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internos
Juni Giugno 2018
notiziario interno interne Nachrichtensammlung
SOMMARIO Il saluto delle clarisse di Borgo Valsugana ............................................... pag. 03 Una nota del presidente ........................................................................ pag. 05 Assemblea dei soci: relazione introduttiva .............................................. pag. 07 Notizie dall’amministrazione .................................................................. pag. 13 Il progetto Naturalmente compie sei anni ............................................... pag. 15 La mia esperienza al progetto Naturalmente ........................................... pag. 19 Interventi educativi individualizzati ........................................................ pag. 21 Galassia: “what is Hands?” .................................................................... pag. 25 59° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Giancarlo ................ pag. 27 Rendimento di grazie a don Giancarlo .................................................... pag. 30
Le immagini che corredano il testo si riferiscono alla Festa associativa del 17 giugno davanti alla chiesa della Visitazione.
Internos settembre 2017
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Il saluto dalle clarisse di Borgo Valsugana
Carissimi amici de La Strada - Der Weg di anno in anno il tempo passa e siamo già al 40°! In questi quarant’anni sono successe tante cose, tanti legami si sono stretti, allargando la rete di comunione che ci stringe tutti in un “arcobaleno” che abbraccia la terra! Fra le tante cose successe in questi quarant’anni, non ultima, è la partenza di don
Giancarlo per il Cielo da dove, certamente, fa il tifo per noi tutti! È bello che la vita sia così: un pellegrinaggio verso Casa, segnato dallo scorrere dei giorni, mai uguali perché abitati da Colui che “fa nuove tutte le cose” (cfr Ap 21, 5). E come fa Dio a fare nuove tutte le cose? Donandoci sempre nuovi segni dei tempi da decifrare: è attraverso la storia che Dio bussa alle porte del nostro cuore e della nostra carità perché “il mondo, che Lui tanto ama” (cfr Gv 3, 16), trovi ospitalità nella nostra esistenza, “costringendoci” ad “allargare i paletti della nostra tenda” cfr (Is 54, 2) per accogliere l’uomo e la donna come fratello, come sorella. È necessario sempre, anche ora, dopo quarant’anni, dopo che La Strada – Der
Weg ha trovato la sua fisionomia, che lo Spirito doni a tutti la grazia della profezia. Il profeta, come ci ha insegnato don Giancarlo, è uno che cammina coi piedi sulla terra e con il cuore in cielo. È uno che, mentre vive sognando i sogni di Dio li realizza con tutto se stesso nella parzialità del suo “eccomi”, ripetuto nel tempo. Che anche oggi, cari amici, possiate mettervi in ascolto, come il primo giorno, delle domande che salgono dai cuori tormentati di tanti fratelli e sorelle. Che con loro e per loro, tutti insieme, possiamo tenere desta l’attesa del giorno in cui “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima Internos giugno 2018
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sono passate» (Ap. 21, 4).
Il profeta è sentinella della notte. Non è uomo o donna della luce, non è abitante del mezzod . Sa che la notte non è per sempre, l’alba arriverà, ma soprattutto sa di non sapere quando e sa che è ancora notte . Abita la notte, come tutti; ignorante, come tutti, del tempo dell’aurora. Non chiama la notte giorno, non accende fuochi per spegnere il buio. a conosce, è il suo tempo, e non dà risposte che non può dare. Non è questo il suo mestiere. ui è “colui che sta”, rimane nel suo posto di vedetta notturna. l spera, attende, crede, non sa, come tutti, con tutti. Ma dialoga con i passanti, parla con i viandanti della notte: «Se volete, domandate, domandate ancora, tornate a chiedere». Non può dare quelle risposte, ma non si rifiuta di ascoltare le domande. Allora il profeta è l’uomo e la donna del dialogo notturno, è il compagno e la compagna del tempo delle domande senza risposte. Può solo rispondere donando le sue uniche due certezze: che è ancora notte e che l’alba arriverà. Non è esperto dei tempi, non tenta previsioni sul momento aurorale. La speranza profetica non nega la notte e non nega l’alba, e la sua fedeltà alla vocazione sta nel saper restare ignorante tra la notte e l’alba, e invitare i passanti a fare domande. I profeti amano il proprio tempo dialogando con chi chiede in cerca di risposte senza poter rispondere. E mentre abitano questa notte dialogante, iniziano i primi bagliori del giorno. Luigino Bruni Buona strada, amici! In cordata, le vostre grate sorelle clarisse di Borgo Valsugana
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Una nota del presidente Paolo Spolaore presidente ’Assemblea dei soci dell’Associazione La strada –
der Weg, nella seduta di giovedì 19 aprile, ha eletto per acclamazione i componenti del nuovo consiglio di amministrazione, il cui mandato ha durata triennale. Questi gli eletti: Alex Baldo Alessio Cuccurullo Nives Mariarosa Fedel Annalisa Gallegatti Pasquale Marcantonio Emanuela Pedevilla Frieda Pichler Giovanni Salghetti Drioli Otto Saurer Paolo Spolaore Simonetta Terzariol Enrico Zuliani Paolo Valente (membro di diritto in qualità di rappresentante della Caritas diocesana)
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Il CdA così costituito, nella sua prima riunione, martedì 8 maggio, ha nominato presidente dell’Associazione Paolo Spolaore e Simonetta Terzariol vicepresidente.
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Assemblea dei soci: relazione introduttiva Otto Saurer ex presidente Sono adesso 40 anni che l’Associazione La strada
– der Weg opera in campo socio-sanitaro, ponendosi al fianco di chi, nella nostra società, è relegato ai margini. Don Mario Picchi descrisse la nostra visione ispiratrice in questo modo: “Siamo persone che han-
no fatto una scelta: lavorare insieme nel campo dell’emarginazione per superare barriere che ancora impediscono a tanti uomini di sentirsi veramente liberi e protagonisti della propria esistenza.” Vorrei citare anche don Giancarlo, che pochi giorni prima della sua morte così introdusse il nostro Piano strategico verso il 2020: “Quell’ispirazione, quella visione, quel coraggio, quella forza che hanno fatto na-
scere La strada – der Weg è importante trovino oggi e nel futuro una rinnovata forma di espressione.” Per questo scopo, in occasione della quarantesima ricorrenza della fondazione nel 1978, abbiamo organizzato un meeting come incontro tra persone, gruppi, comunità che condividono la volontà di aprirsi, costruire cambiamento, valutare quanto fatto e quanto resta da fare, partecipare. Come ricordate il nome scelto per questo meeting era Animare – Beseelen. Anima come ricerca di senso, scoperta e bisogno di spiritualità profonda, relazione con la parte essenziale di ogni uomo. Complessivamente una manifestazione ben riuscita. Due sono quindi le linee di fondo: Internos giugno 2018
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1 – mantenere la rotta, l’impronta iniziale del fondatore, la visione ispiratrice, che costituiscono un patrimonio e uno stile con cui ogni operatore dell’Associazione dovrebbe agire; 2 - la centralità della persona, un’etica orientata alla responsabilità e alla solidarietà. Solo così saremo in grado di cogliere il nuovo che velocemente arriva e passa. La crescente complessità dei contesti in cui ci si trova ad operare genera una domanda sempre più articolata e complessa, che richiede una competenza notevole nell’ascolto, nella valutazione e nell’azione. Diesbezüglich möchte ich auch auf unseren Einsatzplan 2018 hinweisen und zwar auf das Kapitel „Bürger einer Welt, die wir ändern können“. Insbesondere sticht ein Absatz ins Auge, der wie folgt lautet: „ a Strada – Der Weg“ wird versuchen, zwischen Utopie und ngagement, „eine Position zu beziehen“. Wir sind nicht der Meinung mit denen, die Populismus und Demagogie predigen, mit einem System, das Individualismus als Modell sieht, mit denen, deren Haltung ihre eigenen Interessen … über jede Beziehung und Abkommen (zwischenmenschlich, zwischen Gemeinschaften, international) stellen, mit denen, die jegliche Öffnung zum Rest der Welt verweigern, mit denen, die urteilen und Lösungen zum Schutz der eigenen Privilegien aufdrängen, ohne sich dies mit Intoleranz, Unduldsamkeit und xtremismus … Sieht man immer nur sich selbst, führt das immer mehr zur Ablehnung des Nächsten bis hin zum Nachbarn und in der eigenen Familie“.
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Das Engagement des Vereins (und besonders des Studienzentrums) für 2018 ist die Erstellung eines Dokuments, das – unter dem Titel „Bürger einer Welt, die wir ändern können“ -, eine lokale und internationale Sichtweise sowie die Position des Vereins zu einigen Visionen beschreibt und dies in die „Wertcharta“ aufnimmt und dann auch umsetzt. Ein solches Dokument wird dann die Basis für die tägliche Arbeit von rund 180 Mitarbeitern und ebenso vielen ehrenamtlichen Tätigen sein bei der Betreuung minderjähriger Kinder und Jugendlicher in sozialen Notlagen, die Rehibilitierung Jugendlicher und Erwachsener Suchtproblemen, die Unerstützung von Frauen, die Opfer von Verschleppung und Ausbeutung sind, Beratung und Präventionstätigkeit für Personen, Gruppen, Familien, Gemeinschaften, die Förderung und Entwicklung von Kultur und Sport für Jugendliche in den Jugendzentren. Mi stanno particolarmente a cuore i seguenti settori, in gran parte ancora in uno stato di cantiere. 1 – Gli invisibili ’esperienza di questi anni ha evidenziato che è sempre più frequente un contatto informale con fasce di bisogno particolari, minori e giovani adulti. Li abbiamo definiti invisibili, ma in realtà sono storie di vita complesse: ragazzi che hanno avuto spesso molti contatti con servizi o singoli cittadini che hanno tentato di portare aiuto. La strada è spesso identificata come una realtà appunto vicina alla strada e, in alcuni casi, può mettere in campo alcune virtù come flessibilità, pazienza, perseveranza, che spesso l’istituzione non può garantire. Almeno crediamo sia spesso così: il tentativo di mettersi a disposizione, senza protocollo, con umiltà, con interesse alla persona e alla sua storia, ancor prima che al suo disturbo e alla sua funzionalità.
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2 – Persone senza casa Don Giancarlo ci ha testimoniato come stare sempre dalla parte degli ultimi e noi oggi tra gli ultimi includiamo anche persone senza casa, Ob-
dachlose, homeless (meno propriamente clochard, vagabondi, barboni, tramp, hobo, senza fissa dimora). Da alcuni anni le persone senza casa sono aumentate di numero; i servizi sembrano in difficoltà a farsene carico poi ci sono persone senza casa che, più spesso che in passato, rifiutano di accedere agli aiuti predisposti. Queste persone appartengono alla categoria sociologica degli esclusi e presentano varie combinazioni di problemi (disoccupazione, mancanza di reddito e di abitazione, dequalificazione professionale, piccola criminalità, cattiva salute, abuso di alcol, patologie mentali, instabilità familiare, emigrazione). Proponiamo quindi uno studio-esperimento, che parta dall’analisi dei problemi dei singoli individui, riconosca che “non posso aiutarti senza di te” e nel contempo ripensi i servizi in modo meno ghettizzante possibile, al fine di evitare che persone si sentano spinte in un circuito di mera assistenza destinato solo a loro. 3 – Dal progetto migratorio alla cittadinanza Per la creazione di una rete di pensiero e di azioni sui temi della immigrazione proponiamo un progetto provinciale che attraverso la condivisione della cornice normativa (internazionale, europea e provinciale) intende favorire dialogo, pensiero, collaborazione tra istituzioni e servizi coinvolti. Così possiamo conoscere e comprendere i fenomeni per superare stigmi, emotività, ideologie e favorire contesti sociale accoglienti e inclusivi, attenti ai bisogni di tutti. Anche in questo caso
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si tratta di collaborare con le realtà già attive, Caritas, Volontarius e altri, evitando sovrapposizioni o rivalità. 4 – Spazi e risorse strumentali ’Associazione vuole guardare alla qualità degli spazi in cui sono situati i servizi, perché anche i luoghi hanno una rilevanza sulla qualità della vita. Spesso gli spazi
parlano prima delle persone e dicono molto di quel che si offre. Speriamo di partire presto con la realizzazione della costruzione “Kolbe” nell’area vicino alla attuale sede. Insistiamo per il risanamento dell’edificio della Comunità terapeutica St. Isi-
dor. Per persone con problematiche di dipendenze, primaria e in doppia diagnosi, la possibilità di staccarsi dalla realtà di tutti i giorni è prioritaria. Di fatto molti inserimenti richiesti dai servizi competenti sono di stabilizzazione, in una fase in cui la persone ha evidentemente perso il controllo. Certamente la lontananza fisica e tangibile da contesti sociali a rischio, unita alla proposta terapeutica offerta dalla comunità, porta buoni risultati. Nostro obiettivo e compito per il prossimo futuro è pensare anche a una modalità di spostamento più autonomo degli utenti e implementare l’offerta e la strutturazione delle attività, in particolare di quelle occupazionali. 5 – Bilancio sociale Ich darf mich anschließend bei allen Förderern, bei allen Mitarbeitern, insbesondere bei allen Verantwortlichen der einzelnen Bereiche und allen Koordinatorinnen und Koordinatoren, sowie bei allen unseren Freiwilligen für ihre Mitarbeit bedanken.
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Ohne die Arbeit der vielen zu schmälern, ist es mir ein Anliegen, mich bei unserem Vizepräsidenten, Paolo Spolaore, und beim Direktor Paolo Marcato für ihre Bemühungen und ihre Freundschaft zu bedanken. Dann meinen Kolleginnen und Kollegen im Verwaltungsrat und im Aufsichtsrat. Ein besonderer Dank gebührt der Direktorin des Amtes für Finanzwesen und Buchhaltung, auch für die Erstellung der einschlägigen Unterlagen, die viel zum Verständnis unserer finanziellen Situation beitragen. Ganz besonders bin ich beeindruckt, dass die Direktion mit Francesco Campana und mit viel Mut sich auf das Abenteuer der Sozialbilanz eingelassen hat. Allen ein herzliches Vergelt’s Gott. Bozen, 19. April 2018
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Notizie dall’amministrazione Alessandra Belvisi Tra
i
numerosi
punti
all'ordine
del
giorno
dell’Assemblea dei soci, svoltasi il 19 aprile, vi era l'approvazione del bilancio consuntivo 2017 e del bilancio preventivo 2018. Questi due documenti, che spesso sembrano solo un adempimento di legge, raccontano invece molto della vita dell’Associazione in un intero anno.
cos in
assemblea, oltre ad esaminare il bilancio nel formato previsto dalla legge, abbiamo analizzato costi e ricavi per comprendere per chi e per cosa si è speso e da dove derivano le risorse per il sostentamento dell'Associazione. Ne è emerso che la spesa più rilevante è quella per il personale (68,26% sul totale dei costi) e che l’area nella la quale investiamo di più è l’Area Bambini e
Giovani, con i suoi servizi residenziali e semiresidenziali (39% sul totale dei costi). Per contro, i ricavi maggiori ci derivano dalle rette (il 61% sul totale dei ricavi). Il soggetto da cui riceviamo i maggiori introiti è l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, a cui fa seguito la Provincia Autonoma di Bolzano e poi l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. Complessivamente l’anno 2017 è stato molto positivo: un’attenta gestione delle risorse ci ha permesso di arrivare alla fine dell’anno con un avanzo di amministrazione di € 224.874 che ci sarà molto utile nei prossimi anni e che l’Assemblea ha deciso di utilizzare per progetti per lo più nell’ambito dei minori e delle dipendenze/consumo, nel seguente modo: € 45.000 da destinarsi in modo vincolato alla ricerca, cioè analisi del fabbisogno e progettazione di nuovi modelli di intervento; € 50.000 da destinarsi in modo vincolato alla sperimentazione di nuovi modelli di intervento; € 10.000 da destinarsi in modo vincolato a progetti per famiglie; Internos giugno 2018
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€ 30.000 da destinarsi in modo vincolato all’organizzazione di eventi di sensibilizzazione; € 40.000 da destinarsi in modo vincolato all’abbattimento delle barriere architettoniche
in
particolare
per
risolvere
la
problematica
della
mancanza
dell’ascensore della Casa s. Francesco; € 4.000 da destinarsi in modo vincolato a borse di studio per tesi di ricerca sociale. Il restante importo di €45.874 è da destinarsi a fondo di riserva indistinto. Una parte importate della seduta dell’assemblea è stata dedicata alla parte sociale del bilancio, ossia a comprendere chi siano stati i nostri utenti, che tipo di prestazioni abbiamo loro reso, per quanto tempo. Analisi statistiche queste, che, insieme ai dati economici, permettono all’Associazione di fare scelte ben ponderate per il proprio futuro. Il bilancio è l’atto conclusivo di un anno di attività a cui hanno partecipato tutte le risorse dell’Associazione. Un ringraziamento particolare a tutti i collaboratori, ai coordinatori, ai responsabili di area e al direttore per l’attenzione che prestano verso la gestione delle risorse, ai revisori dei conti per il controllo costante e costruttivo, e un grande riconoscimento alla professionalità di tutti i collaboratori dell’ufficio finanze e contabilità per l’impegno costante e meticoloso nella gestione della contabilità.
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Il Progetto NATURALMENTE compie sei anni Marco Fasson Il Progetto Naturalmente è stato avviato sei anni fa, nel maggio del 2012.compie sei anni. Alcuni dati sulla sua storia. 42 inserimenti fino alla fine 2017 7 persone sono state inserite più volte in seguito a richieste di reintegro 9 inserimenti lavorativi a fine progetto in stage e in cooperative 3 allontanamenti 21 abbandoni 5 gli utenti presenti a fine 2017 (+ 2 in sospeso per infortunio o altro) 2 utenti in lista di attesa per un futuro inserimento Dall’attivazione gli utenti iscritti al progetto sono sempre stati 7 su 7 Come gli utenti percepiscono il progetto
Un motivo per alzarmi dal letto. Tre pomeriggi che non passo al bar. Mi fa bene muovermi un po’, cosa che da tanto tempo non faccio. Ciclisti, escursionisti, contadini e guardie forestali ci ringraziano e fanno i complimenti per il servizio svolto (questa tipologia di utenti sono persone che soli
tamente non ricevono spesso complimenti e ringraziamenti)
Sto un po’ lontano da stress e caos Mi guadagno qualcosa Siamo un bel gruppo Un primo passo per reinserirmi nel mondo del lavoro È un’occasione per stare un po’ a contatto con la natura Faccio qualcosa di utile. È un lavoro dignitoso e vengo apprezzato Restituisco invece che chiedere solamente Internos giugno 2018
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Presenze medie giornaliere
5
Percentuale presenze giornaliere sui posti disponibili
71%
Età media
48
Mesi di permanenza media degli utenti
11
Lista di attesa
2
Ente/i finanziatore/i Finanzierende
Convenzione annuale con A.S.S.B.
Körperschaft/en Parte nel maggio 2012 in fase sperimentale. Il progetto prende spunto dal piano provinciale del settore dipendenze 2013-2018 approvato con delibera della GP n. 106 dd. 21.10.2013 che definisce fra le priorità Data di inizio del
l'ampliamento dell'offerta occupazionale a bassa soglia
servizio e breve
e l'inserimento lavorativo. Viene attivato in base alla
storia
richiesta di occupare persone che non reggono tipologie di lavoro tradizionale, lavori in cooperativa e che sono lavorativamente inattivi da tempo. Sono persone quasi sempre attive rispetto alle sostanze illegali, farmaci non prescritti e alcool. “Finalità del servizio è quella di promuovere piccoli momenti di lavoro strutturato, legato ad un valore ulteriore rispetto a quello ergoterapico e relazionale, da svolgersi principalmente in uno spazio aperto e
Motivazioni
boschivo
già
individuato
concordemente
con
il
Comando Forestale Provinciale che permetta, oltre ad un
effettivo
impiego
delle
persone,
una
sperimentazione personale di contatto con la natura in una logica definita ambientale e uno sviluppo della capacità e delle autonomie personali.” Internos giugno 2018
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Orari e periodo
Tutto l’anno solitamente 3 pomeriggi a settimana per
di apertura
un totale di 12 ore di attività con gli utenti Il progetto nasce ed è costruito attorno ai destinatari, mettendo al centro le persone, partendo dagli obiettivi prioritari tipici delle strutture ed interventi a bassa soglia che mirano a ridurre al minimo i danni
Obiettivo
psicologici, fisici e sociali degli utenti. Questo anche nel
generale
periodo in cui non riescono ad astenersi dall’uso di sostanze psicoattive e per l'aiuto alla sopravvivenza ed al miglioramento della qualità della vita. ’obiettivo è quello di spingersi solamente fin dove la situazione personale di ognuno permette. Il Progetto è partito in via sperimentale nel maggio 2012. I posti disponibili sono 7 per uscita e gli
Destinatari
e
operatori coinvolti sono attualmente tre, due dei quali
numero di posti
sempre presenti durante le attività con gli utenti. la
disponibili
media dell’età e di 50 anni. siste una lista di attesa in quanto dall’attivazione del progetto ad oggi i posti sono sempre tutti occupati. Principalmente l’attività consiste nella manutenzione e pulizia di strade forestali nel Comune di Bolzano. Ma su
Attività
richiesta vengono eseguiti anche lavori ritenuti di pubblica utilità per scuole ,parrocchie Assb, case di riposo ecc. Pur essendo un ambito lavorativo - occupazionale ci si
Metodologia
basa su osservazione, sostegno e accompagnamento dell’utenza. Si valutano le competenze, le abilità, la qualità delle relazioni tra pari e con l’equipe.
Enti invianti
Principalmente Sert di Bolzano , ma sono possibili invii anche da Hands e distretti. Coinvolgere persone, la cosiddetta “bassa soglia”, da
Risultati attesi
tempo inattive, a riprendere una piccola forma di impegno strutturato. Questo per spezzare la routine
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negativa
delle
guadagnando confrontandosi
loro un in
giornate
piccolo un
rendendosi
gettone
contesto
di
senza
utili,
presenza, sostanze
psicotrope. In alcuni casi il progetto è servito a traghettare e preparare gli utenti a tipologie di impiego più strutturate e impegnative. (stage o altro) Operatori Partner principali
Un coordinatore 4 ore a settimana e 2 educatori 12 ore a settimana Sert Bolzano per gli invii. Comando forestale, Assb, Ufficio patrimonio del Comune per il reperimento delle attività da svolgere. Non è richiesta prestazione elevata e non ci sono tempi da rispettare per i lavori svolti visto che sono anche a
Particolarità
titolo “gratuito”. Gratifica e rende dignità agli utenti fare qualcosa per la collettività in un ambiente sano e all’aperto.
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La mia esperienza al Progetto NATURALMENTE Giuliano Cerrato Faccio
parte
come
operatore
del
progetto
Naturalmente da quando è nato, sei anni fa. Personalmente credo molto in questo progetto, in quanto oramai da parecchi anni il mondo del lavoro è in crisi soprattutto per due fasce di età: gli adolescenti e gli adulti sopra i cinquant’anni. Se poi le persone appartenenti a queste due categorie si trovano in un momento di difficoltà psicofisica o in una situazione di svantaggio per qualche motivo, la probabilità di trovare un lavoro diventa presso che nulla. Pertanto
ecco
che
un
progetto
come
Naturalmente cade a fagiolo. Non mi soffermo a descrivere quanto facciamo o come lo facciamo, ma piuttosto sui motivi per cui questo progetto funziona. Perché le persone che svolgono l’attività scoprono, giorno dopo giorno, il piacere di stare in mezzo alla natura e, curandola, a sentirsi parte di essa. Perché fare qualcosa di utile per la comunità rende le persone orgogliose e favorisce il reinserimento in un mondo del quale spesso non si sentono far parte. Perché il vuoto delle giornate si riempie di significati. Perché lavorando in mezzo alla natura il fisico, dopo un po’ di tempo, riprende vigore e le persone ne riconoscono il beneficio. Perché in mezzo al bosco si è da soli e si può anche parlare, al bisogno, dei propri problemi personali in maniera privata e discreta così da liberarsi, a volte, di un peso e magari chiedere un consiglio. Perché ovunque prestiamo la nostra opera le persone ci ringraziano, incoraggiano e apprezzano il lavoro svolto dando soddisfazione a tutti. Perché siamo partiti con obiettivi piuttosto bassi salvo poi aumentare e qualificare le prestazioni svolte in quanto i partecipanti al progetto tendono a voler dare, nel Internos giugno 2018
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tempo e con l’esperienza, sempre di più. Queste secondo me sono un po’ le cose che fanno da motore a questo progetto. Ognuno trova poi le proprie motivazioni personali, per cui questo progetto vale la pena essendo davvero pieno di tanti significati diversi. La soddisfazione più grande in tutti questi anni? Non molto tempo fa si è svolta l’ assemblea annuale degli abitanti del Colle, dove noi per lo più prestiamo la nostra opera, presenti anche il Corpo delle Guardie Forestali e i preposti del consiglio comunale di Bolzano. Uno dei temi trattati era appunto la manutenzione di boschi e sentieri: gli abitanti del Colle si sono raccomandati alle autorità presenti che questo progetto continui a sostenere la loro montagna in quanto la nostra opera è ritenuta oramai indispensabile.
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Interventi educativi individualizzati Andrea Pasqualini Nell’ambito dei progetti “Backstreet”-attivo dal 2008- e “Belli e ribelli”-attivo dal 2017- la parte più rilevante delle attività assume la forma dell’intervento individualizzato. Si tratta di progetti mirati a singoli ragazzi o ragazze, che necessitano di un sostegno/accompagnamento individuale. Le situazioni sono diverse tra loro e ciascuna presenta sue peculiarità e specificità. Questo fa sì che la durata degli interventi sia molto variabile: da pochi mesi fino a diversi anni. Ogni
situazione
segnalata
da
servizio
del
viene
un ente
o
territorio:
distretti sociali, scuole, enti del terzo settore che hanno a che fare con i ragazzi. A volte un operatore de La
Strada
effettua
la
segnalazione di un caso che viene poi girata al distretto competente, oppure può accadere, anche se è raro, che i familiari di un nostro utente ci segnalino la necessità di prendere in carico anche il fratello o la sorella dello/a stesso/a. Di recente questo è avvenuto con la madre di un ragazzo che ho seguito per diversi anni, la quale mi ha espressamente chiesto di iniziare a seguire anche il fratello più giovane. Ho condiviso la richiesta con l’assistente sociale competente e da poco è partito questo nuovo intervento individualizzato. Ogni intervento inizia ufficialmente dopo un incontro tra le parti interessate: il/la ragazzo/a, uno o entrambi i genitori, il referente dell’ente segnalante. Quest’ultima figura, nella quasi totalità dei casi, è un’ assistente sociale di Assb e quando non è così ci si mette noi in contatto con il distretto competente. Sempre di recente mi è capitato, per la prima volta, di iniziare un intervento a favore di un ragazzo che non è in carico ad un distretto sociale ma è seguito dal Servizio di Internos giugno 2018
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Psichiatria e Psicoterapia dell’età evolutiva (Azienda sanitaria). In questo caso la referente è un’educatrice che lavora presso quel servizio. ’incontro tra le parti interessate ha lo scopo fondamentale di fissare gli obiettivi dell’intervento. In
genere
riguardano
l’area
scolastica, ovvero si offre al/la ragazzo/a un sostegno scolastico pomeridiano, tempo
e
libero,
l’area ovvero
del si
accompagna l’utente allo scopo di metterlo in contatto con le varie risorse che il territorio offre, per favorirne l’ inserimento positivo in qualche attività ludico-ricreativa/sportiva/artistica. Queste due tipologie di attività in genere si rivolgono a ragazzi e ragazze nella fascia d’età dagli 11 ai 15 anni; dopo i 16 l’area principale di intervento diventa l’orientamento
e
accompagnamento
formativo/lavorativo:
contatto/monitoraggio e talvolta azioni sinergiche con la scuola superiore frequentata, che nel 99% dei casi è la Scuola Professionale (a volte la Scuola Alberghiera), sostegno e accompagnamento nella ricerca e nell’attivazione di stages, tirocini e percorsi di apprendistato. Personalmente mi sono sempre sentito portato per il lavoro individualizzato. Nel rapporto uno a uno si stabilisce una relazione che consente di focalizzarsi su quella singola situazione e di andare più in profondità nell’affrontare determinate questioni. Ovviamente questo non sempre è possibile perché dipende molto dal rapporto che si instaura, dalla motivazione sia nostra sia del ragazzo e dal contesto di riferimento. Per quanto mi riguarda nella maggior parte dei casi che ho seguito individualmente si è instaurata una relazione significativa, che mi ha consentito di perseguire gli obiettivi prefissati e a volte conseguire buoni risultati. Questo ovviamente è fonte di soddisfazione ma sono sempre più convinto che la riuscita di ogni intervento dipende molto dalla motivazione e dalla conseguente disponibilità a collaborare da parte del singolo utente e delle sue figure di riferimento Poi sta a noi educatori valorizzare al meglio , in quella specifica situazione, lo strumento principale e fondamentale di cui disponiamo: la Internos giugno 2018
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relazione. Devo anche dire che si ha sempre qualcosa da imparare da questi ragazzi, in quanto loro fungono da specchio nella relazione a due. Nella mia esperienza questo presuppone che io lavori su me stesso, sia disposto a mettermi in discussione nelle diverse situazioni e sia consapevole della funzione di rispecchiamento di cui accennavo sopra. Quando riesco a mantenere questo atteggiamento alla fine provo soddisfazione perché sento che ho fatto al meglio delle mie possibilità in quella data situazione. Spostando lo sguardo dal piano personale ad un livello più generale, sono anche convinto che lavorando in maniera mirata e specifica sui singoli ragazzi si possa favorire nel medio-lungo periodo una ”reazione a catena” positiva, nel senso che altri ragazzi, che gravitano intorno al nostro utente, potrebbero trarre ispirazione, motivazione, esempio dall’osservare come un loro pari abbia fatto un percorso di cambiamento e di crescita positivo. In generale le difficoltà e le criticità maggiori le riscontro quando
il
livello
di
motivazione e la conseguente disponibilità a collaborare da parte degli attori in gioco utenti, familiari, enti inviantisono più bassi della media. Quando mi è riscontrare
capitato
questo
tipo
di di
situazioni- e devo dire che finora per fortuna è avvenuto molto di rado- ho provato in genere a lavorare proprio sulla motivazione e a stabilire comunque una relazione positiva con l’utente, il/i familiare/i, il contesto di riferimento. Quando l’esito di questi tentativi ha prodotto scarsi risultati, certamente ho provato frustrazione, una sensazione di pesantezza e di girare a vuoto ... D’altra parte c’era quasi sempre la consapevolezza di aver fatto il meglio possibile in quella fase per quella specifica situazione. Ma forse i momenti più difficili li ho vissuti quando, mentre seguivo positivamente Internos giugno 2018
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un ragazzo da un certo periodo, mi sono trovato a gestire un repentino e alquanto drastico mutamento in peggio dello scenario, dovuto a fattori individuali del ragazzo e al suo contesto di riferimento. Cambiamenti cosÏ forti e rapidi, che in qualche caso -anche qui devo dire molto di rado- hanno portato alla chiusura dell’intervento o ad un suo netto ridimensionamento, non sono di sicuro facili da gestire a livello emotivo e lasciano un segno. Sono comunque anche un’occasione per riflettere, per rimettere in discussione alcune cose, in una parola per crescere ed imparare, processo questo che non dovrebbe mai avere termine.
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Galassia: What is “Hands“? Bruno Marcato Wer der Verein HANDS-Onlus ist und was er sich zur Aufgabe gestellt hat, sagt bereits der Name. Auf deutsch, “Hände”.
ntstanden
ist
HANDS
nämlich als Kompetenz- und Therapiezentrum, das denjenigen die Hände reicht, die es nicht schafften, sich von Problemen mit Alkohol, Medikamenten und Glücksspiel zu befreien. Seit 35 Jahre arbeitet in Suedtirol. Aber nicht nur das. HANDS ist auch Bezugspunkt, der, abgesehen von Therapie und
Rehabilitation,
auch
für
Informationen
und
Begleitung
von
Familienangehörigen und Freunden der Betroffenen zuständig ist. Wir sind ein Verein, dem wichtige Informationen, Therapie und Rehabilitation am Herzen
liegen,
vor
allem
für
Personen
mit
Alkohol-
und
Medikamentenabhängigkeit und mit Problemen mit Glücksspiel. Wir sind ein Bezugspunkt für diese betroffenen Menschen, für dessen Angehörige und deren Freunde. Denn Alkohol, Medikamentenprobleme und Spielsucht beeinflussen alle Lebensbereiche betroffener Menschen in negativer Art und Weis AND TODAY? ’ Associazione si interroga su come migliorare se stessa per essere al passo dei tempi, saper rispondere al meglio ai nuovi comportamenti che portano molti individui ad abusare, diventare dipendenti e perdere il controllo in tante maniere: con le sostanze “classiche“ (alcol, farmaci gioco d’ azzardo), ma anche con tutte le nuove forme di dipendenze che sono arrivate con il cambio dei costumi e delle abitudini, come internet, pornografia da internet, chat, cibo, nuove serie televisive etc. Circa trenta dipendenti, prevalentemente figure sanitarie, incontrano circa 1500 persone all’ anno, con cui si impostano progetti di cura e riabilitativi, consulenziali, di inserimento sociale, molti gruppi clinici e di auto-mutuo-aiuto. Abbiamo un Internos giugno 2018
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ambulatorio, una comunitĂ terapeutica a Bolzano e un laboratorio di inserimento lavorativo a Cermes. Nel 2017 abbiamo aperto HANDS 4 YOU, Associazione di volontariato che, in rete con HANDS , offre servizi di supporto, si occupa del tempo libero, di luoghi di incontro con propri spazi, un appartamento a Merano in via Alfieri 16 e un Treffpunkt a Bolzano in via Orazio 32. Sono circa trenta i volontari attivi che settimanalmente svolgono servizio per cittadini che sono in contatto con i nostri servizi.
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14 marzo 2018 - 59° anniversario della ordinazione sacerdotale di don Giancarlo Marisa Bona e Simonetta Terzariol Un folto gruppo di amici, “in arcobaleno” con le sorelline
claustrali
dei
conventi
di
Borgo,
Camerino, Città della Pieve, Firenze, Loreto e Perugia si ritrova in sede per fare festa insieme. Ma che senso può avere ricordare in modo speciale l’anniversario di sacerdozio di don
Giancarlo? Significa incontrare testimoni preziosi, persone che hanno camminato con lui e ogni volta aggiungere un tassello, andare in profondità, scoprire aspetti nuovi dell’uomo e del sacerdote. Al nuovo appuntamento “In memoriam” partecipano don Giancarlo Maestrello dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld e Paolo Valente, due amici che hanno avvicinato il nostro Padre Fondatore in tempi e situazioni molto diverse. Don Maestrello racconta commosso dell’amicizia giovanile con don Giancarlo, un’amicizia di cuore e di mente, profonda e solida perché fondata sulle stesse convinzioni e indirizzata alla stessa meta. Se si va verso la stessa meta, ci si aiuta, si sfida il tempo e la storia, insieme si superano le salite e nelle cadute ci si soccorre per rialzarsi. Il legame tra i due amici si è rafforzato nelle diverse esperienze di Spello insieme a fratel Carlo Carretto ed è continuato, nel “Gruppo dei giovani preti” da loro fondato nel settembre 1967 sui quattro punti cardine della spiritualità di Charles de Foucauld (L'Assoluto di Dio - L'ultimo posto – La scelta dei poveri – La vita di
Nazareth). Una volta al mese questo gruppo si è riunito per l’adorazione e per fare insieme la revisione di vita, come punto d’incontro per rafforzare le scelte spirituali. A questi appuntamenti don Maestrello, dopo essere andato in terra di missione, partecipava ogni volta che ritornava a Bolzano. Internos giugno 2018
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Don Maestrello, mostrandoci il piccolo cuore sormontato da una croce, simbolo dei “Piccoli fratelli” passa quindi a illustrare i quattro
punti
cardine
della
spiritualità
condivisa con don Giancarlo:
L’Assoluto di Dio: dobbiamo fidarci di Lui che va più in là di ciò che possiamo fare noi. Don Giancarlo ne ha dato testimonianza nel mettere le fondamenta di un’Associazione che a distanza di 40 anni cresce ancora nel servizio alle tante fragilità. ’assoluto di Dio si basa sul deserto e l’adorazione. ’Adorazione significa guardare Dio perché Dio guarda te. E non solo quando si è ispirati, perché Dio non ha bisogno di parole, è solo amore. Prima lavori, poi offri a Dio lo sforzo di stare lì stanco e debole; quando ti senti l’ultimo, solo allora scopri che Dio ti vuol bene. Ecco il senso della cappellina di via Visitazione dove, nel silenzio e nel deserto, è possibile ritrovare se stessi e ritrovare Lui.
L'ultimo posto: significa impegnarsi con umiltà e servizio occupando l’ultimo posto in un mondo che cerca il primo posto, la visibilità, il potere. Don Giancarlo rifuggiva gli onori e quando non poteva esimersi dal partecipare a occasioni istituzionali, si proponeva con sobrietà e autorevolezza.
La scelta dei poveri: significa vivere il Vangelo a partire dai poveri, dalla gente stanca e sfiduciata, provata, gente sulla strada, ai margini. Da questa convinzione nasce la Strada-Der Weg di don Bertagnolli.
La vita di Nazareth: ora et labora, in semplicità. Cercare la gioia, la gioia vera è il corollario di tutta la vita. Vivi felice e cerca di rendere felici gli altri. Don Maestrello racconta commosso episodi significativi della propria vita e dell’amicizia con don Giancarlo, un amico nella meta. a loro è un’amicizia che va più in là della morte; uno è già arrivato alla meta, l’altro ancora in cammino. A Internos giugno 2018
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unire gli amici c’è stata anche la “Preghiera d'abbandono” di Charles de Faucauld, imparata insieme a Spello e che don Maestrello legge commosso, perché è stata un riferimento importante per tutta la vita, sopratutto ora nell’attesa di ritrovare quel compagno che l'ha preceduto alla meta. Al ricordo intimo e partecipato di don Maestrello, “risponde” don Giancarlo, come in un dialogo, con la voce di Paolo Valente, che con grande intuizione e delicatezza lo ha aiutato a raccontare nel libro “ Camminar la strada” il processo di ideazione e realizzazione dell’associazione. ’amico e giornalista legge alcuni passi scelti a conferma delle parole di don
Maestrello, partendo dall'incontro con fratel Carlo Carretto con i giovani a Spello per poi passare al valore dell'incontro tessere
con
relazioni
le
persone
per
positive,
alla
necessità di adulti che preghino, all'essere
felici
nel
fermarsi
a
riflettere per fare scelte coraggiose ed
essere
operatori
di
pace
nell'ambito nel quale si vive. La recita del Padre nostro e la successiva benedizione aiuta i presenti ad assaporare ancora in fraterna amicizia “la presenza” di un vero testimone del Vangelo.
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Rendimento di grazie a don Giancarlo da parte delle sorelle passioniste di Loreto in occasione dei 40 anni dell’Associazione Ti rendiamo grazie, o Padre, per il DONO grande, che il nostro carissimo don Giancarlo è stato per la vita di ciascuna di noi e in particolare per noi tre del Trentino Alto Adige. Ti ringraziamo, perché nella sua vita sacerdotale vissuta per – con e nell'Amore Misericordioso, abbiamo toccato con mano la Presenza di Gesù, il Bel Pastore che sa cercare gratuitamente e con infinita pazienza le sue pecorelle smarrite per poi ricondurle al proprio ovile e curarle con premurosa e sapiente carità. Noi tre, che siamo state più vicine a don Giancarlo, chi un po' prima, chi un po' dopo .... , ci siamo sempre sentite accolte e amate così come eravamo, seguite con costanza ed esigente fedeltà. Ma non ti ringraziamo solo per questo o Padre, c'è molto di più: don Giancarlo spinto da vera carità, dono dello Spirito Santo, ha saputo intuire il progetto d'amore del Padre nel nostro giovane cuore. Per essere stato strumento di mediazione per noi, ogni giorno rendiamo grazie e lode a TE. Siamo grate a te, don Giancarlo, per aver reso i nostri cuori maggiormente sensibili alla tua passione d'amore per " i più piccoli " …. e cos la nostra chiamata ad essere "Colombe del Crocifisso", ha rafforzato e confermato in noi il desiderio di contribuire, con il nostro vissuto quotidiano, fatto di offerta e preghiera, alla salvezza di tanti fratelli crocifissi, sofferenti e lontani dal Cuore di Cristo. Ancora un GRAZIE di cuore don Giancarlo, benché da lontano, sei venuto regolarmente a farci visita portandoti i tanto cari "Amici della Strada - der Weg", condividendo con noi ansie e gioie, ma infine anche il disagio della malattia e della sofferenza. Internos giugno 2018
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Caro don Giancarlo, come potremmo dimenticarci di un compagno e maestro di strada come te? Sarai sempre nel nostro cuore e quando il camminare diventa faticoso, lanciamo "l'arcobaleno" creato da te 40 fa, come segno della nostra comunione nel Signore GesÚ. Oggi, dopo 40 anni di vita della "STRADA – der Weg", vogliamo nuovamente rilanciare il nostro arcobaleno per ravvivare la chiarezza dei suoi colori che uniti insieme, continuano a risplendere, donando luce e speranza a un mondo sempre piÚ affaticato e privo di luce e di speranza. GRAZIE a te, carissimo don GIANCARLO, ti pensiamo felice nell'eterna gioia del Paradiso!
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Se vuoi donare il tuo 5x1000 all’Associazione “La Strada - Der Weg ONLUS“ Falls Sie Ihre 5 Promille dem Verein “La Strada - Der Weg ONLUS“ schenken möchten C.Fisc./St.Nr. 80020390219 Grazie/Danke
Associazione – Verein “La Strada - Der Weg ONLUS” Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org
Realizzazione/Ausführung: Centro Studi e Biblioteca Direzione/Direktion: Paolo Marcato Coordinamento/Koordination: Dario Volani Redazione/Redaktion: Massimo Antonino, Fabrizio Mattevi, Lena Prossliner, Dario
Volani, Erika Waldboth Grafica/Grafik: B. Elzenbaumer, M. Antonino Edizione/Ausgabe: Nr.02/2018- Giugno/Juni 2018
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