Povertà sempre più diffusa: il Bilancio sociale 2025 della Caritas diocesana vicentina
Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica
ESTATE DA VIVERE: LE MILLE OCCASIONI
Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.
La Sanità
Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.
PER CHI SCEGLIE IL VENETO
Sanità territoriale, Ulss 8 Berica completa tutti gli interventi previsti dal Pnrr
C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).
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BASILICA PALLADIANA: L’ESTATE AL ROOFTOP BAR
Ammirare il tramonto sui tetti della città, con le montagne che fanno da suggestivo sfondo. Questa la prerogativa della splendida terrazza della Basilica Palladiana che da venerdì 31 luglio e per tutto il mese di settembre sarà aperta venerdì, sabato e domenica. L’ingresso è compreso nel biglietto del monumento: intero 6 euro, ridotto 4 euro.
La Basilica Palladiana è una tappa imperdibile per chi visita Vicenza, è uno dei simboli della città e un capolavoro del Rinascimento italiano. Progettata nel XVI secolo da Andrea Palladio, sorge in Piazza dei Signori ed è celebre per il suo elegante loggiato a serliana, con archi a luce costante intervallati da intercolunni di larghezze diverse, che incornicia l’antico Palazzo della Ragione medievale. La struttura, con il suo tetto in rame, conferisce alla Basilica Palladiana un profilo inconfondibile da ogni angolo della città.
In attesa del nuovo progetto espositivo titolato “Ispirazione Europa” che si svilupperà con una trilogia di grandi mostre il cui ciclo verrà aperto il 13 novembre con “Italia Germania”, prima tappa di un racconto che proseguirà con “Italia Francia” nel 2027 e “Italia Spagna” nel 2028, fino al 26 luglio è possibile visitare la mostra “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”, rassegna antologica che attraversa mezzo secolo di fotografia.
Dopo la chiusura del monumento è possibile accedere alla terrazza e usufruire del servizio bar: fino a settembre il bar sarà aperto il mercoledì sera dalle 19 all’una; venerdì e sabato dalle 19 all’1; domenica dalle 19 alle 23.
L’ingresso è possibile con un biglietto intero da 2 euro o ridotto da 1 euro riservato ai residenti di Vicenza e provincia su esibizione di un documento di identità. Abbonamento da 10 euro che vale per l’intera stagione. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura In caso di maltempo la terrazza rimarrà chiusa.
Il bar è sempre aperto da venerdì a domenica
IL TURISMO SIAMO NOI
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Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di diff icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva. Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici
di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono diffuse a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio.
• Nicola Stievano
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UN PALCOSCENICO A CIELO APERTO TRA FESTIVAL, CINEMA E GRANDI MOSTRE
L’ estate vicentina è già iniziata sotto tutti i punti di vista, sia da quello climatico, che non ha fatto mancare le sempre più temute ondate di calore, ma anche, per fortuna, per quanto riguarda gli spettacoli estivi, che anche quest’anno hanno animato e animeranno piazze, corti, parchi, giardini e tanti altri luoghi del centro storico. Questo grazie anche ad un’offerta di spettacoli e attività per il tempo libero che si è indubbiamente ampliata come conferma l’assessore alla cultura e al turismo Ilaria Fantin.
«Possiamo affermare che la cultura in città non conosce più stagioni – sottolinea –. Oggi iniziative, eventi e spettacoli si susseguono senza interruzioni grazie al lavoro quotidiano del nostro Forum Cultura: una rete di realtà, istituzioni e associazioni che, attraverso le attività dei teatri in città, i numerosi festival, le iniziative all’interno del circuito dei musei civici e delle sedi museali partner, oltre ai tour guidati e a molte altre proposte dedicate ai turisti, contribuisce ogni giorno a rendere la città più bella, viva e attrattiva».
Quali sono le principali iniziative di quest’estate?
«Le iniziative in programma sono davvero numerose e accompagneranno cittadini e visitatori fino a settembre, off rendo continue occasioni per vivere la città. Un calendario ricco di appuntamenti che
spazia dall’intrattenimento alla riflessione, con proposte pensate per tutte le età e tutti gli interessi. L’obiettivo rimane quello che ci siamo dati a inizio mandato: rendere Vicenza sempre più attrattiva attraverso una programmazione culturale dinamica, diversificata e coinvolgente.» Come lo farete?
«Come ho detto, sono molte le iniziative in corso e quelle che verranno: penso a Terrestri d’Estate, Desidera, Salotti Urbani, la Festa della Musica, il Cinema sotto le Stelle, Be Popular, Visioni di Danza e alle tante manifestazioni organizzate nei quartieri. Ma il calendario dei prossimi mesi, costruito insieme alle iniziative promosse anche dagli altri assessorati, è stato ed è altrettanto ricco: da Vicenza in Festival alle feste rock nei quartieri, dagli eventi al Parco della Pace alla Notte Palladiana, solo per citare alcuni esempi. Un programma che non propone soltanto spettacoli, ma anche occasioni di approfondimento, incontro e crescita culturale».
Lo scorso anno avete lanciato l’iniziativa estiva “Fabbrichiamo cultura”, che ha prodotto una quarantina di eventi. Quest’anno?
«Ripetiamo la felice esperienza ma ampliando l’offerta con l’uff icio partecipazione e aprendoci a tutta la città e ai quartieri per un arco di tempo più ampio, fino a marzo 2027. Abbiamo ricevuto propo-
ste creative da una trentina di realtà associative che sosterremo con un bando da 30 mila euro, che si concretizzeranno in oltre 60 attività il cui calendario è in fase di definizione». Poi c’è il settembre vicentino che non è propriamente estate, ma che da sempre rappresenta il punto di forza della proposta culturale in città. «Da settembre prende il via uno degli appuntamenti più identitari della cultura vicentina: il Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico, giunto alla sua 79ª edizione, che quest’anno si aprirà il 13 settembre sotto la direzione di Stivalaccio Teatro.
Vicenza in festival: chiusura d’estate con il botto
Da ormai nove anni la chiusura d’estate a Vicenza è segnata da Vicenza in Festival, la rassegna organizzata da DuePunti Eventi in collaborazione con il Comune e Confcommercio, che ospita artisti di fama nazionale e internazionale in Piazza dei Signori. Anche quest’anno il programma è destinato ad accontentare i vari gusti musicali ma non solo, con sei serate, dal 29 agosto al 3 settembre, che trasformeranno il cuore della città in
un palcoscenico d’eccezione, che alternerà musica, cabaret e una band cult come Elio e le Storie Tese.
S’inizia il 29 agosto con Arisa che oltre ai suoi classici porterà i brani che fanno parte del nuovo album “Foto Mosse”.
Il giorno successivo, 30 agosto sarà la volta di Noemi, cantautrice e voce tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano (18 dischi di platino e 4 d’oro e otto Festival di Sanremo).
Lunedì 31 agosto, stand-up comedy con Max Angioni e il suo nuovo spettacolo “Anche meno”. Il 1° settembre toccherà a Raf nell’ambito del tour “Infinito”, a 25 anni dall’uscita dell’omonimo brano “manifesto” della sua discografia e di una carriera lunga oltre 40 anni con più di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
Il 2 settembre salirà sul palco la vicentina Madame, pseudonimo di Francesca Calearo, con il nuovo tour.
Poco dopo, a ottobre, inizierà la straordinaria 20ª stagione artistica del Teatro Comunale, mentre a novembre la Basilica Palladiana ospiterà l’avvio del nuovo grande ciclo triennale di mostre intitolato “Ispirazione Europa”. È questa la direzione che abbiamo scelto: una cultura che nasce dalla valorizzazione dell’identità per aprirsi al dialogo con il panorama nazionale e internazionale, rendendo Vicenza sempre più protagonista».
• Mauro Della Valle
Grande attesa, il 3 settembre per l’arrivo di Elio e le Storie Tese che ritornano sui palchi italiani dopo la reunion nata dal Concertozzo. Sul palco di Vicenza il gruppo propone “ELIO E LE STORIE TESE à la carte!”, un menù di canzoni diverse per ogni concerto, scelte dagli spettatori.
Le prevendite agli eventi del festival sono disponibili nel circuito Ticketone (on line e punti vendita).
tutte le notizie del Veneto
Ilaria Fantin
Estate da vivere/2. Le rassegne più attese trasformano
Vicenza punta sulla cultura estiva: eventi storici, pubblico e ricadute sul territorio
Impossibile richiamare qui tutti gli spettacoli dell’estate vicentina 2026. Vi proponiamo alcune delle manifestazioni e dei festival più noti, diventati ormai appuntamenti tradizionali per la città.
A fine luglio approda in città il festival Visioni di Danza Sarà ancora una volta Vicenza la tappa conclusiva della settima edizione del Festival “Visioni di Danza” organizzato in collaborazione con il Comune. Quattro giorni di spettacoli, dal 28 al 31 luglio sempre nella Loggia del Capitaniato eccetto il 1° agosto in vari luoghi della città. Martedì 28 luglio uno degli eventi più attesi dal pubblico, il “Tango in Loggia”: alle 19,30 incontro con i danzatori della compagnia Naturalis Labor; dalle 21,15 Milonga. Mercoledì 29 luglio alle 19 la Compagnia Déjà Donné proporrà uno speech su “Framing” e alle 21.15 tre coreografie:Framing in versione ‘spettacolo’; Mandala Dance Company in “Balancier” e Naturalis Labor con “Studio su W.” Giovedì 30 luglio alle 19, Fabula Saltica si esibirà in “Risonanze”. Dalle 21.15 tre coreografie: Compagnie Irene K con “¿ Adonde”; Bellanda con “Romantica”; Adarte con “A Dreaming Box – Nell’estasi del sogno”. Venerdì 31 luglio chiusura del festival: Compagnie Irene K riproporrà “¿Adonde”; COD Danza “Mirror Bird”; Compagnia degli istanti “*KoR”. L’ultima “coda” di “Visioni di Danza”, a Vicenza, sabato 1° agosto con una “incursione di danza” in luoghi e orari non definiti. Info e prenotazioni: www.visionididanza.org; www.facebook. com/visionididanza.
Ai Chiostri di Santa Corona la 33° edizione del Cinema all’aperto Il cinema Odeon di Vicenza, la sala cinematografica più longeva d’Italia per attività continuativa (ha iniziato le
proiezioni nel 1907), ha proposto per questa estate il 33° ciclo di “Cinema sotto le stelle”, stagione estiva all’aperto ai Chiostri di Santa Corona (l’arena da 500 posti più grande del Veneto, sede del Museo Naturalistico Archeologico), grazie alla collaborazione con Il Comune. «La manifestazione è diventata un vero e proprio festival del cinema – spiega Enrico Ladisa, direttore e programmatore Cinema Odeon e del Cinema sotto le stelle -, con ospiti fra i più importanti protagonisti del cinema italiano». Sono 89 complessivamente le proiezioni previste fino al 6 settembre: info www. odeonline.it
Torna “Salotti urbani”: la rassegna estiva di Theama Teatro!
Luglio e agosto: Bixio Lounge estivo e Bixio Library Ogni martedì e venerdì, il Giardino del Teatro Spazio Bixio si trasforma in un salotto all’aperto con veri e propri aperitivi teatrali tra narrazione, performance e musica dal vivo, da gustare sorseggiando un buon bicchiere. Spazio anche agli appuntamenti di Bixio Library (a cura di Csv Vicenza), dedicati alla presentazione di libri e al dialogo con gli autori.
Settembre: Urban Agon
A fine estate la rassegna si sposta in centro storico con performance che coinvolgeranno direttamente il pubblico
sui grandi temi contemporanei attraverso la lente dei classici.
Il festival “Vicenza in Lirica fuori le mura” S’inaugura il 21 agosto alle 21 al Castello della Villa di Montecchio Maggiore (Castello di Romeo) con “Le nozze di Figaro” di Mozart in versione semiscenica. L’11 settembre alle 21 nella suggestiva Cava de’ Cice di Zovencedo, concerto dedicato ad Ennio Morricone. Chiusura il 20 settembre alle 17 nella villa Pisani Bonetti di Bagnolo di Lonigo con l’esecuzione dell’opera “L’Orfeo” di Monteverdi. Be Popular Il Festival di Teatro Popolare si ripropone anche quest’anno nelle ultime due settimane di agosto. Un’edizione speciale, questa del 2026, che coincide con la 10° edizione. La rassegna indaga i linguaggi del teatro popolare nelle sue diverse declinazioni: un evento multidisciplinare che unisce diverse forme di espressione artistica: spettacoli, concerti, presentazioni di libri, tavole rotonde, esposizioni, ma anche valorizzazione dell’artigianato e dell’enogastronomia, in un costante e aperto dialogo con il pubblico. Il tutto dialogando con gli spazi evocativi della città, come il Teatro Olimpico, Palazzo Thiene o lo storico Palazzo da Schio. Significativo è il laboratorio teatrale che ogni anno richiama nella città berica una trentina di giovani attori e
attrici per vivere un’esperienza di alta formazione legata alle discipline della Commedia dell’Arte e all’arte del buffone. Info: https://www.bepopular.net/ Spazio & Musica
Il festival Spazio & Musica celebra il suo 30° anniversario con una stagione di 8 concerti di musica antica. Il clou sarà il concerto celebrativo Meraviglie Barocche (da Vivaldi a Bach) dell’Orchestra
I Musicali Affetti, venerdì 11 settembre
(ore 20:30) al Teatro Olimpico. Il cartellone prevede date e repliche fino all’8 novembre 2026 nelle dimore storiche e nei luoghi d’arte più suggestivi della città, come Gallerie d’Italia (Palazzo Leoni Montanari), l’Oratorio di San Nicola da Tolentino, il Tempio di Santa Corona e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
• Mauro Della Valle
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Alberto Gottardo
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Alta velocità. Il primo cittadino chiede di approfondire l’opzione zero o l’interramento per evitare l’impatto del “Salto del Montone”
IL SINDACO POSSAMAI SCRIVE A RFI E CONTESTA L’IPOTESI DELLO SCAVALCO A SETTECÀ
La progettazione del tracciato d’uscita a Est di Vicenza per la linea ferroviaria dell’Alta Velocità/Alta Capacità torna a riscaldare il dibattito politico e istituzionale. Il Comune di Vicenza ha formalizzato la propria netta posizione attraverso una lettera ufficiale inviata dal sindaco Giacomo Possamai al commissario straordinario e amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Aldo Isi. La missiva nasce in risposta alle recenti comunicazioni di Rfi e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riguardanti i nuovi orientamenti per la tratta orientale, anticipati nei giorni scorsi da alcuni esponenti politici del centrodestra prima ancora di una condivisione tecnica con l’ente locale. L’istanza principale sollevata dall’amministrazione comunale mira a tutelare l’integrità del territorio e della popolazione residente nelle aree interessate. Il sindaco ha chiesto esplicitamente di «approfondire fino in fondo l’opzione zero permanente, qualora tecnicamente
percorribile, e, in alternativa, adottare le soluzioni che consentano di mantenere l’infrastruttura in ambito interrato». L’obiettivo prioritario è impedire la costruzione del cosiddetto “Salto del Montone” – uno scavalco ferroviario a raso o in rilevato – presso la frazione di Settecà, un’opera che, secondo i piani denunciati, determinerebbe un impatto ambientale, paesaggistico e acustico definitivo e insostenibile sulla frazione e sull’intero quadrante est del territorio vicentino.
Oltre alle riserve di carattere prettamente ingegneristico e ambientale, la lettera esprime un profondo rammarico per le modalità comunicative adottate. Possamai ha stigmatizzato il fatto che decisioni e orientamenti di tale portata strategica siano diventati oggetto di dichiarazioni e iniziative politiche prima della conclusione del necessario confronto tra gli enti e senza che i dettagli tecnici fossero pienamente accessibili. «Questo ha creato un cortocircuito istituzionale
francamente inaccettabile», ha scritto il primo cittadino, rimarcando come la trasparenza e la completezza dei dati debbano essere la base obbligatoria per garantire un dibattito pubblico informato e consapevole.
Dal punto di vista formale, il Comune di Vicenza esige che prima di qualunque deliberazione vengano messi a disposizione due documenti fondamentali: l’Analisi Multicriteria delle diverse ipotesi di tracciato e la documentazione analitica inerente agli impatti del Salto del Montone sul sito Unesco di Vicenza e le sue ville palladiane.
Nella missiva viene riaffermata la validità del quadro programmatico stabilito nel 2015, anno in cui il Comune e la Regione Veneto avevano espresso l’assenso a una progettazione che escludeva Settecà.
Gli accordi di allora prevedevano infatti che la localizzazione dello scavalco ferroviario venisse individuata più a est, in un’area compresa tra il sottovia di via Venezia nel Comune di Grumolo
OSPEDALE: UN NUOVO PARCHEGGIO DA 100 POSTI
delle Abbadesse e il cavalcaferrovia di via Cimone nel Comune di Grisignano di Zocco.
Lo spostamento dell’opera all’interno dei confini comunali di Vicenza configurerebbe, secondo il sindaco, una modifica sostanziale dei vecchi accordi. Qualsiasi variazione non potrà dunque
È operativo da luglio il nuovo parcheggio privato aperto al pubblico Agepark di via Adige, situato a pochi metri dall’ingresso dell’ospedale San Bortolo, destinato sia alla sosta a rotazione sia agli abbonamenti. La nuova struttura nasce come opera di interesse pubblico ed è disciplinata da una specifica convenzione urbanistica con il Comune finalizzata ad aumentare la disponibilità di posti auto in una delle aree cittadine caratterizzate dalla più elevata domanda di sosta, a servizio dell’ospedale San Bortolo, del personale sanitario, degli utenti della struttura e dei residenti del quartiere. Il parcheggio, videosorvegliato 24 ore su 24, con sistemi di pagamento automatici anche elettronici, dispone di 100 posti auto, ai quali
essere imposta dall’alto, ma dovrà necessariamente passare attraverso un nuovo iter di concertazione tecnica e istituzionale coordinato dalla Regione, che rimetta al centro le esigenze urbanistiche della città.
• Mauro Della Valle
si aggiungono due stalli riservati alle persone con disabilità, ed è già dotato di sei colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, con la predisposizione per estendere in futuro il servizio fino a 50 punti di ricarica. Per ombreggiare gli stalli sono stati messi a dimora settanta esemplari di alberi. Per ora i nuovi posti di via Adige suppliranno lo spazio perso a causa dei lavori di rinnovamento del parcheggio di via Ridolfi limitrofo al Pronto soccorso, ma quando quell’area riaprirà, l’offerta di parcheggi nella zona sarà aumentata complessivamente di oltre 100 posti auto.
• (M.D.V)
METEO VENETO
LA CITTÀ
Il risultato. Oltre 4.500 cittadini hanno votato i progetti vincitori
delle circoscrizioni 1 e 2
Bilancio partecipativo 2026 a Vicenza: 300 mila euro per la rigenerazione dei parchi
Il Bilancio partecipativo 2026 del Comune di Vicenza ha decretato i suoi vincitori, avviando la fase operativa che trasformerà le idee dei cittadini in opere concrete. Sono stati più di 4.500 i vicentini, dai 16 anni in su, che hanno espresso la loro preferenza online e in presenza, scegliendo tra i 10 progetti dettagliati che erano stati elaborati e proposti da ogni singolo consiglio di circoscrizione.
Dalle urne digitali e fisiche sono usciti trionfanti due progetti specifici: “Parco Riello e Parco Città, per tutti”, promosso dal consiglio di quartiere 2, e “Proteggere il cammino e Conservare la storia: riqualificazione degli snodi tra le pendici del Monte Berico e la città, lungo il fiume Retrone”, sostenuto dal consiglio di quartiere 1. Essere arrivati al primo o al secondo posto non comporterà alcuna differenza dal punto di vista economico: come stabilito dal regolamento comunale, entrambe le circoscrizioni si sono aggiudicate lo stanziamento massimo previsto, pari a 150 mila euro ciascuna, esaurendo così il fondo complessivo di 300 mila euro messo a disposizione dall’amministrazione.
Il percorso del voto e l’analisi dell’affluenza nei quartieri I progetti finalisti erano il frutto di un lungo percorso partecipativo iniziato nei primi mesi dell’anno all’interno dei consigli di quartiere, dove residenti e rappresentanti locali si erano confrontati per individuare le priorità del territorio. Successivamente, le schede tecniche erano state presentate alla cittadinanza sia nel corso di una serie di assemblee pubbliche sia sulle pagine del sito istituzionale del Comune.
La vera e propria fase di votazione si è consumata in un arco di due settimane, dal 16 al 30 giugno. Il diritto di voto è stato esteso a tutti i residenti nel Comune di Vicenza che avessero compiuto il sedicesimo anno d’età, con la possibilità di esprimere fino a un massimo di due preferenze. La stragrande maggioranza dei votanti ha preferito utilizzare la piattaforma online del Comune, mentre solo poche centinaia di persone si sono recate fisicamente ai seggi assistiti. Prendendo in esame i dati demografici, i vicentini con più di 16 anni superano le 95 mila unità: l’aff luenza registrata si attesta quindi poco sopra il 5% della platea totale degli aventi diritto. Un dato che dimostra come le circoscrizioni siano comunque cambiate nel segno di una partecipazione attiva, anche se
la macchina organizzativa ammette che si sarebbe potuto fare di meglio, magari concedendo ai quartieri tempi più lunghi per promuovere le singole idee e pianificando una campagna pubblicitaria più capillare. Nota di merito va invece all’ultimo classificato, il consiglio di quartiere di Polegge: nonostante le sole 400 preferenze assolute, lo scarto territoriale ha fatto sì che a votare sia stato ben il 20% dei residenti della zona. I dettagli dei progetti promossi e il cronoprogramma dei lavori
Tutti i piani presentati, sviluppati con il supporto tecnico di professionisti del settore, avevano già ricevuto il via
libera e la validazione tecnica da parte dell’assessorato ai lavori pubblici prima del voto. Di conseguenza, i due progetti vincitori devono ora affrontare esclusivamente i consueti passaggi burocratici e amministrativi. «Questa fase si chiuderà entro la fine dell’anno – ha precisato l’assessore alla partecipazione Matteo Tosetto – per poi mandare a gara i progetti nei primi mesi del 2027, con l’obiettivo di vedere le opere interamente concluse entro lo stesso anno».
Entrando nel dettaglio degli interventi, il progetto “Parco Riello e Parco Città, per tutti” si focalizzerà sulla rigenerazione urbana di due importanti aree verdi
situate nei quartieri di Sant’Andrea e San Francesco. L’obiettivo è trasformarle in spazi polifunzionali e inclusivi, con un’attenzione mirata all’aggregazione degli adolescenti e dei giovani adulti. Il piano della circoscrizione 1, “Proteggere il cammino e conservare la storia”, si concentrerà invece sulla delicata area di cerniera tra le pendici di Monte Berico e il centro storico, costeggiando il fiume Retrone. Gli interventi mirano a potenziare la sicurezza dei pedoni attraverso il miglioramento della “Zona 30”, a favorire la mobilità ciclabile e l’accessibilità complessiva tramite la sistemazione del marciapiede arginale. Infine, il progetto
prevede il potenziamento dell’illuminazione pubblica in alcuni punti critici e la valorizzazione archeologica e storica dei resti dell’antico Teatro Eretenio.
•
Il Teatro romano di Berga rivive al Museo naturalistico
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Appassionati di storia e archeologia? Allora grazie all’iniziativa #Volotea4Veneto, un concorso di valorizzazione del patrimonio culturale veneto promosso da Volotea, in collaborazione con Gruppo Save e la Regione del Veneto, potrete ammirare la nuova sala del Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza dedicata ai reperti del Teatro romano di Berga.
Le strutture del teatro, che conteneva cinquemila posti, vennero riutilizzate nei secoli come base degli edifici attualmente esistenti, tant’è che l’andamento curvilineo della cavea è tutt’oggi riconoscibile nella forma dei palazzi. Il progetto di valorizzazione del Teatro, ha ricevuto 5.255 voti dei vicentini aggiudicandosi così 39mila euro.
«La vittoria del contest di Volotea –spiega l’assessore alla cultura, Ilaria Fantin -, ci permette di realizzare un nuovo e moderno allestimento dedicato al teatro romano della città, uno dei monumenti antichi più iconici della città, che ha lasciato una traccia indelebile nel tessuto urbano ed è stato fonte di ispirazione per Palladio nella progettazione del Teatro Olimpico». Grazie al restauro, alla ricostruzione 3D, volte al ripristino delle superfici dell’apparato decorativo e scultoreo in marmo e al rinnovamento dell’allestimento, oltre allo storytelling digitale, alla narrazione grafica e alla nuova illuminazione, il visitatore sarà accompagnato alla riscoperta della Vicetia romana e del suo teatro.
Mauro Della Valle
NASCE LA CONSULTA DEI MIGRANTI: IL MALIANO
AROUNA CAMARA ELETTO VICEPRESIDENTE
La città di Vicenza compie un passo avanti decisivo nel percorso di inclusione sociale e partecipazione democratica con l’insediamento ufficiale della nuova Consulta delle persone migranti, straniere e apolidi. Nel corso della seduta inaugurale, i componenti dell’organismo hanno eletto come loro vicepresidente Arouna Camara, cittadino di origine maliana e figura stimata nel panorama dell’associazionismo locale. La struttura istituzionale della Consulta riflette la forte sinergia con l’amministrazione cittadina: il ruolo di presidente è ricoperto di diritto dal sindaco Giacomo Possamai, mentre la presidenza operativa è stata assunta dal consigliere delegato Mattia Pilan, che avrà il compito di coordinare i lavori e fare da ponte con la giunta. Durante la cerimonia di insediamento, il sindaco Possamai ha voluto dare il proprio benvenuto ai delegati, sottolineando il valore politico e sociale dell’operazione: «Questa nuova consulta è stata pensata come un luogo di confronto aperto, in cui ognuno possa avere la possibilità
di esprimersi. Ringrazio dunque tutte le persone che hanno lavorato a questo percorso».
La fase di avvio e il consolidamento delle attività del nuovo organismo saranno supportati sul piano metodologico e organizzativo dagli esperti della Fondazione Centro Capta. La Consulta non sarà un semplice spazio di discussione, ma un vero e proprio organo permanente di rappresentanza. Avrà infatti il compito fondamentale di interloquire stabilmente con il Consiglio comunale e le istituzioni cittadine, godendo inoltre del diritto formale di partecipare alle sedute pubbliche dell’aula per portare la voce e le istanze dei residenti stranieri.
L’organismo nasce sotto il segno di una straordinaria eterogeneità: vi aderiscono ben 18 associazioni in rappresentanza di altrettante comunità nazionali storicamente radicate nel tessuto vicentino. Tra i paesi rappresentati figurano Bangladesh, Burkina Faso, Filippine, Gambia, Ghana, Guinea, Mali, Marocco, Moldavia, Pakistan, Sri Lanka, Tunisia, Senegal e Serbia, affiancati
da altre realtà del terzo settore impegnate ogni giorno sul fronte dell’integrazione e della cittadinanza attiva.
I componenti della Consulta hanno già elaborato e raccolto in un documento di lavoro programmatico le principali priorità che verranno condivise a breve con l’amministrazione comunale. Il testo aff ronta nodi cruciali per la vita quotidiana delle comunità straniere a Vicenza, a partire dalla complessa questione abitativa. Tra i punti chiave emergono i costi e i ritardi burocratici per l’ottenimento dell’idoneità alloggiativa, nonché le barriere economiche nel mercato degli aff itti e dei mutui. Si richiede poi l’attivazione di sportelli di consulenza legale mirati, focalizzati sulle pratiche per i permessi di soggiorno, e la creazione di una mappa chiara, multilingue e accessibile dei servizi socio-sanitari e delle opportunità culturali offerte dalla città. Un’attenzione particolare è rivolta al welfare di genere e generazionale: il documento invoca l’apertura di spazi di socialità gratuiti per le donne (con un focus specifico sulle necessità delle lavoratrici
badanti) e l’istituzione di centri giovanili d’aggregazione. L’istruzione e il lavoro rimangono i pilastri dell’integrazione. Per questo la Consulta propone l’attivazione di corsi di lingua italiana continuativi e flessibili, insieme a percorsi di formazione professionale per i giovani di seconda generazione. Infine,
ampio spazio viene dato alla richiesta di aree pubbliche destinate a feste multietniche e a politiche attive per la sicurezza, il contrasto a ogni forma di discriminazione e la promozione della coesione sociale nell’intero territorio vicentino.
• Mauro Della Valle
Estate: per anziani e persone fragili a disposizione uno sportello telefonico
In estate anziani e persone sole faticano ancor di più, specie con le ripetute ondate di calore che ormai sono diventate consuetudine anche alle nostre latiturdini.
Per loro è a disposizione lo sportello telefonico del Comune di Vicenza
“Vicenza solidale”, utile per avere un supporto e informazioni utili, oltre che l’indicazione dei centri civici dotati di
climatizzazione. Lo sportello si può contattare al numero 0444221020, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30. Tra gli interventi previsti, oltre alla compagnia telefonica e l’aiuto per il primo accesso ai servizi sociali, si possono richiedere informazioni sui servizi per le persone anziane o particolarmente fragili nel periodo estivo o in caso di
situazioni di emergenza. Si possono ottenere informazioni in merito alle attività aggregative, culturali e sociali che vengono proposte nei centri per anziani della città, conoscerne gli orari di apertura e i servizi off erti, tenuto conto che tutti sono muniti di impianto di aria condizionata.
• (M.D.V.)
L’analisi. Quattro esperti di diritto, scienza, comunicazione e idrogeologia mettono a confronto le proprie competenze
IL DISASTRO PFAS IN VENETO DIVENTA UN LIBRO: L’ANALISI INTERDISCIPLINARE
L’inquinamento sistematico delle falde acquifere venete da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) – riversate in modo continuo nell’ambiente per decenni dall’azienda chimica Miteni di Trissino, situata in provincia di Vicenza – ha rappresentato un’emergenza sanitaria, sociale e ambientale di proporzioni colossali, unanimemente riconosciuta come
uno dei più gravi disastri ecologici su scala europea. Il monumentale processo penale nato da questa gravissima contaminazione del territorio ha messo per la prima volta sul banco degli imputati i vertici di una grande azienda con le pesanti accuse di disastro ambientale e avvelenamento delle acque destinate al consumo umano, sollevando
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inevitabilmente questioni giuridiche, scientifiche, etiche e sociali che rimangono tuttora ampiamente dibattute. A distanza di mesi dalla storica sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Vicenza nel processo Miteni-Pfas – senza dubbio uno dei procedimenti giudiziari in materia di reati ambientali più complessi e rilevanti mai celebrati nella storia d’Italia – arriva finalmente nelle librerie un volume approfondito che prova a fare chiarezza e a tirare le somme su una vicenda giudiziaria e umana destinata a cambiare per sempre il volto del diritto ambientale italiano. La casa editrice The Skill Press pubblica infatti il saggio intitolato “Ambiente, impresa e salute nella sentenza Pfas. Dal rischio invisibile al giudizio penale”, un’opera collettiva di altissimo profilo firmata a quattro mani da Andrea Camaiora, Antonio Marcomini, Angelo Merlin e Andrea Sottani. Si tratta di quattro autorevoli professionisti e studiosi caratterizzati da formazioni accademiche e sul campo radicalmente diverse tra loro – rispettivamente esperti in comunicazione strategica, chimica ambientale, diritto penale e idrogeologia applicata – che hanno scelto di far dialogare le proprie specifiche competenze settoriali
per off rire una lettura totalmente integrata, polifonica e rigorosa del caso. Il volume analizza l’evoluzione della contaminazione partendo dai modelli idrogeologici che spiegano lo spostamento invisibile delle sostanze tossiche nel sottosuolo, passando per i riscontri chimici e biochimici che hanno evidenziato la persistenza dei Pfas nell’acqua e nell’organismo umano, fino ad arrivare alle complesse strategie di comunicazione di crisi e alle tappe processuali che hanno condotto alla condanna in primo grado. Questo saggio non si limita a una fredda cronaca giudiziaria, ma si propone come uno strumento di studio fondamentale per comprendere come il rischio ecologico si trasformi in evidenza scientifica e, infine, in responsabilità penale accertata, off rendo un modello d’analisi interdisciplinare unico nel suo genere che
diventerà un punto di riferimento imprescindibile per magistrati, avvocati, scienziati, amministratori pubblici e per tutti i cittadini desiderosi di comprendere le reali dinamiche della tutela della salute pubblica.
Dato il successo della scorsa edizione, “Alberi per la Pianura Veneta” torna anche per la stagione 2026/2027: entro il 30 settembre con il coinvolgimento dell’amministrazione di Vicenza e di molti Comuni limitrofi della cintura cittadina. Farnia, carpino bianco, nocciolo: sono solo alcune delle specie provenienti dai vivai regionali di Veneto Agricoltura, e condividono tutte la caratteristica di essere autoctone dando vita a questa iniziativa, ad oggi uno dei più importanti progetti di forestazione diff usa promossi dalla Regione del Veneto. Anche la pianura veneta e il territorio vicentino, quindi, sono
sotto l’eff etto dei cambiamenti climatici, che si possono in parte contrastare aumentando il patrimonio arboreo, favorendo la biodiversità, ma soprattutto coinvolgendo i cittadini nella cura del territorio. Uno degli aspetti che distingue l’eff icacia di questo progetto da una semplice campagna ambientale è l’unione di tre elementi: gratuità, beneficio collettivo e vantaggio personale: i cittadini interessati potranno chiedere fino a 10 piante per nucleo famigliare.
• (M.P.)
Gli alberi dei cittadini
• Mauro Della Valle
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A Vicenza nasce il progetto dell’Associazione
Oltre Odv, lo sport come terapia oncologica
Offrire ai pazienti oncologici la concreta possibilità di praticare attività sportiva in modo totalmente gratuito, muovendosi sotto la costante guida di professionisti delle scienze motorie e venendo costantemente monitorati da un’equipe medica specializzata. È esattamente questa la nobile e ambiziosa mission di Oltre Odv, una dinamica realtà senza scopo di lucro interamente dedicata alla promozione dell’attività fisica adattata e dello sport come straordinari strumenti di supporto clinico, benessere psicofisico e incremento della qualità della vita per tutte quelle persone che stanno aff rontando o hanno aff rontato la complessa sfida di una patologia oncologica. Come sottolinea con forza Nicola Zerbinato, presidente dell’associazione, numerose ed autorevoli evidenze scientifiche internazionali dimostrano in modo inequivocabile come l’attività fisica, purché sia praticata in modo appropriato, personalizzato e sotto la stretta supervisione di professionisti qualificati, possa contribuire in maniera determinante al miglioramento complessivo delle condizioni fisiche e psicologiche dei pazienti, favorendo un più rapido recupero funzionale, la netta riduzione del senso di fatica cronica correlata alle terapie e il benessere generale dell’individuo. Il ventaglio delle discipline proposte dall’associazione è particolarmente ricco e variegato: si va dallo yoga e dal pilates al nordic walking, passando per le uscite in bicicletta, l’ippoterapia e l’equitazione, fino ad arrivare a percorsi mirati di potenziamento muscolare, ginnastica dolce e acqua gym, quest’ultima riservata esclusivamente ai pazienti nella delicata fase di follow-up. Tutte queste attività sportive verranno sapientemente modulate e adattate da istruttori esperti al fine di rendere lo sport realmente accessibile, sicuro e inclusivo per chiunque conviva con una diagnosi tumorale. A sostegno di questo importante progetto sociale e sanitario sono scesi in campo anche alcuni eccezionali “ambassador” del mondo dello sport, tra cui il neo-oro olimpico Davide Ghiotto, l’ex ciclista professionista Angelo Furlan, la ciclista e cancer survivor Loretta Pavan, l’ex calciatore Julio Gonzales e il pluripremiato ex pugile Luca Rigoldi, tutti pronti a testimoniare il valore del movimento. Pieno favore all’iniziativa è stato espresso anche dal primario del reparto di Oncologia dell’ospedale di Vicenza, il dottor Rocco De Vivo, il quale ha ribadito che l’esercizio fisico è ormai
considerato a tutti gli effetti un vero e proprio strumento terapeutico integrato nel percorso di cura. Se correttamente
prescritto e adattato alle condizioni cliniche del singolo individuo, lo sport migliora la tolleranza ai trattamenti,
riduce drasticamente gli effetti collaterali invalidanti come la stanchezza cronica (cancer-related fatigue) e contrasta eff icacemente il rischio di recidive per diverse tipologie di neoplasie. L’attività, avverte il primario, non può essere uguale per tutti e deve essere necessariamente calibrata in base al tipo di tumore, allo stadio della malattia e alle terapie in corso, siano esse chemioterapia, radioterapia o esiti di interventi chirurgici. Come indicazione generale, le principali associazioni scientifiche mondiali raccomandano di svolgere almeno 150–300 minuti a settimana di attività aerobica a intensità moderata, come una camminata a passo svelto
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o l’utilizzo della cyclette. Un progetto così strutturato ha saputo catalizzare l’attenzione e la generosità di tantissime aziende e realtà del territorio vicentino, tra le quali spicca la Fondazione Banca Centrale del Veneto, che ha creduto nell’idea sostenendola fin dal primo momento per garantirne la massima diff usione. Per ricevere maggiori informazioni, attivare una collaborazione o iscriversi gratuitamente ai corsi è possibile consultare i canali uff iciali dell’organizzazione tramite l’indirizzo email info@associazione-oltre.it o visitando il portale web www.associazione-oltre.it.
• Mauro Della Valle
Il Premio Basilica Palladiana a Don Dante Carraro e Nicolò Guarrera, con Pieroad
La 62ª edizione del Premio Basilica Palladiana, promossa dalla Pro Sandrigo con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank, ha premiato due figure accomunate da un forte spirito di apertura verso il mondo: don Dante Carraro, cardiologo, sacerdote diocesano di Padova e direttore di Medici con l’Africa Cuamm, e il vicentino Nicolò Guarrera, in arte Pieroad, viaggiatore e divulgatore. A consegnare il riconoscimento, è stato il presidente della Pro loco Antonio Chemello. «Quest’anno – ha dichiarato – abbiamo scelto di premiare due persone che, in modi molto diversi, hanno saputo mettere il proprio percorso al servizio degli altri. Don Dante Carraro rappresenta un impegno concreto e quotidiano per il diritto alla salute, portato avanti in contesti complessi e spesso lontani dall’attenzione pubblica. Nicolò Guarrera, con Pieroad, ha trasformato il viaggio in un racconto di incontro, ascolto e fiducia. Sono due storie venete che parlano al mondo e restituiscono al Premio Basilica Palladiana il suo significato più autentico».
• (M.D.V.)
LA CITTÀ CHE CAMBIA
UN PIANO DA 57 MILIONI PER RIDISEGNARE
IL FUTURO DELLA CITTÀ
Il Comune di Vicenza taglia con successo il traguardo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), registrando un bilancio straordinario che segna una svolta storica per il territorio. Su un totale di 69 progetti finanziati, ben 59 hanno già raggiunto pienamente i target previsti al 30 giugno 2026. Altri tre progetti beneficeranno di una proroga tecnica al 31 agosto, mentre gli ultimi sette interventi giungeranno a naturale scadenza entro il 31 dicembre di quest’anno.
L’intero pacchetto di interventi ha mobilitato un investimento complessivo di 57.437.041,74 euro. Questa imponente architettura finanziaria poggia su tre pilastri: 43.674.307,48 euro derivanti dai fondi dell’Unione Europea, 8.243.356,75 euro stanziati tramite risorse nazionali e regionali, e un significativo apporto di 5.519.377,51 euro di cofinanziamento diretto
provenienti dalle casse del Comune di Vicenza. Un impegno collettivo che ha visto la mobilitazione coordinata di tutti i settori dell’amministrazione comunale, guidati da una cabina di regia appositamente istituita per massimizzare l’eff icacia operativa.
I progetti hanno abbracciato capillarmente tutte le linee strategiche del PNRR, a partire dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione, che ha visto la realizzazione di 12 progetti (per oltre 3,1 milioni di euro) finalizzati a semplificare i servizi per i cittadini. Tra i risultati principali figurano la migrazione in cloud di 21 servizi comunali, l’integrazione delle liste elettorali nell’ANPR, lo sviluppo di nuovi servizi di pagamento PagoPA e l’attivazione di 10 centri di facilitazione digitale che hanno già assistito circa 12.500 residenti nell’area urbana.
Sul fronte della transizione ecologica
e della mobilità sostenibile, con una spesa di 8,8 milioni di euro, sono stati realizzati ben 13,21 chilometri di nuove piste ciclabili per collegare le frazioni al centro città ed è stato rinnovato il parco del trasporto pubblico locale con l’acquisto di 10 autobus a emissioni zero e l’installazione di altrettante stazioni di ricarica notturna. Il capitolo più cospicuo è quello dedicato all’inclusione sociale e alla coesione, con ben 40 progetti per un valore di oltre 34,1 milioni di euro. In questo ambito spicca la rigenerazione di 178.638 metri quadrati di spazi urbani dal forte valore simbolico, come Campo Marzo, i Giardini Salvi, il Parco Querini e importanti monumenti storici tra cui la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati e la Loggia del Longhena. A questi si affiancano gli interventi sui servizi sociali e le fragilità, che comprendono
“Missione compiuta”: tutti i target raggiunti nei tempi
“T
utti i fondi europei ottenuti e messi a terra. Vicenza non ha perso risorse per strada, una vittoria della nostra straordinaria squadra di dipendenti”. Così il sindaco Giacomo Possamai. Vicenza si posiziona tra i capoluoghi italiani più virtuosi nella gestione delle risorse europee, annunciando il completamento dei target previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Con 57,4 milioni di euro complessivi investiti sul territorio, la città celebra il successo di una macchina amministrativa che è riuscita a tradurre i finanziamenti straordinari in opere concrete senza perdere risorse, un rischio che ha invece penalizzato molte altre realtà locali.
Il sindaco Giacomo Possamai ha voluto espresso
un profondo ringraziamento a tutto il personale tecnico e amministrativo del Comune. La straordinaria sinergia tra i diversi uff ici e il coordinamento strategico della cabina di regia hanno permesso di centrare gli obiettivi nei tempi stabiliti dal cronoprogramma europeo, portando benefici tangibili in ogni quartiere e ad ogni livello della vita urbana.
Il bilancio evidenzia una trasformazione profonda in settori chiave. La digitalizzazione dell’ente ha compiuto un salto di qualità con 11 progetti già conclusi, tra cui la migrazione in sicurezza dei dati su infrastrutture cloud, l’implementazione di nuovi servizi online sul portale del Comune e la georeferenziazione di ben 50 mila numeri civici stradali. Per la transizione ecologica, la città si scopre più verde grazie a oltre 13 chi-
percorsi di autonomia per persone con disabilità, l’housing temporaneo, la ristrutturazione di decine di alloggi di edilizia residenziale pubblica e il potenziamento del Centro per l’Impiego di via Torino. Infine, il settore istruzione ha
visto lo stanziamento di oltre 11 milioni di euro per la costruzione e messa in sicurezza sismica di asili nido (Piarda, Turra e San Lazzaro), mense scolastiche e interventi di adeguamento antincendio in sei plessi della città.
lometri di nuove ciclovie e all’introduzione di 10 moderni autobus elettrici a zero emissioni. In ambito sociale e scolastico si registrano i risultati più attesi dalla cittadinanza: sono stati rigenerati quasi 180 mila metri quadrati di aree urbane degradate o di pregio storico, tra cui spiccano Campo Marzo e la Basilica Palladiana. Nei servizi sociali sono stati attivati percorsi di inclusione per anziani, disabili e persone senza fissa dimora. Gli ultimi passi per chiudere definitivamente la stagione del PNRR riguarderanno i cantieri ancora aperti: i tre asili nido (Piarda, Turra e San Lazzaro) che termineranno i lavori entro il 31 agosto, e i sei progetti di adeguamento antincendio nelle scuole primarie e secondarie, che saranno completati entro il 31 dicembre di quest’anno.
VICENZA, IL MERCATO DECOLLA: QUATTRO RINFORZI PER INSEGUIRE IL GRANDE OBIETTIVO
Il Vicenza ha acceso i motori del mercato estivo. Dopo aver messo al sicuro gran parte dell’ossatura della squadra con una serie di rinnovi pluriennali, il club biancorosso ha iniziato a rinforzare la rosa con quattro acquisti mirati, pensati per aumentare qualità, esperienza e alternative in ogni reparto. La linea della società è chiara: dare continuità al gruppo che ha già dimostrato il proprio valore e aggiungere giocatori pronti a fare la differenza nella stagione 2026/27. Il primo volto nuovo è stato Tommaso Corazza, esterno classe 2004 arrivato in prestito dal Bologna. Cresciuto nel settore giovanile rossoblù, con cui ha esordito anche in Serie A ad appena 19 anni, Corazza arriva dopo le esperienze tra Salernitana, Pescara e Cesena. Nell’ultima stagione in Serie B ha totalizzato 27 presenze, mettendo a segno 5 gol e 2 assist. Un esterno moderno, capace di giocare su entrambe le fasce e di garantire corsa, intensità e spinta offensiva. Il mercato del Lane è successivamente entrato nel vivo con l’arrivo del nuovo bomber biancorosso: Gabriele Moncini. L’attaccante porta con sé un bagaglio di esperienza importante tra Serie A, Serie B e Serie C, oltre a numeri che ne certificano il valore.
Dopo gli inizi al Prato ha vestito le maglie di Cesena, SPAL, Cittadella, Benevento, Brescia e Bari, costruendosi la reputazione di centravanti aff idabile e prolifico. Nelle ultime tre stagioni ha realizzato 27 reti tra Brescia e Bari, confermandosi uno degli attaccanti più continui della categoria. Moncini è una punta che vive l’area di rigore, forte fisicamente, abile nel gioco aereo e di sponda, con
in più la qualità di saper finalizzare il lavoro della squadra. Un profilo scelto per aumentare il peso offensivo del Vicenza e garantire quei gol che spesso fanno la differenza nelle stagioni di vertice. Sulle corsie esterne è arrivato anche Alessandro Pietrelli, classe 2003, prelevato dalla Juventus in prestito fino al 2027 con diritto di opzione e contro-opzione. Nell’ultima stagione ha contribuito alla promozione in Serie A del Venezia, mentre in precedenza si era messo in luce con la Feralpisalò e con la Juventus Next Gen. È un esterno rapido, tecnico e bravo nell’uno contro uno, capace di creare superiorità numerica ed incidere anche
in zona gol. A completare il poker di acquisti è Riccardo Marchizza, difensore classe 1998 acquistato a titolo definitivo fino al 2028. Cresciuto nel vivaio della Roma, porta in dote un’importante esperienza maturata tra Spezia, Empoli, Sassuolo, Crotone, Avellino e Frosinone, oltre alle 9 presenze con la Nazionale Under 21. Può ricoprire più ruoli nella linea difensiva e rappresenta un rinforzo di spessore per solidità, aff idabilità e qualità in fase di costruzione. I primi movimenti confermano la strategia del direttore sportivo Giorgio Zamuner: prima blindare il gruppo che rappresenta la base del progetto tecnico, poi inserire giocatori con caratteristiche
ben precise, giovani di prospettiva ma già pronti e profili esperti capaci di alzare immediatamente il livello della squadra. Nel frattempo, gli uomini del tecnico Fabio Gallo, sono già scesi in campo focalizzati nella nuova stagione con i primi allenamenti, dando modo alla nuova rosa di poter iniziare prendere forma, per cercare di aff inare una compattezza di squadra, capace di renderla grande la passata stagione. Un ingrediente essenziale per provare a puntare in alto, come dichiarato dal presidente Renzo Rosso, che ha lanciato un messaggio chiaro all’ambiente: l’obiettivo è disputare una stagione di alto livello, senza accontentarsi
di traguardi minimi. Rosso ha sottolineato la volontà di costruire un gruppo unito, composto da giocatori pronti a mettere il collettivo davanti ai personalismi, ricordando come molti degli elementi più importanti abbiano già rinnovato il contratto. Anche il mercato, ha spiegato, procede nella direzione auspicata, con profili ritenuti funzionali al progetto tecnico. Sul possibile arrivo in ritiro, il patron non chiude la porta: “Se riesco verrò volentieri”. Un segnale che conferma la fiducia della proprietà in una squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista.
• Giacomo Trivellato
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Compiti per le vacanze
Accanto a questo va aff rontato il nodo dei Medici di Base: le stime parlano, soltanto per la provincia di Venezia ma la situazione è uniforme in tutto il Veneto, di oltre 360 pensionamenti nel corso del prossimo anno. I bandi per la loro sostituzione prevedono, tra mille diff icoltà di reperimento, l’arruolamento di poco più di 150 medici di famiglia. Non certo una soluzione ottimale per una popolazione sempre più anziana. Le Case di Comunità, in fase di inaugurazione in queste settimane,
vanno riempite di personale e strutture. Sullo sfondo la spinosa vicenda del nuovo ospedale di Padova voluto da Regione e Comune, oggetto di accordi, delibere, stanziamenti e protocolli. Pare non ci sia più una completa copertura finanziaria. La Regione ha chiesto una pausa: problema decisamente non di poco conto.
Case di Riposo Il Veneto è l’unica regione, oltre la Sicilia, a non aver mai adottato una riforma delle Ipab
e questo rende meno performanti, in termini economici non certo di servizio, le case di riposo pubbliche. Oggi i dati parlano chiaro: ci sono circa 11mila anziani veneti in lista d’attesa per un posto in una struttura. Decisamente tanti.
Le infrastrutture per lo sviluppo
Alta velocità ferroviaria: avanti piano. Troppo piano. E questo è un grave limite per il territorio regionale. Romea: continua a essere la strada più pericolosa d’Italia. Anche qui dopo decenni di dibattiti urge una soluzione. Autostrada del Mare: si fa o non si fa? E se si come si risolve l’accesso al litorale? Holding autostradale
non se ne parla più: sogno finito? Biglietto unico per i mezzi pubblici, metropolitana di superficie, porti e aeroporti: i dossier sono decisamente molti e pesanti e nessuno di questi può attende. Saranno, dunque, vacanze molto intense se non ci si vorrà ritrovare impreparati alla ripresa quando si dovranno, anche, aff rontare i nodi dell’emergenza casa, della regolamentazione del fine vita e del braccio di ferro con Governo e Enel delle concessioni della rete elettrica e degli impianti idroelettrici in scadenza tra pochi anni. Sullo sfondo rimane il nodo dell’autonomia: ma questa è tutta un’altra storia.
Sanità. L’assessore regionale Gino Gerosa: “Va cambiata la mentalità del paziente nell’approccio con l’ospedale”
“CON LE CASE DELLA COMUNITÀ VOGLIAMO
RIDURRE
GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO”
Dopo una carriera da cardiochirurgo e docente universitario, migliaia di interventi e vite salvate (“la soddisfazione più grande”), il professor Gino Gerosa si sta cimentando con la nuova sfida da assessore regionale alla sanità. “Dobbiamo fare delle scelte e agire oggi - spiega - pensando ai pazienti di domani. E chi saranno i pazienti di domani? Rispetto ai decenni scorsi la piramide sociale si è invertita, nel
una medicina reattiva, della serie sei ammalato - ti curo, ad una medicina di previsione che previene la fase acuta. In poche parole, vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”.
Di questa nuova sanità territoriale le Case della Comunità che stanno aprendo in tutta la Regione diventano un punto di riferimento e la base di partenza: “Le Case della Comunitàcontinua Gerosa - andranno adattate
“In futuro avremo molti pazienti anziani, con la prevenzione vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”
senso che una volta avevamo quattro figli, due genitori e un nonno, mentre oggi ci troviamo con un figlio e quattro nonni. La società è sempre più anziana e i pazienti di domani saranno over 80, fragili per definizione, con policomorbilità, vale a dire con più patologie, pazienti cronici da tenere il più possibile fuori dall’ospedale e seguire a casa. E per questo serve una sanità territoriale di vicinanza: dobbiamo passare da
alle esigenze dei singoli territori. Per questo bisogna fare una mappatura accurata: per esempio, se in una determinata area ci sono molti diabetici la Casa della Comunità di riferimento dovrà avere gli specialisti che affrontino questa situazione. La prevenzione non può essere considerata un lusso ma diventa un dovere e va adattata alla realtà territoriale in cui è calata”. Il primo mattone delle Case della
Comunità sono i medici di famiglia, con i quali la Regione ha raggiunto, per prima in Italia, un accordo che permette di fare fronte alle necessità di coprire gli orari di apertura delle nuove strutture. “L’accordo integrativo regionale è un primo passo, - aggiunge l’assessore - stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per fare delle Case della Comunità il riferimento della sanità territoriale. E’ un cambio di mentalità che coinvolge anche i cittadini, finora abituati a rivolgersi ai Pronto Soccorso per ogni problema. Con le Case della Comunità vogliamo ridurre gli accessi ai pronto soccorso e dare ai pazienti le risposte direttamente sul territorio. Naturalmente vanno seguiti in maniera molto precisa i pazienti affetti da patologie croniche. E’ una sfida che passa anche attraverso la sostenibilità economica”. Nei prossimi mesi pertanto le Case della Comunità prenderanno sempre più forma e verranno calibrate sulle esigenze e sulla realtà dei singoli territori della nostra regione. Sulla carenza dei medici che in questi anni ha portato al ricorso ai “gettonisti” negli ospedali Gerosa fa notare che nei prossimi anni si passerà dalla carenza di medici attuale ad un eccesso di camici bianchi nel 2030. Ed è al futuro che il cardiochirurgo invita a guadare anche nella programmazione del nuovo
ospedale di Padova e, più in generale, di tutta l’organizzazione ospedaliera.
“Il nostro compito è quello di prevedere il futuro, per quanto possibile, e di pensare ad un sistema sanitario estremamente dinamico che possa dare le risposte alle esigenze della popolazione fra 15-20 anni. Chiaramente sappiamo quale direzione deve seguire la sanità ma questo deve avvenire in un sistema dinamico. E in questo approccio si inserisce anche il nuovo ospedale di Padova: noi oggi siamo chiamati a progettare una struttura che sarà a servizio dei pazienti del futuro, ed è quindi alle necessità del futuro che dobbiamo
rivolgerci, consapevoli che andiamo verso una società sempre più anziana che dobbiamo cercare di tenere il più possibile lontana dagli ospedali, che servono invece a curare la fase acuta”. In definitiva, chiediamo in chiusura, cosa ha spinto un cardiochirurgo aff ermato a cimentarsi nel ruolo di assessore regionale? “Il potere è la possibilità di fare cose buone per gli altri - risponde Gerosa - allora se c’è questa possibilità di fare qualcosa di buono anche a livello regionale, ben venga”.
• Nicola Stievano
Gino Gerosa
Politica. Il leader di “Futuro Nazionale” tra Vicenza e Rovigo raccoglie adesioni e consensi: “Siamo già a doppia cifra”
IL CICLONE VANNACCI SFERZA DUE VOLTE
IL VENETO ED HA GIÀ LASCIATO IL SEGNO
In attesa di capire se l’ordalia di applausi e cambi di casacca sia un fuoco di paglia o l’inizio di un fenomeno ben più ampio, hanno senz’altro lasciato il segno i due recenti passaggi in Veneto del generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che rischia comunque di lasciare lividi ben profondi su Fratelli d’Italia e Lega. Che questo partito abbia perso già dei pezzi, in primis il consigliere regionale Stefano Valdegamberi è questione già nota e narrata. Impressiona però aver visto a Vicenza schierati a fianco del generale anche altri elementi del centrodestra, oltre a Joe Formaggio come Luciano Sandonà, che aveva percorso il passaggio da Lega a Fratelli d’Italia in extremis lo scorso autunno all’inizio della competizione elettorale che lo ha visto arrivare a quasi duemila preferenze, un terzo di quelle che lo avevano portato cinque anni fa in Consiglio. Ed allora, perso per perso, tanto vale provare anche l’avventura vannacciana. Padova appare, a differenza di Verona con Valdegamebri e Vicenza con Formaggio
una zona relativamente inesplorata. Proviene da questa provincia Guido Giacometti, plenipotenziario veneto e conoscitore della bassa padovana. In città alle prossime elezioni comunali il partito di Vannacci potrebbe contare su un habitué delle elezioni padovane a perdere quale Bruno Cesaro, sempre che dal consiglio comunale non arrivino sorprese.
A costruire una alternativa all’ipotesi pur solida di Cesaro, (imprenditore del settore della logistica che ha una caratteristica non secondaria di questi tempi e cioè quella di potersi pagare in proprio la campagna elettorale), ci sta provando un altro imprenditore con trascorsi politici di livello nella Lega: Alberto Filippi. Proprio Filippi è stato l’organizzatore del maxi evento di Vicenza con moderatore d’eccezione Giuseppe Cruciani, creatore del programma radiofonico La Zanzara e quel giorno già intervistatore a Milano Marittima di Matteo Salvini. E così Vicenza quel 28 giugno è stata la capitale del chiacchiericcio politico.
Dura presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Monica Sambo e Giovanni Manildo contro la proposta di Roberto Vannacci di cancellare la legge sul femminicidio. Secondo gli esponenti dem, si tratta di una scelta che rappresenta «una pericolosissima deriva culturale». Per Luisetto, Sambo e Manildo, dietro il richiamo all’uguaglianza tra uomini e donne, utilizzato per contestare una normativa specifica sul femminicidio, si nasconderebbe «una chiara operazione negazionista» che punta a smantellare
Con Vannacci a rispondere punto su punto nel fuori sala prima del dibattito, sia a Salvini che alla Meloni. Bis poi una settimana dopo quando l’europarlamentare ex Lega ha inaugurato di persona la prima sede di Futuro Nazionale a Rovigo. Lì un secondo bagno di folla, mentre il bagno di sottoscrizioni, 500 euro a testa tutti attraverso bonifico, Vannacci li ha incassati a Spresiano dove ad attenderlo c’era anche il sindaco: il prossimo a passare il Rubicone tra centrodestra e destra destra? Il primo cittadino non escludeva nulla, trince-
gli strumenti messi in campo per contrastare la violenza contro le donne.
I consiglieri regionali sottolineano inoltre che le dichiarazioni di Vannacci arrivano a pochi giorni dall’approvazione della legge Valditara. Una norma che, a loro giudizio, riduce il ruolo delle scuole e indebolisce il lavoro svolto sul fronte dell’educazione e della sensibilizzazione rispetto a temi come la violenza di genere. Per gli esponenti del Partito Democratico è invece necessario un forte impegno delle istituzioni a tutti i livelli per fornire ai giovani strumenti culturali capaci di
randosi dietro un “intanto sono qui per dovere di accoglienza”. Intanto. Secondo gli analisti Vannacci in Veneto miete in proporzione i consensi più alti d’Italia arrivando addirittura prima della floridissima Puglie e di una Lombardia in cui Futuro Nazionale riesce a coagulare la destra a destra di Fratelli d’Italia, colà sempre piuttosto numerosa quanto rumorosa e disunita.
Il compito di trasformare il potenziale in potenza toccherà alla coppia Guido Giacometti, responsabile Veneto di Futuro Nazionale e Alberto Filippi, a
REGIONALE
cui in questi giorni sarà formalmente attribuito l’incarico particolarmente delicato di segretario amministrativo. Quanto vale, dunque, Futuro Nazionale? “Siamo già in doppia cifra in Venetoscandiva Vannacci - e continueremo a crescere. Esprimeremo un candidato in ognuna delle sfide della primavera prossima”: tradotto ci sarà un candidato sindaco vannacciano sicuramente a Padova e Verona. E a Treviso se anche colà si voterà in un incastro che appare difficile ma non improbabile se al sindaco Mario Conte sarà chiesto di correre alle politiche che potrebbero anticipare le amministrative di qualche mese. E lì si conteranno gli eletti, i salvati ed anche i dannati. Con molte sorprese, dolcissime secondo i vannacciani, amarissime secondo quanto sussurrano i molti leghisti preoccupati dal distacco a destra dell’ex europarlamentare che in Veneto raccolse due anni fa 71mila preferenze: probabilmente solo la punta di un iceberg ben più grande.
• Alberto Gottardo
contrastare le radici di discriminazioni, soprusi, violenze e femminicidi.
Luisetto, Sambo e Manildo hanno così annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale. L’obiettivo è chiedere a tutte le forze politiche presenti nell’assemblea veneta, che lo scorso anno aveva approvato l’istituzione dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne, di esprimere una «posizione chiara e netta di condanna» nei confronti di ogni progetto politico che, a loro avviso, metta in discussione gli strumenti di tutela delle vittime.
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le interviste ai sindaci del Veneto
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PRIMI CITTADINI
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Landini: “Sfruttamento da combattere” finisce sotto accusa il modello veneto
Doveva essere il giorno del congresso nazionale della Uil con tanto di Giorgia Meloni ad intervenire dal palco, dopo aver dribblato i giornalisti, del centro congressi di Padova. Ed invece le parole che hanno fatto più rumore, sempre a Padova, sono state in quel primo weekend di luglio quelle di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ma ancora con il piglio e la maglietta girocololo bianca sotto la camicia, di quando era segretario della Fiom.
Una parola ha avuto l’effetto di una fucilata: sfruttamento.
La tesi landiniana che ha mandato su tutte le furie mezzo schieramento politico e datoriale è che il “modello Veneto si è fermato, come si è fermato in tutta Italia un modello basato sullo sfruttamento e soprattutto sulla logica dell’appalto, del subappalto, del massimo ribasso e quindi, dello sfruttamento del caporalato. E non è una cosa che sta riguardando un settore, sta riguardando tutti i settori trasversalmente, e c’è bisogno di intervenire radicalmente”. Un “a margine” di un convegno del sindacato sul “lavoro
svenduto”.
Landini quella mattina era un fiume in piena davanti ai cronisti ed ha lanciato una raccolta di firme “per una legge di iniziativa popolare che chiede proprio di mettere mano a questa logica degli appalti, e il primo punto di fondo è la responsabilità del committente. Infortuni e morti sul lavoro riguardano in realtà giovani precari, nella maggioranza dei casi in aziende in subappalto; dall’altra parte stiamo vedendo come non si stanno applicando le leggi”.
Landini ha quindi chiesto “che venga introdotto in agricoltura, come esiste già in edilizia, un indicatore: se io ho un ettaro di terreno, so che in quell’ettaro ho una determinata produzione, e chiunque sa che per raccoglierla serve un certo numero di ore di lavoro. E quando vai a scoprire che le ore di lavoro sono un decimo di quelle che realmente ti servivano vuol dire che il 90% l’hai fatto in nero. Quindi, nell’era dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo di tutte le tecnologie per controllare questi dati per sconfiggere questo fenomeno c’è, se non lo si vuol fare c’è una volontà politica
molto precisa, e noi stiamo denunciando questo, sia nei rapporti col governo, sia nei rapporti con le regioni di tutto il Paese. Gli imprenditori – ha concluso – debbono insieme a noi combattere i banditi, perché deve prevalere chi vuol fare l’imprenditore serio”.
Da capire poi in un parlamento che fa fatica a fare una riforma delle legge elettorale, che fine farà la proposta Landini.
• Alberto Gottardo
Meloni al congresso Uil: “Il lavoro è dignità, il Governo resta aperto al confronto”
Giorgia Meloni è intervenuta al congresso nazionale della Uil, rivendicando il metodo del dialogo con le parti sociali e indicando lavoro, salari, produttività, welfare e intelligenza artificiale come le principali sfide da aff rontare.
Uno dei passaggi centrali ha riguardato il tema del salario. La presidente del Consiglio ha difeso la scelta di puntare sulla contrattazione collettiva, sostenendo che il salario dignitoso debba essere garantito dai contratti nazionali più rappresentativi e non da una cifra fissata “a tavolino”. Secondo Meloni, il salario minimo avrebbe rischiato di indebolire le tutele, trasformandosi in un parametro al ribasso. La premier ha poi richiamato le misure adottate per sostenere il
potere d’acquisto, dal taglio del cuneo fiscale alla detassazione dei rinnovi contrattuali nel settore privato, misura che il Governo punta a confermare anche nella prossima legge di bilancio. Spazio anche al tema degli incentivi alle imprese: gli aiuti pubblici, ha detto, non devono più essere distribuiti “a pioggia”, ma concessi a chi rispetta le regole, applica contratti giusti, investe nel Paese e garantisce sicurezza. Sulla stessa linea la lotta al caporalato, definita “una battaglia di civiltà”.Sul fronte dell’intelligenza artificiale, ha invitato a governare la rivoluzione tecnologica senza subirla: l’IA può aumentare produttività e crescita, ma deve restare al servizio della persona e dei diritti.
Sintoniz
PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO
La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.
Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?
Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato
Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?
La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava
Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna
in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.
azioni terroristiche sul suolo occidentale. L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro.
Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?
Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.
L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?
Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese
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e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna.
Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?
Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo
strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Scienza e salute. Giustina Destro, presidente Vimm, Istituto Veneto di Medicina Molecolare
“LA RICERCA BIOMEDICA ANTICIPA IL FUTURO, AIUTA LA PREVENZIONE E RIDUCE LE SPESE”
Quest’anno l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) celebra il suo trentesimo anniversario, una realtà d’eccellenza nata nel 1996 dall’intuizione di Francesco Pagan e Giustina Destro, che oggi ne è la Presidente. Abbiamo intervistato la Presidente Destro, figura storica del territorio padovano — già imprenditrice, prima
donna sindaco di Padova e prima donna alla guida di Confindustria, parlamentare e presidente del Premio Campiello — per tracciare un bilancio e guardare alle sfide future della ricerca biomedica avanzata.
Presidente Destro, il Vimm festeggia trent’anni di attività. Lei c’era fin dall’inizio, quando fu inaugurato proprio durante il suo mandato
da sindaco... Sì, ero sindaco di Padova quando abbiamo fatto l’inaugurazione. In seguito sono stata in consiglio per alcuni anni, poi mi sono dedicata ad altro: sono stata parlamentare e Presidente del Premio Campiello. Ma questi trent’anni al Vimm hanno portato grandi soddisfazioni e, soprattutto, risultati scientifici straordinari. Quali sono i numeri e i volti che oggi animano l’istituto?
innovativi in corso?
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Oggi al Vimm accogliamo ben 320 giovani ricercatori divisi in gruppi di lavoro guidati da 12 eccellenti scienziati, tra cui il nostro direttore scientifico Nicola Elvassore, e i professori Corbetta, Sandri e Carrer. Quasi tutti sono docenti universitari e alcuni, come il professor Corbetta, svolgono anche attività clinica. Grazie a loro contribuiamo alla prevenzione di gravi malattie e alla fondamentale ricerca di base. Su quali aree terapeutiche vi concentrate maggiormente?
Sicuramente lo studio sugli organoidi, ovvero micro-organi generati in laboratorio dal professor Elvassore. Partendo da un capello o da un frammento di pelle, in laboratorio decidiamo di far crescere, per esempio, un cervello in miniatura. Grazie a questi organoidi possiamo individuare tempestivamente la malattia e approntare cure preventive mirate, prima che sia troppo tardi, come purtroppo spesso accade con i tumori cerebrali.
A questo proposito, quanto conta la prevenzione per la sanità pubblica?
da fare è tanta. Tuttavia, vantiamo centri di eccellenza nazionali con cui collaboriamo costantemente, perché il confronto reciproco è ciò che fa crescere in ogni campo. Per celebrare questo legame tra scienza e bellezza, avete anche promosso un’iniziativa culturale originale, vuole ricordarla?
La nostra ricerca parte dal cervello, aff rontando patologie come ictus, Parkinson e Alzheimer, fino a fegato, pancreas e apparato muscolare, vitale per dare sostegno al corpo. Poiché oggi l’età media si allunga, l’obiettivo è far sì che l’uomo e la donna arrivino alla vecchiaia in salute. Ci sono progetti particolarmente
Moltissimo, perché la prevenzione riduce drasticamente i costi sanitari. Ricordiamoci che il bilancio di una Regione è costituito per il 70% dalla sanità. Evitare la crescita di malattie devastanti migliora la vita del paziente, delle famiglie, del mondo del lavoro e la qualità della vita sociale. In questo senso è fondamentale la nostra biobanca di cellule staminali, prima nel suo genere, nata in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.
La ricerca italiana soffre spesso di carenza di fondi. Qual è la situazione rispetto all’estero?
Siamo ancora indietro: Paesi come la Germania dedicano il 5-6% della spesa alla ricerca, mentre in Italia siamo a malapena sopra l’1%. La strada
Sì, abbiamo allestito la mostra “La terra è blu come un’arancia”, a Padova presso il Museo della Natura e dell’Uomo. Curata da Sylvain Bellenger, personalità culturale d’eccezione, in collaborazione con l’Università. Espone fotografie scientifiche dei nostri ricercatori che sembrano veri quadri per forme e colori. Sarà aperta fino al 30 novembre, ma probabilmente verrà prolungata di un mese o due.
Idroelettrico, 99 milioni per il Veneto, Stefani: “Risultato storico, ulteriore forma di autonomia regionale”
Entra nel vivo una nuova fase per l’idroelettrico veneto grazie a un accordo strategico tra la Regione e il Gruppo Enel. Attraverso la rideterminazione dei canoni idrici e la monetizzazione dell’energia gratuita che i concessionari devono fornire annualmente alla Regione sono stati recuperati ben 99 milioni di euro per il territorio. Nel dettaglio, la cifra è composta da 44 milioni di euro derivanti dalla quota fissa e variabile dei canoni idrici, che saranno destinati direttamente alla provincia di Belluno, e da altri 55 milioni provenienti dalla monetizzazione dell’energia. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha espresso soddisfazione per questo traguardo, sottolineando come l’operazione rappresenti un passo decisivo verso l’autonomia energetica: “E’ risultato storico, che testimonia l’esercizio di una forma ulteriore di autonomia regionale, che procede attraverso gli strumenti del dialogo”.
L’assessore alla montagna Dario Bond ha poi spiegato l’impatto concreto che questi fondi avranno sul territorio: “Stiamo parlando di risorse che potranno sostenere il
sistema sociosanitario, i trasporti, le scuole, la valorizzazione della montagna e le infrastrutture e altro. E’ una forma di autonomia fondamentale per il nostro territorio e attiveremo una cabina di regia congiunta per concertare la destinazione delle risorse”.
Infine, lo sguardo è rivolto al futuro delle concessioni idroelettriche, per le quali l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci ha annunciato l’avvio di un’analisi approfondita: “Abbiamo aff idato lo studio delle soluzioni a un tavolo tecnico. Sulla base della relazione finale, prenderemo la decisione che porterà, secondo criteri oggettivi, il migliore beneficio al Veneto e ai veneti”.
Giustina Destro
Da sinistra: Massimo Bitonci, Alberto Stefani e Dario Bond
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L’Ulss 8 Berica ha centrato tutti gli obiettivi previsti dal Pnrr per il potenziamento della sanità territoriale. Superata la scadenza del 30 giugno, l’azienda sanitaria ha confermato il completamento degli interventi dedicati alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità, realizzati con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro. Il direttore generale Peter Assembergs ha evidenziato come il risultato sia stato possibile grazie al lavoro congiunto dei servizi aziendali coinvolti, dall’Ufficio tecnico alle strutture organizzative e territoriali, coordinate dalla Direzione dei Servizi socio-sanitari. Ha inoltre sottolineato che il completamento delle opere rappresenta solo il primo passo di un percorso che porterà le nuove strutture a entrare progressivamente a regime dalla fine dell’estate. Nel frattempo è già in corso una mappatura dei bisogni dei diversi territori per ampliare l’offerta delle Case della Comunità con attività specialistiche calibrate sulle esigenze locali, in aggiunta ai servizi previsti dagli standard nazionali.
Sul territorio dell’Ulss 8 Berica sono state attivate nove Case della Comunità, a Vicenza, Arzignano, Camisano Vicentino, Longare, Lonigo, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Sandrigo e Valdagno, grazie a un investimento superiore ai 25 milioni di euro. e nuove strutture sono state progettate per garantire una presa in carico continuativa dei cittadini attraverso il lavoro integrato di medi-
ci di medicina generale, specialisti, infermieri, assistenti sociali e personale amministrativo.
Tra le novità figura il Punto unico di accesso, pensato per orientare i cittadini e organizzare l’assistenza in modo proattivo, oltre a una distribuzione dei servizi sul territorio che punta ad avvicinare prestazioni specialistiche e diagnostiche ai luoghi di residenza. Particolare attenzione sarà riservata alla gestione delle patologie croniche, in particolare negli ambiti cardiologico, pneumologico, neurologico ed endocrinologico, con un focus dedicato ai pazienti diabetici. Attualmente nelle Case della Comunità dell’Ulss 8 Berica operano complessivamente 27 medici di medicina generale, 18 infermieri di famiglia e di comunità, 45 infermieri dell’assistenza domiciliare integrata, nove operatori socio-sanitari e nove addetti amministrativi, oltre agli specialisti presenti dal lunedì al venerdì secondo la programmazione degli appuntamenti. Per i servizi infermieristici e di cure primarie l’accesso avviene tramite il numero unico 116117 oppure attraverso il Punto unico di accesso, senza modificare o ridurre i servizi territoriali già esistenti.
Accanto alle Case della Comunità, il Pnrr ha finanziato anche il rafforzamento degli Ospedali di Comunità, dedicati ai pazienti che, dopo le dimissioni ospedaliere, necessitano di cure intermedie prima del rientro al domicilio o dell’eventuale trasferimento in una struttura residenziale.
L’Ulss 8 Berica dispone già di sei strutture distri-
Ulss 8 Berica, completate tutte le Case e gli Ospedali della Comunità finanziati dal Pnrr
buite tra Vicenza, Sandrigo, Lonigo, Valdagno, Noventa Vicentina e Montecchio Maggiore. Gli interventi finanziati dal Pnrr hanno interessato gli ospedali di Vicenza, Lonigo, Noventa Vicentina e Valdagno. A Vicenza è stato realizzato un nuovo Ospedale di Comunità in corso San Felice con 12 posti letto, ampliabili fino a 24. A Lonigo i posti sono raddoppiati da 12 a 24 grazie alla ristrutturazione del secondo piano del monoblocco, mentre a Noventa Vicentina la dotazione passerà da 18 a 24 posti letto e a Valdagno da 15 a 18. Per il potenziamento degli Ospedali di Comunità sono stati investiti oltre 11 milioni di euro.
Fondazione San Bortolo dona due nuovi programmi informatici all’Oncologia dell’Ulss 8
Due nuovi programmi informatici destinati all’Oncologia dell’Ulss 8 grazie alla donazione della Fondazione San Bortolo. Il valore complessivo dell’intervento ammonta a 165 mila euro e gli strumenti saranno utilizzati per la cura dei pazienti oncologici.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è stato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso apprezzamento per il sostegno garantito dalla Fondazione alla sanità vicentina.
«I pazienti del Veneto – ha dichiarato – possono contare non solo su professionisti qualificati, ma anche su una rete di sostenitori che ogni giorno affiancano le istituzioni contribuendo a mantenere elevata la qualità dei servizi di diagnosi e cura. Un’ulteriore conferma arriva da Vicenza, dove la Fondazione San Bortolo ha donato due programmi infor-
matici di ultima generazione per l’assistenza ai malati oncologici».
Stefani ha quindi rivolto un ringraziamento alla Fondazione per la generosità dimostrata e per il costante impegno a favore della sanità del territorio berico.
Secondo il presidente, il valore della donazione non si limita all’aspetto economico. «Si tratta di un contributo importante, che va oltre il pur significativo investimento sostenuto. I nuovi programmi utilizzano anche sistemi di intelligenza artificiale e rappresentano quindi un ulteriore passo avanti sul fronte dell’innovazione tecnologica».
La Regione, ha concluso Stefani, guarda con soddisfazione al ruolo svolto da realtà come la Fondazione San Bortolo, impegnate nel sostenere il miglioramento dei percorsi di cura all’interno delle strutture sanitarie venete.
San Bortolo, la scuola non si ferma: 724 studenti seguiti anche in ospedale
Si è concluso l’anno scolastico anche nei reparti pediatrici dell’ospedale di Vicenza. Grazie al progetto “Scuola in Ospedale” centinaia di bambini e ragazzi hanno potuto continuare il proprio percorso di studi durante il ricovero, affiancati anche dall’istruzione domiciliare.
Con l’arrivo dell’estate si è chiuso l’anno scolastico anche all’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove la scuola continua a rappresentare un importante strumento di normalità per i bambini e i ragazzi costretti a trascorrere periodi di ricovero. Il bilancio del progetto “Scuola in Ospedale”, promosso dall’ULSS 8 Berica in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Vicenza 8, conferma il valore di un servizio che permette agli studenti di non interrompere il proprio percorso formativo nonostante la malattia.
Durante l’anno scolastico 2025-2026 sono stati complessivamente 724 gli alunni seguiti all’interno della struttura ospedaliera. Si tratta di bambini e ragazzi dai 3 anni fino al raggiungimento della maggiore età, con un’offerta didattica che copre tutti i livelli scolastici: dalla scuola dell’infanzia alla primaria,
dalla secondaria di primo grado fino agli istituti superiori. Un’attività che coinvolge insegnanti specializzati, in costante raccordo con le scuole di provenienza degli studenti, così da garantire continuità didattica e consentire ai giovani pazienti di rientrare nelle proprie classi senza perdere mesi di apprendimento. La scuola entra quotidianamente nei reparti pediatrici adattandosi alle condizioni cliniche dei pazienti. Le lezioni vengono organizzate nelle aule dedicate quando possibile oppure direttamente nelle camere di degenza, trasformando il tempo del ricovero in un’occasione per mantenere vive le relazioni, gli interessi e le abitudini della vita quotidiana. L’obiettivo non è soltanto quello di garantire il diritto allo studio, ma anche di offrire un importante sostegno psicologico ai bambini
e alle loro famiglie, aiutandoli ad affrontare un periodo spesso complesso con maggiore serenità.
Accanto all’attività svolta in ospedale, continua anche il servizio di istruzione domiciliare destinato agli studenti che, una volta dimessi, non possono ancora rientrare a scuola per motivi di salute. In questi casi gli insegnanti raggiungono direttamente le abitazioni degli alunni oppure utilizzano strumenti digitali per assicurare la prosecuzione del percorso scolastico fino al completo recupero. Si tratta di un tassello fondamentale di un sistema che mette al centro il diritto allo studio e l’inclusione, evitando che la malattia possa trasformarsi in un ostacolo alla crescita educativa e personale. Il progetto rappresenta ormai una realtà consolidata all’interno
del San Bortolo ed è frutto della collaborazione tra personale sanitario, docenti e famiglie. Medici, infermieri e insegnanti lavorano fianco a fianco per costruire percorsi personalizzati, calibrati sulle esigenze cliniche e scolastiche di ciascun ragazzo. Un modello organizzativo che consente di integrare assistenza sanitaria e attività educativa, contribuendo a rendere il ricovero meno traumatico e favorendo il benessere complessivo dei piccoli pazienti. I numeri registrati nell’ultimo anno testimoniano l’importanza di un servizio che continua a crescere e che rappresenta un punto di riferimento per il territorio vicentino. Dietro le 724 prese in carico ci sono altrettante storie di bambini e adolescenti che hanno potuto proseguire il proprio cammino scolastico senza rinunciare alla quotidianità dello studio, mantenendo il contatto con compagni, insegnanti e programmi didattici. Per molti di loro la scuola diventa così un elemento di continuità con la vita di tutti i giorni, capace di offrire motivazione, fiducia e uno sguardo rivolto al futuro anche durante il periodo della malattia.
Paola Bigon
Vicenza, un ospedale sempre più a misura di bambino tra gioco e realtà virtuale
L’ospedale San Bortolo di Vicenza compie un nuovo passo nel percorso di umanizzazione delle cure pediatriche, puntando su ambienti accoglienti e tecnologie innovative per trasformare l’esperienza dell’ospedalizzazione in un momento meno traumatico per bambini e famiglie. Grazie al sostegno dell’associazione ABAM ETS, la Pediatria può oggi contare su due importanti novità: un parco giochi all’aperto e tre visori per la realtà virtuale destinati ai piccoli pazienti. Nel giardino accanto all’ingresso principale di viale Rodolfi è stato realizzato un parco giochi immerso nel verde, pensato come uno spazio sicuro e inclusivo dove i bambini possono ritrovare momenti di normalità prima o dopo una visita, un esame o durante il ricovero, quando le condizioni cliniche lo consentono. Le strutture ludiche favoriscono il movimento, la socializzazione e il buon umore, ma rappresentano anche
un vero supporto terapeutico. Il gioco all’aria aperta contribuisce infatti ad abbassare la tensione e la paura che spesso accompagnano l’ingresso in ospedale, offrendo ai piccoli pazienti una preziosa valvola di sfogo emotivo, soprattutto nei percorsi di cura più lunghi e complessi.
L’area si rivela utile anche per medici e operatori sanitari, che possono osservare il comportamento dei bambini in un contesto spontaneo e non medicalizzato, ricavando indicazioni preziose sul loro stato di salute. Allo stesso tempo rappresenta un luogo di sollievo anche per i genitori, che possono condividere con i figli momenti di serenità durante la degenza.
A questa iniziativa si affianca l’introduzione di tre visori per la realtà virtuale, anch’essi donati da ABAM ETS. I dispositivi saranno utilizzati durante prelievi, medicazioni ed esami
diagnostici per distrarre i bambini con giochi, storie interattive, musica e ambientazioni coinvolgenti. Una tecnica ormai supportata da numerosi studi scientifici, che evidenziano una significativa riduzione sia del dolore percepito sia dell’ansia legata alle procedure sanitarie.
La realtà virtuale consente così di trasformare momenti spesso vissuti con paura in esperienze più serene, facilitando il lavoro del personale sanitario e lasciando nei piccoli pazienti un ricordo meno traumatico dell’ospedale. I visori, leggeri, ortatili e facilmente sanificabili, offrono contenuti adatti alle diverse età e si inseriscono in un più ampio percorso di innovazione con cui la Pediatria del San Bortolo conferma l’attenzione alla qualità dell’assistenza, coniugando tecnologia, benessere e centralità della persona.
(P.B.)
Dalla malattia di Lyme alla TBE , le infezioni trasmesse dalle zecche possono essere prevenute con semplici comportamenti
Cresce l’attenzione sulle zecche: come proteggersi
on l’arrivo della bella stagione aumentano le escursioni nei boschi, le passeggiate nei prati e le giornate all’aria aperta. Ma insieme agli escursionisti torna anche un rischio spesso sottovalutato: quello rappresentato dalle zecche, piccoli parassiti che possono trasmettere malattie anche gravi, come la malattia di Lyme e la TBE (encefalite da zecca).
La Regione del Veneto, nell’ambito della campagna informativa sulle arbovirosi, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, ricordando che il morso di una zecca è nella maggior parte dei casi innocuo, ma in alcune circostanze può provocare infezioni che richiedono cure tempestive. In Veneto, tra le patologie trasmesse dalle zecche, particolare attenzione è rivolta proprio alla TBE, una malattia virale che può interessare il sistema nervoso e che, nei casi più gravi, può provocare conseguenze permanenti. Per questa infezione non esiste una terapia specifica, ma è disponibile un vaccino raccomandato per chi vive o frequenta abitualmente le aree a rischio. Per ridurre il rischio è sufficiente adottare alcune semplici precauzioni. Prima di partire è consigliabile indossare pantaloni lunghi, maglie a maniche lunghe e calzini alti, preferendo abiti di colore chiaro, che consentono di individuare più facilmente eventuali zecche. È inoltre utile applicare repellenti cutanei a base di DEET o icaridina e trattare gli indumenti con prodotti a base di permetrina, particolarmente indicati per chi percorre sentieri con vegetazione alta.
Durante l’escursione è preferibile rimanere sui sentieri battuti, evitando di attraversare erba alta, cespugli e vegetazione fitta. È inoltre sconsigliato sedersi o sdraiarsi direttamente sul terreno, dove le zecche attendono il passaggio di persone o animali.
Una volta rientrati a casa è importante controllare accuratamente tutto il corpo, prestando attenzione anche alle zone meno visibili, come il cuoio capelluto, dietro le ginocchia, le ascelle, l’ombelico e l’inguine. Anche gli animali domestici che hanno partecipato all’escursione devono essere ispezionati con cura. Gli indumenti utilizzati dovrebbero essere scossi e spazzolati prima di entrare in casa, per eliminare eventuali parassiti rimasti tra i tessuti.
Se viene individuata una zecca, è fondamentale rimuoverla correttamente con una pinzetta, evitando rimedi improvvisati, e monitorare nei giorni successivi l’eventuale comparsa di sintomi come febbre, affaticamento, dolori articolari o un caratteristico eritema cutaneo. In questi casi è necessario rivolgersi al proprio medico, segnalando la possibile esposizione.
La Regione ricorda infine che i cambiamenti climatici stanno favorendo la diffusione di insetti e parassiti vettori di malattie, rendendo sempre più importante adottare comportamenti corretti quando si frequentano ambienti naturali. Informarsi e prevenire rappresentano oggi il modo più efficace per continuare a vivere in sicurezza la montagna, i boschi e le aree verdi del Veneto
Come proteggersi dalle alte temperature
L’estate è sinonimo di giornate all’aria aperta, vacanze e tempo libero, ma le temperature elevate possono rappresentare un serio rischio per la salute. Le ondate di calore, sempre più frequenti e intense, richiedono infatti particolare attenzione, soprattutto da parte delle persone più fragili, che possono andare incontro a disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie già esistenti. A essere maggiormente esposti sono gli anziani, i neonati e i bambini, le donne in gravidanza e le persone affette da malattie croniche come diabete, patologie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche o renali. Anche chi vive in condizioni di isolamento sociale o soffre di obesità deve prestare particolare attenzione durante i periodi di caldo intenso. La prevenzione resta l’arma più efficace. Gli esperti consigliano innanzitutto di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, generalmente tra le 11 e le 18, limitando le attività fisiche all’aperto e preferendo gli spostamenti nelle prime ore del mattino o in serata. È importante mantenere freschi gli ambienti domestici e di lavoro, arieggiando le stanze quando le temperature sono più basse e utilizzando ventilatori o climatizzatori in modo corretto. Quando possibile, trascorrere alcune ore della giornata in luoghi climatizzati come biblioteche, centri commerciali o altri edifici pubblici può contribuire a ridurre gli effetti del caldo. Un altro elemento fondamentale è l’idratazione. Bere frequentemente acqua, anche in assenza dello stim-
olo della sete, aiuta a compensare la perdita di liquidi causata dalla sudorazione. Si raccomanda di assumere almeno due litri di acqua al giorno, aumentando il consumo di frutta e verdura fresca, ricche di acqua e sali minerali. Particolare attenzione deve essere riservata anche ai farmaci, che vanno conservati secondo le indicazioni riportate nelle confezioni e assunti regolarmente senza modificare autonomamente le terapie. Anche gli animali domestici hanno bisogno di protezione: non devono mai rimanere in auto sotto il sole e devono avere sempre a disposizione acqua fresca e un luogo ombreggiato. È importante riconoscere anche i segnali di un possibile colpo di calore, come forte mal di testa, vertigini, nausea, pelle molto calda, febbre elevata, confusione o difficoltà respiratorie. In questi casi la persona va portata immediatamente in un luogo fresco, fatta sdraiare, liberata dagli indumenti pesanti e raffreddata gradualmente con panni umidi o impacchi. L’idratazione deve avvenire lentamente con acqua a temperatura ambiente, evitando bevande alcoliche o eccessivamente fredde. Se compaiono perdita di coscienza, gravi difficoltà respiratorie o un rapido peggioramento delle condizioni generali, è fondamentale contattare immediatamente i servizi di emergenza. Adottare semplici precauzioni e prestare attenzione ai soggetti più fragili permette di affrontare l’estate con maggiore sicurezza, riducendo sensibilmente i rischi legati alle alte temperature.
La tecnologia che cura: come GPI sta cambiando la sanità digitale italiana
Gche sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta. Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.
L’APP
Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif cile prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al territorio, no all’assistenza a domicilio del In particolare, l’intelligenza arti ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, no a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certi cazione ISO/IEC 42001, lo standard che de nisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza arti ciale.
La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce protezione sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.
Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.
200 mila euro per undici progetti: nasce una rete per il benessere della comunità
La salute mentale diventa un investimento per il futuro del territorio. È questa la filosofia che guida “Facciamo Mente Locale”, il programma che mette a disposizione 200 mila euro per finanziare undici progetti dedicati alla promozione del benessere psicologico nella provincia di Vicenza. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita e BCC Veneta, attraverso il Fondo BCC per la Comunità, con l’obiettivo di sostenere percorsi innovativi capaci di coinvolgere cittadini, associazioni, scuole, servizi e realtà del terzo settore.
L’idea alla base del progetto è semplice ma ambiziosa: la salute mentale non riguarda soltanto chi vive una situazione di disagio, ma rappresenta una componente essenziale della qualità della vita dell’intera comunità. Per questo motivo le iniziative selezionate dovranno puntare sulla prevenzione, sull’inclusione sociale e sulla capacità di costruire relazioni, creando reti territoriali in grado di durare nel tempo.
I finanziamenti, fino a un massimo di 30 mila euro per ciascun progetto, sono destinati a
enti e organizzazioni del territorio che presenteranno proposte capaci di leggere i nuovi bisogni sociali e di offrire risposte concrete. Tra gli elementi maggiormente valorizzati vi saranno la collaborazione tra soggetti diversi, la sostenibilità delle iniziative e l’impatto generato sulla comunità locale.
Il bando guarda infatti alla salute mentale come a un bene comune, da promuovere in ogni fase della vita. Dall’infanzia all’adolescenza, fino all’età adulta e all’invecchiamento della popolazione, il benessere psicologico viene considerato un fattore determinante per la coesione sociale, la qualità delle relazioni e la capacità delle comunità di affrontare le sfide dei cambiamenti demografici, economici e culturali.
L’approccio proposto supera quindi una visione esclusivamente sanitaria del tema. La salute mentale viene interpretata come il risultato di una rete di opportunità educative, sociali e culturali, nella quale il ruolo delle istituzioni si affianca a quello del volontariato, delle associazioni e del mondo della cooperazione. In questa prospettiva, ogni progetto dovrà favorire percorsi di partecipazione e
inclusione, contribuendo a ridurre l’isolamento e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui cresce l’attenzione verso il benessere psicologico, soprattutto dopo gli effetti sociali lasciati dalla pandemia e l’aumento delle si-
tuazioni di fragilità che coinvolgono giovani, famiglie e persone anziane. Sempre più spesso emerge infatti la necessità di costruire interventi che non si limitino alla cura, ma che sappiano prevenire il disagio, promuovere la resilienza e rafforzare le reti di supporto presenti sul territorio.
Con “Facciamo Mente Locale” il Vicentino prova così a dare una risposta concreta, mettendo a disposizione risorse economiche ma soprattutto promuovendo un modello di collaborazione tra enti pubblici, fondazioni, istituti di credito e terzo settore. L’obiettivo è trasformare la salute mentale in una responsabilità condivisa, facendo della comunità il primo luogo di prevenzione, sostegno e inclusione. Le progettualità dovranno inoltre contribuire agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, con particolare riferimento alla salute e al benessere, alla riduzione delle disuguaglianze, all’istruzione di qualità e alla costruzione di partnership territoriali, confermando come il benessere mentale rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità.
Paola Bigon
ULSS 8 Berica, la Direzione smentisce i tagli: più risorse per oncologia e continuità nei servizi
In pochi giorni l’ULSS 8 Berica è intervenuta due volte per rispondere alle polemiche emerse sul fronte sanitario, ribadendo che non sono previsti tagli né alle cure oncologiche né ai servizi destinati alle persone più fragili. Due precisazioni che puntano a rassicurare cittadini, pazienti e operatori, sottolineando come le scelte organizzative dell’Azienda siano orientate a garantire continuità assistenziale e appropriatezza nell’utilizzo delle risorse.
Il primo chiarimento ha riguardato il presunto ridimensionamento del budget destinato ai farmaci oncologici e alle terapie innovative. L’ULSS 8 ha smentito categoricamente
questa ipotesi, spiegando che, al contrario, per il 2026 è previsto un incremento della spesa farmaceutica pari a 7,2 milioni di euro, con uno stanziamento complessivo che sale a 125 milioni di euro rispetto ai 117,8 milioni dell’anno precedente, pari a un aumento del 6,3%. Un’attenzione particolare è riservata alle terapie CAR-T, tra i trattamenti più avanzati per alcune patologie oncologiche ed ematologiche. Dopo i 40 pazienti trattati nel 2025, la programmazione regionale prevede per il 2026 risorse sufficienti ad assistere almeno 42 pazienti, confermando quindi un percorso di crescita e non di riduzione dell’attività. La Direzione generale ha inoltre ribadito
che non esiste alcuna volontà di limitare l’accesso ai farmaci salvavita e che, se necessario, il numero dei pazienti potrà ulteriormente aumentare con il sostegno della Regione Veneto. Nella stessa comunicazione l’Azienda è intervenuta anche sulle indiscrezioni relative al direttore sanitario Alberto Rigo, precisando che i contratti in essere saranno rispettati e confermando la permanenza del dirigente nel proprio incarico. L’incontro avvenuto nei giorni precedenti è stato definito un normale momento di confronto interno alla Direzione strategica. Un secondo intervento dell’ULSS 8 Berica ha riguardato gli ausili per l’incontinenza destinati alle residenze per anziani
che ospitano persone prive di impegnativa di residenzialità. Anche in questo caso l’Azienda ha escluso qualsiasi riduzione delle forniture, precisando che il numero dei presidi rimane invariato. La novità riguarda esclusivamente il sistema di distribuzione, che viene ora parametrato sul numero effettivo degli ospiti con certificazione di incontinenza cronica, con l’obiettivo di evitare sprechi evidenziati dalle giacenze di magazzino riscontrate in alcune strutture. Inoltre, l’Unità operativa di Assistenza Farmaceutica Territoriale resta disponibile a valutare eventuali esigenze particolari delle singole residenze.
(P.B.)
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