MARTEDÌ 14 LUGLIO 2026 • ANNO XI N. 160
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
GENERAZIONE KALASHNIKOV: LE REGOLE D’ONORE DEI PIZZINI DELLO ZEN 2 CIRCOLANO SU TIKTOK
«Colpiremo chi vuole terrorizzare Palermo» Dopo il blitz, Meloni presiede il Comitato Antimafia in Prefettura e prima visita la Stele di Capaci
Magrì a pag 6
OGGI LA PRESENTAZIONE DELLA PIATTAFORMA ITINERIS E LA CONSEGNA DI 22 AUTOBUS A METANO
LA REGIONE VARA IL CARNET ANTI-CRISI Agevolazioni per gli operai dell’area industriale di Melfi, 30 viaggi in 6 mesi con tariffa agevolata per chi lavora solo pochi giorni al mese. Pepe: «Trasformato la richiesta in un provvedimento» _
TERZA ONDATA DI CALDO
STATALE SINNICA
Tragico frontale nei pressi dello svincolo di Rotondella: un morto e 4 feriti. L’uomo è deceduto al Pronto soccorso del San Carlo
Attesa picchi di 39°C, 7 le città da bollino rosso DI MIRIAM GALGANO
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anticiclone africano non molla la presa sull’Italia e spinge la terza grande ondata di calore della stagione. Da Nord a Sud, il termometro è in costante ascesa, ma a rendere davvero insopportabile la situazione è soprattutto l’afa. Anche di notte, le città non trovano più tregua e il sollievo resta solo un ricordo. La giornata di oggi è (...)
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■ continua a pag 6
La Creazione è un dono da custodire
Dellapenna a pag 8
SGL MELFI
■ Servizio
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_ CARNEVALE ESTIVO
Attesa a Laurenzana per la XIV edizione dell’evento: carri realizzati a mano e tanto divertimento
PARAMETRI TERRITORIALI AL POSTO DELLE SOGLIE UNIFORMI
Sostenibilità, l’Europa dà ragione ad Acquedotto Lucano e Utilitalia
a pag 26
Sottoscritto l’accordo per la proroga della CIGS. I sindacati: «Ora il passaggio decisivo al Ministero del Lavoro»
Servizi alle pag 9 e 10
VALLOMBROSA Bardi porta l’olio per la lampada votiva e racconta il rapporto tutto lucano tra ambiente e uomo
■ Servizio
■ Servizio
a pag 23
_ POTENZA CALCIO
All’Auditorium Potenza Futura presentazione del progetto sportivo 2026/27 e del nuovo allenatore Ivan Tisci ■ Nigro
Servizio a pag 11
a pag 29
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Italia e Mondo Trump annuncia che gli Usa avranno le chiavi del canale
Prenderemo il controllo di Hormuz Il Tycoon che non aveva nascosto la sua contrarietà per la neutralità europea non sembra prevedere privilegi peri gli storici alleati. Una nuova stagione per le relazioni internazionali? DI ROBERTO LAMATTINA
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rump sul canale di Hormuz fa sul serio. Le sue ultime dichiarazioni danno l'idea chiara di una rinnovata volontà di potenza del colosso americano. Trump agisce e ragiona apertamente come il leader di una superpotenze egemonica abbandonando la vecchia ipocrisia americana delle missioni di pace. PRENDEREMO IL CONTROLLO DEL CANALE Trump ha apertamente detto che gli Stati Uniti prenderanno il controllo del canale, regolandone il traffico e pretendendo il pagamento di una tassa per il passaggio. Un ennesimo messaggio chiaro agli alleati europei accusati più volte dalla Casa Bianca di non aver voluto ricambiare gli aiuti che negli anni gli Usa avevano dato loro. È l’ennesima prova muscolare di una frattura che appare
sempre più insanabile tra le due sponde dell’Atlantico. Il messaggio americano non lascia spazio ad interpretazioni e dice agli Stato europei che l’aver lasciato solo gli Usa nella guerra contro l’Iran elimina ogni presunto privilegio di favore. Gli Stati Uniti hanno da soli fatto la guerra, gli Stati Uniti da soli siederanno al tavolo della pace per ottenere i benefici della vittoria. UN NUOVO PARADIGMA INTERNAZIONALE Si tratta di una assoluta novità dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Fino ad ora il prezzoscambio della simmachia diseguale tra Usa ed Europa consisteva nel fatto che i primi proteggeva e garantivano gli europei caricandosi le spese militari in cambio dell’obbedienza dei secondi. All’inizio del suo mandato Trump aveva detto apertamente che non aveva alcuna intenzione di continuare a sostenere da solo
__Il Presidente degli Stati Uniti D’America Donald Trump gli sforzi difensivi dell’Occidente. Con la guerra in Iran ha fatto un ulteriore passo in avanti, prova a dimostrare che gli Usa possono fare a meno dell’Europa ed eliminare
il trattamento di favore che gli Stati europei avevano avuto. Come l’Europa reagirà a questa nuova situazione è tutto da dimostrare. Certo è che con le buone intenzioni, le di-
chiarazioni e i gessetti colorati non si fa la politica internazionale. Trump ci mette i muscoli e prova a godersi la vittoria, l’Europa per adesso resta a guardare.
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Italia e Mondo
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Nasce una nuova alleanza per proteggere l’Ucraina dai missili di Mosca. Italia presente con Tajani: sul tavolo il futuro della difesa europea
Parigi, i Volenterosi alzano lo scudo: nasce il fronte antibalistico europeo DI VITO ERRICHETTI
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iornata campale quella di ieri, nella capitale francese, dove Emmanuel Macron ha ospitato il nuovo vertice della Coalizione dei Volenterosi, il format nato nel febbraio 2024 per coordinare il sostegno militare e politico a Kiev di fronte all'aggressione russa. All'incontro, il quindicesimo circa da quando la coalizione è stata avviata, hanno preso parte oltre 25 capi di Stato e di governo dei 37 Paesi aderenti all'iniziativa, insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. PRIMA L'ANTIBALISTICA, POI I VOLENTEROSI Il programma si è aperto al Quai d'Orsay con la prima riunione della nuova Coalizione anti-missili balistici, che coinvolge - oltre a Italia e Ucraina - anche Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca e Svezia, con la partecipazione di importanti aziende europee della difesa. Obiettivo: rafforzare le capacità europee di difesa aerea di fronte alle minacce missilistiche russe, lavorando su cooperazione industriale e condivisione di know-how.Appena atterrato a Parigi, Zelensky aveva parlato di colloqui importanti, capaci di offrire a Kiev maggiori opportunità di rafforzare le proprie difese, indicando lo scudo antibalistico come priorità assoluta e annunciando la presentazione ai partner del "Programma Antibalistico" ucraino, in quello che ha definito il primo incontro a questo livello tra leader, consiglieri per la sicurezza nazionale e aziende del settore. Su X, il presidente ucraino aveva inoltre annunciato il bilaterale con Macron e la partecipazione al vertice dei Volenterosi, con l'obiettivo nelle sue parole - di dare nuovo slancio al formato.Il colloquio bilaterale tra Zelensky e Macron si è tenuto nel primo pomeriggio al
Quai d'Orsay, prima della chiusura della riunione antibalistica. Solo successivamente, dalle 17 all'Hotel National des Invalides lo storico complesso militare nel cuore di Parigi - si è svolto il vertice vero e proprio dei Volenterosi, co-presieduto da Macron insieme al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, seguito in serata da una conferenza stampa congiunta dei tre leader. LE GARANZIE DI SICUREZZA E LA FORZA MULTINAZIONALE Secondo l'Eliseo, il vertice ha permesso ai leader di fare il punto sulla pianificazione operativa delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, in continuità con la Dichiarazione di Parigi del 6 gennaio scorso, che dettaglia le garanzie che la coalizione è disposta a offrire a Kiev e prevede un meccanismo di monitoraggio e verifica di un eventuale cessate il fuoco. Fonti dell'Eliseo hanno confermato che i Volenterosi sono pronti a fornire queste garanzie non appena scatterà una tregua, con l'obiettivo di favorire la ripresa dei negoziati di pace.Il nodo più delicato resta il dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina, i cui piani operativi sono stati messi a punto da uno stato maggiore multinazionale con sede al Mont-Valérien, vicino Parigi, e che dovrebbe essere dichiarata operativa pro-
prio in occasione di questo vertice, in vista di un eventuale cessate il fuoco. Il comando della forza passerà dalla Francia al Regno Unito per i prossimi dodici mesi; Macron ha annunciato anche future esercitazioni congiunte, mentre Parigi, Londra e Madrid si sono già dette pronte a inviare contingenti. Mosca ha avvertito che le truppe europee eventualmente schierate diventerebbero "obiettivi militari legittimi" per le forze armate russe, un rischio che resta il principale freno politico all'operazione.Macron ha inoltre sottolineato come le forze armate ucraine, che contano circa 800mila militari, restino e resteranno la prima linea di difesa e deterrenza contro la Russia, un sostegno che si tradurrà in aiuti finanziari, acquisto di armamenti e supporto alla costruzione di opere difensive. UN CONTESTO DI PRESSIONE CRESCENTE SU MOSCA Il vertice arriva in una fase che Parigi definisce di "convergenza e unità" tra gli alleati transatlantici, dal G7 di Evian al recente summit Nato di Ankara, dove l'Ucraina ha ottenuto un prestito europeo da 90 miliardi e un pacchetto di 70 miliardi dai 32 membri dell'Alleanza. A margine del vertice di Parigi, Regno Unito e Unione Europea hanno chiuso l'accordo che consente a Londra
di partecipare proprio a quel prestito da 90 miliardi. Tra i temi discussi anche il nuovo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia e il contrasto alla cosiddetta "flotta fantasma" con cui Mosca aggira le restrizioni sulle esportazioni di petrolio.Non a caso, proprio nel giorno del vertice, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha bollato i Paesi della coalizione come "istigatori della guerra", sostenendo che Mosca avrebbe seguito con attenzione i lavori parigini. A stringere ulteriormente il cerchio attorno a questo clima di tensione crescente è arrivato, in serata, il tradizionale discorso di Macron alle forze armate francesi, pronunciato alla vigilia della Festa Nazionale: il presidente ha rilanciato il tema del "risveglio strategico europeo", sostenendo che il Vecchio Continente si sta affermando come potenza autonoma, e ha ribadito che Francia ed europei restano pronti a difendere libertà e diritto anche a costo della vita dei propri soldati, se necessario - un messaggio destinato a dare il tono anche alla parata militare di oggi sugli Champs-Élysées, quest'anno dedicata proprio alla difesa dell'Ucraina. L'ITALIA CON TAJANI Per l'Italia il vertice di ieri ha visto la partecipazione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in rappresentanza
del governo su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier, che nei giorni scorsi ad Ankara aveva motivato la propria assenza spiegando di avere diversi dossier di cui occuparsi in Italia dopo una fitta serie di vertici internazionali, e assicurando comunque che l'Italia sarebbe stata "ottimamente rappresentata" dal vicepremier, è attesa oggi sugli Champs-Élysées per la parata insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente in tribuna d'onore accanto agli altri capi di Stato, tra cui il cancelliere Merz e il premier spagnolo Pedro Sánchez.Prima di raggiungere Parigi, Tajani aveva partecipato a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea, dedicato anzitutto alla guerra in Ucraina alla presenza del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. In quella sede il capo della diplomazia italiana aveva ribadito il sostegno all'azione di contrasto alla flotta ombra russa, anche nel Mediterraneo tramite l'operazione Irini, di cui l'Italia detiene il comando, e aveva richiamato la recente decisione del governo di espellere due funzionari dell'ambasciata russa a Roma coinvolti in attività di spionaggio.Al vertice dei Volenterosi, Tajani ha posto l'accento sul contributo della coalizione al rafforzamento della difesa di Kiev, alla sicurezza energetica ucraina e alla costruzione di una futura architettura di sicurezza europea, sottolineando la necessità di un maggiore coordinamento tra partner europei ed euro-atlantici e di un pieno coinvolgimento dell'Europa negli eventuali negoziati internazionali. Secondo alcune letture, l'assenza di Meloni al summit non equivale a un disimpegno italiano, ma riflette una posizione più cauta di Roma sull'ipotesi di truppe europee sul terreno rispetto all'asse franco-britannico che guida l'iniziativa, un'asimmetria che alcuni osservatori collegano al possibile ruolo dell'Italia come "cerniera" tra Europa e Stati Uniti nella fase dei negoziati.
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Weekend spaccato in due: bombe d’acqua al Nord, afa rovente al Centro-Sud; in Basilicata minime sopra i 25°C, sollievo solo da martedì
Caldo africano, in arrivo la 3ª ondata di calore sull’Italia: attesi picchi di 39°C
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DI MIRIAM GALGANO
anticiclone africano non molla la presa sull’Italia e spinge la terza grande ondata di calore della stagione. Da Nord a Sud, il termometro è in costante ascesa, ma a rendere davvero insopportabile la situazione è soprattutto l’afa. Anche di notte, le città non trovano più tregua e il sollievo resta solo un ricordo. La giornata di oggi è segnata dal bollino rosso del Ministero della Salute per Firenze e Perugia. È il livello più alto di allerta, che non riguarda soltanto anziani e persone fragili ma indica condizioni climatiche potenzialmente a rischio per l’intera popolazione. Invito a limitare le uscite nelle ore centrali, idratarsi e prestare attenzione. I valori sono già ampiamente sopra la media stagionale in gran parte del Paese. Nel Centro-Sud si viaggia tra 35 e 38 gradi, ma il picco è atteso nel fine settimana. In Sardegna il mercurio potrà sfiorare i 40 gradi già tra sabato e domenica, con possibili ulteriori impennate all’inizio della prossima settimana. ITALIA SPACCATA IN DUE NEL WEEKEND Il fine settimana si preannuncia spaccato in due dall’incontro tra l’anticiclone africano e una perturbazione atlantica in di-
scesa sull’Europa.Al Nord il caldo troverà un primo ostacolo. Tra sabato e domenica una corrente più fresca e instabile raggiungerà le regioni settentrionali, scaricando temporali anche intensi su Alpi, Prealpi e fascia appenninica emiliana. Non si escludono grandinate e colpi di vento, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. Dove i fenomeni saranno più violenti le temperature potranno calare anche di 5-6 gradi, regalando un sollievo momentaneo. Resta però l’incertezza sulla durata: con il passare delle ore l’alta pressione tenderà a riprendere terreno, limitando gli effetti della perturbazione alle sole aree montane e pedemontane.Al Centro-Sud e sulle Isole, invece, il copione non cambia. Il sole dominerà incontrastato e l’anticiclone africano continuerà a pompare aria rovente dal Sahara. Le massime resteranno stabili tra 35 e 38 gradi su Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. In Sardegna si sfioreranno i 40 gradi già tra sabato e domenica, con punte che potrebbero salire ulteriormente tra lunedì e martedì prossimi. A peggiorare la percezione del caldo ci penserà l’umidità. Nelle grandi città e lungo le coste il tasso di umidità manterrà alto il disagio anche nelle ore notturne, quando i termometri difficilmente scen-
deranno sotto i 24-25 gradi. ONDATA DI CALORE IN BASILICATA Anche la Basilicata è al centro della terza ondata di calore dell’estate. Secondo i bollettini di ARPA Basilicata, l’anticiclone africano sta determinando temperature ben sopra la media su tutta la regione. Nelle ultime 24 ore le stazioni di monitoraggio ARPA hanno rilevato massime tra 35 e 38°C nelle aree interne.Picchi di 37.8°C a Melfi e 37.5°C a Potenza zona industriale. Nel Metapontino le colonnine hanno toccato 38.2°C a Policoro e 37.9°C a Nova Siri. A Potenza città la massima si è
attestata a 33.6°C, mentre a Matera il dato ARPA segna 36.4°C.Le minime notturne restano elevate: 24.1°C a Potenza, 25.3°C a Matera, 26°C sulla costa ionica. Notti "tropicali" che, secondo ARPA, non permettono un adeguato abbassamento del calore corporeo. Il bollettino ARPA prevede per il weekend il mantenimento di temperature massime comprese tra 35°C e 38°C su gran parte del territorio regionale.Sabato e domenica possibili punte di 39°C nel Metapontino e nella Piana di Sibari lucana.Sui rilievi appenninici e sul Pollino le massime resteranno più contenute, intorno ai 29-31°C. L’in-
dice di calore e il tasso di umidità, segnala sempre ARPA, manterranno alto il disagio bioclimatico soprattutto nelle ore centrali e serali. Al momento ARPA Basilicata non ha emesso allerte meteo di codice rosso per temporali o vento, ma raccomanda attenzione per il caldo.Restano validi i consigli del Dipartimento Salute: limitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 18, bere regolarmente e fare attenzione ad anziani e soggetti fragili.Secondo le proiezioni ARPA, un calo termico significativo è atteso solo da martedì prossimo, con il possibile indebolimento dell’alta pressione africana.
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L’intervento del Governo dopo il blitz, Giorgia Meloni presiede il Comitato Antimafia in Prefettura a Palermo
Generazione Kalashnikov: le regole d’onore dei pizzini dello Zen 2 circolano su TikTok
DI TIZIANA MAGRÌ
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llarme a Palermo. Il blitz di ieri ha fatto scattare un vertice in Prefettura con la premier Meloni, il ministro Piantedosi e il procuratore capo dell’operazione. La Presidente del Consiglio, ha fatto prima visita alla Stele di Capaci, il monumento che ricorda la strage in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinari. In Prefettura ha ribadito: «Chi pensa di riportare Palermo
indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce», indicando lo Zen e la lotta alla droga come priorità. Grazie a un’operazione dei carabinieri, diretta dal PM Maurizio De Lucia e coordinata dalla Dda di Palermo, sono stati eseguiti ventidue provvedimenti restrittivi per estorsione e traffico di stupefacenti, colpendo un clan di Tommaso Natale. Dall’indagine è emersa una particolarità per niente trascurabile, una linea d’ombra che unisce lo Zen, quartiere alla periferia di Palermo, e
la spettacolarizzazione digitale delle nuove leve. I giovanissimi esattori non cercano invisibilità; al contrario, scelgono i social per legittimare la loro presenza sul territorio. Dai video pubblicati su TikTok è facile notare un display che si illumina nell’oscurità dei casermoni dello Zen, un labiale che parrebbe mimare una fiction sulla mafia e uno sguardo di sfida rivolto alla telecamera, rivolto alle prossime vittime. Sulle piattaforme quelle immagini apparivano come video virali. Per la Procura, invece, sono un manifesto d’intenti, un’esibizione di appartenenza e di avvertimento che anticipava la violenza dei fatti: taniche di benzina davanti ai negozi e raffiche di proiettili contro le saracinesche tra Isola delle Femmine e Sferracavallo. Al centro dell’inchiesta si posizionano giovani del quartiere, ritenuti dagli investigatori esecutori materiali dei danneggiamenti. Quella che poteva sembrare ostentazione sui social viene riletta nell’ipotesi accusatoria come strumento di sottomissione per piegare i commercianti.
Chi ignorava le scadenze fisse per i pagamenti subiva l’immediata distruzione dell’attività. Dalle indagini è emerso che la catena di comando non si esauriva nell’isola. Gli inquirenti collocano il vertice nel circuito carcerario pugliese. Il capo dei crimini sarebbe Salvatore Verga, di 35 anni, che dal carcere con il suo smartphone avrebbe governato la banda. Dai riscontri emergerebbe un legame economico tra Puglia e Sicilia. Il territorio pugliese funzionava da snodo logistico per l’approvvigionamento dei fucili d’assalto impiegati nei raid a Palermo. Il denaro veniva poi reinvestito sul mercato degli stupefacenti, acquistando sostanze distribuite a credito nelle piazze dello Zen 2. A convalidare il quadro indiziario sono intervenute le dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, Alessio D’Agostino, che da maggio ha iniziato a ricostruire le fazioni e i ruoli dei custodi delle armi. Sono state le sue indicazioni a portare gli inquirenti a sequestrare i telefoni nel penitenziario pugliese.
La faida milanese tra Latin King e Ms13 dietro la morte del 19enne Gianluca Ibarra Silvera
Trenta coltellate sui binari: in carcere sei giovani tra i 18 e 21 anni
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a svolta è partita da uno dei componenti della gang omicida. Ha il sapore del tradimento, ma anche lui si è autoaccusato. Ha scelto di dare giustizia a Gianluca, ammazzato solo per essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Un innocente vittima di uno scambio di persona. Sono le 22:15 del 26 maggio scorso quando sulla banchina del binario 5, della stazione di Milano Certosa, Gianluca Ibarra Silvera, di 19 anni, si accorge che diciassette ragazzi vestiti di nero e di colore scurosi sono disposti lungo il binario 1, poi attraversano i binari e lo accerchiano: lo fissanoe infilano le mani nei borselli dove – uno di loro dirà al magistrato – ci sono ed estraggono quattro coltelli da cucina. Un’ora dopo Gianluca morirà al Fatebenefratelli. Per quell’agguato, che l’ordinanza definisce «azione preordinata dell’intero gruppo, che si muoveva in modo unitario e coordinato», il gip di Milano Sara Cipolla ha disposto la custodia cautelare per sei giovani tra i 18 e 21 anni, con l’accusa di omicidio volontario in concorso, aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito in più di cinque persone, con l’aggiunta «di altre sette persone in corso di identificazione». Tra gli arrestati anche il rapper dei Latin King RayOmar. UNA GUERRA PER IL TERRITORIO Non è una piazza da accaparrarsi, non c’è droga, non ci sono soldi. La zona, spiega il coindagato, che ha ricostruito i fatti, «la individuiamo tra quelle che frequentiamo di più: attualmente era Porta Venezia». Da una parte i Latin King “LK”, nelle scritte tracciate con le bombolette sui muri della stazione pochi minuti prima dell’agguato; dall’altra MS13, «quasi tutti di El Salvador», riconoscibili, si legge nell’ordinanza, perché fanno «il segno con le corna» e portano tatuaggi. Il gruppo LK è invece «misto»: peruviani, ecuadoriani,
domenicani, molti nati nell’hinterland tra Rho, Segrate, Cologno Monzese e Legnano. Hanno una «chat della corona e del leone», riti di iniziazione, nomi di battaglia: Bellako, Logan, Papi, Darko. «Non conosco la storia del mio gruppo e dell’altro gruppo», dichiara il collaboratore che fa nomi, descrive ruolie indicai complici con il riconoscimento fotografico. Si eredita senza conoscere. Si eredita purché qualcuno li accetti. CRONOLOGIA DELL’ACCADUTO Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano, 2°Sezione Criminalità Straniera, hanno identificato otto dei diciassette aggressori attraverso le immagini di videosorveglianza, la geolocalizzazione dei cellulari e le testimonianze del fratello, del padre e di tutte le persone presenti. La ricostruzione del Gip scandisce le ore. Alle 14 il gruppo si ritrova dietro la stazione di Legnano a bere birra, poi si sposta a Certosa. Alle 18 il primo scontro con sassi e bottiglie contro circa otto appartenenti al gruppo MS13. Rientrano a casa solo per organizzare la rappresaglia: uno lascia cassa della musica e frigo portatile «perché mi
avrebbero intralciato nell’aggressione che eravamo intenzionati a fare», un altro si fa portare una felpa per coprire la canottiera. Tutti dettagli su cui l’ordinanza fonda la premeditazione, configurabile anche in un «lasso di tempo breve». Alle 21:50 un altro diverbio, il gruppo imbratta i muri con il simbolo LK. Poi, alle 22:15 prende il via l’azione di violenza di gruppo contro il 19enne ritenuto facente parte del gruppo MS13. IL BINARIO 5 Gianluca, in fuga verso il binario di Villapizzone, inciampa sui binarie cade due volte. I LK convinti che stesse scappando per timore di un attacco in quanto membro dei Ms13, lo raggiungono e lo colpiscono con circa trenta coltellate. Il fratello, nascosto, assiste impotente alle urla, bloccato dalla brutalità del gruppo. Uno degli aggressori, stando all’accusa, avrebbe filmato l’aggressione con il telefono, «rafforzando l’intento dei colpevoli». Il corpo viene trascinato e gettato in un’intercapedine tra i binari e il muro di cinta. Per il giudice un «ulteriore e significativo gesto di disprezzo». Il ragazzo muore alle 23:30 al Fatebenefratelli. Il gruppo avversario apprende la notizia della morte da TikTok. MOTIVI FUTILI E PERICOLO DI FUGA Il movente, scrive il gip, è futile: «evidente sproporzione» tra un’eventuale discussione verbale e la reazione omicidiaria. Ma è proprio la sproporzione la caratteristica del gruppo di pandilleros, dove lo scontro serve ad affermare «il nostro potere in una zona». Telecamere, celle telefoniche e dichiarazioni di un componente del gruppo hanno identificato otto dei diciassette aggressori; alcuni, dopo il delitto, erano già ripartiti per l’estero. Al momento, noverestano senza volto, in quella Milano dove le zone sono territorio di conquista quotidiana. TIZMAG
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Cronache Lucane Bardi porta l'olio lucano per la lampada di San Giovanni Gualberto
La creazione è un dono da custodire Il messaggio di Bardi esce dai cliché formali delle istituzioni per raccontare il rapporto tutto lucano tra ambiente e uomo nel nome della sacralità del creato
DI MASSIMO DELLAPENNA
L’
olio lucano a Vallombrosa per unire idealmente la Toscana e la Basilicata in un messaggio di protezione dell’ambiente e di difesa del creato. L'occasione è stata fornita dalla consegna dell’olio per la lampada votiva per San Giovanni Gualberto, Santo Protettore del Carabinieri Forestali e fondatore della congregazione benedettina dei vallombrosiani. LA DELEGAZIONE LUCANA CON LOLLOBRIGIDA Come ogni anno una Regione d'Italia porta l'olio per la lampada votiva, quest'anno è toccato alla Basilicata. La delegazione, composta da Cicala. Fazzari e Caiata è stata guidata proprio dal Generale Bardi ed ha incontrato il ministro Lollobrigida. È stata un’occasione per ribadire la centralità della difesa dell’ambiente nel contesto attuale, una difesa dell’ambiente che concerne l’idea stessa di un patrimonio di tradizioni, umanità e paesaggi che costituiscono la strada per una tutela reale fuori da ogni retorica. LE PAROLE DI BARDI Offrire l’olio per la lampada del Santo – ha dichiarato il Governatore – è l’impegno solenne di un’intera comunità. È il nostro ringraziamento ai Carabinieri Forestali, instancabili custodi della legalità e della natura. Gli esempi di San Giovanni Gualberto e di San Francesco attraversano i secoli e convergono in un messaggio comune: la creazione è un dono da custodire con umiltà e responsabilità. È un’eredità che raccogliamo a piene mani e che la Basilicata, custode di foreste antiche, parchi nazionali e paesaggi protetti, è chiamata a tutelare. La gestione sostenibile delle risorse naturali è parte essenziale della nostra identità”. Non si è limitato ad un gesto formale il Generale ma ha ribadito una precisa visione del rapporto tra uomo
e ambiente. Un rapporto che parte dalla dimensione verticale del sacro e si incrocia con la legalità difesa dai Carabinieri Forestali. In questo anno di celebrazioni, ha voluto ricordare Bardi, “la Basilicata porta a Vallombrosa non solo l’olio per la lampada votiva, ma il senso profondo della sua identità: una terra che riconosce nella natura un bene
comune da proteggere, un’eredità da trasmettere e un orizzonte di pace. Da questo luogo sacro, che unisce lo spirito alla terra, la Basilicata riafferma che la tutela dell’ambiente è prima di tutto un dovere morale ed etico verso le generazioni che verranno. Oggi, in questo santuario della natura, batte lo spirito più autentico e generoso della no-
stra terra”. UN MESSAGGIO UNIVERSALE Vito Bardi, nel suo messaggio e nella profondità del gesto, uscendo dai cliché dello stereotipo è riuscito con le sue parole a trasmettere un messaggio che partendo dal particolare ha toccato la missione universale dell’uomo. La Basilicata, proprio per la sua pro-
fonda interrelazione tra uomo e ambiente, tra tradizione ed innovazione, tra progresso e conservazione è in grado di trasmettere e riportare al centro questi valori. Uomo custode del creato, come insegna la Genesi, in un rapporto che non ignora il progresso ma lo finalizzata alla difesa dell’ecosistema in una cornice di profonda legalità.
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Primo piano
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La Giunta approva la misura per i pendolari dell’area industriale. Pepe: «In pochi giorni abbiamo trasformato la richiesta in un provvedimento»
Da agosto un carnet per i lavoratori di Melfi: 30 corse da utilizzare in 6 mesi a tariffa agevolata
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a Giunta regionale ha approvato il carnet di 30 corse per i lavoratori Stellantis e dell’indotto industriale di Melfi. A pochi giorni dalle richieste avanzate da sindacati e lavoratori, la Regione introduce il nuovo titolo di viaggio destinato a chi, a causa della discontinuità produttiva, utilizza il trasporto pubblico soltanto per alcuni giorni al mese. Il carnet sarà nominativo, potrà essere utilizzato entro sei mesi dalla data di emissione ed entrerà in vigore il primo agosto 2026. «Ci eravamo impegnati a dare
una risposta in tempi rapidi e oggi quell’impegno diventa un provvedimento grazie al lavoro di tecnici e personale dell’Ufficio Trasporti e Mobilità della Direzione Infrastrutture. In pochi giorni siamo passati dalla richiesta alla delibera, individuando lo strumento più adatto alle esigenze di chi, in questa fase, non utilizza il trasporto pubblico con continuità. È il risultato dell’ascolto e del lavoro degli uffici, ma soprattutto è un segnale di attenzione verso persone e famiglie che stanno affrontando le conseguenze di una fase complessa per
il sistema produttivo. A loro voglio ribadire la vicinanza della Regione Basilicata», dichiara il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe. La misura è riservata ai lavoratori della Stellantis e del relativo indotto industriale che utilizzano i servizi di trasporto pubblico locale da e verso l’area industriale di San Nicola di Melfi. Il nuovo titolo comprende 30 corse semplici, da utilizzare entro sei mesi dalla data di emissione, con le stesse condizioni di viaggio previste per il biglietto di corsa semplice. Per ciascuno scaglione chilometrico, il costo del carnet sarà pari al 50 per cento dell’abbonamento mensile ordinario previsto per la stessa tratta, maggiorato del 10 per cento. Una formula che consente di distribuire le corse su un periodo più lungo rispetto alla durata dell’abbonamento e di adeguare la spesa per gli spostamenti alle attuali modalità di organizzazione del lavoro. Il provvedimento nasce da una fase di discontinuità e riassetto che sta attraversando il principale settore industriale lucano. Il calo e la riprogrammazione in atto dei volumi produttivi dello stabilimento Stellantis hanno avuto ripercussioni anche sulle aziende dell’indotto, determinando per molti lavoratori la discontinuità dei turni. L’attività lavorativa può così concentrarsi in pochi giorni al
mese, con periodi di sospensione alternati a fasi di maggiore attività. In queste condizioni, hanno rilevato sindacati e lavoratori, l’abbonamento mensile comporta una spesa che può risultare non proporzionata all’effettivo utilizzo dei servizi di trasporto. La nuova misura tariffaria punta a ridurre l’incidenza dei costi degli spostamenti sui lavoratori pendolari, consentendo di utilizzare le corse nell’arco di sei mesi. L’intervento viene adottato nelle more della più ampia revisione dei livelli tariffari attualmente in vigore per i servizi di trasporto pubblico locale. «Un titolo di viaggio - spiega Pepe - può alleviare una spesa che grava sui lavoratori in una fase segnata da una profonda trasformazione del sistema industriale dell’automotive a livello nazionale e globale. Il nostro obiettivo resta quello di sostenere il lavoro, mantenendo aperto il confronto con le parti sociali e con chi vive ogni giorno la realtà delle fabbriche. Continueremo a seguire con attenzione la situazione dell’area industriale di Melfi e a intervenire, per quanto di nostra competenza, sulle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie». La stessa misura, laddove dovessero ricorrere analoghe circostanze legate ai fermi produttivi e al conseguente utilizzo parziale degli abbonamenti, potrà essere adottata anche per i lavoratori di altre aree industriali.
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La nuova piattaforma sarà presentata oggi nella sede delle Autolinee Liscio a Potenza. Saranno consegnati 22 nuovi autobus a metano
Itineris, Pepe: «Innovazione e nuovi mezzi per un servizio più moderno ed efficiente» I
l trasporto pubblico regionale compie un nuovo passo nel percorso di innovazione e digitalizzazione dei servizi. Oggi, alle ore 10.30, nella sede delle Autolinee Liscio Spa di Potenza, sarà presentata la piattaforma digitale Itineris, il nuovo sistema che integra l’acquisto e la validazione dei titoli di viaggio e le attività di controllo a bordo. All’iniziativa parteciperanno il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, e il presidente del consorzio Cotrab, Giuseppe Francesco Vinella. «Stiamo accompagnando il trasporto pubblico lucano verso un modello più moderno, accessibile ed
efficiente. La tecnologia – dichiara Pepe – deve essere uno strumento al servizio dei cittadini, capace di semplificare l’utilizzo dei mezzi pubblici e, allo stesso tempo, di migliorare la gestione e il controllo del servizio. Con Itineris compiamo un altro passo concreto in questa direzione». Nel corso dell’evento saranno illustrate le principali funzionalità della piattaforma, che consente l’emissione dei titoli di viaggio, la validazione attraverso QR code e tecnologia NFC e l’integrazione con i sistemi di cassa. Particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti per la riduzione delle code, l’eliminazione della carta e la tracciabilità dei dati in tempo reale.
Il nuovo sistema si inserisce nel processo di digitalizzazione del trasporto pubblico extraurbano regionale, consentendo ai cittadini di acquistare biglietti e abbonamenti online o attraverso l’app Cotrab, mantenendo attiva la rete delle biglietterie convenzionate e la possibilità di acquisto a bordo. Itineris integra inoltre la validazione e il controllo dei titoli di viaggio attraverso gli apparati installati sugli autobus e i dispositivi mobili. Al termine della presentazione ci sarà la cerimonia di consegna di 22 nuovi autobus a metano. «L’innovazione – conclude Pepe – ha valore quando produce risultati concreti nella vita quotidiana
delle persone. Rendere il trasporto pubblico più semplice da utilizzare e più efficiente significa rafforzare un servizio essenziale e avvicinarlo alle esi-
genze dei cittadini. È questo il percorso che stiamo portando avanti per costruire una mobilità regionale sempre più moderna e affidabile».
Il segretario generale di Cisl Basilicata: «Allarmanti i dati della Cgia sulle perdite idriche in Basilicata»
Crisi idrica, Cavallo: «Intervenire su reti e infrastrutture di raccolta»
«L
a fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia sulla dispersione idrica in Basilicata conferma gli allarmi più volte lanciati dalla Cisl sulla necessità di intervenire sulla rete di distribuzione idrica». È quanto sostiene il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. «Con il 65,5 per cento dell’acqua immessa in rete che va persa – osserva Cavallo – la nostra regione si conferma la peggiore d'Italia in questo triste primato, un dato che è molto più alto della stessa media nazionale. Parliamo di 341 litri pro capite sprecati ogni giorno sui 520 litri immessi, una perdita che su base annua sfiora gli 80 milioni di metri cubi. Spicca in negativo il dato della città capoluogo regionale che presenta la percentuale di dispersione più alta tra tutti i 109 comuni capoluogo italiani con il 71 per cento. Significativo è anche il danno economico con circa 189 milioni di euro di perdite stimate in tutto il 2022.
Le cause – continua il segretario della Cisl – sono note e vanno attribuite principalmente alle carenze strutturali di una rete idrica vecchia, non adeguatamente manutenuta e ormai al collasso in molte aree della regione. Si tratta
di una situazione che non può più essere derubricata ad emergenza stagionale e che va pertanto affrontata con un piano di investimenti di lungo periodo. La carenza di acqua, che durante la stagione estiva si fa particolarmente
critica per effetto della siccità e del cambiamento climatico, con danni pesanti soprattutto sulla filiera agricola e dell’allevamento, va affrontata come questione sociale ed economica. Senza un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento della rete, la Basilicata continuerà a sprecare una risorsa vitale mentre cittadini e imprese continuano a pagare il conto di decenni di mancata programmazione. Per questo sollecitiamo un confronto con la Giunta regionale per individuare un percorso condiviso e una cabina di regia unica in grado di coordinare gli interventi necessari, sia sulle grandi infrastrutture di raccolta e distribuzione, con un occhio particolare alla situazione delle dighe, sia intervenendo sulle infrastrutture di ultimo miglio. È una sfida che richiama la responsabilità di tutti gli attori coinvolti e che non può prescindere da una rinnovata cooperazione istituzionale tra Regioni», conclude Cavallo.
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Bruxelles introduce parametri legati alle caratteristiche dei territori, superando le soglie uniformi per il settore idrico
Sostenibilità, l’Europa dà ragione ad Acquedotto Lucano e Utilitalia POTENZA. La Commissione europea accoglie le istanze avanzate da Acquedotto Lucano e Utilitalia e modifica i criteri con cui valutare la sostenibilità delle infrastrutture idriche. Con l'adozione del nuovo Regolamento delegato sui Principi europei di rendicontazione di sostenibilità (Esrs 2026), Bruxelles riconosce infatti che i fabbisogni energetici del settore idrico non possono essere misurati con parametri identici in tutta Europa, ma devono tenere conto delle caratteristiche geomorfologiche e climatiche dei territori serviti. Un cambiamento che rappresenta un passaggio significativo per le aree caratterizzate da forti dislivelli, vulnerabilità idrica e fenomeni di siccità, come la Basilicata. Il nuovo quadro normativo supera quindi l'applicazione di soglie uniformi per valutare le performance ambientali delle aziende del settore, introducendo l'obbligo di contestualizzare i dati in relazione alle condizioni geografiche e locali e attribuendo particolare rilievo agli investimenti realizzati nelle aree soggette a stress idrico. Secondo Acquedotto Lucano, si tratta del risultato di un lungo lavoro portato avanti insieme a
Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende dei servizi pubblici, attraverso un confronto diretto con le istituzioni europee. Al centro della proposta c'era il caso dei sistemi idrici costretti, a causa della conformazione del territorio o delle emergenze legate alla scarsità d'acqua, ad aumentare il sollevamento idraulico e, di conseguenza, il consumo energetico per garantire continuità al servizio. Una situazione che, con i precedenti criteri, rischiava di penalizzare proprio le gestioni impegnate nei con-
testi più complessi. «L'accoglimento di questo principio da parte della Commissione europea rappresenta un passaggio di profondo valore scientifico e gestionale», afferma il direttore generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna. «Dimostra che la sostenibilità non può essere misurata attraverso algoritmi ciechi o soglie fisse, ma deve essere declinata interpretando i vincoli fisici della geografia e l'impatto reale dei mutamenti climatici sui territori». Per il direttore generale il
risultato ottenuto testimonia la capacità dell'azienda di contribuire all'evoluzione della normativa europea con competenze tecniche di alto livello. Il riconoscimento, aggiunge, valorizza anche lo sforzo quotidiano necessario per garantire il servizio idrico in un territorio complesso come quello lucano e rappresenta un punto di riferimento per la futura programmazione degli investimenti orientati alla resilienza. Cerciello Renna individua inoltre due priorità per il prossimo futuro: la ridu-
zione delle perdite idriche, attraverso distrettualizzazione delle reti, digitalizzazione e manutenzione predittiva, e una diversa rappresentazione degli indicatori di efficienza. Secondo Acquedotto Lucano, infatti, i parametri percentuali oggi utilizzati non distinguono l'acqua realmente dispersa da quella semplicemente non fatturata, finendo per penalizzare le reti più estese e i territori meno densamente popolati.L'azienda ritiene quindi necessario affiancare agli attuali indicatori strumenti di valutazione che tengano conto delle condizioni reali in cui operano i gestori del servizio idrico, evitando confronti basati su parametri uniformi. Grazie alle nuove disposizioni europee, sottolinea infine l'azienda, le prestazioni energetiche e ambientali non saranno più valutate esclusivamente attraverso indicatori numerici, ma saranno lette anche come strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici e di tutela della risorsa idrica. Un'impostazione che, secondo Acquedotto Lucano, offrirà una rappresentazione più fedele degli investimenti realizzati e della sostenibilità del servizio reso alle comunità.
Quarto: «Non ci si può piegare alle minacce». Rosa: «L'Italia ha sempre lavorato per una soluzione diplomatica»
«Solidarietà a Meloni contro intimidazioni Iran» POTENZA. Le minacce rivolte al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, inserita da un quotidiano legato al regime iraniano tra le personalità indicate come bersaglio di una presunta «vendetta iraniana», suscitano la reazione di Fratelli d'Italia Basilicata. Il coordinatore regionale Piergiorgio Quarto e il senatore Gianni Rosa esprimono piena solidarietà al premier, sottolineando la necessità di una risposta unitaria nella difesa delle istituzioni democratiche italiane. «Esprimo, a nome di Fratelli d'Italia Basilicata, la più convinta vicinanza al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quando vengono prese di mira le istituzioni della Repubblica non è in discussione il destino di una parte politica, ma l'autorevolezza dell'Italia e la libertà con cui il nostro Paese eser-
cita il proprio ruolo sulla scena internazionale», afferma Quarto, che invita a tenere distinto il confronto politico interno dalla tutela delle istituzioni nei momenti di maggiore tensione internazionale. Per il coordinatore regionale, «la nostra democrazia non può lasciarsi condizionare da intimidazioni, minacce o campagne di odio» e nessuna ambiguità è ammissibile quando chi rappresenta l'Italia diventa bersaglio di minacce provenienti dall'estero. Quarto ribadisce quindi la fiducia nell'operato del presidente del Consiglio, sostenendo che «nessuna intimidazione potrà piegare la forza delle nostre istituzioni democratiche». Sulla vicenda interviene anche il senatore Gianni Rosa, che definisce «un gesto vile» la pubblicazione del nome e dell'imma-
gine del premier tra i leader occidentali indicati dal quotidiano iraniano. «Chi tenta di intimidire il nostro Paese non farà altro che rafforzare la coesione delle nostre istituzioni attorno alla presidente Meloni», dichiara il parlamentare. Rosa rivendica inoltre la linea seguita dal Governo italiano nella crisi mediorientale. «L'Italia della presidente Meloni non ha mai messo a disposizione uomini, mezzi o basi per operazioni offensive contro l'Iran e ha costantemente richiamato la necessità di una soluzione diplomatica, senza mai cedere alla logica dell'escalation». Secondo il senatore, proprio questo equilibrio rende le minacce di Teheran «ancora più gravi e prive di ogni fondamento», perché rivolte a un Paese che ha lavorato per favorire il dialogo e ridurre la
tensione. Il parlamentare conclude ribadendo il proprio sostegno al presidente del Consiglio: «La linea della presidente Meloni dimostra come si possa restare alleati solidi degli Stati Uniti senza rinunciare a un ruolo autonomo e responsabile nello scenario internazionale. Nessuna intimidazione fermerà l'impegno dell'Italia per la libertà, la democrazia e la pace».
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La misura punta a favorire l'accesso all'attività motoria di famiglie, giovani, anziani e persone con disabilità
Buoni Sport, arrivano nuove risorse Fino a 300 euro a ogni beneficiario POTENZA. La Regione Basilicata punta a rafforzare il sostegno allo sport di base e conferma i Buoni Sport come strumento per favorire l'accesso all'attività motoria delle famiglie in difficoltà economica. Su proposta dell'assessore allo Sviluppo economico con delega agli Impianti sportivi, Francesco Cupparo, la Giunta regionale ha approvato la delibera che definisce le misure di finanziamento ai Comuni e la candidatura della Basilicata al nuovo Fondo per la promozione dell'attività sportiva di base sui territori, previsto dal decreto del Ministro per lo Sport del 29 dicembre 2025. L'obiettivo è dare continuità a un'iniziativa che negli ultimi anni ha consentito a numerosi cittadini lucani di praticare attività sportive grazie a contributi destinati a coprire le spese di iscrizione e frequenza presso impianti e strutture dedicate. Per il nuovo programma la Regione ha destinato una quota di cofinanziamento pari a 119.501 euro, alla quale potranno aggiungersi le eventuali economie derivanti dalla precedente edizione della misura, ancora in fase di accertamento. Una scelta che, nelle intenzioni della Giunta, consentirà di aumentare le
risorse disponibili e ampliare il numero dei beneficiari. La delibera prevede che, dopo l'eventuale ammissione al finanziamento ministeriale, venga approvato un successivo provvedimento per rideterminare il numero dei Buoni Sport da assegnare ai Comuni, tenendo conto sia delle nuove risorse sia delle somme residue maturate. Il contributo massimo
previsto per ciascun beneficiario sarà di 300 euro. Le risorse saranno distribuite ai Comuni in proporzione alla popolazione residente, attraverso cinque fasce demografiche, oltre a una specifica ripartizione per i due capoluoghi di provincia. La misura è rivolta ai cittadini appartenenti a nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico, con
particolare attenzione ai minori, agli anziani e alle persone con disabilità. I contributi potranno essere utilizzati per sostenere le spese relative alle attività sportive svolte presso impianti pubblici o privati. L'iniziativa punta inoltre a promuovere stili di vita sani, contrastare la sedentarietà, favorire l'inclusione sociale e sostenere lo sport come strumento di pre-
venzione, aggregazione e miglioramento della qualità della vita, soprattutto nelle aree più svantaggiate della regione. «Con questa delibera confermiamo la volontà della Regione Basilicata di investire nello sport di base come leva di benessere, inclusione sociale e crescita delle comunità. I Buoni Sport rappresentano una misura concreta che permette a tante famiglie in difficoltà di non rinunciare all'attività motoria per ragioni economiche. Lo sport non deve essere un privilegio, ma un diritto accessibile a tutti», sottolinea l'assessore Cupparo. L'assessore evidenzia inoltre come il provvedimento guardi in particolare ai giovani, agli anziani e alle persone con disabilità, categorie per le quali la pratica sportiva produce benefici non solo sul piano fisico, ma anche educativo e relazionale. «Lavoriamo inoltre per valorizzare tutte le risorse disponibili, comprese le economie generate dalle precedenti edizioni del programma, così da aumentare il numero dei Buoni Sport e raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini. Investire nello sport significa investire nella salute, nella prevenzione e nella qualità della vita delle comunità lucane», conclude Cupparo.
Il sindacato valuta positivamente le 579 autorizzazioni per la Basilicata, ma chiede procedure rapide e organici completi
Scuola, Uil: «Assunzioni subito o resterà il precariato» POTENZA. La Uil Scuola Basilicata accoglie con favore l'autorizzazione di 579 immissioni in ruolo destinate alla regione nell'ambito del piano nazionale di assunzioni per l'anno scolastico 2026-2027, ma invita il Ministero a trasformare rapidamente i numeri in assunzioni effettive. Per il sindacato, infatti, il provvedimento produrrà risultati concreti soltanto se tutti i posti autorizzati saranno realmente coperti prima dell'avvio delle lezioni. «L'autorizzazione ministeriale è certamente un segnale importante – afferma il segretario generale della Uil Scuola Basilicata, Luigi Veltri – ma non possiamo limitarci ad applaudire i numeri. Negli ultimi anni migliaia di posti autorizzati sono rimasti va-
canti per l'esaurimento delle graduatorie o per procedure troppo lente. Il rischio è che anche in Basilicata molte cattedre continuino a essere affidate ai supplenti, alimentando un precariato che rappresenta ancora una delle principali emergenze del sistema scolastico». Per la Uil Scuola la priorità resta garantire organici stabili fin dal primo giorno di scuola. «Studenti e famiglie hanno diritto alla continuità didattica, mentre i lavoratori della scuola hanno diritto alla stabilità occupazionale. Le immissioni in ruolo devono tradursi in assunzioni effettive e tempestive, non restare semplici autorizzazioni sulla carta».Il sindacato richiama inoltre l'attenzione sulle difficoltà che conti- classi di concorso e il sostegno, nuano a interessare numerose dove il ricorso ai contratti a tem-
po determinato resta elevato. «Servono graduatorie realmente utilizzabili, procedure più snelle e un sistema di reclutamento che risponda ai bisogni delle scuole, senza continuare ad alimentare il turn over del personale precario», sottolinea Veltri.Accanto alle assunzioni, la Uil Scuola considera decisiva anche la fase delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie, attese da migliaia di docenti e lavoratori Ata per il ricongiungimento familiare. Il sindacato seguirà tutte le operazioni relative alle nomine e alla mobilità. «L'obiettivo – conclude Veltri – è semplice ma imprescindibile: meno precariato, più assunzioni reali, organici completi dal primo settembre e pieno rispetto dei diritti dei lavoratori».
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Libera, CGIL e la Garante dei detenuti si mobilitano per denunciare le criticità delle carceri lucane e chiedere riforme
«I detenuti meritano rispetto»: l'alleanza lucana per difenderli DI FRANCESO MENONNA
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detenuti non vanno mai in vacanza e anzi meritano rispetto e amore, nonostante le problematiche personali e giudiziarie. Tutto questo nell'ambito dell'alleanza per l'articolo 27 della Costituzione Italiana. In quest'ottica la Garante Regionale per i detenuti e delle persone private della libertà personale, Carmen D'Anzi, ha deciso di aderire alla giornata di mobilitazione generale nazionale. Ieri mattina, infatti, nella sala Riunioni della Provincia di Potenza, Carmen D'Anzi ha incontrato i giornalisti nel corso di una conferenza stampa, svoltasi alla presenza di Rosario Gigliotti, Presidente di Libera Basilicata, e di Vincenzo Esposito, Segretario CGIL Potenza. L'evento in questione nasce appunto come evento e appuntamento successivo all'assemblea «Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane», svoltasi lo scorso 6 febbraio a Roma presso l'Università Roma Tre, promossa dal Coordinamento Nazionale delle Comunità Accoglienti, dalla Conferenza Generale dei Garanti territoriali e da numerose altre organizzazioni, quali ad esempio la Garante per i detenuti. Un modo per dare un sostegno equilibrato, sereno e intenso a tutti i detenuti presenti nelle carceri italiane, che ha visto Carmen D'Anzi impegnata su vari fronti per migliorare la condizione carceraria degli stessi. Il patto avviato a Ro-
ma nel febbraio scorso punta, grazie alla concertazione e alla volontà condivisa, a costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dal diritto penale, dall'aumento del ricorso alla detenzione e alla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società estrema. Su queste basi si fonda l'impegno di Carmen D'Anzi, che punta a combattere il sovraffollamento dei detenuti: ben 64.708 in Italia, pari al 139,89% su 51.186 posti regolamentari, ma solo 46.256 sono disponibili in Italia, in quanto 4.929 non sono disponibili perché inagibili o in ristrutturazione. Altro tema è quello dei suicidi, con 39 detenuti che si sono tolti la vita in carcere, nessuno in Provincia di Potenza. Nel carcere di Potenza sono 176 i detenuti presenti, con 13 donne; la capienza regolamentare è di 157 posti, 31 gli stranieri. A Melfi, invece, sono 98 i detenuti con 6 stranieri, ben 12 hanno problemi con la droga. A Palazzo San Gervasio sono 93 i trattenuti a fronte di una capienza di 128 e una capienza effettiva di 104. Carmen D'Anzi ha parlato delle varie problematiche della vita carceraria: «Già da tempo chiediamo che le 8.000 e 9.000 persone detenute che stanno scontando una pena uguale o inferiore a un anno e una pena uguale o inferiore ai tre anni, possano essere accom-
pagnate verso misure detentive alternative al carcere, purché non siano incorse in provvedimenti disciplinari e abbiano seguito in modo eccellente attività trattamentali ed educative, oppure siano state impegnate in percorsi di istruzione o percorsi di lavoro, sia all'interno dell'Amministrazione Penitenziaria o all'esterno. Ancora, si chiede di aumentare la detenzione di braccialetti elettronici, perché nonostante siano attivi in tutta Italia 13.000 braccialetti, questi non sono bastevoli, in quanto è capitato che, nonostante ci sia stato il decreto da parte del magistrato che prevedeva la detenzione domiciliare con braccialetto elettronico, purtroppo questo non era disponibile e quindi la persona detenuta ha sofferto un ingiusto prolungamento di alcuni giorni all'interno dell'istituto penitenziario. Così come per i 17.000 tossicodipendenti, uno su tre è schiavo della droga in carcere, e per 4.000 detenuti che manifestano criticità psichiatriche, possano essere accompagnati verso misure detentive in comunità di recupero». Nella Provincia di Potenza, nel carcere di Potenza, sono in servizio 120 agenti di Polizia Penitenziaria, ma ne occorrerebbero altri 23. Nel Carcere di Melfi, che è un istituto di alta sicurezza, su 98 detenuti sono in servizio 85 agenti di polizia penitenziaria e invece la pianta organica ne richiederebbe almeno altri 30. Così come nell'Ipm sono in servizio 25
agenti su una pianta organica di 30. Una criticità ulteriore è rappresentata dalla carenza di personale medico e sanitario; nonostante gli sforzi dell'Azienda Sanitaria, ci sono alcuni turni
che rimangono completamente scoperti, come il turno notturno, i festivi, i prefestivi. Anche all'interno della giornata la presenza del medico non copre le 24 ore.
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Mignoli: «Un percorso che rafforza la cultura dell’accoglienza e della tutela dei diritti dei più fragili»
Minori stranieri non accompagnati, nuovi tutori al servizio dei ragazzi S
i è concluso ieri il percorso di formazione promosso dall’Ufficio della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza dedicato ai tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. La chiusura dell’iniziativa è stata accompagnata dalla cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti che hanno completato il corso, ospitata presso la Sala A del Consiglio regionale.Il percorso ha rappresentato un importante momento di formazione e sensibilizzazione sul ruolo dei tutori volontari, chiamati a offrire sostegno e accompagnamento ai minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio. «L’iter che abbiamo promosso rappresenta un in-
vestimento importante sulla cultura dell’accoglienza, della responsabilità e della tutela dei diritti dei più fragili – ha dichiarato la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Rossana Mignoli – e ha coinvolto numerosi cittadini interessati a mettere le proprie competenze e il proprio impegno al servizio dei minori stranieri non accompagnati che giungono sul territorio regionale». Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella, il direttore generale del Consiglio regionale Gerardo Travaglio, i rappresentanti delle associazioni e degli enti che hanno collaborato alla realizzazione del corso e i docenti che hanno
contribuito al percorso formativo.«Desidero ringraziare tutti coloro che hanno scelto di partecipare a questa esperienza con grande sensibilità e senso civico – ha aggiunto Mignoli –. Essere tutore volontario significa assumere un ruolo di straordinario valore umano e sociale, offrendo sostegno e punti di riferimento a ragazzi che affrontano un percorso di vita particolarmente complesso». L’obiettivo del progetto è contribuire ad ampliare l’Albo dei tutori volontari istituito presso il Tribunale per i Minorenni, favorendo la disponibilità di nuove figure pronte a mettere a disposizione tempo, competenze e responsabilità.«La tutela dei diritti dei bambini e degli adole-
scenti passa anche attraverso cittadini pronti a mettersi al servizio della comunità – ha concluso la Garante –. È questo il messaggio più bello che il corso lascia in eredità e che auspico possa tradursi in un impegno concreto da parte dei partecipan-
ti».La consegna degli attestati ha chiuso un percorso formativo finalizzato a rafforzare la rete di protezione dedicata ai minori stranieri non accompagnati e a promuovere una cultura sempre più attenta all’accoglienza e all’inclusione.
La consigliera nazionale dopo il primo intervento in Commissione: «Dai territori possono nascere politiche concrete per le comunità»
ANCI, Iannella porta la Basilicata a Roma: «Famiglia, e inclusione siano al centro dell’azione dei Comuni»
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a Basilicata protagonista nel confronto nazionale sulle politiche di pari opportunità, famiglia, inclusione e pace attraverso la consigliera nazionale ANCI Carmela Iannella, intervenuta per la prima volta nella Commissione Pari Opportunità, Famiglia, Inclusione e Pace dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.La riunione, svoltasi nella sede nazionale ANCI di Roma e presieduta da Enrico Di Giuseppantonio, ha coinvolto amministratori locali provenienti da tutta Italia sui principali temi dell’agenda nazionale dedicata alla parità e all’inclusione.«La mia prima partecipazione e il mio primo intervento da Consigliera nazionale ANCI nella Commissione Pari Opportunità, Famiglia, Inclusione e Pace – ha dichiarato Carmela Iannella – sono stati un’importante occasione di confronto e hanno confermato la centralità delle politiche dedicate alle pari opportunità, alla famiglia, all’inclusione e alla pace».Nel corso dei lavori sono stati affrontati i principali temi dell’agenda nazionale, a partire dai decreti legislativi del 7 maggio: il n. 91, che istituisce il nuovo organismo unico per la parità attraverso l’unificazione delle funzioni dell’UNAR e della
Consigliera nazionale di Parità, e il n. 96 sulla trasparenza retributiva, strumento fondamentale per contrastare il gender pay gap.Ampio spazio è stato dedicato anche alle linee guida del Piano Strategico Nazionale 20262030, che estenderà il monitoraggio agli effetti delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale e della medicina di genere.Tra i temi affrontati anche il dossier “Donne in Comune”, che evidenzia una ancora significativa sottorappresentazione femminile nei ruoli apicali delle ammi-
nistrazioni locali. La Commissione ha sostenuto il percorso promosso dalla delegata ANCI alle Pari Opportunità Valeria Ferdinandi per la definizione di un documento politico unitario dei Comuni italiani da presentare all’Assemblea nazionale ANCI del prossimo 25 novembre.Nel corso della seduta sono state inoltre condivise iniziative come il Vademecum sul Bilancio di Genere di ANCI Lazio, il Festival nazionale delle Pari Opportunità nell’ambito di “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”, il
progetto “Script” e la campagna “Mai Bandiera Bianca”.Nel suo intervento, Iannella ha proposto l’avvio di specifiche sessioni di approfondimento dedicate ai temi della famiglia, dell’inclusione e della pace.«Una proposta che nasce dall’esperienza politica e amministrativa maturata in Basilicata – ha spiegato Iannella – dove ho potuto constatare quanto questi temi siano centrali per la vita delle comunità e per l’azione quotidiana degli enti locali. Sono soddisfatta che la Commissione abbia accolto la richiesta, condividendo la necessità di sviluppare percorsi capaci di tradursi in politiche concrete sui territori».La riunione si è conclusa con l’ufficializzazione della nuova rete dei referenti delle ANCI regionali, uno strumento destinato a rafforzare il coordinamento tra livello nazionale e territori.«Affronto questo incarico con entusiasmo e senso di responsabilità – ha concluso Carmela Iannella – mettendo a disposizione dell’ANCI l’esperienza maturata nelle istituzioni e sul territorio. Il ruolo dei Comuni è determinante per trasformare i principi delle pari opportunità, dell’inclusione, della famiglia e della pace in azioni concrete vicine ai cittadini».
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Dai sessant'anni di dibattito sull'aeroporto lucano alle tre piste già attive in Puglia e Calabria: quanto costa a un territorio la scelta di non decidere
Una lezione antica che continuiamo a ignorare: l'immobilismo che blocca DI GAETANO FIERRO
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um Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Mentre a Roma si discuteva, Sagunto veniva espugnata. Sono trascorsi oltre duemila anni e quella frase continua a descrivere, con una puntualità quasi imbarazzante, ciò che accade ancora oggi in molti territori. Tra questi, troppo spesso, anche la Basilicata. La Campania si avvia ad avere il suo terzo aeroporto. La Calabria ne ha tre da anni. La Puglia altrettanto. La Basilicata, invece, continua a chiedersi se un aeroporto sia davvero uno strumento di sviluppo. Sessant’anni di riflessioni. Sessant’anni di studi. Sessant’anni di commissioni, tavoli tecnici, confronti, approfondimenti, verifiche, controverifiche e immancabili aggiornamenti. Nel frattempo il mondo ha cambiato velocità. Noi continuiamo a cambiare dossier. IL TEMPO È LA PIÙ PREZIOSA DELLE INFRASTRUTTURE Esiste una domanda che nessuno pone con sufficiente forza. Quanto costa perdere tempo? Perché il tempo non è una variabile neutra. Il tempo produce ricchezza oppure povertà. Produce investimenti oppure disinvestimenti. Pro-
duce lavoro oppure emigrazione. Produce fiducia oppure rassegnazione. Ogni anno trascorso senza decidere è un anno regalato a territori concorrenti. Ogni rinvio crea un vantaggio competitivo per chi ha semplicemente scelto di scegliere. Non necessariamente perché più ricco. Non necessariamente perché più brillante. Semplicemente perché ha compreso che, nell’economia moderna, la velocità delle decisioni è essa stessa una forma di sviluppo. Noi, invece, sembriamo aver trasformato la prudenza in una filosofia di governo. Talvolta persino in un alibi. LA POLITICA HA IL DOVERE DI DECIDERE Sia chiaro. Sostenere che un aeroporto risolverebbe tutti i problemi della Basilicata sarebbe intellettualmente disonesto. Ma sarebbe altrettanto disonesto sostenere che non serva a nulla. Le infrastrutture non creano automaticamente sviluppo. Eppure la storia economica insegna una cosa semplice: senza infrastrutture è lo sviluppo a trovare enormi difficoltà nel raggiungere i territori. È una differenza sostanziale. Ed è proprio su quella differenza che continuiamo a consumare decenni. La politica regionale ha tutto
il diritto di dire sì. Ha tutto il diritto di dire no. Ciò che non può più permettersi è non dire nulla, rifugiandosi nell’eterno limbo del “stiamo valutando”, “approfondiremo”, “serve un ulteriore studio”, “apriremo un tavolo”. Perché anche il rinvio è una scelta. Solo che è la scelta meno coraggiosa. UNA PROVOCAZIONE CHE DOVREBBE FARCI RIFLETTERE Immaginiamo un giovane imprenditore che debba decidere dove investire. Osserva una regione che discute da sessant’anni sulla necessità di un aeroporto. Poi ne guarda un’altra che, nello stesso arco di tempo, ne ha costruiti tre. Secondo voi dove porterà il proprio capitale? La risposta non riguarda l’aeroporto. Riguarda la credibilità. Gli investitori cercano territori che decidono. Le imprese cercano istituzioni affidabili. I giovani cercano luoghi che trasmettano fiducia nel domani. I turisti scelgono destinazioni facilmente raggiungibili. Non è una teoria economica. È la realtà. FORSE ANCHE NOI LUCANI DOVREMMO PORCI QUALCHE DOMANDA È troppo semplice attribuire ogni responsabilità alla politica. La politica è anche lo specchio della
comunità che rappresenta. Forse ci siamo abituati ai rinvii. Forse abbiamo normalizzato l’attesa. Forse ci siamo convinti che discutere equivalga ad agire. Ogni volta nasce un nuovo studio. Poi un nuovo confronto. Poi una nuova conferenza. Poi un nuovo annuncio. Poi un altro tavolo tecnico. E così il tempo passa. Silenziosamente. Inesorabilmente. Come se fosse una risorsa infinita. Non lo è. L’IRONIA DI UNA TERRA STRAORDINARIA La Basilicata possiede tutto ciò che servirebbe per crescere. Ha intelligenze. Ha professionalità. Ha università. Ha imprese capaci. Ha paesaggi straordinari. Ha cultura. Ha turismo. Ha talento. Ha giovani che, quando trovano opportunità, dimostrano ovunque il proprio valore. Forse ci manca una sola infrastruttura. Non quella aeroportuale. Quella decisionale. Siamo riusciti a perfezionare un modello quasi unico. Organizzare un convegno per stabilire se sia opportuno organizzare un altro convegno, naturalmente preceduto da uno studio preliminare e seguito da un documento conclusivo che suggerisce ulteriori approfondimenti. È una raffinata forma di immobilismo. E mentre noi elaboriamo il verbale dell’ultima riunione, qualcun altro inaugura la prima pietra.
LA VERA QUESTIONE NON È L’AEROPORTO La domanda non riguarda una pista di decollo. Riguarda la visione che abbiamo della Basilicata. Vogliamo essere una regione che governa il proprio futuro o una regione che continua ad assistere al futuro degli altri? Servono dati. Servono studi. Servono valutazioni rigorose. Ma, dopo averli raccolti, serve anche il coraggio di assumersi una responsabilità. Se l’aeroporto è strategico, lo si realizzi spiegando con trasparenza costi, benefici, sostenibilità e tempi. Se non lo è, lo si dica con altrettanta chiarezza, motivando la scelta davanti ai cittadini. Ciò che una regione fragile sul piano demografico, economico e infrastrutturale non può più permettersi è l’incertezza permanente. Perché l’incertezza allontana gli investimenti prima ancora della mancanza di infrastrutture. IL MOMENTO DELLA SCELTA Forse il vero problema non è che la Basilicata abbia riflettuto troppo. Il problema è che, troppo spesso, ha confuso la profondità dell’analisi con il rinvio della decisione. Le idee meritano rispetto. Gli studi sono indispensabili. La prudenza è una virtù. Ma ogni virtù, quando supera il limite, rischia di trasformarsi nel suo contrario. Esiste un momento in cui una comunità deve smettere di chiedersi se sia arrivato il momento di decidere. E deve decidere. Perché il tempo non aspetta. L’economia non aspetta. I giovani non aspettano. Gli investitori non aspettano. La storia, soprattutto, non aspetta. E continua a ricordarci, con la stessa ironia con cui ci ammoniva oltre duemila anni fa, che mentre qualcuno è ancora intento a discutere, qualcun altro è già decollato. La domanda, allora, non è se la Basilicata possa permettersi un aeroporto. La domanda è molto più scomoda. Può davvero permettersi altri sessant’anni di indecisione?
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La nuova tecnologia riduce l'esposizione del retto alle radiazioni durante la cura del tumore della prostata e migliora la qualità di vita
San Carlo, svolta nella radioterapia primo impianto con hydrogel spacer POTENZA. L’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza conferma il proprio importante ruolo nei trattamenti oncologici con l’esecuzione del primo impianto di hydrogel spacer Oar (Organ at Risk), tecnologia attiva in pochi centri in Italia, destinata ai pazienti sottoposti a radioterapia per il carcinoma della prostata. L’équipe multidisciplinare dell’Azienda ha già eseguito la procedura, che consiste nell’inserimento di un gel biocompatibile e riassorbibile tra prostata e retto, aumentando la distanza tra i due organi e riducendo l’esposizione del retto alle radiazioni durante il trattamento, con il risultato di una radioterapia più precisa, minori effetti collaterali e una migliore qualità di vita per i pazienti. L’introduzione di questa tecnica si inserisce in un percorso già avviato di eccellenza sui tumori della prostata: da giugno 2025 il San Carlo è infatti capofila della campagna regionale di screening, una delle prime in Italia a essere avviata, e continua oggi ad ampliare l’offerta con soluzioni terapeutiche tra le più avanzate disponibili a livello nazionale. «Questo traguardo conferma la vocazione della nostra Azienda a essere un punto di riferimento nel-
l’innovazione», ha dichiarato il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «Dopo l’avvio della campagna regionale di screening del tumore della prostata, questo nuovo tassello conferma la direzione che l’Azienda ha scelto: essere sempre all’avanguardia in ogni fase del percorso di trattamento e cura, anche in ambito oncologico». «L’impianto dell’hydrogel spacer Oar è un ulteriore segno del livello raggiunto dalla sanità lucana in ambito oncologico», ha affermato l’assessore alla Salute, Politiche della persona e Pnrr della Regione Basi-
licata, Cosimo Latronico. «La campagna regionale di screening del tumore della prostata, con la Regione Basilicata tra le prime in Italia ad avviarla, nasce con lo stesso spirito che guida oggi questo intervento: mettere al centro le persone del nostro territorio, intercettare precocemente la malattia e offrire ai cittadini lucani percorsi di cura allo stesso livello dei migliori centri nazionali». «Questo risultato rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di presa in carico globale del paziente oncologico», ha dichiarato il dottor Domeni-
co Bilancia, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Aor San Carlo. «L’integrazione tra le diverse competenze specialistiche, dall’urologia alla radioterapia, è ciò che permette oggi di offrire ai nostri pazienti percorsi di cura multidisciplinari e sempre più personalizzati, in linea con i migliori standard nazionali e internazionali. Investire in tecnologie come l’hydrogel spacer significa investire concretamente sulla qualità di vita dei pazienti durante e dopo il trattamento». «Questo primo impianto conferma che i cittadini lucani hanno accesso, qui in
Basilicata, alle più moderne soluzioni diagnostiche e terapeutiche disponibili oggi», ha dichiarato il professor Roberto Falabella, direttore dell’Urologia del nosocomio potentino. «L’innovazione tecnologica, unita alle competenze dei nostri professionisti, ci permette di offrire percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati». L’intervento si colloca nel percorso di sviluppo della radioterapia oncologica dell’Azienda, da tempo orientata all’adozione delle tecniche più avanzate per migliorare gli esiti clinici e il comfort del paziente lungo l’intero percorso terapeutico. «Ringrazio la direzione aziendale per la costante programmazione lungimirante, che ci ha permesso di portare la nostra unità operativa a un livello di qualità dei servizi tra i più alti del panorama nazionale», ha aggiunto il dottor Giuseppe Giovinazzo, responsabile della Radioterapia del San Carlo di Potenza. «L’hydrogel spacer Oar è un supporto prezioso alle più moderne tecniche radioterapiche: la maggiore protezione del retto ci consente di erogare il trattamento con altissima precisione, riducendo la tossicità e preservando la qualità di vita dei pazienti».
Le consigliere Araneo e Verri chiedono trasparenza sulla delibera che finanzia prestazioni private e rilanciano il tema delle liste d'attesa
Il M5S: «In Basilicata 6 su 10 rinunciano alle cure» POTENZA. Quasi sei lucani su dieci rinunciano o rinviano visite ed esami a causa delle liste d'attesa e il reddito è ormai diventato il principale fattore che determina l'accesso alle cure. È l'allarme lanciato dalle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che richiamano i risultati dell'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e puntano il dito contro la gestione della sanità regionale.Secondo le esponenti pentastellate, il dato più preoccupante riguarda proprio il Mezzogiorno, dove due cittadini su tre dichiarano di aver rinunciato a visite e controlli per i tempi troppo lunghi del servizio sanitario. A questo si aggiunge il ricorso crescente alle prestazioni a pagamento: il 41 per cen-
to degli utenti si rivolge direttamente al privato, segno, sostengono Araneo e Verri, che «il reddito è diventato la prima porta d'accesso alle cure».Le consigliere contestano quindi le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che nei giorni scorsi aveva parlato del passaggio «da una sanità di attesa a una sanità di prevenzione». Una visione che, secondo il Movimento 5 Stelle, non tiene conto delle criticità ancora presenti nel sistema sanitario lucano, tra carenza di personale, mobilità sanitaria verso altre regioni e tempi di attesa che continuano a mettere in difficoltà i cittadini. «Non si può parlare di una sanità che anticipa la malattia mentre le persone non trovano risposta per la malattia che hanno già. Prima di predire il futuro, questa
Giunta dovrebbe riuscire a garantire il presente», affermano.Nel mirino finisce anche la delibera regionale numero 424 dell'8 luglio, con cui sono stati stanziati circa 820 mila euro per l'Azienda sanitaria di Potenza, 350 mila euro per quella di Matera e altri 500 mila euro destinati a strutture private accreditate non convenzionate per prestazioni diagnostiche. Araneo e Verri lamentano però l'assenza dei documenti attuativi, dei criteri di riparto e dell'elenco delle prestazioni interessate, chiedendo che la Regione renda pubblici obiettivi, tempi e modalità di utilizzo delle risorse.Per le due consigliere ogni investimento destinato al privato dovrebbe essere accompagnato da un analogo impegno sul rafforzamento del servizio pubblico, attraverso nuove assunzioni di medici
e operatori sanitari. Il Piano regionale della salute 2026-2030, concludono, sarà valutato sulla capacità di ridurre concretamente le liste d'attesa e di consentire ai cittadini lucani di curarsi nella propria regione, senza che il diritto alla salute dipenda dalle disponibilità economiche delle famiglie.
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«La PA ha l’obbligo di pensare ai più fragili realizzando sul territorio delle strutture per incontrarsi, socializzare e godere di assistenza qualificata»
Nascerà a Pisticci una RSA? Il consigliere Vito Di Trani, già Sindaco, apre il dibattito DI VINCENZO MAIDA
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el comune della “Pacchianella”, così erano chiamate le donne vestite con il costume tradizionale a Pisticci, negli ultimi giorni si sta parlando con insistenza della possibilità di creare una Residenza Sanitaria Assisstenziale e un Centro Diurno. Il territorio pisticcese è abbastanza vasto e con innumerevoli immobili dismessi offre più soluzioni. Da Pisticci Scalo, al vecchio centro abitato e poi Marconia, passando per Tinchi e Centro Agricolo, ci sono diverse soluzioni. A far prendere corpo all’idea è stato il consigliere comunale, già Sindaco, Vito Annio Di Trani. che ha amministrato una decina di anni addietro ed è stato anche consigliere provinciale. Ha scritto tra l’altro sulla sua pagina social: «Tanti anziani non sono autosufficienti e tanti diversamente abili si trovano nelle stesse condizioni. La Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di pensare a loro realizzando sul territorio una casa di riposo, una RSA e/o case per permettere a questi sfortunati di incon-
trarsi , socializzare e godere di assistenza qualificata. Abbiamo proprietà comunali che possono essere adibite all’uopo, durante la mia amministrazione abbiamo cercato di trasformare in RSA dodici appartamenti di Pisticci Scalo. Adesso non so se questi immobili sono ancora a disposizione e se esistono altri luoghi da poter utilizzare . Necessita fare un censimento. Una RSA che vede coinvolto il pubblico non applicherebbe per il ricovero tariffe paragonabili a quelle di una struttura privata, spesso proibitive per i più. Si creerebbero posti di lavoro che permetterebbe a qualche ragazzo di prestare la propria opera sul territorio, di sposarsi e procreare. La realizzazione di strutture ricettive per anziani e diversamente abili sul territorio quindi sarebbe una bellissima cosa per gli sfortunati, per i loro familiari e per i ragazzi in attesa di lavoro. Il mio impegno unitamente a quello del mio gruppo va in questa direzione». In Basilicata con l’invecchiamento della popolazione, le modifiche avvenute nella struttura familiare, l’accresciuta
aspettativa di vita e tanti altri fattori, serve un ventaglio di risposte, Su oltre 120.000 anziani, si stima che più di 10.000 persone soffrano di disturbi neurocognitivi, con oltre 6.000 casi di Alzheimer. La Regione Basilicata ha approvato il Piano Triennale 2024-2026 sulle demenze e ottenuto cospicui finanziamenti del Fondo per l’Alzheimer e le demenze per potenziare la diagnosi precoce, la telemedicina e la presa in carico dei pazienti, ma i risultati e le ricadute sul territorio sono tutte da verificare. Nei paesi industriali del mondo occidentale, è noto che gli anziani rappresentano un peso per le famiglie. Le RSA (residenze sanitarie assistenziali) sono una risposta, oppure, nei casi in cui il fisico è compromesso in modo grave, le Lungodegenze ospedalieri. In passato timidi tentativi per far rimanere l’anziano nel proprio domicilio, furono compiuti dalle Province, poi le competenze passarono alle Aziende Sanitarie ed infine con i comuni l’assistenza domiciliare integrata (sociale e sanitaria) è quasi scomparsa. Il sogno di ogni anziano è
quello di rimanere a vivere, gli ultimi anni della sua vita, nel proprio domicilio e nel proprio ambiente, ma pochi riescono a realizzarlo. Spesso poi subentrano complicazioni come l’inizio della demenza, che è una grave affezione degenerativa del Sistema Nervoso Centrale, le cui cause non sono a tutt’oggi conosciute. Dagli “albanesi”, che risiedono nei nostri comuni, abbiamo appreso che è invece una loro usanza, tutt’ora rispettata, non solo quella di far vivere all’anziano gli ultimi anni della sua vita, nel suo am-
biente, ma quando ciò non è possibile i figli hanno l’obbligo morale di tenerseli nelle loro case. Un obiettivo ormai non più perseguibile nella nostra società per tante ragioni. Allo stato nel Metapontino c’è una piccola casa di riposo per una quindicina di anziani a Montalbano Jonico, gestita dalle suore, ma ospita donne, un’altra struttura che si occupa anche di anziani in precarie condizioni di salute aTursi, quindi una RSA importante a Pisticci diventerebbe il punto di riferimento ache di altri comuni.
Verifiche congiunte per garantire sicurezza alimentare e tutela della salute, una sanzione e prescrizione agli operatori
Controlli ASM all’International Street Food di Policoro
L’
Azienda Sanitaria Locale di Matera ha effettuato, nei giorni scorsi un'attività di controllo nell’ambito dell'evento “International Street Food”, organizzato dall’Associazione Italiana Ristoratori di Strada (A.I.R.S.) svoltosi in Piazza Aldo Moro a Policoro dal 10 al 12 luglio. Le verifiche sono state eseguite congiuntamente dal personale delle Unità operative Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), Medicina del Lavoro e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPESAL), dei Servizi Veterinari in collaborazione con la Polizia Locale di Policoro, nell'ambito delle ordinarie attività di vigilanza finalizzate alla tutela della salute pubblica e della sicurezza dei consumatori. Nel corso dei controlli è stata contestata una sanzione amministrativa da parte del
SIAN per violazioni della normativa in materia di sicurezza alimentare. Inoltre, il personale della Medicina del Lavoro e dei Servizi Veterinari ha impartito specifiche prescrizioni agli operatori per l’adeguamento alle disposizioni vigenti. L’attività di vigilanza e prevenzione ha avuto l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie, della corretta conservazione e somministrazione degli alimenti, nonché degli adempimenti previsti in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. «I controlli rappresentano uno strumento fondamentale di prevenzione – dichiara il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo – e sono finalizzati a garantire ai cittadini elevati standard di sicurezza durante manifestazioni che richiamano un elevato numero di persone. L'attivi-
tà svolta dai nostri operatori, in stretta collaborazione con le altre istituzioni coinvolte, testimonia l'impegno dell’ASM nella tutela della salute pubblica». Le attività di vigilanza e controllo pro-
seguiranno per tutta la stagione estiva sull’intero territorio provinciale, con l’obiettivo di assicurare il rispetto della normativa vigente e garantire la massima tutela dei cittadini e dei visitatori.
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Potenza
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Telesca: «Restituiamo ai cittadini un luogo di incontro, di crescita e di comunità; è un investimento sulle famiglie, sui bambini e sul futuro del quartiere»
PNRR PINQuA, oggi l’inaugurazione del nuovo Parco Rodari a Bucaletto U
n nuovo spazio verde per le famiglie, i bambini e l'intera comunità. Un intervento di rigenerazione urbana realizzato nell'ambito del PNRR PINQuA. Oggi, alle ore 19:30, sarà inaugurato il nuovo Parco Rodari, il grande spazio verde pubblico realizzato nel quartiere Bucaletto grazie al programma PNRR – PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare): Un intervento a cavallo tra le due Amministrazioni, che ha visto la sua cantierizzazione e realizzazione con la presente Amministrazione guidata dal Sindaco Vincenzo Telesca. L'intervento restituisce alla città un luogo moderno, inclusivo e sicuro, pensato per favorire l'incontro, la socialità e la qualità della vita. Il nuovo parco rappresenta un importante tassello del percorso di rigenerazione urbana del quartiere, offrendo ai cittadini uno spazio pubblico capace di coniugare verde, sostenibilità, gioco e cultura. Il Parco Rodari è stato progettato per essere vissuto da persone di ogni età e comprende: ampie aree
verdi e percorsi pedonali immersi nel paesaggio; spazi gioco con pavimentazione antitrauma e attrezzature inclusive; aree di sosta con panchine letterarie dedicate al valore della lettura; una suggestiva "Rosa dei Venti" come luogo di incontro; un moderno Corpo Serra, destinato a diventare uno spazio polifunzionale per attività educative, culturali e sociali. Particolare attenzione è stata riservata anche alla qualità paesaggistica dell'intervento, con nuove alberature, illuminazione a basso consumo, arredi urbani e soluzioni progettuali capaci di rendere il parco fruibile durante tutto l'arco della giornata. La nuova sistemazione ha inoltre consentito di integrare armoniosamente elementi tecnologici già presenti nell'area, come la stazione di monitoraggio ambientale, all'interno di un contesto completamente riqualificato. «Con il Parco Rodari - dichiara il sindaco Vincenzo Telesca - consegniamo alla città molto più di un'area verde: restituiamo ai cittadini un luogo di incontro, di crescita e di co-
munità. Bucaletto continua a cambiare volto attraverso interventi concreti che migliorano la qualità della vita e restituiscono dignità agli spazi pubblici. Questo parco è un investimento sulle famiglie, sui bambini e sul futuro del quartiere».
Per i 102 anni dalla nascita di Ranaldi, l’Orchestra 131 della Basilicata ha emozionato sulle note di Mascagni, Piazzolla, Morricone e Matia Bazar
Successo in Piazza Matteotti per il concerto Buon compleanno Ninì DI FRANCESCO MENONNA
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a Mascagni a Morricone, da Piazzolla ai Matia Bazar, un condensato di emozioni, un vero e proprio elisir di musica tutta da gustare. Tutto questo nell'ambito del concerto sinfonico dell'Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata inserito nell'ambito degli eventi del cartellone Bentrovato Ninì. Piazza Matteotti è stata il cuore pulsante dell'evento voluto dal Comune di Potenza per avviare le celebrazioni nell'ambito del 102esimo anniversario della nascita di Ninì Ranaldi. Buon compleanno Nini da Astor a Ennio, questo il titolo del concerto svoltosi domenica sera a Potenza. Una serata bellissima che nonostante i ritardi causati dalla pioggia che ha reso viscida la pavimentazone ha raccolto oltre 400 appassionati tutti pronti ad applaudire le gesta dell'ensambie diretta da Salvatore Cella alla fisarmonica e al bandoneon da Vito Riglio alla chitarra. Sullo sfondo la foto di Ninì Mastroberti, un video e tanta emozione sulle sinfonie di Morricone e dei tanti autori che hanno reso celebre la musica classica e da camera. Un vero e proprio condensato di passioni eleganti, preceduto dai saluti del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, dell'Assessore alla Cultura Roberto Falotico che hanno dato il via all'evento di grande richiamo e interesse. L'Orchestra composta da una quarantina di componenti ha lasciato tutti con il fiato sospeso e dato vita a una serata di elevato profilo artistico, musicale e tecnico. E il pubblico è sta-
to pronto a dare il suo contributo applaudendo a più riprese le performance dei musicisti. Una serata bellissima che ha dato il via alle iniziative nel nome e nel ricordo di Francesco Ranaldi, artista e archeologo di chiara fama, grazie al contributo fondamentale della BCC Basilicata, dell'Unibas, della Biblioteca Nazionale, del Comune di Potenza e della Provincia di Potenza e l'Istituto Coreutico e Musicale Walter Gropius di Potenza. I brani eseguito dai musicisti sono stati davvero eccellenti e hanno dato la possibilità ai presenti di ascoltare sinfonie eccellenti, caratterizzate dall'eleganza nei modi e nei tempi grazie alla direzione artistica di Valentino Favoino, Ed in questo contesto il Presidente dell'Orchestra 131 della Basilicata, Pasquale Scavone ha inteso delineare le prospettive della rassegna sottolineandone gli aspetti salienti di un percorso tutto da seguire con il naso all'insù: «Questa sera grazie all'Amministrazione Comunale di Potenza e all'Assessorato alla Cultura siamo stati coinvolti come partner in questo progetto straordinario di Nini Ranaldi che durerà per tutto il 2026 e parte del 2027 con questo concerto di apertura dedicato al grande concittadino potentino. È un segnale importante per la nostra città per dare il giusto riconoscimento a chi tanto ha dato alla città di Potenza e alla Regione Basilicata. L'orchestra 131 è presente con l'organico importante questa sera con un direttore d'orchestra anch'esso lucano che farà ascoltare dei brani straordinari del repertorio conosciuto della
musica sinfonica italiana e non solo». Dal canto suo Vincenzo Telesca, Sindaco di Potenza ha parlato del programma dedicato a Ranaldi: «Si parte da Morricone, ma diciamo la verità non si parte da Morricone perché già siamo partiti, sono già varie serate che la città vede la presenza di tanti artisti di cultura e di grandissima partecipazione della città di Potenza, non soltanto nel centro di Potenza ma anche nella Villa Romana di Malvaccaro perché sono due anni che questa villa è stata rimessa in sesto e la possibilità di aprirsi ai cittadini di rendere questi spettacoli continuamente, gratuitamente, sono oltre 40 concerti. Quindi oggi siamo con Morricone e si proseguirà non soltanto per Ninì Ranaldi come diceva Roberto Falotico è l'anno di Ninì Ranaldi per riconoscere quello che Ninì Ranaldi è stato per la città. Ma si parte per dare la possibilità ai tanti cittadini di partecipare». Ha chiuso la carrellata di pareri, Roberto Falotico, Assessore alla Cultura del Comune di Poten-
za: «Allora noi partiamo per quest'anno in cui celebriamo Ninì Ranaldi, la celebrazione di una persona che ha dato tanto e che forse ha dato tanto alla nostra comunità e alla nostra regione ma innanzitutto ha dato tanto al patrimonio culturale, da un punto di vista dell'archeologia e da un punto di vista chiaramente dell'arte, intesa come arte pittorica in modo particolare essendo stato lui anche chi in qualche modo ha nella sostanza portato avanti il Cospim. Il Cospim lo ricordiamo tutti era questo collettivo di artisti un collettivo che nella sostanza per anni ha in qualche modo garantito alla nostra comunità un elemento veramente felice di che cosa significa ecco impiegare nell'arte una comunità se vogliamo dire gentile e felice. Oggi noi con uno sguardo presente, così iniziava l'anno scorso, la vicenda che ha riguardava nella sostanza l'apposizione della targa in via Sacerdoti Liberali noi oggi possiamo dire che festeggiamo i 102 anni di Ninì Ranaldi».
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Provincia
martedi 14 luglio 2026
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Carri realizzati a mano, artisti di strada e musica animeranno il centro storico in una delle manifestazioni più attese della Basilicata
Presentata a Laurenzana la XIV edizione del Carnevale Estivo È
stata presentata ufficialmente, nella Sala Consiliare del Comune di Laurenzana, alla presenza del sindaco e dell'Amministrazione comunale, la XIV edizione del Carnevale Estivo di Laurenzana, manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più attesi dell'estate lucana e della Val Camastra, oltre a rappresentare il primo e unico Carnevale Estivo della Basilicata. Nel corso della conferenza stampa è stato ripercorso il cammino di un'iniziativa nata dalla passione e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani che ha saputo trasformare una tradizione in un evento capace di coniugare folklore, creatività e promozione del territorio. Un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nel panorama culturale regionale, richiamando mi-
gliaia di visitatori e contribuendo a valorizzare il patrimonio artistico, turistico e identitario di Laurenzana. Particolare attenzione è stata dedicata al carattere artigianale della manifestazione. I carri allegorici e le maschere, infatti, vengono ideati e realizzati direttamente dai figuranti attraverso l'utilizzo di materiali di riciclo, cartapesta e argilla, dando vita a vere e proprie opere frutto di mesi di lavoro, dove tradizione, sostenibilità e innovazione si fondono in un'esperienza creativa unica. Nel corso dell'incontro è stato inoltre evidenziato il forte valore sociale del Carnevale Estivo, che coinvolge l'intera comunità. Famiglie, associazioni, volontari e cittadini collaborano attivamente all'organizzazione dell'evento, trasformandolo in un momento di partecipazione collettiva capace di raf-
forzare il senso di appartenenza, favorire l'inclusione e promuovere il dialogo tra generazioni. L'edizione 2026 proporrà un ricco programma di spettacoli e intrattenimento. Protagonisti saranno gli imponenti carri allegorici, le maschere di ogni età, le bande musicali itineranti, gli artisti di strada, i trampolieri e gli spettacoli di fuoco che animeranno il centro storico. Il tradizionale corteo attraverserà le vie del paese per concludersi con l'esibizione finale davanti alla giuria, chiamata a premiare i migliori carri allegorici e le maschere individuali, di coppia e di gruppo, sia nella categoria adulti sia in quella riservata ai bambini. La festa continuerà poi con musica dal vivo e momenti di intrattenimento, trasformando Laurenzana in un grande palcoscenico a cielo aperto dove spettacolo, arte e divertimento
accompagneranno residenti e visitatori fino a tarda sera. Durante la presentazione è stato rivolto un sentito ringraziamento a tutte le realtà che rendono possibile la manifestazione: associazioni, volontari, gruppi dei carri allegorici, sponsor, istituzioni e cittadini. Un lavoro corale che negli anni ha permesso al Carnevale Estivo di diventare uno dei simboli
identitari della comunità laurenzanese e un'importante occasione di promozione dell'intero territorio. L'appuntamento è quindi con la XIV edizione del Carnevale Estivo di Laurenzana, una manifestazione che continua a celebrare la creatività, la tradizione e il valore della partecipazione, confermandosi tra gli eventi più significativi dell'estate in Basilicata.
Attività, incontri e simulazioni per conoscere da vicino il lavoro di chi ogni giorno opera per la sicurezza del territorio
Maratea, si conclude il Campo Scuola della Protezione Civile: trenta giovani alla scoperta del volontariato
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i è concluso a Maratea il Campo Scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, promosso dalla Federata di Maratea della Protezione Civile Gruppo Lucano nell’ambito delle attività coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile. Oltre trenta giovani hanno vissuto un’esperienza formativa dedicata al volontariato, alla prevenzione e alla conoscenza del mondo della Protezione Civile.Durante il campo i ragazzi hanno incontrato istituzioni e strutture operative, approfondendo il la-
voro svolto da volontari, forze dell’ordine e operatori impegnati nella sicurezza del territorio. Tra le attività più significative la visita alla Capitaneria di Porto di Maratea, le prove di navigazione con la Lega Navale Italiana – Sezione di Maratea, gli incontri con la Polizia Stradale e i Carabinieri di Lagonegro.Il programma ha previsto anche attività pratiche e formative, tra cui il Piccolo Cammino di Santiago a Lauria con prove di orienteering, le attività di SUP con Fly Maratea, i laboratori creativi, le esercitazioni del
Modulo Cinofilia e Ricerca della Protezione Civile Gruppo Lucano e le lezioni dedicate alla prevenzione e al funzionamento della Protezione Civile.La giornata conclusiva è stata caratterizzata dall’Open Forum “I Giovani e le Istituzioni”, un momento di confronto diretto tra i partecipanti e i rappresentanti delle istituzioni. A moderare l’incontro sono stati due giovani del Campo Scuola, Simon Martino e Giorgia Fusco, che hanno guidato il dibattito attraverso domande sui temi del volontariato, della sicurezza, del-
la formazione e del futuro della Protezione Civile.All’incontro hanno preso parte rappresentanti della Protezione Civile Gruppo Lucano, del Dipartimento della Protezione Civile, della Regione Basilicata, del Comune di Maratea, delle forze dell’ordine e delle strutture operative del territorio.Il Campo Scuola si chiude con un bilancio positivo, confermando il valore di un progetto che avvicina i giovani alla cultura della prevenzione e della solidarietà, formando cittadini più consapevoli e partecipi.
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Provincia
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Un passaggio fondamentale per garantire la continuità del sostegno al reddito e delle tutele occupazionali in una fase ancora segnata dalla crisi dell’automotive
CIGS prorogata per 105 lavoratori SGL di Melfi: firmato l’accordo in Regione N
ella giornata di ieri, FISMIC Confsal e UILM UIL hanno sottoscritto in Regione Basilicata l’accordo ex art. 44 D.Lgs. 148/2015 che consentirà a Servizi Gestione Logistica Srl in liquidazione di richiedere la proroga della Cassa Integrazione Straordinaria per 105 lavoratori dello stabilimento di Melfi.L’intesa garantisce continuità al sostegno al reddito in una fase ancora critica per l’automotive e per lo stabilimento Stellantis di Melfi. I sindacati guardano però con fidu-
cia ai primi segnali di ripresa e all’avvio dei nuovi modelli nei prossimi mesi.Il prossimo passaggio sarà al Ministero del Lavoro per la concessione definitiva della proroga. FISMIC e UILM ribadiscono: «Non bastano gli ammortizzatori. Servono politiche industriali e investimenti per restituire stabilità e lavoro ai dipendenti SGL e all’intera filiera lucana».Positivo l’impegno della Regione su Contratti di Sviluppo e MiniPIA con premialità per le assunzioni dalla platea SGL.
Tanta emozione e gratitudine al termine del Grest; i ragazzi: «Grazie» OGGI LA CONFERENZA STAMPA A PALAZZO GAETA
Ripacandida saluta Don Francesco: Pignola in Blues «Avrai sempre un posto speciale» compie 30 anni
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ipacandida ha vissuto ieri sera un momento carico di emozione e gratitudine, al termine della terza settimana del Grest, quando ragazzi, animatori e coordinatori hanno voluto rendere omaggio al parroco don Francesco Consiglio, che tra circa un mese lascerà la parrocchia. La festa finale si è trasformata
in un gesto corale di affetto e riconoscenza, con un piccolo saggio preparato dai partecipanti che si è concluso con la scritta “grazie don Francesco”. Un messaggio semplice ma intenso, accompagnato da applausi, sorrisi e ringraziamenti sentiti da parte di tutta la comunità del Grest. A chiusura della serata, il saluto
rivolto al parroco ha racchiuso il senso profondo dell’iniziativa: “Non ti diciamo addio perché avrai sempre un posto speciale qui tra noi!”. Una frase che ha restituito il clima di vicinanza, affetto e legame costruito in questi anni, e che ha reso ancora più significativo l’omaggio tributato a don Francesco Consiglio.
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ggi, alle ore 9.30 nella sede storica di Palazzo Gaeta a Pignola, si terrà la conferenza stampa di presentazione della 30esima edizione del Pignola in Blues, una della più importanti e longeve manifestazioni musicali d’Italia dedicate al genere, organizzata dall’associazione “Cross Roads”. Durante la conferenza stampa saranno illustrati i dettagli della kermesse che si svolgerà a Pignola dal 17 al 19 luglio prossimi con artisti di livello nazionale e internazionale. Interverranno: il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il direttore dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, il sindaco di Pignola, Antonio De Luca.
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L’esponente di Matera nel cuore: «Responsabilità dell’Amministrazione Bennardi». La replica: «Avanspettacolo politico»
Allagamenti di via Cererie, è zuffa tra Angelino e Toto MATERA. L’interrogazione del consigliere comunale Augusto Toto sugli allagamenti di via Cererie accende il confronto politico a Matera. A intervenire per primo è il consigliere di maggioranza Giovanni Angelino (Matera nel cuore), che respinge ogni responsabilità dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Nicoletti e attribuisce invece le criticità alla precedente giunta di Domenico Bennardi. Immediata la controreplica di Toto, che chiama in causa l’attuale governo cittadino per la gestione di un cantiere ancora aperto. Angelino interviene dopo la richiesta con cui Toto ha sollecitato il sindaco Nicoletti e l’assessore ai Lavori pubblici Lucia Gaudiano a chiarire quali provvedimenti urgenti intendano adottare per eliminare definitivamente il problema. Secondo l’esponente della maggioranza, i lavori destinati a risolvere gli allagamenti furono appaltati durante l’amministrazione Bennardi e presentati dall’ex sindaco come un intervento risolutivo. A distanza di tempo, però, l’area davanti all’ex stabilimento Barilla continua a trasformarsi in un grande bacino d’acqua in
POLICORO, C’ERANO GIÀ ALTRE SEGNALAZIONI
Musica senza permesso, i vigili chiudono locale
occasione delle piogge più intense, con rischi per automobilisti e pedoni. Angelino invita quindi Toto a chiedere conto dell’esito dei lavori alla precedente amministrazione, sostenendo che l’attuale giunta non possa rispondere della gestione di chi l’ha preceduta. Il consigliere di opposizione ribatte partendo dalle accuse di incoerenza politica. «Prendere lezioni di coerenza politica dal consigliere Giovanni Angelino è un’esperienza mistica che consiglio a tutti i colleghi. Sentire Angelino che accusa gli altri di cambiare casacca è un momento di altissimo avanspettacolo politico», afferma Toto, ricordando il passaggio dell’esponente di maggioranza dalla coalizione che sosteneva Roberto Cifarelli a quella
del sindaco Nicoletti. Toto contesta poi la ricostruzione sul piano amministrativo. Il cantiere di via Cererie, sottolinea, sarebbe ancora aperto e l’opera non ancora collaudata. Per questo l’amministrazione in carica avrebbe il dovere di chiedere all’impresa appaltatrice la correzione delle pendenze e l’adeguamento di griglie e tubazioni prima del collaudo definitivo. L’interrogazione, conclude Toto, punta a evitare che circa 1,6 milioni di euro di fondi Fsc vengano spesi senza risolvere il problema. «Sulla pelle dei cittadini che finiscono sott’acqua davanti all’ex Barilla non si fa melina politica. Meno veline difensive e più risposte concrete: questo ci chiedono i cittadini».
POLICORO. Controlli della Polizia locale sugli esercizi pubblici che organizzano intrattenimenti musicali. L'attività rientra nell'ordinaria vigilanza sul territorio ed è stata intensificata in attuazione degli indirizzi della prefettura per verificare il rispetto della normativa sul pubblico spettacolo e delle misure di sicurezza. Nel corso di un'ispezione gli agenti hanno accertato che un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande ospitava spettacoli di musica dal vivo senza la prescritta Segnalazione certificata di inizio attività. Trattandosi di una violazione reiterata nel quinquennio, è scattato il provvedimento di chiusura temporanea dell'attività, come previsto dalla normativa. Il comandante della Polizia locale, Rosa Silletti, ha spiegato che i controlli sono finalizzati a garantire il rispetto delle regole «a tutela della sicurezza degli avventori, degli operatori e della collettività». Silletti richiama inoltre gli esercenti al rigoroso rispetto degli adempimenti previsti dalla legge, ricordando che gli spettacoli aperti al pubblico possono svolgersi solo con i necessari titoli abilitativi. I controlli proseguiranno secondo la programmazione del Comando e compatibilmente con il personale disponibile.
Oltre 44 millimetri di pioggia in pochi minuti. Alberi abbattuti, allagamenti e interventi della Protezione civile
Bomba d’acqua su Montescaglioso, danni e disagi MONTESCAGLIOSO. Un violento nubifragio accompagnato da una leggera grandinata si è abbattuto nel pomeriggio di domenica su Montescaglioso, provocando allagamenti, alberi abbattuti e pesanti disagi alla circolazione stradale. L'ondata di maltempo, prevista dall'allerta gialla diramata dal Dipartimento della Protezione civile, ha interessato gran parte della Basilicata e ha colpito anche altri centri della provincia di Matera.Intorno alle ore 17 un intenso temporale ha investito la città dell'Abbazia e le campagne circostanti. Secondo i dati delle stazioni meteorologiche, in pochi minuti sono caduti oltre 44 millimetri di pioggia, accompagnati da una modesta grandinata che ha contribuito a rendere ancora più critica la situazione.La quantità d'acqua caduta in un arco
di tempo così ristretto ha messo sotto pressione il sistema di smaltimento delle acque meteoriche, provocando allagamenti in diversi punti del centro abitato e rallentando la circolazione. Le maggiori criticità sono state registrate nei pressi del centro storico, lungo le principali strade di accesso al paese e sulle arterie provinciali vicine.Il maltempo ha provocato anche la caduta di rami e l'abbattimento di alcuni alberi, finiti sulle carreggiate e rimossi grazie all'intervento dei soccorritori. Durante la fase più intensa del temporale la visibilità si è ridotta a pochi metri, costringendo numerosi automobilisti a fermarsi lungo il percorso o a cercare riparo fino al miglioramento delle condizioni atmosferiche.La macchina dei soccorsi si è attivata tempestivamente. I volon-
tari della Protezione civile sono intervenuti per rimuovere i rami pericolanti, liberare le strade dai detriti e mettere in sicurezza le aree maggiormente colpite, consentendo il graduale ritorno alla normalità nel corso della serata.L'instabilità si è infatti esaurita con il passare delle ore, lasciando spazio a schiarite sempre più ampie. Si tratta però di un miglioramento destinato ad aprire la strada a un nuovo cambiamento del quadro meteorologico. Già dalle prossime ore l'anticiclone africano tornerà infatti a interessare la Basilicata, riportando condizioni di tempo stabile e soleggiato accompagnate da un sensibile aumento delle temperature.Per la metà della settimana i meteorologi prevedono la terza intensa ondata di calore della stagione. Nelle aree interne della provincia
di Matera le temperature massime potranno raggiungere i 38-39 gradi, riportando la regione in un contesto pienamente estivo dopo il violento episodio di maltempo che ha interessato il territorio nel fine settimana.
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Matera e Provincia
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L’uomo trasferito in eliambulanza al San Carlo di Potenza, è deceduto all'arrivo al Pronto soccorso
Statale Sinnica, frontale allo svincolo di Rotondella: un morto e quattro feriti
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ncora sangue sulle strade lucane. È morto al Pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza l’uomo trasportato in codice rosso dopo essere stato coinvolto nel grave incidente sulla Statale Sinnica. Verso le 13:15 di ieri, la squadra dei Vigili del Fuoco di Matera, che opera presso il distaccamento di Policoro, è intervenuta sulla Strada Statale 653 "Sinnica", al km 73+300, a seguito di un in-
cidente stradale che ha visto coinvolti tre autoveicoli. Secondo una prima ricostruzione, il sinistro ha coinvolto: una prima autovettura, proveniente da Tursi, con a bordo tre persone: un uomo di 70 anni, una donna di 48 anni e un ragazzo di 16 anni; una seconda autovettura, proveniente da Policoro, con due occupanti di 66 e 59 anni e una terza autovettura, anch’essa proveniente da Policoro, con a bordo il solo
conducente (un uomo di 65 anni), rimasta coinvolta solo parzialmente nel sinistro. I soccorsi sono scattati immediatamente. Il personale sanitario ha disposto il trasferimento dei feriti presso le strutture ospedaliere: i conducenti dei primi due veicoli, sono stati trasportati, in codice rosso, tramite elisoccorso, uno all’ospedale del capoluogo e un altro a Matera, mentre gli altri tre occupanti sono stati condotti al-
l’ospedale di Policoro a mezzo ambulanza. Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco, sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia Stradale e il Commissariato di Policoro per i rilievi del caso e la gestione della viabilità. Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dei veicoli e del tratto stradale, la circolazione è stata temporaneamente interrotta in entrambi i sensi di marcia.
Portafoglio ritrovato e restituito al legittimo proprietario. Il Sindaco riceve Fofana Bachirou
Nicoletti: «Un esempio di onestà e senso civico non solo per Matera»
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eri mattina il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti ha ricevuto nel Palazzo Municipale Fofana Bachirou, cittadino di origine maliana residente da oltre tredici anni nella nostra città, protagonista di un gesto di grande onestà che rappresenta un esempio per
tutti. Nel corso dell'incontro, svoltosi in un clima di cordialità, il Sindaco ha voluto conoscere personalmente Fofana e complimentarsi con lui per il comportamento tenuto dopo il ritrovamento di un portafoglio contenente circa 500 euro in contanti, documenti
personali e carte di credito, rinvenuto lo scorso 17 giugno nei pressi di un esercizio commerciale di via Annunziatella. Senza alcuna esitazione, Fofana si è immediatamente attivato per rintracciare il legittimo proprietario, riuscendo a contattarlo attraverso i social network e a riconsegnargli personalmente quanto smarrito il giorno successivo. Al termine della piacevole chiacchierata, il Sindaco Nicoletti ha consegnato a Fofana un omaggio della Città di Matera, quale segno di riconoscenza per un gesto che testimonia valori autentici di onestà, responsabilità e rispetto verso il prossimo. «In un tempo in cui troppo spesso trovano spazio le cronache negative e i pregiudizi, storie come quella di Fofana ci ricordano il valore dei piccoli grandi gesti che rafforzano il senso di comunità – ha dichiarato il Sindaco Nicoletti –. Ho voluto incontrarlo personalmente per ringraziarlo e per esprimergli, a nome dell'intera città, il nostro apprezzamento. La sua onestà è un esempio concreto di civismo. Con il suo comportamento ha dimostrato che i valori dell'integrità, del rispetto e della solidarietà non hanno confini e costituiscono il fondamento di una comunità sana e coesa».
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Dall’umiltà di riconoscere i propri limiti alla capacità di volare alto come l'airone: gli strumenti interiori per abbattere i pregiudizi
Oltre la prospettiva delle rane: come allargare i nostri orizzonti DI FABRIZIO QUARATINO
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ome le rane crediamo che il mondo sia grande quanto uno stagno, ma non è precisamente così. Dovremmo ragionare come l’airone e vedere più in alto, mantenendo, perché no, anche la calma delle rane. E portarci, perché no, un cappello di paglia in testa per far ridere i pesci. Essere ridicoli, poveri dunque, è il primo passo verso l’intelligenza. La metafora delle rane nello stagno e dell’airone che osserva dall’alto offre una prospettiva ricca di significato per comprendere come possiamo migliorare la qualità della nostra vita e quella delle comunità in cui viviamo. Perché spesso il limite più grande non è ciò che non conosciamo, ma la convinzione di conoscere già tutto. LE RANE E IL RISCHIO DI UN MONDO TROPPO PICCOLO Le rane, vivendo nello stagno, rappresentano una visione limitata e ristretta del mondo. Non perché siano incapaci, ma perché la loro esperienza è racchiusa nello spazio che conoscono. Lo stesso può accadere agli esseri umani. Possiamo vivere dentro bolle culturali, sociali ed economiche che ci impediscono di guardare oltre i confini immediati delle nostre esperienze. Quando il nostro piccolo stagno diventa l’intero
universo, rischiamo di confondere la nostra prospettiva con la verità assoluta. Da questa chiusura possono nascere ignoranza, pregiudizio e mancanza di empatia. L’AIRONE E IL CORAGGIO DI VEDERE PIÙ LONTANO Per superare una visione ristretta serve imparare dall’airone. La sua capacità di volare alto rappresenta la saggezza e la visione lungimirante. Vedere dall’alto non significa allontanarsi dalla realtà, ma comprenderla meglio. Significa riconoscere che ogni nostra azione è collegata a qualcosa di più grande. L’educazione diventa allora fondamentale. Non soltanto quella scolastica, ma quella che nasce dall’incontro con il mondo: viaggi, letture, arte, dialogo con persone diverse da noi. Ogni esperienza capace di rompere i nostri confini è un passo fuori dallo stagno. LA RESPONSABILITÀ DI UNO SGUARDO PIÙ AMPIO Una visione elevata ci permette di comprendere l’interconnessione tra le nostre scelte e le conseguenze che producono. Il modo in cui consumiamo, utilizziamo le risorse, rispettiamo l’ambiente e immaginiamo il futuro non riguarda soltanto noi. Riguarda chi verrà dopo di noi. Anche le grandi decisioni politiche e sociali
hanno bisogno dello sguardo dell’airone: una capacità di andare oltre l’interesse immediato per costruire condizioni più giuste, sostenibili e inclusive. LA CALMA DELLE RANE: LA FORZA DELLA RESILIENZA Accanto alla visione dell’airone non dobbiamo dimenticare la calma delle rane. Perché guardare lontano senza equilibrio interiore può diventare soltanto una fuga. La capacità di restare presenti, gestire le emozioni, affrontare le difficoltà senza perdere la propria serenità è una forma di forza. La calma aiuta anche nei rapporti umani. Saper ascoltare, comunicare senza distruggere, cercare soluzioni invece di alimentare conflitti significa costruire ponti. Una società più armoniosa nasce da persone capaci di governare prima di tutto il proprio mondo interiore. IL CAPPELLO DI PAGLIA E IL VALORE DELL’IMPERFEZIONE E poi c’è il cappello di paglia. Forse l’immagine più sorprendente di questa metafora. Perché ci ricorda che non dobbiamo prenderci sempre troppo sul serio. Abbiamo bisogno di competenza, responsabilità e conoscenza, ma abbiamo bisogno anche di leggerezza. L’umorismo abbassa le barriere. Una risata condivisa può avvicinare persone lontane più di mille discorsi. Essere disposti a sembrare ridi-
coli, mostrare le proprie imperfezioni e riconoscere i propri errori non è debolezza. È autenticità. LA POVERTÀ DI SPIRITO COME PRIMO PASSO VERSO L’INTELLIGENZA La vera intelligenza non nasce dalla convinzione di sapere tutto. Nasce dalla disponibilità a imparare. La povertà di spirito non significa mancanza. Significa apertura. Significa avere il coraggio di dire: “Posso ancora crescere.” Chi riconosce i propri limiti apre la porta alla conoscenza. Chi pensa di avere già tutte le risposte chiude quella porta. La curiosità, l’umiltà e la capacità di mettersi in discussione sono il motore del progresso umano. DALLO STAGNO AL MONDO: UNA NUOVA POSSIBILITÀ Applicare questa metafora alla nostra vita significa scegliere ogni giorno quale atteggiamento adottare. Possiamo restare chiusi nei nostri piccoli stagni oppure possiamo imparare a guardare più lontano. Possiamo difendere continuamente le nostre certezze oppure aprirci alla possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. Possiamo vivere prigionieri della paura di sbagliare oppure indossare simbolicamente quel cappello di paglia e accettare con un sorriso la nostra meravigliosa imperfezione. LA VERA INTELLIGENZA NASCE DAL CORAGGIO DI CAMBIARE PROSPETTIVA La metafora delle rane nello stagno e dell’airone che osserva dall’alto ci consegna una grande lezione. Abbiamo bisogno della calma delle rane, della visione dell’airone e della leggerezza di chi non ha paura di sembrare imperfetto. Perché crescere non significa diventare qualcuno diverso da ciò che siamo. Significa liberare ciò che di migliore già esiste dentro di noi. Il mondo non cambia soltanto attraverso grandi invenzioni o grandi decisioni. Cambia ogni volta che una persona sceglie di ampliare il proprio sguardo, ascoltare un’altra voce, mettere in discussione una vecchia certezza e trasformare un limite in una possibilità. Perché il vero confine non è quello che separa uno stagno dal resto del mondo. Il vero confine è quello che costruiamo dentro di noi quando smettiamo di avere il coraggio di guardare oltre. E forse la più grande forma di intelligenza è proprio questa: avere l’umiltà della rana, la saggezza dell’airone e il coraggio di indossare un cappello di paglia davanti al mondo intero.
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LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
Appunti di realtà 14 luglio Il bisogno di essere visti DI FABRIZIO QUARATINO
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na delle fatiche più silenziose del nostro tempo non è correre. È cercare continuamente qualcuno che ci dica: “Ti vedo”. Non parlo degli occhi. Parlo di quella forma più profonda di attenzione che fa sentire una persona riconosciuta, compresa, accolta. Perché uno dei bisogni più grandi dell’essere umano non è soltanto essere amato. È sentirsi considerato. Ed è curioso osservare come, spesso, passiamo una parte enorme della nostra vita a cercare conferme fuori da noi, dimenticando una verità semplice ma rivoluzionaria: il nostro valore non nasce dal numero di persone che ci applaudono. Nasce dalla consapevolezza di chi siamo anche quando nessuno applaude. Viviamo in un’epoca straordinaria e, allo stesso tempo, piena di contraddizioni. Abbiamo strumenti capaci di far arrivare la nostra voce dall’altra parte del mondo in pochi secondi, ma qualche volta facciamo fatica ad ascoltare davvero la voce di chi abbiamo vicino. Possiamo avere centinaia, migliaia di contatti, ma il cuore non si nutre di nu-
meri. Si nutre di presenza. Eppure continuiamo spesso a cercare una conferma esterna della nostra esistenza. Una fotografia pubblicata. Un pensiero condiviso. Un risultato mostrato agli altri. Tutto può trasformarsi in una domanda silenziosa: “Guardatemi.” “Accorgetevi di me.” “Ditemi che conto qualcosa.” E sia chiaro: non c’è nulla di sbagliato nel desiderio di essere riconosciuti. Siamo esseri umani, non statue di marmo. Anche il marmo, a pensarci bene, ha bisogno di qualcuno che lo scolpisca… altrimenti rischia di rimanere soltanto un blocco pesante da spostare. Il problema nasce quando affidiamo agli altri il compito di stabilire il nostro valore. Quando consegniamo la chiave della nostra identità nelle mani di qualcuno, viviamo sempre con la paura che quella stessa persona possa un giorno chiudere la porta. E questa è una delle prigioni più invisibili che possiamo costruirci. La vera libertà arriva quando impariamo a guardarci con occhi nuovi. Quando smettiamo di aspettare continuamente una certificazione esterna della nostra vita. Come se
l’esistenza fosse un ufficio pubblico dove bisogna prendere il numero, aspettare il proprio turno e sperare di ricevere finalmente il timbro di approvazione. E, diciamo con un sorriso, alcune persone passano così tanto tempo ad aspettare il riconoscimento degli altri che dimenticano persino di riconoscere sé stesse. È uno dei paradossi più grandi dell’essere umano: cercano una luce fuori mentre, magari da anni, stanno lentamente spegnendo quella che hanno dentro. Ogni persona attraversa momenti in cui si sente invisibile. Momenti in cui sembra che gli sforzi non vengano compresi, che il bene fatto non venga visto, che i sacrifici siano passati inosservati. Sono momenti difficili. Ma sono anche momenti decisivi. Perché proprio lì nasce una scelta fondamentale: permettere al mancato riconoscimento degli altri di diventare una condanna, oppure trasformarlo in un’occasione per scoprire una forza che forse non sapevamo nemmeno di possedere. Un albero non smette di crescere perché qualcuno non si è fermato ad ammirarlo. Continua a mettere radici. Continua a cercare il cielo. Continua
semplicemente a essere ciò che è. E forse anche noi dovremmo imparare da lui. La vita non chiede a nessuno di essere perfetto. Chiede di essere autentico. La forza più grande non è diventare importanti agli occhi di tutti. È diventare fedeli alla parte migliore di noi stessi. È scegliere il bene anche quando nessuno guarda. È continuare a costruire, a donare e a migliorarsi anche quando il riconoscimento tarda ad arrivare. Perché il valore di una persona non si misura dagli applausi ricevuti, ma dalla luce che riesce a generare nel cammino degli altri. Alla fine, il mondo non ha bisogno di persone che dimostrino continuamente quanto valgono. Ha bisogno di persone vere. Persone capaci di cadere senza perdere dignità. Di ricominciare senza vergognarsi. Di attraversare le
difficoltà senza permettere alle difficoltà di definire chi sono. Persone che abbiano il coraggio di dire: “Non ho bisogno che tutti mi vedano per sapere di esistere. Ma scelgo ogni giorno di vedere gli altri, perché è lì che nasce il vero valore della vita.” Perché il giorno in cui smettiamo di implorare di essere visti, iniziamo finalmente a vedere davvero. E forse è proprio lì che avviene la trasformazione più importante: quando non chiediamo più al mondo di confermare la nostra esistenza, ma scegliamo noi stessi di darle un significato. Perché alla fine la vita non ricorderà chi ha ricevuto più approvazioni. Ricorderà chi, anche senza chiedere nulla, ha saputo lasciare negli altri la sensazione più rara e preziosa: “Con questa persona mi sono sentito visto.”
Seconda edizione per il format ideato da Rocco Nardiello: dj set, natura e valorizzazione del territorio richiamano un pubblico di tutte le età
Underwood Festival, il bosco di Ruoti si accende di musica
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orna il format ideato dal dj Rocco Nardiello: il Varco del Torno si trasforma in un dancefloor immerso nel verde. Una giornata di musica, valorizzazione del territorio e aggregazione giovanile. Cos’hanno in comune un bosco incontaminato e il dj setting? A Ruoti, per il secondo anno consecutivo, dimostrano che possono creare un'unione perfetta. Venerdì 10 luglio è andato in scena con un grande successo l'Underwood Festival, l'evento che unisce i migliori DJ lucani nella suggestiva cornice di località Varco del Torno. Nata da un'idea del dj ruotese Rocco Nardiello, la seconda edizione ha fatto vibrare il bosco per un’intera giornata grazie al talento di una line-up d'eccezione, che ha visto alternarsi in consolle ben nove artisti: No One, Looter, Leonardo, Poleman, Emanuele_MNL, Mario Restaino, Maktz, Ronar e Mastro, e a sorpresa Domenico Nardiello presidente di Radio Ruoti. A curare l'organizzazione e la regia dell'evento è stato un team di giovani instancabili – Rocco Sileo, Gerardo Marsilio, Giuseppe
Troiano e Rocco Spadola titolare della Caffetteria Ruotese – con il supporto di Radio Ruoti, emittente da sempre attiva nella comunità e l’aiuto prezioso di un gruppo di volontari, tra cui Mauro Di Palma, Carmelo Costantino, Francesco Damiano e Felice Caritiello. L'iniziativa ha mobilitato un pubblico variegato, ben oltre la fascia dei giovanissimi, a dimostrazione che vivere e ripensare gli spazi in modo alternativo è una formula vincente. La risposta della comunità evidenzia un fenomeno sociale rilevante: la musica agisce come collante intergenerazionale. L'evento supera i confini dell'intrattenimento giovanile per trasformarsi in uno spazio di convivialità allargata. In questo contesto, il patrimonio naturale di Ruoti diventa il terreno d'incontro tra la memoria storica del luogo e i linguaggi della modernità, rafforzando il senso di appartenenza locale. «Vogliamo far diventare questo festival una manifestazione di riferimento» dichiarano gli organizzatori. «Il nostro intento è far scoprire e riscoprire la bellezza del nostro bosco, molto
apprezzato da chiunque lo visiti. La promozione del territorio è per noi una priorità, e Underwood è il canale perfetto per far conoscere le meraviglie dei nostri luoghi». Un appuntamento che unisce natura, suoni e comunità, confermandosi un'occasione imperdibile per vivere l'estate lucana.
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Sport
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Presso l’Auditorium Potenza Futura presentazione del progetto sportivo edizione 2026/27 e del nuovo allenatore Ivan Tisci. Ingaggiati Verze e Bando
Potenza: la società traccia la rotta, continuità nel rispetto del salary cap DI ROCCO NIGRO POTENZA. Vogliamo dare continuità al progetto rispettando il “salary cap”. È questo, in sintesi, il monito della dirigenza rossoblù nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto sportivo per l’edizione 2026/27.L’incontro si è svolto presso l’auditorium Potenza Futura, alla presenza del presidente del club Donato Macchia, dell’amministratore delegato Nicola Macchia, del direttore generale Carmine Tramutoli, del direttore sportivo Giuseppe Di Bari e del nuovo tecnico Ivan Tisci, che sostituirà Pietro De Giorgio, passato in Serie B alla Juve Stabia.Come ormai noto, la nuova disposizione introdotta dalla Lega Pro impone alle società di Serie C di spendere in base a quanto producono in termini economici. Una norma che cambia profondamente la gestione dei club, perché gli stipendi complessivi non potranno superare il 50% del valore di produzione della società (sponsorizzazioni, incassi, plusvalenze ecc.).In sintesi, da questa stagione i club di Lega Pro dovranno fare i conti con una regola molto rigida, studiata per evitare quei meccanismi po-
_ Foto Mattiacci co virtuosi che in passato hanno spesso portato a situazioni di crisi e fallimenti.«Il Potenza calcio, con un pizzico di orgoglio – ha sottolineato il patron Donato Macchia – in quattro anni di gestione ha sempre onorato tutte le adempienze e oggi vanta una fortissima credibilità tra i club professionistici».Nel corso del suo intervento, il presidente Macchia è tornato anche a parlare della questione infrastrutture e del bando per la gestione dello stadio “Viviani”.«Sempre nell’ottica di una continuità con il campionato scorso – ha ribadito il direttore sportivo Giuseppe Di Bari – nel Potenza c’è spazio solo per calciatori che han-
no fame di mettersi in evidenza e di sposare la causa e la filosofia rossoblù».Dunque, la parola è passata all’uomo più atteso di questa campagna acquisti: Ivan Tisci. L’ex calciatore, con un passato in squadre importanti, negli ultimi due incarichi da allenatore ha guidato Cerignola e Pineto, ottenendo buoni risultati.Il tecnico, che ha una certa familiarità con la Basilicata grazie anche ai parenti residenti a Salandra, ha spiegato di aver accettato il Potenza non soltanto per il legame con il direttore sportivo Di Bari, ma soprattutto perché ha individuato nella società lucana una realtà solida sulla quale costruire un percorso di
crescita.«A Potenza ci sono tutti i presupposti per fare il meglio possibile», ha dichiarato Tisci.Ma con quali innesti, considerando che tra partenze e fine prestito almeno sei giocatori hanno già cambiato casacca? La strategia sarà quella di una campagna acquisti mirata, puntando inizialmente sugli under per poi aggiungere successivamente elementi di maggiore esperienza.In queste settimane di preparazione al ritiro, previsto a Latronico dal 16 al 31 luglio prossimo, il Potenza ha già ufficializzato due giovani calciatori: il difensore centrale classe 2005 Nicolò Verze, arrivato dal Carpi, e il centrocampista classe 2006 Augusto Bando, giunto in
prestito dall’Ascoli.Nelle prossime ore dovrebbe definirsi anche l’arrivo di un altro centrocampista under. Si tratta di un figlio d’arte: Matteo Manfredonia, classe 2004, figlio di Lionello, ex giocatore con importanti trascorsi nella Lazio, nella Juventus e nella Roma. Il giovane arriva dal Pontedera.Fino alla chiusura della campagna acquisti di metà settembre, tanti saranno i nomi che circoleranno sul taccuino della stampa e degli addetti ai lavori.Intanto la società rossoblù, anche quest’anno, partirà con una rosa di almeno 24 calciatori pronti alla prima sfida ufficiale: l’esordio nella Coppa Italia Frecciarossa, in programma l’8 agosto ad Ascoli.
Mercato sempre in fibrillazione, nelle prossime giornate attesi colpi in entrata e qualche cessione
Il Picerno programma le prime uscite ufficiali della stagione
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rende corpo la nuova stagione agonistica dell'AZ Picerno. La società melandrina infatti, ha inteso comunicare il programma di avvio della stagione agonistica 2026-2027, La stagione prenderà ufficialmente il via venerdì 17 luglio con lo svolgimento delle visite mediche e dei test di idoneità per calciatori e staff. Il primo allenamento dei lucani è invece fissato per sabato 18 lugli allo stadio Donato Curcio di Picenro dove la formazione lucana, affidata alle cure di Claudio De Luca comincerà la preparazione in vista della prossima stagione. Nel corso del precampionato sono inoltre in programma i seguenti allenamenti congiunti, il 26 luglio contro la selezione Talentogo alle 17 il 29 luglio, sempre alle 17 con-
tro l'AIC, il 1 agosto a Paterno la squadra sarà impegnata in un quadrangolare, il 6 agosto alle 16:30 i melandrini ospiteranno al Donato Curcio il Francavilla in Sinni mentre il 9 agosto alle 17, sempre nello stadio picernese la Leonessa affronterà la Team Altamura, Frattanto gli operatori di mercato del sodalizio lucano, vale a dire il dg Vincenzo Greco e il responsabile area tecnica, Roberto Franzese stanno monitorando il mercato. Va rimarcato che la campagna acquisti e cessioni termina il prossimo 31 agosto e dunque c'è ancora tanto tempo per mettere a segno colpi interessanti tesi al rafforzamento della squadra iscritta al prossimo campionato di Lega Pro Serie C Now 2026-2027. FRA. MEN.
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