GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 231
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
SECOndO gLI AttuALI ARREStAtI L'ASSESSORE, Ex AMMInIStRAtORE dELLA COOpERAtIVA, dECIdEVA tuttO
La Cascina, Latronico e i Lopiano più volte gli estorsori come broker della cooperativa minacciavano Manzi di dire «tutto a Cosimo»
Dellapenna a pag 10
dALLE pRIME RICOStRuzIOnI, L’OpERAIO SAREbbE dECEdutO SCHIACCIAtO dA un MACCHInARIO
ROCCO MuORE A 50 AnnI, bAStA! Lavorava alla Lucania Resine di potenza. bardi: «garantire l’incolumità di chi lavora deve essere una priorità assoluta». telesca: «Si lavora per vivere, non per morire». gentilesca: «una perdita improvvisa e inaccettabile» _
AL gEMELLI
In pARLAMEntO
Meloni ribadisce il sostegno a Kiev e sull’energia smonta i dogmi ecologisti: «La decarbonizzazione non sia deindustrializzazione»
Il Papa ha iniziato a camminare
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dI LuCIA StEfAnIA MAnCO
ecorso post operatorio regolare per il Papa”, ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma per l’asportazione di un nodulo al polmone destro. A riferirlo il bollettino medico diffuso dal Vaticano. L’intervento, durato 90 minuti, è stato eseguito avanti ieri pomeriggio da un’equipe medica guidata dal (...)
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Servizio a pag 14
RISERVA OVARICA Al via gli screening della fertilità, oggi la presentazione della campagna sanitaria
basilicata apripista della libertà femminile ALLA bASiLiCAtA iL titOLO di “dEStinAziOnE più AMAtA dAi ViSitAtORi”
Al ttg premio data appeal, Sarli (Apt): «La filiera va rafforzata e sostenuta»
Serino a pag 5
■ Lamattina
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CAREgIVER
Approvato il ddl per il riconoscimento e la tutela della figura, soddisfatto Caiata di FdI: «Il Governo Meloni dalla parte dei più deboli»
■ Servizio
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_ SAnt’ARCAngELO
Al via i controlli notturni della polizia locale per una maggior sicurezza, De Filippo: «Presidio costante»
■ Calabrese
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_ pOLICORO
Osservazioni della Corte dei conti sul rendiconto 2024, l’assessore Scarcia: «Nessuna criticità contabile» Servizio a pag 16
■ Servizio
a pag 28
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Italia e Mondo Meloni in Parlamento ribadisce il sostegno a Kiev
La resa non è pace «Non ho nostalgia della guerra fredda». Sull'energia smonta i dogmi ecologisti: «La decarbonizzazione non sia deindustrializzazione»
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DI ROBERTO LAMATTINA
a cosa assurda è che voi non mettiate mai la faccia nelle cose che avete fatto, che non ve ne assumiate il merito perché ve ne vergognate. Noi possiamo metterci la faccia perché ciò di cui ci vergogniamo non lo facciamo» è una Meloni orgogliosa del suo lavoro quella che interviene nelle repliche al Senato dopo l'intervento delle opposizioni alla sua relazione. Un Presidente del Consiglio che non ha difficoltà a colpire, seppure in punta di fioretto, le fratture della minoranza quando dice «vorrei provare a dialogare con l'opposizione sulla questione ucraina e la politica estera ma non so quale sia la posizione e non vorrei infilarmi in questioni già troppo frammentate». E, con una staffetta precisa dice che sicuramente l'opposizione ha soluzioni migliori ma non ce le dice nei suoi interventi e, soprattutto, non le ha messe in campo quando ha governato «sull'ILVA dite che avrei dovuto adottare il decreto Renzi ma, se quel decreto era così risolutivo perché non ha risolto il problema». Riservando l'ultima stoccata ai cinque stelle cui «non piace la Legge elettorale semplicemente perché si deve indicare programma, coalizione e premier e con questa legge elettorale Conte non sarebbe mai stato Presidente del Consiglio». INDIRIZZARE LE SCELTE Di tutt'altro profilo, molto più tecnico erano state le sue comunicazioni sul consiglio europeo nel quale, con tono e aplomb istituzionale aveva elencato le cose fatte e quelle da fare. «Il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara. Perché l’interesse nazionale si difende contribuendo a
orientare le scelte che ci riguardano, e non limitandosi a subirne le conseguenze. Vale in modo particolare in Europa. Ed è con questo spirito che l’Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio Europeo, e che affronterà i principali temi all’ordine del giorno.» «Per fare questo l'Italia ha precisato Meloni - ha cercato alleanze sempre variabili mettendo al centro l'interesse nazionale perché, come ha detto replicando all'intervento di Monti, l'Italia ha il diritto di sedere alla pari dei partner europei e non al traino». LA DECARBONIZZAZIONE NON PUÒ ESSERE DEINDUSTRIALIZZAZIONE «La questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia - ha detto il Presidente del Consiglio - è un’altra, ed è il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione, a maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico». Allora il lavoro che l'Italia vuole proporre all'Europa è quello di modificare le regole per «evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando». IL DECRETO BOLLETTE «La Commissione - ha precisato il Presidente del Consiglio - si è impegnata a lavorare con noi sul Decreto Bollette. Il confronto tecnico è stato intenso e costruttivo e ci sta portando verso una solu-
zione compatibile con le regole europee e che ci consentirebbe di rendere operativa la nostra misura, riducendo il peso del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità». Un principio semplice per ribadire che quello che interessa all'Italia non è un rigo su un documento finale di un vertice ma una bolletta meno cara perché «se una regola, alla prova dei fatti, produce conseguenze che non erano state previste, o aggrava una situazione di crisi, quella norma va corretta. Perché noi non siamo qui per difendere le regole dalla realtà. Noi siamo qui per difendere i cittadini dalle regole sbagliate. E si può fare». NESSUNA NOSTALGIA PER LA GUERRA FREDDA Sulla questione ucraina Giorgia Meloni caccia l'orgoglio della militante di destra, della ragazza cresciuta nella lotta contro la cortina di ferro e il sostegno ai ragazzi di Buda. «Per come la vedo io - dice- il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace: è ciò che la rende possibile. Perché se l’aggressore può puntare la resa dell’avversario, che bi-
sogno ha di negoziare? Solo che la resa non è pace, è conquista. Se l’Ucraina domani smettesse di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell’occupazione di una Nazione europea, e del ritorno dell’imperialismo di stampo sovietico che l’Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente, non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, e non rimpiango il Muro di Berlino. E nessuno mi convincerà del fatto che la resa di chi difende la propria libertà possa chiamarsi pace. La pace che vogliamo, e che lavoriamo per costruire, anche pagando un prezzo in termini di consenso, è una pace giusta, perché solo una pace giusta può durare, solo una pace giusta mette al sicuro l’Europa e i nostri interessi.» Una posizione talmente chiara da consentirle di prendere anche le distanze da Trump sulla sua apertura per il petrolio russo. CONTRASTO ALLA GUERRA IBRIDA Ha ben chiara la linea del fronte e conosce le tecni-
che di guerra del nemico. Una guerra che rischia di diventare anche interna perché sono strumenti di guerra anche «le campagne di disinformazione costruite per dividere le nostre opinioni pubbliche, per screditare esponenti politici considerati nemici e per condizionare le elezioni, fino a vere e proprie forme di manipolazione dello spazio cognitivo. E la strumentalizzazione dei migranti, spinti alle frontiere come armi di pressione” A chi contrappone le spese per investimenti a quelle per gli armamenti il Presidente del Consiglio ridicolizzando la retorica pacifista ricorda che “la sicurezza è anche precondizione per la prosperità. Nessuno investe in una Nazione che non sa proteggere le sue reti, i suoi porti, i suoi dati. Nessuna impresa esporta se le rotte commerciali non sono sicure. Inoltre, investire in sicurezza significa difendere il risparmio, il lavoro e l’innovazione dei prossimi vent’anni. Una Nazione che non investe nella propria sicurezza non sta risparmiando. Sta rinviando il conto. E la storia insegna che quel conto, alla fine, arriva sempre molto più caro».
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Il fratello Luis Prevost: «È stato uno shock», tanti i messaggi e d’affetto e gli omaggi per Leone XIV
Adenocarcinoma rimosso, il Papa ha iniziato a camminare, Bruni: «L’umore è buono»
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DI LUCIA STEFANIA MANCO
ecorso post operatorio regolare per il Papa”, ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma per l’asportazione di un nodulo al polmone destro. A riferirlo il bollettino medico diffuso dal Vaticano. L’intervento, durato 90 minuti, è stato eseguito avanti ieri pomeriggio da un’equipe medica guidata dal professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa com-
plessa di chirurgia toracica del Gemelli ed esperto di tecniche mininvasive e robotiche. «Confermata la diagnosi - dall’esame istologico - di adenocarcinoma polmonare». Un tumore maligno. Il fratello del Pontefice, Luis Prevost, alla tv americana News Max: «È stato uno shock, ci ha fatto tremare». Tanti i messaggi d’affetto e gli omaggi dei fedeli. Nella nota si legge che ieri mattina «il Pontefice si è alzato e ha iniziato a camminare in stanza», al
decimo piano del Gemelli dove si trova ricoverato. «Ha mangiato - continua il bollettino - e ha fatto la fisioterapia respiratoria. Gli esiti dell’esame del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l'intervento confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito». «Il Papa sta bene, l’umore è buono», ha detto il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, illustrando ai giornalisti la comunicazione post ope-
ratoria dei medici. Luis Prevost, fratello maggiore del Papa, ha raccontato a New Max alcuni momenti di questo periodo ‘delicato’. «Per noi è stato uno shock, anche perché io stesso sono in cura per un tumore. Ma sapere di quel nodulo al polmone è stato snervante, ci ha fatto tremare.», ha detto ricordando quando domenica scorsa il Papa ha annunciato dopo l’Angelus in Piazza San Pietro che si sarebbe dovuto operare. «Poi ho parlato con lui - ha ag-
giunto - ed è stato allora che mi ha detto che pensano di essere intervenuti in tempo. Gli ho chiesto: ‘Sei in pericolo di vita?’ No. Pensano di essere intervenuti in tempo’, ha risposto». Tanti messaggi di affetto e pronta guarigione continuano ad arrivare. Diversi anche gli omaggi dei fedeli. Nella tarda mattinata sono arrivati tre mazzi di fiori bianchi, portati dai gendarmi nell’ala del decimo piano del reparto ospedaliero. Nel piazzale antistante l’ingresso del policlinico, davanti alla statua di Giovanni Paolo II, qualcuno ieri sera ha portato una rosa rossa. C’era anche un cartoncino con un disegno fatto da un bambino. «Siamo qui da ieri e verremo anche domani mattina, vogliamo far sentire a Papa Leone la nostra vicinanza e supportarlo con la nostra preghiera», hanno dichiarato a Cronache Veronica e Federica di Gioventù ardente mariana. «Ha una bella tempra - ha aggiunto Pino , dello stesso gruppo - e questo è importante.». «Speriamo in una bella guarigione perché serve a tutti noi. Sono qui per pregare e dare coraggio al Papa. Ho anche chiesto al dottore di poterlo vedere, ma ha detto di no perchè pare stesse in una stanza segreta», queste, invece, le parole del piccolo Luca ( 8 anni) arrivato da Corigliano d’Otranto ( Lecce ) insieme ai suoi genitori, Giampaolo e Maria Abbondanza.
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Passo importante, oggi la presentazione della campagna sanitaria. Il passo successivo è la crioconservazione degli ovociti
Basilicata apripista della libertà femminile: partono gli screening della riserva ovarica P
DI LUCIA SERINO
erché c’è un calo della natalità? Ci sono moltissime ragioni, di tipo strutturale, economico. E anche storico, la sfiducia e la paura del futuro, per esempio, in tempi che non promettono nulla di rassicurante. Le ragioni, cioè, che ci raccontano ogni giorno le analisi e le proiezioni statistiche. Invecchiamo, il Paese, ma non solo l’Italia, perde quote demografiche che in alcune aree interne, per esempio la Basilicata, assumono proporzioni drammatiche. Ma ci sono almeno altri due dati, spesso sottovalutati, che devono essere presi in considerazione. Il primo riguarda la condizione contemporanea delle donne, il loro modo di stare oggi nel mondo, nuove dimensioni esistenziali, il rifiuto di una “vocazione” generatrice, la voglia di decidere del proprio corpo al di fuori di rapporti tradizionali, percorsi di vita che stentano a conciliare ambizioni, aspirazioni, lavori e decisioni di maternità. E poi, non meno importante e
strettamente connesso, un orologio biologico che arriva tardi e quando arriva non sempre indica l’ora giusta. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità l’infertilità colpisce circa il 17,5% della popolazione adulta a livello globale (in Europa si attesta intorno al 16,5%). L’età è la variabile che incide maggiormente sul calo della fertilità femminilità. Il picco della fertilità si ha tra i 20 e i 30 anni. Dopo si osserva subito una diminuzione graduale nella qualità e nel numero degli ovociti. Dopo i 35-37 anni il calo diventa più rapido. A 40 anni la probabilità mensile di concepimento scende drasticamente (intorno al 5%) e il tasso di aborto spontaneo sale fino a circa il 34%. Oggi, tra le più giovani, si sta velocemente diffondendo la scelta del social freezing, (la crioconservazione elettiva degli ovociti) che risponde a una forte esigenza di autodeterminazione e libertà. Permette alle donne di allineare la biologia riproduttiva con i tempi della rea-
lizzazione professionale, della stabilità economica o della ricerca del partner ideale, riducendo l’ansia dell’orologio biologico. Sono argomenti che bisogna guardare senza pregiudizi ideologici, con laicità e rispetto per le libertà. È per questo che va salutata con soddisfazione la scelta della Regione Basilicata di avviare gli screening della riserva ovarica. La campagna, in collaborazione con le Aziende ospedaliere e sanitarie, sarà presentata oggi, alle 11, nella Sala Inguscio. Lo screening è rivolto alle donne tra i 25 e i 30 anni residenti in Basilicata e
ha l’obiettivo di individuare precocemente eventuali situazioni di ridotta riserva ovarica, cioè del patrimonio di follicoli e ovociti presenti nelle ovaie. Saperlo è la precondizione per scegliere quando e come diventare madre. Non si tratta di una polizza assicurativa con garanzia al 100%, ma di un’efficace strategia precauzionale medica per mantenere inalterate le probabilità di concepimento. Poi, però, viene il passo successivo. Quello, appunto, della crioconservazione degli ovuli. In Italia se la scelta di congelare gli ovociti è pura-
mente sociale (non dettata da malattie), la procedura è a carico esclusivo della donna e viene eseguita quasi interamente presso i centri privati. Quindi è una questione economica, chi ha reddito può anche decidere della propria libertà. Il servizio sanitario nazionale offre la crioconservazione gratuita o tramite ticket esclusivamente per il medicalfreezing, ovvero per donne che devono sottoporsi a terapie oncologiche o affette da gravi patologie che minacciano la fertilità. È un livello su quale non c’è neppure bisogno di discutere. Oltre il quale, però, c’è ormai un cambiamento sociale nei comportamenti di cui non si può non tenere conto. Puglia, Toscana e Lazio hanno già introdotto dei contributi pubblici per abbattere i costi della procedura a prescidere da patologie (che altrimenti si aggirano tra i 2.500 e i 6.000 euro). Sarebbe utile, dunque, che la campagna che oggi avvia la regione Basilicata, una iniziativa che non si può non apprezzare, avesse la lungimiranza e la forza di andare oltre. Non c’è da dividersi su queste cose. Solo da attraversare i tempi che viviamo. Ricordo che la Regione fu tra le prime a introdurre il vaccino contro il Papilloma virus, strettamente connesso ai rischi sessuali dell’adolescenza. Accompagnai subito mia figlia, ragazzina, a farlo. Oggi ha 21 anni e credo di averle fatto un grande regalo di libertà.
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Hanno 16 e 17 anni, entrambi già con precedenti per furto insieme. Erano diventati la “banda della minicar” e seminavano paura tra gli ignari passanti
Roma, aggressioni per divertimento: ecco le motivazioni dei due minori
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DI EMANUELA CALABRESE
eminavano paura a Roma ed erano diventati noti per la “minicar nera” dalla quale spintonavano ignari passanti. Ma finalmente sono stati individuati e denunciati dopo indagini durate quasi 10 giorni, i due minorenni che aggredirono ben 6 altre persone, nelle notti tra il 4 e il 5 ottobre. Sconcertanti già le prime dichiarazioni rilasciate dai due giovanissimi di 16 e 17 anni, che avrebbero confessato di aver agito per noia e divertimento, poi il ritorno a scuola come se nulla fosse. Al momento non trova conferma l'ipotesi che si tratti di una sfida organizzata sui social. Secondo quanto avrebbero raccontato, la notte tra il 4 e il 5 ottobre stavano festeggiando il compleanno di uno dei due. Volevano fare qualcosa, così sono iniziati i raid e le aggressioni a raffica. «Siamo stati noi, volevamo dare una bastonata» hanno dichiarato davanti ai carabinieri. «L'abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo. Ci siamo fermati solo quando abbiamo saputo dell'attore ferito. Ci dispiace». Ma proprio per le gravi condizioni in cui versa l’attore Davide Iacopini -colpito mentre era in monopattino, con un calcio sferrato dall’auto nel quartiere Monteverde- i due minorenni, conducente e passeggero, sono ora entrambi accusati non solo di aggressione, ma anche di tentato omicidio. Uno dei due è figlio di un carabiniere e proprietario della tristemente nota minicar. Ma non è tutto: entrambi infatti hanno un precedente per furto, commesso insieme. Ad incastrarli le indagini della Compagnia di Roma San Pietro insieme agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Sequestrata l'auto, trovata parcheggiata a Testaccio. Gli investigatori hanno esaminato le circa 40 telecamere di videosorveglianza di vari quartieri con decine di ore di registrazioni, ascoltato testimoni e cercato di ricostruire gli spostamenti di quell'auto di piccola cilindrata. Dalle immagini
emergerebbe che la minicar non avrebbe mai lasciato l’area delle aggressioni, il quartiere centrale di Monteverde Vecchio. Nei video anche una sosta al bar, prima di una delle invettive. I due giovani sono stati ascoltati in caserma dal pm della Procura di Roma dove hanno ammesso i fatti. Dietro la svolta c’è un lavoro investigativo meticoloso: le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguite grazie all'ausilio delle Sezioni 'Cyber Investigation' e 'Rilievi Tecnico Scientifici' dei Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ris di Roma, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine al fatto che la minicar individuata fosse il mezzo con cui erano state commesse le sei aggressioni. Il fascicolo passa ora all'attenzione della Procura presso il tribunale dei minori e valutarne l'impianto accusatorio. LE INDAGINI, GLI ADESIVI SULL’AUTO E L’APP DI GEOLOCALIZZAZIONE I due ragazzi sono stati individuati dopo le indagini dei Carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani. Il veicolo aveva dei “segni particolari”: sul cofano aveva adesivi di un cobra rosso e dei led sul paraurti anteriore, insieme ad una luce rossa sulla targa. Gli investigatori, anche attraverso i profili social dei ragazzi, li hanno individuati e uno dei due, nel corso della confessione, ha riconosciuto anche il cappellino che era stato trovato in strada dopo una delle aggressioni a ponte Testaccio. Ma all’auto, proprio per i suoi segni particolari, si è arrivati anche grazie alla testimonianza di un meccanico, che avrebbe raccontato di avere montato lui stesso dei led rossi in prossimità della targa e posto degli adesivi su una minicar nera. Ancora una volta la tecnologia ha permesso di agevolare le indagini: sul cellulare di uno dei minori reo confessi è stata difatti trovata un’applicazione che monitorava i movimenti. Una di quelle App che i genitori uti-
lizzano per controllare i propri figli, in quanto permette di localizzare da remoto i dispositivi. Il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi ha commentato: «Siamo soddisfatti per l’arresto dei due presunti responsabili. Abbiamo dato una risposta veloce ad un caso che aveva creato allarme tra i cittadini». DALL’AGGRESSIONE ALL’ATTORE IACOPINI, ANCORA IN RIANIMAZIONE, ALL’ESCALATION DI PAURA La prima notizia di rilievo
nazionale è stata l'aggressione all'attore Davide Iacopini ma le segnalazioni si sono poi moltiplicate: tra le altre, una donna ha denunciato di essere stata colpita con una spinta dal passeggero di una minicar nera mentre andava in bici. Stessa dinamica. Un ragazzo si sporge dal mezzo, colpisce la vittima per farla cadere, poi l’auto sfreccia via. L'ultima denuncia è di un uomo di 67 anni che, ai Carabinieri della stazione di Roma Monteverde Nuovo, ha detto di essere stato avvicinato in tarda sera, mentre percor-
reva a piedi viale dei Quattro Venti, da una microcar di colore nero con a bordo due soggetti. Secondo il racconto dell'uomo, il passeggero lo avrebbe colpito al fianco con un tubo in plastica. Fortunatamente le 5 vittime dei due giovani non hanno subito conseguenze gravi come quelle riportate dall’attore Iacopini, tuttora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma e già sottoposto a due interventi chirurgici alla testa, a causa della caduta che lo ha fatto finire contro un’auto in sosta.
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Allarme su triangolazioni attraverso Emirati e Svizzera
Sudan: l’oro finanzia la guerra I
DI IBRAHIM OSSMAN*
l commercio dell’oro è diventato uno dei dossier più caldi legati alla guerra in Sudan, con entrambe le fazioni in lotta che dipendono dalle risorse economiche minerarie per finanziare le operazioni militari e l'acquisto di armi. Mentre la comunità internazionale cerca di prosciugare le fonti di finanziamento del conflitto imponendo restrizioni sul metallo prezioso proveniente da zone di guerra, il contrabbando e la riesportazione attraverso paesi terzi restano la sfida principale per la tracciabilità dell'oro sui mercati globali. Gli Emirati Arabi Uniti ricoprono un ruolo strategico in questo flusso come hub centrale per il commercio e la riesportazione dell’oro, mentre la Svizzera si conferma tra i principali centri mondiali di raffinazione. Il transito dell’oro sudanese lungo queste rotte solleva forti dubbi sull'efficacia delle norme europee di tracciabilità e due diligence, ritenute non sempre in grado di rilevare l'origine reale del metallo e di impedirne la trasformazione in una fonte indiretta di finanziamento bellico. L’AFFONDO POLITICO: «UN’AUTENTICA APOCALISSE SULLA TERRA» Sulla questione è intervenuto il deputato del Movimento 5 Stelle, Marco Pellegrini. «È in corso la più grave crisi umanitaria della storia recente e sembra non interessi a nessuno», ha esordito il parlamentare. «Stragi di civili, stupri di massa, pulizia etnica, carestia, più di 14 milioni di sfollati e, in questa autentica apocalisse sulla terra, il mondo sostanzialmente fa finta di non vedere», ha denunciato Pellegrini. «Anzi, ad essere precisi, oltre a far finta di non vedere il genocidio dei sudanesi, alcuni attori statuali hanno soffiato sul fuoco dello scontro interno di potere trasformandolo rapidamente in una guerra civile di rara violenza che, al tempo stesso, è anche una guerra per procura a carattere regionale», ha aggiunto. Il deputato ha poi preso in esame i motivi alla base degli scontri: «Gli interessi in gioco sono ovvia-
mente geopolitici, ma anche economici, viste le immense risorse minerarie di cui dispone il Sudan, in primis l'oro, il cui contrabbando permette di far arrivare in Sudan un fiume di armi che alimenta la spirale della guerra e che rende vano ogni ipotesi di tregua o di tentativo negoziale», ha sottolineato. «Anche in questo caso siamo di fronte al paradosso della cosiddetta 'maledizione delle risorse' africane, visto che la ricchezza del sottosuolo sudanese si è trasformata in una condanna a morte per la popolazione civile e non in un potente volano per uno sviluppo sostenibile, come dovrebbe essere», ha proseguito Pellegrini nell’analisi. IL BUSINESS TRANSNAZIONALE DEL CONTRABBANDO «Non dobbiamo nasconderci che il contrabbando dell'oro sudanese non è un fatto episodico o locale ma ha assunto un carattere transnacional, che movimenta un flusso di denaro che si ritiene oscilli tra i 4 e gli 8 miliardi di dollari all'anno", ha rilevato l'esponente pentastellato. "Le stime - molto difficili, visto il collasso delle istituzioni nazionali in ampie zone del Paese - indicano che almeno il 70% dell'oro estratto, circa 70 tonnellate annue, viene contrabbandato grazie a una ben articolata rete di triangolazioni internazionali che permette di schermarne l'origine illegale, di ripulirlo e farlo entrare nei mercati globali», ha spiegato. Pellegrini ha poi tracciato la rotta del metallo prezioso: «Gran parte dell'oro contrabbandato - come denunciano diverse inchieste - arriva negli Emirati Arabi e da qui, ripulito dell'origine sudanese, viene immesso nel mercato internazionale, venduto alle multinazionali della raffinazione e poi distribuito all'industria orafa dei beni di lusso», ha osservato. «Il ruolo degli Emirati Arabi nel contrabbando d'oro e nel conflitto sudanese è oggetto di rapporti delle Nazioni Unite ma, ciononostante, la comunità internazionale ha preferito soprassedere dall'intraprendere azioni sanzionatorie drastiche, in una logica di realpolitik, di interdipendenza economica
e di alleanze strategiche imprescindibili, considerato che Abu Dhabi è un partner commerciale energetico cruciale per l'occidente ed è uno dei maggiori acquirenti di armamenti avanzati», ha evidenziato il deputato. «Inoltre, non si dimentichi che gli Emirati possiedono fondi sovrani tra i più grandi e importanti del mondo che investono massicciamente in infrastrutture occidentali, nel debito pubblico, banche, aziende tecnologiche», ha voluto rimarcare. «Chi dimentica tutto questo rischia di essere complice», ha ammonito infine Pellegrini, concludendo con parole durissime: «Quell'oro è sporco di sangue. Il sangue dei sudanesi innocenti». IL BLOCCO UE E IL NODO DEI PAESI TERZI Secondo quanto riportato dalla rivista italiana Nigrizia in un dossier, il Consiglio dell’Unione Europea ha sancito lo scorso luglio il divieto di acquisto, importazione e trasporto di oro dal Sudan verso i paesi UE. Una misura volta a colpire i proventi di un mercato illegale che garantisce miliardi di euro l’anno alle Forze Armate Sudanesi (SAF) e alle Forze di Supporto Rapido (RSF), ritenute responsabili della crisi umanitaria che conta circa 12 milioni di sfollati e centinaia di migliaia di vittime. La decisione europea, giunta dopo anni di pressioni da parte della società civile, rischia tuttavia di non essere sufficiente. L'oro contrabbandato passa infatti da paesi terzi che ne modificano i dati di origine, consentendone l'ingresso nei mercati europei come oro "pulito". Per le organizzazioni della società civile italiana, tra cui i Missionari Comboniani e la stessa Fondazione Nigrizia, la soluzione richiede un inasprimento delle regole di tracciabilità oltre il fornitore diretto, colpendo i centri di transito. Gran parte dell’oro sudanese contrabbandato finisce negli Emirati Arabi Uniti, secondo importatore mondiale dopo la Svizzera. Qui il metallo viene raffinato e riclassificato prima di essere riesportato. Nel corso del 2025, la Svizzera ha ricevuto circa 420 tonnellate di oro registrato come "emiratino",
mentre circa il 65% dell'oro scambiato nell'UE proviene proprio dalla Svizzera. Le attuali norme europee sui minerali provenienti da zone di conflitto, in vigore dal 2017, presentano una falla strutturale poiché limitano i controlli al solo fornitore diretto. LE INIZIATIVE IN ITALIA E IL RUOLO DI ABU DHABI In vista della revisione del regolamento UE prevista per il 2027, Fondazione Nigrizia parteciperà alle consultazioni europee per chiedere l'estensione della tracciabilità e l'inclusione di hub come gli Emirati Arabi Uniti nella lista delle aree di conflitto e ad alto rischio (CAHRAs). L'iniziativa ha trovato eco anche in Italia, dove è stata presentata un'interrogazione parlamentare al Governo per verificare i flussi di oro sospetto che giungono sui mercati nazionali e chiedere se Roma intenda affrontare il tema della tracciabilità con Berna e Abu Dhabi. Gli Emirati Arabi Uniti, che respingono le accuse di sostegno alle RSF sollevate da inchieste giornalistiche e organizzazioni umanitarie, sono stati citati esplicitamente per la prima volta dal Parlamento Europeo in una risoluzione di luglio in merito al ruolo nel finanziamento del conflitto. Secondo gli analisti, la debolezza dei controlli doganali e l'ampio mercato informale rendono l'oro una risorsa dif-
ficilmente intercettabile, la cui regolamentazione richiede interventi strutturali sulle rotte di riesportazione e non solo semplici bandi diretti. L'ANALISI TECNICA: FILIERE COMPLESSE E MERCATI DEL GOLFO In merito alla complessità di questo scenario si è espresso anche il professor Federico Donelli, esperto di relazioni internazionali. «Direi che la trasparenza delle filiere dell’oro è certamente un elemento importante per comprendere e contrastare i meccanismi economici che contribuiscono a sostenere il conflitto in Sudan», ha dichiarato l'accademico. «L’oro rappresenta infatti una risorsa strategica che alimenta non solo le dinamiche economiche della guerra, ma anche le più ampie lotte di potere interne tra i due principali schieramenti», ha analizzato Donelli. «Si trata tuttavia di una filiera complessa e fortemente regionalizzata, nella quale operano diversi intermediari e attori commerciali», ha proseguito il professore. «Per questo, oltre al contrasto al contrabbando, sarebbe importante rafforzare la tracciabilità dell’oro lungo l’intera catena di approvvigionamento e aumentare la trasparenza sui mercati di destinazione, compresi quelli del Golfo», ha infine raccomandato l’esperto. *GIORNALISTA FREELANCE EGITTO/NEOZELANDESE
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Cronache Lucane Secondo gli attuali arrestati l'assessore decideva tutto anche perché ex amministratore della cooperativa
La Cascina, Latronico e i Lopiano Più volte gli estorsori si muovono come broker della cooperativa e minacciano Manzi di dire tutto «a Cosimo». Nessuno si è accorto di niente?
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__Latronico e Antonio e Luigi Lopiano e l’edizione di Cronache dell’8 ottobre
DI MASSIMO DELLAPENNA
li devi dire sennò non avete niente, che so come funziona, io penso che Latronico paga anche l'azienda dove lavora Luigi». Questo il contenuto di una captazione ambientale di una conversazione tra Lopiano e Manzi. Come fanno notare gli inquirenti, i due stanno parlando di un subappalto de La Cascina nell'ambito dei lavori affidati per la co-
struzione del Trauma Center. In questa intercettazione Lopiano, ormai spazientito del fatto che sembrano esclusi da ogni lavoro, si rivolge a Manzi ricordandogli che Cosimo Latronico è quello che decide i pagamenti. Una situazione che sembra essere confermata dallo stesso Manzi. IL RAPPORTO TRA MANZI E LATRONICO I Lopiano, quando perdono la pazienza nei confronti di
Luca Manzi, ripetono continuamente «mo’ lo diciamo a Latronico» oppure «dove sta Latronico? In Regione. Mo’ andiamo e facciamo scoppiare un casino». Lo stesso Manzi viene definito come quello «che porta il cappotto» a Cosimo Latronico. Durante tutte le intercettazioni telefoniche emerge un dettaglio. Ogni volta che i Lopiano minacciano di parlare con Latronico, Luca Manzi cerca di trovare una scusa, dice «gli
parlo io», come se fosse una cosa da evitare in ogni modo. Come è noto Latronico è assessore regionale alla salute di Fratelli d'Italia. Il rapporto tra Manzi e Latronico, secondo gli inquirenti, non sarebbe nato per ragioni politiche ma perché «Latronico ha già ricoperto l'incarico di amministratore de La Cascina» che è la società nella quale Manzi lavora e che si è aggiudicata i lavori per
re me possibile interlocuto I Lopiano parlano di lui co
o c i n o r t a L i d e m Spunta il no re lare all'assesso ar p i d lla ue q e Manzi anch fai» Tra le minacce a tuo e poi non lo è to al p p l'a e i dire ch perchè «non puo
«A
N DI MAS SIMO DEL L APE
NA
Latronico dove lo tro vo ? Al la Re gio ne, fac cio suc ced ere un casino (...).perchè tu none ti puoi permettere di dir e che l'ap pal to è tuo ...» poi non farlo. Tra le minacce che i Lo ca Lu a no eva fac no pia o Ma nzi e che em erg on dalle intercettazioni tele foniche trascritte nell'or din anz a del GI P che ha disposto le misure cautelar i a car ico deg li ste ssi o, Lo pia no e di Qu ara tin e c'era anche quella di diro. tutto a Cosimo Latronic L’APPALTO DEL TRAUMA CENTER o La vicenda ruota intorn ai lavori di realizzazione
la realizzazione del Trauma Center del San Carlo i cui subappalto fanno gola ai Lopiano. Quello che si legge tra le righe delle quattrocento pagine di indagine è che Latronico sarebbe, almeno secondo l'interpretazioni dei Lopiano, ancora in grado di determinare le decisioni de La Cascina che aveva amministrato. Da qui la paura di Manzi per un intervento dei Lopiano su Latronico, di qui quel «penso che Latronico paga anche l'azienda dove lavora Luigi». IL RUOLO DE LA CASCINA La Cascina è una cooperativa di livello nazionale anche se ben radicata in Basilicata. Dalle indagini apprendiamo che è stata amministrata da Cosimo Latronico e che ha in Luca Manzi il responsabile dell'appalto del San Carlo. Quello che non è chiaro è se La Cascina si sia mai resa conto di quello che stava accadendo intorno ai subappalti. Domenico Beneventi dice nelle sue sommarie informazioni che «i Lopiano trovavano le ditte per la Cascina» chiedendo una quota per «l'attività di brokeraggio» tra la cooperativa e i subappaltatori dicendo che passare «tramite loro era l'unico modo per fare il lavoro». Circostanza questa che viene confermata anche da altri imprenditori. Noi non vogliamo parlare di «non poteva non sapere» e ci teniamo a precisare che in nessuna intercettazione viene captata la voce di Latronico o si può constatare un interessamento dell'assessore già amministratore de La Cascina o degli attuali amministratori della Cooperativa negli affari dei Lopiano e di Quaratino. Certo è che sembra strano che nessuno si sia accorto di niente come se Manzi, i Lopiano e Quaratino parlassero tra di loro, si facessero e subissero minacce senza che nessuno ne sapesse niente.
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Verranno valutati gli interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori interessati dagli eventi
Frana di Maratea e Trecchina Tavolo di confronto in Regione POTENZA La Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata ha istituito e convocato per oggi alle 16.30, il “Tavolo tecnico di coordinamento per le criticità connesse ai fenomeni franosi nei territori di Maratea e Trecchina”. La riunione si terrà nella sede di corso Garibaldi a Potenza, per una valutazione congiunta delle conseguenze sulla viabilità e degli interventi necessari a garantire la sicurezza e la continuità dei collegamenti. «Le criticità che interessano l’area di Maratea richiedono una valutazione complessiva, perché le conseguenze dei fenomeni franosi non si limitano ai singoli tratti stradali, ma incidono sulla mobilità di un intero territorio. Dobbiamo mettere tutti i soggetti competenti nelle condizioni di condividere le informazioni e le soluzioni più efficaci per tutelare i collegamenti e ri-
durre i disagi per cittadini e attività economiche». Lo dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe. Al tavolo parteciperanno Anas Basilicata, Anas Campania, Provincia di Potenza, Comune di Maratea, Comune di Trecchina e Struttura commissariale di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basilicata. Il confronto consentirà di esaminare le diverse criticità che interessano la rete viaria dell’area, anche alla luce delle verifiche tecniche e delle attività di progettazione già avviate sulla SP3 Tirrena, nel tratto tra Maratea e Trecchina interessato dal distacco di materiale roccioso, ma non solo. L’attenzione sarà rivolta anche al bypass di Castrocucco sulla SS18, alle viabilità sul versante di Acquafredda e Sapri e alla percorribilità degli iti-
nerari alternativi. «Ogni ente ha competenze e responsabilità specifiche, che devono trovare un punto di raccordo. Il nostro obiettivo – conclude
Pepe – è costruire un quadro condiviso degli interventi necessari, individuare i passaggi da affrontare e ridurre i tempi per arrivare alle soluzio-
ni. La Regione continuerà a favorire il coordinamento tra le istituzioni, mantenendo al centro la sicurezza delle persone e il diritto alla mobilità».
L’ASSESSORE CICALA: «NOSTRO IMPEGNO PROSEGUE SU TUTTI I LIVELLI, MA BISOGNA FARE PRESTO»
«Caro energia, pronte misure per le imprese agricole»
MATERA «Le imprese agricole hanno bisogno di risposte concrete, ma anche di chiarezza. Comprendo le difficoltà che stanno attraversando, a cominciare dall’aumento dei costi del carburante, dell’energia e dei fertilizzanti. Per questo ho ritenuto importante aggiornare il comparto sul lavoro svolto, sulle misure già disponibili e sulle ulteriori iniziative che intendiamo portare avanti a livello regionale, nazionale ed europeo». È quanto dichiarato dall’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, nel corso della conferenza stampa dedicata all’emergenza dei costi di produzione agricoli. «Ieri abbiamo avuto un nuovo confronto con il presidente Vito Bardi e i colleghi della Giunta regionale. Prosegue il lavoro della Direzione Bilancio per individuare le necessarie coperture finanziarie. Al momento non ci sono ancora risorse aggiuntive formalmente stanziate, ma il percorso istituzionale e amministrativo continua. Sappiamo che le imprese non possono attendere a lungo e che occorre accelerare». Quattro le linee di intervento regionale elaborate a seguito del
_ Un momento della conferenza stampa
confronto con le organizzazioni professionali agricole: un sostegno sul gasolio attraverso il sistema UMA, un fondo rotativo per la liquidità delle imprese, la sospensione con possibile abbattimento dei canoni irrigui e un intervento sui costi dell’acqua per la zootecnia. «Il Dipartimento, insieme al direttore generale Rocco Vittorio Restaino e agli uffici, ha già svolto un importante lavoro tecnico per individuare gli strumenti operativi. Una volta definite le ri-
sorse e completate le necessarie verifiche, potremo procedere con i provvedimenti conseguenti». Nel corso dell’incontro Cicala ha richiamato anche gli interventi del Governo nazionale, dalle agevolazioni strutturali sul gasolio agricolo ai crediti d’imposta per carburanti e fertilizzanti, fino agli ulteriori strumenti di sostegno alle filiere e alla liquidità delle imprese. Sul versante regionale, l’assessore ha ricordato l’incremento del 30% dei quantitativi di carbu-
rante agevolato assegnabili attraverso il sistema UMA e l’avanzamento della programmazione europea. «Sul CSR Basilicata 2023–2027, con una dotazione di circa 453 milioni di euro, abbiamo già messo a bando 318 milioni, oltre il 70% della programmazione, e materialmente erogato 160 milioni ai beneficiari attraverso circa 35.700 domande di pagamento, secondo i dati al 22 settembre. Sono risultati importanti che testimoniano il lavoro del Dipartimento e la capacità di accompagnare gli investimenti delle imprese agricole». Cicala ha chiarito anche la differenza tra i fondi della programmazione europea e le risorse necessarie per fronteggiare nuove emergenze. «Le risorse del CSR sono vincolate a interventi definiti nell’ambito della programmazione agricola europea. Non possiamo utilizzarle liberamente per altre finalità senza rispettare le procedure previste, comprese le eventuali autorizzazioni europee. È una distinzione fondamentale per comprendere perché l’attivazione di numerosi bandi non equivale alla disponibilità immediata di fondi per nuovi aiuti straordinari».
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Sei nuovi appuntamenti in provincia di Matera dedicati a economia, leadership, agricoltura, legalità, politica
Forza Italia Giovani Basilicata, riparte la scuola di formazione MATERA Con sei nuovi appuntamenti dedicati a economia, leadership, agricoltura, legalità, politica estera e sanità, riparte nella provincia di Matera la Scuola di Formazione Politica di Forza Italia Giovani Basilicata, un percorso dedicato alla formazione politica e civica delle ragazze e dei ragazzi del territorio. Dopo la prima fase del percorso, la Scuola prosegue con sei nuovi appuntamenti dedicati ad alcuni dei principali temi del dibattito politico e della vita pubblica: libero mercato; impresa e libertà economica; leadership impegno civico; agricoltura e Made in Italy; cultura della legalità e della trasparenza; politica estera, interesse nazionale e libertà; salute e sanità mentale. L’obiettivo è offrire ai partecipanti strumenti di conoscenza e approfondimento, favorendo una partecipazione sempre più consapevole alla vita politica e istituzionale e contribuendo alla formazione di una nuova generazione di ammini-
_ Filippo Solimando e i giovani di Forza Italia
stratori e dirigenti. «Sono entusiasta per la ripresa della Scuola di Formazione nella provincia di Matera e sono particolarmente felice che questo nuovo ciclo parta proprio da Tursi, un territorio al quale sono profondamente legato – dichiara Filippo Solimando, Responsabile regionale alla Formazione di Forza Italia Giovani Basilicata – Abbiamo iniziato questo percorso e intendiamo portarlo a compimento, con l’obiettivo di assicurare ai nostri militanti il massimo della preparazione e della qualità. Vogliamo dare a tutti i partecipanti gli stru-
menti necessari per poter essere sempre più parte attiva nei processi decisionali del partito e, più in generale, nella gestione della cosa pubblica. La politica non si improvvisa: si studia, si costruisce con passione e competenza e richiede perseveranza. Noi giovani sappiamo che, se vogliamo fare la differenza, dovremo impegnarci tanto. Sono convinto che questa scuola possa rappresentare per molti di noi un punto di partenza per assumere, nel tempo, responsabilità sempre maggiori. E sono convinto che, insieme, ce la faremo.»
«Con l’avvio della nostra Scuola di Formazione Politica diamo alle ragazze e ai ragazzi del territorio una guida solida e strumenti concreti per incidere davvero sul futuro della nostra provincia – dichiara Antonella Iacovino, Segretaria Provinciale di Forza Italia Giovani Matera – Liberali, europeisti e garantisti: non siamo spettatori, ma una generazione pronta ad amministrare e a guidare il cambiamento con competenza e coraggio». «Ricomincia, per la seconda parte, la Scuola di formazione politica di Forza Italia Giovani Basilicata – afferma il Segretario Regionale di Forza Italia Giovani Basilicata Simone Pierro – La prima “stagione”, svoltasi in primavera nella provincia di Potenza, è stata un vero successo di partecipazione e sono convinto che anche nella provincia di Matera, dove gli eventi formativi saranno itineranti, riusciremo a raggiungere una platea significativa di giovani e adulti che vogliono formarsi e apprendere il funziona-
mento di aspetti chiave della vita politica. In questi anni Forza Italia Giovani è stato il movimento giovanile che più di tutti ha avuto la capacità di attrarre ragazze e ragazzi che si identificano nei nostri valori liberali e moderati, ma il modo migliore per mantenere vivo l’interesse per la politica nei giovani è proprio quello della formazione, perché solo formandoci è possibile comprendere cosa significhi davvero fare politica e amministrare e solo così saremo veramente competitivi e in grado di farci trovare pronti alle sfide che ci attendono». La ripresa della Scuola di Formazione rappresenta così un nuovo momento di approfondimento e confronto per i giovani di Forza Italia, con l’obiettivo di coniugare valori, conoscenza e impegno concreto sul territorio. Il calendario degli appuntamenti e le modalità di partecipazione saranno comunicati attraverso i canali ufficiali di Forza Italia Giovani Basilicata e Forza Italia Giovani Matera.
VACCARO UIL PENSIONATI BASILICATA: «A RISCHIO IL POTERE D’ACQUISTO DI CHI HA VERSATO CONTRIBUTI PER UNA VITA»
«Diritti anziani al centro della prossima legge di Bilancio»
POTENZA «Le condizioni di vita delle pensionate e dei pensionati devono essere una priorità nell’agenda del Governo e trovare risposte concrete nella prossima legge di Bilancio. Non è più accettabile che, ogni volta che bisogna reperire risorse, si torni a intervenire sulle pensioni, mettendo a rischio il potere d’acquisto di chi ha lavorato e versato contributi per una vita» È quanto dichiara Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, che ha preso parte a Roma, al Consiglio nazionale della Uil Pensionati, insieme a una delegazione lucana. Ai lavori sono intervenuti il segretario generale della Uilp, Carmelo Barbagallo, che ha svolto la relazione introduttiva, e il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, che ha concluso l’incontro. «Anche dalla Basilicata – sottolinea
Vaccaro – arriva una richiesta chiara: servono politiche capaci di garantire pensioni dignitose, ridurre la pressione fiscale sui redditi bassi e medi e difendere il potere d’acquisto dall’inflazione. La rivalutazione delle pensioni non è un privilegio, ma uno strumento fondamentale per tutelare chi vive del proprio assegno previdenziale. Per le pensioni più basse, già esenti dall’Irpef, occorrono inoltre sostegni diretti». Altro tema centrale è quello della sanità pubblica e dell’assistenza. «Il reddito, da solo, non basta se una persona anziana è costretta ad affrontare lunghe liste d’attesa, a pagare visite private o a sostenere costi assistenziali che spesso ricadono interamente sulle famiglie. Occorrono più risorse e personale per la sanità pubblica, il rafforzamento della medicina territoriale e dell’assi-
stenza domiciliare, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e alle aree interne». Per Vaccaro, queste questioni assumono un rilievo particolare in Basilicata, dove la tutela degli anziani deve confrontarsi con le difficoltà di accesso ai servizi e con le differenze territoriali nell’offerta assistenziale. “La non autosufficienza richiede risorse strutturali e un sistema di servizi fondato sui bisogni delle persone, che non
lasci sole le famiglie. Allo stesso tempo, bisogna rafforzare la contrattazione sociale con Comuni e istituzioni per garantire servizi, trasporti e tariffe sostenibili, assicurando pari diritti a tutti i cittadini». La Uil Pensionati Basilicata sostiene inoltre la proposta del Servizio civile delle anziane e degli anziani attivi, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione delle persone anziane alla vita delle comunità. «La partecipazione al Consiglio nazionale – conclude Vaccaro – conferma l’importanza di portare anche la voce delle pensionate e dei pensionati lucani nel confronto nazionale. Continueremo a lavorare insieme alla Uil per ottenere impegni verificabili e risposte concrete su pensioni, fisco, sanità e assistenza. Gli anziani non chiedono privilegi, ma rispetto, servizi adeguati e il diritto a vivere con dignità».
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POTENZA Bardi: «Garantire l’incolumità di chi lavora deve essere una priorità assoluta». Telesca: «Si lavora per vivere, non per morire»
Lucania Resine, Rocco De Carlo 50 anni muore schiacciato da un macchinario
POTENZA. La Basilicata conta l’ennesima tragedia sul lavoro. Si tratta di Rocco De Carlo, l’operaio 50enne morto ieri a causa di un incidente sul lavoro nello stabilimento Lucania Resine, che produce materiale plastico nella zona industriale di Potenza. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato schiacciato da un macchinario. L’uomo è stato trasportato al San Carlo in codice rosso dai sanitari del 118 ma le sue condizioni sono apparse immediatamente disperate. Nonostante i tentativi di rianimarlo, infatti, l’uomo è deceduto al Pronto soccorso a causa delle gravi ferite riportate. IL CORDOGLIO DI BARDI E TELESCA «Esprimo a nome mio personale e dell’intera comunità lucana il cordoglio alla famiglia dell’operaio della Lucania Resine tragicamente scomparso oggi a Potenza. Non ci sono parole adeguate per colmare un dolore così grande e ingiusto» è quanto sottolinea il Presidente della Regione, Vito Bardi, appresa la notizia del grave incidente. «Ci stringiamo attorno ai suoi cari e ai suoi colleghi di lavoro in questo momento di sofferenza. In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica dell’incidente, la tragedia di oggi ci impone, ancora una volta, di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Garantire l’incolumità di chi lavora deve essere una priorità assoluta e un impegno corale di tutte le
istituzioni e del sistema produttivo». «La Regione Basilicata – conclude Bardi – è impegnata a fare fino in fondo la propria parte, ma è indispensabile che anche le aziende facciano la loro, garantendo standard di tutela e controlli rigorosi». Allo stesso modo, il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca esprime «profondo cordoglio e la vicinanza personale e dell’intera Amministrazione comunale alla famiglia di Rocco De Carlo». «Saranno le indagini ad accertare le cause e le eventuali responsabilità di questo gravissimo incidente. Ma una cosa è certa: non possiamo continuare ad assistere a questa inaccettabile perdita di vite umane. - continua Telesca - Si lavora per vivere, non per morire. Non è accettabile che una persona esca di casa al mattino per guadagnarsi da vivere e non faccia più ritorno dalla propria famiglia». «Troppi incidenti sul lavoro continuano a funestare il nostro Paese. Oggi questa tragedia ha colpito Potenza, lasciando un’intera comunità sgomenta e addolorata. - prosegue il sindaco - La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo o un adempimento burocratico, ma deve rappresentare una priorità assoluta. Servono norme efficaci, controlli rigorosi, prevenzione, formazione e azioni concrete per impedire che simili tragedie si ripetano. Quante altre vite dovranno essere spezzate prima che la tutela della vita e della dignità di ogni lavoratore diventi davvero una priorità
irrinunciabile?» «Non possiamo limitarci al cordoglio dopo ogni tragedia. Abbiamo il dovere, tutti, istituzioni, imprese e società civile, di agire perché nessuno debba più morire di lavoro» conclude Telesca. LA REAZIONE DEI SINDACATI «Piangiamo oggi l'ennesima vittima sul lavoro in Basilicata, la sesta nel 2026. Un bollettino di guerra a cui non possiamo e non vogliamo rassegnarci. Nello stringerci al dolore della famiglia e nell'attesa che si faccia chiarezza su quanto avvenuto, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questa strage infinita». Lo affermano il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito e la segretaria generale della Filctem Cgil Potenza, Laura Genovese. «In un paese in cui muoiono in media tre lavoratori al giorno per incidenti sul lavoro, chiediamo interventi urgenti e che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro vengano messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa» affermano. «Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono Rocco De Carlo. Siamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il mondo
del lavoro e che impone a tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, di non fermarsi alle parole di circostanza. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta collettiva e un richiamo preciso alla responsabilità di chi deve garantire condizioni di lavoro sicure». Lo dichiara Andrea Fioredelmodo, commissario Uiltec Basilicata, sottolineando la necessità di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti per rafforzare la prevenzione e contrastare gli incidenti nei luoghi di lavoro. «La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere, né un adempimento burocratico da assolvere. È un diritto fondamentale dei lavoratori e un dovere irrinunciabile per le imprese e le istituzioni. Servono più prevenzione, formazione continua, controlli rigorosi e investimenti adeguati, affinché ogni lavoratore possa tornare a casa al termine della propria giornata». Per Fioredelmodo è arrivato il momento di dare seguito alla proposta avanzata da tempo dalla Uil Basilicata per l’approvazione di una Legge regionale sulla sicurezza sul lavoro: «Chiediamo alla Regione Basilicata di avviare immediatamente un percorso legislativo che porti a una legge organica sulla sicurezza, costruita attraverso il confronto con il mondo delle imprese, le istituzioni e le parti sociali. Occorre mettere in campo strumenti concreti, rafforzare il sistema della prevenzione e promuovere una cultura della sicurezza diffusa, che coinvolga tutti gli attori del sistema produttivo». «L’ennesima vittima sul lavoro nella nostra regione, la sesta dall’inizio dell’anno, richiama con la massima urgenza la necessità di un atto collettivo di responsabilità da parte di tutti gli attori economici, sociali e istituzionali coinvolti. Non è un paese civile quello in cui si continua a morire dl lavoro. Ancora una volta siamo a sollecitare maggiori e più incisivi controlli allo scopo di prevenire i fenomeni infortunistici che, lo ricordiamo, non sono mail l’ef-
fetto del caso ma il risultato di una catena di eventi e sottovalutazioni dei rischi. In attesa che gli organi deputati accertino le responsabilità del caso, il nostro pensiero va al lavoratore morto e alla famiglia. A loro dobbiamo ogni sforzo affinché si ponga fine a questa drammatica scia di sangue. Stiamo valutando le iniziative da mettere in campo per alzare il livello della pressione sulla istituzioni e sul mondo imprenditoriale affinché la reazione non si limiti ai messaggi di solidarietà ma produca atti concreti». Lo ha dichiarato nel pomeriggio il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. «Una notizia drammatica che colpisce l’intera comunità lucana e riporta al centro una questione che non può più essere affrontata soltanto dopo l’ennesima tragedia: la sicurezza nei luoghi di lavoro e il diritto di ogni lavoratore a tornare a casa al termine della propria giornata» afferma la Fenac Fismic Confsal che si stringe «attorno alla famiglia della vittima, esprimendo le più sentite condoglianze e la propria vicinanza in un momento di dolore indicibile». «Sarà compito degli organi inquirenti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Potenza, ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. - continua il sindacato - È fondamentale che ogni aspetto venga approfondito, dalle condizioni operative del macchinario al rispetto delle procedure di sicurezza, senza anticipare conclusioni prima degli esiti delle indagini». «Questa tragedia impone, tuttavia, una riflessione che va oltre il singolo episodio. La sicurezza non può essere considerata un costo, un obbligo burocratico o un adempimento da verificare soltanto dopo un incidente. Deve essere una componente essenziale dell’organizzazione del lavoro, attraverso prevenzione, manutenzione, formazione adeguata e controlli efficaci» conclude il sindacato,
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«Italia Destinazione Digitale 2026», il governatore Bardi e il DG Apt Sarli: «Premio alla qualità dell'accoglienza e al lavoro di filiera»
Rimini: la Basilicata vince il premio al TTG di «Destinazione più Amata dai Visitatori» S
ono i viaggiatori a dirlo, e lo fanno nel modo più sincero: raccontando online la propria esperienza. La Basilicata ha ricevuto oggi al TTG Travel Experience di Rimini il premio «Destinazione più Amata dai Visitatori», assegnato da Data Appeal nell’ambito degli «Italia Destinazione Digitale 2026» alla destinazione che registra il più alto livello di soddisfazione e apprezzamento da parte di chi la visita. La consegna è avvenuta durante la presentazione degli ultimi risultati del report «Tutti i Dati d’Italia 2026». Un appuntamento che ha acceso i riflettori sulla fotografia più aggiornata del turismo italiano, nella prima giornata della fiera di Rimini.Soddisfazione per il risultato è stata espressa dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi: «Il riconoscimento è motivo di grande soddisfazione per tutta la nostra regione. È un premio che arriva dalla voce più autorevole, quel-
la dei viaggiatori, che hanno scelto di raccontare e condividere la qualità dell’esperienza vissuta nelle nostre località. Per questo desidero congratularmi con l’Apt Basilicata e con il direttore generale Margherita Sarli per l’eccellente lavoro svolto nella promozione del territorio. Un risultato che testimonia la forza di una strategia condivisa e l’impegno quotidiano di tutti coloro che operano nel settore turistico, contribuendo a rendere la Basilicata una destinazione sempre più apprezzata, attrattiva e competitiva nel panorama nazionale. È un riconosci-
mento che ci dice che stiamo lavorando nella giusta direzione, che gli investimenti, le azioni di valorizzazione e la qualità dell’accoglienza vengono percepiti e apprezzati da chi sceglie la nostra terra. Uno stimolo a proseguire in questa direzione con sempre maggiore determinazione».«Ho ricevuto nelle mie mani un riconoscimento che appartiene al territorio e a tutti gli operatori che ogni giorno mantengono viva un’offerta di qualità, apprezzata dai viaggiatori che poi ne lasciano traccia online e diventano i nostri primi promoter», ha dichiarato il
direttore generale di Apt, Margherita Sarli, sottolineando che «è un premio alla filiera che va rafforzata e sostenuta. Non è un premio all’Apt ma rappresenta per noi uno stimolo a proseguire il lavoro di affiancamento sulla reputazione della nostra regione e costruire una motivazione di viaggio per far arrivare quei turisti che poi possono appunto premiare la qualità di chi li accoglie».L’edizione di quest’anno è la prima realizzata grazie a Data Appeal Mabrian, la nuova piattaforma unificata di travel intelligence che riunisce in un unico ambiente dati su
domanda digitale, comportamento dei viaggiatori, connettività aerea, reputazione, sentiment, spesa, sostenibilità e performance delle destinazioni, offrendo così una visione ancora più completa dei territori italiani e dei trend che li stanno trasformando. Il riconoscimento alla Basilicata nasce proprio da questa lettura approfondita dei contenuti raccolti in rete. Il verdetto è netto: chi arriva resta colpito, e lo scrive. Ne emerge l’immagine di una regione autentica e accogliente, capace di trasformare i propri visitatori nei primi promotori di sé stessa.
Il Comune presenta alla fiera la programmazione di eventi, mostre e cinema per destagionalizzare i flussi e guardare oltre il 2026
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Matera al TTG di Rimini: turismo e cultura tutto l'anno
atera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, si presenta al TTG di Rimini con una visione che guarda oltre il 2026. Si terrà domani la conferenza stampa del Comune di Matera dedicata a giornalisti, operatori turistici e appassionati di viaggio. «Matera, cultura, cinema e gusto: una destinazione da vivere tutto l’anno» è il titolo dell’evento in programma giovedì 15 ottobre, dalle 14:30 alle 15:30, in Sala Noce. L’incontro presenterà l’offerta della città per tutte le stagioni: le grandi mostre e gli appuntamenti culturali fino a maggio 2027, il Festival del RacCunto, il ritorno di Materadio, il Presepe Vivente e il Natale nei Sassi, le nuove opportunità del cineturismo e il Mediterranean Audiovisual & Cinema Summit. Spazio anche alle nuove prospettive del turismo legato ai matrimoni con WE DO Matera 2026, l’evento internazionale dedicato al destination wedding, in programma dal 19 al 22 ottobre.Ampio spazio sarà riservato anche al patrimonio enogastronomico, con le iniziative della Regione Basilicata dedicate al tartufo bianco pregiato lucano, a Slow Grains e alle eccellenze del territorio. «Matera è una destinazione da poter scegliere ogni mese dell’anno, come stiamo dimostrando con una programmazione varia e costante, e grazie al rafforzamento dell’offerta, di iniziativa sia pub-
blica che privata, di cultura ed eventi», dichiara il Sindaco Antonio Nicoletti. «Cultura, cinema, grandi eventi e cibo sono le leve con cui stiamo costruendo un’offerta che guarda oltre il 2026 e che sta già dando i suoi risultati, come dimostrano i dati diffusi recentemente su arrivi, permanenza media e destagionalizzazione». «La nostra sfida è trasformare Matera in una destinazione capace di offrire motivazioni di viaggio durante tutti i dodici mesi dell’anno, superando una visione del turismo legata esclusivamente ai periodi di maggiore affluenza», dichiara Simona Orsi, Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Matera. «Stiamo lavorando a una programmazione che non si esaurisca nel 2026, ma che costruisca continuità, nuove occasioni di visita e opportunità concrete per gli operatori economici e culturali del territorio».L’incontro sarà introdotto e moderato dal sindaco Antonio Nicoletti e vedrà una ricca serie di interventi istituzionali e tecnici: l’assessora Simona Orsi illustrerà il Natale nei Sassi e la programmazione annuale, mentre Rita Orlando, direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, approfondirà il calendario di mostre fino a maggio 2027. In programma anche i contributi in videomessaggio del conduttore Rai Federico Quaranta per il Festival del RacCunto e dell’assessore regionale alle Politi-
che agricole Carmine Cicala sulla promozione del gusto. Parteciperanno inoltre Roberto Stabile (Cinecittà) per il Summit dell’audiovisivo mediterraneo, Giuseppe «Peppone» Calabrese per l’evento sul tartufo bianco pregiato lucano, Massimo Borrelli (Slow Food Italia) con «Slow Grains Matera 2026», Laura D’Ambrosio per l’iniziativa sul destination wedding «WE DO Matera 2026» e la direttrice generale dell’Apt Basilicata Margherita Sarli sui dati e sui trend internazionali. L’appuntamento si concluderà con uno spazio riservato alle domande della stampa e degli operatori del settore.
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Oggi, alle 10, al Cineteatro Due Torri una lezione dedicata a uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo
Cinema, Canova a Potenza per una masterclass su Coppola D
alla fascinazione gotica per i vampiri alla visione utopica di Megalopolis, passando per la saga de Il Padrino, il cinema di Francis Ford Coppola sarà al centro della masterclass che Gianni Canova, critico cinematografico, autore televisivo e docente di storia del cinema e filmologia, terrà oggi alle ore 10, al Cineteatro Due Torri di Potenza. L’appuntamento, dal titolo Il cinema di Francis Ford Coppola fra apocalissi e vampiri, proporrà un viaggio nell’immaginario di uno dei grandi maestri del cinema contemporaneo. Attraverso una lezione dedicata ai linguaggi, alle visioni e ai temi ricorrenti nella sua opera, Canova guiderà il pubblico alla scoperta della cinematografia di un autore capace di attraversare generi e universi nar-
rativi, dalla rappresentazione dell’apocalisse alla rilettura dei miti letterari. A seguire, è in programma la proiezione di Bram Stoker’s Dracula (1992), rilettura visionaria del celebre mito firmata dal regista statunitense. L’iniziativa si inserisce nel progetto Meet us at Cinema, promosso dalla Lucana Film Commission per sostenere le sale cinematografiche e le produzioni audiovisive locali, favorendo al tempo stesso occasioni di incontro, approfondimento e formazione attraverso il grande schermo. Un format che valorizza il grande schermo non soltanto come luogo di visione, ma anche come spazio di confronto e conoscenza, in cui riscoprire le opere dei grandi autori e avvicinare il pubblico al linguaggio cinematografico.
La Dirigente Girolamo: «Massima fiducia nella delegazione e nella governance dell’Intelligenza Artificiale»
Il Liceo Galilei di Potenza al Summit Internazionale Next Gen AI
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l Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza si conferma un faro nel panorama educativo non solo lucano, ma nazionale, staccando il pass per il prestigioso International Ministerial Summit Next Gen AI, che si terrà dal 18 al 23 ottobre 2026 tra Milano e la suggestiva cornice di Villa Erba a Cernobbio (Como). L'evento, promosso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'ambito delle azioni del PNRR “Scuola Futura”, vedrà la partecipazione di delegazioni ministeriali e scolastiche da tutto il mondo per ridisegnare i confini della didattica attraverso l’Intelligenza Artificiale. Per questa importantissima occasione, la delegazione
galileiana opererà in stretta sinergia con la prestigiosa Scuola Polo Nazionale “G.D. Cassini” di Sanremo, guidata dal Dirigente Scolastico Mara Ferrero, consolidando un asse strategico di altissimo profilo istituzionale. A rappresentare l’istituto potentino sarà una delegazione d'eccellenza, guidata dalla Prof.ssa Sabina Maria Rosaria, docente di Scienze naturali, referente per i progetti STEM, componente del Team Digitale e referente FSL (Formazione Scuola Lavoro). Insieme a lei, quattro studenti che incarnano il meglio del talento scolastico regionale: Mario D’Amelio, Pietro Di Lisi, Annachiara Di Grazia e Maria Cristina Ungaro.
I LABORATORI DEL PNRR La delegazione del Galilei sarà immersa in un programma intensivo di altissima formazione digitale promosso dalle linee guida del PNRR. Gli studenti e la docente prenderanno parte attiva a laboratori didattici avanzati e sessioni di coprogettazione (hackathon) incentrati sull'applicazione dei modelli generativi nelle discipline scientifiche, sull'analisi predittiva dei dati e sulle sfide etiche della cittadinanza digitale. Un'opportunità unica che vedrà i ragazzi confrontarsi direttamente con i tecnici delle principali big tech mondiali e accademici del settore, sperimentando in anteprima i software che ridisegne-
ranno la ricerca e lo studio nei primi anni. GIROLAMO: «FIDUCIA NELLA GOVERNANCE DELL’AI» La Dirigente Scolastico Lucia Girolamo, esprime profonda soddisfazione per questo nuovo traguardo, che colloca il Galilei ai vertici della scuola italiana. Riponendo la massima e totale fiducia nella delegazione guidata dalla prof.ssa Sabina, la Dirigente vede in questa spedizione una straordinaria cassa di risonanza per l'istituto: l’obiettivo è far sì che il gruppo acquisisca a Cernobbio le competenze più avanzate per poi trasferirle e condividerle con l’intera comunità scolastica al loro rientro. La fi-
losofia della Dirigente Girolamo sull’Intelligenza Artificiale si distanzia nettamente da logiche di chiusura o di mero timore tecnologico: «Innovazione non va subita o limitata per paura del nuovo, ma governata con una governance consapevole e una preparazione eccelsa. Il target dei nostri studenti è elevatissimo; per questo l'Intelligenza Artificiale deve diventare un acceleratore di pensiero critico, di creatività e di competenze etiche, integrandosi perfettamente nel nostro modello di didattica d'avanguardia. Questa delegazione rappresenta l'anima del Galilei: una scuola che sa guardare al futuro con gli strumenti della conoscenza e della responsabilità».
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Il programma promosso da Eni Joule e Shell Italia E&P si amplia a cinque settori. Aperte le candidature per la Call4Innovation per startup e imprese lucane
Basilicata Open LAB: al via la quarta edizione tra innovazione e nuove sfide P
_ Alcuni momenti dell’evento
rende il via la quarta edizione di Basilicata Open LAB, il programma promosso da Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa e con il supporto di Shell Italia E&P per sostenere l’innovazione e l’imprenditorialità e contribuire allo sviluppo dell’ecosistema regionale. L’iniziativa prosegue il percorso avviato nelle precedenti edizioni con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra imprese, startup, giovani e realtà del territorio, creando occasioni di confronto, formazione e sviluppo di nuove progettualità. La quarta edizione si concentra su cinque verticali, frutto del costante dialogo con gli stakeholder del territorio, volto all’individuazione di ambiti di particolare rilevanza per accompagnare la transizione energetica, ecologica e digitale e per la valorizzazione delle competenze e delle opportunità presenti in Basilicata. Agritech, Energia, e Città sostenibili presenti fin dalla prima edizione, a cui si affiancano Acqua e territorio e Salute e benessere. Il programma, come nelle precedenti edizioni, si articola su più aree di intervento ed opportunità offerte, quali la Call4Innovation, lo Sportello territoriale e le iniziative di Formazione. La Call4Innovation comprende due percorsi. Il Co-Innovation Award è rivolto a startup nazionali interessate a sviluppare progetti e soluzioni innovative in collaborazione con aziende lucane. L’Entrepreneurship Award è invece dedicato alle imprese del territorio che intendono sviluppare proprie proposte innovative. I partecipanti saranno accompagnati attraverso at-
tività di formazione e mentoring e, al termine del percorso, saranno assegnati grant alle progettualità selezionate. Le candidature alla Call4Innovation sono aperte dal 14 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 e sono destinate a startup, spin-off e team di innovatori da tutta Italia e alle aziende lucane. Si rafforza lo Sportello Basilicata Open LAB, punto di riferimento per imprese, aspiranti imprenditori, studenti e stakeholder. Lo sportello amplia la propria presenza sul territorio regionale, estendendo nuovamente le attività anche alle aree interne, con l’obiettivo di facilitare l’accesso a competenze, strumenti e opportunità e promuovere la cultura dell’innovazione e la crescita imprenditoriale.La Formazione con il Lucania Power Camp è oggi un format consolidato che cresce insieme al territorio, con l’obiettivo di generare un impatto sempre più concreto sui giovani e sulle comunità locali. Il crescente coinvolgimento di scuole e realtà territoriali testimonia l’interesse verso un percorso che porta innovazione, competenze e nuove opportunità in Basilicata. L’ambizione è continuare a crescere, rendendo il Camp sempre più capillare sul territorio regionale e rafforzando la rete tra giovani, scuole, imprese e attori locali. Torna anche lo Young Innovator Award, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Basilicata. Il percorso è dedicato alla creatività e allo sviluppo di idee innovative in grado di rispondere a bisogni concreti della vita scolastica. L’iniziativa prevede un percorso di accompagnamen-
to e una premialità per consentire al team vincitore di realizzare la propria idea all’interno della scuola. Tra le principali novità di questa edizione, oltre all’ampliamento a cinque verticali, c’è la nuova piattaforma di Basilicata Open LAB, punto di accesso unico ai servizi del programma. La sezione «Bandi & opportunità» raccoglie bandi e finanziamenti coerenti con i verticali del programma, mentre la bacheca delle «Offerte di lavoro» consente alle aziende dell’ecosistema di dare visibilità alle proprie posizioni aperte e ai talenti del territorio di trovarle. Il programma si apre inoltre alla «Pubblica Amministrazione»: in un’area specificatamente dedicata della piattaforma, gli enti del territorio possono condividere loro bisogni concreti di innovazione, a cui le startup possono rispondere candidando le proprie soluzioni.Nel corso delle prime tre edizioni, Basilicata Open LAB ha contribuito a rafforzare le connessioni tra il sistema imprenditoriale lucano e l’ecosistema nazionale dell’innovazione, accompagnando imprese e startup nello sviluppo di nuove progettualità: la Call4Innovation ha coinvolto oltre 400 startup e più di 140 aziende lucane, ha portato alla realizzazione di 27 sperimentazioni sul territorio e ha erogato 720.000 euro di grant. La nuova edizione si avvale della collaborazione di BIP, Startupbootcamp e Consorzio ELIS, partner tecnici che contribuiscono alle attività con competenze dedicate all’innovazione, alla formazione, al mentoring e allo sviluppo imprenditoriale. «Basilicata Open LAB è un
programma che cresce insieme al territorio. Edizione dopo edizione abbiamo imparato ad ascoltare bisogni, sfide e opportunità emergenti, adattando strumenti e percorsi per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze dell'ecosistema locale. L'introduzione di nuovi verticali, il rafforzamento dei servizi e l'apertura a nuovi attori sono il risultato di questo percorso di evoluzione continua. Il nostro obiettivo resta trasformare idee, competenze e collaborazioni in progetti concreti, capaci di generare valore duraturo per le imprese, i giovani e le comunità della Basilicata», afferma Antonietta De Sanctis, Head of Acceleration Program di Joule. «Siamo orgogliosi di entrare a far parte di Basilicata Open LAB e di mettere a disposizione le nostre competenze nell’innovazione e nella co-innovazione, insieme all’esperienza maturata al fianco di imprese, istituzioni ed ecosistemi territoriali», commenta Elena De Filippis, Partner BIP, aggiungendo che «un programma come Open LAB rappresenta un’importante occasione per creare connessioni concrete tra imprese, startup e territorio e per trasformare il confronto e la collaborazione in nuove progettualità capaci di generare valore concreto per il territorio».«In Basilicata Open LAB troviamo quello che cerchiamo in ogni programma: imprenditori che non aspettano le condizioni perfette, ma che partono da un bisogno concreto del territorio e provano a costruirci sopra qualcosa che funziona. È così che l'innovazione diventa reale quando chi fa impresa tro-
Foto acura di A. Mattiacci
va gli strumenti, le competenze e le connessioni giuste per trasformare un'intuizione in impatto», commenta Elena Massucco, Managing Director Startupbootcamp, sottolineando che «siamo orgogliosi di affiancare Eni Joule in questo percorso, portando il know-how internazionale che abbiamo costruito al servizio del territorio lucano». «Il valore di Basilicata Open LAB sta nella capacità di partire dai bisogni reali del territorio e trasformarli in opportunità concrete. Attraverso lo Sportello accompagniamo giovani, startup, imprese e realtà locali nell’individuazione di percorsi di crescita, supportandoli nella ricerca di bandi, finanziamenti e opportunità di sviluppo e favorendo l’incontro con competenze, strumenti e interlocutori utili a realizzare le loro progettualità. La formazione rappresenta un altro tassello importante di questo percorso, occasioni in cui i giovani possono confrontarsi con le sfide dell’innovazione, mettersi alla prova e acquisire competenze vicine alle esigenze del mondo produttivo. Il nostro obiettivo è rafforzare il legame tra giovani, imprese e territorio, contribuendo a creare nuove opportunità di sviluppo e a valorizzare il potenziale della Basilicata», commenta Luciano De Propris, Head of ELIS Open Innovation ELIS Innovation HUB. Basilicata Open LAB rientra tra i Progetti di Sviluppo promossi dai contitolari della Concessione Val d’Agri nell’ambito del Nuovo Protocollo di Intenti, i cosiddetti progetti «Non Oil», finalizzati a sostenere iniziative di sviluppo del territorio.
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Rivolto alle donne tra i 25 e i 30 anni residenti in Basilicata con l'obiettivo di individuare eventuali situazioni di difficoltà
Screening riserva ovarica, campagna dell’Aor San Carlo POTENZA Sarà presentata questa mattina alle 11, nella sala Inguscio della Regione Basilicata a Potenza, la campagna “Screening riserva ovarica – Il futuro è oggi”, promossa dalla Regione Basilicata con le Aziende ospedaliere e sanitarie. Lo screening è rivolto alle donne tra i 25 e i
30 anni residenti in Basilicata e ha l’obiettivo di individuare precocemente eventuali situazioni di ridotta riserva ovarica, cioè del patrimonio di follicoli e ovociti presenti nelle ovaie. Ogni donna nasce con un numero definito di ovociti, destinato a ridursi nel tempo. In alcuni casi que-
sta riduzione avviene più rapidamente del previsto e, spesso, senza segnali evidenti. Conoscerla per tempo consente di programmare con maggiore consapevolezza il proprio futuro riproduttivo e di accedere tempestivamente a percorsi specialistici dedicati. L’esame consiste in
un semplice prelievo di sangue per il dosaggio dell’ormone anti-Mülleriano (Amh), oggi tra i principali indicatori della riserva ovarica, eseguito con metodiche di laboratorio avanzate e standardizzate. Per accedere è necessaria una prescrizione con la dicitura “Screening re-
gionale di fertilità” e il codice di esenzione D01. La prenotazione si effettua sul sito www.ospedalesancarlo.it aderendo al questionario e inserendo il codice della ricetta; il prelievo si esegue presso il punto prelievi ospedaliero, negli orari dedicati, presentando la ricevuta di prenotazione.
LE PRIORITÀ CHE LA UIL FP HA PORTATO AL TAVOLO DI CONFRONTO CON L’AOR SAN CARLO
«Più assunzioni, valorizzazione e opportunità di crescita»
POTENZA Rafforzare gli organici, valorizzare le competenze e garantire maggiori opportunità di crescita professionale ed economica. Sono queste le priorità che la Uil Fp Potenza e Basilicata ha portato al tavolo di confronto e contrattazione con l’AOR San Carlo di Potenza, affrontando le principali questioni che riguardano il personale del comparto e della Dirigenza . Il Piano dei fabbisogni 2027-2029 prevede importanti interventi, tra cui 72 infermieri, 34 OSS, 3 fisioterapisti, 2 logopedisti, 2 ostetriche, 1 tecnico di laboratorio e 1 tecnico di radiologia e tante figure della Dirigenza. La Uil Fp ha ribadito che il Piano deve essere calibrato sulle esigenze di tutti i presidi ospedalieri, garantendo una distribuzione equilibrata del personale e il rafforzamento degli organici in ogni struttura, per assicurare ser-
vizi efficienti e condizioni di lavoro adeguate. Considerata l’imminente scadenza delle graduatorie relative ai profili OSS e tecnici, la Uil Fp ha chiesto che, una volta approvato il Piano da parte della Regione Basilicata, si proceda ad anticipare le assunzioni per i profili interessati, evitando di disperdere professionalità già selezionate attraverso concorsi pubblici da graduatorie degli OSS e dei tecnici che scadrebbero il 31/12/2026. L’Azienda si è dimostrata sensibile alla richiesta. La Uil Fp continuerà, inoltre, a sostenere la necessità di una proroga
delle graduatorie, a tutela delle aspettative degli idonei e per consentire all’Aor San Carlo di utilizzare le professionalità già disponibili, nel rispetto della normativa vigente. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche il fabbisogno di personale necroforo, per il quale sono previste assunzioni nel 2026, e la situazione del personale amministrativo. Sulle progressioni verticali, l’Azienda ha preannunciato una prossima informativa per approfondire le opportunità di sviluppo professionale. Particolare attenzione è stata dedicata ai DEP 2026, per i quali è previsto uno stanziamento iniziale di 200.000 euro. La Uil Fp ha chiesto di incrementare le risorse per ampliare la platea dei beneficiari e ha proposto di valorizzare la permanenza nella fascia economica di appartenenza, riconoscendo l’esperienza e il percorso
professionale di chi, nonostante molti anni di servizio, ha avuto limitate opportunità di crescita economica. L’obiettivo è garantire criteri equi e trasparenti, capaci di riconoscere il contributo di tutto il personale. La Uil Fp ha inoltre ribadito la necessità di rispettare le tutele previste per il diritto allo studio. L’Azienda si è riservata un approfondimento giuridico, impegnandosi a comunicare gli esiti nella prossima riunione. Tra le altre proposte, la Uil Fp ha chiesto di valutare l’esenzione dalla reperibilità per il personale ultrasessantenne e di verificare la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva agevolata del 15% alle somme di produttività inferiori a 800 euro, ove ne ricorrano i presupposti normativi, con l’obiettivo di tutelare il netto in busta paga delle lavoratrici e dei lavoratori.
LA FP CGIL SUL PIANO TRIENNALE DELL’AOR SAN CARLO: «LA REGIONE PROROGHI LE GRADUATORIE E SI ACCELERINO CONCORSI»
«Fabbisogni 2027, bene il potenziamento programmato»
POTENZA La Fp Cgil di Potenza accoglie positivamente il lavoro di programmazione contenuto nel Piano triennale dei fabbisogni di personale dell’Aor San Carlo per l’annualità 2027. «La relazione illustrativa individua obiettivi importanti per il consolidamento della rete ospedaliera regionale: il rafforzamento del San Carlo quale riferimento per l’alta specialità e per l’emergenza-urgenza di II livello, il potenziamento degli ospedali di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri e lo sviluppo delle attività del Centro riabilitativo di III livello di Pescopagano. Riconosciamo e apprezziamo la
tempestività con cui l’Azienda ha saputo tradurre la programmazione in un’individuazione puntuale delle aree di intervento, dimostrando attenzione e capacità di risposta rispetto alle criticità emerse. Proprio la rilevanza di questi obiettivi e il valore del lavoro avviato rendono tuttavia indispensabile che lo sforzo di potenziamento organizzativo e tecnologico trovi un riscontro concreto in organici adeguati e in assunzioni effettive, tempestive e coerenti con i reali bisogni assistenziali. È infatti nella capacità di dare continuità e concretezza alle azioni programmate
che si misura pienamente l’efficacia dell’impegno intrapreso. La relazione aziendale evidenzia una criticità che non può essere sottovalutata: nel corso del 2026 le cessazioni, sia per il comparto sia per le dirigenze, sono state molto più numerose di quelle inizialmente prevedibili. L’Azienda riferisce che, per il personale del comparto, è stato possibile garantire il turn over attraverso le graduatorie disponibili e vigenti, mentre per la dirigenza sanitaria le assunzioni effettuate non sempre hanno soddisfatto il fabbisogno stimato, chiarendo che l’utiliz-
zo delle graduatorie vigenti ha consentito di garantire il turn over. È un risultato da cui partire per evitare di disperdere opportunità di reclutamento già disponibili e per assicurare una risposta più rapida alle necessità delle strutture».
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Caiata, deputato FdI: «Ancora una volta, il Governo Meloni dalla parte dei più deboli»; la garante Padula: «Un passo di grande importanza»
Caregiver familiare, via libera alla Camera «G
rande soddisfazione per l’approvazione del disegno di legge di iniziativa del nostro Governo per il riconoscimento e la tutela del caregiver familiare, ossia di chi assiste in modo continuativo un familiare non autosufficienti o con disabilità». Così il Presidente dell'InCE, On. Salvatore Caiata, che aggiunge: «Il caregiver è un ruolo di importanza fondamentale che nel nostro Paese è sempre più al centro di una riforma normativa, ma soprattutto culturale. Con l’approvazione del testo di legge si attua
finalmente un riconoscimento formale, con la previsione di misure di sostegno economico differenziate in base al carico assistenziale (fino a un minimo di 30 ore settimanali) e di integrazione nelle reti sociosanitarie». «Tale impegno nasce da una volontà unanime nel dare dignità sia a chi assiste, ma soprattutto a chi è assistito. Come sempre, il Governo Meloni e la nostra maggioranza parlamentare, ancora una volta, è dalla parte dei più deboli». «Il sì alla Camera dei deputati del provvedimento per il riconoscimento e la tutela dei care-
giver familiari rappresenta un passo di grande importanza verso il riconoscimento dei diritti e della dignità di migliaia di persone che ogni giorno dedicano la propria vita all’assistenza di un familiare con disabilità o non autosufficiente. Parliamo di madri, padri, figli, coniugi e familiari che spesso, nel silenzio delle proprie case, affrontano sacrifici enormi, rinunciando a opportunità lavorative, tempo personale e, talvolta, persino alla propria salute pur di garantire assistenza e amore ai propri cari». Lo afferma la garante regionale per i
diritti delle persone con disabilità della Basilicata, Marika Padula, evidenziando che: «Il provvedimento, di 18 articoli, che passa ora all’esame del Senato, introduce un sistema di tutele differenziate in relazione all’intensità dell’impegno assistenziale, prevedendo anche forme di sostegno economico per le situazioni caratterizzate da un carico di cura particolarmente elevato». «È un risultato importante, che – dichiara Padula - auspico possa completare rapidamente il proprio percorso parlamentare e tradursi in diritti concretamente esigibili».
Pepe, Travaglio, Silletti, Di Bello e Morea: «Un progetto di inclusione, responsabilità e reinserimento sociale»
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Presentato in Regione l’accordo “Custodi di Bene”
n nuovo modello di vita carceraria, una fase nuova e diversa per i detenuti lucani nell'ambito del miglioramento culturale, etico e formativo. È stato presentato ieri mattina, nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, il progetto “Custodi di Bene” che vede tra i soggetti protagonisti il Garante Regionale dei Detenuti della Regione Basilicata, Tiziana Silletti, la Protezione Civile, la Regione Basilicata, i Vigili del Fuoco, il Ministero dell'Interno. Le strutture carcerarie interessate son quelle di Potenza, Matera e Melfi. Custodi di bene intende rieducare servendo la comunità e ha appunto l’obiettivo di promuovere un innovativo modello di collaborazione istituzionale che coniughi sicurezza, solidarietà, inclusione sociale e fruizione rieducativa della pena, valorizzando il ruolo attivo delle persone private della libertà personale nella realizzazione e costruzione del bene comune. Infatti, l’attività di protezione ci-
vile non si esaurisce nelle fasi di gestione e superamento delle emergenze, ma si realizza completamente anche attraverso le attività di prevenzione. Nel protocollo d'intesa firmato ieri mattina tra le parti e avviato diversi mesi fa grazie alla fattiva collaborazione tra Tiziana Silletti e l’Assessorato alle Infrastrutture guidato da Pasquale Pepe, si sono poste le basi per un deciso coinvolgimento dei detenuti nella vita carceraria, mediante modelli di formazione e cultura di raro spessore etico e relazionale. Un sistema tutto nuovo, capace di garantire una crescita sociale e culturale, una vera e propria banca del tempo per i detenuti lucani impegnati appunto nelle tre case circondariali di Potenza, Matera e Melfi, che possono contribuire con questo fondamentale strumento alla crescita educativa e formativa dei propri “colleghi”. Gianni Di Bello ha parlato del nuovo strumento di formazione carceraria sottolineando quanto segue: «L’accordo
di collaborazione rappresenta un unicum nel panorama italiano perché non esistono precedenti in Italia e ciò per la complessità che tale accordo comporta. L’oggetto dell’accordo, infatti, è l'attuazione di percorsi formativi rivolti a dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria e un contingente di persone private della libertà personale. La formazione da tenersi per questi ultimi nelle case circondariali di Potenza, Matera e Melfi ha una durata di tre anni. Terrei a precisare che il valore di questo accordo non è nel dato numerico dei destinatari a cui si rivolge, ma nel principio a cui si ispira, cioè che la salvaguardia della vita umana che è un dovere della società civile indipendentemente dalla condizione temporanea in cui ci si trova». Il Sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione ha commentato tale accordo: «Sicuramente valuto l’iniziativa con molto piacere. Si punta sulla solidarietà, sulla legalità e naturalmente anche sull’inclu-
sione. E, quindi, questo diventa proprio un volano non solo per costruire appunto azioni di rinascita, ma anche per valorizzare e promuovere anche la coesione sociale nei nostri territori. Proprio su questi tre pilastri su cui si poggia questo protocollo dobbiamo verificare comunità, società più eque, più giuste, inclusive, ma soprattutto più sicure,trasformando questa fragilità individuale in un’ occasione collettiva di rinascita e di recupero». Tiziana Silletti, promotrice del protocollo d’intesa ha parlato dei temi salienti di questo accordo: «Custodi di bene è il primo progetto in Italia che ha una rete istituzionale così im-
portante. Custodi di bene è un unicum in Italia perché non riguarda solo la trasmissione delle nozioni di protezione civile e di sicurezza, ma andrà a formare i detenuti di queste tre case circondariali proprio per farli diventare come dice appunto il progetto custodi di bene. Oggi accade un cambio di sguardo e un cambio di paradigma per cui il reo, cioè colui che ha ferito la comunità, sarà colui che poi andrà a ripararla e custodirla attraverso appunto il volontariato della Protezione Civile che è una cosa importantissima per la sicurezza, la responsabilità collettiva e personale». FRANCESCO MENONNA
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GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 07:00
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POTENZA Il Comune approva l’accordo transattivo con BBS e rimodula il finanziamento regionale da 1,2mln €
Paline intelligenti, «La mobilità del futuro passa anche da informazioni accessibili»
POTENZA. La città di Potenza compie un importante passo avanti verso il completamento e l’ammodernamento del sistema di informazione sulla mobilità e sul trasporto pubblico urbano. L’Amministrazione comunale ha approvato l’accordo transattivo con la società BBS S.r.l., finalizzato a superare il contenzioso relativo alla precedente fornitura delle paline elettroniche e a completare l’intervento di aggiornamento tecnologico del sistema. «L’operazione è stata resa possibile anche attraverso la rimodulazione di un finanziamento regionale da 1,2 milioni di euro, destinato all'aggiornamento software e al potenziamento delle paline intelligenti per l’informazione sulla mobilità. Un percorso amministrativo che ha consentito di ridefinire gli interventi e creare le condizioni per portare a com-
pimento un progetto strategico per il trasporto pubblico cittadino. Il provvedimento prevede il completamento della fornitura, con la posa in opera e la messa in funzione di 80 paline elettroniche, di cui 23 LED e 57 LCD, oltre alle attività di aggiornamento tecnologico previste dall’accordo. Il termine indicato per il completamento dell’intervento è fissato al 24 dicembre 2026» fanno sapere dal Comune che aggiunge: «Un passaggio significativo che consentirà di superare una situazione di stallo protrattasi negli anni, valorizzando gli investimenti già effettuati e creando le condizioni per offrire finalmente ai cittadini un sistema di informazione sul trasporto pubblico moderno, accessibile e funzionale». «Quello raggiunto è un risultato importante, non soltanto dal punto di vista amministrativo, ma so-
prattutto per le prospettive che apre alla nostra città – dichiara il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca – . Abbiamo affrontato una vicenda complessa, caratterizzata da un lungo contenzioso e da criticità che per anni hanno impedito di rendere pienamente operativo un servizio strategico. Attraverso un lavoro serio, paziente e coordinato siamo riusciti a individuare una soluzione che tutela l'interesse pubblico e consente di guardare finalmente al futuro. La rimodulazione del finanziamento regionale, insieme alla definizione dell'accordo transattivo, rappresenta un passaggio decisivo per trasformare risorse già disponibili in servizi concreti per la nostra comunità». La definizione della controversia permette infatti di ricondurre il rapporto tra le parti nell’ambito di un accordo che disciplina le reciproche pretese e gli obblighi connessi al completamento della fornitura, favorendo il raggiungimento degli obiettivi dell'intervento rimodulato. «Desidero rivolgere un ringraziamento particolare agli avvocati Bonelli e Di Mase, il cui prezioso supporto giuridico è stato fondamentale nell'affrontare una vicenda particolarmente articolata e nell'individuare un percorso di soluzione rispettoso degli
interessi dell'Ente – prosegue il Sindaco –. Un sentito ringraziamento va inoltre alla dirigente dell'Unità di Direzione Mobilità del Comune di Potenza, Angela Laurino, per l'impegno, la competenza e il lavoro amministrativo svolto nel seguire un procedimento tanto delicato quanto importante per la città». «Un ringraziamento altrettanto sentito va al presidente Bardi e al direttore generale dott. Morvillo, per l'attenzione, la disponibilità e la collaborazione istituzionale dimostrate, in particolare nel percorso che ha consentito la rimodulazione del finanziamento regionale da 1,2 milioni di euro. Il dialogo tra Comune e Regione ha rappresentato un elemento essenziale per costruire le condizioni necessarie al raggiungimento di questo risultato. È la dimostrazione di quanto una collaborazione efficace tra istituzioni possa contribuire a sbloccare situazioni complesse e a dare risposte concrete ai territori». L’intervento rappresenta un ulteriore tassello del percorso di innovazione dei servizi di mobilità urbana che l’Amministrazione comunale sta portando avanti, con particolare attenzione all’accessibilità, alla digitalizzazione e alla qualità delle informazioni offerte agli utenti del tra-
sporto pubblico. Le paline intelligenti consentiranno infatti di migliorare l'esperienza di viaggio, facilitando l'accesso alle informazioni relative al servizio autobus e contribuendo a rendere il trasporto pubblico una scelta sempre più semplice, affidabile e competitiva rispetto all'utilizzo del mezzo privato. «La mobilità del futuro non si costruisce soltanto acquistando nuovi mezzi o modificando i percorsi, ma anche garantendo informazioni chiare, tempestive e facilmente accessibili – conclude Telesca –. Vogliamo che chi utilizza il trasporto pubblico a Potenza possa contare su strumenti moderni e servizi all'altezza delle proprie esigenze. Dopo anni di difficoltà, questo accordo segna un cambio di passo concreto. Continueremo a lavorare affinché ogni investimento si traduca in un miglioramento tangibile della qualità della vita dei cittadini». L'Amministrazione comunale conferma così il proprio impegno nel recuperare e valorizzare le infrastrutture esistenti, superare le criticità del passato e utilizzare al meglio le risorse pubbliche per costruire un sistema di mobilità urbana sempre più moderno, integrato e vicino alle esigenze della comunità.
Le verifiche di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane hanno rilevato anomalie nel punto di infiammabilità del carburante
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Gasolio fuori norma, 2 sequestri nel Potentino
ei giorni scorsi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza hanno proseguito le attività di controllo nel delicato settore della commercializzazione di carburanti in provincia di Potenza. In particolare, all’esito di una approfondita attività di analisi del rischio, sono stati individuati alcuni distributori da sottoporre ad attività ispettiva. Nel corso dei controlli, effettuati dal personale dell’Ufficio Antifrode e dell’Ufficio ADM Basilicata dell’Agenzia e dai finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Potenza, è emerso che un impianto ubicato nella provincia potentina aveva posto in vendita diverse centinaia di litri di gasolio risultati, dai primi accertamenti qualitativi, caratterizzati da un punto di infiammabilità nettamente inferiore ai limiti che la normativa di settore stabilisce per l’idoneità all’autotrazione. Il carburante, risultato irregolare alle verifi-
che finora effettuate, è stato quindi sottoposto a sequestro in relazione all’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio, mentre il presunto responsabile è stato segnalato alla locale Autorità Giudiziaria. Nel maggio scorso le Fiamme Gialle del Nucleo PEF Potenza e personale dell’Ufficio Antifrode e dell’Ufficio ADM Basilicata dell’Agenzia, al termine di una ulteriore ispezione condotta nei confronti di un impianto di distribuzione di Potenza, anch’esso emerso all’esito di mirate analisi di rischio, hanno eseguito il sequestro di oltre 5.200 litri di gasolio apparentemente caratterizzato, secondo le risultanze degli accertamenti qualitativi svolti, anche in questo caso, da un punto di infiammabilità inferiore ai limiti di legge. Il presunto responsabile è stato segnalato alla locale Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di frode nell’esercizio del commercio. Sono in corso accertamenti tecnici più approfonditi fi-
nalizzati a suffragare la presunta irregolarità del prodotto. Le operazioni di servizio testimoniano il forte impegno congiunto della Procura della Repubblica, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza, nel territorio potentino, a contrasto della diffusione di prodotti energetici irregolari, ovvero commercializzati in evasione delle imposte dovute, a tutela del mercato e del consumatore.
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Potenza e provincia
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Il consigliere di maggioranza Guglielmi: «Rappresentazioni che non corrispondono alla realtà politica»
«Avigliano, maggioranza unita Niente crisi politica o divisioni»
AVIGLIANO «Respingiamo con fermezza le ricostruzioni che vorrebbero descrivere una maggioranza in difficoltà, divisa o addirittura prossima alla disgregazione. Si tratta di rappresentazioni che non corrispondono alla realtà politica e amministrativa. La maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Mecca è unita, solida e compatta, tanto sul piano politico quanto su quello programmatico. Non esistono fughe, né fratture, né ripensamenti rispetto al progetto amministrativo che i cittadini ci hanno affidato». È quanto dichiara Francesco Guglielmi, capogruppo consiliare di maggioranza della Lista Civica Avigliano, intervenendo in merito alle notizie pubblicate sulla stampa relative all’ultima seduta del Consiglio comunale e al progetto di valorizzazione del Monte Carmine. «È bene chiarire un punto
fondamentale: l’azione di questa Amministrazione non si misura sulle polemiche di una singola seduta consiliare, ma sui risultati concreti, sulle opere realizzate, sui cantieri avviati e sulla capacità di dare risposte ai bisogni della comunità. Dal 2020 a oggi abbiamo intrapreso un percorso di governo serio, ambizioso e responsabile, affrontando questioni rimaste irrisolte per decenni e mettendo in campo una programmazione di investimenti pubblici che sta cambiando il volto del nostro territorio. Stiamo portando avanti opere pubbliche attese da generazioni, intervenendo sulle infrastrutture, sulla riqualificazione del patrimonio comunale e sul miglioramento della qualità urbana. Parallelamente, abbiamo posto al centro dell’azione amministrativa i servizi alla persona, le politiche sociali e il welfare,
nella convinzione che una comunità cresca davvero soltanto quando nessuno viene lasciato indietro. Questa è la nostra idea di governo: sviluppo, solidarietà, concretezza e visione». «La valorizzazione della montagna del Monte Carmine si inserisce in una strategia più ampia, che
punta a rilanciare Avigliano come luogo attrattivo sul piano turistico, ambientale e culturale, con una dimensione che supera i confini comunali e guarda all’intera Basilicata e anche oltre. Vogliamo un territorio capace di valorizzare le proprie bellezze naturalistiche, la propria identità, le tradi-
zioni e il patrimonio storico e culturale. Una visione che coinvolge il centro urbano e tutte le frazioni, senza distinzioni, costruendo nuove opportunità di crescita economica, sociale e occupazionale. In questo quadro, il progetto della pista da sci sintetica rappresenta una delle opportunità da valutare nell’ambito di una strategia complessiva di valorizzazione della montagna, e non certo un’iniziativa isolata o improvvisata. Il confronto sui progetti è legittimo, anzi necessario. Siamo sempre disponibili a discutere nel merito, ad ascoltare osservazioni e a valutare proposte migliorative. Ciò che respingiamo è il tentativo di trasformare ogni discussione amministrativa in una presunta crisi politica, alimentando una narrazione che non trova riscontro nella realtà della nostra maggioranza».
SIGLATA A POTENZA UNA NUOVA COLLABORAZIONE TRA FORZE DI POLIZIA, ISTITUZIONI ED OPERATORI ECONOMICI
Illegalità negli esercizi pubblici, protocollo in Prefettura
POTENZA Un nuovo, decisivo tassello si aggiunge alla strategia di sicurezza integrata e partecipata che il Prefetto di Potenza Michele Campanaro sta portando avanti sul territorio provinciale, attraverso il progressivo consolidamento di una rete di collaborazione sempre più strutturata tra Istituzioni, Forze di Polizia e mondo economico e sociale. Ieri mattina, infatti, la Sala Italia del Palazzo del Governo ha ospitato la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici”. A siglare il documento, nella cornice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il Prefetto Campanaro, il Presidente di ANCI Basilicata Gerardo Larocca, il Presidente della Camera di Commercio della Basilicata Michele Somma, il Vicepresidente Vicario di Confcommercio Potenza Michele Tropiano e il Vicepresidente Vicario di Confesercenti Potenza Angelo Tepedino. Presenti anche i vertici provinciali delle Forze di Polizia, il Presidente della Provincia, il Sinda-
co di Potenza e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco. L’Intesa si presenta come la declinazione operativa delle Linee guida con cui il Ministero dell’Interno ha delineato un modello di prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici, fondato sulla cooperazione tra i gestori delle attività e le Forze di Polizia. Core business della strategia ministeriale, un approccio alla sicurezza che sappia privilegiare la prevenzione e l’anticipazione dei rischi, attraverso un insieme di misure da inserire in specifici accordi territoriali, adattandole alle caratteristiche delle diverse tipologie di esercizi e alle esigenze dei singoli contesti locali, nel rispetto del principio di
proporzionalità. Principi ispiratori che trovano concreta espressione in un modello di partnership pubblico-privato in grado di riconoscere agli operatori economici un ruolo attivo nella tutela della sicurezza, valorizzando il loro contributo nell’individuazione tempestiva delle situazioni di rischio e nella diffusione di best practices e comportamenti responsabili. In questo quadro si inserisce il Protocollo sottoscritto questa mattina, che traduce gli indirizzi ministeriali in un sistema di impegni operativi, definendo le modalità di collaborazione tra le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative, la Camera di Commercio e le Istituzioni, con il coordinamento ed il monitoraggio della Prefettura. L’Intesa si rivolge, attraverso Confcommercio e Confesercenti, ai titolari degli esercizi pubblici riconducibili all’articolo 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, comprendendo, tra gli altri, bar, ristoranti, strutture ricettive, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e locali destinati ad attività di intrattenimento. L’adesione da parte dei singoli operatori è volontaria ed è riser-
vata agli esercenti in possesso di requisiti di affidabilità, individuati dal Protocollo con riferimento, tra l’altro, all’assenza di determinate misure di prevenzione e di provvedimenti amministrativi adottati per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Un primo ambito di intervento riguarda l’adozione di misure volte a prevenire la commissione di atti illegali e ad agevolare l’attività delle Forze di Polizia nell’identificazione e nel rintraccio degli eventuali responsabili. Gli esercenti aderenti si impegnano, infatti, ad installare sistemi di videosorveglianza all’esterno dei locali, orientati verso le vie di accesso e le uscite di sicurezza, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali. Il Protocollo prevede, inoltre, l’impegno ad assicurare il rispetto delle ordinanze sindacali in materia di vendita e somministrazione, di alimenti e bevande, garantire un’adeguata illuminazione degli spazi interni ed esterni di pertinenza degli esercizi, nonché il rispetto delle disposizioni che regolano lo svolgimento delle singole attività, l’utilizzo del suolo pubblico e la vendita e somministrazione di bevande alcoliche.
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BARAGIANO Dal Comune: «Dopo questa prima attività di controllo, ulteriori conferimenti non conformi potranno essere passibili di sanzioni»
Scattano i controlli sulla differenziata: applicati i primi bollini di non conformità
BARAGIANO. La raccolta differenziata è uno dei pilastri fondamentali per la tutela dell'ambiente e la transizione verso un'economia circolare. Se-
parare correttamente i rifiuti permette di ridurre l'inquinamento, limitare l'uso delle discariche e valorizzare materiali che possono rinascere sotto nuove
forme, come la plastica, il vetro, la carta e l'organico. In quest’ottica, a Baragiano sono stati effettuati controlli da parte della Polizia Locale, in collaborazione con Teknoservice, società gestore del servizio di raccolta dei rifiuti. «Controlli mirati a verificare il corretto conferimento da parte degli utenti, con l'obiettivo di garantire il rispetto delle regole della raccolta differenziata e migliorare la gestione dei rifiuti sul territorio» spiega l’Amministrazione Galizia. Proprio nell’ambito di tali controlli, «sono stati rilevati alcuni conferimenti non conformi per cui, si è proceduto ad apporre sui sacchetti il “bollino di non conformità”, quale segnalazione dell'errato conferimento -proseguono dalla Casa comunale- Dopo
questa prima attività di controllo, ulteriori conferimenti non conformi potranno essere passibili di sanzioni». La responsabilità dei cittadini assume difatti un ruolo centrale nel corretto smaltimento dei rifiuti in ambito della differenziata: ogni singola scelta quotidiana influisce direttamente sul benessere della comunità. Adottare comportamenti virtuosi in casa e rispettare i calendari di conferimento non è solo un obbligo di legge, ma un vero e proprio atto di civiltà e rispetto per il territorio in cui si vive. Per garantire l'efficacia del sistema, sono altrettanto indispensabili i controlli da parte dei Comuni. Attraverso verifiche periodiche sui mastelli, e in alcuni casi mediante l'utilizzo di fototrappole contro gli ab-
bandoni e l'applicazione di sanzioni per i trasgressori, le amministrazioni locali assicurano che l'impegno della maggioranza non venga vanificato da pochi. Solo attraverso la sinergia tra la responsabilità del singolo e la vigilanza delle istituzioni è possibile costruire una comunità pulita, sostenibile e proiettata verso il futuro. Per questi motivi l’Amministrazione di Baragiano «invita tutta la cittadinanza a prestare la massima attenzione, effettuando una corretta separazione dei rifiuti e rispettando le modalità e il calendario di raccolta. La corretta raccolta differenziata è una responsabilità di tutti -concludono- Insieme possiamo mantenere Baragiano più pulita, ordinata e rispettosa dell'ambiente». EMACAL
A Laurenzana una giornata , tra sfilata della mandria, laboratori, degustazioni e musica. Al centro anche il futuro della zootecnia di montagna
Transumanza, Trivigno: «Un patrimonio da custodire e trasmettere ai giovani»
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abato, il borgo lucano di Laurenzana ospiterà la prima Giornata della Transumanza. L'evento, promosso dall'Associazione Regionale Allevatori (A.R.A.) Basilicata e sostenuto dalla Regione Basilicata, si propone di valorizzare la cultura della pastorizia e della zootecnia di montagna, tracciando un ponte solido tra le antiche tradizioni e le sfide del futuro, tra innovazione e tecnologia. La giornata prenderà il via alle ore 08:00 dall'Azienda Trivigno lungo la SS.92, con la preparazione e la partenza della mandria che sfilerà per circa due ore fino a raggiungere, alle 10:30, l'area antistante il Municipio per il suggestivo momento dell’"Incampanata". Alle ore 11:00 verranno aperti i locali comunali per l'inaugurazione della mostra fotografica "La podolica" firmata da R. Giorgio. A seguire, dalle 11:30 in Piazza Salvatore Urga (nei pressi del Monumento ai Caduti), prenderanno il via i laboratori didattici per ragazzi: "La pasta filata e la formatura del caciocavallo" a cura di Giuseppe Beneventi; "Dalla farina alla pasta" a cura di Rosanna Trivigno; "Forgiatura delle campane" a cura del fabbro Mario
Valanzano. Alle 12:30 si terrà la degustazione della tipica "Colazione del transumante" curata dall'Associazione Palio Carmelitano. Nel pomeriggio, dopo la partenza della mandria per il rientro in azienda previsto alle 16:00, si terrà alle 17:30 il laboratorio sulla "Nuglia" a cura di Rosario Lofiego. Il momento centrale di confronto istituzionale si svolgerà alle ore 18:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Laurenzana con la tavola rotonda dal titolo "Cultura pastorale e zootecnia di montagna tra tradizione e innovazione". In serata, dalle ore 19.00 è prevista l'apertura degli stand gastronomici e il concerto dei Krikka Reggae in Piazza Salvatore Urga alle ore 22:00. «La Giornata della Transumanza - spiega il Sindaco Giuseppe Trivigno - rappresenta per Laurenzana molto più di un evento rievocativo: è un momento identitario fondamentale che celebra la nostra storia, la fatica dei nostri allevatori e il valore inestimabile del nostro patrimonio rurale, ancora attentamente custodito. La transumanza - rimarca Trivigno - non è soltanto tradizione, ma è un modello sostenibile di gestione del territorio e
di valorizzazione delle nostre eccellenze zootecniche, come la razza Podolica. Con questo appuntamento vogliamo trasmettere ai giovani il rispetto per le radici della nostra terra e, al contempo, discutere con esperti e istituzioni di come l'innovazione e la tutela dell'ambiente possano garantire un futuro solido ed economicamente concreto alla zootecnia di montagna. Sono certo - conclude il sindaco - che la comunità e il circondario risponderanno con grande partecipazione.»
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La segretaria regionale Costanzo: «Servono investimenti, volumi adeguati e risposte concrete per tutelare l'indotto e l'occupazione»
Stellantis Melfi, nuovo stop alla produzione: l'UGL chiede garanzie e un piano strategico N
uova sospensione delle attività produttive nello stabilimento Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza. La produzione si fermerà domani, giovedì 15 ottobre 2026, a causa della carenza di componenti. A comunicarlo è Florence Costanzo, segretaria regionale dell'UGL Metalmeccanici Basilicata, che evidenzia le difficoltà che continuano a interessare il sito lucano e, più in generale, il settore automobilistico. «Questo nuovo stop rappresenta un ulteriore segnale di difficoltà e non può essere considerato un fatto isolato», dichiara Costanzo, richiamando l'attenzione sulle conseguenze dell'incertezza produttiva per i lavoratori e le rispettive famiglie. Da qui la richiesta del sindacato di conoscere le prospettive future dello stabilimento e le strategie che Stellantis intende mettere in campo per tutelare i livelli occupazionali e assicurare la continuità delle attività. L'Ugl chiede un confronto con azienda e istituzio-
ni.L'organizzazione sindacale ribadisce la necessità di avviare un confronto concreto, serio e trasparente tra azienda, rappresentanze dei lavoratori e istituzioni. Per l'UGL, le criticità dello stabilimento di Melfi devono essere affrontate tenendo conto delle trasformazioni che stanno interessando l'intero comparto automotive, tra rallentamento della domanda, competizione internazionale, aumento dei costi e cambiamenti tecnologici. «È fondamentale che Melfi continui a svolgere un ruolo strategico nel futuro dell'industria automobilistica, attraverso un progetto industriale credibile e prospettive di lungo periodo», sottolinea Costanzo.Particolare attenzione viene riservata anche alle conseguenze delle fermate produttive sull'indotto lucano, che coinvolge le aziende della componentistica, della logistica e numerose altre realtà collegate allo stabilimento. Secondo il sindacato, è indispensabile proteggere le competenze pro-
fessionali e il patrimonio industriale costruiti nel corso degli anni, evitando che le difficoltà produttive si traducano in ulteriori ricadute occupazionali. L'UGL riconosce l'importanza degli interventi pubblici a sostegno della filiera automobilistica, ma sollecita Stellantis a fornire indicazioni precise
sul futuro dello stabilimento e sugli investimenti previsti. «Per rilanciare il sito di Melfi servono fatti concreti, investimenti, volumi produttivi adeguati e garanzie per i lavoratori. Solo così sarà possibile restituire certezze al territorio e alle famiglie coinvolte», conclude Costanzo.
Dalla messa a dimora della pianta di ulivo in centro al pranzo di gala per celebrare sessant'anni di amicizia e ricordi condivisi
Classe 1966 in festa a Rionero, albero a Parco Imperatore e pranzo conviviale
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opo mesi di preparazione, nei giorni scorsi si sono ritrovati a Rionero numerosi amici e conoscenti, tutti classe 1966, per festeggiare il 60esimo anno in un momento conviviale intenso e significativo. E' stato bello e emozionante ritrovarsi dopo tanto tempo, dopo aver frequentato nel secolo scorso le scuole insieme, con amarcord di diversi momenti condivisi e indimenticabili, a fare da cornice alla gradita e attesa "rimpatriata", nonostante l'età, gli impegni lavorativi, gli acciacchi e assilli di vita quotidiana, ma con lo spirito giusto, la dinamicità e l'intento di proseguire con positività e ambizioni. La fase più importante e significativa si è tenuta nel Parco Imperatore, in pieno centro della cittadina fortunatiana, con la messa a dimora di un albero di ulivo, simbolo e testimonianza di pace e longevità, per lasciare un ricordo tangibile e originale alle
future generazioni e alla popolazione, di un "passaggio" della classe in questione, con tanto di targhetta celebrativa e in bella mostra, con tanto di frase "Radici nel passato, rami nel futuro". Questa installazione concepita da un'idea di Lello Libutti, avallata da Antonio Larotonda e approvata da tutto il resto della comitiva, con Albino Grieco che ha curato l'iter burocratico e con tanto di ringraziamento per l'anonimo donatore della pianta, con la collaborazione operativa di Raffaele Falaguerra. E' seguita, dopo la messa celebrata alla chiesa di San Gerardo, la benedizione divina di Don Sandro (anche lui parroco 1966) alla presenza del sindaco locale Mario Di Nitto, tra la soddisfazione dei presenti e le vive congratulazioni espresse dalla popolazione per il gesto e l'esempio da seguire. A concludere la festosa giornata, coordinata da Filomena Consiglio e sue strette col-
laboratrici che hanno curato il tutto in modo impeccabile, un pranzo presso il ristorante Novecento a Melfi, tra buona cucina, balli, karaoke e divertimento con il dj Enzo Villano, tra cui le dediche in rima ai componenti della compagnia grazie a Carmela Calice e il poeta scrittore Emilio D'Andrea, con la "ballata degli auguri", con l'arrivederci a presto per nuove iniziative. ANTO. PETRI.
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De Filippo: «Monitoraggio e prevenzione in tutti i rioni e le aree del territorio, un presidio costante per garantire maggiore tranquillità e decoro»
Tutela sul territorio, a Sant’Arcangelo controlli notturni della Polizia Locale
L’
DI EMANUELA CALABRESE
Amministrazione Comunale di Sant’Arcangelo, guidata dal Sindaco Vito De Filippo, al fine di garantire i massimi livelli di sicurezza urbana e controllo del territorio, ha disposto il potenziamento dei servizi di vigilanza attraverso l'estensione dei turni notturni della Polizia Locale. Questo provvedimento preventivo mira ad assicurare il rispetto delle regole di convivenza civile e a garantire una presenza costante e visibile a tutela della cittadinanza anche nelle ore più critiche. Così il Sindaco spiega: «Nell'ambito delle iniziative promosse dall'Amministrazione per il potenziamento della sicurezza urbana e della tutela della cittadinanza, è attiva la nuova programmazione di servizi di vigilanza in orario notturno a cura del Comando di Polizia Locale. I controlli sono già ufficialmente iniziati e prevedono una turnazione periodica degli operatori, dedicata al pattugliamento, al monitoraggio e alla prevenzione in tutti i rioni e le aree del territorio
comunale. Un presidio costante per garantire maggiore tranquillità, decoro e tutela della nostra comunità». Un’iniziativa strategica dunque, che mette al centro la sicurezza dei cittadini. Monitorare le strade anche di notte significa proteggere il patrimonio pubblico e assicurare un presidio tempestivo in caso di emergenza. De Filippo non manca infine di ringraziare «il Comandante e tutti gli operatori di Polizia Locale per il costante impegno, la disponibilità e la dedizione dimostrata nel garantire la sicurezza e il presidio del territorio». Il pattugliamento notturno da parte della Polizia Locale si unisce ad altre attività di controllo e sicurezza messe in campo dal Comune, come il protocollo firmato in Prefettura per il “Controllo di vicinato”, l’installazione questa estate di ben 8 nuove telecamere di videosorveglianza previste nel Capitolato Speciale Descrittivo e Prestazionale stipulato con la Security Department S.r.l. di Anzi, e non da meno il rafforzamento di controlli in materia di ospitalità e condizioni abitative di cittadini stranieri. Un unico grande proget-
to che abbraccia un solo obiettivo: garantire sicurezza ai santarcagiolesi e una sempre migliore qualità della vita per chi vive e chi sceglie di restare a Sant’Arcangelo.
Accoglienza, integrazione, opportunità per i territori e importanza della figura del tutore, punto di riferimento umano e sociale
“C
Tutori volontari per minori stranieri, incontro a San Severino Lucano omunità che accolgono. Storie, relazioni e responsabilità della tutela volontaria”. È questo il tema dell’evento di sensibilizzazione e di incontro e confronto dedicato al valore della tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati, che si terrà il prossimo 23 ottobre a San Severino Lucano, dalle ore 16:00 alle 18:00 presso il Centro Visite in Piazza Marconi. L'evento vuole offrire alla comunità locale, nel cui contesto è attivo un servizio SAI per minori stranieri non accompagnati, un'occasione per conoscere e riconoscere il valore della tutela volontaria. Il punto di partenza è la tutela come espressione di cittadinanza attiva: un impegno che affianca i giovani migranti nella costruzione di riferimenti stabili, nell'accesso alle opportunità del territorio e nello sviluppo di autonomie personali e relazionali. Attraverso storie, esperienze e dialogo operativo, l'incontro intende rafforzare il legame tra tutori, servizi e comunità. L'incontro è organizzato dalla UOL Basilicata nell'ambito del progetto FAMI 1038 e dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, in collaborazione con il Comune di San Severino Lucano, l'Ambito Socio Territoriale Lagonegrese-Pollino e le cooperative BeHuman e Lilliput, impegnate nella gestione del progetto di accoglienza per minori stranieri non accompagnati del Comune. A fare gli onori di casa il
Sindaco Giuseppe Ciminelli e a introdurre e moderare il dibattito saranno Oriana Rondinella e Paola Andrisani della UOL-FAMI Basilicata. Interverranno Rossana Mignoli, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Basilicata; Caterina Cerbino, coordinatrice dell'Ambito Socio Territoriale Lagonegrese-Pollino; e Giorgia Simonetti, psicologa del Comune. Per la cooperativa Lilliput parteciperanno Francesca Costanza, coordinatrice e psicologa del Centro SAI MSNA di San Severino Lucano, e l'avvocato Eugenio Luciano Petrullo, legale del Centro. Previsto inoltre il contributo di Alessandra Noce, presidente dell'Associazione Lucana dei Tutori Volontari di Minori Stranieri Non Accompagnati, che porterà all'attenzione dei partecipanti
l'esperienza e il valore dell'impegno dei cittadini che scelgono di assumere questo ruolo. L'obiettivo è valorizzare un modello di accoglienza capace di favorire l'autonomia dei ragazzi e, contemporaneamente, rafforzare le relazioni sociali nei territori che li ospitano. In questo percorso assume particolare importanza il corretto equilibrio tra le funzioni dei tutori volontari, dei servizi sociali e delle realtà associative, affinché ciascun soggetto possa contribuire, nel rispetto delle proprie competenze, alla protezione e al benessere dei minori. Il tutore volontario è un privato cittadino che sceglie di assumere la rappresentanza legale di un minore straniero non accompagnato, contribuendo alla tutela dei suoi diritti e accompagnandolo nelle scelte
fondamentali del proprio percorso di crescita. Si tratta dunque di una responsabilità che va oltre gli aspetti amministrativi e giuridici, perché può rappresentare per questi ragazzi un importante punto di riferimento umano e sociale. La presenza di un adulto disponibile all'ascolto e all'orientamento può infatti favorire l'accesso ai servizi, alle opportunità formative e alle attività presenti sul territorio, contribuendo alla costruzione di relazioni stabili con la comunità ospitante. L'incontro intende proprio evidenziare come l'accoglienza non possa essere considerata una responsabilità esclusiva delle strutture specializzate, ma richieda una collaborazione costante tra istituzioni, servizi sociali, operatori e cittadini. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra i percorsi di integrazione e le comunità delle aree interne, spesso interessate da fenomeni di spopolamento e progressiva riduzione della popolazione giovanile. Attraverso testimonianze, racconti ed esperienze concrete, il convegno offrirà una riflessione sul contributo che la cooperazione sociale e la partecipazione dei cittadini possono fornire alla costruzione di comunità più inclusive. L’incontro è rivolto a tutti coloro che vogliano approfondire la conoscenza di queste tematiche e diventare in futuro tutori volontari. Le adesioni sono aperte fino al 20 ottobre. EMANUELA CALABRESE
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Matera e provincia
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Operazione dei Carabinieri dal 5 all’11 ottobre; multe per oltre 600 euro per casco, targhino e assicurazione mancanti
Monopattini elettrici, controlli a tappeto nel Materano: sette violazioni contestate
G
arantire la massima sicurezza per tutti gli utenti della strada è la priorità che ha guidato la recente campagna mirata di controlli e prevenzione condotta dal Comando Provinciale Carabinieri ed attuata, nella circostanza dalla Compagnia di Matera. L’operazione si è svolta nella settimana compresa tra il 5 e l’11 ottobre 2026, interessando sia il territorio del comune di Matera che i vicini centri di Miglionico, Pomarico, Montescaglioso e Grottole. Negli ultimi anni, la crescente diffusione degli strumenti di cosiddetta “micromobilità” ha rappresentato un’importante svolta sostenibile, ma ha anche generato nuove criticità per la sicurezza della circolazione stradale. Tali
problematiche hanno spinto il legislatore a intervenire con normative specifiche per disciplinarne rigorosamente l’utilizzo e arginare i potenziali rischi. Nel corso dei servizi di perlustrazione, i diversi equipaggi della Compagnia di Matera hanno verificato il puntuale rispetto del Codice della Strada. I controlli hanno portato all’accertamento di 7 violazioni a carico di altrettanti conducenti. Le infrazioni più frequenti hanno riguardato, in particolare, il mancato utilizzo del casco di sicurezza, l’assenza del contrassegno identificativo e la mancanza della copertura assicurativa RCA. A seguito di tali irregolarità, sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie per un importo comples-
sivo superiore a 600,00 euro. L’operazione è stata anche l’occasione di un momento di incontro con i cittadini, ai quali, talvolta ignari, sono stati rappresentati i pericoli che questi veicoli possono rappresentare per chi li utilizza e per gli altri utenti della strada, iniziando dai pedoni. Per fare chiarezza e diffondere la cultura della prevenzione, i Carabinieri hanno riassunto le principali regole di condotta per la circolazione di questi mezzi. Età minima: è richiesta un’età di 14 anni per i monopattini elettrici, mentre non c’è nessuna età minima per le biciclette o e-bike; Casco: obbligatorio per tutti sui monopattini, ma solo raccomandato e non obbligatorio sulle biciclette o ebike; Targhino e Assicu-
razione RC: entrambi obbligatori per i monopattini elettrici, mentre non sono richiesti per le biciclette; Frecce/Indicatori: obbligatori sui monopattini, non richiesti per le biciclette; Velocità massima: il limite è fissato a 20 km/h (ridotti a 6 km/h nel-
le aree pedonali) per i monopattini, le e-bike possono raggiungere un massimo di 25 km/h; Passeggero: sempre vietato sui monopattini, mentre sulle biciclette è consentito esclusivamente per i bambini, a patto di utilizzare l’apposito seggiolino.
POLICORO L’assessore al Bilancio risponde alle osservazioni della Corte dei Conti: «Già avviate pace fiscale, rottamazione e riscossione coattiva»
«L
Rendiconto 2024, Scarcia: «Nessuna criticità contabile» eggere la pronuncia della Corte dei conti sul Rendiconto 2024 solo per evidenziarne le criticità, è un’operazione facile. Leggerla per intero, considerando anche le risposte e gli atti già messi in campo dall’Amministrazione comunale, è un esercizio di correttezza istituzionale». A rimarcarlo è l’assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, dopo la polemica strumentale sollevata dalla minoranza. «Facciamo un esempio semplice -sottolinea Scarcia- leggere il foglietto illustrativo di un farmaco soffermandosi esclusivamente sulle controindicazioni, significa ignorare le indicazioni, le precauzioni e le raccomandazioni per affrontare i possibili problemi. Il risultato è un’informazione incompleta e, proprio per questo, fuorviante. Lo stesso vale per la pronuncia della Corte dei conti. I rilievi vanno presi sul serio, ma nella stessa nota sono richiamati anche atti e iniziative attraverso i quali l’Amministrazione comunale ha dato riscontro alle raccomandazioni, avviando interventi concreti sulle questioni segnalate. Proprio qui sta la differenza tra chi amministra e chi si limita alla polemica sterile. «Governare significa affrontare i problemi, assumersi responsabilità e trasformare le criticità in azioni concrete», rimarca Scarcia «Per questo il Comune ha messo in campo una serie di azioni con la duplice finalità di incrementare gli incassi e offrire ai cittadini la possibilità di pagare senza interessi e sanzioni. Vanno in questa direzione la pace fiscale, l’adesione alla rottamazione quinquies e il rafforzamento della riscossione coattiva attraverso un concessionario privato». «Questo non significa ignorare
le osservazioni della Corte dei conti, che meritano attenzione e risposte puntuali. - prosegue Scarcia - ma raccontare correttamente le criticità ma anche il lavoro svolto per affrontarle, considerando anche il contesto operativo in cui il Comune ha gestito importanti interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per i quali la stessa Corte dei conti di Basilicata ha elogiato l’efficienza dell’Amministrazione guidata dal sindaco Enrico Bianco (con delibera delibera n. 14/2026/Inpr)». In conclusione, l’assessore Scarcia rileva l’evidente incoerenza politica del consigliere Maiuri, che ha sollevato la questione: «In Consiglio Maiuri ha espresso voto favorevole sul tema -ricorda Scarcia- è legittimo chiedersi perché oggi ne proponga una lettura esclusivamente allarmistica. Le posizioni assunte nelle sedi istituzionali, dovrebbero essere spiegate con la stessa chiarezza con cui si muovono le critiche pubbliche. L’Amministrazione non deve sottrarsi alle osservazioni della Corte, ma dimostrare con gli atti di saperle affrontare. Ed è proprio questo che i cittadini hanno diritto di conoscere. Non basta dichiararsi favorevoli in linea di principio al risanamento dei conti e al miglioramento della riscossione -insiste Scarcia- occorre poi assumersi la responsabilità di sostenere, con il voto, gli atti concreti che perseguono questi obiettivi. A tal proposito, lo stesso consigliere Maiuri ha espresso voto contrario quando si è trattato di deliberare l’affidamento della riscossione al concessionario privato (delibera di consiglio comunale n. 19 del 14 giugno 2025). Quando alle dichiarazioni non corrispondono i voti sugli specifici
provvedimenti, i cittadini hanno diritto di chiedere spiegazioni. Quindi non soltanto le criticità evidenziate, ma anche le misure adottate per superarle. È questa la differenza tra un’opposizione che esercita seriamente il proprio ruolo, controllando, avanzando proposte e indicando alternative. L’Amministrazione ha il dovere di rispondere dei propri atti e migliorare dove necessario. L’opposizione ha il diritto e il dovere di controllare, ma anche la responsabilità di essere chiara sulle proprie proposte e coerente nelle proprie posizioni. Perché governare significa dare risposte. Fare opposizione significa contribuire al confronto con serietà e contenuti. -conclude Scarcia- La polemica, da sola, non risolve i problemi della città».
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Periscopio
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Incontro pubblico al Centro Sociale per riscoprire le radici lucane di Ed McBain con esperti, associazioni e istituzioni
Centenario di Evan Hunter: Ruvo del Monte abbraccia il suo grande scrittore giallista D
omani alle ore 17,30 nel Centro Sociale di Ruvo del Monte è in programma il convegno per il centenario della nascita di Evan Hunter. Il sociologo Armando Tita presenta il programma: «Con il Centenario 15 ottobre 1926 – 15 ottobre 2026, dedicato al nostro grande giallista americano Evan Hunter Alias Ed McBain si conclude la trilogia delle grandi Kermesse culturali del Comitato Evan Hunter di Ruvo del Monte. Grandi Kermesse ed eventi culturali caratterizzati dalla “Cittadinanza onoraria postuma” celebrata a suo tempo alla presenza della vedova Dragica Hunter e di Rocco Brancati, vice caporedattore Rai Basilicata e animatore dell’evento, dalla “Capitale Europea della Cultura per un giorno” alla presenza del regista David Grieco che ha realizzato un Focus su Ruvo del Monte e dell’immenso scrittore Maurizio De Giovanni, fan sfegatato di Ed Mc Bain . Un Comitato Evan Hunter formato a suo tempo dall’ing. Michele Patrissi, dal Prof. Giovanni Tata della Brighan Young University (USA) e dal sottoscritto, supportato magnificamente dal Prof. Rocco Brancati e dal dr. Antonio Mecca di Mediaset, senza dimenticare la disponibilità umana e professionale della dr.ssa Lina Spedicato con la sua consistente bibliografia e lo storico locale Peppino Ferrieri con le sue approfondite ricerche sulla Famiglia Coppola, tutti uniti con la Pro Loco di Ruvo del Monte e dei suoi vari Presidenti, con le Amministrazioni Comunali e i loro Sindaci Romano, Metallo e, oggi, Mira, ad onorare uno dei figli più illustri del nostro amato Borgo. Ora è d’obbligo ringraziare il Sindaco, l’Amministrazione Comunale e il segretario della Redazione del “Notiziario Ruvese” Peppino Santomenna per l’organizzazione ruvese dell’evento, ringraziare l’Accademia Tiberina lucana, in particolare il Presidente Pascale e il Vicepresidente Blasi per aver accolto il mio invito ad organizzare questo Centena-
rio e a riscoprire la ruvesità/lucanità di Ed Mc Bain, dopo sette anni di oblio. E’ d’obbligo ringraziare tutti i relatori di alto profilo, spessore e qualità professionali, acclarate nei Centri Studi italiani di Eccellenza, da Armando Lostaglio a Mimmo Mastrangelo, da Antonio Mecca e Lina Spedicato con lo storico locale Peppino Ferrieri e con l’immancabile “Centro Studi Lucani nel Mondo diretto magistralmente da Gigi Scaglione e con l’Associazione Ex Parlamentari e Consiglieri regionali” presieduta brillantemente da Michele Radice, nonché tutto l’associazionismo ruvese presente a questo grande evento, senza dimenticare Francesco De Rosa che ha curato la pubblicazione del “Dossier del Centenario” a cura dell’Accademia Tiberina e del nostro Comitato Evan Hunter/Ed Mac Bain. Era il lontano 5 luglio 1990. Una giornata caldissima insopportabile come questa estate africana. Ero appena stato rieletto consigliere comunale di Ruvo del Monte per il mandato amministrativo 1990/95. L’attenzione, in quel momento, era rivolta al mio nuovo ruolo di capogruppo consiliare al Comune e alla Comunità Montana del Vulture e al decollo del Mega Polo Industriale FIAT SATA di San Nicola, non disdegnavo, come sempre, la lettura dei miei Gialli Mondadori, in particolare l’87° Distretto di Polizia di Ed Mc Bain. Mai avrei immaginato quello che mi sarebbe successo qualche ora dopo. Ha inizio cosi un racconto bellissimo con una testimonianza che arrivò giorni dopo anche sul Corriere della Sera, che mi ha fortemente commosso ed emozionato: “Mi chiamavo Salvatore Albert Lombino. Mia madre Maria Coppola e mio padre Charles Lombino erano originari di Ruvo del Monte a Nord di Potenza. Negli anni settanta ho scritto la storia della mia famiglia, le storie del Nonno Giuseppantonio Coppola e della sua vita a Fiormonte, alias Ruvo del Monte, prima dell’avventura americana , in un libro che secondo me è il più bello
che ho fatto finora, ma non è stato mai tradotto in italiano”. Oggi grazie ai buoni servigi del nostro Comitato, della Pro Loco e i suoi vari Presidenti e delle varie Amministrazioni Comunali possiamo affermare con orgoglio che il romanzo “Le Strade d’oro” di Giuseppe Costigliola, Neri Pozzi editore – 2023, la nota casa editrice vicentina è diventato un vero bestseller internazionale. E’ inutile ribadirlo questo Volume è Patrimonio culturale del nostro Comune. Un romanzo multigenerazionale, multiculturale e al contempo autobiografico dalla straordinaria modernità, in grado di travalicare, tempi , spazi e storie personali».
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giovedì 15 ottobre 2026
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Cose dell’altro secolo. Oggetti, pubblicità e luoghi del Novecento, visti da Sud. L’ultimo libro di Biagio Russo
Un grande amarcord lucano: le icone e la vita del Novecento viste da Sud I
DI ANTONELLA PELLETTIERI
nteressante e originale l’ultimo libro di Biagio Russo dal titolo Cose dell’altro secolo. Oggetti, pubblicità e luoghi del Novecento, visti da Sud. L’autore è un grande conoscitore del XX secolo, lo ha indagato e studiato in molti dei suoi aspetti ma, in questo volume, vi è una prosa, un approccio e un obiettivo diverso dai precedenti libri del passato. Non è un volume per un target di lettori appassionati ed esperti di letteratura, questo volume si rivolge a tutti anche ai più giovani che non hanno nella memoria la vita del millenovecento o, sarebbe più giusto dire, dagli anni Sessanta in poi del vecchio secolo. Essendo coetanea dell’autore, mi sono sentita coinvolta in ogni sua pagina e riconosciuta in storie e atteggiamenti miei personali e della mia famiglia. Attraverso gli oggetti di quel periodo e gli accadimenti influenzati dalla TV, la vita degli Italiani si somiglia, più o meno dappertutto. Alcuni capitoli del volume, invece, raccontano le memorie della vita di un ragazzo di un paese del Mezzogiorno e, dunque, è stato necessario inserire nel titolo che ciò che è scritto è visto dal Sud. La copertina e le pagine del volume sono arricchite e impreziosite dai disegni di Daniela Pareschi e anche sotto questo aspetto, il libro è stato confezionato per somigliare ai volumi di quel periodo dedicati ai più piccoli ma non solo; mi riferisco, ad esempio, ai volumi di Gianni Rodari e ai suoi disegnatori come Bruno Munari e Francesco Tullio Altan che sono marchiati, indelebilmente, nel mio vissuto di bambina e adolescente. E trovo, particolarmente romantico, la dedica del volume A Marisa, compagna dell’altro secolo e di questo.Diviso in tre capitoli e con una serie di paragrafi, il volume, si potrebbe
scrivere che, passa dal generale e arriva al particolare dei luoghi di Spinoso, ridente paese di Biagio Russo sulla diga del Pertusillo. Il primo capitolo è dedicato agli oggetti e il secondo alla pubblicità e i concetti sono intercambiabili in questi due capitoli perché, per Carosello e altra pubblicità, era ed è necessario possedere oggetti che sono ispezionati nel primo capitolo: la TV, il telefono grigio sistemato negli ingressi e nei corridoi di tutte le case di allora, la Graziella (la mia era bianca e quella di mio fratello blu), il mangiadischi, il flipper, il Juke box, il Calendario di Frate Indovino. Se l’autore aveva il mangiadischi e solo un disco, Anima mia, io ero più fortunata perché, ogni settimana, mio padre acquistava in edicola un libro di fiabe che conteneva un disco nel quale si narrava la favola e cominciava con la sigla “A mille ce n’è, nel mio mondo di fiabe da narrar…” e i miei genitori erano appassionati di musica e così, oltre all’opera e alle arie più famose, a casa mia, si sentiva altra musica pop, jazz e alcuni autori molto amati da mio padre come Louis Armstrong…bei ricordi! Commoventi! Il capitolo sulla pubblicità serve all’autore a scrivere parole molto dure
sul consumismo e sull’inquinamento: nessuno immaginava che Mo e Mo Moplen avrebbe significato essere invasi dalla plastica i cui scarti avrebbero formato intere isole negli oceani e rappresentato oggetti di pericolo per le creature del mare che muoiono ingerendo o restando intrappolati in questi rifiuti. Meravigliose le pagine dedicate a Calimero, ad Ava come lava, ai Baci Perugina e alla telefonata di Massimo Lopez; la mia pubblicità preferita era quello della Ferrero con “Gigante pensaci tu…” e da lì è cominciata a nascere e formarsi il mio desiderio smoderato di giustizia e profonda onestà e al mio desiderio di voler diventare come il gigante che difendeva un’intera comunità dai prepotenti e violenti. Mi piaceva tanto quando il gigante chiudeva il grandissimo libro che leggeva e lo poggiava su una casa facendolo diventare il tetto: altri tempi e pubblicità che insegnava che la cultura è il tetto sicuro che ci difende da ogni pericolo. Nel terzo capitolo, Biagio Russo entra nel profondo dei suoi ricordi e della sua memoria e riesce a raccontare la vita di un paese interno della Basilicata con tutti i suoi problemi ma anche la profonda amicizia e collaborazione
fra gli abitanti; descritti, con toni razionali, lo spopolamento che cresceva, l’emigrazione al Nord d’Italia e coloro che, già allora. tornavano dalle Americhe e altri luoghi di migrazione del mondo dove si erano riuniti piccole comunità di emigrati lucani. Insomma, un libro da leggere tutto d’un fiato perché somiglia a una carezza sui ricordi personali e di intere generazioni. Forse un solo piccolo neo: il libro riporta i ricordi di un ragazzo, le donne sembrano escluse dalla vita dei bar e le piazze del paese se si escludono piccoli passaggi sulle nonne, qualche flash sulle minigonne! Eppure, in quegli anni, ci fu un oggetto che servì a rivoluzionare il ruolo delle donne: Barbie. Non era più la bambola che
rappresentava una bambina da allattare e crescere, Barbie poteva fare mille professioni e non essere solo casalinga e madre. E, dunque, una donna poteva essere adulta, alla moda ma, soprattutto, indipendente. Forse troppo perché apparisse nei negozi dei paesi del Sud e diventasse un regalo gradito al comune senso del perbenismo! Infatti, la prima volta io l’ho vista in un negozio di Rimini quando era di gran moda, anche nella mia famiglia, abbandonare le spiagge selvagge del Sud e trascorrere il mese di luglio in un hotel e fra gli ombrelloni in fila, e le gite nelle città d’arte romagnole e venete! Complimenti Biagio Russo e grazie per avermi restituito tanti ricordi sopiti!
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giovedi 15 ottobre 2026
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E se la vita fosse tutta in questo istante? L’appuntamento che non esiste
Adesso è l’ultimo istante della vita
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DI FABRIZIO QUARATINO
bbiamo inventato un calendario molto comodo: oggi si sopravvive, domani si vive. Il problema è che domani, quando arriva, pretende di chiamarsi oggi. Una truffa perfetta, senza nemmeno il numero verde per reclamare. Così teniamo in sospeso parole, scelte, incontri. Non perché siano insignificanti, ma perché ci illudiamo di poterli recuperare. Come una puntata registrata, una bolletta dimenticata, un treno successivo. E se non ci fosse una replica? La questione non è vivere con il cronometro in mano. Sarebbe un altro modo di diventare schiavi del tempo. È smettere di considerare intercambiabili le persone, le occasioni, perfino i piccoli gesti. Nessun incontro può essere ripetuto esattamente: cambiamo noi, cambia chi abbiamo davanti, cambia ciò che non abbiamo ancora il coraggio di vedere. “Adesso è l’ultimo istante della vita” non è, per me, una minaccia pronunciata con voce funebre. È una domanda rivolta alla coscienza: quanto di me sto mettendo in ciò che accade adesso? LA FAMOSA OCCASIONE GIUSTA Aspettiamo il momento adatto per dire la verità con gentilezza, chiedere scusa, ringraziare, cambiare direzione. Naturalmente il momento adatto deve presentarsi senza imprevisti, con il conto corrente tranquillo, il telefono silenzioso e possibilmente il consenso dell’intero condominio. In pratica, mai. E intanto la vita procede senza chiedere il permesso alle nostre esitazioni. Non tutto va fatto subito. La fretta può ferire quanto l’indecisione. Ma c’è una differenza tra scegliere consapevolmente di aspettare e nascondersi dietro l’attesa per non scegliere. Il tempo non ci deve una seconda occasione. Questo non significa afferrare tutto, pretendere risposte, invadere lo spazio altrui. Significa riconoscere quando il nostro silenzio non è rispetto, ma paura travestita da prudenza. IL PESO DI UNA PA-
ROLA Immaginiamo per un istante che ogni frase pronunciata oggi sia l’ultima che qualcuno ascolterà da noi. Non sapremmo più parlare? Al contrario: forse impareremmo finalmente a farlo. Quante parole sprechiamo per avere l’ultima parola? Un campionato mondiale nel quale il trofeo consiste nel ritrovarsi soli, ma rigorosamente vincitori. Una parola può aprire una finestra oppure chiuderla. Può correggere senza umiliare, dissentire senza distruggere, consolare senza mentire. Non possiamo controllare come verrà ricevuta; possiamo assumerci la responsabilità di come la consegniamo. Vorrei che le mie parole, quando possibile, lasciassero spazio per respirare. E vorrei imparare a tacere quando parlare servirebbe soltanto a far sentire più importante me.Forse il rispetto comincia proprio qui: comprendere che una conversazione non è una gara di resistenza, e che ascoltare qualcuno fino in fondo è già un modo concreto di riconoscerne il valore. NESSUNA PROVA GENERALE C’è un aspetto quasi scandaloso della vita: non concede prove generali. Ci mette sul palco mentre stiamo ancora cercando il copione. E noi, con una certa faccia tosta, pretendiamo perfino il suggeritore. Sbaglieremo. A volte capiremo tardi. Non ogni ferita potrà essere riparata, non ogni incontro avrà un seguito, non ogni scelta produrrà il risultato sperato. Ma prendere sul serio questo istante non significa viverlo come un esame da superare senza errori. Significa esserci interamente, anche nella nostra imperfezione. La determinazione che desidero coltivare è semplice e severa: non rimandare a una versione ideale di me la responsabilità che posso assumermi oggi. Non aspettare di essere impeccabile per essere pienamente umano. Se devo cambiare qualcosa, non ho bisogno di annunciare una rivoluzione. Posso cominciare da un gesto verifica-
bile, oggi. Il resto non sarà una promessa: sarà una conseguenza da costruire, pazientemente. LA GIOIA SENZA PERMESSO E poi c’è una domanda imbarazzante: perché trattiamo la gioia come una concessione da meritare? Prima finisci tutto, prima risolvi tutto, prima diventa qualcuno. Poi, forse, potrai sorridere. Pare che perfino la felicità debba esibire un certificato di regolarità amministrativa. Non parlo di allegria obbligatoria. Ci sono dolori che meritano silenzio e tempo. Parlo del diritto di accorgerci di un raggio di sole, di una risata inattesa, del sapore di un caffè condiviso, anche quando qualcosa resta incompiuto. La gioia non cancella il dolore. Può semplicemente ricordarci che il dolore non occupa necessariamente ogni centimetro della nostra esperienza. E allora non chiederò scusa per un sorriso sincero, neppure in una giornata difficile. L’ISTANTE CHE CAMBIA DIREZIONE Ogni istante contiene una scelta, ma non sempre una scelta spettacolare. Tal-
volta consiste nel non alimentare un pettegolezzo. Nel riconoscere un torto. Nel guardare davvero chi ci sta parlando, invece di preparare mentalmente la nostra risposta. Nessuno di questi gesti assicura un lieto fine. Ma ciascuno dà significato al presente e può generare conseguenze che oggi non conosciamo. È qui che riconosco la profondità della pratica spirituale: non nel pretendere che la realtà obbedisca ai miei desideri, ma nel risvegliare la coscienza con cui la incontro. Perché proprio nell’istante che sembra ordinario possiamo manifestare la parte più luminosa della nostra umanità. Non una perfezione lontana, riservata a pochi, ma una dignità profonda che possiamo risvegliare attraverso le nostre azioni. Non posso vivere ciò che ancora non esiste. Posso però scegliere di non essere assente dall’unico istante che mi appartiene: questo. E se oggi fossi chiamato a scegliere tra apparire forte ed essere presente, vorrei avere il coraggio di scegliere la presenza. Anche senza
applausi. Soprattutto senza applausi. L’ULTIMO ISTANTE Se questo fosse davvero l’ultimo istante, non vorrei trasformarlo in un tribunale contro tutto ciò che non ho fatto. Sarebbe l’ennesimo modo di perderlo. Vorrei guardare chi ho davanti senza distrarmi. Dire grazie senza aspettare un’occasione solenne. Chiedere perdono senza pretendere assoluzione. Lasciare una parola davvero limpida, non una sentenza. E se fossi solo, vorrei abitare quel silenzio senza considerarlo una sconfitta. Perché anche un istante senza testimoni merita rispetto. Non so quanto tempo mi sarà dato. So che questo momento non tornerà identico, nemmeno se domani gli somiglierà. Perciò non voglio consumarlo inseguendo l’eternità. Voglio viverlo con un cuore così presente da non lasciare che la vita mi attraversi senza averla davvero vissuta. Perché forse non possiamo aggiungere un solo secondo alla vita. Ma possiamo mettere una vita intera dentro un solo istante. E farne dono.
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giovedì 15 ottobre 2026
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