Focus: Benvenuti in SLOVENIA!
Una avventura chiamata KENYA
EXPO 2015: viaggio nel Pianeta Cibo
BOLOGNA, fra torri e tortellini
BUONA PASQUA Vi ricordiamo che per le prenotazioni i nostri uffici sono aperti dal 4 Aprile tutti i giorni dalle 15,00 alle18,00 anche sabato e domenica dalle 10,00 alle12,30 e dalle 15,00 alle 18,00 Vi Aspettiamo
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editoriale
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Fate le valigie, partiamo! Sommario
Arte, Benessere, Natura e Divertimento: benvenuti in Slovenia!
Una avventura chiamata Kenya
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EXPO 2015, il viaggio del mondo nel Pianeta Cibo
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Dublino: un ponte tra passato e futuro
Bologna: torri e tortellini per tutti i gusti La Montefalco del Sagrantino
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di Germana Urbani
envenuti in viaggio con noi. Se state leggendo questo editoriale avete tra le mani il nuovo inserto dei mensili La Piazza. Turismo&Sapori vuol essere per i nostri lettori un’occasione preziosa, non solo per sognare un weekend in cui rilassarsi e godere della bellezza di alcuni luoghi e della bontà dei prodotti tipici che si possono assaporare laggiù, ma soprattutto uno stimolo culturale capace di spingerli a farsi un regalo: far le valigie e partire. Turismo&Sapori è solo l’ultima tappa di un serio lavoro editoriale che stiamo facendo negli ultimi mesi: un nuovo taglio per le nostre notizie che metta al centro le persone e le loro storie, approfondimenti sempre più attenti dal punto di vista locale, due inserti interamente dedicati allo sport delle cittadine di Piove di Sacco e Chioggia. E su tutte le edizioni degli approfondimenti in tema di salute e diritti curati dai professionisti stessi. Oltre a questo la rubrica animali che piace molto a grandi e piccoli e che grazie al nuovo sito web sta aiutando tanti dolcissimi amici a trovare una casa. E prima dei ponti di primavera eccoci qui a proporvi quella che per noi è una nuova entusiasmante sfida: Turismo&Sapori. Abbiamo pensato quest’inserto come fosse un regalo pronto da scartare subito prima di decidere dove concedersi qualche giorno di vacanza. Quindi lo troverete allegato al nostro giornale proprio nei giorni in cui vi starete chiedendo: “dove potrei andare per staccare la spina e godermi un meritato e gustoso relax”? La risposta giusta, o almeno qualche idea allettante, proveremo a darla noi facendovi conoscere alcune tra le destinazioni più importanti del turismo veneto, italiano, europeo e - perché no - globale. Non mancheranno anche i sempre più ricercati percorsi eno-gastronomici che aggiungono piacere al godimento. In base alla stagione, perciò, già da questo numero, vi daremo i consigli più adatti per weekend o viaggi alla scoperta di città d’arte come, centri benessere e vacanze in Slovenia, o in altri Paesi, e in questo numero troverete il Kenya. Certo viaggiare di questi tempi non è facile ed è anche per questo che occorre informarsi per investire al meglio tempo e denaro. Crediamo che questo nuovo inserto sia un’occasione anche per i tanti operatori del settore turistico ed eno-gastronomico, un modo per comunicare al meglio le proprie offerte e destinazioni.
Supplemento al numero di Marzo 2015 dei giornali
Tutto quanto vi racconteremo sulla carta stampata lo ritroverete anche sulla sezione dedicata a Turismo&Sapori nel nostro sito www. lapiazzaweb. it. Non resta dunque che partire. Buon viaggio a noi e a tutti voi che vorrete seguirci in quest’avventura all’insegna della bellezza e del gusto. turismo&sapori
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Arte, Benessere, Natura e Divertimento: BENVENUTI IN SLOVENIA!
Meta turistica in continua e grande ascesa, la Slovenia si attesta quale destinazione preferita dagli italiani, per lo spirito ospitale della popolazione e per le innumerevoli proposte che il Paese offre: dal turismo balneare a quello invernale, dal benessere termale al piacere naturalistico, dal divertimento sportivo al gioco d’azzardo. Terra generosa e con una grande vocazione al turismo, offre soluzioni ricettive diverse, dagli alberghi più lussuosi alle fattorie più alla mano, il tutto condito dall’accoglienza e l’allegria di un popolo ospitale, che ama godersi la vita e che ben riesce a comunicare con gli stranieri parlando inglese, tedesco e italiano. di Marcato Valeria
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iaggiare lungo la Slovenia è infatti un’inesauribile fonte di sorprese. Tutte le bellezze d’Europa sono riunite in questo paese, situato tra le Alpi e l’Adriatico, dove dalle splendide cime innevate delle Alpi Giulie si giunge in poco tempo sulla costa, ammirando paesaggi mozzafiato: vallate, foreste secolari, vigneti e le affascinanti quanto misteriose grotte del Carso. Al primo impatto la Slovenia colpisce soprattutto per il verde, dominante ovunque. La Slovenia, con la sua natura e la sua eccezionale biodiversità, è una perla nel cuore dell’Europa. È difatti
uno dei paesi più verdi dell’Unione Europea: ognuna delle quattro macroregioni europee (le Alpi, il Carso, il Mare Adriatico e la Pianura Pannonica) arricchisce il mosaico naturale della Slovenia. Non sorprende quindi che le aree protette del paese rappresentino addirittura l’11% dell’intero territorio, che comprende un parco nazionale, tre parchi regionali e 41 aree parco. Risale al 1892 la prima area protetta slovena, la foresta vergine “Rajhenavski gozd” nell’area di Kočevje. Oltre alle bellezze naturalistiche la Slovenia vanta una storia millenaria, testimoniata da numerosi monumenti,
citta d’arte e castelli. Si respira l’atmosfera dei Paesi vicini quasi senza soluzione di continuità: a ovest sembra di essere ancora in Italia con il clima mediterraneo e l’atmosfera veneziana che si respira nelle città; il nord sembra una continuazione dell’Austria, con cascate di gerani e petunie dai balconi di legno delle grandi fattorie e, verso est, lunghe distese di vigneti e la regione nostalgica del Prekmurje, la pianura che con la sua piana lungo il corso del fiume Mura, ricorda la vicina puszta ungherese. Un Paese dove rigenerarsi e rilassarsi, grazie a moderni centri termali che turismo&sapori
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offrono trattamenti e programmi all’avanguardia e alla sua meravigliosa natura intatta, dove divertirsi, grazie a un territorio che offre la possibilità di praticare numerosi sport all’aria aperta di giorno e i casinò di notte, dove apprezzare l’arte e la cultura con i monumenti di Lubiana e delle altre città e dove gustare le specialità enogastronomiche. A nove anni dal suo ingresso nell’Unione Europea la Slovenia ha percorso una lunga strada, scrivendo pagine importanti della sua storia. Ha stretto solidi legami politici, economici e sociali con gli altri Stati Membri dell’UE, ha adottato l’Euro come moneta unica, ha sviluppato il settore del turismo con notevoli investimenti e come ultimo decisivo passo del 2007 ha abbattuto i confini interni entrando nell’area Schengen. Non è mancata, inoltre, l’occasione di ben figurare e lasciare una forte impronta sulla scena internazionale: la Slovenia ha di fatto avuto la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nella prima metà del 2008, una grande responsabilità e un’importante possibilità di presentare il Paese all’Europa e al resto del mondo come una nazione aperta e accessibile, matura, ricca di grandi potenzialità, in grado di conciliare interessi e necessità diverse.
Le città
Le città della Slovenia colpiscono per la loro bellezza, architettonica ed artistica, e anche per la familiarità che gli abitanti trasmettono ai turisti. Ecco le città che più ci hanno colpito. LUBIANA, LA CAPITALE Città a misura d’uomo, immersa nei boschi, incorniciata dalle Alpi e attraversata dall’omonimo fiume, Lubiana è la più piccola capitale d’Europa e sembra un “villaggio da fiaba”. Le facciate in stile liberty, il castello e i colonnati fanno però da sfondo a una città vitale, moderna e accattivante, animata da giovani artisti e studenti universitari che popolano giorno e notte le sue strade e i suoi caffè. Qui, l’antico vive in armonia con il moderno. Rinomato centro congressuale e culturale, ogni anno Lubiana ospita numerose manifestazioni tra turismo&sapori
alle terme Terme Šmarješke Toplice: • Rilassatevi nell’abbraccio della natura incontaminata, con accesso all’intera Geographic Traveller Luxury Spas
Terme Dolenjske Toplice: • Hotel Balnea è stato premiato da Tripadvisor, Trivago e Lonely Planet • uno dei migliori centri benessere in Slovenia • sorgenti di acqua termale • natura incontaminata, boschi e il fiume Krka
PACCHETTO INCLUDE: • mezza pensione in camera doppia, accappatoio in camera • ingresso illimitato alle piscine termali • il venerdì e sabato bagno notturno • 1 ingresso al mondo delle saune • idroginnastica mattutina • Internet Wi-Fi gratis • ricco programma d’animazione • Regalo al Hotel Vitarium: gratis analisi della struttura corporea e consulto con la nutrizionista
2.-6. 4. 2015 Terme Šmarješke Toplice Terme Dolenjske Toplice
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Il prezzo vale a persona. Tassa di soggiorno 1,27€/giorno/persona.
Terme Krka, Slovenia T: +386 8 20 50 310 E: booking@terme-krka.si www.terme-krka.si www.benessere.si
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Codice prenotazione: La Piazza.
2 notti 139 EUR 160 EUR
Relax e svaghi primaverili a Kranjska Gora, Slovenia Kranjska Gora che giace nella parte sud-occidentale della Slovenia, al confine fra Italia e Austria, è rinomata come il miglior centro sportivo, di ricreazione, intrattenimento e congressuale di tutte le Alpi Giulie. D´inverno si copre di un candido mantello che si riflette in una cornice romantica, d´estate invece la parola d´ordine è la frescura. Durante tutto l´anno la località ospita turisti desiderosi di relax e di rigenerarsi per essere sempre pronti per nuove avventure. I nostri ospiti sono escursionisti, atleti professionisti, giovani famiglie, manager che creano progetti futuri e tutti coloro che si lasciano coccolare presso i nostri centri wellness. Alcuni desiderano fare shopping nei centri commerciali dei paesi limitrofi (Italia, Austria) altri invece decidono di sfidare la dea bendata ai tavoli da gioco o alle slot machine dei centri del gioco ed intrattenimento. A Kranjska Gora ogni stagione si veste di un proprio colore con cui attrae gli ospiti, vicini e lontani che siano. Grazie al clima mite e fresco, Kranjska Gora d’estate diventa una piacevole valle verde dove agli ospiti vengono offerte innumerevoli possibilità di svago con ottimi punti di partenza per le diverse attività sportive, sport estremi o anche soltanto per un tranquillo break in compagnia. È un ottimo punto di partenza per escursioni in un ambiente naturale di rara bellezza e per trascorrere del tempo in mezzo alla natura ancora incontaminata. Lasciati viziare e concedici il piacere di coccolarti e farti sentire bene... Nei centri benessere degli Hotel Hit Holidays Kranjska Gora provvederemo al totale relax del vostro corpo. Il centro acquatico Larix comprende piscine, il mondo delle saune e il centro Vita, dove potrete concedervi trattamenti di bellezza e massaggi. Il centro relax dell’Hotel Kompas si addice a coloro che desiderano rilassarsi e farsi coccolare in un’atmosfera tranquilla e rilassante. Nel Sauna - centro Viridis dell’albergo Alpina, avvolto dall’atmosfera romantica dei boschi alpini, potrete lasciarvi viziare nei diversi tipi di bagno e rilassarvi completamente nelle saune. Il mondo dei piaceri acquatici Špik con le sue piscine si estende su una superficie di 250 m2 e vi mette a disposizione una piscina per rilassarvi, piscina con controcorrente e piscina per bambini. Il mondo delle saune è il paradiso del relax. Comprende la sauna finlandese, la sauna alle erbe e il bagno turco, grotta ghiacciata e piscina rinfrescante in cui si svolgono quotidianamente diversi programmi. Nel Centro benessere Alpino Špik troverete imperdibili offerte del nostro centro benessere. L’ambiente alpino e il mondo di colori, aromi e suoni nelle cinque stanze a tema vi aiuteranno a dimenticare le preoccupazioni della vita quotidiana e a dedicarvi a voi stessi. Il Centro estetico Špik vi offre una gamma di massaggi e servizi estetici, pedicure, manicure e depilazione. Tutti i servizi hanno un forte legame con l’ambiente alpino. Kranjska Gora è rinomata anche per l'offerta di gioco e divertimento proposta sia presso il Casinò Larix, un elegante salone con 200 posti gioco, sia all'interno del Casinò Korona, una scenografica struttura dove si può tentare la fortuna su una delle 380 slot machine di ultima generazione, sui 23 tavoli da gioco o ai tornei di Texas Hold'Em, la specialità di poker più in voga del momento.
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13.3.2015 10:07:03
focus · slovenia concerti, musei e festival internazionali, sorprendendo piacevolmente i suoi ospiti con la sua accoglienza e i sapori della sua cucina. Bella in tutte le stagioni, Lubiana è anche un’interessante meta per lo shopping, all’insegna di un’insolita commistione tra antiche botteghe artigianali nel centro storico e moderni centri commerciali in periferia. Prendere un caffè in uno dei deliziosi locali situati sulla riva del fiume Ljubljanica è quasi un “must”, qui il sabato vi fanno sosta anche gli abitanti della città, di ritorno dal suggestivo mercato scoperto. Ogni domenica mattina, lungo il fiume si tiene il mercato dell’usato, visitato anche da molti turisti stranieri alla ricerca di qualche pezzo d’antiquariato per impreziosire le loro collezioni private. BLED La cittadina di Bled si trova ai margini del Parco nazionale del Triglav ed è un punto di partenza ideale per visitare le meraviglie naturali offerte dal parco. La sua fama internazionale è dovuta anche all’apertura del centro climatico, fondata dal medico svizzero Arnold Rikli. Da questa tradizione centenaria è nato il centro diagnostico per
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manager più famoso della Slovenia e, a seguito della scoperta dell’acqua termale, è nato anche un lussuoso centro termale. Bled è un luogo dalla bellezza fatata che lascia sempre incantati, sia d’estate che d’inverno. Bled unisce all’incanto della montagna il fascino della storia, i piaceri delle terme e del golf, con eventi durante tutto l’anno, alberghi in stile Belle Epoque perfettamente restaurati e moderne strutture ricettive, attrezzate per ospitare anche il businessman più esigente. LASKO Negli ultimi 60 anni Lasko è conosciuta anche come un eccellente centro di riabilitazione medica. Thermana Lasko e le vicine Rimske Terme hanno unito le condizioni naturali e le competenze professionali in un’offerta di programmi terapeutici e servizi wellness degni di nota e caratterizzati dalle tradizioni locali. Qui i visitatori potranno scoprire come la salute e il benessere si collegano alla tradizione birraia, alla ricchezza dell’apicoltura ed alle prelibatezze gastronomiche locali, incluse nei menù di ambedue gli stabilimenti termali e adattate alle diverse esigenze.
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Il benessere delle terme
La tradizione termale slovena ha origini antiche, le proprietà terapeutiche delle acque e l’incomparabile bellezza dei luoghi hanno richiamato per secoli un costante flusso di visitatori che ha reso celebri gli stabilimenti sparsi in tutto il territorio. Oltre 15 centri termali e climatici garantiscono il top dei trattamenti wellness, sia da un punto di vista estetico, che curativo. I centri si dividono in strutture specializzate nella cura di problemi di salute specifici e in centri dedicati al benessere e all’estetica. I centri termali sloveni vantano moderni complessi alberghieri, piscine e offrono diversi programmi: da quelli antistress a quelli per il dimagrimento, da quelli anticellulite a quelli specifici per i manager, oltre che moltissimi tipi di massaggi e trattamenti basati sulle antiche tecniche orientali. La Slovenia infatti, vanta una tradizione pluriennale nel settore termale che col passare degli anni si è arricchito di nuove metodologie e tecniche con programmi e trattamenti all’avanguardia, acquisiti da paesi lontani andando a pari passo con ciò che era la domanda turistica. Tutti i centri termali offrono relax e trattamenti per il corpo e per la mente, circondati da una natura incontaminata e avvolgente, che rinvigorisce e rigenera, donando sensazioni di pace e tranquillità. I programmi benessere in Slovenia non vengono proposti esclusivamente dai centri termali, ma anche da numerosi alberghi situati in centri di benessere autonomi, presenti nelle città più importanti e nei principali centri turistici. Un aspetto molto importante e che caratterizza il turismo termale in Slovenia è l’ottimo rapporto qualità prezzo: competenza, professionalità e tecniche e strutture all’avanguardia vanno infatti di pari passo con un’eccellente vantaggio economico per il turista del benessere termale. turismo&sapori
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PRELIBATEZZE ENOGASTRONOMICHE Un vecchio proverbio sloveno dice che “l’amore passa per lo stomaco… ” ed in effetti è facile innamorarsi della Slovenia per la sua cucina! Gli ospiti italiani, soprattutto quelli provenienti dalle zone confi nanti, che scelgono quotidianamente le trattorie slovene alla ricerca di sapori genuini sono sempre numerosi. La cucina slovena risente molto della posizione geografica del paese - punto d’incontro delle Alpi, tra il Mediterraneo e la Pianura Pannonica - e delle influenze passate dei paesi limitrofi. Numerosi piatti tipici e ottimi vini rappresentano ben 24 cucine regiona-
li e assicurano che in Slovenia non ci sia mai da annoiarsi, nemmeno a tavola. La tradizione culinaria dell’area occidentale del paese (il Carso, il litorale e la Brda - il Collio) è fortemente mediterranea: pasta fatta in casa, pesce e verdure fresche sono gli ingredienti principali. La parte orientale, invece, propone soprattutto pietanze a base di carne. La Slovenia ha una serie di prodotti agricoli/alimentari con denominazione geografica protetta, tra cui: diversi formaggi (di Tolmin, Bovec, Nanos, Bohinj), l’olio extravergine d’oliva dell’Istria, il prosciutto del
Prekmurje, il miele di Kocˇevje e il sale delle Saline di Sicciole. Meritano una menzione speciale anche alcuni vini locali, come il Dolenjski cvicˇek (un leggero vino rosato della Dolenjska), il Metliška Cˇrnina (rosso), lo Zelen, il Pinela, il Kraški teran (terrano del carso) e molti altri. Eccellenti anche le acque minerali (Radenska, Donat, Juliana, Edina) e i distillati con grappe di tutti i gusti, tra le quali spunta la “hruška - pera” prodotta dai monaci certosini di Pleterje, la bottiglia di grappa con dentro una pera - e liquori che possono essere acquistati anche dai piccoli produttori locali.
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SPORT PER TUTTI
La Slovenia offre un’ampia scelta per gli appassionati dell’attività sportiva e del divertimento in generale. Dagli sport acquatici al golf, dagli sport invernali alla bicicletta, dall’equitazione al trekking ed alle escursioni, per scoprire le meraviglie che si snodano lungo i sentieri che attraversano foreste, vallate, montagne e lungo il litorale. I fiumi sloveni, i laghi e il mare rendono possibili le più diverse esperienze acquatiche, dal classico canottaggio fino alle discese più adrenaliniche attraverso rapide e cascate. Le mete più popolari sono il fiume Soča (Isonzo) e i suoi affluenti, dove i più temerari possono cimentarsi in discese in kayak, canoa, gommoni, scendendo per gli stretti letti di fiumi e torrenti e attraversando cascate. Mentre per chi desidera navigare in acque più tranquille ci sono i laghi naturali di Bled e di Bohinj, ma anche quelli artificiali come Zbilijsko jezero, Ptujsko jezero e molti altri. Molto praticata anche la pesca, date le acque pulite e pescose dei fiumi. I
più gettonati sono la Soča, patria della trota marmorata, la Sava Bohinjka, la Krka e la Kolpa. Nell’area di Kranjska Gora, all’estremità nord occidentale del paese, si trova il più grande complesso di sport invernali della Slovenia: a un’altitudine compresa tra gli 800 m e i 1570 m, l’offerta è di 5 seggiovie e 15 skilift. La maggior parte delle piste sono facili o di media difficoltà, mentre il vicino Podkoren, che ogni anno ospita la Coppa del Mondo di Sci maschile, offre tracciati più impegnativi. Altre zone sciistiche sono sul Kobla, a sud di Bohinjska Bistrica, a ovest del Bovec e nelle montagne del Pohorje, a ovest di Maribor. Il Pohorje dispone di due centri sciistici (Rogla e Maribor), noti per la Gara di Coppa del Mondo di Sci femminile “Zlata Lisica”. Le più belle piste da fondo sono quelle che attraversano il Parco nazionale del Triglav, nei dintorni di Bohinj. A Pokljuka, conosciuta per le gare internazionali di fondo e di biathlon, sorge un moderno centro per la pratica di queste discipline.
GIOCO E DIVERTIMENTO
E dopo una giornata trascorsa all’aria aperta, cosa c’è di meglio di una serata all’insegna del divertimento e dei giochi? In Slovenia operano dieci casinò, alcuni tra i più importanti d’Europa, dove è possibile trascorrere momenti ludici ed assistere a spettacoli con i più grandi artisti internazionali. I casinò e il divertimento in Slovenia si basano su un’offerta completa che, oltre ai giochi d’azzardo, propone anche servizi alberghieri, commerciali, ricreativi, medici e culturali. Il primo casinò nacque a Portorose trent’anni fa, seguirono quelli di Bled, Maribor, Nova Gorica, Lipizza, Lubia-
turismo&sapori
na, Kranjska Gora, Rogaška Slatina e Otočec. Il Perla, a Nova Gorica, è il centro da gioco e di intrattenimento più grande del Vecchio Continente che si appresta a diventare la nuova capitale europea del poker. Gestito dalla società Hit rappresenta l’avverarsi di una nuova strategia d’affari. Il Perla offre, oltre al piacere del gioco ai tavoli o delle slot machine, numerosi spettacoli, concerti (gratuiti ogni sera per gli ospiti), esperienze enogastronomiche di alto livello e un’ospitalità a 4 stelle. L’hotel dispone inoltre di un centro convegni all’avanguardia, pronto a soddisfare anche le esigenze dell’utenza business.
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Bohinj e i suoi dintorni sono il luogo ideale per trascorrere vacanze attive. L’incredibile posizione nella natura incontaminata del Parco nazionale del Triglav offre la possibilità di svolgere diverse attività. Il Park hotel Bohinj è circondato dalle montagne. I versanti e i crinali montani, ricchi di percorsi, sono la meta ambita d’escursionisti ed alpinisti, compresi quelli più esigenti. Non mancano gli scalatori, specialmente nei mesi più caldi. In prossimità, infatti, si trovano pareti d’arrampicata ben attrezzate. Il vivace rilievo e il pittoresco paesaggio conquisteranno i ciclisti che, dopo le escursioni, potranno raffreddare i piedi stanchi nelle acque cristalline del Lago di Bohinj. È uno tra i laghi più belli che ha ispirato poeti, scrittori e altri artisti.
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DUBLINO: un ponte tra passato e futuro
testo e foto di Lucrezia Argentiero
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gni giorno alla fabbrica della Guinness, a Dublino, per produrre la birra che Joyce definiva “la scura sublime”, conosciuta e bevuta in tutto il mondo, vengono utilizzati 8 milioni di litri di pura acqua fresca. Una cifra record, ma la cosa più curiosa è che l’azienda, simbolo per eccellenza della capitale irlandese, non spende un centesimo di euro e non paga la bolletta. È tutto offerto dal comune. Fu infatti lungimirante Arthur Guinness, quando nel lontano 1759 firmò un accordo, nel quale si impegnava a dare lavoro ai dublinesi nella sua piccola birreria di St. James’s Gate, senza mai portarla via dalla città, siglando un accordo di concessione per 9000 anni, ottenendo in cambio la fornitura dell’acqua gratuitamente. Negli anni la Guinness è cresciuta notevolmente, facendosi apprezzare per il suo sapore turismo&sapori
intenso, e pur non appartenendo più alla famiglia Guinness, mantiene “l’accordo dell’acqua” firmato dal brillantissimo innovatore Arthur. Quasi una pinta su due consumata in Irlanda, ogni giorno, è una Guinnes, dal colore rosso rubino molto intenso (non nero come invece si è abituati a pensare). E ogni giorno l’edificio (ha la forma di una gigantesca pinta di guinnes) è preso d’assalto da centinaia di visitatori. Incluso nel costo del biglietto, c’è la degustazione di un bicchiere di birra, presso il Gravity® Bar alla Guinness Storehouse che è il bar più alto di Dublino, a 44 metri di altezza. Da quassù lo sguardo spazia su tutta la città, tra cui l’antica St. Patrick’s Cathedral, tanto a cuore alla famiglia Guinness: negli anni ’60 del 1800, Sir Benjamin Lee Guinness donò £ 150.000, provenienti dal suo patri-
monio personale, per il restauro della chiesa. In fondo si possono ammirare le colline di Wicklow che sono la vera fonte dell’acqua per l’azienda. Ma l’acqua a Dublino non “bagna” solo la birra. Il fiume Liffey attraversa la città, dividendola nel bel mezzo, prima di sfociare nel mare. E sono numerosi i ponti che “uniscono” la river south alla river north e non passa giorno che non se ne passi uno se si va in
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giro alla scoperta della città. Il più antico e famoso è quello di Ha’penny Bridge, comunemente chiamato “il ponte di mezzo penny”, in quanto bisognava pagare un tributo per attraversarlo. Si narra che due signori, dovendo attraversare il ponte, chiesero all’addetto al passaggio, quanto costasse portare i bagagli. Il responsabile rispose nulla. E così uno dei due amici saltò sulle spalle dell’altro e attraversarono il
ponte in due ma al prezzo di uno. Il più frequentato e più grande è sicuramente O’Connell Bridge (uno dei ponti storici della Dublino della seconda metà del XVIII secolo), dedicato a Daniel O’Connell, il dirigente politico di primo Ottocento, la cui statua bronzea domina dall’alto di una possente colonna l’intera area e che collega O’Connell street alla river south della città. Attraversandolo si arriva alla
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zona dove il Trinity College fa bella mostra di sé. È uno dei più prestigiosi istituti d’istruzione a livello europeo e sede dell’University of Dublin, la più antica d’Irlanda, istituita ai tempi della Regina Elisabetta I (nel 1592) e chiusa ai cattolici fino all’Emancipazione, a meno che non si dimostrassero disponibili a cambiare religione e in tal caso l’istruzione per loro era gratuita. Tra i suoi studenti più famosi c’è lo scrittoturismo&sapori
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re Samuel Beckett (1906-1991). Passeggiare tra i suoi giardini significa respirare un’atmosfera d’altri tempi, tra il via vai di studenti provenienti da ogni parte d’Europa, la cappella destinata a tutte le religioni, le numerose biciclette parcheggiate lungo i viali e le case antiche, i Rubrics dai mattoni rosso rubino, in tipico stile georgiano che pare siano assegnate agli studenti con i voti più alti o alle personalità di prestigio. Da non perdere la biblioteca che possiede la più vasta collezione di manoscritti e di libri d’Irlanda. Dal 1801 si avvale del diritto di richiedere una copia gratuita di tutto ciò che viene pubblicato nel Regno Unito e in Irlanda sulla base delle leggi relative ai diritti d’autore e raccoglie circa tre milioni di volumi. Un grande tesoro è rappresentato dal Book of Kells, uno splendido libro illustrato dai monaci celtici contenente i quattro Vangeli e il Nuovo Testamento. La sala principale della Vecchia Biblioteca, la sala Lunga, accoglie qualcosa come duecentomila libri. Aggirandosi tra gli enormi e alti scaffali si può ammirare anche l’arpa più antica rimasta in Irlanda, fatta in legno di salice, con corde in ottone (risale probabilmente al XV secolo). E ricorda la forma di un’arpa (che poi è anche il simbolo dello stato irlandese, ma siccome Guinness aveva già registrato l’arpa come marchio, lo Stato decise di utilizzarla al contrario) anche il nuovo ponte, opera dell’architetto Santiago Calatrava (lungo 120 metri e costato ben 59 milioni di euro), situato nell’area New Docklands, la vecchia zona industriale con bassi fabbricati e poche abitazioni che si sta trasformando in un quartiere sempre più all’avanguardia e di tendenza. Proprio di fronte al ponte sorge il grande Centro Congressi (può ospitare 8000 persone ed è il primo al mondo ad essere stato costruito con materiali a basso contenuto di carbonio), dalle ampie vetrate su cui il sole crea particolari giochi di luce. Lungo il marciapiede che costeggia il fiume si notano le statue, dall’intensa forza espressiva, che ricordano gli emigranti durante la carestia delle patate (1845), alimento principale della nazione intera. Era il 1845 e furono anni difficili, in quanto portarono la popolazione a vivere oltre gli estremi della povertà. Ci furono 3 milioni di morti, tra quelli morti di fame e quelli che morivano lungo il viaggio verso lidi migliori, tanto che le navi merci che trasportavo anche le persone erano state soprannominate “navi-bara”. Ancorata alla riva vi è anche la ricostruzione di uno di questi modelli. Il quartiere Docklands si anima anche grazie al Palaconcerti O2, il più grande della nazione, turismo&sapori
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che ha ospitato alcuni degli artisti più famosi al mondo, come Madonna, e allo stadio Aviva, in funzione per il rugby e per il calcio. Dal quartiere moderno ci si sposta poi nell’antico quartiere di Temple Bar, a sud del Liffey, il regno dei pub irlandesi tra i vicoli stretti e acciottolati, dove non manca mai oltre alla guinness, anche un bicchiere di whiskey (Dublino è anche la sede della distilleria Jameson che si può visitare per scoprire la storia di questo pregiato liquore). In epoca georgiana era il quartiere di artigiani e mercanti, mentre oggi è abitato da giovani artisti che danno vita ad innovative iniziative. Ancora un “ponte ideale” tra il volto tradizionale e quello all’avanguardia dell’Irlanda. ⏏
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Una avventura chiamata KENYA
Il paese sta vivendo una grande stagione di rilancio turistico “in piena sicurezza” come assicura il ministro Najb Balala. Dagli incanti marini di Malindi ai grandi parchi della savana Tsavo, Nakuru e soprattutto Maasai Mara.
di Renato Malaman
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l cuore dell’Africa è tornato a battere. Il cuore dell’Africa si trova in Kenya, la terra delle vaste savane e dei grandi altopiani, delle coste color turchese e delle vette innevate, come il Kilimangiaro e il Mount Kenya che più di altre hanno solleticato la fantasia dei grandi esploratori del continente nero. Il Kenya si è rimesso in moto perché con notevoli sforzi è riuscito a far capire al mondo che la cosiddetta guerra civile che due anni fa paralizzò il tuturismo&sapori
rismo (ovvero lo scontro di potere del dicembre 2007, risolto con l’attuale accordo tra il confermato presidente Mwai Kibaki e il neo primo ministro Raila Odinga) non solo appartiene al passato, ma in realtà era stata notevolmente ingigantita dai media. “Il nostro è un paese sicuro - ribadisce dati alla mano il nuovo ministro del Turismo Najib Balala, sindaco di Mombasa e attuale vicepresidente del Wto africano - e guarda con crescente interesse al mercato italiano”. E pro-
prio Balala intende migliorare l’offerta turistica del Kenya creando una scuola alberghiera sulla costa, migliorando le infrastrutture e potenziando l’aeroporto di Malindi. Vanno poi sottolineati i grandi risultati per rendere il Kenya un paese “malaria free”. I casi di contagio sono ormai ridottissimi. negli ultimi due anni nessun turista ha contratto la malattia. Un risultato a cui ha contribuito anche un ricercatore italiano, Mauro
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Saio, attuale primario del reparto di malattie infettive al Nairobi Hospital. Fra i medicinali di prevenzione ha introdotto l’artemisina, che rende sterili le zanzare anofele che pungono l’uomo. Un altro fattore di rilancio dell’immagine internazionale del Kenya è legato all’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti. La nonna vive ancora nel paese ed è diventata un personaggio simbolo. L’ex inviato Rai Luca Liguori, che in Kenya vive sei mesi all’anno, la intervistò al ritorno da Washington quando presenziò all’insediamento solenne del nipote. E lei gli ha confessato che non vedeva l’ora di ritornrsene nel suo villaggio, fra la sua gente. Vive nella zona del lago Vittoria. Nella sua casa ha fieramente issato un cartello che ricorda l’elezione del nipote Barack. I maggiori flussi del turismo italiano sfruttano i charter per vivere una vacanza mare sulla costa, soprattutto a Malindi, cittadina di forti influenze turismo&sapori
orientali dove vive anche una folta comunità italiana. Alcuni dei migliori resort sono di proprietà italiana. Dal Coral Key, che con lo storico Lawford’s Hotel e altri quattro alberghi fa parte del Malindi Key’s Group, all’immaginifico Kilili Baharini i cui ambienti di grande suggestione sono stati creati da un artista bergamasco. E anche il lounge bar più frequentato di Malindi, che porta il nome di Karen Blixen, l’indimenticata protagonista del film “La mia Africa”, è stato creato da un italiano. Ma una vera vacanza in Kenya deve comprendere il safari. Il parco più vicino alla costa è l’immenso Tsavo East, popolato da animali di ogni specie. Le emozioni più forti le riserva il Maasai Mara, che si trova ai confini con la Tanzania, sugli altipiani ancora oggi abitati dai Maasai, fiere popolazioni nomadi dedite alla pastorizia. Il viaggiatore soggiorna in tenda in campi stile bri-
tish, come il leggendario Governor’s Camp, il più famoso. Quello creato dal governatore inglese in riva al fiume Mara, a pochi metri da coccodrilli e ippopotami e dove di notte, fra le tende, spesso passeggiano serafici gli elefanti. La sicurezza è tuttavia garantita. I safari all’alba sono un’esperienza che marchia a fuoco la memoria del viaggio. Specie se si ha la fortuna di capitare durante uno dei periodi di migrazione degli animali. Accanto all’onnipresente “re” leone, troviamo tutte le altre varietà di animali della savana. Con la possibilità di assistere a scene che documentano la cruda realtà della legge della natura, nel bene e nel male. Nel parco Nakuru, nei pressi di Nairobi, sulle rive del lago vivono grandi colonie di fenicotteri rosa. Dall’Italia il vettore privato italiano Linvingston, leader per i voli leasure, opera comodi voli diretti su Mombasa.
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EXPO 2015, il viaggio del mondo nel Pianeta Cibo
“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, questo il tema portante di Expo 2015 che, ai blocchi di partenza, sarà di certo il viaggio di quest’anno per milioni e milioni di persone.
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a cerchiamo di avvicinarci al meglio a questa particolare “destinazione”, per molti turistica, per molti gastronomica. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi. Sono questi i numeri dell’evento internazionale più importante che si terrà nel nostro Paese. “È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile? ” È con questa domanda che si apre la sfida dell’Expo di Milano 2015. Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospita dal primo maggio al 31 ottobre 2015 e sarà senza dubbio il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Expo Milano 2015 sarà la piattaforma di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione, stiturismo&sapori
di Valeria MARCATO
molerà la creatività dei Paesi e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile. Ma non solo. Expo Milano 2015 offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese. Per la durata della manifestazione, la città di Milano e il sito espositivo saranno animati da eventi artistici e musicali, convegni, spettacoli, laboratori creativi e mostre.
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IL TEMA “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il Tema al centro della manifestazione, il filo logico che attraversa tutti gli eventi organizzati sia all’interno sia all’esterno dello sito espositivo. Expo Milano 2015 sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame (circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso). Inoltre ogni anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. La riflessione sul Tema si trasforma anche in un momento di condivisione e di festa, grazie a incontri, eventi e spettacoli da vivere in compagnia della mascotte Foody e degli allegri personaggi che la compongono. Ogni aspetto, ogni momento, ogni Partecipante di Expo Milano 2015 declina e interpreta il Tema scelto, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
materie prime e dei prodotti finali, svolgono la funzione di mettere in luce le migliori pratiche alimentari tradizionali del Paese ospitante. Nel luogo in cui il Cardo e il Decumano si intersecano si trova Piazza Italia, la grande piazza centrale dell’Expo, vicino alla quale sorge anche Palazzo Italia, il luogo deputato a ospitare durante l’Expo il raccordo istituzionale tra Paese ospitante e Partecipanti. Circondato dal Canale, elemento che ne caratterizza il paesaggio, il Sito dell’Expo segue dunque uno schema ortogonale molto intuitivo, nel quale architettura si unisce alla natura. Le costruzioni seguono criteri di efficienza energetica e sostenibilità nella realizzazione, smontabili e riutilizzabili alla fine dell’evento.
AL CENTRO IL VISITATORE
L A LOCATION Con un’area di 1,1 milioni di metri quadrati, facilmente raggiungibile, progettata da architetti di fama internazionale, Expo Milano 2015 è un’esposizione-giardino con più di 12 mila alberi, giochi d’acqua e un lungo canale che circonderà l’area. Sui due grandi viali principali, il Cardo e il Decumano, si affacciano i Padiglioni dei Paesi Partecipanti, piazze e aree comuni dedicati agli eventi e alla ristorazione. Il sistema a due assi serve a orientare il visitatore in modo molto semplice e intuitivo, ma organizza anche la partecipazione dei Paesi: la World Avenue (corrispondente al Decumano) è infatti l’affaccio di tutti i Padiglioni Self Built. Lungo il Cardo si distribuisce invece la partecipazione italiana. Il Decumano, sede dei Padiglioni nazionali dei Paesi, sarà una lunga teoria di esperienze e racconti architettonici, visivi ed esperienziali provenienti da ogni parte del pianeta, da cui si potrà partire per toccare con mano e assaporare i gusti delle diverse tradizioni enogastronomiche, facendo diretta esperienza del cibo e delle colture planetarie. Alle sue estremità sono collocati l’Expo Centre, composto di spazi per eventi al coperto, e la Collina Mediterranea. Lungo il Cardo, delimitato a nord dall’anfiteatro sull’acqua della Lake Arena e a sud dall’Open Air Theatre, grande spazio per eventi all’aperto, si estende lo spazio espositivo dedicato all’Italia, intervallato da luoghi per la degustazione dei prodotti delle tradizioni enogastronomiche delle regioni italiane. Questi, oltre a distinguersi per l’alta qualità delle
Un’Esposizione Universale ha il compito di lasciare in eredità un’esperienza culturale, sociale, scientifica e tecnologica ed Expo Milano 2015 costruirà questa eredità prima di tutto grazie all’apporto dei suoi Partecipanti, cuore e anima dell’evento. Uno degli elementi innovativi e distintivi di Expo Milano 2015 è quello legato al concetto di “Visitor Experience”. L’Expo di Milano vuole essere “tradizionalE” e “innovativa” allo stesso tempo. Tradizionale perché si focalizzerà sul Tema della nutrizione in modo molto stringente e garantendo un vero approfondimento globale a fini educativi e di formazione alla sostenibilità del cibo buono, sano, sufficiente e sostenibile per il pianeta. Innovativa perché in tutte le forme chiarirà ai visitatori e alla comunità internazionale l’essenza di un nuovo concept di Expo: tematico, sostenibile, tecnologico e incentrato sul visitatore.
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L’OFFERTA RISTOR ATIVA Expo Milano 2015 fornisce l’occasione unica di rendere il Tema un’esperienza non solamente teorica, ma anche pratica, di vera e propria degustazione delle migliori eccellenze alimentari a livello mondiale. L’esperienza alimentare è da sempre protagonista della storia e della cultura di ogni popolo, ne segna le abitudini, ne accompagna i momenti rituali e ne rappresenta spesso l’eccellenza e la riconoscibilità. Un’altra sfida viene quindi lanciata da Expo Milano 2015 a tutti i Partecipanti, dove tutti sono chiamati a rappresentare i prodotti più esclusivi, unici ed eccellenti della propria cultura gastronomica.
LA STORIA Fin dalla sua prima edizione, tenutasi a Londra nel 1851 e ospitata all’interno del Crystal Palace, l’Esposizione Universale è stata il palcoscenico ideale dei traguardi più ambiziosi raggiunti dall’Uomo e dai popoli nel corso del tempo, l’occasione per condividere innovazione, avanzamenti tecnologici e scoperte di grande ispirazione, progetti architettonici o movimenti artistici, ma anche per creare luoghi e spazi che si sono trasformati in veri e propri simboli della cultura e della storia dell’epoca. Basti pensare alla Torre Eiffel, eretta a Parigi per l’Esposizione del 1889. L’Esposizione Universale è una manifestazione di natura non commerciale, mirata a creare una piattaforma per un dialogo internazionale tra i cittadini, i Paesi e le istituzioni intorno a un tema d’attualità e di interesse universale. Fin dall’inizio è stato il luogo privilegiato in cui rappresentare la creatività e l’ingegno umano attraverso la messa in scena di quanto di meglio ogni Paese potesse presentare al mondo in quel preciso momento storico.
LE AREE TEMATICHE Il sito ospiterà quattro Aree Tematiche, luoghi in cui verrà sviluppato il Tema dell’evento. Si va dal Padiglione Zero, che racconta la storia dell’uomo sulla Terra attraverso il suo rapporto con il cibo, al Future Food District, che spiega come la tecnologia cambierà le modalità di conservazione, distribuzione, acquisto e consumo di cibo. Ci sono poi il Children Park, lo spazio in cui bambini imparano a conoscere i temi di Expo Milano 2015 divertendosi, e il Parco della Biodiversità, un grande giardino in cui viene riprodotta la varietà degli ecosistemi che si trovano sul nostro Pianeta. In città, al palazzo della Triennale, ci sarà Arts & Foods, la quinta area tematica: una straordinaria mostra che racconta come è cambiato il rapporto tra cibo e arte nel corso dei secoli.
I CLUSTER Ai Paesi che non realizzano un proprio padiglione, è stata proposta un’innovativa modalità di partecipazione: i Cluster. Questi spazi espositivi uniscono sotto lo stesso progetto architettonico Paesi accomunati dalla produzione di uno specifico alimento o da un determinato tema. I Cluster si sviluppano su una superficie complessiva di 36.650 metri quadri e sono nove: Bio-Mediterraneo, Cereali e Tuberi, Isole, Zone Aride, Frutta e Legumi, Spezie, Caffè, Cacao e Riso. All’interno di ognuno la storia degli alimenti narrata con video, installazioni e mostre fotografiche. Ci saranno spazi per show cooking e degustazioni, oltre a un grande mercato dove scoprire gli alimenti più insoliti, raccontati direttamen te dalla voce di chi li coltiva e produce. turismo&sapori
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Torri e tortellini per tutti i gusti
Bologna, il piacere di vivere tra storia, arte e buona tavola.
di Isa Grassano, foto di Lucrezia Argentiero
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uando incontri la cucina bolognese fai la riverenza che merita». Così diceva il grande esperto culinario Pellegrino Artusi, che, nel suo celebre trattato “La Scienza in cucina e l’Arte di Mangiar bene” pubblicato alla fine dell’800, descrisse, con grandi elogi, la gastronomia della città felsinea. Lo stesso Artusi aggiunge che «è un modo di mangiare succulento, di buon gusto e salubre». Ieri come oggi. Il re assoluto? Rimane il tortellino, o meglio il “turtlen”, fatto ancora a mano, ad uno ad uno, perfetto nella forma, ottimo nel gusto, la cui leggen-
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da lo vuole ispirato all’ombelico della dea Venere. Un vero peccato di gola e fra i più proposti: in brodo fumante di gallina o cappone, come vuole la tradizione; al ragù ed anche con la panna, anche se i puristi bolognesi considerano quest’ultimo condimento una sorta di sacrilegio. Numerosi i modi di preparare il suo ripieno e di piegarli, diversi da pianerottolo a pianerottolo, da massaia a massaia. A volte sono tanto piccoli da essere persino trasformati in gioielli: 22 gr ciascuno di oro bianco, giallo o rosa, oppure in argento o punteggiati di brillanti. L’originale idea è venuta a
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Fabio Biagi, patron dello storico ristorante Biagi (è stato il ritrovo di nomi di rilievo da Federico Fellini a Dario Fo, da Vittorio Gassman a Gianni Brera, e tuttora può capitare di incontrare Vasco Rossi, Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Cristina Capotondi) e al suo amico Gianluca Spuri Zampetti che hanno realizzato questi ornamenti preziosi da un calco su un esemplare di pasta, minuscoli proprio come i tortellini (in brodo ne vanno dai 100 ai 140) che hanno reso famoso il locale (nel 1972 ha ricevuto “il Tortellino d’Oro”, l’ultimo ristorante della città ad avere conseguito questo riconoscimento). Ed ecco così i gemelli per i polsini delle camicie, ciondoli, orecchini, e chi vuole può richiedere di incidere sopra le iniziali del proprio nome (www.turtlen. it). Tutti sono in una custodia in legno che riporta incisa la ricetta tradizionale di questa gustosa pasta ripiena (100 grammi di lombo di maiale, prosciutto crudo e vera mortadella; 150 grammi di formaggio Parmigiano Reggiano), depositata persino presso la Camera di Commercio. Perchè a Bologna mangiare è una cosa seria, tanto da conquistarsi il famoso titolo di “grassa” e i bolognesi a tavola sono esigentissimi, così come i giovani studenti universitari (davvero molti, visto che l’università, Alma Mater Studiorum, fondata nel 1088, è la più antica di tutto l’Occidente) gli uomini d’affari e i turisti (ultimamente si vedono anche folti gruppi di nipponici) che ormai non si accontentano di un piatto qualsiasi ma cercano quello doc, di tradizione, fatto con la stessa passione di come lo preparavano una volta le Cesarine, ovvero le nonne, le mamme, le zie. Un piatto saporito, dal gusto netto. Gli stranieri chiedono soprattutto “gli spaghetti alla bolognaise”, memori dei cartelli promozionali davanti ai ristoranti di tutto il mondo. Peccato però che questi spaghetti, tanto osannati all’estero, sono un’invenzione che non esiste nella cultura gastronomica della città. Insomma un “falso d’autore” che
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però ha reso il capoluogo emiliano famoso. Un recente sondaggio ha persino svelato che la pasta al ragù bolognese è il cibo preferito dai britannici al punto che ne consumerebbero 670 milioni di porzioni l’anno. Ma sia che si tratta di tortellini che di tagliatelle, sia di paste ripiene (da non perdere anche i tortelloni di magro, farciti di ricotta ed erbette) che di tigelle o crescentine, così come degli altri prodotti che arricchiscono la gastronomia della zona, la materia prima è locale o proviene dagli immediati dintorni. Tanto che l’Assessorato all’agricoltura della Provincia ha immesso un “DegustiBO”, un bollino rosso di qualità che promuove proprio le eccellenze della tipicità felsinea (in fase di avvio sono sessantotto le imprese insignite del marchio tra agriturismi, ristoranti, botteghe alimentari, forni e persino un ortofrutta). Ovunque si vada si ha la sensazione di sentirsi protetti dallo sguardo di una Torre, perchè sparse qua e là ce ne sono ancora un bel po’, tutte di origini medievali, a caratterizzare il paesaggio urbano del centro storico (ventidue tuttora visibili, anche se si pensa che nel Medioevo ce ne fossero un centinaio, qualcuno ipotizza addirittura duecento, nate come torri di avvistamento e di difesa). A prima vista se ne notano subito due, le più celebri, degli Asinelli e della Garisenda, sotto la cui ombra svetta la statua di San Petronio, patrono della città. Sono inclinate e i giovani studenti universitari quasi le temono, perchè secondo la tradizione “chiunque salga sulla Torre degli Asinelli (quella più alta), non si laurea più”. Chi non ha l’obiettivo di conseguire l’ambito titolo di studio non può non raggiungere la vetta. Ben 498 scalini e non c’è ascensore: le strette scale in legno permettono di assaporare il lento succedersi dei piani, mentre la fantasia riporta prima all’omonima famiglia che l’abitava e poi ai prigionieri reclusi quando fu carcere. Alla fine, la fatica è ben ripagata: dal terrazzino
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si può ammirare tutta la particolare struttura della città a raggiera entro il percorso delle mura e ad anche le altre torri circostanti. Accursi, Alberici, Toschi, Uguzzone, sono alcuni dei nomi di questi “grattacieli medievali” che andavano a comporre la “Selva Turrita” e avevano la stessa struttura all’interno: si innalzavano con scale e solai, vani oscuri, più per conservare cose e provviste che per abitarvi, grazie al progressivo assottigliamento dei muri. E non mancano le storie e le leggende che vi ruotano attorno. Una di questa riguarda torre Galluzzi, protagonista nella metà del ’200 di una vicenda tragica: la storia d’amore e morte tra due giovani appartenenti a due famiglie rivali, quella dei Galluzzi proprietari della torre e quella dei Carbonesi. Quando i Galluzzi scoprirono la storia uccisero
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il giovane e non riuscirono ad impedire alla fanciulla di gettarsi dalla torre di famiglia. Una torre da “vivere” invece è quella Prendiparte, alta ben sessanta metri. Qui, a date prestabilite e su prenotazione, è possibile visitare la struttura, bere un aperitivo, partecipare ad eventi musicali, serate a tema. E le torri delle famiglie gentilizie si mescolano alle cupole delle chiese, dalla Basilica di Piazza Maggiore (cuore e salotto della città, bellissima e viva ad ogni ora del giorno) a quella di Santo Stefano. Ovunque domina il rosso: dei tetti, dei mattoni, dei drappi alle finestre, dei portici (ben quarantasette chilometri, un vero record, che in autunno proteggono dalla pioggia). Un centro che affascina per il reticolato delle stradine, per i cortili che
riservano continue sorprese e dove, come cantava Lucio Dalla, “non si perde neanche un bambino”. Ovviamente si deve girare a piedi per scoprirne ogni particolarità, dal mercato di frutta e verdura nel bel mezzo del quadrilatero, la zona delle botteghe storiche, al Palazzo dell’Archiginnasio che è stato la prima sede dell’Università e dove si può ammirare il Teatro anatomico, così chiamato per la sua caratteristica forma ad anfiteatro. O ancora Palazzo Poggi, sede dei Musei Universitari (tutti con ingresso gratuito), fino alla “finestrella” che dà sul canale delle Moline e svela un aspetto inedito, sconosciuto ai più: incastonata tra le mura delle case, l’acqua scorre sotto i balconi ancora come un tempo, quando alimentava i primi mulini da grano.
800 832 815
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La Montefalco del SAGRANTINO
Il celebre vino portato in zona dai Frati Francescani di ritorno dall’Asia Minore è oggi fra i rossi italiani più famosi nel mondo. Seguendo la sua “strada” si scoprono la storia spirituale e artistica del bellissimo borgo e un territorio unico ricco di cantine e frantoi.
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nche il suo vino simbolo, il Sagrantino, parla della storia spirituale di Montefalco. Sagrantino deriva da Sacrantino, vino sacro. Lo portarono nel cuore dell’Umbria i frati Francescani di ritorno dall’Asia Minore e per anni è stato il vino utilizzato nella celebrazione dell’Eucaristia. Montefalco, come altri borghi dell’Umbria, ha una storia intrecciata a doppio filo con le vicende religiose dell’epoca. Una storia testimoniata dai tanti luoghi dello spirito di cui è ricca la cittadina, a cominciare dal complesso museale di San Francesco, dove, nell’abside della chiesa, sono conservati alcuni fra i più belli affreschi sulla vita di San Francesco. Sono stati realizzati da Benozzo Gozzoli fra il 1450 e il 1452 e ripercorrono con precisione quasi cronistica i momenti più importanti della vita del santo di Assisi. Da soli valgono una visita alla cittadina. Ma all’interno delle mura si trovano anche altri gioielli, come la chiesa di Sant’Agostino con il suo bel chiostro e la leggenda del Beato Pellegrino, l’antichissima chiesetta di Santa Lucia, quella di San Bartolomeo. E appena fuori le mura la chiesa di Santa Chiara, con il suo convento di monache di clausura (che possono essere contattate attraverso una grata aperta nella chiesa) e quella di Santa Illuminata, di scuola lombarda. La sintesi della bellezza di Montefalco è la sua Piazza del Comune, un salotto che di sera si accende di vita e di luci. E su cui stranamente non si affaccia nessuna chiesa, salvo quella sconsaturismo&sapori
crata di San Filippo Neri che dal secolo scorso è stata trasformata in teatro. Non è difficile intuire come la spiritualità abbia trovato terreno così fertile a Montefalco. Il borgo, definito “La Ringhiera dell’Umbria” per via della sua straordinaria posizione naturale, si trova al centro di un territorio di rara suggestione, caratterizzato da dolci declivi trapuntati di ulivi e vigneti, da rocche e cascine. E qui rispunta la storia del Sagrantino, il vino che negli ultimi anni ha accresciuto la fama di Montefalco, sia per la sua produzione di eccellenza (che dal 1992 si fregia anche della Docg) sia per gli eventi di spessore internazionale ad esso collegati, come Enologica, rassegna promossa dal Comune giunta quest’anno all’edizione numero 32 in
di Renato Malaman un crescendo di appuntamenti di rilievo e con ospiti di prima grandezza. Il Sagrantino, che un tempo veniva vinificato solo nella versione passito dolce, oggi è apprezzato soprattutto nella sua versione secca. “È un vino di grande struttura, di un colore rubino tendente al granato - dice Marco Caprai, il produttore di Montefalco che forse più di tutti ha contribuito a rendere famoso il Sagrantino nel mondo - con un ricco corredo di tannini e polifenoli che garantisce al prodotto una eccezionale longevità”. In occasione della recente Enologica, Caprai ha invitato a Montefalco il sommelier uruguaiano, ma oggi residente negli Usa, Charly Arturaola che in anteprima ha presentato il film di cui è protagonista, “El camino del vino”, pellicola dell’argentino Nicolas Carreras già finalista all’ultimo Festival di Berlino. Arturaola è rimasto impressionato dal fascino di Montefalco, come pure il produttore americano Mondavi. Una visita a Montefalco è anche l’occasione per visitare le tante cantine del territorio, nonchè le aziende che producono ottimo olio extravergine di oliva. Alcune si sono attrezzate anche per dare ospitalità. A Fabbri, frazione a pochi chilometri da Montefalco che si nota in lontananza grazie alla sua rocca restaurata, l’azienda “Rocca di Fabbri” della famiglia Vitali, oltre a far visitare la propria cantina scavata nel tufo, offre ospitalità nella residenza di campagna “Subretia” ricavata restau rando un’antica cascina.
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TERME. BENESSERE. Vita sana in Slovenia.
SLOVENIA. Verde. Attiva. Sana.
www.slovenia.info www.slovenia-terme.si