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NATURA DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

il CINGHIALE (Sus scropha)

A cura del circolo Larus Legambiente Scheda tecnica: Stefano Raimondi Grafica: Francesca Cocco


il CINGHIALE (Sus scropha)

Mammifero appartenente alla stessa famiglia d el maiale (di cui ne rappresenta il progenitore), il cinghiale fa parte degli ungulati, cioè animali i grado di “camminare sulle unghie” che normalmente si modificano opportunamente per sostenerne il peso. Dal caratteristico grugno conico allungato e con una pelliccia densa e setolosa, il maschio di cinghiale si caratterizza per avere delle zanne sporgenti. La forma generale del copro è tozza, con collo e tronco corti mentre i piccoli si differenziano dagli adulti per avere un tipico manto a strisce. I nuovi nati, infatti, nei primi periodi di vita sono più vulnerabili e meno in grado di proteggersi dai predatori; ecco che un mantello con queste caratteristiche, aiuta l'animale a mimetizzarsi cripticamente (cioè a confondersi con il colore di sfondo dell'ambiente che lo ospita). Di abitudini tipicamente crepuscolari, come del resto la maggior parte della mammalofauna del Parco, il cinghiale ha attività prevalentemente notturna potendosi spostare per lunghe distanze alla ricerca di cibo che è in realtà assai vario e differenziato, data la sua propensione ad essere un tipico onnivoro; prevalgono, nella sua dieta, sicuramente i vegetali (particolarmente appetiti sono, tra gli altri, bulbi, tuberi e, nella foresta del Circeo, in particolare le ghiande


che abbondano in autunno ed inverno) ma anche organismi animali sono ricercati, là dove soprattutto il cinghiale può svolgere il suo ruolo di “spazzino” non disdegnando carcasse di altri animali. Va infatti specificato che non si tratta di un predatore, quindi non ha attitudini a cacciare attivamente altri mammiferi, ma può essere invece a sua volta preda di carnivori. Tale situazione, nel Parco Nazionale del Circeo, è praticamente inesistente e si può affermare che, al suo interno, il cinghiale non abbia bisogno di guardarsi le spalle (bracconieri a parte!) essendo scomparso localmente il suo predatore naturale, cioè il lupo. Anche per qu esto motivo il suo numero può talvolta diventare eccessivo; in altri territori in Italia, invece, la presenza del lupo rappresenta il fattore di eccellenza per la sua naturale regolazione numerica. I cinghiali sono animali solitari o al limite che vivono in piccoli gruppi; i maschi sono separati dalle femmine eccetto in inverno, il periodo del calore e quindi degli accoppiamenti (le nascite avvengono in primavera o all'inizio dell'estate). Nel mito più importante che riguarda il territorio del Circeo, quello dell'Odissea di Omero che proprio in questi luoghi ambienta uno degli episodi più celebri della sua opera più nota, non è il cinghiale in prima persona, ma il suo diretto discendente ad essere protagonista del famoso incontro tra Ulisse e Circe “riccioli belli” la quale trasforma appunto i maiali i compagni di viaggio dell'eroe omerico. E' peraltro vero che invece il cinghiale in quanto tale è al centro di molti altri episodi mitologici, a partire dal mito di Ercole in partico-


lare in riferimento alla sua quarta fatica, che si conclude con l'inizio della ricerca del Vello d'oro dopo la cattura di un enorme esemplare portatore di scompiglio e devastazione. Ma il simbolismo di questo animale in quanto incarnazione della forza della natura quale componente essenziale della vita, lo ritroviamo negli antichi testi induisti come incarnazione della forza creatrice che dà inizio all'impulso vitale, ma anche come un'ambita preda da cacciare per il suo elevato simbolismo di potere spirituale nell'antica tradizione cinese. E se la tradizione orientale è ricca di rimandi di questa natura come testimonia anche il sostanziarsi del cinghiale nel dodicesimo segno zodiacale in Giappone sempre associato, anche dallo shintoismo, allo spirito impavido e al coraggio, è anche nella tradizione celtica che il cinghiale rappresenta l'audacia, il potere innato e inconsapevole della forza divina allo stato selvaggio, di valori come la tenacia e l'eroismo ritrovandolo infatti spesso raffigurato su elementi delle armature di guerra. In Europa, dopo l'avvento del cristianesimo, il cinghiale inizia a diventare la rappresentazione del male paragonato al diavolo e identificandolo come animale pagano e quindi antitesi delle virtù cristiane. L'immagine però spesso attribuitagli di essere sporco e non curato di sé è del tutto sbagliata; vi potrà capitare infatti di incontrare, nel folto della foresta demaniale del Circeo, delle strisciate di fango sugli alberi ad una certa altezza dal suolo. Si tratta di tipiche tracce della presenza di questo mammifero, che ama invece prendersi cura del proprio corpo facendo dei rilassanti, ma soprattutto benefici bagni nelle piscine naturali in foresta per poi grattarsi via il fango essiccatosi sulle cortecce; un vero e proprio “trattamento di bellezza” che gli consente di liberarsi dai molti parassiti che si annidano nella pelliccia. Un animale sicuramente sorprendente, da considerare con rispetto.

Il cinghiale  

Il cinghiale del Parco Nazionale del Circeo