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Profughi, contro i bivacchi via le panchine L’iniziativa del sindaco Bergamin ricorda quella del trevigiano Gentilini degli anni ‘90. Dure repliche ma lui non molla: “Non voglio i clandestini”
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onne fate figli da giovani, ve lo consiglia il ministro che, per ricordarvelo, inventa pure il giorno della fertilità! Lasciamo stare le polemiche che l’iniziativa ha scatenato, anche se, a dire il vero, si sono rivelate molto spassose e sagaci nel demolire una campagna ministeriale davvero stonata. Guardiamo invece ai fatti. L’obiettivo primario del ministro della Salute era sensibilizzare le donne, in particolar modo, sulla fertilità. Peccato non sia stata capita. segue a pag 3
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Facciamo il punto
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Unioni civili, arriva il primo sì a Rovigo “P
er quanto mi riguarda, non celebrerò mai nozze gay.x La mia idea è chiara e perentoria. Delegherò come ufficiale di stato civile Vittorio Sgarbi”. A Rovigo la scelta di chi dovesse ufficiare le unioni civili è stata il tormentone dell’estate. Unico punto fisso, questa presa di posizione netta da parte del sindaco Massimo Bergamin, che ha rinnovato la propria indisponibilità a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso. La prima unione civile in città si svolge il 17 settembre tra il 43enne Simone Bovolenta e il 31enne Luca Vettorello. Al momento in cui andiamo in stampa non è stato ancora sciolto il nodo della persona delegata dal primo cittadino: tutto si decide nelle ultime ore. “Vittorio Sgarbi si è reso disponibile a farlo nel videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook lo scorso 28 luglio - ha fatto sapere in una nota Bergamin -. Se non avrà altri impegni, chiederò a lui, verso il quale nutro profonda stima e rispetto”. “Io sono disponibile a venire a celebrare matrimoni civili tra gay - ha risposto Sgarbi dal canto suo -. Ma mi sento di consigliare il sindaco: deleghi un consigliere di minoranza di centrosinistra. In questo modo Bergamin potrà dire che chi ha votato questa legge si deve prendere la responsabilità di celebrare le nozze tra omosessuali”. In realtà, la scelta di un’esponente Pd, e in particolare della capogruppo in consiglio comunale Nadia Romeo, era propugnata anche dalla coppia di sposi, che l’aveva espressamente richiesta, ma il sindaco ha preferito inoltrare la richiesta al critico d’arte.
Bergamin ha confermato la propria indisponibilità
Peccato, ricordiamo noi, che qualcuno sembra ignorare che i figli si fanno in due e che i problemi di infertilità si dividono equamente tra uomini e donne. Secondo l’American society of reproductive medicine, delle coppie statunitensi che si rivolgono a un medico per problemi di infertilità, il 40% scopre che sono dovuti alla componente femminile, il 40% a quella maschile e nel 20% dei casi la causa resta ignota. Nonostante questi dati, in Italia troppo spesso si ritiene che se una pancia non cresce sia a causa del corpo o della cattiva volontà della donna. A confermarlo le affermazioni di uno dei collaboratori del Ministro. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in questi giorni dichiarava, infatti, che “in Italia c’è un problema di maternità” e probabilmente questo è uno dei contenuti dei corsi che tiene nelle scuole italiane dove svolge dei seminari per sensibilizzare gli studenti sui corretti stili di vita. Ci piace puntualizzare che se un problema c’è, in questo senso, è un problema di genitorialità, perché i figli si fanno sempre in due, almeno per via naturale è così.Quindi se occorre promuovere la cultura della prevenzione della fertilità tra i giovani, come tra i meno giovani, è il caso da partire da qui: tutti corresponsabili. Lo psicoterapeuta, affermava poi che è “forviante sviluppare proposte diverse” per dare risposte alla denatalità che è dovuta invece al fatto che le donne decidono di far figli sempre più tardi: “La maternità tardiva non aiuta i bambini e smettiamola di definirla maternità ‘matura’ come se questo aggettivo costituisse garanzia di ‘saggezza’”. L’esperienza insegna che nessuno è “cattivo” e basta. Dunque, se l’età in cui si diventa genitori in Italia si è trascinata fin quasi al punto limite ci sarà una ragione sociale prima ancora che morale, o no? Non si aiutano i bambini che potrebbero nascere chiudendo gli occhi sulla realtà socio-economica e culturale del nostro paese. Avere paura di fare un figlio perché si teme il licenziamento, perché non si sa dove metterlo senza spendere una fortuna una volta nato, affrontare l’angoscia di non riuscire a sbarcare il lunario... Tutto questo è reale e dire che non c’entra con la decisione di mettere al mondo un bimbo fa pensare che certa gente viva altrove. In posti troppo “alti” per conoscere davvero la realtà dei fatti.
Giorgia Gay
di Rovigo
è un marchio registrato di proprietà di Srl
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 12 Settembre 2016
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Rovigo
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L’assessore Paulon Iniziative di successo
Un momento di Rovigoracconta
Eventi, positivo bilancio estivo “C
hi ha detto che viviamo in una città noiosa ha dovuto ricredersi, perché gli eventi sono stati davvero tanti e nell’organizzare il calendario abbiamo dovute fare delle scelte, purtroppo, sacrificandone alcuni”. Questa la voce di Luigi Paulon, assessore al Commercio, Mobilità, Turismo, Eventi e Sport nella giunta Bergamin, che ha voluto tracciare un bilancio sull’estate rodigina “ricca di eventi e iniziative che hanno animato il centro cittadino e non solo, a partire dalla tarda primavera e durante i mesi più caldi”. “Le manifestazioni hanno abbracciato vari settori, anche la cultura e lo sport, per soddisfare tutti i gusti e le età - spiega l’assessore Paulon - e in particolare
quest’anno ci sono state due novità: il cinema all’aperto ai giardini delle Due Torri con il maxischermo a disposizione anche per seguire le Olimpiadi di Rio 2016”. L’assessore inoltre evidenzia il successo di alcuni festival tematici come “Rovigo cosplay and games”, la manifestazione che ha puntato l’occhio di bue sul genere fantasy e i personaggi dei fumetti, e il Festival Biblico, che ha proposto conferenze, spettacoli, animazioni e meditazioni “per un’iniziativa di grande significato che ha sicuramente lasciato un segno”. “Altro grande appuntamento è stato RovigoRacconta - sostiene Paulon - il festival dei libri, della musica e del teatro, una quat-
“Le manifestazioni hanno abbracciato vari settori, anche la cultura e lo sport, per soddisfare tutti i gusti e le età”
N I L ICA C A L
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LA SC
tro giorni per una vetrina a cielo aperto che ha dato l’opportunità di confronto culturale e sociale nonché sviluppo economico”. “Grande successo ha rappresentato l’Hophop street food -continua l’assessore - e così la Festa della Musica che ha riempito la città di note, arte e tanta allegria”. “Ricordo ancora il Concerto lirico in piazza Vittorio Emanuele II, un appuntamento di elevata
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È stata un’estate anche di solidarietà Molte le iniziative di beneficenza che hanno coinvolto la cittadinanza per i terremotati
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qualità divenuto ormai un’immancabile tradizione, che posso definire uno ‘dei piatti forti’ dell’estate - continua -, così ‘Rovigo a tutta birra’, la festa artigianale della birra che ha fatto vivere una tre giorni di eventi in centro storico”. “Non sono mancati poi eventi significativi quali il Teatro delle Regioni, il Deltablues, il Palio dei Mori e “Rovigo Cello City”, il progetto nato con l’obiettivo di valorizzare una realtà di eccellenza della nostra città: lo studio del violoncello”. Importanti eventi sono stati realizzati anche nei quartieri e nelle frazioni, come le tanto attese sagre di San Bortolo e della Tassina e gli appuntamenti promossi dai commercianti di Borsea con le “Notti magiche”. Un altro grande momento è stato il Drum Galà, le serate in ricordo di Beppe Lupo, per non dimenticare poi l’EuroRovigo, giunto all’undicesima edizione, che con tutti i suoi colori e sapori ha riempito la città di gente e di allegria o la serata Baseball night, che come sempre coniuga sport e divertimento.
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nche in tema di solidarietà e beneficienza la città di Rovigo ha avuto un ruolo di rilievo. “Rovigo ha saputo dimostrare il suo grande cuore e molte iniziative sono state promosse per aiutare i terremotati del centro Italia, alcune erano già in programma, come ‘Afro for distrophy’, e sono state dedicate alla raccolta fondi per questa nobile causa - spiega l’assessore ad Eventi e manifestazioni Luigi Paulon-, altre sono state organizzate in tutta velocità, dimostrando la grande e immensa solidarietà dei nostri cittadini”. “Tutto questo è stato possibile grazie a una forte sinergia con il mondo delle associazioni - continua l’assessore Luigi Paulon - al quale abbiamo voluto dare spazio facendo da punto di riferimento e raccordo: il risultato c’è stato ed è stato molto positivo, a dimostrazione che il nostro territorio è ricco di risorse e di questo dobbiamo cercare di essere sempre più consapevoli”. “La nostra è una città che ha molto da offrire, dobbiamo crederci e continuare a lavorare insieme per una realtà sempre più attraente e accogliente - conclude l’assessore - e pertanto ringrazio tutte le associazioni, gli uffici comunali e chi ha lavorato e collaborato per la grande riuscita di un’estate davvero entusiaMa.Be. smante.
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Nuovo anno scolastico Docenti e dirigenti
Scuola, via ripresa a singhiozzo: cattedre vuote a Rovigo C
inquanta cattedre ancora te di una spesa tra le più basse a vacanti in Polesine, dalla livello nazionale”. scuola d’infanzia alle superiori: 7 La replica del parlamentare del nelle scuole dell’infanzia, 15 nelle Pd, l’onorevole Diego Crivellari, scuole primarie, sei nelle scuole non si è fatta attendere: “Alcune secondarie di primo grado. Infi- problematiche legate alla scuone, le scuole superiori sono quel- la in Polesine sono state risolte, le che risentono maggiormente altre sono ancora in fase di sodella carenza di organico con 22 luzione. posti da assegnare, al momento Ciò non toglie che la situazione in cui andiamo in stampa. va seguita e per questo abbiamo Insomma, gli effetti dei tagli intrapreso già da mesi una forte che hanno imposto una rigida interlocuzione con il Governo. dieta dimagrante agli organici È una criticità conosciuta, la siscolastici si fanno sentire anche tuazione rimane problematica e tra Adige e Po. Ma anche i pre- va seguita, ognuno per la propria sunti errori di calcolo attribuiti al parte sta cercando una soluzione. cervellone del Miur stanno solÈ giusto ricordare comunque – levando ridde di polemiche: non ha concluso Crivellari - che molti si contano i professori costretti dei problemi di organico sono fia fare le valigie per gli anche di scelte e Duro dibattito provvedimenti pretrasferirsi a migliaia di chilometri di si quando al Goverpolitico distanza, in barba no c’era il centrodetra Regione a punteggi e grastra: la manovra di duatorie. Inutile contenimento dele Governo. aggiungere che si la spesa pubblica Crivellari: prospetta una piogattuata in Veneto, gia di ricorsi che ricon la quale è stato “Si cerca schiano di paralizuna soluzione” possibile diminuire zare ancor di più il i posti per le nomisistema. ne in ruolo e per le La ciliegina sulla torta, infine, supplenze annuali senza creare è la penuria di figure a sostegno soprannumero, porta il nome dei disabili, come si è detto an- degli allora ministri Tremonche nello specifico di Porto Viro: ti e Gelmini”. Per la senatrice di il Veneto è agli ultimi posti della Fare! Emanuela Munerato “è una graduatoria per il rapporto tra in- questione di dignità dei nostri rasegnanti di sostegno e alunni con gazzi che hanno tutto il diritto di disabilità. essere preparati al meglio per le “Amareggia rilevare anche che prove che li attendono come fuil ministero non ha tenuto in turi cittadini – ha dichiarato nella nessun conto che il rapporto tra mozione presentata insieme alla numero di alunni e quello degli collega bellunese Raffaella Belinsegnanti in Veneto è il più alto lot -. Lo Stato deve assicurare su d’Italia – ha dichiarato l’assesso- tutto il territorio nazionale uguali re regionale Elena Donazzan in livelli di offerta formativa, senza una lettera indirizzata al ministro trascurare le aree fragili come il Giannini - e che dal 2008 assistia- Polesine”. mo a continue penalizzazioni del sistema scolastico veneto a fronE lisa Dall’Aglio
“Ricomincia da te”, un percorso per trovare le risorse che ti rendono unico
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l 28 settembre parte a Rovigo presso il CoworkingCoopUp, il progetto “Ricomincia da te”. Si tratta di un percorso rivolto a chi cerca lavoro o lo ha perso e non sa cosa fare, a chi vuole cambiarlo perché non si sente realizzato e a chi vuole creare un proprio progetto professionale o imprenditoriale ma non sa da che parte cominciare. Più che un semplice corso è un percorso pratico che aiuta le persone ad individuare le caratteristiche che le rendono unichee ad utiliz-
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Chioggia-Adria-Rovigo Pendolari
La stazione di Rovigo
Treni, una linea bistrattata Q
ual è la linea più bistrattata in assoluto? Quella Rovigo-Chioggia che nei suoi 60 chilometri di percorrenza risulta essere l’unico percorso ferroviario che traccia buona parte del bassopolesine. Bistrattata certo, ma più di qualche ragione per farlo le sue decine di passeggeri (che diventano centinaia nei periodi autunnali e primaverili, quando ad affollarla sopraggiungono gli studenti universitari) che faticosamente continuano a essere trasportati ogni giorno ce l’hanno. Pur se immune fortunatamente dalla possibilità di drammatici incidenti quali quello dello scorso luglio in Puglia (il sistema di blocco automatico del treno rende impossibi-
le qualsivoglia tipo di scontro, nonostante la tratta sia ancora a binario unico), un viaggio da Adria verso una delle due località rischia di portare con sé frequenti disagi di differenti tipologie: carrozze vecchie di trent’anni, ritardi, soppressioni dell’ultimo momento, bus sostitutivi che rimangono un’incognita e, probabilmente su tutti, un eccessivo affollamento: (la carrozza è omologata per settanta persone, ma nei giorni di maggior afflusso degli studenti pendolari si oltrepassano senza problemi i cento. Dal momento che di luci in fondo a questo tunnel se ne intravedono poche, tanti pendolari esasperati hanno deciso di fare da sé: per questo è nato il
Sul gruppo Facebook i viaggiatori abituali si scambiano informazioni su ritardi e disservizi, ma è anche un luogo per sfogarsi
gruppo Facebook “Utenti della Ferrovia Chioggia-Adria-Rovigo”, tramite il quale è possibile rendere pubblici in tempo reale ritardi e disagi, comunicare con i macchinisti presenti o anche semplicemente sfogarsi, date le svariate e fastidiose implicazioni negative che colpiscono coloro che restano coinvolti dai disservizi (una lezione o un esame saltato, appuntamenti rinviati, ritardi al lavoro e così via).
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Grazie anche all’attività del gruppo, la sensibilizzazione di questi disagi presso la politica pare aumentata: nell’incontro dello scorso maggio un comitato di viaggiatori, accompagnato dalla consigliera regionale polesana M5S Patrizia Bartelle, ha strappato a Sistemi territoriali (la società della Regione Veneto che gestisce la tratta) e all’assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti lo scongiuramento della soppressione estiva del treno delle 17.15, oltre che la promessa relativa all’acquisto di nuovi convogli per il 2017. Ora, le speranza è che il critico mese di settembre porti con sé la prosecuzione di questo percorso di collaborazione tra utenti e istituzioni. Auspicando inoltre che alla lista dei disagi non si aggiunga quello dell’assenza di carburante, come avvenuto nella linea Adria-Venezia lo scorso inverno… Stefano Chiarelli
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Welfare Sostegno ai genitori
Conciliare lavoro e famiglia, dal Comune progetti concreti In arrivo oltre 28mila euro da destinare a progetti per il benessere delle famiglie.
cesso e di una novità assoluta – commenta l’assessore ai Servizi sociali Beatrice Di Meo -, l’iniziativa nata a livello ministeriale come pari opportunità è stata resa attuativa dalla Regione. È un’occasione importante per il
nostro territorio che può creare sinergie in favore della famiglia”. “È un progetto sperimentale - aggiunge l’assessore all’Europrogettazione Alessandra Sguotti - e sarebbe bello che anche il centro storico si proponesse per questa
sperimentazione”. Le “Alleanze per la famiglia” si propongono di rendere responsabili più attori sociali possibili, creando una società attenta ai bisogni della famiglia.
Anche le associazioni di volontariato rodigine potranno accogliere studenti in alternanza scuola-lavoro. Lo prevede il protocollo d’intesa siglato tra l’Ufficio Scolastico Regionale e i sette Centri di Servizio per il volontariato veneti, per favorire il coinvolgimento del terzo settore nell’esperienza formativa introdotta dalla “Buona scuola” in tutti i trienni degli istituti superiori. Si tratta del primo protocollo di questo genere sul territorio nazionale, nato dalla volontà di favorire la collaborazione tra scuola e volontariato. I Csv del Veneto hanno attivato già dall’anno scolastico 2015/2016 alcuni progetti sperimentali e anche
Il Comune di Rovigo, attraverso l’assessorato ai Servizi sociali, ha partecipato e vinto il bando regionale “Alleanze per la famiglia - realizzazione di iniziative volte a promuovere misure di welfare aziendale rispondenti alle esigenze delle famiglie e delle imprese”, guadagnando il sedicesimo posto in graduatoria. L’amministrazione si è fatta promotrice e capofila di un progetto che coinvolge altre realtà del territorio, come l’azienda Ulss 18, la ditta Guerrato e il centro commerciale La Fattoria, per avviare iniziative rivolte in particolare alle mamme e alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro ponendo in primo piano
Nella foto in alto, gli assessori di Meo e Sguotti
le famiglie. Tra queste una banca ore e un luogo dove tenere i bambini delle mamme che lavorano. Il primo passaggio sarà, tra settembre e ottobre, l’avvio di uno sportello famiglia con un referente che coordinerà tutte le attività. Lo sportello coinvolgerà le suddette realtà ma è aperto a tutti i privati. Dopo lo sportello si passerà ad un progettazione di massima in base ai contributi ricevuti. “Si tratta di un grande suc-
Giorgia Gay
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il Csv di Rovigo, l’anno scorso, ha collaborato all’inserimento di alcune decine di studenti in alternanza scuola-lavoro in associazioni e alla realizzazione di due visite formative per studenti di indirizzo sociosanitario. “I Csv auspicano che questa collaborazione sviluppi e aumenti le possibilità di incontro tra ragazzi e associazioni” commenta spiega Lamberto Cavallari, presidente del Centro di Rovigo e referente del coordinamento veneto.
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I Professionisti al tuo Servizio! NEW IDRO COME E QUANDO EFFETTUARE LA MANUTENZIONE OBBLIGATORIA DELLA CALDAIA La Manutenzione della Caldaia è un aspetto fondamentale che ci permette di avere una maggiore funzionalità dell’impianto riducendo i consumi, prevenire anomalie o guasti e soprattutto vivere sicuri e sereni nelle nostre case. Diversi sono i dubbi che sorgono quando ci chiediamo quando e come fare la pulizia della caldaia obbligatoria, la manutenzione ed i controlli periodici.
Quando fare la Manutenzione della Caldaia Avere perplessità su modalità e tempi entro i quali effettuare i controlli è del tutto normale, in quanto non è chiaro quando debbano essere fatti i controlli di efficienza delle caldaie, dal momento che saranno le Regioni a fissarne la periodicità. In genere due anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza o quattro anni per gli impianti a gas metano o Gpl superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza. Dal 15 ottobre 2014, sia i proprietari di immobili che per gli amministratori di condominio, vi è l’obbligo di avere un nuovo libretto di impianto, che contiene molte più informazioni utili e specifiche riguardanti i controlli vari e la pulizia della caldaia obbligatoria. Per ottenere questo documento bisogna seguire uno specifico iter che cambia in base al comune di residenza. Tuttavia, anche per quanto riguarda il libretto obbligatorio, non vi è chiarezza in quanto molte regioni italiane non sono riuscite a recepire nei tempi stabiliti la normativa, pertanto al riguardo invitiamo i cittadini a verificare la normativa nella propria Regione di residenza. A tal proposito è utile tenere a mente che la normativa che regola l’ambito della pulizia della caldaia obbligatoria è il DPR 74/2013.
Come fare la Manutenzione della Caldaia Se non l’avete già fatto, il primo passo da fare è quello di verificare che la caldaia funzioni correttamente e soprattutto sia in linea con quelli che sono gli standard minimi di sicurezza e procedere alla certificazione dell’impianto di riscaldamento. Per capire quando effettuare la manutenzione della caldaia, che come già accennato precedentemente non ha un obbligo specifico, è necessario consultare sia il libretto delle istruzioni della caldaia che il libretto dell’impianto, dove potrete trovare anche molte indicazioni relative a come effettuare la pulizia della caldaia ed altri dati relativi alle caratteristiche e funzionalità dell’impianto. Se avete bisogno di un controllo approfondito e di una nuova documentazione potete contattare gratuitamente un TECNICO TERMOIDRAULICO SPECIALIZZATO. Il secondo passo da effettuare riguarda il controllo dei fumi della caldaia in modo da valutare l’efficienza energetica dell’impianto. Questo intervento è obbligatorio e deve essere svolto a cadenze temporali prestabilite, ogni due o quattro anni in base all’impianto termico che avete in casa.
Richiedetemi preventivi gratuiti Ricordatevi che il controllo e la manutenzione della caldaia sono fondamentali per la sicurezza in casa oltre che essere richiesti dalla legge e per chi non rispetta la normativa le multe previste sono salatissime.
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Decoro Dopo le proteste dei residenti
Profughi, via le panchine dalla piazza
Il sindaco ha scritto al prefetto per conoscere il numero dei richiedenti asilo in città e ha dato il via al primo sgombero al Bar Diamond
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a qualche settimana niente più panchine in piazza della Libertà. A rimuoverle ci ha pensato il sindaco Massimo Bergamin, che ha voluto così rispondere alle richieste dei cittadini che avevano inviato all’amministrazione comunale diverse segnalazioni, ponendo all’attenzione del sindaco quanto quella zona fosse un luogo in cui transitavano i richiedenti asilo per tutto il giorno. Il sindaco Bergamin aveva interpellato anche il Prefetto di Rovigo, ottenendo in risposta a quanto si è saputo - un “non
danno fastidio a nessuno”. Poi, dall’oggi al domani, le panchine sono scomparse. Il sindaco nel momento in cui andiamo in stampa, non ha ancora chiarito le ragioni effettive della loro rimozione, ma a giudicare dalle lamentele di residenti ed esercenti in zona, che non gradivano la presenza dei profughi, pare che il motivo sia lampante e per ora non è arrivata nessuna smentita a queste voci. Intanto, nel corso di agosto il primo cittadino non ha mancato di prendere posizione sulla questione profughi, ribadendo:
Piazza della Libertà a Rovigo e il sindaco Massimo Bergamin
“Non voglio clandestini a Rovigo”. Al prefetto il primo cittadino nelle scorse settimane ha più volte chiesto il numero effettivo delle prresenze “in quanto questa situazione completamente imposta e calata dall’alto, senza coinvolgimento alcuno della mia amministrazione, non mi permette di avere una conoscenza totale per la gestione del fenomeno”. E facendone una questione di sicurezza, incalza: “Sottovalutare il pericolo perchè i clandestini non hanno ancora ‘combinato nulla’ oppure minimizzare i pesanti apprezzamen-
“Diversivi, in assenza di vere scelte” La reazione del deputato Pd Crivellari alla rimozione delle panchine: “Propaganda”
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ogliere le panchine di piazza Repubblica:l’ennesima trovata del primo cittadino richiama alla mente la Treviso anni Novanta della giunta Gentilini, come è stato ricordato, ma rappresenta ai nostri occhi soprattutto l’esempio interessante di un modo di amministrare quantomeno singolare: in assenza di vere scelte amministrative, che provino a incidere e a migliorare concretamente la vita della città, meglio ricorrere a utili diversivi e provare a fare la voce grossa, qualcosa resterà... “. Sono le parole di condanna del deputato rodigino del Partito democratico Diego Crivellari all’iniziativa del sindaco Bergamin. “Di fronte a questa ultima iniziativa resta, invece, almeno per noi, la certezza che con simili decisioni non si affrontano né la sicurezza né il degrado urbano - incalza -. Si sceglie sbrigativamente un nemico vero o presunto da additare, avendo in realtà come effetto immediato la dimostrazione che, in casi come questo, la propaganda è la scorciatoia più comoda e, per dirla in altri termini, rappresenta la continuazione della politica (e dell’amministrazione) con altri (inefficaci) mezzi”. G.G.
La proposta del consigliere di Fare! Antonio Rossini
“Lavori di pubblica utilità” Non l’ozio, ma l’impegno per il territorio come segno di apprezzamento dell’ospitalità ricevuta.
Secondo il consigliere di Fare! Antonio Rossini sarebbe questa la via da seguire a Rovigo. “I profughi lavorino affinché chi è ospite nella nostra città ripaghi l’accoglienza prestando attività a supporto della comunità per migliorare, a titolo di volontariato, la cura delle aree pubbliche”. è la proposta del consigliere, secondo cui “renderli utili impedisce la radicalizzazione e
ti nei confronti di una ragazza, offre l’alibi a chi è ospite di non prendersi alcuna responsabilità considerando normali situazioni che non lo sono affatto”. Intanto, sempre a fine agosto, il sindaco ha dato il via al primo sgombero al bar Diamond, dove erano alloggiati 13 extracomunitari. “Letti, stoviglie, tavoli mostrano evidentemente che, in questo luogo adibito a casa, ben tredici persone vivono, mangiano e dormono in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili”. Giorgia Gay
giova alla sicurezza: questo servirebbe indubbiamente anche a dare una diversa visione dei migranti nella nostra città”. “Molti Comuni si sono già adoperati in tal senso - ricorda Rossini in un’interpellanza -, e hanno stipulato convenzioni con le cooperative e associazioni, per progetti di lavori di pubblica utilità, che hanno coinvolto e impiegato a titolo di volontariato gli immigrati. Signor Sindaco, cambiare idea è un segnale positivo, e, questa interpellanza vuole essere anche un momento propositivo e costruttivo affinché colga queste concrete proposte per il bene della collettività”. Rossini critica pesantemente la politica della Lega sul fronte dell’accoglienza, chiedendo di cambiare rotta: “Infatti per i suoi slogan politici, è più utile tenerli in ozio tutto il giorno ad occupare le panchine dei giardini pubblici, dei parchi e delle piste ciclabili, alimentando una percezione di insicurezza nelle persone e una “rabbia” sociale nei loro confronti da chi lavora faticosamente per garantire un piatto e un tetto ai propri figli, mentre le mamme e i bambini sono “espropriati” degli spazi pubblici. Nei giorni scorsi, comunque, l’assessore Donzelli ha aperto alla possibilità di far lavorare i profughi grazie a un accordo con la G.G. cooperativa Porto Alegre.
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“Discovery Rovigo”: nuovo look per la promozione turistica Lions Club e Rotary Club in collaborazione con Ape - Architetti per esigenza, hanno donato 20 pannelli al Comune per aiutare i visitatori a conoscere la città
Bergamin -, che apre un’ulteriore finestra sul mondo affinché Rovigo venga sempre più visitata. Mi complimento con i promotori per questo progetto che dà concretezza alla Rovigo che ci piace”. Complimenti anche da parte dell’assessore alla Cultura Andrea Donzelli: “La città sulla cultura appoggia le leve del turismo e avere informazioni di riferimento sui luoghi del nostro centro, è strategico. Lo considero il primo passo di una collaborazione proficua”.
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rrivano 20 nuovi cartelli di promozione turistica per aiutare i visitatori a conoscere la città. L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Discovery Rovigo” di Lions Club e Rotary Club di Rovigo con “Ape - Architetti per esigenza” che hanno pensato, elaborato e realizzato i 20 pannelli, donandoli al Comune per la loro affissione. L’obiettivo è di dare al visitatore una mappa per trovare le cose più importanti da vedere, seguendo un percorso completo e con i necessari approfondimenti. “Assieme agli amici del Rotary Club abbiamo pensato di realizzare un service utile al territorio – spiega Renzo Moro, past president del Lions club Rovigo -. Unendo le nostre forze, le nostre professionalità e quelle di Ape abbiamo creato una cartellonistica colorata, molto visibile, studiata per essere letta da lontano ed essere di richiamo”. I cartelli, che presentano 48 tra monumenti, chiese e palazzi, andranno a sostituire o integrare altri già presenti ma usurati dal tempo e oggi non più leggibili”. “È stato registrato anche un dominio specifico www.DiscoveryRovigo.it– sottolinea Fabrizio Pivari, past president del Rotary Club di Rovigo –, in cui trovare approfondimenti, con foto, di ciascun punto segnalato nei cartelli. Il sito è in italiano, inglese e tedesco e ogni visitatore può ripercorrere i percorsi proposti e trovare le informazioni utili. “È stato un lavoro complesso ma gratificante - aggiunge Nicola Bertuccio di Ape -. Un’attenzione particolare è stata data ai colori nella necessità di rendere i cartelli visibili”. I cartelli verranno quanto prima istallati a cura del Comune per essere pronti per l’inaugurazione della prossima mostra a Palazzo Roverella e dare cosi anche ai primi visitatori una nuova immagine della città. “Si concretizza un’iniziativa importante per la città - è il commento del sindaco Massimo
Un momento della presentazione di Discovery Rovigo
Giorgia Gay
Nuovo Menù di Primavera e Grande Novità: PIZZA GOURMET
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Rifiuti: urge il riordino dei servizi “Sono convinto che la bonifica della discarica di Villadose rimanga prioritaria, cosi come il rispetto della volontà espressa dai soci del Consorzio (i Comuni) al fine di avere un unico proprietario degli impianti, in grado di ottimizzare gli investimenti e di delineare congiuntamente un nuovo capitolo, dove tutti insieme siamo protagonisti con pari dignità del governo della società pubblica per gestire il ciclo integrato dei rifiuti nel bacino di Rovigo”. Così il sindaco Bergamin in una lettera ai comuni. “Allontanarsi dalla linea già tracciata è oltremodo pericoloso per il futuro e la continuità della società Ecoambiente, i propri lavoratori e le aziende locali con l’indotto generato”. Solo avviando nel rispetto del crono-programma ormai scaduto, ma aggiornabile, questo processo di integrazione societaria tra il Consorzio ed Ecoambiente si potranno avere le garanzie di tutela e salvaguardia ambientale che la nostra popolazione merita. Perché, in questo caso, Ecoambiente non potrà sottrarsi dalla bonifica del sito inquinato divenuto di sua proprietà e si farà carico di tutti gli oneri attualmente in capo al Consorzio”.
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Disabilità “I colori dell’antico”
Inclusione sociale al museo L
a promozione dei musei anche attraverso l’inclusione sociale: è questo l’obiettivo del progetto “I colori dell’antico”, sostenuto dalla Fondazione Cariparo nell’ambito del bando Culturalmente e realizzato dal Cpssae, che ha cercato di trarre dalla conoscenza del passato, stimoli culturali ed emozionali per nuovi processi creativi. L’iniziativa ha coinvolto alcuni disabili delle associazioni Amici del sorriso di Sant’Urbano e Pianeta handicap con le sedi di Adria, Rovigo e Castelmassa. La prima fase del progetto si è già concretizzata con le visite ai musei di Adria, Rovigo e Castelnovo Bariano, i laboratori e la realizzazione, da parte dei partecipanti, di oggetti in ceramica
e a mosaico sui motivi dell’antico. Prossimamente partirà la fase conclusiva con una mostra itinerante nei luoghi che ospitano i musei coinvolti. “Le visite ai musei sono state pensate in maniera interattiva utilizzando diverse forme di comunicazione integrate - fa sapere Sandra Bedetti del Cpssae -. Sono stati creati due percorsi tematici rapportabili all’esperienza quotidiana: ‘il viaggio’ e ‘il giardino della fantasia’, attraverso i quali si sono potuti comunicare i contenuti previsti dal progetto e stimolare una riflessione sul legame tra il nostro passato e la contemporaneità”. Con l’ausilio di strumenti audiovisivi e tattili, durante i laboratori è stato possibile “condividere passioni e cu-
Un momento delle attività
Coinvolti alcuni disabili delle associazioni Amici del sorriso di Sant’Urbano e Pianeta handicap con le sedi di Adria, Rovigo e Castelmassa
riosità suggerite da letture di testi classici e dalla interpretazione delle immagini rappresentate nei materiali archeologici. Gli artisti esperti nelle varie tecniche usate, hanno partecipato in maniera attiva fornendo un supporto tecnico e creativo”. I laboratori si sono tenuti a Rovigo presso il Museo dei Grandi Fiumi e nelle sedi di Rovigo, Adria e Castelmassa dell’Associazione Pianeta Handicap. Quanto alla mostra itinerante ,prenderà il via il 24 settembre a Castelnovo Bariano nel museo
di San Pietro Polesine, seguirà Adria presso la Sala Cordella il 12 novembre e si chiuderà a Rovigo il 3 dicembre nelle sale espositive del Chiostro degli Olivetani. In concomitanza con le inaugurazioni ci saranno momenti di animazione culturale con manipolazione dell’argilla a San Pietro Polesine, letture di testi e musica a Rovigo da parte del gruppo folk ‘Calicanto’ in collaborazione con l’associazione ‘Il ponte del sale’ e la proiezione del filmato ‘I luoghi delle figlie del sole’.
Ulss 18 e 19: un unico parco biomedicale
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Avanza la fusione anche delle moderne tecnologie in possesso delle due aziende
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n unico parco biomedicale per l’Azienda Ulss 18 e 19. Avanza la fusione anche delle moderne tecnologie che sono in possesso delle due aziende sanitarie. “L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di utilizzare un’unica base dati relativa alle anagrafiche delle attrezzature sanitarie delle aziende Ulss agli interventi di manutenzione programmata, agli interventi di manutenzione correttiva” fa sapere l’azienda, che ne elenca i vantaggi: gestione della sicurezza del paziente; manutenzione degli impianti biomedicali; sicurezza e rispetto delle normative delle apparecchiature elettromedicali; supporto alla programmazione e pianificazione delle acquisizioni e alle metodologie di “technology assesment”; valutazione tecnica degli acquisti di Tecnologie Biomediche; vestione di una banca dati derivanti delle tecnologie Biomedicali derivanti dalla unificazione delle due aziende. “Le tecnologie biomediche delle Aziende Ulss 18 e 19 hanno avuto una elevata espansione negli ultimi anni - continua l’Ulss 18 in una nota -. In particolare, le aziende sanitarie hanno aumentato la complessità tecnologica e informatica biomedicale, introducendo nuove apparecchiature di radiologia, di radioterapia, nuove sale operatorie informatizzate, un sistema Ris/Pacs provinciale e un sistema di elettrocardiografia provinciale”. G.G
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Coldiretti Richiesta di indicare la provenienza in etichetta
Successo di “Tra ville e giardini”
La guerra del grano: coltivatori in rivolta
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cerealicola polesana”
eimila spettatori, con una media di quattrocento persone a serata, migliaia i biglietti staccati, le prenotazioni, gli abbonamenti. Tredici spettacoli in un mese, dal 21 luglio al 23 agosto, altrettanti artisti di spessore e location di interesse storico paesaggistico. Sono i numeri della 17ma edizione di “Tra ville e giardini.” La rassegna ha avuto grande riscontro, sebbene partita in sordina e in ritardo, a causa dei tagli finanziari alla spesa, in cui è incappato il settore cultura. Nonostante le difficoltà, il Polesine ha fatto rete e l’intervento economico dei tredici comuni che hanno aderito all’iniziativa è stato determinante. “Mai come quest’anno è stata l’edizione dei Comuni e del pubblico – commenta il direttore artistico, Claudio Ronda –. I Comuni hanno investito anche sacrificando delle quote di bilancio. Il pubblico ci ha seguito attivamente. Anzi, questa è stata in assoluto la rassegna più vicina alle persone”. Nella paternità del festival in prima linea c’è la Provincia di Rovigo, che l’ha promosso e sostenuto, poi l’Ente Rovigo festival che ne ha curato l’organizzazione, e i finanziatori, cioè la Regione, la Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, il Consorzio di sviluppo
agricola ad indirizzo cerealicolo in Polesine - dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie speculative”. Situazione che espone gli agricoltori a fluttuazioni dei prezzi, determinate anche dalle importazioni selvagge di prodotto straniero a dazio zero, che arriva nel nostro paese già vecchio di un anno, provocando un surplus di offerta che penalizza la campagna cerealicola nazionale e locale. “Il risultato di questa situazione - spiega il presidente - è che oggi il grano duro per la pasta viene pagato anche 18 centesimi al chilo mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura a 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro della produzione cerealicola polesana”. Coldiretti è scesa in campo formulando proposte concrete per dare un futuro sostenibile alla coltivazione ottenendo sul piano istituzionale i primi risultati come la creazione di un fondo di 10 milioni di euro, inserito nel decreto enti locali recentemente approvato, per l’avvio del piano cerea-
del Polesine; quindi i tredici comuni che, oltre al sostegno economico, hanno collaborato all’organizzazione: Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Bosaro, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Porto Tolle, Rovigo e Villamarzana. Il percorso artistico e geografico di Tra ville e giardini 2016, si è caratterizzato per artisti che in qualche modo stanno rimettendosi in gioco con sperimentazioni in nuovi campi. “Ci insegnano – ricorda Ronda – che è importante mescolare nuove esperienze, non creare muri e ostacoli, ma lasciare spazio al nuovo”. I luoghi scelti come sfondo delle performance artistiche, per ragioni storiche o sociali, sono stati azzeccati, dando, fra l’altro, modo al pubblico di visitare e scoprire posti che normalmente non sono raggiungibili, come è nello spirito originario del festival.
È
la produzione del grano, tra le principali colture cerealicole polesane, a sollevare la protesta degli agricoltori di Coldiretti, impegnati in una vera e propria guerra del grano che, nonostante i primi risultati sul piano istituzionale, rischia di scomparire con prezzi dimezzati che non coprono nemmeno i costi di produzione. “Le quotazioni dei prodotti agricoli - denuncia il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo, nonché titolare di un’azienda
“Il costo del prodotto non basta a coprire neanche i costi di produzione. A rischio il futuro della produzione
licolo nazionale a sostegno delle produzioni di grano italiane e per la valorizzazione della qualità e la previsione di investimenti per infrastrutture di stoccaggio dedicate e per ricerca e innovazione a supporto del frumento duro. “Per dare un futuro al granaio polesano – sottolinea Giuriolo - occorre l’indicazione in etichetta dell’origine del grano impiegato nella pasta e nei trasformati ma anche l’indicazione della data di raccolta assieme al divieto di utilizzare
grano extracomunitario oltre i 18 mesi dalla data di raccolta”. “La qualità del nostro grano è fuori discussione - conclude - e non è un caso che importanti pastifici italiani stiano lanciando prodotti fatti con grano 100 per cento italiano e che anche a livello locale nascano filiere di qualità certificata per produzioni come pane e pasta, prodotti tipici le cui ricette sono tramandate di generazione in generazione”. Giorgia Gay
Il grano è un prodotto chiave per il Polesine
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Scontri politici Botta e risposta
Azzalin: “Polesine dimenticato” Dura replica dell’assessore regionale, il rodigino Corazzari: “Vero il contrario, grande attenzione ai problemi del terrritorio”
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e infrastrutture polesane sono state al centro del fuoco incrociato agostano tra il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin e l’assessore alla Pianificazione territoriale e ai Parchi di Palazzo Balbi, Cristiano Corazzari, ex sindaco di Stienta. “Corazzari, se ci sei batti un colpo! - ha attaccato il consigliere piddino, facendo in particolare riferimento ai problemi relativi ai finanziamenti per i ponti di barche sul Delta del Po e le tre piste ciclabili per il turismo sostenibile -. Il Polesine è sempre più mar-
ginalizzato dalla giunta regionale: a oltre un anno dalle elezioni non vi è stato un testo di legge o un bando che abbia interessato il nostro territorio, se si escludono i finanziamenti europei. Gli unici provvedimenti hanno riguardato la revoca di contributi già assegnati e questo è inaccettabile. E tanto più lo è pensare a come il Parco del Delta del Po ed il Po stesso, che invece di essere al centro di progetti di valorizzazione e sviluppo vengono completamente abbandonati”. “È vero il contrario – è stata la
Il consigliere regionale Graziano Azzalin e l’assessore regionale Cristiiano Corazzari
replica dell’assessore leghista Corazzari – e cioè che nonostante i continui e vergognosi sabotaggi del governo centrale, di cui il partito di Azzalin è il principale azionista, all’operatività delle Regioni e degli enti locali, la giunta Zaia continua a dedicare attenzione e condivisione ai problemi della provincia di Rovigo. Ribadisco la mia volontà di continuare a occuparmi, come ho sempre fatto,
con grande passione dei temi del Polesine e di lavorare insieme alla giunta veneta per contribuire alla crescita di questo territorio e della sua comunità. Mi auguro che il Pd decida un giorno di smetterla con il suo malevolo ostruzionismo che non è solo ai danni degli amministratori regionali democraticamente eletti, ma è un gioco distruttivo anche per i veneti stessi”. Elisa Dall’Aglio
Nuovo Nido : sono aperte le iscrizioni Il Nido Galileo vuole andare incontro il più possibile alle esigenze dei genitori con tre periodi di inserimento: Settembre , Gennaio e Aprile .
Sono aperte sin d’ora le pre-iscrizioni che danno diritto di precedenza sull’iscrizione nel periodo preferito. Gli orari che il Nido offre sono molto flessibili e le rette sono agevolanti .
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Cultura .
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Rovigo Culturalmente 2015
Il centro invaso dai Comics In moltissimi, tra adulti e ragazzi, hanno aderito al concorso “Centoselfie” gestito sulla pagina Facebook di Icaro, che premierà i 10 migliori selfie
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ovità in vista per il progetto I.C.A.Ro, ovvero Impulsi creativi artistici a Rovigo, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015, che vede come capofila il circolo Arci Galileo Cavazzini di Rovigo. Le installazioni a forma di simpatici animali a 4 zampe dell’artista Centocanesio in Piazza Vittorio Emanuele sembrano avere contagiato grandi e piccini con i loro vivaci colori e la simpatia tipica del fumetto. In moltissimi, tra adulti e ragazzi, hanno aderito al concorso “Centoselfie” gestito sulla pagina Facebook di Icaro, che premierà i 10 migliori
selfie che abbiano come location ovviamente le installazioni. L’intento del progetto è stato proprio vivacizzare il salotto buono di Rovigo tramite dei personaggi tratti dal mondo dei comics, per catturare l’attenzione di grandi e piccini. E pare che l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. A ottobre ci sarà dunque la premiazione dei 10 selfie più originali che saranno comunicati sul social network. Ma le sorprese non sono finite, perché a fine giugno gli organizzatori del festival hanno ricevuto una lettera dall’Ufficio Istruzione del Comune di Rovigo dove con sorpresa si legge “vi segnaliamo il nostro personale apprezza-
Crociera di fine estate sul Delta
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’ arrivo dell’autunno si festeggia navigando sul Delta del Po a ritmo lento e sulle note dei Marmaja. Domenica 2 ottobre l’associazione culturale “Voci per la Libertà”, il festival itinerante di arte contemporanea DeltArte e la redazione della rivista REM chiudono la ricca programmazione estiva organizzando una crociera di fine estate sul Delta del Po, spinti dal grande successo di quella organizzata a giugno per festeggiare l’inizio dell’estate. Partendo dall’attracco fluviale di Ca’ Tiepolo a Porto Tolle, a bordo di una nave da crociera, si navigherà lentamente lungo le bocche del Po di Pila, verso la grande foce del fiume Po. L’imbarco è previsto alle ore 18, navigando al tramonto per assaporare l’atmosfera giusta per una serata rilassante in cui scorgere le stelle che si rispecchiano nel fiume. In linea con lo spirito che contraddistingue gli organizzatori dell’evento, che si concentra sulla valorizzazione del Delta del Po per mezzo della creatività, la crociera sarà una piacevole occasione per scoprire il Delta e i suoi suggestivi ambienti naturali, colorati dalle prime tinte autunnali e dalle luci del tramonto che avanza. A rendere ancora più speciale la serata ci sarà il concerto dei Marmaja, nota band folk rock polesana, che accompagneranno la crociera con la loro musica contagiosa e carica di energia. Il Delta del Po è un paesaggio unico, da conoscere a ritmo lento: grazie a questa crociera di fine estate sarà possibile gustare la bellezza senza tempo di questo territorio, restando magari stupiti dal volo di un airone e incantati dai riflessi dorati del fiume. Durante l’evento sarà offerto a tutti i partecipanti un aperitivo con buffet. Per dettagli e iscrizioni: marketing@vociperlaliberta.it. Me.Ru.
Alcuni selfie in piazza a Rovigo
mento rispetto alle quattro opere dell’artista Centocanesio. Pensando che il loro valore artistico possa essere perpetrato all’interno degli istituti scolastici rodigini, in particolare presso i nidi comunali, siamo a richiedere la donazione al Comune”. Una richiesta inaspettata e altrettanto gradita, che dimostra come anche da parte dell’amministrazione ci sia stato il riconoscimento delle potenzialità e della validità del progetto con ri-
cadute positive sulla comunità. Da parte sua, l’artista Centocanesio è stato lusingato nell’apprendere la richiesta e ha accolto di buon grado l’invito. Nel mese di ottobre avverrà dunque la donazione di una delle 4 sagome ad una scuola rodigina con la relativa cerimonia. Un bel segnale che dimostra come l’arte possa avere finalità educative e sociali, oltre che ludiche.
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Palazzo Roverella In mostra
“Bretonnes au Goémon”, Émile Bernard, 1885
I Nabis, Gauguin e l’avanguardia. Emozioni e calore D
a mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo percorsi che si sono dipanati, intrecciati, fusi per l’Europa. Questa è la grande avventura che descrive la mostra che Giandomenico Romanelli racconta, su invito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, al pubblico di Palazzo Roverella (fino al 17 gennaio). “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” offre un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie diventate leggende, anticipatore di tendenze. Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, 4 grandi isole e tanto colore. Storie di artisti in fuga da città, da legami, da loro stessi, in molti casi; che trovano rifugio in riva al mare. A Pont Aven, sulla costa della
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Bretagna, Paul Gauguin giunge nel febbraio del 1888. Il sodalizio con Van Gogh è finito, l’olandese ha scelto il sud della Francia, lui la Bretagna. Qui si sta formando un Eden primitivo e incontaminato, popolato da una comunità internazionale di giovani artisti che, dipingendo spesso insieme, traggono ispirazione dal paesaggio. Molti cercano la semplicità, nella vita così come nell’arte. Il linguaggio espressivo e antinaturalistico del gruppo entra presto in contatto con le poetiche del primitivismo e dell’esotismo, in voga nell’Europa di fine Ottocento, confluendo in varie correnti artistiche. Su tutti spicca l’esperienza parigina dei Profeti, i Nabis, dall’antico ebraico. Liberi dal naturalismo e dall’imitazione della realtà, i Nabis creano un linguaggio pittorico nuo-
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vo: colori intensi, profili marcati, rinuncia al dettaglio, esplosione di emozioni violente. Sarà una pittura sintetica ed elementare, essenziale. Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione. Questi stimoli innovativi contaminano anche l’Italia, cui è dedicata la seconda parte della mostra. La stagione bretone dell’arte italiana tra gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si incontra
in diversi artisti, che in molti casi hanno vissuto a Parigi. La rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e con il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro. Gauguin e Rossi hanno due storie lontanissime eppure vicine: il primo catturato e tragicamente sedotto dai paradisi tahitiani, il secondo scivolato in un fulminante itinerario sin dentro i gironi d’inferno di un manicomio di provincia. Eppure capaci, entrambi, di una pittura dove la semplicità è purezza primigenia e insieme ingenuità, affinamento alchemico e traduzione di un pensiero filosofico cristallino, lucido e tragicamente fragile. L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton vive una stagione straordinaria anche in Italia: Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri. Melania Ruggini
La fotografa Cataldo e le donne polesane Siamo bombardati dalle informazioni iconografiche e abituati a vedere foto mediocri, di bassa qualità. È per questo motivo che la fotografa rodigina Elide Cataldo scatta ritratti che facciano alzare lo sguardo del passante più distratto. Il prossimo progetto avrà come protagoniste le donne polesane che si sono contraddistinte nel volontariato. Il concept sarà la donna che dona se stessa. In questo modo si concludera un percorso che nel complesso la porterà a ritrarre 102 figure femminili. Presto la rivedremo all’opera, dunque, ma prima di partire per questa nuova avventura la fotografa dovrà reperire le risorse economiche: 7-8mila euro che consentano di scattare e stampare foto di qualità, che possano far comprendere il valore della sua arte ai visitatori. L’ultima mostra in ordine di tempo è stata “Grande Dea”, allestita l’anno scorso in Pescheria Nuova. Mostre innovative quelle create dalla Cataldo, che è stata una pioniera nella fotografia rodigina. Nata a Padova nel 1964 scopre la sua passione a 13 anni quando trova una vecchia macchina fotografica dei suoi genitori: se ne innamora subito e decide che quella sarà la sua strada. “Alla fine degli anni Ottanta ho iniziato a fare stage con una serie di professionisti e ho poi frequentato una scuola di Padova - racconta -. Ho poi partecipato a workshop con artisti che mi potessero sempre stimolare e che fossero specializzati in un determinato settore. Poi ho deciso di intraprendere un percorso mettendomi in proprio”. Sogni nel cassetto? “Vorrei sviluppare un progetto che affrontasse la malattia delle donne, un’idea che mi è venuta anche grazie a mia sorella che Me.Ru. è un’oncologa” conclude la fotografa.
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Calcio David Sasso
Un rodigino alla panchina delle giovanili dell’Hellas Verona D
a allenatore del settore giovanile del Bocar di Ariano Polesine a quello dell’Hellas Verona. È questo il salto, bellissimo, di Diego Sasso, 35enne originario di Anguillara Veneta, cresciuto calcisticamente sui campi polesani, sia come allenatore sia come giocatore, nel ruolo di portiere. Sasso dal 2005 al 2010 ha allenato il settore giovanile del calcio Rovigo, poi due anni a Este e due con La Rocca Monselice, fino ai giovanissimi regionali del Bocar nella stagione 2013/14 con i quali ha vinto subito il campionato e poi guidato i giovanissimi élite dove a difendere le e terminato a luglio e, nei miei la porta c’era Matteo Soncin, ora al programmi, c’erano un po’ di ferie Milan. prima di iniziare con il Bocar…”. Di mezzo, una laurea in scienze E invece è arrivata la telefonata motorie, nel 2013, con prefisso 045. Dal 2005 l’abilitazione al “Sì, e in pochissipatentino Uefa B, mo tempo è arrivata al 2010 conseguito dopo anche la conferma ha allenato aver svolto il corso a che avrei allenato la il settore Fratta Polesine, poi, squadra dei giovaun’ulteriore specianissimi professionigiovanile lizzazione terminasti 2003”. del calcio ta a luglio, quando Come è arrivato il Sasso si è diplomato tuo nome all’Hellas Rovigo preparatore atletico Verona? professionista, dopo 160 ore di le“Al corso Uefa B di Fratta Polesizione dedicate in maniera specifica ne assieme a me c’era anche Alberalla formazione per questo ruolo, to Saccoman, che allora allenava svolte al Centro Tecnico Federauna squadra giovanile dell’Hellas le di Coverciano. Poi la chiamata e che ora è diventato responsabile dell’Hellas Verona. dell’attività di base”. È stato un luglio a dir poco eletCome sta procedendo questa trizzante per te? nuova avventura? “ “Assolutamente sì - dice Diego -. “Molto bene. Abbiamo cominEro strafelice per la conclusione del ciato la preparazione il 16 agosto: corso a Coverciano, un’esperienza ho uno staff formato dal vice, prebellissima. Eravamo 44 corsisti, alparatore atletico e dei portieri più cuni dei quali ora impegnati in so- qualche dirigente. All’Hellas Verocietà di serie A (Atalanta) ed estere na da 4-5 anni si sta facendo una (Monaco), docenti bravissimi nel programmazione metodica nel tempio del calcio italiano dove ho settore giovanile: ho un gruppo di avuto la fortuna di incrociare pure 23 giocatori, la stragrande maggiola nazionale di Conte che si stava ranza di Verona e zone limitrofe.” preparando per i campionati euroCritinao Aggio pei. Un corso cominciato ad apri-
Basket Costa: servono giocatori o si rischia la chiusura dopo 23 anni di attività
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. A.A. giocatori di pallacanestro cercasi. A lanciare l’appello è Fabio Bernardinello, presidente dell’Asd Basket Costa, società che opera nel comune polesano da 23 anni, con una prima squadra al campionato di Prima divisione e un bel vivaio di piccoli cestisti. “Al primo ritrovo avevamo sei giocatori. Ovviamente abbiamo bisogno di qualcuno, con esperienza per avere un roster minimo per affrontare il campionato di prima divisione. Ci siamo dati qualche settimana e poi prenderemo una decisione, che mette in preventivo anche di chiudere dopo tutti questi anni.” Come mai? “Siamo una società che, economicamente, non ha problemi. L’allenatore della prima squadra esonerato (Gianmaria Baratella), si è portato buona parte dei giocatori,a
San Martino di Venezze, in Seconda Divisione. Lo scorso anno siamo arrivati ai play off e abbiamo un progetto per salire in serie D nel giro di tre anni: ora abbiamo un allenatore che viene da Verona, ma la mia speranza è quella di poter far giocare a Costa i giocatori che c’erano una volta a Rovigo.” E per il settore giovanile? “Abbiamo una cinquantina di bambini tra esordienti e minibasket coadiuvati da Andrea Taschin assieme a Federico Cadore e Emanuele Romagnoli.” Una società quella di Costa che può vantare la vittoria di un campionato Under 17, interprovinciale, nella stagione 2010-’11.l basket maschile in Polesine, vede una squadra in Promozione, il Cipriani Rovigo, e tre in Prima Divisione, il Bagnolo di Cr.Ag. Po, il Rosolina e, forse, il Costa.
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Canoa Serie A1
Obiettivo mancato: il salto di qualità non riesce Il Gruppo canoa polesine, nell’ultima giornata del campionato di serie A1 girone Nord, disputata nelle acque del Porto turistico di Ancona, ha raccolto 9 sui 12 punti a disposizione. Lo ha fatto battendo Cagliari, Firenze e Torino ma cedendo il passo all’Idroscalo Milano in una partita terminata 7 a 3 in favore dei meneghini. Mai come quest’anno contava solo vincere. Il cambio della formula infatti prevedeva la promozione diretta solo per la prima in classifica cioè all’Arci Borgata Marinara Lerici che conquista una meritatissima serie A. Secondo posto per Idroscalo Milano, terzo gradino del podio per i ragazzi rodigini che però ancora una volta non riescono a fare il salto di qualità. Sempre gli stessi i problemi
che si possono riscontrare sul piano del gioco. Poca efficacia in fase realizzativa (solo 7° Riccardo Barison il miglior realizzatore del GCP in classifica marcatori con 21 reti e in totale ben 54 reti in meno realizzate rispetto al Lerici) e soprattutto scarsa concentrazione nella gestione della partita. Sicuramente una migliore preparazione atletica e una buona registrata tecnico-tattica potrebbero essere le “medicine” per la squadra rodigina. Da rimarcare il bell’approccio di Riccardo Barison, il giovane di Arquà Polesine spinto anche dagli stimoli dati dalla convocazione in maglia azzurra nella Nazionale Under18 è migliorato molto fra i pali. Inoltre grazie alla sua velocità e al suo buon tiro ha dato un apporto importantissimo anche all’attacco polesano. Ora, occhi puntati sull’Under21 a caccia dell’accesso alle finali nazionali programmate a Roma in ottobre. Per molti di questi ragazzi si tratterà dell’ultima occasione per mettersi in mostra nel campionato under21 per poi fare i conti con i soli campionati senior. Cristiano Aggio
Gruppo Canoe Polesine: ancora medaglie Ancora soddisfazioni internazionali per il sodalizio del Gruppo Canoe Polesine Rovigo che in Repubblica Ceca, partecipando con tre atleti, è tornato a casa con 5 finali conquistate e 2 medaglie d’argento. Protagonisti Leonardo Piazzi, Claudio Mazzali e Lorenzo Beltrame. Convocati nella rappresentativa regionale veneta per la categoria ragazzi (nati nel 2000 e 2001), i giovani polesani hanno preso parte alle gare internazionali a Ostroxska Nova Ves dove si sono confrontati con quasi quattrocento atleti provenienti da Austria, Slovenia, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Boemia e Moravia in occasione del campionato internazionale di Moravia. Altre medagli sono arrivate alle gare regionali svoltesi a Spresiano, in provincia di Trevsio. Leonardo Piazzi sulle distanze dei 500 e 200mt, nella categoria ragazzi ha conquistato un oro nel K1 500
Giulia Munerato e Giorgia Taddei
mt, un argento nel K1 200 mt e un bronzo nel K4 mt 200 con i compagni di squadra Lorenzo Beltrame, Claudio Mazzali e Gianluca Luciani. Nel settore femminile nella categoria ragazze, Elena Ricchiero ha vinto la gara del singolo sui 200mt e conquista il diploma di campionessa regionale 2016. Bis d’oro per Elena anche sui 500mt. Altra medaglia, questa volta di bronzo dalla gara del K2 in coppia con Letizia Piffanelli. Ottime soddisfazioni anche dalle giovani Giulia Munerato e Giorgia Taddei, nella categoria Cadette A dove Giulia porta a casa la bellezza di tre medaglie d’oro nel K1 200 mt e poi in coppia con Giorgia sia nel K2 sui 200 che Cr.Ag. sui 2000 mt.
Matteo Dionisi, un pensiero per Amatrice
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atteo Dionisi, 31enne giocatore in forza al Padova in Lega Pro, ha vestito la maglia del calcio Rovigo prima nel 2008 in C2, poi nel campionato 2010-11, quando l’allora squadra allenata da Carmine Parlato giocava in serie D (con Vito Antonelli, ex mister del Delta Rovigo, compagno di squadra). Terzino di ruolo, fece 3 gol in 28 presenze. Per Matteo, questi sono giorni tristi. Dionisi è nato a Rieti e il violento terremoto ha devastato cittadine molto vicine ai suoi luoghi d’origine. Ad Amatrice, sindaco è Sergio Pirozzi, 51 anni, che fa anche l’allenatore, e lo fa sul serio, non a livelli amatoriali. Allena, per il terzo anno di fila, il Trastevere (realtà dello storico quartiere di Roma), in serie D. È uno dei tecnici più stimati e più vincenti del calcio dilettantistico laziale (ha allenato anche l’Ostiamare, il club dove è nato calcisticamente Daniele De Rossi) e nel 2005 riportò il Rieti tra i professionisti e in quella squadra giocava anche il giovane Matteo. “L’ho avuto quando giocavo nel Rieti, poi il mister è diventato sindaco di Amatrice e ha continuato ad allenare - spiega Dionisi -. Questa tragedia non ci voleva, interi paesi sono andati distrutti, per me è stato uno shock apprendere quello che è successo, quando ho visto le immagini, poi, è stato ancora peggio. Fortunatamente i miei familiari, gli amici più stretti e tutti quelli che conosco stanno bene, anche perché io abitavo a Rieti centro e Amatrice è a oltre 35 chilometri di distanza. Eventi tragici, immagini che ti fanno male. Quando ci fu il terremoto a L’Aquila giocavo a Rovigo, anche stavolta l’ho scampata, Cr.Ag. ma sono eventi che ti lasciano senza parole”.
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Calcio Adriese pronta a ripartire
Quest’anno super derby in serie D Alla guida riconfermato mister Oscar Cavallari. Inizio turbolento per la protesta dei tifosi senza tribuna dedicata uest’anno sarà un super derby in serie D. Le due massime rappresentati del calcio polesano si affronteranno per avere la supremazia dello sport più amato dagli italiani. L’Adriese è riuscita a raggiungere il Delta Rovigo in serie D dopo un campionato perfetto e chiuso con la promozione nella scorsa stagione agonostica. La società granata ha deciso di affidare il timone della panchina ancora una volta a Oscar Cavallari. L’ex metronomo del centrocampo adriese ha fatto subito centro al primo col-
po andando a riportare l’Adriese nel giusto palcoscenico che le compete. Nella prima uscita ufficiale di Coppa Italia, il turno preliminare contro il Calvi Noale, la squadra di Cavallari ha vinto ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Primo gol ufficiale per i granata di Adriano Bernandes che aveva portato in vantaggio i suoi nel primo tempo prima del gol a tre minuti dallo scadere degli avversari. Dopo la lotteria dei rigori, l’Adriese è scesa in campo la settimana seguente per il primo
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pionato contro la Ribelle i tifosi hanno indetto uno sciopero per mancanza di una tribuna a loro dedicata come lo era negli anni passati e per l’aumento del prezzo del biglietto di ingresso. La società comunque, assieme al Comune, si sta muovendo per risolvere il problema. Sul fronte squadra l’ultima news di calciomercato è l’ingaggio di Davide Carteri, centrocampista con un passato nel Cittadella e che potrà dare manforte alla linea mediana di Oscar Cavallari.
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turno contro l’Este. Nella partita secca i padovani sono caduti in casa per 1-0 a causa ancora di Adriano Bernardes. La punta sembra essersi ripresa dopo infortuni continui che avevano minato il percorso calcistico delle ultime stagioni. Il passaggio del turno fa ben sperare per l’Adriese in vista della stagione con il campionato. Da matricola a squadra di Adria vuole fare bene e rendersi protagonista anche se il problema legato allo stadio si fa sempre più pressante. Per la prima di cam-
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Arbitri, il tradizionale raduno dà il via alla stagione L’evento ha coinvolto circa sessanta associati dell’Aia. Spazio anche al tema dei social network, per un loro utilizzo “consapevole” per la credibilità arbitrale
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uova stagione al via per gli arbitri di calcio della sezione Aia che hanno ufficialmente ripreso l’attività con il tradizionale appuntamento del raduno precampionato, tenutosi presso la sede di viale Tre Martiri a Rovigo. L’evento ha coinvolto circa sessanta associati, ai quali il presidente Massimiliano Moretto ha presentato ufficialmente i collaboratori che lo coadiuveranno nel seguire gli appuntamenti di crescita tecnica e associativa degli arbitri che verranno impiegati nei campionati del settore giovanile, di Terza e di Seconda Categoria. Il raduno ha visto i giovani rodigini sostenere i test atletici, prima di ripassare le direttive tecniche e comportamentali; uno spazio è stato anche dedicato al tema dei social network, per un loro utilizzo “consapevole” ai fini della credibilità della figura arbitrale. Dopo la pausa pranzo e prima dello svolgimento dei quiz tecnico-regolamentari, è stato riservato spazio alle ultime modifiche regolamentari: molteplici e rilevanti sono le novità, anche sostanziali, che i direttori di gara saranno chiamati a far applicare nei campionati al via in queste settimane e le due ore dedicate al loro studio mediante l’ esposizione dei relatori della Sezione di Rovigo Alessandro Munerati (arbitro di Serie D) e Giuliano Govoni (osservatore arbitrale di Lega Pro) sicuramente meriteranno appendice nel corso dei mesi a venire, mano a mano che si arricchirà la casistica oggetto di analisi. Presente ai lavori il bassanese Dino Tommasi, ex arbitro di Serie A (fino al 2015, con circa 50 presenze nella massima serie) e nuovo presidente del Comitato Regionale Veneto che ha ricordato come “solo col lavoro quotidiano di tutti la sezione ed i suoi arbitri possono crescere per mettere nel mirino traguardi importanti”. In chiusura di raduno sono intervenuti il consigliere regionale
della Figc Argentino Pavanati, l’ assessore del Comune di Rovigo Luigi Paulon che ha consegnato una targa al miglior arbitro in campo provinciale della passata stagione, il giovane Tommaso Pasqualin. Foto ricordo del raduno 2016
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Rossi debutta in B Sabato 3 settembre è una data che il polesano Luigi Rossi ricorderà per sempre. Allo stadio “Tombolato” di Cittadella, infatti, ha vissuto il debutto in serie B, designato nel ruolo di assistente arbitrale per la gara Cittadella - Ternana, valida per la seconda giornata del campionato cadetto. Ha coadiuvato l’arbitro Fabri-
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zio Pasqua della sezione di Tivoli. Rossi, 34 anni, dopo 7 stagioni nel ruolo di arbitro tra serie D e Lega Pro, è appena stato promosso alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie B diretta dall’ ex arbitro internazionale Stefano Farine di Novi Ligure. Ha infatti superato con successo un apposito corso di selezione a Coverciano curato dal Comitato Nazionale dell’ Associazione Italiana Arbitri per il passaggio alla categoria superiore nel ruolo di assistente arbitrale. Debutto, superato a pieni voti. Cr.Ag.
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CON IL NUOVO SISTEMA DUALE STUDI, LAVORI E CRESCI! Arricchire la filiera formativa della IeFp con nuove strumenti ed incrementare le attività di placement La sfida che la sperimentazione del sistema duale pone agli Enti di Formazione professionale, si presenta, da un lato, come una sorta di ritorno all’imprintig iniziale basato sul binomio Formazione/ Lavoro, dall’altro, apre a nuovi scenari di evoluzione del sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale. Questo anche in una prospettiva europea di VET (Vocational Education Training), dove l’alternanza scuola/ lavoro e l’apprendistato formativo sono pienamente riconosciuti come percorsi educativi e formativi “completi”. L’Accordo Stato Regioni dello scorso anno, ha
approvato la sperimentazione «Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione professionale». L’obiettivo è quello di implementare nella filiera formativa dell’Istruzione e Formazione Professionale l’apprendimento esperienziale utilizzando il sostanzialmente 3 nuovi strumenti: 1. Il Nuovo apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (formazione in 400 ore nel 2°anno; e di 500 ore nel 3° e 4° anno) 2. L’ Alternanza scuola lavoro (formazione in azienda è di 400 ore nel
Saranno diciassette i centri ENAIP coinvolti nelle azioni della Linea 1. Per la Linea 2 presentati dieci percorsi di quarti anni e quattro percorsi triennali
Titolo di studio e prospettive professionali Il titolo acquisito con il superamento dell’Esame finale, ha validità su tutto il territorio nazionale e nell’Unione Europea e corrisponde ad un 4° livello di qualificazione europea. La figura del TECNICO costituisce il naturale proseguimento verticale delle qualifiche professionali di operatore previste in esito ai percorsi triennali e correlate al 3° livello EQF. Il percorso di Diploma Professionale si caratterizza per l’ulteriore rafforzamento: 1. delle competenze tecnico professionali e di quelle culturali in particolare relative all’area matematica/scientifico tecnologica, 2. il grado di responsabilità e autonomia nelle svolgimento delle attività 3. la significativa esperienza di formazione in azienda. DURATA E MODALITA’ DI REALIZZAZIONE Tutti i percorsi si svolgeranno nel periodo Ottobre 2016 – Luglio 2017, presso le sedi sottoelencate e in aziende di settore per periodi di applicazione pratica realizzati
attraverso gli strumenti dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato per il diploma professionale. Infatti, i percorsi formativi realizzati con il sistema duale si caratterizzano per la combinazione formativa in aula -laboratorio ed in un contesto professionale. DESTINATARI : Giovani di età inferiore a 25 anni ed possesso di qualifica professionale del settore di riferimento. ATTESTAZIONE FINALE : Diploma Professionale di Tecnico , IV livello EQF SELEZIONE : Per essere ammessi è necessario partecipare alle selezioni.Le selezioni verteranno sulla verifica del possesso dei requisiti da parte dei candidati e sulle motivazioni alla partecipazione espresse durante il colloquio. L’acquisizione del titolo di diploma professionale e’ subordinata alla frequenza per almeno il 75% delle ore di formazione presso il centro di formazione professionale e almeno il 75% delle ore di formazione in azienda.
2°anno; 500 ore nel 3° e 4° anno); 3. L’Impresa formativa simulata (per gli studenti 14enni di almeno 400 ore). L’intervento mira ad accreditare i Centri di Formazione Professionale, tra cui quelli di ENAIP VENETO, come sportelli di intermediazione domanda offerta/lavoro in grado di erogare servizi di orientamento ed accompagnamento al lavoro per i giovani e gli adulti e come gestori di percorsi formativi nell’ambito del sistema di istruzione e formazione triennale (corsi di qualifica triennali e quarti anni). Nel Veneto diciassette CFP di ENAIP sui trentasette
disponibili nella regione saranno coinvolti nella sperimentazione. A partire dal prossimo OTTOBRE 2016 in alcuni nostri centri di formazione è possibile iscriverti ai percorsi per acquisire il DIPLOMA PROFESSIONALE DI TECNICO (per coloro che sono già in possesso di una qualifica professionale) o iscriversi dopo la scuola media ai percorsi triennali per acquisire la QUALIFICA PROFESSIONALE DI OPERATORE. Entrambi con il Sistema Duale che alterna esperienze di studio e lavoro. Sotto di seguito le sedi, i corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per TECNICO:
Sedi, corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per tecnico: • Enaip Cittadella (Pd) - Tecnico elettrico oppure tecnico riparatore di veicoli a motore - tel. 049 9402400 • Enaip Conegliano (Tv) - Tecnico di cucina - tel. 0438 427182 • Enaip Feltre (Bl) - Tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0439 300237 • Enaip Isola della Scala (Vr) - Tecnico di cucina - tel. 045 7300289 • Enaip Legnago (Vr) - Tecnico automazione industriale - tel. 0442 21299 • Enaip Rovigo - Tecnico dei servizi sala bar - tel. 0425 33671 • Enaip Verona - tecnico elettronico - tel. 045 8015053 • Enaip Vicenza - tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0444 326685 I percorsi triennali per la qualifica professionale di operatore con il sistema duale per i giovani dopo la scuola media sono invece i seguenti: • Enaip Feltre (Bl) – Operatore della ristorazione - tel. 0439 300237 • Enaip Longarone – Operatore alla riparazione veicoli a motore – tel. 0437 770318 • Enaip Noale – Operatore servizi di sala e bar - tel. 041 440160 • Enaip Padova – Operatore della ristorazione – tel. 049 8641555 Per informazioni complete: www.enaip.veneto.it
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Scuola Il punto dopo la ripartenza
Squilla la campanella ma mancano troppi insegnanti
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Amministratori veneti: “Il Miur ha sbagliato i conti”
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cuola al via il 12 settembre scorso: in Veneto, come per molte regioni d’Italia, sono tornati in classe gli studenti ma gli insegnanti...no! Insomma, è stato un avvio d’anno scolastico più sofferto del solito, nonostante le aspettative nate dalla cosiddetta “Buona Scuola”, la famosa legge 107 sulla riforma della scuola che preannunciava, tra le altre cose, un piano straordinario di assunzione introducendo un contingente di 150mila docenti, da Graduatorie ad esaurimento, Graduatorie di Merito e Concorso. Un intervento radicale con il quale si intendeva curare fra gli altri, uno dei “mali storici” della scuola, la cosiddetta “supplentite”, ossia il ricorso “massiccio e improprio” a docenti precari. Eppure qualcosa non è andato secondo le aspettative se, numeri alla mano, i docenti neo assunti o che avrebbero dovuto esserlo non erano in classe a inizio anno scolastico, e i supplenti non erano stati ancora convocati. Nel Veneto al suono della prima campanella mancavano all’appello 3400 insegnanti (tra docenti immessi in ruolo e supplenti) - 724 a Venezia, 698 a Verona, 676 a Vicenza, 637 a Treviso, 397 a Padova, 143 a Belluno e 121 a Rovigo. Cosa è accaduto anche in Veneto? Evidentemente un sovraccarico di lavoro e tempistiche “lunghe” con proroghe di scadenze, rispetto agli altri anni, hanno mandato in sofferenza il sistema: questa la tesi condivisa un po’ da tutti i direttori generali degli uffici scolastici re-
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gionali, fra i quali anche la veneta Daniela Beltrame. Innanzitutto le modalità di immissione in ruolo (in aggiunta al fatto che il concorso non si è ancora concluso), dell’attribuzione di ambito e sede e le problematiche ad esse collegate (ricorsi per le destinazioni assegnate e relative conciliazioni, assegnazioni provvisorie) ha costretto ad un lavoro serrato gli uffici scolastici e di conseguenza le segreterie delle scuole, in fermento anche in pieno agosto. E, tuttavia, i termini per le nomine di ruolo sono slittati in avanti, al 15 settembre, a scuola già iniziata, con il conseguente slittamento dei tempi anche per la convocazione dei supplenti. A questa situazione generale in Veneto si aggiunge, con particolare gravità, anche la carenza del numero di docenti assegnati dal Ministero, rispetto alle reali necessità. L’Ufficio scolastico regionale del Veneto ne ha contati 468 in meno, rispetto ad una popolazione scolastica di 600mila studenti
complessivi in Veneto, anche in calo di 3mila unità rispetto allo scorso anno. Non c’è nulla da fare: se i 468 docenti non arriveranno oltre ai 3400 delle cattedre vuote di inizio anno-, ci saranno circa 250 classi “pollaio” , quelle classi composte da più di 27 alunni alle elementari, più di 29 alle medie e oltre 30 ragazzi alle superiori. I numeri non tornano neanche sul fronte del personale non docente: in Veneto ci sono 300 bidelli in meno e 139 dirigenti scolastici che devono “sdoppiarsi” avendo una reggenza oltre all’istituto assegnato (eclatante il caso di Monselice la cui dirigente si trova a gestire ben 16 scuole di due istituti comprensivi). “L’elenco delle cose che non vanno quest’anno ormai è diventato impronunciabile - ha commentato Salvatore Mazza, della Cgil Scuola del Veneto -. Mancano docenti, presidi, bidelli. Insomma, manca tutto, il Miur ha sbagliato tutte le tempistiche e ormai è troppo tardi”.
a scuola messa “a dieta” è una realtà che fa imbizzarrire gli amministratori veneti che da tempo stanno portando avanti una battaglia con il governo per avere un numero adeguato, almeno di docenti. In primo luogo l’assessore dell’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, che anche quest’anno alla vigilia dell’inizio della scuola ha ricominciato a denunciare la difficile situazione. A soli 5 giorni dal 12 settembre continuava ad insistere. “In Veneto - ribadiva - continuano a mancare 468 docenti rispetto al minimo vitale per partir bene. Il Ministero finora non ha mai risposto alle sollecitazioni e alle richieste di incontro del Veneto e delle altre Regioni italiane, seminando confusione e incertezza tra famiglie e insegnanti, molti dei quali non hanno ancora un incarico, non per colpa dell’Ufficio scolastico regionale, ma per la siderale distanza che purtroppo permane tra il Ministero e la realtà dei territori”. “Purtroppo quest’anno si parte pesantemente ad handicap - ha voluto denunciare il presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico - in una situazione di caos”. La mancanza di 468 insegnanti “è una situazione che si perpetu da anni - ha sottolieato con insegnanti che mancano, altri che arrivano in Veneto dalla Sicilia per fare qulche ora e viceversa: in realtà per la scuola non c’è la benchè minima attenzione, a meno che il Governo non voglia sostenere che anche questa è un’emergenza”. Ad insistere sul tema anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che lo scorso 12 settembre era a Recoaro, presso l’Istituto Pellegrino Artusi e, nel suo discorso di augurio per l’avvio del nuovo anno scolastico, si trovava a constatare la mancanza, solo all’alberghiero in causa, di almeno 38 docenti. “Si tratta di dati abnormi - ha detto - ingiusti per una regione come la nostra, assurdi per scuole di qualità capaci di preparare, come nel caso di Recoaro, professionisti capaci di imporsi negli scenari internazionali”.
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Attualità .
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L’impegno dei Dem ad intervenire col Ministero La Moretti difende la Buona scuola nonostante tutto. M5S tira le somme della situazione
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on piace al Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale veneto, Alessandra Moretti, la presa di posizione del governatore Zaia e dell’assessore Donazzan. “Dimenticano - dice - che sono stati i governi di centrodestra e in particolare il duo Tremonti-Gelmini a tagliare le risorse per la scuola: noi invece abbiamo indetto un concorso che non si faceva da vent’anni, assunto 25mila insegnanti - di cui il 74 per cento lavorerà nelle regioni del nord - reso meno precario l’nsegnamento e più sicure le scuole con un investimento di 4 miliardi in edilizia”. “Con la Buona scuola - prosegue - il governo ha messo in campo il più importante intervento di potenziamento degli organici per l’autonomia scolastica: abbiamo di fronte la sfida di un cambiamento vero che porterà l’istruzione a un livello di effi-
cienza maggiore, garantendo agli studenti un’offerta formativa più adeguata alle nuove opportunità professionali e un ciclo di tre anni senza supplenze. Direi che vale la pena di aspettare qualche giorno, se poi si hanno gli stessi insegnanti per un intero ciclo scolastico”. Non è solo un problema di tempi, lo riconosce invece la parlamentare veneta del Pd, Simonetta Rubinato che il 6 settembre scorso raccontava dell’esito dell’incontro avuto con la presidente dell’Ufficio Scolastico regionale veneto, Daniela Beltrame. “Nonostante l’impegno generaosamente profuso dalla dirigenza scolastica del Veneto ritengo sia necessario cominciare a porre rimedio alla storica penalizzazione della scuola veneta. Per questo sulla carenza dell’organico avevo già presentato allla fine di luglio scorso un’interroga-
Da sinistra: Alessandra Moretti, Giorgio Santini, Simone Scarabel, Erika Baldin e Simonetta Rubinato
zione al ministro Giannini, sottoscritta anche dagli altri deputati veneti del Pd”. Riconosce la situazione di obiettiva difficoltà anche il senatore Pd e capogruppo della commissione bilancio Giorgio Santini che, in occasione della convocazione di Cisl scuola Veneto di tutti i parlamentari, si è impegnato ad intervenire con il Ministero dell’Istruzione. “Negli ultimi cinque anni scolastici - ha detto - in Veneto il numero di studenti è cresciuto di quasi 30mila unità, ma il numero di docenti in organico è diminuito di 4mila posti: è un paradosso”. Sulla scuola, tema caro al Movimento 5 Stelle, sono intervenuti anche il Capogruppo in
Consiglio Regionale del Veneto Simone Scarabel e la vicecapogruppo Erika Baldin. “Quest’anno serve un doppio augurio - ha afferma Scarabel verso il mondo della scuola alla ripresa delle attività - perché, contestualmente all’inizio dell’anno scolastico, gli studenti e le famiglie subiranno gli effetti della riforma cosiddetta della Buona scuola. Il Veneto si aspettava 468 docenti in più che non sono arrivati e questo avrà effetti soprattutto sugli orari pomeridiani che saranno ridotti al minimo, sulle classi pollaio che lieviteranno e sull’assistenza ai ragazzi con difficoltà all’apprendimento. Sollecito in particolare la Mo-
retti e tutto il PD del Veneto a farsi valere col proprio governo affinché il Veneto non sia sempre costretto a subire i tagli lineari”. “A soffrire sono anche i centri di formazione professionale - ha aggiunto Baldin - i quali subiscono gli effetti di un’esternalizzazione voluta dalla Regione che li ha gettati nel caos. Il personale è limitato, in numero non adatto a far fronte alle richieste. In questo modo tutto il mondo della scuola è abbandonato a se stesso. La conseguenza, come ci segnalano genitori da più parti, è un accorciamento degli orari di scuola ed è grave che ciò avvenga: così viene meno il diritto all’istruzione sancito dalla nostra Costituzione”.
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Economia .
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Vendemmia 2016 Condizioni climatiche ideali durante la raccolta in vigneto
Nel Veneto dei record sarà una buona annata
Produzione in linea con lo scorso anno, qualità in alcuni casi ottima. Leggero calo per i vini rossi mentre continuano a crescere i bianchi
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l sole di settembre sorride ai vigneti in Veneto e annuncia una buona vendemmia, addirittura ottima in alcune aree del Veneto. Il tempo stabile che ha caratterizzato l’ultima parte dell’estate ha permesso di iniziare le operazioni di raccolta dell’uva senza particolari problemi e preoccupazioni. La quantità sarà più o meno in linea con quella dell’anno scorso, 12 milioni e mezzo di quintali d’uva raccolti pari a 9,7 milioni di ettolitri di vino. Numeri che confermano il primato assoluto del Veneto in Italia, come del resto quelli relativi alle esportazioni, in continua crescita, per un valore di 1,83 miliardi di euro. Da solo in Veneto compre il 34% delle esportazioni vinicole italiane. L’annata vitivinicola 2016 e le prospettive sulla vendemmi sono state analizzate a Veneto
Agricoltura dai tecnici. Sul fronte meteo hanno osservato come anche quest’anno si evidenzino chiaramente degli andamenti climatici non regolari, conseguenza dei cambiamenti climatici in corso a livello globale. “Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, - ha ricordato Diego Tomasi del Crea Viticoltura di Conegliano che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo
livello di professionalità. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento”. In provincia di Padova, la produzione sarà in linea con quella del 2015 ad eccezione per il Merlot per il quale, soprattutto nelle aree di collina e dell’alta padovana, è previsto un calo del 10/15% dovuto a forti attacchi di peronospora larvata. Si registra, inoltre, l’entrata in produzione di circa 282 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della superficie complessiva in produzione; circa le varietà a bacca nera, sono entrati in
produzione 39 ettari di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva. Nel rodigino la produzione è stimata del 10/15% in più rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Per il Merlot si stima una riduzione di qualche punto percentuale a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel Basso Polesine appare ancora più consistente. Sono invece segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. Anche in provincia di Rovigo si segnala l’entrata in produzione di circa 20 ettari di vigneti che costituiranno il 9,5% della superficie complessiva in produzione. L’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca. A Venezia l’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un
aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Nel trevigiano rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento dei vigneti, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. Si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali di uva nera. Quanto ai prezzi le previsioni sono ottimistiche nel segno della stabilità.
Agricoltura, i lavoratori dipendenti superano gli autonomi Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2015 sono ulteriormente scesi a circa 62.500 unità (-0,7% rispetto al 2014); una conferma del trend negativo in atto: seppur in rallentamento, la perdita di addetti dal 2012, quando è stato raggiunto il massimo livello occupazionale degli ultimi dieci anni, è pari al 16,6%. Sono questi i risultati più significativi che emergono dal monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat. Rispetto alla realtà nazionale si tratta di un dato in controtendenza: in Italia, infatti, nel 2015 gli addetti del settore agricolo si sono portati a circa 842.800 unità, in crescita del 3,5% rispetto al 2014, facendo segnare il secondo rialzo di seguito. “Tutto ciò non fa altro che confermare che la perdita di occupati in agricoltura, al pari della diminuzione delle imprese agricole,- spiegano a Veneto Agricoltura - è una caratteristica strutturale del sistema che negli ultimi quindici anni ha visto una inversione di tendenza solo negli anni di crisi economica: evidentemente, nelle fasi recessive che hanno conseguenze negative in termini occupazionali generali, il settore agricolo funge da valvola di sfogo per la perdita di occupati degli altri settori, che vedono in quello agricolo un’attività occupazionale di rifugio”. Un’analisi di lungo periodo (2005-2015), evidenzia la dinamica in atto a livello regionale per quanto riguarda l’occupazione agricola: mentre sono in forte diminuzione gli occupati indipendenti (circa 36.100 nel 2015, -36,6% rispetto al 2005), nel contempo sono in forte aumento gli occupati dipendenti, che raggiungono le 26.400 unità circa (+43,9% rispetto al 2005). “Il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti – affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura – può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà che non sono più in grado di competere sul mercato. Un aspetto non necessariamente negativo, in quanto significherebbe un positivo aumento della produttività degli occupati agricoli e per azienda.”
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Economia .
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Turismo, cresce l’appeal del Veneto Dal rapporto statistico regionale per l’anno 2015 risulta che oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente
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l Veneto si conferma una delle mete turistiche più sognate al mondo. A decretarlo è il rapporto statistico regionale per l’anno 2015, insieme all’ennesimo record di arrivi e presenze. Oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente, e le presenze hanno superato i 63 milioni, in crescita del +2,3%. Il merito va alla varietà paesaggistica impareggiabile del Veneto (città d’arte, spiagge, lago e Dolomiti) che le capacità imprenditoriali degli operatori turistici hanno saputo valorizzare e rinnovare nel tempo. Gli ottimi risultati rispecchiano una buona annata del turismo internazionale (+5,8% degli arrivi e +2,2% delle presenze), ma anche una crescita d’interesse da parte dei clienti italiani. Variazioni positive si registrano sia per il settore alberghiero (+6,1% degli arrivi e +3,9% delle presenze) sia per strutture ricet-
tive complementari. L’Istat stima che le escursioni giornaliere di italiani in Veneto siano state nel 2014 circa 13 milioni, includendo in questa cifra gli spostamenti al di fuori del proprio ambiente abituale ed escludendo quelli per attività di routine, legati più al pendolarismo lavorativo e scolastico che al fenomeno turistico. Complessivamente, nel 2015 la spesa turistica in Veneto si è aggirata attorno agli 11,4 miliardi di euro, recuperando i valori persi negli ultimi anni e riportandosi su quelli del 2011-2012. A crescere in maniera sempre più consi-
stente sono le spese dei viaggiatori stranieri, che arrivano a circa 5,2 miliardi di euro, in aumento del 8,2%. Gli italiani, invece, hanno speso per le loro vacanze in Veneto circa 6,2 miliardi di euro, compresi i soggiorni nelle seconde case, fenomeno particolarmente diffuso nelle destinazioni balneari o di montagna. Gli italiani che giungono in Veneto sono diretti prevalentemente verso le nostre città d’arte (45,7%), mentre sono le località balneari a totalizzare la quota più importante di pernottamenti (39,4%). Per quanto ri-
guarda le preferenze dei veneti, la meta del cuore è principalmente l’Italia, cui dedicano circa l’80% dei viaggi. Nello specifico, sono proprio le località turistiche della stessa regione che ottengono nel 2014 il 30% degli arrivi, seguite dal Trentino Alto Adige (16,3%). Cresce l’interesse dei veneti anche per regioni molto frequentate, quali Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, ma tra le destinazioni sempre più ricercate fa capolino l’Umbria, mentre Campania e Sardegna iniziano solo recentemente a recuperare le perdite di turisti veneti degli
anni precedenti. Il 46,3% dei villeggianti veneti scelgono la propria regione per trascorrere una vacanza al mare. La seconda destinazione preferita per un soggiorno in strutture a pagamento risulta quella delle città d’arte, che dal 2011 ha surclassato, anche se di poco, la montagna. Anche nel caso dei veneti in Veneto si riscontra la tendenza a sostituire il lungo periodo di ferie con brevi vacanze ripetute durante l’arco dell’anno o la formula dei week end d’evasione dalla città. Infine, dal rapporto statistico 2016 emerge come l’alta stagione continui a ricevere sempre i consensi maggiori, ma l’alternativa di viaggiare nel resto dell’anno diventa sempre più attraente in un periodo di crisi economica. Da qui, un allungamento della stagione balneare e flussi lievemente più equidistribuiti nel corso dell’anno in montagna, al lago e alle terme.
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Sara Boscolo Marchi
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Sanità .
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La denuncia Un rosso in bilancio da tre milioni al giorno
Riforma sanitaria: l’opposizione accusa la maggioranza di non avere le idee chiare “L
sanità veneta è ad un bivio: o si recupera il deficit di bilancio creato nel 2016 o arriverà un Commissario esterno per mettere i conti in ordine”. Ne è convinta la Consigliera regionale Giovanna Negro (Il Veneto del Fare - Flavio Tosi) a fronte di quanto sta accadendo in Consiglio regionale riguardo all’ente di governance Azienda Zero. “Il quadro politico che si sta delineando in aula consiliare - spiega la Consigliera tosiana - lascia presumere scenari a dir poco catastrofici per la sanità veneta. Non si stanno costruendo le basi per un ente funzionale che migliorerà il servizio sanitario; si sta invece smembrando ciò che rimane dell’efficienza e dell’eccellenza di questo comparto. Le lobby della maggioranza stanno mettendo a dura prova una coperta che, comunque la si voglia tirare, è troppo corta”. La Consigliera Negro fa riferimento al buco nei conti della sanità veneta: “Il rosso da 563 milioni - continua - non è uno scherzo. Si tratta di una perdita media di 3 milioni al giorno.
“ognuno batte i pugni per il proprio orticello senza tener conto dei dati territoriali” Il commissariamento in atto del sistema sanitario non solo non ha portato ad alcuna riduzione di spesa, ma anzi ha peggiorato una situazione già difficile (nel 2015 era di 315 milioni) portando il sistema fuori controllo. La giunta che verrà si troverà sul groppone un lungo elenco di debiti da sanare e delle aziende sanitarie zoppicanti che forse, con il tempo, si trasformeranno esclusivamente in centri acquisti”. E anche secondo Claudio Sinigalia, Pd, la situazione è molto critica e la causa è da imputare alle divisioni interne alla maggio-
Jacopo Berti
Claudio Sinigaglia
Manuel Brusco
Giovanna Negro
Finco e Rizzotto: “A perderci sono i Veneti grazie all’ostruzionismo antidemocratico”
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confitto Zaia? Quelli che stanno perdendo, oggi, sono i Veneti ai quali è impedito vedere i risultati del buon governo perché una minoranza astiosa e lacerata ha scelto l’ostruzionismo privo di logica e di cultura democratica”. Nicola Finco (Lega Nord) e Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) definiscono le dichiarazioni delle opposizioni “parole in libertà, che dimostrano lo scarso rispetto delle norme della democrazia: chi vince le elezioni governa, di certo ascolta le opposizioni, esamina le critiche, accoglie le proposte sensate e migliorative, ma poi si assume la responsabilità delle scelte. Impedire che ciò avvenga significa minare la democrazia aprendo la strada a derive pericolosissime. Se a Roma, in Parlamento, fosse stato possibile giocare la carta del Jolly, la discussione illimitata, senza alcun limite, su un qual-
siasi provvedimento probabilmente Matteo Renzi, che del voto di fiducia ha fatto uso e abuso, non sarebbe neanche entrato in carica e non avremmo avuto leggi infami fino ad oggi approvate, dalla Buona Scuola alla Riforma Costituzionale fino alle leggi di Stabilità che hanno sottratto risorse alla sanità del Veneto e punito con noi tutte le regioni virtuose”. Il capogruppo della Lega Nord e la presidente del Gruppo Zaia Presidente incalzano: “Se questo ostruzionismo inconcludente proseguirà anche nei prossimi giorni – hanno concluso Finco e la Rizzotto – arriveremo alla nomina di 21 Direttori Generali delle 21 Ulss del Veneto, e i responsabili di questo spreco di denaro del contribuente avranno dei precisi responsabili nei registi e protagonisti di questo ostruzionismo antidemocratico”.
ranza. “La decisione sul numero delle Ulss deve essere maturata all’interno della maggioranza - spiega il consigliere Sinigaglia - e noi in commissione stiamo aspettando, ostaggio delle loro divisioni”. “I loro problemi interni - prosegue - sono evidenti e così i tempi si allungano, mentre entra in confusione il futuro del sistema sociosanitario. Sia la maggioranza a dire se vuole votare l’accorpamento delle Ulss o mettere al voto solo l’Azienda Zero. Sia la maggioranza a dire se intende ridurle a 7, 10, 12 o se vuole restare con le 21 attuali. L’impasse ormai è totale: da quando non si è più convocato il tavolo tecnico-politico di lavoro è aumentata la tensione tra i consiglieri, non si è votato un solo articolo e il Pdl 23 rischia il naufragio”. “L’Assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, non rispetta le volontà del territorio: se non ha il coraggio di fare una vera riforma, è meglio che si dedichi ad altro”. Entra a gamba tesa il Consigliere del Movimento Cinque Stelle Manuel Brusco nel dibattito relativo al numero delle Ulss. “L’Assessore Coletto - prosegue - non sta rispettando il documento redatto dai sindaci del veronese che chiedono l’istituzione di due Ulss in provincia. Non capiamo perché Coletto non si batta per le due Ulss nella sua provincia di riferimento, come sta facendo invece per altre aree del Veneto”. “La maggioranza - afferma Jacopo Berti Berti Consigliere M5S - è ostaggio dei gruppi politici che la compongono e che stanno esercitando pressioni paurose per proprio tornaconto politico, senza minimamente interessarsi degli interessi dei veneti. Dobbiamo basare le considerazioni politiche su studi tecnici chiari e inoppugnabili - conclude Berti - e ogni consigliere ha in mano questi dati, che raccomandano una suddivisione delle Ulss in modo che ognuna di esse faccia perno su un bacino di mezzo milione di abitanti”.
Maria Pavan
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Cultura .
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La mostra sugli oggetti, icone del Made in Italy “50+! Il grande gioco dell’industria”, fino al 2 ottobre l’Istituto Europeo di Design ospita il progetto che racconta delle eccellenze italiane
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l Made in Italy raccontato attraverso i 50 e più oggetti che hanno influenzato il costume, la storia, l’economia e lo stile di vita della società italiana. Una sequenza di eccellenze tutte italiane che segnano le tappe del progetto iconografico che racconta la mostra sulla storia dell’impresa italiana in oltre 50 oggetti. Inaugurata lo scorso 2 settembre “50+! Il grande gioco dell’industria”, la mostra, alla sua quinta tappa di un lungo tour, sbarca a Palazzo Franchetti, nella splendida cornice della sede Ied di Venezia. L’Istituto Europeo di Design, per celebrare l’importante traguardo dei suoi primi 50 anni, ha infatti scelto di ospitare questa originale mostra.
Dalla Vespa alla bottiglia Campari, alla Valentine di Olivetti, sono solo alcuni degli oggetti diventati icone nell’immaginario collettivo. La mostra di Museimpresa Associazione italiana dei Musei e Archivi d’Impresa, curata da Francesca Molteni con l’allestimento dell’architetto Franco Raggi, si sviluppa come una linea del tempo attraverso immagini, disegni e prodotti. “In un contesto così prestigioso per la città come quello legato alla 15^ Mostra Internazionale di Architettura, Ied, che da sempre contribuisce in Italia e all’estero al successo del Made in Italy e delle professioni creative, con la sua sede di Venezia, ha deciso di partecipare all’evento sceglien-
Una chioggiotta ai “Fatti vostri” Patrizia Neher si occuperà ogni lunedì di una rubrica sul bon ton, il benessere fisico e la cura di sè
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on la sua rubrica settimanale rappresenta una delle novità nella consolidata trasmissione di mezzogiorno “I fatti vostri”, in onda su Rai 2 e condotta da Giancarlo Magalli con Adriana Volpe. Si tratta della eclettica chioggiotta Patrizia Neher, che lo scorso 12 settembre ha debuttato con il suo spazio informativo del lunedì, dal titolo “Ci pensa Patty”, nel quale dispensa consigli relativi alla cura di sè, del proprio aspetto fisico e di bon ton. La televisione non rapprsenta una novità assoluta per Patrizia che nel 2013 aveva avuto modo di partecipare ad un reality show, “House Hunters”, in onda su una emittente televisiva degli Stati Uniti, dove ha vissuto per 25 anni, prima di ritornare, di recente, a Chioggia. In quella trasmissione l’obiettivo dei concorrenti era la ricerca di una casa e Patrizia si era trovata a cercare la propria, fatalità, nella città natale. Da quest’anno i chioggiotti la ritroveranno in tv, tutti i lunedì, su Rai 2, nella sua rubrica glam.
Una sequenza di eccellenze tutte italiane che segnano le tappe della mostra sulla storia dell’impresa italiana in oltre 50 oggetti
do di ospitare , all’interno dei propri spazi, questa mostra che ripercorre la storia dell’impresa italiana anche attraverso oggetti che rappresentano la storia del design stesso” ha spiegato Igor Zanti, direttore di Ied Venezia. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 2 ottobre.
Peggy Guggenheim in photogrhaphs In occasione dei 500 anni dalla nascita del Ghetto di Venezia è stata allestita presso Ikona Gallery in Campo del Ghetto la mostra fotografica “Peggy Guggenheim in photogrhaphs”. Inaugurata a giugno, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 27 novembre. In esposizione i ritratti fotografici della celebre mecenate dell’arte veneziana, formidabile scopritrice di talenti artistici, collezionista, madre di uno dei più importanti musei di Venezia e non solo, Peggy Guggenhein. In tutto circa 20 scatti, realizzati da grandi interpreti del Novecento che hanno saputo ritrarre la collezionista americana e, con lei, le mode, i costume, l’arte. Tra i fotografi, Berenice Abbot, Gianni Berengo Gardin, Man Ray, Roloff Beny e Gisèle Freund. La mostra è organizzata dalla Collezione Peggy Guggenheim in collaborazione con Ikona Gallery. L’ingresso è gratuito.
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Cultura .
Il nuovo album Palazzo Roverella In mostra
I Nabis,Poli Gauguin Fabio sempre ai vertici e l’avanguardia. partendo da Cazzago
Alcune immagini della mostra di Palazzo Roverella
gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si incontra in diversi artisti, che in molti casi hanno vissuto a Parigi. La rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e con il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro. Gauguin e Rosrizzante, leggero e poliedrico, così si po- fare nella vita, venni scoperto dal fratello di Qual è l’anima di “Primo in classifica da si hanno due storie lontanissime trebbe definire il nuovo album dell’arti- Massimo Riva (chitarrista di Vasco) ed entrai 58 settimane?” eppure vicine: il primo catturato e sta di Cazzago Fabio Poli Primo in classifica in contatto con la Steve Rogers Band, la sto“Ha quest’anima qua: ironica e provocatotragicamente sedotto dai paradisi da 58 settimane, uscito lo scorso 26 agosto. rica band del Blasco. Avevo 22 anni. Da lì, ho ria nei pezzi rock ma anche romantica nelle tahitiani, il secondo scivolato in un Oce- Bretagna, Sonoainmare tuttoa 9mare, tracceanzi cheda ripercorrono di- fatto Paulun Gauguin giunge nel corso intensivo di rock’n’roll lifestyle ballate e con una gran voglia di raccontafulminante itinerario sin dentro i gia Laguna, lungo versi ano generi musicali, dal percorsi pop al punk/rap febbraio del 1888.qualche Il sodalizio e, dopo anno,con ho sentito che era ora re delle storie come quella dell’amico Graroni d’inferno di un manicomio di che si sonoper dipanati, intrecciati, passando la rock ballad, ilfusi country e ilGoghdiètornare Van finito, al’olandese ha casa e raccontare le mie storie di ziano che, negli anni ‘90, battè quella che provincia. Eppure capaci, entramper l’Europa. Questa èfino la grande av- punte bossanova acustico a toccare di il sud scelto della Francia, lui la Breprovincia”. poi sarebbe diventata la famosa Elisa in una bi, di una pittura dove la sempliciventura che descrive mostra vero e proprio hard la rock. Allache produzione tagna. Qui siEsta formando unquinto Eden lavoro, dall’esor- puntata del Karaoke su Italia 1 o come quella oggi sei al tuo tà è purezza primigenia e insieme Giandomenico Romanelli hanno partecipato anche ilracconrapper Herman primitivo dio e incontaminato, del 2010 conpopola“Voglio fare il papaboy”. dell’autore delle hit da talent show che per dischi popingenuità, italiani. affinamento alchemico ta, su invitoFrank della Nemola, Fondazione Cassa to Medrano, trombettista di da Va-unaCome comunità sentiinternazionale di essere evoluto in 6 anni? quanto scriva svogliato arriva sempre primo di un Frank sie traduzione è dimostrato unpensiero grandefilosofiamico di Risparmio di Padova e Rovigo, sco Rossi e Cristian Cicci Bagnolial(Steve di Rogiovani artisti che,èdipingendo “In realtà cambiato tutto, ma ho mante- in classifica e si annoia perchè non esiste un quando, dopo co cristallino, lucido e tragicamente aver sentito “Un anno dopo”, pubblico Palazzo Roverella (fino spesso insieme, gers Band,diGallo Team). traggono ispiranuto l’incoscienza di quell’esordio. Quel cd posto “più primo del primo”. fragile. parte della ha preso in manoL’ultima il suo flicorno ed harassesuoal Come 17 gennaio). è iniziata la tua avventura con ladal lo zione paesaggio. Moltiincercano registrammo 4 persone con uno studio Per la realizzazione di questo album hai gna malinconico è un grande capitolo dedicato nato un solo minimalista mol“I Nabis, Gauguin e la pittura la semplicità, musica? nella come mobile nelvita miocosì garage, ma adesso è tutto più collaborato con diversi artisti molto conoagli eredi questo universo to emozionale, da di grande artista qualartistiè (se italiana un i miei “Iniziòd’avanguardia” tutto 26 anni faoffre quando si Il nell’arte. linguaggio espressivo professionale. Rimane ilefattoUn per percorso cui la mu- sciuti come Herman vo:Medrano colori intensi, profili marcati, ri- al suo e Frank Neco. famoso Il Sintetismo, calato nella nuopensi solo ne “Il mondo che percorso di acolore e di(VE) emozioni, trasferirono Cazzago ed io, allora tre- sica sia una antinaturalistico del cosa gruppo entra estremamente democratica, mola, ma nel videonuncia dettaglio, esplosione di di va di Io ealChiara vediamo sensibilità e moderna vorrei” Vasco), il tuttoborghese per amore dell’arte. fitto di storie fitto di storie dicenne, stavo diventate passando leggenun’estate noiosa presto in si contatto concon le poetiche parte tutti un foglio bianco davanti, sia anche Giorgio Gozzo. emozioni Com’è violente. stato? Sarà una pittura a protagonisti come Paul In quantograzie a Giorgio Gozzo dei Rumatera, ci de, anticipatore di tendenze. Un di classe. lontano dai miei amici e compagni del primitivismo e dell’esotismo, io che Bob Dylan, e nonin importa se hai scritto sintetica ed elementare, essenziale. Con tutti e tre è stata una collaborazione Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie becchiamo spesso in giro, vivendo entrambi che sono diventate centinaio di opere, molte conoRiuscii ad ottenere la mia prima chitarra e danell’Europa voga di in fine Ottocento, “Blowing the Wind”, la canzone succes- spontanea dettata Da questa visione uscirà dalle canzoni sulle qualil’esperienRanson, Maurice Denis e gli svizzea Cazzago, ed ho pensato, quando stavamo sciute, altrea da scoprire, 4 granlì fu amore prima vista! Ai tempi delconfluendo liceo in si varie correnti artistisiva riparte sempre da zero, per cui, ognianticipatore deimomento. Fauves sino all’Art Nouveau, stavo lavorando in za quel Herman, Cuno Amiet e Felix Vallotton vivee scrivendorilo storyboard del video di “io leggende, di isole e tanto colore. Storie diband poi, era facile mettere assieme una perche. Su tutti spicca l’esperienza album è una storia a pasè . Rispetto ad allora dopo tanti anni, ha all’Espressionismo e all’astrazione. scritto un inserto hip hop Chiara”, che unasestagione straordinaria anche avessi dovuto farmi rubare la artisti in fuga da città, da legami, chè suonavano tutti. E allora pomeriggirigina interi dei sicuramente Profeti, i Nabis, dall’antiho meno pudoredi neltendenze raccontar- in italiano in “SonoQuesti stimoli innovativi un cantautore di sinistra contamiItalia: Felice Casorati,stato Oscar Ghidonna dain qualcuno, lui sarebbe quello da loroinstessi, molti casi; che studiare! passati garagein a fare rock anziché co ebraico. Liberi dalero naturalismo e e disulla mi, prima molto concentrato criticadacon nanopeli anche l’Italia, cui èindedicata sulla lingua, glia, Cagnaccio di SanPietro, Mario che la mi avrebbe fatto arrabbiare di meno!! mode cuila Porsche”, senza trovano rifugio riva al mare. Insomma, avevoin scoperto questa dotedall’imitazione e, nel sociale, della i Nabis meno a livello per- cui, ironicamente, seconda ma realtà, mi esponevo parte mostra. sta- in Cavaglieri. prende in girodella proprio i La Perchè realtà lui è un ragazzo d’oro, è il suo Noveau Ruggini ”. A PontinAven, sulla costa della periodo cui normalmente, si decidecreano cosa unsonale”. linguaggio pittorico nuo- nascerà l’Artrapper gione bretone italiana tra che ne combina di cotteMelania che fanno featuring senzadell’arte senso nei ciuffo e di crude!
Emozioni e calore
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Venzia, tutti i vincitori della mostra del cinema
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i spengono i riflettori sulla più famosa finestra cinematografica italiana. Il 10 settembre si è conclusa con una cerimonia in pompa magna la 73° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con il grande ingresso in Sala Grande del cast de I magnifici 7, remake diretto da Antoine Fouqua del celeberrimo western di John Sturges del 1960. Non prima della grande cerimonia di premiazione, durante la quale sono stati assegnati i premi più importanti. Il Leone d’Oro è andato a The Woman Who Left, del filippino Lav Diaz, produzione fluviale di circa quattro ore. Diaz, cineasta apprezzato dai circuiti cinematografici ha commosso pubblico e critica con il suo dramma incentrato su un’insegnante filippina che, dopo 30 anni di carcere per un omicidio non commesso, decide di mettersi alla ricerca del vero assassino. Ad Amat Escalante per La Region Salvaje e Andrej Konchalovskij per Paradise va il Leone d’Argento per la migliore regia, mentre il Gran Premio per la giuria è stato conferito a Nocturnal Animals di Tom Ford. I migliori interpreti ad aggiudicarsi la Coppa Volpi sono stati Oscar Martinez, protagonista della produzione argentina El ciudadano ilustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat, ed Emma Stone per la sua interpretazione in La La Land di Damien Chazelle, film che ha aperto la kermesse lidense. C’è anche una vittoria italiana, quella del lungometraggio Liberami di Federica Di Giacomo, che ha ottenuto il premio Orizzonti per il miglior film. Uno dei film che ha incantato più di tutti il pubblico,Jackie di Pablo Larraìn, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura scritta da Noah Oppenheim. A vincere il premio Marcello Mastroianni dedicato a una giovane attrice emergente è Paula Beer, interprete del film Frantz di Francois Ozon. Per finire il premio speciale della giuria a Venezia 73 è stato assegnato al film The Bad Batch di Ana Lily Amirpur (Usa).
La Biografia, Mario Rigoni Stern - vita guerre libri A otto anni dalla morte del grande scrittore Mario Rigoni Stern è uscita la prima biografia completa Mario Rigoni Stern- vita guerre libri (Ed. Priuli & Verlucca). L’opera, fotografa con maestria la vita dell’uomo, del soldato e dello scrittore che fu Stern, considerato oggi una delle voci più autorevoli del Novecento italiano. L’autore, Giuseppe Mendicino, sarà a Montagnana venerdì 23 settembre per presentare il libro in mattinata, agli studenti degli istituti superiori, in serata alla cittadinanza. L’incontro, che si svolgerà in sala Veneziana alle 21, è promosso da Anpi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, associazione Alpini e Italia Nostra. Questa biografia, 352 pagine corredate da 32 foto, per la maggior parte inedite e intime, indaga la figura dello scrittore in modo trasversale ai tre temi indicati nel titolo, grazie ad una scelta stilistica che mette insieme testimonianze dirette, ricordi della famiglia, lettere e interviste. Il testo ha il passo di Rigoni Stern, la sua cadenza. Leggendolo sembra quasi di essergli accanto in
La copertina dell’ultimo libro-biografia di Giuseppe Mendicino
una delle sue passeggiate sulle vette dell’altipiano. Pare sia egli stesso a raccontarci la sua infanzia di bambino goloso di avventure tra le trincee della prima guerra mondiale, di giovane innamorato, di uomo ricco di ideali, sempre pronto a battersi per una giusta causa, in difesa dell’ambiente, degli animali e soprattutto in difesa dell’uomo. Rileggere quest’autore, attraverso l’opera e le parole di Giuseppe Mendicino, nell’anno in cui si celebra il cente-
nario della Grande Guerra, appare particolarmente significativo sia per come Mario Rigoni Stern riesce a parlare della guerra e dei suoi protagonisti sia perché il suo Altipiano di Asiago, fu segnato profondamente da questo conflitto. Certo ne Il sergente nella neve, egli parla di un’altra guerra ma lo fa con una potenza così epica e nuova che può aiutare tutti noi a riscoprire la storia, non quella delle grandi battaglie studiate a scuola ma quella del soldato semplice, col fucile in mano, lo zaino di stracci e gli stivali rotti, impegnato in una marcia senza fine che forse lo porterà a casa, forse no. Sicuramente sapremo apprezzare meglio anche il lato ribelle di Mario Rigoni Stern, quella forza che l’8 settembre del 1943 gli ha permesso di dire no all’arruolamento nella Repubblica sociale di Salò e che pagò con 20 mesi di prigionia in un lager. Una persona che ha sempre saputo da che parte stare anche quando, apparentemente, nel suo Altipiano se ne stava in disparte, tra i boschi, la sua voce tornava ad alzarsi in difesa dell’ambiente e del creato.
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L’Azienda ha diritto al risarcimento se il suo dipendente ha subito un incidente L A C O N S U L E N Z A È G R AT U I TA
Infortunistica Consulting vuole spiegare al datore di lavoro e alle aziende in generale un loro diritto sacrosanto: Diritto di Risarcimento per un Danno Indiretto. La Giurisprundenza infatti ha riconosciuto come un diritto l’azione di rivalsa del datore di lavoro nei confronti di chi abbia provocato un danno al proprio dipendente, l’azienda infatti costretta all’assenza forzosa del proprio dipendente deve essere risarcita. La mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative costituisce sempre un danno per il datore di lavoro, questo è definito DANNO INGIUSTO, perché provoca appunto un danno patrimoniale (effettiva perdita economica) o in lucro cessante (un mancato guadagno), schierando dunque il datore di lavoro dalla parte dei DANNEGGIATI e dunque dalla parte di coloro che trovandosi in rapporto causale con il sinistro, hanno diritto alla liquidazione del danno subito. La Corte di Cassazione, in una sentenza, ha stabilito che la compagnia di assicurazione del danneggiante, dovrà risarcire il danno all’azienda causato dal periodo di assenza del dipendente forzatamente assente.
Che cosa viene risarcito? L’ammontare complessivo delle retribuzioni (comprensivi di voci accessorie vedi sotto) e dei contributi previdenziali, che sono obbligatoriamente pagati da datore di lavoro durante il periodo di assenza dell’infortunato: • Retribuzione • Ferie o frazioni di esse • Tredicesima o frazione di essa • Festività • Ex festività • Permessi • Contributi INAIL • Contributi previdenziali • Frazioni di TFR
Pensi di aver diritto ad un risarcimento? Infortunistica Consulting ti informa che hai diritto di risarcimento anche per sinistri accaduti fino a due anni prima e che si fa farà risarcire dalla compagnia stessa i costi del proprio operato e che per tanto la nostra consulenza è GRATUITA.
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Diritti
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DIRITTO di Famiglia
I
viene spronata ad attivarsi per poter mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. Per esempio, la sentenza n°11347/15 del Tribunale di Roma, antesignana di tale cambiamento di rotta della giurisprudenza, sancisce che l’assegno di mantenimento può essere negato a colei cui venga assegnata in godimento la ex casa familiare, mentre il marito debba farsi carico di pagare sia il canone locativo di un alloggio, che le rate del mutuo acceso sulla casa coniugale. La Corte di Cassazione, con numerose sentenze, ha confermato detto nuovo orientamento giurisprudenziale. Tra esse spicca la sentenza n° 11870 del 9.06.15, la quale ha affermato che in sede divorzile si debba tener conto “delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ognuno e di quello comune, nonché del reddito di entrambi, valutando i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio”.
Quali sono i principali oneri detraibili e deducibili nel Modello 730 o nel Modello Unico?
E
o Statuto del Contribuente (legge 212/2000) regola le modalità di accesso e di verifica cui la Guardia di Finanza deve attenersi nel porre in essere i controlli. La Guardia di Finanza è tenuta ad esibire l’ordine di servizio per eseguire l’accesso e, solo in caso di accesso in locali che siano adibiti a luoghi di privata dimora, dovrà essere munita anche di autorizzazione del Procuratore della Repubblica. A differenza di quel che si tende a credere, non è necessaria invece una specifica autorizzazione per l’apprensione del contenuto dei files informatici presenti nei computer della ditta; mentre è necessario l’assenso del titolare per l’apertura di plichi, borse, armadi chiusi; in mancanza del consenso del titolare, i militari operanti acquisiranno (anche con una semplice telefonata) l’autorizzazione della Procura all’apertura. Spesso la domanda che i Clienti fanno è se è il caso di farsi assistere dal legale o dal consulente sin dalle prime fasi della verifica, o se – in questo modo – si rischia di sembrare colpevoli o poco collaborativi. A parte l’ovvia considerazione che la difesa tecnica è un diritto previsto dalla norma (il reparto operante invita sempre il verificato a farsi assistere da un consulente),
Oneri detraibili che danno diritto alla detrazione dall’imposta IRPEF in misura pari al 26% (alcuni oneri sono soggetti a limitazioni): Erogazioni liberali a ONLUS e ai partiti politici. Altri oneri che consentono detrazioni d’imposta: Canoni di locazione pagati da inquilini per abitazione principale (per queste detrazioni sono previsti limiti di reddito, di età e di tipologie di contratti da valutare caso per caso); spese mantenimento cani guida. Oneri deducibili dal reddito complessivo (il risparmio sarà commisurato all’aliquota media IRPEF applicata in base al reddito. Alcuni oneri sono soggetti a limitazioni): Spese mediche e di assistenza specifica per persone con disabilità; contributi previdenziali e assistenziali (ad esempio INPS commercianti, artigiani, agricoli, ex-ENPALS e gestione separata; INAIL casalinghe, ritenute ENASARCO agenti, riscatto anni di laurea, contributi colf); assegni periodici corrisposti al coniuge sulla base di sentenza; erogazioni liberali a istituzioni religiose e a favore di Università, Enti di ricerca e Enti Parco; contributi per forme pensionistiche complementari; spese per acquisto o costruzione di abitazioni date in locazione, a particolari condizioni.
Stefano Masiero e Riccardo Roveroni - Studio Ragionieri Commercialisti Via delle Industrie, 18/a 30038 Spinea (VE) - Tel. 0415440706 -0415440019 - Mail: info@roveroni.it - info@studiomasiero.it
DIRITTO fiscale
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cco di seguito un elenco dei principali oneri detraibili e deducibili che possono essere indicati nel Modello 730 o nel Modello UNICO, ottenendo così un risparmio fiscale. Se nel modello già presentato abbiamo dimenticato di inserire qualcosa, c’è ancora tempo per rimediare rivolgendosi a un Professionista, che potrà predisporre una dichiarazione “integrativa”. Oneri detraibili che danno diritto alla detrazione dall’imposta IRPEF in misura pari al 19% (alcuni oneri sono soggetti a limitazioni): Spese sanitarie, anche veterinarie (medicine, visite, esami ecc.); tasse scolastiche e erogazioni liberali a Istituti scolastici; spese frequenza asili nido; spese per attività sportive dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni; canoni di locazione per studenti universitari fuori sede; sussidi tecnici a disabili, compresi l’acquisto e la riparazione di veicoli; spese per assistenza a persone non autosufficienti; assicurazioni sulla vita e infortuni; interessi su mutui ipotecari abitazione principale; spese funebri; provvigioni pagate per acquisto abitazione principale; erogazioni liberali a associazioni sportive dilettantistiche, Biennale di Venezia, per finalità culturali ecc.; spese sostenute per la manutenzione dei beni vincolati (ad esempio Ville Venete o palazzi veneziani).
Studio Legale Avvocato Laura Giolo - Via G. Mazzini, 12 - 45100 Rovigo Tel. 0425 21221 - Fax 0425 28796 - info@studiolegalegiolo.com
La Guardia di Finanza in verifica presso la mia azienda: che fare?
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studio commercialista
Separazione e divorzio: quando non spetta più l’assegno di mantenimento Avv. Laura Giolo tempi sono mutati, e con essi anche la condizione economica e sociale della donna, che sempre più rivendica il proprio diritto alla parità dei sessi ed all’autodeterminazione, e pertanto a poter svolgere un lavoro per essere economicamente autosufficiente ed autonoma. Siffatta situazione è stata recepita dai giudici di merito e dalla stessa Suprema Corte, i quali stanno sempre più sancendo che il matrimonio non è un’assicurazione sulla vita. Pertanto l’assegno di mantenimento alla moglie in sede di separazione o di divorzio non spetta più a colei che è ancora giovane o abile (fisicamente e mentalmente) al lavoro o che può procurarsi i mezzi economici per il proprio sostentamento. Ciò anche in ipotesi che la stessa abbia sempre svolto solo mansioni casalinghe. Assistiamo, infatti, ad un graduale tramonto del tradizionale concetto di mantenimento, talché la donna non viene più considerata “a priori” come soggetto debole per antonomasia, ma
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consulenza finanziaria
Il mutuo della prima casa Avv. Stefania Martin
si deve tener presente che la fase di raccolta degli elementi di prova è momento assai delicato che merita piena consapevolezza dei propri diritti ed anche dei propri obblighi di collaborazione. Il contribuente può essere chiamato a fornire informazioni oralmente e deve sapere che se offre dati men che precisi in seguito potranno essere usati contro il suo interesse, senza poter correggere le proprie affermazioni (secondo la giurisprudenza le dichiarazioni del contribuente hanno valore confessorio: ad esempio se dichiara una percentuale di ricarico o di sconto praticato). Per altro verso ha anche dei precisi oneri di collaborazione: eventuali documenti che siano stati specificamente richiesti durante la verifica ma che non siano stati esibiti non potranno più essere poi utilizzati, a favore del contribuente, neppure nella fase giudiziale di contestazione della pretesa ai sensi dell’art. 52 comma V dpr 633/1972. Ciò comporta necessaria attenzione a prestare la massima collaborazione alle richieste ma anche sin da subito alla corretta esposizione degli elementi a proprio favore ed alle modalità di verbalizzazione delle operazioni compiute.
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I
l mutuo prima casa è il prestito ipotecario rivolto a coloro che non sono ancora proprietari di alcun immobile e costituisce la tipologia di mutuo più comunemente richiesta dai clienti in Italia. Una volta scelto l’immobile, è necessario capire quale cifra richiedere: generalmente, per il mutuo prima casa la banca copre fino all’80% del valore di mercato dell’immobile, anche se alcune arrivano a finanziarie l’intero valore (si parla in quel caso di mutuo 100%) a fronte di garanzie e interessi maggiori. Perché un immobile possa essere considerato prima casa: - non deve essere immobile di lusso; - l’acquirente deve essere una persona fisica; - al momento dell’acquisto l’acquirente non deve possedere un altro immobile abitativo nello stesso comune di quello deputato a prima casa; - non deve essere presente, su tutto il territorio nazionale, nessun altro immobile acquistato con agevolazione prima casa; - è necessario che l’acquirente porti la residenza nello stesso comune dell’immobile acquistato entro 18
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mesi dal rogito, pena la decadenza dalle agevolazioni (entro 12 mesi per poter detrarre gli interessi passivi del mutuo acceso per l’acquisto dell’immobile stesso).
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Problemi con il glutine, che fare? Si sente parlare sempre più spesso di intolleranza al glutine e di celiachia. Ma di cosa si tratta esattamente? La celiachia è un’intolleranza alimentare su base genetica, una vera e propria patologia autoimmune, causata dal glutine, un complesso proteico presente nei cereali, quali frumento, orzo, avena, segale, kamut, farro. È una patologia che colpisce circa l’1% della popolazione, interessa l’intestino ma può causare disfunzioni e sintomi a carico anche di altri organi ed apparati. Questo perché le difese immunitarie dell’organismo reagiscono nei confronti del glutine combattendolo e provocando un’infiammazione che interessa soprattutto l’apparato digerente, alterandone la funzionalità. Ciò comporta, col tempo, l’impossibilità parziale o totale di assorbire nutrienti causando spesso fenomeni di carenza nutrizionale. Tuttavia i sintomi possono variare molto: si va dal gonfiore e dolore addominale, alla diarrea e perdita di peso, fino alla sonnolenza e alla cefalea. Accanto alla celiachia esiste un’altra reazione di intolleranza al glutine, sempre più comune, definita sensibilità al glutine (gluten sensitivity); chi ne soffre non tollera il glutine e sviluppa sintomi che possono essere molto simili a quelli delle persone affette da celiachia.
La diagnosi della celiachia è basata su precisi esami, quali la ricerca di anticorpi specifici nel sangue e la biopsia intestinale che analizza lo stato della mucosa gastrica. In caso di dubbio di celiachia e gluten sensitività, i test eseguibili in farmacia su sangue capillare consentono di effettuare con elevata accuratezza sia uno screening di primo livello per la diagnosi della celiachia sia una valutazione su una possibile sensibilità al glutine. Ad oggi, l’unica terapia è una dieta completamente priva di glutine. Si deve prestare massima attenzione e rinunciare a tutti gli alimenti prodotti con cereali che lo contengono, tenendo conto che anche minime quantità o tracce di glutine possono causare problemi. Il passaggio ad un regime alimentare senza glutine comporta quindi numerosi cambiamenti e può causare il timore di una diminuzione di qualità della vita. Tuttavia questa paura è infondata: basta osservare alcune importanti regole e la vita dell’intollerante può tranquillamente essere vissuta senza compromessi! In commercio, infatti, esiste un’ampia gamma di prodotti senza glutine che permettono di mangiare cibi tradizionali in tutta sicurezza: pane, pasta, pizza, torte, farine, biscotti, dolciumi e piatti pronti anche surgelati. Questi prodotti “speciali” si distinguono chiaramente per la dicitura “senza glutine” e si possono trovare nella nostra farmacia nell’apposito reparto per i celiaci. Vieni a trovarci e ti saremo d’aiuto nella scelta dei prodotti più adatti alla tua alimentazione “gluten free”!
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Editoriale
Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti dott. Francesco Noce
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Legalizzare la cannabis non farà il bene dei cittadini La politica nel disastro a pag 40
Papaya: le sue proprietà, i benefici da scoprire
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’ di prossima discussione in Parlamento il progetto di legge sulla legalizzazione della cannabis che potrebbe aprire le porte alla legalizzazione di altre sostanze appartenenti alle cosiddette “droghe leggere”. Molti i sostenitori, con diverse argomentazioni, dell’ iniziativa legislativa. Ovviamente i presentatori del progetto di legge parlano di motivazioni di ordine pubblico e di togliere spazio alla criminalità organizzata nello spaccio di sostanze stupefacenti, dichiarando così una manifesta incapacità dei nostri parlamentari a promuovere leggi in modo da dare al potere giuridico e alle forze dell’ordine i mezzi per una efficace lotta alla criminalità. Sorprendono anche le posizioni di personaggi del mondo della cultura e del giornalismo come Saviano con la sua dichiarazione che “legalizzare non vuol dire approvare ma normare”(??? n.d.r.). Ma la liberalizzazione della cannabis potrebbe avere un certo effetto di contrasto al mercato nero in mano alla criminalità? E in che misura? O lo spinello diventa una consuetudine comune oppure siamo convinti che in molti si recheranno ad acquistarlo pubblicamente dichiarandosi così consumatori di sostanze stupefacenti e quindi con il rischio di passare per drogati? E l’ impatto sulla guida di autoveicoli? Siamo sicuri che non si avranno ripercussioni sul rilascio e sul mantenimento della patente di guida? Il Medico ha il dovere di riportare nel certificato l’assunzione di sostanze sia per il rilascio che per il mantenimento dei requisiti per la guida ma ha anche l’obbligo di segnalare all’autorità competente qualsiasi cambiamento intervenga che ne possa pregiudicare abilità in precedenza certificate. Studi scientifici hanno dimostrato una significativa correlazione statistica tra l’uso di cannabis e il rischio di incidenti stradali: chi si è fatto più di 50 canne in un anno, praticamente una a weekend ha provocato il 60% di incidenti in più rispetto ai non utilizzatori. Probabilmente approfitteranno della legge coloro che sono già noti come dediti a sostanze d’abuso e forse non in misura maggioritaria in quanto molto spesso anch’essi sono diventati spacciatori e sarebbe contro il loro interesse oppure sarebbero i più assidui clienti comprando a prezzi calmierati dal pubblico per rivendere al mercato nero a prezzi più vantaggiosi.
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Agopuntura: che cos’è e come funziona
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Salute
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L’intervento
La Politica nel disastro dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia
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edico questo articolo alle vittime ed ai sopravvissuti del terremoto dell’Appennino 2016, per una vita se non migliore, cosa impossibile, almeno dignitosa. Ci sono molti modi per affrontare le grandi tragedie, e l’ultimo terremoto in ordine di tempo, di questo agosto 2016, lo è a pieno titolo. Ce ne sono stati altri, in questi ultimi 2 secoli, di cui uno appena cominciato, a Messina nel 1908, nel Belice nel 1968, in Friuli nel 1976, in Irpinia nel 1980, arrivando a L’Aquila nel 2009, all’Emilia nel 2012. Solo per citare quelli dove i morti si sono contati a centinaia, con interi paesi o città distrutti o inagibili, famiglie estinte o distrutte, ma ce ne sono stati anche altri. Naturalmente scatta la macchina degli aiuti, della solidarietà, istituzionale e volontaria. Molti mettono mano al portafogli, anche se non è particolarmente pieno, forse per intimo ringraziamento per averla scampata. Partono colonne organizzate di persone generose che vanno ad affrontare, dolore fisico e disperazione, sudore e sporcizia, con l’odore della morte tutto attorno. Pompieri, medici, infermieri e soccorritori a vario titolo sono là ad affrontare una realtà che molti vedono un per un pò in tv, poi cambiano canale. Ma chi ci è dentro non può cambiare canale può solo aspettare un aiuto. Essere sradicati dal proprio piccolo mondo credo sia un’esperienza inspiegabile eppure la natura umana si adatta per sopravvivere. La visione delle macerie e delle tendopoli, amplificata dalla potenza dei media dell’anno 2016 , in particolare attraverso internet e i social network, è una costante in queste giornate. Ma dopo? Le recenti esperienze della allocazione dei fondi raccolti, sulle donazioni volontarie, sull’affidamento a ditte e esperti per la ricostruzione sono ancora sulla stampa e nei servizi di inchiesta delle televisioni affette da pesanti criticità. Non ritengo inferiore la responsabilità etica di chi si occupa del soccorso immediato a quella che decide il futuro dei sopravvissuti una volta che riflettori saranno spenti e girati altrove. Serietà e competenza devono avere la meglio su interesse e connivenza, sulla furbizia organizzata che specula sulla disgrazie altrui e ci guadagna. Francamente non mi auguro una tragedia ed una fila interminabile di morti per avere un “volano per l’economia” anche in un periodo di recessione, ma piuttosto concordo con Vittorio Sgarbi nella recente intervista su RAI 1 citata a proposito sul modello Friuli - Si trova al link diretto http://udine.diariodelweb.it/udine/
articolo/?nid=20160826_389547. In tale occasione interi paesi e comunità sono stati rifatti con i sindaci trasformati in funzionari delegati con pieni poteri sul controllo delle opere da realizzare e sui soldi da spendere, ma sotto il diretto controllo dei loro concittadini. Mi sento in dovere di riportare anche qui, per chi non lo sa, il passaggio sulla ricostruzione el paese di Venzone che rimane “una perla nel coacervo di tragedie naturali che si sono abbattute negli anni in Italia. Il piccolo centro friulano racchiuso dentro le mura è stato rifatto ‘ex novo’ grazie alla catalogazione di tutte le pietre sfracellatesi a terra, al punto che la ricostruzione del duomo sarà sicuramente annoverata nei futuri libri di storia dell’arte “ conclude il noto critico. Si parla già di un Commissario dedicato per la ricostruzione. Bene, Raffaele Cantone sul suo libro “Il Male Italiano” definisce la corruzione il peccato capitale della democrazia, perché sgretola i fondamenti della vita democratica senza che i protagonisti di questo crimine si sentano responsabili. Nel libro “Corruzione a norma di legge“ di Barbieri-Giavazzzi in riferimento alla opere di manutenzione della Laguna di Venezia per la serie di lavori del 1600 tra cui la deviazione del corso del Piave, e pensate con i mezzi di allora, il successo del progetto fondamentale per vedere ai nostri giorni la laguna come la conosciamo, viene definito in una citazione di Indro Montanelli “un miracolo, dovuto in parti uguali all’abnegazione del popolo, alla sagacia dei governanti ed alla coscienza di una burocrazia che per il proprio dovere sapeva di rischiare non soltanto “il posto” ma la pelle (i veneziani di allora erano gente seria ed avevano la forca facile). Quindi, dal punto di vista pratico, terminate le celebrazioni e le visite della autorità, a livello di controllo, spero nella massima attenzione di tutti, stampa, media e semplici cittadini, per lo sviluppo di un programma che rispetti la generosità di chi ha dato e sta dando del suo e la dignità di ha bisogno di tutto, adesso e nel prossimo futuro. Spero in un fiume di aiuti limpido e scorrevole, così come nasce dallo spirito originario di chi lo genera, senza inquinamenti, strozzature e curiose deviazioni. Il mio pensiero va certamente ai morti ed il mio profondo ringraziamento ai soccorritori, ma in particolare mi preoccupo per i sopravvissuti, per quelli che restano a vedere i soccorsi che tornano a casa e che cercano di capire, quando la polvere nell’aria è tornata a terra, il futuro che li aspetta.
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L’editoriale
Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti dott. Francesco Noce* Ciò premesso e su questi argomenti ognuno è libero di pensarla come crede, resta il problema più importante: la salute. Mi ha francamente stupito la dichiarazione di Umberto Veronesi, che ha espresso il suo favore al progetto di legge, il quale sostiene che uno spinello uccide 1000 volte meno della sigaretta. Sarà anche vero, come è vero che non esiste proporzione fra i consumatori di tabacco e i consumatori di cannabis e se la stessa si dovesse equivalere allora potrebbe virare di brutto e contraddire in modo clamoroso il famoso oncologo. E poi non è neanche vero perché oltre ai noti effetti neurologici la cannabis aumenta la percentuale di cancro ai polmoni e del tratto respiratorio perché il fumo di marijuana contiene dal 50% al 70% in più di idrocarburi cancerogeni rispetto a quelli del tabacco. E’ certo invece che esistono sostanze psicoattive come la cannabis in grado di alterare l’equilibrio psico-fisico dell’ individuo, il suo umore ,le sue attività mentali, le sue percezioni sensoriali e causare danni al sistema nervoso. Se assunte poi in epoca puberale o peggio ancor prima, in organismi in fase di sviluppo, sono in grado di provocare danni cerebrali con conseguenze future irreparabili fino alla schizofrenia, alla depressione, alla riduzione del quoziente intellettivo. Il principio attivo della cannabis sativa si lega a neuroni specifici che regolano il movimento, la coordinazione motoria, la memoria e altre funzioni cognitive e la dipendenza da questa sostanza che agisce sul cervello coinvolgendo il sistema motivazionale ingannandolo e sfruttando il complicato meccanismo del piacere è considerata una vera e propria malattia neurologica, come il Parkinson o l’Alzheimer. L’utilizzo di queste droghe porta anche a comportamenti devianti che pure destano forti preoccupazioni di carattere sociale. La loro legalizzazione poi nell’immaginario collettivo si presta all’inganno: si può mai pensare che lo Stato possa mettere liberamente in vendita sostanze che recano danno alla salute dei suoi cittadini? Così è per l’uso del tabacco: nonostante le minacciose frasi che troviamo scritte sui pacchetti di sigarette, ci si crede fino ad un certo punto o affatto. La cannabis terapeutica. Un’ultima considerazione sull’utilizzo della cannabis a scopi terapeutici come già oggi avviene in alcune strutture e per alcuni malati: studi scientifici hanno evidenziato alcune proprietà atte ad alleviare il dolore neuropatico refrattario ad altri farmaci, a migliorare la spasticità che deriva da malattie come la sclerosi multipla, a ridurre la nausea indotta dalla chemioterapia e si sta valutando la sua efficacia in altre malattie sempre come cura palliativa, non potendo esserci effetti curativi. Cannabis utilizzata dunque come farmaco,ma farmaco nel suo significato etimologico vuol dire veleno e sappiamo che ogni farmaco interferisce nell’equilibrio fisiologico e si sfruttano le sue proprietà “venefiche” in un rapporto rischio-beneficio. Qualsiasi farmaco è soggetto ad approvazione ministeriale e a prescrizione medica e i suoi effetti devono esser valutati sotto diretta sorveglianza medica. Credo che nessuno,se non malato, assuma un farmaco,tantomeno per motivi ricreativi o per puro piacere. Per contro proprio in questi giorni la Dea (Drug enforcement administration) ha dichiarato la marijuana come sostanza illegale per le leggi federali americane anche per usi terapeutici”. La marijuana - secondo la Dea - ha un alto potenziale di abuso, non vi è alcun uso medico accettato negli USA e manca di un livello accettabile di sicurezza anche sotto controllo medico”. Il progetto legislativo come concepito, comunque vada, non sarà un successo! *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
Segue dalla prima pagina dello Speciale Salute
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Papaya: le sue proprietà, i benefici da scoprire l
a papaya fermentata e’ un integratore alimentare che si ricava dalla papaya, frutto tropicale ricco di proprieta’ benefiche che vengono potenziate dal processo di fermentazione. La papaya fermentata e’ ricca di sali minerali e vitamine come la vit. a,b,c,e. questa caratteristica la rende utile per combattere l’astenia psico-fisica ed e’ considerata un tonico naturale. La papaya ha un alto contenuto di enzimi come la Papeina, sostanza che favorisce la digestione delle proteine aiutando intestino e fegato a lavorare meglio. Inoltre questo frutto e’ in grado di proteggere il sistema cardiovascolare grazie all’elevato contenuto di flavonoidi capaci di migliorare il microcircolo. Pero’ sono due le azioni piu’ importanti che vengono riconosciute alla papaya fermentata: l’attivita’ antiossidante e immunostimolante. L’attivita’ antiossidante fa si che la papaya sia considerata un “elisir di giovinezza”, infatti contrastando l’azione dei radicali liberi combatte i processi infiammatori e di apoptosi che colpiscono le cellule del nostro organismo. Contrastare l’invecchiamento cellulare significa apportare benefici all’intero organismo: occhi, pelle, muscoli, cervello. L’azione immunostimolante della papaya fermentata e’ in parte dovuta alla capacita’ antiossidante ma anche alla sua capacita’ di ristabilire il corretto equilibrio acido-base del nostro organismo. Spesso a causa dello stile di vita scorretto, questo equilibrio e’ alterato
e si sposta verso l’acidita’, tale condizione indebolisce il sistema immunitario. un integratore a base di papaya fermentata aiuta sia a prevenire l’attacco di batteri e virus sia a migliorare la convalescenza nel caso di infezione gia’ in atto. La papaya fermentata si trova in commercio soprattutto in forma liofilizzata e questo perche’ i suoi enzimi sono sensibili al calore quindi la liofilizzazione e’ l’unico processo in grado di garantire la conservazione delle proprieta’ e dei benefici del frutto. Tutti possono assumere questo integratore soprattutto nell’ottica di prepararsi all’arrivo di una nuova stagione invernale con il suo carico di virus influenzali e parainfluenzali. Particolare attenzione devono prestarla donne in gravidanza e in allattamento per le quali l’assunzione di papaya fermentata e’ sconsigliata. Vi aspettiamo per consigliarvi i migliori prodotti a base di questo frutto dalle notevoli proprieta’ benefiche e da trattare come un alleato per migliorare la nostra salute.
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I bambini che parlano in ritardo, quando preoccuparsi? È
ormai ampiamente documentato che l’emergere del linguaggio e le traiettorie di sviluppo delle diverse competenze linguistiche sono caratterizzati da una notevole variabilità che riguarda i tempi, i modi e le strategie di apprendimento dei bambini. E’ tuttavia possibile, all’interno di tale variabilità, delineare delle tendenze generali di sviluppo condivise da molti bambini di lingue e culture diverse e, grazie a ciò, riconoscere bambini a rischio per un ritardo nella comparsa o nello sviluppo del linguaggio. Le differenze individuali, infatti, possono celare condizioni di ritardo transitorio, oppure possono essere espressione di un procedere atipico che può preludere un successivo disturbo della comunicazione e/o del linguaggio. Nella letteratura internazionale, i bambini che fra i 2 e i 3 anni presentano un ritardo nell’acquisizione del linguaggio, in assenza di patologie neurologiche, sensoriali e cognitive, sono considerati a rischio. Sono stati definiti “Parlatori Tardivi” quei bambini che hanno un vocabolario espressivo inferiore o uguale al 5°-10° percentile a 24 mesi di età e/o assenza di linguaggio combinatorio a 30 mesi (Thal & Bates 1988; Thal et al. 1997; Caselli et al., 2007; Desmarais et al., 2008; 2010). Da una recente revisione (Desmarais et al., 2008) emerge che gli autori non danno una definizione univoca al termine “Late Talkers”. La confusione terminologica riflette il fatto che il termine “Parlatori Tardivi” non LE NOSTRE RUBRICHE: costituisce un’etichetta diagnostica, soprattutto se si pensa che alcuni bambini, senza trattamento, rientrano all’interno dei normali range di sviluppo del linguaggio. I criteri di inclusione condivisi riguardano l’assenza di deficit uditivi importanti, di disturbi psichiatrici, di disturbi relazionali e la presenza di performance non verbali in norma
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ma un gruppo di studi definisce come Parlatori Tardivi, i bambini con deficit linguistici limitati alla sola componente espressiva e con competenze recettiva in norma (Fischel et al.,1989; Rescorla, 1989). In un altro gruppo di studi, invece, la definizione si basa su un unico criterio linguistico, cioè la presenza di un ritardo del linguaggio espressivo, indipendentemente dalle competenze recettive (Horwitz et al., 2003). Questa popolazione prende il nome di“Late Bloomers”, letteralmente “bambini che sbocciano tardi”. In Italia, gli studi epidemiologici sono molto limitati e riportano che circa il 5-8% dei bambini in una fascia di età prescolare mostra un ritardo nello sviluppo del linguaggio e, di questi, una percentuale variabile tra il 20-70% riceverà più tardi una diagnosi di disturbo di linguaggio. Nello specifico, la prevalenza dei bambini parlatori tardivi, che tra i 24 e i 29 mesi presentano un vocabolario espressivo inferiore a 50 parole e nessuna combinazione, è stimata tra il 10 e il 20%. Il ritardo del linguaggio rappresenta uno tra i motivi più frequenti di consultazione clinica in età precoce, ma ancora oggi è considerato una condizione transitoria e a prognosi sempre favorevole (Chilosi et al., in stampa). E’ invece ormai dimostrato che uno sviluppo linguistico ritardato può precedere un disturbo persistente del linguaggio oppure essere il segnale di problemi di natura diversa, ad esempio cognitivi e comunicativo-relazionali (Bishop et al., 2003; Buschmann et al., 2008). Gli studi di letteratura che hanno tentato di individuare gli indicatori di prognosi dei bambini parlatori tardivi appaiono ad oggi non risolutivi. Nonostante ciò, sono emersi dati sistematici relativi a quali fattori di rischio aggiuntivo possono complicare e aggravare
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Chirurgia ossea ricostruttiva in odontoiatria S
tipologia delle stimolazioni linguistiche offerte dai genitori influenza lo sviluppo linguistico del bambino. Diverse ricerche sono state condotte allo scopo di indagare le connessioni tra caratteristiche linguistiche dei genitori e ridotto vocabolario espressivo all’età di 2 anni (Vigil et al., 2005). Il livello educativo materno è strettamente connesso al livello di stimolazioni linguistiche che la madre offrirà al suo bambino. Lo scopo principale del nostro lavoro, che partirà a Ottobre di quest’anno, e vedrà il coinvolgimento di alcuni Pediatri del territorio,è quello di individuare i bambini definibili “Parlatori Tardivi” tra i 24-36 mesi di età e, all’interno di questa casistica, studiare l’evoluzione di un profilo comunicativo-linguistico atipico in una condizione di “Ritardo” o di “Disturbo” della comunicazione e/o del linguaggio. L’obiettivo del riconoscimento precoce è quello di offrire al bambino maggiori occasioni di sfruttare al massimo le sue potenzialità e quelle offerte dall’ambiente. A cura di S.Valentina – S. Minichiello (Logopedisti) Dott.ssa Mara Gazzi Psicologa dell’Età Evolutiva il quadro di un ritardo del linguaggio espressivo semplice. Tra questi si trovano l’ambito delle abilità gestuali e comunicativo-sociali, il livello fonologico tra 24 e 30 mesi, e le abilità di comprensione (es. Caselli e Volterra, 2002; Thal et al., 1991; Thal e Tobias, 1992). Inoltre, è evidente in letteratura che i problemi di linguaggio tendono a ricorrere all’interno della stessa famiglia. I dati disponibili indicano che il 18-48% dei bambini, provenienti da famiglie in cui uno o entrambi genitori presenta o ha presentato un problema di linguaggio, molto probabilmente svilupperà una difficoltà linguistica (DeThorne et al., 2005). È noto, in più, che la
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empre più spesso i pazienti richiedono il ripristino funzionale della dentatura mediante protesi fisse su impianti per una funzione più simile alla naturale e per un risultato estetico soddisfacente. A volte questo è impossibile in quanto la malattia parodontale che ha dal mento o dall’angolo mandibolare un blocchetto di causato la perdita dei denti ha determinato anche una osso che viene sagomato e fissato nel sito ricevente perdita di supporto osseo. Questo è più evidente nei mediante viti in titanio. settori laterali dell’arcata superiore per la presenza del L’espansione di cresta consente di aumentare seno mascellare, struttora anatomica cava connessa lo spessore di creste edentule contestualmente con le fosse nasali, e nella mandibola per la presenza all’inserimento di impianti. Il rialzo del seno del nervo alveolare inferiore che mascellare si effettua sollevando Queste tecniche, possono la membrana di rivestimento da sensibilità e motilità al labbro inferiore escludendo la possibilità del seno e riempiendo lo spazio essere eseguite dell’inserimento di impianti in formatosi con osso autologo o ambulatoriamente e titanio per riduzione dell’altezza e osso artificiale permettendo così danno risultati dello spessore osseo. Per ovviare un aumento in altezza tanto da soddisfacenti a questi inconvenienti si utilizzano poter inserire gli impianti. Queste tecniche di chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa. tecniche, eccetto rari casi di controindicazione per La correzione delle atrofie ossee può essere effettuata malattie gravi di carattere generale (cardiopatie gravi, principalmente con quattro modalità di trattamento: diabete scompensato, malattie delle ossa) o nei forti -Rigenerazione ossea guidata fumatori, possono essere eseguite ambulatoriamente -Innesto a blocco e danno risultati soddisfacenti. -Espansione della cresta ossea (allargamento dello spessore) Dott. Vezio Bertani -Rialzo del seno mascellare - Medico-chirurgo specialiL’obiettivo della rigenerazione ossea guidata è sta in Odontostomatologia quello di promuovere la formazione di nuovo osso Cortile di San Martino, 12 attraverso l’utilizzo di membrane e materiali riempitivi - Piove di Sacco (PD) tel. di diversa natura. L’osso autologo cioè l’osso proprio 0495842949 del paziente è senz’altro il materiale migliore per www.studiodentisticobertani.it l’aumento osseo. veziobertani@libero.it L’innesto a blocco si effettua di solito prelevando
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Agopuntura: che cos’è e come funziona L
’agopuntura è un valido strumento per regolare l’energia vitale dell’organismo (conosciuta con il nome di Qi, si pronuncia ci) attraverso l’inserzione di sottilissimi aghi di acciaio (spessore 2-3 decimi di mm) in una serie di agopunti localizzati in aree precise lungo i cosiddetti meridiani. Una volta inseriti, gli aghi vengono lasciati in sito per alcuni minuti (in genere 20-30). La medicina cinese ritiene che la malattia sia il risultato dell’ostruzione della libera circolazione di qi e sangue: questa manipolazione serve a ripristinare il normale flusso circolatorio, permettendo al Qi di circolare liberamente attraverso l’intero corpo, da 8-10 sedute, con frequenza bisettimanale. Nelle condizioni croniche in genere può essere necessario aiutando così il recupero dell’equilibrio di guarigione. ripeterli. L’agopuntura è dolorosa? Ci sono effetti collaterali o La sensazione di chi riceve La medicina cinese ritiene possibili complicazioni? un trattamento di agopuntura che la malattia sia Anche se all’apparenza può raramente viene descritta come il risultato dell’ostruzione sembrare un metodo invasivo dolorosa. Si tratta di aghi molto della libera circolazione e doloroso, l’agopuntura è sottili, che penettrano nei tessuti particolarmente sicura ed efficace. di qi e sangue senza danneggiarli. A seguito del Gli studi non hanno evidenziato trattamento invece è piuttosto effetti collaterali di rilievo così come le comlicanze comune avvertire una sensazione generale di sono piuttosto rare, sempre se sis rispettano le rilassamento. procedure. L’agopuntura è efficace? Come per ogni terapia è sicuramente utile la collaborazione del paziente ed il supporto che questi può dare al medico, cercando ad esempio di avere Dott. Giorgio Bondesan uno stato mentale positivo, ma non è necessario che - Specialista in Otorinouno “creda” nell’agopuntura perchè questa risulti laringoiatria, Audiologia, efficace. Le evidenze prodotte dagli innumerevoli studi Agopuntura svolti in tutto il mondo in questo settore dimostrano Adria - via Brollo, 2 l’innegabile efficacia di questo metodo. tel. 342 0015277 Ci possono essere problemi con gli aghi? Porto Viro - Centro Il numero complessivo di sedute necessarie per medico S.Giusto il trattamento così come la loro frequenza varia a - via G.Mazzini, 48/A seconda della patologia da trattare e alla gravità e tel. 0426 634136 alle condizioni del paziente. In genere i cicli variano
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Turismo .
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Alto Adige Le famiglie del turismo
Quelli del Tyrol, pionieri della Val Gardena Il famoso hotel di Selva compie 50 anni: un libro ne racconta la storia, che si intreccia con quella dello sviluppo turistico di Selva, di cui la famiglia Kasslatter-Dirler (venti figli!) è stata fra gli artefici, portando l’energia elettrica, l’acquedotto e il primo skilift a Bulla
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e porte delle camere, rustiche, spesse, ingentilite da motivi tradizionali ladini impressi con generosi ed energici colpi di pennello, sono le stesse di allora. Quelle realizzate da un valente artigiano della Val Gardena amico di famiglia. Bibiana Dirler non le cambierà mai quelle porte color verde muschio, perché sono un ricordo del Tyrol delle origini. Ovvero dell’albergo di famiglia che quest’anno compie 50 anni. Uno dei primi a sorgere a Selva di Val Gardena, oggi località celebrata dal jet set internazionale, famosa per essere luogo di vacanza privilegiato del Presidente della Repubblica (ieri Pertini, oggi Mattarella, entrambi ospiti del Centro di Addestramento Alpino dei Carabinieri a Vallunga), famosa tappa del Circo Bianco dello sci (indimenticabili i successi colti qui da Thoeni, Tomba e Ghedina) e località di vacanza gettonatissima per essere proprio nel cuore delle Dolomiti, ai piedi del Sella e del Sassolungo. Bibiana ha di recente dedicato un libro a quell’albergo. Lo ha scritto col cuore perché ha sempre vissuto il Tyrol come la sua casa. Un omaggio anche alla zia Frida Kasslatter che dell’hotel è stata la fondatrice, insieme al marito Karl, lui sudtirolese originario di Bolzano ma ladino di adozione. Parlare oggi del Tyrol, un “4 stelle Superior” tuttora ben tenuto e ancor meglio frequentato, significa raccontare la storia dello sviluppo turistico della Val Gardena. Ma farlo da un’ottica insolita, da quella dei valori della famiglia. Perché nella vallate ladine dell’Alto Adige tutto ancora trova una sua giustificazione nella forza di coesione del nucleo familiare, nella capacità di far coesistere spirito solidale e intuito negli investimenti, nel saper co-
L’Hotel Tyrol di Selva di Val Gardena e un paio di interni: la saletta storica e un dettaglio del reparto wellness. Sotto: il primo skilift realizzato da zio Emmerich, la famiglia Kasslatter quasi al completo, uno stato di famiglia “italianizzato” con l’elenco dei venti figli di Joseph (Giuseppe) e Marianna, costumi tipici ladini, le stelle alpine coltivate da Bibiana, una delle famose porte del 1966, Bibiana e Maurizio attuali titolari del Tyrol. A destra zia Frida la fondatrice, mentre con il fratello Franz anima una serata in hotel
Il paese ladino, famoso per ospitare d’estate il Presidente della Repubblica (da Pertini a Mattarella), deve la sua notorietà a Thoeni e Tomba ma anche all’arte dell’accoglienza di tono familiare di cui l’albergo è simbolo niugare sacrificio e gioia di stare insieme. Altri esempi? I Kostner e i Pizzinini in Val Badia… anch’essi pionieri del turismo di qualità vantato oggi dalla loro valle. Bibiana Dirler, che oggi gestisce l’hotel Tyrol insieme al marito Maurizio Micheli, un toscano della Val d’Orcia dal sorriso facile ma fortemente determinato nelle sfide che sa contrarre, ha alle spalle due nonni materni, Joseph Kasslatter e Marianna De Lago, che hanno avuto ben venti figli. Venti! Vissuti tutti come dono della provvidenza e non solo come bocche da sfamare. Un record comunque per la Val Gardena! Una situazione difficile persino da immaginare oggi. Figli tirati su nonostante le ferite patite da Joseph nella prima guerra mondiale e l’impegno che dovette profondere con la moglie per avviare
l’attività d’osteria. Prima in una baita, poi al Platz di Bulla (anni ’30). Tutti i figli tuttavia, come si usava allora, contribuivano come potevano ai sacrifici dei genitori, anche il più piccolo, Mario: lui raccoglieva le fragole per le torte e andava in paese a comprare il pane fresco. Nonno Joseph fu un pioniere per lo sviluppo della zona: nel 1926 prima costruì una piccola centrale elettrica per portare la luce a Bulla e poi anche un tratto di acquedotto. Suo figlio Emmerich, il quattordicesimo, realizzò anni dopo il primo skilift di Bulla. Nonna Marianna nel 1938 morì di parto a soli 46 anni, ma la famiglia riuscì a tenere duro. Zia Tresl andò a imparare a cucinare in Toscana e la sua abilità ai fornelli fidelizzò i primi clienti. Il Tyrol nasce nel 1966 su iniziativa dell’energica zia Frida. Per
Bibiana e Verena, che persero il papà giovanissime, l’albergo è stato tutto. Da zia Frida, un’animatrice nata che dopo aver smesso il grembiule in cucina sapeva intrattenere gli ospiti in allegria cantando, ballando e scherzando, Bibiana e Verena hanno imparato i segreti e l’amore per il loro lavoro. Il Tyrol è poi toccato a Bibiana che, senza snaturarne l’anima, lo ha dotato di tutte quelle strutture che fanno sentire oggi l’ospite ancora più coccolato: la piscina, il reparto benessere, le camere più spaziose e attrezzate, una cucina evoluta seppur ancorata ai sapori della tradizione. E poi la differenza la fanno i dettagli. Curati con semplicità e passione. Ed è recente l’ultima scommessa. Quella di un ristorantino gourmet da ricavare nella nuova ristrutturazione, dove poter va-
lorizzare l’estro di Alessandro Martellini giovane cuoco toscano con all’attivo esperienze con colleghi stellati. Insomma, pensare in grande ma con i piedi per terra. Per crescere sempre un pochino di più, secondo le proprie possibilità. Bibiana incarna lo spirito semplice della sua terra, anche parlando comunemente ladino con chi può. “Qui i clienti vogliamo che si sentano amici, noi e il personale li abbiamo sempre chiamati per nome e invitati alle feste di famiglia. Quella per il cinquantesimo la ripeteremo ogni domenica per tutto l’anno, perché vogliamo condividerla con quanti ci sono sempre stati vicini”. Pagina a cura di >Renato Malaman<
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Turismo .
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Berlino
La città che non dimentica il passato guardando al futuro
Sensazioni, descrizioni, appunti di due turisti “inesperti” in viaggio in una delle capitali più interessanti d’Europa “Ich bin ein Berliner”, “Sono un Berlinese”, diceva J. F. Kennedy, in un discorso del 1963, mentre era in visita ufficiale a Berlino Ovest, e questa frase continua, in qualche modo, ad essere presente nella città, come uno slogan, stampata su magliette e riportata sui souvenir nei vari negozi e nelle bancarelle. Ed è proprio così che pare di sentirsi, o almeno così è parso a noi, poco tempo dopo aver messo piede sul suolo berlinese. Perché Berlino ti avvolge, ti fa riflettere, ti sorprende e va vissuta nella sua interezza. La divisione tra Est e Ovest è ormai solo un ricordo, i resti del Muro, crollato nel 1989, sono diventati meta di pellegrinaggio lungo la East Side Gallery, e non solo, fungendo da monito per le generazioni future, per non dimenticare, ma ciò che Berlino trasmette è proprio la sensazione di non voler dimenticare e, allo stesso tempo, di voler guardare al futuro con positività. Te ne rendi conto visitando il Museo della DDR, raggiungendo il Check point Charlie e la ricostruzione di quella che era una zona di confine, con il noto messaggio “You are leaving the American Sector”, riportato in più lingue. Respiri tutto ciò attraversando il “Memoriale per gli ebrei assassinati in Europa” e rifletti, visitando il campo di concentramento di Sachsenhausen, soffermandoti a guardare la famigerata frase sul cancello d’ingresso, “Arbeit macht frei”. Nonostante io adori fare foto, ha riposto lo smartphone, a Sachsenhausen, perché certi posti vanno vissuti, sarebbe troppo riduttivo raccontarli per immagini. Ma Berlino è anche uno sguardo al futuro, un cantiere sempre al lavoro. “Sono stato anch’io a Berlino, ma mi è parsa un po’ un cantiere aperto” mi ha det-
La Porta di Brandeburgo, il fiume Sprea che attraversa Berlino, la cattedrale, l’East Side Gallery Dancing to freedom
to qualcuno. Mi sono resa conto che le gru e gli edifici in costruzione, però, sono stati l’ultima cosa che abbiamo notato, noi due viaggiatori inesperti e abituati alle città d’arte italiane. Perché la capitale tedesca va guardata con un occhio diverso. L’arte non manca, l’Isola dei Musei, Museumsinseln, patrimonio Unesco dal 1999, con i suoi cinque
musei, l’Altes Museum, Museo Vecchio, il Neues Museum, Museo Nuovo, l’Alte Nationalgalerie e il Bode Museum, sono davvero incantevoli, per citare solo le esposizioni maggiormente note e visitate. Ma la capitale tedesca e anche un giro in battello sulla Sprea, è vita notturna, è una passeggiata lungo Unter den Linden, e, sì, è anche mangiare bene.
Può far sorridere noi italiani, ma, con una sufficiente dose di spirito di adattabilità ed integrazione, imprescindibile, a mio parere, in chi decide di recarsi all’estero, il tradizionale Currywurst, i crauti e la bevanda Spezi (non tentate di riprodurla in Italia, non verrà uguale!) sono davvero ottimi. Linda Talato
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Crucilibro
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I migliori tra vincitori e finalisti Sempre di grande prestigio le opere presentate al Campiello, il premio nazionale degli industriali veneti Simona Vinci
Elisabetta Rasy
Andrea Tarabbia
Gesuino Némus,
Angela, giovane ricercatrice italiana
Maria Rosa Radice, una ragazza di 20 anni
Andrej Ciikatilo, marito e padre di famiglia
Matteo Trudìnu, figlio di un latitante
Alter Ego
La collega Lina
Eugenia, compagna di stanza
L’ideologia
Gesuino Némus, bambino problematico
Location
Isola di Leros
Un ospedale sul Carso
Unione Sovietica negli anni ottanta
Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo
I malati
I feriti di guerra
Le sue vittime: donne e bambini
Don Cossu, che protegge i bambini
Intrigo
Nel 1992 Angela è pronta a prendersi cura, come i medici di ogni parte d’Europa, del «colpevole segreto d’Europa»: un’isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia
Maria Rosa, a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte e va al fronte
Ciikatilo, comunista convinto e lavoratore, mutilò e uccise nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime – bambini, ragazzi ma anche donne – vivevano ai margini della società, non si adattavano alle sue regole
Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri inizia a indagare con l’aiuto di don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, spunta fuori un altro cadavere
Finale
Sono molti i misteri che incontra ma ognuno avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca
L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma conosce anche Eugenia. Le due si innamorano e pur non sapendo se potranno rimanere vicine, entrambe sentono di essere cambiate
Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all’arresto
Misteri, colpe antiche, segreti e rivelazioni vengono scanditi a ritmo battente in un romanzo dalle tinte gialle sapientemente orchestrato, imprevedibile e originalissimo per trama, stile, umorismo e inventiva
Cosa dire del libro
Il romanzo vincitore del premio Campiello, racconta con una felicità e una libertà mai raggiunte prima dall’autrice, una storia struggente
Il libro illumina un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini
Un’opera lirica e crudele allo stesso tempo: la storia di un’anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, sul Male
Vincitore del Campiello opera prima il romanzo è ricco di suspense che ci avvolge con le voci, i sapori e la magia della terra sarda
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Simona Vinci La prima verità Einaudi, pp. 408 € 20.00
Elisabetta Rasy Le regole del fuoco Rizzoli, pp. 180 € 17.00
Andrea Tarabbia Il giaridno delle mosche Ponte delle grazie, pp. 326 € 16.80
Gesuino Némus, La teologia del cinghiale Elliot, pp. 238 € 17.50 A cura di Germana Urbani
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Rotolini di melanzane Ingredienti: 350 gr di melanzane - 150 gr di zucchine - 50 gr di sedano - 50 gr di porro - 50 gr di Emmental - una fetta di pane integrale un ciuffo di prezzemolo - 3 C di olio - sale.
Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.
Farro alla zucca
Tempura mista
Ingredienti: 200 gr di farro – 1 cipolla – 1 spicchio d’aglio – 1 manciata di prezzemolo - 200 gr di zucca - 2 C d’olio - 2 foglie di alloro - un pizzico di curry e un pizzico di peperoncino - sale q. b.
Ingredienti: 1 melanzana - 2 carote - 2 zucchine piccole - 1 mela verde - 50 gr di farina tipo 0 - 50 gr di farina di mais - 1 C di zucchero a velo - acqua fredda - olio di semi per friggere - sale q. b.
Preparazione: mettere a cuocere il farro come da ricetta base. Intanto tritare la cipolla e l’aglio, sbucciare e tagliare la zucca a dadini, saltare il tutto (la zucca deve diventare cremosa). Quando il farro è cotto, lasciare assorbire l’acqua, unire quindi la zucca, un filo d’olio, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamare bene e servire.
Preparazione: lavare le verdure, tagliare le zucchine e le carote a julienne, tagliare la melanzana in quattro parti, togliere la parte centrale con i semi lasciando mezzo cm. di polpa dalla buccia e tagliare ancora a striscioline sottili. Tagliare la mela, privarla del torsolo e tagliarla a fettine. Versare sulle due farine lo zucchero a velo e l’acqua fredda, amalgamare con una frusta fino ad ottenere una pastella omogenea. Scaldare l’olio, passare le verdure nella pastella e tuffarle nell’olio facendo in modo che non attacchino l’una all’altra. Scolare su carta assorbente, salare e servire subito.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Pizzeria · Piadine · Panini caldi
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Ariete Emozioni non proprio lineari, in amore e in famiglia. Vi sentirete sulle montagne russe: alti e bassi
Toro Ottimo periodo per trovare soluzioni ingegnose a vecchi problemi logistici o familiari
Settembre Settembre porta con se’ le novità sperate quasi per tutti i segni. Attenti però al cattivo umore
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Bilancia Sarà un ottimo periodo che vfornirà strumenti e novità utili per migliorare la vita in ogni ambito
Scorpione Sulle emozioni sarete un po’ troppo riservati, ma a fine mese sarete pronti a condividere tutto
Gemelli
Sagittario
State in guardia e agite ma soprattutto reagite sfoderando la consueta diplomazia e astuzia
Fate attenzione alle distrazioni, alle gaffe, al nervosismo latente: potreste risultare antipatici
Cancro
Capricorno
Ottimo momento per godere gli ultimi sprazzi d’estate e per chiarire in casa questioni scottanti
Punto debole: le emozioni. Almeno all’inizio, potreste rivelarti un po’ avari di dolcezza e chiusi
Leone
Acquario
Buone notizie, divertimento, apertura, ma anche, come spesso accade, qualche tensione
Finalmente la ruota gira: rimboccatevi le maniche, e date una mano alla fortuna
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Buona lucidità mentale, desiderio di conoscere gente e forse di continuare a godersi l’estate
Il destino può essere cambiato, con tanta forza di volontà e senza mai scoraggiarsi
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