Nr.01/ 016
Periodico interno trimestrale Interne vierteljährliche Zeitschrift
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Sommario - Inhaltsverzeichnis La sua pagina Accoglienza e fratellanza per promuovere giustizia sociale Inserto immigrazione Centri d’accoglienza per i richiedenti asilo in Alto Adige Profughi Italia, terra di emigrati Le parole lasciano un segno ed esprimono un significato Immigrazione e criminalità Diffondere accoglienza 18 giugno 2016 Giornata della lotta alla droga Mutternacht Lago di Valdurna Sulle orme di Don Giancarlo Mercatino dell’usato per Villa delle rose La nostra bella gioventù Giornata Associativa Prossima appuntamenti nei Centri giovani Calendario spirituale
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La Sua Pagina... 57 anni, rendendo grazia al Signore Da quel lontano 1 marzo 19 9, in cui nel Duomo di Trento don Giancarlo è stato ordinato sacerdote, sono passati ben 7 anni: una ricorrenza importante da festeggiare nel segno della riconoscenza tra amici che hanno avuto il dono di incontrare una persona straordinaria. Sul tavolino, che molte volte è stato addobbato come altare, la fiamma di una candela accesa illumina due foto posizionate l’una accanto all’altra: quella di don Giancarlo e quella di Gaspare Bruccoleri, già Presidente dell’associazione e suo grande amico, che ci ha lasciato proprio il 1 marzo del 011. I presenti si raccolgono in un breve momento di silenzio al quale segue una carrellata di ricordi relativi ad eventi e
momenti di festa di vari compleanni o anniversari di sacerdozio. Hartwig sfoglia il libro di Paolo Valente e si sofferma sulla descrizione dell’idea di “utopia” fatta da don Giancarlo, rappresentata come “la continua ricerca, il non rimanere bloccati e fermi su esperienze passate, anche se positive, l’essere costantemente orientati al nuovo, anche se questo esige fatica, rischio e critica”. Grazia rilegge quanto scritto da Giovanni in occasione del 0^ anniversario dell’ordinazione sacerdotale che mette in evidenza, tra l’altro, quanto l’amicizia ed il calore di don Giancarlo siano state sempre un porto sicuro. Lina, con un timbro di voce che trasmette emozione, legge il testo di don Primo Mazzolari avente come titolo “Quale uomo per fare il prete”: una elencazione di qualità, di modi di essere e di stile di vita che sembra parlare proprio di don Giancarlo. Marisa espone ai presenti alcuni ricordi di Paolo, caratterizzati da qualche pennellata da “impressionista, delle due giornate in cui è stato festeggiato il 0° giubileo a Bolzano (1 marzo 009) ed a Fondo ( 7 giugno 010). In entrambe le occasioni dopo le cele3
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brazioni eucaristiche (a Bolzano insieme a don Luigi Ciotti) sono seguiti con parenti ed amici momenti di convivialità. In quegli incontri don Giancarlo aveva donato ai presenti due figure di terracotta: una campana ed un calice. Questi “souvenir” afferma Paolo, in fondo rappresentano ciò che don Giancarlo era per noi: il Richiamo e il Ristoro. Gianni ricorda la tenacia di don Giancarlo: quando si trattava di trovare una sistemazione per qualcuno lui insisteva così tanto che riusciva nello scopo perchè comunque, diceva, c’era sempre la Divina Provvidenza. Antonella riferisce che in fondo noi che abbiamo potuto conoscere sacerdoti come don Giancarlo, ma anche come don Pierino Valer, siamo stati accompagnati in un percorso di rafforzamento della nostra fede mentre questo è molto difficile per i nostri ragazzi. Si ricordano ancora l’incontro a Pietralba in occasione del 70^ compleanno ed il viaggio a Roma per i suoi 80 anni, vari momenti di preghiera e di silenzio,
fragorose risate e momenti di preoccupazione. Don Giancarlo è presente più che mai tra noi, ecco quindi che insieme diciamo grazie al Signore perchè la richiesta con parole profetiche che lui aveva scelto per l’immaginetta - ricordo della sua ordinazione sacerdotale “ Accenda in noi il Signore il fuoco del suo amore e la fiamma dell’eterna carità” è stata ampiamente esaudita. Marisa Bona
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Accoglienza e fratellanza per promuovere giustizia sociale Un anno di volontariato all’Associazione “La Strada-Der Weg ONLUS” Con il tema dell’anno 2015 don Giancarlo ci ha consegnato il mandato forte e chiaro di tradurre in azione i valori fondativi dell’Associazione. …..Possiamo con la nostra azione, con il nostro impegno sociale rafforzare il fondamento stesso della pace che è la giustizia (Isaia 32,7)..... Don Giancarlo, 8 settembre 2013, Unsere liebe Frau im Walde Il Piano Operativo 2015, elaborato dal Gruppo di coordinamento dei volontari per l’ultima volta in accordo con don Giancarlo sulla base del “Piano strategico verso il 2020”, è stato integrato con l’obiettivo di “Custodire e mantenere viva la memoria del Padre Fondatore e la visione ispiratrice che ha dato il via all’Associazione “La Strada-der Weg oNLUS” nel lontano 1978. Abbiamo vissuto un anno emotivamente impegnativo. Allo smarrimento iniziale per la perdita di don Giancarlo è seguita la rielaborazione del lutto con l’aiuto di Marina Bruccoleri e di tutta l’Associazione.
I tradizionali incontri associativi hanno approfondito l’identità e l’eredità spirituale di don Giancarlo. Nel miniconvegno “Quanto mi manca” del 14 giugno 2015, i racconti di amici e personalità pubbliche hanno delineato un ritratto a tutto tondo dell’uomo e del sacerdote. Il tema della Giornata Associativa “Il passaggio e la memoria” ha focalizzato l’attenzione su un futuro in continuità con il passato. Gli appuntamenti tanto cari a don Giancarlo, come la frequentazione della sua tanto cara cappellina, sono proseguiti con una presenza quasi quotidiana degli amici della preghiera. Hartwig si è fatto carico dell’area della spiritualità e con determinazione si è messo alla ricerca di vari amici sacerdoti così da poter garantire la celebrazione eucaristica ogni primo giovedì del mese: a tutti coloro i quali ci hanno accompagnato in questo cammino un sentito grazie. È proseguita anche la tradizione delle visite ai monasteri e dei pellegrinaggi e la spiritualità si è completata con la bellezza e la cultura nelle visite con guide eccezionali al Convento di Muri Gries e all’Abbazia di Marienberg. A riprendere il cammino di e con don Giancarlo con rinnovata motivazio
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ne ed energia ha molto contribuito il Gruppo di Progetto “In memoriam” in rappresentanza delle varie anime dell’associazione: Dario Volani (Centro Studi), Marisa Dallago (Area volontariato), Hartwig Seifert (Area Spiritualtà), Gianni Turchetti (Cooperativa Eureka). Il Gruppo di progetto raccoglie e attua le proposte per mantenere vivo il ricordo di don Giancarlo e lo spirito fondativo dell’associazione. Tra le varie richieste pervenute è particolarmente significativo che sia stata
frutti, come le parole di speranza e di fiducia nel futuro, parole che don Giancarlo ogni settimana portava ai suoi figli prediletti. E così ecco il aprile giovedì santo, una giornata di festa con uno speciale ed emotivamente coinvolgente momento di condivisione tra utenti, operatori e volontari, con parole di benedizione di don Innerhofer, grande amico di don Giancarlo. Altri segni tangibili nel ricordo del nostro amato Padre Fondatore sono il se-
data la priorità alla proposta dei “Ragazzi di S. Isidor” di mettere a dimora una pianta, che crescendo porterà
gnalibro con foto e stampa dell’ultimo pensiero del suo testamento spirituale e la raccolta fondi per il restauro di
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una statua della Via Crucis del Virgolo, unitamente alla Fondazione (si concluderà a marzo 2016). L’attività di volontariato anche nel 2015 è stata molto intensa: 72 volontari adulti e 95 giovani hanno donato in totale 12.380 ore distribuite sui vari servizi dell’Associazione e nella partecipazione ai progetti sul territorio (Fiera del Volontariato, Colletta alimentare, pacchetti regalo da Gutweniger per fundraising). Il tutto concordato e organizzato negli incontri del coordinamento, del gruppo volontari, e delle equipe dei servizi, in accordo con lo staff di Direzione. Nel corso dell’anno, Marisa Dallago, molto vicina a don Giancarlo, ha assunto il ruolo di coordinatrice dell’Area Volontariato con il compito di tenere i rapporti con lo staff di Direzione nel Comitato Tecnico settimanale, con il supporto di Luciana Tomasi e Daniela Bonmassar per l’accoglienza dei volontari e per gli aspetti organizzativi. Un grazie ad ogni singolo volontario. A chi si è impegnato con continuità in vari progetti, a chi ha potuto essere presente solo per poco tempo, a chi ha saputo formare gruppo, a chi ha aperto il proprio cuore a quanti ha incontrato in Associazione e fuori.
nico, a tutti gli operatori e alle operatrici dei vari servizi e strutture per l’accoglienza e la collaborazione. Daniela Bonmassar Marisa Bona Area Volontariato
Un grazie riconoscente al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione per la consulenza e il supporto dei programmi, al Centro Studi per il supporto tec
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Inserto Immigrazione PREMESSA Nel percorso che ha portato all’elaborazione del nuovo piano strategico associativo 2015-2020, è emersa l’esigenza di approfondire argomenti attuali di natura etica, che stanno animando il dibattito culturale e politico a livello nazionale e locale. Si pensi alle tante visioni legate a temi quali i mutamenti della famiglia, il gender, i flussi migratori, la legalizzazione delle droghe leggere, la prostituzione, ecc...Il Centro Studi affronta alcune di queste tematiche con la finalità di fornire al lettore degli spunti informativi oggettivi, da non interpretare come una presa di posizione ufficiale dell’associazione, bensì intesi come punto di partenza per ulteriori approfondimenti personali. Quanto scritto, insieme a serate di approfondimento e in ascolto di indicazioni che usciranno da altri tavoli e gruppi di lavoro (vedi Sinodo), ci darà la possibilità di offrire il punto di vista associativo.
Buona lettura
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C’è chi viaggia per scelta e chi viaggia perchè non ha scelta. I primi si chiamano turisti, i secondi sono dei nuovi “vagabondi”, che sanno da dove partono, ma non sanno dove approderanno e dove il loro errare alla ricerca di una nuova vita li porterà.
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Centri d’accoglienza per i richiedenti asilo in Alto Adige Dove vengono alloggiati i profughi assegnati alla nostra provincia Prosegue l’emergenza “straordinaria” causata dalle recenti decisioni di alcuni paesi di sospendere gli accordi di Schengen, giustificandole con ragioni di sicurezza. Si tratta di Germania (settembre 2015), Francia (novembre 2015), Austria (gennaio 2016), Danimarca (gennaio 2016), Norvegia (gennaio 2016) e Svezia (gennaio 2016): tali accordi regolano la libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea e quelli di paesi terzi in Europa, senza essere sottoposti a controlli alle frontiere. Infatti l’affluenza di profughi è diventata così evidente e manifesta che sono sempre più i centri d’accoglienza gestiti e organizzati da diversi stati per fronteggiare le massicce e continue ondate migratorie. Per quanto riguarda l’Italia, nello specifico il territorio altoatesino, trovo utile elencare i numerosi centri distribuiti sul territorio provinciale altoatesino pronti ad accogliere i profughi sulla base delle quote di distribuzione per regione, impartite da Roma. Si tratta di vecchi alberghi messi a disposizione dai privati, di caserme semidismesse, areali militari o ex monasteri. Essi sono stati identificati dall’assessorato per il sociale della 10
Provincia assieme ai rappresentanti della Caritas, Volontarius, i sindaci dei corrispettivi paesi accoglienti, il Comune di Bolzano. Tale processo di scelta delle strutture di accoglienza ha creato molte preoccupazioni tra i cittadini, anche riguardo alla svalutazione degli immobili nei pressi di questi centri. Nell’anno 2015 sono stati quasi 26 mila i profughi transitati per il Brennero in Alto Adige, tra cui quasi mille i richiedenti asilo in Alto Adige. I dati sono stati diffusi dall’Assessora Martha Stocker, nell’illustrazione del bilancio dell’attività svolta dal suo Assessorato a favore dei profughi. In tali strutture i migranti soggiorneranno in attesa dell’iter burocratico della loro richiesta di asilo. Intanto riceveranno istruzione, supporto, mediazione culturale e assistenza socio-sanitaria. Si tratta per adesso delle seguenti strutture, in crescita numerica continua, gestite dalla Caritas e dall’associazione Volontarius: 1. Casa Aaron presso Bagni di Zolfo e Casa Sara Bolzano. 2. Ex caserma Gorio Bolzano. 3. Casa Conte F.J. Forni Bolzano (via Renon n. 31 a). 4. 40 posti nella zona Palasport di via Resia e 70 posti nella struttura di via Macello, Bolzano. 5. Centro di Pronta Accoglienza Bolza-
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no (per minori non accompagnati,via Roma 100). 6. Casa Alpi – Ex Hotel Alpi Bolzano (centro di accoglienza via Alto Adige con 1 0 posti). 7. Martinsheim Malles (ex Casa di riposo, 0 posti in totale tra uomini e donne) e Casa Ruben a Malles. 8. Areale caserme Merano (“Case del lavoratore” situate nell’areale della stazione ferroviaria tra cui Casa Arnica che possiede 80 posti). 9. Ex caserma Mercanti Appiano ( 0 profughi, gestione associazione). 10. Josefsberg – Lagundo ( 0 posti). 11. Josefsheim – Casa S. Giuseppe. Brunico (16 posti). 1 . Fischerhaus – Casa del Pescatore. Vandoies (centro profughi). 13. Casa Lea presso la ex caserma Gnutti di Prati di Vizze e presso Val di Vizze ( 0- 60 posti). 1 . Casa Anna. Ex monastero delle Suore Terziarie di Castelrotto (19 profughi). 1 . Casa Noah a Prissiano ( 0 immigrati). 16. Ex centro di riabilitazione Salus a Tesimo ( 0 profughi). 17. Ortisei ( richiedenti asilo).
18. Casa Miriam Bressanone (1 posti). Oltre a tali strutture è sempre in funzione a Bolzano il “Servizio di Prima Accoglienza Immigrati” e il “Centro d’Accoglienza Migrantes” di Bolzano in via Roma 8 , come primo punto di riferimento per persone provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea al fine di avere una prima consulenza ed un primo orientamento nella realtà locale. Inoltre il Servizio Integrazione Sociale (SIS) è formato da un’equipe di assistenti sociali, educatori e figure amministrative ed è inserito nella struttura. Ulteriormente al “Binario 1” della stazione di Bolzano Bozen c’è un locale offerto dalle associazioni per l’accoglienza dei profughi che vogliono dirigersi verso la Germania. Infine è importante segnalare la zona Salewa presso cui il Comune di Bolzano ha messo a disposizione dei containers per ospitare 0 migranti. Infatti, essendo le strutture di accoglienza oberate dal continuo flusso di profughi, molti di loro hanno dovuto dormire per strada al freddo. Tali containers rispondendo a tale emergenza possono arginare almeno temporaneamente il fenomeno. 11
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BIBLIOGRAFIA:
Quotidiano “Alto Adige”, Quotidiano “La Stampa”, www.caritas.bz.it, www. aziendasociale.bz.it,www.provincia. bz.it,www.secoloditalia.it,www.corrierequotidiano.it , www.internazionale. it, www.panorama.it, www.ilfattoquotidiano.it . Centro Studi Caterina Cristofoletti
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Profughi Drammi di chi abbandona la patria Con l’aumento del fenomeno dell’immigrazione, in molti stati, prevalentemente europei, è aumentata l’ ostilità nei confronti dei nuovi arrivati, scatenata da diverse forme di pregiudizio. Tuttavia tali pensieri sono frutto di un giudizio affrettato. La parola stessa “PREGIUDIZIO” significa: Idea/opinione concepita sulla base di
convinzioni personali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione, e da indurre quindi in errore. (dizionario Treccani) Pochi conoscono le condizioni in cui sono costretti a vivere gli immigrati oggi: solitudine, isolamento, ostilità, ghetti e baracche, sporcizia, poche opportunità di integrazione.
Ma cosa cerca chi abbandona la propria patria? Un lavoro, una vita migliore, una speranza per il futuro. Oggi si sono aggiunte ulteriori motivazioni per chi lascia il proprio Paese: si fugge, rischiando la morte, per paura di morire: la guerra, o anche peggio “la guerra per motivi religiosi“ è la causa di esodi massicci di popoli verso l’Europa. Alle atrocità dei conflitti si aggiungono i pregiudizi, i governi xenofobi e le chiusure delle frontiere. L’uomo non è considerato ugualmente in tutte le parti del mondo: accanto a visioni aperte, che considerano l’ uomo cittadino del mondo, esistono pensieri più restrittivi, che minano la tanto desiderata uguaglianza e limitano ogni forma di accoglienza. Seguendo una visione ideale, le differenze (sempre che ce ne siano) sarebbero una ricca possibilità da sfruttare per conoscere ed ampliare i propri confini culturali e personali. Le motivazioni che stanno alla base del fenomeno dell’immigrazione sono: economiche (per sfuggire alla povertà, per cercare migliori condizioni di vita o per favorire il sostentamento dei famigliari rimasti nella terra d’ origine); lavorative (per trovare un impiego, per migliorare il proprio posto di lavoro); politiche (dittature, persecuzioni, so13
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prusi, guerre, genocidi, pulizia etnica); religiose impossibilità di praticare il proprio culto religioso); derivate da disastri naturali (tsunami, alluvioni, terremoti, carestie); personali (scelta ideologica, fidanzamento con un partner residente in un altro paese); di tipo sentimentale (riunificazione familiare); di tipo criminale: fuga (per sfuggire alla giustizia del proprio paese, per evitare un arresto); attrazione (per ottenere risultati migliori dalla propria attività malavitosa); Di ricerca di una migliore istruzione istruzione (per frequentare una scuola e conseguire un titolo di studio, garantire ai propri figli un’istruzione più approfondita, apprendere una lingua straniera); forzate, dove chi migra è vittima della tratta di esseri umani. (Fonte: Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo, 2014) PROTEZIONE SUSSIDIARIA - La protezione sussidiaria è uno status, al pari di quello di rifugiato, che viene riconosciuto dalla Commissione territoriale competente in seguito alla presentazione di domanda di protezione internazionale. Qualora il richiedente non possa dimostrare una persecuzione personale, ma si ritiene che rischi di subire un danno grave nel caso di rientro nel proprio paese, può ottenere la protezione sussidiaria.
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PROTEZIONE UMANITARIA - La protezione umanitaria riguarda le persone con gravi problemi di salute o provenienti da Paesi afflitti da catastrofi naturali, per le quali è impossibile procedere a un rimpatrio. Pur non riconoscendo loro lo status di rifugiato, si prende atto che un rinvio nel paese di origine o in un paese terzo comporterebbe la perdita delle opportunità di cura che sono garantite in Italia. In tali casi, rilevando gravi motivi di carattere umanitario, la Commissione Territoriale decide di riconoscere la protezione umanitaria. STATUS DI RIFUGIATO - Uno straniero, perseguitato nel suo Paese d’origine, può trovare asilo e protezione sul territorio di un altro paese presentando una domanda di riconoscimento dello status di rifugiato. Può richiedere asilo il cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o non vuole avvalersi della protezione del suo Paese. Davide Volani Jacopo Beretta Centro Studi
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Italia terra di emigranti Quanti cittadini italiani hanno parenti vicini o lontani emigrati? Forse molti di più di quello che pensiamo. Eppure questa parte della nostra storia, in parte in parte sconosciuta alle nuove generazioni, potrebbe aiutarci molto nel processo di accoglienza dei nuovi immigrati Sparsa per il mondo c’è un’altra Italia. Sono più di 0 milioni gli italiani residenti all’estero. L’emigrazione italiana verso il nuovo continente inizia nella seconda metà dell’ottocento. Dalla lettera di un giovane emigrato alla mamma: ..”sono andato in America
perché mi avevano detto che le strade erano lastricate d’oro,... ho scoperto che le strade non erano lastricate e che io avrei dovuto lastricarle.....” In quegli anni la Chiesa statunitense è composta perlopiù da vescovi di origine irlandese, molto chiusi rispetto ai nuovi immigrati. I primi partono da Veneto, Piemonte, Lombardia e Liguria, da territori che oggi corrispondono in parte alla sedicente Padania, terra in cui ampie fette di popolazione manifestano un aperto rifiuto verso gli immigrati. Più dollari arrivano dagli emigranti, più nuovi emigranti partono in cerca di fortuna: l’Italia si svuota, facendo così diminuire anche i conflitti sociali.
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Se milioni di italiani non fossero partiti, l’Italia sarebbe rimasta schiacciata sotto il peso di sé stessa. “Quel tale si è arricchito buttando a mare gli emigranti”. Spesso si sente questa frase tra gli emigranti sbarcati in America. Infatti anche allora come oggi, speculatori senza scrupoli organizzano viaggi clandestini e se scoperti, si sbarazzano delle persone a bordo gettandole in mare. I mezzi di trasporto sono vecchie carcasse, spacciate per navi eleganti, chiamate “le navi di Lazzaro” e “Lazzaroni” vengono chiamati i trafficanti che senza scrupoli succhiano tutti i risparmi ai viaggiatori. Una volta a bordo i viaggiatori non hanno più nessuna difesa, se non la speranza di arrivare vivi a destinazione. 30 giorni dura la traversata per NewYork, 0 per il Brasile: molti muoiono per epidemie di morbillo e altre malattie. Le stive sono prive di cabine e servizi igienici, i viaggiatori sono stipati come bestie; l’odore è nauseabondo. L’emigrante diventa la nuova figura sociale del secolo tanto che Charlie Chaplin lo trasforma nel protagonista di un suo celebre film. L’arrivo negli Stati Uniti è traumatico: 16
gli immigrati vengono tenuti in quarantena sull’isola di Ellis Island; qui vengono sottoposti a visite mediche e per un niente possono essere essere rimandati indietro nella disperazione totale. Per poter lavorare bisogna pagare una tangente ai cosiddetti “Bossi” (i capi, dalla parola “boss”): controllano mense e pulizie; più emigranti riescono a “catturare” e più si arricchiscono. Diamo uno sguardo al Brasile: Nel 1871 la “legge del ventre libero” diventa la causa della partenza di milioni di italiani. Questa legge garantisce la libertà futura a tutti i nati da una madre schiava: i prezzi degli schiavi salgono alle stelle e gli italiani diventano più convenienti. I proprietari terrieri arrivano ad anticipare i soldi per il biglietto di sola andata e vincolano gli immigrati per anni a questo debito, proprio come succede oggi alle vittime di tratta. Gli italiani vengono trattati in tutto e per tutto come nuovi schiavi (addirittura le lettere da casa vengono bruciate dai padroni per evitare crisi di malinconia)
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Gli immigrati si adattano a tutti i lavori: sospesi nel vuoto per costruire i grattacieli, immersi nei barconi che raccolgono l’immondizia di new york, a frugare tra i rifiuti per riciclare materiali. È una vita dura per gli uomini ma ancor più dura per le donne. Inizialmente le donne vengono impiegate soprattutto come domestiche, poi nelle fabbriche tessili. Success i v a mente le giovani italiane diventano molto richieste c o m e balie rius c e ndo a guadagnare più del triplo di un operaio. In questo settore le italiane traggono paradossalmente vantaggio dalle idee razziste delle famiglie americane: ...hanno bianche tette e provengono da un da paese di solide tradizioni e di antica cultura. Le balie ricevono vestiti, vitto e alloggio, ma vengono trattate come mucche: non solo il seno, ma anche la la loro morale e la loro famiglia vengono controllati. Durante l’allattamento vengono allontanate dai figli e dal marito per non danneggiare il latte. Nei con-
tratti da balia sono previsti controlli fisici intimi e l’obbligo di mangiare quasi esclusivamente carne di cavallo perché si crede produca latte migliore. Il razzismo verso gli italiani è molto forte e violento. Sono secondi come numero di linciaggi dietro agli afroamericani e primi come singolo linciaggio di massa di tutti i tempi negli Stati Uniti. Lo statuto del Ku Klux Klan propone l’eliminazione dei neri, degli immigrati cattolici (dunque degli italiani) e degli ebrei. Gli italiani vengono chiamati NEGRI BIANCHI. Vivono in una situazione di non protezione né dal governo americano, né dal governo italiano. Ciò fa sì che diventi durissimo lavorare nell’onestà e di conseguenza molti cadono nella delinquenza. Allo scoppio della grande guerra, l’Italia si ricorda improvvisamente dei suoi emigrati chiamandoli alle armi. Pochi rientrano, molti si nascondono perché non possono permettersi di perdere il lavoro, molti altri preferiscono arruolarsi nell’esercito americano. A fine guerra l’Italia è fortemente indebitata con gli Usa e gli immigrati partecipano 17
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in massa alla colletta per pagare il debito. Ciò crea una buona impressione nell’opinione pubblica americana. La grande crisi economica degli anni Venti è una tragedia per gli immigrati, perché la miseria riagita i fantasmi del razzismo: spesso nelle aziende i bianchi vengono pagati più di tutti, poi seguono i neri e all’ultimo posto ci sono gli italiani. Dopo la colonizzazione dell’Etiopia e della Libia, folle di contadini, ribattezzate dalla propaganda fascista con il nome di “invincibili fanterie rurali”, vengono convinte ad abbandonare le loro campagne per colonizzare l’Impero in terra d’Africa. Agli emigrati viene assegnato il compito di fare figli e di lavorare i campi dimostrando agli indigeni la superiorità delle “genti italiche”. Dopo la stipula dell’intesa tra Mussolini e Hitler, chiamata asse Roma-Berlino, nuovi tipi di emigranti salgono sulle navi: si tratta di profughi politici e perseguitati (tra cui ebrei italiani che intuiscono la prossima tragedia e spendono tutti i risparmi per fuggire). Tra loro anche personaggi illustri come 18
Don Sturzo, Mattei, Toscanini e Salvemini. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, negli Stati Uniti si crea la psicosi della spia: si estende la paura di essere invasi dai nazisti americani supportati dalle “spie” italiane. In Australia gli emigrati vengono rinchiusi in campi di concentramento. Molti emigrati non internati si arruolano nell’esercito statunitense e si ritrovano a combattere contro i propri parenti e concittadini italiani. I coloni in Libia ed Etiopia vengono abbandonati al loro destino in mano agli eserciti alleati. Una tragica fine per le invincibili fanterie rurali, che tra gli anni Sessanta e Settanta saranno costrette a lasciare tutti i loro averi e rientrare in patria. Dopo la fine della guerra dall’Italia si fa strada una nuova tipologia di emigrante: si tratta della sposa di guerra. Sono infatti migliaia le donne che contraggono matrimonio con soldati americani. Al rilascio dall’internamento molti si trasformano da prigionieri in emigranti (vedi in Australia) conservando dell’Italia che li ha abbandonati un ricordo nostalgico. Dopo la guerra gli italiani a causa della
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disoccupazione e della povertà estrema, sono di nuovo costretti a lasciare la patria e ridiventano vittime di trafficanti di emigranti. Il piano Marshall contribuisce a salvare effettivamente una parte d’Italia, ma un’altra parte continua ad emigrare, anche verso l’Australia. Qui gli italiani lavorano come tagliatori di canne da zucchero o come minatori. Sono però fortemente rifiutati dalla popolazione. Con l’accordo “uomo-carbone”, firmato da De Gasperi nel 1946, l’Italia si impegna ad inviare in Belgio mille minatori a settimana. In cambio, l’Italia riceverà 200 chili di carbone al giorno per ogni minatore emigrato. Tra il ‘46 e il ‘57 in Belgio arrivano 140.000 italiani, costretti a lavorare in condizioni disumane (cunicoli alti 50 cm). Oggi tra i paesi del G8, l’Italia è l’unico paese ad aver avuto un’emigrazione così imponente e prolungata nel tempo e ad essersi trasformata in pochissimi anni in un Paese che accoglie una fortissima immigrazione. Un altro triste fenomeno del Dopoguerra è quello delle vedove bianche, più di 400.000 donne abbandonate dai loro mariti emigrati, sole, senza soldi con molti figli da crescere e spesso vittime di forti pregiudizi. Durante il boom economico gli italiani all’estero, soprattutto in America, sfondano nella ristorazione, e in tut-
to ciò che viene “disegnato” (moda, architettura, ecc..). Successo e soldi arrivano per singoli fortunati, per tutti gli altri c’è solo lavoro e ancora lavoro: un minatore a carbone si ammala in media entro 15 anni, uno che apre gallerie vive al massimo dieci anni. Dopo il 1969, con gli anni della contestazione, assistiamo a una nuova ondata di emigrazione. Dopo 100 anni dalla prima emigrazione di massa l’Italia ancora non ce la fa da sola e i suoi cittadini sono costretti ad andarsene. Oggi la situazione è complessa. L’Italia si trova ad accogliere migliaia di migranti che si trovano nelle stese disperate condizioni dei nostri emigrati di fine Ottocento. L’aver dimenticato troppo in fretta la nostra storia porta molti di noi a chiudersi dimostrando paura e ostilità nei confronti dei nuovi arrivati. La forte crisi del lavoro interno che condanna alla disoccupazione ancora il 38% dei giovani italiani contribuisce ad aumentare i conflitti sociali e gli immigrati, grazie anche a una certa propaganda politica e mediatica, vengono visti come usurpatori di posti di lavoro e di diritti sociali. In realtà già oggi, senza gli immigrati, settori del commercio, dell‘industria e dell‘erogazione di servizi andrebbereo in crisi. Una situazione complessa non può avere soluzioni facili come la chiusura 19
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dei confini o l’innalzamento di muri e barriere. Conoscersi reciprocamente e camminare assieme per migliorare la qualità di vita di TUTTI rimane l’unica strada percorribile in un mondo globalizzato dove a tutti andrebbero garantiti gli stessi diritti, indipendentemente dalla nazionalità e da luogo in cui si sceglie di vivere. M.A. Centro Studi
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Le parole lasciano un segno ed esprimono un significato Usiamo spesso per descrivere situazioni molto diverse, anche se tra loro legate, parole come “profugo”, “rifugiato”, “migrante”, “richiedente asilo” “irregolare”, “illegale”. Sono considerate delle semplificazioni giornalistiche, ma di frequente usate, ad arte in modo improprio, per suscitare un certo tipo di pensiero. Migrante: Secondo un glossario dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni non esiste una definizione universalmente riconosciuta del termine. Di solito si applica alle persone che decidono di spostarsi liberamente per ragioni di “convenienza personale” e senza l’intervento di un fattore esterno. Questo termine si applica quindi a persone che si spostano in un altro paese o in un’altra regione allo scopo di migliorare le loro condizioni materiali e sociali, le loro prospettive future e quelle delle loro famiglie. Migrante regolare e migrante irregolare: Un migrante è considerato regolare
se risiede in un paese con regolare permesso di soggiorno, rilasciato dall’autorità competente; è irregolare invece se è entrato in un paese evitando i controlli di frontiera, oppure se è entrato regolarmente – per esempio con un visto turistico – ma è rimasto in quel paese anche dopo la scadenza del visto, o ancora se non ha lasciato il paese di arrivo dopo l’ordine di allontanamento.
Clandestino: Il clandestino è un migrante irregolare. In Italia si è considerati “clandestini” quando, pur avendo ricevuto un ordine di espulsione, si rimane nel paese. Rifugiato: Rifugiato non è un sinonimo di mi 1
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grante perché ha un significato giuridico preciso. Nel diritto internazionale, “rifugiato” è lo status giuridicamente riconosciuto di una persona che ha lasciato il proprio paese e ha trovato rifugio in un paese terzo. La sua condizione è stata definita dalla Convenzione di Ginevra firmata nel 19 1 e ratificata da 1 stati membri delle Nazioni Unite. L’Italia ha accolto tale definizione nella legge nr. 7 del 19 . La Convenzione di Ginevra dice che il rifugiato è una persona che «nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittaDie Teilnehmer derpuò Pressekonferenz. dinanza e non o, per taleRechts “La Strada - Der Weg” Präsident Dr. Otto Saurer timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato». Il rifugiato è anche una persona che «essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi». Lo status di rifugiato non è una condizione “esistenziale”, quindi può essere “perso” se la persona ha volontariamente richiesto la protezione dello stato di cui possiede la cittadinanza; se ha volontariamente riacquistato la cittadinanza persa; se ha acquistato una nuova cittadinanza e gode della prote
zione dello stato di cui ha acquistato la cittadinanza; se è volontariamente tornata e si è domiciliata nel paese che aveva lasciato o in cui non era più andata per paura di essere perseguitata; se, «cessate le circostanze in base alle quali è stata riconosciuta come rifugiato, essa non può continuare a rifiutare di domandare la protezione dello Stato di cui ha la cittadinanza» (in pratica se la situazione nel suo paese è cambiata in meglio). Richiedente asilo: Di questa categoria fanno parte co-
loro che hanno lasciato il loro paese d’origine e hanno inoltrato una richiesta di asilo in un paese terzo, ma sono ancora in attesa di una decisione da parte delle autorità competenti riguardo al riconoscimento del loro status di rifugiati. Profugo: Si tratta di una parola usata in modo
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generico che deriva dal verbo latino profugere, «cercare scampo», composto da pro e fugere (fuggire). Il dizionario Treccani dice: «Il rifugiato è colui che ha lasciato il proprio Paese, per il ragionevole timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità e appartenenza politica e ha chiesto asilo e trovato rifugio in uno Stato straniero, mentre il profugo è colui che per diverse ragioni (guerra, povertà, fame, calamità naturali, ecc.) ha lasciato il proprio Paese ma non è nelle condizioni di chiedere la protezione internazionale». Anche se di fatto i due termini vengono spesso sovrapposti, è lo status di rifugiato l’unico sancito e definito nel diritto internazionale. Apolide: Secondo la Convenzione di New York del 1954, l’apolide è una persona che non ha la nazionalità di alcun paese. Sfollato: Viene considerato uno sfollato una persona che pur avendo abbandonato la propria casa a causa degli stessi motivi dei rifugiati, o a causa di eventi eccezionali (carestie, calamità, ecc.), non ha attraversato un confine internazionale. La maggior parte degli sfollati non riceve protezione o assistenza internazionale.
Beneficiario di protezione umanitaria: Chi può ottenere una protezione umanitaria, ma non è riconosciuto come rifugiato, perché non è vittima di persecuzione individuale nel suo paese, ma ha comunque bisogno di protezione o assistenza: si tratta di una persona che se fosse rimpatriata potrebbe subire violenze o persecuzioni. Crimine contro l’umanità: Definisce le azioni criminali che riguardano violenze ed abusi contro popoli o parte di popoli, o che comunque siano percepite, per la loro capacità di suscitare generale riprovazione, come perpetrate in danno dell’intera umanità. I crimini contro l’umanità sono in genere distinti dai crimini di guerra e talvolta anche dal genocidio; non tutti gli ordinamenti giuridici prevedono direttamente figure di crimini contro l’umanità, mentre alcuni le prevedono indirettamente, in forma recettizia di trattati internazionali. Crimine di guerra: Un crimine di guerra è una violazione punibile, a norma delle leggi e dei trattati internazionali, relativa al diritto bellico da parte di una o più persone, militari o civili. Ogni singola violazione delle leggi di guerra costituisce un crimine di guerra.
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Cittadino comunitario: Sono cittadini comunitari tutti coloro che sono in possesso della cittadinanza di uno degli stati membri della Comunità Europea. In base alla legislazione italiana ed europea, i cittadini comunitari “non sono stranieri” e quindi ad essi sono applicabili norme diverse e di maggior favore rispetto a quelle previste per extracomunitari e apolidi. Sono equiparati ai cittadini comunitari i cittadini di Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Repubblica di San
Marino. Cittadino extracomunitario: Il termine extracomunitario esprime lo stato giuridico di cittadinanza di un soggetto (persona fisica o giuridica) rispetto alle nome relative alla cittadinanza europea. Un soggetto extracomunitario è colui che non possiede cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione europea, in opposizione ai cittadini UE.
Clandestino: Propriamente un clandestino è una persona che vive, opera, viaggia ecc. di nascosto per estensione l’espressione passeggero clandestino è passata poi ad indicare ogni persona che viaggia illegalmente su un aeroplano, un bus, una nave o un treno. In sociologia, dicesi anche di individuo che, causa determinismo sociale, senza carta d’imbarco appropriata, rimane in balia delle onde, affidato alle sorti della precarietà. Diaspora: Diaspora è un termine di origine greca che descrive la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo. Spesso confuso con il termine migrazione, la diaspora è in realtà un movimento forzato di un gruppo omogeneo dal punto di vista religioso e/o etnico che si è assicurato la sua sopravvivenza, seppure gruppo minoritario, in una terra che non è la propria, ma che al contempo evidenzia il desiderio comune di poter ritornare nella terra di origine. Discriminazione: La discriminazione consiste in un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di
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individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria. Alcuni esempi di discriminazione possono essere il razzismo, il sessismo, lo specismo e l’omofobia. Ideologia: L’ideologiaè il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale. Il termine ideologia appare per la prima volta nell’opera Mémoire sur la faculté de penser del 1796 di Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy(17 -1836) con il significato di «scienza delle idee e delle sensazioni». In seguito il termine ha assunto il significato più generico di “sistema di idee” più o meno coerente e organizzato (di volta in volta con connotazioni negative, positive o neutre)
soprattutto per opera di Karl Marx e della sua critica dell’idealismo. In
particolare, il termine è usato in riferimento a dottrine politiche, a movimenti sociali caratterizzati da un’elaborazione teorica, a orientamenti ideali-culturali e di politica economica e sociale. Emigrazione: L’emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo individuo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, religiose, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. Immigrazione: L’immigrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli individui o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine. Si possono includere le migrazioni di popolazioni tra paesi e i movimenti interni ad un paese, l’immigrazione è uno dei fenomeni sociali mondiali più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. Per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo), i problemi che si pongono riguardano la regolamentazione ed il controllo dei flussi migratori in in
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gresso e della permanenza. Esclusione sociale: Il significato legale di esclusione sociale in Italia è definito dalla Legge n. 328, dell’8 novembre 2000 che ha istituito la Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale – (CIES). Esclusione sociale significa, dal punto di vista normativo, povertà unita ad emarginazione sociale. Espulsione: Allontanamento, temporaneo o definitivo, da un luogo o da una comunità, per lo più motivato da ragioni disciplinari e di comportamento illegale o pericoloso. Mare nostrum Mare nostrum fu il nome romano per il Mar Mediterraneo. Negli anni successivi al Risorgimento, il termine venne ripreso dai nazionalisti italiani, che vedevano l’Italia come stato successore dell’Impero romano e che quindi, come tale, avrebbe dovuto riprendere il controllo degli ex territori romani nel Mediterraneo. L’Operazione Mare nostrum è stata una vasta missione di salvataggio in mare dei migranti che cercavano di attraversare il Canale di Sicilia dalle coste libiche ai territori italiano e maltese, attuata dall’ottobre 2013 al 1º novembre 2014 dalle forze della Marina Militare dell’Aeronautica Militare italiane.
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Frontex: (nome completo: Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea) è un’istituzione dell’Unione europea il cui centro direzionale è a Varsavia, in Polonia. Il suo scopo è il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l’implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l’Unione europea per la riammissione dei migranti extracomunitari respinti lungo le frontiere. Genocidio: Con genocidio, secondo la definizione adottata dall’ONU, si intendono «gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale,etnico, razziale o religioso». Comportando la morte di migliaia, a volte milioni, di persone, e la perdita di patrimoni culturali immensi, il genocidio è definito dalla giurisprudenza un crimine contro l’umanità. La parola, derivante dal greco e dal latino caedo (uccidere), è entrata nell’uso comune e ha iniziato ad essere considerata come indicatrice di un crimine specifico, recepito nel diritto internazionale e nel diritto interno di molti paesi. Inclusione sociale: Il termine inclusione sociale si riferisce alla società e alle sue attività in-
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clusive. Abbraccia numerosi aspetti e ambiti tra i quali l’inclusione scolastica e l’inclusione lavorativa. Il fine ultimo dell’inclusione sociale è garantire l’inserimento di ciascun individuo all’interno della società indipendentemente dalla presenza di elementi limitanti. Ius sanguinis: L oius sanguinis è un’espressione giuridica di origine latina che indica l’acquisizione della cittadinanza per il fatto della nascita da un genitore in possesso della stessa cittadinanza. Si contrappone allo ius soli, che indica invece l’acquisizione della cittadinanza per il fatto di nascere nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitorNormalmente gli ordinamenti nazionali oscillano tra i due istituti. Attualmente la maggior parte degli stati europei, fra cui l’Italia, adotta lo ius sanguinis, eccetto la Francia che però applica lo ius soli con alcune prerogative, ma il più importante paese per estensione territoriale che applica da sempre lo ius soli sono gli USA, così come quasi tutti i paesi del continente americano.
Ius soli: Ius soli (in latino «diritto del suolo») è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l’America meridionale. Alcuni Paesi europei concedono altresì la cittadinanza per ius soli per esempio Grecia, Francia,Portogallo, Irlanda, Regno Unito e Finlandia) sebbene condizionata. Lavoro sommerso: “Lavoro sommerso” ovvero una qualsiasi attività retribuita, lecita di per sé, ma non dichiarata alle autorità pubbliche, con la conseguente mancanza di tutele per i lavoratori. È innegabile quindi come il lavoro sommerso pesi sul finanziamento dei servizi pubblici e della protezione sociale e condizioni in senso negativo il funzionamento di altri regimi sociali paritetici (fondi da destinare alla formazione, fondi pensione, assistenza sanitaria, ecc.). 7
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Libera circolazione: La libera circolazione dei lavoratori è un principio fondamentale dell’UE, sancito dall’articolo del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e ulteriormente precisato dal diritto derivato e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea. I cittadini dell’UE hanno il diritto di: • cercare lavoro in un altro paese dell’UE • lavorare in tale paese senza bisogno di un permesso di lavoro • vivere in questo paese per motivi di lavoro • restarvi anche quando l’attività professionale è giunta a termine • godere della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali per quanto riguarda l’accesso al lavoro, le condizioni di lavoro, nonché qualsiasi altro beneficio sociale e fiscale. Trattato di Schengen: L’acquis di Schengen è un insieme di norme e disposizioni, integrate nel diritto dell’Unione europea, che regolano il cosiddetto Spazio Schengen e i rapporti tra gli Stati che hanno siglato la Convenzione di Schengen. Prende il nome dalla cittadina di Schengen in Lussemburgo al confine con la Francia e la Germania. Obbiettivi: • Abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne 8
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dello spazio Schengen. Rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (per esempio durante gli inseguimenti di malavitosi). Coordinamento degli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale (per esempio mafia, traffico d’armi, droga, immigrazione clandestina). Integrazione delle banche dati delle forze di polizia (il Sistema di informazione Schengen, SIS).
Matrimonio forzato: Per matrimonio forzato, matrimonio riparatore o matrimonio coatto si intende un matrimonio in cui una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti, vengono fatte sposare contro la propria volontà.
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Immigrazione e criminalità Alcuni dati su cui riflettere Il fenomeno dell’immigrazione è spesso nel parlare comune legato al concetto di criminalità. Fermiamoci ad analizzare alcuni dati pertinenti al tema, fornendo al lettore elementi in più per crearsi una propria opinione.
L’immigrazione e la presenza di immigrati in Italia sono oggetto di molti dibattiti, politici, mediatici e di pubblico dominio, dato che attesta l’importanza che tale tema sta assumendo anche nella vita quotidiana di ciascun italiano. Le opinioni sulle politiche migratorie e sulla situazione attuale sono molto differenti, così come differenti sono le esperienze che ogni italiano ha o ha avuto con persone straniere. Questo non è il luogo adatto per soppesare questa vasta gamma di pensieri e di esperienze, ma potrebbe essere invece il luogo
adatto per fare chiarezza sulla situazione attuale, fornendo dei dati statistici oggettivi sulla presenza degli stranieri in Italia e sulle percentuali relative alla criminalità e ai sottotipi dei reati commessi dagli immigrati. Gli stranieri attualmente presenti in Italia rappresentano il 9% della popolazione, stranieri che sono aumentati di un milione negli ultimi tre anni. La maggior parte degli immigrati che giunge in Italia arriva con forti speranze di una vita migliore, portando con sé solo un bagaglio di vissuto e di scelte di tanto impatto da farle decidere di lasciare il suo mondo per approdare al nostro. La situazione social-economica italiana non è però delle più rosee e quindi non offre con immediatezza e facilità quella vita migliore sperata o promessa a queste persone, che si ritrovano spesso ad abbassare le loro aspettative adattandosi ai pochi lavori loro 9
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offerti o a vivere di stenti o, altrettanto spesso, a compartecipare ad un sistema malavitoso più ampio. I detenuti nelle carceri italiane al 31 luglio 2015 sono 53.000 circa, di cui 36.000 italiani e 17.000 stranieri, che rappresentano pertanto, più o meno, il 31% della popolazione carceraria italiana. Nel 1991 gli stranieri detenuti erano solo il 15% del totale, ovvero si può facilmente dedurre che vi sia stato un aumento delle situazioni di disagio e di criminalità. Va precisato che come capo d’imputazione inserito in queste percentuali c’è anche il reato di clandestinità, che rappresenta il 17% dei crimini commessi dagli stranieri. Gli altri reati di cui sembrano macchiarsi gli immigrati sono liti condominiali, furti e violenze. Questi dati non vanno affatto trascurati e, emergendo dall’opinione pubblica timore per la situazione migratoria, andrebbero rielaborati e sorretti da una serie di servizi presenti sul territorio sia di natura preventiva che correttiva. 30
Un aiuto potrebbe essere rappresentato anche da momenti di informazione e approfondimento sul tema organizzati e condivisi, di modo da evitare che un meccanismo di timore o di emarginazione possa andare a peggiorare quanto già critico.
Centro studi
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Diffondere accoglienza Sono state molte le polemiche scaturite nell’ultimo anno dalla presenza, o dal presagio della venuta, di gruppi di migranti nel “nostro” Paese. Gran parte delle problematiche maggiormente riportate dalle testate giornalistiche, sembrano nascere dal fatto che, dopo a v e r inoltrato la richiesta di protezione internazionale nel primo paese europeo di entrata, gli accordi di Dublino prevedono che i richiedenti soggiornino nello stesso, per un periodo più o meno esteso, in attesa del verdetto del Tribunale sulla loro idoneità allo status di rifugiato politico. Gli screzi tra migranti e cittadini, ma anche tra cittadini ed amministrazioni, che si sono susseguiti, variano molto in modi ed intensità; da malcontenti diffusi e petizioni cittadine nei luoghi dove si prevede
arrivino gruppi di profughi, si passa a veri e propri quartieri in rivolta con atti vandalici nei confronti dei centri di accoglienza, un esempio tra questi, i fatti di cronaca riguardanti il quartiere romano di Tor Sapienza. Nel tentativo di comprendere le radici del fenomeno, appare evidente che alloggiare decine di migranti in un’unica struttura, costringa la popolazione a confrontarsi con una nuova situazione, decisamente non semplice da gestire, in particolar modo se le paure e i dubbi che nascono dalla non conoscenza, vengono volutamente nutriti e coltivati. Sembra proprio che in questi casi, però, sia mancata la possibilità di un contatto umano con la popolazione residente, l’occasione di un scambio significativo, la condivisione di spazi di vita che aiuta ad andare oltre i pregiudizi. Le amministrazioni procedono, quindi, nella 31
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ricerca di modalità di accoglienza maggiormente sostenibili e con una buona prospettiva di integrazione per gli ospiti, affinché una misura di emergenza, si tramuti in una pratica positiva e consolidata Tra le varie possibilità si distingue il modello della micro-accoglienza diffusa, che consiste nell’alloggiare i richiedenti asilo in una moltitudine di piccoli appartamenti-alloggi da 3-4 persone, distribuiti sul territorio. Il progetto risulta innovativo in quanto, oltre a promuovere una maggiore indipendenza e qualità della vita per gli ospiti, il fatto di risiedere in un appartamento, favorisce il contatto e l’integrazione con la comunità in cui viene proposto, fattore che rappresenta un notevole beneficio per entrambe le parti. Questo tipo di accoglienza è stato per ora attuato maggiormente in piccoli centri urbani o comunità montane, dove al momento si trova maggior disponibilità di immobili e di risorse. I comuni, che per i progetti attuati finora sono ritenuti virtuosi in questo campo, si trovano nella Regione Lombardia che attualmente accoglie il 6% dei migranti arrivati in Italia, mentre in Trentino –Alto Adige, che ne accoglie l’1%, non 32
si trovano ancora testimonianze ufficiali della consolidazione di progetti di questo tipo. Di fatto, alcuni piccoli comuni della Val Camonica si sono fatti iniziatori di una progetto pilota che prevede la formazione di una rete operativa e, in collaborazione con il privato sociale, sono riusciti a mettere a disposizione alcuni appartamenti e a creare un servizio di accoglienza integrata. In questo modo, ai nuovi arrivati viene data la possibilità di essere seguiti da personale educativo, che li aiuti nella gestione della casa, nella mediazione delle relazioni tra gli ospiti, ma soprattutto che organizzi occasioni di scambio con il territorio, al fine di favorire l’incontro, il contatto e la mutua conoscenza tra ospiti e residenti. Progetti come questo possono essere definiti dei veri e propri progetti educativi di comunità dove, mentre si fa fronte ad un’ esigenza di tipo umanitario, si lavora anche con la popolazione, per ampliarne la rete di relazioni, fortificarne i legami, e dirigere la solidarietà, valore ampiamente condiviso tra i membri di piccoli gruppi, verso persone nuove, traendo da questo nuova linfa vitale per la cittadinanza. L’ attuale necessità di ragionare
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sulle varie pratiche di inclusione, scaturisce dalle inevitabili conseguenze dell’ odierna situazione di crisi socio-economica e politica internazionale, che continueranno a perpetrarsi nei decenni a venire. Per questo motivo, alla luce dei risultati positivi che questo modello di accoglienza ha portato nelle comunità montane della Val Camonica, la delegazione dei Sindaci si augura che questi progetti arrivino ad essere inseriti nel corpus dei servizi sociali, garantendo in questo modo un adeguato controllo, professionalità e una continuità progettuale. Affinché lo Stato Italiano possa attuare ed estendere questo progetto a lungo termine, ha però bisogno del sostegno dell’Unione Europea, come ne hanno bisogno tutti i Paesi che nel Mediterraneo si trovano in prima linea nella gestione degli arrivi. Un programma strutturato che soddisfi la necessità di accoglienza dei rifugiati, che allo stesso tempo stimoli la solidarietà nelle comunità ospitanti e preveda una gestione adeguata delle attività da parte di personale specializzato, sembra una grande opportunità da cogliere per il Paese, ancor più che un piano di emergenza alternativo.
B I B L I O G R A F I A - h t t p : / / w w w. r a d i o p o p o l a r e . it/2016/01/la-valle-accogliente/ - h t t p : / / m y v a l l e y. i t / 2 0 1 5 / 1 0 / m i cro-accoglienza-diffusa-dei-migranti-progetto-verso-il-decollo/
Viviana Giuliani
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Siamo sempre lo straniero di qualcun altro. Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo. Tahar Ben Jelloun
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18 giugno 2016 I 38 anni dell’Associazione La Strada-der Weg Neanche la minaccia di improvvisi forti temporali ha turbato l’organizzazione perfetta della festa del 38° compleanno dell’Associazione. Tutto si è svolto secondo programma e nel migliore dei modi. L’evento si è aperto nella sala riunioni della sede con don Iosef Innerhofer seduto tra due ritratti speciali: quello di Josef MayrNusser e quello di don Giancarlo.
Cosa li accomuna? La testimonianza di una vita spesa per la famiglia, la religione, l’attenzione ai giovani, la sensibilità sociale, la coerenza con i propri ideali fino alla fine o al sacrificio della vita. Don Innerhofer ha tratteggiato un articolato ritratto del giovane Mayr-Nusser, di cui ha curato la procedura per la beatificazione prevista entro l’anno a Bolzano.
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Ne ha illustrato la figura in profondità, con dovizia di aneddoti personali e di vita familiare, inserendola in modo puntuale nel contesto storico locale e internazionale. Grazie a don Innerhofer per averci fatto incontrare un personaggio di coerenza esemplare e per l’interessante lezione di storia in particolare del
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periodo delle Opzioni. Dopo la Santa Messa nella chiesa della Visitazione si è dato il via alla festa. Ed è stata veramente festa per i bimbi nella zona giochi animata dagli operatori e per gli adulti all’assalto di golosi piatti di pastasciutta e fagioli, mentre la band “Officine Magri” rallegrava la piazza affollata con piacevoli melodie. Una festa per tutti: serena, in condivisione, incredibilmente analcolica! Grazie a chi ha collaborato alla riuscita dell’evento: personale, volontari, musicisti, cuochi, montatori, tanti cittadini e qualche politico di fresca nomina.
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Giornata della lotta alla droga 26 giugno 2016
Nella giornata di oggi si vuole riportare l’attenzione mondiale alla Lotta contro la Droga. L’Associazione “La Strada – Der Weg
ONLUS”, sin dalla sua fondazione, è stata attiva in prima linea nelle battaglie di tante persone, desiderose di recuperare una vita senza la schiavitù dalla sostanza. Oggi il tema, purtroppo, è un tema sempre attuale. Da sempre l’uomo ha fatto uso di sostanze per poter alterare le proprie capacità di percezione; di sé 38
stesso, dell’ambiente e degli altri. I temi intorno alla sostanza ruotano spesso intorno … alla sostanza. Cosa si usa, quanto si usa, chi la usa, il modo in cui si usa, i reati connessi all’uso, i costi legati all’uso ecc, ecc, ecc … Ma in questo modo si rischia di perdere di vista la vera “sostanza” del tema della sostanza! Ossia, la PERSONA! Il termine “PERSONA” in latino indicava la MASCHERA, quella che gli antichi attori di teatro usavano per recitare le loro parti. Essi facevano “per-sonare”, ossia “suonare attraverso” la maschera, l’identità del personaggio interpretato. Il termine SOSTANZA invece deriva da SUBSTANTIA, derivante dal verbo latino substare, “stare sotto”. SUBSTANTIA, dunque, sono “le cose che stanno sotto”; ovvero la materia di cui è formato un corpo, la sua identità. In un certo qual senso gli antichi attori di teatro attraverso la PERSONA – maschera - facevano pas-
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sare la SUBSTANTIA del personaggio che interpretavano, dando vita così alla sua identità unica. La sostanza, invece, annichilisce gli uomini, impedendo e rendendo difficile la percezione e la rivelazione della Substantia di ogni singola Persona. Insomma, la sostanza rischia di far fuori la Substantia! Suona buffo, no? Ma questa è una triste realtà di molti, purtroppo… Tante sono le Persone che vengono imbrigliate dalle sostanze; per diverse ragioni. E ogni volta che ciò accade, la nostra società ha subito una grave perdita. Questo è il motivo per cui pensiamo che sia importante spostare l’attenzione dalla sostanza, per riporre di nuovo l’attenzione sulla Persona: come si diventa Persona, senza il rischio di rimanere imbrigliati dalle sostanze. Anna Lisa De Paola Area Dipendenze 39
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Mutternacht Sabato 7 maggio 2016, organizzata dalla Haus der Familie, si è tenuta Bolzano in piazza della Mostra la seconda edizione dell’evento MUTTERNACHT. L’associazione è stata nuovamente presente attivamente con le ope-
Frauen helfen Frauen Il melograno Kath Frauenbewegung Suedt Aerzte der Welt Consultorio Lilith Donne Nissà Agjd VSLS Coach Pautonoma Bolzano
Queste associazioni hanno contribuito all’organizzazione e hanno presentato i propri servizi partecipando a varia attività animative, tra cui happenings teatrali, musica e immagini conclusesi con una fiaccolata nel centro di bolzano. L’evento attivo in Svizzera da anni, ha voluto tematizzare quest’anno il tema della maternità precoce. Dato ratrici del progetto giovani madri, che noi gestiamo da anni il proaderemdo già ad ottobre alla rete getto Giovani Madri, molto utile dei servizi territoriali che si oc- alla rete e alla cittadinanza sono cupano a vario titolo di maternità stati: la nostra esperienza, i noper l’organizzazione dell’evento: stri dati e le testimonianze dirette. L’evento è stato particolarmente Suedtiroler Kindedorf seguito dai media anche grazie ad KFS una conferenza stampa e a diverse VKE interviste che sono apparse su stamAssociazione ostetriche pa, video e radio del mondo tedesco 0
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ed italiano. La sensibilizzazione si è conclusa il 6 giugno in cui la garante per l’infanzia e l’adolescenza dott.ssa Ladstaetter ha programmato di farci visita per conoscere direttamente il team e le ospiti di uno dei nostri alloggi per Giovani Madri.
subito questa creatura e mi sentivo felice. Ho sempre sognato una bella famiglia (che io non ho avuto), una bella casa , ecc.. Insomma volevo la famiglia della “Mulino Bianco”. E la volevo con quell’uomo, anche se ci eravamo lasciati. Lui, appena ha scoperto che ero Marina Bruccoleri incinta, è tornato e abbiamo deciMarion Lorenzon so di andare via insieme. Lo dico Francesca Colucci a chi mi è stato vicino in tutti queValentina Casagrande sti anni. Lei non voleva, lei aveva paura, ma mi ha lasciato andare. Le cose non sono andate come volevo, la vita con questo uomo non era quella che sognavo, anzi è piena di difficoltà, fino a giungere ad Storia di una giovane un susseguirsi di avvenimenti gramadre vi che lo hanno portato in carcere. Una testimonianza, Poi è nato il mio angelo, colei che due vite,
una famiglia
“Da tempo provavamo ad avere un bambino, ma non funzionava. Non riuscivo. Ma poi un giorno quando meno me lo aspetto, durante una visita medica, scopro di essere incinta. Le persone intorno a me restano sconvolte, mi consigliano subito l’aborto, ritenendo l’uomo che avevo accanto non quello giusto. Però nella mia testa mi immaginavo fin da 1
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è diventata la mia ragione di vita. Inizialmente non riuscivo ad essere quella madre che volevo essere perchè la mia testa era piena di pensieri e preoccupazioni per lui, l’uomo che amavo ma che mi rendevo conto non poteva essere il compagno della mia vita.. Ad un certo punto mi sono resa conto di essere sola, con la mia bambina e con le mie paure e mi sono resa conto di dover riprendere in mano la mia vita. Ho costruito pezzo per pezzo, mi sono messa in gioco e con l’aiuto vostro e di altre persone positive nella mia vita ci sono riuscita. Ho raggiunto una stabilità emotiva per me e per mia figlia. Sono serena e la mia vita è cambiata. Ho una casa, un lavoro che mi permette di mantenerci e la cosa più importante: non sono più sola, ho tante persone intorno a me che mi sostengono e mi accompagnano. Io e mia figlia siamo una “FAMIGLIA”. Una giovane madre
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Giovani Madri Il progetto Il Progetto Giovani madri accoglie madri in difficoltà in situazioni che non necessitano di un intervento educativo residenziale o per chi, giunto alla fine del percorso in comunità, è in grado di mettere alla prova la propria autonomia. Tre le soluzioni proposte: accoglienza residenziale, accoglienza territoriale, accoglienza territoriale e residenziale per nuclei famigliari.
Dal 2012 ad oggi abbiamo seguito nel progetto “Giovani Madri” 28 madri con 45 bambini, questo sia a livello territoriale che residenziale.
Dott.ssa Marina Bruccoleri Dott.ssa Marion Lorenzon Area Donna e Pari Opportunità
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Lago di Valdurna Sabato 20 agosto 2016
tare le vivande, preparare la tavola e imbandirla con un ben di dio. Alle 12.30 siamo nuovamente tutti assieme e cominciamo il pranzo: dapprima timidamente solo un assaggino di qua e un assaggino di là, poi via, via senza più timidezza i piatti si svuotano in fretta. La conversazione è fittissima e il gossip non lascia spazio a clemenze!
Ne sono certo! Chi non ha accolto l’invito alla scampagnata in Valdurna il 20 agosto scorso ora, leggendo questo resoconto, si “mozzicherà” le unghie delle mani e pure dei piedi. GIORNATA
FANTASTICA!
Appuntamento alle 9.30 a Sarentino, caffè in centro paese e poi via. Alle 10.30 giungiamo a Valdurna e al passo dei pensionati, si fa il giro del lago in un’ora e venti. Al termine ci sono due scelte o proseguire a piedi fino al Kroesshof a 1750 m. in un’ora, o andarci in macchina su per una strada forestale. Solo tre su dieci scelgono questa seconda opzione, ma hanno il compito di por-
La carissima e altrettanto buona Maria, che ci ospita, ci offre caffè, Striezel e Kiechl, dolcetti difficile da descrivere, ma squisiti. Chiediamo e otteniamo il bis e il tris. Alla faccia della dieta, del colesterolo, della glicemia dei trigliceridi e del giro-vita. Alla fine non è rimasta neppure una fettina di speck. Alcuni di noi hanno pure comperato le Sarnerpatscen che fa la Maria. Verso le 15.00, vista anche la minaccia di pioggia, siamo tornati al lago, chi ancora a piedi e chi in macchina e da lì tutti verso casa. La prossima volta chi ora si sta mozzicando le unghie farà bene ad accettare l’invito rinunciando a qualsiasi altro impegno! I partecipanti alla gita ringraziano il Tour Operator “Sarntal über 3
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alles” per l’ottima organizzazione, per l’eccellente catering e per la profonda conoscenza del territorio e della cultura del luogo.
claustrali e continuare le esperienze iniziate da don Giancarlo, di incontrare le suore che ci ricordano sempre e ci sostengono con le loro preghiere…“Don GiancarPaolo Fait lo ha seminato e noi raccogliamo la gratitudine delle suore”.
Sulle orme di Don Giancarlo Ripensando al viaggio...
Loreto, Città della Pieve e Firenze 26-27-28 agosto 2016 Tre giorni vissuti intensamente e in armoniosa compagnia con condivisione di ricordi, di esperienze, d’incontri e di emozioni: la possibilità di avvicinare i monasteri
Un pellegrinaggio arricchito da altri momenti speciali: la visita alla Casa di Nazareth nella Basilica di Loreto; le S. Messe officiate nei monasteri da don Luciano alla presenza delle suore; la canzone “Un uomo semplice”, tanto amata da don Giancarlo, cantata a sorpresa dalle suore Clarisse durante la S. Messa e che ha suscitato profonda emozione e tanta nostalgia; le passeggiate per le vie di Recanati, di Città della Pieve e di Firenze, con scambio d’impressioni e sensazioni; le conversazioni a tavola durante i pasti, con la scoperta che sono tante le tematiche, le problematiche e le sfide che ci uniscono. Abbiamo avuto anche la possibilità di ammirare meravigliosi paesaggi, grazie al tempo sempre bello, e… di gustare deliziose pietanze. Un grazie di cuore va a
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Hartwig per aver organizzato con grande cura, passione ed entusiasmo questo viaggio e per essere stato guida e compagno prezioso! Chiara Codato
Mercatino dell’usato per Villa delle rose: riciclo, vintage e solidarietà
L’iniziativa del mercatino dell’usato si inserisce in un percorso più ampio che gli educatori vogliono affrontare assieme ai giovani del centro, un percorso che porti alla sensibilizzazione dei ragazzi alle tematiche sociali e alla loro partecipazione attiva alla vita della comunità. La partecipazione del centro giovani al mercatino dell’usato è stata anche un’occasione per fornire informazioni sulle attività del centro, volte al protagonismo giovanile e alla promozione di un percorso di crescita mirato. Roberta Catania
Sabato 3 settembre il Centro giovani Villa delle rose ha partecipato al mercatino dell’usato dei Prati del Talvera con uno stand carico di oggetti pronti per una nuova vita, ma soprattutto carico di buone intenzioni e solidarietà: educatori, volontari e ragazzi hanno dedicato il ricavato, dell’ammontare di 250 euro, dell’intera giornata al progetto di Save the Children Spazio a Misura di Bambino, ovvero un progetto che vuole ricreare luoghi e momenti di serenità per i bambini di Amatrice, vittime del sisma.
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La nostra bella gioventù bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, Gli educatori dei centri giovani Villa delle rose e Charlie Brown a chiusura dei loro progetti estivi fanno un po’ di calcoli e ne emergono dati molto interessanti. L’estate è finita e le temperature attuali ce lo ricordano sempre più. C’è chi è andato al mare, chi ha fatto l’abbonamento al Lido o si è dedicato ad interminabili passeggiate in montagna. C’è poi chi, invece, ha lavorato e ha risposto con entusiasmo alle offerte ludico-educative per bambini e giovani dei centri giovani La Strada-
Der Weg Onlus: Villa delle rose e Charlie Brown organizzano ormai da quindici anni Estatissima, per 6
e da tre anni MiniEstatissima, per bambini e bambine dai 3 ai 6 anni. A conclusione dell’estate i referenti dei progetti si sono ritrovati davanti a dei numeri interessanti: questi progetti hanno coinvolto 372 famiglie, 124 giovani volontari e hanno avvicinato al mondo del lavoro una trentina di giovani adulti. “La grande partecipazione dei giovani a questo tipo di attività estive rende accattivante il programma educativo di noi educatori, migliora il servizio, dona qualità e ci spinge a rivedere lo stereotipo dei ragazzi come poco attenti, indifferenti o scansafatiche. La gratuità e la costanza del loro lavoro estivo ne è la prova: l’entusiasmo e la voglia di partecipare dei ragazzi della nostra città è alto e tocca a noi adulti, a noi agenzie educative presenti sul territorio saperlo guidare ed incanalare nella giusta direzione, tenendo conto dei talenti personali e dei differenti percorsi di crescita”, spiega Andrea Vigni, respon-
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sabile dei centri giovanili dell’associazione La Strada-Der Weg. Altri numeri interessanti? Su 385 di attività di Estatissima sono state donate 5312 ore, su 288 ore di servizio di MiniEstatissima sono state donate 1270 ore. Insomma grandi numeri per un’estate giovane e piena di bella gioventù per i centri giovani del quartiere Don Bosco. Le attività proposte nei centri dagli educatori continuano anche durante l’anno e si avvarranno sempre dei consigli, degli spunti e del valido
supporto dei loro giovani volontari, che saranno anche protagonisti di attività pensate solo per loro, perché possano proseguire il loro percorso in un clima sereno e positivo. Roberta Catania
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Giornata Associativa 16 settembre 2016
Venerdì 16 settembre l’Associazione La Strada-Der Weg si è fermata per riflettere sul percorso che volontari, soci, operatori e amici dell’associazione stanno percorrendo. La giornata è stata un’occasione per chi orbita attorno all’associazione di conoscersi, di conoscere i servizi offerti e di riflettere sul proprio futuro. A termine della g iornata di riflessione ogni persona legata all’associazione è stata invitata ad un
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momento di convivialità a Villa delle rose, laddove si sono incontrate anche le due generazioni di volontari de La Strada-Der Weg, per uno scambio generazionale sulle buone pratiche. Chi ha partecipato alla Giornata Associativa ha davvero passato dei bei momenti, che vogliamo raccontarvi attraverso un diario fotografico della giornata. Centro studi
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Prossimi appuntamenti nei Centri giovani - 1 ottobre, ore 17 Festa dello sport For you La MiniExcelsior, partita per la nuova stagione 2016/17 il 23 settembre, sarà presente a rappresentare il calcio e i suoi valori etico-educativi presso la Festa dello Sport organizzata da For you. -7 ottobre, ore 14 Presentazione Bla Bla Bla 2016 La nuova edizione della rivista collettiva gestita e portata avanti dai centri giovani Villa delle rose e Charlie Brown verrà presentata e distribuita all’interno delle scuole elementari Alexander Langer. La rivista sarà disponibile gratuitamente presso le biblioteche cittadine, i centri giovani e presso le sedi delle agenzie educative attive nella Rete Firmian. -7 ottobre, ore 19 Cena a Villa Iniziano le serate a Villa in cui educatori e giovani ceneranno assieme scoprendo nuove frontiere del gusto e si diletteranno con 50
una prima esperienza di cineforum condiviso. La serata è aperta a tutti i ragazzi dai 14 anni in su. -20 ottobre, ore 15 Io leggo perché: Hogwarts è qui! Per la seconda volta il centro giovani Villa delle rose parteciperà all’iniziativa nazionale di promozione alla lettura, Io leggo perché e per la seconda volta l’iniziativa offerta per la settimana della lettura sarà l’unica in tutto il Trentino-Alto Adige. Per un pomeriggio Villa delle rose si trasformerà i n Hogwarts e aprirà i suoi cancelli a tutti gli appassionati di Harry Potter offrendo un banchetto di libri a tema, una merenda “magica” e la proiezione dei primi due film della serie. Bambini e ragazzi interessati sono invitati dagli educatori a dimostrare loro la loro passione portando con sè un segno di riconoscimento (occhialetti, tunica, bacchetta magica...spazio alla fantasia).
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Calendario spirituale OTTOBRE 2016 • Sab. - Mar. 01- 0 .10 Roma - Anno giubilare (Posti limitati - iscrizione entro 31 luglio) • Sabato .10 Visita Convento Cappuccini di Bolzano
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Sab. .1 , S. Messa, º anniversario morte Don Giancarlo
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Ven. 30.1 S. Messa, Chiesetta del cimitero di Fondo (TN)
NOVEMBRE 2016 Sabato 1 .11 Visita Chiesa S. Giovanni in Villa e Chiesetta di S. Martino in Campiglio DICEMBRE 2016 •
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Ven. Sab. Dom 910-11.1 Albino (BG) Incontro Gruppo Tematico del Vangelo con p. Gianni Lunedì 19.1 S.Messa di Natale dell’Associazione (Parrocchia della Visitazione)
SANTE MESSE ORDINARIE PRESSO LA SEDE - ORE 18.00 5 febbraio, 3 marzo, 7 aprile, 5 maggio, 9 giugno, 7 luglio, 4 agosto, 1 settembre, 6 ottobre, 3 novembre, 1 dicembre 1
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Se vuole donare il Suo 5 per 1000 all’Associazione “La Strada - Der Weg ONLUS“ Falls Sie Ihre 5 Promille dem Verein “La Strada - Der Weg ONLUS“ schenken möchten
C.Fisc./St.Nr. 80020390219 Se vuole fare un’offerta Falls Sie eine Spende machen möchten
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Grazie/Danke Associazione - Verein “La Strada - Der Weg” ONLUS Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org
Realizzazione/Ausführung: Centro Studi e Biblioteca Direzione/Direktion: Paolo Marcato Coordinamento/Koordination: Dario Volani Redazione/Redaktion: Dario Volani, Lena Prossliner, Massimo Antonino, Roberta Catania Grafica/Grafik: R. Catania, M. Antonino Edizione/Ausgabe: Nr. 1 /2016- Settembre/September 2016 52