IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
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IL PRESIDENTE DELL’INCE SODDISFATTO DELL’AZIONE COORDINATA DI GOVERNO E INTELLIGENCE PER LA SCARCERAZIONE INGIUSTA DEI 2 ITALIANI
«Governo non lascia solo nessuno, liberi Trentini e Burlò»
Caiata: «Buon rientro dal Venezuela, tutta l’Italia vi aspetta»
Servizio a pag 2
ProVInCIALI FdI primo partito grazie alla capacità del segretario provinciale di coinvolgere tutti
Vincono Giordano, Pepe e Chiorazzo Cariello elegge il suo uomo. Chiorazzo guida il csx. Buono il radicamento leghista _
IL PARCO DEL MEDITERRANEO
Non è un’utopia ma un’opportunità per il Sud DI TANINO FIERRO
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l Parco del Mediterraneo non è una suggestione poetica né un esercizio di fantasia meridiana, ma una proposta concreta che nasce dall’osservazione di una realtà già esistente. Tra Pollino, Val d’Agri, Vulture e Cilento si estende un mosaico continuo di paesaggi, biodiversità, culture rurali e patrimoni ambientali che non conosce (...) ■ continua a pag 11
NON ASPETTARE GODOT a quando il governatore Bardi ed i suoi staffisti, anche in accento napoletano, hanno preso possesso di viale Verrastro è successo di tutto, compreso l’arretramento della Basilicata che pure s’era promesso d’invertire con un bel cambiamento. Com’è noto, infatti, e come peraltro certifica anche l’ISTAT ormai benemerita della Meloni, queste “magnifiche e progressive sorti” della nostra Regione alla fine hanno partorito solo un topolino visto che nei 6 anni di questo governo patriottico (2019-2025) il PIL, solo per dirne una, è stato pensate un po’ il più scarso d’Italia, senza per questo che nessuno abbia mostrato rossore o chiesto scusa di tanto disastro. Ora sappiamo che sono stati anni difficili ed il mondo non ha funzionato granché bene, ma vivaddio quello che è arrivato dal PNRR a suon di milioni d’euro sarebbe bastato a fare cose memorabili e d’utilità comunitaria ed invece eccoci qui con le statistiche di tutt’Italia a rinfacciarci che siamo peggio di prima. Tutto questo dovrebbe svegliare anche le anime belle e addormentate della sinistra a cacciar fuori un nome d’un leader perché come i personaggi del grande Beckett aspettano un certo signor Godot che però non arriva Giordano, Cariello, Pepe e Chiorazzo Dellapenna a pag 5 mai. Canta Vasco Rossi: “Non aspettare Godot…”
«I cittadini devono conoscere la verità» IL SEGRETARIO RADICALI LUCANI: «ACCOLGO LE PREZIOSE PAROLE DI TANZARELLA»
Bolognetti: «Sospendo lo sciopero della sete»
foto Mattiacci
Il presidente di Territorio Attivo Carleo contro Giordano: «Doppio fallimento della politica a 5 stelle, in Provincia e al Comune»
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PoTenZAL’assessore Giuzio e la maggioranza smontano l’opposizione: focus su finanziamenti regionali, scale mobili e Bucaletto
Menonna a pag 17
Bolognetti
Servizio a pag 2
VIETRI DI POTENZA
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■ Servizio
a pag 19
RAPOLLA
Tre malviventi fanno saltare il bancomat della BpM, fuggono con i soldi e bloccano i Carabinieri durante l’inseguimento con l’uso dei chiodi ■ Servizio
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_ POLICORO
La città punta sulla sua costa e si candida al titolo di Capitale italiana del mare: è il primo atto del 2026 della Giunta
■ Maida
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_ AMBIENTE
Basento, dalle compensazioni ambientali 120 nuovi alberi dopo i lavori nell’area di San Luca Branca ■ Servizio
a pag 4
Primo Piano
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martedì 13 dicembre 2025 www.lecronache.info
IL PRESIDENTE DELL’INCE ESPRIME ORGOGLIO PER L'AZIONE COORDINATA DEL GOVERNO, DIPLOMATICI E INTELLIGENCE
Caiata: «Liberazione Trentini e Burlò, Governo non lascia solo nessuno»
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a liberazione di Alberto Trentini e Mario Burló, detenuti in Venezuela, non solo è una notizia che rende orgogliosi, ma è la misura di un'azione di Governo che non lascia solo nessuno, soprattutto i nostri connazionali ingiustamente trattenuti» così dichiara in una nota il Presidente dell'InCE, On. Salvatore Caiata. «Un risultato frutto di un lavoro sopraffino posto in essere dalla nostra diplomazia in sintonia con il Governo Melo-
ni che con delicatezza e audacia ha maneggiato con cura una trattativa tanto delicata. È indubbio come tale risultato non possa che renderci fieri in quanto espressione di un grande lavoro di squadra dell'Italia che ha visto il presidente Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, i nostri diplomatici e la nostra intelligence allineati verso lo stesso obiettivo. Buon rientro, Alberto, buon rientro, Mario. Tutta l'Italia vi aspetta a casa» così conclude il deputato di Fratelli d’Italia.
Il segretario dei Radicali Lucani Bolognetti promette di continuare la sua lotta contro l’indifferenza e a tutela del diritto alla conoscenza
«Accolgo le preziose parole di Tanzarella e sospendo lo sciopero della sete» Dopo 5 giorni, Maurizio Bolognetti segretario dei Radicali Lucani ha sospeso lo sciopero della sete a tutela del diritto umano alla conoscenza. Di seguito la nota integrale. ***** DI MAURIZIO BOLOGNETTI*
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a oltre due mesi provo ad alimentare me stesso e i miei interlocutori attraverso la mia fame e sete di verità e democrazia, giustizia e libertà. L’ho fattoutilizzando alcuni strumenti del “Satyagraha”, parola che in lingua sanscrita, gioverà ricordarlo, sta a significare “insistenza per la verità”. Per un totale di 49 giorni, in poco più di due mesi, ho praticato lo sciopero della fame, alternandolo con il digiuno e anche, per 37 ore, con lo sciopero della sete, per poi tornare, dopo una breve pausa, prima allo sciopero della fame e poi a 5 giorni consecutivi di sciopero della sete. Nella tarda serata di ieri, in una situazione davvero limite, ho ritenuto di dovermi nutrire e accogliere le preziose parole contenute nella bella lettera inviatami dal prof. Sergio Tanzarella, che tra l’altro è stato autore della post-fazione del mio libro “Buchi per terra”. Inutile nasconderlo, nella decisione pre-
sa ha pesato anche l’amara consapevolezza di un confronto, un tentativo di dialogo in cui è emersa la pochezza dei miei interlocutori. E credetemi la cosa mi rende tutt’altro che felice, anzi. Stiamo rivendicando il rispetto di un fondamentale diritto umano che potremmo definire la pietra angolare di ogni autentica democrazia: il diritto umano alla conoscenza. Lo facciamo anche nella dolorosa consapevolezza di vivere in un Paese che da 77 anni tradisce quotidianamente numerosi articoli del suo dettato costituzionale e in cui da
tempo la Costituzione scritta è stata sostituita dalla Costituzione materiale. Sorprendente è stata l’assoluta mancanza di reazione, a tutti i livelli, di fronte alla reiterata denuncia che un organo del nostro Parlamento - La “Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi” - da un anno e mezzo non si riunisce, creando così un inaccettabile vulnus a fondamentali diritti che la Commissione in oggetto, in teoria, molto in teoria, dovrebbe difendere. Una vicenda che ci offre, tra l’altro, la plastica
rappresentazione di rappresentati della Repubblica che non stanno onorando l’istituzione che sono stati chiamati a rappresentare. Ci ho provato e continuerò, continueremo a provarci, magari anche per far comprendere che il potere non può essere un fine, ma deve essere un mezzo. Giunti a questo punto, però, di fronte a un messaggio fin troppo eloquente, fatto di silenzi assordanti dai quali emergono le parole “crepa e possibilmente fallo in silenzio e presto”, giunte da coloro ai quali pure avevo provato a
far fiducia, non posso che accogliere e nutrirmi delle belle parole, dell’appello rivoltomi dal professor Sergio Tanzarella e sospendere lo sciopero della sete (cosa che ho fatto ieri, 11 gennaio, alle ore 21.20 circa). La lotta, quasi superfluo sottolinearlo,continua. Giusto il tempo di tirare il fiato e riprendermi da un’azione quanto mai impegnativa e ci sarà una nuova azione di disobbedienza civile. Non mollo! Non molliamo! In un’intervista rilasciata molto tempo fa da Gandhi, uno degli apostoli della nonviolenza,egli tra l’altro affermava: “I mezzi possono essere paragonati al seme e il fine all’albero; tra i mezzi e il fine c’è lo stesso inviolabile rapporto che esiste tra il seme e l’albero. Non è possibile che raggiunga il fine ispiratomi dalla venerazione di Dio prostrandomi davanti a Satana. Raccogliamo quello che seminiamo”. No, non intendo affatto mollare, nonostante tutto. La mia coscienza mi impone il dovere di non accettare un inaccettabile status quo, di agire. Per dirla con Ernesto Rossi:“Vivere significa agire da uomini e non da servi [...] La vita ha un valore solo per le ragioni ideali per le quali viene spesa”. *SEGRETARIO DEI RADICALI LUCANI
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Primo piano
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Centoventi nuove piante lungo il corso d’acqua per riequilibrare l’ecosistema dopo i lavori nell’area di San Luca Branca
Basento, arrivano nuovi alberi dopo i lavori per infrastrutture POTENZA. Un intervento di compensazione ambientale mirato, pensato per accompagnare lo sviluppo infrastrutturale senza perdere di vista la tutela del territorio. Nella passata settimana la Struttura commissariale guidata dall’avvocato Gianmarco Blasi ha coordinato un’importante azione lungo il fiume Basento, che ha portato alla messa a dimora di 120 nuove piante all’interno dello stesso bacino idrografico.L’attività rientra nel più ampio programma di riequilibrio e mitigazione ambientale previsto a seguito del taglio di alcune essenze arboree, resosi necessario per consentire l’avanzamento dei lavori in corso a Potenza, nell’area di San Luca Branca. Un intervento pianificato e autorizzato, che sin dall’avvio dei cantieri ha previsto misure compensative finalizzate a garantire il mantenimento dell’equilibrio ecologico del territorio interessato. La scelta di operare lungo il Basento non è casuale. Il fiume rappresenta infatti un elemento di grande valore ambientale e paesaggistico, oltre a svolgere una funzione strategica come corridoio ecologico. La nuova piantumazione contribuirà in modo concreto al rafforzamento del-
CONSIGLIO REGIONALE LUCANO NEL MIRINO
Vitalizi, protesta Spi Cgil «Si ritiri subito norma»
la vegetazione ripariale, favorendo la stabilità delle sponde, la riduzione dei fenomeni erosivi e un miglioramento complessivo della qualità delle acque.L’intervento è stato realizzato nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia ambientale e secondo criteri di sostenibilità. L’obiettivo non è stato soltanto compensare la perdita di alberature, ma generare un beneficio duraturo, capace di incidere positivamente sulla biodiversità e sul paesaggio naturale, restituendo valore a un’area sensibile dal punto di vista ambientale.Un ringraziamento è stato rivolto all’Amministrazione comunale di Potenza e, in particolare, all’assessore all’Ambiente Michele Beneventi, per la collabora-
zione e la disponibilità che hanno consentito il buon esito dell’iniziativa.«La compensazione ambientale non è un atto formale, ma un impegno concreto verso il territorio e le generazioni future», ha dichiarato il Soggetto attuatore delegato, avvocato Gianmarco Blasi. «È fondamentale – ha aggiunto – che ogni trasformazione del territorio sia accompagnata da azioni responsabili di tutela, recupero e valorizzazione dell’ambiente».L’iniziativa conferma l’attenzione verso un modello di sviluppo equilibrato, capace di coniugare la realizzazione delle opere pubbliche con la salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della qualità della vita dei cittadini.
POTENZA. Una dura presa di posizione contro la nuova norma sui vitalizi arriva dallo Spi Cgil Basilicata. A intervenire è il segretario generale Angelo Summa, che parla di un ritorno a logiche di privilegio da parte della maggioranza del Consiglio regionale della Basilicata. Secondo Summa, dopo le denunce dell’agosto 2024 sull’aumento degli stipendi dei consiglieri regionali, mascherato dall’incremento delle risorse ai gruppi consiliari, si assiste oggi a un ulteriore passo indietro sul piano dell’equità.Il segretario ricorda che solo l’intervento della Corte dei Conti aveva fermato una norma ritenuta in contrasto con la legge Monti, che vieta l’aumento dei costi della politica regionale. Ora, però, «senza pudore», viene introdotto un vitalizio retroattivo di dieci anni, esteso anche agli eredi. Ancora più grave, per lo Spi, è il meccanismo finanziario: a fronte di una trattenuta mensile sull’indennità dei consiglieri, la Regione aggiungerebbe un contributo pubblico rilevante, con effetti retroattivi dal 2014.Una spesa giudicata enorme, soprattutto se confrontata con la condizione di lavoratori e pensionati, tra cassa integrazione e assegni minimi. Summa denuncia anche una lesione democratica, legata alla mancata approvazione dei regolamenti attuativi dello Statuto regionale che impedisce ai cittadini di esercitare il diritto referendario. Da qui l’appello finale: ritiro immediato della norma e approvazione senza rinvii dei regolamenti, per restituire piena voce ai lucani.
Confartigianato richiama l’attenzione sul divario territoriale e indica nel rilancio di Artigiancassa una leva per sostenere investimenti
Gentile: «Credito più caro, Basilicata in affanno» POTENZA. Il costo del credito continua a rappresentare un freno per lo sviluppo del tessuto produttivo lucano. Secondo i dati del Censis, il Tasso Annuo Effettivo Globale per i prestiti alle imprese destinati a investimenti oltre l’anno in Basilicata ha raggiunto il 5,65 per cento. Un valore che conferma la tendenza dello «spread territoriale», con un Mezzogiorno penalizzato da un accesso al credito più limitato e oneroso rispetto al Nord del Paese, dove famiglie e imprese possono contare su condizioni più favorevoli.A sottolineare la criticità è Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, che evidenzia come avere uno dei mercati creditizi più costosi d’Italia rappresenti una debolezza strutturale nel confronto con gli
altri territori. Le imprese lucane, dovendo sostenere oneri maggiori per finanziarsi, vedono ridursi le possibilità di avviare nuovi progetti, effettuare assunzioni e intraprendere i necessari percorsi di innovazione. Una condizione che incide sulla competitività e sulla capacità di affrontare le sfide economiche contemporanee.In questo scenario, per Gentile si aprono nuove opportunità grazie al rilancio di Artigiancassa. Il progetto prende forma dopo l’acquisizione dell’intermediario finanziario Backer Generoso Andria da parte di Mediocredito Centrale e di Agart spa, società partecipata dalle principali organizzazioni dell’artigianato. L’operazione, autorizzata dalla Banca d’Italia, segna un passaggio decisivo per la nascita della nuova Artigiancas-
sa, che entrerà a far parte del Gruppo Mediocredito Centrale.«Le ricadute sul territorio e sulle piccole imprese locali saranno importanti», afferma Gentile, spiegando che l’obiettivo princi-
pale sarà fornire risposte immediate e puntuali a un settore produttivo che costituisce l’ossatura del sistema economico nazionale e del Made in Italy. La creazione di un soggetto finanziario dedicato potrà aprire una nuova stagione di opportunità per artigiani e micro e piccole imprese, spesso escluse dai canali tradizionali del credito.L’auspicio è che la nuova Artigiancassa diventi anche uno strumento efficace di politiche pubbliche a sostegno degli investimenti, accompagnando le imprese nelle transizioni green e digitali. In un contesto segnato dalla perdita di prossimità territoriale del sistema bancario, il rilancio di un marchio storico può restituire valore, operatività e concretezza all’accesso al credito per le realtà produttive locali.
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FdI primo partito grazie alla capacità del segretario provinciale di coinvolgere tutti
Vincono Giordano, Cariello e Chiorazzo Cariello elegge il suo uomo. Chiorazzo guida il centrosinistra. Buono il radicamento leghista Quarto, Premiata la strategia di Giordano,
Mattia e Melodia: FdI primo partito
Il cdx vince le provinciali di Matera In Azione Mor ea batte Pittella
. Il campo largo alla liquidazione
finale
Calenmentre per il Preside nte Un solo eletto per l’elettorato passivo è limi- da. Bardi ha, 5 Primo Piano tato ai Sindaci, le elezioni La maggioranza lieri e è contendibile si svolgono sempre con il quindi , sette consig la prima volta l’elezion voto di Policoro, per il con Frae 10 su era iali Mat provinc di meccanismo del voto ponCon la conquista domina la derato ma in tempi diver- telli d’Italia che scena. si. premia il che o risultat ? Come detto le elezioni del Un tezza. Ci riuscira ricucitumento e compat acità di allarga Presidente hanno premia- grande lavoro di Al Cdx ser ve cap ra e di allargamento comto la continuità. ni personali. P EN N A o rinnov Meloil D I M A S SI M O D E L L A no, per ni Giorda da elezio Le ciale Ora è il turno dell’elezione piuto del Consiglio Provin che, i svolgeranno a Gen- di Mater a potreb bero riConsiglio Provinciale dia, Mattia e Quartovolta, del naio le elezioni per il baltare questo dato. Consi na rinnov o del Il centro destra gover mentre è cambia to tutto forse per la prima possiglio Provinciale di Mate- Matera, Policoro, Scanzanella creduto i più picra. con la vittoria del centro- hanno la no ed altri comun del Come tutti sanno , con le eleziocoli. Per il meccanismo che abbiariform a Del Rio, è stato destra a Matera che, però, bilità di vincere glio voto ponderato mante nuto il Consi cie mo provato a spiegare prinon hanro Provinciale e le Provin Polico senza la maggioranza net- ni provin ciali comee nele voto ma, Matera coalto, ma si è elimin ato il neanch molto to peso accadu era no un deternon lio consig pein il è ta alto dei cittadini. medio come ni sì Potenz a Vengono definite elezio o so di Scanzano Jonico. mina una situazione di par- la provin cia di estra gouna base di secondo livello propri glie- Potrebbe essere perché votano i Consi biz- di partenza sufficiente per tenza di assolut o e certo quando il centrod ri Comu nali con un to più che positirisulta ogo un capolu inato città la a denom zarro sistema vo. vantaggio per la coalizio- vernav sono voto ponde rato nel quale ale Le vie dell’in ferno con tutto il suo voto ponatrice. ogni consigliere comunpiù lastricate di buone intenconserv ne di pesa che delle voto un vie ha derato a dimostrazione che dei zioni quant o le LE QUATTRO a seconda del numero co- sconfitte di buone possibicittad ini del propri o la strategia e l’intelligenlità di partenza. O CAMP IN e, LISTE vincer mune. poter per , Serve più imIL CENTRODESTRA Alle elezioni si sono pre- za politic a sono forza __L’edizione di Cronache del 4 dicembre 2025 sentate quattro liste si trat- portan ti della sola ca. numeri ate e quanto questo ta di “Insieme per la Pro- Tra gli sconfit ti anche e struttur averci di merito piccolo A N N E P A L “AzioL E D I M A S SI M O D al- vincia di Matera”, creduto e aver evidenziato sia più difficile rispetto “Radici sopratt utto Marce llo Pitla conquista del consenso ne con Calenda”, tement e l centrodestra vince le che questa volta il centro- popolare e Territorio” e “Uniti per tella che eviden vincere poteva destra di iali elezioni provinc 20 giovedì 4 dicembre
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Provincia di Matera, si
vota
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__L’edizione di Cronache di ieri, Giordano, Cariello e Chiorazzo DI MASSIMO DELLAPENNA
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l giorno dopo le elezioni è sempre momento di consuntivi e di verifiche. È il tempo dei bilanci e delle conte interne ed esterne in cui, ovviamente, vincono tutti e chi proprio non può vantare una qualche forma di successo tace. IL METODO GIORDANO Il primo vincitore è Fratelli d'Italia. Non era scontato, non era facile. Michele Giordano ha dato linfa nuova al partito, ha lavorato sul territorio, è riuscito a costruire una lista competitiva e vincente. Lo ha fatto mettendo insieme tutta la classe dirigente, convincendola a costruire una squadra coesa superando anche le litigiosità personali. Nel comunicato social che ha diffuso ha voluto condividere il merito con tutta la classe dirigente ed è già questo un modo che è in sé una strategia. Una tecnica politica, ben diversa da quella che è in uso, per esempio, a Potenza nello stesso partito dove, non a caso, non si è mai andato oltre il solo consigliere provinciale anche nel momento in cui si governava la Città di Potenza con tutto il peso dei suoi voti ponderali ben superiori a quelli di Matera dove il centrodestra non ha una maggioranza schiacciante. È chiaro che esistono metodi vincenti e metodi perdenti. Se le politiche le vince la Meloni, le elezioni territoriali dipendono anche dalle classi dirigenti
locali. Giordano vince insieme a Quarto perché riescono a mettere a lavorare pancia a terra tutti i colonnelli del Partito anche lanciando la competizione virtuosa che consente al partito di crescere. La cosa non accade a Potenza dove la litigiosità sembra insuperabile e manca una guida autorevole e capace di ragionare in termini di gruppo e di comunità. FESTEGGIA CARIELLO Come abbiamo detto alle elezioni provinciali di Matera non si è risparmiato nessuno, da Mattia a Di Lorenzo, da Toto a Quarto, da Latronico e Leone tutti sono stati ai remi. Il vincitore a sorpresa delle elezioni è stato, però, Cariello. Il Sindaco di Scanzano è un grande lavoratore e non è tipo da perdersi d’animo. Da ogni caduta si è rialzato più forte. In questa elezione ha eletto Alberto Marzano, consigliere comunale di Scanzano Jonico e uomo di sua stretta fiducia. Scanzano non aveva da sola i voti ponderali per l’elezione, Cariello è riuscito ad aggregare oltre i suoi limiti territoriali e ad aumentare il consenso. Lo ha fatto riuscendo a superare il candidato meloniano di Matera che partiva da una base più ampia. Lo ha fatto mettendosi pancia a terra e trovando voti che il Partito non avrebbe preso. È una lezione per tanti che vorrebbero fare politica. LA LEGA SUPERA FORZA ITALIA
Lega e Forza Italia avevano presentato una lista comune. La Lega è stata brava a concentrare le preferenze e ad eleggere i due fedelissimi di Venezia e Tataranno. La Lega di Basilicata ha un radicamento ben maggiore del suo stesso partito nel resto del Sud, Pepe è uomo di territorio. Alle elezioni provinciali a Potenza supera tutti, a Matera tiene bene. È anche in questo caso la dimostrazione di una forza da autentica classe dirigente. Conosciamo i rapporti che il vicepresidente ha con Salvini. Siamo certi che la stima che il vicepresidente del Consiglio ha nei confronti di Pepe nascano anche dalla osservazione di questi dati oggettivi. BCC GUIDA IL CENTROSINISTRA Del disastro completo del centrosinistra abbiamo già detto ieri. Aggiungiamo che nel campo largo vince Basilicata Casa Comune. Domenico Schiavo è il primo eletto della lista e il secondo assoluto in tutta la provincia. Il partito inventato da Chiorazzo completa e fortifica il suo radicamento territoriale e si muove per una crescita sempre più ampia. Sconfitto sonoramente Bennardi e con luo i cinque stelle, segno evidente della caduta delle stelle. L’ex Sindaco di Matera non viene eletto a dimostrazione del totale fallimento delle sue politiche e della strategia di ampliamento e di radicamento. Come abbiamo detto e co-
me è noto sono elezioni di secondo livello, non si tratta di verificare il consenso popolare ma il radicamento delle classi dirigenti. Per la prima volta riesce al centrodestra e a Fratelli d’Italia con Mancini che
non ha più la maggioranza in Consiglio. Prossima sfida sarà vincere le elezioni provinciali con un centrodestra lucano che è sempre più a trazione elettorale materana ma questa è un’altra partita.
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Alta partecipazione al voto di secondo livello e quadro equilibrato. Mancini: «Provincia casa dei Comuni, ora unità e collaborazione»
Consiglio provinciale Matera, ecco i nomi di tutti gli eletti MATERA. Il nuovo Consiglio provinciale di Matera, eletto al termine delle operazioni di voto svoltesi domenica 11 gennaio, si presenta con un quadro articolato ed equilibrato, frutto di una partecipazione ampia e di un confronto politico significativo tra le diverse liste in campo. Su 401 aventi diritto hanno votato in 350, pari all’87,28 per cento, con 102 donne e 248 uomini. Le schede nulle sono state tre, una quella bianca.A comporre il Consiglio provinciale saranno Vita Maria Scocuzza, Domenico Schiavo, Francesca Mazzoccoli, Carlo Ruben Stigliano, Claudio Scarnato, Angelo Montemurro, Maria Teresa Camardella, Antonella Bilotta, Gaetano Garzone e Alberto Marzano, sulla base dei voti ponderati ottenuti. Tre consiglieri provengono dalla lista “Radici e Territorio”, tre da “Uniti per la Provincia”, tre da “Insieme per la Provincia di Matera” e uno dalla lista “Azione con Calenda”, a conferma di un assetto senza predominanze nette. A commentare l’esito delle consultazioni è il presidente della Provincia, Francesco Mancini, che esprime «profonda soddisfazione per l’andamento del voto e per l’ampia partecipazione democratica registra-
«CONSIGLIO A CIRIGLIANO COME SEGNALE»
Stigliano chiede unità «Ripartire dai territori» ta». «Il primo dato che emerge con forza – sottolinea – è la vitalità delle nostre istituzioni. Vedere la sala consiliare gremita durante le operazioni di spoglio è il segno tangibile di una comunità di amministratori che crede fermamente nel ruolo della Provincia».Il risultato elettorale, osserva Mancini, consegna «un quadro di grande equilibrio, con tre liste su quattro che hanno ottenuto tre consiglieri ciascuna», un bilanciamento che «garantisce una rappresentanza diffusa e plurale e sarà uno stimolo per un confronto democratico alto e costruttivo». Sul piano politico, il presidente evidenzia anche il risultato della lista “Uniti per la Provincia”, espressione dell’area di centrosinistra e del campo largo, definendolo «un segnale politico inequivocabile» che dimostra come «quando il centrosinistra si presenta compatto, con un progetto chiaro e inclusivo,
i risultati arrivano». Mancini rivolge quindi un augurio di buon lavoro a tutti i consiglieri eletti, ribadendo che «la Provincia deve continuare a essere la Casa dei Comuni» e che le sfide future, dalle infrastrutture all’ambiente, «richiedono compattezza e una visione unitaria». Un ringraziamento viene infine rivolto ai consiglieri uscenti non ricandidati o non rieletti.«In un ente di secondo livello – conclude – la convergenza amministrativa deve prevalere sulle dinamiche di schieramento. Solo attraverso una leale cooperazione potremo dare risposte concrete alle esigenze del territorio provinciale».
MATERA. «Sono pienamente soddisfatto per il mio risultato alle elezioni provinciali, ma anche per l’importante affermazione del centrodestra e la bella partecipazione democratica al voto». È il commento di Carlo Ruben Stigliano, rieletto consigliere provinciale nella lista Insieme per la Provincia di Matera.Stigliano lancia subito una proposta al presidente della Provincia Francesco Mancini: convocare il primo Consiglio provinciale nel comune materano più piccolo, Cirigliano. «Sarebbe un segnale forte e tangibile di attenzione verso le realtà interne – spiega – che troppo spesso si sentono trascurate dall’ente Provincia». Riunire l’assise nel centro demograficamente meno popoloso, aggiunge, «servirebbe a segnare un nuovo corso e un impegno concreto sui bisogni del territorio».Il consigliere ringrazia chi gli ha rinnovato la fiducia e assicura di voler proseguire il mandato con determinazione. «La Provincia deve essere una comunità unita: senza unità non si va da nessuna parte», rimarca, sottolineando il ruolo di Policoro come parte di un progetto condiviso. Nel suo intervento conclusivo, Stigliano ringrazia tutti i trentuno Comuni della provincia di Matera e la propria lista «per la grande opportunità», ribadendo l’impegno a restare al servizio dell’intero territorio.
Il sindaco Cariello rivendica un successo politico non scontato e sottolinea il valore della rappresentanza del Metapontino nell’Assise
«Provinciali, Scanzano torna protagonista con Marzano» SCANZANO JONICO. All’indomani del rinnovo del Consiglio provinciale di Matera, Pasquale Cariello, sindaco di Scanzano Jonico, rivendica una vittoria che in partenza appariva tutt’altro che scontata. Il primo cittadino scanzanese, dato come sfavorito rispetto ai centri più grandi, esce infatti vincitore con l’elezione del suo candidato, Alberto Marzano, consigliere comunale e capogruppo.«La nostra non era una vittoria facile, tantomeno scontata – commenta Cariello –. La candidatura del mio consigliere Marzano era vista come sfavorita per ovvie ragioni». Il risultato ottenuto assume quindi, secondo il sindaco, un duplice significato politico e istituzionale. «Oggi posso dirmi soddisfatto per due ragioni – aggiunge –. La prima
perché finalmente Scanzano, dopo tanti anni, torna a contare e a farsi sentire nelle sedi provinciali». La seconda motivazione riguarda il percorso amministrativo e politico portato avanti negli ultimi anni. «Questa vittoria è il segno tangibile del mio impegno personale, del lavoro e del credo politico che ho portato avanti – prosegue – ma è anche il frutto dell’impegno della mia squadra, che ancora una volta ha dimostrato unità d’intenti e la volontà di restare coesa in ogni sfida».Per il sindaco di Scanzano Jonico, il risultato elettorale rappresenta ora un punto di partenza. «È il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo – conclude –. Dobbiamo tracciare obiettivi chiari su temi fondamentali co-
me la scuola, le infrastrutture e il turismo, che sono punti cardine per la nostra comunità».In questo quadro, Cariello attribuisce all’elezione di Marzano un valore che va oltre i confini comunali. «La sua voce nell’Assise pro-
vinciale – sottolinea – sarà la voce di Scanzano, ma anche quella dell’intero Metapontino, un territorio che cresce, si espande e rivendica il giusto spazio nelle scelte strategiche della Provincia».
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Soddisfatto il sindaco. Il consigliere di Azione Morea: «Risultato strepitoso, Azione cresce e rafforza la propria presenza istituzionale»
Garzone eletto consigliere provinciale, Candela: «Grande risultato per Irsina»
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l Sindaco di Irsina, Giuseppe Candela, esprime grande soddisfazione per l’elezione del Vicesindaco Gaetano Garzone a Consigliere Provinciale di Matera, un risultato di rilievo che rafforza il ruolo del Comune nelle istituzioni sovraco-
munali. «L’elezione del Vicesindaco Gaetano Garzone a Consigliere Provinciale è una bellissima notizia per Irsina e per tutto il nostro territorio», ha dichiarato il Sindaco Candela. «Si tratta di un riconoscimento importante che valorizza
il lavoro di squadra, la visione amministrativa e l’impegno costante profusi in questi anni». Per il primo cittadino, questo risultato rappresenta anche un’opportunità concreta per rafforzare il dialogo istituzionale e la capacità di incidere nei processi decisionali a livello provinciale. «Questa elezione – ha aggiunto – rafforza la presenza del nostro Comune nelle sedi decisionali, insieme al Consigliere Regionale Nicola Morea, e rappresenta un’occasione significativa per costruire politiche sempre più vicine ai cittadini e ai bisogni reali delle comunità». Il Sindaco Candela ha infine rivolto al neo Consigliere Provinciale i migliori auguri di buon lavoro: «A Gaetano Garzone va il mio augurio più sincero, certo che saprà rappresentare Irsina e l’intero territorio con compe-
tenza, serietà e passione». LA REAZIONE DI MOREA «Esprimo grande soddisfazione per l’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Matera, che hanno fatto registrare per Azione un risultato complessivo strepitoso» dichiara il consigliere regionale e capogruppo di Azione Nicola Morea. «L’elezione di Gaetano Garzone rappresenta un traguardo importante e il riconoscimento di un lavoro politico serio, coerente e radicato sul territorio. Con Garzone, Azione riconferma la sua presenza nel Consiglio Provinciale, e stavolta lo fa scegliendo di correre con il proprio simbolo. È stata una scelta coraggiosa, ma anche responsabile: lo dovevamo all’ottimo risultato ottenuto da Azione in Basilicata nelle ultime tornate elettorali».
«Desidero ringraziare sentitamente tutti i consiglieri che hanno sostenuto i candidati di Azione, e le candidate e i candidati che hanno reso valida la nostra lista. Il loro contributo è stato determinante. Per pochissimi voti non è scattata anche l’elezione di un secondo rappresentante, a dimostrazione di una crescita significativa e costante del nostro progetto politico. A Garzone rivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro, certo che saprà rappresentare ottimamente l’intera provincia, con un occhio attento alle aree interne». «Questo risultato – conclude Morea – rafforza ulteriormente la presenza di Azione nelle istituzioni e ci sprona a continuare con ancora maggiore determinazione un’azione politica improntata a competenza, responsabilità e attenzione concreta alle esigenze dei territori».
Il Presidente Chiorazzo e il Capogruppo Vizziello esprimono gratitudine ai sostenitori e puntano su un rapporto sinergico tra istituzioni
Bcc entra in Consiglio provinciale con l’elezione di Domenico Schiavo
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asilicata Casa Comune esprime grande soddisfazione per l’elezione di Domenico Schiavo a consigliere provinciale di Matera, con 7.500 voti, primo consigliere provinciale eletto del movimento. Un risultato politico rilevante che conferma il percorso di crescita, di radicamento territoriale e di presenza nelle istituzioni di Basilicata Casa Comune. «L’elezione di Domenico Schiavo - sottolineano dal Coordinamento regionale del movimento - rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento del progetto politico di Basilicata Casa Comune. Avere oggi un punto di riferimento anche nella Provincia di Matera significa consolidare la nostra presenza nelle istituzioni e contribuire in maniera ancora più incisiva alle politiche territoriali, in un ente impegnato a garantire servizi fondamentali per le comunità locali, dalla viabilità all’edilizia scolastica». Il Presidente di Basilicata Casa Comune e Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Gianni Vizziello,
ringraziano «i sindaci e i consiglieri comunali che, con il loro voto, hanno sostenuto la candidatura e l’elezione di Domenico Schiavo, capogruppo di BCC al Comune di Matera». Nel ringraziare per la fiducia ricevuta, Domenico Schiavo sottolinea che «porterò in Provincia le istanze dei Comuni della provincia di Matera, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’ente provinciale come luogo di coordinamento, ascolto e supporto concreto ai territori, a partire dalle esigenze più urgenti delle comu-
nità locali». Nel formulare gli auguri di buon lavoro all’intero Consiglio provinciale, Gianni Vizziello evidenzia che «si tratta di un grande risultato per Domenico Schiavo, che ha saputo costruire questo percorso con umiltà, credibilità, stima e relazioni politiche solide. È la dimostrazione che quando la politica mette al centro il lavoro quotidiano, l’ascolto e gli interessi collettivi, prima delle appartenenze, i progetti crescono e diventano credibili». Vizziello ribadisce inoltre la ne-
cessità di «promuovere un rapporto sinergico tra i Comuni del Materano, la Provincia di Matera e la Regione Basilicata, per recuperare politiche territoriali all’altezza delle numerose emergenze che riguardano il territorio, a partire dalla viabilità e dai trasporti». «Anche grazie al lavoro di Domenico Schiavo, primo degli eletti nel centrosinistra e secondo in assoluto, prosegue l’articolazione del movimento sul territorio. Il fermento di partecipazione attiva che Basilicata Casa Comune continua a registrare nelle comunità locali potrà avere un ulteriore punto di riferimento anche in Provincia di Matera. I risultati elettorali - evidenzia Chiorazzo confermano anche la necessità di un centrosinistra che va riorganizzato nella chiarezza, superando ambiguità politiche e costruendo percorsi fondati sulla coerenza, sulla credibilità e sul radicamento nei territori». Basilicata Casa Comune augura a Domenico Schiavo buon lavoro, certa che saprà interpretare con responsabilità, competenza e spirito di servizio il mandato ricevuto.
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IL DEPUTATO LUCANO RINGRAZIA CANDIDATI E COORDINATORI E PARLA DI UN CENTRODESTRA IN CRESCITA DOPO IL VOTO
Provinciali Matera, Mattia elogia il risultato di Fratelli d’Italia MATERA. «Complimenti a tutti i candidati di Fratelli d’Italia alle elezioni provinciali di Matera. Hanno ottenuto un risultato straordinario, contribuendo a una netta affermazione del centrodestra». È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, eletto in Basilicata.«Ero sicuro della qualità e dell’impegno di ognuno di loro: Antonella
Bilotta, Doriano Manuello, Alberto Marzano, Angela Salerno e Carlo Ruben Stigliano», aggiunge Mattia, che rivolge il proprio ringraziamento anche al coordinatore regionale Quarto e a quello provinciale Giordano. «Un’attenta scelta dei candidati, una campagna elettorale capillare, un confronto costante sui temi del territo-
rio».Secondo il parlamentare, il risultato ottenuto alle provinciali conferma la bontà del percorso intrapreso. «Bisogna continuare su questa strada e presto – conclude Mattia – anche la presidenza della Provincia sarà un obiettivo più vicino. Un grande risultato dopo quello registrato nella città di Matera. È chiaro che il vento è cambiato».
Fratelli d’Italia primo partito, tre eletti in Consiglio. Giordano: «Cambia finalmente l’equilibrio politico dell’ente»
Quarto: «Una maggioranza storica per il centrodestra alla Provincia» MATERA. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Matera consegnano «un dato politico chiaro e oggettivo»: per la prima volta l’ente è governato da una maggioranza di centrodestra, con Fratelli d’Italia primo partito e forza trainante del nuovo assetto politico. A sottolinearlo è Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale del partito in Basilicata, commentando l’esito del voto.Fratelli d’Italia è la forza politica che esprime il maggior numero di consiglieri all’interno del nuovo Consiglio provinciale di Matera, avendo eletto tre rappresentanti nella lista “Insieme per la Provincia di Matera”, lista interamente riconducibile al partito. In ordine di elezione risultano Carlo Ruben Stigliano, Antonella Bilotta e Alberto Marzano. «A loro va il mio augurio di buon lavoro – afferma Quarto – nella consapevolezza che sapranno interpretare questo mandato con senso di responsabilità, spirito istituzionale e attenzione concreta alle esigenze dei Comuni e dei territori».Il risultato della lista, che ha conquistato tre seggi, «afferma Fratelli d’Italia come pri-
mo partito in Consiglio provinciale e conferma la forza organizzativa, il radicamento amministrativo e la credibilità politica del nostro progetto». Un successo che, secondo il coordinatore regionale, nasce dal lavoro quotidiano svolto sui territori e dal rapporto costante con gli amministratori locali. Da qui il ringraziamento rivolto a tutti i dirigenti nazionali, regionali, provinciali e sezionali del partito per l’impegno e la dedizione dimostrati. Un ringraziamento particolare è stato indirizzato anche ai candidati Doriano Manuello e Angela Salerno, «il cui contributo politico, organizzativo e territoriale è stato determinante». Per Quarto, il dato politico centrale è che Fratelli d’Italia svolgerà «un ruolo determinante nella nuova fase della Provincia di Matera», contribuendo a un governo dell’ente improntato a serietà amministrativa, equilibrio e visione strategica, nell’interesse delle comunità e dello sviluppo del territorio. Grande soddisfazione viene espressa anche dal presidente provinciale del partito, Michele Gior-
dano, che definisce il risultato «storico e mai conseguito prima». «È un risultato straordinario – dichiara – che premia il lavoro, la serietà e la credibilità di una squadra capace di interpretare le esigenze dei territori». Giordano rivolge gli auguri di buon lavoro ai neoeletti e ringrazia nuovamente Doriano Manuello e Angela Salerno per l’impegno profuso.«Mai prima d’ora Fratelli d’Italia aveva vinto le elezioni provinciali e mai il centrodestra aveva avuto la maggioranza nel Consiglio provinciale di Matera», sottolinea Giordano, parlando di un cambiamento netto degli equilibri politi-
ci. Nel suo intervento ringrazia inoltre l’onorevole Aldo Mattia, il coordinatore regionale Quarto, il segretario cittadino Stefano Melodia e l’assessore regionale Cosimo Latronico, oltre all’intera classe dirigente e ai militanti.«Il nuovo Consiglio provinciale – conclude – segna l’avvio di una fase in cui esiste una chiara maggioranza di centrodestra, pronta a lavorare per un cambio di passo dell’azione politica e amministrativa, raccordando le esigenze del capoluogo con quelle del Metapontino e della Collina Materana e restituendo centralità anche alle aree interne».
Il segretario regionale azzurro: «Risultato che rafforza il centrodestra e conferma il radicamento sul territorio»
Casellati: «Per Forza Italia raggiunto traguardo importante» MATERA. Un risultato che rafforza il centrodestra e conferma il peso politico di Forza Italia sul territorio. È il commento del segretario regionale di Forza Italia in Basilicata, Elisabetta Casellati, all’esito delle elezioni provinciali di Matera.«Un grande successo del centrodestra alle elezioni provinciali di Matera. Il risultato conseguito da Forza Italia rappresenta un traguardo importante e conferma il radicamento del nostro partito sul territorio», afferma Casellati, esprimendo soddisfazione per
l’elezione in Consiglio provinciale dell’ingegnere Angelo Montemurro e per i risultati ottenuti dagli altri candidati.Un ringraziamento particolare viene rivolto al consigliere uscente Giuseppe Maiuri che, pur non essendo stato rieletto «per una manciata di voti», ha comunque fornito, sottolinea la segretaria regionale, «un grande contributo, raccogliendo oltre 5.000 voti». Un dato che, secondo Casellati, testimonia l’impegno e la credibilità maturata nel tem- viene attribuita anche al lavoro po.L’affermazione di Forza Italia svolto dal segretario provinciale
Gianluca Modarelli e da tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale. «È un risultato frutto dell’impegno collettivo e di una presenza costante sul territorio», evidenzia Casellati, che rivolge ai militanti e agli amministratori locali il proprio ringraziamento e incoraggiamento.«A tutti loro va il mio grazie e il mio sostegno – conclude – affinché possano continuare a lavorare per la crescita e il progresso di Matera e della sua provincia. Sarò sempre al vostro fianco».
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Il Commissario regionale Pepe: «Il partito cresce e rafforza la propria presenza istituzionale»
Le consultazioni Provinciali premiano la Lega: elette Scocuzza e Marroccoli
a Lega Basilicata per Salvini Premier accoglie con grande soddisfazione l’esito delle elezioni provinciali di Matera, che hanno sancito l’elezione in Consiglio provinciale di Vita Maria Sco-
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cuzza e Francesca Mazzoccoli, «confermando il percorso di crescita e rafforzamento del partito nel quadro istituzionale dell’area». «Il risultato ottenuto è frutto di un lavoro politico se-
rio, strutturato e coerente, fondato su una presenza costante nei territori e su una visione amministrativa improntata a responsabilità, concretezza e vicinanza alle comunità locali. L’elezione di due donne rappresenta inoltre un elemento di particolare valore, in linea con l’impegno della Lega nella valorizzazione delle competenze e nella qualità della rappresentanza negli enti locali» si legge in una nota del partito che aggiunge: «Nel quadro complessivo delle consultazioni, il centrodestra stravince e la Lega Basilicata per Salvini Premier consolida la propria presenza all’interno dell’Ente provinciale di Matera, rafforzando il proprio ruolo politico e istituzionale sul territorio. La
Il circolo locale del Pd soddisfatto dell’elezione di Scarcato e Camardella
lista civica della Lega è risultata la più suffragata e Vita Maria Scocuzza è stata la più votata in assoluto, mentre Francesca Mazzoccoli si è collocata tra i primi tre eletti: un risultato di assoluto rilievo». Il Commissario regionale della Lega Salvini Premier Basilicata, Pasquale Pepe, ha dichiarato: «Il risultato delle elezioni provinciali di Matera conferma la coerenza e la solidità del lavoro politico che la Lega sta portando avanti in Basilicata e restituisce l’immagine di un centrosinistra sempre più scollegato dalle dinamiche reali dei territori. L’elezione di Vita Maria Scocuzza e Francesca Mazzoccoli rafforza la presenza della Lega nelle istituzioni provinciali e rappresenta un
segnale concreto dell’attenzione del partito verso una rappresentanza qualificata, fondata su competenza, responsabilità amministrativa e partecipazione femminile ai livelli decisionali. La crescita della Lega è il risultato di un’impostazione politica credibile, costruita sul rapporto con le comunità locali e sulla capacità di tradurre le istanze del territorio in azione istituzionale, nel solco dell’indirizzo politico indicato dal segretario Matteo Salvini». «Impegno, dedizione e attenzione restano i riferimenti essenziali della nostra azione in Basilicata. Al contempo, va registrata la grande vittoria del centrodestra. Avanti su questa strada» conclude Pepe.
Il consigliere Bd: «Riflettere sul sistema elettorale per restituire voce ai cittadini»
Provinciali, «Da Pisticci un segnale Marrese: «Buon lavoro ai neo forte per ricostruire il csx» eletti del Consiglio Provinciale» l consigliere regionale e già presidente della Provincia di Matera Piero Marrese rivolge i suoi auguri di buon lavoro ai neo eletti del Consiglio Provinciale, sottolineando l'importanza del loro ruolo per il futuro delle comunità locali. In particolare, Marrese si congratula con il segretario provinciale del Partito Democratico di Matera, Claudio Scarnato, e con gli altri due eletti dell’area progressista, Maria Teresa Camardella e Domenico Schiavo. A loro spetta il compito di rappresentare il centrosinistra e rilanciare la sua azione nel territorio. «Il Presidente Francesco Mancini potrà contare su competenze qualificate ed energie fresche», afferma Marrese, evidenziando l'importanza di un governo innovativo capace di rispondere ai bisogni della provincia. Tuttavia, Marrese sottolinea an-
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l Partito Democratico Pisticci e Marconia esprime piena soddisfazione per l’elezione di Maria Teresa Camardella, candidata del campo progressista pisticcese e di Claudio Scarnato, segretario provinciale del PD. «In un quadro provinciale complessivamente difficile e a tinte fosche per il PD e per il centrosinistra, questo risultato non è casuale né marginale: è il frutto di un lavoro politico solido, organizzato e determinato, che a Pisticci ha visto il Partito Democratico svolgere un ruolo centrale nella costruzione concreta del campo progressista» afferma la segreteria. «L’elezione di Maria Teresa Camardella dimostra che dove si costruisce nei territori con serietà e coesione i risultati arrivano, anche nelle condizioni più complesse. Il PD di Pisticci ha garantito consenso, affidabilità e tenuta politica, contribuendo in modo decisivo a questo esito» prosegue la nota della sezione localedel partito. «Questo risultato assume un significato politico ancora più netto perché accompagnato da una leale vicinanza e sostegno al segretario provinciale Claudio Scarnato, che in una fase delicata ha scelto di metterci la faccia, assumendosi fino in fondo la responsabilità di una battaglia coraggiosa e controvento» dichiara. «Da Pisticci dunque arriva un messaggio chiaro e inequivocabile: il campo progressista funziona quando è fondato sul lavoro, sull’unità e sulla responsabilità politica. Da qui bisogna ripartire per ricostruire e rilanciare il centrosinistra provinciale, senza ambiguità e senza scorciatoie» conclude.
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che la necessità di rivedere l’attuale sistema elettorale per il rinnovo degli organi provinciali, che limita il diritto dei cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Questo sistema, infatti, concentra il potere decisionale in poche realtà più grandi, marginalizzando i comuni più piccoli e compromettendo l’equa rappresentanza. «È essenziale avviare una riflessione seria su questo modello», afferma Marrese. «Restituire ai cittadini la possibilità di scegliere significa rafforzare la democrazia e rendere le Province strumenti utili allo sviluppo equilibrato dei territori». In conclusione, il consigliere Marrese augura ai neo eletti di lavorare con impegno e senso delle istituzioni, consapevoli che il rilancio delle Province richiede una riforma più giusta e democratica del sistema elettorale.
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Una visione integrata di paesaggi, comunità e sviluppo sostenibile per trasformare le risorse naturali in futuro economico e sociale
Il Parco del Mediterraneo non è un’utopia, ma un’opportunità per il Mezzogiorno d’Italia
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DI TANINO FIERRO
l Parco del Mediterraneo non è una suggestione poetica né un esercizio di fantasia meridiana, ma una proposta concreta che nasce dall’osservazione di una realtà già esistente. Tra Pollino, Val d’Agri, Vulture e Cilento si estende un mosaico continuo di paesaggi, biodiversità, culture rurali e patrimoni ambientali che non conosce confini amministrativi. Eppure quei confini oggi funzionano come barriere mentali prima ancora che istituzionali. Quattro parchi che operano come repubbliche autonome, ciascuna concentrata sulla propria sopravvivenza gestionale, senza una visione condivisa di sviluppo integrato, perdendo ogni giorno occasioni che sarebbero naturali se solo si avesse il coraggio di immaginare insieme. Un territorio unico.Non si tratta di cancellare identità storiche né di livellare differenze, ma di riconoscerle come parti di un sistema più grande. Il Pollino con la maestosità dei pini loricati, la Val d’Agri con i suoi bacini agricoli e le grandi questioni energetiche, il Vulture con i suoli vulcanici e l’acqua che genera vino e orti, il Cilento con la culla della dieta mediterranea e i borghi che respirano mare e montagna: quattro anime che, se unite, darebbero vita alla più vasta area protetta d’Europa, capace di parlare al mondo non come periferia, ma come laboratorio avanzato di equilibrio tra uomo e natura. Vera. In queste terre esistono boschi estesi e di pregio, pascoli lussureggianti, sorgenti limpide, una flora e una fauna che altrove sopravvivono solo nei documentari. Qui invece sono ancora parte del quotidiano. Le aziende agricole operano come sentinelle silenziose del territorio; presidiano pendii, difendono suoli, tramandano saperi che nessun algoritmo potrà sostituire. Le greggi attraversano i tratturi, le mucche pascolano lente, i cavalli ridisegnano l’orizzonte. È un pezzo di paradiso reale, non folkloristico, dove la natura non è scenografia ma struttura portante dell’economia, della cultura, persino del carattere delle comunità. Un patrimonio che resiste nonostante decenni di marginalità politica e narrazioni rassegnate. Vive. Ancora. Eppure questo patrimonio viene spesso percepito come un vincolo e non come una leva. Nella mente di molti amministratori pesa ancora l’idea che tu-
tela significhi immobilità, che protezione sia sinonimo di rinuncia. È l’eredità di un modello di progresso frantumato, che procede per compartimenti stagni, incapace di leggere la complessità con strumenti moderni. Così i parchi diventano enti che faticano a dialogare, che si guardano da lontano, che rincorrono finanziamenti separati invece di costruire strategie comuni. In questo isolamento si consuma una delle più grandi occasioni mancate del Mezzogiorno: trasformare la sostenibilità da parola di convegno a motore reale di sviluppo. Diffuso. Durevole. La cultura del Mediterraneo, di cui questi territori sono espressione viva, non è una formula nostalgica da rivista patinata. È un sistema di vita fondato su misura, relazione, stagionalità, sobrietà e qualità. È il cibo che rispetta il tempo della terra, l’abitare che tiene conto del vento e dell’acqua, la socialità che nasce nelle piazze e non nei centri commerciali. Questo modello, oggi studiato e invidiato dalle scuole nutrizionistiche di tutto il mondo, è nato qui senza brevetti né slogan. Farne l’asse di una strategia unitaria significa dare dignità economica a ciò che già possediamo culturalmente. È un investimento sul nostro modo di Immaginare il Parco del Mediterraneo significa mettere in rete queste identità, farle dialogare su turismo lento, filiere corte, energie rinnovabili compatibili, ricerca scientifica, educazione ambientale. Significa costruire un sistema capace di attrarre investimenti senza snaturare i luoghi, creare lavoro senza consumare suolo, offrire prospettive ai giovani senza costringerli all’emigrazione permanente. Un progetto simile non è un sogno buonista, ma una risposta razionale a crisi molto concrete: spopolamento, crisi climatica, fragilità economica, solitudine sociale. L’unità dei parchi diventa così uno strumento di resilienza territoriale, non un semplice esercizio cartografico. Il paesaggio diventa infrastruttura, non cornice. dell’innovazione, della coesione sociale e della competitività sostenibile futura. Non va dimenticato che un parco non è solo natura, ma anche governo di processi complessi: mobilità, servizi, sanità di prossimità, scuole nei borghi, manutenzione dei versanti, prevenzione del dissesto. Un sistema unitario consentireb-
be economie di scala, riduzione degli sprechi, scelte più coraggiose sulla destinazione delle risorse. Oggi invece assistiamo a duplicazioni, frammentazioni, competenze che si rimpallano responsabilità. Il risultato è che intere aree interne restano senza una regia forte, mentre avanzano spopolamento e invecchiamento. Il Parco del Mediterraneo può diventare quella regia che oggi manca, capace di tenere insieme ambiente, economia e coesione sociale. Serve una scelta politica che guardi oltre la scadenza elettorale e abbia il coraggio di costruire futuro, non solo consenso. La sfida non è solo istituzionale, ma soprattutto culturale. Mettere insieme quattro parchi significa superare diffidenze, personalismi, piccoli poteri locali che spesso bloccano più delle norme. Significa condividere dati, progettualità, visioni, uscire dalla logica dell’orto recintato. In un tempo in cui le reti sono la forma dell’economia globale, continuare a ragionare per feudi amministrativi è un anacronismo che il Sud non può più permettersi. Il Parco del Mediterraneo costringerebbe tutti a confrontarsi con metriche più alte: qualità della vita, capacità attrattiva, reputazione internazionale. Non più numero di sagre, ma solidità dei servizi e delle opportunità. Serve una classe dirigente che accetti di misurarsi Il Mezzogiorno non ha bisogno di altre cattedrali nel deserto, ma di infrastrutture leggere e intelligenti: sentieri, reti digitali, presìdi culturali, formazione continua, servizi per chi vive e per chi arriva. Un grande parco unitario consentirebbe una narrazione finalmente coerente del Sud interno, non più solo come terra di emergenze, ma come spazio di sperimentazione avanzata. Il turismo non sarebbe più mordi e fuggi, ma permanenza consape-
vole. L’agricoltura non sarebbe solo resistenza, ma innovazione radicata. La ricerca non resterebbe chiusa nelle università, ma scenderebbe nei campi, nei boschi, nelle aziende. Questo è sviluppo sistemico, non assistenzialismo. È un cambio di paradigma che attende Chi sostiene che il Parco del Mediterraneo sia un’utopia confonde la difficoltà con l’irrealizzabile. Le utopie sono ciò che non ha basi materiali; qui invece le basi sono geografiche, ambientali, produttive e culturali. È già tutto presente, serve solo l’atto politico di metterlo in relazione. Le risorse europee premiano sempre più i progetti integrati; le università cercano laboratori territoriali; i cittadini chiedono qualità dell’aria, del cibo, del tempo. Il Parco del Mediterraneo risponde a tutte queste domande insieme, senza inventare nulla di artificiale. È l’organizzazione razionale di ciò che già esiste in forma sparsa. Serve una visione che trasformi la somma in sistema. Il vero ostacolo non è tecnico, ma emotivo: la paura di perdere micro-poteri, la fatica di pensarsi parte di qualcosa di più grande, l’abitudine a difendere il programma del proprio ente prima del futuro dei propri figli. Ma la storia insegna che i territori sopravvivono quando sanno cooperare, non quando si chiudono. Il Parco del Mediterraneo non chiede di rinunciare a identità, chiede di farle dialogare. Non è un sogno contro qualcuno, ma per qualcuno: le comunità che abitano queste montagne, queste campagne, queste coste interne. È una possibilità concreta di restare, di tornare, di costruire senza distruggere. Se sapremo guardare oltre l’oggi, questa opportunità potrà trasformarsi nella risposta più seria e duratura allo spopolamento e alla perdita di senso delle nostre aree interne.
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Basilicata 24 ore
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Via libera del Comune alla procedura nazionale: in palio un milione di euro e una vetrina strategica per turismo, cultura e sviluppo del territorio
Policoro punta sulla costa e si candida al titolo di Capitale italiana del mare 2026 DI VINCENZO MADIA
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l Comune di Policoro ha espresso formale atto di indirizzo per la partecipazione alla procedura di selezione per il conferimento del titolo di Capitale italiana del mare 2026. In balio ci sono un milione di euro e una indubbia maggiore visibilità sia a livello nazionale che internazionale, da poter spendere a fini turistici. A tal scopo l’ente comunale intende acquisire manifestazioni di interesse finalizzate, mediante il coinvolgimento di enti territoriali e di soggetti pubblici e privati portatori di interessi qualificati presenti sul territorio. È ammessa la partecipazione sia in forma singola sia in forma associata. L’iniziativa risponde ad un bando pubblicizzato anche dall’ANCI (l’associazione dei comuni d’Italia) nel si può leggere quando segue. Al fine di favorire progetti, iniziative e attività di valorizzazione e fruizione della cultura italiana del mare, anche attraverso forme di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali marittime, tenendo conto di tutte le componenti dell’economia marittima e avendo riguardo alla valorizzazione e alla conoscenza del mare, alla biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine, con decreto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in
data 4 novembre 2025, è stato istituito il titolo “Capitale italiana del mare”. Con Avviso Pubblico del 22 dicembre 2025 è indetta la procedura di selezione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del mare” per l’anno 2026. Alla selezione per il conferimento di “Capitale italiana del mare” possono candidarsi tutti i Comuni costieri del territorio nazionale. Per il finanziamento del programma delle attività di promozione della cultura marittima previste dal Comune annualmente designato “Capitale italiana del mare” è prevista la concessione del contributo di 1 milione di euro. Termine per la presentazione delle domande di partecipazione: 20 gennaio 2026. Alla selezione per il conferimento di “Capitale italiana del mare” possono candidarsi tutti i Comuni costieri del territorio nazionale. Policoro è una città costiera della Basilicata sul Mar Ionio, nota per le sue ampie spiagge sabbiose, la vicinanza alla Riserva Naturale del Bosco Pantano e un ricco patrimonio storico legato alla Magna Grecia (Herackleia). Policoro dopo una lunga contese giuridica tra Montalbano Jonico e Tursi, appena dopo l’Unità d’Italia, nel 1862, divenne definitivamente frazione di Montalbano che poteva quindi contare su di un vasto territorio, comprendente anche Scanzano, e una lun-
_ Veduta di Policoro ga fascia di penetrazione a mare. Sindaco allora era Francesco Lomonaco, pronipote del più noto omonimo protagonista nel 1700 a Napoli del moto rivoluzionario che portò alla breve esistenza della Repubblica Partenopea. Oltre che sindaco egli fu anche parlamentare per due legislature e segretario della camera dei deputati. Morì a 54 anni. Nel 1954 Policoro divenne comune autonomo con il decreto del presidente della repubblica. Il suo territorio era stato interessato dall’ente riforma e come quello di Scanzano si era popolato di uomini e di donne provenienti da altri territori e che non avevano più nessun legame con Montalbano Jonico. Anche ‘aggiunta “Jonico”, per distinguerlo da altri paesi con
lo stesso nome, era stata opera di Francesco Lomonaco. Nel 1975 a seguito di un discusso referendum, ottenne l’autonomia anche la frazione di Scanzano. Ora, a distanza di anni tutta la politica degli enti territoriali va verso l’aggregazione che può portare indubbi vantaggi. Ma dopo qualche timido tentativo negli anni scorsi, di una possibile riaggregazione dei tre comuni non si parla più. Dopo Potenza e Matera, un comune con Montalbano Jonico, Policoro e Scanzano Jonico, sarebbe l’ente locale più rilevante della Basilicata. Ma ci vorrebbero classi dirigenti, di cui allo stato non vi è traccia, illuminate
DAL VOLUME SUL DIALETTO LUCANO ALLA SFIDA PER SOSTENERE IL CENTRO DI DIALETTOLOGIA: UNA COMUNITÀ CHE GUARDA AL FUTURO PARTENDO DALLE PROPRIE RADICI
Moliterno rilancia le lingue locali: memoria, identità e futuro
L’
esperienza diretta del Comune di Moliterno dimostra quanto il lavoro di tutela e valorizzazione delle lingue locali sia fondamentale per la crescita di una comunità. Con la pubblicazione del volume «Lo scrigno della memoria» (Profidio Editore, 2024), frutto di un percorso condiviso tra studiosi, cittadini e istituzioni, si è visto prendere forma un dialogo profondo tra generazioni, con i più anziani custodi della parola e i più giovani eredi consapevoli di un patrimonio che non è nostalgia, ma futuro. Il volume è stato redatto dall’Unitre di Moliterno con la preziosa assistenza degli studiosi del Centro di Dialettologia, consegnando alle future generazioni uno strumento formidabile per salvare un patrimonio altrimenti perso per sempre.Una comunità che non perde la propria lingua conserva la forza di andare avanti. La lingua è memoria viva, è il filo che tiene insieme le storie familiari, il lavoro, i paesaggi e i sentimenti. È identità, ma non chiusura: al contrario, è la base più solida per aprirsi al mondo con consapevolezza.In
questo solco si colloca il lavoro prezioso del Centro di Dialettologia Lucano, che negli anni ha svolto un ruolo insostituibile di ricerca, documentazione e divulgazione dei dialetti della Basilicata. Attraverso studi scientifici, raccolte lessicali, testimonianze orali, pubblicazioni e attività di formazione, il Centro ha contribuito a salvare dall’oblio un patrimonio linguistico e culturale che appartiene a tutti.Anche a Moliterno era in corso la redazione di una grammatica del dialetto moliternese, un lavoro di grande valore scientifico e civile, oggi purtroppo interrotto perché il Centro si trova senza adeguati finanziamenti. È una battuta d’arresto che non riguarda solo gli studiosi, ma l’intera comunità lucana.Preservare la lingua significa preservare la nostra umanità. La cultura non può essere considerata una merce effimera o un lusso accessorio: è l’anima di una comunità. Senza cultura non può esserci amore per questa terra, già profondamente segnata dallo spopolamento. E senza amore, senza storia condivisa, rischiamo di svuotarci interiormente ancor prima di
perdere tutti i nostri giovani.Per questo il sindaco di Moliterno esprime, a nome dell’amministrazione comunale, il più convinto sostegno al Centro di Dialettologia Lucano e l’auspicio che le istituzioni regionali e nazionali sappiano riconoscerne il valore, garantendo continuità e risorse a un lavoro che non guarda al passato, ma costruisce futuro.Difendere le lingue locali significa rafforzare le comunità, renderle più consapevoli, più aperte e più capaci di dialogare con il mondo senza smarrire se stesse.
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LA RIFLESSIONE Ovvero: come si è riusciti a svuotare una legge nata per dare stabilità
Spettacolo dal vivo in Basilicata: cronaca di una crisi annunciata DI DINO QUARATINO
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on provo stupore leggendo l’articolo sulla crisi dello spettacolo dal vivo in Basilicata. Provo piuttosto una sensazione amara, quella di chi assiste da anni allo stesso film, con attori diversi ma identico copione. Ritardi amministrativi gravi, fondi drasticamente ridotti, programmazioni saltate, operatori lasciati soli dopo aver assunto impegni con artisti, tecnici, fornitori e territori: tutto vero, tutto verificabile, tutto già visto. La notizia non è la crisi, la notizia è che ormai non si riesce più nemmeno a mascherarla.Il problema dei fondi destinati allo spettacolo dal vivo non nasce oggi, né con l’ultimo avviso pubblico né con questa o quella giunta regionale. È un problema strutturale che attraversa almeno tre decenni di politiche intermittenti, spesso emergenziali e subordinate ad altre priorità considerate più urgenti o produttive. Per anni lo spettacolo dal vivo è stato trattato come un accessorio, sostenibile solo quando avanzavano risorse e sacrificabile quando i bilanci si facevano più stretti. Un settore percepito più come voce di spesa che come investimento, più come concessione che come infrastruttura culturale. Eppure parliamo di lavoro,
economia, comunità, presidi territoriali e contrasto allo spopolamento. Ma in Basilicata alcune evidenze faticano ancora a trasformarsi in politiche.Nel 2014 il Consiglio regionale approvò la legge n. 37 sullo spettacolo dal vivo. Molti pensarono che finalmente si imboccasse la strada giusta, fondata su programmazione, stabilità, trasparenza e sul superamento degli interventi a pioggia. Già durante il percorso, però, nelle riunioni della Commissione Cultura regionale, il testo fu modificato, emendato e ritoccato non per rafforzarne l’impianto tecnico, ma per restituire centralità alla politica nella gestione delle risorse. Il risultato è stato una legge che avrebbe dovuto garantire autonomia e che invece ha riprodotto discrezionalità, incertezza e dipendenza.La parola “programmazione” è tra le più abusate nelle politiche culturali lucane. La si evoca spesso, la si pratica raramente. Pubblicare bandi in ritardo impedisce qualunque pianificazione reale, mentre ridurre drasticamente i finanziamenti rispetto ai fabbisogni discussi costringe gli operatori a improvvisare, ridimensionare o rinunciare. Lo spettacolo dal vivo non nasce in emergen-
za, non si costruisce in quindici giorni e vive di continuità, affidabilità e tempi certi, elementi che continuano a mancare.Ogni volta che un progetto viene ridimensionato, una data cancellata o un pagamento rinviato si consuma un danno invisibile ma devastante. Si erode la fiducia, si compromette la reputazione e si indebolisce l’intero ecosistema culturale. Ricostruire fiducia costa sempre più che distribuire contributi.Attribuire la responsabilità esclusivamente alla politica sarebbe disonesto, perché il settore ha conosciuto anche frammentazioni, personalismi e incapacità di fare sistema. Tuttavia la responsabilità principale resta politica, perché è la politica che scrive le regole, decide i tempi, modifica le leggi e stabilisce le priorità. Quando una legge viene piegata più volte per equilibri contingenti, non è il sistema che fallisce, ma è la governance che abdica.Parlo per cognizione di causa. Ho vissuto direttamente il malfunzionamento della legge 37/2014, le sue applicazioni contraddittorie, le modifiche successive e i tempi incompatibili con il lavoro reale. So cosa significa programmare, assumere impegni e trovarsi ostaggio di ritardi, interpretazioni mutevoli e risorse ridotte. Non è una rivendicazione personale, ma un’esperienza diretta che impedisce in-
dulgenza retorica. Le criticità non sono ipotesi, sono fatti vissuti e documentabili. Questi concetti li denuncio da almeno quindici anni, attraverso articoli, incontri pubblici e tavoli istituzionali, spesso ascoltati con cortesia e archiviati rapidamente. Oggi non provo alcuna soddisfazione nel constatare che quelle analisi erano fondate: avrei preferito avere torto.Il disallineamento tra politiche regionali e parametri europei è evidente. In Europa lo spettacolo dal vivo è considerato produzione culturale, innovazione sociale, rigenerazione territoriale e accesso strutturato ai fondi comunitari. In Basilicata si continua invece a ragionare come se l’unica fonte possibile fosse il bilancio regionale, una visione miope che condanna il settore a una dipendenza cronica.Aggiornare seriamente la legge significa anche riconoscere concretamente l’unico teatro esistente, il Teatro Francesco Stabile di Potenza, come centro di produzione di spettacoli multidisciplinari. Un ruolo che deve coinvolgere il Comune di Potenza, in qualità di proprietario, e raccordarsi con altri comuni dotati di spazi teatrali regolari.Ma non basta. È indispensabile creare un organismo pubblico-privato unico, capace di gestire produzione e distribuzione di spettacoli multidisciplinari e di raccordarsi con le
linee guida del Ministero della Cultura e con i parametri europei per l’accesso ai fondi. Solo così il settore potrà contare su continuità progettuale, tempi certi e strumenti stabili, evitando dispersioni e inefficienze.Serve una scelta politica chiara e non più rinviabile. O lo spettacolo dal vivo viene riconosciuto come priorità strategica, con risorse adeguate, tempi certi e una governance competente, oppure si abbia il coraggio di dichiarare apertamente che non lo è, considerandolo residuale e da sostenere solo quando avanzano risorse. Dirlo chiaramente sarebbe un atto di onestà politica. Continuare a proclamarne l’importanza senza garantire condizioni minime di sopravvivenza è un’ipocrisia istituzionale che il settore non può più permettersi.La crisi dello spettacolo dal vivo in Basilicata non è una fatalità. È il risultato di scelte precise, rinvii continui e di una legge svuotata della sua ambizione originaria. Aggiornare la legge 37/2014 non è più rinviabile. Restituire dignità, tempi certi e visione al settore è una responsabilità politica prima ancora che culturale. Il sipario sullo spettacolo dal vivo non si chiude mai per caso: si chiude quando chi governa smette di prenderlo sul serio. E la Basilicata, oggi più che mai, non può permetterselo.
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Basilicata 24 ore
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Latronico: «Saldo ancora negativo ma in miglioramento». Si punta su investimenti, accordi interregionali e programmazione
«Mobilità sanitaria, ora segnali di inversione per la Basilicata» POTENZA. I dati sulla mobilità sanitaria continuano a rappresentare una delle principali criticità per i sistemi sanitari del Mezzogiorno e la Basilicata non fa eccezione. Un fenomeno strutturale, che vede cittadini scegliere o essere costretti a curarsi fuori regione, con ricadute economiche e sociali rilevanti, ma che va letto nel corretto contesto nazionale. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, che invita a un’analisi responsabile e fondata sui numeri più recenti.La mobilità sanitaria, spiega l’assessore, non è un’anomalia lucana né un fenomeno recente, ma una dinamica consolidata che interessa soprattutto il Sud Italia e riflette differenze storiche nell’offerta assistenziale, nell’organizzazione dei servizi, nelle dotazioni tecnologiche e nei tempi di risposta. Proprio per questo la Regione Basilicata ha scelto di assumere la mobilità passiva come indicatore di criticità ma anche come strumento di governo utile a orientare le scelte programmatiche.I dati più aggiornati mostrano segnali incoraggianti. Nel 2024 il saldo complessivo della mobilità sanitaria registra un recupero di oltre 1 milione di euro rispetto al 2023, grazie a un incremento della mobilità attiva pari a 2,37 milioni di euro, a fronte di un aumento della mobilità passiva di circa 1,3 milioni. Un andamento che evidenzia una crescente capacità del sistema sanitario lucano di attrarre prestazioni e trattenere valore. L’aumento registrato nel biennio 2022-2023, pari a oltre 22 milioni di euro, viene invece ricondotto anche agli effetti fisiologici della fase post-Covid. Dal 2024 si osserva un’inversione di tendenza, con misure di contenimento che iniziano a produrre risultati concreti.Tra gli strumenti messi in campo figura la recente sottoscrizione
TRA GIUGNO E DICEMBRE 2025 NEL MATERANO
Prevenzione, alta adesione per screening alla prostata
dell’accordo di cooperazione sanitaria con la Regione Puglia, valido per il periodo 2025-2028, che disciplina in modo strutturato la mobilità interregionale per l’assistenza ospedaliera e specialistica. L’intesa definisce regole chiare su appropriatezza, volumi e sostenibilità economica, con l’obiettivo di governare i flussi ed evitare fenomeni non controllati.Parallelamente la Regione ha destinato risorse aggiuntive per incrementare i volumi di prestazioni, coinvolgendo anche il privato accreditato e contrattualizzato, e per sostenere l’attività delle aziende sanitarie pubbliche. Sono in corso investimenti per il rafforzamento della capacità diagnostica e assistenziale, con l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture e una nuova programmazione dei fabbisogni di personale, attraverso piani assunzionali pluriennali. Azioni che confluiscono nella nuova programmazione sanitaria regionale, orientata al consolidamento del sistema e al miglioramento della qualità dell’assistenza per i cittadini lucani, con l’obiettivo di ridurre progressivamente le cause della mobilità fuori regione.
MATERA. Numeri significativi per la prima fase del progetto di screening della prostata svolta tra giugno e dicembre 2025 sul territorio di Matera e provincia. L’iniziativa, dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie prostatiche, ha registrato un’adesione ampia e diffusa, confermando una crescente attenzione degli uomini verso la tutela della salute.Nel periodo considerato sono state raccolte 1.142 prenotazioni e sono stati effettuati 824 prelievi. Oltre 700 cittadini sono stati inoltre indirizzati a visita urologica per ulteriori approfondimenti clinici, a conferma dell’efficacia dello screening come strumento di intercettazione precoce. Le attività si sono svolte nei principali centri sanitari della provincia, con una maggiore affluenza negli ospedali di Matera e Policoro e una partecipazione significativa anche nei presidi territoriali.«I risultati confermano l’importanza di investire in programmi di prevenzione strutturati e capillari», sottolinea il direttore sanitario Andrea Gigliobianco, evidenziando il valore dello screening per garantire percorsi di cura tempestivi ed efficaci.«L’elevata adesione dimostra che, quando la sanità pubblica è vicina ai cittadini, la risposta è consapevole», dichiara l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, ribadendo l’impegno della Regione Basilicata nel rafforzare una prevenzione accessibile e orientata ai bisogni reali della popolazione.
Verrastro e Tamburrano: «Percorso avviato da tempo, ora serve solo un confronto sindacale sul protocollo tra Asp e Asm»
Emergenza-urgenza, UIL Fpl rivendica il lavoro sul 118 POTENZA. Il lavoro sul servizio di emergenza urgenza 118 «parte da lontano» ed è oggi arrivato a una fase che richiede esclusivamente un confronto sindacale sul protocollo tra Asp e Asm. A sottolinearlo è la Uil Fpl Basilicata, che interviene per rivendicare il percorso già avviato e per respingere i tentativi di una sigla sindacale autonoma di accreditarsi come promotrice di rivendicazioni già in via di definizione.Il sindacato ricorda che già nel mese di giugno la Uil Fpl Basilicata è stata audita in IV Commissione consiliare regionale, illustrando in modo puntuale e documentato le criticità che interessano il personale del 118 del Materano. In quella sede furono evidenziate anche le gravi carenze strutturali e tecnologiche presenti in numero-
se postazioni operative, spesso caratterizzate da dotazioni obsolete e da condizioni di lavoro non più adeguate.Nel corso dell’audizione la Uil Fpl ha inoltre proposto di destinare una parte delle risorse del Pnrr all’ammodernamento delle sedi e delle postazioni del 118, con l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro dignitose agli operatori e un servizio più efficiente per i cittadini.Il servizio Deu 118 ha valenza regionale, come stabilito dalla legge regionale numero 2 del 12 gennaio 2017 sul riordino del sistema sanitario, che attribuisce all’Asp di Potenza la competenza gestionale, economica e organizzativa dell’intero sistema, comprese le risorse umane. In questo quadro normativo, la Uil Fpl ha formalmente richiesto l’attuazione di un protocollo
di intesa tra Asp e Asm per consentire una ricollocazione equa del personale con limitazioni all’interno delle strutture dell’Azienda sanitaria di Matera. Un protocollo già attivato in passato per un periodo limitato e che oggi necessita soltanto di una revi-
sione.Secondo il sindacato, la revisione è ormai in via di definizione, ma il percorso deve completarsi attraverso un confronto diretto, trasparente e strutturato con le organizzazioni sindacali. Per questo viene chiesta formalmente all’Asm la convocazione delle parti, al fine di condividere contenuti, modalità applicative e tempistiche, evitando soluzioni unilaterali che rischierebbero di non rispondere alle reali esigenze dei lavoratori.A firmare il comunicato sono il segretario generale della Uil Fpl Basilicata, Giuseppe Verrastro, e il segretario territoriale Uil Fpl, Tommaso Tamburrano, che sottolineano come ci si trovi nella fase conclusiva di un percorso avviato da tempo e seguito con coerenza e responsabilità.
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Potenza
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L’assessore alla viabilità e la maggioranza rispondono all’opposizione: focus su finanziamenti regionali, impianto Prima e bando assegnazione alloggi
Scale mobili e Bucaletto, Giuzio tuona: «Potenza merita di conoscere la verità» I
DI FRANCESCO MENONNA
consiglieri di maggioranza hanno tenuto una conferenza stampa presso la Sala dell’Arco di Palazzo di Città per rispondere alle accuse mosse dall’opposizione in merito alla chiusura dell’impianto 1 delle scale mobili, che da viale Marconi conduce a piazza XVIII Agosto e, di conseguenza, al Centro storico. Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche l’impegno dell’Amministrazione per la risoluzione delle criticità legate alla Cittadella di Bucaletto.Un intervento compatto e deciso, durante il quale gli esponenti della maggioranza hanno illustrato alla stampa le problematiche connesse allo stop dell’impianto delle scale mobili e alla questione Bucaletto, sgombrando il campo da dubbi e incertezze su presunte mancanze dell’Amministrazione comunale su entrambi i fronti. Il tutto a 48 ore dalla conferenza stampa organizzata sabato scorso dai gruppi di opposizione presso il Consiglio regionale, durante la quale la maggioranza era stata accusata di non aver adempiuto correttamente alle operazioni relative alle scale mobili.Due temi che continuano a tenere banco nell’opinione pubblica e che sono stati affrontati nel dettaglio dall’Amministrazione comunale e dai consiglieri, schierati a sostegno dell’assessore alla Mobilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio. La chiusura delle scale mobili e l’affidamento del servizio sostitutivo tramite navetta alla Miccolis, è stato spiegato, ha consentito e consentirà ai numerosi utenti di raggiungere comunque il Centro storico per lavoro, studio, shopping e servizi di vario genere.Quando dalla Regione Basilicata giungerà nelle casse di piazza Matteotti l’atteso finanziamento da 6 milioni e mezzo di euro, l’Amministrazione comunale riavvierà la procedura che consentirà, salvo imprevisti dell’ultima ora, l’avvio dei lavori entro il 2027, risorse derivanti dal Fondo di Coesione Sociale. Tra gli interventi previsti figura anche la realizzazione di parcheggi a Verderuolo, in grado di rispondere alle
esigenze dei residenti, dei cittadini e dei fruitori dell’area.Una rassicurazione significativa che arriva al termine di un percorso complesso, in un contesto che vede ancora centrodestra e centrosinistra divisi sui tempi di riapertura dell’impianto delle scale mobili cittadine. Inevitabile, su questo tema, il botta e risposta con la minoranza e con le precedenti amministrazioni comunali di centrodestra, accusate di non aver consentito l’esecuzione dei lavori nei tempi previsti. È stato rimarcato come, una volta attivato il finanziamento, le tempistiche seguiranno rigorosamente le norme di legge.Sul fronte Bucaletto, il nuovo bando permetterà a numerosi cittadini di accedere ad alloggi sicuri, restituendo al rione condizioni dignitose e una migliore qualità della vita. In totale saranno 115 gli alloggi previsti, pensati per fornire risposte immediate ai residenti della Cittadella. Risposte definite chiare e puntuali, quelle che l’Amministrazione comunale ha inteso offrire alla cittadinanza e ai consiglieri di minoranza che avevano sollevato dubbi e critiche su entrambi i versanti.Sotto accusa, ancora una volta, le precedenti amministrazioni comunali, ritenute responsabili di non aver garantito, in particolare per le scale mobili, un funzionamento adeguato, con ritmi e tempi consoni a una città verticale che punta su questo impianto anche per creare indotto e sviluppo turistico. In questo quadro si inserisce l’intervento del consigliere comunale Francesco Catapano, che ha voluto chiarire entrambi gli aspetti, sottolineando l’azione messa in campo dall’Amministrazione: «Diciamo che oggi abbiamo sicuramente un chiaro e uno scuro. Molto chiaro e positivo è ciò che finalmente riguarda Bucaletto, con il nuovo bando che ci consentirà di dare tante risposte a cittadini che lo attendevano da tempo. Più scura, invece, è la questione legata all’impianto 1 delle scale mobili, perché ci troviamo a dover gestire un fermo che non avremmo mai voluto affrontare. Purtroppo, non per responsabilità nostre, le risorse che
_ Foto di A. Mattiacci
avremmo dovuto ricevere per tempo non sono pervenute. Ci auguriamo quindi che arrivino nel minor tempo possibile per poter intervenire e riaprire l’impianto».Alle critiche ha replicato anche l’assessore alla Mobilità, Francesco Giuzio: «Siamo qui per rispondere alle accuse ma soprattutto per fare chiarezza, perché i cittadini meritano di conoscere la verità dei fatti. Sono state dette molte inesattezze dai consiglieri regionali e comunali di centrodestra ed era doveroso rappresentare la realtà, documenti alla mano. L’Amministrazione non si è mossa in ritardo: la Regione è a conoscenza della richiesta e della necessità di questo finanziamento dal 2022, quindi sotto l’Amministrazione Guarente, nella quale gli stessi consiglieri regionali di oggi ricoprivano ruoli da assessori o consiglieri comunali».Giuzio ha poi aggiunto: «Va ricordato che l’Amministrazione Telesca, appena insediata,
ha ottenuto il risultato della proroga, investendo somme importanti, circa 330 mila euro, per garantire un’estensione di 14 mesi, confidando nel rispetto degli impegni da parte del Governo regionale. Parola che, purtroppo, non è stata mantenuta. Io parlerei di un vero e proprio tradimento nei confronti della comunità potentina e dell’intero hinterland, perché la scala mobile è un’infrastruttura al servizio di tutti. La chiusura dell’impianto comporta l’impossibilità di lavorare a
impianto aperto: servirà una gara sotto soglia europea, con tempistiche previste dalla legge, e una nuova progettazione, perché quella del 2022 non è più attuale. Occorrerà aggiornare il quadro economico e svolgere le necessarie analisi. Anche se i fondi arrivassero oggi, servirebbero mesi per affidare i lavori. L’auspicio è che il finanziamento arrivi in meno di due anni, ma realisticamente l’avvio dei cantieri non potrebbe avvenire prima di gennaio 2027».
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OPPIDO Il Sindaco fa il punto della situazione ai cittadini e spiega le interlocuzioni avute con Poste Italiane
Progetto “Polis”, «I lavori subiscono continui slittamenti e il disagio è ormai insostenibile»
DI EMANUELA CALABRESE
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al Comune di Oppido Lucano si leva la voce di disagio in merito ai lavori del Progetto Polis che interessano il locale Ufficio Postale. «In questi giorni tanti di voi mi stanno chiedendo aggiornamenti sulla riapertura dell’Ufficio –spiega il Sindaco Mirco Evangelista- È una preoccupazione più che legittima: i lavori di adeguamento dell’Ufficio, avviati nell’ambito del progetto “Polis”, stanno subendo continui slittamenti e il disagio che ne deriva è diventato ormai insostenibile, soprattutto in piena stagione invernale». Così il Primo cittadino snocciola la questione: «Facciamo un po’ di chiarezza, quella che serve davvero senza inutili strumentalizzazioni visto che su cose come queste si è (o si dovrebbe) essere tutti dalla stessa parte. Il proget-
to Polis di Poste Italiane coinvolge circa 7000 comuni in Italia e mira a creare Uffici postali dove i cittadini potranno richiedere certificati anagrafici e di stato civile, la carta d’identità elettronica, il passaporto, il codice fiscale per i neonati, certificati previdenziali e giudiziari, e numerosi altri servizi che si aggiungono a quelli postali, finanziari, logistici, assicurativi e di telecomunicazione. Sin dall’inizio ho mantenuto contatti costanti con Poste Italiane – sottolinea Evangelista- sia attraverso comunicazioni formali sia tramite interlocuzioni dirette, per rappresentare con chiarezza ciò che la nostra comunità sta vivendo: l’incertezza sulle date, i rinvii comunicati a ridosso delle scadenze già annunciate e, soprattutto, la necessità di garantire ai cittadini un servizio essenziale senza costringerli a spostamenti e attese che pesano in modo par-
ticolare su anziani, persone fragili e su chi non ha mezzi o tempo a disposizione». Poste dal canto suo asseriva come, «a parziale rettifica di quanto comunicato con la nota del 20 ottobre 2025, a causa di ritardi nell'installazione degli allarmi, l'Ufficio postale resterà chiuso al pubblico fino al 10 febbraio 2026 -ed informava che- fino al 09 febbraio 2026, resterà disponibile uno sportello dedicato presso l'ufficio postale di Tolve, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08:20 alle ore 13:35, sabato dalle ore 08:20 alle ore 12:35 dove la clientela dell'ufficio postale, potrà svolgere tutte le operazioni effettuabili presso il proprio Ufficio di radicamento, compreso il ritiro della corrispondenza in giacenza. L'Ufficio postale di Oppido Lucano riaprirà in data 11 febbraio 2026, salvo imprevisti di cui si darà tempestiva comunicazione». Il Sindaco riepiloga nel contempo le interlocuzioni avute con Poste, e pubblica a mezzo social sulla pagina istituzionale del Comune, alcune di esse: «Con una comunicazione di fine ottobre richiedevo espressamente che i lavori venissero posticipati evitando le concomitanti festività natalizie e i conseguenti disagi in particolare per la popolazione anziana. Proprio in questi ultimi giorni ho avuto anche un colloquio telefonico con i dirigenti competenti di Poste Italiane per ribadire con fermezza che il protrarsi dei lavori non può più essere gestito con an-
nunci che cambiano di continuo e con una pianificazione che, nei fatti, non tutela l’utenza. Ho chiesto che venga fornito un quadro chiaro e affidabile, con un’indicazione realistica dei tempi e una data certa di riapertura, perché la nostra comunità ha diritto a informazioni tempestive e credibili, non a promesse che slittano ogni volta di qualche settimana». Evangelista difatti aveva messo nero su bianco «la ferma presa di posizione rispetto al perdurare della chiusura dell'Ufficio in via Alcide De Gasperi e ai gravi, crescenti disagi che tale situazione sta determinando per la popolazione, in modo del tutto sproporzionato rispetto alle esigenze organizzative che Poste Italiane è tenuta a governare con affidabilità, correttezza informativa e continuità del servizio». Dunque, conclude il Sindaco, oggi «sollecito l’individuazione immediata di soluzioni temporanee concrete che consentano di erogare i servizi postali a Oppido Lucano, evitando che inefficienze e ritardi si traducano in ulteriori sacrifici per i cittadini. Il Comune è disponibile a collaborare per quanto di competenza, ma è indispensabile che Poste assuma rapidamente decisioni operative e le renda effettive. Continuerò a seguire la vicenda giorno per giorno, mantenendo alta la pressione istituzionale e pretendendo risposte serie e verificabili, nel rispetto dei ruoli istituzionali di ciascuno. Vi terrò aggiornati con puntualità sugli sviluppi».
FUGGITI SU UNA VOLKSWAGEN, I RAPINATORI HANNO USATO I CHIODI PER FERMARE L’INSEGUIMENTO DEI CARABINIERI
Assalto al bancomat della Bpm a Rapolla: i malviventi fuggono con il bottino
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ncora un bancomat preso di mira in Basilicata. Questa volta si tratta della Bpm di Rapolla. All’alba di ieri mattina, alcuni malviventi, probabilmente 3, hanno fatto esplodere con la tecnica della marmotta il Bancomat della filiale di via Melfi. Il bottino è ancora da quantificare. Coperti in volto hanno provocato una doppia esplosione. Come previsto dal Piano messo in campo nelle scorse settimane contro i ripetuti assalti ai bancomat nel Potenti-
no, i Carabinieri della Compagnia di Melfi sono subito intervenuti, mettendosi all’inseguimento dei tre rapinatori per otto chilometri sulla statale 93 PotenzaBarletta. Itre sono fuggiti su una Volkswagen nera e hanno buttato sull’asfalto dei chiodi tricuspide che hanno forato gli pneumatici dell’auto su cui viaggiavano i militari dell’Arma costringendoli a fermarsi: nessuno è rimasto ferito. Le indagini sono in corso per identificare i tre uomini.
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martedì 13 gennaio 2026 www.lecronache.info
VIETRI Il presidente dell’Associazione Territorio Attivo Carleo denuncia le scelte del sindaco e presidente della Provincia
«Il doppio fallimento della (non) politica a 5 stelle di Giordano»
__Carleo e Giordano
VIETRI DI POTENZA. Dietro la retorica dei successi sbandierati a ogni occasione pubblica del sindaco di Vietri di Potenza Christian Giordano, si nasconde una realtà amministrativa bene diversa. A raccontarlo è Rocco Carleo, presidente dell'Associazione “Territorio Attivo” che afferma: «Ormai la mala gestione politica e programmatica dei 5 stelle e sopratutto del Sindaco di Vietri di Potenza nonchè Presidente della Provincia di Potenza è ben chiara! Al di là dei proclami per le tante opere realizzate, non certo per merito suo o programmatico ma grazie solo ed unicamente all'enorme fiume di danaro che in questi anni, grazie al PNNR, si è riversato nelle casse degli enti locali e provinciali, alla portata anche di tutti gli amministratori, ma che a fine anno terminerà inesorabilmente, il fallimento si misura nel costante e continuo sperpero di danaro pubblico in termini di "spese correnti"». Difatti, le casse dei due Enti (Provincia e Comune di Vietri di Potenza) «si sono talmente depauperate da non poter più reggere e, quindi, avere un bilancio in pareggio, cosi come prevede la legge. Di qui le difficoltà ad approvare il bilancio di previsione 2026/2028, in entrambi gli enti, che porta ad una gestione in dodicesimi, cioè la paralisi più totale» continua Carleo.
«Scellerate» secondo Carleo appaiono le scelte compiute in Provincia. «Prima, - incalza la nomina di ben due collaboratori, ex art.90 TUEL (naturalmente senza alcuna selezione ma scelti tra i suoi " Fedelissimi", ovvero due consiglieri comunali di Vietri di Potenza, addirittura uno di opposizione), per una spesa fissa di circa 90.000 euro annui, di cui non si sa, se, retribuibili, attesa la loro funzione pubblica di consiglieri comunali» e la seconda «assurda quanto dispendiosa, nomina di un inutile Direttore Generale (anzi Direttrice), scelta solo per note amicizie (essendo la moglie dell'Avvocato dove sia il presidente sia la di lui moglie hanno svolto la pratica legale), privata accuratamente di qualsivoglia responsabilità gestionale, affidata, questa, sia prima sia dopo la nomina, sempre al segretario generale dell'Ente, che veniva e viene investito di tutti gli "interim" direzionali vacanti; ma un direttore non certo privo, al contrario, di un lautissimo stipendio di oltre 150.000 euro annui. E pare che la prefata direttrice utilizzerebbe impropriamente, giorno e notte, lo stallo (parcheggio) all'interno della Provincia, avendo l'abitazione nel centro storico, nel mentre i poveri dipendenti (nell'accezione che ne dà il Marchese del Grillo) devono parcheggiare a qualche chilometro di distanza per andare (loro) a lavorare!».
«Sembra che l'unica cosa che interessa al nostro Presidente - prosegue Carleo - sia la sproporzionata (per le responsabilità inesistenti che ha) indennità di carica, pari ad oltre 11.000,00 euro mensili. Intanto la maggioranza vacilla e pur di avere altri mesi di "stipendio" e di "galleggiamento" le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale ancora non si tengono, essendo scaduto il mandato a dicembre 2025, come per la Provincia di Matera dove si è votato, invece, il giorno 11 gennaio 2026 con un risultato di 8 consiglieri attribuiti al centro-destra e 3 al campo largo centro-sinistra». Il bilancio di previsione, sia alla Provincia sia al Comune di Vietri, sarebbe ben lontano dal poter essere approvato, «per via del pre-dissesto ormai conclamato e il pareggio praticamente irraggiungibile, a meno di qualche alchimia finanziaria e contabile». Nel Comune di Vietri di Potenza, si ritiene che «si registri il più elevato numero di contenziosi d'Italia (proporzionalmente parlando), - continua Carleo - ben 135 atti deliberati di costituzione in giudizio ed altrettanti incarichi legali, da quando il Sindaco Avvocato è entrato in carica ed ha dichiarato guerra praticamente a tutti i suoi detrattori e/o oppositori (persino alla zia, ex dipendente del comune, rea di essere la moglie del suo avversario politico). Ma anche se le cause si vincono (e non sempre si vincono), purtroppo il legale dell'ente, sempre lo stesso o gli stessi dal 2017 (anno dal quale Giordano è Sindaco), fattura al Comune molto di più di quanto liquida il Giudice, perché, evidentemente, non applica (né viene vincolato) i minimi tariffari. La spesa corrente è incontrollata e lo squilibrio è patologico e strutturale ormai». «I servizi non sono più garantiti, - denuncia il presidente dell’Associazione Territorio Attivo - basta dire che il ragioniere continua a "lavorare" pur essendo in pensione ormai da due anni, mentre il responsabile dell'Ufficio tecnico (professionista esterno sempre di nomina fiduciaria) va verso i 70 anni ed è sempre affiancato dalla moglie, figura mitologica e immaginaria, che lo accompagna a lavoro!». «Presidente/Sindaco dimettiti, che ormai tutti ti conoscono o ti hanno conosciuto in modo da non creare più imbarazzo politico alla comunità intera» conclude Rocco Carleo.
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Matera e Provincia
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Il Direttore dell’ISSRI e il Sindaco di Matera apriranno l’incontro, seguito dalla riflessione del Cardinale Baggio sul dialogo come sorgente di pace
Matera e il dialogo: un evento culturale per iniziare il percorso verso il 2026
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iovedì, alle ore 17:00, nell’Aula Magna dell’Istituto “Sant’Anna” di Matera, si terrà un evento culturale promosso dall’Istituto Superiore di Scienze Reli-
giose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” in occasione dell’avvio dell’anno di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo. L’Istituto Superiore di
Scienze Religiose (ISSRI), attualmente diretto dal prof. Angelo Gallitelli, è un’istituzione accademica ecclesiastica promossa dalle Chiese locali della Basilicata, strutturata secondo il modello universitario 3+2 e collegata dal 2017 alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. L’ISSRI svolge attività di alta formazione nelle scienze religiose, offrendo percorsi finalizzati allo studio della teologia e delle discipline affini, alla formazione culturale e pastorale e alla preparazione di insegnanti di religione cattolica e operatori ecclesiali. L’incontro, dal titolo “Matera 2026, la cultura del dialogo come sorgente di pace”, si inserisce nel per-
corso di riflessione culturale, sociale ed ecclesiale che accompagna il cammino di Matera verso l’anno di Capitale mediterranea della cultura e del dialogo che prenderà il via il prossimo 20 marzo. Dopo i saluti istituzionali, affidati a don Angelo Gallitelli, Direttore dell’ISSRI, ad Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera e a Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, ci sarà la prolusione di Sua Eminenza il Cardinale Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che offrirà una riflessione sul valore del dialogo come fondamento di pace, giustizia e sviluppo umano integrale nel contesto contempo-
raneo. Da anni impegnato a livello internazionale sui temi delle migrazioni, della mobilità umana, della giustizia sociale e della promozione della dignità della persona il cardinale Fabio Baggio ha svolto incarichi accademici e pastorali in diversi Paesi, tra cui Cile ed Argentina, ed è stato tra i principali collaboratori della Santa Sede nell’elaborazione delle politiche ecclesiali a favore di migranti e rifugiati. Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico. L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Fondazione Matera Basilicata 2019 e del Comune di Matera.
La Dirigente scolastica Tarantino esprime soddisfazione per un progetto che valorizza il pensiero critico e l’argomentazione tra gli studenti
L’Iis Fermi di Policoro è scuola capofila per la curvatura Debate
L’
Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Policoro è ufficialmente riconosciuto dall’Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione e la Ricerca Educativa (INDIRE) quale scuola capofila nazionale per la curvatura Debate, in virtù dell’adozione e della sperimentazione della metodologia delle MicroConferenze, ideata e sviluppata all’interno dell’Istituto. «Il riconoscimento attribuisce valore nazionale a un modello didattico metodologico innovativo, capace di promuovere in modo strutturato le competenze comunicative, argomentative e critiche degli studenti, integrando ricerca personale, public speaking, cittadinanza attiva e competenze digitali in un percorso di apprendimento partecipativo e riflessivo» si legge in una nota dell’Istituto. INDIRE ha inoltre annunciato che, a breve, saranno emanate le nuove Linee Guida nazionali relative alla curvatura Debate, nelle quali tale riconoscimento sarà formalmente recepito e disciplinato, delineando criteri e modalità per la diffusione del modello nelle scuole interessate su scala
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nazionale. Il percorso è stato reso possibile grazie al lavoro negli anni del Team formativo delle MicroConferenze che, da quest’anno, risulta composto dalle prof.sse Giovanna Tarantino, Patrizia Cafasso, Magda Minervini e Teresa Micucci.
«Questo riconoscimento rappresenta per me una grande soddisfazione – dichiara la Dirigente scolastica Giovanna Tarantino – maturata attraverso un lavoro personale, lungo e appassionato, che ha curato con attenzione tutti gli aspetti del progetto innovativo. È l’esito di un percorso che accer-
ta, con convinzione profonda, che la scuola debba investire con coraggio in pratiche metodologicheeducative innovative, capaci di valorizzare il pensiero critico, la parola, l’argomentazione e la responsabilità comunicativa degli studenti. Il merito va all’intera comunità scolastica dell’IIS “Enrico Fermi” di Policoro e, in particolare, al Team delle MicroConferenze, che in questi anni ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto con dedizione e competenza. Sono particolarmente felice di aver guidato il Fermi di Policoro a importanti riconoscimenti nazionali nell’ambito di Avanguardie Educative – INDIRE, a conferma del fatto che anche dai nostri territori è possibile incidere in modo significativo nel panorama dell’innovazione didattica nazionale». Con questo riconoscimento, l’IIS “Enrico Fermi” di Policoro si conferma polo di riferimento nazionale per l’innovazione educativa, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo di modelli didattici orientati alle competenze del XXI secolo e alla formazione di cittadini consapevoli, critici e responsabili.
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Periscopio
martedì 13 gennaio 2026 www.lecronache.info
Nella rubrica di Cronache una riflessione riscoprire l'umanità e il legame con gli altri, senza filtri né distrazioni
Appunti di realtà: il 13 gennaio DI DINO QUARATINO
È
curioso come a volte tutto si oscuri e debba spegnersi una connessione per farci capire quanto siamo davvero connessi. Negli ultimi giorni, in Iran, milioni di persone si sono ritrovate improvvisamente offline: non più internet, non più messaggi, non più post, non più aggiornamenti costanti. Una specie di “grande blackout digitale”, imposto dall’alto nel tentativo di soffocare le grida di chi protesta in strada contro costi della vita insostenibili, perdita di diritti, fragilità economica e socialità compressa. Immaginate: un momento siete aggrappati allo schermo del vostro smartphone come se fosse un polmone digitale, il secondo siete tagliati fuori dal flusso continuo di notizie, commenti, meme, distrazioni, allarmi, consigli per la cena, storie di gatti e video virali. In quel silenzio imposto, succede qualcosa di sorprendente: non si spegne il rumore attorno, ma iniziano a emergere i suoni di dentro. È come se la vita reale bussasse forte alla porta della nostra attenzione, e
noi, abituati al taptap frenetico delle notifiche, quasi non la sentissimo più. E qui sta la grande lezione del 13 gennaio 2026, ben più attuale di qualsiasi breaking news sportiva o economica: quando perdiamo la connessione esterna, scopriamo che la vera connessione è quella interiore e collettiva. C’è una saggezza antica che ci suggerisce da sempre che la causa di ogni trasformazione non è fuori di noi, ma dentro, e che la vera rivoluzione comincia quando decidiamo di non reagire ai blackout come una catastrofe, ma come una chiamata a guardare dentro, a cercare coesione, rispetto e dignità. In Iran, in mezzoalle strade, la gente continua a cantare, a resistere, a guardarsi negli occhi, a sentirsi umana, senza filtri, senza like, senza retweet. Quella che i governi percepiscono come perdita di controllo è in realtà la riscoperta di un’altra forma di comunicazione autentica: quella che non si misura in bit e byte, ma in riconoscersi l’un l’altro come persone, non come profili. E non è una que-
stione lontana: anche noi viviamo ogni giorno una forma sottile di blackout. È quella condizione in cui siamo circondati da informazioni ma disconnessi dagli altri. Ci sentiamo connessi, ma restiamo soli. Siamo sempre aggiornati, ma raramente presenti. È un paradosso moderno: più rete, meno relazione. Più schermi, meno sguardi. Più messaggi, meno ascolto.Più contenuti, meno significato. È lì che dobbiamo guardare con sincerità: non nel rumore di fondo delle notifiche, ma nel silenzio che ci rimane quando tutto questo rumore si ferma. Ed è proprio in questo spazio vuoto che possiamo riscoprire la nostra forza più vera:
la capacità di influenzare il mondo non con la quantità di ciò che diciamo, ma con la qualità di ciò che viviamo e di come ci relazioniamo con gli altri. In un mondo dove una protesta può essere oscurata con la pressione di un pulsante, la risposta più potente non è urlare più forte, ma restare umani, sostenersi reciprocamente, creare una connessione che nessuna censura può spegnere. Questo 13 gennaio ci ricorda che la libertà non è solo avere accesso a internet o alla tecnologia più avanzata. La libertà è poter esprimere chi siamo senza paura, con dignità, con cuore, con apertura verso chi è accanto a noi. È la capacità di riconoscere che ognuno
di noi è un nodo in una rete più vasta, non digitale, ma umana. E allora, la prossima volta che vi sentite persi perché cade una connessione, provate a chiedervi:Cosa emerge quando il rumore si arresta? Cosa resta davvero di me? Come posso essere più presente, più vicino agli altri, più parte di questa rete umana invisibile e potente? In fondo, non abbiamo bisogno di più segnale per sentirci connessi. Abbiamo bisogno di più presenza, più ascolto, più cura, dentro e fuori di noi. E forse è proprio questa la lezione che stiamo dimenticando:non è quanto siamo connessi, ma quanto sappiamo rimanere umani quando tutto il resto tace.
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martedì 13 gennaio 2026 www.lecronache.info