LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026 • ANNO XI N. 204
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
DECRETO NEL PROSSIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI. IL GOVERNO È PER LA SOVRANITÀ ENERGETICA
Energia, Meloni in difesa dell’Italia Futuro Nazionale e M5S contro gli interessi nazionali a favore di russi e cinesi
Lamattina a pag 5
SVOLTA NELLA SEGRETERIA PROVINCIALE DI POTENZA DELLA LEGA
È BACCELLIERI IL SEGRETARIO Eletto all’unanimità durante il Congresso al Park Hotel. A Matera invece confermata la guida di Zito Il commissario regionale Pepe: «La politica seria si misura nel tempo, ora la squadra è al completo» _
ELEZIONI IN SVEZIA
Università Link, l’assessora Draicchio di FI: «È un’opportunità, l’Unibas resti il cardine di un progetto che attragga giovani e competenze»
Arretra l’estrema destra di Akesson
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DI LUCIA STEFANIA MANCO
lezioni parlamentari in Svezia, la coalizione di centrosinistra guidata dalla leader Socialdemocratici dei Magdalena Andersson in vantaggio con il 51,3 per cento su quella di centrodestra con a capo il primo ministro uscente Ulf Kristersson che si è, invece, fermata al 46,8 per cento. Frena con il 17,2 per cento la formazione di (...) ■ continua alle pag 3
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Gli eletti nei Congressi di Potenza e Matera
Servizio a pag 13
PETROLIO Callà (FdI) difende la linea del Governo, Gravela (Pld): «Diritto a benefici concreti»
«Scelte necessarie per famiglie e imprese» A BRIENZA IL CONFRONTO PROMOSSO DA CONFINDUSTRIA BASILICATA
“Infrastrutture per crescere”, la Basilicata guarda al futuro
Callà e Gravela
MATERA
Servizio a pag 9
D’Alema e Somma e Collazzo
Servizio a pag 17
■ Servizio
a pag 18
MONTALBANO JONICO
Lutto cittadino per Vincenzo Dorsi, il 37enne gravemente ferito alla testa da un colpo di fucile: il fratello stava sparando ai cinghiali
■ Servizio
a pag 25
_ POTENZA
Il capogruppo di Noi Moderati Di Noia prende le distanze dalla coalizione di cdx: «Rispetto e pari dignità»
■ Servizio
a pag 20
_ APT BASILICATA
Al Salone di Parma, punta sui dati record dell’Open air per destagionalizzare i flussi e attrarre nuovi visitatori ■ Servizio
a pag 16
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Italia e Mondo Andersson al 51,3% nelle prime proiezioni, Kristersson al 46,8% L’estrema destra sotto le attese
Svezia, avanti il centrosinistra Frena l’ultradestra di Akesson
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DI LUCIA STEFANIA MANCO
lezioni parlamentari in Svezia, la coalizione di centrosinistra guidata dalla leader dei Socialdemocratici Magdalena Andersson in vantaggio con il 51,3 per cento su quella di centrodestra con a capo il primo ministro uscente Ulf Kristersson che si è, invece, fermata al 46,8 per cento. Frena con il 17,2 per cento la formazione di ultradestra nazionalista di Akesson, rispetto alle previsioni e alle presenti elezioni politiche. Questo il dato, ieri alle 21.30, con le prime proiezioni sulla base dei voti già conteggiati (il 10 per cento). Per Andersson - se confermato il risultato sarebbe un ritorno alla guida del Paese. I circa 7 milioni di elettori svedesi sono stati chiamati a rinnovare i 349 membri del Riksdag, il parlamento monocamerale del Paese dalla cui maggioranza dipende la formazione del governo. Le urne sono state aperte dalle 8 di ieri mattina, fino alle 20. Le elezioni hanno visto contrapposti due schieramenti principali. Da una parte il blocco di governo uscente, di centro-destra, guidato dall’ex primo ministro Ulf Kristersson, che comprendeva i Moderati, i Democratici cristiani e i Liberali. Questa coalizione ha go-
__Andersson (csx), Kristersson (cdx) e Akesson (ultradestra nazionalista)
vernato dal 2022 grazie all’appoggio esterno del partito di estrema destra dei Democratici Svedesi (SD), che nell’attuale tornata elettorale ha tentato la scalata. Alla guida dello schieramento opposto di centro sinistra - i socialdemocratici di Magdalena Andersson. La coalizione è formata oltre alla forza politica guidata dall’ex premier anche dai Verdi e dai partiti di Centro. Alla vigilia del voto i sondaggi avevano mostrato un distacco minimo tra le due coalizioni. I primi risultati ieri hanno visto il centrosinistra avanti con il 51,3 per cento. La coalizione opposta si è fermata al 46,8 per cento. Il dato sui singoli partiti: i
Socialdemocratici si sono attestati al 28,4 per cento, i Moderati al 18,1 per cento, i Verdi hanno raggiunto il 7,4, la Sinistra all’8 per cento e il Centro al 7,5. La formazione di ultradestra nazionalista, ovvero i Democratici svedesi guidati da Jimmie Akesson sempre secondo i primi dati si è fermata al 17,2 per cento. Toccherà aspettare la fine delle operazioni di spoglio per avere un quadro definitivo. Il dato politico più rilevante di questa tornata elettorale è il ridimensionamento della destra rispetto ai sondaggi e che rispetto alle precedenti elezioni perde terreno, cir- iezioni saranno conferma- da del Paese, segnando il ca 3,3 punti in meno ri- te, Magdalena Andersson ritorno dei Socialdemospetto al 2022. Se le pro- potrebbe tornare alla gui- cratici al governo.
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Italia e Mondo
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Nuovi raid russi sull’ovest ucraino, tra infrastrutture colpite e incursioni che secondo le autorità si avvicinano ai confini europei
La guerra dei droni sfiora la Nato Kiev lancia l’allarme all’Europa
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DI VITO ERRICHETTI
i risiamo. Mentre i diplomatici si scambiano segnali di apertura, sul terreno la guerra non conosce tregua. Nella notte tra il 12 e il 13 settembre la Russia ha lanciato un massiccio attacco di droni contro due obiettivi strategici al confine tra Ucraina e Polonia, colpendo una stazione di servizio a Yahodyn — dove le esplosioni hanno innescato un vasto incendio — e un treno passeggeri nella regione della Volinia. Il ministro degli Esteri di Kiev ha lanciato l'allarme agli europei: «I russi alle vostre porte.» Una frase che pesa, detta non a caso proprio mentre l'attenzione internazionale è rivolta ai droni che nei giorni scorsi hanno violato lo spazio aereo polacco e rumeno. E infatti, in Romania, è stato ritrovato un drone precipitato in un campo di mais nella contea di Suceava. Un altro tassello di un mosaico che si allarga sempre più a ovest, coinvolgendo Paesi Nato che fino a poco tempo fa si sentivano ai margini del
conflitto. Quanto ancora potrà durare questa escalation "a bassa intensità" contro i confini dell'Alleanza prima che qualcuno decida di alzare il tiro della risposta? È una domanda che, onestamente, ci si pone ormai ogni settimana senza trovare una risposta definitiva. IL FRONTE DEGLI ATTACCHI Sul fronte russo, sciami di droni ucraini hanno preso di mira nella notte due importanti siti petroliferi: il complesso petrolchimico di Nizhnekamsk, in Tatarstan, e la raffineria di Slaviansk, nella regione di Krasnodar. A Nizhnekamsk il bilancio è pesante: due morti e dodici feriti. Un drone avrebbe colpito un albero danneggiando un'auto parcheggiata nelle vicinanze, a bordo della quale si trovavano quattro giovani: due sono deceduti, altri due sono ricoverati in gravi condizioni. Colpito anche un edificio residenziale, con quattro feriti.Mosca rivendica di aver abbattuto 902 droni ucraini nelle ultime 24 ore — una cifra impressionante, se confermata, che dà la misura di quanto sia diven-
tata pervasiva la guerra dei droni su entrambi i fronti. Sul lato ucraino, l'ennesima ondata di raid russi ha colpito diverse regioni: a Odessa un bombardamento contro un grattacielo ha causato due morti. Cifre che, lette una dopo l'altra, rischiano di diventare quasi routine, ed è forse questo l'aspetto più inquietante di questa fase del conflitto: l'assuefazione. ZELENSKY E PUTIN SI SFIDANO A DISTANZA Sul piano diplomatico, invece, qualcosa si muove — o almeno sembra muoversi. Nelle ultime ore è andato in scena un botta e risposta a distanza tra Zelensky e Putin su un possibile incontro faccia a faccia. Il presidente ucraino ha proposto un vertice bilaterale a dicembre, a margine del G20 di Miami. La risposta del Cremlino non si è fatta attendere: "Se vuole, venga a Mosca." Un classico scambio di provocazioni diplomatiche, verrebbe da dire, se non fosse che dietro ogni frase di questo tipo si nasconde sempre un calcolo politico preciso: chi ce-
de terreno simbolico, in un negoziato che di simbolico ha ormai quasi tutto.Nel frattempo si fa strada un'altra pista, forse più concreta. Il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping avrebbero offerto attivamente i propri "buoni uffici" per contribuire a trovare una soluzione al conflitto. Putin avrebbe accolto con favore questa disponibilità a collaborare. Resta da capire quanto questa apertura sia sostanza e quanto invece sia parte della consueta strategia comunicativa russa, che negli ultimi mesi ha spesso alternato segnali di dialogo a
nuove ondate di attacchi. Non è la prima volta, del resto, che un'offerta di mediazione arriva proprio nelle ore in cui i raid si intensificano: coincidenza, o messaggio calcolato a Washington e Bruxelles?Restano sul tavolo, secondo alcune indiscrezioni, anche ipotesi di colloqui diretti tra Mosca, Washington e Kiev nelle prossime settimane, forse già in ottobre. Ma la storia recente di questo conflitto insegna a diffidare delle scadenze annunciate: le trattative, quando ci sono state, si sono rivelate finora più utili a guadagnare tempo che a fermare i combattimenti.
Il presidente Trump prepara la sfida delle elezioni di Mid-Term e intensifica il controllo sulla macchina elettorale
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Usa, Ed Martin incaricato di prevenire le frodi elettorali
d Martin, noto avvocato da sempre vicino a Donald Trump, avrà il compito di garantire che le elezioni di MidTerm siano «libere, eque e sicure». Lo ha annunciato lo stesso presidente USA con un Truth. Nel corso di questo secondo mandato presidenziale di Trump, Martin è diventato una figura chiave grazie al lavoro svolto con l’obiettivo di riabilitare coloro che erano stati oggetto di «persecuzioni politiche» da parte di Biden. All'interno del Dipartimento di Giustizia americano, in questa fase la sua reputazione è altissima.Ora il suo ruolo principale sarà quello di intentare azioni legali strategiche qualora si verificassero frodi elettorali nelle prossime elezioni di Mid-Term. Per conto del presidente degli Stati Uniti, Ed Martin esaminerà sistematicamente le liste degli aventi diritto al voto, alla ricerca di schede non autorizzate. Inoltre, farà rispettare norme più severe sul voto per corrispondenza. A tal fine, utilizzerà i metodi già sperimentati attraverso la Election Ac-
countability Unit, la task force organizzata per conto dei Repubblicani nelle ultime elezioni.Durante l'era Biden, Martin ha patrocinato gratuitamente numerosi imputati coinvolti nel cosiddetto «assalto al Campidoglio». Negli ambienti conservatori e tra i sostenitori del movimento trumpiano, molti di loro erano considerati veri e propri prigionieri politici sottoposti a provvedimenti giudiziari arbitrari. Dopo l'insediamento di Trump, Martin all'inizio è stato nominato ad interim procuratore degli Stati Uniti a Washington e successivamente avvocato per la concessione delle grazie (United States Pardon Attorney) presso il Dipartimento di Giustizia.Grazie all'azione di Ed Martin, molte persone condannate sotto l'amministrazione Biden sono state poi graziate o hanno ricevuto riduzioni di pena, per porre rimedio a quelle che Trump e i suoi sostenitori consideravano ingiustizie. Tra queste, non solo persone imputate per i fatti del 6 gennaio, ma anche attivisti pro-vita condannati in base al FA-
CE Act. Martin ha quindi proclamato «l’Anno della grazia di Trump» con l'obiettivo di correggere «le malefatte» del governo precedente e offrire una seconda possibilità alle persone colpite. In questi anni, Martin ha inoltre guidato il Weaponization Working Group, che ha indagato sulla sistematica manipolazione politica delle agenzie federali perpetrata dalle amministrazioni precedenti.Martin è stato una figura chiave del movimento MAGA per anni. Nel 2015, Phyllis Schlafly lo nominò presidente dell'Eagle Forum della Schlafly Foundation, in virtù della sua notevole esperienza politica e organizzativa, e ha conservato l'incarico di leader del network conservatore fino al gennaio 2025, quando Trump lo ha nominato ad interim procuratore degli Stati a Washington, D.C. Durante la sua presidenza, si è adoperato molto per aprire la Fondazione agli europei. In questa logica, nel 2018 ha conferito l'Eagle Award a Petr Bystron (AfD) e Dominik Tarczyński (PiS) e messo in con-
tatto esponenti della destra europea con figure di spicco del movimento MAGA, come Charlie Kirk, Jeff Sessions e altri.In precedenza, ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di presidente del Partito Repubblicano del Missouri, membro del Comitato Nazionale Repubblicano e capo di gabinetto del governatore del Missouri. A.S.
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Italia e Mondo
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Decreto nel prossimo Consiglio dei Ministri
Energia, Meloni in difesa dell’Italia N
Futuro Nazionale e M5S contro gli interessi nazionali a favore di russi e cinesi. Il governo per la sovranità energetica DI ROBERTO LAMATTINA
omen omen dicevano i latini. Nel nome è il destino. Quando Giorgia Meloni ha ridenominato il Ministero dell’Ambiente con un riferimento alla sovranità energetica non era solo un gioco onomastico ma una realtà programmatica. LA SOVRANITÀ ENERGETICA Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di scherzare. Dopo anni di dipendenza energetica l’Italia si accinge a raggiungere la piena autonomia. Dopo la norma che prevede la nomina dei commissari per le Regioni tardive nei riscontri sull’intesa istituzionale, il Governo non ha alcuna intenzione di fermarsi. L’Italia ha bisogno di energia. L’energia, per quanto possibile, deve essere prodotta in Italia. La dipendenza economica dall’estero deve essere ri-
dotta fino a scomparire. Giorgia Meloni fa sul serio. I PROSSIMI DECRETI Nel prossimo Consiglio del ministro è pronto un decreto che velocizza le operazioni per la produzione di energia. Un pacchetto che prevede sia il nucleare che il petrolio e, accanto ad esse, le energie alternative superando i limiti che rallentano investimenti e crescita. Un pacchetto che, per la prima volta, immagina l'Italia come capace di autogestirsi senza dipendere. La differenza reale oggi è tra chi crede che l’Italia debba produrre energia e chi crede che debba acquistarla. Una differenza che divide le posiziono tra chi punta a difendere gli interessi degli italiani e chi preferisce tutelare le ricchezza di arabi, cinesi e russi. Basilicata, Futuro Nazio- contrarie allo sviluppo e Russia. La Meloni difenNon è un caso se, in una nale e i Cinque Stelle so- energetico. de gli interessi dell’Italia Regione strategica come la no sulle stesse posizioni Sono gli interessi di Cina anche sull’energia.
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CRONACHE DAL FUTURO
La Rubrica
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a cura di CRISTIANO SAMPOGNA e LORENZO CARBONE
Siamo davvero abbastanza maturi, politicamente e socialmente, per governare una tecnologia che potrebbe cambiare per sempre il ruolo dell’uomo?
Il dopo di noi? L’AI oltre l’uomo
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er anni abbiamo posto all’intelligenza artificiale una sola domanda: fin dove puoi arrivare? Forse è arrivato il momento di rivolgere la domanda a noi stessi: fin dove vogliamo lasciarla arrivare? Jacob Coxon, 27 anni, ricercatore che ha lavorato prima in OpenAI e poi in Anthropic, si è dimesso denunciando una corsa verso sistemi sempre più potenti che, a suo giudizio, non procede con garanzie di sicurezza adeguate. Coxon ha raccontato che persone direttamente impegnate nella costruzione dei modelli più avanzati considerano seriamente possibile che l’AI possa minacciare l’esistenza stessa dell’umanità entro la fine del decennio. Non è una profezia. Ma Evan Hubinger, ricercatore di Anthropic sull’allineamento, ha dichiarato di attribuire personalmente a questo scenario una probabilità superiore al 10 per cento. Dieci per cento. Se un aereo avesse il dieci per cento di possibilità di precipitare, nessuno salirebbe a bordo. Se una centrale avesse il dieci per cento di probabilità di provocare una catastrofe irreversibile, verrebbe fermata. Con l’intelligenza artificiale, invece, continuiamo ad accelerare. Nelle stesse ore Sam Altman avrebbe detto ai dipendenti di OpenAI che l’azienda è disponibile a rallentare lo sviluppo insieme agli altri grandi laboratori. Non è uno stop. È però il riconoscimento di qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava quasi proibito: non tutto ciò che possiamo costruire siamo obbligati a costruirlo.È qui che la questione smette di essere soltanto tecnologica e diventa filosofica.Faccio fatica ad accettare fino in fondo la visione di un’intelligenza artificiale che un giorno “decida” di sterminare l’uomo. Mi manca un passaggio essenziale: l’emozione. Abbiamo conquistato per ambizione, combattu-
to per paura, creato per amore, distrutto per odio, cercato il potere per bisogno di controllo.Una macchina non ha paura di morire. Non prova umiliazione. Non sogna vendetta. Non desidera un impero. E allora perché dovrebbe volerci eliminare?La risposta degli studiosi di sicurezza è inquietante proprio perché non ha bisogno di sentimenti: potrebbe non volerlo affatto. Una macchina enormemente più capace di noi potrebbe causarci un danno irreparabile perseguendo un obiettivo incompatibile con i nostri interessi, aggirando un limite oppure diventando lo strumento perfetto nelle mani di uomini molto meno razionali di lei. Forse il vero pericolo non è che l’AI diventi troppo umana. È che rimanga perfettamente disumana mentre diventa straordinariamente potente. A rendere tutto più pericoloso c’è il momento storico. Il mondo del 2026 è attraversato da guerre, conflitti economici, polarizzazione ideologica, nazionalismi e competizione tecnologica. Il World Eco-
nomic Forum parla di una nuova “età della competizione”; il Fondo Monetario Internazionale indica nella frammentazione geopolitica uno dei grandi rischi globali. E l’AI entra inevitabilmente dentro questa competizione. Stati Uniti e Cina faticano a rallentare se temono che l’altro continui. Le aziende non possono fermarsi se pensano che il concorrente conquisterà il mercato. Ogni attore può sapere che correre è pericoloso ed essere costretto a correre proprio perché corrono gli altri. È il paradosso della nostra epoca: potremmo essere tutti d’accordo sul rischio e continuare comunque ad avvicinarci ad esso.Paradossalmente sarebbe più semplice se il mondo fosse un’unica grande entità geopolitica. Non necessariamente migliore o più libera, ma almeno capace di prendere una decisione planetaria su una tecnologia planetaria. Oggi pretendiamo invece di governare qualcosa che non conosce confini con istituzioni, interessi e sovranità che dei confini fanno ancora la propria ra-
gione d’essere. L’AI ragiona già su scala globale; noi continuiamo a ragionare come tribù armate di bandiere. Ed è forse questo che dovrebbe inquietarci più di una fantomatica coscienza delle macchine: potremmo non essere abbastanza uniti per governare ciò che siamo stati abbastanza intelligenti da creare.Per questo l’idea di rallentare non mi sembra oscurantismo. Potrebbe essere l’atto più razionale che la tecnologia ci abbia mai imposto. L’AI di oggi è già clamorosa: programma, traduce, analizza dati, crea immagini e video, assiste ricercatori, automatizza attività amministrative e svolge parti sempre più ampie del lavoro intellettuale. Non stiamo aspettando la rivoluzione: ci siamo già dentro. E allora che cosa stiamo ancora cercando? Una macchina che lavori meglio di un uomo in molti compiti esiste già. Una macchina che costi meno, non dorma, non scioperi, non chieda ferie e possa essere replicata milioni di volte non è più fantascienza. Prima dell’estinzione biologica potremmo arri-
vare a una forma di estinzione sociale: un mondo nel quale l’uomo esiste, ma il suo lavoro non serve più. Potremmo reinventare la società, separare reddito e occupazione, ridurre drasticamente l’orario di lavoro e distribuire la ricchezza prodotta dalle macchine. Ma oggi quel modello non esiste. Stiamo costruendo la tecnologia capace di cancellare milioni di lavori prima di avere deciso che cosa fare delle persone che quei lavori li svolgono.Forse abbiamo confuso per troppo tempo il progresso con l’accelerazione. Ma progredire non significa necessariamente andare più veloce. A volte significa capire dove fermarsi. Davanti a noi si intravedono due estremi: un mondo senza lavoro e, nello scenario più oscuro, un mondo senza uomo. Tra questi due futuri deve esistere una terza strada. E forse l’ultima prova della nostra intelligenza non sarà riuscire a costruire qualcosa più intelligente di noi, sarà essere abbastanza intelligenti da non costruire tutto ciò che possiamo.
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LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026 07:00
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SERIE CRONACHE
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I TESORI DELL’ETNA
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TANTE MANI IN CUCINA TA A
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SERIE CRONACHE
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Cronache Lucane Il gruppo consiliare contesta il nuovo decreto e chiede alla Giunta regionale di difendere le prerogative della Basilicata
Petrolio, La Potenza dei Cittadini chiede garanzie: «Il territorio va sempre difeso» I
l decreto sul petrolio approvato a stretto giro dalla visita della presidente del Consiglio a Policoro riaccende il confronto politico in Basilicata. A intervenire è il gruppo consiliare “La Potenza dei Cittadini – Potenza Democratica”, che esprime preoccupazione per le nuove disposizioni e per le possibili conseguenze sul ruolo della Regione nelle decisioni riguardanti il proprio territorio.Per il gruppo non si tratta soltanto di una questione energetica, ma di una partita che riguarda direttamente le prerogative regionali. «La Basilicata non può essere scavalcata sulle scelte che riguardano il suo territorio», sottolineano i consiglieri, richiamando il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.Al centro della contestazione c’è il meccanismo previsto dal nuovo decreto. In materia di energia, ricordano, l’articolo 117 della Costituzione stabilisce una competenza concorrente tra Stato e Regioni: allo Stato spettano le strategie energetiche nazionali, mentre le Regioni mantengono un ruolo
nelle scelte che incidono sui territori. Secondo il gruppo, il nuovo provvedimento rischia però di alterare questo equilibrio.In particolare, viene contestata la possibilità che, in caso di mancata espressione della Regione entro 45 giorni, lo Stato possa nominare un commissario ad acta chiamato a intervenire al posto dell’ente regionale. Una procedura che, secondo i consiglieri, finirebbe per comprimere la possibilità della Basilicata di valutare e negoziare su decisioni desti-
nate ad avere effetti di lungo periodo.La questione, per “La Potenza dei Cittadini – Potenza Democratica”, assume quindi una precisa dimensione politica. Il gruppo chiede che le risorse del territorio non vengano considerate esclusivamente come una disponibilità nazionale, senza un adeguato riconoscimento delle ricadute e dei costi per la comunità lucana. In caso di nuove estrazioni, sostengono i consiglieri, il confronto deve riguardare anche occupazione, ricadute eco-
nomiche, tutela ambientale, salute e sviluppo delle aree interessate.Un richiamo che guarda in particolare alla Val d’Agri e alla Valle del Sauro, territori che hanno già conosciuto la complessità delle attività estrattive. Proprio l’esperienza maturata negli anni, secondo il gruppo, dovrebbe spingere a garantire procedure capaci di assicurare un confronto effettivo e adeguati margini di tutela.Da qui la richiesta rivolta al presidente della Regione Vito Bardi e alla Giunta regionale: impugnare il decreto davanti alla Corte Costituzionale e difendere le prerogative dell’ente. Una posizione che, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe andare oltre le appartenenze politiche e i rapporti con il Governo nazionale.«Su una questione così importante non possono prevalere le appartenenze politiche o la vicinanza al Governo nazionale», affermano i consiglieri, ribadendo la necessità che la Basilicata possa «difendere le proprie prerogative e avere voce sulle scelte che riguardano il suo futuro».
RIGENERAZIONE URBANA L’Ordine degli Ingegneri di Matera rilancia il confronto sulla qualità dei progetti e sulla collaborazione tra competenze diverse
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Bengiovanni: «Competenze diverse per creare valore»
na progettazione capace di guardare oltre la singola opera, con obiettivi chiari, tempi definiti e interventi sostenibili nel lungo periodo. È questa la prospettiva emersa durante la sessione tecnica formativa dedicata alla rigenerazione urbana e alla manifestazione di interesse per interventi di valorizzazione ambientale e paesaggistica degli insediamenti urbani, svoltasi venerdì 11 settembre nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Matera, in via Ridola 21.All’incontro ha partecipato anche l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera, insieme agli altri Ordini professionali del territorio, in un confronto con la Regione Basilicata sulle opportunità offerte dalla misura e sui nuovi modelli di progettazione.Dal confronto è emersa l’esigenza di superare una concezione legata alla singola opera, pun-
tando su progetti inseriti in una visione complessiva del territorio. Una progettazione che deve chiarire risultati, tempi, integrazione nel contesto urbano e territoriale e sostenibilità nel tempo.Un approccio che richiede il coordinamento di competenze differenti e rafforza la collaborazione tra ingegneri, architetti, geometri, geologi, agronomi e altre professionalità. Centrale anche il ruolo del project management.«Questa misura ci pone di fronte a una sfida particolarmente interessante – sottolinea la presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera, Teresa Bengiovanni – perché premia una progettazione che non si limita al singolo intervento, ma parte dalla visione complessiva del territorio, dai risultati che si vogliono ottenere e dalla capacità di costruire soluzioni sostenibili nel tempo».«Servono competenze
diverse che sappiano lavorare insieme e una funzione di project management capace di guidarle e coordinarle. È un cambio di metodo importante e può rappresentare un vero valore aggiunto per le nostre comunità», aggiunge Bengiovanni.Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il valore del confronto diretto tra Regione e professionisti nei territori. «È positivo – aggiunge Bengiovanni – che la Regione scelga di accompagnare le misure con momenti di confronto come questo. Significa costruire relazioni, ascoltare chi quotidianamente opera sul territorio e creare le condizioni perché amministrazioni e professionisti possano lavorare insieme fin dalle prime fasi».L’Ordine degli Ingegneri di Matera richiama inoltre la necessità di garantire agli enti locali, soprattutto ai Comuni più piccoli, le condizioni per svi-
luppare progettazioni di qualità, affinché le risorse disponibili possano tradursi in interventi concretamente realizzabili e capaci di produrre benefici duraturi.Particolare rilievo ha assunto l’annuncio dell’assessore regionale Laura Mongiello sull’avvio di un percorso di aggiornamento della normativa regionale in materia di urbanistica e rigenerazione urbana, alla luce di un quadro normativo che, in alcuni casi, risale a disposizioni ormai datate.Gli Ordini professionali hanno da tempo sollecitato un aggiornamento degli strumenti normativi, posizione ribadita anche nell’audizione in Terza Commissione consiliare Attività Produttive, Territorio e Ambiente sulle proposte di legge regionale numero 48 e 49 del 2025, relative al Piano Casa.«Abbiamo apprezzato molto l’apertura dimostrata dalla Regione – conclude Bengiovanni –
non solo nella volontà di portare direttamente sui territori contenuti e opportunità dei bandi, ma anche nella disponibilità ad ascoltare il contributo delle professioni tecniche».«L’aggiornamento di una normativa attesa da così tanto tempo rappresenta un segnale importante e può diventare l’occasione per costruire regole più attuali, condivise e capaci di accompagnare davvero i processi di rigenerazione urbana».
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Primo piano
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Il coordinatore cittadino di FdI Policoro replica al Pd e difende le nuove disposizioni sugli idrocarburi
Petrolio, Callà difende la linea del Governo «Scelte necessarie per famiglie e imprese»
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a questione petrolio torna al centro del confronto politico a Policoro. A intervenire è Pino Callà, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che replica alle critiche espresse dal coordinamento cittadino del Partito democratico nei confronti del governo nazionale e della Giunta regionale sulla nuova disciplina in materia di energia e sulle autorizzazioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione degli idrocarburi. Nel mirino del Pd c’è, in particolare, la possibilità di ricorrere alla nomina di un commissario ad acta in assenza di intese tra le Regioni.«La nota del coordinamento cittadino del Pd di Policoro sul presunto commissariamento, operato dal governo Meloni nei confronti delle prerogative delle Regioni, per effetto del decreto legge in materia di energia sulle autorizzazioni per la ri-
cerca, l'esplorazione e l'estrazione degli idrocarburi, evoca scenari nefasti e cavalca le paure», sostiene il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.Secondo Callà, la possibilità di nominare un commissario ad acta in assenza di intese tra le Regioni sarebbe invece legata alla necessità di evitare situazioni di immobilismo e di consentire l’assunzione di decisioni considerate strategiche per il Paese. «La scelta di procedere alla nomina di un commissario ad acta in assenza di intese in seno alle Regioni, tali da determinare immobilismo, risponde alla salvaguardia dell'interesse nazionale e alla necessità di dare corso a scelte indifferibili che guardino al futuro e alle necessità reali del Paese», afferma Callà.«È un prezioso supporto alle Regioni - spiega Callà - per rendere più agevole e rapido il rilascio delle con-
cessioni».La difesa della linea del Governo si inserisce nel più ampio tema della sicurezza energetica. Callà richiama il peso dei costi sostenuti da famiglie e imprese e la dipendenza dell’Italia dalle forniture provenienti dall’estero. «I costi del carburante, delle bollette energetiche e l'atavica dipendenza dall'estero, dalla quale è sempre più urgente affrancarsi, richiedono risposte adeguate, pragmatiche, rapide e non più rinviabili», rimarca.Da qui la critica al centrosinistra lucano, che Callà accusa di aver assunto una posizione distante dalle scelte compiute negli anni in cui ha governato la Basilicata. «È evidente la crisi d'identità del centrosinistra, o più propriamente del sinistra-centro lucano, che rinnega le scelte operate in 25 anni al governo della Regione Basilicata, nel tentativo di guadagnare
consensi facili ricorrendo alla demagogia», prosegue.Il confronto si sposta quindi sulle attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Callà difende la possibilità di incrementare la produzione nazionale di gas e petrolio e contesta la contrarietà alle trivellazioni. «Il no alle trivellazioni per esplorazione, ricerca e estrazione di gas e petrolio, è una scelta miope ispirata al mantra della decrescita felice e ad una declinazione della tutela dell'ambiente, avulsa e antitetica al tema dello sviluppo», sostiene.«Aumentare la produzione nazionale, equivale a ridurre la dipendenza dall'estero, a garantire costi più bassi e generare maggiori royalties e benefici economici per i territori», sottolinea Callà.Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia torna infine ad attaccare il centrosinistra lucano. «Il vezzo di parlare alla pan-
cia, registra la deriva della sinistra lucana di lotta e opposizione priva di cultura di governo», afferma. «Fratelli d'Italia e il centrodestra, con coraggio, pragmatismo e senso di responsabilità, scelgono di guardare alle famiglie, alle imprese su cui gravano costi insostenibili e attendono scelte forti e chiare», conclude il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Policoro.
L’esponente del PLD sostiene l’accelerazione delle autorizzazioni, chiedendo però controlli rigorosi, compensazioni adeguate e tempi certi
Energia, la Basilicata torna al centro della partita Gravela: «Il territorio ha diritto a benefici concreti»
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a scelta del Governo Meloni di ricorrere a commissari per accelerare permessi e concessioni legati alla ricerca, all’esplorazione e all’estrazione di petrolio e gas va nella direzione giusta, ma non può diventare la regola. È la posizione espressa da Giuseppe Gravela, componente della Segreteria nazionale del Partito Liberaldemocratico, che interviene sul tema delle autorizzazioni nel settore energetico, con un riferimento particolare alla Basilicata.«La scelta del Governo Meloni di ricorrere a commissari per accelerare permessi e concessioni legati alla ricerca, all’esplorazione e all’estrazione di petrolio e gas va nella direzione giusta. Sono favorevole a strumenti di questo tipo quando ritardi e inerzie amministrative impediscono di arrivare a una decisione», afferma Gravela.Secondo l’esponente del PLD, la questione riguarda direttamente la Basilicata, territorio che da anni convive con attività estrattive considerate strategiche a livello nazionale. «In Basilicata il tema è tutt’altro che
teorico: conviviamo da anni con attività estrattive di rilevanza nazionale e sappiamo cosa significhi ospitare infrastrutture energetiche strategiche. Proprio per questo servono controlli seri, compensazioni adeguate e tempi certi», sottolinea.Gravela allarga quindi il ragionamento all’intero sistema energetico, comprese le fonti rinnovabili, sostenendo la necessità di superare i ritardi nei procedimenti autorizzativi. «Il principio, però, deve valere per tutto il sistema energetico, comprese le rinnovabili. Non ha senso invocare più produzione nazionale di energia e poi lasciare per anni impianti e investimenti impantanati nei procedimenti autorizzativi».Per il componente della Segreteria nazionale del PLD, accelerare le procedure non significa ridurre le garanzie ambientali, ma arrivare comunque a una decisione in tempi definiti. «Accelerare non significa fare sconti sulle verifiche ambientali: significa arrivare a una decisione. Il commissario deve accelerare il procedimento, non garantirne
l’esito. Un ente può dire sì oppure no, ma non può usare il trascorrere del tempo come un veto mascherato o un deliberato scaricabarile per evitare scelte impopolari», aggiunge.Nel mirino di Gravela finisce anche il ricorso sistematico ai commissari, che a suo giudizio rappresenterebbe il segnale di un malfunzionamento dell’amministrazione ordinaria. «Ricorrere a un commissario rappresenta infatti una sconfitta dell'amministrazione e certifica l'opportunismo politico degli enti locali, troppo spesso ostaggio di logiche NIMBY», sostiene.Da qui la richiesta di una riforma delle procedure, con tempi definiti e responsabilità più chiare. «Il commissariamento deve restare l’eccezione, non il metodo normale per aggirare un ostruzionismo territoriale che paralizza lo sviluppo. La vera riforma è costruire procedure ordinarie semplici, responsabilità chiare e tempi certi, affinché domani non ci sia più bisogno di commissari per ottenere ciò che l’am ministrazione dovrebbe garantire normalmente».
Infine, il riferimento alla Basilicata e al suo ruolo nel comparto energetico nazionale. «Proprio perché la Basilicata ha un ruolo centrale nel sistema energetico nazionale, ha diritto a controlli rigorosi, benefici concreti per il territorio e decisioni tempestive. Uno Stato efficiente non è quello che nomina più commissari, ma quello che riesce a non averne bisogno», conclude Gravela.
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Per il segretario Spi Cgil Basilicata «vengono minate le basi della Carta Costituzionale e il diritto alla salute»
Autonomia differenziata, Summa: «Il rischio è la desertificazione dei servizi in Regione»
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e preintese sull'autonomia differenziata tra governo e regioni del nord di fatto sottraggono risorse alle regioni del sud oltre che spaccare il Paese in due. Sono pertanto inaccettabili le dichiarazioni dell'assessore alla Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, che pubblicizzano l'autonomia differenziata come addirittura fosse un bene per il Mezzogiorno. È esattamente il contrario: l'autonomia differenziata ammazzerà il Sud e spaccherà il Paese». Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa. «Il governo Bardi - aggiunge Summa tradisce così la Basilicata, condannando il sud e i cittadini lucani, mettendo i loro diritti al di sotto degli interessi della coalizione di maggioranza. L'autonomia differenziata non solo ammazzerà il Sud, ma mina le basi la Carta costituzionale andando a ledere il diritto alla salute, già fortemente compromesso nella nostra regione. La Basilicata andando in questa direzione sprofonderà nel baratro. Basti pensare al comparto della sanità lucana che, che sconta un saldo negativo di 60 milioni di euro tra mobilità attiva e passiva. L'autonomia differenziata sarà il colpo di grazia della sanità lucana, soprattutto per pensionati e fasce deboli, che già oggi rinuncia-
no alle cure. Lo sforamento della mobilità passiva è di 130 milioni, 300 milioni in due anni. Questo è il disastro di questa destra, a cui si aggiunge l’attacco all’Unibas con aperture alle università private, così come ha dichiarato l’assessore Latronico ieri a Matera. Anziché occuparsi di sanità che ormai è al collasso totale, fino al punto di mettere i ticket di 2,50 a ricetta per far cassa e far pagare ai lucani la loro incapacità di programmare. E l’autonomia differenziata sarebbe il colpo mortale alla Basilicata. I lucani ormai non riescono a curarsi e i dati che fanno risultare la Basilicata con una performance buona è data dalla grande anomalia e alterazione nelle richieste degli esami, in quanto la maggior parte delle richieste da parte dei medici sono visite programmabili con tempi di attesa a 120 giorni. Si tratta dell'85 per cento, contro l'8 per cento di regioni come Toscana e Piemonte. In questo quadro drammatico, la Basilicata rischia una pericolosa desertificazione dei servizi e della sanità pubblica. Ecco perché è ancora più necessaria la mobilitazione unitaria in Basilicata sulla sanità, che come Spi Cgil abbiamo lanciato nei mesi scorsi, in difesa del diritto alla salute di tutti e tutte. Ci mobiliteremo per salvare la Basilicata. Uniti salviamo la Basilicata».
Da Montesilvano, il dirigente regionale di FI e la segretaria nazionale di FI Giovani: «Puntiamo sulla capacità concreta di creare futuro»
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Azzurra Libertà, Cupparo e Taddei: «Lavoro e casa per restare al Sud»
iete la speranza. Le parole rivolte dal segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ai 1.200 ragazzi e ragazze arrivati da tutta Italia (e dalla Basilicata) per partecipare ad “Azzurra Libertà”, la manifestazione promossa da Forza Italia Giovani a Montesilvano, assumono un significato particolare anche per i giovani lucani». È quanto sottolinea l’assessore regionale e dirigente di Forza Italia Francesco Cupparo, presente alla manifestazione, secondo il quale «la speranza richiamata da Tajani deve tradursi nella capacità concreta di costruire futuro». «È una cosa bellissima – afferma Cupparo – vedere tanti ragazzi impegnarsi per difendere le proprie idee e partecipare alla vita politica. Ai giovani di Forza Italia, che si definiscono “innamorati del futuro”, dico di continuare a combattere per difendere i valori per i quali si sono impegnati. Il futuro dipende dalla loro capacità di difendere la propria identità, la nostra identità e i nostri valori». Per Cupparo, però, alla politica dei giovani deve accompagnarsi una concreta politica delle opportunità. «La politica non è un mestiere: è una passione. Ma bisogna sempre avere un mestiere che garantisca libertà e autonomia. È questo il principio che dobbiamo trasferire alle nuove generazioni:
la possibilità di scegliere, di costruire il proprio percorso e di poterlo fare anche nella propria terra». In questa direzione si collocano le azioni messe in campo dalla Regione Basilicata con il Presidente Bardi e, in particolare, le iniziative promosse dal Dipartimento guidato da Cupparo. L’ultimo provvedimento è l’approvazione, da parte della Giunta regionale, dell’Avviso pubblico “#BASILSTEP – Tirocini & Lavoro”, finanziato nell’ambito del PR Basilicata FESR FSE+ 2021-2027, con una dotazione complessiva di 2,2 milioni di euro. «Con #BASILSTEP – sottolinea Cupparo – facciamo una scelta precisa: investire sui gio-
vani e, nello stesso tempo, preparare la Basilicata alle trasformazioni dell’economia e del lavoro. Vogliamo evitare che i nostri ragazzi siano costretti a cercare altrove le opportunità professionali legate alle nuove tecnologie. Dobbiamo creare qui competenze, lavoro e nuove prospettive». «La sfida – evidenzia Cupparo – è agganciare la Basilicata alle nuove filiere produttive europee. Le politiche del lavoro devono accompagnare quelle dello sviluppo: formare professionalità richieste dalle imprese significa aumentare l’occupabilità dei giovani e, contemporaneamente, rendere più competitivo il nostro sistema produttivo». «Per una
generazione che entra sempre più tardi nel mondo del lavoro, che spesso è costretta a spostarsi per studiare o costruire il proprio futuro e che incontra enormi difficoltà nell’accesso al credito, avere una casa non può diventare un privilegio per pochi». Lo dichiara Roberta Taddei, Responsabile nazionale Rapporti Esterni di Forza Italia Giovani, a margine del panel “Casa: miraggio o realtà?”, da lei moderato nell’ambito di Azzurra Libertà, la festa nazionale di Forza Italia Giovani in corso a Montesilvano. «La questione abitativa – prosegue Taddei – riguarda direttamente la libertà e l’autonomia delle nuove generazioni. Significa poter lasciare la casa dei propri genitori, accettare un lavoro in un’altra città, costruire una famiglia e programmare il proprio futuro. Se un giovane lavora ma non riesce comunque a permettersi un affitto o ad accedere a un mutuo, abbiamo un problema che la politica non può ignorare». «La risposta, però, non può essere quella di tornare a vecchie ricette stataliste. Da liberali dobbiamo creare le condizioni perché il mercato funzioni meglio: aumentare l’offerta, tutelare la proprietà privata, favorire gli affitti, rendere più semplice l’accesso al credito e utilizzare in maniera intelligente la leva fiscale, soprattutto a favore dei giovani».
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Nel direttivo Laurita, Quatti, Margiotta, Mesce, Bisaccia e Faraone; Pepe: «La politica seria si misura nel tempo»
Svolta nel Carroccio potentino: Rocco Baccellieri è il segretario provinciale
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i è svolto venerdì 11 settembre, nell’Hotel Park di Potenza, il congresso provinciale della Lega Basilicata per Salvini Premier, che ha portato all’elezione all’unanimità di Rocco Baccellieri quale segretario provinciale e del nuovo Consiglio direttivo, composto da Michele Laurita, Barbara Quatti, Vincenzo Margiotta, Maurizio Mesce, Enrico Bisaccia e Rocco Faraone. Un appuntamento che ha rappresentato un momento di scelta e, insieme, di confronto sul futuro del partito e della Basilicata. Il tempo delle scelte, lo spazio delle idee, la comunità politica come forza: tre concetti che hanno caratterizzato i lavori congressuali, nella convinzione che la partecipazione democratica, il confronto e il radicamento nei territori siano la base per affrontare con determinazione la nuova stagione politica. Nel corso del congresso si è parlato di squadra, di unità e della necessità di mettere insieme esperienze e idee positive per costruire una Lega sempre più competitiva e presente nei territori. Ai lavori hanno preso parte anche i rappresentanti delle altre forze politiche del centrodestra: UDC, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione e
Italia Viva. «L’obiettivo prioritario - ha dichiarato il neo segretario provinciale Rocco Baccellieri - è continuare l’ottimo lavoro fatto finora da Stefania Polese, rafforzando ulteriormente la nostra presenza capillare sul territorio. Siamo pronti a rilanciare con forza il programma della Lega e ad affrontare al meglio l’avvio della nuova stagione elettorale, ascoltando le comunità e dando risposte concrete ai cittadini di tutti i comuni della provincia. La segreteria provinciale dovrà essere sempre più un punto di raccordo tra i territori e i nostri rappresentanti nelle istituzioni: raccogliere le istanze, le problematiche e le proposte che arrivano dalle comunità, trasformandole in uno stimolo costante per la nostra azione politica e amministrativa». «La nostra forza - ha concluso Baccellieri - continua a risiedere nella nostra terra e nella nostra gente. Per questo dobbiamo mantenere un rapporto diretto e permanente con i territori, rafforzando una presenza politica radicata e partecipata. È da questo rapporto che vogliamo costruire il percorso della nuova segreteria provinciale e affrontare le sfide che ci attendono». Il commissario regionale della Lega Basilicata, Pa-
squale Pepe, ha rivolto un messaggio alla nuova segreteria provinciale, soffermandosi sul valore della comunità politica e sulla necessità di consolidare una squadra capace di guardare oltre le singole stagioni: «Congratulazioni a Rocco Baccellieri e a tutto il nuovo direttivo provinciale. Il congresso di Potenza è stato un momento importante non soltanto per il rinnovo degli organismi, ma perché ci ha ricordato cosa significa essere una comunità politica. La politica ha bisogno di persone che abbiano voglia di partecipare, di confrontarsi e di portare le proprie idee. Un tempo nei partiti si militava, si restava, si discuteva e si cercava, attraverso il confronto democratico, di costruire insieme una linea e un progetto. Credo che questo spirito debba continuare a rappresentare una parte importante della nostra identità: le differenze di opinione non sono una debolezza quando esistono dentro una comunità, diventano una forza quando riescono a trasformarsi in sintesi e in azione comune. Ed è proprio la squadra il punto dal quale dobbiamo ripartire. Nessuno da solo va da nessuna parte. È l’unione che fa la forza e ci permette di essere competitivi. Ognuno
deve sentirsi parte di un percorso nel quale il proprio contributo conta, ma nel quale nessuno pensa di poter fare a meno degli altri. Abbiamo attraversato momenti difficili e sappiamo che la politica è fatta di stagioni. Io stesso provengo da un percorso nel quale abbiamo conosciuto momenti complessi, anche nell’esperienza di Alleanza Nazionale. Ma è proprio quando il vento cambia che si capisce quanto è solida una squadra e quanto è profondo il rapporto che una forza politica ha saputo costruire con le persone. Il cavallo buono si vede alla distanza. Per questo non dobbiamo farci ingannare dalle fiammelle che si accendono velocemente e altrettanto velocemente sono destinate a spegnersi. La politica seria si misura nel
tempo, nella capacità di restare, di lavorare, di mantenere la rotta anche quando le condizioni diventano più difficili. È lì che si vede chi ha davvero cuore e fiato per arrivare alla fine. Il nostro compito è continuare a riempire il serbatoio dell’affidabilità e della credibilità. Perché quando arrivano i momenti difficili, ciò che ci mantiene a galla non è l’effetto del momento, ma la fiducia che hai costruito nel tempo con la gente. È il patrimonio di credibilità accumulato attraverso il lavoro, la coerenza, la presenza e la capacità di mantenere gli impegni. Io credo che la Lega Basilicata questa credibilità la stia moltiplicando. Abbiamo una storia, abbiamo affrontato fasi difficili e abbiamo dimostrato di saperle superare».
Nel nuovo direttivo Verre, Vigorito, Sgarrino, Maffia, Mazzei e Di Pede; Pepe: «Ora la squadra è al completo»
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Lega Matera, Zito riconfermato segretario provinciale i è svolto sabato 12 settembre, al Notedimare di Metaponto, il congresso provinciale della Lega Basilicata di Matera. L’assemblea ha eletto all’unanimità Vincenzo Zito alla carica di segretario provinciale e ha eletto il nuovo consiglio direttivo, composto da Donato Verre, Mario Vigorito, Fabio Sgarrino, Marcello Maffia, Giuseppe Mazzei e Aldo Di Pede. «Questa elezione è la riconferma della fiducia da parte del partito - afferma il segretario provinciale Vincenzo Zito - e rappresenta per me una responsabilità che intendo assumere con ancora maggiore determinazione. Dobbiamo fare sempre meglio rispetto al passato, senza mai smarrire il principio fondante del movimento: porsi come presidio costante di ascolto delle comunità e
motore propulsivo per lo sviluppo e la tutela delle esigenze del territorio». Al segretario provinciale e al nuovo direttivo sono giunte le congratulazioni del commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe: «Esprimo
soddisfazione per l’elezione di Vincenzo Zito alla guida della segreteria provinciale e rivolgo a lui e ai componenti del nuovo direttivo i miei auguri di buon lavoro, nella convinzione che sapranno affrontare la nuova fase con deter-
minazione e senso di responsabilità». «Con il rinnovo del direttivo provinciale di Matera - afferma Pepe - la squadra è completa. Quando si vince un campionato lo si vince attraverso pareggi, sconfitte e vittorie, ma ciò che fa sempre la differenza è il totale. Quando la stanchezza si fa sentire, se necessario si torna in panchina, la squadra si ricalibra e si riparte, perché l’obiettivo resta quello di continuare a lavorare e a giocare per vincere. Da lunedì - conclude Pepe - rilanciamo l’assalto al territorio. La Lega in Basilicata gode di ottima salute. Il nostro compito è trasformare questa forza in presenza politica e capacità di governo. Portare il partito nelle istituzioni significa, prima di tutto, dare dimostrazione del buon governo».
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I nuovi percorsi formativi rilanciano il dibattito sulle prospettive regionali. Tortorelli e Amoroso: «Serve una strategia più ampia»
Università, Matera rafforza la sua offerta La Uil: «Ora si potenzi il sistema pubblico»
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avvio a Matera dei corsi di Medicina e Chirurgia e Fisioterapia dell’Università degli Studi LINK viene accolto con interesse dalla UIL Basilicata e dalla UIL RUA, che considerano l’investimento un’opportunità per il territorio, ma chiedono contestualmente un rafforzamento del sistema universitario pubblico lucano.Per il segretario generale della UIL Basilicata Vincenzo Tortorelli e la segretaria generale della UIL RUA Basilicata Marilena Amoroso, Matera, così come Potenza, ha una piena vocazione universitaria. La sfida, secondo i sindacati, è costruire un vero polo universitario lucano, mettendo in rete università, ricerca, sanità, imprese e territorio. Una prospettiva che, secondo la UIL, deve partire dalla valorizzazione delle competenze già presenti nella regione e da una programmazione di lungo periodo.Gli investimenti privati possono rappresenta-
re un elemento importante, ma non sostituire il ruolo delle istituzioni. Per questo viene indicato come prioritario il rafforzamento dell’Università degli Studi della Basilicata, della ricerca pubblica e delle professionalità del personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo. L’obiettivo è garantire agli studenti un sistema universitario pubblico di qualità e accessibile. Un sistema più forte, sottolineano i sindacati, sarebbe anche uno strumento per rendere la Basilicata maggiormente competitiva nell’attrarre studenti e giovani ricercatori.La UIL sottolinea inoltre la necessità di investire nell’innovazione, nelle discipline STEM e nel rapporto tra università e tessuto produttivo, favorendo la nascita di Pmi innovative e nuove opportunità occupazionali. «Contrastare lo spopolamento – sostengono Tortorelli e Amoroso – significa offrire ai giovani non soltanto la possibilità di
studiare in Basilicata, ma anche quella di fare ricerca e trovare un lavoro qualificato».Sul fronte sanitario, i sindacati evidenziano che sarebbe stato prioritario portare a Matera un presidio formativo pubblico nell’area medica, valorizzando l’ospedale «Madonna delle Grazie» attraverso un progetto integrato tra sanità, formazione e ricerca. Un modello che avrebbe potuto rafforzare allo stesso tempo l’offerta sanitaria e quella formativa, creando nuove opportunità anche per il territorio materano.Tra le priorità indicate anche i servizi agli studenti. Il completamento della Casa dello Studente viene considerato necessario per rafforzare il diritto allo studio e l’attrattività degli atenei lucani, mentre la Casa delle Tecnologie Emergenti dovrebbe diventare un ponte tra ricerca, università e imprese. Su questi interventi, per il sindacato, è necessario passare dalle prospettive agli in-
terventi concreti, inserendoli in una strategia organica per il sistema universitario regionale.«Non siamo interessati ad alimentare contrapposizioni tra pubblico e privato – dichiarano Tortorelli e Amoroso –. Ci interessa che ogni investimento produca valore per la Basilicata. Le università private possono rappresentare un’opportunità, ma la loro presenza deve inserirsi in una strategia più ampia, nella quale il raf-
forzamento dell’università pubblica, della ricerca e dei servizi agli studenti rappresenti un asse fondamentale».«La sfida – concludono – è fare sistema: più università, più ricerca, più competenze, più innovazione e soprattutto più lavoro qualificato per i giovani lucani. Per questo il polo universitario lucano deve diventare una vera infrastruttura strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale della regione».
Le consigliere M5S contestano alla Giunta Bardi nuove aperture al privato e chiedono più attenzione all’Unibas
Araneo e Verri (M5S): «L’Università pubblica va rafforzata, non messa in concorrenza»
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i chiediamo quale idea di Università abbia davvero la Giunta Bardi». È la domanda posta dalle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata Alessia Araneo e Viviana Verri, che contestano l’impostazione della Regione sul sistema universitario lucano, con particolare riferimento all’insediamento a Matera di un’università privata con corsi di Medicina e Fisioterapia.Secondo Araneo e Verri, da una parte la Regione sostiene l’Università degli Studi della Basilicata attraverso importanti risorse pubbliche, compreso il corso di Medicina, mentre dall’altra «accompagna con grande favore» l’arrivo a Matera di un ateneo privato che potrà utilizzare anche strutture del sistema sanitario pubblico lucano per tirocini e attività formative.«È un copione che conosciamo già – sostengono le consigliere –. Si dice di voler rafforzare il pubblico e, nel frattempo, si continua a strizzare l’oc-
chio al privato». Un’impostazione che, secondo le esponenti del M5S, sarebbe già emersa nel settore sanitario e che rischierebbe ora di riproporsi anche nell’Università. Araneo e Verri precisano di non contestare «l’esistenza di un’offerta privata», ma una precisa scelta politica della Regione. «Una Regione che dovrebbe avere come
priorità il rafforzamento del proprio Ateneo pubblico – affermano – sembra invece impegnata ad aprire ed inaugurare sempre nuovi spazi al privato».Da qui la richiesta di chiarire perché, prima di accompagnare e sostenere nuovi insediamenti universitari privati, non si sia lavorato «con la stessa determinazione» per rafforzare ul-
teriormente l’Università della Basilicata, anche a Matera, attraverso l’ampliamento dei corsi, delle strutture e delle opportunità.Per le consigliere pentastellate, l’Unibas rappresenta «un patrimonio pubblico fondamentale per contrastare lo spopolamento, trattenere i nostri giovani, attrarre competenze e costruire sviluppo». Un patrimonio che, a loro giudizio, «non può essere sostenuto a parole e messo in concorrenza nei fatti».Il timore espresso da Araneo e Verri è quindi che anche sull’Università possa affermarsi «la stessa impostazione» già vista nella sanità, con un progressivo indebolimento del pubblico a fronte dell’apertura di nuovi spazi e opportunità per il privato.«Noi continueremo a difendere un sistema universitario pubblico forte, accessibile e radicato sul territorio – concludono –. La Giunta Bardi dovrebbe fare altrettanto, invece di continuare a guardare al privato come alla soluzione di ogni problema».
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L'Apt punta sui 53 punti di sosta mappati nella guida dedicata e sui dati record del settore «open air» per destagionalizzare i flussi e attrarre nuovi visitatori
Basilicata ora al Salone del Camper di Parma, cresce il turismo itinerante L’
Apt Basilicata partecipa al Salone del Camper di Parma, in programma dal 12 al 20 settembre, puntando a far conoscere, ai visitatori interessati al turismo itinerante, i borghi, i paesaggi e gli attrattori della regione. Giunta alla 17esima edizione e punto di riferimento in Italia dal 2010, la manifestazione riunisce oltre 310 espositori provenienti da 22 Paesi e più di 600 veicoli ricreazionali su una superficie di 110mila metri quadrati, riferisce Fiere di Parma. Il settore è in crescita: le immatricolazioni sono aumentate del 14,96% nel primo quadrimestre 2026, quasi il doppio della media europea, indicano i dati diffusi da Apc (Associazione Produttori Caravan e Camper) sulla base delle rileva-
zioni della European Caravan Federation. Il turismo open air italiano si avvia intanto verso i 68,4 milioni di pernottamenti e 5,12 miliardi di euro di spesa diretta, riporta la sesta edizione dell'Osservatorio Turismo Outdoor di Human Company e Thrends. Dati che aprono un'opportunità per la Basilicata, da tempo attenta a questo segmento e presente all'evento di settore: il camper è uno strumento utile per destagionalizzare i flussi turistici e ampliare i percorsi visitati. Le aree di sosta e le piazzole nei camping village sul territorio lucano hanno raggiunto quota 53, come emerge dall'aggiornamento della guida «Basilicata in Camper», realizzata con Sistema Plein Air.Lo scorso anno in occasione
della partecipazione al Salone, l’Apt intercettò l’interesse del «Raduno Camper» promosso dall’Associazione di promozione so-
ciale L’Arcano, con SmsRadio e che si è svolto la scorsa estate presso i laghi di Monticchio a Rionero in Vulture.
Presentato all'Italian Pavilion il libro che raccoglie i cento volti simbolo della kermesse lucana, con la prefazione del direttore della Mostra Alberto Barbera
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Marateale, i primi 18 anni di cinema nel volume di Nicola Timpone
iciotto anni di cinema, incontri, protagonisti e territorio raccontati attraverso cento volti simbolo di un percorso in continua evoluzione. È stato presentato a Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il volume «Marateale 18 – E la storia continua… I 100 volti che hanno reso grande la kermesse cinematografica lucana», scritto da Nicola Timpone, direttore artistico del Premio Internazionale Marateale. L’incontro, ospitato all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con una sala gremita di pubblico e numerose presenze del mondo del cinema, della cultura e dello spettacolo. A moderare la presentazione sono stati Andrea Di Consoli e Claudio Guerrini, che hanno accompagnato il racconto del volume e delle tappe più importanti della storia del Marateale. Tra i momenti più intensi della serata, l’intervento di Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
e autore della prefazione del libro. Un contributo particolarmente significativo ed emozionante, accolto con grande partecipazione dal pubblico presente in sala, che ha sottolineato il valore del percorso compiuto dal Marateale e il ruolo assunto dalla manifestazione nel rapporto tra cinema, cultura e territorio.Il volume ripercorre le prime diciotto edizioni della kermesse, ricostruendone la crescita attraverso immagini, testimonianze, ricordi e incontri con alcuni dei nomi più importanti del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale. Pubblicato da De Nigris Editore, il libro raccoglie cento protagonisti che, nel corso degli anni, hanno contribuito a consolidare l’identità del Marateale e il suo ruolo come luogo di incontro tra cinema, industria audiovisiva e promozione del territorio.Nel corso della presentazione veneziana, Timpone ha ripercorso le tappe principali di un progetto nato in Basilicata e cresciuto progressivamente fino ad acquisire una dimensione nazionale e internazionale. Dalle difficoltà
iniziali alla capacità di attrarre registi, attori, produttori, distributori e operatori del settore, il Marateale ha costruito negli anni una propria identità, rafforzando allo stesso tempo il legame tra il cinema e la Basilicata. Tra i ricordi più significativi raccolti nel volume figura anche l’incontro con Sophia Loren, uno dei momenti simbolo nella storia della manifestazione e testimonianza del percorso compiuto da una kermesse nata come una scommessa e di-
venuta nel tempo un appuntamento riconosciuto nel panorama cinematografico.Il libro non vuole tuttavia rappresentare soltanto un bilancio del passato. Il titolo stesso, «E la storia continua…», sottolinea la volontà di guardare alle prossime edizioni e a una nuova fase del Premio Internazionale Marateale. Il diciottesimo anniversario rappresenta infatti una sorta di «maggiore età» della manifestazione: un traguardo che consente di guardare al percorso realiz-
zato, ma soprattutto alle nuove sfide da affrontare. La presentazione a Venezia ha assunto quindi un significato particolarmente simbolico: raccontare la storia del Marateale in uno dei luoghi più prestigiosi del cinema mondiale, davanti a una platea numerosa e qualificata, rafforzando quel ponte tra Basilicata e grande cinema che la manifestazione ha costruito nel corso degli anni. Diciotto edizioni, cento volti e una storia che continua a essere scritta.
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A Brienza il confronto promosso da Confindustria Basilicata: imprese, istituzioni e territorio discutono di crescita e competitività
“Infrastrutture per crescere”, la Basilicata guarda al futuro
__D’Alema e Somma e Collazzo
BRIENZA. Si parlerà di infrastrutture, competitività delle imprese e futuro dei territori questa sera, a Brienza, dove alle 20.30, in Piazza Unità d’Italia, si terrà il convegno “Infrastrutture per crescere, infrastrutture per restare”, organizzato da Confindu-
stria Basilicata con il patrocinio del Comune. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere un confronto pubblico sull’impatto dello sviluppo infrastrutturale sulla competitività del sistema produttivo e sull’attrattività dei territori, approfonden-
done le ricadute non solo economiche, ma anche sociali. Un appuntamento che punta dunque a mettere al centro le prospettive della Basilicata e le condizioni necessarie per favorirne la crescita e contrastare lo spopolamento.
I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Brienza, Raffaele Collazzo, ai quali seguirà l’introduzione di Michele Margherita, vicepresidente alle Infrastrutture di Confindustria Basilicata. Al confronto prenderanno parte Francesco D’Alema,
presidente di Confindustria Basilicata; Christian Giordano, presidente della Provincia di Potenza; Francesco Somma, vicepresidente Cultura d’Impresa e Certezza del Diritto di Confindustria; Pasquale Pepe, vicepresidente della Giunta e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata; e Tullio Ferrante, deputato e sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture. Il convegno rappresenterà un momento di discussione sulle infrastrutture come elemento strategico per lo sviluppo della regione, con particolare attenzione alla capacità dei collegamenti e delle opere pubbliche di sostenere le imprese, rendere i territori più attrattivi e creare condizioni favorevoli alla permanenza delle comunità locali.
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Draicchio: «L’arrivo della Link è un’opportunità. L’Unibas resti il cardine di un progetto capace di attrarre giovani e competenze»
Matera apre la sfida degli atenei Specializzazione e servizi in città
MATERA. L’arrivo della Link University non va interpretato come una sfida tra ateneo pubblico e privato, ma come un’opportunità per consolidare la vocazione universitaria di Matera. È la posizione dell’assessora comunale alla Partecipazione civica, Stefania Draicchio, che invita istituzioni e territorio a superare contrapposizioni sterili e a concentrarsi su una strategia capace di attrarre giovani, ricercatori e competenze dall’Italia e dall’estero. «Ogni nuovo studente che sceglie Matera porta vitalità, economia e futuro», sottolinea Draicchio. Da qui l’invito ad accogliere positivamente quanti decidono di investire in città e, nello stesso tempo, a rafforzare l’Università della Basilicata, destinata a rimanere il cardine del sistema universitario lucano. L’ingresso di nuovi operatori può diventare l’occasione per avviare un confronto regionale sul futuro dell’Unibas e sulla vocazione del polo materano. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di riprodurre modelli generalisti già presenti nelle grandi città vicine. Matera può invece puntare su percorsi altamente specialistici, collegati alle sue eccellenze.
HUB A MARATEA, CURE SENZA VARIAZIONI
Senise confermata Spoke «Il piano non è cambiato»
Tra i settori indicati figurano l’osservazione della Terra, la geodesia e le tecnologie spaziali, valorizzando la presenza del Centro spaziale dell’Asi. A questi si aggiungono la digitalizzazione e la tutela del patrimonio culturale, l’architettura, la rigenerazione dei territori, i sistemi agroalimentari sostenibili e lo studio del paesaggio mediterraneo. Sono ambiti nei quali formazione, ricerca, imprese e istituzioni potrebbero collaborare per costruire un polo riconoscibile in Italia e all’estero. Un’offerta didattica qualificata, tuttavia, non basta. Per Draicchio occorre realizzare un autentico ecosistema universitario, in grado non solo di accogliere gli studenti, ma anche di
convincerli a scegliere Matera. Servono alloggi, servizi, mobilità, spazi per lo studio e l’aggregazione, opportunità culturali e rapporti più stretti con le imprese e il mercato del lavoro. «Una città universitaria è tale quando lo studente diventa parte integrante della sua vita quotidiana», osserva l’assessora. La sfida consiste dunque nell’attirare più studenti e competenze attraverso una visione condivisa. Matera ha già dimostrato di saper richiamare il mondo con la cultura. Ora, conclude Draicchio, deve trasformare questa capacità in un progetto universitario, affinché sempre più giovani decidano di viverla, studiarvi e costruirvi una parte del proprio futuro.
SENISE. Senise non è mai stata riclassificata da Spoke a Hub e, dunque, non ha subito alcun declassamento. Lo chiarisce l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, intervenendo sulla riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal Pnrr. «La ricostruzione è priva di qualsiasi riscontro reale», afferma Latronico. Il Consiglio regionale, nella scorsa legislatura, aveva individuato Lagonegro come Hub, assegnando a Senise, Maratea e Viggianello il ruolo di Spoke. Una programmazione che non è stata modificata. I ritardi nei lavori a Lagonegro e le scadenze del Pnrr hanno reso necessaria una sede temporanea. L’Unione dei Comuni del Lagonegrese ha indicato Maratea, già inserita in un contesto ospedaliero e pronta all’uso. La proposta è stata poi approvata a larga maggioranza dalla Conferenza dei sindaci, superando l’iniziale ipotesi di Senise avanzata dall’Asp. «Senise rimane il fondamentale Spoke di riferimento per la sua zona», ribadisce l’assessore. L’Hub coordina la rete dei servizi e richiede una maggiore complessità organizzativa, mentre lo Spoke garantisce assistenza primaria, cure domiciliari e visite specialistiche di base. «Per i cittadini non cambia nulla: siamo impegnati a potenziare i servizi sia negli Hub sia negli Spoke», conclude Latronico, invitando a evitare polemiche e a concentrarsi sui contenuti.
Oggi e domani prime giornate formative. Latronico: «Garantiremo assistenza continua e una sanità più vicina ai cittadini»
Infermieri di comunità, parte il corso-concorso POTENZA. Prende il via lunedì 14 settembre la fase didattica del corso-concorso pubblico per la formazione di 500 infermieri di famiglia e comunità, le nuove figure professionali destinate a operare nelle Case della comunità della Basilicata. Il percorso porterà all’assunzione a tempo indeterminato di 263 professionisti sul territorio lucano. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alla Salute, alle Politiche della persona e al Pnrr, Cosimo Latronico. L’iniziativa è promossa dalla Regione Basilicata con il supporto di Formez Pa, in collaborazione con l’Università di Foggia e con il contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La certificazione finale delle competenze sarà affidata all’ateneo foggiano.
Le giornate inaugurali, intitolate “Connessioni. Il nuovo ruolo dell’infermiere di famiglia e di comunità”, si svolgeranno lunedì 14 settembre nell’auditorium Moscati di Matera e martedì 15 settembre all’Hotel Giubileo di Pignola. Le sessioni mattutine saranno dedicate ai tavoli istituzionali, mentre nel pomeriggio si terranno laboratori di orientamento e prove di orienteering. Il percorso sarà incentrato sulla presa in carico complessiva del paziente e sul rafforzamento dell’assistenza territoriale. I nuovi infermieri dovranno garantire continuità delle cure, monitoraggio delle patologie croniche e assistenza domiciliare. «Questa figura opererà direttamente sul territorio per intercettare i bisogni sanitari della po-
polazione prima che si trasformino in emergenze», sottolinea Latronico. Particolare attenzione sarà riservata alle aree interne della Basilicata, dove la distanza dai principali presidi rende più complesso l’accesso alle cure. L’iniziativa sarà attuata in sinergia con le Aziende sanitarie locali di Matera e Potenza, che inseriranno i professionisti nella rete assistenziale lucana. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra strutture sanitarie, medicina territoriale, servizi sociali e comunità, riducendo il ricorso improprio agli ospedali. Anche l’orienteering risponde a questa impostazione. «È una metafora del lavoro di comunità e un esercizio pratico per allenare la capacità di mappare i contesti locali, fare squadra tra profes-
sionisti diversi e definire risposte assistenziali tempestive ed efficaci», chiarisce l’assessore. Il corso-concorso costituisce così un passaggio nella riorganizzazione della sanità territoriale, fondata sull’integrazione tra assistenza sanitaria e servizi sociali e su un approccio multidisciplinare più vicino alle persone.
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POTENZA Tensioni nei rapporti interni all’opposizione, il capogruppo di Noi Moderati: «Basta con una coalizione a corrente alternata»
Di Noia prende le distanze dal cdx: «Servono rispetto e pari dignità»
POTENZA. Sono passati due anni da quando il centrodestra ha perso le elezioni amministrative al comune di Potenza. Da allora la coalizione si è mostrata sempre compatta nel suo ruolo di opposizione all’amministrazione guidata dal sindaco Telesca. I rapporti tra le forze politiche però sembrano non essere poi così distesi. Tanto che, alla luce di alcuni recenti episodi, ultimo dei quali quanto accaduto in occasione del Congresso provinciale della Lega, il partito ritiene necessario aprire una riflessione sul metodo e sulle modalità con cui vengono gestiti i rapporti all’interno della coalizione di centrodestra. In particolare, secondo quanto riferito, l’invito al congresso sa-
rebbe arrivato soltanto poche ore prima dell’appuntamento, circostanza che è considerata indicativa di una scarsa attenzione nei confronti di una forza che, negli ultimi anni, ha condiviso il percorso politico del centrodestra. Una coalizione può definirsi tale solo se fondata sul rispetto reciproco, sulla pari dignità e sul coinvolgimento di tutte le sue componenti. È questa la posizione espressa da Massimiliano Di Noia, capogruppo comunale di Noi Moderati, che annuncia la decisione di prendere, per il momento, le distanze dall’attuale coalizione di centrodestra al Comune di Potenza. «La politica delle coalizioni non può funzionare a corrente alternata. Non può esistere soltanto quando occorre assumere posizioni comuni, condividere responsabilità o chiedere compattezza, per poi dimenticare, in altri momenti, che una coalizione è composta da forze politiche diverse, ciascuna con la propria dignità, la propria rappresentanza e il proprio ruolo. – afferma Di Noia - Alcuni recenti episodi politici all’interno del centrodestra, da ultimo quanto accaduto in occasione Congresso provinciale della Lega, impongono una riflessione che va ben oltre il singolo episodio. Perché le coalizioni non si proclamano: si praticano. E il riconoscimento degli alleati non
può dipendere dalle circostanze, dalle convenienze o dagli interlocutori del momento». «Quando si rivendica l’appartenenza a una coalizione, occorre poi dimostrarla nei fatti, soprattutto nei passaggi politici nei quali rispetto, coinvolgimento e pari dignità tra le forze che la compongono dovrebbero rappresentare la normalità e non un’opzione. – incalza il capogruppo di Noi Moderati - Non è dunque una questione legata a un singolo appuntamento. È una questione di metodo, correttezza politica e rispetto dei rapporti tra alleati». «Per queste ragioni ritengo necessario, nella mia qualità di capogruppo di Noi Moderati e in accordo con i vertici regionali e provinciali del partito, prendere le distanze dall’attuale coalizione di centrodestra al Comune di Potenza, almeno fino a quando non verranno chiariti rapporti, metodo e prospettive politiche della coalizione. – continua Massimiliano Di Noia - Abbiamo sempre interpretato l’appartenenza al centrodestra con lealtà, serietà e senso di responsabilità. Abbiamo dato il nostro contributo in tutte le competizioni elettorali più importanti. Abbiamo accettato e sostenuto le scelte della coalizione (anche a discapito dei risultati) perché crediamo nel valore di unità del centrodestra. Riteniamo che lealtà, serietà e correttezza debbano essere
reciproche e mai essere a senso unico». «Una coalizione è credibile quando riconosce a tutte le sue componenti pari dignità politica, quando le coinvolge nelle scelte e quando ruoli, responsabilità ed equilibri costruiti nel tempo vengono rispettati senza essere rimessi continuamente in discussione sulla base delle convenienze del momento. – prosegue - Noi Moderati non chiede concessioni né trattamenti di favore. Chiede semplicemente ciò che offre agli altri: rispetto, correttezza e il riconoscimento del contributo politico che non ha mai fatto mancare». «Il nostro percorso nel centrodestra non è in discussione nei valori e nell’identità. Ciò che, invece, non possiamo accettare è un modello nel quale qualcuno possa stabilire unilateralmente tempi, modi e perimetro della coalizione, salvo poi richiamarsi alla sua unità quando questa diventa politicamente utile, solitamente in occasione delle competizioni elettorali. – ribadisce il capogruppo di Noi Moderati e conclude - Il centrodestra può essere competitivo e credibile a Potenza solo se saprà essere realmente plurale, inclusivo e rispettoso di tutte le sue componenti. Diversamente, ciascuno sarà chiamato ad assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte».
POTENZA L’assessore alla Mobilità illustra i provvedimenti adottati in via Anzio e piazza Zara
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Giuzio: «Miglioriamo sicurezza e fluidità del traffico»
rosegue il lavoro dell’Amministrazione comunale di Potenza finalizzato «al miglioramento della viabilità cittadina e a una più razionale gestione dei flussi veicolari, attraverso interventi puntuali nei nodi nei quali sono state riscontrate maggiori criticità», così come fa sapere una nota del Comune. Due i nuovi provvedimenti che interessano via Anzio e Piazza Zara, adottati con l’obiettivo di «ridurre le interferenze con la circolazione, aumentare la sicurezza e rendere più fluidi gli spostamenti». In via Anzio è stata disposta la soppressione della fermata degli autobus extraurbani situata in direzione salita, in prossimità dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sinisgalli”. Il provvedimento nasce dalle criticità riscontrate soprattutto negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, quando la presenza contemporanea degli autobus extraurbani, del traffico privato e dei mezzi del trasporto pubblico urbano determina rallentamenti e interferenze. Gli utenti potranno utilizzare la fermata alternativa di via della Cittadinanza Attiva, distante circa 300 metri, garantendo la fruibilità del servizio. A Piazza Zara, invece, la nuova disciplina del-
la circolazione entrerà in vigore da lunedì, con l’obiettivo di eliminare una delle situazioni che contribuiscono a creare criticità e rallentamenti nell’area, rendendo più ordinati e sicuri i flussi veicolari. «Stiamo intervenendo progressivamente sui singoli punti critici della città – dichiara l’Assessore alla Mobilità, Francesco Giuzio – senza limitarci a interventi generici, ma analizzando le situazioni che quotidianamente determinano rallentamenti, interferenze o condizioni di minore sicurezza. Via Anzio e Piazza Zara rappresentano due ulteriori tasselli di questo lavoro». «In via Anzio – prosegue Giuzio – eliminiamo una fermata che, soprattutto nelle ore di maggiore afflusso scolastico, produceva evidenti interferenze con la circolazione, mantenendo comunque il servizio grazie alla presenza di una fermata alternativa a poche centinaia di metri. Su Piazza Zara interveniamo invece sulla disciplina della circolazione per eliminare comportamenti e situazioni che incidono negativamente sulla fluidità del traffico». «Sono provvedimenti che, presi singolarmente, possono apparire piccoli, ma che inseriti in una strategia complessiva possono
produrre effetti concreti sulla mobilità quotidiana. Il nostro obiettivo è continuare a intervenire, punto dopo punto, sulle criticità della rete viaria cittadina, rendendo la circolazione più ordinata, sicura e fluida». I provvedimenti si inseriscono nel percorso di revisione e razionalizzazione della viabilità che l’Amministrazione comunale sta portando avanti, con «particolare attenzione ai principali nodi di traffico e alle situazioni nelle quali la regolamentazione esistente necessita di essere adeguata alle effettive condizioni della circolazione».
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POTENZA Sul servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, «Primo risultato della mobilitazione»
Sindacati: «Lunedì si parte con le ore contrattuali in attesa del confronto»
POTENZA. La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) del Comune di Potenza, sostenuta da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Fisascat Cisl e Uiltucs, porta a un primo risultato: la Cooperativa Nasce un Sorriso ha comunicato il congelamento di qualsiasi iniziativa relativa alla riduzione degli orari di lavoro.
«A seguito della proclamazione dello stato di agitazione, della diffida e delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, la Cooperativa Nasce un Sorriso ha comunicato che congelerà qualsiasi iniziativa relativa alla riduzione degli orari di lavoro. Questo significa che lunedì, con l’avvio dell’anno scolastico, le lavoratrici e i lavoratori partiranno con le ore contrattualmente pre-
viste», fanno sapere i sindacati. «È un primo risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione e alla determinazione con cui abbiamo chiesto di fermare una riduzione che avrebbe avuto pesanti conseguenze sui redditi di lavoratrici e lavoratori, già prevalentemente occupati con contratti part-time e con prestazioni legate al calendario scolastico».
La vertenza, però, resta aperta. Secondo le organizzazioni sindacali, il nodo principale riguarda le risorse disponibili, che «non risultano sufficienti a garantire la piena continuità del servizio e delle ore di assistenza». Per questo Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fp e Uiltucs chiedono al Comune di Potenza e alla Regione Basilicata «di assumere fino in fondo la propria responsabilità e di individuare, insieme, una soluzione che consenta di garantire tutte le ore necessarie, evitando che le difficoltà di finanziamento si traducano in una riduzione dell’assistenza e in un danno per lavoratrici, lavoratori, alunni con disabilità e famiglie». È stato convocato per il 16 settembre un incontro con il Comune di Potenza, durante il quale saranno affrontate le problematiche ancora aperte, con l’obiettivo di individuare soluzioni per garantire la continuità del servizio, la tutela dei livelli occupazio-
nali e reddituali e un’adeguata assistenza agli alunni con disabilità. «L’ASACOM non è un servizio accessorio né una voce sulla quale intervenire attraverso tagli e riduzioni. È un servizio essenziale per garantire agli alunni con disabilità il diritto alla piena partecipazione alla vita scolastica e alle famiglie la necessaria continuità assistenziale», sottolineano i sindacati, che chiedono «una programmazione stabile che garantisca contemporaneamente la qualità dell’assistenza e la dignità professionale e reddituale di chi ogni giorno assicura questo servizio». Il primo risultato, dunque, non chiude la vertenza. «Ora attendiamo il confronto del 16 settembre. La vertenza resta aperta e continueremo a mobilitarci fino a quando non saranno garantite risposte concrete e durature», concludono le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fp e Uiltucs.
POTENZA Il parroco padre Alberto Rossano: «Abbiamo aderito al progetto “Valori ritrovati” per dare nuova vita alle giacenze e sostenere i giovani»
Santa Maria, «Con i fondi del mercatino solidale recupereremo il campo di calcetto»
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DI FRANCESCO MENONNA
n cappotto, una camicia, due pantaloni e una giacca. E, per i ragazzi che frequentano il campo di calcetto della parrocchia di Santa Maria del Sepolcro, sarà più facile emulare le gesta di Lautaro Martinez, Dembelé e Messi. È l’obiettivo del progetto “Valori ritrovati” di Poste Italiane, che trasforma i pacchi non ritirati in un’occasione di solidarietà. Grazie alla disponibilità della parrocchia guidata da Padre Alberto Rossano, gli abiti vengono messi in vendita in un vero e proprio mercatino solidale. A organizzare gli spazi e ad accogliere le persone che acquistano i capi sono una decina di volontari di Officina Sociali e della Fondazione Madre Teresa di Calcutta, impegnata nell’accoglienza degli extracomunitari. Non si tratta di abiti usati, ma di capi nuovi, di buona qualità, rimasti nei depositi di Poste Italiane e mai ritirati. Il ricavato sarà destinato al recupero del campo di calcetto della parrocchia, oggi in condizioni precarie. L’iniziativa è partita circa due mesi fa e i volontari sono presenti nei locali della parrocchia nel pomeriggio, dalle 18.30 in poi. Il
mercatino resterà aperto per tutti i fine settimana di settembre, fino a esaurimento delle scorte. «Da un rapporto con Poste Italiane, nell’ambito del progetto “Valori ritrovati”, è nata l’idea di dare nuova vita a tante giacenze presenti nei depositi. Abbiamo deciso di aderire all’iniziativa e utilizzare i fondi ricavati dalla vendita solidale per contribuire al recupero del campetto di calcetto dell’oratorio, a beneficio dei giovani della zona», spiega Padre Alberto Rossano. L’iniziativa è nata «due o tre mesi fa, all’inizio dell’estate» e ha portato alla parrocchia una decina di grandi contenitori pieni di abiti di diverse misure. «Sono tutti capi nuovi, giacenze che Poste Italiane aveva nei propri depositi e che non erano state ritirate per vari motivi». La risposta delle persone è positiva. «Sono contente, anche perché i prezzi sono molto contenuti e gli abiti sono di buona qualità. L’iniziativa sta avendo successo e molti vengono anche fuori dall’orario previsto, soprattutto in mattinata, mentre l’attività è organizzata nel pomeriggio, dalle 18.30 in poi». Il ricavato servirà a un intervento preciso: «Il ripristino del manto, che è ormai molto de-
teriorato. Dopo una ventina d’anni presenta diverse buche e zone danneggiate». Calcio, solidarietà e beneficenza si incontrano così in un progetto che punta a restituire ai giovani uno spazio di aggregazione. La collaborazione tra Poste Italiane, volontariato e comunità parrocchiale diventa un esempio di solidarietà concreta, con l’obiettivo di recuperare il campo e rafforzare le occasioni di incontro e animazione per i ragazzi della zona.
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Dal fronte comune di Avigliano, Pietragalla, Ruoti e Vaglio: «Occorre intervenire sulle cause del problema e garantire una soluzione stabile»
Disagi raccolta rifiuti nel Potentino, l’appello dei Sindaci: «La Regione intervenga subito»
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Sindaci dei Comuni di Avigliano, Pietragalla, Ruoti e Vaglio Basilicata, riuniti nell’Unione dei Comuni del SubAmbito Basento Nord, esprimono forte preoccupazione per i continui e sempre più frequenti disagi che interessano il servizio di raccolta dei rifiuti, determinati dalle criticità dell’impianto AMA di Atella. L’impianto, individuato dalla Regione Basilicata quale discarica di ambito, da diverso tempo sta infatti interrompendo con crescente frequenza il conferimento dei rifiuti, spesso senza un congruo preavviso agli operatori incaricati della raccolta. Una situazione che rende estremamente difficile garantire la regolarità del servizio e che finisce inevitabilmente per produrre pesanti disagi per i cittadini e per le comunità interessate. L’ultima comunicazione ha comportato la sospensione della raccolta della frazione organica prevista per sabato 12 e lunedì 14 settembre, ma il problema non può più essere affrontato come una successione di singole emergenze. «Non è accettabile che i Comuni e i gestori del servizio vengano messi, con pochissimo preavviso, nella condizione di non poter assicurare un servizio pubblico essenziale. Le nostre
amministrazioni e la società incaricata stanno facendo tutto quanto è nelle loro possibilità per limitare i disagi, ma occorre intervenire sulle cause del problema e garantire una soluzione stabile». Proprio alla luce del ripetersi di tali criticità, nella scorsa settimana i Sindaci hanno incontrato i vertici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, rappresentando con chiarezza la gravità della situazione e chiedendo che la questione venga affrontata con la massima sollecitudine. Durante il confronto, i vertici regionali hanno mostrato piena comprensione per le pro-
blematiche sollevate dai primi cittadini, assicurando il massimo impegno e garantendo che faranno tutto quanto in loro potere per individuare un'immediata soluzione. Il timore resta comunque che il protrarsi o l’intensificarsi delle interruzioni possa determinare conseguenze ben più gravi della semplice mancata raccolta in singole giornate. L’accumulo dei rifiuti, soprattutto della frazione organica, rischia infatti di generare problemi di carattere igienico e sanitario, oltre a compromettere gli sforzi compiuti quotidianamente dai cittadini per garantire una corretta raccolta
differenziata. I Sindaci sottolineano inoltre come non sia possibile scaricare sulle comunità locali le conseguenze di criticità impiantistiche e organizzative che non dipendono dai Comuni. È pertanto indispensabile che gli Enti competenti diano rapido seguito agli impegni presi ed individuino tempestivamente soluzioni in grado di assicurare continuità nei conferimenti e, conseguentemente, regolarità nella raccolta. Le Amministrazioni comunali di Avigliano, Pietragalla, Ruoti e Vaglio Basilicata confermano la massima attenzione sulla vicenda e continueranno a seguire quotidianamente l’evolversi della situazione, mantenendo informati i cittadini su eventuali variazioni del servizio. Allo stesso tempo, i quattro Sindaci ribadiscono la propria fermezza nel pretendere risposte chiare, tempestive e risolutive da AMA e dalla Regione Basilicata e da tutti gli Enti a ciò deputati. La continuità di un servizio pubblico essenziale come quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti non può essere affidata alla gestione continua dell’emergenza: servono certezze, programmazione e soluzioni strutturali, nell’interesse delle comunità e a tutela della salute pubblica.
Campanella: «Cosa significa concretamente “paese sporco”? Una criticità può esserci, ma può essere segnalata e risolta»
Decoro urbano a Castelluccio Inferiore: impegno quotidiano con due unità per la cura del paese
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l decoro urbano e la pulizia dei luoghi, rappresentano un biglietto da visita per le città quanto per i comuni. Oltre all’aspetto “estetico” però, di pari passo vanno quelli dell’igiene e della salute, e quello della prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico, legati a forti piogge e calamità naturali. «Avere un paese pulito significa non lasciare nulla al caso: esserci ogni giorno, programmare gli interventi, controllare il territorio e intervenire dove necessario – spiega il Sindaco Paolo Campanella- A Castelluccio, ogni giorno, due unità sono impegnate nella pulizia e nella manutenzione ordinaria, nello spazzamento del corso, la pulizia di vicoli e scalinate, cura degli spazi pubblici, taglio dell’erba e della vegetazione. Un’attività quotidiana e periodica che riguarda tutto il paese, senza preferenze tra una zona e l’altra». Il Primo cittadino mostra anche alcune immagini, che immortalano «alcuni momenti di questo lavoro, spesso silenzioso e poco visibile proprio perché viene svolto con continuità. E allora, rispetto a qualche segnalazione secondo cui “il paese è sporco”, viene spontanea una domanda: che
cosa significa concretamente “paese sporco”? Una criticità può esserci, può essere segnalata e risolta. Ma è diverso sostenere che un intero paese sia sporco o lasciare intendere che alcune zone vengano pulite e altre no. Non è così». Campanella incalza poi su «una questione che riguarda tutti: l’utilizzo dei cestini pubblici. I cestini servono per i piccoli rifiuti, non per le frazioni domestiche. Eppure capita ancora di trovarvi sacchetti di umido e materiale organico putrescibile, con cattivi odori e problemi di decoro. La domanda è semplice: che senso ha mettere l’umido nei cestini quando esiste la raccolta porta a porta? Non possiamo pensare di rimuovere un servizio utile a tutti perché qualcuno lo utilizza impropriamente». Alla luce di ciò, conclude il Sindaco: «Possiamo sempre migliorare e le segnalazioni precise sono ben accette. Ma invitiamo tutti a guardare la realtà nel suo insieme e a fare considerazioni corrette. Perché definire trascurato un paese che viene quotidianamente curato significa anche non riconoscere il lavoro e l’impegno di chi ogni giorno se ne prende cura. E questo rischia di essere una
mancanza di rispetto verso chi svolge il proprio lavoro con serietà. Castelluccio è un paese curato, pulito e ordinato. Una carta per terra o una criticità possono sempre esserci, ma non possono diventare la rappresentazione di un intero paese. I fatti si possono vedere». EMANUELA CALABRESE
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Ben 1400mq tra tecnologia ed ecosostenibilità; Zippari: «Una struttura su 3 piani dotata di prestazioni energetiche elevate e un occhio attento all’accessibilità»
Villa d’Agri, la “Scuola dell’Infanzia” cambia volto: oggi il taglio del nastro
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DI EMANUELA CALABRESE
uesto lunedì sarà diverso per la comunità di Villa d’Agri che vive un momento importante con il taglio del nastro della nuova Scuola dell'infanzia, in Via Eugenio Azimonti, e al contempo manterrà viva la memoria della Maestra Fausta Evangelista. «Dopo quattro anni dall’avvio dei lavori, iniziati nel gennaio 2022, il percorso si conclude con la consegna di una struttura completamente rinnovata e tecnologicamente avanzata. La nuova scuola -spiega il Sindaco Marco Zipparri a Cronachesi inserisce in una visione dell’edilizia scolastica nella quale l’edificio non è considerato soltanto come contenitore di attività didattiche, ma come parte integrante del percorso educativo. Gli spazi interni, l’efficienza energetica, l’accessibilità, le aree esterne e l’orto didattico concorrono a creare un ambiente nel quale apprendimento, gioco, socialità e rapporto con l’ambiente possano convivere. L’intervento rappresenta inoltre un esempio concreto di come le risorse del PNRR possano essere trasformate in infrastrutture permanenti al servizio delle comunità locali». Vediamo dunque nel dettaglio le
opere messe in campo per la realizzazione della scuola, che si sviluppa sostanzialmente attraverso due macro-interventi: «Il primo, per un importo di € 1.200.000,00, è stato finanziato con fondi del MIUR, nell’ambito del fondo cosiddetto “Comma 140”, a cui si è aggiunto il finanziamento PNRR, per un importo di € 1.745.000, nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e ricerca – Investimento 1.1: “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”. Per fronteggiare l’incremento dei costi registrato nel corso degli anni, determinato anche dalle conseguenze delle crisi energetiche e dall’instabilità del quadro internazionale – prosegue Zipparri- si è reso necessario ricorrere a ulteriori risorse finanziarie. A tal fine, sono state utilizzate risorse provenienti dall’Accordo a supporto dei cittadini dei Comuni della Val d’Agri, cosiddetto “Bonus Gas”, per un importo di circa € 156.000,00, nonché fondi del PO Val d’Agri, per € 145.000. A fronte dei tali stanziamenti, a fine intervento sono risultate economie complessive per circa € 800.000 derivanti dai ribassi d’asta. L’opera realizzata rappresenta uno degli investimenti più signifi-
cativi effettuati sul territorio e consegna alla comunità un edificio scolastico completamente nuovo, progettato per coniugare sicurezza, qualità degli spazi, efficienza energetica, accessibilità e attenzione alle esigenze dei più piccoli». UN EDIFICIO ALL’AVANGUARDIA CON NUMERI DA RECORD, PER ACCOGLIERE FINO A 170 PERSONE I lavori, iniziati nel gennaio 2022, si sono conclusi nel dicembre 2025, «portando alla realizzazione di una struttura di circa 1400 mq, articolata in 6 sezioni, pensata per accogliere i bambini in ambienti luminosi, funzionali e adeguati alle moderne esigenze scolastiche. Ogni coppia di aule è dotata di propri spogliatoi e servizi igienici e da ciascuna di esse si accede direttamente all’area giochi. L’edificio è costituito da tre livelli è stato progettato per accogliere fino a 170 persone considerando anche il personale di servizio e gli addetti alla refezione, di cui 156 persone sono costituite dagli alunni e gli insegnanti». Particolare attenzione è stata dedicata anche alle prestazioni energetiche dell’edificio «che raggiunge la classe energetica A4 ed è progettato secondo i criteri di un edificio NZEB
(Nearly Zero Energy Building: “edificio ad energia quasi zero”), con consumi energetici molto contenuti e un’elevata efficienza complessiva. L’edificio è realizzato infatti con un involucro termicamente performante sia nella stagione invernale che in quella estiva. Un impianto per il recupero delle acque meteoriche, da utilizzare per l’irrigazione dell’orto didattico e per l’alimentazione delle cassette di scarico dei WC. Il complesso è dotato di un impianto di ventilazione meccanica controllata, illuminazione realizzata con lampade LED dimmerabili e la produzione di energia elettrica da fonte
rinnovabile è demandata ad un impianto fotovoltaico. Tutti questi impianti sono gestiti in modo intelligente da un Building Automation and Control System (BACS). Nella realizzazione sono stati inoltre rispettati i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti per gli interventi edilizi e particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità per le persone con disabilità. Completano il progetto gli spazi esterni destinati alle attività ludiche all’aperto e un orto didattico, concepito come strumento educativo attraverso il quale i bambini potranno sviluppare una maggiore consapevolezza ambientale».
Dall’evento, organizzato dal Rotary Club Lauria, è emersa la necessità di creare condizioni per incentivare i giovani a restare in Basilicata
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Rotonda, studenti meritevoli 2026: premiati 45 diplomati lucani i è svolta al Teatro Selene di Rotonda la cerimonia di premiazione degli Studenti Meritevoli 2026, iniziativa dedicata ai diplomati con il massimo dei voti nelle scuole dell’area sud della Basilicata. L’evento, organizzato dal Rotary Club Lauria, presieduto da Biagio Costanzo, ha beneficiato quest’anno del patrocinio del Comune, rappresentato dal vicesindaco, e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, rappresentato dal presidente Bonafine. Sono stati 45 gli studenti premiati, chiamati a raccontare i propri percorsi di studio e le prospettive per il futuro. Al centro del confronto è emersa soprattutto la necessità di creare condizioni capaci di incentivare i giovani a rimanere in Basilicata, evitando che il territorio perda competenze, talento e professionalità. Una sfida difficile, ma non impossibile che impone a scuole, istituzioni e associazioni di fare rete per creare opportunità reali e trasformare la Basilicata in una terra dove i giovani scelgano di restare e costruire il loro futuro.
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Matera e provincia
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VINCENZO DORSI ERA STATO FERITO ALLA TESTA IN UN FRUTTETO. IL COMUNE PROCLAMERÀ IL LUTTO CITTADINO PER I FUNERALI
Il fratello spara ai cinghiali, 37enne colpito per caso e ucciso
MONTALBANO JONICO. Non ce l’ha fatta Vincenzo Dorsi, il trentasettenne rimasto gravemente ferito alla testa da un colpo di fucile nella mattinata di sabato. L’uomo è morto nella serata all’ospedale San Carlo di Potenza, dove era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, Dorsi si trovava in un frutteto di
proprietà della famiglia nel quale erano entrati alcuni cinghiali. Con lui c’era il fratello, che avrebbe esploso alcuni colpi di fucile nel tentativo di allontanare gli animali. Nonostante si trovasse a notevole distanza, il trentasettenne sarebbe stato raggiunto accidentalmente da uno dei colpi, riportando una gravissima ferita alla testa. Soccorso e trasferito al San Carlo, era stato affidato alle cure dei sanitari, ma le sue condizioni erano ap-
parse subito critiche. Nella serata è sopraggiunto il decesso. Sulla dinamica dell’accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Policoro, chiamati a ricostruire con esattezza ogni fase della tragedia. L’Amministrazione comunale di Montalbano Jonico, attraverso il sindaco Giuseppe Di Sanzo, ha espresso vicinanza alla famiglia e annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali.
Bianco chiede a Regione e Governo ristori rapidi e una proroga delle concessioni per permettere agli operatori balneari di ripartire
Policoro, parte la conta dei danni Il sindaco: «Servono aiuti urgenti» POLICORO. Aiuti immediati da Regione e Governo e una proroga delle concessioni demaniali per consentire agli imprenditori balneari colpiti dalla tromba d’aria di ricostruire le proprie attività. Sono le richieste avanzate dal sindaco di Policoro, Enrico Bianco, dopo il violento fenomeno che il 2 settembre ha investito la città per oltre quindici minuti, provocando danni ingenti. La ricognizione, condotta con la Protezione civile regionale, è ancora in corso. Le conseguenze sul patrimonio pubblico e privato, sull’agricoltura e sulle strutture turistiche potrebbero ammontare a milioni di euro. «Policoro non si piange addosso e si è già rialzata grazie allo
spirito d’iniziativa dei cittadini. Questa è una città che vive di attività produttive, non di assistenzialismo», afferma Bianco.
Il primo cittadino sollecita la dichiarazione dello stato di emergenza regionale e auspica che, dopo la visita della presidente del Consiglio Giorgia Me-
loni, venga riconosciuta anche l’emergenza nazionale, così da rendere disponibili ristori più rapidi e consistenti. Particolare preoccupazione riguarda gli stabilimenti balneari, alcuni dei quali sarebbero stati completamente cancellati. Molte concessioni scadranno nel 2027 e, secondo Bianco, gli operatori non possono investire risorse nella ricostruzione senza la certezza di poter proseguire l’attività. Per questo il sindaco chiede alla Regione di seguire il modello adottato in Calabria, dove dopo le mareggiate è stata concessa una proroga di cinque anni. «Chiediamo alla Regione Basilicata, già in occasione del Consiglio convocato per lunedì 14 settembre,
di avviare l’iter per la proroga anche a Policoro. Diversamente nessuno è disponibile a investire senza garanzie», sottolinea Bianco. La tromba d’aria ha interessato il centro abitato, il lido e le campagne, abbattendo migliaia di alberi e lasciando quello che il sindaco definisce «quasi uno scenario di guerra». Bianco ringrazia le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i volontari e la Protezione civile per il lavoro svolto nella messa in sicurezza. «Solo per un miracolo non abbiamo avuto vittime: erano le 15.30 e molte persone si trovavano in strada», conclude, ricordando che gli esperti hanno descritto il fenomeno come inaspettato e imprevedibile.
La “Magna Grecia Sport Experience” ha accolto atleti da Albania e Spagna, offrendo alle famiglie esempi concreti di autonomia
Lo sport senza barriere conquista tutta Policoro POLICORO. Sport, inclusione e autonomia hanno segnato la seconda edizione di “Magna Grecia Sport Experience”, organizzata nell’ambito del progetto “Spiagge Silenziose”. La manifestazione ha accolto delegazioni di atleti provenienti da Albania e Spagna, trasformando campi da gioco e spazi di condivisione in un ambiente accessibile alla comunità sorda. L’iniziativa si è svolta nonostante le difficoltà logistiche provocate dai recenti eventi meteorologici che hanno colpito la costa
e la struttura ospitante. Significativa è stata la partecipazione delle famiglie udenti con bambini sordi. Osservare adulti capaci di gareggiare e gestire in piena indipendenza la quotidianità ha offerto ai genitori una prospettiva concreta sul futuro dei figli, contribuendo a superare timori e incertezze. Il risultato è stato reso possibile dall’impegno dell’Asd Gs Sordi Potenza, guidata dal presidente Donato Campagna, e del consigliere Paolo Rosa, responsabile del coordinamento organizzativo. Determinante anche
la collaborazione con Opes, Organizzazione per l’educazione allo sport, attraverso il lavoro di Rocco Roma. Gli organizzatori hanno ringraziato il consigliere regionale Fernando Picerno per il
sostegno assicurato. Le attività di beach soccer e beach volley hanno lasciato un messaggio al territorio: «L’inclusione non è un’utopia, ma una realtà concreta dalla quale ripartire insieme».
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L’approfondimento
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Appuntamento con la ricerca dialogica sulla comunità con occhi di donna
Annarita Baldassarre, come la dea Anthea rinascita e bellezza Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.
«P
DI MARIA DE CARLO*
ossiamo incontrare molte sconfitte ma non dobbiamo essere sconfitti. Anzi, potrebbe essere necessario incontrare le sconfitte, così si può sapere chi si è, da cosa si può risorgere, e come se ne può uscita.» Credo che non ci siano parole più indicate, come queste della scrittrice e poetessa Maya Angelou, per meglio descrivere Annarita Baldassarre, poetessa, scrittrice, animatrice culturale, pittrice e insegnante di sostegno (per fare una sintesi) che attualmente vive tra San Chirico Nuovo e Potenza. L’ho recentemente incontrata in occasione di una serata dedicata alla poesia nel capoluogo lucano. Annarita ha un ricco bagaglio formativo e lavorativo alle spalle. Naturopata e counselor relazionale dal 2012. Una passione, quest’ultima scoperta con gli studi di fisioterapia che l’hanno portata ad un approccio olistico con la persona, «al di là di ogni semplice materialità», come lei stessa spiega. Nella stessa direzione la specializzazione come riflessologa plantare. Ma più di ogni cosa Annarita è dedita alla vita associativa, si pensi all’attività con «I doni di Anthea» (nome che ispira anche il suo amore per i bo-
schi e la natura) e «La valigia di Michele». Fil rouge che accompagna l’impegno è il «prendersi cura». Annarita lo fa con un’azione che è alimentata dalla poesia e dalla scrittura dell’anima. Competenze che ha messo a servizio, in modo particolare con il progetto «La valigia di Michele», dando vita alla riscoperta del giovane sanchirichese attraverso la pubblicazione di 156 poesie «I fiori più belli», pubblicata proprio con l’associazione «I doni di Anthea». Compagni di viaggio di Annarita Baldassare nel progetto «La valigia di Michele», Caterina Sabato, Leonardo Tangreda e il musicista Gerardo Lotito che insieme hanno rivisitato il progetto creando così «un contenitore culturale per dare voce ad altri artisti». Molti gli eventi già realizzati in diversi Comuni lucani ma anche nelle scuole di Altamura e in Piemonte. In pentola bolle l’idea di un concorso letterario. «Siamo legati alla Valigia di Michele – afferma Annarita – proprio per la sua valenza sociale e culturale, ed è per questo che ha un suo marchio a garanzia della sua autenticità espresso nel motto: dono genera dono». L’impegno per le attività culturali di Annarita l’ha portata ad istituire «La giornata della cultura» (20 agosto) nel comune di San Chirico Nuovo, dove dal 2024 è delegata nell’ambito dell’amministrazione comunale, «alla cultura e al benessere psicofisico della persona». Ma non finisce qui. Annarita sta lavorando anche ad un altro progetto: «Le donne del silenzio», da lei ideato e pubblicato (stampa privata) che intende «soffermarmi sulle voci, le memorie, i disvelamenti delle donne – spiega
– che hanno imparato a tornare a sé stesse. È una sorta di viaggio dentro la coscienza femminile, la sua identità, maternità e libertà, un progetto-strumento attraverso cui ogni donna può disvelare quello che sente e non ha mai detto». Una tematica questa molto interessante di aiuto alle donne. Inoltre, attraverso la sua scrittura è possibile intraprendere un percorso di benessere, cito alcune delle pubblicazioni, il libro di poesie «E’ quel sorriso che m’infonde coraggio», il monologo «A proposito tu sai cos’è la felicità», «Ho affrontato il covid19 e non solo» e ancora «Tutto ha un senso se ha senso tutto. La via della verità» (cfr fb Baldassarre Annarita scrittrice). Annarita svolge, attraverso la scrittura, una vera e propria missione di benessere anche nel suo ambiente scolastico. Sicuramente saranno orgogliosi, oltre al marito e le due figlie, mamma Rosa Romano e papà Giuseppe. Stessa stima e riconoscimento le vengono dall’associazione potentina Agua che l’ha candidata al Premio Scardaccione proprio per tutto il suo impegno sociale. La sua nuova rigenerazione nella vita di Annarita, avvenuta circa 28 anni fa, diventa stimolo per tante donne che come lei desiderano «fare un viaggio introspettivo, perché tutte – afferma Annarita – abbiamo bisogno di guardarci dentro e di accogliere luci ed ombre per un disvelamento e per trovare un proprio equilibrio», ed è quanto augura a ciascuna donna. Quella di Annarita è una storia carica di empatia fin da quando era fanciulla e affonda le radici, forse, nei giorni della nascita, prima, quando è stata partorita con gravi difficoltà respiratori e poi
quando essa stessa da mamma ha dovuto affrontare alcuni aborti spontanei ma soprattutto con la nascita del primo figlio che ha messo a rischio la sua vita. Un’esperienza quest’ultima che l’ha segnata profondamente per un evento straordinario: «distesa ho visto un mio secondo corpo uscire da me e mi trovavo a salire una scala – racconta Annarita – e da lontano vedevo una luce mentre dietro di me c’erano degli angeli vestiti di bianco, ma poi nel toccarmi il ventre non sono andata oltre mentre lo faceva un’altra persona di mia conoscenza che poi ho saputo della sua morte in concomitanza con questo mio evento». Da questa esperienza Annarita è cambiata «è mutata la mia percezione e sensibilità – racconta – aumentando in empatia, e devo questo alla nascita di mio figlio che mi ha fatto scoprire un mondo migliore. Alla domanda “chi sono?”, rispondo che sono un’essenza divina, una scintilla arrivata sulla terra per vivere in modo etico, nella bellezza e nel dono». Così Annarita, che fra qual-
che mese compirà 55 anni, con il suo percorso di ricerca e di consapevolezza ha svolto diverse attività, da naturopata a gestire una cartolibreria accogliendo i bambini, passando per vicissitudini familiari al Gemelli di Roma dove si è messa a servizio di altri bambini e poi è approdata nella scuola circa sette anni fa come insegnante di sostegno. Ed è proprio con i ragazzi con gravi difficoltà che Annarita entra nel loro mondo in modo empatico facendo accadere qualcosa di «magico». Ripercorrendo la propria storia Annarita riflette su quanto la vita sia piena di «cose belle e meno belle, ma grazie proprio a quelle esperienze di sofferenza che oggi sono questa donna – commenta –, perché la mia interiorità, le mie paure e la mia solitudine mi hanno fatto capire realmente qual è la missione su questo pianeta, ed ogni giorno sono grata per tutto quello che è stato e anche per tutto quello che verrà». Una dichiarazione che diventa un monito universale su cui riflettere. *COUNSELOR FILOSOFICA
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In vista dell'avvio delle lezioni, l'istituto rinnova il sostegno al diritto allo studio con finanziamenti fino a 2.000 euro per libri e materiali
Ritorno a scuola con la Bcc Monte Pruno: ecco i prestiti a tasso zero per le famiglie C
on l’inizio del nuovo anno scolastico, che avverrà lunedì 14, si rinnova uno dei momenti più importanti nella vita delle nostre comunità. Le aule tornano a riempirsi di voci, domande, speranze e progetti. Per migliaia di ragazze e ragazzi comincia un nuovo tratto di strada, fatto di conoscenza, impegno, relazioni e scoperte.La Bcc Monte Pruno rivolge un augurio sincero a tutti gli studenti, affinché possano vivere questo nuovo anno con curiosità, entusiasmo e fiducia nelle proprie capacità. Ogni lezione appresa, ogni difficoltà superata e ogni talento coltivato rappresentano un passo verso il futuro personale di ciascuno e verso la crescita dell’intera comunità.Un ringraziamento sincero va ai docenti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico. Nelle loro mani è affidato un compito delicato e prezioso: accompagnare la formazione non soltanto degli studenti, ma delle persone, dei cittadini e dei professionisti di domani.La Bcc rivolge, inoltre, una particolare attenzione alle famiglie, che affrontano con amore e spesso con sacrifici silen-
ziosi le spese necessarie per garantire ai propri figli le migliori opportunità di studio. In una fase economica ancora complessa, essere vicini significa anche trasformare l’ascolto in una risposta concreta.Per questa ragione, la Banca Monte Pruno rinnova l’iniziativa «La Scuola a tasso zero», pensata per sostenere le spese destinate all’istruzione: libri e materiale scolastico, strumenti digitali come computer, tablet e stampanti, attrezzature utili allo studio e tasse universitarie.Il finanziamento, riservato ai soci, ai figli dei soci e ai clienti della Banca Monte Pruno, può arrivare fino a 2.000 euro, a tasso zero e senza ulteriori spese, nei limiti e secondo le condizioni previste dall’iniziativa e previa presentazione della relativa documentazione fiscale.«La scuola è il luogo nel quale il futuro comincia a prendere forma – dichiara il Presidente della Banca Monte Pruno, Michele Albanese –. Tra quei banchi i nostri giovani imparano a conoscere il mondo, ma anche sé stessi, le proprie capacità e il valore dell’impegno. A loro auguro di non avere paura delle diffi-
coltà e di custodire sempre la curiosità e il desiderio di migliorarsi. Alle famiglie, che accompagnano questo cammino con dedizione e rinunce spesso non visibili, vogliamo dire con semplicità: la Banca Monte Pruno c’è. Non è soltanto un’affermazione, ma un impegno che intendiamo dimostrare con i fatti».Il Direttore Generale Cono Federico sottolinea il significato concreto dell’iniziativa: «Essere una banca del territorio significa conoscere da vicino le esi-
genze delle persone e provare a offrire risposte utili e accessibili. Investire nell’istruzione vuol dire investire nella parte più preziosa delle nostre comunità: i giovani, le loro competenze e la possibilità che possano costruire qui il proprio futuro».L’iniziativa «La Scuola a tasso zero» esprime così il modo di essere della Banca Monte Pruno: una Banca che non si limita a offrire servizi, ma accompagna le persone nei passaggi importanti della loro vita, con responsabili-
tà, attenzione e vicinanza.A tutti gli studenti, alle loro famiglie e all’intero mondo della scuola, l’augurio di un anno ricco di crescita, serenità e soddisfazioni. Perché ogni sogno ha bisogno di conoscenza, fiducia e qualcuno disposto a sostenerlo.Per conoscere nel dettaglio requisiti e condizioni dell’iniziativa «La Scuola a tasso zero» è possibile rivolgersi alle filiali della Banca Monte Pruno o consultare il Foglio Informativo sul sito www.bccmontepruno.it.
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Il grande risparmio che ci sta costando la vita
Abbiamo tutto, ci manca il tempo
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DI FABRIZIO QUARATINO
bbiamo inventato quasi tutto per risparmiare tempo. Paghiamo con un clic, prenotiamo con un clic, ordiniamo la cena mentre aspettiamo l’ascensore. Il navigatore ci avverte perfino che cambiando strada guadagneremo tre minuti. Scriviamo un messaggio invece di telefonare perché facciamo prima. Mandiamo un cuore perché una frase richiederebbe troppo. Ascoltiamo i vocali a velocità doppia, probabilmente perché anche le emozioni, ormai, devono rispettare la tabella di marcia. Eppure non abbiamo tempo. È uno dei grandi capolavori della modernità: abbiamo costruito strumenti capaci di farci risparmiare ore e siamo riusciti comunque ad arrivare trafelati alla nostra stessa vita. E allora: tutto il tempo risparmiato, dove lo abbiamo messo? Forse il problema non è che il tempo sia diminuito. Le giornate continuano ad avere ventiquattro ore. Siamo noi ad averle riempite fino a non riuscire più ad abitarle. L’URGENZA TRAVESTITA DA IMPORTANZA Viviamo circondati da cose che reclamano attenzione. Una notifica, una mail, una scadenza, un messaggio che pretende risposta. Così l’urgenza ha compiuto il suo piccolo colpo di Stato: si è presa il posto dell’importanza. Corriamo dietro a ciò che suona, lampeggia, pretende. E rimandiamo ciò che non fa rumore. Una visita. Una conversazione senza guardare l’orologio. Una telefonata a chi vorremmo sentire. Un pomeriggio con un figlio. Un caffè con un amico. Il silenzio necessario per ascoltare noi stessi. Le cose davvero importan-
ti hanno un difetto commerciale: raramente mandano notifiche. Aspettano. E noi, proprio perché aspettano, crediamo che possano aspettare per sempre. Ma non è così. IL TEMPO CHE DIAMO C’è una verità semplice che preferiamo complicare: dove mettiamo il nostro tempo, mettiamo la nostra vita. Possiamo dire mille volte a qualcuno “sei importante per me”. Poi, però, arriva quel giudice indiscreto che sono i fatti. Quanto tempo abbiamo dato? Non parlo di cronometro. Parlo di presenza. Si può stare accanto a qualcuno per ore senza incontrarlo e dedicargli dieci minuti nei quali esiste soltanto lui. Abbiamo persino inventato il “tempo di qualità”. Espressione meravigliosa. Significa, implicitamente, che una parte considerevole del resto possiamo trascorrerla in modalità scadente. E invece la vita non possiede una sala d’attesa. Non comincia quando avremo sistemato il lavoro, risolto i problemi, pagato i debiti, concluso quel progetto, trovato finalmente tranquillità. Sta accadendo adesso. Proprio mentre diciamo: “Appena avrò un po’ di tempo”. Il qui e ora non è una formula: è il luogo nel quale possiamo trasformare qualcosa. Adesso possiamo incoraggiare. Adesso possiamo chiedere scusa. Adesso possiamo ricominciare. Adesso possiamo dire a qualcuno: io ci sono. Non per sostituirci alla sua forza, ma per ricordargli la sua quando lui, per un momento, non riesce più a vederla. RESTARE ACCANTO Forse è questo uno degli usi più nobili del tempo: diventare presenza nella vita di qualcuno senza trasformarsi nel padrone della sua
strada. Sostenere non significa trascinare. Amare non significa occupare. Incoraggiare non significa decidere al posto dell’altro. Significa esserci con una forza abbastanza grande da non chiedere ricevute. Dire: cammina con le tue gambe, scegli con la tua coscienza, attraversa perfino le tue paure. Ma se per un tratto la strada diventa pesante, non convincerti di essere solo. Credo in questa presenza vera. Perché ciascuno combatte battaglie che gli altri vedono soltanto in parte. Dietro un sorriso possono esserci stanchezza, difficoltà, dolore, paura. E allora regalare tempo significa anche questo: non aggiungere peso. Portare fiducia. Far sentire all’altro che la difficoltà di oggi non è la definizione della sua vita. Che una notte lunga resta una notte, non una sentenza. Che dentro ogni essere umano esiste una possibilità di rialzarsi. Non servono prediche. A volte basta una presenza che non scappa. Perché qualunque convinzione professiamo, qualunque parola pronunciamo sulla speranza, alla fine deve superare una prova semplicissima: diventare qualcosa di buono nella vita di un altro essere umano. Altrimenti resta una bellissima teoria. E le teorie, quando qualcuno sta attraversando una notte difficile, scaldano poco. IL TEMPO NON PASSA Poi diciamo che il tempo passa. Forse siamo indulgenti con noi stessi. Il tempo non passa: siamo noi che passiamo dentro il tempo. Passano le occasioni. Crescono i figli. Invecchiano i genitori. Cambiano gli amici. Cambiamo noi. Nessuna porta ha firmato un contratto con l’eternità. Per questo scegliere a cosa dare tempo è una decisione seria che prendiamo ogni giorno, anche quando non ce ne ac-
corgiamo. Non possiamo essere ovunque. Non possiamo salvare tutto. Non possiamo trattenere tutti. Possiamo però decidere di non diventare avari proprio con ciò che amiamo. Possiamo fermarci. Guardare. Ascoltare. Dire una parola capace di rialzare qualcuno invece dell’ennesima parola capace di giudicarlo. Possiamo trasformare una giornata ordinaria nel punto esatto dal quale una persona ricomincia a credere in sé. DOVE METTI LA VITA Alla fine forse non conteremo le notifiche alle quali abbiamo risposto, le riunioni attraversate di corsa o i minuti risparmiati scegliendo la strada più breve. Ricorderemo chi c’era. Chi abbiamo abbracciato. Chi abbiamo aiutato a rialzarsi. Chi ci ha restituito coraggio quando il nostro sembrava essersi nascosto. E ricorderemo le persone alle quali abbiamo saputo dire, senza possederle e senza trattenerle: vai, diventa ciò che sei capace di diventare. Io non sarò il limite della tua libertà. Sarò, se vorrai, una presenza dalla quale prendere forza. Forse è questo il modo più umano di usare il tempo: trasformarlo in valore. Perché arriverà un giorno nel quale capiremo che il problema non era averne avuto poco. Era averne consegnato troppo a cose che non meritavano pezzi della nostra vita. Abbiamo tutto. Ci manca il tempo. O forse il tempo c’è ancora. È qui. Adesso. E sarebbe magnifico smettere di risparmiarlo e cominciare, finalmente, a spenderlo per ciò che amiamo. Perché forse il tempo più importante della nostra vita non sarà quello che avremo conservato per noi. Sarà quello nel quale qualcuno, anche grazie alla nostra presenza, avrà ritrovato la forza di credere ancora nella propria vita.
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