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Cronache del 17 ottobre 2026

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SABATO 17 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 233

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

sOCIO OCCulTO dI VARRese, COnsIGlIeRe COmunAle ed “esTORsORe”. InsIeme A lOpIAnO deCIdeVA dOVe meTTeRe I CAssOneTTI

Quaratino uno e trino Cinquant’ euro al mese per cassonetto e minacce di allontanamento dalla città dopo la rottura dell’accordo

Dellapenna a pag 10

Il m5s pResTA I pARlAmenTARI AllA lIsTA CIVICA ITAlIA peR eVITARe lA RACCOlTA delle fIRme

COnTe In AIuTO dI OnORATO Il leader dei civici del centrosinistra fu uno dei grandi accusatori della Raggi arrivando a denunciarla e a chiederne più volte le dimissioni. la memoria si accorcia per ottenere il potere _

Il COmmenTO

Sull’Ets arriva l’intesa Meloni chiede maggiore flessibilità fiscale, Bruxelles frena. Ancora aperta la trattativa sul Bilancio 2028-2034

Meloni nella cruna dell’ago

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dI GIAnfRAnCO BlAsI

è un’immagine evangelica che restituisce bene la condizione nella quale si trova oggi Giorgia Meloni: la cruna di un ago. Uno spazio strettissimo attraverso il quale il governo deve passare, mentre si restringono i margini della politica, dell’economia e della sovranità nazionale. Non è soltanto una questione di conti (...) ■ continua alle pag 8 e 9

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La vignetta di Mario Bochicchio Conte e Onorato

Lamattina a pag 5

CARO VITA La protesta coinvolge il Sud. In Basilicata la Regione annuncia un pacchetto di sostegni da 25mln

Gli agricoltori invadono potenza iniziATiVA A RiOne liBeRTà. I messAGGi di GenTilesCA e ACiTO

Il “no meloni day”, un pretesto per scene da guerriglia urbana

foto Mattiacci

COnsIGlIO euROpeO

Calabrese alle pag 11 e 12

Lamattina a pag 4

■ Errichetti

a pag 3

luTTO CITTAdInO

Questa mattina a Ruoti i funerali di Rocco De Carlo, deceduto perchè schiacciato da un macchinario: ieri protesta alla Lucania Resine

■ Menonna

a pag 22

_ dIssesTO IdROGeOlOGICO

A Venosa sopralluogo di Blasi con il sindaco Mollica: verifiche tecniche e opportunità di finanziamento

■ Servizio

a pag 32

_ Tpl

Osservatorio su ferrovie e trasporti, Pepe: «Scelte concrete nell’interesse degli utenti e dei territori, andiamo avanti» ■ Servizio

a pag 16


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Italia e Mondo Palazzo Chigi rivendica l’accoglimento delle priorità italiane, ma non passa il rinvio dell’Ets2. Ancora aperta la trattativa sul bilancio 2028-2034

Consiglio europeo, sull’Ets arriva l’intesa Meloni chiede flessibilità, Bruxelles frena

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DI VITO ERRICHETTI

n’apertura sulle emissioni, nessuna svolta sulla flessibilità fiscale e il negoziato sul bilancio europeo ancora da chiudere. Il compromesso raggiunto al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre non basta a superare le distanze tra i Ventisette sulle risposte al caro energia. Palazzo Chigi rivendica il recepimento delle priorità italiane, ma l’intesa sull’Ets non comprende il rinvio dell’Ets2 sostenuto da Roma. Nella seconda giornata, il confronto si è concentrato anche sul sostegno all’Ucraina e sulle migrazioni, con nuove richieste italiane sulle procedure di frontiera. ENERGIA E BILANCIO, LE DISTANZE RESTANO Dopo una lunga trattativa, i leader hanno chiesto alla Commissione di aggiornare la valutazione degli impatti dell’Ets2, con particolare attenzione alla struttura e alle salvaguardie del sistema destinato a interessare i combustibili per trasporti stradali e riscaldamento. Un passaggio che riapre l’esame delle conseguenze economiche, senza modificare il calendario di applicazione.Per il mercato delle emissioni già esistente, le conclusioni chiedono di ridurre le oscillazioni del prezzo del carbonio e attenuarne l’effetto sui costi dell’elettricità, preservandone la funzione nella transizione energetica. Il compromesso tiene insieme le preoccupazioni per la competitività industriale e la difesa degli obietti-

vi climatici.Palazzo Chigi sottolinea che sono state «recepite diverse priorità promosse dall’Italia»: riduzione dei costi energetici, tutela della produzione industriale europea e interventi sulla volatilità della CO₂. Indicazioni coerenti con il documento preparato insieme alla Repubblica Ceca in vista del vertice.I leader sostengono inoltre la proroga del quadro temporaneo degli aiuti di Stato per i settori industriali più esposti, interventi per migliorare l’efficienza delle raffinerie e iniziative per aggregare volontariamente la domanda energetica. Alla Commissione viene chiesto di valutare ulteriori misure di breve periodo, considerando le differenze nei prezzi dell’elettricità tra gli Stati.Resta aperta la richiesta di maggiore flessibilità fiscale. Meloni ha sollecitato il riconoscimento del caro prezzi come fattore esterno determinante, pur all’interno delle regole europee. A sostenerla apertamente è stata la Grecia. Ursula von der Leyen ha invece richiamato alla cautela sui conti pubblici, indicando nella proroga del regime degli aiuti di Stato la risposta praticabile nel brevissimo periodo. Non è dunque arrivato il via libera ai margini di bilancio chiesti dall’Italia per finanziare nuovi interventi.Anche sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 le posizioni restano distanti. I nodi riguardano l’ammontare complessivo del bilancio, la distribuzione delle risorse e i contributi nazionali. L’Italia si oppone a ulteriori tagli, cercando conver-

genze con la Spagna e con gli altri Paesi favorevoli alla tutela dei fondi per coesione e agricoltura.Al presidente del Consiglio europeo António Costa è affidata la prosecuzione della mediazione, in vista del vertice straordinario del 26 novembre. Un accordo entro il 2026 consentirebbe di completare gli atti legislativi nel 2027 e garantire continuità ai finanziamenti dal gennaio 2028. UCRAINA E MIGRANTI, LE RICHIESTE AI PARTNER Volodymyr Zelensky ha portato a Bruxelles le necessità finanziarie e militari di Kiev. Il presidente ucraino ha stimato in 155 miliardi di euro il costo della guerra nel 2027 e chiesto agli europei almeno altri 70 miliardi per difesa, armamenti e capacità di resistenza del Paese.In vista dell’inverno, ha sollecitato la disponibilità degli intercettori Patriot e richiamato il progetto Freja per lo sviluppo della difesa missilistica ucraina. Ha inoltre riferito di aver ricevuto sostegno dagli interlocutori europei, definito una sorpresa l’accordo Russia-Stati Uniti sul diesel e annunciato un incontro tra negoziatori nei prossimi giorni.La Commissione lavora intanto al ventiduesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Von der Leyen ha escluso una loro revoca finché la Russia non fermerà la guerra. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha insistito sulla necessità di sostenere Kiev durante l’inverno, segnalando una vulnerabilità europea: Starlink resta indispensabile per l’Ucraina e l’Unione non dispone

di una capacità sostitutiva nel breve periodo.Sulle migrazioni, Italia, Danimarca e Polonia hanno presentato proposte di modifica alle conclusioni. Gli emendamenti chiedono di riconoscere la migrazione irregolare come una sfida per le società europee, ridurre i fattori di attrazione e rafforzare il coordinamento quando le politiche nazionali producono ripercussioni sugli altri Stati. Le proposte restano oggetto del negoziato.A margine del vertice, Meloni ha ospitato con la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro olandese Rob Jetten una riunione informale sulla gestione dei flussi, alla quale hanno partecipato complessivamente diciannove Stati membri e la Commissione europea. Al centro, la prevenzione degli arrivi irregolari di massa, il contrasto alla strumentalizzazione dei migranti e l’applicazione delle nuove regole comuni.Richiamando gli eventi di Ceuta, la presidente del Consiglio ha chiesto maggiore vigilanza sulle frontiere esterne e una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le procedure di trattenimento dei migranti irregolari alla frontiera.Sul tavolo anche Medio Oriente, sicurezza della navigazione e degli approvvigionamenti, difesa europea e minacce ibride. Per Roma, la verifica dei risultati passa ora dalle misure contro il caro energia e dalla mediazione sul bilancio comune: è su questi dossier che le aperture negoziali dovranno tradursi in risorse e interventi concreti.


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Il “No Meloni Day” diventa occasione per scene da guerriglia urbana

Fermare la violenza subito! Il ‘68 nacque nel maggio francese e in Italia si trasformò nella stagione del terrorismo. Dalle università occupate nacquero le BR, bloccare oggi i violenti significa impedire la ripetizione degli anni di piombo

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DI ROBERTO LAMATTINA

o hanno chiamato “No Meloni Day”. Hanno usato un nome ed un titolo che non lascia adito ad alcun dubbio: sono scesi in piazza non con l’intenzione di chiedere cambiamenti nella politica scolastica ma per ottenere le dimissioni di un Governo legittimamente in carica. Hanno usato tutte le tecniche di cui dispone la guerriglia stradale. Hanno bruciato cassonetti, lanciato fiamme contro il ministero dell’istruzione, tentato più volte di scontrarsi con le forze dell’ordine. Dichiarano di essere studenti ma nei giorni scorsi hanno fatto irruzione in una scuola elementare con il volto travisato da un passamontagna praticando violenze da teppisti. Accanto agli “studenti” e innanzi a loro i militanti dei centri sociali. A Torino, Bologna e Roma va in scena la protesta di chi si è visto, per la prima volta, costretto ad abbandonare immobili occupati con la violenza. BRUCIATE LE BANDIERE DI ISRAELE E USA Come da tradizione l’antiamericanismo e l’antisemitismo si sono scate-

nate nelle classiche azioni simboliche della bandiera a Stelle e Strisce e della Stella di Davide bruciate in piazza. Modalità alquanto singolare per scaricare la frustrazione e mostrare un coraggio bellicista decisamente in contrasto con la volontà di diserzione gridata dal leader dei giovani del Partito Democratico. La piattaforma rivendicativa semplicemente non esiste. Le richieste ruotano intorno a classico giro sessantottino di pacifismo e casa per tutti. SCIMMIOTTARE MODELLI ESTERI Non sono particolarmente innovativi questi militanti dell’estrema sinistra italiana. Hanno copiato dalla Spagna le tende per manifestare per un presunto “diritto alla casa”, copiano dagli immigrati francesi la violenza contro le cose e le persone. È il ritorno della classica esterofilia della sinistra italiana. Ha precedenti nel biennio rosso, nel sessantotto, nel settantasette e in tanti altri momenti nei quali hanno cercato uno scontro contro le istituzioni al solo fine di abbatterle. LA SOLIDARIETÀ DELLA POLITICA Esiste una differenza tra i modelli del passato e

quelli odierni. Il Partito Comunista Italiano ha sempre guardato con sospetto alle manifestazioni studentesche. Consapevole del rischio che esse degenerino verso forme di violento extraparlamentarismo, nel 1968 marcò una notevole distanza dalle università occupate e alle scuole bruciate. Oggi la sinistra istituzionale strizza l’occhio verso queste proteste. Ilaria Salis, parlamentare europea del Campo Largo rivendica la vicinanza alle manifestazioni, facendo propria la richiesta di occupazione degli immobili di proprietà privata.

IL RISCHIO TERRORISMO Il 1968 partì dalla Francia. Il Maggio ‘68 è ancora un mito per le anziane signore che ricordano in quelle piazze la loro giovinezza. Da lì si propagò in Italia. In Francia il 68 non arrivò al 69, finì nell’anno delle proteste universitari studentesche. In Italia fu il terreno di coltura per la nascita del terrorismo. Non ci sarebbero state le Brigate Rosse senza le violenze studentesche del ‘68. Ecco perchè la violenza va fermata subito. Ha fatto bene il Ministro Lollobrigida a ricordare (parlan-

do del blocco dei cancelli delle raffinerie) che il diritto di manifestare non può essere confuso con quello di fermare le strade con la violenza. Bene farebbe il Ministero dell’Interno tramite le questure, ad identificare i violenti per consegnarli all’autorità giudiziaria. Con l’avvicinarsi delle elezioni il rischio di un’excalation è sempre più alto. Se non si vuole che nasca in Italia un’altra stagione da “anni di piombo” serve agire subito isolando i violenti e mostrando tolleranza zero verso chi vuole devastare le nostre città.


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Il Movimento Cinque Stelle presta i parlamentari alla Lista Civica Italia per evitare la raccolta delle firme

Conte in aiuto di Onorato Il leader dei civici del csx fu uno dei grandi accusatori della Raggi arrivando a denunciarla e a chiederne più volte le dimissioni. La memoria si accorcia per ottenere il potere

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DI ROBERTO LAMATTINA

e elezioni per alcuni sono il tempo della spugna. La spugna può servire per immagazzinare tutti o per pulire ogni traccia del passato. Nel caso che vi stiamo per raccontare il colpo di spugna riguarda la memoria del Cinque Stelle e del Partito Democratico Romano. Un colpo di spugna che cancella in un solo colpo denunce di frode elettorale, di bilanci devastati, di mala gestio. Del resto, si sa una lista val bene un colpo di spugna. I CINQUE STELLE IN AIUTO DI ONORATO Alessandro Onorato sta cercando di costruire una “lista civica italia” che possa affiancare i partiti del centrosinistra per le prossime elezioni. L’obiettivo è quello di

allargare il perimetro della coalizione verso il centro in modo da poter, eventualmente, anche alleggerire o depotenziare Renzi. La lista eventuale di Onorato avrebbe l’esigenza di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni non avendo un gruppo parlamentare. Ecco che, in supporto del nuovo nascente leader del cespuglietto di centro del centrosinistra, arrivano i Cinque Stelle. Con ordine immediatamente esecutivo Giuseppe Conte ha autorizzato i suoi parlamentari a costituire il Gruppo di Lista Civica Italia. IL NEMICO DELLA RAGGI Tutto bene madame la marchesa? Questo solo se si perde la memoria. Alessandro Onorato fu uno dei più implacabili accusatori di Virgina Raggi quando quest’ultima era il Sindaco di Roma eletto proprio nel movimento

Cinque Stelle. Onorato non si limitò a fare opposizione al Sindaco con modalità politiche, fu un vero e proprio accusatore del primo cittadino dei Cinque Stelle. Denunciò alla Procura della Repubblica che le firme raccolte per la candidatura della Raggi e per la liste Cinque Stelle erano irregolari. Fu una denuncia dettagliata, con tanto di dati circostanziati. Onorato fu accusatore implacabile della gestione a Cinque Stelle dell’AMA, la grande partecipata pubblica del Comune di Roma. Alessandro Onorato accusò apertamente la Raggi di non aver voluto istituire la Commissione d’Inchiesta sulla gestione dell’AMA. E fu proprio Onorato a chiedere a gran voce le dimissioni della stessa Raggi a causa delle inchieste che colpirono il suo

capo segreteria Salvatore Romeo. TUTTA ACQUA PASSATA Anche da assessore al Comune di Roma nella successiva giunta di centro sinistra, Onorato ha continuato ad attaccare le scelte amministrative della Raggi e dei Cinque Stelle nel Comune di Roma. Per Conte, però, tutto questo è acqua passata. Il linciaggio mediatico e politico, anche con risvolti giudiziari contro un proprio dirigente può considerarsi una cosa del passato. Un colpo di spugna ha cancellato tutto. Il Movimento Cinque Stelle è pronto ad aiutare la Lista Civica Italia anche mettendo propri parlamentari a disposizione del grande accusatore della Raggi. Il potere logora chi ce l’ha, chi non ce l’ha ma, soprattutto, chi lo ha avuto ed aspira ad ottenerlo. Trasformarsi in Gollum per Conte è stato un attimo.


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Apertura ai carburanti rinnovabili. Merz :«Una buona giornata», la federazione ambientalista Transport & Environment avverte: «un errore storico»

Intesa Francia-Germania su Made in Europe e Automotive: emissioni auto -90% al 2035

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DI LUCIA STEFANIA MANCO

rancia e Germania hanno raggiunto un accordo sul futuro dell’automotive e dei criteri del ‘Made in Europe’. L'intesa è stata ufficializzata nella mattinata di ieri con una dichiarazione congiunta dopo il bilaterale a margine del vertice Ue tra il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. È estesa anche alla Gran Bretagna. Si punta a trasformare l’industria automobilistica europea, puntando su veicoli elettrici, obiettivi climatici e salvaguardia dei posti di lavoro. Soddisfatti i due leader, ma gli ambientalisti mettono in guar-

dia. La Transport & Environment (T&E) ha definito l’accordo: «un errore storico che indebolisce l’ambizione climatica». Il cuore del ‘compromesso’ tocca la fatidica scadenza del 2035. Se da un lato viene confermato il target di riduzione del 90% delle emissioni di CO2 per quella data, Berlino incassa una vittoria fondamentale: l’eliminazione totale dei meccanismi di compensazione inizialmente imposti ai costruttori, come l’obbligo di acquisto di acciaio green. Una concessione che allarga di fatto le maglie tecnologiche a favore di e-fuels (elettrocombustibili) e carburanti rinnovabili. Sul fronte commerciale, Parigi

ottiene una ‘preferenza europea’ estesa, che include nello status di ‘Made in Europa’ anche il Regno Unito post-Brexit, a patto di una rigida reciprocità tariffaria e di un fronte comune contro l’import di vetture economiche dalla Cina. Cosa è cambiato ? La Commissione Ue lo scorso anno aveva proposto una riduzione delle emissioni delle auto del 90 per cento entro il 2035, con l’obbligo per i costruttori di colmare il divario fino al 100 per cento con acciaio a basse emissioni e carburanti alternativi. Il piano franco-tedesco fissa ora l'obiettivo al 90% senza ulteriori misure compensative. «La nostra ambizione condivisa è chiara: realizzare con successo la trasformazione della nostra industria automobilistica, mantenendo al contempo i nostri obiettivi climatici e assicurando che le auto di domani siano prodotte in Europa», si legge nella dichiarazione. «La rotta - continua - rimane invariata: ridurre significativamente le emissioni di CO2 rafforzando al contempo la capacità dell'Europa di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici. E questa la preferenza europea nella pratica: garantire che la transizione verso una mobilità pulita vada di pari passo con investimenti, innovazione e produzione in Francia, in Germania e in tutta Europa”. “Il nostro obiettivo è chiaro: un'industria automobilistica europea competitiva, innovativa e decarbonizzata, che produca in Europa e crei i posti di lavoro di domani», viene evidenziato.

Il cancelliere tedesco Merz ha salutato l’accordo come “una buona giornata per l’automotive europeo e per l’occupazione in Germania, Francia ed Europa”. Il suo portavoce Sebastian Hille in una conferenza stampa a Berlino ha ribadito alcuni punti della rotta tracciata. «Dobbiamo spingere l’elettromobilità e la protezione del clima, ma dobbiamo anche restare un Paese a vocazione industriale forte. E sotto questo tetto va vista l’intesa di oggi”. Insomma, si tratterebbe si seguire “una strada ponderata che persegue entrambi gli obiettivi» , perché, ha sottolineato Hille «i divieti rigorosi non aiutano». Macron ha difeso il patto sui social, parlando di una dinamica necessaria per «proteggere il clima e preservare i posti di lavoro». «Un accordo fondamentale» anche per il vicepresidente della Commissione europea per la Prosperità industriale Stéphane Séjourné. «Facciamo passi da gigante», ha commentato. Di parere opposto la federazione ambientalista Transport & Environment (T&E), che ha liquidato l’accordo come un «errore storico». Secondo le stime della T&E la quota di mercato delle auto elettriche in Europa per il 2030 crollera’ dal 57 per cento previsto al 43 per cento, rallentando la transizione e regalando un vantaggio competitivo irrecuperabile ai rivali cinesi. Altro punto messo in luce: «la possibilità di etichettare come Made in EU auto assemblate nell’Ue ma con batterie cinesi mette a repentaglio l'intera filiera europea delle batterie».


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Giallo Pietracatella L’inchiesta sulla morte di Antonella e Sara tra analisi digitali e attesa degli esami da Berlino

Un veleno che non serviva comprare Sono state individuate piante di ricino selvatiche cresciute nei campi tra Riccia e il lago di Occhito, una specie infestante che cresce in tutto il Sud. Intanto si chiudono i quattro giorni di perquisizioni informatiche nelle scuole

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DI TIZIANA MAGRÌ

volte la risposta non sta dove la si cerca, ma dove nessuno penserebbe mai di guardare perché è troppo semplice. Si sono conclusi i quattro giorni di ispezione nei computer di quattro scuole attorno al perimetro di Pietracatella. Gli investigatori hanno copiato il contenuto delle memorie, a caccia di chi potesse essersi informato in rete su come ottenere la ricina. Nelle stesse ore, nei campi tra Riccia e il lago di Occhito, al confine con la Puglia, venivano individuate le piante di ricino, una specie spontanea, comune in tutto il Meridione, che cresce da sola, di solito ai bordi delle strade. Verrebbe da dire che il veleno che ha ucciso Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara non andava comprato, né cercato sul dark web. Bastava raccoglierlo. Quella della tossina ricavata artigianalmente dai semi raccolti è un’ipotesi al vaglio degli inquirenti, non ancora accertata. Ma è il segno che l’inchiesta, dopo una settimana trascorsa dentro i server, sta guardando anche fuori. NUOVI ELEMENTI AL CASO La giornata di ieri è terminata con nuove direzioni. La procuratrice Elvira Antonelli ha liquidato con un’intervista rilasciata a Repubblica l’ipotesi che, circolata nei giorni scorsi, il vero bersaglio dell’avvelenamento fosse Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. «Fantasie», ha sottolineato, precisando che non è una loro strada investigativa. Poche ore dopo, e nello stesso senso, è arrivata la dichiarazione di lui. Raggiunto al cimitero di Pietracatella dall’inviato del Corriere della Sera, dove era andato a trovare i suoi congiunti, la moglie e la figlia, ha detto di non aver mai creduto che volessero ucciderlo, così come «non ho mai pensato che volessero uccidere mia moglie e mia figlia». E sull’inchiesta ha risposto di lasciar fare agli investigatori che «sanno molte più cose di quello che noi immaginiamo». LE SCUOLE Intanto, durante le perquisizioni nella quarta scuola, quella di Casacalenda, gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e del Servizio centrale operativo hanno trovato un vuoto informativo per l’inchiesta. Cinque computer, in uso fino allo scorso marzo, sono stati rubati. Sul furto, già denunciato, avevano indagato i carabinieri. Si tratta di episodi che nelle scuole di tutta Italia non sono rari e nulla, al mo-

mento, lo collega al caso Pietracatella. Resta però una conseguenza che pesa: i decreti di perquisizione firmati dalla Procura di Larino prevedono l’analisi a partire dall’installazione dei dispositivi, perché non si può stabilire quando possano essere iniziate le eventuali attività di studio e di ricerca sulla tossina letale. Nel dubbio, esiste una perquisizione mancata. L’ispezione si è chiusa alle tredici, dopo quattro ore. Come negli altri istituti sono stati acquisiti i dati del server che ne governa la connessione: lì, però, è stato copiato anche un notebook, e non è noto chi lo utilizzasse. Il sopralluogo disposto dalla procura è stato avviato martedì all’Istituto Agrario di Riccia, dove lavora come assistente tecnico di laboratorio il marito di Monia, anche lei docente e amica di vecchia data di Gianni Di Vita. Su di loro le indiscrezioni parlano di una relazione sentimentale datata. Mercoledì è toccato al liceo dove insegna la stessa docente. Giovedì al liceo classico di Campobasso, frequentato fino all’anno scorso da Sara e dalla sorella maggiore Alice. Venerdì a Casacalenda, dove insegna come docente di sostegno la cugina di Gianni Di Vita, anche lei ascoltata in questura più volte. IL FRONTE DIGITALE Nei decreti c’è una frase che cambia la natura di queste giornate: nel corso delle indagini sarebbero già state registrate con-

sultazioni nella rete su argomentazioni di interesse investigativo. Su Reddit sono state isolate discussioni ritenute degne di approfondimento dove c’è chi domanda come arrivare in fretta a una sostanza letale e chi suggerisce la ricina. Avendo la piattaforma sede negli Stati Uniti, è stata chiesta, nei mesi scorsi, la collaborazione del Fbi. LA SETTIMANA CHE SI APRE Da lunedì l’inchiesta si gioca su due tavoli. Il primo è quello informatico: gli specialisti lavoreranno sulle copie forensi e i tempi verranno dettati da quanti dati i server delle scuole abbiano conservato e da quanto indietro vadano. Il secondo è l’attesa dei risultati degli esami da Berlino, che sarebbero dovuti arrivare ad agosto, dove il Robert Koch-Institut lavora sui reperti e sugli alimenti prelevati dall’abitazione di via Risorgimento. Inoltre sta emergendo sempre di più il contenuto del verbale reso alla polizia da Gianni Di Vita, in cui ha raccontato del pranzo di lavoro del 22 dicembre in una trattoria di Campobasso, a cui partecipò anche la moglie, e del piatto di cozze avanzato che lei chiese di portare a casa alla figlia Sara, che ne era golosa. Quelle cozze le avrebbero mangiate soltanto loro tre, ma i residui e il contenitore sono, ormai, impossibili da analizzare: finiti nella spazzatura, non sono stati recuperati. Non è l’unica cosa che quella spazzatura si è porta-

ta via. Degli alimenti consumati in casa Di Vita, tra il 23 e il 27 dicembre, non resta nulla: la frazione organica porta a porta fu ritirata la mattina del 27 dicembre, lo conferma il sindaco Antonio Tomasone. Il camioncino passò poche ore prima che Sara morisse. Il fascicolo, intanto, non ha ancora un nome. Quello per duplice omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico, aperto ad aprile, resta contro ignoti; un secondo filone, quello sulla gestione sanitaria dei due casi, ha già indagati. Un nome no, ma su cosa abbia portato il veleno in quella casa la chimica potrebbe aggiungere qualcosa di fondamentale. La ricina è una proteina e, come tutte le proteine, si degrada con il calore: la letteratura scientifica indica una perdita di attività già intorno agli ottanta gradi, mentre l’ebollizione la inattiva. Il freddo, al contrario, la conserva intatta. Se così fosse, un alimento cotto con il veleno sarebbe poco efficace, mentre resterebbe pienamente compatibile l’aggiunta a un elemento freddo: su un cibo già pronto o, più semplicemente, in un liquido. Nell’acqua, dove la tossina non lascia né colore né sapore. Sullo sfondo, ferma da mesi, resta la pista delle relazioni personali. Quei legami, quel rancore, quello che si sapeva e non si diceva, dentro un paese di milleduecento persone dove duecento sono già state sentite sulla vita dei loro concittadini.


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Tra vincoli finanziari, crisi energetica e instabilità geopolitica, il governo affronta una prova decisiva. Eppure, proprio nelle difficoltà, può rilanciare la propria leadership

Meloni nella cruna dell’ago, Ma il futuro potrebbe essere suo C’

DI GIANFRANCO BLASI

è un’immagine evangelica che restituisce bene la condizione nella quale si trova oggi Giorgia Meloni: la cruna di un ago. Uno spazio strettissimo attraverso il quale il governo deve passare, mentre si restringono i margini della politica, dell’economia e della sovranità nazionale. Non è soltanto una questione di conti pubblici o di una manovra finanziaria con risorse limitate. È qualcosa di più profondo: riguarda il modello economico italiano, la fragilità europea e gli equilibri di un mondo in cui la forza si misura anche attraverso energia, materie prime, tecnologia e capacità militare. Le poche decine di miliardi che il bilancio pubblico può realisticamente mettere in campo sono insufficienti rispetto alla dimensione dei problemi. Non bastano a sostenere i settori produttivi in difficoltà, alleggerire le tasse, affrontare l’emergenza energetica, rilanciare gli investimenti e finanziare le riforme. Ogni scelta comporta una rinuncia e ogni promessa deve fare i conti con la durezza della realtà. L’Italia paga il peso di un debito pubblico accumulato in decenni, di una crescita debole e di una produttività che fatica a recuperare terreno. Le regole europee restringono gli spazi di manovra proprio quando servirebbero strumenti più incisivi. Non si tratta di negare la disciplina finanziaria: un Paese fortemente indebitato non può ignorare la sostenibilità dei conti. Ma il rigore deve accompagnarsi alla crescita, senza ridursi a un esercizio contabile separato dalle condizioni reali dell’economia. Anche la politica monetaria europea deve misurarsi con questa contraddizione. La BCE deve contrastare l’inflazione e preservare la stabilità dei prezzi, ma non può ignorare gli effetti del costo del denaro, dell’energia e della debolezza della domanda su imprese e famiglie. Non si tratta di invocare una moneta facile o di chiedere alla BCE di fi-

reno.

nanziare la politica: la stabilità monetaria, da sola, non crea crescita, infrastrutture né competitività per un continente che rischia di perdere ter-

LA CRISI È GIÀ DENTRO LA VITA QUOTIDIANA La difficoltà non si misura soltanto nelle tabelle del Ministero dell’Economia: si incontra nei bilanci familiari, nei negozi di prossimità, nella distribuzione organizzata e nelle imprese che assorbono costi crescenti senza poterli trasferire interamente sui prezzi. Quando fare la spesa diventa un problema e un esercizio commerciale fatica a sostenere affitti, bollette, trasporti e costo del lavoro, non siamo di fronte a una semplice oscillazione congiunturale. È una pressione che attraversa l’intera filiera: l’energia rincara produzione, logistica e conservazione delle merci, fino al prezzo pagato dal consumatore. Il potere d’acquisto diminuisce, i consumi si indeboliscono e le imprese operano in un mercato sempre più difficile. La questione energetica torna così al centro della politica industriale. Le

facili rassicurazioni sulla transizione ecologica hanno mostrato i loro limiti. Non perché la decarbonizzazione vada abbandonata, ma perché un obiettivo strategico non coincide con la sua realizzazione concreta. L’idea che bastasse accelerare sulle rinnovabili per rendere rapidamente marginali le fonti fossili si è scontrata con un sistema industriale ancora dipendente da petrolio e gas, che richiede continuità, sicurezza e competitività. La transizione energetica non si realizza per decreto né contrapponendo ambiente e industria. Richiede investimenti, reti, accumuli, innovazione, fonti diversificate e tempi compatibili con le necessità economiche. Serve soprattutto una strategia europea che impedisca alla sostenibilità ambientale di tradursi in perdita di competitività rispetto a Paesi con energia meno costosa e politiche industriali più aggressive. Il governo Meloni deve misurarsi con questa contraddizione. Non può risolverla da solo, ma può contribuire a costruire una risposta nazionale ed europea che rimetta al centro la sicurezza energetica, la produzione industriale e la tutela del potere d’acquisto. IL MONDO

È CAMBIATO, L’EUROPA È RIMASTA INDIETRO La condizione geopolitica internazionale rende più difficile il compito del governo. Le guerre non sono soltanto emergenze diplomatiche o militari: incidono su prezzi, rotte commerciali, catene di approvvigionamento, disponibilità energetiche e prospettive di sviluppo. Il conflitto in Ucraina ha mostrato la fragilità della sicurezza europea quando vengono meno rapporti stabili con i fornitori di energia. Le tensioni in Medio Oriente confermano il peso del Mediterraneo, del Golfo Persico e dei grandi passaggi marittimi. Intanto, la competizione fra Stati Uniti e Cina investe semiconduttori, intelligenza artificiale, terre rare, tecnologie avanzate e capacità di produrre armamenti, elementi decisivi per l’autonomia strategica. In questo nuovo scenario, la forza di una nazione non si misura più soltanto dal suo prodotto interno lordo o dalla dimensione del mercato. Conta la capacità di controllare o assicurarsi l’accesso alle materie prime, di sviluppare tecnologie proprietarie, di difendere le proprie infrastrutture e di disporre di

una base industriale adeguata alle esigenze della sicurezza nazionale. L’Europa si è scoperta vulnerabile. Ha costruito un grande mercato e un sistema di regole sofisticato, ma non ha trasformato pienamente la propria ricchezza in potenza strategica. Dipende troppo dall’esterno per l’energia, è esposta nella produzione di tecnologie essenziali e procede lentamente nel coordinare le decisioni. La sua forza normativa non è accompagnata da un’analoga capacità di incidere sugli equilibri mondiali. L’Unione europea deve scegliere se diventare un soggetto politico e industriale capace di competere oppure rassegnarsi a essere un grande mercato nel quale altri producono le tecnologie decisive, controllano le risorse e definiscono le condizioni della sicurezza. Per l’Italia, questa scelta è vitale. Un Paese manifatturiero, esportatore e collocato al centro del Mediterraneo non può permettersi un’Europa debole, divisa e incapace di intervenire tempestivamente nelle crisi. Ma non può neppure rinunciare a una propria visione nazionale, soprattutto quando sono in gioco gli interessi energetici, industriali e commerciali.


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www.lecronache.info LA CREDIBILITÀ POLITICA COME RISORSA È qui che la posizione di Giorgia Meloni assume un significato che va oltre la contingenza economica. La presidente del Consiglio è sottoposta a una pressione crescente: deve tenere i conti senza soffocare la crescita, difendere le imprese e le fasce più deboli, rispettare gli impegni europei e atlantici facendo valere gli interessi italiani. E deve farlo in un contesto internazionale nel quale le alleanze non possono essere date per scontate. Eppure Meloni dispone di una risorsa da non sottovalutare: la riconoscibilità della propria collocazione internazionale. Europeismo, atlantismo e sostegno all’Ucraina mantengono l’Italia dentro un sistema di alleanze che, con tutte le sue contraddizioni, resta essenziale per la sicurezza nazionale. La credibilità internazionale non risolve i problemi economici, ma crea condizioni politiche utili ad affrontarli. È un elemento che la distingue da componenti dell’opposizione in cui convivono ambiguità sulla Russia, pulsioni isolazioniste e critiche radicali all’ordine occidentale. Le aperture di settori del Movimento 5 Stelle a una diversa impostazione dei

rapporti con Mosca, come le posizioni di Roberto Vannacci, sollevano interrogativi sulla coerenza di una politica estera che dovrebbe garantire chiarezza e affidabilità. Non significa che il governo sia al riparo dalle critiche, né che ogni sua scelta sia necessariamente corretta. Significa, piuttosto, che in una fase nella quale la sicurezza europea è tornata a essere una questione centrale, la collocazione internazionale di un governo rappresenta un elemento sostanziale della sua capacità di guidare il Paese. Il problema riguarda anche l’alternativa politica. Il cosiddetto campo largo riunisce forze diverse nella critica al governo, ma non ha ancora dimostrato di possedere una visione economica e strategica coerente. Patrimoniale, tassazione degli extraprofitti e sostegni generalizzati al reddito possono alimentare il dibattito, ma non costituiscono da soli una politica di sviluppo. Una patrimoniale non crea automaticamente investimenti, né una tassa sugli extraprofitti garantisce risorse sufficienti o un impiego efficace. E il sostegno al reddito, pur giustificabile in situazioni di bisogno, non sostituisce una strategia capace di creare lavoro produttivo, aumentare la com-

petitività e migliorare le retribuzioni. Non bisogna scegliere fra protezione sociale e crescita: una società moderna ha bisogno di entrambe. Ma la protezione duratura richiede un’economia che produca ricchezza, imprese capaci di investire e uno Stato che destini le risorse ai bisogni urgenti senza trasformare l’assistenza in un surrogato permanente dello sviluppo. È su questo terreno che l’opposizione dovrebbe misurare la propria credibilità: non soltanto nella capacità di denunciare le difficoltà del governo, ma nella possibilità di indicare una strada alternativa, finanziariamente sostenibile e politicamente praticabile. PASSARE LA CRUNA DELL’AGO La difficoltà di Meloni è reale e sarebbe sbagliato nasconderla dietro una rappresentazione propagandistica della stabilità. L’Italia deve crescere più rapidamente, recuperare produttività, abbassare il costo dell’energia e rafforzare la base industriale. Servono salari migliori, una pubblica amministrazione efficiente e una politica fiscale che premi lavoro, investimenti e iniziativa economica. Soprattutto, serve una strategia che superi la gestione dell’emergenza. La presidente del Consi-

glio deve dimostrare di saper trasformare la propria credibilità politica in risultati concreti. Non basta resistere alle difficoltà, né può essere sufficiente denunciare i vincoli ereditati. Occorre scegliere le priorità, utilizzare con efficacia le risorse disponibili, pretendere dall’Europa una politica industriale comune e contribuire a una revisione pragmatica delle regole che tenga conto delle nuove esigenze strategiche del continente. La sfida è ricostruire un rapporto più forte fra governo e società produttiva. Le imprese chiedono stabilità normativa, energia accessibile, infrastrutture efficienti e tempi certi. Le famiglie hanno bisogno di salari capaci di sostenere il costo della vita e di prospettive per i figli. I giovani meritano un Paese in cui merito, lavoro e competenza siano strumenti di mobilità sociale. Se Meloni saprà dare risposte su questi fronti, la stagione delle difficoltà potrebbe trasformarsi in un passaggio di consolidamento politico. La leadership si misura soprattutto quando bisogna governare risorse limitate, interessi contrapposti e scenari internazionali imprevedibili. Il governo è dunque nella cruna dell’ago, ma il passaggio non è impossibile. Me-

loni può dimostrare che stabilità non significa immobilismo e realismo non significa rinuncia. Servono scelte coraggiose, senza inseguire ogni emergenza né trasformare ogni difficoltà in una battaglia ideologica. Il futuro, naturalmente, non appartiene per diritto acquisito a Giorgia Meloni. Appartiene a chi saprà interpretare meglio il cambiamento del mondo, difendere gli interessi nazionali e offrire una prospettiva credibile a un Paese che non può vivere di sola gestione dell’esistente. Oggi, mentre l’opposizione cerca ancora una sintesi fra culture politiche, interessi sociali e visioni internazionali differenti, Meloni conserva un vantaggio: una collocazione riconoscibile e una responsabilità di governo che possono diventare un’occasione. Passare la cruna dell’ago non significa uscire indenni dalla crisi, ma dimostrare di saperla attraversare. Se ci riuscirà, il futuro politico di Meloni potrebbe rivelarsi più solido di quanto lascino immaginare le difficoltà presenti. È questa la contraddizione della fase attuale: la presidente del Consiglio è più esposta che mai, ma potrebbe essere anche più forte di quanto i suoi avversari siano disposti ad ammettere.


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Cronache Lucane Socio occulto di Varrese, consigliere comunale ed “estorsore”

Quaratino uno e trino Prima decideva insieme a Lopiano dove mettere i cassonetti con una percentuale di 50 euro al mese per cassonetto, una volta rotto l’accordo minacciava di fare intervenire il Comune per cacciarli dalla città

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__Quaratino, Varrese e l’edizione di Cronache del 6 ottobre

DI MASSIMO DELLAPENNA

elle indagini sulle presunte estorsioni compiute da Quaratino e Lopiano c’è un filone che porta dritto dritto alla relazioni tra le imprese, il Comune di Potenza e l’ACTA. In particolare, secondo il GIP Amodeo, Rocco Quaratino e Antonio Lopiano avrebbero raggiunto un’intesa con Luciano Varrese e Paola Olivieri per il posizionamento di cassonetti per la raccolta degli abiti usati. Quaratino, avrebbe utilizzato la sua funzione di consigliere comunale dell’allora maggioranza di centrodestra (Quaratino era stato eletto nelle liste di Fratelli d’Italia passando subito dopo in un altro partito) per far credere a Varrese ed Olivieri di avere la possibilità di fargli ottenere spazi per la raccolta degli abiti ulteriori rispetto a quelli designati dall’ACTA. Una volta che il rapporto tra il Consigliere Comunale e l’impresa si è interrotto, il Quaratino avrebbe minacciato il Varrese facendogli paventare la possibilità di avere ritorsioni sia fisiche che amministrative scaturenti, queste ultime, proprio dalla sua carica politica.

LEI NON SA CHI SONO IO Il GIP racconta un episodio del 09 Luglio 2023 che fornisce chiaramente l’idea della commistione tra il ruolo di mediatore, di politico e di socio di Varrese che ha il Quaratino. I Carabineri del Noe, infatti, giungevano ad un cassonetto a seguito di una segnalazione del Varrese secondo il quale erano stati rubati alcuni abiti usati. In quella circostanza, arrivava sul posto il Quaratino che, prima si qualificava come consigliere comunale, poi spiegava che tutte le persone presenti con lui erano dipendenti della RAU Srl (la società di Paola Olivieri, compagna di Varrese) ed, infine, firmava lui il formulario dei rifiuti nello spazio riservato al produttore. In pratica il Quaratino era contemporaneamente Consigliere Comunale, produttore dei rifiuti e mediatore con gli operai. Una triplice veste non esattamente compatibile con le regole di imparzialità della pubblica amministrazione. QUARATINO DECIDEVA DOVE METTERE I CASSONETTI Per illustrare bene il patto esistente tra Quaratino e Lopiano con Varrese e Olivieri è bene riportare le dichiarazioni rese da Leo-

nessa, dipendente della società di Varrese. Il Leonessa dice Quaratino e Varrese “si sono messi d’accordo per poter ampliare l’azienda perchè (Quaratino) è consigliere comunale, aveva le conoscenze per mettere più cassonetti” e aggiunge che

quando mettevano i cassonetti per la raccolta dei panni le posizioni le decidevano “Tonino Lopiano e Rocco Quaratino, io guidavo e loro decidevano dove” ricevendo per ogni cassonetto “50 euro al mese”.

lari per Lopiano e Quaratino attinti da misure caute

LA ROTTURA DEL PATTO Ad un certo punto il patto tra Quaratino e Varrese si rompe. Le parti non sono più concordi nella spartizione dei profitti. Lo stesso Leonessa viene intecettato mentre subisce minacce da Quaratino per aver spostato i cassonetti senza il suo permesso e la situazione degenera. Rocco Quaratino cerca di intimorire il Varrese e la compagna Olivieri proprio facendo leva sulla sua carica politica “lunedì mattina io vado al Comune di Potenza dal tecnico e vi faccio fare una lettera di intimazione, voi dovete togliere tutti i cassonetti (...) anche l’ACTA vi denuncerà, sei in mora nei miei confronti”. Specificando, in un’altra telefonata che il Varrese deve iniziare a mettere il pannolone perchè solo con loro (Quaratino e Lopiano) avrebbero potuto lavorare e che ora devono tornarsene a casa.

estorsione

«Lo metto nel cemento»

enti pubblici il quale il GIP esclude la sussistenza del reato) e dipend Nelle indagini coinvolto anche l’assessore Giuzio (per Procuratore Falvo del Trauma Center nel mirino del PM Montemurro e del Gli affari della raccolta dei panni usati e dei subappalti

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cune minacce e azioni violente, dall’altro la messa a ni llo stato attuale ci dispos izione di relazio e sono 19 nomi co- finalizzate a concludere pronosciuti tra le per- facilitare appalti con sone coinvolte nelle inda- cedure irregolari.prende le gini condotte dal PM Vin- I procedimento e precenzo Montemurro e coor- mosse dalle denunc Oliveri in dinate dal Procuratore del- sentate da Paola a degli la Repubblica Camillo Fal- merito alla raccolt indumenti usati nel Comu- _ vo. Quaratino e Luigi e Antonio Lopiano questa viCi permettiamo di dire “al- ne di Potenza. In in gioco “la più lo stato attuale ” perché cenda entran o (all’epo- aveva rotto i rapporti con miglio rie. Orazio Colan- 1 quater cpp poiché idata giul’indag ine sembr a essere Rocco Quaratino liere Co- il Quara tino) insiem e al gelo dipendente comunale recente e consollegittimità di Consig vicino ai Lopiano fece da risprudenza molto più corposa con un ca dei fatti in Fratell i padre cercavano di favori- e e contattò Giuzio esclud e che il fatto, cosìocchio di attenzione parti- munal e eletto con Noi re l’impresa di Marco Cer- tramite e accerta passato e d’Italia rivolto attento ente colarm che garant ì sull’af fida- come contestato indagini, padi lavori i per verizzo Loio Anton to nel corso delle dagli inquire nti nei con- Moder ati) e filo condut- vimentazione. Emergeva, mento dell’appalto. penale” za il è rilevan che piano assuma zato ad un fronti delle attività ammiinoltre, che Lopiano avreb- Il tutto finaliz ale. Nella Le indagini accuratamenine. nistrat ive e degli appalt i tore di tutta l’indag di supporto elettor to rappor un to coltiva be e ino a delQuarat Procur In particolare a sarebbe coinvolto te svolte dalla del Comune di Potenza. ero garan- utilità reciproca con Vin- vicend suffragano I 19 nomi (Antonio Lopia- Lopiano avrebb di mette- cenzo Albano funzionario anche Vito Di Lascio che, la Repubblica gative con non risulta tra i de- le ipotesi investi no, Rocco Quaratino, Lui- tito la possibilità ultrone i ri- ACTA e RUP di un servi- però, telefoniche, gi Lopiano, Luciano Var- re casson etti previsti dal zio sperimentale di raccol- stinatari del provvedimen- intercettazioni chat, osserquelli a spetto ritiene riscontri nelle GIP il Giuzio Su rese, Paola Olivieri, Marto. questa In porta. a ola chie- ta porta sia necessario proce- vazioni e pedinamenti co Cerver izzo, Vincen zo Comune di Potenz entazio compen- vicend a entra il voto di che Albano, Orazio Colange- dendo in cambio onden- scambio con l’Albano che dere agli interro gatori ai tre che con docum corrisp ia. denaro bancar in dell’art. 291 comma ne lo, Salvat ore Discia nni, si cassonetti avrebbe favorito l’assun- sensi France sco Carmi ne Giu- ti al numero di zione di Mazzarella preszio, Federico Anna Stenta, posizionati. certo pun- so il Pellica no Verde in Umber to Zara, Leona rdo Quando, ad un Olivieri e cambio del sostegno eletGLI INDAGATI: ECCO I NOMI Lucia, Petro Metas tasio, to, l’accordo tra, Lopiano e torale promesso da LopiaCarlo De Angelis, Gerar- il duo si rompe dono il no e Orazio Colangelo. DOAntonio LO PIANO classe 1967 ARRESTI do Vaccaro, Raffaele Bar- Quara tino pretenrichies to IL RUOLO DELL’ASIARI MICIL tali, Angel o Pietraf esa, saldo di quanto IO GIUZ RE SESSO DI e anRocco QUARATINO classe 1966 OBBLIGO Gioele Santan gelo) sono con minacce fisiche possibi- Il Lopiano avrebbe, semFIRMA soltanto quelli per i quali che con la pretesa nire la pre secondo la prospettaDOMI interve STI fare ARRE di lità 1991 al classe Luigi LOPIANO la Procur a ha chiesto istrativa zione accusatoria, avuto un CILIARI Giudic e per le Indagi ni macchina ammin l’ascon le crimina o accord e. Anton ello del Comun GLI ALTRI INDAGATI Prelim inari TO DEL sessore comunale FranceLuciano VARRESE classe 1981 Amodeo l’applicazione di IL SUBAPPAL sco Carmi ne Giuzio per ER CENT MA TRAU re. IERI classe1979 cautela OLIV Paola una misura emerso l’affid ament o dalla ditta Marco CERVERIZZO classe 1972 In partico lare la Procur a Il secondo filone, izzo dei lavori di riCerver parte 2025 bre settem nel Vincenzo ALBANO classe 1984 della Repub blica aveva dei Carabi- strutturazione di un allogOrazio COLANGELO classe 1961 chiesto la custodia caute- dall’intervento ziale residen edilizia di gio Inizio Salvatore DISCIANNI classe 1961 lare in carcere per i Lopia- nieri presso l’eserc delle pubblica assegnato a Luigi seguito a rket groma Francesco Carmine GIUZIO classe 1987 no e la custodia agli arresti ca Lopiano. Gianlu di 1988 azioni dichiar algli STENTA l tutti per F d i A domiciliari h ( P l d S i lti t’ i Q M ti D I M A S SI M O D E L L A P E N N A


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La protesta coinvolge il Sud, dalla Calabria alla Sicilia. In Basilicata la Regione annuncia un pacchetto di sostegni da 25mln per affrontare l’emergenza

Caro gasolio e costi alle stelle, gli agricoltori invadono Potenza: «Urgono risposte concrete»

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__ Alcuni momenti della protesta

DI EMANUELA CALABRESE

alabria, Puglia, Basilicata, Sicilia. La mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori è ormai sovra regionale. Ieri mattina a Potenza, la “marcia dei trattori” è approdata a Viale Anzio. Organizzata da Coldiretti Basilicata, la manifestazione ha portato davanti al palazzo della Regione lavoratori del comparto agricolo, trasportatori, cittadini, Sindaci. «Oltre 100 trattori. Migliaia di agricoltori. Massiccia presenza di sindaci e rappresentanti delle istituzioni – spiega Coldiretti- Un lungo, straordinario fiume giallo ha attraversato le strade di Potenza, portando nel cuore della città la voce di chi ogni giorno lavora la terra e tiene in vita la Basilicata. Non è soltanto un corteo di trattori. È un intero territorio che si mette in mo-

(foto Mattiacci)

vimento. Agricoltori e amministratori locali, fianco a fianco, per richiamare l'attenzione sul presente e sul futuro dell'agricoltura lucana. Dietro quei trattori ci sono imprese, famiglie, comunità, sacrifici e la determinazione di chi non vuole arrendersi. Questa grande mobilitazione di Coldiretti Basilicata si chiude con un importante risultato: l'impegno della Regione Basilicata a mettere in campo 25 milioni di euro a sostegno del settore agricolo. È la forza di migliaia di agricoltori che hanno scelto di esserci. È la forza di una mobilitazione unita, determinata e concreta. Ora gli impegni dovranno trasformarsi rapidamente in provvedimenti e risorse effettivamente disponibili per le imprese. Coldiretti continuerà a vigilare, perché alle parole seguano i fatti». COSA PREVEDE IL PACCHETTO DI RI-

SORSE DALLA REGIONE BASILICATA Nel corso dell’incontro di una delegazione di Coldiretti Basilicata con il Presidente della Regione Vito Bardi, l’Assessore alle Politiche agricole, Carmine Cicala e l’Assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, è stato messo in campo un pacchetto di risorse dalla Regione che prevede «sostegno immediato di 10 milioni e si sta lavorando per altri 15 milioni, di cui 10 legati alla programmazione europea Csr e 5 destinati a un fondo rotativo per anticipare le liquidità alle aziende colpite da calamità naturali attraverso risorse ministeriali». Il Presidente Bardi precisa che il pacchetto complessivo di 25mln è destinato a sostenere le imprese agricole lucane tra risposte immediate all’emergenza e interventi a medio termine. È questo il quadro finanziario complessivo delineato per far fronte ai rincari dell’energia, all’aumento dei costi di produzione e alle emergenze del comparto primario. Per quanto riguarda i 10 mln a sostegno immediato, garantiranno liquidità diretta alle imprese e contrastare il caro gasolio. Mentre gli interventi di medio termine da 15mln, vedono 10mln legati alla programmazione europea CSR (estendendo l’intervento straordinario SRJ01 ai maggiori costi energetici e produttivi) e 5 milioni di euro sono destinati a un fondo rotativo per an-

ticipare la liquidità alle aziende colpite da calamità naturali attraverso risorse ministeriali. La Regione compie un ulteriore significativo sforzo per sostenere il tessuto produttivo lucano, individuando 7 milioni di euro con un’attenzione particolare all’autotrasporto, alla logistica e alle imprese per le quali la movimentazione dei mezzi e il trasporto delle merci rappresentano una componente rilevante dei costi di attività. «Un sentito ringraziamento all’assessore Cupparo e al dg Lo Vecchio, insieme agli uffici della Direzione – sottolinea Bardi– per il lavoro meticoloso e incisivo portato avanti in una fase di forte difficoltà per il nostro territorio. Reperire ulteriori 7mln, in un quadro di stringenti vincoli di bilancio, non era un compito semplice». Il risultato, spiegano da Via Anzio «è frutto di un lavoro intenso e rigoroso di ricognizione delle disponibilità finanziarie e di esame dei documenti contabili, svolto dalla Direzione generale per lo Sviluppo economico su preciso indirizzo del Presidente Bardi. Un’azione complessa e capillare, condotta sotto il coordinamento dell’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, e del Direttore generale della struttura, Giuseppina Lo Vecchio, per reperire ulteriori risorse e dare una risposta concreta alle difficoltà delle imprese». BARDI: «PER MONI-

TORARE L'EFFICACIA DELLE MISURE, UN TAVOLO DI CONFRONTO TRIMESTRALE CON LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA» «In un momento segnato da forti contrazioni di bilancio e dalla diminuzione delle entrate derivanti dalle estrazioni idrocarburiche - ha precisato Bardi - siamo riusciti a reperire risorse preziose per sostenere chi produce e crea lavoro. L’agricoltura rappresenta una colonna portante della nostra regione, non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale. Accanto alle risorse per il mondo agricolo - ha aggiunto il Presidente - abbiamo voluto dare un segnale forte al comparto produttivo e agli autotrasportatori, anello fondamentale della catena di distribuzione le cui difficoltà rischiano di ripercuotersi sui costi dell'intera filiera». Nel corso del confronto il Governatore ha evidenziato lo sforzo dell’Amministrazione regionale nel bilanciare le esigenze di tenuta sociale con la priorità di investire sulle attività capaci di generare sviluppo e crescita competitiva. A margine dell’incontro Bardi ha accolto la proposta di istituire un tavolo di confronto periodico con le organizzazioni di categoria, con cadenza trimestrale, per monitorare l'efficacia delle misure adottate e programmare in modo condiviso le prossime strategie di sviluppo per la Basilicata.


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__ Alcuni momenti della protesta

CUPPARO: «SI TRASFORMA L’ASCOLTO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE IN RISPOSTE CONCRETE» «L’individuazione di queste ulteriori risorse testimonia l’impegno dell’amministrazione regionale nel trasformare l’ascolto delle categorie economiche in risposte concrete – spiega l’Assessore Cupparo- L’autotrasporto, la logistica e le imprese che affrontano ogni giorno elevati costi di carburante richiedono un’attenzione specifica, perché da queste attività dipende anche la capacità delle produzioni lucane di raggiungere i mercati. Grazie al lavoro della Direzione Generale e dei suoi uffici, abbiamo individuato le risorse necessarie per dare seguito alla misura predisposta e procedere con i passaggi amministrativi per la sua attivazione». CICALA: «COLLABORAZIONE CON IL MINISTERO DEL-

(foto Mattiacci)

L'AGRICOLTURA E CON IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA» «Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie, sacrifici e anni di lavoro -dichiara l’Assessore CicalaConosciamo le difficoltà che il comparto sta attraversando e sappiamo quanto sia importante restituire fiducia e prospettive alle nostre imprese. Adesso lavoriamo per completare rapidamente gli atti necessari». Cicala ha poi richiamato i risultati della programmazione europea e gli impegni per i prossimi mesi: «La Basilicata dispone di circa 452 milioni di euro nel CSR 2023–2027. Abbiamo già messo a bando oltre il 70% delle risorse, pari a circa 320 milioni di euro, e materialmente erogato 160 milioni alle imprese agricole. Un lavoro che contribuisce a generare investimenti complessivi stimati in oltre 300 milioni di euro. Nei prossimi giorni sono inoltre programmati nuovi bandi

per le filiere produttive, con una dotazione superiore a 40 milioni di euro. Il nostro impegno è completare entro la fine dell'anno l'attivazione dei bandi previsti dalla programmazione». L'Assessore ha infine sottolineato il valore del confronto con le organizzazioni agricole e della collaborazione con il Governo nazionale: «Questi risultati nascono da un lavoro quotidiano, dal dialogo con il partenariato e dalla collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura e con il ministro Francesco Lollobrigida. Ora trasformiamo questo lavoro in atti, provvedimenti e sostegni alle imprese. Il nostro compito non finisce con un annuncio. Si completa quando le risposte arrivano agli agricoltori. La Basilicata agricola ha la forza, le competenze e la determinazione per guardare avanti. E noi abbiamo il dovere di accompagnarla». SINDACI LUCANI ACCANTO AI CITTA-

DINI, TELESCA: «NON SI PUÒ ESSERE SILENTI» Anche a Potenza, come nelle manifestazioni dei giorni scorsi, molti i Sindaci giunti da tanti paesi lucani. Il Primo cittadino di Potenza, Vincenzo Telesca, partecipando alla manifestazione spiega: «Il nostro impegno è essere presenti perché il settore dell’agricoltura è fondamentale. Davanti alle difficoltà non si può essere silenti, a occorre la presenza. E la nostra c’è. Gli agricoltori chiedono un aiuto economico perché possano diminuire i costi di produzione. E i cibi dei nostri agricoltori sono il nostro futuro. Ma è anche una manifestazione che si estende a tutte le partite iva che hanno difficoltà ad assolvere il proprio lavoro». I BLOCCHI STRADALI E LE CONSEGUENZE SU DISTRIBUTORI E SUPERMERCATI Nelle scorse ore i disagi maggiori sono stati causati dalle manifestazioni coi mezzi pesanti, segnalati lungo la strada statale Jonica, al confine con Calabria e Puglia e nel Vulture-Melfese, sulla Bradani-

ca. A Potenza e in altri comuni lucani, molti distributori di carburante avevano il “tutto esaurito”, causato dal blocco della raffineria dell’Eni che per 4 giorni ha impedito i collegamenti viari alle porte di Taranto. L’azienda petrolifera infatti rifornisce varie regioni del Sud: gli operai dell’ex ILVA di Taranto protestavano contro la chiusura dello stabilimento e stavano bloccando da lunedì gli accessi delle autocisterne all’impianto. L'intero impianto di protesta e lo sciopero generale dell'acciaieria e delle imprese dell'indotto-appalto si sono conclusi ieri sera alle 23:00, quando sono stati definitivamente smantellati tutti gli altri presidi stradali. Finché il blocco era attivo, molti autotreni e camion della distribuzione non sono potuti partire e così, a catena, negli scaffali di molti supermercati la merce non è stata rifornita. Con la rimozione dei presidi ai varchi della raffineria di Taranto, la situazione dovrebbe tornare alla normalità, almeno, fino alla convocazione ufficiale del confronto a Palazzo Chigi, fissato dal Governo per il 27 ottobre.

Cia, Confagricoltura e Copagri: «Necessario l’intervento di Bardi per ristabilire corrette relazioni istituzionali ed assicurare risorse certe»

Crisi agricola Basilicata: «Basta propaganda, ora i fatti!»

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ia Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Copagri esprimono «insoddisfazione nei metodi e nei meriti dell’iniziativa annunciata oggi dall’Assessore Carmine Cicala». Moscaritolo di Cia, Battifarano di Confagricoltura e Minichino di Copagri affermano: «Per il metodo, si rileva la continuità dei proclami da palco e false promesse proprie da

“Prima Repubblica”, infatti non risultano ancora oggi deliberati di impegni di spesa. Nel merito, le risorse proclamate risulterebbero comunque insufficienti e molte di esse fanno parte di programmi di spesa già previsti per l’agricoltura». Per Cia Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Copagri «è necessario fare ricorso ad investimenti straordinari se realmente si intende dare risposte all’emergenza in atto». Le tre organizzazioni professionali ricordano di «aver sempre mantenuto un comportamento responsabile, privilegiando le proposte e il confronto, un atteggiamento dimostrato nelle varie occasioni del Tavolo Verde, convocato proprio per affrontare l’emergenza che attraversa l’agricoltura lucana. In quella sede le organizzazioni hanno portato problemi, richieste e soluzioni, nella convinzione che il dialogo istituzionale debba servire a individuare interventi efficaci, con tempi certi e risorse adeguate». «È questo il punto politico e istituzionale sol-

levato dalle tre organizzazioni: il Tavolo Verde non può essere considerato uno strumento irrilevante, svuotato e superato del valore insignito, trasformandolo in un passaggio formale privo di reale capacità decisionali. Una prospettiva che Cia, Confagricoltura e Copagri giudicano inaccettabile proprio quando le aziende agricole devono fare i conti con costi di produzione elevati, azzeramento del reddito ed impossibilità di sopravvivenza» affermano nella nota le organizzazioni. Da qui la richiesta diretta al presidente della Regione, Vito Bardi, Cia Agricoltori Italiani Confagricoltura e Copagri, ritengono necessario un suo intervento per «ristabilire corrette relazioni istituzionali ed assicurare risorse certe, straordinarie ed immediate al settore primario lucano». «È tutto ciò necessario ed improcastinabile nell’interesse generale della collettività. - concludono - Per tali ragioni sospenderemo la partecipazione a future convocazioni del Tavolo Verde».


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Rosa Gentile, presidente di Confartigianato Basilicata, chiede formazione e politiche capaci di trattenere i giovani sul territorio

«Svolta verde, imprese in affanno lavoro cambia e servono tecnici»

MATERA. La transizione ecologica accelera, le imprese cercano nuove professionalità, ma il mercato del lavoro lucano non riesce a rispondere alla domanda. In Basilicata circa il 62,5% dei profili professionali richiesti dalle imprese artigiane con competenze green è difficile da reperire. Un divario che segnala una delle criticità strutturali del sistema produttivo regionale: la distanza tra le competenze disponibili e quelle necessarie per accompagnare l'innovazione. A richiamare l'attenzione sul fenomeno è Confartigianato Basilicata, attraverso la presidente regionale Rosa Gentile, alla luce del rapporto nazionale dell'associazione sulle competenze per la sostenibilità, presentato a Milano nell'ambito dell'iniziativa «Seize the Change. Futuri sostenibili», che apre la Settimana per l'Energia e la Sostenibilità, in programma dal 19 al 24 ottobre. Il quadro nazionale conferma la portata del problema. Nel 2025 le imprese italiane avevano programmato 3,4 milioni di ingressi per mansioni legate alla gestione di prodotti e tecnologie sostenibili. Di questi, 1,6 milioni sono risultati difficili da

reperire, pari al 48,7% del fabbisogno. Nell'artigianato la percentuale sale al 62,5%, con 190.870 figure professionali difficili da trovare su 305.410 assunzioni programmate per profili con competenze green. Per la Basilicata il mismatch si intreccia con le fragilità del tessuto economico e con la perdita di capitale umano. Automotive, industria meccanica, agroalimentare ed edilizia sono chiamati a investire

in efficienza energetica, riduzione dell'impatto ambientale ed economia circolare. Cambiano i processi produttivi e crescono le esigenze di tecnici specializzati, competenze ingegneristiche e capacità di utilizzare tecnologie e strumenti innovativi. Il problema, però, è trovare lavoratori già preparati oppure costruire percorsi formativi capaci di rispondere tempestivamente alle nuove esigenze. La distanza tra scuola,

formazione professionale e imprese rischia di trasformarsi in un freno agli investimenti, proprio mentre la sostenibilità diventa un fattore decisivo per la competitività. A rendere più difficile la situazione è anche l'emigrazione giovanile. La partenza di diplomati, laureati e tecnici verso altre regioni o l'estero impoverisce il bacino di competenze sul quale le aziende lucane potrebbero contare. Il rischio è un circolo vizioso: le imprese non trovano personale qualificato, le opportunità di crescita si riducono e il territorio perde altre energie professionali. Il fenomeno riguarda in modo particolare le micro e piccole imprese, che costituiscono una componente essenziale dell'economia regionale e spesso dispongono di minori risorse per organizzare autonomamente percorsi di aggiornamento e riqualificazione. A livello nazionale, nel 2025 queste aziende hanno programmato oltre 2,2 milioni di ingressi con competenze green, ma più della metà dei profili è risultata difficile da reperire. «La transizione ecologica non può essere considerata soltanto un obbligo da rispettare, ma una leva strategica per lo svi-

luppo delle imprese e dell'occupazione», è il messaggio che arriva da Confartigianato Basilicata. Per Rosa Gentile, la questione delle competenze deve diventare una priorità delle politiche regionali, con un collegamento più stretto tra sistema scolastico, formazione professionale e mondo produttivo. Servono percorsi formativi aggiornati, maggiore collaborazione tra imprese e istituti tecnici e professionali, strumenti per favorire la riqualificazione dei lavoratori e occasioni concrete per trattenere i giovani in Basilicata. Non basta, infatti, che le aziende programmino nuove assunzioni se poi non riescono a trovare le professionalità necessarie. La sfida è trasformare la domanda di competenze verdi in occupazione stabile, innovazione e nuove opportunità per il territorio. Perché la transizione ecologica può rappresentare un motore di sviluppo soltanto se il sistema produttivo dispone delle persone in grado di realizzarla. E per la Basilicata, dove la carenza di professionalità si somma alla fuga dei giovani, formare e trattenere competenze significa anche difendere il futuro economico della regione.

Presidio davanti al palazzo del Comune: critiche al Governo e alle politiche scolastiche, mobilitazione verso il 30 ottobre

Studenti in piazza a Lagonegro, no a guerra e carovita

LAGONEGRO. Il carovita, le condizioni degli edifici scolastici e la contrarietà alle politiche di riarmo al centro della protesta studentesca che ieri ha portato un presidio davanti al Comune di Lagonegro. Una mobilitazione accompagnata da critiche al Governo Meloni, all’Unione europea e alle scelte del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Gli studenti denunciano il peso crescente delle spese quotidiane sulle famiglie, dal carburante agli acquisti alimentari, e il rincaro del materiale scolastico, che rende più difficile sostenere i costi dell’istruzione. Al centro delle rivendicazioni anche lo stato delle scuole, per le quali chiedono maggiore attenzione e investimenti. Secondo i manifestanti, le risor-

se destinate al riarmo dovrebbero essere impiegate per rispondere alle esigenze di studenti e lavoratori. «Noi non pagheremo le loro guerre», affermano nel documento che accompagna la protesta, respingendo anche quella che definiscono «propaganda razzista». Il presidio di Lagonegro viene

presentato dai promotori come parte di una mobilitazione più ampia, che punta a collegare le rivendicazioni studentesche con quelle del mondo del lavoro e dell’agricoltura. Nel loro appello richiamano le proteste di agricoltori, operai e portuali, insieme alle occupazioni scolastiche. Dopo lo sciopero del 9 ottobre a

Potenza e la manifestazione di Lagonegro, gli studenti annunciano nuove iniziative nel capoluogo lucano. «Da giorni siamo in agitazione permanente», dichiarano, indicando come prossimo appuntamento lo sciopero generale del 30 ottobre, in vista del quale intendono proseguire la mobilitazione nelle scuole.


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sabato 17 ottobre 2026

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La riforma elettorale è «un indubitabile passo avanti» rispetto al Rosatellum, ma «nessuna legge elettorale deve diventare un totem»

Bolognetti: «l’Italia viola ancora il Codice di buona condotta in materia elettorale»

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DI MAURIZIO BOLOGNETTI*

a nuova legge elettorale, approvata dal Parlamento il 9 ottobre 2026 e che entrerà in vigore – vedi Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – il 24 ottobre 2026, rappresenta, per quanto mi riguarda, un indubitabile passo avanti rispetto al cosiddetto “Rosatellum”, che ha contribuito a ridurre il Parlamento in un bivacco per i manipoli della partitocrazia. Il “Rosatellum” ha di fatto trasformato Deputati e Senatori in “nominati” da ristrettissime oligarchie di partito, minando l’autonomia di quell’articolo 67 della Costituzione che recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Va da sé che un parlamentare, la cui rielezione dipende dalle sopra citate oligarchie, difficilmente potrà esercitare la sua funzione in base ai dettami del sopra citato articolo, introdotto con saggezza dai Costituenti. Il definitivo colpo mortale è poi giunto dal Movimento dei Pacchi a 5 Stelle che, attraverso la riduzione dei Parlamentari, ha dato un’ulteriore spallata alla democrazia rappresentativa, regalando nel contempo più potere alle lobby, alle oligarchie e svilendo ulteriormente l’istituzione Parlamento. I Cinque Stelle e tutti coloro che li hanno assecondati si sono comportati da Cavallo di Troia, facendosi beffe del popolo italiano an-

che grazie a una informazione nettamente sbilanciata a favore della riduzione, che è andata ad innestarsi sulla diffusa rabbia di un popolo nei confronti del ceto politico. In pochi, purtroppo, hanno compreso che stavamo buttando a mare il bambino con l’acqua sporca, andando a colpire quella rappresentanza che appartiene al popolo. Intanto “quelli della scatoletta” si son trasformati essi stessi in scatoletta e per di più di pessima qualità. Tornando alla riforma della legge elettorale, se proprio doveva esserci un ritorno al proporzionale, avrei preferito il proporzionale quasi puro in vigore fino all’inizio degli anni ’90. In subordine, e premesso che nessuna legge elettorale deve diventare un totem, per il nostro Paese avrei preferito un uninominale maggioritario anglosassone o un uninominale a doppio turno alla francese. Unica certezza – lo ripeto – è che il cosiddetto melonellum o stabilicum che dir si voglia è di certo una legge migliore del pessimo “Rosatellum”. Prima di passare a spiegare perché abbiamo violato il “Codice di Buona condotta”, mi si lasci dire che la principale preoccupazione di tutti coloro che hanno davvero a cuore la democrazia dovrebbe concentrarsi sui pericolosi mali che ne stanno minando la forza e la qualità. Ormai un po’ovunque nel mondo le democrazie vanno trasformandosi da democrazie reali in oligarchie. Il 18 luglio del

1958, Luigi Sturzo, intervenendo nell’aula di Palazzo Madama, ebbe ad esprimersi così: «Un punto difficile da affrontare subito è quello di ridare al Parlamento la sua indipendenza da estranee ingerenze, specialmente da quelle dei partiti, smantellando la sovrastruttura partitocratica che si è andata formando durante le due precedenti legislature, in modo da paragonarsi a una piovra che poco a poco soffoca e stronca”. Trovo a dir poco incredibile che nell’ampio e allo stesso tempo asfittico dibattito sulla riforma della legge elettorale, a cui abbiamo assistito, nessuno abbia messo l’accento su una questione per niente secondaria: per l’ennesima volta l’Italia ha violato “Il Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale”, che pure avevamo sottoscritto e che quindi saremmo tenuti a rispettare ed onorare. Recita il sopra citato Codice: «Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell’anno che precede elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o a ad un livello superiore a quello della legge ordinaria […] La stabilità del diritto è un elemento importante per la credibilità di un processo elettorale, ed è essa stessa essenziale al consolidamento della democrazia35. Infatti, se le norme cambiano spesso, l’elettore può essere disorientato e non capirle, specialmente se presentano un carat-

tere complesso; A tal punto che potrebbe, a torto o a ragione, pensare, che il diritto elettorale sia uno strumento che coloro che esercitano il potere manovrano a proprio favore, e che il voto del’elettore non è di conseguenza l’elemento che decide il risultato dello scrutinio. Ciò che è da evitare, non è tanto la modifica della modalità di scrutinio, poiché quest’ultimo può sempre essere migliorato; ma, la sua revisione ripetuta o che interviene poco prima dello scrutinio (meno di un anno). Anche in assenza di volontà di manipolazione, questa apparirà in tal caso come legata ad interessi congiunturali di partito».A questo punto mi auguro che sia evidente a tutti che il “Codice” è stato violato, sia che si voti a fine legislatura e, peggio mi sento, se dovessimo arrivare ad elezioni anticipate magari in primavera. *GIORNALISTA FREELANCE E SEGRETARIO DEI RADICALI LUCANI

Alle 12 confronto su energia, petrolio e nucleare. Nel pomeriggio tre proposte di legge e mozioni sulla trasparenza e sui conflitti di interesse

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Consiglio regionale: il 20 ottobre doppia seduta

oppia seduta per il Consiglio regionale della Basilicata, convocato martedì 20 ottobre nell’Aula Dinardo del Palazzo della Giunta, in via Verrastro a Potenza. Alle 12 l’Assemblea si riunirà in seduta straordinaria per discutere di energia, petrolio e nucleare; alle 15 inizieranno i lavori ordinari, con tre proposte di legge, due atti amministrativi e due mozioni sulla trasparenza e sulla prevenzione dei conflitti di interesse.Il confronto sulle scelte energetiche è stato richiesto dagli otto consiglieri di minoranza Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello. Al centro della discussione le dichiarazioni della presidente del Consiglio dei ministri, la posizione del governo regionale e le scelte strategiche per la Basilicata in materia di energia, petrolio e nucleare.Nel pomeriggio l’Assemblea passerà all’esame delle proposte di legge. La prima riguarda modifiche e integrazioni alla normativa sul Servizio di cittadinanza attiva per la cultura e la coe-

sione sociale, denominato S.C.A.C.C.O. Seguiranno il provvedimento per disciplinare e promuovere le attività di wedding planner ed event planner e sviluppare il turismo legato ai matrimoni, e le modifiche alla legge regionale sulla coltivazione di cave e torbiere e degli inerti negli alvei dei corsi d’acqua.All’ordine del giorno figurano inoltre il bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ater di Potenza e il piano degli interventi 2025/2026 dell’Arlab, l’Agenzia regionale lavoro Basilicata.Dopo l’eventuale esame di altri atti licenziati dalle commissioni consiliari permanenti, il Consiglio affronterà due mozioni dedicate alle garanzie di trasparenza e imparzialità e alla tutela dell’autorevolezza delle istituzioni regionali.La prima, presentata dal consigliere Napoli e da altri firmatari, riguarda la prevenzione dei conflitti di interesse nei rapporti tra chi esercita funzioni pubbliche e i soggetti che operano nei settori sanitario, sociosanitario e socioassistenziale. La seconda, a firma di Chiorazzo e Vizziello, estende il tema anche ai conflitti potenziali, indiretti o ap-

parenti e comprende ulteriori ambiti: infrastrutture, energia, ambiente, servizi avanzati e professionali, oltre alla concessione di finanziamenti e risorse pubbliche regionali.I lavori saranno trasmessi in diretta streaming sui siti del Consiglio regionale e della Regione Basilicata, con accesso da computer, smartphone e tablet.


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Sabia: «Sposiamo in pieno la logica della open innovation che tende a creare contaminazione tra realtà imprenditoriali strutturate e idee innovative»

Giovani Imprenditori, progetto “Talentis”: 3 start up lucane tra le 5 finaliste a Capri

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innovazione lucana sbarca a Capri per la 41esima edizione del tradizionale Convegno dei Giovani Imprenditori e conquista il palco della finale di Talentis. Sono tre le startup di Basilicata, finaliste della tappa conclusiva del progetto nazionale dedicato a startup, scaleup e idee d’impresa, e che, per la prima volta, a luglio scorso ha fatto tappa in Basilicata, a Maratea. Complessivamente sono state 128 le start up che hanno partecipato alle tappe preselettive. Le tre lucane - Argo-Gim, Hyper Objects con “Pers” e Ristruttura3D si sono alternate nel corso della

cerimonia conclusiva che si è svolta presso il Grand Hotel Quisisana per presentare le proprie idee d’impresa alla giuria. Tutte hanno suscitato grande interesse e, in particolare, la vincitrice della tappa di Maratea, Hyper Objects, ha ricevuto la menzione speciale da parte dello studio Torta, partner del progetto. Il suo founder, Michelangelo Nigro, ha illustrato la soluzione che mira ad assicurare più energia alla batteria dei muletti. Risparmio energetico, medicina digitale e soluzioni di intelligenza artificiale applicata al settore delle ristrutturazioni sono gli ambiti in cui i tre startupper

hanno sviluppato le proprie idee. Alla cerimonia ha preso parte il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Basilicata, Roberto Bocca, con una folta delegazione di giovani imprenditori lucani. «Siamo molto orgogliosi di aver partecipato quest’anno alla finale di Talentis con ben tre idee innovative di business, che si sono contraddistinte per qualità della proposta, grande capacità di innovazione, puntando su quelli che oggi sono i pilastri dell’economia contemporanea, come risparmio energetico, salute e intelligenza artificiale – ha commentato la vicepresidente nazionale

dei Giovani Imprenditori di Confindustria con delega a Energia e Sostenibilità, la lucana Maria Sabia, che ha partecipato alla tavola rotonda conclusiva dell’evento – Il progetto Talentis incarna al meglio lo spirito del tradizionale convegno di Capri: valorizzare le migliori energie di tutti territori per mettere in rete competenze e conoscenze e sviluppare sinergie preziose per la crescita. Sposiamo in pieno la logica della open innovation che tende a creare contaminazione tra realtà imprenditoriali strutturate e idee innovative che insieme possono raggiungere grandi risultati».

Focus anche sul sistema per il biglietto unico e la nuova gara regionale; l’assessore alle Infrastrutture: «Scelte concrete nell’interesse degli utenti e dei territori»

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Osservatorio su ferrovie e Tpl, Pepe: «Proseguiamo con il dialogo»

lta velocità, infrastrutture ferroviarie e qualità dei servizi sono stati al centro della riunione dell’Osservatorio permanente per la mobilità, convocata a Potenza dall’assessore regionale Pasquale Pepe. Il confronto ha affrontato anche il trasporto pubblico locale, dalle nuove tecnologie per la bigliettazione alla preparazione della gara per l’affidamento del servizio. All’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle Province di Potenza e Matera, di Anci Basilicata, Trenitalia, Anav Basilicata, Università degli Studi della Basilicata e Federconsumatori, insieme alle organizzazioni sindacali e datoriali. Il primo punto ha riguardato l’alta velocità e i collegamenti Frec-

ciarossa. «Attendiamo entro la fine dell’anno l’esito del tavolo tecnico di ascolto sulla proposta di potenziamento della tratta Potenza-Romagnano», ha spiegato Pepe. Qualora l’infrastruttura richiesta dalla Regione venisse riconosciuta come prioritaria, RFI potrà procedere all’affidamento della relativa progettazione a Trenitalia Engineering, già Italferr.L’Osservatorio ha quindi esaminato lo stato degli interventi ferroviari sulle tratte FerrandinaMatera, Grassano-Bernalda e Potenza-Foggia, con attenzione all’avanzamento dei lavori e alle ricadute sulla mobilità regionale. Il confronto si è esteso alle interruzioni e alle esigenze di continuità del servizio durante le attività sui cantieri. Per

quanto riguarda Trenitalia e Ferrovie Appulo Lucane, Pepe ha riferito degli incontri in corso per ottimizzare l’impiego delle risorse regionali destinate al trasporto ferroviario e migliorare, sia in termini qualitativi sia quantitativi, l’offerta alle comunità. Un’attenzione specifica è riservata al potenziamento dell’asse Potenza-Salerno. «Vogliamo fare una gara solida, con obiettivi chiari e regole capaci di garantire servizi migliori, senza inseguire la fretta, e nello stesso tempo gestire in modo più efficace la fase transitoria, che non può proseguire con le modalità attuali», ha aggiunto Pepe. Tra gli orientamenti illustrati e condivisi dai partecipanti al tavolo, la possibilità di concorrere a più lotti e il superamento

della società veicolo, proposte accolte favorevolmente dalle rappresentanze sindacali e datoriali. Il confronto di merito proseguirà una volta completata la relazione di affidamento. «La condivisione

emersa oggi – ha concluso Pepe – ci incoraggia a proseguire nel dialogo, mettendo a sistema i contributi raccolti e trasformandoli in scelte concrete, nell’interesse degli utenti e dei territori».


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DOMENICA 18 OTTOBRE 2026 07:00 09:00 10:00 12:00 12:30 14:00 15:30 17:00 18:00 20:00 21:00 22:30 00:00 02:00

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Apertura ai carburanti rinnovabili. Merz :«Una buona giornata», la federazione ambientalista Transport & Environment avverte: «un errore storico»

Intesa Francia-Germania su Made in Europe e Automotive: emissioni auto -90% al 2035

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ratelli d’Italia prosegue il percorso di radicamento in Basilicata con tre appuntamenti in programma oggi, a Lavello (provincia di Potenza), Marconia di Pisticci e Matera, con l’obiettivo di consolidare la presenza del partito sul territorio e rafforzare il confronto con le comunità locali. A Lavello, dalle 17 alle 20 in via Roma, si terranno un gazebo informativo e la raccolta firme a sostegno della petizione collegata alla proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia per rafforzare gli strumenti di contrasto all’integralismo islamico, tutelare la sicurezza dei cittadini e difendere la libertà delle donne. Il provvedimento contempla diverse misure, tra cui il divieto di utilizzo del velo integrale nei luoghi pubblici, la possibilità di disporre la chiusura tempo-

ranea dei luoghi di culto nei quali vengano diffuse idee fondate sulla superiorità o sull’odio di natura religiosa, maggiori controlli sui finanziamenti provenienti dall’estero destinati alla realizzazione di edifici di culto, l’inasprimento delle pene per i matrimoni combinati e il divieto di rilascio dei cosiddetti certificati di verginità. A Marconia di Pisticci, in via San Giovanni Bosco dalle 10.30 alle 12.30, e a Matera, dalle 16,30 alle 19,30 in piazza Vittorio Veneto, gli amministratori del territorio incontreranno i cittadini per illustrare i risultati dei quattro anni di Governo Meloni, con particolare attenzione alle politiche per il lavoro, alla sicurezza e alle misure fiscali a sostegno di famiglie e imprese. Tra i temi, figurano i dati ti in più, le misure di con- l’ergastolo ostativo, oltre stinati a favorire le assunsull’occupazione, con ol- trasto alla criminalità or- agli interventi sul cuneo zioni da parte delle imtre un milione di occupa- ganizzata e la difesa del- fiscale e agli incentivi de- prese.


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TTG 2026, APT Basilicata e Fondazione Matera-Basilicata 2019 raccontano la «terra dello stupore»: dal corpo-paesaggio di Motherland alla Basilicata Terra dei Re

Sarli: «Sfida non è descriversi, ma trovare linguaggi che trasmettano un’esperienza»

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n corpo che è paesaggio, un paesaggio che è madre, un Medioevo da vivere. Con queste immagini la Basilicata ha concluso la propria partecipazione a TTG 2026, questa mattina nella Sala Diotallevi, con il talk dedicato alla sua «terra dello stupore». L’incontro è stato moderato da Sabrina Talarico, presidente del Gruppo Italiano Stampa Turistica (GIST). Sono intervenute Margherita Sarli, direttore dell’APT Basilicata, e Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e referente del progetto «Fantastico Medioevo». Il primo spazio è stato dedicato a «Basilicata Motherland. Patrimonio Vivo», indicata da La Gazzetta del Pubblicitario come la migliore campagna turistica regionale d’Italia nell’estate 2026. Una campagna integrata a diffusione nazionale e locale, capace di unire tecnologia e arte: l’intelligenza artificiale generativa, guidata dalla visione dell’artista Silvio Giordano, ha immaginato corpipaesaggio che il body painting di Lela Peretto ha poi portato nei luoghi reali, dai boschi del Pollino alle acque di Maratea e Metaponto, fino alla pietra di Matera. «In Motherland il digitale non sostituisce l’umano ma ne espande la capacità immaginativa», ha sottolineato Giordano. Sarli ha ricordato come l’idea sia nata all’Expo di Osaka 2025, dalla necessità di parlare

al pubblico giapponese con un immaginario capace di fondere innovazione e materia: «La tecnologia ha aperto una porta; l’arte, il paesaggio e le persone l’hanno attraversata. Per un territorio la sfida non è descriversi, ma trovare linguaggi che trasmettano un’esperienza. Raccontiamo la Basilicata non come una regione da visitare, ma come una madre da riconoscere, un patrimonio che si cuce addosso a chi lo incontra». Il progetto trova la sua sintesi nel volume «Basilicata Motherland», presentato nel corso dell’incontro: un’edizione di alta gamma, bilingue in italiano e inglese, con il progetto grafico di Luciano Colucci. Si apre con le prefazioni del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, seguite dal contributo di Sarli, per lasciare poi spazio alle immagini e ai testi di Giordano, che ha concepito un atlante visivo costruito sul corpo materno. Le figure vegetali sono generate dall’intelligenza artificiale, le architetture derivano invece da fotografie storiche dell’archivio dell’APT, rielaborate in un lungo lavoro di composizione digitale. Il percorso è scandito da quattro soglie, Germina, Scorre, Resiste, Incanta, e attraversa la regione dai pini loricati del Pollino ai Sassi di Matera, passando per i vigneti del Vulture, il Tirreno di Maratea, la costa ionica e i castelli federiciani di

Melfi. Una quinta sezione, Origine, è dedicata alle donne di Castronuovo di Sant’Andrea che portavano sul capo i cesti del raccolto. La sezione finale documenta infine i modelli dipinti da Peretto in dieci siti simbolo della regione, con la produzione di Malaka Studio e la fotografia di Simone Bramante. Dal corpo della madre alla storia dei re, la seconda parte dell’incontro ha portato i presenti nel Medioevo di Federico II e dei Normanni. Orlando ha illustrato «Fantastico Medioevo», progetto promosso dalla Presidenza della Giunta Regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, e la sua declinazione turistica «Basilicata, Terra dei Re», un percorso fra 14 Comuni tra Vulture Melfese, Alto Bradano e Materano. Dalla Pasqua 2027 la proposta comprenderà il circuito dei castelli con i nuovi allestimenti polimediali tematici; i luoghi del sacro e il loro scrigno di simboli; l’immaginario fantasy contemporaneo legato al Medioevo, tra fumetti, saghe e gamification; il percorso sulle tracce degli Altavilla in occasione dell’Anno Europeo dei Normanni 2027; il sistema delle rievocazioni medievali; la grande mostra fra arte e archeologia curata dalla Direzione Generale Musei del MIC. Uno sguardo che guarda anche più in là, fino all’ottocentenario delle Costituzioni Melfitane, nel

2031. «Vogliamo trasformare un patrimonio storico straordinario in un’esperienza che il visitatore possa vivere in prima persona», ha spiegato Orlando. «L’offerta è variegata, destagionalizzata e ad alto valore esperien-

ziale, pensata per un target eterogeneo che spazia dal turismo culturale alle famiglie, fino agli appassionati di pop culture. Il Medioevo diventa così un racconto contemporaneo, capace di parlare anche ai più giovani».


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L'evento promosso dalla Lucana Film Commission per «Meet us at Cinema». Il tour farà tappa in tre sale tra Matera, Policoro e Montescaglioso

Micaela Ramazzotti in Basilicata: l'attrice presenta il suo debutto alla regia «Felicità» L’

attrice Micaela Ramazzotti (La pazza gioia, Praticamente perfette, 30 notti con il mio ex, Elena del Ghetto, Una madre, L'ombra di Caravaggio, 7 donne e un mistero, Maledetta primavera, Gli anni più belli) sarà la protagonista del nuovo appuntamento con il format Meet us at cinema, a cura della Lucana Film Commission. Lunedì 19 e martedì 20 ottobre, infatti, Ramazzotti porterà in tre sale lucane il film che ha segnato il suo esordio alla regia, Felicità. Il tour prenderà il via lunedì 19 ottobre alle 19.30 al cinema Il Piccolo di Matera, per proseguire martedì 20 ottobre alle 19 al cinema Hollywood di Policoro e al cinema An-

drisani di Montescaglioso. Presentato nel 2023 alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti Extra, dove ha ricevuto il premio degli

spettatori, Felicità segna il debutto alla regia di Ramazzotti, attrice tra le più apprezzate del cinema italiano. Ramazzotti interpreta Desirè, truccatrice nei set ci-

nematografici, una donna che cerca di sottrarsi a una famiglia segnata da rapporti difficili. Il legame con il fratello Claudio diventa il motore di una lotta per conquista-

re una possibilità di riscatto e costruire un futuro diverso. Accanto a Micaela Ramazzotti, nel cast figurano Max Tortora, Anna Galiena, Matteo Olivetti e Sergio Rubini.

Un maxi corteo con 200 figuranti e 20 associazioni lucane per raccontare l'eredità storica del territorio nell'ambito del progetto «Fantastico Medioevo»

Venosa capitale della storia: a raduno le rievocazioni storiche per un unico grande racconto della Basilicata medievale

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e Terre del Medioevo. Tante storie, un solo racconto corale della Basilicata medievale» è il titolo del grande raduno dei rievocatori medievali che si terrà domenica 18 ottobre a Venosa nell’ambito del progetto «Fantastico Medioevo», promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019.L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune di Venosa, i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa e con la direzione artistica e regia di Giuseppe Ranoia, rappresenta il primo appuntamento regionale del progetto sulle rievocazioni storiche medievali presenti in Basilicata. L'obiettivo è valorizzare la ricchezza di questo patrimonio culturale immateriale, riconoscendone l’importante funzione di trasmissione della memoria, conoscenza del territorio e partecipazione delle comunità.Chiamando a raduno le venti realtà della Basilicata che organizzano rievocazioni medievali, l’appuntamento intende trasformare la pluralità delle esperienze locali in un'unica narrazione regionale. Teatro dell'evento sarà un grande corteo sto-

rico che sfilerà per le vie del centro di Venosa, toccando il Pantheon dei Normanni con la sua Abbazia della SS. Trinità — dove sono custodite le spoglie della famiglia Altavilla — e la maestosa Chiesa Incompiuta. Ogni comunità porterà un segno, una presenza, una memoria della propria rievocazione, contribuendo alla costruzione di un mosaico comune.Il programma prenderà il via alle ore 10:00 nel cortile del Castello Pirro del Balzo con i saluti istituzionali e la firma del «Liber Terrarum – Libro delle Terre e delle Rievocazioni di Basilicata», in cui ogni comunità lascerà la traccia della propria storia.Sempre a partire dalle 10:00 e fino alle 16:00, il Cortile del Castello sarà animato da attività dimostrative e didattiche di arti e mestieri, spettacoli e giochi medievali con figuranti in costume, che accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso il Medioevo fra corti e comunità, spiritualità e potere, guerre e alleanze.Alle 11:30, la Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale «Mario Torelli» accoglierà un momento di approfondimento e divulgazione sulla terra lucana nel Medioevo. Insieme ad Alessandro Di Muro, professore

di Storia medievale all’Università degli Studi della Basilicata, si parlerà di «Venosa, i Normanni e gli Altavilla», mentre il documentario «Il Fantastico Medioevo lucano» racconterà, attraverso le voci dei protagonisti, le rievocazioni medievali della regione.Nel pomeriggio, alle ore 16:00, prenderà il via dal Castello il grande corteo storico, che vedrà la partecipazione di circa 200 figuranti delle associazioni di rievocazione sto-

rico-medievale della Basilicata e di una delegazione ospite dell’Umbria. Il percorso si articolerà nel centro storico intrecciando spettacoli diffusi, per poi confluire in Piazza Municipio.Qui, alle 19:00, andrà in scena il gran finale con lo spettacolo «La Terra dei Re», che porterà in primo piano l’idea di una Basilicata fatta di molte terre e molte epoche, ma attraversata da una stessa umanità e da una memoria condivisa.


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Oggi alle 10:30 i funerali nella chiesa di San Vito a Ruoti. Gentilesca proclama il lutto cittadino: «Fondamentale tutelare la vita e la sicurezza sui luoghi di lavoro»

Lucania Resine, sit-in per Rocco De Carlo I sindacati chiedono tutele e più sicurezza P

rima il sit-in nei pressi dei cancelli della Lucania Resine, poi il tavolo di confronto con l’azienda e successivamente la riunione con i responsabili sindacali. Nel mezzo, la proclamazione dello sciopero previsto per otto ore lunedì e il ricordo di Rocco De Carlo, morto schiacciato da un macchinario.Una quarantina di lavoratori dell’azienda della zona industriale di Potenza, che produce tubature plastiche, ha partecipato al sit-in. Maggiori controlli ispettivi, maggiore dialogo con i sindacati, presenti in massa, e un futuro diverso legato alla prevenzione e alla tutela dei lavoratori: queste le richieste. Rocco De Carlo per tutti era un collega stimato, un grande amico e un valido lavoratore. La sua morte ha destato sgomento e indignazione da parte dei lavoratori. L’azienda ha manifestato l’intenzione di mettere in campo tutte le azioni possibili, compresi il pagamento del funerale e un sostegno psicologico.A Ruoti il sindaco Franco Gentilesca ha proclamato il lutto cittadino in ricordo di De Carlo. «Questa tragedia ci ricorda quanto sia fondamentale tutelare la vita e la sicurezza sui luoghi di lavoro», ha dichiarato il primo cittadino. I funerali si terranno oggi, sabato 17 ottobre, alle ore 10:30 nella chiesa di San Vito, con la partecipazione di tutti i colleghi. I lavoratori, amici fraterni di De Carlo, saranno impegnati in una donazione nel ricordo del cinquantenne di Ruoti, tragicamente scomparso durante un turno di lavoro.L’autopsia si è svolta ieri, 16 ottobre, nell’ambito dell’attività coordinata dal pubblico ministero Sara Masecchia. I sindacati presenti hanno chiarito la propria posizione, ribadendo l’impegno per migliorare la situazione e dare risposte concrete ai lavoratori sia sul piano della formazione sia della tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.Forse quel luogo troppo stretto per lavorare ha causato una tragedia che poteva e do-

veva essere evitata. E così, ancora una morte sul lavoro, inattesa e inaspettata. Una giornata importante, che sarà seguita dallo sciopero previsto per lunedì e da altre assemblee dei lavoratori, apparsi sconvolti e provati da un dolore così duro da sopportare.Tutto questo perché la paura deve essere accantonata e bisogna avere certezze sul futuro dell’azienda e dei lavoratori. I controlli ispettivi devono essere puntuali, intensi e devono dare la possibilità ai lavoratori di esercitare tranquillamente le proprie funzioni all’interno della Lucania Resine.Al sit-in svoltosi in via della Fisica hanno preso parte Vincenzo Tortorelli, segretario regionale della Uil; Vincenzo Esposito, segretario generale della Cgil di Potenza; Michele Sannazzaro dello Spi Cgil; Massimiliano Mincuzzi, segretario generale Filca Cisl Basilicata; Laura Genovese, segretaria Filcam Potenza; Gianni Trentadue della segreteria Uilec della Basilicata.Una giornata intensa, vissuta nel ricordo di Rocco De Carlo. La produzione è sospesa e riprenderà nei prossimi giorni, dopo lo sciopero previsto per lunedì, con appuntamento dalle 9 sempre davanti ai cancelli dell’azienda. L’azienda ha messo a disposizione un medico legale di parte.Laura Genovese ha parlato della questione: «L’azienda è sicuramente sotto choc, come tutti i lavoratori e come chiunque ha appreso di questa tragedia immane, che non dovrebbe contare più vittime sul lavoro. Ma di fatto non è così, perché ogni giorno muoiono tre lavoratori in Italia. L’azienda si è detta disponibile sicuramente ad affrontare tutte le spese economiche per quanto riguarda il funerale, dare quindi un sostegno tangibile alla famiglia. Ha lasciato ai lavoratori la decisione su quando riprendere qualsiasi tipo di attività all’interno dell’azienda. Quindi ha dato un’apertura importante da questo punto di vista e, per quanto riguarda tutto

il tema della sicurezza, ha comunque pattuito con la parte sindacale un tavolo costante che concerne tutte le sfumature e quanto bisogna fare e si farà in futuro sulla formazione e sugli investimenti, per rendere la vita lavorativa di ogni lavoratore più efficace e più sicura».Gianni Trentadue ha sottolineato altre questioni: «I lavoratori hanno accusato il colpo. Oggi abbiamo incontrato l’azienda per cercare di capire anche le difficoltà da affrontare, perché ci sono. Ci è sembrato di capire, anche da quello che ci riferiscono i lavoratori, al di là dell’incidente gravissimo, che ci sono sicuramente ragionamenti da fare insieme: probabilmente fare una valutazione dei rischi, approfondire alcuni aspetti sulla sicurezza che probabilmente in alcune circostanze vengono a mancare, perché le attività, ci sembra di capire, si sono piuttosto implementate. L’azienda tende anche a incrementare la produzione sul sito e quindi sicuramente questo porta anche a maggiori rischi».Massimiliano Mincuzzi ha chiuso la carrellata di pareri sottolineando quanto segue: «Si sciopera lunedì per ricordare Rocco De Carlo, ma si sciopera lunedì anche per far capire quanto è importante la sicurezza sul lavoro.

_ Rocco De Carlo

Tanto è vero che noi abbiamo chiesto alla Lucania Resine un tavolo permanente di confronto sulla sicurezza con gli Rls e le segreterie, per poter far sì che questi eventi non avvengano più. La Lucania Resine si è detta disponibile a pagare il funerale, i colleghi vogliono fare un pensiero alla famiglia, ma la prima cosa è il tavolo di confronto sulla sicurezza insieme a noi, anche all’interno dello stabilimento, confrontandoci con le Rsu e gli Rls».


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Presentato a Bari il progetto europeo Breath per Policoro: nuove soluzioni per affrontare il rischio tsunami, piene e incendi

Sensori e app contro le emergenze la prevenzione diventa più digitale

POTENZA. Presentato giovedì a Bari il progetto pilota per Policoro, destinato a sperimentare nuove tecnologie per prevenire e gestire tsunami, rischio idraulico e incendi boschivi. L’intervento rientra in Breath, progetto europeo finanziato dal Programma Interreg VI-A Grecia-Italia 2021-2027, al centro della riunione del comitato di coordinamento con i partner italiani e greci. Per la Basilicata hanno partecipato il dirigente dell’Ufficio per la Protezione civile, Giovanni Di Bello, e una delegazione di funzionari, che hanno illustrato lo stato delle attività e i risultati raggiunti. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle comunità costiere di affrontare i rischi naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici, attraverso sistemi di allerta precoce, formazione specialistica e collaborazione tra istituzioni. Il modello lucano integra sensori, piattaforme digitali e strumenti di monitoraggio destinati ad alimentare un gemello digitale del territorio: un sistema capace di sostenere

la gestione delle emergenze con dati aggiornati in tempo reale e strumenti di supporto alle decisioni. A Policoro sono previsti sirene ad alta diffusione sonora, pannelli e totem informativi, dispositivi di comunicazione multicanale e applicazioni rivolte alla popolazione. Tra le novità figura la futura Breath Emergency App, che fornirà informazioni e istruzioni tempestive e differenziate a cittadini, volontari, soccorritori e forze dell’ordine. L’applicazione sarà integrata con formazione digitale, realtà virtuale e aumentata e percorsi di apprendimento a distanza, per diffondere la cultura della pre-

venzione. La Regione ha già affidato i servizi di assistenza tecnica e specialistica, avviato le azioni di comunicazione e coinvolto i soggetti del territorio. Prosegue inoltre il coordinamento con il Comune di Policoro, le scuole, il volontariato organizzato e gli altri partner. «Le sfide climatiche e i rischi ambientali non conoscono confini regionali o nazionali», ha sottolineato Nicola Lopane, direttore del Dipartimento Protezione civile e Gestione emergenze della Regione Puglia. Le innovazioni previste in Basilicata, ha spiegato, si integrano con il polo logistico e le reti di

monitoraggio pugliesi. La prospettiva è «superare la semplice logica del soccorso in emergenza per abbracciare la prevenzione attiva e integrata», rendendo l’area ionico-adriatica un modello europeo di sicurezza. Di Bello ha ringraziato la Puglia, capofila del progetto, per l’ospitalità e l’organizzazione del confronto. «L’innovazione tecnologica, la collaborazione tra istituzioni e la partecipazione attiva delle comunità rappresentano elementi fondamentali per costruire territori sempre più sicuri e meglio preparati ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dai rischi natura-

li», ha dichiarato. Breath, ha aggiunto, offre l’opportunità di sperimentare soluzioni che potranno migliorare l’efficacia della protezione civile. «Il progetto Breath rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione europea possa tradursi in interventi innovativi e tangibili per la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio», ha affermato Pasquale Pepe, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Protezione civile. La scelta di Policoro, ha rimarcato, conferma l’attenzione per le comunità costiere e le aree più esposte. «I risultati di questo progetto potranno rappresentare una buona pratica replicabile su scala regionale». Nei prossimi mesi saranno realizzate le infrastrutture tecnologiche e attivati i sistemi operativi. Policoro diventerà così un laboratorio per la protezione civile, con soluzioni potenzialmente estendibili ad altri territori lucani e dell’area adriatico-ionica. Un percorso che punta a rendere più rapido lo scambio di informazioni e più efficace la risposta.

Vaccaro sollecita un confronto con la Regione: sostegno annuale per i redditi più fragili, con una soglia Isee fissata a 15mila euro

Pensioni basse, la Uil chiede un aiuto da 350 euro POTENZA. Un contributo annuale di 350 euro per i pensionati più fragili della Basilicata. È la proposta rilanciata dalla Uil Pensionati regionale, che chiede un confronto con la Regione per sostenere chi vive con gli assegni più bassi. La misura dovrebbe riguardare i residenti titolari di pensioni Inps pari o inferiori al trattamento minimo e con un Isee non superiore a 15.000 euro, attraverso criteri trasparenti e procedure semplici. L’obiettivo è alleggerire le spese essenziali e tutelare il potere d’acquisto degli anziani. A motivare la richiesta sono i dati del Rendiconto sociale regionale Inps 2025: in Basilicata sono 144.817 i pensionati che percepiscono almeno una prestazione dell’Istituto. Le donne sono 74.634, il 51,54% del totale, gli uomini 70.183. Su 530.004 residenti, inoltre, 137.699 hanno almeno 65 anni: circa il 26% della popolazione. Un quadro che, per il sindacato, impone di rafforzare

assistenza territoriale, sanità di prossimità, servizi domiciliari e contrasto all’isolamento. «Dietro questi numeri ci sono persone che hanno lavorato una vita e che oggi, troppo spesso, devono fare i conti con pensioni insufficienti a sostenere il costo della vita», dichiara Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata. Il rapporto evidenzia anche forti differenze negli importi. Per le pensioni di vecchiaia dei dipendenti privati, la media mensile è di 770,20 euro per le donne e 1.181,50 euro per gli uomini. Nel pubblico gli importi salgono rispettivamente a 2.008,60 e 2.664,80 euro. Categorie diverse, sulle quali pesano retribuzioni, continuità contributiva e storia lavorativa. «Il divario pensionistico di genere è una questione che riguarda la dignità e l’autonomia economica delle persone», sottolinea Vaccaro. Secondo i dati richiamati dal sindacato nel febbraio 2026, oltre 27

mila pensionati lucani percepiscono un trattamento minimo di poco superiore ai 600 euro mensili. La Uil segnala anche 240 pensionati con importi fino a 300 euro, altri 525 fino a 450 euro e 1.257 fino a 600 euro. Redditi sui quali incidono bollette, alimentari, affitti, farmaci e visite, con difficoltà maggiori per chi vive solo, non è autosufficiente o abita nei piccoli comuni lontani dai servi-

zi. «La lotta alla povertà degli anziani deve diventare una priorità dell’agenda regionale, con interventi mirati e risorse adeguate», afferma Vaccaro. Per finanziare il sostegno, il sindacato invita a valutare anche le risorse delle royalties petrolifere, nel rispetto dei vincoli di bilancio, e chiede di inserire un intervento strutturale nelle politiche regionali di welfare.


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Basilicata 24 ore

sabato 17 ottobre 2026

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L’assessore alla Salute: «Il Pnrr ci ha consegnato le infrastrutture, ora tocca a noi riempirle di valore»

Sanità digitale, Latronico a “Welfair 2026”: «Investiamo prima di tutto sulle persone» L’

assessore alla Salute, Politiche per la persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, ha partecipato nella mattinata di ieri al panel “La governance della sanità digitale dopo il Pnrr: Fse, Eds, Tmd, AI. Per un nuovo medium della sanità italiana”. L’incontro si è svolto nella cornice di Welfair 2026, la fiera del fare sanità in corso a Roma, che mette a confronto i massimi vertici della governance, della scienza e della tecnologia per ridisegnare il Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso del suo intervento l’assessore ha evidenziato come Fascicolo Sanitario Elettronico, Ecosistema Dati Sanitari, telemedicina e intelligenza artificiale stiano ridisegnando la sanità italiana ed europea, inaugurando un nuovo modello comunicativo tra medico, paziente e istituzioni del welfare. Nel dibattito, l’assessore ha condiviso i traguardi concreti raggiunti sul territorio lucano: «La Basilicata dispone di un sistema di telemedicina unico regionale at-

tivo già dal 2021 che ha anticipato di fatto il modello poi previsto dal Pnrr. Il nostro Fascicolo Sanitario Elettronico è una realtà operativa quotidiana e la quasi totalità dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta lo alimenta regolarmente con le prescrizioni. Parallelamente, cresce l’accesso dei cittadini tramite Spid e Cie, grazie a percorsi di formazione e comunicazione dedicati

agli operatori, che presto estenderemo alla cittadinanza con fondi extra-Pnrr». Secondo Latronico, parlare di un nuovo “medium” per la sanità è appropriato perché la digitalizzazione non modifica solo gli strumenti, ma trasforma la relazione stessa di cura e il modo in cui il Servizio Sanitario Nazionale risponde ai bisogni. Tuttavia, l’infrastruttura da sola non basta: «La tecnologia funziona quando

La presidente Catena: «Noi non siamo la malattia, noi possiamo andare oltre il tumore»

Viveredonna, da 25 anni al fianco delle pazienti oncologiche in Basilicata

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a prevenzione è l’arma più efficace nella lotta contro i tumori. Stili di vita sani e diagnosi precoci possono salvare la vita. L’associazione Viveredonna Odv-Ets, attiva a Potenza e in Basilicata da quasi 25 anni, promuove la cultura della prevenzione e accompagna le pazienti oncologiche nel loro percorso di cura e di rinascita. Donne che hanno vissuto e superato l’esperienza della malattia tumorale, supportate dalla professionalità di medici specialisti, hanno creato una rete di auto mutuo aiuto che

accoglie, sostiene e cura. Oggi l’associazione svolge attività di volontariato in diversi reparti e opera in collaborazione con molte strutture pubbliche. Raffaella Catena ha raccontato il lavoro dell’associazione e la sua personale esperienza oncologica tra lotta, forza ed emozioni: «La prevenzione salva la vita. Io racconto sempre la mia esperienza. Lo scorso 10 luglio, stavo saltando il mio solito controllo annuale. Fortunatamente, mi sono presentata e mi hanno scoperto un tumore. Mi preme sottolineare che esistono due for-

me di prevenzione: quella primaria dove oltre a noi, anche i medici, scendono in campo. In questi casi, bisogna evitare l’alcol, il fumo, mangiare cibo sano, svolgere attività fisica; per quanto riguarda la prevenzione secondaria va ricordato che qui scendono in campo le Istituzioni e le Associazioni attraverso mirate giornate dedicate». «A oggi, la nostra Associazione conta circa 270 iscritti. Non siamo solo donne operate al seno, ma ci sono anche uomini e donne non operate. Ogni associato ha un senso di responsabilità che mi rende orgogliosa. Noi facciamo in primis corsi di formazione per i volontari che decidono di andare in reparto. Abbiamo anche dei laboratori esperenziali: da due anni, ad esempio, collaboriamo con la Komen che ci finanzia dei lab olistici. Il nostro obiettivo è dimostrare che si può andare oltre la malattia, noi non siamo la malattia».

le persone sono messe in condizione di usarla. Un Fascicolo non alimentato resta vuoto, una piattaforma di telemedicina senza operatori formati non viene usata, e un algoritmo di IA senza capacità critica può diventare un rischio. Per questo il tema delle professioni sanitarie e della formazione è decisivo». Per governare questa transizione e trasformare le infrastrutture del Pnrr in valore reale per i cittadini, l’assessore ha lanciato tre priorità d’azione per le Regioni che prevedono: formazione digitale strutturale, valorizzazione di nuove professionalità, governance e utilizzo strategico dei dati. «Nessuna governance può dirsi completa senza la partecipazione attiva e la fiducia dei cittadini», ha concluso Latronico. «Il Pnrr ci ha consegnato le infrastrutture. Ora tocca a noi riempirle di valore investendo prima di tutto sulle persone. La Basilicata è pronta a fare la propria parte e a condividere il suo percorso pionieristico con le altre Regioni e con le istituzioni nazionali».


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sabato 17 ottobre 2026

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Potenza

sabato 17 ottobre 2026

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POTENZA Assistenza specialistica agli alunni con disabilità, scongiurati i tagli per il prossimo biennio

Rosa: «La Regione ha fatto la sua parte, ora il Comune si assuma le proprie responsabilità»

POTENZA. Giovedì l’assessore allo Sviluppo economico Franco Cupparo ha annunciato lo stanziamento di nuovi fondi per il servizio di assistenza all’autonomia e alle comunicazione destinato agli alunni con disabilità nelle scuole lucane. Si tratta di 1,8milioni di euro che si aggiungono ai già 600 mila euro già stanziati con legge regionale, portando a 2,4 milioni di euro la dotazione complessiva per gli anni scolastici 2026/2027 e

2027/2028. Una notizia accolta con favore dalle famiglie, soprattutto quelle che hanno iscritto i propri figli nelle scuole del capoluogo, gli operatori della Cooperativa potentina che offre il servizio e dei sidnacati che, nei giorni scorsi si sono mobilitati per garantire a tutti i ragazzi del capoluogo il diritto allo studio, soprattutto quelli più fragili. «Dopo cinque mesi di trattative e un confronto istituzionale che ha visto la

Filcom Confsal Basilicata impegnata nella difesa del servizio di assistenza specialistica agli alunni con disabilità, arriva una risposta concreta dalla Regione Basilicata. Sono state individuate le risorse necessarie a garantire la continuità del servizio per i prossimi due anni scolastici, scongiurando il rischio di tagli alle ore di assistenza e le conseguenti ricadute su lavoratori, studenti e famiglie» fa sapere la Filcom Confsal in una nota. Le risorse saranno ripartite tra i Comuni lucani in proporzione al numero degli alunni destinatari del servizio. «Accogliamo con soddisfazione questa decisione, che rappresenta un risultato importante per la tutela del diritto allo studio e dell'occupazione. La vertenza è stata lunga e complessa, ma abbiamo continuato a chiedere risposte concrete, perché non era accettabile che a pagare il prezzo delle difficoltà finanziarie fossero gli alunni con disabilità, le

loro famiglie e lavoratori che svolgono una funzione essenziale», dichiara Donato Rosa, segretario generale della Filcom Confsal Basilicata. Particolare attenzione riguarda il Comune di Potenza, dove sono coinvolti 66 lavoratori e 134 alunni. Il rischio di una riduzione del 25 per cento delle ore aveva generato forte preoccupazione, mettendo in discussione la continuità dell'assistenza e la stabilità occupazionale. «La Regione ha fatto la propria parte, individuando le risorse necessarie a superare l'emergenza. Ora, però, è indispensabile che anche il Comune di Potenza si assuma pienamente le proprie responsabilità. Non è possibile affidarsi ogni anno agli interventi regionali senza costruire una programmazione autonoma, stabile e capace di garantire il servizio nel tempo», prosegue Rosa. Per la Filcom Confsal, «il finanziamento rappresenta un risultato significati-

vo, ma non può essere considerato il punto di arrivo. Occorre lavorare per una soluzione strutturale che assicuri agli studenti un'assistenza continuativa, alle famiglie certezze e ai lavoratori la tutela delle ore contrattuali e dei livelli occupazionali». «Il diritto all'assistenza non può essere trattato come una spesa da ridurre o un problema da affrontare soltanto quando esplode una vertenza. Chiediamo al Comune di Potenza di programmare adeguatamente le risorse e di garantire servizi essenziali ai cittadini più fragili. Un biennio di tranquillità è importante, ma non basta senza una prospettiva duratura», conclude il segretario generale. La Filcom Confsal Basilicata continuerà «a vigilare sulla corretta destinazione dei fondi, sul mantenimento integrale delle ore di assistenza e sul rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché agli impegni istituzionali seguano atti concreti».

POTENZA Il presidente Carminedavide Pace incontra il dott. Attilio Laginestra: «Investire sul personale significa investire sul funzionamento del Comune»

Focus della Prima Commissione sulla Polizia locale: al centro la carenza di organico

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a Prima Commissione consiliare permanente del Comune di Potenza, presieduta dal presidente Carminedavide Pace, ha incontrato il dott. Attilio Laginestra per approfondire la situazione della dotazione organica dell’Ente, lo stato dei concorsi espletati e da espletare e le principali criticità che interessano l’organizzazione degli uffici comunali. Un confronto importante per comprendere le condizioni in cui opera la macchina amministrativa e individuare le priorità sulle quali intervenire, con particolare attenzione alla carenza di personale e alla necessità di garantire servizi efficienti ai cittadini. Nel corso dell’audizione è emerso un quadro caratterizzato da una significativa sofferenza degli organici, con carenze che interessano diversi settori, dalla Polizia Locale agli uffici tecnici e amministrativo-contabili. A incidere sulla capacità di rafforzare il personale sono anche i vincoli legati al piano di riequilibrio finanziario e i tempi necessari per completare le procedure assunzionali. Parti-

colare attenzione è stata riservata alla situazione della Polizia Locale e agli otto agenti prossimi alla scadenza contrattuale. Per quattro di loro si prospetta la possibilità di stabilizzazione, mentre per gli altri quattro sarà necessario approfondire ogni opportunità concretamente percorribile, nel rispetto della normativa vigente. Una questione che assume un rilievo particolare per un settore fondamentale per la sicurezza urbana, il controllo del territorio e il rispetto delle regole. La necessità di programmare per tempo gli interventi è essenziale per evitare di disperdere professionalità ed esperienza già maturate al servizio della comunità. Il presidente Carminedavide Pace sottolinea l’importanza di affrontare la questione con responsabilità e tempestività: «La situazione del personale rappresenta una priorità per il Comune di Potenza. Dobbiamo conoscere le carenze effettive dei nostri uffici e lavorare per rafforzare la macchina amministrativa. Sulla Polizia Locale, in particolare, ritengo fondamentale che l’Amministrazione faccia tutto quanto è concretamente possibile per accompagnare il percorso di stabilizzazione dei quattro agenti interessati e individuare soluzioni anche per gli altri quattro che si avvicinano alla scadenza contrattuale. Non possiamo aspettare che le scadenze diventino

emergenze: occorre programmare, approfondire le possibilità normative e assumere decisioni tempestive». La Commissione ha inoltre posto l’attenzione sullo stato delle procedure concorsuali e sul piano delle assunzioni, che prevede complessivamente 31 posti tra annualità precedenti e programmazione 2026. L’obiettivo è verificare l’avanzamento delle procedure e individuare gli strumenti necessari per trasformare la programmazione in nuove risorse effettivamente operative negli uffici. L’attività della Prima Commissione proseguirà con l’intento di ottenere una mappatura puntuale delle carenze di organico, settore per settore, e di seguire con attenzione le prospettive di rafforzamento del personale. «Investire sul personale significa investire sul funzionamento del Comune e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il nostro compito è mantenere alta l’attenzione, ascoltare gli uffici e sollecitare soluzioni concrete, con particolare riguardo a chi ogni giorno contribuisce al funzionamento dell’Ente», conclude il presidente Pace. Un percorso di approfondimento istituzionale che punta a coniugare sostenibilità finanziaria, valorizzazione delle professionalità e maggiore efficienza amministrativa, nell’interesse della città di Potenza e della sua comunità.


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Potenza

sabato 17 ottobre 2026

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Trovati 29 panetti di hashish, 84 grammi di cocaina e materiale per il taglio; convalidato l’arresto in carcere

Potenza, sequestro di droga in via Tirreno: arrestati 2 fratelli del posto di 35 e 26 anni N

el quadro dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Potenza, nella scorsa settimana i militari della Radiomobile della Compagnia di Potenza hanno tratto in arresto in flagranza di reato due fratelli potentini di 35 e 26 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’intervento è maturato nel corso di un servizio di pattugliamento urbano in via Tirreno, quando i militari hanno riconosciuto il minore dei due fratelli, già noto per violazioni in materia di stupefacenti, mentre usciva dalla propria abitazione. L’atteggiamento manifestato dal giovane du-

rante il controllo ha indotto gli operatori a estendere le verifiche all’interno dell’immobile, abitato anche dal fratello maggiore. La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire complessivamente circa 2,9 chili di hashish, suddivisi in 29 panetti, e circa 84 grammi di cocaina. L’ispezione ha permesso inoltre di sequestrare materiale idoneo al taglio e alla pesatura di precisione dello stupefacente, nonché la somma contante di 450 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’attività illecita. L’intera sostanza stupefacente e il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro e campioni della stessa saranno trasmessi al

Laboratorio di Analisi Scientifiche nocenza fino all’emissione di una di Potenza per gli accertamenti di sentenza definitiva di condanna. laboratorio. Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria informata dal reparto procedente, i due arrestati sono stati tradotti e associati presso la Casa Circondariale del capoluogo. Successivamente, il GIP del Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti eseguiti dai Carabinieri, applicando nei confronti degli indagati la misura della custodia cautelare in carcere. Il procedimento penale relativo alla posizione dei soggetti arrestati è attualmente nella fase delle indagini preliminari e per gli stessi vige il principio costituzionale di presunzione di in-

POTENZA Telesca: «Professionalità, coraggio e senso del dovere a servizio della comunità» AL VIA “KM QUASI ZERO – SCOPRIRE SENZA ANDARE LONTANO”

Operazione antidroga nel centro storico, Bici in Comune, Potenza capofila encomio del Sindaco alla Polizia Locale della pedalata fino a Pignola

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on decreto sindacale numero 75 del 15 ottobre 2026, il Sindaco di Potenza ha conferito un encomio a otto appartenenti al Corpo di Polizia locale, protagonisti di una brillante operazione di Polizia Giudiziaria condotta lo scorso 28 settembre nel centro storico cittadino. Il riconoscimento, proposto dalla Comandante della Polizia locale, colonnello Maria Santoro, premia «l'eccezionale impegno, la professionalità e le capacità investigative dimostrate dagli operatori nel corso di una complessa attività finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti». L'operazione si è conclusa con l'arresto in flagranza di reato di un pluripregiudicato, sorpreso in possesso e in attività di spaccio di cocaina, e con il sequestro della sostanza stupefacen-

te e di un'ingente quantità di denaro, ritenuta provento dell'attività illecita. A ricevere l'encomio sono: maggiore Angelo Mecca, sottotenente Pasquale Stolfi, ispettore Capo Canio Gruosso, ispettore Salvatore Castrignano, ispettore Angelo Mancino, ispettore Daniele Notargiacomo, agente Gaetano Mauro Nastasia, agente Giusy Arcuri Nel provvedimento si sottolineano «lo spiccato intuito investigativo, il non comune senso del dovere, la lucida determinazione e il coraggio dimostrati dal personale intervenuto». «Desidero esprimere, a nome dell'intera Amministrazione comunale e della città di Potenza, le più sincere congratulazioni agli otto operatori della nostra Polizia locale per il riconoscimento che abbiamo ritenuto di attribuire loro», dichiara il Sin-

daco Telesca. «Questa operazione rappresenta un esempio concreto di professionalità, coraggio e dedizione al servizio pubblico. La sicurezza dei cittadini e il contrasto alle attività illecite costituiscono una priorità assoluta e risultati come questo testimoniano quanto sia importante il lavoro quotidiano della nostra Polizia locale. Troppo spesso il lavoro del personale comunale in divisa viene associato esclusivamente alle sanzioni e al controllo della viabilità. Operazioni come questa dimostrano quanto più ampio, delicato e importante sia il ruolo svolto dai nostri agenti, che rappresentano un fondamentale presidio di legalità e sicurezza per tutta la comunità. Dietro ogni uniforme ci sono persone che tutti i giorni con professionalità, responsabilità e, quando necessario, ponendo a rischio anche la propria incolumità, si pongono a servizio della collettività. Il nostro ringraziamento alla Comandante Maria Santoro, per l'impegno con cui guida il Corpo e ne valorizza le capacità operative, e a tutti gli appartenenti alla Polizia locale, che quotidianamente contribuiscono a rendere Potenza una città più sicura».

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na pedalata tra Potenza, Pantano e Pignola per promuovere la scoperta del territorio e delle sue produzioni. Domani torna protagonista la bicicletta con “KM QUASI ZERO – Scoprire senza andare lontano”, l’iniziativa realizzata nell’ambito di Bici in Comune – Bike Power City, il progetto promosso da Sport e Salute in collaborazione con ANCI, con il Comune di Potenza come capofila e il Comune di Pignola e Fiab Potenza Ciclostile come partner. Una pedalata per riscoprire il territorio vicino, dimostrando come la bicicletta possa essere uno strumento per conoscere luoghi, tradizioni e produzioni locali, favorendo nuove occasioni di incontro tra comunità. Il percorso, di circa 40 chilometri, collegherà Potenza, Pantano e Pignola , accompagnando i partecipanti alla scoperta di luoghi, tradizioni e produzioni locali. Un’esperienza resa possibile anche grazie alla disponibilità di ALSIA e dei produttori del territorio, coinvolti nella valorizzazione delle eccellenze locali, a partire dalle produzioni agricole e dalle tradizioni alimentari dell’area. L’iniziativa vuole sottolineare il valore di una collaborazione concreta tra amministrazioni e realtà produttive e associative, capace di mettere in relazione Potenza e Pignola attraverso la mobilità sostenibile e la valorizzazione delle risorse locali. Il titolo dell’evento racchiude proprio questo messaggio: non sempre è necessario andare lontano per vivere un’esperienza nuova; basta cambiare prospettiva, scegliere un mezzo diverso e concedersi il tempo di osservare ciò che ci circonda.


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Potenza

sabato 17 ottobre 2026

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Gli studenti del Centro Studi Danzi in visita alla mostra al Museo Archeologico Provinciale di Potenza

Il Narciso di Caravaggio, uno specchio della società di oggi L

a presenza del Narciso di Caravaggio a Potenza rappresenta un evento culturale di straordinario valore per l’intera comunità cittadina e regionale. Un’occasione preziosa non soltanto per gli appassionati d’arte, ma soprattutto per le scolaresche, chiamate a cogliere, attraverso opportuni percorsi didattici, il significato artistico, storico e umano di uno dei capolavori della pittura italiana. È in questa prospettiva che, venerdì 16 ottobre, gli studenti del Centro Studi Didattico «Raffaele Danzi» di Potenza hanno visitato, presso il Museo Archeologico Provinciale, la mostra «Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro». Un’esperienza preceduta da un percorso di preparazione didattica, volto a contestualizzare l'opera nel panorama artistico del tempo e ad approfondire il mito greco del giovane che, innamoratosi della propria immagine riflessa nell’acqua, ne ri-

mane tragicamente prigioniero. La visita ha offerto anche lo spunto per una riflessione etica sul narcisismo contemporaneo: se il Narciso di Caravaggio contempla la propria immagine nell’acqua, oggi quello specchio si è trasformato nello schermo di uno smartphone. Una suggestione significativa per le giovani generazioni, immerse nei social network, dove il bisogno di apparire rischia di prevalere sulla costruzione di un’identità autentica, misurando il proprio valore attraverso il numero di like e follower. Ma il fenomeno non riguarda solo i giovani: attraversa l’intera società, la comunicazione e la politica, quando la ricerca della visibilità prevale sui progetti e sull’interesse collettivo, in una realtà in cui l’«io» schiaccia il «noi». «La scuola – osserva il direttore del Centro Studi Danzi, professor Rocco Galasso – non può limitarsi alla semplice trasmissione delle conoscenze, ma deve

aiutare i giovani a interpretare criticamente la realtà. L’incontro con un capolavoro come il Narciso diventa un’occasione straordinaria per passare dalla contemplazione della bellezza alla riflessione sui comportamenti individuali e sociali, educando alla consapevolezza che la crescita di ciascuno passa attraverso il rispetto degli altri». La presenza dell'opera a Potenza diventa così un’occasione di formazione culturale e civile: imparare ad alzare lo sguardo dalla propria immagine per riscoprire il valore della comunità.

Potenza celebra il centenario dell’architetto che con il Ponte sul Basento ha rivoluzionato l’ingegneria e l’architettura mondiale

Sergio Musmeci, due giornate di studi e musica per ricordare l’ingegnere che fece danzare il cemento

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n’icona dell’ingegneria e dell’architettura mondiale, un’opera unica nel suo genere che continua ad affascinare studiosi e visitatori da ogni angolo del pianeta. A cent’anni dalla nascita, Potenza si appresta a rendere omaggio a Sergio Musmeci (1926–2026) con un doppio appuntamento di studio ed eventi volti a ripercorrere l’eredità ideale e materiale dell’uomo che ha progettato la principale via d’accesso al capoluogo lucano: il celebre Ponte sul Basento.La manifestazione, dal titolo “La ricerca della forma – Sergio Musmeci 1926 – 2026”, prenderà il via il 19 ottobre alle ore 17 nella cornice del Teatro Stabile con il convegno “Centenario di un visionario tra ingegno, arte e jazz”.«Tavole rotonde di approfondimento nelle quali emergerà il genio di un professionista che ha regalato al capoluogo lucano un’opera ingegneristica unica al mondo, un ponte non retto da pilastri ma da una membrana di ce-

mento, che richiama esperti e appassionati di ingegneria e architettura da tutto il mondo» ricorda l’assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, che aprirà le sessioni di analisi con l'intervento dal titolo “Sergio Musmeci: l’ingegnere che ha fatto danzare il cemento”. A seguire, la professoressa Tullia Iori dell’Università Tor Vergata di Roma offrirà il suo contributo intitolato “Sergio Musmeci: l’ingegnere delle forme senza nome”.La sessione al Teatro Stabile, moderata dal presidente dell’Ordine degli ingegneri di Potenza Michele Lapenna, vedrà l'apertura con i saluti istituzionali del sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, del presidente della Provincia Christian Giordano, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del rettore dell’Università degli Studi della Basilicata Fabrizio Caccavale. L’incontro darà voce anche alle testimonianze dirette dell’architetto Paolo Musmeci, dell’ingegnere Massimo

Viggiani e dell’architetto Carlo La Torre.A coronare la prima giornata sarà la musica: in programma il “Second sacred Concert of Duke Ellington” eseguito dall’Orchestra del Conservatorio di Potenza con la Jazzualando Big Band & Gospel Choir. Diretta da Dino Plasmati (anche alla chitarra), la formazione vedrà la voce solista di Luisiana Lorusso, affiancata da Angelo Schiavi al sax contralto, Julian Oli-

ver Mazzariello al pianoforte, Alex Carreri al basso e Lorenzo Tucci alla batteria.I lavori proseguiranno poi il 20 ottobre dalle ore 15 presso l’Aula Magna dell’Unibas con il convegno “Dal restauro del Ponte sul Basento al recupero del patrimonio infrastrutturale italiano”, un momento dedicato alle sfide e alle prospettive della conservazione delle opere infrastrutturali del Novecento


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Potenza

sabato 17 ottobre 2026

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Tra cunicoli misteriosi, rifugi antiaerei e memorie dimenticate, quanto conosciamo davvero della città sulla quale camminiamo ogni giorno?

Potenza ha un segreto sotto i piedi? A

DI FABRIZIO QUARATINO

Potenza siamo abituati a guardare in alto. Verso scale, palazzi, campanili e salite che sembrano progettate da qualcuno convinto che camminare in pianura fosse un’imperdonabile forma di pigrizia.Raramente ci domandiamo che cosa esista sotto i nostri piedi. Eppure potrebbe trovarsi proprio lì, sotto strade e piazze attraversate distrattamente, una parte della storia cittadina ancora da comprendere.Si parla di cunicoli, ambienti nascosti, possibili collegamenti che dalla Torre Guevara raggiungerebbero Porta San Luca, piazza Prefettura e San Francesco. Una Potenza sotto Potenza.Suggestiva? Moltissimo. Accertata nella sua interezza? No.Ed è questa differenza a rendere la questione interessante: il mistero accende la curiosità, ma soltanto la conoscenza può trasformarla in patrimonio collettivo. IL FASCINO DEL MISTERO E IL DOVERE DELLA VERITÀ Le città amano i propri misteri. Basta un arco murato, una vecchia testimonianza, una porta chiusa e subito qualcuno racconta di passaggi segreti e fughe rocambolesche. Possibilmente con i Templari, che nell’immaginario popolare sembrano aver avuto più sedi operative delle moderne multinazionali.Ma la storia non si costruisce con le suggestioni.

Servono documenti, testimonianze verificabili, rilievi, indagini e pazienza. Non significa mortificare la curiosità: significa rispettarla.Un’ipotesi non è una menzogna; diventa un problema quando viene spacciata per certezza. Potenza non ha bisogno di inventarsi un passato straordinario. Ha bisogno di conoscere quello che possiede.La fantasia può aprire una porta, ma prima di annunciare dove conduce bisogna verificare che dietro non ci sia un muro. UNA DOMANDA NATA DALLA MITOPOIESI La questione è riemersa mercoledì 14 ottobre, al termine dell’incontro sulla mitopoiesi al Circolo Angilla Vecchia, presieduto da Gaetano Fierro. Si era discusso di come riscoprire luoghi, personaggi e vicende poco conosciuti del Mezzogiorno attraverso nuove narrazioni. Poi il ragionamento è sceso, letteralmente, sotto la città.La mitopoiesi può avere qui un ruolo prezioso: dare forma a racconti capaci di riaccendere l’immaginazione collettiva e il desiderio di conoscere. Ma raccontare non significa certificare.Una narrazione può indicare una pista, suscitare domande, coinvolgere le persone; la verifica storica deve poi distinguere ciò che è documentato da ciò che rimane ipotesi.È stata evocata una possibile rete di cunicoli intercomunicanti nell’area della Torre Guevara e del centro storico. Esiste davvero?Non possia-

mo rispondere di sì senza prove, ma sarebbe superficiale liquidare la domanda con una scrollata di spalle.L’incontro ha mostrato qualcosa di importante: la cultura, quando non si limita a celebrare se stessa, genera domande. E una domanda sul patrimonio comune merita di sopravvivere all’ultimo applauso. QUELLO CHE GIÀ SAPPIAMO La Potenza sotterranea non nasce oggi come argomento di ricerca. Un servizio giornalistico di Nico Basile per TRM racconta il progetto “Potenza Sotterranea”, promosso dall’associazione Potenza Nostra dopo oltre un anno di ricerche storiche e documentali.Vi hanno contribuito l’architetto Domenico Viggiano, lo storico Vincenzo Matassini e l’archeologa Annarita Di Noia, utilizzando anche documenti dell’archivio comunale curato da Carmela Molinari. Secondo il servizio, erano stati individuati circa dieci siti nel centro storico, alcuni potenzialmente praticabili, altri bisognosi di ulteriori approfondimenti.Tra questi figurano soprattutto rifugi antiaerei legati alla Seconda guerra mondiale, quando Potenza subì i bombardamenti del settembre 1943.Non sono semplici curiosità architettoniche. Sono luoghi dove uomini, donne e bambini cercavano riparo mentre sopra di loro la guerra distruggeva case, vite e certezze.Immaginiamo il rumore degli aerei, la corsa verso un rifugio, le mani strette, l’attesa di sapere se si sarebbe

tornati a casa. Non erano turisti in cerca di emozioni. Erano persone che cercavano di sopravvivere.Questa differenza deve accompagnare qualsiasi progetto di valorizzazione: quei luoghi raccontano non soltanto com’era costruita una città, ma come quella città affrontò la paura.Il servizio riferiva inoltre di protocolli d’intesa con Comune, Provincia e Soprintendenza per favorire gli sviluppi dell’iniziativa. È giusto ricordare l’attenzione dedicata al progetto dall’ex sindaco Mario Guarente e dall’architetto Domenico Viggiano, che nei rispettivi ruoli ne hanno sostenuto le prospettive. Non tutto è rimasto sulla carta. Il 25 aprile 2023 l’associazione We Love Potenza, con il coinvolgimento di Enzo Fierro, promosse una visita ai rifugi antiaerei dei palazzi Gemelli Umbertini, in corso Garibaldi. Un’occasione per incontrare la memoria della guerra attraverso luoghi, testimonianze e oggetti conservati dalle famiglie.Riconoscere questo lavoro non significa rinunciare a chiedere che cosa resti da fare. Significa partire da ciò che è stato compiuto, rispettando meriti e competenze.Attenzione, però: l’esistenza documentata di rifugi antiaerei non prova automaticamente quella di una rete continua di cunicoli fra tutti i luoghi evocati nel dibattito.Sono questioni diverse. Confonderle indebolirebbe la ricerca che vogliamo incoraggiare. La storia merita entusiasmo. Ma non sopporta scorciatoie.


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Periscopio

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www.lecronache.info LA CITTÀ CHE NON VEDIAMO A Potenza sappiamo raccontare con nostalgia ciò che abbiamo perduto. Dovremmo imparare a riconoscere, con altrettanta determinazione, ciò che possiamo ancora recuperare.Raccontiamo edifici scomparsi, porte antiche, quartieri trasformati. Poi, davanti alla possibilità di approfondire un patrimonio nascosto, rischiamo di fermarci all’entusiasmo: una conferenza, qualche fotografia, un comunicato, magari un rendering tridimensionale.E poi? Poi bisogna capire che cosa accade davvero.Non conosciamo lo stato complessivo attuale del progetto Potenza Sotterranea né tutti i risultati successivamente raggiunti. Sarebbe ingiusto ignorare gli interventi di valorizzazione già realizzati in città, anche nell’area della Torre Guevara.Da quanto mi risulta, alcune guide accompagnerebbero occasionalmente, su richiesta, visitatori alla scoperta di determinati luoghi. È un’informazione da verificare, per capire quali siti siano oggi accessibili e con quali modalità. La visita del 2023 dimostra che iniziative di conoscenza ci sono state; non basta a stabilire se oggi esista un’offerta continuativa.Dunque non possiamo dire che tutto sia fermo o che nulla sia stato fatto. Ma possiamo chiederci perché un patrimonio già studiato, e almeno in parte raccontato ai visitatori, resti poco riconoscibile nella vita culturale della città.Un bene può essere noto agli studiosi, occasionalmente visitato e pressoché sconosciuto a molti cittadini. È questa distanza che dovremmo colmare.Quali siti sono stati verificati? Quali sono ac-

cessibili? Quali richiedono altre indagini? Esiste una ricognizione aggiornata? Quali ostacoli tecnici, economici o amministrativi ne limitano eventualmente la valorizzazione?E soprattutto: il Comune sarebbe disponibile a promuovere un confronto pubblico con studiosi, associazioni, istituzioni e cittadini per chiarire ciò che sappiamo e valutare ciò che possiamo concretamente realizzare?Non chiediamo di confermare una leggenda. Chiediamo di rendere conoscibile quanto già studiato, chiarire ciò che resta da verificare e discutere ciò che può essere recuperato.Non serve una nuova inaugurazione, né l’ennesimo annuncio destinato a esaurirsi in una fotografia.Serve mettere allo stesso tavolo chi ha studiato, chi ha amministrato, chi ha promosso le visite e chi oggi può decidere come proseguire. La memoria non ha bisogno di un proprietario. Ha bisogno di una responsabilità condivisa. Sono domande, non accuse.Non servono processi alle intenzioni né gare per stabilire chi abbia avuto per primo un’idea. In questa specialità il nostro territorio vanta già una tradizione consolidata, che non necessita di ulteriori finanziamenti. Servono risposte, documenti, competenze e collaborazione.E quante testimonianze potrebbero trovarsi ancora nelle case dei potentini?Fotografie ingiallite, ricordi dei nonni, oggetti, racconti di ingressi dimenticati o porte murate. Anche queste fonti andrebbero raccolte, confrontate e verificate, senza scambiare il ricordo per una prova definitiva.La memoria di una città non vive soltanto negli archivi. Vive nelle persone.E le do-

mande dei cittadini non dovrebbero essere considerate un fastidio da amministrare, ma un’occasione per condividere conoscenza.Il patrimonio culturale non appartiene esclusivamente a chi lo studia, a chi lo amministra o a chi lo racconta. Appartiene alla comunità. NON SERVE UNA LEGGENDA. SERVE UN PROGETTO Immaginiamo una Potenza capace di collegare la propria storia visibile con quella nascosta.Un itinerario culturale che parta dalla Torre Guevara e attraversi idealmente il centro storico, raccontando epoche diverse attraverso luoghi documentati, testimonianze e strumenti digitali.Non necessariamente un percorso fisico sotterraneo continuo: prometterlo prima di averne accertato l’esistenza sarebbe scorretto. Potrebbe essere invece un itinerario della memoria, costruito con rigore scientifico, visite dove consentite e narrazioni capaci di restituire significato ai luoghi. La mitopoiesi potrebbe contribuire a renderlo coinvolgente, senza sostituire la documentazione con la fantasia. Scuole, studiosi, associazioni, istituzioni culturali e operatori turistici potrebbero partecipare. Sarebbe un’occasione educativa per i giovani, una proposta per i visitatori e, soprattutto, un modo per aiutare i potentini a riconoscere la propria storia. Naturalmente servirebbero verifiche strutturali, autorizzazioni, sicurezza e risorse adeguate.La cultura non consiste nel mandare qualcuno dentro un cunicolo sperando che ne esca soddisfatto. Consiste nel trasformare la conoscenza in un’esperienza sicura, accessibile e condivisa.E nel dare continuità al-

le iniziative. Non occorre ricominciare da zero: bisogna mettere in relazione ricerche, interventi, competenze ed esperienze già esistenti.Prima di immaginare nuove attrazioni, rendiamo riconoscibili quelle possibili.Il problema non è soltanto scoprire che cosa si trova sotto Potenza. È fare in modo che Potenza sappia finalmente che cosa custodisce.Non servono promesse di rivoluzioni turistiche. Basta cominciare da ciò che esiste, verificare quello che manca e costruire un percorso credibile.Ogni ricerca dimenticata, ogni documento sconosciuto, ogni possibilità trascurata rischia di seppellire la nostra memoria una seconda volta. Non sotto le macerie della guerra, ma sotto quelle dell’indifferenza. IL VERO MISTERO NON È SOTTOTERRA Una città non perde la propria identità soltanto quando vengono demoliti i suoi edifici. La perde anche quando smette di interrogarsi su ciò che è stata, quando riduce la memoria a ornamento delle celebrazioni anziché considerarla una responsabilità verso il futuro.Non dobbiamo scegliere tra entusiasmo e prudenza. Possiamo essere affascinati dalla Potenza sotterranea e pretendere che ogni affermazione venga verificata. Possiamo riconoscere chi ha lavorato e chiedere che quel lavoro prosegua.Potremmo perfino scoprire che alcuni collegamenti immaginati non esistono. Non sarebbe una sconfitta.La ricerca non fallisce quando smentisce una leggenda. Fallisce quando rinuncia a cercare la verità.Mercoledì sera, al Circolo Angilla Vecchia, qualcuno ha posto una domanda.Sarebbe bello che diventasse l’occasione per riunire chi ha studiato quei luoghi, chi conserva testimonianze e chi ha il compito di tutelarli. Un incontro pubblico, aperto e documentato. Senza rivendicazioni di primogenitura, senza trasformare la storia cittadina nell’ennesimo terreno di contrapposizione.Non per inseguire fantasmi, ma per restituire alla città una parte della propria storia. Perché una comunità non diventa più forte quando scopre di avere un passato glorioso.Diventa più forte quando trova il coraggio di conoscerlo, anche nelle pagine dolorose, e di conservarlo.Se sotto Potenza esistono luoghi ancora da studiare e valorizzare, il primo passo non dovrebbe essere cercare una porta da aprire. Dovrebbe essere aprire un confronto.Senza aspettare che qualcun altro decida se la nostra memoria meriti attenzione.Perché, alla fine, il vero mistero di Potenza potrebbe non essere ciò che si nasconde sotto i nostri piedi.Potrebbe essere come siamo riusciti, per tanto tempo, a camminarci sopra senza sentire il bisogno di sapere.


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Provincia

sabato 17 ottobre 2026

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A Venosa sopralluogo di Blasi con il sindaco Mollica: verifiche tecniche sulle priorità comunali e sulle opportunità di finanziamento

Rischio frane, vertice sui progetti Si valutano fondi e opere possibili

VENOSA. Un proficuo incontro istituzionale e un importante momento di confronto operativo si sono svolti a Venosa, dove il Soggetto Attuatore Delegato del Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basilicata, Gianmarco Blasi, ha effettuato un sopralluogo finalizzato a valutare la candidabilità e le possibilità di finanziamento di alcuni interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franco Mollica. All’incontro hanno preso parte il sindaco Franco Mollica, il vicesindaco Lettieri, il presidente del Consiglio comunale, i funzionari tecnici del Comune di Venosa e quelli della Struttura commissariale. Il sopralluogo ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento delle criticità presenti sul territorio comunale, consentendo di avviare una valutazione preliminare degli interventi proposti dall’Amministrazione, con particolare attenzione alla loro fattibilità, alla candi-

dabilità nell’ambito degli strumenti di programmazione disponibili e alle concrete prospettive di finanziamento. «È stato un incontro particolarmente proficuo, caratterizzato da grande collaborazione istituzionale e da una comune volontà di individuare soluzioni concrete per la sicurezza del territorio», ha dichiarato l’avv. Gianmarco Blasi. «Desidero ringraziare il sindaco Franco Mollica, il vicesindaco Lettieri, il presidente del Consiglio comunale e l’intera Amministrazione per l’accoglienza e per l’attenzione dimostrata verso un tema così importante. Un ringrazia-

mento particolare al vicesindaco Lettieri per la disponibilità e il contributo offerto nel corso del sopralluogo. Abbiamo riscontrato un’Amministrazione attenta, propositiva e determinata ad affrontare le criticità del proprio territorio. Il nostro compito è accompagnare gli enti locali in un percorso serio e concreto, volto a trasformare le esigenze rappresentate in interventi effettivamente realizzabili, verificando ogni possibile opportunità di finanziamento». Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Venosa, Franco Mollica, che ha evidenziato l’importanza della colla-

borazione avviata con la Struttura commissariale. «La presenza a Venosa del Soggetto Attuatore Delegato Gianmarco Blasi rappresenta un segnale importante di attenzione verso il nostro territorio e le sue esigenze. Come Amministrazione comunale abbiamo individuato alcune situazioni che richiedono interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e riteniamo fondamentale poter contare su un confronto diretto e costruttivo con la Struttura commissariale. Ringrazio l’Avvocato Blasi per la disponibilità, la sensibilità istituzionale e l’approccio concreto dimostrato. Siamo fiduciosi che questo percorso di col-

laborazione possa consentirci di individuare le migliori soluzioni per la tutela e la sicurezza della nostra comunità». L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di collaborazione tra la Struttura commissariale e le amministrazioni locali, volto a rafforzare la capacità di individuare e programmare interventi strategici per la tutela del territorio e la salvaguardia della pubblica incolumità. «Continueremo a lavorare con determinazione, in piena sinergia con il Presidente della Regione Basilicata e Commissario di Governo Vito Bardi, affinché la prevenzione del rischio idrogeologico rappresenti una priorità concreta dell’azione istituzionale. La collaborazione tra istituzioni è la strada giusta per dare risposte efficaci alle nostre comunità», ha concluso Blasi. Il confronto proseguirà attraverso gli approfondimenti tecnici necessari a verificare i presupposti per la candidatura degli interventi e l’individuazione delle eventuali risorse finanziarie disponibili.

Assemblee con Fim, Uilm, Fismic e Uglm: «Meno cassa integrazione e garanzie per l’indotto». Per il contratto rivendicati 150 euro

«Stellantis, Melfi chiede una svolta nella produzione» MELFI. Aumentare la produzione, ridurre il ricorso alla cassa integrazione e garantire una ripresa capace di coinvolgere anche indotto e logistica. Sono le richieste emerse dalle assemblee dei lavoratori Stellantis di Melfi, svolte con la partecipazione delle segreterie territoriali di Fim, Uilm, Fismic e Uglm. Un confronto sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento, accompagnato dall’avvio del percorso per il rinnovo contrattuale. Per le organizzazioni sindacali, l’assegnazione dei nuovi modelli costituisce un risultato importante, ma deve ora tradursi in una crescita concreta dei volumi. «Adesso serve un cambio di passo», affermano, richiamando anche il futuro lancio dell’Alfa Romeo. La richiesta è puntare su motorizzazioni italiane competitive, in grado di rendere le vetture più attrattive, conquistare quote di mercato e sostenere l’attività della fabbrica. L’obiettivo è ridurre progressivamente la cassa integrazione, tema

affrontato anche nell’incontro nazionale con Stellantis del giorno precedente. Per i sindacati, alle prospettive legate ai nuovi prodotti devono accompagnarsi condizioni industriali capaci di rafforzare la competitività del sito. Una sollecitazione riguarda le istituzioni europee e il Governo italiano, chiamati a definire entro il 31 dicembre regole chiare per il futuro del settore automobilistico. «Non si può continuare a imporre solo sanzioni, senza creare le condizioni per rendere competitivi gli stabilimenti», sostengono le quattro sigle. A pesare è anche il costo dell’energia, indicato come un’emergenza industriale e sociale che richiede interventi concreti e strutturali. Al centro delle rivendicazioni c’è poi la tenuta delle aziende fornitrici e delle attività logistiche. Secondo Fim, Uilm, Fismic e Uglm, sono questi lavoratori a continuare a pagare il prezzo più alto delle difficoltà produttive. «La ripresa di Melfi deve coinvolgere l’intera filiera», ribadiscono, chie-

dendo commesse, lavoro e prospettive occupazionali per tutto il sistema collegato allo stabilimento. Durante le assemblee è stata inoltre illustrata la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo specifico di lavoro 2027-2030, successivamente approvata all’unanimità dalle rappresentanze sindacali aziendali. La richiesta economica prevede 150 euro com-

plessivi, pari al 6,7% per il prossimo biennio, insieme a rivendicazioni sulla parte normativa e sul miglioramento delle condizioni di lavoro. Le organizzazioni sottolineano la grande partecipazione dei dipendenti e l’unità sindacale come elementi per affrontare questa fase, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e dare un futuro industriale a Melfi.


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Matera e provincia

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A Matera accordo con i creditori grazie all’associazione Famiglia e Sussidiarietà e a Intesa Sanpaolo. Festa: «Chiedete aiuto subito»

Casa salva dopo 10 anni bui, fondo antiusura evita vendita

MATERA. Rischiava di perdere la casa per un debito di circa 35 mila euro e un contenzioso che si trascinava da oltre dieci anni. L’intervento dell’associazione Famiglia e Sussidiarietà Ets, insieme a Intesa Sanpaolo, ha consentito a un cittadino materano di raggiungere un accordo con i creditori ed evitare la vendita giudiziaria dell’abitazione. La vicenda è quella di Mario, nome di fantasia utilizzato per tutelarne la riservatezza. L’uomo si è rivolto agli sportelli dell’associazione l’8 settembre, quando la prima asta senza incanto era già fissata per il 7 ottobre 2026. Meno di un mese per trovare una soluzione a una procedura esecutiva gravata anche da un complesso giudizio di divisione. Consulenti e legali hanno verificato i requisiti di urgenza, la meritevolezza e la concreta capacità di rimborso del richiedente. L’avvocato dell’associazione, Giuseppe Tedesco, ha quindi contattato il legale della controparte proponendo una chiusura a saldo e stralcio. Il creditore ha accettato, ponendo però una condizione: il pa-

BERNALDA CHIEDE CORSE PER I TURNISTI

L’appello dei pendolari: «Lavoratori senza bus»

gamento doveva essere completato prima dell’udienza di vendita. A rendere possibile l’operazione è stato il Fondo per la prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento, gestito dall’associazione a Matera e in Basilicata. Come sottolineano i promotori, lo strumento non cancella automaticamente i debiti e non sospende d’ufficio i pignoramenti: favorisce l’accesso a un finanziamento e la ricerca di un accordo con i creditori. Grazie alla convenzione con Famiglia e Sussidiarietà, Intesa Sanpaolo ha esaminato la pratica in tempi rapidi e consentito l’erogazione del finanziamento necessario a rispettare l’intesa. Il pagamento

ha così evitato l’asta. L’8 ottobre il giudice ha dichiarato l’estinzione del processo esecutivo. «Dietro a un debito che si trascina per anni ci sono quasi sempre drammi familiari, notti insonni e il rischio concreto di finire nelle mani della criminalità e dell’usura», commenta Angelo Festa, presidente dell’associazione. «La storia di Mario dimostra che uscire dal sovraindebitamento è possibile, ma serve tempestività. Invitiamo chiunque si trovi in difficoltà a non isolarsi e a chiedere aiuto ai primi segnali di crisi: gli strumenti legali e il supporto umano ci sono». Per informazioni e assistenza è possibile telefonare al 3664487510

BERNALDA. Un autobus diretto per raggiungere la zona industriale di Ferrandina, con orari compatibili con i quattro turni di lavoro. È la richiesta di decine di pendolari di Bernalda e dei centri vicini, che attraverso Alessandro Greco si rivolgono alla Regione, ai due Comuni, al Consorzio industriale e a Cgil, Cisl e Uil. Secondo i lavoratori manca un collegamento adeguato e l’auto privata resta l’unica soluzione. Carburante e usura del mezzo erodono i salari, mentre il rientro dopo il turno notturno aumenta i timori per la sicurezza. La proposta prevede fermate a Bernalda centro, Metaponto, Bernalda Scalo e agli ingressi dell’area produttiva. Le corse dovrebbero coprire i turni dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22, dalle 22 alle 6 e quello giornaliero, con abbonamenti mensili e annuali agevolati. «Non chiediamo un privilegio, ma un diritto», sottolineano i pendolari, che sollecitano un incontro urgente con Regione, Comuni e sindacati per verificare la fattibilità del servizio. L’obiettivo è ridurre i costi, rendere più sicuri gli spostamenti e contenere l’impatto ambientale, evitando che la mancanza di trasporti allontani lavoratori dalla Val Basento.

A Scanzano Jonico problemi con le piattaforme digitali: chieste verifiche e un confronto urgente. Possibile avvio dello stato di agitazione

Uffici in difficoltà, i sindacati incalzano il Comune

SCANZANO JONICO. Difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme digitali, problemi organizzativi e timori per la tempestività dei servizi a cittadini e imprese. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono al sindaco di Scanzano Jonico verifiche urgenti sulle criticità degli uffici comunali e un incontro con le rappresentanze del personale. In assenza di risposte e interventi adeguati, le tre sigle si riservano di avviare le procedure per proclamare lo stato di agitazione. Il sindaco Pasquale Cariello assicura che l’amministrazione è al lavoro per risolvere i problemi entro lunedì e si dichiara disponibile al confronto.Le organizzazioni esprimono preoccupazione per il perdurare di una situazione già segnalata all’Ispettorato territoriale del lavoro e al prefetto. Secondo quanto raccolto dai sindacati, alcuni uffici incontrano ostacoli nell’uso degli strumenti informatici necessari alle attività quotidiane. Da qui la richiesta all’amministrazione di

chiarirne le cause, verificare lo stato dei rapporti contrattuali con il fornitore del software e garantire la piena funzionalità delle piattaforme.Le difficoltà, che secondo le sigle sembrerebbero riconducibili al settore amministrativo contabile, avrebbero ricadute sull’operatività del personale e sui tempi delle risposte agli utenti. «I lavoratori devono essere messi nelle condizioni di svolgere correttamente i propri compiti, con strumenti adeguati, procedure funzionanti e un’organizzazione efficiente», sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.In mancanza di condizioni adeguate, avvertono i sindacati, i lavoratori cercano opportunità presso altre amministrazioni, «come sta già accadendo».Le tre organizzazioni e la rappresentanza sindacale unitaria ricordano di aver illustrato formalmente e in più occasioni i problemi riscontrati. Ora chiedono che alle segnalazioni seguano interventi concreti e verificabili, con scadenze definite

e una chiara indicazione delle misure adottate.L’appello al sindaco è di attivare, nell’ambito delle proprie competenze, gli accertamenti sulle cause delle criticità e sulle eventuali responsabilità, promuovendo soluzioni capaci di ripristinare la piena operatività degli uffici. Nell’incontro richiesto dovranno essere illustrati gli interventi individuati e i tempi della loro attuazione.«La continuità dei servizi pubblici e la tutela dei lavoratori esigono risposte tempestive», ribadiscono le sigle. Senza riscontri adeguati, oltre alle procedure per lo stato di agitazione, potranno essere intraprese ulteriori iniziative sindacali a tutela del personale e dei servizi alla collettività.Alle richieste risponde il sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, che riconosce i disagi e assicura il proprio impegno per superarli. «Ho accolto le rimostranze dei miei dipendenti comunali, apprezzando la loro volontà nel voler superare quanto prima le

criticità esposte. Mi spiace e mi scuso personalmente con chi ha subito disagi in questi giorni, a cominciare dagli stessi dipendenti comunali passando anche per i cittadini, poiché se non sono messi nella condizione di lavorare, questo si ripercuote inevitabilmente, anche su di loro».Il primo cittadino indica quindi un termine per la soluzione dei problemi e apre all’incontro sollecitato dalle organizzazioni: «Stiamo lavorando per risolvere i suddetti problemi entro la giornata di lunedì».


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Tutto Sport

sabatowww.lecronache.info 17 ottobre 2026

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“Viviani” tutto sold out per oggi pomeriggio, entusiasmo alle stelle per i ragazzi di Tisci; assenti lerardi, Corbari e Caligara tra i rosso-azzurri

Potenza-Catania: un match nella storia

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DI ROCCO NIGRO

arà uno di quei match che resterà scritto nella storia del calcio lucano. Sei punti di distanza in classifica dividono Potenza e Catania. Oggi pomeriggio alle 17:30 al “Viviani” si deciderà quale tra le due sarà la compagine che a soli dieci giornate dall’inizio del torneo potrà imprimere una forte ipoteca sul percorso del campionato. Tutto questo in una cornice di pubblico straordinaria. Oltre cinquemila tifosi rosso-blù presenti nel “catino” potentino e su sollecitazione della società del presidente Macchia, la Prefettura e la Questura di Potenza hanno autorizzato l’uso della curva di via Viviani, abitualmente riservata ai tifosi del Catania che per questa gara non potranno essere presenti a causa del divieto di trasferta. Insomma, un match il quale soprattutto la squadra di mr. Longo tiene a a portare a casa quella vittoria

che gli consentirebbe di accorciare di sole tre lunghezze dal vertice della classifica. Non sarà cosa semplice per gli isolani perché difronte si troveranno un Potenza lanciato e galvanizzato dai risultati ottenuti fin ora. Anche nell’ultima gara allo “Zaccheria” di Foggia, i rossoblù di Tisci hanno dimo-

strato di essere una vera e propria macchina da goal, che fa un calcio divertente non solo per la tifoseria ma anche per gli addetti ai lavori. E con questi presupposti unito al forte entusiasmo la squadra del “capitano” Tisci di certo non vorrà tirare i remi in barca proprio contro il Catania, la cui rivalità stori-

ca è scritta su tutti i rotocalchi di calcio. Ancor più perché i tre punti porterrebbero i rosso-blù a consolidare in modo solitario la vetta della classifica in vista della gara contro l’Altamura di venerdì sera 23 ottobre prossimo. Intanto, in settimana Tisci ha preparato bene la gara anche

rispetto alla squalifica di De Marco e molto probabilmente si presenterà in campo con una formazione che non si discosta molto da quella vista contro il Foggia. Identica prospettiva per mr. Longo il quale, pur dovendo fare a meno di lerardi, Corbari e Caligara potrebbe presentare dal primo minuto l’ossatura base della squadra che ha cominciato la gara ed ha vinto il match contro l’Altamura. La gara tra Potenza e Catania è stata affidata ad un fischietto veneto. Si tratta di Francesco Zago di Conegliano affiancato da Stefania Genoveffa Signorelli di Paola e Marco Munitello di Gradisca d’Isonzo. Quarto ufficiale sarà Antonio Di Reda di Molfetta ed al monitor FVS Luigi Ferraro di Frattamaggiore. Alla fine, con questi presupposti lo spettacolo di certo sarà assicurato, speriamo che uscirà vincitrice la squadra che dimostra nei 90’ essere la più attrezzata in tutti i sensi.

Possibile qualche cambio di modulo per De Luca che predica calma e ha lavorato sul piano psicologico

Sfida esterna per l’AZ Picerno, i lucani di scena a Barletta domani pomeriggio

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elicato match esterno per l'AZ Picerno nella decima giornata del campionato di Lega Pro Serie C Now 20262027. I melandrini, reduci dall'inopinata battuta d'arresto di lunedì sera contro il Cosenza allo Stadio Donato Curcio affrontano domani pomeriggio alle 17:30 il Barletta allo Stadio Cosimo Puttilli. Gara complicata quella che attende gli uomini di mister Claudio De Luca che devono recuperare le forze e l'entusiasmo dopo la battuta d'arresto con il Cosenza e una prestazione che ha fatto storcere la bocca agli addetti ai lavori lucani. La sfida sarà arbitrata dal signor Domenico Castellone di Napoli coadiuvato da Alessandro Rastelli di Ostia Lido e Domenico Russo di Torre Anunziata. Quarto uomo Lucio Felice Angelillo di Nola, operatore FVS Andrea Recupero di Lecce. La formazione di De Luca punta a riscattare l'opaca prova fornita contro il Cosenza ma non sarà affatto agevole uscire con un risultato positivo dalla trasferta ofantina anche in virtù delle pretese di classifi-

ca dei barlettani reduci da un periodo decisamente negativo. Ne deriva che durante il derby appulo-lucano la formazione di mister Claudio De Luca dovrà mostrare impegno e tanta aggressività per uscire con un risultato positivo, evitando ove possibile gli errori

difensivi che sono costati a caro prezzo nel corso della sfida contro il Cosenza e nel derby perso al Viviani con il Potenza. L'atteggiamento della squadra dovrà necessariamente cambiare e per questo in settimana mister Claudio De Luca ha chiamato a

rapporto i suoi puntando a dare vigore e ottimismo ad un team uscito in malo modo dal match con il Cosenza. Possibile qualche cambio tra gli undici che scenderanno in campo contro la formazione di Massimo Rastelli e non è da escludere un cambio di modulo per confrontarsi nel migliore dei modi al cospetto dei barlettani, La squadra sarà seguita al Puttilli da una pattuglia di tifosi che daranno il proprio contributo per una gara che si preannuncia tanto importante quanto fondamentale per il team di De Luca. Da verificare la presenza di Pugliese, tenuto fuori da De Luca per motivi di carattere disciplinare. Il Barletta dal canto suo è reduce dal pareggio per uno a uno colto contro la Cavese e non ha alcuna intenzione di lasciare il Puttilli con un risultato negativo. Ovviamente il Picerno cercherà in tutte le maniere di fare risultato ma guai a commettere errori e distrazioni che potrebbero risultare fatali nel corso dei novanta minuti di gioco. FRANCESCO MENONNA


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sabato 17 ottobre 2026

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Cronache del 17 ottobre 2026 by Cronache - Issuu