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PROVINCIALI LA DECISIONE DEL SINDACO DI TRICARICO TROVA L’APPOGGIO DI RUBINO DI MATERA DEMOCRATICA: «SERVE UNA SVOLTA»
«Inascoltato dal Pd, non voglio fare “l’uomo di partito”» Paradiso rimette la tessera del Pd e spiega a Cronache le motivazioni
Calabrese a pag 11
oLTRe IL GIARDIno A Cronache tv anche Sarlo (Azione) che accusa Pittella di disinteresse per le Provinciali
Crisi in Regione, Napoli non nega Sul rimpasto di Giunta passa la palla a Bardi: «È una sua prerogativa, FdI farà la sua parte» _
MEDIOEVO LUCANO
LA MELA AVVELENATA, LA BELLA ADDORMENTATA
Il passato che bussa senza bussare
C’
è un momento in cui il passato smette di essere un semplice ricordo e diventa materia viva. In Basilicata, questo momento oggi si chiama Fantastico Medioevo, un progetto culturale sostenuto da un protocollo ufficiale stipulato tra la Regione Basilicata e il Comune di Matera, che ne coordina la rete territoriale fino al 2027 (...) Napoli e Sarlo
L’ok del Consiglio regionale a un documento che impegna Regione e Governo a promuovere il futuro industriale del territorio
Stellantis:approvata risoluzione unitaria CONFRONTO TRA BARDI E DIRETTORE REGIONALE ERCOLI SU CREDITO E CRESCITA
Regione e Bankitalia, patto per sviluppo e investimenti
foto Mattiacci
In Basilicata 28 nuovi agenti tra Potenza e Matera, soddisfatto Pepe: «Rafforziamo i presidi, grazie al lavoro del sottosegretario Molteni»
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DI DINO Q UARATINO
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on vogliamo tornare alla carica, forti pure dei complimenti che pure molti player energetici ci hanno fatto per i nostri tacchi a spillo sulla Data Economy, ma questi patrioti del centrodestra lucano che spesso e volentieri filosofeggiano sovranità dappertutto dovrebbero sapere che nulla di quello che ogni giorno facciamo è possibile senza i Data Center. Già perché ogni pezzettino della nostra vita digitale è mosso da questo portentoso motore invisibile che divide il mondo in tecnologici ed arcaici e di cui c’è sempre più bisogno. Secondo le stime di IDA, l’associazione che mette insieme 260 aziende, entro il 2030 l’Italia investirà ben 21,8 miliardi di euro, per stare al passo non tanto con gli insuperabili Stati Uniti e Cina, ma più modestamente con gli altri Paesi dell’Europa. Ora a ben guardare le temperature montanare indicate favorevolmente per l’installazione, il rinnovabile in overgreen e le grandi compagnie petrolifere Eni, Total, Shell e Mitsui che sono qui di casa s’aspetterebbe di trovare la fila dei Data Center a dare il benvenuto al futuro ed invece Basilicata e Molise sono le belle addormentate d’Italia, visto che miseramente non ne hanno nemmeno uno. Canta IcaServizio a pag 10 ro: “La mela avvelenata, la bella addormentata…”
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SICUREZZA
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■ Servizio
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CORECOM
Digitale, la presidente Mitidieri soddisfatta per il riconoscimento di Agcom al lavoro svolto: «La Basilicata tra realtà più virtuose» ■ Servizio
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_ POTENZA
Sensi unici, Giuzio al Circolo Angilla Vecchia: «Ascolteremo i cittadini tenendo fede ai nostri programmi sulla città»
■ Menonna
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_ SPORT
Semifinale di Coppa Italia: è giunta l’ora della verità per il Potenza che oggi gioca al “Liberati” contro la Ternana ■ Nigro
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mercoledì 14 gennaio 2026 www.lecronache.info
Il governatore Bardi incontra il direttore regionale Ercoli, avviato confronto su credito, investimenti e crescita del territorio lucano
Regione e Bankitalia, patto per sviluppo e investimenti POTENZA. Un confronto cordiale ma ricco di contenuti, nel quale i dati della macroeconomia hanno incrociato le esigenze concrete di famiglie e imprese lucane. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha incontrato il direttore regionale della Banca d'Italia, Stefano Ercoli, avviando un dialogo che punta a trasformare la collaborazione istituzionale in una leva concreta di sviluppo.Al centro del colloquio la necessità di costruire un fronte comune capace di accompagnare una Basilicata che chiede investimenti, stabilità e prospettive. Monitoraggio del credito, sostegno alle startup e analisi delle criticità di un’economia in rapida evoluzione sono stati i cardini di un confronto che segna l’inizio di una nuova stagione di cooperazione tra l’ente regionale e l’istituto di vigilanza. Il presidente Bardi ha evidenziato il valore del supporto analitico della Banca d’Italia per orientare le politiche pubbliche. «La Basilicata attraversa una fase cruciale di trasformazione – ha spiegato – e collaborare con il direttore Ercoli significa poter contare su una bussola autorevole per leggere i cambiamenti in atto. Vo-
CICALA INCONTRA SINDACO E CONSORZI
Vulture Città del vino, primo vertice operativo
gliamo che ogni euro investito sul territorio diventi un’opportunità reale per i nostri giovani. La sinergia con Bankitalia è una garanzia di solidità e trasparenza». Dal canto suo Ercoli ha ribadito l’impegno dell’istituto nei confronti del sistema produttivo locale. «La nostra missione è fornire dati e strumenti utili a comprendere lo stato di salute del territorio – ha affermato –. Esiste una visione condivisa con la Presidenza regionale: il
bene della Basilicata passa attraverso un dialogo costante tra istituzioni e sistema creditizio. Siamo pronti a fare la nostra parte per favorire un ecosistema economico più resiliente e attrattivo».L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco ad attivare tavoli tecnici periodici, affinché la sinergia avviata diventi un motore stabile di crescita e accompagni la regione verso una fase di sviluppo più strutturata e consapevole.
POTENZA. Prende ufficialmente avvio il percorso verso Vulture Città Italiana del Vino 2026–2027. Ieri si è svolto un primo incontro operativo con il Comune capofila, l’Enoteca Regionale e i Consorzi di tutela, passaggio iniziale per definire metodo, obiettivi e visione di un progetto pensato sul medio periodo. A darne notizia è Carmine Cicala, assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata. «Questo confronto – spiega Cicala – è preparatorio a una fase più ampia che dovrà coinvolgere tutti gli attori del territorio, dai sindaci dell’area del Vulture ai Parchi, dall’Apt alle imprese e alle realtà impegnate nella valorizzazione delle produzioni vitivinicole e del turismo». L’obiettivo, sottolinea l’assessore, è costruire «un progetto di sistema capace di unire vino, territori, identità e sviluppo locale», superando la logica del singolo evento e puntando su una visione condivisa e duratura.Il percorso proseguirà con una condivisione istituzionale complessiva che sarà portata all’attenzione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, per valutare un sostegno economico adeguato. «Metodo, coinvolgimento e responsabilità istituzionale – conclude Cicala – sono le basi su cui intendiamo costruire Vulture Città Italiana del Vino 2026– 2027», considerata un’importante opportunità di crescita per l’intero territorio regionale.
Bardi e Mancini incontrano il colonnello Paolo Franciosa per rafforzare collaborazione, sicurezza e supporto alle comunità lucane
Regione ed Esercito, dialogo rafforzato a tutela del territorio POTENZA. Un legame stretto tra istituzioni civili e Forze Armate, fondato sulla collaborazione e sul servizio alle comunità. È quanto emerso dalla visita ufficiale del colonnello Paolo Franciosa, comandante del Comando Militare “Esercito Basilicata”, ricevuto dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.Nel corso del colloquio, svoltosi in un clima di cordialità, è stato ribadito il ruolo strategico dell’Esercito nel tessuto sociale e civile della regione. Al centro dell’incontro il tema della “sicurezza integrata”, che vede i militari impegnati quotidianamente nel supporto alla popolazione, dalla gestione delle emergenze alla tutela della legalità. «Il Comando Militare Esercito Basilicata rappresenta un pre-
sidio imprescindibile per la nostra comunità – ha sottolineato Bardi –. La collaborazione istituzionale è essenziale per garantire risposte rapide ed efficaci ai cittadini».Franciosa ha ringraziato per l’accoglienza, confermando l’impegno dell’Esercito a rafforzare il dialogo con le realtà locali e a promuovere iniziative di cooperazione che vadano oltre i compiti istituzionali tradizionali, con particolare attenzione alla diffusione della cultura della sicurezza.La sinergia tra istituzioni è stata confermata anche nell’incontro svoltosi nel Palazzo della Provincia di Matera, dove il colonnello Franciosa è stato ricevuto dal presidente Francesco Mancini. Mancini ha espresso «profonda gratitudine per il lavoro quotidiano
svolto dalle donne e dagli uomini in divisa», rinnovando la piena disponibilità dell’ente a future iniziative comuni. La presenza dell’Esercito in Basilicata, ha evi-
denziato, rappresenta non solo un presidio di sicurezza, ma anche una risorsa strategica per il supporto al territorio e alle comunità locali.
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L’allarme di de Grazia(Consal) sulla gara per il back office nel Mercato Libero: «Si possono perdere posti di lavoro»
«Gara Enel e clausola sociale lavoro a rischio in Basilicata» POTENZA. La gara d’appalto indetta da Enel per i servizi di Back Office e Quality Management nel Mercato Libero accende un nuovo fronte di tensione sul tema della tutela occupazionale. Secondo Gerardo de Grazia, segretario regionale Confsal Basilicata e dirigente Fismic Confsal, il bando rischia di minare la stabilità di migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, con ricadute dirette anche sul territorio lucano. «Appare del tutto inconcepibile – dichiara de Grazia – che una delle più grandi aziende italiane, che nel 2025 ha chiuso il bilancio con un utile netto che sfiora i sette miliardi di euro, bandisca una gara nella quale la clausola sociale viene di fatto svuotata della sua funzione di tutela dell’occupazione». Una scelta che, secondo il sindacato, apre la strada a riduzioni di personale motivate da presunti efficientamenti tecnologici, dall’uso di algoritmi di Intelligenza Artificiale e da processi di riorganizzazione aziendale.A preoccupare sono in particolare i criteri di valutazione tecnica del bando, che assegnano il punteggio più alto all’automazione. «Così l’innova-
L’ASSESSORE PEPE: «ARRIVANO 28 NUOVE UNITÀ»
«Sicurezza, grazie a Lega più uomini in Basilicata»
zione – prosegue de Grazia – viene trasformata in uno strumento per comprimere il lavoro umano. Siamo di fronte a un sistema malato che punta esclusivamente all’ottimizzazione dei costi, sacrificando l’uomo sull’altare dell’IA». In Basilicata gli effetti sarebbero già tangibili. Circa quattrocento lavoratori della Smart Paper, dopo oltre venti anni di attività con lo stesso contratto, rischiano di dovervi rinunciare, affrontando il trasferimento in un’altra provincia, Matera, con un salario più basso. «Questo non è accettabile», ribadisce il segretario Confsal,
parlando di un vero e proprio attacco frontale ai diritti acquisiti.Da qui l’appello alla politica. Il sindacato chiede al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di farsi portavoce della vertenza presso il Governo, coinvolgendo tutti i territori interessati e promuovendo un documento unitario sottoscritto da maggioranza e opposizione. La vertenza Enel, conclude de Grazia, rischia di diventare un banco di prova decisivo per la credibilità delle politiche industriali e occupazionali del Paese, in una fase storica in cui il lavoro stabile è sempre più raro.
POTENZA. Rafforzare il controllo del territorio e aumentare i livelli di sicurezza in Basilicata attraverso un incremento degli organici delle forze dell’ordine. È questo l’obiettivo annunciato da Pasquale Pepe, segretario della Lega Basilicata, che conferma l’arrivo di ventotto nuove unità sul territorio regionale, suddivise tra Potenza e Matera.«Più uomini e donne in divisa per la nostra Basilicata – afferma Pepe – con un intervento previsto dal piano di assegnazione del Viminale, pensato per rafforzare i presidi e garantire maggiore sicurezza ai cittadini». Secondo il segretario regionale del Carroccio, si tratta di un risultato concreto che risponde alle esigenze di una regione che chiede maggiore attenzione sul fronte della prevenzione e del controllo del territorio.Pepe rivendica il ruolo svolto dalla Lega e dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, sottolineando come il potenziamento degli organici rappresenti «un segnale chiaro di attenzione verso la Basilicata e le sue comunità». La sicurezza, conclude, «è e resterà una priorità assoluta dell’azione politica del nostro partito», con l’impegno a proseguire su questa linea anche nei prossimi mesi.
La prima riunione 2026 dell’Esecutivo regionale rilancia l’azione del sindacato lucano tra lavoro, sviluppo e giustizia sociale
La Uil alla Regione: «Meno annunci, più scelte concrete» POTENZA. La Uil Basilicata archivia il 2025 come un anno intenso, difficile e a tratti doloroso, ma anche come una fase che ha confermato il ruolo centrale del sindacato quale presidio sociale, civile e democratico. Con questo spirito si è svolta la prima riunione del 2026 dell’Esecutivo regionale, aperta dalla relazione del segretario Vincenzo Tortorelli, che ha ribadito l’impegno a proseguire un’azione autonoma, riformista e partecipativa, fondata su confederalità, solidarietà e giustizia sociale.Il contesto resta complesso. A livello nazionale pesano l’incertezza economica, l’aumento del costo della vita e un’inflazione che colpisce salari e pensioni. In Basilicata queste criticità risultano amplificate da fragilità strutturali come spopolamen-
to, carenza di servizi e difficoltà del sistema produttivo, con un’emergenza occupazionale che riguarda soprattutto giovani e donne. Restano aperte vertenze strategiche in settori chiave, dall’industria all’automotive, dall’energia alla sanità, rispetto alle quali la Uil rivendica politiche di sviluppo concrete e orientate alla qualità del lavoro.«La Uil Basilicata è chiamata non solo a interpretare i cambiamenti, ma a governarli», ha sottolineato Tortorelli, riaffermando l’identità di “Sindacato delle Persone”, capace di coniugare tutela collettiva e attenzione ai bisogni individuali. Centrale, nell’analisi politica, il valore della confederalità, che ha prodotto risultati anche sul piano organizzativo: dal 2022 al 2025 gli iscritti sono cresciuti di 3.886
unità, pari a un incremento del 14,15 per cento, con un ulteriore aumento nel solo ultimo anno.Sul piano pubblico la linea resta netta: «basta annunci, servono responsabilità». Per il sindacato lucano la Basilicata ha pagato troppo a lungo politiche industriali
fondate su promesse non mantenute. Da qui la richiesta di tavoli di confronto veri con Governo e Regione e l’impegno a incalzare la giunta guidata da Vito Bardi affinché alle parole seguano atti concreti, tempi certi e investimenti verificabili.
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Pianificazione strategica e nuove risorse per il biennio 2026-2027: rafforzata la sinergia con Regione e Governo
FARBAS, un biennio decisivo per la ricerca e la tutela del territorio lucano sostenibile S
i apre un biennio di centrale importanza per la Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata (FARBAS), che inaugura il nuovo anno con una pianificazione strategica di ampio respiro, orientata al consolidamento delle attività di ricerca e al rafforzamento delle azioni di tutela del territorio lucano.In vista delle sfide previste per il periodo 2026-2027, la Fondazione è pronta ad ampliare il proprio raggio d’azione grazie a una rinnovata e costante collaborazione con le istituzioni regionali. Il presidente Antonino Capuano, il direttore generale Antonio Donato Marra e l’intero Consiglio di Amministrazione hanno confermato che l’attuazione delle attività programmate avverrà in piena sinergia con la Regione Basilicata, integrando le competenze scientifiche di FARBAS con le linee programmatiche definite dalla Giunta guidata dal presidente Bardi, il cui sostegno costante ha accompagnato il percorso di crescita dell’ente.Un impulso significativo arriverà anche dal finanziamento di 140 mila euro destinato al biennio 2026-2027, inse-
rito nella manovra finanziaria 2026 e finalizzato a sostenere la pianificazione strategica della Fondazione. Si tratta di un risultato storico: per la prima volta dalla sua istituzione, FARBAS ottiene un finanziamento diretto e una specifica attenzione da parte del Governo nazionale.La notizia è stata ufficializzata dal senatore Gianni Rosa, la cui azione parlamentare è stata determinante per il raggiungimento dell’obiettivo. Il presidente Capuano, d’intesa con il Consiglio di Amministrazione, ha espresso un ringraziamento al senatore Rosa, sottolineando la sua vicinanza al percorso di rilancio della Fondazione e evidenziando come lo stanziamento sia stato possibile grazie alla sensibilità dimostrata dal Governo Meloni verso le esigenze della Basilicata.In questo quadro, il Consiglio di Amministrazione di FARBAS ha rivolto un ringraziamento anche al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’attenzione riservata alle politiche di sviluppo del territorio. La Fondazione proseguirà il proprio lavoro in stretta connessione con la Regione Ba-
silicata e, in particolare, con gli assessori di riferimento Laura Mongiello e Cosimo Latronico, oltre che con enti strategici come l’ARPAB.Un ruolo rilevante sarà svolto inoltre nel supporto al Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico, grazie alla collaborazione avviata con l’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe. FAR-
BAS metterà a disposizione il proprio contributo tecnico-scientifico sulle tematiche ambientali, con l’obiettivo di promuovere le migliori pratiche di sviluppo sostenibile e intervenire attivamente nelle politiche e nelle azioni amministrative legate alla mitigazione del rischio idrogeologico, del rischio idraulico e alla difesa della costa.
Chiarimento del Ministero dell’Ambiente dopo la Manovra finanziaria: meno adempimenti per le aziende agricole
Rifiuti agricoli, semplificazioni operative: esenzione Rentri più ampia
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rriva una buona notizia per gli imprenditori agricoli lucani e non solo: diventa operativa la semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli, con l’estensione dell’esenzione dall’obbligo di iscrizione al Rentri. Il beneficio non riguarda più soltanto le aziende con un volume di affari non superiore a ottomila euro annui, ma viene ora riconosciuto anche a tutti coloro che adottano sistemi alternativi di tracciabilità. A renderlo noto è Coldiretti Basilicata, alla luce del chiarimento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente in merito al provvedimento introdotto con la Manovra finanziaria.
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Un risultato che, sottolinea l’organizzazione agricola, è frutto del lavoro portato avanti nei mesi scorsi con i gruppi parlamentari e con il Governo. I sistemi alternativi di tracciabilità, integrati nell’organizzazione di circuiti e piattaforme di raccolta, prevedono procedure semplificate: in particolare, consistono nella semplice conservazione per tre anni del documento di conferimento dei rifiuti. Una modalità che riduce in modo significativo il carico burocratico per le aziende agricole. Si tratta di un risultato che conferma l’impegno di Coldiretti nella semplificazione della gestione dei rifiuti a favore del com-
parto agricolo. L’azione dell’organizzazione si è tradotta nella promozione di circuiti tracciabili, sostenuti dalle Federazioni territoriali e basati sul coinvolgimento diretto delle imprese nelle forme organizzate di raccolta. Questi sistemi vengono realizzati attraverso specifici accordi di programma con le Pubbliche Amministrazioni, convenzioni quadro con i gestori delle piattaforme di conferimento e altre modalità di gestione semplificata, con l’obiettivo di garantire sostenibilità ambientale e, allo stesso tempo, maggiore efficienza operativa per le aziende agricole
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SULLE “LAMENTELE” RIGUARDO ALLA DATA SCELTA PER IL VOTO, IL SENATORE: «SI AGITA QUANDO LA PAROLA PASSA AI CITTADINI»
Referendum Giustizia, Rosa (FdI): «Polemiche della sinistra strumentali»
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e polemiche sollevate dalla sinistra sulla decisione del Governo di fissare il referendum per sabato 22 e domenica 23 marzo prossimi sono l’ennesima dimostrazione di un riflesso ormai consolidato: quando la parola passa ai cittadini, la sinistra perde la calma e attacca le regole democratiche» afferma il senatore di FdI Gianni Rosa. «Invece di rispettare uno strumento costituzionale di partecipazione popolare, continua il senatore - assistiamo a un coro di accuse infondate, insinuazioni e lamentele pretestuose, utili solo a distogliere l’attenzione dal merito del referendum.
È una strategia chiara: delegittimare il voto perché si ha paura del suo esito». «Le polemiche di queste ore sono strumentali e fatte dalla sinistra che è più interessata allo scontro politico che al rispetto delle regole democratiche e della volontà popolare. - continua - La scusa che il Governo vuole impedire la proposizione di altri quesiti è falsa come l’indignazione che sta agitando i soliti noti. Niente impedisce al referendum popolare, per il quale i comitati del no stanno raccogliendo le firme, di potersi celebrare». «Queste polemiche, quindi, rappresenta-
no solo l’ennesimo pretesto per uscire dal merito della questione: gli Italiani vogliono o no la riforma sulla giustizia? Vogliono o no la separazione delle carriere dei magistrati, rendendo finalmente la magistratura libera da correnti? Il 22 e 23 marzo gli italiani avranno la parola. E sarà il voto, non le polemiche, a mettere fine a questa discussione» conclude Rosa.
La soddisfazione della Presidente Mitidieri per il riconoscimento attribuito al lavoro svolto nell’ambito dei percorsi di alfabetizzazione digitale
Digitale: «Corecom lucano tra realtà più virtuose»
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a Presidente del Corecom Basilicata, Assunta Mitidieri, esprime grande soddisfazione per il riconoscimento attribuito dall'Autorità
per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) al lavoro svolto dai Comitati Regionali per le Comunicazioni nell'ambito dei percorsi di alfabetizzazio-
ne digitale e mediatica. Questo riconoscimento sottolinea l'importanza dell'impegno nella formazione delle nuove generazioni in un contesto dove la consapevolezza digitale è sempre più cruciale. «In un contesto nazionale che evidenzia criticità significative nella consapevolezza digitale», ha dichiarato Mitidieri, «la Basilicata si distingue per il suo impegno concreto nella promozione della cittadinanza digitale». Durante l'anno scolastico 20242025, il Corecom Basilicata ha raggiunto 454 studenti degli istituti secondari di I e II grado, posizionandosi terzo a livello nazionale per numero di partecipanti ai percorsi formativi finalizzati al conseguimento del Patentino Di-
gitale. Questi percorsi, patrocinati dall’Agcom, sono fondamentali per fornire ai giovani competenze digitali consapevoli, proteggendoli dai rischi della disinformazione e da un uso non critico delle tecnologie. Mitidieri ha evidenziato che il plauso dell’Agcom al lavoro dei Comitati Regionali, in particolare a quello lucano, conferma la validità di un modello basato sulla collaborazione istituzionale e sul coinvolgimento attivo delle scuole. Per l'anno scolastico 2025/2026, il Corecom Basilicata ha già pianificato di continuare a promuovere il percorso didattico per il rilascio del ‘Patentino Digitale’, invitando gli istituti secondari a
partecipare. «Il Comitato continuerà a investire con determinazione in iniziative di alfabetizzazione digitale e mediatica», ha concluso Mitidieri, «convinta che la crescita culturale e civica delle nuove generazioni passi anche attraverso un uso critico, responsabile e informato delle tecnologie digitali». Un ringraziamento speciale va a tutte le istituzioni scolastiche, ai docenti, agli studenti e alle professionalità coinvolte, il cui contributo ha reso possibile il raggiungimento di risultati così significativi, rafforzando il ruolo della Basilicata come territorio all'avanguardia nell'innovazione e nella formazione dei cittadini digitali di domani.
Il segretario Verrastro sottolinea i risultati concreti raggiunti per i lavoratori pubblici nonostante le sfide
Uil Fpl: Bilancio positivo delle contrattazioni decentrate negli Enti Locali di Potenza
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a Uil Fpl ha tracciato un bilancio positivo delle contrattazioni decentrate negli Enti Locali della provincia di Potenza, evidenziando i risultati tangibili ottenuti per le lavoratrici e i lavoratori del comparto. Nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale e alle sfide organizzative, il sindacato nella persona del segretario generale Giuseppe Verrastro ha lavorato in sinergia con le amministrazioni per garantire riconoscimenti economici e professionali. Durante l’assemblea dell’Area del Potentino, è stato presentato il nuovo Contratto Collettivo Na-
zionale di Lavoro degli Enti Locali 2022–2024, la cui entrata in vigore è prevista a breve. Nei piccoli comuni, la contrattazione integrativa ha valorizzato il personale, riconoscendo differenziali economici e indennità di responsabilità, oltre a consentire progressioni verticali. Risultati significativi sono stati ottenuti anche al Comune di Potenza, dove sono state introdotte nuove progressioni e indennità per la Polizia Locale. Presso la Regione Basilicata e enti come ARLAB e ARPAB, si è registrata un’accelerazione nei processi grazie all’OIV, sbloccando risorse
per i dipendenti. Inoltre, è stato introdotto il welfare integrativo, portando ulteriori benefici ai lavoratori. La UIL FPL ha lanciato un appello al Presidente dell’ANCI affinché si avvii la contrattazione decentrata all'inizio dell'anno, evitando ritardi che complicano la programmazione. Il sindacato si impegna a lavorare per rendere obbligatoria l’apertura della contrattazione integrativa all'inizio dell'anno, continuando a tutelare i diritti e a valorizzare le professionalità dei lavoratori, per garantire servizi pubblici di qualità ai cittadini.
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Il documento condiviso da maggioranza e opposizione impegna Regione e Governo a promuovere il futuro industriale del territorio
Stellantis e indotto di Melfi: ok del Consiglio a risoluzione
_ Alcuni momenti del Consiglio regionale
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l Consiglio regionale della Basilicata, nella seduta di ieri pomeriggio , ha approvato all'unanimità una risoluzione «per la tutela e il rilancio del comparto automotive e dell'indotto lucano, con particolare riferimento allo stabilimento Stellantis di Melfi, nonché per l'attrazione di nuovi investimenti e la riconversione produttiva e occupazionale, in coerenza con le politiche industriali nazionali ed europee». Una decisione arrivata dopo un lungo confronto tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. Il documento impegna il Presidente della Regione e il Governo regionale a convocare, entro 15 giorni, un “Patto di Filiera per Melfi e Indotto” con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Stellantis, le imprese dell’indotto, le organizzazioni sindacali, le Università e le Agenzie per il lavoro. Il Patto avrà come obiettivo la mappatura delle imprese a rischio e dei fabbisogni di riconversione, nonché la ricognizione dei fabbisogni per garantire la continuità occupazionale e reddituale nelle fasi transitorie. Inoltre, si prevede la definizione di un pia-
(foto Mattiacci)
no d’azione a 30, 60 e 90 giorni e l’individuazione di progetti cantierabili per innovazione, qualità, automazione e riposizionamento di prodotto e mercato. Parallelamente, si intende istituire un “Patto per il rilancio industriale della Basilicata 2030”, coinvolgendo tutte le parti interessate, dalle amministrazioni regionali e locali alle associazioni datoriali e sindacali. Il documento richiede anche che, in raccordo con il livello nazionale, il MIMIT adotti un set minimo di impegni verificabili per il sito di Melfi e la filiera locale. Questi impegni riguarderanno indicatori su volumi, tempi di avvio e fabbisogni occupazionali, garantendo così certezza e programmazione per lavoratori e imprese. Inoltre, si propone di orientare ogni intervento regionale di sostegno alle imprese secondo il principio di condizionalità, subordinando l’accesso a misure di supporto a piani industriali credibili e investimenti in innovazione. Un altro aspetto cruciale del documento è la predisposizione, entro 60 giorni, di un Piano regio-
nale “Competenze per la Transizione” per il settore automotive e filiere collegate, fondato su fabbisogni certificati e co-progettazione con le imprese. Per garantire l’efficacia delle azioni intraprese, si prevede l’istituzione di un sistema di monitoraggio e rendicontazione, con relazioni trimestrali al Consiglio regionale sullo stato di avanzamento degli impegni assunti. Durante la seduta, sono intervenuti i consiglieri regionali Napoli, Chiorazzo e Lacorazza, mentre Cifarelli ha annunciato che la ri-
soluzione per il rilancio del Distretto del mobile sarà al centro di una prossima seduta del Consiglio regionale. Prima del voto, l’assessore Cupparo ha ricevuto ringraziamenti per aver condiviso un documento strategico e per aver trovato una sinergia unitaria. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento della filiera automotive in Basilicata, con l’obiettivo di garantire occupazione e sviluppo sostenibile per il futuro del territorio.
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OLTRE IL GIARDINO In studio anche la rappresentante di Azione Sarlo che accusa di disinteresse per le Provinciali, il commissario regionale Pittella
Rimpasto di Giunta, Napoli (FdI): «Partito pronto a fare la sua parte» N
ell’ultima puntata di “Oltre il Giardino”, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Michele Napoli ha affrontato temi cruciali riguardanti la situazione politica regionale e nazionale. Napoli ha esordito con una nota positiva, evidenziando la liberazione di due italiani detenuti in Venezuela, un successo che dimostra l'impegno del governo nel proteggere i propri cittadini all'estero. Napoli ha sottolineato l'importanza di passare da una gestione emergenziale a una fase di riforma strutturale. «È tempo di anticipare le questioni e affrontare i temi della governance e dell'efficienza dell'azione pubblica», ha affermato. Il consigliere ha richiamato l'attenzione sulla necessità di un piano sanitario regionale efficace e sulla crisi idrica, sottolineando che è fondamentale pianificare e programmare interventi. Il consigliere regionale ha anche parlato del settore agricolo, definendolo cruciale per l'economia lucana e chiedendo un maggiore supporto per garantire la sua sostenibilità. Inoltre, ha espresso preoccupazione per i cantieri interminabili nelle infrastrutture regionali, esortando a velocizzare i lavori per migliorare la mobilità e l'occupazione. Riguardo alla crisi nel settore automotive, Napoli ha rassicurato che lo stabilimento Stellantis di Melfi non verrà smantellato, ma ha avvertito che è necessario prestare attenzione all'indotto. Ha esortato la politica a creare un contesto favorevole per garantire la crescita delle competenze e l'innovazione. Infine, Napoli ha affrontato la possibilità di un rimpasto di giunta, «Fratelli d’Italia, laddove dovesse verificarsi, è pronta a fare la sua parte fino in fondo. Non è una questione di poltrone o di sedi da occupare ma di rispondere alle esigenze del territorio. Quando io ho chiesto un cambio di passo, non mi riferisco alla poltrona, mi riferisco alle decisioni da assumere, che devono essere conformi e confacenti a quelle che sono le aspettative della comunità e le esigenze del territorio, perché noi dobbiamo governare nell'interesse della regione» e passa la palla a Bardi «Il presidente, esercitando le sue prerogative, sceglie gli uomini di cui avvalersi, coloro i quali formano il governo regionale». Si cambia argomento a Oltre il giardino. Arriva in studio Concetta Sarlo, rappresentante di Azione che ha condiviso le sue riflessioni sulle recenti elezioni provinciali di Matera, che hanno portato a una nuova composizione del
consiglio. Nonostante la sua lista non sia riuscita a ottenere il successo sperato, Sarlo ha sottolineato l'importanza della partecipazione e dell'impegno politico. Sarlo ha espresso rammarico per il risultato di Azione, che ha visto solo un consigliere eletto, il consigliere Garzone. «Ci aspettavamo di più», ha affermato, indicando che il partito deve lavorare di più sul territorio per migliorare la propria presenza. Ha anche notato la vittoria della Lega, evidenziando come il partito abbia saputo puntare su due candidate donne del territorio, un passo lungimirante che ha dato i suoi frutti. Sotto la lente d'ingrandimento è finita anche la leadership di Marcello Pittella, la cui assenza durante la campagna elettorale è stata percepita come un fattore che ha penalizzato Azione. Sarlo ha suggerito che una maggiore presenza del leader avrebbe potuto portare a un risultato migliore per il partito: «Eravamo in tanti a voler giocare la partita delle Provinciali e lui ha lasciato spazio alla competizione interna. Credo che se si fosse impegnato in campagna elettorale sicuramente il secondo consigliere lo avremmo eletto». Il centrodestra ha ottenuto un risultato significativo, con Sarlo che ha riconosciuto l'apertura verso il territorio da parte dei segretari di partito. Al contrario, ha evidenziato le difficoltà del centrosinistra, che si trova in una situazione complessa, con un malcontento interno che ha portato a una scarsa rappresentanza. Un tema centrale emerso durante la puntata è stato il ruolo delle province. Sarlo ha sottolineato l'importanza di dare dignità alle province, affermando che queste sono essenziali per garantire una rappresentanza adeguata alle comunità locali. Ha proposto che il primo consiglio provinciale possa essere guidato da un consigliere eletto nel comune più piccolo, per sottolineare l'importanza di tutti i territori. Infine, Sarlo ha discusso delle prospettive future di Azione in Basilicata, evidenziando la necessità di un'apertura verso il territorio e di un superamento delle divisioni interne. Ha concluso affermando che, se il partito non riesce a risolvere i propri problemi interni, non potrà ambire a un futuro migliore. Ultimo blocco della puntata con il segretario del Partito Democratico di Pisticci, Marco Losenno, ha commentato i risultati delle recenti elezioni provinciali, evidenziando sia le sfide che le opportunità per il centrosinistra. Nonostante un contesto politico diffi-
__Napoli a Oltre il giardino
__Sarlo a Oltre il giardino
__Losenno a Oltre il giardino cile, Losenno ha espresso soddisfazione per l'elezione della consigliera provinciale Maria Teresa Camardella, sottolineando l'importanza di un progetto politico coeso. Il centrosinistra ha subito un significativo ridimensionamento, passando da sette a tre consiglieri provinciali, una perdita attribuita al recente capovolgimento politico a Matera, dove il centrodestra ha preso il controllo. Losenno ha riconosciuto che il risultato del Movimento 5 Stelle, con solo un consigliere eletto, riflette una mancanza di radicamento territoriale, evidenziando la difficoltà del partito di attrarre consensi in un contesto così competitivo. Sotto la guida di Viviana Verri, la coordinatrice provinciale dei Cin-
que Stelle, è emersa la necessità di unire le forze per affrontare le sfide locali. Il segretario cittadino del Pd ha sottolineato che il personalismo ha frammentato il centrosinistra in passato, rendendo difficile costruire un progetto politico comune. Con l'intento di superare queste divisioni, il PD sta cercando di coinvolgere tutti coloro che si riconoscono nei valori progressisti. Guardando al futuro, ha delineato alcuni obiettivi chiave per il prossimo anno e mezzo, tra cui l'approvazione del nuovo regolamento urbanistico e il completamento di progetti infrastrutturali cruciali. Ha anche sottolineato l'importanza di migliorare la viabilità ordinaria e di affrontare le problematiche legate alla gestione delle acque.
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PROVINCIALI «Non me la sono sentita di fare “l’uomo di partito” dinanzi alla richiesta inascoltata di un rappresentante del territorio»
Paradiso rimette la tessera del Pd e a Cronache ne snocciola i motivi DI EMANUELA CALABRESE
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a fatto ben più che rumore la tessera del partito rimessa dal Sindaco di Tricarico, Paolo Paradiso, nelle mani del Segretario cittadino di circolo, a seguito del rinnovo del Consiglio Provinciale di Matera. Le operazioni di voto di secondo grado, quindi non aperte ai cittadini, ma solo ai sindaci e consiglieri comunali dei Comuni interessati, hanno individuato i nomi dei 10 eletti che affiancheranno il presidente Francesco Mancini. Con una nota Paradiso ha però reso pubblica la sua scelta, dettata da una personale idea di coerenza, e a Cronache spiega passo per passo come è giunto a questa decisione. «Avevo chiesto al PD, insieme ad altri e in piena conformità di valutazione con la direzione provinciale, che il territorio collina/montagna materana individuasse un candidato alle elezioni provinciali. Così non è stato, esattamente come due anni fa quando fu invocato il criterio (poi non fedelmente attuato) della continuità». Così scrive il Sindaco che poche ore dopo dalle nostre colonne spiega: «All’epoca Tricarico aveva avanzato il Partito di Tricarico, ovviamente anche con gli amministratori. Eravamo 6 con la tessera PD, anche se una lista civica, però il Partito, con gli Amministratori iscritti aveva chiesto una rappresentanza territoriale. La risposta fu “dobbiamo andare in continuità con gli attuali, la prossima volta”. Il criterio fu attuato in parte, perché vennero inserite altre persone, ma rispettammo comunque quella che fu una scelta. Quest’anno pertanto abbiamo riavanzato la candidatura, anche proprio come Tricarico, ma soprattutto di una rappresentanza territoriale. C’erano 4 persone disponibili e anche in direzione provinciale si era detto che un rappresentante della collina-montagna materana, sarebbe stato opportuno farlo candidare. Poi
ovviamente i voti non è detto che si prendano, ma perlomeno andava individuato un rappresentante territoriale di queste aree. Così non è stato: si è scelto di andare sul Segretario provinciale come sintesi, laddove una sintesi tra i quattro si sarebbe dovuta e potuta trovare. Io personalmente non me la sono sentita di fare “l’uomo di partito”, dinanzi a quella che reputo essere una necessità importante per l’area. Ma siccome sono una persona chiara, corretta e coerente, l’ho detto qualche ora prima del voto, l’ho ribadito durante e non ho timore di dirlo pubblicamente». Colpisce la frase messa nero su bianco dal Sindaco: «Mi sono trovato a scegliere tra il partito (primo e unico al quale sono e sono stato tesserato) e il territorio per il quale io per primo avevo chiesto rappresentatività». Anche in merito a ciò Paradiso a Cronache asserisce: «Sì, era proprio quello il nodo. Noi volevamo che il territorio avesse un rappresentante, non avendone in Regione né in Provincia. Eppure si parla sempre di Aree Interne, ma in sostanza, alla resa dei conti, non c’è niente di concreto. Quindi davvero dovevo scegliere se andare a votare il mio Partito o se essere coerente con quella che è una necessità, dal mio punto di vista di Amministratore di una comunità e dunque maggiormente in grado di comprendere le necessità. Non perché gli altri non vogliano comprenderle, ma perché chi vive quotidianamente i paesi può conoscere le dinamiche in maniera interna, approfondita, sviscerata e puntuale. Una realtà come Matera non può conoscere Tricarico, così come una realtà del metapontino non può conoscere ad esempio Garaguso o Grassano, per quanto le istanze possano essere portate avanti». A questo punto è maturata la scelta: «Come dicevo, dovevo essere coerente o col partito o col territorio, e giacché non si trattava di un voto personale ma di una elezione di secondo livello, non andavo a votare per mio con-
_ Paradiso to, ma “in rappresentanza” del territorio, il cui umore è di avere un rappresentante, non di avere un esponente del PD. Faccio un esempio: se il PD lo vota anche il 51%, la necessità di avere un rappresentante del territorio ce l’ha il 90%. Ho scelto, in linea con quella che ritengo essere una necessità comunitaria, l'unica candidata, all'interno delle quattro liste, rappresentante la collina materana. Mi sono dunque sentito in dovere ed in diritto di fare questa scelta, seppur molto combattuta, perché i miei valori sono lì, ma ho votato da un’altra parte. E nonostante lo stato d’animo contrastato, ho scelto di essere coerente: se lo sono stato prima nel dire che occorreva un rappresentante delle Aree interne e l’ho votato, dovevo esserlo anche dopo, quando pur avendo la tessera del Partito in tasca, non ho seguito quello che era il Segretario provinciale del mio partito, e pertanto ho sentito di dover rimettere la tessera, per mantenere proprio questa linea di coerenza».
IL CONSIGLIERE DI MATERA DEMOCRATICA RUBINO: «NON POSSO CHE CONDIVIDERE LA DELUSIONE PER LA MANCANZA DI ASCOLTO»
«Scelta di Paradiso coerente, serve una svolta nel partito»
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e recenti dichiarazioni del Sindaco di Tricarico, Paolo Paradiso, e la sua decisione di rimettere la tessera del Partito Democratico, «rappresentano un chiaro segnale di disagio politico che non può essere ignorato». Così il consigliere comunale di Matera Democratica Angelo Rubino commenta la notizia. «Un gesto forte, motivato dalla mancata attenzione del partito verso il tema fondamentale della rappresentanza territoriale, in particolare della collina/montagna materana. continua Rubino - Paradiso, insieme ad altri amministratori locali, aveva chiesto con chiarezza che tale area potesse esprimere una candidatura per il rinnovo del Consiglio Pro-
vinciale di Matera. Una richiesta avanzata nel rispetto delle dinamiche democratiche interne, ma che non ha ricevuto alcuna risposta concreta, come già avvenuto due anni fa». «Paradiso ha scelto di onorare il proprio ruolo istituzionale, sostiene il consigliere - privilegiando il mandato di Sindaco e il territorio che rappresenta, rispetto all'appartenenza partitica. Una decisione coerente, che mette in luce una profonda frattura tra la base e gli organi dirigenti del Pd». Come consigliere comunale di Matera e iscritto al Partito Democratico, «non posso che condividere la delusione per la mancanza di ascolto e partecipazione reale che ha caratterizzato questo percorso. È ur-
gente aprire una riflessione seria e collettiva sul futuro del partito a livello provinciale: serve un cambio di passo, basato su inclusione, trasparenza e rispetto delle istanze dei ter-
ritori. Solo così il PD potrà tornare ad essere forza credibile e radicata, capace di rappresentare realmente le comunità» conclude il consigliere Angelo Rubino.
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LA RIFLESSIONE Non è solo storia da raccontare, ma un'opportunità per riflettere sull'autenticità e la continuità delle nostre radici
Il Medioevo che ci sfida: storia, identità e il senso del nostro tempo DI DINO QUARATINO
C’
è un momento in cui il passato smette di essere un semplice ricordo e diventa materia viva. In Basilicata, questo momento oggi si chiama Fantastico Medioevo, un progetto culturale sostenuto da un protocollo ufficiale stipulato tra la Regione Basilicata e il Comune di Matera, che ne coordina la rete territoriale fino al 2027. Non è una festa di superficie né un’occasione di marketing: è un invito a osservare, riflettere, interrogarsi su ciò che siamo stati e su ciò che siamo capaci di diventare. Il Medioevo, naturalmente, evoca immagini di castelli, nobili, battaglie e… povertà diffusa. Ma ridurre il periodo a una cartolina è un errore banale. Qui, in Basilicata, il Medioevo è pietra, borgo, vicolo, mura e sentieri. È un territorio che ha modellato la vita delle comunità per secoli, lasciando un’eredità concreta e duratura. Il progetto Fantastico Medioevo non chiede di insegnare nulla a nessuno; chiede di osservare, ascoltare e percepire il senso di una storia che resiste, silenziosa, sotto i nostri piedi. PIETRA, BORGHI E FATICA: IL MEDIOEVO REALE Chi pensa al Medioevo lucano spesso immagina un’epoca buia, lontana, quasi irreale. Niente di più sbagliato. Certo, la vita era dura, la povertà diffusa, i conflitti frequenti. Ma c’era anche ingegno, cooperazione, resilienza. I borghi non erano solo luoghi da ammirare: erano comunità interconnesse, dove il lavoro, la difesa e la gestione delle risorse erano responsabilità collettive. Chi non partecipava metteva a rischio l’intera comunità. Sorprendentemente, quella lezione antica appare oggi quasi profetica: in un’epoca di isolamento digitale e individualismo accelerato, l’interdipendenza del pas-
sato diventa un modello simbolico di ciò che possiamo scegliere di coltivare. I castelli, le cattedrali e i monasteri non erano solo decorazioni o monumenti; erano centri di vita, di sapere, di scambi, di progettualità quotidiana. I vicoli e le piazze non erano scenografie, ma luoghi concreti dove la vita accadeva ogni giorno. Il progetto Fantastico Medioevo ci permette di confrontarci con questa eredità senza trasformarla in folklore artificiale: ci sfida a sentire la storia come un organismo vivo, non come un souvenir da scaffale. MATERA: NODO, NON PALCOSCENICO Matera, con la sua fama europea, è naturalmente il centro di gravità del protocollo e del progetto. Ma va ricordato che il protocollo non la trasforma in un palcoscenico unico: Matera è nodo di una rete, punto di contatto e coordinamento che collega borghi e siti medievali lucani. Non c’è un ordine gerarchico da seguire, né un palcoscenico da illuminare: c’è un intreccio di storie e patrimoni che dialogano tra loro. E in questo dialogo silenzioso risiede la vera forza del progetto. Ironia sottile: non servono costumi da set cinematografico o sagre kitsch per far capire che questi luoghi hanno valore. La loro forza è già nella pietra, nel silenzio dei vicoli, nella continuità del tempo. Matera diventa così non una vetrina per il turismo distratto, ma il centro di una rete che, per un attimo, ci permette di percepire il territorio nella sua interezza. TURISMO CULTURALE: PIÙ RIFLESSIONE CHE NUMERI Il turismo culturale è spesso discusso in termini economici: flussi, presenze, indotto. Ma il vero impatto non si misura in numeri, bensì in senso, percezione e relazione con il territorio. Non è una gui-
da a ciò che va fatto, ma un invito a riflettere su cosa significa abitare questi luoghi: vivere in una regione che custodisce borghi medievali, sentieri secolari, opere d’arte sospese nel tempo, e riconoscerne il valore senza trasformarli in scenografie usa e getta. Un tocco di ironia: il rischio di ridurre tutto a “set fotografico” per social network è reale, ma non è una condanna inevitabile. Il progetto ci offre un’occasione rara: guardare oltre il selfie, percepire la profondità della storia, sentire il senso della nostra identità collettiva. Non serve intervenire: basta osservare, riflettere, percepire. IDENTITÀ NON È TRAVESTIMENTO Raccontare la Basilicata medievale non significa vestirla con costumi da fiera o spettacolarizzarla. L’identità di un luogo non si costruisce con l’effetto scenico: è fatta di persone, storie, saperi, memoria concreta. Ogni borgo, ogni castello, ogni vicolo parla di resilienza, fatica, ingegno e continuità. La vera sfida è ascoltarli, non manipolarli. Piccola ironia: non servono fuochi d’artificio per far percepire che la Basilicata ha un patrimonio unico. Basta lasciarlo parlare, senza ridurlo a spettacolo. La storia è già di per sé affascinante, sorprendente, profonda. È la nostra capacità di accoglierla senza distorcerla che determina quanto il progetto diventa significativo. IL TEMPO LUNGO DEI PROCESSI Il protocollo fino al 2027 indica un orizzonte temporale realistico. Non è una scadenza simbolica, ma un arco sufficiente per osservare, riflettere e capire l’impatto del progetto nel tempo. La cultura vive nei processi, non negli annunci. La trasformazione non si misura in inaugurazioni o comunicati stampa, ma in percezione, senso e consapevolezza collettiva. Il progetto ci sfida a pensare in termini di tempo lungo: non basta un colpo di teatro, serve la capacità di lasciare sedimentare
ciò che la storia ci mostra. Qui il Medioevo non diventa nostalgico, ma contemporaneo: ci invita a guardare il presente con occhi più attenti, con la pazienza di chi sa che ciò che resta è più importante di ciò che appare. L’EUROPA CERCA VERITÀ, NON SCENOGRAFIE Il protocollo con Matera ha anche una dimensione europea: la città è nodo di collegamento con celebrazioni e circuiti continentali. Ma l’Europa non vuole scenografie: cerca autenticità. Chi viaggia per cultura desidera storie vere, luoghi che parlano senza bisogno di artifici, dettagli concreti che raccontano la vita reale di comunità e territori. Ecco il punto ironico: non basta una brochure elegante o un evento spettacolare per catturare interesse e rispetto. La Basilicata ha un vantaggio enorme: la sua storia è concreta, non consumata. Sta a noi, e solo a noi, percepirla come tale e accoglierla nella sua complessità, senza interpretazioni superficiali. Non serve insegnare nulla: basta osservare, ascoltare e sentire. IMPATTO E RIFLESSIONE Il protocollo tra Regione e Matera non è un manuale operativo, né un suggerimento su come gestire i borghi. È un fatto concreto, uno spazio istituzionale in cui la storia e il territorio si incontrano e diventano occasione di riflessione.
L’impatto reale del progetto non sarà misurato solo in numeri o presenze turistiche, ma in ciò che suscita: senso di appartenenza, attenzione alle radici, consapevolezza della nostra identità collettiva. Il Medioevo lucano diventa così simbolo di continuità: un invito a osservare, percepire e riflettere sul tempo che ci attraversa, sul valore di ciò che ci è stato trasmesso e sul modo in cui lo custodiamo. Non come oggetto di gestione, ma come occasione di pensiero. CHIUDERE CON IL VERO MEDIOEVO Il Medioevo lucano non è una favola da raccontare ai visitatori, né un vestito da indossare per apparire. È un fatto, concreto e silenzioso, che ci sfida a percepire il senso della nostra identità. Ogni borgo, ogni vicolo, ogni pietra è un invito a guardare chi siamo e chi vogliamo essere. Il protocollo Regione-Matera ci dà un contesto, una cornice istituzionale, ma la vera prova è dentro di noi: capire che la storia non si conserva in teche dorate, ma si sente quando la accogliamo. Se sapremo fare questo, non avremo solo turismo, ma comunità più forti, memoria più viva, territorio più consapevole. E questo, alla fine, è il Medioevo che ci sfida davvero: quello che misura la nostra capacità di vivere il presente con autenticità, senza scorciatoie, senza scenografie, senza illusioni.
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In Basilicata non è ancora arrivata la sostanza sintetica che imperversa in Usa, ma si rafforzano i servizi di prevenzione sul territorio
Droga nelle aree interne lucane Allerta per l’arrivo del Fentanyl DI VINCENZO MAIDA
POTENZA. È sufficiente prestare attenzione alla cronaca quotidiana per imbattersi in notizie di retate, arresti per droga, fatti di cronaca nera nei quali gli stupefacenti sono presenti. Ma sembra che ci siamo assuefatti e non abbiamo coscienza della gravità del fenomeno. Anche nelle aree interne della Basilicata, il fenomeno è presente ed insieme all’alcolismo, che registra in percentuale una casistica maggiore delle aree costiere, rappresenta ormai una piaga. L’azione di contrasto è stata fino ad ora insufficiente e bisognerebbe muoversi su più fronti: quello della prevenzione nella scuole con azioni mirate e ore dedicate, quello del rafforzamento delle comunità di recupero, dei servizi di prevenzione nelle Aassll i Serd (Servizio di Prevenzione delle Dipendenze), l’attivazione di un uso mirato alla prevenzione dei media e dei social network, ponendo in essere una repressione spietata dello spaccio e della criminalità che si dedica a questa fruttuosa attività con l’inasprimento delle pene, al fine di renderla svantaggiosa.
Intendiamoci, qualcosa, come vedremo, si sta facendo, ma il tema è troppo importante perché non venga affrontato con più forza. Secondo i dati resi pubblici nel 2022 dal rapporto dell'Agenzia europea delle droghe: “L'Italia è il terzo Paese in Ue per uso di cannabis e il quarto per uso di cocaina. La cannabis resta la sostanza illecita più diffusamente consumata in Europa. Nell'ultimo anno ne hanno fatto uso 24 milioni di adulti, e il 20,7% di giovani (15-34 anni) in Italia, percentuale superata solo da quella della Francia (21,5%). Se si considera il tasso di consumo nell'arco della vita, l'Italia è terza con il 33,1%, dopo Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). La cocaina è in-
vece stata consumata da 3,5 milioni di europei nel 2017. L'uso è molto alto nei giovani britannici (4%), danesi (3,9%) e olandesi (3,7%). In Italia l'1,9% dei giovani ne ha fatto uso nell'ultimo anno, ma se si guarda al tasso nell'arco della vita si sale al 6,8%, il quarto dato più elevato dopo Regno Unito (9,7%), Spagna (9,1%) e Irlanda (7,1%). Per quanto riguarda l'ecstasy, nell'ultimo anno è stata assunta da 2,6 milioni di persone. In Italia il fenomeno riguarda il 2,8% della popolazione, tasso molto basso se si considerano il 9,2% di Irlanda e Olanda, il 9% del Regno Unito, il 7,1% della Repubblica Ceca, il 4,2% della Francia». Il Sistema nazionale di allerta rapida per le dro-
ghe (News-D) coordinato dal Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) ha diffuso una allerta per la presenza di Fentanyl riscontrata, tramite verifiche svolte dall’Istituto Superiore di Sanità, come sostanza da taglio in una dose di eroina sequestrata nella zona di Perugia. È la prima volta che questo si accerta in Italia. Si tratta di una sostanza pericolosissima che già imperversa negli Usa. Costa poco ed ha effetti mostruosi. In raccordo con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, è stato, quindi, attivato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici che prevede l’invio dell’allerta a tutte le forze di polizia e a tutte le amministrazioni competenti, affinché sia rafforzata la rete di monitoraggio territoriale e aumentata l’attenzione in tutti i settori potenzialmente esposti. «Siamo fieri che l’Italia sia una delle primissime Nazioni in Europa ad adottare un piano molto articolato di prevenzione contro l’uso improprio del Fentanyl e degli altri oppioidi sinteti-
ci». Ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Il Fentanyl – ha proseguito la Meloni - nota come ’droga degli zombie’, la cui diffusione ha provocato negli Stati Uniti una vera e propria emergenza, è un analgesico molto potente che può avere effetti devastanti su chi lo assume per scopi diversi da quelli sanitari. Sono sufficienti, infatti, appena 3 milligrammi della sostanza per uccidere una persona. La parola d’ordine del Governo - aggiunge Meloni - è prevenzione. Principio che ispira il nostro piano d’intervento per scongiurare la diffusione del Fentanyl sul territorio nazionale e sensibilizzare i cittadini, in particolare le giovani generazioni, sulla pericolosità della sostanza. La lotta alla droga e a tutte le dipendenze patologiche è una priorità assoluta di questo Governo e in questa direzione continueremo a lavorare, senza sosta e con determinazione». Va riconosciuto che l’Italia è la prima nazione che approva un piano di prevenzione Fentanyl. In Basilicata ancora non si hanno notizie sull’uso di questa sostanza sintetica e bisogna tenere alta la guardia.
L’assessore valuta positivamente il ddl approvato dal Governo, la Garante Padula chiede tutele anche nelle aree interne lucane
Caregiver, Latronico: «Svolta attesa sul welfare» POTENZA. L’approvazione, da parte del Governo, del disegno di legge sui caregiver familiari rappresenta «un passaggio importante e atteso», perché interviene su una condizione rimasta troppo a lungo priva di un pieno riconoscimento giuridico. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico, che evidenzia come il provvedimento introduca finalmente «un quadro normativo chiaro e unitario», fondato su una definizione univoca del caregiver familiare e su un sistema organico di tutele.Il disegno di legge prevede il riconoscimento giuridico del ruolo, l’accesso prioritario ai servizi, misure di sostegno economico e strumenti di conciliazione tra attività di cura, lavoro e vita personale, oltre a specifiche garanzie in ambito previdenziale e assicurativo. Un’impostazione che consente di superare l’approccio frammentario del passato e di rendere
__La garante dei disabili Marika Padula strutturale la tutela dei caregiver, valorizzando una funzione essenziale per la tenuta sociale delle comunità.Particolarmente rilevante, secondo Latronico, è la previsione di risorse stabili e dedicate, condizione indispensabile per l’effettiva applicazione della norma e per il rafforzamento delle politiche di welfare. «Solo attraverso finanziamenti certi e continui – sottolinea – è possibile favorire una reale integrazione tra interventi sociali e
sanitari, rendendo più efficace l’assistenza alle persone fragili e alle loro famiglie».Per la Basilicata il provvedimento rappresenta un’opportunità concreta per consolidare un modello di welfare di prossimità, coerente con le riforme nazionali, con gli investimenti del Pnrr e con il percorso regionale di integrazione tra sanità e politiche sociali, in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza di piccoli comuni e aree interne.Soddisfazione viene espressa anche dalla Garante regionale per le persone con disabilità Marika Padula, che parla di «un passaggio di grande rilievo sociale e culturale». «Finalmente viene riconosciuto, anche sul piano normativo, il ruolo fondamentale svolto da migliaia di caregiver che ogni giorno garantiscono cura, assistenza e supporto a persone con disabilità o non autosufficienti, spesso in condizioni di solitudine e senza adeguate tu-
tele», afferma.Padula evidenzia come il disegno di legge introduca una cornice nazionale organica per una figura che costituisce «un pilastro silenzioso del sistema di welfare», valorizzando un impegno continuativo e complesso che incide profondamente sulla vita personale, lavorativa ed economica dei caregiver. «Il riconoscimento dei caregiver familiari non è soltanto una misura di sostegno, ma un atto di giustizia sociale», sottolinea, perché afferma il principio che la cura è un bene comune.La Garante richiama infine l’importanza della fase parlamentare, auspicando che il confronto istituzionale consenta di rafforzare ulteriormente il testo, garantendo inclusività, equità e accessibilità delle misure, soprattutto nei territori più piccoli e interni, affinché il riconoscimento si traduca in tutele concrete e diritti realmente esigibili.
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Nel documento dei sindaci dell’area interna l’allarme sui vuoti della guardia medica. Il consigliere provinciale sollecita Regione e Asp
Medio Val d’Agri, Sinisgalli (Iv): «Garantire assistenza sanitaria» POTENZA. La continuità assistenziale nel Medio Val d’Agri torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A sollevare con forza il tema è Filippo Sinisgalli, consigliere provinciale di Italia Viva ed ex sindaco di Missanello, che denuncia una situazione «non più sostenibile» per i comuni dell’Area interna Medio Agri, alle prese con riduzioni e discontinuità del servizio di guardia medica.Secondo Sinisgalli, la carenza del servizio rappresenta una criticità particolarmente grave per territori lontani dai principali presidi ospedalieri e con una forte presenza di persone anziane e fragili. «In questi contesti – sottolinea – la guardia medica non è un servizio accessorio, ma un presidio essenziale di sicurezza e di tutela della salute pubblica», capace di garantire risposte tempestive e di evitare disagi che si ripercuotono sull’intera comunità. Il consigliere provinciale richiama il documento unitario sottoscritto dai sindaci del territorio e indirizzato all’assessore regionale alla Salute e al direttore generale dell’Asp Basilicata, con cui si chiede il ripristino della piena operatività della continuità assistenziale. Un appel-
«APRIRE SUBITO UN TAVOLO ISTITUZIONALE»
Polimedica, Destino: «Salvare i lavoratori»
lo che nasce dall’esperienza diretta degli amministratori locali e dal crescente senso di abbandono avvertito dai cittadini quando i servizi fondamentali vengono meno. «Da amministratore – aggiunge Sinisgalli – conosco le difficoltà quotidiane delle famiglie e il disagio che alimenta sfiducia nelle istituzioni, contribuendo anche allo spopolamento delle aree interne». Per questo, il rilancio del Medio Val d’Agri, a suo avviso, passa dal rafforzamento della sanità territoriale, condizione indispensabile per difendere la
qualità della vita e ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso.Tra le proposte avanzate, l’istituzione di un tavolo di confronto istituzionale tra Regione Basilicata, Asp, responsabili delle cure primarie e amministrazioni comunali, con l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali e durature. «La sanità nelle aree interne non può essere gestita con interventi tampone – conclude –. Il diritto alla salute è un principio costituzionale che va garantito ovunque, anche nei piccoli comuni del Medio Val d’Agri».
MELFI. Preoccupazione a Melfi per la crisi annunciata da Polimedica, realtà sanitaria presente da oltre trent’anni nel Vulture-Melfese. Questa mattina il gruppo dirigente ha comunicato le dimissioni dell’amministratore delegato e l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo che potrebbero coinvolgere circa dieci dipendenti qualificati, con possibili ricadute sul piano sociale ed economico.Una notizia che desta allarme nel territorio, anche alla luce del ruolo svolto negli anni dall’azienda, capace di costruire un rapporto stabile con la comunità locale e di contribuire in modo significativo all’occupazione. A intervenire è Vincenzo Destino, presidente del Consiglio comunale, che esprime «sincera preoccupazione per le possibili conseguenze occupazionali» e richiama la necessità di affrontare la vicenda con responsabilità e coinvolgimento istituzionale.Destino auspica la convocazione immediata di un tavolo politico-istituzionale, più volte sollecitato dal sindaco, ritenuto indispensabile per individuare soluzioni condivise e tutelare lavoratori, famiglie e territorio. Nel suo appello chiama in causa anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico, chiedendo maggiore attenzione per la sanità nel Vulture-Melfese. «Sanità pubblica e privata convenzionata – conclude – devono operare in sinergia, nell’interesse esclusivo dei cittadini e della qualità dei servizi».
Per Chiorazzo e Vizziello la spesa sanitaria fuori regione resta strutturale e i dati diffusi dall’assessore Latronico non descrivono la realtà
«Mobilità sanitaria, persi 400 milioni in tre anni» POTENZA. La mobilità sanitaria continua a pesare in modo rilevante sui conti e sulla credibilità del sistema sanitario lucano. A sostenerlo sono Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, presidente e capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, che intervengono criticamente sulle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico. Secondo i due consiglieri, negli ultimi tre anni la Regione Basilicata ha speso oltre 400 milioni di euro per prestazioni sanitarie erogate ai cittadini lucani fuori regione, spesso non riconducibili a cure di alta specialità. Un dato definito strutturale e indicativo del livello di fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario regionale, che non può esse-
re minimizzato con letture ottimistiche. «Altro che inversione di tendenza», osservano, ricordando che nel 2024 il saldo della mobilità sanitaria registra un recupero di poco superiore al milione di euro rispetto al 2023.Per Chiorazzo e Vizziello, si tratta di un miglioramento marginale, insufficiente a fronte di sette anni di governo del centrodestra e della responsabilità politica del presidente Vito Bardi. «A questo ritmo – affermano – servirebbero decenni prima di vedere risultati concreti nella scelta dei lucani di curarsi in Basilicata anziché affrontare viaggi fuori regione».I due esponenti di Basilicata Casa Comune criticano inoltre una narrazione istituzionale ritenuta difensiva e distante dalla realtà quotidiana dei
territori, evidenziando al tempo stesso la mancanza di un confronto politico stabile sulla sanità. Pur ribadendo la disponibilità a una collaborazione responsabile, ricordano le proposte già avanzate per ridurre le liste di at-
tesa, contenere la spesa farmaceutica e migliorare l’efficienza del sistema.Particolare attenzione viene posta sulla gestione delle risorse, citando il progetto Basilicata On Health, finanziato con 50 milioni di euro sottratti alle compensazioni ambientali, di cui si attendono chiarimenti su obiettivi e risultati. Nel frattempo, in molti comuni lucani, sottolineano, non è più garantita neppure la continuità assistenziale.Da qui l’appello finale al presidente Bardi affinché intervenga con serietà, avviando un confronto reale sul Piano sanitario regionale. Senza una visione chiara e condivisa, concludono, il sistema sanitario lucano rischia di pagare costi sociali ed economici sempre più elevati.
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Potenza
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POTENZA Incontro nel Circolo Angilla Vecchia per l’assessore alla viabilità. Fierro: «Importante confrontarsi con la comunità»
Sensi unici, Giuzio: «Ascolteremo i cittadini tenendo fede ai nostri programmi sulla città» DI FRANCESCO MENONNA
POTENZA. Quale futuro per i sensi unici in città? Quale futuro per la mobilità e viabilità cittadina dopo le recenti modifiche adottate dall'Amministrazione Comunale? Sono state queste le domande rivolte all'Assessore alla Mobilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio nel corso di una riunione a più voci promossa da Gaetano Fierro, presidente del Circolo Culturale Angilla Vecchia e svoltasi ieri pomeriggio nella sede cittadina. Una riunione importante, condivisa dagli iscritti e aderenti che hanno posto domande all'Assessore Giuzio in merito alla viabilità urbana che non pochi problemi e disagi ai cittadini sta creando in questi giorni. Un tema caldo, che tiene banco in città e che merita adeguate risposte. Una riunione forse tardiva per stessa ammissione di Gaetano Fierro ma utile per valu-
_ Un momento dell’incontro tare insieme nuove proposte operative in merito alla mappa della viabilità cittadina, già così duramente segnata dalla chiusura delle Scale Mobili di Viale Marconi in direzione di Piazza XVIII Agosto. Tante le indicazioni legate alla viabilità ai nuovi parcheggi e alla modalità d'accesso al Centro Storico che potrebbero essere condizionate da questa decisione. Gaetano Fierro, Presidente del Circolo Culturale Angilla Vecchia ha parla-
to del tema legato ai sensi unici e alla mobilità cittadina: «Questa è una riunione che giunge un po' in ritardo per il semplice fatto che il piano è già in fase operativa però siccome ci troviamo in una fase sperimentale, credo che ascoltare i cittadini, i commercianti e le persone che amano la nostra città sia un fatto estremamente positivo. La prima considerazione che mi viene da fare è se l’Amministrazione Comunale nel momento in cui ha
elaborato questo piano abbia tenuto in considerazione il fatto che Potenza è una comunità ad alto rischio sismico? Perché noi ci dobbiamo preoccupare non solo di garantire ai cittadini la mobilità ma dobbiamo assicurare loro la sicurezza per cui sarebbe opportuno o sarebbe stato opportuno ascoltare anche il parere della Protezione Civile e del Comitato per la Sicurezza che opera presso la Prefettura. Vedere le due strade più importanti della città, Corso Umberto e Corso Garibaldi a senso unico, richiede a parer mio, una certa riflessione. E questo in virtù della considerazione che ho fatto poc’anzi. Dobbiamo assicurare alla nostra comunità, in caso di un probabile evento sismico, le vie di fuga. Io non le vedo, attualmente, però vedremo cosa ci dirà l'Assessore Giuzio che è stato molto disponibile nei nostri riguardi». L’Assessore alla Mobilità del Comune di Poten-
za, Francesco Giuzio che ha inteso chiarire la sua posizione e quella dell'intera municipalità potentina dando le sue risposte in merito al problema: «È una sperimentazione che durerà 120 giorni, alla fine di questo lasso di tempo stabiliremo appunto se i risultati ottenuti sono in linea con quelli attesi e poi valuteremo il da farsi. La viabilità di Potenza ha già altri sensi unici, quello del sisma credo che sia un problema che non si pone, i percorsi emergenziali si adeguano chiaramente alla viabilità esistente, non credo che questo sarà un problema così grande da affrontare. Noi abbiamo sempre interessato i cittadini, abbiamo il dovere di perseguire le idee dell'Amministrazione e quindi di fare, è chiaro che poi dobbiamo avere anche la bravura qualora dovessimo renderci conto che quello che abbiamo fatto non funziona di tornare indietro ma onestamente questo non mi sembra il caso».
POTENZA Storie di speranza, lotta e integrazione in cinque proiezioni dal 20 gennaio al 18 febbraio
“Altro Cinema Possibile”: al via la rassegna di film sui Diritti Umani al Teatro Stabile POTENZA. La XIX edizione di “AltroCinemaPossibile, il cinema dei diritti” offre un'importante opportunità di riflessione attraverso la proiezione di cinque film che affrontano temi cruciali legati ai diritti umani. Ideata e curata da Zer0971 Ets con il patrocinio del Comune di Potenza, la rassegna si svolgerà al Ridotto del Teatro F. Stabile di Potenza per quattro martedì consecutivi, a partire dal 20 gennaio fino al 18 febbraio, con un'unica data di mercoledì. Le proiezioni inizieranno alle 21.00, con accoglienza a partire dalle 20.30. Per partecipare, è necessario munirsi della “AltroCinemaPossibile Card”, versando un contributo associativo di € 10, oppure è possibile acquistare un ingresso per singolo film a € 4. La card è disponibile anche presso la libreria Kiria in Viale Dante n.88 a Potenza. Si parte il 20 gennaio con “Non dirmi che hai paura” di Yasemin Samdereli. È la storia di Samia, una giovane somala che scopre il suo talento
per la velocità durante la guerra civile. Rappresentante della Somalia alle Olimpiadi di Pechino 2008, diventa simbolo di speranza per chi cerca una vita migliore. Il 27 Gennaio sarà proiettato Disunited Nations di Christophe Cotteret. Un film che esplora l'inefficacia dell'ONU nel promuovere la cooperazione e vigilare sui diritti umani, riflettendo sull'inerzia dell'organizzazione rispetto ai suoi obiettivi originali. Il 3 Febbraio tocca a Anywhere Anytime di Milad Tangshir. Issa, un giovane immigrato clandestino a Torino, lotta per sopravvivere. Dopo aver perso il lavoro e la sua bicicletta, intraprende un’odissea per ritrovare ciò che ha perso. Il 10 Febbraio è la volta di Divertimento di Marie-Castille Mention-Schaar. Zahia sogna di diventare direttrice d’orchestra, mentre sua sorella è già un’affermata violoncellista. Le difficoltà di essere giova-
ni donne di origini algerine mettono alla prova il loro sogno di rendere la musica accessibile a tutti. Ed infine, il 18 Febbraio, Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis. Un ritratto di famiglia che esplora le vite di tre generazioni palestinesi, esaminando il rapporto tra nonno, padre e figlio tra esilio e resistenza, in un contesto di op-
pressione. Questa rassegna rappresenta un'opportunità unica per confrontarsi con storie di vita, sogni e sfide quotidiane, invitando il pubblico a riflettere su questioni attuali e universali. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare Zer0971 Ets via email all'indirizzo info@zer0971.org o tramite WhatsApp al numero 351 0493109.
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Provincia
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Disagi al Liceo Scientifico di Marsico Nuovo, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale chiede interventi immediati e strutturali
Aliandro: «Condizioni inaccettabili al Liceo Peano, il diritto allo studio va tutelato» «G
li studenti non possono più aspettare». È un appello deciso quello lanciato dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Gianuario Aliandro, in merito ai gravi disagi che stanno vivendo le studentesse e gli studenti del Liceo Scientifico «G. Peano» di Marsico Nuovo, alle prese con il malfunzionamento delle caldaie e con una struttura scolastica non adeguata dal punto di vista energetico.Aliandro, già studente dello stesso istituto, ha espresso la propria «sincera vicinanza agli studenti e alle studentesse dell’istituto, che stanno vivendo gravi disagi a causa del malfunzionamento delle caldaie e di una struttura scolastica non adeguata sotto il profilo energetico».Una situazione che il consigliere regionale definisce senza mezzi termini «una condizione inaccettabile, che incide sul diritto allo studio e sulla qualità della vita scolastica». Secondo Aliandro, «ambienti non adeguatamente riscaldati e una carente manutenzione
strutturale non possono e non devono essere tollerati, soprattutto in un periodo dell’anno particolarmente rigido».Nel suo intervento, il capogruppo di Forza Italia ha voluto rivolgere anche un «sentito ringraziamento al sindaco di Marsico Nuovo, Massimo Macchia, per la vicinanza dimostrata agli studenti e alle famiglie
e per l’attenzione istituzionale riservata a questa problematica».Aliandro ha poi lanciato un appello diretto al presidente della Provincia, Christian Giordano, affinché «si individuino nell’immediato soluzioni concrete per risolvere l’emergenza e, al contempo, si programmino interventi strutturali e di efficientamento
energetico capaci di garantire condizioni dignitose, sicure e moderne alla comunità scolastica del Liceo “G. Peano”».«Gli studenti non possono più aspettare – conclude Aliandro –. Come consigliere regionale del territorio continuerò a seguire la vicenda con la massima attenzione».
AMMINISTRATORI, STUDIOSI E ASSOCIAZIONI UNITI PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Sicurezza e prevenzione a Potenza
Via Appia UNESCO, la sfida è fare rete
Truffe agli anziani, vertice in Prefettura
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l convegno dedicato alla Via Appia Antica si è confermato come un’occasione di grande interesse e partecipazione, grazie al contributo di amministratori, studiosi e archeologi che negli anni hanno lavorato al riconoscimento dello storico tracciato romano, proclamato nel luglio 2024 60° sito UNESCO. Un appuntamento che ha rappresentato un esempio concreto di collaborazione istituzionale al servizio del territorio.All’incontro hanno preso parte S.E. Monsignor Ciro Fanelli, il presidente di ANCI Basilicata Gerardo Larocca, i sindaci di Palazzo San Gervasio, Luca Festino, e di Banzi, Pasquale Caffio, l’assessore alla Cultura del Comune di Matera Simona Orsi, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo culturale e associativo.Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Vitantonio Iacoviello, coordinatore di Italia Nostra – Vulture Alto Bradano, che ha orga-
nizzato l’incontro sottolineando l’importanza della conoscenza e della tutela di questo straordinario patrimonio storico.Nel corso dei lavori, la dottoressa Angela Maria Ferroni, coordinatrice tecnico-scientifica della candidatura UNESCO della Via Appia, e il sindaco di Venosa Francesco Mollica hanno ribadito più volte la necessità di «fare rete», coinvolgendo associazioni, amministrazioni comunali, parchi e realtà territoriali, anche non direttamente interessate dal tracciato, per
costruire un percorso condiviso di valorizzazione.L’obiettivo comune emerso dal confronto è quello di proseguire nel lavoro di sensibilizzazione e promozione, per arrivare a una maggiore conoscenza e consapevolezza del territorio e, successivamente, alla programmazione di azioni concrete orientate a uno sviluppo turistico sostenibile e di qualità, a partire dal coinvolgimento delle scuole. Perché, come è stato sottolineato nel corso dell’incontro, «senza formazione non c’è futuro».
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ncentivare le attività di prevenzione e contrasto delle truffe agli anziani per rafforzare il legame di fiducia tra cittadini e istituzioni. È questo l’obiettivo al centro dell’iniziativa annunciata dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, che ha preannunciato la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.«È importante incentivare le attività di prevenzione e contrasto delle truffe agli anziani perché, oltre a garantire risultati efficaci, aiutano a consolidare uno stretto rapporto tra un segmento di popolazione vulnerabile e le Istituzioni nel complesso, rafforzandone il sentimento di fiducia», ha dichiarato il Prefetto.Il Comitato si riunirà in Prefettura domani, 14 gennaio, alle ore 11.00. Sul tavolo del massimo organo provinciale di sicurezza ci sarà l’esame della quarta edizione del progetto «Non da soli», presentato dal Comune di Potenza e finanziato anche per l’anno 2026 con fondi del Ministero dell’Interno. L’iniziativa è finalizzata alla prevenzione e al contrasto delle truffe ai danni delle persone anziane, una delle categorie più esposte a questo tipo di reati.Alla riunione parteciperanno il presidente della Provincia di Potenza, il sindaco del capoluogo lucano e i vertici provinciali delle Forze di Polizia, a conferma dell’importanza strategica attribuita al tema della sicurezza e della protezione delle fasce più fragili della popolazione.L’incontro rappresenta un momento di confronto istituzionale fondamentale per rafforzare le azioni di prevenzione già in atto e definire nuove strategie condivise sul territorio.
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Matera e Provincia
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Il sindaco Nicoletti al convegno: «La città è una meta credibile e desiderata. Stiamo costruendo una proposta turistica nuova, qualificata e diversificata»
Visione Turismo, lo sviluppo sostenibile di Matera protagonista a Palazzo Madama MATERA. Si è svolto ieri, nella Sala Koch di Palazzo Madama, presso il Senato della Repubblica, il convegno “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, promosso su iniziativa del Vice Presidente del Senato, Gian Marco Centinaio. Una giornata di confronto sulle strategie e sulle principali sfide del sistema turistico italiano, in cui il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha portato l’esempio della città dei Sassi e della Basilicata all’attenzione di una qualificata platea di rappresentanti del mondo degli operatori e della politica. Il primo cittadino è intervenuto nel panel dedicato a “Politiche di incoming, attrattività e strategie per il Sistema Italia”, illustrando il percorso intrapreso dalla città dei Sassi in materia di sviluppo turistico sostenibile e valo-
_ Alcuni momenti dell’incontro rizzazione del patrimonio culturale e territoriale, sottolineando come Matera sia oggi chiamata a rafforzare una visione che unisca attrattività, identità, innovazione e crescita economica. «Matera sta costruendo un modello turistico fondato sulla qualità, sulla sostenibilità e sul dialogo tra comunità e visitatori – ha di-
chiarato il sindaco Nicoletti –. Negli anni è diventata una destinazione credibile e desiderata, grazie al gran lavoro effettuato nella comunicazione, e che dal 2019 in poi ha visto crescere gli arrivi soprattutto dall’estero, come testimoniano numeri che vedono una radicale crescita dei flussi dai mercati internazionali. Stiamo co-
struendo una proposta turistica nuova, qualificata e diversificata, che guarda al futuro e che assume un significato ancora più forte nell’anno in cui la città ricopre il ruolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Quanto mai opportuno sarà continuare a promuovere il confronto tra amministratori e operatori, così come tra
viaggiatori e Comunità di residenti». La partecipazione e il contributo del sindaco Nicoletti al convegno conferma il posizionamento di Matera come centro di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale delle politiche turistiche, rafforzando il suo ruolo nel dibattito sul futuro dei territori e dei sistemi culturali.
Il presidente De Salvo: «Occorre ideare progetti per valorizzare l’identità marinara della città»
Policoro in lizza per il titolo di Capitale del Mare: l’appoggio di Confapi Matera
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onfapi Matera ha aderito all’avviso del Comune di Policoro per l’acquisizione di manifestazioni d’interesse per la partecipazione alla candidatura al titolo di “Capitale italiana del mare 2026”. L’interesse, quindi il sostegno dell’Associazione delle Piccole e Medie Imprese, che ha anche una sede operativa distaccata a Policoro, si giustifica per una serie di motivazioni. In primo luogo, la presenza nel territorio del Comune di Policoro, e più in generale, della fascia ionica, di numerose aziende associate che danno vita a un variegato sistema imprenditoriale strettamente connesso col ruolo che l’economia del mare riveste, sia in ambito turistico, che ambientale, culturale e dei servizi, senza tuttavia trascurare altri settori strettamente connessi ai primi, come per esempio i comparti delle costruzioni, dei trasporti e dell’agroalimentare. In secondo luogo, la ferma convinzione che Policoro meriti tale riconoscimento per il grande contributo dato all’intera regione in termini di vitalità imprenditoriale, economica e sociale da parte di una comunità estremamente vivace, intraprendente e cultural-
mente avanzata.Infine, per l’altrettanto salda certezza che l’auspicato riconoscimento potrà dare non solo alla comunità policorese e al sistema imprenditoriale locale, ma anche all’intera regione, un valore aggiunto con importanti ricadute di ordine economico e sociale.Con queste premesse Confapi Matera manifesta l’interesse a sostenere la candidatura di Policoro e offre la più ampia disponibilità a partecipare a eventuali forme di partenariato, reti, collaborazioni, progetti con-
divisi. «Siamo consapevoli – dichiara il Presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo – che occorre ideare progetti per la valorizzazione dell’identità marinara della città e il rapporto tra mare, economia, cultura e comunità». «Il Dipartimento per le politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – conclude il Presidente De Salvo – ha istituito il titolo “Capitale italiana del mare” per promuovere progetti e iniziative per la valorizza-
zione e la piena fruizione della cultura marittima italiana. Il Comune di Policoro ha tutti i requisiti per ottenere questo riconoscimento e il relativo finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato nella candidatura. Noi siamo disponibili, per il tramite delle nostre imprese, a collaborare per il rispetto dei criteri previsti dal bando, vale a dire coerenza, innovazione, capacità di collaborazione istituzionale e ricadute sul territorio».
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Periscopio
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Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Appunti di realtà: il 14 gennaio DI DINO QUARATINO
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’è un momento, nella crescita di ciascuno di noi, in cui smettiamo di cercare qualcuno che ci dica cosa fare e iniziamo a capire come stare al mondo. Non accade all’improvviso. Non fa rumore. Non arriva con un annuncio solenne. È più simile a una cucitura silenziosa che, punto dopo punto, tiene insieme ciò che prima sembrava sparso. All’inizio abbiamo bisogno di una guida. Qualcuno che apra il varco, che attraversi per primo il tessuto duro delle nostre paure, delle abitudini, delle convinzioni che ci tengono fermi. Non per sostituirsi a noi, ma per mostrarci che quel passaggio è possibile. È una relazione asimmetrica solo in apparenza: uno guida, l’altro segue, ma entrambi sono indispensabili. Poi, col tempo, accade qualcosa di decisivo. Ci accorgiamo che non stiamo più “seguendo”. Stiamo reggendo. Non perché l’altro sia scomparso, ma perché ciò che ci è stato trasmesso ha attecchito. È diventato parte del nostro modo di pensare, di agire,
di scegliere. A quel punto la forza non è più nell’impulso iniziale, ma nella continuità. In ciò che resta. In ciò che tiene. Viviamo in un’epoca che celebra l’autosufficienza come se fosse una virtù assoluta. “Farcela da soli”, “non dipendere da nessuno”, “tagliare i ponti”. Ma la realtà è più onesta: nessuna trasformazione profonda nasce in solitudine. Tutti siamo stati, almeno una volta, attraversati da una parola giusta, da un esempio coerente, da una presenza che non ci ha risolto la vita ma ci ha insegnato a prenderla in mano. La maturità non è l’assenza di riferimenti. È la capacità di incarnarli. È il momento in cui ciò che abbiamo ricevuto smette di essere un appoggio esterno e diventa responsabilità personale. Non replichiamo un modello: lo rendiamo vivo, adattandolo al nostro tempo, alle nostre battaglie quotidiane, alle nostre fragilità. Ed è qui che la relazione si compie davvero. Quando non c’è più bisogno di essere guidati passo dopo passo, ma resta un legame invisibile fatto di
gratitudine, coerenza e azione. Non parole. Azione. Perché ciò che abbiamo imparato chiede di essere messo al lavoro, non conservato in una teca. Oggi, in un mondo sfilacciato, in cui tutto sembra separarsi, comunità, relazioni, fiducia, ognuno di noi può diventare ciò che tiene in-
sieme. Non servono titoli, ruoli ufficiali, palcoscenici. Serve presenza. Serve continuità. Serve il coraggio di essere affidabili, di fare la propria parte anche quando nessuno guarda. Questa è l’azione che conta: prendere ciò che abbiamo ricevuto e usarlo per unire, non per distinguerci; per costruire, non per
primeggiare; per generare forza, non dipendenza. Se oggi senti di essere in quel passaggio silenzioso, non temerlo. È il segno che qualcosa ha funzionato. È il momento in cui non sei più solo attraversato dal cambiamento: sei tu a renderlo possibile. E questo, nel quotidiano, fa tutta la differenza.
A Franco Ferri, Rocco Paradiso e a Maria Pia Albano consegnata la medaglia celebrativa dei 50 anni della Regione Basilicata
Pittella conferisce un riconoscimento a I Tarantolati di Tricarico
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l Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha conferito questa mattina un riconoscimento alla carriera al gruppo musicale I Tarantolati di Tricarico, per il significativo contributo offerto alla valorizzazione e alla diffusione della tradizione musicale lucana in ambito nazionale e internazionale. Nel corso della cerimonia, il Presidente del Consiglio regionale ha consegnato la medaglia celebrativa dei 50 anni della Regione Basilicata a Franco Ferri e Rocco Paradiso, storici fondatori del gruppo, e a Maria Pia Albano, danzatrice, coreografa e costumista dei Tarantolati di Tricarico. «Il gruppo musicale - ha dichiarato il Presidente Pittella - ha saputo costruire, in oltre cinquant’anni di storia musicale, un’armonia che nasce dai territori, dalle comunità e dalle culture
locali, trasformandole in un valore aggiunto riconosciuto a livello regionale, nazionale e internazionale. Attraverso la sua musica ha recuperato e reinterpretato una cultura delle tradizioni, rendendola capace di parlare a pubblici diversi, coinvolgendo e trasmettendo emozioni autentiche». «I Tarantolati rappresentano per la Basilicata un patrimonio vivo, un pezzo importante della nostra storia e della nostra identità, la loro musica - ha concluso il Presidente - accompagna la Basilicata nel mondo non solo come elemento di promozione territoriale, ma come espressione dei tratti distintivi della nostra comunità: la cultura dell’accoglienza, la fatica, la resilienza e la dignità di un popolo. Tutti elementi che insieme generano qualità e valore, e che le istituzioni hanno il dovere di riconoscere e sostenere».
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Tutto Sport
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COPPA ITALIA Semifinale di andata Regionale di serie C. Potenza quasi al completo con i tre neo acquisti Franchi, Loiacono ed il bomber potentino Jacopo Murano
L’ora della verità: si gioca Ternana-Potenza DI ROCCO NIGRO
POTENZA. L’ora della verità è finalmente arrivata. Questa sera al Liberati di Terni, inizio ore 18:00 si gioca la gara di andata della semifinale di Coppa Italia di serie C tra la Ternana ed il Potenza. Per i lucani del presidente Macchia si tratta di un traguardo, mai raggiunto sin’ora e dove, la società ha concentrato quasi tutte le sue risorse. Abbandonando di fatto, in qualche modo anche i risultati ballerini ed altalenanti raggiunti sin ora in campionato. La brutta sconfitta di venerdì scorso in quel di Cerignola resta solo un ricordo negativo. Lo ricordiamo, questa sera è solo la prima change per entrambe le compagini; la seconda si giocherà nel catino cittadino del Viviani mercoledì 28 gennaio prossimo. La vincente di Potenza-Ternana si scontrerà in un calendario non ancora definito la detentrice tra Latina e Renate. La vincente avrà di diritto un posto nella fase finale de play off nazionali per un posto in serie B. Dunque, alla luce di questa ghiotta posta in palio, anche per non distrarre il gruppo dalle critiche e polemiche della brutta sconfitta di Cerignola, la società del presidente Macchia ha spostato il quartier generale del Potenza in una struttura sportiva alle porte della capitale. Qui il gruppo si sta allenando e sta ritrovando quella
serenità e concentrazione per poter affrontare al meglio la sfida di questa sera. Al gruppo come è ormai noto si sono aggiunti anche gli ultimi tre acquisti: il portiere Franchi, il difensore proprio ex Ternana Loiacono ed il bomber potentino Jacopo Murano. A questi sembrano aver ritrovato la forma ache molti di quei giocatori acciaccati come Anatriello, Camigliano, Maisto, Novella e Castorani. Eliminando così di fatto, quel gap strutturale e quell’alibi che vedeva nelle passate gare di campionato la rosa del Potenza essere ridotta per infortuni e per giocatori influenzati. Ora il compito non facile spetta al condottiero De Giorgio schierare in campo il meglio a suo disposizione, ivi compreso Loiacono e Murano.
QUI TERNI Come è noto, a parte le vicende societarie ivi compreso il passaggio della proprietà alla famiglia Rizzo, la Ternana non vive un momento molto felice. Undicesimo posto in campionato e domanica scorsa è stata sconfitta dall’Ascoli per 1-0. Nei giorni scorsi la proprietà ed il diesse Diego Foresti ha voluto stemperare l’ambiente con l’arrivo in rosso-verde dell’attaccante ex Avellino Giuseppe Panico. Un giocatore importante per la categoria ma che ad Avellino con Biacolino ha trovato pochissimo spazio. Mister Liverani oltre a Panico per la sfida contro il Potenza avrà una nutrita rosa a sua disposizione. A parte Martella e il lungodegente Viviani. Salterà per squalifica il difensore Meccariel-
lo.Per la sfida di Coppa Italia con il Potenza c’è l’appello di Diego Foresti. «Parlo con il cuore ai tifosi ha detto il direttore dell’area tecnica – perché è una semifinale davvero importante. Abbiamo fatto prezzi popolarissimi, iniziativa presa con la presidente. Avere qualche migliaio di tifosi come ai vecchi tempi sarebbe straordinario. Al ritorno troveremo a Potenza un pubblico che anche lì fa la differenza. Mi piacerebbe dunque che i ternani rispondessero presente». Foresti ha parlato alla presentazione di Giuseppe Panico, attaccante-trequartista arrivato in prestito dall’Avellino. «Si cerca sempre di prendere giocatori che abbiano la testa giusta per provare a vincere e meglio di lui non c’era nessuno. Aiuterà il gruppo a essere più forte. La proprietà voleva dare un segnale importante di voler arrivare in alto, sia ai tifosi che alla squadra”. Infine, come sempre diamo notizia del buon numero di supporter’s rosso-blù presenti al Liberati di Terni e dell’arbitro che condurrà questa prima semifinale. Si tratta di Fabio Rosario Luongo di Frattamaggiore affiancato dagli assistenti Andrea Pasqualetto di Aprilia e Andrea Cecchi di Roma 1. IV Ufficiale sarà Antonio Liotta di Castellammare di Stabia. Così come nei turni precedenti, anche nelle semifinali non è previsto il supporto del FVS.
Dopo la chiusura forzata della Piscina comunale Palasassi, il Comitato territoriale rilancia il tema della gestione degli impianti sportivi
UISP Matera: «Lo sport è un diritto di cittadinanza, servono scelte politiche strutturate» o stop forzato delle attività della Piscina comunale Palasassi di Matera riaccende il dibattito sullo stato degli impianti sportivi cittadini e sulla necessità di una visione politica organica per la loro gestione. A sollevare con forza la questione è il Comitato Territoriale UISP di Matera, che considera non più rinviabile un confronto serio sul futuro delle strutture sportive pubbliche.Pur riconoscendo il tempestivo intervento dell’assessore allo Sport, Giuliano Paterino, UISP sottolinea come episodi di questo tipo non possano essere affrontati esclusivamente in chiave emergenziale. Secondo l’associazione, è indispensabile superare la logica degli interventi episodici e avviare percorsi di co-programmazione e co-progettazione, capaci di inserire lo sport a pieno titolo nelle politiche di welfare, salute e inclusione sociale.Per UISP Matera lo sport non rappresenta soltanto un’attività fisica, ma un vero e proprio diritto di cittadinanza, uno strumento fondamentale di benessere psico-fisico e di miglioramento della qualità della vita, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. In questa prospettiva, gli impianti sportivi comunali non sono semplici contenitori di attività, ma autentici presìdi sociali: luoghi di prevenzione, educazione, relazione e coesione comunitaria.È all’interno di questa visione che si collocano i progetti realizzati dalla UISP Matera proprio presso la Piscina comunale del Palasassi, intesa come bene comune e spazio pubblico di
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cura e inclusione. Tra questi spicca «CRESCERE INSIEME CON IL NUOTO… E CON IL CINEMA», rivolto a bambine e bambini tra i 6 e i 13 anni con disturbo dello spettro autistico, inserito nel progetto «SOCIALIZZIAMO – Percorsi inclusivi per minori e giovani adulti con autismo», promosso dall’Azienda Sanitaria di Matera.Le attività, svolte con cadenza settimanale, sono condotte da tecnici-educatori UISP in collaborazione con le associazioni sportive affiliate e utilizzano il nuoto come strumento di benessere, crescita personale e socializzazione. L’ambiente acquatico diventa così uno spazio privilegiato per favorire l’espressione delle potenzialità individuali, il rispetto reciproco e il piacere dello stare insieme.Il progetto si arricchisce inoltre di un’importante azione di sensibilizzazione culturale grazie alla collaborazione con il Matera Sport Film Festival e l’APS Zer0971, che prevede due proiezioni dedicate ai temi dell’autismo e delle neurodivergenze, offrendo alla cittadinanza un’occasione di riflessione collettiva sul valore delle differenze come risorsa per l’intera comunità.Accanto a questo percorso, dal mese di dicembre è partito anche il progetto Nuoto Scuola, rivolto alle studentesse e agli studenti degli istituti di istruzione superiore di Matera. L’iniziativa mira a promuovere l’acquisizione delle abilità natatorie di base, migliorare le capacità motorie in un contesto sicuro e favorire la socializzazione e il lavoro di gruppo, trasmettendo valori
educativi come il rispetto delle regole, la disciplina e la collaborazione, oltre a sensibilizzare sull’importanza di uno stile di vita attivo e sano.Alla luce di queste esperienze, UISP Matera ribadisce la necessità di una scelta politica chiara: investire sullo sport come infrastruttura sociale, valorizzare gli impianti pubblici come beni comuni e promuovere modelli di co-programmazione e co-progettazione che coinvolgano istituzioni, associazioni e cittadinanza attiva.Il Comitato si dice pronto a fare la propria parte e chiede all’amministrazione comunale che il tema degli impianti sportivi e dello sport sociale entri stabilmente nell’agenda politica cittadina, non solo nei momenti di criticità, ma come asse strategico delle politiche pubbliche per il benessere, la salute e la coesione della comunità.
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