Sport p.18
Salute p.25
FEBBRAIO 2020
Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.32
Cultura p.17
Turismo p.31
on-line: Quando il volontariato sconfigge l’indifferenza
di Treviso Ovest
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ZERO BRANCO
Via Tiveron più sicura con il semaforo
Nel secolo frenetico e schizofrenico che ci porta ads.n.c. essere eternamente EMMEDUE di Mariotto Giovanniconnessi con il mondo 35017 e PIOMBINO DESE (Pd) lontani e indifferenti a chi ci è al tempo stesso Via Casteo, 40 quando non addirittura cinici e violenti, vicino, Tel. 049 936 65 77 · Fax 049 936 88 26 aprire gli anni Venti puntando i riflettori sul voemme-due-snc@libero.it lontariato, sul patrimonio di impegno, di valori e di condivisione che distingue le migliaia di realtà impegnate nel terzo settore, è il modo migliore per ricordare che la solidarietà è un bene prezioso. Donare gratuitamente il proprio tempo, impegnarsi per fini diversi da quelli del mero guadagno o della scalata al successo, è uno slancio che i veneti ben conoscono e che ha contribuito a fare di Padova il fulcro del terzo settore per l’intero anno. “Il volontariato è una energia irrinunziabile della società - ha detto ancora Mattarella - E’ votato alla fratellanza e alla pace, è un patria pag 6 monio generato dalla comunità, cheservizio si riverbera sulle qualità delle nostre vite”. Ed è quanto succede tutti i giorni fra l’esercito di chi dona tempo ed energie per aiutare e per assistere. Certo non mancano le zone d’ombra e le criticità in questo attivismo così diffuso, a partire da rischio che nella ridondanza delle iniziative e dei soggetti coinvolti vi sia una dispersione di risorse che potrebbero essere indirizzate con più razionalità. Non mancano gestioni un po’ troppo personalistiche e accentrate, una corsa al risultato fine a se stesso che genera competizioni e attriti, rischiando di far perdere di vista l’obiettivo finale. Poche ombre che in ogni caso non offuscano la luminosità del bene che ogni giorno viene donato. Anche per questo il Presidente della Repubblica si augura che proprio in questi mesi in cui i riflettori sono puntati sul volontariato si proceda nella stesura di una legge sul terzo settore, nel segno di un’ampia partecipazione e del sostegno, anche economico, a favore “della solidarietà che si organizza”.
“Al lavoro per creare un Distretto del commercio”
L’annuncio del Comune di Zero Branco. “All’attivo molte iniziative per sostenere le nostre attività e rilanciare il mercato settimanale”
QUINTO DI TREVISO
Estesa l’esenzione Irpef per i redditi bassi ISTRANA
Il sarto delle moto Luigi Bellon premiato MORGANO
Niente prima alla scuola elementare Chiama Ora
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Quando il volontariato sconfigge l’indifferenza Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
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a passione sconfigge l’indifferenza”. Sono le parole usate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sintetizzare, con una pennellata nitida ed efficace, la forza viva del volontariato, dell’impegno sociale e civile così diffuso e dinamico. A Padova, all’inaugurazione dell’anno in cui la città è “Capitale Europea del Volontariato”, di fronte a migliaia di volontari Mattarella ha reso omaggio al mondo della solidarietà, che proprio in Veneto ha radici robuste e profonde. segue a pag 3
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Quando il volontariato sconfigge l’indifferenza
Sentieri alla portata di tutti
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L’associazione si occupa di mappare i sentieri accessibili
Nel secolo frenetico e schizofrenico che ci porta ad essere eternamente connessi con il mondo e al tempo stesso lontani e indifferenti a chi ci è vicino, quando non addirittura cinici e violenti, aprire gli anni Venti puntando i riflettori sul volontariato, sul patrimonio di impegno, di valori e di condivisione che distingue le migliaia di realtà impegnate nel terzo settore, è il modo migliore per ricordare che la solidarietà è un bene prezioso. Donare gratuitamente il proprio tempo, impegnarsi per fini diversi da quelli del mero guadagno o della scalata al successo, è uno slancio che i veneti ben conoscono e che ha contribuito a fare di Padova il fulcro del terzo settore per l’intero anno. “Il volontariato è una energia irrinunziabile della società - ha detto ancora Mattarella - E’ votato alla fratellanza e alla pace, è un patrimonio generato dalla comunità, che si riverbera sulle qualità delle nostre vite”. Ed è quanto succede tutti i giorni fra l’esercito di chi dona tempo ed energie per aiutare e per assistere. Certo non mancano le zone d’ombra e le criticità in questo attivismo così diffuso, a partire da rischio che nella ridondanza delle iniziative e dei soggetti coinvolti vi sia una dispersione di risorse che potrebbero essere indirizzate con più razionalità. Non mancano gestioni un po’ troppo personalistiche e accentrate, una corsa al risultato fine a se stesso che genera competizioni e attriti, rischiando di far perdere di vista l’obiettivo finale. Poche ombre che in ogni caso non offuscano la luminosità del bene che ogni giorno viene donato. Anche per questo il Presidente della Repubblica si augura che proprio in questi mesi in cui i riflettori sono puntati sul volontariato si proceda nella stesura di una legge sul terzo settore, nel segno di un’ampia partecipazione e del sostegno, anche economico, a favore “della solidarietà che si organizza”.
iniziata alla fine di gennaio la nuova campagna “Di sentiero in sentiero” organizzata dall’associazione Progetto Re-cycle di Zero Branco. L’iniziativa, nata nel settembre 2017 durante un’escursione al Monte Vettore sui Monti Sibillini, è mirata alla mappatura dei sentieri accessibili presenti in Italia. Esistono infatti numerosi percorsi alpini dotati di pedane in legno e privi di ostacoli dedicati a carrozzine, passeggini, sedie a rotelle e supporti per la camminata assistita, ma la maggior parte di questi non è conosciuta. Lo scopo del progetto zerottino è dunque quello di localizzare, fotografare e caricare online questi cammini, dando testimonianza della loro esistenza a chi ancora non li conosce: “Chi non si muove agevolmente preferisce rinunciare per non sentirsi di peso, ma sapere che esistono luoghi accessibili può fare una grande e fondamentale differenza”. Il sentiero naturalistico di Quinto di Treviso spicca sicuramente fra i percorsi mappati di recente per una maggior inclusività, che non è tuttavia l’unico fine dell’iniziativa: al desiderio di rendere agevole a tutti il piacere di passeggiare, infatti, Re-cycle affianca anche i concetti, oggigiorno cruciali, di tutela dell’identità dei ricorda ai soggetti interessati la propria territori e promozione del turismo sostenibile. “Valorizzare >direttore@givemotions.it < luoghi piccoli e sconosciuti collegandoli in un’unica mappa, Nicola Stievano disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni 2020 insieme alla volontà di rendere tutto più inclusivo è il nostro a passione sconfigge l’indifferenza”. Sono le pamessaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati modo per contribuire al cambiamento”, si legge sul loro sito. role usate dal Presidente della Repubblica Sergio E aggiungono: “Resta ancora tantissimo da fare e abbiamo Mattarella peral sintetizzare, con una nitida (Inpennellata ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). giornale. bisogno di supporto per dare supporto, anche attraverso ed se-efficace, la forza viva del volontariato, dell’impegno gnalazioni da parte dei cittadini di sentieri che sono ancora sociale e civile così diffuso e dinamico. A Padova, all’iGaia Ferrarese sconosciuti anche a noi”. INFORMAZIONI: · info@givemotions.it naugurazionePER dell’anno in cui la città è “Capitaletel. Euro-
Verso le Elezioni 2020 elezioni
Quando il volontariato sconfigge l’indifferenza
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di Treviso Ovest
pea del Volontariato”, di fronte a migliaia di volontari Mattarella ha reso omaggio al mondo della solidarietà, proprio in Veneto haDirezione, radici robuste e profonde. È un periodico formato da 16 edizioni localiche mensilmente Amministrazione e Redazione: recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità segueLocale: a pag 3 Direttore responsabile Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.539 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An) Chiuso in redazione Clicca mi piace! il 7 febbraio 2020
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Zero Branco
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Amministrazione Attenzione all’ambiente
Il Comune diventa plastic free
Approvata la proposta della consigliera Gobbo per sensibilizzare i cittadini a limitare il consumo della plastica
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AMMINISTRAZIONE di CONDOMINI CONSULENZE e AMMINISTRAZIONI IMMOBILIARI
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ero Branco dice addio alla plastica. Approvata la mozione della consigliera d’opposizione Melita Gobbo sul plastic free. “Sono soddisfatta perché la maggioranza e l’opposizione tutta hanno dimostrato con il loro voto unanime di voler tutelare il bene comune – afferma la consigliera - È una grande vittoria per Zero Branco. Il nostro Comune diventerà attore del cambiamento. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini zerotini su questo importante tema. Sono sicura che ogni Zerotino saprà fare la sua parte, ma credo che il buon esempio debba partire dalle istituzioni. Mi impegnerò a monitorare che l’amministrazione tenga fede e rispetti gli impegni presi”. Nel testo della mozione la consigliera proponeva una po-
litica di acquisti pubblici più green fatti di materie prime a minor impatto ambientale. E l’eliminazione in tutti locali gestiti dall’amministrazione comunale i prodotti della plastica monouso e di sostituirli con quelli biodegradabili con caraffe, bicchieri in carta. Tutto questo per incentivare la graduale eliminazione dell’uso della plastica monouso negli spazi comuni e nelle mense scolastiche anche con riduzioni delle imposte comunali per premiare i comportamenti corretti. Per portare avanti la promozione delle politiche plastic free, la mozione prevede il coinvolgimento delle associazioni locali di volontariato con particolare attenzione a quelle con finalità ambientali. A livello
comunale, sarà istituita anche una consulta ambientale della quale faranno parte associazioni e portatori d’interesse. Lucia Russo
(dal 1987)
Due sezioni per la Pascoli
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a scuola di Scandolara ce l’ha fatta per un soffio. Sarebbe bastato un bambino in meno e a settembre avrebbe faticato a mettere assieme due classi prime. Invece è andata bene: anche per il prossimo anno scolastico l’elementare Pascoli potrà contare su due sezioni. Non era una cosa scontata. Anzi. Fino alla fine di gennaio c’erano in tutto solo 28 scritti a Scandolara. E per formare una classe devono esserci almeno 15 bambini. Ciò significa che si è corso un grosso rischio, perché anche formando una sezione con il numero minimo di alunni, ne sarebbero comunque rimasti fuori 13, non abbastanza per dar vita a una seconda sezione. Ma pochi giorni dopo la chiusura ufficiale delle iscrizioni in prima, fissata al 31 gennaio, sono arrivate due domande fuori tempo massimo, comunque accolte. All’inizio di febbraio il totale degli alunni di conseguenza è salito a trenta. E così anche il prossimo settembre la scuola elementare Pascoli avrà le sue due prime, come accaduto negli ultimi anni. Le classi saranno formate da 15 alunni ciascuna, il numero minimo. Ma tanto basta. Si può tirare un
sospiro di sollievo. Anche perché a quanto pare il prossimo anno non ci saranno problemi simili. “Nel 2014 c’è stata una leggera flessione dei nuovi nati a Zero Branco – spiega il sindaco Luca Durighetto – ci si era fermati a cento. L’effetto si vede sulle prossime prime elementari. Ma già il prossimo anno ci saranno una ventina di bambini in più, per un totale di 120, che consentiranno di continuare ad avere quattro sezioni a Zero Branco e due a Scandolara”. L’elementare Pascoli era pronta a chiedere una deroga all’ufficio scolastico di Treviso. La stessa norma che detta il numero minimo di alunni prevede anche che una sezione non possa contare più di 26 iscritti. E già con i 28 di fine gennaio non sarebbe stato possibile far partire una sola prima: sarebbe stata troppo affollata. Si era in mezzo al guado. Poi le due iscrizioni aggiuntive hanno definitivamente risolto il nodo. (m.f.)
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Zero Branco
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Attività produttive Iniziative per il 2020
“Per sostenere il commercio stiamo lavorando alla nascita di un Distretto” “S
tiamo lavorando per con giocolieri e trucca bimbi, concretizzare alcuni con l’obiettivo di incentivare le progetti. Entro aprile dovremmo famiglie a frequentare il mercato arrivare a far riconoscere alcune offrendo occasioni di svago per i aree del centro e delle due frazio- più piccoli”. ni come Distretto del commercio E sugli incontri con gli eserda parte della Regione Veneto, e centi continua: “Questa è una questo dovrebbe consentirci di cosa che si è concretizzata l’anno poter attingere, sia come ammi- scorso, la mia intenzione è quelnistrazione sia come attività che la di ripetere questi incontri con opera nel territorio, ai bandi che una certa periodicità e magari ri emette la Camera di commer- promuovere altre forme di iniziacio, piuttosto che la Regione, per tiva a cui stiamo lavorando. Con consentire uno sviluppo di quele altre attività produttive di Zero ste aree e il finanziamento attra- Branco, come gli artigiani, sia verso i fondi europei di alcuni che operano nel campo dell’aprogetti”. Sono le parole dell’as- limentare in altri settori come sessore alle Attività produttive la metalmeccanica o l’idrauliAmedeo Requale, che aggiunge: ca, vogliamo intraprendere, tra “Per noi è importante far cresce- febbraio e i primi di marzo, una re il centro di Zero serie di incontri Branco, ma anche divisi per tipo di le sue frazioni, aiuattività svolta, per “Con tando le attività alcui commercianti condividere di vicinato come i ni progetti, come del mercato piccoli esercizi che ad esempio quello stanno soffrendo del Distretto del stiamo molto, come purcommercio, al fine valutando troppo accade un di poterli coinvolpo’ ovunque”. gere fin dall’inizio iniziative “Sto lavoranin questa iniziadi rilancio” do da tempo su tiva e incontrare vari fronti - contiquelle che potrebnua -: verso la fine bero essere le loro dell’anno scorso ho promos- esigenze”. so una serie di incontri con gli “Vorrei infine provare a fare esercenti del mercato del sabato una valutazione dello stato di in piazza, con i quali abbiamo viabilità attuale e vedere, con condiviso alcune problemati- l’aiuto di professionisti del setche, alcune idee e soluzioni. Ho tore, se ci sono dei margini di cercato di instaurare un dialogo miglioramento. Ad esempio ricon lo scopo di vedere insieme cavare qualche parcheggio in più alcune iniziative per il rilancio o sistemare la viabilità rendendo del mercato. Abbiamo organiz- così più vivibile il centro di Zero zato diverse proposte, organiz- Branco”. Gaia Ferrarese zando degli spettacoli in piazza
L’assessore Amedeo Requale
Strisce di attraversamento pericolose, il sindaco: “Serve una soluzione”
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Zero Branco il bilancio 2019 sul piano dei lavori pubblici si è chiuso in positivo per il Comune, con l’investimento di ben 1,5 milioni di euro in svariati progetti, a carico dell’amministrazione. Di questi, 350mila sono stati destinati alla realizzazione della rotatoria situata all’innesto tra la provinciale 65 e la regionale Noalese, che ha contribuito a una maggiore fluidità del traffico riducendo le lunghe code stradali nelle ore di punta. Sull’operato amministrativo, però, resta una macchia che rappresenta un serio pericolo per l’intera cittadinanza: la presenza
di un doppio attraversamento ciclopedonale in prossimità della rotonda. Le doppie strisce di via Alighieri (le une più vecchie e le altre meglio illuminate, segnalate e più recenti) sono di fatto situate a una quarantina di metri tra loro e mettono a repentaglio tanto l’incolumità dei pedoni che quella degli automobilisti. Il sindaco Luca Durighello ha affermato di aver già fatto presenta a Veneto strade la situazione, ma con pessimi risultati: se sul lato di villa Corò si è tentato di cancellare le strisce incriminate, sul lato opposto sono ancora ben visibili e mettono a rischio pedoni e ciclisti. (g.f.)
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Zero Branco
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Viabilità Addio curva pericolosa
Via Tiveron più sicura con il semaforo Così si mette finalmente fine agli svariati incidenti causati dalla forte velocità degli automobilisti
È
spuntato un nuovo semaforo lungo via Tiveron. Era stato annunciato e ora è definitivamente operativo. Con annesse telecamere di videosorveglianza. La pericolosa curva di via Tiveron, stradina di campagna che corre sul confine tra Zero Branco e Quinto adesso è regolata da un semaforo che costringe le auto ad affrontarla solamente attraverso un senso unico alternato. Nel tempo il Comune le aveva provate tutte per indurre gli automobilisti ad alzare il piede dall’acceleratore. In quel punto erano stato definito un limite di velo-
cità di soli 30 chilometri all’ora. Ma quasi nessuno lo rispettava. Così erano stati installati dei segnali aggiuntivi. Di seguito erano arrivati anche i cartelli luminosi. Poi la Polizia Locale ha provato a presidiare la curva montando degli autovelox mobili. Alla fine, però, niente di tutto ciò è bastato. In diversi casi le automobili che arrivavano a tutta velocità non riuscivano a completare la curva, finendo fuori strada, rovesciandosi nel fossato che corre lungo la via o addirittura saltando in mezzo ai campi. I residenti non ne potevano più.
E così Luca Durighetto, sindaco di Zero Branco, ha deciso di abbracciare l’extrema ratio: installare un semaforo esclusivamente dedicato a rendere finalmente sicura quella curva di via Tiveron. A mali estremi, hanno pensato in municipio, estremi rimedi. Dopotutto per chi abita lungo quella stradina ormai era diventato pericoloso anche solo provare a uscire di casa. Adesso con il
nuovo semaforo tutti gli automobilisti saranno costretti a rallentare e a fermarsi con il rosso. O almeno, nel caso in cui dovessero trovare subito il verde, ad affrontare la curva sapendo che si tratta di fatto di un senso unico. Si era arrivati a un punto di non ritorno. E a quanto pare non c’erano alternative. Mauro Favaro
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Quinto di Treviso
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Irpef più leggera Ma all’opposizione non basta
“Vogliamo andare incontro alle esigenze delle famiglie” I
l Comune taglia l’addizionale Irpef per le persone con un reddito basso. La soglia di esenzione è stata innalzata da 10mila a 12mila euro. Chi è sotto a questa ultima cifra, insomma, non dovrà più pagare nulla. Per tutti gli altri l’aliquota è stata confermata allo 0,6%, senza alcun aumento da sette anni a questa parte. “La soglia di esenzione è stata elevata al fine di andare incontro alle esigenze delle fa-
Stefania Sartori: “Il recupero di quello che ci devono i cittadini viene fatto, e molto attentamente – mette in chiaro – tutti noi siamo chiamati a lavorare per i nostri cittadini. E garantiamo che ci mettiamo sempre il massimo impegno”. Mauro Favaro
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Trenino rosso del Bernina e Val Roseg in carrozza
2020
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reviso-Ostiglia sempre più sicura. Il Comune ha risolto il nodo dell’incrocio tra l’ex ferrovia, oggi uno dei percorsi ciclopedonali più lunghi d’Italia, e le strade di via Ciardi, via San Cassiano e via Baracca. Fino a qualche tempo fa per pedoni, runner e ciclisti non era esattamente una passeggiata attraversare il nastro d’asfalto che in quel punto taglia in due la Treviso-Ostiglia. Adesso, invece, lo si può fare in modo sicuro. Lungo via Baracca, laterale che si innesta su via San Cassiano, è stato realizzato un percorso protetto che porta a un attraversamento pedonale. Da qui si raggiunge il pezzo di pista ciclabile dall’altra parte della strada, che conduce direttamente alla rampa verso l’altro tratto della Treviso-Ostiglia. Sempre lungo via San Cassiano ci saranno anche altri lavori. Il Comune, infatti, ha raggiunto il primo posto nella graduatoria stilata dalla Provincia per l’assegnazione di un contributo destinato alla messa in sicurezza delle strade. L’intervento finanziato è quello che porterà alla sostituzione dell’incrocio tra via
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Il Comune ha stabilito che i cittadini che percepiscono un reddito inferiore a 12mila euro non dovranno pagare nulla. Per l’opposizione si poteva fare molto di più
Il municipio di Quinto di Treviso
dipendenti sono messi nelle condizioni di operare al meglio – punge – l’investimento sulla formazione del personale è uno degli elementi cardine per ottenere buoni risultati. In primis in relazione alla possibilità di contrastare i fenomeni di evasione ed elusione tributaria, per impedire che a pagare siano sempre gli stessi, garantendo così un allargamento della base impositiva”. Secca la replica del sindaco
Treviso-Ostiglia: incrocio messo in sicurezza
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miglie – spiega Franco Arrigoni, assessore al Bilancio – limitando l’aggravio in particolare per quelle monoreddito, come è stato richiesto anche dalle organizzazioni sindacali di categoria”. Nemmeno le aliquote sulle imposte Imu e Tasi sono state ritoccate. Per l’opposizione, però, si poteva fare molto di più. “Non aver aumentato Imu e Tasi ci sembra il minimo che si potesse fare. Ci saremmo aspettati in realtà un gesto di coraggio ben più grande per arrivare a una loro diminuzione – incalza Antonio Chinellato, capogruppo della lista civica Per Quinto –. È stato dimostrato maggiore coraggio nell’innalzare a 12mila euro la soglia di reddito imponibile per quanto riguarda l’addizionale comunale Irpef, anche se da tempo il valore assunto da molti Comuni è di 15mila euro”. Cioè 3mila euro in più di quanto deciso dal municipio di Quinto. “La riduzione delle tasse comunali può avvenire se la macchina comunale e i suoi
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San Cassiano, via Castellana vecchia e via Biasuzzi con una nuova rotatoria. L’importo complessivo dei lavori è pari a 590mila euro. Il Sant’Artemio metterà di tasca propria 115mila euro. Il resto dovrà arrivare dalle casse del Comune. In graduatoria c’è anche il Comune di Morgano. Il municipio si è visto assegnare 97.500 euro a fronte di un progetto da 195mila euro per realizzare una pista ciclabile lungo via Sant’Ambrogio a Badoere, partendo dalla TrevisoOstiglia, e una nuova rotatoria al posto dell’incrocio tra la stessa via Sant’Ambrogio, via Zeriolo e via Statue. (m.f.)
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ltre 550 firme per difendere lo sviluppo del Canova. Sono quelle che i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, hanno raccolto tra le persone che lavorano in 30 diverse aziende gravitanti attorno all’aeroporto di Treviso. La petizione è già stata consegnata nelle mani del sindaco di Treviso, Mario Conte, e del vicesindaco di Quinto, con delega specifica all’aeroporto, Mauro Dal Zilio. L’obiettivo dei lavoratori è allontanare lo spauracchio del ridimensionamento dello scalo. Il timore ha preso forma dopo la decisione del ministero dell’Ambiente, guidato da Sergio Costa, quota M5S, di rispedire il master plan per lo sviluppo alla commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale,
appena insediatasi, nonostante quella precedente avesse già espresso parere favorevole. “Al fronte che vorrebbe vedere chiuso l’aeroporto cittadino ricordiamo che lo scalo trevigiano dà lavoro a un migliaio di persone e la ricaduta diretta di un ridimensionamento dello stesso sull’occupazione sarebbe disastrosa – spiegano i segretari dei sindacati, Mauro Visentin (Cgil), Cinzia Bona (Cisl) e Guglielmo Pisana (Uil) –. Questa infrastruttura per il capoluogo e per le imprese del nostro territorio è fondamentale e va difesa perché garantisce a cittadini e aziende una mobilità che lo stop al master plan rischia di bloccare”. “Le priorità devono essere la tutela dell’ambiente e la garanzia
Centro giovani, al via progetto da 200mila euro
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entro giovani punta a crescere. La parrocchia di Santa Cristina ha definito un progetto per lo sviluppo dell’edificio che sorge accanto alla chiesa. L’obiettivo è aumentare gli spazi a disposizione delle attività e ricavare una nuova cucina. L’importo complessivo sfiora i 200mila euro. E il Comune è pronto a dare un contributo di 5mila euro. Non è una fortuna, ma è quanto è stato possibile mettere assieme attraverso la quota delle entrate derivanti dagli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria da destinare a finanziamenti per interventi su strutture ed edifici religiosi. “Per il 2020 – spiega Giulio Sartor, assessore all’urbanistica – è stata stabilita una quota dell’8 per cento delle entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Per un importo di 5mila euro”. Si tratta di una cifra superiore rispetto a quella garantita negli ultimi anni. Solo nel 2012 il contributo aveva superato i 5mila euro, a fronte di un totale degli oneri di urbanizzazione secondaria pari a 68mila euro. Poi c’è stata una flessione. Nel 2013 si è scesi a 4.700 euro. Di seguito a 4mila, 3.200 euro e 2.200 euro. Il punto più basso è stato toccato nel 2017, quando i contributi per gli interventi sulle strutture religiose si fermarono a meno di 2.100 euro, a fronte di un totale degli oneri sceso a 26mila euro. Per la parrocchia di Santa Cristina, comunque, il contributo non è affatto usuale. Solamente nel 2016 aveva ricevuto 2.200 euro. Per il resto negli ultimi otto anni il fondo è sempre stato destinato alla parrocchia di San Giorgio di Quinto. (m.f.)
La petizione con oltre 550 firme raccolte da Cgil, Cisl e Uil per non frenare lo sviluppo dell’aeroporto è stata consegnata al sindaco di Treviso
della salute pubblica – aggiungono – ma è impensabile oggi abdicare a una programmazione di crescita infrastrutturale, viaria e urbanistica, che rispetti tali principi e ne faccia da bussola”. Il piano targato Save/AerTre prevede di arrivare ufficialmente al 2030 a 22.500 voli all’anno. Gli interventi messi in conto valgono complessivamente 53 milioni di euro. Compresa la costruzione di una passerella pedonale sopre-
levata sulla Noalese, per evitare che il traffico venga ogni volta bloccato dall’attuale semaforo pedonale. Più una rotatoria sulla stessa Noalese. Per ora resta tutto sospeso. Il momento è estremamente delicato. Anche perché, dopo lo spostamento di alcuni voli in altri aeroporti, come quello Ryanair da e per Londra trasferito a Venezia, l’aeroporto di Treviso ha iniziato a perdere passeggeri. L’anno scorso il Canova ha perso 55mila persone in transito. Sono state 33mila in meno solo a dicembre: profondo rosso proprio nel periodo del Natale. Nel dettaglio, nel 2019 il Canova ha contato 24.116 movimenti. Il 5,3% in più del 2018. Mentre i passeggeri in transito sono stati 3 milioni 254mila. Meno 1,6% rispetto all’anno prima. A Venezia, di contro, i movimenti sono leggermente diminuiti e i passeggeri sono aumentati del 3,4%, arrivando a sfondare quota 11,5 milioni. Mauro Favaro
“Bisogna trovare un altro approccio” “Chiediamo un incontro con i sindacati: siamo sempre pronti e disponibili a discutere”. Dante Faraoni apre le porte. Il portavoce del comitato che si batte contro l’ampliamento del Canova critica l’iniziativa della raccolta firme tra i lavoratori lanciata dalle organizzazioni sindacali trevigiane. Ma si dice pronto a sedersi allo stesso tavolo. “Capiamo tutte le ragioni. Ma c’è anche il rischio di sottomettersi a un atteggiamento ricattatorio da parte di Save – avverte Faraoni – la società di gestione dello scalo non può continuare a mettere veti su opere necessarie. Stiamo parlando di lavori di sviluppo che devono comunque essere fatti, indipendentemente dal via libera o meno del ministero dell’Ambiente al master plan da 22.500 movimenti. Anche perché questa cifra è già stata raggiunta. E’ compito della società mettere mano al portafogli per le opere stradali, per lo spostamento dell’asilo di Quinto e per realizzare le infrastrutture fognarie. Ci sono delle leggi. Se Save vuole operare, lo deve fare al di là dei voli e delle firme”. Il comitato non attacca i lavoratori. Capisce che per loro la situazione potrebbe farsi delicata. “Save procede sempre con un atteggiamento ricattatorio: o mettete il timbro sulla valutazione di impatto ambientale oppure me ne vado, e così via – incalza Faraoni –. In tutto ciò, i sindacati dovrebbero dire che il lavoro non
Dante Faraoni
si tocca, certo, ma anche che la struttura deve seguire le regole”. “Capiamo la sofferenza delle famiglie – conclude – però non è questo il modo di affrontare il problema. Non si può legittimare quello che non è altro che un ricatto. Save si comporta così anche con i Comuni. Prendiamo l’esempio dell’asilo di Quinto: la società dovrebbe già finanziare l’operazione per spostarlo da sotto le rotte di decollo e atterraggio, non dire che lo farà nel momento in cui si vedrà approvare il nuovo master plan”. Il discorso fatto dal comitato vale per tutte le opere di mitigazione previste nel progetto che complessivamente valgono quasi 6 milioni di euro. (m.f.)
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Istrana
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Il sarto delle moto Luigi Bellon premiato dalla Regione Grande orgoglio per l’artigiano istranese che ha ricevuto l’encomio al Motorbike Expo. Sostegno da parte del sindaco Maria Grazia Gasparini: “Un esempio”
Cagiva Raptor X3 che durante la fiera, esposta accanto ad una rara American Eagle 750 del 1971, ha attirato gli occhi di tutti i visitatori dello stand dedicato alla Regione e all’offerta turistica “Land of Venice”. Tra i visitatori anche tanti giovani ai quali, Bellon con grande disponibilità. “Sono pronto a dedicarmi con anima e corpo ai giovani d’oggi. Devono capire che devono imparare a lavorare senza copiare dagli altri facendo le cose di testa loro”, ha concluso Bellon.
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uigi Bellon, sarto dei motori premiato dalla Regione alla fiera di settore a Verona. Anno 1946, è lui il rappresentante perfetto del Made in Italy, del Veneto e di Istrana che l’assessore al Turismo Federico Caner e il consigliere Nazareno Gerolimetto hanno insignito per la carriera con la statuetta del leone di Venezia. “Vogliamo che nel futuro gli artigiani come Bellon diventino un modello positivo per i giovani perché solo con l’impegno e il lavoro si possono raggiungere gli obiettivi”, hanno detto gli esponenti della Regione. Bellon nella fiera Motorbike Expo a Verona ha portato con sé una Cagiva Raptor X3, purtroppo mai stata messa in commercio, che ha ricostruito pezzo per pezzo ricreando la carrozzeria facendola rinascere come una Fenice, l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri. Attorno alle prese d’aria della Cagiva, dei braccialetti sui quali è ben visibile lo stemma del 51esimo stormo dell’aeronautica e la scritta “Fatta a Istrana”. Elemento questo che ha riempito d’orgoglio tutti i cittadini di Istrana a partire dalla sindaca Maria Grazia Gasparini che è andata a Verona a sostenere Bellon. “Luigi è un esempio di umiltà e grande professionalità creativa – afferma – È un’eccellenza del capitale umano del nostro territorio. Non solo creatività e tecnica ma anche tanta passione che sono risorse da valorizzare e da tramandare. Siamo orgogliosi come comunità dell’importante riconoscimento che la Regione gli ha riservato”. Duro il lavoro di Bellon per ricostruire i mezzi e i motori che in questi anni lo hanno portato ad avere un curriculum di tutto rispetto. Tra le sue creazioni più importanti figurano infatti alcune Barchette, la prima motorizzata con un sei cilindri della Fiat del 1937 da 1500 cc e la seconda creata con un motore Alfa 1900 a quattro cilindri del 1955. L’ultima creazione in ambito delle quattro ruote è stata una coupè meccanica Fiat 2300 cc a sei cilindri del 1966. Ma, a far brillare gli occhi di Bellon è proprio il prototipo di
Un momento della premiazione a Luigi Bellon al Motorbike Expo di Verona
Lucia Russo
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L’Australia brucia ormai da mesi e tra gli abitanti che stanno vivendo il dramma ci sono anche alcuni trevigiani, emigrati nelle città di Brisbane, Canberra e Stanthorpe. Da quando la terra ha dovuto lottare contro le fiamme, questi istranesi non hanno mai perso la speranza e si sono affiancati al resto della popolazione in questa dura battaglia che ha colpito ettari di vegetazione e milioni di animali e persone. Gilberto Maggiolo è originario della frazione di Pezzan ed è il presidente di “Trevisani nel mondo” di Brisbane. Negli ultimi mesi ha offerto generosi contributi al programma sanitario australiano nella stessa misura in cui, qualche anno fa, aveva donato alla chiesa settecentesca del proprio paese natale un soffitto affrescato da Sergio Favotto. Anche Gilda Carniel e Bepi Volpato si trovano in Australia: nel Queensland, a Stanthorpe, ma le loro origini sono le stesse di Maggiolo. Loretta Fiorin e Ivano Rosin sono invece di Ospedaletto. Oggi vivono a Canberra e si occupano di tenere in contatto e aiutare i loro connazionali emigrati tramite l’associazione internazionale Aitm della capitale. (g.f.)
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Istrana
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Festa e tradizione
Successo per il Carnevale L
o Stregatto, Dumbo, la dea con i serpenti in testa, animali mitologici, la giungla, il diavolo ma anche un mondo fatto di caramelle. Questi i carri che hanno incantato e fatto divertire i cittadini di Istrana a suon di musica, balli scatenati e una pioggia di coriandoli colo-
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rati in mezzo ai quali, qualche mascherina ci aveva infilato anche alcune caramelle. Il Carnevale di Istrana, tra i primi della provincia ad andare in scena, ha fatto un tutto esaurito con una sfilata che ha visto la chiusura da parte del carro del Noi di Sala “Benvenu-
Trenino rosso del Bernina e Val Roseg in carrozza
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Alcuni momenti dei festeggiamenti del carnevale
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ti nell’Olimpo”. La grande novità di quest’anno però è stata la sfilata delle mascherine alla quale, nel pomeriggio, hanno preso parte una decina di bimbi di tutte le età vestite da principesse, fatine, draghi, clown,
fiorellini e da supereroi come Batman, Superman e l’incredibile Hulk. Tanta l’emozione dei piccoli nel salire sul palchetto allestito in piazzetta Franceschetti che si sono sfidati sotto gli occhi dei genitori altrettanto entusiasti. Alla sera invece la sfilata dei carri. Ad aprire le danze quello di Trevignano “Il regno dell’allegria”, seguito da quello “Candylandia” di Castagnole, “Saluti da” di San Gaetano, “Sonic” di Falzè di Trevignano e Signoressa, “Medusa” di Porcellengo.
Immancabile anche quello con i simboli della Walt Disney creato da Santa Cristina e quello a tema giungla con tanto di animali feroci di Musano chiamato “Un’avventura nella giungla”. Presente anche il gruppo di San Floriano di Campagna, “I sensa pasiensa” che lo scorso anno hanno organizzato il carnevale di Castelfranco, “Un sacco di desideri”. E a chiudere la sfilata quello di Sala anticipato dalle macchiette che a ritmo di Zumba hanno fatto ballare tutti i presenti. Lucia Russo
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Un concorso all’insegna dell’arte
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Il carnevale istranese è stato uno dei primi ad iniziare, tra balli, canti, musica e la tradizionale sfilata dei carri allegorici
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onto alla rovescia per la terza edizione di “Biennale d’arte Istrana”, l’evento che sarà inaugurato il 14 marzo alle ore 17.30, organizzato dalla Pro loco, con il patrocinio del Comune di Istrana e in collaborazione con Vendere quadri. Ca’ Celsi ospiterà la mostra aperta a tutti gli artisti maggiorenni operanti in pittura, grafica, disegno, incisione, fotografia, scultura e installazione. Al bando di concorso potranno partecipare tutti gli artisti che presenteranno un’opera inedita (con misura non superiore a 70cm) a tema libero. Per partecipare bisognerà iscriversi entro il 7 marzo inoltrando la
scheda di adesione con in allegato due foto dell’opera all’indirizzo biennalearte@prolocoistrana. info. Al momento della consegna dell’opera è prevista una quota di partecipazione di 15 . Una giuria di esperti valuterà tutte le opere dei partecipanti. Grande novità di quest’anno: la valutazione della pubblicazione del coefficiente di ogni artista iscritto. Le premiazioni avverranno sabato 14 marzo. Primo premio assoluto: pacchetto completo servizi di Vendiquadri e un articolo personale sulla rivista d’arte nazionale ContemporArt. Saranno inoltre assegnati premi ai vincitori di ogni categoria. (g.f.)
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Morgano
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Open Canoe in polemica. Bertolin: “Resto dentro, ma mi dissocio” Cristian Bertolin non fa più parte di Open Canoe, l’associazione che ripulisce il fiume Sile, sensibilizzando la comunità sull’educazione ambientale
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cque agitate all’interno dell’associazione Open Canoe, il gruppo che a bordo delle proprie imbarcazioni ripulisce il Sile dai rifiuti, in collaborazione con Contarina. Cristian Bertolin non fa più parte dell’associazione. È stato messo fuori. La conferma arriva dal nuovo direttivo, oggi guidato da Enrico Martin e dal vicepresidente Richard Zennaro. Ma per Bertolin le cose non stanno affatto così. “Faccio sempre parte dell’associazione, visto che non ho mai ricevuto dal precedente o dall’attuale direttivo nessuna comunicazione in merito – mette in chiaro – e comunque, come hanno già fatto altri storici soci, mi dissocio dall’operato dell’attuale direttivo”. Il clima non è affatto sereno. Ed è un peccato se si pensa al grande lavoro fatto dal gruppo Open Canoe per tenere pulito il Sile. Solo l’anno scorso l’associazione ha raccolto 583 sacchi di rifiuti nelle aree naturali e nel territorio protetto. Un’attività resa possibile dalle 1.576 ore di volontariato fatte dalle persone che salgono sulle canoe, anche più volte a settimana, per andare a caccia della spazzatura che sporca gli scorci più belli delle trevigiano. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 200 volontari: 26 volontari singoli, 49 soci e altri 132 volontari intercettati attraverso la collaborazione con altre associazioni. “Grazie all’impegno di molte persone che hanno dedicato tempo, energie e risorse, Open Canoe Open Mind ha raggiunto obiettivi importanti nelle attività di sensibilizzazione, educazione ambientale, escursionismo e pulizia del fiume Sile nell’ambito del progetto con Contarina – spiegano dal direttivo dell’associazione –. Per quanto riguarda la pulizia del Sile, abbiamo stabilito un record che di certo non è positivo. Significa che i rifiuti nel fiume purtroppo non mancano. Quest’anno sarà necessario supportare ancora di più le atti-
vità di sensibilizzazione rivolte al pubblico. Abbiamo già qualche idea, ma contiamo anche sulla propositività di tutti i soci per formulare proposte e interventi”. Mauro Favaro
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L’esperienza della lettura va avviata precocemente perché il piacere di leggere nasce se gli adulti leggono ai bambini e se si offrono essi stessi come modello adeguato: i bambini guardano, ascoltano e imitano gli adulti. Gli incontri organizzati dalla biblioteca comunale di Morgano, da febbraio a giugno, sono una bella occasione da sfruttare. I lettori
volontari delle associazione Sportivamente, Sorgente e Le ali del Bruco condivideranno il piacere della lettura: venerdì 21 febbraio a cura di Sportivamente, mercoledì 4 marzo a cura di Sorgente, venerdì 17 aprile a cura del gruppo di lettori Le ali del Bruco, venerdì 5 giugno a cura di Sportivamente.Lo scambio di emozioni, pensieri e fantasie di chi legge e di chi ascolta permetterà di presentare i libri come finestre su altri modi, soprattutto nel momento presente, in cui la trasmissione del sapere è prevalentemente se non esclusivamente di tipo tecnologico.
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Morgano .
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Calo di iscrizioni Denatalità
Niente prima alla scuola elementare L
a scuola elementare di Morgano perde la classe prima. A settembre non ci sarà, al netto di sempre più improbabili sorprese. Alla fine del periodo riservato alle iscrizioni, scaduto il 31 gennaio, si contavano solo sette alunni. Ne mancavano otto per raggiungere il numero minimo di 15. Più della metà. Il Comune ha comunque assicurato che farà di tutto per provare a raggiungere quota 15. Una missione che però sembra impossibile. Il prossimo anno l’elementare Da Vinci di Morgano, ampliata solo pochi anni fa con una spesa di oltre 200mila euro, sarà un po’ più vuota. E non è mancato uno scontro tra le famiglie, il Comune e l’istituto comprensivo. I genitori dei
bambini che avrebbero voluto mandare il proprio figlio alla Da Vinci sostengono di aver saputo solo pochi giorni prima della chiusura delle iscrizioni che non ci sarebbe stata alcuna prima. E nove di loro hanno preso carta e penna scrivendo una lettera di fuoco al Comune e all’istituto guidato dalla preside Daniela Bettini. All’inizio di febbraio è andata in scena una riunione tra il sindaco Daniele Rostirolla, i rappresentati dell’istituto comprensivo e la famiglie. Ma ormai la strada sembra segnata. “Abbiamo fatto tutto il possibile. Il Comune di Morgano conta in tutto 44 nati nel 2014. Questo è il numero. Considerando che una quota sceglie sempre altre
Alla fine del periodo riservato alle iscrizioni si contavano solo sette alunni. Ne mancavano 8 per raggiungere il numero minimo di 15
scuole per questioni di comodità dei genitori, è arduo riuscire a mettere in piedi due sezioni a Badoere e una a Morgano – fa il punto il primo cittadino –. Ci siamo confrontati anche con i Comuni vicini. Ma il problema della denatalità è omogeneo e, ovviamente, di portata nazionale. Comunque sia, non lasceremo nulla di intentato. Con la consapevolezza che non si può pensare di distribuire i bambini
tra vari paesi come se fossero delle figurine”. Alcuni genitori di Morgano hanno subito scelto di puntare sulla scuola elementare di Santa Cristina. La maggior parte, però, farà riferimento a Badoere. E questi sottolineano anche il rischio beffa: il regolamento dell’istituto comprensivo prevede la precedenza per chi abita nella frazione dove sorge la scuola e solo in seconda battuta per chi vive nel resto del comune. “È un discorso che vale nel momento in cui vengono fatte classi in ogni frazione – conclude Rostirolla –. Se a Morgano non ci sarà una nuova prima elementare, tutti verranno trattati nello stesso modo nella scuola di Badoere. Ci mancherebbe”.
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Cultura .
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Giovani artisti Un cuore grande
Irene, 10 anni e già un talento I
Nella foto Irene Gemin
La giovane artista istranese con il sogno di diventare famosa come Van Gogh, ha allestito una mostra a Treviso. Il ricavato delle vendite andrà all’ospedale oncologico pediatrico
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nerale Francesco Benazzi. Il desiderio espresso da Irene è stato infatti quello di donare il ricavato delle vendite delle sue opere al reparto di pediatria oncologica del Ca’ Foncello di Treviso che, qualche settimana fa, ha visitato insieme alla mamma Lisa Zamberlan, papà Marco Gemin e il primario del reparto Stefano Martelossi e lo staff medico, è andata a visitare e a conoscere i piccoli pazienti. E proprio a loro andrà il ricavato delle opere astratte di Irene. Un genere sicuramente non facile da dipingere e nemmeno da comprendere tanto che Paolo Latini nel suo libro lo descrive come: “Il movimento dei meli gemelli”, definisce così: “E’ qualcosa di più profondo di una corrente artistica, è una forma di interpretazione della vita attraverso forme, colori e suggestioni, senza che questi riconducano necessariamente a forme e oggetti riconoscibili. Per essere un buon artista astratto servono sensibilità, intuizione, rapidità di pensiero, coraggio e concentrazione”.
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rene Gemin ha solo 10 anni, le idee chiare e un cuore d’oro: “Da grande voglio diventare famosa come Van Gogh, venderò i miei quadri e darò i soldi ai bambini malati”. Il suo sogno a piccoli passi sta diventando realtà, ha allestito una mostra a Treviso nel Mecenate Tea Lounge di Treviso in piazzetta della torre. Irene, residente a Ospedaletto di Istrana, nei suoi quadri parla direttamente all’anima. Prende il pennello nella sua manina, usa colori vivaci, linee dettate dal cuore e dalla sua mente piena di inventiva e sogni. A scovare il suo estro artistico, il vignettista trevigiano Beppe Fantin che a novembre li ha visti per caso e ne è subito stato attratto. “Sono rimasto abbagliato da questa sua semplicità di stemperare e unire i colori – ha detto Fantin –. Non una pennellata banale, non un segno retorico, solo tanta passione e bravura”. Peculiarità che hanno convinto Fantin a creare, insieme a Rosita Renosto e Paolo Latini, una mostra a Treviso con le opere della piccola Irene coinvolgendo, su volontà dell’artista, l’Usl 2 Marca Trevigiana con il direttore ge-
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Villa Lattes nel segno della memoria
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da Istresco. In tanti hanno partecipato alle presentazione del libro sulle vicende del campo di concentramento di Treviso sito in quella che oggi è la Caserma Cadorin.
Tra il 1942 e il 2943 la struttura ospitò una media di 2500 persone in maggioranza civili e sovietici croati. Le vittime furono 200 tra le quali 50 bambini. (l.r.)
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illa Lattes apre le porte alla memoria. Successo per i due eventi promossi dall’amministrazione e dalla cooperativa Culture per ricordare il dramma dell’Olocausto. Sabato 1 febbraio è stata la volta della presentazione del libro vincitore del premio Andersen nel 2015, “La città che sussurrò”. La lettura animata del libro illustrato rivolta a bambini e ragazzi delle scuole elementari ha riscosso un buon successo di presenze. Il pomeriggio è stato presentato il libro “Di là del muro” di Francesca Meneghetti, edito
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9 per sempre, il ricordo di Enrico Crosato
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anta soddisfazione e orgoglio per lo Special Team, il gruppo sportivo di Trevisatletica costituito da 18 atleti, ambo sessi, con disabilità intelletti-
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va relazionale, di età compresa principalmente tra i 15 e i 35 anni che ogni anno affronta numerose gare provinciali, regionali e nazionali, corse campestri e manifestazioni sportive nella provincia di Treviso. Il Team, che si allena dalle due alle tre volte a settimana, accompagnato da tecnici qualificati e sostenuto dai genitori degli atleti, è stato infatti recentemente impegnato in un week end tricolore ad Ancona nel campionato italiano di atletica leggera indoor, che ha inaugurato la stagione sportiva 2020 della società sportiva trevigiana. La competizione, svoltasi nel pala indoor di Ancona, ha visto la partecipazione di ben 123 atleti in rappresentanza di 30 società provenienti da tutta Italia. Trevisatletica ha aderito all’evento con quattro dei suoi migliori atleti, partecipando alle specialità del salto lungo e del salto triplo con Serena Bettin, del getto del peso 7.26 kg categoria amatoriale con Damiano Zambon, del getto del peso 7.26 kg con Francesco Grando e del getto del peso
4.00 kg, riservato agli atleti con sindrome di down, con Carlo Alberto Zieger.Ed è stata proprio Serena, originaria di Zero Branco, a vincere la medaglia d’oro, classificandosi così come campionessa italiana di salto triplo con il record nazionale di 7.18 m. Bettin aveva inoltre già ottenuto il secondo posto nel salto lungo con la misura di 3.39 m, record personale. Ottimi risultati anche per Carlo Alberto Zieger che nel getto del peso 4.00 kg, riservato agli atleti con sindrome di down, si è piazzato al secondo posto con la misura di 6.94 m. Medaglia d’argento, con la misura di 6.21 m, anche per Damiano Zambon nel getto del peso 7.26 kg, riservato alla categoria amatoriale. Buona la performance di Francesco Grando, quarto classificato nel getto del peso 7.26 kg con la misura di 6.21 m. Gaia Ferrarese
o Sporting Quinto Futsal, società di calcio a 5, ha ritirato la maglia numero nove. Nessuno indosserà più la maglia appartenuta a Enrico Crosato, il calciatore e volontario dell’Enpa nel canile di Ponzano, che lavorava come agente di rampa all’aeroporto Canova, mancato lo scorso 6 gennaio a soli 27 anni a causa di un sarcoma scoperto solamente un anno prima. La maglia numero nove è stata simbolicamente consegnata nelle mani dei genitori di Enrico, il papà Renzo e la mamma Roberta, assieme al fratello Devis. E non ci si è fermati qui. La società di calcio a 5 ha anche cambiato il proprio stemma: d’ora in poi sotto il simbolo del cigno ci sarà per sempre una scritta dedicata proprio a Enrico: “#EC9”. La stessa scritta che campeggia sopra la curva del PalaCiardi, il palazzetto dove gioca lo Sporting Quinto Futsal, a sua volta intitolata a Enrico. “Non possiamo che ringraziare la società. Sono tutti magnifici – spiega Renzo – stiamo vivendo emozioni fortissime imparando a conoscere Enrico come lo vedevano gli altri. Ed è bello proprio come quello che vedevamo noi”.(m.f.)
Il toccante omaggio silenzioso in onore del campione Kobe Bryant
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essun palleggio, nessun urlo, nessun fischio, per un minuto solo silenzio nella palestre di tutta Italia: tifosi, giocatori, allenatori arbitri hanno voluto ricordare così il grande campione Kobe Bryant, morto con la figlia Gemma e altre 8 persone a causa di un incidente in elicottero lo scorso 26 gennaio. Anche le squadre di Quinto d Treviso, Morgano, Istrana e Zero Branco hanno voluto rispettare questo omaggio silenzioso, carico di emozione disposto dal presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci in tutti i campi per l’intera settimana a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. È stato toccante vedere anche le giovani categorie non solo rispettare il minuto di silenzio, ma anche commettere l’infrazione di 24 secondi e poi quella degli 8 secondi per ricordare i mitici numeri di maglia di uno dei loro giocatori prediletti. Il basket italiano ha nel cuore questo campio-
ne gentile che visse in Italia dai 6 ai 13 anni, dal momento che il padre Joe giocò nel Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Un amore ricambiato: “Sono cresciuto qui – rivelò durante un’intervista a Radio DeeJay. – Questo Paese resterà per sempre nel mio cuore”. (G.F.)
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L’intervista Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro
“Pronta al confronto elettorale per il futuro del Veneto” E
lena Donazzan da 15 anni siede tra i banchi della giunta regionale veneta. Nominata per la prima volta nel 2005 dal Presidente Galan con i referati di Istruzione, Formazione, Lavoro, Tutela del Consumatore, Sicurezza alimentare, Servizi veterinari, Caccia e Protezione civile, è stata poi confermata da Luca Zaia nel 2010, con i referati di Istruzione, Formazione, Lavoro e dal 2014 anche Trasporti. Poi, con la seconda amministrazione Zaia, è stata messa a capo di Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità. Politicamente ha un passato in An, poi abbandonata a favore di Forza Italia per approdare, a giugno 2019, in Fratelli d’Italia. Assessore, si ricandiderà alle regionali del 2020? “Certo! Penso che sia un momento importante di restituzione e valutazione, che non dovrebbe impensierire nessuno. Lo dico in termini un po’ polemici con il governo nazionale, che invece teme le elezioni e resta attaccato alla sua sedia, quando invece è del tutto naturale andare a farsi valutare”. La cosa più importante che ha fatto per la Regione in questi anni da assessore? “La gestione delle politiche del lavoro. Noi abbiamo seguito solo nell’ultimo anno oltre 200 tavoli di crisi, quasi uno al giorno. Abbiamo avuto a che fare con la formazione di aziende, la chiusura di altre, con multinazionali arrivate con diverse finalità: chi per investire, chi per speculare, chi per sottrarre fette di mercato. La costante è stata un grandissimo
impegno e un ottimo risultato e non è un dato soggettivo. Lo dico perché non abbiamo mai avuto un conflitto sociale: già nel 2009-2010 ho creato un’unità di crisi perché mi ero resa conto della complessità di certe situazioni che avrebbero potuto degenerare, come succede in tante altre realtà nazionali, con strade bloccate, esasperazione, interventi della polizia. Se in Veneto ciò non è accaduto è grazie a questo lavoro, riconosciuto anche dal ministero dello Sviluppo economico, dal mondo dell’impresa a e del sindacato, che ci hanno sempre ritenuto un interlocutore affidabile per trattare le crisi più complesse”. E’ più difficile gestire la crisi di una grande azienda o di aziende minori ma con imprenditori davvero in difficoltà? “Ho imparato in questi anni che ogni crisi ha una storia. C’è una cosa che le rende particolarmente complesse, piccole o grandi che siano, e cioè quando il management o la proprietà non sono italiani. Infatti, se sono locali e inseriti nel territorio l’interlocuzione è più facile e c’è la voglia di risolvere la situazione positivamente. Se invece si tratta di un fondo speculativo estero, delle relazioni sociali sul territorio e della reputazione non si preoccupa minimamente e non farà l’impossibile per salvare l’azienda. Perciò più che la dimensione a fare la differenza è il soggetto. In un mondo globalizzato, è strategico proteggere le nostre imprese capaci e competitive, ma è necessario metterle in sicurezza facendo in mondo che la concorrenza
sia leale”. Per quanto riguarda l’istruzione? “Una mia grande vittoria è stata l’introduzione degli Its (percorsi di specializzazione tecnica post diploma, ndr): ho lavorato affinché la formazione professionale e l’istruzione tecnica godessero della medesima reputazione dei licei. È stato un fattore culturale molto difficile da combattere ma ci siamo riusciti. Il Veneto è la regione dove maggiore è il legame con il mondo del lavoro, perciò abbiamo siglato un protocollo con tutto il sindacato e le rappresentanze del mondo del lavoro difendendo l’alternanza scuola-lavoro, proprio quando il governo Conte 1 l’aveva dimezzata”. Nel caso venisse rieletta, quale sarebbe la sua priorità? “Sicuramente rendere compatibile nel sistema Its il mondo dell’università. Quindi, nella programmazione delle politiche per la formazione al lavoro bisognerà ragionare per filiere produttive e distretti. Accorciare le filiere ci renderà sempre più competitivi”. Giorgia Gay
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I sindaci cantano vittoria
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er una volta i sindaci possono cantare vittoria: le proteste di inizio anno per il drastico taglio al Fondo di solidarietà comunale, che andava a privare di risorse preziose gli enti locali per pagare mense, scuolabus, biblioteche, hanno sortito l’effetto sperato. Anzi, hanno ribaltato la situazione, visto che per i Comuni veneti, in larga parte penalizzati da una riduzione di quasi 8 milioni, arriva ora un surplus di 2,7 milioni, per effetto dei 100 milioni con cui il Consiglio dei ministri ha rimpinguato il Fondo, raccogliendo le proposte dell’Anci nazionale, su indicazione dell’associazione dei Comuni veneti che il mese scorso aveva organizzato la trasferta romana con i sindaci. L’inversione di rotta, osservano all’Anci, permette così di scongiurare i tagli a servizi essenziali che i Comuni avevano paventato. “È una vittoria dei sindaci, dei cittadini e del territorio – spiega il presidente di Anci Veneto Mario Conte-. Come Associazione ci siamo mossi per primi e abbiamo ricevuto subito il sostegno di molte altre Anci regionali, come pure dell’Anci Nazionale e dello stesso Sottosegretario al Ministero dell’Interno Achille Variati, che ringrazio per la grande disponibilità al dialogo e la volontà comune di trovare una soluzione”. Ma c’è un altro fronte caldo sul quale l’Anci promette battaglia, il problema del turnover del personale degli enti locali. “Anche in questo caso tutto parte da una norma, la Manovra di bilancio, - osserva Anci Veneto - che stabilisce nuovi criteri di calcolo per assumere nuovi dipendenti. Si parte infatti dalla media delle entrate nei rendiconti degli ultimi tre anni. Tuttavia, non si tiene conto che nel Veneto alcuni servizi vengono effettuati in forma associata e che la riscossione delle relative tasse non figurava tra le entrate correnti. Il quadro finanziario risulta perciò sfalsato, a danno di tutti quei Comuni che hanno fatto mille sacrifici per far quadrare i conti e al tempo stesso mantenere i servizi. Gli enti locali veneti sono virtuosi perché non hanno speso un euro in più di quello che potevano e non hanno assunto una persona in più di quante dovevano”. (n.s.)
Elezioni comunali a Venezia
Centrosinistra in alto mare, si parla anche di primarie S e da un lato il sindaco uscente di Venezia Luigi Brugnaro di fatto si ricandida, dall’altro invece nel centrosinistra, i giochi per la candidatura da contrapporre al centrodestra, non sono per nulla decisi. Tutto è ancora in alto mare. Nel momento in cui scriviamo, dopo giorni di dibattito convulso nel centrosinistra si aprono anche le prospettive di disputare le primarie. Ma dietro al braccio di ferro sulle primarie si cela l’idea di una parte del Pd veneziano di andare alla sfida con il sindaco uscente
puntando al centro. Per giorni ha circolato come possibile candidato sindaco il nome del rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi, finché l’interessato non ha chiuso la questione facendo sapere di non essere disposto a correre. A sinistra del Pd,inoltre, si preferiscono le primarie. Il confronto tra i diversi candidati dovrebbe portare dibattito e convergenza finale alla fine sul più votato. Intanto resta in campo, ad esempio, anche Andrea Martini, presidente di Municipalità di Venezia Burano e Murano che si
è dimesso dal suo partito, e che ora di fatto sta facendo una campagna elettorale casa per casa. Infine è tornata in campo pure l’ipotesi di candidare Gianfranco Bettin presidente della Municipalità di Marghera. Si tratta di una ipotesi ben vista anche da alcuni settori del Pd e dai movimenti, per l’ esperienza ambientalista. Intanto in queste settimane, sindaco uscente Luigi Brugnaro ha stretto accordi con la Lega e Fratelli d’Italia. Una mossa che lo rafforza politicamente ma che indebolisce indub-
biamente il suo profilo civico. Restano poi l’ incognita elettorale delle candidatura del Movimento 5 Stelle che ancora non si è espresso. (a.ab.)
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Politica
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Marino Zorzato (Forza Italia) E’ stato deputato e consigliere regionale
Francesca Zottis Partito Democratico, consigliere regionale
“Non mi ricandido ma continuo a fare politica attiva”
“Necessario un maggiore coinvolgimento dei cittadini su temi chiave come la sanità”
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on mi ricandido”. Parola di Marino Zorzato, consigliere regionale del Gruppo Consiliare: Forza Italia - Berlusconi presidente - Area popolare Veneto, eletto nel 2015 nella lista Ncd-Udc-Area Popolare , circoscrizione di Padova, con 3.184 preferenze. Nel panorama delle tante ricandidature alle prossime regionali la scelta di Zorzato rappresenta, di sicuro, un’eccezione. “La politica come la vita – spiega - è fatta di cicli. Questo del mio impegno politico a livello regionale è un ciclo che si chiude. Ho fatto la mia parte, è giusto che qualcun altro faccia oggi la sua. Se non si lascia spazio anche ad altri, la politica non cresce. Lo so, nessuno si fa da parte, ma qualcuno deve pur avere il coraggio di farlo”. La sua non ricandidatura non è un “no” definitivo alla politica. “E come potrei? La politica è da sempre una passione, non riuscirei a farne a meno. Ma passione e impegno politico si possono coltivare anche facendo altre cose, dedicandosi ad altri ambiti, sostenendo ad esempio qualcun altro”. Zorzato, ex assessore regionale, arriva da un’area da sempre molto prolifica a livello di leader politici come l’Alta padovana. Nato il 10 maggio 1956 a Cittadella, sposato con due figli maschi (uno ingegnere, l’altro medico), Zorzato ha una laurea in Ingegneria Civile conseguita all’Università di Padova ed è libero professionista. Ha iniziato l’attività politica nel Comune di San Martino di Lupari (Pd), dove risiede, prima come consigliere, poi come assessore e vice sindaco. Dal 1995 al 1999 è stato consigliere, vicepresidente del Consiglio provinciale di Padova e assessore provinciale dal 1999 al 2001. Eletto alla Camera dei Deputati nel 2001, è stato presidente della Commissione speciale per
l’esame dei Disegni di Legge e membro della V Commissione. Da aprile 2010 a giugno 2015 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Regione e di assessore al Territorio, alla Cultura e agli Affari Generali. “Ne ho fatta di strada – afferma – così come sono stati numerosi gli impegni, i disegni di legge, i progetti voluti e portati avanti in vari ambiti dalla cultura alla pianificazione del territorio, quest’ultimo il terreno che più mi appartiene vista la mia formazione professionale. Le deleghe che mi sono state affidate durante questa esperienza sono state quelle alla pianificazione territoriale e urbanistica, beni ambientali, culturali, e tutela del paesaggio, cultura, spettacolo e sport, programmazione (FAS), risorse umane, affari generali, demanio e patrimonio, sistema informatico ed e-government. Attualmente sono componente delle Commissioni consiliari Prima (politiche istituzionali, politiche dell’Unione europea e relazioni internazionali, politiche di bilancio e di programmazione) e Quinta (politiche socio sanitarie). Se devo individuare un progetto o un ambito di programmazione e attuazione tra i tanti realizzati, devo ammettere che tutti sono stati importanti. Di sicuro, però, il risultato più grande è stato quello raggiunto con il Piano casa. In primo luogo perché è stato messo a punto in un momento di difficoltà economica; in secondo luogo perché, attraverso questo strumento, abbiamo cercato di salvaguardare il territorio non stravolgendo ma preservando l’edilizia esistente”. Tra le attese per il futuro:“ovviamente la tanto desiderata autonomia: un desiderio e un auspicio, giustamente, di tutti i veneti. La vera sfida sarà non tanto raggiungerla, quanto piuttosto essere in grado di gestirla e gaNicoletta Masetto rantirla”.
a veneziana Francesca Zottis, 40 anni, professionista nell’ambito della progettazione europea, sposata con una figlia, di San Donà di Piave, è consigliere del Pd in consiglio regionale. Consigliera Zottis come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliera regionale? “Per i veneti purtroppo c’è poco da stare allegri: le grandi aspettative prodotte sono state in buona parte deluse. Se ci fosse un maggior coinvolgimento del Consiglio e dei territori in materie centrali come, per esempio, la sanità le cose andrebbero sicuramente meglio per tutti”. Di quali risultati è più orgogliosa? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgogliosa di aver partecipato alla battaglia sulla riforma del servizio sociosanitario regionale che ci ha portato ad ottenere alcuni risultati importanti come ad esempio il ruolo dei sindaci nella programmazione. Ho portato avanti insieme al gruppo Pd la necessità di finanziare maggiormente i centri antiviolenza, le politiche per la legalità e la cultura con emendamenti specifici in bilancio. Sono contenta dell’approvazione della legge del Codice identificativo degli alloggi turistici che mi ha vista promotrice con il collega Pigozzo di una prima bozza all’interno della commissione turismo. Dopo questi cinque anni in cui ho potuto comprendere meglio la macchina regionale rafforzerei maggiormente le reti con i territori che sono il reale specchio dei bisogni, focalizzerai il mio impegno per incentivare una cultura di legalità, di umanizzazione e rispetto dell’ambiente sia per quanto riguarda la programmazione turistica ed urbanistica”. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “Credo non ci sia ancora piena consapevolezza delle trasformazioni sociali in atto
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e del motivo per cui molti cittadini, e sopratutto i più giovani, non considerino credibile la politica. A livello nazionale ci si trova di fronte ad un bivio. Dobbiamo avere il coraggio di non mediare rispetto alla rivoluzione sociale odierna. Non basta affermare che vogliamo aprirci alla società civile bisogna permettere a questa di entrare nel processo delle scelte. Bisogna fare in modo che partiti e movimenti condividano valori ed indirizzi, che sappiano raccogliere e non imporre e che chi viene eletto nelle istituzioni, sappia scegliere e decidere velocemente sulla base di quanto accade nel mondo e non nelle stanze di partito. Sono in atto ormai da anni cambiamenti socio politici che rivoluzioneranno e hanno già rivoluzionato gli equilibri internazionali. Se l’Italia vuole giocare un proprio ruolo rispetto all’Africa, al mondo asiatico, all’America deve decidere di perseguire due indirizzi strategici: investimenti nella ricerca e sviluppo di una cultura e una rete Europea. In caso contrario saremo schiacciati. In questo contesto anche il tema dell’autonomia deve essere trattato da un punto di vista culturale e non solo tecnico. Annullare le autonomie è sempre uno sbaglio, ma pensare che una Regione, una Città o uno Stato possa agire solo grazie alla propria forza è un errore. Penso infine che il tema del rispetto debba ritornare nell’agenda delle istituzioni perché la “legge del più forte” sta portando il nostro paese ad una deriva senza prospettive. Le forze non sovraniste devono fare uno sforzo: andare oltre gli interessi del consenso e ritornare a guardare al bene comune”. Si ricandiderà a consigliera regionale? “Si ho intenzione di mettermi a disposizione del mio partito ancora più consapevole di quanto oggi territorio, determinazione e coraggio debbano essere parole d’ordine e Alessandro Abbadir non solo spot”.
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Politica
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Elezioni regionali Scontro in Consiglio Regionale sulle modifiche allo Statuto
Blitz sugli assessori esterni, scoppia la bagarre L
a lunga maratona che porterà alle elezioni regionali di fine maggio parte di slancio e si infiamma con la polemica sulla revisione dello Statuto del Veneto approvata con il ricorso al voto di fiducia. Con questa mossa, voluta dalla maggioranza più vicina alla lega e a Zaia, nella prossima legislatura ai 51 consiglieri regionali bisognerà sommare i 10 assessori. Perché questi ultimi potranno essere pescati al di fuori dagli eletti in consiglio oppure, nel caso già vi siedano, si dimetteranno per lasciare il posto agli esclusi. Per l’opposizione si tratta di una mera moltiplicazione di poltrone e di costi mentre per la maggioranza si tratta di un provvedimento necessario, tutt’altro che dannoso. “Abbiamo introdotto modifiche molto importanti che, in particolare, riguardano la gestione dei congedi dei Consiglieri in occasione delle sedute consiliari e i compiti dell’Ufficio di Presidenza, l’organo di governo dell’assemblea regionale. - è la spiegazione di Luciano Sandonà, consigliere del gruppo Zaia Presidente, nonché relatore del provvedimento -
Infine l’ultima modifica va a cancellare la norma dello Statuto che prevede che i componenti della Giunta siano scelti tra i Consiglieri regionali: in questo modo lo Statuto viene allineato alle ultime variazioni della Legge elettorale che prevedono che gli assessori siano esterni al Consiglio. Una modifica pensata proprio perché normalmente gli incarichi di Assessore impediscono di seguire i lavori del Consiglio in modo produttivo. Le polemiche sollevate dalle opposizioni, quindi, non hanno ragione di esistere. Ricordo ai colleghi della minoranza che già in questa legislatura il numero dei Consiglieri è sceso (da 60 a 50), così come quello degli Assessori (da 12 a 9), quindi non hanno motivo di parlare di spreco di soldi pubblici. Piuttosto un referendum sullo Statuto, come quello che ha annunciato l’opposizione, non farà altro che dissipare i risparmi dei cittadini”. Netta invece la bocciatura dalle minoranze, a partire dal coordinamento Veneto 2020: “La Lega cambia unilateralmente lo Statuto del Veneto e introduce
gli assessori tutti esterni, cioè non eletti in consiglio regionale. - affermano Piero Ruzzante, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle - Risultato: 61 poltrone, come ai tempi di Galan. Si torna al ‘95! Con la novità, peggiorativa, che 10 di questi 61 non saranno eletti dal popolo ma nominati da una persona sola, il prossimo Presidente del Veneto. Con un costo aggiuntivo di 7 milioni di euro, è assurdo: il Parlamento diminuisce il numero di deputati e senatori, mentre Zaia nel Veneto vuole aumentare i Consiglieri. La Lega ha deciso di rompere il “patto costituzionale” che aveva visto l’approvazione all’unanimità dello Statuto del Veneto”. Per i tre consiglieri è un “blitz di fine mandato” in piena regola, con il quale il presidente uscente intende assicurarsi poteri ancora più ampi in caso di rielezione. Da qui la contromossa: “abbiamo depositato le nostre firme per chiedere un referendum sulla modifica statutaria, invitando tutte le opposizioni a fare lo stesso. Visto che la Lega ha rotto il patto costituente, la parola deve tornare al popolo”. Promette battaglia an-
Per la maggioranza serve a migliorare l’efficienza del Consiglio, per l’opposizione invece si traduce in 10 poltrone in più e una maggior spesa per 7 milioni che il Movimento 5 Stelle: “Insomma, dopo essersi fatto vanto del limite di due mandati dicendo perfino di averlo insegnato a noi del Movimento, Zaia si è rimangiato tutto autorizzando a se stesso altri 5 anni da presidente, ma non contento, ora ha pensato bene di poter sperare in 5 anni di tranquillità”. Un secco no è arrivato anche dal Partito Democratico. Stefano Fracasso sottolinea che “da parte della
maggioranza c’è stata la rottura di un’intesa costruita con fatica, un lavoro intenso e approfondito che aveva portato all’approvazione unanime del nuovo Statuto nella precedente legislatura. Chiediamo che sia data piena attuazione allo Statuto e ci auguriamo che avvenga nella prossima legislatura, in modo da fornire adeguate garanzie a tutti i consiglieri nello svolgimento della propria attività”. (n.s.)
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Coronavirus
Paura anche in Veneto ma la situazione è sotto controllo
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Coronavirus, l’epidemia che spaventa anche a casa nostra Smog, l’aria inquinata del Veneto e il triste primato delle Pm10 a pag 26
Dipendenze, verso il nuovo Piano Triennale regionale
olmonite da nuovo Coronavirus, è stato d’emergenza sanitaria anche in italia. Angelo Borelli, il capo della Protezione civile, sarà il Commissario chiamato a gestire misure operative e tempi per combattere nel nostro territorio la diffusione del virus. Nel momento in cui andiamo in stampa i casi accertati di contagio nel nostro paese sono due, si tratta di anziani turisti cinesi giunti a Malpensa da Wuhan lo scorso 23 gennaio e ricoverati a Roma, nel reparto di malattie infettive dell’Istituto Spallanzani. Le loro condizioni sono definite discrete. Nel loro viaggio italiano sono passati anche in Veneto, a Verona, dove hanno soggiornato una notte in albergo prima di dirigersi a Parma. “I due casi di pazienti confermati in Italia come portatori di Coronavirus – spiega Silvio Brusaferro, presidente Istituto superiore di sanità - sono degli eventi che in qualche modo sono attesi analogamente a quanto sta succedendo in altri Paesi europei. Non possiamo escludere che nelle prossime settimane possano verificarsi casi cosiddetti secondari, ovverosia persone che sono entrate in contatto con coloro che sono portatori del coronavirus”. Prosegue alla pag. seguente
Gli alunni di Sottomarina aiutano la Pediatria dell’Ospedale di Chioggia
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Paura anche in Veneto ma la situazione è sotto controllo
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Smog, l’aria inquinata del Veneto Smog, l’aria inquinata del Veneto e il triste primato delle Pm10 e il triste primato delle Pm10
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o stato di salute dell’aria nel Veneto versa in condizioni critiche eo l’aspetto è chenel si tratta unapallet situazione che stato dipreoccupante salute dell’aria Ve- di in e legname. gno della Regione. “La Regione del tende sempre più a diventare cronica. La diagnosi è di Legambienneto versa in condizioni critiche e Ma al di là della situazione contin- Veneto – commenta – ha stanziato te che ha preoccupante diffuso, lo scorso gennaio, un’analisi dellae situazione l’aspetto è che si tratta gente dei provvedimenti dei sindaci nell’ultimo triennio quasi un miliardo facendo riferimento aiche datitende raccoltisempre annualmente dalle centraline di una situazione delle singole città, il problema rimane di euro, in interventi di varia natura, Arpa.aDa quest’analisi risultaLa il triste primato del con sei regionale suscita un per abbassare il livello di inquinapiù diventare cronica. diagnosi e a Veneto, livello politico che, negli 10 anni,lohannoacceso superato regolarècittà di capoluogo Legambiente che ultimi ha diffuso, confronto. mento atmosferico: 92,5 milioni per mente il limite delle concentrazioni di Pm10 in atmosfera previsto scorso gennaio, un’analisi della siIn queste settimane le forze di op- l’efficientamento energetico, 702 dalla legge.facendo Con 5 città ciascuna, ai seguono Emiliain più occasioni pun- milioni per i mezzi di trasporto, 60 tuazione riferimento dati Lombardia posizioneedhanno Romagna. Un trend che sembra essere confermato anche per l’an- il governatore Luca milioni per l’intermodalità, 106 milioraccolti annualmente dalle centraline tato il dito contro no da poco iniziato, stando alle informazioni raccolte nelle prime Arpa. Da quest’analisi risulta il triste Zaia e l’assessore competente. ni per le infrastrutture, 5 milioni per tre settimane del 2020:con persei 19città giornicapoTreviso ha già i li- i consiglieri regio- il settore agricolo. Abbiamo messo in primato del Veneto, Lo superato hanno fatto miti di concentrazione delle Vicenza luogo che, negli ultimi 10polveri anni, sottili, hannoVenezia naliper del18,M5S Jacopo Berti,Erika Bal- campo più di 70 misure previste dal 17, Rovigo regolarmente e Verona 15. Sotto osservazione soloManuel le Pm 10Brusco ma superato il limite delle nondin, e Simone Scara- ‘Piano Aria’ approvato dal Consiglio ciato la dichiarato Regione Venetoregionale. alla Commissione Europea per la violaanche gli altri inquinanti, dannosi per la salute umana, il biossido concentrazioni di Pm10 in atmosfera bel. “Chiediamo – hanno E continueremo a investire zione della Direttiva sulla qualità dell’aria e la relativa emergenza d’azoto e l’ozono troposferico. Il maltempo di metà gennaio, ha previsto dalla legge. Con 5 città cia- - che immediatamente venga portato ancora, non abbasseremo la guardia, sanitaria. L’assessore all’Ambiente Gianpaolo a confermato l’osservatorio regionale della qualità dell’arialodell’Arscuna, seguono Lombardia ed Emilia a regime studio della diffusione di veneto coordinandoci anche con leBottacin, altre Resua volta, ricorda l’impegno della Regione. “La Regione del Veneto pav, ha contribuito per il momento a far rientrare l’allarme scattato Romagna. Un trend che sembra es- patologie rapportabili all’inquinamen- gioni del bacino padano, perché è un – commentaSi–tratha stanziato quasi un miliarnelle confermato prime settimane dell’anno con leda relative perbase la geografica. sere anche per l’anno to restrizioni dell’aria su fatto nell’ultimo oggettivo triennio e inequivocabile che do di dei euro,veneti in interventi di variapianura natura,siper abbassare per il livello circolazione di alcuni per l’accensione ta di fuochi all’apertola salute poco iniziato, standoveicoli, alle informazioni di preservare e questa caratterizzi una di inquinamento atmosferico: 92,5 milioni l’efficientamento e l’utilizzonelle del combustibile in pallet e legname. raccolte prime tre settimane del di attribuire finalmente le responsaparticolarità unica per al mondo, quella di energetico,un 702promilioni avere per i mezzi trasporto, 60ricambio milioni per l’inMa alper di là situazione provvedimenti dei proponiamo 2020: 19della giorni Trevisocontingente ha già su-e deibilità. Fin da ora uno discarsissimo d’aria termodalità, 106 milioni per le infrastrutture, 5 milioni per il sindaci delle singole città, il problema rimane e a livello politico perato i limiti di concentrazione delle tocollo generale di riduzione delle im- dovuto alla sua geomorfologia”. setagricolo. Abbiamo messo in campo più di 70 misure previste regionalesottili, suscitaVenezia un acceso polveri perconfronto. 18, Vicenza missioni nocive: pertore quanto riguarda Il problema, di fatto, va ben oltre dal ‘Piano Aria’ approvato dal Consiglio regionale. E continueremo In queste settimane le forze di opposizione hanno in più occa17, Rovigo e Verona 15. Sotto osserva- quelle attribuibili alla mobilità urbana, i confini regionali e interessa, nello investire abbasseremo sioni puntato il dito contro governatore e l’assessore zione non solo le Pm 10 ilma anche gliLucasiZaia elabori subito unapiano di ancora, ricorso nonspecifico, tuttelaleguardia, regionicoordinandoci attraversate anche con le altre Regioni del bacino padano, è un fatto competente. altri inquinanti, dannosi per la salute progressivo a quella elettrica fino ad dalla Pianura padana.perché E, per questo e inequivocabile che questa si caratterizzi per Lo hanno fatto i consiglieri del M5Sarrivare Jacopo Berti,Erika umana, il biossido d’azotoregionali e l’ozono all’obiettivo oggettivo delle emissioni 0 motivo, sono pianura stati programmati in una particolarità unica queste al mondo, quella di avere unotra scarsissimo Baldin, ManuelIl Brusco e Simone Scarabel. – hanno troposferico. maltempo di metà gen- “Chiediamo per i trasporti pubblici”. settimane incontri le quatricambio dovuto alla geomorfologia”. dichiarato - che immediatamente vengareportato aIlregime lo studioregionale naio, ha confermato l’osservatorio consigliere deld’aria Pd, Antro sua regioni, Emilia, Veneto, Lombardia Il problema, di fatto, va ben oltre della diffusione di patologie rapportabili all’inquinamento dell’aria gionale della qualità dell’aria dell’Ar- drea Zanoni ha quindi denunciato e Piemonte.i confini regionali e interessa, tutte le regioni dalla Pianura padana.– su base Si tratta preservareala salute dei venetiVeneto e di nello pav, hageografica. contribuito per il dimomento la Regione alla specifico, Commissio“Al attraversate ministro Costa proporremo E, per questo motivo, sono stati programmati in queste settimane attribuire finalmente le responsabilità. Fin da ora proponiamo un far rientrare l’allarme scattato nelle ne Europea per la violazione della conclude l’assessore Bottacin - un incontri tra le equattro Pieprotocollo generaledell’anno di riduzionecon delle nocive: per quan-qualità prime settimane le immissioni rela- Direttiva sulla dell’aria la regioni, vero e Emilia, proprioVeneto, pianoLombardia Marshalle ammonte. to riguarda quelle attribuibili alla mobilità urbana, si elabori subito tive restrizioni per la circolazione di al- relativa emergenza sanitaria. L’asses- bientale perché questo grave proble“Al ministro Costa proporremo – conclude Bottacin un piano di ricorso progressivo adiquella elettrica ad arrivare cuni veicoli, per l’accensione fuochi sorefinoveneto all’Ambiente Gianpaolo ma si combatte conl’assessore misure strutturali - unricorda vero e proprio Marshall ambientale perché questo grave all’obiettivoedelle emissioni per i trasporti pubblici”. all’aperto l’utilizzo del 0combustibile Bottacin, a sua volta, l’impe-pianoadeguate”. Il consigliere regionale del Pd, Andrea Zanoni ha quindi denun- problema si combatte con misure strutturali adeguate”.
orvegliati “speciali” anche il Polesine, a Corbola, cinque cinesi mamma, papà e 3 figlie - di ritorno dai festeggiamenti del Capodanno cinese a Hangzhou, a 700 km da Wuhan. Per loro sono previsti 14 giorni di isolamento, il tempo necessario per accertare le loro condizioni di salute. Sembra invece rientrato l’allarme per lo studente e l’imprenditrice trevigiana che erano sotto osservazione per aver accusato sintomi influenzali e febbre dopo essere rientrati dalla Cina. Anche la Regione Veneto si è attivata. “Come Regione Veneto, tramite la Direzione Prevenzione e le altre nostre strutture, stiamo seguendo con grande attenzione tutte le evoluzioni del contagio, in modo da dare una risposta a qualsiasi eventualità possa coinvolgere anche nostri cittadini – spiegava a fine gennaio l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin -. In queste ore, stiamo attivando una task force regionale con l’apporto di tutte le strutture sanitarie, in particolare le unità di Malattie infettive, i laboratori di Microbiologia ed i Dipartimenti di prevenzione, insieme agli altri attori interessati come i Medici di medicina generale e altri professionisti operanti sul territorio”. “L’obiettivo è dare le risposte più corrette ed efficienti nell’eventualità si dovessero presentare casi sospetti – conclude l’assessore -. In questa evenienza, abbiamo già anche individuato il centro regionale di riferimento nell’Azienda Ospedaliera di Padova. Oltre che per eventuali situazioni gravi, quest’ultima sarà il punto di indirizzo in Veneto per il numero verde 1500, attivato dal Ministero della Salute”. Ma cosa si sa ad oggi del nuovo Coronavirus? I Coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori – sono le informazioni divulgate dal sito della Regione Veneto, assessorato alla Sanità e dal Ministero alla Salute - che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e alla sindrome acuta respiratoria grave (SARS). I più comuni sintomi riportati dai soggetti infetti consistono in febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, similinfluenzale, che una forma più grave di malattia. Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche pre-esistenti e nelle persone anziane. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta lavorando a diretto contatto con le autorità cinesi, e degli altri paesi che hanno finora registrato i casi di polmonite, per monitorare attentamente la situazione e fornire il supporto necessario. L’OMS ha inoltre convocato un’assemblea per valutare se l’epidemia rappresenta una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Le autorità cinesi e l’OMS hanno confermato che è stata dimostrata la trasmissione da persona a persona e che si sono verificati casi fra il personale sanitario. Attualmente, sono ancora in corso le indagini per valutare l’intera portata dell’epidemia. Attualmente il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che il rischio di introduzione dell’infezione in Europa, attraverso casi importati, sia moderato.
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Dipendenze Verso il nuovo Piano Triennale regionale
Si ripensano approcci e percorsi per dare risposte efficaci a bisogni sempre più diversificati N
uove droghe e nuove dipendenze, il quadro diventa sempre più complesso, occorre pertanto ripensare l’approccio per dare risposte efficaci a bisogni diversi. E’ questo il presupposto da cui è partita l’assessore regionale alla Sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, nell’affidare ad un gruppo ristretto di specialisti e operatori delle dipendenze il compito di predisporre linee guida e orientamenti per il prossimo Piano triennale delle dipendenze, che dovrà essere adottato entro marzo. Tecnici ed esperti sono dunque al lavoro in Regione Veneto per analizzare come sta cambiando il fenomeno nel territorio regionale e come riorganizzare la rete dei servizi sanitari, socio-sanitari e del privato sociale accreditato. Il gruppo tecnico è composto da Alfio De Sandre (Ulss 1), Michela Frezza e Carlo Cenedese (Ulss 2), Alessandro Pani (Ulss 3), Diego Saccon e Marinella Lenon (Ulss 4), Marcello Mazzo (Ulss 5), Giancarlo Zecchinato (Ulss 6), Susanna Dedola (Ulss 7), Vincenzo Balestra (Ulss 8), Giovanni Serpelloni (Ulss 9), Fabio Lugoboni (Azienda ospedaliera e universitaria integrata di Verona), Fabio Ferrari e Iles Braghetto, coordinatori delle comunità terapeutiche del Veneto. “Il Piano regionale per le dipenden-
ze – anticipa l’assessore - conterrà la programmazione d’interventi ed azioni da svilupparsi in coordinamento fra tutti gli attori del territorio, applicando strumenti organizzativi che favoriscano uniformità ed equità nell’erogazione degli interventi di prevenzione, terapeutici e riabilitativi, creando partnership costanti e continuative a livello locale. In tal senso la Regione valorizza la collaborazione con i SerD, con i dipartimenti per la Salute Mentale, con la Neuropsichiatria infantile, con i Servizi di Infanzia-Adolescenza e Famiglia presenti nelle aziende socio sanitarie”. “Il fenomeno delle dipendenze – prosegue - si fa sempre più complesso. Dobbiamo fronteggiare bisogni multipli e tra loro assai diversificati, come il giocatore incallito, l’alcolista, i teenagers poliassuntori di farmaci e pasticche, i dipendenti del binge drinking, i fumatori di cannabis, gli assuntori cronici di cocaina e di eroina. Persone che condividono tutte una forte dipendenza da sostanze o da comportamenti a rischio, ma ognuna di queste categorie richiede un approccio diverso e percorsi su misura, da impostare in modo omogeneo in tutto il territorio regionale”. Compito del piano triennale per le dipendenze sarà tarare l’operato dei nove SerD territoriali (i servizi per le dipendenze
presenti in ogni Ulss), che hanno attualmente in carico circa 10 mila utenti, in prevalenza adulti cronici, e ripensare le forme di accoglienza residenziale e semiresidenziale, come le comunità terapeutiche, le fattorie sociali e i percorsi occupazionali. “Per il nuovo piano regionale - evidenzia l’assessore - è previsto uno stanziamento complessivo di 4 milioni nel triennio da investire sulla formazione degli operatori e su sperimentazioni di nuove esperienze e percorsi”. Prosegue intanto – conferma Lanzarin – il sostegno regionale alla rete delle 39 comunità terapeutiche: nell’ultimo anno sono oltre 1200 le persone inviate dai Servizi pubblici per le Dipendenze nelle strutture residenziali pubbliche o private accreditate operative in Veneto, con un impegno di spesa complessivo da parte della Regione di 25,6 milioni di euro. La relazione annuale 2019 al Parlamento sull’abuso di sostanze in Italia evidenzia un trend di aumento degli accessi ai Ser.D in Veneto (più 15% nel 2018) per un totale di circa 10.051 utenti. Trai più giovani (15-24 anni) prevale l’abuso di cannabinoidi mentre nella fascia di età 25-44 anni prevalgono le dipendenze da eroina, cocaina, alcol e altre sostanze.
Gli alunni della scuola primaria di Sottomarina aiutano la Pediatria dell’Ospedale di Chioggia B
ambini che s’impegnano per ridurre il dolore e la paura di altri bambini. E’ la storia degli alunni che frequentano la scuola primaria Caccin di Sottomarina e che si sono impegnati per contribuire a dotare la Pediatria dell’Ospedale cittadino di una strumentazione che rendesse meno spaventoso e impattante per i bambini il prelievo del sangue. E hanno pensato, insieme agli insegnanti e alla dirigente, di devolvere il ricavato dello spettacolo teatrale, che hanno allestito e realizzato lo scorso dicembre, al primario del reparto, il dottor Andrea Cattarozzi, e al direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, per l’acquisto del macchinario. E così lo scorso 30 gennaio si sono recati in Ospedale per consegnare l’assegno virtuale. “E’ bellissimo, direi addirittura commovente – ha commentato nel fare gli onori di casa il Direttore Giuseppe Dal Ben – toccare con mano la sensibilità, la genuinità dei bambini della scuola primaria Caccin. Questi bambini, pur piccolissimi, hanno pensato di partecipare ad una bella iniziativa per poter poi darne i frutti a questo reparto. E sapete perché? Per alleviare il dolore e la paura di altri bambini. Non è
meraviglioso?” A dicembre gli allievi della scuola Caccin hanno portato in scena al Teatro Don Bosco di Chioggia uno spettacolo dal titolo “Legger-mente…ma con brio”, ovvero la storia di due bambini che, su suggerimento della mamma, smettono di passare tutto il tempo sul cellulare e riprendono in mano i libri di fiabe e, durante la lettura di queste fiabe, vedono animarsi i racconti fantastici. Un successo per i ragazzi che hanno raccolto anche una significativa somma, pari all’importo del mega assegno che, accompagnati dalla preside Lia Bonapersona, hanno voluto consegnare direttamente nelle mani del dottore che cura i bambini. “Abbiamo intenzione – ha spiegato il pri-
mario Cattarozzi – di acquisire, con questo contributo, un blirubinometro transcutaneo che permetterebbe di ridurre notevolmente il numero dei prelievi che vengono effettuati sui piccoli, spesso sui neonati. Si tratta di una strumentazione che, come una sorta di termometro, verrebbe appoggiata sulla pelle. In questo modo risparmieremo molti buchi sulle braccia dei bambini: almeno 500 circa all’anno sui neonati”. Si tratta in realtà di un ulteriore accorgimento che la Pediatria dell’ospedale di Chioggia, grazie anche alla sensibilità di cittadini, associazioni e istituzioni del territorio, adotta per i suoi speciali pazienti, per rendere meno pesante il ricovero dei piccoli, e alcune volte, davvero piccolissimi ospiti.
L’Ulss 6 Euganea sperimenta un progetto di cura a distanza
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edicina di prossimità, l’Ulss 6 Smart Ostomy Support è un’iniziativa Euganea aderisce a S.O.S. Smart sperimentale per l’assistenza a distanza Stomy Support, il progetto innovativo dei pazienti cronici portatori di stomia per promuovere la salute e il benessere ed ex stomizzati in fase riabilitativa. dei pazienti cronici, stomizzati, incon- Al modello di cura tradizionale, basato tinenti o ricanalizzati, proposto dalla sull’interazione in presenza tra pazienF.A.I.S. onlus (Federazione Associazioni te e infermiere stomaterapista, S.O.S. Incontinenti e Stomizzati). affianca la possibilità di “consulenze Il progetto, che sperimenta una mo- virtuali” e di una modalità di relazione dalità di approccio del tutto innovativa, e informazione innovativa grazie alla teè stato presentato lo scorso 20 gennaio lemedicina o “connected care” che cona Roma nella sede del Ministero della sente di fornire assistenza a distanza a Salute dove sono stati firmati i primi persone che hanno subito il confezionaprotocolli d’intesa tra la Fais e le tre re- mento di una stomia. altà sanitarie scelte per la sperimentaPremiato come miglior progetto itazione: l’Ulss 6 Euganea, l’Istituto Nazio- liano di “connect care” al Forum PA nale dei Tumori di Napoli “Fondazione Sanità nella categoria “Associazioni no Pascale” e Fondazione Poliambulanza di profit” nell’ottobre scorso, il progetto Brescia. A livello aziendale, tra Padova e prevede l’utilizzo di una apposita app, provincia, sono 1.400 i pazienti stomiz- per la formazione pre e post intervento zati (circa 250 nuovi e per monitorare l’aL’azienda sanitaria accessi all’anno), derenza terapeutica. nel territorio sono Il personale coinvolpadovana aderisce alla presenti 5 ambulato nella sperimensperimentazione del tori specifici. tazione non dovrà “L’innovazione la progetto di “connect care” necessariamente poniamo a servizio proposto da Fais onlus che lavorare da uno studei più fragili: abcoinvolgerà 1.400 pazienti dio medico o da un biamo aderito con ospedale, ma potrà entusiasmo alla richiesta di partecipare assistere i pazienti anche da luoghi dialla sperimentazione a beneficio dei no- versi in modalità smart working (es. la stri pazienti stomizzati perché coerente propria abitazione). L’applicazione sarà – spiega il Direttore generale dell’Ulss 6 fruibile da smartphone e/o tablet. La Euganea, Domenico Scibetta - con i pro- soluzione progettuale ideata non sostigetti di sviluppo di medicina di prossimi- tuisce l’attuale modello di assistenza, tà, che mette il paziente nelle condizioni ma lo integra e lo migliora, strizzando di veder garantita, anche in remoto, una anche l’occhio all’ambiente per via dei forma di assistenza accessibile a tutti. minori spostamenti e nel risparmio di La medicina di prossimità rientra tra emissioni inquinanti. Grazie al partenai nostri obiettivi aziendali e il progetto riato con l’Enea sarà possibile valutare S.O.S. risponde appieno ai modelli di anche l’impatto ambientale del progetto sviluppo della Regione del Veneto”. in termini di risparmio energetico.
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Certificato medico, non è più obbligatorio dopo i 5 giorni d’assenza a scuola
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ertificato medico, da fine gennaio non è più obbligatorio presentarlo all’ammissione degli studenti a scuola con assenze superiori ai 5 giorni consecutivi per malattia. Anche il Veneto, nona regione in Italia, adotta questa condotta, al suo posto sarà sufficiente una dichiarazione scritta di uno dei due genitori, o dello studente se maggiorenne, per la ripresa della frequenza. Il provvedimento, insieme ad altri 28 articoli, è stato votato lo scorso 14 gennaio dal Consiglio regionale del Veneto e fa parte della legge “Disposizioni di adeguamento ordina mentale in materia di politiche sanitarie e sociale”, che ha l’obiettivo di semplificare e rimettere ordine nelle questioni della sanità. Nello specifico, l’abrograzione dell’obbligo del certificato medico ha la finalità di alleggerire i pediatri e i medici di famiglia da incombenze burocratiche. Quanto al pericolo di contagio di malattie infettive, l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha precisato che il rischio maggiore si concentra nella fase di incubazione, prima che siano evidenti i sintomi, raramente quando il soggetto è convalescente, così come ha già chiarito il Consiglio di Stato nel 2014. Del resto vi sono eccezioni per cui permane l’obbligo del certificato medico per tutti i casi in cui questo è previsto per motivi di profilassi, ovvero di prevenzione, dagli ordinamenti nazionali e internazionali in materia di sanità pubblica.
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Inaugurate dal presidente del Veneto Zaia opere per oltre 3 milioni di euro I
nterventi per oltre 3 milioni di euro (precisamente 3 milioni e 363mila euro) sono stati compiuti, grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, all’Ospedale di Mirano della Ulss 3 Serenissima. A toccare con mano quanto è stato fatto nel territorio del Miranese è intervenuto lo stesso governatore Luca Zaia che, lo scorso 24 gennaio, ha visitato le opere realizzate, a partire dalla nuova Sala di Emodinamica della Cardiologia, per proseguire poi con il Pronto Soccorso, ampliato e ristrutturato, e completare con la presa atto che l’Ospedale di Mirano si è anche dotato e aggiornato di apparecchiature al passo con i tempi: una nuova TAC (che si affianca alla Risonanza Magnetica recentemente installata), un Telecomandato digitale polifunzionale, sempre per la Radiologia, un moderno angiografo (per la Sala di Emodinamica). NUOVA SALA DI EMODINAMICA. La Cardiologia di Mirano si rinnova, sia strutturalmente che tecnologicamente, grazie ad un investimento di 1 milione di euro (730 mila euro per l’angiografo e 270 mila euro per i lavori di ristrutturazione), con una seconda Sala di Emodinamica. Nuovi anche gli arredi, per i quali è stato importante il contributo della Associazione Cuore Amico onlus di Mirano, presieduta da Nicolò Cammarata. Nella Cardiologia di Mirano si registrano oltre 2500 procedure l’anno per l’Emodinamica e si effettuano 400 procedure circa all’anno di Elettrofisiologia. “Il nuovo angiografo, – ha spiegato il Primario della Cardiologia di Mirano, il Dottor Salvatore Saccà – grazie a dei sofisticati software, ci permette di avere immagini più raffinate, intervenendo sia sul cuore che sui vasi, lavorando sia con immagini fisse che in movimento”. “La nostra Emodinamica – ha continua-
to il Primario – garantisce un’attività a 360 gradi di diagnostica e interventistica coronarica, ma anche di diagnostica e interventistica vascolare periferica e carotidea e una interventistica strutturale cardiaca. Affrontiamo anche le urgenze vascolari, sia ischemiche che emorragiche, che la chirurgia tradizionale non riesce a trattare eseguendo sia rivascolarizzazioni, sia embolizzazioni selettive dei vasi responsabili di emorragie. Per quanto riguarda l’Elettrofisiologia garantiamo impianti di pacemaker e defibrillatori e il trattamento della fibrillazione atriale con radiofrequenza e con crioablazione. Nei casi di angina refrattaria alla terapia medica ed alla rivascolarizzazione coronarica, effettuiamo il posizionamento di uno stent in una vena cardiaca in modo da aumentare la pressione nei capillari del cuore. Usiamo questa metodica laddove non è possibile rivascolarizzare per una malattia coronarica troppo grave”. AMPLIAMENTO E RISTRUTTURAZIONE PRONTO SOCCORSO. Nello stesso Ospedale di Mirano, sono stati portati a compimento i lavori di ampliamento e ammodernamento del Pronto Soccorso, diretto dal Dottor Biagio Epifani. Atteso che in origine il PS misurava circa 1.200 mq, l’intervento ha riguardato la ristrutturazione di circa 330 mq dei locali esistenti e la realizzazione in ampliamento di nuovi volumi
per circa 160 mq, con conseguente riorganizzazione di tutto l’assetto distributivo; avviate a luglio 2018, le opere hanno comportato un investimento di circa 1.230.000 euro (850mila euro per i lavori e 380mila per arredi e attrezzature). UNA RADIOLOGIA POTENZIATA.Il Polo radiologico dell’Ospedale di Mirano, diretto dal Dottor Andrea Bruscagnin, è stato recentemente dotato di due nuove apparecchiature di ultima generazione. Alla Risonanza Magnetica, già in funzione, acquisita nel 2017, si sono aggiunti un Telecomandato (un nuovo Telecomandato è stato acquisito anche per l’Ospedale di Dolo) e una nuova TAC. L’investimento complessivo, per le tre strumentazioni, è stato di circa 955mila euro (nel dettaglio la TAC è costata 435mila euro ed il Telecomandato di Mirano 260mila euro). La nuova TAC, viene impiegata non solo per esami oncologici di controllo, per esami relativi alla colonna, alla parte neurologica e odontostomatologica, ma anche per esami al colon con iniettore di CO2 (sensazione più confortevole per il paziente) ed esami coronarici (per pazienti asintomatici dopo un esame elettrocardiografico anomalo). Le colonTC sono eseguite anche per utenti inviati dallo screening oncologico del colon. Nel 2019, con una TAC sono stati eseguiti 13mila esami (sia per interni che esterni).
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4° giorno - venerdì: 28/02/20 Zagora-Ouarzazate-Marrakech (380 km) Prima colazione al campo e rientro a Marrakech, pas-
Sahara Experience
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3° giorno - giovedì:27/02/2020 Marrakech/Ouarzazate/Zagora (km 380) Partenza per Ait Benhaddou, città fortificata nata lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e l’attuale città di Marrakech, e attraversamento lungo il percorso della catena montuosa dell’Atlante con il passo Tizi N’Tichka a 2.260 metri. Visita della famosa kasbah di Ait Benhaddou, usata come sfondo in molti celebri film e ora protetta come patrimonio universale dall’UNESCO. Pranzo (facoltativo) con vista sulla kasbah. Proseguimento per Zagora lungo la valle del Draa, un percorso molto vario e suggestivo: kasbah, pareti rocciose di diversi colori, oasi lussureggianti e villaggi. Cena e pernottamento in campo nel deserto all’interno di una tenda berbera nel deserto di Zagora, con bellissime dune sabbiose. Inclusi il trasferimento in 4x4
20€
Supp.camera singola
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2 giorno: mercoledì 26/028/2020 Marrakech Intera giornata dedicata alla visita della seconda città imperiale, soprannominata “la perla del sud”. Al mattino la visita storica include il bacino della Menara, una grande area verde con al centro un’enorme vasca per l’irrigazione risalente al periodo almohade, le tombe Saadiane, il Palazzo Bahia, il minareto della Koutoubia, simbolo della città, e il museo Dar Si Said. Pranzo in hotel. Nel pomeriggio la visita prosegue con gli animatissimi souk, i quartieri manifatturieri e la celebre piazza Djemaa El Fna. Lo spettacolo della piazza animata da incantatori di serpenti, mercanti ed artisti di ogni genere è un momento magico di volti, colori e suoni soprattutto al calar del sole quando si colora di un ocra magico. Cena e pernottamento in hotel.
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1°giorno – martedì 25/02/2020: Partenza per il Marocco. Incontro dei partecipanti nei luoghi e agli orari indicati in tabella, sistemazione sul bus e trasferimento in aeroporto a Bergamo Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per il Marocco. Arrivati a Marrakech, incontro con nostro personale, e trasferimento in hotel, tempo a disposizione, cena e pernottamento.
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Marrakech – Ouarzazate - Zagora e una notte nel deserto del Sahara. 25- 29/2/2020
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Sahara Experience
Q U OTA I N D
Trattamento in pensione completa dal pranzo del primo giorno al pranzo dell’ultimo Escursione con Bernina Express Escursione con carrozze/slitte trainate da Cavalli Assicurazione medico bagaglio
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La quota comprende. Viaggio in pullman GT Accompagnatore agenzia 3 pernottamenti in hotel**** a Budapest 1 pernottamento in hotel**** a Maribor Sistemazione in camere doppie Trattamento in pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno
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Organizzazione tecnica: Fulvia Tour srl · via Chieppara, 24 · 45011 Adria (Ro) P. Iva 00968020297 Aut. N° 717/1427 · Mail pec: fulviatour@pec.it cod. Dest. BA6ET11 Polizza RC n° 79933049 Allianz Spa Protezione insolvenza/fallimento: Fondo Vacanze Felici s.c.a.r.l.
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he acque e fanghi euganei facessero bene non è mai stato messo in discussione. È dai tempi dei Romani che le risorse termali di Montegrotto Terme, dove sorge l’Hotel Terme Millepini 4*, sono note per la loro elevata azione antinfiammatoria che le rende tutt’oggi uniche al mondo. Se nell’ultimo decennio sono state ufficializzate a livello europeo le qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, tutelando i principi antinfiammatori del fango euganeo del 1° Brevetto Europeo riconosciuto ad un prodotto termale, le ulteriori ricerche su questo “farmaco” naturale riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale hanno sorpreso ancora di più. FANGHI E ACQUE TERMALI PER MIGLIORARE L’UMORE I principi attivi del fango stimolano la produzione di cortisolo, un ormone del nostro organismo che aiuta a combattere lo stress
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Ora c’è un’Italia “buona”nell’anima dell’Etiopia E’
curioso trovare gli spaghetti nel menù di ogni ristorante etiope! Dal più lussuoso delle città - come lo storico “Castelli” in centro ad Addis Abeba, il migliore della capitale - all’umile trattoria sperduta in qualche angolo del grande Altopiano. Il dettaglio - che farà sorridere i puristi del piatto etnico -
è meno banale di quanto sembri. Se la pasta oggi in Etiopia viene proposta con convinzione accanto al Wat (uno speziatissimo stufato di carne) e all’Injera (il pane spugnoso tipico di queste parti) è il segno di quanto l’Italia, una volta scontate le colpe della scellerata avventura coloniale di epoca fascista (1935-36), sia riu-
scita a instaurare un buon rapporto con questo paese dalle antichissime origini cristiane, fino a diventare un modello di riferimento per la crescita del paese. Modello l’Italia lo è sul piano dell’istruzione, ad esempio. Ad Addis Abeba è attivo il più importante polo scolastico omnicomprensivo italiano in Africa, con scuole cha
di Renato Malaman
vanno dalla materna al liceo. Scuole che offrono a quasi mille bambini e ragazzi etiopi l’opportunità di frequentare poi l’Università in Italia e formare un domani la nuova classe dirigente dell’Etiopia. Ad Addis Abeba c’è pure un attivo Centro italiano di Cultura, volano di tante iniziative. continua alla pag. seguente
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Ora c’è un’Italia “buona” nell’anima dell’Etiopia Scuole, imprese, cooperazione culturale ed ecomonica: un presente che fa dimenticare il controverso passato coloniale, di cui però restano grandi opere. Curioso trovare anche gli spaghetti nei menù dei ristoranti di Renato Malaman
E
sono tante le imprese italiane impegnate in Etiopia: dalla Salini-Impregilo che sta costruendo – tra una crisi politica e l’altra - la discussa grande diga sul Nilo, alla Calzedonia che impiega duemila addetti a Makallè, alla Pedon di Vicenza che coltiva legumi in Oromia nell’ambito di un programma di cooperazione. Insomma l’Italia si fa ben volere oggi in Etiopia, contribuendo a cancellare il brutto ricordo dell’occupazione voluta da Mussolini. Fu lo stesso Negus Hailé Selassié, all’indomani della liberazione da parte degli inglesi (nel maggio del 1941) a decidere che i coloni italiani non andavano cacciati al pari delle truppe di occupazione. Coloni che in Etiopia in cinque soli anni avevano contribuito a costruire grandi opere: intere città (vedi Gondar e i quartieri italiani di Addis Abeba, Axum e altri centri), strade, ferrovie, fabbriche, scuole… “Il Negus negli anni ’50 e ’60 incaricò i migliori architetti e urbanisti italiani di costruire la nuova Etiopia - racconta Silvio Rizzotti, ingegnere veronese nato ad Addis Abeba nel 1940, poi laureatosi a Padova e tornato in Etiopia dopo la pensione per costruire nel Tigray un resort che riproduce un villaggio tradizionale tigrino - io ad Addis Abeba vissi un’infanzia felice e oggi, tornato a vivere qui, mi trovo benissimo. Il paese è di una bellezza straordinaria e gli italiani vengono sempre più numerosi”.
ai158039133126_2020.02.BM.pdf
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1990-2020
TUTTA DA CANTARE
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Il paese africano dalle antichissime origini cristiane è di una bellezza unica: dalle chiese rupestri di Lalibela – la Gerusalemme d’Africa – ai monasteri del Tigray, ai castelli di Gondar, al Lago Tana. Ad Addis Abeba c’è Lucy, l’ominide più antico: risale a 3,2 milioni di anni fa CM
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L’Etiopia, collegata all’Italia da comodi voli diretti dell’Ethiopian Airlines , è un universo di bellezza. In genere le rotte turistiche più battute riguardano le regioni settentrionali dove si concentrano le più antiche testimonianze della civiltà axumita e della prima era cristiana, o in alternativa la Dancalia con le sue depressioni lunari e la Valle dell’Omo, più a sud, dove ancora vivono popoli antichi in condizioni primitive, in scenari di grande suggestione naturalistica. Lalibela è la perla dell’Etiopia, con le sue chiese rupestri scavate in ver-
NELLA FOTO COPERTINA L’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI ADDIS ABEBA. IN QUESTA PAGINA, SOPRA: UN EDIFICIO DI STILE RAZIONALISTA ITALIANO A GONDAR. A LATO UNO SCORCIO DEL CASTELLO DI GONDAR, UN RELIGIOSO DI UN MONASTERO DEL TIGRAY, UNA CHIESA DI LALIBELA E LA STELE DI AXUM, RESTITUITA DALL’ITALIA
IN VENETO E FRIULI V.G. IN FM E SUL CANALE 611 DEL DTT
C O N C E S S I O N A R I A E S C L U S I VA P E R L A T U A P U B B L I C I Tà
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ticale sulla roccia. E’ chiamata la Gerusalemme d’Africa per la maestosità del complesso che ha richiesto ben 24 anni di lavoro da parte di 40.000 operai. Chiese che lasciano a bocca aperta per l’arditezza della costruzione e l’atmosfera degli interni. La stessa che si ritrova anche nelle decine di monasteri paleocristiani sorti nella regione, spesso in luoghi ‘impossibili’. Ad Axum brilla la stele che l’Italia trafugò 80 anni fa e che ha restituito nel 2008, dopo il poco ortodosso utilizzo come abbellimento di una piazza di Roma. Gondar è da vedere per i suoi castelli di stile portoghese, ricchi di storia e di bellezza. Il Lago Tana, il secondo più grande dell’Africa, è un mondo a sé. C’è tanto da vedere in questo paese che è un mosaico etnico assai complesso, dove si parlano ben 83 lingue, dove sono stati ritrovati i resti umani più antichi: quelli di Lucy, risalenti a 3,2 milioni di anni fa e oggi esposti ad Addis Abeba. La recente assegnazione del Premio Nobel per la Pace al giovane primo ministro Abiy Ahmed è un segnale di speranza per l’intera area. Fu lui a creare le basi per la recente pace con l’Eritrea. Altro paese dove i ricordi ‘italiani’ sono tanti… Anzi, di più.
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata variegata
Fagottini di grano saraceno
Ingredienti: 1 cuore di lattuga - uno spicchio di sedano rapa - 3 carote - 2 uova sode - un trito di prezzemolo - olio - sale.
Ingredienti: 150 g di grano saraceno acqua (il doppio del volume del cereale) - sale - mezza cipolla - 1 carota - mezzo gambo di sedano - 2 funghi di media grandezza o alcune olive nere o capperi - foglie di cavolo o verza - 1 c di prezzemolo tritato.
Canellini alla francese Ingredienti: 300 g di cannellini - acqua q. b. - 2 cm. di alga kombu - olio q. b. - succo di 1/2 limone - 1 spicchio d’aglio - 1 mazzetto di prezzemolo.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare e grattugiare separatamente le carote e il sedano-rapa, quindi lavare e tagliare a striscioline il cuore di lattuga. Disporre le verdure a cerchi su un piatto da portata rotondo; guarnire il centro con le uova sode tagliate a spicchi.
Preparazione: far cuocere il grano saraceno nel solito modo per circa 20 minuti. A parte, in poco olio, far saltare le verdure tagliate a pezzetti, per circa 10-15 minuti (se usate funghi secchi ammollateli preventivamente), unirle al saraceno cotto, alle erbe aromatiche e far raffreddare il tutto. Con questo composto farcire le foglie di verza che avrete sbollentato in acqua salata. Accomodare questi involtini in una teglia e infornare per 25-30 minuti.
Preparazione: mettere a bagno i cannellini per 12 ore; poi cuocerli con l’alga. In un’altra pentola mettere l’olio e il succo d’aglio, scaldare, aggiungere i cannellini precedentemente cotti, il sale e lasciare insaporire per qualche minuto ancora finchè l’acqua sia quasi tutta consumata. Levare dal fuoco, condire con il succo di limone e servire con un po’ di prezzemolo tritato.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Febbraio
Toro Avete bisogno di visitare luoghi sconosciuti per soddisfare la vostra sete di conoscenza. Nuovi incontri e nuovi contesti stimoleranno la vostra innata curiosità.
Gemelli Vi trovate in una fase impegnativa che vi costringe a sistemare questioni lasciate in sospeso ma che non mancherà di regalarvi le giuste ricompense sul piano lavorativo. Possibilità di fare nuove conoscenze.
Febbraio, il mese del Carnevale e di San Valentino, regala sorprese e leggerezza
da Marzo
Bilancia Avete bisogno di evadere dalla quotidianità e di divertirvi. Concedetevi qualche occasione di svago in più e la compagnia degli amici. C’è tempo nei prossimi mesi per i progetti lavorativi
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Sagittario Sarà la passione a guidare per questo mese la vostra condotta. Vi concentrerete sugli affari di cuore. Avete bisogno di lasciarvi andare agli affetti e all’amore, con un po’ di magia e complicità.
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