

ALLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE RISPONDE IL COMITATO PER L’ABOLIZIONE: «INACCETTABILE, AVANTI CON IL REFERENDUM»
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ALLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE RISPONDE IL COMITATO PER L’ABOLIZIONE: «INACCETTABILE, AVANTI CON IL REFERENDUM»
Bardi: «Sistema contributivo già in vigore in altre regioni. Al lavoro per eliminare retroattività»

PoTenZA La Procura Antimafia impegnata a capire i motivi del fatto, sentite diverse persone tra gli interessati
La società civile non si rassegni e non inizi a considerare normale un fatto simile
LA RIFLESSIONE
L’armonia sociale non nasce dal comando
D I GA ETAN O FI ER R O
C’è un malinteso che accompagna da sempre la politica: l’idea che guidare significhi decidere, impor- re, accelerare. È una semplificazione comoda, perché trasforma la complessità di una comunità in una questione di comando. Ma una comunità non è un’azienda né una caserma. È un organismo fragile, fatto di equilibri (...)

■ continua a pag 9 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 6
Non perché i suoi 65 anni ci stiano particolarmente stretti, anche se l’AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha fatto più che bene a dare il benservito al gerontoforzismo che ormai affossa il partito d’età antiquate e di muffa, manco ci fosse un biglietto gratis per la visita al Museo delle cere di Roma, ma questa storia del ritorno di quel figliol prodigo di Michele Casino addirittura come capogruppo di FI fa capire come non esista più l’onore in politica, nemmeno quando c’è stato di mezzo un tradimento elettorale al centrodestra così vanitosamente sbandierato e che ha rischiato d’inCasinare il povero Nicoletti peraltro dopo che s’era ritrovato tesserato a FdI a sua totale insaputa. Ora comprendiamo la fifa di regalarlo a qualcun altro e, naturalmente, la strategia d’evitare che il pessimo Fernando Picerno diventasse capogruppo, per giunta dopo essere stato bocciato dai lucani e recuperato in Consiglio regionale come scaldapoltrona dell’assessore Cupparo, ma una cosa è perdonare come Nostro Signore insegna e come è giusto che sia un’altra, invece, è dare pure il premio al tradimento facendolo diventare la normalità dei comportamenti e finanche una chance di negoziato. Canta Smef: “Pure il premiooo…”
LAGoneGRo Dopo la solidarietà a Falabella, il cdx all’attacco: «L’abuso è reato solo se non sei sindaco. Spettacolo indecente»
i giustizialisti
corrente alternata


PENSIONE
La Uil Basilicata e la Uil
Pensionati presentano pdl per «integrare le pensioni minime»: un sostegno per 27mila anziani fragili
■ Servizio a pag 4
CAPOLUOGO
Servizio “Alto Impatto”, denunciato dalla Polizia 30enne che dopo aver provato ad evitare i controlli, è stato beccato ubriaco e con hashish
■ Servizio a pag 13
SCANZANO JONICO
Micronido, dopo l’attacco della minoranza l’Amministrazione Cariello chiarisce: «Atti regolari»
■ Servizio a pag 17
Gelato d’autore: la Basilicata conquista il Sigep grazie

SPORT
Il Potenza in forma smagliante abbatte la Casertana, il Picerno non va oltre lo 0 a 0
contro il Latina
■ Servizi da pag 21 a 23


Il presidente: «È un modello già in vigore in altre 16 regioni. Lavoriamo per separare il sistema contributivo da qualsiasi fondo ed eliminare la retroattività»

Con riferimento alle polemiche emerse in questi giorni sulla norma approvata dal Consiglio regionale in ma-
teria di indennità differite, spesso rappresentata in modo non corrispondente al suo effettivo contenuto, il Presidente della Regio-
ne, Vito Bardi, ritiene necessario intervenire per chiarirne la portata e migliorare alcuni aspetti della disciplina.
«Non è mai stato approvato alcun vitalizio, né è stato introdotto alcun privilegio» afferma il presidente.
«La norma riguarda esclusivamente un sistema contributivo e volontario, senza automatismi, operativo solo al raggiungimento dell’età pensionabile.continua Bardi - Si tratta di un modello già adottato in 16 Regioni italiane, dalla Lombardia alla Sardegna, sotto governi di diverso colore politico: la Basilicata non fa eccezione e non inventa nulla».
«Detto questo, - spiega il governatore - con l’intera maggioranza abbiamo condiviso due indirizzi chiari, che saranno tradotti in modifiche normative: separare completamente il sistema contributivo da qualsiasi fondo ed eliminare ogni riferimento e ogni possibile interconnessione con la retroattività. Il fondo costituito integralmente dal taglio delle indennità mensilmente accantonato dai consiglieri regionali non verrà toccato e sarà destinato a interventi nel sociale, a difesa dei più fragili, individuati contestualmente alla modifica della normativa. Resta fermo che tali risorse non sono e non saranno
in alcun modo collegate al sistema contributivo». «Ribadisco un punto fondamentale: l’adesione resta e resterà facoltativa. Nessun obbligo, nessun automatismo. Si andrà rapidamente in questa direzione, chiudendo la discussione sul tema e tornando a concentrarsi su ciò che davvero interessa ai lucani» dichiara. «Come Presidente – conclude Bardi – sono il garante di tutta la maggioranza, di trasparenza, responsabilità e unità istituzionale, consapevole che la politica deve sempre saper ascoltare, spiegare e, quando necessario, migliorare le proprie decisioni».
I promotori in risposta al presidente Bardi: «Andiamo avanti con il referendum, in difesa dei diritti e contro i privilegi»
Il Comitato referendario per l’abolizione dei mini vitalizi:
«Ma quale sistema contributivo, è un vitalizio inaccettabile»
«Ma quale sistema contributivo, la maggioranza ha approvato un vero e proprio vitalizio. Nessuno riceve una pensione dopo cinque anni di contributi». È netta la risposta del comitato referendario per l'abolizione dei minivitalizi, che smentiscono le affermazioni di Bardi. «L'indennità differita è un privilegio inaccettabile anche senza retroattività e senza attingere al fondo per fini benefici. - dicono i promotori Michele Sannazzaro; Paolo Pesacane; Angelo Summa; Rosario Gigliotti; Ascanio Donadio; Eustachio Nicoletti; Giuseppe Ranoia; Giovanna Galeone; Gianni Rondinone; Nunzia Armento e Donato Lettieri - È un vitalizio proprio perché è volontario, mentre i contributi previdenziali sono obbligatori. Un passo indietro che toglie 1600 euro al mese dalle tasche dei lucani per ogni consigliere regionale. Una riforma vergognosa che cancelleremo con il referendum».
«Andiamo avanti – confermano i promotori – e insistiamo per l'abrogazione completa degli articoli 16 e 17 del collegato. Sono il frutto di una libera e scellerata scelta politica di Bardi e della sua maggioranza. Se cercheranno di modificarli con una pezza a colori, faremo abrogare anche la loro nuova foglia di fico. E il presidente Bardi, che si proclama garante della trasparenza, sa dirci dove prenderà i soldi per finan-
ziare i vitalizi, ora che è costretto dalla vergogna a cambiare copertura finanziaria? Pagheranno i lucani, come sempre?».
«Non è vero quello che dice Bardi sul modello adottato da 16 Regioni – aggiungono i promotori del referendum – perché quel modello, sbagliato e discutibile, non era obbligatorio e una politica responsabile non lo avrebbe seguito. Invece si è scelto liberamente di usarlo come pezza di appoggio per resuscitare i vitalizi». «E non è vero neanche che l'hanno seguito – rincarano – perché il modello non prevede la reversibilità, che la maggioranza ha disegnato a misura di tutti i familiari dei consiglieri, peraltro anche perpetuando una discriminazione maschilista tra padre e madre del premorto. E sul finanziamento, la Regione ha scelto in piena libertà di attingere al fondo sociale. Queste retromarce imbarazzate non ingannano nessuno».
«La priorità dei lucani è la spesa dei fondi pubblici nell'interesse generale della collettività. Neanche un euro deve transitare nei vitalizi" insistono i promotori. "La gravità di questo atto ci fa temere la sussistenza di profili di responsabilità erariale. È una previsione che è destinata a distogliere denaro pubblico dalle politiche pubbliche essenziali e che si pone in diretto contrasto con gli obblighi di riduzione dei costi della politica. Nei prossimi giorni interesseremo la Procura re-

gionale della Corte dei conti con un esposto».
«Ci dispiace per il presidente Bardi ma le sue dichiarazioni non pongono fine proprio a nulla» continuano i promotori del referendum. «Anzi confermano la necessità del referendum. La verità è che non ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Lo dica: lui è favorevole alla reintroduzione dei vitalizi. Noi no. Siamo solo all'inizio di una estesa mobilitazione popolare a difesa della sanità, della scuola e degli interessi della nostra comuni-
tà».
«Non siamo contro la politica, siamo contro i privilegi» concludono i promotori del referendum abrogativo.
«La nostra intenzione resta dar voce all'indignazione dei cittadini, ai loro sentimenti di rivalsa davanti all'ingiustizia, davanti alla negazione di diritti fondamentali per difendere grandi e piccoli privilegi. Sarà un referendum dal significato profondo, rivolto a tutte le coscienze civili della comunità. Correttivi e sotterfugi non lo fermeranno».














POTENZA. Uil e Uil Pensionati Basilicata presenteranno una proposta di legge regionale che introduca misure strutturali di sostegno al reddito, capaci di integrare le pensioni più basse e restituire dignità a chi ha lavorato una vita intera sostenendo l’economia regionale.L’iniziativa sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 19 gennaio, alle ore 10.30, presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, in via Verrastro, con l’obiettivo di ri-
chiamare l’attenzione delle istituzioni regionali su una grave emergenza sociale.In Basilicata sono oltre 27.000 le pensionate e i pensionati che vivono con un assegno al minimo, una condizione che non garantisce più una vita dignitosa a causa dell’aumento del costo della vita e delle spese essenziali, a partire da quelle sanitarie.Per il segretario generale Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, e per il segretario generale Uil Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro, in una
nota congiunta, «è necessario un intervento immediato della Regione Basilicata, attraverso una legge regionale che introduca misure strutturali di sostegno al reddito, capaci di integrare le pensioni più basse e restituire dignità a chi ha lavorato una vita intera sostenendo l’economia regionale».«La proposta che presenteremo – aggiungono – va nella direzione di sostenere le pensioni al minimo, rendendo le pensionate e i pensionati lucani una priorità dell’agenda

politica regionale, perché il tempo delle attese è finito e servono risposte concrete per quanti lottano contro la povertà, il disagio e l’emarginazione sociale».
Dopo i dati Istat, l’associazione lancia un’iniziativa di educazione all’uso responsabile per imprese e attività
POTENZA. Confcommercio Potenza lancia una campagna di educazione all’uso responsabile dell’energia per aiutare le imprese a fronteggiare l’aumento dei costi. L’iniziativa nasce alla luce dell’ultima rilevazione Istat, secondo cui in cinque anni le bollette sono cresciute del trentaquattro per cento, rendendo la riduzione delle spese energetiche aziendali una priorità anche nel nuovo anno.I dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia evidenziano un quadro particolarmente critico. Nel corso dell’ultimo anno le bollette mensili hanno superato i settemila euro per gli alberghi e si sono avvicinate ai seimila euro per le grandi superfici di vendita. Gli importi medi mensili parlano chiaro: oltre quattromila euro per i piccoli alberghi, più di settemila per quelli medi, seicento euro per i bar, oltre mille per i ristoranti e più di cinquemila euro per le grandi superfici. Anche i nego-
zi, soprattutto quelli alimentari, registrano costi rilevanti.Sul fronte del gas la situazione appare ancora più complessa. Nel 2025 la bolletta media è aumentata del ventisette per cento rispetto all’anno precedente e di oltre il novanta per cento rispetto al 2019. Tra i settori più penalizzati figurano ancora una volta gli alberghi, che nel 2025 hanno pagato fino al venticinque per cento in più rispetto al 2024 e quasi il novantasette per cento in più rispetto al 2019. Una dinamica che rende difficile qualsiasi previsione, anche a causa dell’instabilità geopolitica internazionale che incide direttamente sui prezzi dell’energia. «La campagna – sottolinea il presidente Angelo Lovallo – è stata concordata con gli esperti di Enegan, con cui abbiamo sottoscritto un accordo di co-branding basato su risparmio energetico, innovazione, affidabilità, trasparenza e salvaguardia dell’am-

biente».Il percorso operativo parte dall’analisi dei consumi. «Il primo passo – spiega Simone Fabbri, responsabile strategie commerciali grandi clienti di Enegan – è la lettura della bolletta di energia, gas e telefonia per comprendere il reale fabbisogno. Segue una verifica in azienda e una mappatura degli impianti. In molti casi bastano
interventi semplici, come l’uso di lampade a led o la gestione degli impianti in fasce orarie dedicate, per ottenere risparmi dal trenta al cinquanta per cento».Attraverso l’accordo con Confcommercio, Enegan offrirà servizi di consulenza personalizzata che spaziano dalla fornitura di luce e gas alla telefonia, fino a soluzioni di efficientamento energetico, mobilità elettrica e impianti fotovoltaici. Un modello che punta a trasformare il fornitore in un vero partner energetico.Confcommercio ricorda infine le proteste degli esercenti che negli anni hanno esposto in vetrina le bollette considerate insostenibili. «Quelle iniziative –conclude Lovallo – hanno contribuito a ottenere alcuni miglioramenti tariffari, ma la preoccupazione resta alta. Molte piccole e medie imprese, soprattutto nei comuni più piccoli, non reggerebbero un nuovo forte rincaro dell’energia».
Il consigliere regionale Marrese critica il piano di distribuzione del personale della Polizia e chiede un cambio di rotta
«Sicurezza in Basilicata, i numeri smentiscono il Governo»
POTENZA. Il piano di distribuzione del personale della Polizia di Stato rappresenta «una scelta miope e penalizzante» per la Basilicata. Lo afferma il consigliere regionale Piero Marrese, sottolineando come le decisioni assunte non colmino le gravi carenze di organico esistenti e rischino di aggravare ulteriormente le difficoltà operative degli uffici di polizia.Marrese condivide la posizione espressa dal Silp Cgil, che da tempo denuncia una distribuzione delle risorse umane squilibrata e distante dai
reali bisogni di sicurezza dei territori. «A fronte di annunci trionfalistici – evidenzia – i numeri raccontano tutt’altra realtà».Le ventotto unità assegnate alla Polizia di Stato in Basilicata non costituiscono un reale potenziamento, poiché non compensano i pensionamenti già avvenuti nel 2025 né quelli previsti nel 2026. Il saldo degli organici resterà negativo sia a Potenza sia a Matera, dove si stimano circa cinquanta pensionamenti nel corso del solo 2026.La tenuta del sistema sicurezza, se-

condo il consigliere regionale, è oggi garantita esclusivamente dal senso di responsabilità delle donne e degli uomini in divisa, costretti a turni prolungati e a un utilizzo
strutturale dello straordinario, spesso retribuito in ritardo. Una condizione che indebolisce la prevenzione e il controllo del territorio, anche a fronte di fenomeni criminali diffusi.«La Basilicata continua a essere trattata come una realtà marginale – conclude Marrese –. Chiedo al Governo e al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di rivedere immediatamente i criteri di distribuzione del personale. La sicurezza non può essere affidata a slogan, ma a organici adeguati e investimenti reali».


Indagano ottimamente DDA e DIA. La cittadinanza si unisca agli appelli di Iannuzzi, Libera e Don Cozzi
Qualsiasi cosa si celi dietro l'incendio al cantiere del Coni serve una risposta corale
DI MASSIMO DELLAPENNA
Non ci piace anticipare le indagini né è nostro costume arrivare a conclusioni affrettate sulle vicende. Nella nostra cultura c’è il rispetto per le istituzioni e, quindi, per la capacità delle stesse di condurre i necessari accertamenti. Quello che, però, non possiamo permetterci di fare e che non possiamo fare è fare finta di niente.
QUELL'INCENDIO AL CANTIERE
L'incendio al cantiere dei lavori di demolizione della palestra del CONI può essere soltanto un incendio o qualcosa di più inquietante. Sappiamo tutti che il metodo mafioso ha utilizzato gli incendi come strumen-

Iannuzzi, Gigliotti e don Cozzi. Sotto il cantiere Coni
vi. LIBERA, IANNUZZI E DON COZZI Ovviamente la società civile non può restare ferma stro dovere svolgere questa funzione. LA CITTÀ SI TROVI UNITÀ Quello che ci sentiamo di
L’edizione di Cronache del 15 gennaio
Quando succedono cose che possono in qualche modo turbare l'opinione e l'ordine pubblico, quando accadono fatti che possono dare anche soltanto l'idea di una situazione fuori controllo è necessario non abbassare mai la guardia. Potenza non è una città abituata a convivere con fenomeni malavitosi. Non è una città dove sono all’ordine del giorno incendi di cantieri, omicidi, piazze di spaccio organizzate. Non una città dove si è abituati all'esistenza della mafia.
Si parla spesso di una mafiosità che, però, nulla a che vedere con la mafia vera, con quella che uccide e condiziona l'economia.
COSA C’È DIETRO
L'INCENDIO?
Anche noi narratori e commentatori delle vicende non siamo abituati ad avere un paradigma interpretativo delle vicende che possano anche soltanto assomigliare ad un fenomeno mafioso. Non c'è tra di noi un Siani che su quel versante ha costruito la sua professionalità. Non c'è perché non è il nostro pane quotidiano. Possiamo fare congetture per analogia ma non abbiamo la materia prima né forse la professionalità per fare grandi inchieste sul tema. Questo, però, non può esimerci dal porci in-


terrogativi e dal cercare di mettere insieme gli elementi logici per provare a dare risposte pur con la consapevolezza che non è facile darne.
L'incendio al mezzo nel cantiere per la demolizione e ricostruzione della palestra del CONI è uno di quelli eventi che si pongono esattamente sul crinale del dubbio e che ci impongono uno sforzo ermeneutico.
La palestra del CONI è posizionata nel pieno centro di Potenza. Montereale non è un'estrema periferia, non è fuori dal controllo della vita quotidiana dei potentini. Intorno al cantiere ci sono palazzine, abitano centinaia di famiglie, si svolge la vita quotidiana della città, c'è un bar, la piscina comunale. E’ un posto assolutamente e quotidianamente frequentato. Il cantiere è a vista. Anche solo per l’imponenza dello stesso e per la sua invadenza è oggetto dell'attenzione fisiologica dei curiosi.
Basta recarsi in qualsiasi momento della giornata per vedere persone che si fermano a vedere, anche solo curiosi che vogliono guardare il nuovo panorama che viene fuori dallo sventramento o riportare alle membra i ricordi della propria vita nella palestra.
In quel cantiere si è svi-
luppato un incendio. E' stato dato alle fiamme un mezzo di cantiere. Come è stato possibile? Chi è entrato nel cantiere per farlo e perché.
È METODO
MAFIOSO?
L'affidamento dell'opera è stata oggetto di impugnativa, di sospensiva, di una decisione politica ed, infine, di una revoca definitiva da parte della giustizia amministrativa che ha stabilito che il secondo dovesse prendere il posto del primo.
Subito dopo quest'iter il mezzo di cantiere ha preso fuoco. Coincidenze? Non lo sappiamo. Non abbiamo elementi per poterlo dire. Quello che sappiamo
è che dietro un incendio alcune volte c'è solo un incendio, altre volte c'è anche altro.
INDAGA LA DDA
Come sempre abbiamo detto e scritto non è nostro compito anticipare o svolgere indagini. Nostro compito è cercare di capire.
Da quello che abbiamo appreso emerge chiaramente che le indagini sono state prese in mano dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L'autorità inquirente ha iniziato a sentire le persone che potrebbero avere qualche interesse nella vicenda soprattutto riconducibili all'impresa che ha svolto i lavori o che avessero ruoli di controllo sulla vicenda. Così come si sta lavorando ad acquisire le immagini delle telecamere che in zona non mancano. Le competenze specifiche sviluppate dalla Direzione Distrettuale e dalle forze di polizia delegate sono una chiara garanzia che tutto ciò che si dovrà scoprire sarà scoperto e che nulla verrà lasciato al caso. Della capacità investigativa della Procura abbiamo piena fiducia e a loro ci affidiamo anche perché non può passare in cavalleria un fatto di una così grave evidenza così come non si può fingere che non esista una preoccupazione collettiva su una vicenda che potrebbe avere contorni molto inquietan-
ti. Dietro un incendio alcune volte c'è solo un incendio, altre volte c'è altro. La città non può non sapere se quell'incendio di un mezzo di lavoro in un cantiere in pieno centro è soltanto un incendio o è anche qualcos'altro.
LA SOCIETÁ CIVILE NON ALLENTI LA PRESA
Mentre le Autorità giudiziarie e di polizia stanno svolgendo il loro compito secondo le loro prerogative, è necessario che la società civile non allenti la sua forza di controllo. Se dietro l'incendio non ci fosse soltanto un incendio sarebbe il più grave fatto di cronaca avvenuto a Potenza negli ultimi anni. A dire il vero non abbiamo proprio memoria di un fatto simile. Su una questione simile non si può tacere. Da parte nostra resta l'impegno a seguire la vicenda e, senza volerci sostituire agli inquirenti, a provare a mettere insieme gli elementi che abbiamo.
Lo dobbiamo alla nostra storia e alla nostra città che ha tanti problemi ma che sicuramente, almeno fino ad ora, non è mai stata terra di mafia e non può diventare un posto nel quale ci si abitua al rogo di un mezzo di cantiere in pieno centro come se fosse una cosa normale. Noi non vorremmo mai che una cosa simile diventasse normale.

LAGONEGRO Dopo la manifestazione di solidarietà del csx, dura condanna: «Spettacolo indecente, ora Falabella si dimetta»
LAGONEGRO. «Quello a cui abbiamo assistito nel viale principale della nostra città è stato uno spettacolo indecente, patetico e al limite del grottesco. In perfetta sintonia con il centrosinistra nazionale – quello che difende terroristi, dittatori e regimi autoritari in nome di un presunto “antifascismo” selettivo – il centrosinistra lucano si schiera oggi con chi ha commesso abusi edilizi, ha mentito ai cittadini e ha cercato di usare l’amministrazione pubblica per tutelare interessi personali e familiari» affermano i segretari locali dei partiti di centrodestra.
«Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza VerdiSinistra si presentano a pontificare sulla legalità, solidarizzando con un sindaco che – secondo le carte ufficiali del suo stesso Comune – ha costruito ampliamenti non autorizzati in zona agricola, ha tentato una sanatoria respinta, ha lasciato scadere i termini senza agire e ora, dopo mesi di pressioni mediatiche (compresa la trasmissione Le Iene), annuncia la demolizione con un




video strappalacrime, definendola “scelta sofferta” ma restando saldamente in sella al suo posto» incalzano le greterie locali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Udc.
«Un “eroe” - continuano - che incassa puntualmente i suoi 3.750 euro mensili di stipendio – soldi pubblici, derivanti dalle tasse pa-
gate con sacrificio dai cittadini perbene – mentre lui le ha evase sistematicamentele. Altro che eroe: un sindaco che ha coperto Lagonegro di ridicolo! E i suoi supporters? Ridicoli anche loro, quando parlano di “scelte personali”, di “legalità da flessibilizzare caso per caso” o di “solidarietà umana”. Dov’era il PD lu-
cano? Dov’erano M5S e AVS? Quando altri cittadini demolivano? Quei cittadini non meritavano solidarietà perché non ricoprivano il ruolo di sindaco? Perché le loro case non erano state ereditate da genitori deceduti? O semplicemente perché non facevano comodo politicamente?» «Il messaggio che passa è chiaro e devastante: due pesi e due misure. Abusivismo edilizio per tutti tranne quando tocca a un sindaco del centrosinistra, che diventa improvvisamente “vittima” e “esempio di legalità”. Una vergogna inaudita per la nostra comunità! Salvatore Falabella ha trascinato Lagonegro nel fango insieme ai suoi alleati politici. La città merita rispetto, coerenza e amministratori che applichino le regole a se stessi prima che agli altri» aggiungono le segreterie locali dei partiti di centrodestra «Dimissioni immediate del sindaco Falabella! - concludonoPer ridare dignità e credibilità a Lagonegro. La legalità non è un’opzione: è un dovere, per tutti, senza sconti per chi indossa la fascia tricolore».



LA RIFLESSIONE Governare significa costruire armonia, evitando soluzioni facili e accelerazioni che rompono gli equilibri
DI G AETANO F IERRO
C’
è un malinteso che accompagna da sempre la politica: l’idea che guidare significhi decidere, imporre, accelerare.

È una semplificazione comoda, perché trasforma la complessità di una comunità in una questione di comando.
Ma una comunità non è un’azienda né una caserma. È un organismo fragile, fatto di equilibri instabili, aspettative divergenti e bisogni che spesso non hanno voce. La vera guida politica non è quella che lascia il segno più visibile, ma quella che lascia meno macerie. Governare non è un atto muscolare. È un esercizio continuo di misura, ascolto e responsabilità. Chi cerca il consenso immediato raramente costruisce armonia. Chi costruisce armonia, quasi mai viene celebrato subito.
L’ARMONIA
NON ELIMINA
IL CONFLITTO
L’armonia sociale non
coincide con l’assenza di conflitto.
Anzi, diffidare di una comunità apparentemente silenziosa è spesso un atto di buon senso.
I conflitti esistono sempre. La differenza sta nel modo in cui vengono gestiti: se distribuiti, compresi e governati, oppure compressi fino a diventare fratture.
Una guida politica equilibrata non promette felicità universale, promessa tanto seducente quanto falsa. Si preoccupa invece di ridurre le insoddisfazioni, di evitare che si accumulino sempre negli stessi luoghi sociali, sugli stessi ce- ti, sulle stesse persone. È un lavoro poco spettacolare, ma decisivo.
I CETI COME
ESPERIENZA
QUOTIDIANA
Parlare di ceti sociali può sembrare astratto, ma in realtà è un discorso molto concreto. I ceti non sono categorie teoriche: sono vite quotidiane. Sono tempi diversi, possibilità diverse, margini di adatta-
mento profondamente diseguali. Ci sono persone che possono assorbire un cambiamento senza troppi danni e altre per cui ogni variazione diventa un rischio.
Una politica che ignora queste differenze non è neutrale. È semplicemente cieca.
Le decisioni uguali per tutti, spesso, producono effetti profondamente diseguali. Fingere di non saperlo è una forma elegante di irresponsabilità.
LA TENTAZIONE
DELLA VELOCITÀ
Viviamo in un’epoca che scambia la rapidità per efficienza. Decidere in fretta viene visto come segno di forza. Ma le comunità non funzionano come le piattaforme digitali.
Non si aggiornano senza conseguenze. Ogni scelta pubblica modifica equilibri esistenti, spesso in modo irreversibile. L’azione politica che non valuta l’impatto sociale è come una ristrutturazione fatta senza controllare le fondamenta.
Può apparire moderna, ma rischia di compromettere la stabilità complessiva. L’equilibrio richiede tem-
po, confronto e, soprattutto, la capacità di rinunciare a soluzioni facili.
VISIONE OLTRE
GLI SLOGAN
La parola “visione” è tra le più inflazionate del linguaggio politico. Spesso viene ridotta a una lista di buone intenzioni. In realtà, la visione è la capacità di tenere insieme presente e futuro, sviluppo e coesione, decisioni e conseguenze.
Una guida senza visione rincorre le emergenze e spegne incendi, ma non cambia il paesaggio. E col tempo, gli incendi aumentano. La visione autentica non promette miracoli. Costruisce continuità. Non divide il mondo in vincenti e perdenti, ma cerca di evitare che qualcuno resti indietro in modo permanente.
QUANDO L’EQUILIBRIO
La mancanza di equilibrio non esplode all’improvviso.
Si manifesta lentamente, attraverso segnali sottili: sfiducia diffusa, cinismo, disinteresse.
Le persone smettono di partecipare, non perché

stiano meglio, ma perché non credono più che serva. Quando le decisioni appaiono calate dall’alto e il dialogo diventa una formalità, il patto sociale si indebolisce. Non servono grandi crisi. Bastano piccole incomprensioni reiterate e disagi ignorati. Alla fine, il prezzo viene pagato da tutti, anche da chi pensava di esserne al riparo.
L’IRONIA COME MISURA
Un po’ di ironia, in politica, non è mancanza di rispetto. È spesso l’unico modo per restituire proporzione.
L’ironia smaschera le contraddizioni senza urlare, mette a nudo l’assurdo senza bisogno di invettive. Prendersi troppo sul serio è uno dei segnali più evidenti della perdita di contatto con la realtà. Le comunità, invece, riconoscono subito quando una decisione è distante dalla vita reale. E spesso lo fanno con un sorriso amaro, che vale più di mille proteste.
RESPONSABILITÀ COME PRATICA QUOTIDIANA
La guida politica non è un titolo, ma una pratica quotidiana di responsabilità. Responsabilità significa sapere che ogni scelta produce effetti, anche non previsti. Significa correggere quando serve, senza viverlo come una sconfitta. Una comunità non chiede perfezione. Chiede onestà, coerenza e capacità di apprendere. Chiede che chi guida non si senta sopra, ma dentro. Che non confonda il consenso con la giustizia e il silenzio con l’approvazione.
GOVERNARE SENZA ROMPERE
Forse tutto si riduce a questo: governare senza rompere. Senza spezzare equilibri che poi nessuno sa più ricostruire. Senza creare vincitori momentanei e sconfitti permanenti. Una comunità non ha bisogno di guide infallibili, ma di guide consapevoli. Capacità rara, silenziosa, poco spettacolare. Ma essenziale. Perché l’armonia sociale non nasce dal comando, ma dalla comprensione. E l’equilibrio, quando c’è, non fa rumore. Ma quando manca, lo sentono tutti.

Mentre a Matera in sala operatoria entra il robot Hugo, la Fials presenta una proposta di legge sul 118
Da lunedì 19 gennaio prende il via l’attività chirurgica con il robot Hugo all’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera.
Si legge in una nota dell’ASM che si tratta di: «Un momento di grande valore che segna un passo importante nel percorso di innovazione tecnologica e crescita professionale del nostro sistema sanitario». Alla presentazione hanno preso parte oltre al personale sanitario che utilizzerà la strumentazione robotica, l’Assessore Regionale alla Salute e politiche della Persona, Cosimo Latronico, il Direttore Generale dell’ASM Maurizio Friolo, il Direttore Sanitario, Andrea Gigliobianco e il Presidente della IV Commissione consiliare “Salute” della Regione Basilicata, Nicola Morea, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno dell’Istituzione regionale per l’evoluzione della sanità pubblica lucana. L’introduzione della chirurgia robotica rappresenta un investimento concreto (oltre 1,7 milioni di
euro) nella qualità delle cure, nella sicurezza dei pazienti e nel supporto ai professionisti, che potranno contare su strumenti all’avanguardia per interventi sempre più precisi e mininvasivi. E intanto il Segretario regionale del sindacato FIALS, Giovanni Sciannarella, insieme al Segretario di Potenza Giuseppe Costanzo e al Segretario aziendale di Matera Marco Bigherati, ha incontrato l’Assessore Cosimo Latronico
Si è trattato di: «Un confronto diretto e costruttivo per illustrare anche a lui la proposta di legge regionale sul 118 e, più in generale, per affrontare i nodi strutturali che da anni frenano la sanità lucana».
Queste le idee e le proposte concrete per la Sanità Regionale: assunzioni di operatori socio-sanitari; assunzioni di infermieri; assunzioni di tecnici di fisiopatologia e neurofisiopatologia; assunzioni di tecnici di radiologia e di laboratorio; modelli organizzativi moderni che valorizzino competenze,

ruolo e professionalità del personale sanitario; rafforzamento reale della sanità territoriale; per il 118 serve una scelta coraggiosa e concreta nella gestione delle postazioni, che oggi spesso presentano criticità e problemi logistici; problematiche emerse dal confronto con i cittadini sullo screening mammografico, in particolare su tempi di attesa, accessibilità e continuità del servizio. «La Fials, è detto in una nota, si candida con forza a essere portatrice di proposte serie, sostenibili
e immediatamente attuabili per rilanciare la sanità in Basilicata. I dati GIMBE sui livelli essenziali di assistenza e quelli relativi alla mobilità passiva interregionale, hanno dipinto un quadro tutt’altro che rassicurante e rispetto al quale l’assessore regionale al ramo Cosimo Latronico, ha tentato in qualche modo di contenere le negatività. Resta il dato che sulla mobilità non si può generalizzare, come ha fatto lui, perché la Basilicata è pen’ ultima, peggio di noi sta messa soltanto la Calabria e sui
livelli essenziali di assistenza (LEA), è sufficiente constatare la situazione sul campo per verificare che il dato per cui siamo terz’ultimi tra le regioni, è assolutamente veritiero. Le responsabilità però non possono essere attribuite all’attuale gestione del settore, ma sono il frutto di un sistema che negli anni ha avuto più attenzione alle “clientele” e ad utilizzare la sanità per la raccolta del “consenso” (elettorale), che a costruire un sistema efficace ed efficiente premiando le competenze. Purtroppo un disegno di legge, messo in piedi durante il governo Lega 5 Stelle, non è stato mai approvato e sembra essere finito nel dimenticatoio. Con esso si sottraeva la sanità ai partiti e alle regioni, per darla alla competenza di veri manager, assunti tramite un elenco unico nazionale, redatto con un criterio che teneva presente solo il curriculum professionale, e sganciati dalla sudditanza alle regioni e quindi alla politica».
V INCENZO M AIDA
Il segretario regionale di FdI difende la scelta di potenziare la dialisi ospedaliera: «Maggiori tutele per i pazienti»
«C’è un cortocircuito politico che va denunciato senza giri di parole, perché qui non siamo nel terreno degli slogan ma in quello delle decisioni concrete che incidono sulla vita delle persone. In Basilicata accade esattamente l’opposto di ciò che la segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, va dichiarando a livello nazionale: mentre si accusa il centrodestra di voler indebolire la sanità pubblica per favorire quella privata, sul nostro territorio un assessore di Fratelli d’Italia rafforza il servizio pubblico e un consigliere regionale del Pd si schiera apertamente a difesa di una struttura privata». Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata.
«Fratelli d’Italia non è e non sarà mai contro il sistema dei privati accreditati, che rappresentano una risorsa importante per il territorio perché ampliano l’offerta sanitaria e svolgono un lavoro spesso fondamentale a supporto del servizio pubblico. Il loro ruolo va riconosciuto e valorizzato, senza

ambiguità. Ma proprio per questo – prosegue Quarto – è del tutto strumentale trasformare una scelta di rafforzamento della sanità pubblica in una polemica ideologica. Non si è “contro i privati” quando si decide di attivare un servizio essenziale anche in ospedale, soprattutto quando si tratta di tutelare una categoria fragile come quella dei dializzati. La decisione dell’assessore Cosimo La-
tronico e dell’Azienda sanitaria di Matera di attivare quattro nuovi posti di dialisi all’interno dell’ospedale di Policoro va letta esclusivamente in questa direzione: rafforzare la sanità pubblica e garantire maggiori condizioni di sicurezza clinica ai pazienti. È lo stesso presidente dell’associazione dei dializzati ed emodializzati, Andrisani, ad aver ricordato pubblicamente come la dialisi in
ambito ospedaliero offra maggiori tutele, perché il paziente nefropatico può andare incontro a complicanze improvvise che richiedono l’accesso immediato alla terapia intensiva o all’UTIC, strutture presenti solo in ospedale. Questo è un dato di realtà, non un’opinione politica. Colpisce, invece, la posizione del consigliere regionale del Pd Roberto Cifarelli, che sceglie di difendere una struttura privata contro una scelta che rafforza il servizio pubblico ospedaliero. Una posizione che smentisce nei fatti la linea nazionale del suo partito e rende evidente la distanza tra la propaganda e ciò che accade realmente nei territori. Se davvero la segretaria nazionale del Partito Democratico crede nella difesa della sanità pubblica – conclude Quarto – dovrebbe guardare alla Basilicata come a un caso esemplare e complimentarsi con l’assessore Cosimo Latronico, perché qui Fratelli d’Italia sta facendo esattamente ciò che il Pd dice di voler fare. Una contraddizione che, più che spiegata, andrebbe semplicemente ammessa».


POTENZAProseguono i controlli “Alto impatto” in città. Identificate nei giorni scorsi 204 persone
POTENZA. Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio ad “Alto Impatto”, predisposti dal Questore di Potenza e finalizzati al contrasto della criminalità diffusa e al rafforzamento della sicurezza urbana.
La Polizia di Stato, nei giorni scorsi, in collaborazione con le altre Forze di Polizia, ha controllato complessivamente 204 persone, di cui 15 extracomunitari, 11 minori e 39 veicoli. Tra i soggetti controllati 46 sono risultati con precedenti di polizia. Nel corso delle attività, si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria di un uomo e alla segnalazione amministrativa di un

giovane per violazioni in materia di sostanze stupefacenti. Nel primo caso, gli agenti
della Volante hanno fermato un’autovettura il cui conducente, alla vista della pattuglia, ha tentato di
POTENZA Attesa per il tavolo tecnico tra Comune, Soprintendenza e Ferrovie

POTENZA. Sono passati dieci giorni da quando il ponticello di via Grippo che collega rione Lucania all’area dell’Ufficio postale è stato chiuso «al transito veicolare e pedonale a causa della caduta di alcuni conci in pietra della chiave di volta della struttura».
Una chiusura necessaria che però sta arrecando notevoli disagi ai residenti e più in generale a tutti coloro che si recano nel rione per i più svariati motivi. Disagi che non sono passati inosservati al Comitato di quartiere sempre molto attivo nella risoluzione dei problemi anche grazie ad una continua e proficua interlocuzione con l’Amministrazione comunale. Ed è proprio dai canali social, i referenti del Comitato esprimono «vicinanza ai commercianti del quartiere che hanno registrato in questi giorni un calo di clienti con conseguente perdita di
introiti» e ricordano quanto sia opportuna una risposta concreta da parte delle Istituzioni preposte.
L’opera ferroviaria, va ricordato, è stata realizzata nei primi del ‘900 e per questo è sottoposta a vincolo dei Beni culturali.
Soprintendenza, Ferrovie e Amministrazione comunale dovranno quindi collaborare per arrivare alla messa in sicurezza del ponticello strategico per la comunità. A tal proposito nei prossimi giorni è previsto un incontro tra tutte le parti in causa.
Dal canto suo il Comitato di quartiere ha già annunciato un’assemblea pubblica, appena possibile, con l’assessore competente: «Monitoriamo la situazione e terremo costantemente informato il rione. Non ci fermiamo!».
R.M.
eludere il controllo. L’uomo, classe 1993 e residente in provincia di Potenza, ha manifestato evidenti segni di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool.
I successivi accertamenti effettuati mediante etilometro hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 2,23 g/l.
Nel corso della perquisizione personale e veicolare è stato rinvenuto un involucro contenente sostanza stupefacente di tipo hashish, del peso complessivo di 0,41 grammi, sottoposta a sequestro amministrativo. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza,
con contestuale ritiro della patente di guida e sequestro amministrativo del veicolo.
Gli agenti poi, durante un controllo in un’attività commerciale, hanno segnalato un giovane potentino di 26 anni per violazione dell’art. 75 del D.P.R. 309/90, poiché trovato in possesso di 2,31 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, anch’essa sottoposta a sequestro. Le operazioni rientrano nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati e proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di garantire elevati livelli di sicurezza sul territorio.
POTENZA Tecniche salvavita per 170 alunni
POTENZA. Il

Club RotaryPotenza Torre Guevara ha recentemente portato a termine un progetto service che si è svolto tra il mese di novembre scorso e il 14 gennaio di quest’anno e che rientra in un progetto ben più ampio del distretto 2021 a cui appartiene, dal tema “Il Rotary al servizio delle nuove generazioni per lo sviluppo del territorio“. Il service si è svolto presso l’Istituto Tecnico Industriale Einstein di Potenza attraverso corsi di Primo Soccorso agli studenti delle penultime classi, per la prima volta in approccio con l’esperienza scuola lavoro. Circa 170 ragazzi hanno così avuto la possibilità di apprendere e fare proprie le tecniche elementari, cosiddette salvavita in quattro giornate di approfondimento teorico e pratico su un manichino per un totale di 16 ore di lezione,in turni di 45 studenti al giorno.
«Ai nostri giorni, purtroppo, gli incidenti sui luoghi di lavoro sono in forte crescita» – hanno commentato i conduttori del service – «ed è fondamentale poter contare, già in loco, su persone che all’occorrenza siano in grado di salvare una vita con comportamenti e manovre corrette». Il corso è stato tenuto da due medici, la Presidente Eugenia Lasorella e il Presidente della Commissione Sanità e Alimentazione, Archimede Leccese.

Sopralluogo di Cupparo e Cerciello Renna insieme al sindaco Troiano per risolvere l’annosa problematica idrica e fognaria nell’area industriale

ASan Paolo Albanese un sopralluogo del Direttore generale di Acquedotto Lucano, il prof. Luigi Cerciello Renna, accompagnato dall’assessore allo Sviluppo Economico Fran-
cesco Cupparo e dal sindaco Mosè Antonio Troiano, ha consentito di avviare a soluzione un’annosa problematica idrica e di rete fognaria. In particolare, l’Area Artigianale di San Paolo Albane-
se, ha necessità di un adeguamento per l’approvvigionamento idrico e di un impianto di depurazione delle acque reflue. L’assessore Cupparo sottolinea che il direttore di AL ha mostrato grande prontezza e disponibilità nella risoluzione di annose problematiche.
«Un ringraziamento – aggiunge –al sindaco Troiano per la cordialità e la grande accoglienza ricevuta. La giornata è l’esempio concreto di vicinanza delle istituzioni ai piccoli comuni delle aree interne dove puntiamo a valorizzare le piccole attività artigiane. In particolare, con l’Avviso pubblico per interventi di adeguamento delle aree produttive di proprietà degli Enti Locali (37,7ml) intendiamo rilanciare le aree Pip, per gli insediamenti artigianali che a causa di inadeguate infrastrutture, carenza di servizi, tra i quali
quelli idrici non sono attualmente in condizioni di ospitare laboratori, capannoni, piccoli stabilimenti». «Inoltre – aggiunge Cupparo – abbiamo esteso il sopralluogo al campeggio nell’area alta del paese che necessita di un impianto idrico. È una struttura realizzata dal Comune con fondi regionali gestita da un giovane rientrato da fuori per avviare un’importante attività turisticoricettiva. Su questo progetto va realizzato uno studio tecnico specie in relazione ai costi energetici di sollevamento dell’impianto. È indispensabile snellire i tempi per consentire la piena funzionalità del campeggio già nella prossima primavera. La presenza del direttore di AL a San Paolo, le soluzioni individuate testimoniano che mentre altri a San Paolo hanno fatto convegni e usato parole, noi preferiamo i fatti concreti».
Sostenibilità, tutela e promozione: istituzioni e produttori uniti per valorizzare le risorse locali
CARBONE. Tartufo bianco pregiato del Serrapotamo e Carosella Lucana al centro di una giornata operativa svoltasi nel comune di Carbone, promossa dall'Amministrazione comunale e dall’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura della Basilicata.
«Un incontro operativo di particolare rilievo – spiegano gli amministratori locali- caratterizzato da un approccio concreto, orientato ai contenuti e alle prospettive di sviluppo del territorio. Al centro del confronto, il Tartufo Bianco del Serrapotamo e la Carosella Lucana, due elementi identitari che rappresentano non solo eccellenze agroalimentari, ma anche leve strategiche per una visione integrata di valorizzazione, tutela e promozione delle aree interne».
L’incontro, ha rappresentato «un momento di lavoro reale e costruttivo, finalizzato a rafforzare il dialogo tra istituzioni, tecnici, produttori, mulini e trasformatori, ponendo le basi per azioni condivise, percorsi strutturati e progettualità coerenti con le
vocazioni locali» concludono da Carbone. All’incontro hanno preso parte il Sindaco Mariano Mastropietro, Michele Blasi e Domenico Cerbino dell’Alsia e Michele D’Arino, in rappresentanza della filiera dei cereali antichi del Pollino. «Sono state delineate strategie concrete di valorizzazione, tutela ambientale e sviluppo economico del territorio -racconta AlsiaNella prima parte della giornata, il direttivo dell’associazione Tartufai del Serrapotamo si è confrontato con il Direttore generale dell'Alsia, Blasi, sulle principali criticità del comparto tartufigeno. La tutela delle tartufaie naturali e degli ecosistemi, la necessità di progetti strutturati per la gestione sostenibile delle risorse, l’adeguamento della normativa regionale alle nuove esigenze del settore e il ruolo strategico del tartufo come strumento di marketing territoriale, capace di generare valore economico, turistico e culturale, sono stati gli argomenti al centro del confronto. In conclusione è emersa, con forza, l’importanza della organizzazione, della for-
mazione e della responsabilità condivisa per rendere il comparto competitivo e duraturo nel tempo, in considerazione, anche, della forte sensibilità espressa su questo settore dall’assessore all’agricoltura, Carmine Cicala. La seconda parte della giornata – prosegue Alsia- è stata dedicata alla costituzione del Comitato promotore per il riconoscimento della Farina di Carosella Lucana Dop». «L’obiettivo è chiaro – ha dichiarato il sindaco Mastropietro – avviare formalmente il percorso per il riconoscimento europeo. Il Comune garantirà il supporto istituzionale, ma il progetto deve essere guidato da chi produce e trasforma ogni giorno questo grano. Le esperienze della filiera della Carosella e dell’associazione Tartufai dimostrano che organizzazione e responsabilità condivisa portano risultati concreti».
Blasi, il direttore dell’Alsia, ha sottolineato un punto chiave: «Oggi avviamo il percorso di richiesta della Dop ma non basterà ottenere il riconoscimento della denominazione di origine, occorrerà, infatti,

garantire continuità produttiva e quantitativi adeguati per rispondere ai mercati locali, nazionali e internazionali».
E proseguono dall’Alsia: «Grazie all’attività di studio dell’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, la Carosella Lucana è stata riconosciuta come Materiale Eterogeneo Biologico (Meb) ai sensi dei regolamenti Ue. Per la campagna agricola 2025 sono stati distribuiti circa 80 quintali di seme biologico certificato, con un incremento previsto per le annualità 2026–2027 a fronte della crescente domanda. Attualmente in Basilicata la superficie coltiva-
ta a Carosella è di circa 200 ettari. Nel comprensorio del Pollino opera una filiera organizzata composta da 23 operatori tra produttori, molini e trasformatori. La produzione viene assorbita principalmente dai molini Arleo e Cantisani, ai quali si sono recentemente aggiunti i molini Gaudioso di Latronico e D’Agostino, per un totale di circa 1.400 quintali annui commercializzati. L’incontro di Carbone segna così un passaggio operativo importante verso la valorizzazione di due eccellenze lucane, simbolo di biodiversità, identità e sviluppo sostenibile».
E MANUELA C ALABRESE

Zipparri: «La cultura non può essere un costo sacrificabile ma il pilastro su cui edificare il riscatto delle aree interne»

Èpartita dalla scrivania del Sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri, la missiva indirizzata alla Regione Basilicata nelle persone del Presidente Bardi e dell’Assessore Cupparo e per conoscenza invece alla Professoressa Del Puente e all’Anci Basilicata, con oggetto: “Istanza di salvaguardia e continuità del Centro Internazionale di Dialettologia della Basilicata”.
Zippari così mette nero su bianco il «profondo sentimento di preoccupazione che investe la mia comunità e, più ampiamente, l'intero territorio regionale in merito alle sorti del Centro Internazionale di Dialettologia (CID). Il patrimonio linguistico della nostra regione non rappre-
senta una mera testimonianza del passato, bensì un' infrastruttura culturale viva, un codice identitario che lega le nostre comunità e definisce l'essenza stessa del popolo lucano.
In questo contesto, il CID si è distinto negli anni come un'eccellenza scientifica di respiro internazionale, capace di elevare la Basilicata a laboratorio accademico d'avanguardia per lo studio e la tutela delle minoranze linguistiche e dei dialetti».
Il Sindaco ricorda l’importanza del Progetto A.L.B.a., «Atlante Linguistico della Basilicata, nato nel 2007 su iniziativa della Prof.ssa Patrizia Del Puente, ha visto riconosciuto il proprio valore scientifico nel marzo 2018 con la costituzione in Cen-
tro Internazionale di Dialettologia (CID). Evoluzione, quest'ultima, che ha sancito la natura interateneo della struttura con l'Università di Palermo e il prestigioso partenariato con gli atenei di Cambridge, Oxford e Pisa». In oltre un decennio di attività, il Progetto A.L.Ba. «ha consolidato un ecosistema di ricerca e divulgazione unico nel panorama europeo, articolato su tre pilastri fondamentali: Eccellenza Scientifica, con la pubblicazione di quattro volumi dell'A.L.Ba. - unico atlante regionale esaustivo in Italia che mappa integralmente i 131 comuni lucani - e di sei volumi di atti derivanti dai prestigiosi Convegni Internazionali di Dialettologia; Alta Formazione e Reti Accademiche con l'istituzione della Scuola Internazionale di Dialettologia, un unicum in Europa realizzato in sinergia con i partner di Cambridge, Oxford, Palermo e Pisa, supportata da costanti collaborazioni con atenei nazionali ed esteri; Per quanto riguarda l’impatto territoriale e tutela dell'identità, l'ideazione dell'Alfabeto dei Dialetti Lucani (ADL), l'avvio di progetti pilota di alfabetizzazione nelle scuole e una costante attività divulgativa volta a promuovere la consapevolezza del patrimonio linguistico loca-
le».
Così sottolinea ancora Zipparri: «Privare la Basilicata di uno strumento di ricerca così raffinato e prezioso significherebbe condannare all'oblio secoli di storia orale e recidere il legame scientifico che unisce i nostri territori alle più prestigiose università del mondo. La cultura non può essere considerata un costo sacrificabile, ma il pilastro su cui edificare il riscatto delle nostre aree interne. L'amministrazione comunale di Marsicovetere, da sempre sensibile alla valorizzazione delle radici locali, nel 2019 istituiva il Corso di Alfabetizzazione sul dialetto locale diretto dalla Prof.ssa Del Puente, presso la Sala consiliare del Centro storico, segnando un importante impegno culturale e linguistico a favore della salvaguardia e valorizzazione del dialetto locale». Il Sindaco dunque con il documento rivolge «un accorato appello alla Regione Basilicata e a tutti gli organi competenti affinché vengano messe in campo, con estrema urgenza, le soluzioni tecnico-amministrative necessarie a garantire la certezza dei fondi e la stabilità dei ricercatori impegnati nel progetto. Non si ritiene accettabile veder svanire un' eccellenza che ha saputo catalizzare il sostegno delle massime istituzioni lingui-
stiche nazionali, delle associazioni di promozione territoriale e di numerosi rappresentanti dei governi locali. La mobilitazione corale registrata, infatti, nelle ultime settimaneche ha visto autorevoli appelli da parte di accademie scientifiche di rilievo internazionale e una vasta sottoscrizione popolaretestimonia quanto il Centro sia percepito non come un ente isolato, ma come un patrimonio condiviso dell'intera comunità lucana e del panorama culturale europeo. Il sostegno unanime – prosegue il Sindaco- giunto da ogni parte d'Italia, dalle reti delle Pro Loco ai circoli culturali, fino ai vertici della ricerca linguistica dimostra che la difesa del CID è una battaglia di civiltà. Marsicovetere si unisce a questa rete di solidarietà istituzionale: non possiamo permettere che anni di studi sull'identità dei nostri territori vengano interrotti per mancanza di visione o di risorse – e concludeL'Amministrazione comunale di Marsicovetere si rende disponibile a sostenere ogni iniziativa di coordinamento tra le istituzioni locali per assicurare un futuro stabile a questa eccellenza, affinché la voce delle nostre radici continui a risuonare nel mondo della ricerca e della cultura».
E MA C AL
LO CHEF FRANZESE: «È STATO UN PIACERE FARGLI CONOSCERE E ASSAPORARE I SAPORI AUTENTICI DEL NOSTRO TERRITORIO»
Hascelto la Basilicata, ed in particolare Rotonda e le sue bellezze, Checco Zalone per riposarsi e godersi lo straordinario successo di "Buen Camino" , che con un totale di 68.823.069 di euro realizzato in soli 24 giorni di programmazione, batte il record detenuto da Avatar (68.600.000 euro) e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale.
L’attore pugliese ha trascorso la giornata di ieri nel piccolo centro del Pollino, a Piano Pedarreto, dove ha passeggiato sui sentieri innevati e non è passato per nulla inosservato. Tanti i visitatori che lo hanno fermato per chiedere selfie e autografi. A pranzo poi ha degustato le prelibatezze culinarie del posto in uno dei ristoranti tipici, “A Rimissa”.
«È stato un piacere fargli conoscere e assaporare i sapori autentici del nostro territorio – ha commentato lo chef Giuseppe Franzese, conosciuto da tutti con il nome di ‘Ciack’ – ha apprezzato i nostri antipasti, in particolare la zuppa a base di cicoria e fagiolo bianco ‘poverello’, poi le bruschette e la melanzana rossa sott’olio, due prodotti agricoli tipici e di eccellenza della zona , entrambi con Denominazione di Origine Protetta. Per primo ha scelto cavatelli fatti in casa con tradizionale sugo di carne ,cucinato secondo l’antica ricetta delle nostre massaie, e spaghettoni freschi saltati in padella con cicoria e peperone crusco. Infine un assaggino dell’ottima carne del posto, alla griglia . Lo ringraziamo per la visita e per averci scelto».



POTENZA. La maggioranza in consiglio comunale a Scanzano Jonico interviene per fare chiarezza sulle polemiche legate al servizio di micronido, respingendo le affermazioni diffuse da alcuni esponenti della minoranza. In una nota si sottolinea come sia «doveroso ristabilire la verità dei fatti per rispetto della comunità e, soprattutto, delle famiglie».Secondo quanto chiarito, tutti gli atti amministrativi relativi all’affidamento del servizio «sono stati regolarmente adottati e depositati». La maggioranza evidenzia inoltre la presenza
delle certificazioni igienico-sanitarie e di sicurezza, verificate dai tecnici competenti e dagli uffici comunali preposti, con il «benestare formale» della Regione Basilicata.In merito a eventuali ritardi o a domande rimaste in sospeso, viene precisato che «non dipendono dal Comune», ma da verifiche e procedure gestite da soggetti terzi, come previsto dalla normativa nazionale vigente. Da qui la netta smentita delle accuse di «assenza di atti», «illegalità» o «improvvisazione amministrativa», definite false e ritenute capaci so-
lo di alimentare «un clima di sfiducia ingiustificato che danneggia l’intera comunità».La maggioranza ribadisce la legittimità del controllo politico, ma condanna la strumentalizzazione di un servizio educativo con ricostruzioni giudicate «parziali o allarmistiche». «Questa non è vigilanza: è mala politica», si legge nella nota, che crea confusione e tensioni tra le famiglie. Il sindaco e l’intera maggioranza rivendicano di aver agito «con trasparenza, responsabilità e nel pieno rispetto della legge», garantendo al contempo suppor-

to costante alle famiglie. «La comunità merita serietà. Le famiglie meritano tranquillità. I bambini meritano rispetto, non strumentalizzazioni politiche».
Danneggiati vasi, fiori e una lapide, il sindaco Antonio Mele condanna l’accaduto e chiede rispetto per la comunità Matera e
DI E MANUELA C ALABRESE
NOVA SIRI. Dalle nostre colonne ci troviamo spesso a raccontare episodi di vandalismo presso luoghi pubblici: parchi gioco, scuole, ville comunali, non di rado sono “sotto attacco” da parte di persone senza scrupoli e in cerca di discutibili e deprecabili alternative alla noia. Questa volta però, ad essere preso di mira, è stato il cimitero di Nova Siri. Un luogo sacro e di rispetto verso chi non c’è più, verso gli affetti più cari che vi riposano. Ebbene il Sindaco Antonio Mele si è visto costretto a sporgere formale denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri, a seguito di quanto accaduto presso il cimitero. Così il Sindaco, appena fuori dalla caserma dell’Arma spiega: «Mi rivolgo ai miei concittadini con profonda amarezza e senso di indignazione, che credo rappresenti tutta la nostra comunità. Mi sono
recato dai Carabinieri per formalizzare la denuncia in merito al grave episodio di vandalismo verificatosi presso il nostro cimitero. Quanto accaduto è inaccettabile. È questo un luogo che racchiude il dolore, l’amore e il ricordo delle nostre famiglie. Vederlo violato in questo modo colpisce nel profondo e ferisce l’intera comunità. È un fatto che non riesce a trovare nessuna giustificazione, soprattutto perché non appartiene all’identità di Nova Siri, che è un paese tranquillo, civile e fatto di persone per bene. Di rispetto reciproco e di valori condivisi. Pertanto come Sindaco e come cittadino della comunità sentivo il dovere di dare un segnale chiaro e denunciare l’accaduto, Affidarmi al lavoro delle Forze dell’Ordine che ringrazio per la disponibilità e la professionalità. La nostra comunità è più forte di atti vili e insensati e saprà reagire con dignità e unità».Nelle imma-

gini mostrate dal Sindaco Mele, si vedono molti vasi di fiori divelti e lasciati a terra, piante e fiori lasciati con amore dai parenti, ora appaiono come l’arena di una battaglia che mira a profanare e disprezzare e come se non bastasse viene per-
sino spaccata una lapide in marmo. In Italia, gli atti vandalici all'interno dei cimiteri (come il danneggiamento di tombe, il furto di ornamenti o la profanazione di loculi) sono reati gravi perseguiti dal Codice Penale. Il Primo cittadino, sporgendo denuncia ha così dato modo ai Carabinieri di poter avviare le necessarie indagini, ma anche di poter procedere con eventuali pratiche assicurative o richieste di risarcimento da parte dei familiari dei defunti le cui tombe sono state danneggiate. Il messaggio del Sindaco è stato diffuso anche via social, attraverso la pagina istituzionale del Comune, pertanto molti concittadini novasiresi hanno potuto commentare l’accaduto, condannando gli atti compiuti, ma anche chiedendo le telecamere e la sorveglianza, sia per evitare il verificarsi di episodi analoghi, sia per trovare i colpevoli di un così macabro gesto.
All’istituto Loperfido Olivetti l’incontro con Teresa Manes: testimonianza diretta per riflettere su social e responsabilità collettiva
MTERA. Il tema del bullismo e del cyberbullismo al centro di un’importante iniziativa educativa in programma a Matera. Lunedì 19 gennaio 2026, alle ore 8.30, nell’aula magna dell’Itcg Loperfido Olivetti, gli studenti incontreranno Teresa Manes, madre di Andrea, il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stato vittima di angherie legate al suo modo di vestire.La testimonianza si inserisce nel progetto dell’istituto dal titolo “Le parole hanno un peso”, pensato per affrontare una
questione di stringente attualità che riguarda forme di violenza capaci di minare la dignità e l’equilibrio emotivo degli adolescenti. Teresa Manes, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, ha trasformato una tragedia personale in una missione sociale, definita più volte come una vera e propria «azione pedagogica», portata avanti anche attraverso il libro “Andrea, oltre il ragazzo dai pantaloni rosa”, da cui è stato tratto un film.Gli studenti delle classi seconde avranno l’opportunità di confrontarsi sul

potere distruttivo delle parole, sui commenti diffusi attraverso i social e sui segni profondi che possono lasciare. Al centro del dialo-
go anche il ruolo delle famiglie, della scuola e delle istituzioni nel contrastare le dinamiche del bullismo, in un’ottica di responsabilità collettiva e di tutela dei diritti fondamentali. L’Itcg Loperfido Olivetti conferma così il proprio impegno costante in percorsi formativi orientati alla comprensione delle emozioni altrui e alla costruzione di relazioni fondate sul rispetto, offrendo ai giovani strumenti di riflessione e consapevolezza per trasformare il dolore in azioni utili alla comunità.

Il bisogno di approvazione ci rende invisibili. Contiamo reazioni per sentirci vivi, ma perdiamo di vista chi siamo davvero
DI D INO Q UARATINO
C’è una nuova forma di dipendenza che nessuno ama chiamare col suo nome: il bisogno costante di approvazione. Non fa rumore come altre, non lascia segni evidenti, ma orienta scelte, parole e perfino silenzi. Viviamo contando reazioni. Like, visualizzazioni, messaggi letti e non risposti.

È un termometro emotivo sempre acceso che ci dice, illudendoci, quanto valiamo oggi. Domani si vedrà. Intanto adeguiamoci. Il problema non è comunica-
re. È modificarsi per piacere. Addolcire un pensiero, smussare una posizione, evitare una verità scomoda per non disturbare l’algoritmo umano che ci circonda. Così, poco alla volta, si diventa presentabili…e invisibili. Fa sorridere, amaramente, vedere quanto coraggio spendiamo per apparire e quanto poco ne investiamo per essere autentici. Difendiamo l’immagine come se fosse l’anima, e intanto l’anima resta in panchina ad aspettare. Eppure la vita reale non cresce nel
consenso. Cresce nella coerenza.
Non premia chi è applaudito da tutti, ma chi resta in piedi anche quando l’applauso non arriva. O peggio, quando arriva il silenzio.
C’è una forza sottile nel non essere compresi subito. Nel non piacere a tutti. Nel non dover spiegare ogni scelta per essere ac- cettati. È una forza che nasce dentro e si riflette fuori. Non chiede permesso, non cerca conferme. Agisce. E basta. Oggi essere impopolari, a volte, è un atto di igiene mentale. Significa aver scelto di non svendersi per un po’ di approvazione istantanea. Significa aver

capito che la propria dignità non è negoziabile né aggiornabile a seconda del pubblico. Non tutti lo capiranno. Va bene così. La verità non ha bisogno di essere virale
per essere reale. Alla fine, ciò che conta non è quante persone ti seguono, ma quanto fedelmente segui ciò in cui credi. Il resto passa. La coerenza, invece resta.
La maestra gelatiera di Potenza porta a Rimini una collezione esclusiva di gusti ispirati alla tradizione lucana

La Basilicata conquista il Sigep, la fiera internazionale leader a livello mondiale per i settori del gelato artigianale, della pasticceria, della panificazione, della pizza e del caffè, che si svolge annualmente a Rimini, grazie allo straordinario debutto di Pina Caruso, gelataia artigiana di Potenza e anima della storica Gelateria Caruso. Un esordio che ha riscosso grande attenzione e unanimi apprezzamenti da parte di visitatori, operatori del settore e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo. La partecipazione al Sigep rappresenta un momento di grande orgoglio per l’artigianalità lucana e per un percorso imprenditoriale iniziato nel lontano 1956, che oggi continua a crescere e innovarsi nelle sedi di Potenza, Matera, Maratea e Castelmezzano.
Una storia di famiglia e di territorio che Pina Caruso ha saputo portare su un palcoscenico internazionale con eleganza, competenza e profondo rispetto delle proprie radici. Durante la manifestazione, la maestra gelatiera ha presentato una collezione esclusiva di 24 gusti “top”, ispirati alla territorialità lucana e pensati come un vero e proprio viaggio sensoriale tra sapori autentici, materie prime selezionate e ricette originali. Fin dalla prima giornata, lo stand ha registrato un’eccezionale affluenza di pubblico, suscitando grande curiosità e numerosi complimenti per l’equilibrio e la complessità delle proposte. Tra i gusti più apprezzati spiccano: Acheruntino, rivelazione della giornata, con crema di latte, pane tostato al vin cotto e mandor-

le; Infinito, una golosa crema di gianduia con nocciole intere e Nutella; Mon Amour , raffinato incontro tra crema di latte, cioccolato fondente, amarene e granella di nocciole; Mask-arpone, creazione esclusiva dedicata a Orion, con mascarpone, crema di pistacchio e lamponi. «Ricevere così tanti complimenti e vedere l’interesse sincero verso il nostro lavoro è una soddisfazione enorme -ha commentato
Pina Caruso- soprattutto perché dietro ogni gusto c’è la nostra storia, la nostra terra e quasi settant’anni di passione per il gelato artigianale».
Il successo ottenuto al Sigep conferma la capacità della Gelateria Caruso di coniugare tradizione e innovazione, portando l’autenticità della Basilicata e la sua cultura gastronomica al centro della scena internazionale della gelateria artigianale.

Eventi, istituzioni e formazione nella sede dello Sheraton San Siro. A coordinare le attività il lucano vicepresidente Adise Galasso
Anche per la prossima finestra invernale, il calciomercato italiano si svolgerà nella prestigiosa sede dello Sheraton San Siro di Milano, ormai punto di riferimento consolidato per dirigenti, operatori sportivi e media.
L’evento è organizzato, come da tradizione, dalla Associazione Direttori Sportivi (ADISE) in collaborazione con Master Group Sport, e si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del panorama calcistico nazionale.
A coordinare le attività del calciomercato per conto dell’Associazione è Rocco Galasso, vicepresidente Adise, che sottolinea l’importanza non solo sportiva ma anche culturale e istituzionale dell’evento, promosso sotto la presidenza di Beppe Marotta.
LE DATE CHIAVE
Gli appuntamenti principali si concentreranno in due giornate: Venerdì 30 gen-
naio, con l’apertura ufficiale degli eventi; Lunedì 2 febbraio, giorno della chiusura della finestra invernale, fissata alle ore 20, momento simbolico che segna la conclusione delle trattative legate al trasferimento e al tesseramento dei calciatori.
Nel mezzo, il weekend di sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio sarà interamente dedicato agli impegni di campionato, che mantengono priorità assoluta. Per questo motivo, nella sede dello Sheraton non sono previsti eventi ufficiali in quelle giornate.
CONVEGNI, COMUNICAZIONE E INNOVAZIONE
Il 30 gennaio sarà caratterizzato da un convegno di alto profilo dedicato al benessere del calciatore, alla tutela della salute e alla prevenzione degli infortuni. Una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del set-
tore, chiamati a presentare dati significativi e riflessioni di grande attualità. Il 1° febbraio saranno invece protagonisti eventi legati al mondo social e alla comunicazione, con l’obiettivo di presentare una nuova veste comunicativa del calciomercato, destinata a caratterizzare anche le prossime edizioni.
MEDIA, ISTITUZIONI E FORMAZIONE
Come ogni anno, il calciomercato rappresenterà un forte polo di attrazione per la stampa: saranno presenti grandi testate nazionali, accanto a numerosi operatori dell’informazione online, oggi sempre più centrale nel racconto sportivo. L’accesso sarà consentito tramite regolare accreditamento, da richiedere all’ufficio stampa del calciomercato e a Master Group Sport.
Nel contesto degli eventi è prevista anche una riunione del Consiglio Direttivo

Adise, presieduta da Beppe Marotta, oltre a momenti di incontro tra dirigenti, tesserati e associati. Particolare attenzione sarà riservata anche alla formazione, con il coinvolgimento di studenti e corsisti dei percorsi per direttore sportivo promossi dalle facoltà e dagli enti preposti. Contestualmente si terrà la con-
segna delle pergamene ai direttori sportivi che hanno conseguito l’abilitazione nelle ultime sessioni d’esame svoltesi a Coverciano. Un’edizione che si preannuncia, dunque, non solo come momento centrale delle trattative, ma come spazio di confronto, crescita e visione per tutto il sistema calcio.
SERIE C Due portieri attenti e attacchi sterili condizionano il match. A fine gara i melandrini vengono contestati dai tifosi di casa
PICERNO(4-3-3): Marcone 7, Bellodi 6, Gemignani 6, Guadagni 5.5 ( 64' Cardoni 6), Bassoli 6, Baldassin 5.5. ( 82' Santarcangelo 6 ), Bianchi 5.5. ( 64' Dibril 6 ), Abreu 5.5., Esposito E 6.5 ( 67' Kanoute 6 ), Abreu, 5, Franco 5 ( 67' Maiorino 6 ) Rillo 5.5.
A disp. Summa, Pecci, Perri, Santaniello, Salvo, Del Fabro, Pistolesi, All, Valerio Bertotto
LATINA (4-3-3): Mastrantonio 6.5, Ercolano 6.5, Riccardi 5.5. ( 58' Libera 6 ) Marenco 6,5, Dutu 6. Fasan 6.5 ( 89' Ekuban s.v. ), D'Angelo 6.5 ( 46' De Cristofaro 6 ), De Ciancio 5 ( 58' Lipani 5), Carillo 6, Tomaselli 6 ( 70' Porro 5.5 ), Parigi 6.
A disp. Basti, Iosa, Scravaglieri, Pellitteri, Pace. Lazcano, Di Giovannantonio, Vona, Quieto.
All. Gennaro Volpe 6
ARBITRO: Sig. Mario Picardi di Viareggio 6.5.
ASSISTENTI: Sigg. ederico Linari di Firenze-Alberto Rinaldi di Pisa
IV Ufficiale: Sig. Stefano Striamo di Salerno
FVS: Nicola Monaco di Sala Consilina
MARCATORI:
RECUPERO: 1’ pt e 4’ st
NOTE: Osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina morto sabato mattina. Ammoniti Esposito, D'Angelo, Marenco. Spettatori 302, con 43 ospiti giunti da Latina, incasso 2363,00 euro. Angoli 6-3 per il Picerno
PICERNO. Finisce con i risultato ad occhiali la sfida del terzo turno di ritorno del campionato di Lega Pro tra il Picerno e il Latina al Donato Curcio. Il pareggio salomonico accontenta entrambe le squadre visto il volume di gioco espresso dai due team. Il Picerno viene contestato dai tifosi che chiedono alla squadra di cacciare gli attributi. Nel Picerno mister Valerio Bertotto conferma Rillo e Franco, mentre tiene in panchina Bocic e Del Fabro. Nel Latina, reduce dall'1 a 1 di Renate in Coppa Italia, mister Gennaro Volpe tiene in panchina Pace e Ekuban mentre in campo sono presenti Carillo e Tomaselli, Prime fasi di studio con le due formazioni che si rispettano e si temono. La posta in palio è davvero alta. Al 2' Franco tenta la conclusione ma il suo tiro non sortisce gli effetti sperati. Al 12' Bianchi tenta un passaggio filatrante ma intercettato di testa da Riccardi. Al 11' Marcone salva in angolo un colpo di testa di D'Angelo indirizzato all'angolino basso. Un colpo di testa di Abreu centrale su cross di Guadagni viene parato senza problemi da Mastrantonio al 13'. Doppio intervento di Marcone al 14' prima su Riccardi e poi su Tommaselli al 15'. Resta a terra Abreu ma si rialza prontamente. Il Latina sembra più aggressivo nella prima parte del match ma non punge. Al 24' Bassoli resta a terra ma si riprende immediatamente. Al 28' Abreu perde palla a meta campo e commette fallo su Fasan sull'out sinistro. Batte Riccardi ma la sfera sibila alla sinistra di Marcone mettendo i brividi alla difesa lucana. Una transizione del Picerno viene bloccata da Riccardi che ferma Bellodi al 31'. Al 34' viene ammonito Esposito per un fallo su Dutu. Due minuti più tardi Esposito viene fermato in fuorigioco. Al 39' Parigi tenta la conclusione al volo dopo azione ficcante dei laziali ma il tiro termina fuori. Secondo giallo
della partita per D'Angelo che commette fallo su Esposito. Abreu tenta il tiro della domenica dai venticinque metri al 40 ma la conclusione termina fuori. D'Angelo tenta la sortita in attacco al 42' ma Marcone è attento e blocca senza problemi. Al 46' Baldassin mette i brividi alla difesa laziale con una conclusione che termina di poco fuori. Il primo tempo si chiude sullo zero a zero. Nella prima parte meglio i laziali, il Picerno esce allo scoperto solo nel finale ma non riesce a dare concretezza alla mole di gioco espressa. Nel Latina alla ripresa Volpe inserisce De Cristofaro al posto di D'Angelo, malconcio. Mastrantonio sbaglia un passaggio ma sul cross di Abreu è pronto ad intercettare la sfera al 47'. Al 54' Mastrantonio blocca a terra un tap-in di Abreu su cross dalla sinistra di Esposito. Al 56' Bianchi manda alle ortiche una conclusione a seguito di una bella azione di Esposito. Al 60' sull'asse Gemignani-Esposito-Rillo nasce una bella azione per il Picerno ma Riccardi è bravo a chiudere. Kanoute serve Cardoni ma la difesa ospite si rifugia in corner al 69'. Mastrantonio abbranca la sfera senza problemi sul calcio d'angolo. Su un cross dalla destra Parigi manda la sfera fuori dopo ua sponda di testa. Al 82' Kanoutè ha la possibilità di far centro ma la sua conclusione viene deviata in angolo da Libera. Poco dopo Marcone esce alla disperata su Lipani. La gara sale di tono. L'arbitro viene richiamato al Var dalla panchina del Latina al minuto 84' e indica che non c'è nulla. Marcone intercetta l'angoloe viene colpito fallosamente da De Cristofaro. Santarcangelo di testa non è preciso all'88 su cross di Kanoute. Al 91' Mastrantonio si supera deviando in angolo una conclusione di Dijbril. Finisce zero zero con il direttore di gara che fischia in anticipo la conclusione del match.
SERIE C Adjpong e D’Auria stendono la fortissima Casertana. Ghisolfi, De Marco e Siatounis i migliori in campo. Onorata la memoria di Rocco Commisso
POTENZA (4-3-3): Cucchietti 6,5, Adjapong 7, Loiacono 6,5 (all’89 Bura s.v.), Bachini 6,5, Balzano 6,5, Siatounis 6,5, De Marco 7 (al 74’ Castorani) , Ghisolfi 7, Mazzeo 6 (al 57’D’Auria 6), Anatriello 6 (al 57’Murano 6), Schimmenti 6,5 (al 74’Maisto 6) .
A disp. Franchhi, Guiotto, Rocchetti, Felippe, Castorani,Murano, D’Auria, Riggio, Camigliano, Ragone, Erradi, Maisto, Bura, Gabriele. All. De Giorgio
FC CASERTANA (3-4-1-2): De Lucia 6, Heinz, 5 Rocchi 5, Kontec 5 (al 65’Leone 6), Oukkada 5 (all’86’ Galletta 5) , Toscano6 (al 65’ Kallon 5), Pezzella 6, Liotti 5, Casarotto 5 (al 54’Butic 5) , Vano 5, Bentivegna 5,5 (al 54’Proia 5).
A disp. Vilardi, Schiedo, LLano, Butic, Proia, Kallon, Leone, Galletta, Bacchetti, De Liguori, Azilllo.
All. Coppitelli
ARBITRO Sig. Mattia Ubaldi di Roma 1 ASSISTENTI: Sigg. Massimiliano Starniti di Viterbo e Veronica Martinelli di Seregno Quarto Ufficiale: Alessandro Colelli di Ostia Lido
FVS: Antonio Alessandrino di Bari
MARCATORI : al 48’Adjapong (r); al 94’D’Auria
RECUPERO: 7′ pt, 7′ st
NOTE: Spettatori : 2.108 per un incasso di 21.000 euro.
Ammoniti: Bentivegna, Heinz, Toscano (Ce) Siatounis, Loiacono, Castorani (Pz) Espulsioni: . Angoli 8– 6 per il Potenza
POTENZA. Con un secco due a zero il Potenza liquida una forte Casertana arrivata al “Viviani” con l’intenzione di non perdere l’imbattibilità esterna e di conservare il terzo posto in classifica. Alla fine non ci è riuscito perché ha dovuto fare i conti con un Potenza perfetto, concentrato e determinato a portare a casa i tre punti. Senza risparmiarsi e con una prestazione di altissimo livello soprattutto di Ghisolfi, De Marco e Siatounis.
Per andare in gara, Mr.Coppitelli si presenta al “Viviani” con un’unico cambio rispetto alla formazione vista contro il Benevento, Kontec al posto di Bacchetti. De Giorgio invece, ancora alle prese con recuperi da infortunio schiera in difesa esordiente l’ex Ternana Loiacono, a centrocampo riposo forzato di Felippe, al suo posto De Marco in coppia con Siatounis e Ghisolfi ed in

attacco c’è il ritorno di Anatriello, assente dal campo dal 23 novembre contro la Casertana in coppia con Schimmenti e Mazzeo. La gara inizia con un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del presidente della Fiorentina Rocco Comisso scomparso nei giorni scorsi. Partono bene entrambe le compagini. I rosso-blù potentini con due azioni intercettate dalla difesa casertana; i “falchetti” al 4’ con un tiro di Casarotto terminato fuori. Poi, al 6’ Ghisolfi trova con un tiro cross con la palla sfiora il legno centrale della porta di De Lucia. Al 12’ il giovane Mazzeo trova un tiro a giro. Facile la parata dell’estremo difensore campano.
La gara è apertissima e si gioca sul filo dell’imbucata. Dal 15’ in poi la partita si addormenta e si gioca sul filo dei falli e del possesso palla. Quasi a voler dimostrare che il risultato ad occhiali sta bene ad entrambi. Al 36’ il Potenza ha l’occasione per passare in vantaggio con uno scambio tra Anatriello e Siatounis il tiro di quest’ultimo viene deviato da De Lucia. Non è la sola perché al 44’ Schimmenti viene messo giù in area avversaria da Liotti.Nessun dubbio per il direttore di gara è calcio di rigore. La panchina dei “falchetti” si gioca la card al FVS. Al monitor il direttore di gara conferma la decisione iniziale. Dal dischetto Adjapong porta in vantaggio i padroni di casa. Nei minuti di recupero il Potenza ha addirittura l’occasione per il raddoppio. Schimmenti mette sui piedi di Siatounis una palla invitante da mettere in rete, ma la mezza punta rosso-blù a porta sguarnita manda fuori. Si

chiude così la prima frazione di gioco. La ripresa si apre senza cambi per entrambe le compagini. Ma solo per pochi minuti perché al 54’ mister Coppitelli opta per il primo cambio. Fuori Casarotto e Bentivegna per Butic e Proia. Lo segue a vista De Giorgio che richiama in panchina Anatriello e Mazzeo per D’Auria e per l’esordio casalingo di Jacopo Murano. Il Potenza vuole chiudere la gara. Al 63’ De Lucia compie il miracolo su un tiro dalla distanza di De Marco. La Casertana è in difficoltà ed al 65’ mr. Coppitelli richiama in panchina Kontec e Toscano per Kallon e Leone. Ma è sempre la squadra di casa a portarsi nella tre- quarti avversaria.
De Giorgio vuole portare la vittoria a casa. Inserisce forze fresche in campo . Richiama in panchina De Marco e Schimmenti per Maisto e Castorani. La Casertana non si arrende e all’80’Cucchietti compie il miracolo su un tiro ravvicinato di Pezzella. A due minuti dal 90’ arrivano i crampi per l’esordiente Loiacono. Al suo posto entra Bura. Il direttore di gara concede altri 7’ di extra time. Tra la tifoseria potentina subentra la sofferenza.
La partita si incattivisce, ma al 49’ il Potenza con una ripartenza sul filo Ghisolfi – D’Auria consente quest’ultimo di trafiggere De Lucia e chiudere definitivamente le velleità. Con questa vittoria il Potenza conferma un imbattibilità casalinga che dura 11 partite. I “falchetti” anche essi perdono l’imbattibilità esterna da ben dieci giornate.










