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Cronache del 15 maggio 2026

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Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

PREMIATE LE COSTE LUCANE, RAMUNNO (ARPAB): «MONITORAGGIO E CONTROLLO PER TUTELARE IL MARE LUCANO»

Bandiere Blu, 5 in Basilicata

Dalla Regione, Polese e Mongiello: «Risultato che premia la continuità del lavoro»

PREZZO DEI CARBURANTI, INTERVISTA DOPPIA AI 2 CHE SI CONTENDONO LA PATERNITÀ DELL’ODG

«UNA VITTORIA PER I LUCANI»

Il FdI Caiata parla del dinamismo del Governo Meloni e auspica che tutte le Regioni, a partire dalla sua, possano imitarlo. Il Pd Amendola chiede rispetto per

L’EDITORIALE

Trump e Xi, intesa ma tensioni su Taiwan

D I AL ES S AN D R O SAN S ON I

La buona notizia è che, sotto il profilo personale, i due leader si piacciono. Anzi, continuano a piacersi. Lo si capisce da come si salutano, da come camminano fianco a fianco, dalle reciproche premure. D’altronde Trump non ha mai fatto mistero della stima che nutre per Xi e del rispetto che prova nei suoi confronti. Xi, più sobrio (...)

■ continua a pag 3 Caiata e Amendola Mollica

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Che le donne siano più brave degli uomini è ormai un dato consolidato della statistica di genere, visto che si laureano più velocemente ed in media con voti decisamente migliori, anche nelle materie Stem, eppure a dispetto di tutto questo la realtà è ben diversa perché non solo hanno minori opportunità, ma anche retribuzioni più basse. Il nuovo rapporto “Italia generativa” realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore ha il merito d’affrontarne la questione in tutte le sue sfaccettature promuovendo anche la necessità d’un cambiamento significativo che rovesci finalmente diseguaglianze e disparità. Ora sfogliando le pagine e numeri alla mano ci si rende conto del pilastro che le donne sono nella società, ma anche della loro presenza data per scontata, una sorta di colonna invisibile, come peraltro campeggia pure col titolo del rapporto. E così tanto per rimettere in attualità l’Italia divisa si scopre che mentre al Nord i livelli di mancata partecipazione femminile al lavoro risultano generalmente inferiori del 10%, nel Mezzogiorno c’è davvero l’Apocalisse con la Basilicata al 27,3% e fino al 38,3% della Calabria. Canta Liriel: “Che mancanza mi fai…”.

PREMIO CARLO MAGNO L’ex presidente Bce: «Siamo soli, servono competitività, difesa e federalismo»

Rubino chiama alle urne per superare il quorum

PIANO AEROPORTI

Pepe: «Il Mit avvia un monitoraggio sulla mobilità lucana». Attenzione anche al futuro della pista Mattei di Pisticci

■ Servizio a pag 11

OMICIDIO CHIARA POGGI Il “sistema Pavia” trema. Intercettazioni “oscurate”, Giulia Pezzino lascia la toga e appunti ignoti: il giallo Garlasco sta per crollare

■ Magrì a pag 6

ESTERI

È notte buia nella sinistra britannica, il Ministro della Salute Streeting si dimette e lancia la sfida al premier Starmer

■ Lamattina a pag 4

DIRITTO ALLO STUDIO

L’Ardsu riapre le porte

A OLTRE IL GI ARDINO IL CA NDIDATO SINDACO DI MOLI TERNO
Leporace e Rubino
Tammariello a pag 16
Mario Draghi premiato
Servizio a pag 15
e Calabrese a pag
CHE MANCANZA MI FAI

Italia e Mondo

Tra scambi economici e crisi internazionali, lo Stretto di Taiwan si conferma la linea invalicabile per Pechino

Trump e Xi, intesa personale ma resta il nodo su Taiwan

I ALESSAN DR O SANS ON I

La buona notizia è che, sotto il profilo personale, i due leader si piacciono. Anzi, continuano a piacersi. Lo si capisce da come si salutano, da come camminano fianco a fianco, dalle reciproche premure.

D’altronde Trump non ha mai fatto mistero della stima che nutre per Xi e del rispetto che prova nei suoi confronti. Xi, più sobrio ed enigmatico, si è affidato al simbolismo della diplomazia cinese per ricambiare i sentimenti, offrendo una cena a base di aragosta in zuppa di pomodoro, costine di manzo croccanti, anatra alla pechinese, salmone cotto lentamente in salsa di senape e panini fritti di maiale, discostandosi così, graziosamente, dal tradizionale menù Huaiyang, la raffinata cucina di Shanghai, normalmente associata ai banchetti diplomatici, proprio per andare incontro ai gusti del presidente americano. Il tutto consacrato dal “Ganbei!”, il brindisi rituale con cui si suggellano e si consolidano in Cina gerarchie e rispetto reciproco.

Più complesso, invece, è il rapporto tra le due potenze. Ciò che si sa con certezza è che i 130 minuti di confronto tra i due Capi di Stato sono stati «positivi» e «costruttivi» e che il vertice ha toccato tutti i principali temi dell’agenda bilaterale e internazionale: guerra in Iran, riapertura dello Stretto di Hormuz, Ucraina, Taiwan, ma anche commercio, investimenti, semiconduttori e fentanyl. Il problema, però, sta nel fatto che le diplomazie hanno fornito due resoconti radicalmente diversi della conversazione.

Trump ha assicurato a Fox News che Xi si è dichiarato pronto a contribuire alla risoluzione della crisi iraniana, mentre il resoconto della Casa Bianca si è concentrato molto sulle questioni economiche: Pechino avrebbe accettato di au-

mentare gli acquisti di soia e, in generale, dei prodotti agricoli americani, di comprare petrolio e gas liquefatto dagli USA e di consentire un accesso più facile agli investimenti delle aziende statunitensi. Massima cooperazione, inoltre, sarebbe stata assicurata alla lotta contro il Fentanyl. La versione cinese, pubblicata sull’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, è molto diversa. Essa relega quasi tutti i più scottanti dossier dell’attualità internazionale a uno «scambio di visioni», mentre dedica ampio spazio a Taiwan, definita da Xi «la più importante delle questioni nelle relazioni» tra le due potenze, ribadendo che esse, se non fosse gestita bene, entrerebbero in rotta di collisione o, addirittura, in conflitto.

Non è chiaro cosa abbia risposto Trump alla richiesta di mutare la posizione ufficiale di Washington sul destino dell’isola da «non sostegno» a «opposizione» alla sua indipendenza. Sappiamo solo che ne parlerà pubblicamente nei prossimi giorni. Il Segretario di Stato Marco Rubio, invece, più vicino alle posizioni dei falchi neocons su questo dossier, si è affrettato ad affermare che la posizione americana in merito non subirà cambiamenti. D’altronde, negli ultimi anni, alti esponenti tanto democratici, quanto repubblicani, non hanno fatto mancare il loro sostegno a Taipei, che continua ad essere rifornita di armi dagli USA, segno di una tendenza bypartisan, e di lungo periodo, volta a mutare la politica dell’”Unica Cina” sancita nel 1972 da Nixon e Kissinger. È necessario capire che la questione è dirimente. Pechino è disposta a fare molte concessioni in ambito economico e a farsi carico, insieme agli Stati Uniti, dei vari focolai di crisi in atto nel mondo, offrendo il suo peso politico per trovare soluzioni. Taiwan, invece, è per i ci-

nesi una linea rossa invalicabile. Sin dalla conquista del potere il Partito Comunista Cinese non ha mai riconosciuto Taiwan come Stato autonomo, né, peraltro, puntava a un tale riconoscimento il suo avversario dell’epoca, il Kuomintang, i cui vertici si rifugiarono nell’isola dopo la sconfitta nella guerra civile. Oggi, però, sull’isola che i portoghesi battezzarono Formosa, si riversano tutte le tensioni geopoliti-

che dell’area dell’Indo-Pacifico, come l’atavica rivalità sino-giapponese, nonché la necessità americana di mantenere il «controllo degli stretti», tra cui quello di Taiwan, per continuare a detenere la supremazia marittima globale. È evidente che, dopo la crisi di Hormuz, l’importanza strategica dello Stretto di Taiwan è ulteriormente aumentata, ma per Xi rinunciare alla “riunificazione” della Cina è impensabile,

almeno quanto lo era l’ingresso dell’Ucraina nella NATO per Putin. Essa è l’obiettivo a cui tende il “rinascimento cinese”, nucleo ideologico del pensiero politico di Xi Jinping, per chiudere definitivamente “il secolo delle umiliazioni” imposte all’ex Celeste Impero dalle potenze coloniali nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento. E, su questo, non c’è interesse commerciale che tenga.

ESTERI Il Ministro della Salute Streeting si dimette e sfida Starmer, mentre esplode la crisi interna del Partito Labourista

È notte buia nella Sinistra britannica

Alla base della scelta dell'esponente della destra interna la perdita di fiducia nei confronti del leader labourista; intanto l'ex vice premier Rayner comunica di essere stata prosciolta dalle accuse e attacca il laeder da sinistra

Come avevamo previsto senza avere grandi doti divinatorie, le elezioni amministrative di qualche giorno fa hanno superato il confine della tornata comunale per diventare un vero e proprio caso politico in Gran Bretagna. Il Partito Labourista è stato stracciato elettoralmente, distrutto da un punto di vista politico ed è scomparso da città che erano considerati veri e propri feudi elettorali e che sono state conquistate da quella che per semplicità giornalistica potremmo chiamare estrema destra di "Reform".

LE DIMISSIONI

DI STREETING

Nel sistema anglosassone il Capo del Governo è automaticamente il segretario del Partito che vince le elezioni politiche. La discussione interna ai Partiti, quindi, supera gli ambiti politici per diventare vera e propria materia istituzionale. Questa premessa è necessaria per capire perchè le dimissioni dal Governo del Mi-

nistro della Salute Streeting sono un vero e proprio atto di sfida al Capo del Governo Starmer. Nella lettera con la quale ha comunicato di lasciare il proprio dicastero, infatti, Streeting ha motivato tale decisione con la perdita di fiducia nei confronti del Premier che ha invitato a farsi da parte per favorire una franca discussione interna al Partito Labourista sulle questioni attinenti il futuro della sinistra britannica. Streeting viene considerato il leader della destra interna ai Labour e, nel rivendicare i grandi passi in avanti compiuti nella gestione della sanità pubblica, ha rimarcato anche la differenza con gli altri aspetti della politica di governo del Regno Unito.

RAYNER PROSCIOLTA

DALLE ACCUSE

Un altro elemento che sembra spingere i Labour verso una esplosione interna e l'apertura del dibattito sulla leadership è il proscioglimento di Rayner da ogni accusa per una supposta evasione fiscale. Rayner che, come Starner, è esponente della soft

left si era dimessa dalla carica di vicepremier dopo essere stata accusata di aver volontariamente evaso le tasse per l'acquisto della seconda casa. Proprio nei giorni scorsi l'ex vice premier ha comunicato a mezzo stampa e sui social il suo proscioglimento che, di fatto, la rimette in pista qualora si dovesse arrivare ad un congresso Labourista.Con una posizione diametralmente opposta a quella di Streeting, Rayner critica il primo ministro accusandolo di avere posizioni troppo moderate e morbide e di non aver completato il cambiamento che gli elettori avevano chiesto con il voto.

UNA CRISI STRATEGICA

Il primo ministro Starmer, intanto, continua a rifiutare ogni tipo di confronto sulla sua successione e ostenta contro ogni logica una pervicace volontà di conservare la guida del Partito e del Governo. La sua posizione, però, sembra sempre più in difficoltà e precariamente legata soltanto ad un istinto di autoconservazio-

ne che punta soltanto a salvare se stesso anche contro gli interessi del suo stesso Partito oltre che della Nazione. La crisi del Partito Labourista tra accuse di eccessivo estremismo e di moderatismo rivolte al Premier sembra, ai nostri occhi, la crisi strutturale della sinsitra europea che, dopo la fine del blairismo ha provato a darsi un'identità inseguendo le pulsioni woke e le posizioni più anti occidentaliste sul piano internazionale senza riuscire a trovare una strada da percorrere fino in fondo nel tentativo di tenere insieme uomini e posizioni non conciliabili.

La vittoria di Farange alle elezioni amministrative segnala il punto di svolta di una classe dirigente che sembra non essere più in grado di parlare con la pancia profonda della propria Nazione, un male che colpisce sicuramente i Labour ma da cui non sono estranei tutti i partiti della sinistra europea da troppo tempo chiusa in giochi di potere e nei salotti delle discussioni intellettuali.

DI RO B ERTO LA MATTI NA

Il decreto interviene su rottamazione, partite Iva, incentivi alle imprese e riscossione, introducendo nuove regole su tributi, agevolazioni e rateizzazione

Decreto fiscale, il Senato dà la fiducia: il provvedimento passa alla Camera

DI VITO ERRICHETTI

Il Senato ha approvato la fiducia sul decreto fiscale con 99 voti favorevoli, segnando il primo via libera parlamentare a un provvedimento ora atteso alla Camera dei deputati per la conversione definitiva entro il 26 maggio. Il testo, approvato senza modifiche sostanziali rispetto alla versione uscita dalla commissione, rappresenta un intervento su riscossione, adempimenti fiscali e misure di sostegno a imprese e lavoratori.La novità principale riguarda l’estensione della rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali anche ai debiti affidati dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 2000 e il 2023. Comuni, Province e Regioni potranno decidere se aderire alla definizione agevolata, ampliando così il perimetro della pace fiscale anche a tributi locali come l’Imu e alle multe stradali. Per queste ultime lo sconto non si applica al capitale, ma riguarda esclu-

sivamente interessi e sanzioni. La procedura prevede una fase in cui gli enti comunicano l’adesione, seguita dalla pubblicazione dei carichi definibili e dalla possibilità per i contribuenti di presentare domanda online. La finestra per aderire va dal 16 settembre al 31 ottobre, mentre il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure con un piano fino a 54 rate bimestrali, con scadenza al 31 gennaio 2027 e tasso di interesse fissato al 3% annuo.Un altro intervento riguarda il concordato preventivo biennale per le partite Iva, che viene modificato nei tempi e nelle condizioni di accesso. Il termine per l’adesione viene spostato al 31 ottobre, concedendo più tempo ai contribuenti per valutare la proposta del fisco. Cambiano inoltre le soglie di incremento del reddito in base agli indici sintetici di affidabilità fiscale: per chi ha un punteggio tra 6 e 8 l’aumento richiesto è del 30%, mentre per i contribuenti tra

1 e 6 la soglia sale al 35%.Sul fronte della pubblica amministrazione viene introdotta una soglia di tutela per i professionisti nei rapporti di pagamento con lo Stato: la compensazione tra crediti e debiti fiscali scatterà solo per cartelle esattoriali superiori ai 5.000 euro, evitando blocchi per debiti di importo ridotto.Per le imprese i contributi del piano Transizione 5.0 non concorreranno alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef, Ires e Irap,

riducendo l’impatto fiscale degli incentivi. Per i marittimi residenti in Italia che trascorrono oltre 183 giorni l’anno su navi estere è prevista l’esenzione dall’Irpef, riconoscendo la particolarità della prestazione lavorativa.Sul fronte delle rendite finanziarie viene cancellata la stretta su plusvalenze e dividendi derivanti dalla cessione di partecipazioni, riportando il regime a condizioni più favorevoli. Completano il provvedimento la proroga della

sospensione della mini tassa sui pacchi extra Ue e il rafforzamento del ruolo di monitoraggio del Garante dei prezzi sui carburanti.Nel complesso, il decreto fiscale combina ampliamento delle definizioni agevolate, modifiche alla compliance e misure di sostegno economico, con l’obiettivo di rendere più flessibile il sistema e rafforzare la riscossione. Ora il testo è atteso alla Camera per la conversione definitiva in tempi molto stretti.

Ad Aquisana il manifesto di Draghi sull’Europa

«Siamo soli», è il cuore del discorso che Mario Draghi ha pronunciato ieri ad Aquisgrana, nel giorno del conferimento del Premio Carlo Magno. «Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli, insieme», ha detto, riferendosi a un’Europa costretta per la prima volta dalla fine della guerra a immaginare la propria sicurezza senza la protezione automatica americana. E soprattutto ha insistito su un concetto che attraversa ormai tutta la sua riflessione politica ed economica: l’Europa può sopravvivere solo diventando più integrata, più veloce nelle decisioni, più sovrana nelle grandi scelte industriali, tecnologiche e militari. Parole che suonano come la prosecuzione naturale, e forse più drammatica, del rapporto sul futuro della competitività europea già presentato dall’ex presidente della Bce.

Il mondo che aveva garantito prosperità al continente è finito. Gli Stati Uniti non sono più un alleato scontato come nel dopoguerra, la Cina non rappresenta un’alternativa affidabile e così oggi l’Europa paga il prezzo di una integra-

zione incompiuta. Draghi non è il primo italiano ad aver ricevuto il premio. Prima di lui figure come Alcide De Gasperi, Antonio Segni, Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo.

Ma il discorso di Draghi ha segnato una cesura rispetto alla tradizione europeista del premio. Epoche e contesti diversi. Da Draghi nessuna retorica rassicurante. Piuttosto, il racconto di un continente vulnerabile. Il cuore del messaggio riprende esattamente le tre fragilità individuate nel Rapporto Draghi sulla competitività: dipen-

denza dall’esterno, ritardo tecnologico e frammentazione energetica. Se nel paper il problema era economico - un mercato unico incapace di generare crescita, risparmi europei che finanziano innovazione altrove, produttività stagnante - oggi quella diagnosi diventa geopolitica. «Oltre l’Atlantico non possiamo più dare per scontato che i garanti dell’ordine postbellico rimangano impegnati a preservarlo», ha detto Draghi, evocando una frattura storica nei rapporti con Washington. Nemmeno Pechino rappresenta una

sponda. La Cina, secondo l’ex presidente della BCE, produce surplus industriali incompatibili con la tenuta manifatturiera europea. Per Draghi, anche l’aumento della spesa militare è necessaria, diventa, anzi, un “necessario risveglio”: maggiore autonomia strategica significa maggiore forza anche nei rapporti commerciali ed energetici. Parlando davanti ad alcuni esponenti comunitari, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Draghi è tornato indirettamente a parlare anche di nuovo debito in comune: «La precedente stima di circa 800 miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva è salita, con gli impegni in materia di difesa degli ultimi anni, a quasi 1.200 miliardi di euro l’anno in media». E come si reagisce alla “solitudine europea”? Serve, ha concluso Draghi un “federalismo pragmatico”. E’ una necessità storica. Il compromesso permanente tra interessi nazionali non basta più in un mondo dominato da blocchi geopolitici aggressivi come Stati Uniti e Cina. L’Europa rischia altrimenti di restare schiacciata e di essere condannata all’irrilevanza.

LUCIA SERINO
Il ritorno dell’ex presidente della Bce: «Siamo soli, servono competitività, difesa e federalismo»

Intercettazioni “oscurate”,

lascia la toga e appunti ignoti: il giallo sta per crollare

Il “sistema Pavia” trema, il silenzio sulla morte di Chiara ha un prezzo

D I T I Z IA N A M A GR Ì

Se oggi Chiara Poggi, da brillante quarantenne manager che avrebbe dovuto essere, o semplicemente una giovane donna serena, potesse dire la sua davanti a tanto squallore sono certa che userebbe parole dure e di sconforto verso la Giustizia e verso gli uomini e le donne che avrebbero dovuto tutelare il suo diritto fondamentale: quello a dare un nome e un volto all’assassino o ai suoi assassini.

Darle pace, anche nei ricordi. Invece, neanche davanti ad un massacro si è avuto il pudore di tacere e far parlare solo i fatti, le prove, le parole. Un corto circuito sta facendo tremare il “sistema Pavia”. Prima della nuova indagine.

Diciotti anni che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi, diciotto anni di nebbia giudiziaria fatta di omissioni, intercettazioni ritenute irrilevanti, manoscritti abbandonati nei cassetti. Mentre l’unico ritenuto colpevole con condanna definitiva sconta la sua pena.

UN FOGLIO APPUNTATO CHE NESSUNO AVREBBE DOVUTO AVERE

La notizia che circola nelle ultime ore è devastante, mina la credibilità dell’intero sistema giudiziario. Dentro un fascicolo del Nucleo Informativo dei

carabinieri di Pavia, senza alcuna delega ad investigare sulla prima inchiesta che ha visto coinvolto

Andrea Sempio nel 20162017, è stato trovato qualcosa che non doveva essere lì: la bozza della richiesta di archiviazione, con appunti spillati senza data e firma, poi recepiti nel testo definitivo firmato dai pm. Un vera e propria fiction in diretta. Chi ha scritto a mano quelle dieci righe? Come si trovano in ufficio senza titolo? E perché quelle righe sono finite con estrema esattezza nella richiesta finale?

UNA STRANA ARCHIVIAZIONE

Rileggere a distanza di anni l’atto firmato da Pezzini e Venditti nel 2017, circa dodici anni, fa un effetto di incredulità. Come si può aver scritto ciò davanti a elementi così pesanti a carico di Sempio. Il DNA sulle unghie di Chiara? Spiegato perché Sempio usava la stessa tastiera di Chiara. In casa Poggi esisteva un solo pc, alla mercè anche degli amici di Marco, tra cui c’era anche Sempio. E i tabulati con chiamata al di fuori dell’ordinario? Giustificati dall’amicizia con il fratello della vittima L’alibi del 13 agosto? Del tutto annientato dallo scontrino del parcheggio di Vigevano. Un contenuto sterile, senza nessuno dubbio sulla già decisa innocenza di Andrea Sempio.

PAPPALARDO, SCOPETTA E VENDITTI

Il giorno della riapertura del fascicolo su Sempio, il 24 dicembre 2016, Maurizio Pappalardo comandante del Nucleo Informativo dei carabinieri di Pavia, oggi condannato per corruzione e stalking, nel processo ‘Clean 2’, si reca in Procura su pressioni dei messaggi da parte del maresciallo Scopetta. Dalla scrivania di Venditti fotografa atti riservati dell’inchiesta. Fotografie che non sono state ritrovate. Ma è stato trovato il fascicolo “P” su Sempio, aperto tre giorni dopo l’archiviazione del GIP, contenente la bozza, gli appunti anonimi, e la prova di un accesso abusivo. Per logica, era ovvio che qualcuno stesse, quasi simultaneamente, annotando e probabilmente pilotando l’inchiesta sull’omicidio.

GIULIA PEZZINO

LASCIA LA TOGA

Il 18 febbraio 2025, mentre la Procura della Repubblica di Pavia riapriva inchiesta su Sempio, l’ex pm Giulia Pezzino formalizzava la rinuncia alla toga. Un caso rarissimo per la magistratura, preceduta da mesi di assenze tra concedi e aspettative.

A novembre è stata sentita dai pm bresciani, aveva rivendicato di aver deciso lei l’archiviazione, e di aver condiviso la bozza con Venditti soffermandosi sui passaggi tecnici

del DNA. Documenti secretati con tempismo che all’epoca non fece scalpore.

20-30 PIZZINI

IN CASA SEMPIO

Sul foglio sequestrato nelle perquisizioni del 14 maggio 2025 fu trovato l'appunto «Venditti gip archivia x 20.30. ... 20-30 euro». Sul retro: «Se archivia indaggine non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna». Si tratta di parole in ambito processuale non dicono nulla, ma disegnano un contesto, quello di un sistema in cui la prima inchiesta veniva seguita da esterni, ci mettevano occhi e mani senza scrupolo.

UN DUBBIO

Ma questi appunti, queste

correzioni, aggiungevano o toglievano qualcosa, aggiungevano argomenti o toglievano qualche elemento? Certo è che il documento del 2017 è costruito per negare, per chiudere una strada, quella dell’indagine su Sempio. Ma il sospetto è che qualcuno abbia tolto qualcosa alla versione originale prima che diventasse definitiva. Si tratta di una domanda che potrebbe finire sul tavolo dei magistrati Bernardi e Greco, titolari dell'inchiesta relativa alla presunta corruzione riguardante l'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, quando decideranno se rinviare a processo o archiviare anche questa storia.

Dalla filosofia ai nuovi linguaggi digitali, l’arte resta una via per ritrovare senso, bellezza e umanità condivisa

L’arte: un ponte tra l’umanità e il mondo

D I FAB RIZ IO QUAR ATIN O

La domanda originaria. L’interrogativo «L’arte salverà il mondo?» attraversa le epoche, da Platone a Nietzsche, da Shakespeare a Pirandello, fino ai nostri giorni, e tocca profondamente il cuore dell’esistenza umana. Al centro di questa domanda vi è l’uomo, l’essere che, per sua natura, sperimenta una forma di separazione: dal mondo, dalla natura e dagli altri esseri umani. Come affermava Heidegger, l’uomo è «gettato nel mondo», un mondo che, pur essendo il suo, gli appare spesso come altro, distante, estraneo. Questo senso di separatezza e isolamento attraversa tutta la produzione artistica e filosofica occidentale. Poeti, drammaturghi e pensatori hanno cercato, attraverso la creazione, di ricomporre la frattura tra l’io e il mondo.

L’ARTE

finitezza e dell’impossibilità di sottrarsi al limite umano».

L’ARTE COME TRASCENDENZA E UNITÀ

Proprio questa finitezza ha spinto l’uomo a cercare forme di trascendenza. Tra queste, l’arte è una delle più potenti: un ponte tra individuo e assoluto, tra soggetto e mondo. Friedrich Schiller, nelle Lettere sull’educazione estetica dell’uomo, sostiene che l’arte supera il dualismo tra ragione e sensibilità, ricomponendo la frattura tra mondo interiore ed esteriore. Attraverso la bellezza, l’uomo non fugge dalla realtà, ma tenta di ricostruirne l’unità perduta.

DALLE

CATTEDRALI AL RINASCIMENTO:

L’ARMONIA PERDUTA

E RITROVATA

COME CATARSI E CONDIVISIONE

Da sempre l’arte è stata una via privilegiata per rispondere a questo sentimento di estraniamento. Aristotele, nella Poetica, ricorda che l’arte possiede un potere di purificazione: la catarsi. La tragedia greca, in particolare, mette in scena passioni universali che appartengono a tutti. Lo spettatore non assiste soltanto a un dramma, ma lo riconosce come proprio, partecipando a un’esperienza condivisa che sospende la solitudine esistenziale. Kierkegaard descriveva questa condizione come angoscia: «la consapevolezza della

Se osserviamo la storia dell’arte, ogni epoca ha cercato di rispondere a questa tensione. Nel Medioevo, l’arte è strettamente legata al sacro: pittura, scultura e architettura non sono espressioni individuali, ma strumenti di elevazione spirituale. La cattedrale gotica, con le sue vetrate e le sue verticalità, diventa simbolo di un’umanità che tende all’alto, oltre la dimensione terrena. Con il Rinascimento, l’uomo torna al centro della scena. Artisti come Leonardo, Michelangelo e Raffaello non solo celebrano il corpo umano, ma lo collocano in un ordine armonico universale. L’uomo è microcosmo che riflette il macrocosmo, e

l’arte diventa il luogo in cui questa corrispondenza si rende visibile.

MODERNITÀ:

LA FRATTURA

L’Illuminismo e il Romanticismo aprono nuove fratture e nuove possibilità. Da un lato la ragione e il progresso; dall’altro il recupero del sublime, quel sentimento di vertigine e stupore davanti alla natura e al mistero dell’esistenza. Artisti come Caspar David Friedrich trasformano questa tensione in immagini che esprimono insieme solitudine e ricerca di infinito. Con la modernità, la frattura tra uomo e mondo si approfondisce. La Rivoluzione industriale e lo sviluppo tecnologico trasformano radicalmente il rapporto con la natura. Come hanno osservato Adorno e Horkheimer nella Dialettica dell’Illuminismo, la razionalità moderna produce una nuova forma di alienazione: l’uomo diventa ingranaggio di sistemi economici e tecnici che lo trascendono.

L’ARTE MODERNA COME RESISTENZA

L’arte moderna, da Picasso a Duchamp, assume una funzione critica: non consola, ma denuncia. Frammenta la realtà per mostrarne le fratture. E tuttavia, anche nella rottura, continua a cercare senso. L’artista contemporaneo, come suggeriva Camus, resta una figura di resistenza: un ribelle che si oppone all’assurdo attraverso la creazione.

TECNOLOGIA

E NUOVI LINGUAGGI DELL’ARTE

La tecnologia, che ha accentuato alcune forme di alienazione, apre però an-

che nuovi spazi. Marshall McLuhan e Umberto Eco hanno mostrato come i media trasformino radicalmente la percezione e la diffusione dell’arte. Cinema, televisione e oggi linguaggi digitali e algoritmici creano nuove forme di relazione e di comunità. Nel presente più recente, l’intelligenza artificiale introduce una soglia inedita: l’arte diventa sempre più un territorio ibrido tra intenzionalità umana e processi non umani. Ciò non ne riduce il valore, ma lo sposta verso la capacità dell’opera di generare senso, relazione e consapevolezza.

UNA LETTURA

INTERIORE: LA TRASFORMAZIONE DELLO STATO VITALE

In una prospettiva più interiore, il Buddismo di Nichiren Daishonin leggerebbe questo stesso movimento non solo come fenomeno culturale, ma come trasformazione dello stato vitale. La bellezza non è esterna all’uomo: emerge dal cambiamento della coscienza, dal risveglio di una condizione più ampia, creativa e inclusiva dell’esistenza.

L’ARTE COME POSSIBILITÀ DI SALVEZZA

Tornando alla domanda iniziale, possiamo dire che l’arte ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel tentativo umano di superare la separazione dal mondo. In un’epoca in cui politica ed economia tendono a ridurre l’individuo a funzione, l’arte ricorda che l’uomo è molto di più.Non è evasione, ma resistenza. Non è ornamento, ma conoscen-

za. Non è fuga, ma trasformazione. Come affermava Dostoevskij, «la bellezza salverà il mondo». Ma questa salvezza non è esterna: è un processo interno, un modo diverso di guardare e di stare nel mondo. Attraverso l’arte, l’uomo non solo contempla la realtà, ma la trasforma. E nel gesto creativo ritrova una forma possibile di unità: con sé stesso, con gli altri, con il mondo. Nel corso della storia, artisti, filosofi e poeti hanno cercato una risposta alla solitudine esistenziale. Forse la risposta non è definitiva, ma si rinnova continuamente: ogni atto creativo è un tentativo di ricomposizione. L’arte, in questo senso, non è solo espressione, ma meditazione attiva: un modo per superare la separazione tra soggetto e oggetto, tra uomo e natura. In definitiva, la domanda non è se l’arte salverà il mondo, ma in che modo continui a salvarci, offrendo la possibilità di vedere con occhi nuovi, di riconoscere la nostra umanità condivisa e di trovare, anche nel caos contemporaneo, una forma di verità e bellezza capace di ricondurci alla nostra essenza.

AFORISMA

«L’arte è l’eco dell’anima che risuona oltre i confini del tempo e dello spazio».

METAFORA

«L’arte è una finestra aperta sull’infinito, attraverso cui l’uomo guarda oltre la propria solitudine».

MORALE

«Attraverso l’arte, l’uomo non si limita a osservare il mondo: lo trasforma, e nel gesto creativo ritrova la possibilità di riconciliarsi con sé stesso, con gli altri e con l’universo».

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPERIENZE

RIENZE

Basilicata

INTERVISTA DOPPIA Prezzo dei Carburanti, il deputato FdI parla del dinamismo del Governo Meloni auspicando che tutte le Regioni lo possano imitare

Caiata: «È una vittoria per i lucani» Amendola: «Si tratta di buonsenso»

La nostra cronaca di ieri sull’approvazione dell’Ordine del Giorno sul controllo del prezzo del carburante in Basilicata è stata al centro del dibattito politico.

Per comprendere come sono andati i fatti e cosa accadrà presentiamo l'intervista ai due protagonisti gli onorevoli Amendola e Caiata.

D I R OS A M AR IA M O LLI C A

Onorevole

Caiata, lei è stato firmatario insieme ad Amendola e Mattia di un Ordine del Giorno con il quale si impegna il Governo ad avviare un monitoraggio sul prezzo dei carburanti in Basilicata, come è nata questa iniziativa?

« Da molto tempo mi ero attivato nelle interlocuzioni con il Governo per cercare di capire come fosse possibile che in Basilicata il prezzo della benzina per i cittadini fosse più alto che in altre Regioni malgrado l'importante contributo che la nostra terra dà alla Nazione in termini di estrazioni petrolifere. Ho visto che l'On. Amendola aveva presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo in questa azione e mi sono offerto di sottoscriverlo insieme al collega Mattia modificando quella parte di contenuto sul quale il Governo aveva dato parere contrario ».

Possiamo dire che si tratta di prove tecniche di trasversali-

smo in difesa dell'interesse territoriale?

« A me non piace il concetto di trasversalismo.

Certo è che gli interessi dei lucani devono essere messi al di sopra di ogni logica di parte. La questione del prezzo del carburante alla pompa è di interesse generale e riguarda tutti quelli che vivono nella nostra Regione. L'On. Amendola aveva preparato un Ordine del Giorno che non sarebbe mai stato approvato per il suo contenuto, mi sono offerto di sottoscriverlo modificandolo in modo da poter essere condiviso dal Governo ed approvato dalla Camera dei De- putati. È una vittoria di tutti ».

Le questioni energetiche sono sempre più al centro dell'interesse nazionale, la Basilicata svolge un ruolo strategico?

«Si, il Governo Meloni è da sempre impegnato nel tentativo di ridurre la dipendenza dell'Italia dall'estero e devo dire che la concentrazione su questa materia è assolutamente centrale nelle strategie politiche della maggioranza soprattutto perchè, come ci dimostrano i recenti conflitti, è di vitale importanza per la nostra Nazione. La Basilicata in questo svolge un ruolo importantissimo con i suoi giacimenti petroliferi che forniscono all'Italia il 90% della complessiva capacità estrattiva nazio- nale. È nostro compito cercare di ottenere per il nostro territorio il massimo ristoro possibile ».

Èsoddisfatto dell'operato del Governo Meloni?

« Giorgia Meloni e tutta la sua squadra stanno compiendo uno sforzo enorme sia sul versante energetico che sulla programmazione economica e sulle sfide internazionali dell'Italia. Non dimentichiamo che in questa legislatura siamo riusciti a ridare un ruolo centrale ad una Nazione che in passato era stata periferizzata nello scacchiere globale. Il mio auspicio è che tutte le Regioni d'Italia, a partire dalla Basilicata, prendano esempio ed imitino il dinamismo del Governo e del Presidente Meloni ».

Onorevole Enzo Amendola torna a far sentire la sua voce in merito alla proposta finalizzata a chiedere al Governo un intervento per calmierare il prezzo dei carburanti in Basilicata.

Il Governo aveva difatti dato parere contrario alla proposta portata dall’Onorevole, ma poi le cose sono cambiate con le modifiche apportate dagli Onorevoli Mattia e Caiata. Onorevole, cosa è successo alla sua proposta?

«Ho l'impressione che il Sottosegretario che era in aula non abbia letto il testo, perché non era un testo propagandistico. Poiché si parlava di carburanti, che la Basilicata fornisce l'80% del fabbisogno italiano e che i costi alla pompa sono superiori alla media delle regioni, ho chiesto non di fare la rivoluzione, ma almeno di capire perché ci siano questi sovra costi, il ché mi sembra di diritto ai cittadini. Poi, dopo che hanno letto meglio il testo, hanno fatto una riformulazione e sono contento che anche altri Deputati, Mattia e Caiata, l’abbiano firmato, perché era un documento di buonsenso. Stava a sottolineare il prezzo che paga non solo il cittadino lucano alla pompa di benzina, ma il prezzo che paga la regione in termini di solidarietà nazionale in una fase di grande crisi dei costi dell'energia e dei carburanti, per i conflitti che conosciamo».

Il fatto che in una prima fase forse non si sia capita questa cosa, come l'ha presa?

«Spesso accade, il Governo legge il nome del proponente, vede che non è della Maggioranza e dà un parere negativo a prescindere».

Quindi lei crede che sia stata innanzitutto una questione politica?

«Sì, purtroppo sì, accade spesso. Quando sono intervenuto e ho spiegato il senso, anche gli altri Deputati si sono accorti che non facevo propaganda, ma ne facevo una questione di buonsenso e anche di difesa dei diritti dei cittadini. Il mio non è mai stato un intento, come si dice, propagandistico. Vengo da una cultura che è pragmatica e riformista e quin-

di cerco di risolvere i problemi, non di fare casino».

Amendola, val la pena ricordarlo, è stato eletto deputato in Basilicata durante le elezioni politiche del settembre 2022. Candidato nel collegio plurinominale, confermando il suo seggio alla Camera per la XIX legislatura e successivamente, nominato commissario regionale del PD lucano.

«Sono stato eletto in Basilicata, ho avuto la fortuna di essere eletto in Basilicata e chiedo rispetto per questa regione, anche se non sono un cittadino lucano. Il rispetto va dato a una regione che sul tema degli idrocarburi e delle estrazioni paga un prezzo altissimo per solidarietà nazionale. Si parla sempre di solidarietà del nord verso il sud, questo su idrocarburi e acque è un grande tema di solidarietà della regione verso le altre regioni. Ho visto che il capogruppo del PD, la Corazza e altri gruppi regionali, Basilicata Casa Comune, hanno chiesto di discuterne. Credo che sia di buon senso, al di là degli schieramenti politici, cercare di trovare una soluzione, cercare con questo osservatorio che nascerà tra Governo, Regione e Soggetti, di comprendere perché la Basilicata deve pagare di più alla pompa di benzina. Perché lo ripeto, i costi stanno lievitando a causa della guerra nel Golfo, per la questione dello stretto di Hormuz, quindi dobbiamo correre ai ripari prima che succeda qualcosa di ancor più negativo».

Caiata,
D
Amendola
Il deputato dem invece chiede rispetto per la Basilicata che sul «tema degli idrocarburi e delle estrazioni già paga un prezzo altissimo»

Pepe: «Il Mit avvia un monitoraggio sulla mobilità lucana». Attenzione anche al futuro della pista Mattei di Pisticci

Piano nazionale degli aeroporti Uno spiraglio per la Basilicata

POTENZA. Il nuovo Piano nazionale degli aeroporti apre per la prima volta una prospettiva specifica per la Basilicata sul fronte della mobilità aerea e dell’accessibilità infrastrutturale. Nel documento predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti viene infatti previsto un monitoraggio dedicato alla regione, oggi priva di un aeroporto civile, con l’obiettivo di garantire adeguati livelli di collegamento e valutare eventuali potenziamenti delle infrastrutture esistenti.Una novità significativa all’interno della programmazione nazionale, considerato che fino ad oggi la Basilicata era stata presa in considerazione solo in relazione agli scali delle regioni confinanti. Il testo del Piano stabilisce che il Mit, anche avvalendosi di Enac, effettuerà un’attività di monitoraggio sul territorio regionale «al fine di garantire adeguati livelli di accessibilità e mobilità, valutando possibili potenziamenti delle infrastrutture esistenti».Per il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, si tratta di un passaggio politico e istituzionale rilevante. «È un risultato importante per la Basilicata – dichiara –perché per la prima volta il Piano nazionale dedica un riferimento esplicito alla nostra regione. Si apre così una riflessione nuova sulle esigenze di accessibilità del territorio lucano e sul tema della mobilità infrastrutturale nel Mezzogiorno». Pepe ha inoltre ringraziato il ministro Matteo Salvini «per l’attenzione mostrata alla comunità lucana».Nel dibattito regionale il riferimento richiama inevitabilmente la pista Mattei di Pisticci, struttura che da anni rappresenta uno dei temi centrali del confronto pubblico sul sistema dei trasporti lucano. L’inserimento della Basilicata nel Piano

nazionale non indica scelte definitive, ma affida a Mit ed Enac un percorso di verifica e valutazione destinato ad accompagnare le future decisioni programmatiche.Lo stesso assessore regionale sottolinea la necessità di affrontare il tema senza contrapposizioni politiche. «Abbiamo fissato un tassello che prima non c’era – osserva Pepe – e ora cerchiamo di costruirvi intorno una prospettiva di futuro possibile». L’esponente della giunta regionale evidenzia inoltre che la Basilicata presenta «esigenze specifiche sul piano dei collegamenti e dell’accessibilità», nonostante l’assenza di uno scalo civile sul proprio territorio.La Regione seguirà ora l’iter del Piano nazionale degli aeroporti, che dovrà passare attraverso la Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio di Stato e le commissioni parlamentari competenti prima dell’approvazione definitiva. Pepe assicura «attenzione, trasparenza e concretezza» anche sugli sviluppi legati alle iniziative del Consorzio industriale di Matera, a partire dall’affidamento della gestione della pista Mattei e dal percorso per la trasformazione dell’attuale aviosuperficie in aeroporto di aviazione generale.

«NON

È UN PIANO DI RILANCIO, MA UNA RESA»

Vertenza

CallMat,

il M5S

contro il bando regionale

POTENZA. «Non è un piano di rilancio ma un progetto di smantellamento». Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Viviana Verri e Alessia Araneo, attaccano il bando «Basilimpresainvestimenti» pubblicato dalla Regione Basilicata per sostenere le imprese che assumeranno lavoratori provenienti dalla vertenza Callmat.Secondo le esponenti pentastellate, il provvedimento rappresenterebbe «la definitiva pietra tombale» sull’azienda materana, rinunciando di fatto alla continuità produttiva e alla salvaguardia complessiva dei posti di lavoro. Nel comunicato viene ricordato che per mesi si era parlato di progetti di digitalizzazione destinati a garantire nuove commesse e prospettive occupazionali per Callmat.«Oggi invece ci troviamo davanti a incentivi economici per convincere altre imprese a prendersi i pezzi dell’azienda», sostengono Verri e Araneo, che accusano la Regione di aver scelto «la via più facile per la politica e più dolorosa per il tessuto industriale lucano».Il Movimento 5 Stelle contesta anche l’entità delle risorse stanziate. Secondo le consigliere regionali, i 5 milioni di euro previsti dal bando non sarebbero sufficienti a coprire tutti i circa 300 lavoratori coinvolti nella vertenza. «Che fine faranno gli esclusi?», chiedono le due esponenti politiche.Verri e Araneo sollecitano inoltre l’assessore regionale Francesco Cupparo a riferire in aula sulla gestione della crisi aziendale.

Alla Convention di Rimini la rappresentante lucana Rosa Gentile rilancia il ruolo sociale dell’artigianato e la sfida delle competenze

Confartigianato guarda al futuro tra digitale e lavoro

RIMINI. «80 Voglia di futuro» non soltanto come slogan celebrativo, ma come sintesi di una visione strategica per rafforzare il ruolo dell’artigianato italiano in una fase segnata da profondi cam- biamenti economici e sociali. È il messaggio emerso dalla Convention 2026 di Confartigianato Imprese, svoltasi a Rimini nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Confederazione. Alla due giorni hanno partecipato circa 700 tra dirigenti e funzionari provenienti da tutta Italia, compresa una delegazione della Basilicata.Al centro dei lavori la relazione del presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, che ha indicato le priorità per il futuro del sistema artigiano italiano. «Questo ottantesimo anno di Confartigianato non è solo un traguardo, ma una tappa cruciale – ha di-

chiarato –. Il nostro passato è fatto di sacrifici e passione, ma oggi guardiamo al futuro con orgoglio e ambizione. L’impresa artigiana non produce solo valore economico, ma rappresenta il perno del Pil sociale italiano».Nel corso della Convention, il segretario generale Vincenzo Mamoli ha evidenziato la necessità di costruire un’organizzazione sempre più moderna, capace di utilizzare digitalizzazione e intelligenza artificiale per rafforzare competitività e servizi alle imprese. I panel tematici hanno affrontato i temi della rappresentanza, dell’innovazione e della crescita delle competenze interne.Tra gli interventi anche quello di Rosa Gentile, che ha ribadito il valore strategico dell’impresa artigiana per la tenuta sociale ed economica del Paese. «Entrare in Confartigianato – ha

spiegato – significa far parte di una rete che trasforma il talento individuale in forza condivisa. L’imprenditore artigiano è creatore e innovatore, ambasciatore

dei saperi del territorio e protagonista della doppia transizione verde e digitale».Particolare attenzione è stata dedicata al tema del lavoro e delle competenze professionali. Secondo Gentile, il futuro delle imprese passa dalla capacità di contrastare la fuga dei giovani talenti e di colmare la carenza di personale qualificato. «Due le priorità fondamentali –ha evidenziato –: fermare la fuga di cervelli e affrontare la carenza di personale con elevate competenze digitali».Nel dibattito è emerso anche il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro artigiano. «L’intelligenza artigiana –ha concluso Gentile – deve utilizzare l’intelligenza artificiale per le attività standardizzate, lasciando spazio alla creatività e alla qualità che i maestri artigiani esprimono ogni giorno».

Summa: «Chi ha diritto alla borsa deve percepirla, se in possesso dei requisiti, senza essere penalizzato da errori formali»

ARDSU Basilicata: nuova chance per 70 studenti fuori graduatoria

Una seconda occasione per non perdere il diritto allo studio. L’ARDSU Basilicata ha annunciato l’attivazione della procedura di “soccorso istruttorio” relativa alle domande per le borse di studio dell’anno accademico 2025/2026, offrendo agli studenti esclusi per errori formali la possibilità di integrare la documentazione mancante.La misura riguarda circa settanta studenti le cui domande erano state escluse a causa di documenti incompleti, irregolari o non correttamente allegati. L’iniziativa consentirà di sanare le pratiche a condizione che i requisiti richiesti dal bando fossero già posseduti entro il 25 settembre 2025. La procedura, deliberata dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente DSU e gestita dalla Direzione Generale, sarà attiva dal 18 al 29 maggio 2026. Le integrazioni dovranno es-

sere inviate esclusivamente tramite Pec all’indirizzo:protocollo@pec.ar dsubasilicata.it, indicando nella comunicazione il numero del procedimento. Gli studenti potranno integrare soltanto alcuni specifici documenti: l’attestazione ISEE/ISP valida entro il 31 dicembre 2025, la certificazione relativa al merito con esami

sostenuti entro il 10 agosto 2025 — senza possibilità di allegare il libretto universitario — e l’autocertificazione firmata con documento d’identità in corso di validità. L’Azienda regionale precisa inoltre che il soccorso istruttorio è riservato esclusivamente a chi aveva già presentato domanda nei termini previsti dal

bando. Non sarà quindi possibile inoltrare nuove richieste di borsa di studio.«La nostra missione –sottolinea il presidente Enzo Summa – è rendere concreto e accessibile il diritto allo studio per gli studenti che scelgono le nostre università. In accordo con la Regione abbiamo riesaminato le posizioni degli esclusi, valu-

tando che molti errori fossero semplici disattenzioni sanabili. Si tratta di studenti che possiedono i requisiti necessari e che meritano una seconda possibilità».Sulla stessa linea anche la Direzione generale dell’Ente, che evidenzia come la borsa di studio rappresenti spesso l’unica opportunità per molti giovani di proseguire il percorso universitario. L’Ardsu annuncia inoltre che, a partire dal prossimo bando, sarà introdotto un nuovo software gestionale che ridurrà sensibilmente la documentazione da allegare, semplificando le procedure e limitando il rischio di errori. L’obiettivo, conclude l’Ente, resta quello di garantire il sostegno economico agli studenti realmente aventi diritto, senza trasformare errori burocratici sanabili in ostacoli insormontabili al percorso di formazione universitaria.

Mancini (Rettore Unibas): «Siamo soddisfatti dell’esito della valutazione, che riconosce i punti di forza ma ci stimola anche a migliorare»

Unibas, accreditamento confermato da MUR e ANVUR: giudizio positivo per l’Ateneo lucano

L’Università degli Studi della Basilicata ottiene il via libera all’accreditamento periodico da parte del MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) e dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca). Un riconoscimento importante per l’Ateneo lucano, che conferma il valore del percorso intrapreso negli ultimi anni sul piano della qualità della didattica, dell’organizzazione e del legame con il territorio.Il Ministero ha comunicato ufficialmente la concessione dell’accreditamento con validità quinquennale per la sede universitaria e triennale per i corsi di studio, al termine del percorso di valutazione condotto dall’ANVUR attraverso la Commissione di Esperti della Valutazione (CEV), che nei mesi scorsi ha effettuato visite istituzionali nelle sedi di Potenza e Matera.L’analisi ha riguardato l’intero Ateneo, due dipartimenti, due corsi di dottorato e quattro corsi di laurea. Dal rapporto finale emergono numerosi elementi positivi. In particolare, viene riconosciuto il forte radica-

mento dell’Università della Basilicata nel territorio regionale e il ruolo strategico svolto nello sviluppo della Basilicata.Tra i punti di forza evidenziati figurano anche la maturità del sistema di Assicurazione della Qualità della Didattica, ritenuto efficace, le politiche di inclusione e benessere rivolte alla comunità universitaria, la formazione del personale tecnico-amministrativo e la coerenza dell’offerta formativa rispetto alle esigenze del territorio e alle compe-

tenze interne dell’Ateneo.Positiva anche la valutazione sull’adozione di approcci innovativi nella gestione delle infrastrutture universitarie.Il rapporto individua però anche alcune aree sulle quali l’Università sarà chiamata a migliorare. Tra queste, il rafforzamento del sistema di Assicurazione della Qualità della Ricerca, una maggiore partecipazione degli studenti ai processi decisionali e strategici, il potenziamento del personale tecnico-amministrativo e alcuni indi-

catori legati ai percorsi degli studenti, come i tempi di conseguimento della laurea.Nel complesso, l’ANVUR restituisce l’immagine di un Ateneo “robusto, coerente e ben integrato nel territorio”, con pratiche consolidate e prospettive di crescita ulteriori. Le criticità evidenziate vengono considerate più evolutive che strutturali.Al termine della procedura di valutazione, l’Università degli Studi della Basilicata ha ottenuto il giudizio finale di “Soddisfacente”.«Il confronto con la Commissione degli Esperti Valutatori – ha dichiarato il Rettore Ignazio M. Mancini – è stata un’opportunità preziosa di riflessione su temi cruciali per la vita del nostro Ateneo. Il riconoscimento dei numerosi punti di forza rappresenta motivo di grande soddisfazione, mentre le aree di miglioramento costituiscono uno stimolo concreto per orientare in maniera sempre più efficace le future azioni strategiche».Il Rettore ha inoltre ringraziato tutta la comunità accademica, il Presidio della Qualità e la Cabina di Regia per il lavoro svolto durante l’intero percorso di accreditamento.

Approvati calendario venatorio, formazione forestale e servizi alle imprese agricole: «Scelte che guardano al futuro»

Su sistema agricolo e forestale nuove misure per la Basilicata

POTENZA. Nuove misure per la gestione del territorio, la tutela ambientale, la formazione forestale e il sostegno alle imprese agricole. La Giunta regionale della Basilicata ha approvato una serie di provvedimenti proposti dall’assessorato alle Politiche agricole, alimentari e forestali guidato da Carmine Cicala, con l’obiettivo di rafforzare il sistema agricolo e forestale regionale e consolidare percorsi di sviluppo sostenibile.Tra gli atti principali approvati figura il nuovo Calendario venatorio regionale 2026-2027, predisposto nel rispetto della normativa nazionale ed europea e sulla base dei pareri dell’Ispra e del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale. Il documento stabilisce periodi di caccia, specie cacciabili, limiti di carniere, modalità di addestramento dei cani e utilizzo del tesserino venatorio anche in formato digitale attraverso una specifica applicazione.«Abbiamo lavorato per garantire equilibrio tra tutela della fauna, sostenibilità ambientale, rispetto delle norme e tradizioni legate al mondo venatorio, assicurando al tempo stesso certezza operativa e chiarezza per tutti gli operatori del settore», sottolinea l’assessore Cicala.La Giunta ha inoltre approvato il regolamento delle Zone di addestramento e allenamento dei cani da caccia e delle gare cinofile. Il provvedimento disciplina costituzione, gestione e funzionamento delle aree dedicate alle attività cinofile e aggiorna il quadro normativo regionale relativo al settore.Via libera anche all’adesione della Basilicata alla seconda edizione del progetto nazionale “For.Italy – Formazione forestale per l’Italia”, promosso in raccordo con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il programma prevede corsi di for-

mazione, aggiornamento degli istruttori forestali, attività divulgative e campagne dedicate alla sicurezza nei cantieri boschivi.«Investire nella formazione forestale significa aumentare sicurezza, qualità del lavoro e capacità di gestione sostenibile del nostro patrimonio boschivo, che rappresenta una risorsa strategica per la Basilicata», evidenzia Cicala.Approvate inoltre le disposizioni attuative regionali e l’avviso pubblico per il riconoscimento dei prestatori di servizi di consulenza aziendale in agricoltura, destinati ad accompagnare le imprese agricole nei processi di innovazione e sviluppo.Nel corso della seduta è stato dato impulso anche a iniziative di cooperazione internazionale con altri territori europei, tra cui la Grecia, per rafforzare le relazioni legate allo sviluppo agricolo, forestale e rurale. «Ogni scelta compiuta guarda alla qualità della vita delle comunità lucane e alla capacità della regione di affrontare le sfide future», conclude l’assessore.

MARTEDÌ APPUNTAMENTO IN REGIONE

Forestazione, convocato il tavolo con i sindacati

POTENZA. Si terrà martedì 19 maggio alle ore 12, presso il Dipartimento regionale alle Politiche agricole, il tavolo convocato dall’assessore regionale Carmine Cicala con le organizzazioni sindacali del comparto forestale. Al centro dell’incontro il futuro della forestazione lucana, considerata dalla Regione uno strumento fondamentale per la tutela del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la sicurezza ambientale.Nel corso della riunione saranno affrontati alcuni dei principali temi legati all’organizzazione del sistema forestale regionale, a partire dal rinnovo del Contratto integrativo regionale di lavoro per gli addetti alla sistemazione idraulico-agraria e idraulicoforestale relativo al 2026.Spazio anche al confronto sulla stagione Antincendio boschivo 2026, con l’analisi delle criticità emerse e delle eventuali proposte da sottoporre all’Osservatorio regionale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno anche lo stato delle attività per l’iscrizione delle Foreste regionali al Registro nazionale dei crediti di carbonio e la presentazione del Programma regionale forestale 2026-2045.«La forestazione non può più essere interpretata soltanto come risposta alle emergenze, ma come una leva strutturale di politica ambientale e di sviluppo», dichiara Cicala.

Baccellieri denuncia squilibri nella filiera e prezzi penalizzanti per i cerealicoltori lucani: «La Cun non sta funzionando come dovrebbe»

Grano duro, la Lega attacca la Commissione unica

POTENZA. Forti criticità nella gestione della Commissione unica nazionale del grano duro e un sistema di formazione dei prezzi che rischia di penalizzare i produttori italiani. È la posizione espressa dal Dipartimento Agricoltura, Agroalimentare e Cibo della Lega Basilicata, che richiama l’attenzione sui primi mesi di attività della CUN del grano duro, istituita nel gennaio 2026 con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e criteri più equi nella determinazione delle quotazioni.Secondo la responsabile del Dipartimento, Maria Baccellieri, la Commissione starebbe progressivamente riproponendo dinamiche già viste in passato, con uno squilibrio a favore della parte più forte della filiera, rappresentata da commercianti, mulini e pastifici, e con persistenti problemi legati alla trasparenza

delle transazioni.La Lega Basilicata evidenzia come le decisioni sui prezzi continuino a essere influenzate prevalentemente dall’andamento dei mercati esteri piuttosto che dalle reali disponibilità di prodotto nazionale. Una situazione che, secondo il movimento politico, genera distorsioni e finisce per penalizzare i cerealicoltori italiani.Per questo motivo viene ribadita la necessità che la determinazione del prezzo si fermi alla prima transazione tra produttore e acquirente e che le quotazioni siano elaborate esclusivamente sulla base delle movimentazioni di grano nazionale.Tra i temi sollevati anche quello dell’aumento dei costi di produzione. Baccellieri sottolinea l’importanza di utilizzare i dati forniti dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare affinché la for-

mazione del prezzo tenga conto della reale sostenibilità economica delle aziende agricole. Prezzi troppo bassi, viene osservato, rischiano infatti di spingere molte imprese ad abbandonare la coltivazione del grano duro di qualità, con conseguenze sull’intero comparto cerealicolo.Il Dipartimento Agricoltura della Lega critica inoltre la mancata unificazione nazionale delle quotazioni, evidenziando come il permanere di quattro commissioni territoriali continui

ad alimentare disparità tra le diverse aree produttive. Secondo la Lega, il mercato del grano duro dovrebbe essere gestito come un unico mercato nazionale, con regole omogenee e criteri condivisi.Tra le richieste avanzate anche l’introduzione di parametri qualitativi e tossicologici nella metodologia di quotazione, così da valorizzare il grano italiano e distinguere le produzioni di qualità rispetto alle importazioni estere.«La CUN, nelle condizioni attuali, non sta funzionando come dovrebbe», afferma Maria Baccellieri. «È necessario intervenire subito per restituirle la funzione originaria: tutelare i produttori e garantire trasparenza al mercato». La Lega Basilicata annuncia infine iniziative di interlocuzione con Governo e Parlamento per sostenere le richieste dei cerealicoltori lucani e italiani.

Costanzo: «Orgoglio e responsabilità». Polese e Mongiello: «Risultato che premia la continuità del lavoro». Ramunno: «Monitoraggio continuo»

Basilicata premiata ancora: confermate cinque Bandiere Blu lungo le coste lucane

La Basilicata si conferma anche per il 2026 tra le regioni italiane più virtuose sul fronte della qualità ambientale e del turismo sostenibile, ottenendo cinque Bandiere Blu assegnate dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Un risultato che premia la qualità delle acque, la gestione del territorio e l’impegno costante nella tutela degli ecosistemi costieri, lungo le due coste lucane, ionica e tirrenica.

COSTANZO: «ORGOGLIO E RESPONSABILITÀ PER IL MARE LUCANO»

Il Garante regionale per la natura, Biagio Costanzo, evidenzia il valore del riconoscimento e la necessità di proseguire con azioni concrete di tutela ambientale. «Il fatto che la nostra Basilicata, con le sue due splendide coste, tirrenica e jonica, peraltro fulcro di una biodiversità meravigliosa sia litoranea sia subacquea, confermi ben 5 bandiere blu per il 2026, ci deve riempire di sentimenti di orgoglio, ma anche di responsabilità».Lo stesso Costanzo richiama anche le criticità ambientali ancora presenti. «Fenomeni pure molto impattanti sull’ambiente marino, come ad esempio l’erosione costiera, non hanno rovinato la qualità complessiva delle nostre acque che si confermano cristalline e pronte

per il flusso turistico estivo».Infine, sottolinea la necessità di un impegno condiviso: «Ciò significa solo una cosa: un impegno maggiore, da parte di tutti, istituzioni in primis, ad agire continuamente in materia di prevenzione da inquinamenti, di azioni a difesa delle aree marine, di promozione territoriale dei nostri mari ancora incontaminati, di supporto agli operatori turistici e di pesca».

RAMUNNO (ARPAB): «MONITORAGGIO CONTINUO»

Bernalda con il Lido di Metaponto, Marina di Pisticci, Policoro con il Lido Nord e il Lido Sud, Nova Siri –Lido e Maratea sulla costa tirrenica confermano anche per il 2026 le 5 Bandiere Blu assegnate alla Basilicata, rafforzando il ruolo della regione tra le eccellenze del turismo sostenibile.«Le 5 Bandiere Blu 2026 confermano la Basilicata come un territorio virtuoso sul piano della qualità ambientale e del turismo sostenibile. Le attività quotidiane di monitoraggio e controllo svolte da ARPAB garantiscono elevati standard delle acque di balneazione e la tutela degli ecosistemi costieri. Si tratta di un risultato che premia il lavoro svolto e richiama a un impegno costante nella difesa del mare e nella promozione della sostenibilità» – ha dichiarato il Direttore generale

dell’ARPAB, Ramunno. ROSA: «SODDISFAZIONE PER LA BELLEZZA DELLA BASILICATA»

Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa esprime soddisfazione per il risultato raggiunto dal territorio. «Apprendo con soddisfazione che a ben 5 spiagge della mia amata Basilicata è stata riconosciuta dalla Foundation for Environmental Education (Fee) la Bandiera blu, confermando il prezioso risultato dello scorso anno. Si tratta di luoghi splendidi della mia Regione».Rosa ricorda anche le località premiate e sottolinea il valore identitario del riconoscimento: «Maratea, Bernalda, Pisticci, Policoro e Nova Siri. La bellezza e l’incanto di questi luoghi primeggiano in Italia. Posso dire di essere orgogliosamente figlio di questa terra».

MARATEA, SIMBOLO DELLA

COSTA

TIRRENICA

LUCANA

Particolare rilievo viene attribuito a Maratea, che si conferma una delle destinazioni più rappresentative del Mediterraneo. L’assessore al Turismo Mariastella Gambardella sottolinea il valore del riconoscimento e il lavoro svolto sul territorio.«Nella mattinata odierna si è svolta a Roma la conferenza di conferimento “Bandiera Blu” che sventola anche per il 2026

sulla nostra splendida costa, e premia ancora la nostra città, uno fra i luoghi più affascinanti del mediterraneo, dove mare cristallino, natura incontaminata e accoglienza si incontrano in un’esperienza unica».Gambardella evidenzia inoltre il ruolo dell’amministrazione e della programmazione ambientale. «Il conferimento del vessillo internazionale premia il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale nel rispetto dei rigorosi parametri previsti dalla Foundation for Environmental Education, con particolare riferimento alla qualità delle acque, alla gestione del territorio, alla sostenibilità ambientale e all’attuazione delle linee strategiche contenute nell’Action Plan aggiornato dal Comune».Conclude infine sottolineando il valore collettivo del risultato: «L’ottenimento della Bandiera Blu 2026 rappresenta un risultato di grande prestigio e motivo di orgoglio per tutta la comunità di Maratea».

MONGIELLO E POLESE: «LA BASILICATA SI CONSOLIDA COME ECCELLENZA DEL TURISMO SOSTENIBILE»

La riconferma delle cinque Bandiere Blu 2026 a Maratea, Metaponto di Bernalda, Nova Siri, Pisticci e Policoro conferma la Basilicata tra le eccellenze del

turismo sostenibile, grazie a una gestione attenta delle coste e alla qualità delle acque di balneazione.«Con la riconferma delle cinque bandiere blu ai comuni di Maratea, Metaponto di Bernalda, Nova Siri, Pisticci e Policoro, la Basilicata ribadisce il proprio ruolo di primo piano nel panorama turistico nazionale. Questo risultato non è solo un traguardo, ma la prova della continuità di un modello che sa coniugare la bellezza naturale delle nostre coste con una gestione rigorosa e moderna del territorio».Il risultato viene attribuito al lavoro sinergico tra Regione e amministrazioni locali, con particolare attenzione a depurazione, raccolta differenziata e qualità ambientale.«Il prestigioso riconoscimento della Fee premia ancora una volta il lavoro sinergico tra la regione e le amministrazioni locali. Dalla qualità eccellente delle acque di balneazione all’efficienza del sistema di depurazione e della raccolta differenziata, ogni parametro racconta di un impegno costante verso la sostenibilità».I due rappresentanti regionali guardano infine al futuro, puntando su sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità.«Il nostro sguardo è ora rivolto al futuro: l’obiettivo è trasformare queste certezze in una leva di sviluppo ancora più forte per l’economia del mare».

festeggiano 25 anni di carriera

Moliterno al voto, Rubino chiama alle urne per superare il quorum

“Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, apre la puntata con un’intervista ad Antonio Rubino, sindaco uscente di Moliterno, candidato unico alle comunali, che affronta una campagna elettorale particolare: senza avversari ma con l’obiettivo decisivo di raggiungere il quorum del 40% dei votanti e ottenere almeno il 50% dei consensi validi. Secondo il candidato, l’assenza di liste alternative sarebbe il risultato del consenso costruito nei cinque anni di amministrazione grazie a dialogo, partecipazione e risultati concreti.«Nel primo mandato abbiamo ridato a Moliterno la centralità che aveva perso, il paese era finito un po' ai margini della politica, del comprensorio. Noi gli abbiamo ridato un'immagine legata soprattutto alla sua vocazione culturale. Ma non sarà un caso -spiega il sindaco- che io in questi giorni di campagna elettorale stia parlando poco di cultura, perché la cultura ci è servita in 5 anni per dare a Moliterno nuove occasioni, per costruire una comunità più unita, più consapevole, per dare ai moliternesi l'idea di riconoscersi nella propria comunità. Adesso però Moliterno ha bisogno di giocarsi delle carte nuove: abbiamo immaginato di poter consolidare questa immagine sul tema della viabilità e dei collegamenti».Per il futuro l’amministratore punta dunque su infrastrutture e sviluppo economico: considera strategica la futura fermata dell’alta velocità a Padula-Buonabitacolo e chiede il miglioramento della SS103 per collegare meglio Moliterno al Vallo di Diano e alla Campania. Altro obiettivo è rilanciare le aree produttive di fondovalle, attirando investimenti privati e creando nuove opportunità economiche. Il candidato sottolinea inoltre le difficoltà vissute dai piccoli comuni, costretti a difendere continuamente servizi essenziali come medici di base e sportelli bancari, battaglie che Rubino ha portato

avanti nel suo mandato.Sul piano politico nazionale, da esponente di Italia Viva, osserva che i cambiamenti geopolitici e internazionali stanno influenzando anche la politica locale. Difende il ruolo delle forze moderate e considera importante la costruzione di alleanze trasversali. A Moliterno la sua lista civica “Di Nuovo Moliterno” raccoglie infatti sensibilità politiche diverse, con l’idea di creare un laboratorio amministrativo orientato al bene comune. Tra i temi ancora da sviluppare indica turismo e valorizzazione del Canestrato di Moliterno, considerato il principale attrattore del territorio e una risorsa conosciuta anche all’estero. L’obiettivo è legare maggiormente il prodotto tipico alla promozione turistica del paese. In chiusura, il sindaco lancia un appello alla partecipazione al voto del 24 e 25 maggio, definendola un’occasione storica per dare continuità amministrativa e rafforzare l’unità della comunità.La trasmissione continua con Giulio Curatella, referente lucano di Futuro Nazionale, il movimento politico legato al generale Roberto Vannacci. L’intervista si concentra sulla fase costituente del nuovo partito e sul suo radicamento in Basilicata. Curatella sostiene che il progetto stia crescendo rapidamente: nato ufficialmente il 1° marzo, con assemblea costituente prevista a Roma il 13 e 14 giugno, punta a costruirsi dal basso, attraverso comitati territoriali spontanei e non tramite strutture tradizionali di partito. «In Basilicata -afferma- sono già stati creati 13 comitati costituenti, distribuiti tra Venosa, Potenza, Melfi, Lavello, Policoro, Montalbano Jonico e altri centri».Curatella descrive un’adesione trasversale: giovani, pensionati, operai, imprenditori e anche persone provenienti da diversi schieramenti politici, inclusi elettori di centrodestra e alcuni del PD. Secondo lui «molti cittadini si sono proprio stufati di questa sinistra, si sono stufati del gender, si sono stufati dell'immigrazione selvaggia, si sono stufati di tutte queste battaglie anche

culturali che la sinistra sta coltivando, tralasciando il popolo, gli operai, il ceto medio e chi fatica ad arrivare alla fine del mese». Sul piano nazionale, Curatella chiarisce che l’interlocutore naturale del movimento resta il centrodestra, ma con l’obiettivo di spostarne maggiormente gli equilibri a destra. Tra i temi considerati centrali vi sono sicurezza, controllo dell’immigrazione e “remigrazione”, definita una linea politica irrinunciabile.Nel corso dell’intervista affronta anche il tema dell’immigrazione e della sicurezza dopo un grave fatto di cronaca riguardante l’uccisione di un bracciante straniero. Curatella condanna l’omicidio, definendolo «un crimine», ma ribadisce la necessità di legalità e controllo dell’immigrazione. Distingue tra immigrati che lavorano e rispettano le leggi italiane, considerati benvenuti, e chi invece entra illegalmente o non si integra nel rispetto delle regole e delle tradizioni italiane. Ampio spazio viene dato anche alla sicurezza in Basilicata. Curatella sostiene che, nonostante l’immagine relativamente tranquilla della regione, siano in aumento furti, rapine e assalti ai bancomat, soprattutto nell’area del Vulture-Melfese. Denuncia inoltre carenze nelle forze dell’ordine e utilizza questi episodi per giustificare la centralità del tema sicurezza nel programma del movimento. Infine esprime un giudizio critico sulla giunta regionale guidata dal centrodestra, parlando di aspettative deluse e della necessità di un cambio di passo politico.La terza parte della trasmissione è dedicata alla musica e ai 25 anni di attività dei Krikka Reggae, storico gruppo reggae di Bernalda, definito simbolicamente “la Kingston del Metapontino”. Ospiti in studio Manuel Tataranno e Simone Camisa, che raccontano un percorso artistico e umano costruito in Basilicata con coerenza, indipendenza e forte impegno sociale.La band ripercorre la propria storia: dagli inizi nei primi anni 2000 ai riconoscimenti ottenuti in festival nazionali come Arezzo Wave e importanti rasse-

gne reggae italiane, fino all’attuale traguardo del settimo album. Tataranno sottolinea come il gruppo «abbia scelto di restare e produrre musica dal “profondo Sud”, dimostrando che anche in Basilicata è possibile costruire progetti culturali duraturi e professionali». «Il reggae -spiegano i Krikka Reggae- non è mai stato per noi semplice intrattenimento, ma uno strumento di comunicazione sociale e politica». La loro musica nasce infatti dalla volontà di raccontare problemi reali, dare voce alle persone e stimolare consapevolezza.Al centro dell’intervista c’è il nuovo videoclip dedicato alle morti sul lavoro, tema affrontato con toni duri e diretti. Il brano denuncia precarietà, mancanza di sicurezza e responsabilità spesso nascoste dietro la definizione di “morti bianche”. Attraverso il dialetto bernaldese e immagini forti, il gruppo paragona le vittime sul

lavoro a un vero bollettino di guerra, criticando un sistema in cui il profitto prevale sulla dignità e sulla tutela delle persone. Gli artisti spiegano di aver sentito l’urgenza di affrontare questo tema perché i numeri delle vittime rischiano di diventare assuefazione collettiva. Per loro la musica deve “squarciare il silenzio” e prendere posizione, soprattutto quando il dibattito pubblico tende a normalizzare tragedie quotidiane.Infine il gruppo racconta di aver costruito nel tempo anche una piccola economia culturale attorno alla propria attività: una scuola di musica, uno studio di registrazione, sale prova e il Metaponto Beach Festival, manifestazione che unisce musica reggae e valorizzazione delle identità del Sud Italia. «L’obiettivo è creare comunità, opportunità e spazi di espressione indipendente attraverso la cultura».

LAURIA A Cronache il candidato con la lista “Lauria al Centro”: «Siamo una coalizione civica ampia, moderata e profondamente radicata nel territorio»

Rossino corre per la carica di sindaco: «Un comune più vicino alle persone»

DI EM AN UE LA CA LA B RE SE

Tra i tre candidati alla carica di Sindaco di Lauria (lo ricordiamo, uno dei due comuni lucani chiamato alle elezioni anticipate, ed ora commissariato) c’è Antonio Rossino, con la lista “Lauria al Centro”. Nato a Lauria nel 1969, è sposato e padre di due figli. «Laureato in Scienze Politiche all’Università di Salerno, con specializzazione in Finanza aziendale, ho lavorato inizialmente per la multinazionale Johnson&Johnson, entrando poi nel 1996 nella Guardia di Finanza come sottufficiale. Il mio percorso politico inizia nel 2001 con l’elezione a Consigliere comunale di Lauria e la successiva nomina ad Assessore. Rieletto nel 2006, sono capogruppo del Psi in consiglio comunale e nominato Consigliere alla Comunità Montana del Lagonegrese. Dal 2009, Consigliere provinciale e Presidente della IV Commissione consiliare dedicata a Lavoro, Cultura, Pubblica istruzione e Servizi sociali. Nel 2014 ricopro l’incarico di Assessore provinciale con deleghe a Cultura, Protezione civile ed Enti locali. Alle comunali del 2021 mi candido diventando capogruppo di opposizione. Successivamente aderisco a Forza Italia, condividendo il percorso politico del presidente della Regione, Vito Bardi».

A Lauria si torna alle urne in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Tastando il polso della comunità cosa si percepisce?

«Si percepisce una richiesta molto chiara da parte dei cittadini: riportare al centro l’attività ordinaria del Comune e l’attenzione verso la quotidianità delle persone. Oggi famiglie, commercianti, giovani e anziani chiedono risposte concrete su servizi, manutenzione, viabilità, decoro urbano e tempi della macchina amministrativa. C’è bisogno di un Comune presente, capace di ascoltare e di intervenire sulle esigenze di ogni giorno, perché è da lì che si misura davvero la qualità di un’amministrazione. Il ritorno anticipato alle urne ha lasciato certamente amarezza, ma anche la consapevolezza che Lauria ha bisogno di ritrovare stabilità amministrativa e programmazione. Colgo il desiderio di una politica meno concentrata sulle polemiche e più orientata al lavoro quotidiano, alla concretezza e alla capaci- tà di dare risposte. È su questo che vogliamo costruire il nostro impegno: una Lauria più vicina alle persone, attenta ai bisogni reali della comunità e capace di guardare al futuro senza dimenticare le priorità di ogni giorno».

Anche la vostra è una lista civica, di che anime si compone? «“Lauria al Centro” nasce

come una coalizione civica ampia, moderata e profondamente radicata nel territorio. Al suo interno convivono sensibilità politiche diverse ma accomunate da un obiettivo chiaro: rimettere al centro Lauria nello scacchiere territoriale e regionale insieme ai bisogni della comunità. C’è certamente un riferimento importante all’esperienza politica che oggi governa la Regione, quindi con la presenza di anime vicine a Forza Italia, Fratelli d’talia, Azione e Italia Viva. Ma accanto a queste esperienze c’è anche una forte componente civica fatta di professionisti, giovani, amministratori e persone impegnate quotidianamente nel sociale e nel mondo del lavoro. E poi c’è una novità a cui personalmente tengo molto: il ritorno di un’anima socialista, che per me rappresenta ancora una cultura politica importante, legata al riformismo, al dialogo e all’attenzione verso le persone.

Da nostalgico della politica, lo dico anche con un sorriso, credo che certe esperienze abbiano lasciato valori e metodi che ancora oggi possono essere utili alla buona amministrazione. La forza della nostra coalizione sta proprio qui: nella capacità di unire esperienze diverse, senza estremismi, costruendo una proposta seria, equilibrata e concreta»

Quali sono i punti di for-

za del vostro programma elettorale?

«Il nostro programma mette al centro soprattutto la qualità della vita quotidiana dei cittadini e una visione concreta di sviluppo per Lauria. I punti di forza sono il rafforzamento dei servizi essenziali, la manutenzione, la viabilità, la sicurezza e una macchina amministrativa più vicina alle persone, con un occhio particolare all’ambiente attraverso il rilancio vero e definitivo di Carpineto. Vogliamo un Comune presente, capace di ascoltare e risolvere problemi concreti. Grande attenzione è dedicata anche allo sviluppo economico e turistico, attraverso la valorizzazione delle aree naturalistiche come Sirino, Canicella e Lago della Rotonda, il sostegno alle imprese e al commercio locale e il rilancio del turismo outdoor, religioso e ambientale. Un altro punto centrale riguarda le politiche sociali e giovanili: vogliamo rafforzare i servizi di supporto alle famiglie, creare spazi di aggregazione e coinvolgere maggiormente i giovani nella vita amministrativa e culturale della città. Infine, crediamo molto nella capacità di Lauria di tornare a essere un punto di riferimento per l’intera Valle del Noce, attraverso una programmazione seria, il dialogo con Regione ed Enti sovracomunali e la capacità di intercettare risorse e opportunità

per il territorio». Quali invece le maggiori criticità che vive il territorio o la comunità, a cui lavorereste con priorità? «Una delle priorità riguarda il decoro urbano e la manutenzione ordinaria del territorio. I cittadini chiedono maggiore attenzione a ciò, perché il livello di vivibilità quotidiana passa anche da questi aspetti. Un altro tema fondamentale è il dissesto idrogeologico e la tutela ambientale. Lauria ha un territorio vastissimo e fragile, per questo riteniamo necessario accelerare sulla programmazione degli interventi di messa in sicurezza, sul monitoraggio delle aree più esposte e sulla capacità di intercettare finanziamenti regionali e nazionali dedicati alla difesa del suolo. C’è poi la questione di Carpineto, un tema delicato che va affrontato senza slogan. Il nostro obiettivo è portare finalmente a compimento il percorso amministrativo e gestionale dell’impianto, affinché possa diventare una risorsa efficiente e sostenibile per il Comune, evitando che continui a pesare economicamente sui cittadini. Più in generale, crediamo che Lauria abbia bisogno di ritrovare programmazione, presenza amministrativa e capacità di dialogo con cittadini ed enti sovracomunali, per affrontare con efficacia le sfide legate all’ambiente, ai servizi e allo sviluppo del territorio».

Criminalità minorile, il territorio lucano si conferma il meno colpito; campanello d’allarme per le Regioni del Nord-Ovest dove il quadro resta più critico

Meno omicidi, ma cresce la violenza tra minorenni: situazione stabile in Regione

Ormai, quasi a cadenza settimanale, la cronaca ci restituisce le notizie riguardanti la criminalità minorile. Uno degli ultimi che ha fatto scalpore è stato quello dell’omicidio in piazza Fontana, a Taranto, alle cinque di mattina, di un tranquillo lavoratore straniero a opera di un gruppo di minorenni. Complessivamente, calano gli omicidi in Italia che si riducono di un terzo in dieci anni, ma aumentano i delitti che vedono coinvolti minorenni, sia come autori sia come vittime. È la fotografia dell’ultimo rapporto realizzato dal Servizio analisi criminale della Criminalpol della Polizia, dal quale emerge che la percentuale di under 18 autori di un delitto è quasi triplicata in un anno. La provincia di Matera e la Basilicata intera sono tra le ultime a essere interessate dal fenomeno. I dati statistici, quindi, registrano un aumento esponenziale dei reati commessi dai minori, ma nulla accade per caso, alla base ci sono sempre delle profonde ragioni. La provincia di Matera fa registrare percentualmente meno casi di quella di Potenza e la Basilicata rispetto al contesto nazionale è tra le più sane. La cronaca quotidiana ci riporta impietosa i singoli

episodi criminali che vedono coinvolti giovani e giovanissimi. Quello che più colpisce è la gratuità dei gesti criminali, alla cui base infatti sembra che non ci siano motivazioni. Questo rende il fenomeno ancora più grave. I dati preoccupanti li ha forniti il report “Criminalità minorile in Italia 20102022”, curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, che ha evidenziato come tra i giovanissimi siano aumentati i reati in Italia legati all’uso della violenza, gli omicidi e le violenze sessuali tra il 2010 e il 2022, mentre sono calati i furti e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Ed ecco i dati che sono stati diffusi. Tra il 2010 ed il 2022, il 39,4% dei reati contestati a minori sono furto, rapina ed estorsione, il 16% lesioni dolose e minacce, l’11,6% danneggiamento, incendio o resistenza a pubblico ufficiale, il 9,7% traffico o spaccio di sostanze stupefacenti. Sono invariate le differenze tra minori italiani e quelli dei minori stranieri. A partire dal 2022, per la prima volta dopo 12 anni, gli stranieri hanno superato gli italiani (17.032 a fronte dei 15.490). Nel report, pubblicato in chiaro sul sito del Ministero degli Interni, è evidenziato come le segnalazioni per furto siano le più numerose ma registrino un calo

dell’11,9% dal 2010 al 2022 al contrario di quelle per rapina, salite del 65,62% solo negli ultimi tre anni. Un balzo simile lo registrano anche le segnalazioni per lesioni, cresciute del 58,4% tra il 2010 e il 2022, di cui il 32,4% tra il 2019 e l’anno passato. In aumento anche le segnalazioni di minori per minaccia (+ 27,6% tra il 2019 ed il 2022, anno in cui si registra il picco della serie storica) e quelle per rissa (+123,3% tra il 2018 e il 2022). Le segnalazioni di minori per omicidio volontario registrano un calo del 10% dal 2010 al 2022 (rispettivamente 30 e 27), anno in cui tornano a salire, mentre quelle per tentato omicidio aumentano del 32,3% (65 nel 2010 e 86 nel 2022). Un dato molto interessante riguarda le regioni con il maggior numero di denunce o arresti che sono quelle del NordOvest, seguite dal NordEst e dal Centro. Sono leggermente meno al Sud e quasi la metà nelle isole. Come a dire che sul fenomeno hanno più incidenza il benessere, il modello educativo senza più riferimenti solidi, la strisciante anarchia sociale, l’assenza dell’autorità all’interno del nucleo familiare (altro che patriarcato), il libertarismo vuoto e senza senso, che non la criminalità organizzata del Sud e delle Isole. Nel 2022, è au-

mentato anche il numero degli ingressi in carcere dei minori di un più 25%. È facile prevedere che se non vengono realizzati provvedimenti seri e si inizia ad attuare una vera e propria “rivoluzione” dei costumi, dell’educazione, della struttura della società, il fenomeno è destinato a crescere e non servono gli aumenti delle pene come deterrente o meglio non sono sufficienti. Il report si conclude con il suggerimento di politiche adeguate da porre in essere per contrastare il fenomeno.

Esse vanno dall’incremento delle attività sportive a quelle del volontariato sociale. Tutte idee sacrosante, ma alla base serve un vero e proprio cambio dei paradigmi culturali che investa l’intera società e, purtroppo, non

sembra che si vada in tale direzione. Una volta, ad esempio, ai minori veniva imposto un orario per il rientro a casa e nelle ore notturne, quelle più rischiose, non circolavano spesso in preda all’alcool come accade oggi. Che ci facevano ad esempio alle 5 di mattina quei minori in giro per Taranto, i genitori dov’erano? Fenomeni che sembrano esplodere all’improvviso senza una ragione, essi sono invece la conseguenza di scelte politiche, esistenziali, di modelli sbagliati di una società che ha voluto “liberarsi” dai riferimenti “culturali” che servono a tenerla insieme e a dare un senso all’esistenza. Nulla accade per caso e la criminalità minorile, con i crimini commessi senza un senso apparente, non è figlia di nessuno.

Mercoledì scorso l’udienza presso il Tribunale di Potenza dell’importante processo . Chiarimenti anche sul ruolo di Pappalardo

Lucania Felix e i contatti tra Triumbari e Martorano

In relazione all’articolo pubblicato ieri a firma di Francesco Menonna sull’inchiesta

“Lucania Felix” e relativo alla testimonianza resa da Marco Triumbari nel corso dell’udienza svoltasi presso il Palazzo di Giustizia di Potenza, si precisa che a causa di un refuso tipografico il testo contiene anlcune inesattezze.

In particolare, nella parte in cui Triumbari parla dei contatti con Renato Martorano, è stato erroneamente scritto che “gli disse di non parlare della questione legata alla droga e di fare il nome di Donato Lorusso”. In realtà in Aula è stato riferito che: “In uno dei pochi incontri con Triumbari, Mar-

torano gli disse che con lo stupefacente non aveva nulla a che fare e di tenersi lontano da persone che potevano commettere illeciti”.

Martorano è difeso dagli avvocati Donatello Cimadomo e Paolo Lorusso, presenti in Aula.

Inoltre si precisa Canio Pappalardo all’epoca dei fatti era “parte lesa e con verità giuridica completamente estraneo ai fatti inoltre da sempre distante da ambienti malsani o ambigui” e non come erroneamente riportato nell’articolo si potrebbe intendere “vicino all’ambiente della droga e della delinquenza”. Tali precisazioni sono dovute al

fine di garantire una corretta rappresentazione dei fatti e delle dichiarazioni rese nel corso del pro-

cedimento giudiziario. Ci scusiamo con i lettori e con tutte le persone convolte.

Al San Carlo cento omaggi per le neo mamme con un’esibizione musicale a tema inclusione sociale

Garanti incontrano neomamme nella Ginecologia del San Carlo

POTENZA. Un gesto concreto di attenzione, vicinanza e sostegno dedicato alle donne che stanno vivendo il momento della maternità. In occasione del mese della Festa della mamma torna “Maternità – Le Garanti incontrano le neo mamme”, iniziativa ideata e promossa da Marika Padula e giunta a una nuova edizione. L’appuntamento è in programma per oggi, alle ore 12, nel reparto di Ginecologia dell’ospedale San Carlo di Potenza. L’iniziativa vedrà la partecipazione delle garanti regionali impegnate sui temi della maternità, della salute, dell’infanzia e dell’inclusione sociale. Accanto a Marika Padula, garante regionale delle persone con disabilità della Regione Basilicata, saranno presenti Tiziana Silletti, garante alla salute della Regione Basilicata, e Rossana Mignoli, garante all’infanzia. L’obiettivo dell’incontro è unire competenze e sensibilità diverse attorno alla tutela delle neo mamme, dei bambini e delle famiglie, promuovendo una cultura della cura e dell’accoglienza.

Il progetto rappresenta la prosecuzione di un percorso sociale e istituzio-

nale che Marika Padula porta avanti da anni, prima come assessore alle Pari opportunità, poi come attivista e oggi nel ruolo di garante regionale delle persone con disabilità. Un impegno che ha sempre avuto al centro la maternità e il sostegno alle famiglie nei momenti più delicati e significativi della vita.Durante la giornata saranno consegnate cento sacche con cadeau prima nascita alle partorienti presenti nel reparto.

I doni sono stati messi gratuitamente a disposizione da un’azienda del settore che ha scelto di sostenere l’iniziativa con un gesto di attenzione verso la maternità e la vita che nasce.

L’incontro sarà arricchito anche da un momento musicale curato dall’Aias di Melfi-Matera con l’esibizione di una ragazza con disabilità. Un’iniziativa pensata per offrire emozione e condivisione, valorizzando allo stesso tempo il talento e il tema dell’inclusione sociale.

«Ho sempre ritenuto fondamentale essere accanto alle mamme, ai bambini e alle famiglie in un momento tanto delicato quanto straordinario come quello della nascita», dichiara Marika Padula. «L’appuntamento vuole rappresentare un segno concreto di prossimità istituzionale e di attenzione alla maternità, alla salute e all’inclusione sociale».

UNA INIZIATIVA
“Fertility Hack”, giovani a lezione di prevenzione

POTENZA. Si è concluso con una partecipata giornata di confronto “Fertility Hack – I giovani per la salute riproduttiva”, iniziativa ospitata al Polo bibliotecario di Potenza e promossa dal Lions Club Potenza Host e dal Leo Club Potenza. Protagonisti dell’evento gli studenti del liceo scientifico “Galileo Galilei”, impegnati in un percorso formativo dedicato alla prevenzione e alla corretta informazione sulla fertilità.Le classi coinvolte hanno presentato i risultati delle attività svolte nei mesi scorsi, affrontando i principali falsi miti che circolano sui social media sui temi della salute riproduttiva. Centrale anche il momento di confronto diretto con esperti e volontari della Croce Rossa Italiana, durante il quale i ragazzi hanno posto domande su stili di vita, prevenzione delle infezioni e consapevolezza del declino fisiologico della fertilità.«Parlare di fertilità oggi significa parlare di futuro», hanno sottolineato gli organizzatori. La dirigente scolastica Lucia Girolamo e la responsabile del progetto Maria Carmela Padula hanno evidenziato il ruolo attivo degli studenti, definiti veri “peer educator” capaci di diffondere messaggi di prevenzione e benessere tra i coetanei.

Inviate le piattaforme a Regione, Comuni ed enti strumentali. Il sindacato chiede welfare, lavoro agile e nuove tutele

Enti locali, la Uil Fp apre il confronto sui contratti

POTENZA. La Uil Fp Basilicata ha avviato formalmente la stagione del rinnovo dei contratti integrativi negli enti locali e negli enti strumentali della regione, inviando le piattaforme rivendicative alle amministrazioni interessate. L’iniziativa riguarda Comuni, Regione, Provincia e diversi enti pubblici regionali, tra cui Alsia, Ater, Egrib e Apt, con l’obiettivo di aprire rapidamente il confronto sindacale sui nuovi contratti decentrati.Il sindacato punta a definire un calendario di incontri che consenta di affrontare sia gli aspetti economici sia quelli normativi dei contratti integrativi, in molti casi non aggiornati da anni. Secondo la Uil Fp, la nuova fase negoziale dovrà rappresentare non soltanto un’occasione per riconoscere economicamente il lavoro svolto

dai dipendenti pubblici, ma anche un momento utile per rafforzare le relazioni sindacali e restituire centralità alla contrattazione.«La nuova fase contrattuale deve rappresentare non solo un’occasione per riconoscere economicamente il lavoro svolto dai dipendenti pubblici, anche attraverso il reperimento di risorse aggiuntive, ma soprattutto per ristabilire corrette e partecipate relazioni sindacali dopo anni di ridimensionamento della democrazia sindacale», sottolinea la Uil Fp.Tra le richieste avanzate figurano il ripristino della triennalità della contrattazione decentrata e il rafforzamento del ruolo dei tavoli negoziali nella regolamentazione del rapporto di lavoro. Il sindacato richiama inoltre quanto previsto dal contratto collettivo nazionale Fun-

zioni locali del 16 novembre 2022, che stabilisce l’avvio della contrattazione entro il primo quadrimestre dell’anno di riferimento, compatibilmente con i tempi di programmazione degli enti.La Uil Fp evidenzia inoltre

che la fase negoziale può essere avviata anche prima della costituzione definitiva del fondo, purché le organizzazioni sindacali ricevano le informazioni necessarie sulle componenti economiche disponibili.Tra i punti principali inseriti nelle piattaforme figurano la disciplina del telelavoro e del lavoro agile, il welfare integrativo e la regolamentazione di diversi istituti contrattuali e organizzativi finalizzati al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla valorizzazione delle professionalità presenti negli enti locali.«Solo attraverso il rinnovo della contrattazione integrativa sarà possibile dare risposte concrete alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori», conclude il segretario generale regionale della Uil Fp, Giuseppe Verrastro.

DEL LIONS CLUB DI POTENZA

Il 18 e 19 maggio a Nova Siri e Maratea mammografie, ecografie e visite gratuite promosse da Komen Italia per le donne lucane

La Carovana della prevenzione arriva in Basilicata con 2 tappe

MATERA. Torna in Basilicata la “Carovana della Prevenzione” di Komen Italia, il programma itinerante dedicato alla salute femminile che farà tappa il 18 maggio a Marina di Nova Siri e il 19 maggio a Maratea per offrire gratuitamente visite ed esami diagnostici destinati soprattutto alle donne che vivono situazioni di fragilità sociale o che non rientrano nelle fasce previste dagli screening regionali. L’iniziativa, promossa dal Comitato regionale Basilicata di Komen Italia, arriva dopo il successo della Race for the Cure di Roma, che ha registrato oltre 200mila partecipanti, e si inserisce nel percorso di sensibilizzazione e prevenzione portato avanti dall’associazione su tutto il territorio nazionale. Ogni anno, infatti, in Italia oltre 56mila donne affrontano una diagnosi di tumore al seno e la diagnosi precoce continua a rappresentare lo strumento più efficace per aumentare le possibilità di guarigione.

La prima tappa è in programma il 18 maggio a Marina di Nova Siri, in piazza Papa Giovanni XXIII, dove saranno effettuate mammografie gratuite per le donne fuori fa-

scia screening regionale e visite ginecologiche. Il giorno successivo, al porto di Maratea, la Carovana offrirà mammografie, visite ecografiche al seno, visite ginecologiche e consulenze nutrizionali.«Il ritorno della Carovana della Prevenzione sul territorio lucano è un concreto contributo del nostro Comitato regionale per integrare, alle azioni di screening previste dai protocolli regionali, ulteriori opportunità e rendere sempre più efficaci le azioni di prevenzione a beneficio delle donne lucane», dichiara la presidente del Comitato Basilicata di Komen Italia, Laura Tosto. «Tale iniziativa è il completamento dell’azione costante che l’associazione porta avanti tutto l’anno con i servizi gratuiti di supporto alle donne che affrontano il percorso di

cura».

Per l’iniziativa è stato riconosciuto il patrocinio dell’Asp di Potenza per la tappa di Maratea e dell’Asm di Matera per quella di Nova Siri. L’azienda sanitaria materana collaborerà anche mettendo a disposizione i propri medici per l’esecuzione delle visite e degli esami. Coinvolti numerosi specialisti e volontari, insieme alle amministrazioni comunali di Nova Siri e Maratea, associazioni locali, strutture ricettive e operatori impegnati nel supporto logistico dell’evento.Il Comitato Basilicata di Komen Italia è inoltre già al lavoro per l’edizione 2026 della Race for the Cure, in programma a Matera dal 25 al 27 settembre, con eventi collegati previsti anche nei comuni delle province di Matera e Potenza.

Rosy Bindi a Potenza presenta il suo libro

POTENZA. Sarà presentato sabato 16 maggio, alle ore 10, al Museo archeologico provinciale di Potenza il libro di Rosy Bindi «Una sanità uguale per tutti. Perché la salute è un diritto». L’iniziativa è promossa da Cgil Basilicata, Spi Cgil Basilicata e Fp Cgil Potenza nell’ambito della campagna nazionale per la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare dedicata al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.Dopo i saluti del segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, discuteranno con l’ex ministra e parlamentare Angelo Summa, segretario generale Spi Cgil Basilicata, Rocco Paternò, presidente dell’Ordine dei medici di Potenza, Marianna Logatto, medico chirurgo dell’ospedale San Carlo, e Michele Vannini, segretario nazionale Fp Cgil. A moderare il confronto sarà il giornalista Rai Oreste Lopomo.Al centro dell’incontro i temi del diritto alla salute, della difesa della sanità pubblica e della necessità di garantire servizi equi e accessibili. La proposta sostenuta dalla Cgil punta, tra l’altro, all’aumento del fondo sanitario nazionale, alla valorizzazione del personale sanitario e al contrasto delle liste di attesa. Nel volume, Rosy Bindi ripercorre inoltre le trasformazioni del sistema sanitario italiano, rilanciando un modello fondato su equità, solidarietà e trasparenza.

La Cisl Fp Basilicata chiede nuove assunzioni, scorrimento delle graduatorie e potenziamento dei servizi ospedalieri

«Bene

la conferma di Spera alla guida del San Carlo»

POTENZA. «La Cisl Funzione Pubblica di Basilicata esprime profondo apprezzamento per la conferma di Giuseppe Spera alla guida dell’AOR San Carlo, una conferma frutto delle notevoli capacità manageriali dimostrate in questi anni che hanno portato, tra le altre cose, ad avere il bilancio aziendale del 2025 con un segno positivo di quasi 1,3 milioni, evento raro tra le molte aziende ospedaliere a livello nazionale, alcune delle quali hanno chiuso con passività di centinaia di milioni di euro». È quanto dichiarano il segretario generale Pino Bollettino e il segretario regionale Pierangelo Galasso che invitano il manager dell'azienda ospedaliera a «continuare rapidamente l’opera di rafforzamento del personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie concorsuali, iniziando dal personale

che già ha effettuato le visite mediche, attraverso le graduatorie delle stabilizzazioni che auspichiamo siano pubblicate a breve ed attraverso le procedure di mobilità, come è stato stabilito anche a livello regionale, soprattutto in vista delle ferie estive che comporteranno una ulteriore riduzione del personale».

Secondo i sindacalisti della Cisl Fp «bisogna completare in tempi brevissimi quanto previsto nell’atto aziendale, attivando i nuovi servizi che consentiranno di garantire un’assistenza sanitaria di ancor più alta qualità, sicura ed efficace, e di assumere nuovo personale che concorrerà ad erogare dei servizi sanitari a misura di cittadini». Bollettino e Galasso ricordano che «la mission di un’azienda ospedaliera è molto complessa, ovvero erogare cura e assistenza qualificata 24

ore al giorno mantenendo la centralità del paziente, garantire una rapida diagnosi ed un altrettanto rapido trattamento, garantire la presa in carico di tutte le emergenze/urgenze, attraverso l’unico Dea (dipartimento emergenza urgenza, ndr) di 2° livello presente in regione, continuare ad affrontare e risolvere uno dei maggiori problemi sanitari nazionali che è quello delle liste d’attesa, favorire la ricerca e l’innovazione, la formazione e la didattica solo per citare

alcuni degli obiettivi, in tutti e cinque i presidi ospedalieri». «Per raggiungere questi obiettivi –continuano Bollettino e Galasso –è indispensabile investire sul personale, non solo attraverso le nuove assunzioni, che siamo certi a breve ci saranno, ma anche attraverso le varie forme di valorizzazione del personale, economica e di incarichi. La sanità è fatta dalle persone per le persone, solo così si possono garantire servizi sanitari di ancor più alta qualità che i cittadini lucani sicuramente meritano. Nell’augurare buon lavoro al direttore Spera, la Cisl Fp continuerà a svolgere il ruolo di sindacato responsabile e propositivo, e chiederà già da subito di sedersi ai tavoli della contrattazione al fine di garantire e migliorare il benessere dei lavoratori e il rafforzamento dei servizi sanitari».

SABATO AL MUSEO PROVINCIALE CON LA CGIL

La Guardia di Finanza ricostruisce la filiera del falso nummario: nel mirino soprattutto tagli da 20 e 50 euro

Banconote false, sequestri per 2.500 euro nel Potentino

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza hanno sequestrato 61 banconote false, per un valore complessivo di 2.500 euro, nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno del «falso nummario». Gli approfondimenti investigativi condotti dai finanzieri potentini sono stati finalizzati a ricostruire l’intera filiera del falso, partendo anche dal singolo detentore della banconota contraffatta. L’obiettivo è individuare eventuali ipotesi di reato connesse, tra cui truffa e riciclaggio, e verificare possibili collegamenti con episodi criminosi avvenuti sul territorio provinciale. La maggior parte delle banconote sequestrate riguarda i tagli da

20 e 50 euro. In particolare, sono stati individuati 29 esemplari da 20 euro, per un valore complessivo di 580 euro, e 22 banconote da 50 euro, pari a 1.100 euro. Seguono 8 banconote da 100 euro, per un valore di 800 euro, e 2 banconote da 10 euro. Non risultano invece sequestri di tagli da 5, 200 e 500 euro. Un contributo significativo alle attività investigative arriva anche dalla collaborazione con il Centro Nazionale Analisi, «C.N.A.», della Banca d’Italia, che trasmette periodicamente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza le banconote già riconosciute false. Su questi esemplari vengono poi svolti ulteriori accertamenti, utili a individuare eventuali connessioni con altri fatti ille-

citi registrati in provincia. La lotta alla criminalità economico-finanziaria e la sicurezza nella circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento rientrano tra le prerogative affidate alla Guardia di Finanza. L’attività mira ad arginare l’immissione sul mercato di banconote e monete contraffatte, tutelando il corretto funzionamento dei mercati e salvaguardando la fiducia dei cittadini nell’utilizzo della valuta. Si tratta di un comparto di specialità definito dal Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 177, nell’ambito della razionalizzazione delle funzioni di polizia e dei servizi strumentali. La normativa attribuisce al Corpo un ruolo preminente nella vigilanza del settore, esercitato sia come polizia

economico-finanziaria sia come polizia giudiziaria, con compiti di ricerca, prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. Contrastare la falsificazione dell’euro significa con-

tribuire a rafforzare l’affidabilità e la sicurezza della moneta unica, considerata un simbolo concreto dell’unità europea e della fiducia nei sistemi di pagamento.

Parata dei Turchi e fine settimana di maggio, nuove regole su alcol e contenitori

Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha firmato l’ordinanza numero 37, con la quale vengono ulteriormente definite le misure relative alla vendita e al consumo di alcol, all’utilizzo di contenitori potenzialmente pericolosi e al possesso di spray urticanti in occasione degli appuntamenti cittadini del mese di maggio, compresa la Parata dei Turchi. Il provvedimento riguarda in particolare il Centro storico, piazza Don Bosco, viale Firenze, via Milano, piazza Bologna, via Angilla Vecchia, compreso il Parco Baden Powell, piazza della Costituzione Italiana e via Unità d’Italia. In queste aree, nei giorni 15, 16, 17, 22, 23, 24, 26, 27, 28, 30 e 31 maggio 2026, dalle ore 18 alle ore 6 del giorno successivo, saranno in vigore specifici divieti. Tra le misure previste figurano il divieto di vendita per asporto di bevande superalcoliche, con gradazione superiore a 21 gradi, e il divieto di vendita o cessione per asporto di bevande di qualsiasi tipo in contenitori di vetro, alluminio, ceramica o in altro materiale che possa essere utilizzato come strumento atto a offendere o a turbare l’incolumità fisica e l’ordine pubblico. Disposizioni analoghe sono previste per il 29 maggio 2026, giorno della Parata dei Turchi. In questo caso, nell’area del Centro storico, in viale Dante, piazza Verdi e lungo il percorso della manifestazione, i divieti saranno validi dalle ore 12 alle ore 6 del giorno successivo. Le prescrizioni si rivolgono agli esercenti dei pubblici esercizi con somministrazione di alimenti e bevande, agli operatori

commerciali di vendita al dettaglio in area pubblica o privata, ai laboratori artigianali alimentari con attività di vendita, ai titolari di distributori automatici di bevande e dei cosiddetti «Self h24», oltre agli operatori, anche non professionali, delle somministrazioni temporanee attivi nelle aree interessate. Gli stessi divieti non si applicano al servizio di consegna a domicilio del cliente. L’ordinanza stabilisce inoltre il divieto di portare con sé, a piedi o a bordo di veicoli, bevande superalcoliche e bevande di qualsiasi tipologia in contenitori di vetro o in altro materiale potenzialmente utilizzabile per offendere o turbare l’incolumità pubblica. La prescrizione vale nelle medesime aree, giornate e fasce orarie indicate dal provvedimento. Resta consentito portare con sé bevande in contenitori di vetro, alluminio, ceramica o altri materiali simili solo nel caso di approvvigionamento familiare e consumo presso il domicilio. La vendita per asporto destinata alla spesa familiare, come nei supermercati, minimarket e negozi di prossimità, è ammessa a condizione che i contenitori risultino integri, sigillati e inseriti nei sacchetti della spesa al momento dell’acquisto. Nelle aree e negli orari indicati, chiunque venda o ceda per asporto bevande di qualsiasi tipologia dovrà utilizzare contenitori in materiale compostabile e sostenibile. Il provvedimento richiama anche l’attenzione sul rispetto delle norme penali che vietano la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori, alle persone affette da disabilità mentale e

a chi si trovi in manifesto stato di ubriachezza. Eventuali violazioni saranno sanzionate secondo quanto previsto dalla normativa vigente. L’ordinanza introduce inoltre il divieto di trasporto, possesso e utilizzo di spray urticanti e di qualsiasi altro oggetto contenente sostanze chimiche di facile espulsione. Anche questa misura sarà valida nel Centro storico e nelle altre aree individuate nei giorni e negli orari stabiliti, oltre che lungo il percorso della Parata dei Turchi il 29 maggio. Il mancato rispetto delle prescrizioni comporterà l’applicazione dell’articolo 650 del Codice penale, fatta salva l’eventuale applicazione delle sanzioni previste dalle normative di settore. L’ordinanza numero 37 modifica e sostituisce integralmente le precedenti ordinanze sindacali numero 29 del 6 maggio 2026 e numero 32 del 7 maggio 2026.

Il 19 giugno il borgo lucano ospiterà un’anteprima della 25ª edizione del festival letterario promosso dall’Associazione

Negri (Amministratore delegato di CMD): «Sono orgoglioso al pensiero che la nostra impresa possa diventare la casa europea dei motori EDGE»

EDGE Group punta su CMD: offerta per il controllo dell’azienda lucana

La società italiana CMD, attiva nella progettazione e sviluppo di sistemi di propulsione avanzati per i settori automotive, aeronautico e marino, ha ricevuto una proposta di acquisizione da parte del gruppo tecnologico internazionale EDGE Group, con sede negli Emirati Arabi Uniti.L’operazione prevede l’acquisizione di una partecipazione di controllo e rappresenta un passaggio strategico per entrambe le realtà, con l’obiettivo di creare un hub industriale europeo dedicato alle tecnologie di propulsione avanzata. L’accordo preliminare è stato siglato presso lo stabilimento CMD di Atella, in Basilicata.Da un lato EDGE Group, player globale nel settore delle tecnologie avanzate; dall’altro CMD, realtà italiana con oltre trent’anni di esperienza nel settore motoristico e oggi specializzata in soluzioni di propulsione integrate e

sistemi ibridi. Secondo quanto comunicato, l’operazione punta a rafforzare la capacità industriale dell’azienda italiana, ampliandone l’accesso ai mercati internazionali e incrementando gli investimenti in ricerca e sviluppo.EDGE Group ha indicato l’intenzione di utilizzare CMD come base per lo sviluppo

di un polo europeo dedicato alla propulsione, in grado di integrare competenze ingegneristiche italiane e capacità industriali globali.Per CMD, l’operazione rappresenta una possibile accelerazione del percorso di crescita internazionale. L’azienda, fondata nel 1989 dalla famiglia Negri, ha mantenuto negli

anni un forte radicamento produttivo nel Sud Italia, con sede principale ad Atella e attività di ricerca e sviluppo in Campania.Il management sottolinea che, anche in caso di completamento dell’operazione, la società continuerà a operare in continuità gestionale fino al closing, previsto entro la fine del-

l’anno.Tra le dichiarazioni ufficiali, Hamad Al Marar, CEO di EDGE Group, ha affermato: «con la stipula di questo accordo, compiamo un passo importante nella costruzione di un hub di propulsione europeo altamente efficiente che integrerà e rafforzerà la presenza industriale globale di EDGE». Mariano Negri, amministratore delegato di CMD, ha dichiarato: «unire le forze con EDGE rappresenta una potente opportunità industriale per CMD, i nostri dipendenti e i nostri partner».Ha aggiunto: «sono orgoglioso al pensiero che la nostra CMD possa diventare la casa europea dei motori EDGE: progettati e costruiti in Italia per competere nel mondo».L’operazione si inserisce in un contesto di consolidamento del settore delle tecnologie di propulsione, sempre più orientato verso soluzioni ibride e sistemi ad alta efficienza.

Avviati gli interventi di pavimentazione stradale nel territorio comunale, con l’obiettivo di migliorare sicurezza e percorribilità delle arterie

Viabilità a Episcopia, Sinisgalli: «Intervento atteso da tempo, frutto di un lavoro istituzionale concreto»

Avviati nel territorio di Episcopia i lavori di pavimentazione stradale attesi da tempo, un intervento che punta al miglioramento della sicurezza e della viabilità locale. A darne notizia è il consigliere provinciale di Filippo Sinisgalli, esponente di Casa Riformista, che ha espresso soddisfazione per l’avvio delle opere. «L’avvio dei lavori di pavimentazione stradale nel territorio di Episcopia rappresenta un risultato importante per la sicurezza dei cittadini e per il miglioramento della viabilità locale. Un intervento atteso da tempo, che oggi entra finalmente nella fase operativa grazie a un lavoro di interlocuzione istituzionale costante e concreto». Sinisgalli ha sottolineato il ruolo del confronto istituzionale e l’attenzione alle segnalazioni provenienti dal territorio, in particolare dal gruppo consiliare di opposi-

zione Uniti per Crescere. «Sin dal primo momento – sottolinea Sinisgalli – abbiamo raccolto e condiviso le sollecitazioni provenienti dal gruppo consiliare di opposizione ‘Uniti per Crescere’, che con senso di responsabilità ha posto all’attenzione della Provincia le criticità esistenti sul territorio di Episcopia. Quando si parla di sicurezza stradale e qualità della vita delle comunità, il confronto istituzionale deve sempre prevalere sulle appartenenze politiche».Il consigliere provinciale ha inoltre evidenziato il valore dell’intervento per le aree interne, spesso penalizzate da carenze infrastrutturali, mentre da Potenza arrivano le iniziative di coordinamento provinciale. «Questi lavori – aggiunge –sono la dimostrazione che, attraverso la collaborazione tra amministratori, consiglieri e rappresentanti territoriali, è possibile dare ri-

sposte ai cittadini. Ringrazio gli uffici provinciali, le maestranze impegnate negli interventi e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile l’avvio delle opere».Infine, Sinisgalli ha ribadito l’impegno sul monitoraggio delle esigenze infrastrutturali del territorio.«Continueremo – conclude Sinisgalli – a monitorare le esigenze del territorio e a lavorare affinché Episcopia e l’intera area possano ottenere ulteriori interventi infrastrutturali necessari per garantire collegamenti più sicuri ed efficienti».

A Cronache Mecca spiega: «L’edificio può rinascere anche destinando spazi alla cultura, all’arte e alla formazione nel campo delle arti giuridiche»

Avigliano, il Monastero S.Maria diventa l’ipotesi per la nuova sede Municipale

DI EMANUELA CALABRESE

Il monastero di Santa Maria degli Angeli e dei Riformati è il secondo più antico monastero della città di Avigliano, costruito nel 1615 dai frati francescani dell'Ordine dei riformati. Nel 1800 il Monastero conobbe il suo massimo splendore grazie all’opera di un insigne religioso aviglianese, il padre francescano Luigi Filippi. Il resto è storia, fino ai nostri giorni. Ora il Comune di Avigliano fa chiarezza ha espresso «una posizione molto chiara e netta nei confronti della Soprintendenza e del Demanio, al fine di poter orientare in modo efficace anche eventuali risorse destinate alla riqualificazione e recupero dell’edificio». A Cronache il Sindaco Giuseppe Mecca spiega: «In questi anni abbiamo posto il Municipio al centro della vita sociale e culturale del paese, dimostrando che l’Istituzione può assumere il ruolo di promotore e coordinatore delle iniziative finalizzate alla valorizzazione ed alla promozione del territorio. In questo senso crediamo che il Monastero possa rinascere, diventando sede

del Municipio e da quel punto in poi articolando spazi destinati alla cultura, all’arte e alla formazione specialistica, anche nel campo delle arti giuridiche come da tradizione». Dunque la destinazione principale d’uso del Monastero, a cui l’Amministrazione tende è proprio il trasferimento della Casa comunale, ed il Primo cittadino ne descrive le motivazioni: «L’attuale collocazione del Municipio, per quanto di notevole pregio, denota spese di funzionamento importanti trattandosi di un edificio energivoro, non di proprietà dell’Ente (bensì della Provincia di Potenza), senza considerare le difficoltà per gli utenti legate al parcheggio che invece non ci sarebbero presso il Monastero. Inoltre è evidente che un utilizzo al pubblico (quotidiano) del Monastero, anche in chiave culturale, con spazi espositivi e sale mostre o sale convegni, sarebbe possibile soltanto con la presenza Istituzionale del Municipio e del personale connesso alle funzioni di quest’ultimo. D’altro canto è ciò che oggi accade con l’immobile sito in Corso Gianturco che raccoglie al suo interno una enor-

me quantità di eventi culturali o mostre, e che potrebbe continuare a trattenere alcuni uffici, magari quelli legati ad una utenza più fragile, rispetto ai quali la possibilità di raggiungerli a piedi, nel centro del paese, potrebbe costituire una reale opportunità». Anche alla luce di queste considerazioni, «d’intesa con la Soprintendenza l’immobile è stato formalmente riconsegnato, tenuto altresì conto che i titoli autorizzativi rilasciati dal Ministero della Cultura per lo svolgimento delle manifestazioni culturali tenutesi nell’ultimo periodo natalizio sono scaduti il 4 gennaio 2026». In questi anni il Comune ha sostenuto diverse iniziative tese al-

la valorizzazione del Monastero, come i Quadri Plastici nella versione tradizionale, i Quadri Plastici The Gallery, il Villaggio di Babbo Natale, solo per citarne alcuni. «L’esperienza di questi anni ci lascia due insegnamenti che abbiamo formalizzato al Ministero: la prima è che il Monastero può e deve essere messo al centro delle dinamiche culturali comunali e regionali, per la sua storia e per la sua bellezza, perché è stato dimostrato che è possibile; la seconda è che una valorizzazione reale che possa garantire la cura e la vita quotidiana di questo straordinario immobile passa soltanto attraverso l’abbinamento della funzione

Istituzionale, in tutto o in larga parte trasferita nei suoi locali». Naturalmente c’è chi è contrario a questa nuova destinazione d’uso dello storico edificio, e sul punto il Sindaco chiarisce: «Quantomeno in questo momento, e fintanto che non sarà necessario farlo, reputo preferibile soprassedere rispetto agli elementi deteriori o che hanno potuto generare o generano polemiche in ordine all’utilizzo del Monastero, ricordando a tutti che l’Amministrazione Comunale opera secondo due fondamentali binari che sono il bene del paese e la sua valorizzazione ed il rispetto delle regole di cui deve essere garante»..

Un gesto istituzionale che va oltre la forma e che nasce dall’incontro tra comunità, cultura e memoria condivisa

Rapone entra nella geografia mondiale delle fiabe: siglata l’intesa culturale con Germania e Danimarca

Rapone è entrato ufficialmente in una rete internazionale legata alle narrazioni orali. Martedì difatti ha avuto luogo uno dei momenti centrali della due giorni (il primo a Matera) che ha unito Rapone e la Basilicata, la Danimarca e la Germania con la sottoscrizione del Protocollo di Intesa fra il Comune di Rapone, lo Hans Christian Andersen Museum, la Brüder Grimm-Gesellschaft e l’Associazione “CTS - Le Strade della Fiaba”. «Un gesto istituzionale che va oltre la forma e che nasce dall’incontro tra comunità, cultura e memoria condivisa, nel cuore di un territorio che da sempre custodisce il proprio immaginario attraverso la forza della tradizione orale -asserisce con orgoglio la Sindaca Felicetta Lorenzo- E proprio in questo scenario, dove passato e presente si intrecciano, sembra qua-

si che le fiabe, tramandate per generazioni, abitate da voci antiche e personaggi senza tempo, abbiano osservato in silenzio questo nuovo passaggio, come testimoni discreti di una storia che continua a rinnovarsi. Un momento che non si limita a segnare un accordo, ma che rafforza un legame: tra popoli, narrazioni e identità che si riconoscono nella stessa radice comune». A Rapone la Sindaca, l’Amministrazione Comunale, la comunità «assieme a masciare, scazzamurieddi, lupi mannari e principesse, hanno accolto nel borgo le delegazioni internazionali dello Hans Christian Andersen’s Hus e dell’Associazione dei Fratelli Grimm. Insieme hanno intrapreso un vero e proprio viaggio immersivo nel progetto culturale “Rapone Paese delle Fiabe”, scrigno e promotore della fiaba lucana». La prima tap-

pa è stata alla “Biblioteca delle Fiabe”, spazio dedicato alla lettura e alla narrazione intergenerazionale e alla neonata scuola di sartoria, un progetto dall’alto valore sociale. La visita è proseguita presso il Museo Multimediale C.E.R.A. una volta” – Centro di Educazione Rurale ed Ambientale – spazio espositivo interattivo e immersivo che racconta il mondo rurale della Basilicata e il patrimonio demo-etno-antropologico della comunità. Poi il momento clou, con la sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa tra il Comune di Rapone, l’Hans Christian Andersen’s Hus, l’Associazione dei Fratelli Grimm e il Comitato Tecnico Scientifico “Le strade della fiaba”, «esito di un percorso pluriennale di ricerca, valorizzazione e cooperazione culturale che oggi trova una sua concreta e storica formalizzazione» concludono dalla

Casa comunale. Nel giorno precedente, a Matera, presso Casa Cava, la Sindaca Lorenzo ha raccontato “Rapone, Paese delle fiabe come modello per la rinascita delle aree interne”. Dunque un nuovo capitolo si inserisce nella storia raponese e ne rafforza la dimensione internazionale.

EMANUELA CALABRESE

«Necessario controllo capillare per verificare che i lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti e che gli immobili siano utilizzati in modo conforme»

Sub-concessioni nei Sassi, Violetto: «Politiche pubbliche per la vivibilità»

«L

a scadenza delle subconcessioni degli immobili demaniali nei Sassi di Matera è un'occasione importante per riflettere su cosa vogliamo fare dei quartieri identitari della nostra città. Rinnovare le sub-concessioni dopo trent'anni è già una scelta: quella della continuità e della valorizzazione degli investimenti già fatti». Lo dichiara, in una nota, la consigliera comunale di “Matera in Azione”, Adriana Violetto, che aggiunge: «È importante rispettare chi ha scelto di vivere e investire nei Sassi, ristrutturando e rendendo abitabili edifici fatiscenti o ruderi. Tuttavia, non va frustrata l'aspettativa degli altri

cittadini che vogliano accedere ora per la prima volta ad un bene demaniale. È importante rispettare chi ha scelto di vivere e investire nei Sassi, ristrutturando e rendendo abitabili edifici fatiscenti o ruderi. Tuttavia, non va frustrata l'aspettativa degli altri cittadini che vogliano accedere ora per la prima volta ad un bene demaniale». «Per mantenere i Rioni vivi ed autentici è necessario promuovere la residenzialità attraverso politiche pubbliche che rendano i Sassi "vivibili": trasporto pubblico efficiente, regolamentazione degli accessi ai mezzi e dei parcheggi, promozione di esercizi di vicinato e artigianali locali. La revisione dei ca-

noni subconcessori è un tema importante, ma non è il punto di partenza. È necessario promuovere le produzioni artigianali locali e la commercializzazione delle stes-

«Un ritorno strategico per la valorizzazione del patrimonio archeologico»

Tavole Eraclea, Stigliano: «Momento di alto valore culturale e simbolico»

Il consigliere provinciale Carlo Ruben Stigliano, del gruppo “Insieme per la provincia di Matera”, ha presentato una mozione a sostegno dell’iniziativa del sindaco di Policoro, Enrico Bianco, di chiedere formalmente alle Direzioni competenti del ministero della Cultura il rientro definitivo delle Tavole di Eraclea, oggi custodite a Napoli, nel presidio museale della Siritide a Policoro. La mozione ha già ottenuto il sostegno verbale del presidente, Francesco Mancini, che si è reso subito disponibile a intraprendere azioni volte a richiedere l’assegnazione definitiva. «Il temporaneo ritorno delle Tavole presso il museo della Siritide - spiega Stigliano - rap-

presenta un momento di altissimo valore culturale e simbolico per la comunità locale, per il sistema museale lucano e per l’intera provincia di Matera. Il complesso archeologico e museale della Siritide, insieme al Parco archeologico di Heraclea, alle recenti scoperte archeologiche e al percorso di valorizzazione in corso, costituisce un sistema unitario capace di garantire piena contestualizzazione storica e scientifica delle Tavole di Eraclea. Il territorio della Siritide e quello di Policoro, stanno vivendo una nuova stagione di interesse archeologico e scientifico, grazie anche alla presenza di missioni di ricerca internazionali come quelle promosse dalla Humboldt-Universi-

tät di Berlino, coordinate dall’archeologa Annarita Doronzio, che stanno riportando l’attenzione della comunità accademica europea proprio sull’area dell’antica Siris-Heraclea e sulle sue straordinarie potenzialità storiche e culturali». Stigliano rimarca, inoltre, che: «Il principio della contestualizzazione territoriale dei beni culturali, trova fondamento nel decreto legislativo 42/2004 e nelle normative nazionali in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. Quindi, il ritorno definitivo delle Tavole si inserirebbe in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio archeologico della Magna Grecia e del Metapontino».

«MENSA

se, garantendo occupazione "buona" e non lasciando che il mercato porti alla proliferazione del commercio di chincaglierie a soppiantare l'economia locale».

SCOLASTICA A GIUGNO? PARLIAMONE»

La docente Reale scrive all’assessora Braia

«Gentile

Assessora, il recente annuncio relativo alla proroga del servizio mensa fino al termine delle lezioni di giugno apre una questione che merita di essere affrontata pubblicamente, senza semplificazioni né contrapposizioni ideologiche. Il tema non riguarda infatti soltanto l’estensione di un servizio, ma il modello stesso di scuola, di welfare e di qualità della permanenza degli studenti negli edifici scolastici durante il periodo estivo. Nella realtà concreta dei plessi scolastici materani, il mese di giugno coincide spesso con temperature elevate che, in molti casi, superano stabilmente i 30 gradi. In numerosi istituti persistono inoltre criticità strutturali evidenti: assenza di sistemi di climatizzazione, carenza di spazi ombreggiati esterni, mancanza di palestre o cortili adeguatamente attrezzati. In queste condizioni, il prolungamento dell’orario scolastico e della permanenza per il servizio mensa rischia di trasformarsi in un elemento di disagio sia per gli alunni sia per il personale scolastico. La questione, dunque, non può essere affrontata esclusivamente come un tema organizzativo o comunicativo. Occorre interrogarsi sulla qualità effettiva dell’esperienza educativa nei mesi finali dell’anno scolastico e sulla compatibilità tra tempi scolastici, condizioni ambientali e benessere psicofisico dei bambini» S IM O NA R E A LE

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e

Appunti di realtà 15 maggio La forza dei fragili

C’è una strana convinzione che da anni circola ovunque come una banconota falsa passata di mano in mano: che per essere forti bisogna diventare duri. Freddi. Impenetrabili. Quasi disumani. E così molti si allenano a non sentire più niente. A non piangere. A non mostrare fragilità. A non chiedere aiuto. A non far vedere le crepe. Poi però arriva la vita. E la vita ha un talento straordinario: entra sempre proprio da lì, dalle crepe che fingevamo di non avere. Basta poco. Una delusione. Una perdita. Un tradimento. Una paura improvvisa. E tutto quel personaggio costruito con cura comincia a vacillare peggio di una connessione Wi-Fi durante un temporale. Perché la verità è semplice, anche se spesso non ci piace: ciò che sembra forte fuori, senza profondità interiore, prima opoi crolla. Viviamo in un tempo curioso. Le persone fanno corsi per migliorare l’immagine ma quasi mai per migliorare il rapporto

con sé stesse. Si cambia smartphone ogni anno, ma non si cambia mai il modo di affrontare il dolore. Ci si preoccupa della batteria del telefono al 5%, mentre si vive da anni con l’anima completamente scarica fingendo che vada tutto bene. E intanto la vita passa. Corre veloce tra traffico, bollette, notifiche, appuntamenti e quella recita collettiva dove tutti devono sembrare perfetti, efficienti, felici. Una specie di gigantesco talent show emotivo dove nessuno può permettersi di dire: «Guarda, oggi faccio fatica». Eppure quasi tutti fanno fatica. Anche quelli che sorridono sempre. Anche quelli ironici. Anche quelli che sembrano avere il controllo assoluto di tutto. Perché la sofferenza non fa selezione. Non guarda il ruolo sociale. Non guarda il conto in banca. Non guarda quanti follower hai o quanto sembri sicuro di te. Arriva e basta. Ed è proprio lì che la vita rivela qualcosa di enorme. Non sono i momenti facili a mostrare veramente chi siamo. Sono le

difficoltà. È quando tutto vacilla che emerge la qualità profonda di una persona. Ed è proprio in quei momenti che la vita smette di essere teoria e diventa rivelazione. Come quando il metallo prezioso viene portato al fuoco non per essere distrutto, ma per mostrare ciò che è davvero puro e ciò che non lo è. Non è il fuoco a creare il valore. È il fuoco a rivelarlo. E allo stesso modo, le difficoltà non decidono chi siamo: lo svelano. E non è un’immagine poetica. È la dinamica stessa della vita: ciò che siamo davvero emerge quando tutto il resto viene consumato dal fuoco delle circostanze. Perché ci sono persone che attraversano il dolore e diventano più cattive. Più ciniche. Più aggressive. Come se il mondo dovesse pagare il conto delle loro ferite. E poi ce ne sono altre che, pur soffrendo, scelgono di non trasformarsi nel proprio dolore. Ed è lì che nasce la vera forza. Non quella arrogante. Non quella rumorosa. Non quella che sente continuamente il bisogno di dimostrare qualcosa. Ma una forza calma. Profonda. Quasi silenziosa. La forza

di chi continua ad avere umanità anche dopo avere attraversato giornate difficili. Di chi riesce ancora a incoraggiare qualcuno mentre dentro sta combattendo le proprie battaglie. Di chi non usa la sofferenza come alibi per avvelenare tutto ciò che tocca. Perché sì, il dolore può spezzare. Ma può anche aprire. Dipende da cosa decidiamo di fare di ciò che viviamo. E forse è proprio questo il punto che oggi molti dimenticano: non sempre possiamo scegliere ciò che accade, ma possiamo scegliere cosa diventare attraversandolo. Che non significa fingere che vada tutto bene. Non significa sorridere in modo finto come certi guru da social che sembrano illuminati pure mentre gli cade il soffitto in testa. Quella non è forza. È pubblicità.La vera forza è guardare la realtà in faccia senza smettere di credere nella possibilità di trasformarla. È continuare ad avanzare anche quando si ha paura. È non lasciare che l’amarezza diventi la lingua principale del pro- prio cuore. È riuscire a non spegnersi. Perché il mondo, oggi, è pieno di perso-

ne intelligenti. Ma sempre più povero di persone capaci di portare speranza. Persone che entrano in una stanza e alleggeriscono il peso dell’aria invece di aumentarlo. Persone che non hanno bisogno di urlare per essere ascoltate. Persone che trasmettono stabilità non perché abbiano una vita perfetta, ma perché hanno imparato a non farsi distruggere completamente dalle tempeste. E questa è una rivoluzione enorme. Silenziosa. Ma enorme. Perché alla fine la vita non premia chi non cade mai. Premia chi, dopo essere caduto, riesce ancora a rialzarsi senza perdere il cuore. Perché ci sono giorni in cui rialzarsi sembra impossibile davvero. Giorni in cui anche respirare serenamente diventa una piccola impresa invisibile agli occhi degli altri. Eppure è proprio lì, nei momenti in cui nessuno applaude e nessuno vede niente, che una persona costruisce la parte più autentica della propria forza. Ed è forse questa la forma più alta di coraggio: restare profondamente umani in un mondo che troppo spesso spinge le persone a diventare pietra.

gli appuntamenti per “Generazione cerniera”

Al Salone del Libro di Torino protagonista la Basilicata

Alla 38ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si apre ufficialmente la partecipazione del Consiglio regionale della Basilicata, protagonista di uno spazio dedicato alla promozione culturale e alla valorizzazione dell’editoria lucana. Un’iniziativa realizzata in collaborazione con APT Basilicata, con l’obiettivo di offrire visibilità alle realtà editoriali regionali e raccontare, attraverso libri e testimonianze, l’identità culturale della Basilicata. A rappresentare il dinamismo del panorama editoriale lucano sono dieci case editrici: Altrimedia Edizioni, E.Co. Editrice, Edigrafema, Edizioni Magister, Le Penseur Edizioni, Montesano Edizioni, MTS Edizioni, Photo Travel Editions, Universosud Edizioni e Valentina Porfidio Editore. Una presenza significativa che conferma la vitalità di un comparto capace di coniugare ricerca culturale, innovazione narrativa e attenzione ai temi della contemporaneità.

Ieri nel corso della giornata inaugurale, lo spazio Basilicata ha ospitato la presentazione di quattro volumi accomunati dalla volontà di approfondire aspetti sociali, culturali e umani attraverso linguaggi e prospettive differenti. Ad aprire gli incontri è stato Pierluigi Maulella Barrese, coordinatore della Struttura Informazione, Comunicazione ed Eventi del Consiglio regionale della Basilicata, nell’ambito del progetto “Generazioni Costituenti”, pensato per dare spazio e fiducia alle nuove generazioni. Un percorso che trova piena espressione nella storia di Melissa Moramarco, giovane autrice lucana protagonista della presentazione del libro “Oltre gli ostacoli”, pubblicato da Sizaa Editrice. L’opera autobiografica affronta con autenticità il tema della disabilità e dell’inclusione, trasformando esperienze personali, difficoltà e conquiste quotidiane in una testimonianza intensa di forza e consapevolezza. Attraverso uno stile diretto e profondo, Melissa Moramarco offre uno sguardo capace di stimolare riflessione e sensibilità su questioni che riguardano l’intera collettività. Ampio interesse anche per “Una sfera a due dimensioni – Il calcio come bussola della storia”, di Mauro Patanella e Ivan Larotonda, pubblicato da Photo Travel Editions. Il volume propone un originale intreccio tra sport, geopolitica e società, dimostrando come il calcio possa diventare strumento di lettura dei grandi eventi contemporanei e delle trasformazioni culturali del nostro tem-

po.

Spazio poi all’enogastronomia e alla riflessione culturale con “Sulle orme di Veronelli. Viaggio nella critica enogastronomica tra passato, presente e visioni future”, di Rocco Catalano, pubblicato da Ampelos. Il libro ripercorre l’eredità intellettuale di Luigi Veronelli, figura centrale del giornalismo enogastronomico italiano, analizzando il rapporto tra territorio, sostenibilità, identità e cultura del vino.

Particolarmente significativa la mattinata promossa dal Corecom Basilicata con la presentazione del libro “Fabio, dal gruppo al branco” della docente e scrittrice Anna Maria Scalise, pubblicato dal Consiglio regionale della Basilicata in compartecipazione con l’associazione “Il cielo nella stanza” ed edito dalla casa editrice Villani.

L’incontro ha acceso i riflettori sul tema del bullismo e del cyberbullismo attraverso una testimonianza autentica e profondamente umana. Insieme all’autrice sono intervenuti la presidente del Corecom Basilicata, Assunta Mitidieri, il consigliere regionale Mario Polese e Fabio, protagonista della vicenda narrata nel libro. Presenti anche gli studenti del liceo Gramsci di Ivrea e dell’ITIS Pininfarina di Moncalieri, coinvolti in un confronto partecipato sui temi dell’emarginazione giovanile, del disagio sociale e della ricerca di riscatto.

Il volume nasce da una storia vera maturata all’interno della Casa Circondariale maschile di Potenza e racconta il sottile confine tra il bisogno di appartenenza a un gruppo e il rischio di trasformarsi in un “branco”, perdendo il senso delle regole e della convivenza civile.

“Bullismo e cyberbullismo rappresentano una delle emergenze educative del nostro tempo”, ha sottolineato Assunta Mitidieri, ribadendo l’impegno del Corecom Basilicata nella promozione di una cultura del rispetto e della responsabilità, soprattutto negli ambienti digitali.

Mario Polese, portando il saluto

del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha evidenziato il lavoro svolto dalle istituzioni regionali sul fronte della crescita civica e del contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, attraverso strumenti normativi innovativi e percorsi educativi rivolti ai giovani.

Nel suo intervento, Anna Maria Scalise ha richiamato il valore educativo della narrazione, sottolineando l’urgenza di ascoltare i giovani senza giudicarli, mentre Fabio ha consegnato ai ragazzi presenti un messaggio di speranza e responsabilità, invitandoli a credere sempre nella possibilità di ricominciare.

A chiudere la giornata, Pierluigi Maulella Barrese ha ribadito come queste iniziative rappresentino parte di un più ampio percorso di sensibilizzazione e formazione rivolto alle nuove generazioni, confermando il ruolo della cultura e della testimonianza diretta come strumenti fondamentali per costruire una società più inclusiva, consapevole e attenta ai bisogni dei giovani.

La presenza della Basilicata al Salone Internazionale del Libro di Torino si conferma così non soltanto una vetrina editoriale, ma un’occasione concreta di dialogo, confronto e crescita culturale, capace di valorizzare le eccellenze del territorio e affrontare, attraverso i libri, le grandi sfide della contemporaneità.

“GENERAZIONE CERNIERA” DI CANDELA

La Basilicata, la cooperazione, i territori e le nuove generazioni saranno protagonisti al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 attraverso il libro “Generazione Cerniera. Come trasformare i rischi in opportunità” di Antonio Candela, pubblicato da Ecra – Edizioni del Credito Cooperativo.

L’autore è infatti protagonista di due distinti appuntamenti all’interno del Salone, in programma ieri e oggi presso il Lingotto Fiere di Torino, in due spazi simbolicamente rappresentativi del percorso culturale, sociale e territo-

riale che il libro racconta. Il primo incontro si è tenuto ieri presso lo stand ECRA / Alleanza delle Cooperative Italiane (Padiglione Oval – Stand T74-U73). L’iniziativa, promossa da ECRA – Edizioni del Credito Cooperativo, ha visto gli interventi di Antonio Candela, di Irene Bongiovanni – presidente nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport – di Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori ed ex direttore di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, e di Fabrizio Chirico, presidente della Cooperativa Drimlab e giovane socio Confcooperative Piemonte. Coordinerà il confronto il giornalista Sergio Ragone. Il secondo appuntamento si svolgerà oggi alle ore 18.00 presso lo stand del Consiglio Regionale della Basilicata (Padiglione Oval – Stand X82), all’interno dello spazio istituzionale dedicato alla promozione della Basilicata. Interverranno Federica Burdisso, Antonio Candela e Fabrizio Chirico, con il coordinamento di Andrea Mario Rossi.

“Generazione Cerniera” affronta il tema di una generazione cresciuta tra il mondo analogico e quello digitale, spesso sospesa tra formazione elevata, precarietà, trasformazioni sociali e bisogno di senso. Una generazione che, secondo l’autore, può ancora trasformare fragilità, dubbio e responsabilità in nuove opportunità collettive.

Le due presentazioni rappresentano anche un’occasione per raccontare esperienze, progettualità e percorsi nati in Basilicata e capaci di dialogare con i temi nazionali dell’innovazione sociale, della cooperazione, della partecipazione giovanile e della costruzione di comunità.

Antonio Candela è ingegnere, imprenditore cooperativo, autore e promotore di progetti culturali e sociali. Amministratore della Universosud Società Cooperativa e Amministratore Unico del Consorzio ConUnibas dell’Università degli Studi della Basilicata, opera da anni nei campi dell’innovazione sociale, della comunicazione, delle politiche giovanili e della cooperazione. È Presidente della Federazione Lavoro e Servizi di Confcooperative Basilicata, TEDx speaker e ideatore di numerosi progetti territoriali e culturali. Ha guidato il percorso che ha portato Potenza a diventare Capitale Italiana dei Giovani 2024, prima come Coordinatore del Comitato Promotore e successivamente come Presidente del Comitato Tecnico di Attuazione del dossier.

Migliaia di cittadini e visitatori hanno accolto la corsa rosa nel capoluogo lucano. Il Comune ringrazia uffici, Polizia locale, Protezione civile e volontari

Giro d’Italia a Potenza, festa di sport e partecipazione

L’

arrivo della tappa del Giro d’Italia a Potenza si è trasformato in una grande giornata di festa, sport e partecipazione collettiva. Il capoluogo lucano ha accolto la corsa rosa con migliaia di cittadini e visitatori lungo il percorso, confermando la capacità della città di ospitare eventi di rilievo nazionale e internazionale. L’Amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa, che ha coinvolto l’intera comunità già dalla serata del 12 maggio, con il concerto organizzato in Piazza Don Bosco in occasione di «Aspettando il Giro». «Il Giro d’Italia ha rappresentato per la nostra città un momento straordinario di promozione, partecipazione e orgoglio collettivo», ha dichiarato il sindaco di Potenza. «Le immagini di una Potenza piena di persone, colori ed entusiasmo già dal grande concerto organizzato dall’Amministrazione la sera del 12 maggio in Piazza Don Bosco raccontano una comunità viva, accogliente e capace di affrontare con maturità anche eventi complessi sotto il profilo organizzativo». Il sindaco ha rivolto un ringraziamento alle strutture comunali coinvolte nella macchina organizzativa, con particolare riferimento all’U.D. Viabilità e Mobilità del Comune di Potenza, guidata dalla dirigente Angela Laurino, e a tutti i dipendenti che hanno lavorato per garantire il corretto svolgimento dell’evento.

«Dietro il successo di questa giornata», ha aggiunto il sindaco, «c’è il lavoro silenzioso ma fondamentale di donne e uomini che per settimane hanno pianificato ogni dettaglio con impegno encomiabile». Un plauso particolare è stato rivolto anche alla Polizia locale, alla Protezione civile e alle centinaia di volontari impegnati lungo il percorso cittadino, che hanno assicurato assistenza, presidio del territorio e sicurezza durante tutte le fasi della manifestazione. «Il loro contributo è stato determinante e merita il ringraziamento di tutta la città», ha concluso il sindaco. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore allo Sport, Gerardo Nardiello, che ha sottolineato il valore simbolico delle giornate del 12 e 13 maggio per Potenza. «Ci sono giornate che restano dentro una città, le giornate del 12 e 13 maggio sono state esattamente questo per Potenza», ha dichiarato Nardiello. «Il 12 sera con “Aspettando il Giro”, in Piazza Don Bosco, abbiamo vissuto una serata straordinaria di festa, partecipazione e passione popolare: famiglie, bambini, giovani, sportivi, tutti insieme per respirare l’atmosfera del Giro d’Italia e sentirsi parte di qualcosa di grande». L’assessore ha poi ricordato le condizioni meteo difficili che hanno accompagnato l’arrivo della tappa Praia a Mare-Potenza, tra pioggia, vento, freddo e cadute, evidenziando però la risposta positiva della città. «No-

Il passaggio del Giro d’Italia in Basilicata, accompagnato da una forte partecipazione popolare nonostante il maltempo, si conferma per la Regione un’importante occasione di promozione territoriale e valorizzazione delle comunità locali. A sottolinearlo è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, che evidenzia l’entusiasmo registrato lungo il percorso della corsa rosa, in particolare nei comuni dell’area sud della provincia di Potenza. «L’entusiasmo e la straordinaria partecipazione popolare che hanno accompagnato il passaggio del Giro d’Italia in Basilicata, nonostante il maltempo, confermano quanto questo evento sia profondamente sentito dalle nostre comunità e quanto rappresenti un’occasione unica di promozione per il territorio», dichiara Cupparo. «Le migliaia di persone presenti lungo il percorso testimoniano il grande lavoro di squadra svolto insieme alle amministrazioni comunali per garantire il pieno successo della tappa». L’asses-

sore ha rivolto un ringraziamento al presidente della Regione, Vito Bardi, e all’intera giunta regionale, oltre che al prefetto, al questore, alla Provincia di Potenza, alle forze dell’ordine, ai volontari, agli operatori della Protezione civile, alle Pro Loco e alle associazioni locali che hanno contribuito all’organizzazione e all’accoglienza. Un ringraziamento particolare è stato indirizzato anche alla Pro Loco di Francavilla in Sinni e al presidente Di Giacomo per l’organizzazione degli eventi del 12 pomeriggio e del 13 mattina. Per Cupparo, il Giro d’Italia non rappresenta soltanto un appuntamento sportivo, ma anche uno straordinario strumento di comunicazione e marketing territoriale. «Le immagini trasmesse dalla Rai, con i borghi, i paesaggi e le bellezze naturali della Basilicata, rappresentano una vetrina eccezionale capace di raggiungere milioni di telespettatori in Italia e all’estero», aggiunge l’assessore. «Ogni inquadratura dall’alto, ogni scorcio dei nostri centri storici, delle mon-

nostante tutto, Potenza ha saputo rispondere con forza, organizzazione e cuore», ha proseguito Nar- diello. «È proprio questo l’aspetto che voglio sottolineare con più orgoglio: la capacità della nostra comunità di esserci, di collaborare, di lavorare insieme quando conta davvero». Nardiello ha rivolto un ringraziamento al sindaco Vincenzo Telesca, «che ha creduto fin dal primo momento nell’importanza di questo appuntamento per la città», e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: uffici comunali, Polizia locale, forze dell’ordine, Protezione civile, volontari, operai, addetti, associazioni sportive e personale impe-

gnato nell’accoglienza e nella sicurezza. «Il Giro passa in tante città, ma non ovunque lascia lo stesso segno», ha concluso l’assessore allo Sport. «A Potenza ha lasciato immagini vere: persone sotto la pioggia ad applaudire, volontari al lavoro fino all’ultimo, una città intera che non si è tirata indietro davanti alle difficoltà. È questa l’immagine che porteremo con noi, quella di una comunità unita, orgogliosa e capace di trasformare anche una giornata difficile in un momento di grande appartenenza collettiva. Perché Potenza, ancora una volta, ha dimostrato di saper essere all’altezza delle grandi occasioni».

tagne e delle aree costiere diventa un messaggio promozionale potente, in grado di rafforzare l’immagine della Basilicata come destinazione turistica autentica e attrattiva». Secondo l’assessore regionale, la visibilità offerta dalla corsa rosa potrà produrre effetti positivi anche nei prossimi mesi, sia sul piano dell’immagine sia su

quello dell’attrazione turistica. «Siamo certi», conclude Cupparo, «che la visibilità garantita dal Giro produrrà effetti concreti sul piano dell’immagine, della promozione turistica e dell’attrazione di nuovi flussi di visitatori, contribuendo a consolidare il brand Basilicata nel panorama nazionale e internazionale».

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