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Cronache del 12 marzo 2026

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DOPO IL RISULTATO DELLE PROVINCIALI, IL PRESIDENTE DI TERRITORIO ATTIVO DI VIETRI BOCCIA GIORDANO

«Catastrofe politica per il M5S»

Carleo: «Mala gestione amministrativa ben chiara. Faccia mea culpa e rassegni le dimissioni»

VITA BACCHETTA LACORAZZA E SANTARSIERO PER «IL SOLITO NOIOSO DIBATTITO INTERNO»

CENTROSINISTRA A BRANDELLI

AVS-EV

Montalbano, nel 1825 il gossip già c’era

D I VI NC EN Z O MAI DA

Sono cambiati gli strumenti di comunicazione, ma il gossip è sempre esistito. Ed esso può dirci dei costumi dell’epoca, molto di più di un trattato di sociologia. Montalbano Jonico dispone di una ricca biblioteca dalla metà del 1800, con circa 9.000 volumi nel Fondo Antico, tra cui 150’ cinquecentine e molti manoscritti. Ne abbiamo (...)

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Dellapenna a pag 2

DMA GUARDA CHE SPASSO

l’eletto in Regione

CRONA-CHI?

obbiamo confessare che da queste provinciali di Potenza ci aspettavamo della noia terribile ed invece siamo sorpresi di qualche bella novità. Ora che non contino più un fico secco nel potere istituzionale e che al pari siano esibizioni del narcisismo di qualche capetto è lapalissiano, eppure ben oltre questi limiti la lezione d’attualità non deve andare persa perché riguarda più da vicino la riorganizzazione della gerarchia tra i partiti. E così per prima cosa s’è palesato, ammesso che ce ne fosse bisogno, che i 5S sono una specie di fantasma territoriale e che la governance stellare del presidente Giordano è vera fuffa per i cittadini come per il movimento. Poi c’è Azione sbianchettata al minuscolo elettorale con tutta l’insignificanza trasformista che sta penosamente vivendo, peraltro dietro la regia abulica di Pittella. A seguire il colpo gobbo socialista contro la faccia verde e presidenziale di Smaldone e, dulcis in fundo, la faida di fratellanza lucana che ha giubilato, peraltro con felici dimissioni, il pessimo capogruppo Vigilante a vantaggio del bravo Pippa, magari una profezia di quello che accadrà all’assessore Cicala. Canta Salmo: “Ma guarda che spasso…”

CARO MATERIALI Maragno (Ance) chiede misure contro la speculazione sui prezzi aggravata dal conflitto in Medio Oriente

«Cantieri a rischio per rincari»

Parata dei Turchi, la denuncia: «Anni di tradizione cancellati con una Pec»

La dottoressa Sola sulla depressione da spopolamento: «Colpisce i giovani delle aree interne e parlarne è il primo passo»

■ Tammariello a pag 9

BANDO NON METANIZZATI Il coordinatore del Dipartimento Ambiente FdI Motta: «Misura fortemente voluta, è un passo avanti per le famiglie lucane»

■ Servizio a pag 8

VERTENZA SMART PAPER Sciopero ad oltranza per i lavoratori: promosso presidio permanente davanti alla Regione per il futuro lavorativo

■ Servizio a pag 8

LA LETTERA

La proposta di Fierro all’assessore Pepe per creare nuovi parcheggi in centro storico: l’area dell’ex Cinema Ariston

■ Servizio a pag 18

POTENZA A CRONACHE I FI GURANTI “ESCLUSI ”
Un momento della Parata
Mollica a pag 17
LA CURIOSITÀ
Maragno
Servizio a pag 7
Servizio a pag 3

Vita bacchetta Lacorazza e Santarsiero per «il solito noioso dibattito interno»

Centrosinistra a brandelli

AVS-EV denuncia il “frega-cumpagni”, gli accordi traditi e i “salta fossi”, ammonendo l’eletto in Regione

IlPartito Democratico e il campo largo di Basilicata sono talmente disabituati a vincere che, anche quando vince riesce a trasformare la vittoria in uno psicodramma a tinte fosche.

Deve essere il virus dell'assemblearismo a colpire. Se fossimo medici della politica potremmo dire che i suoi sintomi sono un'eccessiva vocazione verso la parola, un innamoramento per le proprie parole e la volontà di esprimere giudizi critici in qualsiasi momento cercando di trovare il pelo nell'uovo per potersi distinguere.

Sia chiaro, per noi giornalisti è una manna dal cielo, ci forniscono notizie e possibilità di guardare la decomposizione del quadro della sinistra lucana con un occhio privilegiato e con la dovuta distanza senza lasciarci prendere da coinvolgimenti emotivi. Non credo sia la stessa cosa per gli elettori, i simpatizzanti e i militanti del centrosinistra ma noi non vogliamo entrare in parti che non ci competono.

LE PAROLE DI GIOVANNI VITA

Colpiscono, in tal senso, le parole di Giovanni Vita già componente della segreteria regionale del Partito Democratico che, nell'evidenziare il grande successo preso dalla lista del campo largo sottolinea che «se si vuole guardare con forza al domani bisogna superare li-

tigi e contraddizioni che non permettono il raggiungimento di quell’unità effettiva e necessaria per porre in essere un’azione comune contro il centro destra. Anche una bella vittoria come quella delle provinciali si ha la sensazione che risuoni in alcune dichiarazioni come l’eco del solito noioso dibattito interno del Pd che dobbiamo metterci alle spalle se vogliamo guardare con lucidità al futuro». Il riferimento, neanche troppo velato per chi conosce le dinamiche interne al Partito Democratico sembra essere rivolto a Piero Lacorazza che, a poche ore di distanza dal risultato delle provinciali, si dedicava su facebook all'ennesima sottolineatura della mancanza di un gruppo dirigente rimarcando la diffe-

renza tra le strategie delle elezioni provinciali che allargano e uniscono nella diversità e il silenzio del commissario regionale Manca sull'uscita di Roberto Cifarelli.

Un richiamo, quello fatto da Lacorazza, che a molti è sembrato, per usare le parole di Giovanni Vita, «l'eco del solito noioso dibattito interno del PD» che, peraltro, non ha lasciato immune neanche Vito Santarsiero che non ha mancato di rimarcare la differenza tra la vittoria alle provinciali e la crisi del Partito e della sua classe dirigente che si evidenzia nella fuoriuscita di Cifarelli.

A SINISTRA È

RESA DEI CONTI

Se nel campo largo il PD da luogo al solito “noioso dibattito interno” non accade da meno nella com-

ponente più a sinistra della coalizione.

Il comunicato stampa di Europa Verde Basilicata non lascia adito al dubbio già dal titolo che evidenzia che il centrosinistra c'è ma serve il rispetto dei patti. Il senso del comunicato è semplice e si può riassumere con se la coalizione è nata è anche merito nostro e delle nostre mediazioni ma poi in molti che avevano promesso di sostenerci hanno preferito non mantenere la parola e consentire l'elezione di noti “saltafossi” sottolineando come in tanti hanno ottenuto l'elezione grazie a loro ma “oggi quegli stessi protagonisti sembrano aver smarrito la memoria politica” trasformandosi “in esecutore di operazioni che favoriscono altri candidati e altre dinamiche, tradendo di fatto gli accordi e la fiducia ricevuta” Il comunicato denuncia esplicitamente il “fregacompagni” perpetrato da alcuni e, nel concludersi

con un augurio per i nuovi eletti rivolge agli stessi “un monito netto: senza correttezza nei rapporti politici e senza coerenza nei comportamenti diventa impossibile costruire percorsi credibili e condivisi con l’elettorato” perché “la politica ha bisogno di visione, ma anche di memoria e dignità” limitando il proprio ringraziamento a “Pierluigi Smaldone, i sindaci e i consiglieri comunali che hanno scelto, scevri da ogni condizionamento , la strada della libertà”

In pratica anche a sinistra, malgrado la vittoria, si è consumata una vera e propria notte dei lunghi coltelli che non cessa di terminare e che continua a logorare la coalizione.

Qualcuno diceva che “bisogna saper perdere”, nel campo largo lucano devono anche imparare a vincere. La perdita dell'abitudine della vittoria fa perdere anche la predisposizione alla sua gestione.

Vita, Lacorazza e Santarsiero

Critiche alla gestione amministrativa e politica, il Presidente di Territorio Attivo: «Serve un mea culpa e le dimissioni»

Provincia, Carleo boccia Giordano: «Catastrofe politica per i 5Stelle»

All’indomani del risultato delle elezioni dei consiglieri provinciali dell’8 marzo, si accende il dibattito politico. A intervenire con toni critici è Rocco Carleo, presidente dell’associazione Territorio Attivo, che punta il dito contro la gestione amministrativa e politica del presidente della Provincia e sindaco di Vietri di Potenza, Christian Giordano.

Secondo Carleo, il risultato delle consultazioni –che hanno visto l’assegnazione dei seggi con cinque al centrosinistra, due a Casa Riformista, due alla Lega, uno a Fratelli d’Italia, uno a Forza Italia e uno ad Azione – rappresenterebbe una bocciatura politica per il Movimento 5 Stelle. «Ormai la mala gestione politica e programmatica dei 5 Stelle e soprattutto del sindaco di Vietri di Potenza nonché presidente della Provincia è ben chiara», afferma Carleo. «Il presidente Giordano ha dato forfait sui risultati, non riuscendo a far eleggere alcun rappresentante del suo stesso movimento in seno al Consiglio provinciale». Per il presidente di Territorio Attivo si tratta di un segnale politico evidente dopo quattro anni di amministrazione. «Dopo annunci e proclamazioni –sostiene – non è stato por-

tato a casa alcun risultato. Forse qualcosa non ha funzionato nel modo giusto». Carleo ricorda anche di aver più volte sollevato il tema della gestione politico-amministrativa dell’ente. «In diversi comunicati stampa – spiega – avevo richiamato l’attenzione della segreteria regionale del Partito Democratico e del coordinamento regionale del Movimento 5 Stelle, evidenziando come la gestione della Provincia non fosse in linea con i principi di confronto, democrazia e dialettica politica, ma piuttosto orienta-

ta a interessi ristretti e a nomine di persone vicine». Tra gli episodi citati dal presidente dell’associazione anche la vicenda dell’Apea, con il licenziamento di undici lavoratori e la successiva liquidazione dell’ente. «A sostegno della continuità lavorativa di quelle undici unità – ricorda – intervenne l’assessore all’Ambiente, la dottoressa Laura Mongiello, che prese a cuore la vicenda fino a trovare una soluzione positiva».

Le critiche di Carleo riguardano anche le scelte economiche dell’ammini-

strazione provinciale. «Il presidente ha aumentato fino al massimo la propria retribuzione di mandato arrivando a oltre 11 mila euro mensili lordi, ha dotato la presidenza di una nuova autovettura di rappresentanza e ha nominato due collaboratori della stessa area politica e territoriale per una spesa di circa 90 mila euro annui».

A questo si aggiungerebbe, secondo Carleo, la nomina di un direttore generale con uno stipendio superiore ai 150 mila euro annui.«Dal punto di vista gestionale la disfatta era

inevitabile – prosegue –mentre dal punto di vista politico è una vera e propria catastrofe per il Movimento 5 Stelle: il risultato portato a casa da Giordano è pari a zero».Il presidente di Territorio Attivo pone quindi una domanda sul futuro politico della Provincia: «Alle prossime elezioni per la presidenza della Provincia, nel cosiddetto campo largo, chi farà da paracaduto al presidente uscente Giordano, visto che il risultato politico odierno è pari a zero?».

Infine Carleo richiama il tema della responsabilità politica. «Se il segretario regionale del Partito Democratico si è dimesso dopo il risultato negativo al Comune di Matera, per coerenza politica oggi ci aspettiamo che anche Giordano faccia un mea culpa e rassegni le dimissioni sia da presidente della Provincia sia da coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle».Un riferimento, quest’ultimo, alla recente nomina ricevuta dal leader del Movimento, Giuseppe Conte, che – come riportato dal quotidiano L’Altravoce – avrebbe indicato Giordano come coordinatore regionale del partito.

Secondo Carleo, una scelta diversa rischierebbe di portare «ulteriori disfatte e nuove catastrofi politiche e gestionali» per il Movimento e per l’ente provinciale.

L’assessore Cupparo presenta le linee guida: semplificazione, innovazione e sostegno alle piccole attività per rilanciare economia e coesione sociale

Basilicata, nuovo Testo Unico del Commercio per centri storici, imprese e imprenditorialità

La bozza di Testo Unico del Commercio della Regione Basilicata, predisposta dal Dipartimento Sviluppo Economico, è stata ieri esaminata nel corso di un tavolo di lavoro presieduto dall’assessore Francesco Cupparo. All’incontro hanno partecipato il direttore generale Giuseppina Lo Vecchio, i funzionari dell’Ufficio Commercio del Dipartimento, i rappresentanti delle categorie del commercio – dal commercio in sede fissa agli ambulanti e all’artigianato – nonché le associazioni dei consumatori, l’ANCI e i Comuni.L’obiettivo della Regione, ha ribadito l’assessore Cupparo, è accelerare il processo di revisione e aggiornamento della legge regionale sul commercio, risalente al 2008 e ormai superata sotto diversi aspetti. Il nuovo Testo Unico mira a fornire un quadro normativo organico e aggiornato, disciplinando la programmazione territoriale e commerciale, i requisiti per l’esercizio delle attività, i procedimenti amministrativi, le funzioni di vigilanza e controllo, il sistema sanzionatorio e le misure di sostegno, qualificazione e innovazione del sistema commerciale regionale.Tra gli obiettivi principali figurano la promozione dello sviluppo economico, l’efficienza e la modernizzazione della rete distributiva, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica e alla di-

gitalizzazione dei processi di vendita e di servizio. Il Testo Unico punta anche a garantire l’equilibrio tra le diverse tipologie di strutture distributive e le diverse forme di vendita, assicurando la pluralità e la resilienza del sistema commerciale, ovvero la capacità di adattarsi a crisi sanitarie, trasformazioni tecnologiche e mutamenti nei comportamenti di consumo.Il nuovo impianto normativo intende valorizzare il ruolo delle piccole imprese e degli esercizi di vicinato, presidi fondamentali per il servizio di prossimità, la coesione sociale e la sicurezza del territorio. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla salvaguardia e riqualificazione dei centri storici e dei borghi antichi, valorizzando botteghe storiche e mestieri tradizionali per contrastare la desertificazione commerciale.Il Testo Unico prevede inoltre di facilitare l’accesso al mercato dei nuovi operatori, eliminando barriere amministrative ingiustificate, garantendo trasparenza dei prezzi, sicurezza dei prodotti, corretta informazione al consumatore e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette. Saranno sostenuti la sostenibilità ambientale e lo sviluppo delle attività commerciali nelle aree rurali, montane e interne, anche tramite esercizi polifunzionali in grado di assicurare servizi essenziali. Centrale sarà inoltre il ruolo dello Sportello Uni-

co per le Attività Produttive (SUAP), unico punto di accesso e strumento di certezza dei tempi procedimentali, insieme al contrasto all’abusivismo commerciale e alla promozione della legalità e del rispetto delle norme su lavoro, previdenza e sicurezza.Al termine dell’incontro, l’assessore Cupparo ha ringraziato i partecipanti e ha sottolineato l’urgenza di un intervento rapido: «Siamo impegnati in una vera e propria corsa contro il tempo – ha dichiarato – perché soprattutto le piccole attività commerciali dei centri storici stanno attraversando una fase di grande difficoltà, che si ripercuote sulla vitalità dei nostri centri urbani e sull’econo-

mia locale».Cupparo ha ricordato l’Avviso pubblico da 37 milioni di euro destinato ai Comuni per l’ammodernamento delle aree PIP, finalizzato a favorire lo sviluppo e l’insediamento di attività produttive e commerciali. Per dare continuità al confronto con il territorio, è stata decisa la costituzione di un gruppo di lavoro che approfondirà le proposte di emendamento presentate alla bozza di Testo Unico. L’assessore ha annunciato inoltre che sarà approvato in Giunta l’A.P. commercio per 8 milioni di euro, sottolineando come il Testo Unico contribuirà a raggiungere gli obiettivi di sostegno e rilancio del comparto alla base dell’A.P.

La Regione investe in algoritmi predittivi per ridurre le liste d’attesa e rendere più efficiente l’accoglienza turistica

Basilicata, 6,2 milioni per sanità e turismo digitale con l’intelligenza artificiale

La Basilicata mette la firma su un investimento strategico da 6,2 milioni di euro destinati a sperimentare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per la gestione della salute e dei flussi turistici. L’annuncio è arrivato da Genova, durante il battesimo di Reg4IA («Regia»), iniziativa nata dalla collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e le Regioni italiane.Il progetto punta a trasformare l’intelligenza artificiale da concetto astratto a motore concreto per l’innovazione dei servizi ai cittadini. In gioco non ci sono solo i 20 milioni complessivi del programma «RegIA» (Regioni

per l’Intelligenza Artificiale), ma la possibilità di migliorare concretamente la vita dei lucani, riducendo i tempi d’attesa in ospedale e rendendo più efficienti gli uffici pubblici.Ai Magazzini del Cotone del capoluogo ligure, la Basilicata ha confermato l’investimento: i fondi serviranno a sperimentare algoritmi per la sanità digitale, con l’obiettivo di abbattere i tempi per una visita medica, e per il turismo, per trasformare l’accoglienza in un sistema predittivo e moderno.Tra i tavoli tecnici e il palco istituzionale c’era Michele Busciolano, Direttore generale per l’Amministrazione digitale della Regione Basilicata, convinto che questa sia la stra-

da giusta per accorciare le distanze tra istituzioni e territorio. «È una grande occasione per una importante transizione digitale verso i cittadini – ha spiegato Busciolano – Un percorso che andrà a completare i processi di facilitazione digitale già avviati sul territorio e, soprattutto, la nostra pianificazione digitale regionale. Non stiamo lavorando in compartimenti stagni: il bello di questo progetto è che i risultati raggiunti dagli altri gruppi saranno tutti condivisi da tutti».In pratica, una sorta di «open source» istituzionale: se la Puglia innova la PA o la Toscana mette in sicurezza il territorio, la Basilicata ne beneficia direttamente, e

viceversa.Mentre il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, parlava di «accelerazione decisiva» per il Paese, la Basilicata incassa la sua quota di futuro. «L’IA non è un esercizio di stile – ha aggiunto Busciolano – ma uno strumento che deve semplificare la vita delle persone. Con questi 6,2 milioni vogliamo che la tecnologia diventi invisibile ma onnipresente, aiutandoci a gestire meglio le risorse e a dare risposte più veloci a chi ha bisogno di cure».Da Genova arriva così il messaggio di una transizione digitale lucana che non è più una promessa da convegno, ma un cantiere aperto con fondi certi e obiettivi concreti.

L’Alsia promuove un coordinamento tra produttori, ristoratori e amministrazioni per valorizzare i PAT lucani e rafforzare la filiera locale

Basilicata, i prodotti tipici al centro della strategia alimentare regionale

La valorizzazione della filiera agroalimentare lucana passa anche attraverso la promozione dei singoli prodotti tipici, un impegno che vede l’Alsia – Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura –protagonista da molti anni. Dei 248 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) presenti nell’ultimo elenco del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), la maggior parte ha ottenuto il prestigioso riconoscimento grazie all’azione dell’Agenzia.Dopo aver raggiunto questo consistente numero di PAT, il passo successivo è creare un coordinamento tra tutti gli attori coinvolti: dai produttori agricoli ai trasformatori, dai rivenditori agli operatori della ristorazione, dell’ospitalità e del turismo, senza dimenticare gli amministratori locali, che potrebbero, ad esempio, inserire i PAT nei menù delle mense scolastiche.Di questi temi si discuterà nell’incontro organizzato dall’Alsia, in collaborazione con la Direzione delle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, dal titolo «La valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Basilicata»,

che si terrà venerdì 13 marzo alle 10 presso la Sala Inguscio, in Via Vincenzo Verrastro a Potenza.Il programma prevede l’introduzione dei lavori a cura di Michele Blasi, direttore dell’Alsia, seguita dagli interventi di Dome-

nico Cerbino (Alsia), Gerardo Salvatore e Raffaele Beccasio (Regione Basilicata), Gerardo Larocca (Presidente ANCI Basilicata) e Margherita Sarli (direttore generale APT Basilicata). Parteciperanno anche rappresen-

tanti di GAL e Pro Loco. L’incontro si concluderà con un dibattito aperto e l’intervento dell’Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala.

Basilicata, crisi del latte: Morea chiede interventi urgenti per le aziende agricole

Il consigliere regionale di Azione, Nicola Morea, ha depositato ieri in Consiglio regionale una mozione per sollecitare iniziative urgenti a sostegno del comparto lattiero-caseario e per tutelare le aziende zootecniche della Basilicata, oggi alle prese con una forte crisi dei prezzi del latte.«La filiera lattiero-casearia rappresenta uno dei pilastri storici dell’agricoltura italiana e svolge una funzione economica, sociale e territoriale fondamentale, soprattutto nelle aree interne – spiega Morea –. Oggi però stiamo assistendo a una dinamica di mercato particolarmente preoccupante che rischia di mettere in seria difficoltà molte aziende agricole».Negli ultimi mesi, il mercato internazionale dei prodotti lattiero-ca-

seari ha registrato una significativa instabilità. Nell’ultimo trimestre del 2025, si è verificata una contrazione dei prezzi pari al 17%, dovuta alla crescente autosufficienza produttiva di alcuni grandi mercati, come la Cina, e al rafforzamento della presenza commerciale di importanti player internazionali, tra cui la Nuova Zelanda.«Gli effetti di questo scenario si stanno riversando con particolare intensità anche sul mercato europeo e nazionale – sottolinea Morea –. Oggi il latte spot italiano viene quotato tra 0,21 e 0,24 euro al litro, livelli molto vicini a quelli registrati durante la grave crisi del settore del 2016».La situazione è resa ancora più critica dall’aumento dei costi di produzione, tra energia, carburanti, mangimi e

fertilizzanti, che negli ultimi anni ha colpito duramente le aziende zootecniche. «In molti casi il prezzo riconosciuto agli allevatori non riesce più a coprire i costi sostenuti – evidenzia il consigliere regionale – con una compressione della redditività che mette a rischio la sostenibilità economica delle aziende».La Basilicata ospita numerose realtà zootecniche impegnate nella produzione di latte bovino di qualità, considerate presidi economici, occupazionali e ambientali fondamentali per molti territori rurali.«Se non interveniamo per tempo – conclude Morea – il rischio è quello di assistere a un progressivo abbandono dell’attività produttiva, con conseguenze pesanti per l’economia agricola regionale e per la tenuta sociale

delle aree interne».Con la mozione presentata in Consiglio regionale, Morea chiede l’apertura di una discussione istituzionale sullo stato di crisi del comparto lattiero-caseario, dedicata al mercato del latte, e l’attivazione di un tavolo di confronto con organiz-

zazioni agricole e rappresentanti della filiera. L’obiettivo è individuare strumenti di sostegno concreti per accompagnare le aziende zootecniche lucane e garantire la continuità produttiva di un settore strategico per l’economia regionale.

Maragno chiede misure contro la speculazione sui prezzi delle materie prime aggravati dal conflitto in Medio Oriente

Caro materiali, l’allarme Ance: «Cantieri a rischio per rincari»

POTENZA. La sezione regionale dei costruttori edili di Confindustria Basilicata lancia l’allarme sul rincaro delle materie prime legato agli effetti della guerra in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione rischia infatti di avere ripercussioni significative sull’intera filiera dell’edilizia e sulla stabilità dei contratti in una fase cruciale per il settore.«Il conflitto in atto sta generando ripercussioni, sia dirette che indirette, su tutta la filiera a causa dell’innalzamento dei costi dei materiali da costruzione», spiega il presidente di Ance Basilicata Gianni Maragno. Tra i prodotti più esposti figurano i derivati petrolchimici come il bitume, ma anche l’acciaio e altri componenti che dipendono dal trasporto e dalla logistica internazionale.

A preoccupare le imprese è soprattutto l’incertezza dei mercati e la difficoltà di prevedere l’evoluzione dei fenomeni in corso. Le tensioni geopolitiche, infatti, continuano a mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento e ad alimentare la volatilità dei prezzi.«In pochi anni siamo di fronte al terzo picco della spirale inflattiva che mette nuovamente a ri-

schio la stabilità dei contratti», aggiunge Maragno, sottolineando come la dinamica dei rincari arrivi in un momento particolarmente delicato per il comparto delle costruzioni, impegnato nella fase conclusiva degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.I costruttori edili di Confindustria Basilicata sostengono quindi la proposta avanzata da Ance a livello nazionale per introdurre strumenti specifici in grado di contrastare le speculazioni sui prezzi. Accanto alle misure sui costi energetici, secondo l’associazione è necessario valutare interventi mirati per evitare effetti distorsivi sui costi dei cantieri e sulla sostenibilità economica delle imprese.Tra le ipotesi

allo studio vi è l’introduzione di un meccanismo capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale generato dall’incremento dei prezzi delle materie prime, estendendo la misura a tutti i materiali che risentono, direttamente o indirettamente, delle tensioni internazionali.«È importante intervenire tempestivamente – conclude Maragno – per evitare che si inneschino dinamiche pericolose che, in uno scenario di crisi geopolitica prolungata, potrebbero incidere sulla tenuta delle imprese del settore». Un rischio che arriverebbe proprio mentre l’edilizia continua a offrire un contributo decisivo all’economia del Paese e, in particolare, al rilancio del Mezzogiorno.

A MELFI I PANNELLI PORTA PER ALFA TONALE

YanFeng

di San Nicola, ecco nuova commessa

MELFI. Una nuova commessa per lo stabilimento YanFeng di San Nicola di Melfi. La direzione aziendale ha ufficializzato l’assegnazione della produzione dei pannelli porta destinati al modello Tonale dell’Alfa Romeo. Una notizia giudicata positiva per il futuro produttivo e occupazionale del sito.Secondo la Fismic Confsal il risultato arriva anche grazie al lavoro svolto dal sindacato, dalle rappresentanze sindacali unitarie e dalle altre organizzazioni presenti nello stabilimento.«Accogliamo con soddisfazione l’ufficializzazione di questa nuova attività – dichiara Donato Russo, segretario territoriale della Fismic Confsal con delega all’indotto Stellantis – perché rappresenta un segnale concreto per il futuro dello stabilimento».Per il sindacato la nuova produzione può contribuire a rafforzare la prospettiva industriale del sito. «Questa commessa – conclude Russo – può rappresentare un passo importante verso la piena saturazione dell’organico e la progressiva riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali».

Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr denunciano la linea delle aziende: nessun passo indietro nonostante il confronto al Ministero

Trasnova, investitori interessati ma ancora licenziamenti

MELFI. Un possibile spiraglio per la ricollocazione di parte dei lavoratori, ma nessun passo indietro sui licenziamenti. È quanto denunciano Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr al termine dell’incontro che si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Trasnova, Logitech e Teknoservice.Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nel corso del confronto le tre aziende hanno ribadito la propria indisponibilità a utilizzare ammortizzatori sociali e quindi a ritirare i licenziamenti, nonostante le richieste avanzate dalle sigle dei lavoratori e dalle istituzioni.Durante la riunione si è presentata l’azienda di logistica Napoli Uno, che ha manifestato l’interesse ad assumere immediatamente circa venti lavoratori nel-

le proprie sedi già operative di Caserta, Gricignano di Aversa, Casoria e Milano. La società ha inoltre dichiarato l’intenzione di espandere la propria attività prioritariamente nell’area di Pomigliano, dove è già in corso un’interlocuzione con la Regione Campania per l’individuazione di un sito.Nel corso dell’incontro il Ministero ha inoltre riferito della presenza di altri due potenziali investitori interessati a insediarsi rispettivamente a Cassino e nella stessa area di Pomigliano.I sindacati giudicano positivo il manifestarsi di possibili soluzioni per la ricollocazione dei lavoratori, ma sottolineano la necessità di approfondire i contenuti delle proposte. «Riteniamo importante il palesarsi di soluzioni utili alla ricollocazione dei lavoratori – af-

fermano – ma ora bisognerà fare i necessari approfondimenti, anche in sede regionale, per poter effettuare una valutazione completa».Le organizzazioni dei lavoratori esprimono però «fortissimo biasimo» nei confronti di Trasnova, Logitech e Teknoservice, ac-

cusate di dimostrare «assoluta noncuranza verso i lavoratori» rifiutando il ricorso agli ammortizzatori sociali e non attivandosi per favorire opportunità di ricollocazione.Particolarmente contestata, secondo i sindacati, la posizione di Teknoservice che risulterebbe aver ricevuto in subappalto nuove attività nella provincia di Frosinone senza aver offerto alcuna possibilità di reinserimento ai lavoratori coinvolti.Le sigle sindacali ribadiscono quindi la richiesta di ritirare i licenziamenti e di attivare la cassa integrazione, chiedendo allo stesso tempo di verificare rapidamente la solidità della proposta avanzata da Napoli Uno e di consentire ai lavoratori di candidarsi alle posizioni disponibili nelle diverse sedi operative.

Il coordinatore del Dipartimento Ambiente del partito: «Soddisfatti per una misura fortemente voluta»

Bando non metanizzati, Motta (FdI): «Passo avanti per le famiglie lucane»

«T

ra le proposte che il Dipartimento Ambiente ed Energia - Fratelli d'Italia - Provincia di Potenza fece all'assessore regionale Laura Mongiello, in occasione del nostro primo incontro del 16 aprile dell'anno scorso, c'era proprio quella di poter finanziare le famiglie lucane con una serie di tipologie d'intervento di energia rinnovabile» afferma Giovanni Motta coordinatore del Dipartimento Ambiente ed energia di Fratelli d’Italia della Provincia di Potenza all’indomani dell’annuncio dell’assessora Laura Mongiello sulla riapertura del “bando non metanizzati”. «Era un'idea fortemente voluta dal nostro partito di Fratelli d'Italia Basilicata

e ci rallegriamo con l'assessore e con il direttore generale per aver dato corso al bando e quindi al finanziamento. – continua Motta - Un'altra tappa importante, su cui ci sentiamo di aver contribuito in

positivo, è il piano paesaggistico regionale con una serie di elaborati che di fatto hanno ripreso e riportato una serie di proposte ed idee che sono arrivate proprio dal dipartimento ambiente ed ener-

famiglie

gia del partito e più in generale dall'intera classe dirigente del partito della premier Meloni». Così come per le comunità energetiche rinnovabili non sono mancati apporti tecnici a taluni comuni, Giovanni Motta assicura che «L'impegno di FDI non mancherà. Continueremo a farlo con rispetto dei ruoli in campo ma soprattutto con passione per le tematiche ambientali ed energetiche».

Le organizzazioni sindacali denunciano il mancato rispetto degli impegni

Vertenza Smart Paper, sciopero ad oltranza: presidio permanente davanti alla Regione

Ilavoratori della Smart Paper S.p.A., supportati dalle organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC, hanno proclamato a partire da oggi uno sciopero ad oltranza per protestare contro il mancato rispetto degli accordi relativi alla procedura di cambio d’appalto delle attività di Enel Energia. La decisione, annunciata tramite una comunicazione ufficiale, è stata presa a seguito del mancato rispetto degli impegni presi presso la Regione Basilicata da parte delle società subentranti, con particolare riferimento alla tutela occupazionale

dei dipendenti coinvolti. La vertenza si concentra sulla garanzia della continuità lavorativa per i dipendenti che, secondo i sindacati, rischiano di trovarsi senza tutele a causa della mancata applicazione degli accordi stipulati.

Oltre alla sospensione immediata di tutte le attività lavorative, è stato annunciato un presidio permanente davanti alla sede della Regione Basilicata. I lavoratori si ritroveranno a partire dalle ore 9:00 per manifestare il proprio dissenso e chiedere una rapida soluzione alla crisi. «La decisione di proclamare lo

sciopero ad oltranza – spiegano i rappresentanti sindacali – è stata inevitabile. Non possiamo accettare che vengano disattesi gli impegni presi in sede istituzionale, che avrebbero dovuto garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti. Questa situazione non è più tollerabile, e non ci fermeremo finché non otterremo risposte concrete». Le organizzazioni sindacali chiedono che venga rispettato quanto stabilito durante i precedenti incontri, ovvero la piena tutela dei posti di lavoro e la chiusura positiva della procedura di cambio

d’appalto. Lo sciopero e il presidio permanente, sottolineano i rappresentanti sindacali, verranno revocati solo al raggiungimento di un accordo condiviso che garantisca la sicurezza occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti. Nella comunicazione inviata, i sindacati hanno indirizzato il proprio appello non solo alla Smart Paper S.p.A., ma anche alla Regione Basilicata, ad Enel Energia S.p.A., Enel Italia S.p.A., ATI Datacontac – Accenture, Confindustria Basilicata e Unindustria Roma, chiamando tutte le parti a un’assunzione di responsabilità per risolvere una vicenda che rischia di avere pesanti ripercussioni sociali ed economiche sul territorio. La vertenza Smart Paper rappresenta un ulteriore duro colpo per il tessuto occupazionale della Basilicata, già segnato da una crisi economica diffusa. La perdita di posti di lavoro e la precarizzazione dei diritti dei lavoratori rischiano di alimentare un clima di incertezza e sfiducia, con ripercussioni che potrebbero estendersi anche ad altri settori produttivi. I lavoratori, intanto, si preparano a far sentire la propria voce con determinazione e unità, nella speranza che il loro impegno e il sostegno dei sindacati possano portare a una soluzione rapida e soddisfacente per tutti.

Motta e l’edizione di Cronache di ieri

CRONA-CHI? Sola: «Parlarne è il primo passo per riconoscerlo e per costruire comunità più attente ai bisogni di tutti»

Depressione da spopolamento: i giovani delle aree interne restano i più colpiti

DI A NN A TA M M AR IE L L O

Non è solo fuga di cervelli dalle aree interne e marginali. Nel lavoro clinico degli psicologi e psicoterapeuti emerge con sempre maggiore frequenza un disagio che potremmo definire come “depressione da spopolamento”. Protagonisti sono giovani che vivono un profondo senso di impotenza e percepiscono il proprio futuro come qualcosa che esiste soltanto altrove. È una frattura interiore. Da una parte l’appartenenza alla propria terra, dall’altra la convinzione che lì non ci siano prospettive. Questo conflitto genera apatia, perdita di motivazione, difficoltà a immaginarsi nel domani.

È una sorta di lutto anticipato per il luogo in cui si è cresciuti, vissuto prima ancora di andarsene. Il risultato è un malessere silenzioso che incide sulla salute mentale: calo dell’autostima, senso di inadeguatezza, blocco della progettualità. Quando un territorio non offre opportunità percepite come reali, il rischio non è solo lo spopolamento geografico ma anche quello emotivo. Dare un nome a questo fenomeno significa riconoscerlo e riconoscerlo è il primo passo per non lasciare soli quei giovani che prima ancora di partire si sentono già lontani. Questo il nuovo approfondimento del programma di Cronache TV, “CronaChi?”, condotto dal giornalista Fabio Amendolara. «Ci occupiamo delle aree interne - spiega - ma so-

prattutto cerchiamo di capire se lo spopolamento abbia inciso nelle trasformazioni sociali. Approfondiamo questo tema con un’esperta, la dottoressa Laura Sola, psicoterapeuta e sociologa». «La depressione da spopolamento - afferma Sola - è una ferita importante che sta vivendo la Basilicata ed è qualcosa poco visibile. È un male silenzioso che colpisce le aree interne. Spesso lo spopolamento viene raccontato solo attraverso numeri: meno abitanti, scuole che chiudono, giovani che vanno via. Ma dietro questi numeri esiste un disagio umano e psicologico che riguarda non solo chi parte, ma anche chi resta. Da psicoterapeuta il mio sguardo va oltre i dati statistici e si concentra sul malessere che molte persone stanno vivendo. In particolare i giovani, che spesso percepiscono l’assenza di stimoli e opportunità. La mente di un ragazzo ha bisogno di stimoli così come i polmoni hanno bisogno di ossigeno: se manca l’ossigeno i polmoni soffrono, e allo stesso modo la mente di un giovane entra in difficoltà quando l’ambiente che lo circonda non offre prospettive». «Ma come se ne accorge un esperto?» chiede il giornalista. «I segnali di questo disagio possono essere diversi: sbalzi d’umore, irritabilità, difficoltà a dormire, fino ad arrivare a forme depressive vere e proprie. Spesso però i ragazzi non riescono a esprimere a parole ciò che provano e manifestano il loro malesse-

re attraverso comportamenti a rischio. Possono comparire autolesionismo, disturbi alimentari, abuso di alcol o sostanze, atti vandalici o altre condotte devianti. Sono tentativi di trovare una valvola di sfogo a un dolore che non riescono più a contenere». Ma attenzione, la depressione da spopolamento «non è una semplice tristezza» sottolinea la psicologa. «È un fenomeno più complesso che riguarda il rapporto tra il giovane e la comunità in cui vive. È come abitare in una casa e vedere, giorno dopo giorno, le luci delle stanze accanto spegnersi. Ci si ritrova improvvisamente soli, in un ambiente che diventa sempre più vuoto. La mente di un giovane ha bisogno di movimento intorno a sé, di relazioni, di possibilità. Quando queste “luci” si spengono nasce un forte senso di abbandono. Il ragazzo si sente isolato e

spesso diverso dagli altri che invece riescono ad andare via e a costruirsi altrove un futuro».«Molti giovani amano profondamente la loro terra e riconoscono il valore del luogo in cui sono cresciutiafferma la psicologa- . Allo stesso tempo però percepiscono una forte distanza tra il proprio potenziale e ciò che il territorio offre. Questa distanza genera frustrazione e senso di impotenza. Un ragazzo di diciannove anni mi ha detto: “Mi sento come se avessi il motore di una Ferrari ma mi trovassi in un vicolo cieco. Per quanto io possa accelerare, so che davanti a me non c’è strada”. Questa immagine racconta bene il sentimento di molti giovani che vivono nelle aree interne». «Ma in che periodo emerge questo fenomeno?» chiede Amendolara.«Il disagio emerge soprattutto tra l’adolescenza e i vent’anni, una fase della vita in cui si costruisce l’identità personale. Quando i coetanei iniziano a partire e le opportunità sembrano sempre più lontane, alcuni ragazzi sviluppano una visione a tunnel: da un lato non possono andare via, dall’altro restare significa fare i conti con solitudine e mancanza di prospettive». «Ma le comunità sono consapevoli di questo fenomeno?» incalza il conduttore. «E’ necessario che le comunità e le istituzioni prestino maggiore attenzione al tema. Bisognerebbe investire nel ca-

pitale sociale, creare spazi di partecipazione e opportunità reali per i giovani nelle piccole comunità. Non devono essere solo spettatori ma protagonisti della vita del territorio». «Un altro passaggio fondamentale riguarda la prevenzione - sottolinea Sola -. La psicologia dovrebbe essere più presente nei luoghi frequentati dai ragazzi: scuole, università, centri sportivi. È lì che si possono intercettare i segnali di disagio e intervenire prima che il malessere diventi più grave». «Come si fa ad accorgersi di questo disagio e come si può intervenire?».«I giovani che arrivano negli studi professionali sono spesso quelli che hanno avuto la fortuna di essere ascoltati da genitori o insegnanti attenti. Ma molti altri restano soli nel loro disagio. Per questo è fondamentale creare una rete tra famiglie, scuola, istituzioni e professionisti della salute mentale. Il messaggio più importante da dare ai ragazzi è semplice: non siete voi il problema e non siete un problema da risolvere, ma persone che hanno bisogno di essere ascoltate. L’adolescenza è una fase complessa e gestire frustrazioni e incertezze non è facile. Esistono però professionisti e adulti pronti ad ascoltare e ad aiutare a trovare nuove prospettive. Parlare di questo fenomeno è il primo passo per riconoscerlo e per costruire comunità più attente ai bisogni dei giovani».

A un mese dall’avvio della Task force, il Prefetto di Potenza fa il punto

Campanaro: «I controlli continueranno puntuali, la sicurezza è una priorità»

Adistanza di un mese dall'avvio dell'attività della Task Force voluta dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, si è svolto questa mattina il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presso la Sala Italia del Palazzo del Governo. L’incontro ha avuto l'obiettivo di fare il punto della situazione riguardo ai dispositivi di controllo sulle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, in seguito alla tragica vicenda di Crans Montana, che ha richiamato l'attenzione su una maggiore sicurezza nei locali pubblici.Presenti all'incontro, oltre ai vertici delle Forze di Polizia, al Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, e a numerosi rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria, tra cui il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Luca Ponticelli, il Direttore dell'Ispettorato territoriale del lavoro Michele Lorusso e i Presidenti di Anci Basilicata, Confindustria, Confcommercio, Federalberghi e Confesercenti.Il Prefetto Campanaro ha aperto l'incontro ricordando la Direttiva del Ministro dell'Interno che ha dato vita alla Task Force interforze, composta da Polizia, Vigili del Fuoco, ASP, Ispettorato del Lavoro e Polizie locali, con l'obiettivo di effettuare controlli capillari su tutte le attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo nel territorio della provincia di Potenza."Abbiamo dato il via a un ciclo di ispezioni mirate", ha dichiarato il Prefetto. "Ad oggi, sono stati ispezionati 21 locali di intrattenimento in 12 comuni della provincia, riscontrando numerose irregolarità, in particolare in merito alla prevenzione incendi, alla sicurezza sul lavoro e alla tutela igienico-sanitaria". Campanaro ha sottolineato che non ci sarà alcuna tolleranza per le violazioni delle normative di sicurezza, considerandole un rischio inaccettabile per la sicurezza degli avventori e dei lavoratori. I controlli continueranno con cadenza regolare e si intensificheranno nei prossimi mesi.Nel corso dell'incontro, è stato ribadito l’importante ruolo delle Associazioni di categoria per garantire la sicurezza nei locali pubblici. Il Presidente della Camera di Commercio di Basilicata, insieme ai rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Federalberghi e Confesercenti, ha prontamente aderito alla proposta del Prefetto di avviare una campagna informativa con l’obiettivo di sensibilizzare gli operatori del settore sull’importanza di rispettare le normative di sicurezza. La campagna includerà vademecum esplicativi, materiali in-

formativi e incontri di aggiornamento, rivolti sia agli iscritti che ai non aderenti alle associazioni."La prevenzione è fondamentale in questo settore. Ringrazio le Associazioni di categoria per aver raccolto con prontezza l'invito a lavorare insieme per promuovere la cultura della sicurezza", ha aggiunto il Prefetto.Un Tavolo tecnico congiunto è stato incaricato di sviluppare questa iniziativa, con un approccio capillare che coinvolga tutti gli operatori, sia quelli che fanno parte di associazioni di categoria che quelli non iscritti.Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha confermato che, oltre alle azioni di controllo, è fondamentale proseguire con le attività di sensibilizzazione e prevenzione. Gli operatori del settore e la cittadinanza dovranno essere sempre più coinvolti in un processo di responsabilizzazione, per garantire un ambiente sicuro, non solo per i clienti, ma anche per coloro che lavorano nei locali pubblici.Il Prefetto Campanaro ha concluso il suo intervento con un chiaro messaggio: "La sicurezza nei locali di intrattenimento non è solo un dovere legale, ma un valore fondamentale per la collettività. La collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni di categoria è fondamentale per tutelare la vita e la sicurezza di tutti".Il ciclo di controlli, che proseguirà nelle prossime settimane, intende consolidare la cultura della sicurezza nel territorio e garantire il pieno rispetto delle normative in materia di sicurezza nei pubblici esercizi e nelle attività di intrattenimento.

GIOVEDÌ

ANTE MANI IN CUCINA A

Approvati i piani aziendali per aumentare prestazioni ed esami specialistici nel servizio sanitario regionale entro il 2026

Liste d’attesa, dalla Regione quattro milioni per visite

POTENZA. Ammontano a quasi 4 milioni di euro le risorse destinate dalla Regione Basilicata al contenimento delle liste d’attesa per la specialistica ambulatoriale delle aziende sanitarie e ospedaliere del servizio sanitario regionale per il 2026.La Giunta regionale ha approvato i Piani attuativi aziendali che consentiranno di potenziare l’offerta di visite ed esami specialistici e migliorare l’accesso alle cure per i cittadini lucani.Ne ha dato notizia l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico.«Il provvedimento consente alle aziende sanitarie regionali di incrementare l’offerta di visite ed esami specialistici attraverso il ricorso alle prestazioni aggiuntive del personale sanitario, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e garantire il rispetto delle classi di priorità pre-

viste dal sistema nazionale di gestione delle liste. Con questa delibera rafforziamo in modo concreto le azioni per il contenimento delle liste d’attesa. L’approvazione dei Piani attuativi aziendali permette di programmare in maniera mirata l’incremento delle prestazioni ambulatoriali, secondo gli indirizzi del Piano nazionale di governo delle liste di attesa, utilizzando risorse dedicate per garantire ai cittadini tempi di accesso più rapidi e coerenti con le classi di priorità».I Piani individuano le prestazioni di specialistica ambulatoriale da potenziare entro il 31 dicembre 2026, sulla base dell’analisi dei fabbisogni assistenziali, dei volumi di attività e dei tempi di attesa registrati nelle diverse strutture sanitarie regionali.Il provvedimento definisce inoltre indirizzi operativi per l’at-

tuazione delle attività, favorendo una programmazione coordinata tra le aziende sanitarie e un utilizzo più efficiente delle agende di prenotazione.«Il rafforzamento dell’offerta di specialistica ambulatoriale – aggiunge Latronico – rappresenta un passaggio fon-

damentale per migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute dei cittadini. Continueremo a monitorare l’attuazione dei Piani aziendali per garantire risultati concreti nella riduzione dei tempi di attesa».

La presidente Losacco apprezza l’approvazione della legge in Consiglio regionale e chiede interventi per il futuro delle strutture

Legge su riabilitazione, Aspat: «Adesso una riforma per Fsk»

POTENZA. L'Aspat Basilicata accoglie con favore l’approvazione unanime della Proposta di Legge n. 111/2025 da parte del Consiglio Regionale, esprimendo un sentito ringraziamento all’intera assemblea per il lavoro svolto. Si tratta di un provvedimento che va ben oltre il semplice adeguamento tecnico dell’articolo 22 della L.R. 14/2024, rappresenta, infatti, un passaggio importante che può segnare l’avvio di una nuova fase di dialogo costante e costruttivo tra istituzioni, associazioni di categoria e strutture sanitarie, confronto indispensabile per dare risposte concrete e tempestive ai bisogni di salute dei cittadini.

La presidente di Aspat Basilicata, Antonia Losacco, esprime particolare apprezzamento per l’iniziativa della vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, - il lavoro della consigliera Fazzari è stato determinante per rimettere ordine nell’ambito delle assegnazioni delle economie in riabilitazione -. Questa norma non rappresenta soltanto una modifica significativa, ma costituisce un tassello fondamentale per ripristinare un confronto necessario al

buon funzionamento del sistema Fkt. Ci auguriamo che questo provvedimento non resti un atto isolato, ma segni l’inizio di una nuova stagione per un settore che attende da tempo risposte concrete sulla propria identità. Parallelamente, l'Aspat Basilicata riconosce il valore dell’azione dell’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, apprezzandone l’impegno nel percorso di riordino territoriale della sanità regionale, - l’assessore ha posto la programmazione e la sanità di prossimità al centro della propria

azione politica, questa la strada per garantire servizi efficienti ai cittadini lucani, e siamo certi che saprà farsi promotore del cambiamento anche rispetto alle criticità che ancora attendono soluzione -. Pur accogliendo con favore questa nuova prospettiva di collaborazione, si richiama l’attenzione sul futuro delle strutture di Fisiokinesiterapia (Fkt) ex art. 25, attualmente collocate nell’ambito della specialistica ambulatoriale. Si tratta di realtà che oggi subiscono un progressivo depotenziamento del proprio

ruolo, con il rischio di vedere compromesso sia il loro valore clinico sia la loro sostenibilità economica. Per questo l’associazione propone una riclassificazione dell'attività riabilitativa in linea con la normativa Ministeriale, un necessario cambio di modello fondato sul riconoscimento clinico per valorizzare le prestazioni di Fkt rientranti a pieno titolo nei Lea, non più come semplici interventi isolati, ma come veri e propri percorsi riabilitativi, superando la logica del conteggio delle singole prestazioni per

orientarsi verso piani terapeutici strutturati sulle specifiche patologie. Questo approccio non solo garantirebbe una maggiore efficacia e appropriatezza delle cure, ma permetterebbe anche un’ottimizzazione strategica delle risorse sanitarie. Dobbiamo evitare che l'assenza di cure adeguate trasformi patologie potenzialmente risolvibili in disabilità croniche, sottolinea la presidente Antonia Losacco, evidenziando come la mancanza di una visione d'insieme generi oggi costi sociali ed economici molto più elevati per l’intero sistema sanitario pubblico. Le strutture ex art. 25 sono oggi tra le più penalizzate», conclude la presidente Losacco. Pagano l’assenza di una visione sistemica all’interno dell’organizzazione della riabilitazione. Senza un intervento rapido che ne definisca con chiarezza il ruolo futuro, queste eccellenze territoriali rischiano di scomparire. Chiediamo alla politica di proseguire con il coraggio dimostrato oggi, trasformando l’ascolto in soluzioni strutturali. Aspat - conclude Losaccoè pronta a fare la propria parte per garantire cure sicure, qualificate e vicine a tutti i cittadini».

Al Madonna delle Grazie attiva una tecnologia finora assente nei centri regionali per valutare le piccole vie aeree

Asma, all’ospedale di Matera oscillometria per la diagnosi

MATERA. Da lunedì 9

marzo 2026 presso l’ambulatorio dedicato alla diagnosi e terapia dell’asma grave dell’Uoc di Pneumologia dell’Ospedale

Madonna delle Grazie di Matera è attiva una nuova metodica diagnostica: l’oscillometria, nota anche come Tecnica delle Oscillazioni Forzate (Fot).

L’ambulatorio coordinato da Antonio Pontillo, è attivo dal 2015 con circa 120 pazienti all’anno in cura con i più moderni farmaci biologici.

La nuova tecnologia si affianca alla misurazione del Feno (ossido nitrico esalato), già utilizzata da circa due anni.

«Si tratta di un metodo non invasivo che consente di valutare l’impedenza del sistema toraco-polmonare ed è particolarmente sensibile alle alterazioni delle piccole vie aeree, spesso coinvolte nell’asma grave», spiega Elio Costantino, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di PneumologiaUtiir. «L’oscillometria non era finora disponibile nei centri pneumologici della Basilicata».

Per Biagio Carlucci, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Terapia Semintensiva Intermedia Respiratoria, il principale vantaggio della

metodica è la semplicità di esecuzione, poiché il test viene effettuato durante la respirazione normale, rendendolo più agevole per il paziente e integrabile con le indagini tradizionali.

«L’introduzione dell’oscillometria – sottolinea il Direttore Generale Maurizio Friolo – rafforza il percorso di innovazione tecnologica dell’Ospedale

Madonna delle Grazie e migliora ulteriormente l’offerta diagnostica per i cittadini, rendendo il nostro presidio un punto di riferimento nel campo della pneumologia».

L’esame è particolarmente utile nella diagnosi e nel monitoraggio dell’asma e della Bpco, soprattutto nei pazienti anziani o poco

collaboranti, nella valutazione preoperatoria e nello screening precoce delle malattie respiratorie.

«L’attivazione di questo servizio rappresenta un risultato importante per la pneumologia dell’Ospedale Madonna delle Grazie e contribuisce a rafforzare l’offerta diagnostica regionale nel campo delle patologie respirato- rie. È anche il frutto del lavoro e della competenza dei professionisti sanitari, che ogni giorno operano per garantire ai cittadini percorsi di cura sempre più qualificati e appropriati sul territorio lucano», dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico

PER LA SETTIMANA DEDICATA ALLA PATOLOGIA

Analisi glaucoma gratis al Madonna delle Grazie

MATERA. In occasione della Settimana mondiale del glaucoma l’Azienda sanitaria locale di Matera, in collaborazione con l’Unità operativa complessa di Oculistica dell’ospedale Madonna delle Grazie diretta da Massimo Lorusso, promuove un Open day dedicato alla prevenzione. L’iniziativa offrirà ai cittadini la possibilità di effettuare controlli gratuiti finalizzati all’individuazione precoce della patologia.L’appuntamento è fissato per sabato 14 marzo, dalle ore 9 alle ore 13, nel reparto di Oculistica situato al piano terra del corpo A dell’ospedale di Matera. Durante la mattinata sarà possibile sottoporsi gratuitamente alla tonometria, esame che consente di misurare la pressione oculare e rappresenta uno degli strumenti principali per individuare tempestivamente il glaucoma.Si tratta di una malattia oculare spesso priva di sintomi nelle fasi iniziali ma che, se non diagnosticata e trattata in tempo, può provocare danni permanenti al nervo ottico e alla vista. Per questo la prevenzione e i controlli periodici rivestono un ruolo fondamentale.«La prevenzione rappresenta uno strumento essenziale per tutelare la salute dei cittadini», sottolinea il direttore sanitario dell’Asm Andrea Gigliobianco. «Iniziative come questa avvicinano la popolazione ai servizi sanitari e promuovono la cultura del controllo periodico».L’accesso agli screening sarà gratuito fino a esaurimento dei cinquanta posti disponibili.

Per la Giornata del Fiocchetto lilla incontri con studenti e specialisti al centro Asp. Previste anche giornate informative il 16 e il 30 marzo

Disturbi alimentari, iniziative e forum a Chiaromonte

CHIAROMONTE. Torna l’appuntamento con la Giornata Nazionale del “Fiocchetto Lilla”, giunta alla 15° edizione e che intende sensibilizzare su prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Domani presso la sede del “Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del peso” di Chiaromonte, afferente all’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, si terrà un incontro confronto con la popolazione studentesca e gli specialisti a partire dalle ore 9 alle 12.30, mentre lunedì 16 e 30 marzo sono previsti appuntamenti informativi sempre in sede. Tra i maggiori disturbi della nutrizione e dell’alimentazione vanno menzionati anoressia e buli-

mia oltre al disturbo da Alimentazione Incontrollata. Si tratta di problematiche di carattere psicocomportamentale che inducono i soggetti che ne soffrono a vivere il cibo ed il proprio corpo con ossessione e negazione, al punto di porre in atto anche episodi autolesionistici gravi. Il centro di Chiaromonte opera da 20 anni ed accoglie pazienti dall’età preadolescenziale fino a quella adulta, indistintamente di entrambi i sessi. Molti pazienti provengono dalle regioni limitrofe ed in particolare da Puglia, Campania e Calabria. Di supporto, a chi è affetto da tali disturbi, il numero verde 800.16.13.15 che consente una presa in carico immediata. Presso la struttura di Chiaromonte sono attivi 16 posti

letto di tipo residenziale e 10 di tipo semiresidenziale con affiancamento di un percorso ambulatoriale.

In occasione della Giornata Na-

zionale del Fiocchetto Lilla, le strutture di Chiaromonte e la sede centrale dell’Asp di Via Torraca a Potenza

verranno illuminate di lilla.

La Garante regionale Padula promuove «Tutti figli dello stesso Amore», incontro tra istituzioni, Chiesa e famiglie per sensibilizzare sull’inclusione

Muro Lucano, inclusione al centro: per bambini e ragazzi con disabilità

Oggi alle ore 16:30, presso la Cattedrale Beata Vergine Maria Assunta di Muro Lucano, si terrà l’evento «Tutti figli dello stesso Amore», un momento di incontro e condivisione dedicato ai bambini e ai ragazzi di ogni età, nel segno dell’inclusione e dell’attenzione verso le persone con disabilità.L’iniziativa è promossa e organizzata dal Garante per le Persone con Disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul valore dell’inclusione e della partecipazione, creando un momento di unione tra istituzioni, Chiesa, associazioni e famiglie.Il programma prevede un momento musicale dedicato all’inclusione, a cura della presidente Rita Marsico dell’associazione «Dalla Basilicata all’Italia non lasciamo indietro

nessuno». Seguirà una liturgia dedicata all’inclusione delle persone con disabilità, presieduta da S.E. Mons. Davide Carbonaro, con la partecipazione del parroco della Cattedrale, Don Thomas, durante la quale verrà impartita una benedizione ai bambini e ai ragazzi presenti.All’incontro prenderanno parte anche rappresentanti istituzionali che porteranno i loro saluti: Marcello Pittella, Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, e Giovanni Setaro, Sindaco di Muro Lucano.Durante l’evento saranno inoltre consegnati doni a tutti i bambini presenti, grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Cavalieri di Malta O.S.J. U.S.A., rappresentato da autorevoli esponenti dell’Ordine.«Questo evento – dichiara Marika Padula, Garante per le Persone con Disabilità della Regione

Basilicata – vuole essere un segnale forte di comunità e di attenzione verso i più piccoli, affinché nessuno si senta escluso. L’inclu-

sione non deve essere solo un principio, ma un impegno concreto che coinvolge istituzioni, famiglie e società».

La Garante per l’infanzia Mignoli promuove un tour nelle scuole del Vulture, unendo lettura, natura e scoperta del territorio

Vulture, la farfalla Bramea guida i bambini alla scoperta del territorio

La lettura come chiave per conoscere il mondo e il proprio territorio. Nasce con questo spirito il progetto educativo «La farfalla Bramea e la festa del Vulture», un’iniziativa rivolta agli alunni della scuola primaria che unisce promozione della lettura, immaginazione e valorizzazione delle peculiarità naturali e culturali dell’area del Vulture.Il progetto prende forma grazie alla collaborazione tra l’Ufficio della Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza della Basilicata, guidato dall’avv. Rossana Mignoli, l’autore del libro Leonardo Pianoforte e la redazione di InfoVulture, mensile gratuito di informazione e cultura coordinato da Antonio Petrino.L’iniziativa prevede un vero e proprio tour nelle scuole del Vulture, dove la fiaba diventerà uno strumento educativo per avvicinare i bambini al piacere della lettura e, allo stesso tempo, per far conoscere loro le bellezze e le peculiarità del territorio in cui vivono.Al centro del progetto c’è il libro «La farfalla Bramea e la festa del Vulture», una storia che tra-

sforma la lettura in un viaggio tra fantasia, natura e identità locale. In un tempo dominato dagli schermi digitali, l’iniziativa vuole riportare i più piccoli al piacere della lettura come esperienza viva e creativa, capace di accendere l’immaginazione e di trasformare le parole in immagini, emozioni e scoperte.Protagonista simbolica della fiaba è la Bramea, la rarissima falena Brahmaea europaea, spesso chiamata farfalla di Monticchio. Una delle specie più rare d’Europa che vive quasi esclusivamente nei boschi attorno ai Laghi

di Monticchio, nel Vulture. Una presenza straordinaria che rende quest’area unica dal punto di vista naturalistico e che diventa, nella narrazione, un modo semplice e affascinante per raccontare ai bambini la ricchezza del loro territorio.Attraverso letture condivise, dialogo e attività creative, i bambini saranno accompagnati in un percorso che stimola immaginazione, capacità di ascolto e creatività, rafforzando allo stesso tempo il senso di appartenenza alla propria comunità.Il progetto rappresenta così un’alleanza educativa tra istituzioni, scuo-

la e territorio. La presentazione ufficiale si terrà venerdì 13 marzo alle 11:00, con la visita istituzionale della Garante e dei partner del progetto presso il Museo di Storia Naturale del Vulture, situato all’interno dell’Abbazia di San Michele a Monticchio, luogo simbolico dove è custodita la straordinaria farfalla Bramea.Una scelta fortemente simbolica: nel cuore naturalistico del Vulture, il progetto unisce educazione, natura e identità territoriale, trasformando la lettura in uno strumento per far crescere i bambini e aiutarli a conoscere e amare la terra

in cui vivono.Per la realizzazione dell’iniziativa si ringraziano la Provincia di Potenza e il responsabile E.Q., Dott. Vincenzo Mitro, per il supporto istituzionale e la disponibilità nella valorizzazione di un luogo così significativo per il patrimonio naturalistico lucano.Il progetto «La farfalla Bramea e la festa del Vulture» si propone così come un percorso educativo e culturale che, partendo da una fiaba, accompagnerà i bambini delle scuole del Vulture alla scoperta della lettura, delle emozioni e della straordinaria ricchezza del loro territorio.

A Cronache la delusione dei cittadini attualmente “esclusi”: «Da quest’anno chiunque abbia un proprio costume non può prendere parte alla sfilata»

Parata dei Turchi, «Vent’anni d’amore per Potenza cancellati con una Pec»

DI R OS A M AR IA M O L L IC A

POTENZA. La Parata dei Turchi è la manifestazione potentina che più di ogni altra, racconta l’identità, la storia e l’amore per il capoluogo. È un evento che lega profondamente la comunità al suo Santo Patrono San Gerardo La Porta. Il 29 maggio di ogni anno, Potenza torna indietro nel tempo, 1300 figuranti circa, sfilano per le vie della città in costume d’epoca e rivivono alcune delle più importanti vicende storiche legate a Potenza e al suo Santo protettore appunto. Negli anni scorsi, coloro che desideravano partecipare, dovevano semplicemente iscriversi alla piattaforma predisposta dal Comune e poi presentarsi al “Viviani”. Non c’era nessun veto. Era una manifestazione aperta a tutti. Quest’anno pare non sia più così. Quest’anno, il Comune ha deciso di coinvolgere le associazioni e di limitare a 250 persone la partecipazione dei singoli cittadini. Ma ciò che è peggio, secondo chi in queste ore si sta iscrivendo alla piattaforma, è l’esclusione dei figuranti che hanno un costum proprio. Una scelta incomprensibile per chi prende parte da

anni alla manifestazione , rimettendoci soldi e tempo. Settimane di preparativi, l’emozione nell’indossare un vestito unico e irripetibile per omaggiare la propria città, andate in fumo con una frase che rimarrà impressa nella memoria: Non potete partecipare. Tre parole in una pec, fredda ed impersonale.

Cronache ha raccolto la delusione di chi, stando alle ultime informazioni, non potrà partecipare perchè ha “il suo costume”.

«La Parata dei Turchi per me non è mai stata "solo" una manifestazione folkloristica. È memoria viva, è identità, è appartenenza. È una di quelle cose che ti entrano dentro quando sei bambina e non ti lasciano più. Avevo 6 anni la prima volta che ho partecipato. Da allora non ho mai smesso» ci racconta una delle tante partecipanti che aggiunge: «Sono vent'anni checi partecipo. Vent'anni di attesa, di preparativi, di emozione, di orgoglio. Io non ho mai semplicemente sfilato, io ho partecipato attivamente. Mi sono sentita parte di una comunità, ho contribuito alla sua storia. Per me è sempre stato un gesto d'amore verso Potenza, verso le sue radici, verso

ciò che siamo stati e ciò che vogliamo continuare a essere».

Questo, come ogni anno, «Abbiamo ideato i nostri costumi, pensando a ogni dettaglio. Abbiamo investito tempo, energie e soldi. Ore sottratte ad altro, sogni cuciti addosso punto dopo punto. Perché quando credi in qualcosa, non lo fai a metà» raccontano con rammarico e un pizzico di incredulità: «Ci viene detto che non possiamo partecipare alla parata con i nostri costumi. Una comunicazione tardiva, fredda, che arriva quando ormai tutto è pronto. Quando non si può tornare indietro.Quando il danno non è solo economico, ma soprattutto emotivo».

Quando si decide di modificare “le regole del gioco” bisognerebbe quantomeno dirlo nel momento della pubblicazione della manifestazione di interesse. La comunicazione istituzionale, un vanto per l’Amministrazione Telesca da sempre, questa volta pare non aver funzionato a dovere. «Mi sento profondamente delusa. - continua - Delusa da decisioni che non tengono conto delle persone, delle storie, del percorso di chi c'è sempre sta-

to. Il rammarico è enorme. Rammarico per l'impegno buttato, per l'entusiasmo spento, per l'amarezza che ha preso il posto della gioia. Rammarico perché una tradizione dovrebbe includere, non escludere. Dovrebbe ascoltare, non respingere. Dovrebbe valorizzare chi la vive con rispetto e continuità». Chi è stato “escluso” dalla Parata, oggi denuncia «Una città che mortifica chi partecipa, chi crea, chi ama davvero le sue tradi-

zioni. Dietro un "non potete partecipare" ci sono persone, storie, sacrifici, affetti. Una comunità si costruisce riconoscendo chi la serve con amore, non facendolo sentire invisibile. lo continuerò ad amare la Parata dei Turchi. Ma oggi lo faccio con una ferita aperta». La Parata dei Turchi quest’anno avrà un sapore diverso per tanti di quei figuranti “invisibili” che per anni hanno animato la “Storica sfilata”.

Violenza contro le donne, la scuola si mobilita: seminario al Cpia

Anchequest’anno il CESP, Ente accreditato per la formazione/aggiornamento di tutto il personale della scuola, ha organizzato insieme all’associazione Differenza Donna eventi dedicati alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne e al ruolo che la scuola svolge e dovrebbe svolgere; incontri formativi rivolti al personale scolastico che, tra le altre cose, danno diritto all’esonero dal servizio (art 36, commi 6 -8, CCNL 2019-2021).

Un importante ciclo di seminari che interesserà le principali Città italiane Saler-

no, Roma, Latina, Napoli) e che farà tappa anche a Potenza oggi presso il CPIA, in via Pietro Lacava, dalle ore 8.30 alle ore 13.30, cogliendo la soddisfazione della Dirigente Scolastica, prof.ssa Giovanna Sardone, per essere riuscita a intercettare questa grande opportunità. Le giornate seminariali sono state inoltre inserite nel progetto nazionale “IRENE: In Rete per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze realizzato con il finanziamento ministeriale concesso per l’anno 2024.

Una soluzione concreta nell’area dell’ex Cinema Ariston per aumentare i posti auto, sostenere residenti e commercianti

Potenza, centro storico in crisi: la proposta per nuovi parcheggi e rigenerazione urbana

D I TA N IN O FI ER RO

Egregio Assessore Pasquale Pepe,mi permetto di rivolgermi a Lei pubblicamente per sottoporLe una questione che da molti anni accompagna, e purtroppo condiziona, la vita del centro storico di Potenza: la cronica carenza di parcheggi e la conseguente difficoltà di accesso al cuore della città.Negli ultimi tempi il dibattito cittadino si è concentrato su alcune ipotesi di riorganizzazione della viabilità, come l’introduzione di sensi unici lungo Corso Umberto I e Corso Garibaldi. Si tratta certamente di interventi che possono migliorare la fluidità del traffico locale e rendere più ordinata la circolazione.Tuttavia, è altrettanto evidente che queste misure, pur utili, non affrontano la radice del problema. Il nodo centrale non è soltanto come si circola nel centro storico, ma soprattutto se sia ancora facile raggiungerlo e viverlo quotidianamente.Oggi molti cittadini, sia residenti nei quartieri periferici sia provenienti dai comuni dell’hinterland, rinunciano spesso a recarsi nel centro storico proprio per la difficoltà di trovare parcheggio nelle sue immediate vicinanze. Questa situazione finisce inevitabilmente per incidere sulla vitalità economica e sociale dell’area.I primi a pagarne le conseguenze sono i residenti e i commercianti che nel centro storico vivono e lavorano ogni giorno. Per loro la questione dei parcheggi non è un dettaglio logistico, ma una condizione essenziale di vivibilità e di sostenibilità delle attività economiche. Senza un sistema di accessibilità efficiente, il rischio è quello di accentuare ulteriormente quel fenomeno di progressiva rarefazione delle presenze che molti cittadini ormai percepiscono.Per questa ragione, accanto alle misure sulla viabilità, appare sempre più necessario immaginare un intervento strutturale capace di aumentare

concretamente

l’offerta di parcheggi a ridosso del centro storico.In questo senso esiste un’opportunità urbana che meriterebbe una riflessione seria e approfondita: l’area del Cinema Ariston, oggi purtroppo in stato di evidente degrado e di proprietà della ditta Giuzio.Si tratta di uno spazio che un tempo rappresentava un punto di riferimento culturale per la città e che oggi potrebbe diventare il luogo di una operazione di rigenerazione urbana strategica.

L’idea

è semplice e concreta: promuovere, con un’iniziativa della regione basilicata in collaborazione consoggetti privati, la realizzazione di un silos parcheggio di circa 300 posti auto nell’area dove insiste l’ex cinema

Una struttura di questo tipo risponderebbe innanzitutto a un’esigenza immediata: offrire nuovi posti auto al servizio del centro storico, con particolare attenzione proprio ai residenti e ai commercianti che quotidianamente vivono e lavorano in quella parte della città.Un sistema di parcheggi ben organizzato permetterebbe infatti di ridurre la pressione sulle poche aree oggi disponibili, rendendo più agevole la vita di chi abita nel centro e di chi vi svolge attività economiche.Ma un intervento del genere potrebbe avere anche una visione più ampia.La struttura potrebbe essere progettata con una formula mista:• la parte inferiore destinata a parcheggi a pagamento, in grado di sostenere economicamente l’opera e garantire un servizio stabile alla città;• una parte degli spazi sovrastanti destinata eventualmente a uffici regionali o servizi pubblici, contribuendo a riportare funzioni istituzionali nel centro storico. Questo modello consentirebbe di trasformare un’area oggi inutilizzata in un’infrastruttura urbana multifunzionale,

capace non solo di risolvere un problema logistico ma anche di generare nuova presenza quotidiana nel centro cittadino Accanto a questa ipotesi, si potrebbe inoltre valutare, come ulteriore elemento di innovazione, un sistema di parcheggio integrato con navette urbane o percorsi pedonali attrezzati, in modo da collegare in maniera efficiente il nuovo silos con le principali direttrici del centro storico. Un approccio di questo tipo permetterebbe di conciliare accessibilità e qualità urbana, evitando che il traffico invada le zone più sensibili del centro. Assessore Pepe, una iniziativa della regione su questo fronte potrebbe rappresentare un segnale politico e istituzionale di grande valore.

Non si tratterebbe soltanto di costruire un parcheggio, ma di avviare un percorso di rigenerazione urbana capace di restituire centralità e attrattività al cuore della città. Il centro storico di Potenza non può essere lasciato a un lento impoverimento di funzioni e presenze. Al contrario, merita scelte lungimiranti che sappiano coniugare mobilità, qualità urbana e sostegno alle attività econo-

miche.Per questo motivo Le sottopongo questa proposta con spirito costruttivo e con la convinzione che una iniziativa regionale, condivisa con il Comune e con eventuali partner privati, possa rappresentare una svolta concreta per il futuro del centro storico.

Con fiducia nell’attenzione che vorrà riservare a questa sollecitazione civica, Le porgo cordiali saluti.

I progetti rientrano nel PNRR. Telesca e Costanza «Il nostro impegno per il benessere dei bambini continua»

Sicurezza scolastica: Potenza ottiene il finanziamento per nuovi interventi

Buone notizie per il Comune di Potenza che ha ottenuto un finanziamento complessivo di 730 mila euro per interventi di adeguamento alle norme di prevenzione e protezione antincendio in tre edifici scolastici cittadini.

A darne notizia sono il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessore alla Programmazione Loredana Costanza, che esprimono soddisfazione per l’ammissione ai contributi destinati agli enti locali per la messa in sicurezza delle scuole.

Gli interventi sono stati ammessi a finanziamento nell’ambito dell’Avviso pubblico per l’erogazione di contributi in favore degli Enti locali per l’adeguamento alle norme di prevenzione e protezione

antincendio e per la realizzazione di interventi urgenti di messa in sicurezza di edifici pubblici adibiti a uso scolastico del primo e del secondo ciclo di istruzione, emanato in attuazione del decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito del 21 novembre 2025, n. 229. «Le scuole candidate e che hanno ricevuto i finanziamenti – precisano sindaco e assessore Costanza – sono l’Istituto Comprensivo Torraca –La Vista, plesso di via del Popolo, per lavori di adeguamento antincendio pari a 300.000 euro; la scuola secondaria Busciolano di via Sicilia, per un importo di 130.000 euro; e la Scuola dell’Infanzia e Primaria di via Lazio, sempre dell’Istituto Busciolano, per interventi pari a

300.000 euro.»

Gli interventi previsti riguarderanno l’adeguamento degli impianti e delle dotazioni di sicurezza, nonché la realizzazione delle opere necessarie per garantire il pieno rispetto delle normative vigenti in materia di prevenzione incendi negli edifici scolastici.

«Il finanziamento ottenuto – dichiarano Telesca e Costanza – rappresenta un risultato significativo per l’Amministrazione comunale e per l’intera comunità scolastica.»

«La sicurezza degli edifici destinati all’istruzione è una priorità assoluta e questi interventi consentiranno di migliorare ulteriormente le condizioni strutturali delle scuole interessate», concludono il Sindaco e l’assessore.

Il progetto offre co-housing a persone con disabilità. Il Sindaco del Capoluogo: «Miglioriamo l’autonomia dei vulnerabili»

Inaugurazione della Casa ‘Cento Passi’ Piano congiunto di Potenza e Picerno

Èprevista per questa mattina l’inaugurazione della Casa ‘Cento Passi’, progetto finanziato dall’Unione Europea, con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, che ha visto impegnati congiuntamente i Comuni di Potenza e Picerno, con la collaborazione della Cooperativa sociale Fili d’Erba e dell’ELDAIFP.L’Unità di Direzione Servizi alla Persona, attraverso l’Ufficio di Piano Sociale e con il contributo del PNRR Missione 5 ‘Inclusione e coesione’, ha dato luogo a una coprogettazione per la selezione di un partenariato a cui affidare la realizzazione di un progetto finalizzato a fornire alle persone con disabilità servizi sociosanitari di

co-housing, al fine di migliorarne l’autonomia e offrire opportunità di accesso al mondo del lavoro.«Si tratta di un progetto – spiega il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca – pensato per fornire servizi sociali e sanitari di comunità e domiciliari alle persone con disabilità, per migliorarne l’autonomia e superare qualsiasi barriera nell’accesso all’alloggio e al mondo del lavoro, anche attraverso la tecnologia informatica. In particolare, attraverso l’assistenza alle persone con disabilità, anche gravi, che non possono contare sull’assistenza genitoriale o familiare, la Casa ‘Cento Passi’ diventa un’esperienza innovativa di cohousing all’interno di un’unità abi-

tativa messa a disposizione dal Comune di Potenza, della capienza di sei posti, situata in contrada Marrucaro».

La casa è stata progettata e poi arredata sulla base delle esigenze dei beneficiari, allo scopo di favorire il miglioramento dell’autonomia delle persone che saranno ospitate.‘Casa Cento Passi’ è un immobile che rientra tra i beni sottratti alla mafia, alla cui valorizzazione e destinazione sociale hanno contribuito l’intenso lavoro di collaborazione tra la Prefettura di Potenza, sotto la regia del prefetto Michele Campanaro, la Regione Basilicata, che ha finanziato con il fondo FESR la riqualificazione del bene, e il Comune di Potenza, che ha candidato la struttura al finanziamento del PNRR.Casa ‘Cento Passi’ deve il suo nome e il logo a un concorso di idee realizzato dall’Istituto comprensivo Busciolano, che ha fatto della legalità e dell’inclusione i valori su cui attivare la creatività dei suoi studenti.

«La struttura va a potenziare il sistema di offerta di servizi per l’inclusione sociale e lavorativa in favore delle persone con disabilità che il Comune di Potenza già realizza, a cominciare dai servizi assicurati nella struttura residenziale per persone con disabilità ‘Ca-

sa Antonia’», continua il Sindaco Telesca..

Un’azione che è parte di una coprogettazione più complessiva che prevede la costituzione di un’équipe multidisciplinare incaricata di definire un progetto individualizzato, l’adattamento degli spazi, l’introduzione di sistemi di domotica e di assistenza a distanza per i beneficiari del co-housing, la cura dell’assistenza degli ospiti e delle incombenze quotidiane, l’organizzazione delle attività all’interno e all’esterno della casa, lo sviluppo delle competenze digitali per le persone con disabilità coinvolte nel progetto e opportunità di lavoro a distanza per i beneficiari. «Abbiamo voluto – sottolinea il sindaco – realizzare in via sperimentale, e in continuità amministrativa, una innovativa forma di co-housing che riunisce in un’unica soluzione abitativa persone con disabilità da accompagnare in un percorso di autonomia abitativa e di inserimento lavorativo, che possano tra loro collaborare, riducendo reciprocamente i disagi e attivando forme di sussidiarietà.

Il Comune di Potenza vuole così mettere a disposizione soluzioni abitative inclusive che consentano di soddisfare le esigenze dei beneficiari»

A breve sarà portato in approvazione il progetto da finanziare con i fondi PO DPC e si avvierà la procedura di gara per l'affidamento in gestione dei servizi

A Paterno si riqualifica l'area cimiteriale e si lavora per realizzare 100 nuovi loculi

D I E M AN UE LA C A LA BRE S E

La cura e la manutenzione dei cimiteri è un tema sensibile, poiché tocca direttamente la memoria, il rispetto per i defunti e la pietà verso cari estinti, coinvolgendo sia aspetti emotivi e culturali che responsabilità amministrative e igienico-sanitarie. I cimiteri sono considerati

luoghi pubblici di importanza fondamentale, spesso definiti "oasi di silenzio" che richiedono decoro e dignità.

In quest’ottica il comune di Paterno si è occupato della riqualificazione del- l’area cimiteriale. «È stato realizzato in questi giorni un percorso di accesso alla parte alta del Cimitero comunale, un piccolo intervento che è soltanto il primo di una serie di lavori che interesseranno nel breve - medio periodo l'area cimiteriale -spiega l’Amministrazione- Nello specifico gli interventi riguarderanno la sistemazione della pavimentazione della zona nella parte bassa del Cimitero e la manutenzione della copertura delle cap-

pelle locularie comunali della zona nella parte alta, con conseguente posa e installazione di impianto fotovoltaico».

Ma il Comune lavora anche all’ampliamento dell’area sepolcrale, tanto che già annuncia, «la riqualificazione dell'area non si fermerà a questi interventi.

A breve, infatti, verrà portato in approvazione un progetto, da finanziare con i fondi PO DPC Fase 5, che prevede la realizzazione di oltre 100 nuovi loculi comunali. Oltre a ciò l'Ufficio tecnico sta perfezionando, per darne conseguente pubblicazione, la procedura di gara volta all'affidamento della gestione dei servizi cimiteriali».

"Kairos" nasce per superare la vergogna e il silenzio: il Club e il canale YouTube uniscono giovani, famiglie e artisti per sensibilizzare la comunità

Pistocchi: «Radio Kairos rompe il silenzio sensibilizziamo su tutte le dipendenze»

Un programma che punta a superare la vergogna e la solitudine, aprendo le porte della discussione e della riflessione sulle problematiche sociali più urgenti: è "Kairos", il format che unisce musica e tematiche sociali per sensibilizzare giovani e famiglie lucane. Ogni settimana, attraverso il canale YouTube e la radio, il pro-

gramma affronta argomenti come le dipendenze, la violenza, il narcisismo, ma anche il sostegno alle famiglie e la promozione del benessere sociale

IL CLUB KAIROS: UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL SUPPORTO DIRETTO

Il Club Kairos è un luogo fisico pensato per il supporto diretto a giovani e famiglie, dove vengono affrontate tematiche come al-

col, droghe e disagi giovanili.

Ogni settimana, il club ospita incontri di supporto psicologico e attività pratiche, creando uno spazio sicuro per parlare di problemi senza paura di giudizio.«Il Club è un punto di ascolto dove giovani e famiglie possono confrontarsi sulle loro difficoltà. È un luogo che rompe il silenzio e la vergogna che spesso accompagnano questi temi,» spiega Bonifacio Pistocchi ( uno degli organizzatori.e fondatore )

RADIO KAIROS SU YOUTUBE: SENSIBILIZZAZIONE ATTRAVERSO

LA MUSICA

Il canale YouTube Radio Kairos, invece, è una piattaforma virtuale che diffonde messaggi di sensibilizzazione.

Ogni martedì, il programma unisce riflessioni sociali a momenti musicali, con interventi di esperti e ospiti come Emanuela De Mauro, cantante che si esibisce dal vivo, portando anche un messaggio di speranza.«Radio Kairos non è solo intrattenimento, ma un’occasione per sensibilizzare su tematiche difficili, come dipendenze e violenza,» affermano gli organizzatori. «Vogliamo raggiungere un pubblico ampio e far riflettere su come affrontare insieme queste sfide.»

LA TESTIMONIANZA DI EMANUELA DE MAURO

Emanuela de mauro, cantante tarantina, racconta come la sua passione per la musica sia nata dal dolore vissuto a causa della malattia della madre, che non ha più potuto parlare o cantare dopo un'operazione alla gola. «La musica me l’ha trasmessa mia mamma.

Dopo il suo intervento, ho usato la mia voce al suo posto, promettendole che sarebbe stata orgogliosa di me.

Oggi, attraverso la musica, aiuto gli altri perché so cosa vuol dire affrontare tutto da soli.»

UN SUCCESSO

CHE CRESCE

Oggi, "Kairos" sta raccogliendo i frutti di un impegno costante. Il Club Kairos continua ad accogliere nuovi partecipanti, e il canale YouTube Radio Kairos sta crescendo in ascolti e coinvolgimento. Grazie a una comunità solidale, che unisce giovani, famiglie, esperti e artisti, il progetto sta contribuendo a cambiare la mentalità e a sensibilizzare sempre più persone a parlare apertamente di temi difficili.Il programma, attraverso il Club e il canale YouTube, non solo aiuta a risolvere problemi immediati, ma crea anche un ambiente di ascolto, dove tutti possono imparare a superare la vergogna, affrontare le proprie difficoltà e, soprattutto, crescere insieme.

DI V I TO E RR IC H ET TI

ControllirafforzatidellaPoliziaaMateranelmesedifebbraio:identificateoltre2milapersoneeverificati 900 veicoli

Furto in cantiere, foglio di via a 38enne sorpreso nella notte

MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha intensificato nelle ultime settimane l’attività di prevenzione e i servizi di controllo del territorio, rafforzando la presenza degli agenti soprattutto nei fine settimana. Le operazioni sono state svolte anche con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine “Basilicata”, con l’obiettivo di prevenire la commissione di reati e accrescere la percezione di sicurezza tra i cittadini.Nel corso del mese di febbraio sono state identificate 2027 persone e controllati 922 veicoli, mentre sono state elevate 23 sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada. L’attività ha riguardato in particolare le aree urbane e i punti ritenuti più sensibili sotto il profilo della sicurezza.Parallelamente ai controlli sul territorio, il Questore ha adottato diverse misure di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Tra queste figurano otto fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Matera per periodi compresi tra due e quattro anni. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di persone responsabili di condotte illecite o comunque considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza pub-

blica.Tra i destinatari della misura figura anche un trentottenne di origini baresi, denunciato all’Autorità giudiziaria in stato di libertà per tentato furto aggravato. L’uomo era stato sorpreso di notte all’interno di una proprietà privata delimitata da recinzione e cancello chiuso, a bordo di un mezzo pesante. Alla vista delle Volanti aveva arrestato improvvisamente la marcia e spento i fari nel tentativo di occultare la presenza del veicolo. Insospettiti dalla manovra, gli agenti hanno fatto accesso alla proprietà riuscendo a bloccare il mezzo. Dal veicolo sono scesi il trentottenne e altri due uomini, tutti muniti di guanti da lavoro. La successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire due passamontagna neri, uno dei quali nascosto nello zainetto del trentottenne.Dalla ricognizione

dell’area è emerso che i tre si erano introdotti nel cantiere con l’intento di asportare materiale edile e attrezzature, tra cui ponteggi e pedane metalliche, depositati in tre fabbricati di nuova costruzione e in un edificio in fase di ristrutturazione.Al termine delle istruttorie curate dalla Divisione Polizia Anticrimine è stata inoltre avanzata una proposta di sorveglianza speciale nei confronti di un soggetto con numerosi precedenti penali e di polizia. Sono stati inoltre emessi due avvisi orali nei confronti di persone ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica e adottati otto ammonimenti per violenza domestica o atti persecutori. Questi ultimi provvedimenti sono rivolti a soggetti responsabili di comportamenti aggressivi o vessatori in ambito familiare o relazionale.

ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO DI STIGLIANO

Consiglio dei ragazzi, Aurora eletta sindaca

STIGLIANO. Aurora Sampogna è la nuova sindaca dei ragazzi dell’Istituto omnicomprensivo di Stigliano. Al termine di uno scrutinio combattuto voto dopo voto, la candidata della lista «Future Leaders» ha prevalso sullo sfidante Pasquale Micucci, della lista «Start Now», con 59 voti contro 55 su 114 schede valide. Un risultato maturato al termine di un vero testa a testa che ha coinvolto con entusiasmo studenti e docenti.La proclamazione è stata accompagnata da un momento simbolico particolarmente significativo. Il sindaco di Stigliano, Francesco Micucci, ha prima indossato la fascia tricolore preparata dagli studenti per il sindaco dei ragazzi e poi ha posto la propria sulla spalla della neoeletta, sancendo l’avvio di una collaborazione tra il Comune e la scuola.«Sono molto felice e prometto di impegnarmi pienamente in questo ruolo», ha dichiarato Aurora Sampogna. «Ringrazio Pasquale per la lealtà dimostrata e tutti i ragazzi che hanno partecipato al voto. Sarò la sindaca di tutti».Il dirigente scolastico Giosuè Ferruzzi ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «È un segnale importante che il primo sindaco dei ragazzi sia una ragazza. Questa esperienza rappresenta una palestra di democrazia e partecipazione». Anche il primo cittadino ha elogiato l’impegno degli studenti, definendo l’iniziativa «un’occasione concreta per avvicinare i giovani alla vita amministrativa e alle responsabilità delle istituzioni».

Stanziati 61mila euro dal Comune per adeguamenti temporanei in vista della cerimonia della Capitale Mediterranea della Cultura

Teatro Duni, lavori urgenti per l’apertura del 20 marzo

MATERA. Sessantunomila euro per consentire la cerimonia di apertura della Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 all’interno del Teatro Duni, ancora interessato da lavori di ristrutturazione. È quanto stabilito dal Comune di Matera con una determina del 9 marzo del settore Opere pubbliche, che prevede interventi urgenti all’interno dello storico edificio progettato dall’architetto materano Ettore Stella.L’obiettivo è rendere utilizzabile il teatro, seppure in forma temporanea e limitata, per il “Cantiere Evento” in programma il prossimo 20 marzo a partire dalle ore 17. L’intervento prevede lavori preparatori agli allestimenti temporanei del cantiere, necessari per accogliere pubblico e delegazioni nella serata inaugurale.Tra le

opere previste figurano lo smontaggio e il successivo riposizionamento di alcune impalcature presenti nella platea, oltre alla realizzazione di una passerella provvisoria in tavolato e ponteggi che collegherà il foyer al palco, consentendo l’accesso del pubblico in condizioni di sicurezza. Saranno inoltre installate temporaneamente alcune porte per i servizi igienici della platea. Tutte le strutture realizzate per l’occasione verranno rimosse al termine della manifestazione.I lavori sono stati affidati con procedura diretta alla società D’Alessandro Restauri Srl, impresa già impegnata negli interventi di recupero del teatro. I tempi di esecuzione saranno particolarmente rapidi: l’azienda avrà infatti sette giorni per completare gli interventi necessari a rendere

fruibile lo spazio per la cerimonia inaugurale.L’appuntamento del 20 marzo segnerà ufficialmente l’avvio del programma di iniziative legate al titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, riconoscimento assegnato a Matera insieme alla città marocchina di Tetouan. La cerimonia istituzionale è prevista alle ore 17 proprio all’interno del Teatro Duni, che riaprirà in via straordinaria per

l’occasione.Il programma della serata proseguirà alle ore 18.30 con una performance musicale introduttiva, mentre alle ore 19 prenderà il via «Strada Evento», una performance itinerante che accompagnerà il percorso delle delegazioni lungo le vie della città.Il gran finale è previsto alle ore 20.45 con una serie di installazioni scenografiche realizzate attraverso tecnologie a basso impatto ambientale ma ad alto effetto visivo. Il pubblico assisterà prima a uno spettacolo laser di circa mezz’ora con scenografie di luce architetturale, quindi a un drone show della durata di circa quindici minuti, durante il quale nel cielo sopra i Sassi prenderanno forma figure luminose tridimensionali e simboli dedicati al dialogo tra i popoli del Mediterraneo.

Un episodio emerso dagli archivi racconta come pettegolezzi e maldicenze animassero già

Montalbano Jonico, nel 1825 il gossip c’era già

Sono cambiati gli strumenti di comunicazione, ma il gossip è sempre esistito. Ed esso può dirci dei costumi dell’epoca, molto di più di un trattato di sociologia. Montalbano Jonico dispone di una ricca biblioteca dalla metà del 1800, con circa 9.000 volumi nel Fondo Antico, tra cui 150’ cinquecentine e molti manoscritti. Ne abbiamo rinvenuto uno su di un episodio che all’epoca dei fatti fece molto scalpore.Nel 1825 viveva a Montalbano (l’aggiunta Jonico risale al 1862) in una minuscola abitazione nei pressi di Porta Metaponto, vicino alla piazza dell’Osannale, una prostituta di nome Antonia Bruno, alias Cantalanotte. Già il nomignolo era tutto un programma, Era una delle prostitute del paese, la più richiesta per la sua avvenenza. Antonia era giovane, formosa, insomma era “in carne”. All’epoca essere sovrappeso per una donna, ma anche per un uomo, era un canone di bellezza. I corpi avvolti fino alle caviglie dal costume tradizionale, se prorompenti erano una promessa di voluttà. Ad avere chili in più erano soprattutto i benestanti, sia per lo stile di vita che conducevano che per l’alimentazione. Ad ammalarsi di gotta erano, infatti, solamente loro. Ma ritorniamo a quell’episodio. Da qualche tempo erano giunte al sindaco dell’epoca, Carlino Troyli, diverse segnalazioni sulla presenza durante le ore notturne nella casa della Cantalanotte, appunto, di alcuni monaci del convento dei Cappuccini che si trovava fuori dal centro abitato. La notizia aveva de-

stato scandalo. I preti avevano notoriamente un’amante e in alcuni casi anche dei figli, la qualcosa era da sempre accettata da tutti e non era più neanche oggetto di commenti, insomma non faceva notizia, ma i frati del convento avevano sempre avuto una condotta irreprensibile e le loro giornate erano scandite dalla preghiera, dallo studio, dal lavoro e dalla questua in paese, alla quale ognuno contribuiva come poteva, soprattutto con generi alimentari.Agli inizi del mese di marzo del 1825, più precisamente per la notte del 3 marzo, il sindaco programmò un sopraluogo nella casa dello scandalo. Assistito dal decurione Domenico Capitolo, da due testimoni, Vito Simonetti e Giovanni D’Ovasio, e da due civici, Tommaso Grifone ed Emmanuele Bruneo, alle due di notte si incontrò con loro davanti al municipio e facendosi strada con una lampada ad olio si recò a casa della Cantalanotte.Bussò alla porta della donna ripetutamente, ma senza ottenere risposta. Finalmente e provvidenzialmente, appena dopo aver ordinato di forzare l’ingresso, perché vi era la fondata certezza di sorprendere i monaci, la Cantalanotte, con la sua voce stridula chiese chi fosse che disturbava a quell’ora e che comunque aveva bisogno di un po’ di tempo per rendersi presentabile. Alle insistenze del sindaco e alla sua perentoria affermazione che non era necessario agghindarsi e che doveva sbrigarsi, la Cantalanotte aprì la porta. I lunghi capelli ricci arruffati, l’espressione del suo volto, i suoi lineamenti e il corpo che gonfiava una lunga vestaglia bianca e che faceva im-

maginare la sua avvenenza, nonostante non fosse più giovane, rivelavano una sensualità ancora capace di sedurre. Il sopraluogo diede esito negativo, in casa non c’era nessun altro, ma avendo l’abitazione un ingresso secondario, sorse a tutti il fondato sospetto che i monaci fossero sgattaiolati dal retro dell’abitazione.La Cantalanotte si disse sorpresa di quella visita ed equivocò o finse di equivocare sul suo scopo. “Potevate avvisarmi prima”,- disse - “mi sarei fatta trovare già pronta”. Il sindaco Carlino Troyli, visibilmente imbarazzato, le replicò che non erano lì per quello che lei aveva pensato e in modo diretto le disse che vi erano state lamentele del vicinato, perché lei riceveva i clienti senza ritegno a tutte le ore del giorno e soprattutto della notte. Destavano ancor più scandalo le voci che circolavano su alcuni monaci avventori. La Cantalanotte fu evasiva, ma promise di essere più accorta e intanto avrebbe cercato un’abitazione in una zona del paese più riservata. Quanto ai monaci si trincerò nel “segreto professionale”( sic!) e disse: “non

ho mai fatto i nomi dei miei clienti neanche con le amiche più intime. Io accolgo tutti, purché stiano ai patti, altrimenti li metto alla porta e non li ricevo più. Sui monaci, perdonatemi ma non posso né confermare e né smentire. Giacché ci siete accettate un bicchiere di vino?” “Ti ringrazio, ma è meglio evitare. Io ho una certa età, ma non vorrei che qualcuno dei miei accompagnatori, dopo aver bevuto cambiasse idea sullo scopo della nostra visita”, - disse il sindaco ridacchiando e volgendo lo sguardo verso gli altri.Quindi si congedarono e il giorno dopo il primo cittadino del paese si recò a parlare con il frate Cappuccino responsabile delle cose del convento ed ebbe l’assicurazione che avrebbe vigilato con attenzione, verificato la veridicità di quelle accuse e, nel caso, posto termine allo scandalo.Della vicenda l’indomani venne redatto un verbale che porta infatti la data del 4 marzo del 1825. Per la Cantalanotte non ci furono conseguenze alcune, anzi le sue quotazioni salirono quando poco tempo dopo traslocò.

Comune avvia la strategia turistica 2026-2027 tra Magna Grecia, cinema e turismo di qualità per rafforzare l’identità del territorio

Bernalda e Metaponto rilanciano il turismo: incarico a Giuseppe Lalinga

IlComune ha ufficializzato il conferimento dell’incarico per la redazione del Piano Strategico del Turismo 2026-2027 a Giuseppe Lalinga, professionista con una lunga esperienza nel marketing turistico e nella gestione di destinazioni. Il suo compito sarà quello di coordinare un team di esperti nazionali e locali per delineare la nuova identità turistica di Bernalda e Metaponto nei prossimi anni.La strategia punta a rinnovare il racconto del territorio, superando modelli comunicativi tradizionali e adottando linguaggi più contemporanei. Al centro del progetto c’è la costruzione di un brand capace di unire due dimensioni simboliche che rendono unico il territorio: l’eredità della Magna Gre-

cia e il legame con il grande cinema internazionale.Da un lato, infatti, si punta a valorizzare l’anima archeologica di Metaponto, legata alla figura di Pitagora e alla storia della Magna Grecia, per attrarre un turismo culturale e scolastico sempre più attento alla qualità dell’esperienza. Dall’altro, il rapporto con il regista Francis Ford Coppola rappresenta un elemento distintivo capace di rafforzare il posizionamento del borgo anche nel settore del cineturismo, con la prospettiva di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive.A completare l’offerta contribuisce anche il riconoscimento della Bandiera Blu, che certifica la qualità delle acque e dei servizi balneari, inserendo la costa metapontina in un

contesto di turismo sostenibile e orientato al benessere.Alla base del nuovo piano c’è una visione chiara dell’amministrazione, che considera il turismo una vera e propria leva di sviluppo culturale ed economico. «Il turismo non si improvvisa: ha bisogno di progettazione, organizzazione e una visione che guardi lontano», sottolinea l’amministrazione comunale.L’obiettivo è trasformare Bernalda e Metaponto in una destinazione turistica matura, rafforzando la collaborazione con l’APT Basilicata e con gli operatori privati del territorio. «Abbiamo scelto un professionista che unisce competenza nazionale e radici locali per creare una sinergia efficace con il sistema turistico regionale».In

questo quadro, realtà di eccellenza come Palazzo Margherita e il Golf Club Metaponto vengono indicate come motori di sviluppo per l’intero comparto. «Non devono essere isole, ma elementi capaci di trainare nuovi segmenti turistici, dall’enogastronomia alla natura, rispondendo a una domanda sempre più sofi-

sticata».La sfida del Piano Strategico sarà quella di qualificare l’offerta e trasformare le risorse del territorio in esperienze turistiche strutturate e attrattive. Bernalda e Metaponto si preparano così ad aprire una nuova fase del loro sviluppo, con l’ambizione di coniugare identità locale e visione internazionale.

Il

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono

Appunti di realtà 12 marzo I dieci mondi dentro di noi

DI FABRIZIO QUARATINO

C’è una verità semplice che spesso dimentichiamo: la vita che viviamo fuori è, in gran parte, il riflesso della vita che si muove dentro di noi. Ogni giorno attraversiamo stati d’animo diversi, pensieri che cambiano, emozioni che si accendono e si spengono. A volte ci sentiamo forti, altre volte smarriti. A volte capaci di tutto, altre volte fragili. Molti credono che tutto questo sia soltanto il risultato delle circostanze. In realtà è qualcosa di molto più profondo. Dentro ogni essere umano esiste un universo fatto di possibilità interiori. Stati della vita che emergono, si alternano, si trasformano. Non sono mondi lontani. Sono mondi che vivono dentro di noi. Comprenderli significa comprendere la natura della nostra esistenza. E soprattutto significa scoprire che nessuna condizione, per quanto difficile, è definitiva. Perché la verità più grande è questa: l’essere umano non è prigioniero delle circostanze, ma della visione che ha di sé stesso.

una forza. Quando impariamo a orientarlo verso la crescita della nostra esistenza smette di essere inquietudine e diventa energia. Perché il vero cambiamento comincia quando smettiamo di chiederci cosa possiamo ottenere dalla vita e iniziamo a chiederci cosa possiamo diventare.

L’ANIMALITÀ

– VIVERE

SOLTANTO REAGENDO

In questo stato l’essere umano vive guidato soprattutto dall’istinto. Paura, difesa, sopravvivenza, competizione. Molte dinamiche della società nascono proprio qui: il bisogno di prevalere, di dimostrare, di non essere superati dagli altri. È una condizione naturale, ma limitante. Perché quando reagiamo soltanto agli stimoli esterni dimentichiamo qualcosa di essenziale: l’essere umano non è nato soltanto per reagire, ma per scegliere. Ed è proprio da questa possibilità che nasce la libertà. Nel momento in cui scegliamo chi vogliamo essere, smettiamo di vivere come spettatori degli eventi. Diventiamo protagonisti della nostra vita.

inatteso, una buona notizia, un momento felice. La gioia arriva e illumina tutto. Questo è il cielo. Ma è una felicità che dipende dalle condizioni esterne. Ed è proprio per questo che rimane fragile. Basta un cambiamento, una difficoltà improvvisa, e ciò che sembrava stabile può svanire. La vera domanda allora diventa un’altra: è possibile essere felici anche quando la vita non è perfetta? La risposta a questa domanda cambia il destino di una persona.

LO STUDIO – LA RICERCA DELLA VERITÀ

gioia cresce quando viene condivisa. E una parola di incoraggiamento, a volte, può cambiare il destino di una persona.

LA VITA CHE ILLUMINA LA VITA

L’INFERNO – QUANDO IL DOLORE SEMBRA NON AVERE USCITA

Tutti, prima o poi, incontriamo questo stato. È il momento in cui la sofferenza sembra occupare ogni spazio della nostra esistenza. Il cuore si chiude, i pensieri diventano pesanti, e il futuro appare come una strada senza luce. Non è un luogo geografico. È una condizione dell’anima. Quando ci troviamo lì, tutto sembra immobile. Tutto sembra perduto. Eppure anche nella notte più profonda esiste una verità che spesso dimenti- chiamo: la notte non è eterna. È solo il passaggio che prepara l’alba. Quando tocchiamo il fondo della nostra vita possiamo scoprire qualcosa che non immaginavamo: la forza di rialzarci. Perché proprio nel punto più basso, a volte, nasce la decisione più importante della nostra esistenza: non restare dove siamo caduti.

L’AVIDITÀ – IL DESIDERIO

CHE NON SI PLACA Dopo il dolore arriva spesso il desiderio. Il desiderio di riempire un vuoto, di ottenere qualcosa che ci faccia sentire finalmente completi. Successo, riconoscimento, possesso, approvazione. È una corsa che molti conoscono bene. Si raggiunge un obiettivo e subito ne appare un altro. Si ottiene qualcosa e subito nasce la paura di perderla. Ma la vita, prima o poi, insegna una verità che non possiamo ignorare: nessuna conquista esterna può riempire un vuoto interiore. Il desiderio, però, non è un nemico. È

L’IRA – IL DESIDERIO DI AFFERMARSI

L’ira non è soltanto rabbia. È anche il bisogno di affermare se stessi, di non essere inferiori, di non essere ignorati. È la forza che spinge a competere, a dimostrare il proprio valore, a difendere la propria dignità. Quando questa energia rimane prigioniera dell’orgoglio può generare conflitti e divisioni. Ma quando viene trasformata può diventare una straordinaria forza di determinazione. La stessa energia che può distruggere può anche costruire. Dipende dalla direzione che le diamo. Perché la vera forza non consiste nel vincere sugli altri, ma nel vincere sulle proprie debolezze.

L’UMANITÀ – IL MOMENTO DELL’EQUILIBRIO

Ci sono momenti in cui la vita trova un punto di calma. Non siamo travolti dal dolore, né accecati dal desiderio. Semplicemente respi- riamo. È lo stato dell’umanità: quello in cui possiamo guardare la realtà con equilibrio. Qui nasce la riflessione. Qui nasce la possibilità di scegliere. È una condizione preziosa perché permette all’essere umano di fermarsi e chiedersi: che tipo di vita voglio costruire?

La qualità della nostra esistenza dipende molto meno da ciò che accade e molto di più da come scegliamo di rispondere a ciò che accade.

IL CIELO – LA FELICITÀ

DELLE CIRCOSTANZE

Quando le cose vanno bene, la vita sembra leggera. Un successo

A un certo punto della vita nasce una domanda più profonda. Non basta più vivere inseguendo ciò che accade. Si vuole comprendere. Nasce così la ricerca della verità. Studiare, osservare, interrogarsi sul significato dell’esistenza diventa un modo per uscire dalla superficialità della vita. È il primo passo verso una trasformazione consapevole. Perché chi smette di cercare smette anche di crescere. LA REALIZZAZIONE –COMPRENDERE ATTRAVERSO L’ESPERIENZA Quando l’esperienza si unisce alla riflessione, qualcosa cambia. L’essere umano comincia a guardare la realtà con occhi nuovi. Le difficoltà non sono più soltanto ostacoli, ma occasioni per comprendere qualcosa di più profondo. La saggezza nasce proprio così: dall’incontro tra ciò che viviamo e la capacità di imparare da ciò che viviamo. E allora si scopre una verità semplice e potente: ogni esperienza contiene un insegnamento, se abbiamo il coraggio di ascoltarlo.

IL CUORE CHE SI APRE AGLI ALTRI

A questo punto accade qualcosa di straordinario. La ricerca della felicità personale non basta più. Nasce il desiderio di aiutare gli altri, di incoraggiare, di condividere forza e speranza. Quando vediamo qualcuno cadere e sentiamo il bisogno sincero di aiutarlo a rialzarsi, la nostra vita cambia direzione. Diventa più grande. Perché esiste una legge silenziosa della vita: la

Esiste uno stato ancora più profondo. Uno stato in cui l’essere umano scopre una forza capace di trasformare ogni cosa. La sofferenza diventa comprensione. La paura diventa coraggio. La difficoltà diventa crescita. In questa condizione la vita non è più un susseguirsi di eventi casuali. Diventa un cammino consapevole. Chi raggiunge questa profondità non vive più soltanto per sé stesso. Diventa una presenza che incoraggia, sostiene, illumina. Perché quando una persona trasforma davvero la propria esistenza accade qualcosa di straordinario: diventa la prova vivente che cambiare è possibile.

LA

GRANDE

SCOPERTA I dieci mondi non sono luoghi lontani. Vivono dentro di noi. In ogni giorno della nostra esistenza possiamo scendere nella paura o salire verso la nostra grandezza. Ma esiste una verità che cambia tutto. Nessun essere umano è destinato a rimanere prigioniero della propria sofferenza. Dentro ogni vita esiste una forza immensa, spesso nascosta, che aspetta soltanto di essere risvegliata. Quando lo comprendiamo, qualcosa cambia radicalmente. Non viviamo più aspettando che il mondo migliori. Cominciamo a migliorarlo a partire da noi stessi. E allora accade qualcosa di straordinario. La nostra vita non diventa soltanto più forte. Diventa una speranza. Perché ogni persona che riesce a trasformare il proprio dolore in coraggio dimostra al mondo una verità semplice e potentissima: il cambiamento non è un privilegio di pochi. È una possibilità che esiste nella vita di ogni essere umano. La più grande rivoluzione non avviene fuori di noi. Avviene dentro la vita di un essere umano che decide di risvegliarsi. E quando questo accade, non cambia soltanto il destino di una persona. Comincia a cambiare anche il mondo che la circonda.

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Cronache del 12 marzo 2026 by Cronache - Issuu