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Cronache del 18 marzo 2026

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«L’Ince è uno strumento di dialogo»

Caiata: «Importante leva per rafforzare la cooperazione tra i Paesi»

LA MACCHINA DEL PARCO DELLA MURGIA A DISPOSIZIONE DEL PRESIDENTE?

IL MISTERO DELL’AUTO DI MIANULLI

Sembrerebbe che l'autovettura sia stata utilizzata anche dai figli e

vista spesso davanti a casa e ai supermercati. Speriamo di essere

Botta e risposta tra Chiorazzo e maggioranza

Continua lo scontro tra i capigruppo di maggioranza e il vicepresidente del Consiglio Angelo Chiorazzo dopo la conferenza stampa della dirigenza di Auxilium sulla questione del bando per la gestione dei servizi residenziali psichiatrici indetto dalla Regione Basilicata. Lunedì i capigruppo di maggioranza hanno dichiarato di valutare la possibilita di chiedere laconvocazione di (...)

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IL LIMBO È UNA DANZA, UNA FESTA…

Che i politici abbiano sempre in testa l’idea di frequentare mille chiese, pur d’approfittare delle situazioni è sotto gli occhi di tutti, almeno a giudicare dalla facilità con cui s’annunciano giravolte, saltelli, intruppamenti fino all’ultimo grado d’importanza, ma che ci sia una danza alchemica che lucra nel limbo ed assume la non scelta come un trucco di sopravvivenza la dice tutta sulla perdita d’innocenza e di credibilità che c’è in giro e su cui ci vorrebbe almeno un buon freno d’onore. Ora che Roberto Cifarelli, dopo una vita di pathos democratico, abbia salutato Manca ed anime belle del pessimo PD è risaputo, meno invece dove voglia finire cucinato, viste le facce che l’aspettano a braccia aperte. Forse in Azione che grazie al solito Pittella è diventata il copyright dei trasformisti seriali o nella BCC del furbastro Angelico Chiorazzo che pur di far dispetto a Bardi brama il terzo consigliere o magari nel progetto Civico Italia di Federica D’Andrea, atteso che all’happy birthday materano dell’intramontabile Filippo Paradiso era seduto proprio in felice tavolata con Musacchio e Macchia. Ricanticchiando Jonavotti: “Il limbo è una danza, una festa…”

GIORNATA UNITÁ NAZIONALE Cariello: «La Costituzione ai giovani per affrontare le sfide del futuro»

Mariniello ricorda Fasanella: «Un vero punto di riferimento»

OLTRE IL GIARDINO

A Cronache Tv il consigliere Vigilante spiega le dimissioni da capogruppo di FdI: «Basta con slanci individualistici»

■ Servizio a pag 7 CRONACA

A Genzano, spara alla sua ex e la ferisce alla spalla, l’uomo si dà alla fuga ma i carabinieri lo rintracciano nelle campagne: arrestato

■ Servizio a pag 9

BANCA D’ITALIA

I bambini della primaria delle Canossiane a scuola di economia: una giornata formativa per scoprire il valore del denaro

■ Servizio a pag 25

SPORT

Finale di andata di Coppa Italia, Potenza: vincere contro il Latina per entrare nella storia, il Viviani è sold out

■ Nigro a pag 27

OGGI I FUNERALI N ELL A CHIESA DI SAN GIOVANN I BOSCO
Mariniello e Fasanella
Servizi a pag 11
Servizio a pag 23
Servizio a pag 3

L'autoveicolo del Parco della Murgia Materana a disposizione del Presidente?

Il mistero della macchina di Mianulli

Sembrerebbe che l'autovettura sarebbe stata utilizzata anche dai figli e vista spesso davanti ai supermercati. Speriamo di essere smentiti

Èsempre difficile riconoscere il tempo del lavoro del Presidente di un ente. È sempre difficile perché il Presidente di un ente è sempre in servizio, non ha l'orario di lavoro e non ha neanche una sede di lavoro e può recarsi in qualsiasi posto per adempiere al proprio mandato istituzionale.

Proprio per queste ragioni non è mai semplice capire se l'utilizzo che si fa di un mezzo di proprietà pubblica rientri nelle funzioni istituzionali o in un uso privato di un bene pubblico.

LA MACCHINA DEL PARCO DELLA

MURGIA MATERANA

Con queste premesse che ovviamente pongono tutta una serie lunghissima di interrogativi vogliamo parlare della macchina del Parco della Murgia Materana.

Da quanto abbiamo appreso il Parco Regionale della Murgia Materana ha una macchina di proprietà.

Questa macchina è in utilizzo al Presidente del Parco Mianulli.

Fin qui nulla di strano. Il Presidente di un ente ha spesso a propria disposizione una autovettura.

Quello che è strano, però, è che questa macchina da ben due anni, secondo alcune nostre fonti, non rientrerebbe nella disponibilità dell’ente ma sareb-

be utilizzata da Mianulli come se fosse una macchina personale.

Il Presidente del Parco, infatti, non si limiterebbe ad andare avanti e indietro da casa propria all’ente (che sarebbe anche normale in mancanza di un autista) ma utilizzerebbe l’autovettura anche per fare la spesa facendola utilizzare anche direttamente ai figli. Molte persone giurano di averla vista davanti ai supermercati, quasi sempre parcheggiata davanti casa di Mianulli e, appunto, guidata dai figli.

Qui, evidentemente, saremmo molto al di fuori del perimetro dell'utilizzo istituzionale per trovarci direttamente in un utilizzo privato di un bene

pubblico. SERVE CHIAREZZA

Come da nostra tradizione e da nostra cultura non ci dedichiamo a campagne moralistiche né moralisticheggianti. Noi ci limitiamo a raccontare i fatti come ci vengono prospettati. Non conosciamo il regolamento di utilizzo delle macchine del Parco della Murgia Materana, non sappiamo se le segnalazioni che da più parti ci giungono siano vere, non sappiamo se le segnalazioni che ci sono giunte siano relativi a casi sporadici e non duraturi.

Ciò di cui siamo certi è che, qualora Mianulli lo ritenesse, saremmo ben con-

tenti di dare ospitalità ad un suo chiarimento. Per quanto ci riguarda il nostro è un adempimento del nostro dovere professionale di controllo del potere che è una attività cui non intendiamo abiurare. Una macchina di servizio è a servizio dell’ente, può essere anche assegnata al Presidente o a un suo massimo dirigente che, ovviamente, può usarla con l’elasticità dovuta alla sua funzione.

Quello che non può accadere è che sia prestata a terzi anche se parenti oppure utilizzata per lo shopping.

Noi, per il rispetto che dobbiamo alle istituzioni, speriamo di aver sbagliato a vedere.

DI MASSIMO D ELLAPENNA
Mianulli e la macchina dell’Ente

Rappresenta una preziosa «leva della diplomazia parlamentare per rafforzare la cooperazione regionale», ha dichiarato il Presidente

«L’InCE è uno strumento di dialogo»

Caiata celebra il trentennale a Trieste

Una rappresentanza della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Iniziativa Centro Europea (InCE) ha partecipato alle celebrazioni del trentennale dell’istituzione del Segretariato Esecutivo InCE, svoltesi oggi a Trieste.

La delegazione italiana era guidata dall’onorevole Salvatore Caiata e composta dai senatori Roberto Menia ed Elena Murelli e dall’onorevole Isabella De Monte.

Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insieme ai Ministri degli Esteri dei Paesi membri e alle rispettive delegazioni nazionali.Nel suo intervento di apertura, il Presidente Caiata ha sottolineato l’importanza della cooperazione regionale in un momento storico delicato. «In un contesto come quello attuale, è fondamentale promuovere realtà come l’InCE come

strumenti di pace e dialogo, sfruttando anche la preziosa leva della diplomazia parlamentare», ha dichiarato Caiata, ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare il processo di integrazione europea, includendo in particolare i Balcani occidentali, la Moldova e l’Ucraina. «Oggi, a Trieste, ho avuto l’onore di intervenire all’apertura della Conferenza del Trentennale dell’InCE alla presenza del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dei Ministri degli Esteri dei Paesi membri e delle rispettive delegazioni nazionali», ha aggiunto il Presidente della delegazione italiana all’InCE. Le celebrazioni di oggi rappresentano un momento simbolico per l’InCE, che da trent’anni promuove la cooperazione politica, economica e culturale tra i Paesi dell’Europa centrale, rafforzando il dialogo e la stabilità nella regione.

Il vicepresidente del Consiglio: «Pronto ad approfondire», Napoli, Morea, Tataranno, Casino e Polese: «Chiarezza e trasparenza»

Bando psichiatria, il botta e risposta tra Chiorazzo e i capigruppo di maggioranza

POTENZA. Continua lo scontro tra i capigruppo di maggioranza e il vicepresidente del Consiglio Angelo Chiorazzo dopo la conferenza stampa della dirigenza di Auxilium sulla questione del bando per la gestione dei servizi residenziali psichiatrici indetto dalla Regione Basilicata. Lunedì i capigruppo di maggioranza hanno dichiarato di valutare la possibilita di chiedere la convocazione di un Con-

siglio regionale strordinario proprio sulle presunte irregolarità denunciate dalla Cooperativa dei Fratelli Chiorazzo, fermo restando il principio di trasparenza e il fatto che non si debba anteporre gli interessi dei privati al bene pubblico. Chiorazzo poche ore dopo il comunicato degli esponenti della maggioranza in Consiglio, ha replicato: «Le parole dei capigruppo di Centrodestra pongono un tema inquietante: che i torti che ha denunciato di subire la coop Auxilium – da me fondata e che ho lasciato per dedicarmi alla vita pubblica – siano collegati al mio impegno politico». «Credo che – anche alla luce delle loro parole – sia indispensabile che nelle sedi opportune sia approfondito anche questo tema insieme ad altri possibili collegamenti di questa

storia. E voglio tranquillizzarli - conclude Chiorazzo - che mi adopererò per questo». Alle affermazioni di Chiorazzo controreplicano i capigruppo di maggioranza: «Prendiamo atto delle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio regionale e della sua disponibilità ad approfondire ogni aspetto nelle sedi competenti. È esattamente questo il punto: quando si affrontano temi che riguardano la gestione dei servizi sanitari, non è sufficiente dichiarare disponibilità all’approfondimento, ma è necessario che questo avvenga in un contesto che garantisca in modo pieno e inequivocabile imparzialità, trasparenza e netta distinzione tra l’esercizio delle funzioni pubbliche e ogni ambito riconducibile a interessi privati, diretti o indiretti». Michele Napoli (FdI), Mi-

chele Casino (FI), Nicola Morea (Azione), Domenico Tataranno, (Lega), Mario Polese (Ol) continuano: «La credibilità delle istituzioni si fonda su questo equilibrio. E tanto più alto è il ruolo ricoperto, tanto più elevato deve essere il livello di attenzione e di rigore. Per questa ragione riteniamo che ogni valutazione debba svolgersi esclusivamente nelle sedi istituzionali competenti, con la serenità e la profondità che questioni di questa natura richiedono, evitando qualsiasi semplificazione o forzatura del dibattito pubblico». «La maggioranza – concludono - continuerà a muoversi in questa direzione, con un unico obiettivo: garantire ai cittadini un sistema sanitario fondato su trasparenza, correttezza e piena affidabilità delle procedure».

Il segretario Verrastro: «Avviare subito la contrattazione decentrata per garantire equità e trasparenza»

Alto Bradano, Uil Fpl: «Salario accessorio riconosciuto, ma ora si lavori per il futuro»

La Uil Fpl esprime grande soddisfazione per il riconoscimento del salario accessorio ai lavoratori dell’Unione dei Comuni dell’Alto Bradano, che «non lo avevano percepito nel periodo 2018–2024, a causa di una situazione che si è protratta per anni generando incertezza e legittimo malcontento tra il personale» afferma il segretario regionale Giuseppe Verrastro. «Oggi, grazie alla conciliazione avvenuta presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Potenza e Matera e alla presenza del Presidente Scattone, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata, si è finalmente giunti alla conclusione di una vicenda complessa e delicata. - prosegue Verrastro - Questo risultato rappresenta un importante riconoscimento dei diritti dei lavoratori coinvolti, i quali, in tutto questo tempo, hanno continuato a garantire con senso di responsabilità e professionalità lo svolgimento dei servizi. Le spettanze accessorie saranno erogate con tassazione separata nella busta paga del mese di maggio 2026, consentendo così ai dipendenti di recuperare quanto loro dovuto».

La UIL FPL sottolinea come que-

sto «traguardo sia frutto di un costante lavoro di tutela, ascolto e confronto portato avanti nel tempo, e rappresenti un segnale concreto dell’importanza della contrattazione e della difesa dei diritti nel pubblico impiego». «Ora, a parere dell’organizzazione, - prosegue Verrastro - è indispensabile avviare immediatamente un percorso strutturato che porti alla costituzione del Fondo delle Risorse Decentrate per l’anno 2026 e all’apertura della con-

trattazione decentrata. È necessario dare continuità a questo risultato e garantire condizioni di lavoro sempre più eque, trasparenti e rispettose delle professionalità presenti all’interno dell’Ente». La Uil Fpl ribadisce «il proprio impegno a vigilare affinché quanto concordato venga pienamente attuato nei tempi previsti e a sostenere ogni iniziativa utile a valorizzare il personale. Un sentito ringraziamento va all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e

alla Dirigente per la disponibilità e l’impegno profuso nella gestione della vertenza, nonché a tutti i lavoratori per la pazienza e la determinazione dimostrata in questi anni».

La UIL FPL resterà «sempre al fianco di queste lavoratrici e di questi lavoratori, continuando a rappresentare un punto di riferimento nella tutela dei loro diritti e nella promozione di condizioni di lavoro dignitose» conclude Verrastro.

__ L’edizione di Cronache di ieri

L’assessore all’Ambiente Mongiello:«Il confronto con i professionisti è fondamentale per chiarire ogni aspetto operativo e la diffusione delle fonti rinnovabili»

Transizione energetica, 24 milioni dalla Regione per le case lucane

Nella giornata di lunedì 16 marzo, presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, si è svolto un incontro informativo dedicato all’Avviso pubblico per i “Contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili a servizio delle unità abitative ricadenti nel territorio lucano”, promosso dall’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello. All’appuntamento hanno partecipato numerosi operatori del settore, associazioni e professionisti interessati alle opportunità offerte dalla misura regionale. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto diretto durante il quale l’assessore Mongiello e l’ingegnere Coviello hanno risposto alle domande e ai chiarimenti posti dai partecipanti in merito alle modalità di accesso al bando, agli interventi ammissibili e alle procedure di presentazione delle istanze. Al Tavolo erano presenti anche il direttore generale dell’Ambiente, Canio Santarsiero, l’avvocato Rosaria Mattia,

la dirigente Rosalia Smaldone che hanno contribuito ad approfondire gli aspetti tecnici e amministrativi dell’Avviso. Il bando, approvato dalla Giunta regionale nell’ambito delle politiche per la transizione energetica, prevede contributi a fondo perduto destinati all’installazione di impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo nelle abitazioni lucane. Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato a più riprese che l’avviso, seppur noto come bando non metanizzati, sostiene la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili presso unità abitative del territorio lucano allacciate o meno alla rete metano. La misura dispone di una dotazione complessiva di 24 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione ed è finalizzata a sostenere la diffusione di modelli energetici sostenibili, contribuendo alla riduzione dei costi energetici per le famiglie e alla crescita di una filiera locale legata alle energie rinnovabili. Tra gli interventi ammissibili rien-

trano l’installazione di impianti fotovoltaici o microeolici, sistemi di accumulo, collettori solari e pompe di calore, con contributi che possono arrivare fino a 5mila euro per le unità abitative singole, estendibili fino a 7.500 euro in caso di installazione congiunta con sistemi di accumulo o pompe di calore, e fino 10mila euro per i condomini, estendibili a 15mila euro per interventi congiunti di installazione di impianti fotovoltaici e accumuli. Nel corso dell’incontro, sono state illustrate anche le modalità di partecipazione attraverso la

piattaforma regionale “Centrale Bandi”, accessibile dal sito istituzionale della Regione Basilicata tramite autenticazione digitale, e le finestre temporali previste per la prenotazione delle risorse: la prima è programmata dal 1° al 30 aprile 2026, con una dotazione di 10 milioni di euro.«La partecipazione registrata – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello – conferma l’interesse del territorio verso le opportunità offerte dal bando. Il confronto con operatori e professionisti è

fondamentale per chiarire ogni aspetto operativo e favorire la più ampia partecipazione possibile, sostenendo la diffusione delle fonti rinnovabili nelle abitazioni lucane». L’incontro rientra nelle iniziative promosse dalla Regione Basilicata per accompagnare operatori e cittadini nella conoscenza degli strumenti messi in campo per la transizione energetica e per sostenere lo sviluppo di una filiera locale nel settore dell’installazione, manutenzione e gestione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Chiorazzo e Vizziello: «Bonus propaganda e sviluppo fermo. Dubbi su costi energia e impianti, rischio di bruciare altri 55 milioni»

Risorse petrolifere, BCC: «Strategia fallita e risorse a rischio»

Oltre un miliardo di euro versato dalle compagnie petrolifere negli ultimi cinque anni nelle casse della Regione Basilicata, a fronte di risultati scarsi, se non addirittura inesistenti, nella realizzazione dei progetti di sviluppo “non oil”. È questo il dato politico centrale emerso dalla conferenza stampa di Basilicata Casa Comune. Ad aprire i lavori, il vicepresidente del Consiglio regionale e Presidente di BCC, Angelo Chiorazzo, che ha denunciato una distanza ormai evidente tra le risorse disponibili e i risultati concreti per i lucani, anche a causa della manifesta incapacità dei governi Bardi di favorire sviluppo duraturo. «In piena campagna elettorale, - ha ricordato Chiorazzo - dopo il bonus gas sono stati annunciati dal Presidente Bardi, dall’assessore Latronico e dall’intero centrodestra il bonus acqua e il bonus elettrico. Oggi la realtà è ben diversa. Il bonus gas si è trasformato in un conguaglio che i lucani stanno restituendo senza alcuna responsabilità, il bonus acqua è sospeso, il bonus elettrico è rimasto solo un an-

nuncio. Nei mesi scorsi, abbiamo chiesto attraverso interrogazioni puntuali a che punto fossero i progetti non oil e di poter accedere alla documentazione contabile. A oggi, il Governo regionale continua a non fornire alcuna risposta ai lucani». Particolarmente critica la situazione legata al progetto degli impianti fotovoltaici per il sistema idrico lucano, presentato come misura strutturale per ridurre le tariffe grazie al contenimento dei costi energetici. Dall’analisi dei pochi documenti disponibili, alcuni resi accessibili grazie ad

Acquedotto Lucano, emergerebbe un costo dell’energia tutt’altro che vantaggioso. In diversi casi, il prezzo arriverebbe a raggiungere i 220 euro a megawattora, di cui 160 euro circa a carico di Acquedotto Lucano, valori significativamente più alti rispetto a quelli attesi nell’ambito dell’accordo e della narrazione politica conseguente. «Siamo di fronte - ha evidenziato Chiorazzo - al rischio concreto che un’operazione nata per abbattere strutturalmente i costi energetici finisca solo per neutralizzarli temporaneamente, in un

momento già segnato da una crisi energetica preoccupante». Nel corso della conferenza, è intervenuto Nicola Valluzzi, vicepresidente di BCC e Sindaco di Castelmezzano, che ha sottolineato come le risorse impiegate per il progetto, a titolarità delle compagnie petrolifere, avrebbero dovuto generare sviluppo e occupazione nel settore non oil, in alternativa sostenere il piano industriale di Acquedotto Lucano attraverso l'autoproduzione energetica. Il Capogruppo Vizziello ha ribadito: «La politica dei bonus si è rivelata solo propaganda elettorale, non una strategia di sviluppo. Basilicata Casa Comune continuerà a cercare la verità in ogni sede su risorse che dovrebbero generare sviluppo e non coprire i buchi di bilancio della Regione e delle società partecipate». A chiudere gli interventi, Ermelinda Gagliardi, componente del Comitato regionale di BCC, che ha ricordato come le risorse complessivamente versate dalle compagnie petrolifere, stimate in oltre 2,5 miliardi di euro, avrebbero dovuto finanziare sviluppo duraturo, lavoro e servizi.

In Basilicata aumenti per ortofrutta e prodotti pasquali. Cia: «Costi di carburante e fertilizzanti pesano su aziende»

Rincari sui prodotti alimentari allarme per le famiglie lucane

POTENZA. Un vero e proprio «lunedì nero» per automobilisti e famiglie lucane, costrette a fare i conti con un forte aumento dei prezzi dei carburanti. A denunciarlo è Federconsumatori Basilicata, che segnala come l’impennata dei costi alla pompa stia raggiungendo livelli senza precedenti recenti nella regione, con ricadute pesanti sul potere d’acquisto dei cittadini e sull’economia locale.Secondo una rilevazione effettuata su 218 distributori presenti sul territorio regionale, circa il 95 per cento delle pompe di gasolio self ha raggiunto o superato la soglia dei due euro al litro. Un dato che, secondo l’associazione dei consumatori, conferma una dinamica che appare sempre più critica per famiglie, lavoratori e imprese.Il quadro risulta diffuso su gran parte del territorio, con situazioni particolarmente preoccupanti nelle aree interne e lungo le principali arterie di collegamento. In diversi impianti sono stati registrati prezzi superiori ai due euro e dieci centesimi al litro, mentre in almeno una decina di distributori il gasolio ha superato la soglia dei due euro e venti centesimi.Una situazione leggermente meno pesante si registra nei centri urbani più grandi, dove

tuttavia la quasi totalità dei distributori self espone comunque prezzi compresi tra un euro e novantanove centesimi e due euro e cinque centesimi al litro.Non va meglio sul fronte della benzina. Oltre il venti per cento dei distributori lucani ha superato la soglia di un euro e novanta centesimi al litro e in alcune aree del potentino e del materano si registrano punte superiori ai due euro. Il record negativo della giornata riguarda un impianto situato nell’area sud della regione, dove la benzina self ha toccato i due euro e dodici centesimi al litro.Secondo Federconsumatori l’aumento dei carburanti non rappresenta un fenomeno isolato ma rischia di produrre un effet-

to a catena sull’intero sistema dei prezzi. L’incremento dei costi di trasporto si riflette infatti su beni alimentari, servizi essenziali e bollette energetiche, aggravando ulteriormente la situazione economica delle famiglie.L’associazione ricorda che tra il 2021 e il 2023 l’inflazione ha già eroso in maniera significativa il potere d’acquisto dei cittadini, con salari che hanno perso circa il nove per cento del valore reale e con un aumento delle condizioni di povertà. Per questo Federconsumatori Basilicata chiede misure urgenti per contrastare il fenomeno. Tra le proposte avanzate figurano una riduzione delle accise di almeno venti centesimi al litro.

TRE GIORNI DI EVENTI NEL PARCO

Paesaggio

del Pollino, laboratorio a Rotonda

ROTONDA. Si è conclusa a Rotonda la manifestazione «Le Giornate del Paesaggio», promossa nell’ambito del progetto «Eureca!», che dal 13 al 15 marzo ha trasformato il centro del Pollino in un laboratorio dedicato alla valorizzazione del territorio.L’iniziativa è stata organizzata da Farbas e Ambiente Basilicata, brand identity della Direzione Ambiente della Regione Basilicata, in collaborazione con il Comune di Rotonda e l’associazione ArtePollino. Il programma ha alternato incontri istituzionali, momenti di approfondimento e attività dedicate alle scuole.La prima giornata, ospitata al Cinema Selene, ha coinvolto gli studenti con la presentazione del libro «Il raccoglitore di paesaggi» di Beniamino Sidoti e con laboratori creativi e visite al Museo MuGePa.Il secondo appuntamento ha approfondito gli aspetti scientifici e comunicativi del progetto «Eureca!», con interventi dedicati alla rigenerazione urbana e alla narrazione dei territori.Per tutta la durata della manifestazione, in piazza Vittorio Emanuele è stata allestita l’installazione «Risonanze Vegetali», un’esperienza immersiva tra luci, suoni e immagini generate da modelli di intelligenza artificiale ispirati agli elementi naturali del Parco nazionale del Pollino.

Federconsumatori denuncia prezzi oltre 2 euro al litro per il gasolio nella quasi totalità dei distributori e chiede interventi

«Carburanti

POTENZA. Un vero e proprio «lunedì nero» per i consumatori della Basilicata, alle prese con un forte aumento dei prezzi dei carburanti. A segnalarlo è Federconsumatori Basilicata, che parla di una situazione ormai critica per famiglie, lavoratori e imprese.

Secondo una rilevazione effettuata su 218 distributori lucani, circa il 95 per cento delle pompe di gasolio self ha raggiunto o superato la soglia dei due euro al litro. In diversi casi sono stati registrati prezzi oltre i due euro e dieci centesimi e in almeno una decina di impianti il costo ha superato i due euro e venti centesimi.

La situazione appare diffusa in tutta la regione, con picchi nelle aree interne e lungo le principa-

alle stelle, lunedì nero in Basilicata»

li arterie di collegamento. Nei centri più grandi la situazione risulta leggermente meno pesante, ma la quasi totalità delle pompe self espone comunque prezzi compresi tra un euro e novantanove centesimi e due euro e cinque centesimi al litro. Non va meglio per la benzina. Oltre il venti per cento dei distributori lucani ha superato la soglia di un euro e novanta centesimi al litro e in alcune zone del potentino e del materano si registrano punte oltre i due euro. Il record negativo riguarda un impianto dell’area sud della regione, dove la benzina self ha toccato i due euro e dodici centesimi al litro.Secondo Federconsumatori l’aumento dei carburanti rischia di produrre effetti a catena sull’intero sistema dei prezzi,

incidendo sui costi di trasporto e quindi su beni alimentari, servizi e bollette. «La Basilicata – sottolinea l’associazione – è la prima regione italiana per estrazioni di greggio e contribuisce in modo significativo al fabbisogno energetico nazionale. Non può assistere passi-

vamente a rincari che aggravano una situazione economica già fragile».Per questo Federconsumatori chiede una riduzione delle accise di almeno venti centesimi al litro, controlli più stringenti contro le speculazioni e maggiore trasparenza sui prezzi praticati nei distributori.

OLTRE IL GIARDINO In studio oltre al consigliere comunale anche Valvano (Psi) e Iudicello (Bcc) e la regista Di Mauro

Le spine di Fratelli d’Italia, Vigilante: «Basta con slanci individualistici»

Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati si avvicina al rush finale, portando con sé un acceso dibattito che ha polarizzato non solo le forze politiche nazionali, ma anche il panorama politico locale in Basilicata. Nell’ultima puntata di Oltre il Giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, si sono confrontati Livio Valvano, segretario regionale del Partito Socialista e sostenitore del "no", e Giampiero Iudicello, capogruppo del partito regionale Basilicata Casa Comune, schierato per il "sì".

Il referendum, che riguarda una questione complessa come l’organizzazione interna della magistratura, ha acceso i riflettori su temi delicati come l’autonomia della giustizia, il ruolo delle correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e il rapporto tra potere giudiziario e potere politico.

Le dichiarazioni dell’onorevole Mattia di Fratelli d’Italia, che avrebbe accennato al clientelismo come strumento per sostenere il "sì", hanno suscitato indignazio- ne e acceso il dibattito. «È una cultura pericolosa, quella di chi pensa di poter dire e fare tutto solo perché ha vinto le elezioni», ha commentato Iudicello, che ha espresso il suo imbarazzo per il tono delle affermazioni. Non meno controverse sono state le parole del procuratore Gratteri, che ha insinuato che mafiosi e criminali voterebbero "sì", scatenando reazioni critiche. «Un’affermazione inaccettabile, che rischia di generalizzare e offendere intere comunità», ha dichiarato Valvano, che ha invitato a non personalizzare il dibattito, ma a concentrarsi sui temi centrali del referendum.

Valvano, portavoce del "no", ha sottolineato come il referendum sia stato gestito in modo poco inclusivo e frettoloso, con un iter parlamentare che non ha lasciato spazio a emendamenti né a un vero confronto tra le parti. «Chiedere ai cittadini di esprimersi su una materia così tecnica e complessa è un errore», ha affermato, aggiungendo che il referendum rischia di trasformarsi in un voto politico contro il governo di centrodestra, piuttosto che in una riflessione sulla giustizia. Iudicello, dal canto suo, ha difeso la necessità di una separazione delle carriere, considerandola un passo avanti verso una giustizia più equa e indipendente. «La terzietà del giudice è un principio fondamentale per garantire un processo giusto», ha dichiarato, ricordando come questa riforma sia già presente in tutti i princi-

pali Paesi europei, ad eccezione di Italia e Grecia. Tuttavia, ha ammesso che la riforma proposta è solo un “mezzo passo” e che molte questioni cruciali, come la lentezza dei processi e l’abuso delle intercettazioni, restano irrisolte. Entrambi gli ospiti hanno concluso il confronto con un appello agli elettori: «Andate a votare», è stato il messaggio unanime. Iudicello ha ribadito l’importanza di esercitare il proprio diritto di voto per esprimere un’opinione su un tema cruciale, mentre Valvano ha invitato a riflettere sulle conseguenze politiche e istituzionali di una riforma che, a suo avviso, rischia di compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Si cambia argomento a Oltre il giardino . Arriva in studio Antonio Vigilante consigliere di Fratelli d’Italia del Comune di Potenza.

Vigilante, figura storica della destra potentina, ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di capogruppo del partito nell’assemblea consiliare di Potenza. La decisione è arrivata dopo l'esito delle elezioni provinciali di Potenza, dove Vigilante non è riuscito a ottenere l'elezione, nonostante il voto ponderato che coinvolge sindaci e consiglieri comunali.

Durante la trasmissione Oltre il Giardino, Vigilante ha spiegato le ragioni della sua scelta, sottolineando come questa sia stata motivata da una valutazione politica piuttosto che personale. «La mia azione non è individualista, ma collettiva. Ho sempre agito come parte di un gruppo politico che condivide valori e obiettivi», ha dichiarato.

Secondo Vigilante, Fratelli d’Italia, ormai il primo partito d’Italia, si trova in una fase di "adolescenza politica". La rapida crescita e l’attrattività del partito hanno evidenziato la necessità di strutturare meglio la classe dirigente e di aprire un dibattito interno. «Un grande partito deve saper valorizzare le sue professionalità e costruire una squadra coesa, superando slanci individualistici che danneggiano non solo i singoli, ma l’intero partito», ha affermato l’ex capogruppo. Vigilante ha lanciato un appello per una maggiore organizzazione interna e per la definizione di obiettivi chiari, sottolineando come le elezioni provinciali rappresentassero un’occasione mancata per rafforzare la presenza del partito nelle istituzioni locali. «Fratelli d’Italia ha tutte le carte in regola per crescere, ma serve un cambio di metodo: dobbiamo smettere di consumarci in competizioni interne e iniziare a lavorare per il bene delle comunità

che rappresentiamo», ha aggiunto.

Nonostante le dimissioni da capogruppo, Vigilante rimane consigliere comunale a Potenza, dove continuerà a svolgere il suo ruolo di oppositore dell’amministrazione di centrosinistra. Ha criticato duramente la gestione della città da parte dell’attuale giunta, definendola «priva di visione e incapace di affrontare le sfide del futuro».

In conclusione, Vigilante ha ribadito la necessità di aprire un dibattito interno a Fratelli d’Italia, per valorizzare le competenze e costruire una classe dirigente capace di affrontare le sfide future. «Non chiediamo scontri o conflittualità, ma un confronto schietto e costruttivo. Il nostro obiettivo è costruire un partito che sia una vera comunità politica, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di guidare il cambiamento», ha concluso. Rionero in Vulture si prepara a vivere una Settimana Santa ricca di emozioni, spiritualità e tradizione. La comunità locale, insieme alla Pro Loco e alla Confraternita del Santissimo Sacramento, ha organizzato un calendario di eventi che si snoderanno dal 29 marzo al 5 aprile, coinvolgendo cittadini, visitatori e appassionati di cultura e fede. In studio la regista Lea Di Mauro. Si parte il 29 marzo con l’inau-

gurazione della mostra fotografica “Sebburche” , curata da Davide Gerardi, che racconta la storia della Via Crucis rionerese attraverso immagini d’epoca e scatti contemporanei. Nella stessa giornata, presso le Scuderie del Palazzo Giustino Fortunato, il professore Christian Strazza presenterà il suo libro Eredi del Sacro, un approfondimento sulle rappresentazioni sacre in Basilicata. Il 1° aprile, alle 20:30, la Fontana Grande farà da cornice allo spettacolo teatrale “Un uomo”, che ripercorre il processo e la Passione di Cristo con un’interpretazione toccante e curata nei minimi dettagli. Una drammatizzazione che, dopo essere stata sospesa nel 2015, è stata ripresa durante la pandemia come simbolo di rinascita e speranza. Quest’anno, l’attenzione sarà rivolta alla figura della Veronica, simbolo di compassione e umanità. Il culmine degli eventi sarà sabato 5 aprile con la tradizionale Via Crucis, che prenderà il via alle 10:30 dal centro sociale di Rionero, attraversando i vicoli del paese e culminando con la drammatizzazione della crocifissione alle 13:00. Un momento di intensa spiritualità e partecipazione collettiva, curato nei minimi dettagli dalla confraternita e dalla direttrice artistica Rosetta Preziuso, con il supporto della comunità locale.

Valvano e Iudicello a Oltre il giardino
Vigilante e Di Mauro a Oltre il giardino

Debora Serracchiani guida la delegazione nazionale del Pd e invita a un confronto basato su dati concreti e impatto delle riforme

«Giusto dire No»: il Pd lucano apre il dibattito sul referendum giustizia

L’Hotel del Campo di Matera ha ospitato la conferenza stampa del Partito Democratico di Basilicata dedicata alle ragioni del “No” al referendum sulla giustizia. L’iniziativa, dal titolo “Le ragioni del No”, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti locali e nazionali del partito. A guidare la delegazione nazionale è stata Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd nazionale, che ha illustrato nel dettaglio i contenuti e le motivazioni del voto contrario alle riforme previste dal referendum. Serracchiani ha sottolineato l’importanza di un dibattito pubblico basato su dati concreti e sull’impatto delle proposte sulla giustizia italiana. Tra i partecipanti locali figuravano Giuseppe Tra-

gni, tesoriere del Circolo PD di Matera, e Daniele Manca, commissario regionale del partito. In sala erano presenti anche diverse figure del mondo politico e associativo lucano, tra cui Vito Lupo, Cosimo Muscaridola, Piero Marrese, Francesco Mancini, Angelo Cotugno, Leo Rubino e Lia Adorante, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso il tema della giustizia.Nel pomeriggio, a partire dalle 17:30, il confronto proseguirà all’Hotel Nazionale di Matera con l’incontro intitolato “Giusto dire no”. L’appuntamento, pensato per approfondire ulteriormente i temi legati al referendum, vedrà gli interventi di Giuseppe Tragni, Daniele Manca, Pippo Sambogna dei Giovani Democratici, Michele Porcari, presidente del

Comitato provinciale per il No, Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata, e nuovamente di Debora Serrac-

chiani. L’iniziativa del Pd lucano si inserisce in un contesto di forte mobilitazione politica in vista del referen-

dum, confermando la volontà del partito di offrire ai cittadini informazioni chiare e motivate per sostenere il “No”.

Dal territorio al referendum: la Lega rafforza la presenza e la comunicazione coi cittadini

Si è riunita il 16 marzo la Segreteria regionale della Lega Basilicata per Salvini Premier per fare il punto sull’attività politica del partito e definire le prossime tappe del percorso organizzativo sul territorio. L’incontro si è aperto con un’analisi dei risultati delle recenti elezioni provinciali di Ma-

tera e Potenza, che hanno confermato la crescita della Lega in Basilicata. Il partito ha raddoppiato la propria rappresentanza, portando i consiglieri provinciali da 2 a 4, un risultato che testimonia il rafforzamento della presenza nelle istituzioni locali e l’aumento del consenso sul territorio.

La Segreteria ha inoltre avviato un primo confronto in vista delle elezioni amministrative del 2026, che interesseranno numerosi comuni lucani. In provincia di Potenza, i cittadini saranno chiamati al voto nei comuni di Acerenza, Castronuovo Sant’Andrea, Cersosimo, Corleto Perticara, Filiano, Francavilla in Sinni, Lauria, Moliterno, Sant’Arcangelo e Sarconi. In provincia di Matera, le elezioni riguarderanno Accettura, Craco, Grottole, Salandra, San Giorgio Lucano e Tursi.Durante la riunione è stato dedicato spazio anche al referendum sulla riforma della giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, e alla partecipazione all’evento nazionale dei Patrioti, in programma a Milano, considerato un appuntamento politico di rilievo nazionale ed europeo. Un altro punto affrontato dalla Segreteria è stato l’avvio dei preparativi per la terza edizione della Festa della Lega Basilicata, che si terrà nel materano. L’evento rappresenterà un momento di confronto e partecipazione tra militanti, amministratori e cittadini, rafforzando il dialogo tra partito e territorio.Nel

quadro delle attività di consolidamento, la Segreteria ha discusso anche l’organizzazione dei congressi cittadini e provinciali, considerati passaggi fondamentali per il radicamento della Lega e per il rafforzamento della struttura organizzativa in Basilicata.«Il percorso intrapreso finora è molto positivo. Continuiamo a lavorare con determinazione per rafforzare la presenza della Lega nei territori, ampliando la partecipazione e costruendo un dialogo sempre più forte tra il partito e i rappresentanti istituzionali, a partire da quelli della Regione, delle Province e dei Comuni», ha dichiarato Pasquale Pepe, commissario regionale della Lega Basilicata. «Il nostro obiettivo – ha concluso Pepe – è continuare a crescere e dare voce alle realtà locali, portando avanti con forza le istanze dei cittadini lucani». L’incontro conferma così la volontà del partito di consolidare la propria presenza sul territorio e di prepararsi alle sfide elettorali e istituzionali dei prossimi mesi, puntando sulla partecipazione attiva e sul coinvolgimento della comunità.

Pasquale

Donna ferita alla spalla nel centro del paese. L’uomo rintracciato nelle campagne dopo una vasta ricerca dei carabinieri

Spara alla sua ex a Genzano, 46enne fermato dopo la fuga

GENZANO DI LUCA-

NIA. Paura nella serata di ieri a Genzano di Lucania, dove una donna è rimasta ferita dopo essere stata colpita da alcuni colpi di arma da fuoco esplosi dall’ex compagno. I Carabinieri della Compagnia di Venosa hanno arrestato in flagranza di reato un quarantaseienne del posto, ritenuto responsabile di tentato femminicidio e detenzione illegale di arma da fuoco.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo avrebbe sparato contro la donna, con la quale aveva intrattenuto per anni una relazione sentimentale, colpendola alla spalla. Subito dopo l’aggressione si è dato alla fuga a bordo della propria automobile, cercando di far perdere le proprie tracce. L’episodio si è verificato nel centro abitato del comune lucano e ha fatto scattare immediatamente l’allarme alle forze dell’ordine.La macchina dei soccorsi e dei controlli sul territorio si è attivata in tempi rapidissimi. I militari della Compagnia di Venosa hanno coordinato una vasta operazione di ricerca, predisponendo una manovra di cinturazione dell’area per impedire la fuga dell’uomo. Le pattuglie hanno battuto le principali arterie

stradali e le zone rurali circostanti fino a individuare il fuggitivo nelle campagne di Genzano di Lucania, a circa cinque chilometri dal luogo dell’aggressione, mentre tentava di allontanarsi definitivamente.

Una volta fermato, i carabinieri hanno effettuato le verifiche sul veicolo. All’interno dell’automobile è stata rinvenuta e sequestrata una pistola detenuta illegalmente, completa di munizionamento. L’arma sarebbe stata utilizzata per sparare contro la vittima.La donna è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Potenza. Dalle prime informazioni sanitarie, le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione e non risulterebbe in pericolo di vita.L’uomo, dopo le for-

malità di rito, è stato condotto presso la Casa circondariale di Potenza e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, sono tuttora in corso per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire il movente del gesto, che sarebbe legato alla precedente relazione sentimentale tra i due.L’intervento tempestivo dei carabinieri ha consentito di individuare e bloccare rapidamente il presunto responsabile, evitando che la vicenda potesse avere conseguenze ancora più gravi. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

A POTENZA CONVOCATI SINDACI E ASSOCIAZIONI

Furti nelle campagne, riunione in Prefettura

POTENZA. I recenti episodi predatori segnalati nelle aree rurali del Vulture Melfese e dell’Alto Bradano saranno al centro di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto di Potenza Michele Campanaro. L’incontro si terrà domani, oggi, alle ore undici, nella sede della Prefettura del capoluogo.Il vertice è stato programmato dopo le segnalazioni arrivate nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria Coldiretti e Cia Agricoltori Italiani, che hanno denunciato una serie di furti e atti predatori nelle campagne della zona, chiedendo maggiore attenzione sul fronte della sicurezza nelle aree agricole.Alla riunione prenderanno parte i vertici territoriali delle forze di polizia, il sindaco di Potenza e il presidente della Provincia, insieme ai presidenti provinciali delle organizzazioni agricole che hanno sollecitato l’incontro.Saranno presenti anche i sindaci dei comuni maggiormente interessati dagli episodi segnalati, tra cui Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Lavello, Maschito, Melfi, Palazzo San Gervasio e Venosa.L’obiettivo del confronto è fare il punto sulla situazione e valutare possibili azioni di prevenzione e controllo del territorio per contrastare i furti nelle aree rurali e rafforzare la tutela delle aziende agricole.

Fermato dai carabinieri 43enne con l’accusa di tentato femminicidio. La donna ferita alla gola e alla mano è stata soccorsa

Aggredisce la moglie a Nova Siri, finisce in cella

NOVA SIRI. Violenta aggressione a Nova Siri, dove un uomo di quarantatre anni, di origine albanese e residente in Toscana, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di tentato femminicidio nei confronti della moglie, sua connazionale. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Policoro al termine di rapide indagini avviate subito dopo l’episodio.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non avrebbe accettato la recente separazione dalla consorte. La donna si era infatti allontanata dall’abitazione familiare insieme ai tre figli minorenni, trovando ospitalità presso alcuni parenti a Nova Siri dopo una serie di presunti comportamenti maltrattanti.

L’aggressore, dopo aver raggiunto la zona e aver preso alloggio in una struttura ricettiva del territorio, si sarebbe armato di coltello per poi rintracciare la moglie. Una volta individuata, l’avrebbe aggredita facendola cadere a terra e colpendola alla gola con l’arma. Un secondo fendente non è andato a segno grazie alla pronta reazione della vittima che, nel tentativo di difendersi, ha riportato una ferita alla mano. Subito dopo l’aggressione l’uomo si è dato alla fuga. Alcuni passanti hanno soccorso la donna, che è stata trasportata all’ospedale di Policoro per le cure del caso. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e avviato le ricer-

che del fuggitivo. L’uomo è stato rintracciato alcune ore dopo in una zona periferica della località marina e sottoposto a fermo. Nel corso delle successive attività investigative i militari hanno eseguito perquisizioni che hanno portato al rinvenimento, all’in-

terno dell’autovettura dell’indagato, di un batticarne utilizzabile come ascia, che è stato sequestrato. Nella stanza di hotel occupata dall’uomo sono stati inoltre trovati residui di cocaina.Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Matera, che ha coordinato le indagini, il fermato è stato condotto nella Casa circondariale del capoluogo. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato il fermo, condividendo l’ipotesi di tentato femminicidio e disponendo la custodia cautelare in carcere.Resta fermo che le indagini sono ancora nella fase preliminare e che l’indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

MERCOLEDÌ

«Con il suo sorriso e la capacità di raccontare storie, è stato un punto di riferimento per colleghi, amici e cittadini lucani» ricorda Mariniello

Ultimo saluto ad Antonio Fasanella, memoria e sorriso della Basilicata

Ho conosciuto Antonio Fasanella nella mia esperienza in Regione Basilicata.La sua perdita è un dolore enorme e il mio pensiero va immediatamente alla sua famiglia, che per lui era la sua vita. Parlava della moglie, dei figli e di tutti i parenti con gli occhi pieni di orgoglio e anche di dolore, sempre con straordinaria dignità. Tra una sigaretta e l’altra, in quella stanza strapiena di carte («Le carte devono stare a posto» era il suo mantra), giornali e documenti impregnati di fumo e lì chissà da quanti decenni.I suoi capelli, con quel taglio così demodé, erano la sua vanità, la sua cifra stilistica e anche la sua rivendicata giovinezza di libertà e impegno in una terra che lui stesso definiva difficile ma possibile, una terra che amava sinceramente e rispetto alla quale guardava sempre con fiducia. Nonostante tutto.Ricordo benissimo la sua accoglienza al mio arrivo a Potenza, il suo sottolineare subito la propria identità di socialista craxiano e al contempo la voglia di conoscere questo sconosciuto che veniva a ricoprire un ruolo complicato e che aveva una storia completamente differente dalla sua.Abbiamo lavorato tantissimo insieme, abbiamo riflettuto in centinaia di occasioni, e ascoltarlo era un piacere: conosceva tutti e tutto, era una sorta di “Chi è” fisico della Re-

gione Basilicata intesa non solo come ente, ma come comuni, territori, volti, storie e legami familiari, personali, politici ed economici. I suoi tanti “No” mi hanno insegnato tantissimo e lo ringrazierò sempre.Antonio era una AI ante litteram, un’intelligenza reale, fisica, vivace e brillante, analitica, e disponeva di una memoria – sulla storia politica della Basilicata – superiore a ChatGPT.A lui chiedevo tutto: informazioni, dettagli, fatti e fatterelli. La mia curiosità trovava in lui le risposte che non avevo, venendo professionalmente da Roma e quindi all’oscuro della stratificazione di una terra chiusa e comprensibile solo attraverso l’analisi delle “filiere corte” di cui lui amava parlare. Antonio è stato poi il mio riferimento tecnico, burocratico e anche di riflessione nei momenti più bui della pandemia, un’esperienza che ricorderò per tutta la vita.Insieme a Nina e Carmela eravamo soliti condividere caffè e sigaretta tutti i giorni, per fare il punto la mattina su quanto leggevamo sui giornali, una rassegna stampa parlante. Oppure ci riunivamo la sera per commentare la giornata che andava a concludersi. Il tutto sempre con il sorriso, senza prendersi mai sul serio, con autoironia e libertà. Il sorriso prevaleva sulle nostre miserie. Il sorriso che ho ricordato appena Nina, Carmela e Donato mi hanno dato la brutta notizia.Non riesco a ricordare Antonio in altro modo, se non con il suo

sorriso, se non quando lo incontravo in via Pretoria a braccetto con la moglie, tenerissimi e bellissimi.Antonio Fasanella merita il nostro affetto, i nostri pensieri e la nostra gra- titudine. È stato un uomo buono e questo vale più di tutto.

Ci mancherai. Un abbraccio, Fasane’. Spiega la Basilicata a tutti anche lassù.

Addio ad Antonio Fasanella, il cuore e la voce della Regione Basilicata

«Un dipendente esemplare e di rara dedizione, che ha servito la nostra istituzione con passione, garbo e un profondo senso del dovere». Con queste parole il presidente della Regione, Vito Bardi, ha ricordato Antonio Fasanella, storico funzionario dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Giunta regionale della Basilicata, scomparso nelle scorse ore dopo una lunga malattia.Il governatore Luca-

no ha rivolto un pensiero affettuoso alla famiglia e ai suoi cari, sottolineando l’impegno costante e la professionalità che hanno caratterizzato tutta la carriera del funzionario.Anche il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, ha voluto salutare Fasanella: «Negli anni ho potuto apprezzare la sua professionalità, il senso del dovere e la dedizione con cui ha svolto il proprio lavoro al servizio della Regione e della comunità

lucana. Antonio Fasanella ha rappresentato un punto di riferimento solido e presente, distinguendosi per competenza, equilibrio e disponibilità al dialogo. La sua scomparsa lascia un vuoto umano e professionale che sarà difficile colmare.

Alla sua famiglia e ai colleghi, rivolgo un pensiero affettuoso di vicinanza e partecipazione al dolore».

Fasanella, che ha dedicato gran parte della sua carriera

alla comunicazione istituzionale regionale, viene ricordato come una figura di riferimento per il giornalismo e la comunicazione pubblica in Basilicata, sempre attento a un lavoro rigoroso e al servizio della comunità.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, umano e professionale, tra colleghi, istituzioni e cittadini lucani.

I funerali si teranno oggi, alle 10:30 nella chiesa di San Giovanni Bosco a Potenza.

Tra passato e presente, un viaggio cinematografico sulla vita e le grandi scoperte dell’archeologo Hawass

Marateale presenta a Roma il docufilm sulla vita di Zahi The Man With The Hat

D I V ITO E RRICHETTI

LoLo storico Cinema Adriano ospiterà un evento che unisce cinema, cultura e archeologia: la presentazione del documentario The Man With The Hat, firmata Marateale. La serata si aprirà con un talk introduttivo prima della proiezione, che vedrà la partecipazione di ospiti d’eccezione: il celebre archeologo Zahi Hawass, protagonista del film, il regista Jeffrey Rott e il giornalista Guido Talarico, che modererà l’incontro.Al centro dell’evento, un documentario di grande fascino che racconta non solo la straordinaria carriera di Hawass, ma anche il lato più umano e personale di una delle figure più iconiche dell’archeologia contemporanea. Marateale, con la sua

esperienza nella promozione di eventi culturali di qualità, contribuisce a rendere questa serata un’occasione unica di incontro tra cinema, storia e archeologia.«Sono felice di annunciare che il film sulla mia vita sarà proiettato a Roma il 21 marzo, nello storico Cinema Adriano», ha dichiarato Hawass in un video. «Desidero ringraziare Cultura Italiae per aver reso possibile questo evento. È un progetto a cui tengo molto».Il documentario, prodotto a Hollywood da Geoff Ruff, è il risultato di tre anni di riprese durante i quali il regista ha seguito Hawass nei luoghi della sua vita e del suo lavoro, con grande dedizione e pazienza. Dopo una proiezione a Newport Beach, in California, il film arriva ora per la prima volta in Europa.«Ho scelto Roma

perché amo l’Italia e gli italiani», ha concluso Hawass, sottolineando il forte legame con il nostro Paese.Attraverso immagini e testimonianze, The Man With The Hat accompagna il pubblico in un viaggio tra alcune delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni: dalla leggendaria “città d’oro perduta” di Luxor agli studi sulla famiglia di Tutankhamon, fino a numerosi ritrovamenti che hanno contribuito a riscrivere la storia dell’antico Egitto.Ma il film va oltre la dimensione scientifica: racconta anche l’uomo dietro l’archeologo, la sua vita quotidiana, il rapporto con gli studenti, le passioni e le sfide affrontate in oltre 45 anni di attività sul campo.Già presentato in un festival cinematografico nel giugno 2025, il documen-

tario approda ora a Roma per incontrare il pubblico italiano in un’occasione unica di dialogo e scoperta.

Un evento imperdibile per gli appassionati di storia, cinema e cultura, che pro-

mette di trasportare gli spettatori in un racconto senza tempo, dove passato e presente si intrecciano attraverso lo sguardo di uno dei più grandi protagonisti dell’archeologia mondiale.

Tra sfide del futuro e tradizione nel racconto cinematografico del regista Gianluca D’Elia

La prima proiezione del docufilm “Il Falò”, del regista Gianluca D’Elia, verrà presentata oggi, alle ore 10:30, presso il Centro Congressi Panta Rei, a Sarconi.Si tratta di un’opera girata interamente a Sarconi che riflette anche sugli effetti del cambiamento climatico nelle comunità rurali. È la storia di un rito antico, dei suoi significati e del suo futuro, intrecciata alle sfide delle comunità rurali del Sud Italia.Il docufilm “Il Falò” racchiude una narrazione intensa e poetica dedicata a una delle tradizioni più identitarie della comunità sarconese. Il documentario, della durata di dieci minuti e interamente girato a Sarconi nel 2025, è firmato dal giovane regista Gianluca D’Elia.L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Sarconi APS, finanziata dal Comune di Sarconi con fondi P.O. Val d’Agri, con il patrocinio gratuito del Consiglio regionale della Basilicata e dell’APT Basilicata. Il docufilm sarà candidato a festival e concorsi cinematografici, con l’obiettivo di portare il nome di Sarconi e la sua tradizione oltre i confini locali.Fulcro del racconto è la tradizione dei falò

di San Giuseppe, un rito antico e simbolico che rappresenta condivisione, incontro e trasmissione dei valori tra generazioni.“

Il Falò” restituisce allo spettatore l’atmosfera sospesa della notte di San Giuseppe: i volti illuminati dalle fiamme, il crepitio del fuoco, la sacralità dei gesti, il senso profondo di comunità. Un viaggio visivo e sensoriale che racconta non solo il rito col-

lettivo, ma anche il legame tra uomo, natura e territorio. Accanto alla dimensione identitaria, il documentario propone una riflessione attuale sugli effetti del cambiamento climatico sulle comunità rurali e sulle tradizioni contadine, sollevando interrogativi sul futuro e sulla necessità di custodire e rinnovare il patrimonio culturale immateriale.«Con questa iniziativa – com-

menta la sindaca di Sarconi, Antonella Zambrino – l’Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nel sostenere progetti culturali capaci di rafforzare l’identità della comunità, promuovere il territorio e accrescere la consapevolezza sui temi ambientali e sociali. In collaborazione con la Pro Loco APS è stato realizzato un progetto che unisce memoria e futuro, tradizione e partecipazione, coinvolgendo in particolare le giovani generazioni affinché il rito continui a vivere e rinnovarsi nel tempo».«L’obiettivo prioritario delle Pro Loco – spiega Camillo Fortunato, presidente della Pro Loco Sarconi APS – è conservare le tradizioni e la memoria storica, offrendo al contempo occasioni di promozione del territorio. Questo progetto valorizza un talento locale, Gianluca D’Elia, che ha saputo raccontare il rito in maniera innovativa. La giornata della presentazione si concluderà con il tradizionale falò di San Giuseppe: un appuntamento aperto alla comunità e a tutti coloro che vorranno visitare Sarconi e le sue bellezze».

A Sarconi la prima proiezione del docufilm dedicato al tradizionale rito

Più incentivi in Basilicata, più anticoncezionali in Africa: due modelli a confronto nelle politiche demografiche

Natalità e pianificazione familiare: strategie diverse tra Italia e Africa

Ai promotori degli spot diffusi a tutte le ore dai media, per invitare, lodevolmente, a sostenere le organizzazioni umanitarie che si occupano dei bambini malnutriti del terzo mondo, bisognerebbe far rilevare che i neonati non nascono per opera dello Spirito Santo, ma perché un uomo e una donna si accoppiano. Sarebbe quindi opportuno intervenire soprattutto nell’ambito della prevenzione. Così come in Basilicata serve una politica che incentivi la procreazione. Non sarebbe dunque il caso di accompagnare le campagne di richiesta di donazioni oltre che per farmaci, cibo ed altro, anche per promuovere la contraccezione e nei limiti del possibile l’astinenza sessuale (sic!)? Fece discutere il rifiuto da parte del parlamento del Rwanda di una nuova proposta di legge, che puntava a rendere legale l’accesso a metodi contraccettivi a partire dai 15 anni. Una questione non indifferente per un paese dove due terzi degli abitanti ha meno di 25 anni e dove c’è la più alta densità di popolazione di tutto il continente, il doppio di quella italiana. Sappiamo perfettamente che la morale cattolica ha una posizione sull’argomento ben definita e

più volte ribadita. Giovanni Paolo II affermò che gli sposi che fanno contraccezione “Si attribuiscono un potere che appartiene solo a Dio: il potere di decidere in ultima istanza la venuta all’esistenza di una persona umana”. Si attribuiscono cioè la qualifica di essere non i co-operatori del potere creativo di Dio, ma i depositari ultimi della sorgente della vita umana. In questa prospettiva la contraccezione è da giudicare oggettivamente così profondamente illecita da non potere mai, per nessuna ragione, essere giustificata. Pensare o dire il contrario, “equivale a ritenere che nella vita umana si possano dare situazioni nelle quali sia lecito non riconoscere Dio come Dio” (Giovanni Paolo II, 17.9.1983). Ogni 15 secondi nel mondo un bambino è vittima della malnutrizione e non raggiunge il quinto anno di età. La malnutrizione agisce in modo sottile: ritardando la crescita, privando l’organismo di vitamine e minerali indispensabili, e rendendo i bambini più vulnerabili alle malattie. Le nascite in quelle realtà devono dunque essere limitate proprio per rispetto della vita. Qualche tempo addietro uno studio dell’Undesa, il dipartimento Onu per economia e affari sociali, ha stimato che milioni di donne vorrebbe-

ro usare moderni contraccettivi ma non possono. Un modesto spiraglio di ottimismo lo ha offerto nel 2016 un altro studio condotto sempre dall’Onu World Contraceptive Use 2016 sull’uso della contraccezione e la pianificazione famigliare nel mondo, nel quale si evidenzia che la diffusione di anticoncezionali nei Paesi in via di sviluppo non è mai stata così alta e che continuando in questa direzione si potrebbe in futuro mitigare il sovrappopolamento del Pianeta. In Basilicata invece abbiamo il problema opposto: si fa troppo uso di anticoncezionali, oppure si è troppo scrupolosi nel mettere al mondo un altro essere. La problematica è di carattere nazionale, ma nella nostra regione siamo in fondo alla classifica. I residenti in Basilicata al primo gennaio 2018 erano 567.118, oggi sono scesi a meno di 534.000, un calo pauroso. Su 131 comuni solo 12 superano i 10.000 abitanti, i restanti sono piccoli comuni dispersi su un vasto territorio, difficilmente raggiungibili per un obsoleto sistema infrastrutturale e sempre più disabitati. Infatti la Basilicata è la regione con la più bassa densità abitativa: 59 abitanti per kmq, a fronte di una media nazionale di 173 a/Kmq per il sud e di 143 a/Kmq per

l’Italia. Agli inizi degli anni ’70 i lucani erano 640.000. Terz’ultima regione per PIL (prodotto interno lordo), ultima per consumi delle famiglie, il 26% della popolazione è sotto il livello di povertà relativa (la media nazionale è dell’11%). La percentuale degli uomini in attività è del 49,6%, quella delle donne del 34% a fronte di una media nazionale del 58%. La percentuale di disoccupati, quella reale, supera il 22%, vale a dire più del doppio di quella nazionale. La Basilicata perde oltre 30.000 residenti ogni 10 anni, senza considerare che tantissimi, per varie ragioni, sfuggono ai dati statistici perché pur risiedendo temporaneamente o definitivamente in altre aree conservano la residenza nel loro paese d’origine. Il fenomeno migratorio, accentuato nell’ultimo decennio, colpisce, particolarmente i giovani scolarizzati determinando un peri-

coloso depauperamento della regione sia in termini numerici che qualitativi. Si tratta dunque di una forma di emigrazione decisamente più grave di quella degli anni 60-70. Allora emigravano le braccia, oggi emigrano i cervelli. Fortunatamente è naufragato il famigerato progetto immigrazionista “We are the people” che l’ex-presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, sosteneva e di cui nessuno si ricorda più. Esso di fatto prevedeva il ripopolamento della Basilicata non attraverso politiche demografiche, di sostegno alle famiglie e/o alle giovani coppie, non per mezzo di politiche per il lavoro ma attraverso l’indiscriminata accoglienza di migliaia di extracomunitari per rendere la Basilicata luogo di arrivo di disperati e, di certo, anche integralisti e fanatici islamici pericolosi per l’intera nazione italiana.

Plauso del consigliere di Forza Italia Picerno: «Al lavoro per potenziare i servizi»

San Carlo, «Eccellenza e impegno concreto su liste d’attesa»

Nella giornata di lunedì 16 marzo, il consigliere regionale Fernando Picerno si è recato presso l’A.O.R. San Carlo di Potenza per una visita istituzionale. Nel corso della giornata, il consigliere ha avuto un colloquio molto esaustivo con il Dg Giuseppe Spera, che ha illustrato i principali obiettivi di sviluppo e i traguardi raggiunti dall’Azienda. Picerno ha subito affrontato il problema delle liste di attesa, ascoltando le azioni messe in campo e i risultati ottenuti con il coordinamento del Tavolo istituito presso l’assessorato. Relativamente all’afflusso alle casse, Spera ha illustrato come molte presenze risultino evitabili e ha sottolineato l'importanza dell'utilizzo della piattaforma online. Durante il confronto,

Picerno ha sottolineato l’importanza di garantire costantemente un rapporto umano con il paziente e di porlo al centro dell'attenzione aziendale, insistendo sulla necessità di un atteggiamento umano e attento. Quanto alle prestazioni effettuate, il Dg ha evidenziato al consigliere che il valore della produzione del San Carlo registrata è la più alta dal 2018, anno di reale avvio delle attività dell’Azienda nella nuova conformazione; ha anche sottolineato che, nonostante le difficoltà generali di reclutamento, è stato incrementato sensibilmente il personale sanitario. Ci si è altresì soffermati sulla performance aziendale rilevata da Agenas, con dati molto positivi per l’attesa al Pronto Soccorso che presenta i valori più bassi d’Italia,

nonché i tempi di esecuzione degli interventi di protesi d’anca e di tumore alla mammella, anch’essi ai primi posti. La visita è proseguita presso il CEDIA (Centro Diagnostica Avanzata), guidato dal Direttore Vito Pafundi. Qui, il consigliere ha potuto prendere visione di un reparto di eccellenza che effettua 6,5 milioni di prelievi e diagnosi all'anno, eccellendo a livello nazionale nel campo della coagulazione. Successivamente, Picerno si è recato presso il reparto di Urologia, dove il Direttore Falabella ha confermato l'assenza di criticità e gli ottimi risultati ottenuti, grazie al potenziamento di strumentazione e organico avvenuto negli ultimi due anni, che hanno consentito di realizzare un centro di riferimento nazionale. Al ter-

mine della visita, il consigliere ha espresso ampia soddisfazione per quanto riscontrato. «L'attività istituzionale non deve limitarsi a evidenziare le sole criticità, ma ha il dovere di far emergere le eccellenze riscontrate durante il sopralluogo», ha concluso il consigliere.

A Potenza presentato il progetto che coinvolge studenti e professionisti per diffondere buone pratiche di igiene dentale fin dalla primaria

Prevenzione e salute orale: il dentista entra nelle scuole lucane protagoniste

D I F RA NCES CO MENON NA

Uno spazzolino da denti, un dentifricio e il supporto dei dentisti al servizio degli alunni per fornire indicazioni utili sulla prevenzione e la cura dell’apparato dentario. Un modo concreto per sostenere gli studenti. Con questi obiettivi si è svolta ieri mattina, nella pinacoteca dell’ITC “Domenico Savio” di Potenza, la presentazione del progetto «Il dentista nelle scuole».Un percorso che punta a formare ed educare i giovani a prendersi cura di sé, partendo proprio dall’igiene orale. Il progetto ha coinvolto 62 Comuni, 70 scuole e circa 1.500 bambini, grazie alla collaborazione di ottanta odontoiatri volontari. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani in collaborazione con la Regione Basilicata, le Commissioni Albo Odontoiatri e gli Ordini provinciali di Potenza e Matera.Destinatari del progetto sono gli alunni delle classi quinte della scuola primaria, coinvolti in attività educative, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto con medici e insegnanti. L’obiettivo è promuovere comportamenti consapevoli in materia di prevenzione e igiene orale. A ciascun partecipante viene inoltre consegnato un kit con spazzolino, dentifricio e attestato di partecipazione.In sintesi, come recita un noto slogan, prevenire è meglio che curare: ed è proprio su questo principio che si fonda il progetto, pensato per rendere la prevenzione un valido supporto educativo e uno strumento efficace per migliorare la salute orale degli studenti.Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, la dirigente scolastica Daniela Novelli, l’assessore alla Salute della Regione Basilicata Cosimo Latronico e i rappresentanti degli ordini professionali e dell’Andi.L’assessore Latronico ha sottolineato dell’iniziativa:l’importanza «È una bella iniziativa perché rappresenta un momento di educazione sanitaria. Ha a cuore l’igiene orale ma, naturalmente, con l’igiene

orale si parla della salute dei ragazzi, che devono prendersi cura di sé. Mi complimento con la scuola e con l’Ordine dei dentisti che hanno sostenuto questa attività in molte scuole della Basilicata. Abbiamo avviato un accordo con la Direzione scolastica regionale perché il tema dell’educazione sanitaria rientra nel più ampio ambito della prevenzione. La prevenzione è la prima cura: dobbiamo iniziare dai ragazzi e dalle famiglie affinché diventi una vera attenzione verso sé stessi e verso la qualità della vita. Il sistema sanitario si sosterrà se le azioni di prevenzione saranno sempre più intensificate».Soddisfazione espressa anche dalla dirigente scolastica Daniela Novelli: «Oggi abbiamo accolto con grande piacere l’invito dell’Andi per promuovere il progetto “Il dentista nelle scuole”, un’iniziativa dedicata alla salute e all’igiene orale. Ancora una volta la scuola si conferma non solo luogo di apprendimento, ma spazio in cui si costruisce la cultura del benessere. La prevenzione aiuterà le nuove generazioni a essere più consapevoli e responsabili. Nella nostra scuola è attivo anche il servizio mensa, quindi l’attenzione all’igiene orale,

anche dopo i pasti, è fondamentale. Grazie all’Andi per questa opportunità».Sulla stessa linea Giuseppe Reale, presidente regionale Andi: «Parliamo di prevenzione primaria rivolta agli alunni delle quinte elementari. Si tratta di un ponte importante tra istruzione e sanità: siamo convinti che un bambino educato alla prevenzione sarà un adulto sano. Non solo informazione, quindi, ma vera forma-

zione fin dalla scuola primaria».Paolo Padula, rappresentante Andi Matera, ha infine evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: «Il progetto, che coinvolge le due sezioni provinciali sotto il coordinamento regionale, si concentra sugli alunni dell’ultimo anno della primaria. L’obiettivo è integrare l’educazione sanitaria nel percorso formativo. È dimostrato che un bambino che acquisisce corrette abi-

tudini di igiene orale — dalla conoscenza del cavo orale alle pratiche di spazzolamento e a una corretta alimentazione — sarà più propenso, da adulto, a mantenere una buona salute. E la salute della bocca contribuisce al benessere dell’intero organismo».Un’iniziativa che unisce scuola e sanità, puntando sulla prevenzione come investimento concreto per il futuro delle nuove generazioni.

INTERVENTO RIUSCITO ALL’OSPEDALE DI MATERA: L’ÉQUIPE GUIDATA DA GIACINTO ASPRELLA. GIGLIOBIANCO: «PERCORSO MULTIDISCIPLINARE»

Gozzo gigante con compressione tracheale, salvata 84enne

MATERA. Un intervento chirurgico particolarmente complesso è stato eseguito con successo presso l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, dove una paziente di 84 anni affetta da un gozzo di grandi dimensioni, responsabile di una significativa compressione della trachea e difficoltà respiratorie, è stata sottoposta a chirurgia tiroidea. Dopo un’accurata valutazione clinico-strumentale e un inquadramento multidisciplinare, la paziente è stata operata

presso l’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. L’intervento è stato eseguito dal direttore della Uoc, Giacinto Asprella Libonati, insieme all’équipe chirurgica. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione anestesiologica, considerata la compressione della trachea e la possibile difficoltà nel controllo delle vie aeree, coordinata dal direttore dell’unità di Anestesia e Rianimazione, Francesco Romito. L’operazio-

ne è stata condotta con tecnica standard di chirurgia tiroidea con decorso post-operatorio risultato regolare ed un recupero clinico soddisfacente. «La chirurgia tiroidea – afferma il Direttore Sanitario dell’Asm, Andrea Gigliobianco- rappresenta una delle attività consolidate della Unità di Otorinolaringoiatria dell’Asm Matera, svolta da anni nei presidi ospedalieri di Matera e Policoro. L’attività si sviluppa nell’ambito di un percorso integrato con gli endocri-

nologi dell’Asm di Matera che garantisce una presa in carico multidisciplinare del paziente, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up post-operatorio».

A Potenza confronto tra specialisti, associazioni e pazienti sulla patologia. Il 27 marzo concerto per sostenere ricerca e cure

Endometriosi, malattia invisibile

Al San Carlo convegno e musica

POTENZA. In occasione della Giornata mondiale dell’endometriosi, patologia cronica e invalidante che in Italia colpisce circa tre milioni di donne, l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo promuove un momento di confronto e sensibilizzazione con un convegno nazionale in programma sabato 21 marzo 2026 a Potenza. L’iniziativa si terrà nella sala A della palazzina degli uffici dell’ospedale San Carlo e vedrà la partecipazione di specialisti, rappresentanti delle associazioni e pazienti che hanno scelto di condividere la propria esperienza. L’obiettivo dell’incontro è portare l’attenzione su una malattia ancora troppo spesso invisibile, che può incidere in maniera significativa sulla qualità della vita delle donne e assumere anche una rilevanza sociale. Attraverso il confronto tra medici, istituzioni sanitarie e associazioni, l’iniziativa intende favorire una maggiore consapevolezza sull’endometriosi e sottolineare l’importanza della diagnosi precoce per migliorare i percorsi di cura

e l’assistenza alle pazienti.«Il convegno rappresenta un’occasione fondamentale per rafforzare il dialogo tra il mondo scientifico e le istituzioni sanitarie su una patologia che ha un impatto rilevante sulla vita di molte donne», afferma il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, Giuseppe Spera. «La nostra azienda è sempre impegnata a promuovere percorsi di cura più efficaci e integrati, ma anche iniziative di sensibilizzazione che possano aiutare a superare i ritardi diagnostici e a diffondere una maggiore consapevolezza nella popolazione».Sulla complessità della patologia si sofferma anche Sergio Schettini, direttore del Diparti-

mento della Donna e del bambino dell’Aor San Carlo. «L’endometriosi è una malattia complessa che richiede un approccio clinico multidisciplinare e una grande attenzione anche alla dimensione umana e psicologica della malattia», spiega. «Troppo spesso il ritardo diagnostico pregiudica la vita delle pazienti. Il confronto tra specialisti e la condivisione delle esperienze rappresentano strumenti essenziali per migliorare la qualità dell’assistenza e garantire diagnosi più tempestive e trattamenti sempre più mirati».L’azione di sensibilizzazione proseguirà anche nei giorni successivi con un appuntamento culturale e solidale. Venerdì 27 marzo 2026 è in-

fatti in programma il concerto “Immensamente Dalla”, organizzato dall’Accademia musicale lucana al Centro per la creatività Cecilia di Tito. Il ricavato della serata sarà devoluto all’unità operativa di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Carlo per sostenere le attività di ricerca e cura dedicate all’endometriosi.Protagonista dell’evento musicale sarà Alice Muro, in arte Alis Wall, che ha scelto di sostenere l’iniziativa nella duplice veste di artista e paziente affetta da endometriosi, con l’obiettivo di contribuire a una maggiore informazione sulla patologia e trasmettere un messaggio di vicinanza e consapevolezza alle donne che ne sono colpite.

Al San Carlo iniziativa promossa dalle associazioni con un momento coreografico del Centro Studio Danza Loncar

“Cuore di papà”, festa nella Terapia

POTENZA. Un momento di festa e di riconoscenza dedicato ai padri che vivono l’esperienza intensa e delicata della Terapia intensiva neonatale. In occasione della Festa del papà, all’ospedale San Carlo di Potenza si terrà l’evento speciale «Cuore di papà», un’iniziativa pensata per rendere omaggio ai papà dei piccoli ricoverati e a tutti i padri che lavorano all’interno della struttura sanitaria.L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra alcune realtà associative che da tempo operano accanto all’ospedale con l’obiettivo di migliorare il benessere dei pazienti e delle fa-

miglie. A promuovere l’evento sono Cittadinanzattiva Tribunale per i diritti del malato San Carlo, VivereDonna, Gente Allegra e Cucciolo Onlus, associazioni impegnate quotidianamente nel sostenere attività di solidarietà e iniziative dedicate ai reparti più delicati.La giornata sarà arricchita da un momento particolarmente emozionante: un intermezzo di danza curato dal Centro Studio Danza Loncar. L’esibizione coinvolgerà direttamente alcuni papà in un ballo con le loro figlie, trasformando la celebrazione in un gesto simbolico di affetto e di riconoscimento

intensiva neonatale

del loro ruolo.L’iniziativa vuole rappresentare un segno di vicinanza ai padri che affrontano con coraggio e responsabilità il percorso

di cura dei propri figli all’interno della Terapia intensiva neonatale. Allo stesso tempo sarà un’occasione per rendere omaggio anche ai papà della direzione sanitaria, ai medici e a tutto il personale che ogni giorno lavora nel reparto.«Cuore di papà» si propone così come un momento di condivisione e di umanità all’interno dell’ospedale, capace di unire famiglie, operatori sanitari e volontari in una celebrazione semplice ma significativa, nel segno della solidarietà e della vicinanza a chi vive una fase particolarmente delicata della vita.

POTENZA Traffico, rumori e sicurezza: tanti disagi arrecati ai residenti. Calò: «Si riveda il piano viabilità»

Santa Croce, quartiere soffocato dai bus extraurbani: «Situazione è insostenibile»

D I RO S AM A RI A M OL L I C A

POTENZA. Era gennaio2023 quando l’allora consigliere comunale di Potenza Piero Calò poneva l’attenzione sui disagi che il passaggio degli autobus extraurbani arrecavano al quartiere di Santa Croce. Un problema che era stato in parte risolto e che oggi torna prepotentemente a preoccupare i residenti di uno dei quartieri a ridosso del centro storico. L’istituzione dei sensi unici e la conseguente modifica del piano viabi-

lità del capoluogo hanno portato tutti gli autobus extraurbani che circolano per la città a riversarsi su via Torraca, una delle arterie più strette della zona, diventando una vera e propria criticità.

A lanciare l’allarme è Piero Caló, commissario cittadino di Azione e membro dell’associazione

“Santa Croce in Movimento” che ascoltato dalla redazione afferma:

«Avevamo in parte risolto il problema in passato con l’eliminazione di un po’ di pullman extraurbani ma

adesso con l’istituzione dei sensi unici che hanno appesantito le vie di Santa Croce. Passano tutti da lì: parliamo di quasi 200 pullman al giorno».

Le nuove disposizioni sul traffico hanno di fatto deviato i mezzi lungo percorsi alternativi che convergono proprio nel quartiere: «Eliminando il passaggio da corso Garibaldi e via XVIII Agosto – prosegue Calò – i pullman percorrono Santa Croce per immettersi su viale Marconi. Questo significa concentrare tutto il traffi-

co su strade già strette e delicate». Le conseguenze, raccontano i residenti, si fanno sentire ogni giorno: rumori, vibrazioni e difficoltà nella circolazione. «Il flusso è diventato insostenibile. Le lamentele dei cittadini sono continue». Non solo disagi, ma anche timori per la sicurezza: «La velocità dei pullman poi non è nemmeno tanto moderata. Ci sono attraversamenti pedonali frequentati da anziani che rischiano spesso di essere investiti. Non è solo una

questione di traffico, ma anche di sicurezza urbana».

Il nodo centrale resta la redistribuzione dei flussi: «Così facendo, è vero che hanno alleggerito alcune strade, forse anche più larghe e adatte a contenere questi mezzi, ma hanno appesantito una strada stretta come quelle di Santa Croce. Ci sono momenti in cui si incrociano gli autobus ed è davvero un problema, per sono parlare degli ingorghi: è diventato insostenibile».

Da qui la richiesta chiara rivolta all’amministrazione: «Chiediamo di rivedere il piano traffico e il flusso dei mezzi. Non è una polemica strumentale, ma un problema serio. Se non è possibile eliminare completamente i pullman, almeno si evitino le strade più strette». Caló ribadisce: «In questo rione già con due auto si creano difficoltà. Figuriamoci con i pullman». Infine, l’appello conclusivo: «Chiedo, a nome del quartiere e come cittadino, la revisione di questo provvedimento. Tra traffico, smog e rumore, la situazione è diventata intollerabile per chi vive qui ogni giorno».

POTENZA L’ANSPI SANTA FAMIGLIA INAUGURA LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA CON LA RIEVOCAZIONE

Fede e tradizione a Rossellino: domenica 29 la Via Crucis Vivente

Lacittà di Potenza si prepara a vivere un momento di grande spiritualità e tradizione con la "Via Crucis Vivente 2026", organizzata dall’Associazione ANSPI Santa Famiglia Potenza. L’evento, in programma per domenica 29 marzo alle ore 17:00, si svolgerà nei pressi della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth, nel cuore del Rione Rossellino. «Questa rievocazione della Passione di Cristo assume un significato particolare, poiché sarà la prima Via Crucis vivente messa in scena a Potenza nel 2026, segnando simbolicamente l’inizio delle celebrazioni della Settimana Santa nel capoluogo lucano» fanno sapee gli organizzatori. L’iniziativa, che coinvolge

numerosi figuranti in costume d’epoca, non è soltanto un atto di fede, ma anche un evento culturale di rilievo. Il quartiere Rossellino si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, dove i partecipanti potranno immergersi in un’atmosfera di profonda riflessione e suggestione visiva. Gli organizzatori dell’ANSPI Santa Famiglia hanno lavorato con dedizione per curare ogni dettaglio della rappresentazione, dai costumi alle scenografie, con l’obiettivo di offrire alla comunità un’esperienza unica e coinvolgente. «Essere i primi a portare in scena la Passione vivente quest’anno ci carica di una responsabilità speciale», hanno dichiarato. «Vogliamo che questo evento sia un segna-

le di rinascita e di partecipazione per tutta la comunità potentina».

La Via Crucis Vivente rappresenta un’occasione per riscoprire le radici della tradizione religiosa e culturale della città, unendo fede, arte e senso di comunità.

L’appuntamento è quindi fissato per domenica 29 marzo alle ore 17:00, con partenza nei pressi della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth, per un evento che promette di emozionare e coinvolgere i cittadini di tutte le età.

Non resta che attendere questa straordinaria rappresentazione, che darà il via alle celebrazioni della Settimana Santa con un messaggio di fede, speranza e unità.

Calò e l’edizione di Cronache del 26 gennaio 2023

L'Amministrazione sta lavorando in sinergia con i Dipartimenti per intercettare altre risorse per servizi e opere utili alla comunità

Terranova di Pollino, 300mila euro per riqualificare la viabilità rurale

La viabilità rurale è fondamentale per lo sviluppo socioeconomico delle aree periurbane e agricole, garantendo l'accesso ad aziende e insediamenti e contrastando l'isolamento dei territori. Queste arterie viarie non solo facilitano la movimentazione di merci, ma assicurano anche il collegamento tra le zone rurali e quelle urbanizzate, agevolando la mobilità dei residenti. Una viabilità efficiente scoraggia l'abbandono delle aree rurali e favorisce la presenza dell'uomo, essenziale per la salvaguardia del paesaggio.In quest’ottica, il Comune di Terranova di Pollino ottiene un nuovo finanziamento dalla Regione Basilicata di 300.000 euro, destinato al miglioramento della viabilità rurale del territorio comunale. Si tratta di un intervento concreto che prevede la ri-

qualificazione della strada principale – Bivio SP92 – Cimitero – Santuario Madonna della Pietà, oggi resa difficilmente percorribile a causa del degrado del fondo stradale.Dalla Casa comunale sottolineano: «Con la pubblicazione della graduatoria, si dà un'importante risposta ai territori rurali che attendevano da tempo azioni strategiche sulla viabilità, ottimizzando mobilità e sicurezza per tutti i cittadini. Questo intervento contribuirà a potenziare concretamente l'accessibilità al Santuario della Madonna della Pietà e alle frazioni di Acquafetente e Fossi, a beneficio dell'intera comunità locale, restituendo dignità a zone di interesse spesso trascurate».L'Amministrazione comunale «sta lavorando in stretta sinergia con i vari dipartimenti per intercettare altre risorse da destinare all'ammodernamento della viabilità esistente, ai ser-

vizi essenziali e alle numerose opere utili per la comunità», e ringrazia infine la Regione Basilicata per l'attenzione dimostrata verso il territorio.L’attenzione del Comune di Terranova verso la viabilità è confermata anche dalle azioni precedenti, tra cui l’incontro dello scorso marzo presso il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, che ha visto la partecipazione dell'Assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe, del Sindaco Franco Mazzia, del consigliere Luigi Todaro e dei delegati del Comitato SP92, per affrontare le criticità legate allo stato della Strada Provinciale 92.Durante il colloquio furono condivise le preoccupazioni dei cittadini riguardo alle condizioni della strada, un'infrastruttura fondamentale per la mobilità dell'intera area. Altro punto affrontato fu l'alta vulnerabilità del territorio al rischio idrogeo-

logico, un problema serio e reale. In quell’occasione, l’Assessore Pepe espresse la sua «disponibilità a collaborare attiva-

mente per trovare soluzioni concrete, affinché si attivino manovre e risorse per superare rapidamente tali criticità».

Il Comune di Carbone e il Banco delle Opere di Carità sostengono chi ne ha più bisogno

La Fondazione Banco delle

Opere di Carità è una delle più grandi Fondazioni presenti in Italia, nata nel 1993, oggi è presente sul territorio italiano con sedici sedi. È il collante tra istituzioni, gli Enti che assistono persone in stato di bisogno e le aziende che donano i prodotti.

Gli Enti convenzionati si recano giornalmente presso le sedi della Fondazione per ritirare derrate alimentari, in maniera gratuita, da destinare poi a chi ne ha bisogno.

In questo grande progetto di generosità, il Comune di Carbone ricorda ai concittadini che è possibile presentare la documentazione necessaria per rinnovare o effettuare nuove iscrizioni per l’elenco 2026 del Banco delle Opere di Carità. «Attualmente sono oltre 20 i nuclei familiari a Carbone che beneficiano del contributo alimentare, a conferma della bontà, della validità e dell’efficacia dell’iniziativa voluta, avviata e portata avanti con de-

terminazione dall’Amministrazione comunale a sostegno delle famiglie». Il compito del Banco è essenzia-

le perché organizza la grande macchina solidale dialogando con le aziende alimentari, recuperando i prodotti e distribuendoli nel-

le sedi geolocalizzate in tutta Italia. In questo modo, le realtà assistenziali presenti sul territorio possono rifornirsi nelle sedi del Banco e raggiungere così i loro assistiti. Le attività del Banco, e in questo caso il Comune di Carbone, aiutano concretamente chi è in difficoltà e riducono lo spreco alimentare.

La documentazione per chi intende rinnovare o presentare domanda, dovrà essere presentata esclusivamente presso l’Ufficio Servizi Sociali del Comune, rivolgendosi unicamente alla Dottoressa Maria Antonietta Barone. Il valore Isee massimo previsto è pari a 10.140 euro. Per le famiglie già in elenco, e che procedono al rinnovo, la domanda va presentata entro il 25 marzo 2026, mentre i nuclei di nuova iscrizione entro e non oltre il 24 marzo 2026.

Il termine indicato è ultimo e improrogabile: oltre tale data non sarà più possibile accettare nuove domande..

E MANUELA C ALABRESE

Oltre 20 famiglie beneficiano del contributo alimentare, a conferma della bontà dell’iniziativa voluta con determinazione dall’Amministrazione

Una grande fiasca alta 8 metri celebra il titolo conquistato. Domani in piazza XX Settembre l’evento de La Sfida del Torchio

Il “Falò di San Giuseppe” omaggia la Città del Vino e infiamma Rionero

RIONERO. È ricco il calendario delle attività dell’Associazione La Sfida del Torchio.

È stato presentato dal Direttivo il programma per il 2026 durante la conferenza stampa nella sala di Palazzo Giustino Fortunato a Rionero in vulture.

Presente all’incontro anche il sindaco Mario Di Nitto.

Il primo evento in calendario è il tradizionale Falò di San Giuseppe in programma per domani in

piazza XX Settembre. I volontari dell’Associazione hanno allestito la pira del Palo di San Giuseppe, quest’anno ispirata ancora di più al mondo della viticoltura, vista la nomina a Città del Vino accreditata a Rionero insieme ad altri comuni del Vulture per gli anni 2026 e 2027. Nel realizzare la pira, si è unita tradizione e una certa forma d'arte, dando vita alla realizzazione di una enorme e bella Fiasca tra-

dizionale alta oltre 8 metri. «Ci sono voluti 7 giomi di lavoro, con l’impiego di tanti uomini e mezzi per la realizzazione dell'opera, che ha destato tanta ammirazione tra i cittadini rioneresi e grande soddisfazione negli operatori. Un attrattore che ha invitato a condividere, divenendo un bel simbolo in onore del territorio» fanno sapere dal Direttivo dell’Associazione. Durante la conferenza, il diretti-

vo ha illustrato il resto del programma delle attività, che comprende l'acquisto da parte dell'Associazione di altre 3 botti da 140 quintali da posizionare in comuni-simbolo dell'aglianico oltre Rionero, come sculture plastiche e immagine della Citta diffusa del Vino . II programma della IV edizione de La Sfida del Torchio, che si terrà a Rionero dall’11 al 13 settembre, prevede diverse novita, tra cui la partecipazione di team provenienti dalla Svezia e dalla Slovenia, oltre che dalla Calabria, Campania e Puglia , che si aggiungeranno ai 12 team storici e ai gruppi di altri 10 comuni collaterali, con un notevole arricchimento in tema di presenze e condivisione. Tra le altre novità della IV edizione, figura l'introduzione della Corsa con i Cerchi da parte di ragazzi under 18, e la realizzazione di almeno altri 4 Giganti, in rappresentanza dei comuni di Forenza, Acerenza, Atella e Lavello.

Infine durante l’incontro è stato ribadito l’impegno dell'Associazione a organizzare eventi e intrattenimenti nel periodo natalizio. Sarà allestito l’Albero di Natale in piazza Giustino Fortunato oltre all’organizzazione di tante altre iniziative che allieteranno grandi e piccini. L’associazione ha creato un programma di eventi ricco e adatto a tutti con la ferma volontà di coinvolgere tutta la comunità nella promozione del territorio. L’appuntamento è dunque per domani con lo spettacolare Falò di San Giuseppe.

Attivato il dispositivo di sicurezza e coordinamento per la cerimonia inaugurale di “Capitale mediterranea della cultura e del dialogo”

Centro operativo comunale per Matera 2026

MATERA. In occasione della cerimonia inaugurale di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo”, in programma venerdì 20 marzo 2026 a partire dalle ore 17, sarà attivato il Centro Operativo Comunale (Coc) del Comune di Matera.La misura si rende necessaria in considerazione della rilevanza dell’evento, classificato come manifestazione a significativo impatto locale, che comporterà modifiche alla viabilità e l’adozione di misure temporanee di sicurezza in diverse aree del centro abitato. Tali provvedimenti, finalizzati alla tutela della pubblica e privata incolumità, potranno determinare alcuni disagi per cittadini e visitatori.Il C.O.C., operativo presso la sede comunale di via Aldo Moro, fungerà da struttura di coordinamento per garantire la gestione delle attività di sicurezza

e assistenza, un costante flusso di informazioni alla popolazione, il supporto operativo in caso di necessità e il coordinamento delle risorse comunali e del volontariato di Protezione civile.Saranno attivate le diverse funzioni di supporto previste, con il coinvolgimento dei dirigenti comunali competenti e delle organizzazioni di volontariato iscritte all’Albo regionale di Protezione civile, impegnate a garantire il corretto svolgimento dell’evento.Le attività del Coc proseguiranno fino alle ore 22.30 e comunque fino al termine della manifestazione.Si invita la cittadinanza a seguire gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali istituzionali, ad attenersi alle indicazioni delle autorità competenti e del personale presente sul territorio e a collaborare per garantire la sicurezza e la buona riu-

scita dell’evento.La città si prepara così ad accogliere un appuntamento di grande valore cul-

turale e simbolico, occasione di partecipazione e visibilità per l’intero territorio.

Il presidente Di Pede sollecita tempi certi e interventi strutturali per l’adeguamento dell’arteria tra Matera e Basentana

Strada statale 7, i lavori al palo

La Scaletta: «Intervenire subito»

MATERA. È trascorso ormai quasi un anno e mezzo dall’incontro che si tenne nell’ottobre del 2024 nella sede del Circolo La Scaletta con l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe per affrontare il tema dell’adeguamento della Statale 7. «È passato un altro anno – osserva il presidente del Circolo La Scaletta Francesco Paolo Di Pede – fatto soprattutto di interventi tampone e operazioni palliative pensate per mettere in sicurezza una strada che, nei fatti, non può essere realmente sicura senza un intervento strutturale di consolidamento e di ammodernamento».

Secondo Di Pede la cronaca continua a confermare la gravità della situazione. «Il recente incidente mortale, l’ennesimo su quel tratto, non può essere archiviato come una tragica fatalità. È invece un campanello d’allarme che impone una riflessione seria e soprattutto un’accelerazione concreta dell’iter per l’allargamento a quattro corsie della strada che collega Matera alla Basentana». Il presidente del Circolo La Scaletta richiama anche i dati sul traffico. «La Statale 7 registra il più al-

to indice di traffico dell’intera Basilicata, con circa ventimila veicoli al giorno. Sul tratto che collega Matera allo svincolo per Metaponto si concentrano inoltre i flussi di mezzi pesanti provenienti da quattro importanti arterie: la Bradanica, la Jonica, le Statali 96 e 99 Adriatiche e la Basentana».Per queste ragioni Di Pede chiede chiarezza sul futuro dell’opera. «È necessario fare piena luce sullo stato dell’arte, sui finanziamenti disponibili e sui tempi reali di realizzazione. Il primo lotto, il bypass Matera svincolo Metaponto, risulterebbe

già progettato e immediatamente appaltabile».Il presidente ricorda infine il valore strategico dell’infrastruttura. «La Statale 7 rappresenta il primo tratto dell’itinerario Murgia Pollino, inserito tra le opere di interesse strategico nazionale e destinato a collegare Adriatico, Ionio e Tirreno». Per Di Pede non si tratta di una semplice opera via- ria. «È un’infrastruttura decisiva per la competitività e lo sviluppo della Basilicata. Continuare a rinviare significherebbe accettare la marginalità infrastrutturale della regione».

Incontro su Santa Pelagina Comune ascolta il comitato

BERNALDA. Una delegazione del Comitato Santa Pelagina ha incontrato, presso il Comune di Bernalda, la sindaca Francesca Matarazzo e l’assessore Francesco Coppola, delegato al Lido di Metaponto, per affrontare alcune criticità che interessano la contrada Santa Pelagina. L’area è caratterizzata dalla presenza di numerosi villaggi turistici e campeggi e, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, registra una forte presenza di visitatori.Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi ritenuti prioritari dal comitato, tra cui la sicurezza stradale, la bonifica del canale che costeggia la viabilità e la necessità di una disinfestazione puntuale e tempestiva dell’area. Questioni considerate urgenti anche in vista dell’aumento dei flussi turistici nei mesi estivi.Il confronto si è svolto in un clima di collaborazione e ha evidenziato la disponibilità dell’amministrazione comunale ad attivarsi per individuare soluzioni alle problematiche segnalate. In questo quadro è stato richiamato anche il ruolo del Consorzio di bonifica, ritenuto fondamentale per alcuni degli interventi richiesti.Il Comitato Santa Pelagina ha sottolineato l’esigenza di un’accelerazione nelle azioni da mettere in campo e ha ribadito che continuerà a monitorare la situazione mantenendo un dialogo costante con le istituzioni competenti, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, decoro e vivibilità per residenti e turisti.

VERTICE SU SICUREZZA E BONIFICHE A BERNALDA

La cerimonia per la Giornata dell’Unità Nazionale celebra i valori di libertà e uguaglianza con i neo diciottenni di Scanzano

Cariello: «Ai giovani la Costituzione come guida per affrontare le sfide del futuro»

SCANZANO JONICO. Nel pomeriggio di ieri, nella storica cornice del Salone delle Feste del Palazzo Baronale di Scanzano Jonico, si è svolto l’evento “Giovani, diritti e responsabilità”, un incontro voluto e organizzato dal Sindaco Pasquale Cariello insieme con la

sua Amministrazione. Un pomeriggio volto a celebrare la Giornata dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera durante il quale i veri protagonisti sono stati i giovani neo diciottenni: proprio loro, infatti, sono stati omaggiati con una copia del libro

della Costituzione Italiana, un gesto simbolico che ha sancito il loro ingresso “ufficiale” nella vita adulta e civile.

«Consegnare la Costituzione ai nostri giovani non è stato solo un atto formale - ha dichiarato il Sindaco Pasquale Cariello - ma un invito a conoscere i va-

lori di libertà, uguaglianza e giustizia che sono alla base della nostra convivenza civile. Il mio augurio è che questo libro diventi, per ognuno di loro, la bussola in un mondo che spesso appare confuso o difficile da capire». «Ho spiegato ai miei ragazzi – ha concluso il pri-

mo cittadino – che questi 139 articoli rappresentano soprattutto il valore della democrazia».

L’Amministrazione Comunale ha ringraziato tutti i ragazzi e le famiglie presenti per aver reso questa celebrazione un momento di vera identità comunitaria.

__ Alcuni momenti della celebrazione

Nuovo appuntamento il 27 marzo nella Sala Lambda del Castello Baronale. Benevento: «Più dialogo, più

TEDxPolicoro si rinnova: arriva il format “Salon”

Grandi novità nella community di TEDxPolicoro. Ad annunciarlo è l’organizzatrice Susy Benevento, che ha dichiarato: «Negli anni passati abbiamo dato vita a esperienze straordinarie. Oggi, il nostro impegno cresce e si rinnova con un nuovo formato: TEDxPolicoroSalon».

Il Salon è un evento TEDx più intimo e dinamico rispetto al Main Event: un incontro pensato per approfondire temi specifici e stimolare il dialogo diretto con il pubblico. Pochi speaker, tanta interazione: l’obiettivo non è solo ascoltare, ma partecipare, condividere domande, idee e riflessioni.

«Il TEDxPolicoroSalon –aggiunge Benevento - è una formula più agile per continuare a diffondere le idee che meritano di essere condivise, mantenendo viva la conversazione nata durante l’evento principale. A fare da cornice sarà, ancora una volta, la Sala Lambda del Castello Baronale, luogo simbolo della storia di Policoro e sede delle prime tre edi-

zioni di TEDxPolicoro.

Un ritorno che rafforza il legame identitario con la manifestazione estiva». Il titolo di questa edizione è “Io decido”. Cosa significa, oggi, prendere una decisione? Quali forze, razionali ed emotive, influenzano le nostre scelte?

In un tempo in cui algoritmi, aspettative e modelli sembrano anticipare ogni nostro passo, decidere diventa un atto di libertà e di coraggio. “Io decido” è un invito a riprendere in mano la responsabilità delle proprie scelte e a diventare protagonisti del proprio percorso.

All’evento saranno presenti: Nausica Montemurro, consulente in foresight strategico e co-founder di Fractals; Carla Petrocelli, docente di Storia della rivoluzione digitale all’Università Aldo Moro di Bari; Dino Amenduni, docente di Comunicazione politica ed elettorale all’Università di Perugia e strategic planner presso Proforma; Michele Vivilecchia e Luca Tamburrino, co-founder della community “I Ritornati”.

LA PASTICCERIA MATERANA NOTE DI GUSTO AL CENTRO DELLA POLEMICA. IL TITOLARE: «ABBIAMO SBAGLIATO, CHIEDIAMO SCUSA»

To rta n az is ta p er il 1 9e si m o co m pl ea nn o: è bu fe ra s ui s oc ia l

Una torta per un 19esimo compleanno decorata con una svastica e il simbolo delle SS, realizzata dalla pasticceria Note di Gusto, è finita al centro di una forte polemica dopo essere stata pubblicata sui social. L’immagine, condivisa su Instagram, è diventata virale nel giro di pochi minuti, attirando una valanga di commenti negativi e indignati da parte degli utenti.In molti hanno criticato duramente la scelta di realizzare e soprattutto pubblicare un prodotto con richiami espliciti all’iconografia nazista, sottolineando la gravità del messaggio veicolato, anche se inserito in un contesto apparentemente ironico o goliardico. La vicenda ha rapidamente superato i confini locali, alimentando un dibattito più ampio sull’opportunità di utilizzare simboli storicamente legati a odio, violenza e discriminazione.Di fronte alle reazioni suscitate, il titolare della pasticceria, Alessandro Cirimelli, è

intervenuto pubblicamente per chiarire la posizione dell’attività e porgere le proprie scuse. «È stato un post fatto con leggerezza e velocità, senza il giusto approfondimento», ha dichiarato, riconoscendo l’errore commesso nella gestione della comunicazione.

Cirimelli ha poi aggiunto: «Chiaramente prendiamo le distanze dal contenuto e chiediamo scusa per la pubblicazione di un post che non condividiamo nei contenuti. Abbiamo ingenuamente pensato alla parte artistica della torta, senza ragionare sul messaggio che si celava dietro». Secondo quanto spiegato, la richiesta sarebbe partita da un cliente che intendeva fare uno scherzo al figlio, senza che il laboratorio cogliesse il significato e le implicazioni dei simboli utilizzati. «Il cliente voleva semplicemente fare uno scherzo al figlio, ma noi non sapevamo cosa fosse. Chiediamo scusa», ha concluso.Nonostante le scuse, l’episodio ha riacceso l’atten-

zione sull’importanza della responsabilità, soprattutto quando si opera in ambiti pubblici e comunicativi come quello dei social media. In un contesto in cui i contenuti possono diffondersi rapidamente e raggiungere un pubblico vastissimo, anche una pubblicazione superficiale può trasformarsi in un caso mediatico, con conseguenze rilevanti per l’immagine di un’attività e per la sensibilità collettiva.

Dalla gestione delle banconote all’educazione finanziaria, una giornata formativa e coinvolgente per i bambini della primaria Canossiana di Potenza

A scuola di economia in Banca d’Italia: gli alunni scoprono il valore del denaro

Una giornata all’insegna di emozioni, scoperte e apprendimento per gli alunni della Scuola Primaria Canossiana di Potenza, ospiti della filiale della Banca d’Italia. Un’esperienza capace di unire curiosità e partecipazione attiva, lasciando nei bambini un ricordo significativo.Accolti con grande cordialità dal personale, gli alunni hanno potuto conoscere da vicino il funzionamento della Banca d’Italia, approfondendo il ruolo centrale che l’istituto svolge nel sistema economico nazionale. A rendere ancora più speciale la visita è stata la presenza del direttore, dottor Ercoli, che ha dialogato con i bambini con disponibilità e sensibilità, instaurando un confronto semplice ma coinvolgente.Durante la giornata, i piccoli visitatori hanno avuto accesso ad alcuni ambienti della struttura, anche solitamente riservati, osservando da vicino attività fondamentali come la gestione e la distribuzione delle banconote, oltre al ritiro di quelle non più idonee alla circolazione. Un percorso guidato con competenza dal personale, che ha saputo trasformare ogni spiegazione in un momento di scoperta.Particolarmente apprezzato il laboratorio di educazione finanziaria, organizzato attraverso giochi didattici coinvolgenti. I bambini si sono cimentati nella gestione di un piccolo budget, riflettendo sul valore del denaro, sulla spesa consapevole e sull’importanza del risparmio. Un concetto, quest’ultimo, inteso non solo in chiave economica ma anche come attenzione alle risorse e rispetto dell’ambiente, in una più ampia prospettiva di educazione civica.Momento simbolico della visita lo scambio di doni: gli alunni hanno consegnato al direttore una riproduzione, realizzata su fogli di rame, della prima moneta del Re-

gno d’Italia — le cinque lire con l’effigie di Vittorio Emanuele II — in occasione del 17 marzo, giornata dedicata all’Unità d’Italia. Un gesto semplice ma carico di significato, capace di unire storia, identità e gratitudine.La visita si è rivelata così un’importante occasione non solo per cono-

scere un’istituzione fondamentale, ma anche per sviluppare consapevolezza e competenze utili per il futuro. Un’esperienza che gli alunni porteranno con sé, arricchiti di nuove conoscenze e valori, grazie all’accoglienza e alla professionalità della filiale della Banca d’Italia di Potenza.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come

Appunti di realtà 18 marzo Il potere che sorride oggi

DI D INO Q UARATINO

Ci sono giorni in cui il mondo sembra impazzire con un tempismo quasi comico. Notizie allarmanti, problemi giganteschi, e tu lì, con la tua tazza di caffè, a domandarti se qualcuno abbia inventato un manuale di sopravvivenza universale che ti sei perso. La verità è che non esiste nessun manuale. E va bene così. Perché proprio in questa mancanza sta la nostra opportunità. Sì, avete capito bene: l’opportunità. Non un regalo dalla fortuna, ma una sfida da affrontare con coraggio, sorriso e, se serve, un pizzico di sana irriverenza. Viviamo in un mondo che ama i problemi più di quanto ami le soluzioni. È un po’ come un cucciolo che ti fa credere che sei tu a comandare, ma in realtà sei tu quello che rincorre la palla. E allora cosa possiamo fare? Continuare a rincorrere? Certo, se ci piace sentirci stanchi. Oppure possiamo prenderci un momento per guardare il cucciolo negli occhi e decidere che, sì, questa palla si può usare a nostro vantaggio. Ogni difficoltà, ogni momento di fatica, ogni ostacolo improvviso è in realtà un potenziale trampolino di lancio. È lì che possiamo decidere di tirar fuori il meglio di noi stessi, di accendere la scintilla della nostra energia interiore e trasformare ciò che sembra un muro invalicabile in una porta spalancata. E non fraintendetemi: non sto parlando di ottimismo da barzelletta. Sto parlando di forza reale, quella che ti fa ridere di fronte alle circostanze, senza negarle, e ti fa alzare quando tutti gli altri rimangono seduti a lamentarsi. Ironia, sarcasmo e un pizzico di audacia diventano

strumenti potentissimi: perché la vita prende molto sul serio se tu la prendi troppo sul serio. Viviamo tempi in cui il mondo cerca di metterci in gabbia con numeri, regole, previsioni e allarmi costanti. E noi che facciamo? Possiamo scegliere di trasformare ogni gabbia in palestra. Allenare mente, cuore e spirito a resistere, a sorridere e a creare valore nonostante tutto. Non domani, non “quando sarà più facile”: oggi, proprio adesso, mentre leggiamo queste righe, possiamo fare la differenza. Ecco il punto: la vita ci offre sempre tre opzioni. La prima è lamentarsi. La seconda è ignorare. La terza, e qui sta la vera rivoluzione, è prendere coscienza del nostro potere e usarlo. Non quello che ci viene dato dagli altri, non quello che pensiamo di meritare, ma quello che decidiamo di esercitare in ogni singolo istante. Chi legge queste parole e sente un piccolo brivido dentro sa di cosa parlo. Sa che ogni gesto positivo, ogni pensiero luminoso, ogni parola gentile, può diventare un atto straor-

dinario. Non serve salvare il mondo in un giorno. Serve salvarsi, e da lì partire. Perché chi ha imparato a gestire se stesso ha già cominciato a cambiare tutto intorno. E sì, può essere ironico, persino sarcastico pensare che la soluzione a problemi giganteschi stia in azioni piccolissime: un sorriso, un incoraggiamento, una scelta consapevole. Ma la vita funziona così: ciò che sembra ridicolo agli occhi di chi guarda da fuori spesso è la vera rivoluzione di chi agisce. In questo caos esistono due grandi verità. La prima: la responsabilità di essere vivi non è un peso, ma un potere. La seconda: nessuno, e ripeto nessuno, può decidere per te se rialzarti o restare a terra. Ed è proprio qui che si gioca la partita più importante. Allora, ridiamo pure di fronte all’assurdo. Prendiamo le difficoltà, pieghiamole e trasformiamole in trampolini. Non per magia, non per fortuna, ma perché ogni giorno possiamo scegliere di farlo. E chi sceglie davvero, chi osa attivare la propria energia, non rimane spettatore. Diventa

protagonista. Non di un mondo perfetto, ma di un mondo possibile. La vita non è lì per compiacersi di noi. Non lo è mai stata. E se ci sentiamo piccoli davanti alle sfide, va bene: significa che stiamo guardando in faccia la realtà. Ma proprio in quella realtà, se la affrontiamo con forza, consapevolezza e ironia, possiamo costruire il nostro mondo, pezzo dopo pezzo. Ecco il messaggio che voglio lasciare oggi: non aspettare che qualcuno venga a salvarti. Non aspettare che il mondo cambi per cominciare a sorridere. Non aspettare che le circostanze siano perfette per agire. Ogni singolo gesto di positività è una scintilla che illumina non solo il tuo cammino, ma anche quello di chi ti circonda. Questa è la forza più potente che esista: la capacità di creare luce dove gli altri vedono solo ombre. Di sorridere quando tutto sembra serio. Di essere ironico quando il mondo si prende troppo sul serio. Di essere irriverente quando tutti pensano che il rispetto sia sinonimo di sottomissione. Non serve combattere contro il mon-

do intero. Serve combattere con la nostra parte migliore. Serve trasformare ogni sfida in un’occasione per crescere, per amare, per essere coraggiosi. E se lo facciamo davvero, con convinzione e coerenza, allora sì: il mondo cambia, almeno intorno a noi. Ironico, sarcastico, irriverente… ma inequivocabilmente potente. Perché chi legge queste righe e le sente vere sa che il cambiamento non arriva da fuori. Arriva da dentro. Sempre. E quindi: ridete pure dei drammi, piegate gli ostacoli come fossero carta, accendete ogni giorno una scintilla e non lasciate mai che qualcuno vi convinca che non sia abbastanza. Perché in fondo, la rivoluzione più grande non è quella che leggiamo sui giornali o vediamo nei telegiornali. È quella che accade ogni volta che decidiamo di essere la nostra migliore versione, nonostante tutto, proprio adesso. E se il mondo vi guarda con sorpresa, sorridetegli. Avete appena fatto qualcosa che nessuno potrà portarvi via: avete deciso di vivere con forza, coraggio e ironia.

Alle 20:30 finale di andata di Coppa Italia. Il “Viviani” è tutto sold out. Da Latina circa 400 tifosi . Sulla maglia del Potenza il logo della Regione Basilicata

Potenza: vincere la coppa per entrare nella storia

DI ROCCO NIGR O

POTENZA.In oltre cento anni di storia del Potenza, la società rosso-blù non ha mai alzato al cielo un trofeo nelle competizioni sportive. Il massimo traguardo raggiunto a più di sessant’anni di distanza appartiene alla permanenza di cinque anni di serie B. Poi soltanto serie C con qualche brutta pagina di retrocessione e ripartenza dai campionato dilettantistici. Questa sera alle 20:30 in un “Viviani” tutto strapieno, la squadra della famiglia Macchia proverà ad ipotecare contro il Latina la vittoria nella gara di andata della Coppa Italia Trenitalia Regionale. Da quando i rossoblù hanno avuto accesso alla finale battendo la Ternana ai rigori, in città tra la tifoseria si respira un clima di grande festa. Facendo passare quasi in secondo piano i risultati altalenanti che la squadra raggiunge in campionato. Già perché per la società della famiglia Macchia vincere questo ambito trofeo, per l’occasione fatto arrivare in città dalla Lega Pro già da qualche giorno ed esposto per coloro che vogliono immortalare l’evento nella giornata di oggi, condizioni climatiche permettendo, dalle ore 10:00 allle 17:00 nella centralissima piazza Mario Pagano, significa accedere direttamente agli ottavi di finale alla fase nazionale dei playoff, saltando automaticamente i turni di qualificazione tra le squadre dello stesso girone. Donato Macchia presidente della società da quattro anni non nasconde la sua soddisfazione: “È la prima volta che il Potenza disputa una finale: si può sempre fare meglio, ma ora proviamo a vincere questa competizione. Ci abbiamo messo il cuore e le risorse: siamo il settimo club per conto economico, ma non sempre il campo dà ragione a chi spende di più. Noi ci proveremo." Chiaramente questa sera la palla si sposta al centro del “Viviani” e nelle mani del tecnico Pietro De Giorgio che dovrà schierare in campo gli elementi più informa per battere i pontini. In campionato Potenza e Latina si sono già affrontate. I rosso-blù

hanno vinto a Latina per uno a zero, i pontini sono usciti dal “Vivani” con un pareggio. Ad eccezione di Loiacono ,affetto da un problema muscolare , gli altri elementi sono tutti abili e arruolabili. Anche se dato la pressione che c’è su questa gara resta top secret sia l’undici da schierare dal primo minuto che gli aspetti di natura tattica. De Giorgio nel pre-gara ha parlato che : Disputare la finale di Coppa Italia rappresenta una grande emozione. Lo spogliatoio ha voglia di fare bene perché rappresenta la prima finale per tutti, fatta eccezione per due calciatori della rosa. Dalla città arriva grande entusiasmo, stiamo percependo aria di festa per una partita storica. Questa è una di quelle gare che si preparano da sole, vincere questa competizione vorrebbe dire partire dal terzo turno playoff. -Saranno 180’ in due partite da vincere entrambe senza fare calcoli . Abbiamo la necessità di dare in casa il massimo per andare a Latina e fare lo stesso risultato. Ho detto ai ragazzi di osare e di non risparmiarsi.”. E per questa doppia finale anche la Regione Basilicata ha voluto dare il suo contributo. Infatti, il Potenza giocherà con una maglia speciale che avrà il logo della Regione Basilicata. Il Presidente dell’ente, Vito Bardi, ha voluto rivolgere un ringraziamento alla società rossoblù per la scelta: “Vedere il nome della nostra terra sulla maglia dei calciatori in una vetrina così prestigiosa è un gesto di grande sensibilità e attaccamento alle radici. Voglio ringraziare personalmente la società, e in particolare il Presidente Donato Macchia, per aver voluto trasformare questa finale in un’occasione di promozione e di orgoglio per tutta la Basilicata. Ai ragazzi che disputeranno la partitaconclude Bardi - va il mio più grande in bocca al lupo” . Intanto, questa sera la tribuna centrale sarà occupata da numerose personalità del mondo dello sport. Ad iniziare dal presidente della Lega Pro Marani e per finire a moltissimi presidenti di club della serie

C.Infine, come sempre diamo notizia della direzione arbitrale affidata a Simone

Gauzolino della sezione di Torino. Ad assistere l’arbitro saranno Federico Linari della sezione di Firenze e Michele Decorato della sezione di Cosenza. Il ruolo di quarto ufficiale sarà invece ricoperto da Francesco Burlando della sezione di Genova. In questa gara non sarà presente il monitor l’FVS bensì il Var con otto telecamere a bordo campo.

LA COPPA VISTA

DA LATINA

Dopo tredici anni Latina ed il Latina tornano a respirare l’aria del grande appuntamento. Domani scatterà l’ora del primo round della finale di Coppa Italia di Serie C in casa del Potenza e per i nerazzurri ci sarà anche il grande apporto del popolo pontino. Sono ben 370 i biglietti che fino a ieri sono stati vendu-

ti per il settore ospiti dello stadio Viviani, dove il calcio di inizio sarà dato alle 20.30. Quasi tutto esaurito insomma, visto che il club lucano aveva messo a disposizione 500 tagliandi per i tifosi di fede neroblu. Insomma, visto l’orario ed il giorno infrasettimanale, la risposta è stata davvero di quelle importanti e servirà a far scattare la scintilla - se ce ne fosse bisogno - negli animi dei calciatori di mister Gennaro Volpe. Corroborati dalla vittoria fondamentale con il Siracusa di sabato in campionato, i pontini si presentano all’appuntamento con l’entusiasmo di chi, attraverso il successo della Coppa Italia (se vinta darebbe accesso diretto ai playoff nazionali) potrebbe dare una svolta inaspettata ad una stagione a cui servirebbe uno sprint finale per potersi conside-

rare positiva. Quello sprint è proprio il trofeo che a Latina manca dallo storico 2013, quando il team di Sanderra strappò il trofeo in aprile al Viareggio, con grande festa finale al Francioni. Lo stadio di casa sarà anche stavolta la cornice del secondo round in programma il 1 aprile e ,proprio in ottica dei secondi novanta minuti, mister Volpe (squalificato per l’occasione) potrebbe valutare di tenere fuori qualche giocatore titolare che è tra i diffidati come Marenco e Riccardi, mentre dovrà fare a meno degli squalificati Ercolano e Calabrese. Insomma, un rebus da risolvere in queste ore che mancano da qui all’inizio dei primi novanta minuti di questa sfida sicuramente non banale. Insomma, sarà una doppia sfida tutta da vivere (fonte Latina oggi) .

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