IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
Poste Italiane S.p.A. Sped. abb.post. DL 353/2003
Lunedì 12 GennAIO 2026 • ANNO XI N. 7 € 1,50
redazione@lecronache.info TeLeFOnO 389-2478466
ZES CULTURA MIRA A CONNETTERE LE IMPRESE LOCALI E ATTRARRE INVESTIMENTI, VALORIZZANDO LE RISORSE UMANE E CULTURALI DI MATERA
«Risposta strategica per il rilancio della Basilicata» Una sfida ambiziosa che potrebbe ridisegnare il panorama socio-economico della regione
Acito a pag 4
Premiata la strategia di Giordano, Quarto, Mattia e Melodia: FdI primo partito
IlIn Azione cdxMorea vince le provinciali di Matera batte Pittella. Il campo largo alla liquidazione finale _
LA RIFLESSIONE
La povertà che non lascia tracce DI DINO Q UARATINO
C’
è una povertà che a Potenza, e in Basilicata più in generale, non si vede. Non perché non esista, ma perché ha imparato a confondersi con il paesaggio. Non occupa le prime pagine, non alza cartelli, non compassione.Fa cerca qualcosa di più faticoso: si trattiene. È la povertà di chi continua ad alzarsi la mattina, a presentarsi (...)
■ continua a pag 12
L’ATTESA FA MALE on sappiamo se il capogruppo dei fratellini lucani Napoli, peraltro protagonista d’una trasmissione radiofonica in perfetto stile Marzullo, abbia fatto come le altre volte marcia indietro oppure sia ancora meritoriamente convinto che un tagliando alla giunta vada fatto, nonostante la ritrosia all’accountability statistica del governatore Bardi che pure mal sopporta Cicala per avergli rifilato l’impeachment agricolo sotto bilancio. Già perché nonostante lo stuolo di consiglieri economici e fatta eccezione per quell’anima bella di Mariniello, andato a miglior vita istituzionale, non ci pare che ci sia la buona abitudine di sostenere le argomentazioni con dati alla mano, vista magari anche la penuria di report positivi. Eppure senza essere leziosa la Meloni ha finanche dato un metodo ed è quello d’affettare le critiche con la lama dell’ISTAT ora sull’occupazione ora sull’export. Così prendete il campo di battaglia della sanità, ricordatevi la storia del tagliando miracoloso invocato da Napoli e capirete perché Latronico debba arrossire per i 60 mila lucani che rinunciano a curarsi e per il deficit sulla mobilità passiva aumentato da 52 meuro nel 2023 ad oltre 70 meuro nel 2024. Dellapenna a pag 9 Canta la band Manant: “L’attesa fa malee…”
Migrazione sanitaria, la Basilicata spende circa 128mln di € per le cure fuori regione, intanto si punta a migliorare l’attrattività del Ssr
N
A spasso nelle ore notturne, incidenti stradali, danni all’agricoltura: quello degli ungulati è diventato un vero e proprio
Emergenza cinghiali: a decine nei centri abitati POTENZA L’AMMINISTRAZIONE PUNTA A DARE FINALMENTE RISPOSTE CONCRETE
Pronto il bando di assegnazione degli alloggi e focus su Bucaletto
Maida a pag 7
Bucaletto
Mollica a pag 14
SANITÀ LUCANA
_
■ Servizio
a pag 11
CAPOLUOGO
30enne picchia la madre, lei riesce a scappare e chiamare il 112: tempestivo l’arrivo dei Carabinieri che arrestano il giovane
■ Servizio
a pag 14
_ PIANI INTEGRATI CULTURA
Successo per il progetto “Officine di Storia” a Oppido Lucano e con Tolve comune capofila sul tema della cinematografia
■ Servizio
a pag 5
_ SPORT
Coppa del mondo fioretto a Hong Kong: la lucana Francesca Palumbo è argento: «Soddisfatta del risultato raggiunto» ■ Servizio
a pag 21
2
Primo piano
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Le consigliere Araneo e Verri (M5S) attaccano Bardi: «Ritardi e immobilismo hanno prodotto licenziamenti e perdita di competitività»
«Crisi Stellantis e Mobile Imbottito La Regione arriva dopo un anno» POTENZA. Il Consiglio regionale convocato oggi sulle crisi industriali «arriva con oltre un anno di ritardo rispetto all’emergenza che travolge lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi e l’intero indotto automotive lucano». È una critica netta quella delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che parlano di un «ritardo gravissimo» mentre, nel frattempo, «si consumava lo smantellamento occupazionale di Pmc, Tiberina, Trasnova, della logistica e perfino di settori strategici come il mobile imbottito», senza che la Giunta guidata da Vito Bardi esercitasse un reale ruolo di governo.L’ultimo Consiglio regionale dedicato alla crisi Stellantis e all’indotto risale a oltre un anno fa ed era stato richiesto dalle opposizioni. Da allora, sottolineano le esponenti pentastellate, «qualunque azione è rimasta confinata alle parole», mentre centinaia di lavoratrici e lavoratori venivano progressivamente espulsi dal ciclo produttivo dopo decenni di attività, attraverso «esternalizzazioni, terziarizzazioni, precarizzazione e, infine, licenziamenti».I dati sulla produzione del 2025, spiegano Araneo e Verri, parlano
L’APPELLO DELLE RICERCATRICI LUCANE
Centro di dialettologia senza fondi, è allarme
chiaro: a Melfi il trend è fortemente negativo e gli investimenti sulla transizione industriale ed energetica «si concentrano altrove». Una responsabilità che non è soltanto industriale, ma anche politica, perché «la Regione non ha saputo governare né la transizione energetica né quella delle crisi industriali». Da oltre novanta giorni, ricordano, le lavoratrici e i lavoratori di Pmc e Tiberina presidiano gli stabilimenti, anche durante le festività natalizie, «senza che il presidente Bardi o un assessore abbiano trovato il tempo di recarsi sul posto, neppure per un gesto di solidarietà».Se da un lato la crisi dell’automotive viene spesso descritta come un fenomeno globale, dall’altro la situazione del mobile imbottito dimostra, secondo le consigliere,
«l’incapacità di incidere persino su una filiera artigianale che dovrebbe valorizzare le eccellenze del Made in Italy». I poli di Matera e Montescaglioso, per decenni pilastri del manifatturiero lucano, sono oggi colpiti dai rincari delle materie prime, dai dazi doganali e dalla concorrenza delle produzioni a basso costo, con l’annuncio di 479 esuberi da parte di Natuzzi.Anche in questo caso, accusano Araneo e Verri, la Regione avrebbe scelto l’immobilismo, lasciando le imprese sole ad affrontare innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità, senza una cabina di regia stabile né strumenti di filiera. «Il lavoro non è assistenzialismo: è dignità», concludono. «Ed è su questo che si misura la credibilità di chi governa».
POTENZA. «Dopo oltre dieci anni di lavoro dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla salvaguardia delle lingue locali lucane, non possiamo che prendere atto dell’assenza di risposte e del persistente disinteresse della politica regionale verso cultura e ricerca». È l’allarme lanciato dalle ricercatrici del Centro Internazionale di Dialettologia, che denunciano una situazione divenuta ormai insostenibile.Le studiose ricordano come l’attività svolta abbia prodotto «risultati concreti, verificabili e condivisi con la comunità lucana», maturati in una prospettiva di scienza partecipativa e riconosciuti anche a livello internazionale da istituzioni italiane e straniere. Nonostante ciò, sottolineano, «in queste condizioni garantire continuità al lavoro finora svolto è impossibile».In assenza di segnali concreti, spiegano, «saremo costrette a impiegare altrove le competenze e l’esperienza professionale maturate», probabilmente fuori dalla Basilicata. Una scelta che comporterebbe «l’ennesima dispersione di risorse formate nella regione» e una perdita rilevante per il patrimonio linguistico lucano.Le ricercatrici si dicono disponibili ad attendere «fino alla fine del mese di gennaio» l’erogazione dei finanziamenti regionali necessari alla prosecuzione delle attività. Oltre quella scadenza, avvertono, «abbandonare il lavoro svolto in Basilicata e trasferire altrove le nostre professionalità diventerà una scelta obbligata, seppur presa a malincuore».
Gli operatori lucani denunciano intoppi sul bando 2024-2025 e riduzione dei fondi fino all’80%: «A rischio la sopravvivenza del settore»
«Spettacolo dal vivo, fondi ridotti e ritardi allarmanti» POTENZA. Gravi ritardi amministrativi e una drastica riduzione dei finanziamenti stanno mettendo in ginocchio il comparto dello spettacolo dal vivo in Basilicata. È l’allarme lanciato dagli operatori del settore dopo la recente pubblicazione, da parte della Regione Basilicata, degli esiti dell’Avviso pubblico relativo alle annualità 2024-2025, strutturato in via eccezionale su base biennale.Secondo quanto denunciato, la pubblicazione è arrivata «con un ritardo estremamente grave e ingiustificabile rispetto alle normali tempistiche amministrative», producendo conseguenze pesantissime su un comparto già fragile. Al ritardo, spiegano gli operatori, si è sommata una criticità ancora più rilevante: «Gli stanziamenti economici previsti risulta-
no ampiamente insufficienti rispetto al reale fabbisogno del settore». In molti casi, i finanziamenti assegnati sarebbero stati ridotti «di oltre l’80%», nonostante in fase di concertazione con gli uffici regionali fosse stata discussa un’integrazione dei fondi, poi rimasta senza riscontri concreti.Una situazione che ha colto di sorpresa numerose realtà culturali, le quali avevano già programmato o avviato attività sulla base di aspettative legittime e di impegni assunti con lavoratori, artisti, fornitori e comunità locali. «Questa doppia criticità, ritardo e riduzione delle risorse, mette seriamente a rischio la sopravvivenza stessa di molte realtà lucane», avvertono gli operatori, compromettendo la continuità progettuale, la credibilità delle organiz-
zazioni e la tenuta occupazionale del settore.Nel documento si sottolinea come cultura e spettacolo dal vivo rappresentino «un presidio strategico per la Basilicata», territorio segnato da spopola-
mento, debolezza industriale e carenza di opportunità economiche. In questo contesto, la promozione culturale e turistica non può essere considerata marginale, ma costituisce «una delle poche leve reali di sviluppo, coesione sociale e attrattività territoriale».Da qui la richiesta di un intervento immediato: «Un incremento urgente del fondo destinato al bando, fino alla copertura del fabbisogno reale», la convocazione di un confronto con le istituzioni regionali e l’adozione di politiche culturali «trasparenti, tempestive e coerenti». In assenza di risposte, concludono, «il rischio concreto è una progressiva desertificazione culturale della Basilicata, con danni irreversibili per il tessuto sociale, economico e identitario della regione».
3
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
4
Primo Piano
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Un progetto che mira a connettere le imprese locali e attrarre investimenti, valorizzando le risorse umane e culturali di Matera
Zes Cultura, «Risposta strategica per il rilancio della Basilicata» DI ENZO ACITO*
I
n un momento in cui la discussione sulla “ZES Cultura” torna a farsi viva, assumendo la forma dell’Araba Fenice che risorge dalle ceneri pur senza immediata copertura economica, appare fondamentale chiarire i concetti base di questa iniziativa che, se realizzata, rappresenterebbe un’opportunità storica per consolidare il ruolo di Matera come centro di innovazione e sviluppo nel Sud Italia e nel Mediterraneo. L’intervento lucido e interessante di Franco Vespe, che ha definito l'iniziativa una “strana ZES” e chiamato a raccolta stimoli e idee, ci spinge a superare le criticità iniziali e a delineare una visione strategica chiara. La ragione d'essere della ZES Cultura risiede proprio nella debole condizione della Basilicata all’interno della ZES Unica Meridionale. La ZES Unica ha, infatti, indebolito la nostra Regione in due punti chiave: primo, siamo meno infrastrutturati rispetto a Campania, Puglia e Calabria, dotate di grandi porti commerciali e interporti, il che convoglia naturalmente gli investimenti logistici verso questi hub consolidati; secondo, le aliquote massime per il Credito d'Imposta in Basilicata sono strutturalmente più basse, rendendo
il nostro vantaggio competitivo meno incisivo. La ZES Cultura, al contrario, richiede un ridotto investimento in infrastrutture fisiche – non servono strade, aeroporti o porti – ma si basa sull'utilizzo della fibra, portando lavoro e occupazione nelle aree interne abbandonate. L’investimento sulla fibra nei comuni è pressoché completo, fornendo l’autostrada digitale su cui far correre servizi e lavoro, a differenza della atavica carenza di infrastrutture materiali che penalizza da sempre la Basilicata. Siamo consci che le prime reazioni al progetto ZES Cultura abbiano sollevato dubbi, tra cui la mancanza di conoscenza dei dettagli, il rischio di “cattedrale nel deserto” e il paventato impatto sul borgo La Martella. Tuttavia, l'obiettivo è superare queste preoccupazioni con trasparenza e strategia, mettendo il Comune di Matera al centro del processo decisionale. Per questo, proponiamo una gestione innovativa basata su un bando di gara internazionale. Questo bando non si limiterà alla progettazione e all'esecuzione, ma punterà innanzitutto a selezionare un Soggetto Gestore con comprovata esperienza globale, replicando realtà di successo come quelle realizzate a Roncade, Milano, Parigi o Bar-
cellona. Il bando internazionale garantirà che il progetto non snaturi l'identità de La Martella, ma la valorizzi, assegnando il massimo punteggio ai progetti che si integreranno armoniosamente la credibilità del piano di gestione con l'architettura e l'urbanistica del luogo. Il rischio di violentare l’architettura del borgo si risolve concentrando l’intervento nella limitrofa area industriale, una zona pianeggiante di 36 ettari, distante poche centinaia di metri dal borgo, già vocata a destinazione industriale e oggetto di intervento PNRR per le urbanizzazioni, eliminando così la necessità di modifiche di destinazioni d’uso o decreti ministeriali che potrebbero imporre varianti urbanistiche di competenza comunale. La ZES Cultura, inoltre,
non deve chiudersi in un'impostazione autarchica, ma deve aprirsi con un vero e proprio concorso internazionale che includa condizioni vincolanti per la creazione di nuove imprese, l'accelerazione di quelle esistenti e la connessione con le aziende locali. L'affidamento a un unico Soggetto Gestore permetterebbe di coordinare strategicamente tutte le realtà innovative già presenti a Matera – come l'Academy, la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE), l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, il Centro Sperimentale di Cinematografia ed il potenziale Istituto Tecnologico Superiore – che oggi scontano l’assenza di una visione gestionale unitaria. L’obiettivo è creare una sinergia che massimizzi le ricadute occupazionali e
colleghi l’iniziativa al progetto di Matera Capitale del Mediterraneo per la Cultura e il Dialogo 2026. Con la ZES Cultura e l’uso della fibra, anche le aree interne potranno vedere la nascita di microimprese in grado di vendere servizi avanzati con tutto il mondo.Matera presenta ulteriori vantaggi competitivi essenziali: la sua strategia di sviluppo poggia su basi socio-economiche solide. La città si distingue per l'elevata qualità della vita, caratterizzata da un altissimo senso di sicurezza pubblica (con tassi di criminalità tra i più bassi in Italia), un solido capitale sociale e un'alta coesione comunitaria. Questo ambiente favorevole ha alimentato la crescita della “Comunità dei Ritornati e degli Arrivati”, professionisti di alto profilo che scelgono Matera come luogo di vita e lavoro, un capitale umano essenziale per il successo della ZES Cultura e per la sua integrazione con le politiche territoriali.Sebbene le risorse immediate non sembrino disponibili, questo non preclude la possibilità di sperimentare percorsi di manifestazioni di interesse per trovare soggetti privati disposti a investire, sfruttando tutte le opportunità della Zes e di quelle parallele già esistenti in città. È urgente e auspicabile, quindi, cheComune di Matera,Regione e Consorzio Industriale si coordinino per raggiungere questo obiettivo strategico. *GIÀ CONSIGLIERE REGIONALE
5
Primo piano
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Il progetto che vede Tolve come Comune capofila, mira a rafforzare la cooperazione tra i Comuni, valorizzando l'eredità storico-culturale
“Officina di Storia”: successo per il primo appuntamento culturale a Oppido Lucano S
i è svolto con ampia partecipazione e riscontri molto positivi il primo dei tre eventi previsti dal progetto “Officina di Storia”, tenutosi sabato presso il Cineteatro Obadiah di Oppido Lucano. L’iniziativa è stata finanziata dalla Regione Basilicata nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Piani Integrati della Cultura” (PIC) – Anno 2023. L’evento inaugurale, ospitato dal Comune di Oppido Lucano, ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione sul tema della cinematografia come strumento di narrazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e identitario dei territori, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali e cittadini. Il progetto, che vede il Comune di Tolve quale capofila e la partecipazione dei Comuni di Oppido Lucano e Cancellara, proseguirà con altri due appuntamenti tematici: nel Co-
mune di Tolve, un evento dedicato alla Musica Sacra; nel Comune di Cancellara, un incontro incentrato sulla tradizione della Salsiccia a catena, elemento identitario del patrimonio enogastronomico locale. Il programma della giornata di Oppido Lucano ha preso avvio alle ore 15:30 con una visita guidata presso la Cineteca di Oppido Lucano, riscuotendo meraviglia e grande ap-
prezzamento da parte dei partecipanti. A seguire, presso il Cineteatro Obadiah, si è tenuta la proiezione di una rassegna di cortometraggi e dello spot promozionale “ Un vero film non finisce mai“ che ha riscosso notevole consenso e apprezzamento sia da parte del pubblico presente sia da parte degli addetti ai lavori, confermando l’elevata qualità del percorso formativo e l’efficacia del linguaggio
cinematografico nella comunicazione identitaria.Il prodotto realizzato costituisce unostrumento innovativo di comunicazione, capace di raccontare il territorio in modo autentico e coinvolgente. La giornata di sabato ha confermato la valenza culturale e strategica del progetto “Officina di Storia”, che si propone di rafforzare la cooperazione tra i Comuni partner, sperimentando modelli di collabo-
razione tra pubblico e privato, di ricerca, recupero e valorizzazione dell’eredità storico-culturale dell’area come elemento identitario e leva per lo sviluppo sociale ed economico. Un appuntamento riuscito che ha saputo coniugare formazione, cinema e territorio, ponendo al centro il ruolo delle comunità locali e delle nuove generazioni e aprendo la strada ai prossimi eventi del progetto.
La Regione Basilicata formalizza l’adesione alla Fondazione dedicata alla tutela e valorizzazione del patrimonio cinematografico
Valorizzazione Cineteca Lucana, Pepe: «Dalle parole ai fatti»
«I
fatti devono essere sempre consequenziali alle intenzioni e agli impegni assunti. La politica può essere credibile solo quando alle dichiarazioni seguono atti concreti, chiari e verificabili». Così il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, commenta l'adesione della Regione Basilicata, sancita con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale, alla Fondazione Cineteca Lucana di Oppido Lucano. «La scorsa estate – ricorda Pepe – ospite di un dibattito pubblico, su invito dell’amministrazione comunale di Oppido e del sindaco Mirco Evangelista, avevo assicurato che il patrimonio della Cineteca avrebbe avuto il sostegno amministrativo e finanziario della Regione. Un impegno assunto davanti ai citta-
dini e agli operatori culturali, testimoniato poche settimane fa anche dal presidente Vito Bardi in Consiglio regionale. Oggi possiamo dire che quella promessa è stata mantenuta». Nella Legge sull'assestamento del bilancio di previsione finanziario per il triennio 20252027 si riconosce la necessità di valorizzazione, sostegno, anche economico, conservazione e promozione del patrimonio cinematografico e audiovisivo della Cineteca fondata a Oppido dalla famiglia Martino. Il materiale custodito è di assoluto rilievo: circa 15mila pellicole relative a lungometraggi, 18mila documentari, una collezione di oltre 150mila manifesti, locandine e materiali promozionali originali, circa 800 apparecchiature tra proiettori e macchine da presa. E ancora, preziosi visori e lanterne magiche del periodo del precinema, una biblioteca specializzata con circa 12mila volumi di interesse cinematografico, nonché archivi fotografici, documenti cartacei e fondi privati e istituzionali di grande rilevanza storica. «Questo risultato – prosegue Pepe – non è un punto di arrivo, ma un tassello prezioso che va incardinato in una visione più ampia di sviluppo culturale e turistico dell’Alto Bradano. Un patrimonio come quello della Cineteca Lucana può e deve arricchire il percorso di scoperta del territorio, contribuendo
a costruire un sistema integrato di contenuti e luoghi». Una rete capace di mettere in relazione in quest'area, solo per fare alcuni esempi che non hanno la pretesa di essere esaustivi, i palmenti di Pietragalla con i riti e le testimonianze dedicate a San Rocco a Tolve, la cattedrale di Acerenza con i castelli e il patrimonio artistico di Cancellara, Genzano di Lucania (Monteserico) e Palazzo San Gervasio, le manifestazioni storico-culturali di Banzi e Forenza con le tradizioni religiose e le testimonianze archeologiche di San Chirico Nuovo e Vaglio Basilicata. «È un territorio – conclude l’assessore – che ha tutte le carte in regola per proporre un’offerta turistica articolata, fatta di esperienze da vivere e luoghi da visitare. È, peraltro, in una posizione baricentrica tra l’attrattività internazionale del materano, la ricchezza paesaggistica, gastronomica e storica che da Potenza si estende verso il Cilento, il Tirreno e il Pollino, le suggestive vette e valli della Basilicata centrale, l’eredità della Magna Grecia nell’area jonica e la riscoperta della cultura medievale tra Vulture e Alto Bradano, sostenuta anche dall’iniziativa 'Fantastico Medioevo' promossa dalla Regione. Bisogna dare valore alla nostra identità per evocare suggestioni che possano tradursi in opportunità di sviluppo per il territorio».
lunedì 12 gennaio 2026
6
www.lecronache.info
LUNEDÌ 12 GENNAIO 2026 07:00
CARTOON WORLD
08:00
SERIE CRONACHE
09:30
I TESORI DELL’ETNA
12:00
TANTE MANI IN CUCINA TA A
13:00
NEWS
14:20
SERIE CRONACHE
15:30
CARTOON WORLD
17:00
SOCIAL LOPER
19:00
NEWS
20:00
UN VULCANO DI ESPER RIENZE
21:00
CINE CRONACHE
22:30
CRONA-CHI?
00:00
CINE CRONACHE
02:00
NEWS DELLA NOTTE
DOVE VEDERCI SCARICA L’APP CRONACHE TV
7
Primo piano
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
LA RIFLESSIONE A spasso nelle ore notturne, incidenti stradali, danni all’agricoltura: quello degli ungulati è diventata un vero e proprio caso
Emergenza cinghiali: a decine nei centri abitati della Basilicata DI VINCENZO MAIDA
altra notte un nutrito branco di cinghiali stazionava davanti all’ingresso del Municipio di Montalbano Jonico. Ieri notte hanno invaso alcuni vie del centro abitato di Tursi e, come riferisce il blogger Filippo Mele, il sindaco Salvatore Cosma, con il suo linguaggio “colorito”, avrebbe commentato che: “ormai ci vuole solo l’esercito”. E mentre l’opinione pubblica sembra assuefatta a questa calamità, le istituzioni, sia a livello nazionale che regionale, provano a dare delle risposte. Nel mese di luglio di quest’anno l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, ha fatto sapere che si sta perseguendo un progetto di servizi integrati. Lo scopo è quello di trasformare una criticità ambientale e sanitaria, in una concreta opportunità economica per il territorio lucano. È stato calcolato che sono presenti 90.000 cinghiali sul territorio regionale. L’obiettivo finale è quello di ridurre progressivamente il numero di capi fino a circa 15.000, con una strategia che prevede un calo del 30% annuo. Va aggiunto che i cin-
L’
ghiali sono un pericolo anche per la diffusione della Peste Suina africana (Psa). L’assessore dichiarò, forse esagerando un po’, che: “Abbiamo creato un vero e proprio modello, il Modello Basilicata, che sta attirando l’attenzione di altre Regioni e dello stesso governo centrale, basato su azioni integrate, collaborazioni fra diversi attori pubblici e privati del territorio, visione di lungo periodo”. Il progetto è partito ufficialmente il 9 aprile 2025 ed è stato affidato alla società di Potenza che si occupa di commercio all'ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata. Forse è ancora troppo presto, ma la cronaca ci restituisce una narrazione non ottimista. A livello nazionale invece la nuova normativa si concentra sull'aumento degli abbattimenti straordinari tramite deroghe alla legge 157/92, estendendo i periodi di caccia (settembrefebbraio), aumentando i target del 150% e permettendo l'uso di tecnologie come visori termici, coinvolgendo anche agricoltori e cacciatori in aree urbane, con l'obiettivo di depopolamento totale in zone critiche e semplifican-
do le procedure di indennizzo dei danni. Ma ad oggi tale provvedimento non sta dando risultati apprezzabili e intanto dilaga la peste suina africana. Secondo i calcoli degli esperti, che sono necessariamente approssimativi, in Italia ci sarebbero2.300.000 cinghiali. Gli ungulati nel 2022 sono stati la causa di un incidente stradale ogni 41 ore con 13 vittime e 261feriti. Non c’è invece una stima del numero delle auto danneggiate a causa dell’impatto con questianimali. I danni all’agricoltura sono incalcolabili e i rimedi fino ad ora adottati, come quello del filo elettricointorno ai campi coltivati, si stanno rivelando inefficaci. Ѐ noto che una delle cause del loro proliferare, la principale, è stata l’introduzione di alcune speciedi cinghiali che hanno di fatto sostituito quella autoctona che aveva una bassa capacità diriproduzione. L’argomento è oggetto di periodici dibattiti e prese di posizione, ma predomina una sorta difatalismo e di rassegnazione. Sotto la pressione delle associazioni di categoria degli agricoltori, il governo nella legge di bilancio del 2023 ha introdotto un testo sul controllo e contenimento della fauna selvatica.
Ѐ stato stabilito che: “Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, provvedono alcontrollo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le areeprotette e le aree urbane anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto. Tale attività èesercitata per la tutela della biodiversità, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per latutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storicoartistico,per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche e per la tutela della pubblicaincolumità e della sicurezza stradale.” Si legge ancora che: “Qualora i predetti metodi (regionali, ndr) si rivelino inefficaci, le regioni e leprovince autonome possono autorizzare, sentito l’Istituto superiore per la protezione e la ricercaambientale, piani di controllo numerico mediante abbattimento o cattura. Le attività di controllo econtenimento delle specie di fauna selvatica non costituiscono esercizio di attività venatoria. I pianisono attuati dai cacciatori iscritti agli ambiti territoriali di caccia o nei comprensori alpini delle areeinteressate: 1) previa frequenza di corsi di formazione autorizzati dagli organi competenti a livelloregionale;
2) sono coordinati dagli agenti delle Polizie provinciali o regionali.” Fino ad ora il provvedimento legislativo, che ha la durata di cinque anni, non ha dato risultati eriteniamo che non ne darà nel prossimo futuro. Al massimo riprenderanno ad aumentare gliincidenti di caccia, dal momento che negli ultimi anni c’era stata una progressiva diminuzione apartire dal 2017. Per fortuna è stata cestinata una proposta di legge che voleva portare a 16 annil’età minima per conseguire il porto d’armi per i fucili da caccia. Il quoziente intellettivo di qualcheparlamentare è davvero sotto la media. In alcune aree della Romania, dove il problema era diventato insostenibile, per gli abbattimentihanno adottato un sistema che si è rivelato più efficace della caccia. Negli stessi luoghi in cui icinghiali vivono, scavano delle grosse buche e vi mettono dentro il cibo prediletto dagli ungulati. Attirati in tal modo al loro interno si provvede all’abbattimento e poi si richiudono le buche. Se talesistema fosse adottato in Italia già si possono immaginare le proteste degli animalisti, ma è l’unicoche si è rivelato efficace. A questo punto non rimane che sperare, con la Peste Suina, nella stessa natura.
8
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Basilicata 24 ore
9
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Premiata la strategia di Giordano, Quarto, Mattia e Melodia: FdI primo partito
Il cdx vince le provinciali di Matera In Azione Morea batte Pittella. Il campo largo alla liquidazione finale 5
giovedì 4 dicembre 2025
Primo Piano
www.lecronache.info
Con la conquista di Matera e il voto di
Policoro, per la prima volta l’elezione
è contendibile
Provincia di Matera, si vota Al Cdx ser ve capacità di alla
rgamento e compattezza. Ci
riuscira?
ni personali. Le elezioni per il rinnovo ciale i svolgeranno a Gen- del Consiglio Provin bero rinaio le elezioni per il di Mater a potreb rinnov o del Consi- baltare questo dato. govern a glio Provinciale di Mate- Il centro destraro, ScanzaMatera, Polico ra. più pici Come tutti sanno, con la no ed altri comun ismo del riform a Del Rio, è stato coli. Per il meccan che abbiamante nuto il Consig lio voto ponderato spiegare priProvinciale e le Provincie mo provato a Policoro hane Matera ma, voto ma si è elimin ato il no un peso molto alto, codei cittadini. alto è il peVengono definite elezioni sì come medio no Jonico. di secondo livello proprio so di Scanza una base perché votano i Consiglie- Potrebbe essere ente per ri Comu nali con un biz- di partenza suffici che positizarro sistema denominato un risultato più voto ponde rato nel quale vo. sono ferno dell’in vie Le ogni consigliere comunale buone intenha un voto che pesa di più lastricate di le vie delle a seconda del numero dei zioni quanto possibicittadi ni del propri o co- sconfitte di buone lità di partenza. mune. e, vincer poter IL CENTRODESTRA Serve, per
D I M A S SI M O D E L L A P E N N A
S
__L’edizione di Cronache del 4 dicembre 2025 DI MASSIMO DELLAPENNA
I
l centrodestra vince le elezioni provinciali di Matera trascinata dalla lista di Fratelli d'Italia che da sola elegge lo stesso numero di consiglieri dell'intero campo largo e della lista che riuniva Forza Italia e Lega (due eletti Lega e uno Forza Italia) Il risultato è storico. Il centrodestra non era riuscito a vincere le elezioni provinciali di Potenza quando aveva una maggioranza bulgara nella città capoluogo. Un risultato, quindi, che non può ridursi solo alla forza della città di Matera ma anche all capacità strategica della classe dirigente di FDI materana a partire dal segretario provinciale Giordano e dal segretario regionale Quarto. Rivendichiamo a noi il
piccolo merito di averci creduto e aver evidenziato che questa volta il centrodestra poteva vincere. UNO SCOGLIO FINO A IERI INSUPERABILE Le elezioni provinciali non sono proprio il pezzo forte del centrodestra. Si tratta di elezioni di secondo livello nelle quali non è sufficiente prendere i voti popolari ma si misura il radicamento tra le classi dirigenti. Votano i sindaci e i consiglieri comunali che, stante la struttura del nostro territorio, significa anche liste civiche, persone estranee alla politica e uomini che ragionano in termini squisitamente territoriali. Fino ad ora su questo terreno aveva sempre vinto il centrosinistra mostrando ictu oculi la difficoltà di costruire classi dirigenti
strutturate e quanto questo sia più difficile rispetto alla conquista del consenso popolare. LE ELEZIONI PROVINCIALI DI MATERA L’occasione per provare a ribaltare questa situazione viene fornita dalle elezioni provinciali di Matera che si sono svolte ieri. Le elezioni provinciali materane sono state sempre senza una vera partita, Marrese ha sempre dominato le elezioni sia del Presidente che del Consiglio riuscendo anche a garantire la linea di successione. L’atipico sistema elettorale delle province, lo ricordiamo, prevede che il Presidente e il Consiglio vengano eletti in modo e in tempi diversi. L’elettorato attivo è sempre limitato a Sindaci e Consiglieri Comunali
mentre per il Presidente l’elettorato passivo è limitato ai Sindaci, le elezioni si svolgono sempre con il meccanismo del voto ponderato ma in tempi diversi. Come detto le elezioni del Presidente hanno premiato la continuità. Ora è il turno dell’elezione del Consiglio Provinciale mentre è cambiato tutto con la vittoria del centrodestra a Matera che, però, senza la maggioranza netta in consiglio non determina una situazione di partenza di assoluto e certo vantaggio per la coalizione conservatrice. LE QUATTRO LISTE IN CAMPO Alle elezioni si sono presentate quattro liste si tratta di “Insieme per la Provincia di Matera”, “Azione con Calenda”, “Radici e Territorio” e “Uniti per la Provincia. Un mix di liste dichiaratamente politiche (come quella di Azione) e nomi civici per cercare di allargare. Insieme per la provincia è la lista di Fratelli d’Italia, Uniti per la provincia quella del campo largo, Radici e territorio quella di Lega e Forza Italia. IL RISULTATO FINALE Come detto all’inizio il centrodestra stravince le elezioni provinciali di Matera riuscendo dove mai era riuscito. Soprattutto vince Fratelli d’Italia che elegge tre consiglieri provinciali come l’intero centrosinistra e la lista che univa Forza Italia e Lega.
Un solo eletto per Calenda. La maggioranza Bardi ha, quindi, sette consiglieri provinciali su 10 con Fratelli d’Italia che domina la scena. Un risultato che premia il grande lavoro di ricucitura e di allargamento compiuto da Giordano, Melodia, Mattia e Quarto che, forse per la prima volta, hanno creduto nella possibilità di vincere le elezioni provinciali come non era accaduto neanche nella provincia di Potenza quando il centrodestra governava la città capoluogo con tutto il suo voto ponderato a dimostrazione che la strategia e l’intelligenza politica sono più importanti della sola forza numerica. Tra gli sconfitti anche e soprattutto Marcello Pittella che evidentemente non riesce a comprendere bene la situazione politica materana. Il gladiatore, dopo aver perso le elezioni di Matera e il tentativo di diventare arbitro della politica regionale, non elegge nessuno di sua stretta fiducia in Consiglio Provinciale. Azione porta un uomo in Consiglio ma non è l’uomo di fiducia di Pittella. Viene, infatti, eletto Garzone (vicesindaco di Irsina) messo da Morea come riempitivo e non Sarlo che era il candidato voluto da Pittella. Non abbiamo mai avuto difficoltà a riconoscere le grandi doti di stratega e di politico di Pittella, su Matera però deve ancora esercitarsi.
10
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
11
Basilicata 24 ore
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
I dati del Ministero della Salute rivelano un disavanzo crescente, intanto la Regione mira a a migliorare l’attrattività del proprio sistema sanitario
Migrazione sanitaria, il conto salato dei “viaggi della speranza”: 128mln L
a Basilicata continua a pagare un conto salato sul fronte della mobilità sanitaria. Nel 2024 la differenza tra quanto la Regione incassa per l’assistenza sanitaria fornita a pazienti provenienti da altre parti d’Italia e quanto spende per i lucani che scelgono di curarsi fuori regione supera i 70 milioni di euro. A fronte di oltre 58 milioni di euro incassati, la spesa sostenuta per le cure erogate ai residenti lucani in altre regioni ha infatti oltrepassato i 128 milioni. I dati arrivano dal Ministero della Salute e sono legati al riparto del Fondo sanitario nazionale, la cui intesa è stata raggiunta in Conferenza Stato-Regioni alla fine di dicembre. Numeri che fotografano con chiarezza le difficoltà strutturali del sistema sanitario lucano nel trattenere i propri pazienti e nel competere, in termini di offerta e percezione della qualità, con le realtà più
forti del Paese. L’analisi della mobilità sanitaria conferma una dinamica ormai consolidata: alcune regioni del Nord, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, continuano ad attrarre un numero elevato di pazienti, soprattutto dal Mezzogiorno. A spingere i cittadini a spostarsi sono servizi ritenuti più efficienti, tempi di attesa più contenuti e una maggiore specializzazione delle
strutture. Il saldo negativo della Basilicata non rappresenta un episodio isolato. Negli ultimi anni la tendenza è stata certificata anche da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali del Ministero della Salute. Il disavanzo è cresciuto progressivamente: dai circa 30 milioni di euro del 2018 si è passati ai 52 milioni del 2023, fino al dato ancora più pesante registrato nel
2024. Dal rapporto Agenas emergono tuttavia anche alcuni elementi positivi. Quasi un ricovero ospedaliero su cinque effettuato in Basilicata riguarda pazienti non residenti, segno che il sistema sanitario regionale è comunque in grado di attrarre utenza da fuori. Allo stesso tempo, però, l’Agenzia segnala un’elevata quota di spesa legata a prestazioni di minore
complessità, per le quali la mobilità risulta “meno giustificata”. Un indicatore che evidenzia margini di miglioramento, soprattutto sul fronte dell’organizzazione e dell’offerta dei servizi di base e di media complessità. Non a caso, la mobilità sanitaria è indicata come una delle principali criticità nel documento programmatico per la redazione del Piano regionale della Salute 2026-2030. La strategia della Regione punta a invertire la rotta attraverso investimenti in attrezzature e tecnologie, la formazione continua del personale sanitario, una maggiore accessibilità ai servizi e una collaborazione più stretta con centri di eccellenza. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’attrattività del sistema sanitario lucano e migliorare la qualità dell’assistenza, riducendo nel tempo la necessità per i cittadini di cercare cure fuori dai confini regionali.
Il sindacato ha formalizzato richiesta di audizione presso la IV Commissione per illustrare una proposta di legge sul tema
Emergenza 118: Fials chiede più tutele per gli operatori
L
a Fials Basilicata e la Fials Potenza hanno formalizzato una richiesta di audizione presso la IV Commissione
5RVDPDULD 0 02//,&$
Consiliare per presentare una Proposta di Legge Regionale. Questa iniziativa mira a garantire una tutela uniforme e verificabile per
il personale del servizio di emergenza-urgenza 118 operante nella provincia di Matera, in particolare per coloro che, a causa di condizioni di salute certificate, sono soggetti a spostamenti e trasferimenti su Potenza. «Portiamo in Commissione una proposta concreta, perché il tema richiede una regola regionale chiara e applicabile», afferma Gianni Sciannarella, Segretario Regionale Fials Basilicata. L'emergenza 118 è considerata un presidio essenziale, e la tutela del personale è cruciale per la continuità del servizio. Il contesto è reso complesso dall'invecchiamento del personale e dall'usura fisica legata alle mansioni su ambulanza. Questi fattori portano a limitazioni funzionali che devono essere gestite in
modo coerente. Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale Fials Potenza, sottolinea come i trasferimenti verso Potenza comportino un aggravio per i lavoratori, aumentando il carico economico e riducendo il tempo per la famiglia. La proposta di legge prevede procedure semplificate di trasferimento e ricollocazione per il personale con limitazioni certificate, garantendo compatibilità delle mansioni e valorizzazione dell'esperienza professionale. Sciannarella conclude chiedendo che la IV Commissione calendarizzi l'audizione nella prima seduta utile, coinvolgendo le Direzioni Generali di ASP Potenza e ASM Matera per integrare responsabilità istituzionale e tutela effettiva.
12
Basilicata 24 ore
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
LA RIFLESSIONE Una condizione che pesa sulle spalle di molti, in una terra che ha bisogno di essere ascoltata
La povertà che non lascia tracce, e si confonde con il paesaggio
C’
DI DINO QUARATINO
è una povertà che a Potenza, e in Basilicata più in generale, non si vede. Non perché non esista, ma perché ha imparato a confondersi con il paesaggio. Non occupa le prime pagine, non alza cartelli, non cerca compassione.Fa qualcosa di più faticoso: si trattiene. È la povertà di chi continua ad alzarsi la mattina, a presentarsi puntuale, a dire “tutto bene” con una naturalezza che non convince più nemmeno chi la pronuncia. È composta, educata, quasielegante. Talmente discreta da risultare invisibile persino a se stessa. A Potenza questa condizione sale e scende le strade insieme alle persone. Abita i pianerottoli dei palazzi costruiti quando il futuro sembrava una promessa ragionevole. Vive negli appartamenti dove il riscaldamento si regola con attenzione, la spesa si pianifica come una strategia e ogni scelta, anche minima, viene ponderata due volte. Non è la povertà che ci si aspetta. Ed è proprio per questo che passa inosservata.Redditi normali, vite in equilibrio precarioÈ la povertà dei redditi normali che non bastano più, delle professioni che un tempo garantivano stabilità e oggi garantiscono solo
continuità di preoccupazione. È la povertà dei conti che tornano solo se non succede nulla. E infatti succede sempre qualcosa. Una bolletta che aumenta. Un servizio che arretra. Un figlio che chiede prospettive.E all’improvviso il margine scompare. Non c’è dramma plateale, non c’è caduta verticale. C’è una lenta erosione. Una sensazione costante di precarietà mascherata da normalità. La vita va avanti, ma si restringe. Non collassa, semplicemente perde spazio. La Basilicata, vista da lontano, sembra immobile. Vista da vicino, èvstanca. Una stanchezza quotidiana, priva di enfasi, che non cerca giustificazioni ma neppure ribellioni. Una stanchezza che nasce dal continuo adattamento a una realtà che chiede sempre di più e restituisce sempre meno.La terra di mezzoQui la povertà non si misura soltanto in euro.Si misura in possibilità non esercitate, in sogni ridimensionati con il linguaggio della prudenza, in scelte che non si fanno più perché “non è il momento giusto”. È una povertà che non toglie tutto, ma toglie abbastanza da rendere ogni decisione un rischio. È la terra di mezzo: non abbastanza poveri per essere aiutati, non abbastanza protetti per sentirsi al
sicuro. Non è una condizione che riguarda una categoria precisa. Attraversa età, professioni, storie diverse. Coinvolge chi lavora nel pubblico e nel privato, chi ha sempre fatto affidamento sulle proprie competenze e chi ha costruito la propria identità sul senso di responsabilità. È trasversale, ed è proprio per questo che spesso non viene riconosciuta.Ed è forse la condizione più faticosa da abitare. Questa povertà non ama essere nominata. Si nasconde dietro il decoro, dietro la dignità, dietro l’orgoglio. Non chiede, non pretende, non reclama. Tiene. E quando si tiene troppo a lungo, qualcosa dentro inizia a consumarsi.Resistere non basta piùLa Basilicata ha una lunga tradizione di resistenza silenziosa. Una resistenza che nasce da un’idea profonda: il valore di una persona non dipende dalle circostanze esterne. È una convinzione potente, che ha permesso a questa terra di attraversare passaggi durissimi senza perdere umanità. Ma ogni forza, se spinta all’estremo, può diventare un limite. Qui si è imparato a “tenere botta”.Il problema è che a forza di tenere botta, si resta fermi.Non è una questione di colpe. Non è una questione di nemici.È una questione di consapevolezza.La povertà che non lascia tracce prospera dove
nessuno osa dire: “Non ce la sto facendo”. Perché dirlo sembra una sconfitta personale, quando invece è spesso il segnale di un equilibrio collettivo che non regge più.Dignità sotto pressioneA Potenza e inBasilicata non manca l’intelligenza. Non mancano le competenze. Non manca la sensibilità. Esiste una ricchezza umana che non si è mai completamente tradotta in ricchezza materiale, ma che ha sempre garantito dignità. Oggi quella dignità è sotto pressione. Non perché venga meno interiormente, ma perché è costretta a misurarsi con un mondo che pretende prestazioni continue e offre riconoscimenti sempre più fragili. La povertà invisibile è fatta anche di tempo sottratto: tempo passato a calcolare, a rinviare, a preoccuparsi. È fatta di notti in cui si dorme senza riposare, di giornate in cui si lavora senza costruire, di settimane che scorrono senza lasciare la sensazione di aver davvero avanzato. Eppure, in mezzo a tutto questo, qualcosa continua a muoversi.La crisi come domandaNon come slogan.Non come rivendicazione.Ma come interrogativo profondo. Le persone continuano a cercare senso. Continuano a interrogarsi su ciò che è essenziale. Continuano, spesso senza dichiararlo, a trasformare la difficoltà in occasione di verità. È un processo lento, interiore, che non fa notizia ma incide.Quando una comunità smette di misurare il va-
lore solo attraverso il successo esteriore, quando inizia a chiedersi che cosa conta davvero, allora anche la povertà, pur restando dura, smette di essere soltanto una condanna e diventa una domandacollettiva. Che tipo di vita vogliamo abitare? Che cosa consideriamo davvero ricchezza? Quanto siamo disposti a riconoscerci fragili senza sentirci sconfitti? La Basilicata non ha bisogno di essere compatita.Ha bisogno di essere guardata senza finzioni. Senzaautocelebrazioni rassicuranti e senza racconti autolesionisti. Ha bisogno di riconoscere che attraversa una prova profonda, non solo economica ma culturale e interiore. La povertà che non lascia tracce non si affronta soltanto con strumenti esterni, pur necessari. Si affronta anche con un mutamento di sguardo: riconoscendo che la dignità non è mai in discussione, ma che le condizioni materiali contano. Che resistere è una virtù, ma ridefinire la direzione è una responsabilità.Potenza, con le sue salite, lo insegna ogni giorno: restare immobili costa più fatica che avanzare.Forse il primo passo non è trovare soluzioni miracolose. Forse è smettere di raccontarsi che vada tutto bene. E riconoscere che anche nella povertà più silenziosa esiste una forza enorme, che aspetta solo di essere riconosciuta. Riconoscerla non è un atto di debolezza, ma il primo gesto di lucidità collettiva.
13
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
14
Potenza
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
POTENZA L’atto dell’Amministrazione Telesca punta a dare risposte concrete dopo anni di attese. Oggi la conferenza stampa con maggiori dettagli
Bando assegnazione alloggi: più tutele per l’emergenza abitativa e focus su Bucaletto
DI ROSAMARIA MOLLICA
POTENZA. Da tempo noi di Cronache seguiamo con attenzione la questione abitativa di Bucaletto, raccontando e denunciando le condizioni di degrado, precarietà e insicurezza in cui centinaia di famiglie sono state costrette a vivere per anni. Strutture nate come provvisorie e divenute permanenti, servizi essenziali spesso insufficienti, fragilità sociali diffuse e un generale senso di abbandono hanno trasformato il quartiere in uno dei simboli più evidenti dell’emergenza casa in città. È in questo solco, tracciato da anni di segnalazioni e richieste di intervento, che si inserisce oggi il nuovo bando comunale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia sovvenzionata, un atto che punta finalmente a dare risposte concrete e strutturali. Il Comune di Potenza ha infatti adottato le linee di indirizzo per il Bando di Concorso per l’assegnazione degli alloggi di edi-
_ Veduta di Bucaletto lizia sovvenzionata, che comprenderà sia gli immobili di nuova costruzione sia quelli recuperati o che si renderanno disponibili nel tempo. La scelta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Telesca è quella di procedere con un bando unico, arricchito da una sezione speciale, così da semplificare le procedure e ridurre i tempi di assegnazione. Un’impostazione che ha già incassato il parere favorevole del Dipartimen-
to Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata e dell’A.T.E.R. di Potenza, chiamati a esprimersi sulla congruità dello schema adottato. I requisiti soggettivi di accesso, come cittadinanza, residenza, situazione reddituale e assenza di proprietà immobiliari idonee, sono sempre gli stessi e restano confermate anche le categorie speciali, tra cui anziani, famiglie di nuova formazione, persone con disabilità, ragazze madri, divorziati e vedo-
vi, riconoscendo la complessità e la varietà delle situazioni di disagio abitativo. Uno dei pilastri del provvedimento è la previsione di una riserva del 20% degli alloggi destinata a fronteggiare documentate situazioni di emergenza abitativa. Rientrano in questa riserva le famiglie colpite da calamità naturali, quelle soggette a provvedimenti di rilascio per pubblica utilità, i profughi, gli sgomberi di immobili da recuperare e le situazioni di grave disagio sociale. Qui si aggiungono lo sgombero di strutture prefabbricate temporanee destinate alla demolizione e la sistemazione dei nuclei beneficiari di contributi per l’autonoma sistemazione abitativa. Con quest’ultima riserva, si dimostra la particolare attenzione alle difficoltà e problematiche dei residenti a Bucaletto. Il Comune, va ricordato, è destinatario di risorse statali per la realizzazione di 115 nuovi alloggi, di
cui 66 nell’ambito del Piano di Rigenerazione Urbana (PINQUA) e 49 attraverso l’ITI Sviluppo Urbano del Comune di Potenza. Questi alloggi, non provenendo dal Piano nazionale di edilizia residenziale pubblica ma da specifici programmi di rigenerazione, potranno essere riservati ai residenti delle aree interessate dagli interventi e ai beneficiari di contributi per l’autonoma sistemazione abitativa, purché in possesso dei requisiti di legge, dando finalmente risposte concrete alle famiglie più bisognose e fragili. Dopo anni di denunce, attese e promesse, il nuovo bando rappresenta un passaggio significativo verso il riconoscimento del diritto alla casa come priorità sociale e si spera anche in tempi certi e soprattutto celeri. Per meglio approfondire la questione e non solo, l’Amministrazione comunale ha convocato una conferenza stampa stamattina presso la Sala dell’Arco.
POTENZA Dopo la segnalazione al 112, l’intervento dei militari. L’uomo avrebbe minacciato, aggredito e percosso la vittima
30enne picchia la madre: arrestato dai Carabinieri POTENZA. I Carabinieri della Compagnia di Potenza, a conferma della costante presenza ed attenzione sul territorio finalizzata ad arginare ogni forma di illegalità e, in particolare, nel caso di specie, i maltrattamenti in famiglia e le condotte persecutorie, hanno fornito, ancora una volta, la pronta ed efficace risposta operativa ad una richiesta di aiuto pervenuta tramite il Numero Unico di Emergenza 112 (NUE 112). In particolare, nella tarda serata del 6 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno arrestato, in flagranza di reato, in piena applicazione del protocollo operativo denominato “Codice Rosso” un 30enne di Potenza, resosi responsabile di maltrattamenti contro familiari. L'intervento è scaturito a seguito di una richiesta pervenuta al numero di emergenza 112 per una lite in ambito familiare. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l'uomo avrebbe minacciato, aggredito e percosso la madre convivente che, a causa delle vessazioni del figlio, è stata costretta a scappare di casa e chiedere aiuto.
I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di appurare che la donna, proprio nel recente passato, aveva cercato di ricostruire il rapporto con il figlio, ormai deterioratosi da tempo, ospitandolo a casa in occasione delle festività natalizie. Tuttavia, durante il periodo di convivenza sotto lo stesso tetto, il figlio, come in passato, ha cominciato nuovamente a comportarsi in modo aggressivo, costringendo la madre, in più circostanze, a scappare via di casa sino a quando, nel corso della serata del 6 gennaio, ha deciso di dire basta alle crudeltà del figlio che, infastidito dalla richiesta di aiuto della madre, alla presenza dei Carabinieri, ha esternato l’ennesima minaccia di morte. L'episodio, che si inserisce in un più ampio contesto di reiterati comportamenti violenti e vessatori, ha portato all’arresto del soggetto. L’indagato, espletate le formalità di rito, è stato sottoposto, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria potentina, agli arresti domiciliari presso altra abi-
tazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Potenza, in sede di udienza, ha convalidato l’arresto e ha emesso a carico dell’indagato, l'applicazione delle misure cautelari del divieto di dimora e divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, disponendo altresì a carico dell’indagato l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. I vertici del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza,
nel sottolineare la massima attenzione rivolta a tali crimini, rinnovano la fondamentale raccomandazione a tutte le potenziali vittime di violenza, stalking e maltrattamenti, di rivolgersi prontamente al NUE 112 e alle Stazioni Carabinieri dislocate sul territorio. La prontezza e la tempestività della richiesta di aiuto rappresentano il primo, irrinunciabile requisito di efficacia per l’intervento delle Forze dell’Ordine e per il rapido assicurare alla giustizia i presunti responsabili.
15
Provincia
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
La cerimonia si rinnova dal 2022, per «coinvolgerli e renderli protagonisti del loro futuro e della loro comunità»
Bella consegna la Costituzione ai neo 18enni, «Per essere cittadini liberi e consapevoli» BELLA. Si è rinnovato anche quest’anno l’importante appuntamento tra la comunità bellese ed i suoi Amministratori, che celebrano insieme un passaggio cruciale di autonomia e responsabilità per i giovani, ovvero l’ingresso dei 18enni nel mondo “adulto” raggiungendo la piena capacità giuridica. L’appuntamento presso la Sala consiliare del Comune. “Giovani 18enni Bellesi” è un momento di incontro fortemente voluto dall’Amministrazione e organizzato dall’assessore alle Politiche Giovanili Samuele Grippa. «Una serata dalle grandi emozioni, inaugurata dall’Assessore che nel prendere la parola ha espresso l’importanza di questo evento giunto alla III^ edizione consecutiva e si è soffermato sull’imprescindibile rilevanza della Costituzione italiana: «La consegna della Costituzione a tutti voi non è solo un fatto simbolico, ma sostanziale, in quanto questo strumento è alla base di tutti i diritti di cittadinanza per essere cittadini liberi e consapevoli» sono state le sue parole. Il Sindaco Leonardo Sabato ha invece consegnato ai 22 giovani uomini e donne presenti neo diciottenni bellesi, una copia della Costituzione Italiana rivolgendo loro un messaggio augurale: «Voi siete il nostro futuro e quello del-
la nostra comunità. Il nostro augurio è che possiate realizzare tutti i vostri sogni con entusiasmo, determinazione credendo sempre in voi stessi. Amate e difendete sempre il vostro paese». Alla cerimonia hanno partecipato anche la Vice Sindaca Angela Carlucci, gli Assessori Maria Antonietta Angrisani, Carmine Ferrone, il Consigliere Vito Sabato e i militari del Comando Carabinieri di Bella unitamente al Comando Carabinieri Forestali. La prima edizione di questo meritorio appuntamento bellese, risale al 27 dicembre 2022 Cineteatro Periz. Nell’occasione Sabato asseriva: «Si tratta di un momento emozionante non solo per i ragazzi, ma anche per gli Amministra-
tori, perché con la maggiore età arriva anche il momento delle scelte e stimolare i ragazzi ad impegnarsi per la propria comunità è sempre un bellissimo messaggio da trasmettere. Il nostro obiettivo è di coinvolgervi sempre più per rendervi protagonisti a pieno titolo del vostro futuro e di quello della vostra comunità». «La Costituzione è un regalo prezioso e impegnativo, perché è il pilastro fondante della nostra democrazia -sottolineava GrippaOgni suo articolo è frutto del coraggio e del sacrificio di chi ha creduto nella libertà e nella pari dignità di ogni essere umano e ha lottato perché divenissero valori condivisi e non trattabili. Per conservarla, o meglio per coltivarla,
occorre l’impegno di ciascuno di noi; è la passione di ogni cittadino che la fa vivere ed è la giovane e fresca energia di questi giovani che la può alimentare al meglio». Dal 2022 ad oggi, l’impegno degli Amministratori non è mutato, e a Bella si rinnova questo emozionante incontro dei Giovani con la Costituzione, un gesto simbolico che celebra l'ingresso nella piena cittadinanza, con i suoi diritti (come il voto) e doveri, incoraggiando la partecipazione attiva e la conoscenza dei principi fondamentali di libertà, uguaglianza e solidarietà, oggigiorno quanto mai importanti, in un mondo che guarda al globale, interconnesso e carico di sfide socioculturali. EMANUELA CALABRESE
Mercoledì si presenteranno i risultati delle ricerche archeologiche e il video “Radici Verticali”, simbolo dell’identità locale
La valorizzazione di Torre di Satriano nel comune di Tito: ricerche, progetti e prospettive
M
ercoledì alle ore 18:00, nella Sala Consiliare del Comune di Tito, si svolgerà un incontro dedicato alla valorizzazione della Torre di Satriano, attualmente candidata al Premio Nazionale “Riccardo Francovich” per il miglior museo a tematica medievale. Questo prestigioso riconoscimento, istituito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), premia il museo o parco archeologico che riesce a coniugare rigore scientifico ed efficacia comunicativa, rendendo la cultura accessibile anche ai non specialisti. Durante l’incontro, la Prof.ssa Francesca Sogliani, direttrice delle indagini archeologiche e docente all'Università degli Studi della Basilicata, presenterà i risultati delle ultime ricerche effettuate presso il sito fortificato medievale. Queste indagini sono state realizzate da studenti e studiosi della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, con il supporto del Comune di Tito e in collaborazione con l’équipe francese dell’Université de Rennes II, guidata dal prof. Dominique Allios. Le ricerche, che si svolgono nell’ambito del Progetto PRIN My-FOR-
TLANDS, hanno lo scopo di approfondire la conoscenza storica e archeologica della Torre di Satriano. In aggiunta, sarà presentato il video “Radici Verticali”, che racconta la creazione dell’opera omonima dell’artista campano Graziano Riccelli. Questo progetto è stato realizzato nell'ambito del progetto RESTARE (RESidenze Territoriali ARcheologiche artistichE), promosso dal Comune di Tito e sostenuto dal GAL Percorsi. L’opera di Riccelli, frutto di una residenza artistica durante la campagna di scavo del 2025, integra materiali organici del territorio e riflette l’importanza della conoscenza archeologica per l’identità della comunità. Interverranno diversi esperti del settore, tra cui il Sindaco Fabio Laurino, la Prof.ssa Brunella Gargiulo, vice-direttrice delle indagini, e la Prof.ssa Mariadelaide Cuozzo, esperta di
Storia dell’Arte contemporanea. Questo incontro rappresenta un’importante opportunità per discutere il futuro della Torre di Satriano, evidenziando il suo ruolo nella valorizzazione del patrimonio culturale locale e promuovendo una maggiore collaborazione tra istituzioni e comunità.
16
Provincia
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
La conferenza stampa di inizio anno ha fatto il punto sul cammino fin qui svolto in vista della fine del mandato
Bilancio amministrazione Maglione: illustrati i risultati raggiunti a Melfi
_ Un momento della conferenza stampa
MELFI. Lo scorso 30 dicembre, il Consiglio Comunale di Melfi ha approvato il bilancio di previsione e il Documento Unico di Programmazione (DUP) per il 2026, segnando un importante traguardo per l’amministrazione guidata dal sindaco Maglione. In vista della conclusione del mandato, l'amministrazione ha fatto un bilancio del lavoro svolto in questi anni, evidenziando i progressi ottenuti nonostante le sfide iniziali.
Dal 2022, l'amministrazione si è trovata a fronteggiare «una situazione complessa»: «l'organico comunale azzerato, lavori pubblici fermi, e strutture culturali e sportive chiuse. Le scuole e le strade versavano in condizioni precarie, mentre l'illuminazione pubblica e i consumi energetici erano fuori controllo» afferma in conferenza stampa l’Amministrazione guidata dal sindaco Maglione. A queste difficoltà si aggiungeva «un quadro sociale ed economico
complicato con la crisi occupazionale tuttora perdurante, l’aumento generalizzato dei prezzi, anche dei servizi pubblici che gravano sulle casse comunali, le difficoltà nella sanità». Di fronte a tali sfide, l'Amministrazione Maglione ha intrapreso «un percorso di lavoro silenzioso, con la consapevolezza che i risultati si sarebbero visti nel tempo. La stagione dei concorsi ha permesso di raddoppiare i dipendenti comunali, modernizzando l'organizzazione e sviluppando un'agenda digitale che ha introdotto pagamenti elettronici e corsi di educazione digitale per i cittadini. Oggi, Melfi è uno dei comuni italiani più tempestivi nei pagamenti». Nonostante l'aumento dei costi, il Comune ha mantenuto «invariata la pressione fiscale durante tutto il mandato, esentando dall'IRPEF comunale i redditi fino a 15.000 euro. Le tariffe per i servizi scolastici sono rimaste tra le più basse della Basilicata, con l'asilo nido gratuito grazie al bonus INPS e un contributo minimo per il trasporto scolastico. Inoltre, la mensa scolastica ha visto un incre-
mento del 30% nei pasti serviti, raggiungendo circa 540 pasti al giorno». Il lavoro più visibile ai cittadini è rappresentato dalle opere pubbliche e dalle manutenzioni. «Dopo aver lavorato alla ricerca di finanziamenti e sviluppato un masterplan, l'amministrazione è ora nella fase di apertura dei cantieri. Negli ultimi quattro anni, sono state ultimate o sono in corso 70 opere pubbliche per un valore complessivo di oltre 60 milioni di euro, con interventi significativi su strade, scuole e strutture culturali». Tra i sirultati raggiunti si annoverano: 8 milioni di euro investiti in interventi di manutenzione su strade, marciapiedi e edifici scolastici; Ristrutturazione e riapertura di contenitori sportivi e culturali; Riqualificazione di tutti gli edifici scolastici; Riduzione significativa dei debiti, con solo l'11% delle opere finanziate tramite mutui; Nessun aumento della pressione fiscale e incremento della refezione scolastica; 400.000 km l’anno di trasporto pubblico e 400.000 euro l’anno per la manutenzione del verde pubblico.
Sarà presentato“Custodi di Storie”, il «progetto di comunità del Comune per crescere insieme attraverso i libri»
A Rionero si lavora per una sezione dell’infanzia nella Biblioteca Fortunato DI EMANUELA CALABRESE
a Sala Nino Calice di Palazzo Giustino Fortunato a Rionero in Vulture è pronta ad ospitare l’evento di presentazione di “Custodi di Storie”, il «progetto di comunità del Comune per crescere insieme attraverso i libri che porterà anche all'apertura della sezione infanzia della Biblioteca Comunale Giustino Fortunato – spiegano gli Amministratori- Un percorso gratuito e aperto a tutti per diventare Custodi di Storie o per condividere il piacere della lettura. L’appuntamento è per venerdì 16 gennaio, alle ore 18:00. «Il Centro per il libro e la lettura ha pubblicato il Bando Città che Legge 2024 “Realizzazione di attività integrate per la promozione del libro e della lettura” con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’abitudine alla lettura attraverso un’azione coordinata delle varie strutture presenti sul territorio (biblioteche, librerie, scuole, Asl, etc.), mediante iniziative che sappiano coniugare il valore formativo della lettura con la sua dimensione “ludica” e la sua valenza di strumento di dialogo in grado di favorire lo sviluppo e la coesione sociale – si evince da Delibera di Giunta comunale- Il Centro per il libro e la lettura si rivolge ai Comuni che, avendo i requisiti richiesti dall'Avviso Pubblico del 07 novembre 2024, hanno ottenuto la qualifica di “Cit-
L
tàche legge” 2024-2025-2026, impegnandosi a promuovere la lettura con continuità anche ai fini dell’attuazione del Patto locale per la lettura; il Comune di Rionero in Vulture, con protocollo del Centro per la Lettura, ha ottenuto la qualifica di “Cittàche Legge” per il triennio 2024-2025-2026». L’amministrazione Di Nitto «sostiene iniziative di promozione del libro e della lettura finalizzate al mantenimento, rafforzamento e sviluppo del tessuto sociale, attraverso la costruzione di reti di rapporti che colleghino tutti i soggetti attivi nel territorio, allo scopo di rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa
e uno strumento di inclusione e partecipazione. Con voti unanimi ha pertanto deliberato di candidare il progetto “Custodi di Storie” a valere sul bando “Città che Legge” nell’ambito della Sezione 2 – € 20.000 per i Comuni da 5.001 a 15.000 abitanti, per la nascita di iniziative in grado di sensibilizzare alla lettura fasce di età attualmente poco coinvolte nei programmi di promozione, incentivando la cultura dell’integrazione anche in una prospettiva di sostegno alle fasce più deboli dei nousers e di impegnarsi a sostenere una quota di cofinanziamento pari al 25% del progetto, per un valore economico di euro 5.000».
17
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
18
Matera e provincia
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Il gruppo Progetto Comune per la candidatura chiede tempi adeguati, passaggio in commissione e un confronto aperto
«Matera all’Access City Award Serve un percorso condiviso» MATERA. Matera avvia un percorso di confronto istituzionale e pubblico per valutare la candidatura al premio europeo Access City Award, il riconoscimento promosso dalla Commissione europea, insieme al Forum europeo sulla disabilità, destinato alle città che pongono al centro l’accessibilità per le persone con disabilità. Una scelta che, secondo il gruppo consiliare Progetto Comune Matera, si inserisce «in una visione politica che da sempre considera l’inclusione un pilastro dell’azione amministrativa».Le politiche sociali, viene sottolineato, sono da decenni un elemento qualificante delle amministrazioni progressiste che hanno governato la città, un’eredità che anche l’attuale amministrazione ha raccolto e proseguito. «Porsi traguardi sempre più ambiziosi e investire per una città realmente inclusiva, soprattutto verso le persone fragili, resta un obiettivo centrale», afferma il gruppo consiliare.La candidatura al premio europeo viene giudicata positivamente, pur nella consapevolezza che «si tratta in larga parte della valorizzazione di scelte e misure già adottate e attuate». L’aspetto economico, pari a circa 150 mi-
SODDISFAZIONE DEL CONSIGLIERE BIGHERATI
«Candidatura valuterà se è città accessibile»
la euro per la città che si classifica al primo posto, viene definito «secondario e trascurabile rispetto al valore del riconoscimento europeo», che certifica l’impegno concreto delle città dell’Unione europea sui temi dell’accessibilità.Proprio per questo, la proposta presentata in Consiglio comunale è stata ritenuta meritevole di un approfondimento serio e non affrettato. Nella seduta del 9 gennaio, l’assemblea ha deciso di demandare la valutazione alla commissione consiliare competente, evitando «scorciatoie inutili e forzate» che avrebbero portato ad approvare candidatura, atto di indirizzo e dossier «a scatola chiusa, senza alcuna discussione e confronto preventivo».Se-
condo Progetto Comune Matera, «un percorso autentico ed efficace deve precedere la candidatura, selezionando con scrupolo obiettivi e metodo», e non limitarsi a un esercizio retorico successivo. Da qui l’avvio di un confronto che coinvolgerà istituzioni e società civile, con un’apertura reale a contributi, analisi e proposte provenienti da associazioni, enti e competenze.Il processo partecipato dovrà confluire in un atto di indirizzo condiviso, che costituirà la base della scelta finale di candidatura e della redazione del dossier da presentare alla Commissione europea, «nel segno di una democrazia effettiva e della piena partecipazione della città».
MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha approvato l’atto di indirizzo che avvia il percorso di candidatura della città all’Access City Award 2028, il premio europeo promosso dalla Commissione europea per valutare il livello di accessibilità delle città. Un passaggio accolto con soddisfazione dal consigliere comunale Marco Bigherati, presidente della III Commissione consiliare permanente.«Esprimo orgoglio per l’approvazione di un atto che avvia un percorso importante per il futuro di Matera», afferma Bigherati, sottolineando come la città scelga «di costruire l’inclusione attraverso ascolto, partecipazione e responsabilità collettiva».Le modifiche condivise all’ordine del giorno hanno consentito di affidare lo sviluppo del percorso proprio alla III Commissione, che seguirà nel tempo l’evoluzione dei lavori. La candidatura al premio europeo rappresenta lo strumento di valutazione, mentre il progetto “Matera Capitale Europea dell’Inclusione 2028” definisce l’orizzonte politico e amministrativo dell’iniziativa.Il dossier individua alcune aree strategiche di intervento, pensate come azioni concrete e progressive, a partire dai bisogni reali delle persone e delle famiglie. Il primo tema che sarà affrontato riguarda le barriere architettoniche. «L’inclusione – conclude Bigherati – non è uno slogan, ma una scelta che si misura nel tempo».
Il sindacato augura buon lavoro alla nuova rappresentante del Governo e rilancia il dialogo su legalità, sicurezza e sviluppo
La Uil Matera saluta il nuovo prefetto Ippolito MATERA. La Uil Matera rivolge un caloroso benvenuto e i più sentiti auguri di buon lavoro al nuovo prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito, ufficialmente insediata dopo aver raccolto il testimone di Cristina Favilli, ora in servizio a Lucca. Il messaggio arriva dal segretario regionale Vincenzo Tortorelli e dal coordinatore provinciale Antonio Guglielmi, a nome dell’intero gruppo dirigente della Uil Matera.Per il sindacato, la funzione prefettizia rappresenta «un presidio fondamentale di legalità, coesione istituzionale e tutela dei diritti», tanto più in un territorio che affronta sfide complesse ma esprime anche significative potenzialità di sviluppo economico, sociale e occupazionale. L’avvio del mandato del prefetto Ippolito viene ac-
colto con favore, anche alla luce dei primi incontri istituzionali che, secondo la Uil, testimoniano «attenzione, ascolto e una chiara volontà di collaborazione».Il metodo improntato al dialogo viene indicato come un elemento centrale per rafforzare il lavoro sinergico tra le istituzioni, nell’interesse della comunità e dell’intero territorio provinciale. Particolarmente apprezzata è la centralità attribuita ai temi della sicurezza, della legalità e del coordinamento istituzionale, ritenuti decisivi per accompagnare i processi di crescita e di coesione sociale.La Uil Matera ricorda di aver definito nelle scorse settimane una piattaforma per il rilancio della città e del Materano all’interno del nuovo disegno strategico di sviluppo socio econo-
mico regionale. In questo quadro, il sindacato considera essenziale un dialogo costante e costruttivo tra parti sociali e istituzioni per affrontare questioni cruciali come il lavoro di qualità, l’inclusione sociale e la difesa dei diritti delle
persone più fragili, principi che incarnano l’idea di «Sindacato di comunità».Uno sguardo viene rivolto anche all’appuntamento di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, visto come un’opportunità per rafforzare il ruolo della città quale cerniera culturale e sociale del Mezzogiorno. «È un esempio concreto di come la cultura possa diventare diplomazia, coesione e sviluppo», sottolinea Guglielmi.Infine, la Uil ribadisce la centralità della Prefettura come punto di riferimento per il coordinamento tra istituzioni e parti sociali, confermando piena disponibilità al confronto su lavoro, sicurezza e legalità, con l’obiettivo di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e al futuro della provincia.
19
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
20
Periscopio
lunedì 12 gennaio 2026 www.lecronache.info
Continua la rubrica di Cronache ad esplorare la rivoluzione silenziosa del quotidiano
Appunti di realtà: il 12 gennaio C’
DI DINO QUARATINO
è una piccola rivoluzione che sta attraversando le nostre giornate senza che ce ne accorgiamo. Non la vediamo sventolare su balconi o sfilare in piazze, non ha slogan né manifesti: è fatta di gesti minuscoli, di scelte apparentemente banali, eppure potenti. È la rivoluzione del quotidiano, quella che parte da ognuno di noi. Ogni mattina, tra notifiche, messaggi, corse agli impegni, siamo travolti dalla sensazione di dover “fare tutto e subito”, di dover essere presenti ovunque. Eppure, in mezzo a questa frenesia, c’è uno spazio invisibile che aspetta solo di essere abitato. È lo spazio del silenzio consapevole, della parola gentile, del gesto che non cerca applausi. È lì che si nasconde il vero potere: non quello di cambiare il mondo dall’alto, ma quello di cambiare il mondo dentro di noi, e quindi intorno a noi. Osservando la realtà con occhi attenti, si scopre che
il sostegno non arriva sempre dalle grandi istituzioni o dai proclami roboanti. Spesso arriva da chi decide di ascoltare, da chi sceglie di sorridere nonostante la fatica, da chi si ferma un attimo a offrire il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio. È un potere silenzioso, capace di trasformare il più grigio dei giorni in un luogo dove la fiducia può ricrescere, dove la speranza può tornare a respirare. Viviamo in un’epoca in cui la rabbia e il giudizio sembrano aver preso la scena, pronti a esplodere in ogni commento e in ogni post. Eppure, proprio in mezzo a questo frastuono, c’è una scelta radicale che possiamo fare: coltivare la pazienza attiva, dare valore alla nostra centratura, scegliere di reagire non con la polemica ma con la consapevolezza. Non è un gesto banale, perché implica coraggio: il coraggio di restare integri, di non farsi trascinare dalla superficialità, di affermare che il rispetto, la gentilezza e la perseveranza non sono de-
bolezza, ma forza. Ogni piccolo atto diventa un seme. Un seme che può germogliare anche nelle condizioni più difficili: una parola che sostiene, un ascolto che illumina, un gesto che incoraggia. È la prova concreta che ogni giorno possiamo fare la differenza, senza rumore, senza clamore, senza titoli sui giornali. La rivoluzione vera, quella che cambia la realtà senza bisogno di eroi, comincia dall’invisibile. E poi ci sono quei momenti inaspettati, quei frammenti di quotidiano che sorprendono: il caffè offerto a uno sconosciuto, il sorriso che nasce da una battuta storta, il gesto di chi apre la porta anche quando è di corsa. Sono piccoli miracoli, apparentemente insignificanti, che dimostrano quanto sia potente la gentilezza quando non la si ostenta. È lì, in quelle micro-azioni, che si scopre che possiamo davvero fare del bene senza grandi proclami, e che l’umanità sopravvive, cresce e si rinnova anche nei luoghi più improbabili. Guardare dentro e attorno con attenzione significa anche liberarsi da un inganno mo-
derno: l’idea che dobbiamo essere perfetti per essere efficaci. La perfezione è un miraggio, ma la sincerità, la costanza, la cura di ciò che possiamo toccare realmente, hanno un potere concreto. Possono cambiare il tono di una giornata, illuminare una decisione, trasformare una parola detta con cuore in un seme di speranza. In un tempo ossessionato dall’urgenza e dal giudizio, fermarsi, osservare, agire con saggezza e compassione non è solo un atto personale: è un manifesto silenzioso, ma potentissimo, di ciò che signifi-
ca vivere veramente. Perché la vera rivoluzione non si annuncia con proclami fragorosi: si coltiva, giorno dopo giorno, gesto dopo gesto, silenzio dopo silenzio. E chi la pratica, anche solo per un attimo, sa che il mondo può davvero diventare più umano, più caldo, più vivo. E se vi state chiedendo “ma tutto questo non cambierà mai niente”, ricordatevi che anche il Wi-Fi più lento prima o poi trova il segnale. La vita funziona allo stesso modo: i semi silenziosi, prima o poi, germogliano. Solo che, a differenza del Wi-Fi, qui non c’è bisogno di password.
Tutto Sport
21
lunedì 12 gennaio 2026
SERIE C Partita fondamentale per la classifica. Il mister rossoblu: «Abbiamo vissuto una settimana positiva. La squadra è in forma»
Sfida a Giugliano per il Picerno di Bertotto: si gioca alle 20:30 DI FRANCESCO MENONNA
na gara da non fallire, una sfida che può dare una svolta al campionato. L’AZ Picerno scende in campo questa sera allo Stadio Alberto De Cristofaro di Giugliano, nella gara valida per il secondo turno di ritorno della Lega Pro Serie C Now 2025-2026 con inizio alle 20;30 contro i gialloblù di Ezio Capuano, privi dello squalificato Prezioso, espulso domenica scorsa allo Stadio Alfredo Viviani e appiedato per due turni dal Giudice Sportivo. Il Picerno punta a dare una svolta concreta alla sua stagione. In settimana la squadra si è allenata con grande impegno e determinazione. Il gruppo punta a risalire la china e in caso di successo scavalcherebbe proprio la formazione di Eziolino Capuano al penultimo posto. La società ha rinnovato il contratto di Cardoni e Marcone, mentre Energe è stato ceduto al Crotone. Movimenti importanti che lasciano intendere le reali intenzioni del sodalizio caro al presidente Donato Curcio in vista delle prossime
U
sfide. La gara dello Stadio Alberto De Cristofaro sarà diretta dal signor Alberto Vogliacco di Bari, coadiuvato dagli assistenti Davide Fedele di Lecce e Daniele Antonicelli di Milano. Quarto uomo il signor Enrico Gemelli di Messina, operatore FVS Giovanni Celestino di Reggio Calabria. Una gara importante, fondamentale per i destini dell'undici melandrino, quella di questa sera che mister Valerio Bertotto punta a fare sua grazie alla determinazione
dei ragazzi e alla voglia di cambiare rotta ad una classifica maledettamente negativa. Ieri mattina in conferenza stampa mister Valerio Bertotto ha parlato del match che attende i suoi elementi: «Sicuramente abbiamo vissuto un ottima settimana, di intenso lavoro di integrazione dei ragazzo che sono arrivati la scorsa settimana. Questo cementifica il livello, sono ragazzi che stanno bene. Le partite vengono giocate su tutto il campo su tutti i settori, la
bravura è nella qualitò del gioco, l'occupazione dello spazio, su questo noi lavoriamo sempre, i dettagli fanno sempre la differenza. Ci aspetta una gara tosta, una partita maschia, stiamo bene e siamo pronti per questa gara. Tutte le partite valgono tre punti, la prossima sarà importante quanto l'economia del campionato. L'obiettivo è quello di risalire prima possibile da questa posizione. Il merito va sempre determinato in base a quello che esprime il campo. Noi siamo focaliz-
zati su questo e puntiamo su questa gara. E' fondamentale avere calciatori che hanno voglia, qualità, identità. L’esperienza può aiutare nel lavoro. Alla fine conta in noi. C'è compattezza, c'è coesione, bisogna guardare avanti. Summa? Il ragazzo sta lavorando bene, fa parte della squadra è un patrimonio della società». Dunque mister Bertotto non si sbottona per la formazione ma è apparso convinto di portare a casa un risultato positivo dallo Stadio Alberto De Cristofaro.
Il sindaco di Potenza e l’assessore allo Sport esprimono orgoglio per i risultati delle pattinatrici
Argento per Francesca Palumbo: la fiorettista raggiunge il podio a Hong Kong
edaglia d’argento per Francesca Palumbo nella tappa di Coppa del Mondo di fioretto femminile di-
M
la fiorettista lucana dell’Aeronautica Militare verso un secondo posto che rappresenta il suo miglior risultato in carriera nel circuito iridato a livello individuale. Partita dalle qualificazioni, dove si è sbarazzata dell’ucraina Katryna Bondarenko per 15-5 e dell’atleta di casa Hei Ching Holly Lai per 15-2, Francesca Palumbo è stata protagonista di una grande prestazione nel tabellone principale, cominciata con i successi sulla francese Pauline Ranvier (15-9) e sulla giapponese Rino Nagase (15-2). A seguire l’atleta potentina di stanza a Frascati ha dovuto affrontare due derby: negli ottavi ha superato per 15-10 Arianna Errigo poi nei quarti ha battuto 15-11 Martina Sinigalia ottenendo così la certezza di un posto sul podio. sputata a Hong Kong. Ma non si è fermata lì: in semifiSolo la statunitense Lee Kiefer, nale Palumbo ha dominato contro numero uno del ranking interna- la francese Morgane Patru impozionale, ha fermato la marcia del- nendosi per 15-4 e arrivando co-
sì a sfidare in finale l’americana Lee Kiefer. E anche nell’ultimo atto Francesca ha lottato a lungo in un match equilibrato e risolto dalla fiorettista numero 1 del mondo solo nelle battute conclusive con il risultato di 15-12. Per Francesca Palumbo, medaglia olimpica a squadre ai Giochi di Parigi 2024, si tratta del sesto podio in Coppa del Mondo dopo cinque bronzi nonché il ritorno in zona medaglia in una prova individuale a tre anni di distanza dal terzo posto ottenuto nella tappa di gennaio 2023 a Parigi. Al termine della gara, Palumbo ha commentato: « È stata una gara lunga, cominciata dai gironi del venerdì. La stanchezza è tanta, come la soddisfazione per questo risultato. Ringrazio le mie compagne, il mio Maestro Fabio Galli e tutto lo staff della Nazionale qui presente per il sostegno. C’è dispiacere a causa della finale persa ma è una medaglia d’argento che per me luccica».
22
lunedì 12gennaio 2026 www.lecronache.info