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Cronache del 16 gennaio 2026

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IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO

Poste Italiane S.p.A. Sped. abb.post. DL 353/2003

VENERdì 16 GENNAIo 2026 • ANNO XI N. 11 € 1,50

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DAL PROFILO DEL COMUNE AVEVA SCRITTO DI VOLER METTERE AL PROPRIO POSTO PERSONE POCO RACCOMANDABILI

Comunicazione pubblica a uso privato Il Corecom bacchetta Christian Giordano per l’uso dei social del Comune

Dellapenna a pag 10

Lagonegro non è la terra dei cachi, trionfa la legalità, nonostante i giustizialisti a corrente alternata

Falabella abbatte la villa abusiva Dopo aver provato ogni trucco, lo annuncia con un video strappalacrime alla Ferragni _

FANTASTICO MEDIOEVO

MEGLIO STARSI ZITTO

Da oggi i primi due volumi in libreria

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Falabella

oLTRE IL GIARdINoA Cronache Tv l’assessore Giuzio chiede conto dei soldi dell’Accordo di programma del Governo

Scale mobili, «Dove sono i fondi?» IL COORDINATORE DI FDI: «PARTITO CONCENTRATO SUL PROGRAMMA»

Crisi Regione, Quarto: «Nessun rimpasto all’Ordine del giorno» p g

OLTRE IL GIARDINO A Cronache tv anche

se per le Provinciali Sarlo (Azione) che accusa Pittella di disinteres

a ione, Napoli non neg Crisi diinGiuntaReg sua parte» passa la palla a Bardi: «È una sua prerogativa, FdI farà la Sul rimpasto

MEDIOEVO LUCANO

Il passato che bussa senza bussare DI DI NO Q UARATI NO

è un momento in cui il passato smette di essere diun semplice ricordo e Baventa materia viva. In silicata, questo momento oggi si chiama Fantastico Medioevo, un progetto culturale sostenuto da un protocollo ufficiale stipulato tra la Regione Basilicata e il Comune di Matera, che ne coordina la rete territoriale fino al 2027 (...)

C’

Giuzio

Il segretario dei Radicali Lucani Bolognetti richiama dignità della rappresentanza e regole trasparenti: «Solo ad alcune condizioni»

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a oggi sono in uscita in libreria e presso i maggiori store online i primi due volumi della collana “Fantastico Medioevo”, 11 libri agili e avvincenti su importanti personaggi, luoghi e vicende della Basilicata, realizzati con gli Editori Laterza nell’ambito del progetto promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera (...) ■ continua a pag 23

i sa che GIMBE ed il suo presidente non sono certo i preferiti del governo Meloni e non pretendiamo neppure che lo siano per amor di Patria, ma vivaddio al netto delle simpatie gli si deve almeno riconoscere il merito di battagliare contro l’equiparazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) con quelli di Assistenza (LEA) che il pessimo leghista Calderoli sta perpetuando in attuazione dell’autonomia differenziata ed a danno soprattutto del Mezzogiorno. Ora il ragionamento da fare è semplice perché finché la bella Italia tricolore sarà affettata in ragione dei divari e delle diseguaglianze che purtroppo possiede allora il diritto costituzionale alla salute dei cittadini sarà andato a farsi benedire. Perciò non ha torto l’assessore Latronico a ricordare che il quadro è fin troppo conosciuto, ma questa storia di derubricare tutto all’indietro di anno in anno e d’interpretare sempre alla buona i dati che non piacciono non solo ha stancato, ma ha portato la povera Basilicata ad essere inadempiente e, come se non bastasse, ad avere un deficit sulla mobilità passiva da 52 meuro (2023) ad oltre 70 meuro (2024) e ben 60 mila cittadini che hanno rinunciato a curarsi. Canta Servizio a pag 12 Meli: “Meglio starsi zitto…”

Servizio a pag 7

Quarto e l’edizione di Cronache di mercoledì

_ SICUREZZA

LA MELA AVVELENATA, NTATA LA BELLA ADDORME tornare alla carica, forti pure dei compli-

on vogliamo ci hanno fatto menti che pure molti player energetici Economy, ma per i nostri tacchi a spillo sulla Data che spesso e volentiequesti patrioti del centrodestra lucano dovrebbero sapere che ri filosofeggiano sovranità dappertutto è possibile senza i nulla di quello che ogni giorno facciamodella nostra vita diData Center. Già perché ogni pezzettino che diinvisibile motore portentoso questo gitale è mosso da e di cui c’è sempre più vide il mondo in tecnologici ed arcaici l’associazione che mette bisogno. Secondo le stime di IDA, l’Italia investirà ben 21,8 insieme 260 aziende, entro il 2030 non tanto con gli insupemiliardi di euro, per stare al passo con gli altri rabili Stati Uniti e Cina, ma più modestamente montatemperature le Paesi dell’Europa. Ora a ben guardare il rinnovabile nare indicate favorevolmente per l’installazione, petrolifere Eni, Total, in overgreen e le grandi compagnies’aspetterebbe di trovare Shell e Mitsui che sono qui di casa al futuro ed invela fila dei Data Center a dare il benvenuto addormentate d’Italia, vice Basilicata e Molise sono le belle nemmeno uno. Canta Icasto che miseramente non ne hanno

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In Basilicata 28 nuovi agenti tra Potenza e Matera, soddisfatto Pepe: «Rafforziamo i presidi, grazie al lavoro del sottosegretario Molteni» ■ Servizio

a pag 4

_ CORECOM

Digitale, la presidente Mitidieri soddisfatta per il riconoscimento di Agcom al lavoro svolto: «La Basilicata tra realtà

Servizio a pag 4

VITALIZI

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■ Servizio

a pag 4

MATERA

Scippo in centro, Polizia arresta 40enne dopo l’inseguimento grazie alla segnalazione di un carabiniere libero dal servizio

■ Servizio

a pag 21

_ POTENZA

Nuova fase per l’impianto sportivo di via Angilla Vecchia, Telesca e Nardiello annunciano un bando per la gestione

■ Servizio

a pag 16

_ TURISMO

Basilicata conquista il Nord Europa: debutto di Apt a Matka, la fiera di Helsinki, per promuovere le bellezze lucane ■ Servizio

a pag 22


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Primo piano

venerdì 16 gennaio 2026 www.lecronache.info

Cgil, Cisl e Uil Basilicata chiedono una strategia condivisa: dal tavolo con la Regione una proposta per governare la transizione

«Automotive, unità sul lavoro Patto di filiera per il futuro» POTENZA. «In una fase così complessa serve responsabilità collettiva. Senza unità sul lavoro e senza una visione industriale condivisa non c’è futuro per la Basilicata». È l’appello lanciato unitariamente da Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli al termine del tavolo di confronto svoltosi presso la sede delle Attività produttive della Regione Basilicata.All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale Francesco Cupparo, consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, le organizzazioni sindacali, Confindustria e le rappresentanze datoriali. Un confronto definito importante, che ha posto al centro il tema del lavoro e dello sviluppo industriale in una fase particolarmente delicata per il sistema produttivo lucano e, in particolare, per il comparto automotive.Cgil, Cisl e Uil Basilicata rivolgono un invito chiaro alla politica regionale: superare divisioni e contrapposizioni e restare unita sui temi del lavoro e dello sviluppo. Per i sindacati confederali il lavoro non può essere terreno di scontro politico, ma deve rappresentare il punto di convergenza di tutte le forze istituzionali e sociali, perché da esso dipendono la tenuta economica, la coesione sociale e il futuro delle comunità lucane.Da qui la proposta concreta avanzata al tavolo: la costruzione di un Patto di Filiera dell’Automotive per la Basilicata, considerato uno strumento indispensabile per governare la transizione industriale, tutelare l’occupazione e garantire prospettive di sviluppo duraturo. Il Patto, secondo Cgil, Cisl e Uil, deve coinvolgere in modo vincolante Regione, Governo nazionale, imprese capofila, indotto, parti sociali e sistema della formazione, rafforzando il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del tavolo permanente ministeriale sull’automotive.Per le organizzazioni sin-

FIOM, UILM E FISMIC SU ATTO REGIONALE

«Servono ora atti concreti per il futuro dell’industria»

dacali è fondamentale che il confronto nazionale rappresenti lo snodo stabile tra le scelte strategiche in materia di politiche industriali, investimenti e transizione e le ricadute concrete sui territori, sugli stabilimenti e sull’occupazione. Al centro della proposta vi sono la tutela occupazionale lungo tutta la filiera, ammortizzatori sociali di transizione strutturali, una strategia industriale chiara per gli stabilimenti lucani e un forte investimento su formazione, riqualificazione e competenze, insieme a una governance trasparente e verificabile.Cgil, Cisl e Uil guardano con attenzione ai prossimi appuntamenti già calendarizzati, a partire dalle giornate del 20 e 21 gennaio dedicate alle vertenze dell’indotto, e valutano positivamente l’incontro del 30 gennaio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Stellantis. In questo quadro viene considerato utile anche il reinsediamento della task force permanente, che si riunirà con cadenza mensile, come strumento di monitoraggio costante e continuità del confronto.

POTENZA. Le segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic giudicano positivamente l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale della Basilicata, della risoluzione a tutela e rilancio dello stabilimento Stellantis di Melfi e dell’intera filiera dell’indotto automotive. Per i sindacati si tratta di un segnale politico rilevante, che riconosce il valore strategico del sito di Melfi per l’occupazione e per il sistema industriale lucano e nazionale. Ora, sottolineano, occorre passare rapidamente dagli atti politici alle scelte operative.Come già indicato nel documento unitario del 5 dicembre, il futuro industriale della Basilicata passa da una strategia chiara che metta al centro Melfi e l’indotto. In questo quadro viene ritenuta centrale la convocazione, entro quindici giorni, del Patto di Filiera per Melfi, chiamato a coinvolgere Governo, imprese, parti sociali e sistema della formazione.Rilevante anche il tavolo odierno, propedeutico agli incontri ministeriali del 21 e del 30 gennaio, per tradurre il confronto in soluzioni industriali concrete. «A Stellantis chiediamo responsabilità e coerenza – affermano Fim, Fiom, Uilm e Fismic – e al Governo di assumere la vertenza come priorità industriale nazionale».

Dopo il tavolo convocato dall’assessore Cupparo, i consiglieri regionali di minoranza chiedono di evitare polemiche

Crisi Stellantis, l’opposizione in Consiglio difende l’unità POTENZA. «Nell’interesse generale e interpretando il pensiero dei sindacati, delle lavoratrici e dei lavoratori, vogliamo evitare di cedere alle provocazioni». Lo affermano i consiglieri regionali di opposizione Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Marrese, Piero Lacorazza, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, intervenendo dopo il tavolo con le parti sociali sulla crisi di Stellantis e dell’indotto.Il confronto è stato convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco Cupparo a seguito del Consiglio regionale del 9 gennaio e si inserisce in una fase che ha visto crescere l’attenzione sul lavoro unitario svolto in Consiglio e sul dia-

logo con le organizzazioni sindacali. Un percorso che, secondo l’opposizione, ha consentito di raggiungere una faticosa ma significativa unità istituzionale su una delle vertenze più delicate della legislatura.In questo contesto, alcune dichiarazioni provenienti dalla maggioranza vengono giudicate potenzialmente dannose, perché rischiano di incrinare un fronte comune costruito con responsabilità. «Le schermaglie verbali e le accuse fuori luogo – sottolineano i consiglieri – non servono a nulla, se non a guadagnare un titolo di giornale. Non aiutano i lavoratori, non rafforzano le imprese, non danno risposte a un territorio che vive una delle crisi industriali più difficili della sua storia recente».I

rappresentanti dell’opposizione rivendicano il valore della scelta compiuta finora. In una vicenda complessa come quella di Stellantis e dell’indotto, spiegano, sarebbe stato più semplice assumere una posizione di contrap-

posizione sterile, «stare sull’Aventino», ma questa strada non avrebbe prodotto alcun beneficio concreto. Al contrario, il lavoro svolto ha mantenuto alta l’attenzione del Consiglio regionale e ha contribuito a tenere aperto un canale di confronto con le parti sociali.«Noi continueremo a fare ciò che abbiamo fatto finora – affermano – vigilare sull’attuazione degli impegni assunti e lavorare, dentro le istituzioni e insieme ai sindacati, perché dalle parole si passi rapidamente ai fatti concreti». Un impegno che, precisano, è dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori di Stellantis e dell’indotto, ma anche all’intera Basilicata, chiamata a difendere il proprio tessuto produttivo e le prospettive di sviluppo.


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VENERDÌ 16 GENNAIO 2026 07:00

CARTOON WORLD

09:30

UN VULCANO DI ESPER RIENZE

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OLT TRE IL GIARDINO

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TANTE MANI IN CUCINA TA A

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NEWS

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SERIE CRONACHE

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CARTOON WORLD

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SOCIAL LOPER

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I TESORI DELL’ETNA

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TRUE ITA ALIAN EXPERIE ENCE

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CRONA-CHI?

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CINE CRONACHE

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L’ITA ALIA NEL LAV VORO

00:00

CINE CRONACHE

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Il coordinatore regionale Piergiorgio Quarto: «Il partito oggi è concentrato sull’attuazione del programma di governo»

FdI Basilicata: «Nessun rimpasto all’ordine del giorno» POTENZA. «Fratelli d’Italia non è impegnata in alcuna discussione su ipotesi di rimpasto della Giunta regionale. Questo tema non è all’ordine del giorno e non rientra nell’agenda politica della maggioranza». Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. «Il partito – prosegue Quarto – è oggi concentrato esclusivamente sull’attuazione del programma di governo e sul rafforzamento dell’azione amministrativa regionale. La nostra priorità è dare risposte concrete ai cittadini lucani, lavorando con continuità e responsabilità sui dossier strategici per lo sviluppo della Basilicata». Fratelli d’Italia ribadisce che il proprio contributo all’interno della maggioranza si misura sulla qualità delle politiche pubbliche e sui risultati prodotti, nella consapevolezza che la sta-

bilità dell’azione di governo e la continuità amministrativa rappresentano condizioni indispensabili per affrontare con serietà le sfide che attendono la Regione. In questa fase, il partito è impegnato in modo particolare nella definizione del bilancio pluriennale regionale, strumento fondamentale di programmazione e di responsabilità politica. «È nel bilancio – sottolinea Quarto – che si misurano la credibilità e la concretezza dell’azione di governo. Il bilancio pluriennale – conclude il coordinatore regionale – contiene le scelte e le attività necessarie per dare risposte ai cittadini della Basilicata su tutte le principali direttrici che attengono al benessere delle comunità: dalla sanità all’agricoltura, dalle infrastrutture allo svi- tela delle comunità locali e al so- tro, che Fratelli d’Italia concenluppo economico, dal lavoro alla stegno delle attività produttive. È tra il proprio impegno politico e coesione territoriale, fino alla tu- su questi contenuti, e non su al- amministrativo».

Il segretario dei Radicali lucani richiama dignità della rappresentanza, regole trasparenti e una riforma che rafforzi la democrazia

Riprisinto vitalizi, Bolognetti: «Solo ad alcune condizioni» POTENZA. Il caso dei vitalizi in Basilicata riaccende un dibattito che, secondo Maurizio Bolognetti, rischia ancora una volta di fermarsi alla superficie. Il segretario dei Radicali Lucani invita infatti a non cedere a una nuova stagione di polemiche anti casta, che finirebbe per oscurare i veri problemi della rappresentanza democratica. Per Bolognetti, lo scandalo non risiede nella possibile reintroduzione dei vitalizi. «Per quanto mi riguarda – osserva – una riflessione sul vitalizio potrebbe anche starci», a patto di interrogarsi seriamente su entità, proporzionalità e contesto sociale, soprattutto in rapporto alle condizioni di vita di tanti cittadini. Il vero nodo, però, è rappresentato dalle modalità con cui si è arrivati a questa scelta. In particolare, viene criticato il percorso che ha visto prima l’istituzione di un fondo con finalità sociali, creato per inseguire l’onda populista, e poi il suo mancato utilizzo, con la restituzione delle risorse a chi lo aveva originariamente costituito. Un passaggio che Bolognetti definisce ipocrita e politicamente miope.Da qui una

critica più ampia alla retorica anti casta che ha segnato l’ultimo decennio. Una stagione che, secondo il segretario radicale, non ha rafforzato la democrazia, ma l’ha progressivamente indebolita. «Cavalcando rabbie e risentimenti anche legittimi – afferma – si è colpita la rappresentanza democratica», riducendo il numero di parlamentari, consiglieri regionali e comunali, senza affrontare il tema decisivo della selezione della classe dirigente.Bolognetti richiama in particolare il fatto che da tempo i parlamentari sono di fatto nominati, con una

rielezione che dipende spesso dalla volontà di pochissimi soggetti. Una dinamica che, a suo giudizio, manda «a farsi benedire l’articolo 67 della Costituzione» e contribuisce a trasformare le assemblee elettive in luoghi sempre meno autonomi. Il Parlamento stesso, sostiene, è stato progressivamente avvilito, fino a essere ridotto a un «bivacco», incapace di svolgere un ruolo di reale contrappeso ai poteri economici e finanziari.In questo quadro si inserisce anche la critica alla riduzione dei costi della politica, elevata a dogma. «Il problema non

sono i costi – chiarisce Bolognetti – ma gli sprechi, gli eccessi e un sistema che produce corruzione delle coscienze». La politica, per sua natura, ha dei costi e negarli significa favorire un modello in cui solo chi possiede risorse economiche e potere pregresso può permettersi di rappresentare i cittadini. Da qui la proposta, volutamente provocatoria ma strutturata, di riaprire il dibattito sul finanziamento pubblico dei partiti, accompagnato da controlli rigorosi e da un confronto serio su modalità ed entità. Una riflessione che, secondo Bolognetti, sarebbe

coerente con l’articolo 49 della Costituzione e con l’esigenza di restituire dignità alla partecipazione politica.Anche sul piano regionale, il segretario dei Radicali lucani invita a guardare oltre gli slogan. Ridurre un Consiglio regionale a venti membri, osserva, ha creato problemi di funzionamento e squilibri evidenti, se si pensa che il Consiglio comunale di Potenza conta più consiglieri dell’assemblea legislativa lucana. Un paradosso che racconta meglio di molte analisi gli effetti di riforme guidate più dall’onda emotiva che da una visione istituzionale. I vitalizi, conclude Bolognetti, «avrebbero senso solo in un sistema che ridia dignità alla rappresentanza democratica». Continuare ad alimentare campagne anti casta significa invece nascondere i problemi reali: una democrazia sempre più oligarchica, uno stato di diritto indebolito e istituzioni incapaci di fare da argine ai poteri forti. La rabbia sociale, avverte, non va regalata a chi la usa per fini opachi, ma trasformata in ragionamento e rivendicazione consapevole di diritti.


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Mercato del lavoro lucano 2025: meno assunzioni rispetto al 2024 e forte prevalenza di contratti a tempo determinato

Lavoro in Basilicata, meno assunzioni e più precarietà: 49mila entrate previste I

l mercato del lavoro in Basilicata rallenta nel 2025. Le assunzioni previste sono infatti quasi 49mila, in calo rispetto al 2024 quando le nuove entrate avevano superato quota 55mila. A delineare il quadro è il bollettino annuale del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro, che offre una fotografia dettagliata delle dinamiche occupazionali regionali.A livello provinciale, la domanda di lavoro si distribuisce in modo abbastanza equilibrato: 25.410 le entrate previste nel Materano e 23.360 nel Potentino. Tuttavia, dietro i numeri complessivi emergono due criticità strutturali che continuano a caratterizzare il mercato lucano: la precarietà dei rapporti di lavoro e il disallinea-

mento tra domanda e offerta di competenze.Sul fronte contrattuale, il sistema produttivo regionale conferma una forte propensione alla flessibilità. Il 74,3% delle assunzioni previste è infatti a tempo determinato, mentre solo l’11% dei nuovi ingressi avviene con un contratto a tempo indeterminato. Resta significativa anche la difficoltà di reperimento dei profili richiesti dalle imprese, sebbene in lieve calo rispetto all’anno precedente: dal 46% del 2024 si scende al 44% nel 2025. La principale causa di questa criticità è la mancanza di candidati disponibili, che incide per il 28,4%, seguita dall’inadeguatezza della preparazione, indicata dal 13,4% delle aziende. I settori più colpiti sono la sanità e l’assistenza sociale, dove

la difficoltà di reperimento raggiunge il 60%, e le costruzioni, con il 58%.Il quadro complessivo restituisce un sistema produttivo che continua a generare una domanda occupazionale piuttosto ampia – quasi il 70% delle imprese lucane prevede di assumere personale – ma che deve fare i conti con un persistente mismatch delle competenze. Un dato emblematico riguarda i giovani: il 22% delle entrate è destinato a profili under 30, ma proprio per

questa fascia d’età la difficoltà di reperimento sale fino al 53%.Dal punto di vista della formazione, il mercato del lavoro lucano privilegia i titoli tecnici e professionali. La qualifica o il diploma professionale (IeFP) rappresentano il requisito più richiesto, con 17.540 entrate previste, seguiti dalla scuola dell’obbligo con 16.180 e dal diploma secondario con 10.620. Marginale, invece, la domanda di laureati, che riguarda appena il 7,6%

delle nuove assunzioni.Infine, assumono un peso sempre più rilevante le competenze trasversali, tecnologiche e green. Oltre il 77% delle entrate richiede competenze digitali, mentre il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono considerati requisiti di elevata importanza per il 58,1% dei profili ricercati. Tra le soft skill, spiccano il problem solving e la capacità di lavorare in team, considerate fondamentali dai datori di lavoro.

ASSALTI AI BANCOMAT: ALLARME FISAC CGIL PER SICUREZZA DI CITTADINI E LAVORATORI

Sopralluogo alla diga di Monte Cotugno

Bancomat nel mirino, il sindacato chiede interventi

Commissione Ambiente in visita in Basilicata

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a Fisac Cgil della Basilicata lancia l’allarme per l’aumento dei furti e degli assalti ai bancomat che stanno colpendo la regione negli ultimi giorni, con l’ultimo episodio avvenuto la scorsa notte a Tito.«Un fenomeno in crescita esponenziale – afferma il segretario generale Fisac Cgil Basilicata, Bruno Lorenzo – che non rappresenta solo un danno economico agli istituti, ma una vera e propria minaccia per la pubblica sicurezza».Secondo il sindacato, l’uso di tecniche sempre più invasive, come l’impiego di esplosivi ad alto potenziale per scardinare le casseforti, la cosiddetta «tecnica della marmotta», sta trasformando i centri cittadini e le zone periferiche in veri e propri scenari di guerra. «Non possiamo attendere che accada l’irreparabile. Questi assalti mettono a rischio l’incolumità dei residenti, dei passanti e degli abitanti dei palazzi che ospitano le filiali»,

aggiunge Lorenzo.Il sindacato rivolge un appello al prefetto e a tutte le forze dell’ordine: «Affinché venga intensificata la vigilanza sul territorio, con un monitoraggio costante e preventivo delle aree più a rischio».La Fisac Cgil sottolinea inoltre la protezione dei lavoratori bancari: «Sebbene molti attacchi avvengano di notte, il rischio di incursioni violente o le conseguenze strutturali dei danni da esplosione possono ripercuotersi direttamente sulla sicurezza dei dipendenti».Tra le richieste avanzate ai vertici degli isti-

tuti di credito, il sindacato chiede il potenziamento dei servizi di vigilanza e pattugliamento, investimenti in tecnologia e sistemi di sicurezza avanzati come macchiatori di banconote e casseforti intelligenti, e l’aggiornamento dei protocolli di emergenza per garantire la massima protezione dei dipendenti in caso di eventi criminosi.«La Basilicata – conclude Lorenzo – non può e non deve diventare terra di conquista per la criminalità organizzata o per bande specializzate. La desertificazione bancaria, già un problema nella nostra regione, non può essere aggravata da un clima di insicurezza che spinga alla chiusura di ulteriori sportelli, privando i cittadini di servizi essenziali. La Fisac Cgil continuerà a monitorare la situazione con la massima attenzione, restando pronta a ogni iniziativa necessaria a tutela della dignità e della vita dei lavoratori e dei cittadini lucani».

S

u sollecitazione del deputato Aldo Mattia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Ambiente, Territorio, Infrastrutture e Lavori Pubblici, la Commissione stessa sarà in Basilicata per un sopralluogo presso la diga di Monte Cotugno, a Senise, lunedì 26 gennaio. All’iniziativa parteciperanno anche altri parlamentari in rappresentanza dei gruppi di maggioranza e di minoranza.«Per quell’occasione è in corso di programmazione un incontro con i presidenti del Consorzio di bonifica della Basilicata e della società Acque del Sud – spiega Mattia – per fare il punto della situazione sui lavori che interessano l’invaso e che, come annunciato dal Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, permetteranno alla diga di invasare 200 milioni di metri cubi in più rispetto a quello che può attualmente accumulare».Il deputato aggiunge: «Sarà l’occasione per avere un quadro dalla società Acque del Sud dei lavori che stanno riguardando i bacini idrici della Basilicata e quelli in cantiere nei prossimi mesi. L’obiettivo è mettere in campo interventi e strategie a lungo termine tendenti ad agevolare la disponibilità di acqua, sicuramente per l’uso civile, ma ancor più per l’irrigazione dei campi, che per gran parte dell’anno vivono grandi difficoltà».


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OLTRE IL GIARDINO In studio anche il presidente della Provincia di Matera Mancini e i consiglieri di opposizione di Pisticci Di Trani e Badursi

Chiusura scale mobili, Giuzio: «Dove sono i fondi dell’Accordo di programma?» N

ell’ultima puntata di “Oltre il giardino”, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, Francesco Giuzio, assessore alla mobilità del Comune di Potenza ha evidenziato le difficoltà legate alla chiusura dell’’impianto “Prima” delle scale mobili, che ha rappresentato un importante collegamento per i cittadini dal 1994. Giuzio ha sottolineato come la chiusura delle scale mobili non sia solo un problema tecnico, ma un campanello d’allarme per la mobilità urbana. Negli ultimi anni, l'amministrazione comunale avrebbe dovuto pianificare un intervento per il rifacimento dell'impianto, ma non sono state trovate risorse adeguate né candidature per finanziamenti regionali. La situazione è aggravata dalla mancanza di un piano di emergenza, lasciando l’amministrazione attuale con un compito difficile e senza fondi a disposizione. Il dibattito si è intensificato con le critiche rivolte alle precedenti amministrazioni, accusate di non aver messo in atto misure preventive. Giuzio ha affermato che «il governo Guarente avrebbe dovuto approfittare di opportunità favorevoli per garantire finanziamenti e preparare la città al passaggio della vita utile delle scale mobili». La chiusura di questo impianto, che «nel 2024 ha registrato oltre 300.000 passaggi, rappresenta una seria perdita per la mobilità cittadina, specialmente per coloro che si spostano per lavoro». La chiusura ha avuto impatti diretti sulla mobilità nel centro storico di Potenza, isolando alcune aree e costringendo i cittadini a cercare alternative di trasporto. Giuzio ha spiegato che, per compensare questa mancanza, l’amministrazione ha istituito una navetta che percorrerà 4,7 km ogni 20 minuti, ma senza il supporto necessario da parte della regione, i tagli ai servizi pubblici potrebbero essere inevitabili. L’assessore ha anche fatto appello ad una maggiore trasparenza e coordinamento tra le istituzioni regionali e nazionali, sottolineando la necessità di un dialogo costante per affrontare questa emergenza. In particolare Giuzio chiede conto dei soldi dell’Accordo di programma che prevede il finanziamento di 180 milioni di euro alla Basilicata: «Nell’accordo sono previsti 6–6,5 milioni per Potenza, ma ad oggi non è dato sapere quando arriveranno. Dal 22 maggio tutto tace. Questo soldi dove sono finiti? Gli altri 173 milioni a cosa servono?». Secondo Giuzio, il mancato sblocco delle risorse rappresenta un fatto grave per una regione in difficoltà economica e industriale, tanto più per-

ché Regione e Governo nazionale appartengono allo stesso schieramento politico. «Il ritardo nell’arrivo dei fondi è un problema enorme, sul quale è necessario fare chiarezza», sottolinea Giuzio e conclude: «Il consigliere regionale Napoli ha assicurato che i fondi si sono sbloccati e che sarebbero arrivati in settimana. Ad oggi noi non abbiamo ricevuto nessun tipo di conferma, né una determina o atto ufficiale». Con il secondo blocco si va a Matera ed esattamente nel Palazzo della Provincia. Arriva in studio il presidente Francesco Mancini che ha analizzato le elezioni provinciale appena tenute e il nuovo assetto del Consiglio. Il presidente ha espresso preoccupazione per la legge Del Rio, che limita la possibilità di scelta del presidente e del consiglio da parte dei cittadini. Secondo lui, questa legge ha creato un "limbo" per le province, ostacolando la rappresentatività e l'efficacia degli enti locali. Il presidente ha sottolineato come la situazione attuale richieda un maggiore coinvolgimento della popolazione nelle decisioni politiche. Mancini ha evidenziato l'importanza di fornire servizi adeguati ai cittadini, in particolare nelle aree interne della Basilicata, che soffrono di carenze infrastrutturali. Ha annunciato un piano per migliorare la manutenzione delle strade provinciali e ha sottolineato la necessità di investire in infrastrutture scolastiche, con interventi già in corso per la messa in sicurezza degli istituti. Durante l'intervista, Mancini ha anche analizzato la frammentazione del centro-sinistra e ha sottolineato la necessità di unire le forze per costruire un'alternativa politica credibile. Secondo lui, è fondamentale che il partito Democratico si riorganizzi e si faccia sentire nei territori, per evitare di perdere ulteriori consensi. In studio si parla anche di un tema che tiene banco tra l’opinione pubblica: l’approvazione del “vitalizio” in Consiglio regionale. Mancini prende le distanze dal ritorno dei vitalizi e invita a rivederne l’impianto, respingendo ogni lettura populista ma anche i meccanismi che considera ingiusti. «La pensione è un diritto – afferma – ma va costruita con i contributi personali, come fanno tutti». Particolarmente critica la sua posizione sulla retroattività: «Nessun lavoratore può recuperare anni del passato, per questo sono contrario a questo principio». Secondo il presidente della Provincia, la norma è stata approvata «in fretta e un po’ sotto banco» e avrebbe richiesto un confronto più trasparente. «Serviva una legge chiara – conclude –: chi vuole una

__Giuzio a Oltre il giardino

__Mancni a Oltre il giardino

__Di Trani e Badursi a Oltre il giardino pensione se la paga, punto». Guardando al futuro, Mancini ha affermato che le elezioni del 2027 saranno cruciali per la Basilicata. Ha invitato il centro-sinistra a lavorare in modo strutturato e senza personalismi per costruire una proposta politica solida. La sua visione è quella di un partito unito, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di affrontare le sfide future con determinazione. Infine si parla di Pisticci reduce da un rimpasto di Giunta del sindaco Domenico Albano. In studio arrivano i rappresentanti dell'opposizione, Vito Di Trani e Andrea Badursi, che hanno analizzato la situazione, evidenziando come il sindaco abbia perso il supporto di diversi membri della sua coalizione. Di Trani ha descritto la situazione come «anomala», sottolineando che alcuni consiglieri, che in passato avevano sostenuto Albano, hanno scelto di passare all'opposizione. Questo cambiamento ha sollevato interrogativi sulla credibilità e l'affidabilità della lea-

dership attuale. Badursi ha aggiunto che la mancanza di dialogo e confronto all'interno della maggioranza ha portato a una frattura profonda, rendendo difficile la governabilità. Un tema centrale nella discussione è stato il concetto di "campo largo", che Di Trani ha criticato come un tentativo di mascherare la mancanza di un vero progetto politico. Entrambi gli ospiti hanno affermato che un vero campo largo deve coinvolgere tutte le forze politiche e non può essere ridotto a un accordo tra poche civiche e il Partito Democratico. Gli esponenti dell'opposizione hanno espresso la necessità di un cambiamento radicale nella politica locale, sottolineando l'importanza di coinvolgere i giovani e di affrontare le problematiche concrete della comunità, come la qualità della vita e la gestione dei servizi. Di Trani ha concluso affermando che è fondamentale creare un progetto di rilancio per Pisticci, che guardi al futuro e risponda alle esigenze dei cittadini.


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SULLE “LAMENTELE” RIGUARDO ALLA DATA SCELTA PER IL VOTO, IL SENATORE RESPINGE LE ACCUSE AL GOVERNO MELONI

Caiata: «Fatti e non parole per una pace duratura in Ucraina»

«L

e comunicazioni del Ministro della Difesa Guido Crosetto sull’Ucraina confermano la serietà, la coerenza e il senso di responsabilità con cui il Governo Meloni sta affrontando una delle crisi internazionali più complesse con cui l’Europa abbia mai dovuto misurarsi sul suo territorio» così dichiara l’On. Salavatore Caiata, deputato di Fratelli d’Italia. «L’Italia – prosegue il deputato – continua a onorare i propri impegni internazionali in forza del suo legame con l’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea, sostenendo il diritto dell’Ucraina a difende-

re la propria sovranità, puntando alla realizzazione dell’obiettivo primario della pace e della stabilità». «Le parole del Ministro Crosetto ribadiscono con forza come ogni scelta sia assunta nel rispetto del Parlamento, della nostra Costituzione e dell’interesse nazionale e volge in primis verso una risoluzione del conflitto e l’ottenimento di una pace duratura. Fatti, non solo parole, lontane da propaganda e ambiguità, che rafforzano il ruolo dell’Italia come partner affidabile e autorevole» continua. «Siamo orgogliosi dell’azione portata avanti dal Governo Meloni e continuere-

mo a sostenere l’azione del Ministro Crosetto convinti che, solo attraverso fermezza, responsabilità e dialogo, si possano creare le condizioni per una pace giusta e duratura» -conclude infine l’On. Caiata, Presidente dell’InCE.

La regione è tra le ultime d’Italia secondo i dati della Criminalpol. È marginalmente interessata dal fenomeno

La Basilicata “resiste” alla criminalità minorile: Matera meglio di Potenza DI VINCENZO MAIDA

T

ra tanti dati negativi della nostra Regione (emigrazione, mobilità sanitaria passiva, sta messa peggio di noi soltanto la Calabria, disoccupazione, etc. etc.), è di ieri la notizia diffusa da Gimbe sui LEA( Livelli Essenziali di Assistenza) da cui emerge che siamo terz’ultimi in Italia), è importante sottolineare qualche dato positivo. Calano gli omicidi in Italia, che si riducono di un terzo in dieci anni, ma aumentano i delitti che vedono coinvolti minorenni, sia come autori sia come vittime” È la fotografia dell’ultimo rapporto realizzato dal Servizio analisi criminale della Criminalpol della Polizia dal quale emerge che la percentuale di under18 autori di un delitto è quasi triplicata in un anno. La provincia di Matera e la Basilicata intera sono tra le ultime ad essere interessate dal fenomeno. I dati statistici, quindi, registrano un aumento esponenziale dei reati commessi dai minori, ma nulla accade per caso, alla base ci sono sempre delle profonde ragioni. La provincia di Matera fa registrare percentualmente meno casi di quella di Potenza e la Basilicata rispetto al contesto nazionale è tra le più sane. La cronaca quotidiana ci riporta impietosa i singoli

episodi criminali che vedono coinvolti giovani e giovanissimi. Quello che più colpisce è la gratuità dei gesti criminali, alla cui base infatti sembra che non ci siano motivazioni. Questo rende il fenomeno ancora più grave. I dati preoccupanti li ha forniti verso la fine dello scorso anno il report “Criminalità minorile in Italia 2010-2022”, curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, che ha evidenziato come tra i giovanissimi siano aumentati i reati in Italia legati all’uso della violenza, gli omicidi e le violenze sessuali tra il 2010 e il 2022, mentre sono calati i furti e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Ed ecco i dati che sono stati diffusi. Tra il 2010 ed il

2022, il 39,4% dei reati contestati a minori sono furto, rapina ed estorsione, il 16% lesioni dolose e minacce, l’11,6% danneggiamento, incendio o resistenza a pubblico ufficiale, il 9,7% traffico o spaccio di sostanze stupefacenti. Sono invariate le differenze tra minori italiani e quelli dei minori stranieri, ma a partire dal 2022, per la prima volta dopo 12 anni, gli stranieri hanno superato gli italiani (17.032 a fronte dei 15.490). Nel report, pubblicato in chiaro sul sito del Ministero degli Interni, è evidenziato come le segnalazioni per furto siano le più numerose ma registrino un calo dell’11,9% dal 2010 al 2022 al contrario di quelle per rapina, salite del 65,62% solo negli ultimi

tre anni. Un balzo simile lo registrano anche le segnalazioni per lesioni, cresciute del 58,4% tra il 2010 e il 2022, di cui il 32,4% tra il 2019 e l’anno passato. In aumento anche le segnalazioni di minori per minaccia (+ 27,6% tra il 2019 ed il 2022, anno in cui si registra il picco della serie storica) e quelle per rissa (+123,3% tra il 2018 e il 2022). Le segnalazioni di minori per omicidio volontario registrano un calo del 10% dal 2010 al 2022 (rispettivamente 30 e 27), anno in cui tornano a salire, mentre quelle per tentato omicidio aumentano del 32,3% (65 nel 2010 e 86 nel 2022). Un dato molto interessante riguarda le regioni con il maggior numero di denunce o arresti che sono quelle del Nord-Ovest, seguite dal Nord-Est e dal Centro. Sono leggermente meno al Sud e quasi la metà nelle isole. Come a dire che sul fenomeno hanno più incidenza il benessere, il modello educativo senza più riferimenti solidi, la strisciante anarchia sociale, l’assenza dell’autorità all’interno del nucleo familiare ( altro che patriarcato), il libertarismo vuoto e senza senso, che non la criminalità organizzata del Sud e delle Isole. Nel 2022 è aumentato anche il numero degli ingressi in carcere dei minori di un più 25%. È facile prevedere che se non vengono posti in esse-

re provvedimenti seri e si inizia ad attuare una vera e propria “rivoluzione” dei costumi, dell’educazione, della struttura della società, il fenomeno è destinato a crescere e non servono gli aumenti delle pene come deterrente o meglio non sono sufficienti. Il report si conclude con il suggerimento di politiche adeguate da porre in essere per contrastare il fenomeno. Esse vanno dall’incremento delle attività sportive, a quelle del volontariato sociale. Tutte idee sacrosante, ma alla base serve un vero e proprio cambio dei paradigmi culturali che investa l’intera società e purtroppo non sembra che si vada in tale direzione. Una volta ad esempio ai minori veniva imposto un orario per il rientro a casa e nelle ore notturne, quelle più rischiose, non circolavano spesso in preda all’alcool come accade oggi. Fenomeni come questo sembrano esplodere all’improvviso senza una ragione, essi sono invece la conseguenza di scelte politiche, esistenziali, di modelli sbagliati di una società ha voluto “liberarsi” dai riferimenti “culturali” che servono a tenerla insieme ed a dare un senso all’esistenza. Nulla accade per caso e la criminalità minorile, con crimini commessi senza un senso apparente, non è figlia di nessuno.


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Dal profilo del Comune aveva scritto di voler mettere al proprio posto persone poco raccomandabili

Comunicazione pubblica ad uso privato Il Corecom bacchetta Christian Giordano per l'uso dei social del Comune

__Giordano e Mitidieri DI MASSIMO DELLAPENNA

C’

era una volta la cultura istituzionale. Non è una favola quella che stiamo per raccontare ed è sbagliato dire che c’era una volta. La cultura istituzionale c’è anche adesso. Semplicemente manca a Christian Giordano che confonde il profilo istituzionale del Comune di Vietri con la bacheca di un partito politico o con i suoi messaggi privati. La cultura istituzionale, invece, è ben presente nell'azione dell'avv. Assunta Mitidieri, Presidente del Corecom Basilicata che bacchetta il Sindaco di Vietri e Presidente della Provincia di Potenza. METTERE A TACERE LA GENTE Per raccontare i fatti è necessario fare qualche passo indietro. Era il 23 Dicembre 2025, sotto Natale, mentre la gente era impegnata a fare gli acquisti per le feste, il profilo di Facebook del Comune di Vietri di Potenza, facendo diventare realtà la canzone secondo cui a Natale puoi fare quello che non puoi fare mai, scriveva “abbiamo tante cose da raccontarvi e, come, abbiamo sempre fatto, coglieremo l’occasione per mettere al proprio posto qualche soggetto poco raccomandabile”. Proprio così, le parole virgolettate, per quanto surreali, sono proprio vere e testuali. Il profilo Facebook del Comune, con tanto di sigillo istituzionale e logo cittadi-

no dice che vuole mettere al proprio posto qualche soggetto poco raccomandabile. Il social media manager di Giordano decide di essere arbitro della raccomandabilità delle persone e anche di poterle mettere a tacere. Forse il social media manager di Giordano pensa di essere la guida Suprema della rivoluzione Khomeinista e assume su di sé il potere di decidere della moralità delle persone e anche di poterle zittire. È vero che i Cinque Stelle, in cui milita Giordano, non hanno votato la mozione contro la repressione in Iran ma qualcuno dovrebbe spiegare al Sindaco-Presidente che l’Italia è una democrazia liberale nella quale non si giudica la moralità delle persone né le si

mette a tacere. LA DENUNCIA DI CARLEO Qualche giorno dopo Rocco Carleo, presidente dell’associazione “territorio attivo” prende carta e penna o, meglio, computer e tastiera e invia una nota al Corecom, al Segreterio Comunale, al Prefetto e ai Carabinieri. Il titolo della nota è chiaro e semplice: “istanza di verifica sull’uso della comunicazione istituzionale del Comune di Vietri di Potenza – Pubblicazione su canale ufficiale contenente espressioni denigratoria sottoscritte dal Sindaco”. Dopo aver riportato l’affermazione di stampo khomeinista di cui abbiamo parlato prima, Carleo specifica che “la suddetta espressione per il suo con-

tenuto denigratoria, allusivo e privo di qualsiasi collegamento con atti o procedimenti amministrativi, risulta del tutto estranea alle finalità della comunicazione istituzionale, apparendo idonea a veicolare giudizi di disvalore morale nei confronti di soggetti non identificati appartenenti alla comunità locale”. IL CORECOM AVVIA IL PROCEDIMENTO Proprio l’altro giorno, in tempi rapidissimi che rivelano l’efficienza dell’organo, a firma dell’Avv.Mitidieri è partita, indirizzata al comune di Vietri, all’associazione “Territorio Attivo”, al Prefetto di Potenza, al Segretario Comunale e ai Carabinieri una nota con la quale si comunicava l’avvio del procedi-

mento di verifica sulla comunicazione istituzionale. L’avv. Mitidieri, con grande competenza e straordinario senso delle istituzioni, ricorda che la Legge 150/2000 stabilisce le finalità tassative della comunicazione istituzionale , che deve essere limitata all’illustrazione delle attività delle istituzioni, alla conoscenza delle norme e alla promozione dei servizi pubblici incontrandosi sul principio di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione e conclude specificando che “l’utilizzo dei canali ufficiali dell’Ente per veicolare giudizi di valore morale o espressioni stigmatizzanti nei confronti di soggetti della comunità locale appare esilare dalle finalità informative della Legge, configurando una potenziale commistione tra funzione pubblica e dialettica politica personale”.. Ora il Comune di Vietri ha sette giorni per controdedurre. Speriamo che Giordano non voglia inserire anche l’Avv.Mitidieri tra le persone poco raccomandabili da zittire. Quello che è certo è che Giordano si è dimostrato ancora una volta indegno della sua carica mentre l’Avv.Mitidieri ha mostrato tutta la sua correttezza istituzionale e l’efficienza del Corecom. Le istituzioni sono di tutti, non appartengono ai partiti politici né possono essere usate per selezionare la moralità delle persone e zittire.


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Il presidente di “Territorio Attivo” chiede accertamenti sull’uso improprio della comunicazione istituzionale da parte del sindaco Giordano

Post del Comune di Vietri: Carleo segnala al Corecom per «linguaggio denigratorio» U

n post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Vietri di Potenza finisce al centro di una segnalazione formale indirizzata al Corecom Basilicata, al Segretario comunale, al Prefetto di Potenza e al Comando dei Carabinieri. A presentarla è Rocco Carleo, presidente dell’associazione “Territorio Attivo”, che chiede verifiche sull’uso della comunicazione istituzionale da parte dell’amministrazione comunale. L’oggetto della segnalazione riguarda un post apparso il 23 dicembre 2025 sul canale social ufficiale dell’ente, intitolato “Amministrare nel cambiamento: fatti, impegno e prospettive per Vietri”. Secondo quanto riportato nell’istanza, all’interno di un testo a carattere amministrativo e informativo compare un’espressione ritenuta «denigratoria e allusiva»: “coglieremo l’occasione per mettere al proprio posto qualche soggetto poco raccomandabile”. Per Carleo, tale frase risulterebbe del tutto estranea alle finalità della comunicazione istituzionale, poiché non collegata ad atti amministrativi né a procedimenti ufficiali, ma idonea invece a veicolare giudizi di disvalore morale nei confronti di soggetti non identifi-

cati della comunità locale. A rendere la vicenda particolarmente delicata, secondo il presidente di “Territorio Attivo”, è il fatto che il messaggio risulti «sottoscritto dal sindaco di Vietri di Potenza, Christian Giordano, conferendo all’esternazione una chiara valenza istituzionale». Una circostanza che, sempre secondo l’esposto, «escluderebbe la possibilità di ricondurre il contenuto a una semplice opinione personale, configurando piuttosto una commistione impropria tra funzione amministrativa e dialettica politica o personale». Nell’istanza si richiama esplicitamente la Legge n. 150/2000, che disciplina la comunicazione delle pubbliche amministrazioni, e l’articolo 97 della Costituzione, che sancisce i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Principi che, a giudizio del segnalante, sarebbero messi in discussione dall’uso di un linguaggio «stigmatizzante e potenzialmente offensivo» su un canale ufficiale del Comune. Con la segnalazione, Carleo chiede al Corecom Basilicata di «accertare la conformità della pubblicazione ai limiti della comunicazione istituzionale, di valutarne la compati-

_ Carleo bilità con i principi costituzionali e, se necessario, di adottare iniziative correttive o di richiamo affinché l’uso dei canali istituzionali venga ricondotto entro i confini del servizio pubblico».


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Lagonegro non è la terra dei cachi, trionfa la legalità, nonostante i giustizialisti a corrente alternata

Falabella abbatte la villa abusiva Dopo aver provato ogni trucco, lo annuncia con un video strappalacrime alla Ferragni

__L’edizione di Cronache del 6 gennaio, Falabella e sotto la veduta aerea di contrada Zanco dive sorge la sua villetta

«P

archeggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi, tanta voglia di ricominciare, abusiva». Era il 1996, con il suo sopracciglio e il fidato Rocco Tanica esordiva sul palco di Sanremo Elio e le Storie Tese con la terra dei cachi.

Vinse il festival facendo ridere e riflettere e concludendo con lo storico «neanche un minuto di caco» in cui, dovendo riprodurre solo un minuto di canzone la cantò tutta a velocità raddoppiata. LAGONEGRO NON È LA TERRA DEI CACHI Quando si è candidato a

sindaco di Lagonegro forse Falabella riteneva di voler essere il sindaco della terra dei cachi. Sollecitando una voglia di ricominciare abusiva provava a nascondere la sua villetta abusiva. Anzi, più correttamente, le villette abusive della sua famiglia. Lagonegro, pur avendo una importante tradizione

musicale, preferisce Mango ad Elio e il sorriso enigmatico di Monna Lisa al sopracciglio folto del cantante milanese. Gli uffici del Comune non si sono lasciati ingannare dalle chiacchiere, hanno applicato la Legge e hanno ordinato la demolizione della villetta abusiva. Falabella ha provato a resistere, ha chiesto sanatorie impossibili, ha fatto piccole modifiche dello stato dei luoghi, infine, dopo averle provate tutte è stato costretto a demolire l’opera abusiva. IN STILE FERRAGNI Falabella ha provato a comunicare la notizia sui social. Ha fatto un video in perfetto stile Ferragni, tuta bigia, volto dismesso, cappellino in testa da togliere prima di parlare, ombre proiettate sul muro. Tutto costruito per strappare le lacrime e commuovere. «Vi parlo dalla casa che sto demolendo, mi sto trasferendo, la casa che mi ha visto crescere e studiare» e poi il solito richiamo alla sua giovane età, alla sfida con un gruppo di amici, alla difesa della legalità e, infine, alla congiura contro di lui. La solita lagna. La stessa iniziata con il richiamo alla mamma morta che ha costruito la casa con mille sacrifici etc… Falabella in stile Ferragni non convince, non ha le sue ciocche bionde né il suo volto candido e seducente e, soprattutto, non fa l’influencer ma il Sindaco. Un Sindaco dovrebbe avere ben chiaro il suo ruolo istituzionale e il concetto

di rispetto delle regole. Vive in una casa abusiva, ha realizzato con la famiglia una lottizzazione abusiva, lo hanno scoperto gli uffici del suo stesso comune, lo hanno bloccato, ha provato a fare il gioco delle tre carte, i nodi sono venuti al pettine. Mo’ basta con le recitazioni, c’hai provato e ti è andata male. LA NOSTRA BATTAGLIA DI LEGALITÀ Siamo stati i primi a segnalare la notizia, a seguirla passo dopo passo, a denunciare il tutto. Un importante testata nazionale come le Iene ci è venuta dietro e questo per noi cronisti di provincia è già una soddisfazione. Ora la procedura amministrativa si è conclusa. Noi avevamo ragione. Non sappiamo se Falabella ci inserisce tra coloro i quali hanno complottato contro di lui, noi siamo i cani da guardia della democrazia, abbiamo controllato il potere. Al di là delle immagini strappalacrime, Falabella è il potere, se ne convinca anche lui. Abbiamo controllato anche lui. Lo abbiamo fatto bene, avevamo ragione. Ci stupiamo, ma neanche più di tanto, del silenzio di altri giornali e di altre forze politiche, così come ci stupiamo, ma neanche più di tanto, della solidarietà che altri manifestano ad una villetta abusiva raccontata come voglia di ricominciare abusiva. Della faziosità e del moralismo a giorni alterni siamo abituati. Ci basta sapere che avevamo ragione.


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L’Asp Basilicata chiarisce la situazione del centro: «Finanziamenti confermati e campagne per ridurre le liste di attesa»

Polimedica di Melfi «Può operare nel rispetto del budget percepito» L

a Direzione Generale dell’Asp Basilicata interviene per chiarire alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti il centro Polimedica srl di Melfi, struttura che fornisce prestazioni specialistiche ambulatoriali in diverse discipline medico-chirurgiche.«La struttura ha regolarmente ricevuto per gli anni 2025 e 2026 il finanziamento per l’erogazione delle prestazioni sanitarie, come previsto dalla programmazione regionale – afferma l’Asp –. Nello specifico ha ricevuto più di 770mila euro per ciascuna delle due annualità, con un aumento di circa 30mila euro rispetto al 2022, così come sancito dall’ultima sentenza del TAR relativamente ai tetti di spesa di quell’anno».Grazie a questi finanziamenti, Polimedica può continuare regolarmente le proprie attività convenzionate con il Sistema Sanitario Regionale, garantendo risposte ai bisogni di salute dei cittadini.In aggiunta, per il 2025 la struttura ha già ricevuto un finanziamento extra di oltre 330mila euro per partecipare alla campagna regionale di abbattimento delle li-

ste di attesa. «Anche nel 2026 – prosegue l’Asp – la struttura potrà aderire ad eventuali campagne simili, accedendo a ulteriori fondi messi a disposizione dalla Regione».L’Azienda Sanitaria di Potenza incontrerà a breve tutte le strut-

ture private finanziate con fondi regionali per condividere la programmazione 2026, i cui finanziamenti sono già definiti dalle delibere regionali vigenti. L’obiettivo è garantire l’ingresso delle strutture nel CUP regionale, facilitando

la prenotazione dei cittadini e aumentando la trasparenza nella gestione delle liste di attesa. Al termine del confronto, l’Asp auspica la rapida sottoscrizione degli accordi contrattuali per l’anno in corso.

L’allarme del sindacato sulla struttura del Vulture Melfese: «Senza passi in avanti, si apre una fase drammatica per decine di lavoratori»

Uil Fpl: «Licenziamenti in corso, serve subito un intervento istituzionale»

L

a UIL FPL, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori di Polimedica S.r.l. di Melfi, lancia un forte allarme sulla vertenza occupazionale in atto e chiede al Prefetto la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale di raffreddamento già aperto in Prefettura. A distanza di tempo dall’avvio del confronto, infatti, non si è registrato alcun passo in avanti concreto e l’assenza di decisioni ha finito per aggravare ulteriormente una situazione già critica.Nel frattempo, in mancanza di interventi da parte delle istituzioni competenti, Polimedica ha avviato l’invio delle lettere di licenziamento, aprendo una fase drammatica per decine di lavoratori e per le loro famiglie. Una scelta che produce effetti pesantissimi non solo sul piano occupazionale, ma anche su quello sociale e sanitario, dal momento che la struttura rappresenta un presi-

dio fondamentale per l’erogazione di prestazioni sanitarie a servizio della popolazione del Vulture–Alto Bradano.Secondo la UIL FPL, la gestione di questa vertenza non può essere lasciata esclusivamente alle dinamiche aziendali. Esiste ancora un margine temporale rappresentato dal periodo di preavviso, che deve essere utilizzato per costruire una soluzione istituzionale in grado di fermare i licenziamenti e di garantire continuità occupazionale, evitando al contempo l’ulteriore impoverimento dell’offerta sanitaria sul territorio. Il sindacato ribadisce quindi la necessità di un confronto ufficiale, trasparente e pubblico, che coinvolga la Regione Basilicata ai massimi livelli. In questo senso, la richiesta di un tavolo di confronto avanzata al Presidente della Regione, Vito Bardi, e sostenuta anche dal Sindaco di Melfi, rappresenta un passaggio

fondamentale per riportare la vertenza nell’alveo della responsabilità istituzionale. «Non si può assistere passivamente a una crisi che mette a rischio posti di la-

voro, servizi sanitari e coesione sociale. Ogni ulteriore rinvio rischia di rendere irreversibile una situazione che colpisce lavoratori, famiglie e un intero

territorio. È necessario un intervento immediato per fermare i licenziamenti e aprire una prospettiva di stabilità e tutela del servizio sanitario locale».


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Verrastro e Pisani aprono il confronto con il nuovo dg dell’Asp De Filippis: «Medicina di prossimità, 118 e personale al centro»

Sanità territoriale, nuova fase Uil Fpl: «Ecco tutte le priorità» POTENZA. «L’insediamento del nuovo direttore generale deve segnare l’avvio di una fase nuova, capace di superare definitivamente la gestione emergenziale e restituire centralità alla sanità territoriale». Lo affermano il segretario generale regionale della Uil Fpl, Giuseppe Verrastro, e il segretario regionale Raffaele Pisani, commentando l’incontro svoltosi in Regione con il nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza, De Filippis, alla presenza del direttore Tripaldi.Nel comunicato sindacale, Verrastro e Pisani sottolineano che «la continuità amministrativa garantita dalla gestione commissariale va ora accompagnata da una decisa accelerazione sulla programmazione e sul governo dei processi», per affrontare criticità ormai strutturali e rafforzare i servizi di prossimità. «La medicina territoriale – spiegano – è l’asse portante del rilancio: presa in carico dei pazienti cronici e fragili, continuità assistenziale e riduzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso».Per la Uil Fpl questo significa rendere pienamente operativi distretti sanitari, Case e Ospedali di Comunità e Centrali operative territo-

LA PROPOSTA DEL SINDACATO A MOREA

Personale 118, la Fials: «Serve legge regionale»

riali, oltre a potenziare l’assistenza domiciliare e infermieristica. «L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche impongono scelte chiare e investimenti mirati», rimarcano Verrastro e Pisani.Altro nodo prioritario è il sistema di emergenza urgenza 118. «Servono postazioni adeguate, personale sufficiente e protocolli condivisi – evidenziano – insieme a una reale integrazione con la rete ospedaliera e con il volontariato, valorizzandone il ruolo all’interno di una rete coordinata ed efficiente». Sul personale non più idoneo al servizio di emergenza, già oggetto di un percorso isti-

tuzionale avviato nei mesi scorsi, il sindacato riferisce di «rassicurazioni concrete», con una procedura «ormai alle battute finali».Nel documento la Uil Fpl richiama anche la necessità di un confronto sindacale stabile su carenze di organico, stabilizzazioni, valorizzazione delle competenze, sicurezza e carichi di lavoro, oltre a un intervento urgente sui tempi di attesa e sul governo delle agende. «Il rilancio della sanità pubblica – concludono Verrastro e Pisani – passa da scelte chiare, dal riconoscimento del lavoro delle professioniste e dei professionisti e dalla capacità di dare risposte reali ai cittadini».

MATERA. La gestione delle limitazioni certificate per gli operatori del 118 nel Materano arriva all’attenzione della Regione. A sollevare il caso sono la Fials Basilicata e la Fials Potenza, che denunciano l’invio di lavoratori verso Potenza nonostante prescrizioni sanitarie, con chilometri aggiuntivi e costi a carico diretto del personale. La proposta di legge regionale è stata illustrata al presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e presentata in IV Commissione al presidente Nicola Morea, riscontrando attenzione sul merito. L’iniziativa è guidata dal segretario regionale Fials Basilicata Gianni Sciannarella e dal segretario provinciale Fials Potenza Giuseppe Costanzo.«Quando una limitazione è certificata – afferma Sciannarella – la risposta organizzativa deve essere prossima e compatibile. Una norma chiara evita prassi disallineate e rafforza la fiducia dei lavoratori». Costanzo evidenzia la ricaduta concreta: «Si sommano chilometri e costi turno dopo turno. Se la tutela diventa distanza, si trasforma in aggravio».Secondo la Fials, il 118 è un servizio essenziale e usurante, che richiede soluzioni stabili e non protocolli temporanei. «Una legge regionale – concludono – garantisce tutela effettiva per chi lavora, continuità del servizio e risposte certe ai cittadini».

La Garante regionale audita in IV Commissione: «Sostegno adeguato anche alle paritarie». Morea apre al confronto in vista del bilancio

Inclusione scolastica, la Padula chiede pari diritti POTENZA. Garantire pari diritti agli alunni con disabilità, indipendentemente dalla scuola frequentata. È il cuore dell’audizione della Garante regionale per le persone con disabilità, Marika Padula, svoltasi oggi in IV Commissione consiliare del Consiglio regionale della Basilicata, su richiesta accolta dal presidente Nicola Massimo Morea. Al centro del confronto le criticità legate all’accesso ai sostegni per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie presenti sul territorio regionale.L’audizione è nata da un’istanza pervenuta all’Ufficio della Garante da parte della Federazione Italiana Scuole Materne Basilicata e dall’attività istruttoria successivamente svolta, che ha consentito di analizzare qua-

dro normativo e dati relativi ai contributi disponibili. Nel corso dell’intervento Padula ha ricordato che nel 2024 il contributo statale complessivo destinato agli alunni con disabilità nelle scuole paritarie lucane è stato pari a 92.904 euro, ripartiti tra 18 bambini, con un sostegno medio di poco superiore ai 5.000 euro per ciascun alunno, a fronte di un costo annuo stimato in circa 20.000 euro.Secondo la Garante, questo divario economico rischia di determinare «una disparità di trattamento tra bambini che si trovano nella medesima condizione, in ragione esclusiva della tipologia di scuola frequentata», incidendo sul diritto all’istruzione, sull’inclusione scolastica e sulla libertà di scelta educativa delle famiglie. Padula ha inoltre sottolineato il

ruolo delle scuole paritarie come componente significativa del sistema educativo regionale, soprattutto nei piccoli comuni e nei contesti più fragili, dove svolgono una funzione pubblica di prossimità e contribuiscono alla coesione sociale.«Il tema che ho voluto portare all’attenzione della Commissione riguarda i diritti dei bambini con disabilità – ha dichiarato Padula –. Le scuole paritarie che accolgono questi bam-

bini svolgono un ruolo educativo di interesse generale e devono essere messe nelle condizioni di garantire un adeguato sostegno, affinché non si creino discriminazioni di fatto».In conclusione la Garante ha chiesto alla Commissione di valutare l’opportunità di proseguire l’approfondimento anche attraverso un possibile intervento in sede emendativa, nel rispetto delle competenze regionali. Prendendo atto delle dichiarazioni del presidente Morea, Padula auspica che alla condivisione del principio segua «un impegno concreto già nella prossima sessione di bilancio», confermando la piena disponibilità del proprio Ufficio a collaborare con Consiglio e Giunta per la tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità.


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Potenza

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POTENZA Il sindaco Telesca e l’assessore Nardiello annunciano un nuovo bando. «Restituiamo alla comunità un impianto storico e molto utilizzato»

«Al via nuova fase per l’impianto sportivo di Via Angilla Vecchia»

_ L’impianto sportivo, il sindaco Telesca e l’assessore Nardiello POTENZA. Dopo anni di concessione l’impianto sportivo di via Angilla Vecchia si avvia verso una nuova fase. Il Comune di Potenza è proprietario dell’impianto e a seguito di apposite convenzioni, stipulate nel 2005 e nel 2019 ne concesse la gestione. «In questo contesto – spiegano in una nota congiunta il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessore allo

Sport Gerardo Nardiello – l'Amministrazione comunale, nel 2025, ha liquidato 56,434,64 euro al Credito Sportivo e Culturale, in virtù della fideiussione solidale prestata nel 2006». «L’escussione della garanzia fideiussoria - continuano Telesca e Nardiello - si è resa necessaria non essendo stati rispettati da parte del concessionario gli obblighi derivan-

ti dal contratto di mutuo, richiesto per la ristrutturazione dei campi da tennis di via Angilla Vecchia, oggetto delle convenzioni, mancato rispetto che vede il Comune quale parte lesa». «Riguardo a ogni eventuale rivendicazione, l’interesse dell’Amministrazione risulta, in prima istanza, adesso che siamo rientrati in possesso dell’impianto sportivo, ga-

rantire una gestione affidabile ed efficiente» proseguono gli amministratori. «Per questo motivo, stiamo procedendo con gli uffici e con il nuovo dirigente Berterame, alla redazione di un apposito bando di gara, di prossima pubblicazione, attraverso il quale andare a individuare il soggetto al quale sarà affidata la gestione dell’intero impianto, che

vedrà la presenza di un campo da tennis, uno da calcetto e uno polivalente, con l’auspicio che per la stessa gestione possa essere individuata una società in grado di onorare gli impegni che si andrà ad assumere, restituendo alla fruizione dell’intera comunità cittadina, un impianto storico e molto utilizzato» concludono il Sindaco e l’assessore Nardiello.

POTENZA A Cronache l’esercente parla delle sfide di tutti i giorni e del buon rapporto con la clientela grazie alla sua solarità

Gestire una latteria in città: l’esempio di Vita Corbo che lavora a Viale Dante DI FRANCESCO MENONNA

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estire una latteria, una vera e propria full immersion nel mondo legato al settore lattiero-caseario. Una primizia, un modo per trovare nuove soluzioni lavorative nell'ambito del comparto agro-alimentare. Scoprire le latterie, avere rapporti con gli esercenti del settore diventa quotidianamente una bella realtà. Mozzarelle, scamorze, latticini e tutto lo scibile legato a questo importante ramo dell'agro-alimentare testimonia la forte volontà di arricchire il palato fine degli utenti finali e di dare vita anche e soprattutto a nuovi processi di interscambio sociale all'insegna dell'acquisto e della vendita dei prodotti sopra menzionati. Un grande lavoro non c'è che dire, aprire e chiudere la saracinesca è davvero un sacrificio ma alla fine tutto procede secondo i risultati e le caratteristiche di questo comparto. A Potenza, in viale Dante lavora da cinque anni Vita Corbo nata ad Avigliano il 24 ottobre 1961. L'esercente parla delle tante problematiche relative alla sua attività senza

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trascurare problemi esterni legati alla viabilità che crea non poche istanze ai tanti aficionados della struttura commerciale. Ha avuto problemi nella fase iniziale? «No inizialmente no, ma ultimamente ci sono dei problemi con i parcheggi. La gente ha avuto più di qualche multa e allora abbiamo perso un pochino di clienti». Come procede il rapporto con la clientela? «Il rapporto con la clientela è buono. Io sono una persona solare e chiunque entri per me è come se fosse di famiglia. Non ci sono problemi assolutamente». Cosa prova ad aprire e chiudere la saracinesca dopo una giornata di grande lavoro? «Ci sono giorni in cui a fine giornata sei più soddisfatta e altre meno, però andiamo avanti». Secondo lei quali sono le prospettive di questo lavoro? «Le prospettive? Non si sa. Bisogna vivere alla giornata, non si possono fare progetti a lungo termine. Può darsi che tra un anno le cose cambino».

Ai giovani quali consigli fornisce? «Ai ragazzi posso dire che l'attività da soddisfazioni, ci sono però i pro e i contro di tutti i giorni. Oggi ti va bene, l'altro non si sa». Dunque, da Vita Corbo parte un messaggio di saggezza e gestione delle latterie in un momento in cui il comparto è comunque in grado di sostenersi grazie alle aziende che inviano i propri prodotti. Trasparenza, amicizia e passione fanno parte del decalogo giornaliero di Vita Corbo.


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Provincia

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Fondamentale collegamento con Potenza,il coordinamento locale del partito l’ha definita «un pericolo quotidiano per pendolari, lavoratori e studenti»

Forza Italia Picerno denuncia: «La SS 94 è pericolosa, servono interventi urgenti» PICERNO. Da troppo tempo la Strada Statale 94, principale arteria di collegamento tra Picerno e Potenza, rappresenta un vero e proprio rischio quotidiano per centinaia di pendolari, lavoratori, studenti e famiglie che ogni giorno sono costretti a percorrerla. Lo stato attuale della carreggiata è inaccettabile, afferma Forza Italia Picerno, evidenziando i gravi problemi che affliggono la strada: «Ci sono cedimenti diffusi dell’asfalto con buche profonde e sempre più estese, cunette piene di detriti, fango e vegetazione che impediscono il deflusso delle acque. Questo porta a pericolosi attraversamenti trasversali di acqua sulla sede stradale che, con le basse temperature, si trasformano in lastre di ghiaccio». L’episodio più grave si è verificato pochi giorni fa,

_ Statale SS 94 quando un’autovettura è finita fuori strada a causa di una lastra di ghiaccio formatasi proprio in corrispondenza di un rigagnolo d'acqua. «Il conducente ha riportato ferite lievi, ma l’esito avrebbe potuto essere ben più drammatico», aggiungono i rappresentanti del partito. Qualche mese fa, la pro-

vincia era intervenuta con provvedimenti tampone, sistemando solo alcune buche, ma tralasciando il grosso del problema. Per questo, Forza Italia Picerno chiede un intervento immediato dell’Amministrazione comunale di Picerno, che possa sostenere queste richieste nelle sedi opportune.Le richie-

ste sono chiare: intervento immediato di sgombero neve/ghiaccio e spargimento di sale nei punti critici già noti e segnalati da anni; ripristino urgente dei tratti di asfalto ceduti e delle buche più pericolose; pulizia profonda delle cunette e creazione di adeguati sistemi di smalti-

mento delle acque meteoriche.Infine, Forza Italia Picerno richiede un cronoprogramma chiaro e pubblico di manutenzione straordinaria dell’intera SS 94 nel tratto ricadente nel Comune di Picerno, affinché la sicurezza di tutti gli utenti della strada possa essere garantita.

Navetta per Laurenzana da Calvello e dopo lo sportello dedicato di Potenza Bucaletto, ora Vaglio ha un Ufficio mobile

A Calvello e Vaglio ritardi nei lavori degli uffici postali, tra disagi e sportelli dedicati DI EMANUELA CALABRESE

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nche i calvellesi sono in attesa del nuovo Ufficio Postale, riammodernato a seguito del Progetto Polis. Dalla chiusura però, sono cominciati anche i disagi, come purtroppo avviene in molti comuni. Per sopperire ai disagi, viene aperto però uno sportello dedicato presso un comune limitrofo. In questo caso a Laurenzana. Ma andiamo per ordine. Il Comune di Calvello ha in questi giorni richiesto a Poste «aggiornamenti in merito allo stato di avanzamento dei lavori attualmente in corso. Considerata l’importanza per la cittadinanza, in particolare per le fasce più anziane e fragili della popolazione – pertanto l’Amministrazione Cantisani chiede – se il cronoprogramma previsto sia ad oggi rispettato e se la data di riapertura dell’Ufficio precedentemente comunicata sarà rispettata». A seguito di questa specifica richiesta, Poste Italiane ha comunicato che, «a parziale rettifica di quanto comunicato il 17 novembre scorso, a causa di ritardi nella fornitura del materiale edile e

nell’installazione di allarmi, l’Ufficio resterà chiuso fino al 29 gennaio 2026».Pertanto fino al 28 gennaio, i calvellesi continueranno a usufruire di uno sportello dedicato presso l’Ufficio Postale di Laurenzana, dove sarà possibile svolgere tutte le operazioni normalmente effettuabili a Calvello, nei giorni lunedì – venerdì e sabato. Per i Calvellesi c’è però un servizio navetta effettuato dall’Associazione “La Carezza” con partenza da Piazza Gramsci, previa prenotazione obbligatoria. L’Amministrazione si era anche informata su altri locali disponibili sul territorio, che però «non dispongono dei requisiti di sicurezza necessari, mentre il container sostitutivo viene previsto da Poste Italiane solo nei Comuni in cui i lavori superano i tre mesi» spiegano dalla Casa comunale. «La riapertura dell’Ufficio Postale di Calvello è prevista per il 30 gennaio 2026, salvo eventuali imprevisti. Continueremo a monitorare la situazione per tutelare i servizi essenziali alla cittadinanza» conclude la Sindaca Cantisani.Anche l’Ufficio Postale di Vaglio, in via Carmine è oggetto dei medesimi lavori, e qui Po-

steItaliane ha comunicato che la causa dei ritardi sta «nella fornitura degli arredi nell'ambito del progetto Polis». L'Ufficio resterà chiuso al pubblico fino al 7 febbraio 2026, con riapertura prevista per il 10 febbraio. Per garantire i servizi essenziali fino al 5 gennaio è stato attivo lo sportello dedicato presso l'Ufficio di Po-

tenza Bucaletto, mentre dall’8 gennaio è attivo l’Ufficio mobile. «Poste, accogliendo le richieste dell’Amministrazione comunale -conclude il Sindaco Santopietroha comunicato l’attivazione dell’Ufficio Postale Mobile situato nello spazio adiacente alla Stazione dei Carabinieri».


Provincia

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LAGONEGRO Tre uomini deferiti per reati contro il patrimonio, con attrezzature da scasso pronte all'uso sequestrate dai militari durante il controllo

Carabinieri bloccano 2 vetture con un gruppo di pregiudicati campani

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rosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio e prevenzione dei reati contro il patrimonio disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, finalizzata in particolare a contrastare le incursioni di soggetti pregiudicati provenienti dalle regioni limitrofe. Nella scorsa notte, lungo la SS 585 "Fondovalle del Noce", nel comune di Lagonegro, i militari dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri hanno intercettato e bloccato due vetture sospette che procedevano a breve distanza l'una dall'altra. L’operazione ha portato al deferimento in stato di libertà di tre

soggetti, tutti originari della limitrofa regione Campania e gravati da numerosi precedenti specifici per reati contro la persona e il patrimonio. Nello specifico, a bordo della prima autovettura, risultata priva di copertura assicurativa, è stato identificato un 36enne trovato in possesso di un vero e proprio kit finalizzato allo scasso: una sega circolare per metallo, cesoie da lattoniere, un trapano a batteria e un martello da muratore di grosse dimensioni. Del possesso di tali arnesi, pronti ad un prevedibile uso e sottoposti a sequestro penale, il soggetto non è stato in grado di fornire alcuna giustifi-

cazione. Immediatamente dopo, i militari hanno fermato una seconda vettura che seguiva la prima, a bordo della quale viaggiavano un 20enne — deferito anche per guida senza patente poiché mai conseguita — e un 45enne, anch’egli censito nelle Banche Dati delle Forze di Polizia. Anche questo veicolo è risultato sprovvisto di assicurazione ed è stato sottoposto a sequestro amministrativo. L’intervento non rappresenta soltanto un successo operativo sul piano del contrasto ma assume un altissimo valore preventivo: l’aver intercettato i tre soggetti sequestrandone la strumentazio-

ne in loro possesso ha verosimilmente sventato la commissione di gravi reati che avrebbero potuto colpire abitazioni o esercizi commerciali. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro, proseguono per accertare eventuali legami dei soggetti con episodi delittuosi avvenuti di recente nel territorio. Si precisa che per gli indagati vige la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna e che gli accertamenti sono stati esperiti nel corso delle indagini preliminari, in attesa del vaglio giurisdizionale in contraddittorio con la difesa.

MERCOLEDÌ I RAGAZZI NON ERANO ENTRATI IN CLASSE, MA IL SINDACO FA SAPERE CHE ERA SOLO «GHIACCIATA UNA DELLE LINEE»

Allarme riscaldamenti rientrato all’Itt di Villa d’Agri: il blackout a causa di temperature basse

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a situazione riscaldamenti è rientrata del tutto all’Istituto Tecnico Tecnologico Agrario di Villa d’Agri, dove gli studenti, nella giornata di mercoledì, non erano entrati a causa del troppo freddo e dei termosifoni spenti.«Le temperature rigide della notte avevano ghiacciato una delle linee che alimenta il riscaldamento -fa sapere il Sindaco Marco Zipparri a Cronache- Già alle 10:30 di mercoledì mattina l’impianto era stato ripristinato».La situazione era sotto i riflettori grazie all'intervento del Primo cittadino che avendo visto i ragazzi in Piazza, si è avvicinato a chiedere come mai non fossero in classe, e la loro risposta era stata appunto, per la mancanza di riscaldamento. Fortunatamente tutto si è risolto nel breve tempo e senza complicazioni. Il Sindaco si era da subito mobilitato, sentendo la Dirigente Scolastica la quale riferiva che «la caldaia di riscaldamento non ha funzionato già dalle prime ore della mattina, molto probabilmente proprio

Il sindaco: «Inviterò la Provincia a rivedere gli impianti di riscaldamento

nel più breve tempo possibile»

Classi non riscaldate all’Itt di Villa D’Agri, Zipparri ascolta gli studenti in protesta D I EM A N U E L A C A L A B R E S E

80% degli studenti ha patito il freddo al rientro dalle vacanze di Natale, a causa di impianti spenti o malfunzionanti nelle scuole italiane. Un’indag ine condotta da Skuola.net su un campione di 1.200 raga i di sc ole edie e upe io

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ture rigide di queste giornate hanno inciso sul malfunzionamento degli impianti di riscaldamento». Sono circa 190 gli studenti iscritti e frequentanti l'Istituto Tecnico di Villa d'Agri, che «prepara alle professioni di domani incentrate sull'ecosostenibilità», ma non solo, è anche fucina di creatività e talento, come si è ben visto dura te l “Notte dell’ITT” diven

__L’edizione di Cronache di ieri a causa delle temperature rigide di queste giornate che hanno inciso sul malfunzionamento degli impianti di riscaldamento».Sono circa 190 gli studenti iscritti e frequentanti l'Istituto Tecnico di Villa d'Agri, che «prepara alle professioni di

domani incentrate sull'ecosostenibilità», ma non solo, è anche fucina di creatività e talento, come si è ben visto durante la “Notte dell’ITT”, diventata simbolo della libertà creativa degli studenti. EMANUELA CALABRESE


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Matera e provincia

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DECISIVA LA SEGNALAZIONE AL 112 DI UN CARABINIERE LIBERO DAL SERVIZIO: CELLULARE RESTITUITO ALLA PROPRIETARIA

Scippo in centro, arrestato 40enne dopo l’inseguimento MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha arrestato, in flagranza di reato, un 40enne di nazionalità albanese, residente in città, responsabile di uno scippo commesso ai danni di una donna, alla quale aveva appena strappato dalle mani un cellulare. In via Cererie, la Volante è riuscita a intercettare e bloccare il malvivente grazie alla tempestiva segnalazione, effettuata al numero unico di emergenza 112 NUE da un militare dell’Arma del Carabinieri. Quest’ultimo, libero dal servizio, notava una donna in pre-

da alla disperazione. Accostando immediatamente l’auto, la raggiungeva per prestarle soccorso. La vittima raccontava, quindi, di essere stata appena derubata da un uomo che, sopraggiunto alle sue spalle, si era impossessato dello smartphone mentre era intenta a riporlo nella tasca del cappotto. La donna descriveva sommariamente l’uomo e ne indicava la direzione di fuga. Il carabiniere, senza esitare, partiva all’inseguimento, riuscendo, di lì a poco, ad individuare il malvivente, seguendolo a distanza e rima-

nendo in costante contatto con la Sala Operativa della Questura, in attesa dell’arrivo della Volante. Bloccato dai poliziotti, l’uomo dichiarava di aver trovato il telefono, per caso, per terra. I riscontri, però, fugavano ogni dubbio, in quanto, nella tasca dei pantaloni gli agenti recuperavano la SIM, intestata alla vittima, ed, inoltre, una volta riacceso il telefono, sullo sfondo della schermata, appariva la foto del cagnolino che la signora teneva al guinzaglio. Su disposizione dell’A.G., l’uo- sura cautelare degli arresti domo è stato sottoposto alla mi- miciliari.

Il presidente della Provincia Mancini sostiene la candidatura, Nicola Morea, Pittella e Ligorio annunciano una mozione

Policoro Capitale del Mare 2026 Provincia e Regione fanno rete POLICORO. Un’opportunità di crescita per l’intera area metapontina e, più in generale, per tutto il territorio provinciale. Con questa motivazione la Provincia di Matera ha formalizzato il proprio sostegno alla candidatura del Comune di Policoro al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026. L’annuncio è arrivato dal presidente Francesco Mancini, che ha definito il progetto «non un atto simbolico, ma una scelta concreta» capace di valorizzare cultura del mare, biodiversità ed economia blu.Secondo Mancini, Policoro rappresenta «uno dei poli più vitali e identitari della costa ionica», con una candidatura che può rafforzare l’identità locale e creare nuove opportunità per cittadini e imprese. Il presidente ha inoltre richiamato il ruolo dell’ente provinciale come «casa dei Comuni», sottolineando la ne-

cessità di favorire progettualità condivise e strategie di sviluppo capaci di mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio.Nel suo intervento, Mancini ha evidenziato anche il valore identitario del mare, «risorsa che racconta la nostra storia e rappresenta una chiave per il futuro», confermando la disponibilità della Provincia a partecipare a forme di partenariato e alla definizione del dossier che accompagnerà la candidatura.Alla presa di posizione dell’ente provinciale si è aggiunto il sostegno politico dei consiglieri regionali di Azione Nicola Morea e Marcello Pittella, insieme al consigliere comunale Vincenzo Ligorio. I rappresentanti istituzionali hanno annunciato il deposito di una mozione in Consiglio regionale per formalizzare un appoggio che punta all’unanimità.Li-

__Marcello Pittella e Nicola Morea gorio ha ribadito la vocazione marittima della città, frutto di un percorso orientato alla tutela degli ecosistemi e a un turismo sostenibile, ringraziando Sigismondo Mangialardi per il contributo pionieristico allo svilup-

po del rapporto tra Policoro e il mare. La candidatura mira così a promuovere buone pratiche di blue economy e un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, memoria storica e cooperazione istituzionale.

Confronto provinciale dei centristi: acqua, sanità e infrastrutture al centro dell’intervento dei vertici del partito lucano

Udc a Policoro, Mancusi e Ierone: «Ecco le priorità in Basilicata» POLICORO. Si è svolto il 9 gennaio a Policoro l’incontro provinciale dell’Unione di Centro alla presenza del commissario provinciale di Matera Cosimo Ierone, del segretario regionale Agatino Mancusi e dei rappresentanti territoriali del partito. Al centro del confronto le principali criticità che interessano la Basilicata, a partire dalla crisi idrica che continua a mettere in difficoltà cittadini, agricoltori e imprese.Ampio spazio è stato dedicato anche alla sanità pubblica e alle liste d’attesa, ri-

spetto alle quali sono stati registrati primi segnali di miglioramento, e ai ritardi infrastrutturali che frenano lo sviluppo economico e turistico dell’area jonica e dell’intera regione. Particolare attenzione è stata rivolta alla strada Potenza– Metaponto, da oltre cinque anni interessata da lavori che rendono la Basentana un cantiere permanente, con disagi per pendolari e attività produttive.«La Basilicata ha bisogno di una politica seria, concreta e responsabile – ha dichiarato Mancusi – capace di affrontare

__Agatino Mancusi le emergenze reali dei cittadini. Acqua, sanità e infrastrutture non sono slogan, ma diritti fondamentali». Sulla stessa linea Ierone, che ha sottolineato l’impegno per raf-

forzare il radicamento del partito nella provincia di Matera e costruire una rete territoriale credibile.Nel corso del dibattito è emersa la necessità di investire su una classe dirigente solida e vicina alle comunità. Al termine dell’incontro Mancusi ha annunciato la nomina di Maria Rosaria Carbone come vice segretario regionale per la provincia di Matera e di Vincenzo Di Sirio per la provincia di Potenza, indicando nelle nuove figure un tassello centrale per il rilancio dell’Udc in Basilicata.


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Periscopio

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Per la prima volta laLucania sbarca a Matka, la fiera del turismo di Helsinki, per promuovere natura, sostenibilità e relazioni culturali con i viaggiatori nordeuropei

Basilicata conquista il Nord Europa: debutto di Apt a Matka Helsinki L’

Apt Basilicata partecipa per la prima volta a Matka, il più importante salone del turismo del Nord Europa, in programma a Helsinki da oggi, 15 gennaio, fino a domenica 18. Un debutto significativo per la promozione turistica regionale, che punta a rafforzare la presenza della Basilicata su un mercato ritenuto particolarmente ricettivo.La regione sarà ospitata all’interno dell’area espositiva italiana, condivisa con altre realtà territoriali e allestita con il supporto dell’Ambasciata d’Italia in Finlandia. L’obiettivo della missione è riattivare e consolidare i contatti con un bacino turistico che presenta caratteristiche favorevoli per la destinazione lucana: dai collegamenti aerei diretti tra gli scali finlandesi e gli aeroporti pugliesi, che facilitano l’accessibilità, fino al forte interesse del pubblico scandinavo per il turismo all’aria aperta e le mete autentiche.«Abbiamo voluto intendere questa partecipazione come una missione di contatto – spiega il direttore generale dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli – per capire gli spazi di collaborazione che si pos-

sono aprire anche con l’Istituto Italiano di Cultura e in continuità con l’interesse mostrato dall’Ambasciata che, lo scorso anno, ha già promosso una mostra dedicata agli scatti di Domenico Notarangelo».Il programma prevede, oltre alla presenza alla fiera Matka, una serie di incontri istituzionali: nel pomeriggio di oggi è in agenda il confronto con il direttore generale dell’Istituto Italiano di Cultura, Adriano Stendardo, mentre in mattinata è previsto l’incontro con l’ambasciatore d’Italia in Finlandia, Nicola Todaro Marescotti.La strategia promozionale dell’Apt punterà sui contenuti più affini alle preferenze del target nordeuropeo: natura, sostenibilità, turismo attivo e cineturismo, anche in virtù della forte popolarità della serie televisiva «Imma Tataranni – Sostituto procuratore». La Basilicata si presenterà con un’offerta che comprende cinque parchi naturali, oltre venti itinerari cicloturistici e una rete articolata di sentieri escursionistici, consultabili attraverso l’app gratuita «Basilicata Free To Move», i siti routebasilicata.it e basilicataturistica.it e diverse piattaforme digitali specia-

lizzate.Un ventaglio di proposte che spazia dalle dorsali appenniniche alle valli, dai calanchi ai borghi storici, integrando paesaggio, spiritualità, enogastronomia e infrastrutture per le attività outdoor, come zipline e ponti tibetani.Tra i temi centrali della promozione figura anche Matera, che nel 2026 sarà Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme a Tétouan, in Marocco, rafforzando il ruolo della città e della regione come luogo di incontro tra culture e identità del Mediterraneo.


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Periscopio

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Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà: il 16 gennaio DI DINO QUARATINO

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è una parola che negli ultimi mesi viene pronunciata con la stessa leggerezza con cui un tempo si diceva “tanto poi ci pensa qualcun altro”: algoritmo. L’algoritmo decide cosa vediamo, cosa compriamo, cosa ci indigna e, con una certa ambizione, anche cosa dovremmo desiderare. Non vota, non protesta, non ha dubbi esistenziali. E soprattutto non risponde a nessuno. Un sogno, per chi ama delegare senza lasciare tracce. Viviamo dentro un paradosso ben arredato: siamo iperconnessi e disorientati come non mai. Abbiamo mappe per ogni strada, tutorial per ogni gesto, risposte immediate per ogni domanda. Eppure sembriamo aver smarrito una competenza elementare: scegliere. Non perché qualcuno ce l’abbia sottratta con la forza, ma perché l’abbiamo appoggiata sul primo tavolo digitale disponibile, con un certo sollievo.Il sarcasmo sta tutto qui: pretendiamo verità assolute da strumenti nati per fare calcoli. Chiediamo sen-

so a sistemi che non conoscono l’attesa, l’errore, la fatica di non sapere. Poi ci indigniamo se il risultato è freddo, impersonale, a volte persino spietato. È come chiedere empatia a uno specchio e offendersi se non ci capisce. Eppure il bersaglio sbagliato è sempre lo stesso: la tecnologia. Sarebbe troppo comodo. Il punto critico emerge quando l’efficienza viene scambiata per saggezza, quando il consenso diventa una scorciatoia morale e l’opinione più condivisa viene trattata come la più giusta. Quando avere ragione conta più

che capire. C’è un dato poco affascinante ma difficilmente contestabile: nessun sistema automatizzato può farsi carico delle nostre rinunce. Nessuna intelligenza artificiale può compensare la pigrizia di chi smette di interrogarsi, di verificare, di assumersi il peso delle conseguenze.Il cambiamento reale non arriva con un aggiornamento software, ma con una modifica molto più scomoda: il modo in cui agiamo, parliamo, scegliamo ogni giorno.L’ironia finale è questa: continuiamo a discutere del “futuro” come se fosse un luogo lonta-

no, mentre lo costruiamo in tempo reale, parola dopo parola, decisione dopo decisione. Ogni giudizio sparato senza ascolto, ogni delega fatta per comodità, ogni silenzio scelto per quieto vivere prepara esattamente il domani di cui poi ci diremo vittime. Forse l’atto davvero controcorrente, nel 2026, non è spegnere i dispositivi né demonizzare il progresso. È smettere di usarli come alibi. Non fa tendenza, non genera like immediati, non si può delegare. Ma, piaccia o no, è l’unica cosa che continua a funzionare.

Libri, storia e territorio: un progetto editoriale tra divulgazione e ricerca per raccontare il Medioevo lucano e valorizzare l’identità culturale della Basilicata

Nasce «Fantastico Medioevo»: undici volumi per riscoprire il passato lucano

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al prossimo 16 gennaio arrivano in libreria e nei principali store online i primi due volumi della collana «Fantastico Medioevo», un progetto editoriale che racconta, in forma agile e divulgativa, personaggi, luoghi e vicende della Basilicata medievale. In totale sono undici i libri previsti, realizzati con gli Editori Laterza nell’ambito di un’iniziativa promossa dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, sotto la direzione scientifica del professor Fulvio Delle Donne.La collana propone un viaggio nel tempo attraverso una storia di incontri tra popoli, culture e civiltà

nel cuore del Mediterraneo, restituendo l’immagine di un passato luminoso capace di parlare al presente e orientare il futuro.Ad aprire il percorso editoriale è lo stesso Delle Donne, professore ordinario all’Università Federico II di Napoli, con il volume «Merli, aquile e falchi. Itinerari tra i castelli di Federico II». Segue il contributo dello storico del diritto Ortensio Zecchino, autore di «Melfi 1231. Federico II e l’emanazione della Costituzione», dedicato a uno dei momenti fondamentali della storia giuridica europea. Gli altri titoli della collana sono affidati a studiosi, scrittori e storici provenienti da diversi atenei italiani, tra cui l’Universi-

tà degli Studi della Basilicata, a partire dal direttore del Dipartimento per l’Innovazione Umanistica, Scientifica e Sociale, Francesco Panarelli.La presentazione ufficiale dell’intera collana, la cui pubblicazione proseguirà nel corso del 2026, è in programma per sabato 7 febbraio alle ore 10.30 presso il Polo Bibliotecario di Potenza. All’incontro interverranno il presidente della Giunta regionale della Basilicata Vito Bardi, il direttore scientifico e curatore della collana Fulvio Delle Donne, la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando, l’editore Alessandro Laterza, la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale della Basilicata Anna Del-

l’Aquila e il direttore della Biblioteca nazionale di Potenza Luigi Catalani.Nel corso dell’anno i volumi saranno inoltre presentati nei comuni e negli Istituti di istruzione superiore del

Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano e donati agli studenti, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia del territorio attraverso strumenti accessibili e coinvolgenti.


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