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ilvicenza - mag26

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Tav Vicenza Est, lettera a Possamai: “L’Opzione 0 è un rischio”

Modello veneto: funziona davvero?

Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo.

Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.

Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”.

Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.

Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.

Il Veneto vuole

l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”

SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE

SCOPRE

IL VOLTO DELL’INSICUREZZA

alle pag. 4-5

Già in uso a San Bortolo il defibrillatore di ultima generazione

SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI:

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

• Nicola Stievano

N

el suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.

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“BERICI IN FESTIVAL”: DA MAGGIO A SETTEMBRE, MUSICA E CULTURA NEI COLLI

Sei concerti nei Colli Berici, un’opera lirica inedita e un fuori festival nelle ville più suggestive del territorio berico: è questa, in sintesi, la seconda edizione di “Berici in festival” che si svolgerà dal 30 maggio al 26 settembre.

Si tratta di un progetto culturale di uso distribuiti in sette Comuni della provincia di Vicenza situati sui colli o ai piedi degli stessi: Brendola, Lonigo, Orgiano, Sarego, Sossano, Val Liona e Zovencedo.

Obiettivo dell’iniziativa è consolidare una rete virtuosa di collaborazione tra operatori culturali, realtà economiche e istituzioni, favorire occasioni di incontro e scambio culturale, valorizzare il territorio e o rire esperienze di qualità sia ai residenti sia ai visitatori.

Anche quest’anno, alcuni concerti verranno aperti da giovani talenti del nostro territorio a cui si desidera dare la possibilità di fare un’esperienza formativa e curricolare. Novità di questa edizione è l’introduzione di uno “spin-o ” culturale: cinque visite guidate in altrettanti siti di particolare interesse storico-artistico, con un focus sulle Ville Venete. Fondamentale, in quest’ambito, la collaborazione di Visit Val Liona “Con “Berici in Festival” vogliamo creare un’esperienza culturale di usa che metta in dialogo musica, territorio e comunità - dichiara la presidente di In Arte Veneto Ilaria Gusella, organizzatrice del festival con Davide Vendramin e Flavia Dian- Il successo della prima edizione ci ha confermato quanto sia importante fare rete tra associazioni, istituzioni e realtà locali.

Il Festival si svolge con il patrocinio della Provincia della Provincia di Vicenza e della Regione del Veneto ed è organizzato dall’Associazione Culturale “In Arte Veneto” di Vicenza, in collaborazione con Visit Val Liona e Spazio Cuca di Sovizzo.

Sei concerti, un’opera lirica inedita e un fuori festival nelle ville più suggestive

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.

Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza? Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?

A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-

abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.

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Sicurezza urbana/1. Il sindaco Possamai

”PIÙ STATO, PIÙ PREVENZIONE, PIÙ CONTROLLO. NON BASTANO LE PAROLE”

Sindaco, cresce la percezione di insicurezza: baby gang, “maranza”, episodi anche di giorno. «Negarlo sarebbe un errore ma quello che vediamo a Vicenza è un fenomeno che si registra in tutta Italia. Non è un problema locale, è un problema nazionale. Per questo servono risposte serie: più controllo del territorio, ma anche prevenzione, educazione e lavoro sul disagio giovanile, sulle dipendenze e sulle fragilità. Se non interveniamo lì, continueremo a rincorrere l’emergenza senza risolverla».

I cittadini però chiedono risultati.

«Ed è giusto. La sicurezza deve essere reale, non solo percepita. E la prima risposta è la presenza: più Forze dell’Ordine e più Polizia locale in strada. Allo stesso tempo, come città stiamo facendo scelte concrete. Sulla videosorveglianza, ad esempio, in questo mandato per la prima volta stiamo portando le telecamere anche nei quartieri. Fino ad oggi erano state localizzate tutte in centro storico. Siamo partiti dai quartieri più popolosi, come Villaggio del Sole, San Pio X e San Lazzaro. È un passaggio importante, perché la sicurezza deve riguardare tutta la città, non solo alcune zone». Vicenza però sconta una carenza di organico nelle forze dell’ordine.

«Sì, ed è un limite grave ed evidente, su cui tutta la

politica e le istituzioni devono unirsi. La Questura è ancora classificata di seconda fascia, nonostante carichi e complessità che richiederebbero ben altro livello. Solo quest’anno la Questura ha avuto circa 30 pensionamenti e solo 6 nuovi agenti assegnati: è chiaro che così non basta e che si continuano ad indebolire i presidi territoriali. Quando abbiamo chiesto un ra orzamento, la risposta del Ministero è stata che Vicenza risulta, nelle classifiche, più sicura di altre città e province e quindi non ci sarebbe urgenza. Ma a noi non interessano le classifiche: interessa che Vicenza sia sicura davvero e che i cittadini si sentano sicuri nella vita di tutti i giorni». L’opposizione vi accusa di scaricare la responsabilità sullo Stato.

«Non si tratta di scaricare responsabilità, ma di essere chiari. La sicurezza è prima di tutto una responsabilità dello Stato. E questo non lo dicono i sindaci, ma le leggi del nostro Paese. I Comuni collaborano — e Vicenza lo sta facendo con investimenti e progetti concreti — ma non possono essere lasciati soli. Come comuni capoluogo italiani stiamo lavorando con ANCI a un nuovo Patto nazionale per la sicurezza urbana». Il Patto per la sicurezza urbana firmato in Prefettura cosa cambia?

«Il Patto proposto dal Prefetto cambia il metodo e ra orza gli strumenti. Mette insieme istituzioni, forze

dell’ordine, scuole, sanità e associazioni: la sicurezza si costruisce così, in modo integrato. il Governo ha adottato strumenti come le “zone rosse” e i daspo per intervenire nelle aree più critiche. Il tema però è sempre lo stesso: avere gli agenti delle Forze dell’Ordine in numero sufficiente per presidiare realmente il territorio».

In sintesi, qual è il messaggio ai cittadini?

Comune: presto altre 11 telecamere a Villaggio del Sole e San Pio X

Il progetto approvato dalla Giunta partecipa al bando per la sicurezza urbana 2024/2026, così da poter accedere all’apposito fondo statale del Ministero dell’Interno, per ottenere il finanziamento di quasi 100 mila euro, mentre restano a carico del Comune di Vicenza i rimanenti 9.560 euro, nonché le spese di manutenzione e assistenza per i prossimi cinque anni. È prevista l’installazione di 11 telecamere in via Brigata Granatieri di Sardegna, via Divisione Acqui, via

Giovanni Caboto e via Cristoforo Colombo, tutte in zona Villaggio del Sole, e in via Tornieri a San Pio X.

Le nuove installazioni si aggiungeranno alle altre 130 telecamere della videosorveglianza comunale e alle 12 utilizzate per la lettura delle targhe (targa system), già in funzione in altre zone della città. Le telecamere sono di di erente tipologia, in base al luogo in cui saranno installate: alcune sono di tipo “dome” orientabili, altre sono fisse, altre ancora hanno sofisticati sistemi “multisensor” a

4 ottiche. Tutti i siti saranno collegati al sistema gestito dalla polizia locale e condiviso con questura, carabinieri, e guardia di finanza. «Con questo nuovo intervento – sottolinea il sindaco Giacomo Possamai –, proseguiamo nel potenziamento della videosorveglianza cittadina per ra orzare la prevenzione, supportare il lavoro delle forze dell’ordine e garantire maggiore tutela e tranquillità ai residenti di tutti i quartieri della città».

«Che la sicurezza è una priorità assoluta e quotidiana. Stiamo investendo, stiamo aumentando i controlli e stiamo portando più attenzione anche nei quartieri. Ma diciamo anche la verità: serve un salto di qualità nazionale. I Comuni fanno la loro parte, ma da soli non basta».

• Mauro Della Valle

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Sicurezza

urbana/2. Il controllo di vicinato a Vicenza:

gruppi attivi coordinati dalla Polizia Locale

IL CONTROLLO DI VICINATO COME STRUMENTO

DI PREVENZIONE: I GRUPPI ATTIVI IN CITTÀ

Il controllo di vicinato è uno strumento di prevenzione contro la criminalità regolamentato da un Protocollo d’intesa tra la Prefettura e il Comune di Vicenza, rinnovato nel 2024 e basato sulla collaborazione tra cittadini. A Vicenza ve ne sono alcuni, tutti coordinati dalla Polizia Locale.

L’intento è quello di aumentare la percezione di sicurezza e la vigilanza nei quartieri, favorire l’individuazione

di situazioni anomale o potenzialmente pericolose, ma nel contempo anche di ra orzare il senso di comunità e le buone pratiche di solidarietà tra vicini. Si tratta di una sorveglianza informale che, tuttavia, a volte, funziona meglio di quella degli organi u iciali preposti, perché nessuno meglio di chi vive nei quartieri è in grado di riscontrare situazioni o persone che non sono abituali. In caso di emergenze come

furti, rapine, scippi o aggressioni, bisogna contattare immediatamente i numeri di emergenza 112 o 113. Cosa fanno i gruppi

Osservano e segnalano al proprio Coordinatore eventuali comportamenti sospetti, danneggiamenti o anomalie nel quartiere; collaborano tra loro tramite canali di comunicazione (es. gruppi WhatsApp); sviluppano pratiche di mutuo aiuto (sorvegliare la casa di un vicino, aiutare anziani soli, ecc.). Chi desidera entrare in un gruppo già esistente può rivolgersi al Coordinatore oppure contattare la Polizia locale.

Cosa non fanno: Non intervengono direttamente in caso di reati; non svolgono indagini; non organizzano pattugliamenti; non usano uniformi, simboli o emblemi riconducibili alle Forze di Polizia o a partiti/movimenti politici. Come costituire un nuovo gruppo Il processo di costituzione di un nuovo gruppo prevede: la presentazione della domanda da parte di cittadini interessati (utilizzando il format

Sicurezza urbana: lotta allo spaccio e al degrado

Il lavoro si è concentrato in particolare contro lo spaccio su strada. Sono state e ettuate 13 denunce per spaccio, 42 segnalazioni per uso personale di sostanze, 16 perquisizioni, 2 arresti in flagranza per spaccio; 303 i soggetti identificati, 3 deferiti all’autorità giudiziaria per reati diversi dallo spaccio, 10 stranieri sottoposti a fotosegnalamento. Sono state sequestrate 390 dosi nel corso di 65 operazioni speciali, mentre gli euro sottoposti a sequestro penale sono stati poco meno di 2.300. Le diverse operazioni sono state svolte in autonomia o coordinandosi con le altre forze di polizia.

Servizi antidegrado

Gli agenti hanno e ettuato 2.077 controlli mirati

in aree sensibili. Sono state identificate 350 persone. L’attenzione è stata posta in particolare su quanti abitualmente stazionano o bivaccano nel centro storico: si tratta di presenze, spesso legate all’uso di sostanze stupefacenti, che risultano in molti casi connesse a episodi di microcriminalità, come furti, danneggiamenti o condotte moleste. Le ultime operazioni

Tra le ultime operazioni portate a termine dagli agenti del Nos e della squadra antidegrado, vi sono quelle messe in atto a inizio aprile nell’area del Quadrilatero e di Campo Marzo, nei confronti di alcuni “pusher”, il che ha permesso di sequestrare dosi di stupefacente e denaro, anche con perquisizioni domiciliari.

disponibile presso la Polizia locale o inviando una e-mail a controllo. vicinato@comune.vicenza.it); la convocazione di un’assemblea pubblica da parte della Polizia locale entro 45 giorni; la presentazione del progetto e candidatura dei coordinatori (coordinatore e vice-coordinatore); la nomina e verifica dei requisiti tramite la Questura; la comunicazione alla Prefettura dell’avvenuta costituzione

del nuovo gruppo. I gruppi attivi Via Allende – Via Adenauer – San Giuseppe e Parco Fornaci; Campo Marzo – Piazza Castello – Quadrilatero – Piazzale Bologna; Santa Lucia – Borgo Scro a; Parco Città e Sant’Andrea; Villaggio del Sole; Monte Crocetta; Laghi; Commenda/ Templari; Monte Berico; Polegge; Settecà; Bertesina; Bertesinella.

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Bilancio. Sala e Spiller: «Un’iniezione di risorse per concludere una serie di opere»

Comune: oltre sei milioni di euro per scuole, mobilità, edifici e verde pubblico nella variazione di bilancio

L’amministrazione comunale ha deciso di destinare oltre sei milioni di euro dell’avanzo di amministrazione alle opere pubbliche, all’interno di una variazione di bilancio complessiva di quasi 13 milioni. Di questi, oltre sei milioni sono destinati a investimenti su opere già avviate o immediatamente cantierabili, mentre 3,3 milioni verranno utilizzati per estinguere in anticipo alcuni mutui: una scelta che porterà, già dal prossimo anno, un risparmio annuo di oltre 400 mila euro sulla spesa corrente.

«La variazione – precisa l’assessore alle risorse economiche Isabella Sala – prevede anche 2,2 milioni accantonati per gli arretrati legati al doveroso rinnovo contrattuale degli enti locali, atteso per troppo tempo: un impegno che però il Comune ha dovuto sostenere interamente con risorse proprie, perché il Governo ha firmato il contratto senza destinare le risorse necessarie a coprirne i costi». Nel computo globale oltre un milione

di euro di residui del fondo Pnrr è stato destinato all’aggiornamento dei servizi informatici comunali, di cui 470 mila euro in investimenti mentre 340 mila euro, precedentemente accantonati, rispondono alle norme del Governo sulla spending review. «Il risultato positivo del rendiconto – sottolinea Sala - tiene anche conto del contezioso tra Gps (la Società alla quale era stata a idata dalla precedente amministrazione, a seguito di un bando, la gestione dei parcheggi pubblici cittadini, Ndr) e il Comune. Ci siamo attivati con gli u ici per il recupero del credito di circa 8 milioni maturati fino alla cessazione della convenzione. In ogni caso, a tutela degli equilibri correnti del bilancio, abbiamo aumentato l’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità».

La manovra ha tenuto conto di un lavoro di ricognizione e ettuato in occasione della redazione del bilancio consuntivo: «I sei milioni destinati a finanziare opere pubbliche – specifica

l’assessore alla mobilità Cristiano Spiller – si sommano ai 7 milioni di mutui già previsti a bilancio per quest’anno. Questa ulteriore iniezione di risorse ci permetterà di completare cantieri in corso e sbloccare lavori attesi da tempo, nelle scuole, nei quartieri, nelle strade e più in generale sul vasto patrimonio comunale. In questi tre anni abbiamo sbloccato opere ferme da anni e rimesso in moto la città: questa scelta dà una forte spinta a proseguire nella stessa direzione. La scelta di vincolare già in aprile importanti risorse per finanziare le progettazioni ci permetterà inoltre di approvare i nuovi progetti quanto prima».

Nel dettaglio, la quota più rilevante riguarda mobilità e infrastrutture urbane, con 1,9 milioni di euro: 700 mila euro per ra orzare il piano asfaltature e oltre un milione per le piste ciclabili. Al patrimonio comunale e agli edifici pubblici vanno 1,4 milioni di euro, destinati sia al completamento di interventi su immobili e alloggi

comunali sia all’adeguamento degli impianti. Alle scuole sono assegnati complessivamente 900 mila euro, per sostenere lavori già in corso e nuovi interventi di manutenzione e adeguamento. Per ambiente e verde pubblico sono previsti 342 mila euro, destinati a parchi, alberature, arredi e

servizi nelle aree verdi. Ulteriori risorse riguardano l’illuminazione pubblica (650 mila euro) e gli impianti sportivi (150 mila euro), mentre 700 mila euro sono destinati alla progettazione.

IL COMUNE ADERISCE ALLA PIATTAFORMA DI PAGOPA: LE MULTE ARRIVANO DIRETTAMENTE NEGLI SMARTPHONE

Il Comune di Vicenza ha aderito a Send, la piattaforma di PagoPa che consente ai cittadini di ricevere e consultare le notifiche di violazione del Codice della strada direttamente online rispetto alla tradizionale raccomandata postale. Il nuovo servizio è stato adottato grazie ad un finanziamento di 69 mila euro ottenuto nell’ambito del Pnrr. Fino ad oggi per le violazioni del Codice della strada era previsto l’invio della multa mediante raccomandata postale, con un costo medio di 13.20 euro, o tramite i messi

comunali in caso di mancato recapito postale. La piattaforma, già a regime, consente di inviare e ricevere notifiche digitali con valore legale: si riceve il verbale direttamente nel proprio cellulare e si può procedere anche direttamente al pagamento. Tecnicamente, una volta emesso il verbale di violazione del Codice della strada completo dei dati del trasgressore o del proprietario, e dopo il deposito presso il Comando e le operazioni di data entry, gli agenti della polizia locale lo a idano alla piattaforma Send per

la spedizione. Se necessario, la piattaforma completa l’informazione accedendo alle banche dati pubbliche che possono fornire informazioni sui domicili digitali e fisici dei destinatari, sollevando gli agenti anche da queste operazioni di ricerca. Successivamente la piattaforma restituisce al Comando l’esito delle notifiche e PagoPA quello dei pagamenti. Il cittadino, qualora abbia aderito ad una delle modalità digitali di ricezione del verbale (app IO, piattaforma Send, casella Pec), riceverà da Send la notifica digitale del verbale. A

questo punto i destinatari possono visionare online il verbale e procedere con l’eventuale pagamento direttamente dalla piattaforma, dall’app IO, da un’app con associata una carta di credito o debito, mediante home bancking, con Satispay, tramite tabacchini e supermercati abilitati. Qualora il cittadino fosse sfornito di strumenti informatici o, per chi non volesse accedere al servizio online, Send provvederà alla notifica mediante la classica raccomandata postale con l’addebito delle ulteriori spese postali.

• Mauro Della Valle

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Istituto Canova. Inaugurata l’aula magna a servizio della Cittadella scolastica di Vicenza

UN’OPERA DA 2,7 MILIONI DI EURO PER LA NUOVA AULA MAGNA DEL CANOVA

Èstata Inaugurata la nuova aula magna dell’istituto superiore Canova di Vicenza: un’opera da 2 milioni e 700 mila euro (200 mila il contributo della Regione) che ha interessato anche la palestra, gli accessi e l’area esterna. Si tratta di uno degli interventi più significativi in città per l’amministrazione provinciale di Vicenza, che tra le sue competenze ha anche quella degli istituti superiori. Con 360 posti a sedere è la più grande della città e potrà essere utilizzata sia dagli altri istituti, sia dalla comunità, anche in orario extrascolastico, senza interferire con gli spazi interni, rappresentando un nuovo polo culturale aperto per conferenze, mostre ed eventi pubblici. La nuova pavimentazione è in legno. Per migliorare l’acustica, la pannellatura a parete è stata sostituita con contropareti in cartongesso coibentate termicamente oltre che acusticamente. Un controso itto fonoassorbente funge da grande assorbitore e regolatore acustico.

All’aula magna, infatti, si accede, oltre che dall’interno, da un accesso autonomo esterno (da via Baden Powell), che conduce al nuovo foyer d’ingresso. Questo nuovo volume rappresenta l’accesso autonomo esterno, ma è anche uno spazio utile sia alla scuola che a fruitori esterni per ricreazioni, incontri, mostre.

Nel nuovo ampliamento, delle dimensioni di circa 250 mq, sono stati realizzati nuovi servizi igienici ad uso dell’auditorium e dello stesso foyer, un bar e un locale ad uso ripostiglio per l’aula magna. Dal punto di vista impiantistico, sono stati eseguiti ex-novo tutti gli impianti per adeguarli alle normative vigenti, sia in termini di sicurezza, che di risparmio energetico. Rifacimento integrale anche per gli impianti elettrici di illuminazione, di rilevazione e allarme incendi e di di usione sonora.

Si è trattato di un cantiere lungo e complicato, non solo dal fatto che la scuola è rimasta aperta nel corso dei lavori, ma anche dalla pandemia, dall’aumento del costo delle materie prime e da vari imprevisti considerato che l’edificio è stato edificato nei primi anni ‘70, il primo del complesso che sarebbe poi diventato “Cittadella degli Studi”. Tre i filoni di intervento: la ristrutturazione dell’aula magna, l’ampliamento e la riorganizzazione degli accessi, la sistemazione della palestra con il rifacimento del blocco est dei servizi

e delle docce esistenti (quello ovest era già stato oggetto di intervento), sostituendo anche i vecchi pannelli di rivestimento della palestra allo scopo di migliorare l’acustica.

Altri lavori hanno riguardato il foyer d’ingresso all’aula magna, il bar, gli spogliatoi della palestra, l’eliminazione delle barriere architettoniche. Un’attenzione particolare è stata posta proprio all’utenza debole, garantendo che tutti i percorsi siano accessibili, sia all’interno che all’esterno. Nell’occasione sono stati completati alcuni lavori che hanno riguardato l’adeguamento sismico. Il piano complessivo di edilizia scola-

stica della Provincia, che si occupa di 44 istituti scolastici, con oltre 20 mila studenti, ha visto impegnati oltre 30 milioni di euro per quanto riguarda i finanziamenti legati al Pnrr, mentre altri 30 milioni sono a bilancio 2026 per diversi interventi che riguarderanno altri istituti scolastici superiori, sia della città sia dell’intero territorio vicentino.

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Chiuse le “Domeniche ecologiche”. Positivo il bilancio della stagione 2025/2026

Ètempo di bilanci per le domeniche ecologiche che si sono concluse ad aprile con l’ultima delle sette giornate in programma dallo scorso ottobre, che si sono svolte in diverse zone della città grazie all’organizzazione dei Consigli di quartiere. «La formula che abbiamo ideato si è rivelata vincente – spiega l’assessore all’ambiente Sara Baldinato: invece della chiusura unica di tutto il centro città, abbiamo infatti dato spazio a tutte le associazioni del Tavolo di rete, che hanno così avuto modo di farsi conoscere e di animare i quartieri della città con le loro iniziative. Ringrazio dunque i Consigli di quartiere, le associazioni e volontari che hanno lavorato alla realizzazione, dando appuntamento a tutti a ottobre di quest’anno con le prossime iniziative domenicali in programma a partire da questo autunno».

L’ultima domenica ecologica ha visto come protagonisti e organizzatori i Consigli di quartiere 2, 8, 9 e 10. Tra le tante iniziative particolarmente apprezzata a Bertesina le visite guidate a villa Ghislanzoni Curti: l’edificio storico settecentesco ha ospitato anche un concerto jazz e dei balli ottocenteschi. Ottima anche l’a luenza al mercato ortofrutticolo e tutte le diverse iniziative della giornata, tra le quali non sono mancati i laboratori e le animazioni per i più piccoli, i volontari che si sono dedicati alla pulizia dei quartieri, i corsi di educazione stradale, le lezioni di fitdance, yoga e pilates.

Mauro Della Valle

L’iniziativa. Riparte Bike to Work: pedalare in provincia di Vicenza conviene!

È la rete più grande d’Italia: 2.515 utenti, oltre un milione di km percorsi e 182 mila euro in buoni spesa

Dopo il successo della prima edizione riparte, con l’adesione di 51 comuni vicentini coordinati dalla Provincia di Vicenza, il progetto Bike to Work. Fino al 30 ottobre 2026 per ogni chilometro del tragitto casa-lavoro percorso in bicicletta, e-bike, monopattino elettrico o a piedi si possono maturare ecopunti convertibili in buoni da spendere nei negozi del territorio aderenti al progetto.

A questa nuova edizione hanno aderito 15 nuovi Comuni, segno che l’iniziativa porta a risultati concreti, sia in termini di risultati ambientali che di risorse reinvestite nel territorio, proprio perché pedalare conviene all’ambiente, alla qualità dell’aria, alla salute fisica e mentale, ma anche al portafoglio.

Sarà compito dei 51 Comuni aderenti destinare i fondi per premiare i cittadini residenti più virtuosi, attraverso l’erogazione di buoni spesa utilizzabili negli esercizi commerciali del territorio, con rimborso integrale agli esercenti.

«Considerando i comuni aderenti –sottolinea il presidente della Provincia Andrea Nardin –, parliamo di una popolazione coinvolta che supera i 530 mila abitanti, oltre la metà dell’intera provincia. È il risultato di un lavoro che ci ha visto potenziare la rete di percorsi ciclopedonali, promuovendo la mobilità lenta con contributi ai Comuni e poter estendere questa possibilità anche al tragitto casa-lavoro è stata una scelta vincente, concreta e sostenibile». I dati della prima edizione parlano chiaro – sottolinea il consigliere provinciale con delega all’Ambiente Filippo Negro –: la rete di Bike to Work è ad oggi la più grande d’Italia 2.515 utenti attivi, oltre un milione di chilometri percorsi, un risparmio di CO2 di oltre 150 tonnellate che equivale a 6.929 alberi virtuali piantati e 182.000 euro in buoni spesa reinvestiti nel territorio. Un segnale forte della volontà dei nostri cittadini di agire contro il cambiamento climatico. Forti di questo risultato rivolgiamo un appello

anche al mondo delle imprese: l’iniziativa, infatti, è aperta al loro coinvolgimento attivo nella transizione ecologica, anche attraverso forme di sponsorizzazione. Da una ricerca condotta da Francesco Luca che ha coinvolto gli iscritti vicentini al progetto (1.155 risposte) e le attività commerciali aderenti (102 risposte), risulta che i partecipanti sono prevalentemente lavoratori tra i 46 e i 55 anni. il 35% degli iscritti utilizzava l’automobile per andare al lavoro: questo conferma un e ettivo impatto del progetto sulla riduzione del tra ico automobilistico in favore delle bici. Il 97,7% ha dichiarato di voler continuare a usare la bicicletta anche dopo la fine degli incentivi. Come funziona

Partecipare è semplice: basta scaricare la app Ecoattivi, indicare l’indirizzo di casa e quello del lavoro e percorrere il tragitto in bicicletta, e-bike, in monopattino o a piedi. Ad ogni km percorso corrispondono 20 ecopunti, cioè 0,25 euro con un tetto massimo di 2,5 euro al giorno e di 250

euro all’anno (fino ad esaurimento del fondo). Per ogni 800 ecopunti maturati verrà generato un buono spesa da 10 euro da spendere nei negozi aderenti al progetto. La lista aggiornata dei negozi aderenti è presente nell’app Ecoattivi. Con i punti accumulati si potrà partecipare

anche all’estrazione finale del concorso nazionale Ecoattivi con in palio una mini-car elettrica. Requisito essenziale per partecipare è essere residenti in uno dei 51 Comuni aderenti.

Zanzare sempre più pericolose: i Comuni emettono ordinanze per combatterle

Con l’avvicinarsi della stagione estiva riprende l’annosa lotta contro le zanzare, in questi ultimi anni diventate sempre più pericolose perché principali vettori del contagio di malattie come Dengue, Chikungunya e Zika.

Proprio per ostacolare la riproduzione dell’insetto e prevenire il contagio di Dengue e Chikungunya, i Comuni stanno emettendo una serie di ordinanze con

le istruzioni ai cittadini in cui sono indicate tutte le azioni da compiere e gli accorgimenti da adottare, nelle abitazioni e nei giardini privati, nei condomini, nelle aziende o nel proprio luogo di lavoro, per prevenire l’ingresso delle zanzare e ostacolare la riproduzione e la deposizione di uova o l’insediamento di larve.

Gesti, anche piccoli, ma indispensabili per evitare, rimuovere o trattare

ristagni d’acqua, cumuli di rifiuti e di erba e ogni altro luogo in cui l’insetto può deporre uova. Bisogna svuotare giornalmente i contenitori di uso comune, come bacinelle, secchi, anna iatoi e sottovasi, oltre che coprire accuratamente bidoni e cisterne. La lotta alla zanzara tigre adulta, invece, si e ettua con appositi trattamenti di cui si occupano ditte specializzate.

• Mauro Della Valle

I COMITATI “SETTECÀ” E “PRO GALLERIA A VICENZA EST” SCRIVONO AL SINDACO

Iportavoce dei comitati “Settecà” e “Pro galleria a Vicenza Est”, rispettivamente Cristina Galvanin e Marco Onestini, che sostengono la “Soluzione 2014” , vale a dire la Galleria Artificiale lunga senza farfalla di Scavalco, hanno inviato una lettera al sindaco Giacomo Possamai e al consigliere delegato per la Tav Angelo Tonello con una serie di quesiti e interrogativi inerenti il terzo lotto funzionale Vicenza Padova (uscita Vicenza Est) dell’alta velocità. La lettera non lascia adito a dubbi in merito alle scelte che i due comitati vorrebbero fossero compiute, in quanto si apre con una premessa piuttosto netta: «Le recenti dichiarazioni del consigliere delegato alla TAV Ing. Angelo Tonello in Commissione Territorio che ipotizza di spacchettare il 3° Lotto funzionale Vicenza – Padova in due parti prevedendo il cosiddetto Ambito di Stazione (opzione zero) confermano una deriva preoccupante per il futuro infrastrutturale della città. L’ipotesi sopra descritta sarebbe infatti temporanea, condannando così la città a una doppia

fase di lavori, posticipando il raddoppio dei binari a data da destinarsi. È un paradosso logistico non orientato né al bene di Vicenza né a quello del territorio nel quale il terzo lotto si inserisce.

L’”Opzione 0” per Vicenza non è che un rinvio oneroso e tecnicamente debole e probabilmente impraticabile».

I Comitati contestano l’”Opzione 0” perché giudicata onerosa, tecnicamente debole e potenzialmente impraticabile, con ricadute negative su capacità della linea e qualità della vita dei residenti ed evidenziano la prolungata incertezza per le famiglie soggette a possibili espropri/demolizioni e il rischio di opere impattanti (es. barriere antirumore a ridosso delle abitazioni) in caso di soluzioni “a raso”.

Allo stesso tempo, nella lettera viene richiamata una criticità infrastrutturale: mantenere due soli binari nel tratto intermedio creerebbe una strozzatura, incompatibile con la coesistenza di tra ici diversi (“omotachicità”) e con la capacità richiesta sulla Milano–Venezia anche con ERTMS evoluto.

La lettera pone poi, come detto, una serie di lunghe richieste (di seguito sintetizzate), finalizzate a far sì che la “Soluzione 2014” non venga inibita preventivamente: motivare il rinvio del raddoppio a Est; sollecitare RFI a rispondere rapidamente ai quesiti sull’”Opzione 0” per definire una soluzione alternativa certa;

aprire un tavolo con RFI e i Comuni interessati (Grumolo delle Abbadesse e Grisignano di Zocco) per mantenere la “Farfalla di scavalco/Salto del Montone” nei territori previsti dallo SdF 2015 (evitando lo spostamento su Settecà e il depotenziamento della “Soluzione 2014”); avviare un confronto con RFI e Torri

di Quartesolo per un secondo ponte sul Tesina; chiedere che il nuovo cavalca-ferrovia di viale Camisano sia progettato compatibile con una futura “Galleria lunga”, non solo con il raddoppio a raso.

• Mauro Della Valle

LA PROVINCIA

Bilancio. Nardin: daremo priorità a sicurezza stradale, scuole e trasporti

Dal conto consuntivo 2025 emerge un “tesoretto” di quasi 15 milioni di euro

Èun bilancio consuntivo 2025 in salute quello chiuso dall’Amministrazione provinciale di Vicenza, grazie al quale è riuscita perfino a fare leva su una variazione per il bilancio dell’anno in corso di 14,6 milioni di euro per la sicurezza stradale, per quella di ragazzi e ragazze, sia nelle scuole, sia fuori dagli edifici nelle piazzole dove attendono i mezzi pubblici, così come

per la mobilità alternativa e per gli edifici scolastici di competenza. «Non abbiamo aumentato di un solo euro le imposte – sottolinea Nardin – e nonostante i tagli di risorse da parte dello Stato, abbiamo garantito investimenti importanti su strade e scuole, per un totale di 137,5 milioni di euro di opere eseguite o in corso e di nuovi interventi sul territorio che riguardano: 15,2 milioni

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Progettazione

Fornitura superfi ci gres, legno, resine

di euro lavori su strade provinciali; 12,3 milioni di euro per edifici scolastici e patrimonio e 6,4 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Da quel tesoretto di oltre 14 milioni ricavato dall’avanzo di amministrazione – ha tenuto a sottolineare il presidente -, abbiamo destinato un fondo di un milione di euro per la messa in sicurezza delle stazioni del trasporto pubblico locale». Nel vicentino esistono oltre tremila fermate dei pullman. Pur essendo state oggetto, negli anni, di messa in sicurezza con interventi specifici (vedi la cittadella di via Baden Powell a Vicenza o l’istituto Parolini di Pove del Grappa), non era mai stato fatto uno studio complessivo che tenesse conto delle condizioni di sicurezza, o al contrario, di situazioni di potenziale pericolo, come la cronaca purtroppo ha registrato, al margine delle strade dove gli utenti, in particolare gli studenti, attendono i mezzi, o salgono e

scendono dagli stessi. Con una parte del fondo verrà commissionato uno studio specifico volto ad evidenziare le priorità e i successivi interventi. Ancora in tema sicurezza, relativo in questo caso alle scuole, dall’avanzo di amministrazione verranno prelevati tre milioni di euro che – come ha evidenziato il consigliere Costa -, verranno investiti per diversi istituti: “Trissino” di Valdagno, “Artusi” di Recoaro, “Tron-Zanella” di Schio; “Parolini” di Bassano più il liceo Brocchi, oltre a lavori di integrazione su altri edifici scolastici. A ciò si sommano gli interventi su una quindicina di scuole realizzati con fondi Pnrr per circa 37 milioni di euro. «Quando si parla di sicurezza delle scuole -ha sottolineato il consigliere Costa- i consiglieri sono sempre disponibili e di questo devo ringraziarli. Sono previsti nuovi interventi e adeguamento del quadro economico degli interventi in

corso, per maggiori spese da a rontare. Abbiamo utilizzato a pieno il Pnrr, grazie al quale abbiamo costruito nuove palazzine e rinnovato le esistenti. Ci abbiamo anche messo fondi nostri e continueremo a farlo, con l’obiettivo che le nostre scuole rappresentino opportunità formative concrete per i nostri ragazzi».

Infine, è subentrato in Consiglio Mattia Veronese (sindaco di Noventa Vicentina) al posto di Davide Berton (decaduto dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Rossano Veneto: gli sono state a idate le deleghe alle ciclovie, alla Rete delle Biblioteche Vicentine e ai rapporti con A4 Holding, oltre al ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia. La consigliera Maria Cristina Franco ha acquisito la viabilità del territorio Nord-Est vicentino.

• Mauro Della Valle

Consulenze globali

L’azienda Peserico prosegue nel proprio percorso di evoluzione ampliando l’o erta oltre l’abbigliamento, introducendo nuove categorie come borse, calzature e fragranze. Una scelta strategica che ra orza una visione sempre più orientata al total look, con l’obiettivo di costruire un universo coerente e completo attorno al proprio stile. Tra le novità più rilevanti si distingue il lancio di tre profumi, concepiti come un racconto olfattivo scandito dai diversi momenti della giornata. La prima fragranza si caratterizza per note leggere e avvolgenti, capaci di evocare la freschezza e la delicatezza delle prime ore del mattino. La seconda propone un profilo più deciso e strutturato, con accordi caldi e intensi che richiamano l’energia e la luminosità delle ore centrali. L’ultima, invece, si sviluppa su toni più morbidi e sensuali, con sfumature fruttate e avvolgenti che rimandano alla quiete e al fascino della sera. Sul

piano economico, i risultati confermano una crescita costante: il fatturato del 2025 registra un incremento del 5%, raggiungendo i 130 milioni di euro. Particolarmente significativo è l’andamento del canale outlet, che segna un aumento del 20% rispetto all’anno precedente, dimostrando una forte capacità di attrarre e fidelizzare la clientela. Parallelamente, si consolida anche la rete retail. La gestione diretta arriva a rappresentare il 50% del fatturato complessivo, mentre il network di boutique, attualmente composto da 66 punti vendita, è destinato a espandersi ulteriormente con nuove aperture e interventi di rinnovamento degli spazi esistenti. Una strategia che evidenzia la volontà di ra orzare il posizionamento sul mercato, puntando su un’o erta sempre più articolata e in linea con le esigenze di un pubblico contemporaneo

• (L.C.)

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LA PROVINCIA

Viabilità. Oltre

VICENZA “AIUTA” ECONOMICAMENTE I COMUNI PER RISOLVERE CRITICITÀ I

La Provincia di Vicenza conferma la sua missione di “Casa dei Comuni” stanziando un importante investimento per rendere le strade vicentine più sicure e rispondere alle esigenze dei sindaci: oltre 3,6 milioni di euro sono stati infatti destinati a finanziare 14 interventi strategici sulla viabilità provinciale che attraversa i centri abitati di altrettanti Comuni vicentini. Sono stati individuati i punti più critici, con un’attenzione particolare agli utenti deboli della strada, come pedoni e ciclisti, così da realizzare marciapiede protetti, mettere in sicurezza incroci e collegare piste ciclabili. Il piano di contributi agisce da volano coprendo una quota rilevante dell’opera e permettendo così ai Comuni di investire proprie risorse per completare i progetti, generando un “e etto moltiplicatore” che raddoppia il valore reale dei cantieri aperti sul territorio. L’importo complessivo delle opere da realizzare ammonta infatti a 6 milioni e 300 mila euro, con un contributo della Provincia che sfiora il 60%.

Gli interventi toccano diversi ambiti della sicurezza viaria, con un’attenzione particolare ai punti neri della circolazione e ai percorsi protetti. Messa in sicurezza strade e incroci: ad Asiago sono stati destinati 450.000 euro per l’incrocio tra la SP 76 Valgadena e via Ebene; a Sarego 336.000 euro serviranno per l’intersezione tra la SP 18, via Roma e via Marona; a Villaga 146.400 euro per la riqualificazione dell’intersezione tra via Palladio e la SP8 Berico Euganea; a Cartigliano 140.000 euro per la messa in sicurezza della SP58; a Foza 126.000 euro per la messa in sicurezza delle SP 73 e 76; a Gambellara 210.000 euro sono destinati a via Calderina lungo la SP 22. Percorsi ciclopedonali: a Rosà un contributo di 230.000 euro permetterà di collegare la pista ciclabile esistente con la rotatoria di Ponte Paoletti lungo la SP 58 ; a Nanto sono previsti 311.500 euro per il collegamento tra il paese e la frazione di Ponte di Nanto.

Marciapiedi e pedoni: a Calvene è previsto un intervento da 360.000 euro per nuovi marciapiedi sulla SP 68 (via Bissoli, via Roma e via Divisione Julia); a Piovene Rocchette 180.000 euro saranno utilizzati per

la messa in sicurezza della viabilità provinciale lungo le S.P. 349 e 350: rifacimento marciapiedi di via A. Rossi, ammodernamento impianto semaforico via Trieste – via A. Rossi/ Roma e passaggi pedonali; a Lusiana Conco 450.000 euro per la messa in sicurezza della SP 72 con realizzazione di due tratti marciapiede nel centro abitato di Conco (Loc. Conco di sopra e Loc. Scocca); a Monte di Malo 240.000 euro per la realizzazione di attraversamenti pedonali semaforici lungo la SP124; Servizi ai cittadini: ad Arcugnano il finanziamento di 270.000 euro

riguarderà la viabilità di accesso e il parcheggio a servizio della sede municipale e della scuola “Foscolo” di Torri di Arcugnano, sulla SP 88 del Tormeno. Ad Altissimo lo stanziamento di 232.000 euro riguarderà la viabilità tra la SP 31 e via Molino con la creazione di un parcheggio di interscambio. Questi contributi si aggiungono ad una lista che nel biennio 2025-26 conta 52 interventi su altrettanti Comuni vicentini per un totale di oltre 12 milioni di euro, per un importo complessivo delle opere di poco superiore ai 23 milioni di euro.

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Ipab di Vicenza: il 2025 si chiude positivamente

l Consiglio d’amministrazione dell’Ipab di Vicenza ha approvato il Bilancio di esercizio 2025 che evidenzia un incremento del fatturato di circa 500 mila euro rispetto all’esercizio precedente, grazie alla piena occupazione dei posti letto e, in parte, anche all’applicazione delle nuove tari e, a carico della Regione Veneto, previste dalla deliberazione della Giunta regionale.

Sul fronte dei costi si è registrato un aumento complessivo di circa 300 mila euro, dovuto per buona parte al rinnovo del contratto del personale, all’incremento dei costi per servizi e dei significativi interventi sostenuti per i lavori finalizzati al mantenimento del comfort e degli standard qualitativi delle strutture. Un importante investimento è stato e ettuato, nel corso dell’anno, sul fronte della formazione del personale considerato elemento strategico per il continuo miglioramento della qualità dell’assistenza.

L’utile derivante dalla gestione operativa è pari a 53.628 euro. Le plusvalenze generate da alienazioni straordinarie, in particolare Palazzo Serbelloni, sito in contrà Proti, risultano pari a 914.118 euro, somma destinata a riserva vincolata per l’Accordo di Programma con la Regione inerente il sito nel quartiere di Laghetto a Vicenza.

«L’approvazione del Bilancio 2025 – evidenzia il Presidente Achille Variati – conferma l’impegno dell’Ente nel garantire la propria sostenibilità economica e la qualità dei servizi, che è nostra intenzione sviluppare e potenziare. In questa prospettiva si inserisce il project per la realizzazione della nuova casa di riposo a Laghetto per 120 posti letto, per o rire servizi ad una comunità, quella vicentina, in rapido invecchiamento con bisogni assistenziale sempre più forti». Il Cda non ha mancato di sottolineare come questi risultati siano stati raggiunti anche grazie al lavoro quotidiano di tutto il personale: «A loro – ha concluso Variati -, va il nostro sincero apprezzamento per la professionalità e la dedizione dimostrate, in un periodo contraddistinto dalle persistenti di icoltà nel reperimento di personale di assistenza. Ipab di Vicenza conferma così il proprio ruolo di riferimento nel sistema dei servizi socio-assistenziali del territorio, con una visione orientata alla qualità, all’innovazione e alla risposta concreta ai bisogni della comunità».

Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova

Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.

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L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA

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fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.

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Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio

modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:

Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.

Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia

atmosfera.

Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.

Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,

La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.

Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.

Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.

Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.

La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it

Galleria San Carlo - Arcella Padova

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CULTURA

L’evento. Basilica Palladiana: tra il 2026 e il 2028 una nuova trilogia di mostre

NASCE “ISPIRAZIONE EUROPA. DIALOGHI D’ARTE TRA IL XIX E XX SECOLO”

Non solo capolavori d’arte, ma storie di incontri, viaggi, influenze e visioni che hanno attraversato i confini. Da questa idea nasce Ispirazione Europa, il nuovo progetto espositivo promosso dal Comune di Vicenza che tra il 2026 e il 2028 porterà in Basilica Palladiana tre grandi mostre dedicate ai rapporti tra l’Italia e Germania, Francia e Spagna. La trilogia – curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli – è realizzata in colla-

borazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, ed è promossa e organizzata da Marsilio Arte, con main partner Intesa Sanpaolo.

Un progetto di respiro internazionale che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica collocando al centro artisti, idee e relazioni che hanno contribuito a formare lo spirito europeo. Ad aprire il ciclo, il 13 novembre 2026,

sarà Italia Germania, prima tappa di un racconto che proseguirà con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028. Raccontare lo spirito europeo Le tre mostre presenteranno ciascuna circa cento opere tra dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti, costruendo un percorso che intreccia la storia dell’arte con quella politica e sociale dell’Europa. Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della società europea.

«Un grande progetto che ci accompagnerà per tre anni porterà in città grandi opere di artisti italiani, tedeschi, francesi e spagnoli – sottolinea il sindaco Giacomo Possamai -, che si sviluppa con l’intenzione di raccontare come l’Europa sia nata a poco a poco dalle relazioni artistiche e culturali tra i Paesi che ora la costituiscono. La proposta ha un particolare valore proprio in questi anni in cui è fondamentale per noi sottolineare il senso dell’identità europea».

La prima mostra: Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento Da Canova a Kiefer - 13 novembre 2026 – 2 maggio 2027

Ad aprire la trilogia sarà Italia Germania, con la collaborazione del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di

La Provincia di Vicenza ha u icializzato a palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del Consiglio Regionale del Veneto, il ruolo di Capitale Nazionale di Costruiamo Gentilezza 2026. Il progetto “Costruiamo Gentilezza” vede la Provincia di Vicenza capofila con una rete di Comuni Gentili vicentini che conta attualmente 56 adesioni, la più numerosa d’Italia, in continua e costante crescita. Il calendario delle iniziative per l’anno della gentilezza è ricco e vario e interessa l’intero territorio provinciale, da Rotzo a Noventa Vicentina, da Crespadoro a Camisano. Già dagli scorsi mesi, e fino a fine anno, sono previsti letture, tornei sportivi, concerti, giochi in piazza, baby benessere, regali sospesi.

Il cuore delle celebrazioni sarà ospitato in giugno a villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza: venerdì 12 giugno (ore 21:00): concerto “Musica e Parole d’Autore: un viaggio nella gentilezza”. Il cantautore Bruno Conte, accompagnato dalla sua band, proporrà un percorso

artistico dedicato ai valori del progetto; sabato 13 giugno: una giornata interamente dedicata alle “Iniziative Gentili” animate dalle associazioni del territorio.

Trento e Rovereto, del Museo Gypsotheca

Antonio Canova di Possagno e della Casa di Goethe di Roma. Il percorso attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al Novecento.

La rassegna il XIX e il XX secolo, evidenziando come in questi reciproci scambi tra artisti, intellettuali e letterati siano nate nuove idee e rivoluzioni dei

linguaggi artistici. Allo stesso tempo, questi dialoghi sono stati il riflesso di inquietudini e di speranze di un’epoca segnata da crisi profonde, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli. Info: www.mostreinbasilica.it

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• Mauro Della Valle

ENRI PIETRIBIASI, “QUESTA È UNA FAMIGLIA”

Ci sono nomi che si intrecciano in modo indissolubile con la storia di una società, diventandone la memoria storica e l’anima. Enri Pietribiasi è il dirigente più longevo dell’Orange1 Basket Bassano, un uomo che ha visto l’evoluzione del basket cittadino: dai campionati senior a un progetto d’eccellenza giovanile unico in Europa. L’avventura di Pietribiasi a Bassano inizia nei primi anni ‘90. “ Ero un ex giocatore”, racconta il dirigente.

“Quando arrivai a vivere qui, gli ex atleti che avevano preso in mano la società mi coinvolsero”. La vera svolta, però, arriva nel 2014, quando la società decide di cambiare pelle e filosofia: “Decidemmo di intraprendere un progetto diverso: investire solo sul settore giovanile. Da quella passione è nata una struttura imponente; la

foresteria, l’arrivo di ragazzi dall’Italia e poi da tutto il mondo. Ma non si tratta solo di gestione sportiva. Per noi la formazione scolastica ed educativa è centrale. Prima del giocatore, dobbiamo costruire la persona. Questo è l’aspetto più importante”.

Oggi Pietribiasi è il responsabile dell’Under 19 Eccellenza categoria che ha regalato enormi soddisfazioni al club, ma il suo ruolo sfugge a ogni definizione burocratica. “È un impegno a 360 gradi. La cosa più bella è essere un riferimento per i ragazzi; è come avere tanti figli. Vedere giovani che sono passati da noi anni fa e che ancora oggi ti mandano messaggi o ti vengono a trovare è motivo di immenso orgoglio. Si crea un legame che va oltre lo sport”.

Nella lunga militanza di Pietribiasi, i ricordi si dividono tra la gioia del campo e la

profondità dei legami umani. “L’annata in cui abbiamo vinto sia il titolo Europeo che il Titolo Nazionale Under 14 non la dimenticherò. Era il nostro primo scudetto, fu un momento indelebile. Un ricordo poi che segna profondamente il dirigente è quello legato a Destiny Ajiri Agbamu, un talento fermato da

una grave patologia renale proprio mentre stava per approdare in Serie A con la Vanoli e poi in USA. “È dovuto andare in dialisi, non ha potuto volare in America come sognava. Abbiamo aiutato lui e sua madre, è una vicenda che mi è rimasta nel cuore”.

Nonostante l’Orange1 Basket Bassano

UFFICIALE IL RINNOVO DI FABIO GALLO, A VICENZA FINO AL 2028

Il futuro del Vicenza riparte ancora da Fabio Gallo. Il rinnovo del tecnico biancorosso fino al 2028, u icializzato l’8 maggio, rappresenta molto più di una semplice firma su un contratto: è la conferma di un progetto tecnico che, nell’arco di questa stagione vittoriosa, ha restituito entusiasmo, identità e ambizione a una piazza storica del calcio italiano. Arrivato a Vicenza nell’estate del 2025 dopo la vittoria del campionato con la Virtus Entella, Gallo ha saputo conquistare fin da subito ambiente e tifoseria. La sua missione era chiara: riportare il Lane in Serie B dopo la cocente delusione della stagione precedente nella scontro testa a testa perso all’ultima contro il Padova. Un obiettivo centrato con autorevolezza e continuità, grazie a una squadra capace di dominare il campionato e chiudere il discorso promozione con largo

anticipo, ottenendo un bottino finale di 27 vittorie, 8 pareggi e solamente 3 sconfitte. I numeri raccontano soltanto una parte del percorso costruito dall’allenatore lombardo.

Più dei risultati, infatti, a colpire è stato la maniera in cui Vicenza è tornata a riconoscersi nella propria squadra: intensità, carattere, organizzazione e spirito di sacrificio sono diventati marchi di fabbrica di un gruppo che ha saputo creare un legame forte con la città e con il pubblico del Romeo Menti. Per questo il rinnovo assume un valore simbolico importante. La società della famiglia Rosso ha scelto di blindare l’allenatore della promozione, lanciando un messaggio chiaro: il Vicenza non vuole limitarsi a partecipare alla Serie B, ma vuole costruire un futuro stabile e ambizioso. Anche le parole dello stesso Gallo confermano il clima di fiducia reciproca. “Vicenza è diventata

sia considerata una delle migliori Academy d’Europa, Pietribiasi lancia un appello al territorio: “Mi renderebbe felice se Bassano si accorgesse di più di ciò che stiamo facendo. Vorremmo essere per questa città ciò che la Reyer è per Venezia o l’Imoco per Conegliano. Meriteremmo più seguito e, magari, qualche imprenditore in più che prenda a cuore questa società per crescere ancora”.

Per il dirigente più “longevo”, lo sport è la più grande scuola di vita: “Mi ha insegnato la lealtà, l’onestà e l’importanza di stare in gruppo. Valori che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri ragazzi, perché imparino, prima di tutto, ad aiutarsi l’un l’altro”.

• Stefano Parpajola

casa”, ha dichiarato il tecnico dopo il rinnovo, sottolineando il rapporto speciale nato con la città e con i tifosi biancorossi. Una frase che racconta bene quanto il legame tra allenatore, squadra e ambiente sia diventato profondo nel corso della stagione. Per Vicenza, infatti, il calcio non è soltanto sport. È passione,

appartenenza, tradizione e il

in Serie B ha riacceso entusiasmo in

riportando il Menti a vivere serate di passione ed orgoglio biancorosso.

ritorno
tutta la città,
• (G.T.)

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Edilizia PER lancia una nuova iniziativa per chi vuole rifare il bagno

dilazionata e senza interessi, pensata per rendere più semplice l’avvio dei lavori.

Il bagno è uno degli ambienti più usati della casa, ma anche uno di quelli su cui spesso si interviene troppo tardi. Il motivo è semplice: il cantiere preoccupa, la spesa sembra impegnativa e, giorno dopo giorno, ci si abitua a piccoli disagi quotidiani. Una vasca scomoda, una doccia poco pratica, spazi stretti, materiali datati, impianti da controllare. Edilizia PER, realtà padovana attiva nelle ristrutturazioni, negli interventi chiavi in mano e nella valorizzazione immobiliare, sta preparando una proposta dedicata proprio a chi vuole affrontare questo intervento con maggiore serenità. I dettagli saranno comunicati a breve sul sito e sui canali social dell’azienda. Ne parliamo con Michela e Filippo, due voci complementari di Edilizia PER: Michela segue l’ascolto, l’organizzazione e il rapporto con i clienti; Filippo porta lo sguardo tecnico del cantiere, della fattibilità e della qualità dei lavori.

Michela, perché avete scelto di dedicarvi proprio al rifacimento del bagno?

Perché è una stanza quotidiana. Non è uno spazio che si usa ogni tanto: accompagna la vita della casa ogni giorno. Eppure è anche uno degli interventi che le persone posticipano più spesso. Ci sentiamo dire: “Dovremmo rifarlo da anni”. Poi però subentrano dubbi, timori, altre priorità. Questa proposta nasce proprio da qui: dare una possibilità in più a chi sa di avere un ambiente da sistemare, ma continua ad aspettare perché teme il costo iniziale o non sa da dove partire. Non vogliamo spingere nessuno a fare lavori di fretta. Vogliamo offrire uno strumento in più per affrontare una scelta importante con maggiore

funziona, a chi è rivolta e come richiedere una prima

vero. Penso anche ai figli che iniziano a preoccuparsi per i genitori anziani. A volte una vasca alta, uno spazio stretto o una disposizione poco comoda possono diventare un problema quotidiano. Questa possibilità può parlare anche a loro: a chi vuole rendere la stanza più sicura, più accessibile e più semplice da usare, prima che diventi una necessità urgente.

Filippo, quali interventi vengono richiesti più spesso per rendere il bagno più pratico e sicuro?

Uno dei più frequenti è la sostituzione della vasca con una doccia più comoda. È una scelta molto

l primo errore è partire solo dall’estetica. Piastrelle, colori, sanitari e arredi sono importanti, ma prima bisogna valutare la parte tecnica. Il secondo errore è non controllare bene impianti, scarichi, impermeabilizzazioni e ventilazione. Sono aspetti che non si vedono subito, ma fanno la differenza nel tempo. Il terzo errore è aspettare l’urgenza. Quando c’è già una perdita o un problema evidente, si decide con meno calma e spesso si vive il lavoro con più stress. Un progetto corretto parte sempre dalla realtà: chi userà quello spazio, quali difficoltà ci sono oggi, cosa deve migliorare e quali scelte possono funzionare davvero.

Michela, cosa deve fare chi pensa:

Filippo, quando un bagno smette di essere solo vecchio e diventa un problema pratico?

Filippo: Quando non risponde più all’uso reale della casa. Un ambiente datato non è solo una questione di piastrelle o sanitari vecchi. Ci possono essere impianti da verificare, scarichi poco efficienti, umidità, infiltrazioni, materiali usurati o spazi organizzati male. Poi c’è il tema della sicurezza. Una vasca alta può diventare scomoda per una persona anziana. Una doccia poco accessibile può creare difficoltà a chi ha problemi di mobilità. Uno spazio stretto può rendere complicati gesti molto semplici. Un lavoro fatto bene deve restituire un ambiente bello, certo,

materiali da scegliere con attenzione. Programmare bene significa evitare scelte affrettate e costruire un progetto più adatto alla casa e a chi la vive.

Michela, a chi è rivolta questa proposta?

Michela: A famiglie, coppie e proprietari di casa di Padova e provincia che hanno un bagno datato, scomodo o non più adatto alla vita quotidiana. Penso a chi vuole sostituire la vasca con una doccia più pratica. A chi ha uno spazio piccolo e vuole sfruttarlo meglio. A chi ha appena acquistato casa e desidera sistemare questo ambiente prima di viverla dav-

Michela: Edilizia PER segue famiglie, proprietari di casa e anche investitori che vogliono valorizzare immobili attraverso interventi mirati. Questa proposta è dedicata soprattutto alle famiglie, perché parla della casa e della vita quotidiana. Però racconta bene il nostro modo di lavorare: capire il bisogno, costruire un percorso chiaro e trovare soluzioni utili. Che si tratti di una casa da vivere o di un immobile da valorizzare, per noi contano metodo, visione e attenzione al risultato.

Filippo, quali errori bisognerebbe evitare quando si rifà un bagno?

Filippo: Che il bagno non va rifatto solo quando diventa un’emergenza. Se è scomodo, poco sicuro, datato o non adatto alla vita di oggi, vale la pena iniziare a parlarne. Anche solo per capire cosa si può fare, con quali tempi e con quale percorso. La novità che presenteremo a breve serve proprio a questo: rendere più semplice l’inizio e aiutare molte famiglie a trasformare un pensiero lasciato in sospeso in un progetto reale. Poi, come sempre, il valore vero resta nel lavoro: progettare bene, organizzare il cantiere e realizzare un ambiente che migliori davvero la vita quotidiana.

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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani

“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI

PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”

“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”

Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?

Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?

La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?

Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori

a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come affrontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e

operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025. Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.

Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?

Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale.

• (R.R.)

L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”

“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE

PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”

Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.

“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare

ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma

L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”

La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.

“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando

le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.

Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:

“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che

rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.

A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30

degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.

“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.

previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.

Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa

Istruzione.

LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA

C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.

Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico

di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.

L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica

e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.

Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale

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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale

Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe

il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori

per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione

sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.

LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA

E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ

Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.

Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?

Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?

Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico

prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029. Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione

di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?

priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?

In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare

Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.

Segue

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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run

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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.

DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI

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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.

A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata

della solidarietà”?

Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato

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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.

La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-

guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.

delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al

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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.

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Al San Bortolo il defibrillatore extravascolare di ultima generazione

Tra i pazienti anche un 30enne salvato dopo un arresto cardiaco ad Asiago

Anche l’ospedale di Vicenza entra a far parte della ristretta rete di ospedali del Veneto (e cioè per ora solo quelli delle aziende ospedaliere di Padova e Verona dove viene utilizzato un nuovo modello di defibrillatore cardiovascolare ultima frontiera tecnologica nel campo dei defibrillatori impiantabili.

Tra i primi tre pazienti ad usufruire di questa tecnica un uomo di poco più di 30 anni che nel febbraio scorso ha subito un arresto cardiaco nella ski area delle “Melette”, nell’Altopiano di Asiago trasporto in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale San Bortolo dove le équipe di cardiologia, cardiochirurgia,

anestesia e rianimazione hanno adottato per la prima volta nel vicentino questo tipo di dispositivo , fino ad allora utilizzato in Veneto solo nelle aziende ospedaliere di Padova e Verona.

«Si tratta di un balzo in avanti tecnologico – ha detto il direttore di Cardiologia, Giovanni Morani -, perché è un dispositivo meno invasivo, data la sua collocazione esterna rispetto a cuore e vasi e garantisce elevatissimi standard di funzionalità». Il fatto che finora sia stato utilizzato solo su tre persone fa capire che non si tratta di una procedura usufruibile da tutti e non a caso i tre pazienti erano affetti da grave cardiopatia ed esiti di

arresto cardiaco. «Si tratta di casi accomunati da alcune caratteristiche peculiari – ha spiegato Morani -: oltre alla grave cardiopatia aritmica ad elevato rischio di morte improvvisa, sono tutti di giovane età e/o con la presenza di importanti fattori di rischio quali diabete mellito ed insufficienza renale. Caratteristiche, queste, che rendono ottimale la scelta del defibrillatore extravascolare, che oggi rappresenta la tecnologia più avanzata esistente nei sistemi per il controllo delle aritmie». La novità consiste nel fatto che il “generatore” viene inserito sotto l’ascella sinistra e l’elettrocatetere viene guidato sotto lo sterno, dunque in stretta vicinanza

Eseguita a Vicenza una nuova procedura contro l’ipertensione resistente

L’ipertensione è tra le malattie croniche più diffuse e rappresenta un importante fattore di rischio: può infatti favorire ictus, infarto del miocardio, aneurismi, insufficienza renale cronica e altre patologie gravi. Nella maggior parte dei casi la pressione viene controllata con i farmaci, ma non è raro che alcuni pazienti non tollerino le dosi prescritte o che le terapie risultino poco efficaci. È in queste situazioni che può essere indicata la denervazione renale, una procedura ese-

guita per via interventistica. Nei giorni scorsi l’intervento è stato effettuato con successo, per la prima volta in territorio vicentino, da un’équipe multidisciplinare dei reparti di Medicina interna e Cardiologia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza su un paziente di 62 anni. In Italia si stima che l’ipertensione riguardi tra il 20 e il 30% della popolazione. Proiettando questa quota sui quasi 900 mila abitanti della provincia di Vicenza, i potenziali pazienti sono circa 150 mila, spesso senza sintomi evidenti.

La prevalenza, inoltre, aumenta con l’età fino a superare il 50% dopo i 74 anni. «La procedura è ormai ben nota e consolidata, sia dal punto di vista tecnico sia tecnologico. Fondamentale, per un buon esito, è l’approccio multidisciplinare che consente un corretto inquadramento diagnostico e una precisa identificazione dei candidati che possono beneficiarne», spiega Giovanni Morani, direttore della Cardiologia del San Bortolo. L’intervento viene eseguito in sedazione locale: «Dura circa

con il cuore, ma al suo esterno rispetto ai defibrillatori di tipo tradizionale. Proprio la collocazione al di sotto dello sterno rende necessaria la collaborazione tra Cardiologia e Cardiochirurgia e per tale motivo l’impianto può essere installato solo in centri provvisti (hub) di questo reparto. «Una collaborazione multidisciplinare che al San Bortolo non costituisce di certo un’eccezione», ha tenuto a sottolineare il direttore sanitario Alberto Rigo. Inoltre, le linee guida internazionali prevedono che lo specialista abbia acquisito un’abilitazione specifica presso un centro internazionale.

20-30 minuti, prevede una notte di ricovero e, in genere, già il giorno successivo il paziente può essere dimesso. I benefici iniziano a manifestarsi dopo qualche settimana e, nell’arco di sei mesi, la pressione tende a stabilizzarsi, con una riduzione di circa 5-15 punti, fino a 20-25 nei casi di massima risposta», aggiunge Alberto Mazza, direttore della Medicina interna. «Si tratta dunque di una nuova ed efficace opportunità terapeutica».

(M.D.V.)

L’iniziativa, presentata a Venezia dopo l’incontro con l’OMS, mira a migliorare la qualità della vita e attrarre studiosi globali.

Persi 40 milioni di euro al gioco, più di 110 mila euro al giorno

Nel solo 2025, nel Comune di Vicenza, le giocate hanno superato i 252 milioni di euro: più di 110 mila euro al giorno, con una perdita reale annua stimata in circa 40 milioni. I numeri, ricavati dalla prima Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025, sono stati evidenziati dal consigliere comunale Raffaele Colombara, che in una nota esprime forte preoccupazione soprattutto per l’impatto sui più giovani, ricordando come negli anni la città abbia costruito un percorso di contrasto al gioco d’azzardo, fatto di scelte amministrative e iniziative sociali riconosciute anche a livello nazionale. Dai dati ufficiali emerge però un cambiamento significativo: cresce il gioco online tra i ragazzi. A sottolinearlo è anche Mauro Codogno, direttore del Ser.D (Usl 8 Berica), il servizio che si occupa delle dipendenze e che ogni marzo promuove la campagna “Io non mi gioco”: «Il gioco on-line non solo è molto diffuso, ma è altrettanto insidioso – afferma – perché non si vede e non si percepisce. I ragazzi custodiscono la loro privacy, giocano dal pc o dal cellulare, ma dopo un po’ questo approccio si trasforma per molti in una vera e propria dipendenza». Nel 2025, in linea con gli anni precedenti, il Ser.D ha preso in carico 158 persone; tuttavia, pur in assenza di rilevazioni puntuali, la stessa Azienda sanitaria stima che siano almeno tra 1.500 e 2.000 quelle che avrebbero bisogno di un supporto specialistico: in cura, dunque, c’è un cittadino su dieci potenziali. «Quello dei giovani, purtroppo – aggiunge Codogno – resta un target per noi in gran parte sconosciuto: i nostri pazienti appartengono soprattutto alle fasce d’età più mature, per lo più over 50, con dipendenze legate principal-

mente alle slot, seguite dai giochi numerici, dal trading online e, in misura residua, dalle scommesse. Il nostro intento è far sapere che esiste una rete a cui chiedere aiuto». Negli ultimi anni Comuni e Regioni hanno rappresentato il principale argine, attraverso regolamenti, limitazioni orarie, distanziometri dalle scuole e iniziative di prevenzione. Ma l’orientamento nazionale che si sta delineando, ossia riconoscere alle Regioni una quota del gettito derivante dal gioco d’azzardo, secondo Colombara «rischia di trasformare le istituzioni che dovrebbero contrastare il fenomeno in soggetti che ne traggono beneficio economico, indebolendo la prevenzione». Il quadro è simile anche nel territorio dell’Usl 7 Pedemontana: qui i giocatori patologici seguiti dal dipartimento dedicato sono 130. I dati (relativi al 2024) indicano che nel solo distretto 1 (Bassano-Asiago), che conta circa 158 mila abitanti, sono stati spesi poco meno di 300 milioni di euro tra scommesse, videolottery, slot machine, gratta e vinci, bingo e soprattutto giochi online, i cosiddetti “gaming” offerti dalla rete, dove confluisce oltre metà delle puntate. A Bassano, nello stesso anno, sono stati giocati 90 milioni di euro: oltre 35 milioni con sistemi telematici e quasi 55 tra slot, gratta e vinci e Vlt. Anche in questo caso le perdite sono stimate in decine di milioni, risorse che non tornano più alle famiglie, spesso costrette a sostenere il “vizio” di un solo componente ricorrendo a prestiti, quando non a vendite patrimoniali. Una dipendenza i cui effetti non sono soltanto sanitari, ma anche – e forse soprattutto – economici e sociali.

Aborti spontanei, in Italia quasi 30mila ricoveri: il ruolo della nutrizione

Nel 2025 in Italia sono state quasi 30mila le donne ricoverate per aborto spontaneo. Secondo le ultime rilevazioni, le dimissioni ospedaliere sono state 27.728, un dato in calo rispetto agli anni precedenti ma che continua a rappresentare un segnale rilevante sul fronte della salute riproduttiva.

L’aborto spontaneo resta infatti una delle complicanze più frequenti della gravidanza, soprattutto nelle prime settimane. A livello globale si stima che una gravidanza su cinque si concluda con una perdita, mentre circa una coppia su cento affronta forme ricorrenti. Un fenomeno che, oltre agli aspetti clinici, comporta conseguenze psicologiche profonde, spesso sottovalutate nei percorsi di cura.

Le cause possono essere molteplici: anomalie cromosomiche, squilibri ormonali, infezioni o fattori legati allo stile di vita.

Tra i principali elementi di rischio figurano l’età materna avanzata, il fumo, l’alcol, lo stress, ma anche condizioni come obesità o sottopeso. A incidere sono anche fattori ambientali, come l’inquinamento e l’esposizione a sostanze nocive.

Accanto alla prevenzione clinica, cresce l’attenzione verso il ruolo della nutrizione.

Sempre più evidenze scientifiche indicano come l’alimentazione, già nella fase preconcezionale, possa influenzare l’esito della gravidanza. Carenze nutrizionali,

infatti, possono compromettere i delicati equilibri ormonali e metabolici che regolano l’impianto dell’embrione e lo sviluppo fetale.

Gli esperti sottolineano in particolare l’importanza di alcuni micronutrienti essenziali. L’acido folico è fondamentale per prevenire malformazioni e ridurre il rischio di complicanze; la colina supporta lo sviluppo embrionale nelle prime fasi; il ferro è indispensabile per l’ossigenazione dei tessuti e la crescita del feto. A questi si aggiungono gli omega-3, utili per il sistema nervoso, il calcio e la vitamina D per la salute ossea, oltre agli antiossidanti che proteggono le cellule dai danni ossidativi.

L’approccio indicato dagli specialisti è sempre più integrato: non solo controlli medici, ma anche screening nutrizionali e supporto psicologico per le donne che hanno vissuto una perdita. L’obiettivo è intervenire precocemente, in una fase considerata “critica” per lo sviluppo della gravidanza, migliorando le probabilità di esiti positivi. In questo contesto, la prevenzione passa anche da scelte quotidiane consapevoli. Alimentazione equilibrata, stili di vita corretti e monitoraggio clinico rappresentano oggi strumenti fondamentali per ridurre i rischi e accompagnare le donne in un percorso di maternità più sicuro e sostenuto.

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