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D I RO SA M AR IA M OL L IC A
Un nuovo progetto editoriale, una sfida ambiziosa e una visione che punta a trasformare una storica realtà territoriale in una voce autorevole del panorama nazionale.
Cronache compie il grande salto: da quotidiano regionale a quotidiano nazionale, conl’obiettivo di ampliare il proprio sguardo sull’Italia e (...)

■ continua a pag 5 Trump e Xi Jinping durante l’incontro del 2017
POLICORO Il segretario provinciale di FI all’opposizione in tutta la fascia jonica contro il centrodestra


L’INTERVISTA
Incontro tra Trump e Xi Jinping, il punto con Gianclaudio Torlizzi : «Il controllo delle materie prime è la vera posta in gioco»
■ Calabrese a pag 4
CASO GARLASCO
Dai verbali delle sorelle Cappa: «Aveva paure che non esprimeva», Stefania doveva incontrare sua cugina Chiara il pomeriggio dell’omicidio
■ Magrì a pag 7
CONSIGLIO REGIONALE
L’Assise approva, tra le altre cose, pdl per l’assegnazione case popolari: più attenzione a donne vittime di violenza
■ Servizio a pag 10
SPORT
Importante giornata di sport per Potenza: prima il Giro d’Italia e poi il ritorno playoff contro il Campobasso
■ Servizi alle pag 30 e 31


Dazi, guerra in Iran, energia e Intelligenza Artificiale: Usa e Cina si confrontano su temi cruciali per la politica e l’economia globale
Questa sera Donald Trump giungerà a Pechino per incontrare Xi Jinping. Tra guerra in Iran, dazi, energia e Intelligenza Artificiale, l’attesa per questo vertice è altissima. Ricorda quella che circondava i summit tra Reagan e Gorbaciov, quando tutto il mondo, col fiato sospeso, attendeva le conclusioni di incontri che disegnavano gli equilibri politici del pianeta, negli ultimi scampoli della Guerra Fredda.
All’epoca tutto girava intorno allo scontro ideologico e alla deterrenza nucleare. I due blocchi erano separati dalla “cortina di ferro”, ma si conoscevano bene e mosse e contromosse, tutto sommato, erano prevedibili e “controllabili”.
Oggi la situazione è molto diversa. Dopo 30 anni di globalizzazione a trazione unipolare, il mondo cerca di trovare i suoi pesi e contrappesi, con la Cina che è sicuramente
diventata una grande potenza politica, economica e militare, ma che farebbe volentieri a meno di porsi alla guida di un blocco alternativo a quello del cosiddetto “Occidente allargato”.
Preferirebbe, in effetti, tenersi le mani libere, stando sulle sue, giocando a tutto campo: i famosi BRICS, così come l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, sono strutture diverse da quelle che potrebbero apparire rispetto ai corrispettivi occidentali, ossia il G7 e la NATO. Innanzitutto, perché questi sono assai più strutturati e vantano una lunga storia, con meccanismi di cooperazione ben oliati. Poi, perché BRICS e SCO sono stati pensati come organismi leggeri, utili a coordinare le potenze emergenti del cosiddetto “Sud Globale”, ma senza contrapposizioni nette, finalizzati, piuttosto, a fare massa critica nei momenti cruciali in ambito ONU o in format multilaterali come il G20, concepiti
negli anni d’oro della globalizzazione. Di base la loro “mission” era attutire gli effetti del cosiddetto “doppio standard” americano, ma senza sovvertire l’ordine mondiale concepito a Jalta e riformato dopo la caduta del Muro di Berlino.
La Cina aveva infatti in questi anni saputo adattarsi perfettamente “all’ordine fondato sulle regole”, al punto da diventare la massima sostenitrice di organismi come il WTO, l’OMS e, naturalmente, le Nazioni Unite, attraverso cui, come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dotato di potere di veto, aveva costruito il suo notevole potenziale diplomatico e di interdizione nell’ambito del diritto internazionale vigente.
La difesa di questi organismi è infatti il cuore della dottrina strategica di Pechino. Il paradosso, dunque, è che sono gli Stati Uniti d’America, ovvero il paese che più di ogni altro ha contribuito dopo la II Guerra Mon-
diale a costruire l’ordine mondiale a presentarsi al confronto di domani come “potenza revisionista”. Washington ormai, soprattutto con l’accelerata di Trump, sta mettendo in discussione tutto: non sono un mistero lo scetticismo di Donald nei confronti della NATO, il suo giudizio nei confronti dell’ONU come organizzazione ormai inutile, per non parlare dell’uscita degli USA dall’OMS. Ma il revisionismo americano si riverbera ormai in ogni ambito: cosa sono i dazi (peraltro già avviati contro la Cina da Biden), se non la messa in discussione del WTO e del principio della libertà di commercio? Per non parlare della messa in discussione di veri e propri capisaldi degli assetti internazionali, in ambito regionale, come il principio “due popoli, due Stati” in relazione alla questione palestinese, o la politica “dell’Unica Cina” sancito da Nixon e Kissinger in relazione a Taiwan (con un Trump, peraltro, a tal
proposito più moderato rispetto ai dem) o gli stessi confini degli Stati mediorientali che, secondo gli analisti neocons, potrebbero essere ridisegnati su basi diverse rispetto a quelli sanciti nel 1920 dal Trattato di Sèvres, seguito alla sconfitta dell’Impero Ottomano nella Grande Guerra. Tenendo testa ai dazi di Trump, Xi ha sancito la postura di grande potenza della nuova Cina, ma Washington, che ritiene ormai superata la globalizzazione, non è disponibile a realizzare il mondo multipolare come normale evoluzione del vecchio multilateralismo, come vorrebbero gli strateghi della Repubblica Popolare, bensì, al massimo, una riedizione, tutta da definire e assai più asimmetrica, del vecchio bipolarismo USA-URSS, di quando, cioè, la Casa Bianca e il Cremlino si caricavano e si scaricavano da buoni amici-nemici i problemi del mondo. E tutto questo, per i cinesi, avrebbe un costo.

Il fondatore di T-Commodity e Consigliere per il Ministro della Difesa in un’analisi puntuale sullo storico appuntamento

D I EM A NU EL A C AL A BR E S E
Stiamo assistendo ad un cambiamento della geopolitica internazionale sullo scacchiere delle grandi potenze mondiali. L’incontro tra il Presidente Usa e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese deciderà il futuro dei mercati e non solo. Si erano già incontrati nel 2017, ma da allora molto, se non tutto, tutto è cambiato. Gianclaudio Torlizzi, fondatore della prima società italiana specializzata nella consulenza indipendente sulle materie prime per utilizzo industriale, Consigliere per il Ministro della Difesa, riconosciuto a livello internazionale tra i migliori esperti italiani sulle analisi di mercato, chiarisce alcuni dei temi che saranno sul tavolo delle due superpotenze il prossimo 14 e 15 maggio. Stiamo assistendo ad un cambiamento della geopolitica internazionale, oggi chi sta davvero guidando l’economia mondiale?
« Siamo in una fase di conclamato caos legato a una revisione totale che gli Stati Uniti stanno conducendo dall'entrata in funzione dell'amministrazione Trump. In realtà i primi segnali erano già emersi con la ritirata dal-
l'Afghanistan, che aveva fatto capire come il ruolo degli Stati Uniti, quale gendarme del mondo, fosse in fase di revisione. Nel momento in cui gli Stati Uniti rivedono il loro posizionamento per concentrarsi esclusivamente sull'Asia è chiaro che ogni tipo di azione da loro condotta va letta in funzione di competizione nei confronti della Cina. Faccio questa premessa per evidenziare che sia l'azione americana in Venezuela, sia l'azione americana sul canale di Panama, sia la difesa che gli Stati Uniti hanno siglato con l'Indonesia e con il Marocco per riaffermare il controllo sullo stretto di Malacca e lo stretto di Gibilterra, si inseriscono all'interno anche del conflitto iraniano, che non è un conflitto banalmente per il petrolio, ma per il controllo dei flussi commerciali, soprattutto dei canali di approvvigionamento cinesi. Questa è sostanzialmente la grande posta in gioco e l'intento di Washington è proprio di arrivare all'incontro con delle carte sul tavolo più solide di quanto invece non le avesse quando si sono incontrati l'ultima volta a ottobre; E le carte hanno il loro peso nelle negoziazioni perché se è vero che la Cina ha una

sua leva negoziale legata al controllo di gran parte della filiera delle materie prime strategiche, dall'altro Washington è riuscito a militarizzare le principali catene di fornitura di cui gode Pechino ». Cosa ci si aspetta dal vertice tra Trump e Xi Jinping?
« L'intento è che ci possa essere anche un grande accordo che possa riguardare non solo l'Iran ma anche l'Ucraina. È un qualcosa che effettivamente è sul tavolo secondo me e sostanzialmente i cinesi stanno soffrendo della situazione iraniana perché, così come il Venezuela, anche l'Iran è uno dei principali fornitori cinesi di idrocarburi e l'economia cinese sta risentendo fortemente dell'aumento dei prezzi delle materie prime, tant'è che in questi ultimi mesi ha iniziato a utilizzare le proprie riserve interne per soddisfare il fabbisogno nazionale, proprio per evitare poi di innescare una spirale inflazionistica. Quindi c'è, a mio avviso, una buona possibilità che da questo incontro possa sfociare un accordo che però si inserisce all'interno di un filone molto lungo, che riguarderà poi la spartizione delle aree di influenza, che già oggi sancisce la
spaccatura del mondo in due blocchi: uno a guida americana e uno a guida cinese ».
La guerra a colpi di dazi tra Usa e Cina quanto potrà durare ancora?
O crede che giungeranno ad un accordo?
« Credo che ci sia una volontà reciproca di arrivare ad un accordo: i cinesi hanno bisogno che Hormuz torni a essere navigabile per un discorso di sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti non hanno secondo me la stessa fretta che hanno i cinesi, ma comunque devono evitare che si creino disordini sui mercati, quindi a mio avviso c'è una convergenza di interessi ». Ha citato lo stretto di Hormuz. Trump cerca il sostegno di Pechino per convincere l'Iran a riaprire lo stretto, secondo lei riuscirà a far leva?
«Questa è una grande domanda, nel senso che i cinesi stanno già premendo sugli iraniani per ammorbidire le proprie posizioni. La Cina è una fornitrice di componentistica militare iraniana, oltre che russa, quindi è un player importante che ha contribuito negli anni a rendere più stabile il regime di Pasdaran. Chiaramente al momento è difficile pensare a uno scenario che non preveda co-
munque un'escalation, perché anche se ci dovesse essere un accordo tra Stati Uniti e Cina, bisognerà capire quale sarà la reazione dei guardiani della rivoluzione, che potrebbero addirittura continuare in questa escalation proprio dopo essersi sentiti traditi dai cinesi. La strategia americana è proprio quella di continuare a soffocare il regime iraniano fino a scatenare una rivolta interna e provocare il cambio di regime. Se non avviene adesso, avverrà comunque a mio avviso nei prossimi mesi »
Il Presidente USA sarà accompagnato da una delegazione che include 17 CEO, tra cui Elon Musk e Tim Cook, a sottolineare l'importanza degli interessi tecnologici e industriali nel confronto con Pechino. Il controllo dell'export di chip NVIDIA verso la Cina e l'accesso alle terre rare cinesi, hanno un peso specifico?
« Sì, questo rientra nei tanti ambiti di confronto tra Stati Uniti e Cina. Il settore tecnologico è uno di quelli più importanti perché comporta anche il tema dell'intelligenza artificiale: chi vincerà la guerra sull'AI, poi avrà un vantaggio competitivo nei confronti dell'altro ».
Il quotidiano amplia il suo orizzonte e punta al panorama italiano, «Il Mezzogiorno ha bisogno di far sentire forte la sua voce»
DI R OSAMARIA M OLLICA
POTENZA. Un nuovo progetto editoriale, una sfida ambiziosa e una visione che punta a trasformare una storica realtà territoriale in una voce autorevole del panorama nazionale.
Cronache compie il grande salto: da quotidiano regionale a quotidiano nazionale, con l’obiettivo di ampliare il proprio sguardo sull’Italia e sull’Europa, mantenendo però salde le proprie radici meridionali.
A guidare questa nuova fase sarà Alessandro Sansoni, nominato direttore editoriale del progetto. Una scelta che segna l’inizio di una trasformazione profonda, in un momento storico in cui il giornalismo è chiamato a reinventarsi senza perdere il proprio ruolo centrale nel dibattito pubblico.
Cronache punta al panorama italiano, passa da quotidiano regionale a quotidiano nazionale, lei è il direttore editoriale di questo ambizioso progetto, cosa l’ha convinta ad accettare questa sfida?
« Innanzitutto “la sfida” in quanto tale, perché è sempre esaltante mettersi in gioco e costruire una
squadra che ha l'ambizione di scalare una vetta. E poi l'ambizione che ho riscontrato da parte dell'editore di trovare nuove formule per rendere attuale un mestiere così importante, ma anche in una fase delicatissima di trasformazione, come quello del giornalista. Soprattutto, però, ciò che trovo particolarmente galvanizzante è il desiderio di dare un respiro nazionale a un giornale regionale che parte dal Sud. Il Mezzogiorno infatti ha bisogno di far sentire forte la sua voce, di rappresentare i propri legittimi interessi, e di farlo non soltanto raccontando se stesso a chi già vive nel meridione, ma soprattutto raccontando l'Italia e il mondo con gli occhi di chi vive e lavora al Sud ».
Quale sarà l’impronta che vuole dare al giornale in questa nuova fase? Qual è la sua visione?
« Come dicevo prima, penso che ci sia bisogno come non mai per noi meridionali di fare massa critica e di far valere la nostra prospettiva rispetto ai grandi cambiamenti economici, politici e sociali che stanno attraversando l'Italia e l'Europa. Personalmen-
te ritengo che in questo mondo post-globalizzato alla ricerca, tra mille gravi e pericolose crisi, di un nuovo ordine, sia essenziale ripensare l'Europa, il suo ruolo geopolitico in un mondo ormai multipolare, ma anche la sua identità. Penso che un certo radicalismo laicista e tecnocratico abbia contribuito a creare disaffezione nella gente verso il progetto europeo. Riscoprirne le radici storico-culturali e rilanciarne il modello sociale solidaristico potrebbe essere la ricetta giusta per rifondarla su basi più democratiche e vicine ai sentimenti dei suoi cittadini ».
Nel panorama dell’informazione di oggi, tra velocità delle notizie e necessità di approfondimento, quali saranno le priorità editoriali di Cronache sotto la sua guida e quali le sfide per rafforzare il ruolo di Cronache nel panorama dell’informazione?
« Innanzitutto uno sguardo attento all'economia, con particolare attenzione ai temi dell'energia e della necessità di un rilancio delle politiche industriali, cosa su cui nel nostro paese da troppo tempo si riflette poco. E poi, come dice-

vo, uno sguardo attento ai nuovi equilibri globali, perché ormai, in un mondo cosi inter-connesso, come spesso fa notare la nostra presidente del consiglio Giorgia Meloni, le grandi scelte di politica interna, che toccano la vita di tutti noi, si prendono a Bruxelles e, in generale, sui grandi tavoli negoziali internazionali ». Con questa nuova fase, Cronache punta dunque a diventare molto più di un semplice giornale: una piattaforma culturale e politica capace di raccontare il Paese partendo dal Sud, trasformando le radici territoriali in un valore nazionale.
La presidente di Fininvest interviene per smentire con fermezza le indiscrezioni circolate sulla stampa
Marina Berlusconi: «Nessun contatto con il Pd, basta retroscena fantasiosi»
Èuna giornata di precisazioni e smentite quella che vede protagonista Marina Berlusconi, intervenuta con una lunga nota per rispondere alle ricostruzioni giornalistiche circolate nelle ultime ore su presunti contatti politici e scenari legati ai futuri equilibri istituzionali del Paese. Al centro della vicenda un articolo de La Stampa, quotidiano nazionale, che ipotizzava interlocuzioni informali tra ambienti vicini a Forza Italia e rappresentanti del Partito Democratico. Secondo tali ricostruzioni, ci sarebbero stati contatti indiretti o riflessioni condivise anche in relazione ai futuri assetti istituzionali, con particolare attenzione alla successiva elezione del Presidente della Repubblica. Un tema, quest’ultimo, da sempre centrale negli equilibri politici italiani e spesso accompagnato da indiscrezioni e scenari non ufficiali. La presidente di Fininvest ha però respinto con fermezza qualsiasi coinvolgimento personale o politico in tali dinamiche. «Non sono né artefice, né ispiratrice di manovre volte a ridefinire alleanze e schieramenti, o addirittura a influenzare l'elezione del futuro Presidente della Repubblica», ha dichiarato, ribadendo la propria totale estraneità rispetto alle ipotesi circolate. Nella stessa nota, Berlusconi ha poi criticato il proliferare di indiscrezioni e retroscena giudicati infondati: «Dopo setti-
mane di retroscena del tutto campati in aria –ha aggiunto – in cui sono stata dipinta come artefice di fantomatiche trattative sotterranee tra Forza Italia e il centrosinistra, l'articolo sulla Stampa di oggi ha avuto l'effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso». Da qui la volontà di mettere un punto definitivo alla vicenda. «Voglio dirlo con estrema chiarezza: non esiste alcun mio contatto con esponenti del Partito democratico, e non ho in agenda incontri o interlocuzioni di questo genere», ha precisato. La manager ha inoltre voluto chiarire il proprio rapporto con la storia politica della famiglia Berlusconi e con il partito fondato dal padre, Silvio Berlusconi. Ha sottolineato come sia naturale guardare con attenzione e affetto a Forza Italia, definita “la creatura politica di mio padre”, alla quale Silvio Berlusconi ha dedicato trent’anni della sua vita. Tale legame, ha però spiegato, si colloca esclusivamente su un piano di rispetto istituzionale e autonomia: il rapporto con il partito si esprime senza alcuna interferenza, nel rispetto della classe dirigente e delle sue scelte politiche. Allargando lo sguardo, Marina Berlusconi ha inoltre ribadito un legame ideale con l’intero centrodestra, considerato parte integrante dell’eredità politica del padre. Nella parte conclusiva della nota, la presidente di Fininvest ha rivolto un richiamo più generale al clima politico e mediatico, invitando a una maggiore prudenza nella diffu-

sione delle indiscrezioni: «In una fase così delicata per il Paese, sarebbe meglio vedere più rispetto e più attenzione per i fatti e per la realtà, e non l’ennesima rincorsa a retroscena del tutto fantasiosi». Le sue parole arrivano in un momento in cui il dibattito politico italiano è attraversato da continue ipotesi sugli equilibri futuri, in particolare in vista delle prossime scadenze elettorali e istituzionali. Il tema della futura elezione del Presidente della Repubblica continua infatti a rappresentare uno dei nodi più sensibili del confronto tra le forze politiche. In questo contesto, la smentita di Marina Berlusconi mira a raffreddare qualsiasi lettura che la collochi come figura attiva in trattative politiche riservate, ribadendo invece una posizione di distanza e di estraneità rispetto a strategie di schieramento o mediazioni tra partiti.
Amministrazioni sotto stress per la contestuale progettazione di investimenti pubblici, con il rischio di una deprogrammazione e perdita delle risorse
Emergenza energetica, rischio recessione, nodi infrastrutturali e logistici, investimenti e semplificazione e infine, ma non per ultimo, lavoro e capitale umano. Con quali risorse?
I punti centrali dell’agenda di Confindustria non sono molto distante dall’analisi del monitoraggio semestrale sull’andamento dei fondi europei. A giugno, dunque il mese prossimo, si chiude il ciclo del Pnrr. L’anno prossimo termina il ciclo dei fondi strutturali 2021-2027. Già quest’anno è previsto un rischio riduzione del Pil, per una molteplicità di fattori concorrenti. Non c’è solo il caro energia fuori controllo con costi per le imprese stimati tra i 7 e i 21 miliardi. C’è una questione che riguarda la capacità di portare a termine gli investimenti pubblici programmati – grandi opere ma anche interventi più modesti nei comuni, pur sempre necessari – dovuta a un fattore che finora era stato forse trascurato ma che proprio in questi
giorni sta emergendo in tutta la sua pericolosità per il sistema Paese. Semplifichiamo. Un investimento con risorse pubbliche ha bisogno di programmazione per l’impegno di spesa, ed è la prima fase, poi di progettazione, fase intermedia, infine di attuazione. Ci sarebbe una fase ulteriore, la qualità della spesa e il valore pubblico generato, ma tralasciamo. Soffermiamoci sulla prima e seconda fase. L’abbondanza di risorse pubbliche del Pnrr (che, ricordiamo, sono un prestito a differenza dei fondi strutturali) ha determinato una concentrazione di progettazione - necessaria entro i termini ristretti del programma di ripresa europeo – lasciando al passo il contemporaneo iter dei principali fondi strutturali che, se non si è capaci di spendere, tornano a Bruxelles. Molte delle regioni italiane sono attualmente in overbookig, hanno impegnato cioè una somma di progetti superiore rispetto alle risorse effettivamente disponibili. Di base si tratta di una strategia di finanza pubblica delle Re-
gioni basata sul calcolo che alcuni progetti non verranno realizzati o rendicontati garantendo così – con lo spostamento delle risorse – l’impiego dei fondi al 100 per cento. Un tempo si chiamavano progetti sponda, in pratica un parco progetti di riserva. Solo che oggi tutte le amministrazioni sono già sottoposte a forte pressione per ultimare l’ultimazione e la rendicontazione dei progetti Pnrr (molti dei quali resteranno incompleti e già bisogna capire come ultimarli) e non hanno avuto finora la capacità di una progettazione parallela per evitare una programmazione a vuoto. L’analisi territoriale porta purtroppo a una differenza ulteriore tra regioni del Nord e quelle del Sud. Malgrado i programmi finanziari 2014-2020 e 2021-2027, quelle che per l’Europa erano aree “meno sviluppate” lo sono ancora oggi. E, di contro, alcuni territori etichettati come “in transizione” o “più sviluppati” sono scesi nella categoria inferiore, oppure rischiano seriamente la retrocessione. L’Italia
era già entrata nel programma di coesione 20212027 in una situazione più complessa di quella del ciclo precedente. Complici, certo, una serie di fenomeni: il triennio economico considerato nella fase anteriore (Pil 2007-2009) restituiva una fotografia pre-crisi dei subprime, e l’economia media europea non includeva o non risentiva ancora di Paesi di nuova o imminente adesione (Bulgaria e Romania nel 2007, Croazia nel 2013) e le cui ricchezze si sarebbero espanse negli anni a venire. Inoltre, Bruxelles per il programma 21-27 ha cambiato le carte in tavola, stabilendo che regioni “in transizione” sarebbero state quelle con Pil compreso tra 75% e 100% (non più 90%) della media europea. In generale, risulta evidente come il mix tra Pil medio europeo in ascesa e impatto della crisi del 2008 sull’Italia abbia stravolto in partenza la competitività di tutta la Penisola. Queste dinamiche però valgono come scusanti fino a un certo punto, in quanto altri Stati membri hanno invece af-
frontato il salto tra i due cicli finanziari in tutt’altro modo. Il Pil pro capite italiano, nel passaggio dal vecchio al nuovo programma di coesione, ha perso circa 10,3 punti percentuali nel ranking europeo. Dietro al crollo italiano nella classifica europea delle regioni, dunque, oltre agli innegabili fattori contingenti, potrebbe aggiungersi ora anche il deficit di progettazione e di spesa pubblica. Ora comincerà la corsa per non perdere i fondi. Con un effetto finale sulla qualità della spesa. Quantità e qualità non vanno sempre di pari passo. E questo è uno di quei casi. La forte concentrazione di spesa negli anni finali del ciclo di programmazione è il sintomo di una sindrome da rincorsa, che obbliga prima di tutto a certificare e rendicontare la spesa di un volume ingente di risorse in fretta, spesso sacrificando la qualità e l'efficacia degli interventi. Qualche regione sta pensando addirittura di deprogrammare. Attenzione, deprogrammare, non riprogrammare.

Stefania aveva un appuntamento con Chiara Poggi il pomeriggio del 13 agosto, il giorno dell’omicidio. Ritorna in campo il tecnico Asm, Muschitta che ritrattò

DI T IZ I AN A M AG RÌ
Le dodici pagine di verbale tra domande e risposte rese da Stefania e Paola Cappa, il 5 maggio 2026, davanti agli ufficiali del Nucleo investigativo di Milano, Seconda Sezione, Squadra Omicidi, delineano una Chiara Poggi con paure, una vita intima con il suo fidanzato Alberto Stasi molto complice, ma non del tutto, tanto da vivere le eccentricità di lui a volte con disappunto. Le informazioni riportano un’abitudine, confidenze tra Stefania e Chiara, che per la prima volta lega le cugine alla testimonianza tra la controversa e irrisolta del caso.
LA BICI DELLA MADRE E L’APPUNTAMENTO MANCATO
Stefania Cappa fa mettere a verbale, nero su bianco, che quasi ogni giorno, dopo la piscina, andava da Chiara, tra le 15 e le 16.30. Spesso con la sua Smart parcheggiata su via Pascoli. «Qualche volta mi ci sono recata anche in bici. Con la bici di mia madre.». «Il 13 agosto aveva un appuntamento con lei quel pomeriggio?» «Sì, certo!» risponde ai carabinieri. Ma non ci andò. Chiara era stata uccisa. Torna sulla scena del delitto la bici. La stessa Stefania Cappa dichiara che a volte andava a far visita alla cugina con la bici della madre. La stessa bici nera che anche i legali di Poggi reclamano. La stessa bici che MarcoMischitta, tecnico dell’ASM di Vigevano in zona
per lavoro quella mattina, dichiarò di aver visto tra le 9.30 e le 10 una ragazza bionda in bici da donna uscire da via Pascoli con qualcosa di pesante: tanto che la bici andava a zig-zag. Muschitta ritrattò dopo quasi un’ora di sospensione del verbale, senza che venisse annotato il motivo.
La dichiarazione di Stefania Cappa e la testimonianza di Muschitta sono elementi che con la dichiarazione del 5 maggio trovano una connessione, che forse i pm di Pavia non hanno per niente considerato. E c’è un ulteriore dettaglio: l’avvocato Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha espresso pubblicamente per come la bicicletta nera sia scomparsa dalla nuova inchiesta «È oggettivamente strano. Quella bicicletta è negli atti da sempre: anche il giudice Vitelli che assolò Stasi la ritenne importantissima.».
PAOLA E LE DICHIARAZIONI, OLTRE IL 2007 Il verbale del 5 maggio scorso, di Paola Cappa risolve un enigma che durava da diciannove anni. Ma conferma anche il movente che ha portato la Procura di Pavia alla nuova indagine. Il 15 agosto 2007 aveva dichiarato ai carabinieri di Vigevano che l’omicidio poteva essere scaturito da avances respinte da un ex collega di lavoro. Quella frase era entrata negli atti ed era rimasta. Nel verbale del 2026 dichiara che si trattava di una proiezione dellasue esperienze personale, e non un’informazione su Chiara. Chiara non le aveva mai parlato di tut-
to ciò, neanche di Sempio. Neanche dei video intimi «Questo mi fa supporre che si imbarazzasse a parlarne con me». Paola era convalescente, malata di anoressia nervosa, sotto ansiolitici e antidolorifici: «Sicuramente posso dire che quello che avevo dichiarato all’epoca può essere più attendile di quanto io possa ricordare adesso.» Fa strano però che una dichiarazione rilasciata in quello stato di salute sia stata finora considerata come certezza.
CHIARA NEI
NUOVI VERBALI
Oltre alla bici, i verbali riproducono un ritratto di Chiara quasi inedito e troppo intimo, rispetto al 2007. Stefania descriva una ragazza innamorato di Alberto ma a volte scontenta perché «le capitava di essere esclusa dal giro delle amicizie» di lui.
Che qualche giorno prima del delitto, mentre erano in casa, suonò l’allarme esterno, e Chiara uscì di corsa in strada, così com’era vestita, con pigiama e ciabatte, visibilmente spaventata, tanto da non calmarsi neanche al rietro. «la sua reazione fu spropositata rispetto alla situazione.»
Alla domanda se Chiara avesse mai parlato di avances da parte di altri uomini, Stefania risponde. «Purtroppo no. Non so se avesse paure che non esprimeva.». E ricorda che Chiara non vedeva l’ora di mostrarle le foto della vacanza a Londra: «Cosa che non è più accaduta, non ha più avuto il tempo.» LA VITA INTIMA E IL SI-
LENZIO DI GARLASCO
Stefania è l’unica, tra le persone sentite nell’inchiesta, che sapeva della vita intima di Chiara. Le aveva mostrato, nonostante la sua riservatezza, un completino bondage regalato da Stasi, poi mesi dopo le aveva parlato del video «in modo sereno e semplice». Ma nella nota conclusiva davanti ai carabinieri di Milano emerge che Chiara aveva timore che qualcuno avesse visto isuoi video intimi con Stasi. Che il suo segreto fosse stato violato. Da qui, da questa violazione, secondo i pm nasce l’ossessione di Sempio, indiscusso movente delle nuove indagini. Chara e Stasi era descritta all’esterno come una coppia casta e senza ombre. Le sorelle Cappa, non avevo mai sentito parlare di Sempio. Entrambe lo confermano, i verbali sono coerenti e precisi. Una figura quasi inesistente, anche se ogni pomeriggio era in casa Poggi a giocare alla PlayStation con Marco Poggi. Ma qui entra appieno una vita di provincia di circa 9.200 abitanti. Garlasconota per essere la Las Vegas della Lomellina per i numerosi night club presenti, ma con una comunità molta attenta al rigore pubblico. Quindi il non conoscere alcuni aspetti di una famiglia, anche tra parenti, diventa una normalità. Le domande scomode non si fanno. Si razionalizzano le paure. Tanto che le sorelle Cappa parlano di tabù: di Chiara e della sua morte non si doveva parlare. Con Marco ci sono stati solo messaggi di solidarietà. Le due sorelle non si sono mai date una spiegazione, anche tra di loro, secondo le dichiarazioni, non c’è stato un vero confronto. Il brutto deve essere azzerato. Spazzata via la memoria. Muschitta viene fatto tacere. La vicina Franca non viene riconvocata. Tutti, in qualche modo, hanno, taciuto LA CULTURA
DELLA VERITÀ RICHIEDE CORAGGIO
Quello della Lomellina non era omertà ma qualcosa di più sottile: la cultura di un posto in cui le cose si sapevano ma non andavano dette.
Dove il silenzio era una forma di rispetto e di sopravvivenza. Chiara Poggi, dalle dichiarazioni di Stefania, sua cugina, ha avuto paura quel pomeriggio al suono dell’allarme improvviso. Ha avuto paura delle telefonate ricevute da Sempio, ma ha preferito non dirlo. Probabilmente per non rompere un equilibrio di famiglia perbene, in cui i figli sono laureati o laurendi, fidanzati, lavoro, e casa. Mentre la notte Garlasco era nota per altro.












Il segretario provinciale di FI all'opposizione in tutta la fascia jonica contro il centrodestra
D I MASS IM O DEL LAPENNA
Forza Italia non è solo uno dei partiti fondatori e fondanti del centrodestra è stato anche il motore di aggregazione del centrodestra per un lungo periodo di tempo. Fu l'intuizione di Berlusconi, infatti, a mettere nella stessa coalizione Fini e Bossi che tra di loro non volevano prendere neanche un caffè.
Sembra passato un secolo ma sono fatti di pochi decenni fa. Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sono stati, sono e saranno una certezza nella politica. Stanno insieme ovunque, fanno coalizioni omogenee sempre, anche quando le vicende parlamentari li hanno portato in coalizioni differenti non hanno mai rotto il loro reciproco rapporto. Insieme governano a Roma, insieme governano in Basilicata, insieme governano a Matera, insieme stanno all'opposizione laddove perdono le elezioni.
LO STRANO CASO DI MODARELLI
Questo principio che noi ri-
teniamo addirittura irrinunciabile nell'analisi politica non vale per Modarelli.
Il Segretario Provinciale di Forza Italia di Matera ha trasformato il suo partito in un partito di centrosinistra. Anzi, ad essere più corretti, lo ha trasformato in una specie di piccolo partito grillino.
L'unico posto della provincia di Matera dove il partito che fu di Berlusconi è ancorato alla sua storica coalizione è la città capoluogo. Siamo convinti, però, che tutto ciò sia dovuto più alla lungimiranza degli uomini di partito della città che alla strategia di Modarelli. Dove, infatti, gestisce direttamente lui è caos.
LA FASCIA JONICA ROCCAFORTE DEL CENTRODESTRA
Per comprendere la gravità della sua situazione e dei suoi irrazionali ed immaturi comportamenti ci basta fare un riferimento a quanto sta accadendo nella fascia jonica.
Il centrodestra governa Policoro, Scanzano Jonico,
Nova Siri e Bernalda. Policoro è la più importante cittadina jonica, il secondo comune della provincia di Matera, il terzo della Regione. Il Sindaco è Bianco, uomo di chiara espressione di centrodestra, che ha vinto le elezioni con un autentico plebiscito e che, come abbiamo già riportato ieri nel nostro articolo sul piano traffico, sta dimostrando una lungimiranza ed una visione strategica di ampio respiro.
La Città di Policoro, governata dal centrodestra e che esprime un autorevole consigliere regionale di Fratelli d'Italia come Rocco Leone, è una città in grande sviluppo, uno degli autentici motori della Regione.
A Policoro Modarelli, non solo continua a tenere Forza Italia all'opposizione, ma lui stesso si scaglia ripetutamente contro il Sindaco e contro l'amministrazione. Qualcuno inizia ad ipotizzare che per le prossime elezioni amministrative si starebbe preparando a costruire una coalizione con i Cinque Stelle contro Bian-

co. A Scanzano Jonico il Sindaco è Pasquale Cariello esponente di Fratelli d'Italia ed ex consigliere regionale. Anche in quest'altra cittadina jonica Modarelli ha messo le sue truppe in posizione critica contro il Sindaco. A Nova Siri il Sindaco è Antonello Mele, ha vinto le elezioni alla guida di una lista civica ma la sua collocazione è chiaramente nell'ambito del centrodestra. Anche qui Forza Italia si è messa al-
l'opposizione. LA DISTRUZIONE DI UN PARTITO
Al di là dei singoli casi, appare evidente a tutti, che Modarelli sta portando Forza Italia materana verso la distruzione. La collocazione politica del partito è naturalmente nel centrodestra. Modarelli forze ha confuso il partito di Berlusconi con quello di Grillo. E’ un caso clinico di labirintite politica, sarebbe il caso di curarsi.

Pepe
POTENZA. Si è riunita lunedì scorso la segreteria regionale della Lega Basilicata per affrontare i principali temi strategici legati all’attività politica e organizzativa del movimento sul territorio regionale.Al centro del confronto le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, con un’analisi delle iniziative da mettere in campo nelle prossime settimane.Spazio è stato dedicato all’organizzazione di due eventi tematici, previsti per il mese di giugno, che si svolgeranno rispettivamente a Potenza e nel Metapontino. Gli appuntamenti saranno dedicati al Piano Casa e all’Agricoltura.
«Il Piano Casa e l’Agricolturaafferma il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe - rappresentano due asset fondamentali per l’equilibrio e la crescita della nostra regione.
Attraverso gli appuntamenti di giugno a Potenza e nel Metapontino, vogliamo avviare un confronto aperto che metta al centro la valorizzazione del territorio e il sostegno a chi lo vive quotidianamente. La nostra visione è quella di una Basilicata capace di innovare i propri spazi abitativi, semplificando i percorsi e offrendo certezze alle famiglie e alle imprese.
In questo percorso, un ruolo centrale è rappresentato anche dal comparto agricolo. L’agricoltura - continua Pepe - non è soltanto un settore economico fondamentale, ma rappresenta identità, tradizione e presidio del territorio, soprattutto nelle aree interne e rurali. Per questo crediamo sia necessario accompagnare le aziende agricole con strumenti effica- ci. È un impegno - conclude Pepe - che assumiamo con la con-
sapevolezza che solo una pianificazione attenta e condivisa possa garantire uno sviluppo concreto e duraturo per le nostre comunità».
Nel corso dell’incontro si è discusso, inoltre, della programmazione della festa regionale della Lega, in calendario a settembre, che rappresenterà un importante momento di incontro, partecipazione e dibattito politico con iscritti, simpatizzanti e cittadini, nonché della pianificazione della fase congressuale del partito in Basilicata.Infine, è stato fatto il punto sulle attività da sviluppare nei Consigli provinciali di Potenza e Matera, ribadendo la necessità di promuovere un’azione politica e amministrativa sempre più vicina alle comunità e ai territori, rafforzando il dialogo con cittadini e amministratori locali.

La Giunta regionale approva l’inserimento di nuovi itinerari escursionistici nel Catasto della rete sentieristica lucana
POTENZA. La Giunta regionale della Basilicata ha approvato due provvedimenti destinati a rafforzare la tutela, la valorizzazione e la fruizione sostenibile del patrimonio ambientale e paesaggistico lucano. Le misure, proposte dall’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, puntano a consolidare il sistema regionale dei percorsi naturalistici e a incentivare forme di turismo legate all’escursionismo e alla scoperta dei territori interni.Il primo intervento riguarda l’inserimento di nuovi itinerari nel Catasto della rete escursionistica regionale, previsto dalla Legge regionale numero 51 del 2000. I percorsi interessano in particolare il Parco delle Chiese Rupestri del Materano, il Parco Nazionale del Pollino e il Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, aree considerate tra le più rappresentative del patrimonio naturalistico della Basilicata.Tra i sentieri inseriti figurano percorsi di grande valore paesaggistico e ambientale, come quelli della Murgia Materana, del Pollino e delle Dolomiti Lucane. La selezione è avvenuta sulla ba-

se di criteri precisi, legati alla reale fruibilità degli itinerari, alla presenza di adeguata segnaletica e alla manutenzione garantita dagli enti gestori. L’obiettivo della Regione è creare una rete escursionistica sempre più sicura, accessibile e valorizzata, capace di attrarre visitatori e sostenere le economie locali attraverso un turismo lento e sostenibile.L’inserimento nel Catasto regionale consentirà inoltre di migliorare la promozione dei percorsi e di rafforzare le attività di monitoraggio e tutela ambientale, favorendo una gestione più co-
ordinata delle aree naturalistiche coinvolte. Il provvedimento si inserisce in una più ampia strategia regionale orientata alla valorizzazione del paesaggio lucano e delle sue peculiarità ambientali, considerate un elemento centrale per lo sviluppo turistico e culturale del territorio.La Regione punta così a rafforzare il legame tra tutela ambientale e crescita economica, promuovendo itinerari che attraversano alcune delle zone più suggestive della Basilicata e che rappresentano un patrimonio identitario per le comunità locali.
«CONVERGENZA DELLE PRINCIPALI SIGLE SINDACALI»
Rinnovo contratto scuola, Quarto: «C’è intesa larga»
POTENZA. «L’intesa raggiunta all’Aran ha registrato la convergenza di tutte le principali sigle sindacali, elemento che conferma la solidità di un accordo costruito attraverso il confronto e orientato a dare risposte concrete al mondo della scuola». Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Quarto, commentando il rinnovo contrattuale del comparto scolastico. Per il personale docente gli incrementi medi mensili lordi saranno di circa 143 euro, con arretrati compresi tra circa 800 e 1.250 euro in base all’anzianità e all’inquadramento. Per il personale Ata è previsto invece un aumento medio di circa 107 euro lordi al mese, con arretrati stimati intorno ai 633 euro.L’intesa riguarda anche i dirigenti scolastici, per i quali gli incrementi potranno arrivare fino a circa 500 euro lordi mensili, con arretrati fino a 6mila euro. «È un riconoscimento importante verso chi ogni giorno garantisce il funzionamento del sistema scolastico italiano», sottolinea Quarto. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il Governo continua a investire nella scuola pubblica e nella valorizzazione del personale, con particolare attenzione anche alle realtà delle aree interne lucane.

Un 5% degli alloggi ERP sarà riservato alle donne vittime di violenza, con procedure semplificate e sostegni per l’autonomia

Il Consiglio regionale ha approvato, ieri a maggioranza le relazioni sull’attività svolta nel biennio 2025-2026 dai Garanti e dal Difensore Civico, come previsto dalla legge regionale 3 febbraio 2025, n. 13. I documenti, presentati al Presidente del Consiglio regionale entro il 31 marzo, tracciano un bilancio delle attività e propongono interventi per migliorare i servizi in favore di cittadini, minori, persone con disabilità, anziani e detenuti. Nel corso della seduta, hanno preso la parola i consiglieri Verri, Fanelli, Pittella, Napoli, Cifarelli, Pittella e Chiorazzo. La votazione ha visto l’approvazione dei documenti con il voto favorevole di Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Pittella e Tataranno. Si sono astenuti, invece, i consiglieri Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Verri e Vizziello.
Approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale la legge di iniziativa del consigliere Marcello Pittella, sottoscritta da Picerno, Aliandro, Morea, Marrese e Verri, che introduce importanti modifiche alla legge regionale n. 24 del 2007 sull’assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). La norma prevede misure innovative a favore delle donne vittime di violenza e dei nuclei familiari monogenitoriali in situazioni di fragilità economica e sociale. Tra le principali novità, l’introduzione di un punteggio aggiuntivo per le donne che, già prese in carico dai Servizi sociali comunali, dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio, intraprendano percorsi di autonomia.
Inoltre, il 5% degli alloggi ERP sarà riservato a queste donne, con procedure di assegnazione semplificate e temporanee, anche in deroga ai requisiti ordinari.
La legge introduce anche la possibilità per i Comuni di attivare accordi per compensare i canoni di locazione in favore delle assegnatarie, con l’obiettivo di sostenere il loro reinserimento sociale ed economico. La durata della concessione sarà legata al raggiungimento dell’autonomia socio-economica.
Un’altra importante misura riguarda la tutela dei figli minorenni in caso di decesso dell’assegnataria, garantendo continuità abitativa ai nuclei familiari più vulnerabili.
Nel corso del dibattito, i consiglieri Lacorazza, Morea, Verri e Picerno sono intervenuti per sottolineare la portata sociale della norma, che mira a garantire una maggiore protezione alle categorie più fragili. Il presidente Pittella ha voluto ringraziare la presidente della Commissione regionale parità e pari opportunità, Vittoria Rotunno, per il contributo dato al raggiungimento di questo importante risultato. Durante la seduta, il Consiglio regionale ha anche approvato all’unanimità una risoluzione della II Commissione, illustrata dal consigliere Cifarelli, in favore del rafforzamento dell’autonomia funzionale del Consiglio nelle attività di indirizzo, controllo, programmazione e valutazione delle politiche pubbliche. Il consigliere Napoli ha sottolineato come il provvedimento rappresenti un’opportunità per restituire al Consiglio una maggiore incisività nelle sue funzioni di in-

dirizzo e per valorizzare il ruolo dei consiglieri regionali. La risoluzione attribuisce al Direttore generale del Consiglio la facoltà di interloquire direttamente con il corrispondente della Giunta, rafforzando il peso dell’organo legislativo nelle dinamiche istituzionali.
In apertura dei lavori, i consiglieri hanno rivolto gli auguri di buon lavoro al nuovo Dirigente Generale del Consiglio regionale, Gerardo Travaglio, e le congratulazioni alla consigliera Alessia Araneo per la nascita della figlia. La seduta si è conclusa con l’iscrizione di una serie di mozioni su temi di grande rilevanza per il territorio, tra cui il potenziamento delle forze dell’ordine, l’energia, la sanità e il turismo, a conferma dell’impegno dell’Assemblea nell’affrontare le principali sfide che interessano la Basilicata.
IL COMMENTO
DI FAZZARI
«Il Consiglio regionale prosegue il percorso di sostegno già avviato con il potenziamento del Reddito di Libertà. La proposta di legge regionale n. 134/2026, sull’assegnazione, gestione e canoni degli alloggi ERP in Basilicata, è stata approvata dal Consiglio regionale e rappresenta un importante rafforzamento delle politiche di inclusione e tutela delle persone più vulnerabili; la stessa, prevede l’assegnazione degli alloggi alle donne che hanno avviato un percorso di uscita dalla violenza domestica, nell’ambito dei programmi dei servizi competenti". Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, che prosegue:
«Si tratta di una misura dal forte valore civile e istituzionale, che consolida l’impegno della Regione nel garantire strumenti concreti di autonomia, sicurezza e dignità alle donne vittime di violenza e alle famiglie in condizioni di fragilità, ponendo il diritto alla casa al centro dell’azione politica regionale».
La Vicepresidente del Consiglio sottolinea «come l’iniziativa, promossa su impulso della Commissione Regionale Pari Opportunità della Basilicata, riconosca alla casa un ruolo essenziale di sicurezza, autonomia e rinascita, soprattutto per le donne che escono da situazioni di violenza».
«Garantire un’abitazione – evidenzia Fazzari – significa offrire una concreta possibilità di ripartenza. La casa è il primo strumento di libertà, dignità e indipendenza».
«Con questo provvedimento rafforziamo il cammino già avviato con l’assestamento di bilancio, attraverso il quale il Reddito di Libertà è stato incrementato nell’ambito di un percorso che abbiamo voluto avviare a fianco delle donne, misura fondamentale per sostenere le donne vittime di violenza verso percorsi di autonomia. L’approvazione di questa misura – afferma Fazzari – è un segnale forte: le istituzioni devono essere al fianco delle donne che scelgono di uscire dalla violenza e delle famiglie fragili»
«La casa – conclude la vicepresidente Fazzari – non è solo un bene materiale, ma uno strumento di libertà e rinascita. Questa legge offre una risposta concreta ai bisogni del territorio e rafforza la rete di tutela delle persone più fragili».
POTENZA. Si parlerà del progetto “Basilicata: Reshoring Talents”, iniziativa strategica di Fondirigenti realizzata da Federmanager Basilicata e Confindustria Basilicata in collaborazione con Basilicata Press e Federmanager Academy, a R2i Italy – Research to Innovate, l’evento in programma a Bologna oggi e domani, 12 e 13 maggio. Promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzato dalla Regione Emilia-Romagnacon il coinvolgimento di tutte le
Regioni italiane e altri partner dell'ecosistema nazionale dell'innovazione e il Patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Imprese e del Made in Italyl’iniziativa di Bologna ha visto ieri alle 11.30 un panel dedicato agli ecosistemi regionali.
Tra i relatori Francesco Telesca, Responsabile Area Impresa di Confindustria Basilicata, che racconterà la genesi, l’evoluzione e le prospettive del progettopilota lucano che intende diventare buona prassi per la va-
lorizzazione dei talenti, la managerializzazione delle imprese e la creazione di un ecosistema favorevole ai ritorni. “Basilicata: Reshoring Talents” punta a rappresentare un modello applicabile anche ad altre regioni in cui l’emorragia dei giovani si fa sentire con il suo peso sociale, economico, culturale e produttivo, per dare risposte dal punto di vista di imprenditori e manager che oggi, più che mai, sono alla ricerca di talenti per rendere più competitive le proprie imprese.

Confcommercio Matera accoglie con favore l’apertura del Mef sulla rottamazione di Imu, Tari, bollo auto e multe
MATERA. Possibili novità in arrivo per la rottamazione dei tributi locali. Confcommercio Matera ha espresso soddisfazione dopo il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze a una possibile nuova versione della rottamazione dedicata a Imu, Tari, bollo auto e multe per violazioni del Codice della Strada. La misura potrebbe essere inserita tra gli emendamenti al decreto fiscale atteso entro la fine di maggio.
L’associazione di categoria sottolinea come da tempo avesse sollecitato l’amministrazione comunale sulla possibilità di ampliare gli strumenti di adesione alla cosiddetta

rottamazione quinquies per i tributi locali, considerato il peso che queste cartelle continuano ad avere nei bilanci di molte
imprese.Con il nuovo orientamento del Mef potrebbero rientrare nella sanatoria tutti i debiti locali affidati all’Agenzia del-
le Entrate Riscossione. Una prospettiva ritenuta particolarmente importante dal mondo imprenditoriale, soprattutto perché la precedente rottamazione aveva lasciato ampi margini di discrezionalità a Comuni e Regioni. Gli enti locali potevano infatti decidere autonomamente se aderire alla misura e con quali modalità, ma finora le applicazioni sono state limitate. Secondo Confcommercio Matera, la rottamazione quinquies aveva consentito a molte imprese di regolarizzare solo una parte delle proprie posizioni debitorie, lasciando fuori proprio le imposte e le tasse locali. Il nuovo emendamento punta
invece a colmare questa lacuna, introducendo un quadro normativo più uniforme su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di replicare il modello già adottato per la rottamazione quinquies, prevedendo lo stralcio di sanzioni, interessi e aggi di riscossione, con il pagamento del solo capitale dovuto e la possibilità di una lunga rateizzazione. L’ipotesi allo studio prevede piani fino a nove anni con rate bimestrali.Per le imprese si tratterebbe di un’opportunità significativa per alleggerire il peso dei debiti fiscali e recuperare liquidità, superando le differenze oggi esistenti tra i vari enti locali.
Il segretario Giordano audito alla Camera denuncia il rischio di desertificazione industriale tra Basilicata e Puglia
MATERA. La vertenza Natuzzi approda alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati con il duro intervento del segretario provinciale Ugl Matera, Pino Giordano, che ha lanciato un nuovo allarme sulla situazione dei circa 1700 lavoratori coinvolti tra Basilicata e Puglia. Al centro dell’audizione la crisi che da anni interessa il gruppo del salotto e le ricadute economiche e sociali sul territorio.«La misura è colma. Non è più tollerabile assistere all’ennesima estensione della cassa integrazione come se fosse una soluzione strutturale», ha dichiarato Giordano, denunciando una situazione ormai insostenibile per cen-
tinaia di famiglie alle prese con stipendi ridotti, precarietà e assenza di prospettive industriali.Il segretario Ugl ha puntato il dito contro il rischio di un progressivo ridimensionamento produttivo degli stabilimenti lucani, compresa la possibile chiusura di Jesce 2. Secondo Giordano, il territorio starebbe pagando anni di scelte industriali sbagliate e delocalizzazioni all’estero, in particolare verso la Romania.«Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi lavoratori mentre si assiste impotenti allo spostamento delle produzioni fuori dall’Italia», ha aggiunto, ricordando anche i finanziamenti pubblici ricevuti dal-
l’azienda negli anni. Per il sindacalista è necessario legare gli incentivi statali a precise garanzie occupazionali e produttive.Nel corso dell’audizione è stato inoltre denunciato il clima di esasperazione vissuto dalle maestranze. «Dietro i numeri ci sono famiglie, mutui e dignità calpestate», ha sottolineato Giordano, chiedendo un piano industriale concreto e investimenti certi per rilanciare gli stabilimenti italiani.Infine l’appello rivolto al Governo e alla Regione Basilicata affinché la vertenza Natuzzi diventi una priorità nazionale. «Difendere Natuzzi significa difendere il lavoro nel Mezzogiorno e impedire un nuovo arretramento in-
dustriale della Basilicata», ha concluso il segretario provinciale dell’Ugl Matera.













OLTRE IL GIARDINO Non è mancato il focus sulla sanità lucana e il racconto di un progetto culturale ad Acerenza
DI ANNA TAMMARIELLO
Nel nuovo appuntamento di “Oltre il giardino”, il programma di Cronahe Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, tribuna elettorale dedicata a Lauria, comune simbolo della politica lucana legata storicamente alla famiglia Pittella. Dopo le dimissioni anticipate di Gianni Pittella, i tre candidati sindaco, ospiti in studio, hanno spiegato alleanze e programmi. Bruna Gagliardi (Primavera Democratica) ha rivendicato il tentativo del Pd di costruire un “campo largo”: «Abbiamo lavorato per mesi a un’alleanza sui temi, ma socialisti, Italia Viva e Muoviamo Lauria hanno preferito altre strade». Per Gagliardi la priorità sarà «migliorare con piccole cose la qualità della vita dei cittadini, mettendo al centro dissesto idrogeologico, decoro urbano e welfare». La candidata lancia infine un appello: «Dateci fiducia per un’amministrazione concreta, trasparente e vicina ai cittadini». Antonio Rossino (Lauria al Centro) ha spiegato la nascita della sua coalizione moderata, che unisce centrodestra, socialisti e civici: «Nelle comunali contano soprattutto le persone» ha spiegato. Ha difeso il progetto dell’ascensore panoramico definendolo come “un sogno” legato al turismo religioso e ai percorsi del Cammino di Santiago: «Non è una priorità, ma un’idea per rilanciare Lauria». Sul tema del dissesto ha assicurato che «ci sono fondi già stanziati». Nel suo intervento finale ha promesso «un’amministrazione coesa, concreta e presente sul territorio». Pierluigi Scaldaferri (Muoviamo Lauria) ha respinto l’etichetta di anti-pittelliano: «Non facciamo battaglie personali -ha ribadito-, ma diciamo che dopo mezzo secolo serve una nuova classe dirigente». Ha spiegato inoltre il mancato accordo con il centrosinistra: «O si costruiva una vera alternativa o si restava nella continuità». Nel suo intervento ha poi denunciato «contrade abbandonate, centro storico in difficoltà e assenza di pianificazione urbana», proponendo un piano strategico comunale,
attenzione a scuola, sanità e ambiente, oltre a controlli sulla gestione dei rifiuti e della discarica di Carpineto. «Lauria è stanca e chiede cambiamento. La forza di questa svolta è ora nei giovani». Nella seconda parte della puntata focus sulla sanità. Ospite della trasmissione il chirurgo Enrico Mazzeo Cicchetti, già consigliere regionale, che ha analizzato criticità e prospettive del sistema della Basilicata, partendo dal tema della migrazione sanitaria. «Complessivamente oltre il 35% dei pazienti lucani va fuori regione per curarsi, ma in ortopedia arriviamo al 40%, il dato peggiore d’Italia» ha spiegato. Secondo Cicchetti il problema nasce dalla frammentazione delle strutture: «Abbiamo sei ortopedie, ma con personale insufficiente. Al San Carlo dovrebbero esserci oltre dieci medici e ce ne sono quattro. Così non si creano subspecializzazioni e il cittadino sceglie i grandi centri dove fanno migliaia di interventi», Sul fronte oncologico ha sottolineato che «la migrazione è multifattoriale, ma il vero nodo è la fiducia. Quando una persona ha un tumore si guarda intorno e sceglie dove pensa ci sia maggiore esperienza». Ma per Cicchetti il problema più evidente riguarda il materano: «La perdita di pazienti è soprattutto lì. La Puglia è la prima destinazione dei lucani e il materano è l’area più debole. Bisogna rafforzare Matera, non fare guerre di campanile». Altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. «Prima di tutto vanno corrette le prescrizioni improprie: oggi basta un mal di schiena e facciamo una risonanza».Secondo il chirurgo servirebbe un sistema regionale capace di orientare pazienti e medici: «Un vademecum che dica quali sono i centri migliori per determinate patologie e che garantisca standard di qualità». Sul nuovo piano sanitario regionale il giudi- zio è interlocutorio: «È un piano-cornice con una buona analisi dei fabbisogni, ma ora servono scelte operative». Sul San Carlo ha spiegato che la chirurgia generale si distingue positivamente per qualità, ma con «volumi ridotti e per-



formance basse». Infine, sul costo della mobilità sanitaria il medico ha aggiunto che non si tratta solamente di un danno al bilancio regionale, ma anche alle famiglie. «Si calcolano circa 60 milioni di euro l’anno di spese sostenute dai lucani per curarsi fuori. Stiamo usando risorse come quelle del bonus gas per coprire deficit sanitari che derivano dalla nostra incapacità di riformare davvero il sistema». La trasmissione si sposta poi sulla cultura, approfondendo un progetto di ricerca e recupero delle tradizioni popolari di Acerenza, raccontato dai musicisti Canio Giordano e Tiziano Cillis, collegati da remoto per presentare il videoclip del brano dedicato al giovane Bigotti, morto durante le scorribande brigantesche , parte del progetto “Voci dalla terra e del vento”. Canio Giordano ha spiegato che il lavoro nasce «dalla volontà di salvaguardare e valorizzare il patrimonio orale musicale di Acerenza e della Basilicata. Il primo brano affrontato racconta la tragica mor-
te di Oronzio Pigotti durante le vicende del brigantaggio ottocentesco. Ci è rimasta una testimonianza orale composta da numerose strofe, tramandata in dialetto e cantata fino a oggi da alcuni anziani del paese».Il materiale raccolto è stato rielaborato musicalmente: «Avevamo una lunga litania che raccontava tutta la vicenda. Abbiamo deciso di riadattarla con musiche moderne».Il progetto si collega anche agli studi storici di Antonio Giordano e Vincenzo Guglielmucci, autori di un libro sul brigantaggio lucano che ha riportato alla luce documenti e carte giudiziarie dell’epoca. Tiziano Cillis ha ricordato il ruolo fondamentale dello zio, definito “un vero cantastorie”: «Cantava in ogni occasione, nei campi e durante i raccolti. Non avendo strumenti musicali, si affidavano solo alla voce per raccontare le storie». Per Cillis quel patrimonio orale rappresenta una forma di antropologia musicale da salvaguardare. Grande attenzione è stata dedicata al vi-
deoclip animato del brano. Giordano ha raccontato di aver coinvolto l’autore e animatore Davide Walton Zed: «Lo conoscevo per alcuni videoclip realizzati anni fa e mi sembrava perfetto per una storia così particolare. Il risultato -ha spiegato- è un’opera di pregio. Si tratta del primo videoclip animato dedicato a una storia popolare di Acerenza». Cillis ha sottolineato la forza narrativa della scelta artistica: «Il video animato si sposa perfettamente con la storia e con i personaggi. Farlo con attori sarebbe stato più costoso ma soprattutto avrebbe avuto meno impatto».Alla domanda sul legame con il lavoro di ricerca musicale di Eugenio Bennato e della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Cillis ha risposto che la volontà è stata quella di cercare di rendere queste storie ascoltabili da tutti senza banalizzarle». Il progetto proseguirà ora con nuove raccolte: «Abbiamo ancora tanto materiale audio, video e trascrizioni da recuperare e valorizzare», ha concluso Giordano.
SANT’ARCANGELO Piazza gremita durante il comizio, a conferma del generoso impegno maturato dal candidato Sindaco per il paese
Il centro storico di Sant’Arcangelo è stato teatro di un comizio elettorale della Lista capeggiata da Vito De Filippo, candidato Sindaco. La piazza gremita ha accolto con entusiasmo il programma di De Filippo, che si concentra sulla valorizzazione del centro storico e sulla creazione di un grande progetto intitolato "Le case della Restanza".De Filippo ha sottolineato l'importanza di rianimare e riabitare il centro storico, caratterizzato da palazzi gentilizi e strutture architettoniche di pregio. Il programma prevede il censimento di unità abitative
disabitate e la creazione di un grande progetto di recupero urbano e di animazione culturale. Il candidato Sindaco ha anche affrontato il tema del decoro urbano e della sicurezza, sottolineando l'importanza di creare un ambiente sicuro e pulito per i cittadini. De Filippo ha anche parlato della sanità e della scuola, sottolineando l'importanza di migliorare i servizi sanitari e di offrire percorsi formativi di qualità. Sant’Arcangelo è sede di importanti istituzioni scolastiche, che hanno bisogno di sostegno e di investimenti. La Lista di De Filippo è composta

da professionisti, imprenditori, giovani e donne che hanno dimostrato capacità operative e professionali di
grande livello. Il candidato Sindaco ha ringraziato i suoi collaboratori dopo aver presentato il program-
ma della lista, che si concentra sulla creazione di un futuro migliore per Sant’Arcangelo.


esidero rivolgere il mio più sincero e profondo ringraziamento a tutta la cittadinanza di Corleto Perticara per l’affetto, la vicinanza e la straordinaria partecipazione al comizio di domenica. Vedere una piazza partecipe ed emotivamente coinvolta è stato qualcosa che porterò a lungo nel cuore. Non è stato soltanto un comizio, ma un autentico momento di comunità, di ascolto e di condivisione di una visione comune per il futuro del nostro paese». Lo afferma, in una nota, Ilenia Magaldi, candidata Sindaco della lista Corleto Futura. «La presenza di così tante persone, di giovani, famiglie, anziani, studenti, lavoratori, rappresenta per me e per tutta la squadra di Corleto Futura una grande responsabilità, ma anche una spinta fortissima a con-

tinuare questo percorso con ancora più convinzione e determinazione», aggiunge Magaldi. «In questi giorni stiamo incontrando una comunità viva, consapevole, desiderosa
di partecipare e di essere protago- nista. È questo il segnale più bello e più importante. Con il contributo dei candidati consiglieri Sarli, Demma e Ambrosio abbiamo par-
lato del sostegno convinto ai nostri agricoltori, di dignità, di diritti, di dopo petrolio, di commercio di prossimità e di visione turistica a lungo raggio, di giovani, di donne, di aree interne, di coesione sociale e di appartenenza. Ma soprattutto abbiamo parlato di fiducia. Di quel legame indispensabile tra cittadini e istituzioni». «Continueremospiega Magaldi - a portare avanti una campagna elettorale pulita, rispettosa, fatta di contenuti, ascolto e confronto civile, perché crediamo che la politica debba unire e non dividere, costruire e non alimentare tensioni. A tutti coloro i quali erano in piazza, a chi ci sostiene, a chi ci osserva con attenzione e anche a chi legittimamente la pensa diversamente, voglio dire grazie. Perché la partecipazione è il sale della democrazia».

Nella Giornata
internazione dedicata alla professione Tiziana Silletti richiama l’attenzione su carenze di organico e aggressioni
POTENZA. Il ruolo degli infermieri come «volto umano della cura» e pilastro indispensabile del sistema sanitario lucano. È il messaggio lanciato dalla garante regionale per la salute, Tiziana Silletti, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata oggi con un richiamo forte alle difficoltà che attraversano ospedali e servizi territoriali della Basilicata.Nel suo intervento, Silletti ha rivolto un pensiero «profondo» a tutte le infermiere e gli infermieri che quotidianamente operano nei reparti, nei pronto soccorso e nell’assistenza domiciliare, spesso lontano dai riflettori e in condizioni complesse. «Dietro ogni corsia, ogni pronto soccorso, ogni reparto, ogni assistenza domiciliare, c’è una mano che sostiene, una voce che rassicura, uno sguardo che restituisce dignità anche nei momenti più difficili della vita», ha dichiarato la garante, sottolineando come gli infermieri non rappresentino soltanto una professione sanitaria, ma «il volto umano della cura».
L’attenzione della garante si è poi concentrata sulla situazione della sanità regionale, definita «delicata» per via della caren-

za di personale, dei turni pesanti e delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari. A pesare, secondo Silletti, è anche il progressivo spopolamento professionale che rischia di impoverire ulteriormente il sistema sanitario lucano nei prossimi anni, quando centinaia di infermieri raggiungeranno il pensionamento.Una prospettiva che, secondo la garante, impone una riflessione immediata sul futuro del diritto alla salute, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili della Basilicata. «Non può esistere tutela della salute senza la tutela di chi cura», ha ribadito, evidenziando il valore del ruolo svolto dal Garante del diritto alla salute nel raccogliere le difficoltà dei cittadini ma anche quelle degli stessi
operatori sanitari.Silletti ha quindi assicurato il proprio impegno nel portare all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali la necessità di investire sul personale infermieristico, valorizzandone il ruolo umano e professionale e rafforzando la medicina territoriale. Tra gli obiettivi indicati anche la costruzione di condizioni di lavoro più dignitose e sicure per chi opera quotidianamente in corsia e nei servizi di assistenza.«Oggi celebriamo donne e uomini che affrontano ogni giorno il dolore altrui con coraggio, empatia e responsabilità», ha concluso la garante, rinnovando il ringraziamento agli operatori sanitari lucani e l’impegno affinché «nessun operatore sanitario venga lasciato solo».
VIZZIELLO E CHIORAZZO SU GIORNATA DEDICATA
«Infermieri allo
POTENZA. «Gli infermieri sono il cardine del servizio sanitario nazionale ma continuano a lavorare in condizioni sempre più difficili». Lo sostengono il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, e il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, commentando l’indagine “Vita da infermiere” realizzata dal Nursind e diffusa in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere.Secondo i dati raccolti attraverso oltre tremila questionari compilati da infermieri, Oss e ostetriche, emerge un quadro segnato da carenze di organico, stress psicofisico, scarsa valorizzazione professionale e difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita privata. Più della metà degli intervistati denuncia inoltre l’assenza di strumenti adeguati per lavorare in sicurezza.Vizziello sottolinea come la maggior parte dei professionisti coinvolti nell’indagine operi nelle aziende pubbliche e abbia una lunga esperienza nel settore sanitario. Chiorazzo evidenzia invece che il 77 per cento del campione dichiara di svolgere attività lavorative oltre l’orario previsto, soprattutto per adempimenti burocratici e clinici che finiscono per aggravare ulteriormente il carico quotidiano.Ancora più preoccupante, secondo gli esponenti di Basilicata Casa Comune, è il dato relativo alla percezione di scarsa considerazione da parte delle aziende sanitarie: oltre l’80 per cento degli intervistati afferma infatti di non sentirsi valorizzato nel proprio ruolo professionale.

Nominato Salvatore Ponticiello, Friolo: «Segnale concreto dell’impegno che stiamo rafforzando anche sul fronte della prevenzione»

MATERA. L’Azienda sanitaria locale di Matera comunica la nomina di Salvatore Ponticiello quale nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina del lavoro e sicurezza negli ambienti di lavoro. Ponticiello è laureato in Medicina all’Università degli Studi di Napoli, dove ha conseguito anche la specializzazione in Medicina del lavoro. Dal 2000 ricopre il ruolo di dirigente medico, che gli ha permesso di maturare una consolidata esperienza nel campo della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il suo percorso professionale è arricchito da un master in ergonomia e da esperienze in diverse aziende sanitarie locali italiane, che ne hanno consolidato le competenze tecniche e le capacità orga-
nizzative.«L’ingresso di Salvatore Ponticiello alla guida di una struttura così importante – dichiara il direttore generale dell’Asm, Maurizio Friolo – rappresenta un valore aggiunto per la nostra azienda. La sua esperienza pluriennale e le competenze maturate nel settore della medicina del lavoro contribuiranno a consolidare e sviluppare ulteriormente le attività di prevenzione, con particolare attenzione alla sicurezza dei lavoratori e alla qualità degli ambienti di lavoro. Siamo certi che saprà interpretare al meglio questo ruolo, in linea con gli obiettivi strategici dell’Asm e con le esigenze del territorio». La nomina si inserisce nel percorso di rafforzamento delle attività di prevenzione e vigilanza nei contesti la-
vorativi, ambito strategico per la promozione della salute pubblica e la riduzione dei rischi professionali sul territorio.«La nomina del dottor Ponticiello – ha dichiarato l’assessore alla Salute, Politiche per la persona e Pnrr, Cosimo Latronico – rappresenta un segnale concreto dell’impegno che stiamo rafforzando anche sul fronte della prevenzione nei luoghi di lavoro, proprio in una giornata simbolicamente dedicata a questo tema. Investire su professionalità qualificate significa migliorare la capacità del sistema sanitario di intercettare i rischi, accompagnare le imprese e tutelare i lavoratori. La sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un pilastro delle politiche pubbliche per la salute e la dignità della persona».
Fanelli: «San Carlo presidio fondamentale per la Basilicata e il Mezzogiorno. La conferma di Spera segnale di continuità e stabilità»
La sanità lucana accelera su due fronti strategici: il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la stabilità della governance ospedaliera. Da un lato prende avvio un importante investimento sulle nuove figure degli infermieri di comunità, dall’altro arriva la conferma ai vertici dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza.La Regione Basilicata ha avviato il corsoconcorso pubblico unico per la formazione di 500 Infermieri di Famiglia o di Comunità (IFoC), con l’obiettivo di arrivare all’assunzione di 263 professionisti da inserire nelle Aziende Sanitarie Locali di Potenza e Matera.Il progetto, finanziato con oltre 6,3 milioni di euro del programma regionale Basilicata FESR FSE+, punta a rafforzare la sanità di prossimità, in particolare nei piccoli comuni e nelle aree interne. Il percorso formativo sarà curato da Formez PA e certificato dall’Università di Foggia, in coerenza con il DM 77/2022 e con le linee di indirizzo di Agenas.L’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha dichiarato: «Mettere al centro i lucani attraverso una strategia chiara di potenziamento della sanità di prossimi-

tà».Sul piano finanziario ha precisato: «Il piano prevede uno stanziamento complessivo di 6.332.538 euro a valere sul programma regionale Basilicata Fesr Fse+, di cui 2.720.000 euro destinati specificamente alla fase formativa». L’assessore ha poi sottolineato la portata strutturale dell’intervento: «Questo investimento rappresenta un passaggio decisivo per il rafforzamento reale del nostro sistema sanitario. Non si tratta solo di adempiere a norme, ma di rispondere con responsabi-
lità istituzionale al diritto alla salute dei cittadini».E ancora: «Vogliamo contrastare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, trattenere i talenti lucani sul territorio e ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere».Sul fronte ospedaliero, la Giunta regionale ha nominato l’ingegner Giuseppe Spera direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, al termine della procedura di selezione pubblica.L’assessore Cosimo Latronico ha commentato la nomina af-
fermando: «La conferma dell’ingegner Spera è una scelta che garantisce stabilità e continuità all’Azienda San Carlo in una fase cruciale di trasformazione del nostro sistema sanitario».Ha poi evidenziato le priorità operative: «Il lavoro che ci attende è impegnativo. Dobbiamo accelerare sull’abbattimento delle liste d’attesa, portare a compimento gli investimenti tecnologici previsti dal PNRR e rafforzare l’integrazione tra l’alta specializzazione ospedaliera e la medicina del territo-
Lario».E ancora: «Sono certo che, grazie alle sue competenze tecniche e alla capacità di dialogo con le professionalità mediche, l’ingegner Spera saprà proseguire nel processo di miglioramento costante della qualità dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini lucani».Infine: «Continueremo ad assicurare il massimo supporto alla direzione generale del San Carlo, con l’obiettivo comune di valorizzare le eccellenze lucane e rispondere con efficacia e umanità alla domanda di salute delle comunità».Sulla conferma è intervenuto anche il presidente della Prima Commissione consiliare regionale, Francesco Fanelli, che ha dichiarato: «Desidero rivolgere le mie più sincere congratulazioni all’ingegner Giuseppe Spera per la conferma alla guida dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza».Fanelli ha aggiunto: «Si tratta di una conferma che rappresenta un segnale di continuità amministrativa e gestionale in una fase particolarmente importante per il sistema sanitario lucano».E ancora: «L’Azienda ospedaliera San Carlo rappresenta un presidio fondamentale per la sanità regionale, punto di riferimento non solo per la Basilicata ma per l’intero Mezzogiorno».
PUBBLICA E GOVERNANCE OSPEDALIERA: IL RUOLO DELLA CGIL NEL DIBATTITO SULLA RIORGANIZZAZIONE REGIONALE
FP CGIL Potenza accoglie con favore la conferma di Giuseppe Spera alla direzione generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, decisa dalla Giunta regionale della Basilicata.Per il sindacato, la continuità gestionale rappresenta un elemento importante in una fase complessa per la sanità pubblica, segnata da carenza di personale, aumento delle liste d’attesa, pressione sui pronto soccorso e difficoltà nella rete dei servizi territoriali.La FP CGIL richiama anche la necessità di dare piena attuazione agli investimenti del PNRR e di rafforzare il sistema sanitario
pubblico, valorizzando il lavoro e stabilizzando il personale.Tra le priorità indicate: piano straordinario di assunzioni, a partire dagli OSS, superamento del precariato, riconoscimento del lavoro aggiuntivo e miglioramento delle condizioni operative.“Il Servizio sanitario nazionale non può essere una variabile di bilancio”, sottolinea il sindacato, che chiede una programmazione centrata sul diritto alla salute.Alla direzione del San Carlo la FP CGIL rivolge un augurio di buon lavoro, auspicando un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori per rafforzare la sanità pubblica lucana.


POTENZA Il sindaco e l’assessora sottolineano: «Stiamo lavorando per salvare i fondi PNRR e garantire i servizi per l’infanzia»
POTENZA. Nessun passo indietro, ma una rimodulazione necessaria per evitare di perdere le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È questa la posizione espressa dal sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e dall’assessore alla Programmazione Loredana Costanza, intervenuti con una nota congiunta sulla vicenda relativa alla scuola dell’infanzia “Alcide De Gasperi” e allo spostamento dei fondi PNRR inizialmente destinati a un nuovo plesso in zona Macchia Romana. Secondo gli amministratori comunali, il progetto ereditato dalla precedente amministrazione presentava «criticità rilevanti», tali da renderlo, nei fatti, difficilmente realizzabile. Il nodo principale riguardava l’accessibilità dell’area individuata per la costruzione della nuova scuola, circondata da terreni privati e priva delle necessarie procedure di esproprio o acquisizione per garantire un accesso pubblico alla struttura.
«Ci siamo trovati davanti a un progetto formalmente finanziato ma concretamente non realizzabile», spiegano Telesca e Costanza, sottolineando come l’amministrazione abbia avviato nei mesi scorsi una serie di interlocuzioni con i proprietari dei terreni interessati, valutando anche possibili modifiche urbanistiche pur di salvare il finanziamento ministeriale.Tentativi che, però, non avrebbero prodotto risultati sostenibili sul piano economico.
Le richieste avanzate dai privati per consentire la realizzazione della strada di accesso sarebbero state considerate troppo onerose, anche perché il finanziamento PNRR non prevedeva somme dedicate a espropri o acquisizioni di aree. A ciò si sarebbe aggiunta la necessità di realizzare opere strutturali aggiuntive, tra cui una paratia di contenimento, non contemplate nel progetto originario.Di fronte a queste difficoltà, il Comune sostiene di aver mantenuto un confronto costante con il Ministero competente. In una prima fase sarebbe stata esclusa la possibilità di modificare l’intervento, ma successivamente – spiegano il sindaco e l’assore – il Ministero avrebbe aperto alla ricerca di soluzioni alternative per evitare la perdita dei fondi.Da qui l’ipotesi di trasferire l’investimento su altre strutture comunali, tra cui proprio la scuola “Alcide De Gasperi”. Una soluzione che, precisano gli amministratori, richiede però verifiche tecniche approfondite. «Non basta spostare i fondi», evidenziano infatti Telesca e Costanza, spiegando che l’edificio della De Gasperi necessita di interventi complessi, soprattutto sulle fondazioni, molto diversi rispetto a quelli previsti per una nuova costruzione in un’area libera da manufatti. Da oltre un mese sarebbero in corso confronti con l’impresa aggiudicataria per valutare la fattibilità tecnica, economica e operativa dell’intervento. L’obiettivo dichiarato dal-

l’amministrazione è recuperare e mettere in sicurezza una scuola comunale esistente senza rinunciare alle risorse già assegnate.Nel finale della nota, il sindaco e l’assessore respingono le accuse e le polemiche politiche nate attorno alla vicenda, parlando di «dichiarazioni approssimative» che rischiano di generare confusione tra cittadini e famiglie. «Continueremo a lavorare con responsabilità e trasparenza – concludono – affrontando problemi ereditati dal passato e cercando soluzioni concrete, non propaganda politica. La tutela dei servizi per l’infanzia merita serietà amministrativa».
POTENZA. Nel corso del fine settimana, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli straordinari del territorio, finalizzati al rafforzamento della sicurezza urbana e alla prevenzione dei fenomeni di illegalità, nelle aree maggiormente frequentate del centro cittadino.
Nel contesto di tali attività, un soggetto è stato denunciato per violazione del Divieto di Accesso alle Aree Urbane (D.A.C.Ur), misura di prevenzione emessa dal Questore che vieta a determinate persone di frequentare specifiche zone della città per ragioni di sicurezza e decoro urbano. In particolare, gli operatori sono stati inviati in Via Pretoria a seguito della segnalazione di un uomo che aveva divelto una fioriera nelle immediate vicinanze di un’attività commerciale, per poi allontanarsi in direzione PortaSalza. Giunti sul posto e avviate le ricerche, gli agenti delle Volanti, con l’ausilio di un secondo equipaggio, hanno rintracciato poco dopo l’uomo in Via del Popolo, dove lo stesso, in evidente stato di agitazione, stava colpendo con calci le porte di un ascensore, senza causare danni.

Accompagnato negli Uffici della Questura per gli accertamenti di rito, lo stesso è stato compiutamente identificato mediante fotosegnalamento. Dai successivi controlli in banca dati è emerso che l’uomo risultava già destinatario di una misura di prevenzione emessa dal Questore di Potenza, che gli vietava di frequentare e transitare in alcune aree del centro storico cittadino.
Alla luce di quanto accertato, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per la violazione della misura di prevenzione, nonché per l’inosservanza delle norme. Dell’accaduto è stata informata l’Autorità Giudiziaria competente per i provvedimenti di competenza.
Nella tarda serata di domenica, gli agenti sono intervenuti in via Mazzini a seguito della segnala-
zione di un sinistro stradale. Giunti sul posto, gli operatori hanno accertato che un’autovettura aveva urtato due veicoli regolarmente parcheggiati. Il conducente ha mostrato sin da subito un atteggiamento ostile e poco collaborativo nei confronti degli agenti, rifiutando di sottoporsi agli accertamenti previsti. Accompagnato presso una struttura sanitaria per gli esami alcolemici e tossicologici, l’uomo ha mantenuto un comportamento aggressivo anche nei confronti del personale medico e degli operatori di polizia, arrivando a colpire gli stessi con calci e schiaffi. Dall’esito degli accertamenti è stato evidenziato un tasso alcolemico nel sangue pari a 3.4 gr/L. Alla luce della condotta violenta e dei reati configurati, l’uomo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebrezza. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa delle determinazioni di competenza. Le indagini sono ancora in corso e l’indagato è considerato presunto innocente fino a sentenza definitiva di condanna.
Iniziativa presso il Circolo Angilla Vecchia, dedicata al confronto tra esperti, amministratori e cittadini sul ruolo delle istituzioni
Lunedì 18 maggio, alle ore 17, presso il Circolo Angilla Vecchia di Potenza, si terrà il seminario di studi dal titolo “Cause e conseguenze del familismo nelle istituzioni”.L’iniziativa propone una riflessione sulle trasformazioni della pubblica amministrazione, sul rapporto tra potere e territorio e sulle dinamiche sociali e culturali che hanno segnato il Mezzogiorno nel corso degli ultimi decenni.Ad introdurre i temi dell’incontro è un contributo di Tanino Fierro, moderatore della serata, che riportiamo integralmente. Finalità del Seminario di studi
“Dagli anni 50’ in poi, il Paese è stato un laboratorio di ricerche in virtù della sua posizione strategica dal punto di vista geo-politico. Sono passati studiosi di diverse nazioni, come G. Friedmann, J. Davis, C. Levi, G. Peck, che hanno analizzato le condizioni sociali e culturali post-belliche con cura e rigore scientifico.Lo studioso che ha lasciato, in modo particolare,
un’orma indelebile delle sue ricerche è stato Edward C. Banfield con la teoria del “familismo amorale”. Una specie di scuola di pensiero che cura in modo esclusivo l’interesse personale e del nucleo di appartenenza a discapito del bene comune.Ha generato, così, la convinzione che sia facile raggirare le leggi vigenti, con tutti i mezzi, per raggiungere i propri fini. Se lo Stato è percepito come un estraneo, quasi un nemico, è morale o accettabile scavalcarlo per conseguire le proprie convenienze.Sistemare le vicende familiari o del proprio clan non è considerato un atto immorale ma il compimento del massimo dovere paterno. La Comunità si trasforma in un insieme di gruppi di pressione, in lotta tra di loro, per assicurarsi postazioni di potere o di privilegio.Il merito, pertanto, scompare a vantaggio della tracotanza di chi meglio è organizzato nel territorio. Tale modo di pensare ed agire ha contaminato, nel tempo, gli Enti locali, i Partiti, i Presidi culturali, la Magistratura ecc.In modo
particolare, le Regioni che, nate con fini nobili negli anni 70’, sono diventate progressivamente veri centri di potere e di spesa pubblica e non già come organismi di programmazione e di sviluppo reale.Le Regioni sono diventate, così, dei piccoli Stati nello Stato ed hanno indebolito il principio dell’Unità nazionale a favore dell’interesse territoriale.Frattanto, accanto alle Regioni, in presenza delle Province svuotate di funzioni e dei Comuni senza risorse, è sorto un sottobosco di enti strumentali, la cui funzione è quella di elargire posti di potere e sperperare danaro pubblico in modo clientelare.Si pensi ai Consorzi di bonifica, ai Parchi, alle Agenzie di formazione, ai Gal ecc. ecc.: tutte strutture diventate, così, degli ammortizzatori sociali.Questo è lo stato attuale della Pubblica Amministrazione che, però, non va demonizzata del tutto perché svolge ancora delle funzioni utili per il nostro ordine sociale.Ciò detto, alla luce delle esperienze passate e quelle in atto, è
Sfide fisiche e mentali unite a collaborazione e spirito di sacrificio

Zero comfort, il sudore e quel senso di comunità che solo la fatica condivisa sa creare. Si è svolto a Brescia l’atteso evento Spacca Gambe, la prova simbolo della Ginnastica Dinamica Militare Italiana (GDMI), che quest'anno ha segnato un traguardo storico per il Sud Italia: la partecipazione, per la prima volta in assoluto, di una delegazione proveniente dalla Basilicata, capitanata dal capo istruttore Giorgio Bucci.La Ginnastica Dinamica Militare non è un semplice allenamento, ma una filosofia sportiva basata su esercizi a corpo libero che richiamano la preparazione atletica militare. Niente macchinari, niente musica
ritmata, solo la voce degli istruttori e la forza di volontà.Lo Spacca Gambe rappresenta l’apice di questo percorso: un allenamento ad altissima intensità focalizzato sulla resistenza degli arti inferiori e sulla resilienza mentale.Il debutto a Brescia degli atleti lucani non è stato un episodio isolato, ma il segnale di un fermento sportivo che sta trasformando la regione. Sulla scia dell'entusiasmo del centro di Potenza, guidato dall’istruttrice Samantha Cillo, il movimento ha deciso di radicare la propria presenza sul territorio regionale.La grande novità è infatti l'apertura di due nuovi poli operativi a settembre: il primo a Lavello, con l’istruttrice Rosa Savino, e il secondo a Lauria, dove sarà Marika Mastroianni a portare avanti il metodo."La partecipazione della Basilicata all'evento di Brescia e l'apertura di questi nuovi centri non sono solo dati numerici," spiegano dagli ambienti GDMI, "ma la dimostra-
zione che il valore del sacrificio e dello sport pulito è universale. Vedere professioniste come Samantha, Rosa e Marika impegnate a far crescere la disciplina in punti strategici della regione conferma che il desiderio di tornare a uno sport essenziale e profondamente umano è più vivo che mai."Circa 3000 atleti si sono ritrovati per affrontare serie di affondi, scatti e balzi. Lo Spacca Gambe è noto per portare il fisico al limite, ma il vero obiettivo è il superamento dei propri confini mentali.Nonostante la durezza della prova, il clima è stato di assoluta coesione: nessun cronometro da battere, se non quello della propria determinazione.Con l’ingresso ufficiale della Basilicata nel circuito dei grandi eventi nazionali e la nascita di questi nuovi presidi locali, la GDMI compie un passo decisivo, trasformando una passione individuale in una solida realtà sportiva regionale.
DONATO MASIELLO

compito dell’attuale classe dirigente correggere le distorsioni esistenti e trovare i giusti paradigmi di un nuovo Modello di società dove il merito e l’efficienza siano i suoi veri pilastri. Rappresenterebbe, così, una plausibile occasione per richiamare al senso comune l’attenzione dei tanti giovani che, sfiduciati, non trovando in loco le proprie soddisfazioni preferiscono emigrare, abbandonando i luoghi natii ed i propri affetti”.
CITTADINI E IMPRESE COINVOLTI ATTIVAMENTE
Oggi, alle ore 18.30, nella sala consiliare di via San Demetrio 94, il Comune di Pietragalla presenta il progetto “5 Days in Pietragalla”, un’iniziativa volta a definire un piano strategico per l’inclusione turistica del territorio.Promossa dall’Amministrazione comunale, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne, favorire la rigenerazione del tessuto abitativo e sociale e stimolare nuove dinamiche di sviluppo locale.Il progetto punta a valorizzare le risorse del territorio attraverso un modello di turismo inclusivo e sostenibile, capace di generare opportunità concrete per la comunità, rafforzare l’economia locale e restituire centralità ai piccoli borghi come Pietragalla, rendendoli attrattivi e vivibili durante tutto l’anno.La presentazione di oggi rappresenta un momento di confronto e partecipazione, durante il quale saranno illustrate le modalità operative, le finalità e le azioni previste dal progetto. L’incontro coinvolgerà cittadini, associazioni, operatori turistici, attività commerciali e imprese interessate a contribuire alla promozione e allo sviluppo del territorio.«Con “5 Days in Pietragalla” vogliamo avviare un percorso concreto di valorizzazione del territorio, mettendo al centro la comunità, l’accoglienza e le potenzialità del nostro territorio. Investire in un turismo sostenibile e inclusivo significa creare nuove opportunità, contrastare lo spopolamento e costruire prospettive di crescita per giovani e attività locali. Pietragalla custodisce una storia, un’identità e un patrimonio che meritano di essere valorizzati e raccontati», ha dichiarato il sindaco Paolo Cillis.


Al Comune di Matera i pentastellati rivendicano il regolamento sui ripristini stradali e accusano Lisurici di incoerenza sui fondi
MATERA. È scontro politico sulle condizioni delle strade cittadine e sulla gestione della manutenzione urbana. Il Movimento 5 Stelle di Matera punta il dito contro il consigliere comunale di Forza Italia Francesco Lisurici, accusandolo di «memoria corta» e di tentare di scaricare sui tecnici comunali responsabilità che, secondo i pentastellati, ricadrebbero invece sull’attuale maggioranza di centrodestra che governa la città con il sindaco Antonio Nicoletti.Nel comunicato diffuso dal gruppo politico, il M5s definisce «singolare» il recente intervento di Lisurici sul tema dei ripristini stradali e del rispetto delle regole dopo i lavori effettuati sul suolo pubblico. Secondo il Movimento, il consigliere azzurro avrebbe dimenticato che il regolamento oggi richiamato nacque durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Domenico Bennardi. Un testo che, spiegano i pentastellati, sarebbe stato elaborato nelle commissioni consiliari e poi approvato per contrastare i ripristini parziali e disomogenei del manto stradale, garantendo maggiore decoro urbano e sicurezza.Il Movimento 5 Stelle sottolinea inoltre

come il regolamento sia stato successivamente licenziato dal Commissario Prefettizio prima dell’insediamento della nuova amministrazione comunale. Per questo motivo, secondo i firmatari della nota, il centrodestra non potrebbe rivendicare alcun merito politico sull’introduzione delle norme oggi richiamate da Lisurici.Ma l’attacco si concentra soprattutto sul piano amministrativo e finanziario. I pentastellati ricordano infatti che, durante il dibattito in consiglio comunale sull’utilizzo dell’avanzo di bilancio, la maggioranza avrebbe respinto la proposta avanzata dal Movimento di destinare circa 7 milioni di euro alla riqualificazione delle strade cittadine. Una scelta che il
M5s giudica contraddittoria rispetto alle attuali prese di posizione sulla necessità di intervenire contro buche e dissesti.«È troppo facile lamentarsi delle buche dopo aver detto no ai fondi necessari per ripararle», sostiene il Movimento, che accusa la maggioranza di privilegiare «logiche di bilancio fredde» rispetto ai problemi quotidiani vissuti dai cittadini materani.Nel documento il M5s invita infine Lisurici e l’intera coalizione di governo cittadina a «smettere di fare propaganda sui risultati altrui» e a concentrarsi invece su interventi concreti per mettere in sicurezza le strade di Matera, definite ormai «sempre più pericolose» per automobilisti e pedoni.
IL CONSIGLIERE: «RISULTATO PER IL TERRITORIO»
Sabbia D’Oro, Marrese: «È miglior lido d’Italia»
SCANZANO JONICO. Il consigliere regionale lucano Piero Marrese si congratula con Giuseppe Ferrara e con tutto il team del Sabbia D’Oro Beach Club di Scanzano Jonico per il riconoscimento ottenuto a Milano come miglior beach club d’Italia 2026. Il premio è stato assegnato durante il Gran Galà dei Beach Club d’Italia all’Excelsior Gallia, nell’ambito della presentazione della terza edizione della guida dedicata alle migliori strutture balneari italiane. Per Marrese si tratta di «un risultato di grande valore» non solo per il lido ionico ma per l’intero comparto turistico della Basilicata. Il consigliere regionale sottolinea come il Sabbia D’Oro sia riuscito a distinguersi davanti a località storicamente affermate come la Versilia e la Sardegna, confermando la crescita dell’offerta turistica lucana e la credibilità raggiunta dal litorale ionico.Secondo Marrese, il riconoscimento ottenuto rappresenta la dimostrazione concreta di come investimenti mirati, professionalità e una visione imprenditoriale moderna possano valorizzare il territorio e renderlo competitivo nei mercati turistici più esigenti. Il consigliere regionale evidenzia inoltre la necessità che le istituzioni sostengano le imprese del settore, puntando su qualità dei servizi e innovazione come strumenti strategici per creare sviluppo e occupazione.

Tim riduce i volumi, annunciata la mobilità da luglio. I rappresentanti dei dipendenti chiedono un intervento straordinario del governo
MATERA. Una crisi che si trascina da oltre due anni e che ora rischia di trasformarsi in un pesante ridimensionamento occupazionale. È quanto denunciano Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni dopo l’incontro dedicato alla vertenza CallMat, azienda del settore CrmBpo che impiega oltre 300 lavoratori nello stabilimento di Matera.Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’azienda avrebbe annunciato l’avvio della procedura di mobilità per licenziamento collettivo a partire dal mese di luglio. Una decisione che sarebbe legata alla drastica riduzione dei volumi di attività da parte di Tim e che, in prospettiva, potrebbe condurre addirittura alla chiusura del sito materano entro dicembre.I sin-
dacati parlano di «epilogo già scritto» per una vicenda che, nonostante i tavoli istituzionali e le interlocuzioni avviate negli ultimi anni, non avrebbe ancora trovato soluzioni concrete. La crisi di CallMat, spiegano le sigle regionali e la Rsu aziendale, si inserisce inoltre nel quadro più ampio delle difficoltà che stanno attraversando numerose aziende del comparto dei contact center in tutta Italia.Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, le organizzazioni dei lavoratori sottolineano come il progressivo utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale stia producendo esuberi sempre più consistenti. Per questa ragione chiedono un intervento nazionale «massivo e straordinario» da parte del governo, accusando il Ministero di
aver assunto un atteggiamento di sostanziale indifferenza rispetto alle numerose vertenze aperte nel settore.I sindacati ricordano anche che il Ministero avrebbe assunto l’impegno di stanziare fondi e predisporre misure specifiche per affrontare la crisi CallMat, strumenti che però non sarebbero ancora stati concretamente attivati. Perplessità vengono espresse anche sul bando recentemente emanato dalla Regione Basilicata per i lavoratori in uscita dall’azienda, giudicato insufficiente rispetto alla gravità della situazione.Nel documento viene inoltre evidenziata l’assenza del promesso bando regionale per la digitalizzazione del fascicolo sanitario elettronico, misura che avrebbe potuto rappresentare un’opportunità occu-
pazionale alternativa per parte dei dipendenti coinvolti.Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 maggio, data del tavolo ministeriale sulla vertenza. In quella sede, assicurano i sindacati, saranno portate tutte le richieste a tutela dei lavoratori CallMat. Nel frattempo sono già state annunciate iniziative di mobilitazione e il coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali.

Una giornata pensata per celebrare il valore dello Sport come linguaggio universale, all’insegna dell’appartenenza e dell’inclusione dei giovani
DI M IRIA M G ALG AN O
Lo Sport è, per antonomasia, educazione del corpo e della mente. Quintiliano, già in epoca romana, parlava di “Mens sana in Corpore sano”, alludendo all’unità, all’equilibrio psico-fisico che deve esistere in ogni essere umano affinchè egli possa vivere compiutamente, in tutte le sue potenzialità, una vita degna di tal nome. E, quando lo Sport entra nelle aule scolastiche, il risultato non potrà che essere quello di edificare una società basata sul rispetto. Un concetto, questo, per niente scontato e da intendersi non come ossequio, deferenza, riverenza. Piuttosto, un’idea di attenzione e considerazione nei confronti del prossimo, partendo proprio dalle giovani generazioni. Praticare uno sport a scuola o al di fuori di un edificio scolatisco, significa per uno studente imparare a dominare i propri istinti attraverso il rispetto delle regole, dei tempi e dei ritmi di allenamento. Un’attività, ancora, che insegna a calibrare e a sopportare la fatica, gioendo con i propri compagni di squadra in caso di vittoria e imparando ad accettare anche una sconfitta. Chi condivide nel gioco di squadra gioie e dolori, attese e speranze, sarà in grado di inserirsi proficuamente nel tessuto civile, rispettando e aiutando
gli altri, divenendo genitore esemplare e un sicuro punto di riferimento per i propri figli. In tal senso, la Regione Basilicata si conferma un buon modello di dinamismo sportivo: un territorio sicuramente attento ai bisogni dei giovani, partendo proprio dal valore pedagogico che accompagna lo Sport. Lo sanno bene gli alunni del Liceo Sportivo di Scanzano Jonico che, il prossimo 26 maggio, parteciperanno al “1° Raduno dei Licei Scientifici Sportivi della Magna Grecia”.
IL PROGRAMMA DELL’EVENTO
Nato solo quattro anni fa, il Liceo Sportivo di Scanzano Jonico sta vivendo una crescita rapida e costante costruendo, passo dopo passo, un’identità fondata sull’eccellenza scolastica e sportiva. Oggi, il Liceo di Scanzano sente il desiderio di condividere questo percorso con altre realtà che nutrono la stessa passione, ponendosi come motore di una sinergia territoriale che unisca i Licei Sportivi della costa jonica e delle aree limitrofe. Per le attività proposte, ci saranno squadre miste, composte da ragazze e ragazzi, impegnati nel calcio o nel beach volley. Questa scelta mira a generare un sano agonismo che superi gli stereotipi, ponendo al centro la collaborazione e il fair play. Sono previsti, inoltre, momenti specifici

di sport inclusivo dedicati ai ragazzi con fragilità. L’obiettivo è garantire che nessuno resti spettatore, rendendo lo sport un linguaggio universale di partecipazione e appartenenza alla comunità. All’evento, aderiranno le delegazioni dei seguenti Istituti: LSS del Liceo Scientifico “Dante Alighieri” di Matera; LSS Palagiano (TA) dell’ IIS “Quinto Orazio Flacco” Castellaneta-Palagiano (TA); LSS Scanzano Jonico dell’ IIS Pisticci Montalbano (Istituto ospitante). La manifestazione gode del patrocinio e del supporto di: CONI Basilicata; Sport e Salute S.p.A.; Provincia di
Matera e Comune di Scanzano Jonico. Tra i partner e le collaborazioni nelle attività sportive: Circolo Velico Lucano di Policoro e Centro fitness a.s.d. Energym Scanzano Jonico. Tra gli sponsor: Policoro Calcio-settore Giovanile con Geofond, Semap, Naturagri, Pfanner, Fevi, Arpor, Bricofer, BCC Castellana Grotte, Terre Lucane. Nel dettaglio, il programma della giornata è così strutturato: nella mattinata del 26 maggio, a partire dalle ore 9:30, sport sulla spiaggia (beach volley misto, beach soccer misto, ping pong, scacchi e giochi inclusivi) presso lo stabilimento “Il
Faro” di Scanzano Jonico. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15:30, sono in programma gare di atletica, calcio a 5 misto e calcio a 9 misto presso il Campo Sportivo di Scanzano Jonico. Alle ore 17:00, poi, un momento istituzionale con un Tributo speciale in memoria del Prof. Pierpaolo Fedele Bernardo, figura cardine che ha incarnato lo spirito sportivo oltre i confini regionali. Saluti, premiazioni e interventi saranno affidati alla Dirigente scolastica, Prof.ssa Cristalla Mezzapesa, con conseguente consegna dei riconoscimenti alle autorità e ai partecipanti.


Raggiunta da Cronache, la Prof.ssa Roberta Fundone, nonchè referente dell’evento “1° Raduno Licei Scientifici Sportivi della Magna Grecia”, ha illustrato i punti salienti di una giornata che, a quanto pare, si appresta a diventare un esempio positivo di educazione allo Sport per i ragazzi.
COME È NATA
L’IDEA DI QUESTO
EVENTO E QUALI
SONO GLI OBIETTIVI PRINCIPALI?
«L’idea - spiega la Prof.ssa Fundone - nasce dal desiderio di celebrare il percorso di crescita del nostro Liceo Sportivo di Scanzano Jonico che, a soli quattro anni dalla sua nascita, sentiva la necessità di aprirsi al territorio e di creare una rete solida con le realtà limitrofe.
L’obiettivo primario è quello di istituzionalizzare un momento di incontro e confronto tra i giovani che condividono lo
stesso indirizzo di studi, trasformando la competizione in un’occasione di crescita collettiva. Vogliamo dimostrare che lo sport scolastico non è solo attività fisica, ma un potente strumento pedagogico capace di unire diverse delegazioni, come Matera e Palagiano, sotto un’unica identità territoriale. Il raduno mira a offrire legami solidi per diventare un appuntamento fisso, capace di unire delegazioni diverse sotto un’unica identità territoriale, trasformando l’eccellenza formativa in un ponte concreto tra la scuola e il mondo dell’inclusione sociale e professionale dello sport».
QUALI SONO LE ASPETTATIVE PER QUESTA GIORNATA DI SPORT E INCLUSIONE?
«Le aspettative - prosegue la docente - sono alte e cariche di significato: ci aspettiamo di vedere il litorale e il Campo sporti-
vo di Scanzano Jonico animati da un sano agonismo e da una gioia contagiosa. Il cuore pulsante della giornata sarà l’inclusione, intesa come partecipazione attiva di tutti, con un’attenzione particolare ai ragazzi con fragilità affinché siano i veri protagonisti. Per rendere possibile tutto questo, si è mobilitata una “grande squadra” che vede uniti diversi indirizzi del nostro Istituto nel supporto logistico, affiancati da professionisti del mondo dello sport e amici della scuola. Questa sinergia dimostra che quando l’obiettivo è comune, le competenze diverse si fondono per creare qualcosa di unico. Ci aspettiamo che i nostri studenti vivano un’esperienza formativa che vada oltre il risultato tecnico, imparando il valore della solidarietà e del fare rete, offrendo al territorio un’immagine di unità, competenza e grande cuore».
COME SARANNO
VALORIZZATI IL TERRITORIO E LA CULTURA DELLA
MAGNA GRECIA ATTRAVERSO QUESTO RADUNO?
«Il richiamo alla Magna Grecia nel nome dell’evento - aggiunge la referente - non è casuale, ma rappresenta un tributo alle nostre radici storiche e culturali. Valorizzare il territorio significa, per noi, coinvolgere attivamente le eccellenze locali: dal supporto del Policoro Calcio alle aziende agricole come Nicofruit, Mazza, Amala e Pfanner che forniranno i prodotti tipici per la merenda salutare. L’evento attraversa i luoghi simbolo di Scanzano, dallo stabilimento “Il Faro” al Campo sportivo, trasformando il paesaggio in una palestra a cielo aperto. Vogliamo che ogni atleta ospite porti con sé il ricordo della nostra ospitalità e della bellezza della costa jonica. Questo raduno è un invito a riscoprire l’etica sportiva dei nostri antenati, declinata in chiave moderna, dove il legame con la terra e la valorizzazione delle risorse locali diventano il volano per una promozione turistica e culturale che parte proprio dai banchi di scuola».
IN CHE MODO EVENTI DEL GENERE POSSONO CONTRIBUIRE A COSTRUIRE UNA SOCIETÀ PIÙ INCLUSIVA E RISPETTOSA?
«Eventi come questoconclude la Prof.ssa Fundone - sono veri e propri laboratori di cittadinanza attiva. Lo sport ha il potere unico di abbattere le barriere e di parlare un linguaggio universale che supera ogni diversità. Quando un ragazzo impara a rispettare le regole del gioco e l’avversario in campo, sta imparando a rispettare il prossimo nella vita quotidiana. La dedica speciale al nostro caro collega scomparso, il Prof. Pierpaolo Fedele Bernardo, sottolinea proprio questo: l’eredità umana e i valori di fair play che lui ha insegnato continuano a vivere attraverso i giovani. Promuovere la parità, l’inclusione delle fragilità e la collaborazione tra diversi indirizzi scolastici significa educare i ragazzi alla complessità e alla bellezza dell’altro. Costruiamo una società migliore partendo da questi momenti di aggregazione, dove il successo non è misurato dalle medaglie, ma dalla capacità di tendere la mano al compagno in difficoltà».
Pierre de Coubertin afferamava che: «L’importante non è vincere, ma partecipare». Anche se ai tempi d’oggi arrivare secondi può sembrare una “cocente delusione”, ciò che resta davvero non è una medaglia appesa al collo, ma tutto ciò che “non si vede”: impegno, sacrificio, dedizione; in altre parole, l’anima dello Sport.
M IR I A M G A LG A NO

DI FABRIZIO QUARATINO
Viviamo in un’epoca in cui alle persone non si chiede più come stanno. Si chiede quando tornano operative. Il dolore, oggi, non è più un evento umano. È un’interruzione di servizio. Siamo diventati smartphone umani. Da ricaricare in fretta. Da riavviare. Da aggiornare. Purché continuiamo a funzionare. E così ci alziamo la mattina anche quando dentro abbiamo le macerie. Rispondiamo “tutto ok” mentre il cervello gira come una lavatrice con dentro pure i sampietrini. Andiamo avanti per inerzia. Con quella faccia da adulti responsabili che ormai usiamo come filtro Instagram della sopravvivenza. Perché oggi il mondo perdona tutto… tranne l’umanità. Puoi essere arrogante. Aggressivo. Vuoto come una stanza in affitto. Ma guai a dire: “Non ce la faccio.” “Mi sento perso.” “Ho bisogno di tempo.” Apriti cielo. Subito parte il campionato mondiale dei motivatori non richiesti: “Reagisci.” “Distraiti.” “Pensa positivo.” “Esci.” “Vai avanti.” Che poi detto così sembra facile. Come dire a uno in mezzo al mare: “Nuota.” Grazie. Geniale. E nel frattempo abbiamo trasformato persino il riposo in una prestazione. Se uno si ferma, deve farlo bene. Meditare bene. Disconnettersi bene. Guarire in tempi ragionevoli. Pure la sofferenza ormai de-

ve essere produttiva. Come se il dolore avesse una scadenza. Come se esistesse un tempo massimo consentito per sentirsi fragili. La verità è che siamo diventati bravissimi a sembrare vivi. Ma sempre più incapaci di sentirci vivi davvero. E allora riempiamo le giornate di rumore. Notifiche. Scadenze. Gente. Aperitivi dove nessuno ascolta nessuno. Conversazioni talmente superficiali che a volte perfino un sottobicchiere avrebbe più profondità emotiva. Ridiamo tanto. Ma spesso è solo un modo elegante per non guardarci dentro. Perché il silenzio fa paura. Nel silenzio ci incontriamo davvero. E non sempre ci piacciamo. Ci hanno insegnato a essere efficienti, ma non presenti. Veloci, ma non profondi. Connessi con tutti, ma scollegati da noi stessi. Eppure esiste qualcosa dentro l’essere umano che nemmeno le sconfitte riescono a distruggere del tutto. Una specie di scintilla ostinata. Che resiste. Che aspetta. Che continua silenziosamente a chiedere vita anche quando tutto sembra spento. E a volte basta qualcuno che ci guardi senza giudicarci per farla riemergere. Per questo una persona non rinasce quando torna a funzionare. Rinasce quando torna a sentire. Quando smette di scappare da sé stessa. Quando smette di vergognarsi delle proprie fragilità. Quando capisce che avere ferite non significa essere sbagliati. Anzi. A

volte sono proprio le crepe a far entrare la luce. E forse la vera rivoluzione, oggi, non è di- ventare perfetti. È restare sinceri in un mondo che recita continuamente. Perché chi riesce ancora ad avere un cuore aperto, nonostante tutto quello che ha visto, perso, sopportato… non è debole. È una forma rara di coraggio. E certi esseri umani, anche quando attraversano l’inferno, continuano silenziosamente a illuminare la strada anche agli altri. Senza proclami. Senza maschere. Senza bisogno di sembrare invincibili. Ed è lì che nasce una forza diversa. Quella che non schiaccia nessuno. Ma rialza. Perché alla fine il mondo non si salva con quelli che sembrano forti. Si salva con quelli che, pur avendo mille motivi per indurirsi, scelgono ancora di non diventare pietra.
Degustazioni, masterclass e promozione territoriale: Venosa si conferma vetrina delle eccellenze enogastronomiche lucane
Si è chiusa con entusiasmo la prima edizione di Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival, il nuovo appuntamento dedicato al vino e alle eccellenze del territorio che, dall’8 al 10 maggio, ha trasformato Venosa, Città italiana del vino 20262027, nel cuore del racconto enogastronomico lucano. Tre giornate tra degustazioni, masterclass, showcooking e incontri hanno richiamato produttori, operatori, giornalisti e appassionati da tutta Italia, confermando il valore della sinergia tra Merano WineFestival, Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Comune di Venosa, Regione Basilicata, GAL Lucus e APT Basilicata. Il Castello Aragonese ha accolto oltre 40 espositori provenienti da diverse regioni italiane, protagonisti dei banchi d’assaggio dedicati a vini, oli e prodotti gastronomici. Il programma ha proposto anche otto masterclass firmate The WineHunter, condotte da Helmuth Köcher e Andrea Radic, quattro showcooking dedicati alla tradizione lucana reinterpretata in chiave contemporanea e momenti di mixology nel cortile del castello. Particolarmente apprezzate le masterclass
sull’Aglianico del Vulture, tra confronti di annate, verticali storiche e approfondimenti sulle diverse espressioni della vitivinicoltura lucana, che hanno registrato il tutto esaurito. L’Aglianico del Vulture DOC è stato il fulcro dell’evento, ma spazio è stato riservato anche alle altre denominazioni lucane: Matera DOC, Terre dell’Alta Val d’Agri DOC e Grottino di Roccanova DOC. Soddisfatto il sindaco di Venosa, Francesco Mollica: «Il nostro concittadino Quinto Orazio Flacco, già duemila anni fa, declamava il nostro vino, che ora è diventato un’eccellenza per questo territorio. Questa prima edizione è stata un successo». Da qui la volontà di dare continuità all’iniziativa: «Con gli enti regionali abbiamo deciso di farla diventare una manifestazione stabile». Mollica ha poi rimarcato il potenziale del Vulture: «È un territorio da scoprire e da vivere con tutti i sensi. Se Merano WineFestival ha scelto di essere qui significa che questo prodotto può stare a pieno titolo non solo sul mercato nazionale, ma anche su quelli internazionali». Entusiasmo anche dal presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Francesco Perillo:

«Per noi questo evento è qualcosa di eccezionale perché siamo riusciti a portare il Merano WineFestival a Venosa e non Venosa a Merano. I produttori sono molto soddisfatti e questo dimostra quanto fosse importante creare un appuntamento capace di valorizzare davvero il Vulture». A evidenziare il valore del progetto anche Helmuth Köcher, fondatore e patron del Merano WineFestival: «Gusto Nobile Basilicata è un evento che ho fortemente voluto, insieme alle istituzioni locali, per far riscoprire un vitigno che ha una storia antichissima, ma è ancora poco conosciuto. L’Aglianico del Vulture rappresenta un territorio unico: il terreno vulcanico, l’escursione termica e il microclima gli conferiscono una personalità eccezionale e una grande capacità evolutiva». La manifestazione ha raccontato anche il territorio. Grazie ad APT Basilicata, la stampa nazionale
ospite dell’evento ha visitato alcune delle principali attrazioni storiche e naturalistiche dell’area: dal centro storico di Venosa, patria del poeta latino Orazio, al Parco Archeologico con l’Incompiuta, fino al Castello Aragonese. Il percorso ha coinvolto anche Melfi, con il suo Castello federiciano, e i Laghi di Monticchio ai piedi del Vulture. Gusto Nobile Basilicata ha così rafforzato il legame tra enogastronomia e promozione territoriale, confermando l’Aglianico del Vulture come interprete autentico dell’identità lucana: un vino austero, radicato nella sua terra, capace di raccontare resilienza, autenticità e senso di appartenenza. Il successo della prima edizione conferma la validità delle sinergie messe in campo e apre la strada a un percorso di valorizzazione stabile, fondato su qualità, identità territoriale e capacità di raccontare la Basilicata al mondo.

In Basilicata, attesi entro due anni finanziamenti complessivi per 700mln di euro e una raccolta totale di 1,4 miliardi di euro
Il Consiglio di Amministrazione di Iccrea
Banca ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2025, confermando i risultati preliminari comunicati il 12 febbraio 2026. Nel 2025 il Gruppo ha ottenuto risultati rilevanti, rafforzando il legame con i territori (oltre 19 miliardi di nuove erogazioni di credito nell’anno) e consolidando la solidità dei propri fondamentali (CET 1 ratio al 26,0%, NPL ratio netto allo 0,6%). Il Consiglio di Amministrazione di Iccrea
Banca ha contestualmente approvato il Piano Strategico di Gruppo per il periodo 2026–2028. Il Piano, ispirato fedelmente ai principi del localismo e del mutualismo tipici del Credito Cooperativo, definisce un nuovo ambizioso percorso di crescita e trasformazione per il Gruppo con l’obiettivo di rafforzarne la rilevanza per il Paese. Il Piano, dal titolo “Orientati alla crescita. Dedicati alle persone”, è articolato su cinque principali direttrici: territori, clienti e soci, BCC, persone e sostenibilità. In dettaglio, il Gruppo punta a rafforzare il presidio nel segmento imprese, mentre prevede una maggiore partecipazione nel finanziamento delle infrastrutture locali, che costituiscono un volano fondamentale per lo sviluppo economico dei territori dove operano le BCC del Gruppo.Particolare attenzione sarà dedicata anche al terzo settore e alle istituzioni, con una linea di prodotti e servizi dedicata alle imprese del comparto e con il rafforzamento delle collaborazioni con istituzioni nazionali e sovranazionali per convogliare risorse verso i territori, anche attraverso modelli di finanza mista pubblico-privato. Sul fronte di clienti e soci, il Piano si pone l’obiet-
tivo di rafforzare il ruolo delle BCC quale partner della clientela in ogni fase della vita. Il Gruppo BCC Iccrea comprende 6 BCC operative in Basilicata con 30 sportelli. In tre anni, attraverso l’azione delle BCC, il Gruppo prevede di erogare in Basilicata nuovi finanziamenti a famiglie e imprese per 381 milioni di euro. Nel 2028 il prodotto bancario lordo si attesterà a 2,1 miliardi di euro, con finanziamenti complessivi alla clientela pari a 700 milioni e una raccolta totale di 1,4 miliardi di euro, suddivisa tra raccolta diretta di oltre 1 miliardo e raccolta indiretta di 380 milioni di euro (+27%). Le BCC del Gruppo BCC Iccrea con sede in Basilicata sono: BCC Basilicata e BCC Gaudiano di Lavello. A queste si aggiungono BCC Appulo Lucana, BCC Santeramo in Colle, BCC Castellana Grotte e BCC Magna Grecia, operative in regione. In Basilicata i comuni bancarizzati sono 64: le BCC del Gruppo sono presenti in 29 comuni e in 11 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria, a testimonianza del forte radicamento sul territorio e del servizio diffuso a tutte le comunità. «Siamo molto soddisfatti della significativa crescita della nostra banca nel 2025.
L’incremento di 31 milioni di crediti verso clientela e di 46 milioni di raccolta complessiva da clientela sono la testimonianza del ruolo dellabanca sul territorio e della fiducia che la banca riceve dalle comunità lucane.
Bcc Basilicata investe sui territori ciò che raccoglie sui territori medesimi, stimolando un circolo virtuoso di sostegno e crescita. Al ruolo bancario si aggiunge l’impegno sociale della banca con il Fondo Etico come leva concreta di sviluppo e coesione: nel 2025 la banca ha sostenuto col proprio




Fondo Etico 158 iniziative in tutta la regione per oltre 400.000 euro di contributi», ha commentato Giorgio Costantino, Direttore Generale di BCC Basilicata.
«Negli ultimi anni la BCC di Gaudiano di Lavello ha intrapreso un percorso volto a rafforzare la presenza sul territorio, con l’ambizione di rivestire il ruolo di banca di riferimento per tutto il Vulture Melfese. Al termine del 2025, i risultati confermano la solidità e l’efficacia del percorso intrapreso: il costante sostegno ai fabbisogni finanziari delle famiglie e delle imprese del territorio hanno portato gli impieghi economici verso la clientela al valore di 89,5 milioni di euro. La
crescita della raccolta complessiva, giunta a 174,6 milioni, testimonia la crescente fiducia della comunità nei confronti della banca. Tali risultati evidenziano la capacità di creare valore sostenibile per la Comunità del Vulture Melfese. La BCC ha altresì continuato a sostenere numerose iniziative promosse dalle diverse istituzioni presenti sul territorio, contribuendo in tal modo al “miglioramento delle condizioni culturali e sociali dei soci e delle Comunità di riferimento”, in linea con i principi ispiratori richiamati dall’art.
2 dello Statuto Sociale», ha aggiunto Giovanni Zambella, Direttore Generale di BCC Gaudiano di Lavello. «Il piano pre-
vede nel triennio l’erogazione di 381 milioni di nuovi finanziamenti a famiglie e imprese della Regione. Con gli obiettivi del piano strategico 20262028 intendiamo rafforzare il legame che le nostre Banche hanno consolidato negli anni con le comunità locali, testimoniato dal progressivo incremento dei finanziamenti erogati e del risparmio raccolto. Un rapporto di reciproca fiducia che alimenta un circolo virtuoso: le risorse finanziarie create dalla comunità vengono valorizzate all’interno dello stesso territorio, a beneficio di un’economia solida e sostenibie», ha concluso Riccardo Corino, Direttore Commerciale del Gruppo BCC Iccrea.

Sport, turismo e visibilità nazionale: il capoluogo si prepara ad accogliere la carovana rosa
DI FRANCESCO MENONNA
Il conto alla rovescia è terminato. In città l’arrivo della quinta tappa del Giro d’Italia, che da Praia a Mare condurrà la carovana a Potenza, fa registrare un deciso aumento di interesse tra i cittadini, che attendono il nuovo passaggio della corsa rosa dopo quello dell’anno scorso, quando i corridori partirono da Potenza per dirigersi a Napoli, e quello di due anni fa, quando il gruppone partì da Diamante per raggiungere il capoluogo. Le immagini televisive, si sa, costituiscono un bel volano per le città interessate dall’arrivo della corsa rosa, soprattutto in termini di visibilità e turismo. Ebbene, Potenza da tre anni si è ormai abituata all’arrivo dei ciclisti e anche la tappa di questo pomeriggio in via dell’Unicef segna un punto di partenza importante per le prospettive turistiche del capoluogo. Gli arrivi, in passato, di campioni celebrati come Moser, Saronni, Anquetil e Bugno, tanto per citare alcuni fuoriclasse del ciclismo, hanno dato al capoluogo una significativa rivisitazione storica per una disciplina che lega il sacrificio e la forza muscolare alle imprese epiche dei grandi ciclisti che hanno fatto la storia di questo sport: Merckx, Hinault, Coppi, Bartali, Koblet, Gimondi, Binda, Ocaña, Fignon, Pantani, Indurain e Armstrong, solo per citarne alcuni. Ovviamente l’attesa sale di ora in ora e in città tutto è pronto per l’evento di questo pomeriggio, che conferma il legame del capoluogo con il ciclismo e con lo sport, rafforzato anche dalla partita del Potenza contro il Campobasso. Premiati gli sforzi degli organizzatori, che da tempo hanno avviato la programmazione dell’evento. I palloncini rosa costituiranno l’emblema dell’accoglienza riservata alla carovana, alle ammiraglie e al direttore di corsa del Giro d’Italia. Potenza, dunque, freme per l’evento di questa splendida giornata. I cittadini intervistati sono euforici e festanti per l’arrivo della tappa. Francesco D’Onofrio ha parlato dell’evento sottoli- neando quanto segue: «È un evento importante per la città, anche perché buona parte del territorio urbano sarà attraversata. Forse nell’edizione precedente del Giro l’attraversamento della città è stato maggiore. Anche questa edizione sarà


interessante, perché farà vedere gli scorci più belli della nostra città. Sarebbe necessario, secondo me, un battage pubblicitario e promozionale più forte, perché è importante che la gente conosca l’itinerario e i luoghi più interessanti da cui vedere il passaggio della carovana». Dal canto suo, Antonio Giordano ha rimarcato altri aspetti legati al passaggio della corsa rosa: «Vivo questo evento abbastanza bene. Mi sembra una cosa fatta bene. Si tratta di un appuntamento che ci sensibilizza molto: mi piace, ci piace e penso che piaccia anche agli altri. È l’occasione giusta per rimettere a nuovo le strade». Antonella Pangaro ha parlato delle sue emozioni in merito all’arrivo del Giro d’Italia, soffermandosi su altri aspetti: «Questo evento piace, piace molto, perché è un momento in cui vediamo la città a livello nazionale in televisione. Si vede la nostra città e poi c’è l’entusiasmo di vedere que-
sta carovana rosa arrivare per le strade, con i bambini che festeggiano. È sempre un momento di gioia e di diversità rispetto alla monotonia giornaliera e quotidiana. Il turismo? Anche. Solo così Potenza può essere vista a livello nazionale, perché siamo decisamente indietro». Angelo Quaratino, appassionato di sport, si sofferma sull’evento e parla della tappa in arrivo in città: «È un evento che sono felice di vedere, perché quando ero ragazzo ricordo ancora il passaggio del Giro d’Italia con Coppi, Bartali, Koblet, Baldini, Tacconi, che vinse a Potenza la tappa, e Anquetil. Li ricordo tutti. È una cosa bellissima. Quando si parla di sport, il ciclismo rimane sempre, insieme al calcio, nel cuore degli italiani». Maria Tricarico ha chiuso la carrellata di pareri sottolineando quanto segue: «Per me non si tratta soltanto dell’attesa per la tappa lucana, ma anche per la splendida partita di ritorno di



Coppa Italia del Potenza Calcio. Sarà davvero una giornata di sport all’insegna del valore che questa città rappresenta, con i suoi tifosi e i suoi fan che fanno da supporto a tutta la comunità». L’arrivo della tappa, dunque, piace, fa segnare
un grande entusiasmo e accresce, se possibile, l’appeal del capoluogo a livello nazionale e internazionale. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla partita del Potenza, a coronamento di un mercoledì da leoni per la città capoluogo.
Questa sera al Viviani match di ritorno per il passaggio al secondo turno nazionale. Il Potenza di De Giorgio parte dal 3-0
DI ROCCO NIGRO
POTENZA . Sarà un’impresa quasi proibitiva per il Campobasso arrivare al “Viviani” domani sera alle ore 21:00 e battere con quattro reti il Potenza senza subire alcuna. Il secco tre a zero rifilato dai ragazzi di De Giorgio alla squadra molisana nel proprio catino di gioco ha in qualche modo ipotecato il passaggio al secondo turno nazionale dei play off. E’ chiaro che nel calcio la prudenza non è mai troppa. Lo insegna quel veccho proverbio: “non dire gatto se non c’è l’hai nel sacco” ma, con un risultato così pesante e per quello che si è visto all’Axum Molinari Stadium di Campobasso, per i rosso-blù lucani non ci dovrebbero essere molte difficoltà per passare il turno. D’altra parte, domenica scorsa la squadra guidata da Luciano Zauri non ha dimostrato una grande capacità di giocarsi la gara per 90’. A parte i primi dieci dove ha avuto una buona partenza, il restante del tempo invece si è visto un Potenza cinico, concentrato, bravo nelle transizioni ed attento nel trovare gli spazi giusti dove colpire. Le due reti quelle siglate da D’Auria e quella del greco Siatounis vanno proprio in questa direzione. Unica nota di rimpianto per i rossoblù molisani quello di aver buttato alle ortiche una rete praticamente fatta con il bomber Bifulco e che forse avrebbe cambiato il corso della gara e due occasioni mancate da Padula e Cristallo. Poi, nient’altro. Intanto, per la gara di questa sera si prevede un “Viviani” tutto sold out. Al momento in cui scriviamo, la curva ovest è strapiena e gli oltre 1500 abbonati hanno acquistato il biglietto. Qualche posto è ancora disponibile nei distinti e nella tribuna. Anche dal capolugo molisano è previsto l’arrivo di almeno 500 supporter’s che a dispetto del risultato negativo dell’andata vorranno sostenere la squadra fino all’ultimo minuto con dignità. In sostanza le stesse credenzialità che richiede il tecnico del Campobasso ai suoi ragazzi il quale, ha fatto sapere di “Arrivare a Potenza per giocarsi una gara dignitosa e senza rimpianti”. Dello stesso avviso il centrocampista del Campobasso Antonio Gala. Non cerca alibi e prova a scuotere l’ambiente rossoblù: “Tutti vorranno fare una

grande partita, nessuno mollerà niente. Sono alla mia terza stagione in Serie C, ma non ho mai trovato uomini del genere in questo spogliatoio”. Molto più cauto è il tecnico del Potenza Pietro De Giorgio il quale nel pre -gara ha testualmente sostenuto: “Mi aspetto una gara dove ci sarà da lottare con la stessa grinta e identità che abbiamo messo in campo a Campobasso. Dobbiamo provare a fare subito gol perché sarebbe davvero decisivo. Il Campobasso vorrà recuperare lo svantaggio cambiando atteggiamento e provando nuove soluzioni tattiche. In questo mini torneo bisogna fare attenzione perché due ammonizioni equivalgono ad una giornata di squalifica. Disponiamo di una rosa lunga che mi permette di lavorare con serenità. Mi aspettavo la prestazione di Campobasso, meno un risultato così ampio. Sono soddisfatto perché la squadra ha confermato ciò che di buono sta facendo vedere da inizio anno. Bisogna continuare su questa strada”. Infine, per la gara di questa sera tra i lupi molisani non ci saranno Claudio Cristallo e Eduardo Lancini per squalifica. Sarà assente anche l’ex Foggia e Trapani Emanuele Salines uscito nel match di andata dal all’Axum Molinari Stadium di Campobasso per infortunio.


