








Dal Ministero dell’Ambiente il via libera a Inspiree

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FUTURO NAZIONALE
Il Generale che gioca a favore del Deep State
Il centrodestra esiste dagli anni ’90. Fu una brillante intuizione di Silvio Berlusconi. Sembra passato un secolo ma in quel tempo mentre la DC e il PSI crollavano e la gioiosa macchina da guerra di Occhetto sembrava destinata ad una facile vittoria, Berlusconi riuscì a mettere intorno allo stesso tavolo Fini e Bossi che tra di loro non volevano (...)

■ continua a pag 4 Positano a Oltre il Giardino Tammariello a pag 9

L’INCONTRO Blasi, Fatuzzo e Andretta: «Sinergia tra amministrazioni per risposte concrete ai cittadini»


CASO PIETRACATELLA
Svolta nell’inchiesta sulla morte di Antonella e Sara, avvelenate dalla ricina: «Voglio il divorzio», spunta il possibile movente
■ Magrì a pag 7
LA NOMINA Ludovico Rossi è il nuovo dirigente della Struttura di Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio regionale. Nominato dall’UdP
■ Servizio a pag 15
POLICORO
L’istituto secondario “Fermi” è un vivaio di campioni: 39 studenti atleti e 13 ammessi al Progetto Miur
■ Glagano a pag 25
MARATEALE
Il festival diventa maggiorenne: dal 20 al 25 luglio la 18esima edizione, coinvolte anche
Latronico, Sapri e Rivello
■ Servizio a pag 16


Von der Leyen soddisfatta. M5s: «Per l'Italia perdite tra 7 e 22 miliardi». Socialisti critici sull'equilibrio
Il Parlamento europeo riunito, ieri, in seduta plenaria ha dato il via libera a due atti legislativi che attuano l’accordo commerciale sui dazi raggiunto la scorsa estate a Turnberry, in Scozia, dal Presidente americano, Donald Trump, e dal capo dell’esecutivo di Bruxelles, Ursula Von der Leyen. Il regolamento principale elimina i dazi Ue sui beni statunitensi, accettando in cambio tariffe del 15 per cento sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. È stato approvato con 440 voti a favore, 151 contrari e 50 astensioni. Con il secondo regolamento è passata la proroga dell’esenzione dei dazi delle importazioni di astice (compreso quello trasformato). I voti favorevoli sono stati 444, i contrari 152 e gli astenuti 54. Su alluminio e acciaio la Commissione si è riservata di sospendere le concessioni se l’aliquota tariffaria non verrà abbassata. La nuova regolamentazione contiene una serie di novità. Previ-
ste clausole di temporaneità e di sospensione. Ora spetterà al Consiglio approvare i testi concordati. Soddisfatta Von der Leyen. Ottimo risultato per Bend Lange, presidente della Commissione per il commercio internazionale: «L’accordo entrerà a far parte della cassetta degli attrezzi difensiva dell’Ue», ha detto. «Non è l’accordo giusto», per i Socialisti & democratici. Per il capodelegazione del M5s in Parlamento Ue «Per l’Italia perdite tra i 7 e 22 miliardi».
«Porterà ulteriori benefici a cittadini e imprese, garantendo scambi commerciali e investimenti transatlantici solidi e stabili», così, su X, subito dopo il voto ha commentato Ursula von Der Leyen, presidente della Commissione europea che ha negoziato l’accordo per conto dell’Ue. A evidenziarne i punti di forza Bend Lange: «Nonostante le pressioni - ha dettoil Parlamento ha mantenuto la propria posizione per tutto il corso dei negoziati».
«Il regolamento entrerà a far parte della cassetta degli attrezzi difensiva dell’Ue», a suo avviso, perché «non solo rafforza e stabilizza le relazioni commerciali tra Ue e Stati Uniti», ma «conferisce all’Ue la capacità di reagire qualora gli Stati Uniti non rispettino la propria parte dell’accordo». Clausola di temporaneità e clausola di sospensione sono due strumenti importanti in mano all’esecutivo europeo. Il regolamento principale sulle importazioni industriali e agroalimentari si applicherà fino al 31 dicembre 2029. Entro il 30 giugno dello stesso anno, la Commissione, infatti, valuterà l’impatto del regolamento sui vari settori.
Al centro del monitoraggio ci saranno anche le variazioni nelle relazioni commerciali con i Paesi terzi.
Tutti aspetti, questi, che incideranno su un’eventuale proposta legislativa da parte della Commissione per la proroga del regolamento. Per quanto riguarda i derivati di acciaio e alluminio, nel
2025 gli Stati Uniti hanno assoggettato ai dazi ben 407 categorie di prodotti. Per il Parlamento europeo vi è «il rischio di un aumento dell’instabilità commerciale», da qui la possibilità, prevista nel regolamento principale della sospensione da parte della Commissione delle concessioni accordate agli Stati Uniti se al 31 dicembre 2026 continueranno ad applicare un’aliquota tariffaria superiore al 15 per cento. Bruxelles potrà, inoltre, sospendere le preferenze tariffarie, se non vi sarà nessuna risposta da parte americana alle preoccupazioni dell’Ue sul tariffario delle esportazioni che fino al 24 febbraio 2026 hanno beneficiato del massimale tariffario onnicompresivo del 15 per cento. In più, c’è l’istituzione di un meccanismo di salvaguardia. Concordato da Parlamento e Consiglio Ue nel caso in cui le preferenze tariffarie concesse agli Stati Uniti comportino un aumento delle importazioni che potrebbe compromettere l’industria europea. In tale ambito sono previste
indagini da parte della Commissione e il monitoraggio trimestrale sulle variazioni dei volumi e dei valori commerciali delle esportazioni statunitensi. «Non è l’accordo giusto. È sbilanciato a favore di Washington» per Socialisti & Democratici. Il riferimento dei contrari è soprattutto ai “dazi al 15 per cento applicati a diverse esportazioni europee a fronte di dazi zero per molti prodotti Usa sul mercato Ue. «La Commissione - ha dichiarato l’eurodeputata belga Van Brempt - non avrebbe concluso un’intesa del genere se non ci fossero state considerazioni di sicurezza, in particolare la necessità di mantenere il sostegno statunitense all’Ucraina». Pasquale Tridico sostiene che «l’accordo votato da Fdi e Fi peggiori le condizioni di accesso al mercato statunitense per il Made in Italy». «Saranno colpiti soprattutto meccanica, farmaceutica a agroalimentare. Ricordiamo che la media dei dazi pre-Trump era del 2,5 Per cento».

Le prossime elezioni politiche determineranno il Parlamento che eleggerà il Presidente della Repubblica. Il centrodestra ha vinto tutte le elezioni tranne quelle che avrebbero eletto il Capo dello Stato
Ogni volta una qualche rottura della coalizione ha imposto al Quirinale un uomo gradito al sistema
D I R OBERTO L AMATTINA
Ilcentrodestra esiste dagli anni ’90. Fu una brillante intuizione di Silvio Berlusconi. Sembra passato un secolo ma in quel tempo mentre la DC e il PSI crollavano e la gioiosa macchina da guerra di Occhetto sembrava destinata ad una facile vittoria, Berlusconi riuscì a mettere intorno allo stesso tavolo Fini e Bossi che tra di loro non volevano prendere neanche un caffè.Quell’alleanza che fu accolta con scetticismo, odio e disprezzo dal sistema politico-culturale italiano, vinse le elezioni.Da quel momento il centrodestra è stato sempre maggioritario. Ha perso le elezioni due volte, consentendo a Prodi di andare al governo quando si presentò diviso, mentre manovre di palazzo hanno qualche volta mandato la sinistra o i tecnici a governare.
IL CENTRODESTRA DA SEMPRE UNITO
Il centrodestra ha avuto un’ossatura sostanzialmente stabile fondata su tre partiti: la Lega, Forza Italia e la destra di An prima e FDI poi.La grande forza del centrodestra non è tanto la compattezza dei leader ma l’uniformità dell’elettorato. La somma dei tre partiti è sempre più o meno simile, cambia il rapporto di forza tra le forze politiche per lo spostamento liquido dell’elettorato all’interno della coalizione.Alle tre forze fondanti, negli anni si sono aggiunti uno o più partiti di estrazione democristiana. Potevano essere CCD e UDC o altre sigle come Noi moderati ma, sostanzialmente, l’assetto politico era quello.L’intuizione di Pinuccio Tatarella secondo cui le forze moderate sono maggioranza nel paese si è dimostrata vera e valida negli anni. Nella prima parte della sua storia è sempre stata indiscussa la leadership di Berlusconi. Con il suo indebolimento prima Salvini e ora la Meloni hanno preso la guida della coalizione.Fratelli d’Italia è in questo momento alla guida stabile della coalizione con un 30% di consenso attribuito dai sondaggi e Giorgia Meloni leader indiscussa.Dopo la sconfitta referendaria la coalizione moderata aveva ripreso a camminare e ad agire e si preparava ad una campagna elettorale sostanzialmente chiara verso la vittoria magari con una modifica della legge elettorale.
IL CASO VANNACCI Rischia di sparigliare la partita la presenza di Futuro Nazionale. I sondaggi gli attribuiscono un 5% ma, come vedremo nello sviluppo dell’articolo, non è detto che
ciò sia vero perché il Generale si è infilato in una trappola dalla quale sarà difficile uscire e che rischierà in ogni caso di smontarlo non appena gli equivoci saranno sciolti.Vannacci soffia sul malcontento degli italiani. Esiste una parte di elettorato di destra che non si riconosce nella Meloni e una parte di elettorato di destra che credeva in azioni più forti da parte del Governo soprattutto sull’immigrazione.Vannacci non è uno stupido è sa bene che questa sensazione esiste e sa che può soffiare per provare a sottrarre voti alla coalizione.
In realtà il Generale sta giocando molto sull’equivoco. Da un lato i suoi uomini in Parlamento votano contro la fiducia al Governo Meloni e lui dice apertamente che non c’è alcuna possibilità di accordo con la coalizione di governo, dall’altra la comunicazione gioca sull’equivoco di una possibile alleanza.Qui scatta la trappola per Vannacci. Il Generale sa che una parte del suo elettorato è governista, immagina un partito di destra-destra interno alla coalizione di governo mentre un’altra parte è assolutamente contrario ad ogni accordo. Esiste, cioè, una parte di elettorato di destra che vorrebbe una coalizione di centrodestra più spostata a destra, un’altra parte che non immagina possibile forme di moderazione.In questa biforcazione e convivenza impossibile a lungo termine c’è la trappola per il Generale. I due elettorati sono incompatibili. Se Futuro Nazionale dovesse rimanere fuori dalla coalizione perderebbe i voti dei governisti, se dovesse entrare nella coalizione perderebbe i voti degli irriducibili come già accadde alla Fiamma Tricolore.Ecco perché è verosimile

che il Generale proverà a giocare la sua partita sull’equivoco fino a quando non sarà costretto a scegliere magari potendo aprire una trattativa con la forza dei sondaggi.
IL RISCHIO DI UN GOVERNO TECNICO Ovviamente anche il centrodestra si trova in una trappola simile. Un eventuale ingresso di Vannacci in coalizione metterebbe in difficoltà Fratelli d’Italia e Lega che avrebbero un concorrente a destra ma, soprattutto, rischierebbe di spaventare quell’elettorato moderato e quelle forze centriste che non hanno alcuna voglia di sentirsi tirare per la giacchetta in una fraseologia assolutamente fuori dalla moderazione come quella che usa Vannacci.Con la scusa dell’incompatibilità politica Futuro Nazionale sarà verosimilmente fuori dalla coalizione di governo. In questo caso il rischio più alto è che renda impossibile una netta affermazione del centrodestra e di Giorgia Meloni aprendo la pos-
sibilità alla necessità di un governo tecnico. Una cosa che sembrerebbe tra i principali interessi del deep state italiano. Nel 2029, infatti, si voterà per il Presidente della Repubblica. Il centrodestra nella sua storia non ha mai avuto la maggioranza per vincere le elezioni presidenziali. Ogni turno elettorale che avrebbe eletto un Presidente della Repubblica qualcosa ha sfasciato la coalizione e ha reso necessario governi tecnici, pareggi sostanziali e scelte nel campo della sinistra.E’ successo con Ciampi, con Napolitano e con Mattarella. Fino alla fuoriuscita del Generale sembrava possibile un’ampia vittoria del centrodestra alle elezioni politiche con la possibilità di togliere alla sinistra il Quirinale.Ora la strada potrebbe essere in salita. Del resto non sarebbe la prima volta che un Generale ufficialmente di destra lavori, in realtà, per il deep state. Come diceva Il Gattopardo “cambiare tutto affinché non cambi nulla”.

Autorizzato dalla Direzione Generale guidata da Proietti. Soddisfatta la viceministra Gava: «Rafforziamo l’autonomia industriale»
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha autorizzato la realizzazione del progetto LIFE22-ENV-ITINSPIREE, promosso da Itelyum Regeneration
S.p.A. per il recupero di terre rare dai magneti permanenti contenuti nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il via libera, arrivato con decreto direttoriale della Direzione generale Economia circolare e bonifiche, apre la strada al primo impianto su scala industriale in Europa dedicato a questa attività, che sorgerà presso lo stabilimento Itelyum di Ceccano, in provincia di Frosinone.Si tratta di uno dei 47 progetti che la Commissione europea ha selezionato come strategici nell'ambito del Regolamento UE sulle materie prime critiche (Critical Raw Materials Act), e di uno dei quattro soli progetti italiani inseriti in quella prima lista, insieme all'Alpha Project di Solvay Chimica Italia in Toscana, al Portovesme CRM Hub in Sardegna e a Recover-It in Veneto. Tutti e quattro riguardano l'estrazione di materie prime da rifiuti industriali e il loro riciclo, per un investimento complessivo a livello europeo stimato in 22,5 miliardi di euro.
UN IMPIANTO PENSATO PER CHIUDERE IL CERCHIO DEI RAEE
L'iniziativa nasce da un percorso che dura da alcuni anni. Già nel settembre 2024 Itelyum aveva inaugurato a Ceccano, nell'ambito del progetto europeo New-RE sostenuto da EIT RawMaterials, un impianto pilota capace di trattare oltre 20 tonnellate l'anno di magneti permanenti recuperati da hard disk, motori elettrici e ibridi a fine vita, attraverso un processo idrometallurgico sviluppato e brevettato dall'Università degli Studi dell'Aquila. Quella fase dimostrativa, condotta insieme a un consorzio che comprende Erion, Glob Eco, OSAI, KU Leuven e Smart Waste Engineering, ha permesso di validare la

tecnologia in vista del salto di scala industriale rappresentato proprio da INSPIREE.A regime, il nuovo impianto dovrà trattare fino a 2.000 tonnellate l'anno di magneti permanenti provenienti da fonti diverse (hard disk, elettrodomestici, batterie e motori elettrici dismessi), recuperando oltre 500 tonnellate annue di ossidi e carbonati di terre rare, in particolare neodimio, praseodimio e disprosio: gli elementi alla base dei magneti ad alte prestazioni impiegati in auto elettriche, turbine eoliche, dispositivi elettronici e applicazioni della difesa. Il processo prevede due fasi: il disassemblaggio dei magneti esausti e, a seguire, il recupero degli ossalati di terre rare tramite idrometallurgia a basso impatto ambientale. Al progetto, coordinato da Itelyum Regeneration, partecipano anche Erion Compliance Organization, Globeco Srl, l'Università degli Studi dell'Aquila ed EIT Materie Prime CLC South, con un cofinanziamento dell'Unione europea attraverso il programma LIFE.
PERCHÉ L'EUROPA
PUNTA SUL RICICLO
Il provvedimento del MASE si inserisce in una cornice europea ben definita. Il Critical Raw Materials
Act, entrato in vigore nel maggio 2024, fissa per il 2030 alcuni traguardi vincolanti per l'Unione: almeno il 10% del consumo annuo di materie prime strategiche dovrà derivare da estrazione interna, il 40% da trasformazione e raffinazione nei confini
UE e il 25% da riciclo, con
un tetto massimo del 65% di dipendenza da un singolo Paese terzo per ciascuna materia prima in una fase rilevante della catena.Il motivo dell'urgenza è la concentrazione delle filiere globali nelle mani di un solo attore. Secondo dati IEA relativi al 2024, la Cina copre il 60% della produzione mineraria mondiale di terre rare magnetiche, il 91% delle attività di raffinazione e il 94% della produzione di magneti permanenti sinterizzati. Per ridurre questa esposizione, l'UE non punta solo sull'apertura di nuove miniere -- un percorso lungo, costoso e spesso osteggiato dai territori -ma anche, e soprattutto nel breve periodo, sul riciclo dei materiali già in circolazione nei prodotti a fine vita: la cosiddetta "miniera urbana".
UN PROGETTO, DUE RICONOSCIMENTI EUROPEI
INSPIREE aveva già ottenuto un primo riconoscimento a livello comunitario il 25 marzo 2025, quando la Commissione europea aveva incluso il progetto di Itelyum tra i 47 progetti strategici della prima selezione del Critical Raw Materials Act, distribuiti in 13 Stati membri. In quell'occasione il MASE aveva sottolineato come, sui dieci progetti di riciclo riconosciuti strategici a livello europeo, quattro fossero italiani.Il contesto si è poi ampliato nel 2026: il Comitato interministeriale per la transizione ecologica ha dato il via libera nazionale ad altri sette progetti italiani candidati alla seconda call eu-

ropea sulle materie prime critiche -- tra cui CRM4Defence di Leonardo e Neodymium Circular Magnets di RarEarth -- a conferma di come il settore del riciclo di materiali critici sia diventato, per l'industria italiana, un terreno di investimento sempre più affollato. In questo quadro, l'autorizzazione ministeriale di questi giorni rappresenta il passaggio decisivo che permette a INSPIREE di lasciare la fase di progettazione e di avviare concretamente la costruzione dell'impianto industriale.
GAVA: «GARANTIRE L'APPROVVIGIONAMENTO DI MATERIE PRIME»
«Con questa autorizzazione compiamo un passo strategico per il futuro industriale del Paese», ha dichiarato il Viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava. «Garantire l'approvvigionamento di materie prime critiche significa oggi rafforzare la nostra autonomia industriale, energetica e tecnologica. Il recupero delle terre rare dai RAEE è una sfida ambientale, ma anche una scelta di politica industriale che punta a ridurre le dipendenze esterne e a rendere l'Italia protagonista e competitiva».Il decreto è stato adottato dalla Direzione generale Economia circolare e bonifiche, individuata come Punto unico di contatto nazionale per i progetti strategici di riciclaggio, al termine di un percorso di coordinamento con le amministrazioni competenti e di acquisizione dei titoli autorizzati-
vi necessari. «Il progetto LIFE INSPIREE conferma il ruolo centrale dell'Italia nello sviluppo di tecnologie avanzate e rappresenta un modello concreto di integrazione tra innovazione industriale, sostenibilità ambientale e sicurezza economica», ha concluso il Viceministro. LE PROSSIME TAPPE
Il via libera ambientale arriva dopo un iter non semplice. Per passare dalla fase pilota allo scale-up industriale, Itelyum aveva bisogno di una modifica sostanziale dell'Autorizzazione Integrata Ambientale del sito di Ceccano, un passaggio che l'azienda aveva indicato come condizione abilitante insieme alla disponibilità di materiale in ingresso da trattare. L'amministratore delegato di Itelyum, Marco Codognola, aveva auspicato un coinvolgimento diretto del ministero dell'Ambiente per accelerare l'iter, vista la natura strategica del progetto, con l'obiettivo dichiarato di avviare i lavori di costruzione dell'impianto nei primi mesi del 2026.Con l'autorizzazione del MASE, quella condizione sembra ora soddisfatta. Resta da capire con quale tempistica l'impianto entrerà effettivamente in funzione e, soprattutto, se il sistema italiano di raccolta e selezione dei RAEE sarà in grado di garantire un flusso costante di magneti esausti: una variabile che, più della tecnologia, determinerà la reale capacità produttiva del primo polo europeo del riciclo delle terre rare.
L’INTERVISTA L’attrice Cristina Donadio leggerà il monologo dello scrittore napoletano per il Campania Teatro Festival
D I AN T ON IO M OL L O
Figura leggendaria, Giovanna d’Arco post litteram, nobile decaduta in esilio: Maria Sofia di Borbone, ultima regina del Regno delle Due Sicilie, avrebbe tutte le carte in regola per essere la protagonista di un serie tv. Ancora di più in un periodo storico come quello odierno in cui si dibatte molto di protagonismo femminile. Intanto che le case di produzione cinematografica si accorgano della storia della consorte di Francesco II, ci pensa la penna colta e attenta di Vladimiro Bottone a raccontarci le riflessioni della sovrana in esilio in Baviera. “La scelta di Maria Sofia” è il monologo che il romanziere napoletano ha scritto per “Il Sogno Reale”, progetto artistico culturale di Ruggero Cappuccio per il Campania Teatro Festival che sarà interpretato dall’attrice Cristina Donadio nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli l’11 luglio.
La “scelta” di Maria Sofia: qual è questa scelta?
« Maria Sofia di Borbone è l’ultima regina di Napoli, vissuta per quasi tutta la sua vita in esilio, tra crescenti difficoltà economiche. Il monologo la coglie a Monaco di Baviera, negli ultimi anni della propria vita. La proposta di un editore americano, circa una autobiografia scritta da un gost-wri-
ter, le permetterebbe di rimettere in sesto le finanze. Tuttavia l’ex regina rifiuta, in nome di una propria idea di regalità che non vuol dare in pasto il privato di una ex regnante al grande pubblico. Una scelta con dei costi, ma che le permette di non rinnegarsi ».
Come si racconta la “nobiltà della sconfitta” in Maria Sofia?
« La nobiltà della sconfitta coincide, per una donna impavida e volitiva come Maria Sofia, con la fedeltà a se stessi, alla propria visione del mondo anche quando la realtà, lo Spirito del tempo, il mondo dei vincitori ti danno torto. In sostanza, è la fedeltà a se stessi; a ciò che si è amato; a ciò che si è stati. Senza venire a patti, senza abdicare ».
Il pubblico la conosce come romanziere, è la prima volta che si cimenta con il teatro?
« Sì, è la prima volta che mi cimento con la dimensione teatrale del monologo. E sono particolarmente felice di farlo potendo contare sull’interpretazione di un’artista di rango come Cristina Donadio. Un’attrice della sua caratura non si limita ad incarnare un personaggio, ma lo ricrea attraverso la propria sensibilità. L’autore non poteva chiedere di più, per il proprio debutto ».
Ha definito Maria Sofia personaggio “in esilio” tra due secoli: ci spiega? L’ha scelta perché anche lei, napoletano, vive da

anni in “esilio” a Torino?
« La domanda è molto pertinente. Maria Sofia nasce quando i Borbone e Francesco Giuseppe regnavano per diritto divino ed ereditario. La Stessa Maria Sofia muore dopo l’apocalisse della I Guerra Mondiale, con il crollo di tre imperi e le masse che vengono alla ribalta, al seguito di feroci dittatori che le manovrano e ne sono manovrati. Lei è davvero un ponte tra due secoli, che con la sua lunghezza ne misura anche la distanza. Quanto all’esilio, sì: forse la dimensione della lontananza da Napoli riguarda sia la Regina che, molto più modesta-

mente, me. L’esilio è veramente una sorta di luce nostalgica, un volgersi continuamente all’indietro ». Napoli, soprattutto quella sette/ottocentesca è quasi sempre la protagonista dei suoi scritti: come mai? Pensa che parte della storia meridionale degli ultimi due secoli sia da riscoprire? « La risposta si ricollega a quella precedente. Forse lo scrivere intorno a Napoli è una forma di risposta alla nostalgia, un modo illusorio per azzerare la lontananza o, quantomeno, convivere con essa. Tenere vive le radici è l’unico modo per non inaridire ».

Trasparenza salariale, parità di genere e digitalizzazione rappresentano le tre priorità strategiche per il futuro del lavoro nel Mezzogiorno. A sostenerlo è Stefania Damiani, presidente dell'Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro della Campania, in occasione della presentazione del primo congresso interregionale ANCL delle regioni del Sud Italia, in programma a Napoli
il 1° luglio 2026 all'Hotel Ramada. «I Consulenti del Lavoro sono chiamati ad accompagnare imprese e lavoratori in un cambiamento che deve mettere al centro equità, competenze e innovazione», afferma Damiani. «Il nostro obiettivo è contribuire a costruire un mercato del lavoro più moderno, inclusivo e sostenibile, capace di ridurre i divari e valorizzare il capitale umano».
L’iniziativa, organizzata dai Presidenti dei consigli regionali ANCL di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, rappresenterà un momento di confronto tra professionisti, istituzioni ed esperti del settore sulle nuove regole che stanno ridefinendo il mondo del lavoro, alla luce delle recenti normative europee e nazionali. Al centro del dibattito figurerà la riduzione dei divari retributivi tra uomini e donne, considerato uno degli obiettivi prioritari per favorire una crescita più equilibrata e inclusiva del Mezzogiorno. La trasparenza salariale viene indicata come strumento strategico per rafforzare correttezza, meritocrazia e sostenibilità nelle organizzazioni aziendali.
Ampio spazio sarà dedicato anche all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi lavorativi, elementi ormai fondamentali per la competitività delle imprese. In questo scenario, il ruolo dei Consulenti del Lavoro assume un'importanza sempre più centrale nel supportare aziende e lavoratori nell'adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e normativi.
Il congresso intende inoltre rilanciare il valore del patto di solidarietà tra imprese e lavoratori, ribadendo i principi di trasparenza, equità e conformità normativa che caratterizzano l'attività dei Consulenti del Lavoro. L'iniziativa mira a promuovere una riflessione condivisa sulle opportunità e criticità del mercato del lavoro nel Sud Italia, mettendo al centro la persona come motore dello sviluppo economico e sociale dei territori.
All'incontro parteciperanno, tra gli altri, Rosario De Luca (presidente consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro), Enrico Vannicola (presidente nazionale ANCL) e i presidenti dei consigli regionali delle regioni meridionali.
Caso Pietracatella svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Antonella e Sara
DI TIZIANA MAGRI
Non è un “delitto d’impeto”. Né la violenza silenziosa di una coltellata o quella rumorosa di un colpo di pistola a spezzare la vita di Antonella De Ielsi e della figlia Sara De Vita. Il caso di Pietracatella, piccolo centro in provincia di Campobasso, si conferma uno degli episodi di cronaca nera più inquietanti degli ultimi anni: un omicidio silenzioso, avvenuto tra le mura domestiche tramite l’uso della ricina. Una tossina letale capace di annientare gli organi vitali in pochi giorni. Nel silenzio più assordante.
A mesi di distanza, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino e condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Campobasso sta vivendo una profonda metamorfosi. Abbiamo cercato di raggiungere direttamente il dirigente dell’ufficio investigativo, il vice questore Marco Graziano, per raccogliere elementi su questa improvvisa accelerazione nelle indagini, ma da parte sua e dei suoi uomini vie-
ne mantenuto il massimo riserbo sul caso. Potrebbero essere vicini a chiudere il caso dell’omicidio di Antonella e Sara, avvelenate con la ricina. Al centro degli approfondimenti investigativi c’è ora il rapporto tra Antonella De Ielsi e il marito Gianni Di Vita, superstite insieme all’altra figlia della coppia. Quella che fino a ieri appariva come una famiglia modello, perfetta e priva di ombre, nascondeva una profonda rottura coniugale.
LE CHAT DELLA
VERITÀ
SMENTISCONO
LA VERITÀ
La chiave di svolta sarebbe emersa dalle analisi dei dispositivi elettronici effettuati dallo SCO (Servizio Centrale Operativo): le chat di WhatsApp hanno smentito del tutto la narrazione di una vita serena. Una testimone, un’amica intima della vittima, è stata indagata per favoreggiamento: avrebbe infatti mentito agli inquirenti in tre diverse occasioni, omettendo le confidenze ricevute proprio da Antonella. «Voglio divorziare»: sono queste le parole che, inter-

cettate nelle conversazioni digitali, irrompono come parole sulla possibile matrice del duplice omicidio.
LA MANO DEL KILLER L’ipotesi degli inquirenti è che la ricina non sia stata usata solo per uccidere, ma per inscenare una tragica fatalità, preservando così un’immagine pubblica coerente con quello che si pensava di loro.
Davanti a una dinamica così spietata, unicum nel suo genere, l’opinione pubblica fa fatica a trovare un senso logico. Eppure, la cronaca insegna che, in contesti in cui il controllo e l’apparenza prevalgono su ogni cosa, la richiesta di una separazione può intollerabile, tanto da trasformare in un fattore di innesco devastante, L’inchiesta di Pietracatella ora prose-
gue in salita, si è alle battute finale prima di rinvii a giudizio: un braccio di ferro contro il muro del silenzio di una comunità che, per mesi ha preferito negare l’evidenzia, e che la pressione mediatica potrebbe essere da catalizzatore per conoscere la verità su quella che si preannuncia come una delle pagine più buie della storia locale.


Nel corso della trasmissione
“Oltre il giardino”, in onda su Cronache TV e condotta dal giornalista Paride Leporace è stato approfondito il caso dello studente autistico di Potenza, al centro di una vicenda che ha coinvolto scuola, famiglia e autorità giudiziarie. Ospiti del dibattito la Garante dei diritti delle persone con disabilità Marika Padula e la giornalista di Cronache Eliana Positano.
La garante Padula ha spiegato di essere venuta a conoscenza della vicenda attraverso l’inchiesta giornalistica e di aver successivamente acquisito documentazione e informazioni tramite il legale della famiglia. «Pur essendo facoltà della scuola effettuare segnalazioni al Tribunale per i Minorenni, nel caso di un minore con disabilità la scuola dovrebbe prima attivare tutti gli strumenti educativi e di supporto possibili. Ha inoltre ricordato che il Tribunale per i Minorenni si è pronunciato due volte riconoscendo l’adeguatezza del ruolo genitoriale. Secondo Positano, il caso non sarebbe isolato. La giornalista ha dichiarato di essere già a conoscenza di altre situazioni problematiche all’interno dello stesso istituto, riferendo di famiglie e studenti che si sarebbero sentiti “presi di mira” da segnalazioni e interventi ritenuti ingiustificati. Ha inoltre richiamato una lettera protocollata del 2021, inviata da una madre alla dirigente scolastica, nella quale si denunciavano comportamenti considerati inadeguati nei confronti di un bambino che aveva recentemente perso il padre. Nella missiva si lamentava la mancata comprensione del disagio del minore e si contestava un episodio in cui agli alunni sarebbe stato chiesto di scrivere un tema sul comportamento del compagno.
La garante ha poi allargato il discorso al sistema scolastico, sostenendo la necessità di una riforma del sostegno. A suo avviso, troppo spesso l’insegnamento di sostegno viene scelto come passaggio per l’immissione in ruolo e non per reale vocazione. Ha inoltre denunciato ritardi nell’assegnazione di assistenti alla comunicazione e operatori di supporto, che in molti casi arriverebbero nelle scuole solo mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico. Sul piano legale, Padula ha an-
nunciato l’intervento ad adiuvandum del proprio ufficio a sostegno del minore, affidato all’avvocata Ivana Pipponzi, che ha accettato l’incarico a titolo gratuito. Ha inoltre dichiarato che, qualora si arrivasse a un procedimento penale, l’ufficio del garante potrebbe costituirsi parte civile. Positano ha confermato l’intenzione di proseguire l’inchiesta raccogliendo ulteriori testimonianze, auspicando anche una replica pubblica della dirigente scolastica per chiarire le accuse emerse nel corso del dibattito. La trasmissione è poi proseguita con il consigliere comunale di Matera Luca Colucci, il quale ha tracciato un bilancio del primo anno dell'amministrazione Nicoletti, partendo dal recente episodio che ha visto protagonista il sindaco durante la Festa dello Studente. «Quando mi hanno inviato il video ho dovuto rivederlo due o tre volte perché non credevo fosse vero. Conoscendo l'aplomb di Nicoletti, ho pensato persino che potesse essere un prodotto dell'intelligenza artificiale» ha dichiarato. Sul caso, diventato virale a livello nazionale, il consigliere ha evitato toni scandalistici: «La sensazione che ho provato è stata l'imbarazzo. Mi sono chiesto se davvero abbiamo bisogno di questo per farci ascoltare. Più che le parole, gli amministratori dovrebbero concentrarsi sui fatti. Ma il vero tema riguarda le politiche giovanili: Il messaggio del sindaco può anche essere condivisibile, ma in quest'anno abbiamo fatto qualcosa per aiutare concretamente i ragazzi a rendere belle le loro vite? Credo molto poco». Il consigliere ha evidenziato l'assenza di una visione strategica di lungo periodo: «Dobbiamo capire dove vogliamo portare la città nei prossimi 20 o 30 anni. Le linee programmatiche approvate dal Consiglio dovrebbero essere la nostra bussola. Invece vedo una mancanza di scelte coraggiose».
Sul piano politico, Colucci riconosce che il sindaco abbia consolidato la maggioranza nei numeri, ma osserva che «si tratta di una maggioranza molto delicata, costruita su equilibri fragili». A suo giudizio, Nicoletti avrebbe potuto tentare una fase più inclusiva: «Mi sarei aspettato il coraggio di aprirsi a tutto il Consiglio comunale e governare insieme».
Quanto all'opposizione, il consigliere ammette le divisioni: «Sia-


mo su posizioni diverse. Esistono sensibilità e percorsi differenti che oggi rendono difficile una sintesi comune».
L’ultimo spazio della trasmissione è dedicato ad Acerenza e al tema che il futuro intreccia cultura, turismo e rete tra borghi. Ospite in studio l’avvocato Carlo Grinni, che ha illustrato alcune delle ricerche storiche e dei progetti culturali che stanno contribuendo a valorizzare Acerenza e il patrimonio della Basilicata. Tra i temi affrontati, quello legato alla figura di Vlad Tepes, il personaggio storico che ha ispirato il mito di Dracula. «Non si tratta più di una semplice tesi - ha spiegato Grinni -. Gli studi condotti negli ultimi anni, anche da ricercatori rumeni, hanno rafforzato il collegamento tra Vlad Tepes, sua figlia Maria Balsa e il complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli». Secondo le ricostruzioni citate, il principe valacco non sarebbe morto in Romania ma avrebbe vissuto ancora alcuni anni, partecipando anche alle battaglie contro i turchi nel Sud Italia. Altro capitolo importante riguarda Giambattista Basile e il celebre "Cunto de li Cunti". «Le fiabe che tutti conosciamo derivano da quell'opera - sostiene Grinni. I fratelli Grimm hanno successi-


vamente ripreso e diffuso racconti che erano già presenti nel testo di Basile». Lo studioso ricorda inoltre che la permanenza di Basile ad Acerenza è documentata storicamente grazie ai rapporti con la famiglia Pinelli, importante casato genovese presente nel borgo. Proprio su questo filone nasce un nuovo progetto culturale: «Realizzeremo ad Acerenza un Museo delle Fiabe all'interno di Palazzo Polosa. Sarà uno spazio immersivo fatto di luci, immagini e suoni, ispirato al mondo delle fiabe e alla figura di Basile». Ritiene fondamentale costruire una rete tra i borghi del territorio: «Il turista che arriva ad Acerenza deve poter visitare facilmente anche Venosa, Pietragalla, Rapone e gli altri centri del Vulture». Tra i simboli del patrimonio lucano, Grinni indica la Cattedrale di Acerenza: «È una cattedrale maestosa, costruita durante il periodo delle Crociate, uno dei monumenti più straordinari della regione». A suo giudizio, però, il sito non è ancora diventato un grande attrattore turistico per l'assenza di una strategia integrata. Il nodo centrale resta il collegamento con Matera: «Chi vuole far crescere il turismo in Basilicata deve agganciarsi ai flussi di Matera».
Regione, sindacati e Consorzio di Bonifica a confronto per garantire risorse al comparto forestale
Garanzia degli stipendi, incremento delle giornate lavorative e una strategia di riforma per il futuro del comparto forestale lucano. Sono questi i principali risultati emersi dal tavolo istituzionale sulla forestazione convocato dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nella Sala Verrastro della sede regionale. All'incontro hanno partecipato i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, insieme ai rappresentanti delle categorie Flai, Fai e Uila, Vincenzo Pellegrino, Raffaele Apetino e Gerardo Nardiello. Presenti anche l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Franco Cupparo, e il presidente del Consorzio di Bonifica, Giuseppe Musacchio. Nel corso del confronto, il governatore ha affrontato apertamente le difficoltà che caratterizzano il bilancio regionale 2026, ribadendo tuttavia la volontà dell'amministrazione di garantire stabilità al settore e certezze ai lavoratori.

Il punto più atteso riguardava la copertura finanziaria per l'anno in corso e per il prossimo futuro.
Su questo fronte Bardi ha assicurato che la Regione ha individuato e messo in sicurezza le risorse necessarie per garantire il pagamento degli stipendi fino alla fine del 2026 per tutte le platee del comparto forestale.
La misura interesserà l'intera categoria, compresi i lavoratori Saap e Asa, e consentirà anche l'incre-
mento di dieci giornate lavorative. Per raggiungere questo obiettivo, l'amministrazione regionale procederà a una rimodulazione di alcune poste di bilancio che avrebbero potuto essere destinate ad altri settori. «Occorre senso di responsabilità da parte di tutti», ha sottolineato il presidente, evidenziando come ogni richiesta debba necessariamente confrontarsi con le effettive disponibilità finanziarie della Regione e con le esi-
genze complessive della comunità lucana.
Accanto alle misure immediate, la Regione guarda anche al futuro della forestazione. È infatti allo studio un nuovo modello organizzativo basato su un turn-over selettivo e progressivamente specializzato, pensato per superare le criticità strutturali che da anni caratterizzano il comparto.Attualmente il settore conta circa 4.000 operai, dei quali circa 700 non risul-
tano più idonei alle mansioni più gravose per ragioni fisiche o anagrafiche.
Secondo le valutazioni emerse durante il tavolo, il fabbisogno ottimale per la forestazione storica lucana si attesterebbe intorno alle 2.500 unità lavorative pienamente operative. L'obiettivo della Regione è quello di costruire una forestazione moderna ed efficiente, capace di affrontare le nuove sfide ambientali e territoriali. Il progetto punta a favorire l'ingresso di giovani lavoratori qualificati, in grado di utilizzare tecnologie innovative e macchinari avanzati, garantendo al tempo stesso una migliore distribuzione del personale sul territorio e nuove opportunità occupazionali nelle aree interne della Basilicata.Un percorso di riorganizzazione che, secondo il presidente Bardi, dovrà essere accompagnato da un confronto costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali, chiamate a contribuire alla definizione del futuro assetto del comparto forestale regionale.

I vertici di Confindustria Basilicata commentano l’accordo tra Regione e il gruppo emiratino e ne sottolineano il valore strategico
Il Memorandum d’Intesa tra il gruppo emiratino EDGE e la Regione Basilicata viene accolto dal sistema industriale lucano come un possibile snodo strategico per lo sviluppo economico e produttivo del territorio.A sottolinearlo è una nota congiunta del presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, e del presidente designato Francesco D’Alema, che definiscono l’accordo siglato ad Atella come un passaggio di rilievo per il futuro della regione.«La firma del Memorandum d'Intesa tra EDGE e la Regione Basilicata può rappresentare un passaggio di grande rilevanza per il futuro industriale del nostro territorio e conferma la capacità della Basilicata di attrarre investimenti internazionali di alto profilo», affermano Somma e D’Alema.L’intesa è stata sottoscritta nel corso di una visita ufficiale presso CMD e si inseri-
sce in un percorso di collaborazione che, secondo Confindustria, valorizza le competenze industriali presenti in Basilicata e rafforza il ruolo del Mezzogiorno nei processi di innovazione globale.«L'interesse manifestato da un gruppo leader a livello mondiale nei settori delle tecnologie avanzate e dell'innovazione industriale testimonia il valore delle competenze, delle professionalità e delle eccellenze produttive presenti nella nostra regione», prosegue la nota, evidenziando il ruolo di CMD come realtà capace di attrarre partner internazionali e sviluppare progettualità competitive.Secondo gli industriali lucani, il Memorandum apre prospettive significative per l’intero sistema produttivo regionale, con possibili ricadute su filiere, investimenti e occupazione qualificata.«L'aspetto più importante – dichiarano Somma e D’Alema – è la visione
di lungo periodo che accompagna questo accordo. La collaborazione tra imprese, istituzioni, università e centri di ricerca può generare nuove opportunità di crescita per le filiere industriali regionali, favorire il trasferimento di competenze e accelerare processi di innovazione tecnologica indispensabili per rafforzare la competitività delle nostre aziende. Particolarmente rilevante è l'attenzione dedicata allo sviluppo dei talenti e alla formazione delle nuove generazioni».Per Confindustria Basilicata, iniziative di questo tipo contribuiscono a rafforzare il posizionamento internazionale della regione e a promuovere un modello di crescita basato su innovazione e collaborazione tra pubblico e privato.«Confindustria Basilicata guarda con grande favore a iniziative che rafforzano il posizionamento internazionale della regione e che promuovono

un modello di crescita fondato su innovazione, apertura ai mercati globali e collaborazione tra pubblico e privato», si legge ancora nella nota.In questa prospettiva, l’accordo tra
EDGE e la Regione Basilicata viene interpretato come un segnale concreto di apertura a nuovi investimenti e come un’opportunità per l’intero ecosistema produttivo lucano.
Si è svolto a Potenza, presso la sede di Acquedotto Lucano, un incontro del Comitato di Direzione presieduto dal Direttore Generale Luigi Cerciello Renna, alla presenza della struttura tecnica della società e dei rappresentanti del Comune di Pomarico.
Al tavolo erano presenti il sindaco Francesco Mancini e l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Mallano. L’incontro ha avuto l’obiettivo di condividere un aggiornamento congiunto sullo stato di avanzamento delle principali progettazioni e dei cantieri in corso nel territorio comunale, con particolare riferimento agli interventi del Servizio Idrico Integrato.
Le attività riguardano infrastrutture idriche, fognarie e depurative considerate strategiche per la sicurezza del territorio e il miglioramento della funzionalità delle reti.Nel corso della riunione è stato analizzato il quadro complessivo delle opere previste per il territorio di Pomarico, con particolare attenzione alle aree del centro storico e ai versanti in-
teressati da fenomeni di dissesto idrogeologico.Per quanto riguarda la rete idrica, è stato comunicato che il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) risulta già approvato e che è attualmente in fase di redazione la progettazione esecutiva. Parallelamente, il PFTE relativo alla rete delle acque bianche e al rifacimento della fognatura nera è in fase di verifica tecnica.Sul fronte operativo, i lavori di distrettualizzazione e sostituzione delle condotte ammalorate, finanziati dal PON Infrastrutture e Reti, ri-

sultano prossimi alla consegna. Sono inoltre in corso gli interventi di adeguamento del sistema di collettamento e trattamento a servizio dell’abitato, con conclusione complessiva prevista entro il 31 dicembre 2026.
Il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, ha sottolineato il valore strategico degli interventi in corso, evidenziando come la realizzazione delle opere rappresenti un passaggio fondamentale per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni.«Ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e negli enti è l’obiettivo comune che dobbiamo perseguire, e possiamo farlo solo attraverso la realizzazione di opere tangibili a beneficio concreto della comunità», ha dichiarato a margine dell’incontro.
L’appuntamento ha confermato la volontà condivisa tra gestore del servizio idrico e amministrazione comunale di procedere in modo coordinato, garantendo il rispetto dei cronoprogrammi e la piena continuità degli interventi sul territorio.
Confsal Basilicata richiama l’attenzione delle istituzioni regionali sulle criticità del mercato del lavoro emerse dal Rapporto ISTAT 2026
La Basilicata rischia di restare ai margini della ripresa economica nazionale se non verranno attuate politiche strutturali capaci di sostenere occupazione, salari, innovazione e transizione energetica. È quanto emerge dall’analisi della Confsal Basilicata sui dati del Rapporto Annuale ISTAT 2026, che descrive un Paese in crescita moderata ma ancora segnato da forti divari territoriali.Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del PIL stimata allo 0,5%, in un contesto internazionale caratterizzato da incertezze geopolitiche. Sul fronte del lavoro, il tasso di occupazione nazionale è salito al 62,5% mentre la disoccupazione è scesa al 6,1%. Tuttavia, secondo il segretario regionale della Confsal Basilicata, Gerardo de Grazia, questi dati non riflettono pienamente la situazione delle regioni del Mezzogiorno e in particolare della Basilicata.«Si tratta di segnali positivi – afferma – ma il mercato del lavoro lucano resta fragile. Se da un lato cala l’inattività, dall’altro il nodo principale rimane la perdita del potere d’acquisto».Secondo i dati ISTAT, le retribuzioni reali in Italia sono ancora inferiori dell’8,6% rispetto al 2019, una dinamica che in Basilicata si traduce in maggiore difficoltà a causa di salari medi

più bassi e diffusa precarietà. Una condizione che, secondo la Confsal, contribuisce allo spopolamento e alla fuga dei giovani.Il rapporto evidenzia inoltre una crescente polarizzazione tra settori produttivi: quelli ad alta tecnologia risultano in forte espansione, mentre la tecnologia intermedia mostra segnali di rallentamento. Un elemento che, secondo il sindacato, incide direttamente sul sistema industriale lu-
cano, in particolare sull’automotive e sull’indotto di Melfi.«La Basilicata non può restare bloccata in una fascia produttiva esposta alla concorrenza globale – sottolinea de Grazia –. Servono investimenti in competenze, digitalizzazione e politiche di attrazione di attività ad alto valore tecnologico».Sul fronte degli investimenti pubblici, nel 2025 si registra una crescita nazionale del 9,6% trainata dal PNRR. La Con-
fsal Basilicata sottolinea però la necessità di accelerare la capacità di spesa e di indirizzare le risorse verso infrastrutture materiali e digitali, con particolare attenzione alle aree interne.«La tenuta del territorio dipende dalla capacità di trasformare le risorse in interventi concreti – afferma de Grazia –. È necessario che il PNRR abbia un impatto reale sulla Basilicata, riducendo i divari territoriali».Infine, il capitolo ambientale: le rinnovabili rappresentano il 49,6% della produzione elettrica nazionale, mentre crescono gli effetti dei cambiamenti climatici con un aumento medio di 13 giorni estivi nei capoluoghi italiani.
La Confsal richiama la necessità di governare la transizione energetica in modo da coniugare sostenibilità e occupazione.«La Basilicata deve essere protagonista della transizione ecologica – conclude de Grazia –. Il cambiamento ambientale non deve essere un vincolo, ma un’opportunità di sviluppo e lavoro, anche attraverso un ripensamento sostenibile del turismo e dei modelli produttivi».Il sindacato ribadisce infine la richiesta di un tavolo permanente con la Regione per tradurre i dati del rapporto ISTAT in politiche concrete su lavoro, salari e sviluppo territoriale.
Il comparto agricolo della Basilicata mostra una sostanziale tenuta nonostante le difficoltà legate a cambiamenti climatici, aumento dei costi e instabilità dei mercati. È quanto emerge dai Conti economici dell’agricoltura 2025 diffusi da ISTAT, che delineano un quadro di stabilità apparente ma con margini economici ancora sotto pressione.Secondo le elaborazioni regionali, il valore della produzione agricola lucana si attesta intorno a 1 miliardo e 260 milioni di euro, in lieve flessione dello 0,1% rispetto all’anno precedente. In calo anche il valore aggiunto, che si ferma a 815 milioni di euro (-0,6%), segnalando una riduzione della redditività complessi-
va del settore.Per CIA Agricoltori Italiani Basilicata, i dati confermano un comparto capace di resistere alle criticità, ma ancora lontano da una piena ripresa strutturale.«La sostanziale stabilità della produzione dimostra la capacità delle aziende di reggere una fase complessa, ma non possiamo accontentarci» commenta Leonardo Moscaritolo. «Il leggero calo del valore aggiunto evidenzia margini economici sempre più ridotti per gli agricoltori».Il quadro produttivo regionale resta disomogeneo: segnali positivi arrivano da cereali, olivicoltura e vitivinicoltura, mentre l’ortofrutta continua a risentire degli effetti degli eventi climatici estremi e della volatilità dei prez-
zi.A livello nazionale, alcuni comparti come olio d’oliva, cereali e vino mostrano una crescita significativa, dinamiche che secondo Cia potrebbero rappresentare un’opportunità anche per la Basilicata, a condizione di rafforzare investimenti e capacità competitiva.Restano però centrali le criticità legate ai costi di produzione, ancora elevati soprattutto per energia, irrigazione, logistica e innovazione tecnologica. Sebbene il differenziale tra prezzi e input sia tornato positivo, le imprese agricole continuano a operare con margini ridotti.Da qui la richiesta di interventi strutturali: potenziamento delle infrastrutture idriche, modernizzazione delle aziende e sostegno alla ri-
cerca e all’innovazione. «È indispensabile accelerare sulla gestione dell’acqua e ridurre i divari territoriali che penalizzano le aree interne» sottolinea ancora Moscaritolo.Un altro nodo riguarda il ricambio generazionale e l’occupazione agricola. Il settore, secondo Cia, deve diventare più attrattivo per i giovani attraverso politiche che garantiscano stabilità e redditività. «Agricoltura significa presidio del territorio e sviluppo delle comunità rurali, ma servono condizioni che valorizzino il lavoro agricolo» aggiunge il presidente.In sintesi, per la CIA Agricoltori Italiani Basilicata i dati dell’ISTAT confermano un settore che regge l’urto delle crisi ma che necessita di un cambio
di passo. L’obiettivo, conclude Moscaritolo, è trasformare la resilienza in crescita stabile attraverso investimenti e politiche mirate.

MATERA. Si è svolto ieri, nella sede regionale di Matera in via Annibale Maria di Francia, un incontro istituzionale tra il Soggetto Attuatore Delegato per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basilicata, avv. Gianmarco Blasi, il Commissario Unico per la Depurazione, on. prof. Fabio Fatuzzo, e l’Amministratore Unico di Acquedotto Lucano, Alfonso Andretta. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto per fare il punto sullo stato degli interventi in corso nei rispettivi ambiti di competenza e per individuare strategie condivise finalizzate a
rendere sempre più efficaci e tempestive le azioni a tutela del territorio e delle comunità lucane. Particolare attenzione è stata dedicata alle possibili forme di collaborazione tra le strutture coinvolte, nella consapevolezza che le sfide legate alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla depurazione delle acque e alla gestione delle infrastrutture idriche richiedano un approccio integrato e coordinato tra i diversi soggetti pubblici. Nel corso della riunione è stata inoltre richiamata la positiva esperienza della convenzione già in essere tra la struttura commissariale per il dissesto idro-
geologico e Acquedotto Lucano, considerata un modello virtuoso di cooperazione istituzionale che ha consentito di ottimizzare procedure, competenze e risorse nell’attuazione degli interventi. Un modello che i partecipanti hanno condiviso di voler ulteriormente sviluppare e, ove possibile, replicare anche in altri settori di interesse comune. L’obiettivo è quello di garantire una sempre maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, accelerare la realizzazione delle opere e assicurare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, attraverso un’azione coordinata e sinergica tra am-

ministrazioni ed enti pubblici. La collaborazione istituzionale è infatti riconosciuta come elemento fondamentale per migliorare l’efficacia degli interventi sul territorio e favorire una gestione integrata delle infrastrutture e delle politiche ambientali.
Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil rivendicano il risultato della mobilitazione e chiedono controlli rigorosi nei cantieri
POTENZA. Le segreterie regionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil accolgono con soddisfazione il recepimento dell’ordinanza che introduce il divieto assoluto di esposizione prolungata al sole e di lavoro nelle ore più calde della giornata nei cantieri edili e nei settori affini. Il provvedimento resterà in vigore fino al 31 agosto e, secondo le organizzazioni sindacali, rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate nelle scorse settimane per tutelare la salute dei lavoratori esposti alle elevate temperature estive.
A sottolinearlo sono i segretari generali Carmine Lombardi, Angelo Vac-

caro e Angelo Casorelli, che evidenziano come la misura sia il risultato di una mobilitazione sinda-
cale avviata già nei mesi scorsi. Le organizzazioni di categoria avevano infatti inviato una lettera aperta al presidente della Regione Basilicata, all’assessore regionale alla Salute e al presidente dell’Anci Basilicata per denunciare i rischi derivanti dalle ondate di calore che stanno interessando il territorio regionale. «Questo importante provvedimento – affermano i sindacalisti – risponde in modo concreto e tempestivo alla forte e determinata mobilitazione delle nostre sigle sindacali di categoria». Secondo Feneal, Filca e Fillea, i dati elaborati dalla piattaforma Worklimate, coordinata dal Consiglio nazio-
nale delle ricerche e dall’Inail, dimostrano come le ore classificate a rischio elevato rappresentino un pericolo immediato per la salute dei lavoratori. Le temperature estreme, spiegano, aumentano sensibilmente il rischio di infortuni e l’insorgenza di patologie legate allo stress termico.
Le organizzazioni sindacali annunciano ora l’attivazione delle proprie rappresentanze aziendali e territoriali per verificare il rispetto dell’ordinanza e garantire la piena applicazione delle nuove disposizioni. Allo stesso tempo invitano le imprese a riorganizzare i turni di lavoro privilegiando le fasce orarie più fresche
della giornata, comprese le prime ore del mattino e, dove consentito dai regolamenti comunali, le ore serali o notturne. I sindacati chiedono inoltre alle amministrazioni comunali di collaborare concedendo le eventuali deroghe necessarie agli orari delle lavorazioni rumorose e ricordano alle aziende la possibilità di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni ordinaria in caso di sospensione o riduzione delle attività dovuta al caldo eccessivo. «La salute e la sicurezza – concludono Lombardi, Vaccaro e Casorelli – non possono essere subordinate alle logiche di profitto o alle scadenze di cantiere».
Una delegazione di imprese lucane in Calabria per confrontarsi con esperti e conoscere le nuove tecnologie del settore
POTENZA. Formazione e innovazione per rendere più competitivo il settore forestale lucano. È l’obiettivo dell’attività di aggiornamento professionale promossa dal Dipartimento Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata attraverso l’Ufficio Foreste a favore delle imprese iscritte all’Albo regionale.Nei giorni scorsi una delegazione di operatori ha partecipato a San Giovanni in Fiore, in Calabria, a giornate formative dedicate alla meccanizzazione forestale sostenibile. L’iniziativa
ha permesso di confrontarsi con esperti del settore e di osservare le più recenti tecnologie applicate ai cantieri forestali, con particolare attenzione a sicurezza, produttività e tutela ambientale.«Investire nelle competenze significa investire nella qualità della gestione forestale e nella sicurezza degli operatori», afferma l’assessore regionale Carmine Cicala. «Le foreste rappresentano una risorsa strategica per la Basilicata e richiedono professionalità sempre più qualificate». L’esperienza ha favorito anche lo
scambio di buone pratiche e la conoscenza di modelli organizzativi già adottati in altri territori. «La formazione degli operatori è una condizione essenziale per rendere le nostre imprese più competitive e garantire una gestione moderna ed efficace delle foreste lucane», conclude Cicala.L’iniziativa rientra nelle attività regionali per sostenere il comparto attraverso investimenti nelle competenze, nell’innovazione e nella valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio.

Confcommercio Potenza: «Accordo
POTENZA. Confcommercio Potenza accoglie con favore il nuovo protocollo d’intesa sottoscritto al Ministero dell’Economia e delle Finanze tra le principali associazioni del commercio e gli operatori dei servizi di pagamento. L’accordo punta a favorire la diffusione dei pagamenti elettronici e, soprattutto, a ridurre i costi che gravano sulle imprese, con particolare attenzione alle attività di piccole e medie dimensioni.Il protocollo, firmato da Confcommercio insieme ad altre organizzazioni di categoria e ai principali soggetti del settore bancario e finanziario, introduce misure agevolate per gli esercenti con fatturato fino a 400 mila euro e prevede
offerte dedicate anche alle aziende con ricavi fino a 750 mila euro. L’obiettivo è alleggerire il peso delle commissioni sulle transazioni di importo ridotto, soprattutto quelle inferiori a 30 euro e, in particolare, sotto i 10 euro.Tra gli elementi più rilevanti dell’intesa vi è anche il rafforzamento della trasparenza. Grazie all’adozione di modelli standardizzati, le imprese potranno confrontare più facilmente costi, commissioni e condizioni offerte dai diversi operatori, individuando le soluzioni più convenienti per la propria attività.«Si tratta di un risultato importante che va incontro a una richiesta avanzata da tempo dal mondo del commercio»,
sottolinea il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo. «Le commissioni sui micropagamenti rappresentano spesso un costo rilevante per molte attività commerciali, soprattutto nei piccoli centri e per le imprese di prossimità. L’accordo introduce strumenti concreti per favorire una riduzione dei costi e una maggiore trasparenza del mercato».Secondo Lovallo, il tema assume particolare importanza anche alla luce della crescita costante dei pagamenti digitali registrata negli ultimi anni. «In Basilicata assistiamo a una diffusione sempre più ampia delle nuove modalità di acquisto. Commercio, ristorazione, servizi professio-

nali e sanità sono settori nei quali il ricorso ai pagamenti elettronici è ormai parte integrante della quotidianità. Per questo è fondamentale accompagnare l’innovazione con condizioni economiche sostenibili per le imprese».I dati nazionali confermano il consolidamento del fenomeno. Nel 2025 le operazioni effettuate con carte di
pagamento hanno raggiunto quota 12,4 miliardi, con una crescita del 13,5 per cento rispetto all’anno precedente. Gli importi movimentati hanno superato i 506 miliardi di euro, mentre il contactless rappresenta ormai circa l’88 per cento delle operazioni effettuate attraverso i Pos fisici.«L’innovazione digitale nei sistemi di pagamento non deve essere vissuta come un obbligo ma come un’opportunità di crescita, competitività e qualità dei servizi», conclude Lovallo, ricordando anche l’accordo sottoscritto da Confcommercio con Intesa Sanpaolo che prevede commissioni agevolate, strumenti di pagamento evoluti.
La Uil denuncia la perdita di presìdi essenziali nei piccoli comuni lucani e chiede interventi urgenti per le aree interne
POTENZA. La progressiva scomparsa dei servizi essenziali nei piccoli comuni lucani rischia di compromettere la tenuta sociale, economica e demografica della Basilicata. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, commentando i dati dell’indagine del Sole 24 Ore sulla presenza di servizi nei centri minori. «I dati confermano ciò che denunciamo da tempo: nei piccoli comuni lucani si sta consumando una progressiva desertificazione dei servizi essenziali», afferma Tortorelli, richiamando il lavoro svolto dal sindacato attraverso il progetto «On The Way 131», sviluppato insieme a sindaci, amministratori locali e comunità territoriali. Secondo la Uil il quadro regionale appare particolarmente critico. Almeno una dozzina dei 108 comuni lucani con meno di 5 mila abitanti non dispone di alcuno dei principali servizi essenziali, come farmacia, banca, distributore di carburante o ufficio postale Polis. Circa venti comuni ne garantiscono soltanto uno, mentre poco più di un terzo riesce ad assicurare contemporaneamente tutti e quattro i presìdi.

«Quando in un paese chiude uno sportello bancario, viene meno una farmacia o si riducono i servizi postali e sanitari, non perdiamo soltanto un presidio: perdiamo qualità della vita, attrattività e prospettive di futuro», sottolinea Tortorelli. Dietro questi numeri, aggiunge il segretario della Uil, si nascondono le difficoltà quotidiane di anziani costretti a percorrere decine di chilometri per ritirare una pensione o acquistare un farmaco, di famiglie che faticano a immaginare un futuro nei propri paesi e di imprese penalizzate da maggiori costi e minore competitività.
Per il sindacato, la Basilicata è tra le regioni maggiormente esposte agli effetti della desertificazione dei servizi, soprattutto nelle aree interne e montane. Un fenomeno che alimenta un circolo vizioso: meno servizi significano meno
residenti e lo spopolamento rende sempre più difficile mantenere quelli esistenti. La Uil chiede il rafforzamento dei presìdi sanitari, postali e bancari, il potenziamento dei collegamenti e una più rapida attuazione dei programmi destinati alle aree interne. Tra le esperienze positive viene indicato il progetto Polis di Poste Italiane, considerato un modello capace di integrare servizi pubblici e innovazione digitale. «Se vogliamo davvero contrastare il declino demografico della Basilicata, non basta promuovere il turismo o incentivare il ritorno nei borghi. Occorre garantire il diritto di cittadinanza attraverso servizi essenziali efficienti e accessibili», conclude Tortorelli. «La sfida dei prossimi anni sarà trasformare i piccoli comuni da luoghi della resistenza demografica a laboratori di una nuova qualità della vita».
la Cisl: «Ok osservatorio»
POTENZA. Con l’approvazione del regolamento di funzionamento entra nella fase operativa l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, organismo fortemente sostenuto dalla Cisl Basilicata per contrastare la progressiva scomparsa dei servizi finanziari sul territorio. I dati descrivono una situazione preoccupante. Negli ultimi dieci anni un terzo del territorio regionale ha perso sportelli bancari e oltre la metà dei comuni lucani non dispone più di una filiale. Negli ultimi dodici mesi altri quattro comuni sono rimasti senza sportelli. Secondo uno studio della Fondazione Fiba Cisl, il fenomeno potrebbe estendersi rapidamente fino a coinvolgere oltre tre quarti dei municipi della regione. Per il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e per il segretario della First Cisl Basilicata Pierluigi Buccino, la perdita dei presìdi bancari rappresenta «una questione di giustizia sociale e di cittadinanza», soprattutto nelle aree interne segnate da spopolamento e invecchiamento della popolazione. L’Osservatorio avrà il compito di monitorare il fenomeno, favorire il confronto tra istituzioni e parti sociali e avanzare proposte per garantire a famiglie e imprese l’accesso ai servizi finanziari essenziali. «La Basilicata non intende subire passivamente queste trasformazioni, ma governarle attraverso il dialogo e la partecipazione», concludono i due sindacalisti.


Ludovico Rossi è il nuovo dirigente della Struttura di Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio regionale della Basilicata.
Nominato dall’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Rossi, ricoprirà l’incarico a decorrere dal 01 luglio 2026, e avrà durata corrispondente a quella della legislatura nel corso della quale è stato conferito.
Nato nel 1970 e laureato in Filosofia con il massimo dei voti e la lode, Rossi ha maturato esperienza nel settore della comunicazione istituzionale e delle relazioni pubbliche. Docente di Filosofia e Storia presso la scuola secondaria di II° grado, ha rico-
perto nel 2001, da febbraio ad agosto, l’incarico di portavoce del Presidente del Consiglio regionale della Basilicata e dal 2005 al 2010 è stato portavoce del Presidente della Giunta regionale. Dal 2010 al 2019 ha svolto le funzioni di Dirigente presso l’Ufficio “Attuazione del programma di Governo” della Regione Basilicata, e si è occupato per diversi anni di pianificazione e organizzazione di eventi istituzionali e culturali. Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ringrazia il già dirigente Pierluigi Maulella Barrese per l’impegno profuso e rivolge auguri di buon lavoro a Ludovico Rossi.

Il Festival coinvolgerà l’intero territorio con eventi e anteprime che animeranno non solo Maratea, ma anche Latronico, Sapri e Rivello
Presentata, ieri, a bordo di un Frecciarossa Roma-Maratea la XVIII edizione di Marateale – Premio Internazionale, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate italiana. Dal 20 al 25 luglio Maratea torna palcoscenico di cinema, incontri e grandi ospiti, con Trenitalia Frecciarossa treno ufficiale per il sesto anno consecutivo.Ambassador 2026 è Silvia D’Amico, tra le attrici più apprezzate della sua generazione, protagonista di Non essere cattivo, A casa tutti bene –La serie e Comandante. «I 18 anni confermano Marateale come realtà consolidata a livello nazionale e internazionale», dichiarano Nicola Timpone, direttore, e Antonella Caramia, presidente dell’Associazione Cinema Mediterraneo. Cuore della manifestazione il Teatro sul Mare dell’Hotel Santavenere, con una settimana di proiezioni, masterclass, musica ed eventi speciali. Si parte il 20 luglio con la Banda del-
l’Aeronautica Militare e un omaggio alle colonne sonore. Ospite d’onore della serata inaugurale Nino D’Angelo, Premio alla Carriera, seguito dall’anteprima di Nino. 18 giorni, il film di Toni D’Angelo dedicato al padre.Tornano i volti storici del festival: Rocco Papaleo, Paolo Ruffini, Lino Banfi, Gabriele Cirilli, Alessio Lapice, Roberto Ciufoli. Jerry Calà celebrerà i 18 anni con un concerto speciale.Tra le anteprime più attese: Rai Fiction presenta la nuova stagione di Doc – Nelle tue mani con la direttrice Maria Pia Ammirati e il cast. Serate dedicate anche a Medusa Film, con Giampaolo Letta, e a Indigo Film. LE NOVITÀ 2026 Debutta “La Perla”, la prima piattaforma industry del festival dal 20 al 21 luglio, dedicata a produttori indipendenti e operatori per creare rete e nuovi progetti tra cinema e territori.Parte la collaborazione triennale con UNICEF Italia per promuovere i diritti del-

l’infanzia e dell’adolescenza. «Il cinema ci proietta in universi culturali diversi e ci permette di parlare ai bambini con messaggi importanti», spiega Nicola Graziano, presidente UNICEF Italia.Spazio all’internazionalità con il Dr. Zahi Hawass, “volto” dell’egittologia e ispirazione per Indiana Jones, che terrà una masterclass a Policoro con l’attrice Laila Eloui. Dagli USA Debi Mazar e Gabriele Corcos, dall’India il regista Vivek Singhania con Snow White: Mission Vienna, thriller girato inte-
ramente con iPhone. TERRITORIO, FORMAZIONE E SOSTENIBILITÀ
Confermate le sezioni Marateale in Green sull’ambiente, Marateale in Short per il cortometraggio, Marateale in School e Marateale in Book per editoria e letteratura.Per i giovani professionisti torna Young Blood, con Daniele Orazi, Gianluca Giannelli e Fabia Bettini. Al debutto il CineCampus a Policoro con Circolo Velico Lucano e CSI, per avvicinare i ragazzi al cinema attraverso
laboratori sul territorio. Attivo anche MaratealeLab con Co.Re.Com. Basilicata su cittadinanza digitale, cyberbullismo, IA e disinformazione. Il festival si diffonde: eventi anche a Latronico, Sapri e Rivello dal 19 luglio, con proiezioni, dj set di Rai Radio 2, teatro e musica live. I premi, come sempre, firmati dal maestro orafo Michele Affidato. Il 20 luglio esce Marateale18 e la storia continua…, il primo libro sul festival scritto da Nicola Timpone per DeNigris Editore.
Il pubblico potrà ammirare il Cortile minore, restituito al suo antico splendore a seguito di un intervento di manutenzione straordinaria
IMusei e parchi archeologici di Melfi e Venosa, la Regione Basilicata e la Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, presentano “Visioni di Stupor Mundi”, iniziativa dedicata all’inaugurazione dei nuovi spazi e allestimenti nel Castello di Lagopesole (Avigliano), in programma il 30 giugno a partire dalle ore 19:00. Per la prima volta il pubblico potrà ammirare il Cortile minore del Castello, restituito al suo antico splendore a seguito di un intervento di manutenzione straordinaria con fondi stanziati dalla Direzione Generale Musei. I lavori hanno consentito la messa in sicurezza, il miglioramento dell’accessibilità e la valorizzazione del Cortile minore, permettendone una fruizione permanente. Questa straordinaria area, al centro della quale troneggia il monumentale donjon, conserva anche i resti archeologici delle fasi più antiche del Castello. Nell’ambito dell’evento è prevista l’inaugurazione del nuovo allestimento dell’Esposizione Archeologica,

realizzato grazie al finanziamento europeo Programma Operativo Complementare (POC) di azione e coesione al PON “Cultura e Sviluppo 2014-2020”. Il percorso espositivo, rinnovato e integrato con supporti digitali interattivi quali totem multimediali, videoproiezioni e audioguide fruibili da smartphone, offrirà ai visitatori una esperienza coinvolgente e accessibile. All’imbrunire, nel Cortile maggiore sarà inaugurato l’al-
lestimento immersivo “Federico II - Stupor mundi”, creato dal team di Fargo produzioni con la regia di Nicola Ragone e i testi di Andrea Di Consoli, realizzato nell’ambito del progetto “Fantastico Medioevo” promosso dalla Presidenza della Giunta regionale di Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. L’installazione unisce light art e videomapping sulle facciate del cortile maggiore, accompagnati da
una ricerca sonora sperimentale diffusa nell'ambiente. L’opera mette insieme narrazione storica e interpretazione poetica, costruendo un racconto che procede su due livelli: da un lato la cronologia degli eventi che segnano la vita di Federico II di Svevia, dall’altro la restituzione di un ritratto intimo, complesso e profondamente contemporaneo del sovrano. Gli interventi realizzati saranno presentati nel corso di una conferenza in programma alle ore 19:00 cui prenderanno parte Vito Bardi, Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Tommaso Serafini, Direttore dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa, Massimo Osanna, nuovo Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura, già Direttore Generale Musei, Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione MateraBasilicata 2019, Giuseppe Mecca, Sindaco di Avigliano. A seguire, il prof. Fulvio Delle Donne, direttore scientifico di Fantastico Medioevo, condurrà una visita guidata dei nuovi spazi aperti al pubblico.
«L'obiettivo è rafforzare la competitività della Basilicata, valorizzarne l'identità, incrementarne la visibilità sui mercati nazionali e internazionali»
«Il Turismo delle Radici è ormai un segmento maturo, riconosciuto dagli operatori internazionali e capace di generare valore economico, relazioni e nuove opportunità di sviluppo per i territori. Per la Basilicata, terra di emigrazione e che vogliamo diventi anche terra di ritorno, questo legame con le comunità lucane nel mondo rappresenta una risorsa strategica straordinaria». A sostenerlo è l'Assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo aggiungendo che «la strategia costruita in questi anni dalla Regione è in piena sintonia con la fase 2 del progetto nazionale annunciata dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. I risultati raggiunti finora dimostrano la validità della strategia: oltre sette milioni di viaggiatori delle radici e una spesa superiore ai cinque miliardi di euro rappresentano numeri che confermano il grande potenziale di questo segmento tu-
ristico. L'evento Roots-In a Matera, giunto nel 2025 alla quarta edizione, conferma il ruolo della nostra regione come laboratorio nazionale di un turismo che non guarda al passato con nostalgia, ma costruisce il futuro attraverso il recupero dell'identità, della memoria e delle relazioni familiari e culturali. Trasformare il viaggio nei luoghi d'origine in un'esperienza autentica significa creare nuove occasioni di crescita per i piccoli comuni, i borghi e le aree interne della Basilicata. Come sostiene il Ministro Tajani il turismo delle radici è parte della "diplomazia della crescita": rafforzare il legame con gli italiani nel mondo significa creare opportunità per i territori, incrementare le esportazioni». Per Cupparo «la Regione Basilicata sta accompagnando questa crescita con interventi concreti. Abbiamo pubblicato un Avviso rivolto alle imprese turistiche per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta ricettiva e
della ristorazione, con una dotazione complessiva di 15 milioni di euro. Dieci milioni sono destinati al rafforzamento delle strutture alberghiere ed extralberghiere e cinque milioni alle attività della ristorazione. In piena stagione turistica vogliamo incoraggiare i nostri operatori a investire nella qualità dell'ospitalità, elemento distintivo e sempre più apprezzato da chi sceglie la Basilicata come meta di soggiorno. Le risorse stanziate consentiranno di migliorare l'offerta, aumentare i posti letto disponibili e creare nuova occupazione nel comparto. A queste misure si aggiunge l'aggiornamento del progetto "P.A.R.T.I. Basilicata – Piano di Azione per la Ripresa del Turismo" per il biennio 2025-2026, con un investimento di 2 milioni di euro destinato alla promozione, alla comunicazione e allo sviluppo dell'intera filiera turistica regionale. L'obiettivo è rafforzare la competitività della Basilicata, valorizzarne l'identi-

tà, incrementarne la visibilità sui mercati nazionali e internazionali e favorire la destagionalizzazione dei flussi. Puntiamo inoltre alla destagionalizzazione che rappresenta una delle nuove frontiere del turismo delle radici. I lucani all'estero e gli italo-discendenti possono diventare protagonisti di un turismo distribuito durante tutto l'anno, contribuendo a sostenere l'economia locale e a rivitalizzare i nostri centri storici e le comunità dell'entroterra. Il turismo delle radici non è soltanto un'opportunità
per il settore turistico. È uno strumento di sviluppo territoriale, di promozione del Made in Italy, di valorizzazione delle tradizioni e di rafforzamento del senso di appartenenza alla nostra comunità. Per questo la Basilicata continuerà, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Governo, a investire con convinzione in una strategia che mette al centro i borghi, le persone e la qualità dell'accoglienza, trasformando le radici in una leva concreta di crescita economica e sociale».
Dal Sindacato: «In Basilicata crescono le presenze turistiche, ma ogni anno perdiamo centinaia di giovani che scelgono di andare via»
“Non
uò davvero essere un’occasione di lavoro per restare nella terra in cui si è nati?». Da questa domanda parte l’incontro “Il turismo in Basilicata, tra spopolamento e accoglienza”, tenutosi a Matera. L’evento ha aperto la campagna nazionale della Filcams Cgil “Non c’è turismo senza di noi”, pensata per dare voce a chi lavora dietro le quinte della filiera turistica. Nei prossimi mesi, un camper dei diritti attraverserà l’Italia: in Basilicata farà tappa dal 3 all’8 luglio, prima sulla costa jonica e poi a Maratea. Mentre la Regione Basilicata celebra dati trionfali su presenze e arrivi, la Filcams Cgil sposta il focus sulle persone. «Si parla solo di flussi e percentuali di occupazione – spiega Marcella Conese, coordinatrice Filcams Cgil Basilicata – ma quasi mai di chi rende possibile tutto questo: chi accoglie, pulisce, cucina, serve ai tavoli, guida i gruppi». Eppure, le condizioni restano critiche: salari bassi, inquadramenti al ribasso, part time che nascondono orari pieni e straordinari non pa-

gati. Una contraddizione che in Basilicata pesa ancora di più: mentre il turismo cresce, ogni anno centinaia di residenti, soprattutto giovani, scelgono di partire. Il paradosso è ancora più evidente incrociando i dati con l’emigrazione giovanile, illustrati dalla ricercatrice Svimez Serenella Caravella. Tra il 2021 e il 2024, nel Mezzogiorno il 58,5% dei nuovi occupati under 35 è laureato. Il turismo è il primo setto-
re di assunzione con il 45,1%. Eppure ogni anno 1 under 35 su 10 lascia la Basilicata: circa 5.200 giovani. Oltre 1.200 vanno all’estero, 4.000 al Centro-Nord. Tra chi emigra, i laureati superano il 76% tra le donne e il 60% tra gli uomini. A questo si aggiunge che il 77% degli studenti universitari lucani studia fuori regione. Risultato: il “nuovo migrante” ha meno di 35 anni, è laureato, spesso donna, e la sua par-
tenza trascina anche la mobilità degli anziani.«Il turismo è uno dei settori più celebrati dalla politica ed è anche uno dei principali produttori di salari da fame e precarietà», ribadisce Conese. Le donne sono concentrate nei ruoli peggiori e più esposte a part time involontari, molestie e ricatti sulla maternità. Nelle aree interne, lo spopolamento rende il ricatto ancora più forte: «O accetti condizioni al ribasso o fai la valigia».Per la Filcams, la strada è chiara: rendere visibili le contraddizioni, dare voce ai lavoratori, chiudere le falle contrattuali, valutare il turismo non solo per i flussi ma per la qualità del lavoro che produce: salari, tutele, stabilità, sicurezza. «Il turismo sarà davvero una risorsa solo quando smetterà di vivere sulla normalizzazione del lavoro povero –conclude Conese – e quando chi ci lavora potrà vedere riconosciuta la propria professionalità. Solo allora non sarà più un ‘lavoretto’ prima di emigrare, ma un lavoro vero che permette di restare e progettare il proprio futuro nella terra in cui si è nati».













































































































































































































Otto studi al congresso Acoi e risultati superiori agli standard nazionali per la chirurgia dell’ospedale potentino
POTENZA. La Chirurgia generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza consolida il proprio ruolo tra le realtà di riferimento della sanità italiana. A confermarlo sono i risultati presentati all’ultimo congresso dell’Acoi, l’Associazione chirurghi ospedalieri italiani, dove l’unità operativa complessa diretta da Michele Di Marino ha partecipato con otto contributi scientifici. Lo stesso direttore è stato protagonista della sessione inaugurale con la presentazione di un intervento di chirurgia robotica sulla flessura colica sinistra.Il riconoscimento scientifico si accompagna a risultati assistenziali in costante crescita. Nel 2025 il reparto ha registrato un aumento di circa il 20 per cento degli interventi chirurgici rispetto all’anno precedente, con indicatori clinici in linea e in diversi casi superiori ai parametri del Programma nazionale esiti.Particolarmente significativo il percorso sviluppato nella chirurgia robotica oncologica. Nel corso dell’ultimo anno sono stati effettuati 120 interventi maggiori per tumori dell’apparato digerente, tra esofago, stomaco, fegato, colon e retto. Di questi, circa l’80 per

cento è stato eseguito con tecnologia robotica, che consente maggiore precisione chirurgica, minore invasività e tempi di recupero più rapidi per i pazienti. L’attività della struttura si estende anche all’endocrinochirurgia, con un’elevata specializzazione nel trattamento delle patologie surrenaliche e pancreatiche, oltre che nella gestione dell’acalasia, dell’ernia iatale e di altre patologie complesse. A rafforzare il profilo della struttura è arrivato inoltre il riconoscimento quale Centro di riferimento regionale per la chirurgia tiroidea.«I risultati scientifici e i dati assistenziali della Chirurgia confermano la validità delle scelte strategiche compiute dall’Azienda»,
sottolinea il direttore generale Giuseppe Spera, evidenziando come investimenti tecnologici, formazione e multidisciplinarietà rappresentino la strada per garantire cure di eccellenza.Soddisfatto anche Di Marino: «I dati del 2025 dimostrano che investire in tecnologia, formazione e lavoro di squadra produce risultati concreti. Il raggiungimento dei volumi e degli esiti previsti dal Pne conferma la capacità della chirurgia pubblica di competere ai massimi livelli nazionali».Un percorso che contribuisce anche a rendere il San Carlo sempre più attrattivo per pazienti provenienti da fuori regione, rafforzando il ruolo della Basilicata nel panorama sanitario nazionale.
ALL’OSPEDALE DI MATERA LAVORI NELLE AREE ESTERNE
MATERA. Sono iniziati il 15 giugno i lavori di consolidamento dei muri di contenimento e di sistemazione delle aree esterne nei pressi del Pronto soccorso e dell’ingresso principale dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Lo comunica l’Azienda sanitaria locale, precisando che l’intervento sarà completato entro il 30 ottobre.Le opere, finanziate attraverso il Programma regionale Fesr Fse+ Basilicata 20212027, hanno l’obiettivo di migliorare la sicurezza, la funzionalità e il decoro degli spazi a servizio di cittadini e operatori sanitari. Il cantiere interesserà una delle aree più frequentate del presidio ospedaliero e punta a rendere più agevole la fruizione degli accessi.L’Asm ha informato che durante l’esecuzione dei lavori potrebbero verificarsi disagi temporanei per utenti, visitatori e personale. L’Azienda assicura tuttavia il massimo impegno per contenere l’impatto delle opere e garantire la continuità dei servizi sanitari, nel rispetto del cronoprogramma stabilito.L’azienda sanitaria ha infine ringraziato la cittadinanza per la collaborazione e la comprensione durante il periodo dei lavori.

Restituite le ore sottratte nei servizi di vigilanza, custodia e portierato dopo il confronto istituzionale
MATERA. Si chiude con un accordo favorevole ai lavoratori la vertenza che nelle ultime settimane ha interessato il personale impiegato nei servizi di vigilanza armata, custodia e portierato dell’Azienda sanitaria locale di Matera. A darne notizia è la Filcom Confsal Basilicata, che rivendica il risultato ottenuto al termine del confronto istituzionale promosso in Prefettura.Al centro della contestazione vi era la riduzione delle ore di servizio che, secondo il sindacato, avrebbe comportato una diminuzione delle retribuzioni per i lavoratori coinvolti. L’intesa raggiunta prevede invece la restituzione delle ore precedentemente sottratte e l’impegno dell’Asm a non procedere ad ulteriori riduzioni.Per la Filcom Confsal Basilicata si
tratta di un esito che conferma la validità delle ragioni sostenute durante la mobilitazione. «Nessuno ci ha regalato nulla. Abbiamo difeso il diritto al lavoro e al salario di persone che rischiavano di subire una riduzione delle proprie entrate senza alcun confronto preventivo. Oggi registriamo una vittoria dei lavoratori e del dialogo istituzionale», afferma il segretario generale regionale Donato Rosa.Il sindacato sottolinea inoltre il ruolo svolto dalla Prefettura di Matera nel favorire il confronto tra le parti. Un ringraziamento viene rivolto in particolare alla dottoressa Rossella Ciarfaglia per «la professionalità e l’equilibrio dimostrati nella gestione del tavolo di conciliazione», così come all’Asm per la disponibilità manifestata

nel rivedere una decisione che avrebbe avuto effetti negativi sui dipendenti interessati.Nonostante la conclusione positiva della vicenda, la Filcom invita a non abbassare la guardia. Secondo l’organizzazione sindacale, quanto accaduto dimostra come i servizi esternalizzati continuino a rappresentare il settore maggiormente esposto agli effetti delle
politiche di contenimento della spesa pubblica.«Sarebbe però un errore considerare chiusa la questione. Quanto accaduto dimostra che i servizi esternalizzati continuano a essere i primi a subire gli effetti delle politiche di contenimento della spesa. Su questo la Filcom non farà passi indietro», sottolinea ancora Rosa.Il sindacato annuncia quindi che continuerà a monitorare con attenzione le decisioni che riguarderanno il comparto dei servizi esternalizzati nella sanità lucana. «Accogliamo con soddisfazione gli impegni assunti in Prefettura, ma da domani ricomincia la vigilanza. Non consentiremo che i diritti dei lavoratori diventino una variabile dipendente delle esigenze di bilancio», conclude il segretario regionale.












POTENZA Domani la riunione di coordinamento istituzionale. Il cedimento strutturale dell’infastruttura risale ad agosto 2025
POTENZA. Quasi un anno dopo quel 10 agosto il viadotto di Tiera continua ad essere una ferita aperta sulla viabilità da e per il capoluogo di regione. Da allora infatti, il cedimento strutturale dell’infrastruttura provoca enormi disagi a residenti, automobilisti e pendolari che ogni giorno percorrono l’arteria per giungere a Potenza. I percorsi alternativi e i tempi di percorrenza allungati restano una costante per tutti gli utenti. Ora qualcosa sembra finalmente muoversi. In vista dell’atteso intervento di demolizione della struttura, il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha convocato per domani un tavolo tecnico di coordinamento istituzionale che riunirà tutti gli enti coinvolti nell’operazione.
L’incontro si svolgerà alle ore 11 nella Sala Italia della Prefettura e rappresenterà un passaggio fondamentale per definire gli aspetti organizzativi e di sicurezza legati all’abbat-
timento della campata che sovrasta la linea ferroviaria. L’obiettivo è quello di coordinare ogni fase dell’intervento, limitare i rischi e programmare le attività necessarie per consentire il successivo ripristino della circolazione ferroviaria. Attorno allo stesso tavolo siederanno l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, il presidente della Provincia di Potenza, il sindaco del capoluogo, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, i responsabili territoriali di Rete Ferroviaria Italiana e tutti gli altri soggetti chiamati a partecipare all’operazione.La convocazione arriva dopo mesi di attese e interrogativi.
Il cedimento registrato nell’estate del 2025 aveva imposto la chiusura dell’infrastruttura, aprendo una lunga fase di verifiche tecniche e progettazioni che, fino ad oggi, non ha ancora restituito una soluzione concreta ai cittadini. Per questo motivo il tavo-

lo di domani è guardato con particolare attenzione dal territorio.
Non soltanto perché dovrà pianificare la demolizione della struttura esistente, ma soprattutto perché potrebbe rappresentare il pri-
mo passo verso la ricostruzione di un collegamento ritenuto strategico per la mobilità dell’area potentina.
Dopo quasi dieci mesi di attesa, l’auspicio è che la demolizione segni davve-
ro l’inizio di una nuova fase e che il viadotto Tiera possa essere ricostruito in tempi certi, restituendo normalità a un territorio che continua a fare i conti con i disagi provocati dal suo crollo.

Figli, nipoti, parenti, amici di Potenza e arrivati nel capoluogo lucano da Napoli e Milano, hanno festeggiato con Giuseppe Giovannini il suo centesimo compleanno, nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città e nell’ufficio del Primo Cittadino del capoluogo lucano. A fare gli onori di casa il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, che ha ascoltato con grande attenzione alcuni aneddoti raccontati dal signor Giovannini, con ironia e dovizia di particolari. Tra gli altri, ha avuto modo di ricordare i suo trascorsi lavorativi nell’ufficio Poste e Telegrafi della Città, quando «per le comunicazioni nazionali e internazionali ancora si usava l’alfabeto Morse», assumendo successivamente la responsabilità negli uffici della ragioneria del-
l’allora Ente pubblico. Un passaggio anche sulla sua capigliatura, oggi canuta, in passato «rossiccia, tra le caratteristiche che mi ha permesso di conquistare mia moglie, una donna che mi piaceva molto, che ho amato molto e dalla quale sono stato molto amato». Il Sindaco, ammirato dalla spontaneità, dalla vivacità e dalla grande capacità oratoria, nel formulare i propri auguri e quelli della Città, al termine dell’incontro, ha consegnato al signor Giuseppe Giovannini una pergamena celebrativa esprimendo «un grande ringraziamento per essere un esempio di dedizione alla famiglia, testimoniato oggi dall’amore per figli e nipoti. Potenza gli è riconoscente per aver servito la nostra comunità con professionalità e dedizione».
VENOSA Il primo cittadino: «Nessuna telecamera può sostituirsi al rispetto per la propria
D I EM A NU EL A CAL A B R ES E
VENOSA. Da ieri, 16 giugno, sono partiti a Venosa i controlli sulla qualità dei rifiuti conferiti nella frazione secco residuo/indifferenziata. A tal proposito il Sindaco Francesco Mollica a Cronache spiega: «Torna il controllo dei rifiuti, così come facemmo lo scorso anno. Proprio per via del crescente aumento di materiale non correttamente differenziato, gli operatori effettueranno verifiche sui sacchi esposti per la raccolta. I rifiuti non conformi non saranno ritirati. I conferimenti errati saranno segnalati e potranno comportare l’applicazione delle sanzioni previste. Mi preme far notare - aggiunge Mollica - che preferiamo innanzitutto non ritirare i sacchetti non correttamente differenziati, piuttosto che sanzionare da subito, perché crediamo più nel metodo educativo che sanzionatorio. Proprio per venire incontro ai concittadini cercheremo di implementare con una nuova gara il conferimento porta a porta anche nelle zone ancora non servite del nostro territorio comunale. Differenziare correttamente è un dovere di tutti e contribuisce a migliorare il servizio, ridurre i costi e tutelare l’ambiente».
LA LOTTA ALL’ABBANDONO INCIDE SULLE RISORSE ECONOMICHE
Ma tra gli impegni del Municipio della Città Oraziana, c’è anche la lotta all’abbandono dei rifiuti e all’inciviltà di chi deturpa il decoro urbano. «Siamo tra i Comuni più grandi del circondario e purtroppo risentiamo anche di questa problematica che però, attenzione, non va generalizzata a tutti i venosini, ma circoscritta a coloro che praticano tali condotte scorrette, spesso anche abitanti di aree limitrofespiega il Primo cittadinoI residenti ci chiedono telecamere di sorveglianza, ma noi siamo già attivi su questo fronte: i luoghi pubblici hanno videocamere così come le strutture sportive, ed anche sui lavori pubblici abbiamo puntato sulla videosorveglianza. Ma occorre sempre ribadire che si tratta sì di strumenti utili, ma che non potranno mai sostituire il senso civico e la collaborazione degli abitanti del posto. Nessuna telecamera può sostituirsi al rispetto per la propria città. Evidentemente chi si macchia di tali condotte, manca di una educazione basilare, quella che si riceve in famiglia o nella prima età. A ciò si aggiunge il fattore economico: implementare la videosorveglianza vuol dire incidere su risorse e bilanci che non sempre permettono di realizzare tutto ciò che si vorrebbe».
LA MOVIDA E I COMPORTAMENTI


LA CITTÀ
C’è poi un altro problema che riguarda la movida e soprattutto Piazza Castello, sottolinea Mollica: «Qui difatti, nei vicoletti adiacenti spesso i residenti lamentano gesti incivili da parte di giovani che usano le stradine come vespasiani, piuttosto bottiglie e sporcizia lasciata dopo il bivacco, o danni ad arredi ed abbellimenti urbani di cui si occupa chi vive il luogo. Come Amministrazione abbiamo investito risorse importanti per migliorare il decoro urbano della nostra città: nuovi cestini per la raccolta differenziata e per le deiezioni canine, rastrelliere, panchine risistemate, panchine inclusive e numerosi interventi di manutenzione nel parco giochi e in diverse altre aree di Venosa. Un lavoro costante, fatto
di impegno, attenzione e cura del bene comune. Il lancio di sacchetti come la mancata raccolta delle deiezioni canine, sono comportamenti che mortificano gli sforzi di chi ogni giorno lavora per rendere la città più decorosa e accogliente. L’amarezza è tanta. Non solo per i danni arrecati al patrimonio pubblico, ma perché questi gesti colpiscono l’intera comunità». Il Sindaco tiene però anche a sottolineare che «grazie alle molte telecamere già dislocate sul territorio, siamo riusciti ad individuare alcuni trasgressori – e aggiungeun ringraziamento particolare va alle Forze di Polizia e ai Carabinieri Forestali per il lavoro sinergico che svolgono sul territorio».
«DEDICHEREMO CIRCA 100MILA € ALL’ABBATTIMEN-
TO DELLA TARI» C’è un messaggio infine che il Sindaco sottolinea: «Noi non ci arrendiamo e non ci rassegniamo. Questi episodi devono rafforzare la volontà di costruire un vero cambiamento culturale, basato sul rispetto degli spazi pubblici e del bene comune. Da parte nostra l’impegno delle istituzioni non verrà mai meno, ma occorre la collaborazione di ogni cittadino». E conclude Mollica: «Abbiamo chiesto ai cittadini di aiutarli ad abbassare le tasse. Come Comune siamo riusciti a recuperare 80mila euro in un anno, e circa 100mila euro li dedichiamo all’abbattimento della tariffa Tari dei nostri concittadini. Stiamo lavorando anche al Centro di compostaggio, affinché il rifiuto nobile possa essere una risorsa a vantaggio dei venosini».
La segretaria Antonella Ielpo: «L'obiettivo è contribuire al rilancio della città»

Le nomine di Maurizio Giuseppe Mastroianni a vicesindaco e assessore all'Urbanistica e di Giuseppina Ielpo a capogruppo di Italia Viva in Consiglio comunale rappresentano un riconoscimento significativo per il partito riformista a Lauria.
Italia Viva si è posizionata come seconda forza della coalizione che sostiene il sindaco Antonio Rossino, in termini di voti e preferenze, testimoniando «la credibilità del percorso costruito sul territorio e la fiducia riposta dagli elettori».
«Le responsabilità affidate a Maurizio Mastroianni e a Giuseppina Ielpo sono il natu-
rale approdo di un impegno portato avanti con serietà e spirito di servizio», dichiara la segretaria cittadina Antonella Ielpo. Italia Viva si impegna a operare come «una forza politica leale, presente e costruttiva», offrendo «un contributo di idee, progettualità e visione per affrontare le sfide che attendono Lauria».
«L'obiettivo è contribuire al rilancio della città, valorizzandone le potenzialità e costruendo opportunità per le nuove generazioni, il mondo produttivo e le famiglie», conclude Ielpo, ribadendo che «il successo dell'amministrazione Rossino coinciderà con il successo di Lauria».

Il consigliere di Matera Toto denuncia ritardi nella gestione dei debiti fuori bilancio e l'emergenza dei 5 milioni dovuti al Demanio
MATERA. «Sono ormai mesi che invito formalmente il sindaco a individuare una figura cruciale e strategica come quella di un assessore al Bilancio». Parte da qui l'affondo del consigliere comunale Augusto Toto, che torna a denunciare le criticità finanziarie del Comune di Matera e chiede la nomina immediata di un responsabile politico dedicato alla gestione economica dell'ente. Per l'esponente dell'opposizione, senza una guida stabile e competente «nessuna promessa elettorale e nessun intervento pubblico possono essere concretamente realizzati».Secondo Toto, le difficoltà sarebbero confermate dalle recenti delibere sui debiti fuori bilancio approvate dal Consiglio comunale. Il consigliere parla di un «ritardo ingiustificabile di circa 15 mesi» rispetto a sentenze esecutive che avevano già condannato l'amministrazione e considera l'episodio uno dei segnali più evidenti delle lacune nella gestione delle finanze comunali.L'allarme riguarda soprattutto il contenzioso con il Demanio dello Stato. Nelle ultime settimane è infatti emersa una richiesta di pagamento per circa cinque milioni di euro riferita a storiche sentenze del Tribunale di Potenza relative all'occupazione di terreni demaniali utilizzati negli anni Novanta per la realizzazione di urbanizzazioni e alloggi delle cooperative edilizie nei quartieri Agna e Serra Venerdì.«A confermare il totale stato di caos gestionale è quanto emerso clamorosamente nelle ultime settimane», sostiene Toto, evidenziando come il debito sia rimasto insoluto nonostante numerosi solleciti. Da qui il paradosso politico sottolineato dal consigliere: mentre la maggioranza discuteva la destinazione di circa tre milioni e mezzo di euro di avanzo di amministrazione, la questione dei cinque

milioni dovuti al Demanio tornava a pesare sui conti comunali.Per Toto «continuare a rinviare la questione del debito con il Demanio dello Stato è pura follia», perché interessi e rivalutazioni rischiano di aggravare ulteriormente l'esposizione finanziaria dell'ente. Ma le conseguenze, aggiunge, non riguardano soltanto il bilancio pubblico. Molti cittadini che hanno acquistato abitazioni in cooperativa non riescono infatti a venderle perché i terreni sui quali sorgono gli immobili non risultano ancora tra- sferiti ai singoli proprietari.«È inaccettabile che una passività di questa portata venga ignorata o dimenticata nelle pieghe della programmazione pluriennale», afferma il consigliere, secondo cui la vicenda sta bloccando lo sviluppo della città e penalizzando decine di famiglie.Da qui l'ultima richiesta rivolta al sindaco: «Prenda atto delle proprie lacune gestionali e nomini immediatamente un assessore al Bilancio tecnico e autorevole», prima che la situazione possa produrre ulteriori effetti sui conti pubblici e sui cittadini materani.
VENERDÌ LA PRESENTAZIONE DEL REPORT
MATERA. Venerdì 19 giugno, alle ore 10, nella sede della Caritas Diocesana di Matera, sarà presentata la nuova Ricerca Sociale dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina insieme al Report Povertà 2026. Lo studio offre un quadro aggiornato delle fragilità sociali che attraversano il territorio e individua nelle parrocchie e nelle associazioni un pilastro del welfare sussidiario lucano.I dati raccolti evidenziano una crescente complessità dei bisogni. Nel corso dell’ultimo anno sono state assistite 2.511 persone e intercettate 837 famiglie. I centri di ascolto diocesani hanno erogato 4.865 interventi a fronte di 1.295 bisogni censiti, segnale di situazioni spesso stratificate e difficili da risolvere con un unico sostegno.Le principali vulnerabilità riguardano reddito, lavoro e casa, mentre cresce il peso delle problematiche sanitarie, in particolare delle patologie croniche. La ricerca evidenzia inoltre come l’80 per cento delle richieste e l’86 per cento degli interventi riguardino beni e servizi materiali, soprattutto aiuti alimentari e vestiario, fotografando una condizione sociale sempre più legata ai bisogni immediati. Alla conferenza stampa interverranno l’arcivescovo di Matera-Irsina e presidente di Caritas Italiana, monsignor Benoni Ambarus, il direttore della Caritas Diocesana don Angelo Gioia e rappresentanti delle istituzioni locali. L’obiettivo è avviare una riflessione condivisa e costruire percorsi comuni per contrastare povertà, isolamento sociale e fuga dei giovani.

Un percorso di due anni tra radio, formazione e cittadinanza attiva per creare gli ambasciatori della solidarietà
PISTICCI. Formare una nuova generazione di volontari e cittadini attivi partendo dalla scuola. È l’obiettivo di «La Squadra: Insieme si può», il progetto nato a Pisticci che sta coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori in un percorso di formazione dedicato al Terzo settore e alla solidarietà.L’iniziativa, ideata da Enzo Dell’Isola, presidente dell’associazione Globus Odv, e sostenuta da Fondazione con il Sud, si sviluppa nell’arco di ventiquattro mesi e punta a trasformare i ragazzi in veri e propri «Ambasciatori della Solidarietà». Un’esperienza che unisce formazione, volontariato e partecipazione civica con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e territorio.Elemento distintivo del progetto è l’utilizzo della radio
come strumento educativo. I microfoni di Radio Carina sono entrati nelle scuole di Pisticci e Marconia per dare voce agli studenti e affrontare temi come inclusione sociale, ambiente, cultura, sport e disabilità. A coordinare il percorso sono le docenti Dolly Troiano, Alba Robertazzo e Maria Grazia Maurella, impegnate nel seguire i ragazzi nelle diverse attività.Tra le iniziative previste figura anche «Parole che attivano», laboratorio dedicato alla comunicazione sociale e allo storytelling del volontariato, realizzato in collaborazione con il Csv Basilicata. A guidare gli studenti è l’attore Dino Paradiso, protagonista della campagna «Ridiamo a… Volontà», nata per promuovere l’impegno civico attraverso il linguaggio dell’iro-

nia.Il programma prevede inoltre attività sul territorio a contatto con associazioni che operano nel sociale. I ragazzi avranno l’opportunità di conoscere esperienze di volontariato, sviluppare competenze organizzative e contribuire alla realizzazione di eventi dedicati alla comunità. Tra gli obiettivi finali anche la produzione di un documentario che
racconterà il percorso svolto e i risultati raggiunti.Particolare attenzione viene riservata al benessere degli studenti grazie a uno sportello di ascolto coordinato dalla psicoterapeuta Grazia Rita Puglisi. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso promosso dall’Istituto di istruzione superiore Pisticci-Montalbano guidato dalla dirigente Cristalla Mezzapesa, che coinvolge istituzioni, associazioni e volontariato locale.Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra scuola e territorio e punta a dimostrare come anche una realtà di provincia possa diventare un laboratorio di innovazione sociale. Lo slogan scelto dai ragazzi sintetizza il senso dell’esperienza: «Da soli si va veloci, ma insieme si va lontano».
Tra questi, 13 sono stati ammessi al Progetto MIUR, a conferma che studio e sport si “allenano insieme”per creare talenti responsabili e coscienziosi
D I M I RI A M G AL GA N O
Anno scolastico 2025-2026 da incorniciare per l’IIS “Enrico Fermi” di Policoro. Ben 39 gli studenti dell’Istituto che hanno beneficiato del Piano Formativo PersonalizzatoPFP, il percorso che permette di conciliare studio e attività agonistica ad alto livello. E i risultati non sono mancati: tra questi, 13 alunni sono stati ammessi al Progetto Studenti Atleti di Alto Livello del MIUR, una “tradizione storica” della scuola che continua a sfornare talenti. Un vivaio di campioni a 360 gradi, tra sport individuali e di squadra, dal locale al nazionale fino all’Europa.
I PROTAGONISTI DELL’ANNO
Di seguito, gli alunni che si sono distinti. Padel: Marta Lacarpia, 1A Scientifico, è stata convocata nella Nazionale Under 14 per i Campionati Europei in Portogallo. Un traguardo prestigioso per la giovanissima atleta; Equitazione: Giorgia Leone, 1CT Scienze Applicate, ha rappresentato la Basilicata al Concorso Internazionale CSIO di Piazza di Siena a Roma e ha brillato al Test Event di Cervia;Calcio a 11: Piergianni Stigliano, 1CT Scienze Applicate, e Gaetano Mancino, 1A CTL Nautico, hanno calcato i campi dei Campionati nazionali
Under 15 con la maglia del Potenza Calcio; Calcio a 5: protagonisti Olivieri Gabriele, 3 AC Classico, Vitarelli Gianluca, 4 Trend, e Zito Michele, 4B Scientifico, impegnati nei Campionati nazionali. In rosa, Bianco Giulia, 3BTL Logistica, e Quinto Cassandra, 1 CTL Nautico, hanno giocato in Serie A con il CMB Salandra; Futsal: Bellacicco Marco, 2 ATL, si è distinto nel Campionato regionale Futsal Academy Policoro, al Trofeo delle Regioni e ha ricevuto la convocazione nella Nazionale sperimentale Under 17; Sci di fondo; Tufaro Emiliano Alberico, 2 TRED, è stato convocato sia per il Campionato nazionale che per la Coppa Italia; Danza sportiva: Zaccagnino Andrea, 5 BT, ha conquistato il 2° posto al Campionato Italiano Assoluto di Riccione e ha partecipato al Campionato Europeo. «Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dai nostri studenti-atleti», si legge in una nota diffusa dalla scuola. «Il Piano Formativo Personalizzato - prosegue la nota - è lo strumento che ci permette di dire che scuola e sport di alto livello possono e devono camminare insieme. Questi ragazzi sono un esempio di impegno, disciplina e passione. Un ringraziamento speciale va alla prof.ssa Miriam Viti, che con professiona-

lità e dedizione segue i percorsi PFP e sostiene i nostri ragazzi nel perseguire i loro sogni, in aula e nelle competizioni. A tutti loro diciamo: siete l’orgoglio del Fermi».
I Piani Formativi Personalizzati rappresentano uno strumento strategico per garantire il diritto allo studio agli studenti che praticano attività sportiva agonistica ad alto livello. Attraverso la personalizzazione dei percorsi didattici, il PFP consente di armonizzare gli impegni scolastici con quelli sportivi, evitando dispersioni e valorizzando le competenze trasversali maturate in ambito agonistico, quali senso di responsabilità, gestione del tempo e resilienza. Il PFP non è una deroga, ma un’opportunità educativa concreta: ri-
conoscere l’impegno dei ragazzi fuori dall’aula significa promuovere una scuola inclusiva, orientata al merito e capace di accompagnare ogni talento verso il futuro, senza costringerlo a scegliere tra studio e sport. Un atleta ad alto livello si allena 56 giorni a settimana, fa trasferte, ritiri, gare. Senza PFP rischia di perdere lezioni, verifiche, pezzi di programma. Il PFP “sartorializza” l’orario: lezioni recuperate, verifiche calibrate, tempi di studio personalizzati.
MENO DISPERSIONE, PIÙ MOTIVAZIONE
Quando lo sport porta via troppo tempo, la scuola potrebbe diventare un ostacolo. Con il PFP, invece, diventa un alleato. I ragazzi vedono riconosciuto il loro impegno fuori dall’aula, non si sen-
tono “studenti di serie B” e restano motivati anche sui banchi. Meno abbandoni, più diplomi. È certo che gestire allenamenti, gare e studio insieme insegna metodo, organizzazione, resilienza, gestione dello stress. Il PFP aiuta a trasformare quelle skills teoriche in concreti risultati scolastici. Chi riesce a studiare due ore in treno per una trasferta, da grande saprà gestire scadenze e priorità meglio di tanti. Una scuola che fa PFP manda un messaggio ben chiaro: qui i talenti si coltivano, non si mortificano. I 39 ragazzi del Fermi ne sono la prova: eccellenza sportiva più risultati scolastici creano una scuola che funziona. Insomma, PFP non signi- fica“fare sconti”. È adattare il percorso scolastico al ritmo di chi si allena per arrivare in alto.


Il cordoglio da parte del mondo politico lucano: «Addio a un professionista stimato, uomo delle Istituzioni e punto di riferimento per l’intera comunità»
Si terranno oggi, mercoledì 17 giugno, alle ore 17.00 , presso la chiesa del Buon Pastore a Policoro (MT), i funerali di Francesco Michele Barra, deceduto improvvisamente a 78 anni nella cittadina jonica. Era nato a Castrovillari e si era laureato in Economia e Commercio. Il suo studio professionale era considerato tra i più qualificati del Metapontino. Ѐ stato consigliere comunale per diverso tempo a Policoro per il MSI-DN e Deputato nel primo governo Berlusconi per Alleanza Nazionale. Ha fatto parte della Commissione Finanze e Tesoro della Camera dei Deputati. Padre di tre figli, un maschio e due femmine, Evita, Vittorio e Francesca Barra, conduttrice di Quattro di Sera su rete 4 il fine settimana, che vive a Milano ed è sposata con l’attore Claudio Santamaria, la cui madre è lucana di Senise. Francesca ha ricordato il padre con parole toccanti: «Addio, papà. Te ne sei andato nel modo in cui un grande uomo lascia la terra: circondato dalle persone che ama e che ti considerano l’uomo più determinante delle loro esistenze. Tre fratelli uniti dal ricamo tuo e della mamma, otto nipoti, la tua amata immortale, che è la mamma. Sei stato risucchiato in pochi giorni come non avrei mai potuto immaginare, e la velocità di questo addio ci ha ridotto il cuore in brandelli. Io non ti ricordo con un lamento. Non ti ricordo con un colpo di tosse, con la febbre. Per me eri invulnerabile, papà. L’unico conforto è che, per ultima, ci ha lasciati la tua mente illuminata. Fino all’ultimo hai detto a tutti quanto fosse bella la tua famiglia. Papà, amore mio, amore nostro, nessuno può immaginare quale vortice siano stati questi giorni infelici. Non torneranno i nostri campi di papaveri, quelli che raccoglievi per me facendomi indovinare il colore. Gallo, gallina o pulcino? Non ci saranno più le nostre scampagnate per fotografare la Basilicata. Non mi prenderai più per
mano portandomi a visitare gli stagni e fingendo che fossero le città delle rane, oggi una delle favole preferite di Atena e Greta. Non arriverai nel cuore della notte per aiutarmi a studiare gli Egizi, per non farmi arrivare impreparata a scuola. Non mi accompagnerai più a presentare un libro, seduto in prima fila con gli occhi pieni d’orgoglio. Non batterai più il pugno sul tavolo per impedire che venisse pronunciata la parola fallimento. Non ci saranno più le tue spremute del mattino, che io non volevo e tu insistevi perché le bevessi. Non ci saranno più i tuoi messaggi d’amore e d’orgoglio per i tuoi nipoti, di cui ormai parlavi continuamente. Eri così gentile, papà. Talmente gentile che a volte mi chiedevo come ci riuscissi. Da dove venisse quella grazia. Dalla tua Calabria? Da Firenze, che aveva accolto i tuoi studi e la tua militanza politica?
Dal mare della Basilicata che avevi scelto come casa? Chi ti aveva insegnato l’arte più rara di tutte: fare sentire le persone amate, ogni giorno, senza risparmio? Niente sarà più come prima. Non salterò più nel buio certa di trovare la tua presa ad aspettarmi. Eri un uomo capace di migliorare le nostre vite. Niente sarà più come prima. Non salterò più nel buio certa di trovare la tua presa ad aspettarmi. Eri un uomo capace di migliorare le nostre vite. Ho conosciuto l’ultimo uomo migliore del mondo. E, grazie a Dio, era anche mio padre». «Ho curato l’ufficio stampa dell’On.le Barra – ci dice il nostro collaboratore Vincenzo Maida - durante il suo mandato parlamentare ed ho avuto modo di apprezzare la sua competenza sulle questioni economiche e finanziarie, ma anche la sua grande umiltà nell’accettare i consigli che gli davo, relativamente alla “comunicazione” della sua attività. Era puntuale e preciso in tutto e questo tratto caratteriale rendeva la nostra collaborazione gratificante».
POLESE: «LA
BASILICATA
PERDE UN UOMO STIMATO»
«La scomparsa di Francesco Michele Barra lascia il ricordo di una persona perbene, di un professionista stimato e di un uomo che ha saputo servire la sua comunità e le istituzioni con stile e discrezione». Lo dichiara il capogruppo regionale di Orgoglio lucano - Italia Viva Mario Polese che aggiunge: «Il dottor Barra ha rappresentato un punto di riferimento importante a Policoro e non solo, lasciando un’impronta positiva sia nella sua attività parlamentare sia nel suo lavoro di commercialista, dove ha accompagnato la crescita di tanti giovani della nostra terra. Ma il suo successo più grande resta senza dubbio la bellissima famiglia che ha saputo costruire». «In questo momento di passaggio e di cordoglioconclude Polese - desidero inviare un pensiero speciale e un abbraccio colmo di affetto all’amica Francesca e a tutta la famiglia Barra. A lei, legata da sempre alle sue radici e all’esempio del papà, e a tutti i suoi cari va la mia vicinanza più sincera».
PITTELLA:
«ADDIO A UN PROFESSIONISTA E UOMO DELLE ISTITUZIONI»
«A nome del Consiglio regionale della Basilicata e mio personale, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Michele Barra, già deputato della Repubblica». Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella. «Professionista stimato e uomo delle istituzioni, nel corso della sua esperienza parlamentareevidenzia il Presidente del Consiglio regionale - ha servito il Paese con dedizione e senso di responsabilità, contribuendo alla rappresentanza della Basilicata nella vita democratica nazionale e mantenendo costante attenzione alle esigenze del territorio». «Nel ricordarne l'impegno civile e istituzionale, - dichiara Pittella - rivolgo alla figlia

Francesca, ai familiari e a quanti gli sono stati vicini la mia vicinanza e quella dell'intero Consiglio regionale della Basilicata in questo momento di dolore».
CHIORAZZO:
«ADDIO A UNO STIMATO PARLAMENTARE DELLA REPUBBLICA»
«Desidero esprimere a Francesca Barra, al suo compagno Claudio Santamaria e a tutti i familiari il mio più sincero sentimento di vicinanza e cordoglio per la scomparsa di Francesco Michele Barra». È quanto dichiara il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata , Angelo Chiorazzo. «Con lui la Basilicata perde una figura che ha dedicato una parte importante della propria vita all'impegno politico e istituzionale. Stimato professionista e parlamentare della Repubblica, Francesco Michele Barra ha interpretato i diversi incarichi con passione civile, senso delle istituzioni e attenzione verso il territorio lucano. La sua esperienza, maturata tra l'attività professionale e quella politica, rappresenta una testimonianza di partecipazione alla vita democratica e di servizio alla comunità. Il legame con la sua terra e con i valori della famiglia ha accompagnato l'intero suo percorso umano e pubblico.
A Francesca, che non ha mai nascosto l'orgoglio per le proprie radici e per la storia della sua famiglia, rivolgo un pensiero affettuoso e la mia più
sincera vicinanza. In queste ore di dolore il ricordo di un padre e di una figura stimata dalla comunità rappresenterà un patrimonio prezioso da custodire. Ai familiari giungano le più sentite condoglianze e un abbraccio partecipe da parte mia e dell'intera comunità di Basilicata Casa Comune».
GIORDANO (UGL MATERA): «PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’INTERA COMUNITÀ LUCANA» «Con la scomparsa dell’On. Franco Barra, la Basilicata perde una figura autorevole che ha saputo coniugare impegno istituzionale, professionalità e una costante attenzione verso il mondo del lavoro, delle imprese e delle famiglie». Lo dichiara il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, esprimendo il proprio cordoglio per la morte dell’ex parlamentare lucano. «Per me è un dolore particolarmente grande – afferma Giordano – perché viene a mancare un amico sincero, una persona alla quale ero profondamente legato da un rapporto di stima, affetto e condivisione di valori. Franco Barra è stato sempre vicino al mondo del lavoro e alle battaglie sin- dacali dell’UGL. È stato un punto di riferimento per l’intera comunità lucana e continuerà ad esserlo attraverso il ricordo delle sue opere, del suo impegno pubblico e dei valori che ha saputo testimoniare nel corso della sua vita».

DI FABRIZIO QUARATINO
Esiste una forma di inquinamento di cui si parla pochissimo. Non produce fumo. Non sporca i mari. Non avvelena i fiumi. Non lascia tracce visibili, se non in un luogo preciso: la mente di chi lo pratica. Eppure rovina ogni giorno la vita di milioni di persone. È l’inquinamento del domani.L’essere umano è probabilmente l’unica creatura capace di rovinarsi una giornata che non è ancora arrivata. E farlo con grande impegno. Con metodo. Con una certa creatività, anche elegante a volte, come se fosse un’arte invisibile.Mentre il presente bussa alla porta, molti sono già occupati a discutere con il futuro.
“Se succede questo…”
“E se va male?”
“E se mi tradiscono?”
“E se perdo tutto?”

“E se non ce la faccio?” E nel frattempo il corpo è qui, ma la coscienza è già altrove, come se avesse lasciato il proprio posto a sedere vuoto nel presente.Così il domani, che nasce puro e immacolato, viene riempito di paure, sentenze, ipotesi, processi e condanne prima ancora di vedere la luce. È come acquistare un terreno fertile e passare la notte a scaricarci sopra tutto ciò che non si vuole più sentire. Poi, al mattino, ci si sorprende che non cresca nulla.La cosa curiosa è che quasi nes-
Usuno si accorge di farlo. Anzi. Molti chiamano questa abitudine prudenza. Altri la chiamano maturità. Qualcuno addirittura responsabilità. E più lo si ripete, più sembra una virtù.Ma immaginare continuamente problemi non significa essere preparati. Significa vivere in anticipo una sofferenza che non ha an- cora deciso se esistere. È una tassa emotiva pagata su eventi mai accaduti. Un investimento continuo su scenari che non hanno ancora chiesto di esistere.Eppure il paradosso più sottile è un altro. Non è solo che il futuro viene inquinato. È che, a un certo punto, lo si scambia per reale. E si inizia a reagire a qualcosa che non esiste come se fosse già accaduto.Da quel momento non si vive più il domani. Si vive dentro la sua ombra. E quella ombra, col tempo, diventa più pesante della realtà stessa.La realtà, invece, possiede una saggezza quasi disarmante. Non ci chiede di risolvere tutte le battaglie future. Ci chiede di stare interi nella battaglia presente. Che è già sufficiente, senza bisogno di aggiungerci universi paralleli di preoccupazione.Tutto il resto è un esercizio di immaginazione travestito da controllo. A volte utile. Spesso tirannico.Perché ogni volta che anticipiamo una sconfitta o una catastrofe, stiamo consegnando energia vitale a qualcosa che non ha ancora scelto se diventare

reale. Stiamo nutrendo possibilità negative come se fossero già destino. E mentre lo facciamo, ci convinciamo anche di essere realistici.Eppure dentro ciascuno di noi esiste una forza che non dipende dalle previsioni. Una forza che non nasce dalle garanzie. Nasce da un punto più profondo: la decisione di non farsi guidare da ciò che non è ancora accaduto. Quando questa consapevolezza emerge, accade qualcosa di sottile ma irreversibile. Il futuro smette di essere un giudice. Torna ad essere uno spazio aperto. Non una minaccia. Ma un campo neutro ancora non scritto. E per la prima volta, smette di respirare paura e torna a respirare possibilità.E qui si rivela il passaggio più importante. Non è il futuro a pesare sull’uomo. È l’uomo che, anticipandolo, lo carica di un peso che non ha. E così finisce per combattere
contro qualcosa che ha costruito da solo.
La libertà, allora, non è prevedere meglio. Non è controllare di più. È interrompere questo scambio silenzioso tra immaginazione e pau- ra. È rimettere ogni cosa al suo tempo. E tornare a vivere ciò che c’è, mentre c’è.Non perché il futuro non esista. Ma perché non è ancora arrivato abbastanza da meritare il nostro presente.E forse il gesto più radicale, oggi, non è cambiare ciò che verrà. Ma smettere di sporcarlo prima che arrivi. Lasciarlo accadere. E avere la forza di incontrarlo senza averlo già condannato.E quando questo accade davvero, non succede nulla di spettacolare dall’esterno. Ma dentro, qualcosa si riordina. E il futuro smette finalmente di essere un peso che portiamo… e torna ad essere un luogo in cui possiamo camminare.
«Con “Radici & Voci” i piccoli comuni investono sul futuro»
n nuovo presidio culturale dedicato ai bambini e agli adolescenti prende forma a Sasso di Castalda. Si chiama “Radici & Voci – Casa delle Arti Educative” ed è il progetto che trova sede a Palazzo Rotundo, storico immobile donato dalla famiglia di Mariele Ventre al Comune e restituito alla comunità come spazio dedicato all'educazione, alla cultura e ai linguaggi espressivi. L'inaugurazione, svoltasi il 15 giugno, ha rappresentato un momento importante per la comunità locale e ha visto la partecipazione della Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Basilicata, Rossana Mignoli.«Si è trattato di un momento particolarmente
significativo per l'intera comunità – ha dichiarato Mignoli – perché rappresenta un esempio concreto di come i piccoli comuni possano investire sul futuro attraverso l'educazione e la cultura. In un tempo in cui le aree interne sono chiamate a contrastare lo spopolamento e le fragilità sociali, iniziative come questa costituiscono un autentico atto rivoluzionario». L'iniziativa si inserisce nel solco dell'eredità educativa di Mariele Ventre, storica direttrice del Piccolo Coro dell'Antoniano, figlia di Angelo Ventre, originario di Marsico Nuovo, e di Maria Rotundo, nata a Sasso di Castalda. Un legame che trova oggi una nuova espressione in uno spazio
dedicato alle nuove generazioni.Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Maria Antonietta Ventre, sorella di Mariele, che ha ricordato alcuni momenti della vita e dell'impegno educativo della fondatrice del Piccolo Coro dell'Antoniano, sottolineandone il profondo rapporto con la Basilicata.A seguire, l'esibizione del Coro “L'Ottava Nota”, composto da bambini che cantano anche attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS).«Il coro rappresenta perfettamente l'insegnamento di Mariele Ventre – ha sottolineato Mignoli – perché la musica è prima di tutto inclusione. Significa abbattere barriere, valorizzare ogni diversità e creare occasioni in cui
ciascuno possa sentirsi parte della stessa comunità». La Garante ha inoltre ringraziato l'Amministrazione comunale di Sasso di Castalda e l'assessora Laurino per il lavoro svolto nella realizzazione del progetto e per la collaborazione avviata con l'Ufficio del Garante per l'Infanzia e l'Ado-
lescenza della Basilicata.«Quando una comunità investe sui bambini e sui giovani – ha concluso Mignoli – non inaugura semplicemente uno spazio, ma costruisce il proprio futuro. “Radici & Voci” dimostra che anche dai piccoli borghi possono nascere esperienze innovative.

