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Internos Nr.4_dicembre/Dezember 2018_La Strada - Der Weg ONLUS

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internos

Dezember Dicembre 2018

notiziario interno interne Nachrichtensammlung


SOMMARIO Don Michele si presenta ........................................................................ pag. 03 Il punto del Direttore ............................................................................ pag. 06 “Dopo di noi” - Giornata associativa del 4 ottobre ................................... pag. 08

Klausur a Moso in Passiria ..................................................................... pag. 12 Progetto Ex in ...................................................................................... pag. 15 Progetto Successo formativo ................................................................. pag. 17 Event anlässlich des welt-tages der psychischen gesundheit .................... pag. 20 Tratta e sfruttamento: il Progetto Alba a Innsbrück ................................ pag. 21 Al Tavolo diocesano per la prevenzione degli abusi sessuali ..................... pag. 23 Interiormente: pellegrinaggio tra i monasteri di clausura ......................... pag. 25

Le immagini che corredano il testo raccontano momenti di vita dell’Associazione: “Klausur” di Moso, “Animare le parole”, “All Together”, “Pari opportunità”

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Don Michele si presenta don Michele Tomasi Sono don Michele Tomasi, da settembre assistente spirituale dell’Associazione La Strada-Der Weg. Sono un bolzanino di 53 anni e sono prete da vent’anni. Mi sono laureato in discipline economiche e sociali a Milano nel 1991. Il mio primo incontro con l’Associazione è stato durante l’anno di servizio civile, che ho condiviso tra l’Azione cattolica e appunto l’Associazione. Alla fine della mia formazione in seminario, a Bressanone, sono tornato a Don Michele Tomasi Assistente spirituale dell’Associazione

La Strada per il mio anno di diaconato, dal settembre 1997 fino all’ordinazione sacerdotale a fine giugno 1998.

Nei primi due anni di sacerdozio, quando ero cappellano nella parrocchia di Santo

Spirito a Merano, ho collaborato con don Giancarlo nell’accompagnamento degli obiettori di coscienza, tentando di mettere a frutto le mie esperienze precedenti. Negli anni successivi ho svolto numerosi e differenti incarichi in diocesi: cappellano e parroco a Merano, incaricato della pastorale in lingua italiana a Vipiteno, nel frattempo anche assistente delle ACLI e dell’UCID, vale a dire di due associazioni, una di lavoratori e l’altra di imprenditori e dirigenti d’azienda. Poi il Vescovo Karl Golser mi ha chiamato come Rettore del Seminario maggiore a Bressanone. Successivamente, accanto a questo incarico, nel 2016 è il Vescovo

Ivo Muser ad affidarmi l’incarico di vicario generale italiano. Sono stato anche l’ultimo a ricoprire questo incarico, perché con la riforma della curia del 2016 ora abbiamo un vicario generale unico per tutta la diocesi ed è stato istituito in aggiunta il nuovo ruolo di vicario episcopale per il clero, incarico che il Vescovo Ivo mi ha affidato. Dal 2000 insegno dottrina sociale della chiesa e introduzione alle scienze sociali allo Studio teologico accademico di Bressanone. Come vedete tante esperienze differenti in soli venti anni. Internos dicembre 2018

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Mi è stato fatto il grande dono di non potermi mai annoiare, di avere sempre qualcosa di nuovo - e di inatteso - da imparare, la sorpresa sempre nuova di incontrare l’umanità profonda di moltissime persone: una lunga serie di maestri di vita, di fede, di speranza. Ora torno ad imparare in Associazione, un’Associazione assai differente da quella che ho conosciuto vent’anni fa e che opera in un contesto molto cambiato

rispetto

ad

allora.

Un’Associazione in cui si sente la mancanza di don Giancarlo, a ormai quattro anni dalla sua morte. La sua ispirazione continua ad animare molti, la sua passione per i più poveri e i più piccoli continua a vivere nelle molteplici attività e iniziative di tanti, di tutti. Mi restano impresse nella memoria alcune sue affermazioni sul senso della profezia oggi: “essere profeti vuol dire incarnare la realtà evangelica. Unire cielo e ter-

ra...Partire dalla realtà divina, dall’amore di Dio, dal silenzio, dalla contemplazione e incarnare tutto ciò nell’oggi, attraverso l’incontro con gli altri e soprattutto con una costante testimonianza di vita. Le parole passano, dicono molto di più gli atteggiamenti, lo stile di vita, la vita stessa...Dare spazio al silenzio, alla contemplazione, tentando di incarnare questa realtà e di animare il contesto sociale, questa è la profezia...L’immagine più chiara sono il cielo e la terra che si toccano e camminano insieme” (P. Valente, Camminar la strada. L’avventura cristiana di don Giancarlo Bertagnolli, Il Margine,Trento, 2010, p. 88). Sono il primo assistente spirituale dopo di lui. È ovvio che non sono lui. Ma sono molto felice e grato al Vescovo di avermi affidato questo compito. Gli altri incarichi rimangono, non potrò impegnarmi a tempo pieno per l’Associazione. Sono però intenzionato a percorrere questo prossimo tratto di strada con voi; ad ascoltare; ad imparare dalla competenza e dall’esperienza; a far emergere e mettere in primo piano le domande e le risposte sul senso della vita e dell’esistenza che si pongono nell’impegno quotidiano dell’Associazione. 4

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Vorrei poter trovare assieme a tanti il modo di continuare ad aprire gli spazi di contemplazione di cui parlava don Giancarlo e di cui era credibile testimone: spazi di ascolto della Parola di Dio e delle storie delle persone, di scoperta individuale e comunitaria delle tracce dell’azione di Dio nella storia. Nella nostra storia. Oggi. Lo dovremo fare per forza a modo nostro, nella concretezza di ciò che siamo oggi. Ma non dobbiamo rinunciare alla speranza di poter contemplare nello stupore la bellezza dell’amore divino e di ritrovarci ad essere strumenti e diffusori di un amore che si fa carne e storia in Gesù Cristo, un amore che ci viene incontro in ogni piccolo in ogni povero. Buon cammino! Buona strada! Buon Natale! In ricordo di don Giancarlo Lunedì 24 dicembre, alle ore 14.00, presso la sede dell’Associazione, celebro l’eucaristia in occasione del quarto anniversario della morte di don Giancarlo. Domenica 30 dicembre, sempre alle ore 14,00, l’eucaristia è celebrata a Fondo, il paese di don Giancarlo, presso la cappella del cimitero.

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Il punto del direttore Paolo Marcato Durante le giornate associative del 2017 e d’inizio 2018 vi è stata una forte richiesta di migliorare il sistema di gestione del personale. Peraltro si tratta di un obiettivo del Piano operativo. Per definire un adeguato modello operativo, in grado di risolvere alcune criticità, si devono individuare e testare gli strumenti più idonei. Perciò sono stati attuati alcuni passi, che si possono definire “propedeutici”: 1. rispetto alla situazione attuale abbiamo chiarito i passaggi per la selezione del nuovo personale, in caso di nuova assunzione, in caso di aumento di ore all’interno, in caso di spostamento tra servizi. 2. sono state aumentate le risorse umane dell’ufficio personale; 3. si sta procedendo alla realizzazione di un Consorzio, tra gli enti della “Galassia”, che sviluppi una comune area amministrativa generale, ottimizzando e potenziando forze e strumenti; 4. abbiamo rivisto e ridefinito il funzionigramma; 5. si è proceduto a definire l’organico associativo; 6. è stato assegnato l’incarico per una nuova indagine mirata a valutare il benessere organizzativo; 7. è anche stato realizzato uno studio, per una tesi di laurea, che prende spunto dello “spezzettamento” degli incarichi orari del personale per capirne il peso in termini di stress; 8. sono stati definiti dei miglioramenti contrattuali per il personale riguardanti orari notturni, vice, particolarità ecc. 9. infine si è provveduto ad acquistare un software specifico per rendere più efficienti i processi gestionali.

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Nel mese di dicembre sono state programmate, in date diverse, più momenti di formazione intensiva, obbligatoria per tutto il personale, al fine di apprendere il funzionamento del nuovo software per la gestione del personale. Il software fa parte di un pacchetto più ampio, che comprende anche la gestione contabile. Permetterà all’Associazione di migliorare il sistema di rilevazione delle presenze, della contrattualistica, della gestione dei tempi riferiti ai contratti a termine e non solo. A partire da gennaio l’inserimento degli orari da parte dei singoli operatori per alcuni servizi e da parte dei coordinatori per altri, avranno il vantaggio di arrivare direttamente al software e quindi al consulente del lavoro, eliminando due passaggi e riducendo anche i rischi di errore nel ricopiare i dati da un foglio excel all’altro. Oltre a questo si potrà automaticamente ottenere la suddivisone dei costi rispetto ai singoli progetti e facilitare le rendicontazioni dei contributi da parte dell’Amministrazione. Si può considerare questo lavoro costantemente in progress, sappiamo anche che all’inizio non sarà semplice, ma confidiamo nella collaborazione di tutti i colleghi, che ringrazio fin d’ora.

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“Dopo di noi” - Giornata associativa del 4 ottobre Dario Volani Il tema scelto per la Giornata associativa di giovedì 4 ottobre, festa di San Francesco, è stato “Dopo di noi”, ossia

l’intento

di

saper

preparare,

progettare,

predisporre lo sviluppo futuro dell’Associazione. Tre gruppi di lavoro si sono confrontati, per un’intera giornata, su quatto nuclei tematici: dopo di noi servizi,

dopo di noi strumenti, dopo di noi reti, dopo di noi persone. Riporto qui di seguito, in modo sintetico, quanto emerso dai tre gruppi di lavoro, che ho anche esposto alla clausura di Moso. Dopo di noi: servizi

Crescita  La crescita è indispensabile!  Alla crescita esponenziale dei servizi non sempre corrisponde un’adeguata crescita della parte amministrativa e di personale. È indispensabile una crescita di qualità, ponderata, in rete  La crescita è necessaria per soddisfare e reagire con risposte adeguate alle richieste della società  Servono momenti di riflessione corale e momenti specifici per aumentare il senso di appartenenza  Servono verifiche qualitative di servizi e progetti  Servono strategie di reclutamento  Serve uno sviluppo dei servizi esistenti, inevitabile con l’accreditamento  Serve prendersi del tempo per analizzare ciò che già esiste e valorizzarlo, internamente e all’esterno

Qualità  Pensare, non agire subito 8

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 Capacità di riconoscere i nostri limiti  Sapere di cosa ho bisogno per portare avanti/avviare un progetto  Saper seguire un protocollo/procedura  Migliorare conoscenza dei servizi, struttura organizzativa, comunicazione  Zusammenarbeit zwischen den Verschiedenen diensten  Anforderungen immer Vielfältiger  Ausbildung (Erzieher, Freiwillige..)  Dare qualità all'esistente: i servizi vengono erogati ma è necessario ragionare per evitare una ricaduta negativa sul personale  Preoccupazione nel passaggio da “famiglia” ad “azienda”, che però è necessario  Crescita: che non sia quantitativa o qualitativa, ma quantitativa e qualitativa

Nuovi bisogni  Diminuire la paura diffusa e favorire una maggiore integrazione  Osservatorio: compito dei nostri servizi  Dopo di noi per i ragazzi: non esserci dopo, ma costruire un qualcosa per loro, per il post accoglienza; lo sviluppo deve essere oltre il nostro servizio; procedere di pari passo con le

famiglie e i

bambini/ragazzi  Nuovi

bisogni

sono

in

crescita;

mission è arrivare a creare agio e a ridurre il disagio; educare la domanda e ridurre la domanda  La Strada – Der Weg è nata per saper vedere, accogliere e dare risposte a nuovi bisogni di cui nessuno si fa carico Dopo di noi: strumenti  Computer + Programmi adeguati + Formazione  Dotazione di Smartphone + accesso internet e app per comunicare con i giovani (es. whatsapp)  Sito/APP/Social – mezzi per farsi conoscere  SITO WEB nuovo, costantemente aggiornato, bilingue, per migliorare la pubblicità, far circolare informazioni Internos dicembre 2018

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 Ufficio stampa + efficace verso l’esterno. Dobbiamo dare più restituzioni alla comunità  Permane il problema delle traduzioni  Avere un Tecno-team  Group-E è obsoleto  Bici elettriche  Parco macchine da aggiornare + un furgone  Sistemi di sicurezza e sorveglianza  Laboratori strutturati

attrezzati,

nelle

spazi

strutture

(es.

dove ci sono più progetti in coabitazione)  Conoscenza delle procedure di acquisto

e

dei

budget

a

disposizione (per definire priorità secondo criteri di sicurezza, igiene, utilità)  Strutture: funzionali, adeguate, belle e attrezzate (rendere accogliente e funzionale il servizio per target)  Appartamenti: spazi accessibili e tranquilli ma non isolati  Spazi appositi per nuovi progetti (parte prima il progetto di avere lo spazio)  Essere più ecologici Dopo di noi: reti  Bisogna capire la funzione delle reti perché ci sono intenti diversi  Attenzione alle prese di posizioni delle reti, perché poi ci rappresentano  Saper essere presenti a diversi livelli, con diverse figure che possono alternarsi  Galassia  Reti diverse per Aree diverse  Va pensato anche come rivitalizzare alcune reti già esistenti (le reti vanno sempre mantenute)  Ragionare sulle seguenti reti: FICT, CISMAI, LIBERA, CNCA  Rete su progetti di volontariato internazionale  Quale investimento con Erasmus+? 10

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 Aderire ad “Associanimazione”  Associazione come voce politica (anche dentro le reti) che prende posizione, evitando slogan e stereotipi Dopo di noi: persone  Dipendenti: attenzione alla ricerca d nuove persone e fatica a trovare educatori professionali  Volontari: unire area servizi volontari con area volontariato  Tirocinanti e stagisti: dare qualità perché sono un grande bacino a cui attingere  Utenti: attenzione al cambiamento dei nostri target  CDA: indispensabile un CdA competente: nuove persone o nuovi sistemi che coprano funzioni strategico/politiche, giuridiche, di legame alle origini, ecc. ?  Soci: non solo un’assemblea all’anno  Lavori di utilità sociale (LUS)  Comitato etico  Don Giancarlo: chi svolge oggi la sua funzione?

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Klausur a Moso in Passiria Dario Volani La Klausur a Moso è un appuntamento annuale, che riunisce insieme presidente, direttore, responsabili d’area, coordinatori. Questo anno, nelle due giornate di ottobre, ci siamo dati il compito di definire cinque macro obiettivi da inserire nel Piano operativo 2019. I

cinque

obiettivi

comuni,

trasversali

a

tutta

l’Associazione, saranno integrati da obiettivi per le singole aree e obiettivi per ciascun servizio. L’intento è di avvicinare il più possibile dimensione progettuale e realtà operativa e fattuale. Siamo partiti dalla verifica del Piano operativo 2018, per vedere che cosa di quanto inserito in quel piano è stato realizzato e che cosa è rimasto inattuato. Il Centro studi ha predisposto una tabella con l’elenco di tutti i suggerimenti emersi a Moso lo scorso anno. Si sono spuntate le varie voci, annotando che alcune cose sono rimaste lettera morta, altre sono in corso d’opera e molte sono state realizzate. Non è dunque fondata l’impressione, che a volte abbiamo, che i contenuti degli incontri di progettazione rimangano poi in un angolo, dimenticati. Non è così, molto di quanto emerge dalle clausure progettuali genera iniziative, azioni, innovazioni. Abbiamo richiamato anche quanto emerso nell’incontro di Malosco con il CdA e nelle Giornate associative di questo anno. Suddivisi in piccoli gruppi si è lavorato su questi materiali, per arrivare a individuare, con una votazione a maggioranza, i cinque obiettivi da inserire nel Piano operativo del prossimo anno.

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I cinque obiettivi sono i seguenti: 1. migliorare il benessere del personale, anche mediante una rinnovata gestione delle risorse umane, con particolare attenzione a chi opera nelle strutture residenziali; 2. accrescere la presenza a livello locale, in particolare cercare di essere visibili, attenti, conosciuti nel mondo di lingua tedesca, proseguendo l’impegno, non facile, ad aprirsi alla lingua tedesca e al mondo di cui essa è espressione; 3. dare dignità di area ad alcuni settori, in particolare il settore degli interventi nelle scuole, cresciuti enormemente negli ultimi anni; dall’altra ci si è interrogati sull’opportunità di aggregare ad altre aree l’Area Volontariato; 4. mettere in funzione il nuovo sito internet ed elaborare una direttiva per la gestione e l’uso associativo dei social media; questo obiettivo riprende uno degli obiettivi del Piano operativo 2018; 5. un obiettivo tra i tre che nella votazione sono risultati a pari merito:  potenziare la funzione di ente formativo dell’Associazione;  potenziare identità e senso di appartenenza associativa affinché ciascuno si riconosca parte della dimensione complessiva e non soltanto dell’ambito ristretto del proprio servizio; 

investire sugli strumenti di rappresentanza dell’Associazione per essere inci-

sivi nell’ambito delle politiche sociali. A conclusione di questo lungo percorso

condiviso,

mi

preme

proporre alcune sottolineature:  l’attenzione al clima interno, alle fatiche e alle difficoltà, senza accantonarle o sminuirle in nome delle tante cose che vanno bene;  lo sforzo, costante e incessante, per cercare nella crescita associativa un equilibrio tra complessità e ricchezza, un equilibrio tra dimensione familiare e dimensione aziendale, un equilibrio tra ricerca della qualità e processi di innovazione, tra un intenso presente da valorizzare e un futuro da preparare e in cui confidare; Internos dicembre 2018

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 il valore aggiunto che queste giornate generano nelle relazioni tra persone che lavorano e progettano fianco a fianco; quel tempo vissuto insieme, che comprende anche momenti informali, modifica e arricchisce la conoscenza reciproca;  qualche anno fa abbiamo realizzato un poster gigantesco, in cui il viso di don

Giancarlo era tratteggiato attraverso i volti delle decine di persone che operano all’interno dell’Associazione; ecco, mi pare che quella simbologia oggi sia quanto mai veritiera, l’Associazione è un insieme molteplice di persone tra loro intrecciate e coese, in cui i nuovi arrivati sanno spesso portare altra linfa e altri contenuti, interpretando autenticamente l’ispirazione valoriale originaria.

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Il progetto EX IN Carlotta Ficco Il progetto intende valorizzare persone con forme di disagio e disabilità psichica che possono mettere la propria esperienza e la propria consapevolezza a disposizione di altri che vivono analoghe situazioni e difficoltà. L’assunzione di un esplicito ruolo di supporto e aiuto per gli altri incide positivamente sul percorso di crescita del singolo e al contempo integra e potenzia l’azione dei servizi sanitari e sociali. Le persone più stabilizzate e adatte seguiranno un percorso formativo, organizzato dall’Associazione “Ariadne“di Bolzano e altre associazioni simili. “Ex in” opera nella prospettiva della “recovery”, ossia della riabilitazione e riorganizzazione di sé e della propria vita, attraverso il “ peer support workers”, che si può tradurre come esperti di supporto tra pari. Il progetto prevede che lo svolgimento di questa funzione venga riconosciuta come un’attività retribuita. L’Associazione “ La strada – der Weg” ha accettato il compito di assumere le persone ritenute idonee a dare sostegno ad altri a partire dalla propria esperienza con il disturbo mentale. Per ogni assunto sono previste 5 ore settimanali di attività, corrispondenti a circa 250 ore annuali. In linea di massima le ore comprendono più compiti e mansioni da svolgere, così articolate:

1.

circa 70 ore di sensibilizzazione e partecipazione a gruppi; la persona svolge

il ruolo di facilitatore nei gruppi psico-educativi, portando la sua esperienza;

2.

circa 40 ore per l’organizzazione di attività di tempo libero; i Servizi

psichiatrici faticano a offrire e gestire attività riabilitative per il tempo libero, in particolare nei fine settimana quando sono generalmente chiusi; saranno allora proposte e promosse passeggiate, attività sportive, uscite al cinema, eventi culturali e altro;

3.

circa 40 ore per attività in ambito abitativo; si tratta di assistenza presso il Internos dicembre 2018

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domicilio degli utenti e/o affiancamento nelle mansioni del vivere quotidiano, come ad esempio fare la spesa; questo tipo di servizio permette di mantenere i progetti abitativi, integrando le risorse del territorio con un supporto meglio accettato dagli utenti che lo vivono come una collaborazione tra pari;

4. 5.

circa 20 ore per accompagnamento al lavoro e all’occupazione; circa 20 ore per un servizio di informazioni basilari e indicazioni socio-

sanitarie (“dove prendo i farmaci?” “dove erogano i soldi per l’affitto?”, ecc.) oltre ad accompagnare il paziente in alcuni colloqui significativi;

6.

circa 20 ore per accompagnamenti e visite mediche, controlli, ricette ecc...

Finalità essenziali del progetto sono dunque le seguenti:

incrementare il benessere delle persone coinvolte attraverso un percorso di

consapevolezza e valorizzazione dell'esperienza vissuta;

offrire ai pazienti la possibilità di un sostegno efficace mediante il confronto

con una persona che ha vissuto problematiche simili;

mettere a disposizione un’opportunità occupazionale qualora non sia

possibile trovare altre forme lavorative. Inoltre con l'attività proposta in questo progetto, è possibile:

 

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ridurre lo stigma; dare spazio ad attività di sensibilizzazione e quindi di inclusione.

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Il progetto “Successo formativo” Un’azione di sistema per la lotta all’abbandono scolastico Francesco Campana Il progetto Successo Formativo raccoglie e assorbe in sé quattro distinti progetti dai nomi inusuali, che sono già entrati nel linguaggio abituale della Associa-zione: EDAS, GOAL,

EDUCONS,

EDUBES.

Questi

progetti,

che

riprendono, in parte, precedenti esperienze, sono partiti a novembre di quest’anno. Mirano a prevenire e contrastare i fenomeni di dispersione e abbandono scolastici. Pertanto Successo Formativo è rivolto a ragazze e ragazzi che

vivono

in

condizioni

di

particolare

svantaggio

personale, sociale, familiare o legato alla sfera degli apprendimenti. Questi fattori determinano situazioni di carenza e privazione che in genere incidono in modo rilevante

sull’andamento

scolastico,

rendendo

molto

difficoltoso se non impossibile il successo nei risultati. In tal modo si avvia un circolo vizioso: esiti scolastici negativi alimentano insofferenza e rifiuto nei confronti dell’istituzione e delle sue modalità, accrescendo demotivazione e mancanza d’impegno, così che i risultati si fanno ancor più fallimentari. Il gruppo di lavoro che ha elaborato il progetto è composto da: Irecoop Bolzano, ente capofila, La Strada – Der Weg e Arci Ragazzi Bolzano, come enti attuatori. Le azioni sono finanziate dal Fondo Sociale Europeo, il cui consistente sostegno finanziario permette un sostanziale ampliamento delle attività, ma comporta numerose fatiche dovute ai rigorosi vincoli amministrativi. L’ampiezza e la complessità del progetto hanno richiesto l’assunzione di un numero significativo di figure specifiche, in particolare di educatori.

Successo Formativo è stato fortemente voluto dall’Intendenza Scolastica in lingua italiana, che ha deciso di avviare un’azione di sistema volta al perseguimento degli obiettivi sopra esposti, mediante azioni programmate, coordinate e Internos dicembre 2018

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centralizzate in un nucleo operativo composto dalle organizzazioni coinvolte. Si intende dunque oltrepassare la pratica degli interventi tampone ed emergenziali. Al contempo il progetto valorizza e fa tesoro di esperienze precedenti, come il progetto Anni in tasca avviato nel 2012 ed esperienze attuate fuori provincia, come Provaci ancora Sam straordinaria iniziativa in atto a Torino. Il progetto si rivolge in particolar modo a coloro che: 1. presentano un curriculum scolastico caratterizzato reiterati,

da

ripetenze,

prolungate

ritardi

assenze

non

fuoriuscite

non

motivate; 2. hanno

avuto

formalizzate dal sistema scolastico; 3. sono stati soggetti a interruzioni non motivate di un corso di studi. Sono previsti interventi in tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado, ossia nelle scuole medie, e in alcune classi del biennio degli istituti secondari di secondo grado della Provincia di Bolzano, comprendendo Bressanone, Brunico, Merano, Bassa Atesina. Le principali azioni preventive ideate sono:  interventi diretti a contrastare e ridurre il fenomeno della dispersione scolastica attraverso azioni educative mirate, anche oltre l’orario scolastico;  azioni di compensazione e recupero, per riavvicinare ai percorsi formativi gli studenti che si trovano in una situazione di effettivo abbandono, con l’obiettivo di rimotivarli all’apprendimento;  valorizzazione di pratiche laboratoriali;  orari scolastici flessibili;  formazione di docenti ed educatori scolastici;  un governo unitario del progetto, affidato ad una cabina di regia, per coordinare azioni e interventi. Numerosi istituti scolastici hanno aderito all’iniziativa, individuando già nei mesi scorsi gli studenti da inserire nel progetto per frequentare percorsi personalizzati. All’interno della scuola lo studente è supportato dalla presenza di educatori, 18

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psicologi scolastici e orientatori. Nel concreto il lavoro degli educatori si basa su un approccio individualizzato che punta su:  rimotivazione all’apprendimento di ciascuno studente, recuperando o attivando nuove risorse emotive e interiori, in vista di un percorso di crescita e un progetto di vita;  laboratori per sviluppare nuove e trasversali competenze;  sviluppo di percorsi di apprendimento alternativi;  accompagnamento in situazione di crisi;  sostegno alla socializzazione. Per ogni istituto scolastico è previsto, accanto agli educatori direttamente impegnati negli interventi con gli alunni, un tutor che fa da tramite con il coordinatore di riferimento.

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Event anlässlich des welt-tages der psychischen gesundheit Silvia Pochiesa Auch in diesem Jahr hat der Verein La Strada-Der

Weg an der Organisation des Welttages des psychischen

Gesundheit,

Sanitätsbetriebe

Bozen,

initiiert

teilgenommen.

vom Am

12.

Oktober um 17.30 Uhr fand ein Konzert im Eureka

Café statt, wo die Gruppe "Twenty Eyes" mit Coverversionen berühmter Sänger das Publikum

Pochiesa, eine Kollegin der Rehagemeinschaft St. Isidor, und Carlotta Ficco, begeisterte.

Silvia

Verantwortliche für den Suchtbereich, erzählten kurz die Geschichte des Vereines, lieferten einige Daten und stellten allen Anwesenden die verschiedenen Dienste des Bereiches Abhängigkeit vor.

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Tratta e sfruttamento Il progetto Alba ad Innsbrück per sensibilizzare sulla tematica Michael Wegleiter Il 3 dicembre, presso il Management Center Innsbruck (MCI), si è svolto un convegno internazionale, intitolato “Fachtagung Frauenhandel”, sulla tematica della tratta e dello sfruttamento, con un focus particolare sulle donne nigeriane. Tratta e sfruttamento rappresentano oggi più che mai per le reti criminali transnazionali un enorme business, che ogni anno frutta svariati miliardi di euro. Si tratta di un industria globalizzata che interessa tutto il pianeta e che, secondo alcune stime, è collegata per l’80% allo sfruttamento sessuale (il 20% coinvolge minori). Privare le persone della libertà, sfruttarle e venderle come merci a fini di profitto, costituisce una grave violazione dei diritti umani. Oltre allo sfruttamento sessuale, le vittime sono schiave del lavoro (in agricoltura, nei laboratori manifatturieri, nel lavoro domestico e altro), delle economie illegali forzate (spaccio di stupefacenti, furti e altro), dell’accattonaggio e sono coinvolte in matrimoni forzati. Proprio per facilitare la fuoriuscita dalla condizione di sfruttamento e potersi riappropriare dei propri diritti, nel 2003 è nato il Progetto Alba, su iniziativa

dell’Ufficio famiglia, donna e gioventù (oggi Ufficio per la tutela dei minori e l’inclusione sociale) della Provincia autonoma di Bolzano e grazie a dispositivi di legge (art. 13 DL 228/03, art. 18 DL 286/98) che prevedono la realizzazione di progetti di assistenza e protezione sociale, con l’obiettivo dell’inserimento sociolavorativo per persone vittime di tratta e sfruttamento. Il convegno, introdotto dalla Landesraetin Gabriele Fischer, si è svolto l’intero pomeriggio e la sera del 3 dicembre. Sono stato invitato e sono intervenuto come relatore in qualità di coordinatore della Fase di Accoglienza del Progetto Alba. Ho esposto come l’Italia fa fronte a questo fenomeno, così complicato. Internos dicembre 2018

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Oltre all’Italia erano presenti un’esponente dell’antitratta Austriaca e una della Germania; moderatrice del convegno un’esponente dell’OIM (Organizzazione Internazionale della Migrazione). Nel pomeriggio i relatori dei tre paesi hanno esposto, per un pubblico di soli esperti, il funzionamento, le leggi e i progetti antitratta dei rispettivi paesi. Successivamente le tematiche sono state approfondite in diversi tavoli di lavoro. L’appuntamento serale era aperto a tutta la cittadinanza; la tematica ha suscitato grande interesse dato che tutti i posti della sala convegni erano occupati. Il convegno è stato un’ottima occasione per uno scambio internazionale di buone prassi nella lotta contro la tratta e per la sensibilizzazione della popolazione su una tematica ancora troppo nascosta.

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Al Tavolo diocesano per prevenzione degli abusi sessuali Marina Bruccoleri “Vedere. Riconoscere. Agire preventivamente nel conte-

sto della sessualità infantile” è il titolo del convegno sulla prevenzione degli abusi sessuali sui minori che si è svolto lo scorso 23 ottobre al Centro pastorale di Bolzano. La diocesi di Bolzano-Bressanone è l’unica in Italia ad aver avviato un intervento strutturato per guardare in faccia e affrontare la realtà delle violenze sui minori verificatesi al proprio interno, ad opera di preti, religiosi, laici che operano per la diocesi. Ha dunque deciso di individuare delle figure esperte e responsabili per incontrate vittime di abusi passati e affrontare situazioni di violenza nel tempo presente. Ha istituito il “Servizio specialistico per la prevenzione e la tutela dei minori da

abusi sessuali e da altre forme di violenza ”, guidato da Gottfried Ugolini, prete e psicologo. Tre anni fa è stato creato un tavolo, a cui sono stati convocati esperti, religiosi e laici, provenienti da diversi ambiti operativi e professionali. Di questo Tavolo faccio parte in rappresentanza dell’Associazione La strada-der Weg. L’Associazione è infatti una voce autorevole e compete nell’ambito della violenza sui minori, avendo avviato già nel 2011 il progetto PTT (Prevenzione Tutela Terapia), finanziato tramite un bando della presidenza del consiglio dei ministri, che ha messo in rete i principali servizi e istituzioni dell’Alto Adige per elaborare delle linee guida ancora oggi utilizzate. Ha inoltre realizzato tredici incontri formativi specifici, con autorevoli esperti locali e internazionali, riscuotendo una significativa adesione e partecipazione di pubblico. Gli altri componenti del Tavolo di esperti sono:  Brigitte Andres, Psychotherapeutin  Johanna Brunner, Theologin, Sozialarbeiterin, Leiterin des Amtes für Ehe und Familie der Diözese  Maria Ricciarda Cavosi, Psicologa e psicoterapeuta Internos dicembre 2018

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 Markus Felderer, Leiter des Amtes für Schule und Katechese  Barbara Fontana, Pädagogische Mitarbeiterin, Diözesane Jugendstelle  Giancarlo Giupponi, Psichiatra, Ospedale Bolzano  Guido Osthoff, Theologe, Sozialpädagoge, Bereichsleiter Caritas  Michael Reiner, Psychologe, Young & direct  Lukas Schwienbacher, Bildungs- und Erziehungswissenschaftler, Sexualpädagoge, Mediator, Forum Prävention  Gottfried Ugolini, Priester, Psychologe  Patrizia Vergnano, Avvocata, Direttrice del Consultorio familiare L'Arca Il Tavolo ha i seguenti compiti:  fornire pareri competenti a partire dai propri osservatori professionali  elaborare un documento condiviso  offrire il contributo di laici al progetto messo in atto dalla Diocesi  organizzare un evento pubblico annuale dedicato ai temi della prevenzione degli abusi sessuali Il vescovo Muser ha sempre creduto in questa iniziativa e l’ha sostenuta in modo incondizionato anche tramite il vicario,

don

Runggaldier,

che

partecipa al Tavolo. Lo confermano le parole chiare e accalorate dei suoi interventi:

Come Diocesi vogliamo assumere la responsabilità che abbiamo nei confronti delle vittime, ma anche del loro ambito familiare, dove e ogni qualvolta si è verificato un abuso da parte di un sacerdote o di un religioso. E vogliamo agire con responsabilità anche dove e ogni qualvolta responsabili ecclesiali hanno minimizzato la realtà dell’atto criminoso o con le loro decisioni hanno voluto eliminarla. Ma le vittime hanno continuato a vivere o sono ancora in vita, così come il loro contesto di comunità, rimasto segnato dall’abuso. Un ambito che spesso era a conoscenza di quanto accaduto. Ma le persone erano troppo impotenti e anche indifese, spesso non sapevano a chi dovevano rivolgersi oppure non venivano ascoltate.

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Interiormente: pellegrinaggio tra i monasteri di clausura Marina Bolego Il pellegrinaggio di settembre ha toccato vari monasteri di clausura e il Santuario di San Gabriele ad Isola Gran Sasso. La nostra base era a Loreto, a pochi minuti dalla bellissima basilica che ospita il

Santuario della Santa Casa. Eravamo un bel gruppo, di una ventina di persone, con a capo la nostra guida Hartwig. Nei vari luoghi sacri che abbiamo visitato il nostro lasciapassare è sempre stato

don Giancarlo, che non mancava mai di far visita alle sue fonti di preghiera, per cui ci hanno sempre accolto con molta gioia e riconoscenza per il lavoro che l’Associazione svolge quotidianamente. Le Clarisse di Camerino, che abbiamo incontrato, erano nel mezzo dei grandi preparativi per la festa di inaugurazione della nuova chiesa. A causa del terremoto infatti il monastero ha subito gravi danni, a tal punto che la Comunità si è dovuta trasferire in un altro monastero. È

sorprendente

la

capacità

di

comunicare con energia e forza il loro impegno quotidiano, a livello spirituale e operativo; lo trasmettono raccontando

il

loro

vissuto

giornaliero e come hanno vissuto e affrontato insieme i momenti tragici seguiti al terremoto: sono uscite dalla loro clausura e hanno cercato di dare conforto concreto alle persone in difficoltà. Per non parlare della loro brillante simpatia, pronte alla battuta, disponibili anche Internos dicembre 2018

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alla goliardia con una foto in cui indossano il nostro foulard personalizzato. Non sono state da meno le Suore Passioniste di Loreto che ci hanno invitati alla loro festa per il rinnovo dei voti al 25° e 60° anniversario.

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INTERNOS Edizione/Ausgabe: Nr.04/2018- Dicembre/Dezember 2018 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Bolzano il 06.08.2018 R.G. n. 3006/2018 Ermächtigung Landesgericht Bozen 06.06.2018 nr. 3006/2018 Associazione – Verein “La Strada - Der Weg ONLUS” Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org Realizzazione/Ausführung: Centro Studi e Biblioteca Direttore responsabile/presserechtlich Verantwortlicher: Massimo Antonino Redazione/Redaktion: Massimo Antonino, Francesco Campana, Fabrizio Mattevi,

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Internos Nr.4_dicembre/Dezember 2018_La Strada - Der Weg ONLUS by Associazione La Strada - Issuu