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Cronache del 19 dicembre 2025

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IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO

Poste Italiane S.p.A. Sped. abb.post. DL 353/2003

VeneRdì 19 dICeMBRe 2025 • ANNO X N. 282 € 1,50

redazione@lecronache.info TeLefono 389-2478466

OGGI SI RIUNISCE IL CONSIGLIO COMUNALE. ALL'ORDINE DEL GIORNO COME SEMPRE C’È L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE

A Matera il nodo Toto La maggioranza alla ricerca dell’ennesimo tassello. L’opposizione aspetta il dialogo

Dellapenna a pag 20

L’operazione, grazie anche al supporto della Bankitalia, ha permesso di scoprire 199 pezzi contraffatti

Soldi falsi, maxi sequestro nel Potentino La GdF confisca banconote per un totale di 8500 euro _

CONFINDUSTRIA

CON L’ACCENTO DA NAPOLETANI

Somma su credito d’imposta Zes unica

ensavamo che dopo risultati così tanto disastrosi fosse finalmente finita la stagione d’amore eterno per i napoletani, piazzandoli in ogni dove della Regione e della sanità lucana ed invece dobbiamo purtroppo constatare che c’eravamo ingenuamente illusi visto l’ultimo arrivo all’ASP che la giunta di questi patrioti di centrodestra ha deliberato l’altro giorno e che guarda caso ha i natali proprio a Napoli, città dove il governatore vive da sempre coltivando una fitta rete di relazioni ed amicizie. Ora naturalmente non abbiamo nulla contro Giuseppe De Filippis ed il suo corposo curriculum manageriale ed accademico, ma vivaddio non è possibile che ci sia sempre bisogno di un papa straniero da sistemare da qualche parte e che tra i lucani, di cui è piena di meriti anche l’Italia non ce ne sia uno, dicasi uno, che possa essere all’altezza di guidare l’Azienda Sanitaria di Potenza. Eppure non poco più di qualche giorno fa il governatore s’è sperticato a farsi bello celebrando la via lucana del merito per l’assunzione di ben 100 giovani alla Regione ed inneggiando all’apologetica addirittura del genius loci. Canta il rapper El Coyote: “Con l’accento da napoleServizio a pag 17 tani…”

«È

Nel 2025, 58 arresti e 341 denunciati ■ continua a pag 2

È scontro tra maggioranza e opposizione sul sistema di previdenza per i consiglieri, il cdx: «Scelta di civiltà», il csx: «Ripristino di un vitalizio»

P

necessario andare fino in nella fondo scommessa per il rilancio produttivo della Basilicata e del Mezzogiorno». È quanto dichiara il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma che, nel commentare positivamente i dati relativi alle istanze di credito d’imposta Zes Unica delle imprese lucane, chiede che vengano individuate risorse aggiuntive per (...)

La vignetta di M. Bochicchio

CONSIGLIO REGIONALE

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■ Servizi

alle pag 8 e 9

OLTRE IL GIARDINO

Referendum Giustizia, ospite l’avvocato Singetta che sostiene l’importanza della riforma per una maggiore indipendenza

■ Servizio a pag 12 Presentato il bilancio delle attività della Questura di Potenza, Gargiulo: «Svolto ottimo lavoro» _ DIGA DI MONTE COTUGNO

TUTTA LA COMUNITÀ PRESENTE AI FUNERALI AL SANTUARIO DEL PANTANO

Commossa Pignola saluta Francesco e Giulio Nappi

Menonna alle pag 10 e 11

Menonna a pag 18

Acque del Sud annuncia i lavori di rifacimento dell’invaso per aumentarne capacità ed efficienza: 100mln di metri cubi in più

■ Servizio

a pag 5

_ LA MANIFESTAZIONE

Il segretario dei Radicali Lucani Bolognetti protesta davanti alla sede Rai: «Ignorato il diritto alla conoscenza» ■ Mollica

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Primo piano

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Confindustria Basilicata: «Dati positivi sulle istanze, ma con il taglio dell’agevolazione al 60% servono correttivi»

Zes Unica, Somma chiede risorse per tutelare investimenti POTENZA. «È necessario andare fino in fondo nella scommessa per il rilancio produttivo della Basilicata e del Mezzogiorno». Lo dichiara il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, commentando positivamente i dati relativi alle istanze di credito d’imposta Zes Unica presentate dalle imprese lucane e chiedendo l’individuazione di risorse aggiuntive per garantire che gli investimenti programmati possano essere realizzati con la piena percentuale di agevolazione attesa.Nel 2025 sono state 403 le istanze di credito d’imposta Zes Unica presentate dalle imprese lucane, per un valore complessivo degli investimenti pari a 266.092.155 euro e un totale di crediti richiesti ammontanti a 111.426.697 euro.«Un dato molto positivo – commenta Somma – perché registra un ulteriore incremento delle istanze rispetto all’anno precedente e restituisce

l’immagine di un tessuto produttivo lucano dinamico e reattivo agli stimoli. Tuttavia la rideterminazione della percentuale di agevolazione al 60 per cento, comunicata dall’Agenzia delle Entrate, met-

te a rischio investimenti programmati sulla base di un aiuto atteso ben maggiore rispetto a quello annunciato nei giorni scorsi».Secondo il presidente di Confindustria Basilicata, l’emendamento del Go-

verno al Ddl di Bilancio che prevede nel 2026 l’incremento del credito al 75 per cento per le imprese già ammesse rappresenta «una soluzione sicuramente positiva, ma selettiva e non completamente risolutiva», dal momento che resterebbero scoperti quasi 28 milioni di crediti. «È necessario, dunque, trovare altri canali di compensazione».In particolare, Somma indica come possibile fonte i programmi della politica di coesione europea 2021-2027, una possibilità già prevista dalla legge di Bilancio 2025. «È ora importante che la Regione si impegni in tal senso. Chiediamo al presidente Bardi – conclude – di attivare tutti i passaggi tecnici, di intesa con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per rendere concreta questa opportunità e valorizzare al massimo la spinta che la Zes Unica può dare al rilancio industriale della Basilicata».

Via libera al programma triennale: fondi per rafforzare formazione, ricerca e corso di Medicina, con nuove assunzioni e servizi

Accordo Regione-Unibas 2025-27 Quarantadue milioni per l’Ateneo POTENZA. Una nuova fase per l’alta formazione in Basilicata prende forma con l’approvazione definitiva dell’Accordo di Programma triennale 2025-2027 tra la Regione Basilicata e l’Università degli Studi della Basilicata. La Giunta regionale ha dato il via libera all’intesa nella seduta di ieri, dopo i pareri favorevoli espressi dalla seconda e dalla quarta Commissione consiliare e il consenso del Senato Accademico dell’Unibas, sancendo un impegno finanziario complessivo pari a 42 milioni di euro nel prossimo triennio.Il cuore dell’accordo è rappresentato dal trasferimento annuale di 14 milioni di euro, che garantisce all’Ateneo stabilità economica e una programmazione certa. Dieci milioni saranno destinati al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’Università, mentre quattro milioni sono vincolati in modo specifico al consolidamento del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, considerato un tassello centrale sia per l’offerta formativa sia per il rafforzamento del sistema sanitario regionale.«Con l’approvazione definitiva

di questo accordo passiamo dalle parole ai fatti per costruire il futuro della nostra Basilicata», ha dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi. «Investire 42 milioni di euro nell’Unibas significa puntare sul talento dei giovani, sulla ricerca e sulla capacità di attrazione del territorio. Non stiamo solo finanziando un’istituzione, ma rafforzando un motore strategico di sviluppo economico e sociale, come dimostra l’impegno concreto sul corso di laurea in Medicina».Se-

condo il presidente, l’obiettivo è rendere l’Università della Basilicata sempre più competitiva a livello nazionale, capace di trattenere studenti lucani e di attrarne da altre regioni, contribuendo al tempo stesso alla crescita delle competenze necessarie per il rilancio del tessuto produttivo regionale.Il rettore Ignazio Marcello Mancini ha espresso apprezzamento per il sostegno assicurato dalla Regione, sottolineando il valore dell’intesa nel quadro più

ampio della programmazione di medio e lungo periodo. «Dopo l’approvazione del Piano dodicennale 2025-2032 da parte del Consiglio regionale, l’Accordo di Programma Triennale consente all’Ateneo di guardare con maggiore serenità all’immediato futuro e di dare concreta attuazione alla propria strategia», ha affermato. «L’intera comunità lucana continua a credere nella sua Università e investire in formazione e ricerca, puntando sulle nuove generazioni, è fon-

damentale per il progresso e la vitalità della regione».L’intesa individua una serie di ambiti prioritari di intervento, che spaziano dal miglioramento della qualità della didattica al rafforzamento della ricerca scientifica, dal trasferimento tecnologico al sistema produttivo regionale fino all’efficientamento della macchina amministrativa attraverso la digitalizzazione dei processi. Particolare attenzione è riservata allo sviluppo delle Scienze della Salute, con il completamento dell’organico docente del Dipartimento di Medicina e l’avvio di nuove Scuole di Specializzazione.L’accordo prevede inoltre l’assunzione di nuovi docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, con l’obiettivo di potenziare i servizi agli studenti e sostenere l’attività scientifica dell’Ateneo. A partire dal 2028 è prevista l’indicizzazione dei finanziamenti sulla base del tasso di inflazione Istat, una misura pensata per garantire la sostenibilità economica dell’Università nel lungo periodo e consolidarne il ruolo strategico nello sviluppo della Basilicata.


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I sindacati: «700 famiglie nell’incertezza. Pretendiamo risposte immediate e un piano industriale chiaro sul futuro del Bpo lucano»

Smart Paper, l’azienda non c’è La Regione riconvoca il tavolo POTENZA. La vertenza Smart Paper resta aperta e carica di tensione. Nella seconda metà di gennaio la Regione Basilicata riconvocherà il Tavolo sul futuro dell’azienda, estendendo l’invito ai dirigenti di Smart Paper, Indra, Teknei e alle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di ottenere risposte chiare sulla continuità lavorativa e produttiva sul territorio. È quanto emerso al termine dell’incontro convocato a Potenza dall’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, alla presenza dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil delle categorie metalmeccanici e telecomunicazioni, Confsal-Fismic, Ugl e della Rsu.Il confronto odierno è stato però segnato dall’assenza delle aziende coinvolte nel passaggio delle attività, giustificata da comunicazioni giunte tra la sera precedente e la mattinata stessa. Messaggi nei quali Indra e Teknei hanno dichiarato l’impossibilità a partecipare, ribadendo tuttavia l’impegno al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e la disponibilità a un successivo confronto. Un’assenza che ha alimentato le preoccupazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, in

ACCORDO AVVIA LA REINDUSTRIALIZZAZIONE

Ex Firema, primi spiragli Assunzioni in vista a Tito

una fase già segnata da forti incertezze.Per l’assessore Cupparo «è necessario uscire prima possibile dallo stato di incertezza attraverso uno sforzo corale di tutti i soggetti interessati». L’assessore ha inoltre assicurato la prosecuzione dell’interlocuzione con la dirigenza di Enel, committente dei servizi di Bpo, sottolineando come il comparto abbia «una funzione strategica non solo per i posti di lavoro, ma anche per la strategia regionale di crescita delle attività nelle telecomunicazioni, nel digitale e nell’informatica».I sindacati hanno parlato di un gesto grave e irresponsabile, soprattutto alla luce della

perdita dell’appalto Enel Energia e delle ombre che ancora avvolgono il passaggio delle attività alla multinazionale Teknei, in assenza di un piano industriale condiviso. Con circa settecento addetti tra i poli di Sant’Angelo Le Fratte e Tito, la crisi Smart Paper assume i contorni di un’emergenza sociale. «Non presentarsi in sede istituzionale è un atto di arroganza che offende i lavoratori e la Regione», hanno dichiarato le sigle sindacali, aggiungendo: «Mentre l’azienda prende tempo, settecento famiglie perdono il sonno. Non permetteremo che il Bpo lucano venga svenduto o smantellato nel silenzio».

TITO. I primi cinque lavoratori ex Firema del sito industriale di Tito saranno a breve assunti da Comes, la società subentrata nella gestione dell’area. Per il restante contingente si avvierà invece una fase di consultazione tra sindacati e lavoratori, cui seguirà un successivo confronto diretto con l’azienda. È questo l’esito del Tavolo ex Firema presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali di categoria e dell’amministratore di Comes, Saponara.Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato di attuazione del piano di reindustrializzazione dell’ex sito Firema e sugli aspetti contrattuali relativi ai nuovi assunti. L’assessore ha espresso soddisfazione per l’avvio della nuova attività produttiva già nei primi mesi del nuovo anno, reso possibile dalle commesse acquisite da Comes, evidenziando come le assunzioni avverranno prima della scadenza prevista dall’Accordo di reindustrializzazione, fissata per la primavera del 2027.«La ricollocazione dei lavoratori e il piano di reindustrializzazione sono segnali significativi per l’area industriale di Tito, che ha necessità di un rilancio», ha dichiarato Cupparo, assicurando l’impegno della Regione nel monitoraggio del percorso.I rappresentanti sindacali hanno manifestato la volontà di proseguire il confronto per definire le intese ancora aperte e garantire prospettive occupazionali stabili per tutti i lavoratori coinvolti.

Per la Fim-Cisl c’è un primo cambio di passo sul Green Deal, ma servono prudenza e scelte responsabili per tutelare sito produttivo

«Pacchetto Ue sull’auto, cautela per il futuro di Melfi» MELFI. C’erano molte aspettative sulle decisioni della Commissione Europea relative al nuovo pacchetto automotive e agli aggiornamenti del Green Deal, scelte che incidono direttamente sul futuro industriale di Melfi e dell’intera filiera. Secondo la FimCisl Basilicata, le misure annunciate su transizione elettrica, ruolo dell’ibrido e prospettive dei motori endotermici rappresentano «un primo passo nella giusta direzione», ma vanno valutate con attenzione e responsabilità, anche perché dovranno superare il passaggio formale del Parlamento Europeo.La novità più rilevante riguarda il superamento dell’ipotesi di uno stop totale ai motori termici nel 2035. Restano infatti ammesse, anche oltre quella data, le motorizzazioni ibride e l’uti-

lizzo di carburanti alternativi come i biofuel, mentre il target di riduzione delle emissioni per il comparto automotive viene fissato al 90 per cento. Scelte che, pur confermando l’obiettivo dell’elettrificazione, introducono elementi di maggiore gradualità e realismo per l’intero settore.In questo scenario, Melfi continua ad avere una missione produttiva chiara e strategica, legata alla produzione di veicoli elettrici e ibridi. «Anche in presenza di rallentamenti o aggiustamenti nel percorso dell’elettrificazione, il sito resta un punto di riferimento», sottolinea il segretario generale della Fim-Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, evidenziando la necessità di comprendere come le decisioni europee si tradurranno nella programmazione industria-

le e ingegneristica dei nuovi motori.Lo stabilimento lucano è oggi impegnato sulle linee della DS8 full electric e della nuova Jeep Compass elettrica e ibrida, mentre dalla metà del 2026 sono previsti, in successione, i lanci di DS7 e Lancia Gamma, anch’essi in versione elettrica e ibrida. Non si escludono, inoltre, possibili evo-

luzioni legate all’arrivo di un ulteriore marchio del gruppo Stellantis, che potrebbe rafforzare i volumi produttivi anche attraverso soluzioni alimentate da carburanti sintetici o biocarburanti a emissioni zero.Per il sindacato, Melfi deve continuare a essere «il laboratorio delle auto elettriche e ibride», valorizzando le potenzialità dello stabilimento e le nuove motorizzazioni, in grado di rilanciare l’indotto e arginare la perdita di posti di lavoro. Molto dipenderà dalle scelte strategiche dell’amministratore delegato Antonio Filosa, ma sarà decisivo anche il ruolo del Governo nel sostenere le aziende della filiera automotive. «Il 2026 sarà l’anno della verifica, il 2027 quello della verità per Melfi», conclude Evangelista.


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VENERDÌ 19 DICEMBRE 202 25 07:00

CARTOON WORLD

09:30

UN VULCANO DI ESPER RIENZE

10:00

OLT TRE IL GIARDINO

12:00

TANTE MANI IN CUCINA TA A

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NEWS

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SERIE CRONACHE

15:30

CARTOON WORLD

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SOCIAL LOPER

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I TESORI DELL’ETNA

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TRUE ITA ALIAN EXPERIE ENCE

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CRONA-CHI?

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CINE CRONACHE

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L’ITA ALIA NEL LAV VORO

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Ripartono i lavori sulla Diga di Monte Cotugno e sugli invasi lucani per aumentare la capacità e l’efficienza idrica

Al via il rifacimento della Diga di Monte Cotugno: 100 milioni di metri cubi in più D

opo anni di stallo dovuti a vicende burocratiche e giudiziarie, i lavori per il rifacimento del manto di superficie della Diga di Monte Cotugno, la più grande d’Europa in terra, sono finalmente ripartiti. I cantieri erano fermi dal 2015, causando una significativa limitazione dell’invaso. Gli interventi sono ora in pieno svolgimento e si prevede il loro completamento entro il 2026.L’ultimazione dei lavori permetterà alla diga di incrementare la capacità di invaso di circa 100 milioni di metri cubi d’acqua, restituendo piena funzionalità ai comparti idropotabili, agricoli e produttivi del Sud Italia. Un risultato reso possibile grazie al sostegno costante della Regione Basilicata, che non ha mai fatto mancare il finanziamento necessario per l’avvio dei lavori, anche nei momenti più critici.Parallelamente, Acque del Sud SpA sta realizzando una serie di interventi di manutenzione e efficientamento su tutti gli invasi della rete regionale, con l’obiettivo di recuperare ulteriori risorse idriche e sanare oltre 50 anni di incuria e abbandono.Tra gli interventi principali in corso:Pertusillo: integrale ripristino degli impianti tecnologici (2,4 milioni di euro) e sistemazione di pertinenze necessarie per l’efficientamento della gestione (1,25 milioni di euro);Monte Cotugno: rifacimento del manto di superficie (12,6 milioni di euro) e ripristino degli impianti tecnologici con revisione della strumentazione di controllo (2,4 milioni di euro);Camastra: ripristino degli impianti tecnologici (2,4 milioni di euro) e rilievo batimetrico con caratterizzazione dei fanghi di sedimento (58 mila euro);Acerenza: integrazione strumentale per il monitoraggio idrogeologico, ripristino del sistema di monitoraggio delle acque del cunicolo e installazione di stazione idrometrografica a valle con riefficientamento delle pompe (1 milione di euro);Genzano: interventi

analoghi a quelli di Acerenza (1 milione di euro).Sono interessati da importanti lavori anche la Galleria del Sarmento e la Traversa del Sauro.Va inoltre sottolineato che, nel solo 2025, sono stati completati lavori di efficientamento sulle dighe Saetta, Conza, Pertusillo e Camastra per un valore complessivo di oltre 500 mila euro, a conferma dell’impegno costante per garantire una gestione idrica più sicura ed efficiente in tutta la regione.


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Delegazione lucana numerosa alla manifestazione europea: protesta contro i tagli alla Pac e le scelte della Commissione europea

Coldiretti Basilicata a Bruxelles «contro deriva autocratica Ue» POTENZA. È stata una presenza imponente quella della Coldiretti della Basilicata a Bruxelles, dove migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia sono scesi in piazza per chiedere di salvare l’agricoltura europea e la sicurezza alimentare di oltre 400 milioni di cittadini. Una mobilitazione che ha visto una partecipazione massiccia di produttori lucani, decisi a denunciare quella che l’organizzazione definisce una deriva autocratica dell’Unione europea, sempre più distante dai bisogni reali dei territori e pericolosamente vicina a una crisi strutturale.Sotto lo slogan «Non è questa l’Europa che vogliamo», Coldiretti ha contestato apertamente l’azione della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, accusata di voler sottrarre risorse all’agricoltura e al cibo sano per destinarle ad altre priorità, mettendo a rischio la salute dei cittadini e la tenuta del sistema produttivo agroalimentare. Secondo l’organizzazione, si tratta di una scelta che mina le fondamenta della sovranità alimentare del continente, proprio in una fase storica segnata da guerre e tensioni commer-

ciali che rendono strategica l’autosufficienza alimentare.Alla manifestazione hanno preso parte il presidente nazionale Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, insieme a numerosi giovani agricoltori lucani, indicati come le prime vittime del taglio del 25 per cento dei fondi della Politica agricola comune e della loro confluenza in un fondo unico. Per l’Italia la riduzione stimata è di circa 9 miliardi di euro, che salgono a 90 miliardi se si considera l’intero bilancio agricolo dell’Unione europea.«È una decisione irresponsabile di Von der Leyen – ha dichiarato il pre-

sidente della Coldiretti della Basilicata, Antonio Pessolani, presente a Bruxelles – che rischia di provocare il tracollo della produzione agroalimentare europea e di favorire un boom di importazioni da Paesi come quelli del Mercosur, dove non esistono gli stessi standard su pesticidi, tutela ambientale e diritti dei lavoratori». Pessolani ha ribadito come l’accordo con il Mercosur presenti ancora gravi lacune, che non possono essere colmate da semplici clausole formali, ma richiedono principi vincolanti di salvaguardia e piena reciprocità.Dura anche la posizione del presidente na-

zionale Ettore Prandini, che ha sottolineato come «le guerre e i conflitti commerciali degli ultimi anni abbiano dimostrato la centralità del cibo». «La Cina – ha aggiunto – ha posto la filiera alimentare tra le priorità strategiche, gli Stati Uniti con il Farm Bill destinano all’agricoltura risorse quadruple rispetto all’Europa, mentre l’Ue taglia in modo folle 90 miliardi, impedendo di produrre cibo di qualità e di rafforzare le esportazioni».Sul tema della democrazia europea è intervenuto il segretario generale Vincenzo Gesmundo: «Noi siamo europeisti per vocazione, ma questa Europa

deve uscire dal coma in cui la stanno gettando i tecnocrati. Diciamo no al furto dei fondi degli agricoltori per finanziare bombe e carri armati e a una Commissione che ha marginalizzato il Parlamento e i corpi intermedi».Nel corso della manifestazione Coldiretti ha presentato anche un manifesto programmatico che chiede risorse certe e regole distinte per la Pac, l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti e una drastica riduzione della burocrazia europea, per sostenere il reddito agricolo, tutelare i consumatori e garantire la salvaguardia del territorio, soprattutto nelle aree interne e montane.

Delegazione lucana alla manifestazione contro i tagli e l’ipotesi del fondo unico che penalizza territori e imprese

Pac a rischio, anche la Cia davanti al Parlamento europeo POTENZA. Con i tagli alla Politica agricola comune gli agricoltori della Basilicata rischiano di perdere tra i 50 e i 60 milioni di euro rispetto ai 453 milioni previsti per il periodo 2023-2027. Una riduzione che avrebbe conseguenze pesanti su ogni azienda agricola lucana, che in media nel 2023 ha ricevuto circa 3.770 euro di contributi Pac. È questo il quadro che ha spinto la Cia-Agricoltori Italiani a scendere in piazza a Bruxelles con una folta delegazione, riunita sotto lo striscione «Ursula, basta bugie», per contestare la proposta della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.Secondo la Cia, la riforma prospettata non rappresenta un semplice aggiustamento tecnico, ma un cambio radicale che mette a rischio il futuro dell’agricoltura europea. La proposta prevede un taglio delle risorse pari al 22 per cento, con una sottrazione di circa 9 miliardi di

euro all’Italia, e la confluenza della Pac in un fondo unico, generando competizione tra settori diversi e indebolendo il mercato comune. Una scelta che, sottolinea l’organizzazione, colpisce al cuore il sistema produttivo nazionale ed europeo e mette in discussione la sicurezza alimentare.Dalla Cia di Potenza-Matera si evidenzia come i fondi Pac rappresentino un sostegno vitale per le aziende agricole, soprattutto nelle annate più difficili. «Ridurre questi fondi significherebbe compromettere la sopravvivenza di molte aziende e, di conseguenza, l’occupazione e la

sicurezza alimentare», spiegano i vertici territoriali. I dati mostrano inoltre forti squilibri: nel 2023 le aziende lucane hanno ricevuto contributi medi nettamente inferiori rispetto ad altre regioni, mentre, secondo Agea, il 2 per cento delle imprese con oltre 100 ettari ha assorbito il 23 per cento delle risorse disponibili, a fronte del 69 per cento delle aziende sotto i 10 ettari che ha ricevuto la stessa quota di finanziamenti. Per questo la Cia propone l’introduzione di un tetto massimo ai contributi per le grandi aziende, così da evitare una concentrazione delle risorse su pochi beneficiari.L’allarme è supportato da stime preoccupanti. Se la riforma Pac post 2027 venisse confermata, con meno risorse e un fondo unico, sarebbero a rischio circa 270 mila aziende agricole italiane, pari a quasi un terzo del totale. Le ricadute sarebbero particolarmente gravi al Sud, con una possibile ri-

duzione fino al 51 per cento, e colpirebbero in modo significativo comparti come i seminativi, l’olivicoltura e la zootecnia.«Non è una riforma tecnica, è un vero cambio di paradigma», ha dichiarato il presidente nazionale della Cia Cristiano Fini, ricordando che «la Pac è la politica più antica e più europea che esista» e che smantellarla significa indebolire l’Unione. Una scelta giudicata ancora più miope in un contesto globale in cui Stati Uniti e Cina investono massicciamente nel settore primario. «Non possiamo permetterci che l’Ue disinvesta sull’agricoltura», ha aggiunto Fini, ribadendo la necessità di una linea più ferma sugli accordi commerciali, sulla reciprocità delle regole e su una reale semplificazione burocratica. «Questa non è una protesta di categoria, ma un richiamo politico: senza una Pac forte non c’è futuro per l’Europa», ha concluso.


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Eni, settant’anni al fianco dell’Italia tra transizione energetica, innovazione e sviluppo dei territori

Pubblicato il primo Report Locale di Sostenibilità Upstream Italia

ni ha pubblicato la prima edizione del Report Locale di Sostenibilità Upstream Italia 2024, un documento che illustra strategie, obiettivi e progetti messi in campo dall’azienda nei territori italiani in cui è presente con progetti di sviluppo in campo oil&gas. Il report si propone come uno strumento di dialogo aperto e trasparente, offrendo una panoramica dettagliata del percorso di Just Transition e delle principali iniziative realizzate nei siti locali nel corso dell’anno. Da oltre settant’anni Eni rappresenta uno dei pilastri del sistema energetico italiano. In un contesto internazionale sempre più complesso e segnato da incertezze geopolitiche, Eni ha contribuito a garantire stabilità nelle forniture energetiche in Italia, puntando su diversificazione, innovazione e un modello di business con cinquedriver strategici che guidano le attività:tutela dell’ambiente, valorizzazione delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità della catena del valore e neutralità carbonica al 2050. Una visione chepermette di coniugare competitività industriale e sostenibilità, anchein un settore – quello dell’upstream – radicato in Italia da quasi un secolo, fin dai tempi dell’Agip. TRANSIZIONE ENERGETICA: ALLEANZE E TERRITORI AL CENTRO Per Eni la transizione energetica non può prescindere dalla collaborazione tra imprese, istituzioni accademiche e territori. Un approccio che valorizza competenze locali e identità industriali sviluppate nei cosiddetti “territori dell’energia”: Basilicata, Gela, Ravenna. Aree in cui, nel corso dei decenni, il settore oil & gas ha generato lavoro, know-how e un tessuto socioeconomico oggi decisivo per la trasformazione verso nuovi modelli produttivi. In questo contesto, Eni conferma il proprio impegno nel dialogo con istituzioni nazionali e locali, promuovendo partnership con en-

E

ti pubblici, scuole, università e organizzazioni della società civile, anche attraverso iniziative di sviluppo locale. INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DIGITALE PER LA DECARBONIZZAZIONE E PER L’AMBIENTE Efficienza operativa, digitalizzazione e nuove tecnologie sono centrali nella strategia di Eni Upstream, che contribuisce al percorso di decarbonizzazione del gruppo. Tra i progetti più significativi, il sistema di Carbon Captureand Storage (CCS) di Ravenna, capace di catturare oltre il 90% delle emissioni di CO₂ derivanti da processi industriali, con picchi che superano il 96%.Nel 2024 il settore Upstream Eni ha registrato una riduzione del 9,6% delle emissioni dirette di gas serra (Scope 1) a livello globale. Le attività ambientali includono inoltre la gestione sostenibile dell’acqua, la tutela della biodiversità e la riqualificazione degli asset non più in uso. PERSONE E SICUREZZA: IL CAPITALE UMANO COME PRIORITÀ Equità, inclusione e trasparenza guidano le politiche interne di Eni, che nel 2024 ha registrato un aumento della propria forza lavoro nel settore Upstream in Italia. Nel settore upstream non si sono verificati infortuni tra i dipendenti e l’indice totale degli incidenti è risultato in calo rispetto al 2023. A supporto della formazione e della crescita dei territori, Eni collabora con Eni Corporate University, Eniscuola, Joule e la Fondazione Eni Enrico Mattei, oltre a promuovere accordi con gli Enti Locali per implementare iniziative di sviluppo sostenibile a favore del territorio con una prospettiva di lungo periodo e che siano collegate a obiettivi industriali. UN IMPATTO ECONOMICO SIGNIFICATIVO Tra il 2022 e il 2024 Eni Upstream ha generato risorse per 3,88 miliardi di euro, di cui 1,52 miliardi destinati agli investimenti.

Solo nel 2024, royalties e altri diritti versati allo Stato hanno raggiunto i 171,5 milioni di euro.Il valore generato sul territorio – misurato in termini di occupazione, indotto economico, sviluppo tec-

nologico e trasferimento di competenze – è rilevante: ogni milione di euro investito produce 2,7 milioni di euro di produzione economica nazionale e 16 posti di lavoro equivalenti.

IN DISTRIBUZIONE E ON LINE LA RIVISTA BIMESTRALE EDITA DA ENI

I “territori dell’energia” su “Orizzonti – Sguardi nel futuro”

C

on la pubblicazione di questo primo Report Locale di Sostenibilità Upstream Italia 2024, Eni punta a rafforzare il proprio dialogo con le comunità, ribadendo il ruolo della sostenibilità come elemento centrale della strategia aziendale, fornendo ai lettori una visione completa degli impegni assunti e delle azioni intraprese per favorire una transizione energetica sostenibile, promuovere l’innovazione tecnologica e rafforzare la tutela ambientale. Il Report trova spazio anche nell’ultimo numero di “Orizzonti – Sguardi nel futuro”, la rivista bimestrale di Eni che propone approfondimenti su temi energetici, sociali ed economici a livello nazionale e internazionale. Lanciata nell’aprile 2018, Orizzonti è nata con l’obiettivo di ampliare lo sguardo oltre la semplice presenza del Cane a Sei Zampe in Basilicata, ma nel corso del 2025 ha allargato il proprio sguardo anche agli altri “territori” dell’energia in Italia. Gli stessi raccontati nel Report Locale Upstream. La rivista indaga risorse, potenzialità e bisogni dei territori, raccontandone l’evoluzione con un approccio che unisce attualità e visione e stimolando il dibattito sui temi dello sviluppo sostenibile e del futuro energetico del Paese. Ad oggi l’ecosistema editoriale di Orizzonti si compone di una newsletter settimanale con contenuti aggiornati, podcast settimanali e mensili, eventi sul territorio che coinvolgono professionisti, ricercatori e rappresentanti istituzionali. La rivista è disponibile online, nella sezione dedicata del sito enibasilicata.it. Il Report Locale di Sostenibilità Upstream Italia 2024 è disponibile sul sito eni.com ed enibasilicata.it


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Il provvedimento contiene modifiche e integrazioni a leggi regionali ed è finalizzato ad aggiornare la normativa vigente

Collegato a legge di stabilità regionale: c’è l’ok del Consiglio

POTENZA. Si è riunito ieri mattina il Consiglio regionale presieduto prima da Marcello Pittella e poi dalla Vicepresidente, Maddalena Fazzari. L’Aula ha approvato a maggioranza, con i voti favorevoli dei consiglieri Aliandro, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Morea, Napoli, Picerno, Pittella, Polese, Tataranno, contrari Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Verri, il Disegno di legge n. 50/2025, collegato alla legge di stabilità regionale 2025. Il provvedimento introduce una serie di aggiornamenti e modifiche a diverse leggi regionali, necessari per allineare la normativa ai rilievi dei ministeri competenti e per migliorarne chiarezza e coerenza. Le modifiche riguardano, in particolare, l’adeguamento alla piattaforma nazionale per le notifiche digitali; il ripristino corretto della disciplina sui contributi per specifici metodi terapeutici; interventi sulle norme per le strutture ricettive e per le società e fondazioni regionali; la correzione di aspetti contabili e terminologici in varie leggi recenti su lavoro agile, usi civici, graduatorie sanitarie, disturbi dell’alimentazione e beni culturali. Inoltre, approvati nel corso della seduta, alcuni emendamenti, che riguardano diverse materie, tra cui: Ambiente, fauna, pesca, gestione dei rifiuti, agricoltura, agriturismo e turismo rurale In ambito ambientale il Collegato introduce interventi su fauna, pesca e rifiuti. Per la pesca nelle acque interne viene modificata la L.R. 5/2024, sulla salvaguardia degli ecosistemi acquatici, precisando che la disciplina si applica alle acque pubbliche interne di interesse per la pesca, con esclusione delle aree naturali protette nazionali e regionali soggette alla legge n. 394/1991 e ai relativi regolamenti. In materia venatoria, al fine di assicurare una corretta applicazione della L.R. 2/1995, si stabilisce che l’incarico di componente del comitato direttivo possa essere ricoperto per un massimo di due mandati e comunque

non oltre dieci anni. Per quanto riguarda gli impianti di trattamento dei rifiuti e i siti inquinati, viene introdotto un criterio tecnico di prossimità, da utilizzare per l’analisi degli effetti cumulativi e la valutazione della proporzionalità territoriale degli impatti. La norma chiarisce che non si tratta di un limite distanziale rigido o urbanistico, ma di un criterio tecnico-funzionale di riferimento per la valutazione comparativa e integrata delle pressioni ambientali e dell’equilibrio territoriale delle infrastrutture di gestione dei rifiuti. Nel settore agricolo e del turismo rurale vengono ampliate le possibilità di ospitalità agrituristica all’aria aperta, consentendo la realizzazione di aree di campeggio con tende, caravan e autocaravan, nonché strutture leggere per il glamping rurale e micro-strutture ecosostenibili. Sono previsti anche ampliamenti degli edifici esistenti, per esigenze igienico-sanitarie, tecnologiche o funzionali, nel rispetto delle tipologie costruttive rurali o, nel caso del glamping, con soluzioni amovibili o a basso impatto ambientale. Sanità e servizi sanitari e sociosanitari Sul fronte sanitario vengono aggiornate le disposizioni sui contributi per specifici metodi terapeutici riabilitativi, tra cui Doman, Vojta, Fay e Aba. La rendicontazione prevista dalla L.R. 33/2008 passa da annuale a semestrale ed è estesa anche ai soggetti che adottano metodi riconosciuti dalle Linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Sono inoltre ridefinite le caratteristiche delle case alloggio per anziani, destinate ai residenti del Comune o dell’Ambito territoriale in cui sono ubicate. Le strutture garantiscono prestazioni alberghiere, assistenza diurna e notturna, attività di socializzazione, il supporto del medico di base e la presenza di un piccolo ambulatorio. Per l’autismo viene prevista l’approvazione da parte della Giunta regionale di un piano triennale che

definisca secondo il fabbisogno gli standard assistenziali per i pazienti affetti da tale patologia. Si estende l’accesso ai benefici della norma sul superamento e sulla eliminazione delle barriere architettoniche, che prevede l’acquisto di strumenti informatici e tecnologicamente avanzati, a coloro che abbiano compiuto il settantacinquesimo anno di età. Aree di atterraggio per elisoccorso utilizzabili anche nelle ore notturne. Previsto l’adeguamento e la messa in rete di aree di atterraggio e decollo per elicotteri di soccorso utilizzabili anche nelle ore notturne, con priorità per le aree interne e montane e per i territori ma maggiore difficoltà di collegamento con gli ospedali. Urbanistica, edilizia, pianificazione territoriale, aree industriali In materia urbanistica vengono aggiornati i riferimenti procedurali per i piani urbanistici in variante e per i piani di iniziativa pubblica, chiarendo le fasi di adozione, deposito, presentazione di osservazioni e opposizioni, approvazione da parte del Consiglio comunale e trasmissione alla Regione. Per gli impianti termici si prevede che le risorse derivanti dalla L.R. 30/2016 possano essere utilizzate anche per interventi di efficientamento energetico. Si prevede inoltre il recupero della competenza a favore della Regione e delegata ad Api-Bas. Sono introdotte, altresì, misure per la riqualificazione del patrimonio edilizio: negli edifici non residenziali è consentito l’ampliamento, entro precisi limiti percentuali della superficie esistente, per la copertura di terrazzi o il recupero dei sottotetti. Nelle zone B sono ammessi interventi di recupero delle verande esistenti, senza modifiche sostanziali alla struttura originaria, con ampliamento della superficie residenziale limitato al volume delle verande e senza alterazioni dell’assetto architettonico complessivo. Per le attività produttive e commerciali, nelle zone B, C, D ed E, individuate dal DM 1444/1968, è consentita la realizzazione di porticati, tettoie e manufatti analoghi, aperti su almeno due lati, fino a una precisa percentuale della superficie coperta, anche con finalità di miglioramento qualitativo degli insediamenti. Sono consentiti su unità immobiliari esistenti autorizzati o autorizzati anche in forza di titolo abilitativo destinate ad attività turistico ricettive ristorative, ampliamenti per la realizzazione di porticati e/o superfici coperte ed aperte almeno su due lati per una percentuale fissata. È prevista anche la possibilità che i Comuni approvino piani per insediamenti

produttivi in deroga agli strumenti urbanistici generali, facendo ricorso alla conferenza di pianificazione e localizzazione. Riconosciuta la possibilità di utilizzo di modelli unici semplificati per l’accesso a meccanismi di incentivazione, nonché la competenza in capo ai Comuni circa l’autorizzazione a progetti industriali energetici in aree industriali. Prevista la proroga dei termini per la definizione definitiva delle pratiche di condono edilizio pendenti sull'intero territorio regionale della Basilicata entro il 31 dicembre 2026. Sui contributi del Sisma da revocare, di cui alla L.219/81, si modifica il riparto del fondo con il riconoscimento dei contributi a favore di altri soggetti Beni culturali e paesaggio, demanio In tema di tutela del paesaggio, una modifica alla L.R. 50/1993 semplifica le procedure per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche nei Comuni dotati dei requisiti tecnico-organizzativi previsti dal D.Lgs. 42/2004. La Regione continuerà a esercitare funzioni di vigilanza e controllo attraverso attività di monitoraggio e mediante l’emanazione di Linee guida entro 90 giorni. Politiche sociali ed edilizia residenziale pubblica Nel settore sociale è prevista la possibilità di assegnazioni temporanee di alloggi di edilizia residenziale pubblica, in casi di particolare urgenza. Il Sindaco può disporre con proprio provvedimento l'assegnazione temporanea di un alloggio di edilizia residenziale pubblica disponibile a cittadini residenti nel Comune, in possesso dei requisiti generali per l’accesso all'ERP per un tempo limitato necessario a fronteggiare l'emergenza. Personale e organizzazione amministrativa Il provvedimento interviene anche sull’organizzazione del personale, prorogando al 31 dicembre 2026 la validità delle graduatorie concorsuali per le assunzioni a tempo indeterminato della Regione, degli enti strumentali e delle Aziende del Servizio sanitario regionale. La misura è finalizzata a colmare in tempi rapidi le carenze di organico, anche in relazione agli impegni connessi all’attuazione del PNRR. È inoltre disciplinata la possibilità di inquadramento nei ruoli regionali del personale attualmente in distacco presso la Regione, previo assenso dell’amministrazione di provenienza e nel rispetto della programmazione del fabbisogno e dei limiti di spesa, valorizzando le competenze già maturate. Sono stati approvati all’unanimità, dodici ordini del Giorno.


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Per la maggioranza: «Scelta di civiltà e trasparenza» e per la minoranza: «È solo il ripristino di un vitalizio»

Consiglio regionale: è scontro in Aula sul sistema di previdenza per i consiglieri

POTENZA. Èscontro tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale su un emendamento al Collegato finanziario alla Legge di stabilità sul sistema di previdenza dei consiglieri. Secondo i consiglieri di maggioranza: «Si tratta di una scelta di civiltà e trasparenza, che mette fine a possibili privilegi e automatismi, allineando la Basilicata alle altre Regioni italiane e rispettando la normativa nazionale vigente. Non è un privilegio, né una forzatura: è un doveroso adeguamento alle regole». Nel dettaglio, il provvedimento recepisce uno schema già consolidato a livello nazionale e regionale: si inserisce nel quadro degli ordinamenti regionali e dei principi di coordinamento della finanza pubblica, in coerenza con le indicazioni della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative del 2019 e nel rispetto di quanto previsto dalla Carta Costituzionale. La disciplina introdotta, già adottata da numerose Regioni, stabilisce criteri uniformi e non discrezionali, assicurando che l’eventuale indennità differita sia commisurata esclusivamente ai versamenti effettivamente eseguiti dal singolo consigliere. La nuova normativa prevede inoltre, su base facoltativa, la possibilità di versamenti individuali volontari riferiti al periodo di mandato, nel pieno rispetto dei principi di volontarietà e neutralità attuariale, senza nuovi o maggiori oneri strutturali per il bilancio regionale e nel rispetto dei vincoli di finan-

za pubblica. Le modifiche introdotte puntano a rafforzare equità e trasparenza, migliorando la rendicontazione, rendendo più flessibile la contribuzione volontaria e incentivando la devoluzione a fini pubblici, con una reversibilità proporzionale. «È un intervento di piena attuazione della normativa statale vigente – concludono – che allinea la Basilicata a quanto già previsto nelle altre Regioni. Non si tratta di tagli o riduzioni arbitrarie, ma di un adeguamento alle regole nazionali: per un sistema più giusto e moderno, senza favoritismi e senza privilegi». Di parere contrario la minoranza. In particolare il consigliere di Bcc Chiorazzo afferma: «La maggioranza di centrodestra sceglie di fare Robin Hood al contrario. Toglie ai poveri per dare ai ricchi. Mentre famiglie, lavoratori e giovani fanno i conti con crisi occupazionali, precarietà e povertà crescente, il Consiglio regionale decide di occuparsi dei vitalizi, ripristinandoli con un emendamento infilato di nascosto, come un regalo di Natale alla politica». «È una scelta - sottolinea Chiorazzo - politicamente indegna e moralmente inaccettabile. Si colpiscono risorse che erano state vincolate per finalità sociali, per il contrasto alla povertà, per il welfare, per la scuola e la salute, e le si dirottano per garantire privilegi a chi ha già avuto ruoli e incarichi. Questo non è senso delle istituzioni. È l’esatto contrario». «Colpisce ancora di più -

prosegue Chiorazzo - il confronto con quanto avvenuto in altre Regioni. Dove il tema del ripristino dei vitalizi è stato affrontato, lo si è fatto presentando una proposta di legge autonoma, assumendosi la responsabilità politica di discuterla apertamente in Commissione e in Aula, sotto lo sguardo dei cittadini. Qui, invece, si preferisce nascondersi dietro emendamenti last minute, infilati nel collegato alla legge di stabilità, nel tentativo di eludere il confronto pubblico e ridurre al minimo la visibilità di una scelta impopolare». «Il metodo è grave quanto il merito. Un blitz consumato in Aula, senza confronto, senza coraggio, evitando una discussione pubblica che avrebbe messo la maggioranza davanti ai lucani. È il segno di una politica che ha perso il contatto con la realtà e che non avverte più il peso delle proprie decisioni». «In una regione - continua Chiorazzo - attraversata da vertenze industriali, da migliaia di lavoratori a rischio, da giovani costretti ad andare via, la priorità del governo Bardi diventa garantire vitalizi. Altro che rigore. Altro che etica ed

estetica pubblica, una bandiera prima tanto sventolata e oggi completamente ammainata dal Presidente Bardi. Qui si sceglie consapevolmente di aumentare la distanza tra istituzioni e cittadini. Per quanto ci riguarda, non saremo mai complici di questo scempio. Il nostro no è netto, politico e senza ambiguità». «A questo punto - conclude Chiorazzo - al Presidente Bardi resta una responsabilità politica chiara. Non abbandonare una nave ormai senza guida, ma risalire a bordo, assumersi fino in fondo il peso delle scelte compiute e rispondere ai lucani di una rotta che, giorno dopo giorno, appare sempre più lontana dai bisogni reali della Basilicata». E per Alessia Araneo e Viviana Verri del Movimento 5 Stelle, «Questo emendamento viene introdotto a ridosso del Natale, infilato in un collegato alla legge di bilancio, tra decine di emendamenti, senza che la Giunta e il Presidente regionale abbiano avuto il coraggio di metterci la faccia. È una norma retroattiva che si estende fino a due legislature precedenti, e su cui sarebbe legittimo chiedere un serio approfondimento di legittimità. È una scelta che arriva nel momento peggiore possibile». «La Basilicata - continuano - oggi è una regione che occupa gli ultimi posti in tutte le classifiche economiche e sociali. Ci sono circa 10.000 lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione o a rischio occupazionale. Gli agricoltori sono allo stremo. Migliaia di giovani laureati lasciano la regione ogni anno. Decine di migliaia di persone rinunciano alle cure perché non possono permetterse-

le. Ragazze e ragazzi aspettano per anni una chiamata per un lavoro da mille euro al mese. Questo è il paese reale». «E in questo contesto, la priorità della politica regionale diventa mettere in sicurezza il trattamento previdenziale della classe dirigente. È qui che si rompe qualcosa di profondo. Perché una classe dirigente degna di questo nome non pensa prima a sé stessa. Pensa agli ultimi. Li mette in sicurezza. Solo dopo, eventualmente, discute del resto. - proseguono Araneo e Verri Noi siamo i primi, siamo i privilegiati di questa regione. E proprio per questo non possiamo usare il potere che ci è stato affidato per proteggere la nostra condizione. Questa non è sobrietà nell’esercizio del potere. Questo è il potere che si ripiega su sé stesso». «Se si vuole discutere seriamente del tema, lo si faccia alla luce del sole, con un confronto pubblico vero, a partire dalla prossima legislatura, in altre forme e con altri tempi. Non ora, non così, non in questo modo. Andare avanti significherebbe certificare la rottura del patto con gli elettori e del patto sociale che tiene insieme una comunità» dichiarano. «Noi crediamo ancora che non esista diritto senza giustizia sociale. Che non esista buona politica senza responsabilità morale. E che una regione fragile come la Basilicata abbia bisogno di sobrietà vera, di scelte giuste e di una politica che sappia guardare chi è rimasto indietro. Per questo chiediamo il ritiro di questo emendamento. Per rispetto dei cittadini lucani. Per rispetto della politica stessa» concludono Araneo e Verri.


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Il Questore Gargiulo: «Abbiamo fatto un buon lavoro quest’anno e poniamo le basi per intensificare le attività nel 2026»

Il bilancio della Questura di Potenza: nel 2025, 58 arresti e 341 denunciati tutto con i due concerti previsti a Potenza, la notte di Capodanno, quando sarà protagonista Alex Wyse e il 3 gennaio con l'esibizione di Eugenio Bennato. Prevenzione, monitoraggio e qualità del lavoro sono stati il punto di forza del lavoro certosino svolto su tutto il territorio dagli agenti e dalle pattuglie della Polizia di Stato. Ovviamente non va abbassata la guardia nel prossimo anno e le attività di monitoraggio saranno continue. Bella e accogliente la sala operativa dotata di tutti i sistemi di controllo, vigilanza e con diverse postazioni al servizio degli agenti impegnati h24 nelle varie attività

A

ttività corposa per la Questura di Potenza nel 2025. La struttura potentina tira le somme dell'attività svolta su tutto il territorio provinciale. Focus anche sul commissariato di Melfi. Ieri mattina il Questore di Potenza, Raffaele Gargiulo ne ha parlato alla stampa nel corso di una conferenza che è servita anche a far conoscere la nuova sala operativa della Questura sita al quinto piano del plesso di viale Marconi a Potenza. Rapine, furti, patenti ritirate, attività della polizia postale e ferroviaria sono state al centro dell'analisi del 2025 che ha visto la Questura del capoluogo impe-

gnata per il controllo del territorio nell'ambito delle attività di prevenzione della Provincia di Potenza per quanto riguarda le azioni criminose poste in essere nel 2025. Tra i numeri più importanti quelli relativi agli arresti, ben 58 che hanno visto impegnati gli agenti in Provincia, 341 le denunce in stato di libertà, 147 le perquisizioni, 484 grammi di cocaina sequestrati, 8033 le auto controllate dalle pattuglie della Polizia Stradale. Numeri importanti che fanno il pari ai 3 fucili e le 7 pistole confiscate. Ovviamente le attività non si fermeranno con le imminenti festività natalizie e soprat-

giornaliere. Il Questore di Potenza, Raffaele Gargiulo ha parlato del bilancio del 2025: «Sentiamo la necessità e riteniamo sia doveroso da parte nostra comunicare ai cittadini quello che facciamo. Riteniamo che in questo anno sia stato fatto un buon lavoro e poniamo le basi per lavorare con altrettanto impegno, e anche meglio, nel prossimo anno». «Con uomini in più vogliamo garantire la sostituzione di chi va in pensione e intensificare soprattutto l'attività esterna e su questo aspetto vorrei provare a fare qualcosa di più nel corso del 2026» conclude il Questore. F. MENONNA


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OLTRE IL GIARDINO Ospiti l’avvocato, l’assessore alla Cultura di Brienza Lopardo e il direttore artistico Ragone e la storica dell’arte Fiore

Referendum Giustizia: Singetta sostiene la riforma per una maggiore indipendenza N

ell’ultima puntata di Oltre il giardino si parla del referendum sulla giustizia. In studio Alessandro Singetta, avvocato e già attivo in politica, è intervenuto per chiarire la sua posizione a favore della riforma: «La giustizia è un tema caldo nel nostro Paese e questo referendum è un'importante opportunità per i cittadini». Il referendum, che non richiede il raggiungimento del quorum, mira a introdurre la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Singetta ne ha sottolineato l'importanza per garantire l'indipendenza del pubblico ministero e dei giudici, affermando che «una maggiore autonomia dei giudici contribuirà a una giustizia più equa e imparziale». Tuttavia, il dibattito si fa acceso, con il fronte del no che sta guadagnando terreno nei sondaggi. L'Associazione Nazionale Magistrati ha già avviato una campagna a sostegno del no, investendo 500.000 euro per finanziare le proprie iniziative. Singetta ha criticato questa polarizzazione politica, evidenziando come la giustizia non dovrebbe essere strumentalizzata per fini politici. «Purtroppo, la giustizia è diventata un argomento di contrapposizione tra schieramenti politici», ha osservato. «Dobbiamo ricordare che la separazione delle carriere esiste nei paesi civili e avanzati, e l'Italia non può restare indietro». Singetta ha anche affrontato le preoccupazioni espresse da alcuni oppositori della riforma, sottolineando che la riscrittura dell'articolo 104 della Costituzione rafforza l'autonomia del pubblico ministero, contrariamente a quanto sostenuto dagli avversari. «È fondamentale che i cittadini comprendano che le motivazioni del no sono infondate», ha aggiunto. Infine, l'avvocato ha espresso il suo supporto per l'istituzione di una facoltà di giurisprudenza all'Università della Basilicata, sottolineando l'importanza di formare professionisti altamente qualificati che possano contribuire al sistema giuridico del Paese. Con il referendum all'orizzonte, Singetta ha esortato i cittadini a partecipare attivamente al voto, ricordando che la riforma proposta rappresenta un passo verso una giustizia più giusta e trasparente. «È il momento di far sentire la nostra voce», ha concluso. Si cambia argomento a Oltre il Giardino. Brienza si prepara a vivere un’intensa esperienza culturale con l’avvio della prima edizione del festival "Trame Futu-

re". L’iniziativa, che si svolge in un contesto suggestivo, mira a valorizzare la figura di Francesco Mario Pagano, illustre nativo del paese e simbolo di libertà e pensiero critico. L’assessore alla cultura del Comune di Brienza, Donatella Lopardo, insieme al direttore artistico Nicola Ragone, ha presentato un programma ricco di eventi, tra cui convegni, laboratori e spettacoli. «Vogliamo riportare alla luce i valori di Pagano, rendendoli attuali e accessibili alle nuove generazioni», ha dichiarato Lopardo, sottolineando l'importanza di un approccio educativo e coinvolgente. Il festival ha già visto la partecipazione di relatori di alto profilo che hanno arricchito il convegno storico-filosofico dedicato a Pagano. Inoltre, sono stati organizzati laboratori nelle scuole locali, coinvolgendo gli studenti in attività creative legate alla storia e alla cultura. Un momento clou del festival è la residenza artistica, che ha visto la partecipazione di sette artisti, tra cui attori e performer, che presenteranno il frutto del loro lavoro in due repliche gratuite. «Vogliamo che la comunità possa godere di queste esperienze artistiche e culturali», ha spiegato Ragone. Tra gli eventi di spicco, si è tenuto un concerto di musica elettronica di Rocco Mentissi, che ha saputo incantare il pubblico in una chiesa sconsacrata del 1600. La varietà del pubblico, composto sia da residenti che da visitatori, ha dimostrato l’interesse crescente per le iniziative culturali a Brienza. L’amministrazione comunale ha finanziato il festival attraverso fondi del P.O. Valdagri, evidenziando l’importanza di investire nella cultura per stimolare la crescita della comunità. «La cultura non è solo intrattenimento, ma un’opportunità per educare e unire le persone», ha affermato Lopardo. Con entusiasmo, i promotori del festival guardano già alla seconda edizione, auspicando di arricchire ulteriormente il programma e coinvolgere territori limitrofi. «La risposta della comunità è stata positiva e speriamo di continuare a costruire su questa base», ha concluso Ragone. Il festival "Trame Future" rappresenta quindi non solo un evento culturale, ma un'importante occasione di riflessione e coesione per Brienza, riscoprendo le radici storiche attraverso un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. Rimanendo in ambito culturale, in studio arriva Fiorella Fiore,

__Singetta a Oltre il giardino

__Ragone e Lopardo a Oltre il giardino

__Fiore a Oltre il giardino storica dell’arte che ha presentato un saggio dal titolo “Attualizzare l’antico in Basilicata”. Un contributo che si concentra sul progetto "In ruins", un'iniziativa che unisce arte contemporanea e archeologia nata in Calabria nel 2018 e arrivata in Basilicata nel 2024, coinvolgendo artisti da tutto il mondo in una residenza creativa a Montescaglioso. Durante questo periodo, gli artisti hanno esplorato il patrimonio archeologico locale, creando opere che riflettono su temi attuali come le migrazioni e l'identità culturale. Fiore ha sottolineato l'importanza di trasformare i siti archeologici in agorà di pensiero contemporaneo, dove l'arte può dialoga-

re con la storia. La rivista "Basilicos", con il suo patrocino scientifico da parte dell'Università degli Studi della Basilicata, rappresenta un importante strumento per promuovere la cultura e la ricerca nella regione. L'incontro ha messo in evidenza anche il ruolo cruciale della valorizzazione del patrimonio culturale, con iniziative che mirano a coinvolgere le scuole e la comunità. Fiore ha concluso invitando tutti a scoprire e apprezzare le ricchezze archeologiche della Basilicata, sottolineando che la cultura è un elemento fondamentale per la crescita e l'identità della regione.


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Sit-in di protesta del segretario dei Radicali lucani davanti alla sede Rai di Potenza: «La mia è una critica agli atti e non alle persone»

Bolognetti: «La Rai ignora il diritto alla conoscenza»

POTENZA. Davanti all’ingresso principale della sede Rai di Potenza, si è svolto ieri mattina il sit-in

sto Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani denunciare la mancata informazione da parte della Rai sul manifesto-appello per la riforma dell’ordinamento giudiziario promosso dall’associazione, parlando di una grave lesione del diritto umano alla conoscenza e, quindi, della democrazia. Bolognetti ha ribadito, suonando più volte il citofono senza avere alcuna risposta, la necessità di difendere l’articolo 21 della Costituzione, la libertà di stampa, di pensiero e di satira, denunciando censure, omissioni e manipolazioni del servizio pubblico. Nel mirino ci sono due inpromosso dall’Associazio- terlocutori istituzionali. Da ne Radicali Lucani. un lato, la Commissione Un’iniziativa simbolica e parlamentare di vigilanza politica insieme, che ha vi- sui servizi radiotelevisivi,

che – denuncia – non si riunirebbe da un anno e mezzo. «Mi viene da chiedere: che rispetto c’è per l’istituzione?», si domanda polemicamente. Dall’altro lato, il servizio pubblico radiotelevisivo stesso, finanziato dal canone pagato dai cittadini. «Se sei servizio pubblico – sottolinea Bolognetti – dovresti onorare il sale di ogni vera democrazia: il diritto umano alla conoscenza, che è sinonimo stesso di democrazia». Bolognetti parla di una storia che va avanti da anni, fatta di «censura, manganellamenti, rimozione, olio di ricino, chiamatela come volete». Una denuncia dura, che si collega a un fatto specifico: da oltre 70 giorni l’Associazione Radicali Lucani ha lancia-

to un manifesto-appello rivolto alla Rai, firmato anche da personalità di rilievo. Un documento che, secondo Bolognetti, è stato di fatto oscurato. «Non solo dalla Rai regionale – afferma – ma reso quasi clandestino: pubblico e quindi clandestinizzato». «La mia critica non è ad personam – precisa – ma agli atti, alle omissioni. E c’è una bella differenza». Una protesta che si inserisce in una più ampia battaglia politica e civile, portata avanti con strumenti radicali e con l’obiettivo dichiarato di richiamare il servizio pubblico alle proprie responsabilità costituzionali: garantire informazione, pluralismo e il diritto dei cittadini a conoscere. R.M.

Summa (Spi Cgil): «Emblema della battaglia per la libertà di informazione in Italia, tema cruciale e pilastro della democrazia»

Domani Sigfrido Ranucci a Potenza per "Diario di un trapezista" POTENZA. «La libertà di informazione è un tema oggi più che mai cruciale e pilastro per la tenuta democratica del Paese. Siamo quindi orgogliosi di ospitare come Spi Cgil Basilicata sabato 20 dicembre il giornalista Sigfrido Ranucci, l’emblema della battaglia per la libertà di informazione in Italia». Così il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, nell'annunciare lo spettacolo "Diario di un trapezista" di e con Sigfrido Ranucci domani alle 19 al cineteatro don Bosco di Potenza, già sold out. Il racconto della parte più intima e segreta del giornalista di inchiesta, parallela a quello che siamo abituati a vedere in onda: il giornalista che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per sempre la sua vita. «Ranucci, a cui già come Spi Cgil Basilicata abbiamo consegnato il premio speciale EuroMed, e già a Potenza per presentare il libro “La scelta”, dal 2017 è il conduttore di Report, programma arrivato alla sua 28esima stagione, nato nel 1994. La durata - afferma Summa - è già un segno inconfondibile della qualità del lavoro di questa squadra, anche se ogni anno sappiamo che tornare in onda sulla Rai non è semplice. Sigfrido ormai è l’emblema della battaglia per la libertà di informazione. Tema oggi più che mai cruciale, un pilastro per la tenuta democratica del Paese. Abbiamo un governo che querela sistematicamente i giornalisti che si occupano di notizie scomode. Abbiamo una presidente del Consiglio che evita come la peste le conferenze stampa e le domande, se non quelle dei giornalisti amici. Abbiamo

editori amici del governo che tendono a emarginare i cronisti che invece vogliono restare amici della verità. Guardiamo con molta preoccupazione a quanto sta succedendo nel mondo dell’informazione: la vendita del Gruppo Gedi che comprende testate fondamentali come la Stampa, Repubblica, Limes da parte di Ellkan ad un imprenditore greco, apre interrogativi sul futuro della stampa libera nel nostro paese. Solo affermare pubblicamente che c’è un’emergenza informazione in questo paese fa saltare i nervi alla destra di Governo, che non tollera nessun controllo, dalla Corte dei Conti appunto alla stampa». Ma per Summa c’è dell’altro. «Il dissenso nei confronti della destra di governo è sempre meno tollerato e questo non riguarda solo la libera stampa, come dimostra il decreto sicurezza che limita la libertà di manifestare - continua il dirigente sindacale - Sono molti i provvedimenti per condizionare il lavoro dei giornalisti: c’è la stretta sulla pubblicazione delle ordinanze, quella sulle intercettazioni, le intercettazioni ai giornalisti. E poi c’è il capitolo Rai. Basta accendere la tv pubblica per vedere TeleMeloni; scorrono le immagini del modello culturale neoreazionario che la destra di governo vorrebbe imporre. La Commissione di vigilanza è ormai da anni bloccata perché la maggioranza non accetta di condividere le scelte con l’opposizione, cosa che dovrebbe essere normale in un organismo di garanzia. Da anni chiediamo una riforma delle fonti di nomina della governance del servizio pubblico e non dimentichiamo che l’attuale legge è sbagliata e cieca, perché appunto in mano alla destra riduce facilmente la Rai a uno

strumento di propaganda. Resistono poche aree di professionalità libere, come quella appunto di Sigfrido Ranucci. La forza di Report è nella semplicità della scelta: offrire ai cittadini la narrazione dei fatti, attraverso un rigoroso lavoro di ricerca». «Sigfrido, con la sua redazione ogni giorno vaglia informazioni, ascolta voci, decide come raccontare notizie che qualcuno vorrebbe rimanessero sotto silenzio. Questo è il punto: fra gli attacchi alla Costituzione e al suo garante, il presidente della Repubblica Mattarella, c’è l’attacco all’art.21, quello che tutela la libertà di informazione e la sua autonomia. L’informazione, come la magistratura, sono poteri che hanno una fondamentale funzione di controllo rispetto agli altri poteri dello Stato e, come tali, vanno tutelati e riconosciuti. Non è un caso che con il referendum costituzionale questa destra voglia impartire una "lezione esemplare" anche ai magistrati. Puntano a restringere gli spazi di libertà, puntano alla democratura, all’ autoritarismo delle destre di tutte le latitudini, da Trump a Putin, a cancellare i contropoteri: e la magistratura e l'informazione sono i primi della lista. Serve allora vigilanza democratica - conclude Summa ,- una mobilitazione permanente, una lotta per far crescere ogni giorno di più la consapevolezza che la tenuta della democrazia dipende da noi».


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Al Grande Albergo il confronto con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso sui nuovi equilibri del narcotraffico

Dalla Colombia all’Europa, il business globale della droga e delle mafie internazionali DI FRANCESCO MENONNA

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e rotte della droga, i cartelli sudamericani e una profonda crisi di valori che attraversa il mondo alimentando traffici occulti e criminalità organizzata. Sono questi i temi al centro di Cartelli di sangue, il volume edito da Mondadori e firmato da Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, presentato ieri pomeriggio nella sala Minerva del Grande Albergo di Potenza.A moderare l’incontro è stata la giornalista Angela Salvatore. Alla presentazione hanno preso parte il prefetto di Potenza Michele Campanaro, il questore Raffaele Gargiulo, il comandante provinciale dei Carabinieri Luca Mennitti e numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, che hanno seguito con attenzione e partecipazione il confronto con gli autori.Nel libro, Gratteri, magistrato, e Nicaso, storico e saggista delle organizzazioni criminali, ricostruiscono l’evoluzione del narcotraffico internazionale, dalle storiche roccaforti colombiane di Medellín, Cali e Bogotá fino ai nuovi equilibri globali. Una «rete invisibile» che attraversa continenti, dall’Europa all’Asia centrale fino alla Cina, coinvolgendo anche la mafia cinese e intrecciandosi con l’economia legale attraverso meccanismi sempre più sofisticati.Un sistema criminale che, come emerge dal volume, continua a prosperare sfruttando la fragilità economica di molti Paesi sudamericani, la miseria diffusa e le connivenze con settori della finanza e dell’economia moderna. Un fenomeno che, secondo gli autori, va contrastato senza esitazioni, facendo leva sulla responsabilità collettiva, sulla forza delle istituzioni e sulla volontà dei cittadini di non abbassare la guardia, per liberare i territori dalla paura, dall’omertà e dalla crisi di valori.Nel suo intervento Antonio Nicaso ha ripercorso il lavoro di ricerca alla base del libro: «Abbiamo rifatto un viaggio

•___ foto di Andrea Mattiacci

di dieci anni fa sulle rotte del narcotraffico. In Colombia abbiamo scoperto una pianta che garantisce cinque raccolti e questo contribuisce all’enorme surplus di cocaina. Ce n’è tanta in circolazione e questo porta a un abbassamento dei costi». Ma il dato più allarmante riguarda i sequestri: «Si riesce a confiscare meno dell’1 per cento dei proventi, il che significa che il denaro della droga, soprattutto della cocaina, rientra nell’economia legale in modo impressionante».Nicaso ha poi spiegato come lo scenario sia cambiato: «Non ci sono più i cartelli di una volta. Oggi operano i clan del Golfo e molte altre organizzazioni, comprese

quelle che gestiscono i porti in Ecuador e Brasile. Una ricchezza criminale che arriva anche in Europa, dove si intrecciano i rapporti tra narcotrafficanti e professionisti senza scrupoli». Un ruolo crescente, ha aggiunto, è svolto dalle reti criminali cinesi, capaci di spostare capitali senza trasferirli fisicamente grazie al cosiddetto «denaro volante», a cui si affiancano criptovalute e finanza tecnologica, rendendo ancora più complessa l’azione di contrasto.Nicola Gratteri ha invece posto l’accento sul controllo mafioso del mercato: «È evidente che le droghe, e in particolare la cocaina, sono di dominio delle mafie almeno all’ingrosso. Poi, nella vendita

al dettaglio, entrano in gioco anche la criminalità comune». In Italia, ha spiegato, «l’importazione della cocaina è appannaggio delle grandi mafie come ’ndrangheta e camorra», con il coinvolgimento sempre più rilevante della mafia albanese. «Si tratta di organizzazioni molto dure, che somigliano alla ’ndrangheta e che in Sudamerica operano

spesso in joint venture: gli albanesi finanziano, curano la logistica e il trasporto verso l’Europa».Un monito finale sul ruolo della società: «Il silenzio spesso è complicità. Girarsi dall’altra parte o denunciare fa la differenza. Nel 2025 siamo ancora costretti a parlare di mafia, ed è per questo che non possiamo permetterci di abbassare la guardia».


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Basilicata 24 Ore

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Via libera al Documento di indirizzo alla progettazione per il rinnovo delle apparecchiature dell’Azienda sanitaria di Matera

Sanità lucana, investimenti sull’innovazione: 1,5 milioni per il nuovo parco tecnologico P

rosegue il percorso di ammodernamento del sistema sanitario lucano con l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) relativo al rinnovo del parco tecnologico dell’Azienda sanitaria locale di Matera. L’intervento rientra nel programma nazionale di edilizia sanitaria, sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico ed è finanziato con risorse previste dalla Legge di Bilancio 2020.L’investimento complessivo ammonta a circa 1,5 milioni di euro ed è destinato al rinnovamento e all’aggiornamento delle dotazioni tecnologiche dell’Asm. Un’azione che si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione della rete ospedaliera del territorio materano e che punta a migliorare l’appropriatezza clinica, l’efficienza gestionale e la qualità complessiva dei servizi sanitari offerti ai cittadini.La programma-

zione coinvolge le sedi aziendali di Matera, Policoro e Tricarico, anche se in questa fase gli interventi tecnologici sono concentrati principalmente sui presidi ospedalieri di Matera e Policoro, dove è prevista l’implementazione delle nuove apparecchiature.Nel dettaglio, il progetto prevede quattro interventi principali. È programmata l’integrazione di un angiografo digitale nella sala operatoria di elettrofisiologia del Presidio ospedaliero di Matera, oltre all’acquisizione di una colonna endoscopica con ecoendoscopio per l’Unità operativa di Gastroenterologia dello stesso presidio. Sono inoltre previsti la fornitura di portatili per radioscopia, i cosiddetti archi a C, destinati alle sale operatorie degli ospedali di Matera e Policoro, e l’installazione di colonne chirurgiche endoscopiche dotate di tecnologia Icg (verde indocianina) sem-

pre nei due presidi.Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico: «Con l’approvazione di questo provvedimento rafforziamo un percorso di investimento mirato sull’innovazione

tecnologica e sull’efficientamento del sistema sanitario regionale. Il rinnovo delle apparecchiature consente di elevare gli standard qualitativi delle prestazioni e di sostenere concretamente il lavoro dei professionisti sanitari».«Si tratta – ha concluso Latro-

nico – di un intervento coerente con la programmazione regionale e nazionale, finalizzato a rendere la rete ospedaliera più moderna e integrata, garantendo al contempo un utilizzo appropriato e responsabile delle risorse pubbliche».

Il report Aifa sul primo semestre 2025 scatena le critiche di Basilicata Casa Comune e riaccende l’allarme sui conti della sanità

Conti sanitari in affanno: farmaci oltre i limiti di spesa, buco da 30 milioni

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a spesa farmaceutica in Basilicata continua a crescere e nei primi sei mesi del 2025 registra uno sforamento di circa 30 milioni di euro rispetto ai tetti imposti dalla normativa nazionale. È quanto emerge dal Report Aifa sull’andamento della spesa per l’acquisto dei farmaci nelle regioni italiane, dati che alimentano forti preoccupazioni per la tenuta dei conti della sanità lucana.A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo, che in una nota parlano di un «dato shock che rischia di aggravare ulteriormente le già precarie condizioni del bilancio sanitario regionale» e che, a loro giudizio, «dimostra l’assoluta inadeguatezza delle misure correttive annunciate più volte dall’assessore Latronico».Entrando nel dettaglio dei numeri, Vizziello spiega che «per rispettare il tetto di spesa previsto dalla legge per la spesa farmaceutica ospedaliera, la Basilicata nei primi sei mesi dell’anno avrebbe dovuto spendere poco più di 51 milioni di euro». In realtà, però, «avendone spesi oltre 78 milioni, ha sforato di ben

27 milioni di euro», mentre «più contenuto appare lo sforamento della spesa farmaceutica convenzionata, quella relativa all’acquisto dei farmaci attraverso le farmacie, che si arresta a 2,5 milioni di euro».Secondo l’esponente di Basilicata Casa Comune, l’analisi dei dati Aifa evidenzia come «a essere letteralmente fuori controllo sia soprattutto la spesa farmaceutica di Asl e ospedali lucani», cresciuta in modo sensibile rispetto allo stesso periodo del 2024. Una dinamica che, sottolinea Vizziello, «si configura come una vera e propria enormità per una regione che conta poco più di mezzo milione di abitanti».Previsioni allarmanti arrivano anche da Angelo Chiorazzo, che guarda alla seconda metà dell’anno: «Se il trend di spesa del primo semestre dovesse essere confermato anche nella seconda parte del 2025, la Basilicata chiuderà l’anno con un rosso di 60 milioni di euro». Un disavanzo che sarebbe «ben 17 milioni in più rispetto al deficit sulla spesa farmaceutica registrato nel 2024», una «cifra monstre» che, secondo Chiorazzo, «pretende un’adeguata assunzione di re-

sponsabilità da parte dell’assessore Latronico, incapace di tenere sotto controllo una voce di spesa che incide in maniera rilevante sul deficit sanitario degli ultimi due anni».Pur riconoscendo il valore terapeutico dei farmaci, i due consiglieri ribadiscono la necessità di un cambio di passo. «I farmaci sono una grande conquista, in grado di migliorare la qualità della vita di molti cittadini e di aprire possibilità di cura fino a ieri inimmaginabili», affermano Vizziello e Chiorazzo, «ma non si può continuare a ignorare il te-

ma della sostenibilità dei costi legati al loro acquisto».Proprio per questo, denunciano l’inerzia della Giunta Bardi e ricordano che Basilicata Casa Comune ha già depositato una proposta di legge, «non ancora esaminata dalle competenti commissioni consiliari», che prevede misure concrete per garantire la sostenibilità economica della spesa farmaceutica. Un passaggio ritenuto fondamentale per «liberare risorse da destinare alla riqualificazione dei servizi sanitari regionali».


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Potenza

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L’operazione delle Fiamme Gialle con la collaborazione della Bankitalia ha portato alla scoperta di 199 pezzi contraffatti

Maxi sequestro di soldi falsi nel Potentino: la GdF confisca banconote per 8500 euro A

mmonta a oltre 8.500 euro il valore complessivo delle 199 banconote false sequestrate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Potenza nell’ambito di una serie di attività mirate al contrasto del cosiddetto «falso nummario».Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle potentine hanno puntato a ricostruire l’intera filiera della contraffazione, partendo anche dal singolo detentore della banconota falsa, con l’obiettivo di individuare eventuali ipotesi di reato collegate, tra cui truffa e riciclaggio.Dall’analisi dei sequestri emerge una vera e propria «classifica» dei tagli maggiormente contraffatti. Ai primi posti figurano le banconote da 50 euro, con 93 esemplari per un valore di 4.650 euro, seguite da quelle da 20 euro, pari a 67 pezzi per complessivi 1.340 euro. Subito dopo si collocano i tagli da 100 euro, con 24 banconote per un valore totale di 2.400 euro. Più contenuta la presenza di biglietti da 10 euro, 14 in tutto, e da 5 euro, con un solo esemplare. Nessuna banconota falsa, invece, è stata riscontrata nei tagli da 200 e 500 euro.Un contri-

buto rilevante alle indagini arriva anche dalla collaborazione con il Centro Nazionale Analisi («C.N.A.») della Banca d’Italia, che trasmette periodicamente al Comando provinciale di Potenza le banconote già riconosciute come false. Su questi esemplari vengono svolti ulteriori approfondimenti investigativi, utili a individuare possibili collegamenti con episodi criminosi avvenuti sul territorio provinciale.La lotta alla criminalità economico-finanziaria e la tutela della sicurezza nella cir-

colazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento rientrano tra le prerogative di legge affidate al Corpo, impegnato a contrastare l’immissione sul mercato di banconote e monete contraffatte. Un’azione fondamentale per garantire il corretto funzionamento dei mercati dei capitali e preservare la fiducia dei cittadini nell’uso della valuta.Si tratta di un comparto di specialità definito dal Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, che ha razionalizzato le funzioni di polizia e i servizi

strumentali, assegnando alla Guardia di Finanza un ruolo centrale nella vigilanza del settore. Un compito svolto nella duplice veste di polizia economica e finanziaria e di polizia giudiziaria, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. Il contrasto alla falsificazione dell’euro rappresenta, infine, un contributo concreto al rafforzamento dell’affidabilità e della sicurezza della moneta unica, simbolo tangibile dell’unità europea.

Inaugurata a Potenza la Banca del Tempo e degli Oggetti: un progetto di comunità che unisce competenze, relazioni e solidarietà

Nasce la Banca del Tempo: Potenza lo scambio diventa motore di coesione sociale territoriale

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l tempo è un bene prezioso, un vero e proprio tesoro da valorizzare, così come le biblioteche lo sono per la conservazione degli oggetti. È da questa visione che nasce la Banca del Tempo e degli Oggetti, inaugurata ieri pomeriggio presso la sede dell’Auser di Potenza, in via IV Novembre, nell’ambito del progetto Dodai – Semi di comunità, finanziato dal Fondo per le politiche della famiglia.L’iniziativa è frutto di un percorso di coprogettazione tra il Comune di Potenza e la cooperativa Il Salone dei Rifiutati, capofila di un ampio partenariato che coinvolge l’associazione La Luna al Guinzaglio, le cooperative Centostrade e l’associazione Lotta, Amore e Fantasia. Un progetto che si propone come nuovo punto di incontro, di relazione e di condivisione, facendo della solidarietà il perno centrale per la costruzione di una re-

te sociale articolata e partecipata.Mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze significa contribuire al benessere collettivo, condividere esperienze di alto valore umano e rafforzare le politiche di welfare, integrazione e sviluppo, attraverso azioni concrete a sostegno delle persone in difficoltà. In quest’ottica, la giornata di presentazione è servita anche a formare i partecipanti, illustrando modalità di adesione e funzionamento della Banca del Tempo.All’incontro erano presenti la socia della cooperativa Il Salone dei Rifiutati, Rossana Cafarelli, e il dirigente dell’Ufficio Politiche per la Persona del Comune di Potenza, Giuseppe Romaniello, che hanno dialogato con i cittadini sulle modalità di utilizzo delle ore e sulle regole che disciplinano la Banca del Tempo.Nel suo intervento, Rossana Cafarelli ha

illustrato il senso profondo del progetto: «Questo è il progetto Dodai, un progetto che mette in relazione persone, quartieri, competenze e beni, per costruire una vera piazza di comunità, dove lo scambio diventi quotidiano e favorisca relazioni basate sulla fiducia. In una città piccola, il rapporto di fiducia consente di attivare scambi su ciò che so fare e su ciò che possiedo, creando una comunità più solidale. L’idea è nata nel febbraio dello scorso anno, grazie a un bando del Fondo per le politiche della famiglia, in coprogettazione con il Comune di Potenza, e proseguirà fino al mese di maggio». Cafarelli ha poi spiegato che «gli sportelli della Banca del Tempo del progetto Dodai sono due: quello dei saperi, attivo qui nella sede dell’Auser di via IV Novembre, e quello degli oggetti, ospitato presso il Moon – Museo Officina Og-

getti Narranti, in via Macchia San Luca».A nome dell’amministrazione comunale è intervenuto Giuseppe Romaniello, che ha sottolineato il valore della reciprocità: «Il progetto Dodai è un progetto fondato sulla reciprocità di comunità, sullo scambio di tempo, competenze e aiuto tra persone che vivono gli stessi quartieri. Tra le iniziative previste, oggi lanciamo ufficialmente la Banca del Tempo, uno strumento che permette di scambiare ore attraverso una piattaforma informatica, accumulando il tempo prestato o ce-

dendo il proprio». Romaniello ha aggiunto: «Lo scambio avviene sulla base delle competenze, in modo equo: ciascuno mette a disposizione ciò che sa fare e il tempo che può offrire. È un lievito importante, perché attiva meccanismi di mutuo aiuto, conoscenza e solidarietà, rafforzando le relazioni. La Banca del Tempo è già diffusa in molte città italiane, ma a Potenza abbiamo costruito un modello originale, ispirato alle esperienze osservate in Lombardia e in Emilia-Romagna». FRA. MEN.


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Provincia

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Funerali all’esterno del Santuario del Pantano. Presente il Sindaco di Pignola, Antonio De Luca e una comunità unita nel dolore

Pignola saluta commossa Francesco e Giulio Nappi

PIGNOLA. Una comunità attonita e ancora sconvolta dalla tragedia che ha visto sfortunati protagonisti Giulio Nappi, 51 anni e il figlio Francesco 9 anni, morti a causa di un tremendo incidente stradale avvenuto giovedì scorso ha dato l'ultimo saluto ai due protagonisti deceduti prematuramente nel corso della Santa Messa, officiata nello spiazzale attiguo alla Chiesa Santuario Maria Santissima degli Angeli del Pantano di Pignola alla presenza di una folta rappresentanza di cittadini, Ad accogliere i presenti sono i palloncini bianchi nel ricordo di Francesco, all'arrivo dei due feretri ci sono la madre e moglie Antonella e i figli Cristian e Arianna. Una cerimonia di grande intensità, quella officiata da don Mario Gioia alla presenza di tutta Pignola, rappresentata dal Sindaco, Antonio De Luca ha dunque inteso ricordare i due residenti del Pantano di Pignola, morti a causa di un violento sini-

stro stradale nel giro di pochi giorni. Le bare coperte dai fiori, quella di Francesco con i cuori bianchi e celesti a fare da sfondo ad un ricordo commovente, arricchito dalla presenza del corpo docente dell'Istituto Tecnico Comprensivo Torraca-La Vista guidato dalla Dirigente Scolastica, Marianna Catalano. La liturgia è stata arricchita da brani della tradizione cattolica. Il bimbo infatti frequentava la quinta classe ed era molto apprezzato da tutti i compagni e dai docenti che ne hanno sempre ammirato l'impegno, la simpatia, la giocosa presenza in classe e in tutto il complesso scolastico. Stesso discorso per il padre, Giulio, gommista noto nella comunità del Pantano di Pignola per la sua bontà e disponibilità verso tutti. Un ricordo che si è consumato in una mattina, figlia di un dolore immenso, condito dalle lacrime ininterrotte di tutti i presenti che

hanno inteso circondare d'affetto la famiglia così duramente provata dal doppio lutto. La madre, Antonella in prima fila, i tanti parenti nelle vicinanze si sono dati appuntamento, tragicamente, per l'ultima volta nel ricordo di Giulio e Francesco, così tanto amati, così ora, drammaticamente lontani. Un ricordo semplice, elegante e sobrio ne ha scandito i passi delle esequie, svoltesi in una giornata soleggiata. I cuori posti vicino alla bara di Francesco hanno inteso significare e testimoniare l'affetto, la bontà indescrivibile di un bimbo che rimarrà nel ricordo di tutti e in particolare degli amici, dei compagni di classe. Un ricordo che familiari e corpo docente hanno inteso condividere alla fine della cerimonia religiosa mettendone in luce, le giornate più belle e gioiose, il sorriso, la disponibilità mostrata da Giulio in questi anni per tutta la comunità del Pantano di Pignola che ha perso due angeli, saliti in cie-

lo e che vive un momento particolarmente doloroso dopo la recente dipartita di don Antonio Meliante, che da Lassù ora gioca e scherza con Francesco e Giulio, accarezzandone il volto e dando loro consigli. Quei consigli che Giulio ha sempre dato con amore a Francesco, suo figlio amato e che hanno costituito l'unione forte e indissolubile con la moglie Antonella, così affranta dal dolore. La comunità del Pantano di Pignola ora si sente più sola e ha salutato i due sfortunati protagonisti di questa immane tragedia facendo volare in cielo i palloncini bianchi. Come dire, due anime bianche, due persone per bene giocano anche in Cielo con una comunità distrutta e ancora provata da questo tremendo dolore. Quando le bare escono dallo spiazzale, location funesta dei funerali gli applausi si uniscono alle lacrime nel ricordo di Francesco e Giulio. FRANCESCO MENONNA

La Commissaria provinciale di Azione, Grillo: «Porta competenza, impegno e un approccio concreto»

«Con l'ingresso di Carleo si rafforza il nostro progetto politico» VIETRI DI POTENZA. «Con l’ingresso di Rocco Carleo di Vietri di Potenza, Azione Basilicata cresce e rafforza la propria presenza nei territori. La sua è una scelta che conferma la solidità del nostro progetto politico riformista, del lavoro che stiamo portando avanti e la credibilità della nostra azione. Carleo porta competenze, impegno e un approccio concreto alla partecipazione» afferma Ivana Grillo, commissaria provinciale di Azione Potenza. «Sono certa che saprà svolgere un ottimo lavoro e diventare un punto di riferimento per la nostra comunità, contribuendo al percorso di crescita del partito. A lui rivolgo il mio sincero augurio di buon lavoro, con la convinzione che il percorso che oggi iniziamo insieme darà risultati importanti per la comunità che rappresentiamo» conclude Ivana Grillo

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Matera

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Oggi si riunisce il Consiglio Comunale. All’ordine del giorno come sempre c’è l’elezione del Presidente

A Matera il nodo Toto La maggioranza alla ricerca dell'ennesimo tassello. L'opposizione aspetta il dialogo

__Nicoletti e Toto DI MASSIMO DELLAPENNA

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entre si avvicinano la vacanze natalizie, le città sono illuminate a festa, le famiglie si organizzano, tornano gli studenti a ringiovanire i nostri paesi, la questione politica che tiene banco a Matera è l'elezione del Presidente del Consiglio comunale. Una partita a scacchi non semplice che Nicoletti e la sua maggioranza devono risolvere per avviare com-

piutamente la consiliatura UN ROMPICAPO TRA POLITICA E REGOLAMENTO La memoria degli elettori e dei commentatori può essere fallace e breve. Nostro compito è anche quello di ricostruire tutto e sollecitare a Matera sono state piuttosto anomale. Al primo turno si presentò una coalizione di centrodestra guidata da Nicoletti e supportata da tutti i partiti della coalizione del Governo nazionale, contro

di lei da un lato una lista di sinistra guidata da Santochirico, una dei cinque stelle guidata dall’uscente Bennardi, infine quella che sembrava essere una invincibile armata che metteva insieme pezzi di centrosinistra, partiti moderati e uomini che provenivano dal centrodestra e che candidata a Sindaco Cifarelli. Proprio questa coalizione vinse al primo turno, Cifarelli arrivò primo mentre la coalizione superò il

50%. Contro Cifarelli arrivò al ballottaggio Nicoletti. L’attuale sindaco fece una rimonta incredibile vincendo le elezioni ma, proprio a causa del risultato del primo turno, si trovò con l’anatra zoppa. In sostanza Nicoletti non aveva la maggioranza consiliare che il Sindaco si è conquistato in aula progressivamente. Una maggioranza che sarebbe in grado di eleggere da sola il Presidente del

Consiglio alla quarta votazione ma il regolamento prevede che per potersi fare la quarta votazione è necessario che si svolga prima la terza che deve avere un numero legale di due terzi. Un numero che la maggioranza non ha. IL NODO TOTO Da questa situazione nasce e si dipana il nodo Toto. Il centrodestra lo candida alla Presidenza del Consiglio, il centrosinistra continua ad alzarsi dall’aula per evitare che le votazioni si svolgano. In questo modo tutto viene fermato. La situazione si paralizza. Non esiste una verità oggettiva né un bene comunemente visto. Ha ragione la maggioranza a rivendicare la candidatura di Toto, ha ragione Toto a chiedere di essere eletto, ha ragione d’altro canto l’opposizione che chiede un dialogo partendo dall’azzeramento delle candidature. Oggi si riunisce il Consiglio Comunale, l’elezione del Presidente come sempre è all’ordine del giorno. Successivamente si vedrà anche se la maggioranza continua ad essere ottimista sulla possibilità di portare a casa il risultato . Sarebbe l’ennesimo capolavoro di Nicoletti.


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Matera e provincia

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PRESENTATA LA DOCUMENTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO AMBIENTALE. IL COMUNE AVVIA GIÀ LA PROGRAMMAZIONE DELLA PROSSIMA STAGIONE

Bandiera Blu 2026 per Scanzano Jonico, dossier a Roma SCANZANO JONICO. È stato depositato lo scorso 17 dicembre, presso gli uffici di Roma della Fee Italia, Fondazione per l’Educazione Ambientale, il dossier contenente tutta la documentazione necessaria per il conseguimento della prestigiosa Bandiera Blu 2026 per la città di Scanzano Jonico.Il vicesindaco Ugo Valicenti, dopo aver collaborato con l’Ufficio tecnico e gli altri assessorati alla stesura del fascicolo, con la supervisione del sindaco Pasquale Cariello, si è

recato personalmente a Roma per la consegna della documentazione.L’Amministrazione Cariello ha più volte ribadito la volontà di portare a casa la Bandiera Blu, non solo perché le acque di Scanzano la meritano, ma anche per mantenere la promessa fatta ai cittadini, confermata nel corso dei diversi incontri svolti la scorsa estate in collaborazione con Egrib.«Ci rimettiamo al lavoro per la programmazione della prossima stagione estiva già da adesso – afferma il

vicesindaco Valicenti –. Con tutta l’Amministrazione stiamo agendo all’unisono per dare a Scanzano una nuova veste, una nuova luce e una nuova identità, costruite sul lavoro di squadra. Vogliamo fortemente che Scanzano Jonico conquisti la sua rivalsa e il conseguimento della Bandiera Blu è certamente un ottimo biglietto da visita. Stiamo lavorando alla riqualificazione del lungomare e stiamo completando gli accessi pedonali alle spiagge, con la volontà di ren-

derle accessibili a tutti. Adesso – conclude Valicenti – restiamo in fiduciosa attesa che la Fee ci dia un esito positivo».

Il “Duni” al centro del progetto Pnrr Impact: studenti e docenti in una produzione internazionale che unisce formazione, ricerca e scena

Conservatorio di Matera in Brasile protagonista col Falstaff di Verdi MATERA. Il Conservatorio di Musica “E.R. Duni” di Matera è protagonista di una prestigiosa produzione internazionale del Falstaff di Giuseppe Verdi, inserita nel progetto Pnrr Impact – International Music and Performing Arts Contaminations and Trainings, finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il progetto, capofilato dalla Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, coinvolge istituzioni italiane e straniere tra cui l’Università della Calabria – Centro arti musica e spettacoli, il Conservatorio di Matera, l’Accademia di Belle Arti di Catania, il Conservatoire de la Vallée d’Aoste e il partner brasiliano Neojiba di Salvador de Bahia.Cuore dell’iniziativa è la sperimentazione di un modello formativo innovativo che integra musica, teatro e opera lirica, valorizzando la mobilità internazionale e la produzione artistica condivisa. In questo contesto si inserisce Falstaff, concepito come opera-studio e laboratorio didattico, uno de-

gli esiti più rilevanti del percorso di ricerca e formazione previsto dal progetto.La produzione debutterà a Salvador de Bahia venerdì 19 e sabato 20 dicembre presso la sede di Neojiba, con il coinvolgimento di studenti e docenti delle istituzioni partner, per poi essere replicata in Italia nel febbraio 2026 a Cosenza, all’Università della Calabria, completando così il percorso internazionale.Il Conservatorio di Matera ha avuto un ruolo centrale nella realizzazione dell’allestimento, curando la preparazione della compagnia di canto, ad eccezione dei ruoli di Falstaff e Ford, affidati rispettivamente a Paolo Rumetz e Maurizio Leoni. Responsabile del percorso formativo e coordinatore del progetto per il “Duni” è il maestro Fabrizio Festa, mentre la preparazione vocale degli allievi è stata seguita dal maestro Francesco Zingariello, attraverso audizioni, prove e workshop interdisciplinari.L’orchestra è composta da studenti della Scuo-

la di Musica di Fiesole, del Conservatorio della Valle d’Aosta e di Neojiba, diretti dal maestro Edoardo Rosadini, con Alexander Lonquich al pianoforte. La regia è firmata da Alessio Bergamo, con il contributo dell’Università della Calabria e dell’Accademia di Belle Arti di Catania per scene, co-

stumi e luci.Con Falstaff, il progetto Impact conferma l’impegno del Conservatorio di Matera nella formazione di giovani interpreti capaci di operare in contesti artistici complessi e internazionali, rafforzando il ruolo dell’alta formazione musicale italiana nel dialogo con il mondo.

Pisticci ottiene 600mila euro dalla Regione per rigenerare un’area degradata: secondo posto al bando contro il consumo di suolo

Marconia, via Nazionale diventa un nuovo parco urbano PISTICCI. Un’area oggi marginale è destinata a trasformarsi in uno spazio verde, fruibile e sostenibile, pensato per il benessere delle persone e la tutela del suolo. È il progetto promosso dal Comune di Pisticci per Marconia, nato da un’idea delle associazioni del territorio e sviluppato dall’Amministrazione comunale fino alla candidatura al bando regionale per il contrasto al consumo di suolo e il recupero delle aree degradate.L’intervento, seguito dagli assessori De Sensi e Colacicco, con deleghe ri-

spettivamente all’urbanistica e all’ambiente, si è classificato al secondo posto, ottenendo un finanziamento pari a seicentomila euro. Un risultato che premia la capacità di trasformare una proposta partecipata in un progetto strutturato e immediatamente cantierabile.Il nuovo spazio verde sorgerà in via Nazionale a Marconia, alle spalle dello stadio comunale, e prevede una completa rinaturalizzazione dell’area. Il progetto comprende un labirinto verde realizzato con siepi di macchia mediterranea, per-

corsi pedonali inerbiti e un sistema di raccolta delle acque piovane destinato all’irrigazione, con l’obiettivo di ridurre l’impatto am-

bientale e favorire un uso sostenibile delle risorse.L’area sarà concepita come un luogo dedicato al camminare, alla riflessione e alla socialità, restituendo alla comunità uno spazio pubblico di qualità. L’Amministrazione comunale punta inoltre a sviluppare nel tempo un nuovo attrattore turistico per Marconia, capace di diventare un punto di riferimento e di riconoscibilità per il territorio, coniugando rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e miglioramento della qualità della vita.


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Cronache del 19 dicembre 2025 by Cronache - Issuu