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Cronache del 16 marzo 2026

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Giammetta, il Fanfani materano

SMART PAPER, «SALARI DIGNITOSI»

Continua la battaglia dei sindacati al fianco dei dipendenti che entro oggi vogliono risposte concrete dalle società coinvolte, senza delle quali: «Corteo dalla Regione alla Prefettura»

GIORNATA UNITÀ NAZIONALE

Celebrazioni al Centro Studi Danzi

In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra il 17 marzo, il Centro Studi Didattico “Raffaele Danzi”, in collaborazione con il Comando Militare Esercito Basilicata, promuove un momento di riflessione e di educazione civica dedicato agli studenti. L’iniziativa si svolgerà questa mattina, presso la sede del Centro Studi Didattico (...)

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DONNE AL TELEFONO CHE NON SUONA MAI

Con le statistiche magari andrebbe fatto proprio quello che diceva di fare Dostoevskij con le parole e cioè avere semplicemente un po’ d’onestà intellettuale ed invece questi pessimi patrioti di centrodestra, con in capo regie d’incapaci anziché sforzarsi di raddrizzare le cose o anche di farle meglio stanno solo peggiorando la povera Basilicata che ha perso la bussola su tutto, stando in cima ormai alla sfiga d’Italia. Ora che ci siano ancora degli arditi menefreghisti che raggirano il baratro spargendo fumo sull’età lucana dell’oro mostra tutta la disonestà che li anima, visto che da quando Vito Bardi ha purtroppo riposato da Napoli qui i suoi piedi, peraltro grazie ai casini fatti da Pittella e dai suoi sinistri complici, non s’è fatto davvero niente. Prendete ad esempio le imprese femminili dove Unioncamere, solo pochi giorni fa, ha svelato l’indicibile della Basilicata che s’intesta al negativo una delle variazioni percentuali più brutte d’Italia (-0,75) così da essere disgraziatamente distanziata anche da Sicilia (+0,70), Sardegna (+0,32), Puglia (+0,20) e Campania (+0,19). Canta il mitico Zucchero: “Donne al telefono che non suona mai…”

REFERENDUM Dal dibattito di Genzano moderato dalla direttrice di Cronache ai banchetti in piazza, continua la campagna informativa

Incidente mortale sulla Ss 7 Angelino ferito con la moglie

LA RICONFERMA

Giulio Ruggieri è il presidente dell’Andi Potenza per i prossimi 4 anni: «Prevenzione e sostegno ai dentisti, così cresceremo insieme»

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TITO

Dall’opposizione mozione contro la crisi economica: alleggerire l’Imu per gli immobili sfitti per «sostenere famiglie e imprese»

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CITTÀ DEI SASSI

Truffa a un’anziana con la tecnica del finto avvocato, arrestato dalla Polizia 19enne che ha sottratto gioielli e denaro

■ Servizio a pag 19

CARO GASOLIO

Autotrasportatori in allarme: «Rischiamo di fermare i camion» e chiedono misure urgenti al Governo

■ Servizio a pag 10

Servizio a pag 19
Dellapenna a pag 9
Servizio

Sindacati e dipendenti in attesa di risposte concrete dalle Società coinvolte, Enel e Accenture, entro oggi

Smartpaper, 5° giorno di sciopero: «Vogliamo soltanto salari dignitosi»

POTENZA Si avvia verso il quinto giorno consecutivo di sciopero la vertenza che coinvolge i lavoratori della Smartpaper. Oggi rappresenta una giornata cruciale: sindacati e dipendenti attendono infatti un riscontro entro le ore 12 da parte delle Società coinvolte nella vicenda, tra cui Enel e il raggruppamento DataContact / Accenture, come sollecitato anche dall’assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo. L’auspicio dei lavoratori è che possano arrivare risposte concrete capaci di riaprire un confronto reale e costruttivo. Le organizzazioni sindacali sottolineano, infatti, che la vertenza non riguarda la richiesta di aumenti salariali, ma la tutela di condizioni economiche già messe a dura prova negli ultimi anni. Nel passaggio contrattuale, i dipendenti hanno infatti accettato di lasciare il contratto nazionale dei metalmeccanici per passare al contratto delle telecomunicazioni, con una riduzione significativa delle tutele economiche e normative.

Una scelta che ha comportato sacrifici importanti, tra cui modifiche peggiorative su diversi istituti contrattuali e sul premio di risultato. Secondo i Sindacati, la differenza tra i due contratti si aggira intorno ai 350 euro mensili. L’ipotesi di assorbire gli aumenti contrattuali all’interno di questo divario significherebbe, di fatto, che i futuri incrementi previsti dal contratto verrebbero compensati con il salario già percepito dai lavoratori, impedendo qualsiasi reale aumento retributivo negli anni a venire. Una prospettiva giudicata inaccettabile, soprattutto in un contesto economico segnato dal costante aumento del costo della vita e dalle crescenti difficoltà delle famiglie. I lavoratori, sottolineano le organizzazioni sindacali, non chiedono privilegi ma il riconoscimento del valore della propria professionalità e la garanzia di un salario dignitoso. Se nella costruzione della gara d’appalto non è stato correttamente considerato il costo reale del lavoro, aggiungono, questo errore non può

ricadere sui dipendenti.Per queste ragioni la mobilitazione proseguirà anche lunedì. Qualora entro mezzogiorno non dovessero arrivare segnali concreti, partirà un corteo di lavoratori, cittadini e famiglie dalla sede della Regione Basilicata a Potenza. Il percorso attraverserà il quartiere Poggio Tre Galli, utilizzerà le scale mobili per raggiungere il centro cittadino, proseguirà lungo via Pretoria e si concluderà in Piazza Prefettura.Qui i manifestanti chiedono di poter incontrare il Prefetto per portare all’attenzione del Governo sul territorio la situazione della vertenza e sollecitare un intervento istituzionale nei confronti della committenza, a partire da Enel, società a partecipazione pubblica.In gioco, spiegano i lavoratori, non c’è soltanto una vertenza aziendale ma la tutela del reddito e della dignità del lavoro di oltre 300 famiglie. La mobilitazione, assicurano, sarà determinata ma composta, con l’obiettivo di arrivare rapidamente a una soluzione giusta e sostenibile.

L’assessore allo Sviluppo Economico Cupparo: «Spazi moderni e accessibili»

Cultura e sviluppo, la Regione investe 5 milioni di euro nei piccoli Comuni

La Regione Basilicata lancia il “Programma Infrastrutture Culturali”, con un budget di 5.163.000 euro a valere sui fondi FSC 20212027, per sostenere riqualificazione, adeguamento e innovazione degli spazi culturali sul territorio.L’avviso prevede con-

tributi fino a 250mila euro per progetto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili, destinati a Comuni e Province proprietari di immobili pubblici.«Investire nelle infrastrutture culturali significa creare spazi moderni e accessibili, luoghi di incontro e attrazione per cittadini e visitatori», dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo.Le domande potranno essere presentate online tramite la piattaforma “Centrale Bandi” dalle 8:00 dell’11 maggio alle 18:00 del 10 luglio 2026.

I L PUNTO DEL SEGRETARIO REGIONALE UILP

Vaccaro: «La Basilicata può diventare una terra attrattiva per i pensionati»

Ladiscussione in Parlamento sulle misure fiscali e previdenziali rivolte ai pensionati italiani residenti all’estero rappresenta un tema strategico anche per il futuro della Basilicata. Il fenomeno della mobilità dei pensionati è ormai rilevante: secondo i dati Inps, sono circa 675mila le pensioni in regime internazionale, con un aumento dell’1,3% nell’ultimo anno, segno di un fenomeno in crescita legato soprattutto alla ricerca di condizioni fiscali e di costo della vita più favorevoli. «La proposta di legge in discussione al Senato, che prevede incentivi fiscali fino al 4% per quindici anni per i pensionati che rientrano in Italia e si stabiliscono nei piccoli comuni – commenta il segretario della Uil pensionati di Basilicata, Carmine Vaccaro - può diventare uno strumento concreto per contrastare il declino demografico delle aree interne e per rilanciare territori come quelli della Basilicata segnati da spopolamento e invecchiamento demografico. Le misure fiscali da sole però non sono sufficienti. In Basilicata la situazione sociale dei pensionati è particolarmente delicata: oltre 27mila vivono con una pensione al minimo, spesso insufficiente a garantire una vita dignitosa, il costo della vita, in particolare per sanità, energia e servizi, continua ad aumentare e molti piccoli comuni continuano a perdere popolazione e servizi essenziali. Di qui un pacchetto di interventi che accompagni la discussione parlamentare e valorizzi il ruolo delle Regioni e dei territori. Accanto alla nostra proposta finalizzata all'introduzione di misure strutturali di sostegno al reddito di 350 euro annui per chi percepisce assegni pari o inferiori al minimo – sottolinea Vaccaro – è necessario potenziare i servizi sanitari territoriali per garantire assistenza di prossimità. E ancora: si potrebbero mettere in campo politiche abitative e fiscali locali, con riduzione dei tributi comunali per pensionati che scelgono di trasferirsi nei piccoli centri ma anche programmi di rigenerazione sociale dei borghi, che coinvolgano pensionati attivi nelle attività culturali, associative e di volontariato. La Basilicata – conclude Vaccaro - può diventare una terra attrattiva per chi ha lavorato una vita e cerca qualità della vita, sicurezza e comunità. Allo stesso tempo non possiamo dimenticare i tanti pensionati lucani che vivono con assegni troppo bassi: ecco perché la questione deve tornare al centro dell’agenda politica».

I relatori Lapenna, Stolfi e Pepe hanno spiegato le ragioni del Sì in un incontro moderato dalla direttrice di Cronache

Giustizia più giusta: a Genzano il confronto sulla Riforma Nordio

Un confronto pubblico sulla riforma della giustizia e sul referendum in programma il 23 e 25 marzo si è svolto sabato nella sala dell’Unitre a Genzano di Lucania con l’obiettivo di approfondire le ragioni del Sì, contenuti e implicazioni della consultazione popolare. A moderare il dibattito è stata la direttrice di Cronache, Rosamaria Mollica, che ha introdotto i lavori sottolineando il valore democratico dello strumento referendario. Ad organizzare il dibattito le sedi locali di Forza Italia, Lega, Azione e Udc che hanno voluto basare il confronto sull’aspetto tecnico della Riforma. I relatori sono stati l’avvocato Sergio Lapenna, presidente del Comitato per il Sì, l’avvocato Daniele Stolfi e il vicepresidente della Giunta regionale Pasquale Pepe.

Nel corso dell’incontro i relatori hanno illustrato le principali modifiche previste dalla riforma e gli obiettivi che, secondo i promotori, essa dovrebbe raggiungere: rafforzare la terzietà del giudice, migliorare l’equilibrio tra accusa e difesa e rendere più efficiente il sistema disciplinare della magistratura.

Al centro del dibattito, in particolare, la questione della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. Tutti i relatori hanno concordato sul fatto che in un sistema accusatorio moderno accusa e difesa devono trovarsi sullo stesso piano davanti a un giudice terzo e indipendente. Se giudice e pubblico ministero appartengono allo stesso ordine, il rischio è che questa separazione non sia percepita pienamente. Il presidente del Comitato per il

Sì ha ricordato come modelli di separazione tra chi accusa e chi giudica siano presenti in molte democrazie occidentali, sostenendo che la riforma non comprometterebbe l’autonomia della magistratura ma ne ridefinirebbe l’organizzazione.

Tra i punti discussi anche il tema della responsabilità disciplinare dei magistrati. Lapenna ha citato dati relativi alle valutazioni professionali e ai casi di ingiusta detenzione per sostenere la necessità di un sistema disciplinare più incisivo e trasparente. Altro nodo affrontato riguarda i tempi della giustizia. Secondo i promotori del Sì, una riforma dell’ordinamento giudiziario dovrebbe contribuire a rendere più rapidi i procedimenti e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

L’iniziativa si inserisce in un dibattito nazionale molto acceso sul futuro del sistema giudiziario. Tra le altre cose il vicepresidente Pepe ha sottolineato come la riforma venga richiesta da parte dell’avvocatura come da tutti i partiti, da destra a sinistra, da diversi decenni, soprattutto dopo l’introduzione del codice di procedura penale di tipo accusatorio alla fine degli anni Ottanta. Pepe ha inoltre evidenziato come sia importante essere presenti sul territorio, tra la gente per parlare, confrontarsi e spiegare le ragioni per cui questa riforma porti ad una giustizia più equa. In conclusione, gli interventi hanno invitato i cittadini a partecipare al voto, considerato un momento decisivo per orientare l’evoluzione del sistema giudiziario italiano.

La responsabile Giustizia del PD illustra i rischi della riforma e invita a una scelta consapevole

L’onorevole Serracchiani a Matera:

«Perché dire No al referendum»

Un appuntamento cruciale per approfondire i temi della giustizia e delle riforme istituzionali. Domani, alle ore 10:30, si terrà a Matera, presso l’Hotel del Campo, la conferenza stampa dal titolo “Le Ragioni del NO”, dedicata ai contenuti e alle motivazioni del voto contrario al referendum sulla giustizia. All’incontro interverrà l’on. Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico a livello nazionale, che guiderà il dibattito e risponderà alle domande dei giornalisti. L’evento rappresenta un’importante occasione per illustrare nel dettaglio le posizioni del PD sul referendum, con particolare attenzione ai temi legati alla separazione delle carriere, alla responsabilità disciplinare dei ma-

gistrati e al funzionamento del sistema giudiziario italiano.

L’on. Serracchiani, da tempo impegnata in prima linea sulle questioni legate alla giustizia, spiegherà le ragioni che spingono il Partito Democratico a schierarsi contro la riforma proposta, evidenziandone i punti di criticità e le possibili conseguenze per il sistema giudiziario italiano. La conferenza si inserisce in un dibattito nazionale acceso, che vede contrapporsi posizioni divergenti su un tema centrale per il futuro della giustizia in Italia.

L’incontro di Matera rappresenta un momento significativo per il territorio lucano, offrendo uno spazio di riflessione e dialogo su una questione che tocca da vicino i diritti e le garanzie dei cittadini.

Banchetti informativi della Lega a Potenza, Matera, Castelmezzano e Atella. Il commissario regionale: «Andiamo a votare Sì»

Riforma giustizia, Pepe: «Scendiamo in piazza per una giustizia più giusta»

Continua la campagna della Lega Basilicata per Salvini Premier a sostegno del SÌ al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Nel week end appena trascorso il movimento è sceso in piazza con gazebo informativi a Potenza, Matera, Castelmezzano e Atella, proseguendo il lavoro di presenza e informazione sul territorio per spiegare ai cittadini i contenuti della riforma.

Un’iniziativa che si inserisce in un percorso di mobilitazione diffusa della Lega in Basilicata, con l’obiettivo di fare rete sul territorio portando il tema della giustizia fuori dai palazzi e dentro le piazze, perché riguarda direttamente la vita delle persone.

«Le cose si cambiano stando tra la gente, non sul divano e neppure dietro una tastiera - dichiara il

commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe - ed è per questo che abbiamo scelto di essere nelle piazze di diversi comuni lucani. Vogliamo spiegare con chiarezza perché soste- niamo il SÌ».

«Il punto centrale - prosegue Pepe - è garantire un giudice terzo, che possa rendere sereni i cittadini quando entrano in un tribunale. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri va proprio in questa direzione e rafforza la terzietà di chi

è chiamato a giudicare, che deve essere un arbitro indipendente tra accusa e difesa».

«Lo diciamo con la schiena dritta e nel rispetto della saggezza dei nostri padri costituenti: questa riforma non è contro i magistrati e non deve passare questo messaggio. È una riforma che

serve a rafforzare l’equilibrio del sistema e la fiducia della collettività nella giustizia» prosegue Pepe.

«Per questo - conclude Pasquale Pepe - chiediamo ai cittadini di

impegnarsi e di partecipare. Im- pegniamoci per il SÌ: lo dobbiamo ai nostri figli, perché migliorare la giustizia significa rendere il Paese più giusto e più credibile».

Al Cinema “Il Piccolo” il dibattito è promosso da Fratelli d’Italia. Oltre ai parlamentari lucani anche l’eurodeputato Gambino

“Chi sbaglia paga”: oggi a Matera il confronto sul referendum con Cirielli

Si terrà oggi, alle ore 17:30 al Cinema “Il Piccolo” di Matera, l’incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, promosso da Fratelli d’Italia Basilicata sul tema “Chi sbaglia paga". Basta impunità, giochi di potere e magistratura politicizzata”.

L’iniziativa sarà moderata da Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Matera, ingegner Antonio Nicoletti, prenderanno parte all’incontro i parlamentari lucani Aldo Mattia, Salvatore Caiata e Gianni Rosa, insieme ad amministratori e dirigenti regio-

nali di Fratelli d’Italia. Nel corso del dibattito interverranno l’eurodeputato Alberico Gambino e il viceministro degli Affari

Esteri e della Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli, che affronteranno i temi della riforma della giustizia e le ragio-

ni del voto favorevole al referendum. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto pubblico sulle prospettive di

riforma del sistema giudiziario e sulle proposte che saranno sottoposte al voto dei cittadini nelle giornate del 22 e 23 marzo.

Gambino e Ciriello

L’INTERVENTO

Le 6 ragioni per separare le carriere tra giudici e Pm

Un promemoria in sei punti per il prossimo Referendum che si terrà il 22 e 23 marzo 2026 ed è relativo alla separazione delle carriere fra Giudici e Pubblici Ministeri, con tutti i conseguenziali provvedimenti enunciati nella riforma: primo punto, la riforma costituzionale è stata approvata il 30 Ottobre 2025 dopo che nel 2024 il Governo aveva trovato l'accordo politico che ha consentito di raggiungere la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato.

Èbene, come secondo punto, premettere che l'attuale riforma si rifà, o meglio completa quella del 1988, entrata in vigore nel 1989 ed elaborata da Giuliano Vassalli (1915/2009) Ministro della Giustizia ,dal 1987 al 1991, nei governi, Goria, De Mita ed Andreotti . È opportuno ricordare che Giuliano Vassalli fu partigiano ed entrò, dopo l'otto settembre del 1943, nella resistenza romana efra le altre attivià svolte-, organizzò il 24. 1.44, l'evasione dal carcere di Regina Coeli di Giuseppe SARAGA T e di Sandro PERTINI, futuri Presidenti della Repubblica italiana; successivamente fu imprigionato il 3. 4. 44 nello stesso carcere e liberato il 1 O. 5 1944 con l'arrivo degli americani a Roma.

Nel dopoguerra è divetato punto di riferimento nel P. S. I. di cui è stato deputato e senatore; inoltre è stato Avvocato e Docente Universitario oltre che Giudice della Corte Costituzionale dal febbraio '91 al 2000,ricoprendone -poi- la carica di Vice Presidente ed infine di Presidente. Fu un giurista di elevato spessore!

La riforma voluta da Vassalli con il Codice di Procedura Penale del 1988 (entrato in vigore nel 1989)

ha previsto il passaggio dal processo inquisitorio - del codice Rocco- a quello accusatorio.Tuttavia, all'epoca mancò il passaggio costituzionale (carriere distinte fra PM e Giudici e organi di autogoverno separati), tant'è che lo stesso ministro evidenziò che senza la separazione delle carriere restava una riforma incompiuta. Successivamente il Pd, ancora partito del garantismo riformista, tentò di sfatare questo tabù ,infatti: D'Alema ripropose -invano- la separazione delle carriere nella bicamerale del 1997; nelle primarie P.D. del 2019 Debora Serrachiani, oggi responsabile giustizia del partito.ha sostenuto la mozione Martina: «il tema della separazione appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale». Dopo di che è entrata in scena Elly Schlein che sembra aver abbandonato il profilo riformista del P.D., forse per bloccare le mire espansionistiche del cinquestellato Conte. Al terzo punto, troviamo gli Stati Europei dove non esiste la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, che sono: Italia, Turchia, Romania e Bulgaria . In tutti gli altri stati vige la separazione delle carriere : Spagna.Francia Portogallo Germania, paesi nordici ed anglosassoni.Ma anche negli Stati Uniti ,Canada, Giappone.Australia, Nuova Zelanda e gran parte del Sud Africa. Al quarto punto prliamo di sorteggio: Le Corti d'Assise e le Corti d'Assise d'Appello (dove si giudicano I reati più gravi e di allarme sociale) sono composte da due giudici togati e da sei giudici popolari scelti tramite il sorteggio. Al termine del processo i giurati devono decidere della vita o della morte civile degli imputati, con sentenze, pronunziate in nome del popolo italiano, che vanno dal-

l'assoluzione all'ergastolo. Il sorteggio dei giurati è utilizzato per i togati del Tribunale dei Ministri ed in caso di impeaciment anche per il Presidente della Repubblica . {I giurati devono essere in possesso di deteminati requisiti: cittadinanza italiana, godimento dei diritti civili e politici,condotta morale impeccabile, età fra I 30 e 65 anni; titolo di scuola media per il primo grado e di scuole superiori per il secondo grado del giudizio.)

Il sorteggio , quindi, è già previsto nella legislazione italiana per fattispecie di reati molto più delicate e gravi rispetto a quelle previste nella riforma.

Al quinto punto troviamo l'Associazione Nazionale Magistrati che nel gennaio 2022 ha indetto un referendum sul tema del sorteggio. Gli aventi diritto erano 7.872 ; hanno partecipato alle votazioni 4.275 cioè il 54,31 % degli aventi diritto .

Hanno votato No: 2475

Hanno votato Sì: 1787

Non hanno votato: 3597. Al sesto punto ci sono le correnti che attualmente sono Magistratura Democratica ora Area è di sinistra; Unità Per La Costituzione è di centro; Magistratura Indipendente è di destra. Autonomia E Indipendenza movimentista è vicino ai 5 stelle.

Per discutere delle correnti, è necessario parlare di Luca Palamara , calabrese figlio e nipote di magistrati, rappresentante della corrente Unicost(prima era con Magistratura Democratica ). Dal 2008 al 2018 è stato presidente dell'Associazioni Nazionale Magistrati (organo sindacale) e, successivamente, membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura (organo di autogoverno). Ha scalato giovanissimo ,a 39 anni,le vette del potere. Ma è cadu-

to in disgrazia e nell'ottobre 2020 è stato radiato dall'ordine giudiziario. Nel 2021 ha deciso di raccontare la sua storia al giornalista Alessandro Sallusti narrata nel libro «il sistema:potere,politica, affari, storia segreta della magistraura» (il libro già in quel primo anno ha avuto ben 15 edizioni).

Preliminarmente Palamara precisa: «Tutti quelli -colleghi magistrati,importanti leader politici ed uomini delle istituzioni, -molti dei quali tuttora al loro posto- che hanno partecipato con me a tessere questa tela erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo. Il Sistema è il potere della magistratura che non può essere scalfito; tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attravesro un abile cecchino che.alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni o legami pericolosi sulla vita privata del magistrato».

A pagina 58 ne ricorda la nascita : «... Così nasce il Sistema delle nomine.non per merito ma per appartenenza. E' innegabile che le correnti siano nate con i più nobili ideali ed in tal modo Magistratura democratica si è autoproclamata superiore dal punto di vi- sta etico. È nata nel 1964 a Bologna quando un insieme di magistrati ideologizzati si costituisce in gruppo organizzato a/l'interno della magistratura in stretta relazione con il Partito Comunista e questo condizionerà l'attività della categoria fino ai nostri giorni. Magistratura democratica è l'embrione del sistema».

Lo scorso gennaio,dagli stessi autori, è stato pubblicato un altro libro: «Il Sistema Colpisce Ancora: come salvare la magistratura italiana ,dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici.»

Palamara e Sallusti «... raccontano una controstoria unica. A cominciare dai protagonisti di questa battaglia senza esclusioni di colpi che affilano le armi al Csm per contare e ricontare i possibili voti, cercare alleanze e gridare allo scandalo non appena qualcuno cerca di riformare lo status quo. Ancora una volta le rivelazioni sorprendenti e il nomi contenuti in queste pagine consentono di decifrare quanto sta accadendo dietro le quinte del silema giudiziario .... » È evidente che I' Anm ha assunto -da tempo- un comportamento chiaramente politico,per cui lo scontro frontale con Parlamento e Governo (Berlusconi ma anche Prodi) non è per difendere l'indipendenza della magistratura, mai messa in discussione, ma per difendere il suo potere corporativo. *AVVOCATO

L’INTERVENTO

Ecco il “Sistema Crociano”: quando la giustizia diventa antiscientifica

D I MAR I O RAF FA EL E DE L L’ AGL I O*

Il sistema giudiziario italiano ha bisogno di una rivoluzione scientifica, e il referendum giustizia è l'occasione per avviarla.

Il caso del Tribunale di Potenza rappresenta un esempio emblematico di come il sistema giustizia italiano possa essere intrappolato in un circolo vizioso che ostacola la trasparenza e l'equità.

Il cosiddetto 'Sistema Crociano' è il simbolo di un potere circolare tra PM, GIP e giudici, che si alimenta attraverso l'assenza di controlli esterni e il rifiuto di adottare metodi scientifici».

Vi è una contraddizione profonda tra il sistema sanitario e quel-

lo giudiziario. In Italia, ogni cittadino può scegliere il miglior ospedale per curarsi, ovunque si trovi ma ciò non succede per il sistema giudiziario. Chi finisce nel sistema giudiziario di Potenza è condannato dalla sua residenza: non può cambiare tribunale, non ha accesso a un secondo parere e non può verificare la trasparenza dei procedimenti.

Un'analisi comparativa tra i due sistemi evidenzia un paradosso devastante: È più facile curarsi da un tumore che difendersi da accuse infondate nel sistema giudiziario di Potenza.

Il cuore del problema è il "Sistema Crociano", una struttura giudiziaria che privilegia la retorica soggettiva rispetto alle evidenze

scientifiche. Questo sistema si basa su un principio di equivalenza che distrugge le prove oggettive per sostituirle con interpretazioni discrezionali.

Il "Sistema Crociano", documentato da un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) con oltre 30 anni di esperienza, opera in due fasi principali: Aggressione sistematica alle prove scientifiche, attraverso omissioni di perizie, falsificazioni di verbali e creazione di versioni alternative. Preparazione di un principio di equivalenza discrezionale, che permette di decidere i casi non sulla base delle prove, ma su interpretazioni arbitrarie.

Per la prima volta in Italia, il CTU ha applicato il Teorema di Bayes per calcolare la probabilità che il comportamento processuale del "Sistema Crociano" sia frutto di un coordinamento intenzionale. Il risultato è stato impressionante: un Likelihood Ratio di 847,3, che corrisponde a una certezza scientifica del 99,99% che il sistema sia coordinato e non casuale. Questa metodologia scientifica rappresenta una svolta storica per la giustizia italiana. Grazie a questa analisi, è possibile dimostrare l'esistenza di un sistema antiscientifico consolidato e richiedere la riapertura di procedimenti giudiziari conclusi negli ultimi dieci anni.

Il referendum giustizia rappre-

senta un'opportunità unica per introdurre trasparenza e controlli esterni nel sistema giudiziario ita- liano. Votare SÌ significa fermare il Sistema Crociano e garantire un metodo scientifico nei tribunali, proprio come avviene nel sistema sanitario.

Se siete stati vittime di un sistema sanitario inefficiente, immaginate cosa significhi essere intrappolati in un sistema giudiziario senza via d'uscita. Ora avete l'opportunità di cambiare tutto: votate SÌ.

Chiunque ritenga di essere stato vittima di persecuzione giudiziaria può verificare se il proprio caso presenta le seguenti caratteristiche: Prove scientifiche ignorate o distrutte; Verbali con tempistiche impossibili; Sentenze basate su interpretazioni soggettive anziché su fatti concreti; Coordinamento sospetto tra eventi processuali.

Se almeno cinque di queste condizioni sono presenti, è possibile che il caso sia stato influenzato dal "Sistema Crociano".

Invito tutti i cittadini a recarsi a Potenza per comprendere da vicino le dinamiche del "Sistema Crociano". È il momento di dire basta al potere arbitrario e di chiedere giustizia e trasparenza. Il referendum giustizia è un'occasione irripetibile per cambiare il futuro del nostro sistema giudiziario.

*AVVOCATO

LUNEDÌ

RIENZE A ANTE MANI IN CUCINA

L’amministratore

Unico di Ater Matera ha cambiato il volto all'agenzia

Giammetta, il Fanfani materano

Accordi con l'unibas per progetti di qualità, investimenti per l'efficienza energetica e per nuovi alloggi. Quando la visione incontra l'azione

Ilfreddo acronimo è ATER, la sigla si sviluppa in Agenzia Territoriale per l'Edilizia Residenziale ma dietro a questo nome burocratico si cela e si rivela la vita di tante persone, la vitalità delle città e la conformazione dell'urbanistica che significa anche qualità della vita.

L'Ater è l'edilizia pubblica. Quando si parla di edilizia pubblica non si entra mai in un carrozzone ma in un grande strumento di politiche sociali basti pensare quanto, in una situazione complessa e completamente diversa da quella che viviamo, il piano Fanfani abbia modificato le città, le abitudini delle persone e anche l’economia sociale.

GIAMMETTA, UN PICCOLO FANFANI

Amintore Fanfani non era fisicamente un gigante ma era un gigante della politica. Le ultime e più importanti politiche di sviluppo economico in Italia le ha pianificate lui e, soprattutto, ha dato il nome al piano casa di cui abbiamo parlato prima.

Nella differenza che trascorre nel tempo e nello spazio l’amministratore di Ater Matera Maridemo

Giammetta ci ricorda, nella sua visione, un po’ Fanfani.

Qualcuno potrebbe accusarci di irriverenza o di paragoni sproporzionati ma nel piccolo i due sono accomunati dalla presenza e dalla sussistenza di una visione strategico-politica nell’edilizia e nel ruolo della parte pubblica nell’edilizia.

L’ACCORDO CON UNIBAS

Molto spesso, infatti, l’attività delle Ater viene vista come una sorta di grande amministrazione di condominio con un impegno quotidiano che si limita a pagare le bollette e ad aggiustare le lampadine sulle scale.

Non è così per Giammetta. L’Ater di Matera sta costruendo una nuova visio-

ne dell’edilizia pubblica.

Uno dei grandi segni tangibili è stato l’accordo con il dipartimento di Didattiche per l’Innovazione Umanistica Scientifica e Sociale dell’Unibas.

In quest’accordo Ater mette a disposizione le sue risorse e Unibas mette a disposizione i suoi talenti per rigenerare l’abitato pubblico in un vero e proprio laboratorio per i quartieri popolari.

Per chi non conosce la storia e la situazione complessiva dell’edilizia popolare in Italia e quanto la mancanza di una lettura umanistica ed umana di quegli spazi abbia prodotto quartieri saccheggiati dalla malavita, può sembrare poco.

Per chi, invece, sa quanto la qualità dell’urbanistica, le dimensioni dello spazio comune e la vivibilità dei quartieri inferiscano nella costruzione di buoni cittadini l’accordo costruisce una buona pratica per realizzare quartieri popolari a misura umana.

L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E I NUOVI ALLOGGI

Ma, siccome non di solo strategie generali vive l’Ater, non si può sottacere sul fatto che, sotto la guida dj Giammetta,

l’Agenzia ha finalmente messo le basi per una completa riqualificazione degli alloggi pubblico.

Grazie al PNRR, Giammetta riuscirà a portare all’efficientemento energetico ben 1891 alloggi di edilizia popolare e residenziale.

96 milioni di euro saranno destinati, anche grazie al lavoro dell’assessore Pepe, alla riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica in provincia di Matera.

Ma, siccome non basta progettare e realizzare ma serve anche coinvolgere, Giammetta è riuscito anche a mettere intorno ad un tavolo Ater e Confapi. L’azienda regionale per l’edilizia pubblica e la rappresentanza associata delle imprese artigiane insieme per migliorare gli alloggi significa partecipazione, coinvolgimento e duplice ritorno sul territorio.

Possiamo dire che Giammetta sta riuscendo nella difficile impresa di cambiare volto all’Ater e, tramite questa, anche all’idea stessa di edilizia pubblica. La prassi quotidiana ci riporta, al di là di ogni retorica, l’attivita’ di un grande manager pubblico in Basilicata.

Giammetta

Confartigianato Trasporti e UNATRAS chiedono al Governo maggiori sostegni e più liquidità alle imprese

Carburanti alle stelle, autotrasportatori in allarme: «Rischiamo di fermare i camion»

Il settore dell’autotrasporto lancia un nuovo allarme per l’aumento del prezzo del gasolio. Confartigianato Trasporti e il coordinamento unitario UNATRAS hanno presentato al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi una serie di proposte urgenti per sostenere le imprese, messe in forte difficoltà dal rapido aumento dei costi del carburante.Tra le principali richieste avanzate dalle organizzazioni di categoria figurano la possibilità di utilizzare subito il rimborso trimestrale delle accise senza attendere i 60 giorni del silenzio-assenso, la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali e contributivi per garantire liquidità alle aziende e l’introduzione di un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per compensare l’aumento dei costi del carburante, misura già adottata durante la Guerra russo-ucraina.

Le associazioni chiedono, inoltre, l’aggiornamento dei valori indicativi dei costi di esercizio da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché il costo del carburante venga adeguatamente considerato nei contratti di trasporto, soprattutto in quelli non scritti. Un altro punto ritenuto fondamentale è il rafforzamento della clausola di fuel surcharge nei contratti scritti, che dovrebbe diventare obbligatoria per evitare la nullità degli accordi.

Secondo il presidente di Confartigianato Trasporti, Claudio Riva, il prezzo del gasolio ha ormai superato in molte aree del Paese i 2 euro al litro, creando forti difficoltà per migliaia di imprese che non riescono a trasferire gli aumenti sui committenti.

L’impennata dei prezzi sarebbe legata anche alle tensioni internazionali e al conflitto in Medio Oriente. Le rilevazioni più recenti indicano un

prezzo medio nazionale del gasolio self pari a 1,976 euro al litro, in aumento di circa il 14,6% rispetto al 27 febbraio, giorno precedente all’attacco all’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele.UNATRAS denuncia il rischio concreto che molte aziende, ormai a corto di liquidità, possano essere costrette a fermare i mezzi. Uno scenario che avrebbe conseguenze pesanti per l’economia nazionale, fortemente dipendente dal trasporto su gomma.

LE DIFFICOLTÀ IN BASILICATA

Le criticità risultano particolarmente evidenti anche in Basilicata, dove l’autotrasporto rappresenta un pilastro del sistema produttivo locale.

Secondo Rosa Gentile, molte imprese della regione stanno affrontando una fase di forte tensione economica: l’aumento del prezzo del gasolio incide direttamente sui bilanci aziendali, già caratterizzati da margini molto ri-

dotti.Gli operatori del settore confermano le difficoltà. Alcuni autotrasportatori della provincia di Potenza spiegano che il costo per fare il pieno ai mezzi è aumentato di diverse decine di euro rispetto a poche settimane fa, mentre dal territorio della provincia di Matera arriva la preoccupazione che, senza misure di sostegno, molte piccole imprese possano essere costrette a ridurre i viaggi o a lasciare i camion fermi.

Per questo Confartigianato chiede interventi immediati e un confronto costante con il Governo per monitorare l’anda-

mento dei prezzi e tutelare un comparto strategico per la logistica e per l’intera economia del Paese. Parallelamente, anche le associazioni che rappresentano il trasporto persone – tra cui Confartigianato Trasporto Persone, CNA Fita Trasporti, SNA Casartigiani Trasporto Persone, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi – chiedono l’apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero per valutare interventi capaci di attenuare l’impatto dell’aumento dei carburanti sui costi operativi delle imprese.

Costruzioni sotto pressione, Lombardi tuona: «Potere d’acquisto dei lavoratori non si tocca»

Il settore delle costruzioni in Basilicata si trova ad affrontare una fase delicata, segnata dall’aumento dei costi dei materiali e dalla pressione dell’inflazione. A lanciare l’allarme è Carmine Lombardi, segretario generale della Feneal Uil Basilicata, che chiede interventi urgenti per tutelare i lavoratori del comparto. Secondo il Sindacato, il settore delle costruzioni sta vivendo una vera e propria “tempesta perfetta”: da un lato i rincari di materie prime come acciaio, bitume ed energia, dall’altro il rischio che le difficoltà economiche delle imprese possano tradursi in una compressione dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori.

«Non resteremo a guardare mentre l’aumento dei costi dei materiali diventa un pretesto per ridurre tutele e salari», afferma Lombardi, sottolineando come proprio in questa fase l’edilizia rappresenti uno dei motori prin-

cipali della ripresa economica regionale. In Basilicata, infatti, diversi cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono attualmente in piena attività. Tuttavia, osserva il Sindacato, proprio mentre il settore contribuisce alla crescita del territorio, i lavoratori rischiano di trovarsi in una condizione di maggiore fragilità economica. Per la Feneal Uil è necessario aprire un confronto con le associazioni datoriali per garantire che il peso della crisi internazionale non ricada sulle maestranze. «Il potere d’acquisto dei lavoratori non può essere messo in discussione – ribadisce Lombardi – e serve un patto di responsabilità per evitare che la crisi geopolitica venga scaricata su chi lavora nei cantieri».

Il Sindacato chiede, inoltre, un intervento delle Istituzioni. In particolare, Lombardi sollecita il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,

della Regione Basilicata e degli Enti competenti affinché vengano predisposti strumenti immediati di sostegno al reddito nel caso in cui l’aumento dei prezzi delle materie prime provochi rallentamenti o stop nei cantieri.

Un’altra preoccupazione riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo la Feneal Uil, la necessità di ridurre i costi non deve in alcun modo tradursi in un abbassamento degli standard di tutela nei cantieri.

«La sicurezza non è un costo variabile ma un diritto fondamentale», sottolinea Lombardi, assicurando che il Sindacato continuerà a monitorare con attenzione la situazione su tutto il territorio regionale.

Nonostante le difficoltà, il settore delle costruzioni continua a svolgere un ruolo strategico per lo sviluppo del Mezzogiorno. Tuttavia, conclude Lombardi, la crescita non può prescindere dalla qualità del lavoro: «Costruire

il futuro della Basilicata significa anche garantire dignità e tutele a chi, ogni giorno, realizza queste opere. Per questo, servono misure rapide e uno scudo sociale capace di proteggere i lavoratori».

L’INTERVENTO Il segretario dei Radicali Lucani denuncia «l’ipocrisia» della Cooperativa: «Prima dove eravate?»

Bolognetti: «Auxilium e Chiorazzo, tra moralismo e ombre sul passato»

Non so cosa abbia improvvisamente indotto Angelo Chiorazzo, custode della altrui moralità, a fiondarsi nell’agone politico. Non lo so, ma posso azzardare due ipotesi su chi si è autoeletto difensore del bene comune, o se volete del bene in comune, in assenza di un benché minimo riscontro. Il buon Chiorazzo potrebbe essere stato folgorato sulla via di Damasco, come novello San Paolo, oppure avrebbe voluto fare il Presidente della Regione Basilicata per difendere gli interessi della sua creatura: l’Auxilum.

Di certo non ci son tracce nel passato di Chiorazzo di una benché minima critica rivolta al nostro Servizio Sanitario Nazionale. Insomma, da “va tutto bene madama la marchesa” ad una improvvisa conversione a U. A un personaggio che solo poche settimane fa ha mostrato il suo vero volto in una lite con l’ass. Latronico, subendo una sconcertante trasfigurazione, verrebbe voglia di segnalare che i mali della nostra sanità non sono iniziati oggi, ma affondano le loro radici in un più o meno remoto passato.

Lo smantellamento della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (legge 883/1978), egregio Chiorazzo, è iniziato molto tempo fa. Eppure le cronache non riportano una sua parola, dico una, volta a stigmatizzare ciò che è andato stratificandosi nel tempo.

La Basilicata come il resto d’Italia, come Milano, è lo specchio di scelte sbagliate, compiute nell’arco di almeno 14-16 anni; ma lei, opportunisticamente, ha taciuto e mai ha pensato solo per un attimo di regalare la sua imbarazzante e farisaica presenza al popolo lucano.

A me sembra, cari amici del-

l’Auxilium, che in questo momento ci sia una squadra affiatata che ha le idee chiare e sta facendo tutto il possibile per migliorare l’offerta sanitaria. Questa squadra, caro signor di non so quale bene comune, è composta che piaccia o meno dalla triade Latronico, Spera e De Filippis. Apprendo dalle pagine del “Corriere Lucano” che la cooperativa Auxilium ha convocato una conferenza stampa nella sua sede, alla presenza niente po’ po’ di meno che del presidente della Cooperativa, Pietro Chiorazzo, che, per chi non lo sapesse, è il fratello del signor “Bene comune”. Non so cosa vogliano denunciare lor signori, ma trovo che la cosa sia piuttosto esilarante alla luce di ultradecennali silenzi.

La vita è strana: abbiamo un Pietro e un novello Paolo. Troppo divertente o forse tragicomico. Mi sarei aspettato, lo confesso, la convocazione di una confe-

renza stampa in cui Auxilium spiegasse come si è arrivati, nel dicembre 2025, a mettere in pericolo la vita dei pazienti del San Raffaele di Milano.

A tal proposito gioverà ricordare quanto scrivevano i colleghi de “Il Giorno” l’11 dicembre 2025: “La cooperativa che dal 5 dicembre doveva gradualmente prendere in gestione l’assistenza infermieristica al settore 3I dell’Iceberg del San Raffaele – di pazienti critici spesso provenienti dal pronto soccorso, alcuni in ventilazione non invasiva o tracheostomizzati –, e che vi ha mandato, secondo i racconti dei medici nelle mail interne, infermieri che non sapevano attaccare una Niv (ventilazione non invasiva, dalla mascherina nasale al Cpap), dove fossero i farmaci o cosa (una ha dosato dieci volte un potente principio attivo contro le aritmie) appartiene alla galassia Auxilium: un colosso della cooperazione sociale col cuore a Senise in Basilicata, molto presente anche in Puglia, ramificato nel Lazio e in Lombardia, fondato nel 1999 da Angelo Chiorazzo, attuale vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata”.

Trasparenza, amici dell’Auxilium? Bene, allora iniziamo dal “caso Milano” e dai vostri fin troppo eloquenti silenzi.

A fare eco a il Giorno troviamo un interessante articolo pubblicato da Fanpage e intitolato “Cos’è la Auxilium Care Scarl, la cooperativa esterna coinvolta nel caos del San Raffaele di Milano”: “Auxilium Care Scarl è la cooperativa coinvolta nel caos esploso all’ospedale San Raffaele di Milano tra il 5 e il 7 dicembre. È

collegata alla più grande e nota Auxilium Scarl, fondata nel 1999 da Angelo Chiorazzo, oggi consigliere regionale in Basilicata […] Stando a quanto emerso finora, la dirigenza dell'ospedale (privato convenzionato con il pubblico) aveva deciso di affidare la gestione infermieristica della Medicina ad alta intensità, di cure intensive e dell'Admission room a una cooperativa esterna, i cui infermieri si sarebbero rivelati non formati per quel tipo di prestazioni al punto, secondo il personale, da mettere in pericolo la salute dei pazienti stessi. La cooperativa in questione è la Auxilium Care Scarl, collegata alla più grande e nota Auxilium Scarl che dal 2014 collabora con il Gruppo San Donato […] Chiorazzo, però, ha lasciato Auxilium Scarl in seguito alla sua elezione nel consiglio regionale della Basilicata (è stato il candidato che ha ottenuto più preferenze ed è anche vicepresidente del Consiglio), lasciando la cooperativa nelle mani del fratello Pietro Francesco Chiorazzo. Come si può vedere nell'ultimo bilancio pubblicato da Auxilium Scarl, che fa riferimento al 2024, il nome di Angelo non appare più nella struttura organizzativa della cooperativa, con Pietro Francesco indicato come presidente e Isabella Retta e Rocco Vincenzo Virgallita membri del cda”. Benedetti figlioli, vorrei dire a lor signori, siamo alle solite: la trave e la pagliuzza.

Vi rivolgo una preghiera: abbiate, vi prego, un minimo sindacale di pudore e siate intellettualmente onesti, se vi riesce.

* S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI

Il capogruppo di Basilicata Casa Comune critica l’ipotesi di riduzione delle risorse sanitarie e chiede di rafforzare la rete oncologica

Breast Unit Matera, allarme cure

Vizziello chiede più investimenti

MATERA. «Qualsiasi ipotesi di tagli o di riduzione di risorse che riguardino la Breast Unit di Matera incontrerà la nostra ferma e convinta avversione». Lo afferma, in una nota, il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale Giovanni Vizziello, intervenendo sul rischio di ridimensionamento della struttura dedicata alla cura del tumore al seno dell’ospedale Madonna delle Grazie.Secondo Vizziello la sanità materana è già oggi penalizzata rispetto ad altre aree della regione e necessita piuttosto di nuovi investimenti capaci

L’INTERVENTO

di colmare i divari territoriali e garantire ai cittadini lucani l’accesso uniforme a diagnosi e terapie innovative.Il consigliere regionale spiega di non essersi espresso in precedenza sulla possibile chiusura della chirurgia senologica «non per convenienza, ma perché è sempre opportuno prima comprendere come stanno le cose», anche alla luce di quello che definisce un apparente arretramento dell’Azienda sanitaria di Matera rispetto alle posizioni iniziali.Nel suo intervento Vizziello sottolinea come Matera rappresenti oggi «l’anello debole della rete

oncologica regionale». Circa duecentomila lucani residenti nella provincia incontrano difficoltà di accesso ad alcune prestazioni fondamentali del percorso di cura oncologico, a partire dalla radioterapia. A ciò si aggiunge il numero limitato di screening oncologici e il fatto che la Breast Unit materana operi sotto la soglia prevista dalle linee guida ministeriali.«Solo nelle Breast Unit che eseguono almeno centocinquanta mastectomie all’anno si registrano tassi di sopravvivenza al tumore al seno superiori del venti per cento», evidenzia Vizziello, ricor-

dando di aver proposto già nel 2019 l’istituzione del servizio di radioterapia al Madonna delle Grazie utilizzando risorse destinate alle regioni del Sud Italia.Il capogruppo definisce «legittime e comprensibili» le proteste delle asso-

ciazioni delle pazienti e invita la Regione a rafforzare la Breast Unit di Matera con investimenti in personale e tecnologie, così da migliorare le possibilità di cura e attrarre pazienti anche dai territori limitrofi.

Il cancro cresce, ma la politica continua a ignorarlo

Alla notizia che a un amico, un familiare, un conoscente è stato diagnosticato un tumore, ormai reagiamo con rassegnazione. Negli anni passati era un tabù e si tendeva a nasconderlo il più possibile. Oggi se ne parla più liberamente anche perché la scienza e la medicina hanno fatto passi da gigante: è aumentata l’aspettativa di vita e anche i casi che guariscono.In Basilicata l'incidenza dei tumori è in aumento, ci stiamo allineando alla media nazionale e superando i tassi storicamente bassi del Sud Italia. Il Crob (Centro di Riferimento Oncologico di Basilicata) di Rionero in Vulture attribuisce molte cause agli stili di vita, mentre si riscontra una stabilità nella mortalità e un tasso di sopravvivenza a cinque anni ancora inferiore rispetto al Nord.Per inciso, la scelta di allocare una struttura di tale importanza, il Crob, in un luogo geografico della Basilicata tutt’altro che centrale e agevole da raggiungere, la dice lunga sui criteri seguiti nella nostra regione per le decisioni importanti. Provate a chiedere a un cittadino in cura e ai suoi familiari a quale stress deve sottoporsi per raggiungere quell’ospedale, soprattutto nel periodo invernale.

Come sempre quella scelta rispondeva a criteri “politici” e non ha certamente tenuto presenti le esigenze dei lucani. Al momento non disponiamo di dati precisi e aggiornati che ci illustrino l’incidenza dei tumori rispetto alle varie aree della Basilicata, sappiamo però che nell’antichità essi

erano rari e che il loro aumento è strettamente legato alla modernità. Possiamo dunque immaginare che i casi siano maggiormente presenti nelle aree dove l’uomo ha violentato l’ambiente. Ovviamente incidono tutti i fattori legati all’alimentazione, agli stili di vita, alla predisposizione genetica, eccetera.Una ricerca, infatti, ha dimostrato che nell’antichità le patologie tumorali maligne erano quasi inesistenti. L’annuncio della scoperta, che ha confermato quello che molti pensavano, è scivolato via senza lasciare traccia, eclissandosi dal cono di luce mediatico, nell’imbuto che conduce nell’immensa fossa comune delle migliaia di notizie che ogni giorno sommergono il mondo dei mass media. Il suo impatto con la ricerca e la sperimentazione una qualche importanza però la conserverà tra gli addetti ai lavori e nel mondo scientifico. Sembra quasi che la civiltà moderna, o per utilizzare un termine più consono secondo l’analisi storica di Ernest Jünger, la “civilizzazione” attuale, tenda a rimuovere tutto quello che può mettere in discussione le sue stesse fondamenta e ciò che ne è conseguito in termini di stili di vita e di modelli esistenziali, alimentari

e di comfort. Quasi che tema di guardare in faccia la realtà per paura dei cambiamenti che sarebbe costretta ad accelerare e degli enormi interessi che potrebbe mettere in discussione. Un’équipe di ricercatori dell’Università di Manchester ha effettuato anni fa una ricerca su circa 1700 mummie provenienti dall’Egitto e dal Sud America, con strumenti sofisticati e non invasivi, traendone la conclusione che solo una insignificante percentuale di quelle popolazioni soffriva di cancro e un’incidenza ancora più bassa, quasi nulla, era quella del carcinoma maligno.La conclusione è stata che le patologie tumorali, che in Occidente rappresentano la seconda causa di morte dopo quelle cardiovascolari, sono strettamente legate alla società industriale e al conseguente inquinamento alimentare e ambientale e ai mutati stili di vita.Lo studio fu pubblicato sulla nota rivista Nature Reviews Cancer.Ed ecco alcune delle dichiarazioni di Rosalie David, che è una delle ricercatrici che hanno guidato il lavoro scientifico: “Nei tempi antichi il cancro era estremamente raro”. “Non c’è nulla nell’ambiente naturale che possa provocare il cancro. Quindi deve trattarsi di una malattia artificiale derivante dall’inquinamento e dai cambiamenti nella nostra dieta e negli stili di vita.” “Il cancro sembra essere una malattia moderna creata dalla vita moderna”. “L’assenza virtuale di neoplasie nelle mummie deve essere interpretata come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limi-

tati alle società colpite dall’industrializzazione moderna.” “La cosa rilevante nel nostro studio è che fornisce una prospettiva storica rispetto a questa malattia. Oggi che abbiamo un quadro completo possiamo fare affermazioni molto chiare sui tassi di mortalità per cancro nelle società antiche. Abbiamo studiato periodi millenari, non solo cento anni, ricavandone una rilevante mole di dati. “La ricerca è stata condotta anche dal punto di vista letterario, soprattutto tra gli autori dell’antica Grecia, non essendovi, come è noto, in quella civiltà la cultura della mummificazione dei cadaveri.A chi ha fatto rilevare che gli uomini antichi non vivevano abbastanza a lungo per poter sviluppare il cancro, gli studiosi hanno fatto notare che, se è vero che l’aspettativa di vita era più bassa come media, è altrettanto vero che nell’antica Grecia e in Egitto molti raggiungevano un’età ragguardevole.

I ricercatori hanno smontato quindi la tesi che il cancro sia legato all’innalzamento dell’aspettativa di vita nelle società industrializzate.Un’altra obiezione è stata quella secondo cui nei corpi mummificati i tumori potrebbero non essersi ben conservati nei resti biologici. I ricercatori hanno invece dimostrato il contrario, anzi a loro dire quelli infiltrati dal cancro avrebbero dovuto conservarsi meglio.Le prime testimonianze letterarie sul cancro risalgono alla fine del Settecento con la descrizione di operazioni al seno, con il cancro dello scroto negli spazzacamini e la malattia di Hodgkin del 1832.

Il presidente di Andi Potenza presenta gli obiettivi del nuovo mandato dopo la riconferma

Ruggieri: «Prevenzione e sostegno ai dentisti, continueremo a crescere»

Si è concluso il rinnovo degli organi provinciali di Associazione Nazionale Dentisti Italiani – sezione di Potenza, con la riconferma del dott. Giulio Ruggieri alla presidenza di ANDI Potenza per il prossimo quadriennio.

La riconferma rappresenta un segnale di continuità e fiducia per il lavoro svolto negli ultimi anni.

Durante il mandato appena concluso, la sezione provinciale ha registrato una significativa crescita associativa, raggiungendo oltre 105 iscritti e raddoppiando il numero dei soci, risultato che conferma il rafforzamento dell’associazione sul territorio e il crescente coinvolgimento dei professionisti. Numerose anche le attività formative organizzate, con diversi corsi ECM dedicati all’aggiornamento

professionale degli odontoiatri e del personale di studio, con l’obiettivo di mantenere elevati standard clinici e scientifici nella pratica odontoiatrica.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla prevenzione e all’educazione alla salute orale. Tra i progetti più significativi spicca l’iniziativa

“Il dentista nelle scuole”, che ha coinvolto le classi quinte delle scuole primarie di gran parte dei comuni della provincia di Potenza. Il progetto ha permesso di incontrare centinaia di studenti per promuovere corrette abitudini di igiene orale e sensibilizzare le famiglie sull’importanza della prevenzione.

«La crescita della nostra sezione – ha commentato il presidente riconfermato – è il frutto di un lavoro di squadra e della partecipa-

zione attiva dei colleghi. Continueremo a lavorare per rappresentare al meglio i dentisti del territorio, promuovere formazione di qualità e raffor-

zare le attività di prevenzione rivolte ai cittadini, a partire dai più giovani». Il nuovo consiglio provinciale sarà ora chiamato ad affrontare le sfide dei

prossimi anni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di ANDI sul territorio e sostenere i professionisti nella loro attività quotidiana.

POTENZA Il sindacato Cgil: «La Regione Basilicata accolga la richiesta del sindaco e dimostri di essere super partes»

«Si lavori per riconoscere alla città il ruolo di capoluogo di regione»

POTENZA. « Siamo molto preoccupati per i tagli apportati nel bilancio di previsione dal Comune di Potenza alle risorse destinate ai servizi essenziali ai citta-

dini, tra cui mobilità e istruzione. Tagli che si ripercuoteranno specialmente sulle fasce più deboli. Facciamo appello alla Regione Basilicata affinché accolga la ri-

chiesta del sindaco di trasferire alla città di Potenza i fondi necessari a espletare la sua funzione di capoluogo di regione». Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito.

«A destare particolare preoccupazione - prosegue - sono i tagli per la gestione dei servizi scolastici integrati (-360.000 euro), degli oneri per la mensa scolastica (75.000 euro), della spesa per i libri di testo (-30.000 euro), per il trasporto scolastico (-145.000 euro) e di altre voci legate al sostegno alle attività educative e al disagio per complessivi 6.500 euro. Si rischia di ledere il diritto all'istruzione e di colpire le tante famiglie in difficoltà economica, come attestato anche dall'ultimo rapporto specifico Ires Cgil» continua il segretario..

«Sono 12 mila i poveri nel comune di Potenza, di cui il 30% con un’occupazione precaria. Vi è poi un’area di povertà potenziale, di rischio per così dire, che

riguarda 17.000 anziani e 3.350 nuclei familiari monogenitoriali costituiti da madre e figli minorenni. Ed è proprio su di loro che si riverberano le conseguenze dei tagli apportati dal Comune di Potenza» prosegue.

«Si mettano da parte gli interessi di partito - conclude Esposito - e si lavori insieme per riconoscere alla città di Potenza il giusto ruolo di capoluogo di regione. Non vorremmo che quanto accaduto con la scala mobile prima si ripresenti anche per altri servizi essenziali e che si corra ai ripari solo a danno avvenuto, provocando ingenti danni non solo a residenti ma anche a quelli dei comuni limitrofi. In proposito chiediamo anche lumi alla Regione Basilicata sui finanziamenti del Governo annunciati per i lavori di ammodernamento e sostituzione della scala mobile prima, di cui si sono perse le tracce. La Regione Basilicata accolga le richieste del sindaco e si dimostri super partes».

Alzabandiera e confronto con il Colonnello Franciosa per trasmettere i valori della democrazia ai giovani

A scuola di Costituzione e cittadinanza: a Potenza il Centro

Danzi celebra

la Giornata dell’Unità Nazionale

In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra il 17 marzo, il Centro Studi Didattico “Raffaele Danzi” di Potenza, in collaborazione con il Comando Militare Esercito Basilicata, promuove un momento di riflessione e di educazione civica dedicato agli studenti. L’iniziativa si svolgerà questa mattina, presso la sede del Centro Studi Didattico Danzi, quale momento di preparazione e di avvicinamento alla ricorrenza nazionale del 17 marzo, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei giovani sui valori fondanti della Repubblica italiana. «Per celebrare questa importante ricorrenza,

sarà previsto un momento simbolico durante il quale in ogni aula del Centro Studi verrà collocata una stampa contenente l’intero testo della Costituzione Italiana, affinché gli studenti possano avere sempre davanti agli occhi questo documento fondamentale della nostra vita democratica e dei principi su cui si fonda la convivenza civile del Paese» fa sapere il dirigente scolastico Rocco Galasso.

«La giornata inizierà con un momento particolarmente significativo: grazie alla vicinanza del Centro Studi al Comando Militare Esercito Basilicata, gli studenti saranno invitati nel cortile della Caserma “De Rosa”, dove alle ore 10.00 assisteranno alla ceri-

monia dell’alzabandiera, durante la quale verrà eseguito l’Inno Nazionale. - continua - Successivamente, il Colonnello Franciosa, Comandante del Comando Militare Esercito Basilicata, sarà presente presso la sede del Centro Studi Didattico Danzi per un incontro di dialogo e confronto con gli studenti sui valori della Costituzione, sul senso del servizio allo Stato e sul ruolo delle Forze Armate nella società». «L’iniziativa intende rafforzare nei giovani la consapevolezza dell’importanza della Costituzione, della memoria nazionale e dei valori di cittadinanza attiva, che rappresentano il fondamento della nostra democrazia» conclude Galasso.

Il Primo cittadino di Marsico Nuovo obietta: «Sono solo notizie distorte per sminuire un lavoro che ad altri non è riuscito»

Centro Diurno per Anziani, l’ex Sindaca contesta le scelte dell’Amministrazione

DI EMANUEL A CALABR ESE

AMarsico Nuovo il "Centro Diurno per Anziani" presso l’edificio dell’Ex Seminario, rappresenta «uno spazio gratuito, aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 14:00, dedicato alla socializzazione, ai laboratori creativi e alle attività di animazione per donne over 65 e uomini over 67 ed autosufficienti -rende noto l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Massimo Macchia, che aggiunge- sono già aperte le pre-iscrizioni».

Sul tema però interviene Gelsomina Sassano, già Sindaca di Marsico Nuovo e Consigliera di Minoranza: «Vorrei stare zitta e buona, per non irritare la suscettibilità di colui che non ammette il dissenso, ma non posso tacere di fronte alle narrazioni fantasiose. È stata annunciata l'imminente apertura di un circolo anziani dove, invece, doveva essere aperta una Casa di riposo».

E riepiloga Sassano il lavoro della sua Amministrazione: «Io stessa, nella Conferenza dei Sindaci del 12 giugno 2018 sottoscrissi l'accordo per il finanziamento dell'intervento di completamento della Casa di Riposo posta nell'ex Seminario diocesano, già oggetto di intervento di restauro, ma, non ancora fruibile.

Con la delibera del 29 ottobre 2018 la Giunta integrava il piano triennale delle opere pubbliche inserendo l’intervento per € 165.381. L'UTC ha curato

le fasi successive, dal conferimento dell'incarico di progettazione all'appalto dei lavori».La Consigliera incalza: «L'attuale Amministrazione il 20 giugno 2025 ha annunciato in Consiglio l’apertura della Casa di riposo dando mandato agli Uffici di individuarne il gestore. Gli Uffici hanno avviato la procedura di affidamento, pubblicando una manifestazione di interesse il cui esito è top secret. Ora invece, apprendiamo che '"udite udite" Marsico avrà un centro diurno dove gli anziani potranno socializzare ma che novità. Abbiamo sempre avuto e sostenuto l'associazione "marsico terza età" che ha svolto negli anni un servizio di sostegno agli anziani coinvolgendoli ed impegnandoli in attività che contribuiscono a mantenerli attivi. La Casa di riposo invece, ha un'altra funzione. Il finanziamento pubblico era finalizzato ad aprire la struttura non ad aprire un circolo ricreativo».

«LA STRUTTURA È DESTINATA AD ESSERE UNA CASA DI RIPOSO, SONO IN CORSO GLI ATTI PROPEDEUTICI»

Alle parole della Consigliera giunge puntuale la replica del Sindaco Macchia: «Per usare le sue parole, “vorrei stare zitto” ma, consapevole di irritare la sua suscettibilità, mi corre l’obbligo di replicare per difendere il lavoro fatto dalla Maggioranza e dagli Uffici. Il Centro diurno per anziani non è un “circolo ricreativo”, quasi

a dire che dovevano aprire una struttura per assistere gli anziani e invece inaugurano un luogo per giocare. Ma non è così -ed entra nel dettaglio- Il Centro Diurno per Anziani è disciplinato dalla DGR della Regione Basilicata: è una struttura di assistenza semiresidenziale.

La valenza e importanza sono tali che il Legislatore ha ritenuto di regolamentare la materia indicando criteri rigidi per il suo funzionamento. Posso capire che una persona “non addetta ai lavori” confonda la dicitura “centro diurno” con quella di “circolo ricreativo” ma se lo fa un Amministratore (già Sindaco), allora delle due una: o non sa di che parla, o più verosimilmente in maniera tendenziosa, vuole diffondere notizie distorte per sminuire un lavoro che ad altri non è riuscito. Lo dico da sempre: essere all’opposizione significa sapere essere leali, confrontarsi sulle questioni e sulle scelte e non diffondere notizie false o tendenziose. Vado oltre. Quella struttura è destinata ad essere una casa di riposo: sono in corso gli atti propedeutici alla pubblicazione del bando di gara che individuerà il gestore. Sono procedure complesse che richiedono tempo. Avremmo potuto tenere chiusa la struttura, invece, abbiamo preferito fare una scelta diversa e renderla funzionale sin da subito, attivando il Centro che, successivamente, ben potrà essere parte integrante della casa di riposo –e conclude sul

punto- C’è chi in 5 anni “ha chiuso” e c’è chi in 4 anni “sta aprendo”». «ABBIAMO SCELTO DI METTERE AL CENTRO GLI ANZIANI, RICONOSCENDONE IL VALORE»

Il Primo cittadino sulla struttura e sul servizio alla comunità, già nei giorni precedenti aveva asserito come si trattasse di «un traguardo che dimostra che quando c’è visione amministrativa e capacità di portare a termine gli obiettivi, i risultati arrivano. Abbiamo scelto di mettere al centro gli anziani, riconoscendone il valore e il ruolo nella nostra comunità. Uno spazio dedicato alla socializzazione, ai laboratori creativi e alle attività di animazione, pensato per offrire alle persone anziane un luogo accogliente dove condividere tempo, relazioni ed esperienze. L’attivazione del Centro rappresenta un risultato importante per l’intera comunità e un impegno mantenuto da questa Amministrazione: investire nei servizi, rafforzare la rete sociale, valorizzare il ruolo

«Il rispetto della volontà popolare e del mandato democratico conferito dagli elettori deve rappresentare sempre il punto di partenza di ogni valutazione politica e istituzionale». Lo dichiarano il commissario provinciale di Azione, Ivana Grillo, e il commissario cittadino, Piero Calò. «Riteniamo doveroso riconoscere e rispettare il ruolo del consigliere comunale Carmine Davide Pace, neo consigliere provinciale eletto con la lista di Azione e mem-

delle persone anziane come risorsa viva del nostro territorio».

Avviandosi a concludere Macchia riepiloga quanto fatto dall’insediamento della sua Amministrazione, «investendo tantissime risorse sull’attivazione dei servizi: si pensi alla navetta comunale, agli impianti di risalita verticale, alla piscina comunale al potenziamento, grazie all’ASP, dei servizi del consultorio attraverso l’attivazione dello screening per la prevenzione del tumore della cervice uterina. A questo proposito voglio ringraziare l’assessore al ramo Orietta Sassone, il Vice Sindaco avv. Alfredo Cappa (con delega al patrimonio) il cui operato ha consentito di valorizzare l’ennesimo immobile di pertinenza comunale, tutta la squadra di Governo e gli Uffici comunali senza i quali tutto questo non sarebbe possibile. Oggi – riferendosi al Centro diurno per Anziani- un altro tassello per costruire una Marsico Nuovo sempre più attenta, inclusiva e vicina ai bisogni di tutti».

bro della maggioranza comunale, investito di una responsabilità politica chiara nei confronti della comunità». «Azione, forza politica autenticamente riformista, privilegia da sempre pragmatismo, competenza e qualità delle scelte amministrative, con l’obiettivo di rafforzare percorsi utili al territorio e ai cittadini. L’impegno resta quello di contribuire con serietà a un’azione amministrativa concreta, capace di rispondere ai bisogni della comunità», concludono Grillo e Calò.

Gelsomina Sassano Massimo Macchia

I consiglieri di opposizione chiedono misure straordinarie e presentano una mozione per combattere la crisi economica

Tito, alleggerire l’Imu sugli immobili sfitti: «Aiutiamo cittadini e imprese»

Preoccupati per l’impatto della crisi economica sul tessuto produttivo locale, i consiglieri comunali di Tito Giuseppe Rocco Buono, Rossana Sabia, Alessandra Giordano e Domenico Oliveto hanno presentato una mozione consiliare per sollecitare l’adozione di misure straordinarie di alleggerimento fiscale sugli immobili produttivi sfitti o inutilizzati. La proposta, depositata giovedì scorso, mira a introdurre agevolazioni sull’IMU per i capannoni industriali e arti-

gianali non utilizzati, al fine di sostenere i proprietari e incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare produttivo.

Nella mozione, i consiglieri di opposizione evidenziano come «la presenza di numerosi immobili produttivi inutilizzati nel territorio comunale sia un chiaro indicatore delle difficoltà economiche locali».

«Questa situazione, - sottolineano - non solo ostacola lo sviluppo delle attività produttive e l’occupazione, ma contribuisce anche a svalutare il patrimo-

nio immobiliare della zona».

A peggiorare il quadro, secondo i firmatari, è «il carico fiscale che grava su questi immobili: nonostante siano sfitti e non generino reddito, i proprietari sono comunque chiamati a versare l’IMU, spesso con aliquote elevate. Una situazione che rischia di scoraggiare ulteriormente investimenti e iniziative di riqualificazione, aggravando le difficoltà economiche di imprese e cittadini». Per affrontare questa problematica, i consiglieri

propongono di adottare misure concrete e immediate. In particolare, la mozione invita il Sindaco e la Giunta comunale a: «Valutare l’adesione a misure di definizione agevolata delle entrate tributarie locali, per favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie e migliorare la riscossione. Presentare una proposta di modifica del Regolamento IMU, introducendo agevolazioni e riduzioni di aliquota per gli immobili produttivi sfitti o inutilizzati. Promuovere un confronto nelle Commissioni consiliari competenti per individuare strumenti di sostegno al sistema economico locale. Riferire al Consiglio Comunale, entro tempi definiti, sugli esiti delle valutazioni e sulle iniziative intraprese». Secondo i promotori della mozione, l’attuale disciplina comunale dell’IMU «non tiene sufficientemente conto delle difficoltà dei proprietari di immobili produttivi sfitti, con il rischio di aggravare ulteriormente la crisi economica locale». «Un’Amministrazione comunale attenta alle esigenze del territorio – si legge nella mo-

zione – deve adottare misure fiscali mirate per sostenere le imprese in difficoltà e favorire il recupero del patrimonio produttivo inutilizzato».

La mozione, che sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, si inserisce in un dibattito più ampio, che coinvolge numerosi enti locali in tutta Italia. Molti Comuni, infatti, hanno già adottato politiche di riduzione dell’IMU sugli immobili produttivi non utilizzati, riconoscendo la necessità di alleggerire il carico fiscale per favorire la ripresa economica.

I firmatari auspicano che anche Tito possa seguire questa strada, adottando misure che possano sostenere il tessuto produttivo locale e contribuire al rilancio economico del territorio.

Infine, i consiglieri chiedono al Sindaco e alla Giunta di riferire pubblicamente sulle ragioni di un eventuale mancato intervento, sottolineando l’urgenza di affrontare una questione che, se non risolta, potrebbe continuare a pesare sullo sviluppo economico e sociale del territorio comunale.

Il presidente Montemurro: «Da anni denunciamo pericolosità». Solidarietà al consigliere Angelino rimasto ferito con la moglie

Incidente mortale sulla Statale 7, la Cna: «Subito interventi urgenti»

FERRANDINA. L’ennesimo incidente mortale sulla Strada Statale 7 Ferrandina–Matera riaccende il dibattito sulla sicurezza di una delle arterie più trafficate e strategiche della Basilicata. Il sinistro, avvenuto nella mattinata di sabato 14 marzo, ha coinvolto due autovetture e ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei soccorsi sanitari. Un episodio che si inserisce purtroppo in una lunga serie di incidenti che negli anni hanno interessato questo tratto di strada, utilizzato quotidianamente da migliaia di automobilisti.A tornare sulla questione è Leo Montemurro, presidente della Cna Matera, che da tempo sollecita interventi per rendere più sicuro il collegamento tra Matera, la Basentana e il resto della regione. «Ancora una vittima su una strada che da anni denunciamo come pericolosa. Non si può più attendere», afferma Montemurro, ricordando come numerosi operatori economici e lavoratori siano costretti a percorrere quotidianamente questo asse viario.«Da tempo –prosegue – insieme ai nostri associati che frequentano per motivi di lavoro questa strada, come autotrasportatori di merci e di persone, tassisti e conducenti di noleggio con conducente, denunciamo le criticità della Ferrandina–Matera. Si tratta di un’arteria fondamentale per i collegamenti regionali, percorsa ogni giorno da pendolari, mezzi pesanti e traffico turistico».Secondo le stime, lungo questo tratto transitano quotidianamente circa tredicimila veicoli, con condizioni di traffico che in alcune fasce orarie diventano particolarmente critiche. «Ogni volta che accade una tragedia – osserva Montemurro – si ripetono promesse e annunci, ma la verità è che questa strada continua a presentare punti critici, restringimenti e innesti pericolosi, mentre il volume di traffico è ormai incompatibile con le sue

caratteristiche».Per questo motivo la Cna Matera chiede di accelerare gli interventi strutturali già annunciati, a partire dall’ammodernamento e dal potenziamento dell’arteria e dalla messa in sicurezza dei tratti più pericolosi. «Non possiamo continuare a contare le vittime. Servono tempi certi, risorse adeguate e un cronoprogramma chiaro. La sicurezza stradale deve diventare una priorità assoluta per le istituzioni regionali e nazionali», conclude Montemurro, esprimendo anche cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima.Nello stesso incidente sono rimasti feriti il consigliere comunale di Matera Giovanni Angelino, esponente della lista civica «Matera nel cuore», e sua moglie. Alla coppia è giunta la vicinanza dei componenti della lista e dell’assessore comunale all’urbanistica Pino Sicolo, che hanno espresso solidarietà e augurato una pronta guarigione. «Matera nel cuore» ha assicurato che continuerà a portare avanti il proprio impegno a servizio della comunità, stringendosi nel frattempo attorno ad Angelino e alla sua famiglia.

«A MATERA DISAGI E ASSENZA DI MANUTENZIONE»

Martoccia chiede all’Ater controlli su case popolari

MATERA. Il consigliere comunale di Matera Fortunato Martoccia interviene sulla situazione delle case popolari della città, segnalando ritardi nelle consegne degli alloggi e problemi legati alla manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. «In questo momento storico, in cui Matera vive una fase di crescita e trasformazione, la città ha bisogno più che mai di case popolari. Non riesco a comprendere perché molte abitazioni non vengano completate o consegnate nei tempi dovuti», afferma Martoccia.Secondo il consigliere, diversi alloggi risultano inutilizzati oppure in attesa di lavori di manutenzione che tardano ad essere effettuati, mentre numerose famiglie attendono una casa.Martoccia richiama quindi l’attenzione sulla gestione da parte dell’Ater. «Le case popolari di Matera non possono essere gestite con lentezze o disattenzioni. Comune e Regione devono attivarsi per verificare la correttezza della gestione e la rapidità degli interventi di manutenzione».Il consigliere annuncia infine iniziative istituzionali. «Proporrò in commissione verifiche per accertare cause e responsabilità dei ritardi e per tutelare il patrimonio abitativo pubblico della città».

Sottratti denaro e gioielli per circa 11mila euro, la polizia individua a Matera il giovane che aveva utilizzato la tecnica del finto avvocato

Truffa a un’anziana, arrestato ragazzo di 19 anni

MATERA. Un giovane di diciannove anni, originario della provincia di Avellino, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana donna. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato di Matera in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera.Il fatto contestato risale al 22 febbraio 2025 e si sarebbe consumato nel capoluogo lucano con il cosiddetto raggiro del “finto avvocato”. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, il giovane avrebbe agito con la complicità di un altro soggetto, rimasto al momento ignoto.Quest’ultimo avrebbe contattato più volte al telefono fisso l’anziana vittima qua-

lificandosi come un avvocato. Con tono concitato avrebbe raccontato alla donna che il fratello era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale nel quale erano rimasti feriti una donna e il figlio. I due, secondo quanto riferito durante la telefonata, sarebbero stati ricoverati in ospedale in condizioni molto gravi.Con il pretesto di dover sostenere con urgenza spese legali per la difesa del familiare, il sedicente avvocato avrebbe quindi chiesto alla donna di consegnare una somma di denaro a un giovane che di lì a poco si sarebbe presentato presso la sua abitazione.Pochi minuti dopo, come annunciato durante la telefonata, il diciannovenne avrebbe bussato alla porta dell’anziana. In un primo momento la donna avrebbe consegnato novecento eu-

ro in contanti. Successivamente, dopo ulteriori pressioni telefoniche da parte del complice, la vittima sarebbe stata convinta a consegnare altro denaro, fino a raggiungere la somma complessiva

di undicimila euro, oltre a numerosi monili in oro.Le indagini della Squadra Mobile hanno consentito di risalire al presunto responsabile attraverso una articolata attività investigativa. Gli agenti hanno analizzato i traffici telefonici, esaminato le immagini delle telecamere presenti nella zona e ricostruito gli spostamenti dell’indagato nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla truffa.L’uomo risulta già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Nei suoi confronti è stata quindi disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.La vicenda, come ricordato dagli investigatori, è al momento nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri

Appunti di realtà del 16 marzo Attenzione: la forza che plasma la vita

DI D INO Q UARATINO

Attenzione. Non è solo una parola.È la risorsa più preziosa che abbiamo.

Non il tempo. Non il denaro. Non il potere. Ma la capacità di esserci davvero, di stare dentro ogni momento della nostra vita con presenza e lucidità.

Dove posi la tua attenzione, lì cresce la tua realtà. Dove la perdi, tutto ciò che fai diventa superficiale, fragile, frammentato.

Ogni giorno la tua attenzione viene contesa: schermi che si accendono, notifiche che reclamano urgenza, immagini e parole che affollano la mente. E tu, senza accorgertene, inizi a saltare da un pensiero all’altro, da una distrazione all’altra, finché la vita scorre via senza lasciare traccia.

Ecco la contraddizione moderna: le giornate sono piene… ma la vita, spesso, rimane vuota.

Quando l’attenzione si disperde, tutto si perde: relazioni superficiali, scelte affrettate, sogni che diventano distrazioni temporanee. Si vive molto…ma si vive poco intensamente. La verità è semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: ciò a cui dedichiamo attenzione diventa la nostra vita.

Se dedichiamo attenzione alla paura, crescerà la paura. Se dedichiamo attenzione alla rabbia, crescerà la rabbia. Se dedichiamo attenzione alla possibilità, nasceranno possibilità.

L’attenzione è una forza creatrice. È il punto in cuila mente incontra la realtà e comincia a plasmarla. Per questo, difendere la propria attenzione non è un dettaglio psicologico: è un atto di libertà, un gesto di forza e responsabilità.

Significa scegliere con cura dove posare lo sguardo. Significa decidere a cosa dedicare energia mentale. Significa non consegnare la propria coscienza al caos del mondo. Quando una persona recupera questa capacità succede qualcosa di straordinario: La mente torna limpida. Le relazioni tornano vere. Le scelte diventano coraggiose.

La vita smette di essere una sequenza di distrazioni e diventa presenza. Ed è proprio nella presenza che nasce la forza più grande dell’essere umano: la possibilità di trasformare la propria esistenza con lucidità e determinazione.

Forse la vera sfida della nostra epoca non è avere più informazioni, più velocità, più stimoli. È qualcosa di molto più semplice e

molto più difficile: imparare di nuovo a prestare attenzione.

Perché alla fine della giornata non saremo ciò che abbiamo semplicemente pensato. Saremo ciò a cui abbiamo scelto di prestare attenzione. E chi difende questa attenzione difende la propria libertà, e chi difende la propria libertà può ancora cambiare il mondo in cui vive.

Performance, laser show e droni nei Sassi per la Giornata Internazionale della Felicità

Matera, tra tradizione e innovazione: si apre l’anno della Cultura Mediterranea

UAlle 18:30, il Palazzo della

Prefettura diventerà il primo fulcro di un laboratorio

n viaggio che inizia nel segno del "Cantiere-evento" e si conclude con uno sguardo rivolto al cielo. Si terrà venerdì, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Felicità, la Cerimonia di Apertura che darà ufficialmente il via all’anno di Matera come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. La città è pronta a diventare palcoscenico diffuso, tra performance e installazioni temporanee dal centro cittadino fino al cuore degli antichi rioni Sassi. Il sipario si alzerà alle ore 17:00 con l’apertura straordinaria del Cantiere Duni, che ospiterà il momento istituzionale. cui prenderanno parte istituzioni locali, nazionali e internazionali. Terminato il momento istituzionale, anche le strade della città si animeranno seguendo il concept del "Cantiere-evento".

performativo all'aperto, con un concerto bandistico sui ponteggi del cantiere. Dalle ore 19:00 prenderà il via la "Strada Evento": un'incursione festosa che attraverserà il cuore di Matera,

da Via del Corso fino a calarsi in Piazza San Pietro Caveoso, attraversando via Ridola e via Bruno Buozzi. Impalcature, spazi urbani e balconi di abitazioni private si trasformeranno in pal-

coscenici inediti, animati da performance artistiche e dall'energia di una banda musicale che, dalle 20:00, guiderà il pubblico verso l’anfiteatro naturale dei Sassi per il gran finale. Alle ore 20:45, lo sguardo del pubblico radunato in Piazza San Pietro Caveoso, Via Madonna delle Virtù, Porta Pistola e nei numerosi belvederi dei Sassi e del Piano, sarà guidato verso il costone della Gravina per uno spettacolo di laser con musica elettronica eseguita dal vivo.

A seguire nel cielo del Parco della Murgia saranno disegnate scenografie luminose realizzate con i droni. Una vera e propria firma luminosa che farà dialogare la pietra millenaria con le nuove tecnologie, chiudendo il programma inaugurale alle ore 21:30.

CRONACHE DAL FUTURO CRONACHE DAL FUTURO

L’AI non assiste soltanto, ora entra direttamente nei mestieri. Anthropic mostra che nessun settore è al sicuro

La prima classe costa mille lire, la seconda cento e l’Ai dolore e spavento

« Non è quello che vidi che mi fermò Max, è quello che non vidi, puoi capirlo? Quello che non vidi in tutta quella sterminata città, c'era tutto tranne la fine! C'era tutto, ma non c'era una fine. » (La Leggenda del Pianista sull’Oceano) C’è qualcosa di profondamente ironico nel fatto che un settore costruito sulla gestione del rischio si sia trovato, all’improvviso, esposto al proprio. Il 3 febbraio 2026, in poche ore, il mondo del software legale e dei servizi di informazione professionale ha vissuto una giornata che molti difficilmente dimenticheranno. A provocare il terremoto non è stata una crisi economica, né un evento politico internazionale. È stato un plugin. Gratis. Pubblicato su GitHub.

A lanciarlo è stata Anthropic, azienda fondata nel 2021 da un gruppo di ex ricercatori di OpenAI. La società ha ampliato la piattaforma Claude Cowork con una serie di plugin pensati per ruoli aziendali specifici: vendite, marketing, finanza, analisi dati e, soprattutto, ambito legale. Da quel momento, una notizia apparentemente tecnica si è trasformata in un segnale molto più grande: l’intelligenza artificiale non vuole più limitarsi a dare

una mano. Vuole fare una parte del lavoro. Per capire perché i mercati abbiano reagito con tanta forza, bisogna partire da un punto fondamentale. Claude Cowork non è il solito chatbot che risponde a una domanda e si ferma lì. È un agente, cioè uno strumento che riceve un obiettivo, pianifica i passaggi necessari, agisce sui file, crea contenuti, modifica documenti e continua a lavorare finché non arriva a un risultato. In pratica, più che un assistente virtuale, somiglia a un collaboratore operativo. L’utente decide a quali cartelle e strumenti può accedere, e il sistema lavora entro quei limiti. Il plugin legale rende questo meccanismo ancora più specializzato. Può leggere contratti, analizzarli clausola per clausola, segnalare criticità, suggerire modifiche, classificare accordi di riservatezza, preparare riepiloghi, supportare attività di compliance e generare risposte standard per richieste ricorrenti.

Ed è qui che i mercati hanno colto il pericolo. In una sola seduta, diverse grandi aziende del settore hanno perso in Borsa una quota significativa del loro valore. La reazione è sembrata a molti esagerata, ma i mercati non ragionano soltanto sul presente: scommettono sul

futuro. E quel giorno il futuro è apparso improvvisamente diverso.

La vera paura, infatti, non riguarda solo il plugin in sé. Riguarda ciò che rappresenta. Per anni si è pensato che i grandi modelli di intelligenza artificiale sarebbero rimasti infrastrutture generiche: potenti motori tecnologici sui quali altri avrebbero costruito prodotti verticali per settori specifici. Con questa mossa, Anthropic sembra aver rotto quello schema. Non si limita a fornire il motore: vuole costruire anche il veicolo. Detto in modo semplice, chi produce la tecnologia di base sta entrando direttamente nei mercati applicativi, quelli che fino a ieri sembravano difesi da barriere molto solide: dati proprietari, marchi forti, contratti lunghi, clienti fedeli, costi elevati per cambiare fornitore. Se questo può succedere nel legale, allora può succedere anche in altri mondi: finanza, compliance, consulenza, risorse umane, ricerca professionale. Il problema si estende anche alle startup che avevano costruito il proprio business proprio su questa specializzazione. Molte aziende del legal tech hanno creato interfacce, flussi di lavoro e librerie di contenuti appoggiandosi a modelli sviluppati da altri. Ma se il proprietario del

modello decide di offrire una soluzione nativa, integrata e più economica, il vantaggio competitivo di chi sta “sopra” si riduce drasticamente. La domanda che circola nel settore è ormai chiara: quanto vale davvero un intermediario quando il fornitore originale decide di fare da sé?

Naturalmente non tutto crolla da un giorno all’altro. I dati proprietari continuano ad avere un valore enorme. Le grandi banche dati giuridiche, normative o finanziarie non si costruiscono in pochi mesi e non si rimpiazzano con una semplice richiesta scritta a un’intelligenza artificiale. Sono frutto di anni, a volte decenni, di raccolta, verifica, aggiornamento e organizzazione. Ma anche qui qualcosa sta cambiando. Se prima il valore era nella combinazione tra dato e piattaforma, oggi una parte del potere rischia di spostarsi verso l’agente AI che fa da ponte tra utente e informazione.

Poi c’è un tema ancora più delicato: il lavoro. Strumenti di questo tipo non cancellano il bisogno di professionisti esperti. Anzi, in alcuni casi rendono ancora più importante il ruolo di chi deve controllare, valutare e decidere. Ma riducono la necessità di molte attività iniziali e

ripetitive, spesso affidate a figure junior. È un vantaggio in termini di efficienza, ma apre una domanda scomoda: se il lavoro più semplice viene automatizzato, come si formeranno i professionisti di domani?

Il caso Anthropic, insomma, va ben oltre il settore legale. Ci racconta una trasformazione più ampia: l’intelligenza artificiale non sta solo migliorando gli strumenti esistenti, ma sta cambiando i confini tra chi crea la tecnologia e chi la usa per costruire un mercato. La reazione iniziale può essere stata eccessiva, ma il messaggio è rimasto chiarissimo. I comparti che si sentivano protetti perché fondati su competenze specialistiche, archivi esclusivi e relazioni consolidate oggi scoprono di essere più vulnerabili del previsto. E ormai la domanda non è più se questa ondata arriverà davvero. La domanda è dove si fermerà. « Mi sa che voi sulla terra sprechiate il vostro tempo a porvi troppi perché. D'inverno non vedete l'ora che arrivi l'estate, e poi, d'estate avete paura che ritorni l'inverno. Per questo, non vi stancate mai di viaggiare, di rincorrere il posto dove non siete, dove sempre stare. Non dev'essere un bel lavoro ».

cura di CRISTIANO SAMPOGNA e LORENZO CARBONE

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