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treviso ovest feb2019 n32

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

on-line: “La Piazza, il mio sogno”

FEBBRAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.32

Cultura p.17

di Treviso Ovest

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Giuseppe Bergantin*

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. servizio aanche pag 16 Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

Una nuova oasi lungo il Sile, gemella di Cervara Sta per nascere una nuova area super-protetta lungo il Sile, all’altezza della palude del Barbasso. Ingresso vietato a tutela dell’ambiente

ZERO BRANCO

Un anno a misura di giovani e famiglie QUINTO

L’aeroporto è già arrivato al limite: polemica ISTRANA

“Nessun progetto per lo sviluppo del comune” SPORT

Manuel, colpito per errore, non camminerà più

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

“La Piazza, il mio sogno”

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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.

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“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin*

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Carnevale 2019: carri e maschere a Istrana, Quinto e Zero Branco N

Divertimento a misura di grandi e piccini

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

on è Carnevale se nel centro città non sfilano i più burleschi carri allegorici. È successo così per le feste trevigiane con Istrana aprifila. Previsto inizialmente per sabato 2 febbraio in notturna, ma poi rinviato causa maltempo al week end successivo, il Carnevale istranese si è rivelato una tradizione collaudata. Sabato 9 infatti si è svolta la 9° sfilata dei carri allegorici by night, organizzata da amministrazione comunale e Pro Loco, con la collaborazione dell’Associazione Carabinieri, della Protezione civile e del Gruppo alpini, oltre che dall’associazione Noi Gruppo Giovani San Giacomo Sala. Poltrone Relax Sabato 16 pomeriggio invece si è tenuta a Zero Branco la sfilata MOBILI Casalinghi Materassi allegorica per le vie del centro fino al Municipio, dove ad attendere i bimbi c’erano golosi panini con la cioccolata. Presente anche la lotteria di beneficienza, la tradizionale banda zerotina accompagnata dalle majorettes, e lo spettacolo di giocoleria e magia con il gruppo clown “Gino e Maz”! Un salto di qualità per la manifestazione che, oltre a Comune e Pro Loco (che sta organizzando anche un Carnevale di solidarietà in via di definizione per il 5 marzo), per la prima volta è stata organizzata dall’associazione no profit Carnevali di Marca, responsabile di ben 17 festività nella provincia. Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< A chiudere gli eventi in maschera saranno Comune e Pro Loco di Quinto di Treviso sabato 23 febbraio nella frazione di Santa Cristi- anni fa il mio sogno era quello di creare uno na. Dalle 15, si apre il sipario con lo spettacolo teatrale di burattini strumento che desse voce alla mia città, Cavarper bambini “Arlecchino ha perso i colori” e continua poi presso il sui mezzi di comunicazione di allora, ma anzere, che Centro Giovani con la sfilata di mascherine e tanto divertimento. che adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi Per gli adulti invece l’appuntamento sarà by night dalle 20 anni con capii la subito che questa esigenza non era solo della parata di carri allegorici. A termine della festa la Pro Loco adibirà un Via Onaro,parte 58 - Rio San Martino di mia città, ma anche della maggior dei comuni e Scorzè (VE) | info@scattolinluigi.com | Gaia Ferrarese punto ristoro con bibite e panini caldi. delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben pre- scattolinluigi.com

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“La Piazza, il mio sogno”

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di Treviso Ovest

sto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) media tradizionali. a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019


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Zero Branco

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Elezioni comunali Liste civiche

Tra i papabili c’è anche Benozzi L’ex presidente della Pro Loco è papabile come candidato sindaco in lista civica. “Purché si parli di contenuti e progetti”

I

l conto alla rovescia verso le amministrative prosegue. Anche a Zero Branco. E se la lista civica dell’attuale primo cittadino Mirco Feston, formata sia da personalità vicine al centrosinistra sia da figure legate al centrodestra, ad oggi non ha reso ufficiale alcuna posizione, i movimenti principali - oltre che in area Lega - sono in altre realtà civiche. Ma soprattutto attorno alle persone, com’è normale per una tornata elettorale “di paese”. Falcon Dueffe.pdf È così 2018 che, chi è più volte stato chiamato in causa quale possibile candidato a sindaco (tanto

da essere “accusato” di essersi dimesso dalla propria carica proprio in vista della scalata a primo cittadino), cioè l’ex presidente della Pro loco zerotina Renzo Benozzi, non si nasconde dietro ad un dito. “La condizione primaria che pongo, indipendentemente da chi si faccia vivo, è quella di parlare di contenuti e progetti, non di poltrone” spiega Benozzi, imprenditore 57enne, facendo comunque intendere che qualche 1 22/03/18 contatto c’è già stato,10:31 “solo a quel punto, mettendo nero su bianco la visione che si ha di Zero Bran-

In alto, Renzo Benozzi

co, potrò dare la mia disponibilità. In ogni caso non è vero che mi sono dimesso da presidente della Pro loco con la mira di candidarmi: la scelta delle dimissioni era dovuta a motivi familiari, che ora per fortuna si stanno andando a risolvere”. Quindi un’idea sulla Zero Branco dei prossimi anni: “La vorrei con una diversa viabilità in centro, con meno traffico e con le frazioni che si sentano meno distanti o addirittura dimentica-

te. Allo stesso tempo vicina alle scuole, alle giovani generazioni e agli anziani - chiude -, ciò che è importante, però, è che all’interno della squadra amministrativa ci siano le competenze, aspetto non scontato. Personalmente mi colloco nell’area di centrodestra, ma non sarei distante da gruppi civici. Se ci saranno le condizioni che ritengo prioritarie, allora, potrò esserci”. Alessandro Bozzi Valenti

Lega e festa del radicchio: a casa col mal di pancia Tutti gli esponenti del Carroccio hanno accusato dolori intestinali dopo la cena sotto al capannone

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stata richiamata dalle cronache nazionali, nelle ultime settimane, la “sventura” toccata a più militanti leghisti della zona. Lo scorso 18 gennaio, infatti, a seguito della cena organizzata dalla locale sezione presso gli stand della Mostra del radicchio, a cui sono accorsi in 60 anche dai comuni vicini (erano presenti anche i “big” del partito Franco Marcato, Stefano Marcon, Silvia Rizzotto, Luciano Dussin, Nazzareno Gerolimetto e Riccardo Barbisan), in una quarantina hanno accusato problemi di dissenteria. All’interno degli stand, la stessa sera, le altre circa 300 persone non hanno accusato problemi. L’Ulls 2 Marca Trevigiana, giunta sul posto a seguito della notizia, non ha riscontrato problemi di sorta da recriminare agli organizzatori. Boicottaggio? Attacco mirato? Ogni ipotesi resta aperta. Così come restano le chiacchiere. E i dolori di pancia. A.B.V.


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Zero Branco

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Intervista Luca Durighetto

“È stato un anno nel segno delle politiche per giovani e famiglie” I

l 2019 a Zero Branco si apre nel dattamento man mano anche per segno di politiche a sostegno di tutti gli altri complessi. È stato poi giovani e famiglie, tra iniziative col- eseguito l’ampliamento di scuola e laudate e nuovi progetti. A parlarne giardino della materna di Scandoè l’assessore all’Istruzione e servizi lara e verrà effettuata l’insonorizscolastici, Politiche giovanili e in- zazione della mensa. Tra i prossimi fanzia, Cultura e Sport, Luca Duristep importanti, ci sarà il completo ghetto, che divide il merito con il passaggio all’illuminazione led di consigliere coadiutore, Immacolata tutti gli istituti”. Iaccio e con le associazioni del terCome avete sostenuto i nuclei ritorio. familiari più deboli sotto il profilo Assessore, quale manifestazio- dell’istruzione? ne svolta in sinergia o frutto del “Grazie ai contributi trasporto, lavoro degli alunni delle scuole di mensa e libri. Quest’ultimo è molZero Branco ricorda con maggiore to richiesto, le domande di anno in affetto? anno superano il plafond e abbia“Mi ha colpito il concorso duran- mo così scelto di offrire una somte la Mostra del Radicchio: “Nel ra- ma, anche se minima, a tutte le fadicchio di Treviso I.G:P: l’acqua, il miglie richiedenti. Quest’anno in sole, la terra e le cure dell’uomo. Io particolare è stata poi data la poslo consumo così”. Gli sibilità di offrire un studenti si sono conAdeguamento contributo trasporto frontati con la proper gli studenti antisismico e anche duzione principale degli istituti superioilluminazione ri, quando invece di del nostro territorio, un’eccellenza agroa led saranno solito viene erogato ai alimentare e hanno ragazzi delle medie. i prossimi visto come operano Insieme all’abbonale imprese. Ricordo mento al trasporto progetti con affetto la partepubblico Mom – Monelle scuole cipazione dei ragazzi bilità di Marca, si doai mercatini di Natale dove hanno vevano presentare l’Isee e l’atto di avuto spazi e momenti a loro ri- iscrizione alla scuola, poi veniva servati all’interno di una manife- dato il contributo proporzionato stazione dedicata alle associazioni al reddito. Devo anche dare meridel territorio. Infine, la Giornata to a varie associazioni del territorio del Ringraziamento dello scorso che, di tasca propria, hanno donato novembre, con la celebrazione in una somma per i buoni mensa ai piazza dei caduti durante la Grande bambini i cui genitori non erano in Guerra, perché si sono confrontati grado di pagare: un esempio di socon la storia del loro paese e delle lidarietà e sostegno della comunità. loro famiglie”. Infine prosegue la partnership con Quali interventi pratici hanno Caritas, per il progetto “Attiviamovisto i complessi scolastici e quali ci!” con attività per giovani come il sono in programma? supporto allo studio, il gioco, labo“Abbiamo svolto lavori di ade- ratori creativi e scoperta del terriguamento antisismico e messa a torio. In fase di ripresa insieme ad norma delle strutture, conclusi un’associazione è infine l’iniziativa nel plesso di Sant’Alberto, con la “Repetita Iuvant” sempre di sostescuola completamente riqualificagno allo studio, ma tutto è in defi(ha collaborato ABV) ta, ma la progettazione prevede l’a- nizione...”.

Addio a Luana Antelmi: era pronta a candidarsi a sindaco alle prossime elezioni amminisrative

I

l suo cuore ha smesso di battere dopo una battaglia lunga 9 anni. Luana Antelmi, 41enne di Sant’Alberto, si è spenta il 4 febbraio a causa di un tumore al seno. La malattia ha strappato tutti i suoi sogni: voleva diventare mamma, era pronta a candidarsi a sindaco alle prossime elezioni con la coalizione di centrodestra e adorava il proprio lavoro di avvocato. Lavorava da 15 anni nello studio legale di Eleonora Facchetti a Treviso, era stata presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati di Treviso ed era consigliere di opposizione a Zero Branco. Si era sposata nel 2013 con Stefano Ben-

fatto. Dopo la prima operazione, le cose sembravano andar bene. “Sognava di poter avere un figlio”, rivelano i genitori, Germana Toniolo e Renato Antelmi. La malattia gliel’ha impedito. Due anni fa, proprio quando il peggio sembrava passato, è arrivata una recidiva. Ed è ricominciato il calvario. Fino al 31 dicembre scorso, quando è scattato il ricovero all’Istituto oncologico veneto di Padova. Non è più uscita. “Ha lottato come una leonessa” raccontano i famigliari. “Ci diceva che non voleva morire – conclude il marito trattenendo le lacrime – ma che soffriva così tanto che non vedeva l’ora di riposare”.

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Zero Branco

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Iniziative per il sociale La musica di Angela

La musica arriva anche in Geriatria La onlus che Franco e Barbara hanno dedicato alla loro figlia, già attiva nel reparto di Pediatria di Treviso, si sta espandendo

“L

a musica di Angela” si espande per raggiungere bambini e anziani. Dopo aver portato la musicoterapia all’interno della Pediatria dell’ospedale di Treviso, la onlus fondata da Franco e Barbara Dall’Anna, coppia di Zero Branco, ora sta per far entrare suoni e melodie anche nell’unità di Geriatria del Ca’ Foncello. È una novità assoluta. I vertici dell’Usl della Marca hanno chiesto all’associazione di preparare un progetto ad hoc. Proprio in questi giorni il gruppo sta avviando un programma di

musicoterapia nella casa di riposo di Zero Branco. Sarà un trampolino: “Con la musica è possibile dare nuovi stimoli e attivare centri nervosi che a volte negli anziani possono essere sopiti – spiega Franco – si procederà stimolando i ricordi attraverso i suoni. Ma non solo. Con le percussioni, ad esempio, sarà possibile anche migliorare il coordinamento motorio. E così via”. Poi si guarderà alla Geriatria. “Qui le forme saranno diverse. Perché le dinamiche di un ospedale sono differenti – specifica Franco –. Studieremo come en-

Sopra, l’ospedale di Treviso

trare al meglio in un meccanismo preciso dove ci sono richieste e necessità diverse”. Sarà il secondo passo dopo l’attività di musicoterapia già garantita nell’unità di Pediatria del Ca’ Foncello. Su questo fronte, l’Usl trevigiana ha appena rinnovato la collaborazione per altri tre anni. Ora si punta ad allargare il raggio d’azione. La musica di Angela è un’associazione nata da un gesto gesto d’amore che Franco

e Barbara hanno voluto compiere dopo la morte della loro piccola Angela, mancata nel giugno del 2013 a soli dieci anni in seguito a una paralisi cerebrale infantile. L’associazione organizza da tempo una serie di eventi per raccogliere fondi a sostegno dei progetti in musica. Il più importante è “Le note del cuore”. Non ha mai ricevuto contributi pubblici. Si sostiene con le proprie gambe. E lo fa alla grande. Mauro Favaro

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Quinto di Treviso

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L’aeroporto arriva al limite: scatta la polemica tra sindaco e AerTre Con oltre 3 milioni di passeggeri l’areoporto Canova ha toccato il volume massimo di viaggiatori. Il sindaco Dal Zilio: “È una presa in giro”

de anche con i voli operati dopo le 23, quando la pista dovrebbe essere chiusa. Ma su questo Save è categorica. La società cita il giornale di scalo da cui risulta che dal 14 gennaio si è arrivati al massimo alle 22.50. “Riteniamo le affermazioni del sindaco offensive – replica Corrado Fischer, l’amministratore delegato di AerTre – sono facilmente smentibili e forse legate a scopi a noi estranei”.

L

’aeroporto Canova è arrivato al massimo. Nel 2018 lo scalo ha toccato quota 22.911 voli (+7,7%); ma soprattutto ha visto passare oltre 3,3 milioni di passeggeri. Esattamente 3 milioni 308mila 955 (+9,7%), dicono le tabelle di Assaeroporti. Per Save/AerTre, società che gestisce l’aeroporto, ci si può fermare qui. Il Canova ha raggiunto il massimo delle proprie potenzialità. “Questo è il volume massimo di passeggeri che lo scalo può gestire”, confermano da Venezia. “Il risultato giunge in anticipo rispetto alle attese – aggiungono – e induce a ridimensionare le prospettive di evoluzione del traffico dello scalo, in linea con i colloqui in corso con il sindaco di Treviso, Enac e le autorità locali per andare incontro alle esigenze del territorio”. La quota 3,3 milioni di passeggeri in transito avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2030, tra undici anni, stando al master plan da 53 milioni per lo sviluppo dell’attività dello scalo ancora allo studio della commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale. Insomma, si sono bruciate le tappe. Adesso Save/AerTre metterà in pratica gli interventi di mitigazione ambientali. Ma a Quinto, nel comune sorvolato dagli aerei a bassissima quota in fase di atterraggio e decollo, non l’hanno presa affatto bene. “L’aeroporto non deve superare il tetto dei 16.300 movimenti all’anno”, mette in chiaro il sindaco Mauro Dal Zilio. “È una presa in giro – sbotta Dal Zilio – che senso ha dire che questo è il limite massimo senza un pronunciamento della Via? Con lo stesso ragionamento, potrei prendere un’auto, andare a 200 all’ora in autostrada perché il mezzo me lo permette e poi dire che è quello il limite massimo. Mi accerterò in un secondo momento se è il limite reale”. Il primo cittadino se la pren-

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Quinto di Treviso

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Addio zona industriale della discordia Nessuna penale per la rottura dell’accordo che doveva convertire la cava Campagnole in area produttiva. Il Pd non si accontenta dei dati dell’Arpav e chiede le dimissioni del sindaco di Paese con una mozione di sfiducia

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ddio alla zona industriale della discordia sul confine tra Paese, Quinto e Morgano. La cava Campagnole di Padernello non verrà più convertita in area produttiva. La Cosmo Ambiente ha chiesto al Comune di Paese di rompere l’accordo sottoscritto un anno e mezzo fa che prevedeva la costruzione di capannoni su 80mila metri quadrati del sito estrattivo. E il 30 gennaio la giunta del sindaco Francesco Pietrobon ha accettato la proposta dall’azienda di Noale. Il maxi-sequestro dello scorso novembre di 200mila tonnellate di materiale che non sarebbe stato bonificato stivato negli anni dalla stessa Cosmo Ambiente nella cava di via Vecelli, di proprietà della ditta Canzian, ha fatto saltare tutti i piani. Nonostante la rottura dell’accordo, nessuno pagherà penali. “Abbiamo detto fin dall’inizio che l’operazione sarebbe

dovuta partire entro maggio, fine del mio mandato – spiega Pietrobon – la ditta ha comunicato che non ci sono più i tempi tecnici. E noi abbiamo accettato: nessuna delle parti in causa avanzerà la richiesta di risarcimenti”. Il 31 gennaio è andato in scena un consiglio comunale infuocato. Il Pd ha chiesto le dimissioni di Pietrobon. Ma la mozione di sfiducia è stata bocciata: 10 a 6. La buona notizia è che fino ad ora il materiale stivato nella cava non ha inquinato l’acqua e l’aria. Era la paura più grande di Quinto e Morgano, che si trovano a valle. Più ancora del timore di vedere le proprie strade invase dai camion. L’Arpav ha confermato che nelle falde acquifere la presenza di inquinanti è di gran lunga inferiore ai limiti dettati dalla legge. Il valore più elevato è quello dei solfati: 53,9 milligrammi

L’Oasi di Cervara pronta a riaprire la stagione L’apertura è prevista ufficialmente per domenica 2 marzo, fino a novembre

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opo il primo esperimento di aperture straordinarie invernali di domenica 13 gennaio e sabato 10 febbraio, l’Oasi di Cervara è pronta a riaprire la stagione sabato 2 marzo. Il parco naturalistico del Mulino Cervara si appresta quindi a risvegliare dal letargo fauna e flora del fiume Sile per l’avvio della stagione 2019, da marzo appunto fino a novembre. La riserva, situata a Santa Cristina, è di proprietà del Comune di Quinto di Treviso e tutela un ambiente delicato che si apre fino al Parco Naturale Regionale del Fiume Sile; è parte della Rete Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario (Sic) e Zona di Protezione Speciale (Zps) per il rifugio della fauna selvatica e la conservazione della flora spontanea del Sile. Cervara però non è solo biotopo di grande pregio naturalistico, ma anche luogo dove, nel tempo, natura e cultura si sono mescolate, dando vita a numerosi eventi che richiamano ogni anno moltissimi visitatori alla scoperta delle più disparate specie: dai worshop primaverili come “Le erbe di maggio” alle aperture notturne per osservare le falene, dal birdwatching fino alla paurosa serata di halloween. Insomma l’Oasi di Cervara e i suoi abitanti Ga.Fe. sono pronti alla riapertura del prossimo 2 marzo.

La cava Campagnole di Padernello, sul confine tra Paese, Morgano e Quinto

per litro a fronte di un limite di 250. Poi c’è il rame: un microgrammo per litro su un limite di mille. Di seguito gli altri: meno di un microgrammo per litro di nichel su un limite di 20, meno di 5 microgrammi di selenio su un limite di 10 e meno di 4 microgrammi di piombo su un limite di dieci.

Nell’aria, inoltre, non sono state rilevate fibre di amianto. Mentre l’Usl della Marca ha ribadito che le statistiche sui tumori e sulla mortalità a Paese non evidenziano differenze rispetto agli altri comuni trevigiani. In Italia il tasso di incidenza del mesotelioma maligno della pleura è pari a 3,6 casi negli

uomini e 1,3 nelle donne ogni 100mila abitanti. Il comune alle porte di Treviso è in linea: qualche unità, negli anni, su oltre 20mila residenti. A Paese, insomma, non si muore più che altrove. Ma il Pd non si accontenta dello scampato pericolo. “La maggioranza dice di aver fatto tutto quello che poteva. Non è così – afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd – a Paese ci ritroviamo con una montagna di rifiuti, anche pericolosi, arrivati, depositati e ora stoccati illegalmente. Chissà quando mai qualcuno li porterà via”. Mauro Favaro

Attenzione al futuro dei giovani Eurogems, organizzazione di cooperazione internazionale no-profit per i giovani, si mobilita per chiedere all’Unione Europea finanziamenti per progetti di scambio ed Erasmus A metà gennaio alcuni ragazzi di Eurogems avevano incontrato il primo cittadino, Mauro Dal Zilio, insieme all’amministrazione comunale durante una serata dove sono state raccontate le iniziative svolte finora dall’associazione stessa e, al contempo, grazie a alla curiosità tipicamente giovanile, sono emersi tutti i vari aspetti che un’amministrazione deve svolgere giorno dopo giorno. Una festa insomma per e con i ragazzi, dove si sono ascoltati i loro bisogni e le varie idee, in un caleidoscopio di progetti che hanno portato alla luce anche il delicato tema del lavoro verso le nuove generazioni. A confermare l’attenzione per le politiche giovanili, anche a seguito dell’incontro tra Eurogems e Giunta, il Comune ha deciso di aprire prossimamente uno sportello che si occupi dell’orientamento e della ricerca di occupazione, ma anche dei progetti europei a disposizione per gli studenti universitari. Le due tematiche sono state presen-

tate e approfondite con due incontri pubblici a Villa Memo Giordani Valeri: il primo, lunedì 28 gennaio, con focus sui metodi laboratoriali su curriculum vitae e colloquio di lavoro. Il secondo invece giovedì 21 febbraio dal tema “Progetti europei e Erasmus plus”, proprio a cura di Eurogems, per far conoscere le opportunità dei progetti finanziati con il contributo dell’Unione europea. Gaia Ferrarese


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Istrana

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“Nessun progetto per lo sviluppo del comune” A parlare, la capogruppo di “Attivi per Istrana” Annalisa Crespan, che evidenzia come i lavori svolti finora siano risultato di piani promossi dall’ex amministrazione

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olendo trovare una forma al detto “non è tutto oro quello che luccica”, questa si troverebbe nella cittadina di Istrana, almeno stando alle parole della minoranza “Attivi per Istrana”. Se il bilancio della prima cittadina Maria Grazia Gasparini puntava i riflettori su un quadro comunale, sì con qualche lacuna, ma gestito nel migliore dei modi, situazione diversa si palesa attraverso le parole della capogruppo Annalisa Crespan. “L’amministrazione in questi sei mesi non ha adottato nessun provvedimento diretto allo sviluppo del comune – afferma - Si è limitata a dare corso a quello che la precedente amministrazione non era riuscita a fare, senza apportare alcun elemento di novità rispetto all’inerzia dell’amministrazione Fiorin, proprio nel segno della continuità a cui fa sempre riferimento”. Da ricordare che l’attuale prima cittadina era l’assessore alla Cultura della precedente amministrazione guidata da Enzo Fiorin che aveva iniziato i lavori per via Fabio Filzi. Il sottopasso è poi stato riaperto, a causa di ritardi, già all’insediamento della Gasparini che però ha messo in luce notevoli problemi sulla viabilità secondaria a partire dal dissestamento del manto stradale fino a curve pericolose dettate da un pozzetto messo in un luogo non idoneo. “Sulla viabilità secondaria sono state fatte solo tante promesse senza alcun atto formale da parte dell’amministrazione – sottolinea Crespan -. Nel documento unico di programmazione non vengono stanziati neppure i fondi per gli interventi urgenti e minimi per la messa in sicurezza della viabilità”. Quest’ultima vede come necessario lo spostamento proprio del pozzetto. “Oltre a questi c’è anche un altro intervento che aspettiamo da anni – sostiene la Crespan –. La pista ciclabile che collega il centro con il supermercato Alì, deve ancora venire alla luce. Dopo tre anni, dell’intervento non c’è ancora nessuna traccia”. Di fatto

mancherebbe solamente un ultimo stralcio della ciclabile, quello che permetterebbe alle persone di raggiungere il supermercato in totale sicurezza. “In generale, nel documento unico di programmazione triennale dei lavori non viene fatto alcun riferimento alle opere che l’amministrazione

Il gruppo “Attivi per Istrana”

continua a menzionare – afferma la capogruppo –. Sembra di essere ancora in campagna elettorale dove si procede per slogan e con promesse che però, in questi sei mesi di mandato, sono state più volte smentite da una mancata concretezza nei fatti”. Lucia Russo

“Manca prospettiva” Tante le iniziative culturali che il Comune ha messo in piedi da quando è stata eletta Maria Grazia Gasparini. In virtù del suo ex ruolo come assessore, Gasparini ha mantenuto le promesse di valorizzare e riportare i riflettori sul potenziale culturale del Comune riaprendo anche le porte di villa Lattes con un’inedita mostra dei carillons, laboratori di manipolazione per i bambini e i mercatini di Natale. Ma la minoranza lamenta una mancanza di attenzione per quelle che sono le problematiche più concrete e annose della vita dei cittadini. “Quello che manca è sostanzialmente una visione in prospettiva della vita dell’intero comune – sottolinea la capogruppo Annalisa Crespan –. In questi sei mesi non c’è stato nessuno slancio innovativo tanto è vero che il bilancio è di fatto lasciato nella gestione del dottor Filippetto che più che essere un consulente è un consigliere aggiunto. Basti pensare che l’illustrazione in Consiglio comunale del bilancio annuale è stata realizzata proprio dal dottor Filippetto. Questa presenza confonde i ruoli e ci spaventa”. Lu.Ru.


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Istrana

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Il caso Disservizi

“Abbandonati in aeroporto in piena notte” La coppia viaggiava con il bimbo piccolo. È rimasta da sola a doversi cercare taxi e hotel alle tre di notte

S

ono stati abbandonati nel cuore della notte in un aeroporto deserto con un bambino di un anno e mezzo. E ancora attendono il rimborso da parte di Ryanair per le spese che hanno dovuto sostenere di tasca propria. È quanto accaduto nel periodo dell’Epifania nello scalo di Palermo a una coppia di Istrana. Un’autentica odissea. Il volo delle 20 che avrebbe dovuto portarli a casa è prima slittato alle 23 e poi è stato definitivamente cancellato a causa del maltempo. Capita? Sì. Ma il vero problema è arrivato dopo. Una volta sfumato

il decollo, la coppia è stata invitata ad andare a ritirare i bagagli per poi essere trasferita in un hotel a spese della compagnia aerea. L’impresa, però, è stata ardua. I due, sempre con il piccolo al seguito, sono arrivati per ultimi. E poi si sono ritrovati in fondo alla coda che si era formata davanti alla biglietteria per cercare di prenotare un volo per i giorni successivi. Non era stata prevista alcuna corsia preferenziale per genitori con bambini così piccoli. Quando è arrivato il loro turno ormai in aeroporto non c’era più nessuno. E anche il bus Ryanair che avrebbe

dovuto portarli in hotel se n’era andato. Così sono stati costretti a chiamare un taxi alle 3 e mezza e a cercare un albergo nel cuore della notte. Pagando tutto di tasca propria. “Ci era stato indicato il nastro sbagliato per il recupero dei bagagli. La nostra valigia, poi, è arrivata tra le ultime. Così ci siamo ritrovati in fondo alla coda davanti alla biglietteria – racconta la 30enne, madre del piccolo – c’erano centinaia di persone. E

nessuno ha pensato di prevedere corsie per le mamme con bambini piccoli. Siamo rimasti in fila fino alle 3. È stato disumano”. Alla fine sono riusciti a prenotare due posti sul volo del giorno seguente per Bergamo. Qui sono stati recuperati dai famigliari. Pure questo si aggiunge ai costi che non erano stati previsti. Adesso hanno chiesto di essere rimborsati. Ryanair, però, non ha ancora riposto. Mauro Favaro

Il prefetto di Treviso in visita al 51° Stormo

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opo il suo insediamento avvenuto lo scorso luglio, Maria Rosaria Laganà, nuovo prefetto di Treviso, non aveva ancora visitato il 51° Stormo dell’aeronautica militare italiana con sede presso l’aeroporto di Istrana. Così, a fine gennaio, è stata accolta per la prima volta dal Comandante Colonnello Massimiliano Pasqua. Il prefetto ha conosciuto gli attuali impegni dello Stormo in Italia e all’estero, con uomini e velivoli del Reparto impegnati nell’operazione Inherent Resolve in Kuwait, a supporto della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico. Molto apprezzata e di interesse è stata l’esposizione relativa all’impiego dual use degli AMX, ovvero aeroplani utilizzati anche a supporto in caso di eventi come le calamità naturali, per avere un occhio dall’alto in grado di gestire ed indirizzare al meglio i soccorsi a terra. Il prefetto ha così incontrato anche il personale analista di immagine del reparto che, in occasione di tanti tragici eventi come i terremoti del centro Italia, Ischia e l’Emilia Romagna o l’alluvione che colpì la Sardegna, ha saputo abilmente lavorare le immagini raccolte dai piloti rendendole utili e fruibili alla protezione civile, al fine di ottimizzare le procedure di intervento. L’utilità al Paese del 51° Stormo è emersa anche visitando la cellula di allarme, composta da due velivoli Eurofighter ai quali il 51° Stormo fornisce supporto tecnico logistico. “Ho avuto oggi la possibilità di conoscere una rilevante realtà di questa provincia. È molto importante sapere che il 51° Stormo sia in grado di esprimere capacità e professionalità cosi utili al Paese oltre che al territorio in cui viviamo”, ha commentato il prefetto al termine della visita.


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Ambiente La riserva di Morgano

La palude del Barbasso sarà la “gemella” dell’Oasi Cervara Sta per nascere una nuova area super-protetta lungo il Sile, all’altezza della palude del Barbasso. Solo gli animali potranno entrarci. Ma tutti potranno comunque sbirciare come si comporta la natura quando non c’è l’uomo di mezzo grazie a un sistema di fotocamere che permetterà dei tour digitali in un paradiso della biodiversità. Sono questi i punti principali del progetto allo studio della Barbasso srl, startup che si occupa della valorizzazione del patrimonio naturale. L’idea è già stata presentata al Comune di Morgano. Ora si attende il programma dettagliato. In località ponti Settimo la riserva arriverà di fatto a unirsi all’Oasi Cervara di Santa Cristina, creando un’area verde da oltre 50 ettari. La giunta del sindaco Daniele Rostirolla aveva riacceso i riflettori sulla palude del Barbasso attraverso la pubblicazione di un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse con l’obiettivo di individuare soggetti disposti a rilanciare l’area. Si è fatta avanti solo la Barbasso srl. Così il municipio ha incaricato la società con base proprio a Morgano di predisporre un progetto per valorizzare la palude. “È una zona di enorme pregio ambientale, anche perché per anni non è stata praticata – spiega Cristian Bertolin, referente della Barbasso srl – ci sono tutti i presupposti per farla diventare un polmone di biodiversità, accessibile solo per motivi scientifici, per incrementare gli habitat, e per il resto visitabile esternamente con strumenti digitali. Non serve stravolgere nulla. È sufficiente effettuare gli interventi

previsti dal piano ambientale del Parco del Sile”. È già partita una prima sperimentazione: “Stiamo lavorando sulla flora in testa alla “busa di Barbasso” - dicono dalla startup - in poco tempo il canneto è tor-

nato in buone condizioni”. La riserva di Morgano sarà “gemella” dall’Oasi Cervara. Anche se la sua funzione sarà diversa. Al Comune non sembra vero. “Il primo imperativo è difendere l’ambiente – dichiara il sindaco Rostirolla

– ma allo stesso tempo, partendo proprio dal bene più prezioso che abbiamo, è possibile creare a Morgano una vera e propria microeconomia legata al turismo”. Mauro Favaro

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Il sentiero della vita: presentazione del libro di poesie di Simone Urio Si terrà venerdì 22 febbraio dalle 20:30, la presentazione del libro di poesie “Il sentiero della vita”di Simone Urio. L’evento è organizzato dal Comune di Morgano, in sinergia con la Biblioteca comunale, il Comitato genitori ed insegnanti primarie Marconi e da Vinci e con la onlus Avis sezione Morgano. Simone Urio è un giovane autore, classe 1992, nato a Mestre ma cresciuto nella provincia di Treviso. La passione per la poesia si fa preponderante negli anni del liceo, grazie alla spinta di un suo professore di Italiano e Letteratura che, dopo aver letto alcuni suoi versi, lo convince a

proseguire nella scrittura. Attualmente lavora come operatore museale all’interno di Villa Emo a Fanzolo di Vedelago, coltivando al contempo la sua grande passione. Quello del 22 febbraio sarà dunque un incontro ma anche una conoscenza con l’autore, presentato dal giornalista Emanuele Carli e accompagnato dalla musica con fisarmonica di Bruno Lunardi. L’evento si terrà nella Chiesetta di S. Antonio in Piazza Indipendenza a Badoere di Morgano. Gaia Ferrarese


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Morgano .

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Papà entra in aula e contesta il voto Un atto premeditato: durante l’orario di ricevimento un papà entra nell’edificio, spalanca la porta dell’aula e inizia a interrogare i compagni di suo figlio circa il voto della sua ultima interrogazione

U

n papà irrompe a scuola e interroga i ragazzi per sapere se suo figlio meritava davvero quel brutto voto. E’ accaduto poco prima dell’inizio delle vacanze di Natale nelle medie di Badoere. E la preside dell’istituto comprensivo di Quinto e Morgano, Daniela Bettini, ha segnalato l’episodio all’autorità giudiziaria. E’ capitato tutto a metà mattina, nel giro di pochi minuti. Il genitore di un alunno che nei giorni precedenti era tornato a casa con un giudizio negativo è entrato nell’istituto, ha spalancato la porta della classe del figlio, interrompendo la lezione in corso, e ha iniziato a chiedere ai suoi compagni di classe se l’interrogazione fosse realmente andata così male. L’insegnante ha provato a fermare l’uomo. Ma questo ha continuato a far domande ai ragazzini. E poi se n’è andato avvisando la professoressa che si attendeva una re-

visione del voto. Una sfida a scena aperta. A quanto pare il blitz è stato premeditato. Il papà è infatti riuscito a raggiungere la classe durante l’orario scolastico approfittando dell’orario di ricevimento di alcuni insegnanti. Ecco perché nessuno gli ha chiesto dove stesse andando. Davanti a tutto ciò, l’ufficio scolastico di Treviso tira una riga: d’ora in poi comportamenti aggressivi e violenti da parte dei genitori all’interno delle scuole finiranno tutti in tribunale. “Le scuole hanno il dovere di denunciare le ingerenze da parte dei genitori portate avanti con violenza, sia verbale che fisica. Tanto più se ciò accade davanti ai bambini – mette in chiaro la dirigente Barbara Sardella – segnalando l’accaduto all’autorità, la preside ha fatto esattamente ciò che doveva fare. Non è pensabile che perso-

Scuola media di Badoere

ne estranee sottopongano gli alunni a delle vere e proprie interrogazioni. I genitori dovrebbero essere i primi a tutelare i bambini. Non il contrario”. Sulla vicenda è intervenuta anche

Elena Donazzan. L’assessore regionale all’Istruzione ha invocato “una ricostruzione dei fondamentali di riferimento” del mondo della scuola dettando una linea ben precisa: gli alun-

LA FATTURA ELETTRONICA Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche. L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva, sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale. COS’È LA FATTURA ELETTRONICA La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti: 1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il cosidetto Sistema di Interscambio (SdI). Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti: • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonchè l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. • controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando con una “ricevuta di recapito” a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.

ni devono tornare a dare del lei agli insegnanti, ad alzarsi quando entra un docente e a vestirsi in modo adeguato, magari ripristinando l’uso del grembiule e Mauro Favaro della divisa.

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CHI È ESONERATO DALL’EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” . A tali categorie si aggiungono i “piccoli produttori agricoli”. QUALI SONO I VANTAGGI DELLA FATTURA ELETTRONICA La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di XML, è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati. Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poichè la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori. La fattura elettronica, poi, determina ulteriori vantaggi dal punto di vista strettamente fiscale.

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Cultura .

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Teatro, lettura e laboratori per bimbi Villa Guidini si trasforma sempre più nella Villa dei bambini: al suo interno infatti ci sono le sedi del Teatro Comisso e della biblioteca comunale, dove andranno in scena spettacoli e incontri di lettura

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Zero Branco, la Villa Guidini è sempre più sinonimo di cultura e intrattenimento per merito di una rassegna di eventi e laboratori che, tra il Teatro Comisso e la Biblioteca comunale, offrono spazio e attenzione alla curiosità, alla scoperta e alla formazione, soprattutto nei confronti dei più piccoli. La prima proposta si chiama “Libralbero: l’albero della storia!” per i bambini dai 4 agli 8 anni, dove per 3 mercoledì (27 febbraio – 13 marzo – 27 marzo) si terranno degli incontri pomeridiani in Biblioteca, con letture animate e laboratori a tema con la favola. Per partecipare a ciascun incontro è necessaria la prenotazione, anche telefonica presso il polo di Villa Guidini. Segue poi, anche per questo 2019, sempre a misura dei ragazzi, una rassegna molto ricca grazie alla sinergia con compagnie teatrali professionali e assessorato alla cultura. Torna infatti il teatro nella Villa dei Bambini, che por-

terà in scena cinque spettacoli per le famiglie, dopo il primo successo dello scorso 27 gennaio con la storia di Robinson Crusoe. Dal 24 febbraio invece, alle ore 16:30, il Teatro Telaio si esibirà con “Storia di un bambino e di un pinguino”, una storia buffa per parlare di mondi sconosciuti che si incontrano, della difficoltà di comunicare e comprendere chi è altro da noi, di un oceano da solcare per far crescere in noi affetto ed amicizia e così diventare grandi. Si continua domenica 10 al pomeriggio con Proscenio Teatro, che proporrà “Il brutto anatroccolo” da Hans Christian Andersen e dal mondo in cui viviamo; testo e regia di Marco Renzi con Mirco Abbruzzetti e Simona Ripari, pupazzi Lucrezia Tritone. Un teatro d’attore, con fantocci e figure animati e una festosa interazione con il pubblico. Infine il 24 marzo Stivalaccio Teatro porta in scena “Ucci ucci

La locandina della rassegna teatrale al Teatro Comisso nella Villa dei Bambini

pollicino e altre fiabe” con la storia di due bimbi che, in attesa nella notte dell’Orco cattivo, cercano ogni stratagemma per non addormentarsi e aspettarlo. I biglietti degli spettacoli possono essere acquistati su vivaticket. it. Costo biglietto unico di 5 euro,

mentre la promo 3x4 prevede che le famiglie di 4 componenti abbiano diritto ad un biglietto omaggio. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito https://bibliozero. webnode.it/products/villa-deibambini-famiglie-a-teatro-2019/. Gaia Ferrarese

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Le parrocchie si interrogano sul futuro dell’Europa

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re lunedì per discutere ed approfondire. Hanno come titolo l’interrogativo “Europa: casa comune o camicia di forza?” e sono quelli proposti dal gruppo sociopolitico nato in senso alla Collaborazione Pastorale di Zero Branco e Quinto per febbraio e marzo. Il primo, dal titolo “L’Europa: fondamenti storici e valoriali”, alla presenza del professor Giuseppe Goisis (filosofo politico, già docente a Ca’ Foscari), si è svolto con una importante partecipazione lo scorso 4 febbraio. Il prossimo, sempre alla presenza del professor Goisis, si svolgerà lunedì 24 febbraio (ore 20.30 Auditorium Santa Maria Assunta, Zero Branco – via Trento e Trieste, 6) ed avrà come spunto generale il tema “Le grandi contraddizioni dell’Unione Europea”. La terza ed ultima conferenza, invece, si svolgerà il prossimo 18 marzo (ore 20.30 Auditorium parrocchiale “rosso”, Quinto di Treviso – via Graziati, 2) ed avrà il titolo “Chiesa ed Europa, radici e futuro”. La serata avrà come relatore Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza-Bobbio. Obiettivo del ciclo di incontri è quello di “entrare” nell’universo chiamato Europa, capirlo e comprenderne utilità e limiti reali. Tutte le serate sono ad Alessandro Bozzi Valenti ingresso libero.

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Attualità Ferito per errore

Massimiliano Rosolino è andato a trovare il giovane nuotatore in ospedale

Manuel non camminerà più D

al sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo dell’anno prossimo, a un letto d’ospedale senza più poter muovere le gambe. Ha lasciato tutti senza parole l’assurda vicenda che ha avuto per incolpevole protagonista Manuel Bortuzzo, 19enne di Morgano, promessa del nuoto italiano, da tre anni residente con la famiglia in via Morer, che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio è stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava nel quartiere Axa di Roma. La pallottola si è conficcata nella schiena del giovane, lesionando il polmone, fermandosi all’altezza dell’undicesima vertebra e causandogli una lesione midollare completa. Manuel non potrà più tornare a camminare. Né, tanto meno, a nuotare come prima. Le sue gambe re-

steranno paralizzate. Tutti ancora sperano in un miracolo. Ma è davvero dura. In tutto ciò la famiglia Bortuzzo ha dimostrato una forza incredibile. A cominciare proprio da Manuel. “Coraggio – ha detto dal suo letto di ospedale rivolgendosi ai genitori – ora inizia per me l’allenamento più importante”. La conferma della paralisi è arrivata il 5 febbraio. Poche ore dopo due giovani si sono presentati in questura a Roma per costituirsi: Lorenzo Marinelli, 24 anni, e Daniel Bazzano, 25 anni. Si sono presentati alle forze dell’ordine ammettendo di essere stati loro a sparare al 19enne. Sarebbe stato Marinelli, seduto sul sellino dello scooter guidato da Bazzano, a esplodere il colpo di pistola che ha ferito il giovane. I due avevano appena parte-

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Tutto il mondo del nuoto, e non solo, si stringe attorno al giovane atleta di Morgano vittima di una sparatoria avvenuta a Roma

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cipato a una rissa scoppiata in un pub poco distante. A quanto pare per questioni legate alla spartizione delle piazze di spaccio della droga. Ed erano tornati brandendo una pistola. Manuel non c’entrava assolutamente nulla. Era fermo davanti a un distributore automatico di sigarette assieme alla sua ragazza, Martina. E’ stato colpito, come ipotizzato dagli investigatori fin dall’inizio, a causa

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Anche il governatore Zaia sostiene il nuotatore

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di uno scambio di persona. Nei giorni scorsi il 19enne di Morgano ha ricevuto una valanga di messaggi di solidarietà. Anche dai campioni del mondo dello sport. Primo fra tutti, Massimiliano Rosolino, campione olimpico a Sydney nel 2000, è andato a trovarlo in ospedale. Filippo Magnini gli ha inviato frasi cariche di speranza. Fino a Francesca Porcellato, atleta paralimpica fondista e paraciclista di Castelfranco Veneto che, in una lettera aperta, ha incitato il giovane ad una seconda rinascita Così come molti altri atleti. E il 9 febbraio Morgano si è ritrovata in chiesa per una messa dedicata proprio a Manuel, che resta e resterà per sempre un campione.

veva lasciato la sua Morgano pieno di ambizione e capacità, Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto, per trasferirsi al Centro Federale di Ostia, e da lì ricominciare per un unico obiettivo: le olimpiadi. Il sogno è stato brutalmente spezzato un sabato sera di inizio febbraio dopo che un colpo di pistola lo ha colpito alla schiena, procurandogli fin da subito una seria emorragia polmonare. Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore del Veneto, Luca Zaia: “La notizia che Manuel non potrà più camminare mi ha lasciato sbigottito e sconvolto. Davanti a una tragedia di questo genere le parole però possono e servono pochissimo. Siamo vicini alla famiglia. Voglio che i genitori di Manuel sappiano fin d’ora - aggiunge Zaia - che per quanto riguarda cure mediche, ricoveri, riabilitazione, interventi sanitari di qualsiasi tipo e livello, il Veneto c’è e ci sarà. Sempre”. E aggiunge sulla sua pagina Facebook: “Questa è una vicenda allucinante, non siamo nel far west, non devono passare questa legge e questi metodi. Chi ha sparato, togliendo a un giovane la carriera sportiva a cui era avviato, dovrà pagare fino in fondo. Gaia Ferrarese Forza Manuel”.


4 febbraio 4

13.30 13.45

GRANDE SFILATA Pronti Mezza, Via! di CARRI MASCHERATI Maschere e Mascherine

Ci troviamo allegramente nel piazzale della biblioteca.

Inizia la grande sfilata delle mascherine e dei carri mascherati di Carnevale sulle note degli sbandieratori e delle bande musicali.

13.30 Raduno nel piazzale della biblioteca Via Roma si riempie di Suoni e Colori! 14.45 Spettaccoli, balletti, truccabimbi... sculture di palloncini tutto condito con la 14.00 Partenza carri mascherati, sbandieratori, simpatia dei Barbamoccolo e di succulente frittelle. figuranti, maschere e mascherine "A Chi toca fare e carte?" 15.30 15.00 In ghe piazza Aldo Moro Finalissima del 8° torneo di scopa all'asso in Piazza 1° Maggio... e le carte prendono vita. La contrada vincente il torneo riceverà in consegna la coppa.

16.30

Torneo di Scopa all’Asso Figurato, Trofeo 2019 con i rappresentanti "Dai che ciapemo qualcosa" delle contrade di Scorzè:

Estrazione dei numeri della ricca lotteria di Carnevale. libero).

Rosso - Coppe, Verde - Bastoni, Blu - Denari, Giallo - Spade.

16.30

Estrazione Lotteria

In caso di pioggia la manifestazione non avrà luogo e non verrà rinviata a nuove date. L’estrazione della lotteria però si effettuerà in Sala Consigliare domenica 4 febbraio 2018 alle ore 15.00.

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#Politica

Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità

Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini

Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare

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Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza

improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-

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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.

Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.

Maria Pavan

Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” “Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare

alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che

vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeggio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. Ma di questo il WWF non pare per nulla preoccupato: l’importante che entrino soldi nelle casse dell’associazione. Per il prossimo San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”


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Politica

Economia

La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L

La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione settore Questa del copia ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, liè distribuita nee guida per lo sviluppo di un e certificata da che comparto iperspecializzato rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori DI PIÙ GiusepregionaliSCOPRI all’agricoltura, a pag. 6 pe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati

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nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.

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Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo

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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.


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Politica

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Opere pubbliche

Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”

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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.

“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di

progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-

rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan

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L’ntervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc.

Tornare a correre la propria vita Run your life again: l’esperienza diventa un film tv a pag 28

Droga a scuola, “Test in classe per tutti”

a pag 29

Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente a pag 30

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Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.

L’intervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un

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Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.

a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

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Droga a scuola, “Test in classe per tutti” L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere

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e uno studente su 5 ammette in consumare sostanze stupefacenti e se uno su 2 ammette candidamente di veder girare droga a scuola, significa che siamo in piena emergenza educativa. I dati diffusi dal Punto d’ascolto dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona, in collaborazione con il Servizio Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera, ci impongono non solo una riflessione sull’impatto che la droga sta avendo sui giovani, ma richiedono un’azione di contrasto la più efficace possibile”. L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, prende posizione in merito all’indagine svolta, tramite questionario anonimo, tra 1647 adolescenti veronesi tra i 13 e i 19 anni. Stando alle risposte raccolte dagli psicologi del Punto di ascolto

sul disagio giovanile, il 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono studenti ammette di consumare sostanze, inquietanti – prosegue l’assessore – e il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente chiamano in causa tutti noi. utilizzano droghe. La motivazione principale Credo che ciò che accade a scuola, agenzia risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione lo fa per scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio dei ragazzi seguito ad una crisi nonché il loro futuro o per placare l’ansia. professionale, 2 euro a persona per L’età della prima rispetto all’uso di assunzione scende droghe, ci imponga individuare l’uso di a 13 anni, negli di affrontare anfetamine, cocaina, anni delle medie. in maniera più L’83 per cento ecstasy, oppiacei, morfina, rigorosa il tema degli intervistati delle dipendenze. cannabinoidi ritengono che sui Non è tollerabile banchi di scuola si che nella ‘palestra’ dovrebbe affrontare di più e meglio il tema dei cervelli si utilizzino sostanze che della droga e delle dipendenze. alterano le funzioni cerebrali, e purtroppo

Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

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l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero

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inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità

nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.

in maniera irreversibile, data la giovane età dei consumatori”. Da qui la proposta dell’assessore Donazzan: rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie. “Ho fatto fare una stima di quanto costerebbe un test rapido e facile da eseguire, non invasivo, da fare nelle scuole, a sorpresa –ragiona l’assessore - Il costo è di 2 euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, hashish, cannabis). Quindi – tira le somme Donazzan - con 400 mila euro di spesa è possibile coprire tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ovvero circa 200 mila adolescenti in Veneto”.

Elena Donazzan

“I costi sono più che sostenibili – conclude l’assessore - si tratta solo di volontà: introdurre controlli sistematici e a tappeto significa dare un preciso segnale, in termini di valori sociali e di responsabilità personale”.

Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.

“L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”.

Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.


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Salute

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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O

ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-

Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo

Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora

dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa

si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

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e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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Sri Lanka, bello e possibile di Renato Malaman

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gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India”

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perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche… continua alla pag. seguente


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Sri Lanka, bello e possibile

L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

L

o Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare

N E L L A FOTO CO PERTIN A I CEL EB RI P E S C A TO RI D I WEL IG A MA . IN Q U ES TA PA G IN A : U N T REN O TU RIS TICO , RA CCO LTA D EL TÈ, L A F O RTEZZA D I S IG IRIY A , U N A G RA N D E S TA TU A A PO LO N N A RU WA , L E G ROTTE A F F RES CA TE D I D A MB U L L A , . PIÙ S OTTO : U N A S PIA G G IA S U L L’ O CEA N O IN D IA N O , U N O D E I TA N TI TEMPL I B U D D H IS TI, U N ’ A LTRA I M M A G IN E D I S IG IRIY A , EL EFA N TI IN L IB ERTÀ E I L TEMPIO D I PO LO N N A RU WA

tradizione dello stilt fishing così abilmen- lontano, è uno dei siti archeologici meglio te tramandatoci dalla foto di Steve Mc- conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terCurry Nonostante tutto Waligama resta za capitale del regno singalese, sorge il una sosta obbligata e lungo quel tratto di Tempio del Dente che ospita rituali e funcosta è bello vedere anche il pesce messo zioni religiose sulla reliquia del canino di ad essiccare, come fossimo in Scandinavia Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giaro sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio an- dini botanici di Peradeniya prima di intracora autentico, perché autentica è a livello prendere il suggestivo percorso montano, popolare l’adesione al pensiero filosofico che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, di Buddha di scuola Theravada e – per gli con destinazione Nuwara Eliya, stazione induisti – il culto delle proprie divinità, di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco spesso rappresentate in modo näif L’isola del sub continente indiano di Yala dove, poco eppure così piene è il simbolo stesso della coltivazione lontano dal mare, si estende una di significato. Ad del tè, che connota dolcemente zona umida dove Anuradhapura, privivono in libertà ma capitale singail paesaggio. La curiosità dei lese, imperdibili i pescatori sul trespolo immortalati gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvitempli di Dambulla da Steve McCurry e “cantati” cinabili grazie ad scavati nella roccia dai Duran Duran auto attrezzate per e affrescati sul sofil safari. Colombo, fitto. Ogni grotta lascia a bocca aperta per le bellezze che infine, città piena di contraddizioni, ma svela, è come si entrasse in tante Cappelle pulita, ordinata e – nella parte nuova – avSistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, al- veniristica. E’ il simbolo di un paese che tro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa guarda avanti, forte di grandi civiltà alle fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato… percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco


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HOTEL TERME MILLEPINI, il luogo perfetto in cui ritrovare salute e relax Acque e fanghi termali, gli ingredienti naturali per assicurarsi un inverno di benessere! I PRODIGI DELLA NATURA CONFERMATI DALLA SCIENZA Una storia millenaria che ha tratti quasi fiabeschi, quella del fango delle Thermae Abano Montegrotto, se non fosse che ogni aspetto relativo all’efficacia è confermato da decenni di ricerca scientifica. L’argilla, ovvero il fango vergine, inizia il suo percorso grazie all’estrazione dai laghetti di Arquà Petrarca e Lispida, nel comprensorio del Bacino Termale Euganeo, in tempi e quantità stabiliti secondo legge regionale, e viene fatta maturare per 60 giorni in vasche di acqua termale collocate all’interno di ogni stabilimento e monitorate periodicamente. FANGO TERMALE EUGANEO: DALLA PREVENZIONE ALLA CURA Il fango di Abano Montegrotto assume, così, caratteristiche chimico-fisicobiologiche uniche, tali da renderlo un preparato terapeutico ad elevata azione antinfiammatoria e, una volta maturato, costituisce un insieme di elementi naturali, solidi, liquidi e biologici che lo rendono unico al mondo e ne consentono l’utilizzo a fini terapeutici nello stabilimento termale stesso (autorizzato all’esercizio ai sensi della LR 22/02 dalla

Regione Veneto) di cui gli alberghi di Abano e Montegrotto sono dotati. I fanghi hanno numerose applicazioni che vanno dall’ambito più tradizionalmente curativo a quello preventivo. La fangoterapia termale allevia, infatti, in modo significativo la tipica sintomatologia dolorosa che accompagna alcune malattie dell’apparato osteoarticolare, in particolare reumatismi, artrosi e osteoporosi, ma è altrettanto fondamentale per prevenire queste problematiche e rinforzare le articolazioni. UN FARMACO NATURALE RICONOSCIUTO DAL SERVIZIO SANITARIO Le caratteristiche farmaco-biologiche del fango termale, permettono di garantire risultati terapeutici che incidono positivamente sulla salute del paziente, fino a ridurre l’assunzione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici, motivo per cui la fangoterapia praticata allo stabilimento termale dell’Hotel Terme Millepini, è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Una pratica facile e piacevole come scendere dalla propria stanza in accappatoio accedendo direttamente al centro benessere o recarvisi giorno per giorno nel periodo di tempo stabilito, presentando l’impegnativa medica.

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IL 1° BREVETTO EUROPEO AD UN PRODOTTO TERMALE: I PRINCIPI ANTINFIAMMATORI DEL FANGO EUGANEO Già nel 2005 uno studio condotto con l’Istituto Mario Negri di Milano ha dimostrato la pari efficacia nella riduzione dell’infiammazione tra la fangoterapia a base di fango maturo di Abano Montegrotto e le terapie a base di FANS. Il trattamento a base di fanghi, inoltre, non genera effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale, come può accadere con l’utilizzo continuativo di farmaci. La capacità antinfiammatoria del fango di Abano Montegrotto è dovuta alla presenza di particolari microrganismi che colonizzano il fango, tra cui il ciano batterio Phormidium SP ETS 05 (Euganean Thermal Spring) - depositato all’Isti-

tuto Pasteur di Parigi - che ha consentito di classificare il fango termale di Abano Montegrotto come farmaco naturale. Proprio grazie alla sua evidente efficacia nell’applicazione sul corpo umano, il fango di Abano Montegrotto ha incuriosito centri di ricerca ed esperti di medicina fin dall’antichità, motivando indagini scien-

tifiche condotte dall’Università di Padova e dal Centro Studi Termali Veneto Pietro D’Abano che hanno consentito di arrivare alla registrazione ultimata nel 2013 di un brevetto Europeo, unico nel suo genere, sull’attività antinfiammatoria del fango termale Euganeo “Anti-inflammatory active principles in Euganean thermal mud”, andando ad estendere ad oltre 30 paesi Europei analoga protezione ottenuta in Italia già nel 2010. Un motivo in più per provare i benefici di un prodotto a chilometro zero, trasformando la cura in una vacanza! www.MILLEPINI.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it


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Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.

Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.

Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto

La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro

Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.

deltaegusto

ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.

Det com l’ac le l èq Il p tali com ser bra fres bril nire min car


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi

Torta salata e finocchi

Fagottini di mele

Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.

Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.

Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.

Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.

Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.

Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.

Gemelli Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.

Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI...

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Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.

Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto

Sagittario Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa

Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona. Cancro

Capricorno

Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.

La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.

Leone

Acquario

Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.

Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. Vergine Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi

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