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Cronache del 16 ottobre 2026

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VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 232

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

INIzIA UNO DEI cONsIGLI EUROPEI PIù ImPORTANTI DEGLI ULTImI ANNI. DOmANI OsPITE zELENsky

Energia, risorse e guerra meloni guida il gruppo della coesione che chiede più spesa nei settori produttivi e una revisione del green deal

Lamattina a pag 4

APPALTO DI 1.500.000 EURO DEL cONsORzIO INDUsTRIALE GEsTITO DAL cOmUNE DI ALbANELLA

AsmEL RIsPONDE mA NON cHIARIscE Né loro né Di sanza ci spiegano perché non sia stata scelta la sUARb considerato che la Regione è socio di csI L’EDITORIALE

La sfida della sovranità digitale

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DI ALEssANDRO sANsONI

a banalizziamo consapevolmente, ma è necessario farlo perché sia facile capirlo. Se Elon Musk, un facoltosissimo privato cittadino, domani mattina decide di interrompere con un click la connessione di Starshield – il comparto militare sviluppato da Space X a partire dalla tecnologia Starlink – ai droni ucraini, l’esercito di Kiev (...) ■ continua a pag 3

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dell'AU Lorenzo le responsabilità sono tutte Appalti gestiti da Albanella, per Di

Quello che Di Sanza non dice

ln Italia 5,4 milioni di persone in povertà assoluta: più colpiti gli operai e gli affittuari. Rispetto al 2024, 309mila indigenti in meno

offrire una risposta che sul Rup dalla cui relazione prova ad L'amministratore unico scarica tutto non sono chiari date non tornano e i motivi della scelta Le anti. import più ni questio le elude

tera ha comunicato ad AlINCOMPLETA sua volontà di Antonio Di Sanza dice di banella la suoi servigi aver chiesto al Rup e di avvalersi dei Luglio. E, soaver scoperto che nulla le- solo il 15 è possibicome ga il Consorzi o ad Alba- prattutto, Giugno il RUP giorno un in ter lica la gara mons nella. Dice l'ammini stra- le che il 29 o Industriale dell’incarico, pubb te nominato prima tore unico che il RUP gli del Consorzi Il RUP, magicamen fosse a conoha riferito che loro non so- di Matera fatto che il no obbligati a scegliere la scenza del procedur a sauna gara da oltre stazione RUP della re per il Consorzio come bandi di SUARB itano zza salern strane Carlo Di Lucia minuscolo comune B? Ma non è l’unica appaltante e che già in pas- rebbe stato formale per Di Sanza chiede al non chiede alla SUAR saremmo di euro. Perché l'ASI superenalotto. Gliene sato, anche dalle prece- se la nominaa viene fatta un milione e mezzo grati. le domand e Battute a parte qui denti amministrazioni, era la procedur abbiano diventan o due: perché sapessesolo il 29 Settembre. di Comune il scelto stato scelto Albanella e come sarebbe staro che il responsabile Nella sua risposta ci saprima di chieAlbanella. to Di Lucia ancora fare da Stache Di Sandere al Comune di Potremm o parlare di su- rebbe piaciuto zione Appaltante. TA fatto relazionaQUELLA SOSPET percazzo la se volessim o za si fosse su queste inVELOCITÀ Unire dal RUP Stazione pala le re prestito in Il 28 Settemb prendere Albanel la fa non temporali ze ca Appalta nte di congruen InduNoi, io Miei. role di Amici l'accordo con il Consorz 29 Settembre a dire cose che striale di Matera. Il procedura, però, non possiamo ac- limitandosi Albanella dà via alla e nomie avevapubblica ndo il bando contentar ci di uno scap- noi già sapevamo Di Lucia conando proprio quel del procediscritto. mo me respons abile pellamento a destra e siae la gara è mento. Il 30 settembr la domanda in mo costretti a ribadire le Ribadiamo didascali co: pubblicata. esperti di Non bisogna esserestrative per modo più nostre domande. procedu re ammini - Di Loil Consorzio chiedere al duo Di Sanza Noi sappiamo bene che il ,Come faceva di Albanella: renzo e al Comune appala sapere già il e come ha fatto la stazione Consorzio non è obbliga- Industrial che il RUP della documentante a predisporregara milionaa rivolgers i alla 29 Giugno tazione e fare una giorno? Lo to un di stato Carria in meno se ha questa SUARB. Ci chiediam o la gara sarebbe chiediamo perché, za, ci per_ se solo il 15 straordinaria efficien una Stazione banella. perché non lo abbia fatto. lo Di Lucia LE STRANE DATE so- mettiamo di proporre il Di Luciai consente di trovare che fa L A PE NNA di qualsias a non si ferma DI M A S S I MO D E L po- Luglio il Consorzi o coAppaltante fuori dall'ente come respons abile perché, o ndo di far Ma la stranezz chiediam i ente. ai tempi. Ci consente anche qualsias in ento ma luogo co- l'affidam gara possibile ad lo al ad Albanella la lbanella è un piccolo6000 svolgere le procedure di garenon Il 26 Giugno il Consorzio InduLE DOMANDE CUITE tendo scegliere la SUARB municava di sceglierla esecumune di poco più divicino una stazione qualificata. Noi striale approva il progetto VORREMMO RISPOS abitanti , si trova turi- sappiamo se il Consorzio Indu- tivo dell'impianto. Il 29 Giugno Allora noi proviamo a sintetizgestita dalla Regione Ba- sua volontà Unica Apri qualiale, a di Matera abbia le questo lo stesso Consorzio Industri ma zare i nostri dubbi e chiedere Paestum , i suoi promoto sapere che striale qualche piattafor silicata, il Consorzi o In- come Stazione per poter svolgere stici ci tengono a farci per il tramite di una a con la se- Di Sanza e Di Lorenzo i monti albur- fiche Come faceva a individu è a metà strada tra paltante? affidamento. preferito è che para privata di Albanella, Car- risposta. abbia stato però, è o, Salerno. di dustriale come sappiam a: golfo che ni e il la abile Prima domand gli abitanti Quello io Indu- zione portante Giugno se la Non ce ne vogliano ma non sap- tra i soci del Consorz Basili- lo Di Lucia quale respons nto. scelto il Comune di Albanelnandare ad Albanella. Pur- saperlo il 29 del ridente paesino, centro e sul- striale ci sono la Regione e tut- della procedura di affidame Stazione Unica Appalta avveniva Matera però, il Con- quale piamo altro su quel cata, la Provincia di Solo il 15 Luglio, te? troppo non possiamo ac- nomina formale ? Quedove opera il Con- sorzio Industriale di Matera co- Seconda domanda: perché non è la sua storia. settembre 29 il solo ne, del re- ti i Comuni volontà la risposta intenzio la le. della ci Albanel abbiamo Industria ad Non contentar Unica munica nel National sorzio ci sono stati non sto, di trasformarci incuriositi Sicuram ente la Stazione dubbi sti richiama che siamo di Di Sanza Geografic ma chiariti. di e _ L’edizione di Cronache di ieri procedur preceden ti per Questo ovviamen te riSanza si muove appalto. Il fatto che il manda anche all'altra parche fossero simbolica - Anche Di DI MASSIM O DE LLA PE NNA scaricabile ben tre volte di seguito ziale risposta. Di Sanza dimente legati in una sorta nel solco dello sua funzio- Consorzio abbia preferito ce che il RUP di Albanella che dicendo gealtero sine alter alla SUARB ci obbiamo prendere di “ne ne è solo quella di indiriz- Albanella e la curiosità. la non ha avuto un solo atto che questa vol- rat”. Ci siamo sbagliati. atti, fa aumentar sugli controllo e zo del e-mail per predisporre gli ta il Consorzio In- Dall’indirizzo ge- Né possiamo ritenere suf- giorno gara perché nomici sono arriva- spettando agli uffici la risposta secon- atti di dustriale di Matera nella Consorzio distinte. stione tecnico-a mmini- ficiente la persona dell'amm inistra- te due mail

ne Cronache Luca all’Asi? Cosa lega Albanella

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Di Lorenzo e Di Sanza

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L’edizione di Cronache del 13 ottobre

La vignetta di Mario Bochicchio Dellapenna a pag 9

OLTRE IL GIARDINO Focus della consigliera del M5S. A Cronache tv si parla anche di Caravaggio e McBain

campo largo: parla verri iNiziATivA A RiONE LibERTà. I mEssAGGi Di GENTiLEscA E AciTO

memorial Postiglione, «ha avuto il coraggio di anticipare il futuro»

Verri

Tammariello a pag 17

Gentilesca, Postiglione, Acito

IsTAT

Servizio a pag 18

■ Errichetti

a pag 6

LA TRAGEDIA

Il Comune di Ruoti vicino alla famiglia di Rocco De Carlo; da Pittella, Picerno e Pergola parole di conforto: più sicurezza sui luoghi di lavoro

■ Calabrese

a pag 21

_ cDA AcqUIRENTE UNIcO

Il Gse indica Contini alla presidenza e conferma Moles amministratore delegato. L’organo sarà in carica fino al 2028

■ Servizio

a pag 14

_ TTG RImINI

Turismo delle radici, presentata la quinta edizione di Roots-IN. Sarli: «Matera vetrina internazione» ■ Servizio

a pag 19


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Italia e Mondo Il potere delle Big Tech tra guerra e democrazia

La sfida della sovranità digitale

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DI ALESSANDRO SANSONI

a banalizziamo consapevolmente, ma è necessario farlo perché sia facile capirlo. Se Elon Musk, un facoltosissimo privato cittadino, domani mattina decide di interrompere con un click la connessione di Starshield – il comparto militare sviluppato da Space X a partire dalla tecnologia Starlink – ai droni ucraini, l’esercito di Kiev non è più in grado di effettuare attacchi efficaci in territorio russo con questi apparecchi, né di difendere le città del paese dalle incursioni degli Shahed russi a reazione. E questo vale per qualunque forza armata utilizzi i sistemi di Musk. Magari non è andata proprio così, perché le cose sono un po’ più complesse e, in ogni caso, c’è di mezzo lo zampino del Pentagono, che in questo modo vuole fare pressione su Zelensky affinchè limiti le incursioni contro le raffinerie di Mosca, ma il blackout parziale che un paio di giorni fa è stato se-

gnalato dal 7° Corpo di reazione rapida dell’esercito ucraino, che denunciava perdite di segnale di 10-20 secondi in relazione ai droni lanciati in volo oltre i 110-120 km orari, porta all’attenzione dell’opinione pubblica un tema di immensa portata. La sofisticata tecnologia digitale di cui hanno bisogno i moderni armamenti occidentali non è di proprietà dello Stato, ma (in tutto o in parte) delle grandi aziende private che la forniscono. E anche il controllo di ultima istanza, quello decisivo, di tali tecnologie, al di là di quanto prescritto dai contratti di fornitura che legano le Big Tech all’autorità pubblica, non è mai pienamente nelle mani di quest’ultima. In buona sostanza, i grandi player delle nuove tecnologie non sono solo soggetti economici e finanziari, ma anche politici e geopolitici e gli Stati devono confrontarsi con loro e con i loro proprietari, amministratori delegati e grandi azionisti persino su come condurre un

conflitto, difendere i propri interessi nazionali o salvaguardare la vita dei cittadini. Ciò pone un gigantesco problema di democrazia e di sovranità, se si considera che uno Stato è effettivamente sovrano solo se dispone di un territorio di cui amministra la giustizia e garantisce, in regime di monopolio, la difesa dei confini. Le modalità attraverso cui, negli ultimi decenni, le tecnologie si sono evolute e le società occidentali si sono digitalizzate, hanno invece determinato un trasferimento di potere reale (e di capacità decisionale fattuale) tale da consentire a chi detiene la proprietà intellettuale e industriale dei sistemi tecnologici di potersi sottrarre al controllo dell’autorità pubblica. Una vera e propria oligarchia su cui le istituzioni democratiche fanno fatica ad esercitare la propria giurisdizione. E questo è ancor più vero in Europa, dato che le nazioni del Vecchio Continente sono in larga misura dipendenti dalle Big

Tech americane per il funzionamento dei propri sistemi digitali, che non hanno a che fare solo con le apparecchiature militari, ma con la nostra vita di tutti i giorni, dai telefonini alle videocamere di sicurezza, ai pneumatici hi tech delle nostre automobili. Pensate cosa accadrà quando l’euro digitale sarà l’unica valuta avente corso legale per fare la spesa… Ma come è stato possibile che alcuni privati arrivassero a detenere un simile potere sulle nostre vite o addirittura sulla capacità di azione delle forze armate di Stati sovrani, da poterne condizionare il destino tramite un click? Un ruolo lo ha giocato l’ideologia del “libero mercato”, secondo cui lo Stato, l’autorità pubblica, doveva far regredire il suo ruolo nell’ambito economico all’esercizio della mera regolamentazione giuridica. Con l’inizio del XXI secolo non sono state smantellate solo le partecipazioni statali, ma perfino in settori altamente strategici, come quello

militare, le istituzioni hanno preferito lasciar fare al “mercato”, che nel frattempo era diventato globale. L’avanzata dell’Intelligenza Artificiale oggi rende non più rinviabile la necessità di ristabilire una capacità di intervento concreto della mano pubblica, almeno in ambiti particolarmente delicati, come, ad esempio, la difesa, l’energia, il trattamento dei dati. Il problema è che la questione della “sovranità digitale”, vista la mole delle aziende multinazionali attive in questo ambito, difficilmente è risolvibile a livello nazionale, alla luce degli alti investimenti che richiede e dell’urgenza di recuperare il gap tecnologico-industriale. Quando la premier Giorgia Meloni parla della necessità di riformare l’Unione Europea, per renderla in grado di assumere decisioni forti e dotata di piena legittimazione democratica, si riferisce anche alla capacità di raccogliere simili sfide.


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Inizia uno dei Consigli Europei più importanti degli ultimi anni

Energia, risorse e guerra Giorgia Meloni guida il gruppo della Coesione che chiede maggiore spesa nei settori produttivi ed una revisione del green deal. Domani ospite Zelensky

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DI ROBERTO LAMATTINA

l centro dei lavori del Consiglio Europeo ci saranno la riforma del mercato energetico, la gestione dei flussi migratori e il futuro quadro finanziario pluriennale. Si tratta di una serie di questioni spinose e di non facile soluzione che, però, devono essere affrontate evitando rotture anche in considerazione della difficile situazione internazionale. LA POSIZIONE ITALIANA Il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, si presenta al tavolo negoziale con un'agenda focalizzata su competitività industriale, correzione delle politiche green e difesa dell'autonomia strategica europea avendo ricevuto un mandato chiaro in tal senso dal Parlamento.Come ben sa chi conosce le

relazioni internazionali e comunitarie, sono molto importanti gli assi e le alleanza. Meloni ha coordinato le posizioni dell'Italia con il gruppo dei "Paesi Amici della Coesione" (che unisce i Paesi del Sud e dell'Est Europa, guidati da Italia, Spagna e Polonia) per blindare le risorse destinate ai fondi regionali e all'agricoltura. Dall'altra partesi contrappone la fermezza dei Paesi "frugali" (guida da Germania e Olanda, affiancate da Austria e Nordici), arrivati a Bruxelles con la richiesta di tagli drastici al bilancio comune e rigida disciplina di spesa. IL NODO ETS Tra i fronti caldi sollevati da Palazzo Chigi spicca il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2 (l'ETS). Nelle sue comunicazioni, Meloni ha ribadito come il prezzo dei permessi ri-

sponda spesso a dinamiche speculative slegate dalla reale tutela dell'ambiente, scaricando oneri insostenibili sulla produzione industriale. L'Italia chiede una revisione strutturale delle quote e un rinvio dell'applicazione dell'ETS2 (il sistema che dal 2028 estenderà i costi a trasporti ed edilizia residenziale) per evitare nuove stangate a carico di famiglie e imprese anche purché, come ha detto lo stesso Premier in Parlamento, non ha senso chiudere fabbriche in Europa per acquistare i prodotti da Nazioni lontane e meno rispettose dell'ambiente. MOSCA ATTACCA ROMA Nel suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni aveva definito inopportune le aperture al mercato russo fatte da Trump. La premier ha letteralmente

definito la scelta dell'amministrazione statunitense "molto rischiosa", accusandola di indebolire il regime sanzionatorio e legittimare finanziariamente Mosca. Il Cremlino non ha gradito la posizione italiana ed ha frontalmente attaccato Meloni, accusandola di assumere una posizione "distruttiva" e di interferire in dossier energetici di competenza al-

trui. LA QUESTIONE UCRAINA Il conflitto russo-ucraino è il convitato di pietra di questa riunione dei vertici europei. In primis la presenza dk Zelensky domani caratterizzera’ il dibattito ma, soprattutto, perché c'è da definire l'impegno europeo dopo il sostanziale disimpegno Yankee


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Fratture anche sulla leadership. La sindaca di Genova Salis: «Spero non si facciano le primarie»

Campo largo diviso sul sostegno militare a Kiev, Conte e Schlein corrono ai ripari N

DI LUCIA STEFANIA MANCO

el “cantiere” che punta al governo dell’Italia ancora ognuno sembra andare per conto proprio. «Restano le differenze tra gli alleati su Kiev, ma ieri abbiamo fatto passi avanti con reciproche astensioni», così, la Segretaria dem Elly Schlein al termine del prevertice del Partito socialista europeo a Bruxelles ha commentato il voto in Parlamento sul sostegno militare italiano all’Ucraina prima del Consiglio Ue, che ha visto il campo largo frantumarsi in cinque posizioni diverse. A farle da eco, mostrando ottimismo, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che a margine dell’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio” ha detto: «Auspicavo passo avanti. Siamo pronti al tavolo di programma anche per il progetto di politica estera. È necessario definire un progetto di Paese». Dichiara-

zioni distensive, ma dietro la temporanea tregua i nodi da sciogliere per arrivare a una sintesi restano. A partire dalla politica estera. Appena 48 ore fa in Senato sull’Ucraina il Pd ha difeso la linea atlantista, il M5s ha depositato un testo durissimo contro l’approccio dell’invio di armi, Alleanza Verdi e Sinistra ha focalizzato la mozione sulla via diplomatica, mentre al centro i partiti Azione e Italia Viva si sono divisi a loro volta in due mozioni autonome. «Per quanto ci riguarda rimaniamo convinti - ha sottolineato ieri Conte - che la strada non sia l’escalation militare, per di più dopo l’iniziativa irresponsabile di Trump con il gasolio russo». Sempre ieri, Schlein a Bruxelles è tornata a chiedere «la necessità di un negoziatore unico Ue per Kiev», come fatto anche dal vicepremier e ministro degli Esteri, Tajani (Forza Italia) a margine del prevertice del Ppe. Ma la frattura nel campo lar-

go investe direttamente i modelli di leadership della potenziale coalizione. A rompere la narrazione trionfale dei gazebo ci ha pensato la sindaca di Genova, Silvia Salis (ha vinto le elezioni comunali sostenuta dalla coalizione di centrosinistra) che a margine della presentazione del suo libro ha bocciato lo strumento di selezione: «Spero non si facciano le primarie», ha detto, bollandole come un’avventura «evidentemente divisiva». Salis ha poi marcato una netta e pesante distanza identitaria dalla segretaria nazionale, dichiarando apertamente di avere «idee diverse da Schlein su come gestire il Pd». Un posizionamento netto che riflette i malumori sotterranei dell’ala riformista. La prima cittadina è anche vista da più parti come possibile federatore del campo largo. La nuova legge elettorale prevede di indicare il candidato premier prima del voto e Schlein ha già chiarito

che il “comando” spetta al partito maggiore: «Uno non vale uno», ha dichiarato alla Direzione dem il 2 ottobre scorso, rispedendo la frase simbolo del M5s al mittente e rivendicando il proprio peso. Un’imposizione respinta da Conte, che insiste sui gazebo e fissa un paletto: «Non è pensabile fare le primarie senza prima un programma comune». Nel perimetro dell’alleanza in costruzione c’è poi da considerare “l’ombra” di Matteo Renzi e del suo partito Italia viva, che po-

trebbe essere l’ago della bilancia. Ma qui entriamo nel campo dei veti incrociati e dei rancori mai sopiti tra i due ex presidenti del Consiglio. Il centrosinistra rimane così schiacciato tra la forza attrattiva che impone l’alleanza per non perdere le elezioni e spinte interne che continuano a correre in direzioni contrarie. Un campo con diverse anime, una somma di pezzi che faticano ancora a diventare forza comune capace di parlare al Paese reale.


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Rispetto al 2024 si contano 309mila indigenti in meno, ma il calo non segna una svolta. Sotto soglia oltre un milione di bambini e ragazzi

Istat, in Italia 5,4 mln di persone in povertà assoluta: più colpiti gli operai e gli affittuari U

DI VITO ERRICHETTI

na busta paga e un tetto sopra la testa dovrebbero essere il punto di partenza per tenersi al riparo dalla povertà ma il rapporto Istat diffuso ieri racconta quanto questa sicurezza sia diventata selettiva: conta il lavoro che si fa, conta se quella casa è propria o se ogni mese bisogna pagarne l’affitto. Per una parte del Paese, avere un’occupazione significa ancora non riuscire a sostenere le spese essenziali.Nel 2025 le persone in povertà assoluta sono stimate in 5 milioni 435mila, 309mila in meno rispetto al 2024. Le famiglie scendono da 2 milioni 224mila a 2 milioni 105mila. L’incidenza passa dal 9,8 al 9,3% tra gli individui e dall’8,4 all’8% tra i nuclei familiari. L’Istat definisce tuttavia il quadro «stabile»: le differenze nazionali non risultano statisticamente significative. Le stime sono più basse, ma l’indagine non consente di affermare con sufficiente sicurezza che descrivano un’effettiva riduzione del fenomeno.È una distinzione necessaria quando i numeri entrano nel confronto politico. Il miglioramento numerico non autorizza a parlare di svolta. E «stabile» non può diventare una parola rassicurante davanti a oltre cinque milioni di persone sotto la soglia. LAVORARE E PAGARE L’AFFITTO Sul lavoro, le distanze sono nette. L’incidenza della povertà assoluta è del 3,6% tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro o impiegato; sale al 14,3% se si tratta di un operaio o assimilato e raggiunge il 20,7% quando quella persona cerca un’occupazione. Sarebbe scorretto ricavare da questi numeri una diagnosi sui soli salari: contano anche il numero dei componenti, gli altri redditi disponibili e la continuità dell’impiego. Resta però una doman-

da: quali condizioni permettono oggi a una famiglia operaia di vivere del proprio lavoro senza restare sotto il minimo?La casa rende il problema ancora più evidente. Gli affittuari rappresentano il 18,1% delle famiglie residenti, ma tra i nuclei in povertà assoluta quasi uno su due vive in locazione: sono 999mila. L’incidenza è del 20,9%, contro il 4,5% dei proprietari. Se ci sono figli minori, si arriva al 28,7% per chi paga un canone e al 6% per chi possiede l’abitazione.Il divario non dimostra che l’affitto sia da solo la causa della povertà. Mostra però quanto siano diverse le condizioni economiche delle famiglie che devono sostenerlo. E quanto sia incompleta una discussione sul reddito disponibile che non consideri le spese per abitare.Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, il portavoce dell’Alleanza contro la povertà, Antonio Russo, richiama questo legame: «Lottare contro la povertà significa anche lottare per il diritto alla casa». L’Alleanza chiede sostegno alle locazioni, prevenzione degli sfratti, più alloggi accessibili e coordinamento tra interventi abitativi e misure contro l’indigenza. FIGLI E TERRITORI, LE DISTANZE CHE RESTANO Per i minori il quadro continua a essere severo. Sono un milione 136mila quelli in povertà assoluta, il 12,5% del totale, rispetto al 13,8% del 2024. Anche qui l’Istat parla di sostanziale stabilità complessiva, mentre individua un miglioramento statisticamente significativo tra i bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni, dal 14,9 al 12,1%.Le famiglie povere con minori sono inoltre mediamente più lontane dalla soglia rispetto all’insieme dei nuclei indigenti: lo scarto della spesa dal minimo necessario è del 21,6%, contro il 18,5% generale. Non basta quindi contare quanti bambini vivano in una famiglia

povera. Bisogna considerare anche quanto manchi per raggiungere una condizione minimamente accettabile.Il confronto generazionale conferma la maggiore esposizione delle età giovani. Tra i 18 e i 34 anni l’incidenza è del 12,1%, quasi il doppio del 6,1% degli ultrasessantacinquenni. Gli anziani non sono al riparo dal disagio: quelli in povertà assoluta sono oltre 891mila. Per molti giovani, però, l’ingresso nella vita adulta avviene senza una sufficiente base economica. In un Paese preoccupato per la denatalità, la fragilità di chi dovrebbe costruire una famiglia meriterebbe ben altra attenzione.Anche la geografia presenta differenze che la stabilità nazionale nasconde. Nei comuni fino a 50mila abitanti, esclusi quelli periferici delle aree metropolitane, l’incidenza familiare scende dall’8,9 al 7,4%. Nei comuni centrali delle aree metropolitane migliora al Nord e peggiora al Centro, dove passa dal 4,1 all’8,3%.Sono variazioni che l’Istat considera statisticamente significative. Il rapporto documenta i cambiamenti, ma non ne ricostruisce le cause: quanto pesano il mercato del lavoro, la composi-

zione delle famiglie, il costo dell’abitare? Domande da approfondire prima di ricavare una spiegazione unica dalla media nazionale.Il confronto con il passato misura la distanza ancora da recuperare. Il Codacons osserva che rispetto al 2015 si contano 523mila famiglie e 837mila persone in povertà assoluta in più. La diminuzione delle stime del 2025 non cancella quell’arretramento.Quanto dipende dalle politiche pubbliche? Il rapporto non lo stabilisce. Misura la povertà attraverso la spesa per consumi e non valuta l’efficacia dell’Assegno di inclusione né gli effetti del superamento del Reddito di cittadinanza. Attribuire il risultato a una singola misura richiederebbe un’analisi che queste pagine non contengono.I dati diffusi ieri riguardano il 2025. Alla manovra ora in preparazione chiedono risposte per famiglie che affrontano già un altro anno di spese. La verifica politica riguarda ciò che succede prima della soglia: quanto rende un lavoro, quanto costa abitare, quanto pesa crescere un figlio. È su queste voci che si decide se una famiglia riesce a uscire dalla povertà e a non tornarci.


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Tre giornate di clausura per costituire un nuovo centro, autonomo e competitivo

La politica dei piccoli orticelli e il coraggio di costruire una casa comune

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DI GAETANO FIERRO

n Italia il Centro possiede una qualità straordinaria: più diventa irrilevante come soggetto autonomo, più riesce a moltiplicare partiti, movimenti, associazioni e aspiranti condottieri. Ogni nuova sigla promette di riunire i moderati. Poi arriva il momento delle candidature e scopriamo che l’unità era prevista, naturalmente, sotto la guida del promotore. Gli altri possono accomodarsi. Possibilmente in seconda fila. Non intendo liquidare storie personali rispettabili né insinuare che ogni iniziativa nasca per conquistare una poltrona. Sarebbe ingiusto. Ma dopo decenni di frammentazione, qualche domanda sulla distanza tra intenzioni dichiarate e risultati ottenuti diventa legittima. Un Centro che esiste soltanto per portare voti alla destra o alla sinistra non è necessariamente inutile. Può contribuire alle coalizioni. Ma se proclama autonomia e poi vive esclusivamente di ospitalità elettorale, dovrebbe almeno spiegare quale progetto autonomo stia costruendo. IL CONVENTO, SENZA MIRACOLI Ecco allora una proposta semplice, forse irriverente, certamente meno costosa dell’ennesima campagna di manifesti: tre giornate di clausura. Invitiamo Ruffini, Gabrielli, Fioroni, Giovannardi, Sanza, Calenda, Renzi, Mastella e altre personalità disponibili al confronto. Un convento, secondo una tradizione che la vecchia Democrazia cristiana conosceva bene. Niente telecamere, conferenze stampa o dichiarazioni rilasciate prima ancora di essersi ascoltati. Primo giorno: valori. Quale idea di democrazia, libertà, solidarietà, Europa e responsabilità pubblica può tenerli insieme? Secondo giorno: programma. Sanità, salari, scuola, imprese, fisco, sicurezza, giovani, autonomie locali e Mezzogiorno. Poche priorità verificabili, non un catalogo di promesse da distribuire al buffet. Terzo giorno: decisioni. Esiste davvero la volontà di costruire un soggetto unitario, con regole democratiche, leadership contendibile e organizzazione territoriale? Oppure ciascuno preferisce tornare al proprio simbolo, magari dopo una bella fotografia ricordo? Non pretendo che tre giorni cancellino differenze profonde. Gabrielli e Ruffini, per esempio, hanno dichiarato una collocazione nel centrosinistra; altri protagonisti compiono scelte differenti. Proprio per questo l’invito sarebbe una domanda, non una

Il miracolo della moltiplicazione

finta adesione già acquisita. L’AUTONOMIA NON È SOLITUDINE Il punto non è obbligare tutti a collocarsi equidistanti dai due poli. Il Centro non diventa autonomo soltanto perché si siede geometricamente a metà dell’emiciclo. Autonomia significa elaborare proposte proprie, selezionare una classe dirigente credibile, chiedere consenso agli elettori e decidere eventuali alleanze senza barattare l’identità per qualche candidatura. Chi sceglie stabilmente una coalizione può farlo legittimamente. Ma dovrebbe evitare di confondere quella scelta con la nascita di un terzo soggetto indipendente. Le parole hanno un significato, persino durante le trattative politiche. Nel centrosinistra, intanto, si discute di leadership, primarie e confini dell’alleanza. Nel centrodestra la guida è più riconoscibile, ma questo non equivale a rappresentare ogni sensibilità moderata. E mentre i protagonisti misurano le distanze reciproche, i cittadini aspettano risposte su questioni assai meno astratte. I NUMERI NON SONO UN PROGRAMMA La riforma elettorale appena approvata introduce un impianto proporzionale, una soglia ordinaria del tre per cento per le liste e un premio di governabilità subordinato al raggiungimento del quarantadue per cento, secondo condizioni precise. Una forza centrista unita potrebbe conquistare rappresentanza e, in alcuni scenari, influire sugli equilibri parlamentari. Ma non basta sommare percentuali ipotetiche per fabbricare un vincitore. Gli elettori non sono pacchi postali che viaggiano automaticamente da un segretario all’altro. E le soglie, le firme necessarie e le regole sulle coalizioni impongono lavoro organizzativo, non soltanto entusiasmo televisivo. Il vero interrogativo è se un progetto comune saprebbe conquistare fiducia oltre i rispettivi recinti. Senza quella fiducia, anche un simbolo magnifico rimane un’insegna luminosa davanti a un negozio vuoto. NON BASTA RISVEGLIARE LA NOSTALGIA Qualcuno immagina di richiamare alle armi i reduci democristiani, dispersi da decenni. L’espressione ha fascino, ma la nostalgia non costituisce un programma di governo. Quella tradizione ha prodotto amministratori, mediazione sociale e cultura istituzionale. Ha conosciuto anche limiti, contraddizioni e degenerazioni che sarebbe disonesto dimenticare. Recuperarne il

meglio significa parlare alle generazioni presenti, non organizzare una rimpatriata permanente. Significa ascoltare chi lavora senza arrivare a fine mese, chi aspetta una visita medica, chi lascia la Basilicata perché non intravede opportunità. Il Mezzogiorno non ha bisogno dell’ennesimo pellegrinaggio elettorale. Ha bisogno di infrastrutture, servizi, competenze e decisioni misurabili. E di rappresentanti che tornino anche quando le urne sono chiuse. LA DOMANDA CHE RESTA Alla fine del terzo giorno chiederei una sola cosa: chi è disposto a rinunciare a un pezzo della propria ambizione per costruire qualcosa che duri più della prossima elezione? Se la risposta fosse negativa, nessuno scandalo. Meglio una separazione dichiarata che un matrimonio politico celebrato soltanto per ottenere qualche seggio. Se fosse positiva, invece, potrebbe na-

scere un esperimento serio. Non il partito salvifico, non la restaurazione di un passato irripetibile, ma una casa politica riconoscibile, aperta e capace di misurarsi con il Paese. Il Centro non ha bisogno dell’ennesimo leader che chieda agli altri di seguirlo. Ha bisogno di persone capaci di fare un passo indietro perché un progetto collettivo ne faccia uno avanti. Tre giorni in convento non garantiscono un miracolo. Ma potrebbero almeno insegnare una virtù dimenticata: ascoltarsi prima di spartirsi le stanze. E sarebbe già una rivoluzione vedere persone abituate a parlare di unità praticarla davvero, senza pretendere un applauso per ogni rinuncia. Perché il coraggio politico non consiste nel fondare una sigla in più, ma nel rendere finalmente superflue quelle che dividono cittadini con speranze spesso comuni e concrete. Dio perdona. Gli elettori, qualche volta, no.


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Cronache Lucane Appalto di 1.500.000 euro del Consorzio Industriale gestito dal Comune di Albanella

Asmel risponde ma non chiarisce Né loro né Di Sanza ci spiegano perché non sia stata scelta la SUARB considerato che la Regione è socio di CSI le responsabilità sono tutte dell'AU Appalti gestiti da Albanella, per Di Lorenzo

Quello che Di Sanza non dice che dalla cui relazione prova ad offrire una risposta L'amministratore unico scarica tutto sul Rup i chiar sono non a tornano e i motivi della scelt elude le questioni più importanti. Le date non

e Cronache Lucan ’Asi? Cosa lega Albanella all Il RUP, magicamente

la gara monster in ’incarico, pubblica nominato prima dell

un giorno

da oltre il Consorzio una gara rnitano di bandire per nezza uscolo comune sale Ma non è l’unica stra Di Sanza chiede al min chiede alla SUARB? non I l'AS hé Perc . e saremmo di euro superenalotto. Glien un milione e mezzo

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_ Di Lorenzo e Di Sanza

__L’edizione di Cronache del 12 ottobre

DI MASSIMO DELLAPENNA

iceviamo la lettera di ASMEL in risposta ai nostri articoli in merito all'indicazione del Comune di Albanella quale stazione appaltante per un affidamento del Consorzio Industriale di Matera per oltre un milione e mezzo di euro. In sostanza Asmel asserisce che il Consorzio non è abilitato a fare le gare da solo, che il Consorzio è socio ASMEL, che Albanella è socio Asmel, che Albanella è efficiente nel fa-

grati. doma nde Battu te a parte qui le é abbia no diven tano due: perch sapessescelto Albanella e come e stasarebb ro che il responsabile di chieto Di Lucia ancora prima da Stadere al Comu ne di fare . ltante zione Appa QUELLA SOSPETTA VELOCITÀ ne UniIl 28 Settembre la Stazio ella fa ca Appa ltante di Alban con il Consorzio Indurdo l'acco Settembre 29 Il a. Mater di striale procedura, Albanella dà via alla e nomi pubbl icand o il bando Lucia conando proprio quel Di proce dime respo nsabi le del la gara è mento. Il 30 settembre pubblicata. esper ti di Non bisog na essere tive per proce dure ammi nistra - Di Lochiedere al duo Di Sanza Albanella: renzo e al Comune di ne appalcome ha fatto la staziodocumentante a predisporre la milionatazione e fare una gara o? Lo ria in meno di un giorn ha questa chiediamo perché se

tera ha comunicato ad AlINCOMPLETA di Antonio Di Sanza dice di banella la sua volontà servigi aver chiesto al Rup e di avvalersi dei suoi E, soaver scoperto che nulla le- solo il 15 Luglio . ga il Consor zio ad Alba- prattutto, come è possibi il RUP nella. Dice l'ammi nistra- le che il 29 Giugno iale Industr zio Consor del tore unico che il RUP gli conoha riferito che loro non so- di Matera fosse a che il no obbligati a scegliere la scenza del fatto ura saproced della SUAR B come stazion e RUP Lucia appaltante e che già in pas- rebbe stato Carlo Di e per sato, anche dalle prece- se la nomina formal fatta viene denti amministrazioni, era la proced ura stato scelto il Comune di solo il 29 Settembre.ci saNella sua rispost a Albanella. SanPotrem mo parlare di su- rebbe piaciuto che Di napercaz zola se volessi mo za si fosse fatto relazio inprendere in prestito le pa- re dal RUP su queste ali non role di Amici Miei. Noi, congruenze tempor che però, non possiam o ac- limitandosi a dire cose avevae o sapevam già noi conten tarci di uno scappellamento a destra e sia- mo scritto. a in mo costretti a ribadire le Ribadiamo la domandlico: modo più didasca nostre domande. zio Noi sappiamo bene che il ,Come faceva il Consor già il Consorzio non è obbliga- Industriale a sapere delRUP il che to a rivolge rsi alla 29 Giugno C r SUAR B Ci chiedia mo la ar sa ebbe tat

re le gare e che, quindi, è stata scelta per questi motivi. A questo aggiunge una dolce narrazione sul cambiamento di ottica nel momento in cui un piccolo comune meridionale mostra grande capacità tecnica ed efficienza e ci ricorda che l'arresto di Cutolo nel Comune in questione è risalente agli anni ‘80. OPPORTUNITÀ NON LEGALITÀ Noi proviamo a spiegare alcuni passaggi e a dire quello che non comprendiamo. È assolutamente inutile

che ASMEL, ripetendo quello che ci ha detto Di Sanza, ci ricordi che l'affidamento e le procedure siano in regola e conformi al Codice dei Contratti. Noi non abbiamo mai messo in dubbio la legalità. Non ci interessa neanche affrontare il tema, noi non siamo né la Procura della Repubblica né la Corte dei Conti. Quello che noi vogliamo evidenziare e sottolineare ha a che fare con un concetto squisitamente politico e giornalistico. Un concetto che inserisce al profilo di opportunità.

Ripetiamo: è opportuno che il Consorzio, pur avendo tra i soci la Regione Basilicata che ha una Stazione Unica Appaltante qualificata per ogni tipo di affidamento, si rivolga al piccolo Comune di Albanella? Perché Di Sanza preferisce evitare di rivolgersi alla SUARB? Non si fida della Regione? È inutile che Di Sanza ci dica che non era obbligato a scegliere la Stazione Unica della Regione Basilicata, così come è inutile che ASMEL faccia le lodi della Stazione Unica di Albanella e ci spieghi la procedura. Noi vogliamo sapere perché si è fatta quella scelta e perché si sia scartata la Regione Basilicata e gli altri enti soci del Consorzio. LE VICENDE GIUDIZIARIE Ci spiace che ASMEL provi ad omettere alcuni particolari della realtà. L'arresto di Cutolo ad Albanella è datato. L'articolo di Report che parla di Albanella come dell'ultima roccaforte dei Cutoliani e di pochi anni fa. L'arresto dell'attuale vicesindaco nell'ambito di una inchiesta coordinata dal PM Montemurro risale a meno di dieci anni fa (il vicesindaco è stato poi scarcerato e la sua posizione archi-

viata), le questioni sulle interferenze nelle aste giudiziarie sono recentissime. Infine, il sequestro di un’azienda dedita al traffico illecito di rifiuti con sede a San Giuseppe Vesuviano e operatività ad Albanella è di poche settimane fa. Con questo noi non diciamo che tutti gli abitanti o l'amministrazione di Albanella sia colpevole o contaminata. Ne facciamo sempre una questione di opportunità. È opportuno che sia proprio Albanella ad occuparsi degli Appalti del Consorzio Industriale di Matera? LE DATE CHE NON TORNANO Anche ASMEL ci dice che la nomina del RUP della procedura è del 29 Giugno 2026. Questo lo abbiamo detto anche noi. Nessuno, però, ci spiega come sia possibile che tutto ciò sia avvenuto se la scelta di Albanella è avvenuta solo quindici giorni dopo. Infine, ma qui torneremo in una prossima puntata, sarebbe il caso che Di Sanza ci spieghi come sia possibile che il Consorzio si dedichi a raccolte di fondi tramite società private per finanziare attività ludiche. Ma questo sarà il cuore di un altro approfondimento.


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Manifestazioni dal potentino al materano. Da Melfi Destino «richiama le Associazioni di Categoria alla responsabilità e al coinvolgimento»

Dal Vulture Melfese Alto Bradano, 17 sindaci chiedono alla Regione un Tavolo di crisi urgente C

DI EMANUELA CALABRESE

ontinuano le manifestazioni dei lavoratori del settore agricolo, dei cittadini e dei trasportatori, che chiedono interventi immediati sul caro carburante e sui costi di produzione esorbitanti, regole chiare e controlli sulle importazioni e sulla formazione dei prezzi all'origine, tassazione degli extraprofitti e tutela della sovranità alimentare, ma anche di famiglie schiacciate dal caro vita e che chiedono rispetto, dignità e misure strutturali a lungo termine per fermare lo spopolamento delle aree interne. Molte Amministrazioni comunali si sono schierate accanto ai concittadini e un segnale altrettanto forte giunge da ben 17 Sindaci, che riunitisi, hanno sottoscritto un documento comune indirizzato alla regione Basilicata, con oggetto la «richiesta urgente di istituire un tavolo di crisi». Così i Primi cittadini del Vulure Melfese e Alto Bradano, Atella, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele e Venosa mettono nero su bianco come «in queste ore, in qualità di Sindaci e di primi rappresentanti del territorio, abbiamo incontrato e ascoltato i trasportatori e gli agricoltori del Vulture-Alto Bradano, impegnati in una protesta inevitabile, dettata dalla gravità della situazione economica che i comparti stanno vivendo. Sono imprenditori e lavoratori preoccupati dalla situazione attuale e dal futuro -sottolineano i SindaciPer queste ragioni, chiedono innanzitutto attenzione e vicinanza, e vorrebbero l’istituzione di un tavolo di crisi regionale, che possa costruire azioni e rimedi, elaborare proposte e accogliere le loro richieste. La gravità della situazione e la decisione di procedere ad oltranza con la protesta intrapresa, ci spinge, a nome loro, ad avanzare la richiesta di un incontro urgente, alla pre-

senza nostra e di loro rappresentanti. Attendiamo, dunque, una convocazione urgente in tal senso». «TRADURRE LE RIVENDICAZIONI IN PROPOSTE CONCRETE E IN ACCORDI EFFICACI» Da Melfi invece, Vincenzo Destino, Presidente del Consiglio comunale richiama alla «responsabilità e al coinvolgimento delle Associazioni di Categoria: servono rappresentanza, interlocuzione istituzionale e risultati concreti -dichiara. La protesta degli agricoltori del VultureMelfese richiama l’attenzione su difficoltà e criticità che interessano il mondo agricolo e che meritano ascolto, rispetto e risposte concrete. Le ragioni degli agricoltori non possono essere sottovalutate, né possono essere ignorate le preoccupazioni che attraversano un comparto fondamentale per l’economia, l’identità e la tenuta sociale dei nostri territori. La vicinanza espressa dai sindaci alla mobilitazione testimonia la consapevolezza delle istituzioni locali rispetto alle difficoltà vissute da tanti operatori del settore. Proprio per questo, tuttavia, è necessario accompagnare la protesta con un percorso capace di trasformare il disagio in risultati, evitando

che la mobilitazione possa imboccare una deriva che, anziché produrre benefici per gli agricoltori, finisca per indebolirne le ragioni e ridurne le possibilità di interlocuzione. La forza di una protesta non si misura soltanto dalla capacità di mobilitare le persone, ma anche dalla possibilità di tradurre le rivendicazioni in proposte concrete e in accordi efficaci. Per raggiungere questo obiettivo – prosegue il Presidente del Consiglio comunale di Melfi- è indispensabile il coinvolgimento delle associazioni di categoria, a partire da quelle maggiormente rappresentative, che dispongono delle competenze, dell’organizzazione e della legittimazione necessarie per sedere ai tavoli di confronto e contrattazione. Non si tratta di mettere in discussione il diritto degli agricoltori a manifestare, né di ridimensionare il valore delle iniziative spontanee che nascono dal territorio. Si tratta, al contrario, di rafforzare la capacità del mondo agricolo di essere ascoltato, riconosciuto e rappresentato nelle sedi in cui si assumono le decisioni. Il confronto istituzionale richiede interlocutori riconosciuti, piattaforme rivendicative chiare e obiettivi condivisi, affinché le istanze dei produttori pos-

sano trovare una risposta concreta. I sindaci, che conoscono direttamente le difficoltà delle comunità amministrate, possono e devono svolgere un ruolo importante nel favorire il dialogo, sostenere le richieste legittime del comparto e sollecitare le istituzioni competenti. Questo sostegno, però, deve contribuire a costruire una prospettiva, non alimentare contrapposizioni che rischiano di lasciare gli agricoltori senza risultati tangibili. Il mondo agricolo ha bisogno di risposte, non di essere trascinato in percorsi che rischiano di allontanarlo dagli obiettivi per i quali è sceso in piazza. La protesta deve rappresentare un punto di partenza per costruire una soluzione, non diventare un fine in sé. Per questo ritengo sia fondamentale il ruolo delle Associazioni di categoria nel confronto con le Istituzioni, con l'obiettivo di individuare priorità comuni e costruire una piattaforma di richieste da portare ai tavoli competenti. Ritengo, pertanto, che la vicinanza agli agricoltori debba tradursi nella ricerca di soluzioni concrete, nella difesa del valore economico e sociale dell’agricoltura e nella promozione di un confronto serio con tutti i soggetti istituzionali e rappresentativi coinvolti. È ne-

cessario, quindi, che prevalgano il senso di responsabilità, la capacità di ascolto e la volontà di costruire percorsi condivisi. Solo in questo modo sarà possibile ottenere risultati positivi per gli agricoltori». IL 16 OTTOBRE MANIFESTAZIONE A POTENZA, IL 17 A MATERA E POI LA MOBILITAZIONE SOVRA REGIONALE Continua intanto il calendario delle manifestazioni, che vedrà coinvolte Potenza il 16 ottobre, con la Manifestazione di Coldiretti davanti alla sede della Regione Basilicata per chiedere una vera centralità dell'agricoltura nelle politiche di sviluppo; A Matera / Montescaglioso, Sabato 17 ottobre si terrà il corteo dei mezzi agricoli promosso dal Comitato Collina Materana, con percorso lungo la SS 7 fino a Matera Centro e ritorno; Nel Metapontino e Val Basento i Comitati spontanei e le Associazioni di Categoria si uniscono per una grande mobilitazione sovra regionale del Sud e chiedono il riconoscimento formale dello Stato di Crisi dell'Agricoltura e una nuova Grande Riforma Agraria. Intanto nel Vulture Melfese e Bradanica, continua la protesta -giunta al 6 giorno- sui presidi stradali.


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MATERA Al centro dell’incontro sinergie tecnologiche, competenze e mercati per trasformare la transizione in opportunità

Cluster Automotive, tra crisi e nuove rotte: 19 ottobre confronto su aerospazio e difesa

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ome trasformare le sfide della transizione automotive in nuove opportunità di crescita per le imprese? Quali competenze, tecnologie e collaborazioni possono aprire nuove prospettive industriali oltre i confini tradizionali del settore? Da queste domande prende le mosse “Automotive: frontiere tecnologiche e transizioni verso aerospazio e difesa”, l’evento promosso dal Cluster Lucano Automotive – Fabbrica Intelligente ETS, in collaborazione con Confindustria Basilicata e Cluster Lucano dell’Aerospazio, in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 16.00, presso l’Unahotel Mh Matera. L’iniziativa nasce in una fase di profonda trasformazione per l’industria automotive, chiamata a confrontarsi con l’evoluzione tecnologica, i cambiamenti dei mercati e la crescente competizione internazionale. Uno scenario che richiede alle imprese di ripensare strategie, processi e modelli di sviluppo, individuando nuove traiettorie di crescita anche attraverso il dialogo con settori industriali ad alto contenuto tecnologico. In questo contesto, l’incontro intende approfondire le possibili sinergie tra automotive, aerospazio e

difesa, comparti che condividono competenze ingegneristiche, tecnologie avanzate, capacità manifatturiere e fabbisogni crescenti di innovazione. La contaminazione tra queste filiere può rappresentare una leva per favorire la diversificazione produttiva, rafforzare la competitività delle imprese e favorire l’accesso a nuovi mercati. L’obiettivo è andare oltre la lettura delle criticità che interessano il settore automotive per aprire un confronto concreto sulle prospettive del sistema produttivo, sulle opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica e sulle condizioni necessarie per accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione. L’appuntamento riunirà rappresentanti del mondo industriale, istituzionale e accademico, mettendo a confronto esperienze e prospettive dalla dimensione regionale a quella nazionale. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Antonio Nicoletti, sindaco di Matera, Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, e Francesco Cupparo, assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata. Seguirà l’introduzione di Antonio Braia, presidente del Cluster Lucano Automotive – Fabbrica Intelli-

gente ETS. Il programma prevede gli interventi di Giuseppe Cossiga, presidente AIAD, Roberto Vavassori, presidente ANFIA, e Alberto Carboni, adviser Aerospazio del Centro Studi Confindustria, chiamati a offrire contributi e chiavi di lettura sulle dinamiche industriali e sulle prospettive dei comparti coinvolti. A seguire, una tavola rotonda approfondirà le opportunità di collaborazione tra filiere, il ruolo dell’innovazione e della ricerca, lo sviluppo delle competenze e le condizioni per sostenere nuovi percorsi di crescita industriale. Al confronto prenderanno parte Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente; Antonio Colangelo, presidente del Cluster Lucano dell’Aerospazio; Tiziana Valerio, direttrice generale e innovation manager della Fondazione DHItech; Mariano Negri, amministratore delegato di CMD SpA e vicepresidente di Confindustria Basilicata; e Fabrizio Caccavalle, rettore dell’Università degli Studi della Basilicata. A moderare l’incontro sarà Emilio Cozzi, giornalista, autore e divulgatore. «La trasformazione dell’automotive impone alle imprese di ampliare lo

_ A. Braia, presidente del Cluster Lucano Automotive

sguardo e interrogarsi sulle nuove traiettorie di sviluppo – è il messaggio del presidente del Cluster Automotive, Antonio Braia - Il dialogo con settori come l’aerospazio e la difesa può aprire prospettive interessanti in termini di tecnologie, competenze e mercati. Con questo appuntamento vogliamo favorire un confronto concreto tra industria, istituzioni e ricerca, per comprendere come valorizzare le capacità del nostro sistema produttivo e accompagnare le imprese verso nuove opportunità». Per il sistema produttivo lucano, il confronto tra automotive, aerospazio e difesa rappresenta un’occa-

sione per valorizzare competenze già presenti sul territorio, rafforzare le relazioni tra imprese e centri di ricerca e individuare nuove possibilità di collaborazione lungo le filiere tecnologiche. Il dialogo tra questi settori può contribuire a costruire nuove prospettive per le aziende, favorendo lo scambio di conoscenze, la diffusione dell’innovazione e lo sviluppo di partnership industriali. Per raggiungere questi obiettivi, sarà fondamentale mettere in relazione le esigenze del mercato con le capacità produttive, le competenze specialistiche e il contributo del mondo della ricerca e della formazione.

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico: «Senza un Avviso pubblico non si può decidere la destinazione dell’area»

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Cupparo fa chiarezza sull’ex Cip Zoo di Potenza ul futuro dell’area ex Cip Zoo di Potenza è necessario fare chiarezza, mettendo un punto fermo tra ipotesi concrete, proposte ancora da valutare e ricostruzioni prive di fondamento». A intervenire è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, che prende posizione sulle polemiche riaccese negli ultimi giorni, contestando quelle che definisce «polemiche pretestuose, argomentazioni strumentali e persino idee fantasiose». «Sul futuro dell’area ex Cip Zoo, una questione che si trascina da tempo e che è tornata d’attualità negli ultimi giorni attraverso prese di posizione, campagne social e anche interventi di un centro studi fantasma, credo sia opportuno fare alcune precisazioni», afferma Cupparo. Il primo chiarimento riguarda l’ipotesi di realizzare nell’area un vertiporto per droni e aerotaxi. «Va subito

precisato che al mio Dipartimento non risul- getto va valutato d’intesa con l’Amministrata alcun progetto di questo tipo», sottolinea zione comunale, considerando ogni ricaduta l’assessore, sgombrando il campo da rico- diretta e indiretta sul territorio». struzioni che, allo stato attuale, non trovano riscontro negli uffici regionali. Nel corso degli anni, sono state avanzate diverse ipotesi e promosse iniziative attraverso concorsi di idee. Nessuna di queste, tuttavia, può tradursi automaticamente in una scelta definitiva sulla destinazione dell’area. «Senza una manifestazione di pubblico interesse attraverso un Avviso pubblico non sarà possibile assumere alcuna decisione», precisa. Una procedura che, secondo l’assessore, deve rappresentare il passaggio necessario per valutare proposte e progetti, garantendo trasparenza e consentendo di confrontare le diverse soluzioni. E c’è un altro elemento che non può essere trascurato: il rapporto con il Comune di Potenza. «È evidente che qualsiasi pro-


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IL NUOVO CONSIGLIO RESTERÀ IN CARICA FINO ALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO 2028. NE FARANNO PARTE ANCHE SCURTI, FAZIO E RAIMONDI

Acquirente Unico, le scelte del Gse: Contini presidente e Moles a.d. l Consiglio di amministrazione del Gse ha indicato i nomi del nuovo cda di Acquirente Unico, con Barbara Debra Contini alla presidenza e la conferma di Rocco Giuseppe Moles nel ruolo di amministratore delegato. Per quest’ultimo, già alla guida della società, il Gse ha invitato il nuovo consiglio ad attribuirgli nuovamente le deleghe.A comporre il cda, insieme a Contini e Moles, sono stati indicati Oreste Scurti, Maria Chiara Fazio e Cosimo Danilo Rai-

mondi. Il mandato del nuovo consiglio durerà fino all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio d’esercizio 2028.Il Gse ha inoltre fornito le indicazioni di voto per il rinnovo del collegio sindacale di Acquirente Unico. Per la presidenza è stato indicato Tullio Patassini, mentre Donatella Bellini e Stefano Grossi sono i nomi scelti come sindaci effettivi. Giancarlo Sestini e Isabella Lancia sono stati indicati come sindaci supplenti.iale del Comune di Potenza.

Dopo le criticità del 2025, segnali positivi dai monitoraggi Arpab. Approvate procedure autorizzative più chiare e uniformi

Monte Cotugno, migliora la qualità dell’acqua Mongiello: «Nuove linee guida sugli scarichi»

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igliora la qualità delle acque di Monte Cotugno. Lo rilevano i monitoraggi dell’Arpab sul primo semestre del 2026, al centro di uno dei due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale su proposta dell’assessora all’Ambiente, Laura Mongiello. Il secondo aggiorna le linee guida per la depurazione e la disciplina degli scarichi.Nel 2025 l’eccezionale riduzione dei volumi dell’invaso aveva determinato il peggioramento di alcuni parametri e il declassamento dalla categoria A2 alla A3. Le

nuove analisi evidenziano un miglioramento complessivo che, secondo l’Arpab, conferma il carattere contingente delle criticità, anche in relazione al progressivo ripristino dei volumi idrici. Per le successive valutazioni sulla classificazione dell’invaso e sui trattamenti delle acque occorrerà attendere i risultati del secondo semestre.«Il miglioramento registrato nell’invaso di Monte Cotugno è un segnale importante, che accogliamo con attenzione e responsabilità», sottolinea Mongiello, ricordando che soltanto il

completamento del monitoraggio annuale consentirà decisioni fondate su basi tecniche consolidate.Le nuove linee guida, elaborate dall’Ufficio risorse idriche e condivise con Province, Arpab, Egrib e Acquedotto Lucano, adeguano invece la disciplina regionale all’evoluzione normativa. Riguardano i progetti degli impianti di trattamento, le autorizzazioni provvisorie e le procedure relative agli scarichi, con l’obiettivo di renderle più chiare e uniformi.«Semplificare i procedimenti significa anche rendere più efficace l’azio-

ne amministrativa, mantenendo ferma la centralità della tutela ambientale», afferma l’assessora. «L’acqua è una risorsa strategi-

ca per la Basilicata, per la qualità della vita dei cittadini e per le prospettive di sviluppo dei nostri territori».

Firmato a Potenza l’accordo con i sindaci: cinque interventi per mettere in sicurezza la rete provinciale e comunale

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Pepe: «Oltre 2,3 milioni per le strade della Montagna Materana» ltre 2,3 milioni di euro per cinque interventi sulla viabilità della Montagna Materana. È stato sottoscritto a Potenza, presso la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, l’Accordo di programma con i sindaci dell’Area interna per migliorare la sicurezza e la percorribilità della rete stradale.L’intesa coinvolge Stigliano, Comune capofila, Accettura, Aliano, Cirigliano, Craco, Gorgoglione, Oliveto Lucano e San Mauro Forte. Le risorse rientrano nel PR Basilicata FESR FSE+ 2021-2027, che destina complessivamente 40 milioni alla viabilità delle sette Aree interne lucane.«Le condizioni della viabilità incidono sulla possibilità di raggiungere un luogo di lavoro, un presidio sanitario, una

scuola, ma anche sulla capacità delle imprese di operare sul territorio», ha dichiarato il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe. «Si tratta di cinque opere che affrontano criticità differenti, ma rispon-

dono alla stessa esigenza di rendere gli spostamenti più sicuri e affidabili».Gli interventi riguardano la SP 53 Accettura-Gallipoli-Ponte Balzano, con 1.010.000 euro per il terzo lotto; la SP 103 a Cirigliano, con 353.744 euro; la SP 113 a

Craco Vecchia, con 300mila euro. Altri 325mila euro ciascuno finanziano la strada comunale Chiaromontano a Gorgoglione e la comunale 1 Stigliano-SP 2 Saurina.Ai Comuni spetta l’attuazione delle opere, mentre la Provincia di Matera conserva titolarità e successiva gestione delle strade provinciali. Restano ulteriori 325mila euro, già destinati dai sindaci a un’altra strada comunale di Stigliano, per i quali occorre completare i passaggi formali.«La differenza, per chi percorre ogni giorno queste strade, la faranno i lavori realizzati», ha sottolineato Pepe, sollecitando progettazioni, affidamenti e cantieri. «Il nostro impegno è accompagnare gli enti in ogni fase e completare l’utilizzo delle risorse assegnate».


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Angelo Summa all'assemblea di Potenza: «I tagli al sociale alimentano la crisi. Servono risorse e un piano per la sanità lucana»

Sanità e welfare: l'allarme sociale e il pressing dello Spi Cgil Basilicata «U

na grande alleanza democratica per costruire un'alternativa alle destre». È la proposta lanciata dal segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, intervenuto oggi a Potenza all'assemblea generale del sindacato dei pensionati della Cgil lucana in vista della partecipazione alla manifestazione nazionale indetta il 17 marzo a Roma per il lavoro, il welfare, la pace, l'ambiente e la Costituzione. «O comprendiamo che viviamo uno dei passaggi più importanti della storia, basta capire che cosa è avvenuto con l'approvazione della legge elettorale - ha detto Summa - o ci troveremo dentro una condizione di nazionalismi e sovranismi che metteranno in discussione la tenuta della stessa Europa. Gli appuntamenti elettorali in Brasile, in Israele, in Spagna, in Francia e in Italia possono modificare l'assetto della nostra Europa, dei

nostri diritti, della democrazia e dello stato sociale. Ecco perché in questa fase la manifestazione del 17 ottobre è per noi una prima tappa importante, in cui raccogliere la crisi sociale ed economica dovuta al caro vita, all'aumento dei carburanti, delle bollette e soprattutto la necessità di una politica economica che metta al centro la perdita del potere d'acquisto e le pensioni». Temi che per Summa sono strettamente connessi.«L'avanzata delle destre - ha aggiunto - è conseguenza del taglio alle politiche di welfare. Negli ultimi vent'anni le politiche di neoliberismo hanno insistito sulla riduzione della spesa pubblica, sostenendo che bisognava sperimentare le flessibilità, che bisognava ridurre il peso dello Stato sociale. Ciò ha prodotto tagli alla sanità, alle tutele, alle varie protezioni che sono state l'ossatura del welfare. Meno welfare ha comportato meno protezione e più paura.

E le persone con meno protezione e con più paura hanno votato a destra». Per Summa dunque «il sistema di oggi è la crisi del sistema di welfare. Senza welfare e senza adeguate protezioni, noi avremo un'ondata nera di destra con le persone sempre meno tutelate e con meno diritti. Il tema centrale è quindi mettere al centro una seria politica fiscale che faccia giustizia sociale e finanzi il nostro welfare e la sanità pubblica. La Corte dei conti ha già richiamato il Governo ad adeguare il Fondo sanitario nazionale che è al 6,2% del PIL rispetto alla media europea che è di oltre il 7%. Ciò significa che ci sono 20 miliardi in meno nel nostro Paese per la sanità e in Basilicata, che viviamo in una condizione di crisi come in altre regioni del Sud, significa 200 milioni di euro in meno. Come Spi Cgil abbiamo aperto una lunga battaglia sul diritto alla salute in Basilicata. La sanità lucana è

in una gravissima crisi che noi denunciamo da tempo. Bisogna intervenire con urgenza sui fattori che stanno portando a un indebitamento del sistema sanitario. Per questo motivo unitariamente con Cisl e Uil abbiamo chiesto al governo regionale un tavolo permanente su tutti i grandi asset della sanità, tra liste d'attesa, case di comunità e rafforzamento della medicina territoriale e su come

si utilizzano le risorse aggiuntive regionali, a partire dalle royalty del petrolio.Nelle prossime settimane - ha concluso Summa saremo in prima linea in difesa della democrazia e della nostra Carta costituzionale, per costruire una alleanza democratica affinché la nostra Italia torni ad essere una Repubblica così come prevede la Costituzione, la casa dei diritti di tutti e tutte».

La denuncia dell'eurodeputata Georgia Tramacere dopo la proposta di regolamento della Commissione UE sulla crisi degli alloggi

Emergenza casa nel Mezzogiorno: la morsa tra spopolamento e speculazione degli affitti brevi

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’è un’immagine che dovrebbe scuotere profondamente le coscienze europee. Una donna di 87 anni, sulla sedia a rotelle e invalida al 50%, costretta a lasciare la propria abitazione in cui ha vissuto per 71 anni. Sgomberata tra le proteste di centinaia di persone e circondata da un cordone di polizia. Sgomberata perché, un giorno, il palazzo dove risiede da decenni è stato acquistato da un fondo di investimenti che ha deciso di aumentare del 250% il canone di affitto. La storia di Maricarmen, in Spagna, è la sinossi perfetta della crisi abitativa europea. Ma quante Maricarmen ci sono nelle nostre regioni del Sud che non hanno visto accendersi i riflettori? Tante, e sono i numeri a dirlo».È una presa di posizione dura quella di Georgia Tramacere, europarlamentare del Partito Democratico, arrivata a margine della presentazione dell’Affordable Housing Act, la nuova proposta di regolamento avanzata dalla Commissione Europea per contrastare l’emergenza alloggi a livello comunitario.Focalizzando l'attenzione sulle regioni del Mezzogiorno d'Italia, l'eurodeputata analizza le cifre e mette a nudo un sistema in sofferenza. «Il Meridione sta vivendo un paradosso strutturale: da un lato si registrano tassi di vuoto abitativo e ab-

bandono superiori al 40% a causa dello spopolamento dei piccoli centri, dall’altro i grandi centri urbani e le mete turistiche — come Napoli, Bari, Lecce e molti altri — vivono una forte tensione sui prezzi e sugli affitti — evidenzia Tramacere —. Nelle città d’arte e nei poli turistici del Sud, la diffusione degli affitti brevi e dei B&B ha sottratto migliaia di alloggi alle famiglie residenti, facendo impennare i canoni di locazione, con rincari che in centro hanno superato il 30%». Una tendenza confermata anche dai dati della stessa Commissione Europea, secondo cui tra il 2018 e il 2024 gli alloggi destinati a piattaforme come Airbnb sono raddoppiati.«Questi fenomeni vanno necessariamente gestiti — incalza l'esponente dem — perché la difficoltà di accesso a un alloggio dignitoso e sostenibile frena, ad esempio, l’emancipazione delle giovani generazioni, costringendole a restare più a lungo nella famiglia d’origine. Resta poi atavica la carenza di edilizia residenziale pubblica: manca infatti un piano strutturale di case popolari e di rigenerazione urbana in grado di rispondere alle fasce più deboli e di sanare il disagio abitativo delle periferie».Sebbene l’Unione Europea abbia aperto alla possibilità di porre dei freni agli affitti brevi nelle zo-

ne a maggiore pressione abitativa, la strada appare ancora lunga. «È un passo avanti importante, ma non basta — conclude Tramacere — . C’è da fare molto di più. La casa deve diventare una vera priorità politica per l’Europa. Perché una società in cui l’alloggio è solo un bene di mercato speculativo, senza tutele per i più deboli, è una società condannata a generare disuguaglianze profonde e tensioni sociali crescenti».


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Il presidente Troiano lancia l’appello a tutti i sindaci del Mezzogiorno: «Il futuro si costruisce partendo dai territori»

Rete Civica Meridionale: «Il Sud deve contare di più nelle scelte nazionali»

In vista delle prossime elezioni politiche, la Rete Civica Meridionale lancia un appello a sindaci, amministratori e cittadini per rafforzare la rappresentanza del Mezzogiorno e portare le esigenze dei territori al centro dell’agenda nazionale. Dalla difesa dei servizi essenziali al contrasto dello spopolamento, fino agli investimenti e alle opportunità per le aree interne, l’obiettivo è costruire una rete più ampia e autonoma dai partiti, capace di avanzare proposte concrete e chiedere impegni chiari a chi si candiderà a governare il Paese. Di seguito l’intervento del presidente di Rete Civica Meridionale e sindaco di San Paolo Alba-

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nese.

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DI MOSÈ ANTONIO TROIANO*

ualunque sarà l’iter della nuova legge elettorale, tra circa un anno saremo chiamati a votare per scegliere chi governerà il Paese nei successivi cinque anni. La domanda è: siamo pronti a fare in modo che le esigenze dei nostri territori diventino finalmente una priorità dell’agenda politica nazionale? Il problema non è soltanto chi governerà l’Italia, ma soprattutto come governerà e quali scelte compirà per garantire un futuro al Mezzogiorno. Come Rete Civica Meridionale, negli ultimi mesi abbiamo promosso iniziative sui temi che riguarda-

no direttamente il futuro dei nostri territori: dal PNRR all’Autonomia Differenziata, fino alla difesa della clausola del 34%, poi portata al 40%, per gli investimenti destinati al Mezzogiorno. Sono questioni decisive per garantire servizi essenziali, lavoro, infrastrutture, sostegno alle imprese e opportunità per i giovani. Non possiamo ignorare la realtà: spopolamento, denatalità, impoverimento, abbandono delle aree interne, riduzione dei servizi sanitari e scolastici e crescente divario con le aree più forti del Paese. Non è un destino inevitabile. Per cambiare rotta servono determinazione, competenza e una maggiore capacità di incidere sulle decisioni politiche nazionali. IL RUOLO DEI SINDACI Per raggiungere questo obiettivo, Rete Civica Meridionale deve crescere e diventare sempre più rappresentativa delle comunità meridionali. Per questo è fondamentale la partecipazione dei Sindaci, le istituzioni più vicine ai cittadini e i primi difensori dei propri territori. Soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne, essi rappresentano veri e propri baluardi del-

la coesione sociale e della vita delle comunità. Tuttavia, di fronte a problemi sempre più complessi, nessun Sindaco può farcela da solo. È necessario unire le forze, condividere esperienze e trasformare le battaglie locali in una piattaforma comune di proposte. Un Sindaco che si unisce ad altri Sindaci non perde la propria autonomia: acquista una voce più forte. Rete Civica Meridionale vuole mettere in rete amministratori, cittadini e persone impegnate nella difesa del Mezzogiorno, mantenendo la propria autonomia dai partiti e dialogando con tutte le forze politiche. A partire però dalla chiarezza: non si può stare nello stesso schieramento di chi, attraverso l'autonomia differenziata, vuole condannare i nostri territori a una condizione di ulteriore marginalità. L’obiettivo è fare in modo che il Sud non sia più una periferia delle decisioni nazionali, ma un protagonista consapevole del proprio futuro. PREPARIAMOCI AL PROSSIMO APPUNTAMENTO ELETTORALE Non possiamo aspettare l’inizio della campagna elettorale per costruire una voce comune. Dobbiamo farlo adesso, coinvolgen-

do nuovi amministratori, individuando le priorità del Mezzogiorno e formulando proposte concrete da sottoporre ai futuri candidati. L’obiettivo non è sostenere questo o quel partito, ma far pesare le ragioni del Mezzogiorno nelle scelte di chi si candiderà a governare il Paese. Una Rete più ampia e radicata nei territori potrà avanzare proposte, chiedere impegni pubblici e verificare che agli annunci seguano fatti concreti. Più Sindaci aderiranno, più forte sarà la nostra voce. SINDACI, AMMINISTRATORI, CITTADINI: UNIAMOCI! Rivolgiamo un appello a tutti i Sindaci del Mezzogiorno, in particolare a quelli dei piccoli Comuni e delle aree interne: aderire a Rete Civica Meridionale significa contribuire a un progetto collettivo, condividere esperienze e rafforzare la capacità dei nostri territori di incidere sulle decisioni che li riguardano. Il futuro dei nostri paesi non può essere deciso senza di noi e non può essere affidato soltanto alle promesse elettorali. Costruiamolo insieme, partendo dai territori. *PRESIDENTE RETE CIVICA MERIDIONALE E SINDACO DI SAN PAOLO ALBANESE

Per gli alunni delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado della Basilicata, sui temi della sicurezza, dell’ambiente e della ludopatia

Dalla sicurezza alla lotta al gioco d’azzardo L’osservatorio regionale incontra gli studenti

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romuovere la cultura della legalità, stimolare la responsabilità personale e collettiva ed offrire gli strumenti per comprendere i fenomeni sociali e i rischi presenti nel proprio territorio: nasce con questi obiettivi la nuova iniziativa promossa dall’Osservatorio Regionale sulla Legalità, rivolta agli studenti delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado della Basilicata, in attuazione del Protocollo d’Intesa intercorso con l’Ufficio Scolastico Regionale. Il progetto si propone di guidare le giovani generazioni nella riflessione su tematiche cruciali per la loro quotidianità, quali la sicurezza, la tutela dell’ambiente, la solidarietà ed il contrasto al gioco d’azzardo, allo scopo di conseguire, oltre ad una maggiore consa-

pevolezza delle problematiche affrontate, il rafforzamento delle competenze civiche, sociali e relazionali. L’iniziativa, che nella fase iniziale si svolgerà all’interno degli istituti scolastici di Potenza, Matera, Policoro e Melfi, sarà gestita dall’Osservatorio Regionale, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, in stretto coordinamento con gli insegnanti di Educazione Civica delle scuole, avvalendosi del supporto qualificato di alcuni esperti nelle materie che saranno oggetto di interesse per gli studenti. Superando il modello della lezione frontale tradizionale, gli incontri sono concepiti come occasioni di dialogo, di confronto aperto gonisti attivi di un percorso di crescita cone di testimonianza diretta: un approccio par- sapevole e responsabile all’interno della protecipativo ideato per rendere i ragazzi prota- pria comunità.


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OLTRE IL GIARDINO Focus sulla cultura. A Potenza il Caravaggio conta 36mila visitatori e con Tita il ricordo di Ed McBain

Campo largo, energia e agricoltori, Verri (M5S): «Serve una strategia» L

DI ANNA TAMMARIELLO

a consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Viviana Verri, già sindaca di Pisticci, è intervenuta nel corso della trasmissione di Cronache Tv, “Oltre il giardino”, per affrontare i principali temi della politica nazionale e lucana, dal campo largo alle questioni energetiche, dalle proteste degli agricoltori alle prospettive della pista Mattei. Tra le prime domande del giornalista Paride Leporace, la visita di Giuseppe Conte a Potenza. Verri ha criticato le reazioni della maggioranza alle dichiarazioni sul petrolio e sul nucleare: «Il presidente Conte non ha fatto altro che ricordare ai cittadini quello che ha detto Meloni: il petrolio lo prendiamo in Basilicata». La consigliera ha richiamato anche il tema del deposito nazionale delle scorie nucleari e ha sollecitato chiarezza sulle politiche energetiche regionali. Sul tema del Consiglio Regionale rinviato, ha parlato dell’«ennesimo teatrino», sottolineando che la maggioranza non aveva i numeri per proseguire i lavori. Spostando l’attenzione su tematiche internazionali, nello specifico sulla guerra in Ucraina, Verri ha ribadito la posizione del Movimento 5 Stelle: «Dobbiamo finirla di finanziare queste guerre, dobbiamo finirla di spendere soldi in riarmo e concentrarci sulle esigenze concrete del Paese, a partire dal caro carburanti, dall’aumento dei prezzi e dalle difficoltà delle famiglie e delle imprese». Particolare attenzione è stata dedicata alle proteste degli agricoltori. «Oggi c’è una grande rabbia», ha osservato, denunciando l’assenza di risposte concrete e di risorse già disponibili per gli aiuti annunciati dalla Regione. Sul tema del campo largo, Verri ha chiarito: «Noi non poniamo veti personali. Ho però chiesto a Italia Viva di chiarire la propria collocazione, ricordando che in Basilicata governa con il centrodestra. Per costruire un’alleanza credibile servono una coalizione forte, un programma, una chiarezza negli schieramenti e una leadership condivisa». Pur indicando Conte come sua preferenza personale, ha avvertito che le primarie potrebbero dividere il fronte progressista: «Prima viene il progetto». Infine, sulla pista Mattei, Verri ha chiesto alla Regione di definire una strategia concreta: «Dobbiamo finalmente portare avanti la pista Mattei per quelle che sono le sue attuali potenzialità. Oggi - ha precisato- si parla di una

__Verri, Di Ruvo e Tita a Oltre il giardino

struttura per voli privati, non di voli commerciali di linea. La Regione deve decidere quanto investire, valorizzando anche la posizione nell’area ZES e il collegamento con l’interporto di Ferrandina». «Non possiamo – ha concluso - continuare a trascinarla così»,ricordando che la struttura è chiusa da oltre dieci anni. CARAVAGGIO A POTENZA, GIÀ 36 MILA VISITATORI Sono già 36 mila i visitatori della mostra dedicata al Narciso di Caravaggio, allestita al Museo Archeologico Provinciale di Potenza e visitabile fino al 30 novembre. Un risultato significativo che, secondo lo storico e critico d’arte Mauro Di Ruvo, rappresenta un’importante occasione di promozione culturale e turistica per la Basilicata. «È un’operazione centratissima, che ha riqualificato l’immagine della Basilicata a livello nazionale e internazionale», ha dichiarato Di Ruvo, sottolineando il valore dell’iniziativa e il contributo della direttrice dell’APT e di tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della mostra. L’opera, concessa in prestito da Palazzo Barberini, è al centro di un percorso museografico che collega il mito classico, la storia dell’arte e la figura di Carlo Levi. Il critico ha ricordato che l’attribuzione del Narciso a Caravaggio, sostenuta da Roberto Longhi, non è unanimemente condivisa. Altri studiosi hanno avanzato dubbi, ipotizzando anche il nome di Spadarino. Proprio questa complessità rende l’opera particolarmente interessante dal punto di vista filologico e stori-

co-artistico. Rispondendo alle polemiche sulla scelta di Potenza anziché Matera, Di Ruvo ha difeso la collocazione della mostra nel capoluogo, evidenziando come Matera disponga già di un’offerta culturale e archeologica consolidata, mentre Potenza abbia beneficiato di un significativo incremento del turismo culturale. «Bisogna continuare con altro tipo di proposte», ha affermato. Allargando lo sguardo al resto della regione, Di Ruvo ha indicato alcuni patrimoni ancora poco valorizzati, a partire dalla chiesa rupestre di Oppido Lucano, che custodisce un importante affresco dell’Ultima Cena, fino all’Ecce Homo conservato nel Vescovado di Melfi, attualmente attribuito al Domenichino, in attesa del completamento dell’iter di conferma attributiva. Secondo lo storico dell’arte, la Basilicata ha bisogno di una strategia culturale condivisa, capace di superare iniziative isolate e valorizzare anche i piccoli comuni. «Manca proprio l’ensemble, la sinfonia», ha osservato, richiamando l’importanza degli investimenti, delle competenze specialistiche e del coinvolgimento di giovani professionisti. Pur riconoscendo l’interesse del presidente Bardi per la promozione territoriale e culturale, Di Ruvo ha sottolineato che il cambiamento deve partire anche dal basso, attraverso una maggiore sensibilità delle amministrazioni locali. La sfida, dunque, è trasformare il successo della mostra in un progetto duraturo, capace di far emergere l’intero patrimonio artistico lucano. ED MCBAIN,

IL LEGAME LUCANO NEL CENTENARIO Nel centenario della nascita di Ed McBain, lo scrittore statunitense celebre per i romanzi dell’87° distretto e per la sceneggiatura de “Gli uccelli” di Hitchcock, Mauro Armando Tita ha ripercorso a “Oltre il giardino” la storia delle origini lucane dell’autore, il cui vero nome era Evan Hunter, nato Salvatore Albert Lombino. La ricerca di Tita comincia il 5 luglio 1990, dopo un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, che lo spinse ad approfondire il legame dello scrittore con Ruvo del Monte e la famiglia Coppola, originaria del paese lucano. «Lui si è sempre identificato nella famiglia Coppola di Ruvo del Monte», ha ricordato Tita, raccontando il lavoro del comitato nato per valorizzare questa storia e arrivato anche a promuovere la cittadinanza onoraria per lo scrittore. Un passaggio importante è stata la riscoperta di Streets of Gold, pubblicato in Italia nel 2023 da Neri Pozza, che ha permesso di riportare alla luce luoghi e memorie legati all’emigrazione lucana. Tita ha inoltre presentato le iniziative per il centenario, con un dossier dedicato all’autore e contributi sul cinema, sulla letteratura poliziesca e sulla famiglia Coppola. L’appuntamento è anche un omaggio a Rocco Brancati, che contribuì alla valorizzazione di questa vicenda. «Speriamo almeno di smuovere queste acque stagnanti», ha dichiarato Tita, auspicando una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale locale e dell’identità lucana di McBain.


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POTENZA Una targa a rione Libertà per ricordare il pioniere delle radio libere. Soddisfazione di Gentilesca e Acito

Memorial Postiglione, «Giusto ricordarlo, ha avuto il coraggio di anticipare il futuro»

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ione Libertà a Potenza si prepara a celebrare uno dei suoi illustri cittadini, Nino Postiglione pionere delle radio libere e con un Memorial, “Le voci della libertà” a lui dedicato in programma sabato 24 ottobre 2026 in piazza Ludovico Ariosto. L’iniziativa promossa dal Comitato di quartiere Rione Libertà, il gruppo editoriale Le Cronache e Radio Potenza Centrale, accompagnerà cittadini e partecipanti in un pomeriggio all’insegna dei racconti, della musica e della condivisione. Il programma si aprirà con il taglio del nastro e l’apertura ufficiale della manifestazione. Alle 18 spazio al salotto dibattito, un momento di confronto pensato per approfondire i temi legati alla liberalizzazione dell’etere, alle battaglie che Nino Postiglione ha combattuto a bordo della sua macchina che trasmetteva sotto pseudonimo nascondendosi tra le montagne potentine per non farsi beccare quando ancora esisteva il monopolio Rai. Si parlerà anche del legame con il proprio territorio e all’identità, perchè Nino Postiglione, l’Istrione, amava la sua Potenza ed è proprio nel capoluogo lucano che ha dato il via alle trasmissioni radiofoniche di Radio Potenza Centrale, emittente radiofonica di successo che ancora oggi trasmette dal capoluogo e ha varcato i confini regionali diventando la radio più ascoltata del Mezzogiorno. Il momento centrale della giornata è previsto alle 19, con lo svelamento della

targa intitolata a Nino Postiglione, un gesto simbolico volto a custodirne la memoria e a valorizzarne il legame con la comunità. La serata proseguirà poi all’insegna della musica: dalle 19.30 alle 22 è previsto un dj set, che concluderà la manifestazione trasformando la piazza in uno spazio di incontro e partecipazione. IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI RUOTI «Come Sindaco di Ruoti, desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per il Memorial dedicato a Nino Postiglione, promosso dal neocostituito Comitato di Rione Libertà di Po-

tenza». Esordisce così il sindaco di Ruoti Franco Gentilesca. «Nino Postiglione ha onorato la Basilicata con il suo impegno per la libertà di informazione, portando avanti con tenacia e passione la convinzione che ogni comunità abbia diritto a una voce propria. Nel 1973, insieme alla moglie Palma Ida Tortorelli, diede vita a Radio Potenza Centrale, partecipando a una stagione in cui le radio libere hanno inciso profondamente sulla storia civile del Paese, dalle mobilitazioni studentesche degli anni Settanta all'impegno contro le mafie. Una

lezione che richiama il valore dell'articolo 21 della Costituzione, che oggi più che mai merita di essere difeso» continua. «Ruoti è particolarmente legata a questo ricordo: nel 2022 la nostra comunità ha inaugurato gli spalti del campo di calcio a 5 di Serra di Pepe, intitolandoli a Nino Postiglione, primo pioniere delle Radio Libere. - conclude Franco Gentilesca - Complimenti al Comitato per la scelta di presentarsi alla città nel segno della memoria e dei valori costituzionali: un esordio di grande significato, che dimostra sensibilità, passione e spirito di

comunità». IL MESSAGGIO DI ACITO Ad esprimere soddisfazione per l’iniziativa volta a ricordare una personalità che ha saputo, insieme ad altri, cambiare il corso della storia grazie alla forza delle sue idee e grazie alla convinzione che l’informazione doveva essere libera, che la radio doveva dare voce ai cittadini, tutti, in qualsiasi regione d’Italia si trovassero e potevano farlo attraverso emittenti private che davano loro la possibilità di far sentire le proprie istanze, è stato anche Enzo Acito, ex consigliere regionale. «Nino Postiglione è stato un pioniere ed esploratore della comunicazione: controcorrente, ha lanciato il cuore oltre la siepe per sperimentare il nuovo mondo dell'etere libero. Con la sua Radio Potenza Centrale ha aperto la strada alla libertà d'informazione, facendo del pensiero libero una ragione di vita. Ricordarlo significa onorare chi ha avuto il coraggio di anticipare il futuro.» ha dichiarato l’ex consigliere regionale Acito.


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L'evento presentato a Rimini da Apt e Fondazione. Buyer da cinque Paesi e oltre 120 seller per valorizzare il turismo di ritorno

Matera capitale del turismo delle origini: a novembre la quinta edizione di Roots-IN B

uyer da cinque Paesi, operatori da tutta Italia e un bacino potenziale di circa 80 milioni di italo-discendenti nel mondo: su questi tre elementi si fonda la quinta edizione di Roots-IN, la Borsa internazionale del turismo delle origini, che si terrà a Matera il 10 e l’11 novembre e che è stata presentata oggi a TTG 2026, presso lo stand della Basilicata durante un punto stampa al quale hanno partecipato il DG dell’Apt, Margherita Sarli e la direttrice della Fondazione Matera-Basilicata2019, Rita Orlando. L’evento è organizzato dalla Regione Basilicata per il tramite dell’APT, in collaborazione con ENIT e con il patrocinio del MAECI, ed è l’unico appuntamento in Italia interamente dedicato al turismo di ritorno nella terra d’origine.Appuntamento centrale della Borsa è il workshop B2B, in programma martedì 10 e mercoledì 11 novembre.

55 i buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina e Australia, ossia i Paesi in cui l’emigrazione italiana è stata più consistente, accompagnati da diversi giornalisti. I Buyer saranno inoltre coinvolti in un pre-tour sul territorio.L’obiettivo per l’offerta italiana è coinvolgere ol-

tre 120 seller da tutta la Penisola: agenzie di viaggio e tour operator incoming, consorzi e reti d’impresa, strutture ricettive di ogni categoria, operatori della mobilità e del turismo esperienziale, fino ai servizi di ricerca genealogica. Gli operatori interessati possono iscriversi entro il 23 ottobre; le agende sa-

ranno aperte dal 28 ottobre. Parola-chiave dell’edizione 2026 è “dialogo”. Il confronto tra operatori turistici italiani e stranieri, istituzioni, comunità locali e rappresentanti degli italiani all’estero dovrà contribuire a definire un’offerta esperienziale aderente alle esigenze di chi viaggia per ritro-

vare le proprie radici. Il programma comprende anche l’area expo, dove sono attesi gli stand di nove Regioni insieme ad alcuni coespositori privati, e circa quindici tra laboratori e talk con esperti del settore e rappresentanti regionali. La cerimonia inaugurale si terrà la mattina del 10 novembre.


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A Policoro la firma dell’atto costitutivo: undici organizzazioni di produttori coinvolte, oltre 750 ettari e un valore di 50 milioni

Fragola lucana, è nato il Consorzio: Salvatore Pecchia eletto presidente

POLICORO. Il Consorzio di Tutela, Valorizzazione e Promozione Fragola della Basilicata IGP è stato formalmente costituito mercoledì, 14 ottobre 2026, con la firma del rogito notarile, nel corso dell’incontro svoltosi all’Hotel Heraclea di Policoro. Nella stessa occasione sono stati presentati i componenti del Consiglio di amministrazione (Cda) che ha avviato la propria attività sotto la presidenza dell’agronomo Salvatore Pecchia. Vicepresidente è l’agronomo Raffaello Massimo Tita. Completano il Cda i consiglieri Andrea Badursi, Francesco Nicodemo, Carmela Suriano, Angelo Valente, Antonio Zani, Rocco Zuccarella, Domenico Laviola, Giovanni Manolio, Giuseppe Appio e Paola Ancona, Raffaello Tita. L’organo consortile è espressione e rappresentazione dell’intera filiera. Il riconoscimento ufficiale della Fragola della Basilicata come Indicazione geografica protetta (Igp) è arrivato il 5 novembre 2025 con la pubblicazione del Regolamento di esecuzione (Ue) 2025/2239 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea Serie L, 2025/2239. «La data odierna segna un

altro momento importante per la fragolicoltura della Basilicata e per i produttori che sono i protagonisti centrali di questo traguardo. Dal Comitato promotore nasce un soggetto giuridico solido, lungimirante e già operativo: il Consorzio. L’itinerario svolto ha avuto un propellente straordinario: la voglia di stare insieme, di avere tutti un ruolo primario per un obiettivo comune. L’aggregazione, dunque, conferma tutta la sua forza quando si vogliono realizzare grandi e ambiziose progettualità”, ha dichiarato il presidente Salvatore Pecchia. Il quale ha poi aggiunto: «La capacità delle imprese agricole e delle undici

Organizzazioni di produttori protagoniste di questo percorso si misura nei fatti: appena due mesi dopo il riconoscimento, è partita la commercializzazione a marchio. Uno sforzo che ha visto impegnati anche tecnici, la collaborazione con lo studio legale Improda, enti, istituzioni, e lo stesso Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata. Ricordo, inoltre, che sono stati messi a dimora oltre 750 ettari di fragole assoggettate al sistema di controllo Igp, per una produzione poco superiore a 100mila quintali e un valore di 50 milioni di euro. Sono numeri che restituiscono le dimensioni concrete del percorso intra-

preso per la Igp Fragola della Basilicata e che lasciano ben sperare per il futuro e il benessere dell’intero territorio; a tal proposito la prospettiva è quella di proseguire nel processo di crescita in termini quantitativi e soprattutto qualitativi, con attenzione a valori quali, l’etica, la sostenibilità economica e sociale, la tutela per i nostri produttori agricoli, e il loro reddito, e la sicurezza dei consumatori». Il presidente ha infine concluso: «Ci sono poi gli uomini, le donne, i professionisti, gli studiosi che, a vario titolo, hanno offerto le proprie competenze e continuano a contribuire al progetto Fragola della Basilicata IGP. Tutti loro rap-

presentano una risorsa preziosa e irrinunciabile, oltre che una garanzia per i risultati che il Consorzio e l’intera filiera potranno conseguire in futuro». Il Consorzio Fragola della Basilicata Igp ha sede presso l’Alsia, nell’azienda agricola sperimentale della Regione Basilicata, in località Pantanello a Bernalda. Le Organizzazioni di produttori coinvolte nel percorso di riconoscimento della Fragola della Basilicata IGP sono: A.m.a.l.a., Agorà, Agricola Felice, Ancona, Apofruit Italia, Asso Fruit Italia, Frutthera Growers, GranFrutta Zani, Primo Sole, Tenute Zuccarella, Terre della Luce.

Il Gal Cittadella del Sapere aderisce al manifesto europeo: risorse certe per le comunità costiere nella programmazione Ue 2028-2034

Pesca, dalla Basilicata a Bruxelles per chiedere fondi

POTENZA. C’è anche il Gal Pesca Cittadella del Sapere della Basilicata tra i Gruppi di Azione Locale per la Pesca (Galp/Flag) che si sono riuniti a Bruxelles per chiedere all’Unione Europea di confermare e rafforzare, nella programmazione 2028-2034, le risorse destinate alla pesca, allo sviluppo delle comunità costiere e all’economia blu. A rappresentare il Gal lucano sono stati i dirigenti del Gal Pesca Cittadella del Sapere, che hanno preso parte all’iniziativa insieme alle delegazioni provenienti da Spagna, Italia, Croazia, Lettonia e Portogallo. Al centro della missione, la presentazione del Manifesto dei Galpa Europei, consegnato ai rappresentanti dei Commissari Raffaele Fitto e Costas Kadis. Il documento richiama la necessità di garantire finanziamenti specifici

per i territori costieri, tutelare il modello di sviluppo partecipativo, semplificare le procedure e coinvolgere direttamente i Galpa nelle future politiche europee. La delegazione ha inoltre partecipato a un’audizione presso il Parlamento Europeo, promossa dalla Commissione per la Pesca (Pech), presieduta dall’eurodeputata Carmen Crespo Díaz. L’importanza dei Galpa è confermata dai risultati della programmazione 20142020: oltre 15.000 progetti realizzati, 600 milioni di euro di investimenti, 5.000 nuovi posti di lavoro e più di 1.000 imprese avviate. Per il Gal Pesca Cittadella del Sapere, la partecipazione all’iniziativa rappresenta un’importante occasione per portare all’attenzione delle istituzioni europee le esigenze dei territori lucani, sostenendo la valorizzazione delle

risorse marine, lo sviluppo del comparto ittico e la creazione di nuove opportunità economiche e occupazionali. La presenza dei dirigenti del Gal a Bruxelles conferma l’impegno dell’organizzazione nel promuovere una maggiore attenzione delle politiche europee verso le realtà costiere del-

la Basilicata, valorizzando il ruolo delle comunità locali nei processi di crescita e sviluppo sostenibile. La sfida è garantire continuità agli strumenti di sviluppo locale, affinché la pesca e le comunità costiere rappresentino una risorsa strategica per il futuro della Basilicata e dell’Europa.


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Il Comune di Ruoti vicino alla famiglia dell’uomo; da Pittella, Picerno e Pergola parole di conforto ma anche necessità di sicurezza sui luoghi di lavoro

Operaio morto alla Lucania Resine: è la 6ª vittima sul lavoro in Regione

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DI EMANUELA CALABRESE

on si sana la ferita aperta del dolore delle vittime del lavoro in Basilicata. Rocco Antonio De Carlo, 50anni, morto mercoledì pomeriggio alla Lucania Resine, è la sesta vittima lucana. Era di Ruoti e l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Franco Gentilesca, appresa la notizia ha espresso «profondo dolore e sincera commozione. La morte di Rocco, avvenuta mentre svolgeva la propria attività lavorativa, ci lascia sgomenti e richiama con forza l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre compie il proprio dovere, soprattutto quando alle spalle vi sono anni di esperienza e di impegno professionale. Di fronte a una tragedia così dolorosa, l’intera comunità di Ruoti si stringe con affetto e partecipazione alla famiglia, alla moglie, ai fratelli, ai parenti e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, condividendone il dolore per una perdita tanto improvvisa quanto inaccettabile». E mentre la comunità si stringe nel dolore, l'iter comincia il suo percorso: è stato difatti affidato al medico legale l'incarico di svolgere l'esame autoptico per stabilirne le cause della morte. Di pari passo sono state avviate le indagini e gli accertamenti, coordinati dalla magistratura potentina, l’inchiesta punterà a rico-

struire l'esatta dinamica dell'incidente e a verificare l'eventuale rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ieri mattina un gruppo di lavoratori si è riunita davanti all’ingresso dello stabilimento per osservare un minuto di silenzio in memoria del collega scomparso. Non solo un momento di preghiera, ma anche l’occasione per fare sintesi sulle possibili iniziative da mettere in campo per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza. CORDOGLIO DI PITTELLA E PERGOLA; DA PICERNO, L’IMPEGNO PER UNA INIZIATIVA CHE VADA OLTRE I COLORI PARTITICI Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, esprime, a nome proprio e dell’intera Assemblea legislativa lucana, il più sincero cordoglio per la morte dell’operaio rimasto vittima del tragico incidente sul lavoro. «Di fronte a una nuova morte sul lavoro, il primo sentimento è quello del dolore e della vicinanza alla famiglia. Resta però forte la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dinanzi a una nuova morte, il primo sentimento è di dolore, ma insieme al cordoglio resta forte la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che deve conti-

nuare a essere una priorità per tutti». Il Consigliere regionale di Forza Italia Basilicata, Fernando Picerno, non usa mezzi termini: « Basta vite spezzate. La sicurezza sul lavoro sia una priorità assoluta. Esprimo il mio più profondo cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia dell’operaio, in questo momento di immenso dolore, consapevole che nessuna parola può colmare il vuoto lasciato da una perdita così drammatica. È inaccettabile che si continui a morire sul lavoro. Ogni vittima è una ferita per l’intera comunità e impone alle istituzioni una risposta immediata e concreta. In una società civile e in una regione come la Basilicata, - continua Picerno - la tutela della vita e della salute dei lavoratori deve essere una priorità assoluta. Non bastano cordoglio e indignazione dopo ogni tragedia: servono prevenzione, controlli rigorosi e responsabilità. La sicurezza non può restare un principio sulla carta, ma deve diventare una pratica quotidiana e inderogabile. Come rappresentante istituzionale, promuoverò un’iniziativa aperta a tutte le forze politiche, senza divisioni, per definire una proposta di legge seria ed efficace sulla sicurezza sul lavoro. Occorre rafforzare la prevenzione, intensificare i controlli e garantire l’applicazione effettiva delle norme. È il momento di agire. La sicurezza sul lavoro non ha

colore politico e non può essere terreno di scontro: riguarda la vita delle persone, la dignità dei lavoratori e il futuro delle nostre famiglie. Il nostro impegno istituzionale - conclude Picerno - deve tradursi in fatti concreti affinché nessun lavoratore debba uscire di casa senza la certezza di poter tornare dai propri cari». Rocco Pergola, Segretario Provinciale PSI Potenza, all’indomani della tragica morte asserisce: «Ancora una volta ci troviamo a piangere una vittima del lavoro. È una realtà che non possiamo accettare né considerare inevitabile. Ogni lavoratore ha il diritto di svolgere la propria attività in condizioni di piena sicurezza e di fare ritorno a casa dai propri affetti. In questo momento di immensa sofferenza desidero esprimere, a nome personale e del Partito Socialista Italiano della

Provincia di Potenza, il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza alla famiglia, ai colleghi di lavoro e a quanti gli hanno voluto bene. Stiamo pagando un prezzo troppo alto in termini di vite umane, dolore e sofferenza. Nella nostra piccola comunità lucana ogni tragedia sul lavoro non colpisce soltanto una famiglia, ma ferisce l'intero tessuto sociale, lasciando sgomento e amarezza in tutti coloro che credono nel valore e nella dignità del lavoro. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a questo drammatico tributo. È necessario un impegno straordinario e condiviso, fatto di maggiori investimenti nella prevenzione, nella formazione continua dei lavoratori, nell'innovazione tecnologica, nella manutenzione costante degli impianti e dei macchinari e nel rafforzamento dei controlli».


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Un prelievo gratuito per le residenti tra i 25 e i 30 anni: l’esame aiuta a individuare eventuali criticità e orienta i percorsi di cura

Riserva ovarica, parte lo screening La Basilicata apre alla prevenzione DI FRANCESCO MENONNA

POTENZA. Un nuovo modello di sanità sostenibile e al passo con i tempi. La Regione Basilicata come apripista per lo screening della riserva ovarica. È stata presentata ieri mattina, nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, la nuova campagna di screening della riserva ovarica, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, del direttore generale del San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera, del direttore del Dipartimento Sicurezza sociale e Salute di via Verrastro, Domenico Tripaldi, della responsabile dell’Unità operativa semplice di Procreazione medicalmente assistita del San Carlo, Assunta Iuliano, e del direttore del Dipartimento materno-infantile del San Carlo, Sergio Schettini. A dare vita alla campagna di screening sono la Regione Basilicata, l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, l’Asp, il Crob di Rionero in Vulture e l’Azienda sanitaria di Matera. In buona sostanza, la riserva ovarica indica la quantità di ovociti presenti nelle ovaie in un dato momento e rappresenta un indicatore del potenziale riproduttivo delle donne. Una nuova missione per una regione che punta a diventare fiore all’occhiello della sanità nel Mezzogiorno, quella avviata dalle varie componenti impegnate in questa importante campagna di screening. Basta dunque un semplice gesto per conoscere la propria riserva ovarica e proteggere il futuro della donna. Lo screening è rivolto alle donne tra i 25 e i 30 anni residenti in Basilicata. La riserva ovarica rappresenta il patrimonio di follicoli e ovociti presenti nelle ovaie e ogni donna nasce con un numero definito di ovociti che, nel tempo, diminuisce progressivamente. In alcune donne questa riduzione può avvenire più rapidamente del previsto e lo screening permette di identificare precocemente eventuali situazioni di ridotta riserva ovarica, offrendo la possibilità di ap-

profondimenti specialistici e di percorsi personalizzati. Lo screening prevede un semplice prelievo di sangue per il dosaggio dell’ormone antimulleriano. L’Amh è oggi uno dei principali indicatori utilizzati per valutare la riserva ovarica e l’esame viene eseguito con metodiche di laboratorio avanzate e standardizzate. È possibile richiedere la prescrizione e le donne interessate potranno effettuare la prenotazione sul sito [www.ospedalesancarlo.it] (http://www.ospedalesancarlo.it). Per effettuare il prelievo è necessario presentarsi presso il punto prelievi ospedaliero, portando la ricevuta della prenotazione e accedendo direttamente negli orari dedicati. Dopo l’esame, se il valore è nella norma, non saranno necessari altri controlli. Lo screening è importante per conoscere meglio la propria riserva ovarica, aumentare la consapevolezza sul tempo biologico riproduttivo, individuare precocemente situazioni a rischio, programmare il proprio futuro riproduttivo con maggiore serenità e accedere tempestivamente a percorsi specialistici dedicati. Giuseppe Spera ha parlato di questa importante innovazione, sottolineando: «Sicuramente è un momento importante che la Regione ha inteso promuovere. Intanto offre un’informazione: la consapevolezza della possibilità di avere, in futuro, difficoltà ad avere dei bambini. In un momento di denatalità, credo che questa sia un’informazione es-

senziale. Poi, in una seconda fase, offre anche la possibilità di rinviare il momento della nascita a un periodo migliore per la famiglia, attraverso le fasi successive del percorso. È importante in un contesto nel quale la natalità, in tutta Italia, presenta dei problemi». Assunta Iuliano ha detto la sua su questa campagna di screening: «Un invito alla sensibilizzazione delle donne e alla tutela della propria salute riproduttiva. Eseguire questo test di screening non significa fare diagnosi di infertilità, ma sensibilizzare le donne in età fertile, tra i 25 e i 30 anni, a tutelare la propria salute riproduttiva, con l’obiettivo di ridurre l’accesso tardivo alle tecniche di fecondazione assistita omologa ed eterologa e anche di aumentare il tasso di natalità, che in Italia è notevolmente ridotto. L’infertilità è notevolmente aumentata nell’ultimo decennio e questo è strettamente collegato all’età media in cui la donna decide di concepire. Questo porta a una serie di problematiche di carattere medico che noi cerchiamo di far emergere proprio attraverso l’esecuzione del test di screening dell’Amh». Sergio Schettini ha sottolineato la valenza di questa campagna di screening: «Lo screening attraverso il dosaggio di questo ormone, l’Amh, serve per individuare quelle donne che hanno una cosiddetta ridotta riserva ovarica. Man mano che andiamo avanti negli anni, la riserva ovarica diminuisce, ma talvolta riscon-

triamo una riduzione di questo parametro anche nelle donne giovani, indipendentemente dall’età anagrafica. L’obiettivo dello screening è cercare di individuare proprio quella fascia di giovani donne tra i 25, i 30 e i 35 anni che eventualmente presentano una riserva ovarica alterata, per poter offrire per tempo un percorso che va dalla consulenza a un’eventuale terapia. Altrimenti queste donne rischiano di non poter realizzare il loro obiettivo, che è la gravidanza». Ha chiuso la carrellata di pareri l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico: «In questo caso lo screening ovarico ha l’utilità sociale di mettere a disposizione delle donne un’opportunità per conoscere il proprio stato di salute e acquisire consapevolezza della propria condizione. Naturalmente si tratta di un’opportunità: la Basilicata fa da apripista e ci facciamo carico anche degli oneri di questa campagna. È una campagna che, come le altre, punta a educare a prendersi cura di sé, qualunque sia la propria condizione, perché preve-

nire è importante prima di curare. Questa iniziativa si inserisce nelle grandi campagne di educazione sanitaria che stiamo portando avanti. È dedicata ovviamente alle donne, che possono verificare liberamente lo stato della propria salute e programmare la propria vita. Tiene conto delle condizioni sociali mutate: è bene essere consapevoli per pianificare il proprio percorso di maternità. Conoscere il proprio stato di salute permette di arrivare in maniera puntuale agli appuntamenti importanti della propria vita. Naturalmente ringrazio tutti i professionisti che hanno contribuito a questa iniziativa e tutti i consiglieri regionali che, da più parti, hanno sollecitato questo intervento attraverso un disegno di legge. Queste sollecitazioni sono state poi tradotte in un atto amministrativo che ha costruito questo percorso, che riguarda il San Carlo, dove c’è un centro di assistenza alla maternità, e naturalmente tutte le altre aziende sanitarie della regione. Si tratta di un prelievo ematico e da questo prelievo ematico si costruisce un percorso».

FAZZARI E MOREA SULLO SCREENING OVARICO

«Ora prevenzione stabile con una legge regionale»

POTENZA. Rendere stabile la prevenzione e la tutela della salute riproduttiva femminile. È la richiesta dei consiglieri regionali Maddalena Fazzari e Nicola Massimo Morea, che accolgono con favore l’avvio dello screening della riserva ovarica e sollecitano il voto definitivo sulla loro proposta di legge 138/2026, già approvata in quarta commissione e in attesa dell’esame dell’Aula. «Non parliamo soltanto di un test, ma della possibilità di conoscere, prevenire e scegliere», dichiarano. Il testo punta a dare continuità agli interventi, rafforzando il diritto alla genitorialità e prevedendo percorsi di preservazione della fertilità, anche attraverso la crioconservazione degli ovociti. Per i due esponenti, la campagna deve inserirsi in una strategia duratura, con informazione, accesso ai servizi, monitoraggio e sostegno alla ricerca. «La prevenzione non può esaurirsi in una singola campagna», sottolineano.


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La Giunta regionale approva l’intesa con i sindacati: dal 16 ottobre soglie di reddito più alte e stop al pagamento oltre trenta ricette annue

Ticket sui farmaci, cambiano le esenzioni Latronico: «Abbiamo mantenuto la parola» E

senzioni più ampie e un tetto di 30 ricette all’anno oltre il quale il ticket non sarà più dovuto. Entreranno in vigore venerdì 16 ottobre le modifiche alla compartecipazione di 2,50 euro sulla spesa farmaceutica convenzionata, approvate dalla Giunta regionale della Basilicata su proposta dell’assessore alla Salute, Cosimo Latronico. Il provvedimento recepisce l’accordo raggiunto con Cgil, Cisl e Uil. Le integrazioni introducono ulteriori limitazioni all’applicazione del contributo richiesto ai cittadini per le ricette.La principale novità riguarda l’innalzamento delle soglie di reddito familiare per l’esenzione identificata dal codice regionale E05. Per le persone singole il limite passa da 8mila a 15mila euro, mentre in presenza del coniuge sale da 11mila a 22mila euro, con un incremento di 516 euro per ogni ulteriore figlio a

carico. L’esenzione comprende anche i lavoratori in trattamento di integrazione salariale ordinaria, straordinaria o in deroga.A queste modifiche si aggiunge il limite delle 30 ricette annuali: superata la soglia, il ticket non si paga. La misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027, ma una prima verifica è già prevista alla fine di quest’anno. Regione e sindacati esamineranno i dati relativi al periodo compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre, per valutare l’impatto del provvedimento e l’eventuale necessità di ulteriori correttivi. «L’approvazione in Giunta traduce in un atto formale e immediatamente esecutivo gli impegni che avevamo assunto con i sindacati. Abbiamo mantenuto la parola data», ha dichiarato Latronico, ringraziando le organizzazioni sindacali per il confronto. «Voglio ringraziare le organizzazioni sindacali per il dialo-

go costruttivo e lo spirito di collaborazione istituzionale dimostrato al tavolo di confronto», ha aggiunto.L’assessore ha sottolineato che l’aumento delle soglie di esenzione e il tetto annuale sono stati concordati «per proteggere le fasce deboli della nostra comunità». Quanto all’introduzione della compartecipazione, Latronico l’ha definita «un atto obbligatorio per mettere al riparo il bilancio regionale da contraccolpi e sanzioni ben più pesanti». «Nell’adeguarci a una misura di compartecipazione già attiva in quasi tutta Italia, il nostro impegno è stato fin da subito quello di proteggere il tessuto sociale lucano», ha spiegato.«Ora che il provvedimento è ufficiale, la nostra priorità si sposta sul monitoraggio reale dell’impatto economico», ha precisato Latronico. «Come concordato, ci ritroveremo già a fine anno con le sigle sindacali per valutare i

dati di questo primo bimestre sperimentale e inserire, se necessario, ogni ulteriore elemento migliorativo», ha aggiunto l’assessore. Il tavolo di confronto resterà aperto e sarà esteso anche agli altri temi della sanità regionale.

Il Comune sollecita Regione e Asp: serve una proroga per tutelare oltre 1.500 assistiti IL 19 OTTOBRE LA PRESENTAZIONE UFFICIALE

Bella, allarme sull’assistenza medica Matera, un nuovo Angio-OCT Sabato: «È un diritto irrinunciabile» per diagnosi più precise

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ltre 1.500 cittadini di Bella rischiano di restare senza medico di famiglia dal prossimo 23 novembre. A lanciare l’allarme è il sindaco Leonardo Sabato, che chiede alla Regione Basilicata e all’Asp un intervento urgente per garantire la continuità assistenziale dopo il pensionamento di uno dei due medici di medicina generale operanti sul territorio comunale, previsto per il 22 novembre.Secondo quanto riferisce l’Amministrazione, il paese rimarrebbe con un solo medico con ambulatorio attivo, già alle prese con un numero di assistiti supe-

riore ai massimali consentiti dalle deroghe vigenti.Il primo cittadino ha quindi trasmesso una nota di diffida e richiesta di intervento al presidente della Regione, all’assessore regionale alla Salute, alla Direzione generale dell’Asp e al direttore del Distretto sanitario competente.«Ogni giorno ricevo in Comune decine di cittadini, in gran parte anziani, a dir poco disperati e angosciati al pensiero di rimanere senza assistenza medica e senza risposte certe», dichiara Sabato. «In un territorio caratterizzato da frazioni popolose e geograficamente distanti dal centro abitato, il medico di famiglia non è un lusso, ma un diritto costituzionale irrinunciabile».Una possibile soluzione, secondo il Comune, sarebbe già disponibile: il professionista prossimo al pensionamento ha manifestato formalmente la propria disponibilità a proseguire temporaneamente l’attività, in attesa dell’individuazione di un sostituto. La proroga, tuttavia, non avrebbe ancora ricevuto il necessario via libe-

ra dell’Azienda sanitaria.L’Amministrazione chiede dunque di autorizzare il proseguimento del servizio per assicurare la copertura dal 23 novembre e di avviare contestualmente le procedure per una sostituzione definitiva. Tra le richieste figurano inoltre la predisposizione di misure straordinarie per evitare interruzioni dell’assistenza e la convocazione immediata di un tavolo con l’assessore regionale alla Salute e i vertici dell’Asp. «Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà strutturali che attanagliano la medicina generale in Basilicata, ma la carenza di organico non può diventare un paravento per giustificare il silenzio delle istituzioni o per rigettare soluzioni pratiche ed efficienti», sottolinea Sabato.Il sindaco sollecita una risposta prima del pensionamento del professionista: «Di fronte alla disponibilità di un professionista stimato pronto a prolungare il proprio servizio, non tollereremo scuse burocratiche o lungaggini ministeriali».

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na nuova tecnologia per la diagnosi e il monitoraggio delle patologie oculari arriva all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera. L’Azienda sanitaria locale presenterà lunedì 19 ottobre, alle ore 12, il nuovo Angio-OCT TowardPi BMizar Ultra, acquisito per potenziare le possibilità diagnostiche e contribuire al miglioramento dei percorsi assistenziali.Secondo quanto comunicato dall’ASM, si tratta del primo macchinario di questo tipo installato in un ospedale italiano. Lo strumento consente di eseguire esami di imaging oculare ad alta precisione, ampliando le possibilità di diagnosi e controllo delle patologie dell’occhio. La nuova apparecchiatura arricchisce così la dotazione tecnologica a disposizione dell’Oculistica del presidio materano. La presentazione si terrà nel corso di una conferenza stampa nell’ambulatorio di Oculistica, al piano terra del corpo A dell’ospedale. L’incontro sarà dedicato alle caratteristiche dello strumento e alle sue principali applicazioni cliniche, con un approfondimento sul suo impiego nei percorsi di diagnosi e monitoraggio.Interverranno il direttore generale dell’ASM, Maurizio Friolo, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, e il direttore dell’Unità operativa complessa di Oculistica, Massimo Lorusso. Sarà l’occasione per illustrare agli organi di informazione le possibilità offerte dalla tecnologia e il suo contributo all’attività assistenziale dell’ospedale.


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VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026 07:00

CARTOON WORLD

09:30

WORK IN PROGRESS

10:00

OLT TRE IL GIARDINO

12:00

TANTE MANI IN CUCINA TA A

13:00

NEWS

14:20

SERIE CRONACHE

15:30

CARTOON WORLD

17:00

SOCIAL LOPER

18:00

I TESORI DELL’ETNA

20:00

STA ADIUM

20:30

CRONA-CHI?

21:00

CINE CRONACHE

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L’ITA ALIA NEL LAV VORO

00:00

CINE CRONACHE

DOVE VED DERCI SCARICA L L’’APP CRONACHE TV


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Potenza

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Potenza, il Comune investe circa 50 mila euro per censire le opere e valutarne lo stato: i dati guideranno le priorità degli interventi

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Ponti sotto esame, al via i controlli su 33 strutture

POTENZA. Il Comune di Potenza investe circa 50 mila euro nella conoscenza del patrimonio infrastrutturale per migliorare la gestione del rischio e programmare gli interventi futuri. Avviata un’attività di mappatura, censimento e classificazione di 33 strutture a scavalco della rete viaria comunale, con l’obiettivo di acquisire informazioni aggiornate sul loro stato e programmare in modo più efficace le attività di gestione del rischio. Il servizio riguarda 30 strutture con luce inferiore a 6 metri e altre 3 con luce superiore a 6 metri e fino a 30 metri. Le attività comprendono il censimento delle opere, le ispezioni visive e la determinazione della relativa classe di attenzione, in conformità con il quadro tecnico di riferimento per la gestione e il

monitoraggio dei ponti esistenti. I dati raccolti saranno inseriti in un sistema informatico dedicato, il Bridge Management System (Bms), che consentirà di organizzare le informazioni, localizzare geograficamente le strutture, pianificare le ispezioni e supportare le successive valutazioni tecniche. «L’intervento – dichiara l'assessore alla Viabilità Francesco Giuzio – prevede un investimento di circa 50 mila euro, destinato a rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione comunale per la conoscenza e la gestione del proprio patrimonio infrastrutturale. Disporre di dati aggiornati e organizzati significa poter individuare le situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti e orientare le future attività secondo criteri di priorità e attenzione al rischio”.

“Con questo investimento il Comune – dichiara il Sindaco Telesca – intende rafforzare la conoscenza delle infrastrutture cittadine, con l’obiettivo di programmare gli interventi sulla base di informazioni tecniche aggiornate

e di una valutazione più strutturata delle priorità. Questa prima fase riguarda il censimento, le ispezioni visive e la classificazione delle strutture a cui seguiranno le indagini approfondite di livello successivo».

Potenza, Verrastro chiede al Comune risorse per il salario accessorio e un tavolo tecnico sulle condizioni degli agenti e sui servizi

Vigili, via libera a stabilizzazioni La Uil Fp: «Ora si apra confronto» POTENZA. Apprezzamento per il bando sulla stabilizzazione della Polizia locale, ma anche una richiesta urgente di confronto sul salario accessorio e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti comunali. La Uil Fp interviene sulle scelte del Comune di Potenza e affianca al giudizio positivo sul superamento del precariato la protesta per la mancata convocazione della delegazione trattante. A firmare la nota è il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, che sollecita l’avvio della contrattazione integrativa e un tavolo tecnico dedicato al Corpo. Per il sindacato, il provvedimento destinato agli agenti va nella direzione della valorizzazione del personale. La continuità occupazionale viene indicata come una condizione fondamentale per garantire servizi efficienti ai cittadini, oltre che come una risposta alle aspettative dei lavoratori degli enti locali. Un passaggio positivo che, secondo l’organizzazione, deve inserirsi in un percorso più ampio di riconoscimento delle professionalità e di miglioramento delle condizioni nelle quali si svolge il servizio. La Uil Fp richiama il ruo-

lo quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia locale, impegnati nella sicurezza urbana, nella gestione della viabilità, nel rispetto delle regole e nel presidio del territorio. Compiti svolti, sottolinea la nota, con senso del dovere e spirito di sacrificio, spesso in condizioni organizzative complesse. La stabilizzazione rappresenta dunque un segnale importante per un settore che assicura una presenza costante al servizio della comunità, ma non esaurisce le questioni sulle quali il sindacato domanda rispo-

ste. Il nodo principale resta la mancata apertura del confronto negoziale. Nonostante le ripetute sollecitazioni, riferisce Verrastro, dall’amministrazione non sarebbe arrivata alcuna convocazione della delegazione trattante. Una situazione giudicata non più tollerabile, anche alla luce delle difficoltà dei dipendenti, chiamati a garantire il funzionamento della macchina comunale tra carenze di organico e criticità organizzative. La richiesta è di procedere con urgenza alla costi-

tuzione del Fondo delle risorse decentrate e di avviare concretamente la contrattazione integrativa. L’obiettivo indicato è assicurare la corretta gestione del salario accessorio e la valorizzazione economica del personale. Nella nota il sindacato richiama le disposizioni contrattuali sulla costituzione del Fondo e sull’apertura delle trattative entro il primo quadrimestre dell’anno di riferimento, sostenendo che, per quanto a propria conoscenza, gli adempimenti non risultano avviati nei tempi previsti.

Accanto alla vertenza che riguarda il personale comunale, resta aperta la richiesta di un tavolo tecnico sulla Polizia locale, avanzata da tempo e ancora senza riscontro, secondo la Uil Fp. Il confronto dovrebbe affrontare le problematiche del Corpo, dalle condizioni di lavoro all’organizzazione del servizio, e individuare soluzioni capaci di valorizzare le competenze degli operatori. Per il sindacato, migliorare l’assetto organizzativo significa anche garantire risposte adeguate alle esigenze della cittadinanza. «Non è più tempo di rinvii e tentennamenti. I lavoratori meritano risposte concrete, rispetto e un confronto sindacale serio e costruttivo», afferma l’organizzazione. Al Comune viene chiesto di assicurare relazioni sindacali corrette e di riconoscere l’impegno quotidiano dei dipendenti attraverso atti conseguenti. La sollecitazione conclusiva è quindi duplice: convocare in tempi brevi la delegazione trattante e aprire il tavolo dedicato agli agenti. In assenza di riscontri concreti, la Uil Fp si riserva di intraprendere iniziative a tutela dei diritti e degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ente.


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Potenza

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POTENZA Al Palazzo della Cultura i risultati dell’indagine fitosanitaria e biomeccanica affidata all’INBB; Beneventi: «Importante strumento conoscitivo»

Villa Santa Maria, presentazione dello studio sul patrimonio arboreo martedì 20 ottobre

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artedì 20 ottobre alle 17:30 presso il Palazzo della Cultura si terrà la presentazione della valutazione fitosanitaria, fitopatologica e biomeccanica del patrimonio arboreo della Villa di Santa Maria. Si tratta di un'indagine tecnico-scientifica utile a conoscere lo stato di salute degli alberi, individuare le criticità e programmare gli interventi di tutela, sicurezza e valorizzazione del parco storico. Il Comune di Potenza presenterà pubblicamente i risultati dello studio affidato al Consorzio Interuniversitario I.N.B.B. – Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi, nell'ambito del programma di interventi per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali cittadine. Lo studio, condotto dal dott. agronomo forestale Cosimo Gaudiano, ha consentito di realizzare un'analisi approfondita delle condizioni fitosanitarie e della stabilità degli alberi presenti nel parco, con l'obiettivo di definire gli interventi necessari per la salvaguardia del patrimonio vegetale e la sicurezza di chi frequenta il parco. Il patrimonio arboreo è caratterizzato dalla presenza di numerose specie botaniche, tra cui tigli, ippocastani, cipressi, cedri, pini e aceri. Oltre alla valutazione visiva delle alberature, sono state effettuate indagini diagnostiche strumentali per esaminare le condizioni interne del legno e individuare even-

tuali fenomeni di degradazione non visibili dall'esterno. La relazione ha evidenziato condizioni differenziate di salute e stabilità delle alberature, individuando sia esemplari in buone condizioni sia situazioni che richiedono interventi di manutenzione, monitoraggio e messa in sicurezza. Particolare attenzione è stata riservata al cipresso monumentale della Villa Santa Maria, esemplare di particolare pregio storico e botanico. «Qual è lo stato di salute dei nostri alberi? Come immaginiamo il futuro di uno dei polmoni verdi più amati della città? È a queste domande che proviamo a rispondere con l’incontro pubblico che terremo il 20 ottobre. Sarà un momento di confronto tra istituzioni, università ed esperti per prendersi cura del nostro verde in modo scientifico e consapevole. La relazione costituisce un importante strumento conoscitivo per programmare gli interventi futuri, distinguendo le situazioni che richiedono azioni prioritarie da quelle gestibili attraverso manutenzione e monitoraggio periodico. L’obiettivo è coniugare la sicurezza dei cittadini con la conservazione e la valorizzazione del patrimonio arboreo, privilegiando, ove tecnicamente possibile, la cura e il mantenimento degli esemplari esistenti», afferma l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi.

Premiati cittadini ed esercenti del centro storico; Beneventi, D’Andrea e Costanzo: «Il decoro degli spazi verdi è la prima vetrina della cura ambientale»

Grande successo per la terza edizione di “Potenza in fiore”

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i è conclusa con una partecipata cerimonia al Palazzo della Cultura la terza edizione di “Potenza in Fiore”, il progetto dedicato al recupero del decoro urbano e degli spazi verdi nel centro storico del capoluogo. L’iniziativa, promossa dall'associazione “I Love Potenza” del presidente Spiniello insieme al Lions Club

Potenza Pretoria, con il patrocinio di Apt Basilicata, del Comune di Potenza e dell'Ufficio del Garante regionale della Natura, ha premiato cittadini, volontari ed esercizi commerciali che si sono distinti per l’impegno nel rendere più belle e curate le vie del centro. Alla presenza degli assessori comunali, all’Ambiente Michele Beneventi

e alla Cultura Francesca D’Andrea, e del Garante regionale alla Natura Biagio Costanzo, sono state consegnate le targhe finali alle azioni di abbellimento e cura del verde.«Esperienze come questa uniscono decoro e senso civico», hanno sottolineato gli assessori e il Garante Costanzo nel loro intervento davanti al folto pubblico

accorso, evidenziando come iniziative di cittadinanza attiva contribuiscano concretamente a migliorare la vivibilità del centro storico. A chiudere la premiazione, il messaggio che è diventato il motto dell'iniziativa:«Il decoro e la cura degli spazi verdi sono la prima vetrina della cura ambientale generale. La cura del verde è la base per

avere aria pulita, un corretto deflusso delle acque, zone d’ombra fruibili. Il nostro motto, del resto, rimarrà: dove cade o viene tolto un albero o una pianta, se ne rimettano due». Soddisfazione espressa anche dagli organizzatori per un’edizione che, a detta dei cittadini presenti, ha davvero abbellito le vie del centro storico.


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Potenza e provincia

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Campanaro: «Ringrazio davvero molto il Questore Gargiulo, augurandogli di poter proseguire con la stessa capacità nel nuovo prestigioso incarico»

Gargiulo saluta Potenza e ribadisce il valore del rapporto con i cittadini per la sicurezza

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affaele Gargiulo lascia la guida della Questura di Potenza per assumere l’incarico di questore di Genova. Nel corso della conferenza stampa di commiato, ha salutato la città ripercorrendo l’esperienza professionale e umana maturata nel capoluogo lucano e ringraziando quanti hanno collaborato alle attività di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli organi di informazione, interlocutori fondamentali per far conoscere il lavoro della Polizia di Stato e sensibilizzare la comunità sui temi della legalità, della prevenzione e della sicurezza. Gargiulo ha sottolineato anche il valore del rapporto con i cittadini e della collaborazione tra la Polizia e la comunità potentina, indispensabile per affrontare le esigenze del territorio e rafforzare la fiducia nelle istituzioni.Insediatosi a Potenza il 1° giugno 2025, Gargiulo aveva già guidato le Questure di Vibo Valentia, Latina e Pisa, maturando una lunga esperienza nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica. IL SALUTO DEL PREFETTO CAMPANARO Prima del trasferimento, il questore è stato ricevuto al Palazzo del Governo dal prefetto di Po-

tenza Michele Campanaro, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e per il contributo al rafforzamento del sistema provinciale della sicurezza.Al centro dell’incontro, la collaborazione tra Prefettura e Questura, sviluppata attraverso il confronto quotidiano e la condivisione delle priorità di prevenzione e contrasto della criminalità. Le riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e il costante raccordo tra le due istituzioni hanno rappresentato i principali strumenti di analisi e programmazione degli interventi. Campanaro ha evidenziato, in particolare, la capacità di Gargiulo di tradurre gli indirizzi condivisi in dispositivi operativi, richiamando le operazioni interforze ad «Alto impatto» e i controlli coordinati predisposti in risposta alle criticità del territorio. Un’attività che ha interessato numerosi ambiti: dal contrasto alla criminalità comune e organizzata alla sicurezza urbana, dalla gestione delle manifestazioni e dei grandi eventi ai controlli nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento. La collaborazione ha riguardato anche l’immigrazione, la ricerca delle persone scomparse e le situazioni di disagio e vulnerabilità sociale.Il prefetto ha inoltre ricordato il la-

voro sulla prevenzione e sulla promozione della cultura della legalità, con il coinvolgimento degli amministratori locali, la sottoscrizione di protocolli d’intesa e l’attivazione di gruppi di lavoro interistituzionali.«Con il Questore Gargiulo abbiamo condiviso non soltanto obiettivi e strategie, ma soprattutto un metodo di lavoro fondato sulla fiducia reciproca, sulla lealtà istituzionale e sulla consapevolezza che la sicurezza richiede un impegno quotidiano, una visione comune e una capacità costante di fare squadra», ha dichiarato Campanaro.«Ho trovato in lui un inter-

locutore autorevole, competente e sempre disponibile, capace di coniugare il rigore e l’efficacia dell’azione operativa con l’equilibrio, la sensibilità e l’attenzione alle esigenze delle comunità», ha aggiunto il prefetto, sottolineando come questa sintonia abbia contribuito a consolidare la collaborazione istituzionale.Infine, il ringraziamento e l’augurio per il nuovo incarico: «Per questo, ringrazio davvero molto il Questore Gargiulo, augurandogli di poter proseguire con la stessa capacità nel nuovo prestigioso incarico di Questore di Genova, al servizio di quella comunità».

Trenta dosi recuperate con l’aiuto dei Vigili del Fuoco. La perquisizione in casa porta al sequestro di un bilancino e 1.060 euro in contanti

Melfi, tenta la fuga in bici e getta la droga Arrestato un 25enne con cocaina e hashish

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a tentato di allontanarsi in bicicletta elettrica alla vista dei Carabinieri e, una volta raggiunto, ha lanciato un involucro nella vegetazione, vicino a un corso d’acqua. All’interno sono state recuperate trenta dosi di cocaina. È accaduto a Melfi, dove un 25enne nordafricano è stato arrestato in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento risale al pomeriggio del 9 ottobre, durante un servizio di controllo del territorio della Compagnia di Melfi. Secondo quanto ricostruito dai militari, il giovane, dopo aver notato una pattuglia, avrebbe tentato la fuga percorrendo a velocità

sostenuta le strade cittadine. Raggiunto dai Carabinieri, avrebbe cercato di disfarsi della droga gettando un contenitore in plastica nella fitta vegeta-

zione sottostante la carreggiata. La conformazione dell’area ha reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno recupe-

rato l’involucro: conteneva trenta dosi di cocaina, per un peso complessivo di 13,5 grammi.La successiva perquisizione nell’abitazione del 25enne ha

consentito di rinvenire altri 2,7 grammi di hashish, un bilancino elettronico di precisione e 1.060 euro in contanti, ritenuti dagli investigatori presunti proventi dell’attività di spaccio. Droga, denaro e materiale sono stati sequestrati.Su disposizione della Procura della Repubblica di Potenza, il giovane è stato condotto nel carcere di Melfi. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e il 25enne è da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


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Provincia

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Gruppo consiliare e PD sezione locale commentano positivamente il risultato, ma rimarcano il «depotenziamento dei servizi sanitari»

A Rotonda l’elipista per il soccorso notturno: ok al finanziamento di circa 166mila euro

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DI EMANUELA CALABRESE

l Sindaco di Rotonda, Rocco Bruno, annuncia con soddisfazione la prossima realizzazione dell’elipista per il soccorso notturno. «Non è uno slogan. È un risultato concreto – commenta Bruno- Un risultato importante, frutto di anni di lavoro, impegno e determinazione. Un percorso iniziato nel 2020, portato avanti attraverso ben 7 deliberazioni di Giunta, fino al completamento dell’intero e complesso iter procedurale, al parere positivo e all’ottenimento del finanziamento. Su 19 Comuni della Strategia Area Interna, soltanto 2 hanno completato tutto il percorso e ottenuto il finanziamento. Rotonda c’è – incalza il Sindaco- Parliamo di un’opera strategica per la sicurezza dei cittadini, per la gestione delle emergenze e per garantire interventi di soccorso anche nelle ore notturne. Un risultato che dimostra quanto sia importante lavorare con serietà, credere nei progetti e seguirli con costanza, fino al raggiungimento dell’obiettivo».Il Primo cittadino sottolinea anche un altro aspetto, «che considero ancora più importante: quando esiste la possibilità di autodeterminarsi, di partecipare alle decisioni e di incidere concretamente sulle scelte politiche in materia di sanità, Rotonda non resta a guardare. E se questo risultato è stato raggiunto, viste le enormi difficoltà riscontrate durante il percorso tecnico e amministrativo, è proprio perché chi fa politica e amministra Rotonda ha a

cuore la salute e il bene di ogni singolo rotondese». ROTONDA FUTURA LANCIA «UNA PROPOSTA CONCRETA: POTENZIARE L’AMBULATORIO» Sulla notizia, anche il Gruppo Consiliare “Rotonda Futura” commenta: «Accogliamo finalmente con piacere la notizia che l'elipista si farà! È un'opera importante per Rotonda, tanto che noi di Rotonda Futura l'avevamo inserita tra i punti fondamentali del programma elettorale. Quando si tratta di salute e sicurezza, i risultati positivi vanno riconosciuti, senza pregiudizi politici. Ma una precisazione è necessaria -sottolineano- "incidere concretamente sulle scelte politiche in materia di sanità" non è

un merito da rivendicare a convenienza, ma un dovere di chi amministra. E quando questo non accade, come dimostra il progressivo depotenziamento dei servizi sanitari a Rotonda, criticare è legittimo e doveroso. Per questo lanciamo una proposta concreta: potenziare l'ambulatorio di Rotonda, valutando la sua organizzazione come Punto Territoriale di Soccorso (PTS), o altra forma di primo intervento compatibile con la programmazione sanitaria. Un presidio fondamentale per Rotonda, per tutta la Valle del Mercure e per i tanti turisti che frequentano il nostro territorio. L'elipista è un passo importante, ma non basta. Servono anche servizi sanitari sul territorio, vicini ai cittadini e capaci di rispondere alle emergenze. La salute non ha colori politici. Ma

chi amministra ha il dovere di difenderla, ogni giorno». IL PD ROTONDA «CONTINUA A VIGILARE E ATTIVARE LE DOVUTE INTERLOCUZIONI PRESSO I PROPRI RAPPRESENTANTI REGIONALI» Dal canto suo il segretario del Circolo del Partito Democratico di Rotonda, Massimo di Sanzo apprende positivamente lo sblocco dei lavori per la realizzazione dell’elipista e commenta: «Questo importante risultato, avvenuto dopo tanti anni, non ci deve però far dimenticare tutta la restante problematica riferita al presidio ambulatoriale di Rotonda, alla stessa medicina generale ed a tutti gli aspetti connessi. Il PD di Rotonda, pur non avendo responsabilità amministrative locali, continua a vigilare sull’argomento, nonché ad attivare le dovute interlocuzioni presso i propri rappresentanti regionali, affinché cessi il depotenziamento della struttura di via Nenni, vengano implementate alcune attività di cui necessita la stessa e si faccia un definitivo chiarimento sul funzionamento della guardia medica. Bene il risultato conseguito, ma aspettiamo che l’iniziativa popolare dei giorni scorsi non venga accolta solo a parole». Per quanto riguarda le interlocuzioni, il segretario Di Sanzo, durante un incontro a Lagonegro, ne ha parlato con il capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Piero Lacorazza.

Il Sindaco Carlomagno: «La scuola, la cultura, la memoria e la cura si confermano i pilastri del nostro territorio»

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Nemoli guarda al futuro: quattro opere per far crescere la comunità

ll’indomani dell’inaugurazione della nuova mensa scolastica, il sindaco di Nemoli Domenico Carlomagno interviene con una nota in cui illustra il cronoprogramma dei progetti in cantiere. «A Nemoli – dichiara Carlomagno - non ci limitiamo ad annunciare promesse, lavoriamo ogni giorno per trasformarle in realtà. La nuova Primavera Nemolese prende forma attraverso quattro opere concrete, finanziate, progettate e in cammino, che rappresentano altrettanti pilastri del futuro della nostra comunità: scuola, cultura, memoria e cura. Il primo traguardo è già realtà: la nuova mensa scolastica, inaugurata lunedì 5 ottobre. Una struttura moderna, sicura e accogliente, dotata di monitoraggio del radon, pensata per garantire ai nostri bambini ambienti sani e adeguati, e che sarà utilizzata anche per accogliere i visitatori del nuovo Museo. A gennaio 2027 sarà la volta della nuova scuola dell’infanzia, un luogo colorato, efficiente e antisismico, nel quale i più piccoli potranno crescere e imparare in un ambiente bello, sicuro e

familiare. Perché il diritto allo studio inizia da un luogo bello che fa sentire a casa. A marzo 2027 restituiremo alla comunità uno dei suoi luoghi più preziosi con il Museo di Palazzo Filizzola. Dopo anni di attesa, il nostro palazzo storico tornerà a vivere, diventando uno spazio di cultura, identità, memoria e promozione turistica, capace di raccontare le nostre radici alle nuove generazioni e a chi verrà a scoprire il nostro paese. Infine, a maggio 2027, realizzeremo con il completamento della Casa famiglia per anziani un obiettivo di grande valore sociale, un luogo accogliente e dignitoso nel cuore del paese, pensato per garantire attenzione, vicinanza e cura ai nostri anziani. Perché una comunità è davvero forte quando non lascia indietro nessuno e sa prendersi cura di chi, con il proprio lavoro e i propri sacrifici, l’ha costruita. La Casa famiglia sarà anche un’opportunità di lavoro per diverse figure professionali del settore. Questi sono i quattro assi della nostra azione amministrativa – chiude Carlomagno quattro opere che raccontano una visione pre-

cisa: costruire una Nemoli più moderna, solidale, consapevole della propria storia e capace di guardare con fiducia al futuro. Quattro opere, quattro tappe, un unico futuro. Continuiamo a lavorare con determinazione, con l’ambizione di rendere la nostra comunità sempre più vivibile, accogliente e orgogliosa della propria identità».


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Matera e provincia

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A Matera 90 il laboratorio di Ater e Unibas coinvolge gli studenti di Architettura: verde, percorsi pedonali e tecnologie innovative

Alloggi popolari e nuovi spazi, i ragazzi ripensano il quartiere

MATERA. Nuovi alloggi popolari e spazi pensati per vivere insieme, con il verde e i percorsi pedonali al centro del progetto. Parte da Matera 90 il laboratorio che coinvolgerà gli studenti del quinto anno di Architettura dell’Università della Basilicata nell’elaborazione di proposte per l’edilizia residenziale pubblica. Il riferimento sono le esperienze urbanistiche di Lanera, Serra Venerdì e Spine Bianche, quartieri che hanno fatto scuola nella città. A lanciare la sfida è stato Maridemo Giammetta, amministratore unico dell’Ater di Matera, durante l’incontro sulle politiche di rigenerazione dell’abitare pubblico ospitato nella sede materana dell’ateneo. L’iniziativa rientra nel laboratorio Rigenerare l’abitare pubblico, promosso attraverso la collaborazione tra l’azienda e l’università. Responsabili scientifici dell’accordo sono i professori Antonello Pagliuca e Chiara Rizzi. All’appuntamento hanno partecipato anche il direttore dell’Ater Pasquale Lionetti e l’assessore comunale all’Urbanistica e alle Politiche abitative Giuseppe Sicolo, che ha confermato la disponibi-

PISTICCI, L’AICMT SOLLECITA IL COMUNE

«Bus, disparità di costo Disabili senza gratuità»

lità dell’amministrazione a collaborare per la qualità dell’intervento. La direzione indicata da Giammetta è quella di quartieri a misura di persona, con aree comuni fruibili e luoghi di socializzazione. Le automobili dovranno lasciare spazio alla vita delle persone: parcheggi organizzati e schermati, attenzione al paesaggio e qualità architettonica sono gli elementi chiamati a rendere accogliente il nuovo insediamento. Il benessere delle famiglie, nella visione proposta, deve proseguire oltre le mura domestiche. Il lavoro riguarderà anche le tecnologie costruttive. L’Ater intende valutare soluzioni innovative per ridurre i tempi di

realizzazione, assicurare maggiore certezza nella programmazione e contenere i rischi connessi al rincaro dei materiali. Un sopralluogo nell’area interessata ha consentito agli studenti di conoscere direttamente il contesto sul quale misurare le proprie idee. «Non dobbiamo costruire soltanto case, ma luoghi belli da abitare e vivere», ha sottolineato Giammetta. «Vogliamo che i nostri giovani progettino non soltanto nuovi alloggi, ma un quartiere nel quale le famiglie possano vivere bene, incontrarsi e sentirsi parte di una comunità». La collaborazione con l’ateneo punta così a unire edilizia pubblica, innovazione e dignità dell’abitare.

PISTICCI. Tariffe diverse tra centro e Scalo, fermate prive di ripari e biglietti a pagamento per le persone con disabilità. Sono le criticità denunciate da Salvatore Losenno, componente del direttivo Aicmt, Associazione italiana Charcot-Marie-Tooth, che sollecita interventi del Comune sul trasporto pubblico urbano. Secondo Losenno, alle ripetute segnalazioni non sono seguite soluzioni formali. Mancherebbe inoltre una convenzione tra l’amministrazione e la società che gestisce il trasporto dei ragazzi: l’associazione chiede un accordo specifico per disciplinare il servizio e tutelare gli utenti. La denuncia riguarda anche le fermate, spesso isolate e lontane dalle abitazioni, in gran parte senza pensiline. Con l’arrivo dell’inverno, studenti, lavoratori e anziani rischiano di attendere i mezzi esposti a freddo e pioggia. Sul fronte tariffario, Losenno segnala agevolazioni e gratuità per i residenti del centro, mentre i ragazzi dello Scalo pagherebbero il prezzo pieno. Contesta inoltre il costo imposto alle persone con disabilità. Le richieste sono una convenzione dedicata, ripari adeguati, tariffe eque e gratuità per gli utenti con disabilità. «I diritti dei cittadini e il sostegno alle fragilità non possono più attendere».

Nicoletti alla Brussels Climate Week: «Visitatori tutto l’anno e flussi oltre il centro storico, con benefici per l’intera comunità»

«Il turismo è una soluzione per lo sviluppo urbano»

MATERA. Il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, è intervenuto a Bruxelles alla Brussels Climate Week, la piattaforma europea su resilienza climatica, innovazione e transizione. Era tra i relatori del panel "Urban Tourism", all'interno del programma "Tourism in Transition". Il tavolo è stato moderato da Cinzia De Marzo, consulente legale UE ed esperta di turismo sostenibile, Ambasciatrice del Patto europeo per il clima. Con il sindaco sono intervenuti Ramune Genzbigelyte-Venturi, policy officer per il turismo della Direzione generale Mobilità e Trasporti della Commissione europea, Patrick Bontinck, CEO di Visit Brussels, e Agathe Legond, direttrice della strategia europea della Regione Île-de-France. Nel suo intervento il sindaco ha

proposto di ribaltare una lettura diffusa, che vede nel turismo soprattutto un fattore di pressione sulle città. «Quando parliamo di grandi temi come sostenibilità e sviluppo, dal livello europeo fino a quello delle singole città, il turismo non va considerato il problema: è parte della soluzione – ha dichiarato Nicoletti –. L'incontro tra culture è uno strumento di pace e di crescita economica. La capacità di innovare degli operatori, se ben coordinata da politiche pubbliche coraggiose e innovative, può attivare processi virtuosi di sviluppo. Matera lo ha dimostrato». «Per noi questo significa lavorare in due direzioni – ha aggiunto il sindaco Nicoletti–. La prima è nel tempo: destagionalizzare, perché i visitatori arrivino tutto l'anno e restino più a lungo. La

seconda è nello spazio: distribuire i flussi oltre il centro storico, verso altri luoghi della città, perché i benefici del turismo arrivino a tutti i quartieri e a tutta la comunità».

La presenza a Bruxelles rientra nella strategia dell'amministrazione di inserire Matera nelle reti europee sul turismo sostenibile e di intercettare opportunità di collaborazione e finanziamento.


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Periscopio

venerdì 16 ottobre 2026

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Oggi, venerdì 16 ottobre, alle ore 17, nella Sala Cultura di Sant’Arsenio, un incontro tra memoria e futuro

Marin: «Il futuro che eravamo» ospite della Banca Monte Pruno C

he cosa resta dei sogni con cui abbiamo immaginato il nostro domani? E quanto delle persone che siamo diventati nasce dalle esperienze, dagli affetti e dalle scelte di ieri? Sono domande che invitano a fermarsi e a riflettere, a partire dal titolo del libro di Claudia Marin, «Il futuro che eravamo», che sarà presentato domani venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 17, nella Sala Cultura della Banca Monte Pruno a Sant’Arsenio. L’appuntamento, promosso dalla Banca Monte Pruno insieme alla Fondazione e al Circolo, offrirà al pubblico l’occasione di incontrare l’autrice e partecipare a un confronto sul rapporto tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che desideriamo ancora costruire. Un tema che parla a generazioni diverse e richiama il valore della memoria, delle relazioni e della responsabilità nelle scelte che danno forma al futuro. A dialogare con Claudia Marin sarà la giornalista Margherita Siani, che ha accolto con entusiasmo e amicizia l’invito. L’incontro sarà moderato da Umberto Mazzali, dell’Area Executive della Banca Monte Pruno, alla sua seconda esperienza nella conduzione degli ap-

puntamenti culturali della Banca. I saluti introduttivi saranno affidati ad Aldo Rescinito, presidente del Circolo Banca Monte Pruno, e a Michele Albanese, presidente della Banca e della Fondazione Monte Pruno. Sarà presente il Direttore Generale Cono Federico, che accompagna con costante attenzione e sostegno le iniziative culturali promosse dalle realtà Monte Pruno. «Ospitare un libro significa dare spazio alle idee e alle persone, offrire alla comunità un’occasione per incontrarsi e condividere domande che riguardano tutti noi – sottolinea il presidente Michele Albanese –. Il titolo scelto da Claudia Marin ci invita a ripensare alle nostre attese, al cammino compiuto e a ciò che vogliamo trasmettere ai giovani. Per una banca di comunità, anche questi momenti sono parte dell’impegno verso il territorio: la cultura ci aiuta a comprenderci meglio e a guardare avanti con maggiore consapevolezza». Un invito aperto ai lettori, ai giovani e a quanti desiderano trascorrere un pomeriggio di ascolto e confronto, con la possibilità di dialogare direttamente con l’autrice. L’ingresso è libero.


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Periscopio

venerdi 16 ottobre 2026

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La forza non consiste nel superare ogni prova. Consiste nel non lasciare che una prova decida il nostro valore

La vita non concede esami di riparazione ma nemmeno boccia per sempre

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DI FABRIZIO QUARATINO

LE CRITICHE E IL TRIBUNALE DEL MONDO Prima o poi incontriamo qualcuno convinto di conoscere perfettamente i nostri errori, le intenzioni e perfino il futuro. Generalmente senza aver capito il presente. Il mondo pullula di giudici volontari: sentenze immediate, istruttorie inesistenti, parcella pagata dall’ego. Ma sarebbe troppo comodo liquidare ogni critica come invidia. Alcune osservazioni ci aiutano davvero; altre cercano soltanto un bersaglio. La saggezza sta nel distinguere, non nel tappare le orecchie. Una convinzione profonda deve avere radici, non manette. Può resistere al vento e accogliere nuove informazioni. Cambiare opinione davanti ai fatti non è tradirsi: è evitare che l’orgoglio prenda il posto dell’intelligenza. ANCHE FERMARSI È CAMMINARE Viviamo nell’epoca della prestazione permanente. Bisogna avanzare, produrre, migliorare, sorridere. Perfino una crisi dovrebbe diventare una fotografia motivazionale, preferibilmente con tramonto e frase in corsivo. E invece fermarsi può essere un atto di lucidità. Non ogni attesa è rinuncia, non ogni passo indietro è sconfitta. Talvolta bisogna interrompere una corsa per domandarsi se la meta sia ancora nostra oppure sia stata scelta dal pubblico sugli spalti. Perseverare non significa sbattere eternamente contro lo stesso muro e vantarsi della resistenza della fronte. Significa custodire il senso del viaggio, anche quando occorre cambiare strada. Un principio può restare saldo mentre le strategie cambiano. La montagna non rincorre le nuvole; eppure attraversa ogni stagione.

siste una scuola alla quale nessuno si iscriverebbe volontariamente. Non rilascia diplomi, non concede vacanze e presenta gli esami senza avvisare. Si chiama vita. Nessuno conosce in anticipo il programma, nemmeno chi ostenta certezze. Le materie sono paura, perdita, ingiustizia, cambiamento. Quanto agli insegnanti, alcuni sono talmente insopportabili che verrebbe voglia di convocare il consiglio d’istituto, possibilmente con un avvocato. Eppure, proprio nelle circostanze che avremmo evitato, possiamo scoprire risorse inattese. Possiamo. Non dobbiamo. Perché non ogni sofferenza insegna, non ogni ferita fortifica, non ogni ingiustizia nasconde un regalo. Raccontarlo a chi sta male sarebbe una crudeltà travestita da ottimismo. Le avversità non sono maestre infallibili. Siamo noi, quando ne abbiamo la possibilità, a cercare un significato, una risposta, una strada. E qualche volta la prima conquista è semplicemente arrivare a sera. IL CORAGGIO NON INDOSSA L’ARMATURA Abbiamo un’idea piuttosto teatrale delle persone forti: sempre sicure, sorridenti, instancabili. Monumenti nazionali con la pressione arteriosa. Peccato che i monumenti non abbiano dubbi, mentre gli esseri umani sì. Il coraggio non esclude la paura. Non pretende neppure che ogni battaglia venga combattuta. A volte significa esporsi, altre volte ritirarsi, chiedere aiuto, ammettere un errore. La fermezza è sapere che cosa conta; la testardaggine è difendere perfino ciò che ci sta distruggendo, purché nessuno possa dire che abbiamo cambiato idea. Non abbiamo bisogno di diventare invincibili. Abbiamo bisogno di diventare affidabili LA RIVOLUZIONE verso noi stessi: capaci di CHE COMINCIA ascoltare, decidere e ricoDENTRO minciare senza umiliarci C’è una rivoluzione che per le nostre esitazioni. non produce manifesti, slo-

gan o conferenze stampa. Comincia quando smettiamo di confondere la nostra identità con quello che ci è accaduto. Non cancella le responsabilità altrui, non assolve le ingiustizie, non pretende che basti pensare positivo per pagare una bolletta. Ci invita piuttosto a studiare la realtà, comprendere le persone, riconoscere i nostri limiti. Perché la forza senza conoscenza può diventare prepotenza; la convinzione senza confronto, fanatismo; la perseveranza senza saggezza, una splendida collezione di errori ripetuti. Crescere significa anche domandarsi quale effetto producano le nostre scelte sugli altri. Se diventiamo più forti ma meno capaci di ascoltare, forse abbiamo soltanto costruito un’armatura più costosa. LA FORZA CHE DIVENTA RESPONSABILITÀ Una conquista interiore non dovrebbe finire davanti allo specchio. La sua misura più interessante ap-

pare nelle relazioni: nella pazienza che riusciamo a esercitare, nella parola che scegliamo di non usare per ferire, nel coraggio di difendere qualcuno quando sarebbe più comodo tacere. Non si tratta di salvare il mondo prima di colazione. Già evitare di peggiorarlo entro mezzogiorno sarebbe un programma ambizioso. Nessuno deve diventare esemplare per meritare rispetto. Eppure ciascuno, nelle proprie possibilità, può lasciare un luogo, una conversazione, una persona un poco meno soli di prima. Questa è una grandezza senza piedistallo: non chiede applausi, non distribuisce lezioni, non presenta il conto della propria generosità. L’ULTIMA PAROLA APPARTIENE ALLA VITA A chi oggi è stanco vorrei dire: non sei in ritardo rispetto a un calendario universale della felicità. Non devi trasformare subito la ferita in una vittoria, né

sorridere per rassicurare chi non sa stare accanto al tuo silenzio. Prenditi il tempo necessario. Cerca sostegno. Difendi ciò che per te conta, ma concediti il diritto di cambiare strada. E se oggi non riesci a fare altro che attraversare questa giornata, non chiamarla una sconfitta. Io credo nella forza che non umilia, nella speranza che non mente, nella fiducia che non pretende risultati immediati. Credo che nessuna difficoltà racconti da sola l’intera storia di una persona. La vita non consegna pagelle definitive. E noi non siamo voti scritti in rosso sul margine di un foglio. Se incontri qualcuno che sta affrontando il suo esame più difficile, non chiedergli quanto manca alla promozione. Siediti accanto a lui. Ascolta. Magari resterete in silenzio. Perché talvolta il gesto più coraggioso non è dire “ce la farai”. È dire: “Non devi dimostrarmi niente. Io sono qui”.


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Cronache del 16 ottobre 2026 by Cronache - Issuu