GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026 • ANNO XI N. 201
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
A CRONACHE IL GIORNALISTA ANALIZZA LE ACCUSE A NETANYAHU, IL RUOLO DEGLI EMIRATI E GLI SCENARI DOPO IL VOTO
«La verità si saprà solo anni dopo» L’inchiesta di Axios riapre i dubbi sulla gestione del 7 ottobre. Negri: «La ricostruzione va verificata»
Errichetti a pag 3
I NODI RESTANO APERTI, IL CENTRODESTRA PROVA A RICOMPORRE LE TENSIONI
LEGGE ELETTORALE, TOCCA AL SENATO Bocciate le pregiudiziali di costituzionalità. La maggioranza rassicura sulle preferenze, mentre tramonta il ballottaggio. Voto finale il 15 settembre e il 28 si torna alla Camera _
AFFORDABLE HOUSING ACT
FEDERALISMO
Pepe insieme a Fontana sul palco della 2 giorni organizzata dalla Lega: «Più autonomia al Sud per ridare fiducia ai cittadini e alla politica»
Affitti brevi e i limiti imposti dall’Ue
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DI ROBERTO LAMATTINA
e volete capire perché AFD vince le elezioni in Germania e una parte sostanziale di quello che era il ceto medio vota contro i partiti tradizionali socialisti e popolari ve lo spiega oggi la Commissione Europea. Il nome già evoca i piani quinquennali di Stalin, si chiama “"Affordable Housing Act" sulla carta è una legge sull’edilizia abitativa (...)
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■ continua a pag 5
Petrolio, la guerra ideologica
Dellapenna a pag 8
MATERA
■ Servizio
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_ STIGLIANO
Riunione operativa tra Comune e Aql: focus sulle attività per la realizzazione della rete idrica in località Gannano
CAIATA E MATTIA: «MOTIVO DI ORGOGLIO PER LA BASILICATA»
Il Gen. Castello alla guida del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden”
a pag 11
Sui fondi per il bike sharing, Toto presenta un’interrogazione e il gruppo “Io Sud” commenta incredulo: «Incomprensibile»
Manco a pag 4
ENERGIA Impossibile ottenere prezzi contenuti senza aumentare le estrazioni e questo l’opposizione lo sa
■ Servizio
■ Servizio
a pag 27
_ LA RICONFERMA
Mongiello presidente dell’Ordine nazionale dei Tecnologi alimentari, Polese (Ol-Iv): «Premiata la competenza» ■ Servizio
Servizio a pag 14
a pag 16
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Italia e Mondo A Cronache il giornalista Alberto Negri analizza le accuse a Netanyahu, il ruolo degli Emirati e gli scenari dopo il voto
«La verità si saprà solo anni dopo»
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DI VITO ERRICHETTI
pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, una rivelazione di Axios torna a scuotere il caso più controverso della politica israeliana recente: Netanyahu avrebbe ricevuto avvertimenti concreti su un possibile attacco prima del 7 ottobre, e avrebbe scelto di non agire. Ne abbiamo parlato con Alberto Negri, giornalista ed editorialista che ha seguito da inviato tutte le principali guerre in Medio Oriente, per capire cosa c'è di verosimile in questa ricostruzione, perché gli Emirati restano in silenzio, e quali conseguenze politiche rischia davvero il premier israeliano. Nella sua esperienza, quanto sono frequenti i casi in cui un leader riceve un avvertimento concreto e scegli di non agire perché un attacco limitato serve a giustificare una reazione già ampiamente pianificata? «Questo è un caso eccezionale, non sempre avvengono casi di questo genere — altrimenti la storia sarebbe tutta uguale, tutta ripetitiva. Un precedente può essere il 1990, quando Saddam Hussein incontrò
l'ambasciatrice americana a Baghdad, April Glaspie, per discutere del Kuwait: sembrò quasi che lei, restando in silenzio sulla questione, desse un tacito assenso all'invasione. Anche l'interpretazione conta, in certi casi. Qui siamo di fronte a un caso molto importante, e vedremo chi dice la verità: Axios o Netanyahu, che smentisce i fatti». Perché, secondo lei, gli Emirati, pur avendo interesse a smentire pubblicamente Netanyahu, hanno scelto finora il silenzio ufficiale? «Non è vero che avrebbero interesse a smentirlo. Gli Emirati sono l'unico alleato arabo vero di Israele, sono entrati negli Accordi di Abraham. Figuriamoci se lo sceicco Bin Zayed si mette a smentire Netanyahu — anzi, probabilmente c'è una linea comune, addirittura condivisa. Noi non sappiamo cosa si dicono dietro le quinte. Lei critica da tempo la doppia morale occidentale nelle sanzioni contro Russia e Iran, ma non contro Israele». Una rivelazione come questa potrebbe incrinare la copertura politica di Washington e dell'Europa su Netanyahu?
«In realtà non ci sono conseguenze dirette legate a questa notizia. Proprio ieri, mentre veniva pubblicata su Axios, è uscito un comunicato di 12 paesi europei, guidati dalla Gran Bretagna, che prospetta sanzioni contro le colonie illegali in Cisgiordania — quindi qualcosa in effetti si muove. Tra questi non c'è l'Italia, che come al solito, nonostante i proclami sovranisti di Meloni, Salvini e Tajani, alla fine non dice nulla e resta con la coda tra le gambe». Bennett e Golan hanno subito usato l'inchiesta contro Netanyahu in chiave elettorale. Quanto pesa questa vicenda sulle elezioni del 27 ottobre? «Questo è forse l'aspetto più importante da affrontare oggi. La notizia di Axios è caduta come una bomba sul contesto israeliano, a pochissime settimane dalle elezioni. Netanyahu è già in difficoltà per molti motivi, e questa è un'ulteriore complicazione che può metterlo in ancora maggiore difficoltà. È su questo che dobbiamo concentrarci in fondo: seguire gli eventi per capire cosa c'è di vero in una ricostruzione che è comunque abbastanza verosimile — quasi tutti qui ci siamo
_ Alberto Negri
chiesti cosa sia successo davvero il 7 ottobre — e osservarla nel contesto in cui avviene, quello di una campagna elettorale». Come finirà secondo lei questo procedimento verso Netanyahu? Avrà delle ripercussioni reali o finirà come sempre in un nulla di fatto? «In un nulla di fatto non credo, perché l'opposizione comunque prenderà, anzi sta già prendendo in queste ore, la palla al balzo per chiedere inchieste sul primo ministro e su quanto avvenuto il 7 ottobre. Attenzione, però: siamo ancora oggi in attesa, in Israele, che venga istituita una commissione d'inchiesta sul 7 ottobre, che non c'è ancora stata — questo
sarebbe già un passo avanti. Io credo che passerà del tempo ben oltre le elezioni per sapere veramente la verità, forse molto oltre quest'anno e altri anni a venire. Generalmente le cose si sanno anni dopo. Le faccio un esempio che riguarda proprio Israele: quando ci fu, nel 1973, la guerra dello Yom Kippur, Israele poteva contare come informatore dentro il regime egiziano addirittura sul generale Marwan, uno degli assistenti più stretti del presidente Sadat. Il generale Marwan telefonò in Israele e fece arrivare una comunicazione dicendo che l'Egitto stava per attaccare — la famosa guerra dello Yom Kippur. Non fu mai creduto».
Cinque nuovi ordini di evacuazione forzata nella Striscia, mentre proseguono i raid israeliani e cresce l’allarme tra i civili
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Gaza, raid sui campi profughi di Shati e Nuseirat: nove feriti n attacco aereo israeliano ha colpito il campo profughi di Shati, a Gaza City. Prima del raid alcuni residenti hanno ricevuto chiamate di avvertimento. L'esplosione ha provocato una densa colonna di fumo visibile da diverse zone della città, e per alcuni minuti, secondo i racconti dei presenti, non era chiaro nemmeno quante case fossero state colpite.Nella stessa giornata l'esercito israeliano ha condotto attacchi anche a Nuseirat e nel quartiere di Daraj Tuffah, nella Città Vecchia di Gaza. Il bilancio complessivo è di almeno nove feriti in tutta la Striscia. Non è la prima volta che i due campi profughi vengono colpiti nell'arco di poche settimane, e questo continuo ripetersi rende sempre più difficile, per chi vive lì, individuare zone realmente sicure.Nelle
24 ore precedenti l'esercito aveva emesso cinque nuovi ordini di evacuazione forzata: a al-Bureij, Nuseirat, Gaza City e in due zone del campo di al-Shati. Una delle abitazioni indicate, vicino all'ospedale al-Shifa, è stata colpita da tre missili poco dopo l'ordine di evacuazione, un dettaglio che solleva interrogativi sul reale margine di tempo lasciato alla popolazione per allontanarsi.Gli attacchi avvengono nonostante il cessate il fuoco in vigore da ottobre 2025, che ha fermato i combattimenti su vasta scala ma non i raid israeliani nella Striscia. Da allora sono state uccise più di 1.300 persone a Gaza, un numero che testimonia quanto la tregua resti, nei fatti, parziale.In Libano, dove è in vigore un cessate il fuoco separato, un attacco a Kfar Remman ha distrutto un edificio resi-
denziale di tre piani: undici morti, gran parte delle questioni mediotra cui due bambini e quattro don- rientali.. ne, e otto feriti. Un secondo raid VITO ERRICHETTI contro un'automobile ha ucciso un soccorritore e ne ha feriti altri due. Tra il 2 marzo e il 7 settembre gli attacchi israeliani in territorio libanese hanno causato 4.381 morti e 12.402 feriti, cifre che rendono il termine "cessate il fuoco" sempre più difficile da applicare senza riserve.Sul piano diplomatico, Israele ha chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est, escluso il Regno Unito dalla missione di coordinamento per Gaza e vietato l'ingresso a dodici cittadini e rappresentanti britannici, in risposta alle sanzioni imposte da Londra contro coloni e ministri israeliani. Una decisione che segna un ulteriore raffreddamento nei rapporti tra i due paesi, tradizionalmente alleati su
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Voto finale previsto per il 15 settembre, poi il testo tornerà alla Camera il 28 settembre se modificato. Abbandonata l’ipotesi del ballottaggio
Legge elettorale, esame al Senato Al via l’esame senza mandato al relatore, manca emendamento su preferenze ma maggioranza rassicura, bocciate le pregiudiziali di costituzionalità
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DI LUCIA STEFANIA MANCO
l via, ieri, al Senato l’esame della legge elettorale, “Stabilicum”, già approvata alla Camera dei deputati il 16 luglio scorso. Il testo è arrivato in Aula senza mandato al relatore. Respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Pd, M5s, Avs e Iv. I voti contrari sono stati 100, mentre i favorevoli 66. L’iter si concluderà il 15 settembre, poi è attesa una terza lettura a Montecitorio, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo. Sull’introduzione delle preferenze la maggioranza si dice compatta. Tramontata, anche, dopo un vertice a Via della Scrofa, l’ipotesi del ballottaggio, che ha creato tensioni nel centrodestra. Ma i nodi restano. Le tensioni in Aula non sono mancate. La Commissione Affari Costituzionali del Senato non è riuscita a chiudere i lavori in tempo utile. Per questo il testo dello “Stabilicum” è arrivato in Assemblea senza mandato al relatore Andrea De Priamo (Fdi) e nella versione licenziata dalla Camera lo scorso luglio. Mancano cioè gli emendamenti che hanno avuto co-
munque il via libera in Commissione. Tra questi vi quello sulla reintroduzione delle preferenze, presentato dal senatore Fdi, Marco Lisei. Ora dovrà essere ripresentato e votato. Il nodo preferenze ha creato una spaccatura nel centrodestra durante la discussione alla Camera. La maggioranza rassicura sulla compattezza in questa fase. Il voto in Aula è fissato per il 15 settembre. Non ci sarà nel testo, invece, salvo sorprese dell’ultima ora, l’emendamento del senatore Marcello Pera (Fdi) sull’introduzione del ballottaggio in caso di mancato raggiungimento del 48 per cento al primo turno da parte di una coalizione con almeno due partiti sopra il 38 per cento. La decisione è stata raggiunta dopo un’incontro nella sede del partito della premier, Giorgia Meloni. La norma era stata pensata soprattutto in funzione anti Vannacci di Futuro nazionale, ovvero per riacciuffare i voti dell’ex generale in un secondo turno senza fare accordi al primo. Contrario nella maggioranza soprattutto il leader della Lega, Matteo Salvini. Lo scontro in Aula tra
maggioranza e opposizione si gioca ora sugli altri punti della legge di riforma elettorale. A partire da quello che prevede l’obbligo per ogni lista o coalizione di indicare il nome del presidente del Consiglio. Questo, secondo il senatore del Pd, Pier Ferdinando Casini, insieme al meccanismo del premio di maggioranza, fissato al 42 per cento, rappresenta il tentativo della maggioranza di introdurre un «premierato di fatto». «Legittimo - ha evidenziato il senatore dem - che la mag-
gioranza voglia introdurre il premierato, se ritiene di vincolare il Capo dello Stato a un obbligo costituzionale nella scelta del primo ministro, ma serve una procedura corretta, una legge costituzionale e non una legge ordinaria». Insomma, Casini pone dubbi sulla legittimità costituzionale di «introdurre surretiziamente riforme che ledono gli equilibri istituzionali». Le pregiudiziali di costituzionalità sono state però bocciate dall’Aula. Dure le critiche da parte dei par-
titi di opposizione anche sulle preferenze: «una farsa perché di fatto capilista bloccati, listone, abolizione dei collegi uninominali, annullano la libertà di scelta degli elettori». Per la maggioranza la legge elettorale in discussione al Senato «è stata pensata esclusivamente per governare con stabilità». «È migliore del Rosatellum e potrà durare nel tempo perché saprà adattarsi ai mutamenti», ha evidenziato nel suo intervento il senatore di Fdi, Michele Barcaiuolo.
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L’Unione Europea con un regolamento impone limiti al diritto di proprietà sulla casa
Affitti brevi, misura sovietica “Affordable Housing Act” ricorda i piani quinquennali di Stalin. Il confronto tra questo regolamento e il piano casa di Fanfani spiega perché la classe sociale che fu democristiana ora vota a destra
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DI R OBERTO LAMATTINA
e volete capire perché AFD vince le elezioni in Germania e una parte sostanziale di quello che era il ceto medio vota contro i partiti tradizionali socialisti e popolari ve lo spiega oggi la Commissione Europea. Il nome già evoca i piani quinquennali di Stalin, si chiama “Affordable Housing Act” sulla carta è una legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili in realtà è una limitazione pesantissima del diritto di proprietà privata. Le regole hanno tutta la pesantezza del grigiore burocratico che è proprio delle istituzioni europee che misurano le azioni di grande impatto sociale con la stessa metodologia con la quale misuravano le grandezze delle vongole. In sostanza gli amministratori locali dovranno verificare se il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite. Se il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni e se, senza l'intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi. Al di sopra di 10, la soglia è considerata sufficientemente elevata e significativa da non rendere necessario, in aggiunta, prendere in esame gli ultimi 10 anni. È un meccanismo cervel-
lotico che alla fine consente all’autorità pubblica di intervenire sulla proprietà privata imponendo prezzi di fitto, limitazioni temporali, regole di varia natura. LA LEZIONE DI EDUARDO I signori di Bruxelles dovrebbero provare a mettersi nei panni del medio borghese che ha ereditato o acquistato un immobile in una zona che poi è diventata di pregio. Con quell’immobile spera di poter ottenere un guadagno che integri il proprio reddito. La fortuna gli ha sorriso e quella zona è diventata di valore commerciale. Se questo è successo da Bruxelles gli dicono che si deve fermare. Il suo investimento è andato bene ma non può guadagnarne più di tanto. Non è difficile comprendere perché quel cittadino poi non voti né i socialisti né i popolari. La misura, peraltro, non produrrà neanche effetti positivi reali sulle emergenze abitative e sul caro affitti. Il perché ce lo spiega Eduardo De Filippo nel suo celebre monologo di Napoli Milionaria “quanno tu, governo, miette ‘o calmiere, implicitamente alimenti l’astuzia del grossista e del dettagliante… Succede ‘o gioco ‘e prestigio…” perché nella storia dell’economia reale nessun prezzo imposto è mai riuscito a modificare quello che nasce dal valo-
re di scambio commerciale. Il risultato finale danneggerà l’economia immobiliare senza produrre nessun vantaggio sociale ai cittadini. C’ERA UNA VOLTA IL PIANO FANFANI Contro la misura sono insorti i conservatori e le destre che hanno accusato la UE di voler imporre misure draconiane contro la proprietà privata. La risposta è addirittura banale e scontata. La destra, in quanto tale, ha un rispetto religioso della proprietà privata, soprattutto della proprietà della casa. Le limitazioni al diritto di proprietà non sono compatibili con un ordinamento liberale ma solo con un’economia di stampo
sovietica. Certo quella dell’emergenza abitativa e del caro affitti in determinate zone delle città europee è un problema reale che non può essere sottovalutato e che troppo spesso si affianca alla turistificazione dei centri storici e alle mercificazione semplice delle zone commerciali e residenziali. La distanza siderale tra la concezione che i Popolari Europei hanno rispetto alla grande tradizione democristiana della seconda metà del ‘900, però, si misura proprio nella differenza esistente tra questa disposizione di stampo burocratico-sovietico e il piano casa di Amintore Fanfani. Davanti all’emergenza
abitativa e all’emergenza occupazionale il grande leader democristiano fece una legge che univa la costruzione di case con la realizzazione di occupazione. Non si toglievano le case ai proprietari, non si imponevano prezzi calmierati, si costruivano nuovi alloggi. Una misura di totale buon senso e di grande respiro economico che certamente oggi si scontrerebbe con qualche cervellotica regola contro il consumo di suolo e a favore del ragazzo della via Gluck che ha il diritto di giocare nei prati senza andare in città con l’acqua corrente. Non è un caso se la classe sociale che prima votava la DC di Fanfani e la CDU di Kohl ora vota l’AFD.
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Giallo Pietracatella, la Procura cerca la svolta decisiva per ricostruire l’avvelenamento di madre e figlia
La relazione tedesca tarda ad arrivare ma gli avvisi di garanzia si avvicinano Rinviato il deposito della relazione tedesca sui 131 reperti. La procuratrice Antonelli conferma il ritardo. Le contraddizioni nei confronti rafforzano la pista passionale. Parla il medico Pietro Vuotto
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DI TIZIANA MAGRÌ
on è arrivata, come previsto, entro lunedì 7 settembre, la relazione scientifica definitiva degli esperti tedeschi del Robert Koch Institut di Berlino sui 131 rilievi nell’abitazione di via del Risorgimento, a Pietracatella, dove nei giorni successivi al Natale sono morte avvelenate con ricina Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia quindicenne Sara Di Vita. Il rinvio, spiegano fonti giudiziarie, è legato alla molteplicità degli accertamenti biochimici necessari per isolare con certezza il vettore del veleno e verificare eventuali tracce biologiche sui reperti sequestrati in casa, molti di questi deriverebbero dalla stanza di Alice, la figlia scampata alla tragedia. A breve scadranno i sei mesi di tempo per le indagini preliminari, e molto probabilmente verrà chiesta una proroga: «Le attività sono numerose e complesse», ha spiegato la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, sottolineando che agli esperti te-
deschi serve più tempo per depositare la consulenza. È lo stesso filone di indagine che, come indiscrezioni avevano anticipato a fine agosto, ha portato alla individuazione del vettore della ricina – un alimento o un contenitore rinvenuto nella villetta – e ha permesso di apprendere, dagli esiti dell’esame del sangue, che né Gianni Di Vita né la figlia Alice, che quella sera non aveva cenato con la famiglia, risultavo essere non entrati in contatto con la tossina. Il lavoro tecnico-scientifico non fermerebbe però il lavoro della Squadra mobile di Campobasso, che secondo quanto trapela avrebbe ristretto gli accertamenti su pochissime persone legate all’ambiente familiare delle vittime, con i primi provvedimenti che potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Resta al centro del fascicolo il confronto tra Gianni Di Vita, marito di Antonella, e una donna a lui vicina: è proprio qui, in questo incontro voluto dagli inquirenti, che sarebbero emersi dubbi e
conferme dalle loro versioni ritenute non del tutto coerenti. Ma esiste un altro uomo che potrebbe fornire dettagli importanti per la soluzione del giallo ed è il marito dell’amica d’infanzia di Gianni, il tecnico di laboratorio dell’istituto agrario di Riccia, che dalle ultime vociferazioni avrebbe incontrato Antonella De Ielsi nei giorni precedenti alla disgrazia. Davanti a queste fitte reti relazionali il lavoro degli inquirenti si spinge da mesi nel dark web, alla ricerca di chi avrebbe acquistato la ricina, senza escludere la provenienza autoctona della pianta. Tra gli elementi ancora al vaglio, e da trattare con cautela in assenza di conferme ufficiali, un reperto – una bustina di colore fucsia con la scritta “Monique” – è ritenuto il possibile tassello per risalire alla provenienza del veleno. Prende piede che l’avvelenamento non sia avvenuto la sera del 23 dicembre ma in un momento successivo, se così fosse cambierebbe la cerchia dei presunti indagati. Re-
sta invece un dato acquisito: l’elevata concentrazione di tossina riscontrata negli organi delle vittime esclude l’ipotesi accidentale. A rompere il silenzio sul caso di Pietracatella è stato Pietro Vuotto, medico in servizio al Cardarelli durante il Natale e l’unico ad avere visitato sia Gianni Di Vita sia Antonella che Sara. L’indagato, coinvolto nella fase iniziale dell’inchiesta incentrata sull’ipotesi di omicidio colposo, con altri cinque colleghi, ha spiegato ai microfoni della trasmissione “Ore 14” di Rai 2, di aver trattato i pazienti per una sospetta tossinfezione, ipotizzando,
per l’evoluzione del quadro clinico di Sara, una sua doppia distinta somministrazione di veleno; di Gianni Di Vita invece conferma che presentava un quadro «dissimile, con condizioni migliori». Resta comunque da sciogliere il nodo dell’inchiesta: come la ricina sia entrata in casa Di Vita-Di Ielsi, come sia stata somministrata, da chi e, poi, perché? Ad oggi non risulta ancora nessun indagato. La Procura attende il dossier di Berlino per dare fondamento scientifico a una ricostruzione che, per ora, si regge sulla pista passionale e su indizi circostanziali.
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Cronache Lucane Impossibile ottenere prezzi contenuti senza aumentare le estrazioni
La surreale discussione sul petrolio Q
Da sempre qualsiasi opposizione ha provato a raccontare che l’oro nero produce solo danni e nessun beneficio e a bloccare i pozzi. È una posizione infantile e irrazionale che soffia sulle paure della gente DI MASSIMO DELLAPENNA
uella che si sta consumando sulle possibili estrazioni petrolifere in Basilicata è una discussione che sta raggiungendo picchi di surrealità davvero inimmaginabili. In realtà da sempre si toccano punti surreali quando si discute di estrazioni petrolifere. Il copione è più o meno sempre lo stesso. Chi governa sa che le estrazioni sono necessarie, chi è all’opposizione prova a raccontare che si devono fermare. È così da sempre. Un giochino nel quale incorse anche Gianni Rosa del quale oggi viene ricordata la sua maglietta con quel “Pittella Trivella” che regala graficamente un cam-
biamento di idea. Va detto, a suo vantaggio, che lo scenario politico internazionale era decisamente diverso e che il senatore di Fratelli d’Italia da assessore ha ottenuto sia maggiori controlli ambientali, sia un maggiore ristoro economico per la Regione. LE FRASI RIDICOLE DELL’OPPOSIZIONE L’opposizione regionale, in buona sostanza, dice che il centrodestra avrebbe il capo chino davanti alle dichiarazioni di Giorgia Meloni che aveva detto a Bari che se c’è il petrolio va estratto. I Cinque Stelle provano anche a dire che il petrolio non deve essere estratto perché la Basilicata non è il benzinaio d’Italia. Sono gli stessi che rac-
contano che il ticket di € 2,50 su ogni ricetta è sbagliato perché noi abbiamo il petrolio. Tutti continuano a raccontare il ritornello secondo il quale noi lucani dalle estrazioni non riceviamo nessun beneficio reale e che, quindi, non abbiamo alcun interesse ad aumentarle. Tutti mostrano il prezzo alla pompa che in Basilicata è più alto che altrove e, da questo, fanno discendere l’inutilità e la dannosità del petrolio contrastando, così, ogni ipotesi di aumento della quota. Quello che tutti fingono di non sapere ma che tutti sanno è che tra Royalties e compensazioni ambientali, il sistema petrolifero alimenta il sistema sanita-
rio, l’università, gli investimenti nella Val d’Agri etc… Tutti fingono di non sapere che senza quegli incassi la Regione Basilicata e i suoi 500.000 abitanti non potrebbero avere il numero di ospedali di cui disponiamo, gli incentivi sugli investimenti che la Regione crea, l’Università etc. Tutti fingono di non sapere che i benefici ci sono e non si misurano solo con il prezzo alla pompa. L’ENERGIA SERVE Quello che è chiaro o dovrebbe essere chiaro a tutti, anche alle opposizioni, è che l’energia serve all’Italia. Quelli che sono contrari a nuove estrazioni sono gli stessi che sono contrari al nucleare, alle centrali a biomassa etc.. Sono, peraltro, gli stessi che vogliono ridurre il co-
sto dell’energia e della benzina per i cittadini. Sono gli stessi che fingono di non vedere la situazione internazionale e come quest’ultima abbia fatto capire sempre di più l’importanza di una totale indipendenza energetica nazionale. Purtroppo per avere energia a prezzi accessibili è necessario aumentarne la produzione. Purtroppo per non dover dipendere dai conflitti internazionali e dalla volontà di altri Stati è necessario aumentare la sovranità energetica. A tutti piacerebbe un mondo nel quale si potesse avere benzina a costi contenuti senza dover estrarre petrolio. Di solito è un desiderio dei bambini. Solo in Basilicata diventa proposta politica.
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Primo piano
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Rosa (Fdi): «Non hanno un progetto per questa regione e per l’Italia, solo slogan da agitare davanti alle telecamere»
«Caro energia, dalla sinistra solo polemiche e nessun aiuto» POTENZA «Le continue polemiche della sinistra confermano quello che ormai è evidente da tempo: non ha un progetto per questa regione e per l’Italia, ha solo slogan da agitare davanti alle telecamere». È quanto afferma Gianni Rosa, senatore di Friatelli d’Italia. «Riduzione delle accise, Zona Franca Energetica: sono alcuni esempi di proposte-manifesto, costruite per fare un titolo di giornale, non per risolvere un problema. Ma il problema più grave non è la singola proposta sbagliata: è l'assenza totale di una visione. Le opposizioni si limitano a rincorrere il consenso del momento e non ci dicono come intendono ridurre il caro energia, oggi, non tra dieci anni, e senza mandare i conti in rosso; conti che pagherebbero comunque i cittadini. Basta guardare ai numeri per smontare la propaganda. L’Italia ha un fabbisogno di petrolio pari a 44594 Ktep. La
produzione nazionale di petrolio ha contribuito per circa il 9%. Tutto il resto, il 91%, è coperto da importazioni. Invece, il fabbisogno elettrico nazionale del 2025, pari a 311 TWh, è stato coperto per circa il 75% dal mix energetico nazionale, mentre la quota restante è stata garantita dall’autoconsumo e dal saldo degli scambi di energia con l’estero. Nel mix energetico, il 49,38% è coperto da energia rinnovabile, il 44,57 da gas. Come si potrebbe immaginare che il nostro Paese, anche in un periodo di forte instabilità, smettesse di estrarre petrolio e gas? Dovremmo forse importare anche quel 9% di petrolio? Importare quel 44,57% di gas? Chi pagherebbe questa maggiore spesa? Sempre i cittadini. Tra la propaganda e il libro dei sogni delle opposizioni c’è la realtà. Ci sono famiglie in difficoltà e imprese in ginocchio. Se aumentare la produzione
di petrolio può, in aggiunta alle rinnovabili, al nucleare e all’idroelettrico, essere una soluzione oggi, non ci faremo spaventare da chi vuole cavalcare una protesta inutile. La verità è che è stata la sinistra a non garantire la sicurezza nelle estrazioni. Il più grande sversamento di greggio in Basilicata si è verificato quando loro erano al Governo, nel 2017. Mentre noi abbiamo dimostrato che, con maggiori controlli, il pericolo si riduce drasticamente. Inoltre fare i finti ambientalisti non cancella il passato. Sull’aumento delle estrazioni in mare dalla sinistra arriva solo ambiguità. Ed è singolare, perché non è sempre stato così: quando governava l’Italia e la Regione, il Pd non aveva remore a puntare sull'aumento della produzione lucana, con l'obiettivo dichiarato di portare il contributo della Basilicata al fabbisogno energetico nazionale dal
_ Gianni Rosa (Fdi)
6 al 10 per cento e con l'apertura di nuovi giacimenti come Tempa Rossa. Lo stesso capogruppo regionale del Pd, Piero Lacorazza, in campagna per le primarie, fu netto: "non si può rinunciare al petrolio che si estrae a Viggiano". Oggi, nel dibattito sul bilancio regionale, lo stesso Lacorazza denuncia l'"eccessiva dipendenza dal petrolio" della Ba-
silicata. Il Governo Renzi voleva aumentare le estrazioni quando non ce n’era bisogno. Per non parlare dei duri e puri del Movimento5Stelle, membri a pieno titolo del Governo Draghi che, solo nel 2021, sbloccò 10 permessi di ricerca, anche in mare. Anche in quell’anno, si verificò un aumento del costo dell’energia, ma non c'erano due guerre alle porte dell'Europa».
IL CONSIGLIERE REGIONALE MARRESE: «SUBITO UNA STRATEGIA INDUSTRIALE E INFRASTRUTTURALE DI MEDIO-LUNGO PERIODO»
«Caro energia, serve una svolta per le imprese lucane»
POTENZA «Le parole del presidente di Confapi Matera, Francesco De Salvo, descrivono con chiarezza una situazione che non possiamo più permetterci di sottovalutare. Il sistema delle piccole e medie imprese lucane sta affrontando una fase particolarmente delicata, stretta tra l’esplosione dei costi energetici, l’incertezza dei mercati e una cronica carenza di investimenti capaci di rafforzare il tessuto produttivo e rendere più competitivi i nostri territori». Lo afferma il consigliere regionale Piero Marrese. «L’aumento del costo dell’energia non rappresenta soltanto una voce di bilancio più pesante: per molte imprese significa riduzione dei margini, difficoltà a programmare, rinuncia a nuovi investimenti e, nei casi più critici, il rischio concreto di fermare o ridimensionare l’attività. In una regione caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie aziende, questo problema riguarda direttamente l’occupazione, la
_ Piero Marrese
tenuta sociale e le prospettive di sviluppo della Basilicata. Ma sarebbe un errore ricondurre tutte le difficoltà esclusivamente al caro energia. Emerge con forza anche il tema della mancanza di investimenti nei territori. La Basilicata ha bisogno di una strategia industriale e infrastrutturale di medio-lungo periodo, che consenta alle imprese di programmare il futuro e non di limitarsi a fronteggiare le emergenze. Servono infrastrutture moderne, collegamenti efficienti, aree produttive adeguate, accesso al credi-
to, innovazione e politiche pubbliche capaci di accompagnare concretamente le aziende nei processi di transizione energetica e digitale. Occorre, inoltre, intervenire con maggiore decisione sul fronte dell’autoproduzione e delle comunità energetiche, favorendo strumenti che permettano alle imprese di ridurre strutturalmente la propria esposizione al costo dell’energia. La competitività non si costruisce con interventi una tantum, ma creando condizioni stabili affinché chi fa impresa possa investire, assumere e innovare. La Giunta Regionale deve ascoltare con attenzione le richieste delle associazioni datoriali e trasformarle in un'agenda politica concreta. Le risorse disponibili, a partire dai fondi europei e nazionali, devono essere indirizzate prioritariamente verso investimenti produttivi, infrastrutture, innovazione e sostegno alla competitività delle PMI. Non possiamo permettere che le nostre imprese siano costrette a com-
petere in condizioni di svantaggio rispetto ad altri territori. Investire nei territori significa anche contrastare lo spopolamento. Se vogliamo che i giovani rimangano in Basilicata, dobbiamo creare lavoro qualificato e condizioni favorevoli per chi vuole fare impresa. Economia, occupazione e qualità della vita sono elementi strettamente collegati. Settembre, dunque, può essere davvero un mese difficile, ma non deve diventare un mese di rassegnazione. Deve essere il momento in cui istituzioni, imprese e parti sociali costruiscono insieme una risposta forte. La Basilicata ha competenze, professionalità e realtà imprenditoriali capaci di affrontare le sfide. Quello che serve è una politica che abbia il coraggio di accompagnarle con investimenti, programmazione e scelte concrete. Il futuro della nostra economia regionale passa anche e soprattutto dalla capacità di mettere le PMI nelle condizioni di crescere.
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Rosa Gentile lancia la proposta di un credito di mobilità e di tariffe agevolate per le imprese lucane
Caro-carburante e crisi dell'autotrasporto: Confartigianato chiede interventi strutturali
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autotrasporto è arrivato a un punto critico. L’aumento dei costi operativi, la pressione della committenza, i margini sempre più ridotti e la volatilità dei prezzi stanno mettendo a dura prova la tenuta delle imprese. In Basilicata il problema è particolarmente evidente sul fronte dei carburanti: secondo i dati Mimit, oggi il prezzo medio self-service è di 2,064 euro al litro per la benzina e 2,168 euro per il gasolio, mentre il Gpl servito si attesta a 0,749 euro e il metano a 1,671 euro al chilo.Per le imprese di autotrasporto il carburante, che prima della crisi rappresentava circa il 20% dei costi aziendali, oggi arriva a pesare intorno al 30%, diventando la seconda voce di spesa dopo il personale.Confartigianato Imprese Trasporti chiede quindi di superare la logica degli interventi emergenziali e una tantum. «Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno – sottolinea l’associazione –. Le emergenze non sono più eventi eccezionali, ma sono diventate una prassi consolidata». Da qui la richiesta di una maggiore stabilità nella determinazione dei costi e di interventi strutturali, evitando di affidarsi esclusivamente a un taglio generaliz-
zato delle accise, considerato costoso e poco mirato.Sul tema interviene Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, che propone di distinguere tra le diverse esigenze di imprese e famiglie.«Non tutti usano il carburante allo stesso modo. Per un autotrasportatore è una voce di costo aziendale ormai determinante; per un pendolare che vive in un'area poco servita dal trasporto pubblico è invece una spesa spesso obbligata. E per una famiglia con un reddito basso l'aumento alla pompa pesa molto di più. Per questo riteniamo sia arrivato il momento di ragionare su un Credito Mobilità Rimborsabile, destinato soprattutto alle famiglie con redditi più bassi, ai pendolari e a chi vive nei territori dove l'auto è praticamente indispensabile».Una misura, nelle intenzioni di Confartigianato, alternativa ai tagli lineari: «Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti – spiega Gentile – utilizziamo le risorse per aiutare maggiormente chi ne ha davvero bisogno».Per l'autotrasporto, invece, la richiesta è di uno strumento specifico. Il Governo ha già previsto un credito d'imposta collegato all'aumento del costo del gasolio, ma secondo l'associazio-
ne non è sufficiente. «Chiediamo per la categoria un prezzo agevolato del carburante, come avviene per agricoltura e pesca, e l'abolizione dell'Iva del 22% sulle accise».La proposta di Confartigianato punta dunque su una doppia direttrice: sostegni mirati alle imprese di autotrasporto e un credito di mobilità per le famiglie più esposte, evitando di disperdere risorse in misure indistinte.Una questione che si intreccia anche con la transizione energetica. Al-
le imprese dell'autotrasporto viene chiesto di investire in mezzi e tecnologie più sostenibili, ma l'impennata dei costi energetici rischia di ridurre proprio la capacità finanziaria necessaria per affrontare quella trasformazione.«Con risorse pubbliche limitate – conclude Gentile – dare lo stesso sconto a tutti non significa necessariamente aiutare meglio. Servono interventi selettivi, capaci di sostenere chi oggi è maggiormente esposto alla crisi».
L'assessore Cupparo punta sui Mini contratti di sviluppo del Mimit per sostenere le Pmi lucane
Automotive, la Regione a Bruxelles: «Serve un fondo europeo e tutele per la filiera»
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a missione a Bruxelles delle Regioni italiane con stabilimenti di auto – Lazio, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria, a cui vanno aggiunte le Marche – ha ribadito con forza che l’automotive non può essere affrontato soltanto come una fase di transizione, ma come una filiera industriale strategica da accompagnare e rafforzare nel lungo periodo. La richiesta di uno specifico strumento europeo per l’automotive nella programmazione 20282034, insieme alla neutralità tecnologica, alla semplificazione e a una disciplina degli aiuti di Stato più adeguata alle trasformazioni in corso, va nella direzione giusta, che come Giunta
Regionale Basilicata seguiamo già da tempo». Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Basilicata, Francesco Cupparo.Per la Basilicata, dove l’automotive rappresenta un asse fondamentale dell’economia industriale e occupazionale, è indispensabile che la transizione sia sostenuta da investimenti, innovazione e strumenti finanziari capaci di coinvolgere anche la componentistica e le Pmi.In questo quadro, i 300 milioni di euro destinati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai Mini contratti di sviluppo costituiscono un’opportunità concreta. Il fatto che il 40 per cento delle risorse sia riservato agli investimenti da realizzare nel Mezzogiorno, con una quota significativa destinata alle Pmi,
può consentire anche alle imprese lucane di programmare nuovi investimenti, diversificazione e riconversione tecnologica.«Come Regione continueremo a lavorare affinché la Basilica-
ta sia protagonista di questa trasformazione – conclude Cupparo – sostenendo le imprese e chiedendo a Governo ed Europa politiche industriali coerenti, stabili e di lungo periodo.
L’obiettivo deve essere uno solo: accompagnare la transizione senza disperdere competenze, produzioni e occupazione, rafforzando la competitività della filiera automotive lucana».
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Il vicepresidente della Giunta Pepe con il presidente della Lombardia Fontana per parlare di federalismo ai due giorni della Lega
«Più autonomia al Sud per ridare fiducia ai cittadini e alla politica» «D
al Sud scegliamo di rilanciare la sfida del federalismo perché siamo convinti che il decentramento di risorse, poteri e responsabilità sia la strada per avvicinare le decisioni ai cittadini e rendere l’azione amministrativa più efficace.». Così il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture, Reti Idriche, Trasporti e Protezione Civile della Regione Basilicata Pasquale Pepe, intervenendo alla due giorni della Lega “A tua difesa, verso la finanziaria 2027”, insieme al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. «È anche per questo che tanti di noi hanno scelto la Lega: abbiamo creduto nel sogno che Matteo Salvini ci ha prospettato, un sogno che consideriamo ancora oggi attuale, vivo e concreto, fondato sull’idea di
Con FDI che vuole la Lombardia alla Lega potrebb
e toccare la Basilicata
Pepe-Fontana test staffetta? te della Basilicata con il Presidente Alle Officine Farneto il vicepresiden ti su federalismo e regioni della Lombardia intervistati da Sallus
tante regione del Nord. La forza di Zaia ha determinato la rinuncia all’opzione veneta, la Lombardia resta il piatto ricco per uno sbarco in pianura padana. Il dibattito politico interno alla Lega con alcuni elementi nordisti che sfidano apertamen te Salvini non può più rinviare lo sbarco della Lega al Sud. Tutto questo quadro dà come sempre più probabile la candidatur a di Pepe alla Presidenza della Regione Basilicata per il dopo Bardi. Incassata la Presidenza della Lombardia , infatti, Fratelli d’Italia avrebbe una seria difficoltà a rivendicare anche la Basilicata. A questo punto e con queste premesse il convegno di oggi rende concreta
__L’edizione di ieri di Cronache e un momento dell’intervento di Pepe
un’Italia capace di fare delle proprie diversità una forza. Ma c’è qualcosa di ancora più importante: l’autonomia può contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra politica e cittadini che negli anni si è progressivamente logorato» continua Pepe. «Per il Mezzogiorno, questo significa non essere più guardati con una logica di
assistenza, attesa o rassegnazione. Vanno puntellati i diritti essenziali di tutti gli italiani, compresi i meridionali e i lucani: su questo non ci può essere alcuna disparità. Ma questo non significa creare nuove forme di assistenzialismo come il Reddito di Cittadinanza: significa avere più libertà e più responsabilità per poter met-
tere a frutto ciò che i nostri territori hanno da offrire» prosegue il vicepresidente della Giunta regionale. «L’energia è il terreno su cui possiamo misurare concretamente questa sfida: la Basilicata dispone di petrolio, gas, idroelettrico, eolico e fotovoltaico e dobbiamo poter decidere come utilizzare queste risorse. - conclude Pa-
squale Pepe -Non chiediamo di essere mantenuti, ma di avere la possibilità di scegliere e di assumerci fino in fondo la responsabilità delle nostre scelte. È questo il senso dell’autonomia: un’Italia unita, capace però di riconoscere le identità dei territori e di mettere ciascuno nelle condizioni di esprimere le proprie potenzialità».
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Il Sindaco Blasi: «Ringrazio la Regione Basilicata e il Presidente Bardi per la concreta vicinanza alle esigenze della nostra comunità»
Campomaggiore, consegnati i lavori per la riduzione del rischio idrogeologico S
ono stati ufficialmente consegnati ieri i lavori relativi agli “Interventi di riduzione del rischio idrogeologico” nel Comune di Campomaggiore, finanziati nell’ambito del Piano degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. L’intervento, del valore complessivo di 3 milioni di euro, prevede un importo contrattuale di € 1.768.150,45, di cui € 23.339,48 per oneri della sicurezza. I lavori sono stati affidati alla 3R Costruzioni S.r.l., con la partecipazione dell’impresa subappaltatrice Turlione. Alla consegna erano presenti il Soggetto Attuatore Delegato del Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basi-
licata, avv. Gianmarco Blasi, il Sindaco di Campomaggiore Nicola Blasi, il RUP del Commissario arch. Gaspare Buonsanti, il supporto al RUP arch. Vincenzo Fogliano, il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione ing. Vincenzo Guercio, il Direttore dei Lavori arch. Francesco Cuccaro, oltre ai rappresentanti dell’impresa appaltatrice 3R Costruzioni e della subappaltatrice Turlione. «Esprimo grande soddisfazione per la consegna di un intervento particolarmente importante per Campomaggiore – dichiara il Sindaco Nicola Blasi –. Il nostro è un territorio che porta profondamente i segni del dissesto idrogeologico e che, proprio per la sua storia, co-
nosce quanto siano fondamentali la prevenzione e la messa in sicurezza. Ringrazio la Regione Basilicata e il Presidente Vito Bardi per l’attenzione dimostrata verso Campomaggiore e per la concreta vicinanza alle esigenze della nostra comunità». Soddisfazione anche da parte del Soggetto Attuatore Delegato Gianmarco Blasi: «Con la consegna dei lavori passiamo alla fase operativa di un intervento significativo per la sicurezza e la tutela del territorio. Ringrazio il Comune di Campomaggiore e il Sindaco Nicola Blasi per la collaborazione e per il lavoro svolto, così come il RUP, i tecnici e tutti i soggetti coinvolti nel procedimento. L’obiettivo della struttura com-
missariale è quello di assicurare concretezza e rapidità nell’attuazione degli interventi, mantenendo una costante collaborazione con le amministrazioni locali».
Dall’Assessorato all’Agricoltura: «Un sostegno importante alla liquidità delle imprese» CIA: «SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI»
Sviluppo rurale, sbloccati 28,5 milioni: Caldo e maltempo, agricoltura via libera agli anticipi CSR 2023-2027 lucana sotto pressione
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na buona notizia concreta per il comparto agricolo lucano: il Dipartimento Politiche agricole della Regione Basilicata ha autorizzato l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, in qualità di Organismo pagatore, a procedere con il pagamento degli anticipi relativi alle misure a superficie del Complemento regionale per lo sviluppo rurale (CSR) della Basilicata 2023-2027. Parliamo dell’85 per cento dei premi spettanti, per un importo complessivo di oltre 28,5 milioni di euro». È quanto dichiara l’Assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala. «Questo risultato dà concreta attuazione all’indirizzo volto ad accelerare i tempi di erogazione degli
aiuti della Politica agricola comune. Desidero ringraziare il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per l’impulso impresso in questa direzione, e AGEA per la celerità operativa con cui, nel raccordo istituzionale con le Regioni, sta traducendo tale indirizzo in procedure concrete a favore delle imprese agricole». Le cosiddette misure a superficie riconoscono un sostegno economico alle aziende in relazione ai terreni interessati e agli impegni assunti nell’adozione di pratiche agricole sostenibili, nella tutela del suolo e dell’ambiente e nella prosecuzione dell’attività agricola nelle zone caratterizzate da maggiori svantaggi naturali. «L’anticipo dei pagamenti rap-
presenta un sostegno importante alla liquidità delle aziende. Ricevere queste risorse con due o tre mesi di anticipo significa ridurre il ricorso al credito a breve termine, migliorare i rapporti con i fornitori e affrontare con maggiore stabilità una fase dell’anno nella quale molti costi sono già stati sostenuti, mentre gli incassi delle produzioni non sono sempre ancora disponibili». Gli anticipi si aggiungono agli importi spettanti agli agricoltori lucani per gli aiuti diretti annuali del primo pilastro della Politica agricola comun e riconoscono gli impegni assunti dalle imprese attraverso l’adesione agli interventi agricoli, climatici e ambientali previsti dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale. «È questo il risultato che dobbiamo perseguire: trasformare gli strumenti dello sviluppo rurale in un sostegno effettivo e tempestivo per chi opera quotidianamente nei nostri territori». «Continueremo a seguire ogni fase, dall’autorizzazione fino al pagamento. Il valore della programmazione si misura nella capacità di far arrivare le risorse alle aziende nel momento in cui ne hanno maggiormente bisogno», conclude Cicala.
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uesta estate ci ha consegnato l’ennesima prova della crisi climatica». Così il presidente nazionale Cia, Cristiano Fini. «Non è più solo una questione di raccolti: sommata al forte aumento dei costi di fertilizzanti ed energia, rappresenta un rischio per l’economia, per la produzione e la sicurezza alimentare, oltre che un fattore inflazionistico destinato a farsi sentire anche nei mesi a venire». Per Cia non è più sufficiente intervenire soltanto dopo l’emergenza. La richiesta è di una strategia europea strutturale, capace di mettere l’adattamento climatico al centro della prossima Pac, con risorse più flessibili, strumenti di gestione del rischio più rapidi ed efficaci e investimenti in ricerca, varietà agricole resilienti, infrastrutture irrigue e gestione della risorsa idrica. In Basilicata, intanto, il maltempo sta mostrando l'altra faccia della crisi climatica. Leonardo Moscaritolo, presidente di Cia-Agricoltori Basilicata, richiama i danni provocati dagli eventi estremi nelle ultime settimane: «Il tremendo nubifragio di Policoro, del quale sono ancora evidenti nelle aziende agricole le ferite, è la testimonianza che i cambiamenti climatici colpiscono innanzitutto il comparto primario. E le piogge improvvise e torrenziali che nelle ultime ore hanno interessato il Potentino continuano a provocare danni alle colture ortive». Per Moscaritolo, la sequenza di eventi estremi impone un cambio di passo: «Non possiamo continuare a considerare caldo, siccità, nubifragi e grandinate come emergenze separate. Sono ormai manifestazioni di una stessa crisi climatica che richiede prevenzione, infrastrutture e strumenti assicurativi adeguati».
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«È un incarico di alta responsabilità, che premia un profilo professionale di assoluto valore»
Il Generale Castello alla guida del Comando Carabinieri Ogaden, Caiata (FdI): «Orgoglio»
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a nomina del Generale Castello alla guida del Comando Carabinieri “Ogaden” rappresenta un riconoscimento di grande prestigio a una carriera costruita con competenza, dedizione e profondo senso dello Stato. È anche un motivo di orgoglio per la Basilicata, terra nella quale il Generale Castello ha prestato servizio distinguendosi per equilibrio, autorevolezza e attenzione concreta alle co-
munità locali». Lo dichiara Salvatore Caiata, parlamentare di Fratelli d’Italia e presidente dell’INCE, commentando il nuovo incarico affidato al Generale Castello. «Nel corso della sua esperienza in Basilicata - sottolinea Caiata il Generale Castello ha saputo interpretare al meglio il ruolo dell’Arma dei Carabinieri: non solo presidio di legalità e sicurezza, ma anche presenza vicina ai cittadini, capace di ascoltare i territori e di raffor-
zare quel rapporto di fiducia tra Stato e comunità che rappresenta uno dei pilastri della convivenza civile». «La guida del Comando Interregionale dei Carabinieri “Ogaden” prosegue - è un incarico di alta responsabilità, che premia un profilo professionale di assoluto valore. In un tempo in cui le istituzioni sono chiamate a garantire sicurezza, legalità e coesione, figure come quella del Generale Castello confermano l’im-
portanza di servire lo Stato con disciplina, equilibrio e spirito di sacrificio». Per Caiata, la nomina assume un valore particolare anche per il rapporto costruito dal Generale con il territorio lucano: «Chi ha operato in Basilicata lasciando un segno positivo nelle istituzioni e nelle comunità porta con sé anche una parte della nostra terra. Per questo il suo nuovo incarico è motivo di soddisfazione per quanti ne hanno apprezzato il lavoro, la serie-
tà e la capacità di rappresentare con onore l’Arma dei Carabinieri». «Al Generale Castello - conclude Caiata - rivolgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Sono certo che saprà affrontare questa nuova responsabilità con la stessa autorevolezza, la stessa sobrietà e lo stesso senso del dovere che hanno caratterizzato il suo percorso professionale. La sua nomina è il riconoscimento di un servizio reso con onore alle istituzioni e al Paese».
Per il Deputato di FdI: «È una testimonianza concreta di presenza dello Stato e conoscenza delle dinamiche territoriali»
Mattia: «La nomina del Generale Castello è un riconoscimento di grande prestigio»
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a nomina del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castello alla guida del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli rappresenta un riconoscimento di grande prestigio a una carriera costruita con professionalità, rigore e profondo senso delle istituzioni. Un
nuovo e importante incarico, che lo vedrà alla guida di una struttura strategica dell’Arma con competenza su Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata». Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, eletto in Basilicata. «Per la Basilicata questa nomina assume un significato particola-
re. Il Generale Castello ha infatti lasciato, negli anni trascorsi alla guida della Legione Carabinieri Basilicata, una testimonianza concreta di presenza dello Stato, capacità di ascolto e conoscenza profonda delle dinamiche del territorio. Sono certo che saprà affrontare questa nuova responsabilità con
la stessa autorevolezza e la stessa dedizione che hanno contraddistinto il suo percorso professionale. A lui rivolgo, anche a nome della comunità lucana che ne ha conosciuto e apprezzato il lavoro, i migliori auguri di buon lavoro per questo nuovo prestigioso incarico», conclude Mattia.
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Dopo le parole di sostegno dei quattro consiglieri, Bolognetti decide di interrompere l’azione nonviolenta
«Sospendo il digiuno, ora discutiamo tutti insieme»
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DI MAURIZIO BOLOGNETTI*
orrispondo a quanto di straordinario e pubblico, chiaro e cristallino, hanno scritto i colleghi Antonella Inciso, Donato Pace, Giovanni Martemucci e Mario Restaino, sospendendo con effetto immediato
l’azione nonviolenta iniziata alle 23.59 del 26 agosto 2026. Colgo nelle parole dei sopracitati colleghi un comune sentire; sono parole che danno corpo e vita a una comunione, a una condivisione e a un reciproco riconoscersi. Ritengo che la mancata
solidarietà da parte della presidente Ruggi e le ragioni addotte per giustificarla siano inaccettabili. L’ho detto e lo ripeto: siamo di fronte a un silenzio che ha avallato minacce e intimidazioni. Fare il giornalista significa – credo – anche indossare i panni del cane da
guardia del potere. Fare il giornalista, come hanno giustamente sottolineato i colleghi, significa “provocare”. Ho apprezzato moltissimo la richiesta di Inciso, Martemucci, Pace e Restaino di chiedere la convocazione di un Consiglio straordinario, che mi auguro possa tenersi quanto prima, anche per rispettare e onorare l’organismo di cui essi fanno parte e che onorano. Se una colpa ho è quella di non soffrire della “sindrome dello zerbino”, locuzione che ebbi a coniare molti anni fa. So con certezza che le questioni da me sollevate hanno fatto discutere una comunità e un’intera regione. Ho dato fastidio; non dico di esserne contento, ma credo che significhi che ho fatto bene il mio lavoro. Aggiungo, infine, che oc-
corre richiamare con forza l’ODG Basilicata e la sua dirigenza a quelli che dovrebbero essere ruoli e funzioni istituzionali. Il Consiglio direttivo dell’Ordine non può e non deve essere terreno di uno scontro estraneo alle ragioni che nel 1963 portarono all’istituzione dell’Ordine dei Giornalisti italiano.La stampa dovrebbe riflettere sulsuo ruolo e su quanto sia di vitale importanza che essa eserciti al meglio la sua funzione per dare ossigeno alla democrazia. In conclusione dico che, nutrendomi e facendomi forte delle parole di colleghi che stimo, non posso che onorarli sospendendo il digiuno. Abbiamo di che discutere e che discussione collettiva sia. *GIORNALISTA FREELANCE E SEGRETARIO DEI RADICALI LUCANI
I consiglieri dell’Odg chiedono al giornalista di sospendere. «Situazione imbarazzante per l’Ordine»
«Mancata solidarietà a Bolognetti, Ruggi convochi un Consiglio straordinario»
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uattro componenti del Consiglio direttivo dell'Ordine dei Giornalisti della Basilicata chiedono a Maurizio Bolognetti (giornalista pubblicista e segretario dei Radicali lucani) di revocare lo sciopero della fame. In particolare, così come riportato dall’Ansa, Antonella Inciso, Giovanni Martemucci, Donato Pace e Mario Restaino, in una nota, sottolineano che «la decisione del collega Maurizio Bolognetti di cominciare uno sciopero della fame per protestare contro la scelta della presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Basilicata, Sissi Ruggi, di non manifestargli solidarietà per un episodio avvenuto nello scorso mese di agosto, sta gettando discredito - cosa mai avvenuta - sull'Ordine dei Giornalisti stesso». «Infatti - continuano i quattro consiglieri - se il motivo reso pubblico da Bolognetti quando gli è stata negata pubblica solidarietà ('Li hai provocati') fosse vero - prendiamo atto che le sue parole non sono state smentite - ciò sarebbe anche più grave della mancata solidarietà perché farebbe credere che l'Ordine senta il dovere di
schierarsi accanto ai colleghi solo quando sono 'amici' o condividono certe posizioni. Insomma, in un caso o nell'altro, una situazione imbarazzante, mai avvenuta, per l'OdG della Basilicata». Per Inciso, Martemucci, Pace e Restaino, «c'è di più: non è accettabile che non si prenda posizione a favore di un collega 'perché li ha provocati', quando anche i bambini sanno che le domande dei giornalisti hanno proprio l'obiettivo di 'provocare' il soggetto a cui sono rivolte. Altrimenti è meglio dire che si preferiscono le tante 'domande in ginocchio' che si sentono spesso in giro, quelle sì causa purtroppo di discredito per la categoria». I quattro consiglieri chiedono «quindi alla presidente dell'Ordine di convocare immediatamente un consiglio - cosa che avrebbe già dovuto fare da settimane, da quando cioè Bolognetti ha cominciato a protestare, ben prima di avviare lo sciopero della fame - per discutere della questione. A Bolognetti chiediamo anche di interrompere la sua protesta: glielo chiediamo per il rispetto che abbiamo per l'Ordine dei Giornalisti della Basilicata, trascinato in
una brutta situazione per una scelta ingiusta e sbagliata della sua presidente, e per il rispetto che abbiamo verso di lui. Ci dissociamo completamente fin da ora da ogni responsabilità per le conseguenze che la protesta di Bolognetti potrà avere sulla sua stessa salute, che è un altro punto che la presidente Ruggi dovrebbe considerare, se non altro per senso di responsabilità».
«Constatato il silenzio che in quasi tutta la categoria dei giornalisti lucani regna sulla vicenda, altro segno della decadenza che sta vivendo, chiediamo alla presidente dell'Ordine di mettere finalmente fine alla sua "estate dell'assenza" e di cercare di rimediare al gravissimo danno di immagine che, a nostro giudizio, ha causato all'Ordine», concludono Inciso, Martemucci. Pace e Restaino.
__La vignetta satirica di Maurizio Bolognetti
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Nuovo mandato per Mongiello alla guida dell’Ordine nazionale dei Tecnologi alimentari. Il commento del consigliere di Ol-Iv
Polese: «Premiato un percorso professionale di grande valore» «L
a riconferma di Laura Mongiello alla presidenza del Consiglio dell’Ordine nazionale dei Tecnologi alimentari rappresenta un riconoscimento importante alla sua competenza, alla sua professionalità e al lavoro portato avanti in questi anni con passione, serietà e capacità di visione». Lo dichiara Mario Polese, capogruppo di Orgoglio Lucano - Italia Viva in Consiglio regionale della Basilicata, commentando la rielezione di Laura Mongiello, assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione Energetica, alla guida dell’Ordine per il triennio 2026 - 2029. «È un risultato che premia un percorso professionale di grande valore e la capacità di Laura di rappresentare a livello nazionale una categoria chiamata a svolgere un ruolo sempre più centrale nelle sfide che riguardano la si-
curezza alimentare, la qualità delle produzioni, la sostenibilità, la lotta agli sprechi e la tutela dei consumatori» continua Polese. «La fiducia nuovamente accordatale dai colleghi di tutta Italia testimonia la bontà del lavoro svolto nel precedente mandato e assume un significato ancora più rilevante considerando l’impegno istituzionale che oggi Laura porta avanti anche come assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica. Due ambiti diversi ma uniti da temi decisivi come sostenibilità, innovazione, qualità e responsabilità verso le nuove generazioni». «La presenza di una professionista lucana alla guida di un organismo nazionale così autorevole - conclude Polese - è motivo di soddisfazione e di orgoglio per la nostra regione». di buon lavoro per questo nuovo zione e senso delle istituzioni al «A Laura rivolgo le mie più sin- mandato, certo che continuerà a servizio della categoria e della cere congratulazioni e gli auguri mettere competenza, determina- comunità».
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Il cardinale ha presieduto la celebrazione e pronunciato l’omelia, mentre il vescovo Orofino ha rivolto il saluto iniziale alla comunità diocesana di Tursi-Lagonegro
Tursi, ad Anglona i 50 anni della diocesi Pizzaballa: «Dio non abbandona la storia»
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l Santuario di Maria Santissima Regina di Anglona ha ospitato la celebrazione per il cinquantesimo anniversario dell’attuale configurazione della Diocesi di Tursi-Lagonegro, nel giorno della Natività della Beata Vergine Maria, patrona principale della diocesi. A presiedere la solenne Concelebrazione Eucaristica è stato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.Nel saluto iniziale, il vescovo Vincenzo Orofino ha sottolineato il significato della presenza di Pizzaballa, ringraziandolo per la testimonianza offerta dalla Chiesa di Gerusalemme e per la vicinanza a quanti soffrono a causa della guerra, dell’odio e della povertà. «La Sua presenza ci riporta alle origini, alla Terra dove è nato, da Maria di Nazareth, il Signore della nostra vita», ha affermato Orofino. Il vescovo ha quindi affidato alla Vergine Maria il ministero del Patriarca e il cammino della diocesi, rinnovando la vicinanza della comunità lucana alla Terra Santa.Nel corso dell’omelia, Pizzaballa ha invitato la comunità diocesana a vive-
re l’anniversario non soltanto come un momento per guardare al passato, ma come un’occasione per interrogarsi sul cammino futuro. «Ricordare una data non significa semplicemente guardare indietro», ha sottolineato, spiegando che i 50 anni devono diventare occasione per riconoscere il percorso compiuto e comprendere quale sia oggi la chiamata della Chiesa.Al centro della riflessione la figura di Maria e il modo discreto con cui Dio entra nella storia. La sua nascita rappresenta «la prima luce del mattino», un segno che qualcosa di nuovo può iniziare anche quando ancora non è visibile. Da qui il ri-
chiamo a una fede fondata sull’accoglienza e sulla capacità di affidarsi anche davanti all’incertezza. «Credere non significa avere tutte le risposte», ha affermato Pizzaballa.Il messaggio è stato rivolto direttamente alla Diocesi di Tursi-Lagonegro, chiamata dopo cinquant’anni a rinnovare il proprio cammino. «Una diocesi non vive semplicemente perché possiede una storia, delle strutture o delle tradizioni. Vive se continua ad ascoltare ciò che lo Spirito dice oggi», ha detto il Patriarca. La memoria della fede vissuta nel territorio deve quindi trasformarsi in capacità di leggere il presente e accompa-
gnare le nuove generazioni.Pizzaballa ha poi rivolto lo sguardo alla Terra Santa, sottolineando il legame tra la Chiesa di Gerusalemme e quella di Tursi-Lagonegro. «La terra di Maria è oggi profondamente ferita», ha ricordato, parlando delle famiglie distrutte dalla guerra, delle persone private della casa e dei bambini che vivono nella paura e nella violenza. Di fronte a questa realtà, ha richiamato la necessità di non lasciare spazio all’odio e di continuare a riconoscere nell’altro un volto e una persona.«Custodire l’umano, oggi, è già preparare la strada alla pace», ha affermato, ricordando i piccoli gesti di
solidarietà che continuano a essere compiuti in Terra Santa da famiglie, comunità, sacerdoti, religiosi e laici.In conclusione, Pizzaballa ha affidato alla Vergine Maria il cammino della diocesi, indicando una prospettiva per i prossimi anni: «Una Chiesa capace di generare, non soltanto di conservare; una Chiesa radicata nel proprio territorio e, proprio per questo, aperta alla comunione universale». Un invito a trasformare il cinquantesimo anniversario in un nuovo punto di partenza, con una comunità capace di stare accanto alle persone e affrontare le difficoltà del presente con fede e speranza.
Il presidente lucano a Tursi con il Cardinale Pizzaballa per la solenne celebrazione nel Santuario di Anglona
La Diocesi di Tursi-Lagonegro compie 50 anni Bardi: «Le nostre radici sono la nostra forza»
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a Basilica Santuario di Maria Santissima Regina di Anglona ha ospitato ieri la solenne celebrazione eucaristica per i cinquant’anni della Diocesi di Tursi-Lagonegro. A presiedere la celebrazione il Patriarca Latino di Gerusalemme, Cardinale Pierbattista Pizzaballa, insieme al Vescovo della diocesi, Monsignor Vincenzo Orofino, e ai presuli lucani.Alla celebrazione ha partecipato anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha sottolineato il valore della ricorrenza per il territorio e per la comunità lucana.«Cinquant’anni di storia della Diocesi di Tursi-Lagonegro rappresentano un patrimonio inestimabile di fede, identità e coesione sociale per l’intera Basilicata. La presenza del Cardinale Pierbattista Pizzaballa al Santuario di Anglona trasforma questa ricorrenza in un
messaggio universale di speranza e di pace», ha dichiarato Bardi.Il presidente ha quindi richiamato il legame tra la Basilicata e la Terra Santa, affidando alla Madonna di Anglona l’invocazione per la pace
nei luoghi del Vangelo. «In questo giorno di festa per la comunità diocesana – ha aggiunto – il nostro pensiero va al profondo legame tra la nostra terra e la Terra Santa». Un legame che, secondo Bardi, richia-
ma ciascuno alla «corresponsabilità e all’impegno per la costruzione di un futuro fondato sul dialogo e sulla solidarietà».Nel suo intervento, il presidente della Regione ha espresso anche il proprio plauso al percorso tracciato da Monsignor Orofino in occasione del cinquantenario, sottolineando il valore della memoria della diocesi e dei vescovi che si sono succeduti dal 1976 a oggi: da Monsignor Franco a Monsignor Pierro, da Monsignor Talucci a Monsignor Nolé, fino a Monsignor Orofino.«Ringrazio il Vescovo per aver trasformato una memoria storica in un’occasione di rilancio per il territorio», ha concluso Bardi, evidenziando come «la forza della Basilicata risiede nelle sue radici spirituali e nella capacità della sua gente di camminare unita di fronte alle sfide del nostro tempo».
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Basilicata
giovedì 10 settembre 2026
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Sessione conclusiva di “Lumina" a Pisticci Scalo, forum Mediterraneo sul Cinema e l’Accessibilità
Inclusione, il welfare culturale antidoto contro l’emarginazione PISTICCI Il superamento delle barriere sensoriali e l’accesso universale ai linguaggi cinematografici devono essere garantiti attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione. Lo ha dichiarato l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, interve-
nendo alla sessione conclusiva di “Lumina – Forum Mediterraneo sul Cinema e l’Accessibilità”, che si è tenuta nella sede del Museo d’Impresa Essenza Lucano a Pisticci Scalo. Nel corso del suo intervento, intitolato “Accessibilità e diritto alla partecipazione — Le politiche regionali per una cultura inclusiva”, Latro-
nico ha ribadito la centralità delle politiche di welfare culturale, sottolineando l’importanza delle sinergie tra istituzioni pubbliche, associazionismo e presidi produttivi locali per favorire l’inclusione sociale. L’evento di questa mattina ha chiuso il progetto itinerante cofinanziato dal ministero della Cultura e or-
ganizzato dall’associazione culturale Allelammie, che ha posto il territorio lucano al centro del confronto euro-mediterraneo sull’inclusione audiovisiva per persone cieche e ipovedenti. L’iniziativa rientra tra le manifestazioni per Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026.
PROGETTO “PANCHINA DELLA SPERANZA” SU SALUTE MENTALE, DISAGIO GIOVANILE E PREVENZIONE
Lotta al suicidio: la rete dei Csv di Basilicata e Puglia
POTENZA Trasformare un simbolo in una rete concreta di ascolto, prossimità e collaborazione. È questo l’obiettivo con cui il Csv, il Centro Servizio al Volontariato di Basilicata, partecipa al progetto interregionale “Panchina della Speranza”, che unisce Basilicata e Puglia sui temi della salute mentale, del disagio giovanile e della prevenzione del suicidio. Il percorso sarà rilanciato oggi, 10 settembre, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, con l’obiettivo di mettere in relazione associazioni, volontariato, servizi, amministrazioni e realtà impegnate nell’ascolto e nel sostegno alle fragilità, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Segno visibile dell’iniziativa sarà la diffusione della “Panchina della Speranza” nei Comuni lucani e pugliesi che aderiranno all’iniziativa.
Le installazioni non saranno soltanto simboli. Intorno alle panchine potranno svilupparsi attività di sensibilizzazione, incontri rivolti ai giovani, momenti di confronto e iniziative di informazione, anche per facilitare la conoscenza dei servizi e delle realtà competenti presenti sul territorio. «Il 10 settembre deve essere un punto di partenza, non un’iniziativa che si esaurisce in una giornataspiega Gianleo Iosca, direttore del Csv Basilicata- vogliamo che dietro ogni panchina cresca una rete viva di associazioni, servizi, istituzioni e comunità, capace di lavorare nel tempo”. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e alla necessità di contribuire a una cultura nella quale esprimere un disagio e chiedere sostegno non siano vissuti con vergogna o timore. "Quando si parla di disagio e di prevenzione del sui-
cidio, le competenze professionali sono indispensabili- aggiunge Iosca- ma serve anche una comunità capace di osservare, ascoltare e non giudicare. La prevenzione comincia anche dalla capacità di accorgersi dell’altro». Di qui l’appello del CSv Basilicata alle associazioni e agli Enti del Terzo Settore della Basilicata che operano negli ambiti interessati a prendere parte al percorso, mettendo a disposizione esperienze e competenze. «Le associazioni che operano nei campi della salute mentale, del disagio giovanile, dell'ascolto e del supporto alle fragilità dei più giovani possono entrare a far parte della rete compilando il modulo di adesione al link https://bit.ly/4xbEKtC . Tutte le informazioni sono inoltre disponibili sul nostro sito e sui nostri canali social, oltre che nelle sedi Csv di Matera e Potenza. Il volontariato lucano
possiede un grande patrimonio di prossimità- conclude il direttore del Csv- metterlo a sistema può contribuire a intercettare più velocemente i bisogni e orientare le persone verso le risposte più appropriate».
VIDEO “NON SEI SOLA. NON SEI SOLO” DEL REGISTA GEO CORETTI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA CONTRO IL SUICIDIO
“Dea per sempre”, il progetto contro le fragilità emotive
TINCHI Rompere il silenzio, abbattere lo stigma, provare a portare luce là dove ci sono ombre e ricordare a chi soffre che esiste sempre una mano tesa pronta a sostenerci. In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, che si celebra ogni anno il 10 settembre, l'associazione “Dea per sempre ODV ETS”, nata nel ricordo della bellissima Anna Dea Mastronardi Fiore, rinnova il proprio impegno sul tema, mettendo in campo due iniziative, entrambe importanti.
Alla luce del continuo aumento delle richieste di sostegno da parte di chi sperimenta una fragilità emotiva o si trova alle prese con pensieri suicidari, la prima iniziativa della ODV in questa giornata così importante è quella di contribuire alla campagna di raccolta fondi “Una luce nella notte” di Telefono Amico Italia, per sostenerli nella volontà di rendere attivo h24 il loro servizio di ascolto telefonico. La donazione che verrà effettuata da Deaxsempre aiuterà a formare volontari notturni, garantendo intere not-
ti di ascolto. Ma le iniziative in occasione del 10 settembre non si fermano qui, grazie al prezioso contributo del regista materano Geo Coretti, che ha realizzato gratuitamente uno spot dal titolo “Non sei sola. Non sei solo”. Attraverso un gioco di ombre che si trasformano in luci, il video propone una narrazione delicata ma profonda della fragilità, evidenziando il peso dell'isolamento, ma anche la straordinaria importanza e bellezza di una mano tesa. Per chiedere aiuto.
Per offrire aiuto. «Abbiamo accolto con enorme gratitudine il dono di Geo Coretti – dichiara Mirna Mastronardi, presidente di Deaxsempre e mamma di Dea Le sue immagini riescono ad arrivare dove a volte le parole falliscono. Il video riassume tutto il nostro impegno e mostra la nostra mano, tesa nei confronti di qualunque giovane che – come la mia e nostra Dea – possa ritrovarsi a vivere un disagio tanto doloroso quanto, purtroppo, silenzioso».
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Basilicata 24 ore
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Dal prossimo anno accademico Link propone due corsi di laurea e 155 posti, con tirocini e formazione clinica nelle strutture dell’Asm
Medicina e Fisioterapia, Link arriva a Matera Il nuovo polo nasce con investimenti privati A
partire dall’anno accademico 2026/2027 Matera ospiterà i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Fisioterapia dell’Università degli Studi Link. Un nuovo polo di formazione dedicato all’area medica e alle professioni sanitarie, destinato a crescere progressivamente sul territorio lucano e sostenuto interamente da investimenti privati. Il progetto ha ricevuto il sostegno e l’autorizzazione della Regione Basilicata e della Presidenza della Giunta regionale, che ne hanno accompagnato il percorso istituzionale. Un passaggio decisivo è arrivato nel luglio scorso con il parere favorevole dell’Anvur per l’accreditamento dei corsi nella sede materana.Per Medicina e Chirurgia sono previsti 80 posti, mentre saranno 75 quelli disponibili per il corso di Fisioterapia. Particolare rilievo viene attribuito alla collaborazione con la sa-
nità locale. Grazie all’intesa con l’Azienda sanitaria locale di Matera e con la Direzione sanitaria, gli studenti potranno svolgere tirocini e attività pratiche nelle strutture ospedaliere dell’Asm.La sinergia con l’azienda sanitaria punta a rafforzare la formazione clinica e assistenziale, valorizzando le profes-
sionalità presenti sul territorio e il ruolo degli ospedali materani anche come luoghi di didattica e ricerca.L’insediamento dell’Università Link sarà finanziato interamente con capitali privati destinati alla realizzazione e all’adeguamento delle sedi, dei laboratori, delle dotazioni tecnologiche e dei servizi per gli
studenti. L’ampliamento dell’offerta universitaria viene presentato come un'opportunità per favorire la crescita sociale ed economica, attrarre nuovi studenti e sviluppare competenze nell’area sanitaria.Tutti i dettagli del progetto saranno illustrati venerdì 11 settembre 2026, alle ore 11, nella Sala Mandela del Comune di Matera, in occasione della conferenza stampa dedicata all’iniziativa. Saranno presenti il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo e Francesco Polidori, fondatore della Link Campus University.Durante l’incontro saranno approfonditi l’offerta formativa, le tappe degli investimenti, le prospettive di sviluppo e il percorso di internazionalizzazione del nuovo polo universitario.
Palazzi e monumenti illuminati di blu per accendere i riflettori sulla malattia INTERROGAZIONE M5S SUL REGISTRO REGIONALE
Fibrosi cistica, undici Comuni in campo ReNCaM, Araneo e Verri: per la Giornata mondiale della malattia «Servono dati aggiornati»
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a Basilicata ha celebrato martedì la Giornata mondiale della Fibrosi Cistica, con un’iniziativa che ha coinvolto undici comuni della regione. Brienza, Castelmezzano, Ginestra, Moliterno, Montescaglioso, Pietrapertosa, Pietragalla, Potenza, Salandra, San Fele e Senise hanno illuminato di blu palazzi e monumenti principali dei rispettivi centri urbani.Il motto scelto per la giornata è stato «Solo un’emozione mi lascerà senza fiato», un messaggio dedicato alla sensibilizzazione sulla malattia e sulle difficoltà affrontate quotidianamente dai pazienti e dalle loro famiglie.In Basili-
cata, e in particolare nel capoluogo di regione, l’iniziativa è stata promossa grazie al lavoro portato avanti dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica di Potenza, presieduta da Domenico Iacobuzio, con sede in Largo Don Pasquale Uva. Un impegno che affonda le proprie radici in un’attività iniziata quarant’anni fa a sostegno dei pazienti e delle famiglie.La sensibilizzazione resta centrale anche alla luce dell’assenza, al momento, di una cura risolutiva. Nel corso degli anni, però, i progressi della ricerca e delle terapie hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita delle persone affette da fibrosi cistica, consenten-
do un significativo allungamento della loro aspettativa di vita.A sottolineare l’importanza di questi risultati è stato lo stesso Iacobuzio, che ha fatto il punto sulla situazione dei pazienti seguiti a Potenza: «I pazienti a Potenza così curati sono 170. Stanno aumentando perché per fortuna la vita si è allungata dei nostri pazienti, perché le medicine consentono di migliorare la qualità della vita e la qualità delle cure e purtroppo continueranno a nascere bambini con la fibrosi cistica».Il presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica di Potenza ha quindi evidenziato le prospettive legate alla ricerca scientifica: «Le prospettive sono buone nel senso che la ricerca sta andando avanti. Speriamo che raggiunga limiti molto belli perché qui sono sette anni. Però bisogna solo attendere».Iacobuzio ha infine ribadito la fiducia nei progressi della scienza: «Sono fiducioso, siamo tutti, bisogna esserlo, la scienza lo sta dimostrando che ha fatto passi avanti, stiamo aspettando risultati positivi».
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are chiarezza sullo stato di aggiornamento, digitalizzazione e accessibilità del Registro Nominale delle Cause di Morte (ReNCaM) della Basilicata. È quanto chiedono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale.Le consigliere chiedono di sapere a quale anno risalgano gli ultimi dati effettivamente consolidati e validati, utilizzabili per le analisi epidemiologiche e per valutare eventuali correlazioni tra salute e ambiente.Nell’interrogazione vengono inoltre chieste spiegazioni sui possibili ritardi nel trasferimento, nella codifica e nella digitalizzazione delle schede di morte tra Comuni, Aziende sanitarie e Osservatorio Epidemiologico Regionale.«In una regione interessata da attività industriali ed estrattive, disporre di informazioni aggiornate è fondamentale per individuare tempestivamente eventuali criticità», sottolineano le consigliere. Per Araneo e Verri è necessario rafforzare la digitalizzazione dei flussi e garantire risorse adeguate, valutando anche la creazione di un portale pubblico open data con dati aggregati e aggiornati sulla mortalità, nel rispetto della privacy.«I cittadini hanno diritto a sapere – affermano le consigliere – e la sanità pubblica deve poter programmare sulla base di dati attuali e non di fotografie ormai datate. Perché sulla salute non possono esserci ritardi che diventano silenzi».
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GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026 07:00
CARTOON WORLD
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UN TRENO DI STORIE
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SOUNDWA AV VES
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TANTE MANI IN CUCINA TA A
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SERIE CRONACHE
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MOJITO
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STA ADIUM
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CRONA-CHI?
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MOJITO
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CINE CRONACHE
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DOVE VED DERCI SCARICA L’ L’APP CRONACHE TV
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Potenza
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POTENZA Telesca: «Abbiamo ripreso un percorso che sembrava ormai arenato; ora, finalmente, si passa dalle previsioni ai fatti»
Chiesa San Rocco, ok progetto esecutivo per il nuovo Sagrato
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l Comune di Potenza ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del sagrato della Chiesa di San Rocco e il conseguente riordino degli spazi viari circostanti , per un importo complessivo di circa 200 mila euro , interamente a carico del Consorzio “Parco Ponte Nove Luci” e senza oneri aggiuntivi per il bilancio comunale. «Quando ci siamo insediati – dichiara il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca – abbiamo trovato un percorso che veniva da lontano e che, nonostante le decisioni assunte negli anni precedenti, non era riuscito a tradursi nella realizzazione dell’intervento. Abbiamo scelto di non considerarlo un capitolo chiuso. Al contrario, abbiamo voluto riprendere in mano il dossier, riannodare le fila di una vicenda amministrativa complessa e lavorare affinché un impegno assunto nei confronti della città potesse finalmente ripartire». La sistemazione del sagrato di San Rocco e il riordino viario dell’area tra Via Cavour e Via Appia erano stati individuati come interventi prioritari già nel 2019, nell’ambito della modifica degli obblighi convenzionali relativi al Piano di Lottizzazione “Parco Ponte Nove Lu-
ci”. «È proprio questo l’aspetto che voglio sottolineare – prosegue Telesca –: non abbiamo lasciato che il trascorrere degli anni trasformasse una previsione amministrativa in una promessa dimenticata. Abbiamo lavorato per recuperare un procedimento che sembrava essersi arenato e oggi l’approvazione del progetto esecutivo rappresenta il passag-
gio concreto che consente di guardare finalmente alla fase realizzativa». L’intervento consentirà di riqualificare uno spazio di grande valore religioso, sociale e identitario per la comunità potentina, intervenendo allo stesso tempo sull'organizzazione e sulla fruibilità degli spazi circostanti. Il progetto contempla inoltre le reti e gli impianti dell'area e prevede
specifiche prescrizioni per garantire, durante i lavori, l'accessibilità in sicurezza alla Chiesa, alle attività commerciali e agli immobili presenti, oltre alla gestione delle interferenze con la viabilità pedonale e veicolare. «San Rocco rappresenta uno degli ingressi più importanti della nostra città e un luogo profondamente legato alla storia e all'identità di Potenza. Era difficile accettare che un intervento già individuato da così tanto tempo continuasse a rimanere fermo sulla carta. Oggi possiamo dire di aver rimesso questo progetto sul binario giusto. E lo facciamo attraverso un intervento da oltre 182mila euro che, è bene ricordarlo, non comporterà costi aggiuntivi per il Comune, perché sarà realizzato nell'ambito degli obblighi convenzionali a carico del Consorzio. Adesso bisogna completare con la stessa determinazione gli ultimi adempimenti amministrativi e arrivare alla realizzazione dell'opera. Il nostro metodo è anche questo: recuperare le questioni rimaste ferme, affrontare i nodi che ne hanno impedito l'attuazione e provare a trasformare in opere concrete ciò che per troppo tempo è rimasto soltanto negli atti».
Potenza conferma il proprio impegno nel garantire ai bambini e alle loro famiglie una rete di servizi capace di accompagnare la vita scolastica
Scuola: al via mensa, trasporto e assistenza alla comunicazione
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al 14 settembre partirà il servizio di refezione scolastica per gli istituti comprensivi Torraca-Lavistа, Domenico Savio e Don Milani, mentre dal 16 settembre il servizio sarà attivo anche per Busciolano e Sinisgalli. A partire dall’avvio delle lezioni saranno inoltre operativi il servizio di trasporto scolastico e il servizio di assistenza alla comunicazione, strumenti
fondamentali per garantire mobilità, inclusione e piena partecipazione alla vita scolastica. «Per il terzo anno consecutivo riusciamo ad avviare i servizi a supporto delle famiglie in concomitanza con l’inizio della scuola – sottolinea il sindaco Vincenzo Telesca –. È un risultato importante che conferma la volontà dell’Amministrazione di accompagnare concretamente bambini
e ragazzi nel loro percorso scolastico e di essere vicina alle esigenze delle famiglie». «La scuola è una delle priorità della nostra Amministrazione – dichiara l’assessora alla Pubblica Istruzione Federica D’Andrea – e garantire servizi efficienti significa rendere effettivo il diritto allo studio. Refezione, trasporto e assistenza alla comunicazione sono servizi diversi, ma fanno parte di
un’unica idea: una scuola più attenta ai bisogni di ogni bambino e di ogni famiglia». «L’avvio dei servizi richiede un lavoro costante anche sulle strutture e sugli spazi scolastici – aggiunge l’assessore all’Edilizia scolastica Gerardo Nardiello –. Abbiamo lavorato affinché gli ambienti destinati alla refezione fossero pronti e funzionali, nella consapevolezza che la qualità del-
la scuola passa anche dalla qualità e dalla sicurezza degli spazi nei quali i nostri bambini trascorrono gran parte della loro giornata». Il nuovo anno scolastico parte con una rete di servizi pensata per sostenere le famiglie e garantire agli studenti non solo il diritto a frequentare la scuola, ma la possibilità di viverla pienamente, in condizioni di inclusione, sicurezza e pari opportunità.
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Potenza
giovedì 10 settembre 2026
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“Barriere Zero Potenza per tutti” fa tappa al Polo bibliotecario che offrirà servizi utili per i diversamente abili
Olita: «L’accessibilità deve essere davvero per tutti» DI FRANCESCO MENONNA
POTENZA. Dagli esercizi commerciali al Dancing di Montereale, dai rioni alla Biblioteca Nazionale. Sono questi alcuni dei punti di forza del progetto “Potenza Barriere Zero per tutti”, che ieri mattina ha fatto una nuova tappa al Polo Bibliotecario, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla promozione di un percorso di inclusione e sostegno alle persone con disabilità. L’iniziativa, ideata da Flavio Olita, vede il coinvolgimento del Comune di Potenza, di Sonoricamente, del Forum dei Giovani e di altre associazioni impegnate nel settore. Alla conferenza stampa hanno preso parte il direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani, l’ideatore del progetto, Flavio Olita, le responsabili della Biblioteca Nazionale, Marika Coronato e Giulia Grillo, l’assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, il presidente di Sonoricamente, Rocco Pesarini, e il responsabile del Forum dei Giovani di Potenza, Federico Specchio. Il Polo Bibliotecario, aperto tutti i giorni anche grazie alla disponibilità del direttore Luigi Catalani, ha ospitato l’iniziativa, che si inserisce in un percorso volto ad ampliare ulteriormente il patrimonio umano, relazionale e di socializzazione della struttura di via Padre Minozzi. La Biblioteca Nazionale sarà presto arricchita da nuovi spazi e strutture dedicati alle persone con disabilità, puntando sulla facile accessibilità del luogo. Il sostegno e l’adesione del Polo Bibliotecario a “Eventi Potentini” confermano l’impegno del personale sul fronte dell’inclusione e mirano a sviluppare un rapporto sempre più proficuo con i giovani e con quanti vivono condizioni di particolare disagio. Il percorso è stato avviato nel mese di luglio da Flavio Olita, che ne rappresenta l’anima sul fronte dell’inclusione e del sostegno alle persone con disabilità a Potenza. La presentazione del progetto ha ribadito la volontà di Luigi Catalani di mettere a disposizione gli spazi della Biblioteca Nazionale anche per le persone con disabilità, in un percorso di condivisione e sostegno. Marika Coronato e Giulia Grillo hanno dato il loro contributo all’iniziativa. Flavio Olita ha illustrato il percorso presentato ieri mattina al Polo Bibliotecario. «Oggi, qui al Polo Bibliotecario di Potenza, facciamo un ulteriore passo avanti per l’iniziativa “Eventi Potentini per tutti”. L’iniziativa, avviata lo scorso luglio,
ha come obiettivo quello di sensibilizzare e rendere accessibili e fruibili a tutti gli eventi che si svolgono nella città di Potenza. Oggi siamo qui al Polo Bibliotecario perché anche il Polo si è detto interessato a partecipare a questa iniziativa. Essendo naturalmente un luogo completamente accessibile, siamo ben contenti e anche orgogliosi di poter dare questo riconoscimento, perché è importante che un luogo dove si fa cultura abbia accolto questa iniziativa. Il progetto “Barriere Zero, Potenza città per tutti” parte dalla sensibilizzazione delle attività commerciali. Nel corso del tempo sono stati consegnati diversi loghi a queste attività, però la maggior parte riguarda realtà che nascono già accessibili. Purtroppo, le pedane sono rimaste più o meno quelle create all’inizio. Successivamente ne sono state consegnate altre e qualche attività ha realizzato la propria pedana, ma purtroppo, sotto questo punto di vista, c’è ancora molto da lavorare. Per quanto riguarda, invece, “Eventi Potentini per tutti”, sembra esserci stata un’accoglienza migliore, perché già diversi eventi hanno aderito all’iniziativa». Luigi Catalani ha fatto gli onori di casa, ribadendo l’impegno del Polo Bibliotecario sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione. «Noi aderiamo in maniera convinta a “Potenza per tutti” e quindi ringrazio Flavio Olita, il Forum dei Giovani di Potenza e l’associazione Sonoricamente per aver consentito questo momento di comunicazione, che per noi è importante. Ci tengo a sottolineare quanto tutto lo staff del Polo Bibliotecario di Potenza, che colgo l’occasione per ringraziare, sia impegnato da anni sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione, quindi non soltanto per gli eventi e le tante iniziative culturali che la stampa giornalmente segue, ma anche per i servizi e per i contenuti. In questo caso, ovviamente, parliamo dell’accessibilità di un segmento di quello che è un impegno più grande. Dal punto di vista delle barriere architettoniche, ne abbiamo trovata soltanto una quando siamo entrati in questo splendido contenitore realizzato dalla Provincia di Potenza e che, grazie alle risorse del Pnrr, abbiamo provveduto ad abbattere. Ma ovviamente il lavoro non finisce qui. Negli ultimi tempi abbiamo lavorato anche sulla segnaletica orizzontale e su tutta una serie di accorgimenti che stiamo adottando per rendere più fruibili e accessibili tutti i conte-
__Le immagini della conferenza stampa
(foto Mattiacci)
nuti, compresi quelli artistici, che da qui a qualche mese saranno disponibili con particolare attenzione anche all’accessibilità dei contenuti. Anche il nostro videogioco, che abbiamo lanciato da qualche tempo, è declinato sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione. Quindi siamo davvero felici e
contenti di poter aderire a questa iniziativa, ma per noi non è un obiettivo raggiunto: è un punto di partenza, perché ci interessa testare quotidianamente l’accessibilità reale, non solo degli spazi e delle sale. Questo è un contenitore abbastanza complicato da questo punto di vista, perché sono sette piani e giardini».
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Provincia
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Santopietro a Cronache: «Per quanto riguarda Ponte Fosso Rummolo, la progettazione è ormai in chiusura e i lavori verranno a breve appaltati»
Vaglio, ex SS7 Appia: prosegue l’impegno dell’Amministrazione con la Provincia
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DI EMANUELA CALABRESE
opo l’appello diffuso, anche tramite le nostre colonne, dal “Comitato Via Appia - Ponte Fosso Rumolo” che puntava l’attenzione sulla «emergenza della ex SS7 Appia, strada che versa in gravissime condizioni di degrado», come asseriva il Comitato solo pochi giorni fa, è oggi il Sindaco di Vaglio Basilicata, Francesco Santopietro, a tornare sulla questione. «L'Amministrazione Comunale è al fianco dei cittadini riuniti nel Comitato, uniti per sostenere tutti gli sforzi utili ad arrivare a una conclusione positiva. Solo muovendoci insieme — cittadini e istituzioni locali — potremo far valere
le ragioni del nostro territorio – spiega il Primo cittadino- Il Comune non ha la gestione diretta della ex SS7 Appia, ma continua a fare tutto ciò che è in suo potere per difendere il diritto alla mobilità e alla sicurezza della nostra comunità. Noi siamo pronti al confronto istituzionale per la risoluzione definitiva di questo problema». Raggiunto da Cronache, Santopietro aggiunge: «Ho avuto una interlocuzione telefonica con il Presidente della Provincia che mi ha assicurato la massima attenzione. Detto ciò -aggiunge- mi ha anche anticipato che ci sono già due interventi pronti e che stanno lavorando per reperire i fondi necessari. Purtroppo quella delle arterie stradali malmes-
se è una situazione diffusa, e saranno effettuati altri interventi su strade in condizioni peggiori, ma questa arteria sulla quale abbiamo tanto insistito è in calendario e sarà finanziata con Fondi FSC».Tra i lavori prossimi, il Sindaco spiega: «Per quanto riguarda Ponte Fosso Rummolo, la progettazione è ormai in chiusura e i lavori verranno a breve appaltati. Per quanto concerne la frana al bivio per Vaglio, a brevissimo partirà un intervento sul tratto interessato. Continueremo quindi a fare la nostra parte, fino alla risoluzione definitiva». Ma il Sindaco, incalza, con documenti alla mano: «È il momento di fare la massima chiarezza e mostrare le carte. I cittadini devono
sapere come stanno realmente le cose. Come Amministrazione comunale abbiamo nel tempo inviato ripetute e formali richieste di intervento e di incontri urgenti. Lo ribadisco perché continuiamo a leggere ricostruzioni imprecise da parte di chi chiama in causa la mia Amministrazione». Dalla Casa comunale erano partite numerose missive da luglio e novembre 2023, a maggio e ottobre 2024, e ancora a maggio e luglio 2025, fino ai solleciti più attuali. «Come Sindaco ho il dovere di tutelare la sicurezza dei miei concittadini» spiegava il Sindaco, descrivendo «una situazione diventata insostenibile, in primo luogo perché vi è degrado del manto stradale e lo stato di ab-
bandono dell’arteria mette quotidianamente a rischio l’incolumità degli autisti e l’integrità dei mezzi. In secondo luogo, la chiusura del ponte al Km 477+150 dichiarato “pericolante” taglia fuori una parte del territorio, isolando attività produttive e costringendo i cittadini a deviazioni estenuanti su percorsi alternativi spesso inadeguati. Questo blocco -mette nero su bianco il Sindaconon rappresenta solo un disagio logistico, ma un vero e proprio freno allo sviluppo economico e sociale della nostra comunità. In terz’ordine, ma non per importanza, tali problematiche rallentano i tempi di intervento di eventuali mezzo di soccorso».
MELFI La Polizia Locale: «Ipotesi reato art. 635 quater con pena da uno a cinque anni per gli autori»
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Danneggiano le telecamere della villa: individuati i responsabili seguito del danneggiamento del sistema di videosorveglianza della villa comunale del Comune di Melfi, avvenuto qualche giorno fa, sono state avviate le indagini che hanno portato, attraverso la visione dei filmati, alla individuazione dei responsabili. Il Comando di Polizia Locale di Melfi sottolinea: «Il reato per il quale si procederà è quello di cui all’art. 635 quater del codice penale che prevede la procedibilità d’ufficio e la pena da 1 a 5 anni di reclusione. Gli impianti di videosorveglianza trasmettono le immagini in tempo reale e quindi sono
in grado di conservare tutto quello che avviene fino ad un secondo prima del loro danneggiamento. Sempre attraverso il sistema di videosorveglianza comunale sono stati individuati gli autori del danneggiamento dei giochi del Parco Isabella Morra. Vogliamo ricordare che i sistemi di videosorveglianza sono uno strumento di prevenzione e di sicurezza nonchè, come nei casi citati, di repressione. Preservare e rispettare i beni pubblici, il cui danneggiamento comporta altresì un onere economico a carico dell’intera collettività, è un obbligo ma prima ancora un dovere morale».
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Provincia
giovedì 10 settembre 2026
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SAN FELE Il consigliere di FdI incalza l’Amministrazione sul futuro dell’edificio lasciato al degrado: «Non è più accettabile»
Russo: «Sull’ex scuola elementare si decida, basta con l’abbandono» SAN FELE. Ci sono fotografie che parlano da sole. Quella dell’ex scuola elementare di San Fele, con i vetri infranti, le facciate deteriorate e i segni dell’abbandono, è una di queste. L’edificio si trova nel cuore del paese, a due passi dalla casa natale di San Giustino de Jacobis e vicino all’accesso alle Cascate, proprio dove San Fele dovrebbe mostrare il suo volto migliore. Da consigliere comunale e segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Carmine Mario Russo sente «il dovere di non tacere». «L’appartenenza politica non è una spilletta, significa responsabilità e concretezza», sottolinea Russo, che si dice «orgoglioso» del proprio partito e della fotografia con Giorgia Meloni che accompagna le sue parole, ma precisa: «Un simbolo vale solo se è accompagnato dalla coerenza». Russo ricorda di essere stato eletto nella maggioranza «non per fare la comparsa o aderire al pensiero unico». «Se qualcosa funziona lo riconosco; se non funziona, parlo. Se ho dubbi chiedo gli atti, se una scelta è sbagliata voto contro», afferma. Sul futuro dell’ex scuola, la proposta avanzata dal consigliere è quella di verificare se l’edificio possa essere recuperato ed effettivamente trasformato in una Rsa o in un’altra struttura socio-assistenziale, offrendo servizi agli anziani e, se sostenibile, anche occupazione. «Servono verifiche strutturali, costi, autorizzazioni, fabbisogno e sostenibilità», spiega. Se l’ipotesi fosse fattibile, «combattiamo per realizzarla»; in caso contrario, «si abbia il coraggio di demolire e riqualificare l’area». «Rsa, altra destinazione oppure demolizione. Si decida», è l’appello di Russo. «La quarta soluzione, l’abbandono, non è più accettabile. Anche non decidere è una decisione: lasciare decidere il tempo significa più degrado e maggiori costi». Nel mirino c’è anche la gestione amministrativa del paese. «Dopo cinque mandati del sindaco Donato Sperduto, il tempo delle giustificazioni dovrebbe essere finito», sostiene Russo. «Si possono candidare progetti ambiziosi, immaginare grandi opere e produrre rendering. Ma un progetto candidato non è finanziato; uno finanziato non è un’opera realizzata; un rendering non crea servizi né lavoro». Da qui la richiesta di concentrarsi prima di tutto su ciò che San Fele già possiede. «Prima di inseguire ciò che forse realizzeremo domani, decidiamo cosa fare di ciò che già possediamo e in-
tanto si deteriora. La comunicazione non è amministrazione». Lo stesso ragionamento, secondo Russo, vale per il turismo. «Non contesto la promozione, anzi ne vorrei di più. Contesto la distanza che vedo tra narrazione e realtà». Il risultato de Il Borgo dei Borghi, sostiene, «doveva essere un punto di partenza, trasformare l’attenzione in programmazione, servizi, accoglienza e opportunità. Non una medaglia mentre i problemi restano dove sono». Russo precisa inoltre che la candidatura, «per quanto direttamente vissuto da me, non è nata da un’iniziativa dell’Amministrazione comunale, circostanza riconosciuta pubblicamente». C’è stato anche un suo impegno personale, ma «non voglio medaglie. Quel risultato appartiene a San Fele e ai sanfelesi. Mi interessa il dopo». A questo proposito, Russo riferisce di una frase ascoltata «in una riunione ufficiale alla quale ho partecipato, alla presenza dell’Ufficio Turismo», che considera «politicamente emblematica»: «Meno male che non abbiamo vinto, altrimenti non avremmo saputo come gestire la vittoria». Il consigliere precisa: «Non riferisco una voce raccolta per strada, ma ciò che dichiaro di avere ascoltato personalmente in quel contesto». Da qui la domanda: «Se il problema era non essere pronti a gestire una vittoria, dopo tutti questi anni perché San Fele non era pronta?». Per Russo, «un’Amministrazione dovrebbe prepararsi a governare il successo». Le Cascate, osserva, «richiamano visitatori grazie alla bellezza dei luoghi, al passaparola, ai cittadini e all’associazionismo». Ma la politica deve «trasformare presenze in economia: parcheggi, accessibilità, servizi, decoro, accoglienza e attività».
«Il turismo non è solo raccontare bene un paese, ma prepararlo ad accogliere», afferma. E a poca distanza dalle Cascate e da San Giustino «resta quell’edificio degradato: una fotografia che non cancella la bellezza di San Fele, ma toglie gli alibi alla politica». Russo rivendica poi il proprio impegno sul rifacimento dei sentieri delle Cascate: «Mi sono battuto perché quelle risorse fossero utilizzate a San Fele, anche confrontandomi con altri Comuni». Ringrazia inoltre «l’allora presidente del Parco, Francesca Di Lucchio, per il ruolo svolto». Il consigliere rivolge quindi una domanda diretta ai consiglieri di maggioranza e agli assessori: «Per voi va davvero tutto bene? Va bene vedere un patrimonio pubblico in quelle condizioni? Va tutto bene sui servizi, sul patrimonio, sulle strade, sul cimitero, sulla riscossione e sulle questioni che porto nelle sedi istituzionali? Funziona tutto? Non avete nulla da chiedere, contestare o proporre?». «Se va tutto bene, ditelo ai cittadini. Se vedete problemi e ritardi, fate sentire la vostra voce», aggiunge. «Non pretendo che condividiate le mie battaglie: contrastatele, votate contro, presentate proposte migliori. Questo è confronto politico. Ma il silenzio non può diventare un metodo amministrativo». Dopo cinque mandati, secondo Russo, «nessuno può nascondersi dietro il tempo, né la maggioranza dietro il sindaco». Perché «essere maggioranza non significa essere muti». «Anch’io sono stato eletto nella maggioranza, ma non per alzare la mano: per ragionare con la mia testa», ribadisce. «Posso sbagliare e riconoscerlo, ma preferisco assumermi la responsabilità di una posizione». E, da consigliere e segretario cittadino di Fratelli
d’Italia, sostiene di voler applicare a San Fele «la politica della responsabilità e della concretezza» che rivendica nel proprio partito. Nel suo intervento Russo affronta anche il tema del silenzio di alcuni cittadini che, a suo dire, «privatamente criticano, segnalano e incoraggiano, ma pubblicamente provano imbarazzo perfino davanti a un “mi piace”». «Non li giudico: in una piccola comunità pesano rapporti personali e parentele», afferma. «Ma dissentire democraticamente non significa dichiarare guerra a qualcuno. Non essere d’accordo con il sindaco non significa essere contro San Fele; interrogare, controllare e anche votare contro significa fare il proprio dovere». «Io questa libertà intendo esercitarla fino in fondo», conclude Russo. «Sono un uomo di maggioranza che ha scelto di non diventare un uomo del silenzio. E soprattutto un padre che ha scelto di far crescere i propri figli qui». Una scelta che, spiega, nasce anche dalla volontà di poter «guardare domani» i propri figli «senza spiegare loro perché abbiamo visto San Fele perdere opportunità senza provare a cambiare le cose». Per questo, annuncia, l’ex scuola «non resterà una fotografia sui social: diventerà una battaglia istituzionale». L’obiettivo è «recuperarla e trasformare, se possibile, un bisogno sociale in servizi e occupazione». In alternativa, «abbatterla e restituire dignità all’area». «Basta aspettare», è l’appello finale. «Dopo cinque mandati San Fele non ha bisogno di altri racconti. Ha bisogno di scelte, fatti e responsabilità. E soprattutto di persone che abbiano il coraggio di parlare quando sarebbe comodo restare in silenzio».
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Provincia
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Sopralluoghi tecnici sul territorio e trasmissione dei dati alla Regione per l'emergenza maltempo
Marsico Nuovo sott'acqua, pulizia delle strade e polemiche politiche
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DI ANNA TAMMARIELLO
roseguono a Marsico Nuovo le attività di pulizia, messa in sicurezza e ricognizione dei danni provocati dal violento maltempo che ha interessato il territorio nei giorni scorsi. Le operazioni sono andate avanti fino a tarda serata e sono riprese con nuovi interventi sulle caditoie del centro abitato e ripristino delle situazione di pericolo.A fare il punto sulla situazione è il sindaco di Marsico Nuovo, Massimo Macchia, che spiega come sia ancora prematuro quantificare economicamente i danni registrati. «Una stima dei danni in termini economici non c'è: abbiamo compilato una scheda ed una relazione che verrà inviata alla Regione per le verifiche del caso. I problemi hanno riguardato il centro urbano e gli abitati di Santa Maria, Santino e Sant'Elia». «Si sono registrati allagamenti in abitazioni private, non di grave entità, ma sono comunque intervenuti i Vigili del Fuoco sottolinea l’amministratore- . Presso un'abitazione è crollato un muro di confine a causa del fango. Si sono inoltre registrati cedimenti stradali di alcune arterie che rimangono per-
corribili, come la rampa di accesso alla SS 598, direzione Nord, svincolo Marsico Sud, ed anche di alcune strade provinciali e diverse strade comunali, molte invase dal fango». Nel frattempo, l'Amministrazione comunale ha proseguito le attività per ripristinare le condizioni di sicurezza sul territorio. «Le operazioni di pulizia delle strade e di messa in sicurezza delle aree interessate dal violento maltempo sono proseguite fino a tarda serata», sottolinea il primo cittadino, che ha voluto ringraziare quanti sono impegnati negli interventi, come i volontari della Protezione Civile e non solo, che hanno lavorato e lavorano senza sosta per consentire il ripristino, per quanto possibile, delle normali condizioni di sicurezza. Nella mattinata di ieri, invece, i collaboratori comunali, affiancati dalla Polizia Locale, hanno avviato ulteriori operazioni di pulizia delle caditoie nel centro abitato. Parallelamente, l'Ufficio Tecnico comunale ha effettuato i sopralluoghi necessari alla ricognizione e alla catalogazione dei danni da trasmettere alla Regione Basilicata. Il sindaco ha rivolto un ringraziamento anche all'inge-
gnera Rosanna Masini e all'istruttore Emilio Votta per il lavoro svolto. Accanto al bilancio degli interventi, il sindaco Macchia ha espresso una riflessione anche rispetto ad alcune considerazioni sull'atteggiamento dell'opposizione durante l'emergenza. «Una considerazione, però, è doverosa», scrive il primo cittadino, riferendosi a un video pubblicato durante l'evento meteorologico e relativo alla zona antistante la sua abitazione. «Fa sinceramente riflettere l’atteggiamento di chi, prima di me, ha avuto
l’onore e la responsabilità di guidare questa Comunità e che, proprio mentre il nostro territorio era alle prese con un evento meteorologico di eccezionale intensità, ha ritenuto opportuno riprendere un video (pubblicato da altri) della zona antistante la mia abitazione, compiacendosi di quello che, a suo dire, sarebbe stato il mancato funzionamento della rete di raccolta delle acque bianche». «Forse -prosegue Macchia- sfugge all’ex sindaca che quello di ieri è stato un evento estremo: probabilmente, senza la rete di raccol-
ta delle acque bianche, in alcuni punti le conseguenze sarebbero state anche peggiori». Durante l’emergenza il sindaco Macchia è prontamente intervenuto affiancando la Polizia Locale e i Vigili del Fuoco. «È caduto un muro privato, in alcuni punti la sede stradale ha ceduto, si sono verificati smottamenti, allagamenti di aree pubbliche e private e numerose situazioni di potenziale pericolo. Noi, quindi, preferiamo continuare a lavorare», conclude il sindaco rispondendo alle polemiche dell’opposizione.
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Il consigliere di Matera Augusto Toto chiede le valutazoni alla base dell’impiego di circa 90 mila euro del bilancio comunale
Fondi per il bike sharing: interrogazione al Sindaco
MATERA Il Consigliere Comunale di Matera Augusto Toto ha presentato un’interrogazione in cui chiede “Quali sono state le valutazioni di priorità politica e amministrativa che hanno spinto codesta amministrazione ad impegnare fondi del bilancio comunale per il Servizio di Bike Sharing. Con l’atto deliberativo di Giunta comunale n. 19/2026 del 04/02/2026 - si legge - codesta amministrazione manifestava la necessità di dare continuità al Servizio di Bike Sharing in città, richiamando espressamente il “Progetto di multi-modalità integrata con il TPL per le Città di Matera e Potenza”; all’interno dello stesso atto politico, la Giunta specificava l’indirizzo di voler proseguire con tale potenziamento della mobilità “in attesa di reperire, altresì, fondi di finanziamento esterni al Bilancio comunale”, escludendo quindi un esborso diretto a carico dei cittadini materani”. “Considerato con sconcerto - si legge ancora - che in totale contrasto con le rassicurazioni fornite, in data 08/09/2026 è stata pubblicata all’Albo Pretorio la Determinazione Dirigenziale RCG N. 2720/2026 (Settore Polizia Locale); · Tale atto certifica l’affidamento diretto del servi-
zio all’operatore Vaimoo S.r.l. ordinando testualmente al punto 3: “DI IMPEGNARE la somma complessiva di € 88.882,12 sul capitolo 13031/7 del bilancio comunale 2026”; · Non si tratta di residui di finanziamenti ministeriali o regionali, ma di soldi dei cittadini di Matera, prelevati direttamente dal bilancio ordinario dell’ente per coprire un servizio di soli 4 mesi”. “Evidenziato che continua - spendere quasi 90.000 euro di fondi co-
munali per appena 120 giorni di noleggio biciclette rappresenta un fulgido esempio di distorsione delle priorità amministrative, specialmente a fronte delle drammatiche e sotto gli occhi di tutti criticità in cui versano le nostre strade; · L’Amministrazione ha preferito procedere per vie brevi con un affidamento diretto, impegnando risorse proprie che potevano e dovevano essere destinate a emergenze ben più sentite dalla comunità materana”. Tutto
ciò considerato il consigliere Toto si chiede: “Per quale motivo l’Amministrazione abbia deciso di finanziare l’estensione e la continuità del servizio di Bike Sharing (passando da 22 a 30 stazioni e da 85 a 130 biciclette) utilizzando fondi propri del bilancio comunale, disattendendo la linea precedentemente annunciata in Giunta di voler ricorrere a sole risorse esterne. 2. Quali siano state le valutazioni di priorità politica e amministrativa che hanno spinto
codesta amministrazione a destinare la somma di € 88.882,12 per il servizio di noleggio biciclette, anziché orientare tali risorse comunali verso altre e più stringenti necessità della cittadinanza quali la manutenzione straordinaria delle strade; 3. Se siano stati effettuati monitoraggi preventivi sui reali tassi di utilizzo del servizio da parte di cittadini e turisti che giustifichino un simile investimento economico a totale carico delle casse municipali”.
IO SUD: «SERVIZIO MODERNO RIVOLTO AI CITTADINI E AI TURISTI, OLTRE CHE A UNO STRUMENTO CONCRETO DI MOBILITÀ»
«L
«Incomprensibile essere contro il bike sharing a Matera»
’interrogazione presentata dal consigliere comunale Augusto Toto sul servizio di bike sharing restituisce una posizione politica francamente incomprensibile. Toto sembra ritenere che Matera possa rinunciare a un servizio moderno rivolto ai cittadini e ai turisti, oltre che a uno strumento concreto di mobilità sostenibile e di rispetto dell’ambiente», afferma Io Sud. «Chiedere trasparenza sull’impiego delle risorse pubbliche, sui livelli di utilizzo e sulle modalità di affidamento è certamente legittimo. Altra cosa è descrivere il bike sharing come un inutile noleggio di biciclette, mettendolo strumentalmente in
contrapposizione con la manutenzione delle strade. Un’Amministrazione seria deve occuparsi di entrambe le esigenze: garantire strade sicure e, nello stesso tempo, investire in servizi innovativi, mobilità alternativa, riduzione del traffico e migliore accoglienza turistica». «Matera è una città conosciuta in tutto il mondo e non può offrire ai suoi visitatori una concezione della mobilità ferma al passato. Il potenziamento da 22 a 30 stazioni e da 85 a 130 biciclette rappresenta un servizio destinato non soltanto ai turisti, ma anche ai residenti, ai giovani e a quanti intendono muoversi in città senza utilizzare necessariamente l’automobile». «Toto chiarisca allora la sua po-
sizione: è contrario al bike sharing? È contrario a investire in mezzi ecologici? Ritiene che Matera non debba offrire servizi moderni ai turisti? Perché questo è il messaggio politico che emerge dalla sua interrogazione». «Sorprende, infine, che una simile impostazione provenga proprio da Augusto Toto, considerata la sua storia
politica e la sensibilità ambientale che dovrebbe aver contraddistinto il suo percorso. Nel tentativo di attaccare l’Amministrazione, il consigliere finisce così per essere contro i servizi ai turisti, contro la tutela dell’ambiente e, soprattutto, contro se stesso. Matera ha bisogno di guardare avanti, non di tornare indietro».
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Riunione operativa al Comune di Stigliano sull’avanzameno delle attività per l’approvvigionamento
Rete idrica in località Gannano Incontro con Acquedotto Lucano STIGLIANO Si è svolto un importante incontro tra Acquedotto Lucano e l’Amministrazione Comunale di Stigliano, finalizzato a definire le linee operative necessarie per la realizzazione della rete di approvvigionamento idrico a servizio della località Gannano. All’incontro hanno preso parte il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, insieme ai responsabili tecnici Giambattista Labattaglia e Maurilio Basciano. Per il Comune di Stigliano erano presenti il Sindaco Francesco Micucci, l’Assessore Pietro Rasulo e il geometra Marzano. Nel corso della riunione sono stati condivisi obiet- campo per garantire una strategico per il migliora- tadini dell’area interessativi, metodologie e azioni rapida ed efficace realiz- mento dei servizi e della ta. operative da mettere in zazione dell’intervento, qualità della vita dei cit- «Desidero esprimere un
sincero ringraziamento al Direttore Cerciello Renna per la disponibilità, la concretezza e la visione dimostrate, nonché a Giambattista Labattaglia e Maurilio Basciano per il prezioso contributo tecnico e professionale offerto. Un apprezzamento particolare va al metodo di lavoro adottato, caratterizzato da collaborazione, ascolto, pragmatismo e forte impegno nel perseguire risultati concreti per il territorio», dichiara il Sindaco di Stigliano. «La sinergia tra Acquedotto Lucano e Comune di Stigliano rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale orientata alla soluzione dei problemi e alla realizzazione di opere attese dalla comunità», conclude il Sindaco.
IL SINDACO NICOLETTI HA RICEVUTO LA COMMISSIONE DELL’ANA: EVENTO IN PROGRAMMA DAL 12 AL 14 MAGGIO 2028
Adunata Nazionale Alpini, Matera prepara la candidatura MATERA Matera accelera sul percorso per candidarsi a ospitare l’Adunata Nazionale degli Alpini del 2028. Questa mattina, nella sala Mandela al Palazzo Municipale, il Sindaco Antonio Nicoletti ha ricevuto la commissione nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) – Grandi Eventi, in un incontro dedicato alla candidatura della Città dei Sassi e alle prospettive organizzative legate a un appuntamento che, per dimensioni, partecipazione e rilevanza, rappresenta uno dei più importanti eventi nazionali. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini, il direttore generale della Presidenza della Giunta Regionale di Basilicata Donato Del Corso, il consigliere regionale di Basilicata Nicola Morea, le delegazioni della Città Metropolitana di Bari, del Comune di Bari e del comune di Melfi, che saranno coinvolti nel progetto a sostegno della candidatura di Matera. Presente anche una buona parte del tessuto imprenditoriale e del sistema delle imprese del territorio, con l’obiettivo generale di costruire una proposta territoriale ampia e condivisa, capace di mettere a sistema le diverse realtà istituzionali e le
potenzialità dell’area, a partire dalla capacità ricettiva, dalla mobilità, dai collegamenti e dai servizi necessari a gestire un evento di portata straordinaria. L’Adunata, in programma dal 12 al 14 maggio 2028, richiama una partecipazione molto ampia, con migliaia di alpini e visitatori provenienti da tutta Italia, in particolare dalle regioni del Nord. Proprio questa caratteristica rappresenta, per Matera, come ha sottolineato il Sindaco Nicoletti, anche un elemento di particolare interesse: portare l’Adunata in una città del Mezzogiorno e in un terri-
torio nuovo significherebbe aprire una prospettiva diversa, valorizzando una dimensione nazionale dell’evento e offrendo agli alpini l’opportunità di conoscere e vivere un luogo di cultura come Matera. La candidatura vuole quindi proporsi non soltanto come una sfida organizzativa, ma anche come un’occasione di incontro tra territori e comunità, capace di rafforzare il legame tra il mondo alpino e il Mezzogiorno. La scelta della sede dell’Adunata Nazionale degli Alpini 2028 è attesa il prossimo 7 novembre, quando gli organismi
competenti saranno chiamati a votare la candidatura. «“Matera è pronta a raccogliere questa sfida – sottolinea il Sindaco Nicoletti –. Sappiamo che si tratta di un appuntamento di dimensioni importanti, che richiede capacità organizzativa, strutture, servizi e una forte collaborazione istituzionale. Ma riteniamo di avere tutte le condizioni per affrontarlo. L’Adunata potrebbe rappresentare anche un’opportunità importante per portare questo straordinario appuntamento in una realtà del Sud, in una città conosciuta in tutto il mondo e in un territorio che può offrire agli alpini un’esperienza nuova e significativa. Sarebbe una sfida fuori dall’ordinario, ma proprio per questo uno stimolo in più per provarci con convinzione. Ringrazio le istituzioni di Basilicata e Puglia per il sostegno alla candidatura di una città che raccoglie le ambizioni di sviluppo di un ampio pezzo del Mezzogiorno d’Italia». Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con l’approfondimento degli aspetti organizzativi e con il consolidamento della proposta territoriale, nella prospettiva di arrivare all’appuntamento di novembre con una candidatura forte e condivisa.
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Il punto sulle risorse bloccate per trasporti e borse di studio e la proposta di istituire un «Fondo di mutuo soccorso al merito» per sostenere i giovani talenti
Il neo-appello per il diritto allo studio: «Il merito non deve essere un privilegio»
U
n augurio che rivolgo anche alle loro famiglie, al personale scolastico, ai dirigenti e, soprattutto, alle nostre docenti e ai nostri docenti, ai quali spetta uno dei compiti più importanti e più belli: accompagnare ragazze e ragazzi nella scoperta della conoscenza e della bellezza della curiosità, aiutandoli a farsi domande, a cercare risposte e a costruire, giorno dopo giorno, il proprio futuro. È positivo, in questo senso, che l’Amministrazione comunale abbia avviato un percorso di confronto più strutturato con gli istituti comprensivi della città. Gli incontri svolti nel mese di agosto hanno messo al centro questioni concrete che riguardano quotidianamente la vita delle scuole: manutenzione e decoro degli edifici, servizi di mensa, trasporto, assistenza educativa, gestione degli spazi pubblici e degli impianti sportivi, oltre all'utilizzo extrascolastico delle palestre. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere stabile il dialogo tra Comune e istituzioni scolastiche e di intervenire con maggiore tempestività sulle esigenze di studenti, famiglie e personale.È un metodo che condivido e che, se accompagnato da risorse e atti concreti, può rappresentare un passo importante. Proprio per questo, però, credo sia necessario ricordare che la scuola non è soltanto manutenzione degli edifici e organizzazione dei servizi. È anche opportunità, inclusione, mobilità, partecipazione e valorizzazione del merito. A dicembre 2025, attraverso un emendamento al bilancio, erano state stanziate risorse per consentire agli under 18 di usufruire di abbonamenti gratuiti al trasporto pubblico, con una finalità precisa: promuovere la mobilità sostenibile e rendere più facile per i nostri ragazzi spostarsi in città. Sarebbe stato un bellissimo segnale riuscire a trasformare quelle risorse in un'opportunità concreta proprio con l'inizio del nuovo anno scolastico. Eppure, nonostante il fatto che la scuola — come ogni anno — arrivi puntualmente a settembre, questo obiettivo non è stato ancora raggiunto.Nello stesso periodo il Consiglio comunale di Matera aveva votato e rinviato in commissione un ordine del giorno, proposto da Domenico Bennardi e Saverio Tarasco e sottoscritto da diversi consiglieri di minoranza, per l'istituzione di una borsa di studio destinata agli studenti e alle studentesse materane, nell'ambito delle iniziative legate a Matera Capitale del Mediterraneo e del Dialogo 2026. Anche su questo tema, ad oggi, nonostante i diversi solleciti, le commissioni competenti non sono riuscite a de-
finire lo stanziamento delle risorse. È difficile non rilevare una contraddizione: alle votazioni espresse pubblicamente in Aula consiliare sembrano essere seguite, nelle commissioni, valutazioni differenti, consumate lontano dal confronto pubblico. E questo rischia di allontanare le istituzioni dai cittadini e, soprattutto, dai ragazzi ai quali dovremmo dare l'esempio di una politica capace di decidere e mantenere gli impegni.Per questo credo sia arrivato il momento di fare un passo ulteriore. Presenterò a breve in Consiglio comunale una mozione per istituire un «Fondo di mutuo soccorso al merito». L'idea nasce da una considerazione semplice: «non sempre l'eccellenza intellettuale viaggia insieme all'eccellenza del portafoglio». Sono tanti gli studenti che, grazie alle proprie capacità, riescono a distinguersi in competizioni regionali, nazionali e internazionali di matematica, scienze, italiano, arte e in altre discipline. Può accadere, però, che proprio nel momento in cui arriva la possibilità di partecipare alla fase nazionale o internazionale, una famiglia non abbia le risorse economiche necessarie per sostenere le spese di viaggio, soggiorno o
partecipazione. E così un ragazzo o una ragazza può essere costretto a rinunciare non perché non abbia il talento, la preparazione o la volontà, ma semplicemente perché non può permettersi di raggiungere una sede di gara lontana da Matera. Questo non è accettabile. Una città che vuole investire sui giovani e che sta vivendo il 2026 come Capitale del Mediterraneo e del Dialogo dovrebbe fare di tutto per garantire che il merito non venga fermato dalle condizioni economiche della famiglia di appartenenza.Il Fondo che propongo potrebbe utilizzare una piccola parte delle risorse già previste in bilancio per i trasporti, destinandola a sostenere gli spostamenti degli studenti meritevoli impegnati in competizioni e iniziative di particolare valore didattico, culturale e sociale. Non si tratterebbe di sostituire la scuola o di finanziare spese che spettano agli istituti scolastici, ma di intervenire laddove esiste un'esigenza concreta che nasce fuori dall'ordinaria organizzazione scolastica e che, tuttavia, è strettamente collegata alla formazione e alla crescita dei nostri ragazzi. Penso a un piccolo fondo, regolamentato con criteri trasparenti, che possa so-
stenere chi dimostra capacità e impegno ma rischia di dover rinunciare a un'importante esperienza formativa per ragioni economiche. Il merito deve essere un'opportunità, non un privilegio. E se abbiamo risorse destinate ai giovani, dobbiamo avere il coraggio di utilizzarle anche per questo.Infine, voglio rivolgere un ringraziamento particolare alle nonne e ai nonni di Matera. Ogni giorno, con pazienza, affetto ed entusiasmo, rappresentano un sostegno fondamentale per tantissime famiglie e contribuiscono, spesso in maniera silenziosa ma determinante, all'organizzazione della vita scolastica: accompagnando i nipoti, aspettandoli all'uscita, sostenendo i genitori e condividendo con loro gioie, preoccupazioni e responsabilità. A tutti loro, agli studenti e alle studentesse, ai genitori, ai dirigenti, ai docenti, al personale amministrativo, tecnico e ausiliario va il mio più sincero augurio per un buon anno scolastico. Che sia un anno nel quale nessuno debba rinunciare a un'opportunità per ragioni economiche e nel quale la nostra comunità sappia investire davvero sulla curiosità, sul talento, sul merito e sul futuro dei suoi giovani.
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Appuntamento domani alla Galleria Cosenza con la danza contemporanea e la musica d'avanguardia
Festival 100 Scale, al via le performance di Panzetti-Ticconi e Madeddu Giuntoli
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omani alla Galleria civica G. Cosenza, «Il Città delle 100 Scale Festival» – XVIII edizione prosegue il suo programma dedicato alla scena contemporanea con «Cry Violet», creazione di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi alle ore 21:00, e a seguire «An Integration» di Federico Madeddu Giuntoli live in trio.«Cry Violet», nato all’interno di Esplorazioni, progetto di Triennale Milano in collaborazione con Volvo Car Italia, vede il duo artistico dialogare con la musica di Teho Teardo, compositore e sound designer autore di numerose colonne sonore per cinema, teatro e installazioni, e vincitore del David di Donatello per la miglior colonna sonora per «Il Divo» di Paolo Sorrentino. Il titolo, ispirato a un fiore estinto, è una creazione coreografica che attraversa i temi della colpa, della vergogna e del tentativo umano di riparare ai danni provocati, mettendo in scena un ambiguo confine tra reale trasformazione e semplice rappresentazione del cambiamento.Attraverso gesti ispirati all’iconografia del peccato originale, i corpi dei performer ripetono azioni legate alla pulizia e alla cancellazione: il panno e il fazzoletto diventano simboli di una tensione tra cura e occultamento, tra il desiderio di espiare e l’impossibilità di cancellare completamente le tracce delle
proprie responsabilità. La performance riflette anche sui fenomeni contemporanei di costruzione dell’immagine, come il greenwashing, trasformando il gesto quotidiano del pulire in una metafora del rapporto tra uomo, ambiente e potere. Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi lavorano insieme dal 2008 tra Berlino e Torino, indagando il rapporto tra comunicazione, violenza e potere con
un lavoro presentato nei più importanti contesti internazionali della danza contemporanea.La serata proseguirà con il progetto «An Integration» di Federico Madeddu Giuntoli (elettronica, campioni, basso, chitarra, voce), affiancato sul palco da Sigovia Beare al flauto e sax e da Maurizio Bottazzi alla batteria. Musicista e artista multidisciplinare, Madeddu Giuntoli sviluppa da oltre ven-
t'anni una ricerca che intreccia elettronica, ambient, minimalismo e improvvisazione. Il trio costruisce un dialogo continuo fra suono acustico ed elettronico, trasformando ogni esecuzione in un organismo vivo, aperto all'ascolto reciproco e alla reinvenzione. Un’esperienza immersiva e contemplativa, capace di evocare immagini e paesaggi interiori di grande suggestione.
A settembre 1.600 volontari offrono l'opuscolo «Puoi vivere felice per sempre». Carbonara: «La Bibbia guida pratica per la vita quotidiana»
Testimoni di Geova a Potenza: via alla campagna mondiale per promuovere la speranza con un corso biblico gratuito
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settembre oltre 9 milioni di Testimoni di Geova in tutto il mondo prenderanno parte a una campagna mondiale che punta a promuovere speranza e benessere attraverso un corso biblico interattivo e gratuito. L’iniziativa mette in evidenza la dimensione pratica dei consigli contenuti nella Bibbia e il loro impatto nella vita quotidiana. Nella provincia di Potenza parteciperanno circa 1.600 volontari.«Gli insegnamenti della Bibbia continuano a dimostrarsi una guida pratica per la vita di tutti i giorni, aiutando le persone ad affrontare le difficoltà, rafforzare le relazioni e, in molti casi, perfino salvare il proprio ma-
trimonio – ha detto Giuseppe Carbonara, portavoce dei Testimoni di Geova della Puglia e Basilicata –. Per questo vogliamo dare a tutti l'opportunità di valutarne personalmente i benefici».Durante la campagna, i Testimoni distribuiranno l’opuscolo «Puoi vivere felice per sempre», un percorso in tre lezioni, che presenta in modo semplice princìpi biblici attraverso illustrazioni, video e domande di approfondimento. L’iniziativa culminerà con un discorso speciale dal tema: «Come può aiutarti la Bibbia?», che si terrà in tutte le congregazioni dei Testimoni di Geova nel mondo. L’ingresso è libero e gratuito.
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Periscopio
giovedì 9 settembre 2026
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Cinque sguardi, una vita
Non basta avere gli occhi aperti
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DI FABRIZIO QUARATINO
aisaku Ikeda, pensatore buddhista giapponese e promotore del dialogo per la pace, dialogando con lo storico britannico Arnold J. Toynbee, richiama l’immagine dei cinque occhi per descrivere la capacità di vedere e comprendere le cose. Mi colpisce soprattutto questa idea: non basta vedere di più, occorre imparare a comprendere meglio. Noi, già con due occhi, riusciamo a non vedere quello che abbiamo davanti. Figuriamoci con cinque. Eppure questa immagine contiene una domanda che riguarda tutti, credenti e non credenti: quanto della realtà vediamo davvero, e quanto invece lo completiamo con le nostre convinzioni? Guardare non significa necessariamente comprendere. Possiamo osservare una persona e fermarci al suo comportamento. Ascoltare una frase e decidere di aver capito tutto. Vedere una difficoltà e scambiarla per il destino definitivo di qualcuno. Poi scopriamo che dietro quella frase c’era paura, dietro quel comportamento una ferita, dietro quella difficoltà una possibilità che non avevamo immaginato. IL PRIMO SGUARDO: VEDERE DAVVERO Gli occhi distinguono forme e colori. Sono preziosi, naturalmente. Ma non ba-
stano a raccontarci una persona. Vediamo un sorriso e pensiamo che tutto vada bene. Vediamo qualcuno tacere e lo giudichiamo distante. Vediamo una persona cadere e siamo già pronti a spiegarle come avrebbe dovuto camminare. Siamo diventati bravissimi a distribuire diagnosi esistenziali senza nemmeno chiedere: “Come stai?”. Forse il primo esercizio è osservare senza pretendere di sapere tutto. Perché una persona non coincide con il momento nel quale la incontriamo. E nessuno di noi vorrebbe essere giudicato soltanto dal proprio giorno peggiore. IL SECONDO SGUARDO: OLTRE IL BUIO L’immagine di una visione più ampia mi suggerisce una domanda concreta: sappiamo riconoscere una possibilità anche quando non è immediatamente visibile? Quando qualcuno attraversa un periodo difficile, possiamo fermarci a ciò che non funziona. Oppure ricordare che la sua vita contiene anche capacità, esperienze, risorse, relazioni. Non significa promettergli che tutto andrà bene. Significa non ridurlo al problema che sta vivendo. A volte un incoraggiamento sincero comincia così: “Io non so come finirà, ma non credo che questa difficoltà dica tutto di te”. Non è una previsione.
È un modo di restituire spazio alla speranza. IL TERZO SGUARDO: LA SAGGEZZA CHE RIDIMENSIONA Una comprensione più profonda ci ricorda che ciò che accade nasce dentro una rete di cause e condizioni. Anche ciò che consideriamo un nostro successo dipende da incontri, opportunità, aiuti, errori, circostanze. E anche ciò che chiamiamo fallimento raramente racconta tutta la verità su una persona. Questo non elimina la responsabilità individuale. Ci invita a esercitarla senza trasformarci in giudici universali. Possiamo essere fieri di ciò che abbiamo costruito e riconoscere quanto dobbiamo agli altri. Possiamo correggere un errore senza convincerci di essere quell’errore. La saggezza, forse, comincia quando smettiamo di confondere una parte con il tutto. IL QUARTO SGUARDO: VEDERE LE CONSEGUENZE Le nostre parole producono effetti. Un incoraggiamento può aiutare qualcuno a ritrovare fiducia. Una parola pronunciata con disprezzo può ferire molto più di quanto immaginiamo. Non possiamo controllare ogni conseguenza, ma possiamo scegliere con maggiore attenzione ciò che mettiamo nel mondo. E quando sbagliamo, possiamo riconoscerlo. Non serve essere impeccabili. Serve non usare la propria convinzione come licenza
per calpestare gli altri. Perché avere fede non significa avere sempre ragione. E chi ci contraddice non diventa automaticamente un nemico della nostra felicità. IL QUINTO SGUARDO: RICONOSCERE LA DIGNITÀ Il punto più alto di questa immagine, per me, è la possibilità di riconoscere una dignità profonda in ogni persona. Non soltanto in chi ci somiglia. Non soltanto in chi ci dà ragione. Anche in chi attraversa una crisi, compie scelte che non comprendiamo o non riesce ancora a esprimere ciò che porta dentro. Questo non significa approvare tutto. Possiamo dissentire, stabilire confini, prendere le distanze. Ma possiamo farlo senza negare il valore umano dell’altro. E possiamo ricordare che anche noi abbiamo bisogno di essere guardati così. Non come persone perfette. Come persone capaci di crescere. Dopo anni di lavoro e di rapporti umani, ho imparato che l’esperienza può aiutarci a comprendere, ma può anche farci credere di avere capito. È una tentazione. Quando penso di conoscere una persona, rischio di ascoltare meno ciò che mi sta dicendo. E invece ogni incontro merita uno sguardo nuovo. Anche chi abbiamo accanto da anni può sorprenderci. Noi possiamo cambiare. Forse la maturità consiste nel conservare
questa curiosità, senza rinunciare alla nostra esperienza e senza trasformarla in una sentenza. GUARDIAMOCI MEGLIO Vorrei che questa riflessione lasciasse una domanda a ciascuno di noi. Quando incontriamo qualcuno, quale parte della sua vita scegliamo di vedere? Il limite? L’errore? La difficoltà? Oppure anche la possibilità? Non dobbiamo diventare maestri dello sguardo. Possiamo cominciare da qualcosa di più semplice: ascoltare meglio, giudicare meno in fretta, incoraggiare senza sostituirci. E magari chiedere a qualcuno: “Tu come la vedi?”. Perché anche il nostro sguardo ha bisogno degli altri. La fede non dovrebbe renderci persone che vedono dall’alto. Dovrebbe aiutarci a vedere più profondamente. E se davvero vogliamo aprire gli occhi sulla vita, forse il primo passo è questo: non guardare nessuno come se la sua storia fosse già finita. Non sempre riusciremo a farlo. Ma possiamo provarci ancora, con umiltà, ricordando che anche noi abbiamo bisogno di essere compresi, ascoltati, incoraggiati. Perché anche quando noi non riusciamo ancora a vedere una strada, la dignità di una persona resta intatta. E la speranza comincia proprio lì: nel riconoscere che nessuna difficoltà ha il diritto di pronunciare l’ultima parola sulla sua vita.
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giovedì 10 settembre 2026
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