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Cronache del 10 ottobre 2026

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SABATO 10 OTTOBRE 2026•ANNO XI N. 227

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

COStituitO iL gRuppO di LAvORO peR LA tASSAziONe degLi extRApROfitti eNeRgetiCi

All’ecofin passa la linea giorgetti favorevoli, oltre all’italia, anche germania, Spagna, portogallo, Austria e polonia. Sconfitta la linea della francia

Lamattina a pag 4

Le tRe fiAMMeLLe CON i 3 SOttO MiSuRA CAuteLARe LAvORAvANO peR i SubAppALti deLLA COOpeRAtivA

LA bANdA dei tRettRÉ L’impresa foggiana, il cui referente è frisoli, era stata colpita da interdittiva antimafia. Misura confermata anche dal Consiglio di Stato. dopo il controllo, adesso ha l’amministrazione giudiziaria _

NObeL peR LA pACe

Oggi pomeriggio Galeazzo Bignami sarà a Potenza e a Matera per illustrare il lavoro del Governo in questi quattro anni

Il premio alla giurista sudafricana Navy Pillay

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di LuCiA StefANiA MANCO

l Nobel per la pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navanethem Pillay. «Ha contribuito con eccezionale coraggio e integrità a costruire un ordinamento giuridico globale più completo», si legge nelle motivazioni del Comitato norvegese per il Nobel. Una vita per i diritti umani, Pillay ha ricoperto vari incarichi. (...) ■ continua a pag 3

gLi iNCONtRi

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La vignetta di Mario Bochicchio Lopiano, Frisoli e Quaratino

CRONACA E intanto Zeta System chiarisce di non essere coinvolta nelle indagini sui Lopiano e Quaratino

per de bonis e altri arriva l’archiviazione iL LibRO di giANfRANCO bLASi SuLLA viCeNdA di dOMeNiCO CALieNdO

Quando un cuore mancato diventa un’importante domanda collettiva

Dellapenna a pag 11

Servizio a pag 14

■ Servizio

a pag 13

AbRiOLA

Comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone, il Tar respinge il ricorso di Legambiente, il sindaco Triunfo: «Si tratta di un passaggio importante»

■ Servizio

a pag 13

_ puNtO NASCite MeLfi

La Regione chiede al Ministero la proroga fino a dicembre 2027 a causa delle criticità sulla viabilità

■ Servizio

a pag 20

_ viAbiLità

Il Comitato “Marmo Cesine” ringrazia Caiata per l’attenzione sul collegamento con la Potenza–Sicignano ■ Calabrese

a pag 24


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sabato 10 ottobre 2026

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Italia e Mondo Dura la reazione di Israele: «Goebbels applaude dall’inferno» e gli Usa annunciano sanzioni contro Corte Penale Internazionale. In Italia presa di posizione M5s e Avs

Il Nobel per la pace va alla giurista Navy Pillay I

DI LUCIA STEFANIA M ANCO

l Nobel per la pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navanethem Pillay. «Ha contribuito con eccezionale coraggio e integrità a costruire un ordinamento giuridico globale più completo», si legge nelle motivazioni del Comitato norvegese per il Nobel. Una vita per i diritti umani, Pillay ha ricoperto vari incarichi. Tra gli altri quello di presidente della Commissione indipendente d’inchiesta dell’Onu sui territori palestinesi occupati, denunciando il genocidio a Gaza. L’annuncio ha suscitato immediate e contrastanti prese di posizione nella comunità internazionale. Tra i primi a congratularsi con Pillay il Segretario generale dell’Onu, il Commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite, la presidente della Commissione europea e il premier spagnolo. Dura, invece, la reazione israeliana: «Premiata la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno», si legge in una nota del ministero degli esteri. Stesso tenore le dichiarazioni in un post su Truth dell’avvocato di Trump e da quest’ultimo ricondiviso. Poco dopo è arrivato anche l’annuncio del Dipartimento del Tesoro Usa di sanzionare la Corte penale internazionale. Anche in Italia vi sono state reazioni, polemiche e interrogativi. PILLAY, LA CARRIERA E IL NOBEL Nata a Durban da una famiglia di origini indiane, Pillay è stata la prima donna non bianca a esercitare la professione forense nella provincia del Natal nonché ad entrare nell’Alta Corte del Sudafrica. In prima linea nella difesa degli attivisti antiapartheid, tra cui Nelson Mandela, successivamen-

te è stata presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, giudice della Corte penale internazionale tra il 2003 e il 2008 e Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani dal 2008 al 2014. Di recente ha guidato la Commissione indipendente dell’Onu per Gaza che ha accusato di genocidio Israele. Pillay ha saputo del conferimento del Nobel mentre era Norimberga, nel Palazzo di Giustizia, per una conferenza sul diritto penale internazionale. «Spero non sia uno scherzo, voglio ancora verificarlo. Essendo un avvocato e un giudice, esigo prima le prove», avrebbe commentato con stupore e ironia. Con riferimento alle sue indagini alla guida della Commissione indipendente dell’Onu sul conflitto a Gaza ha dichiarato: «Molti mi rendono omaggio per il mio coraggio, ma perché mai ci vorrebbe coraggio per dire la verità? Si interpreta la legge e si esaminano i fatti per formulare decisioni imparziali». «Se applaudite un pò più forte, forse potrei spartire il premio con lui», queste invece le sue dichiarazioni riferendosi

alle rivendicazioni del presidente statunitense Donald Trump in merito alla risoluzione di conflitti internazionali. LE REAZIONI Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha sottolineato che Pillay «ha dimostrato che la forza del diritto deve prevalere sul diritto della forza e che la difesa dei diritti umani è la garanzia più sicura contro l’ingiustizia». «Dal suo lavoro in Sudafrica in difesa di Nelson Mandela e altri - ha aggiunto Guterres - al suo ruolo di giudice internazionale in casi relativi a crimini internazionali, compreso il genocidio in Ruanda, al suo mandato come Alto Commissario per i Diritti Umani, alla presidenza della Commissione internazionale indipendente di inchiesta delle nazioni Unite sui territori palestinesi occupati ha dimostrato che la forza del diritto deve prevalere sul diritto della forza e che la difesa dei diritti umani è la garanzia più sicura contro l’ingiustizia». Per l’Alto Commissario Onu per i Diritti umani, Turk, «il Nobel a Pillay in un momento in cui i diritti umani sono sotto attacco

su molti fronti assume un significato profondo». Messaggi di congratulazioni sono arrivati da più parti. Tra i primi quello del suo connazionale, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa: «un Nobel che porta speranza in Sudafrica e in tutto il mondo», queste le sue parole. Plauso anche da parte del primo ministro spagnolo Sancez e altri leader europei. Dura la reazione di Israele. Il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso una nota dai toni duri in cui cita il gerarca nazista, ministro della propaganda del Terzo Reich e braccio destro di Hitler:«Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay è la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno». Di analogo tenore critico la reazione diffusa sui canali social dal legale del presidente Trump: «il Comitato - ha asserito - si è coperto di vergogna in modo irreparabile sminuendo un premio un

tempo prestigioso», definendo la giurista priva di credibilità istituzionale. Poco dopo l’assegnazione del premio a Pillay il Dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato sanzioni alla Corte Penale Internazionale. In Italia l’assegnazione del Nobel ha innescato polemiche, sollevando interrogativi da parte del M5s sulla posizione del governo italiano rispetto alle questioni internazionali. Il capogruppo M5s Pirondini ha sottolineato come il riconoscimento non sia stato conferito al presidente americano Trump «nonostante la proposta avanzata in passato dalla premier Meloni, quando i rapporti tra i due leader erano particolarmente cordiali». A suo avviso «il Nobel a Pillay costituisce un monito per quei leader che si rifiutano di definire chiaramente le situazioni di crisi e che non hanno mai utilizzato il termine genocidio in riferimento agli eventi nella Striscia di Gaza». Netta presa di posizione da parte di Bonelli, deputato Avs: « Chiediamo al governo Meloni e al ministro Tajani di prendere le distanze dalle parole di Sa’ar».


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Costituito il gruppo di lavoro per la tassazione degli extraprofitti energetici

Extraprofitti, all’Ecofin passa la linea Giorgetti Favorevoli, oltre all'Italia, anche Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Polonia. Sconfitta la linea della Francia

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DI ROBERTO LAMATTINA

Ecofin del 9 ottobre fa un passo avanti sul tema della tassazione degli extraprofitti Il Commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrowsky in conferenza stampa ha spiegato come nonostante “siano gli stati membri quelli nella posizione più idonea per adottare misure di tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche» è stato deciso di creare «un gruppo di lavoro dedicato a questa questione, per condividere le migliori pratiche e, in un certo senso, assistere gli Stati membri in tale attività». Il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, Presidente di turno dell'eurofin, che i ministri delle finanze «hanno dato il mandato per portare

avanti le valutazioni su questa possibilità” LA RICHIESTA DELL'ITALIA Al vertice era presente anche Giorgetti. L'Italia è uno dei paesi (insieme a Germania, Spagna, Porto-

gallo, Austria e Polonia) che da tempo ha chiesto alla UE un approfondimento sulla tassa europea degli extraprofitti delle aziende energetiche. Grande sconfitta la Francia. Il governo francese

era espressamente contrario ad una politica europea sugli extraprofitti. Secondo il commissario europeo all’Ambiente Wopke Hoekstra che “i cittadini più vulnerabili avvertono ogni giorno la

pressione causata dai prezzi dell'energia, che hanno raggiunto livelli drammatici per cui serve cercare di intervenire, valutando anche soluzioni meno convenzionali” UN PROBLEMA SPINOSO Quello degli extraprofitti è un problema complesso da affrontare e di non facile soluzione malgrado la facile propaganda populista che li trasforma in una tassazione alla Robin Hood. Se, infatti, è molto semplice soffiare sul fuoco della polemica e della paura per dire che si deve togliere a chi ha guadagnato di più dalla crisi per dare a chi ha speso di più, molto più complesso è definire gli extraprofitti e la modalità di tassazione. Un approfondimento europeo in questo senso può aiutare molto.


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IL CASO PIETRACATELLA Il duplice omicidio resta senza movente, aperto anche il filone sulle cure prestate da cinque medici

Ricina, la procura cerca il veleno sul web: perquisizione nel liceo delle sorelle Di Vita Nei decreti firmati da Elvira Antonelli l’ipotesi che la ricina sia stata acquistata online. Saranno esaminati i computer di due scuole. Il tossicologo Locatelli: «Come si prepari fuori da un laboratorio non è il nostro mestiere»

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DI TIZIANA MAGRÌ

etti uno dopo l’altro, i decreti restituiscono l’immagine di una rete a strascico, calata a largo, ma potrebbe essere, da parte della procura, solo premura di non sbagliare. Certo è che la pistola fumante non c’è ancora. Il veleno che ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita potrebbe essere stato comprato su internet. È una delle ipotesi messe nero su bianco dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, nei decreti di perquisizione firmati il 28 settembre: accertare la provenienza della sostanza, si legge negli atti, «eventualmente acquistata sul web». Per cercarne le tracce, nei prossimi giorni, gli investigatori entreranno in due scuole del Molise, tra cui il liceo frequentato fino all’anno scorso da Sara e dalla sorella maggiore Alice. LE DATE Gli avvisi alle parti firmati dal sostituto commissario Roberto Valente, fissano il calendario delle perquisizioni. Il 14 ottobre, alle nove del mattino, la Squadra mobile di Campobasso e il Servizio centrale operativo della Polizia entreranno nel liceo di

Riccia. Il giorno dopo, alla stessa ora, nel liceo classico di Campobasso. Entrambi i plessi appartengono allo stesso istituto superiore. In tutto sono ottantaquattro postazioni elencate, ventuno a Riccia e sessantatré a Campobasso, una per una, con marca, numero e processore: sotto assedio i laboratori d’informatica degli alunni, le sale dei professori fino ad arrivare alla presidenza. Ma l’accertamento potrà estendersi a ogni altro dispositivo presente negli istituti. CHE COSA SI CERCA L’obiettivo dell’operazione è quello di stabilire se da quei computer qualcuno abbia cercato la ricina. Tra le parole chiave non ci sono soltanto quella del veleno e quella della pianta da cui si ricava, ma anche il nome di alcune sostanze che potrebbero essere state impiegate durante l’estrazione della tossina; si cercano anche i termini tecnici collegati alla sua preparazione e le espressioni «dark web» e «deep web». Secondo gli atti, l’accertamento non si fermerà alle parole, ma saranno esaminate cronologie di navigazione, query, dowloand, file creati e cancellati. Si andrà, anche, alla ricerca dell’uso di

software per la navigazione anonima. Da un passaggio dell’atto emergerebbe quanto indietro si può andare nella ricerca. Poiché non si può stabilire quando, eventualmente, sia iniziata l’attività di studio o di preparazione della tossina, l’analisi si estenderà dall’installazione dei dispostivi. Attraverso le metodologie forensi si procederà ad accertare l’attribuzione dell’account, dei profili, indirizzi IP e connessioni Wi-Fi. Per far comprendere la complessità del lavoro, e quasi certamente dei tempi lunghi, si aggiunge che le postazioni sono quelle usate ogni giorno da centinaio di alunni e docenti. I DUE FILONI D’INCHIESTA Negli atti viene ricostruita la struttura del procedimento e la tragedia. Da un lato il duplice omicidio volontario premeditato con uso di mezzo venefico, contestato a ignoti, dall’altro un’ipotesi di omicidio colposo a carico di cinque medici che ebbero in cura Antonella e Sara. Le due donne ventiquattr’ore dopo l’assunzione di una sostanza alimentare cominciarono a star male. Si rivolsero al pronto soccorso dell’ospedale di Cam-

pobasso la sera del 25 dicembre, poi nella giornata del 26, infine il pomeriggio e la sera del 27. Quello stesso giorno Sara non ce la fece; Antonella morì la mattina successiva. Quel «sostanza alimentare» è il punto in cui l’inchiesta è ferma. Che cosa fosse, e soprattutto chi avesse le conoscenze per ricavare un veleno, è la domanda da cui dipende tutto il resto. In assenza di un movente. Ed è anche la domanda a cui la scienza, interpellata, risponde di non poter rispondere. C’è un confine, prima di tutto, e lo traccia Carlo Locatelli, direttore dell’Istituto di tossicologia Maugeri di Pavia, raggiunto al telefono gli abbiamo chiesto se la ricina

si possa ricavare in casa, con quali strumenti e in quanto tempo. «Noi la manipoliamo in laboratorio, sotto cappa, con tutte le precauzioni, come facciamo con qualunque molecola», spiega al telefono. «Quello che invece serve per fare delle cose sbagliate o criminose per noi non è noto, non è il nostro mestiere. Questo dovete chiederlo alle forze dell’ordine». È la stessa domanda a cui la procura sta cercando di rispondere nelle ultime settimane. E mentre si resta senza risposta, il tossicologo non chiude nemmeno all’ipotesi che tutto sia nato da un’incidente, pur senza sostenerla, rinvia ai casi accaduti e al lavoro degli inquirenti.


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L’estromissione di Aguila Saleh e la trasformazione del potere nella Libia orientale

Libia, il potere cambia: il comandante generale diventa governatore generale L’

DI AHMED ZAHER

estromissione di Aguila Saleh pone una domanda che va oltre il nome del nuovo presidente della Camera dei rappresentanti, il Parlamento libico radicato nell’est del Paese. Dove finirà il potere decisionale che Saleh aveva concentrato nelle proprie mani? È nella risposta, a mio avviso, che si coglie il significato della trasformazione in corso nella Libia orientale. Cambiare chi occupa la presidenza non basta a restituire autonomia all’istituzione. Può invece trasferirne il controllo da un uomo che negoziava in suo nome a una forza che decide al suo posto.Leggo la rimozione di Saleh come un passaggio nella trasformazione del potere costruito da Khalifa Haftar, comandante delle forze della Libia orientale. Il comando militare assume sempre più le funzioni di un governo di fatto, mentre al suo interno cresce il ruolo del figlio Saddam Haftar. L’espressione «governatore generale» descrive qui una logica di dominio, non una nuova carica. La forza militare si avvicina alla possibilità di dettare le scelte dell’autorità civile che dovrebbe definirne le competenze e sorvegliarne l’operato. L’istituzione che conferisce il mandato rischia così di dipendere dall’autorità militare che dovrebbe controllare.Saleh non incarnava l’autonomia del Parlamento. Il suo potere personale si era sovrapposto a quello della Camera, e la funzione legislativa era diventata una risorsa per consolidarne il peso negoziale. Anche il margine conservato nei confronti degli alleati ser-

viva soprattutto a mantenerlo al centro degli equilibri. Criticarne l’estromissione non richiede di riabilitarne l’esperienza né di trasformarlo in un difensore dell’autonomia delle istituzioni civili.Il fatto che il potere della Camera si fosse concentrato nelle mani di Saleh non significa, tuttavia, che la sua rimozione restituisca automaticamente autorità ai deputati. Saleh disponeva di risorse negoziali e gli altri dovevano tenerne conto. Il suo indebolimento apre a Saddam la possibilità di appropriarsi di uno strumento al quale prima accedeva attraverso una trattativa. Un Parlamento che recupera autonomia dal proprio presidente e uno che perde con lui il residuo margine negoziale sono esiti profondamente diversi.Le richieste di rinnovamento dei deputati possono essere legittime e il loro malcontento autentico. Ma la fondatezza di una rivendicazione non garantisce l’indipendenza del risultato. Un attore più forte può utilizzare il desiderio di liberarsi da un controllo personale per imporne uno più esteso. Il criterio decisivo sarà la capacità della Camera di opporsi a chi ha favorito l’insediamento della nuova presidenza.È qui che si misura il vantaggio che Saddam cerca di consolidare. La forza militare permette di imporre fatti sul terreno; il controllo delle decisioni legislative può convertirli in leggi, nomine e stanziamenti. Si possono accumulare strumenti di governo senza occupare tutte le cariche e orientare la legislazione senza sedere tra i legislatori.Questo vantaggio incide anche sulla competizione familia-

_ Aguila Saleh Issa

re per la successione al padre. La vicinanza di Saleh a Khaled e Belqasim Haftar, fratelli di Saddam, che emerge dalle ricostruzioni degli equilibri interni alla famiglia, attribuisce alla sua estromissione un significato ulteriore. Quanto più Saleh perde influenza, tanto meno i due fratelli possono contare sulla sua posizione politica e legislativa per bilanciare Saddam.La successione comincia dunque prima che il posto del capo sia vacante, attraverso la redistribuzione delle risorse e la riduzione degli spazi dei concorrenti. Saddam non ha per questo risolto la partita. Rafforza, secondo questa lettura, la propria posizione negoziale, mentre l’esito resta legato al padre, alle risorse dei fratelli e alle loro alleanze. L’espansione del potere familiare e l’ascesa di uno dei figli non coincidono interamente. Le istituzioni possono perdere autonomia mentre i benefici del loro assoggettamento si distribuiscono in modo diseguale.A questa concentrazione interna si aggiunge una dimensione regionale. Il peso di Saddam dipende anche dalla sua influenza su nodi di frontiera, infrastrutture e corri-

_ Saddam Haftar

doi che collegano il sud libico, il Sahel e il Mediterraneo. Le analisi del centro studi European Council on Foreign Relations (ECFR) gli attribuiscono un ruolo nell’espansione di rotte migratorie dalla Libia orientale verso l’Europa. Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulla Libia ha inoltre descritto una strategia delle forze di Haftar volta a controllare importanti itinerari commerciali e di traffico. Si tratta di un’influenza su snodi rilevanti, non della padronanza di ogni rotta libica.La Libia è anche un crocevia di economie illecite che comprendono traffico di armi, carburanti e stupefacenti, oltre al traffico di migranti e alla tratta di persone. Sono attività distinte, pur con sovrapposizioni di intermediari, protezioni e infrastrutture. Lungo il corridoio Sahel–Libia, la cocaina costituisce una fonte di reddito per reti criminali e attori armati. Le ricerche della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), organizzazione che studia la criminalità organizzata transnazionale, indicano che organizzazioni estremiste possono beneficiarne indirettamente, senza essere i principali organizzatori del traffico. Queste evidenze non autorizzano a ricondurre tutti i traffici a una sola regia, né ad attribuire a Saddam la gestione diretta di ogni mercato che attraversa territori sotto l’influenza delle sue forze.La conseguenza politica, però, è rilevante. La capacità di incidere sui passaggi e sui flussi può diventare potere contrattuale nei confronti dei governi europei. Il controllo del territorio offre così una risorsa anche fuori dalla Libia. Se a questa influenza si aggiunge la capacità di orientare la Camera, Saddam può presentarsi come un interlocutore capace di incidere sia sul terreno sia sulle decisioni formali. Il rischio, per l’Europa, è scambiare questa capacità di intervento per affidabilità istituzionale, contribuendo a consolidare un potere personale in cambio di una cooperazione contingente.


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www.lecronache.info La questione centrale resta quindi la trasformazione delle istituzioni in risorse di potere. La Camera che dovrebbe contribuire a regolare il passaggio dell’autorità diventa una posta nella competizione per ereditarla. Le regole comuni perdono efficacia, mentre incarichi e competenze vengono piegati agli equilibri personali.È questo il senso politico del passaggio al «governatore generale». Il centro del potere militare delimita l’azione delle istituzioni e ne arbitra i conflitti, sottraendosi al loro controllo. La Camera può continuare a riunirsi e produrre decisioni mentre perde la possibilità di opporsi. Una maggiore attività parlamentare può allora indicare una subordinazione più efficiente, anziché il recupero di un ruolo autonomo.Ma assoggettare la Camera può ridurre il valore del vantaggio ottenuto. Il potere ha bisogno di una copertura legislativa riconoscibile anche dagli altri attori. Quanto più tale copertura appare priva di autonomia, tanto meno riesce a generare accettazione oltre la sfera della forza che la sostiene. Saddam potrebbe guadagnare un Parlamento più obbediente e perderne una parte dell’utilità come riferimento condiviso.Le contestazioni sul cambio di presidenza e gli appelli a riunire i deputati a Tripoli vanno letti anche in questa prospettiva. Il tentativo di monopolizzare la decisione può aprire una disputa su chi rappresenti l’istituzione. L’accettazione politica degli atti può diminuire prima ancora che sia risolta la controversia sulla loro validità giuridica. Emettere una decisione e ottenerne il riconoscimento sono due capacità diverse.La passata divisione della Banca centrale libica lo mostra. La nomina parlamentare di Ali al-Hibri, poi alla guida dell’istituzione parallela nell’est del Paese, e la successiva controversia sui dinari stampati in Russia illustrano come una copertura parlamentare possa sostenere iniziative concrete sen-

za sciogliere le contestazioni sulla loro legittimità. La stessa distinzione aiuta a comprendere il ruolo del governo guidato da Osama Hammad, sostenuto dalla Camera e insediato nell’est del Paese. Amministrare e adottare provvedimenti conferisce al potere una forma istituzionale, ma non dimostra l’autonomia di chi lo esercita.Il sistema Haftar può trarre beneficio dagli atti della Camera dove vengono applicati e, allo stesso tempo, dal suo indebolimento come autorità civile cui appellarsi per limitarlo. Si svuota così l’autonomia delle istituzioni civili, anche quando sedi, cariche e procedure rimangono intatte. Il Comando generale delle forze di Haftar, struttura militare su cui si regge questo sistema, trova uno spazio maggiore per dirimere ciò che le istituzioni contestate non riescono più a risolvere.Quel vuoto, tuttavia, non è necessariamente a disposizione di un solo attore. Possono emergere nuove alleanze di opposizione e organismi rivali che rivendicano la rappresentanza parlamentare. Né un eventuale trasferimento dei deputati dissidenti a Tripoli li libererebbe automaticamente dalla dipendenza da altri centri di forza. Cambiare sede non risolve il problema se l’istituzione continua a cercare un protettore disposto a difenderla in cambio del controllo delle sue scelte.La concentrazione del potere può così allontanare la costruzione di uno Stato stabile. Se le istituzioni civili perdono la capacità di mediare, le contese trovano meno strumenti per essere risolte senza ricorrere alla forza. Le possibili linee di conflitto si intrecciano. Alla competizione tra la famiglia Haftar e i suoi avversari si aggiunge quella tra i fratelli per la successione. Il rafforzamento di Saddam può contenere alcune resistenze nell’immediato e, insieme, rendere più aspre quelle che riemergeranno quando cambieranno gli equilibri. Il rischio è che

alla contrazione dell’autorità civile si accompagni un ampliamento dello spazio del conflitto armato.Non è un rischio puramente astratto. Il Governo di unità nazionale, con sede a Tripoli, ha annunciato lo smantellamento di una cellula accusata di attacchi con droni contro depositi petroliferi e impianti elettrici a Tripoli e a Zawiya, città sulla costa a ovest della capitale. Ricostruzioni giornalistiche hanno collegato alcuni arrestati alla brigata Tariq Ben Zeyad, legata a Saddam Haftar; l’attribuzione delle responsabilità resta da accertare. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche mostrano comunque una soglia già oltrepassata. La contesa può colpire direttamente le risorse e i servizi da cui dipende la popolazione, alimentando nuove tensioni anziché restare confinata agli equilibri tra gruppi armati.Più a ovest, lungo la stessa costa, si trova il complesso petrolifero e del gas di Mellitah, distinto dalla raffineria di Zawiya. Da Mellitah parte GreenStream, il gasdotto sottomarino diretto a Gela, in Sicilia. I fatti citati non dimostrano un attacco a Mellitah o al gasdotto. Indicano però, nella lettura qui proposta, fino a dove potrebbe spingersi un’escalation se il ricorso al sabotaggio si estendesse ad altri nodi energetici. È questo il precedente da considerare quando si affida la stabilità delle forniture alla tenuta di accordi tra centri di potere rivali.Per l’Europa, questa fragilità ha anche un costo energetico potenziale. Nuove contese possono compromettere le prospettive di aumento della produzione libica di petrolio e gas e mettere a rischio i volumi già disponibili. Blocchi dei giacimenti e dei terminali hanno già mostrato quanto rapidamente una disputa politica possa ridurre l’offerta petrolifera. Nel gas, interruzioni degli impianti e ritardi negli investimenti possono ostacolare la continuità e l’espansione delle forniture, anche attraverso il collega-

mento con l’Italia. L’impatto dipenderebbe dai territori e dalle infrastrutture coinvolti, ma il problema politico resta. Affidare la sicurezza degli approvvigionamenti alla tenuta di accordi personali espone anche gli interessi europei alle fratture della successione. L’indebolimento delle istituzioni civili può quindi avere conseguenze anche sull’altra sponda del Mediterraneo, attraverso l’energia, i flussi migratori e l’instabilità regionale.Anche il rapporto con le intese proposte, compresa l’iniziativa statunitense di intesa tra i centri di potere libici, va valutato su questo terreno. La Camera rischia di essere apprezzata soprattutto per la capacità di ratificare ciò che altri hanno concordato. Il coordinamento tra élite viene così scambiato per costruzione dello Stato, e la gestione del conflitto per la sua soluzione. Ci si può accordare sulla distribuzione di incarichi e risorse lasciando sospese le garanzie per chi dissente e le regole dell’alternanza al potere. Quando c’è accordo si amministrano le risorse; quando manca si amministra il conflitto.L’estromissione di Saleh rivela dunque un problema che supera il suo destino personale. Le istituzioni possono passare da un detentore del potere a un altro senza emanciparsene. Cambia la forma, mentre la struttura della dipendenza resta e può irrigidirsi. È questa struttura a consentire alla crisi di riprodursi anche quando il ricambio dei volti viene presentato come l’inizio della soluzione.Per qualche tempo il conflitto nel campo dominante potrebbe attenuarsi e le decisioni apparire più ordinate. Sarebbe un equilibrio provvisorio, legato alla durata della supremazia militare e degli accordi tra chi ne beneficia. Difficilmente può tradursi in una stabilità politica duratura se il dissenso viene contenuto restringendo gli spazi di partecipazione e i diritti di chi lo esprime.


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Approvata senza patemi la nuova legge elettorale, si riapre il confronto tra rappresentanza e governabilità

Giorgia, la romanità e quella visione del governo che diventa istituzione A

DI GIANFRANCO BLASI

postrofare una romana come ciociara, alla fine, più che un’offesa è una dimostrazione di scarsa conoscenza della romanità. Perché Roma non è soltanto una città amministrativamente delimitata dai suoi confini. È una dimensione culturale, una forma della storia, un modo di stare nel mondo. E, soprattutto, è una città capace da sempre di assorbire, trasformare e restituire identità. È accaduto anche altrove. Nessuno si sognerebbe di dire a un parigino che non è veramente francese perché appartiene a una particolare regione della Francia. O a un londinese che la sua identità sia semplicemente quella del territorio circostante. New York è ancora più radicalmente una cosa a sé: non soltanto una città americana, ma un'idea dell'America. Roma appartiene a questa categoria. E Giorgia Meloni è, intimamente, solennemente, istituzionalmente romana. Lo è nella formazione, nel linguaggio, nella capacità di stare dentro la rappresentazione simbolica della città e, soprattutto, nella familiarità con quella particolare miscela di popolo e istituzioni che Roma incarna. È una romanità che non coincide con il folklore, con il dialetto o con una cartolina. È piuttosto una grammatica politica. Le dà questo un vantaggio politico? Non necessariamente. Le offre, però, più opportunità. E forse anche una visione più larga delle questioni. Perché chi cresce dentro una realtà come Roma conosce, quasi fisicamente, la distanza e contemporaneamente la connessione fra il territorio e lo Stato, fra il quartiere e il Palazzo, fra il sentimento popolare e la dimensione istituzionale. È una condizione particolare. E Meloni, piaccia o non piaccia, l'ha trasformata in una delle caratteristiche della propria esperienza politica. Da questo punto di vista, il bilancio della legislatura

merita una valutazione che prescinda dalle simpatie politiche. Se togliamo la sconfitta del referendum sulla giustizia, che rappresenta certamente un passaggio politico importante e non può essere rimosso dal giudizio complessivo, il percorso del governo Meloni appare netto, importante e caratterizzante.Non tutto è stato condivisibile. Non tutto è stato realizzato. E non tutto ciò che è stato annunciato ha trovato una traduzione adeguata nelle politiche concrete. Ma una cosa è difficile negare: questa legislatura ha avuto una direzione. E la politica, in tempi nei quali spesso sembra smarrire persino il senso della direzione, non è una qualità secondaria. C'è poi la questione della nuova legge elettorale. Un ibrido, certamente. Un sistema che cerca di tenere insieme esigenze diverse e che proprio per questo dovrà essere giudicato non sulla sua geometria astratta, ma sugli effetti che produrrà. Democrazia, rappresentanza, leadership e governabi-

lità non sono infatti principi necessariamente contrapposti. Il problema italiano è stato per decenni quello di averli considerati spesso incompatibili. Abbiamo oscillato fra sistemi che garantivano la rappresentanza sacrificando la stabilità e sistemi che cercavano la governabilità comprimendo la rappresentanza. Abbiamo costruito meccanismi elettorali come se la legge elettorale potesse risolvere da sola le contraddizioni della politica. Non è così. Una democrazia matura deve trovare un punto di equilibrio. Deve consentire agli elettori di riconoscere una responsabilità di governo, senza trasformare il voto in una delega senza controllo. Deve permettere la selezione di una leadership, senza cancellare la pluralità della rappresentanza. Deve produrre governi capaci di decidere, senza dimenticare che la decisione politica trae la propria legittimità dal Parlamento e, prima ancora, dal corpo elettorale. È precisamente qui che la discussione sulla legge elettorale diventa qualcosa di più di una disputa tecnica. Democrazia, rappresentanza, leadership e governabi-

lità si incrociano molto più di quanto sembri con i nostri valori costituzionali. La Costituzione non ha costruito una democrazia dell'impotenza. Ha costruito una democrazia parlamentare nella quale il potere deve essere legittimato, controllato e reso responsabile. Il punto, dunque, non è avere un leader forte o un Parlamento forte. Il punto è avere istituzioni forti. E un leader democraticamente forte non è necessariamente un pericolo per le istituzioni. Può diventare, al contrario, uno degli strumenti attraverso i quali le istituzioni recuperano autorevolezza, se la sua forza deriva dal consenso e resta sottoposta ai contrappesi costituzionali. È questa, forse, la vera novità del ciclo politico che stiamo vivendo. La destra italiana, dopo essere arrivata al governo, ha dovuto misurarsi con una responsabilità diversa da quella della testimonianza, della protesta, dell'opposizione. E Giorgia Meloni, con tutti i limiti e le contraddizioni della sua esperienza, ha dimostrato di aver compreso una cosa essenziale: governare significa assumere una forma istituzionale.

Forse è anche per questo che la sua romanità, più che un tratto anagrafico o geografico, è diventata una parte della sua cifra politica. Roma insegna una cosa che la politica italiana tende spesso a dimenticare: il potere non è soltanto conquista. È anche durata, mediazione, responsabilità, capacità di tenere insieme pezzi diversi della società. La romanità, nella sua versione migliore, non è chiusura. È capacità di includere. È la consapevolezza che, per quanto possa essere grande la propria identità, essa acquista significato soltanto quando riesce a stare dentro una dimensione più grande. Ed è forse questa la partita che la politica italiana dovrà giocare nei prossimi anni: non scegliere tra democrazia e governabilità, tra rappresentanza e leadership, tra Parlamento e governo. Ma trovare finalmente il modo di farle convivere. Perché una democrazia che non decide rischia di perdere consenso. Una democrazia che decide senza rappresentare rischia di perdere se stessa. In mezzo c'è la politica. E, come sempre, è lì che si misura la qualità di una Repubblica.


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Cronache Lucane Le Tre Fiammelle con i 3 sotto misura cautelare lavoravano per i subappalti della cooperativa

La banda dei “Trettré” L’impresa foggiana, il cui referente è Frisoli, era stata colpita da interdittiva antimafia. Misura confermata anche dal Consiglio di Stato. dopo il controllo, adesso ha l’amministrazione giudiziaria

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_ Quaratino, Frisoli e Lopiano. Sotto il pm Montemurro e il procuratore Falvo

DI MASSIMO DELLAPENNA

elle indagini che riguardano gli episodi di estorsione che hanno colpito Potenza e che sono stati attenzionati dalla Procura della Repubblica nelle persone del sostituto procuratore Montemurro e del procuratore Falvo, culminate nelle ordinanze cautelari disposte dal Gip Amodeo, c'è qualcosa che è passata sotto gamba e che non ha suscitato la giusta attenzione della stampa. Ancora prima di entrare nel merito della vicenda precisiamo che parliamo di persone non indagate e che non hanno alcuna veste processuale. IL RAPPORTO TRA LE TRE FIAMMELLE QUARATINO E LOPIANO Parliamo del rapporto che si legge tra le righe sussistere tra la società cooperativa “Le tre fiammelle”, Quaratino e Lopiano. Come abbiamo ampiamente detto nei nostri precedenti articoli i Lopiano e Quaratino avevano un interesse a muoversi come intermediari per i subppalti nei lavori per la costruzione del Trauma Center dell'ospedale San Carlo di Potenza. I lavori per la realizzazione della struttura se l'era aggiudicato La Cascina e, per questo, si erano rivolti a Luca Manzi, dipendente della cooperativa, prima in modo blando e poi con minacce sempre più violente. In particolare i Lopiano e Quaratino in un primo momento, secondo quanto emerge dalle carte della Procura e del GIP Amodeo, avrebbero cercato di fare ottenere i lavori proprio alla Cooperativa Tre Fiammelle. L'INTERDITTIVA ANTIMAFIA Ma chi è la cooperativa Le tre fiammelle? È una cooperativa foggiana, esperta in appalti pubblici nel settore sanitario, guidata da Frisoli. La Cooperativa Tre Fiammelle è attualmen-

te in amministrazione giudiziaria, dopo essere stata colpita da interdittiva antimafia emessa dalla prefettura del capoluogo dauno per una continuità con i clan mafiosi pugliesi. Il provvedimento interdittivo, fondato anche sul fatto che durante una perquisizione contro un clan pugliese erano stati trovati dei libri contabili nei quali risultavano pagatori della mafia, è stato impugnato davanti all'autorità giudiziaria ma confermato sia al TAR che al Consiglio di Stato. L’AMMINISTRATORE GIUDIZIARIA E IL NUOVO MODELLO AZIENDALE La Cooperativa, successivamente, dopo es-

sere uscita dal controllo, ha adottato un nuovo modello aziendale e un nuovo asset. Noi non siamo mai portati alla cultura del sospetto e non possiamo escludere che i Lopiano e Quaratino non siano mai stati contattati da Frisoli o da qualsivoglia rappresentante della Cooperativa. Quello che ci preme sottolineare e che ha destato la nostra curiosità è che l'attività estorsiva dei Lopiano nei confronti di Manzi per aggiudicarsi i subappalti del Trauma Center sia iniziato proprio per tutelare gli interessi de Le Tre Fiammelle, impresa che in passato aveva avuto problemi di continuità con la mafia e che è appena uscita da una interdittiva.


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Tra le persone per le quali si archivia anche Bardi, Rosa, Piro

Il Gip archivia per De Bonis e altri Zeta System chiarisce di non essere coinvolta nelle indagini contro Lopiano e Quaratino trattandosi di mera omonimia quella tra il Zaccagnino delle indagini e l'amministratore della società System Lopiano parla di Zaccagnino della Zeta

srl e non esita ad ipotizzare un omicidio

a fini estorsivi

«Un colpo di pistola e lo uccido» a” dicendo che l’unico comportavano come broker de “La Cascin Con Carmine Beneventi di BEA EA srl si icando il ribasso da fare comun e loro a quota una pagare di modo per aggiudicarsi i lavori era quello

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da questo Zaccagnino, deti srl. ve capire com’è la situaLE SOMMARIE INzione e poi abbusca pure FORMAZIONI DI ono due i filoni ecoZaccagnino. Oggi finisce ZACCAGNINO nomici che interesie infor- la storia gli meno un colsano i Lopiano e Sentito a sommar ino po di pistola in testa e lo Zaccagn il , mazioni la lato un Quaratino. Da le modalit à uccido». gestione della raccolta dei spiega bene Antonio Lo- L’estorsione, specifica il panni usati, dall’altro i su- con le qualiha contatta to GIP nella sua ordinan za bappalti all’inter no del piano lo uto dopo custodia le, non produce grande appalto della co- «l’ho conoscidi amicizia utile per i Lopiano perché agstruzion e del Trauma una richiesta k e poi ci sia- la Zeta System non si «i faceboo su Center. ti al bar ed era giudica l’appalt o ma I lavori per la realizza - mo incontraanche Rocco messaggi che i due indazione del Trauma Center presente gati volevan o veicolar e sono affidati alla Cascina. Quaratino». o Lopiano all’imprenditore che non I Lopiano, come detto nei Al bar «Antoni Quaratin o mi ha ceduto al ricatto erano precede nti articoli, agi- e Rocco se avevo chiari e trovano riscontro cui scono con forti pressioni hanno chiesto contratt o per nel dato captativo da nei confron ti di Luca firmato il dei lavori al emerge una possibil e ione l’esecuz Manzi arrivando anche a Center del- escalation dell’aggressicercare un contatto con Trauma vità». di San Carlo Cosimo Latronico sia per l’Osped ale LE MINACCE Loro mi hanno la sua funzione di asses- Potenza . quando avessi A BENEVENTI sore regionale alla Sanità chiesto se,contratto ci fos- La pubblica accusa ha, il firmato abo ie sia perché ritengon del 6 ottobre e di ieri pensiero”». poi, sentito a sommar bia un potere di controllo se stato “una parte di Zac- informazioni anche il Be- _ Antonio Lopiano e le edizioni di Cronache sulla Cooperativa La Ca- Al diniegodue «hanno det- neventi che ha confermacagnino i ti, ritenend o la di ribasso e in più riconoBeneven Luigi scina. con contatto il to 4% a lui come saremmo rivisti propost a de La Cascina scere un Quando si accorgono, pe- to che ci o della firma». Lopiano. lui trovava poco vantaggiosa rinun- broker perché rò, di non riuscire più ad al moment e Luca Quest’u ltimo «si è pre- cia ai lavori ricevendo co- le ditte per conto della ivament Success otper ente agire direttam ». a Zacca- sentato come broker de la tenere il subappa lto per Manzi chiedeva incontra- Cascina » alla propost a me risposta da quest’ulti- Cascinacircostanza veniavesse Questa se si ti mo che, a questo punto, una incapac ità di Manzi gnino e Quaratin o del Lopiano il Beneven confermata anche dal di agire nel condizionare to Lopiano che gli sta- ha risposto che sarebbe sarebbero rivolti ad altri. va di Domenico Benela ditta principale presso specificando o pressioni. «andato da lui all’ospe - In pratica i Lopiano si padre Egidio Arcange lo rela- venti, si e tavano compor lacui lavora, provano a mi- vano mettend dove dale per sapere li imprend itore MENO UN anch’eg «GLI potenzia i con ltatori o subappa i zionavan nacciare LuiDI PISTOLA vorava» e che effettiva ltatori come se che confermava che per ottenere dei paga- COLPO UCCIDO» mente nel Gennaio del li subappauna capacità di- gi e Tonino Lopiano si E LO menti con modalità estorincontrato pro- avessero ha lo 2026 ati come Lucon qualific erano parlando Proprio retta di interme diazione siva. edale. e nell’osp prio Cascina fa La de il Lopiano A tal fine avvicinano Vi- ca Manzi,suo interlocuto- In quella occasione il Lo- nei confronti della Casci- broker «l’unico modo per to Antonio Zaccagnino ti- capire al pronto a qual- piano gli aveva chiesto se na al punto che avevano che il lavoro sareb prendere essere che di ti re Beneven System al Zeta detto della ne tolare per ottenere avesse ancora intenzio srl ed Egidio Carmine Be siasi azione

DI MAS SIMO DEL L APEN NA

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__L’edizione di ieri di Cronache

i è conclusa con una archiviazione l'indagine che vedeva coinvolti De Bonis ed altri 60 indagati tra i quali alcuni nomi eccellenti come Bardi, Rosa, Piro, Merra, Fanelli, Calenda, Spera ed altri. L’archiviazione, richiesta dal Pm Montemurro è stata concessa dal GIP Amodeo. Alla base della richiesta del Pubblico Ministero il fatto che si trattasse di un “fascicolo contenitore” contenente fatti non più attuali (alcuni dei quali prossimi alla prescrizione o già prescritti) o fatti non suf-

fragati da elementi probatori sufficienti per attivare l'azione penale. UN PEZZO DI INDAGINE Montemurro, molto correttamente ed in modo assolutamente garantista, ha preferito chiedere l'archiviazione anziché avviare un processo senza la sufficiente presenza di elementi. Va ricordato che le indagini, per loro natura, sono proprio finalizzate a cercare elementi per una condanna e che la richiesta di archiviazione è proprio lo strumento che la pubblica accusa deve usare quando gli elementi rac-

colti non sono sufficienti. Si deve aggiungere a ciò il fatto che il Procuratore Falvo, come riportato proprio da Montemurro nella sua richiesta, ha emesso linee guida precise che invitano a non iniziare processi per reati di pronta prescrizione a meno che non siano di grave allarme sociale. Per completezza va detto che, rispetto all'intera indagine che sconvolse la società lucana, quella oggetto della presente archiviazione riguarda ipotesi sostanzialmente marginali essendo in corso il processo per i fatti più gravi men-

tre per alcuni fatti si è già arrivati a sentenze di merito. LA SMENTITA DI ZETA SYSTEM Rispetto all'articolo di ieri su uno dei pezzi di indagine che ha riguardato i Lopiano e Quaratino ci è giunta una nota di Zeta System S.p.A che ci segnala che “nell’articolo viene erroneamente indicata la società Zeta System S.r.l. (oggi Zeta System S.p.A.) quale soggetto coinvolto nella vicenda” . “Tale riferimento - secondo l'ufficio legale di Zeta System - è del tutto inaccurato e privo di fonda-

mento poiché la società è completamente estranea ai fatti riportati”. Nella nota “si precisa che il sig. Antonio Zaccagnino, amministratore e legale rappresentante della Zeta System S.p.A., è persona diversa e non collegata al sig. Vito Antonio Zaccagnino, più volte menzionato nell’articolo quale protagonista dell’inchiesta”. Noi prendiamo atto della smentita di Zeta System ma ci teniamo a precisare che in questo errore (se di errore si tratta) sono caduti anche il Pubblico Ministero e il GIP. MASSIMO DELLAPENNA


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Invii entro il 30 ottobre, confermati oltre 47 milioni. Mongiello: «Veniamo incontro alle esigenze reali dei nostri sindaci»

Rigenerazione urbana, altri 15 giorni per i Comuni

POTENZA. I Comuni lucani avranno quindici giorni in più per candidare i propri progetti di rigenerazione urbana. La Giunta regionale ha approvato la proroga della manifestazione di interesse per i Progetti integrati di rigenerazione urbana, Piru, spostando il termine dal 15 al 30 ottobre 2026. Le domande dovranno essere inviate entro le 23.59 attraverso la piattaforma digitale della Regione Basilicata. Restano invariati i requisiti di partecipazione e la dotazione finanziaria, superiore a 47 milioni di euro. La decisione accoglie le sollecitazioni di Anci Basilicata e di numerose amministrazioni comunali. Alla base delle richieste ci sono la complessità del lavoro tecnico, amministrativo e finanziario necessario per predisporre le candidature, gli organici ridotti dei municipi e la sovrapposizione con altri adempimenti istituzionali e di rendicontazione. Il tempo aggiuntivo punta quindi a

consentire una partecipazione più ampia e la preparazione di proposte di qualità. «Con questa proroga di 15 giorni veniamo incontro alle esigenze reali dei nostri sindaci e dei loro uffici tecnici», spiega Laura Mongiello, assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica. La scelta interviene sui tempi a disposizione degli enti, mantenendo ferme le condizioni della manifestazione di interesse. Per i Comuni, il nuovo termine consente di proseguire il lavoro sulle candidature prima della trasmissione definitiva. «Il nostro obiettivo non è rincorrere scadenze rigide, ma garantire a ogni singolo Comune della Basilicata la possibilità concreta di presentare proposte solide, partecipate e di elevata qualità», aggiunge Mongiello. La proroga viene così collegata alla necessità di affiancare le amministrazioni nella costruzione degli interventi, tenendo conto delle difficoltà operative segnalate dagli

uffici e dai sindaci. Le risorse provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, Fsc, relativo al periodo 20212027. Gli oltre 47 milioni di euro serviranno a finanziare interventi da uno a 2,5 milioni di euro. Il percorso indicato dalla Regione è quello di una procedura negoziale con i Comuni, orientata alla valorizzazione del paesaggio, alla rigenerazione dei centri urbani e all’offerta di servizi essenziali per le comunità.

«Vogliamo affiancare i Comuni in una vera procedura negoziale che restituisca valore al paesaggio, rigeneri i centri urbani e offra servizi essenziali alle nostre comunità», sottolinea l’assessore. Anche dopo lo slittamento della scadenza resta confermata la modalità di presentazione: le candidature potranno essere trasmesse esclusivamente in via telematica, attraverso la sezione Avvisi e bandi del portale istituzionale regionale.

Martedì alle 10 nell’Aula Dinardo. All’ordine del giorno salario minimo, risorse idriche e nuovo ospedale di Lagonegro

Blocco Cup approda in Consiglio Bardi riferirà sui disagi ai malati POTENZA. Il prolungato blocco del Cup e delle piattaforme informatiche sanitarie aprirà la seduta del Consiglio regionale di martedì 13 ottobre. L’Assemblea è convocata alle 10 nell’Aula Dinardo, al piano terra del Palazzo della Giunta, in via Verrastro 4. Il primo punto sarà la comunicazione del presidente della Giunta regionale sulla paralisi dei servizi. La comunicazione precederà l’esame delle proposte di legge e degli altri atti inseriti nel programma. Seguirà un ampio ordine del giorno, che comprende sanità, salari, contratti pubblici, risorse idriche e ricerca di idrocarburi. Dopo la comunicazione iniziale, il Consiglio passerà all’esame della proposta di legge numero 3 del 2024, dedicata al sostegno finanziario al sistema sanitario nazionale a decorrere dal 2024 e agli incentivi fiscali per il personale sanitario e non sanitario. Sul fronte del lavoro sono previsti tre provvedimenti: l’istituzione del salario minimo, la tutela della retribuzione minima nei contratti

della Regione e le misure per la legalità del lavoro e la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori nei contratti pubblici regionali. Si tratta, rispettivamente, delle proposte numero 106, 122 e 128 del 2025, iscritte ai sensi dell’articolo 41 del regolamento interno del Consiglio. La prima parte della seduta concentrerà quindi l’attenzione sul finanziamento della sanità e sulle regole per le retribuzioni e la tutela del personale nei

rapporti contrattuali che coinvolgono l’amministrazione regionale. Dopo l’eventuale esame degli atti nel frattempo licenziati dalle commissioni permanenti, sarà affrontata l’elezione dei componenti dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione. L’organismo è previsto dalla legge regionale numero 13 del 6 luglio 2016, modificata dall’articolo 11 della legge numero 23 del 21 maggio 2025. L’ordine del giorno pro-

seguirà con la proposta numero 162 del 2026 sulle cure balneari o termali per i pazienti in assistenza domiciliare integrata. Sarà poi esaminato il disegno di legge numero 63 del 2025, che modifica la normativa regionale del 2007 sulle espropriazioni per pubblica utilità. In programma anche la proposta numero 48 del 2025, relativa alle modifiche della legge regionale numero 25 del 2009 sulle misure per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Alla promozione della parità di genere in Basilicata è dedicata la proposta numero 39 del 2024, anch’essa iscritta ai sensi dell’articolo 41 del regolamento interno. Lo stesso riferimento accompagna la proposta numero 57 del 2025, che prevede l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulle risorse idriche. Tra i temi sanitari figura inoltre la proposta numero 69 del 2025, con disposizioni sulla preservazione della fertilità attraverso il medical freezing. I lavori comprenderanno

il disegno di legge numero 20 del 2024, relativo all’integrazione dell’articolo 48 dello Statuto della Regione Basilicata. Successivamente saranno affrontati due atti amministrativi sulle istanze di permesso di ricerca di idrocarburi denominate Il Perito e La Capriola. Sono gli atti numero 123 e 124 del 2025, entrambi riferiti all’articolo 76, comma 4, dello Statuto regionale. Un ulteriore capitolo sanitario sarà la discussione sulla realizzazione del nuovo ospedale unico per acuti di Lagonegro. Il confronto riguarderà anche l’attuale situazione organizzativa della struttura, affiancando al tema del nuovo presidio quello dell’assetto dei servizi esistenti. In conclusione, l’Assemblea si occuperà delle mozioni e dell’attività ispettiva. La seduta potrà essere seguita anche a distanza: è prevista la trasmissione in diretta streaming sui siti istituzionali del Consiglio regionale e della Regione Basilicata, accessibile da computer, telefoni cellulari e tablet.


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La presenza dell’Onorevole, assieme a Rotelli, Caiata e Rosa, conferma l’attenzione di FdI verso il territorio lucano

Bignami in Basilicata: doppio appuntamento sul Bilancio dei 4 anni di Governo Meloni

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a Basilicata al centro del confronto politico nazionale: oggi, l’onorevole Galeazzo Bignami sarà in Basilicata per una giornata di incontri dedicata all’attività del Governo e alle principali sfide che attendono il Paese. “Il Governo più stabile, l’Italia più forte. Quattro anni di impegno per la Nazione” è il titolo dei due convegni organizzati a Potenza e Matera, con l’obiettivo di aprire un momento di confronto con amministratori, iscritti, simpatizzanti e cittadini sui temi dell’azione dell’Esecutivo e sulle prospettive per il territorio. Il primo incontro si terrà alle 16.30 a Potenza, presso il Grande Hotel, in corso 18 agosto 1860. Alle 18.30, invece, l’appuntamento si sposterà a Matera, presso l’Hotel del Campo, in via Lucrezio. Insieme a Bignami interverranno, tra gli altri, gli onorevoli Mauro Rotelli e Salvatore Caiata e il senatore Gianni Rosa. La presenza dei rappresentanti nazionali di Fratelli d’Italia conferma l’attenzione del partito verso il territorio lucano e rafforza il confronto diretto tra Governo, istituzioni e comunità locali.

«Per me questo premio non è ovviamente un punto di arrivo, bensì una spinta a raddoppiare l'impegno quotidiano»

Forza Italia Giovani Basilicata, Simone Pierro premiato tra i 60 Under 30 più influenti d’Italia

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a passione politica e l'impegno per il territorio lucano trovano spazio e riconoscimento sullo scenario nazionale. Simone Pierro, 22 anni, di Rionero in Vulture (PZ) e Segretario Regionale di Forza Italia Giovani Basilicata, è stato inserito nella prestigiosa selezione dei “60 Under 30”, le giovani promesse della politica italiana, promossa da Politica Magazine in collaborazione con L’Espresso. L’iniziativa seleziona 30 ragazze e 30 ragazzi sotto i trent’anni da tutta Italia che stanno emergendo e che si stanno distinguendo a livello politico nelle proprie comunità. Durante la premiazione ufficiale a Roma, venerdì 9 ottobre 2026 presso l’Università Link, sotto i riflettori le idee e le proposte delle nuove leve della politica italiana. «Essere inserito tra i 60 Under 30 d’Italia è per me un onore e una grande responsabilità, ma è soprattutto un riconoscimento che appartiene all'intera comunità di Forza Italia Giovani Basilicata», dichiara Simone Pierro. «Questo traguardo dimostra che la passione dei nostri ragazzi è viva e vuole essere ascoltata, ed è proprio questo l’impegno che quotidianamente porto avanti da quando ho ricevuto questo incarico. Il merito del premio che quest’og-

gi ricevo è quindi di tutta la nostra straordinaria squadra giovanile regionale e dei dirigenti e dei militanti con cui condividiamo quotidianamente le battaglie di Forza Italia. Sono profondamente orgoglioso del percorso che stiamo costruendo insieme, un percorso reso possibile dal costante supporto e dalla visione del nostro Se-

gretario Nazionale Simone Leoni, dalla presenza preziosa di Roberta Taddei nella Segreteria Nazionale di Forza Italia Giovani e, a livello regionale, dalla fiducia che la classe dirigente ci ha sempre dimostrato, dal Segretario Regionale di Forza Italia Basilicata e Presidente della Regione Vito Bardi, al Vice Vicario On. Vincenzo Taddei, fino al Ministro

Maria Elisabetta Alberti Casellati, nostro parlamentare di riferimento a cui mi lega una stima profonda. Con loro e con l’intera classe dirigente lucana di Forza Italia, dai rappresentanti regionali e provinciali del partito ai nostri eletti in Consiglio Regionale e sui territori, continueremo il lavoro di attenzione ai territori e alle istanze del mondo giovanile dando sempre più slancio al nostro partito. Per me questo premio non è ovviamente un punto di arrivo, bensì una spinta a raddoppiare l'impegno quotidiano. L’energia dei giovani lucani, che non vogliono rassegnarsi a partire ma vogliono essere protagonisti dello sviluppo e delle scelte della nostra regione, non deve essere soltanto tenuta in considerazione, ma deve far riflettere la classe dirigente regionale di tutti i partiti circa la necessità che le ragazze e i ragazzi possano avere concretamente la possibilità di incidere politicamente sulle scelte che riguardano il nostro presente e il nostro futuro. Il mio impegno, dunque, andrà in questa direzione, con lo scopo di ottenere un coinvolgimento sempre maggiore e delle prospettive che ci consentano di restare e soprattutto di contribuire allo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio».


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Nel libro di Gianfranco Blasi, la vicenda del piccolo Domenico Caliendo apre una riflessione su trapianti, trasparenza e fiducia nella medicina

Quando un cuore mancato diventa una domanda collettiva

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i sono libri che chiedono di essere letti. E ce ne sono altri che, una volta chiusi, continuano a porre domande. Il cuore mancato di Gianfranco Blasi appartiene a questa seconda categoria. La vicenda del piccolo Domenico Caliendo è il punto di partenza, ma non esaurisce il senso del libro. Anzi, è proprio quando il lettore comprende che non si trova davanti soltanto alla ricostruzione di una tragedia che il racconto assume una dimensione più ampia. La storia di un bambino, di una malattia, di un trapianto e di una morte diventa progressivamente una riflessione sulla medicina contemporanea, sulla donazione degli organi, sulle responsabilità individuali e collettive, ma soprattutto sul bene più difficile da misurare: la fiducia. È anche questo, probabilmente, uno degli aspetti che spiegano la pluralità delle letture che il libro ha già suscitato. Le recensioni apparse in queste settimane hanno infatti seguito strade differenti. Alcuni lettori hanno privilegiato la dimensione narrativa e umana; altri si sono soffermati sull'inchiesta e sulle domande che il libro rivolge al sistema dei trapianti; altri ancora hanno colto soprattutto il tema etico, quello della responsabilità e del rapporto tra cittadino e istituzioni. Questa varietà non è un limite. È, al contrario, la prima indicazione della natura di un'opera difficile da collocare in un genere preciso. Il cuore mancato è insieme racconto, testimonianza, inchiesta e interrogazione civile. E forse proprio qui si trova una delle sue caratteristiche più significative. Blasi non racconta Domenico soltanto per restituirgli una memoria. Lo sottrae, per quanto è possibile, alla condizione di “caso clinico”. Dietro la terminologia medica, dietro le procedure, le cartelle, i protocolli, i tempi di ischemia, la conservazione dell'organo e la complessa macchina del trapianto, rimane una persona. Un bambino. Una famiglia. Una speranza. È una distinzione fondamentale. La medicina moderna ha costruito una straordinaria capacità di trasformare la sofferenza in procedure, numeri, protocolli, percentuali di successo. È inevitabile e, per molti aspetti, necessario. Ma proprio questa enorme capacità tecnica rischia talvolta di rendere invisibile ciò che viene prima e dopo la procedura: l'uomo che affida la propria vita a quella macchina e la famiglia che affida alla medicina una speranza. Il libro di Blasi, edito da IL SEGNO, Potenza, distribuito nel ca-

_ Domenico Caliendo, Gianfranco Blasi e il suo libro “Il cuore mancato”

poluogo di regione da Ermes e in Italia da IBS, Feltrinelli, Amazon, Mondadori e altri, entra precisamente in questa zona delicata. Non mette in discussione il valore della medicina dei trapianti. Al contrario, ne riconosce la natura straordinaria e il patrimonio di solidarietà che la rende possibile. Ma proprio perché quel sistema rappresenta una delle espressioni più alte della medicina contemporanea, chiede che la fiducia che lo sostiene sia accompagnata dalla massima trasparenza. È qui che il libro assume una dimensione civile. Un sistema sanitario non vive soltanto di competenze. Vive anche di fiducia. E la fiducia, quando viene messa alla prova, non può essere ricostruita semplicemente attraverso una comunicazione istituzionale. Ha bisogno di risposte, di documenti, di chiarezza, di responsabilità. Questa è forse una delle domande più forti che Il cuore mancato lascia al lettore: quanto deve essere trasparente un sistema quando qualcosa non funziona?La domanda non riguarda soltanto il caso di Domenico. Riguarda tutti noi. Perché ogni cittadino potrebbe trovarsi, domani, dall'altra parte di quella stessa porta. Potrebbe essere il paziente, il genitore, il familiare. Potrebbe essere colui che aspetta un organo o colui che, in un momento drammatico, decide di donarlo. La straordinaria catena della donazione vive infatti di un patto implicito: io mi fido del sistema perché credo che quella vita sarà custodita con il massimo della competenza, della correttezza e della responsabilità. Quando quel patto viene incrinato, il danno non riguarda soltanto una singola vicenda. Riguarda la fiducia collettiva. Ed è questo il passaggio che rende il libro più ampio della cronaca da cui nasce. Blasi non sembra cercare soltanto una spiegazione a ciò che è accaduto. Cerca soprattutto di capire che cosa acca-

de alla nostra idea di cura quando la tecnica non riesce a salvare una vita e, soprattutto, quando intorno a quell'insuccesso restano domande senza risposta. La parola “cura”, allora, acquista un significato più profondo. Curare non significa soltanto intervenire sul corpo. Significa accompagnare, informare, ascoltare, assumersi una responsabilità. Significa anche spiegare quando qualcosa è andato diversamente da come si sperava. Da questo punto di vista, il titolo del libro diventa quasi una metafora. Il cuore che non ha cominciato a battere dopo il trapianto è il cuore concreto della vicenda. Ma esiste anche un altro cuore mancato: quello della promessa che la medicina porta con sé, della speranza che si affida alla tecnica, del rapporto fiduciario che dovrebbe unire paziente, famiglia e istituzioni. E c'è un'ulteriore questione che il libro consegna al lettore: fino a dove può spingersi la domanda di verità quando la verità riguarda una tragedia? È una domanda difficile perché non esiste una risposta semplice. La ricerca della verità non può trasformarsi automaticamente in un'accusa; ma nemmeno la necessità di tutelare le istituzioni può diventare un motivo per sottrarsi alle domande.È una distinzione importante anche sul piano civile e culturale.Il libro non offre al lettore la comodità di una conclusione già confezionata. Gli chiede piuttosto di attraversare l'incertezza. Di distinguere ciò che è accertato da ciò che deve ancora essere chiarito. Di comprendere la complessità di una macchina sanitaria nella quale intervengono competenze, protocolli, responsabilità e decisioni diverse. E proprio questa scelta rende il testo più interessante di una semplice denuncia. Il cuore mancato non chiede soltanto “chi ha sbagliato?”. Chiede anche: come deve funzio-

nare un sistema perché la fiducia non venga meno? È una domanda molto più grande. E riguarda la medicina, ma anche la società contemporanea. Perché viviamo in un tempo nel quale affidiamo una parte crescente della nostra esistenza a sistemi complessi che non siamo in grado di controllare direttamente: la sanità, la tecnologia, la finanza, la giustizia, le istituzioni. Ci fidiamo perché non possiamo conoscere tutto. E proprio per questo la trasparenza diventa una forma di responsabilità democratica. Domenico, in questa prospettiva, non è soltanto il protagonista di una tragedia. Diventa il punto attraverso il quale il libro ci costringe a guardare una questione collettiva. Forse è questa la ragione per cui Il cuore mancato ha generato reazioni e letture così diverse. Ogni lettore vi riconosce una domanda propria: il medico quella della responsabilità professionale; il cittadino quella della trasparenza; il credente quella della speranza; il genitore quella della paura; il giornalista quella della ricerca della verità; il lettore, semplicemente, quella della fragilità. E in fondo è proprio qui che un libro supera la storia che racconta. Domenico non può tornare. Il cuore che avrebbe dovuto restituirgli la vita non ha compiuto il miracolo che tutti aspettavano. Ma il libro può ancora fare qualcosa: impedire che quella storia si chiuda nel silenzio di una vicenda privata. Può trasformare una perdita in una domanda.E una domanda, quando è autentica, può diventare cultura civile.È forse questo il senso ultimo di Il cuore mancato: non dare al lettore una risposta definitiva, ma restituirgli il diritto di interrogare la realtà. Perché talvolta un cuore mancato non è soltanto un cuore che non ha ricominciato a battere. È una domanda che continua a battere dentro di noi.


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L’indice Confartigianato colloca la regione al quindicesimo posto. Gentile: «Non basta chiedere ai giovani di restare»

«La Basilicata dà scarse opportunità a chi vuole lavorare e fare impresa»

POTENZA. La Basilicata si ferma al quindicesimo posto tra i territori favorevoli ai giovani che vogliono lavorare e fare impresa. Con 469 punti nell’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2026, la regione mostra margini di miglioramento e una criticità sul fronte dell’occupazione: nel pilastro dedicato al lavoro figura, insieme a Calabria e Sardegna, tra le realtà con le condizioni meno favorevoli. I dati sono contenuti nel rapporto Dove il futuro mette radici. Giovani, imprese e territori che generano valore, presentato a Roma durante la convention nazionale dei Giovani imprenditori Confartigianato, Generazione Artigiana. Valori, visione, futuro. L’indice utilizza 21 delle 27 variabili esaminate e le organizza in quattro ambiti: lavoro, impresa, competenze e territorio. Non una semplice graduatoria, ma una lettura delle condizioni che consentono di trasformare capacità e aspirazioni in opportunità concrete. «Non basta chiedere ai giovani di restare: bisogna creare le condizioni perché restare sia una scelta possibile e conveniente, e perché chi vuole fare impresa

possa trovare un ambiente favorevole», afferma Rosa Gentile, presidente di Confartigianato Basilicata. Il punteggio regionale, sottolinea, impone di guardare ai dati e di andare oltre le dichiarazioni di principio, intervenendo sui fattori che incidono sulla possibilità di costruire il proprio futuro nel luogo in cui si è nati. Per l’associazione, occupazione, formazione, attività imprenditoriale e qualità della vita devono essere affrontate insieme. «Un giovane resta se trova lavoro, ma può trasformare la permanenza in un progetto di vita se può accedere a for-

mazione qualificata, avviare un’attività, trovare servizi efficienti e sostenere costi compatibili con le proprie possibilità», aggiunge Gentile. Il tema riguarda quindi l’insieme delle opportunità e dei servizi disponibili, non soltanto la ricerca di un impiego. Il confronto nazionale mostra differenze marcate. In testa si trovano Lombardia, con 727 punti, Emilia-Romagna, con 703, Veneto, con 697, Piemonte, con 679, e Friuli-Venezia Giulia, con 675. I valori più bassi sono quelli di Sardegna, a quota 371, Molise, con 426, e Calabria, con

429. Nella dimensione del lavoro le condizioni migliori si registrano in Lombardia, Piemonte e Veneto, mentre la Basilicata compare nel gruppo meno favorevole. Il pilastro dell’impresa considera la presenza e la capacità di sopravvivenza delle attività giovanili, oltre alla capacità del sistema produttivo di coinvolgere le nuove generazioni. Qui emergono Lombardia, Campania e Piemonte; in coda figurano Toscana, Sardegna e Molise. Sul versante delle competenze vengono valutati il sistema educativo e formativo, la

presenza di laureati e la capacità di attrarre e valorizzare capitale umano qualificato. Le condizioni migliori sono in Umbria, Lombardia ed Emilia-Romagna, quelle meno favorevoli in Calabria, Campania e Sicilia. L’ambito territoriale prende invece in esame accessibilità e qualità dei servizi, sostegno alle famiglie e all’infanzia, digitalizzazione della pubblica amministrazione e costo dell’abitare. A distinguersi sono Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia, mentre Molise, Campania e Lazio registrano le condizioni meno favorevoli. «La Basilicata ha bisogno di una politica per i giovani che sia anche una politica per le imprese e per i territori», insiste Gentile. Senza possibilità di innovare, sviluppare un’attività e costruire una famiglia, avverte, il rischio è continuare a perdere energie, professionalità e capacità imprenditoriale. La permanenza diventa così una questione di condizioni concrete: «La Basilicata deve diventare un territorio nel quale restare sia una possibilità concreta e fare impresa una prospettiva sostenibile».

Vaccaro sollecita 350 euro per chi ha un Isee fino a 15 mila euro e un confronto su assistenza domiciliare e sanità nelle aree interne

Pensioni minime, la Uilp chiede un sussidio regionale POTENZA. Un sussidio regionale di 350 euro per i pensionati con un assegno pari o inferiore al minimo e un Isee fino a 15 mila euro, da finanziare anche con le risorse delle royalties petrolifere. È una delle proposte che la Uil Pensionati, insieme alla Uil Basilicata, ha avanzato alla Regione e sulla quale ora chiede risposte concrete. A rilanciare la richiesta è Vaccaro, della Uilp Basilicata, che sollecita un confronto stabile con il governo regionale sul sostegno agli anziani e sul rafforzamento dei servizi. Il punto di partenza sono i dati sulla spesa sociale dei Comuni. Secondo il sindacato, la crescita delle risorse non ha eliminato le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’assistenza. Una criticità che assume un peso particolare in Basilicata, dove l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento dei piccoli

centri e delle aree interne rendono più difficile garantire servizi vicini ai cittadini. «I dati sulla spesa sociale dei Comuni confermano che, nonostante la crescita delle risorse, restano forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi», afferma Vaccaro. Per la Uilp, il sostegno economico deve procedere insieme a un intervento sull’organizzazione dell’assistenza: il contributo proposto per le pensioni più basse si inserisce quindi in una richiesta più ampia di rafforzamento del welfare regionale. «Ma il sostegno al reddito deve essere accompagnato da servizi adeguati», sottolinea il rappresentante sindacale. Le priorità indicate sono la sanità territoriale, l’assistenza domiciliare, la medicina di prossimità e l’integrazione sociosanitaria. Un’attenzione specifica viene chiesta per le persone non autosufficienti e per chi

abita nelle aree interne, dove la disponibilità dei servizi rappresenta un nodo centrale. Il sindacato attende anche un ragionamento complessivo sulla sanità, che comprenda l’aggiornamento del piano sanitario regionale e la verifica di possibili risparmi. L’obiettivo indicato è evitare che la ricerca di risorse si traduca in ulteriori oneri per i cittadini. «Sono tutte questioni ancora aperte», osserva Vaccaro, chiedendo che il confronto entri nel merito delle proposte, dei finanziamenti disponibili e dei tempi di attuazione. «Non possiamo accettare che in Basilicata il luogo in cui si vive determini la possibilità di accedere alle cure e ai servizi sociali», ribadisce. La richiesta è quella di un sistema più vicino alle persone, capace di sostenere anziani, famiglie e cittadini fragili. Per la Uil Pensionati, il passag-

gio necessario è ora dalle proposte alle decisioni: «Le nostre proposte sono sul tavolo. Ora chiediamo che si trasformino in scelte e atti concreti».


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Rigettate le richieste cautelari per bloccare l’intervento. Il sindaco Triunfo: «Un passaggio importante»

Sellata-Pierfaone, Tar respinge la sospensiva di Legambiente

POTENZA. Mercoledì, il Tar di Basilicata, con ordinanza 139\2026, ha respinto le domande cautelari presentate nell’ambito

del giudizio relativo al progetto di riqualificazione dell’area adiacente alla pista del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone.

«Le richieste cautelari erano finalizzate, in particolare, a ottenere la sospensione dei lavori attualmente in corso. - fa sapere il sindaco di Abriola Romano Triunfo - Pur trattandosi di una pronuncia adottata nella fase cautelare del giudizio e, quindi, senza anticipare la decisione sul merito della controversia, l’ordinanza rappresenta un passaggio importante per l’Amministrazione comunale di Abriola». «Il Tribunale ha infatti rilevato, nell’esame delle questioni sottoposte alla propria attenzione, elementi che confermano la correttezza dell’azione amministrativa posta in essere dagli uffici competenti del Comune, nonché il rispetto della normativa vi-

gente e delle prescrizioni emerse nell’ambito della Conferenza di servizi. Particolare rilievo assume inoltre il riferimento all’interesse pubblico connesso alla realizzazione dell’intervento, considerata la sua rilevanza sociale ed economica per il territorio» afferma Triunfo. «Come Amministrazione comunale abbiamo sempre operato con l’obiettivo di garantire il rispetto delle procedure, delle norme e delle prescrizioni previste, nella consapevolezza dell’importanza strategica che il rilancio del comprensorio Sellata-Pierfaone riveste per Abriola e per l’intero territorio» prosegue il primo cittadino. «Accogliamo pertanto con rispetto e soddisfazione l’ordinanza del TAR, che

consente di proseguire nel percorso amministrativo e nella realizzazione degli interventi previsti, nel pieno rispetto delle disposizioni e delle autorizzazioni rilasciate» ribadisce. «Il progetto di riqualificazione del comprensorio rappresenta un investimento sul futuro del nostro territorio, sulle sue potenzialità turistiche, occupazionali ed economiche. È nostra intenzione continuare a lavorare con responsabilità e determinazione affinché gli interventi possano essere portati a compimento nell’interesse della comunità di Abriola e di quanti guardano al Sellata-Pierfaone come a una risorsa strategica per lo sviluppo dell’intera Basilicata» conclude il sindaco Triunfo.

MATERA Denunciati due imprenditori agricoli che pare non fossero in possesso dei requisiti per beneficiare degli incentivi

Guardia di Finanza smaschera truffa sui contributi agricoli europei: contestati oltre 550mila euro

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a Guardia di Finanza di Matera, a conclusione di un’attività di indagine di iniziativa, ha accertato una truffa aggravata finalizzata al conseguimento illecito di contributi europei destinati al settore agricolo. In particolare, i militari del Gruppo Matera, esaminando la documentazione delle imprese, hanno appurato come «i titolari avrebbero presentato all’Ag.E.A.(Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) false domande uniche di pagamento al solo scopo di ottenere il riconoscimento dei contributi previsti dal Regolamento (CE) 73/2009 in materia di sostegno a favore degli agricoltori nell'ambito della Politica Agricola Comune» si legge nella nota della Guardia di Finanza. Nel corso delle indagini, le Fiamme Gialle materane hanno accertato che «gli imprenditori non erano in possesso dei requisiti per beneficiare degli incentivi, in quanto avevano perso la disponibilità giuridica del fondo, originariamente acquistato dall’IS.M.E.A. (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) con patto di “riservato dominio”, ma ritornato nella proprietà dell’Ente per inadempienza contrattuale connessa al mancato pagamento delle rate di acquisto». «Pertanto, gli imprenditori–per i quali è stata esercitata l’azione penale -sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica, nonché alla Procura Europea per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, e per indebite percezioni di contributi unionali, avendo illecitamente percepito quale contributo la somma pari ad€557.800. - continua la nota della Guardia di Finanza -

Gli stessi soggetti sono stati, altresì,destinatari di controlli amministrativi, conclusisi con la comminazione di sanzioni sotto il medesimo profilo, nonché sono stati segnalati anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Basilicata in ordine ai profili di danno erariale». L’attività portata a termine dalle Fiamme Gialle di Matera testimonia, «ancora una volta, l’efficacia del presidio preventivo, repressivo e sanzionatorio - a tutela dell’utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti comunitari e nazionali e a sostegno della crescita produttiva, della leale concorrenza e dello sviluppo economico dei paesi

membri dell’Unione Europea - confermando la sinergica e proficua collaborazione tra l’Ufficio della Procura Europea, la Procura della Repubblica materana e la Guardia di Finanza». «Perseguendo un approccio operativo di tipo “trasversale”, saranno avviate nei confronti dei summenzionati soggetti, mirate attività ispettive finalizzate all’eventuale tassazione del correlato “profitto illecito”. - conclude la nota - La presunta responsabilitàsarà definitivamente accertata solo all'esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di non colpevolezza prevista dall'art. 27 della Costituzione».


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Martedì 13 ottobre a Potenza la presentazione dell’accordo tra Protezione civile regionale, Confindustria Basilicata, API-Bas e Consorzio industriale di Matera

Protezione civile e imprese, nuova intesa Un protocollo per tutelare la produzione

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afforzare la capacità delle imprese lucane di prevenire e affrontare le emergenze, tutelando la sicurezza e la continuità delle attività produttive. È l’obiettivo del Protocollo d’intesa che sarà presentato martedì 13 ottobre, alle ore 10.30, nella sede di Confindustria Basilicata in via Di Giura, a Potenza.L’incontro, dal titolo “Aumentare la resilienza del sistema produttivo regionale per i rischi di protezione civile”, si inserisce nelle attività della Settimana nazionale della Protezione civile e mette al centro il dialogo tra istituzioni e mondo imprenditoriale. L’iniziativa punta a valorizzare questa collaborazione come strumento per promuovere la prevenzione e rafforzare la capacità

di risposta del tessuto economico regionale.L’intesa coinvolge l’Ufficio per la Protezione civile della Regione Basilicata, Confindustria Basilicata, API-Bas S.p.A. e il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera. Il Protocollo mira a consolidare la cooperazione tra i soggetti coinvolti nella gestione dei rischi di protezione civile, con particolare attenzione alla tutela della continuità delle attività produttive. La preparazione delle imprese di fronte alle emergenze sarà dunque uno dei temi centrali del confronto.Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, e Pasquale Pepe, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mo-

bilità. Seguiranno gli interventi di Giovanni Di Bello, dirigente dell’Ufficio per la Protezione civile della Regione; Giovanni Pelazzi, vicepresidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata; Luigi Vergari, amministratore unico di API-Bas S.p.A.; e Antonio Di Sanza, amministratore unico del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera.L’appuntamento consentirà di approfondire i contenuti e gli obiettivi dell’accordo, mettendo a confronto il ruolo delle istituzioni e quello delle realtà produttive. Al centro, la costruzione di un sistema regionale più preparato e sicuro, capace di affrontare le emergenze e salvaguardare lo svolgimento delle attività economiche.

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Protezione civile, Garante e Provveditorato penitenziario Puglia-Basilicata promuovono formazione e reinserimento dei detenuti. Presentazione il 14 ottobre a Potenza

«Custodi di Bene», un percorso per ricominciare Silletti: «Una possibilità reale di cambiamento»

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arà presentato il 14 ottobre, alle ore 11, nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, il progetto sperimentale “Custodi di Bene”, che punta sulla formazione in materia di protezione civile per offrire alle persone detenute nuove opportunità di crescita e reinserimento sociale.L’iniziativa, inserita nella Settimana nazionale della Protezione civile, è promossa dalla Protezione civile regionale, dall’Ufficio della Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria Puglia-Basilicata. Durante l’incontro sarà sottoscritto l’accordo di collaborazione che darà formalmente avvio alla sperimentazione negli istituti penitenziari coinvolti.Al centro del percorso ci sono la conoscenza dei rischi e i comportamenti da adottare nelle emergenze: strumenti attraverso i quali rafforzare il senso di responsabilità delle persone detenute e il loro legame con la comunità.«La pena non può essere soltanto il tempo della privazione, ma deve diventare anche il tempo della possibilità», sottolinea la Garante Tiziana Silletti. «Con questo progetto vogliamo offrire alle persone dete-

nute l’opportunità di acquisire competenze, assumere responsabilità e sentirsi nuovamente parte della comunità. Conoscere i rischi, imparare a prevenirli e sapere come agire nelle emergenze significa prepararsi a proteggere gli altri e il territorio».Un obiettivo che si riflette nel nome scelto per l’iniziativa: «Trasformare chi oggi vive una condizione di restrizione in una persona capace, domani, di custodire e restituire qualcosa alla collettività», spiega Silletti. «La funzione rieducativa della pena diventa concreta quando alle persone viene data una possibilità reale di cambiamento». La Garante richiama il valore della fiducia nel percorso rieducativo: «Perché dietro ogni errore continua ad esserci una persona e, dove esistono responsabilità, formazione e fiducia, può esistere anche una nuova possibilità».Per l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Pasquale Pepe, il progetto dimostra come sicurezza, solidarietà e inclusione possano procedere insieme. «La Regione Basilicata ha creduto, sin dall’inizio, in questa iniziativa perché coniuga due obiettivi fondamentali: rafforzare la cultura della protezione civile e offrire nuove opportunità di crescita, formazione

e responsabilizzazione alle persone detenute», afferma.«La funzione rieducativa della pena trova la sua massima espressione quando si traduce in percorsi capaci di restituire dignità, competenze e partecipazione», aggiunge Pepe. «In questo senso, il progetto rappresenta un investimento sul capitale umano e sulla coesione sociale delle nostre comunità».Il dirigente dell’Ufficio per la Protezione civile regionale, Giovanni Di Bello, richiama l’importanza di rendere accessibile a tutti la cultura della sicurezza. «La conoscenza dei rischi e dei comportamenti corretti co-

stituisce, infatti, un patrimonio collettivo che deve essere accessibile a tutti e diffuso nei diversi contesti della società», precisa.«Questo progetto rappresenta un’esperienza innovativa perché mette in relazione il sistema di protezione civile e quello penitenziario, creando opportunità concrete di apprendimento e responsabilizzazione», prosegue Di Bello. «“Custodi di Bene” rafforza l’idea che la protezione civile sia, prima di tutto, una cultura della prevenzione e della partecipazione attiva, fondata sulla responsabilità verso il bene comune».


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L'opera nei cinema lucani con «Meet us at Cinema» della Lucana Film Commission. Doppia tappa a Lagonegro e Marconia

Il regista Alfredo Chiarappa in tour in Basilicata con «La Calle Pura» A

lfredo Chiarappa, regista e artista visivo che vive e lavora a New York, ma originario della Basilicata, torna nella sua terra per presentare «La Calle Pura». Due gli appuntamenti con il pubblico lucano nell’ambito di «Meet us at Cinema», il progetto promosso dalla Lucana Film Commission per sostenere le sale cinematografiche, valorizzare le produzioni audiovisive locali e riavvicinare il pubblico al cinema: sabato 10 ottobre alle 19:30 al cinema Iris di Lagonegro e domenica 11 ottobre alle 20 al cinema Rinascente di Marconia. Prodotto da Calle Pura Production e Mediterraneo Cinematografica, «La Calle Pura» è un racconto a metà tra documentario e reggaeton-drama. Un ritratto della Cuba contemporanea, tra sogni e difficoltà quotidiane di una famiglia afrocubana che lotta per trova-

re il proprio posto, mentre sull'isola si apre l'era postsocialista. Attraverso le vicende di un ragazzo, di suo padre e dello zio, il film restituisce il quadro di una società attraversata da profondi cambiamenti, tra aspirazioni personali, lega-

mi familiari e ricerca di un futuro possibile. Il film è stato presentato in anteprima mondiale e in concorso ufficiale alla 72ª edizione del Taormina Film Festival e ha ricevuto la menzione speciale Allelammie al Lucania Film Festival 2026.

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Sulla base delle criticità della viabilità e sui tempi per raggiungere il San Carlo. Latronico: «Nel contempo puntiamo a valorizzare il nosocomio»

Punto nascite Melfi, la Regione chiede la proroga al Ministero fino a fine 2027

__L’ospedale di Melfi e sotto un momentp della conferenza stampa

POTENZA. La Giunta regionale ha approvato un provvedimento per ridefinire l’assetto della rete materno-infantile. L’atto della Giunta formalizza l’invio al ministero della Salute di una richiesta motivata per il mantenimento in attività dell’assistenza al parto al presidio ospedaliero di Melfi fino al 31 dicembre 2027. La decisione della Regione giunge in risposta alla formale richiesta del ministero di dismissione del punto nascita di Melfi, in quanto le sette richieste di deroga avanzate dalla Basilicata nel corso degli anni, erano state già valutate negativamente dal Comitato Percorso Nascita nazionale a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di 500 parti all’anno. La necessità di una proroga si basa su elementi oggettivi emersi da una dettagliata relazione tecnica di Anas S.p.A. I cantieri di manutenzione straordinaria attivi sulla Strada Statale 658 “PotenzaMelfi” fanno innalzare i tempi medi di percorrenza verso l’Hub del San Carlo, che si attestano sui 75-80 minuti per i comuni più distanti. Una tempistica critica che si unisce alle difficoltà della viabilità invernale in un capoluogo situato a 819 metri d’altitudine. L’atto della Giunta, nel rispetto della sicurezza delle mamme e dei nascituri, prevede una doppia programmazione d’urgenza legata al confronto con i tavoli ministeriali. In caso di parere favorevole del Comitato LEA alla proposta lucana, Melfi manterrà i servizi di assistenza al parto fino al termine del 2027. In questo specifico scenario, la delibera stabilisce che l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza provveda all’attuazione di un nuovo piano di

(foto Mattiacci)

salvaguardia, monitoraggio e potenziamento, garantendone la piena attuazione nei tempi e con le modalità stabilite dal provvedimento regionale. In caso di parere ministeriale sfavorevole, si procederà alla riconversione funzionale con la sospensione graduale dell’attività di parto a decorrere dal primo luglio 2027. La Regione rimarca che, anche nell’ipotesi di riconversione, Melfi non perderà i suoi presidi a tutela della maternità. Verrà interamente garantito il Percorso di Accompagnamento alla Nascita (PAN) e la piena operatività di tutte le attività ostetrico-ginecologiche territoriali e ambulatoriali, tra cui diagnostica prenatale e oncologica, chirurgia ginecologica benigna, isteroscopia, monitoraggio biofisico fino al termine e gestione delle gravidanze a rischio. Proprio per potenziare e rilancia-

re l’attività dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi, che negli ultimi anni ha visto salire il valore della propria produzione a oltre 24,6 milioni di euro e l’organico della dirigenza a 57 unità, la Giunta Regionale della Basilicata ha approvato un’apposita delibera. L’atto punta a valorizzare il ruolo strategico del presidio del Vulture attraverso uno stanziamento di oltre 15,9 milioni di euro per lavori edili e impiantistici. Il nuovo provvedimento introduce importanti novità operative tra cui, 12 nuovi posti letto di medicina generale per ampliare l’offerta assistenziale per acuti e rispondere in modo efficiente ai bisogni di un bacino di circa 100.000 abitanti, e l’introduzione di un modello di “responsabilità condivisa” per i pazienti anziani. Il nuovo modello prevede una codirezione clinica tra l’équipe chirurgica e il medico internista, il quale gestirà il quadro clinico globale e le comorbilità del paziente fragile nel decorso post-operatorio. Ogni paziente che accederà alla struttura sarà sottoposto a una valutazione multidimensionale obbligatoria per misurarne lo stato cognitivo, nutrizionale e l’autonomia. La delibera sulla rete materno infantile, inoltre, impegna il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Matera ad istituire una task force aziendale multidisciplinare per il punto nascita di Policoro, che la Regione intende consolidare e mettere in sicurezza rispetto ai parametri nazionali, al fine di attivare procedure d’urgenza per il reclutamento di medici, ostetriche e infermieri, consolidare l’integrazione ospedaleterritorio per incrementare i parti e trasmettere relazioni trimestrali

alla Regione e al Comitato Percorso Nascita regionale. I dati ufficiali del Certificato di Assistenza al Parto evidenziano una complessa denatalità strutturale. La Basilicata è passata dai 4.138 parti complessivi del 2016 ai soli 3.031 del 2025, con una variazione percentuale nel primo semestre 2026 pari al -7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In questo contesto, la delibera dispone lo spiegamento di massimi standard di sicurezza h24 tramite i servizi di trasporto d’emergenza STAM (materno) e STEN (neonatale) sia a Melfi che a Policoro. «Questo provvedimento – spiega l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico – fotografa l’impegno profondo profuso dalla Regione per qualificare e difendere il Punto Nascita di Melfi. Il nostro obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma collaborare con il Ministero portando dati oggettivi legati alla sicurezza. Nonostante la valutazione negativa delle precedenti sette istanze di deroga, oggi lo scenario è mutato. Se arriverà il via libera da Roma, daremo mandato immediato al San Carlo di attivare tutte le misure straordinarie di salvaguardia stabilite. Al contempo, con la seconda delibera approvata oggi diamo una risposta di forte valorizzazione e rilancio a Melfi, investendo in maniera decisa sulla medicina generale e sulla cura assistenziale dei pazienti fragili con 12 nuovi posti letto e un modello clinico a responsabilità condivisa all’avanguardia, garantendo parallelamente alle famiglie del Vulture la piena continuità del percorso di accompagnamento alla nascita a Melfi».


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Dal 22 ottobre si amplia l’offerta sanitaria. Cupparo: «Limitare gli spostamenti fuori zona e garantire una maggiore accessibilità»

Chiaromonte, ospedale rafforzato con due esami endoscopici in più

CHIAROMONTE. Gastroscopia e colonscopia entrano nell’offerta sanitaria dell’ospedale di Chiaromonte. Le due prestazioni saranno attivate dal 22 ottobre, nell’ambito del percorso di potenziamento del presidio, considerato strategico per l’area sud della Basilicata. L’obiettivo è avvicinare le cure ai cittadini e ridurre la necessità di raggiungere le strutture dei principali centri regionali per sottoporsi a esami e controlli. A dare la notizia è l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco Cupparo, che collega l’ampliamento dei servizi alla necessità di offrire risposte alle comunità delle aree interne. «L’attivazione di gastroscopia e colonscopia va esattamente nella direzione di ridurre i disagi per i cittadini, limitare gli spostamenti fuori zona e garantire una maggiore accessibilità alle prestazioni sanitarie», afferma. L’avvio delle attività rientra nella collaborazione tra l’Azienda sanitaria locale di Potenza, Asp, e l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo. Un lavoro comune finalizzato a rafforzare la medicina ter-

ritoriale e a rispondere in modo più efficace ai bisogni assistenziali dell’area sud lucana. Cupparo ringrazia l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, i dottori De Filippis e Spera e il presidente della Regione, Vito Bardi, per l’impegno nel rafforzamento dei servizi sul territorio. Le nuove prestazioni si aggiungono agli ambulatori specialistici di cardiologia, urologia e gastroenterologia già presenti nel presidio. Nel percorso di ampliamento dell’offerta rientra anche il servizio oncologico, attivato con il contributo di

uno specialista del Crob di Rionero. L’attività ha cadenza quindicinale e si rivolge sia ai pazienti già in carico all’istituto, che possono effettuare le visite di controllo, sia alle persone che hanno bisogno di una prima visita oncologica. Il potenziamento di Chiaromonte viene dunque presentato come un intervento sulla rete dei servizi, con prestazioni che consentano alle comunità di trovare risposte più vicine. Per Cupparo, valorizzare le strutture esistenti significa affrontare le difficoltà della mobilità sanitaria e assicurare un’offerta adeguata a ter-

ritori nei quali raggiungere i centri di riferimento può rappresentare un problema per chi necessita di assistenza. «Stiamo lavorando per rendere i servizi sanitari più accessibili, soprattutto nei territori interni, dove la distanza dalle strutture di riferimento può trasformarsi in un ostacolo concreto per chi ha bisogno di cure e controlli», sottolinea l’assessore. «Ogni nuova prestazione attivata significa offrire un’opportunità in più alle persone e contribuire a rendere più forte la rete sanitaria territoriale». L’ampliamento procede

attraverso la collaborazione tra aziende sanitarie e istituzioni regionali. Le due prestazioni in arrivo rappresentano un ulteriore servizio per il comprensorio, con l’intento di limitare i disagi legati agli spostamenti fuori zona. «Continuiamo a trasformare gli impegni assunti in risultati concreti. Garantire cure di qualità, sempre più accessibili e vicine alle persone, è una priorità che intendiamo perseguire con determinazione, lavorando in sinergia con il presidente Bardi e con l’assessore Latronico», aggiunge Cupparo. L’assessore rivendica un metodo basato sulla programmazione e sulla collaborazione istituzionale, contrapponendolo alle polemiche e agli annunci senza ricadute concrete. «La buona politica non si fa con gli slogan o agitando paure, ma rimboccandosi le maniche, programmando e portando a casa risultati concreti per la salute e il benessere della nostra comunità», conclude. «Noi andiamo avanti dritti in questa direzione, perché una cosa è occuparsi del territorio e un’altra è tentare di occupare il territorio».

Domani al Ponte Vecchio di Potenza l’iniziativa promossa da Bilancia con società scientifiche, associazioni e volontari

OncoRun, camminata per la prevenzione oncologica

POTENZA. Una camminata lungo il Basento per promuovere la prevenzione oncologica e portare fuori dall’ospedale un messaggio di vicinanza ai pazienti. Domani dalle 9.15, l’area del Ponte Vecchio ospiterà OncoRun Prendiamoci cura di noi, una mattinata di sport, condivisione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, alle persone in cura, ai volontari e alle famiglie. L’appuntamento è stato voluto e organizzato dal dottor Bilancia, primario di Oncologia dell’ospedale San Carlo, con la collaborazione di Aiom, Associazione italiana di oncologia medica, e Nicso, Network italiano cure di supporto in oncologia. Al fianco delle sigle scientifiche ci saranno l’associazione Vivere Donna e Potenza città per le donne. Una collaborazione che riunisce sanità, comunità scientifica e volontariato per sostenere i pazienti e

diffondere la cultura del benessere attraverso il movimento. Alla base della manifestazione c’è un’idea di cura che comprende, insieme alle terapie, l’ascolto, la vicinanza e la prevenzione primaria. La camminata diventa così un’occasione per coinvolgere la comunità potentina e richiamare l’attenzione sulle abitudini quotidiane che possono contribuire alla tutela della salute. Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è «Prevenire è il primo passo per amare se stessi». Gli organizzatori pongono al centro il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione oncologica. Muoversi con regolarità, sottolineano, va oltre la semplice abitudine salutare: può incidere positivamente sugli assetti ormonali, sul sistema immunitario e sui processi infiammatori, contribuendo a contrastare lo sviluppo di nu-

merosi tumori. È questo il tema sul quale la mattinata intende sensibilizzare i partecipanti, valorizzando il movimento come componente del benessere. L’attenzione riguarda anche chi sta affrontando la malattia. Nel messaggio della manifestazione, l’esercizio fisico viene indicato come un sostegno complementare nel percorso di cura, capace di contribuire a migliorare la tolleranza ai trattamenti e il recupero, con benefici per il corpo e per la mente. La dimensione sportiva si affianca quindi a quella della condivisione, in un appuntamento che vuole rafforzare la vicinanza alle persone in cura. Con OncoRun, l’impegno del primario e della squadra oncologica del San Carlo si estende oltre le mura ospedaliere, attraverso un incontro con i cittadini dedicato alla salute. Il coinvolgimento delle associazioni contribuisce a da-

re alla camminata anche un valore di sostegno collettivo: nessuno, è il messaggio degli organizzatori, deve sentirsi solo davanti alla malattia. Da qui l’invito a partecipare, rivolto a pazienti, famiglie, volontari e a tutta la comunità.


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Basilicata 24 ore

sabato 10 ottobre 2026

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Un prestigioso riconoscimento, frutto dei contributi che l’otologia ha dato negli ultimi 30 anni alla comunità locale e a quella medico-scientifica

Il Potentino Cantore eletto Segretario dell’Accademia Italiana di Otologia

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l dr. Italo Cantore è stato eletto Segretario della AIONO - Accademia Italiana di Otologia e Neuro-Otologia, durante la assemblea elettiva nell’ambito del VII congresso nazionale. L’ Accademia rappresenta l’insieme di otochirurghi ed audiologi italiani, con lo scopo della formazione e la ricerca scientifica nel settore otologico,

nelle scienze dell’udito e dell’equilibrio, oltre che di incentivare la formazione e la partecipazione attiva dei medici più giovani. Il dr. Cantore, già consigliere, referente per la Basilicata e responsabile scientifico social media web, assume ora il ruolo di segretario, contribuendo attivamente alla crescita ulteriore della società insieme al nuovo

presidente ed i nuovi consiglieri. La Accademia e’ inoltre affiliata alla EAONO - European Academy of Otology and NeuroOtology, di cui il dr. Cantore è responsabile scientifico delle comunicazioni social-media dal 2018. Nel corso dell’evento odierno il dr. Cantore ha inoltre presentato i risultati riabilitativi con protesi impiantabili chirur-

gicamente in pazienti trattati per tumori del nervo acustico, recentemente illustrati come membro invitato della faculty al congresso mondiale di otorinolaringoiatria. Un prestigioso riconoscimento, frutto anche dei contributi che l’otologia lucana ha dato negli ultimi 30 anni alla comunità locale ed a quella medico-scientifica italiana.

Il capogruppo regionale di Orgoglio Lucano-Italia Viva: «A questo valore professionale indiscusso unisco un profondo sentimento d’affetto personale»

Polese: «Auguri a Italo Cantore, eccellenza lucana riconosciuta a livello internazionale»

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sprimo le mie più vive congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro al dottor Italo Cantore per la prestigiosa elezione a Segretario della Aiono (Accademia italiana di Otologia eNeuro otologia) giunta nel corso del settimo congresso nazionale». Lo dichiara il capogruppo regionale di Orgoglio lucano - Italia Viva, Mario Polese, che aggiunge: «Si tratta di un riconoscimento di straordinario rilievo che dà merito a un percorso di studio, ricerca e rigore scientifico di primissimo ordine. Le eccezionali qualità professionali e cliniche del dottor Cantore sono note e apprezzate ben oltre i confini regio-

nali e nazionali, come testimoniato dai suoi interventi nei contesti internazionali più prestigiosi e dal suo contributo costante all’avanguardia delle scienze dell’udito e dell’equilibrio». «A questo valore professionale indiscusso unisco un profondo sentimento d’affetto personale. Per me Italo è un amico di sempre, un uomo straordinario, dotato di profonda sensibilità umana, dedizione e passione sincera per la sua terra e per i suoi pazienti. La sua nomina è un orgoglio per tutta la Basilicata e non solo. Ad Italo auguro un quadriennio di grande lavoro e ricche soddisfazioni», conclude il capogruppo di OL-IV.


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Potenza

sabato 10 ottobre 2026

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Tre giorni di incontri, spettacoli e creatività per la 9ª edizione del festival. Dallo Stabile alle piazze cittadine, protagonisti i giovani e l’arte

Fumetti, Lego e tecnologia: Potenza entra nel mondo di Lucania Is Comics

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DI FRANCESCO MENONNA

nnovazione, tecnologia, fumettistica, musica e padiglioni: è questo il filo conduttore della nona edizione di Lucania Is Comics, inaugurata ieri mattina con una cerimonia al Teatro Francesco Stabile di Potenza. Presenti il sindaco Vincenzo Telesca, l’assessore alla Cultura Roberto Falotico, l’assessore alla Programmazione Loredana Costanza, l’assessore alle Politiche giovanili Federica D’Andrea, l’assessore alle Politiche sociali Anna Greco e il presidente del Consiglio comunale Pierluigi Smaldone. A rappresentare gli organizzatori, il presidente dell’associazione Neardworks, Cristian Accetta, e il responsabile della comunicazione, Nicola Manzi. La pioggia battente non ha scompaginato i piani degli organizzatori né smorzato l’entusiasmo dei promotori. Nonostante il maltempo, i padiglioni sono stati regolarmente aperti nelle diverse location della città: dalla Torre Guevara a piazza Matteotti, da piazza Mario Pagano al Parco di Montereale. Una grande carovana dedicata ai fumetti, al design, all’innovazione e allo sviluppo sostenibile attende i giovani di Potenza e dintorni, con l’obiettivo dichiarato di superare le 30.000 presenze registrate nella passata edizione. L’evento, inaugurato ieri mattina e in programma fino a domenica, punta sulla conoscenza, sull’innovazione e sull’impegno delle nuove generazioni, in un contesto di concorrenza sempre più diffusa e vivace. Tre giorni di divertimento, emozioni e animazione promossi da Neardworks, Università degli Studi della Basilicata, Comune di Potenza, APT Basilicata, Regione Basilicata e numerose associazioni legate al mondo della creatività. Il Teatro Francesco Stabile ha ospitato il primo talk, divertente e coinvolgente, dando il via a un programma che vede ancora una volta protagonisti i giovani, pronti a mettersi in gioco e a creare le premesse per tre gior-

_ Momenti dell’evento

nate tutte da vivere. Tra gli ospiti figurano anche personalità che si stanno affermando nel panorama artistico, cinematografico e culturale regionale e nazionale, come l’attrice Ilenia Ginefra, che negli ultimi tempi si sta facendo notare per il suo percorso professionale. «Sono stata invitata a questo festival, Lucania Is Comics, e sono molto contenta. Abbiamo iniziato la giornata con un talk, parlando con i nostri concittadini. Abbiamo affrontato temi legati ai social, al teatro e al cinema e continueremo questa giornata che, seppur piovosa, porterà molta fortuna. Vi aspetto questa sera dalle nove in poi. Per quanto riguarda le mie prospettive, spero di riuscire a portare il mio spettacolo a teatro: ne sto scrivendo uno e, nel frattempo, continuerò a realizzare contenuti legati alla mia città e alla mia regione», ha dichiarato Ilenia Ginefra. Nicola Manzi, responsabile della comunicazione di Neardworks, associazione promotrice di tutte le edizioni della manifestazione, ha illustrato il programma della nona edizione di Lucania Is Comics. «Saranno tre giorni assolutamente fantastici, con tante attività legate alle nostre passioni: fumetto, cinema, illustrazione e anche scienza. Abbiamo numerose iniziative legate alla collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, oltre a diverse attività che si svolgeranno nell’arco delle tre giornate, con tantissimi ospiti. L’organizzazione è sempre molto complessa, soprattutto perché si tratta di un

festival diffuso in tutto il centro storico. Abbiamo avuto anche un po’ di sfortuna: la pioggia ci ha costretti a modificare in corsa molte delle location inizialmente previste nel Parco di Montereale. Nonostante questo, dobbiamo soltanto ringraziare il Comune e la Provincia di Potenza, che ci hanno permesso di organizzare l’evento nel miglior modo possibile», ha spiegato Manzi. Appassionato di fumetti fin dai primi anni di vita, il sindaco di Potenza, Vin-

cenzo Telesca, ha sottolineato l’importanza della manifestazione e la partecipazione dei giovani. «La giornata, dal punto di vista meteorologico, non è delle più promettenti, ma siamo felicissimi perché anche quest’anno siamo nel centro storico. C’è un grandissimo movimento e i ragazzi sono presenti. Abbiamo avuto modo di conoscere Ilenia Ginefra, che è salita sul palco per presentarsi, anche se ormai molti la conoscono attraverso i social, dove contribuisce a far conoscere nel

mondo la città di Potenza e la nostra regione. Finalmente si parte con i nostri bellissimi LEGO», ha dichiarato il primo cittadino. Fantasia, creatività, software e tecnologia sono gli ingredienti di un appuntamento che da tempo è entrato a far parte della cultura potentina e non solo. Un’iniziativa che continua a crescere facendo leva sull’impegno dei giovani, sulla collaborazione delle istituzioni e su numerose partnership capaci di valorizzarne il ruolo e di dare lustro al territorio.


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Potenza e provincia

sabato 10 ottobre 2026

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Il Presidente Picciuolo scrive all’Onorevole e ad Anas per «coordinare le proprie iniziative e contribuire a mantenere alta l’attenzione istituzionale»

Raccordo Potenza-Sicignano, il Comitato “Marmo-Cesine” ringrazia l’On. Caiata

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DI EMANUELA CALABRESE

l “Comitato cittadino Marmo-Cesine” ringrazia l’onorevole Salvatore Caiata «per l’attenzione e l’impegno sul collegamento viario con il Raccordo Autostradale Potenza–Sicignano. Un’opera che il territorio attende da tempo e che il Comitato continua a sollecitare. Ora servono atti, risorse e tempi certi. Perché alle parole devono seguire i fatti. Ora è il momento di realizzare» dichiara il Comitato, che in costante contatto con l’Onorevole, prosegue nel suo impegno per il territorio. Dal Comitato è partita anche una missiva, questo fine settimana, inviata ad ANAS struttura territoriale Basilicata e all’Onorevole Caiata, in cui viene richiesto un «aggiornamento sulla pianificazione e il finanziamento dell’infrastruttura viaria di collegamento tra il raccordo PotenzaSicignano e Sp94 ex SS94». Il Comitato, facendo seguito al sopralluogo, richiede dunque «un aggiornamento sullo stato delle valutazioni tecniche, avendo recentemente ricevuto rassicurazioni da parte dell’On. Caiata circa il proprio impegno e l’interlocuzione avviata con ANAS

sulla questione. Alla luce di ciò, si intende coordinare e accompagnare, per quanto di propria competenza, le attività e i successivi passaggi istituzionali, mantenendo un costante confronto con i soggetti coinvolti e favorendo il prosieguo dell’iniziativa». A tal fine, tramite il Presidente pro-tempore Vito Picciuolo. il "Marmo- Cesine" chiede di conoscere «gli esiti del sopralluogo e delle verifiche tecniche effettuate; lo stato attuale della valutazione di fattibilità dell’intervento; gli eventuali ulteriori approfondimenti tecnici

necessari; le tempistiche previste per la conclusione delle valutazioni e per gli eventuali successivi sviluppi progettuali, in quanto ritiene importante poter disporre di un quadro aggiornato della situazione, al fine di coordinare le proprie iniziative e contribuire a mantenere alta l’attenzione istituzionale su un intervento ritenuto strategico per la mobilità e la sicurezza del territorio». Il Comitato ed i cittadini si spendono sul tema da diversi anni ormai: a giugno 2020 si discuteva della tematica con Picciuolo, già “Responsabile

Aree Interne e Piccoli Comuni” ed anche in quella occasione oggetto era la “realizzazione dell'infrastruttura viaria di collegamento tra raccordo Potenza-Sicignano e Sp94 ex SS94”. I due territori, Marmo e Cesine, sono “divisi” lungo tutta la loro estensione dal raccordo, «ma non beneficiano in alcun modo di questa importantissima arteria è pertanto necessario collegare il raccordo con la Sp94 – sottolinea Picciuolo- così da permettere di ampliare le prospettive di sviluppo del territorio, tra l’altro zona in cui risiedono molte aziende agricole. L'intervento da effettuare consisterebbe nella realizzazione di una strada di vitale importanza per lo sviluppo di tutta la comunità picernese, infrastruttura viaria che permetta di dimezzare i tempi per raggiungere la zona Industriale di Tito, ricordiamo uno dei poli produttivi e commerciali più importanti dell’area e al tempo stesso ridurre di un terzo i tempi per raggiungere la città di Potenza, capoluogo di regione e sede di presidi sanitari fondamentali, uffici e servizi a cui i cittadini si rivolgono con frequenza ma anche scuole, teatri e luoghi di sport e socialità».

Il Sindaco snocciola le tematiche che hanno interessato l’attività amministrativa; focus su adesione ai progetti SAI e via libera allo schema dell’Area Marina Protetta

Viabilità a Maratea, Albanese fa il punto su cantieri e interruzioni

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orniamo sulla questione viabilità in territorio di Maratea, in quanto stavolta è il Sindaco, Cesare Albanese ad affrontare le principali tematiche che in queste settimane hanno interessato l’attività amministrativa, «anche perché – asserisce il Primo cittadino- mi pare che la nostra opposizione non se ne sia resa conto, nonostante tutti gli atti vengano pubblicati». Il

Sindaco parte proprio dalle strade: «Rimane confermata chiaramente la chiusura della SP3: il gruppo di progettazione incaricato dal Commissario per il dissesto si è messo al lavoro immediatamente e nel giro di due settimane al massimo dovrebbe presentarci un progetto per la riapertura, almeno parziale, nelle more poi della realizzazione di un progetto di più ampio respiro per mettere

in sicurezza il costone. Verosimilmente si andrà verso l'installazione delle barriera paramassi sulla sede stradale e quindi poi nelle settimane successive alla presentazione stessa verrà scelto l'operatore economico, la fornitura e la posa in opera. Fino a quando non si arriverà alla riapertura della SP3 -sottolinea Albanese- garantirò il passaggio nell’ormai famoso sotto frana, quindi la vecchia bretella, con gli orari 6:30 -21:00, per garantire la circolazione, gli approvvigionamenti e il passaggio dei mezzi pesanti e scolastici». Per quanto riguarda invece il cantiere Nord di Acquafredda, che conta il cantiere di Maratea e di Sapri, «siamo d'accordo con i due compartimenti e con i direttori di lavoro dei due cantieri di non prolungare ulteriormente dopo il 14 di ottobre la chiusura mattutina. Dal 15

in poi anche quella strada rimarrà libera, con semafori ma senza interruzioni totali della circolazione. Anche lì fino a che non sarà riaperta al traffico la SP3. Tutte le forze sono convergenti per una sistemazione definitiva di questa brutta situazione che si è venuta a creare. Confidiamo nel giro di qualche mese di riuscire a vedere la luce». Altri due temi molto importanti hanno impegnato l’Amministrazione marateota: «Abbiamo deliberato la partecipazione del nostro comune ai progetti SAI promossi dal Ministero dell'Interno e dalle Prefetture. Parteciperemo a un bando per i minori non accompagnati e per le famiglie. È una operazione già fatta da tanti comuni, e tanti bei risultati ha portato in termini di ripopolamento delle comunità con l'ingresso di ragazzi a scuola, piuttosto che di im-

plementazione della forza lavoro nelle attività commerciali. Il progetto SAI prevede poi la distribuzione capillare sul territorio di queste famiglie e delle case che vengono affittate. Un progetto che già funziona da tanti anni a Lauria, a Trecchina, a Rivello, a Nemoli e che ha dato tante soddisfazioni senza nessuna criticità. Nei prossimi giorni uscirà il bando per la coprogettazione». Un altro deliberato ha dato l'approvazione allo schema di decreto istitutivo dell'area marina protetta: «Due giorni fa è arrivato l’Ok del Ministero che chiede il parere al Comune e alla Regione e ha inviato la perimetrazione e zonizzazione definitiva. Acquisito il parere anche della Regione, poi passato in conferenza Stato-Regioni, al Ministro non resta altro che firmare il decreto». EMANUELA CALABRESE


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Provincia

sabato 10 ottobre 2026

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I Sindaci Cicala e Zipparri vicini e uniti nel rappresentare il dolore delle comunità dove il giovane era vissuto

La Val D’Agri dice addio a Lorenzo: il 39enne che perse la vita in un incidente in Campania L

DI EMANUELA CALABRESE

e comunità di Viggiano e Marsicovetere, insieme a tutta la Val d’Agri, si sono strette nel dolore intorno alla famiglia e al ricordo di Lorenzo Tammone, il 39enne tragicamente scomparso in un incidente stradale. Il Sindaco Amedeo Cicala e accanto, Marco Zipparri, hanno rappresentato tutto il cordoglio dei loro concittadini. Le esequie hanno avuto luogo ieri pomeriggio alle 15:00 nella Basilica Pontificia di Viggiano. «La prematura scomparsa di Lorenzo ha scosso profondamente il cuore di tutta la nostra comunità – ha dichiarato Cicala- Di fronte a un dramma così grande, causato dal terribile incidente stradale, non ci sono parole capaci di colmare un vuoto così immenso. L'Amministrazione Comunale e l’intera cittadinanza si uniscono con commozione e profondo rispetto al dolore lacerante della famiglia, degli amici e di tutti coloro che hanno amato e conosciuto Lorenzo. In questo momento di sconforto e di indescrivibile soffe-

renza, esprimiamo le nostre più sentite e sincere condoglianze, stringendoci idealmente attorno ai suoi cari in un forte e caloroso abbraccio». Il giovane 39enne abitava da ormai diversi anni a Marsicovetere e il Sindaco così l’ha ricordato: «Siamo addolorati e rabbuiati perché una vita non può spegnersi a questa giovane età. Soprattutto se la perdita è aggravata dal dolore inaspettato, come può essere quello di un incidente stradale. Lorenzo lo conoscevamo tutti, era un ragazzo come tanti giovani della Val d’Agri che aveva deciso di restare a vivere qui. Questa notizia ci rende tutti addolorati per la perdita di un altro giovane lucano e di un altro giovane della Val d’Agri. È un periodo molto molto triste. Ci stringiamo al dolore della famiglia, dei genitori e dei suoi fratelli». L’incidente era avvenuto sull’A2 Salerno-Reggio Calabria, all’altezza di Campagna, lunedì pomeriggio. Ancora da chiarire le dinamiche: l’auto, una Renault Twingo, alla cui guida c’era la fidanzata, si sarebbe scontrata con un tir. L'impatto è avvenuto sulla corsia

in direzione nord, prima della galleria. Salva, invece, la fidanzata e rimasta lievemente ferita anche un'altra passeggera che era con loro. Portate poi in ospedale per accertamenti. Illeso ma molto scosso per l'accaduto, anche il conducente del camion contro cui l’auto dei ragazzi è impattata. La macchina ha riportato i pesanti danni dell’incidente, con la carrozzeria completamente distrutta. Immediato

l'intervento dei soccorsi. La sala operativa del 118 dell'Asl di Salerno ha inviato un'ambulanza dei volontari della Pubblica Assistenza Vopi, mentre la Polizia Stradale si è occupata dei rilievi e della gestione della viabilità. Sul posto anche gli ausiliari dell'Anas, la società del gruppo Fs che gestisce l'autostrada. Sono in corso le indagini per chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto.

L'iniziativa presentata lunedì 12 ottobre. Una rete di partner per abbattere le barriere alla lettura e raggiungere i territori più isolati

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Moliterno, la biblioteca inclusiva con parImpàri

endere la biblioteca un luogo sempre più accogliente, accessibile e aperto a tutte e tutti, abbattendo le barriere che possono ostacolare l’accesso alla lettura e alla cultura. È questo l’obiettivo di «parImpàri. Leggere per crescere insieme», il progetto che sarà presentato alla comunità lunedì 12 ottobre, alle ore 17:30, presso la Biblioteca Giacomo Racioppi di Moliterno. Il progetto è finanziato dal Centro per il libro e la lettura, istituto del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando «Lettura per tutti 2025», ed è risultato tra i progetti vincitori. Il Comune di Moliterno, in qualità di soggetto responsabile, ha costruito una rete territoriale di partner composta dall’Istituto Comprensivo Giacomo Racioppi, dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, dall’Associazione Ferdinando Petruccelli della Gattina, da Mandragola Teatro APS, dalla coope-

rativa sociale Il Girasole, dalla cooperativa META e dall’ODV Pubblica Assistenza Moliterno.«parImpàri» nasce dalla volontà di fare della biblioteca un presidio culturale realmente accogliente, capace di rispondere alle esigenze di persone con disabilità, anziani, cittadini che vivono nelle aree rurali e persone di origine straniera. L’obiettivo è garantire a tutte e tutti la possibilità di accedere alla cultura attraverso servizi, strumenti e attività concretamente accessibili, trasformando la lettura in un’occasione di partecipazione, incontro e crescita condivisa. Tra le azioni previste dal progetto ci sono momenti di formazione, un laboratorio di lettura espressiva, il servizio di consegna dei libri e di lettura a domicilio, pensato in particolare per le persone che incontrano difficoltà nel raggiungere fisicamente la biblioteca. Un’attenzione specifica sarà dedicata all’accessibilità degli spazi

e del patrimonio librario, in modo da ampliare concretamente le possibilità di fruizione della lettura.Il programma prevede un corso di scrittura Braille, pomeriggi dedicati a giochi inclusivi e appuntamenti di «Tè al buio», con letture pensate per favorire inclusione, socializzazione e condivisione di esperienze. Numerose saranno anche le attività rivolte a specifici gruppi della comunità: letture ad alta voce per le persone che frequentano l’Unitre Moliterno, un percorso di lettura e laboratorio espressivo sui libri tattili rivolto a persone con disabilità cognitiva, un laboratorio di narrazione interculturale, pensato come spazio di incontro tra storie, lingue e culture differenti. Il progetto punta a costruire una biblioteca capace non soltanto di offrire libri, ma anche di andare incontro alle persone, raggiungendo chi è più distante o incontra maggiori ostacoli nell’accesso ai

servizi culturali. La lettura diventa quindi uno strumento per rafforzare i legami della comunità, favorire l’autonomia e promuovere partecipazione.L’incontro del 12 ottobre sarà l’occasione per presentare alla cittadinanza il progetto, la linea grafica, illustrarne le attività e condividere il percorso che nei prossimi mesi coinvolgerà scuole, asso-

ciazioni, cooperative, operatori, volontari e cittadini. «parImpàri. Leggere per crescere insieme» nasce, infatti, da una convinzione semplice: una biblioteca è davvero di tutte e di tutti quando ogni persona può entrarci, trovare ciò di cui ha bisogno, sentirsi accolta e avere la possibilità di leggere, ascoltare, raccontare e condividere.


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Matera e provincia

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Presidio e incontro in Prefettura a Matera. Chiesti il mantenimento delle attività Tim e una soluzione per tutti i 350 dipendenti

CallMat, sindacati: «Subito tavolo per salvare tutti i posti di lavoro»

MATERA. Una soluzione che salvi tutti i 350 posti di lavoro, senza dividere i dipendenti né lasciare indietro nessuno. È la richiesta rilanciata dai sindacati al termine dell’incontro sulla vertenza CallMat, svolto ieri mattina in Prefettura mentre all’esterno era in corso un presidio dei lavoratori. Al centro del confronto, la continuità delle attività e il futuro di centinaia di famiglie, in un territorio che rischia di subire un nuovo colpo al proprio tessuto economico e sociale. La riunione è stata convocata nell’ambito delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146 del 1990. Hanno partecipato i rappresentanti istituzionali e le organizzazioni Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni, con i segretari regionali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano. Le sigle hanno ribadito l’urgenza di un intervento del ministero competente, chiamando tutti i soggetti coinvolti, a partire da Tim, ad assumere precise responsabilità. «Non è più accettabile continuare a rinviare le

decisioni mentre si avvicinano scadenze che potrebbero compromettere definitivamente il futuro dei lavoratori», affermano i segretari. La vertenza, denunciano, si trascina da troppo tempo e le numerose interlocuzioni istituzionali non hanno ancora prodotto risposte concrete e definitive. Da qui la richiesta di convocare urgentemente un tavolo ministeriale per individuare una soluzione industriale e occupazionale. Durante l’incontro sono state richiamate ipotesi di acquisizione di nuove commesse e attività da destinare alla Basilicata. Per i sindacati, però, ogni prospettiva deve garantire

l’intero bacino occupazionale. «I 350 lavoratori CallMat non possono essere divisi, selezionati o lasciati in una condizione di incertezza. La soluzione deve riguardare tutti, senza esclusioni». Un possibile punto di partenza viene individuato nella recente pronuncia del Consiglio di Stato sulla regolamentazione Agcom relativa alla possibilità per gli utenti di entrare in contatto con un operatore umano. Le sigle ne chiedono la piena applicazione e, contemporaneamente, sollecitano Tim a congelare gli attuali volumi di attività fino alla definizione della vertenza. Il mantenimento delle

commesse è considerato essenziale per preservare le prospettive occupazionali e costruire un percorso industriale credibile. «Non è pensabile continuare a discutere di salvaguardia occupazionale mentre, contemporaneamente, si assiste a una progressiva contrazione delle attività che rende sempre più difficile individuare una soluzione», sottolineano Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano. La richiesta di fermare la riduzione dei volumi accompagna quindi quella di un confronto capace di tradurre le ipotesi emerse in risposte per i lavoratori. La crisi CallMat, secondo

le organizzazioni, si colloca dentro una trasformazione più ampia dei contact center. La diffusione dell’intelligenza artificiale modifica l’organizzazione del lavoro e rischia di sostituire progressivamente attività oggi affidate agli operatori. Per i sindacati è in discussione il modello industriale del settore: serve un confronto nazionale sulle politiche necessarie a governare il cambiamento, con investimenti e percorsi di riqualificazione e riconversione professionale. L’innovazione, sostengono, deve tutelare il lavoro e creare opportunità, senza essere guidata soltanto dalla riduzione dei costi e del personale. Ma affrontare queste trasformazioni non può giustificare altri rinvii per CallMat. Il confronto nazionale richiesto dovrà accompagnare la trasformazione del settore con strumenti capaci di sostenere l’occupazione. Le sigle annunciano la prosecuzione della mobilitazione democratica e pacifica: «I lavoratori CallMat hanno diritto a certezze sul proprio futuro, non a ulteriori rinvii».

Domani a Matera divieti di transito e sosta, deviazioni per gli autobus e sospensione della zona a traffico limitato

Duathlon Città dei Sassi, scattano i blocchi stradali

MATERA. Strade chiuse, divieti di sosta e percorsi degli autobus modificati per il secondo Duathlon Città dei Sassi. Domani 11 ottobre la manifestazione sportiva interesserà diverse vie del centro abitato, con conclusione prevista intorno alle 13. Per consentire il regolare svolgimento della competizione e garantire la sicurezza degli atleti e dei cittadini sono stati predisposti provvedimenti che incideranno sulla circolazione fin dalle prime ore della giornata. Il divieto di transito e quello di sosta, con rimozione forzata dei veicoli, riguarderanno via San Pardo, via Marconi, via Annunziatella, via XX Settembre, il tratto sud di via Roma e via Lucana fino all’intersezione con via Chiancalata. Sono le strade lungo le quali si svilupperà il circuito cittadino: l’invito è quindi a evitare di lasciare le automobili sul percorso e a organizzare in anticipo

gli spostamenti. Nel centro storico sono previste sospensioni temporanee della circolazione in via del Corso, via delle Beccherie, via e piazza Duomo, piazza del Sedile e via San Francesco. I residenti potranno uscire dal perimetro della zona a traffico limitato Centro negli intervalli senza passaggi degli atleti impegnati nella prima e nella terza frazione di corsa. Gli spostamenti saranno regolati dal personale dell’organizzazione presente sul posto, che valuterà le condizioni di sicurezza prima di consentire il transito. Particolare attenzione dovranno prestare anche i conducenti provenienti da strade o aree che intersecano il percorso o si immettono sul circuito. Prima di impegnare le intersezioni interessate dalla gara sarà necessario fermarsi e attenersi alle indicazioni del personale incaricato della gestione della viabilità. Il passaggio dei veicoli dovrà dunque essere coor-

dinato con lo svolgimento della competizione. Per agevolare gli spostamenti verso le zone e i quartieri non coinvolti sarà sospesa la zona a traffico limitato dei Rioni Sassi. La misura servirà a consentire il superamento dei blocchi stradali predisposti lungo il percorso. Le chiusure comporteranno inoltre variazioni degli itinerari delle linee del trasporto pubblico urbano, in relazione alle vie interessate dalla manifestazione. Nei punti più critici per la viabi-

lità ordinaria saranno presenti gli agenti della polizia locale, affiancati dai volontari. Il presidio avrà il compito di garantire la sicurezza della gara, agevolare la gestione del traffico e fornire assistenza in caso di emergenze o altre necessità. Alla cittadinanza viene chiesto di collaborare, scegliendo ove possibile percorsi alternativi, programmando per tempo gli spostamenti e prestando attenzione alla segnaletica e alle indicazioni del personale presente sulle strade.


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Periscopio

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L'evento della Regione e della Fondazione Matera Basilicata 2019 al Castello Pirro del Balzo. Firma del Liber Terrarum e corteo con duecento figuranti

Venosa capitale della storia: il 18 ottobre si terrà il raduno dei rievocatori medievali «L

e Terre del Medioevo. Tante storie, un solo racconto corale della Basilicata medievale» è il titolo del grande raduno dei rievocatori medievali che si terrà domenica 18 ottobre a Venosa nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune di Venosa, i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa e con la direzione artistica e regia di Giuseppe Ranoia, rappresenta il primo appuntamento regionale del progetto sulle rievocazioni storiche medievali presenti in Basilicata, finalizzato a valorizzare la ricchezza di questo patrimonio culturale immateriale, riconoscendone l’importante funzione di trasmissione della memoria, conoscenza del territorio e partecipazione delle comunità.Chiamando a raduno le 20 realtà della Basilicata che organizzano rievocazioni medievali, l’appuntamento intende trasformare la pluralità delle esperienze locali in un'unica narrazione regionale, attraverso un grande corteo storico

che sfilerà per le vie del centro di Venosa, il Pantheon dei Normanni con la sua Abbazia della SS. Trinità, dove sono custodite le spoglie della famiglia Altavilla, e la maestosa Chiesa Incompiuta. Ogni comunità porterà un segno, una presenza, una memoria della propria rievocazione, contribuendo alla costruzione di un mosaico comune. Il programma prende il via alle 10:00 nel cortile del Castello Pirro del

Balzo con i saluti istituzionali e la firma del «Liber Terrarum – Libro delle Terre e delle Rievocazioni di Basilicata», in cui ogni comunità lascerà la traccia della propria rievocazione.A partire dalle 10:00 e fino alle 16:00, il Cortile del Castello sarà animato da attività dimostrative e didattiche di arti e mestieri, spettacoli, giochi medievali con figuranti in costume, che accompagneranno il pubblico in un

viaggio attraverso il Medioevo fra corti e comunità, spiritualità e potere, guerre e alleanze. Alle 11:30, la Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale «Mario Torelli» accoglierà un momento di divulgazione sul Medioevo in terra lucana. Con Alessandro Di Muro, professore di Storia medievale all’Università degli Studi della Basilicata, si parlerà di «Venosa, i Normanni e gli Altavilla», mentre il documentario «Il Fantastico Medioevo lucano» racconterà attraverso le voci dei protagonisti, le rievocazioni medievali della Basilicata.Alle 16:00 prenderà il via dal Castello il grande corteo storico con la partecipazione di circa 200 figuranti delle associazioni di rievocazioni storico-medievali dalla Basilicata e di una delegazione dell’Umbria. Il percorso si articolerà nel centro storico intrecciando spettacoli diffusi, per poi confluire in Piazza Municipio. Qui, alle 19:00, andrà in scena il gran finale con lo spettacolo «La Terra dei Re» che porterà in primo piano l’idea di una Basilicata fatta di molte terre e molte epoche, ma attraversata da una stessa umanità e da una memoria condivisa.

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno il borgo lucano si racconta attraverso l'iniziativa "Irsina. Galleria Diffusa

Case storiche aperte: il borgo si svela tra architettura e accoglienza

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n percorso speciale nel cuore del centro storico per raccontare la bellezza delle architetture, le storie di chi le abita e il valore di una comunità capace di accogliere. È lo spirito di “Irsina. Galleria Diffusa”, l'iniziativa che anima il borgo in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, in programma il 10 e l’11 ottobre grazie alla collaborazione con la Delegazione FAI di Matera. Il cuore dell'evento risiede

nella straordinaria apertura di alcune abitazioni private appartenenti a cittadini stranieri che hanno scelto Irsina come propria casa, acquistando e recuperando immobili storici. Provenienti da Paesi diversi, questi nuovi residenti non si sono limitati a visitare il borgo, ma hanno deciso di viverlo stabilmente, costruendo relazioni profonde e contribuendo attivamente alla sua vitalità quotidiana. Le loro dimore offrono

così un suggestivo incontro tra passato e presente: volte, portali, cortili e altri elementi della tradizione architettonica locale convivono armoniosamente con opere d’arte, fotografie, libri, installazioni e produzioni artigianali firmate da artisti e creativi stranieri legati al territorio. «È bello vedere che ci sono persone che arrivano da altri Paesi, si innamorano di Irsina e decidono di restare, investendo nelle nostre case e nel nostro centro storico — dichiara il sindaco Giuseppe Candela —. Recuperare queste abitazioni significa restituire loro una funzione e contribuire a mantenere vivo il borgo. Con questa iniziativa vogliamo raccontare proprio questo: un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a vivere grazie a chi lo sceglie ogni giorno».L'idea della Galleria Diffusa trasforma così l’intero centro stori-

co in un unico e grande spazio di scoperta a cielo aperto, fatto di strade, case e persone. «Irsina ha una caratteristica preziosa: è una comunità che conserva la propria identità e, allo stesso tempo, sa aprirsi al mondo — aggiunge il primo cittadino —. Le persone che hanno scelto di vivere qui, anche arrivando da lontano, oggi fanno parte della nostra realtà e contribuiscono a renderla più ricca. Le Giornate FAI sono un’occasione per far conoscere questa dimensione della città, meno consueta ma altrettanto importante». Il Comune ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento alla presidente regionale FAI Rosalba Demetrio, alla capodelegazione FAI di Matera Beatrice Volpe, alla professoressa Maria Raffaella Antonicelli — punto di riferimento dell’attività FAI a Irsina — e ai numerosi volontari locali

che affiancano l'associazione.«Dietro queste iniziative c’è il lavoro prezioso di tanti volontari che mettono a disposizione il proprio tempo e la propria conoscenza della città — sottolinea il sindaco Candela —. Sono loro ad accompagnare i visitatori, a raccontare i nostri luoghi e a trasmettere l’amore per il territorio. A tutti loro va la gratitudine dell’Amministrazione e dell’intera comunità».Le Giornate FAI d’Autunno rappresentano dunque un’occasione unica per scoprire un volto autentico di Irsina, dove la tutela del patrimonio storico si sposa con la capacità di accogliere e valorizzare esperienze diverse. «La nostra sfida — conclude il sindaco — è custodire ciò che siamo, senza restare fermi, e fare in modo che sempre più persone possano riconoscere in questo borgo un luogo in cui vivere, creare e costruire il futuro».


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Periscopio

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L'evento si terrà oggi al Centro culturale. Spazio al ricordo della presidente storica e alla presentazione del saggio sul grande statista lucano

Melfi ricorda Patrizia Nitti: un incontro pubblico tra memoria, cultura e impegno «L

’affetto di Melfi per Patrizia Nitti», così si intitolerà l’incontro pubblico presso il Centro culturale Nitti di Melfi sabato 10 ottobre, previsto in due parti a partire dalle ore 17, introdotte da Gianluca Tartaglia direttore della Associazione Nitti che ha perso con sgomento la sua presidente storica, Patrizia Nitti, ai primi di luglio e che, appunto, sarà ricordata dal sindaco della città Giuseppe Maglione, dal presidente della Fondazione Nitti Stefano Rolando e dalla sorella Maria Luisa Nitti.Nella seconda parte lo stesso presidente della Fondazione dialogherà con il prof. Massimo Crosti, docente di Filosofia politica a Roma

e autore di «Nitti interprete del Novecento», saggio edito da Editoriale Scientifica, frutto di lunghi studi soprattutto sul profilo culturale e intellettuale di chi fu, nella prima parte del secolo scorso, protagonista in Italia e in Europa della politica italiana. È il prof. Stefano Rolando

a ricordare il nesso tra queste due parti dell’evento: «Patrizia Nitti ha sempre partecipato con garbo e determinazione alla vita dei sodalizi che ricordano la figura e la personalità di suo nonno. E anche questo saggio, che la Fondazione ha fatto pubblicare nel quadro delle iniziative per il cen-

tenario del governo Nitti, nasce dai suoi incontri con il professor Crosti, studioso dell’opera di Nitti nel suo insieme, assertore del rilievo delle doti culturali che furono la materia prima dell’impegno politicoistituzionale e di quello di economista come ordinario di Scienze delle Finanze al-

l’Università Federico II di Napoli. La comunità melfitana ha sempre avuto riconoscenza per il volontariato e la sensibilità di Patrizia Nitti per la storia, la vita e il futuro della città. E lo dimostrerà partecipando con speciali sentimenti in questa occasione».

Presentata a Matera la stagione 2026-2027: quindici appuntamenti tra grandi interpreti, sinfonica e contaminazioni

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Autieri, Battiato e Morricone: la musica accende l'Auditorium Gervasio uindici appuntamenti di altissimo profilo, da ottobre ad aprile, per un cartellone che spazia dalla musica sinfonica all’opera, passando per la canzone d’autore, il gospel e la danza. È stata presentata questa mattina, nella Sala Mandela del Comune di Matera, la stagione concertistica “Eventi Musicali 2026–2027”, promossa dall’Associazione Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia.Il programma, che animerà il palco dell’Auditorium Gervasio, unisce grandi interpreti della scena nazionale e internazionale a solisti e direttori d’orchestra di prestigio, con l’obiettivo dichiarato di coniugare il grande repertorio classico con le più stimolanti espressioni della musica contemporanea. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, l’assessora comunale alla Cultura, Simona Orsi, e il direttore dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, Piero Romano, insieme ai rappresentanti delle realtà sponsoristiche del territorio, Maurizio Grieco di Grieco Abbigliamento e Francesco Montagna di Bottega Ottica.Il viaggio musicale prenderà il via lunedì 26 ottobre con “Serena Autieri canta Raffaella”, un tributo sinfonico a Raffaella Carrà diretto da Roberto Molinelli, per poi proseguire a novembre con la voce di Karima e appuntamenti di respiro internazionale come il pianoforte di Sophia Liu in “Yellow River” e

il violoncello di Ana Carla Maza. Dicembre offrirà suggestioni profonde e trasversali, dall'omaggio a Franco Battiato interpretato da Giovanni Caccamo con la direzione di Valter Sivilotti, fino all'energia travolgente del gospel con The Women of God.Il nuovo anno aprirà le porte alle contaminazioni con la tradizione popolare e la storia del cinema: da Mario Incudine con la sua pizzica orchestrale ai Calibro 35 con il progetto “Scacco al Maestro” dedicato a Ennio Morricone. Non mancheranno i capisaldi del repertorio classico e romantico — da Paganini a Beethoven, fino a Chopin e Tchaikovsky — accanto a incursioni nelle arti performative come lo spettacolo del Balletto di Roma “Danzando l’opera” e ad un appuntamento a sorpresa in programma a marzo. La chiusura, fissata per il 16 aprile, sarà affidata ad Alberto Fortis e al suo viaggio nella canzone d’autore italiana.«Abbiamo costruito una stagione che mette insieme grandi interpreti, generi musicali differenti e produzioni di qualità, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza sempre nuova — dichiara il direttore dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, Piero Romano —. Quindici appuntamenti che spaziano dalla musica sinfonica alla canzone d’autore, dall’opera al gospel, senza rinunciare alla sperimentazione e all’incontro tra linguaggi diversi. La presenza di artisti di primo piano, accanto a solisti e direttori d’or-

chestra di prestigio, conferma la volontà di continuare a investire in una proposta artistica capace di coinvolgere pubblici differenti. Vogliamo che l’Orchestra ICO della Magna Grecia sia sempre più un punto di riferimento per la vita culturale di Matera, valorizzando il rapporto con la città e avvicinando alla musica anche le nuove generazioni».Un concetto ribadito anche dalle istituzioni cittadine. «La musica ha la capacità di raccontare una città e di farla conoscere in modo diverso — sostiene il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti — . La stagione concertistica dell’Orchestra della Magna Grecia è un’occasione per vivere Matera anche attraverso la magia della musica. In un anno in cui siamo Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, vogliamo che la città sia sempre più un luogo in cui le culture si incontrano e si rico-

noscono».«La nuova stagione dell’Orchestra della Magna Grecia arricchisce la proposta culturale di Matera — aggiunge l’assessora alla Cultura, Simona Orsi — e offre a cittadini e visitatori nuove occasioni per vivere la musica. In questo anno così importante per la città, la cultura e la musica rappresentano strumenti concreti di dialogo e condivisione, capaci di coinvolgere pubblici diversi».La kermesse gode del sostegno istituzionale del Comune di Matera, della Regione Basilicata, del Ministero della Cultura e della partnership con l'UNESCO, Matera Welcome e l'Istituzione Concertistica Orchestrale Magna Grecia, oltre al prezioso contributo di numerose realtà imprenditoriali locali. I biglietti e gli abbonamenti sono disponibili sul circuito Vivaticket e presso la sede dell’Associazione Luis Bacalov.


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Tutto Sport

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Match nel ricordo dei quattro tifosi del Foggia deceduti nell’incidente alle porte di Potenza il 13 ottobre 2024

Allo Zaccheria c’è Foggia-Potenza: 500 i tifosi rosso-blù al seguito

È

DI ROCCO NIGRO

stata definita come un’autentica “macchina da goal”. Già perché delle ventuno reti siglate, a parte le quattro messe a segno dal giovane Selleri e le tre da Petrungaro ad andare in rete nella formazione di Tisci sono stati moltissimi centrocampisti e difensori. Anche quelli che, lo stesso tecnico definisce: “titolari della panchina”. Ne è un esempio Ghisolfi che in quattro gare ha messo nel sacco tre reti un assist e due occasioni create. Ma anche altri. Domani pomeriggio la “corazzata” Potenza arriva allo “Zaccheria” di Foggia per difendere il primato in classifica e confermare di essere una compagine forte e pronta a giocarsi tutti i match. Senza referenza verso alcuni. Sono stati un esempio le gare casalinghe viste contro Cavese e Pi-

cerno dove, i ragazzi di Tisci pur in vantaggio di due reti, si sono fatti raggiungere per poi calare il poker definitivo in meno di dieci minuti. Ma il match contro i “satanelli” di Auteri va oltre la semplice competizione sporitiva. Fra tre giorni, (13.10.2024) ricorre il secondo anniversario del brutto incidente che si verificò alle porte di Potenza e che portò via la vita di Gaetano, Michele, Samuel e Samuele i quattro tifosi al seguito del Foggia. Un bruttissimo momento per entrambi le città che dovettero fare i conti con il lutto e la vita spezzata di quattro ragazzi usciti di casa per una giornata di sport e che invece, un tragico destino li ha fermati sulla strada PotenzaFoggia. Dunque, allo “Zaccheria” non solo una gara di rivalità come è giusto che sia ma anche di solidarietà e nel segno del ri-

cordo e della memoria. Lo sanno bene le due tifoserie. Anche quella rossoblù che non ha perso un attimo di tempo per “polverizzare” i 500 tagliandi messi a disposizione ed assicurarsi la presenza per una gara così sentita. Poi c’è l’aspetto agonistico con la formazione di Auteri e la retroguardia chiamata a fare agli straordinari contro questa come dicevamo “macchina da goal”. Ad incoraggiare il tecnico del Foggia c’è un dato inequivocabile relativo alla difesa, ormai punto di forza assoluto del gruppo. Il Foggia vanta la terza retroguardia meno battuta del campionato: sono solo 7 le reti incassate nelle prime 8 giornate. A questo si unisce l’imbattibilità del portiere Saro, inviolato da 210 minuti. Questo dal lato rossonero. In casa del “leone rampante” con l’entusiasmo alle stelle il tecnico

percarese di adozione continua i suoi allenamenti con intensità. Consapevole che in questo momento le cose vanno bene e la squadra gioca e diverte il pubblico. Unico aspetto negativo è la squalifica per tre giornate inflitta dal giudice sportivo a De Marco. Aspetto questo, comunque, superabile visto il ritorno di Castorani. Poi ci sono sempre il ricorso alla “panchina-titolare” con

i vari Ghisolfi, Franzolini e Manfredonia. Infine, come sempre diamo nota della direzione arbitrale affidata ad un fischietto lombardo. Si tratta di Gianmarco Vailati di Crema assistito da Massimiliano Cirillo di Roma e Andrea Galluzzo di Locri. Quarto ufficiale sarà Dario Acquafredda di Molfetta. Al monitor FVS ci sarà Michele Fracchiolla di Bari.

MISSANELLO Oggi, alle 14:30, il paese torna ad accogliere una gara di campionato dopo oltre trent'anni

Selvaggi ospite per la prima storica ACS’09

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n piccolo paese di poco più di 400 abitanti, una partita di calcio destinata a entrare nella storia e un ospite davvero speciale: Franco Selvaggi, Campione del Mondo con l'Italia di Bearzot nel 1982. Oggi, alle ore 14:30, Missanello vivrà una giornata senza precedenti. Per la prima volta nella storia del paese, una squadra disputerà una partita di campionato sul proprio campo sportivo. A sfidarsi saranno l'ACS'09 Missanello e il Matera Franco Selvag-

gi, nella gara valida per il campionato di Seconda Categoria. A rendere ancora più straordinario l'appuntamento sarà proprio la presenza di Franco Selvaggi, protagonista della storica spedizione azzurra di Spagna '82, che ha accolto l'invito personale del Sindaco Nicola Conte. Un evento eccezionale per un borgo che, dopo oltre trent'anni, torna a vivere le emozioni del calcio di campionato. «È la storia nella storia», dichiara il Sindaco Nicola Conte. «Da ex calciatore, prima ancora

che da Sindaco, provo una grandissima emozione. Abbiamo creduto in un progetto che sembrava quasi impossibile per una realtà così piccola. Oggi non soltanto riportiamo il calcio a Missanello, ma abbiamo l'onore di ospitare un Campione del Mondo». Dietro questo risultato c'è un progetto di collaborazione territoriale che coinvolge dirigenti, appassionati e giovani calciatori provenienti da diversi comuni della Val d'Agri. «Il calcio è molto più di uno sport, soprattutto

nei piccoli paesi: è aggregazione, amicizia, opportunità per i giovani e un motivo in più per sentirsi parte di una comunità», sottolinea Conte. L’appuntamento di oggi assume così un valore che va ben oltre il risultato sportivo. «Vogliamo dimostrare che anche un paese di 400 abitanti può realizzare grandi cose quando ci sono passione, sacrificio e collaborazione. La presenza di Franco Selvaggi è un regalo straordinario per tutta la nostra comunità».


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Cronache del 10 ottobre 2026 by Cronache - Issuu