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Cronache del 17 gennaio 2026

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CASO FALABELLA IL SEGRETARIO DEI RADICALI LUCANI DENUNCIA LA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA DI UN

«Nessun eroismo, solo rispetto della legge»

Bolognetti: «Vicenda assurda tra post-verità e surreali cause di beatificazione»

Il Sindaco di Vietri attacca il Corecom che gli ha ricordato che i social del Comune non sono i suoi

La doppia morale di Falabella e Giordano

Il Sindaco di Lagonegro, costretto a demolire la casa abusiva, diventa un eroe della legalità

MT ACADEMY

Al via le iscrizioni per il corso sull’AI

La Mt Academy apre le iscrizioni alla prima edizione 2026 del percorso “AI & Cloud Architecting on AWS”, promosso dall’Assessorato alle Attività produttive, lavoro e formazione della Regione Basilicata, guidato da Francesco Cupparo, in collaborazione con Amazon Web Services (AWS) e con il coordinamento di Sviluppo Basilicata come soggetto attuatore. Il bando rimarrà aperto fino (...)

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FRANCESCA PALUMBO

A Parigi assieme ad altre fiorettiste ci aveva già resi gioiosamente orgogliosi per quell’argento conquistato all’ultimo minuto perfino contro la claque avversa della patriottica Marsigliese. Ad Hong Kong l’argento porta bene e ritorna felicemente perché è proprio la potentina a firmare, in prova individuale, il primo podio del 2026 della Nazionale di scherma in Coppa del Mondo. Grazie a lei ancora una volta la Basilicata è sulla scena internazionale dello sport con una bella medaglia di valore e di bravura femminile.

PIERGIORGIO QUARTO

Se non ci fosse lui bisognerebbe davvero inventarlo perché è bravissimo a mettere del comico tra i seriosi fratellini lucani. Le sue uscite pubbliche paiono fare il verso a Fantozzi e sono piene zeppe di surreale: si candida alla Regione da capolista? Esce il buon Latronico. Si candida a sindaco di Matera? Donzelli iscrive d’ufficio Nicoletti. Napoli invoca il tagliando sull’operato del governo regionale? Esclude ogni possibile rimpasto, come se non fosse accaduto nulla. Insomma un vero portento del disordine organizzato.

Uno stallo che dura da 8 mesi, l’Aula torna a riunirsi per l’elezione dell’Ufficio di Presidenza

Matera senza presidente: il Consiglio ci riprova

BENEMERENZA A RADIO POTENZA CENTRALE: CORECOM SODDISFATTO

Radio Day con Elettra Marconi omaggio ai pionieri della radio

REFERENDUM GIUSTIZIA

L’avvocato Oriolo del Comitato per il No spiega a Cronache le sue ragioni: «Di fatto il referendum non incide sulle norme ordinarie»

■ Tammariello a pag 10 VITALIZI

Il segretario regionale Psi Valvano: «Si abroghi questa legge, contro Bochicchio ingiustificato attacco mediatico della sinistra frettolosa»

■ Servizio a pag 3

CAPOLUOGO

A Cronache Caiazzo, del Comitato Aps Rione Cocuzzo illustra le attività per rivitalizzare il quartiere

■ Menonna a pag 13

SPORT

Al Viviani domani il Potenza gioca contro la Casertana mentre al Curcio, il Picerno attende il Latina

■ Servizi pag 21

Servizio a pag 17
Servizio a pag 9
La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 8
#SALISCENDI
Elettra Marconi e Nino Postiglione Luppino a pag 7

L’obiettivo è accendere un faro permanente su tutto ciò che riguarda l’acquisizione di servizi, forniture e l'esecuzione di opere

Nasce il Centro di monitoraggio appalti pubblici

POTENZA. Negli appalti pubblici c’è, troppo spesso, il rischio che la giungla delle procedure finisca per inghiottire la sicurezza dei lavoratori o la qualità dei servizi. La Regione Basilicata imprime una svolta creando un organo di garanzia capace di tutelare chi lavora e chi investe nel cuore del territorio lucano: è stata pubblicata oggi sul Bollettino Ufficiale la legge regionale che istituisce il Centro regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici. L’obiettivo è accendere un faro permanente su tutto ciò che riguarda l’acquisizione di servizi, forniture e l’esecuzione di opere pubbliche. Si dà vita, in sostanza, ad una sede di confronto qualificata dove il mondo economico e quello del lavoro possano sedere allo stesso tavolo per garantire trasparenza e stabilità. Il Centro avrà il compito di vigila-

re con “particolare riguardo” sugli affidamenti ad alta intensità di manodopera. È qui che si gioca la partita più dura: quella dei cambi d’appalto nei servizi, dove troppo spesso l’incertezza regna sovrana e il personale rischia di restare nel limbo tra un subentro e l’altro. La nuova struttura opererà presso la Direzione Generale competente, offrendo supporto e consulenza per blindare la qualità degli affidamenti, la sicurezza sul lavoro e, soprattutto, la stabilità occupazionale. L’attività di monitoraggio è strutturata in modo da non determinare rallentamenti o interferenze con il regolare svolgimen- to delle gare. È un equilibrio sottile, quello tra velocità e controllo, che la Basilicata punta a risolvere con la partecipazione diretta delle organizzazioni più rappresentative del territorio.

In un’epoca di bilanci ingessati il provvedimento porta con sé un dettaglio non trascurabile, ovvero la clausola di invarianza finanziaria. La nuova struttura non costerà un solo euro in più alle tasche dei lucani. Chi parteciperà ai lavori del Centro lo farà a titolo gratuito, senza compensi né

rimborsi. Il coordinamento sarà affidato al Dirigente Generale della Direzione competente (o a un suo delegato), mentre i dettagli operativi sulla composizione e il funzionamento saranno definiti entro trenta giorni da un apposito regolamento della Giunta regionale.

Chiorazzo (Bcc): «Bene l’annuncio dell’assessore Cupparo. Accolta la proposta dell’opposizione in Consiglio regionale»

«Task force per l’occupazione, una risposta utile per i lucani»

POTENZA. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, esprime soddisfazione per l’annuncio dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Franco Cupparo, relativo all’istituzione di una task force per l’occupazione.«Si tratta di una proposta che Basilicata Casa Comune ha avanzato con chiarezza durante la discussione consiliare sulla crisi del comparto automotive – sottolinea Chiorazzo – e che nasce dalla consapevolezza che le crisi industriali e occupazionali non possono essere affrontate con interventi episodici, ma richiedono strumenti operativi, stabili e capaci di mettere insieme istituzioni, parti sociali e sistema produttivo. Quando la capacità di proposta dell’opposizione incrocia la capacità di ascolto del Governo regionale, si costruiscono iniziative che possono realmente favorire soluzioni ai problemi dei lucani. È questo il metodo che riteniamo utile e necessario, soprattutto in una fase così delicata per il lavoro e per il futuro produttivo della Basilicata».«Sin dall’inizio della legislatura – ricorda Chiorazzo – come Basilicata

Casa Comune abbiamo assunto un atteggiamento collaborativo e responsabile nei confronti del Governo regionale e della maggioranza. Abbiamo scelto di avanzare proposte, offrire disponibilità al confronto e ricercare convergenze e soluzioni unitarie sulle grandi crisi che attanagliano la Basilicata, dalla crisi del sistema sanitario a quella idrica, fino alle numerose crisi industriali che mettono a rischio occupazione e coesione sociale».«Il nostro auspicio – conclude Chio-

razzo – è che questa disponibilità all’ascolto non resti legata a eventi estemporanei, ma diventi un modello stabile di confronto permanente tra Governo e Consiglio regionale. In questa direzione riteniamo fondamentale procedere, come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali, alla costruzione di una vera piattaforma per il lavoro, capace di affrontare in modo organico e strutturale le vertenze aperte e di delineare una strategia regionale per l’occupazione e lo sviluppo».

Direttiva Protezione civile Gruppo lucano si adegua

POTENZA. Il 2026 segnerà un passaggio importante per il Gruppo Lucano di Protezione Civile, impegnato a Roma in una due giorni di confronto tecnico-istituzionale dedicata all’allineamento strategico delle attività nel quadro del Servizio nazionale della Protezione Civile. L’incontro ha rappresentato un momento di lavoro mirato sui temi dell’assetto organizzativo e dell’operatività, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra livello nazionale e territoriale.Ai lavori hanno partecipato il presidente nazionale Pierluigi Martoccia e il delegato presso il Dipartimento della Protezione Civile Giuseppe Muscatello. Al centro del confronto l’aggiornamento delle procedure operative, la formazione del volontariato e l’adeguamento ai nuovi standard richiesti a livello nazionale.Particolare attenzione è stata dedicata alla nuova direttiva per la permanenza e l’ingresso nell’elenco centrale, di prossima entrata in vigore, che richiederà un progressivo adeguamento dei modelli organizzativi e formativi. Un percorso che punta a rendere la struttura sempre più efficiente, qualificata e integrata, in grado di rispondere alle esigenze dei territori in piena sinergia con le istituzioni.Nel corso della riunione sono state inoltre approvate le nuove linee guida per il settore cinofilo, ambito di eccellenza del Gruppo Lucano, con il nucleo K9 inaugurato nel 2024 e già attivo in operazioni di ricerca persone in diverse aree della Basilicata.

CONFRONTO A ROMA SUL FUTURO OPERATIVO

Il segretario regfionale del Psi: «Contro Bochicchio ingiustificato attacco mediatico della sinistra frettolosa»

Valvano: «Si abroghi la legge sui vitalizi»

L«e scuse di Sinistra Italiana al consigliere regionale Antonio Bochicchio, che non ha votato il provvedimento sui vitalizi, non risarciscono sufficientemente l’aggressione mediatica della sinistra frettolosa. La presunzione d’innocenza è oramai offuscata da una cultura populista che, a tratti, continua ad alimentare le pulsioni che non aiutano ad elevare il dibattito politico nel nostro Paese». È quanto sottolinea il segretario regionale dei Socialisti lucani, Livio Valvano, inter-

venendo sulla questione dei vitalizi.

«Prima di esprimere un giudizio bisogna studiare ed approfondire, sforzo che sembra non andare più di moda in Italia. Dispiace che il fuoco amico, che abbiamo già visto nelle elezioni regionali 2024, si infiammi per il nulla – sottolinea Valvano - Il Centrosinistra dovrebbe imparare molto dal Centrodestra sul come si sta insieme in una coalizione, anche quando ci sono posizioni e sensibilità differenti. Se si vuole governare le diversità diventano ricchezza e non scusa per rinchiudersi nella “comfort zone” dell’opposizione della nostalgia comunista. I socialisti vogliono tornare al Governo: per farlo sanno che servono uomini dedicati all’attività politica ed Istituzionale che lasciano il loro lavoro, la professione, e si dedicano al Governo delle Istituzioni. I cittadini disoccupati, le famiglie lucane che hanno bisogno di cura ed attenzione e di politiche di coesione e

sviluppo, hanno bisogno di politici non acquistabili da poteri forti. Hanno bisogno, i cittadini, di politici non influenzabili. Di politici autonomi, anche economicamente autonomi, che non siano al servizio del potere economico».

«Dobbiamo, però, stigmatizzare chi ha pensato di rendere retroattiva una decisione che i precedenti Consigli Regionali avevano cancellato – continua l’esponente politico - Questo non è accettabile in alcun modo! Così non è accattabile in alcun modo utilizzare fondi accantonati per finalità sociali».

«Per questo chiediamo, come socialisti, che la maggioranza abroghi quella legge e, allo stesso tempo, si istituisca in Basilicata lo stesso sistema contributivo adottato nella quasi totalità delle Regioni italiane, comprese quelle governate con la partecipazione della sinistra frettolosa» conclude il segretario regionale del Psi.

L’edizione di Cronache di ieri

A Matera aprono le iscrizioni al percorso promosso dalla Regione Basilicata: formazione avanzata e certificazioni internazionali per 20 giovani talenti

MT Academy rilancia sull’innovazione: al via il corso su AI e Cloud con AWS

La DireLa MT Academy apre le iscrizioni alla prima edizione 2026 del percorso formativo «AI & Cloud Architecting on AWS», un’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Attività produttive, lavoro e formazione della Regione Basilicata, guidato da Francesco Cupparo, in collaborazione con Amazon Web Services (AWS) e con il coordinamento di Sviluppo Basilicata in qualità di soggetto attuatore.Il bando resterà aperto fino al 27 febbraio 2026, mentre l’avvio delle attività è fissato per il 17 marzo 2026 presso la Casa delle Tecnologie Emergenti di Matera. Anche quest’anno l’Academy si svolgerà interamente in presenza e sarà riservata a un massimo di 20 partecipanti, selezionati tra giovani motivati a sviluppare competenze avanzate nei settori del cloud computing e dell’intelligenza artificiale.Il corso, della durata di tre mesi, propone un percorso di formazione innovativo e altamente qualificante, che integra lezioni teoriche, laboratori pratici, incontri con esperti locali, nazionali e internazionali, oltre ad attività di project work realizzate in collaborazione con imprese del settore. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per progettare architetture cloud sicure, scalabili ed efficienti, rispondendo alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.Tra le novità di questa edizione spicca l’introduzione del modulo di Generative AI, «Generative AI Essentials on AWS», pensato per offrire le competenze di base necessarie a integrare l’intelligenza artificiale generativa nelle architetture cloud in modo sicuro e governabile. Al termine del percorso, i partecipanti avranno inoltre la possibilità di sostenere gli esami per diverse certificazioni AWS, tra cui la AWS Certified Solutions Architect –Associate, riconosciuta a livello internazionale.Possono candidarsi disoccupati o inoccupati che abbiano compiuto almeno 18 anni e siano in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di una

laurea. Sono richieste conoscenze di base dei sistemi operativi (Linux, Windows, Unix o Ubuntu), delle reti (TCP/IP, HTTP, DNS) e dei principali concetti di sicurezza informatica, oltre alla conoscenza obbligatoria della lingua italiana e inglese.«Dopo il successo delle due edizioni 2025 – che hanno formato alcune decine di eccellenze lucane – abbiamo deciso di proseguire e rafforzare l’impegno della Regione nella formazione avanzata nel settore digitale», sottolinea l’assessore Francesco Cupparo. «Vogliamo offrire a giovani e professionisti l’opportunità di acquisire competenze sempre più richieste dal mercato del lavoro, come dimostrano le numerose proposte arrivate alla MT Academy da parte di aziende lucane e non solo, che investono nel cloud e cercano figure specializzate. Le tecnologie digitali sono ormai indispensabili e dobbiamo creare le condizioni perché in Basilicata nasca-

no nuove imprese, nuove idee e nuovi posti di lavoro».Sulla stessa linea Gabriela Megale, amministratore unico di Sviluppo Basilicata: «Investire sui giovani significa investire sul futuro della Basilicata. Con la MT Academy vogliamo creare opportunità concrete affinché i talenti possano crescere professionalmente e scegliere di

lavorare e vivere nella nostra regione. Il valore aggiunto del progetto è l’unione tra formazione, innovazione e sviluppo locale». Megale evidenzia inoltre come «tra i profili più richiesti dalle imprese figurino programmatori, tecnici web, esperti di applicazioni, ma anche figure con competenze nella comunicazione visiva e nella

gestione dei nuovi strumenti digitali».Con il percorso «AI & Cloud Architecting on AWS», la MT Academy conferma dunque il proprio ruolo strategico nel collegare formazione specialistica, giovani talenti e mondo del lavoro, rafforzando l’ecosistema digitale lucano e guardando con decisione alle sfide del futuro.

Il direttore generale Luca Bianchi: «Crescita economica insufficiente a trattenere giovani e competenze nelle aree interne»

Spopolamento e futuro del Sud, da Potenza l’allarme

POTENZA. L’allarme Svimez al seminario di Potenza: calo demografico senza precedenti nelle regioni meridionali, aree interne a rischio ma margini di rilancio ancora possibili. Nel giro di 25 anni il Sud perderà tre milioni e mezzo di abitanti e la Basilicata rischia di non superare i 410 mila residenti. Entro il 2035, dunque fra meno di dieci anni, la popolazione meridionale tra zero e 18 anni scenderà del 22 per cento, mentre la Basilicata registrerà il 30 per cento in meno di bambini nella fascia da zero a dieci anni.Sono alcune delle previsioni che il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, collegato da remoto, ha condiviso con il Gruppo diocesano Meic, riunito martedì scorso nel seminario di Potenza, per riflettere sul tema dello spopolamento delle aree interne, che ha ormai assunto i caratteri dell’emergenza. Bianchi ha sottolineato come questo scenario si determini nonostante, negli ultimi due anni, grazie soprattutto al Pnrr, ai bonus casa e ad altre misure di sostegno, il Mezzogiorno sia cresciuto in termini di prodotto interno lordo persino più del Centro-Nord. Il pa-

di Svimez

radosso di un Sud che cresce ma non riesce a frenare l’emigrazione giovanile e qualificata è però solo apparente. La nuova occupazione, ha spiegato l’economista, si è concentrata soprattutto nel turismo e nelle costruzioni, settori caratterizzati da lavori stagionali, precari e a basso valore aggiunto, che «non incrociano l’ingente investimento in formazione compiuto dalle famiglie meridionali sui figli mantenuti per anni fuori sede nelle università». Oggi, ha aggiunto, «non si emigra più solo in cerca di

lavoro, ma di sbocchi che il Sud non offre in termini di valorizzazione delle competenze acquisite».Il destino delle aree interne, tuttavia, non è già scritto. Lo spopolamento richiede «un’ampia visione per riorientare le politiche pubbliche», soprattutto in direzione degli investimenti sociali e del potenziamento dei servizi essenziali: sanità e medicina territoriale, istruzione con tempo prolungato, mense e palestre, trasporti e collegamenti. Ambiti che incidono direttamente sulla qualità della

vita e che, in molte zone del Mezzogiorno, alimentano ancora una percezione di cittadinanza dimezzata, il cosiddetto divario di cittadinanza. Da qui la necessità di riformare la politica di coesione e di sfruttare in modo efficace le strategie disponibili, dal modello di Zes unica all’utilizzo intelligente delle fonti energetiche tradizionali e rinnovabili.Alla relazione di Bianchi sono seguiti gli interventi di Margherita Perretti di Confindustria e del direttore generale della Regione Basilicata Vittorio

Restaino, che hanno richiamato rispettivamente le difficoltà del sistema produttivo nel fare i conti con il divario infrastrutturale e con la carenza di capitale umano qualificato, e il potenziale del settore agricolo nella valorizzazione dei territori. Nicola Valluzzi e Mosè Antonio Troiano, sindaci di Castelmezzano e San Paolo Albanese, hanno invece evidenziato le criticità operative degli amministratori locali, stretti tra bisogni concreti dei cittadini, contraddizioni del finanziamento pubblico e fragilità delle strutture tecnico-amministrative.Il dibattito era stato aperto dall’introduzione di Carlo Riviello, del Meic di Potenza, che ha ripercorso il tema dell’impoverimento delle aree interne, dalla teoria dell’“osso e della polpa” di Manlio Rossi Doria negli anni Cinquanta fino alle più recenti riflessioni dei vescovi italiani, richiamando la necessità di puntare sulle opportunità ancora presenti. In chiusura, Michele Gilio, presidente diocesano del Meic, ha ribadito il valore della speranza come indispensabile motore della vita personale e sociale, anche di fronte a uno scenario complesso e sfidante.

Federconsumatori: «Tra il 2021 e il 2025 i beni essenziali aumentati del 24%, famiglie a basso reddito sempre più in difficoltà»

«Basilicata, il carrello della spesa corre più dell’inflazione»

POTENZA. Il carrello della spesa corre più dell’inflazione e a pagare il prezzo più alto sono le famiglie lucane, in particolare quel- le a basso reddito. È l’allarme lanciato da Federconsumatori Basilicata, che ha diffuso un’analisi sui dati del caro-vita nel periodo 20212025, evidenziando un divario crescente tra l’andamento generale dei prezzi e quello dei beni essenziali.Secondo lo studio, negli ultimi cinque anni l’indice generale dei prezzi al consumo è aumentato del 17,1 per cento, mentre il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alimentari e beni di uso quotidiano, ha registrato un incremento del 24 per cento. Una differenza di sette punti percentuali che incide in modo sproporzionato su pensionati, lavoratori a reddito fisso e nuclei familiari già in difficoltà economica.I dati Istat confermano che nel 2025 l’inflazione ha mostrato una moderata ripresa,

con un tasso medio dell’1,5 per cento rispetto all’1 per cento dell’anno precedente. Dietro questa apparente stabilità, tuttavia, si nasconde una dinamica più critica: i prezzi dei beni di prima necessità continuano a crescere a ritmi sostenuti. Nel solo 2025, gli alimentari hanno fatto segnare un aumento medio annuo del 2,8 per

cento, con punte del 3,4 per cento per i prodotti non lavorati.In Basilicata l’impatto del caro-vita è particolarmente marcato. Le stime di Federconsumatori indicano che una famiglia media lucana ha speso nel 2025 circa 1.200 euro in più rispetto al 2021 per alimenti, energia e trasporti. In assenza di adeguamenti salariali significativi, questo incremento ha eroso il potere d’acquisto, costringendo molti nuclei a ridurre altre voci di spesa, dalla cultura al tempo libero, fino alla salute.Il fenomeno risulta ancora più evidente nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove l’accesso a beni e servizi è più limitato e i costi di trasporto incidono maggiormente sui bilanci familiari. In questi contesti, l’aumento dei prezzi di carburanti ed energia ha avuto un effetto moltiplicatore, rendendo più onerosa anche la spesa quotidiana.Particolarmente critico resta il fronte ener-

getico. Tra il 2021 e il 2025 i prezzi degli energetici sono cresciuti del 34,1 per cento. Dopo il calo registrato nel 2024, nel 2025 si è verificata un’inversione di tendenza: la voce abitazione, acqua, elettricità e combustibili è passata da una variazione negativa del 5,6 per cento a un aumento dell’1,1 per cento, con ricadute dirette sulle bollette, soprattutto nei mesi invernali.Per contrastare il caro-vita, Federconsumatori Basilicata rilancia la proposta di istituire un osservatorio regionale permanente sui prezzi, in collaborazione con enti locali e soggetti istituzionali, e ribadisce l’importanza dell’educazione al consumo consapevole come strumento di tutela del potere d’acquisto. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza, prevenire rincari ingiustificati e sostenere concretamente le famiglie lucane in una fase di persistente difficoltà economica.

Cerimonia di conferimento a Palazzo Grazioli a Roma con ospite d’onore Elettra Marconi figlia di Guglielmo

Radio Day, omaggio ai pionieri della radio: benemerenza a Radio Potenza Centrale

“Radio Day” straordinaria

nella Sala della Stampa Estera a Palazzo Grazioli di Roma, targata REA (Radiotelevisioni Europee Associate), che entrerà di diritto negli annali della storia della Radio.

Infatti, alla presenza della principessa Elettra, figlia di Guglielmo Marconi, l'inventore della "scatola magica che regala emozioni", sono stati presentati il Docu-film e il libro omonimo del regista e produttore Vittorio Muscia "Lo Scrigno Parlante-la magía della voce".

La kermesse è stata diretta dall'infaticabile presidente della REA Antonio Diomede in occasione della ricorrenza del Cinquantenario della Sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 28 luglio 1976, con la quale si pose fine al monopolio della Rai, legittimando così le battaglie dei pionieri della “libertà d'antenna” e le trasmissioni in ambito locale, raccontate da Diomede nella seconda parte del libro.

Durante la cerimonia, Rainero Sghembri, mitico giornalista che si occupa da sempre di economia, politica e questioni sociali, ha consegnato 32 Be-

nemerenze Onorarie a Editori e Giornalisti che, in 50 anni di battaglie, dal 1976 al 2026, hanno fatto la storia della radiotelevisione locale italiana. Tra le Benemerenze anche quella a Radio Potenza Centrale, fondata dall'indimenticato Bonaventura Postiglione, detto Nino (primo pioniere dell'etere), volato in Cielo nel 2013, che già agli inizi degli anni Settanta trasmetteva "piratescamente" dalla sua autovettura, spostandosi da un luogo all'altro della sua amata Potenza. Tra i benemeriti, anche chi scrive con Danilo Sulis (collaboratore a Radio Aut di Peppino Impastato, che oggi dirige "Radio cento passi" sul solco tracciato da Impastato, ucciso su ordine del mafioso Tano Badalamenti nel 1978, per le

Il Corecom Basilicata esprime vivo apprezzamento per «il prestigioso riconoscimento» conferito a Radio Potenza Centrale, emittente storica del territorio lucano, nell’ambito della cerimonia nazionale promossa dalla REA (Radiotelevisioni Europee Associate), durante la quale sono state consegnate trentadue benemerenze onorarie a editori e giornalisti che «dal 1976 al 2026 hanno fatto la storia della radiotelevisione locale italiana».

«La benemerenza onoraria, attribuita alla presenza della Principessa Elettra Marconi, presso il Palazzo Grazioli, a Roma, rappresenta - evidenzia la Presidente del Corecom Basilicata, Assunta Mitidieriun meritato tributo al lungo e appassio-

sue battaglie, con il compagno di lotta Salvo Vitale, scomparso la scorsa estate a 82 anni, contro quella che lui definiva "una montagna di merda", cioè la mafia!) e con altri personaggi, come il tosca-

no di Empoli e mio amico Paolo Lunghi, che ha pubblicato 7 libri sulla Radio! Oltre a Nino Postiglione, sono stati ricordati i pionieri Antonino Scelza (Rete7-Radio Monte Gelbison, Vallo della LucaniaSa) e Mario Rossomando (Radio Castelluccio, Battipaglia - Salerno)! Hanno ritirato le Benemerenze Onorarie il nipote di Scelza, editore Simone La Vecchia, e il figlio di Rossomando, editore Lucio!

nato lavoro di informazione svolto da Radio Potenza Centrale al servizio della comunità, con professionalità, autonomia e attenzione alle istanze sociali, culturali e istituzionali della Basilicata».

«In un tempo in cui il pluralismo informativo è sempre più prezioso - dichiara Mitidieri - questo riconoscimento sottolinea l’importanza del radicamento territoriale e della coerenza nel racconto del presente».

Nel rivolgere un plauso a tutto lo staff dell’emittente per «il costante impegno nella promozione della libera informazione e della partecipazione democratica», la presidente Mitidieri rinnova, a nome di tutto il Corecom Basilicata, «il sostegno alle realtà editoriali locali che, come Ra-

dio Potenza Centrale, continuano a rappresentare un presidio essenziale di identità, memoria e futuro».

Alcuni momenti dell’incontro e sotto Nino Postiglione con la moglie Palmina Tortorelli

Sindaco di Vietri attacca il Coreom che gli ha ricordato che i social del Comune

La doppia morale di Falabella e Giordano

Dal profilo del Comune aveva scritto di voler mettere al proprio posto persone poco raccomandabili

Comunicazione pubblica ad uso privato

Il Corecom bacchetta Christian Giordano per l'uso dei social del Comune

MASSIMO DELLAPENNA

era una volta la cultura istituzionale. Non è una favola quella che stiamo per raccontare ed è sbali di h ’ no dice che vuole mettere al proprio posto qualche soggetto poco raccomandabile. Il social media manager di Giordano decide di essere arbitro della raccomandabilià dll h

mette a tacere. LA DENUNCIA DI CARLEO Qualche giorno dopo Rocco Carleo, presidente dell’associazione “territorio attivo” prende carta e penli

L’edizione di Cronache di ieri e sotto il sindaco Falabella

M A S SIM O DE L L A P E NN A

Scriveva Nietzsche che “non ci sono fatti, soltanto interpretazioni”. Noi non sappiamo se Giordano e Falabella abbiano mai letto Nietzsche, sappiamo di certo che se qualcuno vuole avere l'immagine plastica della “doppia morale” che un tempo fu comunista e oggi della sinistra al caviale, può trovarla chiaramente negli articoli, negli interventi e nelle frasi di questi giorni che riguardano Giordano e Falabella. Giordano è stato bacchettato dal Corecom per l'utilizzo non corretto dei social. Falabella è stato costretto a demolire una sua abitazione abusiva, costruita dalla madre e sopraelevata da lui. In questo caso le morali non hanno chiuso il cuore dei moralisti. Davanti alle lacrime di Falabella e alle giustificazioni di Giordano è calato un mix di solidarietà compassionevole e giustificazionismo silenzioso.

LA DOPPIA MORALE

A CINQUE STELLE

I Cinque Stelle sono nati con il vaffa day, con la voglia di aprire il Paramento come un tonno, facendo credere di essere contro la casta e per le istituzioni come palazzi di vetro.

Via via si sono persi. Giordano è l'esempio più plateale di questa situazione. E' la massima ed unica carica di governo del M5S in Basilicata, da Presidente della Provincia di Potenza

tenuto denigratoria, allusivo e privo di qualsiasi collegamento con atti o procedimenti amministrativi, risulta del tutto estranea alle finalità della comunicazione istituzionale, appad id il

ha utilizzato la graduatoria degli idonei al concorso del Comune di Vietri per assumere alla Provincia, ha lasciato morire la società in house della provincia e ora è stato segnalato per un utilizzo non consono alla funzione istituzionale dei social del Comune.

Il Corecom l'ha convocato. Ha deciso di partire a testa bassa accusando l'avv. Mitidieri ed il Corecom di una sorta di pregiudizio, di aver utilizzato una celerità eccessiva facendo presumere ed immaginare l'esistenza di un complotto contro di lui.

Chissà perché per i cinque stelle quando si tratta di cose che colpiscono loro c'è sempre un complotto, le autorità amministrative sono faziose e loro sono le vittime. Quando si tratta di altri, al contrario, è il segnale evidente di un mal costume.

L'Avv. Mitidieri ha semplicemente ricordato a Giordano che utilizzare la comunicazione istituzionale per zittire le persone che si ritengono poco raccomandabili è incompatibile con l'imparzialità e il buon andamento che sono propri della pubblica amministrazione.

La pagina social di un Comune non è quella del partito. Giordano sul suo profilo facebook o su quello dei Cinque Stelle può scrivere quello che vuole, sulle pagina del Comune si deve ricordare che quella pagina è pagata anche da quei cittadini poco raccomandabili che vuole zitti-

mento di verifica sulla comunicazione istituzionale. L’avv. Mitidieri, con grande competenza e straordinario senso delle istituzioni, ricorda che la Legge 150/2000 stabilisce le finalità tassative della comunicazione istituzionale , che deve essere limitata all’illustrazione delle attività delle istituzioni, alla conoscenza delle norme e alla promozione dei servizi pubblici incontrandosi sul principio di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione e conclude specificando che “l’utilizzo dei canali ufficiali dell’Ente per veicolare giudizi di valore morale o espressioni stigmatizzanti nei confronti di soggetti della comunità locale appare esilare dalle finalità informative della Legge, configurando una potenziale commistione tra funzione pubblica e dialettica politica personale”.. Ora il Comune di Vietri ha ii d

re.

Chissà cosa avrebbero detto i cinque stelle se fosse stata la pagina facebook della Regione Basilicata o quella di qualche ente governato dal centrodestra a scrivere una cosa simile? Probabilmente avrebbero parlato di squadrismo virtuale, di olio di ricino a mezzo facebook e di istituzioni piegate alla logica di parte. Nella logica della doppia morale, invece, loro possono farlo e nessuno si deve permettere neanche di chiedergli conto delle azioni.

Giordano minaccia querela. Noi attendiamo con ansia la sua querela. Chissà cosa ne pensano quei pentastellati che hanno criticato il governo e il centro-

destra per la querela a report. La consigliera Verri che si è messa in posa con Fico per il fatto che ha ritirato la querela a Ranucci presentata dal suo predecessore De Luca criticherà Giordano per la sua minaccia di querela alla stampa.

O forse la libertà di espressione vale solo per loro.

QUELLA CASA ABUSIVA DI LAGONEGRO

A Lagonegro c'era una casa abusiva. Quella casa abusiva era stata ereditata dal Sindaco Falabella. Lo stesso Falabella ha compiuto ampliamenti e sopraelevazioni abusive sulla villa abusiva che aveva ereditato. Da Sindaco ha provato a fare di tutto per bloccare la demolizione della sua villetta abusiva. Quando non è stato più possibile escogitare nessun trucco ha annunciato urbi et orbi in un video in stile Ferragni di aver deciso di demolirla. Il trucco delle parole è ben orchestrato. Falabella non ha deciso di demolire una casa abusiva dopo aver scoperto che era tale, Falabella è stato costretto a demolire una villetta abusiva con una sopraelevazione abusiva perché gli hanno ordinato di farlo. Non lo avesse fatto lui lo avrebbe fatto l'autorità amministrativa.

Dire che Falabella in nome della legalità ha deciso di demolire la sua casa abusiva è un po' come dire che il condannato ad una pena detentiva ha deciso di andare in carcere. Decidere

significa avere alternative. Falabella non aveva alternative. Poteva decidere se demolirla lui e rimanere sindaco o farsela demolire dal Comune a spese sue e smettere di essere sindaco. La cosa veramente surreale di tutta la narrazione è che il sindaco ha iniziato a raccontare se stesso come un martire e tutto il centrosinistra gli è andato dietro. La demolizione di una casa abusiva è diventata una difesa della democrazia, una casa abusiva demolita è diventata un presidio di legalità.

Come direbbe Totò: “ma ci faccia il piacere”. Qui siamo oltre i limiti della pagliuzza e della trave, qui siamo alla trave nell'occhio trasformata in oggetto prezioso. La sinistra è diventata l'alchimista della morale.

NON DATEGLI RETTA

Noi che siamo gente semplice, veniamo da tradizioni e culture popolari ricordiamo che chi mente una volta mente sempre. In questi giorni hanno mostrato la loro capacità di stravolgere la realtà e di trasformare illeciti, abusi e uso privato di risorse pubbliche in atti eroici e presidi di legalità.

Si sono smascherati tutti. Ora che avete e abbiamo visto sotto gli occhi e chiaramente cosa sono capaci di fare basta non credergli più.

Se hanno giocato a ribaltare una verità evidente figuriamoci cosa possono fare con quello che è meno evidente.

DI
Giordano e Mitidieri

segretario dei Radicali Lucani Bolognetti

Vicenda Falabella, «tra post-verità e surreali cause di beatificazione»

Falabella abbatte la villa abusiva

Il video strappalacrime del sindaco di Lagonegro Salvatore Falabella con il quale ha annunciato la demolizione, dopo un lungo iter, della sua villetta abusiva in contrada Zanco, ha trasformato un atto dovuto in un evento politico straordinario, celebrato, a giudicare dai tanti attestati di solidarietà ricevuti sui social, come prova di eroismo e rispetto della legalità. Questa narrazione lascia perplesso Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, che commenta l’accaduto attraverso una nota. *******

DI MAU R I Z IO B O LO G NE TT I*

Sto ancora cercando di riprendermi da quanto è accaduto in queste ore a Lagonegro e sto provando a trovare parole adeguate in grado di trasferire su carta il mio pensiero. Parole adeguate difficili da estrarre anche dal cappello a cilindro del miglior vocabolario della lingua italiana, quando i fatti di cui provi ad occupartiassurgono alla categoria del surreale. Di cosa sto parlando? Vero, avrei forse dovuto scriverlo in premessa. Parlo della beatificazione a mezzo Meta e con ogni altro mezzo possibile del sindaco di Lagonegro. Parlo della vicenda che ha portato, dopo un lunghissimo tira e molla, alla demolizione di una abitazione abusiva e sottolineo abusiva.

Davvero non capisco il perché di tanti attestati di

solidarietà pelosa e il tentativo patetico e al tempo stesso tragicomico di trasformare un atto dovuto e obbligato in gesto eroico, teso ad onorare la “legalità”. In questa storia l’unico amore per la verità che intravedo è quella di un giornale che ha onorato il suo ruolo (Cronache Lucane) e quello di una opposizione che ha fatto quel che ci si aspetta da un’opposizione: vigilare sul rispetto delle regole. Per il resto la vicenda Lagonegro-Falabella-Demolizione è scaduta,con il rispetto dovuto a un gigante del genere quale è stato Mario Merola, a una pessima sceneggiata, in cui noti moralizzatori un tanto al kilo stanno provando a buttarla in caciara e mostrando il volto di una politica che prescinde totalmente dai fatti pur di guadagnare qualche misero consenso. No, rettifico: le cose stanno anche peggio. Nella vicenda Lagonegro non solo si prescinde dai fatti, ma siamo di fronte al patente tentativo di rimuoverli e obliterare la memoria dei cittadini.

Gioverà ricordare a qualche fariseo che si sta spellando le mani in applausi, a chi fa la ola, a ragazzoni cresciuti calati nell’improbabile e fantasmagorico ruolo di groupie, a quelli che trasformano ogni maledetta volta la politica in questione di tifoserie e fanno prevalere l’appartenenza a una qualche etnia partitocratica,alcuni fatti.

A me risulta, per dirne una, che il 24 gennaio

2025 (esattamente un anno fa) l’Ufficio Tecnico del Comune di Lagonegro, dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici dello stesso ufficio assieme ai Carabinieri e ai Carabinieri forestali, indirizzava una missiva all’attenzione del Comando Stazione Carabinieri di Lagonegro, al Comando Stazione Carabinieri Forestale e al Comando della Polizia Locale.

Gioverà rammentare a coloro che, sorprendentemente, stanno aprendo una causa di beatificazione, cosa c’era scritto nel sopra citato documento: “Le opere sono state realizzate in assenza di permesso a costruire; in assenza della denuncia dei lavori strutturali; in assenza del parere idrogeologico”.

A me risulta che già ad agosto c’era stata un’ordinanza di demolizione da parte del Comune; ordinanza che andava eseguita entro 90 giorni. Mi risulta, inoltre, che in prossimità della scadenza, il sindaco di Lagonegro, dopo la demolizione di una insignificante parte dell’abitazione in oggetto,abbia, per carità legittimamente, fatto ripartire tutto l’iter, presentando una nuova istanza di sanatoria.

Il 1° agosto 2025, infatti–gioverà riportare anche questo – l’Ufficio Tecnico del Comune di Lagonegro aveva emanato l’Ordinanza n. 39/2025, naturale conseguenza del sopralluogo effettuato a gennaio. Nel documento in oggetto è dato tra l’altro leg-

gere quanto segue: “Ordina al signor Falabella Salvatore la demolizione delle opere abusive sopra descritte […] Avverte che qualora non si provveda entro il termine di 90 giorni […] si procederà d’ufficio, fatti salvi ed impregiudicati i provvedimenti di carattere penale previsti dall’art. 44 del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380, ai sensi dell’art. 31, dello stesso D.P.R. […] alla demolizione d’ufficio”. Il provvedimento, è giusto sottolinearlo, poteva essere oggetto di ricorso giurisdizionale davanti al Tar.

Non sarò certo io quello che gode o esulta perché il sindaco di Lagonegro ha dovuto fare quel che doveva, ma trovo a dir poco insopportabile il fariseismo di alcuni esponenti di “Basilicata casa in comune”, pardon “Basilicata casa comune”,e lo spacciarsi per vittime o per eroi. In questa triste storia, triste sotto tutti i punti di vista, una volta tanto è stato fatto quel che doveva esser fatto e non ci sono né vincitori né vinti, ma solo la plastica rappresentazione, una volta di più, di una politica incapace di non trasformare in tifo da stadio tutto ciò che tocca. Probabilmente in un’epoca fatta di post-verità e post-democrazia non ci si poteva aspettare di meglio, ma non posso non invitare certi sepolcri imbiancati a tacere per carità di patria. Voglio ribadire quel che a caldo ho scritto nelle scorse ore: “Sono a dir poco

perplesso. Francamente non riesco a comprendere in cosa consista l'atto di eroismo compiuto dal sindaco di Lagonegro.Per quanto mi è dato sapere, l’abitazione da demolire è stata edificata in una zona agricola, sottoposta tra l'altro a vincolo idrogeologico e forestale.L'unica cosa che non mi stupisce affatto in questa vicenda è leggere il commento del campione dei moralizzatori a corrente alternata, alias il nostro Angelo Chiorazzo, custode della moralità altrui.

A me sembra di poter dire che qui si è capovolto il mondo e non è questione personale né tanto meno di partiti e colori politici, se di politica vogliamo parlare”. Mutatis mutandis, vorrei segnalare a chi legge che in data 29 dicembre 2025 ho presentato una richiesta di accesso agli atti al sindaco del Comune di Seniseper ricevere lumi su un permesso a costruire rilasciato in sanatoria alla Cooperativa Auxilium. Permesso che riguarda un casale che, per quanto ne so, risulta essere nelle disponibilità di uno dei soci della sopra citata cooperativa. Sempre per quanto di mia conoscenza, le irregolarità da sanare riguarderebbero opere eseguite in difformità alla DIA del 10 agosto 2009 e successiva variante del 15 marzo 2010. In attesa di poter meglio comprendere la situazione, segnalo ad Angelo Chiorazzo e al Presidente della Auxilium che resto in attesa, come da comunicazionipervenutemi dall’Ufficio tecnico del Comune di Senise in data 14 gennaio,che Auxilium decida di non opporsi alla richiesta di documenti che ho avanzato. Immagino che non accadrà, ma se dovesse accadere posso preannunciare che una eventuale opposizione dovrà essere ben motivata, molto ben motivata. È un diritto di ogni cittadino di questa Repubblica poter accedere agli atti della Pubblica Amministrazione e spero che questo lo abbiano tutti ben chiaro.

archeggi abusivi, applausi Vinse il festival facendo ridere e riflettere e conclusindaco di Lagonegro for se Falabella riteneva di vomusicale, preferisce Man-
ad Elio e il sorriso enigdi rispetto delle regole. Vive in una casa abusiva,
ogni trucco, lo annuncia con un video strappalacrime alla Ferragni
Lagonegro non è la terra dei cachi, trionfa la legalità, nonostante i giustizialisti a corrente alternata
sua villetta

Basilicata 24 ore

MARTEDÌ L’IIS L. DA VINCI - NITTI OSPITA L’EVENTO DI LANCIO DELLA RETE INTEGRATA PER SENSIBILIZZARE

#OnlifeGuardians: il progetto contro il cyberbullismo parte da Potenza

Lescuole fanno rete contro il Cyberbullismo. Martedì 20 gennaio a partire dalle ore 15.30, nell’aula magna dell’IISL. da Vinci - Nitti, a Potenza, si terrà l’evento di lancio del progetto #OnlifeGuardians – Una rete integrata per la Rete.

L’iniziativa si inserisce nella Giornata del Rispetto, istituita dal Parlamento italiano con la Legge 17 maggio 2024 n. 70, con l’obiettivo di sensibilizzare alla non violenza e al contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione.

L’IIS L. da Vinci - Nitti è capofila del progetto #OnlifeGuardians, finanziato dal

Ministero dell'Istruzione e del Merito, a livello nazionale, per contrastare il cyberbullismo e promuovere la cittadinanza digitale. La rete coinvolge sei comuni (Potenza, Brienza, Satriano, Sasso di Castalda, Savoia di Lucania, Sant'Angelo Le Fratte), tre istituzioni scolastiche (IIS "L. da Vinci-Nitti" - Potenza qualeCapofila; I.C. Satriano-Brienza - Satriano di Lucania e I.C. "F. Torraca - L. La Vista" – Potenza), due partner istituzionali (Polizia Postale - Questura di Potenza e Tribunale dei Minorenni della Basilicata), e una associazione (Il Cielo nella Stanza).

Nel corso della presentazione sono previsti gli interventi dei dirigenti delle scuole coinvolte, di rappresentanti delle istituzioni partner del progetto, le testimonianze degli stessi ragazzi.

Il portavoce del Comitato per il distretto della Corte d’Appello di Potenza: «Di fatto il referendum non incide sulle norme ordinarie»

Referendum giustizia e le ragioni

del “no”: parla l’avvocato

D I AN N A TAM M AR I EL L O

Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si terrà il 22 e 23 marzo 2026. Questo referendum confermativo riguarda la separazione delle carriere dei magistrati e l'introduzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura. La riforma è stata approvata dal Parlamento senza aver raggiunto la maggioranza dei 2/3 ed è stata, perciò,sottoposta al referendum confermativo che, a differenza di quello abrogativi, non richiede un quorum di partecipazione. Abbiamo sentito telefonicamente l’avvocato Massimo Oriolo, portavoce per il distretto di Corte di Appello di Potenza del “Comitato Avvocati per il No” «Siamo per il No perché la proposta di riforma costituzione non incide sulle disfunzione della giustizia; non accorcia i tempi del processo, non ha un'incidenza sulla vita quotidiana dei cittadini né su quella degli operatori della giustizia. Attualmente chi fa un concorso in magistratura lo fa o per diventare pubblico ministero o per diventare giudice. Con la modifica costituzionale si

creano due distinti ordini separati». «In questo modo il pubblico ministero, che in astratto dovrebbe raccogliere elementi di prova anche a favore dell'indagato, diventa un superpoliziotto e viene sottratto alla cultura

della giurisdizione. Con la riforma avremo, inoltre, due distinti organismi di autogoverno (uno per i pm e uno per i giudici) eletti per sorteggio e non per competenze, questo secondo la riforma». «Credo, in ogni caso, che

l'argomento sia particolarmente sensibile e non vada nemmeno trascinato nel puro dibattito politico. Bisognerebbe quindi fermarsi ad una valutazione di merito delle problematiche» afferma Oriolo. Nel manifesto pubblicato dagli avvocati per il NO si evidenzia: il giudice è colui che decide, il pubblico ministeroè colui che rivolge al giudice una richiesta (il rinvio a giudiziodell’imputato, l’archiviazione del caso, le misure cautelari, lacondanna o l’assoluzione).

«Nella vita reale, le statistiche dicono che nella quasi metà dei casi ilgiudice dà torto al pubblico ministero: assolve l’imputato quandoil pubblico ministero ne aveva richiesto la condanna o viceversa (la condanna in caso di richiesta di assoluzione).Già questo dimostra che, nell’attuale processo, il giudice non èsuccube del pubblico ministero né da lui condizionato, altrimentinon respingerebbe le sue richieste quasi una volta su due».

Inoltre, nella nota diramata aggiungono che «la magistratura è libera sesi autogoverna e, infatti, leMadri e i Padri costituenti,che

Oriolo

ricordavano lamagistratura asservita alregime fascista, previdero inCostituzione che lamagistratura costituisse unordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104 della Costituzione), che siautogovernasse attraverso il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Essere quindi governati dalla politica significherebbedipendere o essere, anche solo in parte, condizionati dalla stessa».

E sulla questione del sorteggio dei Consigli Superiori di Magistratura, specificano infine «che questa modalità di sorteggio non è prevista in nessun altro Paese del mondo. Il CSM è un organo di rilevanzacostituzionale e, dunque, non è ammissibile che vengacomposto tirando a caso i componenti, perché è un modo perumiliare la Costituzione che lo ha previsto, l’amministrazionegiudiziaria, la democrazia e i cittadini». Il comitato sta inoltre organizzando iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ragioni del no di concerto con altre realtà della società civile (ANPI, CGIL, Libera; Arci).

Aggiudicato il partenariato pubblico-privato per l’ampliamento e la gestione del servizio. Latronico: «Intervento di grande rilevanza»

Radioterapia, potenziamento al San Carlo: 4 pazienti all’ora

POTENZA. La Regione Basilicata rafforza l’assistenza oncologica con l’aggiudicazione della gara per l’ampliamento e la gestione del servizio di radioterapia dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza. L’intervento rientra nella programmazione sanitaria regionale, orientata a rispondere in modo strutturale ai bisogni di una popolazione caratterizzata da un progressivo invecchiamento e da una crescente incidenza delle patologie oncologiche, puntando su servizi ad alta specializzazione e prossimità delle cure. L’aggiudicazione è stata formalizzata con determinazione dirigenziale della Stazione unica appaltante della Regione Basilicata ed è divenuta efficace a seguito della verifica positiva dei requisiti dell’operatore economico aggiudicatario. «Si tratta di un intervento di grande rilevanza per la sanità lucana – dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico – che risponde a un fabbisogno concreto del territorio e rafforza in modo strutturale l’offerta di radioterapia in Basilicata».Il progetto prevede un investimento interamente a carico del soggetto privato superiore a dodici milioni di euro, nell’ambito di una concessione della durata di nove anni, senza oneri diretti per il bilancio regionale. Una scelta che contribuisce al miglioramento della sostenibilità complessiva del sistema sanitario e alla continuità dei servizi.Gli interventi comprendono la realizzazione di un nuovo bunker, annesso alla struttura esistente, destinato all’installazione di un secondo acceleratore lineare di ultima generazione, dotato di tecnologie avanzate per trattamenti radioterapici innovativi e ad alta precisione. È prevista anche una nuova area Tac dedicata al centraggio dei pazienti, elemento essenziale per la corretta pianificazione dei trattamenti, con

l’installazione di una Tac di ultima generazione. Il progetto include inoltre la rifunzionalizzazione dell’attuale reparto di radioterapia, con l’aggiornamento tecnologico dell’acceleratore lineare esistente, il rinnovo delle dotazioni e interventi finalizzati al miglioramento del comfort, della sicurezza e dell’umanizzazione degli spazi di cura.«L’obiettivo – prosegue Latronico – è potenziare la capacità del servizio, ridurre le liste di attesa e contenere la mobilità passiva verso altre regioni, offrendo ai cittadini lucani prestazioni di elevata qualità direttamente sul territorio». Il potenziamento consentirà di incrementare l’attività fino a quattro pazienti all’ora, con un obiettivo di almeno mille assistiti all’anno, determinando anche un incremento del fabbisogno di personale sanitario e tecnico.Il Centro di radioterapia del San Carlo si affiancherà a quello già operativo presso l’Irccs Crob di Rionero in Vulture, hub della rete oncologica regionale. Nella prossima primavera, con il coordinamento del Crob, sarà inoltre attivata la radioterapia presso l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera.

VIZZIELLO (BCC): «SERVONO NUOVE ASSUNZIONI»
«Medici fino a 72 anni è un’ipotesi assurda»

POTENZA. «È semplicemente assurdo prevedere che i medici possano continuare a lavorare nelle corsie degli ospedali fino al rag- giungimento dei 72 anni di età». È quanto afferma, in una nota, Giovanni Vizziello, capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, commentando l’annuncio del Governo Meloni relativo a un emendamento al Decreto Milleproroghe che proroga anche per quest’anno la possibilità di restare in servizio fino al settantaduesimo anno.Secondo Vizziello, la misura non tiene conto delle reali condizioni di lavoro negli ospedali italiani, segnati da gravi carenze di personale e da turni particolarmente gravosi. «Non si considera la produttività del lavoro a un’età così avanzata – sottolinea – né il rischio per la sicurezza delle cure e per la stessa integrità del personale sanitario».Il consigliere regionale evidenzia inoltre le difficoltà delle aziende sanitarie nel garantire le undici ore di riposo tra un turno e l’altro previste dalla normativa sull’orario di lavoro. «Queste criticità – aggiunge – possono essere affrontate solo con nuove assunzioni e con il miglioramento delle condizioni economiche e operative».«Il Governo dovrebbe interrogarsi sulle cause della fuga dei medici dagli ospedali pubblici – conclude Vizziello – invece di ricorrere a soluzioni tampone che non risolvono i problemi strutturali della sanità».

L’amministratore del Centro privato, Enzo Basentini, critica l’inaugurazione del nuovo servizio presso l’ospedale pubblico

Dialisi a Policoro, Sm2 denuncia sprechi e irregolarità

POLICORO. Il 19 gennaio 2026 è prevista l’inaugurazione del nuovo servizio di dialisi presso l’ospedale di Policoro, presentato come un rafforzamento dell’offerta sanitaria pubblica. Un’iniziativa che viene però duramente contestata dal Centro Dialisi Sm2, che solleva dubbi sui costi, sull’organizzazione del servizio e sul rispetto della normativa regionale.«Quello che viene inaugurato come un reparto di dialisi – afferma l’amministratore Enzo Basentini – in realtà solleva forti perplessità, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo del rispetto delle regole». Il progetto prevede l’attivazione di quattro poltrone di dialisi, destinate a sedici pazienti organizzati in turnazioni mattina e pomeriggio a giorni alterni. «Parlia-

mo di numeri estremamente limitati – sottolinea – che rendono legittima una domanda: vale davvero la pena sostenere costi così elevati per un servizio così ridotto?».Secondo Basentini, oltre ai costi di gestione ordinaria della dialisi, occorre considerare le spese necessarie per l’apertura ex novo della struttura, tra lavori, adeguamenti, impianti, attrezzature, personale e organizzazione complessiva. «Tutto questo grava sulla sanità pubblica – osserva –quando lo stesso servizio, con lo stesso numero di pazienti e di trattamenti, potrebbe essere garantito dal Centro Dialisi Sm2 già operativo sul territorio, senza costi di costruzione e con un impatto economico nettamente inferiore».Le criticità più rilevanti riguardano però il rispetto della normativa re-

gionale. «I posti dialisi previsti presso l’ospedale di Policoro non rispettano quanto stabilito dalla legge regionale numero ventotto del duemila – evidenzia Basentini – che disciplina in modo chia-

ro l’organizzazione della dialisi ospedaliera». In particolare, l’impianto di osmosi, che per la dialisi in ambito ospedaliero deve essere fisso, verrebbe installato in modalità mobile, una soluzione consentita esclusivamente per la dialisi domiciliare.A destare ulteriore preoccupazione sono anche gli spazi destinati ai pazienti. «Le stanze sono di pochi metri quadrati – aggiunge – e non garantiscono gli standard minimi di sicurezza, privacy e comfort previsti per una terapia salvavita». A questo si somma l’assenza di un reparto autonomo e dedicato, con l’utilizzo di ambienti appartenenti ad altri reparti. «Definire questa struttura un reparto di dialisi – conclude Basentini – appare forzato e non tutela né i pazienti né le risorse pubbliche».

Life Seed Neb, Beneventi: «Un’opportunità per coniugare educazione e rigenerazione urbana»

POTENZA. Procede spedito il progetto Life Seed Neb che vede il Comune di Potenza partner, insieme alle municipalità di Lorquí in Spagna e Dunaújváros in Ungheria, nella realizzazione di interventi di Nature-Based Solutions (NBS) orientati alla rigenerazione urbana, al rafforzamento della biodiversità e al miglioramento della qualità ambientale degli spazi pubblici, in coerenza con i principi del New European Bauhaus e attraverso processi partecipativi. Una delegazione del capoluogo è volata in Spagna per partecipare al meeting dei partner, nell’ambito dello Steering Committee n. 4 del progetto europeo. Il partenariato comprende enti di ricerca, università e soggetti specializzati a livello europeo, tra cui il Comune di Lorquì (coordinatore del progetto), Euro Vértice, l’Universidad

lo stato di avanzamento delle attività progettuali, con particolare attenzione agli interventi di beautifying with nature, al monitoraggio dei risultati e alle strategie di comunicazione e replicabilità. Per Potenza, il progetto prevede interventi di NBS presso l’Istituto Comprensivo Statale “L. Sinisgalli” e l’area esterna di pertinenza, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni ambientali, il comfort e la fruibilità degli spazi, promuovendo al contempo la sostenibilità e la biodiversità urbana.

con importanti ricadute in termini di replicabilità delle azioni sul territorio». Il Sindaco Vincenzo Telesca sottolinea come «la partecipazione a progetti europei come Life Seed Neb confermi l’impegno dell’Amministrazione comunale nel promuovere politiche urbane innovative e sostenibili, capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di rafforzare il ruolo di Potenza nei network europei dedicati alla transizione ecologica». La partecipazione attiva del Comune di Potenza al progetto LIFE SEED NEB conferma, dunque, l’impegno dell’Amministrazione comunale nel promuovere politiche urbane innovative e sostenibili, rafforzando il ruolo della città nei programmi europei e nei contesti internazionali dedicati allo sviluppo di soluzioni ambientali concrete e replicabili. POTENZA

Politécnica de Madrid, Anse, Singular Green, Comune di Dunaùjvaros, Comune di Potenza e il Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale - Università degli Studi di Napoli Federico II. Per l’Amministrazione comunale di Potenza hanno preso parte ai lavori

l’Assessore all’Ambiente Michele Beneventi, la Dirigente ing. Angela Laurino e lo staff tecnico compresa la società ExeoLab srl, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Telesca. Nel corso del meeting, i partner hanno condiviso

«La partecipazione del Comune di Potenza al progetto LIFE SEED NEB – dichiara l’Assessore Michele Beneventi –rappresenta un’opportunità strategica per tradurre i principi della sostenibilità ambientale e del New European Bauhaus in interventi concreti e misurabili, con benefici ambientali, sociali ed educativi e

POTENZA Il vicepresidente Caiazzo: «Lavoriamo per un rione più vivibile e sicuro per tutti»

Serpentone, il Comitato di quartiere con

le sue attività pronto a rivitalizzare il rione

DI F R AN C E S C O M E N ON N A

POTENZA. Rione Cocuzzo e il quartiere simbolo dei problemi che attanagliano la città di Potenza. Un rione figlio di tante istanze tutte finora sul tappeto. La comunità rionale da diversi anni punta a dare vivacità alla zona alle prese con diverse problematiche di decoro urbano, grazie alle tante iniziative poste in essere dall'Aps Comitato Rione Cocuzzo presieduta da Domenico Samela e con il vice presidente Daniele Caiazzo pronto a dare voce e linfa vitale alle istanze dei cittadini. Oltre ai due responsabili, altri cinque soci danno una mano alle iniziative della struttura associativa.

Lo stato dei palazzi, le tante richieste rimaste lettera morta alla Regione e all'Ater in merito alla caduta di calcinacci e intonaco rappresentano l'emblema di una situazione che turba non poco la vita del rione. Una questione aperta e che stenta a chiudersi nonostante i solleciti.

La presenza di calcinacci, le iniziative giovanili rappresentano le due chiavi di lettura di un per-

corso molto importante ma al tempo stesso delicato riguardante il futuro di un rione, considerato a torto un quartiere dormitorio ma che anzi anche grazie alla presenza dei giovani può diventare un punto di riferimento per tutta la comunità. Il vice presidente Daniele Caiazzo ha fatto il punto della situazione in merito alle problematiche sul tappeto e le iniziative a sostegno dei giovani del rione.

Quali sono i progetti dell'associazione?

« Dopo un anno di fermo quasi, stiamo cercando di catalizzare l’attenzione sui fabbricati del rione che purtroppo non dico cadono a pezzi ma quasi quindi siamo in contatto con l'Ater e la Regione per cercare di dare un minimo di sicurezza ai cittadini che ci abitano. Per la parte ludica stiamo organizzando con i ragazzi del quartiere qualche attività per smuovere la comunità ».

Quali sono le difficoltà che incontrate?

« Le difficoltà sono non poche. Nel nostro rione vivono molti anziani che difficilmente scendono in piazza e partecipano alle atti-

vità. Il nostro obiettivo è quello di far uscire le persone di casa e regalare loro un momento di distrazione ».

Ritorniamo alla questione legata ai palazzi e ai calcinacci, da quanto tempo avete segnalato all'Ater e alla Regione la questione dei calcinacci che cadono dai palazzi?

« Questa è una storia che va avanti da un bel po' di anni. L'anno scorso abbiamo avuto un primo incontro direttamente in Regione ad esporre il problema. L'Ater ci ha detto in quell’occasione che ad aprile avrebbe dovuto presentare un progetto a Roma sull’efficientamento energetico. Ancora non abbiamo saputo niente, adesso sono finite le feste, attendiamo qualche riscontro ».

A breve cosa pensate di fare con i giovani per vivacizzare il vostro quartiere?

«Stiamo organizzando insieme alla compagnia teatrale Lu Uariniedd di Vincenzo Lauria, il carnevale a Cocuzzo. Si terrà a metà febbraio e ci sarà una sfilata con i carri e dei momenti di gioco con i bambini. Vogliamo coinvolgere la scuola e le altre asso-

ciazioni. Sarà un’occasione per divertirsi tutti insieme » Tanti problemi, tante iniziative per un rione che punta decisamente ad uscire dall'isolamento e di fare dell'aggregazione un punto di forza per superare le difficoltà attuali, sperando nel miglioramento strutturale dei fabbricati che vivono situazioni di estremo degrado urbano.

Un momento dell’incontro

LA RIFLESSIONE

Un incontro pubblico al Circolo Angilla Vecchia che ha messo a confronto cittadini, commercianti e l’assessore Giuzio

Potenza e i sensi unici: quando il cambiamento chiede ascolto

DI D INO Q UARATINO

Ieri si è svolto un incontro pubblico molto significativo, organizzato dall’ex sindaco di Potenza, Gaetano Fierro, presso il Circolo culturale Angilla Vecchia. È stata un’occasione concreta per discutere, ascoltare e confrontarsi su scelte che incidono sulla vita quotidiana della città. Ed è proprio da questo incontro che nasce questa riflessione: C’è un momento preciso in cui una città capisce se chi la governa sta camminando con lei oppure davanti a lei, dando per scontato che prima o poi tutti si adegueranno. Non è un momento solenne, non è annunciato, non ha una data cerchiata in rosso.

scrive la realtà.E quanto alla paura delle novità, vale la pena dirlo chiaramente: anche un cittadino romano o salernitano si spaventa se una decisione che incide sulla sua vita quotidiana viene comunicata quando è già operativa. Non è pro- vincialismo. È una reazione umana.

PARCHEGGI: UNA RISPOSTA SOLO APPARENTE

È molto più semplice: è quando un cittadino apre un giornale, legge un comunicato stampa e scopre che la sua quotidianità è cambiata. È accaduto così anche questa volta. Le nuove direzioni obbligatorie, i sensi unici, i divieti di transito non sono arrivati al termine di un percorso condiviso, ma come una decisione già presa. E prima ancora di discutere se siano giuste o sbagliate, il punto resta il metodo. Perché una comunità adulta non può essere coinvolta a cose fatte. Informare non è partecipare. LA SCORCIATOIA DELLA RETORICA

Ogni volta che si parla di viabilità a Potenza, emerge puntuale una narrazione rassicurante nella sua semplicità: i potentini vogliono parcheggiare sotto casa, i potentini non accettano le novità, i potentini si spaventano. È una scorciatoia retorica. Comoda, ma poco utile. Parcheggiare sotto casa non è una mania identitaria, è un diritto che nessuno contesta a chi vive in periferia. Perché allora dovrebbe diventare un capriccio quando riguarda i residenti del centro storico? Perché ciò che è legittimo a rione Lucania dovrebbe essere un abuso in via Del Popolo? Questo luogo comune non offende, semplicemente non de-

I sensi unici hanno pro- dotto nuovi stalli. È un dato. Ma la domanda decisiva resta inevasa: a beneficio di chi? Perché se quei parcheggi finiscono per favorire soprattutto i residenti con due automobili e i lavoratori del centro storico, non si sta incentivando la vita del centro, si sta solo redistribuendo una risorsa scarsa. La rotazione resta bassa, i controlli insufficienti, l’accessibilità invariata.

Le attività commerciali continuano a soffrire non per mancanza di parcheggi in senso assoluto, ma perché raggiungere il centro è diventato più complicato, più lungo, più scoraggiante. Una città non vive di stalli. Vive di flussi.

SICUREZZA: LA DOMANDA CHE NON POSSIAMO ELUDERE

C’è poi una questione che dovrebbe precedere tutte le altre: la sicurezza.Potenza è una città ad alta vulnerabilità sismica. Non è un’opinione, è un dato strutturale. Restringere arterie storicamente ampie come corso Garibaldi e corso Umberto I senza prevedere corsie di emergenza impone una riflessione seria.

Ambulanze, vigili del fuoco, forze dell’ordine non possono essere una variabile secondaria. In una città come la nostra l’emergenza non è un’ipotesi astratta, è una possibilità concreta che va prevista prima, non gestita dopo. NUMERI, STATISTICHE E CITTÀ VISSUTA

L’assessore Giuzio ha parlato di rilevazioni statisti-

che, citando anche il numero dei ticket per la sosta come strumento di valutazione. È un approccio legittimo. La statistica aiuta a leggere i fenomeni, individuare tendenze, dare una misura. Ma la statistica, quando incontra una città, non è una scienza esatta. I numeri dicono quante auto entrano, quante sostano e per quanto tempo. Non dicono perché qualcuno rinuncia a venire in centro, perché un altro gira a vuoto, perché un commerciante abbassa la serranda prima del solito o perché un residente si sente più isolato pur avendo parcheggio sotto casa. Proprio per questo, una sperimentazione ha senso solo se prevede tempi chiari, criteri di valutazione condivisi e la possibilità concreta di correggere o rivedere le scelte. L’assessore ha parlato di quattro mesi di sperimentazione: un orizzonte temporale definito che può avere valore solo se accompagnato da una verifica sul campo. Camminare le strade, osservare cosa accade nelle diverse ore del giorno, nei feriali come nei fine settimana, ascoltare chi vive e lavora in centro. Perché una scelta può funzionare sulla carta e non funzionare nella vita reale. E una città è fatta soprattutto di vita reale.

LA MEMORIA

URBANA CONTA

Negli anni Novanta Potenza ha già sperimentato sensi unici e semafori. Non hanno funzionato, non per resistenza culturale, ma per la conformazione delle sue strade. E allora il numero di automobili era sensibilmente inferiore a quello attuale. Se quelle soluzioni non hanno retto con meno traffico, è legittimo chiedersi per-

ché dovrebbero funzionare oggi. La memoria urbana non è nostalgia: è uno strumento di intelligenza collettiva.

UN CENTRO SEMPRE

PIÙ ISOLATO

Con questi sensi unici non si è data una risposta strutturale al fabbisogno del centro storico. Al contrario, il rischio è quello di isolarlo ulteriormente. Quando sarà attivato il senso unico in via Raffaele Acerenza si creeranno nuovi parcheggi, ma non sinergici con il cuore della città. Un centro storico isolato non muore all’improvviso. Si spegne lentamente.

SCALA MOBILE E TRASPORTO PUBBLICO: IL VERO NODO

Il problema principale non sono i parcheggi. È l’accessibilità. La chiusura della scala mobile di viale Marconi ha già accentuato le difficoltà. Le navette, pensate come soluzione temporanea, hanno comportato il taglio di nove linee. Il trasporto pubblico, invece di diventare l’asse portante della mobilità urbana, resta il punto più fragile. Senza un TPL riorganizzato, ogni piano della viabilità rischia di apparire punitivo, anche quando nasce con buone intenzioni.

RESIDENTI E

COMMERCIANTI:

UNA FRATTURA

PERICOLOSA

Quando una città mette residenti e commercianti l’uno contro l’altro, significa che ha smesso di pensarsi come comunità. Una frattura che non nasce spontaneamente, ma che viene alimentata quando manca una visione capace di tenerli insieme. Il centro storico non è solo un luogo dove si abita o si la-

vora: è un ecosistema delicato. Favorire una parte a scapito dell’altra rompe l’equilibrio e produce conflitti che nessuno vince.

VISIONE, NON EVENTI

Le responsabilità del declino del centro storico non sono solo della politica. Anche chi lo vive ha le sue colpe. Ma la politica ha il dovere della visione. Gli eventi non bastano. Le luci non bastano. Serve una programmazione seria, continua, coerente.Sono nato e cresciuto nel centro storico quando non era un tema, ma semplicemente casa. Ed è forse per questo che oggi faccio fatica a vederlo ridotto a problema tecnico.

UNA RICHIESTA, NON UNA LEZIONE Non scrivo per insegnare. Scrivo da cittadino che ama questa città. Riconosco nell’assessore Giuzio intelligenza e onestà intellettuale, emerse chiaramente nell’incontro pubblico di ieri. È su questa base che chiedo una riflessione profonda, in particolare sull’istituzione del senso unico in via Raffaele Acerenza, da valutare solo dopo dati certi e verifiche reali. La priorità resta l’accesso al centro storico, attraverso una ZTL intelligente e un serio riordino del trasporto pubblico. È un suggerimento, non una pretesa.

CAMMINARE

INSIEME

Una città cresce quando chi la governa accetta di camminare insieme a chi la vive. Non si tratta di rallentare il cambiamento, ma di orientarlo. Perché Potenza non rifiuta le novità: chiede solo di essere parte del proprio futuro. E una città che partecipa, difficilmente sbaglia strada.

Il sindaco Rubino: «Darà la possibilità di avere luce vicino casa e superare il problema di copertura dei servizi, rispettando anche l’ambiente»

Moliterno, arrivano i kit fotovoltaici d’illuminazione pubblica per le contrade

Buone nuove per gli abitanti delle aree rurali di Moliterno. Il Sindaco Antonio Rubino ha difatti annunciato la possibilità di presentare la domanda per “Una Luce in ogni casa delle aree rurali”.

«Un passo storico, una luce –simbolica e reale – in ogni singolo nucleo familiare delle nostre

aree rurali, tutto il territorio sarà così coperto dal servizio di illuminazione pubblica -spiega- Un segnale concreto di vicinanza ed estensione dei servizi. Sono già online l’avviso pubblico, il bando ed il modulo di adesione e bisogna presentare la domanda entro il 6 febbraio».

Il Sindaco procede a spiegare che si tratta di una «iniziativa che permette di avere, in comodato d’uso

gratuito e per 5 anni rinnovabili (i dispositivi rimarranno nella proprietà dell’Amministrazione ed alla scadenza del rapporto contrattuale rientreranno nella disponibilità del Comune), un kit fotovoltaico composto da pannello e luce, che andrà ad illuminare gli accessi alle abitazioni del territorio comunale rurale. Dopo aver ripristinato i punti illuminazione non funzionanti e averne in-

stallato 30 nuovi, con questo progetto ora portiamo la luce pubblica su tutto il territorio di Moliterno. È una misura importantissima – si avvia a concludere il primo cittadino- ed è un progetto costruito con la partecipazione dei residenti e che darà la possibilità a tutti di avere l’illuminazione vicino casa, superando così un problema importante di copertura dei servizi. Lo facciamo inoltre, rispettando l’ambiente e con la sostenibilità, che è un altro degli aspetti che ci sta a cuore».

Possono presentare domanda «tutti i nuclei familiari residenti nel Comune di Moliterno; in particolare devono avere la residenza anagrafica in immobili ubicati in aree rurali con abitazioni posizionate ad una distanza non inferiore a 20 metri dall’impianto di illuminazione pubblica; Coloro che risultano in regola con gli obblighi tributari nei confronti del Comune e che non abbiano già beneficiato da parte del Comune di analoghi contributi o forniture per la stessa finalità».

DI EM AN U E LA C A LAB RE S E
Rubino

Tentato furto e droga, a Matera arrestato un 65enne

MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha arrestato un uomo di 65 anni, residente in città, ritenuto responsabile dei reati di tentato furto aggravato in abitazione e di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Gli agenti sono intervenuti su richiesta di una donna che, mentre era in casa, insieme alla figlia, udiva degli strani rumori provenire dalla porta d’ingresso dell’appartamento. La figlia, avvicinatasi allo spioncino, verificava la presenza di un uomo che cer-

cava di forzare la serratura. L’inevitabile rumorosa reazione della ragazza, dovuta allo spavento, portava il malintenzionato a desistere e ad andare via. La descrizione del soggetto consentiva agli operatori di individuarlo poco distante, mentre tentava di allontanarsi dalla zona a bordo di un’autovettura. Nel veicolo venivano rinvenuti attrezzi atti allo scasso, compatibili con i segni di forzatura rilevati dalla Polizia Scientifica sia sul portone dello stabile che sulla

porta di ingresso dell’appartamento. La perquisizione personale consentiva di rinvenire sostanza stupefacente e denaro contante. Nell’abitazione dell’uomo venivano rinvenuti e sottoposi a sequestro altra sostanza stupefacente, due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e contanti. Le prime analisi effettuate da personale della Polizia Scientifica accertavano che la sostanza sequestrata era del tipo cocaina. Su disposizione dell’Autorità

giudiziaria, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Lunga fase di stallo, l’Aula torna a riunirsi per l’elezione del vertice e per l’esame dei nuovi punti inseriti all’ordine del giorno

Da otto mesi senza presidente,

il Consiglio comunale ci riprova

MATERA. Facendo seguito alle determinazioni assunte dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari riunitasi il 15 gennaio 2026, il Comune di Matera ha comunicato l’integrazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per lunedì in prima convocazione e per mercoledì in seconda convocazione. La decisione comporta l’inserimento di ulteriori temi di rilievo amministrativo e politico che andranno ad arricchire il confronto in Aula.In particolare, l’ordine del giorno è stato integrato con una interrogazione a risposta scritta e orale, a firma del consigliere Domenico Bennardi, avente ad oggetto il “recupero crediti e l’occupazione abusiva di immobili comunali”. Il tema richiama l’attenzione

su una questione di gestione del patrimonio pubblico e sulle azioni messe in campo dall’amministrazione per contrastare situazioni di irregolarità e tutelare le risorse dell’ente.È stato inoltre inserito un ordine del giorno sottoscritto da diversi consiglieri, con primo firmatario ancora Bennardi, relativo alla partecipazione al progetto Avviso Anci “L’Italia delle Donne” edizione 2025. L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione delle figure femminili materane che si sono distinte in ambito culturale, sociale, istituzionale e professionale, contribuendo alla costruzione dell’identità e della storia della città.

A seguito dell’integrazione, l’ordine del giorno del Consiglio comunale risulta quindi riformula-

to includendo, oltre ai nuovi punti, l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio comunale, prevista dallo Statuto e dal Regolamento dell’assise. Un passaggio istituzionale centrale che non si riesce a realizzare or-

mai da otto mesi e che precederà il dibattito sui temi aggiunti, chiamando l’Aula a una discussione articolata su questioni di governo locale, valorizzazione del patrimonio e promozione delle politiche di genere.

A Matera incontro promosso da Cna e Cerquity Sud sulle comunità energetiche e i vantaggi per la ricettività extra-alberghiera

Energia condivisa, ecco le nuove opportunità per i B&B

MATERA. Un incontro dedicato alla sostenibilità energetica e alle opportunità per il settore della ricettività extra-alberghiera: è questo il tema dell’evento promosso da Cna Matera dal titolo La ricettività extra-alberghiera e i vantaggi dell’adesione a Cerquity Sud –Comunità energetica rinnovabile, in programma lunedì 19 gennaio alle ore 19.00 presso la sala conferenze dell’associazione, in via degli Aragonesi 26/A. L’iniziativa è promossa da Cerquity Sud, Cna Matera e Associazione B&B Matera, con l’obiettivo di informare operatori turistici, imprenditori e cittadini sui benefici economici, ambientali e sociali derivanti dall’adesione a una Comunità energetica rinnovabile, con

particolare attenzione alle strutture extra-alberghiere.Dopo i saluti istituzionali di Marilisa D’Ercole, vicepresidente dell’Associazione B&B Matera, e di Giuseppe Ranù, presidente vicario di Cna Matera, seguirà l’intervento di Savio Di Stefano, vicepresidente di Cerquity Sud Società cooperativa, che illustrerà il funzionamento delle comunità energetiche, i vantaggi concreti per gli operatori del settore e le modalità di adesione. Le conclusioni saranno affidate a Leonardo Montemurro, presidente di Cna Matera, che sottolineerà il ruolo strategico della transizione energetica per la competitività delle imprese locali e per lo sviluppo sostenibile del territorio.L’evento rappresenta un’importante occa-

sione di confronto e approfondimento per comprendere come le comunità energetiche rinnovabili possano contribuire alla riduzione dei costi energetici, alla valoriz-

zazione delle strutture ricettive e alla costruzione di un modello energetico più equo e condiviso. La partecipazione è aperta al pubblico.

Falò, riti religiosi e benedizione degli animali: il 17 gennaio Montalbano Jonico celebra una festa che intreccia fede, storia e identità comunitaria

Montalbano Jonico: si rinnova una antica

tradizione

V I N C E N Z O M A I DA

Nel comune jonico ogni anno il 17 gennaio si rinnova una tradizione antichissima: l’accensione dei fuochi di Sant’Antonio Abate, la benedizione degli animali e la degustazione di prelibatezze locali, che hanno anche ottenuto il riconoscimento De.Co , prodotti a denominazione comunale. Il tutto sarà preceduto dalla celebrazione di una Santa Messa nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie, nel cui piazzale antistante si svolgeranno gli eventi sopracitati.

A Policoro i festeggiamenti sono stati anticipati al 16 gennaio.

I festeggiamenti per Sant’Antonio Abate sono diffusi in varie parti d’Italia, ma in Sardegna e nel Salento sono particolarmente suggestivi.

A Montalbano Jonico assumevano delle caratteristiche particolari dovute anche alla suddivisione del centro abitato in antichi quartieri che prendevano da qualche peculiarità. Giù da diverse settimane prima del 17 gennaio i giovani dei diversi quartieri entravano in competizione tra di loro, per accumulare quante più frasche di ulivi e fogliame possibile.

dei fuochi di Sant’Antonio Abate

Il tutto era finalizzato ad aggiudicarsi il primo posto per 0il fuoco le cui fiamme ardevano più alte di quelle degli altri quartiere.

Spesso si faceva la guardia fino a tarda a quel legname per sorvegliare che non venisse rubato dai giovane di un altro quartiere.

Il 17 gennaio il paese entrava in festa e spesso anche gli adulti collaborazione al recupero di quanta più legna possibile.

Con l’arrivo dell’energia elettrica e l’attraversamento dei cavi nel centro abitato, questa tradizione è andata lentamente scemando, anche a causa di alcuni incendi.

Anche la benedizione degli animali non ha stessa suggestione del passato, quando asini, muli, cavalli, etc.etc., erano indispensabili e facevano parte della vita quotidiana della popolazione. È comunque importante tenere viva la tradizione, sia pure con l’adattamento alle esigenze di oggi, e trasmetterla alle future generazioni, insieme al loro profondo significato.

Una leggenda, infatti, rielabora il ben più noto mito di Prometeo e narra che, in antichità, l'uomo, non conoscendo l'esistenza del fuoco, era costretto a sopravvivere al freddo.

Sant'Antonio abate, preso dalla compassione, si recò all'inferno con al seguito il suo maialino e il suo bastone. Una volta arrivato alle porte degli inferi, Lucifero e gli altri diavoli lo bloccarono senza farlo proseguire. Il maialino riuscì, però, a infiltrarsi creando un gran subbuglio.

I diavoli furono così costretti a far entrare Sant'Antonio per prendere l'animale e portarselo via. Approfittando di questo trambusto, il santo riuscì ad avvicinare il suo bastone di ferula (pianta er-

bacea che a diretto contatto col fuoco si annerisce ma non brucia) alla brace conservando al suo interno il fuoco: a quel punto richiamò all'ordine il maialino ed uscì. Una volta sulla terra, al santo bastò soffiare sul suo bastone per farne scaturire delle scintille che si sparsero per tutta la terra, donando un prezioso elemento agli uomini.

Sant’Antonio Abate, uomo di fede e anacoreta, influenzò la vita e le abitudini di molti fedeli e rappresentanti della Chiesa Cristiana.

Nato intorno al 250 d. C. in Egitto, all’età di ventuno anni abbandonò le sue terre per vivere una vita da eremita.

La sua immagine, nelle raffigurazioni e nei dipinti, viene affiancata da un maiale, simbolo delle tentazioni carnali, e da un bastone a “T” che indica “TAU”, la 19 lettera dell’alfabeto greco.

La sua storia e le sue vicende sono narrate da Sant’Atanasio, suo discepolo e sostenitore, il quale contribuì a far conoscere la figura del Santo in tutta la chiesa.

Il capogruppo regionale azzurro rilancia il valore strategico del progetto: «Un’occasione di sviluppo sostenibile per tutta la costa ionica»

Policoro

«Esprimo il mio pieno e convinto sostegno alla candidatura di Policoro a Capitale Italiana del Mare 2026. Si tratta di un’iniziativa strategica che può rappresentare una svolta per l’intero territorio lucano e, in particolare, per la costa ionica». Lo dichiara Michele Casino, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.«Policoro incarna perfettamente i valori che questo riconoscimento intende valorizzare: la cultura del mare, la biodiversità, l’economia blu e uno sviluppo sostenibile orientato al futuro. La nostra città costiera – prosegue Casino –

ha tutte le carte in regola per ottenere questo prestigioso titolo e trasformarlo in un volano concreto di crescita economica, turistica e occupazionale».Il capogruppo azzurro sottolinea inoltre «l’importanza del sostegno istituzionale e imprenditoriale che si sta coagulando intorno al progetto». «Apprezzo particolarmente – aggiunge – l’adesione della Provincia di Matera, che ha riconosciuto in questa candidatura un’opportunità di crescita per l’intera area metapontina. Altrettanto significativo è il supporto del mondo produttivo e imprenditoriale, con l’adesione di CNA

e Confapi Matera, che dimostrano come il sistema delle imprese creda concretamente in questo progetto».«Il mare non è solo una risorsa naturalistica o turistica –conclude Casino – ma un vero motore di economia reale, capace di generare sviluppo sostenibile, occupazione qualificata e opportunità concrete per i nostri giovani. La candidatura di Policoro rappresenta l’occasione per costruire una visione integrata del nostro territorio costiero, valorizzando competenze, tradizioni marinare e innovazione. È un’opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire».

Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà: il 17 gennaio

DI DINO QUARATINO

Viviamo nell’epoca delle scorciatoie.

Tutto deve essere rapido, semplificato, possibilmente indolore. Opinioni in pillole, relazioni “gestibili”, indignazioni a tempo determinato. Anche la coscienza, quando è scomoda, viene messa in modalità silenziosa. Non perché non sappiamo distinguere il giusto dallo sbagliato, ma perché il giusto richiede fatica, e la fatica non è di tendenza. La parola più abusata del momento è “contesto”. La usiamo come un jolly: serve a giustificare tutto e il contrario di tutto. Una decisione discutibile? È il contesto. Una responsabilità mancata? Colpa del contesto. Un errore reiterato? Ancora il contesto. Peccato che il contesto spieghi, ma non assolva. E soprattutto non sostituisca la scelta. Siamo bravissimi a raccontarci che “non c’erano alternative”. È una bugia elegante, ben confezionata, che ci permette di dormire sereni.

In realtà le alternative ci sono sempre. Solo che spesso non ci piacciono, perché chiedono coerenza, e la coerenza non fa sconti. Non ti applaude, non ti protegge, non ti rende popolare. Ti rende solo responsabile. C’è una strana convinzione che circola: l’idea che la forza sia adattarsi a tutto. No. Quella è sopravvivenza, non forza. La forza vera è restare fedeli a

ciò che conta anche quando conviene fare il contrario. È dire “no” quando il “sì” sarebbe più comodo. È non partecipare al teatrino del vittimismo diffuso, dove tutti sono vittime di qualcuno e nessuno è autore delle proprie scelte. Oggi si parla molto di cambiamento, pochissimo di trasformazione. Il cambiamento è cosmetico: una mano di vernice, una frase nuova, un hashtag ben scelto. La trasformazione, invece, è un lavoro sporco. Ti costringe a guardarti allo specchio senza filtri, senza scuse, senza pubblico. Ed è lì che molti mollano. Perché è più facile cambiare narrativa che cambiare direzione. Siamo anche diventati maestri nell’arte della delega emotiva. Deleghiamo la felicità agli altri, la serenità alle circostanze, la pace a qualcosa che deve ancora accadere. “Starò bene quando…” è il mantra più ripetuto. Intanto la vita passa, e noi restiamo in attesa come se il presente fosse una sala d’aspetto. Spoiler: non arriva nessun turno chiamato “momento giusto”. C’è un’altra cosa che va detta, senza giri di parole: non tutto ciò che è condiviso è vero, e non tutto ciò che è virale è reale.

La realtà non ha bisogno di essere urlata per esistere. Sta nelle scelte quotidiane, spesso invisibili, che nessuno applaude ma che costruiscono direzione. Sta nel modo in

cui trattiamo gli altri quando non ci conviene farlo bene. Sta nel modo in cui parliamo quando potremmo manipolare. Sta nel modo in cui agiamo quando nessuno guarda. L’ironia di questi tempi è che ci sentiamo fragili proprio perché abbiamo rinunciato alla nostra parte più solida. Quella che sa reggere il peso delle conseguenze. Quella che non cerca sempre un colpevole esterno. Quella che accetta l’idea, rivoluzionaria, che ogni causa genera un effetto e che non esistono scorciatoie gratuite. Tutto torna, nel bene e nel male. Non come punizione, ma come logica. Eppure, in mezzo a questo rumore, c’è una buona notizia: la forza è contagiosa quanto la confusione. Ogni persona che sceglie di

restare centrata, lucida, responsabile, apre uno spazio. Non fa proclami, non dà lezioni, non predica. Vive. E vivere bene, oggi, è un atto profondamente sovversivo. Restare umani non significa essere ingenui. Significa non barattare la propria integrità con un po’ di consenso. Significa non chiamare “furbizia” ciò che è solo mancanza di coraggio. Significa ricordarsi che la dignità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Forse è questo il vero tema del nostro tempo: smettere di chiedere al mondo di essere diverso e iniziare a esserlo noi, nel punto esatto in cui siamo. Senza proclami. Senza scorciatoie. Senza alibi. Il resto è rumore. E il rumore, prima o poi, passa. La direzione, invece, resta.

Domenica 18 gennaio open day immersivo al Liceo «W. Gropius»: studenti, famiglie e visitatori alla scoperta dei percorsi artistico, musicale e coreutico

Il Gropius si racconta al territorio: arti e talenti protagonisti di Special

Il Liceo Statale «W. Gropius» apre le porte al territorio con Special Gropius, un open day speciale pensato come un’esperienza immersiva e dinamica, capace di raccontare in modo autentico l’identità della scuola. L’appuntamento è fissato per domenica 18 gennaio, dalle 15:30 alle 18:30, per un intero pomeriggio in cui l’istituto si trasformerà in un vero e proprio laboratorio di arti, linguaggi e creatività.Studenti, famiglie e visitatori avranno l’opportunità di entrare nel cuore della proposta formativa del Gropius, vivendo da vicino spazi, attività e metodologie didattiche. Protagonisti dell’evento saranno gli studenti dei tre percorsi liceali – Artisti-

co, Musicale e Coreutico – che animeranno aule e laboratori con dimostrazioni pratiche, momenti performativi e incontri dedicati ai processi creativi e alla didattica.Special Gropius si propone come un viaggio attraverso le arti e la cultura, un’occasione per conoscere strumenti, potenzialità formative e approcci educativi, ma anche per respirare l’energia e la passione che caratterizzano quotidianamente la vita scolastica dell’istituto. Il pomeriggio culminerà con una performance collettiva nella palestra del liceo, simbolo dell’incontro tra le diverse discipline artistiche e della visione unitaria che ispira il progetto educativo del Gropius, fondato sul dialogo tra i linguaggi

e sulla formazione integrale dello studente.L’iniziativa va oltre il tradizionale open day: è un invito a immaginare il proprio futuro attraverso l’arte, la creatività e la cultura, scegliendo un percorso di studi capace di valorizza-

re talento, identità e aspirazioni personali.Intanto, dal 13 gennaio al 14 febbraio, sarà possibile procedere con le iscrizioni. Il Liceo Statale «W. Gropius» ha attivato anche il servizio Sportello Amico, che consente di effettuare

l’iscrizione direttamente presso gli uffici di segreteria, con l’assistenza dedicata del personale scolastico. Un ulteriore segnale di apertura e supporto alle famiglie nel delicato momento della scelta del percorso di studi.

Ventiduesima di campionato: si gioca Potenza-Casertana. In cascina il risulato della Coppa Italia. Oltre a Murano in campo anche Loiacono

Al Viviani arrivano i Falchetti

POTENZA .Dopo aver messo in cascina il risultato positivo di Terni e che di fatto ha aperto una speranza in più per il passaggio alla finale contro il Latina o il Renate, il Potenza di De Giorgio si concentra sulla gara di domani pomeriggio al “Viviani”. Alle 14:30 inconterà, questa volta con la tifoseria ospite al seguito, si prevede la vendita di una buona parte dei 500 biglietti a disposizione, la Casertana. La squadra “rivelazione” di questo torneo , terza in classifica se pur a sei lunghezze da Benevento e Catania. I rosso-blù potentini invece, sempre più alle prese con un infermeria precaria, almeno nel reparto offensivo visto gli utimi acciacchi di Petrungaro, di Bruschi che rischia di chiudere il campionato anzitempo e di Selleri fuori già da qualche settimana, dovranno stringere i denti è far si da dimenticare al più presto la brutta sconfitta subita in quel di Cerignola. Non sarà un impresa facilissima, ma neppure difficilissima almeno a vedere da come la squadra ha affrontato al “Liberati” la fortissima Ternana di Liverani. Difatti, sia per il tecnico che per la tifoseria resta questo il dubbio da risolvere: trovare quella giusta concentrazione ed equilibrio per dimostrare anche fuori dal proprio stadio il vero valore, oppure di contro concentrare tutte le forze e le risorse sulla Coppa Italia Regionale per poi continuare a giocare un campionato definiamolo “incolore”. L’arrivo del “Samuray” e di Loiacono possono dare un contributo notevole alla causa. E già domani contro una formazione che ha dei numeri impressionanti: 10 ri-

sultati positivi e ha una solida difesa, con soli 21 gol subiti in altrettante partite. Inoltre, con 5 vittorie e 3 pareggi, è la squadra che ha conquistato 18 punti in trasferta, più di tutti i ragazzi di De Giorgio potranno invertire la rotta e consegnare alla tifoseria un'altra vittoria. Anche perché, diversamente dalle trasferte i numeri in casa sono dalla propria parte: 20 punti in 10 partite. Questo significa che il “fattore” campo ed il dodicesimo uomo per la formazione lucana resta un fattore determinante.

QUI CASERTA

E’ ritenuta dagl osservatori della serie C come la squadra rivelazione. Non solo per i risultati sin qui conseguiti ma per il calcio che mister Coppitelli cerca di esprimere. La rosa non è formata di nomi roboanti, ma in campo vederli giocare fanno davvero pausa. Contro il fortissimo Benevento, domenica scorsa hanno sfiorato la vittoria. Non ci sono riusciti per poco. In settimana la squadra si è prepara con la solita concentrazione, consapevole che per centrare il bersaglio grosso in campionato, ogni ga-

ra deve essere come una finale. Anche quella contro il Potenza dove con molta probabilità verrà schierata la identica formazione vista contro i giallo-rossi del Benevento. Resta in piedi, il solo ballottaggio tra Butic e Vano con l’attaccante romano al momento ancora favorito perché più in sintonia con i compagni rispetto al croato che è arrivato da appena una settimana alla corte del mister. Intanto restano aperte le trattative per far arrivare in casa dei “falchetti” qualche pedina importante, come il centrocampista del Napoli Coli Sacoil. Poi c’è il capito uscite. Il diesse Degli Esposti consensualmente il contratto con l’at-taccante esterno Capasso che era fuori dai piani praticamente da inizio stagione e che si allenava da tempo prevalentemente con la formazione Primavera. Il calciatore si accaserà in serie D, oggi è prevista la firma con la Real Normanna. Cambio di programma invece, sull’altro giovane Arzillo, in prestito dall’Avellino, che resterà in rossoblù come Galletta (autore di una rete e di un assist nell’amichevole di mercoledì

contro il Cellole). Dovrebbe chiudersi qui il discorso cessioni nonostante le voci di mercato che danno Pezzella nel mirino di club di serie B. La Casertana non è disposta a cedere i suoi pezzi migliori ed il centrocampista, per il diesse Degli Esposti ha un valore importante. Discorso diverso per Kallon il cui contratto con la Casertana scade a giugno. Il calciatore si impegna ma non sempre convince, è scivolato nelle gerarchie di Coppitelli, ha un ingaggio importante e in presenza di offerte congrue per lui potrebbe pure essere lasciato libero. Nel caso si lavora ad un’alternativa. Potrebbe non essere l’ultima operazione di Degli Esposti. Nella lista dei 23, dopo le cessioni di Di Tommaso, Falasca e Capasso appunto, c’è ancora spazio perl’ingaggio del difensore Martino (si sta allenando con i falchetti sarà perfezionato il 15 febbraio una volta che avrà scontato la sua squalifica) ma anche per l’arrivo di un altro elemento oltre al centrocampista Coli Saco. Numericamente servirebbe un rincalzo per Liotti nel ruolo di esterno sinistro (ma anche Martino può sopperire). Con l’ingaggio del mediano dal Napoli, in ogni, caso, potrebbe dirsi raggiunto l’obiettivo di inizio mercato: aumentare il livello della rosa trattenendo i migliori del girone d’andata. Infine, come sempre diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto laziale. Si tratta di Mattia Ubaldi di Roma 1 coadiuvato dagli assistenti Massimiliano Starnini di Viterbo e Veronica Martinelli di Seregno. IV ufficiale sarà Alessandro Colelli di Ostia Lido mentre al monitor FVS è stato designato Antonio Alessandrino di Bari.

Sull’onda del blitz di Giugliano, i lucani cercano continuità al Curcio contro il Latina: Bertotto senza Pugliese, Kanoutè pronto all’esordio

Picerno, il Curcio chiama ancora: contro il Latina vale la salvezza

Galvanizzato dal successo di lunedì sera a Giugliano, l’AZ Picerno affronta domani pomeriggio allo stadio Donato Curcio il Latina, nella terza giornata di ritorno del campionato maschile di Lega Pro Serie C Now 2025-2026. La gara del Curcio avrà inizio alle 17:30 e vedrà la formazione di Valerio Bertotto priva dello squalificato Pugliese, ammonito a Giugliano e dunque già diffidato.La squadra lucana punta a dare continuità al successo esterno facendo leva sull’entusiasmo ritrovato e sull’ultimo innesto di mercato, Kanoutè, prelevato in settimana dal dg Vincenzo Greco con il dichiarato intento di rafforzare il reparto avanzato. Non sono esclusi ulteriori movimenti di mercato, sempre nel settore offensivo.Il Picerno affronta questa sfida confidando nel pieno recupero di tutti gli effettivi: a questo punto appare probabile l’inserimento di Kanoutè dal primo minuto e forse anche quello di Maiorino. La gara contro i pontini assume un valore fondamentale nell’ottica della permanenza in terza serie, anche e soprattutto dopo il colpo gobbo messo a segno lunedì sera allo sta-

dio Alberto De Cristofaro di Giugliano. Morale e condizione della squadra sono infatti in netta crescita.La partita sarà diretta dal signor Mario Picardi di Viareggio, coadiuvato da Federico Linari di Firenze e Alberto Rinaldi di Pisa. Quarto uomo Stefano Striano di Salerno, operatore FVS Nicola Monaco di Sala Consilina.Sfida dunque di grande importanza contro una formazione, quella laziale, attestata a quo-

ta 22 in classifica, quattro punti avanti ai lucani e determinata a dare continuità al proprio percorso salvezza, obiettivo che la società pontina ha sempre ribadito nel corso della stagione. Il Latina è reduce dal successo interno contro il Trapani per 2-1, maturato domenica scorsa allo stadio Domenico Francioni, e dal prezioso 1-1 di Renate nella semifinale di Coppa Italia disputata mercoledì.La squadra laziale, pur mostrando un rendimento a tratti altalenante, ha spesso espresso un buon volume di gioco, riuscendo a mettere in difficoltà gli avversari grazie a grinta e determinazione. Il Picerno dovrebbe scendere in campo con il consueto 4-33, modulo che gradualmente sta dando solidità e sostanza al progetto tattico avviato nel mese di ottobre dal tecnico Valerio Bertotto.La sfida del Curcio si configura quindi come un crocevia cruciale per le ambizioni di salvezza dell’undici melandrino, alla vigilia dell’impegno esterno di sabato prossimo, quando Gemignani e compagni faranno visita al Casarano allo stadio Peppino Capozza. FRA MEN

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