GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026 • ANNO XI N. 207
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
LA MISURA PREVISTA PER IL 2027 INTERESSA 14,5MLN DI VEICOLI. CAIATA: «RISORSE REALI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI»
Abolito il bollo per auto e moto Meloni: «Cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani». Rosa: «Provvedimento di buonsenso»
Errichetti a pag 4
ECCO L’AUSPICATO CAMBIO DI MARCIA: VICEPRESIDENTI CAIATA E ROSA
FDI, TANTO TUONÒ CHE PIOVVE Rotelli commissario regionale, subentra al galantuomo Quarto per dare una marcia in più al Partito che può ambire ora a essere leader qui. Tanti i messaggi di auguri da parte degli esponenti lucani _
IL NARCISO
Il tavolo di Palazzo Chigi si aggiorna alla prossima settimana. Il Governo studia le tutele per i lavoratori e i sindacati chiedono risposte
Lo specchio del dolore e il cristallo dell’Idea eterna
C’
DI GIANFRANCO BLASI
è un momento preciso in cui l’arte smette di essere semplice visione e si fa canto, immersione, archetipo. È l’esperienza che si vive visitando la splendida mostra "Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro", mirabilmente organizzata dall’Azienda Regionale di Promozione Turistica della Basilicata. (...) ■ continua a pag 7
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Rotelli e Quarto
Dellapenna da pag 9 a 11
MATERA Incontra la minoranza per il bene della città e per programmare anche allargando
Nicoletti apre all’opposizione IL GEN. E IL MINISTRO URSO CON I DIRIGENTI STELLANTIS
Lancia Gamma, Bardi: «Linfa per lo stabilimento di Melfi»
Nicoletti
EX ILVA
Dellapenna a pag 14
Servizio a pag 13
■ Errichetti
a pag 5
ACQUA
La Basilicata è nel Political Board dell’Alliance of European Regions on Water Resilience. Mongiello: «Per noi è futuro»
■ Servizio
a pag 13
_ MARATEA
La frana di Castrocucco è bypassata con un’opera da 5,5 mln che permette di superare l’emergenza
■ Calabrese
a pag 26
_ MONTALBANO JONICO
Ieri i funerali di Vincenzo D’Orsi, morto con un colpo di fucile accidentale: folla per il ragazzo dal sorriso pulito ■ Calabrese
a pag 28
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Italia e Mondo Ursula parla chiaramente del precario stato dell'Unione
Le minacce sull’Europa
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I populismi, i terzomondismi ed i nazionalismi minano l’Europa. All'analisi, però, non segue una proposta convincente DI ROBERTO LAMATTINA
Europa è minacciata da nemici interni ed esterni, i populismi di destra e di sinistra, i nazionalismi e i terzomondismi minano alle basi le radici dell'Europa. Il vecchio continente deve reagire ripartendo dalle sue forze per non arrendersi, deve trovare compattezza e comprendere che nessuno lo aiuterà da fuori. La guerra bussa nel vecchio continente come nel mediterraneo e non ci si può far trovare impreparati. È questa la sintesi del discorso di Ursula Van der Layer sullo stato dell'Unione. IL PROFONDO DISAGIO Il discorso coglie il problema ma non offre la soluzione. È vero che l’Europa soffre il quadro internazionale e le forze politiche interne che minano alle sue radici, è vero che la guerra soffia alle sue porte ma la risposta di Ursula non comprende la verità.
All’operaio che ha perso il lavoro a causa della transizione ecologica e che oggi vota AFD non puoi parlare di ulteriori misure contro il cambiamento climatico. Al fresco da disoccupato preferirà sempre il caldo al lavoro. La Van der Layer non tocca proprio la questione immigrazione come se fosse scontata, come se le paure della gente che non si riconosce più nelle proprie città fossero cose superficiali da sottovalutare. Non è un buon modo per avvicinare la gente all’Europa. UN GIGANTE BUROCRATICO Ursula finge di non vedere che la UE, con i suoi programmi ambientali, le sue follie green, le sue scelte ideologiche su gender e integrazione ha costruito un gigante burocratico, poco compreso e molto detestato da parti importanti dell’opinione pubblica. Ursula non sente o finge di non sentire, forse non riesce a dare voce al disagio di chi vota AFD cui non basterà parlare di valori, dell’alle-
anza con il Canada o di altro per convincerlo. UN RUOLO GEOPOLITICO Proprio il pezzo di discorso in cui si parla del rapporto con un Canada da difendere sembra annunciare una nuova strategia di Ursula. Lei dice che non è una misura contro qualcuno ma è
chiaro a tutti che il grande vicino dei canadesi sono quegli Stati Uniti che sembrano sempre meno europei. LA STRETTA SUI SOCIAL Ursula parla anche dei Social, della loro capacità di costruire ed imporre opinioni ed antropologia. La UE vietera’ i social sot-
to o 13 anni con la possibilità di costruire profili limitati sotto la supervisione dei genitori. Una misura corretta di cui si sente il bisogno. Forse l’unico vero passo verso le esigenze reali della gente reale. Per il resto una ottima analisi cui non fa seguito una proposta di uguale valore.
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Italia e Mondo
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L’esenzione prevista per il 2027 interessa 14,5 milioni di veicoli. Meloni: «Cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani»
Il CDM abolisce il bollo per auto e moto A
DI VITO ERRICHETTI
lla fine, dopo mesi di annunci, rilanci e frenate, la notizia è arrivata ieri pomeriggio, mercoledì 16 settembre, dal Consiglio dei ministri. Il bollo auto, una delle tasse più contestate dagli automobilisti italiani, non si pagherà più per una platea ampia di veicoli: tutte le moto e oltre il 70% delle automobili in circolazione, per un totale stimato di 14,5 milioni di mezzi.Non è un’abolizione totale, va detto subito. Riguarda le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con altre fonti di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. E vale per un solo veicolo per persona fisica, regolarmente assicurato. L’esenzione si applica ai pagamenti con termine ordinario compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, come previsto dall’articolo 2 della bozza del decreto approvato ieri. LA LINEA DEL GOVERNO La presidente del Consiglio non ha perso tempo nel rivendicare la misura. «Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha dichiarato Giorgia Meloni
subito dopo il via libera dell’esecutivo.A rivendicare il merito politico della misura è soprattutto Forza Italia, che da mesi ne fa una bandiera. Il vicepremier Antonio Tajani ha scritto su X: «Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale fin dalla fondazione del movimento azzurro e dalle battaglie di Silvio Berlusconi 'meno tasse per tutti'». E ha aggiunto: «Le esenzioni dal bollo auto sono solo l’inizio». UN TRIBUTO CHE DIVIDE DA SEMPRE Già nel 2008 l’allora premier Silvio Berlusconi, in tv, aveva anticipato l’intenzione di abolire gradualmente il bollo. Ci tornò nel 2012, proponendo di intervenire almeno sulla prima auto, e ancora nel 2017. Nessuna di quelle promesse si è mai tradotta in una cancellazione strutturale. Questa volta, a differenza delle precedenti, il testo è già passato in Consiglio dei ministri, anche se resta da vedere come reagiranno Parlamento e Regioni.Perché qui si arriva al nodo più delicato dell’operazione: chi paga il conto?
IL BUCO PER LE REGIONI Il bollo auto non è un tributo statale, ma regionale. Ed è una voce di entrata tutt’altro che marginale per i bilanci degli enti. Secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, la tassa ha portato nelle casse delle Regioni 7,1 miliardi di euro lo scorso anno, pari in media a 267 euro per ogni famiglia residente. Se si considerano anche imposta di iscrizione al Pra e tassa sulle assicurazioni Rc auto, il conto complessivo sale a 11,3 miliardi, 424 euro a famiglia.Numeri che spiegano perché, fino a poche settimane fa, l’ipotesi di abolizione venisse trattata con cautela dagli uffici tecnici. Ad aprile e nei mesi successivi si era parlato di una cifra vicina agli 7,5 miliardi di euro l’anno per compensare le Regioni in caso di cancellazione totale del tributo. Il vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio aveva parlato del bollo come di una «patrimoniale mascherata», indicando però tempi lunghi, non prima del 2028, per una sua eliminazione integrale.Il decreto approvato ieri sembra quindi muoversi su un terreno più prudente rispetto alle ipotesi circola-
te in estate: non un’abolizione strutturale e permanente, ma un’esenzione per il solo 2027, circoscritta a una fascia di potenza precisa e a un veicolo per contribuente. Resta da capire con quali risorse verrà coperto il mancato introito per le Regioni e se la misura sarà rifinanziata negli anni successivi. LE DOMANDE CHE RESTANO APERTE Diversi osservatori si chiedono già se la platea dei beneficiari, pur ampia sulla carta, non finisca per escludere chi possiede più di un’auto in famiglia, magari per esigenze di lavoro. La regola del «un solo veicolo agevolabile» a testa, se da un lato serve a contenere la spesa pubbli-
ca, dall’altro lascia fuori situazioni non così rare.E poi c’è la domanda più politica: perché limitare l’esenzione al solo 2027 invece di renderla permanente, se davvero si tratta — come dice Meloni — di cancellare «una delle tasse più odiate»? Una tassa cancellata per un anno si può ancora definire cancellata, o è più corretto parlare di una sospensione a tempo?Sono domande che, con tutta probabilità, troveranno risposta con la Legge di Bilancio 2027, quando si capirà se questa misura resterà un episodio isolato o l’inizio di un percorso più ampio di riduzione della pressione fiscale sul possesso dei veicoli.
La misura approvata dal Consiglio dei ministri riguarda oltre il 70% delle vetture in circolazione. Rosa: «Un provvedimento di equità e buonsenso»
Bollo auto, abolito per 14,5 milioni di veicoli Caiata: «Risorse reali nelle tasche degli italiani»
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l bollo auto verso una riduzione per le utilitarie e i veicoli di piccola e media cilindrata, con la misura che dovrebbe estendersi anche a moto e scooter. È questo uno degli interventi approvati dal Consiglio dei ministri e sul quale intervengono i parlamentari lucani di Fratelli d’Italia Gianni Rosa e Salvatore Caiata. Secondo quanto riferito, la misura interesserebbe oltre il 70% delle automobili attualmente in circolazione, per un totale di circa 14,5 milioni di veicoli.Un intervento che, nelle parole dei due esponenti di FdI, punta soprattutto a ridurre il peso della fiscalità sulla mobilità quotidiana di famiglie e lavoratori. Il senatore Gianni Rosa parla di «un provvedimento di equità e di buonsenso», sottolineando come il beneficio riguarderebbe soprattutto chi utilizza vetture di dimensioni e cilindrata contenute
per esigenze legate al lavoro e alla vita familiare.Per Rosa, la misura rappresenta anche un intervento sul costo della mobilità, diventato una voce sempre più rilevante nei bilanci domestici. La riduzione del bollo, spiega, può inoltre accompagnare il rinnovo del parco circolante verso mezzi meno inquinanti, senza penalizzare chi, per ragioni economiche, non ha ancora potuto sostituire un’auto più datata.Sul provvedimento interviene anche il deputato Salvatore Caiata, che evidenzia l’effetto diretto che la riduzione del tributo potrebbe avere sulle famiglie. «La rimozione del bollo auto, fortemente voluta e promossa dal presidente Giorgia Meloni, non è una semplice misura fiscale, ma un gesto di attenzione e giustizia sociale nei confronti del popolo italiano», afferma.Caiata definisce l’intervento una scelta rivolta «alle fa-
miglie, ai lavoratori e a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese», sostenendo che le risorse non versate per il bollo possano restare nei bilanci familiari. «Non parliamo di bonus fittizi o di promesse elettorali, ma di denaro reale che rientra direttamente nelle tasche degli italiani», aggiunge il
deputato.La misura si inserisce così nel quadro degli interventi fiscali rivendicati dal Governo a sostegno delle famiglie e del ceto medio. Per Caiata, in una fase segnata dall’aumento dei costi della vita, «lo Stato deve dimostrarsi un alleato e non un esattore spietato».
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La Cassazione fissa al 20 ottobre l’udienza pubblica sul ricorso contro lo stop all’area a caldo
Ex Ilva, slitta il decreto per i lavoratori Il tavolo di Palazzo Chigi si aggiorna alla prossima settimana. Sullo sfondo la scadenza del 28 ottobre, mentre il governo studia le tutele per occupazione e indotto e i sindacati chiedono risposte immediate
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DI VITO ERRICHETTI
l colpo di scena è arrivato mentre il tavolo era già seduto. Il governo aveva annunciato un decreto da portare in Consiglio dei ministri nel pomeriggio, e invece a un certo punto, dentro la Sala Verde di Palazzo Chigi, è arrivata una notizia che ha cambiato la mattinata: la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l'udienza pubblica davanti alle Sezioni Unite sul ricorso straordinario presentato da Ilva in amministrazione straordinaria, Acciaierie d'Italia e Adi Holding contro il decreto con cui, il 27 luglio, la Corte d'Appello di Milano ha ordinato la chiusura dell'area a caldo entro 90 giorni. Risultato: il decreto sui lavoratori non è arrivato in Cdm, e il tavolo con Fim, Fiom e Uilm è stato aggiornato alla prossima settimana. Il governo ha fatto sapere che le misure saranno discusse «quando il quadro generale sarà più chiaro». COSA DICE DAVVERO LA MOSSA DELLA CASSAZIONE Vale la pena essere precisi su un punto che nelle prime ore di oggi rischia di passare per un semplice rinvio tecnico. Le Sezioni Unite, nel fissare l'udienza, hanno scritto che, «in ragione degli interessi coinvolti dalla controversia, incidenti su diritti fondamentali, e della portata della pronuncia impugnata, si rende necessaria una celere trattazione dei ricorsi in udienza pubblica». È una procedura accelerata, con termini stretti: la Procura generale potrà depositare la propria memoria entro il 5 ottobre, le parti resistenti entro il 14, i ricorrenti entro il 17. I motivi di ricorso presentati da Ilva e Acciaierie d'Italia sono complessivamente venticinque. Ma la Cassazione non sospende nulla di suo: fissa solo la data. Sono gli stessi commissari straordinari che, secondo quanto trapela, presenteranno nelle prossime ore alla Corte d'Appello di Milano un'istanza cautelare per chiedere la sospensione dell'esecutività del proprio decreto, in
attesa della pronuncia di Roma. Se quella sospensione arrivasse, gli altiforni potrebbero restare accesi oltre fine ottobre. Se non arrivasse, la scadenza del 28 ottobre resta quella. Due binari giudiziari, uno dentro l'altro, e nessuno dei due che aspetta la fabbrica. LA LINEA DEL GOVERNO, ILLUSTRATA MA NON SCRITTA Il sottosegretario Alfredo Mantovano, che presiede questo tavolo dal 23 ottobre 2023 - quello di oggi è, per la cronaca, il ventesimo - ha comunque messo sul piatto quattro punti: un futuro dell'acciaio "green", con forni elettrici alimentati a Dri; la prosecuzione della gara di vendita sulla base delle offerte già presentate e di quelle che arriveranno; una tutela dei lavoratori - diretti e indotto - tramite «un modello di Cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività»; e l'avvio dei progetti di reindustrializzazione dell'area di Taranto. Le misure ipotizzate, secondo quanto filtrato prima del rinvio, comprendevano un ammortizzatore straordinario in deroga per le imprese dell'indotto, coperture per i lavoratori indiretti nei primi cinque mesi e un percorso di prepensionamento per i diretti. Tutto materiale pronto
per un decreto che, per ora, resta nel cassetto. C'è poi un fronte parallelo, quello datoriale, che vale la pena raccontare perché somiglia molto a un film già visto. Nicola Convertino, presidente di Aigi - l'associazione che raggruppa 28 aziende dell'indotto - ha dichiarato che chiederà la sospensione dei licenziamenti collettivi comunicati il 4 settembre: gli stessi che erano già stati congelati l'8 settembre "per senso di responsabilità" e poi riattivati appena la Corte d'Appello ha respinto il ricorso di Acciaierie d'Italia. È la terza volta in due settimane che l'indotto si trova a decidere se fermare o meno le lettere di licenziamento sulla base di un quadro che cambia di giorno in giorno. Non è chiaro, al momento in cui scrivo, se questa nuova sospensione sia già stata formalizzata o resti un'intenzione dichiarata a caldo, appena uscito dal tavolo. LE VOCI SINDACALI: CAUTA SODDISFAZIONE, MA NESSUNO ABBASSA LA GUARDIA Michele De Palma, segretario generale della Fiom, ha commentato con un giudizio a metà: «Questo è un passo importante nell'emergenza, ma non è la soluzione dei problemi». E ha ribadito la linea che il suo sindacato porta avanti
da mesi: «Continuiamo a pensare che il piano che abbiamo presentato al governo sia un piano per la decarbonizzazione e la garanzia occupazionale», l'unico, a suo avviso, davvero praticabile, una società pubblica capace di tenere insieme produzione, ambiente e lavoro. Dalla Fim, il segretario Roberto Uliano ha guardato al bicchiere mezzo pieno sul metodo, non sulla sostanza: «Stavamo discutendo la norma che bloccava i licenziamenti nell'indotto e questa è una cosa positiva», premettendo però che resta «fondamentale il blocco dei licenziamenti» e la costruzione di «ammortizzatori dedicati per permettere di dare certezze ai lavoratori». La Uilm, dal canto suo, ha rimesso al centro chi rischia di più: «La priorità assoluta è parlare del blocco dei licenziamenti dei lavoratori degli appalti, che sono i più esposti da 14 anni di questa vergognosa vicenda», chiedendo anche «strumenti di risarcimento per tutti i lavoratori diretti dell'Ilva e degli appalti» L'APPUNTAMENTO CHE ORA CONTA DI PIÙ Il prossimo passaggio operativo non è a Palazzo Chigi, ma al ministero del Lavoro: venerdì 18 settembre è previsto un tavolo tecnico dedicato “alla gestione sociale e alle questioni
aperte per i lavoratori e le lavoratrici dell'ex Ilva”. È lì, probabilmente, che si capirà se le misure illustrate oggi da Mantovano prenderanno forma di numeri e coperture concrete, o se resteranno un elenco di intenzioni in attesa del 20 ottobre. QUELLO CHE ANCORA NON TORNA Un mese fa la scadenza per lo spegnimento dell'area a caldo sembrava un dato quasi giuridico, quasi astratto. Oggi, con un'istanza di sospensione in arrivo e un'udienza fissata a Sezioni Unite, il calendario si è complicato, ma non è detto che si sia allungato. Perché resta un nodo tecnico che nessuno, oggi, ha affrontato pubblicamente: se il fermo degli altiforni richiede settimane di preparazione - come raccontano da giorni fonti vicine ai commissari - allora la fase di spegnimento potrebbe essere già in corso, o sul punto di cominciare, indipendentemente da cosa deciderà la Cassazione tra un mese. In quel caso, tutta questa architettura di rinvii giudiziari rischierebbe di arrivare troppo tardi rispetto a quello che sta già succedendo dentro lo stabilimento. È una domanda che, per ora, nessuna delle fonti consultate ha voluto affrontare in modo esplicito.
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Infettivologo del SIMM indagato per associazione per delinquere. Perquisiti altri medici
Certificati anti-rimpatrio: si cerca la regia occulta
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DI TIZIANA MAGRÌ
ideologia contro le regole. È il presunto conflitto che da mesi percorre l’inchiesta sui certificati anti-rimpatrio e che ieri è sfociato in un maxi-blitz della polizia in tutta Italia, da Nord a Sud. Ventiquattr’ore fa sono scattate le perquisizioni nei confronti di 28 medici, tra infettivologi e psichiatri, in diverse città italiane, sospettati di aver sottratto migranti irregolari ai Centri di permanenza per il rimpatrio con certificati di inidoneità rilasciati per convinzioni ideologiche prima ancora che mediche. Tra gli ispezionati, risulta iscritto nel registro degli indagati solo Nicola Cocco, infettivologo di fama nazionale ed esponente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), che per gli inquirenti sarebbe un punto di riferimento sul tema per i colleghi impegnati, così come già emerso dall’indagine sull’ospedale di Ravenna dove sono scattate misure cautelari. A Cocco la Procura di Ravenna contesta l’associazione a delinquere per l’ipotesi, al vaglio, di un disegno comune dietro le singole scelte dei camici bianchi coinvolti. IL PRECEDENTE Il filone risale a qualche mese fa, quando l’attenzione degli inquirenti si concentrò su 34 certificati ritenuti ideologicamente falsi, rilasciati dal reparto di Malattie Infettive della struttura ospedaliera romagnola. Da quella prima inchiesta erano già finiti nel registro degli indagati otto medici del reparto. Per tre di loro il gip aveva disposto l’interdizione dalla professione; ad altri invece era stato vietato di rilasciare certificazioni di idoneità ai fini dell’inserimento nei Cpr. LA CACCIA ALLA RETE NAZIONALE Ora gli specialisti informatici della Polizia di Stato e del Servizio centrale operativo stanno analizzando a tappeto le copie forensi di telefoni, computer e supporti digitali sequestrati ai 28 professio-
nisti raggiunti dal decreto di perquisizione in nove province – tra cui Milano, Bologna, Bari, Firenze, Rimini, Livorno, Varese, Biella e due medici di Matera. L’obiettivo della sostituta procuratrice Angela Scorza è dimostrare che dietro i singoli certificati contestati si muova una rete coordinata su scala nazionale, capace di andare oltre la regione Emilia-Romagna dove l’inchiesta è partita. Il blitz ha creato momenti di tensione; a Roma, per perquisire lo studio di uno dei medici coinvolti, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, poiché il professionista si era barricato in casa. È sulle chat ed email sequestrate che si concentra il lavoro degli inquirenti, alla ricerca di riscontri a un presunto scambio sistemico di moduli, diagnosi precompilate e consigli legali con attivisti e associazioni, allo scopo di sfruttare l’automatismo della burocrazia normativa: l’attestazione di non idoneità psicofisica fa decadere il trattenimento nei Centri e comporta il rilascio immediato del migrante che torna in stato di libertà, esonerandolo dall’eventuale rimpatrio. Non è escluso che dagli esami dei dispositivi arrivino, nei prossimi giorni, nuove iscrizioni nel registro degli indagati. LO SCONTRO POLITICO Sul piano politico la tensione resta altissima. Il vicepremier Matteo Salvini ieri ha rinnovato la richiesta di radiazione dall’albo per i medici coinvolti, chiedendo che siano chiamati anche a rispondere sul piano economico, con «il pagamento dei danni» per chi a suo dire userebbe il camice bianco per fare politica contro la legge. Dal Viminale si parla apertamente di un «ostruzionismo ideologico» contro i decreti di espulsione previsti dalla legge dello Stato. Replica dei medici Dall’altra parte le associazioni mediche, a partire dalla Simm, rilanciano lo slogan «la cura non è reato», spostando la questio-
ne sul piano deontologico: i Cpr vengono descritti come strutture degradanti e «patogeniche», tanto che certificare l’idoneità di un soggetto vulnerabile a permanervi costituirebbe, secondo i medici, una violazione del giuramento di Ippocrate. IL NODO GIURIDICO Il certificato di non idoneità psicofisica resta l’unica via che la legge lascia aperta per interrompere il trattenimento dei migranti nei Cpr prima della scadenza dei termi-
ni: una firma decisiva, e proprio per questo, secondo l’ipotesi accusatoria, è al centro di uno scambio di prassi coordinato – sostiene la Procura- più che di episodi isolati. Sul fronte legale, gli avvocati dei medici già indagati nel filone ravennate hanno annunciato ricorsi contro le misure interdittive, sostenendo che le certificazioni rientrano nella discrezionalità clinica del medico e che il reato di falso richiederebbe la prova di una diagnosi inventata a tavolino, non una
divergenza di valutazione tra periti, un punto su cui potrebbe pronunciarsi il tribunale del riesame. Le opposizioni chiedono che l’inchiesta resti nelle mani della magistratura, con tutti gli accertamenti del caso, mettendo in guardia da un uso strumentale dell’argomento ai fini elettorali. Resta il nodo di fondo tra ideologia e regole: fin dove arriva l’autonomia del medico nel certificare la salute di un paziente, e dove inizia la responsabilità penale per un atto pubblico falso?
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Il Narciso di Caravaggio a Potenza
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DI GIANFRANCO BLASI
è un momento preciso in cui l’arte smette di essere semplice visione e si fa canto, immersione, archetipo. È l’esperienza che si vive visitando la splendida mostra "Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro", mirabilmente organizzata dall’Azienda Regionale di Promozione Turistica della Basilicata. Ospitato nelle sale del Museo Archeologico Provinciale di Potenza, questo itinerario immersivo si snoda tra atmosfere avvolgenti, luoghi densi di suggestione, opere e immagini che rievocano, in un perfetto equilibrio sensuale e storico, il mito senza tempo del giovane cacciatore. Un percorso straordinario che trova il suo culmine assoluto, la sua vera vetta emotiva, nell’impareggiabile tela del Caravaggio. A testimoniare la forza di questo evento è l'eccezionale successo di pubblico, con un continuo e caloroso afflusso di visitatori. Ma a colpire nel profondo non sono soltanto i numeri. Camminando tra le sale, ciò che incanta è la meraviglia quasi palpabile che si percepisce sul volto delle persone accanto. Un silenzio rapito e partecipe unisce i presenti davanti alla tela, segno tangibile
_ Foto di A. Mattiacci
di come la grande bellezza sappia ancora generare una profonda e intima commozione collettiva. Proprio davanti a quel capolavoro, per chi scrive, il cerchio del tempo si è chiuso, riannodando i fili di una riflessione filosofica già tracciata nelle pagine del mio libro Per ogni visione un canto (pubblicato nel 2001 per le Edizioni L’Aquilone e oggi custodito nel catalogo de "Il Segno", Potenza). In quel testo richiamavo il pensiero di André Gide e il suo fondamentale saggio del 1891, Il trattato del Narciso (Le Traité du narcisse). Gide compie un’operazione straordinaria: riscatta il giovane dal cliché della vanità, trasformandolo nel simbolo della ricerca interiore e dell’atto creativo. È un significato duplice, estetico e filosofico, che l’esposizione potentina restituisce in tutta la sua interezza attraverso tre direttrici ideali che guidano il visitatore: La ricerca dell’essenza: Il Narciso che emerge dalla penna di Gide — e che specchia la sua tensione emotiva nella tela — non si perde in un vano e sterile amor proprio. Si china sulla sponda del fiume per cercare la propria anima, nascosta dietro le ingannevoli apparenze del mondo sensibile; La teoria del simbolo: Il riflesso nell’acqua
_ Foto di A. Mattiacci
cessa di essere un’illusione e diventa la forma eterna delle cose, quell’archetipo che l’artista ha il compito di cogliere al di là del caos effimero della realtà quotidiana; Il distacco dal finito: Narciso comprende che gli oggetti del mondo sono solo contingenze caduche; contemplando l’acqua, tenta di ristabilire l’armonia perduta con un paradiso originario. Ma è nel cuore del dipinto che la teoria estetica si fonde drammaticamente con l'esperienza umana, evocando la creatività tormentata e la sofferenza dell'uomo Caravaggio. Quell’oscurità densa che inghiotte i contorni, quel contrasto violento tra la carne illuminata e l’abisso d'ombra, racconta tutta l'anima di un pittore in pe-
renne fuga dai propri demoni. Quel riflesso nell’acqua scura diventa allora qualcosa di più profondo: forse è il riflesso stesso tra l’uomo e l’artista. Caravaggio specchia nel dramma di Narciso la sua stessa urgenza creativa, il dolore dell'esilio interiore e la condanna di chi può guardare la bellezza assoluta solo pagando il prezzo di una profonda sofferenza esistenziale. Nel suo saggio, Gide scrive una frase illuminante: «L'œuvre d'art est un cristal — un morceau de paradis retrouvé...» (L'opera d'arte è un cristallo — un frammento di paradiso ritrovato). Il cristallo come emblema di purezza incorruttibile, sottratto al flusso caotico del tempo. Questo è esatta-
mente ciò che si percepisce nei riflessi sublimi dell’opera esposta a Potenza. L’arte di Caravaggio compie questo miracolo: immobilizza il tormento e le figure fuori dal tempo. Supera le apparenze mutevoli e dolorose della realtà per cristallizzare e manifestare l’Idea eterna che vi si cela dietro. La mostra del Museo Provinciale ha il grande merito di non essere solo un evento espositivo di eccezionale valore, ma una vera e propria esperienza filosofica e umana. Un invito a chinarsi, come Narciso, non per vanità, ma per ritrovare — attraverso la bellezza del cristallo caravaggesco e gli occhi meravigliati di chi ci sta accanto — la nostra essenza più profonda.
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Cronache Lucane Ecco l’auspicato cambio di marcia: vicepresidenti Caiata e Rosa
FdI, tanto tuonò che piovve Rotelli commissario regionale, subentra al galantuomo Quarto per dare una marcia in più al Partito che può ambire ora a essere leader qui
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DI MASSIMO DELLAPENNA
ratelli d'Italia si riorganizza al Sud in vista delle elezioni politiche. Come è noto, infatti, è proprio nel Mezzogiorno che il Partito ha le sue maggiori difficoltà politiche ed organizzative. Giorgia Meloni, supportata da Giovanni Donzelli, ha decretato due cambi ai vertici regionali sostituendo il segretario regionale della Campania Antonio Iannone con Gennaro Sangiuliano e il segretario regionale della Basilicata Piergiorgio Quarto con il Commissario Mauro Rotelli, supportato da due big del calibro di Caiata e Rosa, come vice presidenti regionali. QUARTO, UN GALANTUOMO Noi siamo stati i primi a dire ripetutamente che Fratelli d’Italia era, almeno in Basilicata, un partito piuttosto fragile e disorganizzato. Basta ripercorrere la nostra narrazione del primo partito italiano per evidenziare come quest’ultimo contrapponesse una struttura solida e perfetta a Roma con una gestione molto più debole nella nostra regione. Siamo convinti e lo abbiamo detto e ripetuto che se è vero che Giorgia Meloni è il leader più solido del panorama politico italiano e FDI il partito meglio organizzato a livello nazionale, non lo stesso si può dire per il Partito 2
a livello locale. Non sappiamo se il nostro grido di dolore sia stato ascoltato da via della Scrofa, ma certo è che anche in questo avevamo visto lungo. Con la stessa determinazione con la quale abbiamo evidenziato la situazione ci permettiamo di parlare di Piergiorgio Quarto. L’ormai ex segretario regionale di FDI è un autentico galantuomo di altri tempi, persona per bene ai limiti della nobiltà, sempre garbato e mai sopra le righe, con un profilo istituzionale di alto livello e una visione politica improntata al bene comune. Di questi tempi non è una cosa scontata. Da una sua brillante intuizione e da un suo passo indietro è nata la candidatura vincente di Nicoletti al Comune di Matera. Se un errore ha fatto Quarto in questo periodo di gestione di FDI è stato quello essere troppo troppo accondiscendente umanamente, ma come ci ha insegnato Formica, “la politica è sangue e merda”. Anche per le vicende umane e familiari che lo hanno colpito non è mai riuscito ad essere veramente incisivo nelle dinamiche del Partito. Quarto ha la virtù, piuttosto rara, di quel politico - a proposito di merda - cui puoi stringere la mano senza paura di sporcarla (come disse Montanelli di Almirante), ma forse non ha mai avuto il polso per dirigere una struttura www.lecronache.info
Mattia come capogruppo di FDI. Mattia, però, non affiancherà Rotelli. Accanto al nuovo commissario, infatti, ci saranno come vice Salvatore Caiata e Gianni Rosa (rigorosamente in ordine alfabetico). Un modo per mettere al vertice del partito le due anime che hanno guidato le contrapposizioni territoriali e che ora dialogheranno sotto l’occhio vigile di Rotelli. FDI si prepara alle prossime elezioni. Noi speriamo che possa trovare compattezza, unità e organizzazione per esercitare anche in Lucania il ruolo guida che sa esercitare a Roma.
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Basilicata
Luci e ombre di Fratelli d’Italia
Chi ha interesse ad un partito chiuso ed autoreferenziale?
grande società pubblica proprio partendo dalla ratelli d’Italia è il Basilicata e dalla Puglia mettendo così la nostra italiapartito primo no, si attesta ormai regione e le nostre risorse stabilme nte al 30%, ha al centro di un grande grauna leadership ben deter- piano di investimenti più minata e sbaglia chi im- zie ai quali non ci sarài dimagina che il suo con- la necessità di vivere senso sia destinato a sagi che abbiamo vissuto scomparire come è acca- in questi mesi. Acduto ad altri partiti negli L’amministratore di qua del Sud spa, Luigi ultimi anni. di Giorgia Meloni può con- Decollanz è un esperto pertare, a differenza di altri diritto societario, una m fenomeni passeggeri nel- sona con un curriculu lo scenario politico, su formidabile e, per quanto la una tradizione antica ma non abbia mai negato al capace di rinnovar si, su sua vicinanz a ideale tore, una visione strategica di movimento conserva sue prima importan za e su sta mostrando con le è riuna classe dirigente strut- capacità che la scelta siturata, organizzata e com- caduta su un uomo di patta e si è dimostrata ca- cura affidabil ità e comva pace di comunicare chia- petenza, un merito chealla ramente e coraggio sa- ascritto piename nte Francedi anza mente la sua determin a- lungimir ha zione anche dopo il re- sco Lollobrig ida cheprocente avviso di garanzia. saputo individuare il la Con la sua Presidenza del blema e trovare anche _ Meloni Consigli o dei Ministri soluzione. Con la stessa dil’Italia ha acquisito pre- tranquillità possiamo de- la Repubblica) è stato uno ha stigio internazionale, si è re che il Governo per dei maggiori propulso ri affermat a come riferi- ciso di interveni re, dell’azione del Governo, mento stabile del mondo esempio, nella gestione un maniacale lavoratore e occident ale e come par- del grande Parco Nazio- un attento studioso dei fea. Basilicat della nale USA degli affidabile tner del- nomeni, così come non anche prescind endo dal Il Parco Nazional e Val possiamo negare che l’asl’Appennino Lucano Presidente degli States. sta- sessore Vigilante ha svolè ese Lagonegr d’Agri NO GOVER IL al to per anni la cenerento- to un egregio lavorocosì MELONI PER LA la dei parchi nazional i, Comune di Potenza, BASILICATA come hanno ben figurato diun avuto mai ha non Fratelli a, Per la Basilicat la Michele Napoli e Madda d’Italia ha fatto e sta fa rettore stabile e con
lunedì 2 febbraio 2026
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nto degli italiani e tanto sta facendo anche per la Giorgia Meloni governa bene, il suo partito è primo nel gradime
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con tre parlamentari, due assessori e quattro consiglieri regionali. Le ultime fuoriuscite verso Futuro Nazionale sono state, probabilmente, le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. ROTELLI COMMISSARIO Il nuovo commissario regionale è Mauro Rotelli. Storico esponente della destra italiana, uomo di fiducia di Giorgia Meloni è chiamato a coordinare il Partito guidandolo verso le elezioni politiche. Uomo di antica militanza e altissima qualità, presiede la Commissione ambiente alla Camera dove siede in pianta stabile Aldo
sabato 1 febbraio 2025
Primo Piano
La classe dirigente lucana non sembra all’altezza della sfida.
__Rotelli e Quarto, sotto Cronache del 1 febbraio 2025 e del 2 febbraio 2026
Esiste un partito lucano che non si coordina
tte con Roma. Ecco le cause delle continue sconfi
Un brutto Quarto d’ora Dopo le dichiarazioni di Donzelli a Cronache,
DI MASSIMO DELLAPENNA
è immaginabile che ci siano cambiamenti in
. Almeno lità politica della scelte i si assume la responsabi Il Partito di Giorgia Melon
c’è il coraggio
Vitalizi,FdI non si nascon Quarto
e pubblicamente e Galella unici ad uscir venerdì 30 ge
atore regionale FdI INO In studio il coordin OLTRE IL GIARD
de
a impopolare
nnaio 2026
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in difesa della norm
vista
ache.info
o Troiano ista Molinari e il sindac Quarto, il giornal
e chiarezza, «Sui vitalizi serv ma diritti» non sono privilegi N
il trasporto funzionale per o , tare una struttura basta allungare una pista ri. «Non di Oltre il giardino a prinell’ultima puntata dimento di Crona- passegge un’aerostazione. Il problem disposte a il talk di approfonda Paride Leporace, costruire compagnie aeree ha spiegato. Molidi cipale è trovare che Tv e condotto voli profittevoli», manchino i numecoordinatore regionale su alcune operare ato come Piergiorgio Quarto, ha fatto il punto nari ha sottoline ento sufficiente Fratelli d’Italia,più rilevanti che riguardano ri per garantire un riempim di aeroporti in delle questioni i temi trattati, i presunti vi- degli aerei e ha citato esempi che hanno inla Basilicata. Trala crisi industriale e agrico- difficoltà, come Forlì e Foggia, significativi. risultati talizi regionali, ve politiche del territorio. a dovrebvestito senza ottenere e la, e le prospetti presunti vitalizi per gli ex Secondo il giornalista, la Basilicat i più concrete La questione dei i è stata al centro del di- be concentrarsi su soluzion mento dei collenon si tratta di sostenibili, come il potenzia e Bari. «Un treconsiglieri regional ha chiarito che battito. Quarto diritti legati ai contributi dif- gamenti ferroviari tra Matera permetterebbe re. privilegi, ma di su binari adeguati 30 miper qualsiasi lavorato ite, ma no veloce ere l’aeroporto di Bari ine realizferiti, come avviene di raggiung di vitalizi o buonusc pratica «Non parliamo garantisca la politica come nuti, offrendo una soluzione che La ti. . sistema di un non solo ai benestan ma zabile», ha aggiunto o un’alternativa per la accessibile a tutti, so errori in passato, Molinari ha suggerit una struttura a Basilicata ha commesre un equilibrio tra diritti pista Mattei: trasformarla innon ha una preBasilicata Ha inoltre è necessario recupera , ha affermato. su questo uso militare. «La e giustizia sociale» la comunicazione riconosciuto che
__ L’edizione
Q
D I M AS S I M O DE L L AP
E NNA
__ Quarto a Oltre il giardino
ascrivendola all’azione sessore non gli siano stati Fratelli d’Italia se che non abbiamo con- versati i contributi» diviso Lo faremo ancora
il consigliere di Cronache di ieri e
Galella
__L’edizione di Cronache di sabato e Giovanni Donzelli
se ceve chiunque, parla con Ci chiediamo, dunque, diretto IL CORTO CIRCUITO mini, non ha una strategia al- tutti, filtra le istanze della esista un rapporto CON LA BASILICATA egemoni ca e, sostanzi a Meloni, si dedica anima a tra i vertici centrali di FDI periferic risulta mente, ualsiasi persona Con la stessa forza ci sia- nelle scelte politiche an- corpo alle attività orga- e i suoi esponenti locali. È ami la politica, al mo sempre meravigliati di che quando ha tanti eletti. nizzative, è stato il regista un problema che travalica netto delle appar- come sia possibile che il Molto spesso ci siamo della conferenza program- i confini della singola inipoi è Sarebtenenze, non può non ave- metodo Meloni, cheLollo- chiesti perché. matica di Milano, delle va- ziativa legislativa. be interessante sapere che re una parola di apprezza- il metodo Donzelli, non LE PAROLE DI GIO- rie edizioni di Atreju. degli assessoiniziative le stuvolesse chi mento nei confront i di brigida, Cirielli etc… in , Insomma VANNI DONZELLI diri- ri e dei consiglieri regioGiorgia Meloni. Un leader riesca a mettere radici La risposta alle nostre do- diare il modello di dovrebbe nali, le posizioni assunte di partito che inventa un Basilicata. te mande viene da Giovanni gente di Partitodi Giovan- dal segretari o regional e partito dal nulla e lo porta Il Partito del Presiden Donzelli. Il parlamentare vedere l'azione siano in linea con quelle ad essere il primo partito del Consiglio dei Ministri, toscano è molto più di un ni Donzelli. è neces- del partito nazionale o se italiano diventando la pri- ha un metodo vincente al normale esponente politi- Questa premessa dere il esista un partito locale che è elezioni, le tutte vince del te Presiden ma donna politi- co, è la manifest azione saria per compren Consiglio e il primo Capo centro del dibattito
D I M AS S I M O DE L L AP E N N A
quanto non pagati non sa- Capoluo go? A noi semranno accettati ) eviden- bra che il brillante Rosa ziamo che la vicenda che del primo governo Bardi ad riguarda Ilaria Galotta, al abbia lasciato il postopiù netto della giusta e ne- una sua controfigurastesse in chiusa opaca, di one cessaria presunzi non colpevol ezza alla sa, interessata a preservaquale non intendiamo ve- re lo status quo e spavennir meno, denota una tata dall’idea che forze in scelta al ribasso che il nuove possano entrare a Partito del Presidente del quello che consider “suo” il mente esclusiva Consigli o in Basilicat a
a di di si trasforma in speranz oblio nello scarica barile
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giovedì 17 settembre 2026
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La vicepresidente del Consiglio regionale saluta la nomina e richiama il partito alla responsabilità e alla concretezza nelle prossime sfide
FdI Basilicata, Rotelli nuovo commissario Fazzari: «Una nuova fase per il partito» «L
’avvio di questa nuova fase rappresenta un’opportunità importante per Fratelli d’Italia in Basilicata. Rivolgo all’On. Mauro Rotelli i miei auguri per il nuovo incarico di Commissario regionale, nella convinzione che saprà mettere a disposizione del partito esperienza, capacità di ascolto e visione politica». Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata Maddalena Fazzari, che sottolinea come «il rafforzamento dell’organizzazione territoriale e il rapporto diretto con le comunità debbano essere al centro del lavoro dei prossimi mesi». «Ringrazio Piergiorgio Quarto per l’impegno profuso alla guida del partito. Il suo lavoro ha consentito di affrontare un periodo com-
plesso per il partito mantenendo saldo il rapporto con la coalizione e confermando la responsabilità di Fratelli d’Italia all’interno del centrodestra». «Con la nomina del deputato Salvatore Caiata e del senatore Gianni Rosa a vicecoordinatori regionali - aggiunge Fazzari - si completa una squadra che potrà contare su una significativa esperienza istituzionale e politica. Sarà importante lavorare in maniera coordinata, facendo emergere le competenze e le energie presenti nelle diverse realtà della Basilicata». «Il nostro obiettivo – conclude la vicepresidente del Consiglio - è consolidare la presenza di Fratelli d’Italia nella regione, dando continuità all’azione politica e costruendo un confronto costante
con amministratori, dirigenti, militanti e cittadini. Il partito è chiamato a interpretare con responsabilità il proprio ruolo di forza di
La responsabile del Dipartimento Organizzazione sulla nuova guida di FdI: «Si apre una nuova fase»
governo, tanto a livello nazionale quanto sul territorio, affrontando le prossime sfide con unità, determinazione e concretezza».
CLAPS: «BUON LAVORO AL NUOVO COMMISSARIO»
Smaldini: «Con Rotelli una Galgano: «Grazie Quarto, squadra pronta a crescere» buon lavoro Rotelli»
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«R
ivolgo, a nome del Dipartimento Organizzazione di Fratelli d’Italia Basilicata, i migliori auguri di buon lavoro all’onorevole Mario Rotelli, chiamato dal presidente Giorgia Meloni a guidare il partito in Basilicata in qualità di commissario regionale».È quanto dichiara Ivana Smaldini, responsabile del Dipartimento Organizzazione di Fratelli d’Italia Basilicata, che aggiunge: «L’onorevole Rotelli porta con sé l’autorevolezza di un percorso politico e istituzionale di lungo corso, costruito attraverso anni di impegno, esperienza e militanza. Una storia politica solida, che rappresenta un importante punto di riferimento per affrontare questa nuova fase del partito in Basilicata».«Alla sua esperienza e autorevolezza – prosegue Smaldini – si affiancano l’entusiasmo, l’energia e la determinazione di una comunità politica che si riconosce nei valori di Fratelli d’Italia e che ha voglia di continuare a crescere, lavorare e costruire insieme. È proprio dall’incontro tra esperienza e nuove energie, tra autorevolezza e passio-
ne, che può nascere una squadra capace di affrontare con slancio le sfide che ci attendono».«Al fianco dell’onorevole Rotelli – continua – ci saranno l’onorevole Salvatore Caiata e il senatore Gianni Rosa, ai quali rivolgo altrettanti auguri di buon lavoro nel ruolo di vicecoordinatori. Una squadra che unisce rappresentanza istituzionale, esperienza politica e profonda conoscenza del territorio, alla quale si affianca una comunità di dirigenti, amministratori, iscritti e militanti animata da un forte spirito di appartenenza e dalla volontà di contribuire, con entusiasmo e senso di responsabilità, al percorso di crescita di Fratelli d’Italia in Basilicata».«A Piergiorgio Quarto va il nostro sincero ringraziamento per il lavoro svolto e per
l’impegno profuso in questi anni. A lui va la nostra riconoscenza per il contributo dato al partito e l’auspicio di continuare a condividere, anche in questa nuova fase, un percorso di collaborazione e partecipazione».«Guardiamo a questo nuovo capitolo con fiducia, entusiasmo e grande spirito di squadra. La nostra forza risiede nella capacità di fare comunità, di valorizzare ogni contributo e di mettere a sistema le energie e le competenze di chi, ogni giorno, lavora con passione per Fratelli d’Italia. L’autorevolezza della guida, unita alla vitalità e al senso di appartenenza della nostra squadra, sarà un elemento fondamentale per rafforzare il radicamento territoriale e continuare a dare voce alle istanze delle comunità lucane».
l nuovo assetto di Fratelli d’Italia in Basilicata raccoglie gli auguri e il sostegno dei rappresentanti del partito sul territorio. Il presidente provinciale di FdI Potenza, Mauro Claps, rivolge un augurio di buon lavoro al nuovo commissario regionale Mauro Rotelli, chiamato a guidare il partito nella nuova fase politica.Claps ringrazia inoltre Piergiorgio Quarto per il lavoro svolto alla guida regionale, sottolineando come abbia condotto «una fase delicata, caratterizzata da non poche difficoltà», nella quale FdI ha mantenuto «lealtà e coerenza verso l’intera coalizione di centrodestra». Per il presidente provinciale, il partito continua a rafforzare il proprio ruolo di forza di Governo «a Roma come a Potenza», mantenendo i valori che ne caratterizzano la storia.Un ringraziamento a Quarto arriva anche dalla capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Potenza, Carmen Galgano, che evidenzia «la costante vicinanza, l’ascolto e la disponibilità» dimostrati nei confronti di amministratori e militanti, oltre alla presenza sul territorio.Galgano rivolge quindi gli auguri di buon lavoro a Rotelli e ai vicecoordinatori regionali Salvatore Caiata e Gianni Rosa, chiamati ad assumere le nuove responsabilità nell’organizzazione regionale del partito, auspicando un percorso caratterizzato da «responsabilità, ascolto e attenzione verso il territorio, gli amministratori e i militanti»
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giovedì 17 settembre 2026
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Il Il deputato di FdI Mattia saluta il nuovo incarico e ringrazia Quarto per il lavoro svolto: «Auguri anche a Caiata e Rosa»
«Auguri a Rotelli, per l’incarico e piena disponibilità a collaborare» «R
ivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro a Mauro Rotelli per il nuovo incarico di commissario regionale di Fratelli d’Italia in Basilicata. Sono certo che saprà affrontare questa responsabilità con impegno e spirito di collaborazione, mettendo a disposizione del partito la propria esperienza politica e organizzativa». Lo dichiara Aldo Mattia, deputato di Fratelli d’Italia, eletto in Basilicata. «A Mauro, con il quale condivido anche il lavoro nella Commissione Ambiente della Camera, va la mia piena disponibilità a collaborare nell’interesse della comunità politica di Fratelli d’Italia in Basilicata. Un augurio di buon lavoro anche a Salvatore Caiata e Gianni Rosa, chiamati ad affian-
carlo nel ruolo di vicecoordinatori regionali». «Desidero, allo stesso tempo, rivolgere un sentito ringraziamen-
to a Piergiorgio Quarto – continua Mattia- per il lavoro portato avanti in questi anni alla guida del coordinamento regionale. Un impe-
gno che merita riconoscimento e che rappresenta parte del percorso compiuto con dedizione, signorilità, abnegazione e senso del dovere nei confronti del partito e della Basilicata partito sul territorio. La nuova fase che si apre dovrà essere affrontata valorizzando il contributo di tutti, mantenendo saldo il rapporto con i territori, con gli amministratori e con la comunità di militanti e dirigenti che quotidianamente partecipano alla vita del partito». «A Mauro, Salvatore e Gianni rinnovo quindi gli auguri di buon lavoro, nella convinzione che collaborazione, confronto e presenza sul territorio continueranno a essere elementi centrali dell’attività di Fratelli d’Italia in Basilicata» conclude Aldo Mattia.
Il Presidente Provinciale di Matera: «Al fianco dei nuovi vertici con determinazione»
Giordano: «Grazie a Quarto, fiducia a Rotelli per i nuovi successi»
I
n merito al recente cambio di guardia alla guida regionale di Fratelli d’Italia in Basilicata, il Presidente Provinciale di FdI Matera, Michele Giordano, esprime il proprio sincero ringraziamento al coordinatore regionale uscente Piergiorgio Quarto e rivolge gli auguri di buon lavoro ai nuovi vertici del partito. «Desidero rivolgere a Piergiorgio Quarto un pro-
fondo e sentito ringraziamento a nome mio e di tutta la comunità politica di Fratelli d’Italia della provincia di Matera», dichiara Michele Giordano. «In questi anni Piergiorgio ha guidato il partito con straordinario equilibrio, alto senso di responsabilità e con quello spirito di militanza e sacrificio che da sempre contraddistingue la nostra classe dirigente. Grazie alla proficua e costante collabora-
zione sul territorio, siamo stati in grado di costruire un percorso solido e di raggiungere traguardi storici: dai rilevanti risultati ottenuti a Matera città, all’importante affermazione alle ultime elezioni provinciali, fino ai successi conseguiti nei diversi comuni della nostra provincia dove FdI è diventato punto di riferimento centrale per le comunità locali». «A Piergiorgio va la no-
stra gratitudine per il lavoro svolto e per la dedizione dimostrata sul campo», prosegue il Presidente Provinciale. Con lo sguardo rivolto al futuro e al rafforzamento dell’azione politica sul territorio, Giordano accoglie la nuova gestione commissariale: «Rivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro al neo commissario regionale Mauro Rotelli e ai due vicari, il Senatore Gianni Rosa e
l’Onorevole Salvatore Caiata. Sono certo che, grazie alla loro esperienza e competenza, sapranno guidare Fratelli d’Italia verso una nuova stagione di grandi successi, consolidando il ruolo del partito nell’interesse esclusivo della Basilicata e dei cittadini lucani. La federazione provinciale di Matera sarà, come sempre, al loro fianco con determinazione e spirito unitario».
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giovedì 17 settembre 2026
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Cupparo: «L’alto numero di domande conferma la necessità di investire in spazi pubblici accessibili per bambini e famiglie»
“Un parco in ogni comune”, ammesse 109 istanze
POTENZA. È stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata, edizione speciale n. 43 del 15 settembre 2026, la graduatoria dell’Avviso pubblico “Un parco in ogni Comune”, approvata con Determinazione dirigenziale n. 15BC.2026/D.02346 dell’11 settembre 2026. Su 111 istanze complessivamente presentate, 109 sono risultate ammissibili, di cui 22 rientrano, in base all’ordine della graduatoria, nella dotazione finanziaria attualmente disponibile. Due istanze sono state dichiarate irricevibili o inammissibili. «La pubblicazione della graduatoria – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e al Lavoro, Francesco Cupparo – rappresenta un passaggio importante verso la concreta attuazione di una misura pensata per migliorare la qualità della vita nelle nostre comunità. L’elevato numero di domande ammesse conferma il forte interes-
se dei Comuni e la necessità di investire nella qualità e nell’accessibilità degli spazi pubblici destinati ai bambini e alle famiglie». La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 3 milioni e 275 mila euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 20212027. Gli interventi riguardano la realizzazione di nuovi spazi ludicoricreativi, parchi gioco e aree verdi, nonché l’ammodernamento, l’adeguamento e il potenziamento delle strutture esistenti. Particolare attenzione è riservata ai parchi gioco inclusivi, progettati per essere accessibili e pienamente fruibili anche dai bambini con disabilità. «Non si tratta semplicemente di realizzare parchi e aree gioco – sottolinea Cupparo – ma di intervenire sulla qualità degli spazi pubblici e sulla capacità dei territori di offrire occasioni di incontro, partecipazione e socia-
lizzazione. Vogliamo garantire ai bambini luoghi sicuri, moderni e accessibili nei quali giocare e crescere, indipendentemente dal territorio della Basilicata in cui vivono». La misura presta particolare attenzione alle aree interne e ai territori più periferici e marginali, nei quali la disponibilità di spazi sociali e ricreativi assume un valore ancora più significativo per
sostenere le famiglie, migliorare la vivibilità e rafforzare la coesione delle comunità. «Con i 22 interventi che rientrano nella dotazione finanziaria disponibile – conclude Cupparo – prende avvio la fase operativa della misura. Investire nei luoghi destinati ai bambini significa investire sulle famiglie, sulla coesione sociale e sul futuro delle comunità lucane».
Il progetto per Potenza ottiene 150mila euro dalla Regione. Previsti uno spazio accessibile, aree verdi e strutture ludiche vicino alla scuola
Via Gavioli avrà il suo nuovo parco Investimento per famiglie e bimbi POTENZA. Un nuovo parco attrezzato sorgerà in via Gavioli, a Potenza, grazie al finanziamento assegnato dalla Regione Basilicata nell’ambito dell’avviso pubblico “Un Parco in ogni Comune”, sostenuto con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. Il progetto presentato dall’Amministrazione comunale si è classificato al diciannovesimo posto della graduatoria regionale, ottenendo 85 punti. L’intervento prevede una spesa complessiva di 189.396,10 euro: 150mila euro saranno coperti dal contributo regionale, mentre i restanti 39.396,10 euro verranno finanziati dal Comune. L’obiettivo è riqualificare un’area attualmente degradata e realizzare uno spazio ludico e ricreativo moderno, sicuro e accessibile. Il parco sarà destinato in particolare alle famiglie e ai bambini del quartiere e servirà anche il vicino polo scolastico, offrendo un nuovo luogo di incontro e socializzazione.
Il risultato, sottolinea il Comune, è stato raggiunto attraverso la collaborazione tra gli uffici e gli assessorati coinvolti. Alla predisposizione della pro-
posta hanno lavorato l’Assessorato alla Programmazione, guidato da Loredana Costanza, e l’Unità di Direzione Ambiente, diretta dall’ingegnere An-
gela Laurino. Il primo ha seguito l’individuazione dei fondi e l’iter amministrativo, mentre la struttura tecnica ha curato gli aspetti progettuali necessari per partecipare all’avviso. «Siamo estremamente orgogliosi di questo risultato, che premia la qualità della nostra programmazione», commenta il sindaco Vincenzo Telesca. «Trasformeremo un’area attualmente degradata in un polo di aggregazione di eccellenza. Voglio sottolineare l’importanza strategica di questo intervento per il rilancio di via Gavioli e del polo scolastico limitrofo». Il progetto non prevede soltanto l’installazione di giochi, ma la creazione di una vera infrastruttura sociale, concepita per essere utilizzata da tutti. «Restituiamo ai cittadini uno spazio vitale, pensato non solo come area gioco, ma come luogo nel quale l’inclusività è la regola e non l’eccezione», aggiunge il primo cittadino. Una particolare attenzione sarà riservata anche alla componente ambien-
tale. All’interno del parco saranno realizzate aiuole con lavanda, menta e rosmarino, scelte per offrire ai più piccoli un’esperienza a contatto con colori e profumi della natura. «Questo nuovo spazio non sarà un semplice parco giochi, ma un angolo di natura da vivere con tutti i sensi», spiega l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi. «Abbiamo immaginato un luogo accogliente, dove i bambini potranno correre e scoprire i profumi delle piante. Sarà un ambiente vivo, sicuro e attento al futuro, un esempio della Potenza che vogliamo costruire». Con la realizzazione dell’intervento, l’Amministrazione punta a migliorare la vivibilità del quartiere e ad ampliare la presenza di aree verdi attrezzate nel capoluogo. Il nuovo spazio di via Gavioli dovrà diventare un punto di riferimento per i residenti, contribuendo alla rigenerazione della zona e offrendo ai cittadini un luogo accessibile dedicato al gioco, alla socialità e al tempo libero.
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giovedì 17 settembre 2026
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Il presidente della Regione a Roma con il ministro Urso alla presentazione del nuovo modello prodotto nello stabilimento lucano
Lancia Gamma, Bardi: «Un segnale di fiducia per Stellantis di Melfi»
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l Presidente della Regione, Vito Bardi, è intervenuto ieri a Roma all’incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i dirigenti di Stellantis Emanuele Cappellano e Antonella Bruno in occasione della presentazione della nuova Lancia Gamma. Una vettura “tutta italiana”, prodotta a Melfi, caratterizzata da una componentistica interamente realizzata nel nostro Paese, con un coinvolgimento diretto delle imprese e dell’indotto. «L’avvio delle commesse per la produzione del nuovo modello – ha detto Bardi – rappresenta un segnale di forte rilevanza per lo stabilimento lucano e per l’intero
comparto automobilistico della Basilicata. Melfi rappresenta un patrimonio industriale e professionale fondamentale per la Basilicata e un presidio strategico per l’automotive italiano. Per questo la nuova Lancia Gamma è molto più di un nuovo modello. Insieme agli altri modelli, anche ibridi, previsti dal Piano Italia di Stellantis per Melfi – tra cui la nuova Jeep Compass, la DS8, la DS7 e il quinto modello Alfa Romeo – rappresenta una prospettiva concreta per aumentare progressivamente i livelli produttivi dello stabilimento, con mantenimento dei livelli occupazionali, puntando ad incrementare anche le commesse
all’indotto lucano per dargli maggiore stabilità». Bardi ha ricordato l’intervento del Governo con il nuovo Fondo Automotive del Mimit: 300 milioni di euro destinati ai minicontratti di sviluppo per sostenere la filiera, la componentistica, la riconversione tecnologica e la formazione, con il 40% delle risorse riservato al Mezzogiorno. «È uno strumento importante – ha precisato – perché accompagna la trasformazione industriale sostenendo direttamente la capacità produttiva delle imprese. Nuovi modelli, investimenti sulla filiera e sostegno pubblico rappresentano quindi una garanzia importante per la nostra regione. L’obiettivo è riportare Melfi verso livelli produttivi più elevati, tutelare l’occupazione e creare le condizioni perché questo grande patrimonio industriale continui ad avere un futuro solido in Basilicata. La Lancia Gamma è, in questo senso, un segnale concreto di fiducia nel futuro di Melfi e della sua filiera». Su un piano strettamente politico e industriale, Bardi si è soffermato sul ruolo delle Regioni nei tavoli europei per sostenere il settore automotive in riferimento alla transizione: «Su questo tema – ha sottolineato – noi sosteniamo con convinzione
l’azione che il Governo italiano e il ministro Urso hanno portato avanti per primi in Europa, chiedendo di correggere un’impostazione troppo rigida e di affermare pienamente il principio della neutralità tecnologica. L’obiettivo della decarbonizzazione resta, ma deve essere compatibile con la tutela della capacità industriale e dell’occupazione europea». «Le Regioni – ha proseguito Bardi – possono portare a Bruxelles qualcosa che nessun altro livello istituzionale possiede allo stesso modo: la conoscenza diretta degli effetti che determinate scelte producono sui territori. Per noi significa Melfi, significa la componentistica, significa competenze costruite in decenni e migliaia di posti di lavoro». Bardi ha detto di condividere le preoccupazioni espresse dal Presidente di Confindustria Orsini: «L’automobile è una delle grandi eccellenze industriali e tecnologiche che l’Europa ha costruito. Sarebbe difficile comprendere una transizione che, invece di rendere questa industria più sostenibile e competitiva, finisse per indebolirla rispetto ai grandi concorrenti internazionali. La sfida vera – ha concluso – è accompagnare la transizione senza trasformarla in deindustrializzazione».
La Basilicata entra nell’Alleanza europea sulla resilienza idrica. Al primo Annual Meeting di Bologna, l’assessora Mongiello
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Acqua, «Dobbiamo programmare, non solo gestire le emergenze»
a Basilicata entra nell’Alliance of European Regions on Water Resilience and Preparedness for Climate Change e lo fa in un gruppo particolarmente ristretto: insieme a Emilia Romagna e Puglia è una delle tre Regioni italiane, oltre alla Provincia autonoma del Sud Tirolo, presenti nell’Alleanza europea per la resilienza idrica. Una presenza che dà alla Basilicata un ruolo diretto nel confronto europeo sulle politiche dell’acqua, sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sulla prevenzione dei rischi. L’Alleanza, promossa dalla Regione Emilia Romagna e lanciata a Bruxelles il 4 marzo scorso, riunisce oggi 29 territori di dieci Paesi europei con l’obiettivo di rafforzare la voce delle Regioni nelle scelte dell’Unione europea e trasformare il tema della resilienza idrica in politiche, investimenti e progetti concreti. La Basilicata ha partecipato a Bologna al primo Annual Meeting dell’Alleanza. A rappresentare la Regione nel Political Board è l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica Laura Mongiello, su delega del presidente Vito Bardi. «Essere, insieme a Emilia Romagna e Puglia, tra le tre Regioni italiane presenti al Political Board dell’Alleanza è un’opportunità importante e, allo stesso tempo, una responsabilità sottolinea Mongiello. Ringrazio il presidente
Bardi per la fiducia accordatami e per avermi affidato il compito di rappresentare la Basilicata in questo confronto europeo. Vogliamo portare qui la voce e le esigenze di un territorio per il quale l’acqua non è soltanto una risorsa naturale, ma un elemento essenziale di sicurezza, sviluppo e coesione». Un ruolo che per la Basilicata assume un significato particolare. Il sistema dei grandi invasi lucani garantisce risorse per gli usi potabili, agricoli e produttivi anche oltre i confini regionali e colloca il territorio al centro di un sistema idrico strategico per il Mezzogiorno. «Dobbiamo passare – prosegue l’assessore – dalla gestione dell’emergenza alla capacità di programmare. Siccità, precipitazioni estreme, disponibilità della risorsa e sicurezza delle infrastrutture non possono essere affrontate separatamente. Servono una visione di lungo periodo, investimenti, tecnologie, dati e una cooperazione più forte tra territori. La Basilicata vuole essere parte attiva di questo percorso, mettendo a disposizione la propria esperienza e, nello stesso tempo, utilizzando la rete europea per attrarre competenze, opportunità e risorse». Il confronto di Bologna entra già nel merito delle scelte operative. Il Political Board è chiamato oggi a discutere la governance dell’Alleanza e il Piano delle attività 2026-2027, che
individua le priorità comuni: dialogo con le istituzioni europee, accesso ai finanziamenti, innovazione, modernizzazione delle infrastrutture, scambio di buone pratiche e rafforzamento della capacità amministrativa delle Regioni. L’assetto dell’Alleanza prevede infatti un livello politico, un Comitato tecnico e specifiche Task Force incaricate di tradurre gli indirizzi comuni in attività concrete. «L’acqua è una delle grandi questioni europee dei prossimi anni. La sfida è trasformare una vulnerabilità crescente in una capacità nuova dei territori: prevenire, investire, innovare. La Basilicata vuole esserci e vuole farlo da protagonista, insieme alle altre Regioni europee», conclude l’assessore Mongiello.
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Il Sindaco di Matera incontra i capogruppo di minoranza
Nicoletti apre all’opposizione N
Pur avendo i numeri in Consiglio il primo cittadino prova a trovare maggiore tranquillità davanti alle grandi sfide della città
icoletti sempre più uomo-città e sempre più abile navigatore nei marosi dell’amministrazione. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che Nicoletti, candidato del centrodestra, ha vinto le elezioni comunali con l’anatra zoppa. Immediatamente dopo l’insediamento è riuscito a costruire una maggioranza consiliare aggregando i movimenti civici. Dopo aver allargato il perimetro della coalizione è stato costretto a fare fronte ai capricci di Augusto Toto che è uscito dalla maggioranza. Malgrado tutto ciò Nicoletti ha la maggioranza in aula ma tutto ciò non gli basta e non può bastargli. La città di Matera merita una tranquillità amministrativa. LA DISPONIBILITÀ AD ULTERIORI ALLARGAMENTI Nicoletti e la sua amministrazione hanno vissuto periodi turbolenti e ne sono usciti indenni. Ora, però, il primo cittadino ravvisa l’esigenza di un ulteriore balzo in avanti.
Proprio in questa direzione il Sindaco ha incontrato tutti i capigruppo delle opposizioni per poter verificare le condizioni di aprire un tavolo di confronto. Come detto la maggioranza in aula già c’è, Nicoletti però vuole provare ad
essere realmente il sindaco di tutti. In questo senso prova a coinvolgere anche le opposizioni dando la disponibilità ad un allargamento del perimetro della coalizione a tutti coloro i quali vogliono collaborare a governare la città. LE GRANDI SFIDE DI
MATERA Il clima non è stato dei più sereni, basta pensare che il numero di interrogazioni presentate in questi pochi mesi supera di gran lunga quelle presentate nell'intera scorsa consiliatura. È evidente che ci sono grandi interessi ma an-
che grandi desideri di mettere la sabbia negli ingranaggi. Matera ha bisogno di maggiore tranquillità proprio per le grandi sfide che gli si pongono avanti. Non si tratta solo della capitale mediterranea del dialogo e della cultura ma anche di grandi prospettive di crescita. Proprio pochi giorni fa un’università privata ha aperto una facoltà di medicina a Matera, segno del grande interesse che gli investitori trovano nella città dei Sassi. Per guidare una macchina così complessa, con potenziali così alti e una capacità così grande serve una squadra importante. Nicoletti lo sa e, pur potendo governare da solo, prova a coinvolgere tutti. I capogruppo di opposizione hanno ascoltato con attenzione e si sono dati appuntamento alla settimana prossima. Il 21 si rivedranno e conosceremo il futuro della Città. Nicoletti si muove bene come gran capitano anche in gran tempesta, vediamo se tutti gli altri vogliono collaborare.
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Il Ministero accredita le specializzazioni in Cardiologia, Anestesia e Reumatologia. Coinvolti il San Carlo e l’ospedale di Matera
Unibas amplia l’area della medicina tre percorsi in partenza a novembre POTENZA. L’Università degli Studi della Basilicata rafforza la propria offerta formativa sanitaria con l’accreditamento di tre nuove Scuole di specializzazione riservate ai medici. Il via libera è arrivato con la pubblicazione del decreto direttoriale del Ministero dell’Università e della Ricerca e rappresenta un ulteriore passaggio nel processo di consolidamento dell’attività didattica e scientifica dell’ateneo lucano in campo medico. Le Scuole riguardano Malattie dell’apparato cardiovascolare, diretta da Eugenio Stabile; Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, affidata a Gianluca Paternoster; e Reumatologia, guidata da Salvatore D’Angelo. Tutte afferiscono al Dipartimento di Scienze della Salute e consentiranno ai giovani laureati di proseguire in Basilicata il proprio percorso professionale, acquisendo competenze specialistiche in settori centrali per il funzionamento dei servizi assistenziali. L’accreditamento consolida anche la collaborazione tra l’università e il sistema sanitario regionale. Nella
rete formativa saranno coinvolte le strutture del Servizio sanitario regionale, tra le quali l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza e l’Azienda sanitaria di Matera, con il presidio ospedaliero Madonna delle Grazie. I medici in formazione potranno svolgere attività all’interno dei reparti, affiancando il personale sanitario e contribuendo all’assistenza dei pazienti sotto la supervisione dei professionisti delle diverse discipline. La presenza degli specializzandi potrà avere una ricaduta diretta sull’organizzazione delle strutture coinvolte, mentre per i giovani medici si aprirà la
possibilità di completare la formazione senza essere costretti a lasciare la regione. L’obiettivo è creare un legame più stretto tra preparazione universitaria, ricerca e attività clinica, favorendo nello stesso tempo la permanenza sul territorio di professionalità qualificate. «L’accreditamento delle Scuole di specializzazione costituisce un risultato di grande rilievo non soltanto per la nostra università, ma per l’intera Basilicata», sottolinea il rettore dell’Unibas, Ignazio Mancini. La formazione specialistica, aggiunge, rappresenta «il naturale completamento del percorso che l’ateneo ha intrapreso nel-
l’area medica» e segna un nuovo avanzamento verso la costruzione di un sistema universitario e sanitario maggiormente integrato. «Formare medici specialisti in Basilicata significa creare competenze, rafforzare il Servizio sanitario regionale e, soprattutto, accrescere la capacità del territorio di attrarre e trattenere professionalità altamente qualificate», evidenzia ancora Mancini. Per il rettore si tratta di «un investimento sui giovani, sulla qualità dell’assistenza sanitaria e sul futuro della nostra regione». L’attivazione delle Scuole si colloca in un progetto più ampio di sviluppo del Dipartimento di Scienze della Salute, che comprende anche il nuovo dottorato di ricerca in Scienze della Salute. L’ateneo punta così a costruire una filiera formativa completa, capace di accompagnare gli studenti dalla laurea alla specializzazione e alla ricerca, ampliando le opportunità disponibili e rafforzando il ruolo dell’università nel sistema regionale. «Con le Scuole di specializzazione e il nuovo dot-
torato di ricerca il Dipartimento compie un passaggio essenziale nel proprio percorso di crescita e consolidamento», afferma il direttore Fabrizio Caccavale. Secondo il docente, i nuovi strumenti formativi creano le condizioni per preparare direttamente sul territorio «figure professionali altamente qualificate in settori di particolare importanza». Il prossimo passaggio sarà l’assegnazione, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, del numero di contratti di formazione medica specialistica destinati a ciascuna Scuola. Da questa ripartizione dipenderà il numero dei giovani professionisti che potranno accedere ai corsi e cominciare il proprio percorso nelle strutture universitarie e ospedaliere della rete lucana. Le attività didattiche e assistenziali prenderanno avvio il primo novembre 2026. L’apertura delle nuove Scuole permetterà all’Unibas di ampliare ulteriormente la propria presenza nel settore sanitario e offrirà alla Basilicata uno strumento aggiuntivo per contrastare la carenza di specialisti, sostenere i ser-
Latronico: «L’integrazione tra Unibas e ospedali consentirà ai giovani di specializzarsi e costruire il proprio futuro in Basilicata»
Scuole di specializzazione, Bardi: «Traguardo storico» POTENZA. «Un traguardo storico per la nostra regione: formare i medici specialisti direttamente in Basilicata, integrando l’università con le nostre strutture ospedaliere». Il presidente della Regione, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, accolgono così l’accreditamento delle prime tre Scuole di specializzazione di area sanitaria dell’Unibas. Il decreto direttoriale pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca autorizza i percorsi in Malattie dell’apparato cardiovascolare, diretto da Eugenio Stabile; Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, guidato da Gianluca Paternoster; e Reumatologia, affidato a Salvatore D’Angelo. Le attività formative prenderanno ufficialmente il via il primo novembre. «È una vittoria strategica per la nostra comunità e per l’intero Servizio sanitario regionale», sottolineano Bardi e Latronico. L’attiva-
zione delle specializzazioni, spiegano, completa il percorso avviato con la facoltà di Medicina e può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza, creando un collegamento stabile tra preparazione universitaria, ricerca scientifica e attività clinica. Un ruolo centrale sarà svolto dalle strutture ospedaliere di Potenza e Matera. La rete formativa dell’ateneo comprenderà infatti l’Aor San Carlo e l’Azienda sanitaria di Matera, con il presidio Madonna delle Grazie. Il progetto, evidenziano il presidente e l’assessore, coinvolge quindi «in modo pieno e strutturale la città e la provincia di Matera», inserendole nel sistema di formazione insieme al principale ospedale potentino. Gli specializzandi potranno affiancare il personale nei reparti, acquisendo esperienza sul campo e offrendo nello stesso tempo nuove competenze e supporto alle attività assistenziali. La loro presenza potrà rafforzare i
servizi e favorire una maggiore integrazione tra professionisti, docenti e giovani laureati, con ricadute positive per le strutture coinvolte e per i pazienti. «Offriamo finalmente ai nostri giovani laureati l’opportunità di formarsi, crescere e costruire il proprio futuro professionale rimanendo in Basilicata», affermano Bardi e Latronico. L’obiettivo è anche quello di contrastare la partenza dei neolaureati verso altre regioni e creare le condizioni per attrarre nuove professionalità dall’esterno, aumentando la capacità del sistema lucano di trattenere competenze qualificate. L’accreditamento si aggiunge al recente avvio del dottorato di ricerca in Scienze della Salute, un altro tassello della strategia diretta a consolidare il ruolo della Basilicata nella formazione universitaria e nella ricerca sanitaria. Secondo i due esponenti della Giunta, la regione può diventare un polo di riferimento capace di
unire didattica, innovazione e assistenza. In vista dell’avvio delle lezioni e delle attività nei reparti, la Regione assicura che continuerà a garantire il massimo sostegno all’Unibas e alle aziende sanitarie interessate. «Questa integrazione porterà nuove competenze, energia e supporto operativo diretto ai servizi assistenziali», concludono Bardi e Latronico, indicando nelle nuove specializzazioni una risorsa da valorizzare per il futuro della sanità lucana.
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Cupparo: «Ora la svolta per lavoro e sviluppo»; Casino, Picerno e Aliandro: «Trasparenza e sicurezza per ambiente e cittadini»
Petrolio in Basilicata, il Cdx lucano: «Tutela territoriale e sicurezza energetica insieme»
L
a presa di posizione congiunta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, «fa chiarezza sulle polemiche pretestuose alimentate dal centrosinistra» sull’attività presente e futura di estrazione degli idrocarburi in Basilicata dopo il recente decreto legge del Governo. Lo sostiene l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, che aggiunge: «La verità da raccontare ai lucani, come hanno ribadito con chiarezza il Ministro e il Presidente, è che non aumentano le estrazioni di petrolio rispetto al Protocollo d’intesa sottoscritto nel 1998 dalla giunta Dinardo (centrosinistra) e nel 2006 con Tempa Rossa. Inoltre il confronto avviato tra Governo e Regione conferma una strategia chiara e condivisa, la stessa che abbiamo sostenuto da sempre nei numerosi Tavoli specifici convocati negli anni in Dipartimento e dedicati ai territori di Tempa Rossa-Gorgoglione e Viggiano-Val d’Agri». «A quei Tavoli – sottolinea Cupparo – hanno partecipato i sindaci, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali. È proprio da quel confronto che dobbiamo ripartire, imprimendo ora un’ulteriore spinta alla fase di transizione energetica». Per l’assessore, infatti, la questione non può essere affrontata esclusivamente sul ter-
reno delle estrazioni, ma deve diventare l’occasione per costruire una nuova stagione di sviluppo industriale. «Vogliamo realizzare una svolta – afferma – perseguendo due obiettivi prioritari: creare attività produttive e stabilimenti sul territorio, dando priorità alle proposte di investimento degli imprenditori lucani, e realizzare nuovi posti di lavoro stabili, con profili professionali adeguati alle esigenze delle imprese». L’assessore richiama inoltre il ruolo del “Tavolo trasparenza”, previsto dal Protocollo d’Intesa tra Regione Basilicata, Eni Spa, organizzazioni sindacali e imprenditoriali della Basilicata. «Se ci fosse bisogno di ulteriori garanzie – aggiunge – quel Tavolo è sempre in piedi. Rappresenta lo stru-
mento di confronto per la promozione di iniziative nel settore geominerario finalizzate allo sviluppo regionale, alla tutela della salute e della sicurezza e alla salvaguardia dell’occupazione locale». Il prossimo passaggio sarà dunque il confronto con il Governo e con Eni per l’aggiornamento dell’intesa del 1998. Una fase che Cupparo definisce «delicata e decisiva» e che, proprio per questo, «richiede responsabilità e impegno politico-istituzionale». «Dobbiamo mantenere unito il fronte istituzionale, insieme ai Comuni interessati, e quello datoriale e sindacale – conclude Cupparo – per tutelare gli interessi delle comunità locali e dell’intero territorio regionale. La Basilicata ha bisogno di trasformare le pro-
prie risorse in opportunità concrete di sviluppo, investimenti e lavoro e non certo di polemiche». Il Gruppo Consiliare di Forza Italia in Regione Basilicata, composto dal capogruppo Michele Casino e dai consiglieri Fernando Picerno e Gianuario Aliandro, esprime pieno apprezzamento per le dichiarazioni congiunte del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in merito alla gestione delle attività estrattive sul territorio lucano. La conferma che non vi sarà alcun aumento dei tetti di estrazione e che restano pienamente vigenti i limiti fissati dai protocolli d’intesa del 1998 (Val d’Agri) e del 2006 (Tempa Rossa) rappresenta un elemento di chiarezza fondamentale per la Basilicata. Una posizione netta, che tutela il territorio e ribadisce come ogni attività produttiva debba svolgersi nel rispetto delle regole, dei vincoli ambientali e delle comunità locali. «Accogliamo con favore – dichiarano Casino, Picerno e Aliandro – la puntualizzazione del Ministro e del Presidente Bardi: la Basilicata non subirà alcuna modifica dei tetti estrattivi. È un messaggio importante per i cittadini, perché conferma che sicurezza energetica e tutela del territorio possono procedere insieme, senza forzature e nel pieno rispetto degli accordi esistenti». Il Gruppo Consiliare eviden-
zia inoltre come il recente decreto del Governo sulle attività energetiche strategiche, che introduce meccanismi di accelerazione dei procedimenti autorizzativi, non incida in alcun modo sui limiti estrattivi, né riduce il ruolo della Regione, che resta centrale e imprescindibile in ogni fase decisionale. Particolarmente rilevante è anche il rafforzamento del sistema dei controlli sul Centro Olio Val d’Agri e sulle aree estrattive, grazie al monitoraggio continuo di ARPAB, alla pubblicazione trasparente dei dati e alla gestione rigorosa degli eventuali sversamenti, con obbligo di intervento immediato e verifiche indipendenti. «La trasparenza e la sicurezza – prosegue il Gruppo – sono condizioni essenziali per garantire che le attività energetiche si svolgano nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini». Forza Italia in Consiglio regionale ribadisce la propria disponibilità a sostenere ogni iniziativa che coniughi sviluppo, tutela ambientale e benefici concreti per le comunità lucane, comprese le royalties destinate ai Comuni, che aumentano proporzionalmente alla produzione effettiva. «La Basilicata – concludono i consiglieri – deve essere protagonista di un modello di gestione delle risorse che unisca responsabilità, equilibrio e visione. Le dichiarazioni del Ministro Pichetto e del Presidente Bardi vanno esattamente in questa direzione».
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Tappa in città con la vicepresidente Cimmino. Focus sulle opportunità per le aziende lucane dopo l'accordo UE-Mercosur
Confindustria, a Matera la piattaforma ExPAnD per l'export delle imprese C
onfindustria Basilicata ha ospitato a Matera una tappa del roadshow nazionale di presentazione di ExPAnD (Export Potential Analysis and Development), la nuova piattaforma di Confindustria realizzata con il supporto del Gruppo Il Sole 24 Ore, pensata per supportare imprese, associazioni e stakeholder nell’individuazione di nuove opportunità di crescita sui mercati internazionali.Barbara Cimmino, vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all’Internazionalizzazione e Attrazione degli investimenti, ha illustrato il valore strategico del progetto: mettere a disposizione del sistema produttivo uno strumento evoluto di analisi, capace di trasformare i dati in informazioni strategiche a supporto delle decisioni di internazionalizzazione. Tullio Buccellato del Centro Studi Confindustria ha spiegato funzionalità e potenzialità della piattaforma.La visita della vicepresidente a Matera è stata soprattutto un’occasione per tracciare un quadro aggiornato sulle nuove rotte del commercio
mondiale e il ruolo prezioso che Confindustria sta svolgendo per favorire nuovi accordi di libero scambio per consentire l’accesso a mercati inesplorati e ricchi di opportunità per l’offerta di prodotti italiani.Cimmino ha illustrato, in particolare, i risultati della recente missione di Sistema di Confindustria e ICEAgenzia in Argentina e Brasile che ha portato 100 imprese italiane a confrontarsi direttamente con i principali mercati del Mercosur. Si tratta della prima missione business oriented dopo l’importante accordo commerciale siglato dai paesi del Sud America con
l’Unione Europea. Per l’Italia, Confindustria stima un potenziale di export che può arrivare a 14 miliardi di euro, inserendosi in un mercato integrato di oltre 700 milioni di consumatori e in un nuovo quadro commerciale destinato a ridurre progressivamente le barriere per le imprese europee.«Un accordo storico per le nostre imprese – ha evidenziato il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, che ha aperto i lavori dell’incontro – che può portare nuove significative opportunità anche per le imprese lucane. In un momento storico di forti tensioni geopolitiche e
ridefinizione dei rapporti commerciali, Confindustria, che ha fortemente spinto per l’accelerazione della firma dell’Accordo UE/Mercosur, continua nella sua funzione strategica di accompagnamento degli operatori verso nuove frontiere di crescita. In Basilicata abbiamo specializzazioni produttive particolarmente dinamiche sui mercati internazionali, come l’Agroalimentare, per le quali possono aprirsi nuove significative opportunità. Penso anche a settori quali le forniture per l'energia e l’impiantistica industriale, la meccanica e la componentistica. E, ancora, al no-
stro pregiato Mobile Imbottito, straordinaria espressione del Made in Italy. La sfida per l’export lucano è superare la dipendenza da pochi grandissimi player e rendere la crescita sostenibile nel tempo, allargare la base delle PMI esportatrici, diversificando i mercati di destinazione fuori dai tradizionali confini europei. Un obiettivo verso i quali dobbiamo allineare anche gli strumenti regionali di supporto all’export. La piattaforma ExPAnD offre informazioni preziose per guidare imprese ed enti locali nel cogliere le opportunità di crescita internazionale».
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Dopo il blitz anticaporalato dei carabinieri tra Taranto e Matera, torna a chiedere interventi il segretario della Cgil Basilicata
Mega: «Si deve rafforzare con urgenza la rete anticaporalato» U
n'operazione dei Carabinieri del Comando di Taranto ha colpito nella notte un sistema consolidato di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera agricola che riguarda anche la provincia di Matera. Il giudice ha emesso un'ordinanza di misure cautelari: sei persone agli arresti domiciliari, diciannove indagate complessivamente. L'attività investigativa, denominata «Terra di confine», ha origine nell'estate del 2023. I militari rilevarono numerosi lavoratori stranieri reclutati a Ginosa e trasportati verso aziende tra il Tarantino e il Materano. La manodopera veniva gestita e messa a disposizione degli imprenditori secondo modalità che configurano il reato di caporalato. Tra gli indagati figurano datori di lavoro, intermediari e caporali. Uno sarebbe il promotore dell'associazione, occupandosi della permanenza dei lavoratori stranieri attraverso il trattenimento dei loro documenti. Agli aspiranti braccianti sarebbero state anti-
cipate le somme per raggiungere l'Italia, da recuperare attraverso il lavoro. Le testimonianze di lavoratori africani hanno rivelato violenze durante il viaggio attraverso la Libia e il mare. Una volta giunti, erano sistemati in locali seminterrati o prefabbricati con condizioni insopportabili. Dalle indagini emerge sfrutta-
mento sistematico: ritardi nei pagamenti, mancate retribuzioni, assenza di contratti, rigidi controlli. I lavoratori non erano formati, non sottoposti a visite mediche e privi di dispositivi di sicurezza. Gli infortuni erano frequenti. «L'enesima notizia di cronaca sul caporalato impone di rafforzare con urgenza la rete anticaporalato», dichiara Fernando Mega, se-
gretario generale della Cgil Basilicata e Matera. «Per contrastare il fenomeno serve maggiore protagonismo. Non basta la solidarietà. Bisogna agire uniti e in fretta». Mega chiede che la Regione recuperi i fondi PON Legalità per il centro di accoglienza di Scanzano Jonico e che i fondi per Venosa non facciano la stessa fine. «Il caporalato si radica dove manca la presenza dello Stato e i servizi di accoglienza», prosegue. «I braccianti vivono nei ghetti, in alloggi fatiscenti, lontani dai trasporti e dai presidi sanitari». Il sindacalista chiede accoglienza dignitosa, più controlli, rispetto dei contratti e salari adeguati. Sottolinea che le aziende lucane iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità sono «circa una settantina su oltre 6.000 imprese». Denuncia infine la mancata applicazione della legge 199 contro il caporalato e chiede una revisione del Decreto Flussi: «L'opacità dei meccanismi continua a lasciare migliaia di persone nelle mani di sfruttatori».
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Latronico: «Investiamo sul capitale umano, sui giovani e sull’innovazione»; De Fino: «La ricerca è il motore trainante»
Al Crob di Rionero 14 nuovi ricercatori: potenziata del 50% l’attività scientifica
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ono stati firmati ieri mattina, presso l’Irccs Crob di Rionero in Vulture, 14 nuovi contratti destinati ad altrettanti ricercatori. L’ingresso delle nuove professionalità va a rafforzare l’organico esistente composto da 30 unità, registrando un incremento potenziale dell’attività scientifica e della squadra pari al 50%. L’Istituto si conferma così un polo d’eccellenza che fa della ricerca sanitaria e traslazionale il proprio pilastro fondante, forte dei prestigiosi traguardi raggiunti negli ultimi anni. Tra questi spiccano il deposito di ben tre brevetti in soli due anni, la recente riconferma della qualifica di Irccs da parte del Ministero della Salute e un importante successo nell’ambito della Ricerca Finalizzata ministeriale, dove un progetto dell’Istituto si è classificato al nono posto su oltre 80 proposte presentate a livello nazionale. A testimoniare l’elevata qualità del lavoro svolto vi sono inoltre le consolidate
collaborazioni con l’Università degli Studi della Basilicata e la costante presenza dei ricercatori lucani nei più autorevoli congressi scientifici nazionali e internazionali. «Potenziare la squadra dei ricercatori significa dare una risposta concreta alle sfide della medicina oncologica moderna. La firma di questi contratti rappresenta una scelta strategica precisa: investire sul capitale umano, sui giovani e sull’innovazione», dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche della persona e Pnrr, Cosimo Latronico. «Il Crob si conferma un presidio di eccellenza sia per la rete oncologica regionale sia per l’intero Mezzogiorno, capace di brillare ben oltre i confini territoriali. È fondamentale – aggiunge Latronico – viaggiare su un doppio binario puntando con decisione tanto sul valore del personale quanto sull’ammodernamento tecnologico. Progetti strategici come il TecnoCrob e l’impiego delle risorse regio-
nali e del Pnrr vanno esattamente in questa direzione, al fine di tradurre i risultati scientifici in percorsi assistenziali sempre più efficaci, tempestivi e vicini ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Ai nuovi ricercatori rivolgo un sincero augurio di buon lavoro». «La ricerca rappresenta il motore trainante e l’elemento caratterizzante della nostra struttura», spiega il direttore generale Massimo
De Fino. «I risultati ottenuti negli ultimi anni, dai brevetti alle importanti pubblicazioni internazionali, dimostrano lo straordinario valore, la competenza e la passione del nostro personale. Trasferire le evidenze scientifiche dal laboratorio al letto del paziente è la missione prioritaria di un Istituto che fa dell’innovazione e dell’umanizzazione delle cure le proprie linee guida. Stiamo
tracciando una rotta di crescita sostenibile, attrattiva e orientata all’alta specializzazione; la confermata qualifica da parte del Ministero e la costante presenza della nostra attività scientifica testimoniano la bontà di una programmazione aziendale condotta in stretta sinergia con il governo regionale e con l’assessore Latronico. A tutti i nuovi arrivati va il nostro più caloroso benvenuto».
Fissato per domani il Consiglio regionale straordinario; i consiglieri: «Si parta dall’azzeramento della delibera»
Sanità e ticket, dal Csx lucano: «Bene convocazione Sindacati»
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omani, su richiesta dei consiglieri di centrosinistra, è stato convocato il Consiglio regionale straordinario su sanità e ticket. «In queste settimane, a seguito della dgr, non solo abbiamo espresso posizioni chiare ma ci siamo confrontati con CGIL CISL UIL, promotori di un sit-in
davanti alla Regione, e fino a qualche giorno fa snobbati dal governo regionale». È quanto si legge in una nota diffusa dal Centrosinistra lucano. «Apprendiamo che domani i sindacati, che hanno chiesto senza se e se ma il ritiro della delibera, incontreranno l’assessore regionale alla sanità Cosi-
mo Latronico. Da questo punto di vista siamo soddisfatti che vi sia il confronto, ritenendo che anche la nostra posizione e la nostra iniziativa abbiano aiutato a favorire il confronto. Sarebbe tuttavia opportuno e corretto che tanto il confronto con i sindacati quanto il dibattito in Consiglio regionale av-
venissero con un approccio politico e istituzionale che partisse dall’azzeramento di qualsiasi atto così come pensato ed approvato. Ciò consentirebbe una discussione, anche se dialettica, corretta e rispettosa, se si crede davvero nel confronto per trarne utili conclusioni ed eventuali scelte».
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Il 23 e 25 settembre due open day nell’ambulatorio di Otorinolaringoiatria: 20 visite gratuite al giorno per favorire la diagnosi precoce
Tumori testa-collo, il San Carlo apre le porte alla prevenzione D
ue giornate dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori testa-collo. L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo organizza mercoledì 23 e venerdì 25 settembre due open day con consulti gratuiti nell’ambulatorio di Otorinolaringoiatria, al padiglione B, secondo piano. Dalle 8:30 alle 13:30 saranno disponibili 20 visite per ciascuna giornata.L’iniziativa rientra nella Make Sense Campaign, la settimana europea di sensibilizzazione promossa dalla Società Europea dei Tumori Testa-Collo (EHNS) e coordinata in Italia dall’AIOCC. Coinvolte le unità operative di Otorinolaringoiatria, Oncologia, Trattamenti radioterapici e Radiologia.«Aderire a questa campagna internazionale - dichiara il Direttore Generale dell’Aor, Giuseppe Spera - si-
gnifica proteggere la salute dei cittadini attraverso la cultura della prevenzione e dell’accesso tempestivo alle cure». L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, sottolinea il valore della diagnosi precoce e della multidisciplinarietà nel percorso di cura. I tumori testa-collo rappresentano il settimo tipo di cancro più diffuso in Europa, con circa 9 mila nuove diagnosi ogni anno in Italia. Se individuati nella fase iniziale, il tasso di sopravvivenza può raggiungere l’80-90%.«Molte neoplasie cervico-cefaliche vengono diagnosticate in fase avanzata - spiega Aurelio d’Ecclesia, direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria - perché i sintomi d’esordio vengono confusi con semplici infiammazioni o malanni stagionali». Durante gli open day il gruppo oncologico multi-
disciplinare testa-collo effettuerà controlli mirati.Tra i principali fattori di rischio figurano fumo e alcol. La regola del «1 per 3» invita a consultare uno specialista quando un sintomo come mal di gola, lesioni nel cavo orale, raucedine, difficoltà nella deglutizione, sanguinamento nasale, gonfiore al collo o dolore alle orecchie persiste per più di tre settimane.
Il servizio gratuito porta televisite, supporto psicologico e orientamento sociale direttamente nelle case. In Basilicata sono 53 le famiglie censite nel 2025
SLA, in Basilicata 11 famiglie assistite a domicilio «Ovunque Vicini» porta la rete AISLA sul territorio
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ono 11 le famiglie lucane che hanno utilizzato «Ovunque Vicini», il servizio nazionale gratuito promosso da AISLA per portare la competenza specialistica sulla sclerosi laterale amiotrofica direttamente a domicilio e collegarla ai professionisti e ai servizi del territorio. Alla vigilia della XIX Giornata Nazionale SLA, in programma domani 18 settembre, la Basilicata risulta la quarta regione italiana per numero di persone che hanno utilizzato il servizio, dopo Lombardia, Calabria e Lazio. Un dato significativo per una regione caratterizzata da piccoli comuni e aree interne, dove le distanze possono rendere più complessa la continuità delle cure. «Ovunque Vicini» è attivo attraverso la Centrale Operativa AISLA, disponibile sette giorni su sette, e l’app gratuita ISA. Dopo la valutazione del bisogno, possono essere attivate televisite con specialisti della SLA, supporto psicologico, orientamento sociale e collegamenti con i servizi sanitari e sociosanitari locali. Il servizio punta così a rafforzare il collegamento tra l’assistenza specialistica e quella già
presente nelle comunità locali. Tra le prime famiglie lucane a sperimentare il servizio ci sono Ezio Pantone e la moglie Luciana, di Rionero in Vulture. La loro esperienza rappresenta il senso del progetto: quando la malattia rende difficili gli spostamenti, l’assistenza deve poter raggiungere la persona e la famiglia direttamente a casa.Secondo la ricognizione AISLA del 2025, in Basilicata erano 53 le famiglie con una persona affetta
da SLA. Una situazione segnata anche dalle difficoltà legate ai contributi, con la sospensione dei pagamenti e differenze nell’applicazione delle misure tra gli Ambiti Socio-Territoriali.AISLA prende atto delle risorse aggiuntive stanziate attraverso una delibera CIPESS e della recente semplificazione regionale degli assegni di cura. Restano però da completare gli adempimenti delle Aziende sanitarie e degli Ambiti per l’approvazione delle gra-
duatorie. Fino alla conclusione dell’iter, i pagamenti restano bloccati.«Undici famiglie hanno già chiesto aiuto a Ovunque Vicini e questo ci dice quanto fosse urgente costruire un collegamento capace di superare le distanze», sottolinea Mimmo Santomauro, referente AISLA per la Basilicata. Pina Esposito, segretario nazionale AISLA, riconosce i passi compiuti dalla Regione e chiede ora di «completare il percorso» e garantire alle famiglie «tempi certi e uniformi».La Giornata Nazionale sarà accompagnata da diverse iniziative. Venerdì 18 settembre alle 19.45 Potenza e Castelmezzano si illumineranno di verde, con Palazzo di Città e la Chiesa di Santa Maria dell’Olmo. Domenica 20 settembre, invece, i volontari AISLA saranno al Parco dell’Europa Unita, nel rione Poggio Tre Galli di Potenza, per la campagna «Un contributo versato con gusto», a sostegno dei servizi dell’associazione. L’iniziativa punta anche a sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di garantire una rete di assistenza vicina alle persone con SLA e alle loro famiglie.
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POTENZA Infiltrazioni e vegetazione incolta nella scalinata che collega a via Ancona: «Serve un intervento risolutivo»
A Viale Firenze, muro di contenimento lesionato: residenti chiedono interventi
DI ROSAMARIA MOLLICA
POTENZA. Amministrare una città come Potenza, con un territorio ampio, e trascurato per molti anni, non è sempre facile. Dal momento del suo insediamento ne l2024, l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi ha eseguito diversi interventi per riportare puliza e decoro. A segnalare una situazione di degrado che necessita di attenzione da parte dell’amministrazioen comunale sono i residenti di viale Firenze, nel tratto della scalinata che collega Viale Firenze a Via Ancona, alle spalle dei civici 92, 94, 96, 98, 100, 102 e 104. La principale criticità riguarda un muro di
contenimento, che a quanto dicono gli abitanti delle palazzine interessate è di proprietà comunale, interessato da una fuoriuscita d’acqua proveniente da un terreno privato. Secondo quanto riferito dai residenti, l’acqua avrebbe progressivamente saturato il terreno, provocando in più punti la rottura del muro e contribuendo al dissesto della strada e della scalinata sottostante: «È ormai diventata una questione di sicurezza che non può più essere ignorata. Le perdite d’acqua hanno provocato infiltrazioni e il progressivo deterioramento del terreno, con conseguenti rotture e cedimenti in più punti del muro. La situazione sta causando ripercussioni anche sulla strada, sulla scalinata e sulle strutture degli edi-
fici circostanti, dove l’umidità è arrivata persino negli scantinati» raccontano i residenti. Ai problemi legati alle infiltrazioni d’acqua si aggiunge anche la vegetazione incolta che ha invaso parte della scalinata, della strada e delle aree circostanti. Non mancano, poi le segnalazioni relative alla presenza di ratti e altri animali, favorita, secondo gli abitanti, dalle condizioni di abbandono e dalla vegetazione. I residenti riferiscono inoltre di aver avvistato nella zona anche alcuni serpenti, mentre la presenza costante di acqua stagnante avrebbe favorito la proliferazione di rospi. Gli abitanti dei civici interessati raccontano che hanno segnalato la situazione agli organi preposti ma pare che finora non siano stati ascoltati: «Sono anni che segnaliamo. Circa due anni fa, la Sesta Commissione consiliare ha effettuato un sopralluogo, constatando le condizioni del muro e la presenza delle perdite d’acqua. A seguito delle segnalazioni è stato effettuato un primo intervento di sfalcio della vegetazione, senza però che venissero successivamente risolte le criticità strutturali e idriche». Resta quindi aperta la questione principale: quando verrà effettuato un intervento definitivo per mettere in sicurezza il muro di contenimento, eliminare le perdite d’acqua e ripristinare le condizioni di sicurezza e decoro della scalinata e dell’area circostante? I residenti chiedono un intervento urgente, sottolineando che il problema non riguarda soltanto il decoro urbano, ma anche la sicurezza di chi vive e transita nella zona.
La manifestazione denuncia carenza di personale, condizioni di lavoro e criticità nella sicurezza degli istituti penitenziari della Basilicata
Carceri lucane, l’USPP scende in piazza: «Sistema al limite»
L’
USPP ieri mattina, è scesa in piazza Mario Pagano, a Potenza, per «denunciare la grave situazione in cui versano gli istituti penitenziari della Basilicata e l’immobilismo dell’Amministrazione penitenziaria a ogni livello». La manifestazione nasce dalla necessità di «dire con forza no alla paralisi dell’Amministrazione Penitenziaria e di richiamare l’attenzione sulle numerose criticità già segnalate dal sindacato: carenza di personale, condizioni di lavoro insostenibili e stato di abbandono delle carceri lucane» si legge in una nota. «Da tempo denunciamo che la Basilicata è stata dimenticata nella distribuzione degli organici e nelle scelte organizzative – sottolinea l’USPP –. Quanto accaduto il 15 agosto 2026 ha reso evidente, ancora una volta, ciò
che sosteniamo da anni: il sistema penitenziario regionale è al limite e non può più essere lasciato senza risposte». «A distanza di un mese dall’evasione verificatasi presso il carcere di Potenza, secondo il sindacato, l’Amministrazione non ha adottato interventi adeguati né ha avviato un confronto concreto con le organizzazioni dei lavoratori. La situazione degli organici resta drammatica e il personale è costretto a operare quotidianamente in condizioni di estrema difficoltà» continua. «Non è più accettabile che, di fronte a problemi così gravi, l’Amministrazione non trovi neppure il coraggio di aprire un confronto – prosegue l’USPP –. La sicurezza degli istituti, del personale e della collettività non può essere affidata all’improvvisazione». Con la manifestazione, l’USPP ha chiesto
l’apertura immediata di un focus specifico sulla situazione penitenziaria della Basilicata, con interventi concreti per il rafforzamento degli organici, il miglioramento delle condizioni di lavoro e il ripristino di adeguati livelli di sicurezza. «Facciamo sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia penitenziaria. Non ci fermeremo finché non verrà aperto un confronto serio e risolutivo sulle criticità che denunciamo da tempo» conclude.
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GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026 07:00
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OLT TRE IL GIARDINO
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Il Sindaco Mecca: «Perdiamo una parte della nostra storia»; l’assessore alle Politiche Agricole Cicala: «Un testimone della Basilicata rurale»
Avigliano, addio a Vitantonio Lovallo detto “Zitòn”: era l’uomo più longevo d’Italia
A
veva 112 anni, compiuti lo scorso 25 marzo, ed era l'uomo più longevo d'Italia. È morto nella sua Avigliano, in provincia di Potenza, Vitantonio Lovallo, per tutti “Zitòn”.Nato nella frazione rurale di Sarnelli il 25 marzo 1914, anche se all'anagrafe fu registrato tre giorni dopo, il 28 marzo, Lovallo non ha mai lasciato la sua terra. Uomo di grande tempra, legatissimo al lavoro nei campi, ha continuato a lavorare in campagna fino all'età di 106 anni. Con la sua scomparsa, il titolo di persona più longeva d'Italia resta a Lucia Sangenito, 115 anni di Sturno, in provincia di Avellino, terza al mondo per età. Lovallo era il secondo italiano più anziano in assoluto e il primo tra gli uomini. A ricordarlo con parole commosse è il Sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca: «Oggi Avigliano perde una parte della sua storia. La scomparsa del caro Vitantonio Lovallo, per tutti noi Ziton, mi addolora profondamente. I suoi 112
anni non sono stati soltanto il traguardo straordinario di una lunga esistenza: dentro quella vita c'erano più di cento anni della nostra Avigliano, i sacrifici e i valori di intere generazioni, l'attaccamento alla famiglia, alla terra e alle nostre radici».«Ho avuto il privilegio di condividere con lui alcuni momenti, soprattutto in occasione dei suoi compleanni, e conserverò il ricordo del suo sorriso, della sua semplicità e di quella forza autentica che appartiene agli uomini della nostra terra. Oggi non salutiamo soltanto l'uomo più anziano d'Italia, salutiamo uno di noi. Un aviglianese che, con la sua presenza, era diventato un simbolo e una memoria viva della nostra comunità. A nome dell'amministrazione comunale, di tutta la città di Avigliano e mio personale, mi stringo con sincero affetto alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene», ha concluso Mecca. Vicinanza è stata espressa anche dall’assessore regionale alle Politi-
che agricole, Carmine Cicala: «Con la scomparsa di Vitantonio Lovallo, affettuosamente conosciuto come “Zitòn”, la Basilicata saluta non soltanto l’uomo più longevo d’Italia, ma un testimone autentico di oltre un secolo della nostra storia. La sua vita, segnata dal lavoro, dal sacrificio e da un profondo amore per la famiglia e per la terra, appartiene alla memoria collettiva delle nostre comunità. Pastore, mulattiere e agricoltore, Vitan-
tonio ha attraversato le prove più dure del Novecento, dalla guerra alla prigionia, affidandone anche a un diario la memoria. Tornato nella sua Basilicata, ha ripreso a lavorare e a prendersi cura della terra, mantenendo fino a un’età straordinaria quel legame profondo con il mondo rurale che ha accompagnato tutta la sua esistenza. La sua non è soltanto una storia di longevità. È il racconto di una generazione che, con di-
gnità silenziosa, sacrificio e tenacia, ha contribuito a costruire le nostre comunità e a custodirne i valori». «A nome mio e dell’Assessorato regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, rivolgo un pensiero affettuoso ai suoi familiari e mi stringo alle comunità di Sarnelli e Avigliano. Il suo esempio resterà legato per sempre alla terra lucana che ha profondamente amato», ha concluso Cicala.
«Le famiglie desiderano sapere da quando riparte lo scuolabus e avere certezza sull'assistenza ai bambini con disabilità»
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Trasporto scolastico, Rete Civica per Filiano: «Tre mesi di silenzio» l 15 settembre, a scuola praticamente già iniziata, la Giunta Comunale si è riunita alle 15:00 e ha approvato la deliberazione n. 82, che revoca il progetto già approvato per il trasporto scolastico 2026/2027 senza indicare quando il servizio ripartirà. Nella stessa giornata è stato pubblicato un avviso esplorativo urgente, con termine per le manifestazioni di disponibilità degli operatori fissato alle ore 12:00 di venerdì 18 settembre, in vista dell'attivazione transitoria del servizio. Il Sindaco Andrea Lacerenza ha diffuso nella serata di ieri una nota alle famiglie in cui spiega che la delibera arriva oggi non perché il Comune abbia dimenticato il servizio, ma perché erano ancora in corso le rimodulazioni degli orari scolastici, completate solo ieri con il passaggio in Consiglio di Istituto. Il Sindaco assicura che l'obiettivo è far partire il servizio "entro pochi giorni». È quanto si apprende in una nota diffusa da “Rete Civica per Filiano”. «Prendiamo atto della rassicurazione, ma la spiegazione data non risponde alla domanda che come Gruppo Consiliare Rete Civica per Filiano avevamo posto: il Sindaco era a conoscenza della nuova gara per il trasporto scolastico già a giugno, quando ne aveva parlato lui stesso in Consiglio Comunale. Le rimodulazioni degli orari scolastici possono giustificare gli ultimi aggiustamenti tecnici, non
tre mesi in cui il tema era già noto all'Amministrazione e nessuna decisione risulta essere stata presa. Il risultato di questo immobilismo è la corsa contro il tempo a cui assistiamo oggi: una delibera di revoca approvata a scuola già cominciata, un avviso urgente con termini strettissimi, e famiglie che ancora non sanno da quando i loro figli potranno contare sullo scuolabus, che diciamolo, è un servizio obbligatorio per il Comune. Non è mancanza di tempo: sono tre mesi lasciati passare senza affrontare un problema già noto a chi amministra». «Chi sa amministrare prepara il trasporto scolastico d'estate, quando i tempi lo consentono, non a settembre inoltrato rincorrendo scadenze autoimposte. E soprattutto non lascia che una questione già annunciata in Consiglio Comunale a giugno arrivi a settembre senza una soluzione pronta. Prendiamo atto anche di quanto scritto sull'assistenza agli alunni con disabilità: il Comune riconosce la distinzione di competenze tra Ambito sociale e scuola, ma dichiara di voler valutare un supporto aggiuntivo con risorse comunali, con una decisione della Giunta annunciata entro giovedì. Su un tema che riguarda i bambini più fragili e le loro famiglie, chiediamo che quella decisione arrivi davvero entro i tempi indicati, e che sia comunicata con altrettanta chiarezza. Nel frattempo, però, i fatti hanno già superato le rassicurazio-
ni: proprio questa mattina, in attesa che la Giunta decida come annunciato, l'assistenza fisica a scuola non è stata garantita, e non lo sarà non sappiamo per quanto tempo, ai bambini che ne hanno bisogno. Non si tratta, quindi, di una questione astratta o rinviata a giovedì, ma di un disservizio già in corso, che ricade oggi stesso sui bambini più fragili e sulle loro famiglie. Un disservizio del genere non si era mai verificato a Filiano. Le famiglie di Filiano continuano ad aspettare due sole cose: sapere da quando riparte lo scuolabus e avere certezza sull'assistenza ai bambini con disabilità. Le rassicurazioni sono benvenute, ma dopo tre mesi di attesa le famiglie hanno diritto a date, non a promesse».
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L’opera, avviata 25 anni fa, è stata inaugurata con una solenne cerimonia alla presenza di autorità, studenti e associazioni
Genzano rende omaggio ai Caduti monumento ricorda le 193 vittime GENZANO DI LUCANIA . Lo scorso 13 settembre, a Genzano di Lucania si è svolta l’inaugurazione del monumento dedicato ai Caduti e ai Dispersi genzanesi di tutte le guerre, organizzata dall’Amministrazione comunale di Genzano in collaborazione con il Comando Militare Esercito “Basilicata” e con la locale Sezione dell’Associazione Bersaglieri. Hanno partecipato alla cerimonia le Autorità civili, militari e religiose locali, i rappresentanti e i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, delle Sezioni Bersaglieri di Basilicata e Puglia, la Fanfara della Sezione Bersaglieri di Altamura, i docenti e gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado di Genzano di Lucania e una rappresentanza della cittadinanza. La manifestazione è inizia-
ta con il solenne rito dell’Alzabandiera, seguito dal taglio del nastro e dalla deposizione di una corona d’alloro, con la resa degli onori militari ai Caduti da parte di un picchetto in armi del 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura. Nel corso dell’evento sono intervenuti il delegato del-
la locale Sezione Bersaglieri, Capitano in ausiliaria Vincenzo Sanguine, il Vice Sindaco di Genzano, dottor Cosimo Petracca, il Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, Generale di Corpo d’Armata in ausiliaria Giuseppenicola Tota, e il Sindaco di Genzano, Dott.ssa Vi-
viana Cervellino. In chiusura, i saluti istituzionali del Comandante del Comando Militare Esercito “Basilicata”, Colonnello Paolo Franciosa. Il progetto, nato 25 anni fa con la posa della prima pietra e l’inaugurazione della campana monumentale, è giunto a compimento con la
realizzazione di un’opera dal valore storico e umano, al cui interno sono state collocate le lastre commemorative che riportano i nomi dei 193 genzanesi caduti e dispersi in tutte le guerre, per onorarne il sacrificio e custodirne la memoria, in modo perpetuo e tangibile.
Nativitarte conduce trenta collezionisti da Tito ad Anzi, tra paesaggi, affreschi cinquecenteschi, astronomia e sapori locali
Auto d’epoca, viaggio nel cuore della Basilicata DI ROCCO NIGRO
POTENZA. Ci sono tanti modi per promuovere un territorio. Convegni, mostre, cinema e manifestazioni gastronomiche sono solo alcuni. Ma ci sono pure momenti come, ad esempio, salire a bordo di auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo e percorrere strade statali non più percorribili, salite e paesaggi mozzafiato. I boschi di Rifreddo di Pignola che portano all’abitato di Anzi ne sono un esempio. Poi l’arrivo ad Anzi ed il panorama della Val Camastra con l’invaso in bella vista. Una visita nella piazza che fu del sommo poeta e poi la ripidissima salita che porta a S.Maria. Qui a quota 1064 mtsl la chiesa, gli affreschi cinquecenteschi del Todisco ed il Planetario Astronomico. A veder le stelle avrebbe detto qualcuno. Promotore di questo lodevole tour che ha lasciato i partecipanti con il fiato sospeso è stata l’Associazione culturale “Nativitarte” di Potenza presieduta del dott. Dino Nolè che ha raccolto una trentina di collezionisti ed auto d’epoca, qualcuno proveniente anche dalla vicina puglia e campania, per far conoscere il territorio lucano. Non è la prima volta, già in passato iniziative di questo genere
sono state messe in atto da questa associazione. Questa volta è voluto partire dal Centro per la Creatività Cecilia di Tito e dopo hanno percorso una ventina di chilometri la carovana è giunta ad Anzi, dove ad accoglierli c’era il primo cittadino Filomena Graziadei ed i volontari della Pro Loco i quali hanno fatto da “Cicerone” per la visita alla Chisa e al Planetario Osservatorio Astronomico di Basilicata che, lo ricor-
diamo, insieme a quello di Castelgrande è l’unico presente in regione. In questo luogo hanno potuto ammirare la bellezza della volta celeste e partecipare all’attività di uno degli addetti che gestisce la struttura e scoprire tutte le curiosità sul misterioso mondo dello spazio e dell’universo. Poi, spazio alla scoperta dei prodotti tipici del posto in una struttura ricettiva del posto. Insomma, una iniziativa quella appunto pro-
mossa da “Nativitarte” che sempre più con maggiore frequenza mira attraverso l'organizzazione di eventi legati ai raduni di auto d'epoca mira a far conoscere itinerari turistici e culturali. Il tutto in collaborazione con le amministrazioni locali e le Pro Loco che mai come in questo momento si fanno un gran da fare per la promozione dei piccoli centri, soprattutto quelli dell’entroterra lucana.
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Dopo 4 anni di attese il Sindaco Albanese annuncia «una fondamentale svolta per la mobilità del nostro territorio»
La frana di Castrocucco è bypassata L’opera da 5,5 mln aggira l’emergenza
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DI EMANUELA CALABRESE
a ieri a mezzogiorno è arrivata una svolta importante per la viabilità a Castrocucco di Maratea, con l’apertura al traffico del nuovo bypass provvisorio alla SS18 “Tirrena Inferiore”, per superare il tratto interessato dalla ormai annosa frana. Sono trascorsi difatti quasi quattro anni dal crollo del 30 novembre 2022, quando una frana si avviava dal costone che sovrasta la Strada Statale 18, all'altezza di Castrocucco. La roccia si sgretolava e i massi travolgevano la carreggiata, fino al mare. Erano le 4:50 del mattino, all’incirca, e solo l’orario permise che la frana non diventasse una tragedia di vite umane, essendo un asse viario essenziale per raggiungere Maratea. Da allora tanti sono stati i disagi per chi viaggia per scuola, lavoro, famiglia, servizi e turismo.«Da ieri c’è una fondamentale svolta per la
mobilità del nostro territorio -asserisce il Sindaco Cesare Albanese- Un’opera di circa 5,5 milioni di euro (finanziata dal Dipartimento della Protezione Civile, con il contributo della Regione Basilicata e realizzata da Anas) che ci permette di superare l'emergenza e aggirare il tratto critico di Castrocucco in totale sicurezza». LA SS18 CHIUDERÀ DAL 1° OTTOBRE E SARÀ CONVOCATO UN COMITATO OPERATIVO PER LA VIABILITÀ Il Primo cittadino ragguaglia sulle informazioni chiave riguardanti la nuova viabilità: «Il bypass stradale sarà aperto 24 ore su 24, con una circolazione regolata a senso unico alternato mediante un semaforo con tempo d'attesa medio stimato di circa 10 minuti. Lungo circa 4 km, il percorso è dotato di sistema di videosorveglianza, barriere di sicurezza, reti paramassi
a monte e illuminazione a pannelli solari». Su questo tratto però è vietato il transito ai mezzi di lunghezza superiore a 7,6 metri; Mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate (Deroga: consentito il passaggio ai mezzi del Trasporto Pubblico Locale fino a 7,5 tonnellate); Velocipedi (biciclette)». Per quanto concerne la vecchia Strada Statale 18, invece, «fino al 30 settembre il tracciato principale resta attivo parallelamente nella fascia oraria 7:00 – 1:00. Dal 1° ottobre invece la vecchia tratta della SS18 sarà chiusa al traffico per disposizione del Commissario Straordinario di Maratea, e la fruibilità della tratta stradale verrà garantita dal nuovo bypass. Al proposito sarà convocato uno specifico Comitato Operativo per la Viabilità (COV), sotto l’egida della competente Prefettura. Poi la viabilità sarà garantita esclusivamente dal nuovo bypass». Un itinerario alternativo è stato previ-
sto per i mezzi o in caso di condizioni meteorologiche particolarmente avverse, che rendano necessaria la chiusura del bypass, regolamentata da uno specifico protocollo di monitoraggio e gestione, predisposto dal Commissario Straordinario per l’emergenza. LA SOLUZIONE DEFINITIVA È LA VARIANTE IN GALLERIA DI 700 METRI, INVESTIMENTO DA 60 MILIONI E conclude il Sindaco di Maratea: «La soluzione definitiva è in dirittura d'arri-
vo con la realizzazione di una variante in galleria di 700 metri (un investimento da circa 60 milioni di euro). Entro la fine dell'anno Anas dovrebbe tenere la Conferenza dei Servizi e, a seguito delle approvazioni, la gara d'appalto dovrebbe essere bandita in circa sei mesi per poi dar via ai lavori, con durata stimata in circa 3 anni. Ci avviamo verso una gestione del traffico più sicura e fluida conclude Albanese- Vi chiedo la massima collaborazione e il rispetto della segnaletica per la sicurezza di tutti».
A Cronache il Sindaco: «Non lasciamo soli i cittadini: due corse verso la Casa di Comunità di Anzi e supporto in Comune per la scelta medica»
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A Laurenzana circa 400 assistiti restano senza medico di famiglia irca 380 concittadini oggi si ritrovano senza medico di base e saranno costretti a rifare la scelta medica». Con queste allarmanti parole il Primo cittadino di Laurenzana, Giuseppe Trivigno, comunica ai concittadini che «a causa di un cambio di contratto del Dott. Sorvillo con l’ASP, tutti i suoi pazienti sono stati cancellati dalle liste. Riteniamo inaccettabile la totale assenza di informazione preventiva su un cambiamento di tale rilievo – incalza il Primo cittadino- che ha prodotto un grave disagio per molti e ha impedito al Comune, primo e spesso unico Ente di prossimità, di predisporre per tempo adeguate comunicazioni e misure di supporto alla popolazione». Trivigno tiene a sottolineare che «la mancanza di un secondo medico di base a Laurenzana è problema che si trascina ormai da molti mesi, ed è riconducibile alla oggettiva e grave penuria di medici disponibili sul territorio, anche a seguito della pubblicazione delle cosiddette "zone carenti". Vi assicuriamo che non lasceremo solo nessuno: il Comune di Laurenzana continuerà ad agire con fermezza per tutelare i diritti dei cittadini». Raggiunto da Cronache il Sindaco entra nel dettaglio della si-
tuazione del suo comune: «A Laurenzana abbiamo sempre avuto storicamente due medici, ora però, tra pensionamenti e decessi, abbiamo una dottoressa, che è però satura perché ha 1000 assistiti, e questo secondo medico, giunto dopo molti avvicendamenti di altri dottori. Il Dott. Sorvillo ha tenuto aperto lo studio per qualche mese, ma per esigenze personali e lavorative, ha dovuto chiudere lo studio. Tuttavia aveva circa 400 assistiti che erano ancora con lui, tra cui anche io, e sebbene il medico continuava a garantire il supporto, soprattutto per la prescrizione dei farmaci per via telematica, abbiamo bisogno di un medico in presenza, anche per le visite». L’Amministrazione comunale, pertanto, «al fine di garantire una sorta di continuità, e un'assistenza sanitaria concreta, ha istituito una navetta gratuita che trasporta verso la Casa di Comunità di Anzi, aziani e persone non automunite, perché la distanza è irrisoria, 4-5 km, però per qualcuno può essere un problema». Cosa è successo nelle ultime ore: «C’è stato questo cambio di contratto tra il medico e l'ASP, però nel momento in cui cambia la posizione,vengono cancellati tutti gli assistiti. Quindi sono state rimandate indietro molte
persone, che non hanno potuto farsi prescrivere i farmaci – prosegue Trivigno- Quindi alla carenza storica del medico si è aggiunto anche quest'altro scossone». «NELLE PROSSIME ORE POTREBBERO CONCRETIZZARSI SOLUZIONI PIÙ FAVOREVOLI E DEFINITIVE» Il Sindaco si è messo subito in contatto con l’ASP, e ci spiega: «Ho sentito ASP e non mi sento di mettergli addosso la croce, perché il problema è che fisicamente mancano i medici. La verità è questa purtroppo. Però è chiaro che in qualche modo devo tutelare quella che è la mia comunità. Intanto ora sono in contatto con un paio di medici che sono un po' lontani, però astrattamente potrebbero aprire un secondo studio a Laurenzana. In queste ore siamo impegnati in fitte e continue interlocuzioni con l’ASP, per il tramite del Direttore Generale, dott. De Filippis, e della dott.ssa Motola, che si sono sin da subito mostrati collaborativi e disponibili nel cercare una soluzione non provvisoria, ma stabile e duratura. Alcune possibili intese sono già state individuate e verranno verificate nella mattinata di domani. Invitiamo pertanto i cittadini, per quanto possibile, ad attendere pri-
ma di effettuare una nuova scelta del medico, perché nelle prossime ore potrebbero concretizzarsi soluzioni più favorevoli e definitive». Intanto, proprio per agevolare i concittadini, l’Amministrazione ha raddoppiato le corse verso la Casa di Comunità di Anzi. Alla corsa della mattina si aggiunge quella del pomeriggio e presso il Comune è presente un dipendente incaricato di affiancare i cittadini nella compilazione della modulistica per la scelta medica. «Per il momento, per chi ne avesse bisogno -conclude il Sindaco- il medico presso la Casa di Comunità e la guardia medica sono regolarmente a disposizione per le necessità sanitarie urgenti e per le prescrizioni». EMANUELA CALABRESE
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La chiesa gremita, i fiori bianchi e l’ultimo saluto ad un ragazzo dal sorriso pulito, amato e stimato da tutti
A Montalbano i funerali di Vincenzo D’Orsi, raggiunto da un colpo di fucile accidentale I
DI EMANUELA CALABRESE
eri pomeriggio alle 16:30, la comunità di Montalbano Jonico ha potuto porgere l’ultimo saluto al suo giovane concittadino, Vincenzo D'Orsi. Aveva soli 37 anni Vincenzo, e sabato mattina era impegnato con il fratello in un agro di proprietà della famiglia, un frutteto, dove si aggiravano dei cinghiali. Un flagello per l’agricoltura, e non solo. Quella mattina però, uno sparo accidentale e la disgrazia. La gravissima ferita alla testa ed il tragico epilogo. I funerali si sono svolti nel Tempio dello Spirito Santo a Montalbano Jonico. Sul feretro un cuscino di fiori bianco, candido. La mamma, il papà, il fratello e la sorella, tutti i suoi cari, insieme alla comunità montalbanese e ai tanti amici, hanno salutato per sempre Vincenzo. La chiesa era gremita per ricordare un ragazzo dal sorriso pulito, lavoratore, gentile. Così come lo descrivono tutti. Una tragedia nella tragedia. Una famiglia distrutta da un dolore che non potrà mai trovare consolazione. TROPPO GRAVI LE SUE CONDIZIONI, NONOSTANTE IL COMPLESSO
INTERVENTO E LE CURE SUBITO PRESTATE Nonostante l’allarme sia stato immediatamente lanciato, ed i soccorritori siano giunti nella zona rurale in brevissimo tempo, le condizioni del 37enne sono apparse da subito drammatiche. Da qui il trasferimento d’urgenza in elisoccorso verso l’Ospedale del capoluogo potentino, dove in codice rosso era stato sottoposto a un delicato e complesso intervento di neurochirurgia, e poi il ricovero nel reparto di Rianimazione. Il drammatico epilogo di questa corsa disperata per salvargli la vita, è giunto purtroppo quando il cuore di Vincenzo si è fermato. Sulla tragedia indagano i Carabinieri, coordinati dalla Procura di Matera, che aveva disposto sia il sequestro delle armi, per ricostruire la balistica di quanto accaduto, sia il sequestro della salma e gli accertamenti medico-legali che aiuteranno a ricostruire un quadro più preciso e dettagliato di quanto accaduto. L’esame autoptico si è svolto nei giorni scorsi e dopo il nulla osta del Magistrato, le spoglie del giovane sono state riconsegnate alla famiglia e accompagnate nella Casa del commiato “La
Madonnina”, dove in tanti hanno potuto renderle omaggio. LUTTO CITTADINO PER INTERPRETARE IL DOLORE DI UN'INTERA COMUNITA' Il Sindaco aveva già proclamato il lutto cittadino nel giorno delle esequie. «Abbiamo pregato e sperato affinché l'incidente avesse uno sviluppo diverso, ma purtroppo Vincenzo non è sopravvissuto. Siamo rimasti tutti attoniti e sgomenti ma dobbiamo avere la capacità di stringerci intorno a questa famiglia pervasa da un dolore nemmeno immaginabile per la sua immensità e complessità. Riposa in pace Vincenzo» erano state le parole del Sindaco Giuseppe Di Sanzo. Proprio
a Cronache il Sindaco aveva aggiunto: «La situazione è drammatica. Aleggia un sentimento di sgomento e di dolore su tutti. Una tragedia inimmaginabile e complessa, per le modalità con cui è avvenuta». E a proposito della dinamica dell’incidente, avvenuto cercando di allontanare dei cinghiali dai terreni di proprietà della famiglia, il Primo cittadino sottolineava: «Siamo stati lasciati soli, da parte del Governo e della Regione. Quello degli ungulati è un problema che va avanti da anni, e che anzi, anno dopo anno si aggrava, perché il loro numero aumenta esponenzialmente», causando danni alle colture, incidenti stradali e anche malattie come la Peste Suina Africana. Restano intanto i tantissimi messaggi che
ricordano Vincenzo, «un angelo buono», «un ragazzo come pochi», «un amico sincero», «non dimenticheremo il tuo sorriso, la tua gioia», scrive chi lo conosceva. Ma i pensieri per la morte del giovane si accompagnano a quelli per la famiglia, schiacciata da un dolore inimmaginabile.
Ritorna l'attenzione sull'aula consiliare dopo il ritiro del consigliere Toto e la richiesta di chiarimenti sull'azione amministrativa della giunta
Nodo presidenza e verifica politica: il Consiglio comunale di Matera si riunisce il 21 settembre
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l Consiglio comunale di Matera tornerà a riunirsi in seduta straordinaria di prima convocazione alle ore 16:00 di lunedì 21 settembre 2026, presso la Sala Pasolini di via Sallustio. La seconda convocazione è invece fissata per giovedì 24 settembre, alle ore 16:00, nella medesima sede.La convocazione fa seguito a quanto deciso nella seduta della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari del 15 settembre e presenta all’ordine del giorno due questioni di particolare rilievo per l’attività dell’assemblea cittadina.Il primo punto riguarda l’elezione del Presidente e dei Vicepresidenti del Consiglio comunale, prevista dall’articolo 12 dello Statuto comunale e dall’artico-
lo 12 del Regolamento del Consiglio. L’assemblea sarà dunque chiamata a definire gli organi di vertice del Consiglio. Va ricordato che a più di un anno dall’insediamento dell’Amministrazione a guida Nicoletti, non è stato ancora possibile eleggere l’Ufficio di Presidenza. Maggioranza e opposizione non hanno trovato l’accordo su un nome che potesse ricoprire il ruolo di Presidente dell’Assise. L’unico ad essersi candidato è stato il consigliere comunale Augusto Toto che dopo gli innumerevoli rinvii, ha deciso di ritirare la propria candidatura e addirittura di prendere le distanze da Fratelli d’Italia, partito nel quale è stato eletto, e dalla maggioranza.Al secondo punto figura
invece la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale, presentata ai sensi dell’articolo 39, comma 2, del decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000 e dell’articolo 43, comma 8, del Regolamento consiliare. La ri-
chiesta, sottoscritta da diversi consiglieri e protocollata il 2 settembre 2026 con il numero 0089548/2026, ha come oggetto la situazione politica e programmatica dell’Amministrazione comunale.
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Primo piano
giovedì 17 settembre 2026
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Il presidente della Provincia di Matera sollecita Regione, Ministero e azienda a riaprire subito il confronto sulla vertenza
CallMat, l’allarme per 350 famiglie Mancini: «Bloccare i licenziamenti» MATERA. Fermare l’invio delle lettere di licenziamento e riportare immediatamente tutte le parti al tavolo di confronto. È l’appello lanciato dal presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, dopo l’annuncio della CallMat di voler procedere alla risoluzione dei rapporti di lavoro per i 350 dipendenti del sito materano. «Apprendo con grande preoccupazione la decisione dell’azienda. È una notizia che pesa non solo su altrettante famiglie, ma sull’intero tessuto economico e sociale del nostro territorio. Dobbiamo scongiurare questa eventualità», afferma Mancini, esprimendo forte allarme per le conseguenze occupazionali e sociali della vertenza. Il presidente ricorda le iniziative già intraprese dall’ente provinciale sin dalle prime avvisaglie della crisi. La Provincia aveva convocato nella propria sede un incontro con la proprie-
tà e le organizzazioni sindacali, partecipando successivamente anche a un vertice promosso dalla Regione Basilicata. Tentativi che, tuttavia, non hanno finora consentito di individuare una soluzione capace di tutelare i posti di lavoro. L’avvio della procedura
rappresenta ora un ulteriore e drammatico passaggio per i dipendenti, da tempo impegnati nella difesa della continuità occupazionale. «Comprendo e condivido la delusione e la rabbia dei lavoratori e dei sindacati di fronte a questo esito», sottolinea Mancini, sollecitando una nuova ini-
ziativa istituzionale. Secondo il presidente, Regione Basilicata, Ministero competente e proprietà devono riprendere immediatamente il dialogo, senza ulteriori rinvii, per esaminare tutte le misure disponibili e costruire una prospettiva industriale e occupazionale per il sito. La per-
dita di 350 impieghi, osserva, avrebbe un impatto pesante su Matera e sull’intera provincia, già alle prese con difficoltà economiche e scarsità di opportunità lavorative. La Provincia conferma quindi la propria disponibilità a favorire ogni confronto utile tra le parti e a sostenere le iniziative dirette alla salvaguardia dell’occupazione. «Resteremo al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie in questa fase delicata», assicura Mancini. La priorità, però, è interrompere la procedura avviata dalla società prima che produca effetti irreversibili. «È assolutamente necessario fermare l’azienda e mettere sul tavolo ogni strumento utile a scongiurare un numero così consistente di licenziamenti», conclude il presidente della Provincia, chiedendo una risposta urgente e unitaria da parte di tutte le istituzioni coinvolte.
A Potenza il workshop di Basilicata Creativa dedicato ai programmi comunitari per formazione, scambi e apertura ai mercati esteri
Imprese lucane, la mobilità diventa una risorsa POTENZA. Trasformare la mobilità europea in uno strumento di crescita per le imprese lucane, favorendo l’acquisizione di nuove competenze, le esperienze internazionali e il confronto con realtà produttive di altri Paesi. È l’obiettivo del workshop «Opportunità di mobilità europea per le imprese lucane», promosso da Basilicata Creativa in collaborazione con Euro-Net – Europe Direct Basilicata. L’appuntamento è in programma il 26 settembre, dalle 17 alle 19, negli spazi di GoDesk, in via della Tecnica 18 a Potenza. L’iniziativa è finanziata nell’ambito del Poc Basilicata e sarà dedicata agli strumenti messi a disposizione dai programmi comunitari per sostenere la formazione dei dipendenti e accompagnare i percorsi di internazionalizzazione delle aziende regionali. Il confronto si aprirà con la registrazione e il benvenuto ai partecipanti. Alle 17.15 il presidente di Basilicata Creativa, Raffaele Vitulli, illustrerà i temi e gli obiettivi dell’incontro. Dalle 17.30 prenderà il via la sessione di lavoro curata da Euro-Net – Europe Direct Basilicata, durante la quale saranno approfondite le opportunità offerte alle attività produttive dalla
possibilità di realizzare esperienze formative all’estero. Nel corso del workshop saranno presentati gli strumenti disponibili e alcuni casi di successo, con l’obiettivo di mostrare gli effetti concreti che una maggiore apertura alla dimensione internazionale può determinare sull’organizzazione aziendale. Una parte dei lavori sarà riservata all’offerta di mobilità già approvata nell’ambito del programma Erasmus+, attraverso il quale dipendenti e professionisti possono confrontarsi con metodi, competenze e modelli sviluppati in altri contesti europei. L’iniziativa intende offrire indicazioni operative alle imprese interessate a investire sulla preparazione del personale e sulla costruzione di relazioni oltre i confini nazionali. L’esperienza all’estero, infatti, può contribuire non soltanto alla crescita professionale dei singoli lavoratori, ma anche alla capacità delle aziende di innovare, ampliare le proprie reti e affrontare con maggiore consapevolezza i mercati internazionali. Il workshop si rivolge al sistema produttivo lucano e punta a rendere più accessibili programmi che, nonostante le potenzialità, possono apparire complessi alle realtà di
dimensioni più contenute. La presentazione delle possibilità disponibili e delle esperienze già realizzate consentirà ai partecipanti di valutare gli strumenti più adatti alle proprie esigenze e di comprendere come inserirli nelle strategie di sviluppo. L’appuntamento rientra nel percorso avviato da Basilicata Creativa per rafforzare il collegamento tra il tessuto economico regionale e le opportunità messe a disposizione dall’Unione europea. L’obiettivo è favorire una partecipazione più ampia delle realtà locali ai programmi dedicati alla for-
mazione, agli scambi e all’internazionalizzazione, trasformando la presenza nei circuiti europei in un elemento stabile della crescita aziendale. Il confronto di Potenza sarà quindi un’occasione per avvicinare le imprese agli strumenti comunitari, conoscere le iniziative già approvate e mettere in relazione operatori interessati a sviluppare collaborazioni internazionali. Un passaggio diretto a valorizzare le competenze presenti in Basilicata e, nello stesso tempo, ad aprire il sistema produttivo regionale a nuove esperienze e prospettive.
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Periscopio
giovedì 17 settembre 2026
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Lunedì 21 settembre la serata di beneficenza promossa da Lions e Centro Studi, con «I Filarmonici di Napoli» e il Conservatorio Gesualdo da Venosa
Solidarietà al Teatro Stabile: il concerto per i lucani terremotati in Venezuela U
n concerto di beneficenza per i Lucani terremotati in Venezuela, organizzato dai Lions Club Potenza Host, Pretoria e Duomo, Rappresentati da Nico Di Chiara, Alberto Scrocca, Francesco Cannizzaro e Massimo Molinari, con il diretto coinvolgimento e supporto del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo - Confederazione Italiani nel Mondo, che ha promosso l'iniziativa, si terrà LUNEDI 21 SETTEMBRE 2026, con inizio alle ore 20,00, al Teatro Stabile di Potenza, nell'ambito del progetto ESTATE IN CITTA' promossa dall'Amministrazione Comunale di Potenza. Il Concerto di beneficenza, con la possibilità di acquistare i biglietti presso i club organizzatori o direttamente al Teatro Stabile, è nato a seguito del grido di aiuto che arrivava dai Lucani in Venezuela per i quali, stante la difficile situazione economica e sociale del Paese, è necessario sostenere alcune famiglie dell'area di Guaira che hanno perso anche la loro abitazione. Un segno di attenzione che si unisce alle azioni istituzionali per le quali gli effetti burocratici comportanto tempi lunghi nella erogazione dei fondi che in questo caso, sarà curata direttamente attraverso il Consolato Italiano ed il Ministero degli Affari Esteri. A raccontare la vicenda dei lucani in Venezuela, sarà un testimonial d'eccezione, il marateota Biagio Ignacchitti, già Presidente dell'associa-
zione dei Lucani a Caracas e rientrato tra mille tribolazioni in Italia alcuni anni fa, che ha recentemente raccontato la sua storia di emigrazione in quel Paese, attraverso un libro con Maria Carmela Brandi e che sarà in vendita ed il cui ricavato andrà a far parte del fondo raccolta. Il concerto di beneficenza "Cuori Lucani oltreoceano", si rende possibile grazie alla disponibilità ed alla fattiva collaborazione de "I Filarmonici di Napoli" che in si esibiranno gratuitamente in collaborazione con gli allievi del Conservatorio di Musica "Gesualdo da Venosa" di Potenza anche qui grazie alla disponibilità del nuovo direttore, la professoressa Maria Sarli. I Filarmonici prevedono l'esibizione dell'orchestra con Direttore il Maestro Davide Dellisanti e con i violini solisti Annastella Gibboni e Daniele Baione, tromba solista Fabrizio Fabrizi, violoncello solista Mariano Fusco, direttore artistico Michele Lorusso, a cui va il ringraziamento ufficiale per essersi fatto promotore attivo dell'iniziativa di solidarietà e gli allievi del conservatorio di Musica "Gesualdo da Venosa" di Potenza.Sarà una grande serata di musica e solidarietà, presentata dalla Giornalista Angela Di Maggio. Al Concerto di beneficenza hanno dato la loro adesione l'Unpli Basilicata, la Pro Loco "La Perla" di Maratea e l'Associazione degli Ex Consiglieri regionali e Parlamentari di Basilicata.
Fino al 22 settembre l'esposizione promossa dallo Studio «Il Santo Graal» per celebrare i vent'anni di attività. In mostra abiti teatrali di Rapone e opere pittoriche
Alla Cappella dei Celestini la mostra fantasy «Pelle di Fiaba»
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ino al 22 settembre, nella Cappella dei Celestini di Potenza, si potrà visitare la mostra «Pelle di Fiaba. Quando l’abito diventa la storia di un mondo fantastico», esposizione di abiti fiabeschi, illustrazioni ed opere pittoriche dedicate al mondo del fantasy.L’iniziativa, nel calendario comunale «Estate in Città», è ideata e promossa dallo Studio d’arte «Il Santo Graal» di Potenza in occasione del ventennale dalla sua fondazione ad opera del Maestro d’arte Rocco Santacroce, ed è patrocinata dal Comune
di Potenza e dal Comune di Rapone.«La mostra vuole essere un omaggio al mondo incantato delle fiabe e all’universo simbolico che lo popola – spiega Grazia Pastore, giornalista e Direttrice artistica dello Studio d’arte “Il Santo Graal” –. Come “Santo Graal” abbiamo pensato di farlo portando a Potenza alcuni costumi fiabeschi realizzati dalla Scuola di Sartoria Teatrale del Comune di Rapone “Paese delle Fiabe”, raffiguranti Cenerentola, Raperonzolo, Aurora ed il Principe Filippo, e Belle della fiaba “La Bella e la
Bestia”, a cui abbiamo affiancato artisti che hanno interpretato il tema con opere pittoriche».L’allestimento, a cura di EDM Artelier, include anche una creazione artigianale della Sartoria Teatrale di Rapone raffigurante una principessa africana realizzata con stoffe originali del Senegal, un abito-scultura di Bianca Cassano dal tema «Fata Primavera», e disegni e progetti digitali di tatuaggi a tema fantasy della tattoo artist Valentina Curcio. I dipinti sono stati realizzati da Antonia Arbia, Luciana Ines Cammarota,
Rosa Cifarelli, Lidia De Nittis, Sarah Di Iorio, Emanuela Di Mare, Rocchina Lepore, Rocco Santacroce, Antonia Stigliano, Maria Grazia Tarulli.La cerimonia inaugurale, presentata da Grazia Pastore, ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza Roberto Falotico, e gli interventi del Sindaco del Comune di Rapone Felicetta Lorenzo, dell’antropologo Giuseppe Melillo, della tattoo artist Valentina Curcio e delle autrici di letteratura per l’infanzia Giovanna Berardi e Valentina Giordano.
Intermezzi musicali e performance teatrali hanno arricchito la serata, con Patrizia Dore e Jole Franco di HDUEteatrO, la danzatrice Rossana Avigliano e il duo chitarra e voce Antonio Cinefra e Annafrancesca Mattera.La mostra «Pelle di Fiaba. Quando l’abito diventa la storia di un mondo fantastico» sarà visitabile nella Cappella dei Celestini in largo Duomo a Potenza fino al 22 settembre con ingresso libero, nei seguenti giorni ed orari: lunedì-sabato ore 09:30-12:30 / 15:30-20:30, domenica ore 10:30-13:30 / 17:30-20:30.
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giovedì 17 settembre 2026
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Non serve cambiare pianeta
I dieci mondi: in quale ti trovi ora
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DI FABRIZIO QUARATINO
i sono mattine in cui apriamo gli occhi e, prima ancora di mettere i piedi a terra, la vita sembra aver già convocato una riunione contro di noi. Il telefono non collabora, il caffè minaccia la camicia, qualcuno scrive “urgente” per una faccenda che urgente non era neppure nel Medioevo. E noi precipitiamo. Non nell’Inferno con fiamme e forconi. Nell’inferno che conosciamo benissimo: quello stato in cui ogni cosa appare stretta, dolorosa, senza uscita. I Dieci Mondi raccontano proprio questo. Non sono dieci luoghi nei quali veniamo spediti. Sono condizioni della vita che esistono dentro di noi, si manifestano, si intrecciano e possono trasformarsi. E c’è qualcosa di ancora più sorprendente: quando ne manifestiamo uno, gli altri non scompaiono. Restano lì, possibili. Significa che persino nel momento più buio esiste, dentro la stessa persona,la possibilità di una condizione completamente diversa. Ed è qui che cambia tutto. IL CONDOMINIO CHE ABBIAMO DENTRO C’è l’Inferno, quando la sofferenza divora l’orizzonte. C’è l’Avidità, quando nulla basta: denaro, attenzione, conferme, affetto. Ancora. Sempre ancora. C’è l’Animalità, quando reagiamo per istinto, paura o convenienza, lasciando che sia il più forte, il più furboo il più rumoroso a dettare la legge. C’è la Collera, che non significa semplicemente arrabbiarsi: è anche quella smania di prevalere, confrontarsi, sentirsi superiori. Poi c’è l’Umanità, quella relativa calma nella quale riusciamo a governare gli im-
pulsi e ragionare. C’è l’Estasi, la gioia che nasce quando qualcosa finalmente gira come desideravamo. Poi arrivano Studio e Illuminazione parziale: imparare attraverso gli altri oppure comprendere aspetti della vita osservandone direttamente cause, mutamenti e relazioni. C’è il Bodhisattva: quando la nostra crescita smette di essere un affare esclusivamente privato e diventa capacità di contribuire alla felicità degli altri. E infine c’è la Buddità. Per chi non appartiene a questa tradizione, possiamo provare ad avvicinarci al suo significato parlando di saggezza, dignità, forza vitale e libertà interiore. Il nome conta meno di ciò che significa. Non un piedistallo. Una rivoluzione. IL MONDO PIÙ ALTO NON CANCELLA GLI ALTRI Ed è proprio qui che comincia la rivoluzione. La Buddità non è una serenità da catalogo, con i problemi educatamente parcheggiati fuori dalla porta. Magari. Sarebbe comodo. E sospettosamente facile. Significa qualcosa di molto più difficile: attraversare paura, rabbia, dolore, desiderio e fatica senza consegnare loro il volante. Possiamo soffrire senza diventare soltanto sofferenza. Possiamo arrabbiarci senza fare della rabbia il nostro padrone. Possiamo desiderare senza diventare schiavi del desiderio. Possiamo attraversare una giornata storta senza dichiarare fallita l’intera esistenza entro le nove e venti. E allora cambia la domanda. Non più soltanto: “Perché mi sta succedendo questo?”. Ma: “Che cosa scelgo di far emergere da me, proprio mentre questo mi sta accadendo?”. La trasformazione co-
mincia dove finiscono gli alibi Ed è qui che la faccenda diventa seria. Per tutti. Per chi prega, per chi medita, per chi cerca risposte, per chi continua a farsi domande e persino per chi non crede in nulla chenon possa toccare con mano. Parlare di forza quando tutto va bene è magnifico. Poi arriva la vita, quella maleducata, e presenta l’esame senza neppure comunicarci il programma. Quando qualcuno ci ferisce. Quando arriva una paura. Quando il conto non torna. Quando una persona amata prende una strada che non comprendiamo. Quando abbiamo dato molto e non riceviamo ciò che speravamo. È allora che le convinzioni smettono di essere belle parole. Pregare, meditare, riflettere o semplicemente fermarsi davanti a se stessi non serve a convincere l’universo a eseguire diligentemente i nostri ordini. Serve, semmai, a decidere quale parte di noi vogliamo mettere al volante. Non possiamo comandare alla realtà. Possiamo però decidere di non consegnarle la nostra dignità. E questa decisione cambia lo sguardo. Poi le parole. Poi le azioni. E attraverso le nostre azioni può cominciare a cambiare persino ciò che sembrava immobile. NESSUNO È SOLTANTO IL SUO MOMENTO PEGGIORE Questa è forse la cosa che vorrei ricordare a chi oggiè stanco. Se sei nell’Inferno, non sei l’Inferno. Se sei nell’Avidità, non sei condannato a desiderare eternamente ciò che non hai. Se sei nella Collera, dentrola stessa vita che vuole prevalere esiste anche la possibilità di far emergere saggezza e coraggio. E se oggi ti senti forte, non guardare dall’alto chi sta combattendo. Domani potreste semplicemente scambiarvi il posto. Nessu-
no può essere ridotto alla fotografia del momento in cui lo abbiamo incontrato. La dignità della vita sta proprio qui. Ogni persona possiede possibilità immensamente più vaste della condizione che manifesta adesso. Per questo sostenere qualcuno non significa trascinarlo dove vogliamo noi. Non significa salvarlo. Significa ricordargli, magari proprio mentre lui lo ha dimenticato, che dentro di sé possiede ancora una porta. Ma la maniglia è dalla sua parte. LA DOMANDA CHE RESTA Allora sì: in quale mondo ti trovi oggi? Ma aggiungerei una domanda più scomoda. Quale mondo stai alimentando? Perché non scegliamo sempre ciò che ci accade. Ma possiamo lavorare profondamente su ciò che facciamo emergere davanti a ciò che accade. Ed è lì che comincia la trasformazione. Non quando la tempesta finisce. Non quando tutti finalmente ci capiscono. Non quando la vita decide, bontà sua, di comportarsi bene. Comincia adesso. A chi oggi ha il cuore pesante vorrei dire questo: non misurare la tua vita dalla fotografia di questo momento. Dentro la paura esiste coraggio. Dentro il dolore può nascere significato. Dentro la notte rimane la possibilità dell’alba. E persino quando pensi di avere esaurito tutto, c’è ancora una parte di te che non hai incontrato. Non domani. Non quando avrai sistemato tutto. Adesso. Perché il mondo più alto non ci aspetta altrove. È già dentro questa stessa vita che qualche volta piange, cade, impreca, dubita e poi si rialza. Forse la vera rivoluzione comincia esattamente lì: quando smettiamo di aspettare di diventare qualcun altro e troviamo il coraggio di far emergere la grandezza che era già dentro di noi.
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