DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 181
delle Terme Euganee
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Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
pag. 17
Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO ABANO, LA COOPERAZIONE SFIDA L’INVECCHIAMENTO servizi alle pag. 4-5
ABANO ASSORBE I RINCARI: TARIFFE FERME PER SCUOLE, ASILI E SERVIZI
servizio a pag. 11
I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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segue a pag. 19
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani
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ACQUA... NON SPRECHIAMOLA
Buone pratiche per un uso consapevole e sostenibile. Nessuno spreco
Installa un rubinetto alle fontane a getto continuo.
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Chiudi il rubinetto centrale dell’acqua quando stai fuori casa per lunghi periodi.
Raccogli in una bacinella l’acqua usata per lavare frutta e verdura e utilizzala per annaffiare le piante.
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Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o ti insaponi. Più volte lo fai, più acqua risparmi. Il rubinetto ha una portata di più di 10 litri al minuto.
Scegli di annaffiare il giardino dopo il tramonto, l’acqua evapora più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dal terreno.
Metti in funzione lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Per ogni lavaggio si consumano in media tra gli 80 e i 120 litri di acqua.
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Assicurati che i rubinetti di casa siano dotati di frangigetto per diminuire la quantità di acqua in uscita senza diminuire la resa.
Controlla la presenza di eventuali perdite dai rubinetti e dagli scarichi del wc. Un rubinetto che gocciola può perdere fino a 5 litri al giorno.
Riduci i lavaggi delle auto e se necessario ricorriamo solo agli autolavaggi che dispongono di sistemi di raccolta dell’acqua di scarico.
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Scegli di fare la doccia al posto del bagno e chiudi il rubinetto mentre ti insaponi. Con una doccia di 4 minuti si consumano dai 20 ai 40 litri di acqua.
Utilizza per il wc lo sciacquone a scarico differenziato. Oltre il 30% dell’acqua domestica esce dallo scarico del wc (ogni volta circa 12 litri).
Informati se ci sono ordinanze sul risparmio idrico emesse dal tuo Comune o nei luoghi in cui trascorri le vacanze.
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Raccogli l’acqua piovana in contenitori e utilizzala per lavare le auto o gli spazi esterni.
Preferisci piante autoctone che meglio si adattano e che richiedono meno acqua.
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non è una pattumiera. Ogni volta che tiri lo sciacquone consumi circa 12 litri di acqua.
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Effettua una buona pacciamatura attorno alle piante del giardino, in questo modo aiuterai l’acqua a rimanere nel terreno.
ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA Metti l’acqua in frigorifero
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se la vuoi fredda, non farla scorrere dal rubinetto finché non si raffredda.
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FACCIAMO IL PUNTO
delle Terme Euganee
IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
MONTEGROTTO TERME VUOLE ENTRARE TRA LE CITTÀ DEL VINO
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ontegrotto Terme punta a entrare nell’associazione nazionale Città del Vino. L’annuncio è arrivato dal sindaco Riccardo Mortandello durante l’incontro con Diego Salmaso, titolare dell’azienda agricola Giacomo Salmaso, realtà montegrottese protagonista di un importante risultato al XXIV congresso enologico internazionale Città del Vino. La cantina ha conquistato cinque medaglie d’oro e due d’argento nella rassegna ospitata a Pramaggiore, alla quale hanno partecipato circa 1.400 vini e grappe. Un riconoscimento che non premia soltanto le aziende produttrici, ma anche i Comuni di appartenenza, valorizzando il territorio nel suo complesso. Per questo motivo il diploma è stato assegnato anche al Comune di Montegrotto Terme, con la cerimonia ufficiale che si è svolta in Campidoglio a Roma.n L’azienda agricola Giacomo Salmaso affonda le proprie radici negli anni Quaranta ed è oggi guidata da Riccardo e Laura Salmaso. La cantina coltiva circa 40 ettari di vigneti con le principali varietà dei Colli Euganei e affianca alla vendita diretta una significativa attività di esportazione, soprattutto verso il mercato tedesco. Nel 2026 sono arrivati anche altri importanti riconoscimenti, con tre medaglie d’oro conquistate al Concours International de Lyon, in Francia. Il legame tra il Comune e la cantina è ormai consolidato. L’amministrazione utilizza infatti una bottiglia di Serprino personalizzata con il marchio della destinazione turistica come omaggio istituzionale in occasione di eventi e iniziative di rappresentanza. L’adesione a Città del Vino rappresenta ora un ulteriore passo per rafforzare il rapporto tra il bacino termale e le produzioni vitivinicole dei Colli Euganei. L’iter per l’ingresso nell’associazione è già stato avviato e sarà formalizzato nei prossimi mesi. “Vogliamo che Montegrotto Terme entri a pieno titolo tra le Città del Vino: mettere il nome del territorio accanto a quello dei nostri produttori significa promuovere insieme quello che sappiamo fare, dalle terme al vino”, sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello.
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• Nicola Stievano Segue da pag. 1
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Sette medaglie internazionali per valorizzare terme e vini dei Colli Euganei
i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Federico Franchin
ASCOLTA ORA delle Terme Euganee è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Abano Terme e Montegrotto Terme per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; Srl numero iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Giovani e anziani/1. Un sistema organico integrato e rete di protezione per la terza età con le associazioni
Abano, gli over 65 sono più di seimila: la cooperazione sfida l’invecchiamento A d Abano Terme la popolazione anziana rappresenta una quota rilevante della comunità locale: su circa ventimila residenti complessivi, gli over 65 sono 6249. Per rispondere alle esigenze di questa fascia demografica e contrastare l’isolamento, l’amministrazione comunale ha avviato il progetto Ecosistema Anziani, finanziato dalla Regione del Veneto nell’ambito della delibera 1370 del 2024 e sviluppato in collaborazione con la cooperativa sociale Il Raggio Verde e una rete di associazioni del territorio. L’iniziativa si propone di costruire un sistema organico e integrato di interventi capaci di promuovere la salute, la prevenzione e la partecipazione attiva della terza età. Il programma prevede attività diffuse per raggiungere l’intera cittadinanza, valorizzando presidi di quartiere come la casetta di Giarre e gli spazi di Monterosso. I laboratori sono attivi durante tutto l’anno e affrontano ambiti quali il potenziamento della memoria, la prevenzione delle cadute, l’alfabetizzazione digitale e la stimolazione cognitiva. “Mantenere una persona attiva ritarda i problemi legati alla perdita di autosufficienza e riduce il carico assistenziale sulle famiglie”,
spiega l’assessore al sociale Virginia Gallocchio. “Per quanto riguarda la salute fisica proponiamo il gruppo di cammino due volte la settimana, a cui affianchiamo cicli di incontri informativi sulla corretta alimentazione e sulla prevenzione sanitaria in sinergia con la Lilt. Ogni anno selezioniamo temi specifici per sensibilizzare la popolazione anziana”. Un elemento centrale della strategia comunale è la cooperazione con il terzo settore e il volontariato, tra cui l’Associazione Aponense Terza Età, la Virtus Abano, l’Auser, la Lilt e l’associazione Amar per l’Alzheimer. “Questo progetto coinvolge numerosi partner messi in rete tra loro, poiché la collaborazione amplifica la ricaduta positiva sul territorio”, sottolinea l’assessore Gallocchio. “In questo modo riusciamo a raggiungere un numero maggiore di utenti e ad ampliare i canali informativi”. Tra le strutture attivate spicca lo sportello InformAnziani, allestito presso il Centro Ricreativo Culturale e aperto al mattino nelle giornate di mercato per offrire ascolto e orientamento sui servizi disponibili. Contestualmente, i volontari della Croce Rossa gestiscono uno sportello informativo ed effettuano visite domiciliari per monitorare e fare compagnia
Un incontro dedicato alle attività di Ecosistema Anziani
alle persone segnalate dai servizi sociali. L’offerta di welfare integrato comprende anche i soggiorni estivi con due turni al mare e uno in montagna, ai quali si affiancano percorsi innovativi di scambio intergenerazionale. Vengono organizzati pranzi comunitari tra anziani e ragazzi, anche in collaborazione con l’istituto alberghiero Pietro d’Abano e il consiglio comunale dei ragazzi. Per gli utenti del centro sollievo affetti da decadimento cognitivo sono
stati inoltre avviati laboratori all’interno degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. “Stiamo realizzando sperimentazioni importanti per unire le generazioni”, evidenzia la responsabile delle politiche sociali. “Anche al termine del finanziamento regionale, l’insieme di queste iniziative continuerà a operare per garantire continuità alla nostra comunità”. • Nicola Stievano
Abano contrasta l’isolamento giovanile con laboratori gratuiti e cittadinanza attiva, l’1 settembre festa di chiusura dei Makers Lab
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onostante Abano Terme presenti un’elevata percentuale di residenti anziani, la cittadina dispone di un tessuto associativo dinamico per sostenere le nuove generazioni. L’azione dell’amministrazione comunale mira a fare rete per intercettare i bisogni di adolescenti e ragazzi, contrastando fenomeni diffusi in modo trasversale tra italiani e stranieri come l’isolamento post-pandemico, le insidie del digitale e il rischio di dispersione scolastica che si accentua nei primi anni delle superiori. “La popolazione anziana cresce, come in tutta Italia, ma il territorio è ricco di opportunità, volontariato e associazioni”, spiega l’assessore
al sociale Virginia Gallocchio. “Il nostro compito è mettere in rete queste risorse e farle conoscere a chi tende a chiudersi in casa. Di fronte ai ragazzi che vogliono partecipare ci siamo con iniziative trasversali e del tutto gratuite”. La stagione estiva rappresenta un momento chiave per agganciare i giovani. Accanto ai 40 partecipanti del progetto “Ci Sto? Affare fatica!” che anche quest’anno si sono cimentati in lavori di utilità sociale, sono 45 gli iscritti alle attività di “Città Invisibile 2026”, rivolte alla fascia dai 11 ai 16 anni negli spazi dell’istituto comprensivo Vittorino da Feltre. Il programma, caratterizzato da un ridotto rapporto tra educatori e ragazzi e aperto fino alla festa di chiusura del
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prossimo primo settembre, propone i “Makers lab” dedicati a giardinaggio, fablab, cucina e scultura, i “Laboratori digitali” con edugaming su Playstation e realtà virtuale, videomaking, stop motion e podcast, oltre ai “Discovery lab” sul confronto sociale. Particolare attenzione è riservata alla fascia critica tra i 14 e i 17 anni. Il Comune ha selezionato e formato 15 ragazzi per svolgere il ruolo di aiuto animatore all’interno dei centri estivi del territorio sotto la guida di tutor ed educatori di riferimento. Un percorso formativo sul campo che previene la solitudine e si conclude con la consegna di voucher personalizzati legati agli interessi di ciascun partecipante.
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5 Giovani e anziani/2. In primo piano l’ascolto, l’educazione digitale e la partecipazione
Montegrotto affronta il disagio giovanile con lo sportello di sostegno psicologico
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Un’attività dei giovani alla casetta del Parco Mostar
olitiche giovanili e contrasto all’isolamento sociale nel territorio termale padovano Montegrotto investe sui giovani con ascolto, digitale e partecipazione Dallo sportello psicologico gratuito all’EduGaming Zone di Parco Mostar fino al festival estivo gestito dalle associazioni Su una popolazione complessiva di circa 11.500 residenti, il comune di Montegrotto Terme conta oltre 1.800 giovani con meno di 25 anni, una risorsa fondamentale per il futuro della comunità. Per accompagnare la crescita delle nuove generazioni e vincere il rischio di isolamento ed esclusione sociale, l’amministrazione comunale ha promosso
un piano articolato orientato a rendere i ragazzi protagonisti del presente. Tra le misure principali spicca l’attivazione dello sportello di ascolto e sostegno psicologico gratuito per la fascia tra i 14 e i 30 anni, accessibile ogni lunedì pomeriggio o in consulto a distanza. Nato da un’iniziativa delle cooperative La Bottega dei Ragazzi e Margherita all’interno di un bando dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, il progetto coinvolge otto presidi territoriali e vede la partnership dell’ente locale, del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Padova e della Rete degli Studenti Medi. Il servizio offre consulenze brevi orientate alla prevenzione del disagio
emotivo e al benessere psicosociale. “Il numero di adolescenti che convivono con ansia e depressione è in continua crescita, a conferma delle difficoltà relazionali e del disorientamento”, spiega il sindaco Riccardo Mortandello. “Questo progetto offre uno spazio di ascolto per affrontare le fasi complesse del percorso evolutivo”. Un orientamento condiviso dalla vicesindaca con delega al sociale Elisabetta Roetta. “Desideriamo costruire una rete sinergica con tutte le agenzie educative del territorio per accompagnare e sostenere i ragazzi nel loro cammino”, sottolinea l’assessore. “Riteniamo fondamentale dare una risposta concreta ai bisogni emergenti delle nuove generazioni”. Il centro aggregativo in Parco Mostar si conferma il fulcro della socialità giovanile, con aperture pomeridiane dedicate due giorni alla settimana per la fascia tra gli 11 e i 14 anni e due per la fascia tra i 14 e i 19 anni. La struttura è recentemente entrata nella rete EduGaming Zone, utilizzando il videogioco come strumento educativo. Affiancati dagli operatori EduGamers, i ragazzi sperimentano console, simulatori e visori per la realtà virtuale per sviluppare competenze digitali e superare l’uso solitario degli schermi, con appuntamenti mensili il giovedì per la fascia tra i 14 e i 18 anni e il venerdì per i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. “È importante superare i pregiudizi. Se accompagnati, i giovani possono gestire questa passione per conoscersi meglio e costruire relazioni
in un ambiente educativo”, fa sapere la vicesindaca Elisabetta Roetta. L’impegno del Comune si sviluppa anche tramite il progetto Prendo Spazio e il percorso Views & Voices, tra luglio e agosto ha impiegato la fotografia come strumento per raccontare il territorio ed elaborare microprogettualità condivise. A questo si aggiunge la formazione di 15 ragazzi inseriti come aiuto animatori nei centri estivi con l’assegnazione finale di
voucher personalizzati. La programmazione estiva si chiuderà dal 28 al 30 agosto a Parco Mostar con la terza edizione del Montegrotto Summer Festival, promosso dall’associazione giovanile Fioi Aps. Tre serate ad ingresso libero con musica urbana, la serata Remember Palladium, l’evento 90 Time, il torneo BeybladeX e la festa dei colori Holi. • Nicola Stievano
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Gli anziani sono uno su quattro: contro l’isolamento assistenza domiciliare, cultura e mobilità garantita
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Montegrotto Terme la popolazione anziana rappresenta circa il 25 per cento dei residenti, con quasi tremila persone over 65 inserite nel tessuto cittadino. Per garantire supporto diffuso e contrastare l’isolamento, l’amministrazione comunale ha consolidato una rete di interventi coordinata dalla vicesindaca e assessora al sociale Elisabetta Roetta. Tra i servizi cardine figura il Servizio di assistenza domiciliare, attivo tutto l’anno, affiancato dalla formula del Sad condominiale per stimolare la socializzazione tra vicini. Per chi vive situazioni di fragilità o solitudine è a disposizione uno sportello di ascolto psicologico. L’offerta comprende anche i soggiorni climatici tra mare e montagna e le attività del circolo Auser al centro comunale Gino Strada. Sul piano culturale si è da poco concluso un ciclo di 15 incontri promosso con l’Universita Padovana dell’Eta
Libera e Auser su arte, storia e prevenzione sanitaria. “Siamo convinti che investire nella cultura e nella socialità sia fondamentale per migliorare il benessere dei cittadini e della comunità”, evidenziano il sindaco Riccardo Mortandello e la vicesindaca Roetta. A garantire i collegamenti è il servizio di trasporto sociale gestito da Auser in sinergia con Pmg Italia, dotato di un pulmino da 8 posti. Con oltre 850 accompagnamenti annuali verso strutture sanitarie e più di 20.000 chilometri percorsi, i volontari curano anche la distribuzione alimentare a oltre 50 famiglie della città. “Vogliamo ringraziare tutti i volontari dell’Auser per il prezioso aiuto che quotidianamente danno ai nostri cittadini più fragili”, conclude Roetta. • (N.S.)
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ABANO
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Politica. Via libera del Consiglio comunale: “Una scelta per competere insieme”
LA CITTÀ ENTRA NELLA FONDAZIONE TURISMO A bano Terme entra ufficialmente nella Fondazione Turismo Padova, Terme Euganee e Colli. Il Consiglio comunale, nella seduta di luglio, ha approvato l’adesione al nuovo organismo che guiderà la promozione della destinazione turistica provinciale. La delibera è passata con i voti della maggioranza, mentre i gruppi di minoranza hanno scelto di astenersi. Si tratta di un passaggio destinato a segnare una nuova fase per le politiche di promozione del territorio. La Fondazione, promossa dalla Camera di Commercio di Padova insieme agli enti locali e ai principali operatori del settore, nasce con l’obiettivo di mettere a sistema le eccellenze della provincia, superando la frammentazione che per anni ha caratterizzato le iniziative di promozione turistica. L’idea di fondo è semplice: oggi il visitatore non sceglie soltanto una località, ma un’esperienza. Per questo la nuova governance punta a presentare Padova, le Terme Euganee, i Colli Euganei e gli altri attrattori come un’unica destinazione, valorizzando le peculiarità di ciascun territorio
all’interno di una strategia condivisa. Le premesse della delibera approvata dal Consiglio comunale richiamano proprio questo cambio di paradigma. Negli ultimi anni il turismo è profondamente cambiato, con una crescente domanda di esperienze integrate che uniscono benessere, cultura, ambiente, sport, enogastronomia ed eventi. In questo contesto diventa sempre più importante disporre di strumenti capaci di coordinare marketing territoriale, promozione sui mercati internazionali, partecipazione a fiere, sviluppo di nuovi prodotti turistici e attrazione di risorse. Per Abano Terme l’adesione rappresenta anche la naturale evoluzione del percorso già avviato attraverso l’Organizzazione di Gestione della Destinazione (OGD). L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il ruolo della città all’interno di una proposta turistica più ampia, nella quale il patrimonio termale continua a rappresentare il principale elemento distintivo, ma dialoga con il patrimonio artistico di Padova, i paesaggi dei Colli Euganei, il turismo lento, la cultura e le produzioni tipiche. Secondo l’Amministrazione comunale,
Federico Barbierato
entrare nella Fondazione fin dalla sua costituzione consentirà inoltre ad Abano di partecipare direttamente alla definizione delle strategie future, contribuendo alle scelte e ai progetti anziché limitarsi ad aderire successivamente a decisioni già assunte. “L’approvazione dell’adesione –
commenta il sindaco Federico Barbierato – rappresenta una scelta di prospettiva. Il turismo oggi richiede massa critica, competenze e una capacità di promozione che nessun territorio può pensare di sostenere da solo. Abano continuerà ad essere la capitale del termalismo italiano,
ma potrà valorizzare ancora di più la propria offerta all’interno di una destinazione riconoscibile e competitiva sui mercati internazionali. È un cambio di visione: quando nasce un nuovo soggetto non si continua a ragionare come se nulla fosse cambiato, ma si costruisce un’identità comune nella quale ogni territorio porta il proprio valore. Le terme restano il nostro punto di forza, ma potranno dialogare con Padova, i Colli Euganei e tutte le eccellenze della provincia, offrendo al visitatore un’esperienza più ricca e completa. È questa la direzione verso cui si muove oggi il turismo europeo e noi vogliamo esserne protagonisti”. Con il voto Abano Terme compie così un passo che guarda oltre i confini comunali. La sfida sarà ora trasformare la nuova governance in azioni concrete di promozione, innovazione e sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’intero sistema turistico padovano e generare nuove opportunità economiche per imprese, operatori e territorio. • Federico Franchin
II MUNICIPIO CAMBIA VOLTO, ENTRATI NEL VIVO GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE
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n municipio più accogliente, più efficiente e pensato per rispondere meglio alle esigenze di cittadini e dipendenti. Sono entrati nel vivo gli interventi di riqualificazione degli spazi interni del Palazzo Municipale di Abano Terme, un investimento da 77 mila euro che punta a migliorare la qualità dei servizi senza alterare l’identità storica dell’edificio. Il primo intervento interessa l’ingresso principale di piazza Caduti, dove verrà realizzata una bussola vetrata con porta automatica scorrevole. Una soluzione che consentirà di ricavare una vera sala d’attesa climatizzata, protetta dal caldo
estivo, dal freddo invernale e dalle intemperie. Un ambiente semplice ma destinato a cambiare concretamente l’esperienza di chi ogni giorno si reca in municipio per una pratica, un certificato o un appuntamento. “L’obiettivo”, spiega il sindaco Federico Barbierato, “è rendere il municipio sempre più vicino alle persone. Anche un intervento apparentemente piccolo può migliorare la qualità dell’accoglienza e il comfort di chi utilizza quotidianamente questi spazi”. Il progetto comprende anche la riorganizzazione degli uffici al piano superiore, con la separazione di alcuni ambienti e l’installazione di pareti
attrezzate e moduli contenitivi per ottimizzare l’organizzazione del lavoro e la gestione delle pratiche. Una razionalizzazione che consentirà, una volta conclusi gli interventi, di recuperare anche la sala consiliare, oggi utilizzata come ufficio, restituendole pienamente la sua funzione istituzionale. I lavori saranno realizzati nel rispetto delle caratteristiche architettoniche del palazzo e secondo le prescrizioni della Soprintendenza. La conclusione del cantiere è prevista entro il mese di settembre. L’intervento rappresenta inoltre un ulteriore tassello di una visione più ampia sul futuro della sede
comunale. L’amministrazione continua infatti a lavorare sull’ipotesi di recupero dell’ex Hotel Salvagnini, immobile acquisito dal Comune, con l’obiettivo di trasferire progressivamente parte degli uffici amministrativi e creare un nuovo polo dedicato ai servizi comunali. Una prospettiva che permetterebbe di liberare ulteriori spazi nell’attuale municipio, valorizzandone la funzione rappresentativa e istituzionale e offrendo, al tempo stesso, servizi sempre più moderni, accessibili e funzionali ai cittadini. • (F.F.)
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Notiziario del Comune di Abano Terme - AGOSTO 2026
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Verde. Una nuova pianta ogni otto residenti e tre boschi urbani per l’aria più pulita
proseguono 2.625 NUOVE PIANTE IN QUATTRO ANNI Sicurezza, i controlli straordinari sul territorio D E al 2022 a oggi Abano Terme ha messo a dimora 2.625 tra alberi e arbusti, un risultato che fotografa un percorso di trasformazione urbana costruito nel tempo e destinato a lasciare un segno nelle prossime generazioni. Tradotto in un dato semplice, significa una nuova pianta ogni otto residenti, un ritmo di crescita che conferma la volontà dell’amministrazione comunale di rafforzare il patrimonio ambientale della città. I numeri raccontano con chiarezza la portata dell’intervento. Sono stati piantati 578 alberi e 2.047 arbusti, distribuiti in parchi, aree verdi, quartieri e lungo le principali direttrici cittadine. A questi si aggiungono i tre nuovi boschi urbani realizzati negli ultimi anni, che rappresentano uno dei tasselli più significativi della strategia ambientale del Comune. Nel dettaglio sono stati messi a dimora 319 alberi e 259 arbusti nel bosco urbano di via I Maggio, 164 alberi e 197 arbusti nell’area di via Appia Monterosso e 95 alberi e 1.591 arbusti nel bosco “Respiro Libero”, nato all’interno del progetto promosso con l’ULSS 6 Euganea. Complessivamente, solo questi tre interventi hanno portato alla realizzazione di nuove aree verdi destinate a crescere e diventare veri polmoni naturali della città. L’incremento del patrimonio arboreo produce effetti concreti e duraturi. Più alberi significa maggiore capacità di assorbire anidride carbonica, mitigare le isole di calore, migliorare la qualità dell’aria, aumentare la biodiversità e rendere gli spazi pubblici più vivibili e accoglienti. Un investimento che guarda al presente ma soprattutto al futuro, in una città che continua a coniugare qualità urbana, benessere e sostenibilità. “Dietro questi numeri - sottolinea il sindaco Federico Barbierato - non c’è soltanto un programma di piantumazioni, ma una precisa idea di città. Ogni albero che mettiamo a dimora è un investimento per i nostri cittadini, per i bambini che cresceranno ad Abano, per chi vivrà questi quartieri tra dieci, venti o trent’anni. Il verde non è un elemento decorativo: è un’infrastruttura che migliora la salute, protegge dall’aumento delle temperature e rende la nostra città più bella e più resiliente”. Il sindaco rivolge poi un messaggio diretto alla comunità: “Vorrei che ogni cittadino guardasse questi risultati come un patrimonio comune
da custodire. Le amministrazioni passano, gli alberi restano. Il nostro obiettivo è lasciare un’eredità concreta fatta di spazi più vivibili, aria più pulita e quartieri più verdi. È un impegno che abbiamo portato avanti con continuità e che continueremo a sviluppare perché investire nell’ambiente significa investire nella qualità della vita delle persone”. La crescita del verde urbano rappresenta così uno degli interventi strutturali più significativi realizzati negli ultimi anni ad Abano Terme, destinato ad accompagnare lo sviluppo della città anche nei decenni futuri. • Federico Franchin
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’ proseguita anche nel mese di luglio l’attività straordinaria di prevenzione e controllo del territorio promossa dall’Arma dei Carabinieri per contrastare i reati predatori e rafforzare la sicurezza nei comuni del comprensorio termale. Nel corso delle ultime settimane sono stati intensificati i servizi coordinati che hanno interessato, oltre ad Abano Terme, anche Galzignano Terme, Torreglia e Battaglia Terme. Il bilancio delle operazioni evidenzia 62 persone identificate, 41 veicoli controllati e tre esercizi pubblici ispezionati. I servizi sono stati concentrati nelle fasce orarie più sensibili, tra il pomeriggio e la sera, con pattugliamenti nelle aree residenziali maggiormente esposte e posti di controllo lungo le principali arterie stradali per prevenire furti, monitorare situazioni sospette e garantire una presenza costante delle forze dell’ordine. Le attività sono state svolte dalle Stazioni dei Carabinieri competenti per territorio con il supporto del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Abano Terme e hanno interessato anche alcuni esercizi pubblici nell’ambito delle verifiche finalizzate al rispetto della legalità. “Il livello di attenzione sul fronte della sicurezza rimane massimo – dichiara il sindaco Federico Barbierato –. Ringrazio il Comando Provinciale dei Carabinieri, la Compagnia di Abano Terme e tutte le donne e gli uomini dell’Arma per la costante presenza e per l’impegno quotidiano a tutela delle nostre comunità. È un lavoro prezioso che rappresenta un punto di riferimento per i cittadini”. “Come Amministrazione comunale – aggiunge il sindaco – continuiamo a lavorare in piena sinergia con i Carabinieri e con la nostra Polizia Locale, condividendo informazioni, pianificando interventi e rafforzando ogni possibile azione di prevenzione. La sicurezza si costruisce attraverso una collaborazione continua tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Per questo manterremo alta l’attenzione, investendo nel presidio del territorio, nella videosorveglianza e in tutte le iniziative che possano contribuire a prevenire i fenomeni criminosi e ad accrescere il senso di sicurezza della comunità”. • (F.F.)
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ABANO
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Variazione di bilancio. Più risorse per welfare, anziani e sicurezza idraulica
TARIFFE BLOCCATE PER LE FAMIGLIE, INVESTIMENTI IN SERVIZI SOCIALI G as, energia elettrica, acqua, mense scolastiche, asili nido, servizi educativi e interventi sociali. Sono questi i principali aumenti che il Comune di Abano Terme ha scelto di assorbire senza trasferire alcun costo aggiuntivo ai cittadini. È quanto prevede la variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale di fine luglio, con la quale l’Amministrazione conferma la volontà di tutelare le famiglie in un momento in cui il caro vita continua a incidere sui bilanci domestici. Tra le voci più consistenti figurano 300 mila euro destinati a coprire i maggiori costi delle utenze comunali di gas, luce e acqua. A questi si aggiungono 65 mila euro per assorbire l’aumento del costo delle mense scolastiche, mantenendo invariata la tariffa a carico delle famiglie, 140mila euro per le maggiori spese di funzionamento e manutenzione degli asili nido senza alcun aumento delle rette e 55 mila euro per garantire il servizio di pre e post scuola con tariffe ancora bloccate. Una scelta che
consentirà alle famiglie di affrontare il nuovo anno scolastico senza ulteriori rincari nei principali servizi educativi comunali. La variazione rafforza inoltre gli interventi destinati alle persone più fragili. Sono previsti nuovi stanziamenti per sostenere i servizi dedicati alla disabilità, le rette degli anziani nelle case di riposo, il contributo ai servizi sociosanitari dell’Ulss e l’avvio delle attività del nuovo Ambito Territoriale Sociale. Un investimento che consolida la rete di welfare cittadina in risposta ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e alle nuove fragilità sociali. Accanto ai servizi, il Comune conferma anche l’attenzione verso la sicurezza del territorio. Dopo il mancato finanziamento ministeriale del progetto predisposto con il Consorzio di Bonifica Bacchiglione per Feriole, Monterosso e Monteortone, l’Amministrazione ha deciso di finanziare direttamente con 315 mila euro l’intervento di miglioramento della rete idraulica, evitando ritardi su un’opera ritenuta fondamentale per la prevenzione del
rischio idraulico. “In un periodo in cui aumenta praticamente tutto, abbiamo fatto una scelta precisa: non scaricare questi rincari sui cittadini – dichiara il sindaco Federico
Barbierato –. Le famiglie devono già affrontare bollette e spese quotidiane sempre più elevate. Per questo il Comune assorbe gli aumenti dei servizi scolastici, degli asili nido e delle utenze,
mantenendo invariate le tariffe. È una decisione concreta che tutela il potere d’acquisto delle famiglie e conferma la nostra attenzione verso chi vive, lavora e cresce ad Abano Terme. Allo stesso tempo continuiamo a investire nella sicurezza idraulica, perché la protezione del territorio non può aspettare”. Per il vicesindaco e assessore al Bilancio Francesco Pozza il risultato è frutto della programmazione degli ultimi anni. “Bloccare le tariffe non significa rinunciare agli investimenti, ma amministrare con responsabilità. La solidità del bilancio comunale ci permette oggi di affrontare gli aumenti dell’energia, dei servizi scolastici e del welfare senza ridurre la qualità dei servizi. È il risultato di una gestione attenta delle risorse pubbliche, costruita nel tempo, che oggi si traduce in un beneficio concreto per cittadini e famiglie e nella possibilità di continuare a investire sulla sicurezza e sul futuro della città”. • Federico Franchin
Via libera alla canonica di San Lorenzo per alloggi a scopo sociale
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l Consiglio comunale di Abano Terme ha approvato la modifica alla convenzione urbanistica relativa alla canonica della parrocchia di San Lorenzo, accogliendo la richiesta avanzata dalla Diocesi di destinare una parte degli spazi a uso residenziale con finalità sociali. La proposta nasce dall’esigenza di rendere più funzionale il complesso parrocchiale, mantenendone la destinazione religiosa prevalente ma consentendo il recupero di una porzione dell’immobile oggi non utilizzata per ricavare alcuni alloggi da mettere a disposizione per esigenze di carattere sociale e collettivo. Non si
tratta quindi di un intervento con finalità speculative o di una trasformazione edilizia finalizzata alla valorizzazione economica dell’immobile, bensì di una diversa organizzazione degli spazi per rispondere a bisogni della comunità. L’Amministrazione comunale ha quindi scelto di accompagnare questa esigenza, ritenendola coerente con l’interesse pubblico e con la funzione sociale che la Diocesi intende attribuire agli alloggi, attraverso una modifica puntuale della convenzione che mantiene la destinazione religiosa dell’intero complesso e introduce esclusivamente la possibilità di utilizzare una limitata porzione come
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residenza destinata a scopi sociali. La discussione in aula è stata particolarmente articolata. Il gruppo di opposizione, con il consigliere Luigi Ciccarese in prima linea, ha espresso forti perplessità, sostenendo che il testo approvato si discostasse dalla richiesta originariamente presentata dal parroco e contestando le modalità con cui è stata definita la nuova disciplina urbanistica. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla formulazione della convenzione e sull’equilibrio tra destinazione religiosa e nuova funzione residenziale. La maggioranza ha invece ritenuto che il percorso individuato rappresenti
il punto di equilibrio tra il mantenimento della vocazione religiosa del complesso e la possibilità di dare risposta a una richiesta ritenuta legittima della Diocesi, evitando qualsiasi utilizzo di carattere speculativo e circoscrivendo l’intervento a finalità esclusivamente sociali. L’approvazione della delibera consente ora di procedere con il nuovo utilizzo degli spazi secondo le modalità previste dalla convenzione urbanistica approvata dal Consiglio comunale. • (F.F.)
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MONTEGROTTO
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Lavori pubblici. Il sindaco Riccardo Mortandello illustra il programma e gli obbiettivi
DIECI MILIONI PER CAMBIARE VOLTO ALLA CITTÀ: IL PIANO TRIENNALE TRA OPERE E SOSTENIBILITÀ D ieci milioni di euro di investimenti per ridisegnare il volto di Montegrotto Terme nei prossimi tre anni. È questa la cifra che spicca nel Documento unico di programmazione 2027-2029 illustrato dal sindaco Riccardo Mortandello durante il consiglio comunale di lunedì sera. Un piano che punta su opere pubbliche, rigenerazione urbana, sostenibilità e servizi, con l’obiettivo di accompagnare la crescita della città termale senza compromettere gli equilibri di bilancio. Il programma triennale prevede interventi distribuiti in diversi ambiti strategici. Una parte consistente delle risorse arriverà da finanziamenti già vincolati e destinati alle singole opere, limitando così l’impatto sulle casse comunali. “Dietro il Documento unico di programmazione non c’è soltanto un adempimento amministrativo, ma la mappa di dove Montegrotto vuole andare nei prossimi tre anni e di come intende arrivarci”, ha spiegato Mortandello. “Non è un elenco di opere messe una accanto all’altra, ma un progetto unitario
Riccardo Mortandello
che tiene insieme visione, investimenti e servizi”. Tre le direttrici individuate dall’amministrazione: rigenerazione urbana, rilancio economico e una città sempre più orientata ai cittadini. Da questi principi discendono gli interventi più rilevanti inseriti nel piano. Sul fronte della sicurezza idraulica è previsto il ripristino dello scolo di Turri, considerato un’opera fondamentale per la tutela di un territorio particolarmente delicato sotto il profilo del rischio idraulico. Grande attenzione anche alla sostenibilità ambientale con la seconda fase del teleriscaldamento, destinata a recuperare il calore delle acque termali per ridurre consumi energetici ed emissioni, rafforzando il legame tra innovazione e tradizione termale. Tra gli interventi di maggiore impatto figura inoltre il recupero del percorso storico di Villa Draghi, che collegherà il Museo del Termalismo al complesso monumentale all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei. Prevista anche la riqualificazione di piazza Mercato, dove sorgerà una nuova struttura coperta polifunzionale,
affiancata dal recupero delle aree dell’ex hotel Cristallo e dalla realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali. Il piano guarda anche ai servizi. Tra le opere inserite nel documento trovano spazio la nuova sede della Croce Rossa, destinata a servire anche i territori di Abano Terme e Torreglia, e la costruzione dei nuovi spogliatoi degli impianti sportivi di via del Santo. Il sindaco ha infine sottolineato come il programma poggi su una situazione finanziaria solida. “Tutto questo è possibile grazie a conti in ordine e al lavoro della macchina comunale, che pur con un organico leggermente inferiore rispetto alla dotazione prevista continua a garantire risultati importanti. A tutti gli uffici va il mio ringraziamento”. Il Documento unico di programmazione resterà ora a disposizione dei consiglieri e sarà approvato in via definitiva entro il 30 settembre. Per l’amministrazione rappresenta la rotta che guiderà Montegrotto Terme fino al 2029. • Federico Franchin
SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE
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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri
Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.
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Viabilità. Nuova strada e limite a 40 chilometri orari
CONCLUSA LA RIQUALIFICAZIONE PER AUMENTARE LA SICUREZZA DI VIA FORNACE
S
i è conclusa la riqualificazione di via Fornace a Montegrotto Terme, con la strada che è stata riaperta alla normale circolazione a doppio senso di marcia dopo i lavori iniziati lo scorso 13 luglio. Terminato il cantiere, è quindi tornata la viabilità ordinaria e non è più in vigore il senso unico alternato che aveva accompagnato le fasi dell’intervento, necessario per consentire agli operai di lavorare in sicurezza sulla carreggiata. L’intervento ha interessato l’intera via e ha previsto una serie di opere mirate
a migliorare la qualità della strada e la sicurezza per automobilisti, residenti e pedoni. I lavori hanno riguardato la fresatura dell’asfalto esistente, la posa del nuovo manto stradale e il rifacimento completo della segnaletica orizzontale, con un rinnovamento complessivo della carreggiata. Sono state ridisegnate la linea di mezzeria, le linee laterali, gli attraversamenti pedonali e lo spazio riservato alle persone con disabilità. In particolare, lo stallo dedicato ai portatori di handicap è stato
ora evidenziato con una nuova zebratura gialla, rendendolo maggiormente riconoscibile e visibile a chi percorre la strada. “Restituiamo una via più sicura e più ordinata”, afferma il sindaco Riccardo Mortandello, sottolineando come il nuovo fondo stradale e la segnaletica più chiara rappresentino un miglioramento importante per la sicurezza viaria. Un’attenzione particolare riguarda soprattutto gli attraversamenti pedonali, punti nei quali una maggiore visibilità della segnaletica può contribuire a ridurre i rischi per chi si sposta a piedi. La conclusione dei lavori ha però portato anche a una nuova riflessione sulla viabilità della zona. Durante un sopralluogo effettuato dall’amministrazione comunale insieme alla polizia locale, infatti, sono stati rilevati passaggi di automobili e mezzi pesanti a velocità elevate, considerate non compatibili con la presenza di abitazioni e attività lungo la strada. Da qui la decisione di avviare l’iter per introdurre il limite di velocità a 40 chilometri orari in via Fornace. L’obiettivo è quello di contenere la velocità dei veicoli e aumentare il livello di sicurezza per residenti, lavoratori e utenti della strada. Il nuovo limite sarà accompagnato da controlli da parte della polizia locale e dalla possibilità di installare una postazione con telelaser per verificare il rispetto delle regole. Il tema della velocità in via Fornace non è comunque nuovo. Negli anni passati erano arrivate diverse
segnalazioni da parte dei residenti e dei lavoratori della zona artigianale, preoccupati per il transito quotidiano di mezzi pesanti e per alcuni comportamenti alla guida ritenuti rischiosi. Una situazione che aveva portato più volte a chiedere interventi per rendere il tratto stradale più sicuro. Con il rifacimento dell’asfalto e della segnaletica si chiude quindi una prima
fase di lavori, mentre la nuova sfida sarà quella di garantire il rispetto delle nuove disposizioni sulla velocità. L’amministrazione punta ora a consolidare i risultati dell’intervento, facendo sì che via Fornace possa diventare una strada più ordinata, sicura e adeguata alle esigenze di chi la percorre ogni giorno. • Federico Franchin
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Torna Veneto ridens in piazza Carmignoto
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ino a lunedì 31 agosto piazza Carmignoto ospita la quinta edizione di Veneto ridens, la rassegna di teatro comico e popolare del Comune di Montegrotto Terme. In programmazione, nella seconda metà del mese, ancora due appuntamenti, sempre di lunedì alle 21. La direzione artistica è di Emanuele Pasqualini, l’organizzazione è del Comune di Montegrotto Terme insieme a Pantakin da Venezia. Lunedì 24 agosto Lanfranco Fossà racconta la crescita dall’infanzia ai vent’anni in «Te rangito… o feto da solo?». La rassegna si chiude lunedì 31 agosto con «Marco Polo e la principessa» della compagnia Pantakin Commedia, nell’anno dei 700 anni dalla morte dell’esploratore veneziano. In caso di maltempo gli spettacoli slittano al giorno di recupero previsto: martedì 25 e martedì 1 settembre per l’ultimo appuntamento. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. • (R.T.)
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Lavori. Consolidamento, impermeabilizzazione e migliorie per pedoni, ciclisti e automobilisti
AVVIATI DUE CANTIERI AD AGOSTO PER RINNOVARE I SOTTOPASSI M V
Zanon: “Riportare alla luce i siti archeologici”
ontegrotto Terme si prepara a un nuovo intervento di manutenzione straordinaria sulle proprie infrastrutture. Nel mese di agosto il Comune avvierà infatti due importanti cantieri dedicati ai sottopassi cittadini di via Campagna Bassa e della stazione ferroviaria, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, la funzionalità e il decoro di strutture utilizzate quotidianamente da automobilisti, pedoni e ciclisti. I lavori rientrano in un programma di attenzione alla manutenzione del patrimonio pubblico e riguarderanno in particolare il recupero delle parti in calcestruzzo danneggiate dal tempo e il consolidamento delle opere a servizio della mobilità cittadina. Un intervento pensato per garantire maggiore sicurezza e per preservare nel tempo strutture che rappresentano punti di collegamento fondamentali all’interno della città. Il primo cantiere interesserà il sottopasso di via Campagna Bassa e sarà realizzato nella prima parte di agosto, dal 3 al 7. Per consentire alla ditta incaricata di operare in condizioni di sicurezza sarà predisposto un impianto semaforico temporaneo, così da regolare il passaggio dei veicoli durante lo svolgimento delle attività. L’intervento prevede il ripristino delle porzioni di calcestruzzo ammalorate e il consolidamento dei parapetti lungo i percorsi dedicati a pedoni e ciclisti. Verrà inoltre eseguita una nuova tinteggiatura impermeabilizzante delle pareti del sottopasso, con una doppia finalità: proteggere maggiormente la struttura dagli agenti atmosferici e migliorare l’aspetto estetico dell’area. Nella seconda parte del mese di agosto sarà invece la volta del sottopasso della stazione ferroviaria, dove il cantiere è programmato dal 27 al 31 agosto. In questo caso, per permettere l’esecuzione delle opere in sicurezza, sarà necessaria la chiusura al traffico veicolare durante le giornate dei lavori. Anche in questo sottopasso saranno effettuati interventi di manutenzione straordinaria sulle murature e sulle strutture in calcestruzzo della nuova pista ciclabile. Prevista inoltre una nuova tinteggiatura delle pareti, con una scelta cromatica studiata per valorizzare l’ingresso alla città e richiamare l’identità turistica di Montegrotto Terme. A seguire gli interventi sarà il consigliere comunale Omar Turlon, che sottolinea l’importanza dell’operazione: “Con
questi lavori continuiamo il percorso di manutenzione straordinaria delle infrastrutture cittadine, garantendo maggiore sicurezza a chi utilizza quotidianamente i sottopassi, a piedi, in bicicletta o in auto. È un impegno che mette insieme sicurezza, funzionalità e attenzione al decoro urbano”. L’amministrazione punta dunque a sfruttare il periodo estivo per intervenire su due snodi importanti della viabilità cittadina, riducendo al minimo i disagi e restituendo alla comunità strutture più sicure, curate e funzionali. • Federico Franchin
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alorizzare il patrimonio archeologico delle Terme Euganee e trasformarlo in uno dei principali motori del turismo culturale del territorio. È questo l’appello lanciato da Alessio Zanon, militante di Forza Italia, che invita le istituzioni ad accelerare sulla tutela e sulla fruizione della Villa Romana del Turri e degli altri siti archeologici di Montegrotto Terme. “Le notizie di nuovi finanziamenti sono positive, ma non basta parlare di progetti. È arrivato il momento che tutte le opere previste vengano realizzate fino in fondo, senza rinvii e senza risparmiare sulle risorse necessarie”, afferma Zanon. Il militante azzurro sottolinea come gli scavi romani rappresentino un’opportunità straordinaria di rilancio e attrattività turistica per tutto il nostro territorio: “Su cultura, storia e valorizzazione non si deve lesinare sulle risorse, ma pretendere che i progetti vengano portati a termine con visione e trasparenza”. Al centro del suo intervento c’è soprattutto la Villa Romana del Turri, importante complesso archeologico di via Catajo, risalente alla seconda metà del I secolo avanti Cristo e ampliato fino al II secolo dopo Cristo. Scoperta tra il 2004 e il 2005 durante lavori di urbanizzazione, oggi l’area non è regolarmente visitabile e i resti sono osservabili soltanto dall’esterno. “È desolante pensare che un sito di così alto valore sia segnalato solo da un piccolo cartello sbiadito. Quanti turisti passano di lì con la curiosità di scoprire la nostra storia e si scontrano invece con la disattenzione che riserviamo al nostro patrimonio?”, osserva Zanon. Secondo l’esponente di Forza Italia, Montegrotto Terme e i Colli Euganei non possono essere conosciuti soltanto per il turismo termale, ma devono puntare anche sulla propria storia millenaria. “Il nostro patrimonio non deve restare sotto terra. Deve essere riportato alla luce, protetto e ammirato da cittadini e visitatori”, conclude. • (F.F.)
Parco Mostar | Città di Montegrotto Terme, Padova
Dalle 10.00
Dal 11 al 13 Settembre
Apertura borgo medievale e locanda “Da Montagnon”
10.00 Piazza Roma Musiche e danze in onore di Enrico IV
E D I Z I O N E 2026
@MEDIEVAL MINSTRELS
10.30 Piazza Carmignoto Esibizione di volo libero di falconeria @I FALCONIERI DEL RE
10.30 Partenza da P.zza Mercato
Rievocazione Storica Medievale Venerdì 11 Settembre
Sabato 12 Settembre
19.00
Dalle 10.00
Che la festa abbia inizio! Apertura della locanda “Da Montagnon”
Apertura borgo medievale e locanda “Da Montagnon”
20.00
Laboratorio equestre
Arrivo dell’imperatore Enrico IV e della consorte Bertha di Savoia
20.30 Cena di fuoco Un banchetto unico, ricco di tradizione e spettacolo, dove saranno servite pietanze tipiche dell'epoca
21.30 Ignis Imperialis: Spettacolo di fuoco @MADAME SCINTILLA @LA POETESSA DI FUOCO
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Dalle 16.00 @ASD OFFICINE HORSES
17.00 Disfida dei cavalieri delle sei contrade @LAME NERE
Palio delle sei contrade a cavallo @AMICI DEL CAVALLO DEL LUNGO BRENTA
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La notte del borgo Quando il sole scende, il borgo si trasforma
Locanda medievale aperta tutti i giorni SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO, LA LEGGENDA, GLI SPETTACOLI E TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI INQUADRANDO IL QR CODE
Evento organizzato da
APS Berta
Tre giorni di storia, spettacolo e tradizione 17.00 Spettacolo di burattini "Quando Berta filava. Dalla storia... A una storia" @I FANTAGHIRÒ
18.00
18.00
Dalle 19.30 fino a tarda serata
Corteo storico medievale per le vie della città Sfilata in costume tra le vie del borgo per rivivere gli splendori medievali
Esibizione di volo libero di falconeria @I FALCONIERI DEL RE
21.00 Rappresentazione in chiave teatrale de "La leggenda di Berta" REGIA: @VITTORIO ATTENE ATTORI: @REC.ITANDO BALLERINE: @ON STAGE LAB ASD
L A L E G G E N D A D I B E R T A . I T
Domenica 13 Settembre
CULTURA
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L’esposizione. Al Palazzo della Gran Guardia di Padova fino al 13 settembre le creazioni in bianco e nero
Le magiche Terre Euganee viste attraverso l’obiettivo del fotografo Francesco Munaro C ’è tempo fino al prossimo 13 settembre per visitare la mostra “Terre Euganee” al Palazzo della Gran Guardia: un intenso racconto fotografico firmato da Francesco Munaro e dedicato a un territorio, quello dei Colli Euganei, che può riservare molte sorprese a un osservatore attento. In esposizione le creazioni in bianco e nero del fotografo, che per il tema della mostra si è ispirato all’inserimento dei Colli Euganei nel Patrimonio MAB UNESCO - L’uomo e la biosfera. Un importante traguardo raggiunto nel luglio del 2024, che coinvolge tutti i 15 comuni del Parco Regionale dei Colli Euganei e che non è da intendersi solo come un riconoscimento alle bellezze naturali, paesaggistiche e storico-culturali del territorio, ma anche come un significativo tributo all’impegno delle persone che costantemente lo valorizzano. Il programma MAB UNESCO nasce infatti nel 1971 per promuovere i territori in cui si manifesta un rapporto equilibrato fra uomo e ambiente, raggiungibile tramite la tutela della biodiversità e
le pratiche di sviluppo sostenibile. Un riconoscimento al territorio e alla sua gestione da parte dell’uomo quindi, che, nelle parole di Munaro, “pone una sfida rivolta al futuro, per uno sviluppo sostenibile che ne esalti le peculiarità e allo stesso tempo le preservi”. Gli scatti di Francesco Munaro esposti alla Gran Guardia suggeriscono come il dialogo fra uomo e ambiente, in questo territorio, sia armonico: anche se nelle foto non compaiono persone, la loro presenza si riconosce attraverso le tracce lasciate nei luoghi in cui vivono. Gli scatti in bianco e nero riflettono invece l’interesse dell’artista nei confronti della luce e della sua natura mutevole, che le permette di trasformarsi in ombra. È proprio nel passaggio fra luce ed ombra che lo spazio e il tempo sembrano fondersi, creando una zona in continua trasformazione e dando vita a delle suggestioni oniriche in cui, nell’intenzione di Munaro, ognuno può trovare il proprio, personale “incanto”. La mostra è un’occasione unica per conoscere l’opera di un artista che ha
iniziato il proprio percorso negli anni Novanta, per arrivare, a fine anni 2000, alla sperimentazione della fotografia all’infrarosso. È in questa fase che scopre un nuovo linguaggio espressivo che lo porterà ad indagare, attraverso l’obiettivo, il territorio: non solo i Colli Euganei, ma anche la campagna e la
Laguna Veneta, con un ficus sui luoghi di interesse storico-artistico e sui siti abbandonati in cui la natura riesce a riprendere il proprio spazio. Numerosi i premi e riconoscimenti ottenuti, inclusi il Premio Speciale Fulvio Roiter nell’ambito del V^ Concorso Europeo EBT (2009), il primo premio nella se-
zione “Persone” nel concorso del 2017 della rivista “National Geographic”, il “Portfolio Award” e il “Silver Award” nel San Francisco Bay International Photo Awards (2020). • Francesca Tessarollo
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TERRITORIO
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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”
LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.
L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini
«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località
Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte
della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.
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Segue da pag. 1
Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
REGIONE
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
L
’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
Giovanni Manildo
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è
Massimo Bitonci
titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,
penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la
Federico Testa
transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle
aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”
VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si
affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-
dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni
Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.
Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”
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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate
POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali
ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale
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Il commento alle notizie del giorno
con Alberto Gottardo
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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle
nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la
massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.
De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”
“I
l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.
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REGIONE
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza
fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne
vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e
prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà
a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita
L
a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.
È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il
bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-
care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.
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28 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti
La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una
L
a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.
Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.
bambina arrivata dagli Emirati Arabi
È
arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che
alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
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