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Cronache del 13 giugno 2026

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Meloni-Lee Jae Myung: firmati 4 accordi

«ADESSO TUTELA REALE»

Sul caso

del

ragazzo autistico isolato nell’Istituto della Gallo, ritorna la Garante per i diritti dei disabili Padula e alza l’asticella: maggiore tutela dei diritti dei minori

VICINI ALL’ACCORDO?

Trump: «Abbiamo vinto in Iran»

D

Non è un segreto per nessuno che la prima vittima della guerra è la verità per cui non è mai semplice comprendere né durante la stessa né al suo termine quale sia la versione dei fatti che più si avvicina al vero. La cosa vale ancora di più nel tempo della comunicazione in tempo reale quando i social, i media tradizionali, (...)

■ continua a pag 3

CYBERBULLISMO Il consigliere di Iv-Ol Polese: «La legge regionale è diventata uno strumento concreto»

«Latronico un modello per tutti»

«Il calcio è anche geopolitica, i

Mondiali sono lo specchio del potere tra gli Stati»

LE INDISCREZIONI

Rita De Crescenzo alla Camera? Voci di una possibile candidatura in Parlamento con i Cinquestelle dell’influencer napoletana

■ Calza a pag 6

LAGONEGRO

Sul pagamento della Tari, il cdx attacca la Giunta Falabella: «Si passa da 4 a 2 rate mettendo in difficoltà cittadini e imprese»

■ Servizio a pag 25

ARDSU

Dopo le dichiarazioni di Bardi a Matera, il dg Giuzio: «Investiamo sui giovani e semplifichiamo la burocrazia»

■ Servizio a pag 14

CRONACA

La Guardia di Finanza di Potenza sequestra a pluripregiudicato di Montalbano beni per 55mila €

■ Servizio a pag 16

IL GIORN ALISTA ALESSIO POSTIGLIONE PAR LA A CRONACHE
Alessio Postiglione
Errichetti a pag 9
Servizio a pag 19
Manco a pag 4
Padula
Positano a pag 8
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA
La vignetta di Mario Bochicchio

Italia e Mondo

Trump annuncia con toni trionfalistici l'imminente fine del conflitto

«Abbiamo vinto in iran»

Dalla Casa Bianca critiche all'Europa che non avrebbe fatto la sua parte. Dopo il cessate il fuoco si amplierà la frattura tra le due sponde dell'Atlantico?

Non è un segreto per nessuno che la prima vittima della guerra è la verità per cui non è mai semplice comprendere né durante la stessa né al suo termine quale sia la versione dei fatti che più si avvicina al vero.La cosa vale ancora di più nel tempo della comunicazione in tempo reale quando i social, i media tradizionali, i comunicati stampa, le veline e le dichiarazioni formali si accavallano tra di loro e spesso si contraddicono l'una con l'altra in un delicato meccanismo di propaganda e comunicazione.

TRUMP: ABBIAMO

VINTO IN IRAN

Non fa deroga a queste premesse la guerra tra USA e IRAN. Il Presidente Americano Trump ha annunciato ieri che la guerra volge al termine, che gli USA hanno vinto e che tra non molto ci sa-

ranno gli incontri per sottoscrivere l'intesa.Che si tratti di armistizio, di resa incondizionata o di accordi è difficile da dire. Certo è che gli USA cantano vittoria.Il Presidente Trump dice apertamente che tutti gli obiettivi strategici che la superpotenza si era posta sono stati raggiunti e che a breve riprenderanno anche i collegamenti nello stretto di Hormuz.L'Iran, al contrario, pur non negando un'imminente fine del conflitto fa passare veline che raccontano di posizioni molto più favorevoli per lo Stato islamico.Inutile fare previsioni, verosimilmente nessuno ammetterà la piena sconfitta anche se il nodo chiaro sarà la rinuncia dell'Iran del piano nucleare.

L'EUROPA NON CI

È STATA D'AIUTO

Il Tycoon ha anche comunicato che alla sottoscrizione degli accordi di pa-

ce non ci sarà lui ma il suo vicepresidente.Il fatto politico rilevante è che da parte statunitense si sottolinea come l'Europa sia stata ininfluente nel conflitto.Non usa mezze parole Trump e dice apertis verbis che l'Europa non ha aiutato l'alleato di oltre oceano.Prova ad aprire anche una finestra di dialogo per il futuro dicendo che potrà essere di aiuto da oggi in poi ma appare evidente che, dopo la fine del conflitto, proseguirà il sempre più evidente e progressivo disimpegno americano nella difesa del vecchio continente.

LA FRATTURA TRA

LE SPONDE

DELL'ATLANTICO

Al di là della conclusione del conflitto iraniano che segnerà, dopo il cambio di regime venezuelano, una nuova vittoria per la Casa Bianca, la vera notizia geopolitica è capire come e se riprenderanno le relazioni diplomatiche tra

USA ed Europa.La Nato è stata dal dopo guerra una di quelle alleanza che Tucidide chiamava Simmachie irregolari nelle quali una potenza più grande (nel caso gli Usa) diventa protettore di alcune potenze più piccole (nel caso l'Europa) ottenendone in cambio protezione.La frattura tra USA ed Euro-

pa sulla guerra iraniana e le ultime dichiarazioni di Trump aprono scenari nuovi per queste relazioni che potrebbero andare verso scenari mai visti dalla fine del secondo conflitto mondiale.Ma questa è una partita tutta da vedere che si aprirà dopo la fine della guerra iraniana.

A Villa Pamphilij il confronto tra i due leader su investimenti, interscambi commerciali del valore di 11 miliardi

Vertice Meloni-Lee Jae Myung: firmati accordi su settori chiave

D I L UC IA ST EFAN IA MA NC O

Il premier Giorgia Meloni ha ricevuto, ieri, a Villa Pamphilij, il Presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, nel quadro della sua visita di Stato in Italia. Al colloquio bilaterale ha preso parte anche il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani. A seguire la cerimonia di scambio degli accordi con le delegazioni dei due Paesi. Si è trattato del terzo incontro tra i due leader in meno di un anno, dopo quelli del settembre 2025, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, e del 19 gennaio scorso con la missione del presidente Meloni a Seul. Adottato un Piano d’azione fino al 2030 per intensificare la collaborazione in vari ambiti. Firmati quattro Memorandum d’intesa e inaugurato, in serata, il Forum economico Italia-Corea presso l’Hotel The Westin Excelsior. Focus principali: innovazione, tecnologie avanzate e transizione energetica. Super star della giornata Briciola, la cagnolina mascotte ufficiale della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, nel picchetto d’onore, prima di andare in pensione, che ha accolto Meloni e Lee Jae Myung. Un appuntamento atteso, dopo quello di avanti ieri con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. L’incontro tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Presidente coreano ha elevato le relazioni tra i due Paesi a Partenariato Speciale. I due leader han-

no discusso dell’opportunità di collaborare in settori strategici nel contesto della crescente competizione globale. Attenzione anche ai dossier internazionali. In particolare, è stato riaffermato l’impegno per la stabilità dell’area dell’Indo-Pacifico e per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I quattro memorandum di intesa firmati, alla presenza dei ministri italiani e coreani delle rispettive delegazioni, riguardano: cooperazione allo sviluppo, scienze, tecnologie avanzate e tecnologie dell’informazione e comunicazione, economia sociale e solidale e, infine, micro, piccole e medie imprese. Al Forum economico erano presenti i vertici delle principali realtà industriali e imprenditoriali. L’iniziativa punta su una «solida partnership economica fondata su innovazione, sostenibilità e sicurezza delle catene globali del valore». Gli occhi sono puntati soprattutto sul fronte degli scambi commerciali e degli investimenti nei settori strategici di semiconduttori, intelligenza artificiale, spazio, infrastrutture, energia e mobilità sostenibile. Il nuovo Piano d’Azione Strategico ItaliaCorea 2026-2030, adottato in occasione della visita del Presidente coreano a Roma, individua, proprio nei semiconduttori (di cui la Corea del Sud è leader mondiale), nell’intelligenza artificiale e nella transizione energetica i principali assi della cooperazione bilaterale. I vantaggi per l’economia italiana, evidenziati, sono ampi. La Corea del Sud, inclusa nel

Focus Asia- Pacifico del Piano d’azione per l’export nei mercati extra-Ue ad alto potenziale è «il terzo mercato di destinazione dell’export italiano nell’area Asia-Pacifico».

Inoltre: «dal 2019 al 2025, l’interscambio tra l’Italia e la Repubblica coreana è aumentato del 26,54 per

cento, mentre le esportazioni sono aumentate del 21,34 per cento”. In gioco ci sono “interscambi commerciali del valore di 11 miliardi di euro».

A conquistare tutti, ieri, al vertice di Villa Doria Pamphilj, “Briciola”, la ormai celebre cagnolina meticcia mascotte ufficiale della

Fanfara dei Carabinieri e presenza fissa da 13 anni alla parata del 2 giugno per la Festa della Repubblica. È stata la sua ultima apparizione con il consueto cappottino tricolore perché, a quanto pare andrà in “pensione”. “D’obbligo” una foto ricordo con i presenti.

Schlein

e Conte: non pagano due estremismi. La Picierno, Fiano e Del Rio via dal PD perché

Rita De Crescenzo invaderà…la Camera?

Voci di una possibile candidatura con i 5s

D I AN GEL OM AU R O CAL Z A

La politica si muove, in maniera disordinata, fors’anche con le idee poco chiare che mutano di continuo, ma si muove. Con Pina Picierno del PD che fa da ingegnere e direttore dei lavori nella costruzione di un nuovo movimento centrista da una parte ed Elly Schlein che sembrerebbe voler recuperare lo spazio lasciato libero dall’europarlamentare arruolando quelle Sardine prodiane che salirono alla ribalta anni fa per poi cadere nel dimenticatoio. La segretaria del PD sembrerebbe aver manifestato l’intenzione di concedere di correre per un terzo mandato solo a 27 parlamentari. E se nel centrosinistra la situazione è questa dall’altro lato, quello nascosto (ma non tanto) della Luna, Forza Italia e Mediaset sembrerebbero aver cambiato strategie accostandosi proprio al centrosinistra. Esempio. Paolo Del Debbio ha annunciato il suo pensionamento, ma non si sa quanto sia stata una sua autonoma e convinta decisione. E anche Bianca Berlinguer lamenta insofferenza verso una rete che è sempre più specchio di Forza Italia, diversa dall’essenza che aveva plasmato Silvio Berlusconi. Il Cavaliere Presidente faceva politica, sì, ma proprio per questo in

Mediaset metteva tutti indistintamente e forse - o anche e solo per questo - il centrosinistra pur opponendosi, non aveva mai apertamente e convintamente attaccato frontalmente Mediaset; e sia pur non direttamente, nel Biscione di “sinistri” e loro derivati ce n’erano tanti: mogli, amanti, figli, cumparielli di personaggi di spicco.

Era un modo di fare politica, oggi no, da quando a tirare le fila sono Marina e Piersilvio Berlusconi le cose sono cambiate, soprattutto con la sensazione – che è più di una sensazione – che proprio Marina si stia avvicinando alle posizioni della Schlein che vive un momento di crisi nei rapporti con i moderati del PD in contrasto con le sue posizioni spesso estreme. E all’indomani del “ringrazio la Schlein, rifiuto e vado avanti” di Pina Picierno il capogruppo alla Camera, Chiara Braga, ha dichiarato a Rainews che «Quella di Picierno è una decisione individuale, per quanto di peso, probabilmente legata anche a prospettive di ruoli a livello europeo, ma non ne farei discendere una valutazione sulla natura e sull'identità del Pd che mi pare abbia chiari i suoi obiettivi e l'impegno a costruire una alternativa a questa destra che governa l'Italia» è arrivata im-

mediatamente la risposta di chi invece approva la scelta: «Sarebbe come dire che quelli che rimangono nel Pd dando ragione a Schlein lo fanno per le loro prospettive». Ragionamento speculare, facilmente ribaltabile, quello della Braga. Ma anche Del Rio e Fiano hanno rotto con la Schlein per gli stessi motivi. Sta di fatto che nel centrosinistra a portare avanti posizioni estreme c’è già Conte, che i candidati alle prossime Politiche li prenderà da Internet, con il solito e ormai per lui e i Cinquestelle collaudato sistema delle votazioni online. E qui bisogna capire se corrisponderanno a verità o no le voci che danno tra i candidati pentastellati da votare quella Rita De Crescenzo, influencer, artefice dell’invasione di Roccaraso qualche mese fa.

Solo una sua (anche legittima seppur alquanto presuntuosa) aspirazione o Conte ci pensa davvero per aumentare i consensi? Di certo se sarà nella lista dei papabili non reciterà la parte di Cenerentola ed è facile prevedere un suo clamoroso ingresso in Parlamento. Bene, poniamo che accada, che le voci siano veritiere: entra in Parlamento, entrerà in una qualunque Commissione, ma quale sarà il contributo reale che potrà offrire?

Sia alla Camera che al Se-

nato abbiamo già drappelli di parlamentari sostanzialmente impreparati politicamente, che portano un mare di voti a fronte di una goccia di qualità, abbiamo bisogno di questo? Di voti e basta? per aumentare numericamente i consensi a discapito della crescita qualitativa di una offerta e di una azione politica di valore? Il mondo è già cambiato e continua giorno per giorno a cambiare, da qui a dieci anni quasi certamente i conflitti aumenteranno, tutti colli di bottiglia che nel commercio vedranno il 90 per cento del traffico mondiale controllato ormai da singole nazioni, mentre fino ad ora c’erano i patti tra Paesi a controllare e fre-

nare colpi di testa, ma ora le sfide del futuro impongono che a governare e mediare ci siano persone capaci, negoziatori d’eccellenza, economisti con le palle, diplomazia autorevole, politici veri. Basterà all’Italia, nel caso, avere a disposizione – con tutto il dovuto rispetto – Rita De Crescenzo, nel caso brava a farsi valere con i suoi voti e le sue influenze sulla gente per risolvere in nostro favore delicate questioni nazionali e internazionali? Ma fuss’ la Maronna’! direbbero a Napoli. Di fatto, come sostiene ironicamente e amaramente qualcuno della vecchia DC «al centrosinistra per vincere manca una come la Meloni».

Alessio Postiglione a Cronache: «I grandi eventi sportivi sono strumenti di influenza globale e i Mondiali sono lo specchio del potere tra gli Stati»

«Il calcio non è solo sport, è geopolitica» I grandi eventi come linguaggio del potere

D I V ITO E RRICHETTI

Alessio Postiglione, autore del libro “Calcio, politica e potere” , direttore del think tank Dynames sulla cultura della difesa, giornalista professionista, Cavaliere dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana e docente, si racconta a Cronache in un’intervista che attraversa il rapporto tra sport e geopolitica, dai grandi eventi internazionali al ruolo delle potenze globali. Il calcio, spiega, non è mai soltanto sport ma uno strumento di influenza e rappresentazione degli equilibri tra Stati.. In che modo i grandi eventi come questo Mondiale si inseriscono oggi nello scenario geopolitico globale?

«Questo mondiale è ovviamente non soltanto un’occasione sportiva, ma un’occasione di soft power, cioè di politica d’influenza e di capacità di attrarre e orientare senza l’uso della forza militare. Il tutto si inserisce però in un contesto internazionale in cui si sta tornando a una fase di hard power, cioè di forza diretta e conflitto. In questo scenario bisogna chiedersi quale sia il ruolo di un grande evento come il Mondiale? Se resti uno strumento di influenza oppure diventa semplicemente lo specchio delle tensioni globali».

Possiamo leggere i Mondiali recenti in chiave geopolitica?

«Gli ultimi Mondiali hanno avuto chiaramente un significato geopolitico. Se li osserviamo in sequenza, vediamo che riflettono trasformazioni dell’ordine internazionale: i Mondiali in Brasile, Russia e Sudafrica hanno rappresentato l’emergere del sud globale e dei BRICS. L’ultimo Mondiale in Qatar, invece, ha segnato il protagonismo dell’area del Golfo e dell’islamosfera. Il Qatar, prima del torneo, era poco conosciuto a livello globale, mentre oggi è diventato un attore centrale anche per il suo peso energetico, soprattutto nel contesto della ridefinizione delle forniture di gas. In questo senso ogni Mondiale riflette sempre equilibri geopolitici». Che ruolo avrebbe dovuto avere il Mondiale per gli Stati Uniti? «Questo Mondiale doveva essere il Mondiale di Donald Trump, nel senso di una grande vetrina della nuova centralità americana. Trump lo immaginava come uno strumento per mostrare una sorta di nuova “Pax americana”. Tuttavia il rischio è che non sia una vetrina di successo, ma diventi piuttosto uno specchio delle difficoltà interne degli Stati Uniti. In altre parole, invece di rafforzare l’immagine del Paese,

potrebbe finire per evidenziarne le tensioni e le contraddizioni».

In che senso il progetto nordamericano è cambiato rispetto alle origini?

«Il progetto originario del Mondiale nordamericano nasceva in un’ottica diversa, legata all’impostazione di Obama e al modello del NAFTA: un’idea di integrazione tra Stati Uniti, Canada e Messico basata su libero scambio, multilateralismo e apertura. Trump ha ereditato questo progetto ma ha cercato di rileggerlo in chiave sovranista e protezionista, rinegoziando gli accordi commerciali e irrigidendo i rapporti con i partner. Il risultato è che oggi, più che un Nord America unito, vediamo un’area segnata da tensioni politiche e diplomatiche. In questo contesto il calcio, invece di unire simbolicamente, rischia di evidenziare le fratture esistenti».

Qual è il Paese che utilizza meglio il calcio come strumento geopolitico?

«Direi il Qatar. Ha utilizzato i Mondiali come uno strumento di posizionamento globale estremamente efficace. Prima dell’evento era un Paese poco conosciuto, oggi è diventato un attore riconoscibile a livello internazionale. Questo anche grazie al suo ruolo energetico e diplomatico, essendo uno dei principali produttori di gas e un mediatore in diversi scenari di crisi. Inoltre, attraverso investimenti sportivi come il Paris Saint-Germain, ha ampliato la sua influenza anche nel calcio europeo. Il calcio, per

il Qatar, è diventato uno strumento di proiezione globale». La FIFA può essere considerata un attore geopolitico autonomo?

«Sì, la FIFA è di fatto un’istituzione geopolitica autonoma. Gestisce una rete globale che supera persino quella delle Nazioni Unite in termini di membri affiliati. Inoltre, la sua struttura è caratterizzata da una notevole continuità e stabilità dirigenzia-

le, che la rende un attore con una propria logica politica e una propria capacità di influenza nello scenario internazionale». Il calcio potrà mai tornare a essere solo sport?

«No, il calcio non è solo sport, è molto di più dello sport perché gli Stati-nazione hanno bisogno di epica, non soltanto di politica. Il patriottismo ha bisogno di miti, bandiere, simboli condivisi: le nazioni si costruiscono anche attraverso queste narrazioni. Il calcio, in questo senso, non è altro che la trasposizione non militare dei miti fondativi degli Stati e delle loro identità collettive. Attraverso il calcio gli Stati si confrontano in una forma simbolica di competizione, una sorta di guerra non guerreggiata che permette comunque di affermare appartenenze e identità.C’è quindi un motivo profondamente antropologico per cui il calcio difficilmente può essere separato dalla politica.

Lo sport, del resto, nasce già nell’antica Grecia all’interno di un contesto politico: durante i giochi olimpici le città-stato sospendevano i conflitti e le competizioni sportive avevano anche una funzione di allenamento e disciplina dei corpi. Anche oggi, pur in forme diverse, lo sport mantiene una funzione identitaria e simbolica molto forte. In questo senso il calcio continua a essere uno spazio in cui si costruiscono e si rappresentano le identità collettive degli Stati. Per questo, di fatto, il calcio è geopolitica».

Alessio Postiglione

13 G GIUGNO 2 12:00 ANTE MANI IN CUCINA 6

Cronache Lucane

«Non più contenziosi, ma tutela reale» . Sul caso, la Garante per i diritti dei disabili alza l’asticella chiedendo tutela dei diritti dei minori

La vicenda che travolge la Sinisgalli allarma i docenti dei diritti umani

L’istituto comprensivo Leonardo Sinisgalli di Potenza diventa il simbolo di una frattura che va ben oltre la controversia privata. Il caso del tredicenne con disturbo dello spettro autistico sospeso dall’Istituto a seguito di una crisi e poi rientrato con un orario ridotto, ha acceso i riflettori su un sistema scolastico che, secondo la famiglia, non avrebbe protetto il minore ma lo avrebbe progressivamente isolato. E ora la vicenda si arricchisce di un nuovo, decisivo passaggio istituzionale: dopo l’intervista in esclusiva al nostro giornale, il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, interviene pubblicamente nel giudizio amministrativo pendente davanti al TAR Basilicata ribadendo con forza la volontà di intervenire ad adiuvandum, a sostegno della tutela dei diritti fondamentali del minore con disabilità, costituendosi parte civile nel procedimento. Un atto che, come evidenziato dalle nostre colonne, intende presidiare il diritto allo studio, l’inclusione scolastica, la non discriminazione, la dignità personale e la piena partecipazione alla vita scolastica. Padula ha aggiunto che la sua iniziativa “risponde al dovere istituzionale di non restare silenti quando sono in discussione i diritti fondamentali di un minore con disabilità. Nessun ragazzo deve sentirsi solo, escluso o sbagliato dentro la scuola”. Il TAR ha disposto la riammissione del ragazzo alla frequenza scolastica, riaffermando la centralità del diritto allo studio e della continuità educativa. Ma la decisione non ha chiuso la vicenda: secondo la ricostruzione della famiglia e del legale che la assiste, il minore avrebbe vissuto episodi di isolamento, marginalizzazione ed esclusione dalla piena partecipazione alla vita scolastica, oltre a circostanze ritenute “mortificanti, lesive della dignità personale e percepite come vessatorie”. La Garante ha richiamato il rischio che ogni forma di isolamento, marginalizzazione o esclusione dalla vita scolastica possa produrre conseguenze profonde sul piano umano, emotivo e relazionale mentre il diritto allo studio degli alunni con disabilità va ri-

spettato poiché diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione, dalla normativa nazionale sull’inclusione scolastica e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: “Non basta che un alunno con disabilità sia formalmente iscritto a scuola per poter parlare di inclusione. Inclusione significa partecipazione reale, appartenenza, rispetto, cura educativa, attuazione del Piano educativo individualizzato, collaborazione con la famiglia e responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. L’inclusione non è una concessione: è un diritto esigibile”. Nel caso di Potenza, la Garante ha richiamato la necessità di affrontare le crisi comportamentali, soprattutto quando riguardano ragazzi con disturbo dello spettro autistico, con strumenti educativi, competenti, proporzionati e inclusivi: “Una crisi comportamentale non può essere affrontata con logiche meramente punitive o escludenti. La scuola deve essere il primo luogo di accoglienza, crescita, relazione e protezione. Un ragazzo con disabilità non può mai essere considerato un problema da contenere o da allontanare. Deve essere compreso, sostenuto e messo nelle condizioni di partecipare”.Parallelamente, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), attraverso il Presidente Romano Pesavento, ha

espresso “viva attenzione e profonda preoccupazione” per la vicenda che se pur andrà verificata nelle sedi competenti, solleva interrogativi che riguardano “la capacità delle istituzioni educative di garantire i diritti fondamentali degli studenti più fragili”. Il CNDDU ha ricordato che quando un alunno con disabilità e la sua famiglia devono ricorrere contemporaneamente a magistratura ordinaria, giustizia amministrativa e organismi di garanzia per vedere riconosciuti diritti ritenuti compromessi, “emerge inevitabilmente una questione che non può essere ridotta a mero contenzioso procedurale.

sa la qualità della relazione educativa, la tenuta dei percorsi di inclusione e la capacità della scuola di rappresentare quel luogo di accoglienza, crescita e protezione che la Costituzione italiana le attribuisce”. Il Coordinamento ha invitato a riflettere sulla distanza tra l’inclusione dichiarata e quella realmente vissuta: “esiste infatti una differenza sostanziale tra la presenza formale di uno studente all’interno di un contesto scolastico e il suo reale sentimento di appartenenza alla comunità educativa. Un ragazzo può frequentare regolarmente le lezioni e, al tempo stesso, percepire isolamento, incomprensione o marginalità. È proprio in questa distanza che si misura la qualità autentica dell’inclusione”.Il CNDDU ha proposto una nuova stagione di investimenti culturali e formativi nella scuola italiana, formazione del personale su competenze avanzate nelle relazioni, comunicazione inclusiva, educazione socio-emotiva, conoscenza delle diverse condizioni di disabilità, modelli organizzativi che valorizzino il dialogo costante tra scuola, famiglie, servizi sociosanitari e territorio.La vicenda di Potenza, con l’intervento della Garante e l’appello dei docenti dei Diritti Umani, diventa quindi un banco di prova per tutta la scuola italiana: la domanda che resta è se il sistema sarà capace di trasformare questa criticità in un’occasione di cambiamento o se continuerà a lasciare i minori più fragili soli contro le istituzioni.

Fai Cisl Basilicata, Confsal e promotori del referendum: scelta di responsabilità e rispetto verso i cittadini lucani

Consiglieri rinunciano ai vitalizi, plauso da sindacati e comitato

POTENZA. La scelta dei consiglieri regionali lucani di non aderire al sistema dei cosiddetti mini vitalizi continua a raccogliere consensi. Dopo le prese di posizione di Fai Cisl Basilicata e Confsal Basilicata, anche il Comitato promotore del referendum abrogativo della legge sui vitalizi rivendica il risultato ottenuto e chiede di proseguire nel percorso di partecipazione democratica avviato nei mesi scorsi.

Per il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Raffaele Apetino, la rinuncia ai vitalizi rappresenta un segnale importante di attenzione verso i lavoratori e le lavoratrici del comparto agroalimentare e verso tutte le famiglie lucane che continuano a confrontarsi con difficoltà economiche e sociali. Il sindacato sottolinea come la decisione, assunta trasversalmente da maggioranza e opposizione, contribuisca a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e dimostri la volontà di mettere al centro le esigenze reali del territorio.

Secondo la Fai Cisl, la Basilicata ha bisogno di una politica orientata al lavo-

ro, allo sviluppo e alla tutela delle fasce più deboli. In questo contesto, la rinuncia ai mini vitalizi viene interpretata come un gesto di sobrietà e responsabilità istituzionale, particolarmente significativo in una fase in cui molte famiglie devono fare i conti con l’aumento del costo della vita e con prospettive economiche ancora incerte.

Sulla stessa linea la Confsal Basilicata. Il segreta-

rio generale Gerardo De Grazia evidenzia che, ad oggi, nessun consigliere regionale ha presentato domanda per ottenere il beneficio previsto dalla normativa. «Il primo segnale che un rappresentante delle istituzioni deve dare ai cittadini è quello dell’esempio», afferma De Grazia, ricordando che chi ricopre incarichi pubblici deve condividere le difficoltà della comunità che rappresenta e operare con

senso del servizio.

Per la Confsal, la mancata adesione ai vitalizi contribuisce a rafforzare la credibilità delle istituzioni e rappresenta una risposta concreta a una fase caratterizzata da precarietà lavorativa, bassi redditi e crescente disagio sociale. Il sindacato auspica inoltre che le risorse pubbliche siano orientate verso occupazione, servizi e sviluppo, evitando ogni scelta che possa essere perce-

pita come un privilegio. A intervenire è anche il Comitato promotore del referendum abrogativo, secondo il quale la mancata presentazione delle domande dimostra che la mobilitazione popolare ha prodotto effetti concreti. «La raccolta firme e la richiesta di referendum hanno evitato la reintroduzione di un privilegio inaccettabile», sostengono i promotori, che parlano di un importante risultato della democrazia diretta e della partecipazione civica. Il Comitato ritiene tuttavia che il percorso non sia concluso e chiede al Consiglio regionale di attivare pienamente gli strumenti previsti dallo Statuto in materia di referendum abrogativo. Per i promotori occorre evitare qualsiasi ostacolo all’esercizio del diritto di voto dei cittadini e proseguire nel percorso di rafforzamento della democrazia regionale. Le tre posizioni convergono dunque su un punto: la rinuncia ai mini vitalizi rappresenta un segnale politico significativo in una fase in cui la richiesta di sobrietà, trasparenza e attenzione ai bisogni reali dei cittadini appare sempre più forte.

«Ora accelerare sugli strumenti di partecipazione popolare e concentrarsi sulle emergenze della Basilicata, dal lavoro alla sanità»

Vitalizi, il centrosinistra: «Scelta giusta rinunciare»

POTENZA. «Accogliamo con soddisfazione la notizia che, alla scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, non risulta presentata alcuna richiesta di adesione al regime dell’indennità differita da parte dei consiglieri regionali in carica».

Lo dichiarano il presidente regionale di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, il commissario del Partito Democratico della Basilicata, Daniele Manca, e i portavoce di Avs, Michela Trivigno e Gianni Rondinone, sottolineando come si tratti di «una scelta che apprezziamo e che rappresenta un segnale positivo nei confronti della comunità lucana, poiché, in un momento storico caratterizzato da difficoltà economiche e sociali per famiglie, lavoratori e imprese, nessun rappresentante delle istituzioni avrebbe potuto ignorare il forte

sentimento di contrarietà manifestato in questi mesi dai cittadini, anche per effetto di un patto elettorale che ha visto cambiare una regola in corso di legislatura». «L’introduzione dell’indennità differita – aggiungono i consiglieri regionali dei partiti del centrosinistra lucano Araneo, Chiorazzo, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello – avvenuta con tempi e modalità sbagliati, ha contribuito ad alimentare la distanza tra cittadini e istituzioni. Per questo riteniamo che la decisione dei colleghi che pure avevano sostenuto e votato quella norma rappresenti un importante ripensamento e un segnale di riconciliazione con la comunità regionale. Così come riteniamo necessario che, a seguito del recente parere espresso dalla Consulta statutaria, si acceleri l’iter per la legge attuativa degli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto regionale.

La Basilicata è oggi attraversata da dinamiche economiche e sociali complesse: la crisi della sanità pubblica, il lavoro che manca o che resta precario, lo spopolamento delle aree interne, il crescente disagio delle famiglie, le difficoltà infrastrutturali e la perdita di competitività del sistema produttivo regionale. Tutto que-

sto richiede un surplus di impegno politico, istituzionale e di buon governo, tale da relegare in secondo piano ogni scelta che non produca benefici diretti per i lucani. È tempo che la politica torni a concentrarsi esclusivamente sulle priorità reali della Basilicata e sulle risposte che i cittadini attendono».

Raffaele Apetino e Gerardo De Grazia

Le aziende di Potenza e Matera tra le cento realtà italiane selezionate per innovazione, sostenibilità e capacità competitiva

È nato l’Artigianato aumentato premiate tre eccellenze lucane

POTENZA. C’è anche la Basilicata tra le protagoniste della campagna nazionale “Artigianato, futuro del Made in Italy –Artigianato aumentato”, promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani insieme alla Fondazione Symbola e con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tra le cento imprese selezionate a livello nazionale figurano infatti tre realtà lucane: Biagio Lamberti e Giovanna Quaratino di Potenza e Visada di Matera.Il riconoscimento è stato assegnato a Mantova, nell’ambito del Seminario estivo della Fondazione Symbola, che ha raccolto le migliori esperienze imprenditoriali italiane capaci di interpretare il modello dell’“artigianato aumentato”, fondato sull’integrazione tra saper fare tradizionale, innovazione tecnologica, design e sostenibilità.

Le tre aziende lucane rappresentano percorsi differenti ma accomunati dalla capacità di trasformare competenze, creatività e radicamento territoriale in valore economico e occupazionale. Biagio Lamberti è stato premiato per aver saputo coniugare le lavorazioni tradizionali della ceramica con archi-

tettura, progettazione avanzata e sostenibilità.

Giovanna Quaratino ha sviluppato un progetto nel settore della moda sostenibile attraverso il recupero di tessuti storici e l’utilizzo delle tecnologie digitali nella progettazione dei prodotti. Visada, invece, opera in un settore altamente innovativo, applicando l’intelligenza artificiale ai processi assicurativi e alla prevenzione delle frodi.

Per Rosa Gentile, dirigente nazionale e presidente di Confartigianato Imprese Basilicata, il riconoscimento ottenuto dalle tre imprese assume un valore che va oltre il successo dei singoli imprenditori. «Questo riconoscimento premia non soltanto tre eccellenze imprenditoriali ma l’intero sistema dell’artigianato lucano, che continua a dimostrare capacità di innovazione, qualità e adattamento ai

cambiamenti dei mercati».Secondo Gentile, le storie selezionate dimostrano che anche la Basilicata è in grado di esprimere imprese competitive grazie al talento, alla creatività e alla capacità di utilizzare le nuove tecnologie senza perdere il legame con il territorio. Un modello che rappresenta una risposta concreta alle trasformazioni economiche e sociali in corso e che può contribuire ad attrarre le nuove generazioni verso il lavoro artigiano.Confartigianato sottolinea come l’esperienza delle tre imprese premiate confermi la vitalità del tessuto produttivo regionale e la capacità delle aree interne di generare innovazione, sviluppo e occupazione. Un segnale importante per una regione che punta sempre più sulla qualità, sulle competenze e sulla capacità di coniugare tradizione e futuro.

CASORELLI: «INVESTIRE SU NUOVE TECNOLOGIE»

Natuzzi, La Filca Cisl chiede rilancio

subito

POTENZA. Un piano industriale vero, investimenti in innovazione e garanzie occupazionali per i 1.800 lavoratori del gruppo Natuz- zi. È quanto chiede la Filca Cisl Basilicata dopo il tavolo di confronto svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza che coinvolge l’azienda dell’imbottito.A margine dell’incontro, accompagnato da un presidio dei lavoratori davanti alla sede ministeriale, il segretario generale della Filca Basilicata, Angelo Casorelli, ha sottolineato la necessità di affrontare la crisi con senso di responsabilità, puntando sul rilancio produttivo e sulla valorizzazione del Made in Italy.Nel corso del confronto sono emersi due elementi nuovi: l’avvio della composizione negoziata della crisi e la predisposizione da parte del Governo di un protocollo che sarà illustrato alle parti il prossimo 24 giugno. Il documento dovrebbe tenere insieme le esigenze aziendali e le richieste sindacali di tutela dell’occupazione e rafforzamento della produzione in Italia.«Abbiamo bisogno di un vero piano industriale», ha dichiarato Casorelli, evidenziando l’importanza di investire nelle nuove tecnologie, nella formazione e nelle competenze dei lavoratori. Per il sindacato la priorità resta il mantenimento dei livelli occupazionali e il rilancio degli stabilimenti presenti sul territorio.

Federconsumatori Basilicata chiede controlli più rigorosi sui prezzi e un intervento del Governo sul peso fiscale

Carburanti troppo cari, consumatori in allarme

POTENZA. Nonostante una lieve flessione registrata nelle ultime settimane, i prezzi dei carburanti continuano a rimanere su livelli troppo elevati e non sempre coerenti con l’andamento delle quotazioni internazionali. È quanto denuncia Federconsumatori Basilicata, che esprime preoccupazione per i dati emersi durante la riunione della Commissione di allerta rapida presso il Garante per la sorveglianza dei prezzi.Secondo l’associazione dei consumatori, anche in Basilicata le rilevazioni effettuate presso gli impianti di distribuzione confermano una situazione che continua a pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie. Una condizione aggravata dalle caratteristiche del territorio lucano, dove redditi medi più bassi e

la necessità di utilizzare quotidianamente l’automobile rendono ogni aumento particolarmente gravoso.«Serve una vigilanza più rigorosa e l’applicazione di sanzioni efficaci contro eventuali comportamenti speculativi nella rete distributiva», sottolinea Federconsumatori Basilicata, evidenziando come il problema non riguardi soltanto il costo dei carburanti.

L’associazione segnala infatti tensioni anche sui prezzi di imballaggi, logistica e materie prime. Sebbene alcuni comparti, come ortofrutta e fertilizzanti, abbiano registrato oscillazioni, i livelli dei prezzi restano sensibilmente superiori rispetto a quelli dello scorso anno.Federconsumatori richiama inoltre le posizioni espresse dalle associazioni

presenti nel Consiglio nazionale consumatori utenti, che chiedono nuove regole per la formazione dei prezzi e un intervento strutturale sugli oneri fiscali e parafiscali che gravano sui carburanti e che risultano tra i più ele-

vati in Europa.Per l’associazione lucana la tutela del potere d’acquisto delle famiglie rappresenta una priorità non più rinviabile e richiede misure concrete per garantire maggiore trasparenza e contenere i rincari.

A MATERA IL CONFRONTO SUL FUTURO DELL’AGRICOLTURA

Pac Post 2027, Bardi:

POTENZA. «La nuova Pac dovrà saper rispondere alle grandi sfide del nostro tempo: cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, competitività delle imprese, gestione delle risorse idriche, ricambio generazionale e tenuta delle aree interne. Ma dovrà farlo ascoltando i territori».Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo al Forum sulla Politica agricola comune post 2027, svoltosi oggi a Matera. «L’agricoltura – ha aggiunto Bardi – non è soltanto un set-

«Necessario ascoltare i territori»

tore economico. È identità, presidio del territorio, tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare e coesione sociale. Per una regione come la Basilicata, fatta di aree interne, produzioni di qualità e comunità che continuano a vivere e lavorare nei territori rurali, l’agricoltura rappresenta una risorsa strategica e un elemento essenziale del nostro sviluppo.Le Regioni rappresentano il punto di contatto tra le politiche europee e i bisogni concreti delle imprese e delle comunità. Senza il contributo

delle Regioni non c’è una reale capacità di interpretare le differenze territoriali, non c’è piena coesione, non c’è un’equa distribuzione delle opportunità e delle risorse. L’Europa ha bisogno dei territori per essere più forte, più vicina ai cittadini e più efficace nelle sue scelte.Per questo – ha concluso Bardi – il confronto di oggi assume un valore particolare: costruire una visione condivisa che parta dal Mezzogiorno e dal Mediterraneo per contribuire alle scelte dell’Europa di domani».

Progetto finanziato dalla Regione Basilicata per offrire assistenza gratuita alle famiglie e prevenire le situazioni di crisi sociale

Sovraindebitamento e consumi

L’Assoutenti lucana si rafforza

POTENZA. Crescono le difficoltà economiche delle famiglie lucane tra inflazione, aumento del costo della vita e diffusione di forme di credito sempre più accessibili. Per contrastare il rischio di sovraindebitamento, Assoutenti Basilicata rafforza la propria presenza sul territorio con il progetto “Rete Sportelli”, finanziato dalla Regione Basilicata e rivolto ai cittadini che vivono situazioni di fragilità finanziaria.L’iniziativa punta a offrire assistenza gratuita sul piano legale, economico e psicologico, accompagnando le famiglie nella gestione dei debiti e nei rapporti con il sistema bancario e creditizio. L’obiettivo è anche quello di promuovere una maggiore

consapevolezza nei consumi e prevenire situazioni che possono sfociare nell’usura o nell’esclusione sociale.«L’inflazio-

ne e il ricorso facile al credito al consumo stanno mettendo a dura prova la tenuta sociale del nostro territorio», afferma il

presidente regionale di Assoutenti Basilicata, Vito Filippi. «Con la nostra rete di sportelli offriamo una bussola finanziaria gratuita, legale e tecnica per rinegoziare i debiti con le banche, educare a consumi responsabili e restituire serenità ai cittadini».Secondo Filippi, molte famiglie si trovano in una condizione di difficoltà a causa di eventi imprevisti come la perdita del lavoro, problemi di salute o l’aumento delle rate dei mutui. A questi fattori si aggiunge il crescente ricorso a formule di pagamento rateale che, se utilizzate senza una corretta pianificazione, possono compromettere gli equilibri del bilancio domestico.Uno degli aspetti centrali del pro-

getto riguarda il supporto nei confronti degli istituti di credito. Gli sportelli offriranno assistenza nella verifica dei contratti, nella rinegoziazione dei debiti, nella sospensione delle rate dei mutui e nei ricorsi agli organismi di tutela previsti dalla normativa.Accanto all’assistenza tecnica, Assoutenti promuoverà percorsi di educazione finanziaria orientati alla pianificazione delle spese, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle produzioni locali. «Il sovraindebitamento non è una colpa, ma una condizione da cui si può uscire», conclude Filippi, invitando i cittadini a rivolgersi agli sportelli prima che le difficoltà diventino insostenibili.

Sindacato in audizione sulla legge dei distaccati e sullo scorrimento delle graduatorie prorogate fino al 2026

Personale regionale, la Uil Fp chiede assunzioni subito

POTENZA. Fare chiarezza sull’applicazione della legge regionale che riguarda il personale della sanità distaccato presso la Regione e accelerare il piano delle assunzioni.

È la richiesta avanzata dalla Uil Fp, che ha formalizzato una domanda di audizione alla Prima Commissione consiliare per conoscere lo stato di attuazione della norma e le intenzioni dell’amministrazione regionale.Secondo il sindacato, a distanza di tempo dall’approvazione della legge non sarebbero ancora stati defi-

niti tempi e modalità operative, con conseguenti incertezze per i lavoratori che da anni prestano servizio negli uffici regionali garantendo attività considerate essenziali.

La Uil Fp ritiene necessario un confronto istituzionale per comprendere le ragioni dei ritardi e verificare le condizioni per dare concreta attuazione alla norma. Particolare attenzione viene rivolta ai posti previsti nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028, che potrebbero rappresentare un’opportunità

per risolvere la vicenda anche attraverso strumenti di mobilità. 4Il sindacato chiede inoltre chiarimenti sullo scorrimento delle graduatorie vigenti, prorogate fino al 31 dicembre 2026, sottolineando come la scelta del Consiglio regionale sia stata finalizzata proprio al rafforzamento degli organici.

Per la Uil Fp, dopo l’approvazione del bilancio e del rendiconto non esistono più ostacoli per procedere con le assunzioni programmate e dare risposte sia ai lavoratori sia ai cittadini.

«La strategia del presidente Bardi sul diritto allo studio, esplicata in occasione di AlmaLaurea, è la linea da seguire»

Ardsu, la Basilicata investe sui giovani Giuzio: «Semplifichiamo la burocrazia»

La Basilicata si conferma, per geografia e storia, una terra di confine, un crocevia di sfide demografiche e grandi opportunità di riscatto. In un contesto simile, l’analisi delle dinamiche giovanili richiede di guardare oltre le apparenze e i dati superficiali, superando quello che, con un efficace parallelismo filosofico, viene spesso accostato al “mito della caverna” di Platone. Il rischio per le nuove generazioni del territorio è infatti quello di rimanere intrappolate nelle ombre dell’incertezza, scambiando le difficoltà congiunturali del presente per una condizione strutturale e immutabile. È proprio in questo solco che si inserisce l’azione dell’ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), il cui obiettivo primario è accompagnare gli studenti fuori da questa condizione di isolamento, offrendo strumenti concreti per raggiungere l’indipendenza accademica e professionale. Secondo i dati e le relazioni programmatiche dell’ente, i servizi essenziali come l’alloggio e le borse di studio hanno smesso da tempo di essere considerati semplici sussidi assistenziali, trasformandosi in veri e propri pilastri strategici per il territorio. Si tratta di fari capaci di orientare i ragazzi meritevoli ma privi di mezzi, offrendo loro la possibilità di pianificare il proprio fu-

turo con assoluta chiarezza. L’azione dell’azienda punta così a sottrarre il fondamentale diritto all’istruzione dalle secche della frammentazione economica, un problema che storicamente frena la crescita dei talenti nel Mezzogiorno. I progetti e le visioni sul futuro dei giovani necessitano tuttavia di una solida base finanziaria per potersi concretizzare. La risposta istituzionale è arrivata attraverso una programmazione strategica volta a blindare le coperture per l’erogazione dei servizi, ponendo fine alla figura dell’idoneo non beneficiario — ovvero lo studente che, pur avendo i requisiti legali e di reddito, resta escluso dagli aiuti per mancanza di fondi — e garantendo il cento percento delle borse di studio a tutti gli aventi diritto. Un impegno riassunto e rivendicato con forza dallo stesso Presidente della Regione, Vito Bardi, che a Matera, in occasione della presentazione del rapporto AlmaLaurea 2026, ha voluto tracciare le linee strategiche concentrandosi proprio sui dati del diritto allo studio. Bardi ha ricordato: l’incremento di oltre 9 milioni di euro delle risorse stanziate negli ultimi tre anni, una manovra decisiva che ha azzerato gli idonei non beneficiari. Sul fronte delle infrastrutture e dell’accoglienza, il Presidente ha poi messo in evidenza la consegna dei 148 nuovi

posti letto a Matera e i 20 milioni di euro già destinati a Potenza per i nuovi interventi di housing universitario, investimenti che si inseriscono nella cornice strategica del nuovo Piano triennale Regione-Unibas da 42 milioni di euro per ricerca, innovazione, formazione e occupazione. Un approccio condiviso in toto anche sul piano operativo da Giuseppe Giuzio. Il Direttore Generale dell’Ardsu, nel fare proprie le parole di Bardi, sottolinea che: «Ogni giorno lavoriamo per garantire che il diritto allo studio si traduca in un sostegno concreto e non in una promessa vuota, assicurando un futuro sicuro ai nostri giovani, veri e propri esploratori della conoscenza». A dare ragione a questa impostazione politica sono i numeri estremamente positivi emersi dall’ultimo monitoraggio di AlmaLaurea. La fotografia scattata nel 2026 restituisce l’immagine di un sistema universitario lucano sano, competitivo e fortemente apprezzato dalla sua componente studentesca. Quasi il novanta percento dei laureati dell’Università della Basilicata si dichiara infatti ampiamente soddisfatto dell’esperienza di studio complessiva, valutando positivamente sia la qualità delle strutture sia il rapporto diretto con il corpo docente. Un indicatore cruciale è legato alla fidelizzazione: il settantuno percento degli intervi-

stati dichiara che sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, a conferma del forte legame che si crea con il territorio. Il dato più rilevante sul piano economico e sociale riguarda però gli esiti occupazionali a lungo termine. A cinque anni dal conseguimento del titolo di studio, il tasso di occupazione dei laureati in Basilicata si attesta allo straordinario livello del novantadue percento, un risultato che testimonia l’efficacia del dialogo tra il mondo della formazione, le istituzioni e il mercato del lavoro locale. Dietro i freddi dati statistici e i bilanci milionari emerge una chiara volontà di cambiare il volto della macchina amministrativa, rendendola più vicina alle esigenze reali delle famiglie. Questo orientamento strategico e d’intesa trova riscontro in un piano di digitalizzazione

e snellimento delle procedure burocratiche attualmente in atto. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di abbattere i muri della burocrazia difensiva, semplificando radicalmente l’iter per la presentazione delle domande per le borse di studio e per l’assegnazione dei posti letto nelle residenze universitarie. Attraverso l’eliminazione dei passaggi ridondanti e l’ottimizzazione dei tempi di risposta, si punta a trasformare l’accesso ai servizi in un percorso limpido e immediato. Togliere di mezzo le complicazioni burocratiche significa, in fondo, rimettere al centro le persone e i loro progetti di vita. È questa la vicinanza reale che trasforma le istituzioni in alleate dei giovani, offrendo loro la certezza di una terra che decide finalmente di scommettere sul loro talento e sulla loro voglia di restare.

«Attenzione alta da parte della Regione verso la scuola e le famiglie che affrontano i costi legati all’istruzione dei propri figli»

Libri di testo, Cupparo:

La Regione Basilicata ha disposto la liquidazione di 1.685.729,72 euro a favore dei Comuni lucani per garantire la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo agli studenti nell’anno scolastico 2025/2026. Le risorse, già rese disponibili agli enti locali, consentiranno di sostenere concretamente le famiglie lucane nell’affrontare le spese scolastiche e di assicurare il pieno esercizio del diritto allo studio. L’importo complessivo comprende 1.635.729,72 euro desti-

nati ai contributi per l’acquisto dei libri di testo e 50.000 euro riservati agli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). «Con questo provvedimento – dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico, Lavoro e Servizi alla Comunità, Francesco Cupparo – confermiamo l’attenzione della Regione Basilicata verso il mondo della scuola e verso le famiglie che affrontano ogni anno i costi legati all’istruzione dei propri figli. Garantire il diritto allo studio significa rimuovere

gli ostacoli economici che possono limitare le opportunità formative dei giovani. La tempestiva liquidazione delle risorse ai Comuni consentirà di dare risposte concrete ai cittadini e di sostenere in particolare le fasce più fragili della popolazione studentesca». I pagamenti interessano 131 Comuni della Basilicata, che potranno ora procedere alle attività di competenza per l’erogazione dei contributi ai beneficiari, secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico regionale.

Il provvedimento del Tribunale di Matera ha riguardato beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie

Montalbano, Gdf sequestra beni per 55mila € a pluripregiudicato

Imilitari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal Tribunale di Matera su beni immobili, mobili registrati e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 54.966,16 euro. Il destinatario della misura è un pluripregiudicato di origine campana, residente a Montalbano Jonico (MT), già condannato con sentenza definitiva per associazione per delinquere di stampo mafioso e già sot-

toposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. Il provvedimento è il risultato di approfondite investigazioni economico-patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle potentine, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera, che si inseriscono nella più ampia strategia Istituzionale volta al sistematico contrasto degli interessi economici della criminalità organizzata e comune. In base alle norme del “Codice delle Leggi Antimafia”, l’indagato aveva l’obbligo di comunicare tempestiva-

mente al Corpo ogni variazione della composizione e del valore del proprio patrimonio superiore alla soglia stabilita dalla Legge, proprio in virtù dei suoi precedenti specifici e della misura di prevenzione a suo carico. Gli accertamenti svolti dai finanzieri hanno, invece, permesso di ricostruire la violazione ditale normativa, in quanto l’indagato avrebbe omesso di dichiarare l’acquisizione di proprietà immobiliari e di giacenze finanziarie ottenute tramite successione ereditaria, beni che sono stati successivamente alienati.

Memorial Day SAP 2026, celebrato

il ricordo

delle vittime

del dovere e della criminalità

Si è svolta ieri mattina, a Potenza, la solenne cerimonia del Memorial Day 2026, l’annuale percorso del ricordo promosso dal Sindacato Autonomo di Polizia per onorare il sacrificio di tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità. L'ampia partecipazione istituzionale all'iniziativa ha confermato l'importanza di trasmettere i valori di legalità e giustizia, rendendoli un esempio

vivo per l'intera comunità. La commemorazione si è tenuta in un clima di profonda commozione presso la Questura, dove è stata deposta una corona di alloro in memoria di quanti hanno sacrificato la vita per la difesa dello Stato e dei cittadini. Un momento di intensa spiritualità e raccoglimento ha caratterizzato la celebrazione e la benedizione solenne officiata dal parroco della Polizia di Stato, che ha ricordato il valore del

servizio e del sacrificio estremo dei caduti. Alla cerimonia hanno preso parte le massime cariche del territorio. Tra i presenti, si segnala la significativa partecipazione del Prefetto, del Vicario del Questore e del Sindaco della Città di Potenza. Accanto alle autorità civili, è stata forte e sentita la presenza di numerosi funzionari e dirigenti della Polizia di Stato, insieme a una folta rappresentanza dell'ANPS (Associazione Nazio-

nale Polizia di Stato), custode dei valori e della memoria storica del corpo. Particolarmente autorevole anche la delegazione del Sindacato Autonomo di Polizia, che ha visto la partecipazione del Segretario Nazionale SAP Vito Stasolla, del Segretario Regionale SAP Basilicata Michele Gallucci e del Segretario Regionale SAP Puglia Francesco Pulli, a testimonianza della forte coesione e della rilevanza che l'evento riveste.

All'Unibas presentati i dati grazie all'impegno dei notai di Potenza-Lagonegro-Melfi e Sala Consilina

Lotta al riciclaggio e dati sensibili: alleanza tra notariato, istituzioni e forze dell’ordine

Una rete contro il riciclaggio, una mission a favore della tutela dei dati personali, una politica di rete attenta a soddisfare i bisogni delle categorie professionali, dei cittadini e di quanti soffrono questa piaga. Notai in prima linea su due aspetti spesso diversi ma che meritano attenzione e una continua valutazione. Le ultime novità sono state illustrate da Vito Pace. Le segnalazioni dei notai raggiungono il 96%.Segnalazioni in rete, una costante presenza del notariato sempre più dinamico. Nel 2023 le segnalazioni sono state 150.000, mentre nel 2024 sono diminuite a 145.000. In Basilicata sono state 993 le segnalazioni nel 2023, mentre nel 2024 si è arrivati a quota 730. È questo il messaggio lanciato ieri mattina presso l’Aula Magna dell’Unibas di Rione Francioso a Potenza al termine di una tavola rotonda promossa dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Potenza dal titolo: “Antiriciclaggio e protezione dei dati personali”.Presenti Antonio Di Lizia, presidente del Consiglio Notarile Distrettuale di Potenza-Lagonegro-Melfi e Sala Consili-

na, Vito Pace, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Francesco Basentini, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, il generale di brigata Crescenso Sciaraffa, comandante regionale Basilicata della Guardia di Finanza, Francesco Bonito Oliva, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, Giovanni Vitolo, consigliere nazionale e coordinatore della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato, Giovanni De Bernardis, comandante della Sezione Tutela Economica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Matera, Marco Negri, notaio in Mugnano di Napoli, Michele Nastri, notaio in Ercolano, Alessandro Ada-

mo, docente dell’Università Federico II di Napoli, Alessia Iannone, notaio in Polla, Paolo Mongelli, luogotenente e la docente Livia Saporito, professore ordinario di Diritto Comparato presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Presente in sala l’onorevole di Fratelli d’Italia Gianni Rosa.Un tavolo a più voci, scandito dalle ultime indicazioni emerse dai relatori, che ha visto l’analisi del riciclaggio in tutte le sue sfaccettature, legate al mondo bancario, assicurativo e dei commercialisti, nell’epoca dell’intelligenza artificiale che condiziona il cammino giuridico e relazionale degli investitori bancari e assicurativi. Serve maggiore attenzione, una guida sicura e la presenza costante delle forze dell’or-

dine sul territorio, oltre a una migliore definizione dell’iter giuridico in Italia. Il notaio Antonio Di Lizia ha parlato del tema: «Il presidio di legalità del notariato anche in questo campo fa la sua parte. Noi annualmente facciamo dei convegni che dedichiamo a svariati argomenti. In questo caso abbiamo dedicato all’antiriciclaggio ma non sottovalutiamo i dati sensibili, che sarà oggetto della seconda parte di questo convegno». Dal canto suo Francesco Basentini ha parlato dei due temi, sottolineandone gli aspetti cruciali: «Diciamo che è una battaglia che sicuramente non finisce, non si isola oggi, ci manchereb- be. È ininterrotta nella misura in cui i mezzi, le opportunità e lo strumentario

che mette in campo la criminalità organizzata è sempre più sofisticato e mirato, e quindi nell’inseguimento che inevitabilmente facciamo attraverso le indagini e i processi siamo spesso in affanno».Massimiliano Tibollo della Guardia di Finanza ha parlato dei due aspetti: «Il riciclaggio si combatte seguendo il reato, seguendo la traccia che l’illecito lascia dietro di sé in termini di operazioni finanziarie, immobiliari e nego- ziali. È determinante il contributo che le categorie professionali possono dare per questa causa. Oggi è l’occasione per rafforzare la collaborazione tra notai e Guardia di Finanza nella condivisione di evidenze investigative che possono supportare le indagini contro il riciclaggio».

Servizi straordinari della Polizia di Matera con Carabinieri, INPS e Ispettorato del Lavoro: identificate 140 persone e controllati 43 veicoli

Fascia jonica, operazione “Alto Impatto”: controlli

della Polizia tra sicurezza stradale e caporalato

La Polizia di Stato di Matera ha svolto nel corso della settimana una serie di servizi straordinari di controllo del territorio nell’ambito dell’operazione denominata “Alto Impatto”, con particolare attenzione alla fascia jonica. Un’attività mirata non solo al presidio della sicurezza, ma anche alla prevenzione e repressione del fenomeno dello sfruttamento del lavoro e del caporalato.Le operazioni rientrano in una strategia di monitoraggio costante del territorio che punta a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle aree rurali più sensibili. Particolare attenzione è stata rivolta ai collegamenti stradali utilizzati quotidianamente dai lavoratori impiegati nei settori agricoli.L’intervento ha visto la

collaborazione congiunta di più forze e istituzioni: la Arma dei Carabinieri, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’INPS e l’Azienda Sanitaria Locale di Matera. Complessivamente sono stati impiegati 28 operatori, di cui 22 appartenenti alla Polizia di Stato, con il coinvolgimento di diversi uffici e reparti tra cui i Commissariati di Policoro e Pisticci, il Reparto Prevenzione Crimine Basilicata, la Polizia Stradale, la Polizia Scientifica, l’Ufficio Immigrazione e l’Ufficio di Gabinetto della Questura.Nel corso delle attività sono stati istituiti numerosi posti di controllo, che hanno portato all’identificazione di 140 persone e al controllo di 43 veicoli. Tra le persone identificate, 39 risultavano avere precedenti di po-

lizia. Sono stati inoltre verificati 14 cittadini stranieri: uno di questi è risultato irregolare sul territorio nazionale ed è stato accompagnato presso gli uffici della Questura per gli accertamenti del caso.Sul fronte della sicurezza stradale sono state contestate 8 violazioni al Codice della Strada e disposto il ritiro di una carta di circolazione. Parallelamente, gli operatori hanno effettuato un controllo presso un’azienda agricola della zona, sulla quale sono tuttora in corso ulteriori accertamenti da parte degli organi competenti.Le operazioni si inseriscono in un più ampio piano di monitoraggio del territorio finalizzato a rafforzare la legalità nelle aree rurali e a contrastare fenomeni di sfruttamento lavorativo, con par-

ticolare attenzione ai settori agricoli stagionali, spesso maggiormente esposti a irregolarità. In questo contesto, le attività di controllo proseguiranno anche nelle prossime settimane per garantire continuità all’azione di prevenzione e vigilanza.

Il

di

Viva: «La legge regionale è diventata uno strumento concreto. Ora rafforziamo la rete tra scuole, famiglie e Comuni»

Cyberbullismo, Polese: «Da Latronico un modello per tutta la Basilicata»

La due giorni "Un abbraccio vale più di 1000 like", svoltasi a Latronico con la partecipazione della Fondazione Carolina e del Corecom Basilicata, rappresenta la dimostrazione concreta dell'efficacia della legge regionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Ne è convinto il capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva in Consiglio regionale, Mario Polese, primo firmatario della normativa, che commenta con soddisfazione l'ampia partecipazione registrata all'iniziativa.«La straordinaria partecipazione registrata a Latronico dimostra che la legge regionale contro il bullismo e il cyberbullismo non è rimasta un testo astratto confinato nelle aule consiliari, ma si è trasformata in uno strumento vivo, capace di muovere i territori e di generare un'autentica cittadinanza digitale», afferma Polese.Secondo il consigliere regionale, le centinaia di cittadini che hanno preso parte all'evento testimoniano la capacità della Basilicata di anticipare le ri-

sposte a una problematica sociale sempre più complessa. «Quando abbiamo strutturato questa legge, l'obiettivo era esattamente questo: superare la logica dell'intervento sporadico o dell'emotività del momento per istituzionalizzare una rete permanente. A Latronico abbiamo visto questa rete in azione».Particolarmente significativa, sottolinea Polese, è stata la testimonianza di Paolo Picchio, insieme al contributo degli esperti impegnati nelle attività formative e di

sensibilizzazione. «La commovente testimonianza di Paolo Picchio e il lavoro pedagogico degli esperti hanno dimostrato che il dolore può essere trasformato in prevenzione solo se attorno ai ragazzi si stringe una comunità educante coesa: sindaci, scuole, famiglie e Corecom uniti nello stesso cammino».Guardando ai prossimi mesi, il capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva indica la necessità di rafforzare ulteriormente il lavoro di re-

te tra istituzioni e territori. «Il contrasto ai rischi della rete non ammette pause e richiede una pianificazione costante. Per questo il nostro impegno sarà orientato a consolidare e strutturare sempre di più questa alleanza educativa. L'obiettivo è fare in modo che l'esperienza virtuosa di Latronico diventi un metodo di lavoro diffuso e replicabile, capace di mettere a sistema le migliori energie della nostra regione attraverso un dialogo continuo con l'Ufficio sco-

lastico regionale, le autonomie locali e il Corecom».Per Polese, la sfida è quella di trasformare la Basilicata in un punto di riferimento nazionale nella lotta al cyberbullismo. «La vera sfida per il futuro prossimo è accendere i riflettori sulla Basilicata come modello nazionale e avamposto all'avanguardia nella lotta al cyberbullismo. Abbiamo una legge pionieristica; ora dobbiamo continuare a dimostrare che la capacità di fare rete e di coprogettare tra diversi livelli istituzionali è l'unica vera barriera contro il disagio giovanile». Infine, il consigliere richiama il ruolo delle istituzioni nel garantire continuità alle azioni di prevenzione e supporto. «Il nostro compito, come legislatori, è garantire che questa sinergia resti attiva e dinamica, offrendo sostegno a docenti e famiglie in una sfida epocale. Dietro uno schermo nascono spesso fragilità invisibili; l'unico algoritmo efficace per contrastarle è la presenza consapevole, strutturata e unita delle istituzioni sul territorio».

Sanità, Giordano (UGL): «Riduzione delle liste d’attesa e più servizi, Matera esempio virtuoso»

«M

entre a livello nazionale continuano ad emergere dati preoccupanti sulle liste d’attesa, sulla carenza di personale e sul crescente ricorso alla sanità privata, nella provincia di Matera si registrano segnali importanti che dimostrano come investire nella sanità pubblica sia la strada giusta per garantire il diritto alla salute».Lo afferma il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, commentando i dati sullo stato del Servizio sanitario nazionale e l’andamento delle attività sanitarie nel territorio materano.«Le liste d’attesa restano uno dei principali ostacoli all’accesso alle cure e troppo spesso i cittadini sono costretti a rivolgersi al privato sostenendo costi elevati. Tuttavia, il Materano rappresenta oggi un esempio positivo grazie al lavoro svolto da istituzioni, dirigenza sanitaria e operatori del settore», sottoli-

nea Giordano.Nel corso di un incontro con l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, l’UGL ha evidenziato la necessità di rafforzare gli ospedali della provincia in vista della stagione estiva, con particolare attenzione all’Ospedale Papa Giovanni Paolo II di Policoro, presidio strategico che durante i mesi estivi serve un bacino di utenza notevolmente più ampio rispetto alla popolazione residente.Giordano ha inoltre espresso apprezzamento per l’operato dell’assessore Latronico, del direttore generale dell’ASM, Maurizio Friolo, e del direttore sanitario, Giuseppe Gigliobianco, evidenziando il ruolo fondamentale del personale sanitario. «Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo rappresentano il vero valore aggiunto della sanità materana. Grazie al loro impegno quotidiano si stanno ottenendo risultati concreti

nella riduzione delle liste d’attesa e nel miglioramento dei servizi».Tra gli esempi più significativi viene citata l’attività del Laboratorio di Patologia Clinica di Tinchi, che ha registrato una costante crescita delle prestazioni, passando da circa 110 mila nel 2023 a oltre 210 mila nel 2025.«Risultati che portano la firma del direttore Domenico Dell’Edera e dell’intera équipe sanitaria, contribuendo a ridurre la mobilità passiva e consentendo ai cittadini lucani di curarsi vicino casa», evidenzia il segretario UGL.Infine, Giordano interviene sul servizio di dialisi attivato presso l’ospedale di Policoro: «Ogni iniziativa che rafforza il sistema sanitario pubblico e amplia le opportunità di cura merita sostegno. Occorre continuare a investire nelle strutture, nelle tecnologie e soprattutto nel personale sanitario. Difendere la sanità pubblica significa difendere

il diritto alla salute dei cittadini lucani e il futuro delle nostre comunità».

Il segretario provinciale dell’UGL Matera, traccia un bilancio positivo dell’azione svolta dall’ASM e rilancia la necessità di continuare a investire

Nel frattempo, i medici di Medicina Generale e i pediatri di libera scelta oppongono resistenza

Le Case della Comunità sono a rischio, il Governo sospende il provvedimento

D I V IN C EN Z O M A IDA

Il Ministro Schillaci ha annunciato che entro il 30 giugno apriranno le Case della Comunità, tenendo fede all’impegno assunto. Nel frattempo, però, Giorgia Meloni ha dovuto prendere atto dei contrasti interni al centrodestra e bloccare tutto, facendo storcere il naso a molti presidenti di Regione che sulla riforma avevano puntato tanto. Così, il decreto che prevedeva l’inserimento d’emergenza dei medici di base nelle Case di comunità, e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, resterà in un cassetto. E senza i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta l’attività di quelle strutture è fortemente azzoppata. Tempo addietro, in Basilicata è stato raggiunto un importante Accordo Integrativo Regionale (AIR) con i Medici di Medicina Generale, i pediatri e gli specialisti. L’intesa prevede l’inserimento dei medici di famiglia all’interno delle nuove Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) per operare

in rete all’interno delle 19 Case della Comunità distribuite sul territorio. Sarà ugualmente operativo?

Lo avevamo scritto in tempi non sospetti che i medicina di medicina generali, per pure ragioni di convenienza, avrebbero fatto resistenza. La medicina di prossimità può svolgere un ruolo importante di mediazione tra il territorio e gli ospedali per le acuzie, ma a condizioni che il primo offra tutti i servizi necessari per le cure. Tempo addietro la Giunta Regionale di Basilicata ha approvato lo schema del Contratto Integrativo di Sviluppo (CIS), di cui al “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Misura 6.L’obbiettivo é quello di rafforzare la medicina territoriale o di prossimità, riservando agli ospedali le acuzie. Sono previste 19 Case della Comunità e presa in carico della persona, 6 COT (Centrale Operativa Territoriale) e 5 Ospedali di Comunità in tutta la Regione, così suddivise: 13 case della Comunità e presa in carico della persona in provincia

di Potenza e 6 in Provincia di Matera, 4 COT (Centrali Operative Territoriali) in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera, 3 Ospedali di Comunità in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. Più specificatamente le Case della Comunità saranno realizzate nei comuni di: Sant’Arcangelo, Corleto Perticara, Anzi, Lagonegro, Potenza, Maratea, Vietri di Potenza, Senise, Viggianello, San Fele, Genzano di Lucania, Lavello e Avigliano, per quanto riguarda la provincia di Potenza; Ferrandina, Irsina, Garaguso, Tursi, Montalbano Jonico e Montescaglioso, in provincia di Matera. Le Centrali Operative Territoriali saranno invece realizzate nei comuni di Marsicovetere, Venosa, Potenza e Lagonegro per la provincia di Potenza, Policoro e Matera per la provincia di Matera. Gli Ospedali di Comunità sono previsti nei comuni di Muro lucano, Maratea e Venosa nella provincia di Potenza, Pisticci e Stigliano in quella di Matera. Ѐ stato altresì af-

fermato che tali strutture sono da aggiungersi a quelle già esistenti: POD di Chiaromonte, POD di Lauria, POD di Venosa, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus di Acerenza, Universo Salute Basilicata di Potenza, AOR San Carlo Stabilimento 1 di Potenza, AOR San Carlo Stabilimento 2 di Pescopagano, AOR San Carlo Stabilimento 3 di Melfi, AOR San Carlo Stabilimento 4 di Villa D’Agri, AOR San Carlo Stabilimento 5 di Lagonegro, IRCCS CROB di Rionero in Vulture e PO di Matera, PO di Policoro, POD di

Stigliano, POD di Tricarico. Insomma. la partita dei contenuti di queste strutture è ancora tutta aperta. I casi di malasanità non mancheranno mai, perché la medicina non è una scienza esatta, ma un “sistema sanitario” che funziona deve ridurli al minimo. Ѐ interesse di tutti. I ricchi, che possono permettersi cure costose e a pagamento, rappresentano una ristretta minoranza e anche per questo statisticamente vivono più a lungo. Ѐ stato calcolato che hanno un’aspettativa di vita di oltre 5 anni in più degli indigenti.

L’assessore alla Salute: «La presunta carenza di ostetriche al reparto di Ostetricia e Ginecologia non trova riscontro

Ospedale di Melfi,

«La presunta carenza di ostetriche al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Melfi non trova riscontro nei dati». Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, intervenendo nel dibattito sulla gestione del presidio ospedaliero del Vulture. «La metodologia Agenas – spiega Latronico – elaborata da esperti di più regioni italiane, individua in 12 unità il fabbisogno di ostetriche per un Punto Nascita con 500 parti annui. Al reparto di Melfi ne sono assegnate 17: anche calcolando le 4 attualmente in lunga assenza, la dotazione effettiva resta in linea con gli standard nazionali. Prima di parlare di emergenze silenziose documentate, sarebbe quindi opportuno verificare i numeri reali. Quanto alla direzione della struttura complessa – prosegue l’esponente della Giunta –proprio nell’intento di rafforzar-

Latronico: «I numeri smentiscono l’allarmismo»

la è stato avviato un percorso di clinicizzazione in collaborazione con l'università: una scelta strategica che va nella direzione opposta a quella di abbandono». «Sulle difficoltà di reclutamento di medici – prosegue l’assessore – il problema non è specifico di Melfi: riguarda l'intero sistema

sanitario nazionale e colpisce in modo particolare gli ospedali di dimensioni minori, ovunque in Italia. Azienda Ospedaliera e Regione stanno comunque lavorando su soluzioni organizzative per mitigare questa criticità strutturale, ben nota e affrontata con serietà, non negata. Sul tema dei

punti nascita, la questione merita rispetto, non strumentalizzazione. Il calo delle nascite impone una riflessione seria sulla rete dei punti nascita dell’intera Nazione in termini di volumi, sicurezza e rispondenza ai LEA. Decisioni di questa portata richiedono un confronto costante tra Regioni e Ministero, non semplificazioni propagandistiche». «La Regione Basilicata – conclude l’assessore Latronico –conferma, in definitiva, il proprio impegno a consolidare il Sistema Sanitario, con risultati misurabili in tutti gli ospedali della rete, in termini di volumi e complessità delle prestazioni, e anche sul fronte delle liste d'attesa, nonostante i tentativi di sminuire il valore dell’importante monitoraggio Agenas. L'obiettivo centrale resta quello di garantire ai cittadini risposte di qualità ai bisogni di salute, basate su dati reali e non su narrazioni allarmistiche».

POTENZA Dal 22 giugno e per i prossimi 2 mesi l’impianto meccanizzato non sarà fruibile, il sindacato denuncia rischi per mobilità e occupazione

Scale mobili Tammone-Unicef chiuse: Fit Cisl chiede tutela dei lavoratori

POTENZA. A partire dal prossimo 22 giugno sarà sospeso per circa due mesi il servizio dell’impianto meccanizzato che collega via Tammone a viale dell’Unicef. La chiusura, legata all’esecuzione di lavori edilizi nell’area interessata, avrà ripercussioni sulla mobilità urbana cittadina e coinvolgerà anche il personale addetto alla gestione dell’infrastruttura. A intervenire sulla questione è il segretario generale della Fit-Cisl Basilicata, Sebastiano Colucci, che ha espresso preoccupazione per gli effetti della sospensione del servizio, ritenuto un collegamento importante per la mobilità urbana del capoluogo.

Secondo il sindacato, l’interruzione del collegamento in un periodo particolarmente frequentato come quello estivo rischia di creare ulteriori disagi ai cittadini e agli utenti del

trasporto pubblico.La FITCISL pone inoltre l’attenzione sulle conseguenze occupazionali della chiusura temporanea dell’impianto. In particolare, il sindacato evidenzia la situazione di sei lavoratori attualmente impiegati nel servizio e chiede che vengano garantite «la continuità lavorativa e la piena tutela salariale durante il periodo di fermo».

Sul piano economico, l’organizzazione sindacale ritiene che «i costi derivanti dalla sospensione del servizio non debbano gravare né sull’azienda di gestione né sui lavoratori».

Secondo la Fit-Cisl, «l’impresa privata che beneficia dell’intervento edilizio dovrebbe farsi carico degli oneri connessi ai disagi provocati dalla chiusura, inclusi quelli relativi al personale e agli eventuali mancati introiti derivanti dalla sospensione dell’attività».

Il sindacato ha inoltre chiesto all’azienda Miccolis di evitare il ricorso ad ammortizzatori sociali per il personale coinvolto, proponendo invece la ricollocazione temporanea dei dipendenti in attività compatibili con le proprie mansioni, così da garantire la continuità occupazionale.

Nel comunicato, la FITCISL rivolge anche alcune osservazioni all’Amministrazione comunale, auspicando «una maggiore attenzione nella programmazione degli interventi urbanistici e delle opere che possono incidere sui servizi di trasporto pubblico». Secondo Colucci, sarebbe stato opportuno «individuare soluzioni alternative capaci di limitare o evitare l’interruzione del collegamento meccanizzato».

Per questo motivo il sindacato sollecita l’apertura di «un tavolo di confronto

tra tutti i soggetti coinvolti – Comune, azienda di gestione e impresa esecutrice dei lavori – con l’obiettivo di individuare misure in grado di tutelare i lavoratori e ridurre al minimo i disagi per l’utenza».

La Fit-Cisl Basilicata ha infine annunciato che seguirà con attenzione l’evolversi della situazione, riservandosi di valutare ulteriori iniziative a tutela del servizio e dei dipendenti interessati dalla sospensione.

Il sindaco Telesca ha emanato l’ordinanza per garantire la pubblica sicurezza durante l’iniziativa in programma nel weekend

Festainsieme,

divieto di vendita e trasporto di bevande e cibi in contenitori pericolosi

In vista della manifestazione Festainsieme 2026, il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha adottato misure di sicurezza straordinarie per garantire l'ordine pubblico e l'incolumità dei cittadini. Con l'ordinanza numero 50, ha disposto una serie di divieti che interesseranno piazza Don Bosco, viale Firenze e via Milano nei giorni 13 e 14 giugno 2026. Nella fascia oraria compresa tra le 19:30 di ogni giorno e le 6 del giorno successivo, è stato disposto il divieto di vendita – o cessione ad altro titolo – di bevande di qualsiasi tipologia in contenitori di vetro, alluminio, ceramica o in altro materiale potenzialmente utilizzabile quale strumento atto a offendere o turbare l'incolumità fisica e l'ordine pubblico. Il divieto si applica a una vasta gamma di operatori: esercenti di pubblici esercizi con somministrazione di alimenti e bevande, commercianti al dettaglio in area pubblica o privata, laboratori artigianali alimentari con annessa attività di vendita, titolari di distributori automatici di bevande e negozi Self h24, nonché operatori – anche non professionali – del-

le somministrazioni temporanee che esercitano l'attività nelle aree indicate.

L'ordinanza prevede però alcune eccezioni ragionevoli. Il divieto non si applica per: «il servizio a domicilio del cliente; la vendita per asporto destinata esclusivamente all'approvvigionamento familiare e al consumo nel domicilio del consumatore (come la spesa nei supermercati, minimarket e negozi di prossimità)». In questi ultimi casi, «la vendita per asporto è consentita a condizione che i contenitori di vetro, ceramica e alluminio risultino integri, sigillati e contenuti in sacchetti della spesa al momento dell'acquisto».

L'ordinanza estende il divieto anche al trasporto di bevande: «è vietato portare al seguito, a piedi o a bordo di veicoli, bevande di qualsiasi tipologia in contenitori di vetro o in altro materiale potenzialmente utilizzabile quale strumento atto a offendere o turbare l'incolumità pubblica» si legge nel documento.

È consentito, però, portare al seguito alimenti e bevande in vetro, alluminio, ceramica o in altro ma-

teriale similare solo per l'approvvigionamento familiare e il consumo nel proprio domicilio. Il mancato rispetto delle prescrizioni comporterà conseguenze serie. Chi viola l'ordinanza sarà punito con l'applicazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento dell'autorità), fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa di settore. La sanzione amministrativa può arrivare fino a 500 euro.

L'ordinanza rappresenta una scelta di prudenza e prevenzione da parte dell'Amministrazione comunale. In occasioni di manifestazioni pubbliche che prevedono grandi assembramenti, il ricorso a contenitori potenzialmente pericolosi può trasformarsi in un rischio concreto per la sicurezza. La decisione di vietare il trasporto e la vendita di bevande in vetro, alluminio e ceramica mira a ridurre al minimo i rischi di incidenti o situazioni di conflitto. Allo stesso tempo, l'ordinanza cerca di bilanciare le esigenze di sicurezza con la ragionevolezza: chi vuole fare la spesa nei negozi di prossimità o nei supermercati può

continuare a farlo normalmente, purché i contenitori rimangano integri e sigillati fino al domicilio. L'ordinanza rappresenta un appello a tutti i cittadini e agli operatori economici a collaborare per il successo e la sicurezza di Festainsieme 2026. Le misure adottate non sono punitive, ma preventive: l'obiettivo è garantire che la manifestazione si svolga in un clima di sicurezza e serenità, permettendo a tutti di divertirsi e partecipare agli eventi senza rischi. Chi gestisce un esercizio commerciale, chi vende bevande, chi partecipa alla manifestazione: tutti sono chiamati a rispettare le regole e a contribuire a fare di Festainsieme 2026 una festa veramente inclusiva e sicura per l'intera comunità potentina.

Imma Rizzo, madre della 16enne uccisa nel 2017 e l’avvocata Presicce presentano la proposta di Legge. A moderare la direttrice di Cronache Mollica

Dal dolore alla battaglia civile: San Chirico Nuovo rivive la tragedia di Noemi Durini

SAN CHIRICO NUO-

VO. Una mattinata di riflessione, confronto e impegno civile su uno dei fenomeni più drammatici e attuali della nostra società: il femminicidio. Oggi, alle ore 10:00 presso il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) di San Chirico Nuovo, si terrà la presentazione pubblica della proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini”.

L’iniziativa nasce dalla volontà di mantenere viva la memoria di Noemi Durini, la giovane sedicenne assassinata nel 2017 dal fidanzato, e di trasformare quel dolore in una richiesta concreta di giustizia e di tutela per le vittime di violenza e le loro famiglie. L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali della sindaca di San Chirico Nuovo, Rossella Baldassarre, che ha fortemente sostenuto l’iniziativa e la raccolta firme sul territorio comunale. Con la delibera di Giunta n. 24 del 2026, infatti, l’Amministrazione comunale ha attivato ufficialmente la raccolta delle sottoscrizioni a

sostegno della proposta di legge. «Una proposta che chiede una cosa semplice e di civiltà – ha dichiarato la sindaca Baldassarre –: vietare benefici penitenziari, permessi premio, lavoro esterno e misure alternative per chi è stato condannato per femminicidio, anche se minorenne. Non è vendetta, è giustizia».

La prima cittadina ha inoltre rivolto un appello alla partecipazione della comunità, sottolineando il valore simbolico e civile dell’iniziativa: «La mamma di Noemi ogni giorno rivive il dolore di non aver salvato sua figlia. A lei dobbiamo la nostra presenza, il nostro ascolto e il nostro impegno. Invito tutti i cittadini a partecipare, a portare con sé figli, genitori e vicini. Le firme sono la voce di chi non può più parlare: Noemi, Elisa e tutte le donne vittime di violenza».

Momento centrale dell’incontro sarà la testimonianza di Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, che da anni porta avanti una battaglia civile affinché il sa-

Ancora una volta è il sole ad essere il protagonista a Castelgrande, il grande narratore di riti, territorio e storia. Questa volta, però, non si tratta di una semplice osservazione del cielo, ma di una vera e propria ricerca archeoastronomica che promette di svelare i segreti nascosti nell'orientamento di chiese rurali e siti megalitici.

Il gruppo di lavoro intorno all'osservatorio astronomico amatoriale "Annibale de Gasparis" ha già dimostrato, in occasione dell'equinozio, una «straordinaria capacità di rileggere il territorio attraverso le tappe fondamentali dell'anno astronomico. Allora aveva presentato un'interessante motivazione dei riti della Passata e della Spina, che si vivono rispettivamente a Pescopagano e a Baragiano. Ora, in vista del prossimo solstizio estivo, l'impegno si fa ancora più ambizioso» si legge nel comunicato stampa.

Per sabato 20 giugno sono previsti due appuntamenti che promettono di affascinare sia

crificio della figlia non venga dimenticato e possa contribuire a rafforzare la tutela delle vittime. Attraverso il suo impegno instancabile, il dolore personale si è trasformato in una richiesta di attenzione e responsabilità collettiva.A illustrare nel dettaglio i contenuti della proposta di legge sarà l’avvocata Valentina Presicce, promotrice dell’iniziativa insieme a Imma Rizzo. L’intervento consentirà di approfondire finalità, obiettivi e aspetti giuridici della proposta, che punta ad aprire un dibattito nazionale sul sistema dei benefici penitenziari nei confronti degli autori di femminicidio. Il confronto proseguirà con i contributi delle rappresentanti istituzionali impegnate quotidianamente nella promozione dei diritti e delle pari opportunità. Interverranno Ivana Enrica Pipponzi, Consigliera regionale di Parità della Basilicata, Vittoria Rotunno, Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Tiziana Silletti, Garante regionale dei detenuti, delle vittime di

reato, della salute e degli anziani, Simona Bonito, Consigliera di Parità della Provincia di Potenza e Rocchina Pace, presidente dell’associazione “Potenza Città per le Donne”. A moderare l’incontro sarà la direttrice di “Cronache” Risamaria Mollica. L’incontro si propone non soltanto di presentare una proposta legislativa, ma anche di promuovere una riflessione più ampia sulla prevenzione della violenza, sulla tutela delle vit-

time e sul ruolo che ciascun cittadino può svolgere nella costruzione di una società più consapevole e responsabile. Un appuntamento aperto alla cittadinanza che vuole trasformare la memoria in impegno concreto, nella convinzione che il contrasto al femminicidio richieda il contributo di istituzioni, associazioni e comunità. Perché nessuna donna debba più perdere la vita per mano di chi diceva di amarla.

A Castelgrande, il sole racconta la storia tra megaliti e chiese rurali

gli studiosi che i semplici curiosi. Il primo appuntamento è fissato all'alba locale, alle 6:30, presso il complesso megalitico del Cannalicchio. Qui, in questa data particolare, l'ombra del monolite indica l'ingresso di una grotta oggi in parte crollata, intorno alla quale si trovano segni evidenti di stanziamenti risalenti a tremila anni fa. Un momento carico di suggestione, quando la luce del sole nascente rivela i segreti custoditi dalla pietra. Nel pomeriggio, il gruppo si sposterà presso la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli per attendere il tramonto del sole e verificare se questo piccolo ma particolare edificio di culto è astronomicamente orientato. Non è una semplice osservazione: è la ricerca di una logica costruttiva, di un'intenzione progettuale che risale a secoli fa.

«In attesa del manifestarsi del sole, un dibattito tra studiosi e semplici curiosi cercherà di far luce – è il caso di dire – sulle idee di fondo che guidavano gli antichi progettisti nell'orientare le chiese e sulle indicazioni oggi in uso. Una conversazione che promette di essere illuminante, letteralmente e figurativamente» continua il comunicato. Per domenica 21 giugno, è previsto ancora un

altro studio, questa volta presso la chiesa di San Vito, nella parte nord del paese. Anche qui ci vorrà una levata di buon mattino, alle 5 del mattino, per osservare dall'interno della chiesa il sorgere solstiziale del sole e assistere eventualmente agli effetti speciali ricercati dagli architetti del passato.

Un'ora inusuale, certo, ma che ne vale la pena. Perché in quel momento, quando i primi raggi solari penetrano attraverso le finestre della chiesa, si rivela l'intenzione di chi ha progettato l'edificio. Non è casualità, ma consapevolezza astronomica. Non è decorazione, ma messaggio.

Quello che emerge da questa ricerca è un Castelgrande che parla il linguaggio del cielo, dove ogni pietra, ogni chiesa, ogni monolite racconta una storia di uomini che sapevano leggere le stelle e il sole, che sapevano orientare i loro edifici e i loro riti secondo il ciclo astronomico.

L'osservatorio "Annibale de Gasparis" sta compiendo un'opera preziosa: non solo osserva il cielo, ma lo utilizza come chiave di lettura del passato, come strumento per comprendere come i nostri antenati vedevano il mondo e organizzavano il loro territorio.

Sabato

LAURENZANA «Anche quest’anno renderemo conto ai cittadini di quanto fatto in un incontro pubblico, perché crediamo nella trasparenza e nel confronto»

L’Amministrazione Trivigno traccia bilancio economico e di prospettive dei primi 2 anni

D I E M AN U E LA C AL AB RE S E

L’Amministrazione comunale di Laurenzana, guidata da Giusepppe Trivigno, riepiloga quanto fatto nei primi due anni di mandato, «da quando, insieme, abbiamo scelto di intraprendere questo cammino al servizio della Comunità» asserisce il Primo cittadino. «In questi 24 mesi abbiamo imparato che amministrare non significa solo prendere decisioni, ma soprattutto saper ascoltare: nelle strade del paese, nelle case, nelle associazioni, nelle attività commerciali, in ogni incontro formale e informale. Abbiamo scelto di essere un’Amministrazione presente, che

non ha paura di correggere la rotta quando necessario». Con queste premesse, «l’ultimo anno di amministrazione – come evidenziato nel rendiconto di gestione 2025 approvato dal Consiglio in maggio – si chiude con un risultato positivo, superiore a 160.000 euro, segno di una gestione attenta e orientata alla stabilità finanziaria. Abbiamo rafforzato il fondo contenziosi, per fronteggiare con responsabilità anche le eredità del passato. Un dato significativo riguarda i residui attivi: siamo passati da circa 5,9 milioni di euro nel 2024 a circa 4,3 milioni nel 2025, un calo importante frutto di un lavoro di revisione e riordino dei conti, per avere bi-

lanci più trasparenti e affidabili. Allo stesso tempo è cresciuta in modo deciso la capacità di riscossione del Comune. In questi due anni abbiamo lavorato per intercettare nuovi fondi e contributi, indispensabili per realizzare opere e iniziative che il solo bilancio comunale non potrebbe sostenere. Per quanto concerne gli investimenti, «una delle opere più importanti è la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport per 900mila euro, finanziato con Fondi PO Val d’Agri – Fase 5. Oggi Laurenzana non dispone di un impianto coperto e questo progetto vuole colmare una carenza storica offrendo un luogo sano e moderno in cui incontrar-

si, crescere, fare squadra». L’Amministrazione Trivigno guarda poi al futuro: «I prossimi mesi saranno decisivi per la definizione e l’avvio di altre importanti opere. Sarà anche un’estate ricca di eventi, con un livello qualitativo più alto, resa possibile anche grazie ai maggiori contributi intercettati per sostenere iniziative culturali, ricreative e di promozione del territorio. Vogliamo che Laurenzana sia un paese vivo, attrattivo, capace di offrire occasioni di incontro e di crescita per tutte le generazioni». Ed infine il Sindaco conclude: «Come abbiamo fatto lo scorso anno, anche quest’anno renderemo conto ai cittadini di quan-

to fatto in un incontro pubblico, perché la trasparenza e il confronto sono per noi un impegno concreto, non uno slogan. Questi primi due anni sono solo l’inizio. Sappiamo che c’è ancora molto da fare, che esistono problemi complessi e sfide impegnative, ma sappiamo anche che non siamo soli: accanto a noi c’è una Comunità viva, che partecipa, che critica, propone, sprona. Laurenzana merita un’amministrazione che guarda lontano, ma che non dimentica mai di restare con i piedi ben piantati nella sua terra e nel suo popolo. Questo è il senso dei nostri primi due anni: ascoltare, risanare, costruire, crescere insieme».

SAN GERVASIO Dall’ex plesso Galilei al nuovo Centro di aggregazione sociale, «le risorse pubbliche devono produrre benefici concreti»

L’opposizione contesta all’Amministrazione i lavori su vari edifici

Il Gruppo politico d’opposizione “Progetto Comune 2050”, contesta all’Amministrazione di Palazzo San Gervasio la scelta di destinare fondi ai lavori dell’ex edificio scolastico Galileo Galilei. Così mette nero su bianco: «Il Comune ha candidato un progetto al Dipartimento “Casa Italia” nell'ambito dell'Avviso pubblico per la selezione di interventi di prevenzione del rischio sismico su edifici pubblici, elisuperfici e opere d'arte stradali nelle aree interne, approvando il progetto di fattibilità tecnico-economica e dando indirizzo al Responsabile del Settore Tecnico per la sua redazione. Tuttavia -sottolineano i Consigliericome scritto giorni fa in più occasioni da esponenti della stessa maggioranza, il plesso Galilei che sarebbe stato già oggetto di una pe-

rizia che ne evidenziava una grave vulnerabilità in caso di evento sismico, non verrebbe abbattuto. Se così stanno le cose, appare difficile comprendere perché si vogliano investire circa 3 milioni di euro per recuperare una struttura che, secondo quanto sostenuto in passato, presenterebbe criticità così rilevanti». Il Gruppo politico pertanto sottolinea: «Il rischio è quello di ripetere errori già visti altrove: spendere ingenti risorse pubbliche per interventi che, alla luce delle normative antisismiche sempre più stringenti introdotte dopo il terremoto dell'Aquila, potrebbero non garantire comunque la piena utilizzabilità dell'edificio nel tempo forse da adibire a una pseudo residenza Sanitaria – e concludonoPrima di impegnare fondi pubblici così consistenti, sarebbe opportu-

no spiegare ai cittadini quali risultati si intendono ottenere, quali garanzie offre il progetto e perché si ritenga preferibile intervenire sull'esistente anziché valutare soluzioni alternative. Le risorse pubbliche devono produrre benefici concreti e duraturi per la comunità, evitando interventi che rischiano di trasformarsi in ulteriori costi senza un reale ritorno per il paese». Ma c’è un altro punto che i Consiglieri sottolineano, questa volta in merito alla realizzazione di un “Centro culturale di aggregazione sociale”, per un importo di 500.000 euro, nel centro storico: «Si continua a cementificare senza una reale necessità per la comunità. Quando manca una visione strategica del futuro, si rischia di realizzare strutture che non rispondono ai bisogni concreti dei cittadini. Attendiamo

di capire quale sarà la reale destinazione di questa opera e quali benefici porterà al territorio. Se sarà davvero un centro di aggregazione per immigrati o avrà altre finalità, è giusto che l'amministrazione lo chiarisca fin da subito ai cittadini». EMANUELA CALABRESE

PALAZZO

FI, FdI e UdC attaccano la giunta Falabella, contestando una scelta ritenuta penalizzante per famiglie e imprese del territorio

TARI a Lagonegro, l’opposizione attacca: «Imposizione insostenibile per cittadini»

Nuove tensioni politiche a Lagonegro dopo l’approvazione, in Consiglio comunale l’11 giugno 2026, della modifica alle modalità di pagamento della TARI.La delibera, illustrata dalla consigliera relatrice Daniela Citera, prevede la riduzione delle rate da quattro a due e il versamento del 75% dell’importo complessivo già con la prima scadenza.Critiche arrivano dai gruppi di opposizione di centrodestra, rappresentati da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Unione di Centro (UdC), che contestano la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Falabella.Nel comunicato si legge: «Apprendiamo con sconcerto e indignazione l’ennesimo provve-

dimento contro i cittadini di Lagonegro».L’opposizione sottolinea come la misura si inserisca in un contesto già segnato da difficoltà economiche e spopolamento: «in una comunità che da anni combatte contro lo spopolamento, con giovani costretti ad andare via e famiglie sempre più in difficoltà, questa amministrazione dimostra ancora una volta di vivere lontana dalla realtà».Nel mirino anche la nuova articolazione dei pagamenti: «si è scelto di ridurre il pagamento della TARI da quattro rate a sole due, imponendo il versamento del 75% dell’importo complessivo già con la prima rata».Secondo i gruppi di minoranza, la scelta non sarebbe obbligata dalla

normativa vigente e altri Comuni adotterebbero sistemi di rateizzazione più flessibili: «una scelta che non è affatto imposta dalla legge, come dimostrano numerosi altri Comuni che adottano modalità più sostenibili per i contribuenti».Il comunicato evidenzia inoltre il peso che la decisione avrebbe su cittadini e attività economiche locali: «invece di sostenere chi continua a vivere, lavorare e investire a Lagonegro, si preferisce fare cassa scaricando il peso delle proprie scelte sulle famiglie, sui pensionati e sugli esercenti».Non mancano passaggi di forte critica politica, nei quali l’opposizione parla di una distanza crescente tra amministrazione e comunità:

«questa amministrazione conferma la propria totale distanza dai problemi reali della comunità».Il documento si chiude con un riferimento alla conclusione del mandato am-

ministrativo: «Mancano 21 mesi. Ventuno mesi alla fine di una stagione amministrativa che molti cittadini non vedono l’ora di archiviare definitivamente».

Il segretario provinciale di Italia Viva esprime soddisfazione per la nomina della Giunta e del vicesindaco di Lauria

Lauria, Rubino (Italia Viva): «Buon lavoro alla nuova Giunta, Giuseppe Mastroianni vicesindaco è garanzia di competenza»

La nuova giunta comunale guidata dal sindaco Antonio Rossino avvia ufficialmente il proprio mandato amministrativo, in una fase che Italia Viva considera significativa per il rafforzamento della propria presenza istituzionale e del radicamento sul territorio. Il nuovo esecutivo sarà chiamato nei prossimi mesi ad affrontare temi centrali per la comunità, con particolare attenzione alla pianificazione urbana, ai servizi e al mondo della scuola. A esprimere soddisfazione è il segretario provinciale di Italia Viva Potenza, Antonio Rubino, che ha rivolto un messaggio di auguri all’intera squadra di governo.«L’ufficializzazione della nuova giunta comunale di Lauria, guidata dal sindaco Antonio Rossino, rappresenta un passaggio importante per l’avvio di una stagione amministrativa che auspichiamo proficua e all’altezza delle sfide che attendono la comunità lauriota. A tutta la squadra va il nostro sincero augurio di buon lavoro», ha dichiarato Rubino.Particolare attenzione viene riservata alla nomina di

Maurizio Giuseppe Mastroianni, chiamato a ricoprire il ruolo di vicesindaco con deleghe strategiche a Urbanistica, Pubblica istruzione ed Edilizia scolastica. Una scelta che, secondo Rubino, rappresenta un riconoscimento alle competenze maturate e un elemento di continuità amministrativa per il lavoro della giunta.«Esprimiamo particolare orgoglio e soddisfazione per la nomina di Maurizio Giuseppe Mastroianni alla carica di vicesindaco. La sua esperienza e le

sue qualità rappresentano una garanzia di serietà e concretezza per il lavoro dell’esecutivo e per l’attuazione delle deleghe affidategli», ha aggiunto il segretario provinciale.Rubino sottolinea inoltre il significato politico del risultato ottenuto a Lauria, che si inserisce in un quadro più ampio di crescita e consolidamento del partito nell’area del Lagonegrese, evidenziando un percorso di radicamento progressivo nei principali centri della provincia.«La presenza qua-

lificata di Italia Viva nell’esecutivo di uno dei centri più importanti del Lagonegrese e dell’intera provincia certifica, ancora una volta, la centralità e la costante crescita territoriale del nostro partito. Dimostriamo di essere una forza politica matura, capace di esprimere una classe dirigente autorevole e di proporsi come elemento di stabilità e buona amministrazione nei comuni lucani, contribuendo concretamente alla qualità del governo locale».In chiusura, il segretario provinciale esprime fiducia nella nuova squadra amministrativa e nel lavoro che sarà portato avanti nei prossimi mesi, sottolineando l’importanza della collaborazione tra sindaco e giunta per tradurre gli obiettivi programmatici in risultati concreti.«Siamo certi che Mastroianni, insieme al sindaco e ai colleghi di giunta, saprà interpretare al meglio questo ruolo, mettendo le proprie competenze al servizio dei cittadini di Lauria e lavorando fin da subito alla realizzazione di progetti strategici per lo sviluppo del territorio».

Rubino
Mastroianni

Dopo il vertice in Prefettura a Matera, i sindacati chiedono più prevenzione, trasporti e alloggi per i braccianti migranti

«Caporalato, più prevenzione con controlli nelle campagne»

MATERA. Un plauso alle forze dell’ordine per l’attività di contrasto al caporalato, ma anche la richiesta di un deciso cambio di passo sul fronte della prevenzione. È la posizione espressa da Cgil, Cisl e Uil Basilicata nel corso del Tavolo anticaporalato convocato dalla Prefettura di Matera all’indomani della tragedia di Amendolara, in cui hanno perso la vita quattro lavoratori pakistani impiegati in un’azienda agricola di Scanzano Ionico.I segretari regionali Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Antonio Guglielmi hanno sottolineato come la sola repressione non sia sufficiente a sradicare un fenomeno ancora profondamente radicato nelle campagne lucane, in particolare nel Metapontino, dove la presenza di manodopera straniera è significativa. Secondo le organizzazioni sindacali, è necessario dare piena attuazione alla legge 199 del 2016, che ha introdotto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Una normativa che, evidenziano, ha prodotto risultati sul piano repressivo ma che resta ancora incompleta nella parte dedicata alla prevenzione.Nel corso dell’incontro, Cgil, Cisl e Uil hanno posto l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori migranti, definiti «gli invisibili», spesso esposti a sfruttamento e ricatti sia sul lavoro sia sul piano abitativo. Tre gli ambiti considerati prioritari: trasporti, alloggi e filiere produttive.Per i sindacati è indispensabile garantire collegamenti adeguati tra i luoghi di residenza e le aziende agricole, poiché proprio nel trasporto dei braccianti si annidano spesso i meccanismi di reclutamento illegale. Allo stesso tempo, viene proposta la valorizzazione del patrimonio abitativo inutilizzato presente nei piccoli centri lucani colpiti dallo spopolamento, favorendo l’accesso dei lavoratori migranti

a case dignitose e regolarmente contrattualizzate. Una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, contribuirebbe anche a rafforzare i percorsi di integrazione sociale.Dal tavolo è arrivata inoltre la richiesta di incrementare le ispezioni e i controlli nei comparti più esposti al rischio di sfruttamento, rafforzando la Rete del lavoro agricolo di qualità, i centri per l’impiego e gli strumenti pubblici di collocamento per ridurre il ricorso ai caporali.Cgil, Cisl e Uil hanno infine richiamato l’attenzione sulle politiche migratorie nazionali, giudicando superata la legge Bossi-Fini e inefficace il decreto flussi. «È solo con una sinergia tra sindacati, istituzioni, forze dell’ordine, imprese agricole e associazioni datoriali che si può invertire la rotta», sostengono i sindacati, ribadendo che il contrasto al caporalato richiede una responsabilità condivisa che coinvolga l’intera società, dalle istituzioni fino ai consumatori.

TOTO: «FORNITA PER LE EMERGENZE IDRICHE»

Idrovora

mai arrivata, arriva l’interrogazione

MATERA. A oltre quindici mesi dalla firma del contratto di comodato, l’idrovora assegnata dalla Regione Basilicata al Comune di Matera non sarebbe stata ancora ritirata. A sollevare la questione è il consigliere comunale Augusto Toto con un’interrogazione rivolta al sindaco. Nell’atto si ricorda che Matera è stata individuata dalla Regione come Comune capofila del Contesto territoriale numero 9 per le attività di Protezione civile e per il coordinamento degli interventi in caso di emergenze idrauliche. Per questo era stata assegnata un’idrovora carrellata destinata a fronteggiare allagamenti ed esondazioni. Dopo la richiesta avanzata dalla Protezione civile regionale, il Comune aveva comunicato la propria disponibilità ad acquisire il mezzo in comodato gratuito e il 13 marzo 2025 aveva sottoscritto il relativo contratto. Tuttavia, secondo quanto riportato da Toto, l’attrezzatura risulterebbe ancora depositata presso la sede regionale della Protezione civile.Il consigliere chiede quindi di conoscere le ragioni che hanno impedito il ritiro del mezzo e se l’amministrazione comunale sia ancora interessata a utilizzare una dotazione ritenuta strategica per la sicurezza idraulica del territorio materano e provinciale.

Arrivati i nulla osta mancanti dei due parchi. Mancini: «Ora non ci sono più ragioni per ulteriori rallentamenti»

SS7 Matera-Ferrandina, completato l’iter dei pareri

MATERA. Abbattuti anche gli ultimi ostacoli burocratici che si frapponevano alla conclusione dell’iter per il raddoppio della SS7 Matera-Ferrandina. Il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha infatti reso noto che nelle ultime ore sono arrivati anche i due pareri richiesti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica al Parco nazionale dell’Alta Murgia e al Parco naturale regionale "Terre delle Gravine", entrambi ancora mancanti. Dopo il parere rilasciato a marzo dalla Regione Basilicata e quelli successivamente espressi dalla Provincia di Matera e dal Parco della Murgia Materana, dunque, si completa il quadro delle valutazioni richieste agli enti territoriali coinvolti, la cui mancanza stava

causando il blocco dell’iter. Mancini ha ricordato che il suo impegno per il raddoppio della SS7 «non nasce oggi ma risale al 2015», quando avviò un «dialogo costante con l’allora assessore regionale Aldo Berlinguer, proseguito negli anni con l’assessora Donatella Merra e, più di recente, con lo stesso Pepe». Una continuità istituzionale che Mancini rivendica come segno di serietà e determinazione.

«Poiché alcuni passaggi amministrativi stavano ancora rallentando la conclusione dell’iter, ho ritenuto necessario assumere personalmente la responsabilità di individuare le azioni utili a superare tali criticità, informando contestualmente l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe. Grazie al supporto

del segretario generale della Provincia, abbiamo potuto sollecitare gli enti che non avevano ancora espresso il proprio parere e, non più tardi di qualche ora fa,

anche questi ultimi sono stati finalmente rilasciati. Allo stato attuale, quindi, ritengo che il Ministero non abbia più motivi per bloccare l’iter per la realizzazione della quattro corsie sulla SS7. Stiamo parlando di un intervento che riguarda, in una prima fase, il tratto intermedio che va dallo svincolo della SP 3 (ex SS 175) a quello di Matera Sud, per il quale esiste uno stanziamento Cipe del 2011 pari a 69,5 milioni di euro, a cui sono stati aggiunti ulteriori 14,3 milioni. Il mio auspicio è che il Ministero proceda ora senza ulteriori rallentamenti verso la realizzazione di un’opera attesa da oltre un decennio e ritenuta strategica per la sicurezza, la mobilità e lo sviluppo dell’intero territorio».

La terza tappa del corso di formazione e aggiornamento professionale è promosso dall’Ordine dei biologi di Puglia e Basilicata

Biologi on the road, l’evento itinerante fa tappa a Matera

Formazione, aggiornamento professionale e nuove prospettive occupazionali saranno al centro della terza tappa di “Biologi on the Road”, l’evento itinerante promosso dall’Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata (OBPB) in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi.

L’appuntamento è in programma venerdì 19 giugno, dalle 14 alle 20, nell’aula congressi dell’Hotel Nazionale di Matera. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra i professionisti del settore e i vertici ordinistici sul tema “Il ruolo dei Biologi: trend emergenti e prospettive. Formazione, aggiornamento e professione”, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione della figura del biologo e le nuove opportunità offerte dal mercato del lavoro e dalla ricerca scientifica.Particolare attenzione sarà dedicata alle giovani generazioni. Tra i momenti più attesi della giornata figura infatti la presentazione del Segretariato Italiano dei Giovani Biologi (SIGB), associazione nata per accompagnare studenti e neo laureati nel percorso di crescita professionale, favorendo orientamento, formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto punta a diventare un punto di riferimento per i futuri professionisti delle scienze biologiche, creando occasioni di confronto e sviluppo delle competenze.Nel corso dell’evento sarà inoltre lanciata la proposta di GenBio Future HUB, un innovativo spazio fisico e digitale dedicato ai giovani biologi.

L’iniziativa, promossa dalle presidenti dell’OBPB Elvira Tarsitano e dell’Ordine dei Biologi del Lazio e Abruzzo Daniela Arduini, nasce con l’obiettivo di favorire networking, formazione, innovazione e imprenditorialità under 35. Il nuovo hub offrirà servizi di coworking, orientamento professionale, laboratori tecnologici e attività di co-progettazione, creando un ponte concreto tra università, professione e mondo del lavoro. «Per vedere i giovani biologi protagonisti del cambiamento – sottolinea la presidente dell’OBPB Elvira Tarsitano – è necessario promuovere percorsi culturali e professionali capaci di favorire modelli di sviluppo sostenibile e una maggiore consapevolezza del ruolo che i biologi possono svolgere nelle sfide ambientali, sociali ed economiche del nostro tempo».

Sulla stessa linea Daniela Arduini, presidente dell’Ordine dei Biologi del Lazio e Abruzzo, che evidenzia come GenBio Future HUB voglia diventare «uno spazio creativo e collaborativo nel quale i giovani possano confrontarsi, sviluppare competenze, condividere idee e costruire nuove opportunità professionali».

I lavori saranno aperti dalla vicepresidente dell’OBPB Maria Teresa Venneri e vedranno la partecipazione, tra le altre, di Elena Ranieri dell’Università di Foggia e Roberta Pati dell’Università di Bari. Tra gli argomenti in programma figurano le novità sui titoli abilitanti, l’aggiornamento ECM, il dossier formati-

vo e i nuovi ambiti professionali emergenti per i biologi.La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata al confronto tra professionisti, istituzioni e rappresentanti ordinistici.

La partecipazione è gratuita e consentirà ai presenti di acquisire cinque crediti ECM. Dopo Matera, il tour “Biologi on the Road” proseguirà con le tappe di Lecce il 25 settembre e Bari il 23 ottobre, confermando l’impegno degli Ordini nel rafforzare il dialogo con gli iscritti e valorizzare il ruolo strategico della professione biologica nei processi di innovazione e sviluppo sostenibile.

Scanzano celebra il ricordo del giovane concittadino

Giuseppe Stramerra, spentosi a soli 31 anni

«Era una promessa, Peppe. Nel giorno del tuo compleanno ti ricorderemo insieme alla tua famiglia, ai tuoi tanti amici e alle realtà associative e di volontariato, alle quali non hai mai fatto mancare il tuo contributo. Un ulivo per tramandare le tue radici, una targa per onorare il tuo esempio». Così la Asd Basileus, con il Patrocinio

dell’Amministrazione Comunale, ha ricordato il giovane concittadino Giuseppe Stramerra, venuto a mancare prematuramente nel novembre 2025. Impegnato nel sociale nel metapontino, sorriso aperto e sincero, così seguitano a ricordarlo dall’Associazione: «Sei stato una delle più giovani energie coinvolte nelle iniziative culturali e sociali del territo-

rio, sempre disponibile verso gli altri, con particolare sensibilità nei confronti delle fragilità sociali e delle esigenze delle nuove generazioni e hai incarnato quei valori di partecipazione, altruismo e responsabilità civile che rappresentano il fondamento di ogni autentica comunità». Lo svelamento della targa e la piantumazione dell’ulivo sono solo «un primo riconoscimento pubblico a chi ha scelto di dedicare il proprio tempo e le proprie energie al bene comune, dimostrando che l’impegno civico, la solidarietà e la passione per il proprio territorio possono lasciare un segno concreto e duraturo nella vita collettiva». Stramerra aveva solo 31 anni quando è venuto a mancare alla vita terrena. L’evento si è svolto nel parco giochi "Città dei ragazzi" a Scanzano Jonico, dove l'Am-

ministrazione comunale, la presidente di Basileus Giusy Romano e gli amici, i familiari e quanti l’hanno conosciuto anche a Policoro, si sono stretti intorno al ricordo, rendendolo tangibile come un abbraccio. «Gioire e amare, proprio come ci ha insegnato Giuseppe – ha asserito la Asd Basileus- Le emozioni in circolo sono state tantissime e hanno dato alla famiglia e a noi tutti un motivo per stringerci e celebrare il nostro amico, come meritava».

La targa commemorativa, svelata dalla piccola nipotina, recita: “Giovane dai profondi valori civici, esempio di impegno e altruismo. La sua memoria continui a ispirare la comunità, custodendo nel tempo il segno del suo impegno e della sua presenza”. La piantumazione dell’albero d’ulivo infine, accompagnerà attraverso le

stagioni, il ricordo del giovane concittadino. A latere dell’evento l’Amministrazione Cariello, asserisce: «Nel parco “Città dei ragazzi” ci sono ora una targa commemorativa ed un albero di ulivo che ricorderanno per sempre la presenza, ancora viva ed eloquente di Giuseppe. L’associazione Basileus con il patrocinio del Comune, ha reso omaggio al nostro caro concittadino scomparso troppo presto ma che ha lasciato dietro di sé una scia di luce che non smette mai di brillare. Ora, chiunque passerà da quel parco, saprà che Scanzano ha avuto la fortuna di avere un figlio come lui. E di questo l’Amministrazione e la cittadinanza ne è orgogliosa. Quindi Grazie Giuseppe, per quanto hai fatto e per quanto amore continui a dare».

Dieci location, modelli mimetizzati nel paesaggio grazie al body painting e una narrazione ispirata all’arte contemporanea

L’APT rilancia l’immagine della Basilicata: al via la nuova campagna “Motherland”

Dieci luoghi simbolo, arte contemporanea e innovazione visiva per raccontare una regione da vivere più che da visitare. È questo il cuore di “Basilicata Motherland. Patrimonio Vivo”, la nuova campagna di comunicazione turistica lanciata dall’APT Basilicata e destinata alla programmazione nazionale su La7 e Sky.La Basilicata si presenta al pubblico con una narrazione inedita, che supera il tradizionale concetto di promozione turistica per proporre un’esperienza immersiva e identitaria. Con la campagna “Basilicata Motherland. Patrimonio Vivo”, l’Agenzia di Promozione Territoriale punta a raccontare la regione non come semplice meta da raggiungere, ma come luogo da abitare e con cui entrare in relazione profonda.Il progetto, il cui concept era stato anticipato al Padiglione Italia del-

l’Expo di Osaka e successivamente alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026, prende ora forma attraverso una campagna integrata che coinvolge media nazionali e locali.Elemento distintivo dell’iniziativa è l’utilizzo del body painting come linguaggio artistico e narrativo.

L’artista Lela Peretto ha realizzato una serie di opere direttamente nei luoghi scelti, dipingendo i corpi dei modelli con colori, texture e sfumature che riproducono fedelmente l’ambiente circostante. Il risultato è un sorprendente effetto di mimetizzazione che rende le figure umane quasi indistinguibili dal paesaggio, fino a fondersi completamente con esso. Le immagini, realizzate in dieci location emblematiche della Basilicata, non si limitano a svolgere una funzione promozionale, ma assumono il valore di

autentiche opere d’arte contemporanea, capaci di evocare il legame profondo tra uomo e territorio.Lo spot ufficiale della campagna raccoglie tutte le ambientazioni in un unico racconto visivo caratterizzato da un linguaggio raffinato e non descrittivo. Attraverso giochi di luce, profondità e movimento, lo spettatore scopre gradualmente la presenza dei modelli nascosti nel paesaggio. Una volta rivelati, essi compiono gesti essenziali e delicati – uno sguardo che si apre, un volto che si volta, un braccio che si solleva lentamente – restando sempre parte integrante dell’ambiente che li circonda.«La campagna nasce dall’evoluzione di un concept creato con l’intelligenza artificiale per due importanti occasioni da Silvio Giordano e che ora ritrova la sua interpretazione realistica e umana, in un’ottica di integrazione

di linguaggi», ha spiegato la direttrice dell’APT Basilicata, Margherita Sarli.Secondo Sarli, il progetto intende rappresentare un territorio che si anima come un patrimonio vivo e che stabilisce una relazione quasi fisica con chi lo attraversa. «Più che una destinazione, un’identità», ha sottolineato.Con “Basilicata Motherland.

Patrimonio Vivo”, la regione sceglie dunque una comunicazione innovativa che unisce arte, tecnologia e valorizzazione del patrimonio, proponendo un’immagine contemporanea e fortemente evocativa di una terra che invita il visitatore a sentirsi parte integrante del suo paesaggio e della sua storia.

Dalle origini di un progetto basato sulla consulenza fino all’accordo con J.C. Flowers

Consulbrokers, il percorso da broker indipendente a leader di mercato

Quando nel 1988

Antonio Perretti, Alfredo Amato, Maurizio Fiore ed Egidio Comodo fondano Consulbrokers, il mercato assicurativo italiano è profondamente diverso da quello attuale. L'intermediazione rappresenta il cuore dell'attività dei broker e il tema della consulenza strutturata nella gestione dei rischi occupa ancora uno spazio limitato. Fin dalle origini, la società sceglie però di muoversi in una direzione diversa, sviluppando un approccio che punta a interpretare le esigenze di clienti pubblici e privati prima ancora di individuare le coperture più adeguate.

Negli anni, questa impostazione si traduce nella costruzione di competenze specialistiche e nella capacità di affiancare organizzazioni sempre più complesse nella gestione dei propri rischi. Il percorso di crescita non segue logiche di espansione accelerata, ma si sviluppa in modo graduale, attraverso l'accumulo di esperienza, la costruzione di relazioni di lungo periodo e il consolidamento di una reputazione fondata sulla competenza tecnica.

È proprio questa continuità a rappresentare uno degli elementi distintivi della storia aziendale. A differenza di molte realtà nate e cresciute attraverso successive operazioni straordinarie, Consulbrokers ha costruito il proprio posizionamento lungo un arco temporale di quasi quattro decenni, mantenendo una governance stabile e una visione coerente dello sviluppo.

LA COSTRUZIONE DI UN POSIZIONAMENTO DISTINTIVO

Con il passare degli anni, la società ha ampliato progressivamente il proprio raggio d'azione, sviluppando una presenza sempre più capillare sul territorio nazionale e rafforzando la propria capacità di operare in contesti caratterizzati da elevata complessità.

Uno degli ambiti che contribuisce maggiormente a definire il profilo di Consulbrokers è quello della Pubblica Amministrazione. In un settore nel quale la gestione del rischio si confronta con vincoli normativi, procedure articolate e responsabilità crescenti, la società sviluppa competenze che le consentono di diventare un in-

terlocutore riconosciuto per enti e amministrazioni.

Parallelamente, il gruppo ha esteso la propria attività ad altri segmenti, affiancando alla presenza nel settore pubblico una crescente operatività nel mondo delle PMI, delle grandi imprese e in ambiti specialistici caratterizzati da esigenze assicurative particolarmente sofisticate. La crescita territoriale è andata di pari passo con quella professionale, contribuendo a costruire una struttura in grado di combinare prossimità al cliente e specializzazione tecnica. Questa evoluzione ha consentito a Consulbrokers di presentarsi al mercato non soltanto come broker assicurativo, ma come soggetto capace di offrire una consulenza articolata sulla gestione dei rischi, anticipando una trasformazione che oggi coinvolge l'intero settore. PERCHÉ J.C. FLOWERS HA SCELTO CONSULBROKERS

L'ingresso di J.C. Flowers & Co. nel capitale della società nel 2024 non va letto come un episodio isolato. L'operazione si è inserita infatti in una fase di profonda trasformazione del

brokeraggio assicurativo europeo e italiano, caratterizzata da una crescente concentrazione del mercato e dalla necessità per gli operatori di raggiungere dimensioni sempre più significative.

In questo contesto, Consulbrokers vantava alcune caratteristiche particolarmente attrattive: una storia consolidata, una governance stabile e una presenza diffusa sul territorio, oltre a una riconosciuta capacità di operare in segmenti specialistici e un modello organizzativo in grado di integrare nuove competenze.

L'intervento del fondo statunitense ha quindi rappresentato il riconoscimento di un percorso già compiuto e, al tempo stesso, la volontà di accelerarne lo sviluppo. La ricapitalizzazione e il piano di investimenti approvati successivamente al closing hanno fornito infatti le risorse necessarie per affrontare una fase di crescita più intensa, sostenuta sia da sviluppo organico sia da acquisizioni.

UNA NUOVA FASE

CHE NON INTERROMPERE IL PERCORSO

La partnership con J.C.

Flowers ha segnato l'inizio di una nuova fase della storia aziendale, ma non ha modificato i principi sui quali la società ha costruito il proprio percorso. La crescita prevista nei prossimi anni si inserisce infatti in una traiettoria già delineata, caratterizzata dall'attenzione alle competenze, dalla valorizzazione delle persone e da una forte presenza territoriale.

L'obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo di Consulbrokers nel brokeraggio assicurativo italiano, ampliando la scala operativa del gruppo e consolidandone il posizionamento in nuovi segmenti di mercato. Una sfida che arriva dopo oltre trentacinque anni di sviluppo e che trova oggi nuove risorse per essere perseguita. A distanza di un anno dall'ingresso del fondo, il significato dell'operazione appare sempre più chiaro: non un semplice passaggio societario, ma l'avvio di una fase che punta a valorizzare un patrimonio costruito nel tempo e a proiettarlo verso una dimensione nuova, in un settore destinato a evolvere rapidamente nei prossimi anni.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri

Appunti di realtà 13 giugno La luce dentro il caos

Non è mai esistita un’epoca capace di controllare così tante cose e, allo stesso tempo, di avere così paura di ciò che non può controllare.Organizziamo viaggi, programmiamo giornate, pianifichiamo carriere, costruiamo strategie, accumuliamo informazioni. Abbiamo applicazioni che ci ricordano cosa fare, orologi che monitorano il sonno, mappe che ci indicano la strada migliore e perfino algoritmi che cercano di prevedere cosa desidereremo domani.Eppure basta una telefonata, una diagnosi, una separazione, un incontro inatteso o una semplice parola pronunciata nel momento sbagliato per ricordarci una verità che nessuna tecnologia è riuscita a cancellare: la vita non firma contratti con nessuno.Forse uno dei grandi equivoci dell’esistenza è aver confuso la serenità con il controllo.Pensiamo di stare bene quando tutto procede secondo i nostri piani. Quando le persone si comportano come vorremmo. Quando gli eventi rispettano le nostre aspettative. Quando il mondo, gentilmente, si adegua alle nostre previsioni. Il problema è che il mondo non ha mai ricevuto questa comunicazione. La vita continua ostinatamente a fare la vita.E qui nasce una delle più buffe contraddizioni umane. Passiamo anni a costruire castelli di certezze e poi ci irritiamo perché il vento soffia.È un po’ come comprare un ombrello e pretendere di abolire la pioggia. Oppure come salire su una barca convinti che il mare debba restare immobile per rispetto dei nostri programmi.Molti dei nostri dispiaceri non nascono dagli eventi, ma dalla discussione infinita che apriamo con la realtà. Non soffriamo soltanto per ciò che accade. Soffriamo perché sosteniamo che non sarebbe dovuto accadere. Come se l’universo avesse il dovere di consultare il nostro calendario prima di prende-

re decisioni.

Eppure, osservando con attenzione, c’è qualcosa di ancora più sorprendente.Ogni volta che la vita ci toglie un appoggio, contemporaneamente ci sta spingendo a scoprire una forza che non sapevamo di possedere.Non sempre ce ne accorgiamo subito.Anzi, quasi mai.Nel momento della prova vediamo soltanto ciò che perdiamo. Solo dopo comprendiamo ciò che stavamo diventando.Per questo motivo le persone più forti che abbiamo incontrato non erano quelle che controllavano tutto. Erano quelle che avevano smesso di considerare le difficoltà come un’offesa personale.Non interpretavano ogni ostacolo come una condanna. Non leggevano ogni ritardo come una sconfitta. Non trasformavano ogni problema nella prova che il mondo fosse contro di loro. Avevano compreso qualcosa di semplice e radicale: la vita non ci met-

te continuamente alla prova; molto spesso ci mette continuamente alla luce.È diverso. Una prova serve a giudicare. Una luce serve a rivelare. E ciò che emerge sotto quella luce non è il problema.Siamo noi. Emergono le nostre paure. Le nostre convinzioni. La nostra pazienza. La nostra determinazione. La nostra capacità di amare. La nostra capacità di ricominciare. Persino la nostra capacità di sorridere quando tutto sugge- rirebbe il contrario.È qui che, a mio avviso, commettiamo uno degli errori più sottili.

Misuriamo il valore della nostra vita da ciò che ci accade invece che da ciò che diventiamo attraversando ciò che ci accade.Eppure nessuno ammira una montagna per il suo rapporto con il vento. La ammiriamo perché resta in piedi.Nessuno ricorda un albero perché non ha mai affrontato una tempesta. Lo ricordiamo perché, nonostante la tempesta, continua a dare ombra.

Forse dovremmo imparare a guardarci con lo stesso criterio. Non domandarci soltanto: “Perché mi sta succedendo questo?”Ma anche: “Quale

parte di me sta cercando spazio attraverso questo? ”Perché esiste una forza che rimane invisibile finché le condizioni sono favorevoli.Una forza silenziosa. Discreta. Quasi timida.

Ma quando il mare si agita, quando le certezze vacillano e quando i piani saltano, quella forza comincia finalmente a parlare. E spesso scopriamo che era molto più grande delle nostre paure.Chi vuole controllare tutto vive in continua tensione. Chi decide di trasformare tutto vive in continua crescita.È una differenza enorme. Nel primo caso la realtà diventa un nemico da combattere. Nel secondo diventa una materia viva da comprendere. Naturalmente non significa rinunciare ai propri obiettivi o smettere di impegnarsi.Significa qualcosa di molto più esigente. Continuare ad avanzare anche quando non esistono garanzie. Continuare a credere nel valore delle proprie azioni quando i risultati tardano ad arrivare. Continuare a costruire quando sarebbe più semplice lamentarsi. Perché lamentarsi offre un vantaggio immediato: non richiede trasforma-

zione. Trasformarsi, invece, richiede presenza.E la presenza non è mai comoda. Non consiste nel non avere paura. Consiste nel non lasciare che la paura scriva la nostra direzione.

L’imprevedibile, allora, smette di essere soltanto una minaccia. Diventa anche un varco. Porta incontri. Porta occasioni. Porta insegnamenti. Porta cambiamenti che non avevamo richiesto ma di cui avevamo bisogno. Porta versioni di noi stessi che ancora non conosciamo. Forse la maturità non consiste nel tenere sempre il timone tra le mani.Forse consiste nel sapere che esistono momenti in cui la corrente sarà più forte di noi e, anziché combatterla, imparare a orientarla dentro di noi. Non con rassegnazione. Con fiducia.Una fiducia che non nasce dall’assenza dei problemi. Nasce dalla consapevolezza di possedere dentro di sé una direzione che non dipende dalle condizioni esterne. Perché una tempesta non definisce il mare. Così come un fallimento non definisce una vita. Una perdita non definisce un destino. Una ferita non definisce un essere umano. Ciò che definisce una persona è la direzione che decide di assumere dopo.In fondo la vita non ci chiede di essere comandanti perfetti. Ci chiede qualcosa di molto più umano e molto più difficile. Ci chiede di trasformare il veleno in medicina, la caduta in comprensione, il limite in possibilità e l’incertezza in valore. Ci chiede di scoprire che il punto più stabile non è fuori di noi, ma dentro di noi. E spesso i viaggi più importanti iniziano proprio nel momento in cui smettiamo di pretendere di sapere esattamente dove stiamo andando e cominciamo finalmente a riconoscere chi stiamo diventando. Forse è questo il paradosso più straordinario dell’esistenza.Perché, in fondo, la luce che cerchiamo fuori emerge quasi sempre nel momento in cui impariamo ad attraversare il caos dentro di noi.

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Cronache del 13 giugno 2026 by Cronache - Issuu