4/2017
internos
April Aprile 2019
Speciale pellegrinaggi Sonderausgabe Ăźber Wallfahrt
SOMMARIO
Introduzione ........................................................................................ pag. 03 Carmelitane di Firenze e Clarisse di CittĂ della Pieve ............................... pag. 05 Clarisse di Perugia ................................................................................ pag. 07 Clarisse di Camerino ............................................................................. pag. 10 Passioniste di Loreto ............................................................................. pag. 12 Clarisse di Urbino ................................................................................. pag. 14
Le immagini che corredano il testo sono state scattate da Paolo Spo-
laore, nel corso del viaggio.
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Introduzione
La storia dell’Associazione è segnata dalla relazione con alcuni monasteri claustrali. Don Giancarlo, il fondatore, ha sempre integrato l’impegno nell’azione concreta con lo spazio lasciato alla preghiera e alla contemplazione. La dimensione della fede e l’esperienza interiore dell’ascolto hanno sostenuto Giancarlo nelle battaglie e nei momenti di difficoltà, tensione, scoramento. Dalla consapevolezza che l’agire degli uomini si inserisce all’interno del disegno provvidenziale di Dio viene il rapporto privilegiato con quei luoghi speciali che sono conventi e monasteri: spazi di silenzio, raccoglimento, meditazione, invocazione. Si è andata così sviluppando una relazione privilegiata con alcuni monasteri e alcune comunità claustrali, soprattutto di clarisse, l’ordine fondato da Santa Chiara. Il rapporto di vicinanza e condivisione si è alimentato per via epistolare, con i contatti telefonici e attraverso visite e incontri diretti, se pur mitigati dai vincoli posti dalle regole della clausura. In tal modo si è creata la tradizione di organizzare dei pellegrinaggi presso queste comunità sorelle. Hartwig Seifert è promotore e anima di queste proposte di Internos 2019 - Pellegrinaggi
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viaggio. L’ultima uscita si è svolta dal 2 al 5 febbraio scorso.
Hartwig ha chiesto ad alcuni partecipanti di scrivere un breve resoconto della visita, assegnando a ciascuno il racconto della visita di un monastero. Ne è nata questa testimonianza, breve ma significativa. Questa sequenza di ricordi, immagini, emozioni, impressioni consente di confrontarsi con il mistero: il mistero di chi scegli di dedicare la propria vita alla preghiera, il mistero dell’intreccio fecondo di azione e contemplazione, il mistero di una esistenza di clausura che è al contempo apertura e condivisione dell’umanità sofferente.
Fabrizio Mattevi
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Carmelitane di Firenze e Clarisse di Città della Pieve Enrico Zuliani Il primo incontro lo abbiamo avuto con le Suore Carmelitane di Santa Maria Maddalena de´ Pazzi. Per alcuni di noi era il primo incontro in assoluto con suore di clausura e la curiosità si mischiava all´emozione di essere in questo monastero, appena sopra Firenze, da cui si gode uno splendido panorama sulla città, con la cupola del Brunelleschi che ne arricchisce il profilo. L´incontro con Suor Maria Maddalena (al secolo Rita Huber, nativa di Pfundres in val Pusteria) è stato veramente toccante. Suor Maria Maddalena, contenta di incontrare gli amici della Strada, ci ha raccontato la sua storia: il lavoro degli anni giovanili, il percorso di fede con gli assistenti spirituali e infine la vocazione claustrale relativamente tardiva in quanto è entrata nel monastero a quarantotto anni. La gioia che diffondeva con le sue parole e il suo sguardo attento ai bisogni di chi le sta intorno (noi, le consorelle ammalate, la famiglia lontana) ci hanno colpito nel profondo. Noi, “neofiti” dei monasteri, abbiamo capito che gli incontri di queste giornate avrebbero lasciato il segno nelle nostre anime. La serata si è conclusa nel coro del monastero con la Santa Messa, celebrata naturalmente da don
Michele, alla presenza di tre delle suore di clausura, dalle quali ci siamo poi congedati con l´impegno di una prossima visita. Il giorno seguente siamo stati ospiti delle Clarisse di Città della Pieve. Il Monastero si trova proprio nella parte alta del paese, con vista sulle colline toscane. Siamo giunti il mattino presto, accompagnati da una leggera pioggia e un filo di nebbia. Don Michele ha celebrato la santa messa nella chiesa del monastero, divisa in due da una grata che separa dalla clausura. La messa alla presenza di più di venticinque Clarisse è stata molto coinvolgente, Internos 2019 - Pellegrinaggi
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arricchita dal coro delle suore che avvolgeva la chiesa. In onore della Strada e nel ricordo di don Giancarlo, le suore hanno intonato all´offertorio la Canzone di san Damiano. Ci siamo così sentiti parte del Monastero e abbiamo capito che La Strada è nel cuore delle Clarisse. Durante l´incontro siamo entrati subito in sintonia con suor Chiara Lucia e con
suor Antonella. Le suore hanno mostrato di essere contente della nostra visita e si sono rese disponibili a un ascolto attento e profondo. Più il tempo passava, più entravamo in comunione e aprivamo reciprocamente i nostri cuori.
Suor Antonella vive la sua cecità mettendo a disposizione il suo talento musicale e vive con partecipazione la comunità, ironizzando persino sul suo handicap.
Suor Chiara Lucia ci ha colpiti per la sua spiritualità fresca e gioiosa, per la sua disponibilità al dialogo. Si sono poi aggiunte Suor Esther e la badessa Madre Manuela, che ci hanno salutato cordialmente. L’incontro ha arricchito spiritualmente il nostro gruppo.
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Clarisse di Perugia Hartwig Seifert Lasciato CittĂ della Pieve a mezzogiorno ci siamo diretti verso Perugia, dove siamo arrivati dopo circa un'ora. Dopo aver parcheggiato a Monteripido, nostra dimora odierna, ci siamo incamminati per raggiungere il mitico ristorante Dal mi cocco per un succulento pranzo. Le Clarisse ci aspettavano per le 15,30 pertanto non avevamo fretta. Giunti sul posto, ecco madre Sara Donata che ci riceve e ci dĂ il benvenuto nel suo monastero. Dopo i convenevoli di rito ci invita subito a visitare l'affresco del Perugino La Madonna del-
le Grazie, un'immagine della Madonna piuttosto grande, con colori molto vivaci, in un contesto di campagna probabilmente umbro-toscana, posta oggi alla fine di un corridoio in clausura, accessibile con dispensa del vescovo, anche a pellegrini come noi. Vediamo e sentiamo che madre Sara per prima ĂŠ affascinata da questo capolavoro, riesce a trasmettere questa sensazione a tutti noi con grande maestria. Con dovizia di particolari la madre ci spiega le singole figure, concludendo con i due santi che si trovano ai lati: San Antonio
Abate e Sant' Antonio da Padova. Questo affresco si chiama anche dell'Immacolata e in suo onore, una volta all'anno, a dicembre, viene celebrata una santa messa proprio in questo luogo. Anche don Internos 2019 - Pellegrinaggi
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Giancarlo ha avuto la possibilità di celebrare qui la santa messa non molti anni fa. Prima di lasciarci, madre Sara ci ricorda che in chiesa, più tardi, durante la celebrazione dei vespri, ci sarà un altro capolavoro da vedere.
Segue l'incontro con suor Maria Chiara, già badessa dal 2003 al 2009, che conosce molto bene la storia de La Strada - der Weg. Maria Chiara, per scrupolo, si era preparata una catechesi, ma abbiamo finito per fare noi le domande a lei, che, con la sua nota profondità, ha saggiamente risposto a tutti i nostri interrogativi. Nel frattempo era arrivata l'ora dei vespri e così siamo finalmente entrati in chiesa. Bisogna sapere che l'anno scorso le sorelle avevano deciso di installare nel loro coro, dietro alla grata in chiesa, un impianto di riscaldamento, dopo anni che in inverno avevano patito il freddo per la mancanza dello stesso. Spostando il coro, per poter iniziare i lavori, hanno trovato un affresco del 1400, Il miracolo della fonte, dove si vedono Maria e Giuseppe insieme a due ragazzini, che sono Gesù e Giovanni Battista, che si abbracciano e giocano insieme. A questo punto tutti i piani sono saltati e per salvaguardare questo affresco si é pensato bene di spostare completamente il coro delle suore e di spostare la chiesa nella parte che prima occupava il coro stesso, così l'affresco é ben visibile a tutti.
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Abbiamo recitato i vespri con le Clarisse e avuto cosĂŹ la possibilitĂ di vedere anche
suor Chiara Speranza e suor Agnese. Dopo i vespri, come da accordi, madre Sara ĂŠ venuta ancora in parlatorio a salutarci e noi abbiamo preso la via del monastero di Camerino.
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Clarisse di Camerino Giovanni Salghetti "Partiti da Perugia di buon mattino (succede sempre con Hartwig), siamo arrivati al Monastero delle Suore Clarisse di Camerino. Ad accoglierci, con un sorriso e una bonomia contagiosi, la Vicaria suor Cristiana, che ci ha offerto del the con deliziosi pasticcini di loro fattura e ci ha illustrato a lungo la vita conventuale. Sono in tutto cinque consorelle, la Badessa Chiara
Laura, suor Nicoletta, suor Vittoria e suor Vicky, tutte molto solerti, ben affiatate, direi solari.
Dopo i terremoti del 2016 e 2017 tutto il centro storico di Camerino è classificato "zona rossa", e quindi è inaccessibile. Qua e là qualche insediamento più consistente di prefabbricati, anche isolati tra loro e su terreni degradanti. Il monastero è stato gravemente lesionato, ma in gran fretta è stata costruita una vasta cappella (con annessi ambienti conventuali), che può accogliere un centinaio di persone; è praticamente l'unica chiesa della cittadina, aperta anche ai residenti per le funzioni. Attorno si scorge alquanta desolazione e i volti degli abitanti , soprattutto di quelli più anziani, sono per lo più segnati dal dolore e dalla fatica, nonché dall'incertezza della ricostruzione, che secondo un negoziante del posto richiederà tempi lunghi,
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dell'ordine di 20-30 anni, con il pericolo dello spopolamento, già in atto per le persone che possono essere ospitate da figli e parenti che vivono altrove. Ecco quindi che, su sollecitazione del Vescovo, il Convento si è aperto a rinsaldare nella fede e nell'amicizia gli animi dei fedeli della zona. Alcune sorelle si dedicano in particolare alla catechesi e all'intrattenimento di bambini e di ragazzi. La Santa Messa, celebrata da don Michele, accompagnata dai canti e dalle letture delle consorelle, è stata intensamente partecipata. La mattinata è volata, abbiamo vissuto assieme alle Clarisse momenti di forte spiritualità e fraterna condivisione. Per paradosso, anche il terremoto ha favorito un certo distacco dalla quotidianità. Al momento dei saluti, e non sono mancati abbracci affettuosi, siamo stati presi dalla malinconia, ma anche dalla certezza che il Monastero, nell'assiduità della preghiera e della contemplazione, oltre che nell'alleviare le tante solitudini e necessità della popolazione circostante, è diventato un avamposto della ricostruzione. Arrivederci "sorelline", ve lo abbiamo promesso".
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Passioniste di Loreto Paolo Spolaore Mi chiedo perché fra tutti i conventi di clausura con cui intratteniamo rapporti, quello delle Passioniste di Loreto sia il mio preferito. Forse perché degli altri conventi mi rimane sempre una sensazione di freddo e di buio dei parlatori, o il clima spesso inclemente, o le strade chiuse e in ombra … Loreto è diversa. La ricordo praticamente solo col sereno, con la vista che si spinge fino al mare, così che la brezza pare impregnata di salsedine. E poi la sensazione di “ala protettiva” della RoccaBasilica e della Santa Casa … Indubbiamente questi fattori “geografici” giocano il loro ruolo, ma ciò che prevale per me è l’ambiente umano. Queste Sorelle, al di là della sconfinata affabilità, rappresentano parte della storia dell’Associazione. Oltre alla Badessa emerita Suor
Maria Pia, che ci accoglie da anni, l’attuale Madre Mariangela con Suor Monica e Suor Olga sono anche il frutto di una pesca miracolosa di don Giancarlo tramite la proposta dell’Anno di Volontariato per le ragazze. Le
abbiamo visitate
l’ottantacinquesimo
nello scorso settembre
della
in
una
triplice
ricorrenza:
fondazione
del Convento, il sessantesimo della professione
di
Suor Maria Pia
e
rispettivamente del venticinquesimo di
Suor Mariangela; le abbiamo ritrovato ora, come se ci fossimo lasciati da poco,
sempre
accoglienti,
affabili,
pronte ad ascoltare e a informarsi sui nostri
problemi,
associativi
e
individuali, riallacciandosi anche alle periodiche telefonate intercorse fra noi. Nell’incontro abbiamo l’occasione di presentare il nostro “nuovo” Assistente 12
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ecclesiastico-spirituale don Michele, nonchĂŠ Enrico e Giovanna, che ci devono lasciare per il rientro anticipato. Il resto del gruppo si sofferma ancora, per spostarsi poi in chiesa. La Santa Messa con inserimento dei Vespri offre a don
Michele l’occasione di cementare l’amicizia anche sul piano liturgico. Ci lasciamo nuovamente con un caldo arrivederci.
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Clarisse di Urbino Marisa Dallago Dopo la visita alla Santa Casa di Loreto ci mettiamo in viaggio per raggiungere l’ultimo convento del nostro pellegrinaggio, il monastero di Santa Chiara di Urbino. Accolti in parlatorio dall’affettuoso benvenuto di suor Eleo-
nora, siamo stati poi invitati ad andare in chiesa per partecipare alla Santa Messa che avrebbe celebrato don Michele. Ci siamo accomodati nei banchi riservati ai fedeli che si trovano in uno spazio dal quale si può osservare l’altare ma non il luogo in cui si raccolgono in preghiera le sorelle claustrali. Ecco subito il primo gesto di apertura e di condivisione: una suora ci ha detto di spostarci e di prendere posto a fianco dell’altare e così tale collocazione, nonostante i due spazi fossero separati dalla grata, ha permesso che ci sentissimo tutti vicini non solo con lo spirito, ma quasi anche fisicamente. È il 5 febbraio, festa di Sant’Agata martire e don Michele sottolinea la bellezza del donarsi a Cristo e della fede nel Signore; le sue parole sono coinvolgenti e mi rendono emotivamente partecipe, inducendomi a godere del clima di serenità che aleggia in chiesa. Conclusa la Santa Messa ci aspetta l’incontro in biblioteca, noi da una parte e quasi tutte le “sorelline” dall’altra, separati soltanto da un bancone. La loro accoglienza è fantastica, i loro volti irradiano gioia, serenità, allegria. Qualche monaca ricorda la visita di don Giancarlo, per altre si tratta di capire come sia iniziata La Strada-der Weg, e il perché della scelta di tale nome. Inizia Hartwig raccontando come sia venuto a conoscenza dell’esistenza di questo luogo, spinto dal “ricordo” inviato in associazione da una delle sorelle, nella cui agenda era annotato l’indirizzo di don Giancarlo.
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A Hartwig quindi un grazie per aver ripreso i contatti con tale realtà, ma sono certa che non può trattarsi solo di casualità: il Regista di tutto non può che essere stato il Signore.
Hartwig, prima di passare la parola, “rivela” alle suore che è il giorno del mio compleanno: parte subito uno spontaneo e inaspettato canto di auguri che mi ha davvero emozionata (ed è il secondo della giornata, perché un primo momento di festa, con fiori e regali, mi era stato riservato dalla componente maschile della comitiva già al mattino, all’arrivo in sala per la colazione). Dopo questo piccola divagazione i due soci fondatori, Paolo e Giovanni, impegnati ancora dopo quaranta anni, tracciano una panoramica molto dettagliata sulla storia de La Strada-der
Weg, su come sia nato il nome, sul suo non sempre facile cammino, sulle varie attività, gli attuali servizi, il tipo di utenza, sulle attuali necessità per le quali si dovrà pensare di farsi carico, sul “dopo di noi”. Tocca quindi a don Michele: per lui di fatto si tratta di un ritorno in Associazione, anche se riferisce di aver trovato ora tutta un’altra realtà: egli è arrivato una prima volta circa trenta anni fa per il servizio civile e successivamente come diacono. Ora il suo impegno sarà diverso, ma in Associazione siamo felici della sua presenza e certi che saprà sostenerci. Ci rincuora il suo desiderio di accompagnarci, la sua voglia di approfondire la conoscenza dell’Associazione in tutti i suoi aspetti, di riallacciare relazioni con il territorio, di avviare “cammini di fede”.
Paolo, chiamandomi “cucciola”, mi invita a descrivere il mio impegno in Associazione e così parlo di volontariato, delle relazioni con gli operatori, con l’utenza. Tutto questo per rispondere alle domande delle suore, che comunque sembrano quasi incredule nel sentire quanto sia stato fatto e quanto ci sia ancora da fare in Associazione, esternando stima e ammirazione. Ma anche noi siamo curiosi e per questo chiediamo di parlarci di loro.
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Si presentano una ad una, con il loro nome, il luogo dal quale provengono, dicendoci da quanti anni sono in convento, qualcuna parlandoci anche di ciò che aveva fatto prima e dei propri studi. Tra l’altro ci viene detto che l’11 maggio per suor Maria Sara sarà un grande giorno, perché farà la promessa perpetua di donarsi al Signore. C’è un filo conduttore che lega tutte: la gioia che emana dai loro volti, la serenità dei loro animi, la felicità di trovarsi tra “amici”. Sembra che non esista il tempo, che ci conosciamo da sempre, che sia una rimpatriata tra compagni di scuola ed è bello respirare quest’aria … Ora però è il momento dei saluti, ma non mancano le sorprese: le sorelle ci hanno preparato il pranzo in parlatorio, che si conclude anche con il dolce con le “candeline” per me … e riecco quasi tutte le suore arrivare in parlatorio. Mi invitano a soffiare sul fatidico numero “70” e seguono ancora auguri ed abbracci prima di congedarci. Devo dire che è stato un incontro che rimarrà per sempre in me, ho sperimentato affetto e amicizia, alla mia famiglia se n’è aggiunta un’altra e vi assicuro che è stato bello “fare festa” in questo modo alternativo. Grazie a tutti, claustrali e compagni di viaggio!
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INTERNOS Edizione/Ausgabe: Nr.01/2019- Speciale Pellegrinaggi/Sonderausgabe über Wallfahrt Pubblicazione registrata presso il tribunale di Bolzano il 06.08.2018 R.G. n. 3006/2018 Ermächtigung Landesgericht Bozen 06.06.2018 nr. 3006/2018 Associazione – Verein “La Strada - Der Weg ONLUS” Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org Direttore responsabile/presserechtlich Verantwortlicher: Massimo Antonino Redazione/Redaktion: Massimo Antonino, Francesco Campana, Fabrizio Mattevi,
Lena Prossliner, Dario Volani Grafica/Grafik: Massimo Antonino Se vuole devolvere il 5 per mille Falls Sie 5 Promille Ihres Einkommens schenken möchten a favore di Associazione/Verein “La strada – Der Weg Onlus” Codice fiscale 80020390219 Se vuole fare una donazione / Falls Sie eine Spende machen möchten IBAN – IT29 R060 4516 0800 0000 139000 Grazie/Danke
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