MAGGIO 2022
Periodico d’informazione locale - Anno XXIX n.100
di Treviso Ovest
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Il caro prezzi blocca la rotonda sulla Noalese L’opera valeva complessivamente 700mila euro. Adesso una parte di questa servizio a pag 18 è lievitata del 30 per cento. Ma resta un problema di sicurezza
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PREGANZIOL
Messo a punto il regolamento per asili nido MOGLIANO VENETO
Il Comune nella rete nazionale di accoglienza PREGANZIOL
Via ai lavori per mettere in sicurezza strade e marciapiedi ZERO BRANCO
Il Comune in aiuto dei negozi e delle attività QUINTO DI TREVISO°
Nessuna prima alla scuola di Santa Cristina
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li ambulatori e le corsie si svuotano: mancano medici di base, negli ospedali le carenze di organico sono sempre più evidenti. I numeri che girano sono preoccupanti e restituiscono le dimensioni di un fenomeno che parte da lontano che ora, nel Veneto delle eccellenze sanitarie, si concretizza con ampi vuoti, sia sul fronte della medicina territoriale che di quella ospedaliera. Il tutto ovviamente a scapito dei Co nta pazienti, soprattutto dei più fragili.
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Facciamo il punto
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Un nuovo regolamento per gli asili nido M
eno variazioni orarie della frequenza dei bambini negli asili nido comunali. È quanto è stato deciso nel corso del Consiglio comunale di Preganziol dello scorso 28 aprile. Fra i vari punti compresi nel nuovo regolamento sugli asili comunali, vi è infatti proprio la riduzione della possibilità di cambiare l’orario di frequenza dei bambini, finora stabilita di 5 volte al mese, ma ora ridotta a 2. “Questa possibilità era stata introdotta per far fronte a situazioni particolari, ma era stata accolta dalle famiglie come una prassi – ha affermato l’assessore all’Istruzione, Susanna Errico –, influendo negativamente sul benessere del bambino che vedeva modificata la propria routine, ma anche sul resto del gruppo, che variando molto spesso, trova difficoltà nella realizzazione di una buona progettualità educativa”. La proposta non è stata tuttavia accolta positivamente dalle minoranze, che hanno sottolineato come questo provvedimento avrebbe ridotto un servizio importante per le famiglie. A far notare questo limite, il consigliere Raffaele Freda. “Se la richiesta di cambio orario nel corso del mese era divenuta prassi delle famiglie – ha osservato – è perché c’è un bisogno di fondo a cui non è bene rispondere con maggior rigidità”. Della stessa idea anche la consigliera Luisa Berto. Le ragioni della maggioranza non sono tardate ad arrivare: “Nel momento in cui un’esigenza, pur comprensibile, va a intaccare un progetto educativo, va valutato se conta di più il benessere del bambino o l’elasticità nei confronti della famiglia – ha commentato l’assessore Errico –. In alcuni casi poi, stando alle rilevazioni fatte, non si trattava di esigenze effettive, quanto piuttosto di cogliere la possibilità. Abbiamo dunque cercato di trovare un compromesso tra le effettive esigenze e il benessere dei bambini”. E ha concluso: “Per tutte le famiglie che avessero maggiori necessità, sarà comunque possibile scegliere una frequenza più ampia all’inizio dell’anno scolastico”.
Ridotta la possibilità di modificare l’orario di frequenza in un mese
I numeri, dicevamo. Partiamo dai medici di famiglia. Attualmente le sedi vacanti in Veneto sono circa 570. Ma nel giro di tre anni, stando alle proiezioni dei pensionamenti, mancheranno all’appello altri 800 medici. Lo sappiamo bene noi che seguiamo e raccontiamo le vicende dei territorio, che ci occupiamo delle province. Sono sempre più numerosi i piccoli Comuni che ormai si trovano a fare i conti con la mancanza di quello che un tempo si chiamava medico di famiglia e che era un’istituzione irrinunciabile. Oggi invece sono sempre più numerosi gli assistiti che devono spostarsi, anche di parecchi chilometri e con non pochi disagi, per raggiungere l’ambulatorio del medico di base. E’ un problema soprattutto per gli anziani soli, per le persone fragili, per chi non può contare su una rete di protezione familiare. Stiamo parlando di migliaia di persone per le quali l’accesso alla medicina territoriale, la prima linea fra il sistema sanitario e il paziente, sarà sempre più difficile e problematico. Ora si sta correndo ai ripari con la scuola di Sanità pubblica della Regione, che entro il 2025 preparerà 713 medici di base. Ma intano c’è da gestire un presente sempre più incerto e ricco di disagi, al quale si farà fronte con l’innalzamento del numero degli assistititi assegnati ai medici in formazione. I dettagli sono oggetto di un impegnativo confronto in seconda commissione regionale, anche con i rappresentanti sindacali. Anche per far fronte alla carenza di medici negli ospedali, dove mancano più di 1.100 professionisti, la strategia è quella di ingrossare le fila degli specializzandi, soprattutto nei pronto soccorso, direttamente in prima linea. Già con la pandemia abbiamo assistito all’incremento del ricorso agli specializzandi per far fronte all’emergenza. D’altra parte, però, questi giovani medici non possono essere mandati allo sbaraglio, dovranno essere adeguatamente seguiti e messi nelle condizioni di poter lavorare con tutte le necessarie tutele, sia per i pazienti che per sé stessi. Una soluzione va trovata, ma bisogna fare attenzione alle scorciatoie.
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Carta, Web, Audio: dentro il territorio nel cuore della gente
Gaia Zuccolotto
di Treviso Ovest
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È un periodico formato da 23 edizioni locali mensilmente recapitato a 506.187 famiglie del Veneto.
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 Treviso, Mogliano Veneto, Preganziol e Zero Branco per un numero complessivo di 14.566 copie.Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. >redazione@givemotions.it< 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 >www.lapiazzaweb.it<
Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An) Chiuso in redazione il 13 maggio 2022
Mogliano Veneto
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Accoglienza profughi. La decisione è passata attraverso una mozione presentata dal Partito Democratico
Il Comune entra a far parte della rete nazionale di aiuto SAI M
ogliano Veneto entra nella rete nazionale SAI per la gestione dell’accoglienza diffusa di profughi e richiedenti asilo. A portare la questione all’attenzione del consiglio comunale è stato il gruppo del Partito Democratico tramite una mozione che è stata approvata dalla maggioranza della seduta. “Una bellissima pagina di umanità. Grazie a tutto il consiglio”, afferma con entusiasmo Giacomo Nilandi del PD. La rete Sai è un sistema di accoglienza nazionale che vede i profughi distribuiti in piccoli gruppi per ogni Comune ade-
Oltre a fornire accoglienza, attorno ai profughi viene creato un progetto su misura che comprende formazione, occupazione e supporto psicologico rente. Oltre a fornire accoglienza però, attorno ai profughi viene anche creato un progetto su misura ad hoc che comprende formazione a 360 gradi, soprattutto linguistica, occupazione con la ricerca di un lavoro o di un impiego a supporto delle attività del territorio, e supporto psicologico. Tutti elementi che permettono e agevolano l’integrazione dei profughi all’interno del territorio che li accoglie. Non sono le cooperative o le associazioni a gestire il tutto, bensì direttamente il Comune ospitante tramite fondi erogati
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dal Ministero dell’Interno che vanno a coprire le attività di supporto, formazione, integrazione e accoglienza dei profughi. Ed ora quindi il Comune di Mogliano Veneto è entrato a far parte di questa rete di accoglienza. Tra le motivazioni presentate in consiglio comunale a supporto della mozione, il Partito democratico ha anche affermato: “La grande adesione da parte dei cittadini alle iniziative di solidarietà lanciate da istituzioni e dal terzo settore in questi due mesi di conflitto in Ucraina dimostra come la nostra comunità sia pronta ad ospitare gli esseri umani in fuga da guerre e miseria - hanno sottolineato - La politica ha il dovere morale e costituzionale di non girarsi dall’altra parte uscendo dalle ambiguità e dalle mere dichiarazioni di principio, mettendo in campo azioni istituzionali in grado di dare risposte serie al fenomeno. Le raccolte di aiuti sono senza dubbio meritorie ma di fronte a certi numeri, non è più tempo di tergiversare con soluzioni estemporanee basando l’accoglienza sulla buona volontà di chi mette a disposizione casa propria o su qualche stanza di hotel all’ultimo minuto. A maggior ragione perché un sistema esiste e funziona. Proprio per questo è tempo che anche il nostro Comune ne entri a far parte”. La mozione presentata dal Partito Democratico è passata quindi con parere favorevole del consiglio comunale coeso. Lucia Russo
Politica: un questionario per dar voce ai cittadini “Cosa ne pensi di Mogliano e cosa vorresti migliorare?”. Questo il nodo della domanda posta dal Partito Democratico ai cittadini sotto forma di un questionario legato alla campagna di ascolto promossa dallo stesso PD chiamata “Mogliano, come va?”. L’obiettivo della campagna era quello di dar voce ai cittadini e di partire dalle loro segnalazioni per costruire il nuovo programma di centro sinistra per le prossime generazioni. Ad aver aderito al questionario sono state circa 800 persone residenti a Mogliano che hanno completato e risposto alle domande attraverso una piattaforma online. Tra i temi dei quesiti: la qualità di vita, le opere pubbliche, la sicurezza, i cittadini e altri temi caldi del territorio. I risultati saranno presentati in una serata creata ad hoc il 25 maggio prossimo alle 21 in un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini nell’auditorium del centro sociale in piazza dei donatori di sangue. I dati sono stati analizzati sotto il profilo scientifico analitico da
Fabio Occari e saranno presentati in forma netta per dare spazio ad una discussione costruttiva per settori. “Sarà solo l’inizio di un grande percorso partecipativo dal basso dove l’obiettivo sarà far sì che più persone possibili possano contare e dare il proprio contributo per la città - spiegano dal PD - perchè la partecipazione non sia solo uno slogan ma un metodo di lavoro fondante della nostra azione politica”. (lu.ru.)
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L’arte navale torna a casa
Arsenale, 28 maggio — 5 giugno 2022
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Mogliano Veneto
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Volontariato. Dopo anni di partecipazione all’organizzazione di Treviso, ora nasce un ente indipendente
Un nuovo Comitato locale per la Croce Rossa Italiana U
n comitato Croce Rossa Italiana a Mogliano Veneto. E’ nato ufficialmente il 21 aprile scorso in seguito alla stipula del relativo atto notarile. Si tratta di un’organizzazione di volontariato costituita a Mogliano Veneto in seguito ad anni di partecipazione dei volontari del Comune a quella esistente in provincia di Treviso. La delegazione di Mogliano Veneto faceva infatti parte di quello provinciale attivo dal 1987. Nel novembre del 1988, la delegazione di Mogliano Veneto ha stipulato una convenzione con l’ospedale regionale di Treviso. Da questo accordo è nato il Servizio Emergenza ambulanze di Mogliano con sede nell’istituto Gris. Il nucleo di emergenza era una costola della centrale operativa del 118 e a lui rispondeva direttamente con interventi su tutta l’area della provincia di Treviso, occupandosi in par-
ticolare della zona sud, dov’è sito il territorio moglianese. L’obiettivo perseguito è ora cambiato. E a Mogliano Veneto, i volontari puntano a dare un servizio 24 ore ALS ovvero, un lavoro di assistenza di alta specializzazione con infermiere a bordo di un’ambulanza che gira giorno e notte con un raggio d’azione più ampio, sempre nel trevigiano. Da quattro anni, la sede della delegazione di Mogliano Veneto della Croce rossa italiana ha trovato una nuova sede. La casa dei volontari della Croce rossa di Mogliano Veneto è negli spazi funzionali del Centro Agorà nella zona dell’ex Ipsia di Zerman. “La costituzione a gruppo autonomo della Croce Rossa Italiana - Comitato di Mogliano Veneto è un risultato importante per la nostra città e rende merito agli oltre 120 volontari iscritti - spiega il primo
cittadino, Davide Bortolato Un plauso va ai soci fondatori e all’attuale Commissario Udino Sartorato e i miei complimenti e più sentiti ringraziamenti vanno a tutti i volontari CRI
del Comitato di Mogliano per l’importante risultato raggiunto, frutto di tanto sacrificio, di un enorme spirito solidaristico e dell’alta professionalità. L’impegno dell’Amministrazione è
quello di dare al comitato il miglior supporto logistico e una sede sempre più rispondente alle esigenze”. Lucia Russo
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Mogliano Veneto
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Territorio. L’incontro dei confratelli dell’associazione culturale fondata a Mogliano Veneto nel 1988
Riunita la Confraternita doganale R
iunita la Confraternita dogale della Marca di Mogliano Veneto. Ad inizio maggio, i confratelli si sono riuniti in villa Condulmer a Zerman di Mogliano Veneto in una giornata dedicata alla riscoperta dell’arte casearia veneta tra storia, tradizione e innovazione. La Confraternita dogale è un’associazione culturale fondata a Mogliano Veneto nel 1988. Sin dalle sue origini, l’obiettivo dei confratelli è sempre stato quello di promuovere, valorizzare e diffondere la cultura dell’enogastronomia italiana. Particolare attenzione, vista anche la località di movimento, è data ai territori del Veneto e di Mogliano Veneto ponendo quindi l’accento sui prodotti tipici enogastronomici che contraddistinguono queste terre. Ogni occasione di ritrovo tra i confratelli della Confraternita dogale della Marca di Mogliano Veneto è quindi un’occasione di confronto sulle prelibatezze del territorio. Un esempio ne è anche l’ultimo appuntamento organizzato a Zerman che ha visto un’intera giornata dedicata alla riscoperta dell’arte casearia veneta tra storia, tradizione ed innovazione. Si è trattato di un percorso consapevole accompagnato da Riccardo Zanchetta, esperto casaro e titolare di un rinomato laboratorio caseario trevigiano con sede a Casale Sul Sile. Zanchetta ha accompagnato i confratelli in un viaggio tra presente e passato analizzando le tradizioni legate
Ad inizio maggio, i confratelli si sono riuniti in villa Condulmer a Zerman di Mogliano Veneto in una giornata dedicata alla riscoperta dell’arte casearia veneta tra storia, tradizione e innovazione
Un momento della riunione della Confraternita doganale della Marca
al mondo del latte e dei formaggi, dal punto di vista caseario, di produzione, di consumo e anche portando all’attenzione dei presenti alcune tradizioni dell’economia della campagna veneta e delle ultime innova-
“La giornata è stata anche l’occasione per la ripresa delle attività dopo il lungo periodo di pandemia” zioni in termini di produzione. A lui si è affiancato il professor Olivo Michielan, docente dell’istituto alberghiero Maffioli di Castelfranco Veneto ed esperto gastronomo che ha illustrato come ad ogni formaggio e prodotto caseario in genera possa
essere data una giusta cornice delineando così gli abbinamenti migliori tra prodotti nati dal latte e vini. Tra i prodotti di punta presentati, la Casatella dop, la Caciotta del Sile, un pecorino stagionato fatto con latte di pecore allevate rigorosamente in Veneto ed un formaggio stravecchio. “La giornata è stata anche l’occasione per la ripresa delle attività dopo il lungo periodo di pandemia ha spiegato il presidente della Confraternita dogale della Marca di Mogliano Veneto, Francesco Danesin - Gli associati hanno potuto ampliare le proprie conoscenze sia tecniche sia storiche in ambito enogastronomico in un clima culturale di riscoperta delle tradizioni”.
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Ciao Venezia
Lucia Russo
Una realtà che continua a crescere La Confraternita dogale della Marca di Mogliano Veneto continua a crescere. A inizio mese, durante l’incontro con l’approfondimento sul mondo caseario, sono stati anche presentati e introdotti alcuni nuovi soci. Durante la cerimonia chiamata di intronizzazione, sono stati accolti dalla Confraternita dogale: Mauro Busetto, Mauro Disint e Adriano Dorigo. La Confraternita vede ad oggi, la presidenza di Francesco Danesin e la vicepresidenza di Alberto Gaion. Membri del direttivo sono anche Luca Campagnaro con il ruolo di segretario tesoriere, Fabio Spessotto come cerimoniere e Daniele Rossato nelle vesti di revisore dei conti. Elementi distintivi della Confraternita dogale della
Marca di Mogliano Veneto sono dati anche dall’abbigliamento. I confratelli indossano un mantello rosso con bordature dorate adornato dallo stemma. Mentre la divisa di rappresentanza è formata da una giacca blu con il distintivo di stoffa, un paio di pantaloni di colore grigio, una camicia bianca e una cravatta rossa che riprende
la tonalità del mantello. La divisa è un elemento distintivo tra le varie confraternite italiane che fanno parte della Federazione italiana dei circoli enogastronomici, Fice, che a livello nazionale riunisce più di 100 sodalizi. La Federazione italiana è nata a Savona nel 1974 da un’idea di Francesco Mazzoli che, in seguito ad un confronto con alcuni amici della zona, ebbe l’idea di fondare uno dei primi circoli enologici d’Italia e da lì decise di espandere l’esperienza savonese a tutta la penisola. Alla federazione aderirono subito una 40ina di luoghi e da allora, continuò a crescere arrivando al centinaio attuale. Tra questi, dal 1988, c’è anche quello di Mogliano Veneto. (lu.ru.)
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Preganziol
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Interventi. Al via lavori per l’efficientamento energetico, ma anche per la messa in sicurezza degli edifici
In arrivo nuove opere pubbliche per un investimento di 90mila euro A
l Comune di Preganziol 90mila euro per opere pubbliche. Il finanziamento rientra tra quelli assegnati per la realizzazione di investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Il contributo viene erogato in base al numero di cittadini e, per i Comuni tra i 10.001 e i 20mila abitanti, come quello di Preganziol, vanno 90mila euro. Somma investibile in interventi di miglioramento energetico come l’efficientamento dell’illuminazione pubblica, il risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale di edifici ad uso pubblico. Ma anche l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici. Il finanziamento può anche essere utilizzato per lo sviluppo territoriale sostenibile sia inteso come mobilità sia per adeguamento e messa in sicurezza di edifici. Tra questi interventi sono compresi anche l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e strutture facenti parte del patrimonio comunale. I 90mila euro possono essere utilizzati dal Comune di Preganziol anche per portare avanti la progettualità e i lavori legati all’abbattimento delle barriere architettoniche nell’ottica di rendere la città alla portata di tutti. I comuni assegnatari sono tenuti a rendere nota la fonte di finanziamento, l’importo assegnato e la finalizzazione del contributo nel proprio sito internet, nella sezione «Amministrazione trasparente» di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, numero 33, sottosezione Opere pubbliche. Il Sindaco Paolo Galeano, come previsto dalla normativa, ha provveduto ad informare il Consiglio Comunale, nella seduta del 31 marzo scorso, sull’impiego del contributo. Nel concreto, tra le progettualità portate avanti dall’amministrazione comunale, grazie a questo contributo e rimpinguando con circa 20mila euro la somma con risorse comunali, realizzerà a partire dall’autunno 2022, lavori di messa in sicurezza e abbattimento delle barriere architetto-
niche del marciapiede sul lato nord di via Schiavonia a partire dal Municipio fino ad arrivare all’incrocio con via Vecellio alla fine del centro abitato. “Tale percorso è caratterizzato, oltre che da alcuni tratti di manto usurato, da un numero davvero considerevole di dislivelli che rendono difficoltoso il passaggio soprattutto a passeggini, carrozzine e persone con difficoltà deambulatorie - spiega il
primo cittadino - Se a ciò si aggiunge che il percorso stesso fa parte di una delle vie di accesso principali al centro del capoluogo, sulla quale si affacciano la biblioteca, una piazza e vari altri servizi ed esercizi, ben si intuisce come l’intervento vada a costituire davvero un’opera di vera e propria riqualificazione di uno degli ingressi alla città”. Lucia Russo
Barriere architettoniche addio: dal prossimo autunno partono i lavori Nell’autunno prossimo prenderanno il via i lavori per la messa in sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche del marciapiede sul lato nord di via Schiavonia a partire dal Municipio fino ad arrivare all’incrocio con via Vecellio alla fine del centro abitato. Lavori molto attesi dai cittadini residenti nella zona che potranno, ad opera conclusa, raggiungere il municipio e il centro in maniera sicura. Il valore complesMINI S
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sivo dell’opera è ancora in fase di determinazione da parte dei tecnici del Comune. Sul piatto ci sono i 90mila euro di contributi e 20mila dalle casse del Comune. I lavori previsti per l’anno in corso, comporteranno una spesa di circa 110mila euro ai quali l’amministrazione stessa cercherà di aggiungere risorse derivate dal bando regionale per i distretti urbani del commercio che hanno la tematica di abbattimento delle barriere architettoniche e di sistemazione del territorio, tra le linee di indirizzo per i finanziamenti. (l.r.)
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Preganziol
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Viabilità. Grazie al finanziamento del Ministero dell’Interno tre interventi di manutenzione straordinaria
Partono i lavori per mettere in sicurezza strade e marciapiedi N
uovo look per Preganziol che unisce “bellezza” a funzionalità e sicurezza. Il Comune, grazie al finanziamento erogato dal Ministero dell’Interno con decreto del 14 gennaio 2022 destinato ai territori per investimenti finalizzati alla manutenzione straordinaria di strade comunali, marciapiedi e arredo urbano per gli anni 2022 e 2023, ha destinato a Preganziol 60mila euro per il prossimo anno e di 30mila per il 2023. A questi fondi, il Comune ha aggiunto 15mila euro con un capitolo di spesa ad hoc e ha previsto di avviare tre interventi di manutenzione straordinaria su marciapiedi e alcuni tratti di strada già per l’anno prossimo. Nel dettaglio, i lavori riguarderanno la messa in sicurezza e il rifacimento del marciapiede lungo via don Bortoletto, via del Cimitero, nella zona di San Trovaso, dalla scuola primaria fino al cimitero per un tratto di 160 metri circa.
A questo intervento, si aggiunge anche quello di mitigazione della velocità dei veicoli lungo via Sambughè, in particolare per i mezzi che arrivano per andare verso il centro della frazione. Un intervento questo, che riguarderà l’incrocio con via Lussu, cercando di completare il lavoro con l’asfaltatura del tratto di via
“Impiegheremo al meglio tali risorse per rispondere ad alcuni dei bisogni manifestati dai cittadini” Sambughè nel tratto da via Lusso per circa 170 metri. Con i fondi saranno infine realizzati dei lavori che andranno a dare un seguito e un riscontro alle segnalazioni e alle richieste arrivate da ormai diversi anni, dagli operatori e dai famigliari degli utenti di Casa Codato. Gli ospiti, tra le varie at-
tività, vengono infatti spesso accompagnati a fare delle camminate verso il centro di Preganziol. Per raggiungerlo, dalla struttura, percorrono la pista ciclabile nel lato sud di via Schiavonia. Il tratto di via delle Pesare che collega casa Codato è però privo di collegamenti in sicurezza che pos-
sano permettere il passaggio degli ospiti senza preoccupazioni. Questi infatti, nell’affrontare la passeggiata, sono costretti a passare lungo il ciglio della strada, nella carreggiata, per raggiungere la pista ciclabile che li porterà poi fino al centro. La banchina è di terra ed erba, e quindi non
ci sono spazi utili diversi dalla carreggiata. Il lavoro che sarà realizzato prevede pertanto la realizzazione di un collegamento di circa 170 metri che permetta ad utenti, soprattutto quelli che utilizzano la carrozzina, di raggiungere in totale sicurezza la pista ciclabile. Anche di questo intervento, il Consiglio comunale è già stato informato dal sindaco Paolo Galeano nella seduta del 31 marzo scorso, come richiesto dalla normativa. “Le finalità per cui sono erogati tali contributi sono chiare e vanno nel segno della riqualificazione, dell’efficientamento e della messa in sicurezza del patrimonio pubblico: cerchiamo quindi di impiegare al meglio tali risorse per realizzare interventi puntuali che rappresentano risposte significative ad alcuni dei bisogni manifestati in questi anni dai cittadini”, spiega il sindaco. Lucia Russo
Casa Codato: alla fondazione “Il nostro domani” fondi per costruire una comunità alloggio Casa Codato è una struttura aperta dal 2007 all’interno del territorio del Comune di Preganziol e al suo interno ospita persone provenienti dal territorio del distretto sanitario di Mogliano Veneto. Il Comune di Preganziol, ha messo a disposizione della fondazione “Il nostro domani” che si occupa della gestione della struttura, il diritto di superficie di un’area di circa 5mila metri quadrati, parte di un lascito di sua proprietà proprio per la costruzione di una comunità alloggio con la proposta di suddividere i costi dell’opera in tre parti. Queste sono state a carico del
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Comune con il supporto anche degli altri facenti parte del distretto, della cooperativa Castel Monte alla quale è stata data in gestione la comunità e la Fondazione “Il nostro domani”. La Provincia di Treviso in qualità di mediatrice con il ministero del Welfare, ha concesso un contributo pari a 250mila euro. All’interno della struttura, è anche attivo un laboratorio diurno con attività per 12 persone che non sono residenti all’interno della struttura ma che possono, sottoforma di esterni, entrare a Casa Codato e prendere parte alle attività proposte durante il giorno. (l.r.)
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Preganziol
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Invecchiamento attivo. Il Comune partner di un’iniziativa di Treviso
Un progetto dedicato a giovani e anziani P
reganziol partner importante per i progetti di invecchiamento attivo. Al fianco del Comune di Treviso, capofila del progetto sostenuto anche da Carbonera, Casale sul Sile, Mogliano Veneto, Povegliano, San Biagio di Callalta e Silea, unitamente a Israa e l’Istituto superiore Besta, Preganziol ha ottenuto un finanziamento da 40mila euro grazie alla vittoria di un bando regionale dedicato alla promozione di uno stile di invecchiamento attivo. Con questo progetto sarà possibile portare avanti le progettualità già attive a Treviso e dall’altro andrà a porre le basi nei Comuni partner, tra cui anche Preganziol, per promuovere una collaborazione tra anziani e giovani del territorio attraverso la condivisione della metodologia e degli strumenti già sperimentati. Nel progetto è previsto un ciclo di formazione della co-creazione dedicata ai referenti dei territori aderenti, dei centri anziani e delle associazio-
ni giovanili. In tutti i Comuni facenti parte del progetto, Preganziol compreso, saranno illustrati i metodi di lavoro e gli strumenti utili per la collaborazione tra i vari soggetti a cui il progetto è rivolto: Comune, giovani e anziani. La durata del progetto è pari ad un anno e che ha già visto incontrarsi on line i partner per un primo confronto sulle attività e i risultati da realizzare, porterà alla creazione di quattro nuove guide e video che spiegheranno passo dopo passo agli anziani come accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. La scelta dei quattro servizi su cui verranno realizzate le guide verrà fatta attraverso un questionario sui bisogni digitali compilato direttamente dagli anziani dei diversi comuni coinvolti. Alla raccolta di informazioni tramite il questionario, seguirà poi il lavoro vero e proprio di co creazione delle guide guidato dagli studenti dell’istituto “Besta” in collaborazione con alcuni
anziani dei diversi Comuni aderenti. Il progetto inoltre vuole porre le basi anche per l’attivazione nei comuni partner dei punti di accesso digitale in cui i giovani dei diversi territori accompagneranno gli anziani nell’uso di PC e telefonino e nell’accesso ai servizi on line. Lucia Russo
40mila euro al progetto “Orientamenti digitali tra generazioni” Preganziol vince quindi 40mila euro insieme ad altri comuni del trevigiano e lo stesso capoluogo che aveva già avviato il progetto pilota. L’iniziativa si chiama Odg, orientamenti digitali tra generazioni ed è stata realizzata grazie al progetto europeo Taafe. Protagonisti di questa progettualità sono ancora una volta le generazioni diverse che interagendo tra di loro in un’unione tra anziani e giovani, creano innovative sinergie. Alla fine del progetto di Orientamenti digitali, gli esiti saranno racchiusi nella realizzazione di guide pratiche e di alcuni video tutorial che fungeranno da guida e strumento utile per gli anziani per accedere ai servizi online del proprio Comune di riferimento. L’unione tra giovani ed anziani, si materializza anche attraverso degli incontri ricreativi per anziani dove i ragazzi hanno tenuto delle mini classi di accompagnamento dei soggetti meno avvezzi alla tecnologia, verso il mondo del digitale. (lu.ru.)
Zero Branco
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Sostegni. Contributi economici fino a un massimo di 500 euro, una tantum, per supportare le imprese
Il Comune va in aiuto dei negozi e delle piccole attività locali C
ontributi fino a un massimo di 500 euro per le piccole imprese di Zero Branco colpite in modo particolare dall’emergenza Covid, con annesse chiusure e restrizioni. E’ questo l’obiettivo che ha spinto il municipio a rivedere il regolamento degli interventi socioassistenziali. Il via libera è stato approvato dall’intero consiglio comunale, in modo unanime. Si guarda ad alcune attività specifiche. Chi può farsi avanti? Tra i principali requisiti c’è quello di avere la sede operativa a Zero Branco e di rientrare in forma prevalente negli ambiti che fanno riferimento a precisi codici Ateco: “Attività commerciali al dettaglio in sede fissa, definite di vicinato: attività commerciali del settore alimentare e non alimentare. Attività di ristorazione al pubblico con e senza cucina: pubblici esercizi di somministrazione, pizzerie al taglio, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie e attività di ristorazione connessa alle aziende agricole – si legge nell’articolo del regolamento appena rivisto – attività dei servizi di alloggio: case e appartamenti per vacanze e attività di alloggio connessa alle aziende agricole. Attività di servizi per la persona: acconcia-
La speranza di ripartenza negli ultimi tre mesi ha dovuto fare i conti con un improvviso ed esponenziale aumento delle spese, dovuto soprattutto al caro-bollette e al caro-carburante, che pesa sui bilanci delle attività
Rivisto il regolamento degli interventi socioassistenziali con voto unanime del Consiglio comunale tore, estetista, toelettatore animali domestici, lavanderie, organizzatore di feste e cerimonie. E attività di gestione palestre”. Gli effetti dell’emergenza sanitaria, per quanto formalmente chiusa alla fine di marzo, si fanno ancora sentire. La speranza
di ripartenza, poi, negli ultimi tre mesi ha dovuto fare i conti con un improvviso ed esponenziale aumento delle spese, dovuto soprattutto al caro-bollette e al caro-carburante, che pesa sui bilanci delle attività. Proprio per questo, attraverso l’ultima modifica del regolamento, il Comune di Zero Branco si è aperto una strada per poter concedere specifici contributi economici fino a un massimo di 500 euro, una tantum. Mauro Favaro
Aperti i bandi per lo sviluppo del Distretto del Commercio Il Comune di Zero Branco al lavoro per sostenere e migliorare il proprio Distretto del Commercio. Il Comune, infatti, ha aderito al bando regionale per i Distretti del Commercio, e intende ora sostenere interventi e progetti che mirino a tre principali scopi: l’innovazione e la digitalizzazione, il riuso degli spazi sfitti ubicati all’interno del Distretto di Commercio del Comune di Zero Branco e la riqualificazione e modernizzazione degli immobili destinati al commercio. I tre bandi indetti dal Comune hanno in dotazione differenti dotazioni finanziarie, da erogare a fondo perduto, per ciascuno scopo: 40mila euro sono destinati alla digitalizzazione, 5mila euro vanno al riuso degli spazi sfitti e 30mila euro sono relativi alla modernizzazione degli immo-
bili commerciali. Per aderire ai bandi, è necessario inviare la propria proposta tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo legalmail@ pec.comunezerobranco.it o attraverso l’Ufficio Protocollo del Comune di Zero Branco, entro il giorno 30 giugno 2022 pena l’esclusione dalla selezione, indicando nell’oggetto del messaggio il nome del bando indicato sul sito del Comune a
cui si intende sottomettere la propria richiesta e, dunque, “Bando a sostegno di interventi per l’innovazione e la digitalizzazione – 2022”, “Bando a sostegno di politiche attive sul riuso degli spazi sfitti – 2022” o “Bando a sostegno di azioni di riqualificazione e modernizzazione degli immobili destinati al commercio – 2022”. Maggiori informazioni sul sito www.comunezerobranco.it. (g.z.)
Zero Branco
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Servizi sociali. L’appello dell’amministrazione ai cittadini zerotini: “Aiutate le associazioni del territorio”
“Sostenete le attività del Comune per il sociale con il 5 per mille” “S
ostenete le attività del Comune in ambito sociale anche attraverso il 5 per mille”. E’ l’appello, in sintesi, che il municipio di Zero Branco rivolge a tutti i cittadini. Nella dichiarazione dei redditi è sufficiente apporre la propria firma all’interno del riquadro dedicato al sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza. “Rivolgiamo un appello a tutta la nostra comunità perché comprenda l’importanza di sostenere anche tramite lo strumento del 5 per mille le attività delle politiche sociali del nostro Comune – spiegano il sindaco Luca Durighetto e Lucia Scattolin, assessore al sociale – confidiamo che la risposta sia significativa e che possa confermarsi buona pratica per molti concittadini. Allo stesso tempo invitiamo a sostenere le associazioni del territorio zerotino, le cui progettualità possono essere aiutate a propria volta tramite questo strumento”. “La destinazione del proprio 5 per
“La destinazione del 5 per mille al Comune di Zero Branco è un modo per far rimanere una parte delle proprie imposte nel territorio” mille al Comune di Zero Branco è un modo per far rimanere una parte delle proprie imposte nel proprio territorio – aggiungono – e consente di dare un più ampio respiro economico al proseguimento dei molteplici progetti sociali in corso, permettendo di attuare ulteriori interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione”. A proposito di servizi sociali, c’è una novità a Zero Branco. Nei giorni scorsi è stato reso operativo il nuovo spazio d’ascolto pensato per le famiglie che vivono con persone con disabilità. Il servizio, promosso dal gruppo Famiglia GialloSole, in collaborazione con il Comune, è stato aperto al civico 22 di via Manzoni. Funziona tutti i venerdì mattina. Ed è completamente gratuito. “L’obiettivo è quello di fornire supporto psico-sociale ai fami-
liari caregiver che si occupano della cura e dell’assistenza di persone disabili”, spiegano dal municipio. L’attività è gestita dal dottor Antonio Buzzo, laureato in psicologia e specializzato in counseling. Per prendere un appuntamento si può fare riferimento all’indirizzo mail antoniobuzzo97@gmail.com. Mauro Favaro
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Stage per gli studenti delle scuole superiori: al via l’accordo triennale tra scuola e municipio Studenti del liceo scientifico Da Vinci impegnati in municipio. L’accordo per i prossimi tre anni è pronto. Il Comune e l’istituto superiore di Treviso hanno messo a punto una convenzione per consentire ai ragazzi di operare all’interno dell’ente con stage estivi nell’ambito dell’ex alternanza scuola-lavoro. Sia in presenza che da remoto, cioè eventualmente online. Adesso si chiamano percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. Ma la sostanza non cambia troppo. Gli studenti del liceo saranno seguiti da due tutor. “Per ciascun allievo o gruppo di allievi inserito nella struttura verrà predisposto un progetto formativo personalizzato – è quanto emerge dall’accordo – coerente con il profilo educativo, culturale e professionale dell’indirizzo di studi”. Gli stage estivi potranno svilupparsi nei diversi settori della macchina amministrativa comu-
nale. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: si va dall’area del bilancio fino a quella dell’urbanistica, giusto per fare due esempi, senza dimenticare la sfera del sociale, una delle più delicate in assoluto. La proposta di collaborazione è stata avanzata direttamente dal liceo Da Vinci lo scorso febbraio. E il Comune di Zero Branco non se l’è fatto ripetere due volte. Adesso è arrivato anche il via libera ufficiale, con tanto di approvazione formale dell’accordo destinato a essere firmato dalle due parti. “I percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento costituiscono una modalità di realizzazione dei corsi nel secondo ciclo del sistema d’istruzione e formazione – sottolineano dalla giunta guidata dal sindaco Luca Durighetto – in modo da assicurare ai giovani l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro”. (m.f.)
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Quinto di Treviso
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Viabilità. L’aumento delle spese del 30% interrompe i lavori necessari a completare l’opera
Caro prezzi: bloccata la realizzazione della rotatoria sulla Noalese O
rmai vedeva il traguardo. E invece la realizzazione della nuova rotatoria sulla Noalese, all’altezza del Gambero, tra via Boiago e via Nogarè, ha subito una battuta d’arresto a causa dell’aumento dei costi. L’ultimo sforzo per il momento è bloccato dall’incremento generale delle spese, tra materie prime, carocarburante e così via. Per completare la rotatoria, in sintesi, sarà necessario aggiungere altri soldi. “C’è un aumento del 30% rispetto a quanto era stato previsto. Non su tutta l’opera, ma sui lavori che mancano – ha spiegato il sindaco Stefania Sartori – alla luce degli aumenti, i tabellari di qualche mese fa sono diventati vecchi. Ora è necessario far fronte alla maggiorazione dei prezzi. Non si può certo pensare che un’azienda rischi di fallire pur di portare a termine dei lavori. Bisogna correre ai ripari con dei ristori”. L’opera valeva complessivamente 700mila euro. Adesso una parte di questa è lievitata del 30 per cento. Il punto è che il municipio deve attendere l’aggiornamento delle tabelle dei prezzi da parte del ministero. Non può semplicemente coprire gli aumenti di tasca propria. La fine dei lavori rimane prevista per il 6 giugno. L’intervento rispetta ancora i tempi. Anzi, si era pure in anticipo. Ora resta da capire quanto ci vorrà per sciogliere il nodo dell’aumento dei costi. Nel frattempo a Quinto più di qualcuno si interroga davanti al cantiere che negli ultimi tempi è stato visto quasi sempre deserto. E non mancano le polemiche. A fine aprile, ad esempio, un Tir ha sbagliato strada ed è finito in mezzo ai campi all’altezza della testa della pista dell’aeroporto Canova, tra via Nogarè e via Pelosa. Per tirarlo fuori è stato necessario far intervenire un mezzo di soccorso. “Il Tir ha sbagliato direzione ed è finito tra i campi – ha spiegato Dante Faraoni, residente in zona, già riferimento del comitato di cittadini contro lo sviluppo dell’aeroporto Canova –. non è la prima volta che succede. Personalmente ho già contato una decina di mezzi che hanno sbagliato direzione, per poi trovare difficoltà a girarsi e a fare marcia indietro. Evidentemente
la segnaletica non è adatta”. “La realizzazione della rotonda sta dando sui nervi a molti residenti di via Nogarè, che ora si vedono i Tir passare davanti casa – conclude Faraoni – il traffico è nel caos più totale e il cantiere è fermo da settimane perché sono finiti i soldi. Questo, almeno, stando alla giustificazione data dall’amministrazione comunale”. Mauro Favaro
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Ampliamento dell’aeroporto Canova: al via lo studio che potrebbe impedirlo Era stato chiesto per anni. Sia dal Comune di Quinto che dal comitato di cittadini che si batte contro l’ampliamento dell’aeroporto. E adesso sta per diventare realtà. L’Usl della Marca ha avviato uno studio epidemiologico per valutare gli effetti dell’inquinamento dello scalo sui cittadini di Treviso e Quinto. La cosa non sarà immediata. Per arrivare ai primi risultati potrebbero servire fino a 5 anni. Ma intanto sono state gettate le basi per chiarire l’eventuale incidenza sulla salute delle persone. Nello specifico, il servizio epidemiologico valuterà gli effetti dell’inquinamento atmosferico facendo un focus sul numero di residenti a Treviso e Quinto ricoverati in ospedale per malattie respiratorie croniche, asma bronchiale, malattie cardiovascolari e tumori polmonari, più i relativi dati di mortalità. L’azienda sanitaria sta dando seguito alla prescrizione dettata dal ministero dei Trasporti nell’ambito dell’approvazione del master plan per lo sviluppo dell’aeroporto Canova. “Nello studio – è stata l’indicazione arrivata da Roma – sarà riformulata la stima del rischio cancerogeno da benzo(a)pirene usando l’Unit-risk dell’Organizzazione mondiale della sanità e sarà inclusa la stima del rischio cancerogeno da Pm2,5 sia per lo specifico apporto delle emissioni aeroportuali, anche attraverso il particolato secondario, sia per il rischio cumulativo relativo ai ricettori sensibili”. Il tutto sapendo che la Marca resta una delle province con l’aria più inquinata. La premessa è fatta direttamente dall’Usl: “Quella di Treviso non si differenzia dalle altre province situate all’interno della pianura padana, e quindi gli indici di inquinamento dell’aria sono tra i più elevati d’Italia – si specifica nel nuovo piano di prevenzione – la frequenza di superamento dei limiti di Pm10 nell’aria è molto elevata rispetto al dato nazionale: 63 giorni di sforamento della soglia contro 28. E anche per il biossido di azoto risulta di 15 giorni superiore al dato nazionale: 29 giorni di superamento contro 14”. (m.f.)
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Quinto di Treviso
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Frazioni. I numeri fanno saltare la formazione e l’avvio di una nuova classe per il secondo anno consecutivo
Nessuna classe prima alla scuola elementare di Santa Cristina A
settembre non ci sarà alcuna prima nella scuola elementare di Santa Cristina. Per il secondo anno consecutivo. “Ma questo non vuol dire che il plesso dovrà per forza essere chiuso”, specifica il sindaco Stefania Sartori. I numeri dovrebbero scongiurare il rischio di far saltare la classe prima addirittura per tre anni di seguito. Si è in mezzo al guado di un biennio complicato. Ma ci si attende che le cose cambino una volta scollinato questo periodo difficile. “Nel 2016 erano nati 20 bambini a Santa Cristina – sono i conti fatti dal primo cittadino – ma già l’anno seguente si era saliti a 27. E l’anno dopo ancora a 28”. Stando all’andamento demografico, quindi, una volta superato il prossimo anno scolastico il numero di alunni dovrebbe tornare a crescere. Quanto basta per raggiungere almeno il limite minimo di 15 iscritti per poter far partire una nuova prima. Il municipio ha già provato a definire una nuova organizzazione per attrarre più bambini a Santa Cristina. Da marzo dell’anno scorso, ad esempio, ci si è impegnati per riaprire la mensa. E di pari passo il Comune ha lavorato per mettere a disposizione il trasporto scolastico per le famiglie di Quinto che volessero mandare i figli a Santa Cristina. In più, per offrire un servizio diverso ai genitori, sempre con l’obiettivo di attira-
Stando all’andamento demografico una volta superato il prossimo anno scolastico il numero di alunni dovrebbe tornare a crescere. Il municipio ha già provato a definire una nuova organizzazione per attrarre più bambini a Santa Cristina
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re nuove iscrizioni, si è lavorato anche sulla formula dei due rientri pomeridiani a settimana. Per il momento tutto ciò non è stato sufficiente: la prima è comunque saltata per il secondo anno consecutivo. Ma intanto ci sono le basi per migliorare le risposte nel momento in cui il numero di bambini tornerà a crescere e, con questo, in teoria anche il numero di iscritti nella scuola elementare della frazione di Quinto. “Abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto il possibile – rimarca Sartori – purtroppo il problema della denatalità colpisce di fatto tutti i comuni in questo periodo”. Lo sanno bene a Morgano, paese
che confina con Santa Cristina. Qui lo stesso istituto comprensivo sta già affrontando la chiusura di una scuola elementare per la mancanza di bambini. A settembre la Da Vinci di Morgano non riaprirà i battenti come elementare. E verrà chiuso anche l’asilo parrocchiale Angeli Custodi. Di contro, però, il Comune ha ottenuto il via libera regionale per l’apertura del primo asilo statale già a partire da settembre. A Quinto, invece, si è ancora concentrati per portare avanti tutti i tentativi possibili con l’obiettivo di confermare l’attività della scuola di Santa Cristina.
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Mauro Favaro
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Centri estivi: quest’anno la sede sarà la scuola Marconi I centri estivi traslocano nella scuola elementare Marconi. Negli ultimi 7 anni le attività erano state ospitate nei locali dell’ex scuola San Pio X. Ma adesso non è più possibile. Il Comune punta a usare lo stabile in modo diverso. E in attesa di definire le varie ipotesi sul tavolo, nei prossimi due anni i centri estivi si terranno alla Marconi. Questa estate, in particolare, dovrebbero aprirsi il 20 giugno, per poi concludersi il 31 agosto. “Il servizio in questione viene garantito da molti anni e soddisfa esigenze molteplici dei cittadini – spiegano dalla giunta del sindaco Stefania Sartori – in particolare di coloro che, per ragioni di lavoro,
hanno la necessità di garantire una custodia e una vigilanza ai propri figli minori, oltre che un’offerta formativa con varie attività”. Adesso si lavora per arrivare ad aggiudicare la gestione dei centri estivi a un soggetto esterno. Il Comune, però, ha già messo i propri paletti. I prezzi saranno calmierati: “La quota a carico dell’utenza per usufruire del servizio “Centri Estivi 2022” sarà nella misura massima teorica di 26 euro a settimana, oltre Iva, pari al 65% del costo stimato per il servizio e comprensivi di iscrizione, partecipazione e merenda, per residenti a Quinto o frequentanti nel 2021-22 le scuole di Quinto – è lo schema
definito dal municipio – mentre per gli altri iscritti, non residenti e non frequentanti, la quota a carico dell’utenza viene fissata nella misura massima di 40 euro a settimana, oltre Iva, pari al 100% del costo totale stimato per il servizio”. Per quanto riguarda residenti e alunni delle scuole di Quinto, la parte mancante verrà messa direttamente dal municipio. “La quota a carico del Comune, per ogni settimana di iscrizione di un residente o un frequentante le scuole di Quinto, è determinata in 14 euro – si conclude – con un limite massimo complessivo di 5mila euro all’anno”. (m.f.)
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Territorio
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La nomina. Il medico trevigiano affiancherà il direttore sanitario mettendo a disposizione le sue competenze
Il piano pandemico dell’Ulss 2 affidato a Zambon l’ex capo dei ricercatori dell’Oms per l’Italia Durante l’emergenza da Covid-19 entrò in conflitto con i vertici dell’Organizzazione, denunciando di aver ricevuto pressioni dopo la pubblicazione del report sulla gestione dell’emergenza sanitaria
E
ra a capo dei ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità che hanno scritto il piano pandemico italiano. Ora è diventato dirigente medico della sanità pubblica, vincendo un concorso dell’Ulss 2 Marca trevigiana per il quale era difficile, considerata la sua presenza e soprattutto il suo curriculum, competere. In mezzo ci sono stati due anni che hanno visto Francesco Zambon protagonista di una vicenda culminata con le sue dimissioni, dopo lo scontro con i vertici dello stesso Oms proprio su quel report sullo stato della gestione emergenziale della pandemia in Italia, con la denuncia di aver ricevuto pressioni. Il 48enne trevigiano di origine vittoriese adesso sarà chiamato a predisporre proprio per l’azienda socio-sanitaria della sua città il piano pandemico 2021-2023. Ma non solo. Zambon affiancherà il direttore sanitario Stefano Formentini con una delega speciale di consulente per l’infettivologia e l’epidemiologia. Con grande soddisfazione del direttore generale Francesco Benazzi e anche del presidente della Regione Luca Zaia che, in occasione dell’inaugurazione del centro trapianti di midollo osseo allogenico, hanno commentato la notizia – trapelata prima ancora che la delibera di incarico fosse pubblicata – facendo capire che Treviso si è accaparrata un
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pezzo da novanta e che ha tutte le intenzioni di mettere a disposizione della comunità le sue grandi competenze. “Per Zambon parlano il suo curriculum e la sua grandissima esperienza internazionale, che arricchisce l’azienda trevigiana e disegna la sanità del futuro, sempre più in rete a livello internazionale”, ha detto il governatore veneto. Un’autentica risorsa, Zambon, che sarà presto affiancato da un altro nome illustre (ma fino ad oggi tenuto bene in serbo da Benazzi) di livello internazionale. La vicenda che ha portato l’ex ricercatore dell’Oms, con sede a Venezia, alla ribalta delle cronache non solo nazionali – e che ha raccontato nel libro “Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti” (Feltrinelli), i cui incassi sono stati devoluti all’Ordine dei medici – è strettamente legata alla pandemia da Covid-19: Zambon nel maggio del 2020 pubblicò un rapporto di 102 pagine sul sito dell’Oms, ritirato dopo soli tre giorni perché secondo l’Organizzazione “conteneva molti errori”, dove sosteneva che il piano pandemico italiano più recente risalisse al 2006 e fosse stato copiato senza modifiche ogni anno fino all’ultima versione del 2017. Secondo lo studio, l’assenza di un piano pandemico aggiornato ha contribuito alla gestione caotica delle prime fasi della crisi sanitaria italiana.
Francesco Zambon
Contarina, in arrivo gli “sconti” in bolletta Le azioni messe in atto dal Comune per permettere alle famiglie trevigiane di affrontare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 hanno portato a 1,2 milioni di sconti nelle bollette di Contarina. Sconti tangibili, che ammontano a circa il 25 per cento sulle quote fisse e vengono erogati direttamente dall’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti. Sono state 40.836 le utenze domestiche coinvolte dall’iniziativa. “Un esempio di come la buona gestione della cosa pubblica e dei ristori possa trasformarsi in un sostegno concreto alla quotidianità dei cittadini. Nelle bollette che stanno arrivando si potranno vedere gli sconti”, afferma il sindaco Mario Conte. “Questa – aggiunge l’assessore al bilancio, Christian Schiavon – è la prova di un’amministrazione che dialoga con le partecipate in maniera concreta. Si tratta di aiuti che si vanno a sommare agli sconti già applicati a tutte le attività del mondo economico che avevano fatto richiesta in base alle chiusure”.
Il contributo erogato dal Comune, in quel caso, era stato di un milione di euro. “Nel giro di poche settimane chiederemo che anche il mondo dell’associazionismo possa beneficiare dei ristori, avendo dovuto far fronte a un’emergenza che ha di fatto azzerato le attività”.
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Cultura
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Appuntamenti. Mostre, laboratori creativi, letture e molto altro per trascorrere i mesi caldi in compagnia
Zero Branco per i più piccoli: tante le iniziative previste per l’estate S
ono davvero tante le iniziative che la Biblioteca del Comune di Zero Branco propone per dare il via a un’estate di ripartenza e di grande divertimento per i suoi piccoli abitanti. Ce n’è davvero per tutti i gusti: attività all’aria aperta, laboratori creativi, mostre e molto altro ancora. Fra i progetti proposti, ve n’è uno dedicato ai ragazzi che è partito qualche giorno fa: è il laboratorio gratuito di graffiti e street art, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Zero Branco in collaborazione con l’associazione Millennials Un Passo Avanti e La Esse. Questa nuovo percorso è rivolto a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni, si svilupperà su tre incontri, sotto la guida dello street artist Giacomo Jah Bettega e di due educatori che insieme ai ragazzi si occuperanno di colorare alcune cabine dell’elettricità del territorio comunale. Se dunque nei prossimi giorni nelle strade di Zero Branco capiterà di scorgere nuove e colorate opere artistiche che andranno a vivacizzare il territorio, il merito sarà proprio del gioco di squadra del giovane gruppo di street artists zerotino. A chi all’arte di strada preferisce invece una mostra più tradizionale, è dedicata invece l’esposizione che ha aperto al pubblico lo scorso 24 aprile e che sarà visitabile fino al prossimo 26 giugno 2022. A Villa Guidini, infatti, è visitabile la mostra artistica “A 14 anni dipingo così!”, organizzata dall’Associazione Biennale d’Arte del Bambino con il patrocinio del Comune di Zero Branco e dedicata alle opere della giovane e talentuosa artista Vittoria Pillon. La mostra sarà visitabile il giovedì mattina dalle 10 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 18, e la domenica sempre dalle 16 alle 18, su prenotazione, che può essere fatta attraverso l’indirizzo mail info@biennaledartedelbambino.it o ai numeri 340.3009353 e 340.6174217, oltre che sul sito www.biennaledartedelbambino.it, dove è possibile reperire anche maggiori informazioni. Non finisce qui. Giovedì 19 e mercoledì 25 maggio 2022 alle ore 17, si terranno le ultime letture della
La biblioteca comunale, in collaborazione con alcune associazioni del territorio, ha organizzato un ricco calendario di eventi che accompagneranno bambini e ragazzi per tutto il periodo estivo
rassegna-staffetta Libralbero, dedicata ai più piccoli… e ai più grandi. Per partecipare alle attività parte del progetto Qui si legge 2022, realizzato con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura, è infatti necessaria la presenza di un adulto per ogni bambino partecipante (dai 4 agli 8 anni). Due appuntamenti dunque all’insegna del gioco, ma anche della compagnia: un ottimo momento di ritrovo per imparare e creare insieme. L’estate avanza, ma perché non partecipare a una bella iniziativa all’aria aperta? Zero Branco ha pensato anche a questo. Dal 4 al 29 luglio 2022 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13, con il patrocinio del Comune di Zero Branco, è stato organizzato il Summer Camp, dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni. L’iniziativa si rivolge promuove la conoscenza e la pratica della disciplina dello yoga e la filosofia ad essa relazionata ed unita all’arte. Attraverso la creazione di laboratori tematici, si intende sensibilizzare il bambino al rispetto verso il prossimo e verso l’ambiente. Inoltre, una volta alla settimana è prevista una visita guidata alle sale della biblioteca, che prevede la lettura animata di una storia per promuovere l’importanza e scoprire il piacere della lettura. Per maggiori informazioni, è possibile contattare il numero 3332985916 (Rossana Arca). Gaia Zuccolotto
Grande mostra su Canova: “Esserci per poter dire io c’ero” Duecento anni fa, il 13 ottobre 1822, moriva a Venezia Antonio Canova. E Treviso, capoluogo di quella terra in cui nacque, ha scelto di dedicargli una grande mostra. La prima vera grande mostra del quinquennio di Mario Conte, fortemente segnato da una pandemia e anche da qualche polemica (tutta locale) sulle scelte culturali. Ma, ultimato il laborioso e ultradecennale progetto di recupero del Museo Bailo con i suoi spazi espositivi raddoppiati, l’attesa è finita, il taglio del nastro è stato fatto e fino al 25 settembre trevigiani, foresti e turisti potranno godersi “Canova gloria trevigiana. Dalla bellezza classica all’annuncio romantico”, che riunisce più di duecento testimonianze dell’immenso scultore di Possagno, la maggior parte delle quali finora mai esposte al pubblico. La città in cui nacque il mito di Canova proverà a catturare non solo chi già sa, chi già conosce, chi vuole riammirare e chi è attratto dagli inediti e in generale dalla storia dell’arte, ma – come ha fatto sapere la titolare della cultura cittadina, Lavinia Colonna Preti – anche quella parte
di pubblico che ama di più il pop (nel senso di popolare). Quelli che visitano luoghi e cose per poterli anche fotografare, postare sui social network e dire “io c’ero”. Tanto che l’anteprima della monografica in scena oggi si è consumata a San Valentino, quando al Bailo l’amministrazione comunale ha scelto di esporre gratis il gesso originale di “Amore e Psiche”, riscuotendo successo e collezionando valanghe di selfie e promesse d’amore. Ora ci si aspetta che tutti quei baci in posa tornino alla mostra curata da Fabrizio Malachin, direttore dei Musei Civici trevigiani. Che, nella sua appassionata costruzione di un viaggio fra capolavori dal mondo e reliquie di un culto laico, è riuscito a portare al Bailo anche due spettacolari gessi di grandi dimensioni appena restaurati – “La morte di Priamo” e “La danza dei figli di Alcinoo” – che, patrimonio delle Generali, appartengono alla Collezione Albrizzi. Vale la pena? Fosse anche solo per una delle oltre duecento opere, ma vale la pena. È Antonio Canova, è la bellezza. (s.s.)
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Sport
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Mogliano Rugby. Il cambio look della tribuna centrale merito della donazione di alcuni sostenitori e amici
Dei nuovi seggiolini azzurri per lo Stadio “Maurizio Quaggia” È
giunto finalmente il tempo dei rinnovi nel mondo dello sport, anche e soprattutto per le infrastrutture rugbistiche del Comune di Mogliano Veneto. È stato inaugurato, infatti, nel tardo pomeriggio dello scorso sabato 14 maggio 2022, il nuovo look della tribuna centrale dello Stadio “Maurizio Quaggia” di Mogliano Veneto. La tribuna centrale dello stadio moglianese è stata rinnovata grazie alla donazione dei nuovi seggiolini azzurri, donati dai tanti amici, sostenitori, giocatori e amanti dello sport e, in maniera particolare, del rugby. Nel corso dell’inaugurazione, dalla tribuna centrale ora rimessa a nuovo, è stato possibile assistere stando “comodamente seduti” sui nuovi seggiolini azzurri, a una breve dimostrazione/esibizione di Rugby Touch, un gioco non competitivo che spesso viene uti-
lizzato come allenamento leggero del rugby vero e proprio. Presente all’inaugurazione della tribuna centrale, anche una rappresentanza dei giocatori della prima squadra del Mogliano Rugby 1969. A conclusione della giornata, è stata infine presentata una stele sotto all’albero di Ginko
Durante l’inaugurazione, dalla tribuna centrale ora rimessa a nuovo, è stato possibile assistere a una breve dimostrazione di Rugby Touch Biloba, simbolo dell’associazione Under 100 Rugby Mogliano. Un momento di ritrovata serenità, dunque, per le squadre moglianesi, soprattutto dopo il 17-20 della squadra Cadetta nell’ultimo incontro del Campionato di Serie
In foto, i nuovi seggiolini della tribuna centrale dello stadio e un momento dell’incontro con il Bologna.
B con il Bologna, che tra il primo tempo e il secondo sono riusciti a compiere un abile sorpasso della squadra moglianese, tornando ripetutamente e prepotentemente nella meta campo moglianese, riuscendo a segnare e a trasformare
nel corso del secondo tempo per il sorpasso definitivo. La partita, apparentemente incominciata col piede giusto, non ha dunque permesso di portare a casa i risultati sperati, forse anche per colpa della squadra bolognese che martel-
lando la difesa biancoblu hanno portato al fallo più volte i padroni di casa, rimediando anche un cartellino giallo per Torresan e ponendo così il Mogliano temporaneamente in inferiorità numerica. Gaia Zuccolotto
Ottava edizione. La Treviso in Rosa ha vinto ancora La Treviso in Rosa della ripartenza ha superato quota ottomila. Ottomilacentrotrentotto, a voler essere precisi. Così tante che, quando la prima podista ha tagliato il traguardo, le ultime dovevano ancora partire. Ma che importa, quando l’unica forza da mettere in campo è quella del “anche questa volta ci siamo”? Nel giorno della Festa della Mamma, la città ha vinto ancora una volta sotto il segno della solidarietà, della condivisione, dei sorrisi e della voglia di stare insieme. Solo donne, tutte donne. A riempire con il loro serpentone colorato ogni angolo più suggestivo di Treviso, dalle Mura alle piazze, dal Lungosile a storiche strade finora mai percorse da molte delle partecipanti di questa ottava edizione. Un unico colore che per l’intera mattinata di domenica 8 maggio ha
incantato i passanti per la sua vivacità oltre che per il suo significato. Sette chilometri, 200 volontari schierati lungo percorso, punti ristoro in via Canova e all’arrivo, i deejay a farle ballare. Sono arrivate da nove regioni, comprese Puglia e Sicilia, e da 32 province per essere presenti all’evento al femminile organizzato da Trevisatletica e Corritreviso in partnership con la Lega italiana contro i tumori. C’erano le campionesse dello sport, come l’azzurra del mezzofondo Giulia Viola, sette volte sul podio italiano più alto e quattro volte finalista agli Europei, come la velocista Samantha Zago, due volte finalista ai campionati europei under 23 del 2021, o come l’ex ciclista Diana Ziliute, bronzo olimpico a Sydney 2000 e oro ai Mondiali di Valkenburg 1998. C’erano le donne della
politica, le pattinatrici, i gruppi di amiche, le colleghe di lavoro e quelle delle associazioni di categoria. C’era l’esperta di galateo Giuliana Meneghetti, per molti anni responsabile del cerimoniale della Provincia. E ancora, la scrittrice di romanzi Caterina Perali e le giornaliste trevigiane, che per una domenica mattina hanno smesso block notes, microfoni e telecamere e si sono unite a tantissime giovani (Virginia, tre mesi appena compiuti), alle mamme in dolce attesa, a quelle con il passeggino e a ben tredici ottantenni. Tutte insieme per far vincere lo spirito di squadra: gruppi organizzati e singole iscritte con l’obiettivo comune e concreto di contribuire all’acquisto delle attrezzature necessarie ad arredare la palestra riabilitativa della nuova sede della Lilt di Treviso, in via Venzone.
Una grande festa, che continua dal 2015 e che, prima della pandemia, aveva raggiunto le 18mila iscritte, diventando il primo evento al femminile d’Italia e ora – dopo l’edizione virtuale del 2020 e quella di luglio di un anno fa, fra distanziamenti e mascherine – è tornata in grande stile, al fianco di chi educa alla prevenzione e promuove corretti stili di vita. (s.s.)
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Se la schermaglia è finita presto, con qualche battuta nel giro di un paio di giorni, andare a scavare dietro quelle affermazioni potrebbe portare a interessanti riflessioni. Il riferimento è alle frasi di Enrico Letta pronunciate di recente quando è giunto nel Veneto a sostenere le candidature del centrosinistra alle elezioni amministrative: “L’èra Zaia volge al termine – ha spiegato Letta – Lui ha interpretato il suo ruolo come governatore-uomo solo al comando. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni, ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare”. Queste le frasi riportate nell’intervista a “La Piazza”, che potete leggere nella pagina successiva. Legittimo, naturalmente, che un esponente po-
#Regione Il Punto
Dopo di lui... di Antonio Di Lorenzo
litico veda per sé e il suo schieramento un futuro roseo e altrettanto comprensibile che lavori per raggiungere questo obiettivo. A rispondere al segretario del Pd è stato il giorno dopo Roberto Ciambetti, che lo ha ironicamente rassicurato: “Caro Enrico, non ti preoccupare, ci siamo noi a governare il Veneto”. Come dire: non ci sarà nessun vuoto da colmare nel 2025, quando Zaia lascerà palazzo Balbi. E dal punto di vista dei numeri le sue ragioni le ha. Alle elezioni il governatore ha ottenuto il 77% di gradimento. È stato lo stesso
Massimo Cacciari a ricordare che perfino suoi amici di sinistra, non sospettabili di simpatie leghiste, lo avevano votato. Potenza dell’immagine di buongoverno che Zaia s’è costruito in questi anni e ormai sono 17 che è in Regione. Ma davvero senza Zaia il bottino elettorale del centrodestra si sgonfierà come un soufflè? Davvero dopo di lui sarà il diluvio? Certamente il governatore ha un appeal personale ben maggiore dei partiti che lo sostengono. Ma vale la pena di ricordare che la Lega dal 1992,
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quando vinse a sorpresa le elezioni, e poi assieme a Forza Italia dal 1994, ha fatto man bassa di consensi in quel “centro” che era cresciuto per decenni alla scuola dei dorotei della Democrazia Cristiana e che, tanto per restare in tema regionale, aveva espresso alla presidenza prima il veronese Angelo Tomelleri e quindi Carlo Bernini. Davvero questi voti di centrodestra sono pronti a spostarsi in massa verso un faro di centrosinistra al punto da garantire al Pd veneto una vittoria elettorale tale da ribaltare l’andamento di trent’anni di votazioni? Lo scopriremo solo vivendo. Certamente l’elettorato veneto è moderato e il Pd da qui al 2025 dovrà ispirare a questi ceti, da sempre distanti dalla sua filosofia, tanta fiducia per intercettarli. Ma tanta.
L’intervista. Federico Caner, assessore regionale al turismo, agricoltura, commercio estero e fondi UE
“Torniamo alla normalità, ora serve stabilità” Assessore Caner, per il turismo possiamo finalmente parlare di ritorno alla normalità? “Il turismo in Veneto in epoca pre Covid segnava 18 miliardi di fatturato annui con 72 milioni di presenze turistiche, dimostrandosi di fatto la prima industria regionale, e permettendoci di arrivare al primo posto tra le regioni italiane per attrazione turistica. È chiaro pertanto che il settore merita ogni attenzione possibile ed è all’ordine del giorno di ogni sforzo per la ripresa economica. Il grande lavoro di squadra tra istituzioni e operatori ha permesso di rispondere alla sfida della pandemia offrendo servizi in linea con le rinnovate esigenze di sicurezza: gli indicatori hanno confermato, infatti, che i flussi del 2021 sono più che raddoppiati, con un +51,6% di presenze nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al 2020”. Dal suo osservatorio come valuta questi mesi di decisa ripresa? “L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto (https://osservatorioturismoveneto.it/) è nato per monitorare l’andamento e valutare i dati relativi al movimento turistico delle destinazioni turistiche regionali. L’esperienza dell’Osservatorio è stata resa possibile grazie al maestoso lavoro di
squadra tra diversi stakeholders del mondo delle istituzioni e delle imprese e ci permette di avere in tempo reale non solo dati previsionali sulle prenotazioni ma anche la loro ricaduta economica e il sentiment del turista. La vera sfida è dare valore ai dati per costruire un’offerta sempre più in linea con le richieste del momento”. Ha affermato che la sostenibilità è la chiave per lo sviluppo consapevole del turismo, cosa intende? “Il turista vuole godere di un’esperienza naturale, a misura d’uomo, più accessibile e sicura, ed è disposto a spendere per averla. La sostenibilità rappresenta dunque l’elemento chiave per uno sviluppo consapevole del turismo. La sfida è proporre al turista nuove esperienze di fruizione del territorio che da un lato soddisfino queste nuove esigenze e che allo stesso tempo siano capaci di valorizzare tutti quei luoghi meno noti del territorio regionale, al di fuori delle mete più ricercate”. La stagione balneare apre con gli interrogativi sulla direttiva Bolkestein, cosa devono aspettarsi gli operatori del settore? “Alla scadenza mancano meno di due anni e il nemico, non solo per coloro che fanno
impresa ma anche per i Comuni chiamati di fatto a bandire le gare, resta ancora l’incertezza. È necessario intervenire con una normativa unica in grado, da un lato di tutelare le imprese di un comparto fondamentale per l’economia turistica nazionale e regionale e dall’altro di spingere a un continuo miglioramento del servizio offerto.
Sono sempre più convinto che tutti i Comuni balneari devono essere messi nelle condizioni di riconoscere ai concessionari uscenti gli investimenti fatti e di introdurre una premialità alle imprese che intendano investire in interventi di tutela e sicurezza delle aree costiere. Il Governo, in aperto confronto con l’UE, dovrebbe fare in modo che que-
sta transizione avvenga senza arrecare danno ai nostri gestori. In Veneto esistono già esempi virtuosi di consorzi e operatori locali che attraverso progetti di investimenti infrastrutturali hanno ottenuto concessioni con durata anche ventennale”. Da assessore all’agricoltura, di cosa ha bisogno il settore primario oggi? “Dopo le turbolenze c’è bisogno soprattutto di stabilità, per consentire ai nostri imprenditori di fare bene il loro lavoro. Il settore primario è sì più resiliente di altri in caso di crisi generalizzata ma è anche quello che ha tempi di ritorno degli investimenti più lunghi. In questo quadro va dato il giusto peso a due questioni fondamentali: l’innovazione da un lato e l’adattamento/contrasto agli effetti del cambiamento climatico dall’altro. Ritengo inoltre che serve urgentemente una legge che protegga le nostre eccellenze agroalimentari dalle falsificazioni”. Agricoltura e turismo, il binomio è vincente? “Certo che lo è! Dove si mangia e si beve bene ci si torna volentieri. Il Veneto offre solo l’imbarazzo della scelta in questo senso. Agricoltura e turismo significa anche slow tourism, un modello di fruizione del territorio a misura d’uomo”.
Regione
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Centrosinistra. Il segretario del Pd Enrico Letta
Centrodestra. Raffaele Speranzon, Fratelli d’Italia
Segretario Letta, quali sono le previsioni per il voto alle amministrative in Veneto? “Sono molto fiducioso per Padova, Sergio Giordani è stato un grande Sindaco in questi cinque anni, ha dato stabilità, tranquillità e molti investimenti alla città. Non ho mai dovuto mettermi a sanare conflitti interni, questo è merito di Sergio Giordani. Un ottimo candidato con un fortissimo profilo civico, che noi vogliamo rilanciare e rendere ancora più evidente. Padova è nella parte felice della mia Moleskine. Ci sono le città per le quali tocca ogni volta cercare di mettere insieme le persone. Poi, c’è una pagina con tante città nelle quali, invece, si lavora bene. Ecco, Padova è una di queste.” Quali sono le prospettive e il ruolo del Partito Democratico in vista delle regionali 2025? “Il nostro giudizio sulle sue amministrazioni è noto per il lavoro che facciamo in consiglio regionale. I cittadini veneti hanno dato negli anni un giudizio diverso e più positivo del nostro. Ma il tempo di Zaia come governatore e come Presidente del Veneto è un tempo che sta per terminare. Zaia ha interpretato il ruolo di un governatore un uomo solo al comando, insostituibile. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare. Se non si è protagonisti in Veneto non si può ambire a governare il Paese”. Come affrontare la crisi economica innescata dal conflitto ucraino? “Ci aspettiamo dal governo interventi sulle bollette elettriche, sul costo dell’energia, sui carburanti e sulle bollette per le famiglie. La nostra proposta è un assegno energia che sia in grado di compensare sia le imprese sia le famiglie e crediamo sia necessario pagarlo con una tassa pesante sugli extraprofitti che le aziende petrolifere
C
“Il Veneto è centrale per il nostro Paese” ed energetiche hanno fatto in questo periodo. Accanto a questo insistiamo molto per un intervento a sostegno dei salari. i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa, se il costo della vita cresce a dismisura, con quei salari non si regge il costo della vita. Questa è l’equazione su cui c’è bisogno di intervenire: o si abbassano i salari o si abbassa il costo della vita o si fanno entrambe le cose. Sono convinto che il governo saprà cogliere questo grido di dolore dal Paese e sia in grado di intervenire per far sì che non esploda la recessione. Non si può intervenire a incendio divampato, perché i costi sarebbero dieci volte superiori”. Gli eventi delle ultime settimane hanno reso più evidente come Giorgia Meloni si sia chiaramente candidata a premier. Qual è la vostra posizione? “Abbiamo una grande responsabilità. Non vorrei che il nostro Paese si mettesse in scia con i paesi dei premier che l’hanno sostenuta a Milano: quelli di Polonia e Repubblica Ceca. L’Italia è un paese che pensa ad altro. Deve andare in un’altra direzione che non è la direzione della destra Euroscettica, ma di un pese che lavora per un’Europa forte, integrata solidale, per la pace. Lavoriamo per essere all’altezza della sfida che Giorgia meloni ha lanciato a Milano e per batterla nelle urne”. In che modo? “Lo facciamo con un partito più unito possibile rilanciando il lavoro di democrazia partecipativa che attraverso l’Agorà democratica sta dando degli ottimi risultati. L’unità interna del nostro partito è uno dei risultati di cui sono più soddisfatto di questo anno di segreteria. Ma l’obiettivo più importante è quello di convincere i giovani che il nostro partito è il partito che si occuperà di loro. Il partito del futuro dei giovani che cerca di dare all’Italia un futuro europeista, solidale, democratico e progressista”.
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“Noi impegnati a costruire l’alternativa di governo”
Sara Busato
entrodestra unito, per governare le città venete e affrontare le elezioni politiche del 2013. Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, delinea la strategia del partito. Cosa vi aspettate dal voto nelle città venete? “Anzitutto dobbiamo constatare che in questi anni Fratelli d’Italia ha registrato un trend di costante crescita, anche per questo abbiamo anche abbiamo alcun candidati sindaci più. Ci aspettano le sfide importanti nelle grandi città, a partire da Verona dove ci presentiamo con un nostro candidato, sostenendo la rielezione del sindaco uscente Federico Sboarina. Con la stessa determinazione e con la volontà di ottenere risultati importanti sosterremo Peghin a Padova e De Pellegrin a Belluno con le nostre liste. Nel veneziano attenzione anche a Jesolo dove corre il nostro candidato De Zotti. L’unità del centrodestra è sempre il nostro obiettivo di governo. Fratelli d’Italia non tradirà mai il patto con i propri elettori e si porrà sempre come alternativa al Pd e al Movimento 5 Stelle. Dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri alleati naturali concorrano con noi a costruire un’alternativa vincente”. Quale il vostro ruolo nella maggioranza in Regione? “In consiglio e in giunta abbiamo cercato di portare la voce delle imprese e delle famiglie, non solo a spingere l’amministrazione regionale a fare quanto nelle sue possibilità ma anche a pretendere dal governo nazionale delle risposte su temi come il caro bollette, sul quale ancora non vediamo scelte rassicuranti rispetto nei confronti di imprese e famiglie. Non otterremo nulla di buono finché buttiamo 8,8 miliardi di euro l’anno nel reddito di cittadinanza. L’unico mondo per combattere la povertà è creare lavoro”. Come va con la Lega in Veneto? “Con la Lega c’è un rapporto leale, che si sta anche evolvendo nel tempo, il nostro
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obiettivo è di accrescere la nostra rappresentanza anche a livello parlamentare, oltre che nei consigli regionali. I parlamentari veneti devono fare interessi dei veneti, come hanno dimostrato in occasione delle elezioni per il presidente della Repubblica, votando per il trevigiano Carlo Nordio”. Come vi preparate alle elezioni politiche del 2023? “Fra un anno i cittadini dovranno avere la possibilità di scegliere un governo senza ministri e sottosegretari di Pd e 5 Stelle. C’è bisogno di un fronte unito che comprenda le forze di centrodestra, la nostra è una condivisione di valori alternativi. I governi che ci sono stati in questi anni non saranno rimpianti dal popolo italiano perché non avevano un indirizzo politico chiaro e non hanno prodotto grandi risultati e scelte utili per la comunità. Un governo tra forze affini che hanno molti punti in comune diventa più efficace per realizzare le richieste degli elettori. Chi vota per un partito di centrodestra non credo sia contento di vedere ministri del Pd. L’elettore di centrodestra che sceglie Fratelli d’Italia mette il voto in cassaforte”. Cosa aspettarci sul fronte Covid? “Noi diciamo basta alla sottrazione di diritti costituzionali, basta al Green pass. Abbiamo adottato le misure più restrittive in Europa ma questo non ha portato ad un risultato migliore di altri Paesi”. Infine, che dire della guerra in Ucraina? “Dobbiamo agire a livello europeo, rafforzare il peso dell’Europa all’interno della Nato, dove invece oggi conta ancora troppo poco. Un’Europa più forte sulla scena internazionale va anche a beneficio dell’Italia. Intanto i danni provocati dalle sanzioni alla nostra economia dovranno essere compensati finanziariamente. E’ giusto mettere le sanzioni ma è altrettanto giusto che non siano gli italiani a pagarne le conseguenze”. Nicola Stievano
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L’anniversario. Il Presidente della Repubblica Mattarella: “La presenza sul territorio è un capitale prezioso”
Poste Italiane, 160 anni di storia per costruire il futuro T
aglia il traguardo dei 160 anni Poste Italiane la cui storia va a braccetto con quella dell’Italia unita. Un compleanno speciale, celebrato insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il percorso compiuto in più di un secolo e mezzo di storia accompagnando la crescita del Paese con spirito di servizio, slancio innovativo, vicinanza al territorio e inclusione di tutte le comunità. Una vocazione sociale confermata anche durante la pandemia, quando Poste Italiane ha garantito i servizi essenziali ai cittadini ed ha contribuito alla campagna di vaccinazione nazionale con la distribuzione di più di 30 milioni di dosi di vaccino e la realizzazione di una piattaforma informatica a disposizione delle Regioni per le prenotazioni. Quello della presenza capillare sul territorio italiano “è un capitale prezioso per il quale va ringraziato Poste Italiane: l’azienda ha accompagnato
la trasformazione economica e sociale del paese, queste trasformazioni le ha vissute e fatte proprie” ha detto Mattarella, in occasione dell’evento per i 160 anni, ringraziando con riconoscenza “pubblica tutte le donne e gli uomini di Poste Italiane che ogni giorno sono al servizio del Paese”.
In Veneto sono attivi oltre mille uffici postali con 9.200 dipendenti, 1.100 neo assunti negli ultimi due anni In Veneto Poste Italiane conta 1035 uffici postali, 577 sportelli Postamat; 154 centri di recapito; 9.200 dipendenti in maggioranza (58%) donne; oltre 1.1000 assunzioni a tempo indeterminato dal 2020 ad oggi; 3 milioni di vaccini consegnati in Veneto durante la pandemia. In 160 anni Poste Italiane si è evoluta anche così: se prima erano
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solo lettere e telegrammi oggi ci sono i pacchi dell’e-commerce, il wi-fi gratis in 500 uffici postali, e le 2,7 milioni di carte Postepay. Nel prossimo futuro della azienda c’è il progetto Polis che porterà i servizi digitali della pubblica amministrazione nei Comuni più piccoli e coinvolgerà 4.800 uffici postali in Italia, 368 in Veneto. “È un progetto molto ambizioso, il Governo ha allocato 800 milioni di euro, è partito con l’approvazione del fondo complementare al Pnrr, sono già partiti i bandi e le gare di appalto,- ha detto l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante. - L’azienda ha trasformato i suoi asset logistici e la sua rete di prossimità per rispondere con successo ai cambiamenti globali, ha sviluppato i servizi digitali di pagamento e comunicazione, conservando il suo ruolo di tutore del risparmio degli italiani”. Grazie alla sua infrastruttura capillare e unica, e ben prima dell’av-
vento di internet e delle comunicazioni digitali, Poste Italiane ha saputo mettere in rete l’Italia intera, grandi città, piccoli Comuni, borghi montani e isole. Ha favorito la coesione sociale aiutando gli italiani a parlare la stessa lingua e ha legato il Paese con un filo lungo e robusto che passava dai suoi uffici postali, i suoi portalettere, i suoi servizi logistici e di telecomunicazione. “Credo di poter affermare che nessuna azienda conosce e vive il Paese come noi – ha aggiunto la Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina – e posso confermare che continueremo ad
essere vicini agli italiani. Poste ha coniugato tradizione e innovazione, adeguando continuamente la sua missione ai tempi, ed ha saputo modernizzarsi per rispondere al meglio al suo compito”. “Ringrazio e rivolgo il mio augurio a tutte le 121.000 persone di Poste che ogni giorno mettono la loro professionalità e la loro esperienza al servizio degli italiani – ha concluso Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – Stiamo parlando di donne e uomini che rappresentano un inestimabile patrimonio di umanità e competenza”.
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Il protocollo d’intesa. Sinergia fra Confindustria Venezia, Hydrogen Park e Stazione sperimentale
Il vetro di Murano punta sull’idrogeno verde Al via il progetto per la conversione dei forni L’impennata dei costi del gas metano e la delicata situazione geopolitica attuale hanno accelerato la transizione energetica delle aziende artistiche dell’isola
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e vetrerie di Murano si stanno preparando alla transizione energetica e puntano ad alimentare le proprie fornaci con miscele variabili di idrogeno e gas metano. Solo una sperimentazione, per ora, ma la tutela del Pianeta, i costi del gas e il conflitto in Ucraina stanno accelerando l’urgenza di un cambiamento anche in quella che è una delle produzioni artistiche più conosciute e apprezzate al mondo. A fine aprile è stato dato il via al progetto, siglato con un protocollo d’intesa fra la sezione Vetro di Confindustria Venezia, Hydrogen Park di Porto Marghera e la Stazione sperimentale del vetro. “L’impennata dei costi dell’energia e l’incertezza dettata dai nuovi scenari geopolitici stanno portando le aziende del vetro a individuare e utilizzare combustibili da fonti rinnovabili come l’idrogeno verde. La firma del protocollo d’intesa rappresenta un importante passo in questo senso”, ha affermato Martina Semenzato, presidente della sezione Vetro degli industriali veneziani, che ha spiegato come lo studio in fase di avvio permetterà di valutare la fattibilità di una transizione tecnologica ed energetica all’interno delle fornaci muranesi, “per poter tornare a guardare il futuro con fiducia”. Una fiducia che nei mesi scorsi era stata minata dall’impennata del prezzo del gas metano: il Governo è intervenuto – grazie
all’approvazione in Parlamento di un emendamento con il deputato veneziano dem Nicola Pellicani come primo firmatario – calmierando il prezzo, oltre che per le imprese fortemente energivore, anche alle piccole realtà come le vetrerie di Murano. L’obiettivo del progetto è la conversione dei forni fusori. La collaborazione prevede il testing e lo sviluppo su scala industriale di tecnologie che portino al passaggio dall’utilizzo di idrocarburi all’idrogeno verde. A tal fine saranno eseguiti dei test qualitativi sui prodotti in vetro artistico realizzati durante la sperimentazione. Alla Stazione sperimentale del vetro il compito di condurre lo studio del prototipo e di seguire l’intero percorso di trasferimento tecnologico sul piano industriale: dovrà essere costruito e messo in opera un forno di prova e successivamente verificare quantitativamente le performance di un forno a scala produttiva. L’individuazione di un’impresa disponibile alla prima fase del progetto spetta a Confindustria Venezia. I test sul campo a scala produttiva saranno effettuati su una o più imprese. La gestione della materia prima, ovvero l’idrogeno verde, è affidata a Hydrogen Park, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze nell’implementazione del vettore energetico nei processi e il supporto tecnologico dei propri
partner nella gestione, nella consegna e nell’esercizio industriale dell’idrogeno verde, totalmente derivante cioè da fonti rinnovabili e a impatto ambientale zero. Per Andrea Bos, presidente di Hydrogen Park, con quest’intesa “si valorizza la capacità produttiva e artistica di Venezia, applicando la strategia energetica europea e mettendo a frutto il know-how del Consorzio per l’idrogeno”. Un cammino verso la trasformazione del tessuto economico locale che “al tem-
po stesso preserva la specificità dei processi industriali e l’antica tradizione vetraia veneziana, favorendo la decarbonizzazione e la sostenibilità del settore”. Secondo il direttore generale della Stazione sperimentale del vetro, Stefano Manoli, “la produzione di vetro artistico muranese si trova oggi di fronte a una sfida di portata epocale: gli elevati costi dell’energia, l’attuale congiuntura economica e geopolitica e, non ultimi, gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e di neu-
tralità climatica assunti a livello europeo stanno portando le fornaci dell’isola verso un bivio competitivo ed evolutivo cruciale”. Ecco che traghettare le vetrerie artistiche di Murano verso un futuro pienamente sostenibile “sarà possibile solo attraverso uno sforzo congiunto tra realtà produttive, istituzioni del territorio e centri di ricerca, volto a promuovere l’adozione di tecnologie green, come la combustione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”. (s.s.)
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La fondazione. Il nuovo ente partecipato sarà aperto a partenariati pubblico-privati senza scopo di lucro
Comune di Treviso, Unipd e Ca’ Foscari insieme per le buone pratiche ambientali
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Alessandro Manera (assessore all’ambiente): “Fare squadra con il mondo accademico può portare nuovi elementi di visione”. Le linee guida sono già state approvate dal consiglio comunale Quando i senati dei due atenei avranno deliberato si passerà alla redazione dello Statuto
Alessandro Manera
Sara Salin
La trevigiana Da Ros nuova vicepresidente di Confindustria con delega ad ambiente e sostenibilità
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neto, che realizza 180 miliardi di Pil con le sue 600mila imprese primeggiando nell’export. Con questa nomina è stato riconosciuto il ruolo importante che gli spetta”. Il presidente degli industriali di
Padova e Treviso, Leopoldo Destro, ha voluto ricordare che l’esperienza di Katia Da Ros è iniziata in Unindustria Treviso: “Il suo percorso associativo e la sua attiva presenza nell’educazione e la cultura rappresentano una risorsa significativa per tutto il nostro sistema d’impresa ed è garanzia di continuità”. Destro, a nome di tutti gli associati, ha voluto ringraziare Piovesana “per la forza e convinzione nel suo impegno in questo biennio in Confindustria, punto di arrivo in una storia di rappresentanza per le imprese e il territorio che rimarrà di esempio anche per il futuro”. (s.s.)
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Katia Da Ros è la nuova vicepresidente di Confindustria, con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura. Trevigiana, ad dell’azienda Irinox di Corbanese di Tarzo, Da Ros è una dei tre nuovi vice del presidente dell’associazione degli industriali Carlo Bonomi per il biennio 2022-2024 e succede a un’altra trevigiana, l’ex presidente di Assindustria Venetocentro Maria Cristina Piovesana, che si è dimessa dalla carica. “Il Veneto è ben rappresentato nella nuova squadra dirigente ed è in buone mani. Da Ros – ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia – è una grande esponente dell’orgoglio ve-
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per mettersi nuovamente in gioco. Soprattutto, però, sarà il punto di partenza per un nuovo modo di pensare al presente e al futuro del territorio. La parola d’ordine della fondazione sarà “partecipazione”. Quindi apertura totale verso il partenariato pubblico-privato senza scopo di lucro e un patrimonio destinato al raggiungimento di un obiettivo predefinito e invariabile fissato nell’atto costitutivo. Una struttura aperta a tutti i soggetti che ne condividano gli scopi nella ricerca scientifica, nella raccolta di dati, informazioni e conoscenze nel campo ambientale, nella produzione di energie rinnovabili, nel monitoraggio e nella salvaguardia delle risorse naturali, nei processi di gestione e pianificazione del territorio e le misure da adottare in relazione alla presenza di agenti inquinanti, oltre che per l’informazione e la sensibilizzazione delle varie componenti sociali.
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d’Europa sono risultate l’olandese Winterswijk e la portoghese Valongo, ma Treviso è arrivata comunque sul podio delle cinque più virtuose ed era la prima volta per un’italiana. “Durante quell’esperienza, grazie al confronto con gli amministratori e i tecnici delle più importanti città europee, abbiamo compreso come anche in campo ambientale sia tanto importante quanto necessario fare squadra con il mondo accademico, che può portare ulteriori elementi di visione”, spiega Alessandro Manera, assessore trevigiano all’ambiente. “La nuova fondazione – continua l’amministratore – ci permetterà di essere ancora più efficaci nella condivisione delle buone pratiche che uniranno non solo l’ambiente ma anche la mobilità e le politiche comunitarie”. La città ha già deciso di partecipare all’edizione 2023 dell’iniziativa, che si terrà a Grenoble, e la fondazione sarà utile a riunire progettualità, opportunità di ricerca e buone pratiche
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na fondazione per sviluppare le buone pratiche ambientali della città. Nasce a Treviso e ha come partner fondatori il Comune e i due atenei che danni hanno le proprie sedi distaccate nel capoluogo della Marca, le Università di Padova e di Ca’ Foscari. Il consiglio comunale ha già espresso parere favorevole alle linee guida approvate dalla giunta guidata dal sindaco Mario Conte e ipoteticamente per l’estate – dopo che i due senati accademici avranno deliberato – sarà redatto lo statuto, sarà deciso il nome e si inizieranno ad aprire le porte ai soggetti economici e istituzionali che vorranno farne parte. L’obiettivo è la costituzione di un ente capace di favorire percorsi partecipati che, da qualunque angolazione si ragioni, abbiano al centro la sostenibilità. Ambiente, natura e paesaggio, ma non solo. Tutto deve convergere: urbanistica, edilizia, economia. E tutto deve avere una visione che parte dall’ambito locale, ma si sviluppa a livello nazionale e internazionale. L’idea è nata quando alla fine della scorsa estate Treviso ha partecipato a Lahti, in Finlandia, all’European Green Leaf 2022, premio per la sostenibilità ambientale promosso dalla Commissione Europea che valuta i risultati raggiunti dai comuni fra i 20mila e i 100mila abitanti basandosi su una serie di dodici indicatori ambientali e sulle progettualità che vengono messe in campo dalle amministrazioni locali. Le città più verdi
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Salute Il vademecum
Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere
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Frutta e verdura, il decalogo per vivere meglio Vuoi mettere in evidenza il tuo Studio o la tua Attività Sanitaria? Fallo con laPiazza Salute Contattaci su commerciale@givemotions.it
i avvicina la bella stagione e si moltiplicano le varietà di frutta e verdura che consentono di realizzare piatti appetitosi e insieme sani per aumentare così il carico salute di una corretta alimentazione. Consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura migliora infatti sensibilmente la qualità della vita, contribuendo anche alla riduzione della mortalità di alcune malattie croniche come ictus, diabete, tumori e tantissime malattie cardiovascolari Il Ministero della Salute ha messo a punto un decalogo proposto proprio per il consumo di frutta e verdura, un vademecum che l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha ripreso e riproposto nella sua pagina Facebook per sensibilizzare gli utenti. Il primo punto è forse tra i più noti, ma non sempre messo in atto. Si tratta del numero di porzioni di frutta e verdura da consumare al giorno, almeno 5 sono le indicazioni, compresa quella pronta al consumo, senza sale e/o zuccheri aggiunti.
Prosegue alla pag. seguente
Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria
Salute
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Una corretta igienizzazione è indispensabile per evitare gravi infezioni, ce lo porta la pandemia negli ultimi due anni
L’importanza delle…mani pulite
Il consumo abituale previene e riduce la mortalità di malattie croniche
Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere E’ consigliabile variare anche la scelta dei colori e orientarsi nella scelta verso la stagionalità dei prodotti. Il consiglio numero 2, invece, è quello di avere sempre una scorta, ben in vista in frigo e nel surgelatore, di frutta e verdura, in modo da poter tenere sempre a portata di mano ciò che serve. E’ da sfatare, e questo è il terzo punto, il luogo comune che vuole le verdure solo come contorno, in realtà finocchi, carote, sedano, pomodorini e tanti altri ortaggi possono essere consumati come snack, validissimi per mettere a posto la sensazione di fame in modo salutare. Il quarto punto ribadisce l’apporto in termini di energia che deriva dal consumo di frutta fresca che consente a chi lavora o studia di ripartire con la giusta carica. Le verdure come condimento per un bel primo è il quinto punto del decalogo. Si possono realizzare gustosi piatti e consumare così una delle due o tre pozioni giornaliere di verdure consigliate. Sì ai peccati di gola, anche se con Dall’Uls 2 Marca moderazione, e soprattutto, perché Trevigiana alcuni utili no, con il ricorso alla frutta. Un bel dolce fatto in casa con aggiunta di consigli per le abitudini alla preparazione di frutta sarà più quotidiane, è importante gustoso e saziante. Punto numero 7: non si butta via poi dare il buon esempio niente! Il consiglio è di usare ogni ai più giovani parte dei prodotti vegetali. Con i gambi della verdura si possono cucinare saporite zuppe o anche il brodo. Dal frullatore o dall’estrattore si possono recuperare i residui della frutta o della verdura e aggiungerli alla bevanda preparata, consentiranno di assorbire non solo vitamine ma anche le fibre della verdura. Un piatto unico, proposto un paio di volte a settimana, è l’ottavo suggerimento utile per stare in forma mangiando sano. Una zuppa a base di cereali e legumi rappresenta un’ottima proposta. La verdura non va cotta troppo, croccante dà il meglio di sé, perché mantiene i suoi nutrienti e aumenta la sensazione di sazietà. Il buon esempio, infine, rappresenta sempre la carta vincente per educare i più piccoli alle buone pratiche in modo credibile e convincente.
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na corretta igienizzazione delle mani, oltre a garantire un’adeguata igiene personale, serve ad impedire la quotidiana trasmissione di germi. Un gesto semplice e veloce, basta un minuto, che ci permette di essere protetti e sicuri. Negli ultimi due anni la pandemia ce lo ha insegnato: si tratta di una pratica semplice ma fondamentale nella prevenzione delle infezioni trasmissibili. Un concetto ribadito più volte anche nel corso della Giornata Mondiale dedicata all’igiene delle mani, celebrata lo scorso 5 maggio. E’ importante lavarsi le mani, prima e dopo aver mangiato, prima e dopo aver avuto un contatto con un malato, prima di toccare le zone più sensibili del proprio corpo (occhi, naso e bocca) e dopo essere stati in luoghi pubblici. L’utilizzo delle soluzioni alcoliche, frizionando il palmo con il dorso della mano per almeno 30 secondi, è utile se le mani non sono visibilmente sporche, altrimenti è indispensabile lavarle con acqua e sapone. Attraverso le mani passa dunque anche la salute, lo ha voluto ricordare ai più piccoli il Servizio Controllo e Prevenzione Infezioni dell’Ospedale di Camposampiero (Ulss 6 Euganea) che, grazie alla sinergia e al supporto delle educatrici e del personale della pediatria, ha coinvolto – attraverso il progetto “L’igiene delle mani comincia da piccoli” - i giovani e i giovanissimi pazienti dell’Unità
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Operativa di Pediatria e i bambini frequentanti il nido aziendale. L’obiettivo è quello di far capire fin dai primi anni di vita, attraverso l’approccio sensoriale, stimolo importante per l’apprendimento, quanto sia importante il lavarsi correttamente le mani. Lo scorso 5 maggio, all’asilo i bambini durante il gioco si sono “contaminati” le mani di colore e di terra e sono stati invitati a descrivere la sensazione di “sporco” e successivamente è stato chiesto loro di lavarle, vedere come “cambiavano” e descrivere la sensazione del “pulito”. Ai bambini della Pediatria, ricoverati, è stato chiesto di creare un disegno che richiami l’igiene delle mani. Tutti i bimbi coinvolti hanno ricevuto, da parte della Direzione Medica, un attestato di partecipazione e un simpatico “Manopoli”.
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L’iniziativa dell’Ospedale di Camposampiero
Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria
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Abuso di alcol. I dati dell’Ulss 3 Serenissima fotografano una situazione allarmante
Saliti dal 25 al 37 per cento i consumi problematici di alcolici Tra i più a rischio i maschi giovani, con scolarità elevata e senza problematiche sociali evidenti. L’abuso di alcol, oltre che essere dannoso e rischioso, è ormai un’emergenza di sanità pubblica
Mascherine e nuove regole dal 1° maggio
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anno tra i 18 e i 24 anni, una scolarità avanzata e non presentano evidenti difficoltà sociali o economiche: sono i soggetti che, secondo il Servizio Dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima, risultano più esposti alla sempre maggior diffusione di modalità di consumo di alcool esagerate o comunque problematiche. Il SerD, che ha fatto il punto in occasione del’”Alcohol Prevention Day” che si è svolto lo scorso 6 maggio all’Ospedale dell’Angelo a Mestre, evidenzia come il fenomeno sia preoccupante anche nelle nostre città. “I dati dell’indagine ‘Passi’ sugli stili di vita – ha sottolineato la dottoressa Laura Suardi, responsabile scientifico dell’evento - hanno evidenziato anche nel nostro territorio un significativo incremento del consumo problematico di alcool, specie tra i giovani: dal 25,1% nel 2019 al 36,91% nel 2020. E riguarda una percentuale maggiore di maschi, in età 18-24 anni, con una scolarità elevata, senza evidenza significativa di problematiche sociali o economiche”. “Il consumo dannoso e rischioso di alcol – ha spiegato - rappresenta un importante problema di sanità pubblica, responsabile in Europa di circa il 4% di tutte le morti e di circa il 5% degli anni di vita persi per disabilità. E in Italia circa 800.000 minorenni e 2.600.000 ultra sessantacinquenni sono da considerare a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Ciononostante, il consumo di bevande alcoliche viene spesso percepito come una normale e sana consuetudine e i problemi legati al bere non sono debitamente percepiti e vengono decisamente sottovalutati”. Nel 2020, l’anno segnato dalla pandemia e dal lookdown, hanno evidenziato gli operatori del SerD, i notevoli cambiamenti nelle abitudini e nello stile di vita degli Italiani ha portato alla luce molteplici criticità. “Una di queste ha riguardato il consumo rischioso e dannoso di alcol. L’isolamento ha incrementato il consumo incontrollato di bevande alcoliche, il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e meno controllati anche rispetto al divieto di vendita a minori. I dati Istat riferiti al 2020 confermano la tendenza negli ultimi anni dell’aumento dei consumi di bevande alcoliche fuori dai pasti. Si è registrato negli ultimi dieci anni un progressivo incremento della quota di donne consumatrici”. Tra i più a rischio, ci sono i giovani. “Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani – ha sottolineato la dottoressa Annarosa Pettenò, psico-
loga del SerD e organizzatrice scientifica dell’evento -permane una criticità, e i comportamenti a rischio sul consumo di alcol nella popolazione giovanile sono particolarmente diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni: tra queste il binge drinking, ossia il consumo di cinque o più drink alcoolici in pochissime ore, rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata, in progressivo aumento. Nel 2019 infatti riguardava il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, cioè il 20,6% dei maschi e l’11% delle femmine. Nel 2020 il fenomeno ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel dettaglio il 22,1% dei maschi e il 14,3% delle femmine. A fronte di tali evidenze epidemiologiche e in occasione del Mese della Prevenzione Alcologica, lo scorso aprile, la Rete Alcologica Territoriale ha realizzato diverse iniziative finalizzate a sensibilizzare sulla tematica le istituzioni/agenzie, pubbliche e private, deputate al benessere della popolazione, come pure i singoli cittadini. Sono stati offerti momenti di informazione/formazione e di conoscenza dei programmi alcologici territoriali in essere sia nell’ambito della prevenzione come del prendersi cura delle persone e famiglie con una sofferenza legata al consumo di alcol. “L’Alcohol Prevention Day - sottolinea il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima - non rappresenta l’evento conclusivo del Mese della Prevenzione Alcologica, ma intende sottolineare che è necessario continuare a prestare attenzione al fenomeno dell’alcol per promuovere scelte di salute responsabili e stili di vita sani. L’obiettivo è diffondere una fotografia del fenomeno del consumo di bevande alcoliche e dei problemi alcolcorrelati da diverse angolature, offerte dal Dipartimento Prevenzione, l’UOSD Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense, dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 3 e dalla Polizia Stradale di Venezia. E’ stato ed è importante dare conto delle progettualità e degli interventi territoriali utili a garantire livelli elevati di tutela della salute e di sicurezza, individuali e collettive, e dare conto dell’integrazione e della sinergia tra soggetti pubblici: Azienda sanitaria, Scuola, Enti Locali, uniti al privato, come le autoscuole, al privato sociale e al mondo del volontariato, in una progettazione trasversale che possa efficacemente affrontare la complessità di una problematica così impattante sulla salute pubblica”.
al 1° maggio sono cambiate le regole sull’uso della mascherina, che non è più obbligatoria ma è raccomandata nei luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico. L’utilizzo della FFP2 o della mascherina chirurgica rimane invece obbligatorio fino al 15 giugno per prendere i mezzi di trasporto pubblici locali e a lunga percorrenza, per partecipare a eventi e competizioni sportive al chiuso; per partecipare a spettacoli al chiuso; per accedere a strutture sanitarie, sociosanitarie e socio assistenziali e per frequentare la scuola (fino alla fine dell’anno scolastico).
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Azienda Ospedale Università I dati ceda gennaio adnegli aprile sulanni fenomeno Una corretta igienizzazione è indispensabiledi perPadova. evitare gravi infezioni, lo porta la pandemia ultimi due Il consumo abituale previene e riduce la mortalità di malattie croniche
In aumento i casi di epatite acuta nei bambini L’importanza delle…mani pulite
Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere E’ consigliabile variare anche la scelta dei colori e orientarsi nella scelta verso la stagionalità dei prodotti. Il consiglio numero 2, invece, è quello di avere sempre una scorta, ben in vista in frigo e nel surgelatore, di frutta e verdura, in modo da poter tenere sempre a portata di mano ciò che serve. E’ da sfatare, e questo è il terzo punto, il luogo comune che vuole le verdure solo come contorno, in realtà finocchi, carote, sedano, pomodorini e tanti altri ortaggi possono essere consumati come snack, validissimi per mettere a posto la sensazione di fame in modo salutare. Il quarto punto ribadisce l’apporto in termini di energia che deriva dal consumo di frutta fresca che consente a chi lavora o studia di ripartire con la giusta carica. Le verdure come condimento per un bel primo è il quinto punto del decalogo. Si possono realizzare gustosi piatti e consumare così una delle due o tre pozioni giornaliere di verdure consigliate. Sì ai peccati di gola, anche se con Dall’Uls 2 Marca moderazione, e soprattutto, perché Trevigiana alcuni utili no, con il ricorso alla frutta. Un bel dolce fatto in casa con aggiunta di consigli per le abitudini alla preparazione di frutta sarà più quotidiane, è importante gustoso e saziante. Punto numero 7: non si butta via poi dare il buon esempio niente! Il consiglio è di usare ogni ai più giovani parte dei prodotti vegetali. Con i gambi della verdura si possono cucinare saporite zuppe o anche il brodo. Dal frullatore o dall’estrattore si possono recuperare i residui della frutta o della verdura e aggiungerli alla bevanda preparata, consentiranno di assorbire non solo vitamine ma anche le fibre della verdura. Un piatto unico, proposto un paio di volte a settimana, è l’ottavo suggerimento utile per stare in forma mangiando sano. Una zuppa a base di cereali e legumi rappresenta un’ottima proposta. La verdura non va cotta troppo, croccante dà il meglio di sé, perché mantiene i suoi nutrienti e aumenta la sensazione di sazietà. Il buon esempio, infine, rappresenta sempre la carta vincente per educare i più piccoli alle buone pratiche in modo credibile e convincente.
La professoressa Patrizia Burra ha spiegato i sintomi e le possibili cause dell’infezione che sta colpendo soprattutto il Regno Unito, in Italia la situazione è sotto controllo
L’equipe dei chirurghi pediatrici di Padova salva la vita al piccolo Kirill
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na corretta igienizzazione delle mani, oltre a garantire un’adeguata igiene personale, serve ad impedire la quotidiana trasmissione di germi. Un gesto semplice e veloce, basta un minuto, che ci permette di essere protetti e sicuri. Negli ultimi due anni la pandemia ce lo ha insegnato: si tratta di una pratica semplice ma fondamentale nella prevenzione delle infezioni trasmissibili. Un concetto ribadito più volte anche nel corso della Giornata Mondiale dedicata all’igiene delle mani, celebrata lo scorso 5 maggio. al mese di gennaio si sono registrate, a liE’ importante lavarsi le mani, prima e dopo vello internazionale, alcuni casi di epatite aver mangiato, prima e dopo aver avuto un acuta bambini, in special modo nella fascia L’iniziativa contatto con un malato, prima di toccare le Operativa di Pediatria e i bambini nei frequensottoè iquello cinquedianni. Ildell’Ospedale Paese piùdicolpito finora zone più sensibili del proprio corpo (occhi, tanti il nido aziendale. L’obiettivo Camposampiero è il Regno Unito dove sono stati registrati 114 naso e bocca) e dopo essere stati in luoghi far capire fin dai primi anni di vita, attraverso episodi (da gennaio 2022 al 25 aprile 2022) su pubblici. l’approccio sensoriale, stimolo importante per un totale di 169 a livello globale. L’utilizzo delle soluzioni alcoliche, frizionanl’apprendimento, quanto sia importante L’epatiteil èlaun’infiammazione del fegato caudo il palmo con il dorso della mano per almeno varsi correttamente le mani. sata spesso da un virus, che coinvolge il siste30 secondi, è utile se le mani non sono visiLo scorso 5 maggio, all’asiloma i bambini du- Il primo segnale che evidenza immunitario. bilmente sporche, altrimenti è indispensabile rante il gioco si sono “contaminati” le manidell’infezione di la presenza è l’aumento di circa 10-15 avolte il valore delle transaminasi nel sanlavarle con acqua e sapone. colore e di terra e sono stati invitati descriDal punto di vista della sintomatologia, Attraverso le mani passa dunque anche la vere la sensazione di “sporco”gue. e successival’epatitevedere acuta si manifesta generalmente con salute, lo ha voluto ricordare ai più piccoli mente è stato chiesto loro di lavarle, sintomi gastrointestinali, dolori addominali, e il Servizio Controllo e Prevenzione Infezioni come “cambiavano” e descrivere la sensain alcuni casi con colorito giallastro della cute, dell’Ospedale di Camposampiero (Ulss 6 Euzione del “pulito”. Ai bambini della Pediatria, nausea e febbre. L’aumento più grande è avganea) che, grazie alla sinergia e al supporto ricoverati, è stato chiesto di creare un disegno venuto nelle prime tre settimane di aprile. Si è delle educatrici e del personale della pediache richiami l’igiene delle mani.visto che più del 50% dei casi guarisce spontatria, ha coinvolto – attraverso il progetto Tutti i bimbi coinvolti hanno ricevuto, ma da in altri casi è stato necessario il neamente, “L’igiene delle comincia da fratellino piccoli” -quani parte della Direzione attestato di Il professor VidaMedica, un ra a casa conmani la mamma ed un trapianto di fegato. mostra la scheggia giovani e i giovanissimi pazienti sull’abitazione. dell’Unità partecipazione e un simpatico “Manopoli”. In Azienda Ospedale Università di Padova do è caduto il colpo d’artiglieria estratta sono stati affrontati due casi di epatite acuta: La donna ed il fratello sono morti, lasciando Kirill, un bambino di due mesi e un ragazzo di dieci 11 anni, solo. È stato il padre, rientrato nell’abitaanni. Entrambi curati e guariti dall’infezione. zione, a trovarlo e portarlo verso un ospedale da “Dobbiamo ricordare che per quasi due anni campo Ucraino, che ha prestato le prime cure. La i bambini sono rimasti chiusi a casa a causa scheggia è penetrata nel collo, tranciando alcuni della pandemia, meno esposti a nessun virus o vasi, fermandosi nei pressi del cuore. possibile infezione. Adesso che stanno riprenRicoverato in gravi condizioni presso l’Azienda dendo la loro vita normale, non è da escludeOspedale-Università di Padova lo scorso 18 aprile, re che siano diventati più suscettibili ai virus. il bambino è stato sottoposto ad una complessa Questa è solo una delle ipotesi che si stanno e delicata operazione chirurgica per rimuovere la studiando. – ha spiegato la profesorressa Patrizia Burra, direttrice dell’Unità per il Trapianscheggia di mortaio, che si è protratta per sette to Multivescerale dell’Azienda Ospedale-Uniore, sotto la guida del Prof. Vladimiro Vida, diretversità di Padova - L’aumento dei casi a livello tore dalla cardiochirurgia pediatrica dell’ ospedale. internazionale per ora non sembra riguardare Il bambino è stato trasferito, al termine dell’atto l’Italia. Allarma invece, guardando all’estero, il chirurgico, presso la terapia intensiva e nei giorni numero dei piccoli costretti al trapianto: diesuccessivi i medici hanno provveduto a ridurre la ci bambini inglesi sono stati costretti a fare il sedazione ed a estubare il paziente. Le condizioni trapianto, in linea con i trapianti internazionali di Kirill sono apparse buone, ed il piccolo ha potuto che sono stati 17 su 169. Il trapianto di fegaparlare anche con il papà, che l’aveva accompato nei bambini è davvero molto raro perché si gnato nel lungo viaggio verso il Veneto. tratta di un organo capace di rigenerarsi da solo” .
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La professoressa Burra è in contatto con il Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, dove ha lavorato e dove attualmente si stanno conducendo degli studi sul fenomeno in corso. “Le indagini inglesi hanno visto che il 40% dei bambini aveva l’Adenovirus, solo in 10% il Covid e in percentuali più basse altri virus. Dunque hanno diviso le settimane dal primo gennaio ad aprile e si è edotto che è accaduto qualcosa nelle prime tre settimane di aprile”. “La conclusione degli inglesi, - aggiunge - dice che non si sa esattamente cosa abbia causato l’infezione. Ci troviamo, come spesso accade in scienza, di fronte ad ipotesi: può essere che i bambini per due anni siano stati isolati a casa per la pandemia, non sono andati all’asilo, in alcuni casi hanno tenuto sempre la mascherina, dunque potrebbero essere rimasti a tal punto isolati da non avere avuto infezioni e, adesso che si riespongono, lo stesso Adenovirus può causare questa malattia. In ultima analisi la prima ipotesi degli inglesi è che i bambini siano diventati più suscettibili. La seconda ipotesi è che si tratti di pazienti che sono stati prima contagiati dal Covid e che l’infezione epatica sia un effetto secondario o che sia l’ennesima variante del Coronavirus. La terza ipotesi è che siamo di fronte alla combinazione esplosiva dei due virus insieme (Adenovirus e Covid) che hanno questo effetto esplosivo”. Un invito all’attenzione, per quanto riguarda i cittadini del nostro Paese, arriva dal direttore generale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, Giuseppe Dal Ben: “L’invito è di stare attenti e non trascurare i piccoli segnali, che potrebbero essere il campanello d’allarme dell’infenzione che si sta sviluppando. Noi, come Ospedale, facciamo il nostro lavoro di cura e ricerca, cercando di monitorare la situazione epidemologica territoriale. Ricordiamo che nei primi 81 casi il 50% dei pazienti inglesi è guarito spontaneamente, il 47% era ancora in ospedale, solo 10 sono stati trapiantati, comunque un numero molto elevato rispetto alle statistiche tradizionali”.
La professoressa Burra e il direttore generale Dal Ben al convegno organizzato dall’Azienda OspedaleUniversità di Padova
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Idee in cucina, tra gusto, sapori del territorio e creatività
Rubrica a cura di
Sara Busato
Con il mese di maggio le nostre abitudini alimentari iniziano a cambiare: i piatti caldi e impegnativi si trasformano in ricette leggere e semplici da preparare Quiche alle zucchine, fiori di zucca e mozzarella
Risotto al pesto di gamberi Il pesto è spesso associato alla pasta, in modo particolare alle trofie. In questa ricetta il riso dimostra di essere un alimento estremamente versatile capace di adattarsi a qualsiasi abbinamento. Un piatto semplice ma molto appetitoso e invitante. Ingredienti: 350 gr Riso Carnaroli; 500 gr Gamberi; 3 cucchiai Pesto alla Genovese; 1 Scalogno; Vino bianco secco; Brodo vegetale; Olio extravergine d’oliva; Sale e Pepe nero Preparazione: Spuntare e lessare i fagiolini e tagliarli a pezzetti. Frullare le foglie di basilico con i pinoli, uno spicchio di aglio e un pizzico di sale e l’olio, poi trasferire il composto in una ciotola e mescolatelo con la grana. Scaldate sul fuoco una casseruola versate il riso e tostatelo per un minuto; proseguite la cottura con il brodo vegetale bollente, versandone poco alla volta. Il risotto sarà pronto al dente in 16-17 minuti. Nel frattempo, sgusciate le code di gambero, dividetele in due per il lungo, saltatele in padella con un filo d’olio. Aggiungete i fagiolini e le code di gambero, tagliandone alcune a pezzetti; completate con una macinata di pepe.
Una ricetta dai sapori delicati e facile da preparare. Perfetta in questa stagione con l’arrivo delle prime zucchine e i fiori di zucca. Ottima soluzione come antipasto o come piatto unico. Per un sapore un po’ più intenso utilizzate la mozzarella di bufala. Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda; 500 g di zucchine scure; 250 g di mozzarella; 100 g di parmigiano reggiano grattugiato; 2 uova; 6 fiori di zucca; spicchio d’aglio; olio extravergine di oliva; sale e pepe Preparazione: Affettare le zucchine a rondelle sottili. In una padella antiaderente spadellate per dieci minuti con olio e spicchio d’aglio. Aggiungete sale, pepe e fate raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola con una frusta sbattere le uova insieme al parmigiano. Aggiungere le zucchine cotte e mescolare fino ad amalgamare il composto appena ottenuto. Prendere la pasta sfoglia e versate il composto con le zucchine. Aggiungere la mozzarella tagliata a fette e i fiori di zucca privati di pistillo e gambo. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Pancake ai frutti di bosco Le tradizionali frittelle dolci di tradizione americana sono la perfetta colazione della domenica ma anche per il brunch o come merenda dei bambini. Il gusto dolce del pancake si sposa bene con il sapore acidulo dei frutti di bosco. Ingredienti: per circa 8 pancake: 220 gr farina 00 per dolci; 200 gr Latte; 30 gr, Zucchero; 6 gr di lievito 2 Uova; pizzico di Sale; Olio di semi | Ingredienti per fare la salsa ai frutti di bosco: 250 grammi di Frutti di bosco vari; 2 cucchiai di Zucchero a velo e succo di mezzo limone Preparazione: Per la salsa ai frutti di bosco, in una pentola con i bordi alti inserire i frutti scelti e fateli cucinare a fiamma bassa. Aggiungere lo zucchero e mescolare in modo deciso con la frusta fino a far diventare una cremina omogenea. Spegnere la fiamma e setacciare la crema ottenendo una salsa senza semi. Per la preparazione dei pancake: in una ciotola rompere le uova, aggiungere zucchero, latte, farina e lievito, mescolare fino ad ottenere un impasto non troppo liquido, omogeneo e senza grumi. In una pentola antiaderente versare un mestolo di composto e cuocetelo a fiamma non troppo alta. Quando il fondo sarà ben dorato e in superficie si formeranno delle bollicine servendovi di una spatola, giratelo sull’altro lato e cuocete finché anche questo lato non si sarà ben colorito.
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