IN ABBINATA OBBLIGATORIA CON CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
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LA RELAZIONE DELL’ASSESSORE CUPPARO SU CRISI STELLANTIS E DEL MOBILE IMBOTTITO HA APERTO IL DIBATTITO IN AULA
In Consiglio dibattito sulle crisi industriali
Tra gli interventi Polese (Ol-Iv): «Non è congiunturale ma un cambio di fase»
Servizi da pag 2 a 4
La Regione non mantiene gli impegni con Potenza dopo che il Capoluogo ha risposto sempre presente e fa pure la risentita
Le scale mobili della discordia Telesca non alimenta polemiche e resta istituzionale, Chiorazzo attacca e cresce CMD TORNA ITALIANA
#SALI SCE N DI
La famiglia Negri riprende il controllo azionario
MICHELE NAPOLI Ha avuto il merito di far capire che dalle parti della Regione molte cose non funzionano e che un centrodestra serio e responsabile ha il dovere d’affrontarle anziché praticare il mutismo selettivo pur di buggerare i poveri lucani alla favoletta che vada tutto bene. I suoi detrattori scommettono che anche stavolta i suoi mal di pancia finiranno a tarallucci e vino ed invece siamo certi che aiuteranno quantomeno il presidente Bardi a riorganizzare il governo regionale in quel cambio di passo e soprattutto d’assessori necessario a migliorare le cose.
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md, azienda italiana fondata nel 1989 e all’avanguardia nella progettazione e prototipazione di tecnologie per la propulsione avanzata, ha completato un'importante operazione di reverse buyout, riportando il 100% del controllo azionario in mani italiane. L'acquisto del 67% del capitale precedentemente detenuto dalla multinazionale cinese Loncin Motor Co. Ltd., entrata nella (...) ■ continua a pagina 8
La vignetta di M. Bochicchio
CARMINE CICALA È l’ultimo della classe degli assessori patrioti, ma fa finta di non esserlo, manco fosse sulla luna. L’agricoltura lucana sconta difficoltà drammatiche e mostra problemi colpevolmente irrisolti, come peraltro segnalano i report statistici di tutt’Italia e lui non ha meglio che sfoderare un sorriso perfino a mo’ di sfottò. Pur di rimanere incollato alla sua poltrona non ha esitato a giocare la carta, assieme all’opposizione, dell’impeachment agricolo dando la colpa di non scucire un euDellapenna a pag 14 ro al generalissimo Bardi che naturalmente se l’è segnata al dito.
Questura, Regione, Comune di Potenza e Asp insieme per prevenzione, tutela delle vittime e recupero degli autori di violenza
Violenza di genere, rinnovato il Protocollo Zeus IL SINDACO CARIELLO: «ESEMPIO DI IMPEGNO VERSO I PIÙ FRAGILI»
Scanzano conferisce la cittadinanza onoraria al radiologo Arcibiade Jula
Menonna a pag 10
Un momento della cerimonia
Maida a pag 21
_ TRASPORTO SCOLASTICO
Disagi nel Metapontino, il presidente della Provincia Mancini: «Vicini agli studenti. L’Ente è pronto a collaborare con la Regione»
■ Servizio
a pag 20
_ L’INCONTRO
Volontari lucani della Protezione Civile da Papa Leone XIV, Pepe e Di Bello: «Con dedizione e competenza affrontano ogni emergenza» ■ Servizio
a pag 6
_ CAPOLUOGO
Illustrato il percorso di digitalizzazione da parte dell’assessora Costanza: «Servizi pubblici più semplici e sicuri»
■ Servizio
a pag 16
_ VIABILITÀ
Ss 92, tra San Costantino Albanese e Noepoli lavori e sensi unici alternati per mettere in sicurezza ponti e cavalcavia ■ Calabrese
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sabato 10 gennaio 2026 www.lecronache.info
In Consiglio regionale Cupparo traccia il quadro lucano, tra Melfi, indotto, occupazione e nuove strategie di sviluppo
«L’Automotive è in forte crisi c’è transizione da governare» POTENZA. L’automotive è oggi uno dei settori in cui il cambiamento economico e produttivo si manifesta con maggiore evidenza, anche in Basilicata. Lo ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, intervenendo nella seduta straordinaria del Consiglio regionale della Basilicata, parlando di una trasformazione strutturale che coinvolge modelli industriali, competenze e filiere. Una crisi reale, ha spiegato, riconosciuta anche a livello nazionale ed europeo, ma che non equivale a un collasso: «Siamo in una fase di transizione complessa che richiede visione e responsabilità istituzionale».Al centro dell’analisi lo stabilimento di Melfi, Fiat prima e oggi Stellantis, che per oltre venticinque anni ha rappresentato un pilastro dell’economia regionale. Un patrimonio di lavoro e competenze che, secondo Cupparo, resta una risorsa viva da accompagnare nel cambiamento. Nel 2025, ha ricordato, sono arrivati segnali di chiarezza industriale con l’avvio della produzione della nuova Jeep Compass elettrica e ibrida e con un percorso di crescita dei volumi che dal 2026 punta al pieno
PD E BD: «AUSPICHIAMO POSIZIONE CONDIVISA»
«Stellantis e indotto, uniti sulle vertenze industriali»
regime e a quindici turni settimanali. In programma anche il lancio di nuovi modelli, mentre resta strategica l’assegnazione della futura Alfa Tonale.Accanto alle prospettive produttive, emergono però le difficoltà dell’indotto. La riorganizzazione delle filiere e l’internalizzazione di alcune attività hanno inciso sull’occupazione, rendendo necessario il riconoscimento dell’area Melfi–Potenza–Rionero come area di crisi industriale complessa. Nel 2025 sono stati attivati circa sette milioni di euro di cassa integrazione, con ulteriori risorse programmate per il 2026, soprattutto a sostegno delle imprese dell’indotto auto-
motive e della logistica.Cupparo ha poi collegato la crisi dell’automotive a quella del mobile imbottito, viste come espressioni della stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero lucano. Da qui l’impegno della Regione Basilicata su politiche attive del lavoro, formazione, incentivi all’occupazione e sulla costruzione di un nuovo polo strategico nei settori emergenti, dalla meccatronica alla componentistica energetica. «La Basilicata non è ferma, è in trasformazione», ha concluso l’assessore, ribadendo che governare il cambiamento è la vera sfida per il futuro della regione.
POTENZA. La convocazione del tavolo nazionale sull’automotive da parte del ministro Adolfo Urso, fissata per venerdì 30 gennaio, e gli incontri del 21 gennaio sulle vertenze dell’indotto rappresentano, secondo le opposizioni di centrosinistra, la conferma della correttezza della richiesta di un Consiglio regionale straordinario su Stellantis. A sostenerlo sono il capogruppo del Partito Democratico Piero Lacorazza, il consigliere regionale Roberto Cifarelli e il capogruppo di Basilicata Democratica Piero Marrese.«Da mesi – spiegano – abbiamo evidenziato la necessità di riconvocare il tavolo e le sigle che l’11 settembre 2024 sottoscrissero un documento oggi da verificare e aggiornare». Un passaggio ritenuto indispensabile per arrivare agli appuntamenti nazionali con una posizione unitaria, preceduta da un confronto regionale con le parti sociali, in grado di rafforzare il peso della Basilicata nelle scelte di politica industriale.Secondo i rappresentanti di Pd e Bd, il Consiglio regionale chiamato a riunirsi nelle prossime ore dovrà entrare nel merito delle questioni aperte, favorendo un dibattito tra le forze politiche che consenta di definire una linea condivisa. L’obiettivo dichiarato è «conferire al presidente Vito Bardi un mandato il più possibile unitario e utile», capace di tutelare l’occupazione e di incidere concretamente sul presente e sul futuro industriale della Basilicata, in una fase segnata da transizione e incertezza per l’intera filiera automotive.
Il vicepresidente del Consiglio regionale lucano chiede una strategia sul lavoro tra responsabilità istituzionali e futuro produttivo
Crisi industriali, Chiorazzo: «Serve una svolta politica» POTENZA. Il Consiglio regionale non può limitarsi a rincorrere le emergenze, ma deve compiere una scelta politica chiara che rimetta al centro il lavoro e il futuro produttivo della Basilicata. È il messaggio lanciato dal vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo, intervenuto nella seduta straordinaria dedicata alla crisi del distretto del mobile imbottito e a quella dell’automotive, Stellantis e indotto.Chiorazzo ha ricordato che la seduta è stata convocata su richiesta delle opposizioni, richiamando la distanza crescente tra le scelte della politica e la condizione reale vissuta da lavoratrici e lavoratori lucani. «Mentre pochi giorni prima di Natale la maggioranza di centrodestra ha ripristinato i vitalizi, oggi in Basilicata ci sono famiglie che non san-
no se manterranno il posto di lavoro. Discutiamo di crisi industriali mentre fuori dall’Aula ci sono lavoratori in presidio. È un segnale che non può essere ignorato».Nel suo intervento il vicepresidente ha sottolineato anche l’assenza del presidente Vito Bardi, definendola politicamente significativa. «Pesa perché riguarda due questioni centrali per la credibilità delle istituzioni regionali, i privilegi della politica e le crisi che colpiscono il lavoro. Anche le assenze, in certi momenti, diventano una questione di etica ed estetica pubblica».Sulla crisi del mobile imbottito, Chiorazzo ha chiesto un cambio di passo nelle politiche industriali regionali, rilanciando l’istituzione del Distretto interregionale “Murgiano” con il coinvolgimento della Basilicata e
della Puglia. «Va sostenuto un territorio prima ancora delle singole aziende, perché esiste ancora uno spazio reale per il manifatturiero Made in Italy», ha affermato, sollecitando un coordinamento immediato tra le due Regioni per rafforzare il peso del comparto nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.Per l’automotive, il vicepresidente ha ri-
chiamato i dati del rapporto Fim Cisl che indicano il 2025 come l’anno con il livello produttivo più basso nella storia dello stabilimento di Melfi. Una crisi che, secondo Chiorazzo, non può essere ridotta alla sola transizione energetica, ma chiama in causa responsabilità di impresa, Governo nazionale, Unione Europea e Regione.In chiusura, la proposta di una piattaforma regionale permanente sul lavoro e di una task force per l’occupazione. «Le crisi industriali non si governano con annunci o incontri episodici. Serve una strategia regionale vera, capace di tenere insieme transizione, coesione sociale e sviluppo. Su questo terreno continueremo a incalzare la Giunta, perché la Basilicata non può restare senza una visione».
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Confronto sulla crisi profonda del settore, con richieste di un “patto per la Basilicata” tra politica, sindacati e imprese
In Consiglio richiesta di azioni concrete su Stellantis e il distretto del mobile D
opo la relazione dell’assessore Cupparo in Consiglio regionale, si è aperto il dibattito sulla crisi industriale del settore automotive, con particolare riferimento a Stellantis e all'indotto e quella del distretto del mobile imbottito. La Seduta di ieri, va ricordato, è stata richiesta dai consiglieri di minoranza Araneo (M5S), Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Chiorazzo (BCC), Cifarelli (PD), Lacorazza (PD), Marrese (BP), Verri (M5S) e Vizziello (BCC). Il dibattito ha visto gli interventi di: Bochicchio, Vizziello, Picerno, Chiorazzo, Araneo, Cifarelli, Pittella, Verri, Leone, Marrese, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Lacorazza e Napoli. Negli interventi dei consiglieri della minoranza è emersa una posizione unitaria che fotografa una crisi industriale profonda e diffusa in Basilicata, dall’automotive, con Stellantis e l’indotto al polo del mobile imbottito di Matera. Sono state evidenziate le pesanti ricadute occupazionali e sociali. Tutti gli interventi hanno denunciato il crollo della produzione, il primato negativo di Melfi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’uso degli ammortizzatori sociali come unica risposta, giudicata insufficiente e meramente emergenziale. Criticata l’assenza di una strategia regionale organica e di una vera politica industriale, a fronte di promesse nazionali non tradotte in risultati concreti e di una Regione spesso assente anche fisicamente dai presìdi dei lavoratori. L’opposizione ha chiesto di
_ Alcuni momenti del Consiglio regionale superare l’assistenzialismo e di puntare su reindustrializzazione, attrazione di nuovi investimenti, riduzione del costo dell’energia e del lavoro, semplificazione burocratica, infrastrutture, ricerca e innovazione. Centrale la richiesta di vincolare le grandi imprese, a partire da Stellantis, alle proprie responsabilità occupazionali e di rilanciare il distretto del mobile imbottito anche in chiave interregionale. Forte anche il richiamo all’unità tra politica, sindacati e imprese e alla costruzione di un «patto per la Basilicata» da portare con determinazione sugli imminenti tavoli romani. Il 2026 viene indicato come un banco di prova decisivo: «Ora servono scelte concrete per difendere lavoro, coesione sociale e fu-
turo della regione». La maggioranza (Picerno, Pittella, Leone, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Napoli) ha delineato una lettura comune della crisi industriale come fenomeno di lungo periodo, inserito in una trasformazione europea e globale che investe automotive, manifattura ed energia, e che non può essere affrontato con risposte strutturali. È stata rivendicata l’azione della Regione, attraverso il lavoro dell’assessore Cupparo e del presidente Bardi, sul piano del dialogo istituzionale, della partecipazione ai tavoli nazionali, del sostegno ai lavoratori con ammortizzatori sociali e dell’attivazione di strumenti come incentivi, contratti di sviluppo, formazione
e riduzione dei costi energetici. La crisi di Stellantis e dell’indotto è stata descritta come strutturale, con una direzione industriale definita, che impone di rendere competitivo soprattutto il sistema delle imprese locali e di vincolare gli aiuti pubblici a obiettivi misurabili in termini di investimenti e occupazione. Da tutti il richiamo a una vera politica industriale regionale, fondata su diagnosi realistiche, nuove filiere, innovazione, infrastrutture ed energia competitiva, e su una governance rinnovata per il distretto del mobile imbottito, capace di valorizzare design, ricerca e brand territoriale. Dalla maggioranza hanno anche sottolineato la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e le polemiche sulle responsabilità storiche, puntando invece su unità politica e sociale, collaborazione con il Governo nazionale e accordi anche interregionali. Il centrodestra ha rimarcato la necessità di rafforzare la «collaborazione e promuovere un tavolo nazionale con l’obiettivo di tutelare i lavoratori, consolidare le filiere produttive e valorizzare la Basilicata come regione cerniera del Mezzogiorno». Alla fine, dopo la replica dell’assessore Cupparo, lo stesso ha incontrato i sindacati e i lavoratori dei due comparti in crisi. Hanno assistito ai lavori i sindaci dei comuni di Rapolla, Biagio Cristofaro e di Melfi, Giuseppe Maglione, i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa Melfi, Monsignor Ciro Fanelli, e alcuni lavoratori dei settori interessati.
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L’intervento in Aula del consigliere regionale di Ol-Iv: «Governare la transizione industriale ed energetica è una responsabilità politica»
Poli industriali, Polese: «Non una crisi congiunturale ma un cambio di fase» «C
i sono momenti nella vita delle istituzioni in cui non basta amministrare l’esistente o governare l’urgenza. Sono i momenti in cui la politica è chiamata a leggere il tempo storico e ad assumersene la responsabilità». Lo ha dichiarato il consigliere regionale Mario Polese, capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, intervenendo in Consiglio regionale sulla relazione dell’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo su crisi industriali di Stellantis e polo del mobile imbottito. Secondo Polese, la relazione dell’assessore ha il merito di collocare la Basilicata dentro un quadro più ampio, europeo e strutturale, evitando sia la drammatizzazione e sia la rimozione dei problemi. «Non siamo di fronte a una crisi congiunturale – ha sottolineato – ma a un vero e proprio cambiamento di fase che investe tecnologie, fonti energetiche, catene del valore e rapporto tra industria e territorio». In questo contesto, il consigliere regionale ha richiamato il ruolo di responsabilità dell’istituzione consiliare: «Di fronte a trasformazioni di questa portata, la semplificazione polemica può produrre consenso immediato, ma non governa la complessità e non costruisce futuro. La denuncia senza proposta e l’allarme senza vi-
sione non sono una risposta adeguata». Polese ha ripercorso la storia industriale della Basilicata, riconoscendo i risultati ottenuti ma anche le fragilità strutturali emerse nel tempo. «La crescita industriale ha prodotto lavoro e competenze, In questo quadro, lo stabilimento di Melfi resta «un’infrastruttura strategica, non solo produttiva ma anche sociale e formativa, il cui patrimonio umano non può essere dato per scontato». Pur valutando positivamente le nuove produzioni elettriche e ibride, il capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, ha messo in guardia dal confondere la continuità produttiva con una strategia di lungo periodo: «In questa fase la stabilità non coincide automaticamente con la sicurezza». Le difficoltà dell’indotto automotive, della logistica e del mobile imbottito, ha spiegato, «sono manifestazioni diverse di una stessa questione strutturale». Da qui l’individuazione di una grande opportunità per la Regione: la transizione energetica. «Non è solo una cornice normativa europea – ha affermato – ma un terreno sul quale la Basilicata parte da una posizione di vantaggio competitivo riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Produciamo energia, abbiamo competenze, infrastrutture e know - how». La sfida politica, secondo Pole-
_ Polese se, è trasformare questo vantaggio in valore industriale e occupazione stabile: «Usare l’energia non come rendita, ma come leva strategica per l’industria, l’innovazione e la competitività. Fare della Basilicata un luogo dove la transizione non si subisce, ma si governa». In quest’ottica, il consigliere ha proposto di compiere un passo ulteriore: «Trasformare l’area di crisi industriale complessa in una vera transizione industriale ed energetica, non più pensata solo per gestire le difficoltà, ma per costruire nuove traiettorie di sviluppo». Un’area nella quale concentrare politiche industriali, formazio-
ne, ricerca, infrastrutture ed energia, attraverso un patto stabile tra Regione, Governo, imprese, parti sociali e sistema della conoscenza. Il riconoscimento nazionale dell’area di crisi, ha precisato Polese, «non deve essere letto come una certificazione di debolezza, ma come uno strumento di responsabilità istituzionale”. Gli ammortizzatori sociali restano indispensabili, ma “non possono diventare l’orizzonte della politica economica: servono a guadagnare tempo, e il tempo pubblico va orientato». «La scelta che oggi abbiamo davanti – ha concluso – è prima di tutto politica:
decidere se restare un territorio dipendente da decisioni esterne o costruire una nostra capacità generativa. Affiancare all’automotive nuove filiere, usare il patrimonio energetico come leva strategica e investire in infrastrutture come parte di un disegno unitario non sono opzioni tecniche, ma scelte di visione». «Come Orgoglio Lucano – Italia Viva intendiamo stare dentro questa responsabilità, con serietà, continuità e senso del limite, perché nessuna transizione è giusta se scarica i suoi costi su chi lavora e nessuna politica industriale è credibile se cambia direzione a ogni stagione».
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DOMENICA 11 GENNAIO 2026 07:00 09:00 10:00 12:00 12:45 14:00 15:30 17:00 18:00 20:00 21:00 22:30 00:00 02:00
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L'ASSESSORE PEPE E IL DIRIGENTE REGIONALE DI BELLO: « CON DEDIZIONE E COMPETENZA AFFRONTANO OGNI EMERGENZA»
Volontari lucani della Protezione Civile da Papa Leone XIV POTENZA. L’assessore alla Protezione Civile della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, e il Dirigente dell’Ufficio regionale di Protezione Civile, Giovanni Di Bello, comunicano con orgoglio che una delegazione di volontari della Protezione Civile regionale parteciperà all’incontro con Papa Leone XIV il prossimo 10 gennaio presso la Sala Nervi in Vaticano, accompagnata dai funzionari dell’Ufficio regionale. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile, rappresenta un
momento di altissimo valore simbolico e umano: il Santo Padre desidera ringraziare personalmente i volontari per il loro impegno encomiabile durante gli eventi giubilari e in tutte le attività di assistenza alla popolazione. «I nostri volontari – sottolinea l’Assessore Pepe – sono il cuore pulsante della Protezione Civile. Con dedizione, competenza e spirito di solidarietà, affrontano ogni emergenza garantendo sicurezza e supporto ai cittadini. A loro va il nostro più sincero riconoscimento e gratitudine».
A queste parole si aggiunge la dichiarazione del Dirigente dell’Ufficio regionale di Protezione Civile, Giovanni Di Bello: «Questo incontro con il Santo Padre è un segno tangibile dell’importanza del volontariato nella gestione delle emergenze e nella tutela delle comunità. I nostri volontari rappresentano un modello di altruismo e professionalità, e come struttura regionale continueremo a sostenerli con formazione, mezzi e risorse per affrontare le sfide future». La Regione Basilicata ribadi-
sce il proprio sostegno al volontariato, considerandolo una risorsa insostituibile per la sicurezza del territorio e il benessere delle comunità.
«Accompagnare le imprese in questa fase affinché il marchio ricevuto si traduca in crescita economica reale»
L’assessore Cicala su fragola Igp: «Dal riconoscimento al mercato» POTENZA. «Con l’approvazione del Piano dei Controlli per la Fragola della Basilicata IGP entriamo finalmente nella fase più importante: quella operativa. Da oggi il marchio europeo diventa uno strumento concreto a disposizione dei produttori e delle filiere». Lo ha dichiarato Carmine Cicala, Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, intervenendo all’Hotel Heraclea di Policoro in occasione della presentazione ufficiale del Piano dei Controlli della Fragola della Basilicata IGP, approvato con decreto ministeriale del 29 dicembre 2025. «Il riconoscimento IGP – ha proseguito Cicala – non è un punto di arrivo simbolico, ma un passaggio decisivo per consentire alle imprese agricole di competere sui mercati con uno strumento di tutela, qualità e valore aggiunto. Il
Piano dei Controlli rende possibile la commercializzazione certificata e rafforza il ruolo delle Organizzazioni di Produttori nella costruzione di filiere più solide e riconoscibili». Nel corso dell’incontro, l’Assessore ha sottolineato come il lavoro svolto a livello regionale si inserisca in un quadro più ampio di attenzione verso il settore primario. «Le recenti decisioni europee sulla Politica Agricola Comune rafforzano la centralità dell’agricoltura e chiamano le Regioni a una responsabilità precisa: trasformare le scelte europee in risultati concreti sui territori. È su questo terreno che la Basilicata è già impegnata». «La Fragola della Basilicata IGP – ha aggiunto – rappresenta un volano di sviluppo integrato per l’area metapontina e per l’intera regione: crea valore economico, sostiene il reddito de-
gli agricoltori, rafforza l’identità territoriale e apre nuove opportunità anche sul piano della promozione e del turismo enogastronomico». Cicala ha infine ricordato il lavoro svolto in sinergia con il Ministero dell’Agricoltura, il Ministro Francesco Lollobrigida e con il Comitato Promotore, ringraziando tutti i soggetti coinvol-
ti per la determinazione e la rapidità con cui è stato completato l’iter. «L’obiettivo ora – ha concluso – è accompagnare le imprese in questa fase, anche attraverso le misure del CSR 2023–2027, affinché il riconoscimento IGP si traduca in crescita reale, competitività e nuove opportunità sui mercati nazionali e internazionali».
Il presidente Summa e il Cda augurano buon lavoro a Verde: «Collaborazione a favore degli studenti»
L’Ardsu Basilicata saluta il nuovo dg dell’Unibas POTENZA. L’Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario della Basilicata (Ardsu), con il presidente Vincenzo Summa, il Consiglio di amministrazione e il direttore generale Giuseppe Giuzio, ha salutato l’insediamento di Giacomo Giuseppe Verde quale nuovo direttore generale dell’Università degli Studi della Basilicata.Nel messaggio di benvenuto, l’Ardsu esprime apprezzamento per il profilo professionale e l’esperienza del dottor Verde, ritenuti un valore aggiunto per l’Ateneo lucano e una base solida per una col-
laborazione leale e costruttiva tra le istituzioni del sistema universitario regionale.L’auspicio è che il nuovo incarico favorisca una piena condivisione degli obiettivi strategici, con particolare attenzione alle esigenze della comunità accademica e degli studenti, rafforzando le politiche per il diritto allo studio e i servizi a supporto della formazione universitaria.Al nuovo direttore generale dell’Unibas l’Ardsu Basilicata rivolge infine i più cordiali auguri di buon lavoro per lo svolgimento del mandato.
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L’azienda di Atella riacquista il controllo azionario e rafforza il modello di impresa familiare radicata nel Mezzogiorno
Cmd torna interamente italiana: completato il reverse buyout C
MD torna al 100% in mani italiane. L’azienda di Atella, fondata nel 1989 e specializzata nella progettazione e prototipazione di tecnologie per la propulsione avanzata, ha completato un’importante operazione di reverse buyout, riacquisendo il 67% del capitale precedentemente detenuto dalla multinazionale cinese Loncin Motor Co. Ltd.L’operazione, conclusa nei giorni scorsi, segna un passaggio strategico rilevante per l’azienda lucana, che riporta così il pieno controllo decisionale e industriale in Italia, rafforzando autono mia, visione di lungo periodo e identità produttiva. nella Loncin era entrata compagine azionaria nel 2017 per sostenere l’espansione internazionale di CMD, contribuendo fase di crescita a una e consolidamento sui mer il cati globali.A guidare riassetto sono stati gli im e Ma- prenditori Giorgio riano Negri, soci cofonda che han- tori dell’azienda, no spiegato il significato in un contesto rafforza il modello di fa- ri automotive, nautico, ae- cellenza dell’industria ita- te che dimostra come della scelta globale complesso. «Ri- mily business italiano, ga- ronautico ed energia e si liana nel mondo. «Sce- un’industria italiana innoportare in Italia il baricen- rantendo continuità, visio- posiziona come attore di gliamo il futuro con una vativa, competitiva e raditro decisionale e indu- ne industriale e un forte le- primo piano nella transi- visione industriale chiara cata nei territori non solo striale significa riafferma- game con il territorio. zione verso una mobilità – ha sottolineato Giorgio resista, ma scelga di invere un’identità costruita in «Scegliamo di restare an- sostenibile, con un focus Negri – mettendo al cen- stire con convinzione nel oltre trent’anni di storia e corati al Mezzogiorno, al- su soluzioni elettriche, tro l’impresa, le compe- proprio futuro.Fondata nel creare le migliori condi- le nostre origini – ha ag- ibride e ad alto contenuto tenze, le persone e la no- 1989, CMD conta oggi olzioni per affrontare giunto stra anima fortemente ita- tre e ha re le sfi il presidente – e in tecnologico, sviluppate an 220 dipendenti de tecnologiche e induparticolare alla Basilicata, che in collaborazione con liana».Il reverse buyout è gistrato nel 2024 un fattu striali dei prossimi anni», che anche in una fase sto- enti di ricerca e partner in- stato accompagnato anche rato di 38,5 milioni di eu complessa di dustriali.Con da un significativo au- ro. L’azienda rappresenta ha dichiarato Mariano Ne- rica dimostra la chiusura e CEO poter essere di ri- dell’operazione, mento del capitale una delle eccellenze gri, oggi presidente una terra avvenuta sociatecdi CMD.Il nuovo Consinascita industriale, di coma Caserta, sede delle attile, passato da 16,8 a 25,9 nologiche del Mezzogior glio di amministrazione petenze e di opportunità. vità direzionali e del cen- milioni di euro. Un’inie- no, con quattro stabili continuare tro di ricerca zione di risorse realizzata produttivi vede il coinvolgimento di- Qui vogliamo e sviluppo, menti ad Atel guarda ora ai direttamente dalla la, in provincia di Potenretto della famiglia Negri, a investire, offrendo pro- l’azienda famiglia con la partecipazione concrete appuntamenti di spettive di cre- principali Negri, a conferma della fi- za, e il centro R&D e gli Giorgio Negri e dei figli, scita alle comunità locali fieristici internazionali del ducia nel progetto induuffici amministrativi a San espressione della terza ge- e alle generazioni futu- 2026, puntando a consoli- striale e nelle prospettive Nicola La Strada, in Camnerazione. Una scelta che re».CMD opera nei setto- dare il proprio ruolo di ec- di crescita. Un segnale for- pania.
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Questura, Regione, Comune e Asp insieme per prevenzione, tutela delle vittime e recupero degli autori di violenza
Violenza di genere, rafforzata la rete istituzionale: rinnovato il Protocollo Zeus DI FRANCESCO MENONNA
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ostenere le donne vittime di violenza e farlo attraverso una proficua azione di rete, lanciando un segnale forte e chiaro contro chi quotidianamente si rende responsabile di atti di violenza di genere. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri mattina nella sala “Giambattista Rosa” della Questura di Potenza da Questura, Comune di Potenza, Regione Basilicata e Asp, per rafforzare il contrasto alla violenza di genere sul territorio.Il protocollo si inserisce nel solco del modello operativo Zeus, avviato nel 2023, che punta a fornire un concreto sostegno alle donne vittime di violenza, affiancando alla tutela delle persone offese un’azione strutturata di prevenzione e responsabilizzazione degli autori. Un sistema che fa della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere un elemento fondamentale delle politiche socio-assistenziali.Il Protocollo Zeus pren-
de avvio dagli ammonimenti emessi dal Questore nei confronti degli autori di violenza di genere e si traduce in interventi mirati e percorsi specialistici di responsabilizzazione e di rifiuto di ogni forma di violenza. In questo quadro si inserisce anche il CUAV – Centro Uomini Autori di Violenza – adottato da tempo dall’Amministrazione comunale di Potenza, un modello integrato e autonomo, con sede in via Isca degli Antichi 12, finalizzato al contrasto strutturale di questi fenomeni.L’accordo, della durata di un anno con possibilità di proroga fino a tre anni, è in linea con le indicazioni nazionali. La Questura, attraverso questo impegno, garantirà supporto ai soggetti ammoniti mediante percorsi trattamentali strutturati, affidati a operatori specializzati. Il Protocollo Zeus mira così a rafforzare un sistema di legalità territoriale capace di incidere in modo concreto sulla tutela delle persone.Alla firma hanno preso parte il questore di Potenza
Raffaele Gargiulo, l’assessore alla Salute della Regione Basilicata Cosimo Latronico, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Potenza Angela Lavalle, il dirigente dell’Ufficio politiche per la persona del Comune di Potenza Giuseppe Romaniello e il direttore generale dell’Asp Giuseppe De Filippis.Nel suo intervento, l’assessore regionale Cosimo Latronico ha sottolineato il valore strategico dell’intesa: «Si dà continuità a un centro contro la violenza sulle donne costituito dal Comune di Potenza, con l’Azienda sanitaria e la Questura. Prosegue un lavoro di ascolto, vigilanza, prevenzione e intervento. Intervenire per tempo significa evitare situazioni peggiori e, allo stesso tempo, costruire una collaborazione interistituzionale di grandissimo valore». Latronico ha poi evidenziato come il modello sia destinato a essere esteso: «È nostra intenzione portarlo negli altri ambiti della Regione Basilicata, per costruire una re-
te sociale di prevenzione, assistenza e cura».Il questore Raffaele Gargiulo, facendo gli onori di casa, ha ribadito l’importanza dell’accordo: «Il contrasto alla violenza di genere richiede la presenza di più attori. Al momento repressivo deve affiancarsi il Protocollo Zeus, che consente il trattamento degli uomini maltrattanti da parte di operatori specializzati». Gargiulo ha poi ricordato i risultati raggiunti: «Negli ultimi due anni non si sono registrate recidive tra i 40 soggetti trattati. Per questo abbiamo deciso di rinnovare il protocollo per altri tre
anni».Infine, il direttore generale dell’Asp Giuseppe De Filippis ha richiamato il ruolo centrale della sanità pubblica: «È un protocollo importantissimo tra istituzioni, ma soprattutto a tutela delle cittadine vittime di violenza. Rientra pienamente nella nostra missione». De Filippis ha sottolineato anche l’importanza della prevenzione: «Accanto alla tutela della vittima, il protocollo deve portarci a investire sull’educazione civica e sulla prevenzione, lavorando insieme sui giovani per costruire una cultura del rispetto».
Un progetto solidale che offre sostegno immediato, dignità e protezione nelle prime ore dopo la fuga
La “Valigia della Ripartenza”: un aiuto concreto per le donne che fuggono dalla violenza POTENZA . Un gesto semplice solo in apparenza, ma capace di fare la differenza nel momento più fragile. Si chiama “La Valigia della Ripartenza” l’iniziativa promossa dall’associazione Non sei sola Potenza, pensata per offrire un sostegno immediato e integrato alle donne costrette a lasciare la propria casa per mettersi in salvo da situazioni di violenza.Quando una donna decide di fuggire, spesso lo fa in condizioni di emergenza, senza denaro, senza effetti personali e talvolta con figli al seguito. È proprio in quel passaggio delicatissimo, in cui la paura e l’incertezza rischiano di prendere il sopravvento, che il progetto interviene con una risposta concreta, pensata per garantire sicurezza, dignità e protezione fin dalle prime ore.La Valigia contiene tutto il necessario per affrontare le prime 24 ore lontano da casa: beni di prima necessità, abbigliamento, prodotti per l’igiene personale. Particolare attenzione è riservata ai bambini, spesso testimoni silenziosi della violenza: nella Valigia trovano spazio anche giochi e oggetti rassicuranti, pensati per offrire conforto emotivo e un senso di normalità in un momento traumatico.Ma il
valore dell’iniziativa va oltre il supporto materiale. La Valigia della Ripartenza rappresenta infatti una porta d’accesso a una rete di supporto strutturata, che può includere contatti utili per le emergenze, strumenti di comunicazione protetti, accoglienza temporanea in luoghi riservati, sostegno psicologico e aiuto negli spostamenti necessari. Un accompagnamento fondamentale per evitare che l’isolamento o la mancanza di alternative spingano le donne a tornare in contesti pericolosi.«Non si tratta di un gesto simbolico – spiegano dall’associazione – ma di una risposta concreta a uno dei momenti più critici nel percorso di uscita dalla violenza». È proprio in quella fase iniziale, infatti, che il rischio di esporsi nuovamente agli abusi è più alto. Creare uno spazio di sicurezza e offrire tempo per riflettere e orientarsi diventa quindi essenziale.Con la Valigia della Ripartenza, Non sei sola Potenza ribadisce un principio fondamentale: nessuna donna dovrebbe affrontare da sola la scelta di salvarsi. E ogni ripartenza, per essere possibile, ha bisogno di sostegno, cura e fiducia nel futuro.
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Basilicata 24 ore
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Il consigliere Vizziello (Bcc): «Le risorse della legge di bilancio 2026 vanno spese subito per rafforzare i servizi sanitari»
«Liste d’attesa, ecco 2 milioni: Latronico ora non ha più alibi» POTENZA. Due milioni di euro destinati ad affrontare quello che viene definito «il problema dei problemi della sanità lucana», ovvero le lunghe liste d’attesa. È uno dei passaggi centrali richiamati dal capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, che in una nota interviene sulle novità previste dalla Legge di bilancio 2026 in materia sanitaria. Secondo Vizziello, le risorse aggiuntive consentiranno di accorciare i tempi di accesso alle prestazioni attraverso il finanziamento delle attività aggiuntive del personale sanitario e il rafforzamento della cosiddetta farmacia dei servizi, permettendo ai cittadini, in particolare a quelli residenti nelle aree interne, di effettuare sotto casa numerosi esami diagnostici di primo livello. Un’opportunità che, a suo giudizio, l’assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico, è chiamato a sfruttare pienamente per garantire finalmente il diritto alla cura ai lucani.Nel richiamare il quadro nazionale, Vizziello sottolinea come nella manovra finanziaria varata dal Governo Meloni manchino risorse tali da imprimere una svolta strutturale al siste-
IL SINDACATO CHIEDE TEMPI CERTI ALLA REGIONE
Stabilizzazioni in Sanità, la Uil Fpl: «Ora i bandi»
ma sanitario. Tuttavia, nel testo approvato dal Parlamento per il 2026 vengono individuate «importanti novità», a partire da una rinnovata attenzione al tema delle liste d’attesa, con lo stanziamento complessivo di 143 milioni di euro per consentire l’apertura straordinaria, anche serale e nei giorni festivi, di laboratori medici e diagnostici dove effettuare visite ed esami strumentali. A questo si aggiungono ulteriori 50 milioni di euro destinati all’ampliamento dei servizi assistenziali erogati dalle farmacie.Per il capogruppo di Basilicata Casa Comune, l’assessore Latronico «non ha più alibi», soprattutto alla luce del mancato utilizzo, per
circa un anno e mezzo, delle risorse previste dalla legge di stabilità 2024, la numero 213 del 30 dicembre 2023, rimaste nei cassetti della Regione. Una situazione che, secondo Vizziello, ha costretto molti cittadini a sostenere di tasca propria i costi di visite ed esami.Un ulteriore elemento evidenziato riguarda la natura vincolata delle nuove risorse, che potranno essere utilizzate esclusivamente per gli scopi per cui sono state stanziate. Una circostanza che, conclude Vizziello, impedirebbe al presidente Vito Bardi e all’assessore Latronico di rinviare la spesa per far apparire il disavanzo sanitario meno grave di quanto sia in realtà.
POTENZA. La Uil Fpl Basilicata ribadisce la necessità di procedere senza ulteriori ritardi all’avvio e alla conclusione delle procedure di stabilizzazione del personale precario in servizio nelle Aziende del Servizio Sanitario Regionale, dall’Asp all’Asm, fino all’Aor San Carlo e all’Irccs Crob.Nel corso delle ultime settimane si sono svolti diversi incontri istituzionali, a partire dalla convocazione delle organizzazioni sindacali, durante i quali la Regione Basilicata ha illustrato il quadro delle assunzioni previste. In data 18 dello scorso mese le Aziende sanitarie sono state convocate per gli ultimi adempimenti necessari a garantire l’uniformità delle procedure.Alla luce di questi passaggi, la Uil Fpl ritiene non più rinviabile l’adozione formale dei bandi di stabilizzazione. Il personale interessato ha maturato i requisiti previsti dalla normativa vigente e da anni garantisce il funzionamento dei servizi sanitari, spesso in condizioni di precarietà e carenza di organico.Il sindacato ha inoltre sollecitato un’applicazione uniforme delle procedure di mobilità ai sensi dell’articolo 42-bis e lo scorrimento delle graduatorie attive, a partire da quelle degli operatori socio-sanitari. «La stabilizzazione – afferma il segretario generale Giuseppe Verrastro – è un passaggio essenziale per i diritti dei lavoratori e per il rafforzamento del sistema sanitario lucano».
Avviate le visite senologiche previste dall’accordo tra Irccs Crob e Consigliere di Parità, per rendere la prevenzione più accessibile
Prevenzione oncologica direttamente nei luoghi di lavoro POTENZA. Sono partite ieri mattina, nella sede dell’azienda Miccolis, le attività previste dal protocollo d’intesa tra l’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata e le Consigliere di Parità regionale e provinciale, finalizzato alla realizzazione di visite senologiche direttamente nei luoghi di lavoro. Un’iniziativa che porta la prevenzione dove le persone vivono e lavorano, riducendo ostacoli organizzativi e favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.Le visite sono state effettuate dalla dottoressa Graziella Marino, chirurga senologa dell’Irccs Crob, alla presenza dei referenti aziendali e delle Consigliere di Parità. «Portare la prevenzione senologica nei luoghi di lavoro significa intercettare precocemente il bisogno di sa-
lute e abbattere barriere che spesso allontanano le donne dai percorsi di screening», ha dichiarato Marino, definendo l’iniziativa un modello virtuoso di sanità di prossimità.Per la consigliera regionale di Parità Ivana Pipponzi, l’avvio del protocollo rappresenta «un passo importante verso una prevenzione realmente accessibile e inclusiva», capace di riconoscere il valore del tempo delle donne e di promuovere pari opportunità anche nel diritto alla salute, nell’ambito di un più ampio impegno sulla medicina di genere.Sulla stessa linea la consigliera provinciale di Parità Simona Bonito, che ha sottolineato come «la prevenzione sui luoghi di lavoro sia una leva fondamentale di equità sociale», possibile solo attraverso una collaborazione stabile tra isti-
tuzioni, sanità e imprese.Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’Irccs Crob, Massimo De Fino, che ha ribadito il ruolo dell’istituto non solo nella cura e nella ricerca, ma anche nella prevenzione territoriale, «andando incontro ai cittadini e
superando barriere logistiche e organizzative».L’iniziativa odierna rappresenta la prima tappa operativa di un percorso più ampio, orientato a rafforzare la cultura della prevenzione e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla salute nei contesti lavorativi.
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Potenza
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La Regione non mantiene gli impegni con Potenza dopo che il Capoluogo ha risposto sempre presente e fa pure la risentita
Le scale mobili della discordia Telesca non alimenta polemiche e resta istituzionale, Chiorazzo attacca e cresce
__Telesca, Bardi e Chiorazzo DI MASSIMO DELLAPENNA
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a politica è una attività che necessita di comprendere il momento e, soprattutto, di ponderare esattamente e con precisione gli effetti delle proprie azioni. In fisica si studia che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, in politica si impara che non sempre le reazioni del corpo colpito sono le uniche che si producono con le proprie azioni. LA ROTTURA DELL’EQUILIBRIO ISTITUZIONALE Dal suo insediamento Vincenzo Telesca ha tenuto un comportamento istituzionalmente impeccabile. Non ha mai cercato lo
scontro con la Regione anzi, al contrario, ha avuto un atteggiamento dialogante e di grande correttezza. Nella votazione su Acquedotto Lucano, ad esempio, non ha mai neanche messo in campo l’ipotesi di usare i voti pesanti della Città di Potenza per contarsi contro la Regione. Telesca ha tutto da guadagnare da uno scontro con la Regione Basilicata. Oggi il centrosinistra ha soltanto Potenza come terreno istituzionale intorno al quale costruire una alternativa al centrodestra. Se Telesca volesse fare il capo dell’opposizione a Bardi avrebbe tutte le condizioni per farlo e, siamo certi, che nella sua stessa
coalizione in molti hanno cercato di costruire un terreno di scontro invitandolo a forzare la mano. Il Sindaco ha preferito chiamarsi fuori. Le scale mobili e il mancato finanziamento delle risorse necessarie per rimetterle in funzione, però, rischiano di essere il momento in cui la Regione decide di rompere l’equilibrio istituzionale che si è costruito e di alimentare una contrapposizione nella quale Telesca ha tutto da guadagnare, Bardi tutto da perdere. Oggi Bardi gioca senza un’opposizione credibile. Il giorno in cui Telesca decidesse di rompere l’equilibrio la partita sarebbe diversa. Chiunque conosce
la politica sa che il primo cittadino della città capoluogo ha tutte le carte in regola per diventare una alternativa alla Presidenza della Regione. CRESCE CHIORAZZO Malgrado lo scontro istituzionale e il mancato rispetto dei patti da parte della Regione, Telesca ha deciso di tenere ancora un profilo istituzionale. Ad oggi non si sente una sua dichiarazione di rottura, non si vede un suo posizamento come leader dell’opposizione. Quello che, invece, si vede chiaramente è la crescita esponenziale di Chiorazzo. Mentre, infatti, Telesca tiene un profilo basso, il leader di Basilicata Casa Comune ha iniziato da tempo una tambureggiante campagna contro Bardi. È chiaro il suo tentativo di lanciare un’opa sul centrosinistra e sul campo largo. Non è un caso se, proprio nel momento in cui la Regione mette in difficoltà il Comune di Potenza e, malgrado ciò, Telesca continua a tenere un atteggiamento istituzionale e rispettoso dei ruoli, a crescere sia proprio Chiorazzo. Basilicata Casa Comune, non a caso ieri, ha annunciato l’ingresso del Consigliere Marone nel partito. In pratica l’atteggiamento della Giunta Regionale indebolisce Telesca e rafforza Chiorazzo, mette in difficoltà chi apre al dialogo con la Regione e rinforza chi vuole lo scontro. Qualcuno sta suggerendo male le mosse a Bardi. LA CONFERENZA
STAMPA DEL CENTRODESTRA Mentre Telesca continua a ricordare l’importanza delle istituzioni, i consiglieri regionali e comunali potentini di centrodestra convocano una conferenza stampa per attaccare Telesca. La chiamano operazione verità. Ovviamente dimenticano di dire che il problema non è certo di oggi e che negli ultimi dieci anni a Potenza ha governato il centrodestra che ha preferito rinviare e non affrontare la questione lasciando la patata bollente a Telesca. Certo Galella, Napoli, Fazzari, Picerno, Vigilante, Fanelli e gli altri potranno inventarsi qualsiasi scusa e dire qualsiasi cosa ma nessuno potrà negare che quando hanno governato la città non hanno fatto niente per evitare che scoppiasse il bubbone delle scale mobili e oggi niente stanno facendo per spingere la Regione ad aiutare la città. Alla fine la vita è sempre una scelta di magliette da indossare. Tra quella della città e quella del proprio partito politico hanno preferito quest’ultima anche se si riempiono la bocca di amore cittadino. Forse, però, è il caso che Bardi li fermi. Fino ad oggi Telesca ha deciso di non guidare un fronte alternativo al centrodestra, da domani potrebbe decidere di farlo anche perché in alternativa è pronto Chiorazzo. Ne vale la pena complicarsi la vita per le scale mobili? A Bardi l’ardua sentenza.
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Potenza
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CHIORAZZO: «IMMAGINIAMO UN PERCORSO NUOVO PER POTENZA», MARONE: «METTEREMO AL CENTRO I TEMI SOCIALI DELLA PERSONA»
Potenza, Claudia Marone aderisce al gruppo Basilicata Casa Comune
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l Presidente del Movimento politico Basilicata Casa Comune Angelo Chiorazzo, esprime soddisfazione per l’adesione al Gruppo Consiliare di BCC al Comune di Potenza della Consigliera Claudia Marone. Si tratta di una naturale condivisione di un percorso avviato in occasione della consultazione elettorale che portò al rinnovo del Consiglio Comunale di Potenza e che aveva annoverato tra gli eletti della lista, proprio la Consigliera Marone. «C’è un percorso nuovo - rileva Chiorazzo - che immaginiamo possa essere intrapreso dal Gruppo Consiliare che annovera già il Consigliere Giampiero Iudicello, nella logica di una condivisione del sostegno al programma elettorale del Sindaco Telesca e del quale riteniamo si debba fare tesoro nel definire i nuovi orizzonti del progetto di sviluppo della Città di Poten-
za. Lavoreremo in questa direzione con tutte le forze disponibili al confronto politico per rafforzare l’identità del Centrosinistra nelle scelte politiche della nostra regione e del suo Capoluogo». La Consigliera Claudia Marone, date le sue peculiarità, parteciperà in forma attiva al Dipartimento Sanità e Solidarietà Sociale di Basilicata Casa Comune e siamo convinti apporterà con la sua esperienza una progettualità nuova a completamento del lavoro sin qui messo in atto. «Il progetto di Basilicata Casa Comune ho rilevato - afferma Marone - pone al centro della sua azione i temi sociali e della persona che mi vedono impegnata in prima linea anche nel mondo associazionistico e che convergono quindi con una naturale adesione politica in linea anche con le azioni che il Gruppo Consiliare alla Regione sta portando avanti».
POTENZA Cronistoria delle interlocuzioni e precisazioni alle dichiarazioni della Cisl riguardo la chiusura dell’impianto
Scale mobili “Prima”, maggioranza: «Già ad aprile ribadita alla Regione l’urgenza del finanziamento» POTENZA. La chiusura dell’impianto “Prima” delle scale mobili di Potenza continua a tenere banco tra l’opinione pubblica. I sindacati si sono da subito mobilitati per palesare la preoccupazione dei cittadini e all’indomani del sitin della Cgil, i segretari di Cisl e Fit Cisl hanno incontrato l’assessore regionale Pasquale Pepe. E proprio le dichiarazioni di Cavallo e Colucci hanno portato i consiglieri di maggioranza a chiarire la situazione. « Nel comunicato diffuso dai Segretari di Cisl e Fit Cisl Basilicata si afferma che il Comune di Potenza avrebbe trasmesso lo studio di fattibilità nella giornata dell’8 gennaio.Tale affermazione non risulta corretta.Per onore di cronaca e nel rispetto dei cittadini di Potenza, si ritiene pertanto doveroso fornire le informazioni corrette e ricostruire puntualmente la cronistoria delle interlocuzioni intercorse, che risultano essere quattro» hammo affermato i consiglieri di maggioranza. 14 agosto 2024 Nota inviata alla Direzione Generale per la Programmazione e Gestione delle Risorse Strumentali e Finanziarie – Ufficio Autorità di Gestione dei Pro-
grammi Operativi FSE Basilicata, avente ad oggetto: “Richiesta finanziamenti per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’impianto di collegamento meccanizzato Prima, da candidare nell’ambito della programmazione regionale Basilicata”, a firma del Sindaco di Potenza. «La nota è stata successivamente sollecitata dall’Assessore comunale ai Trasporti» hanno sottoli-
neato i consiglieri. 9 ottobre 2024 Seconda interlocuzione scritta, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, con oggetto: “Richiesta contributo finanziario straordinario pluriennale per il ruolo di Potenza, Città capoluogo di Regione”. «Nel testo si fa esplicito riferimento alla comunicazione precedente e al progetto preliminare approvato con DGC n. 222/2022» hanno continuato.
24 aprile 2025 Terza nota inviata al Presidente della Regione Basilicata e al Direttore Generale, dott. Morvillo, con oggetto: “Richiesta finanziamento per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’impianto di collegamento meccanizzato Prima”. «Nella comunicazione viene ribadita l’assoluta e urgente necessità di ottenere il finanziamento concordato pari a 6.500.000,00 euro,
tenendo conto della proroga concessa dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti» hanno ribadito gli esponenti dell’Amministrazione guidata dal sindaco Telesca. 6 maggio 2025 Nota protocollata a firma del Direttore Generale, con oggetto: “Richiesta di finanziamento per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’impianto di collegamento meccanizzato Prima. Comunicazioni”, nella quale si prospetta la conclusione della procedura. «Alla luce di quanto sopra, appare evidente come il percorso amministrativo relativo alla riqualificazione dell’impianto di collegamento meccanizzato Prima sia stato avviato e portato avanti da tempo, attraverso atti formali e interlocuzioni istituzionali puntualmente documentate» hanno dichiarato i consiglieri di maggioranza. «Invitiamo pertanto i Segretari di Cisl e Fit Cisl Basilicata a non voler inquinare il dibattito su un tema così delicato, che ha ripercussioni su cittadini e lavoratori» hanno concluso.
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Potenza
sabato 10 gennaio 2026 www.lecronache.info
L’assessore Costanza illustra il percorso di digitalizzazione del Comune, con focus su sicurezza, accessibilità e sostenibilità
Potenza avanza nell’innovazione digitale: «Servizi pubblici più semplici e sicuri»
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l Comune di Potenza sta portando avanti un percorso concreto di innovazione digitale che non riguarda solo l’attivazione di nuovi servizi, ma anche la loro stabilità, sicurezza e sostenibilità nel tempo e che punta a rendere i servizi pubblici più semplici, accessibili e affidabili per cittadini e imprese». Così l’assessore alla Programmazione e Digitalizzazione, Loredana Costanza che aggiunge: «Negli ultimi mesi abbiamo lavorato su più direttrici: il consolidamen-
to dei servizi digitali al cittadino, la migrazione in cloud e il rafforzamento della sicurezza informatica. Tutti elementi che devono procedere insieme per garantire servizi affidabili e tutelare i dati dei cittadini. Il percorso di innovazione digitale che stiamo portando avanti al Comune di Potenza non è un’operazione di facciata, ma un lavoro strutturale che riguarda l’organizzazione dell’ente, la qualità dei servizi e la tutela dei dati pubblici». «Grazie alle risorse del PNRR
stiamo consolidando i servizi digitali al cittadino, rafforzando l’accesso ai servizi online, i canali di interazione e pagamento tramite App IO e PagoPA. Parallelamente prosegue il percorso di migrazione in cloud verso il Polo Strategico Nazionale (PSN), una scelta strategica di lungo periodo che punta a rafforzare sicurezza, affidabilità e continuità operativa dei servizi comunali, a beneficio sia dei cittadini sia dei dipendenti dell’Amministrazione» afferma. «Accanto all’innovazione dei servizi – prosegue Costanza – un capitolo centrale riguarda la sicurezza informatica. Abbiamo completato i passaggi amministrativi necessari per avviare gli interventi di cybersecurity finanziati con risorse PNRR, fondamentali per aumentare la protezione dei sistemi comunali e la capacità di prevenire e gestire eventi critici. La sicurezza informatica è parte integrante del buon funzionamento della macchina comunale e non riguarda solo l’acquisto di tecnologie, ma anche procedure, formazione, gestione del rischio e rispetto delle regole sulla protezione dei dati». «Un risultato - continua Costan-
za - già visibile per quanto riguarda l’innovazione è il nuovo sito istituzionale del Comune di Potenza, riprogettato secondo le Linee guida AgID e il Modello Comuni di Designers Italia. Il sito, tutt’ora in fase di miglioramento, offre un’esperienza più semplice, omogenea e accessibile, con particolare attenzione alla fruibilità da dispositivi mobili e all’accessibilità per persone con disabilità. All’interno del sito è presente una sezione dedicata ai servizi digitali, organizzata in schede standard: i cittadini possono autenticarsi con SPID o CIE, presentare istanze completamente online, effettuare pagamenti tramite PagoPA e ricevere notifiche sullo stato delle pratiche tramite App IO. Dove possibile, il sistema riduce gli adempimenti per i cittadini grazie all’interoperabilità con le banche dati e con la Piattaforma Digitale». «Digitalizzazione, cloud e sicurezza devono avanzare insieme – conclude l’assessore Costanza – per rafforzare l’Ente, rendere i servizi più affidabili e garantire ai cittadini una Pubblica Amministrazione moderna e responsabile».
Gli studenti raccolgono testimonianze per evidenziare l'impatto della chiusura sull'accessibilità e sui trasporti pubblici
Potenza: indagine della Rete degli Studenti Medi sui disagi della chiusura della Scala Mobile “Prima” POTENZA. «Nelle ultime settimane la città di Potenza si trova fortemente colpita sul piano della mobilità in seguito alla chiusura della scala mobile "impianto primo" Viale Marconi - piazza XVIII Agosto avvenuta il 31 Dicembre 2025. La soppressione completa del servizio delle scala mobile in questione, avviene data la mancanza dei fondi necessari (di cui il Comune di Potenza non dispone) per la manutenzione obbligatoria dell'impianto dopo 30 anni dall'apertura» afferma la Rete degli Studenti Medi Basilicata. «Questi soldi dovevano arrivare dalla Regione, ma nulla purtroppo è stato fatto. - continua Teresa D’Onofrio, Segretaria del sindacato studentesco - Ci troviamo davanti all’ennesimo caso di vera e propria incuria da parte della Regione nei confronti dei disagi che tali sconvolgi-
menti sul piano della mobilità portano alla vita di ogni cittadino di Potenza e di tutta la Regione. La minaccia di chiusura era già stata segnalata anni fa dalla CGIL, ma nonostante l’Amministrazione Comunale fosse riuscita ad ottenere un anno di proroga del termine ultimo, le richieste sono rimaste inascoltate fin quando la chiusura è avvenuta»«La soluzione, ci auguriamo provvisoria, messa in campo dall'Amministrazione comunale per far fronte alla noncuranza più totale della Regione Basilicata, è stata quella di attivare un servizio di navetta urbana che colleghi i punti strategici toccati dal solito percorso della scala mobile. - prosegue la segretaria - Questo ha però portato all’annullamento di varie linee di trasporto pubblico, nello specifico riferito alle tratte urbane e rurali di autobus in andata
e ritorno, utilizzate anche quotidianamente per il trasporto scolastico, ancora una volta dovuta all’assenza dei fondi destinati». «Bisogna valutare attentamente gli effetti di queste cancellazioni sulla mobilità cittadina, soprattutto su quella scolastica dei tanti studenti della città di Potenza. Non solo per il percorso andata/ritorno scolastico, ma anche per gli spostamenti pomeridiani da zone periferiche verso la città, rischiando di isolare ancora di più fasce di popolazione giovanile di questa città» dichiara Teresa D’Onofrio. Continua Loris Curcio, membro dell’esecutivo della Rete degli Studenti Medi Basilicata: «La nostra intenzione è quella di raccogliere le testimonianze e le problematiche riscontrate dagli studenti della città negli ultimi giorni, nei loro spostamenti scolastici e non, riu-
scendo così ad ottenere un quadro generale di denuncia della situazione, specchio di una continua mancanza di impegno concreto da parte di chi ci governa. Il nostro obiettivo è quello di lottare per la costruzione di una regione diversa, e per farlo vogliamo partire proprio con il raccogliere le testimonianze spontanee di chi vive le realtà giovanili della nostra città e soffre le continue negligenze della Regione».
«In conclusione, lo scopo è quello di costruire spazi di dialogo con le istituzioni, con l’aiuto e l’attenzione dell’attuale Amministrazione Comunale, per ribaltare insieme le dinamiche di “immobilismo” e di non curanza che le nostre Istituzioni Regionali ci riservano, coinvolgendo ogni cittadino, studente e ragazzo della città di Potenza» concludono i referenti della Rete degli studenti medi della Basilicata.
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Potenza
sabato 10 gennaio 2026 www.lecronache.info
LA RIFLESSIONE Cronaca veggente di un futuro scomodo, realistico e sorprendentemente abitabile
Potenza non crollerà ma potrebbe cambiare DI DINO QUARATINO
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è una differenza sottile, ma decisiva, tra pessimismo e presentimento. Il pessimismo è rumoroso, ama lamentarsi, si compiace del “ve l’avevo detto”. Il presentimento, invece, è silenzioso, quasi educato. Non urla. Avverte. A Potenza, oggi, non domina il pessimismo. Domina il presentimento che qualcosa stia cambiando senza chiedere il permesso. Non in meglio, non in peggio: altrove. È la sensazione che il futuro non sarà come lo avevamo immaginato, ma nemmeno come lo temevamo. E questo, paradossalmente, disorienta più di qualsiasi crisi conclamata. IL DISASTRO CHE NON FA NOTIZIA Se fossi un veggente di fama mondiale, non prevederei crolli spettacolari né rinascite epiche. Il vero rischio per Potenza non è il disastro, ma la sua forma più subdola: la normalizzazione. Strade che funzionano “abbastanza”. Servizi che reggono “più o meno”. Politica che galleggia “finché dura”. Il disastro, qui, non arriva come un terremoto. Arriva come un’abitudine. E quando una città si abitua a tutto, diventa resistente ma immobile. Sopravvive, sì, ma senza slancio. Ed è proprio questa la fase più delicata: quando non c’è abbastanza dolore per ribellarsi, ma neanche abbastanza entusiasmo per costruire. UNA CITTÀ CHE HA SMESSO DI RACCONTARSI FAVOLE Qui, però, emerge il primo
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elemento non catastrofico. Potenza ha smesso di raccontarsi favole. E questo non è poco. Non crede più al grande evento risolutivo. Non aspetta più il leader carismatico. Non invoca più la salvezza dall’alto come faceva un tempo. È una disillusione dura, certo. Ma anche una liberazione. Perché finché una città crede alle favole, delega. Quando smette, inizia, magari senza saperlo, a guardarsi allo specchio. POLITICA: MENO IDEOLOGIA, PIÙ NUDITÀ Il futuro politico di Potenza non sarà brillante. Sarà spietatamente ordinario. Ed è proprio qui la svolta. Meno bandiere, più contabilità. Meno annunci, più verifiche. Meno nemici immaginari, più problemi reali. Non per virtù, ma per esaurimento. Le ideologie, quando non producono risultati, diventano ingombranti. E Potenza sta entrando nella fase in cui la nudità amministrativa diventa inevitabile: o le cose funzionano, o non funzionano. Non c’è più molto spazio per il racconto. I GIOVANI CHE
SE NE VANNO E QUELLI CHE RESTANO (MALE) Sì, i giovani continueranno ad andare via. Ma il dato interessante non è chi parte: è chi resta senza sentirsi sconfitto. Resteranno quelli che non hanno più voglia di aspettare. Quelli che smettono di chiedere “permesso” alla città e iniziano a usarla. Quelli che trasformano la mancanza in stile, il limite in selezione. Non saranno molti. Ma saranno sufficienti a impedire l’estinzione. L’ECONOMIA DELL’ARRANGIARSI CHE DIVENTA COMPETENZA Il futuro economico di Potenza non sarà fatto di investimenti clamorosi. Sarà fatto di micro-resistenze intelligenti. Professioni ibride. Spazi riadattati. Tempi lenti usati come vantaggio competitivo. Per anni questa è stata chiamata “arte di arrangiarsi”. Nel futuro verrà chiamata competenza territoriale. Quando il mondo accelera troppo, chi sa rallentare senza fermarsi diventa improvvisamente interessante. IL CARATTERE LU-
CANO COME RISORSA NON DICHIARATA Qui emerge il lato positivo più sottovalutato. Potenza non è una città entusiasta. È una città tenace. Non si innamora facilmente. Non si fida subito. Ma quando resta, resta davvero. In un’epoca di città-vetrina e comunità usa e getta, questa ruvidità diventerà un filtro. Non attirerà tutti. Ma tratterrà chi serve. IL PUNTO DI SVOLTA INVISIBILE Il futuro non cambierà il giorno in cui arriverà un grande progetto. Cambierà il giorno in cui smetteremo di dire “non serve a niente” come riflesso automatico. Quel giorno non farà notizia. Ma segnerà il passaggio dall’ironia difensiva all’ironia costruttiva. Dal sarcasmo sterile al sarcasmo che seleziona. PERCHÉ NON È UNA VISIONE CATASTROFICA Questa riflessione non è catastrofica per un motivo preciso: Potenza è ancora attraversata da conflitto. Finché una città fa discutere, irrita, divide, non è morta. La morte urbana arriva quando tutto è indifferente. Qui, invece, nulla
è indifferente. Ed è questo il segnale più incoraggiante. LA VERA PROVOCAZIONE Potenza non ha bisogno di essere salvata. Ha bisogno di essere praticata senza alibi. Non amata in astratto. Non difesa per identità. Ma usata, vissuta, contraddetta. Il futuro non sarà generoso. Ma sarà onesto. E l’onestà, per una città che ha vissuto di illusioni intermittenti, è già una forma di rinascita laica. LA DOMANDA CHE RESTA Se il futuro di Potenza non sarà luminoso né disastroso, se sarà semplicemente più vero, più spoglio, più esigente, allora la domanda finale non riguarda la città. Riguarda noi. Siamo disposti a restare senza aspettare miracoli? Siamo pronti a smettere di giudicare e iniziare a praticare? Siamo capaci di abitare una città imperfetta senza sentirci vittime? Perché Potenza, forse per la prima volta, non sta chiedendo amore. Sta chiedendo presenza. E la presenza, a differenza delle promesse,cambia davvero le cose.
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Provincia
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Tra giunti e testate delle solette, l’Anas è all’opera per riqualificare e mettere in sicurezza ponti e cavalcavia
Ss 92, tra San Costantino Albanese e Noepoli si fanno i conti con lavori e sensi unici alternati DI EMANUELA CALABRESE
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ovità per la circolazione a San Costantino Albanese. L’Anas ha difatti trasmesso l'ordinanza di istituzione del senso unico alternato mediante impianto semaforico ai fini della ristrutturazione del viadotto compreso tra l'incrocio per Cersosimo e l'incrocio s.s.Sarmentana, fino al prossimo 06 febbraio. Sono difatti in corso i lavori per la «riqualificazione e sicurezza stradale mediante la sostituzione dei giunti e il risanamento delle testate delle solette ammalorate dei ponti e dei cavalcavia della S.S. 106: Sinni, Fiume Agri, Cavone, Basento,Cavalcaferrovia, Cavalcaferrovia SS 407, Cavalcaferrovia ex SS 175,Bradano, della S.S. 92: Noepoli II, Pianetto I, Pianetto II, S.Lucia, Teodoro I, Teodoro II, Issarella, Battaglia (compreso il consolidamento del muro di controripa sulla SS 92 al km 123+530)– spiega Anas- si ritie-
ne pertanto necessario procedere con il senso unico alternato mediante impianto semaforico su SS 92 dell’Appennino Meridionale dal km 154+155 al km 154+420, direzione Noepoli, su corsia di marcia a partire dalle ore 07:00 del 7/01/2026 fino alle ore 17:00 del 22/01/2026; interesserà tutti gli utenti.Senso unico alternato mediante impianto semaforico su SS 92 dal km 154+155 al km 154+420, direzione San Costantino Albanese, su corsia di marcia a partire dalle ore 07:00 del 23/01/2026 fino alle ore 17:00 del 6/02/2026; interesserà tutti gli utenti. La parzializzazione della carreggiata stradale saràrealizzata mediante la chiusura della corsia di marcia el'istituzione del senso unico alternato, regolato mediante impiantosemaforico, in due distinte fasi: «LaFase 1, dal 07/01/2026 al 22/01/2026, interesserà la chiusura dellacorsia di sinistra (direzione Noepoli) e la
Fase 2, dal 23/01/2026 al06/02/2026, interesserà la chiusura della corsia di destra (direzione San Costantino Albanese)». La Strada Statale 92 conta ben 213 km di curve che separano Villapiana Scalo, in Calabria, dal capoluogo lucano Potenza, attraversando longitudinalmente
un'ampia parte del territorio lucano, ed oltre ad essere un’arteria viaria importante per i residenti dei centri urbani limitrofi, con i suoi suggestivi cambi di paesaggio nell'arco di pochi chilometri l'uno dall'altro ed i suoi tornanti, risulta particolarmente apprezzata da bikers e centauri.
UGL TELECOMUNICAZIONI BASILICATA: «SCIOPERO CONTRO I CRITERI DISCUTIBILI DEL BANDO DI GARA DEI CONTACT CENTER ENEL»
I lavoratori Smart Paper in presidio, Ugl: «Si elude l’applicazione della clausola sociale»
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i è tenuto ieri mattina davanti alla sede dell’Enel di Potenza, il sit-in degli addetti della Smart Paper coinvolti dal cambio di appalto della commessa Enel. Una protesta contro il silenzio della RTI vincitrice formata da Data Contact e Accenture. Presenti anche i sindacati che hanno ribatito la preoccupazione dei lavoratori. «Lo sciopero dei lavoratori delle commesse di contact center di Enel, E-Distribuzione, Enel-X, è l'ennesimo allarme per i migliaia di posti di lavoro a rischio nelle aziende appaltatrici, e rappresenta un punto di svolta per il futuro del Settore» dichiarano congiuntamente la segretaria provinciale UGL Telecomunicazioni di Matera, Cosimina Saracino, e Pino Giordano, Segretario UTL Matera. «Da mesi stiamo portando avanti una se-
rie di interlocuzioni con Enel, il Ministero del Lavoro, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità per l’Energia, le Reti e l’Ambiente, per esprimere le nostre preoccupazioni rispetto alle numerose criticità derivanti dal bando di gara dei contact center». «Ci preoccupa - continuano - il comportamento contraddittorio di Enel, che da una parte richiede ai nuovi fornitori garanzie di continuità occupazionale, ma dall’altra premia quei fornitori che, grazie all’introduzione di nuovi processi tecnologici o modalità organizzative del lavoro, riducono il numero di operatori destinati alle commesse Enel, trasferendo queste risorse ad altre attività». In questo modo, continuano Saracino e Giordano, «non viene applicata la clausola sociale, che ha come obiettivo la tutela di ogni lavoratore in caso di cambi di ap-
palto nelle attività di customer care. Stando a quanto riportato dai media, Enel ha chiuso il bilancio 2025 con un utile netto che sfiora i 7 miliardi di euro, eppure sembra voler scaricare sui fornitori e sui lavoratori le conseguenze di una strategia che punta a sostituire il lavoro umano con l’Intelligenza Artificiale. Per quanto ci riguarda come UGL TLC, crediamo fermamente che l'essere umano debba continuare a essere al vertice di ogni processo di innovazione e automazione, senza alcuna discriminazione, specialmente in un settore come quello dei contact center, dove il 70% della forza lavoro è composta da donne.» Concludono Giordano e Saracino: «Il nostro impegno resta quello di difendere il lavoro, la dignità dei lavoratori e i diritti delle donne, per un futuro più giusto e inclusivo».
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Matera e Provincia
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Il presidente della Provincia di Matera: «L’ Ente non ha competenze, ma farà la sua parte con la Regione»
Disagi trasporto scolastico, Mancini: «Vicini agli studenti del Metapontino» M
assima vicinanza agli studenti e alle loro famiglie per i disagi legati al servizio di trasporto scolastico sulla tratta Nova Siri–Scanzano Jonico– Montalbano Jonico. A esprimerla è il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, intervenuto dopo le segnalazioni pervenute dagli stessi ragazzi, costretti ad attese prolungate e disagi quotidiani.«La Provincia di Matera è pienamente dalla parte degli studenti – ha dichiarato Mancini –. Comprendiamo e condividiamo la loro frustrazione: nessun minorenne dovrebbe essere costretto ad attendere oltre 45 minuti al freddo per poter rientrare a casa. È una situazione che non può essere più accettata».Nel ribadire la solidarietà istituzionale, il presidente ha però chiarito un punto ritenuto essenziale: «La Provincia non ha competenza diretta sull’organizzazione del trasporto pubblico locale per
intervenire autonomamente. Il servizio è programmato e finanziato dalla Regione Basilicata, che è l’unico ente in grado di modificare tratte, orari e convenzioni con i gestori».Mancini ha quindi ricordato le azioni già intraprese dall’Ente provinciale: «La Provincia ha fatto tutto ciò che rientra nelle proprie possibilità istituzionali, segnalando più volte le criticità agli uffici regionali competenti, e continueremo a farlo». A conferma di questo impegno, il presidente ha evidenziato che «proprio oggi gli uffici della Provincia hanno scritto alla Regione in merito a un’altra tratta, la Rotondella–Nova Siri–Policoro, per la quale il Cotrab ha chiesto se il potenziamento della corsa, previsto fino al 23 dicembre, debba proseguire o meno».Da qui l’appello diretto alla Regione Basilicata affinché si faccia carico della situazione: «Chiediamo con forza alla Regione di ascoltare le ri-
chieste degli studenti e delle loro famiglie e di attivarsi immediatamente per una soluzione stabile e dignitosa. Le proposte avanzate dai ragazzi, come l’utilizzo della corsa SITA delle 14.10, meritano attenzione e valutazioni concrete».Infine, l’impegno politico e istituzio-
nale ribadito con fermezza: «Saremo sempre al fianco degli studenti e continueremo a sostenere le loro istanze, sollecitando chi ha la responsabilità e gli strumenti per intervenire. I nostri giovani meritano rispetto, sicurezza e un servizio di trasporto adeguato».
Il movimento accoglie positivamente lo stanziamento ministeriale, ma chiede confronto, radicamento territoriale e centralità dei temi della pace e del dialogo
Matera Democratica: bene i fondi, ora serve una visione condivisa
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atera Democratica accoglie con soddisfazione lo stanziamento di 4 milioni di euro da parte del Ministero per il progetto «Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026», definendolo un risultato significativo per la città. Un finanziamento che rafforza un percorso avviato negli anni e che trova oggi un riconoscimento istituzionale importante.Accanto alla valutazione positiva sul piano delle risorse, il movimento sottolinea però la necessità di accompagnare la governance del progetto con un metodo di lavoro fondato sul confronto, sulla trasparenza e sulla condivisione. Un’esigenza emersa con chiarezza anche nel corso del Consiglio comunale aperto dedicato al tema, che ha evidenziato la richiesta di un coinvolgimento più ampio e strutturato.Secondo Matera Democratica, il mondo associazionistico e culturale cittadino rappresenta il vero terreno di coltura per dare continuità e sostanza a Matera 2026. È da qui che può svilupparsi una visione
capace di consolidare Matera come brand culturale, con un’impostazione essenziale, solida e di respiro internazionale, in linea con il percorso che negli anni ha costruito credibilità e riconoscimento oltre i confini locali.Un altro nodo centrale riguarda la dimensione territoriale del progetto. Il significato profondo di «Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo» non può, secondo il movimento, esaurirsi entro i confini cittadini, ma deve estendersi all’intero contesto provinciale e regionale. Matera, storicamente luogo di apertura e connessione, è chiamata a rafforzare questo ruolo attraverso relazioni, reti culturali e progettualità condivise.In quest’ottica, Matera Democratica chiarisce che la propria visione non è in contrapposizione con eventi e spettacoli, che possono rappresentare un valore per la città, ma prende le distanze da una logica «mordi e fuggi», basata su iniziative episodiche e prive di un radicamento duraturo. Matera 2026, viene sottolineato, richiede scelte coerenti
e capaci di produrre effetti culturali, sociali ed economici nel medio e lungo periodo.Particolare attenzione viene posta anche al contesto storico attuale, segnato da conflitti e instabilità nel Mediterraneo e in Europa. In questo scenario, il tema della pace non può essere considerato accessorio, ma deve assumere un ruolo centrale nel progetto. Pace, dialogo, cooperazione e convivenza sono indicati come elementi culturali e valoriali strategici, in grado di orientare
contenuti, linguaggi e programmi e di dare pieno senso alla vocazione mediterranea della città.Matera Democratica ricorda infine come, anche grazie al proprio contributo, sia stato possibile mantenere aperto il confronto in Consiglio comunale su Matera 2026, riaffermando il ruolo dell’assemblea consiliare quale sede naturale di indirizzo e verifica di un progetto strategico per il futuro della città.L’auspicio è che, in coerenza con quanto deliberato dal Consiglio co-
munale, le istanze del mondo associazionistico vengano accolte sia nel metodo sia nel merito, dando un impulso decisivo a un’attuazione tempestiva e di qualità del programma. Matera 2026 viene infine definita un’opportunità collettiva: valorizzarla significa investire in una visione culturale condivisa, territoriale e internazionale, capace di parlare al Mediterraneo e all’Europa e di affermare la pace come valore fondante e orizzonte culturale della città.
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Matera e provincia
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Dopo i fatti di cronaca, il sindaco Nicoletti incontra le associazioni di categoria e punta su prevenzione condivisa e regole chiare
Sicurezza nei locali pubblici: «Necessario un vademecum» MATERA. La sicurezza delle persone è una responsabilità condivisa che deve coinvolgere istituzioni, esercenti, cittadini e famiglie. Alla luce dei recenti fatti di cronaca, che hanno richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione nei luoghi aperti al pubblico, l’Amministrazione comunale di Matera ha voluto avviare un momento di confronto e sensibilizzazione con le associazioni di categoria. In questo contesto, si è svolto ieri mattina, nella sala Mandela del Comune di Matera, l’incontro tra il sindaco Antonio Nicoletti, con gli assessori alle Attività produttive Giuliano Paterino e al Turismo Simona Orsi e il dirigente Paolo Milillo, e le associazioni di categoria, convocato per una discussione su mobilità, sicurezza e prospettive di sviluppo delle attività economiche, con particolare riferimento ai locali aperti al pubblico spettacolo e intrattenimento.Il tema centrale dell’incontro è stato quello della sicurezza, affrontato alla luce dei recenti e drammatici fatti di crona-
ca avvenuti a Crans-Montana, che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica. Il sindaco Nicoletti ha espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto, sottolineando come episodi simili impongano una riflessione seria e condivisa anche a livello locale.L’Amministrazione ha ribadito la necessità di alzare l’asticella della prevenzione, rafforzando i controlli, in particolare sugli aspetti che riguardano le attività di pubblico spettacolo e intrattenimento temporaneo.«L’impegno condiviso oggi con le associa-
zioni di categoria è ovviamente dovuto all’onda emotiva che l’evento drammatico ha suscitato – ha dichiarato il sindaco Nicoletti –. La risposta da dare, però, non dev’essere estemporanea e passeggera. Per chi sente la responsabilità, l’unico modo per essere partecipe del dolore degli altri è impegnarsi e fare il massimo perché ciò non accada mai più. L’intento che ci muove è preventivo, e l’attenzione deve essere condivisa dalle istituzioni, dai titolari di attività e anche dai singoli e dalle famiglie».Il sindaco ha poi
evidenziato come questo periodo, caratterizzato da un naturale rallentamento dei flussi turistici, rappresenti un momento utile per lavorare sulla pianificazione, con una prospettiva che guardi oltre il 2026, affinché le attività possano essere strutturate per durare nel tempo.Nel corso del confronto sono state condivise e recepite diverse proposte avanzate dalle associazioni di categoria, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e applicabili. Tra le ipotesi emerse, quella di realizzare un vademecum operativo sulla sicurezza, da proporre anche in collaborazione con i Vigili del Fuoco e con gli altri enti preposti al rilascio delle autorizzazioni, da comunicare in modo chiaro ed efficace agli operatori e alle famiglie, considerata la natura dei rischi resi evidenti dall’evento di Crans-Montana.«Lo spirito di questo incontro nasce dall’esigenza preminente di tutelare gli utenti e il nostro settore produttivo, che ringraziamo perché, grazie al loro lavoro, consolidiamo quotidia-
namente la nostra reputazione internazionale, nonché il ruolo dominante nel settore del mercato dell’accoglienza – ha sottolineato l’assessore Paterino –. Vogliamo che Matera sia una città viva, capace di ospitare eventi di qualità che valorizzino il nostro territorio e diano respiro alle attività locali. L’incontro odierno con gli operatori del settore è servito per fare chiarezza su alcuni obblighi normativi rilasciati in sede di avvio delle attività e per condividere un futuro percorso virtuoso per richiamare in modo chiaro e univoco l’assolvimento degli obblighi normativi per un’offerta territoriale che punti all’eccellenza anche sotto il profilo della sicurezza».In tal senso, l’Amministrazione comunale ha confermato che nelle prossime settimane saranno avviati controlli rigorosi, nel rispetto delle norme e con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità pubblica.Se vuoi, nel prossimo giro controllo solo il conteggio preciso dei 30 caratteri per riga e non tocco più nulla del corpo testo.
Il sindaco Cariello: «Esempio di impegno verso i più fragili». Emozione per il fondatore del primo centro radiologico del Metapontino
Scanzano, cittadinanza onoraria al radiologo Jula DI VINCENZO MAIDA
SCANZANO JONICO. Nei piccoli comuni le poche attività presenti rappresentano un valore aggiunto all’economia, che nella fascia jonica ruota quasi interamente intorno al mondo agricolo. Scanzano Jonico conta poco più di 7.000 abitanti e fino al 1975 è stata una frazione del comune di Montalbano Jonico. Il “Centro Radiologico del Dr. Jula & C. S.r.l.” è stato il primo Ambulatorio di Radiodiagnostica sorto nel Metapontino nel 1983, come parte integrante dell’offerta diagnostica della Regione Basilicata e dell’Azienda Sanitaria, in quanto accreditato con il servizio sanitario nazionale. La struttura ha ormai una consolidata esperienza nel settore dei servizi sanitari ed è anche il punto di riferimento per la diagnostica per immagini di tutta la fascia ionica, dell’alta Calabria e parte della Puglia. Il comune di Scanzano Jonico ha una popolazione che per oltre il 50% vive nei poderi di campagna assegnati dall’Ente Riforma, dopo
la bonifica del secondo dopoguerra. Avere dunque nel proprio centro abitato un’attività che attrae utenza da altri comuni è un valore aggiunto di non secondaria importanza. A seguito di una delibera approvata all’unanimità in Consiglio Comunale, il sindaco Pasquale Cariello ha provveduto a conferire la cittadinanza onoraria al Dr. Alcibiade Iula, classe 1952, originario di Salandra e residente nel comune di Pisticci. Il Sindaco in una nota rivolgendo-
si all’interessato gli ha detto: “Grazie per il suo lavoro e per l’impegno nel non lasciare indietro nessuno, sopperendo così alle inevitabili carenze che purtroppo incontra il servizio sanitario nazionale. Da primo cittadino sono orgoglioso di Lei, certo che il suo esempio sia da monito per i tanti giovani che intendono intraprendere il suo percorso professionale.” il dottor Jula ha ringraziato l’amministrazione comunale e l’intera cittadinanza, affermando: “Gentile signor sindaco illustri Autorità civili militari e religiose gentili sindaci di Scanzano, Pisticci e Salandra e carissimi confratelli e luogotenenti della luogotenenza meridionale tirrenica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ospiti e cittadini intervenuti. Per prima cosa sento il bisogno di chiedere scusa se a ragione di questa circostanza siete stati distratti dai vostri impegni ed allontanati per un pomeriggio dalle vostre incurie familiari in questi giorni di festa. Vi ringrazio di vero cuore per aver dedicato alla mia umile persona le vostre at-
tenzioni rendendomi molto fiero per l’onore che tutti mi avete così riservato. Quando una settimana fa il dottor Cariello, ha pensato di convocarmi nella casa comunale, ci sono andato con serenità, ma anche alquanto preoccupato per chissà quale rogna ci fosse in sede amministrativa. Le sue parole mi hanno immediatamente tranquillizzato poiché ha esordito dicendomi che avrebbe tenuto volentieri il segreto fino alla realizzazione della circostanza ma rinunciando all’effetto sorpresa mi comunicava che su sua proposta il consiglio comunale di Scanzano Jonico avrebbe votato di lì a poco, per l’atto di conferimento della cittadinanza onoraria al sottoscritto; non sarà sfuggito al sindaco, lo stupore prima e la immediata “umettatura” dei miei occhi poi, perché immediatamente è passata per la mia mente d’un colpo, tutta la mia storia personale e familiare.” Il dr. Jula è stato anche primario del servizio di Radiologia presso l’Ospedale Giovanni Paolo II di Policoro e dell’associazione Santo Sepolcro di Gerusalemme.
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Periscopio
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Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Appunti di realtà: il 10 gennaio DI DINO QUARATINO
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uando tutto corre, fermarsi è rivoluzionario “In un’epoca dominata dalla reazione istantanea, dalla delega agli algoritmi e dalla perdita di interiorità, il vero cambiamento passa dalla responsabilità personale e dall’allineamento interiore dell’individuo.” C’è una scena che si ripete ovunque, ogni giorno, con una precisione quasi liturgica: persone ferme, immobili, lo sguardo chino su uno schermo che vibra. Non importa se siano in fila alla posta, a tavola, in macchina al semaforo o sedute sul bordo del letto prima di dormire. Il mondo è lì, a portata di mano, ma nessuno lo tocca davvero. Viviamo nell’epoca più connessa della storia e, paradossalmente, mai così disabituata all’ascolto. Tutti parlano, pochissimi sentono. Tutti reagiscono, quasi nessuno riflette. È l’era dell’opinione istantanea: non conta capire, conta arrivare primi. Non importa se quello che dici è vero,
importa che faccia rumore. Se non fai rumore, non esisti. Eppure la vita, quella vera, non funziona così. La vita non risponde ai commenti, non mette like, non si adegua ai trend. La vita restituisce sempre qualcosa, ma lo fa con una logica più profonda, meno appariscente e molto più severa: a ogni gesto corrisponde una conseguenza, a ogni pensiero una direzione, a ogni parola un’eco che prima o poi torna indietro. Oggi si parla tantissimo di intelligenza artificiale, di algoritmi che decidono cosa vedere, cosa comprare, perfino cosa pensare. Ma il vero problema non è la tecnologia. Il problema è che abbiamo smesso di allenare l’intelligenza umana: quella che distingue, che sceglie, che si assume la responsabilità di non seguire il flusso quando il flusso va contro la propria coscienza. Così preferiamo indignarci in massa invece di migliorarci in silenzio. È più comodo puntare il dito che guardarsi dentro. È più facile dare la colpa “al sistema” che ammette-
re di aver rinunciato, giorno dopo giorno, al proprio potere personale. Perché la verità, quella scomoda, è che nessun algoritmo può renderci superficiali se non siamo già disposti a esserlo. La società non cambia quando cambiano le leggi, ma quando cambiano le persone. E le persone cambiano solo quando decidono di farlo, non quando lo scrivono in una bio o lo postano in una storia di quindici secondi. Il cambiamento reale non fa spettacolo, non cerca pubblico, non chiede approvazione. Lavora in profondità, spesso in solitudine, sempre con coerenza. In un tempo in cui tutto è urgente, l’atto più rivoluzionario è fermarsi. In un mondo che urla, la vera forza è parlare con misura. In un’epoca che premia la furbizia, scegliere la rettitudine sembra da ingenui, ma è l’unica strada che non presenta il conto con gli interessi. Ognuno di noi è molto più influente di quanto creda. Non per il numero di follower, ma per l’energia che immette ogni giorno nelle relazioni, nel lavoro, nelle parole. Nessun gesto è neutro. Nessuna scelta è innocua.
Anche il silenzio, quando è codardo, produce effetti. Forse il punto non è cambiare il mondo, ma smettere di contribuire al suo peggioramento. Recuperare il rispetto per la vita, a partire dalla propria. Ricordarsi che la dignità non è un’opinione e che la felicità non è un premio esterno, ma una conseguenza interiore. In tempi confusi, non serve essere perfetti. Serve essere allineati. Perché quando una persona raddrizza la propria direzione, anche il caos intorno, lentamente, comincia a perdere potere. E questa, oggi più che mai, non è filosofia: è semplice, inesorabile realtà.
Sindaco, dirigente Dc e uomo di relazioni: il ritratto di una generazione che ha costruito sviluppo e speranza
Il ricordo di Salvatore Pacella a 20 anni dalla morte DI PEPPINO MOLINARI*
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imasto democristiano dove sempre era stato quando tenemmo l’ultima riunione del comitato regionale per prendere atto della fine della Dc Toruccio prese la parola e con voce rotta dall’emozione ci invitò , ci implorò con le lacrime negli occhi ad evitare lo scioglimento . Fu un intervento che scosse tutti i presenti ahimè lo avessimo ascoltato!La storia vera della Dc è storia non solo di grandi leaders ma soprattutto di popolo fatto da uomini e donne che Marco Follini chiama l’immensa periferia della sua classe dirigente. Erano i dirigenti locali,i consiglieri comunali i sindaci animati da tanta passione,idee ,stimoli e avevano una grande voglia di fare. Salvatore,Toruccio per i suoi tanti amici,Pacella che ci ha lasciato 20 anni fa (9 gennaio 2006),sindaco di sant’Angelo le Fratte per 18 anni,presidente della Comunità Montana del Melandro ,componente del comitato di gestione ASL di
Potenza e soprattutto autorevole dirigente politico democristiano era uno di questi! Ricordarlo significa ripercorrere non solo la storia dell’ uomo,del suo paese Sant’Angelo le Fratte ,del suo territorio il Melandro ma anche rivivere una stagione politica ricca di avvenimenti di cui fu protagonista ma anche di umanità. Toruccio lo incontravo quasi sempre alle 13 della domenica in piazza Mario Pagano a Potenza proveniente dall’ ospedale San Carlo dove era andato a far visita, a portare una parola di solidarietà,di conforto ai suoi paesani ricoverati. Aveva grande passione per la Dc , un grande amore per Sant’Angelo ma non sfuggì mai il confronto con gli avversari politici senza smarrire il filo conduttore dell’essere democristiano. Era il tempo della partecipazione e della mobilitazione della gente che era lo strumento per rompere antiche arretratezze delle aree interne. Le opere che ha realizzato per il suo comune sono tante a partire dalla ricostruzione dopo il si-
sma 1980 ,la viabilità Isca - Polla,l’area industriale Isca Pantanelle ,la valorizzazione di palazzi storici come quello di Galasso. Era un combattente,non cedeva , lasciava la presa solo dopo aver raggiunto l’obiettivo. Ad ogni incontro,assemblea,convegno era sempre uno dei primi a prendere la parola per sostenere le sue idee,le sue proposte a favore dello sviluppo e dell’ occupazione. In prima fila e parlo ‘ a nome di tutti i sindaci del Melandro in occasione dello sciopero promosso dai sindacati dell’area che si tenne a Tito per l’occupazione e lo sviluppo .La sua è stata senz’altro una bella storia politica che ha vissuto intensamente al servizio della propria comunità.Un lavoro senza clamore ma ricco di valori che si rifacevano alla dottrina sociale della Chiesa in quei tempi difficili,di grande povertà ma anche di speranza! Quando ricordo amici come Toruccio Pacella che hanno vissuto un’intera vita di relazione non richiamo solo la loro storia personale ma anche
quella di tanti in un tempo di amicizia,di confronto,di passione, di soddisfazione ma anche di delusione ai quali mi sento di dire infinitamente grazie! *GIÀ PARLAMENTARE
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