare il proprio ruolo nel sistema accademico nazionale e nel rapporto con il territorio.L’esito della consultazione ha confermato una larga convergenza della comunità universitaria attorno alla sua figura, in un passaggio che ha visto una partecipazione significativa del corpo docente, del personale tecnico-amministrativo e della rappresentanza studentesca. Il nuovo mandato si inserisce in un contesto di sfide rilevanti per l’Ateneo, tra internazionalizzazione, innovazione didattica, ricerca e capacità di attrarre e trattenere giovani talenti.La nomina di Caccavale è stata accolta con numerosi messaggi di auguri da parte delle istituzioni regionali e cittadine, che hanno sottolineato la centralità dell’Università della Basilicata come presidio culturale e motore di sviluppo per l’intera regione. Dal Consiglio regionale fino all’Amministrazione comunale di Potenza, emerge un quadro di fiducia e aspettative condivise sul nuovo corso dell’Ateneo.

PITTELLA: «CACCAVALE

GUIDA L’UNIBAS IN UNA FASE DECISIVA PER IL TERRITORIO»

Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata Marcello Pittella ha rivolto i propri auguri al nuovo Rettore, sottolineando la centralità dell’Ateneo nel sistema regionale.«L’Università

della Basilicata è un’istituzione centrale per la vita culturale, scientifica e civile della regione. La sua capacità di formare competenze e produrre ricerca di qualità rappresenta una risorsa per la Basilicata e per il Mediterraneo», ha dichiarato Pittella, evidenziando come l’elezione di Caccavale arrivi in una fase particolarmente delicata per il rapporto tra Università e territorio.Il presidente ha richiamato anche le principali sfide dei prossimi anni: «Le sfide legate all’innovazione, alla mobilità dei talenti e alla capacità di incidere sullo sviluppo

regionale richiedono una università presente e autorevole».Infine, Pittella ha voluto esprimere un ringraziamento al Rettore uscente Ignazio Marcello Mancini: «Un ringraziamento al Rettore uscente per il lavoro svolto e per il contributo dato alla crescita dell’Ateneo».

SMALDONE: «CACCAVALE PROFILO DI AUTOREVOLEZZA E COMPETENZA PER L’ATENEO» Il presidente del Consiglio comunale di Potenza Pierluigi Smaldone ha espresso le proprie congratulazioni, definendo l’Uni-

versità della Basilicata un presidio fondamentale per la crescita del territorio.«L’Università degli Studi della Basilicata rappresenta un presidio fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica del nostro territorio», ha affermato Smaldone, sottolineando il valore del nuovo Rettore come figura di riferimento per la comunità accademica.Nel suo intervento ha evidenziato il profilo scientifico e accademico di Caccavale, professore ordinario di Automatica, richiamandone l’esperienza nella ricerca, nell’innovazione tecnologica e nella governance universitaria.

TELESCA: «POTENZA E UNIBAS CRESCONO INSIEME NEL SEGNO DELLA COLLABORAZIONE» Il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha accolto con favore la nomina del nuovo Rettore, definendola una scelta importante per l’intera comunità accademica e per la Basilicata.«È una scelta importante per tutta la comunità accademica e per l’intera Basilicata», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando il ruolo dell’Università come parte viva del tessuto urbano e sociale della città.Telesca ha poi ribadito il legame tra Ateneo e territorio: «Potenza e l’Università degli Studi della Basilicata crescono insieme», evidenziando la necessità di rafforzare il dialogo istituzionale e la progettualità condivisa.Il sindaco ha infine ringraziato il Rettore uscente Ignazio Marcello Mancini, auspicando per il nuovo mandato un percorso «aperto, dinamico e capace di affrontare le sfide future», con particolare attenzione ai giovani, alla ricerca e ai servizi universitari.

Fabrizio Caccavale
Marcello Pitella
Pierluigi Smaldone
Vincenzo Telesca

Le materie oggetto d’esame riguardano le discipline caratterizzanti i singoli indirizzi di studio, già fissate dal Ministero dell’Istruzione lo scorso gennaio

Maturità 2026, oggi la seconda prova scritta

Telesca e D’Andrea: «Voi, il tema che conta»

D I M IR IA M G A LGA N O

Sono oltre 5mila glj studenti lucani che, da ieri, stanno affrontanto gli Esami di Maturità. Ieri mattina, la prima prova scritta, quella di italiano, uguale per tutti su tutto il territorio nazionale. In Basilicata, i candidati sono 5.097: nel dettaglio, 3.056 in provincia di Potenza e 2.041 in provincia di Matera. Per valutarli, sono operative ben 162 Commissioni dislocate in tutta la Regione, 100 nel Potentino e 62 nel Materano. Ogni Commissione è composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due membri interni. Oggi, 19 giugno, è in programma la seconda prova, dedicata alle discipline caratterizzanti i singoli indirizzi di studio. Per gli studenti dei percorsi EsaBac e delle sezioni internazionali è prevista anche una terza prova scritta, fissata per mercoledì 25 giugno. Analizzando la distribuzione, i licei restano la scelta maggioritaria: 2.693 maturandi, pari al 52,8% del totale. Seguono gli Istituti tecnici con 1.481 studenti, il 29%, e gli Istituti professionali con 923 candidati, il 18,1%.Per garantire il regolare svolgimento degli esami, è stata attivata una task force regionale e provinciale, coordinata dall’Ufficio scolastico regionale con il supporto del servizio ispettivo.

LA PRIMA PROVA

È ANDATA

Come da tradizione, la prima prova scritta è stata quella di italiano. Alle 8:30, i maturandi hanno ricevuto le 7 tracce predisposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Tempo a disposizione: 6 ore per sviluppare l’elaborato. Le tracce erano divise nelle 3 tipologie previste: 2 di analisi del testo, 3 di testo argomentativo e 2 di tematiche di attualità. Tipologia A - Analisi del testo: per la prosa è stato scelto Vitaliano Brancati, con un brano tratto da “I piaceri”; per la poesia è uscita “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese. Due classici del Novecento, chiamati a mette-

re alla prova capacità di comprensione e rielaborazione. Tipologia B - Testo argomentativo: tre spunti di riflessione. Nel dettaglio, un estratto dal discorso di insediamento del Presidente dell’Assemblea Costituente, Giuseppe Saragat; l’articolo “Te lo dico con parole tue: la scienza di scrivere per farsi capire” di Piero Bianucci; e un brano di Frank Furetti, “I confini contano: perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”. Tipologia C - Tema di attualità: per discutere sul presente, il Ministero ha proposto un passaggio da “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi e l’articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista tedesca Wenke Husmann. “UN RITO DI PASSAGGIO, MA

UTILE SOLO

A METÀ”: LO DICE

IL CENSIS

La maturità resta un rito di passaggio, ma perde valo- re pratico. È il quadro che emerge dall’indagine Censis “La scuola vista dai giovani”, realizzata con oltre 8mila studenti delle superiori, nell’ambito del progetto Iride. Sul piano simbolico, l’esame tiene. Il 58,3% dei ragazzi lo considera ancora un momento importante del percorso scolastico. Tra i diplomati tra i 18 e i 24 anni la percentuale sale: il 62,5% lo identifica come l’ingresso nell’età adulta e il 58% come un “trampolino verso il futuro”. Numeri che confermano il peso culturale dell’esame. Eppure, i dati sull’esito rendono l’asticella meno alta. Nell’anno scolastico 2024-2025 è stato ammesso il 96,5% degli scrutinati e si è diplomato il 99,7% dei candidati.

Bocciature e non ammissioni sono diventate eventi residuali.Qui nasce la frattura segnalata dal Censis. Accanto al valore simbolico, cresce la critica sulla funzione concreta. Il 72% dei diplomati ricorda la maturità soprattutto per “la gestione dello studio e dell’ansia da prestazione”, più che per i contenuti. E, oltre la metà dei ragazzi, ne ridimensiona l’impatto: il 51,9% ammette che non

lascia un ricordo particolarmente significativo, mentre il 49,8% pensa che potrebbe essere abolita senza conseguenze rilevanti sul percorso scolastico. La tensione tra rito e utilità emerge anche sul fronte della protesta. Quella dei maturandi 2025 che rinunciarono volontariamente all’orale, ha raccolto consensi: il 73,8% degli studenti intervistati si dichiara favorevole, pur con riserve sulle modalità scelte. In sintesi, per le nuove generazioni la maturità è ancora una tappa da superare, ma sempre meno una prova che “cambia la vita”. Un esame importante, sì; indispensabile, molto meno.

OGGI LA SECONDA PROVA

Dopo la prova d’italiano, la Maturità 2026 entra nel vivo oggi, venerdì 19 giugno, con la seconda prova scritta. Le materie oggetto d’esame erano già state fissate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito lo scorso gennaio.Ogni indirizzo ha la sua disciplina caratterizzante: Latino per il Liceo Classico, Matematica per lo Scientifico, Lingua Straniera 1 – la prima lingua studiata – per il Linguistico. Negli Istituti tecnici, la prova cambia a seconda del percorso: Economia Aziendale per AFM - Amministrazione, Finanza e Marketing; Progettazione, Costruzioni e Impianti per Costruzioni, Ambiente e Territorio, l’ex geometra. Stesso criterio per tutti gli altri indirizzi, liceali, tec-

nici e professionali. L’elenco completo e aggiornato è pubblicato sul sito ufficiale del Ministero. La novità di quest’anno riguarda più esterni in Commissione. Rispetto allo scorso anno, cambia un aspetto che pesa sull’ansia dei ragazzi. In quasi tutti gli Istituti, la seconda prova sarà corretta da un commissario esterno, non più il docente di classe. Una scelta che aumenta l’incertezza: gli studenti non potranno confrontarsi con un insegnante già conosciuto, un fattore spesso decisivo in una prova così delicata. Eccezione per i professionali del nuovo ordinamento. Per gli Istituti Professionali riformati la logica cambia. La seconda prova non punta su una singola materia, ma verifica competenze e nuclei tematici fondamentali del percorso specifico. L’obiettivo è valutare capacità pratiche e professionalizzanti più che nozioni.

TELESCA E

D’ANDREA: «LA TRACCIA PIÙ IMPORTANTE SIETE VOI» «C’è chi oggi parlerà di Intelligenza Artificiale, chi rifletterà sugli Ottant’anni della Repubblica, chi si lascerà guidare dalle parole dei grandi autori. Al di là della traccia scelta, ce n’è una che accomuna tutti i maturandi: quella del proprio futuro». È questo il messaggio che il Sindaco e l’assessore alla Pubblica Istruzione rivolgono agli studenti impegnati negli

Esami di Stato 2026. «Le tracce di quest’anno - proseguono Telesca e D’Andrea - raccontano un Paese che guarda contemporaneamente indietro e avanti: alla memoria e all’innovazione, alla storia della nostra Repubblica e alle sfide dell’Intelligenza Artificiale. Sono temi che parlano del mondo che state ereditando, ma soprattutto di quello che sarete chiamati a costruire. Per un giorno, tra banchi, fogli protocollo ed emozioni, milioni di parole verranno scritte. Alcune parleranno del passato, altre proveranno a interpretare il presente. Tutte, però, avranno qualcosa in comune: la voce di una generazione che si affaccia alla vita adulta. In un tempo in cui l’Intelligenza Artificiale può suggerire risposte, la scuola continua a chiedere ciò che nessuna macchina può sostituire: il pensiero critico, la sensibilità, la capacità di scegliere da che parte sta- re. È questo il vero valore della Maturità». «L’augurio dell’Amministrazione comunale è che ogni studente viva questo giorno non con la paura di essere giudicato, ma con l’orgoglio di raccontare ciò che ha imparato, ciò che è diventato e ciò che sogna di essere. Perché la prova di oggi terminerà tra poche ore. La traccia che conta davvero, invece, continuerà domani. E non sarà scritta dal Ministero. Sarà scritta da voi», concludono Sindaco e assessore D’Andrea.

A OLTRE

IL GIARDINO Spazio anche alle sfide delle aree interne e ai 18 anni del festival cinematografico Marateale

Dieci Comuni, un progetto comune: il Metapontino scommette sul futuro

Dieci Comuni del Metapontino hanno sottoscritto un accordo strategico che punta a superare campanilismi e divisioni politiche per costruire una visione condivisa di sviluppo. Questo il nuovo approfondimento di “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace. L'obiettivo del patto è quello di migliorare servizi, infrastrutture, turismo, agricoltura e capacità di attrarre finanziamenti attraverso una programmazione unitaria. Ospiti in studio Enrico Bianco, sindaco di Policoro, Domenico Albano, sindaco di Pisticci e Giuseppe Di Sanzo, sindaco di Montalbano Jonico.Enrico Bianco, sindaco di Policoro, ha spiegato che non si tratta di un semplice protocollo ma che «nasce da una necessità espressa dagli operatori economici, che già considerano il Metapontino un unico territorio. Vogliamo dotarci di un progetto organico di sviluppo per accedere a finanziamenti straordinari e smettere di procedere in ordine sparso». Bianco ha sottolineato che la governance resterà nelle mani dei sindaci e che il territorio deve tornare ad avere una visione strategica, come avvenne ai tempi della riforma fondiaria che diede impulso alla crescita dell'area. Domenico Albano, sindaco di Pisticci, ha evidenziato il valore dell'iniziativa al di là delle appartenenze politiche. «Quando rappresentiamo il territorio non esistono colori né bandiere. Siamo dieci Comuni con pari dignità, dai più grandi ai più piccoli». Albano ha definito il Metapontino la "California Lucana", per il suo peso economico e demografico, e ha indicato tra le priorità agricoltura, turismo, cultura, infrastrutture e sostenibilità ambientale. Sul turismo ha proposto un'offerta integrata che colleghi mare, borghi storici e attrattori culturali, permettendo ai visitatori di scoprire l'intero territorio.Giuseppe Di Sanzo, sindaco di Montalbano Jonico, ha definito il proprio Comune una cerniera tra costa e aree interne. Secondo Di Sanzo il patto consentirà di razionalizzare risorse, condividere servizi e rafforzare il peso contrattuale del territorio verso Regione e altre istituzioni: «Un conto è la voce di un singolo comune, un altro quella di un'area da oltre centomila abitanti». Ha inoltre sostenuto la necessità di una nuova governance territoriale fondata sul protagonismo locale. Tra i temi affrontati anche trasporti e viabilità, considerati fondamentali per collegare efficacemente costa e interno. Sul fronte agricolo, i sindaci hanno ribadito l'impegno per la legalità, sottolineando che le principali

aziende del territorio operano nel rispetto delle norme e che il contrasto allo sfruttamento del lavoro richiede soprattutto un maggiore intervento dello Stato.Infine, è stata avanzata l'idea di un cartellone unico degli eventi del Metapontino, per valorizzare in rete le iniziative culturali e turistiche dei diversi comuni e rafforzare ulteriormente l'identità del territorio come destinazione integrata. La trasmissione prosegue poi con il sindaco di Castronuovo di Sant’Andrea, Umberto Di Matteo, che ha raccontato il percorso che lo ha riportato nel suo paese dopo diciotto anni trascorsi al Nord come insegnante per poi diventare nella sua terra primo cittadino della comunità. Una scelta maturata per ragioni personali e affettive: «Non avendo costituito una famiglia lontano dalle mie origini, il richiamo delle radici, dei genitori che invecchiano, degli amici e dei luoghi dell’infanzia è diventato sempre più forte». A questo si è aggiunta la richiesta di numerosi concittadini di candidarsi alla guida del comune come figura di rinnovamento e unità. Castronuovo di Sant’Andrea conta circa 800 abitanti e condivide le difficoltà tipiche delle aree interne: spopolamento, poche opportunità lavorative e servizi limitati. Tuttavia, il sindaco individua due grandi risorse identitarie. La prima è la figura di Sant’Andrea Avellino, nato nel paese e protagonista della vita religiosa del Cinquecento: «Una personalità di altissimo spessore spirituale e culturale che può rappresentare un volano per il turismo religioso».La seconda risorsa è il patrimonio culturale legato al polo museale e all’opera del professor Peppino Appella, critico d’arte e intellettuale di rilievo nazionale. Di Matteo ha ricordato le stagioni culturali che hanno portato nel borgo personalità di fama internazionale e ha sottolineato il valore dell’immenso patrimonio librario e artistico lasciato da Appella: «Potrebbe consentirci di rilanciare il paese e renderlo una meta di turismo culturale». Tra le criticità del borgo emerge però la fragilità idrogeologica del territorio. Il sindaco ha ricordato la grande frana verificatasi cinque anni fa: «Alcune famiglie non sono ancora rientrate nelle proprie abitazioni e qualcuno è morto senza poter tornare a casa». L’amministrazione attende il completamento dell’iter progettuale finanziato per la messa in sicurezza dell’area. Sul fronte sanitario, Di Matteo evidenzia soprattutto il problema della distanza dai principali presidi ospedalieri: «Per un ricovero urgente i tempi di percorrenza possono essere determinanti». Ha inoltre rilanciato l’idea di un servizio di taxi sociale per accompagnare

anziani e persone fragili alle visite specialistiche. Particolarmente delicata la situazione demografica. Le nascite oscillano tra tre e sei all’anno. Nonostante ciò, il paese mantiene scuola dell’infanzia, primaria e media grazie a pluriclassi e all’impegno della comunità. «Ci batteremo per evitare la chiusura delle scuole e per offrire ai ragazzi maggiori occasioni di socialità». Guardando al futuro, il sindaco individua un obiettivo soprattutto umano: «Vorrei che tra cinque anni i cittadini percepissero un cambiamento reale, non fatto di grandi opere ma di maggiore spirito di comunità, attenzione al sociale e partecipazione». Una visione che punta a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione di una piccola comunità che continua a resistere alle difficoltà delle aree interne lucane. Infine l’ultima parte della trasmissione viene dedicata al Marateale, celebre festival cinematografico che quest’anno compie 18 anni . La manifestazione celebra la maggiore età con un'edizione che conferma la crescita di un festival ormai entrato nelle agende nazionali e internazionali del cinema. Il direttore artistico Nicola Timpone, ospite in studio ha annunciato l'uscita del volume "Marateale 18 anni, la storia continua", con la prefazione di Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia. «Fare 18 anni significa guardare con orgoglio a un percorso iniziato quasi per intuizione e diventato oggi un festival internazionale» ha affermato Timpone. Nato come rassegna, Marateale è oggi riconosciuto a livello nazionale e internazionale grazie a tre concorsi: Marateale in School, Marateale in Short e Marateale in Green, che raccolgono quasi 3.000 opere da tutto il mondo. Tra i successi più significativi, la qualifica-

zione agli Oscar del corto animato iraniano All’ombra del Cipresso, poi vincitore della statuetta. «Per noi è stata una grande soddisfazione e ha contribuito a portare a Maratea persino la presidente degli Academy» ha sottolineato con orgoglio Timpone.L'edizione 2026 si terrà dal 20 al 25 luglio e sarà un festival diffuso, con eventi a Maratea, Latronico, Rivello, Trecchina, Sapri e Policoro. Tra gli ospiti annunciati figurano artisti provenienti da India, Spagna, Stati Uniti ed Egitto, oltre all'archeologo Zahi Hawass, protagonista di una masterclass a Policoro.Confermata la partnership con Frecciarossa, che consente di raggiungere Maratea in poche ore e offre sconti dedicati ai partecipanti. «Il treno ha incrementato fortemente il turismo e generato un importante ritorno economico per il territorio» ha evidenzia Timpone.L'apertura vedrà protagonista la Banda dell'Aeronautica Militare, seguita dalla presentazione di Radio2 e dalla presenza di Lino Banfi, ormai amico storico del festival. In programma anche Tony e Nino D'Angelo. Tra le novità, un protocollo d'intesa con UNICEF per sviluppare iniziative dedicate all'infanzia durante tutto l'anno. Guardando al futuro, Timpone non ha nascosto il suo sogno: «Il mio desiderio resta quello di portare a Maratea Julia Roberts».

Mercoledì 24, focus con Federico Gelli e Maurizio Hazan. Modera il giornalista di Cronache Leporace

Rischio sanitario, al San Carlo Tavola rotonda sulla Legge Gelli

Si terrà mercoledì 24 giugno alle ore 15:30, presso l’auditorium dell’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza la tavola rotonda “Il rischio sanitario –L’attuazione della Legge Gelli: responsabilità, danno e assicurazione”.

Il convegno promosso dall’Ordine degli Avvocati di Potenza con la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, sanitario, assicurativo e giuridico.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento su uno dei temi più rilevanti per il sistema sanitario e per la professione forense: l’evoluzione della responsabilità sanitaria alla luce della Legge Gelli-Bianco e delle sue prospettive applicative, con particolare attenzione ai profili del danno, della gestione del rischio clinico e delle coperture assicurative. Tra i protagonisti dell’incontro figurano Federico Gelli, Direttore Generale della Direzione Sanità, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana e tra i principali artefici della riforma, e Maurizio Hazan, avvocato e riconosciuto tra i maggiori esperti italiani in materia di responsabilità civile e assicurazione sanitaria.

Interverranno inoltre Stefano Lorusso, Direttore Generale del Mini-

stero della Salute, Matteo Baviello, Amministratore Delegato di AmTrust Assicurazioni S.p.A., Aldo Di Fazio, Direttore della Medicina Legale dell’A.O.R. “San Carlo”, Amedeo Materazzetti, Amministratore di GBSAPRI S.p.A., e Antonio Perretti, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Consulbrokers

S.p.A. A moderare il confronto sarà il giornalista Paride Leporace. Nel corso dell’evento sarà inoltre presentato il volume “L’attuazione della Legge Gelli e la TUN: responsabilità, danno e assicurazione. Analisi, prospettive e proposte applicative”, curato da Federico Gelli, Maurizio Hazan, Daniela Zorzit e Andrea Codrino e pubblicato da Lefebvre Giuffrè, quale contributo scientifico al dibattito sull’evoluzione della disciplina. L’appuntamento si propone di offrire un momento di confronto qualificato tra professionisti del diritto, operatori sanitari, compagnie assicurative e istituzioni, favorendo una riflessione condivisa sulle sfide applicative della normativa e sul futuro del sistema della responsabilità sanitaria.

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Potenza ai fini del riconoscimento dei crediti formativi e con il patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurgi e degli Odontoiatri di Potenza.

Il reparto di Malattie Infettive “rinasce” con la tecnologia

L’ospedale Madonna delle Grazie di Matera si dota di una nuova struttura dedicata alle malattie infettive. Un'opera strategica che trasforma il volto della medicina territoriale e risponde alle sfide sanitarie contemporanee con soluzioni tecnologiche innovative.

La cerimonia inaugurale di ieri ha riunito istituzioni, amministratori e professionisti sanitari attorno a un

progetto che rappresenta ben più di una semplice ristrutturazione: è il simbolo dell'impegno della sanità lucana verso l'eccellenza assistenziale. Quattordici posti letto completamente rinnovati, dotati di impianti tecnologici di ultima generazione e progettati secondo i più rigorosi standard internazionali di sicurezza e comfort.

Ogni dettaglio è stato curato per garantire ai pazienti affetti da patologie infetti-

ve un ambiente che coniuga efficienza clinica e umanizzazione dello spazio di cura. Non si tratta solo di nuovi letti. L'intervento ha interessato il completo rinnovamento impiantistico del reparto, con l'implementazione di un sistema centralizzato di gestione degli impianti tecnologici e aeraulici. Una scelta che eleva significativamente gli standard di sicurezza e consente ai medici di operare in

condizioni ottimali. Presenti all'inaugurazione il direttore generale dell'Azienda Sanitaria di Matera Maurizio Friolo, il direttore sanitario Andrea Gigliobianco e il direttore medico Livio Melpignano. Accanto a loro, il sindaco Antonio Nicoletti, l'assessore alle politiche sociali Angela Braia e l'assessore regionale Cosimo Latronico. Una partecipazione che sottolinea l'importanza strategica dell'intervento nel contesto della riorganizzazione della rete ospedaliera nazionale.

«Un passo decisivo nel percorso di ammodernamento delle strutture sanitarie della provincia», hanno sottolineato gli amministratori, riconoscendo come questa opera rafforzi significativamente la capacità assistenziale del territorio. L'intervento si inserisce nell'Accordo Quadro per l'attuazione dei piani di

riorganizzazione della rete ospedaliera nazionale, previsti dal Decreto Legge n. 34/2020 e dalla Legge n. 77/2020. Un finanziamento che testimonia l'attenzione dello Stato verso il potenziamento della sanità territoriale, soprattutto in settori cruciali come quello delle malattie infettive. Con questa inaugurazione, l'ospedale Madonna delle Grazie si posiziona come centro di eccellenza nel trattamento delle patologie infettive. Una struttura moderna, sicura e efficiente, pronta a rispondere alle esigenze della comunità materana e dell'intero territorio lucano.

L'innovazione tecnologica incontra qui la dedizione dei professionisti sanitari. Un connubio che rappresenta il volto nuovo della sanità pubblica: una sanità che non rinuncia all'eccellenza, nemmeno nei momenti di difficoltà.

MATERA Al Madonna delle Grazie, quattordici posti letto all'avanguardia. Ieri

REGIONE PUNTA

Sanità lucana, accordo con Agenas per controlli e costi

POTENZA. La Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, presieduta da Massimiliano Fedriga. L’intesa, stipulata ai sensi dell’articolo 15 della legge n. 241 del 1990, punta a rafforzare il supporto tecnico-operativo per l’ottimizzazione e il monitoraggio del sistema sanitario lucano.«Questo accordo – dichiara l’assessore Latronico – rappresenta un passo importante nel percorso di ottimizzazione della nostra sanità. Collaborare

in modo strutturato con una realtà autorevole come Agenas fornisce competenze e strumenti avanzati per analizzare nel dettaglio le dinamiche della spesa, elaborando modelli che permettano di confrontare l’attività delle nostre aziende sanitarie con i migliori standard nazionali».L’intesa si inserisce nel quadro delle funzioni istituzionali di Agenas volte al supporto delle attività regionali, alla valutazione comparativa dei costi e dei rendimenti dei servizi resi ai cittadini e al trasferimento dell’innovazione in materia sanitaria. Tra gli obiettivi prioritari figurano la verifica dei risultati annuali conseguiti sul ter-

ritorio e il controllo analitico dei costi di gestione delle risorse, delle forniture e delle prestazioni assistenziali.«Il supporto tecnico di Agenas – precisa l’assessore – sarà utile per l’analisi dei programmi assistenziali complessi, a partire dall’integrazione tra ospedale e territorio, dalla gestione delle patologie croniche di lunga durata e dal monitoraggio dei tempi di attesa. Disporre di flussi di dati certificati e comparabili è essenziale per guidare le scelte organizzative in modo mirato e trasparente».«Questa collaborazione – conclude l’assessore Latronico – offre alle nostre aziende sanitarie nuove metodologie per

incrementare la produttività, monitorare l’appropriatezza delle cure e garantire risposte tempestive ai bisogni assistenziali dei cittadini lucani».

Al via il programma Tpm con 47 operatori sanitari per rafforzare coordinamento, donazione e prelievo di organi e tessuti in Basilicata

La Regione lancia primo corso per professionisti dei trapianti

POTENZA. Rafforzare la rete trapiantologica lucana attraverso la formazione specialistica degli operatori sanitari. È questo l’obiettivo del primo corso Tpm Basilicata, programma dedicato al coordinamento della donazione e al prelievo di organi e tessuti, avviato con il sostegno della Regione.

A sottolinearne l’importanza è stato l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che ha definito il percorso «un passo avanti» per il sistema sanitario lucano.

«Dietro ogni trapianto c’è un momento di straordinaria generosità, ma per-

ché quel dono si trasformi in una nuova vita occorre una macchina organizzativa perfetta, tempestiva e altamente qualificata», ha affermato.

L’iniziativa coinvolge 47 professionisti provenienti dalle strutture sanitarie

della Basilicata e si propone di migliorare le competenze in tutte le fasi del procurement, ossia il processo di individuazione, valutazione e prelievo degli organi destinati al trapianto. Le attività formative saranno af-

fidate a docenti di rilievo nazionale e internazionale, chiamati a trasferire modelli organizzativi ispirati alle migliori esperienze europee. Per Latronico il progetto rappresenta un investimento strategico non solo sul piano tecnico, ma anche culturale. «Vogliamo potenziare le competenze dei nostri operatori e diffondere la cultura della donazione sia tra il personale sanitario sia tra i cittadini», ha spiegato l’assessore, evidenziando come qualità e sicurezza dell’assistenza passino anche dalla capacità di organizzare in modo efficace l’intera filiera dei trapianti.

Nel corso dell’inaugurazione è stato rivolto un ringraziamento alla coordinatrice regionale trapianti, Maria Grazia Schievenin, per il lavoro svolto nell’organizzazione del programma, oltre che al Centro nazionale trapianti, al Centro regionale, ai docenti e ai professionisti coinvolti. «Con il loro impegno – ha concluso Latronico – alimentano una rete che ogni giorno restituisce speranza e futuro a tante persone. Continuiamo a lavorare per una Basilicata che sa donare e offrire risposte concrete e di qualità ai cittadini».

Martedì confronto pubblico sui risultati dello studio che analizza il rapporto tra territorio, ambiente e popolazione

Ambiente e salute, a Potenza i primi dati LucAS

POTENZA. Saranno presentati martedì 23 giugno, a partire dalle 16.30 al Palazzo della Cultura di Potenza, i risultati della prima fase dell’epidemiologia geografica del progetto LucAS, acronimo di Lucania Ambiente e Salute. L’iniziativa rappresenta un momento di confronto scientifico dedicato all’analisi dello stato di salute della popolazione lucana in relazione ai fattori ambientali e territoriali.L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Ambiente e Transizione energetica, Laura Mon-

giello, seguiti dall’introduzione del responsabile esecutivo del progetto, Michele Busciolano.Tra gli ospiti attesi figura Marco Martuzzi, epidemiologo di fama internazionale e visiting professor presso la School of Public Health dell’Imperial College, che terrà una lectio dedicata alla metodologia scientifica, alla comunicazione e alla partecipazione pubblica nella definizione dei profili di salute nelle aree a rischio.Il cuore dell’evento sarà dedicato alla presentazione dei risultati della prima fase della ricerca. Il pro-

fessor Annibale Biggeri, dell’Università di Padova, illustrerà gli sviluppi dell’indagine, mentre il professor Giovanni Ferrarese, dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo del Cnr, offrirà una lettura storica del territorio lucano. Seguiranno gli interventi di Giada Minelli e Valerio Manno dell’Istituto Superiore di Sanità sui dati demografici, sociali e sanitari della regione.La giornata si concluderà con un dibattito aperto al pubblico e con le conclusioni affidate all’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico.

POTENZA Si è riunito il Tavolo Tecnico in Prefettura per definire i dettagli dell’intervento

Viadotto Tiera: demolizione e ricostruzione in 2 fasi, Pepe: «La ferrovia deve ripartire»

DI FR AN C E S C O M EN O N N A

POTENZA. Una soluzione celere che tenga conto delle esigenze ambientali e delle strutture limitrofe. È quanto emerso ieri mattina al termine del tavolo tecnico svoltosi nella Sala Italia della Prefettura di Potenza riguardante la chiusura del Viadotto Tiera, interdetto dal 15 agosto 2025 a causa di un cedimento strutturale. Presenti il Prefetto Michele Campanaro, il Presidente della Provincia Christian Giordano, l'Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata Pasquale Pepe, l'Assessore ai Trasporti del Comune di Potenza Francesco Giuzio, il Direttore Operativo Territoriale di Rete Ferrovie Italiane Giuseppe Macchia, il responsabile della Protezione Civile Gianni Di Bello, il Comandante dei Carabinieri Luca D'Amore e la Comandante dei Vigili Urba-

ni di Potenza Maria Santoro.

Il Ponte di Tiera sarà demolito con l'obiettivo di ripristinare il servizio ferroviario a partire da settembre, vista la gravità dei disagi che i viaggiatori stanno subendo. Le operazioni comprenderanno demolizione, preparazione, ristrutturazione delle linee ferroviarie e verifiche tecniche secondo un cronoprogramma definito. Cruciale la scelta di evitare l'uso di esplosivi, che potrebbero danneggiare il canile comunale presente

in zona e gli animali che vi gravitano quotidianamente. Una soluzione rapida che intende rispondere alle esigenze della comunità che utilizza quotidianamente il viadotto per spostamenti lavorativi, scolastici e commerciali, nonché per la circolazione ferroviaria in direzione di Foggia.

Pasquale Pepe, Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata ha affermato: «La ferrovia deve ripartire. Sono passati diversi mesi, troppi. Siamo riusciti a ottenere un fi-

nanziamento dal Ministero per le Infrastrutture di un milione e duecentomila euro. È stato siglato un accordo tra Provincia e RFI per la demolizione e la ripresa immediata del transito dei treni. L'obiettivo è il 1° settembre, con la riattivazione delle attività scolastiche. Seguirà un secondo step con la ricostruzione del ponte». Christian Giordano, Presidente della Provincia dichiarato: «Immediatamente dopo il crollo avevamo prospettato un'ipotesi di recupero immediato. Nel

confronto con RFI e la Regione Basilicata si è preferito una soluzione tecnica diversa, legata a una verifica strutturale generale del viadotto. Abbiamo dato il nulla osta a seguito del finanziamento messo a disposizione per la demolizione. Come Provincia daremo le ultime indicazioni per mettere in sicurezza l'area e creare una bretella a servizio dei cittadini». Michele Campanaro, Prefetto di Potenza ha sottolineato: «RFI ha portato sul tavolo l'ipotesi di attivazione di questo coordinamento inter istituzionale. Ai prefetti è affidata l'attività di coordinamento con la pluralità di soggetti, enti e gestori coinvolti. Valutiamo la percorribilità e i tempi, considerando che da quasi un anno c'è l'interruzione della tratta ferroviaria Potenza-Foggia, un'esigenza forte che incide sulla mobilità ferroviaria»

POTENZA Mancano pochi giorni alla scadenza del contratto e questo preoccupa i lavoratori. Fast-Confsal: «Procedere subito alla firma»

Trasporto pubblico urbano, Telesca incontra i sindacati: focus su criticità e prospettive future

POTENZA. All’indomani della nota inviata dal sindaco Telesca alla Regione Basilicatasulla delicata situazione in cui versa il trasporto pubblico urbano con un contratto cin scadenza il 30 giugno e l’impossibilità , ad oggi, di firmarne il rinnovo a causa della mancanza di fondi , il primo cittadino ha incontrato le sigle sindacali. Con l’Assessore competente e la Dirigente della Mobilità del Comune di Potenza, si è tenuto un Tavolo presso il Palazzo di Città per discutere della situazione e delle prospettive future del servizio. Ad aprire i lavori è stato il Sindaco, che ha illustrato la nota inviata alla Regione Basilicata, nella quale vengono

evidenziate le difficoltà economiche che il Comune sta affrontando. Tali criticità hanno comportato tagli nell'erogazione di alcuni servizi pubblici, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale. Nel corso dell'incontro sono emerse difficoltà tecniche per la firma del contratto che saranno affrontate nel pomeriggio. Le incertezze procedurali sul contratto stanno generando forte preoccupazione tra i lavoratori del settore e le loro famiglie, coinvolgendo oltre cento nuclei familiari che attendono certezze sul proprio futuro occupazionale. La FAST-Confsal ha espresso «con decisione la propria posizione, sottolineando l'im-

portanza di procedere alla firma del contratto». Secondo l'organizzazione sindacale, «l'azienda aggiudicataria possiede tutte le caratteristiche necessarie per garantire una crescita del servizio e una particolare attenzione nei confronti del personale attualmente in servizio». Al termine del confronto, è emersa la volontà di Regione Basilicata e Comune di Potenza di individuare una soluzione condivisa che consenta di giungere alla sottoscrizione del contratto di servizio. L'obiettivo è assicurare stabilità al settore per i prossimi nove anni e garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico efficiente e di qualità.

DOPO LA FRANA DI

Forenza resta ancora isolata, la Cgil sollecita le navette

POTENZA. A due mesi dalla frana che ha interessato il territorio di Venosa, i pendolari di Forenza continuano a fare i conti con lunghi tempi di percorrenza e pesanti disagi negli spostamenti quotidiani. A denunciarlo sono le Camere del Lavoro della Cgil di Potenza e Forenza, che chiedono l’attivazione immediata delle navette sostitutive concordate nei mesi scorsi.Secondo il sindacato, molti lavoratori sono costretti a viaggi estenuanti che comportano ritardi all’arrivo sui luoghi di lavoro e rientri a

casa in tarda serata dopo otto ore di attività, spesso svolte sulle linee di produzione industriale.La situazione è nata a seguito delle forti piogge tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, che hanno provocato il quasi totale isolamento viario del comune di Forenza. Per fronteggiare l’emergenza, la Cgil aveva chiesto un confronto con il presidente della Provincia proponendo un servizio temporaneo di navette. Successivamente si è svolto un ulteriore incontro con l’assessore regionale alle Infrastrutture, la

Provincia e i sindaci dei comuni interessati.Al termine del tavolo, ricordano le organizzazioni sindacali, era stata condivisa e verbalizzata l’attivazione di un collegamento sostitutivo per i pendolari tra il comune di Venosa e la stazione ferroviaria cittadina.«Nonostante gli impegni assunti – denunciano le Camere del Lavoro – la situazione resta invariata». Per questo la Cgil chiede alla Regione, competente per il servizio di trasporto, di dare seguito agli accordi e attivare quanto prima le navet-

te, almeno fino al completamento degli interventi di ripristino della viabilità.

Dal 30 giugno riaprirà una corsia tra Picerno e Tito. Entro metà luglio piena percorribilità del tratto interessato dai cantieri

Sicignano-Potenza, lavori finiti

sui viadotti

POTENZA. Sono in fase di completamento i lavori di manutenzione programmata sui viadotti Cerro e Tirone lungo la carreggiata in direzione Potenza del raccordo autostradale 5 Sicignano-Potenza, nel tratto compreso tra gli svincoli di Picerno e Tito. Lo comunica Anas, annunciando che dal 30 giugno sarà aperta al traffico una corsia della nuova carreggiata sud per una lunghezza complessiva di circa 850 metri.L’apertura sarà possibile dopo il completamento con esito positivo delle prove di carico e consentirà di eliminare l’attuale scambio di carreggiata attivo tra il chilometro 36 e il chilometro 36,850, migliorando la fluidità della circolazione e gli standard di sicurezza

“Cerro” e “Tirone”

dell’infrastruttura.

L’intervento, del valore complessivo di circa 6 milioni di euro, ha interessato la demolizione e la ri-

costruzione degli impalcati dei viadotti Cerro e Tirone, oltre al viadotto Piano del Mattino, già completato nell’agosto del

2024. Le opere hanno previsto la sostituzione delle strutture portanti con nuove travi in acciaio, il risanamento degli elementi di sostegno e la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque della piattaforma stradale.Per consentire il trasferimento della circolazione sulla nuova carreggiata, dalle ore 7 del 22 giugno e fino al 30 giugno sarà chiuso temporaneamente lo svincolo di Tito-Brienza in direzione Potenza. Durante questo periodo il traffico utilizzerà il bypass esistente, mentre chi è diretto verso il centro abitato di Tito o la viabilità locale dovrà servirsi dello svincolo della zona industriale di Tito.«Parliamo di un collegamento determinante per l’accesso al

nostro territorio e per la connessione con il resto del Mezzogiorno. Ogni intervento che ne migliora affidabilità, sicurezza e continuità di esercizio rappresenta un risultato importante», ha dichiarato il vicepresidente della Regione e assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe. Anas prevede inoltre che entro la prima metà di luglio, con l’adeguamento del bypass in corrispondenza del viadotto Cerro, sarà ripristinata la piena percorribilità di entrambe le carreggiate. «Il completamento progressivo di questi interventi conferma l’importanza di una programmazione attenta della manutenzione e degli investimenti», ha concluso Pepe.

La garante Mignoli incontra i giovani amministratori e ne valorizza impegno, responsabilità e proposte per il territorio

Ruoti, il Consiglio dei ragazzi a scuola di cittadinanza

RUOTI. Prosegue il tour della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Rossana Mignoli, nei Comuni lucani che hanno attivato il Consiglio comunale dei ragazzi. L’ultima tappa si è svolta a Ruoti, dove la Garante ha partecipato alla seduta dell’organismo giovanile confrontandosi con i giovani consiglieri.Nel corso dell’incontro sono state discusse diverse proposte per il miglioramento della comunità locale. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata alla richiesta di spa-

zi dedicati ai giovani e alla pratica sportiva, insieme ad altre idee finalizzate a rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nella vita pubblica.«È stato molto significativo ascoltare i ragazzi e confrontarsi con loro. Hanno dimostrato attenzione, senso civico e capacità di proporre soluzioni concrete», ha dichiarato Mignoli, sottolineando la maturità mostrata dai giovani consiglieri e la loro crescente consapevolezza del funzionamento delle istituzioni.I ragazzi hanno raccontato di vivere l’esperienza

amministrativa con entusiasmo, pur riconoscendo che discutere e assumere decisioni richiede impegno, ascolto e responsabilità. Un percorso che contribuisce alla formazione di cittadini più partecipi e consapevoli.La Garante ha ringraziato il sindaco Franco Gentilesca, la vicesindaca Maria Troiano, la scuola e il corpo docente per il sostegno al progetto. «Il Consiglio comunale dei ragazzi rappresenta uno strumento prezioso di educazione alla cittadinanza attiva», ha concluso Mignoli.

Il Sindaco: «Mettiamo in campo uno strumento concreto di collaborazione istituzionale e partecipazione civica»

A Sant’Arcangelo approvato “il controllo di vicinato”, De Filippo: «Comunità più sicura»

Nella prima seduta della Giunta comunale, successiva all’insediamento del nuovo Consiglio comunale, l’Amministrazione di Sant’Arcangelo ha approvato l’adesione al Protocollo d’Intesa per il cosiddetto “Controllo di Vicinato”, uno strumento innovativo di sicurezza partecipata che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini, istituzioni e Forze dell’Ordine. «Si tratta di un impegno che avevo assunto pubblicamente e più volte nel corso della campagna elettorale – dichiara il Sindaco Vito De Filippo – e che oggi trova una prima, concreta attuazione. La sicurezza delle persone e la qualità della vita delle nostre comunità passano anche attraverso la capacità di costruire reti di collaborazione e di fiducia tra cittadini e istituzioni». L’approvazione dell’atto rappresenta il primo passo di un percorso che l’Amministrazione comu-

nale sta portando avanti in stretto raccordo con la Prefettura di Potenza. Proprio nei giorni successivi all’insediamento, il Sindaco De Filippo ha incontrato il Prefetto per condividere le modalità operative necessarie all’attivazione del progetto e per seguire tutte le procedure previste affinché lo strumento possa entrare pienamente in funzione nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascun soggetto coinvolto. Il “Controllo di Vicinato” si fonda sulla partecipazione attiva dei residenti nella cura del territorio e nella promozione della legalità. L’obiettivo è aumentare il controllo sociale positivo e favorire una più tempestiva comunicazione di situazioni sospette alle Forze di Polizia, contribuendo così alla prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e dei reati predatori. È importante sottolineare che i cittadini aderenti non svolgeranno alcuna attività di

vigilanza diretta né di pattugliamento del territorio: il loro ruolo sarà esclusivamente quello di osservazione e segnalazione alle autorità competenti, secondo quanto previsto dal protocollo e dal relativo vademecum operativo. L’iniziativa si inserisce nel quadro della cosiddetta “sicurezza integrata”, valorizzando il contributo delle comunità locali accanto all’azione delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni pubbliche. Essa mira anche a rafforzare il senso civico, la coesione sociale e la percezione di sicurezza dei cittadini, aspetti oggi particolarmente importanti nelle aree urbane e nei centri più piccoli. «Vogliamo una comunità più sicura ma anche più unita – conclude il Sindaco De Filippo –. Con il Controllo di Vicinato mettiamo in campo uno strumento concreto di collaborazione istituzionale e partecipazione civica, che consentirà ai

cittadini di essere parte attiva nella tutela del proprio territorio, sempre nel pieno rispetto della legge e delle competenze delle Forze dell’Ordine. È un segnale di attenzione verso le esigenze della popolazione e un tassello importante del programma amministrativo che abbiamo presentato ai cittadini di Sant’Arcangelo». «Ritengo inoltre doveroso condividere questo per-

corso con l’intera assemblea cittadina. Per questo motivo, nei prossimi giorni effettuerò una comunicazione al Consiglio comunale sull’approvazione del Protocollo e sulle successive fasi attuative, affinché tutte le forze rappresentate in Consiglio possano essere informate su uno strumento che riguarda la sicurezza e il benessere dell’intera comunità di Sant’Arcangelo».

Riqualificazione Sellata, Fazzari e Galella: «Nuovo slancio»

«Con l'approvazione del finanziamento da 6 milioni di euro destinato alla completa riqualificazione dell'area adiacente alla pista da sci di Abriola, la Regione Basilicata compie un passo straordinario verso il rilancio delle aree interne e montane, confermando una visione politica chiara e concreta che guarda al futuro della nostra terra». Lo dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, Maddalena Fazzari e Alessandro Galella, commentando il provvedimento approvato dalla Giunta regionale. «Si tratta - proseguono i due consiglieri - di un investimento di portata strategica e senza precedenti per il comprensorio del Sellata-Pierfaone, destinato a trasformare un luogo simbolo della montagna lucana in un moderno polo sportivo, turistico e ricreativo fruibile durante tutto l'anno. Un intervento che coniuga innovazione, sostenibilità ambientale, sviluppo economico e contrasto allo spopolamento». I consiglieri sottolineano come «il progetto rappresenti il frutto di un intenso lavoro amministrativo e tecnico. Desideriamo esprimere un

sincero ringraziamento al Presidente Vito Bardi, che ha creduto fortemente in questa iniziativa, agli uffici tecnici, agli enti coinvolti e a tutti coloro che hanno contribuito alla definizione e all’approvazione del progetto. Questo risultato è il frutto di una collaborazione istituzionale efficace e di una visione condivisa che ha consentito di trasformare una progettualità ambiziosa in un investimento concreto. La sinergia tra istituzioni, amministrazioni e strutture tecniche ha permesso di accelerare i procedimenti e di da-

re una risposta attesa da anni dal territorio». «Dietro questo finanziamento - precisano Fazzari e Galella - c'è un impegno corale che merita di essere riconosciuto. La nuova struttura alpina, la pista sintetica che consentirà di praticare sci e attività sportive 365 giorni l'anno, l'ammodernamento e il potenziamento della seggiovia, le aree verdi attrezzate, i percorsi naturalistici e gli interventi di sicurezza idrogeologica rappresentano molto più di semplici opere pubbliche: sono il segno tangibile di una strategia di svi-

luppo che mette al centro i territori montani e le comunità che li abitano. L'obiettivo di avviare i lavori entro il 20 luglio e completare l'opera entro dicembre è una sfida ambiziosa in vista della prossima stagione invernale e richiederà il massimo impegno da parte di tutti». «Ancora una volta il Governo regionale di centrodestra - concludono i due consiglieridimostra che le aree interne non sono periferie da assistere, ma risorse strategiche su cui investire. La valorizzazione della montagna lucana, delle sue potenzialità turistiche, sportive e ambientali, rappresenta una delle direttrici fondamentali dell'azione amministrativa della Giunta Bardi. Questo intervento va esattamente in questa direzione: creare opportunità, generare sviluppo, attrarre visitatori e offrire ai giovani nuove prospettive per costruire il proprio futuro in Basilicata. Abriola diventa così il simbolo di una Basilicata che guarda avanti, che investe sulle proprie eccellenze e che sceglie di trasformare le sfide delle aree interne in occasioni di crescita e di rilancio per l'intera regione».

Dalla Giunta regionale un finanziamento di 6mln di euro destinato al rilancio dell’area adiacente alla pista da sci di Abriola

Controllo della Squadra Mobile nella

notte a Filiano: sequestrati oltre 500 grammi di hashish e materiale per il confezionamento della droga

Filiano, due giovani arrestati con mezzo chilo di hashish

Due giovani residenti in provincia di Potenza sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.L'operazione è scattata nelle prime ore della notte nel territorio di Filiano, durante un servizio di controllo del territorio. Gli investigatori hanno fermato un'autovettura con a bordo due persone che, secondo quanto riferito dalla Polizia, mostravano un atteggiamento parti-

colarmente nervoso e sospetto.Gli accertamenti successivi, estesi alle perquisizioni personali, del veicolo e delle rispettive abitazioni, hanno consentito di rinvenire e sequestrare oltre 500 grammi di hashish suddivisi in più panetti. La sostanza è stata sottoposta agli esami della Polizia Scientifica ed è risultata positiva ai cannabinoidi.Le attività investigative hanno inoltre portato al recupero di materiale ritenuto utile all'attività di spaccio, tra cui bilancini di

precisione e residui riconducibili alla precedente detenzione della sostanza stupefacente, elementi che hanno rafforzato il quadro indiziario a carico dei due giovani.Al termine delle procedure di rito, gli arrestati sono stati posti a disposizione dell'Autorità giudiziaria competente. Nel corso dell'udienza di convalida, il giudice ha confermato gli arresti disponendo per entrambi la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

INCIDENTE SUL LAVORO A SANT'ANGELO LE FRATTE

Operaio ferito, trasferito in eliambulanza

Unuomo è rimasto ferito nella mattinata di ieri, 18 giugno, mentre si trovava al lavoro in una fabbrica dell’area industriale di Sant’Angelo Le Fratte. Il lavoratore, secondo le prime informazioni, sarebbe rimasto schiacchiato con un arto inferiore sotto un rullo. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale San Carlo di Potenza per le cure del caso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell’incidente.

Due giornate tra incontri, testimonianze e attività sul lungomare per promuovere partecipazione e coesione sociale

Onde di coraggio, così Policoro celebra il valore dell’accoglienza

POLICORO. Il coraggio di partire, quello di accogliere e soprattutto la volontà di costruire comunità. Sono questi i temi al centro di «Onde di coraggio», l’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Novass e sostenuta dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2026, in programma il 19 e 20 giugno a Policoro.L’evento, inserito nel calendario ufficiale della Refugee Week Italia, coinvolgerà cittadini, istituzioni, scuole, associazioni, imprese e beneficiari dei progetti di accoglienza presenti sul territorio, con l’obiettivo di favorire il confronto sui temi dell’inclusione e della partecipazione.Alla vigilia dell’iniziativa il sindaco Enrico Bianco, alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali Cinzia Mastronardi, ha sottoscritto insieme a Yussef, rappresentante della cooperativa, il «Patto dell’onda», un impegno simbolico e concreto per immaginare, insieme ai giovani accolti e ormai integrati nella comunità, il futuro della città.Al centro delle due giornate ci saranno le storie e i percorsi di crescita dei ragazzi ospitati nei progetti Sai e Fami della Basilicata, in-

sieme all’esperienza di operatori e volontari impegnati ogni giorno nei percorsi di autonomia e integrazione.«Siamo fermamente convinti che anche a Policoro la parola immigrazione debba fare rima con integrazione», ha dichiarato Bianco, sottolineando il valore dell’accoglienza come opportunità di crescita per l’intera comunità. «Solo così questi ragazzi cesseranno di essere semplici ospiti e diventeranno nostri fratelli, cittadini da inserire nella comunità come risorsa».Il programma prevede oggi, nella sala consiliare del municipio, un

percorso partecipativo dedicato ai temi dell’accoglienza, della scuola, del lavoro e della cittadinanza attiva. Domani, nella Giornata mondiale del rifugiato, le iniziative si sposteranno sul lungomare, presso lo Sporting Beach, con laboratori, attività sportive, momenti artistici e testimonianze aperte a tutta la cittadinanza.Nel corso dell’evento saranno inoltre presentati i «Patti dell’onda», accordi sottoscritti da beneficiari, enti locali e realtà territoriali per trasformare il dialogo in azioni concrete a favore delle comunità coinvolte.

INTERVENTO DELL’ADICONSUM A POLICORO

Forniture senza contratto cittadino vince una causa

POLICORO. Nuovo intervento a tutela dei consumatori da parte di Adiconsum Matera. L’associazione, attraverso l’attività della presidente Marina Festa, ha risolto positivamente una vertenza che riguardava un cittadino di Policoro destinatario di bollette per luce e gas da parte di un fornitore con il quale non aveva mai sottoscritto alcun contratto. Dopo l’azione avviata dall’associazione, il caso si è concluso con l’azzeramento totale delle fatture contestate e con il rientro dell’utente presso il precedente gestore. Un risultato che conferma l’importanza degli sportelli territoriali nel contrasto ai contratti non richiesti e alle attivazioni fraudolente.«Cercare di far valere i propri diritti molto spesso non è semplice –sottolinea Marina Festa – ma il Codice del consumo è dalla parte dei cittadini». La presidente ricorda come la normativa garantisca trasparenza e correttezza nei rapporti contrattuali, oltre alla tutela contro pratiche scorrette e clausole ingannevoli.Per fornire assistenza ai cittadini, lo sportello Adiconsum di Policoro è attivo ogni sabato presso la sede della Cisl Pensionati in via Giustino Fortunato, dove è possibile ricevere informazioni e supporto per la tutela dei propri diritti.

La Fit Cisl accoglie con favore il provvedimento della Regione e chiede attenzione alla qualità del servizio urbano

MATERA. La proroga del servizio di trasporto pubblico locale fino al 31 dicembre 2026 mette al riparo cittadini e lavoratori in una fase particolarmente delicata per il sistema della mobilità urbana. È il giudizio espresso dalla Fit Cisl Basilicata dopo la delibera regionale che autorizza il Comune di Matera ad adottare i provvedimenti necessari per garantire continuità ai servizi di trasporto pubblico locale.Il provvedimento si è reso necessario per superare le difficoltà burocratiche e legali legate al subentro del nuovo gestore del Lotto 5, rallentato dai ricorsi amministrativi che hanno allungato i tempi per la definizione del nuovo contratto. La proroga consentirà al Comune di completare gli adempimenti necessari e permetterà all’azienda aggiudicataria di orga-

nizzare il parco mezzi e il passaggio di consegne, garantendo anche l’applicazione della clausola sociale per il personale.Per il segretario generale della Fit Cisl Basilicata, Sebastiano Colucci, il risultato raggiunto rappresenta un passaggio importante per la tutela di un servizio essenziale. «Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato, che mette in sicurezza un servizio essenziale per i cittadini di Matera e garantisce la serenità dei lavoratori in una fase delicata di transizione».Il sindacato sottolinea il ruolo svolto dall’amministrazione comunale, dalla Regione Basilicata e dalla Prefettura di Matera nel percorso che ha portato all’adozione della proroga. Un riconoscimento viene inoltre rivolto alle organizzazioni sindacali impegnate nel confronto istituzionale.La

Fit Cisl evidenzia tuttavia che l’attenzione dovrà ora concentrarsi sulla futura gestione del servizio. «La nostra priorità assoluta si sposta sulla massima tutela del trasporto urbano di Matera», afferma Colucci, annunciando un’attenta vigilanza sugli effetti del nuovo as-

setto organizzativo e sulla qualità delle corse offerte agli utenti. L’obiettivo, conclude il sindacato, è garantire standard elevati di efficienza e continuità per una città che si prepara ad affrontare una fase decisiva per il proprio sistema di mobilità.

Alla ricerca di una nuova identità tra lotte intestine, ambizioni ingiustificate e assenza di un serio progetto politico

La scomparsa dell’Onorevole Barra e l’autodistruzione della Dx materana

D I V IN C EN Z O M AIDA

L’on.le Francesco Barra era ormai da molti anni lontano dalla scena politica del Metapontino. Dopo la caduta del governo Berlusconi ad opera di Umberto Bossi, lui e l’altro parlamentare materano Mario Venezia, commisero l’errore di candidarsi al maggioritario, lasciando la candidatura al proporzionale, dove l’elezione era sicura al 100 per 100, a un tal Alessandro Galeazzi di Roma, catapultato da Gianni Alemanno in Basilicata per motivi oscuri o comunque che nulla avevano a che fare con gli interessi politici della Destra lucana. Alemanno sacrificò senza farsi scrupolo, sull’altare di sconosciuti scopi politici e personali i referenti locali della sua area politica. Galeazzi fu infatti eletto, ma viene ancora ricordato soltanto per una sua “disavventura” sentimentale al Grande Albergo di Potenza. Alemanno, da qualche tempo detenuto nel carcere di Rebibbia a Roma, uscirà tra pochi giorni, dopo un oggettivo accanimento giudiziario. Per la nostra esperienza ci è sembrato, anche dopo quella scelta per la Basilicata, poco adatto e poco capace per

la politica. Ma c’è ancora qualcuno in loco, in verità qualche singolo, che continua ad esaltare le inesistenti qualità politiche dell’ex-sindaco di Roma. Mistero. Nel 1994 invece Francesco Barra era stato eletto al maggioritario battendo in malo modo, in termini elettorali, l’attuale assessore alla Sanità della Regione Basilicata, in quota Fratelli d’Italia, Cosimo Latronico che, udite udite, oggi è il massimo esponente della Destra materana a livello istituzionale. Latronico è nato politicamente con la Democrazia Cristiana, da sempre vicino a Comunione e Liberazione, a Formigoni prima e a Fitto oggi, a Buttiglione e al CDU, poi è stato candidato anche con Forza Italia alle regionali e infine è approdato a Fratelli d’Italia. Forse mi sono perso qualche passaggio. Ironia della sorte agli inizi degli anni ’90 non amava condividere neanche lo stesso palco con gli ex-MSI e poi AN, che considerava “fascisti”. Agli albori della sua carriera politica era stato preso per mano da Emilio Colombo, il prestigioso esponente politico lucano finito poi ingloriosamente tra chiacchiericcio sulle sue preferenze sessuali e accuse di far

uso, da lui dichiarato terapeutico, di sostanze proibite. La Destra materana sta pagando lo scotto di tutti gli errori commessi a partire dalla svolta del MSI in AN. Impossibile elencarli tutti, per cui chiediamo venia se ci sfuggirà qualcosa. A Montalbano Jonico, ad esempio, vera roccaforte elettorale della Destra missina, dopo aver eletto un senatore e aver scoperto in seguito che costui non aveva le qualità politiche per ricoprire quell’incarico, una parte del gruppo dirigenziale storico si divise. Alcuni esponenti aderirono alla Fiamma Tricolore di Pino Rauti, gli stessi che poi hanno oscillato tra AN, Nuovo Centro-Destra di Alfano, Fratelli d’Italia ed ora, alcuni di loro in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Il risultato della loro miopia politica è stato che il centro-sinistra da più di 10 anni governa il comune, ha espresso il presidente della Provincia di Matera ed ora un Consigliere Regionale. L’assurdo è che gli stessi che hanno determinato quello sfacelo e che allora si schierarono con la Destra marginale ed emarginata di Pino Rauti, oggi vorrebbero spiegare agli altri la Destra di governo di Pinuccio Tatarella. A Mate-

ra invece, che in quegli anni pur elesse, dopo una prima bocciatura, un senatore e un sindaco come Emilio Nicola Buccico, reduce da una lunga emarginazione dalla politica dai tempi della sua scelta di lasciare il MSI per Democrazia Nazionale, la situazione è ancora più disastrosa, o pari a quella del metapontino. Nelle elezioni regionali del 1995 a Montescaglioso con Mario Venezia e a Matera con Emilio Nicola Buccico sostennero la elezione di Adeltina Salierno, contro candidati di lunga militanza a Destra. Risultato finale? Lei fu eletta, ma dopo poco tempo passò con il centro sinistra. Di errori ne sono stati commessi tanti e purtroppo non sem-

pre o quasi mai per nobili motivi: ambizioni ingiustificate, personalismi, assenza di una vera cultura politica. Si può disquisire su tutto, ognuno può accampare delle giustificazioni e addossare la responsabilità agli altri, ma se il risultato finale é Cosimo Latronico, con tutto il rispetto per la persona e la sua lunga esperienza politica e questo è fuori discussione, leader maximo della Destra materana, il fallimento è certificato ela responsabilità è di tutti, nessuno escluso. Il futuro? “Non ho l’età” cantava Gigliola Cinquetti, ora la dovremmo cantare tutti in coro e solo in pochi possono ancora guardarsi negli occhi allo specchio senza vergognarsi.

MATERA Focus sul rapporto tra Università e territorio, oltre al ruolo della formazione in una città a forte vocazionale culturale

UNIBAS, al via confronto pubblico

Oggi, alle ore 19.30, in via della Quercia, di fronte l’Università degli Studi della Basilicata, si terrà il nuovo appuntamento di “Lido Futura” dal titolo “UNIBAS. Reale motore di sviluppo”. L’incontro, nell’ambito dell’iniziativa Lido Futura, nasce dalla convinzione che l’Università non sia soltanto un luogo di formazione, ma una risorsa strategica per il futuro di Matera e della Basilicata. Attrarre giovani e talenti, sostenere l’innovazione, contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità per le future generazioni sono alcune delle sfide sulle quali la città è chiamata a confrontarsi. Ne discuteranno Vania Cauzillo, Chiara Rizzi, Mariagrazia Lo Cricchio, Giuseppe Mininni e una rappresentanza degli studenti UNIBAS, in un dibattito pubblico aperto alla partecipazione dei cittadini. Al centro del confronto il rapporto tra Università, città e territorio: il ruolo della Forma-

zione in una città a forte vocazionale Culturale. L’obiettivo è avviare una riflessione concreta su una domanda decisiva per il futuro di Matera: se tra vent’anni la città sarà

più attrattiva, innovativa e ricca di opportunità per i giovani, quale ruolo avrà avuto l’Università e cosa dobbiamo fare oggi per renderlo possibile?

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 19 giugno L’epoca dell’assenza attiva

Viviamo nell’epoca più connessa della storia e, paradossalmente, in quella in cui diventare irreperibili è diventata una forma raffinata di comunicazione. Non parlo di chi spegne il telefono per lavorare, di chi si prende una pausa o di chi sceglie legittimamente il silenzio. Parlo di un fenomeno più sottile e molto più diffuso: l’assenza attiva. Quella strana abitudine moderna che porta molte persone a restare presenti senza esserci davvero. Visualizzano ma non rispondono. Ascoltano ma non si espongono. Osservano ma non partecipano. Seguono tutto, ma non attraversano niente. Restano in contatto con tutto, tranne che con ciò che sentono davvero. È come vivere dietro un vetro: si vede tutto, ma non si tocca nulla. E lentamente ci si convince che sia normale così. Abbiamo inventato tecnologie capaci di collegare due continenti in pochi secondi e poi utilizziamo gran parte di quella potenza per nasconderci gli uni dagli altri. Abbiamo migliaia di contatti e sempre meno persone da chiamare quando la vita ci mette davvero alle corde. Abbiamo imparato a condividere immagini della nostra quotidianità con perfetti sconosciuti, ma spesso non troviamo il coraggio di condividere una paura con chi ci vuole bene. Un progresso straordinario, se ci pensate. O forse una forma molto sofisticata di solitudine.Ma forse il punto non è nemmeno questo. Forse non siamo diventati una società incapace di comunicare. Forse siamo diventati una società che comunica continuamente per evitare di ascoltarsi. E ancora di più: per evitare di ascoltare se stessa. Perché l’as-

senza attiva non riguarda soltanto il rapporto con gli altri. Riguarda il rapporto con noi stessi. Ci teniamo occupati. Riempiamo ogni spazio. Ogni silenzio. Ogni attesa. Ogni vuoto. Scorriamo tutto ciò che passa davanti agli occhi pur di non restare fermi davanti a ciò che emerge dentro. Domande semplici, ma scomode. Chi sto diventando? Sto vivendo oppure sto reagendo? Sto scegliendo o sto solo seguendo il flusso delle abitudini? Sto ascoltando la mia direzione interiore o solo il rumore esterno? Domande che non fanno rumore. Ma proprio per questo sono le uniche che non mentono. Perché non possono essere aggirate. Non possono essere condivise. Non possono essere filtrate. Non possono essere delegate.Forse è qui che si gioca tutto. Forse la vera assenza non è quella dagli altri. È quella da sé stessi. Forse siamo diventati molto bravi a essere presenti ovunque, tranne che nel punto in cui siamo davvero. Forse la distrazione non è un vizio moderno. È una strategia di sopravvivenza emotiva. Forse perché la presenza autentica richiede coraggio. Molto più coraggio di quanto immaginiamo.

Serve coraggio per dire: “Mi hai fatto riflettere.”

Serve coraggio per dire:

“Mi sono sbagliato.” Serve coraggio per dire: “Non sono d’accordo.”

Serve coraggio per fare

una telefonata invece di inviare un’emoji. Serve coraggio per chiedere aiuto. Serve coraggio per manifestare affetto. E serve ancora più coraggio per fare una cosa che sembra semplice solo in apparenza: restare dentro ciò che si prova senza scappare via.Eppure proprio lì si gioca una parte enorme della nostra vita. Ci stiamo lentamente convincendo che per essere accettati dobbiamo presentarci al mondo già risolti, già forti, già impeccabili. Come se la vita fosse una vetrina continua e noi dovessimo sempre essere esposti nella versione migliore possibile. Ma la verità è che gli esseri umani non si avvicinano alla perfezione. Si avvicinano alla verità. Non ci affezioniamo a chi non sbaglia mai. Ci affezioniamo a chi ha il coraggio di esserci davvero. Con i propri limiti. Con le proprie contraddizioni. Con le proprie domande ancora aperte. Con la propria umanità non risolta.Per questo guardo con una certa ironia la corsa collettiva verso l’immagine perfetta. Filtri sulle fotografie. Filtri sulle emozioni. Filtri sulle opinioni. Filtri persino sui sentimenti. Alla fine rischiamo di ottenere vite perfettamente curate e relazioni progressivamente vuote. E la cosa più ironica è che mentre ognuno costruisce la versione di sé che pensa sia più accettabile, quasi nes-

suno si concede più il lusso di essere autentico. Un gigantesco teatro silenzioso dove tutti recitano la parte di qualcuno che non sono, sperando che gli altri non se ne accorgano.Eppure la parte più sorprendente è questa: tutti lo sanno. Eppure si continua a recitare. La vita, invece, accade sempre altrove. Accade quando qualcuno interrompe quel copione. Quando smette di controllare ogni gesto. Quando rinuncia alla posizione più comoda, quella dell’osservatore. Quando decide di partecipare. Perché ogni legame autentico, ogni incontro reale, ogni cambiamento decisivo nasce sempre da un piccolo spostamento. Da una parola che avrebbe potuto restare in gola. Da una distanza che avrebbe potuto non essere attraversata. Da un passo che avrebbe potuto non essere fatto.E ogni volta che quel passo accade, non cambia solo il rapporto con qualcuno. Cambia anche il rapporto con sé stessi. Perché si scopre qualcosa di inatteso: che dall’altra parte della paura non c’è solo l’altro. C’è una versione più viva e più vera di noi che aspettava soltanto di essere raggiunta.Forse il vero lusso del nostro tempo non è avere più tempo. Non è avere più strumenti. Non è avere più possibilità. Il vero lusso è incontrare persone che non hanno paura di esserci. Davvero.

Persone che non si rifugiano nell’ambiguità permanente. Che non scambiano il silenzio per saggezza quando è solo evitamento. Che non delegano al vuoto ciò che potrebbe diventare incontro. Persone che scelgono di abitare la propria vita invece di osservarla da lontano.E forse è proprio questo che oggi manca più di tutto. Non nuove forme di comunicazione. Ma la disponibilità a restare presenti dentro la propria esistenza. Perché nessuna tecnologia può sostituire il punto in cui un essere umano decide di non fuggire da sé stesso.E da qui nasce una domanda che non riguarda gli altri. Riguarda ciascuno di noi. In un mondo che premia la distrazione continua, vogliamo davvero diventare più assenti o più presenti? Perché la differenza non è sottile. È radicale. L’assenza protegge, ma congela. La presenza espone, ma trasforma. L’assenza evita il dolore. La presenza lo attraversa. L’assenza conserva ciò che siamo. La presenza ci permette di scoprire ciò che possiamo diventare.E ogni trasformazione autentica non inizia quando tutto è chiaro. Inizia quando qualcuno decide di restare. Dentro la propria vita. Dentro il proprio sentire. Dentro il proprio coraggio. E scopre che, proprio lì, senza clamore, senza spettacolo, senza pubblico… stava iniziando tutto.

DI FABRIZIO QUARATINO

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