GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 • ANNO XI N. 132
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
giOrgiA MELOni PArLA ALL’AssEMbLEA di cOnfcOMMErciO TrA gLi APPLAusi
no alla patrimoniale, sì allo sviluppo La Presidente del consiglio ribadisce la necessità di regole chiare che siano rispettate da tutti
Lamattina a pag 5
dOPO L’incHiEsTA di crOnAcHE, fiOccAnO LE sEgnALAziOni di ALTrE fAMigLiE suLLA gALLO
L’irA dELLA gArAnTE dEi disAbiLi caso sinisgalli, Padula affida all’avv. Pipponzi la costituzione di parte civile contro le vessazioni al ragazzo autistico: «La scuola sia davvero inclusiva e tollerante, non solo a parole» _
L’EdiTOriALE
Presentato un sistema digitale avanzato per monitorare in tempo reale lo stato delle acque sotterranee, Mongiello: «Modello innovativo»
Ogilvie, Nowak e il fallimento dell'integrazione di ALEssAndrO sAnsOni
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pogrom sono inaccettabili. E la caccia a famiglie innocenti, spesso con bambini piccoli, persino nelle loro case, è inaudito, odioso e ingiustificabile. Su questo il premier inglese Keir Starmer ha totalmente ragione. Sfortunatamente, però, le sue ragioni finiscono qua. Gli incidenti avvenuti a Belfast a seguito del brutale ferimento (...) ■ continua a pag 3
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Padula e Gallo
Positano a pag 9
MALTEMPO Bardi ha trasmesso il documento alla Protezione Civile: «Primo passo decisivo»
Pronto Piano interventi da 5mln € PEr rAffOrzArE iL cOOrdinAMEnTO TrA LE AgEnziE
sistema nazionale per l’ambiente, ramunno nominato Vicepresidente
Bardi
TrisAiA
Servizio a pag 12
■ Servizio
a pag 12
sPOPOLAMEnTO
La Basilicata vive una grave crisi demografica: dopo la Schlein anche De Filippo, neo sindaco di Sant’Arcangelo punta a politiche di contrasto
■ Maida
a pag 29
_ Ardsu
In accordo con Unibas, al via le borse di studio per studenti stranieri: previsto pacchetto con alloggio, pasti e contributo
■ Servizio
a pag 15
_ cAsTELMEzzAnO
Presentato “Il respiro della Luce”, Sarli (Apt): «Nuovi linguaggi per valorizzare un territorio fortemente identitario» Ramunno, dg Arpab
Servizio a pag 7
■ Servizio
a pag 18
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Italia e Mondo GRAN BRETAGNA Tensione sociale, disoccupazione e sradicamento: l’accoglienza senza regole può generare conflitto
Ogilvie, Nowak e il fallimento dell’integrazione
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DI ALESSANDRO SANSONI
pogrom sono inaccettabili. E la caccia a famiglie innocenti, spesso con bambini piccoli, persino nelle loro case, è inaudito, odioso e ingiustificabile. Su questo il premier inglese Keir Starmer ha totalmente ragione. Sfortunatamente, però, le sue ragioni finiscono qua. Gli incidenti avvenuti a Belfast a seguito del brutale ferimento avvenuto l’altro ieri di Steven Ogilvie, un radiologo quarantenne del servizio sanitario, da parte di un cittadino sudanese residente in qualità di rifugiato nella capitale dell’Irlanda del Nord, non possono essere derubricati a semplice teppismo organizzato da gruppi di estrema destra. Solo pochi giorni fa la condanna all’ergastolo dell’assassino del diciottenne di Southampton Henry Nowak, anch’egli accoltellato da un giovane di origine sikh, aveva generato manifestazioni di protesta in tutto il Regno Unito da parte di una popolazione autoctona che si sente poco tutelata, se non discriminata, dalla polizia, accusata di essere ormai completamente condizionata dall’influenza della cultura woke, al punto da aver, an-
che in quel caso, immediatamente creduto all’assalitore del giovane Novak, allorchè egli aveva affermato, davanti agli agenti accorsi per sedare la rissa, di aver agito per difendersi da una aggressione a sfondo razzista. Ma le manifestazioni legate ai casi Ogilvie e Nowak, molto partecipate e al cui interno si sono infiltrate anche frange violente, sono solo le ultime di una lunga serie di proteste di piazza che oramai si susseguono da mesi. La verità è che in Gran Bretagna la situazione è incandescente. I singoli fatti di cronaca si innestano in un contesto in cui la pressione delle comunità immigrate rendono ancor più gravi gli effetti della crisi economica, del deterioramento dei servizi pubblici, dell’impossibilità di vedere soddisfatto il diritto alla casa, dell’aumento della violenza di strada. Purtroppo la logica dell’accettazione supina del fenomeno dell’immigrazione di massa ha prodotto frustrazione e risentimento sia in chi già c’era, sia in chi arrivava in cerca di fortuna: invece dell’auspicata integrazione, l’unico vero risultato ottenuto da chi propugnava l’accoglienza a tutti i costi è sta-
ta la costruzione di un esercito di manodopera di riserva che ha impattato negativamente sui salari, aumentando il numero dei disoccupati. La tensione sociale nelle periferie urbane è altissima: le comunità residenti, tanto autoctone quanto allogene, tendono a riaggregarsi su base identitaria, con un senso di appartenenza molto aggressivo rispetto al “diverso”, che viene visto come un concorrente mortale, singolarmente e collettivamente. Nulla di strano, una reazione di tipo ancestrale, che le belle parole sull’inclusione e l’uguaglianza riescono solo ad esasperare, mentre il rischio che tutto questo si traduca in una guerra civile a bassa intensità si fa sempre più reale. In Gran Bretagna come in tutta l’Europa occidentale, come ci dimostrano i fatti di cronaca e le violenze di gruppo su base etnica che si susseguono ormai da anni in Francia, come in Germania, in Svezia, come in Belgio e oramai anche in Italia. E se è totalmente sbagliato gridare al lupo contro il pericolo di un rinascente estremismo di destra, quando la popolazione di origine europea scende in piazza e organizza forme non
_ Starmer tollerabili di autodifesa, ha anche poco senso imputare al fondamentalismo islamico la violenza di una parte della popolazione immigrata, laddove l’adesione religiosa in forme radicali è determinata innanzitutto dal desiderio, soprattutto delle seconde e terze generazioni, di ricostruire un “io” e un “noi” in un ambiente totalmente alieno culturalmente e avvilente economicamente. Il vero problema, piuttosto, resta la regolamentazione
responsabile dei flussi migratori, che ha già avuto un impatto enorme sul Vecchio Continente e che non possono essere affrontati con forme di ingegneria sociale totalmente teoriche e che disconoscono i diritti alla protezione personale e sociale di chi abita in un luogo e il dramma dello sradicamento di coloro che vi giungono. Magari in nome di un’astratta ideologia o, peggio, con l’obiettivo di sfruttarne a basso costo la forza-lavoro.
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giovedi 11 giugno 2026
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Raid americani su basi iraniane, Teheran risponde con missili e droni, mentre nella regione scatta l’allarme e si alza il livello di massima tensione militare
Guerra USA–Iran, Trump:«L’Iran pagherà un prezzo molto alto» DI VITO ERRICHETTI
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ra la serata del 9 giugno e le ore successive del 10, la crisi tra Stati Uniti e Iran è degenerata in un confronto militare diretto con attacchi e contrattacchi nel Golfo Persico. L’innesco è stato l’abbattimento di un elicottero d’attacco americano AH-64 Apache nello Stretto di Hormuz, episodio confermato dallo stesso presidente Donald Trump, che ha promesso una risposta immediata.«Gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco», ha dichiarato Trump su Truth Social, aggiungendo che i due piloti risultano «illesi e al sicuro».Secondo Washington, il velivolo sarebbe stato colpito da forze iraniane o a esse collegate durante una missione di pattugliamento in una delle aree più sensibili del traffico energetico mondiale. Teheran ha respinto un coinvolgimento diretto, parlando di accuse «non provate» e accusando gli Stati Uniti di aver reagito con un’escalation immediata. RAID AMERICANI IN IRAN E RISPOSTA IMMEDIATA
DI TEHERAN Poche ore dopo l’incidente, gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi aerei contro infrastrutture militari iraniane lungo la costa meridionale del Paese. Gli strike hanno colpito basi navali, sistemi radar e batterie di difesa aerea in aree come Jask, Sirik, Bandar Abbas e Qeshm.Il Pentagono ha definito l’operazione una risposta «di legittima difesa e proporzionata», precisando che l’obiettivo era ridurre la capacità di minaccia contro le forze statunitensi nella regione. Successivamente il comando centrale USA ha annunciato la conclusione delle operazioni dopo diverse ondate di bombardamenti mirati.La reazione iraniana è arrivata quasi immediatamente: Teheran ha lanciato missili balistici e droni contro basi americane in Bahrein, Kuwait e Giordania. Le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi contro installazioni militari USA, inclusa una base ad Azraq, in Giordania.Le difese aeree della regione hanno intercettato diversi ordigni, mentre in più Paesi del Golfo sono scattate sirene d’allarme e misure di emergenza.
GOLFO IN FIAMME: ESCALATION MILITARE E CRISI DIPLOMATICA APERTA Donald Trump ha ulteriormente inasprito i toni, scrivendo su Truth Social: «L’Iran è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto». Il presidente americano ha accusato Teheran di aver ritardato un accordo diplomatico definito «ottimo per loro», aggiungendo: «Han-
no impiegato troppo tempo per negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo».In un passaggio ancora più duro, Trump ha affermato: «L’esercito iraniano è un disastro totale. Gran parte di esso, come la Marina e l’Aeronautica, non esiste nemmeno più: è stato completamente sconfitto», collegando le dichiarazioni alla risposta militare statunitense dopo l’abbattimento
dell’elicottero americano nello Stretto di Hormuz. Dal canto suo, Teheran ha definito le accuse statunitensi «strumentali e politicamente motivate», ribadendo che l’Iran «non ha iniziato il conflitto ma risponderà con forza crescente a ogni aggressione». Le autorità iraniane hanno inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco americano comporterà una risposta «più severa e diretta».
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giovedì 11 giugno 2026
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Giorgia Meloni parla all'assemblea di Confcommercio tra gli applausi
No alla patrimoniale, sì allo sviluppo Il Presidente del Consiglio ribadisce la necessità di regole chiare che siano rispettate da tutti e traccia un'idea di Italia ben diversa da quella della tassazione sulla casa e del reddito di cittadinanza DI ROBERTO LAMATTINA
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ll'assemblea di Confcommercio Giorgia Meloni mette l'elmetto e rilancia la propria idea di Italia e dello sviluppo economico. Una posizione netta e chiara in cui, in un tripudio di applausi, non si limita a marcare la differenza con la Schlein e il PD ma, con la sua solita franchezza e nettezza di posizioni, non cerca il facile consenso sulla retorica delle partite Iva ma rivendica la centralità dello Stato e il ruolo della legalità e delle regole nelle attività. NON SIAMO LA REPUBBLICA DELLE BANANE Chi si aspettava un suo strizzare l'occhio verso la deregulation per edulcorare una latente accettazione di evasione e mercato selvaggio sarà rimasto deluso dalle posizioni del Presidente del Consiglio. Sul punto il leader della destra italiana non lascia spazi ai fraintendimenti «questa non è la Repubblica delle Banane, le regole si rispettano perché senza regole non c'è né mercato né imprese sane». Un richiamo che viene sottolineato dagli applausi della sala a dimostrazione che non solo Giorgia Meloni racconta una destra legalitaria anche nei confronti delle partite Iva ma che questa lettura è apprezzata da chi opera nel settore.
NO ALLA PATRIMONIALE Netta da parte del Premier la contrarietà alla tassa patrimoniale. Giorgia Meloni segna una frattura ideale con la sinistra quando dice che c'è chi vuole tassare i patrimoni e chi crede che si debba lasciare a chi è in grado di farlo di godersi il patrimonio costruito con risparmi e sacrifici. Una linea di fronte ideale che il centrodestra apre proprio mentre PD e M5S immaginano di tassare i patrimoni, ovvero la casa degli italiani con la scusa di voler tassare soltanto i patrimoni più ingenti.
Come, del resto, tutti sanno al di là di ogni finzione ideale una tassa patrimoniale non potrebbe che cadere sui risparmi del ceto medio. I grandi patrimoni, infatti, hanno una proprietà liquida, spesso capitalizzata in società immobiliari o addirittura di investimento con un regime fiscale che non si presta ad una imposizione nettamente ed esclusivamente patrimoniale. LA SPERANZA NEI GIOVANI Ma, come è normale e prevedibile per chi ha costruito la sua carriera partendo dal Movimento Giovanile, il Premier non smette
di sottolineare la questione giovanile. I giovani vivono un momento di grande difficoltà anche nelle attività commerciali ed imprenditoriali che, incrociate con la crisi demografica, rischia di consegnare una Nazione fragile. UNA CERTA IDEA DI NAZIONE Quello che appare chiaro nell'intervento del Presidente del Consiglio è il ritorno di una certa idea di Nazione. O, meglio, la presa di posizione netta del Capo del Governo nella veicolazione di questa immagine e di questa lettura. Giorgia Meloni parla da leader del Governo e della coalizione e lo fa parlando da donna di destra legalitaria e rivolta allo sviluppo. In pratica si inizia a delineare la strategia comunicativa e contenutistica che porterà alla campagna elettorale. Una linea nella quale il Governo vuole evidenziare la sua vicinanza al mondo produttivo, alle energie vive e vere della Nazione nella quale si ha il dovere di credere. È come se il Presidente di FDI dicesse che da una parte c'è il reddito di cittadinanza e la tassazione dei redditi e dei patrimoni, dall'altra linee di sviluppo che parlano a chi lavora e produce. Un netto versus (per citare i famosi dibattiti di Atreju) sul quale la sinistra va in difficoltà.
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giovedì 11 giugno 2026
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Dopo cinque anni di ombre, i rilievi tecnici di Bologna ridisegnano gli ultimi istanti di Daniela Gaiani
«Non fu un atto volontario»: il 3D smonta la messa in scena del suicidio DI TIZIANA MAGRÌ
tale.
C’
è una verità che non passa per le parole, ma per i bit di un computer. Per cinque lunghi anni hanno provato a seppellire la verità sulla morte diDaniela Gaiani, di 58 anni, sotto l’etichetta di “donna fragile”. Depressa. Incline all’alcol e ai farmaci perché non reggeva il peso della vita e che, la notte del 5 settembre 2021, avrebbe deciso di farla finita con una cintura legata alla testiera del letto. Ma le bugie, anche quelle pianificate con strategia, hanno le gambe corte. E ieri, nell’aula della Corte d’Assise di Bologna, quel cappio non stringeva più il collo di Daniela, ma intrappolava all’angolo della stanza suo marito Lorenzo Magri, a processo per omicidio. L’udienza del 10 giugno 2026 segna la fine di un castello costruito con freddezza costante. La ricostruzione 3D proiettata davanti ai giudici non mostra solo immagini: è il corpo di Daniela che torna a occupare la scena del crimine, quella del suo letto, fino a dimostrare che lì non ci è finita da sola. La biomeccanica non mente. La gravità non può avere opinioni. E quella simulazione che avrebbe detto chiaramente che il suicidio per impiccagione, così come raccontato dall’imputato, sarebbe falso. Si tratta di un’impossibilità meccanica che trasforma la versione della difesa in pura fantasia. E’ su questo solido pilastro tecnico che il pm Giampiero Nascimbeni ha costruito l’impianto accusatorio, inchiodando l’imputato a una responsabilità resa evidente attraverso la tecnologia forense. IL LACCIO CHE NON HA MAI TIRATO Daniela Gaiani è stata una vitti-
ma designata. Bisognava solo aspettare il momento. Era necessario portarla all’assuefazione di una storia extraconiugale. E aspettare chei tempi maturassero, quelli della sua debolezza. I tecnici del RIS non avrebberousato mezzi termini: quella cintura, reperto chiave del presunto suicidio, è una prova ‘muta’. Non ha i segni dello stress meccanico, non è tesa e non ha nessuna fibra, neanche la più invisibile, sfilacciata dal peso di un corpo che avrebbe dovuto essere sospeso tra la testiera del letto e il letto stesso. Solo a immaginarlo risulta assurdo. Daniela, quella notte a Castello d’Argile, era un corpo stordito da un mix di benzodiazepine e alcol che le avrebbe tolto ogni capacità di reazione. Era un corpo, secondo l’accusa, spostato a regola d’arte per simulare un suicidio. Tutto il contrario di ciò che Magri dichiarò, ovvero di aver trovato la moglie impiccata alla testiera del letto e di averle tolto la cintura dal collo. Dichiarazione che non fece quando chiamò il 118, ma che ag-
giunse nell’interrogatorio con gli inquirenti. Un cambio di luogo anche quando sentì la sua amanteper dirle dell’accaduto, dicendo di aver trovato il corpo della moglie sul divano. IL GIALLO DEL CELLULARE SPENTO Un dettaglio che scotta lo ha anche la storia di Daniela Gaiani, quel “buco nero” che la difesa non riesce a colmare nonostante gli sforzi per smontare la personalità della vittima. Alle 23:36, mentre Daniela era nel pieno dell’incoscienza da farmaco, qualcuno avrebbe premuto il tasto “spegni” del suo cellulare. Non potrebbe essere stata lei. I periti ne sono certi: lei, a quell’ora, era già nel sonno chimico dal quale non si sarebbe più svegliata. Qualcuno era con lei, quel qualcuno avrebbe gestito il tutto, anche il suo silenzio arrivato in modo brutale. Per i periti Daniela sarebbe morta di asfissia, per soffocamento mentre si trovava in una posizione supina. Sarebbe stataresa inerme e poi uccisacon una stretta di braccio fa-
PULIZIE SOSPETTE Ma la crudeltà di questa storia non si ferma a quella notte. Secondo le testimonianze emerge che Lorenzo Magri dimostrasse una fretta insolita. Le sorelle di Daniela ricordano di aver avuto i primi sospetti quando l’uomo dimostrava fretta nel chiedere la cremazione del corpo. E poi, quelle insolite pulizie minuziose: la casa di Castel d’Argile pulitadall’imputato e dalla sorella di luiper ben due volte prima che arrivassero i sigilli. Dopo la morte della propria moglie, lavare il pavimento serviva per cancellare il dolore o per far sparire le tracce del trascinamento del corpo spostato?La famiglia di Daniela, che non ha mai creduto alla messinscena di Lorenzo, si è costituita parte civile. IL PARAVENTO DELLA DEPRESSIONE Per anni la difesa avrebbe giocato la carta del malessere interiore, cercando di convincere tutti che Daniela fosse una donna che voleva farla finita. Ma la cronaca nera insegna che il “mal di vivere” è il paravento di chi il male lo infligge davvero. Lorenzo Magri, oggi alla sbarra per omicidio volontario aggravato, si professa ancora innocente. Il suo legale, l’avvocato Ermanno Corso, continua a invocare il beneficio del dubbio, dipingendo lo scenario del 5 settembre come l’inevitabile epilogo di un’esistenza tormentata, nonostante ieri la scienza abbia dimostrato che Daniela non si sarebbe uccisa, e addirittura impensabile impiccarsi da un’altezza così bassa come quella della testiera del letto e lo spazio attorno. Per l’autunno è prevista la sentenza di primo grado di quello che si pensava essere un delitto perfetto costruito sullo stereotipo della fragilità emotiva femminile.
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Italia e Mondo
giovedi 11 giugno 2026
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La nomina del dg Arpab si inserisce nel quadro del rafforzamento del coordinamento tra le Agenzie ambientali regionali italiane
Sistema nazionale per l’ambiente, Ramunno eletto alla vicepresidenza
I
mportante riconoscimento per la Basilicata e per ARPAB: il direttore generale Donato Ramunno è stato eletto vicepresidente del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), l’organismo che coordina le attività di tutela ambientale su tutto il territorio nazionale. L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultima seduta del Consiglio del SNPA, che riunisce i direttori generali delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente (Arpa e Appa) di tutta Italia. La scelta di affidare a Ramunno il ruolo di vicepresidente rappresenta un riconoscimento significativo per il lavoro svolto da ARPA Basilicata e per il contributo offerto dall’Agenzia lucana all’interno del sistema nazionale. Istituito dalla Legge n. 132 del 2016, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente costituisce il principale presidio pubblico italiano in materia di monitoraggio, controllo e tutela dell’ambiente, coordinando le attività dell’ISPRA e delle Agenzie territoriali. La vicepresidenza del SNPA riveste un ruolo strategico nella governance del Sistema. Se la presidenza è attribuita di diritto al presidente dell’ISPRA, la figura del vicepresidente rappre-
senta direttamente le Agenzie regionali e provinciali, contribuendo all’indirizzo delle politiche ambientali e al coordinamento delle azioni comuni a livello nazionale. L’elezione di Ramunno assume quindi un valore che va oltre il piano personale, rafforzando il ruolo di ARPA Basilicata nel panorama istituzionale nazionale. Un risultato che, secondo quanto evidenziato dall’Agenzia, è frutto dell’impegno condiviso di dirigenti, funzionari e personale, impegnati quotidianamente nel perseguimento degli obiettivi di tutela ambientale e nel consolidamento della credibilità dell’ente.Nel commentare la nomina, il direttore generale ha espresso gratitudine ai colleghi direttori delle Agenzie ambientali italiane per la fiducia accordata, assicurando il massimo impegno nel mettere a disposizione del Sistema la propria esperienza professionale e istituzionale. L’obiettivo, ha sottolineato, sarà quello di contribuire al rafforzamento del ruolo delle Agenzie ambientali e alla valorizzazione della loro funzione al servizio dei cittadini e dei territori.Tra le priorità indicate emerge la necessità di consolidare ulteriormente la coesione del SNPA, promuovendo una
_ Donato Ramunno collaborazione sempre più efficace tra le diverse realtà territoriali. Fondamentale sarà inoltre il potenziamento delle capacità operative, organizzative e comunicative del Sistema, insieme al rafforzamento del dialogo con le istituzioni nazionali e locali per affrontare le sfide ambientali presenti e future. L’elezione di Do-
nato Ramunno segna dunque una nuova fase per ARPA Basilicata e rappresenta un segnale di fiducia nei confronti dell’intero Sistema nazionale, chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nella tutela dell’ambiente, nella salvaguardia del territorio e nella protezione delle comunità.
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GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 07:00
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TANTE MANI IN CUCINA TA A
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CRONA-CHI?
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OLT TRE IL GIARDINO
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Cronache Lucane POTENZA Dopo l’inchiesta di Cronache, fioccano le segnalazioni di altre famiglie sulla Gallo
L’ira della Garante dei disabili Caso Sinisgalli, Padula affida all’avv. Pipponzi la Costituzione di parte civile contro le vessazioni al ragazzo autistico: «La scuola sia davvero inclusiva e tollerante, non solo a parole» martedì 9 giugno 2026
DI ELIANA POSITANO 20
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ssume contorni sempre più complessi la vicenda dello studente autistico sospeso dalla frequenza della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo ‘Sinisgalli’ del capoluogo lucano e che sarebbe stato trovato di faccia sul pavimento. A seguito dei provvedimenti adottati dalla famiglia, che si è rivolta non solo al Tribunale dei Minori per far valere i diritti di un figlio ma anche al Tar, oggi arriva la presa di posizione del Garante Regionale per i diritti dei disabili Marika Padula che a Cronache ha espresso la ferma decisione di costituirsi parte civile dopo aver studiato bene la questione perché- dice- «quando si parla di un minore con disabilità, del suo rapporto con la scuola, del suo diritto allo studio, alla dignità e all’inclusione, occorre muoversi con rigore, rispetto e senso istituzionale. Ma il rigore non può mai trasformarsi in silenzio». La Garante per i diritti dei disabili è stata colpita in particolare dalla delicatezza del quadro rappresentato, trattandosi di un tredicenne con disturbo dello spettro autistico che, così come stiamo raccontando dalle colonne di Cronache, avrebbe vissuto situazioni di isolamento, esclusione, mortificazione e difficoltà di partecipazione alla vita scolastica nel suo complesso. «Nessuna famiglia deve sentirsi sola quando rivendica il diritto del proprio figlio a essere accolto, rispettato e accompagnato. Rivendicare il diritto all’inclusione non significa chiedere un favore o un privilegio ma significa chiedere l’applicazione della Costituzione, della normativa nazionale e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità». «Tale quadro, se confermato nelle sedi competenti- aggiunge Padula- non potrebbe essere considerato solo una semplice criticità organizzativa ma dovrà chiamare in causa quelli che sono i diritti fondamentali, per cui come Garante e nelle forme consentite dalla legge, è necessario ‘esserci’ per far sentire tutta la solidarietà al minore e alla sua famiglia e compiere un passo importante affinchè episodi simili non debbano più verificarsi”. Importante è stato il colloquio che Padula ha avuto nelle scorse ore con il legale della famiglia, l’Avvocato Luca Lorenzo
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Potenza
famiglia Il caso finisce in Tribunale: la
accusa la dirigente dell'istitu
to Sinisgalli di Potenza e il Tar
dà ragione ai genitori
, o ir g in o s re p o c ti s ti u a e n n e Tredic e d en sp so lo la o u sc la e i is cr a n u ha
_ Le edizioni di Cronache di martedì e di ieri e la Garante Padula .info
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con cui si è svolto un passaggio importante che ha posto l’accento sulla necessità di addivenire ad una presa di posizione ferma e decisiva da un punto di vista istituzionale. «La vicenda merita massima attenzione e piena chiarezza. Però- continua- da un’angolazione prettamente istituzionale è evidente che quando un minore con disabilità arriva a vivere la scuola come un luogo di sofferenza o di marginalizzazione, tutta la comunità educante deve interrogarsi». È chiara Padula nell’asserire che «non si vogliono alimentare processi sommari né tantomeno si vuole gettare fango sul mondo della scuola generalizzando gli episodi, ma è evidente che bisogna interrogarsi sulle garanzie che la scuola stessa offre, ad iniziare da quelle sulla tenuta dell’inclusione di ogni individuo. Ma l’interrogativo principe riguarda se si tratti di un caso isolato». Noi di Cronache possiamo dire che non lo è. Decine delle segnalazioni arrivate dopo i nostri articoli e di cui vi parleremo nei prossimi giorni sui comportamenti della dirigente della Sinisgalli, Gallo. «Il comportamento di un ragazzo con disturbo dello spettro autistico non può essere affrontato con categorie meramente punitive o escludenti. La risposta deve essere educativa, proporzionata, competente e inclusiva. Mai umiliante, mai isolante, mai discriminatoria”. L’età evolutiva è una fase delicatissima, e ogni esperienza di esclusione o mortificazione può lasciare segni profondi per cui la scuola deve essere il luogo in cui anche la fragilità viene accolta e accompagnata». Come dicevamo, la Garante Re-
e n a c u L e h c a n o Cr o lt o v il n o c e la o u c s a to Ragazzo isola o ll a G e id s re p la o in ir m l sul pavimento: ne Parla la mamma del 13enne
autistico vessato
tato alla festa di fine alla ‘Sinisgalli’: «Non invi
anno». Ma la scuola non
sarebbe nuova a episodi
simili
contivitabile: perché tro sul i, chie- venta ine a spostare il baricen prie fragilità interior affetto da le pro ai com pag ni di clas se di nuare to problema familiare inore min del ri ilia sun do dai fam tito la vicen- den ontare quali sarebbero gli at- pre e di affrontare la reale diffiDI ELIANA POSITANO autismo di aver ges scuola? ino du- vec r man- racc do rigido e di ave e fi- teggiamenti di quel ragazz o solo coltà di gestione dentro la interebb Son più solo da in mo . avr bisogna c’è one che a lezi non a di line enz Pot Allo stesso modosia stato seguirante le ore tenuto una il una ico, nte ano last me ine sco rior del nti che sul come un contenzioso o e pro - nito per isolare ulte erlo. La alcuni spu e perché è di un cor- rogarsi ma esis te un vera in mo- ragazzo invece di proteggavrebbe forma di inadeguatezza proble- to nel tempo il minore diz ion e. con alle rrog dell’anno scolastico ento di po docente difronte enti. Vale arri vat o a que lla petto da parfine prio ‘caso’ che inte olusi ’inc elem e dell ni stud un sos do diretto la tenutaam a in cau sa, aggiunto un ulteriora organizzata matiche di alcu re che la scu ola Emerge anche a: l’istigazione ad ne a scu ola e chi e dell’istitu- amarezza: una fest odio che i ge- la pen a rico rda solo di forma- te della famigli ni atteggiamenti lificare alcu amp i con forza, la gestiononardo Sini- senza invitarlo: epis e l’ennesima non ha il compito vot mi li otti di un cartello- come lo strappo nitori leggono comma rgin aliz za- re bravi allievi dag to comprensivo ‘Le re formativa, in- ne - che poi sarebbe rimbalzata dal la diri gen te sga lli’ gui dat o na Gallo. Una con ferm a di una ma soprattut- ma dovrebbe esse a nsiv pre com ent e com e ree te scolastica Giovanche , per com e zione già evidente Il pun to più clusiva, educan e ci sian o ra- add oss o allo stud giutà personale atta a seri e di vic end e dal la fam igli a to ing iust ific ata. a la vicenda re- sop ratt utto là dov e dif- sponsabiliil pre sun to stra tton ariat sva con i tutt bin tato di o mmatic stif icar e gazzi o bam dra vie ne rac con fante. eo rim gna soll test , anti inse con late pes un un a di se e bol attraverso le cart i pes ant issi mi sta la crisi, dovuta ura di un’am- ficoltà. E anche essere ‘comples- mento da parte gravissimo, che van o inte rrog ativ minore affet- proveri per la rott cui fu richie- miliare dovesse il ruolo prima- È un passaggio nelle sedi comun ha per ato di , la scuola la in vetro, andrà verific sulla gestione sen so stes so pol l’intervento del 118. La ma- so’ di capire innanzitutto, poi di petenti, ma che descrive un clisto to da aut ism o, sul fono- una vol- rio der e una ma no ormai esploso ben sul ruolo specidell’inclusione e ente e della di- dre- racconta al teleavrebbe trova- acc ogl iere e tenplif icar e pro ble - ma di tensione di un normale rapfico del corpo doci- contattati te- ta giunta a scuola a, isol ato in evi tan do di am leo già fragile oltre i confini a.Sul piano to scuola-famigli ha già prorigente. I genitor avere contez- to il figl io a terrto rivolto ver- matiche di un nuc agli assistenti por caso bramando il ricorsoni casi si por- istituzionale, il e net to: il TA R lefonicamente per numerosi epi- un’aula e con il vol i itar san i tre men dot to un seg nal fermato il diritza dei fatti- citanoi, di esclusione so il pavimento con forz a. Un a sociali che in alcu and i di diri gen ti sodi di vessazion attività scola- lo trat ten eva no fermata nei det- reb ber o ai com opriati per quel Basilicata ha riaf del ragazzo dalle zione nell’am- scena che, se coninterrogativi pe- scolastici inappr stiche e di integratà studentesca, tagli, aprirebbe bito della comuni
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gionale per i diritti dei disabili è pronta a portare avanti una battaglia di giustizia perché quando vengono in rilievo la dignità, il diritto allo studio e il principio di inclusione di un minore con disabilità, non ci si può limitare a osservare. In tale percorso, a rappresentare la Garante sarà l’avvocato Ivana Pipponzi a cui verrà affidato il compito di sostenere nelle sedi competenti che la lesione dei diritti di una persona con disabilità, soprattutto se minore, non è mai un fatto privato ma una ferita che riguarda l’intera comunità civile e istituzionale. La costituzione di parte civile non assume solo valore processuale ma istituzionale, etico e civile e rappresenterebbeconclude Marika Padula- «l’affermazione secondo cui la dignità
delle persone con disabilità non è negoziabile e le istituzioni chiamate a tutelarle devono essere presenti, non spettatrici. Il Garante deve portare nelle sedi competenti la voce dei diritti, soprattutto quando a essere coinvolto è un minore. Il docente di sostegno non può essere lasciato solo, la famiglia non può essere percepita come controparte e il minore non può diventare il punto di scarico delle difficoltà organizzative». Questa vicenda può e deve diventare un momento di riflessione collettiva perché ogni famiglia con un figlio in età scolare non deve arrivare a denunciare soprusi per fare in modo che le proprie esigenze vengano ascoltate. Ed anche su questo ritorneremo, con altre storie proprio dalla Sinisgalli guidata dalla dirigente Gallo.
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Si è svolto ieri pomeriggio a Roma, il tavolo urgente sulla vertenza Callmat, con la partecipazione delle istituzioni nazionali e locali
Callmat, Nicoletti al MIMIT: «Massimo impegno per tutelare i 350 lavoratori» S
i è svolto ieri pomeriggio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo urgente dedicato alla vertenza Callmat, convocato per individuare soluzioni concrete a tutela dei livelli occupazionali del sito produttivo di Matera.All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali della Regione Basilicata, del Comune di Matera e del Ministero, in un confronto definito sinergico e destinato a proseguire nei prossimi giorni, in vista del prossimo appuntamento già fissato per il 29 luglio. Presente anche il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, che ha rappresentato le istanze della comunità cittadina, dei lavoratori Callmat e delle loro famiglie. Per la Regione Basilicata è intervenuto l’ingegner Lovecchio.Il tavolo ministeriale arriva dopo il consi-
glio comunale aperto e straordinario convocato nei giorni scorsi, durante il quale tutte le forze politiche locali avevano chiesto un intervento immediato del Governo e un dialogo diretto con TIM, al fine di garantire al call center materano i volumi di attività necessari a salvaguardare i posti di lavoro.Nel corso dell’incontro,
TIM ha confermato la continuità dei volumi di attività per il periodo compreso tra luglio e settembre, assicurando così una prima, seppur temporanea, forma di stabilità per il sito produttivo e per i circa 350 lavoratori coinvolti.«Ho portato al tavolo ministeriale la forte preoccupazione della città di Matera per il futuro dei
350 dipendenti Callmat – ha dichiarato il sindaco Nicoletti – sottolineando il valore delle professionalità presenti e il contributo garantito negli anni in termini di qualità del servizio e rispetto degli obiettivi contrattuali».Il primo cittadino ha inoltre ribadito la necessità di mantenere una presenza significativa sul territorio
materano, evidenziando come la continuità produttiva rappresenti un interesse condiviso tra azienda e comunità locale. «L’amministrazione comunale sarà sempre in prima linea nella tutela dei lavoratori e nel sostegno a ogni iniziativa utile a garantire la permanenza delle attività produttive a Matera», ha aggiunto.Dal Ministero è stato confermato l’impegno a lavorare per una soluzione strutturale della vertenza, con l’obiettivo di garantire prospettive stabili e durature ai lavoratori ed evitare il ripetersi di situazioni di incertezza occupazionale già vissute in passato.«Matera non può permettersi di perdere 350 posti di lavoro – ha concluso Nicoletti – continueremo a collaborare con Governo, Regione Basilicata, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti per arrivare a soluzioni concrete e durature».
Il Movimento 5 Stelle Basilicata denuncia l’assenza di una visione industriale capace di prevenire le delocalizzazioni e sostenere il lavoro
Natuzzi, Araneo e Verri (M5S): «La Basilicata continua a rincorrere le crisi senza una strategia industriale»
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l caso Natuzzi riporta al centro una questione che la Regione Basilicata continua a rimandare: quale futuro industriale vogliamo costruire per il nostro territorio? È da questa domanda che prende avvio la riflessione delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, che intervengono sulla crisi del comparto del mobile imbottito e sulle più ampie difficoltà del sistema manifatturiero del Mezzogiorno.Secondo le esponenti pentastellate, il settore del mobile imbottito — storicamente uno dei distretti industriali più rilevanti tra Basilicata e Puglia — rischia oggi un ulteriore impoverimento, tra chiusure di stabilimenti e progressivo spostamento delle produzioni verso Paesi a più basso costo del lavoro. Una dinamica che, sottolineano, rappresenta «l’ennesimo caso di delocalizzazione produttiva che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori il prezzo di scelte aziendali orientate quasi esclusivamente alla riduzione dei costi», esprimendo al contempo piena solidarietà ai lavoratori coinvolti.La vicenda chia-
ma in causa, a loro avviso, anche la necessità di un intervento urgente da parte del Governo nazionale: «Non è accettabile continuare a perdere pezzi di manifattura strategica nel Mezzogiorno senza una risposta industriale adeguata», affermano, evidenziando come le crisi industriali stiano assumendo un carattere strutturale.Nel ragionamento rientra anche un confronto con altri Paesi europei. Viene citato il caso della Spagna, che avrebbe saputo attrarre nuovi investimenti industriali grazie a una strategia di lungo periodo basata su transizione energetica, infrastrutture e politiche industriali più favorevoli alla produzione. Un modello che, secondo le consigliere, dimostra come la competitività non sia un dato spontaneo ma il risultato di scelte programmatiche.Un passaggio critico è riservato anche alla strategia regionale lucana: «In Basilicata si continua a indicare il Bonus Gas come la grande politica capace di trasformare la Regione in un presunto hub energetico, senza costruire attorno a quel racconto una vera politica industriale».Le consigliere richiamano inol-
tre una serie di crisi aziendali che hanno interessato il territorio negli ultimi anni — da Stellantis a CallMat, Favorit e SmartPaper — per sottolineare una tendenza ricorrente: la perdita progressiva di pezzi di sistema produttivo senza una strategia di lungo periodo.Infine, l’affondo politico sulla governance regionale è netto: «La Regione arriva sempre dopo, dopo ogni segnale di cedimento del sistema produttivo», affermano, de-
nunciando l’assenza di una visione industriale stabile e non emergenziale.La conclusione è un monito: nessun territorio, e in particolare il Mezzogiorno, può reggere a lungo affidandosi solo ad ammortizzatori sociali, tavoli di crisi e misure tampone. Senza condizioni strutturali per produrre, innovare e competere, la delocalizzazione — osservano Araneo e Verri — rischia di non essere più una minaccia, ma «l’esito più prevedibile».
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Mongiello: «Modello innovativo di governance ambientale, oltre 3.900 dati raccolti in più di 10 anni di monitoraggio»
Trisaia, presentato Sit in accordo tra Regione, Arpab, Enea e Sogin U
n sistema digitale avanzato per monitorare in tempo reale lo stato delle acque sotterranee, verificare l’efficacia delle attività di bonifica e garantire la massima trasparenza nella gestione dei dati ambientali. È questo il cuore del nuovo Sistema informativo territoriale (Sit) presentato ieri mattina nella Sala Inguscio della Regione Basilicata e disciplinato da un protocollo d'intesa sottoscritto da Regione Basilicata, Arpab, Enea e Sogin, i quali hanno preso parte all’evento con la presenza dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica Laura Mongiello, il direttore del Dipartimento Ambiente Canio Santarsiero e Simone Piedilato, funzionario istruttore del procedimento di bonifica. Il progetto nasce su impulso della Regione Basilicata nell'ambito del procedimento di bonifica della falda contaminata da tricloroetilene e cromo esavalente presso il Centro Ricerche Enea della Trisaia di Rotondella. Obiettivo è dotare gli enti coinvolti di uno strumento unico e condiviso per controllare l'evoluzione della contaminazione e verificare l'efficacia delle attività di risanamento in corso. Il sistema, accessibile via internet attraverso credenziali dedicate, raccoglie e organizza l'intero patrimonio informativo prodotto nel
corso degli anni dai soggetti impegnati nelle attività di monitoraggio, controllo e bonifica ambientale. Proprio per garantire una visione completa e costantemente aggiornata del sito, il protocollo coinvolge tutti gli attori istituzionali interessati: Enea e Sogin quali soggetti attuatori delle attività di bonifica e Arpab quale organismo di controllo e validazione dei dati ambientali. La piattaforma, realizzata e gestita da Sogin mediante tecnologia ArcGIS Online in ambiente cloud, consente oggi la consultazione di oltre 3.900 dati ambientali raccolti in più di dieci anni di monitoraggio attraverso una rete di circa 70 piezometri distribuiti sia all'interno del perimetro del Centro Ricerche Enea sia nelle aree esterne. Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio l'estensione del monitoraggio. Il sistema non si limita infatti a seguire l'andamento della contaminazione nell'area interessata dagli interventi di bonifica, ma permette di controllare costantemente anche le aree esterne al sito per verificare che il plume contaminante non oltrepassi il perimetro del Centro Ricerche. I dati più recenti caricati da Arpab e disponibili all'interno della piattaforma confermano l'efficacia delle attività di bonifica condotte negli ultimi an-
ni e attestano che la contaminazione da tricloroetilene e cromo VI risulta confinata all'interno dell'area Enea, senza evidenze di impatto sulle zone esterne. Il Sit rappresenta inoltre molto più di un semplice archivio digitale. Attraverso il sistema WebGIS è possibile consultare i risultati dei campionamenti effettuati nei piezometri, scaricare i dati analitici, visualizzare le stratigrafie dei pozzi di monitoraggio e localizzare le infrastrutture utilizzate per la bonifica, comprese le barriere reattive installate per il trattamento della contaminazione. Tra gli aspetti più innovativi figura la possibilità di rappresentare tridimensionalmente le caratteristiche idrogeologiche dell'acquifero. Il sistema consente infatti di visualizzare in 3D le soggiacenze della falda, le direttrici di deflusso delle acque sotterranee e la profondità del livello argilloso impermeabile che costituisce il naturale confinamento inferiore dell'acquifero interessato dagli interventi di bonifica. L'infrastruttura informatica è stata progettata per garantire interoperabilità e aggiornamento continuo dei dati, consentendo ai diversi enti di condividere informazioni, cartografie e risultati analitici secondo standard comuni e facilmente confrontabili nel tempo. Nel corso della pre-
sentazione, l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, definendola «un passaggio importante nel percorso di trasparenza e innovazione che la Regione Basilicata sta portando avanti in materia di tutela ambientale». «on presentiamo semplicemente una piattaforma informatica - ha affermato Mongiello - ma uno strumento operativo che consente di mettere ordine, valorizzare e condividere un patrimonio di conoscenze costruito in anni di attività di monitoraggio e bonifica. Il Sistema informativo territoriale permette di trasformare migliaia di dati ambientali in informazioni facilmente consultabili e verificabili, offrendo agli enti coinvolti una base scientifica an-
cora più solida per le decisioni e le attività di controllo». L’assessore ha evidenziato come il progetto rappresenti il risultato di un percorso condiviso tra istituzioni e soggetti tecnici che operano sul sito di Trisaia. Mongiello ha inoltre posto l’accento sul valore della trasparenza nei confronti delle comunità locali. «La tutela dell’ambiente passa anche dalla qualità delle informazioni che vengono messe a disposizione dei cittadini. Rendere accessibili i dati significa rafforzare la fiducia nelle istituzioni e consentire una partecipazione più consapevole ai processi che riguardano il territorio. Questo sistema permette di seguire nel tempo l’evoluzione dello stato della falda e delle attività di bonifica attraverso dati oggettivi e costantemente aggiornati».
Il governatore lucano: «L’obiettivo è ripristinare rapidamente le condizioni di sicurezza, accompagnando i cittadini in questa fase delicata»
Maltempo, Bardi: «Sì a Piano degli interventi da 5mln di euro»
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l Presidente della Regione Basilicata ha trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile il Piano complessivo degli interventi per i danni causati dagli eventi meteorologici del 28 marzo 2026. Il Piano stanzia 5 milioni di euro, divisi in due assi principali:217.260 euro per soccorso e assistenza alla popolazione, incluse le misure CAS per l’autonoma sistemazione delle famiglie sfollate. 4.782.740 euro per ripristinare servizi pubblici, infrastrutture strategiche, gestire rifiuti e macerie e garantire la continuità amministrativa nei territori colpiti.104 interventi urgenti tra Potenza e Matera. Sono
104 le opere urgenti individuate dopo ricognizioni tecniche: 17 nella provincia di Matera, 47 nella provincia di Potenza, 40 segnalati direttamente dai Comuni coinvolti. Tra questi rientrano tutti gli interventi di somma urgenza richiesti da Province e Comuni, più le priorità legate all’attivazione dei COC e alla chiusura di strade dissestate. Attenzione specifica a Rapolla e Sant’Arcangelo, dove lo sgombero di diversi nuclei familiari ha reso necessario un supporto economico e logistico immediato.«Con questo Piano finanziamo tutti i primi interventi urgenti di protezione civile - dichiara Vito Bardi - stia-
mo compiendo un primo passo decisivo per superare le criticità e dare risposte concrete alle comunità. L’obiettivo è ripristinare rapidamente sicurezza e normalità, accompagnando i cittadini con misure mirate».La struttura commissariale lavorerà in raccordo con il Dipartimento nazionale e gli enti locali per velocizzare l’esecuzione delle opere. Entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza saranno inoltre trasmesse al Governo le ulteriori misure previste dal Codice della Protezione Civile, per il definitivo superamento dello stato di emergenza e la valutazione dell’impatto complessivo dei danni.
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Tirocini per gli studenti e una nuova convenzione per rafforzare collaborazione, ricerca e trasferimento tecnologico
Regione e Unibas, nuove sinergie per la formazione e l’innovazione POTENZA. Rafforzare il legame tra università e pubblica amministrazione per favorire la formazione dei giovani e promuovere l’innovazione nei processi amministrativi. È questo l’obiettivo delle iniziative avviate dalla Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata. Nell’ambito di questo percorso, la Regione ha predisposto tirocini destinati agli studenti dell’ateneo lucano, offrendo loro la possibilità di approfondire la conoscenza dei processi amministrativi e delle attività svolte dal Dipartimento, con particolare riferimento alla programmazione infrastrutturale, alla mobilità e alla gestione degli interventi pubblici. A queste iniziative si aggiungerà a breve una nuova convenzione tra Regione e Università che punta ad ampliare gli spazi di collaborazione sul fronte della formazione, della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico. Un’attenzione particolare sarà riservata alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, soprattutto per il monitoraggio delle infrastrutture pubbliche e l’analisi dei dati a
«INDICAZIONI PER IL RILANCIO DEI TERRITORI»
Assemblea Confcommercio delegazione lucana a Roma
supporto delle decisioni amministrative. L’obiettivo è creare occasioni concrete di incontro tra il percorso universitario e l’esperienza diretta nelle istituzioni, consentendo agli studenti di acquisire competenze utili e una conoscenza più approfondita delle dinamiche che regolano la progettazione e l’attuazione delle politiche pubbliche. «Crediamo che il rapporto tra università e istituzioni rappresenti uno strumento decisivo per favorire la crescita professionale dei giovani e creare un collegamento sempre più stretto tra formazione e realtà amministrativa», afferma il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del capitale umano e arriva mentre l’Università della Basilicata riceve nuovi attestati di apprezzamento. Nella recente Guida Università del Sole 24 Ore, infatti, l’ateneo viene indicato come una realtà dinamica e aperta all’innovazione, capace di distinguersi per qualità della didattica, attività di ricerca, soddisfazione degli studenti e apertura internazionale. Per Pepe si tratta di un riconoscimento significativo che deve spingere istituzioni e sistema formativo a rafforzare ulteriormente le occasioni di collaborazione e crescita condivisa, mettendo al centro competenze, innovazione e sviluppo del territorio.
POTENZA. Una delegazione di Confcommercio Potenza, guidata dal vicepresidente provinciale Michele Tropiano, insieme a rappresentanti di Confcommercio Matera, ha partecipato a Roma all’assemblea annuale della Confederazione, svoltasi all’Auditorium della Conciliazione.Al centro dei lavori la relazione del presidente nazionale Carlo Sangalli, che ha analizzato le principali sfide economiche per il commercio, il turismo e i servizi. «Abbiamo condiviso il richiamo al ruolo strategico delle imprese del terziario come presidio economico e sociale dei territori», ha commentato Tropiano.Particolare attenzione è stata dedicata al turismo, indicato come una delle principali risorse del Paese. Per il vicepresidente di Confcommercio Potenza, il settore rappresenta una leva decisiva anche per la Basilicata, chiamata a investire nella valorizzazione delle proprie eccellenze e nel sostegno alle imprese dell’accoglienza.Nel dibattito sono emersi inoltre i temi della crisi demografica, della pressione fiscale e della semplificazione burocratica. Sangalli ha infine richiamato l’attenzione sulle opportunità offerte dall’innovazione e dall’intelligenza artificiale.«Le attività commerciali – ha concluso Tropiano – non rappresentano soltanto economia e occupazione, ma anche socialità e qualità della vita».
L’analisi di Cna Basilicata evidenzia rincari superiori alla crescita delle retribuzioni. Matera più penalizzata di Potenza
«Caro affitti, cresce il divario con gli stipendi» POTENZA. Affitti in aumento e salari che non tengono il passo. È il quadro che emerge dall’ultima analisi di Cna Basilicata, elaborata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni tra il 2019 e il 2025. Lo studio mette in evidenza come anche in Basilicata stia emergendo una crescente difficoltà nell’accesso alla casa, con conseguenze che rischiano di incidere non solo sul piano sociale ma anche su quello economico. Secondo l’associazione, mentre le retribuzioni nette sono aumentate mediamente tra il 7 e il 15 per cento, i canoni di locazione hanno registrato incrementi decisamente più elevati. A Potenza, classificata come città in-
terna, il canone medio per un appartamento standard è passato da 460 a 550 euro, con un aumento del 19,6 per cento e un’incidenza pari all’11,6 per cento dello stipendio netto medio. Più marcata la crescita registrata a Matera, dove il costo medio degli affitti è salito da 520 a 640 euro, con un incremento del 23,1 per cento. Nella città dei Sassi il peso dell’affitto arriva così ad assorbire il 15,1 per cento del reddito medio dei lavoratori, confermando una pressione più forte rispetto al capoluogo regionale. Per Cna Basilicata il fenomeno rischia di trasformarsi in un ostacolo concreto alla mobilità professionale e alla capacità delle imprese di attrarre e trattenere lavoratori qualificati e giovani ta-
lenti. Un problema che, secondo l’associazione, può frenare crescita e investimenti. «Incentivare la disponibilità di alloggi a canoni sostenibili significa creare le condizioni affinché le professionalità restino sul territorio»,
afferma il presidente di Cna Basilicata Renato Zaccagnino. L’obiettivo, conclude, è favorire un circolo virtuoso capace di sostenere sviluppo economico, occupazione e qualità della vita nelle comunità lucane.
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Previsto un pacchetto completo con alloggio gratuito, due pasti al giorno e contributo fino a 4.000 euro per le spese di ingresso
ARDSU e Unibas, al via le borse di studio per studenti stranieri L
a Basilicata punta con decisione sull’internazionalizzazione del proprio sistema universitario attraverso un nuovo programma di borse di studio destinate a studenti stranieri. L’iniziativa nasce dalla sottoscrizione di tre protocolli d’intesa tra l’ARDSU Basilicata e i Dipartimenti DAFE, DiSBA e DIUSS dell’Università degli Studi della Basilicata. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’attrattività dell’ateneo lucano e trasformare la formazione universitaria in uno strumento di crescita economica, culturale e geopolitica, favorendo l’ingresso di studenti provenienti dall’estero nei corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico. UN INVESTIMENTO SU FORMAZIONE E MOBILITÀ INTERNAZIONALE Il programma si inserisce in una strategia regionale che punta a consolidare il ruolo della Basilicata come territorio aperto allo scambio accademico internazionale. Secondo i
promotori, l’iniziativa va oltre la tradizionale assistenza al diritto allo studio, configurandosi come un investimento strutturale sulla mobilità studentesca e sulla cooperazione tra sistemi universitari.I protocolli prevedono il co-finanziamento annuale di borse di studio rivolte a studenti stranieri selezionati nei dipartimenti coinvolti, con particolare attenzione alle aree umanistiche, scientifiche, tecnologiche, ambientali, agrarie e sociali. PACCHETTO DI BENEFICI: ALLOGGIO, VITTO E SOSTEGNO ECONOMICO Le borse garantiranno la copertura completa del soggiorno in Italia: gli studenti selezionati avranno diritto a 12 mesi di alloggio gratuito presso le residenze universitarie dell’ARDSU e a due pasti giornalieri gratuiti nelle mense del campus.È previsto inoltre un contributo una tantum fino a 4.000 euro per coprire spese di viaggio, assicurazione e pratiche per il visto. Le tasse universitarie saran-
no fortemente agevolate e parametrate al Paese di provenienza.Il programma include anche strumenti di supporto innovativi, tra cui cuffie con traduzione simultanea vocale basata su intelligenza artificiale, pensate per facilitare l’integrazione linguistica e l’apprendimento. Gli studenti potranno inoltre accedere liberamente a WiFi, biblioteche e strutture sportive. REQUISITI E SELEZIONE Per accedere alle borse di studio sarà necessario possedere un titolo di studio idoneo per l’iscrizione ai corsi magistrali, avere meno di 26 anni e dimostrare un elevato rendimento accademico, con un GPA superiore a 7/10 o equivalente. È inoltre richiesta la frequenza obbligatoria in presenza.La scadenza per la presentazione delle domande per il Dipartimento di Ingegneria è fissata al 25 giugno 2026. La commissione, composta da rappresentanti dell’ARDSU e docenti del DiING, stilerà la graduatoria che sarà pubblicata all’inizio di lu-
glio. MONITORAGGIO E OBIETTIVI FUTURI È prevista l’istituzione di un Tavolo tecnico operativo con il compito di coordinare l’attuazione del programma, monitorarne i risultati e definire le procedure dei bandi futuri. Le borse potranno essere rinnovate per il secondo anno, in base al rendimento
accademico degli studenti.“Attrarre studenti stranieri significa rafforzare la qualità del sistema universitario e costruire relazioni internazionali stabili”, hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa, sottolineando la volontà di rendere la Basilicata un polo accademico sempre più competitivo e aperto al mondo.
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Angelo Summa (Spi Cgil Basilicata): «Aiuti legati all’Isee e investimenti per sviluppo, lavoro e transizione energetica»
«Basta bonus gas a pioggia, serve fondo per i più fragili» POTENZA. Superare il modello dei bonus distribuiti indistintamente e utilizzare le risorse derivanti dalle estrazioni di petrolio e gas per sostenere lo sviluppo e la transizione energetica della Basilicata. È la proposta avanzata dal segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che torna a criticare il sistema del cosiddetto bonus gas e chiede una revisione delle misure di compensazione ambientale legate alle attività estrattive. Secondo Summa, negli ultimi trent’anni la risorsa petrolifera è stata utilizzata come strumento di dipendenza economica e sociale, trasformando una grande opportunità in un’occasione mancata per costruire crescita e occupazione. Per il sindacalista, il dibattito apertosi in questi giorni sulle royalties e sulle compensazioni impone una riflessione più ampia sul futuro della regione e sull’utilizzo delle risorse disponibili. Lo Spi Cgil ribadisce una proposta già avanzata in passato: rendere gratuito il bonus gas per le famiglie con un Isee fino a 35 mila euro e destinare le restanti risorse alla costituzione di un fondo per lo sviluppo e la transizione energetica. Una scelta
MISURA REINTRODOTTA ANCHE IN BASILICATA
Chiorazzo e Vizziello (Bcc): «Noi contrari ai vitalizi»
che, secondo Summa, consentirebbe di sostenere concretamente pensionati, lavoratori e nuclei familiari in difficoltà, evitando al tempo stesso la dispersione di risorse pubbliche. Nel mirino del sindacato c’è soprattutto il carattere universale del bonus. La misura, sostiene Summa, ha favorito anche le fasce economicamente più forti, premiando i maggiori consumi e producendo effetti regressivi sul piano sociale. Una valutazione che, secondo il segretario dello Spi, sarebbe stata confermata
dalle criticità emerse nella gestione dei crediti e dai successivi ricalcoli delle bollette. Per la Cgil le risorse derivanti da circa 200 milioni di metri cubi di gas all’anno avrebbero dovuto finanziare interventi strutturali di lungo periodo, capaci di creare lavoro, ridurre le disuguaglianze e contrastare l’emigrazione giovanile. «Non possiamo accettare – conclude Summa – che i lucani debbano pagare il prezzo della crisi energetica pur vivendo nella regione più ricca di petrolio e gas d’Italia».
POTENZA. Nessuna richiesta di accesso al nuovo regime dei vitalizi è stata presentata dai consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune. A ribadirlo sono il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il capogruppo Gianni Vizziello, che confermano la loro contrarietà alla misura recentemente reintrodotta. «Continuiamo a considerare il vitalizio un privilegio della politica», affermano i due esponenti di Bcc, sottolineando come la scelta sia coerente con una posizione già espressa in passato. Secondo Chiorazzo e Vizziello, mentre i cittadini devono fare i conti con difficoltà legate alla sanità, ai trasporti e al costo della vita, la reintroduzione del beneficio rischia di aumentare la distanza tra istituzioni e comunità. Per i rappresentanti di Basilicata Casa Comune, il ritorno dei vitalizi si inserisce in una legislatura segnata dall’aumento dei costi della politica, tra ampliamento delle segreterie istituzionali e incremento delle indennità dei consiglieri regionali. I due consiglieri chiedono inoltre una rapida conclusione dell’esame della proposta di legge sugli istituti di partecipazione democratica, con l’obiettivo di restituire ai cittadini la possibilità di utilizzare pienamente gli strumenti referendari previsti dallo Statuto regionale. Proprio sul tema dei vitalizi, concludono, dovrebbero essere i lucani a potersi esprimere direttamente.
Il consigliere contesta criteri e classificazione territoriale della misura da 20 milioni per l’innovazione delle aziende
Marrese chiede modifiche al bando agricolo regionale POTENZA. Una misura importante per sostenere la competitività delle imprese agricole, ma che necessita di correttivi per evitare penalizzazioni a danno di alcuni territori. È la posizione espressa dal consigliere regionale Piero Marrese sul bando relativo all’intervento SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – Azione D, approvato dalla Giunta regionale e finanziato nell’ambito del Complemento di sviluppo rurale Basilicata 2023-2027. La misura dispone di una dotazione di circa 20 milioni di euro ed è finalizzata a promuovere innovazione tecnologica e digitalizzazione delle aziende agricole. Obiettivi che Marrese definisce strategici per rafforzare com-
petitività, redditività e sostenibilità del comparto agricolo lucano. Le perplessità riguardano però la classificazione del territorio regionale nelle aree B, C e D e il sistema di premialità previsto per alcuni comparti produttivi. Secondo il consigliere, nei territori classificati come area D vengono attribuiti punteggi più elevati alle aziende operanti nei settori zootecnico e cerealicolo, una scelta che rischia di non riflettere le reali caratteristiche produttive di alcune zone della Basilicata. Marrese richiama in particolare la situazione dei comuni di Rotondella, Nova Siri e Tursi, dove la vocazione agricola prevalente è legata alla frutticoltura e all’orticoltura. In queste aree, os-
serva, molte aziende potrebbero trovarsi in posizione svantaggiata nell’accesso ai contributi previsti dal bando. Il consigliere evidenzia inoltre come gli stessi comuni presentino caratteristiche territoriali e produttive simili a quelle di altri centri inseriti in area B. Un elemento che, a suo giudizio, rende poco comprensibile l’attuale classificazione, soprattutto conside-
rando la presenza di produzioni di eccellenza come la fragola del Metapontino Igp, considerata una risorsa strategica per l’economia agricola dell’area. Da qui la richiesta rivolta alla Giunta regionale di valutare con urgenza una revisione dei criteri adottati, sia per quanto riguarda la perimetrazione delle aree sia per il sistema delle premialità. L’obiettivo, sottolinea Marrese, è garantire maggiore equità ed evitare che imprese già orientate all’innovazione possano vedere ridotte le opportunità di accesso ai finanziamenti. «L’innovazione – conclude il consigliere regionale – deve essere uno strumento inclusivo e coerente con le vocazioni dei territori, non un elemento che crea nuove disuguaglianze».
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giovedi 11 giugno 2026
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A Potenza la mobilitazione degli agricoltori contro il crollo dei prezzi e le pratiche ritenute sleali nella filiera agroalimentare
Coldiretti: «Basta speculazioni su olio e grano, così si mette in ginocchio l’agricoltura italiana» O
ltre cinquecento agricoltori della Coldiretti Basilicata sono scesi in piazza questa mattina nel capoluogo lucano per protestare contro le speculazioni che, secondo l’organizzazione agricola, stanno penalizzando pesantemente il comparto dell’olio extravergine d’oliva e del grano duro, due prodotti simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea.La mobilitazione si è svolta davanti alla Prefettura di Potenza, in piazza Mario Pagano, dove una delegazione ha consegnato un documento contenente le principali criticità denunciate dal settore e una serie di richieste rivolte alle istituzioni. L’iniziativa ha coinvolto contemporaneamente altri dodici capoluoghi di regione: Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia e Campobasso.Al centro della protesta il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori agricoli e il fenomeno delle frodi legate all’origine dei prodotti. Secondo Coldiretti, mentre il grano duro viene acquistato in alcune aree del Sud a soli 19 centesimi al chilogrammo durante la trebbiatura, i consumatori continuano a pagare la pasta almeno 2 euro al chilo e il pane circa 3 euro al chilo.Tra gli slogan esposti durante la manifestazione, anche «Fermiamo i trafficanti di olio extravergine d’oliva Made in Italy», a testimonianza delle preoccupazioni del settore per l’andamento del mercato oleario.«L’olio extravergine d’oliva, pilastro della
Dieta Mediterranea, rappresenta uno dei casi più emblematici del Made in Italy sotto attacco – evidenzia Coldiretti Basilicata –. Nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi sostenuti dai produttori sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro».Secondo l’organizzazione agricola, l’anomalia emerge chiaramente dall’analisi dei dati della filiera. «L’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. I conti non tornano», sostiene Coldiretti, che denuncia possibili irregolarità nella tracciabilità e nell’indicazione dell’origine del prodotto.Tra le richieste avanzate figura l’introduzione di controlli più rigorosi e innovativi, attraverso strumenti come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, ritenuti utili per certificare con
precisione la provenienza degli alimenti e contrastare le frodi commerciali.L’organizzazione chiede inoltre l’applicazione rigorosa delle norme contro le pratiche commerciali sleali e la vendita sottocosto, il divieto di miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, l’obbligo di fatturazione delle olive per garantire una piena tracciabilità e la sospensione delle importazioni a dazio zero dalla Tunisia. Nel mirino anche il cosiddetto traffico di perfezionamento attivo (Tpa), ritenuto una possibile fonte di irregolarità nella commercializzazione dell’olio estero.Non meno preoccupante, secondo Coldiretti Basilicata, la situazione del comparto cerealicolo.«Nelle ultime ore commercianti e industriali senza scrupoli stanno tentando di acquistare il grano duro in Sicilia a 19 centesimi al chilogrammo. Si tratta di un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile per gli agricoltori», denuncia l’associazione.Nel
documento consegnato alla Prefettura vengono inoltre segnalate presunte pratiche speculative legate all’acquisto di fatture per attribuire origine italiana a grano proveniente dall’estero e l’arrivo nei porti italiani di cereali trattati con glifosate.Su quest’ultimo aspetto Coldiretti chiede l’applicazione del principio di reciprocità nelle importazioni agricole e maggiori verifiche lungo tutta la filiera, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti previsti dalla Legge Caselli contro l’agropirateria.Tra le ulteriori richieste figurano l’esclusione dalla Commissione Unica Nazionale del
Grano di soggetti ritenuti in potenziale conflitto di interessi e lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro per sostenere i produttori attraverso i contratti di filiera e contribuire a compensare l’aumento dei costi di produzione.La manifestazione di Potenza si inserisce in una mobilitazione nazionale con cui Coldiretti punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di tutelare il reddito degli agricoltori, garantire trasparenza ai consumatori e difendere le produzioni agroalimentari italiane da fenomeni speculativi e concorrenza considerata sleale.
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Al via a Castelmezzano la residenza internazionale finanziata dal PNRR che unisce creatività, comunità e innovazione
Sarli: «Nuovi linguaggi per valorizzare uno dei territori più identitari della Basilicata» L
e suggestive pareti di arenaria delle Dolomiti Lucane si preparano a diventare una straordinaria tela digitale. Ha preso il via “Il Respiro della Luce – Castelmezzano Rock Mapping Residency”, la residenza artistica internazionale che fino al 17 giugno porterà nel cuore della Basilicata tredici professionisti della creatività digitale provenienti da diversi Paesi europei.L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di un’idea nata durante le festività natalizie grazie all’APT Basilicata, che aveva immaginato di illuminare le Dolomiti Lucane attraverso installazioni luminose. Oggi quel progetto si amplia e si trasforma in un’esperienza artistica e culturale di respiro internazionale grazie alla collaborazione tra i Comuni di Castelmezzano, Pietrapertosa e Accettura.Promossa dal Comune di Castelmezzano e dal cluster Basilicata Creativa, la residenza artistica è finanziata nell’ambito della Misura Borghi – Linea B del PNRR, con Pietrapertosa comune capofila, e si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del territorio attraverso i linguaggi contemporanei e l’innovazione culturale.Per oltre una settimana videomaker, light designer, sound designer e artisti visivi lavoreranno a stretto contatto con il paesaggio, l’architettura e la comunità locale per
realizzare opere site-specific capaci di raccontare il territorio attraverso luce, immagini e suoni. Le imponenti formazioni rocciose che circondano il borgo diventeranno schermi monumentali naturali, mentre vicoli, piazze e edifici storici ospiteranno installazioni e performance immersive.Il momento culminante del progetto è previsto per la serata del 16 giugno, quando le opere realizzate durante la residenza sa-
ranno presentate al pubblico attraverso una serie di spettacoli multimediali notturni che promettono di offrire una nuova e sorprendente lettura del paesaggio lucano.«Le amministrazioni hanno messo a valore in maniera virtuosa l’idea originaria – ha sottolineato Margherita Sarli, direttore generale di APT Basilicata – unendo promozione, valorizzazione e scoperta del territorio a professionalità e nuovi lin-
guaggi. Un bell’esempio di collaborazione interistituzionale che mette in rete idee, risorse e patrimonio per un obiettivo comune».Sulla stessa linea il sindaco di Castelmezzano, Nicola Valluzzi, che evidenzia la volontà di proiettare il borgo verso nuove forme di narrazione culturale: «Castelmezzano è un luogo in cui natura, storia e arte dialogano da secoli. Con questa residenza vogliamo aprire il nostro paese al talento creativo internazionale e offrire un nuovo modo di raccontare il territorio, proiettando la nostra identità millenaria nel futuro della sperimentazione tecnologica».Il progetto vede il coinvolgimento dei Comuni di Castelmezzano, Pietrapertosa e Accettura, di Basilicata Creativa, APT Basilicata, FEEM e RENOVO. L’obiettivo è consolidare un modello innovativo di turismo culturale capace di attrarre nuovi pubblici e di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale delle comunità locali.Con “Il Respiro della Luce”, Castelmezzano conferma la propria vocazione a essere non solo una delle destinazioni più affascinanti della Basilicata per gli amanti della natura e dell’avventura, ma anche un laboratorio di innovazione culturale dove le nuove tecnologie diventano strumenti di racconto, partecipazione e valorizzazione del territorio.
La FCI sceglie Matera, Bardi: «Il ciclismo può rendere la Basilicata protagonista a livello nazionale»
Accordo Apt-Federazione Ciclistica, Sarli: «Un'opportunità importante per la regione»
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arà Matera ad accogliere, il prossimo 5 e 6 settembre, la riunione del Consiglio Federale della Federazione Ciclistica Italiana (FCI), un appuntamento di rilievo nazionale che si inserisce nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto tra la Federazione e l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata.L’annuncio è stato reso noto dall’Apt a margine dell’incontro che si è svolto questa mattina tra il direttore generale dell’Agenzia, Margherita Sarli, il segretario generale della FCI, Marcello Tolu, e il vicepresidente federale, Carmine Acquasanta. L’accordo tra le due realtà prevede una serie di inizia-
tive che saranno illustrate nelle prossime settimane e che puntano a valorizzare il territorio lucano attraverso il ciclismo e gli eventi sportivi di rilevanza nazionale.«La collaborazione con la Federazione è anzitutto una collaborazione d’intenti – ha dichiarato il direttore generale dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli –. Durante l’incontro odierno abbiamo condiviso la volontà di lavorare a ulteriori iniziative di prestigio nazionale proprio in occasione del Consiglio Federale di settembre. Matera rappresenta un palcoscenico ideale per promuovere queste attività».Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della
Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per la promozione del territorio.«C’è una crescente attenzione nazionale verso la nostra regione grazie ad eventi come questo – ha affermato Bardi –. Il ciclismo rappresenta un modo autentico di vivere e scoprire i territori e la Basilicata può diventare sempre più protagonista dei grandi appuntamenti sportivi italiani. Continuiamo a investire nello sport come leva di promozione, benessere e sviluppo, convinti che manifestazioni di questo livello contribuiscano a rafforzare il posizionamento della Basilicata sulla scena na-
zionale».L’appuntamento di settembre rappresenterà dunque non solo un importante momento istituzionale per il movimento ciclistico italiano, ma anche
un’opportunità per promuovere le eccellenze paesaggistiche, culturali e turistiche della Basilicata davanti a una platea nazionale.
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Basilicata 24 ore
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Ispettori del lavoro e Carabinieri hanno verificato circa 50 addetti nel Potentino: 4 attività sospese e sanzioni per oltre 33mila euro
Controlli in aziende e locali, trovati sei lavoratori in nero POTENZA. Nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro irregolare e di tutela dei diritti dei lavoratori, gli ispettori del lavoro insieme ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) di Potenza-Matera hanno effettuato, nell’ultimo periodo, diversi controlli presso attività commerciali operanti nei settori del commercio e dei pubblici esercizi, nonché presso aziende del settore agricolo. Nel corso delle verifiche sono stati identificati circa 50 lavoratori, di cui 12 irregolari e 6 impiegati “in nero”, ovvero privi di regolare contratto di lavoro. A seguito degli accertamenti, sono stati adottati quattro provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, di cui 3 per superamento della soglia del 10% di lavoro nero, ed uno per gravi violazioni di sicurezza, in quanto è stata riscontrata la totale assenza della valutazione dei rischi. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 15.000 euro; inoltre, per le violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro mirate a prevenire gli infortuni, i Carabinieri hanno notificato le rela-
DOMANI INCONTRO ALL’UNIVERSITÀ A POTENZA
Notai-Guardia di finanza, patto contro il riciclaggio
tive prescrizioni nei confronti di 8 datori di lavoro per un importo complessivo di oltre 18.000 euro. In particolare, le violazioni contestate si riferiscono al mancato rispetto delle scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria, alla mancata formazione dei lavoratori sulla sicurezza e, in un caso, alla totale assenza della valutazione dei rischi. L’operazione rientra in un
più ampio piano di controlli mirati nei settori maggiormente esposti al fenomeno del lavoro sommerso, con l’obiettivo di garantire condizioni lavorative regolari, dignitose e sicure. Il rispetto delle normative sul lavoro, infatti, rappresenta non solo un obbligo di legge, ma anche un principio fondamentale per la tutela della legalità e dei diritti dei lavoratori.
POTENZA. Antiriciclaggio e protezione dei dati sensibili saranno al centro dell’incontro di studi in programma domani 12 giugno, dalle 9.30 alle 18, nell’Aula Magna dell’Università della Basilicata, nel plesso ex Enaoli. L’iniziativa è organizzata dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Potenza, Lagonegro, Melfi e Sala Consilina e dal Comando Regionale Basilicata della Guardia di Finanza.Ai lavori prenderanno parte il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Vito Pace, il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, Francesco Basentini, il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale di brigata Crescenzo Sciaraffa, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, Francesco Bonito Oliva, e il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Potenza, Fabio Santarcangelo.Nel corso della giornata saranno approfonditi i temi della prevenzione del riciclaggio, della tutela dei dati personali e delle più recenti evoluzioni normative. Prevista inoltre la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Notariato e Guardia di Finanza per rafforzare la collaborazione nelle attività di prevenzione e contrasto degli illeciti economico-finanziari.
Colucci denuncia il ricorso a part-time e contratti a termine nel trasporto pubblico locale e chiede percorsi di stabilizzazione
Tpl lucano, la Fit Cisl: «Basta lavoro precario» POTENZA. Nel trasporto pubblico locale lucano continua a crescere il ricorso a contratti parttime e a tempo determinato, una situazione che la Fit Cisl Basilicata definisce «paradossale e profondamente ingiusta». A lanciare l’allarme è il segretario generale Sebastiano Colucci, che denuncia una gestione degli organici distante dalle esigenze del servizio e dai diritti dei lavoratori. Secondo il sindacato, mentre numerosi dipendenti continuano a lavorare con contratti a tempo parziale, spesso garantendo una disponibilità superiore all’orario previsto, i pensionamenti del personale assunto a tempo pieno vengono compensati con nuove assunzioni part-time. Una scelta che, secondo Colucci, riduce il
monte ore complessivo e alimenta condizioni di precarietà economica e professionale. La Fit Cisl evidenzia inoltre il frequente utilizzo dei contratti a termine nelle aziende che gestiscono servizi pubblici essenziali. Per il sindacato si tratta di attività strutturali e continuative che dovrebbero garantire prospettive occupazionali stabili. «Non è accettabile che lavoratori che da anni garantiscono collegamenti, servizi e mobilità per migliaia di cittadini continuino a vivere nell’incertezza del rinnovo periodico del contratto», afferma Colucci. La richiesta è quella di valorizzare il personale già in servizio, incrementando le ore dei lavoratori part-time e favorendo percorsi di stabilizzazione. Per la Fit Cisl Basilicata
la qualità del lavoro e il rispetto della contrattazione rappresentano condizioni indispensabili anche per assicurare servizi più efficienti ai cittadini. «È una bat-
taglia di giustizia sociale che riguarda non soltanto i lavoratori del settore, ma anche il futuro del trasporto pubblico locale», conclude il segretario regionale.
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A CRONA-CHI? Il criminologo Pierluigi Martoccia e Giuseppe Bray del nucleo cinofili lucano
Caso Scarascia, le indagini proseguono tra analisi del DNA e lavoro dei cinofili DI ANNA TAMMARIELLO
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onostante il riserbo degli investigatori e l'assenza di novità ufficiali negli ultimi giorni, le indagini sull'omicidio di Nicola Scarascia proseguono senza sosta. A fare il punto della situazione nella trasmissione televisiva di Cronache Tv, “Crona-Chi?”, condotto dal giornalista Fabio Amendolara, sono stati il criminologo Pierluigi Martoccia e Giuseppe Bray, responsabile del gruppo cinofili che ha preso parte alle ricerche fin dalle prime ore successive alla scomparsa dell'uomo. Martoccia ha innanzitutto sottolineato come la mancanza di aggiornamenti pubblici non significhi che l'attività investigativa si sia fermata. «Le indagini stanno andando avanti. Lo fanno nel riserbo per non dare vantaggi all'autore del delitto. Si sta facendo un lavoro certosino e le analisi delle telecamere della zona potrebbero rappresentare una chiave di volta», ha spiegato il criminologo. Al centro dell'attenzione degli investigatori ci sono infatti diversi elementi ancora da chiarire. Scarascia era arrivato da poco a Policoro dalla Germania insieme alla famiglia e la sua permanenza in città sarebbe dovuta essere temporanea. Dopo un prelievo di denaro, dell'uomo si sono perse le tracce fino al tragico ritrovamento del corpo in una zona appartata ma non particolarmente distante dal centro abitato. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, un ruolo importante nelle indagini potrebbe essere svolto da un'automobile sequestrata dagli inquirenti. Proprio su questo aspetto si concentra una delle principali piste investigative. «L'auto potrebbe essere una chiave di volta - ha affermato Martoccia -. Se venissero trovate tracce riconducibili alla vittima, sarebbe un elemento investigativo di grande importanza da inserire nel quadro complessivo degli indizi». Determinanti potrebbero rivelarsi anche gli esami scientifici. Le indiscrezioni emerse dall'autopsia farebbero riferimento a una morte provocata da soffocamento, elemento che rafforza l'ipotesi dell'omicidio e indirizza ulteriormente il lavoro degli investigatori. «Ormai c'è un esame che può indirizzare meglio le indagini ed è quello relativo al DNA ha spiegato Martoccia -.Bisogna verificare se sul corpo o su altri elementi utili siano rimaste tracce biologiche capaci di fornire indicazioni importanti». Accanto al lavoro scientifico continua ad assumere un ruolo rilevante
anche l'attività svolta dalle unità cinofile molecolari. Giuseppe Bray ha raccontato alcuni aspetti delle ricerche, pur senza entrare nei dettagli coperti dal segreto investigativo. «Siamo stati attivati già dalla mattina successiva alla scomparsa. Abbiamo raggiunto immediatamente il posto e abbiamo lavorato in stretta collaborazione con l'Arma dei Carabinieri - ha dichiarato - . Per noi intervenire rapidamente è fondamentale perché il trascorrere del tempo può compromettere elementi utili alla ricerca». Bray ha evidenziato il supporto ricevuto dagli investigatori e la professionalità dimostrata durante tutte le operazioni. «Ci è stato messo a disposizione tutto ciò che serviva per lavorare con i cani nelle migliori condizioni possibili. Questo ci ha consentito di operare tempestivamente e con efficacia». Pur evitando di entrare nel merito dei risultati ottenuti, il responsabile dei cinofili ha confermato che il contributo delle unità molecolari è stato significativo. «L'importanza del lavoro svolto dai nostri cani si capirà pienamente alla conclusione delle indagini. Posso dire che il loro contributo è stato importante sia nelle fasi iniziali sia in quelle successive delle ricerche».Nel corso della trasmissione è stato inoltre spiegato il funzionamento delle ricerche con i cani molecolari. Le attività prendono avvio dall'ultimo punto certo in cui la persona scomparsa è stata vista. Da lì i cani seguono le tracce olfattive che vengono poi verificate attraverso altri elementi investigativi, come testimonianze, immagini delle telecamere e riscontri tecnici.«I cani individuano una traccia, ma questa deve essere sempre confermata da ulteriori attività investigative - ha precisato Martoccia - .Per questo il loro lavoro diventa parte integrante dell'attività di polizia giudiziaria». Bray ha ricordato anche il grande impegno richiesto ai volontari che partecipano alle operazioni di ricerca.«Oltre al lavoro sul campo, dobbiamo redigere relazioni tecniche e fornire tutte le informazioni richieste da chi conduce le indagini. Lo facciamo da volontari, ma con il massimo della professionalità». Un riconoscimento è stato infine rivolto a tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche, dai volontari alle forze dell'ordine, fino alla polizia locale che ha supportato le operazioni sul territorio. Mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e indi-
__Nicola Scarascia
__Giuseppe Bray a Crona-chi?
__Pierluigi Martoccia a Crona-chi? viduare eventuali responsabilità, l'attenzione resta concentrata sugli esami scientifici, sulle analisi delle immagini di videosorveglianza e sui possibili riscontri
biologici. Elementi che potrebbero contribuire a sciogliere i numerosi interrogativi che ancora avvolgono il caso Scarascia.sserci traccia.
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«Continueremo ad assicurare tempestivamente i farmaci salvavita, le terapie croniche e i medicinali oncologici a tutti i cittadini»
Spesa farmaceutica, Latronico: «La priorità rimane la garanzia del diritto alla salute» «I
n merito ai recenti dati emersi dal monitoraggio ufficiale dell’Agenzia Italiana del Farmaco relativi alla spesa farmaceutica nei primi undici mesi dell’anno 2025, si ribadisce che la priorità della programmazione sanitaria lucana rimane la piena garanzia del diritto alla salute, assicurando tempestivamente i farmaci salvavita, le terapie croniche e i medicinali oncologici a tutti i cittadini». Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. «Il superamento del tetto di spesa per gli acquisti diretti non costituisce un’anomalia lucana – spiega l’assessore – ma riflette
fedelmente una dinamica strutturale che investe l’intero territorio nazionale. L’andamento della nostra Regione è in linea con la media italiana. I dati complessivi dell’Agenzia confermano che la quasi totalità delle Regioni italiane si trova nella medesima condizione di superamento dei budget programmati, a testimonianza di una pressione diffusa sui costi legata principalmente all’introduzione di terapie ospedaliere sempre più avanzate ed efficaci, ma fortemente onerose». «I numeri pubblicati dall’Aifa – prosegue Latronico – ci pongono davanti a una sfida che accomuna tutto il sistema sanitario nazionale. L’incremento dei costi
nel settore dei farmaci acquistati direttamente dalle strutture ospedaliere è dettato dalla scelta etica e scientifica di mettere a disposizione dei nostri pazienti farmaci di ultima generazione, terapie oncologiche e farmaci salvavita. Il diritto alla salute di ogni cittadino viene prima di qualsiasi rigidità contabile». «Il nostro impegno è governare i processi della spesa farmaceutica attraverso l’appropriatezza prescrittiva, i tavoli di monitoraggio con i direttori generali e la verifica del recepimento delle note Aifa. La stabilità del nostro sistema sanitario non è a rischio – conclude l’assessore – le aziende sanitarie regionali continueranno a operare
per garantire ad ogni paziente lucano l’accesso immediato alle cure disponibili, tutelando la centralità della persona all’interno del sistema sanitario regionale».
«Finalmente, sono state accolte le nostre richieste al Direttore Generale Spera» «SCELTA STRATEGICA PER L’ORGANIZZAZIONE»
Cisl Fp: «Bene l’assunzione Crob, Uil Fp: «Stabilizzazione del di 20 infermieri al San Carlo» personale segnale di visione»
A
ll’indomani della nomina a Direttore Generale A.O.R. San Carlo dell’Ing. Giuseppe Spera, la Cisl Funzione Pubblica di Basilicata nell’augurare buon lavoro per la nuova nomina, aveva chiesto formalmente, anche a mezzo stampa, tra le altre cose, di attivare in tempi brevissimi le nuove strutture previste nell’atto aziendale che avrebbero di assumere altro personale, ma soprattutto di completare rapidamente l’opera di rafforzamento del personale e di continuare a contrastare il problema delle liste d’attesa. Il Segretario Generale Giuseppe Bollettino ed il Segretario Generale Aggiunto Pierangelo Galasso, prendono atto che in poco più di un mese sono state già attivate le procedure per selezionare i Direttori di tre nuove Unità Operative Complesse, Fisiopatologia
Respiratoria e Riabilitazione Polmonare, Chirurgia d’Urgenza e Terapia del Dolore, ma soprattutto la delibera di assunzione di 20 infermieri da assegnare ai diversi presidi dell’Azienda e la pubblicazione delle graduatorie delle stabilizzazioni. E proprio sulle stabilizzazioni, la Cisl chiede di procedere immediatamente alle assunzioni utilizzando per intero le graduatorie pubblicate, così sarà possibili assumere altri Fisioterapisti, Infermieri, Oss, 1 Ostetrica, 1 tecnico Sanitario di Radiologia Medica, 1 Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico e 4 nuovi Dirigenti (Ingegnere, Farmacista, Psicologo e Amministrativo); l’immissione in ruolo di questo nuovo personale consentirà di riprendere le procedure di mobilità tra i vari Presidi dell’Azienda e all’interno di Ognuno di essi. Si chiede anche di dare
avvio alle assunzioni degli OSS che sono stati già sottoposti a visita medica e che, in attesa dell’apertura delle nuove Unità Operative, potrebbero essere utilizzati per favorire la fruizione delle ferie estive che inizieranno tra qualche giorno. Proprio in previsione delle ferie estive si chiede di valutare ulteriori possibilità assunzionali fino alla saturazione del tetto di spesa del personale, attraverso lo scorrimento di graduatorie concorsuali esistenti. Per quanto riguarda le liste di attesta, si apprezzano i progetti di contenimento dei tempi di attesa che hanno portato all’esecuzione di sedute operatorie aggiuntive di sabato mattina e si chiede di autorizzare tutti quei progetti che vanno nella stessa direzione e che potrebbero consentire di ridurre ulteriormente le liste d’attesa chirurgiche, ambulatoriali e della radiologia. Se si vogliono erogare servizi di qualità è indispensabile continuare ad investire sull’assunzione di personale e sulla sua valorizzazione perché la Sanità, come tutta la pubblica amministrazione, è fatta dalle persone per le persone, e senza risorse non si possono erogare servizi a misura di cittadino.
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a UIL FP Potenza e Basilicata esprime soddisfazione per la pubblicazione delle graduatorie relative alle procedure di stabilizzazione presso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, un risultato atteso da tempo da numerosi lavoratori che negli anni hanno garantito con professionalità, competenza e spirito di sacrificio il funzionamento dei servizi e la qualità dell’assistenza erogata ai pazienti. La conclusione di questo importante passaggio rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto da tanti professionisti che hanno contribuito alla crescita dell’Istituto e alla sua affermazione quale punto di riferimento nel panorama sanitario regionale e nazionale. La stabilizzazione del personale non è soltanto una risposta alle legittime aspettative dei lavoratori, ma costituisce una scelta strategica per rafforzare l’organizzazione, consolidare le competenze e garantire continuità assistenziale. La UIL FP rivendica inoltre con soddisfazione l’applicazione della normativa che ha consentito l’ammissione alle procedure di stabilizzazione anche del personale in aspettativa per diverso ruolo. L’approssimarsi del periodo estivo rende ancora più urgente il potenziamento del personale. Garantire adeguate dotazioni organiche significa assicurare la continuità assistenziale, tutelare il diritto alle ferie degli operatori e ridurre il peso dei carichi di lavoro che da troppo tempo gravano sul personale sanitario.
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Potenza
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POTENZA La denuncia di un residente: «È insostenibile. Ogni estate lo stesso copione, non c’è nessun rispetto nè senso civico»
Vandalismi e scorribande: notti “folli” in piazza Albino Pierro POTENZA. Auto con stereo a volume assordante, motorini con marmitte modificate che trasformano le strade in una pista improvvisata. A Piazza Albino Pierro nel rione Macchia Giocoli a Potenza va in scena l’ennesimo spettacolo di degrado: giovani che sfrecciano e gareggiano come se nulla fosse a notte fonda, ignorando il diritto al riposo dei residenti e qualsiasi regola di convivenza civile. Piazza Albino Pierro non è nuova ad episodi del genere così come non lo sono altre zone della città dove la movida impazza. A denunciare l’accaduto è un cittadino che sui social racconta quanto avvenuto qualche sera fa. Secondo la testimonianza, un gruppo di giovani avrebbe trasformato l’area in una sorta di circuito improvvisato per gare con motorini e auto. «Era l’una di notte», racconta il residente. «C’erano auto con lo stereo a palla e motorini con
marmitte modificate. Gareggiavano come se nulla fosse. Il rumore era tale che nemmeno gli infissi con isolamento acustico riuscivano ad attenuarlo.» Continuando con lo sfogo, riferisce di aver contattato i numeri di emergenza per segnalare la situazione ma senza alcun risultato. «Cosa avrei dovuto fare a quel punto? - si interroga - Litigare con i ragazzi che facevano confusione? Scendere in strada e affrontarli personalmente? Oppure mettermi i tappi alle orecchie e lasciarli gareggiare fino a notte fonda?». Una situazione non più sopportabile, anche perchè non si tratterebbe, sempre a detta del residente, di un episodio isolato ma di una situazione che si ripete con regolarità durante il periodo estivo: «Ogni estate assistiamo allo stesso copione, vandalismi al campo di calcio, scorribande notturne, schiamazzi e totale assenza di senso civico. Ci
dobbiamo davvero rassegnare all’inciviltà e al degrado?» Parole dure che chiamano in causa anche il tema della sicurezza urbana. «Se in una città capoluogo, per quanto piccola, il piano sicurezza non fun-
ziona, allora qualcuno non sta facendo il proprio lavoro. Già viviamo con la paura dei furti in appartamento. Ora dobbiamo anche rinunciare al diritto di riposare tranquillamente nelle nostre case?». Infine assicura: «Conti-
nuerò a farlo, anche fuori dai social e, se necessario, nell’anonimato. Perché la tutela della sicurezza personale, oggi, non posso più darla per scontata. La rassegnazione non è un’opzione.» ROSAMARIA MOLLICA
POTENZA L’associazione ha creato una rete di quartieri: accompagnamento fisico, supporto remoto e una piattaforma controllata per coordinarsi
Dal Centro Storico a Macchia Romana: “Non Sei Sola” mappa la città per la sicurezza delle donne
rasformare la paura in compagnia, l’isolamento in rete e la vulnerabilità in partecipazione attiva. È con questo obiettivo che la community “Non Sei Sola Poten-
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za” annuncia la nascita dei nuovi gruppi di quartiere, un’evoluzione del progetto dedicato alla sicurezza femminile che punta a creare una presenza capillare sul territorio attraverso la solidarietà tra cittadine. L’iniziativa, che ha già raccolto l’adesione di numerose donne della città, si struttura ora in vere e proprie “Reti di Quartiere”, coinvolgendo diverse aree urbane, dal Centro Storico a Macchia Romana, da Rione Verderuolo a Poggio Tre Galli. L’obiettivo è costruire una mappatura diffusa della città e favorire collegamenti diretti tra donne che vivono, lavorano o frequentano le stesse zone. Il progetto si basa su un sistema semplice, sicuro e orientato alla collaborazione reciproca. Attraverso una piattaforma controllata, le partecipanti possono coordinarsi per condividere tragitti e spostamenti, offrendo o richiedendo compagnia durante il percorso, sia nelle ore serali che durante il giorno. Tra le novità introdotte vi è anche la creazione dei cosiddetti “Punti Fissi”, luoghi pubblici, ben illuminati e frequentati, individuati direttamente dalle cittadine tramite consultazioni interne. Questi punti diventeranno i riferimenti ufficiali dei singoli quartieri da cui partire per le camminate condivise. Accanto all’accompagnamento fisico, il progetto prevede anche un servizio di accompagnamento remoto: quando non è possibile or-
ganizzare un incontro di persona, le volontarie possono offrire supporto tramite videochiamata fino all’arrivo in sicurezza presso la propria abitazione. Alla base dell’iniziativa vi è la convinzione che la sicurezza non debba essere considerata un privilegio, ma un diritto da garantire attraverso la partecipazione e la collaborazione della comunità. «I gruppi di quartiere non servono soltanto a evitare che una donna cammini da sola», spiegano dalla community. «Vogliamo creare una comunità attiva che si prenda cura del territorio, accorciando le distanze tra le persone e contrastando l’isolamento sociale. Non rispondiamo più a singole richieste in privato: oggi siamo una rete organizzata, visibile e presente sul territorio». Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti della tutela e della privacy. L’accesso ai gruppi di quartiere è infatti sottoposto a procedure di verifica e autorizzazione da parte delle amministratrici, al fine di garantire un ambiente sicuro e protetto per tutte le partecipanti. Con la nascita delle Reti di Quartiere, “Non Sei Sola Potenza” compie così un nuovo passo verso un modello di cittadinanza attiva che mette al centro la solidarietà femminile, la presenza sul territorio e il sostegno reciproco come strumenti concreti per migliorare la sicurezza urbana.
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Potenza
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Dai telai recuperati dell’ex Istituto d’Arte ai laboratori per le nuove generazioni, il progetto punta a preservare e diffondere un sapere che rischia di scomparire
Telaio 26, l’arte della tessitura torna tra tradizione, passione e condivisione DI FRANCESCO MENONNA
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alorizzare l’artigianato attraverso attività semplici ma ricche di significato, facendo leva sull’impegno e sulla passione di un gruppo affiatato. Far rivivere la nobile arte della tessitura grazie al lavoro di squadra e alla condivisione delle competenze. Sono questi gli obiettivi di Telaio 26, associazione potentina che ha scelto l’artigianato come strumento di aggregazione sociale e culturale.Promotrici del progetto sono Annamaria Restaino e Maria Misuriello, ex alunne del Liceo Artistico di Potenza, istituto che ha deciso di dismettere i telai utilizzati durante le attività didattiche di tessitura, contribuendo concretamente alla nascita dell’associazione. Il recupero dei telai, la filatura, la cardatura e altre lavorazioni tradizionali rappresentano oggi il cuore delle attività del gruppo, grazie anche alla collaborazione della docente Maria Rosa Troilo.Da questa esperienza è nata l’associazione, che ha avuto inizialmente sede in piazza Don Pinuccio Lattuchella, nei pressi della chiesa di Santa Cecilia, grazie alla disponibilità della Caritas Diocesana. Da alcuni mesi, invece, le attività si svolgono nei locali dell’Istituto Principe di Piemonte, in via Padre Minozzi, sempre grazie alla disponibilità dei responsabili della struttura.Tra una tazza di tè, una tisana, un caffè e qualche biscotto, le socie lavorano quotidianamente per valorizzare il settore artigianale, puntando sulla
qualità delle produzioni, sulla determinazione e sulla volontà di tramandare un sapere antico che rischia di andare perduto.Nel corso degli anni sono stati organizzati numerosi laboratori dedicati ai bambini, diventati il simbolo della volontà di trasmettere alle nuove generazioni la passione per la tessitura, la filatura e la cardatura. Il gruppo è composto da Annamaria Restaino, Maria Rosa Troilo, Maria Misuriello, Alessandra Ferrante, Carmela Prete, Vittorio Rabasca e Marcella Laurita.Abbiamo incontrato le socie dell’associazione durante una delle attività di manutenzione e pulizia dei telai. La presidente Annamaria Restaino ha raccontato la nascita del progetto, le difficoltà affrontate e gli obiettivi futuri.Perché avete scelto il nome Telaio 26?«Questo nome è nato mentre stavamo pulendo i telai che ci erano stati concessi in comodato d’uso dall’ex Istituto Statale d’Arte. In quel momento mi è tornato in mente un sogno fatto la notte precedente, nel quale suggerivo di chiamare l’associazione “Telaio 26”. Mi chiedevo il motivo di quel numero e, mentre ne parlavo, mi sono accorta che stavo pulendo un mio vecchio telaio. Era firmato da me e riportava proprio il numero 26. Quel nome è rimasto, quasi fosse una premonizione, e abbiamo capito che funzionava perfettamente».Quali attività svolge l’associazione?«All’inizio abbiamo cercato di capire come proporre questa attività sul territorio. Ci siamo interrogati se puntare soprattutto sul-
l’aspetto tecnico e sulla continuità con il percorso scolastico oppure sulla conoscenza storica e laboratoriale. Abbiamo iniziato così a esplorare diverse strade e ancora oggi continuiamo a lavorare su questi aspetti».Da chi è composta l’associazione?«L’associazione è composta attualmente da otto soci, tra cui tre maestre d’arte. Con noi c’è anche la nostra insegnante di tessitura, che rappresenta una vera mentore. Possiede una grande esperienza maturata sia in ambito familiare sia attraverso percorsi di formazione specifici svolti a Firenze».Avete incontrato difficoltà in questi anni?«Molte. La principale è stata far conoscere il nostro lavoro. La tessitura è un’attività che nel tempo è stata dimenticata e oggi manca quasi del tutto una memoria storica diffusa, non solo a Potenza ma in gran parte della Basilicata».Fino a qualche mese fa eravate ospitati in piazza Lattuchella. Cosa è cambiato?«Gli spa-
zi ci erano stati concessi in comodato d’uso dalla Caritas nell’ambito di un progetto di collaborazione. Successivamente quel percorso non è andato avanti e abbiamo dovuto trovare una nuova sede».Quali sono le prospettive future?«La nostra prospettiva è semplice: continuare a far conoscere questa bellissima arte in tutte le sue sfaccettature, da quelle storiche a quelle laboratoriali, creative e artistiche. Questo resta il nostro obiettivo principale».Cardatura, filatura e poi? Come si svolge il vostro lavoro quotidiano?«Ci occupiamo di cardatura, tessitura, realizzazione di tappeti e anche di stampa su tessuto. Sono attività che portiamo avanti ogni giorno con grande passione».Tra tradizione e innovazione, Telaio 26 continua così a custodire e tramandare un patrimonio di conoscenze artigianali che rappresenta una parte importante della storia e dell’identità culturale del territorio lucano.
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Provincia
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La strada è chiusa da aprile. Il Comune non attende oltre e procede con asfaltatura d'urgenza e risorse per la messa in sicurezza strutturale
Frana sulla S.S.168, Venosa attiva soluzione temporanea L
a frana che ha interessato la Strada Provinciale ex S.S. 168 continua a rappresentare una ferita aperta per la mobilità di Venosa. Cittadini, lavoratori e imprese affrontano da settimane disagi concreti, mentre la viabilità rimane compromessa. Ma il Comune guidato da Franco Mollica ha deciso di far fronte all'emergenza. Pur riconoscendo lo stanziamento della Regione Basilicata in favore della Provincia per la riapertura di una corsia, l'Amministrazione comunale ha compreso che le procedure tecniche e amministrative necessarie alla progettazione e all'esecuzione delle opere richiederanno tempi incompatibili con le esigenze immediate del territorio. Per questa ragione, il Comune di Venosa ha deciso di agire con determinazione, attivando due distinti canali di intervento. «Il primo riguarda una perizia di variante nell'ambito dei lavori di mitigazione del dissesto idrogeologico sul Vallone Riale. - così come fanno sapere dalla Casa comunale - Questo intervento consentirà l'allargamento del tracciato esistente e la predisposizione del fondo stradale, creando le condizioni per una circolazione più agevole». «Il secondo - prosegue - consiste in un intervento di somma urgenza attraverso il quale il Comune procederà all'asfaltatura del
percorso, rendendolo percorribile dal traffico veicolare leggero. In questo modo sarà possibile bypassare l'area interessata dalla frana, garantendo un collegamento alternativo in entrata e in uscita dalla città». «Si tratta di una soluzione temporanea, ma necessaria», sottolinea l'Amministrazione, «pensata per alleviare concretamente i disagi che da settimane stanno affrontando cittadini, lavoratori e attività economiche». Contestualmente, il Comune sta lavorando alla rimodulazione di una scheda progettuale del valore di circa 2 milioni di euro nell'ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Queste risorse saranno messe a disposizione della Provincia affinché possano concorrere alla realizzazione dell'intervento definitivo. È su questo fronte che si gioca la vera partita della sicurezza. Le opere attualmente programmate consentiranno esclusivamente una riapertura parziale e temporanea della viabilità. La soluzione strutturale richiederà invece un progetto complessivo di messa in sicurezza che interessi non solo la sede stradale, ma anche il versante sovrastante, dove sono presenti abitazioni che necessitano della massima attenzione e tutela. «Come Amministrazione stiamo facendo e continueremo a fare tutto quanto è nelle nostre possibi-
lità per accelerare ogni procedura, reperire ulteriori risorse e collaborare con tutti gli enti coinvolti», assicura il Comune. L'obiettivo è unico e chiaro: restituire ai cittadini una viabilità sicura, efficiente e definitiva. Ai residenti viene chiesto ancora un po' di pazienza, ma con l'assicurazione del massimo impegno e di una costante informazione sull'avanzamento delle attività.
Perché se è vero che le soluzioni immediate alleggeriranno i disagi, è altrettanto vero che Venosa non può permettersi di fermarsi: la strada verso la normalità passa attraverso interventi concreti e risorse dedicate. La frana sulla S.S. 168 non sarà risolta in pochi giorni, ma l'Amministrazione ha dimostrato di non voler attendere passivamente i tempi della burocrazia.
Il consigliere di San Fele di FdI Russo: «Chiudere la strada sarebbe un fallimento per la Provincia di Potenza»
La mostra di Noviello “Persone e Personaggi” racconta il viaggio di chi ha fatto l’America
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arà inaugurata domani alle ore 18,00 presso la Galleria Civica di Potenza, la Mostra fotografica dedicata alla città capoluogo , dal titolo: “Persone e personaggi”, realizzata da Vittorio Noviello e rientrante nel cartellone di Estate in Città del Comune di Potenza. Una iniziativa sostenuta dal Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e dalla C.I.Im. (Confederazione Italiani nel Mondo), per le caratteristiche del protagonista principale dell'evento, il fotoreporter Vittorio Noviello. Vittorio Noviello (Rivello, 1951) emigra con la sua famiglia in Argentina dall’età di due anni. Nel 2018 si trasferisce definitivamente a Potenza, tornando nella sua terra d’origine. In Argentina inizia il proprio
percorso professionale come fotografo e successivamente diventa imprenditore nel settore della grafica e della stampa digitale “on demand”. Frequenta l’Accademia di Belle Arti nella città di Rosario, maturando la propria formazione artistica attraverso il confronto con diversi maestri pittori e fotografi, esperienza che contribuirà a sviluppare una sensibilità espressiva presente nelle sue opere fotografiche e pittoriche. Il suo è un rientro, una di quelle “ritornanze” di cui spesso parliamo nel presentare la volontà dei nostri emigranti di essere riconosciuti a pieno titolo nella terra di origine. Nel corso degli anni partecipa a varie mostre collettive e realizza progetti espositivi personali,
tra cui la rassegna fotografica multimediale, itinerante tra Argentina e Uruguay, “Fare l’America” un viaggio retrospettivo sull’emigrazione italiana. In seguito realizza nella città di Rosario “Movimento Tango” e “Fotografie Pittoriche”. “Persone e Personaggi di Potenza” rappresenta la sua prima mostra personale in Italia e attraverso il linguaggio dell’immagine, racconta un percorso di ritorno alle proprie radici e di riconnessione con la propria identità. Nel corso della sua attività ha sviluppato un’esperienza che unisce fotografia, progettazione grafica e narrazione visiva, con particolare attenzione al valore umano, alle storie personali e alla capacità dell’immagine di raccontare l’anima delle persone.
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Matera e provincia
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Stefano Melodia: «L’amministrazione ha garantito stabilità e continuità d’azione, ora avanti con gli impegni per Matera»
Nicoletti, un anno alla guida Per FdI un bilancio positivo MATERA. A un anno dall’insediamento del sindaco Antonio Nicoletti, Fratelli d’Italia Matera traccia un primo bilancio dell’attività amministrativa svolta alla guida della città, evidenziando i risultati raggiunti e le prospettive ancora da sviluppare nei prossimi anni di mandato.Secondo il coordinatore cittadino Stefano Melodia, i primi dodici mesi sono stati caratterizzati da un lavoro svolto in un contesto politico e istituzionale particolarmente complesso, segnato da criticità pregresse e da una situazione amministrativa che richiedeva interventi immediati e capacità di mediazione. In questo scenario, l’amministrazione guidata da Nicoletti avrebbe garantito continuità nell’azione di governo e stabilità istituzionale, ponendo al centro dell’attività amministrativa gli interessi della comunità materana.Tra gli aspetti evidenziati dal partito figurano l’avvio e il consolidamento di percorsi amministrativi ritenuti strategici per lo sviluppo della città. L’attenzione si è concentrata sulla valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, sul miglioramento dei servizi pubblici e sulla programmazione degli
COMMEMORAZIONE A SCANZANO JONICO
Una targa e un albero per ricordare Stamerra
investimenti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di risposta dell’ente alle esigenze del territorio. Particolare rilievo viene attribuito anche al rapporto tra istituzioni e cittadini, considerato un elemento fondamentale per favorire partecipazione e condivisione delle scelte amministrative.Fratelli d’Italia sottolinea inoltre la gestione delle dinamiche politiche interne e dei rapporti tra le diverse componenti istituzionali. La scelta di privilegiare il confronto e il dialogo rispetto allo scontro politico avrebbe consentito, secondo il partito, di mantenere un clima più sereno e costruttivo, favorendo il raggiungimento di risultati concreti nell’interesse della città.Nel documento non manca però il riconoscimento delle numerose
sfide ancora aperte. Dalle opere pubbliche alla riqualificazione urbana, dal sostegno alle attività produttive alle politiche sociali, fino ai temi della mobilità, della sicurezza e delle opportunità per le giovani generazioni, resta ampio il lavoro da completare nei prossimi anni.Per Fratelli d’Italia questo primo anniversario rappresenta soprattutto una tappa intermedia di un percorso amministrativo che guarda al futuro. Il partito conferma il proprio sostegno al sindaco Antonio Nicoletti e alla sua squadra, ribadendo la volontà di proseguire lungo una linea fondata su programmazione, responsabilità e sviluppo, con l’obiettivo di costruire per Matera prospettive durature di crescita economica, sociale e culturale.
SCANZANO JONICO. Un albero di ulivo e una targa commemorativa per ricordare Giuseppe Stamerra, cittadino di Scanzano Jonico scomparso prematuramente lo scorso anno. Si è svolta ieri pomeriggio, nel parco “Città dei Ragazzi”, la manifestazione “Per Giuseppe – Radici forti, Cuore grande”, promossa dall’associazione sportiva dilettantistica Basileus con il patrocinio del Comune.L’iniziativa, organizzata nel giorno del compleanno di Stamerra, ha visto la partecipazione dei familiari, degli amici e di numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio a una figura molto amata dalla comunità locale.«Ricordare Giuseppe proprio oggi vuole essere un modo per dichiarare pubblicamente che non lo abbiamo mai dimenticato e non vogliamo dimenticarlo», ha affermato l’assessore all’associazionismo Vincenza Natale. L’esponente della giunta ha spiegato che l’amministrazione comunale ha accolto con convinzione la proposta dell’associazione Basileus di dedicare un ulivo e una targa alla sua memoria, scegliendo il parco cittadino perché «Giuseppe era fonte di gioia inesauribile, altruismo e umanità contagiosi».Per l’assessore Natale, l’appuntamento non è stato soltanto una commemorazione, ma «un inno alla vita», nel ricordo di una persona che ha lasciato un segno profondo nella comunità.
Intesa tra Provincia di Matera e amministrazioni locali per accelerare gli interventi, Mancini: «Tempi più rapidi per i cittadini»
Lavori su strade provinciali, accordo con i Comuni MATERA. Il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha sottoscritto questa mattina un importante accordo con i sindaci di Accettura, Pietro Varvarito, Cirigliano, Marco Delorenzo, Craco, Vincenzo Lacopeta, e Stigliano, Comune capofila, Francesco Micucci, tutti centri beneficiari di risorse destinate al miglioramento della viabilità provinciale nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne – Programmazione 20212027. Nel dettaglio, l’accordo prevede che la Provincia di Matera, ente proprietario delle infrastrutture interessate, deleghi ai Comuni di Accettura, Craco e Cirigliano sia le procedure amministrative sia l’esecuzione dei lavori, attribuendo loro il ruolo di soggetti attuatori degli interven-
ti. Alla Provincia resteranno i compiti di supervisione, coordinamento e approvazione dei progetti. Gli interventi riguardano l’adeguamento della Sp 53 Accettura-Gallipoli-Ponte Balzano (terzo lotto), il miglioramento della Sp 103 in agro di Cirigliano e la messa in sicurezza della Sp 113 per Craco Vecchia. L’investimento complessivo è di circa 1 milione e 600 mila euro. «Questa modalità operativa – ha spiegato il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini – introduce un modello più snello ed efficace, condiviso con l’ente capofila, capace di accelerare i tempi di realizzazione degli interventi. Come Provincia gestiamo un numero molto elevato di progetti e, grazie a questa nuova impostazione, ogni Co-
mune potrà procedere direttamente con le attività di propria competenza, riducendo in modo significativo i tempi di risposta attesi dai cittadini, mentre la Provincia garantirà la visione d’in-
sieme e la qualità progettuale. È un passo importante per dare risposte più tempestive alle comunità e valorizzare al meglio le opportunità offerte dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne».
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MATERA L’esperto di digitalizzazione incontra imprenditori e studenti: «L’intelligenza artificiale non può essere più un’opzione»
Camisani Calzolari: «AI cruciale, chi non la adotta rischia di scomparire»
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a digitalizzazione, per un imprenditore, non è una scelta possibile ma un'evoluzione necessaria per la competitività e la sopravvivenza stessa. È quindi fondamentale imparare a utilizzarla, non solo come strumento di comunicazione interna ed esterna, ma anche per migliorare i processi produttivi e vendere di più o in nuovi mercati. In particolare, l’intelligenza artificiale è sempre più strategica in tutte le scelte. Se non saremo noi a imparare a governarla, saranno le AI a governare noi. Servono competenze ma anche consapevolezza rispetto a rischi e opportunità connessi, per evitare rischi etici e sociali. Parola di Marco Camisani Calzolari - esperto di digitalizzazione e AI - che ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi per il Governo e a supporto di realtà private, professore universitario, saggista e personaggio televisivo - che a Matera ha in-
contrato imprenditori e studenti per parlare di intelligenza strategica a supporto delle decisioni strategiche aziendali, ospite dell'evento promosso dal Cluster Lucano Automotive "Fabbrica Intelligente", "Dalle decisioni artificiali alla crescita aziendale delle PMI”. La prima lezione è sarebbe un grave errore continuare a considerare la digitalizzazione come un settore. Si tratta ormai di un processo integrato che attraversa tutti gli ambiti. Ed è anche al centro dell'impresa. Non si tratta di “mettere” l'AI nell'azienda, bensì di adottarla puntando ad aumentare la capacità produttiva sulla base di quello che già funziona. È possibile che l’intelligenza artificiale possa cancellare alcuni lavori, ma altri ne crea e soprattutto li modifica, trasformandoli in professioni di cui domani non si potrà fare a meno. Servono formazione e nuove competenze per creare profili che saranno insosti-
tuibili anche domani. Ma la paura di essere sostituiti dall’intelligenza artificiale non può essere un alibi per rimanere indietro, perché le prime figure a essere cancellate saranno proprie quelle non sanno utilizzarla. Ed è per questo che le competenze tecniche vanno accompagnate con quelle umanistiche e soprattutto con le cosiddette soft skills. L’uomo e la capacità critica di scegliere rimangono quindi centrali. Un messaggio che Camisani Calzolari ha voluto rivolgere agli imprenditori e ai manager presenti ma anche agli studenti che hanno partecipato ai lavori che si apprestano a essere i professionisti del prossimo futuro. «La preziosa presenza di Camisani Calzolari – ha commentato il presidente del Cluster Lucano Automotive, Antonio Braia – ci consente di rivolgerci a un pubblico ampio e trasversale perché la diffusione dell’intelligenza artificiale va accompagnata con
una vera e propria rivoluzione culturale. Molto spesso si pensa all’AI come fosse fantascienza e invece è già presente tra noi, in tutti gli ambiti delle nostre vite ed è importante saperla riconoscere e governare. La profonda conoscenza dei temi della digitalizzazione e delle cyber security del nostro relatore, insieme alla sua capacità espressiva efficace e diretta, ha parlato in maniera diretta a tutti i presenti facendo percepire a tutti quanto possa rivelarsi strategica a supporto delle scelte aziendali ma anche delle normali mansioni lavorative» Nel corso dell’iniziativa sono state anche presentate le attività del Digital Innovation Hub di Confindustria Basilicata, che svolge il delicato ruolo di accompagnare le imprese, in particolare le PMI, nella transizione digitale e opera per favorire la competitività del sistema produttivo regionale attraverso l’innovazione digitale.
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La Basilicata sta vivendo una grave crisi demografica, classificandosi come la regione con il più alto tasso di spopolamento in Italia
Dopo la Schlein, anche per il neo sindaco De Filippo lo spopolamento è una priorità DI VINCENZO MAIDA
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opo la visita a San Paolo Albanese (il comune più piccolo della Basilicata) il 24 maggio 2026 di Elly Schlein, per partecipare alla manifestazione nazionale “I fiori del Sud” , anche Vito De Filippo, neo sindaco di Sant’Arcangelo e già presidente della Regione Basilicata, ha annunciato che per lui lo spopolamento è una priorità e assumerà iniziative adeguate. L’evento di San Paolo Albanese, promosso dal sindaco Mosè Antonio Troiano e dalla Rete Civica Meridionale, ha avuto come temi centrali il rilancio del Mezzogiorno e, appunto, il contrasto allo spopolamento delle aree interne. In sintesi, il messaggio che è venuto fuori è stato questo: non esistono “aree marginali”;, ma territori “marginalizzati” da politiche errate. Per invertire la rotta, è stata proposta una strategia basata sulla defiscalizzazione delle attività economiche, sul miglioramento delle retribuzioni per medici e insegnanti e sul potenziamento dei servizi e della connettività. Ovviamente, sono piovute da tutte le parti critiche alle politiche del governo. In effetti siamo la regione in Italia al primo posto per precipizio demografico, con tutto quello che comporta. A questo punto, un po’ memoria storica forse non guasta. Lo spopolamento della Basilicata, dall’;Unità d’Italia ad oggi, rivela fino agli anni ’50 una fase di crescita con picco massimo storico di circa 640.000 abitanti. Nono-
stante una massiccia emigrazione verso le americhe dalla fine dell’800 agli inizi del ‘900, la nostra regione cresceva, ancora di più durante il ventennio fascista. Agli inizi degli anni ’50 eravamo 540.000, poi è iniziato un calo ininterrotto guidato dall’emigrazione e, più recentemente, da una forte crisi demografica e denatalità. Vale a dire da quando la DC l’ha governata, insieme ai partiti satelliti e al PCI nel ruolo di comprimario dall’opposizione. Cioè il PD ha le maggiori responsabilità nel ruolo di carnefice della Basilicata. La Basilicata vive una grave crisi demografica, classificandosi come la regione con il più alto tasso di spopolamento in Italia nel 2024, con un calo del -6,3 per mille, dato confermato nel 2025. Le stime ci dicono che tra qualche anno scenderemo sotto i 500.000 abitanti. Le conseguenze sono molteplici e su diversi settori, ad iniziare da quello scolastico a quello sanitario, evidenziando una scarsa attrattività lavorativa per le nuove generazioni, al commercio, etc. etc. Per contrastare questo andamento, le iniziative messe in atto. come gli incentivi per i centri storici e i bandi per attrarre nuovi residenti, per non parlare della disastrosa e costosa campagna pubblicitaria del gas gratis a chi veniva a risiedere in Basilicata, non hanno prodotto nulla. Ma quello che è più grave, non hanno neanche suscitato un serio dibattito. Ricca di corsi d’acqua, bagnata da due mari, un sottosuolo pregno di idro-
carburi e dotata di un clima mite, con caratteristiche storico-paesaggistiche che rappresentano un’enorme risorsa sottoutilizzata, la Basilicata avrebbe tutte le potenzialità per attrarre residenti. E, invece, su 131 comuni solo 12 superano i 10.000 abitanti; i restanti sono piccoli comuni dispersi su un vasto territo rio, difficilmente raggiungibili per un obsoleto sistema infrastrutturale e sempre più disabitati. Infatti, la Basilicata è la regione con la più bassa densità abitativa: 59 abitanti per kmq, a fronte di una media nazionale di 173 a/Kmq per il sud e di 143 a/Kmq per l’Italia. Agli inizi degli anni ’70, i lucani erano 640.000. Terz’ultima ultima regione per PIL (prodotto interno lordo), ultima per consumi delle famiglie, il 26% della popolazione è sotto il livello di povertà relativa (la media nazionale è dell’11% ). La percentuale degli uomini in attività è del 49,6%, quella delle donne del 34% a fronte di
una media nazionale del 58%. La percentuale di disoccupati, quella reale, supera il 22%, vale a dire più del doppio di quella nazionale. La Basilicata perde oltre 30.000 residenti ogni 10 anni, senza considerare che tantissimi, per varie ragioni, sfuggono ai dati statistici perché, pur risiedendotemporaneamente o definitivamente in altre regioni, conservano la residenza nel loro paese d’origine. Il fenomeno migratorio, accentuato nell’ultimo decennio, colpisce particolarmente i giovani scolarizzati, determinando un pericoloso depauperamento della regione sia in termini numerici che qualitativi. Si tratta dunque di una forma di emigrazione decisamente più grave di quella post unitaria, dopo il 1862 e degli anni 60-70. Allora emigravano le braccia, oggi emigrano i cervelli. Per fortuna, naufragò il progetto immigrazionista “We are the people”, sponsorizzato da Marcello Pittella e di cui
nessuno si ricorda più. Esso di fatto prevedeva il ripopolamento della Basilicata non attraverso politiche demografiche, di sostegno alle famiglie e/o alle giovani coppie, non per mezzo di politiche per il lavoro ma attraverso l’indiscriminata accoglienza di migliaia di extracomunitari per rendere la Basilicata luogo di arrivo di disperati e, di certo, anche integralisti e fanatici islamici pericolosi per l’intera nazione italiana. Oggi, la comunità straniera più numerosa è quella rumena (soprattutto donne) con il 40,5%, seguita da quella albanese (8,2%), marocchina (7,4%), nigeriana (4,5%), indiana (4,4%), cinese (3,7%) e ucraina (3,5%). I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti sono 11.806, distribuiti per lo più nella provincia di Potenza (6.315) rispetto ai 5.491 di quella di Matera. Il dato che emerge negli ultimi tempi è quello della loro emigrazione: dalla Basilicata ormai emigrano anche gli immigrati.
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Riconoscimento agli istituti protagonisti delle finali nazionali di Roma. Celebrati i risultati sportivi e il valore educativo dello sport come strumento di crescita e inclusione
Giochi della Gioventù 2026, il Consiglio regionale premia studenti e docenti lucani U
na mattinata dedicata al merito sportivo, all’impegno scolastico e ai valori dell’inclusione. Si è svolta presso la Sala Basento del Consiglio regionale della Basilicata la cerimonia di premiazione degli studenti e dei docenti che hanno rappresentato la regione alle finali nazionali delle Competizioni Sportive Scolastiche dei nuovi Giochi della Gioventù 2026, disputate a Roma dal 26 al 29 maggio.Ad accogliere le delegazioni scolastiche è stata la vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, che ha portato anche il saluto del presidente Marcello Pittella. Presenti all’iniziativa i consiglieri regionali Nicola Massimo Morea e Fernando Fortunato Picerno, il direttore generale del Consiglio Gerardo Travaglio, la dirigente generale dell’Ufficio scolastico regionale Anna Dell’Aquila, la coordinatrice dell’Usr Giovanna Molinari, il segretario regionale di Sport e Salute Matteo Trombetta e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico della Basilicata Gerardo Zandolino. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre studenti, docenti e familiari.L’evento si è aperto con l’esecuzione dell’Inno di Mameli, in un clima di particolare solennità, prima della consegna degli attestati ai protagonisti della manifestazione sportiva naziona-
le.Nel suo intervento, la vicepresidente Fazzari ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti dagli studenti lucani, evidenziando l’impegno e la determinazione con cui hanno rappresentato la Basilicata. Ha inoltre sottolineato il ruolo dello sport come strumento di inclusione, partecipazione e crescita personale, ringraziando famiglie, scuole e tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’iniziativa.Il consigliere Nicola Massimo Morea ha richiamato il ruolo fondamentale della scuola nella formazione delle nuove generazioni e l’importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche e famiglie. Ha inoltre evidenziato come i Giochi della Gioventù rappresentino un’esperienza significativa di crescita e coesione sociale, confermando l’impegno della Regione nel miglioramento delle strutture sportive scolastiche.Sulla stessa linea il consigliere Fernando Fortunato Picerno, che ha sottolineato il valore dello sport non soltanto come attività fisica, ma anche come occasione di inclusione, condivisione e costruzione del senso di comunità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a docenti e famiglie per il costante sostegno educativo offerto agli studenti.Il direttore generale Gerardo Travaglio ha evidenziato la crescente partecipazione
dei giovani alle iniziative promosse dal Consiglio regionale, considerandola un segnale positivo dell’attenzione istituzionale verso le nuove generazioni.Particolarmente apprezzato anche il contributo dell’Ufficio scolastico regionale. La coordinatrice Giovanna Molinari ha ricordato l’esperienza vissuta a Roma, definendo l’organizzazione della manifestazione paragonabile a quella di un grande evento sportivo internazionale. Ha inoltre elogiato il comportamento della delegazione lucana, distintasi per correttezza, disciplina e spirito di lealtà.La dirigente generale Anna Dell’Aquila ha invece ringraziato il Consiglio regionale per l’accoglienza riservata alle scuole e ha ri-
conosciuto il lavoro svolto da dirigenti scolastici, docenti e associazioni sportive. Un richiamo particolare è stato rivolto al valore educativo dello sport, considerato elemento centrale nella formazione dei giovani.Il segretario regionale di Sport e Salute, Matteo Trombetta, ha evidenziato la crescente collaborazione tra il mondo scolastico, quello sportivo e le istituzioni, mentre il presidente del Cip Basilicata, Gerardo Zandolino, ha ricordato l’importanza dell’inclusione e dell’educazione attraverso lo sport, richiamando anche l’esperienza maturata in ambito paralimpico.La cerimonia si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione agli studenti e ai docenti, in
un momento di forte valore simbolico che ha celebrato non soltanto i risultati ottenuti, ma anche l’impegno e il senso di appartenenza dimostrati nel rappresentare la Basilicata. Ai presenti sono state inoltre donate alcune pubblicazioni editoriali sostenute dal Consiglio regionale.Le scuole premiate sono state l’IIS «Da Vinci-Nitti» di Potenza, l’IC Busciolano di Potenza, l’IC «Bonaventura-Torraca» di Potenza, l’IIS «Einstein» di Potenza, l’IIS «Peano» di Marsico Nuovo, il Liceo «Pier Paolo Pasolini» di Potenza, il Liceo «Rosa Gianturco» di Potenza, l’IC Omnicomprensivo di Marsico Vetere e il Liceo Scientifico «Walter Gropius» di Potenza.
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LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
Appunti di realtà 11 giugno Il rumore che non mi muove! DI FABRIZIO QUARATINO
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iviamo dentro un’epoca che ha un talento particolare: trasformare tutto in rumore. Opinioni che si rincorrono, reazioni che si sovrappongono, giudizi che si moltiplicano come se la quantità potesse sostituire la verità. E più il volume aumenta, più sembra che qualcuno debba per forza dire qualcosa, anche quando non c’è nulla da dire. Eppure, c’è un punto preciso dell’essere umano in cui questo frastuono perde potere. Non viene combattuto, non viene respinto, semplicemente non trova più spazio. È come se certe onde continuassero a infrangersi… ma su una riva che non è più la stessa. Ho imparato che la reazione immediata è spesso solo un riflesso, non una scelta. E che la fretta di rispondere dice molto più di chi la subisce che di ciò a cui si risponde. Non tutto ciò che accade merita di diventare una risposta. E non tutto ciò che provoca merita di essere accolto dentro. C’è
un equivoco diffuso: credere che restare calmi significhi non sentire. In realtà è esattamente il contrario. Si sente tutto, ma non si viene più trascinati da tutto. È una differenza sottile, ma cambia completamente la direzione di una vita. Perché il punto non è evitare il mondo, ma smettere di esserne continuamente risucchiati. E questo, paradossalmente, rende tutto più nitido. Le intenzioni diventano più evidenti, le dinamiche meno confuse, le maschere meno interessanti. Fa quasi sorridere: spesso si pensa che chi non reagisce stia “perdendo qualcosa”. In realtà sta solo smettendo di regalare energia a ciò che non la merita più. E quando questo accade, il silenzio non è vuoto. È selezione. C’è una forma di disciplina invisibile nel non lasciarsi trascinare. Non è rigidità, non è chiusura, non è distacco emotivo. È presenza piena. Quella che non ha bisogno di dimostrare nulla perché non sta cercando approvazione nel rumore. E più questa pre-
senza si stabilizza, più diventa evidente una cosa quasi ironica: non è il mondo a essere più caotico, è solo che prima lo si inseguiva di più. Ora lo si osserva per quello che è, senza la necessità di entrarci dentro ogni volta. Non c’è superiorità in questo. Anzi, se proprio c’è qualcosa, è una forma di essenzialità che toglie peso. E togliere peso, a volte, è l’atto più radicale che si possa compiere in un tempo che chie-
de continuamente reazioni, schieramenti, rumore. La verità è che non tutto ciò che chiede attenzione la merita. E non tutto ciò che entra nella mente dovrebbe restarci abbastanza a lungo da diventare direzione. E allora succede qualcosa di semplice, quasi banale nella sua potenza: ciò che non è coerente con la propria centratura non riesce più a muovere davvero. Può passare, può sfiorare, può anche insistere.
Ma non trova più presa. Il resto continua a fare rumore. Continua a chiedere spazio, risposta, partecipazione. Ma non sempre ciò che fa più rumore è ciò che merita presenza. E a un certo punto la scelta diventa chiara, anche senza doverla dichiarare: non tutto ciò che accade fuori entra dentro. E non tutto ciò che entra dentro ha il diritto di restare. Il resto può anche continuare a parlare. Ma non mi muove più.
Una cerimonia nel paese natale per onorare la memoria dell’agente di pubblica sicurezza assassinato a Genova durante un attentato terroristico
Salandra ricorda Giovanni Saponara, a 50 anni dal sacrificio del brigadiere ucciso dalle Brigate Rosse SALANDRA – Una cerimonia sobria ma carica di significato si è svolta questa mattina nel cimitero di Salandra per commemorare Giovanni Saponara, brigadiere del disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, riconosciuto come «vittima del dovere» e insignito della medaglia d’oro al valor civile alla memoria.A cinquant’anni dalla sua tragica scomparsa, avvenuta a Genova nel 1976 per mano di un commando terroristico delle Brigate Rosse, la comunità salandrese ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi concittadini più illustri. Saponara perse la vita mentre svolgeva il servizio di scorta al Procuratore Generale della Repubblica di Genova, Francesco Coco, anch’egli vittima dell’attentato.Nel corso della commemorazione è stata deposta una corona di alloro sulla tomba del brigadiere, in segno di riconoscenza e memoria per il sacrificio compiuto nell’adempimento del proprio dovere.Alla cerimonia hanno preso parte il Vicario del Questore Stefania Grasso, il sindaco di Salandra Antonietta Zaccaro, il figlio del brigadiere,
Angelo Saponara, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (A.N.P.S.) e numerosi cittadini.Il momento commemorativo è stato accompagnato da una preghiera officiata dal cappellano della Polizia di Stato, don Giuseppe Tarasco, che ha ricordato il valore della memoria e dell’impegno civile incarnati dalla figura di Gio-
vanni Saponara.Il nome del brigadiere continua ancora oggi a rappresentare un simbolo di dedizione alle istituzioni e al servizio dello Stato. A lui sono infatti intitolate la Sezione della Polizia Stradale di Matera e la sezione locale dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, testimonianze concrete di un ricordo che il tempo non ha cancellato.
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giovedì 11 giugno 2026
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