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Rovigo nov2016 n150

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Sport p.18

Politica p.25

NOVEMBRE 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 150 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Cultura p.17

Diritti p.29

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Profughi, sindaco in prima linea, ma si rischia la crisi

L’INTERVISTA

Moretti: “Punterò su riqualificazione” LA STORIA

Il taxi rotto e la solidarietà dei rodigini

Attacchi non solo dalla minoranza per le frasi e la posizione del primo cittadino. Tre consiglieri chiedono una verifica in maggioranza servizio a pag 10

DOPO LA RIFORMA

“L’anno zero della sanità polesana” SICUREZZA

Omicidio stradale, Rovigo virtuosa VIABILITÀ

Mardimago, ancora problema irrisolto attualità

Scuole venete: solo uno su tre antisismiche economia

400 milioni per la Tav, Pedemontana al palo Cultura

Francis Bacon alla Casa dei Carraresi

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on si tratta per niente di mandare a casa Renzi oppure no. Si tratta di cambiare una parte della Carta Costituzionale, pensata così com’è oggi dalle madri e dai padri “nobili” della nostra Repubblica, forse i parlamentari più saggi e onesti che abbiamo avuto dal ‘46 in poi. Certo, il 4 dicembre, con il Referendum Costituzionale il Premier si gioca tutto o quasi. Ma credo che la posta sia alta anche per noi cittadini e per il nostro futuro. segue a pag 3

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Facciamo il punto

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Occorre, dunque, valutare bene i due atteggiamenti che si scontrano e si confrontano in questo periodo di campagna referendaria. Molta parte di chi voterà sì lo farà per il desiderio di riformare finalmente lo Stato o almeno col desiderio di provarci; allo stesso modo chi voterà no lo farà anche per conservare la Costituzione così com’è, quasi fosse sacra, perché frutto del lungo e ponderato lavoro delle madri e padri costituenti. Uno dei punti centrali della riforma che andremo a votare, riguarda la modifica dell’articolo 55 della Costituzione, ovvero la norma che definisce la composizione e il ruolo del Parlamento diviso tra Camera e Senato. Il “nuovo” articolo 55 previsto dalla Riforma si amplia, rispetto a com’è ora, affermando che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ribadisce che ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Da ultimo dice che Il Senato della repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri Enti costitutivi della Repubblica e spiega le nuove funzioni. Chi vota sì vede favorevolmente il fatto che si dia rappresentanza agli enti territoriali in Parlamento dando loro un potere diretto più forte di quello di cui godono oggi le Conferenze Stato-Regioni. Inoltre si esprime la parità di genere come principio costituzionale. Chi sostiene le ragioni del no pensa che, se un Senato rimane, deve essere eletto dai cittadini e il testo della riforma non specifica come saranno nominati i futuri senatori. Inoltre si tira in ballo il tempo e ci si chiede ma come possa fare un sindaco o un consigliere regionale a Sedere in Senato e a seguire ben l’Ente in cui è stato eletto. Credo che a noi cittadini sia richiesta serietà e che il nocciolo della questione si possa ridurre a: restiamo come siamo, ci va bene, o proviamo a cambiare qualcosa?

Associazione commercianti, il presidente se ne va: “Visioni diverse” D

opo appena tre mesi di vita si dimette il presiden- x te dell’associazione dei commercianti di Rovigo, “CentroCittà”, Marco Terrestri. Il motivo? Visioni e opinioni divergenti rispetto al resto del direttivo e poca sintonia nella coordinazione di iniziative e proposte. Così la decisione di lasciare, non senza una certa amarezza. “La mia missione era dare all’associazione una struttura più professionale e meno amatoriale – racconta Terrestri – e creare dunque una spina dorsale ben marcata, in modo che si differenziasse da enti analoghi già presenti come Ascom e Confesercenti”. Terrestri aveva già percepito delle divergenze di opinione con gli associati, ma quando le sue proposte di Natale in Città sono state “ostacolate” ha capito che era il momento di fare un passo indietro. “La maggior parte dei consiglieri è espressione della volontà dei soci – prosegue il presidente dimissionario -, quindi se la maggioranza, in modo assolutamente democratico, sceglie di andare avanti in un determinato modo, è libera di farlo tranquillamente”. Terrestri non molla però del tutto: resta ancora socio e sostenitore dell’associazione, che continua la sua attività. “Lo sarò sempre – conclude -. L’associazione sta lavorando duramente su iniziative molto valide, come Natale in Città”. Ancora nessun indizio su chi potrà succedergli nella direzione.

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Marco Terrestri si dimette dopo solo tre mesi

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 7 Novembre 2016


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Rovigo .

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“Rigenerazione urbana al centro” Ingegnere, alla prima esperienza politico-amministrativa, l’assessore fa il punto su primi mesi in giunta e presenta le proprie idee in materia di Piano degli interventi L’assessore Federica Moretti

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uova al mondo della politica e assessore all’Urbanistica del Comune di Rovigo, Federica Moretti, ingegnere, racconta la sua esperienza, con un’anticipazione di quanto verrà fatto nel suo referato. Assessore, qual è la sua esperienza in politica? “Questa è la mia prima esperienza politica. Mi occupo di diverse tematiche e svolgo altrettante attività, una di queste mi vede coinvolta in un progetto di efficientamento energetico degli edifici delle province di Padova, Rovigo e Belluno”. Una volta entrata in giunta che situazione ha trovato? “Una situazione difficile, data la mole di lavoro e la scarsità di risorse umane. Penso sia questa la difficoltà maggiore. Ma la situazione non interessa solo il mio assessorato ma anche altre sezioni del Comune. Questo è sicuramente un gran freno a tutto il lavoro che c’è da fare. Cercheremo di fare tanto procedendo

“Ho voluto puntare sulla riqualificazione di aree dismesse: lo trovo in armonia con la nuova normativa regionale”

per priorità”. Qualche novità sul piano degli interventi? “Il documento preliminare del Piano di interventi sarà complessivo, ma non sarà possibile sviluppare subito tutte le tematiche urbanistiche dal Pat. Procederemo per step successivi in quanto i lavori di partecipazione e concertazione con

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i cittadini, le associazioni di categoria, gli stakeholders saranno impegnativi. Svilupperemo da subito solo alcuni di questi tematismi”. Di che tipo? “Innanzitutto completare le zone di espansione esistenti. Personalmente ho voluto puntare sulla riqualificazione urbana di aree dismesse. La rigenerazione urbana è

in armonia con la nuova normativa regionale sul contenimento del consumo del suolo. Ma per questo occorre fare la ricognizione delle aree degradate e studiarne con i privati gli interventi più idonei per rivitalizzare l’area, magari attraverso nuove destinazioni d’uso”. Cosa prevede per il commercio? “Il Piano interventi del commercio vorrei fosse il primo a essere realizzato. Prima ovviamente occorre localizzare le future medie e grandi strutture da insediare nel territorio. Seguiremo l’iter imposto dalla Regione Veneto che con la legge 50 ci obbliga a procedere in un certo modo, privilegiando prima il centro storico e qualora non ci fossero aree urbanisticamente idonee valutare la possibilità di insediamento all’interno del centro urbano e quindi successivamente all’esterno, privilegiando in questo caso i poli commerciali esistenti”. Giorgia Gay

Il Tempio della Rotonda suona per i nuovi nati La città festeggia i suoi nuovi nati grazie ai rintocchi delle campane del Tempio della Rotonda. “Il sindacato della Rotonda – spiega il suo presidente, Luciano Zanforlin- con la condivisione e la collaborazione dell’amministrazione ha pensato di suonare le campane del Tempio cittadino per far festa in occasione della nascita di un bambino e per l’adozione di un figlio”. Un luogo che si rivela essere “senza steccati dove civico e religioso fanno parte della gente, del popolo senza discriminazioni”. E’ la prima volta che una città suona le campane a festa per la nascita e l’arrivo di un nuovo cittadino. “Grazie a Mauro Agnoletto, che per l’occasione ha studiato un apposito concerto, abbiamo scelto il suono solenne delle tre campane di Natale, con la novità di una campanella che, con il suono allegro e dolce, annuncia il vagito del nuovo arrivato” ha concluso. Soddisfazione ed entusiasmo anche da parte dell’assessore alla Cultura e Politiche giovanili Andrea Donzelli. “Si tratta di una iniziativa significativa e innovativa. In una società dove si ha paura di diventare vecchi, questo messaggio è molto bello e offre uno spettacolare benvenuto ai nuovi arrivati”. Nell’immaginazione, le tre campane grandi rappresentano le tre generazioni (giovani, adulti ed anziani), a queste si aggiunge il suono cristallino di una campanella che annuncia e festeggia la gioia per l’arrivo di un neonato o per l’adozione di un figlio. I genitori che si recheranno nel Tempio della Rotonda, durante l’orario di apertura (dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30) con un certificato di nascita o di adozione, potranno condividere la loro felicità al suono festoso delle campane. (me.ru.)


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Rovigo .

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Solidarietà La storia di Roberto Ciciliato

ll taxi si rompe, scatta la solidarietà dei rodigini per la riparazione H

a raccolto 850 euro in tre giorni, dei 3mila necessari per riparare il suo taxi rimasto in panne in Romagna, grazie a una campagna di crowdfunding lanciata sul web: Roberto Ciciliato, tassista rodigino che per passione, da una decina d’anni a questa parte, è anche amministratore di Wikipedia, si è trovato da un giorno all’altro nell’impossibilità di svolgere il proprio lavoro a causa di un guasto all’auto che utilizza per guadagnarsi da vivere. “La concessionaria mi ha fatto un preventivo di 2mila euro per riparare l’albero di trasmissione del motore - racconta - che si è improvvisamente danneggiato alla fine di una corsa con un cliente diretto a Faenza, nel ravennate, dove tuttora si trova il mio taxi. Se, invece, decidessi di venire a Rovigo dovrei pagare anche il carroattrezzi. Questo fulmine a ciel sereno si è sommato ad altre problematiche di salute che già, dall’anno scorso con una brutta flebite, mi hanno obbligato a non uscire di casa”. A marzo un secondo problema di salute piuttosto severo lo ha costretto a una lunga degenza ospedaliera.“Sei mesi fa - prosegue - come se non bastasse, mi hanno trovato un’ernia ombelicale strozRoberto zata che mi avrebbe potuto dare problemi ben maggiori di quelli ha lanciato poi verificatisi, mi hanno detto i una campagna medici che mi hanno salvato proprio all’ultimo”. di raccolta Non ho guadagnato un euro in fondi via web quel periodo e sono, purtroppo, e social andato in rosso con la banca. “Ora non ho i 3mila euro necesnetwork sari a riparare il taxi e per pagarne l’assicurazione. Così, sfruttando la mia esperienza e i miei contatti con Wikipedia, ho deciso di lanciare una raccolta fondi sul sito www.gofundme.com. titolandola campagna “Niente macchina niente tassista” e ho pure approfittato - continua - della visibilità che ognuno di noi può avere sul social network. Il tamtam di Facebook ha fatto sì che il mio annuncio sia stato condiviso un centinaio di volte”. “Non mi sarei mai atteso - conclude quasi commosso - che tante persone mi aiutassero. Qualcuno ha versato cento euro senza neppure conoscermi di persona. Sono sinceramente colpito, ho una grande emozione, vorrei davvero ringraziare tutti coloro che mi stanno vicino. Purtroppo per un piccolo imprenditore in proprio non è facile campare, di questi tempi. Io mi sono sempre dato da fare, prima di comprare la licenza del taxi ho fatto vari mestieri: edicolante, tecnico delle macchine da uffici, autotrasportatore”.

Sopra Roberto Ciciliato

L’arte a scuola: Conigliesio, di Cento Canesio, in dono al nido Buonarroti

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ome avvicinare i bambini all’arte? Ci pensa Conigliesio! Così, una delle quattro simpatiche sagome che ha abbellito Piazza Vittorio Emanuele II durante l’estate, continuerà a rallegrare i bambini di Rovigo in modo educativo. L’autore, Cento Canesio, ha voluto donare la sua opera all’amministrazione comunale, che a sua volta ha deciso di posizionarla nell’atrio dell’asilo nido Buonarroti, la storica struttura educativa dedicata alla prima infanzia, già operativa nel 1938 come Casa della Madre e del Bambino all’interno dell’ONMI (Opera Nazionale Materinità e Infanzia). Lo scorso venerdì 28 ottobre si è tenuta la cerimonia

di ringraziamento rivolta all’artista, alla presenza dell’assessore all’istruzione Ezio Conchi e Melania Ruggini, curatrice del progetto Icaro di cui l’installazione faceva parte. L’amministrazione comunale si è detta profondamente riconoscente nei confronti dell’artista, in quanto l’opera diventerà parte del vissuto dei bambini, che ogni giorno entrando all’asilo potranno ammirarla, venendo in questo modo avvicinati al mondo dell’arte. Se durante l’estate i bambini hanno giocato con le quattro installazioni in centro città, saranno accompagnati ogni giorno dalla simpatica immagine di questo personaggio dei fumetti.

Elisa Dall’Aglio

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L’anno zero della sanità polesana Approvata dalla giunta regionale la riforma delle Ulss: le aziende 18 e 19 diventeranno Ulss 4. Benazzo (Cgil): “Ormai era inevitabile l’unificazione. Il prossimo step sarà definire insieme l’organizzazione dei lavoratori” Davide Benazzo e, sotto, Vincenzo Rebba

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l 2016, anche se ormai agli sgoccioli, passerà alla storia come l’anno zero della sanità polesana, con la scomparsa delle Ulss 18 di Rovigo e Trecenta e dell’Ulss 19 di Adria che si fonderanno in un’unica azienda sanitaria, la Ulss 4: il 6 ottobre scorso è stato infatti approvato dalla giunta regionale un articolo del progetto di legge che da anni tenta di riorganizzare l’assetto delle Ulss venete, accorpandone il più possibile. Nove in tutto le aziende sanitarie che saranno presenti a norma promulgata. Una per provincia, con Venezia e Vicenza che ne avranno una in più. Inutile aggiungere che il provvedimento ha suscitato una ridda di polemiche tra favorevoli e contrari, con questi ultimi preoccupati che la sforbiciata si possa tradurre in un drastico peggioramento dei servizi offerti ai pazienti. Davide Benazzo, segretario provinciale della Funzione Pubblica

Rebba(Università di Padova): “Grazie ai risparmi dovrebbero esserci più risorse da gestire per aumentare l’efficacia dei servizi”

della Cgil, valuta positivamente la novità che si prospetta all’orizzonte per il territorio. “Era ormai inevitabile – afferma – parlare di unificazione perché da tempo si dovevano prevedere coordinamenti funzionali tra i dipartimenti, cominciando a ragionare su strutture complesse che le avrebbero scavalcate. Il Polesine è purtroppo

penalizzato da una bassa antropizzazione che, dunque, si traduce in finanziamenti minori rispetto a province in cui la densità della popolazione è maggiore. Lo step successivo, ora, sarà quello di definire assieme alle direzioni dell’Ulss quale sarà l’organizzazione di tutti i lavoratori alla luce della riforma. Sarebbe utile che da Venezia ar-

rivassero direttive precise e linee guida, perché, quando la fusione si concretizzerà, sarà necessario modificare i contratti integrativi aziendali”. La definisce un’operazione ineludibile anche Vincenzo Rebba, professore di Economia all’Università di Padova. “Da un punto di vista dell’economia sanitaria grazie ai maggiori risparmi derivanti dall’accorpamento delle Ulss ci dovrebbero essere maggiori risorse da investire per aumentare l’efficacia dei servizi, poi dipende da come si amministra – afferma. Se ciò dovesse succedere accadrà comunque nel giro di cinque o sei anni”. Insommaservirà un po’ ditempo per conoscere l’esito dell’operazione che comunque, come specifica il professore, “è importante che abbia come obiettivo un aumento della qualità dei servizi”. Elisa Dall’Aglio

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Omicidio stradale, Rovigo è la città veneta con la minore frequenza Maglia nera a Treviso, che da sola pone il Veneto V nella classifica nazionale. L’indagine, condotta da DAS Italia, mostra come Rovigo sia una delle città con minore frequenza di denunce per omicidio stradale

1100 (1087 a fine 2014)* le incriminazioni per omicidio colposo da incidente stradale. Calabria, Sicilia e Puglia, sono state, invece, le regioni dove il maggiore numero di denunce per omicidio colposo da incidente stradale non ha trovato un colpevole, rispettivamente 38,5%, 32,7% e 27,8% dei casi. Quarta è la Lombardia con quasi il 23% di incidenti stradali colposi nei quali non è stato possibile individuare il colpevole entro l’anno in cui è avvenuto.

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ovigo è una delle province venete con la frequenza minore di incriminazioni per omicidio colposo da incidente stradale. Una buona notizia, se si considerano i dati relativi al resto della regione. A farlo sapere, un’analisi di DAS Italia, organizzazione internazionale specializzata nella Tutela Legale, dopo l’introduzione dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. L’indagine rivela un quadro preoccupante, considerato che il Veneto, grazie a Treviso, si attesta al 5° posto della classifica nazionale, con una denuncia ogni 28.633 abitanti. Nessun allarme a riguardo nel capoluogo rodigino, dove la frequenza di incriminazioni rimane molto bassa rispetto alle altre province. Con una proporzione pari a una denuncia ogni 121.267 abitanti, occupa il 90° posto nella classifica delle province italiane, dimostrando una minore incidenza di omicidi stradali nel territorio. Secondo i dati elaborati da DAS, alle spalle di Treviso si classificano le province di Belluno (1 incriminazione ogni 34.649 residenti), Vicenza (1/48.318) e Verona (1/51.315). Un’elevata frequenza di denunce si registra anche in provincia di Padova (1/52.128) e nel capoluogo Venezia (1/57.213). L’analisi, facendo seguito all’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sull’omicidio stradale, mette in luce l’esigenza da parte degli automobilisti di tutelare la propria mobilità con una copertura di tutela legale. “In molti – afferma Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – si stanno rendendo conto che una minima spesa certa (a partire da 35 euro l’anno) non solo li può mettere al riparo da costi legali molto elevati, ma anche garantire loro una difesa legale esperta e qualificata”. In Italia sono state quasi

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L’associazione sportiva “Uguali. Diversamente” è il nuovo gestore del servizio nuoto disabili 20162017, grazie all’appalto già eseguito dall’Ulss 18. Ad averlo stabilito è il Comune, che offre a 40 cittadini disabili, selezionati in base all’Isee, la possibilità di svolgere attività natatoria gratuita per per 360 ore/corsia. “La giunta ha inoltre consentito l’applicazione dell’esonero dal pagamento delle tariffe dovute per l’utilizzo richiesto - si legge in una nota del Comune -. L’intero servizio tra contributo e minor introito ha un valore di 11mila euro”.

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Profughi, Bergamin sulle barricate Il sindaco di Rovigo è diventato un personaggio televisivo, protagonista della crociata anti-accoglienza. Dopo il “respingimento” di una dozzina di profughe da parte dei residenti di Gorino, nel ferrarese, ha detto: “10, 100, 1.000 Gorino”

È

divenuto un vero e proprio personaggio televisivo il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, durante tutto il mese di ottobre impegnato in varie trasmissioni televisive per farsi portavoce della crociata antiaccoglienza. Due volte a Quinta Colonna, la trasmissione di Paolo Del Debbio in onda su Rete4 e poi a Tgcom24. Sempre per ribadire il proprio no agli arrivi dei richiedenti asilo e per rilanciare il messaggio “ 10, 100, 1.000 Gorino”. Il paesino ferrarese dove i residenti hanno impedito l’arrivo di 12 donne, alcune in stato di gravidanza, in un ostello, è stato portato ad esempio dal primo cittadino rodigino, pronto alle barricate anche per “difendere” i cittadini di Ficarolo, paese di 2.500 residenti in provincia di Rovigo dove, a seguito della requisizione di un albergo, dovrebbero arrivare (nel momento in cui andiamo in stampa) fino a 80 profughi. “Occupiamo noi

Il sindaco Massimo Bergamin

l’albergo prima che arrrivino i clandestini” ha esortato sulla sua pagina Facebook. “Nessuno ha mai detto no a chi scappa veramente dalle guerre e dalla povertà e viene riconosciuto come profugo. Il problema è che di coloro che sbarcano in Italia solo il 10-12% ottiene questo status” ha sottolineato il sindaco, che si è scagliato poi contro la gestione del sistema di accoglienza, che ritiene un business vero e proprio. E per confermarlo ha citato a più riprese l’aneddoto del bar Diamond di Rovigo: “Un giorno sono entrato per prendere un caffè, perchè di fatto è un bar, e mi sono trovato 13 materassi per terra. Se questa è accoglienza! 13 persone stipate in 50 metri quadrati. Per le quali il proprietario del bar riceveva 3.500 euro al mese di affitto più altri mille euro di rimborso spese per le utenze”. E sempre sulla questione risorse ha incalzato: “Grazie a Renzi ogni anno nella sola Rovigo 200

presunti profughi dispongono 2 milioni e mezzo di euro, quando il Comune ha a disposizione solo 900 mila euro per i cittadini. Questa non è giustizia sociale”. “In Veneto non siamo razzisti ha poi messo in chiaro il sindaco

Crivellari (Pd): “Serve senso di responsabilità”

“L

e azioni dimostrative e le gravi affermazioni del sindaco di Rovigo servono sono a esasperare una situazione difficile e complessa, non sono certo utili per cercare le soluzioni. Usare l’odio al posto del senso di responsabilità e collaborazione tra istituzioni e cittadinanza è solo strumentalizzazione e propaganda. I problemi legati alle migrazioni e all’accoglienza non si spostano di un millimetro”. Il parlamentare del Pd Diego Crivellari torna a stigmatizzare l’atteggiamento tenuto da sindaci e da gruppi politici . “Torno a ribadire l’errore che commettono sindaci, amministratori e politici - continua Crivellari - che tendono a infiammare le proprie comunità nel tentativo di raccogliere consenso o più meschinamente accumulare “mi piace” su Facebook. I problemi ci sono ma non sono né nuovi né più grandi rispetto al recente passato. I fatti di Goro e Gorino dimostrano che esiste un disagio reale e che oggi diventa fin troppo facile infiammare le proteste che nascono in ambito locale”. “I Comuni che si rifiutano di collaborare con le Prefetture nella gestione dell’accoglienza finiscono per causare soluzioni ancor più problematiche: come la concentrazione di grandi numeri di migranti in pochi luoghi. È chiaro che ciò crea disagio e allarme, ma ora con l’arrivo della nuova legge di stabilità si stanno profilando misure di sostegno destinate proprio ai Comuni, che serviranno a compensare disagi e spese legate alla ospitalità. In ogni caso il compito delle istituzioni è operare e collaborare, non limitarsi a protestare. Quando un sindaco cavalca la protesta certifica la propria impotenza e incapacità di governare. A Rovigo, le crociate del sindaco Bergamin non spostano il problema . Occorre sono senso di responsabilità e smettere di usare la paura e l’odio per propaganda politica”.

Il consigliere comunale Paolo Avezzù

“Verifica nella maggioranza” “Le frasi di Bergamin non ci rappresentano” Non lascia spazio a dubbi o equivoci il titolo della nota diffusa dai consiglieri comunali Paolo Avezzù, Silvano Mella e Alba Maria Rosito sulla questione profughi.

“Dopo l’ennesima esternazione del sindaco Bergamin sulla questione immigrati - scrivono i tre -, dove ha invocato ‘10, 100, 1000 Gorino’, fino ad arrivare all’invito ‘occupiamo noi l’albergo prima che arrivino i profughi’ riferita alla situazione di Ficarolo, e quindi incitando a un’azione illegittima quale l’occupazione abusiva di edificio privato, da

-. Io stesso ho rinnovato in giunta l’adesione al sistema Sprar per accogliere i veri profughi, quelli che fanno richiesta di protezione umanitaria, non i clandestini di cui non sappiamo niente”. Giorgia Gay

una parte ci sentiamo di prendere decisamente le distanze da tali affermazioni, che non ci rappresentano né personalmente né politicamente, dall’altra esprimiamo la nostra vicinanza al Prefetto di Rovigo Caterino che ha fatto un preciso appello al sindaco Bergamin ‘deve prendere atto che non c’è alternativa alla collaborazione’ fino ad affermare che il sindaco di Rovigo ‘produce difficoltà, alimentando una psicosi generale che non ha ragione d’esistere’”. “Pur condividendo la necessità in città di sicurezza e di legalità, a tale scopo chiediamo una immediata verifica di tali comportamenti del Sindaco in maggioranza - attaccano -, riservandoci di valutare la nostra appartenza alla stessa alla luce dell’esito della verifica stessa. Ci rendiamo conto che occorre senso di responsabilità e che a Rovigo ci sono tanti problemi da risolvere prima di quelli degli immigrati. Ma è proprio l’appello che ci sentiamo di fare al Sindaco Bergamin: lasci stare gli immigrati e le esternazioni sul web ed in TV e pensi di più ai problemi veri dei nostri cittadini: buche, viabilità, povertà in aumento, carenza di lavoro, soprattutto per i giovani, rilancio del centro storico e delle frazioni. (gi.ga.)


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Rovigo .

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Viabilità Residenti in attesa di risposte

Mardimago, Rossini: “Ancora nessuna soluzione” Il traffico di mezzi pesanti continua a invadere due vie della frazione di Mardimago (via dei Mille e via Aspromonte), nonostante le richieste dei residenti e le promesse di deviare il traffico

zione di divieti di transito per i mezzi pesanti. Un impegno che però, secondo Rossini, non è mai stato rispettato. “A fine ottobre di quest’anno abbiamo scoperto – prosegue Rossini – che questa amministrazione, disattendo l’impegno preso ad ottobre 2015 di fronte ai cittadini di Mardimago, non ha provveduto a convo-

care un tavolo di lavoro anche con gli altri Comuni e con la Provincia”, lasciando la questione ancora in sospeso. “Speriamo che il fatto di non aver seguito la procedura da parte dell’Assessore Paulon – conclude Rossini -, non comporti il pretesto giuridico per l’impugnazione dei Comuni limitrofi,

dell’ordinanza che prevederà l’installazione di tutta la segnaletica necessaria a interdire il traffico pesante non autorizzato lungo le vie principali di Mardimago. Dopo tutto il tempo trascorso inutilmente sarebbe una beffa oltre che un danno che i residenti sono costretti a subire ogni giorno”.

A denunciarlo il consigliere Antonio Rossini, Lista Tosi: “Malgrado le diverse interpellanze da me presentate e le rassicurazioni ottenute dai residenti a oggi non si è ancora ottenuta una soluzione concreta”.

Terremoto, in Centro Italia tre volontari della Protezione civile di Rovigo A pochi giorni dall’ultima scossa di terremoto che ha colpito il centro Italia, tre volontari del gruppo Protezione civile di Rovigo sono partiti alla volta delle zone terremotate. Per alcuni giorni hanno operato sul campo per installare la tensostruttura per gli sfollati. “Il tutto si è svolto in coordinamento con la Protezione civile regionale in costante contatto con il sindaco Massimo Bergamin e con il vicesindaco Ezio Conchi, delegato alla Protezione Civile - fa sapere il

Il consigliere Antonio Rossini

Secondo Rossini, il consiglio comunale del 21 dicembre 2015 aveva chiesto di effettuare tempestivi provvedimenti, affinchè venisse deviato o comunque regolamentato il traffico in via dei Mille, considerate le fotografie documentanti i danni alle abitazioni. L’allora assessore Brusaferro, avrebbe preso l’impegno a indire un coordinamento con la Provincia e gli altri comuni, per porre fine alla vicenda con l’apposi-

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Rovigo .

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“I giovani cercano relazioni vere” Da uno studio della Fondazione Zancan su un campione di 15enni della provincia di Rovigo emerge che ai ragazzi di oggi, iperconnessi, non basta il web. Tra le cose più importanti per essere felici mettono gli amici veri Quasi tutti a 15 annisi collegano a internet ogni giorno

I

ragazzi di Rovigo oggi sono immersi nella realtà virtuale: 9 su 10 si collegano a internet tutti i giorni, comunicano con i social, ma non gli basta. Hanno bisogno di relazioni vere, dirette e non “virtuali”. Alla domanda “Qual è la cosa più importante per essere felici?” mettono al primo posto gli amici, quelli veri, “che mi aiutano nel momento del bisogno”, “con cui sfogarsi, con cui posso parlare senza essere giudicato”. Sono alcuni dei risultati della terza annualità del progetto “Crescere”, lo studio realizzato dalla Fondazione “Emanuela Zancan” che segue nel tempo un campione di oltre 500 ragazzi delle province di Padova e Rovigo dagli 11 ai 18 anni, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Dalla rilevazione emerge l’importanza di “una famiglia che mi sostenga, che mi ascolti, con cui si possa essere se stessi”. I ragazzi,

Dalla rilevazione emerge l’importanza di “una famiglia che mi sostenga, che mi ascolti, con cui si possa essere se stessi”

ora 15enni, parlano anche dell’amore e di quanto questa esperienza sia importante per loro La generazione dei sempre connessi. A 15 anni 9 ragazzi su 10 si collegano a internet tutti i giorni. Il 98% possiede uno smartphone e più di uno su tre (37%) naviga libero, senza limiti di tempo o restrizioni di siti in cui non può an-

dare. Rispetto a 3 anni fa, quando gli stessi ragazzi avevano 12 anni, è aumentato l’uso dei social: ora quasi tutti usano Whatsapp per comunicare (95%), uno su due ha un profilo Facebook e il 30% lo guarda tutti i giorni o quasi. Altri usano Instagram (69%), Skype (22%), Google+ (16%), Ask (16%), Snapchat, Telegram, Tumblr

ecc. Soddisfazione per la vita: un trend decrescente nel tempo. A distanza di tre anni, la percentuale di ragazzi pienamente soddisfatti passa dal 77% al 58%. Quelli che si collocano nella fascia intermedia dal 22% al 39%. Quelli completamente scontenti sono ancora una minoranza (2,8%), ma comunque in crescita (0,4% a 12 anni). Autostima: livelli in calo ma pur sempre elevati. In generale, hanno un buon livello di autostima e fiducia nelle proprie capacità: 9 su 10 pensano di valere almeno quanto gli altri. 8 su 10 hanno un atteggiamento positivo verso se stessi. Nei tre anni a confronto per quasi 4 ragazzi su 10 (38,8%) il livello di fiducia in sé è diminuito. Altrettanti non hanno indicato variazioni, a denotare una situazione di sostanziale stabilità nel tempo. Il restante 22% dei ragazzi ha invece migliorato la propria autostima.

“A 15 anni più consapevoli dei propri punti di forza”

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Fondazione Zancan: “I giovani hanno voglia di parlare e desiderano essere ascoltati”

“P

assando dai 12 ai 15 anni gli adolescenti acquistano maggiore consapevolezza di sé, dei propri punti di forza ma anche delle proprie debolezze. Per questo si nota un calo nei livelli di benessere”. Così Elisabetta Crocetti, ricercatrice all’Università di Bologna, commenta i dati emerrsi dallo Studio Crescere sui ragazzi di Rovigo e Padova. “Inoltre il passaggio dall’ambiente più familiare delle scuole medie a quello più istituzionale delle scuole superiori implica un lavoro significativo sul proprio concetto di sé - aggiunge -. Tutti questi aspetti spingono gli adolescenti a rimettersi in discussione, modificando la propria percezione di sé e perdendo alcune certezze precedenti”. “Lo studio Crescere ci sta dando informazioni a volte sorprendenti: la voglia di parlare dei ragazzi, il loro desiderio di essere ascoltati, capiti e amati, mentre sono sempre connessi - evidenzia il direttore della Fondazione Emanuela Zancan, Tiziano Vecchiato -. Non li disturba il rumore da troppa comunicazione ma l’ansia di non diventare quello che vorrebbero. È motivo di sofferenza e incertezza. Il porto sicuro sono gli amici, l’essere considerati, ascoltati, poter contare sui genitori quando c’è bisogno. Il problema è quando e come, al momento giusto.”


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CONSIGLI UTILI: Qual è il periodo migliore per imbiancare casa? Non è assolutamente vero che non si può imbiancare casa in inverno. Fuori fa freddo, non si possono aprire le finestre per far cambiare aria e il riscaldamento è ormai acceso e quindi si preferisce rinnovare i locali al cominciar della primavera. Tutto questo può essere vero se si affronta la tinteggiatura o la ritinteggiatura dei propri locali con prodotti tradizionali. Ma oggi esistono prodotti innovativi. Di fatto esistono pitture definite “auto pulenti”, in grado cioé di non far aderire lo sporco ai muri (polvere, nero dei termosifoni). Esistono anche le pitture che sanificano dagli acari e ne impediscono la loro proliferazione, ideali prima di un inverno dove la casa è quasi sempre chiusa e non c’è un gran ricambio d’aria. Parlando poi delle pitture in grado di ionizzare l’aria, Bene… Quindi non chiudiamoci nelle nostre case, che magari necessitano di una rinfrescata, aspettando la bella stagione perché l’inverno può essere un buon momento. Senza tralasciare l’aspetto forse più importante della faccenda. D’inverno l’imbianchino è sicuramente più libero, e può praticare un abbassamento dei prezzi, o sconti maggiori con più tranquillità.

Muffa sui muri e sulle pareti di casa? Ecco cosa fare per eliminarla

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La presenza di muffa sui muri e sulle pareti di casa, oltre che anti estetica, può avere effetti negativi sulla salute degli abitanti, tanto da essere anche motivo di contenziosi tra acquirenti o in caso di locazioni. Uno dei rimedi più conosciuti contro le muffe che si formano sulle pareti di casa è quello rappresentato da una miscela di acqua e aceto di vino bianco. Indicativamente il mix va preparato in una tazza di medie dimensioni piena d’acqua calda a cui vanno aggiunti due cucchiai di aceto. La miscela deve essere poi utilizzata sulla superficie da trattare con un panno pulito. Può essere utile utilizzare anche uno spazzolino bagnato con la soluzione per arrivare negli interstizi tra soffitto e parete. Una volta terminata l’operazione, attendere almeno un quarto d’ora prima di risciacquare e asciugare. A prescindere dal rimedio che si è deciso di utilizzare per eliminare la muffa sui muri per mantenere più a lungo l’integrità della parete vale la pena utilizzare delle pitture apposite trattate con sostanze fungicide e antimuffa.


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Rovigo .

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Openparlamento La classifica

Deputati e senatori polesani tra i più presenti a Roma I parlamentari polesani sono tra i più presenti tra i banchi di Palazzo Madama e Montecitorio: parola di Openparlamento Nella classifica stilata dallo strumento che consente di monitorare le attività di deputati e senatori, il deputato che registra il maggior numero delle presenze tra i polesani è Diego Crivellari del Partito Democratico (390° su 630 deputati, stando alla classifica), con un indice di produttività di 119 punti e 18.145 votazioni su 19.630 dall’inizio della legislatura. Risulta primo firmatario di 5 disegni di legge e co-firmatario di 81 proposte. La senatrice

senatori. Il suo mandato è infatti cominciato il 25 settembre 2015. Eppure i numeri non mentono, anche Amidei risulta uno dei parlamentari più presenti, con il 90,53% delle presenze, pari 7.413 votazioni su 8.188 e un indice di

produttività di 87,5. Amidei ha presentato in prima persona due disegni di legge, 13 interrogazioni a risposta scritta e 129 emendamenti. Risulta però tra i più “ribelli”, in quanto ha votato 131 volte, l’1,77% sul totale dei voti,

diversamente dal proprio gruppo parlamentare. Così come la senatrice Munerato ha votato 69 volte contro il proprio gruppo. Fedelissimo Crivellari, che ha votato controcorrente solo 18 volte, lo 0,10% delle votazioni totali.

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M5S contro il disboscamento sulla Ss. Rovigo-Adria Lotta a distanza tra Movimento Cinque Stelle e Veneto Strade sul disboscamento della statale Rovigo-Adria. Sotto la lente d’ingrandimento dei pentastellati, infatti, finisce il progetto, annunciato a breve, che prevede l’abbattimento di ben 25 piante secolari. La consigliera regionale Patrizia Bartelle (nella foto) e il gruppo polesano all’unisono incalzano: “La maggior parte di questi alberi presenta chiome folte e rigogliose motivo per cui ci chiediamo dove sta la necessità di procedere all’abbattimento”. L’impressione che le verifiche siano state condotte un pò

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Emanuela Munerato, Gruppo Misto, in classifica è 148° su 315 senatori. Registra l’80,26% delle presenze complessive (12.193 su 15.192 votazioni dall’inizio della legislatura), 20 disegni di legge in cui è prima firmataria, 169 interrogazioni a risposta scritta e 512 emendamenti di cui è prima firmataria. Al 240° posto, il Senatore Bartolomeo Amidei, di Forza Italia, ma solo perché è entrato in carica in ritardo rispetto agli altri

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alla buona c’è: “Da dove nasce questa presunta necessità di eliminare alberi? Magari dalla volontà di eliminare futuri costi di manutenzione? Queste piante, infatti, non potranno più esser ripiantumate nello stesso punto per via di norme specifiche del Codice della strada”. Un muro contro muro, insomma, su cui il Movimento non intende restare a guardare da spettatore. “Sarebbe invece necessario - chiude Bartelle preservare gli alberi esistenti, abbattendo soltanto quelli che non possono sopravvivere al loro stato”.


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Cultura •

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Al via il laboratorio teatrale “La voce, la parola e il corpo”

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La compagnia rodigina Minimiteatri organizza il corso che si svolge con cadenza settimanale fino alla primavera

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l via il laboratorio teatrale “La voce, la parola e il corpo” organizzato dalla compagnia rodigina Minimiteatri. lI corso si svolge a Rovigo con cadenza settimanale da novembre fino alla primavera 2017 e intende porsi in continuità con il lavoro affrontato in occasione delle passate due edizioni della rassegna “Donne da Palcoscenico”. La pratica vocale va di pari passo con il fare esperienza di sé, del proprio modo di esporsi alle cose e della qualità della relazione che si intrattiene con il mondo e queste capacità vanno coltivate e ascoltate per una vita intera. Dopo l’esplorazione del mito e la sua incarnazione nel corpo individuale e collettivo (Arianna, Teseo e il labirinto - 2015), la forza comunicativa ed evocativa del corpo in relazione a singole parti di esso (Il teatro nel corpo - 2016), la proposta attuale esplora

la voce come intenzione materializzata, come corpo invisibile che cresce e si sviluppa, come suono creatore di forme reali e immaginate. La voce può rappresentare un sistema vitale intelligente costituito da vari livelli (tra cui quello neurofisiologico, osseo, sonoro, vibrazionale, energetico, emotivo, immaginifico) capaci di influenzarsi e integrarsi a vicenda. La voce è anche l’espressione della nostra sensibilità e del modo di essere presenti a noi stessi e alla vita. La voce è “richiamo” di sé a se stessi e agli altri. Il lavoro è finalizzato anche all’inserimento di alcuni allievi selezionati nello spettacolo Shahrazàd Racconta… con cui si conclude la III edizione della rassegna “Donne da Palcoscenico”, inserita nella Stagione di Prosa 2016-17 del Teatro Sociale di Rovigo. Melania Ruggini

Lirica, il Flauto magico ha aperto la stagione

Esplorare la voce come intenzione materializzata, come corpo invisibile che cresce e si sviluppa, come suono creatore di forme

a magia del teatro ancora una volta ha fatto centro. Grande serata lo scorso 4 novembre al Sociale di Rovigo che con il Flauto magico di W. A. Mozart ha aperto la Stagione Lirica. Tanti applausi da parte del numeroso pubblico per un cast di spessore e per una produzione che ha entusiasmato tutti. E nel foyer il sindaco Massimo Bergamin ha accolto gli spettatori donando una rosa a tutte le signore. “Con voi questa sera c’è una rosa – ha detto -. C’è il simbolo della nostra città. C’è il simbolo della bellezza, delicata, impalpabile, travolgente. Una bellezza che ci chiede di essere ascoltata più con il cuore, perché ognuno di noi possa sentire e interpretare il profumo a modo suo. Perchè ognuno di noi possa elevare il proprio spirito emozionandosi. Il mio augurio, in questa serata che inaugura la Stagione Lirica del Teatro Sociale è di emozionarvi. Di ascoltare la sensazione, i sussulti e le inclinazioni della vostra anima. Ed è solo attraverso la cultura che tutto questo è possibile.”

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Frutti di stagione: la melagrana

Uno degli obiettivi fondamentali di Opere d’Arte è far conoscere ai propri clienti i prodotti ortofrutticoli italiani e promuoverne il consumo durante la stagione di raccolta nel nostro Paese. Questo mese parliamo della melagrana, frutto del melograno (Punica Granatum L.), indiscusso protagonista della stagione autunnale per le sue proprietà nutrizionali e le sue possibilità di impiego in cucina. Il nome “melograno” deriva dal latino malum (mela) e granatum (con semi). L’albero del melograno è originario dell’Asia Centrale. Tuttavia nel corso dei secoli la sua produzione si è estesa anche a Stati Uniti, Cina e Israele, e successivamente all’Europa e ad altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, prevalentemente Spagna, Egitto e Turchia. In Italia le principali regioni per la coltivazione di questa pianta sono la Puglia, la Sicilia, la Calabria, il Lazio e la Sardegna. Gli alberi di melograno fioriscono tra maggio e luglio e la raccolta dei frutti avviene da settembre a novembre. La melagrana è un frutto molto apprezzato per il consumo alimentare fresco, ma viene anche utilizzato per la pro-

duzione di succhi freschi, sciroppi e confetture. Viene inoltre ampiamente utilizzata in ambito cosmetico e per la produzione di integratori alimentari. La melagrana è ampiamente conosciuta per le sue proprietà antiossidanti attribuite al succo, che contrasta i danni causati dai “radicali liberi”, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Questo frutto inoltre è una fonte importante di vitamine A, C, E e di elementi importanti per il metabolismo (Manganese, Potassio, Zinco, Rame e Fosforo). Inoltre è benefico per il sistema immunitario, ci aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e ad abbassare la pressione sanguigna, soprattutto quando il suo innalzamento è dovuto a cause alimentari. La melagrana è ricca d’acqua, poco calorica e quindi molto adatta anche a chi segue regimi nutrizionali dietetici (100 gr di melagrana contengono circa 65 calorie). Invitiamo tutti i clienti al nostro Fruit shop e informiamo che presso il nostro Fruit bar si potranno apprezzare due proposte di valorizzazione della melagrana: il “Cous-cous di melograno e pistacchi” e lo “Spritz al melograno”.

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Cultura •

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Al teatro di Lendinara grandi interpreti La stagione teatrale promette solo cast affermati, tra i migliori del panorama nazionale, che da novembre portano al Ballarin la grande prosa, il fascino della danza e l’universalità della musica

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i parte con il ritorno di Silvio Orlando che inaugura la stagione il 21 novembre con uno spettacolo tratto da un romanzo di Domenico Starnone, intitolato Lacci. Per l’appuntamento con la danza la Mm Contemporary dance company, diretta da Michele Merola, è protagonista di una serata che prevede due pregevoli composizioni coreografiche ideate su musiche di grandi compositori il 30 novembre. Si inizia con La sagra della primavera, coreografia di Enrico Morelli su musica di Igor Stravinskij: un capolavoro musicale ispirato ad una antica leggenda slava secondo cui ad ogni primavera, affinché la terra potesse rifiorire, una vergine doveva essere sacrificata. È poi la volta di Bolero, coreografia di Michele Merola su musica di Maurice Ravel e Stefano Corrias. Nel realizzare la propria versione coreografica Michele Merola, si è focalizzato sul ventaglio

“Nel realizzare la propria versione coreografica Michele Merola si è focalizzato sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani”

inesauribile dei rapporti umani, in particolare di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne che li dividono. Ancora il rapporto di coppia è il tema centrale dello spettacolo Nudi e Crudi del 13 dicembre che vede in scena Maria Amelia Mon-

N I L ICA C A L

“Fantasia sonora”, concerto del 1 gennaio 2017

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uori abbonamento, non potevano mancare la musica e l’appuntamento dedicato alle famiglie. L’appuntamento con la grande musica, ovvero l’atteso concerto per il primo dell’anno, 1 gennaio, è fissato con Ensemble “Il teatro delle note” complesso cameristico della fondazione Arturo Toscanini di Parma. Il ricco programma della serata con soprano, intitolata “Fantasia sonora”, prevede anche composizioni di Strauss, Schubert, Massnet, Brahms, Elgar, Monti, Ravel e Gerwshwin. Per le famiglie appuntamento con la clownerie e il circoteatro, il 25 febbraio, con musica dal vivo di Michele Cafaggi che con il suo concerto in si be-bolle: un eccentrico pianista dopo anni di studi può finalmente esibirsi davanti al pubblico in un vero teatro, peccato che l’imprevisto è in agguato e tra improbabili incidenti, incontri fortuiti e veri e propri colpi di scena le cose non andranno proprio come da programma. Tutti i biglietti per la stagione di prosa saranno in prevendita dall’11 novembre presso la Biblioteca comunale e in vendita il giorno di spettacolo presso il Teatro Comunale Ballarin a partire da due ore prima dell’inizio spettacolo. I costi sono di 20 euro per l’intero, 17 euro ridotto e 11 euro per gli studenti. La prevendita e la vendita dei biglietti per i spettacoli fuori abbonamento sono di 10 euro per Fantasia sonora e 5 euro per il concerto in Si-be-bolle. I giorni ed orari di apertura della biglietteria presso la biblioteca comunale sto il mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19 e sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30. (me.ru.)

ti e Paolo Calabresi nei panni di Mr e Mrs Ransome, due impeccabili coniugi inglesi alle prese con un imprevisto che cambia le loro vite. il 21 gennaio Leo Gullotta porterà in scena Spirito allegro, una commedia dall’aspetto classico: aderente all’epoca in cui fu scritta, la novità è rappresentata dall’invettiva usata per rac-

contare il soprannaturale. Due donne che ballano del catalano Josep Maria Benet i Jornet è una commedia amara e profondamente ironica su solitudine e marginalità, una minuscola storia come tante – protagoniste una donna anziana e la sua badante - che accadono nei grandi condomini di qualsiasi città. Ad interpretarla 22 febbraio due autentiche stelle della scena italiana, per la prima volta insieme sul palcoscenico, le pluripremiate Maria Paiato e Arianna Scommegna. Tratto dalla commedia Elling & Kjell Bjarne del norvegese Axel Hellstenius a Lendinara, il 24 marzo arriva Matti da slegare, un intenso e delicato ritratto di vita e amicizia. A raccontare la vicenda dei “matti” Giovanni e Elia e il loro percorso di reinserimento nella società in palco Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti diretti da Gioele Dix. Melania Ruggini

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Sport •

Delta Rovigo: due nuovi arrivi targati Parlato I primi arrivi al Delta Rovigo, sotto la gestione Carmine Parlato, sono “vecchie” conoscenze del tecnico di origine partenopea, che li ha allenati a Padova Assieme al preparatore atletico Alan Marin, sono entrati a far parte del Delta Rovigo, Marco Ilari e Matteo Dionisi. Ilari, attaccante esterno classe ‘89 di origine romana, ha lasciato Padova dopo quasi due anni. “Ho cercato di scegliere quella che pensavo sarebbe stata la soluzione migliore per me. L’arrivo di Parlato in panchina al Delta Rovigo ha sbloccato lo stallo, il mister è una garanzia, di solito dove va ad allenare il suo obiettivo è quello di vincere. Speriamo che anche stavolta sia così. Poi a Rovigo ritrovo un amico e un punto di riferimento come Davide Sentinelli, anche lui è stato decisivo per questo

Coach alla ricerca di giovani campioni È

trasferimento”. Ilari, nell’anno della promozione del Padova mise a segno 9 gol in 33 partite. Ha iniziato sua carriera al Flaminia Civitacastellana in serie D, per poi passare nel 2009 e per tre anni al Pisa 1909. Per Ilari esperienza in C2, nel 2012, al Poggibonsi, ora in serie D e inserita nel girone del Delta. Stesso “viaggio” anche per il 31enne difensore Matteo Dionisi. Difensore destro e terzino, è stato però usato da Parlato, nell’ultima esperienza a Padova, come un jolly. E quando gioca, il pendolino laziale cerca di dare il 101 per cento per accontentare il suo mister. E’ stato un ritorno al Gabrielli per il giocatore nativo di Rieti (il 7 marzo ’85), che ha vestito la maglia del calcio Rovigo prima nel 2008 in C2, poi nel campionato 2010’11, quando l’allora squadra allenata da Carmine Parlato, giocava in serie D (con Vito Antonelli, mister del Delta Rovigo nella scorsa stagione, poi esonerato con l’arrivo di Francesco Passiatore, compagno di squadra). Dionisi, fece anche 3 gol in 28 presenze. Cristiano Aggio

stato un successo il concentramento tecnico di ragazzi delle annate 2003 e 2004, organizzato dalla società di calcio Ras Commenda. Molti gli osservatori di club come Bologna, Milan, Spal, Padova, oltre ad alcuni club di serie D. Hanno lavorato per la riuscita di questo appuntamento, Alessandro Rossi, Alessandro Leotta, Oliviero Coltro, coadiuvati da Alessandro Uncini, responsabile tecnico del Ras Commenda, società con oltre un centinaio di tesserati. Presenti le squadre dell’Adriese (2003) e del Porto Tolle (2003), allenate rispettivamente da Bonafè e Maistro, e una selezione di giovani 2003/2004 delle province di Rovigo e Padova. È stato organizzato, quindi, un quadrangolare dove sono emerse le qualità di alcuni giovani calciatori, che hanno colpito i vari osservatori, come Mongardi del Bologna, Laurino della Spal, Spolaore per il Padova, Furlan per l’Este. Sicuramente l’esperienza provata, con successo, alla Ras Commenda, non si fermerà qui e avrà un seguito, come sottolinea Alessandro Rossi, ex responsabile tecnico del Delta Rovigo. “Siamo molto soddisfatti per come è andata. Il nostro territorio

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Alessandro Leotta durante i provini

esprime sempre e da sempre talenti, con questa e altre attività future l’impegno è di rendere più visibile il movimento calcistico giovanile di Rovigo e zone limitrofe, affinché i nostri ragazzi possano avere la possibilità di crescere nelle società di appartenenza ma sotto l’attenta cura e visione di società professionistiche, con metodologie di lavoro adeguate e sempre all’altezza. Ritengo fondamentale l’organizzazione di tali eventi e di momenti di verifica con società professionistiche, da portare avanti di pari passo con la formazione degli allenatori di settore giovanile. Cr. Ag.

Kickboxing: obiettivo nazionali

L

’obiettivo è ambizioso: portare in nazionale giovani atleti di kickboxing. Come? Con un metodo di allenamento in grado di valorizzare le potenzialità dei giovani polesani attraverso allenamenti collegiali agli ordini di un guru diella disciplina: il maestro rodigino Alessandro Milan, coach della nazionale Fikbms, tecnico di IV livello europeo e responsabile della Commissione universitaria scolastica giovanile della federazione. A permettere questa nuova metodologia, un accordo con Cavalier Travel, tour operator specializzato nell’incoming. Quanti sono i ragazzi di questo progetto? “Lavoriamo su un gruppo formato da una dozzina di giovani, dopo una selezione di circa 40 atleti agonisti, che vanno dalla categoria cadetti fino agli juniores, dai 13 ai 18 anni. La metà è di Rovigo, altri vengono da Adria, Castelmassa, ma anche da Verona e dal padovano”. I ragazzi, oltre agli allenamenti collegiali, disputeranno gare regionali, nazionali e sono previsti anche due incontri internazionali”. Il 6 novembre a Rovigo gli Interregionali hanno visto la presenza di circa 600 fighters provenienti da Trentino, Friuli, Veneto ed Emilia Romagna. “Nel 2018 Jesolo ospiterà i campionati del mondo categoria cadetti e juniores, chiude il maestro Milan: lavoriamo anche per quest’obiettivo.” Questi i nomi dei top 12: Francesca Barison, Mirco Boschet, Giulia Reale, Sasha e Daniel Errante, Paolo Cavalcanti, Lorenzo Corsini, Sara Montanaro, Kevin Rizzato, Edoardo Zaghi, Luca Bellini, Marco Baracco. (cr.ag.)


Farmacista preparatore: non solo “speziale” ma soprattutto professionista Speciale La galenica è l’arte di allestire medicinali direttamente in farmacia e rappresenta da sempre l’essenza della professione del farmacista. Non è un hobby, ma un servizio sociale di grande utilità. Come è noto, oggi la maggioranza dei medicinali sono prodotti dall’industria, ma il laboratorio galenico continua a rappresentare un’importante risorsa per chi decide di mantenerlo attivo tramite un costante aggiornamento professionale, soprattutto per il servizio ai pazienti che questo settore può garantire. Le preparazioni galeniche costituiscono infatti una grande opportunità per il paziente, che può avvalersi di terapie su misura per le proprie necessità e conferiscono al farmacista formulatore quel valore aggiunto che in passato caratterizzava maggiormente questa professione. Cosa può offrire la galenica al giorno d’oggi? Innanzitutto l’allestimento di farmaci in laboratorio colma le carenze dell’industria, permettendo di ottenere dosaggi personalizzati, particolarmente utili in campo pediatrico e veterinario, inoltre, formulazioni a base di principi attivi non più o non ancora in commercio, possono soddisfare le specifiche esigenze del paziente là dove età, tolleranza individuale e particolari condizioni patologiche rendono le cure convenzionali insufficienti o inefficaci. Negli ultimi anni la galenica ha visto un forte sviluppo, grazie alla ricerca e alla scoperta di principi attivi e

veicoli innovativi. Le farmacie che scelgono di investire sulla pratica di laboratorio possono quindi proporre ai propri pazienti non solo le classiche formulazioni tradizionali, ma anche e soprattutto preparati all’avanguardia nella cura, ad esempio di patologie croniche ed autoimmuni quali psoriasi, dermatite e vitiligine. Altri campi di applicazione delle più moderne tecnologie formulative riguardano problematiche per le quali non esistono al momento soluzioni efficaci e durature, come nel caso di alopecia, acne e macchie della pelle e ancora sostanze comunemente utilizzate ad azione anti infiammatoria, emolliente e cicatrizzante proposte in formulazioni che garantiscono un’azione più rapida e completa. Le preparazioni galeniche più comunemente allestite in farmacia includono: capsule, sciroppi, soluzioni, lozioni, creme ed unguenti, che vengono prescritte dallo specialista e dal proprio medico curante e possono essere personalizzate a seconda dell’uso a cui sono destinate e dei principi attivi contenuti. La nostra farmacia è da sempre un punto di riferimento importante per la pratica galenica. Siamo molto attenti ai problemi dei nostri pazienti, per questo ci formiamo costantemente e ci affidiamo ad aziende leader sia per l’acquisto di prodotti di alta qualità, sia per il confronto con formulatori esperti. La nostra preparazione e professionalità unite alla fiducia nell’utilità e nell’evoluzione di questo settore, ci permettono di proporre soluzioni nuove e diverse, di allestire preparati in tempi brevi, di offrire una consulenza competente e la soluzione più adatta ad ogni esigenza. dott.ssa Roberta Pitteo

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ilVeneto Attualità •

Edilizia Ricostruire l’Italia e mettere in sicurezza le scuole

Antisismico, l’economia potrebbe ripartire da qui R

icostruire per il futuro. Da qui potrebbe prendere forma l’occasione per far tornare a girare l’economia nazionale e quella regionale. Non si tratta di una scommessa sul settore edilizio tout court ma una riflessione più mirata alla soluzione di un problema che ormai è lampante e che, di emergenza in emergenza, negli ultimi anni è diventato cronico nel nostro Paese: la fragilità dei nostri vecchi e vetusti edifici, pubblici e privati, spesso insicuri e, nello specifico, inadeguati a difendersi dagli attacchi violenti e indiscriminati dei terremoti. Ricostruire l’Italia, dopo l’ennesimo terremoto che ha sbriciolato gli edifici di interi paesi, è una visione che il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha consegnato al celebre architetto Renzo Piano, affinché con la sua consulenza si possa imbastire, al di là dell’immediata emergnza, a lungo termine uno scenario possibile di ciò che potrebbe significare appunto la ricostruzione. Quest’ultimo ha parlato di un cantiere lungo 50 anni e due generazioni per sistemare, da Nord a Sud, l’Italia in chiave antisismica. E se per i privati la soluzione potrebbe trovarsi negli incentivi fiscali e magari in una legge che preveda l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui abitiamo, per il settore pubblico la questione diventa molto più complessa. In primo luogo si pone la “que-

Scuole venete: antisismiche solo il 2,1% stione europea” che in queste settimane è tornata in primo piano, quella del braccio di ferro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il premeier italiano Matteo Renzi che chiede di collocare tutte le spese e gli interventi contro il rischio sismico e per la sicurezza degli edifici al di fuori del patto di stabilità. Sulla base del principio per cui tutto ciò che rientra nel contesto degli eventi eccezionali va valutato con un “metro” differente. Per ricostruire l’Italia in chiave antisismica dunque sarà necessario un cantiere lungo 50 anni, dieci dei quali potrebbero e dovrebbero essere riservati alle scuole, intese come edifici pubblici, che rappresentano una priorità, fra le altre, in tema di sicurezza. “Purtroppo non siamo ancora fuori dal tunnel dell’emergenza” denunciava Adriana Bizzarri, re-

sponsabile scuola di Cittadinanzattiva, lo scorso settembre, in occasione della presentazione ufficiale del rapporto sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola, con un particlare occhio di riguardo sul rischio sismico. I dati resi noti dall’associazione sono significativi: negli ultimi tre anni scolastici si sono registrati 112 incidenti con conseguenti 18 feriti. Il Veneto, in questa dolorosa graduatoria, con 12 incidenti si trova in una posizione di preoccupante primato, dietro soltanto a Lombardia (16) e immediatamente prima di Sicilia (11) e Toscana (10). L’antisismico può diventare dunque la nuova frontiera della filiera edilizia e dintorni. Un orizzonte che le imprese venete hanno già individuato e su cui evidentemente hanno intenzione di puntare se molte imprese hanno deciso di specializzarsi sull’antisismico. Per ora è partita la formazione anche in Veneto per poter evidentemente rispondere all’appello nel momento in cui partirà questo cantiere lungo 50 anni.

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Edilizia scolastica: 2 edifici su 3 non a norma

A

ule sicure e confortevoli spesso un miraggio o per lo meno un obiettivo, stando allo stato attuale delle cose e considerati anche gli ultimi epidsodi di cronaca in Veneto. Crollano solai, controsoffitti, tetti, intonaci... A ottobre, forse, il culmine, con i quattro episodi in una settimana. Dal distacco dell’intonaco alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirano, al cedimento di un soffitto dell’Istituto tecnico superiore “Fermi” di Treviso, e ancora il crollo del controsoffitto della scuola primaria “Merlin” di Sottomarina fino al clamoroso crollo del soffitto alla primaria “De Amicis” di Padova. Tutte tragedie evitate, per fortuna, ma tutte inequivocabili segnali del cedimento strutturale degli edifici scolastici anche nella nostra regione. In termini numerici e di percentuali è il XVII Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” a disegnare il quadro della situazione regionale, un’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Ed eccoli i numeri: le scuole venete realizzate nel rispetto dei criteri antisismici sono il 2,1 per cento; quelle che possiedono il certificato di idoneità statica sono il 22,3 per cento. Bisogenrebbe avviare interventi di manutenzione urgente nel 13,5 per cento delle scuole, di cui solo il 2,4 per cento è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai. Il 33,1 per cento delle strutture è in possesso della certificazione igienico sanitaria, la media italiana è del 71,4 per cento. Il 53,5 per cento degli istituti scolastici ha la certificazione di agibilità. In più di due terzi degli edifici scolastici non ci sono stati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. “Su 3800 plessi scolastici in Veneto, ben 1884 necessitano di interventi di messa a norma, messa in sicurezza e manutenzione. In pratica due scuole su tre”, dichiara da un ulteriore osservatorio l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, attingendo ai dati dell’anagrafe scolastica regionale. Il Veneto è stato infatti una delle prime regioni in Italia a censire nel 2010 i propri edifici scolastici e a catalogarne lo stato di salute e le necessità strutturali. “Sono gli enti locali, i più vicini territorialmente alle proprie scuole, i primi ad occupare delle condizioni strutturali dei plessi scolastici, per sensibilità e attenzione verso la proprie comunità – prosegue l’assessore - Ma da anni i Comuni hanno i bilanci sempre più strangolati dal patto di stabilità, e le Province, con la riforma Delrio, hanno subito la beffa di dover far fronte a competenze fondamentali come l’edilizia scolastica senza ricevere più trasferimenti”. Da parte sua la Regione ha stanziato 1,5 milioni per le scuole pubbliche e 150 mila per le paritarie per rispondere alle criticità più gravi, segnalate dai dirigenti scolastici e dagli enti locali.

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Attualità •

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Edifici più leggeri per resistere ai terremoti Intervista all’ingegner Marco Brisighella, padovano, esperto nella realizzazione di costruzioni anti sismiche a messa in sicurezza del patrimonio edilizio, scolastico ed architettonico è una priorità dal punto di vista degli impegni da realizzar, anche in Veneto. Le imprese venete sempre più inoltre, si stanno specializzando in questo comparto che diventa volano per un rilancio dell’intero settore”. A dirlo è Marco Brisighella ingegnere civile, specializzato nell’edilizia antisismica. E’ stato consulente per gli enti locali in Abruzzo per il censimento degli edifici danneggiati dal disastroso terremoto dell’Aquila. L’ingegner Brisighella, padovano, mette in chiaro subito che per quanto riguarda l’edilizia pubblica il Veneto non se la passa bene. “Da stime fatte - spiega - nel territorio della nostra regione, da enti locali e ordini professionali, solo 10 scuole su 100 sono in regola con

le recenti normative anti sismiche. Per gli ospedali, va meglio. In questo caso per la loro sicurezza, anche antisismica sono stati fatti ingenti investimenti e adesso il 60% delle strutture è a norma”. La nuova normativa, spiega Brisighella, prevede che gli edifici strategici, cioè quelli pubblici o a funzione pubblica, come i municipi, le scuole , gli ospedali appunto o le caserme, devono resistere all’urto del sisma e restare in piedi. Il problema è che il censimento di questi edifici strategici e le loro reali condizioni di anti sismicità, è partito nel 2003 e ad ora non si è concluso. In Italia si è a poco più della metà degli edifici controllati. Le scuole sono quelle meno a norma perché costruite per la maggior parte dei casi negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cioè le regole anti sismiche non erano normate. Ma c’è

un modo per rendere gli edifici meno pericolosi in caso di terremoto? “Il principio base da seguire - spiega Brisighella-è quello di realizzare case con materiali leggeri, più in grado per natura di assorbire l’urto della scossa. Più pesante è la strutture più avrà come caratteristica la rigidità. Per quello l’ideale sarebbe realizzare case in legno nelle zone ad alto rischio, ma una soluzione del genere non è certamente possibile in ogni parte del territorio italiano. Un territorio che però è stato dichiarato tutto, da una legge nazionale, sismico anche se alcune zone come il Friuli o l’area dell’Appennino hanno un rischio maggiore che si verifichino eventi gravi o catastrofici. Un discorso a parte secondo l’esperto di edilizia anti sismica lo merita il patrimonio architettonico cul-

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L’ingegnere Marco Brisighella

turale ed artistico italiano. “Per questi edifici che sono vecchi di secoli – spiega – purtroppo non sono possibili adeguamenti anti sismici, cioè la totale messa in sicurezza, ma solo de miglioramenti. Degli accorgimenti che ad esempio a Norcia avevano fatto resistere bene l’area del centro storico alla scossa dl terremoto di agosto, ma che poi però non hanno potuto nulla ad ottobre, di fronte alle ultime della potenza di 6.6 della scala Richter”. Infine l’opportunità per le imprese

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venete. “Le imprese edili venete da anni si stanno specializzando - conclude Brisighella – nel comparto delle costruzioni anti sismiche e le associazioni di categoria in tutta la regione chiamano esperti ed ingegneri a fare formazione agli imprenditori. Formazione che permette alle aziende venete di concorrere con una alta preparazione specifica, riconosciuta su tutto il territorio nazionale, agli appalti legati alla ricostruzione”.

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Cooperazione internazionale Da oltre mezzo secolo l’attività del Cuamm Medici con l’Africa

Il plauso di Mattarella: “La solidarietà sconfigge il terrorismo” “A

iutiamoli a casa loro”: un’affermazione mai sentita pronunciare così tanto, e non di rado a sproposito, quando si affrontano i temi della cooperazione internazionale, degli aiuti umanitari e via dicendo. C’è chi invece alle parole preferisce i fatti, e i fatti parlano per loro da oltre mezzo secolo. E’ il caso dei volontari del Cuamm, Medici con l’Africa, l’organizzazione che da sessant’anni, per l’appunto, si occupa di portare un aiuto concreto, visibile e verificabile nei angoli più poveri del continente africano. Progetto dopo progetto, passo dopo passo il Cuamm continua a fare la differenza, a salvare vite umane, spesso dei bambini, a portare una speranza in luoghi dove sembrava ormai perduta. Solidarietà, impegno, preparazione: è questa la merce che l’Italia è orgogliosa di “esportare” nel pianeta grazie a donne e uomini di buona volontà. Lo ha riconosciuto anche

dal 1979!

il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha scelto proprio il convegno annuale del Cuamm per la sua prima visita a Padova. Seduto in prima fila, accanto al Segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, Mattarella ha seguito tutti gli interventi della giornata e non è certo rimasto indifferente alle parole di chi in Africa ad “aiutarli a casa loro” ci va per davvero e che per questi mesi ha un progetto che parla da solo, già dal titolo: “Prima le mamme e i bambini”. Dal palco, poi, il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sul valore aggiunto della cooperazione, fattore di pace, stabilità e sicurezza, ma anche occasione di sviluppo, non a senso unico, ma reciproco. “Giorni fa ero a Gerusalemme - ha esordito - e da lì sono andato a Gerico per una iniziativa importante della nostra Cooperazione. Scendendo mi è venuta in mente la parabola: un uomo scen-

deva da Gerusalemme a Gerico e per sua fortuna dopo i ladroni incontrò il Buon Samaritano e lì ho pensato al Cuamm. Migliorare la qualità della vita nei Paesi africani, combattervi malnutrizione e malattie, offrire prospettive di lavoro e di futuro è anzitutto giusto e doveroso. Inoltre, in un’ epoca contrassegnata dalla globalizzazione, significa sottrarre consenso al fondamentalismo e al terrorismo internazionale, contribuire a

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contenere il fenomeno migratorio, creare per tutti opportunità di conoscenza, dialogo e sviluppo. Tenere tanti milioni di persone in condizioni di povertà, chiudere gli occhi di fronte alle guerre e alle catastrofi naturali, significa sottrarsi a un dovere storico. Inoltre ha per noi un costo non solo umano, sociale e politico, ma anche economico, dalle proporzioni difficilmente calcolabili. Ogni euro ben speso in cooperazione, in aiuti allo sviluppo, in integrazione con i Paesi africani comporta, in realtà, anche un investimento per il nostro futuro e per il futuro dei nostri giovani”. Pertanto, ha continuato Mattarella, risponde pienamente a questa logica il programma “Prima le mamme e i bambini”, che si propone di

migliorare, attraverso il sostegno alle donne partorienti e ai loro figli, lo standard complessivo di vita di numerosi Paesi africani. “Con il vostro lavoro sul suolo africano - ha concluso il Presidente - non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sé, nell’attività quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanità, di solidarietà, di competenza appreso sul campo. E’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuità. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosità, che interroga e orienta le coscienze”.

“Avevamo un grande progetto ma zero risorse”

L

a testimonianza dei volontari di un “viaggio lungo cinque anni”. L’impegno a mettere al sicuro le mamme che stanno partorendo L e storie e i volti dell’impegno in Africa, per i bambini, per le mamme da salvare. E’ senz’altro questa la parte più intensa del convegno padovano del Cuamm nel grande spazio del Palageox gremito in ogni angolo. Il racconto di un “viaggio lungo cinque anni” come è stata chiamata l’esperienza concretizzata in questo frangente, lo hanno fatto direttamente i protagonisti: Fabio Manenti, responsabile dei progetti, insieme ad Anna Berti, la pediatra che ha operato nei Paesi di intervento, e all’ostetrica ugandese Magdalen Awor. “Per far nascere un bambino a volte non basta un semplice atto d’amore. - ricordano i volontari - Ancora oggi in Africa troppe mamme non hanno la possibilità di dare alla luce il proprio bambino in modo sicuro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro piccoli. Servono i mezzi e gli strumenti giusti, serve l’impegno di tutti”. “Quando siamo partiti nel 2010 - aggiunge don Dante Carraro, direttore del Cuamm - avevamo un grande progetto, ma zero risorse. Quattro Fondazioni bancarie hanno raccolto per prime la sfida, seguite poi da tante istituzioni, gruppi e persone comuni. Ci abbiamo creduto fortemente e grazie ai tanti che si sono coinvolti possiamo dire di “aver fatto la differenza”, anche grazie ai tanti compagni di strada di questi anni”.


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Economia •

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Infrastrutture

400 milioni per la Tav veneta Pedemontana incagliata in Regione Favorire la crescita per l’Italia sostenendo l’economia di una delle regioni che può trascinare il Pil verso l’alto Queste le intenzioni dichiarate dal Ministro Graziano Delrio che a inizio novembre è stato a Tessera (Venezia) per l’inaugurazione del tappeto mobile e della darsena dell’aeroporto Marco Polo, opere che collegheranno lo scalo alla laguna. “Sull’alta velocità – ha ricordato Delrio - abbiamo stanziato 15 milioni per il Veneto in vista di un investimento totale di 400 milioni per creare un sistema di connessione che permetta ai

Il ministro Graziano Delrio durante l’inagurazione delle infrastrutture a Tessera. Accanto a lui Alessandra Moretti

viaggiatori di raggiungere le principali città in due ore”. Un capitale importante investito nell’ottica di realizzare un sistema di infrastrutture che permetta a Venezia di essere vivibile e accessibile via terra, aria, strada ed acqua. “L’alta velocità – ha aggiunto il Ministro - a fine anno, chiuderà il cantiere Milano-Brescia, di conseguenza apriremo quello per Verona e a seguire quello per Vicenza”. Il nuovo tappeto mobile del Marco Polo,

è solo un primo passo per Venezia, infatti Delrio ha ribadito che sono previsti altri 500 milioni di investimenti guidati dall’idea di condividere i progetti con una filosofia di collaborazione per una strategia Paese, “perché Venezia da sola – ha sottolineato - non si salva se non c’è un sistema” che la colleghi al resto d’Italia e d’Europa. E nel fare i complimenti per i lavori fatti a Tessera il Ministro non si è sottratto ad un commento pungente riferito alla gestione

delle opere pubbliche veneziane :“bisogna fare le cose per bene ha detto -, togliendo il pubblico e i politici riciclati dalla gestione perché il meccanismo di tariffe e investimenti funzionano se c’è imprenditorialità manageriale”. Per la Pedemontana veneta però è tutta un’altra storia, e l’importanza di riaprire il cantiere è stata al centro dell’incontro tra le associazioni economiche e il Ministro che ha chiarito quanto fin qui è stato fatto dal governo,

ribadendo la volontà di portare a termine l’opera. “Tutto però adesso è nelle mani della Regione – ha dichiarato Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Consiglio - che deve proporre, insieme al costruttore con cui ha sottoscritto un contratto, una soluzione che sia praticabile”. “L’appello delle associazioni imprenditoriali vicentine e venete – continua Moretti - e dei sindacati rivolto al ministro Delrio è chiaro: la Pedemontana è un’opera necessaria per l’economia della Regione ed è fortemente sentita la necessità di modernizzare le infrastrutture per renderci sempre più competitivi con il resto d’Europa. Si tratta ora di chiudere in tempi brevi sul nuovo accordo e riaprire un cantiere che vale centinaia di posti di lavoro, immediati e futuri”. Messaggio publiredaziionale

Addio a Gianni Camuffo, grande uomo, volto storico della pesca R

osolina è in lutto. Dopo una lunga malattia si è spento nella serata di martedì 11 ottobre l’amministratore della cooperativa e presidente del Consorzio Foce Po di Maistra Gianni Camuffo. Aveva 63 anni. Lascia la moglie e i figli. Camuffo era sempre stato un grande appassionato di pesca ed era impegnato come imprenditore nel settore da oltre 47 anni. Lo piange anche la comunità e il sindaco di Rosolina Franco Vitale. “Il settore della pesca e

Rosolina - ricorda Vitale ha perso un grande uomo, una personalità di spicco e sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà, con grande animo umano. Con lui l’amministrazione ha condiviso diversi traguardi come il tavolo della pesca, in cui Camuffo come rappresentante del consorzio Foce Po di Maistra ha sempre collaborato”. “Una persona,- conclu-

de il sindaco - prima di un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare e della laguna che lo ha visto protagonista fin da giovane, in modo intraprendente, per trovare soluzioni ai tanti problemi che questo settore vive. In questo momento io e tutta la città di Rosolina siamo vicini alla famiglia per la perdita di Gianni”.

“Una grande persona e un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare”


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Politica •

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Bilancio Facciamo quadrare i conti a modo nostro

Zaia, Toti e Maroni sfidano Renzi sulla Legge di Stabilità L

a legge di stabilita’’ 2017 è “insostenibile, perchè anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”. Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l’appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita’’ per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria” - spiega Zaia - ma a Roma pensano in maniera sconnessa ai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico” - sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”. C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire é troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte

MANOVRA 2017

MANOVRA 2017

Interventi di variazione legislazione Maggiore spesa 19,5 Mld

Coperture alla manovra

Riduzione di entrate 16,2 Mld

Maggiori entrate 10,7Mld

Deficit 15Mld

Derivanti da RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILI e LOTTA ALL’EVASIONE

Altro 7% Spesa capitale 4 Mld

Disattivazione clausole salvaguardia 93%

Spesa corrente 15,5 Mld

MANOVRA 2017

Minori spese 10Mld A valere sui fondi

MANOVRA 2017

PAREGGIO DI BILANCIO

MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2015

2015

2019

La Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità indica una riduzione, nel triennio, di 6,6 Miliardi di Euro

OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO SLIDE GOVERNO

SPESA IN INVESTIMENTI REGIONI

STATO

Per il comparto delle Regioni dal 2015 vige l’obbligo del pareggio di Bilancio mentre per lo Stato questo entrerà in vigore solo nel 2019

41

Riduzione della spesa in conto capitale per 3,3 Mld di Euro (-8%)

40 39 38

Previsione 2016: 39,957 Mld€ Assestato 2016: 40,880 Mld€ Previsione 2017: 37,545 Mld€

37 36 35

MLD€

2016 - Previsione

2016 - Assestato

2017 - Previsione

la trilaterale: “Servono costi standard per la pubblica amministrazione investimenti fuori dal vincolo di bilancio”

Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni

da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”,

continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’é trasportato al 2019”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non é polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruira’’.

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Politica •

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Blue e green economy, il futuro di Italia e Croazia E’ il più importante programma transfrontaliero europeo con 238 milioni di euro di budget

B

en 25 province italiane, 8 contee croate sono chiamate a dar vita a una cooperazione nel programma ItaliaCroazia finanziato per 238 milioni di euro e che si inserisce nel più vasto scenario della strategia della macro-regione adriatico ionica, una delle quattro strategie su cui punta l’Europa, Baltica, Danubiana, Alpina e appunto Adriatico-Ionica, l’unica che investe il Mediterraneo e che unisce il Mediterraneo al cuore del continente europeo”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato il programma transfrontaliero Italia-Croazia. “Le sfide marittime e la blue economy che affrontiamo nella regione adriatica – ha proseguito Ciambetti - non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, mutamenti climatici, sicurezza, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione del programma Italia-Croazia

può diventare la cornice ideale per affrontare in maniera organica questioni strategiche per i nostri due Paesi proiettandoli al centro della strategia europea della macroregione Adriatico-Ionica. Proprio a inizio novembre la città di Dubrovnick ha salutato per la prima volta il suo primo milionesimo visitatore in un anno e per capire questo dato basti pensare che i turisti in questa città sono raddoppiati dal 2008. Anche Dubrovnick come Venezia soffre della congestione dei flussi turistici, tema che si potrebbe per altro ampliare anche a buona parte della costa Dalmata come Emiliana, romagnola. Cito questi casi emblematici per spiegare quanto sia necessario riuscire a dare delle risposte eco-sostenibili senza con ciò penalizzare la risorsa turistica che in molte realtà, italiane come croate, sono trainanti”. L’area su cui insiste il Programma si estende su una superficie di 85.562 km² con una popolazione totale di oltre 12 milioni e mezzo di abitanti e riguarda le provincie italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone,

Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti

Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani a cui si affiancano le 8 contee croate, Istria, Fiume e la regione litoranea montana con le isole del Quarnaro, la Regione di Lica e Segna, Zara, Sebenicco, Spalato, Dubrovnick, Karlovac, “I temi prioritari riguardano la blue e green-eco-

nomy – ha spiegato Ciambetti – la sicurezza e l’adattamento ai mutamenti climatici, il trasporto e il patrimonio culturale. Mi auguro che questo programma possa far sì che le 25 province italiane e le 8 contee croate si mobilitino consci del ruolo che è stato affidato loro dall’Unione Europea, che non a caso ha voluto riservare a questo programma il maggior finanziamento, 237 milioni di euro, previsto per tutti i programmi transfrontalieri”.


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Cultura •

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La mostra Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 1 maggio 2017

“Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” S

criveva Luigi Pirandello che impareremo a nostre spese che nella vita si incontrano “tante maschere e pochi volti”. Un’intuizione che trova spesso conferma e che il genio di uno dei più grandi pittori contemporanei ha indagato con efficacia e successo. Si tratta di Francis Bacon, artista di origini irlandesi, nato a Dublino nel 1909, a cui Treviso dedica in questi mesi una grande mostra presso la Casa dei Carraresi. L’esposizione cercherà di focalizzarsi soprattutto sulla produzione italiana delle sue opere, in quanto rappresentazione della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno, interpretabile alla luce della psicanalisi, della filosofia e della psicologia. Un’opportunità unica di “entrare nella mente” dell’artista, di comprenderne

i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti, attraverso l’analisi della Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Il percorso si soffermerà sull’analisi delle diverse tematiche care all’artista: dai Papi alle crocifissioni, dai ritratti agli autoritratti, declinati nelle diverse modalità espressive nel corso degli anni. Le opere esposte comprenderanno la collezione italiana delle opere dell’artista irlandese: disegni, pastelli e collages donati da Bacon ad un intimo amico italiano tra il 1977 ed il 1992. In esse sono evidenti gli influssi dei maestri del passato, punti di riferimento per l’artista. Proprio per sottolineare come Bacon sia

le opere rappresentano quella “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno

stato interprete della maledizione del corpo e dell’anima dell’individuo moderno, è prevista la collaborazione con il Sigmund Freud Museum di Vienna, con la presenza di opere e testi per un viaggio tra arte, colore, filosofia e psicanalisi. Saranno inoltre presenti opere di confronto di artisti del calibro di Burri, Manzoni, Fontana, che inviteranno il visitatore alla riflessione sulla coscienza e sull’esistenza. Citazioni di pensatori, scrittori,

Venezia, la Stagione teatrale della Fenice

La nuova grande stagione teatrale della fenice si è aperta il 4 novembre con la prima assoluta di Aquagranda, un’opera dedicata al cinquantesimo anniversario dell’alluvione, tratta dal libro Acqua Granda di Roberto Bianchin, musica di Filippo Perocco e Libretto Roberto Bianchin e Luigi Cerantola. Il 4 novembre 1966 una terribile alluvione colpì Venezia. Quel giorno si verificò la più elevata acqua alta mai registrata da quando iniziarono le rilevazioni sistematiche del fenomeno: alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute segnò quota 194 cm. L’alluvione provocò disastrose conseguenze. Soprattutto fu colpita Pellestrina, l’isola nella quale è ambientata la nuova opera di Filippo Perocco che inaugura la Stagione. Ernesto Ballarin, il protagonista, all’epoca aveva venticinque anni e il mare che aveva travolto i Murazzi gli entrò dentro casa arrivando fino al tetto e costringendolo a evacuare la sua casa e la sua isola insieme ad altre tremila persone. I prossimi appuntamenti della stagione lirica della Fenice sono Attila di Giuseppe Verdi in programma dal 9 al 12 dicembre e Tannhauser di Richard Wagner dal 20 gennaio al 5 febbraio.

Dinosauri, non solo la mostra anche tanti film E’ partita in grande stile la rassegna cinematografica organizzata al Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”. Un nuova iniziativa per dare al pubblico la possibilità di passare un pomeriggio in compagnia dei dinosauri all’insegna del divertimento, tra svago e stimoli scientifico-educativi, offrendo un intrattenimento di qualità”. Domenica 27 novembre sarà

proiettato il film “The Lost World” (1925) di Harry Hoyt: si tratta della prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle scritto nel 1912. Il film mostrò per la prima volta al grande pubblico dei dinosauri “in carne e ossa” (fino ad allora si erano visti solamente gli scheletri) ed è considerato il capostipite di un fortunato filone cinematografico. Domenica 18 dicembre sarà la volta di un divertente film d’animazione par-

poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà, con suggestioni provenienti da diversi linguaggi, sempre con il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. A curare l’esposizione è Edward Lucie-Smith, poeta, critico e storico dell’arte, autore di oltre 200 tra libri, cataloghi e saggi, affiancato da Giulia Zandonadi, giovane scrittrice e storica dell’arte.

ticolarmente amato da grandi e piccini, “L’Era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri” (2009) di Carlos Saldanha. Domenica 29 gennaio sarà presentato “L’impero dei dinosauri”, un documentario sull’evoluzione di questi temutissimi predatori, con le scoperte scientifiche più recenti su come vissero e perché scomparvero. Un programma ricco di animazioni di grande spettacolarità, che offre un’ipotesi estremamente realistica di come potevano apparire la Terra e i suoi abitanti milioni di anni fa. Si continua domenica 12 febbraio con un film all’insegna della suspence “The Lost Dinosaurs I Dinosauri perduti” (2012) di Sid Bennet alla ricerca di un mostro discendente dai dinosauri, una specie di Lock Ness africano. La rassegna si chiude domenica 26 febbraio con il film d’animazione “A spasso con i dinosauri” (2013) di Barry Cook e Neil Nightingale. Ambientato 70 milioni di anni fa al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, racconta le avventure di Patchi, un cucciolo di pachirinosauro. Le proiezioni si terranno alle ore 17 nell’auditorium del Centro Altinate (unica proiezione; ingresso con il biglietto della mostra fino ad esaurimento dei posti).


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Il risarcimento dei Danni da Sinistro Stradale Le tipologie di danno riconosciute e risarcite, nel nostro ordinamento, sono due: il danno patrimoniale e il danno non patrimoniale. Danno patrimoniale è rappresentato dalla lesione al patrimonio del danneggiato e in quanto tale, è valutabile nella sua entità senza troppe difficoltà. Si parla di danno patrimoniale emergente è quello che lede direttamente il patrimonio del danneggiato. Si pensi ad esempio, in caso di sinistri stradali, alla rottura dello specchietto dell’auto: è danno emergente quello che il danneggiato subisce sostenendo la spesa necessaria per la riparazione del bene. Il lucro cessante, invece, è rappresentato dai minori guadagni che conseguano al danneggiato dall’illecito.

Sempre facendo riferimento ai sinistri stradali, si pensi ai mancati guadagni di un libero professionista che non possa lavorare per diverso tempo a causa delle lesioni riportate in conseguenza dell’incidente. Il danno non patrimoniale oggi è rappresentato da una categoria unitaria di tre sottosezioni: • il danno biologico, ovverosia la lesione della integrità psico fisica • il danno morale • il danno esistenziale ovvero la conseguente alterazione delle abitudini di vita subite a seguito dell’incidente. La sua valutazione, fatta mediante accertamento medico, tiene in considerazione sia l’invalidità temporanea, ovverosia quella che riguarda il periodo

intercorrente tra il sinistro e la guarigione (con o senza postumi), sia l’invalidità permanente, ovverosia quella inerente le conseguenze dannose che il danneggiato non può eliminare neppure continuando a curarsi. L’ammontare del risarcimento è calcolato in genere utilizzando delle apposite tabelle che stabiliscono una somma di denaro per ogni giorno di invalidità temporanea e per ogni punto percentuale di invalidità permanente. A tale ultimo proposito, si segnala che la valutazione è differente a seconda che le lesioni siano micropermanenti o macropermanenti. La linea di confine è quella dei 9 punti percentuali: se tale soglia è superata si rientra nella seconda categoria, in caso contrario le lesioni si considerano di lieve entità.

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Stalking e cyberstalking Dott.ssa Laura Menegazzo

Anche per tutto il 2016 è possibile usufruire della detrazione (eliminazione di situazioni di degrado, adeguamento delle IRPEF del 50% sia per lavori di ristrutturazione edilizia, da altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti,…); ripartire in dieci rate annuali su un massimo di spesa di 96.000 ristrutturazione edilizia (demolizione e fedele ricostruzione euro per unità immobiliare, sia per l’acquisto di mobili e di dell’immobile, apertura di nuove porte e finestre,..); adozione grandi elettrodomestici almeno di classe A+ (A per i forni), di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento destinati ad arredare gli immobili oggetto di ristrutturazione, di atti illeciti da parte di terzi (porte blindate, inferriate,…); per un importo massimo di 10.000 euro. Chi può usufruirne: interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere L’agevolazione spetta non solo ai proprietari ma anche ai volte a evitare gli infortuni domestici (montaggio di vetri titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili e anti-infortunio, riparazione di prese malfunzionanti,…); solo ai familiari conviventi, purché ne sostengano le relative spese per le parti comuni condominiali, interventi di manutenzione e siano gli intestatari di bonifici e fatture. Per gli interventi ordinaria (sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, effettuati sulle parti comuni dell’edificio, la detrazione spetta impermeabilizzazione di tetti e terrazze,…). Come fruire della al singolo condòmino in proporzione alla propria quota detrazione: I pagamenti devono essere effettuati con bonifico millesimale, certificata dall’amministratore di condominio. bancario o postale, da cui risultino: Può usufruire della detrazione anche chi esegue in proprio i 1. la causale del versamento, con riferimento alla norma lavori sull’immobile, per la sola spesa di acquisto dei materiali. (articolo 16-bis del Dpr 917/1986); Cosa riguarda principalmente: interventi di manutenzione 2. il codice fiscale del beneficiario della detrazione; straordinaria (miglioramento dei servizi igienici, sostituzione di 3. il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del infissi esterni e serramenti o persiane con serrande modificando pagamento. il materiale o la tipologia di infisso, interventi finalizzati al Oltre alla ricevuta del bonifico, i contribuenti devono risparmio energetico,…); restauro e risanamento conservativo conservare le fatture relative alle spese effettuate. Studio Commercialista Menegazzo dott. Flavio - Via V. Emanuele II, 9 - Conselve (PD) Tel. 049-9500270 - E-mail: info@studiomenegazzo.eu - Sito web: www.studiomenegazzo.eu

N

el febbraio 2009 è stato finalmente introdotto nel codice penale italiano il tanto atteso reato di “Atti persecutori”, meglio conosciuto come reato di “Stalking”, successivamente aggiornato nell’anno 2013. La nuova fattispecie delittuosa, prevista all’art. 612 bis C.P., punisce le condotte persecutorie e reiterate che turbino le normali abitudini di vita della vittima o che le provochino uno stato d’ansia o di paura, tale da ingenerarle un grave disagio psichico o fisico, o da determinare in lei un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di un proprio congiunto. Valga come esempio il caso di un ex compagno o di un corteggiatore respinto, che -nel perseguire il proprio ossessivo oggetto del desiderio- agisca a mezzo minacce, molestie, pedinamenti, telefonate non gradite, missive, sms, chat, social network o con altre modalità intrusive. Il reato è perseguibile su querela di parte, da presentarsi entro sei mesi dall’ultimo episodio delittuoso, ed è punito con la pena da sei mesi a quattro anni di reclusione, aumentabile se perpetrato da chi ebbe una relazione sentimentale con la vittima, ed elevabile fino alla metà della pena se commesso ai danni di minori o disabili o se connesso a reato procedibile d’ufficio. Spesso si assiste ad un’escalation persecutoria, in cui si

CONSULENZA FINANZIARIA

Il condono sulle cartelle esattoriali: ipotesi e verità Avv. Stefania Martin

na premessa chiara: non esiste al momento alcuna legge che permetta uno sconto sul pagamento delle cartelle esattoriali. Si tratta di un progetto di decreto legge governativo i cui termini non sono ancora definiti. Così come avvenuto in altre occasioni, probabilmente la norma comporterà la possibilità di ottenere uno “sconto” sull’importo di cartelle esattoriali a fronte del saldo del residuo, con riferimento ai tributi contestati dall’Agenzia delle Entrate ed anche ai contributi previdenziali INPS e assistenziali INAIL affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31 dicembre 2015, e – così pare – con esclusione delle sanzioni per le violazioni al Codice della strada. L’abbattimento dovrebbe riguardare le sanzioni e gli interessi mora: se così fosse, della cartella rimarrebbe il carico originario esistente al momento della notifica e limitato all’imposta con gli interessi sull’imposta stessa già inclusi nella cartella stessa; si presume venga applicata anche una quota corrispondente al compenso di Equitalia, ovvero il c.d. aggio, ma in misura ridotta rispetto all’attuale importo (dal 1°.1.2016 il compenso di Equitalia è pari al 6% se la cartella viene pagata dopo il 60mo giorno dalla notifica). Quindi, ciò che cadrà sarà la sanzione (nei casi di accertamento fiscale proveniente da

Avv. Laura Giolo

parte da banali, sia pur fastidiosi, atteggiamenti miranti a punire, umiliare, violare la riservatezza o tenere in istato di ansia la vittima, per poi sfociare in atti di violenza psichica o fisica (ad es. sfregi) ed a volte anche in brutali omicidi, come sempre più spesso si apprende dalle cronache giornalistiche. Vittime preferenziali sono solitamente le donne. Anche la reiterata minaccia di divulgare a mezzo social network filmati ritraenti rapporti sessuali con la vittima concreta detta fattispecie criminosa, atteso che ciò è in grado di ingenerare nella malcapitata grave disagio psichico e di turbare il suo quieto vivere; peraltro ciò ha talora indotto la vittima a gravi gesti autolesionistici o al suicidio. La normativa non prevede ancora in modo specifico il reato di cyberstalking, in ipotesi le condotte lesive vengano poste in essere in maniera virtuale avvalendosi dell’uso del web e delle nuove tecnologie (sms, email, chat, social network, ecc.), particolarmente invasive stante l’enorme e rapidissima divulgazione resa possibile. Ha tuttavia supplito la giurisprudenza, appesantendo di fatto le pene allorché le modalità di stalking risultino particolarmente invasive e denigratorie. E’ tuttavia auspicabile che il legislatore riveda quanto prima la normativa per adeguarla alla nuova realtà.

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Le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie residenziali

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Agenzia per solito l’irrogazione della sanzione comporta il raddoppio del carico; nel caso di omessi versamenti di imposta dichiarata si tratta di un aggravio del 30%) ed altresì l’aggravio corrispondente agli interessi di mora, che corrono sul carico della cartella dopo la notifica della stessa, a cagione del ritardo nel pagamento. Il vantaggio potrebbe aggirarsi, a seconda dell’antichità della cartella, sul 50% ma i conteggi dovranno essere fatti caso per caso e potrebbero essere ben più limitati, perché, appunto, ciò dipende dalla composizione della cartella. Di interesse è sapere che tale “rottamazione” sarà prevista anche per le cartelle oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta; ma ovviamente sarà riferibile solo alla quota parte non ancora saldata. Potrebbero essere “puniti” con l’esclusione o costretti a riallinearsi con le rate mancanti coloro che appositamente omettessero le rate in corso in attesa della rottamazione. Ancora più interessante conoscere è la tempistica per il saldo: nelle precedenti edizioni della rottamazione fu concesso un termine breve, di talchè il beneficio fu conseguito solo da chi ebbe la possibilità di versare, in unica soluzione, tutto il carico residuo; si parla di qualche dilazione (24 mesi).

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Il mutuo della prima casa

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l mutuo prima casa è il prestito ipotecario rivolto a coloro che non sono ancora proprietari di alcun immobile e costituisce la tipologia di mutuo più comunemente richiesta dai clienti in Italia. Una volta scelto l’immobile, è necessario capire quale cifra richiedere: generalmente, per il mutuo prima casa la banca copre fino all’80% del valore di mercato dell’immobile, anche se alcune arrivano a finanziarie l’intero valore (si parla in quel caso di mutuo 100%) a fronte di garanzie e interessi maggiori. Perché un immobile possa essere considerato prima casa: - non deve essere immobile di lusso; - l’acquirente deve essere una persona fisica; - al momento dell’acquisto l’acquirente non deve possedere un altro immobile abitativo nello stesso comune di quello deputato a prima casa; - non deve essere presente, su tutto il territorio nazionale, nessun altro immobile acquistato con agevolazione prima casa; - è necessario che l’acquirente porti la residenza nello stesso comune dell’immobile acquistato entro 18

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mesi dal rogito, pena la decadenza dalle agevolazioni (entro 12 mesi per poter detrarre gli interessi passivi del mutuo acceso per l’acquisto dell’immobile stesso).

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Editoriale

Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica

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Verso il farmaco di Stato, ma i medici si oppongono Conoscere il Microbiota a pag 33

Apnee del sonno, una sindrome che può diventare pericolosa a pag 33

a determina 458/2016 dell’Agenzia Italiana del farmaco introduce, evidentemente per meri motivi economici, un concetto scientifico ad oggi del tutto sconosciuto: l’equivalenza terapeutica. Con buona pace degli scienziati ed incurante dei possibili effetti nefasti sulla salute delle persone e sui certi danni per le loro tasche. In pratica con la determina dell’AIFA vengono definiti i criteri per consentire alle centrali di acquisto di scegliere, sulla base del prezzo più scontato, fra farmaci sovrapponibili in base alle indicazioni terapeutiche con la finalità di ottenere così risparmi sulla spesa farmaceutica. La valutazione di equivalenza terapeutica indicata dall’AIFA riguarda molecole in possesso di determinati requisiti: essere principi attivi già in uso, non avere prove di superiorità rispetto ad alternative per la stessa indicazione terapeutica, appartenere alla stessa classificazione Act quarto livello, possedere indicazione terapeutica sovrapponibile, avere la stessa via di somministrazione e possibilmente lo stesso schema posologico. Il che tradotto in pratica significa che non si tratta degli stessi principi attivi confezionati da ditte farmaceutiche diverse, per intenderci farmaci originatori e farmaci equivalenti, come qualcuno voleva far credere giocando sull’equivoco, ma si tratta di molecole completamente differenti seppure con indicazioni terapeutiche sovrapponibili.Per intenderci ci si potrà curare per quella malattia, con oneri a carico del Servizio Sanitario, solo con quella determinata molecola che si sarà aggiudicata la gara di appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi attivi con indicazioni terapeutiche sovrapponibili saranno a totale carico dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronica potrà disporre solo del farmaco aggiudicatario della gara di appalto al maggior ribasso ,ma se dovesse assumere un’altro farmaco, per motivi di allergia o di inefficacia o intolleranza, sarebbe costretto a comprarlo interamente di tasca propria. L’organismo umano già può rispondere in modo diverso allo stesso farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che per la tollerabilità, figuriamoci se le molecole sono differenti. Sono circa 2700 le molecole che, in base ai requisiti richiesti, potranno partecipare a bandi di gara al massimo ribasso e di queste oltre 1500 rischiano la non rimborsabilità da parte del SSN e saranno poste a totale carico dei pazienti.

Terapia con onde d’urto

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l’editoriale

Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica

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Si tratta delle specialità per lo più riguardanti malati cronici o prodotti innovativi, quelli a distribuzione diretta ospedaliera o “per conto” cioè dispensati dalle farmacie territoriali ma acquistati dalle aziende sanitarie. Ed è del tutto evidente che la ricaduta sul territorio sarà di conseguenza. E pensare che è la stessa Agenzia del Farmaco che decide l’immissione in commercio, il prezzo e la concedibilità dei farmaci attraverso il sistema sanitario. Dopo il decreto ministeriale che tagliava esami e prestazioni diagnostiche ponendole a carico dei cittadini,ora la determina taglia farmaci. Si arriverà all’ esame e al farmaco di Stato? La preoccupazione che si stia cercando di smantellare pezzo dopo pezzo, un po’ alla volta, il sistema sanitario,vanto fino ad oggi della nostra Nazione, con motivazioni ammantate di subdola scientificità, sembra trovare ogni giorno sempre più conferme. E come il decreto ministeriale, per la ferma presa di posizione degli Ordini dei Medici, è stato sospeso, così anche la determina dell’AIFA è già stata rinviata per due volte per la stessa presa di posizione. Con la speranza che qualcuno finalmente capisca che, prima di emanare provvedimenti che riguardano, o che possono danneggiare, la salute dei cittadini, vengano intese preliminarmente le Professioni Sanitarie che quella salute sono chiamate a tutelare.

l’intervento

Il mestiere del chirurgo

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rti mestieri e professioni, per il titolo ho scelto mestiere perché sul vocabolario è più connotato con la pratica, il tirocinio ed il quotidiano, e ho lasciato allo scritto del Prof. Pier Giuseppe Cevese la definizione di chirurgo come artista (allegato 1) “ Il Decalogo del buon chirurgo - Padova 1981” - http://www.urotriveneta. org/files/links/decalogo.pdf. Tra le specialità mediche la chirurgia è connotata da un’attività che si svolge in un luogo ben specifico, la sala operatoria, luogo molto celebrato nell’immaginario collettivo, in realtà ad accesso estremamente ristretto. Le motivazioni clinico organizzative quindi confinano il personale che lavora in questo ambito, medici, infermieri ed operatori, in un ambiente specifico dall’atmosfera rarefatta, in cui tutti sono vestiti allo stesso modo ma il cui ruolo è scolpito a caratteri di pietra nella mente di ognuno. Ordine e disciplina, gerarchia della funzioni, non sono e non possono essere mai oggetto di discussione, non si fa politica al blocco operatorio, si lavora ognuno nel suo ruolo. La crescita professionale è strettamente correlata al concetto di “affidabilità” intesa come summa di cultura specifica, capacità direzionale, resistenza fisica e psichica agli imprevisti, esatta percezione della proprie capacità e dei propri limiti e, su tutto, onestà intellettuale e responsabilità professionale nei confronti del paziente. Non si diventa chirurghi, anestesisti, o strumentisti di sala operatoria per caso, tutti sono volontari, come nei reparti speciali delle forze armate, tutti passano al vaglio di chi ha superato le stesse prove prima dei nuovi arrivati, e cerca nei giovani medici ed infermieri

LE NOSTRE RUBRICHE:

le stesse innate qualità. Le motivazioni individuali vengono vagliate e messe alla prova fin dall’inizio, chi resiste va avanti, non c’è spazio per qualcosa che esuli dalla profonda dedizione alla propria disciplina. “Ci sono tanti lavori da fare nella vita, vuoi proprio fare questo?“ è la frase che ricorre detta dall’ “anziano” al più giovane, in particolare all’inizio. Una specialità medica che condiziona pesantemente la vita di che la sceglie anche nel tempo libero, contrassegnata dall’istituto del contratto di lavoro che prevede dei turni di reperibilità. Finito il lavoro, perché è residuale stante gli organici che il reperibile non abbia già lavorato in quella giornata per almeno 6 ore, pomeriggi, domeniche e festività, giorno e notte , sono caratterizzati dal controllo costante di uno o più telefoni, fisso di casa, cellulare personale, cellulare aziendale, per non perdere una chiamata da cui deriva un accesso nel più breve tempo possibile al Pronto Soccorso o direttamente alla Sala Operatoria, senza se e senza ma. Perché uno sceglie questa vita? Ancora non lo so, mi rendo conto del tempo che è passato quando mi trovo in sala con uno specializzando, così giovane ed entusiasta, così preparato, e spero tanto che riesca a coronare il suo sogno alla fine di un lunghissimo percorso professionale che comunque non gli dà la certezza di un adeguato posto di lavoro. E così tutti vestiti di azzurro, o di verde, o rosso scuro a seconda della scelta di qualche responsabile del magazzino dei vari ospedali, uniti da affinità elettive, oggi mattina ed a volte anche di notte ci riuniamo in ogni équipe per essere parte di un sistema collaudato e ben “oliato”,

in cui raramente serve il gesto eroico, ma dove la norma deve essere ordine e puntualità. Per questo l’articolo del licenziamento di un collega chirurgo all’Ospedale dell ‘Angelo mi ha ferito profondamente, la sola possibilità che al cittadino comune ci sia un percepito di inadeguatezza al ruolo all’interno della nostra categoria mi dà un dolore quasi fisico. Conosco i colleghi di quel reparto e li rispetto, nel 2014 si sono fatti 570 urgenze in 365 giorni e hanno anche una importante parte di lavoro programmato in elezione. La spettacolarizzazione della notizia, su questo specifico tema (Ritarda e litiga in sala operatoria - medico licenziato - Corriere del Veneto del 23/10/2016 e La Nuova di Venezia e Mestre allegati a http://www.ordinemedicivenezia. it/news/notizie-medici/il-mestiere-del-chirurgo) lede l’immagine di un assetto professionale ed una tradizione di comportamento di una categoria di medici e anche di infermieri strumentisti che quotidianamente hanno deciso di dare qualcosa più di altri. Ci saranno i relativi pronunciamenti di legge e nel tempo emergeranno le varie responsabilità. Non si sentano offesi i colleghi che non vanno in sala, ma vorrei sottolineare che questa

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categoria di professionisti si distingue quotidianamente per una superiore disponibilità alla continuazione del servizio attivo, all’imprevisto, all’urgenza, visto che a lavoro finito per tutti, solo per alcuni può ricominciare in ogni momento. E non dimentico, gli altri interventisti come i cardiologi, i gastroenterologi e i neuroradiologi, il pronto soccorso ed urgentisti a vario titolo, insomma tutti “quelli della notte“. Questa disponibilità, spontaneamente residente nel più profondo dell’animo, è misurabile in ore di straordinario notturno e festivo quasi mai recuperato, e coinvolge, statistiche alla mano, in primis i chirurghi generali, proprio come quelli del reparto coinvolto, i medici delle appendiciti e delle perforazioni, delle milze rotte da incidente stradale e delle occlusioni intestinali, un lavoro straordinario che è diventato orario ordinario, richiesto dall’ emergenza urgenza del giorno. Per questo mi sento in dovere di ringraziare i miei colleghi reperibili, ed in particolare visto il caso, quelli della Chirurgia di Mestre, a nome e per conto di tutti coloro che, medici, infermieri, o comuni cittadini, di notte sono abituati, e giustamente, a dormire.

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Conoscere il Microbiota S

ì parla spesso di prevenzione nei mesi invernali, ma possiamo fare qualcosa per la nostra salute tutto l’anno? Sì prendendosi cura del nostro microbiota. Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino; esso è formato da una miriade di ceppi batterici differenti che vivono in simbiosi con l’organismo umano. La formazione del microbiota ha inizio dalla nascita ed è frutto dello stile di vita di ogni singolo individuo. Recenti studi infatti, dimostrano come un bambino di pochi mesi abbia in comune diversi ceppi batterici con la madre. Il microbiota è fondamentale per il funzionamento non solo dell’intestino ma anche delle difese immunitarie ed un suo squilibrio, detto anche disbiosi, può provocare problemi in tutto l’organismo. Uno squilibrio del microbiota potrebbe portare a pensare che le conseguenze siano esclusivamente o principalmente a livello gastrointestinale ma non è così. Le patologie che più comunemente ci segnalano un cattivo funzionamento delLEmicrobiota sono RUBRICHE: candidosi, cistiti NOSTRE e sintomatologia neurologiche come stanchezza e difficoltà d’attenzione. La disbiosi intestinale può causare anche disordini metabolici, malattie croniche, ed infiammazioni intestinali; i suoi effetti sul sistema nervoso centrale sembrano

Salute p.43

addirittura collegare un cattivo equilibrio del microbiota a patologie come la depressione. Ecco perché è importante preservarne il più possibile l’equilibrio. Purtroppo i fenomeni di resistenza antibiotica non accennano a diminuire e un microbiota sano ed in equilibrio può fare davvero la differenza in caso di malattia. Come preservare il nostro microbiota? Assumere responsabilmente i farmaci, in maniera particolare gli antibiotici che non distinguono tra ceppi batterici patogeni ed i batteri simbionti benefici del microbiota. Oltre ad una dieta sana ed equilibrata è consigliabile reintegrare con prebiotici e probiotici la propria dieta almeno due o tre volte l’anno, indipendentemente dai trattamenti farmacologici effettuati. Veni in farmacia a chiederci un consiglio. Ti aspettiamo.

Il microbiota è fondamentale per il funzionamento nonp.35 solo dell’intestino Animali p.32 Diritti Salute p.43 ma anche delle difese immunitarie ed un suo squilibrio, detto anche disbiosi, può provocare problemi in tutto l’organismo

Apnee del sonno, una sindrome che può diventare pericolosa L

a sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno (OSAS), è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione respiratoria a livello della faringe di pazienti per lo più russatori. Ciò può determinare diminuzione periodica del livello di ossigeno nel sangue, tachicardia o bradicardia, ipertensione arteriosa, ripetuti micro risvegli notturni e possibili risvegli con sensazione di soffocamento, che possono portare ad un’eccessiva sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione e cefalea mattutina con comparsa nelle forme più gravi di patologie cardiovascolari importanti che possono arrivare fino a cardiopatie ischemiche e malattie cerebro-vascolari acute. Le forme più gravi sono spesso associate ad obesità e possono compromettere gravemente la qualità di vita del paziente. È costantemente presente una ristrettezza delle prime vie aeree,una ridotta funzionalità della muscolatura laringo-faringea, e spesso è presente un’ipertrofia tonsillare. Per questi motivi per la diagnosi la prima valutazione è eseguita dall’otorino laringoiatra e successivamente si possono eseguire accertamenti strumentali. L’approccio terapeutico si basa sulla chirurgia nasale, la chirurgia uvulopalatale, fino alla più recente chirurgia faringea, per stabilizzare le pareti faringe laterali. L’alternativa alla chirurgia rimane l’uso, peraltro

efficace, della CPAP durante il sonno, cioè di un apparecchio di ventilazione a pressione positiva, che permetta di mantenere disostruite le vie aeree e aiutare l’espansione della gabbia toracica. È sempre indicato evitare il sovrappeso, l’abuso di alcoolici ed i pasti serali abbondanti, il fumo e l’abuso di tranquillanti. L’OSAS è quindi una sindrome più frequente di quanto si pensi, negli adulti la forma di grado severo si stima attorno al 6% della popolazione, e si ritiene determini in questi pazienti una frequenza di incidenti 7 volte superiori alla media. Solo in Italia nel 2014 ha causato 7300 incidenti con 231 morti e più di 1200 feriti, tanto che nel 2016 i medici competenti hanno l’obbligo di segnalarla per il rinnovo della patente Dott. Giorgio Bondesan - Specialista in Otorinolaringoiatria, Audiologia, Agopuntura Adria - via Brollo, 2 tel. 342 0015277 Porto Viro - Centro medico S.Giusto - via G.Mazzini, 48/A tel. 0426 634136

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Chirurgia ossea ricostruttiva in odontoiatria S

empre più spesso i pazienti richiedono il ripristino funzionale della dentatura mediante protesi fisse su impianti per una funzione più simile alla naturale e per un risultato estetico soddisfacente. A volte questo è impossibile in quanto la malattia parodontale che ha dal mento o dall’angolo mandibolare un blocchetto di causato la perdita dei denti ha determinato anche una osso che viene sagomato e fissato nel sito ricevente perdita di supporto osseo. Questo è più evidente nei mediante viti in titanio. settori laterali dell’arcata superiore per la presenza del L’espansione di cresta consente di aumentare seno mascellare, struttora anatomica cava connessa lo spessore di creste edentule contestualmente con le fosse nasali, e nella mandibola per la presenza all’inserimento di impianti. Il rialzo del seno del nervo alveolare inferiore che mascellare si effettua sollevando Queste tecniche possono da sensibilità e motilità al labbro la membrana di rivestimento inferiore escludendo la possibilità del seno e riempiendo lo spazio essere eseguite dell’inserimento di impianti in formatosi con osso autologo o ambulatoriamente e titanio per riduzione dell’altezza e osso artificiale permettendo così danno risultati dello spessore osseo. Per ovviare un aumento in altezza tanto da soddisfacenti a questi inconvenienti si utilizzano poter inserire gli impianti. Queste tecniche di chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa. tecniche, eccetto rari casi di controindicazione per La correzione delle atrofie ossee può essere effettuata malattie gravi di carattere generale (cardiopatie gravi, principalmente con quattro modalità di trattamento: diabete scompensato, malattie delle ossa) o nei forti -Rigenerazione ossea guidata fumatori, possono essere eseguite ambulatoriamente -Innesto a blocco e danno risultati soddisfacenti. -Espansione della cresta ossea (allargamento dello spessore) Dott. Vezio Bertani -Rialzo del seno mascellare - Medico-chirurgo specialiL’obiettivo della rigenerazione ossea guidata è sta in Odontostomatologia quello di promuovere la formazione di nuovo osso Cortile di San Martino, 12 attraverso l’utilizzo di membrane e materiali riempitivi - Piove di Sacco (PD) tel. di diversa natura. L’osso autologo cioè l’osso proprio 0495842949 del paziente è senz’altro il materiale migliore per www.studiodentisticobertani.it l’aumento osseo. veziobertani@libero.it L’innesto a blocco si effettua di solito prelevando


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Terapia con onde d’urto Chiediamo al Dott. Bortolato informazioni sulle Onde d’urto

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e onde d’urto focali, introdotte in medicina agli inizi degli anni novanta per la cura dei calcoli renali (litotripsia urologica), da più di un decennio vengono impiegate anche per curare molte patologie dell’apparato muscolo scheletrico (tendini ed osso principalmente). Metodica non invasiva, le onde d’urto sono, in molti casi, una valida opzione terapeutica per la cura di molte patologie, anche in fase acuta, grazie alle sue proprietà benefiche di tipo antinfiammatorio, antidolorifico ed “anti-edema” (cioè per contrastare il “gonfiore”), nonché per stimolare la riparazione tissutale. In tempi più recenti, infatti, si sono mostrate efficaci anche nell’ambito della rigenerazione cutanea, accelerando il processo di guarigione di piaghe, ulcere e ferite “difficili” di varia origine, anche post-traumatica. Che cosa sono le onde d’urto? Le onde d’urto sono onde acustiche (impulsi sonori, di natura meccanica), prodotte da appositi generatori (i litotritori), ed in grado poi di propagarsi nei tessuti, in sequenza rapida e ripetuta. Sono caratterizzate da una particolare forma d’onda (prima fase di pressione positiva, seguita da un altrettanto rapida fase, meno ampia, di pressione negativa), che le differenzia dagli ultrasuoni e che, nel suo complesso, è responsabile degli effetti biologici positivi applicabili in campo terapeutico.A livello microscopico, la stimolazione con le onde d’urto è paragonabile ad una sorta di “microidromassaggio” profondo sui tessuti e sulle cellule, in grado di indurre queste ultime a reagire positivamente, con produzione di sostanze ad azione antinfiammatoria e di fattori di crescita, che stimolano la rigenerazione dei tessuti stessi, a partire dalle cellule staminali. Grazie a questi effetti biologici di base, da più di un decennio l’uso delle onde d’urto si è ampiamente diffuso, dal

campo urologico, anche all’ambito ortopedico, fisiatrico e riabilitativo Ben tollerate, non invasive, ripetibili e di grande efficacia clinica, le onde d’urto focali, in taluni casi opportunamente selezionati, si dimostrano essere anche un’alternativa all’intervento chirurgico. Inoltre: - Le onde d’urto focali possono agire in modo sinergico (cioè di rinforzo) con altre terapie, o anche di potenziamento ed accelerazione dei risultati attesi da un intervento chirurgico; - il trattamento con onde d’urto eseguito in prima istanza non preclude la possibilità di poter poi intervenire con altre soluzioni terapeutiche (ad esempio chirurgiche). La durata di ogni seduta può variare dai 10-15 minuti nel caso di applicazioni sui tessuti “molli” (tendini, muscoli e cute), a tempi maggiori (fino anche ad un’ora) per i trattamenti sull’osso. Il paziente viene generalmente fatto accomodare in posizione supina sul lettino o seduta. Durante tutta la durata della terapia il paziente è sotto costante e diretto controllo medico, in modo da modificare il livello di energia anche in funzione della sensibilità del paziente. Le onde d’urto sono sicure ed efficaci. Il trattamento con onde d’urto focali è una metodica non invasiva, ambulatoriale, sicura e di comprovata efficacia. La terapia è pressoché priva di effetti collaterali di rilievo clinico e ben tollerata. I vantaggi che ne derivano per il paziente sono ormai internazionalmente riconosciuti e comprovati da circa 15 anni di esperienza nella pratica clinica quotidiana. Nel caso di trattamenti sull’osso, per cui si applicano energie maggiori e per una durata di tempo superiore, è possibile che il dolore risulti più intenso e che sia necessario ricorrere ad anestesia locale. Le onde d’urto focali possono essere applicate solo

FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE AMBULATORIO POLISPECIALISTICO DIAGNOSTICA STRUMENTALE

Struttura convenzionata con:

Il dott. Mario Bortolato in presenza di calcificazioni? NO, la presenza di calcificazioni tendinee o legamentose non è il requisito fondamentale per poter prescrivere il trattamento con onde d’urto.Le onde d’urto focali sono in grado in taluni casi, contestualmente agli effetti terapeutici, di disgregare calcificazioni tendinee o in prossimità di legamenti ed articolazioni, attraverso un processo di “scioglimento”(grossolanamente paragonabile all’azione di un anticalcare), a differenza di quanto avviene per i calcoli renali che, con il litotritore, vengono invece frantumati. Quali sono le principali indicazioni? Tutte le affezioni infiammatorie delle strutture tendinee e muscolari, in particolare: tendiniti della spalla (periartrite calcifica e non), epicondilite ed epitrocleite (gomito del tennista e gomito del golfista), pubalgia, tendinite del gran trocantere, tendinite rotulea al ginocchio, tendinite achillea (achillodinia), sperone calcaneare (tallonite), fascite plantare. In traumatologia, per la mancata guarigione della frattura ossea, (pseudoartrosi o ritardo di consolidazione), dopo l’insuccesso del trattamento chirurgico o dell’uso di apparecchi gessati. Le onde d’urto trovano indicazione anche in medicina estetica per la riduzione dei localizzati di grasso (braccia, addome, gambe, mento); riduzione degli inestetismi della cellulite (pelle a buccia di arancia); miglioramento della circolazione locale del sangue; aumento dell’elasticità della pelle

Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.)

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Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato Aut. san. Nr 53 de 15/7/13

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Run for Iov Pazienti e oncologhe alla maratona di New York

Cancro al seno: si guarisce e si torna a correre L

’avventura del team Run for Iov, composto da dodici pazienti guarite dal cancro al seno e da quattro specialiste dell’Istituto Oncologico Veneto, si è conclusa nel migliore dei modi. Partite da Padova verso New York, domenica 6 novembre hanno partecipato alla Maratona più famosa del mondo. Le runners hanno sconfitto il cancro al seno, curate e seguite dagli specialisti dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Alessandra, 34 anni; Sabrina 44 anni; Patrizia 43 anni; Alberta 49 anni; Susanna, 30 anni; Martina, 38 anni; Paola, 63 anni; Ornella, 53 anni; Daniela 50 anni; Caroline, 49 anni; Donatella, 53 anni, Sandra, 47 anni (fondatrice della Onlus Ryla, Run for Your Life Again).

Con loro sono partite anche quattro specialisti dello IOV (clinici che hanno seguito da vicino le donne durante e dopo il periodo di cura) e che parteciperanno alla maratona newyorkese: Silvia Michieletto e Tania Saibene (chirurghi oncologi della Breast Unit dello IOV); Stefania Zovato (endocrinologa U.O. Tumori EreditariIOV); Samantha Serpentini (psiconcologa, IOV). “Il rapporto che si instaura allo IOV – afferma Patrizia Simionato, direttore generale dello IOV - tra pazienti e clinici è tale da generare iniziative forti, autentiche e coinvolgenti. All’Istituto i pazienti sono prima di tutto persone, e proprio per questo in un rapporto di profonda attenzione nascono momenti di aggregazione e si sviluppano attività importanti, che durano nel tempo”.

Il gruppo padovano alla Maratona di New York si è fatto notare

Chi si ammala, chi guarisce?

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gni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne (e 300 uomini). Si tratta infatti della neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. In media, in assenza di condizioni particolari (come la mutazione genetica), il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l’età. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori è del 2,3% fino all’età 49 anni (1 donna su 45), del 5,2% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 19) e del 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23). Complessivamente, emerge che 1 donna su 9 in Italia si ammalerà di tumore al seno nel corso della sua vita. Consola però sapere che la mortalità è in continuo calo: ogni anno diminuisce dell’1,4%, e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Certo sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile. Il cancro al seno è la causa del 29% dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, il 23% di quelle tra 50 e 69 anni e il 16% di chi ha oltre 70 anni..


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Turismo •

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Estremo Oriente

Vietnam e Cambogia, il futuro ha un cuore antico Viaggio nei due paesi dell’Indocina che nella pace, dopo tanti anni di guerra, hanno trovato il volano per una crescita vertiginosa. Anche sul piano turistico, mettendo in mostra i tesori di una cultura millenaria

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uarant’anni di pace valgono anni luce quelle di Oriana Fallaci) ai grattacieli abbadi progresso. Liberano energie posi- glianti di luci e di colori della City. E proprio tive. Rimettono in moto e fanno rinascere a Saigon la memoria del conflitto è ancora la speranza anche in un paese, quale era il viva nel Museo della guerra che documenta Vietnam del 1975, dilaniato da trent’anni di le atrocità commesse dagli americani e le guerra sanguinosa e brutale. Prima quella conseguenze dell’utilizzo di armi chimiche. per uscire dal giogo del colonialismo fran- Quella pagina di storia è ancora viva anche cese (conclusasi nel 1954) e poi quella civile nel Palazzo della Riunificazione, l’ex sede del fraw il Nord comunista e il Sud filo america- primo ministro del Sud, dove sono visitabili no (1960-1975) che sconvolse il mondo per anche i bunker sotterranei. Chi vuole approle sue atrocità. Oggi il Vietnam è un paese fondire il tema della guerra trova pane per giovane e dinamico, proiettato verso la crei suoi denti a Cu Chi, visitando il sistema di scita economica e desideroso di mostrare tunnel sotterranei che ebbero una funzione al mondo i suoi vistosi passi in avanti. Un fondamentale nella strategia di guerra dei paese che vive di futuro, che è quello che Vietcong. La Saigon più occidentale la si rihanno nel cuore i suoi milioni di giovani. trova nel quartiere della cattedrale di Notre Una generazione on the road che sfreccia Dame e del monumentale Palazzo delle Posorridente a tutte le ore in sella ad altrettanti ste. Quella più tradizionale nella Pagoda di milioni di motorini lungo le strade di Saigon Ngoc Hoang e nel mercato popolare di Ben (la chiamano tutti ancora così, nonostante il Thanh. suo nome oggi sia Ho Chi Minh) in una sorta Il modo migliore per apprezzare il delta del di stordente moto perpetuo. Mekong è la navigazione fluviale, spingenIl Vietnam (territorio poco più grande dosi poi con piccole imbarcazioni a scoprire dell’Italia dove vivono 90 milioni di abitanla rete di canali e di stagni che, avvolti da ti) oggi è un paese che ha cancellato le fe- un vegetazione lussureggiante, costituiscorite e le devastazioni dei no l’habitat ideale per una Dalla vivace e cosmopolita variegata avifauna. Straortanti conflitti patiti nel dopoguerra e che vuole dinaria l’escursione in picSaigon (oggi Ho Chi Minh) mettere in vetrina anche cole barche nella foresta alla natura avvolgente del le sue straordinarie beldelta del Mekong, dalla regale pluviale di melaleuca a Tra lezze naturali e artistiche. Su. A Can Tho, vivace città Phnom Penh ai templi A partire dalla capitale di un milione di abitanti, di Angkor, Patrimonio Hanoi, ricca di templi e pulsa di vita il mercato galdell’Umanità Unesco. di palazzi, oppure dalla leggiante di Cai Rang con spettacolare baia di Ha- Un viaggio ricco di sorprese, i sampan carichi di merci long (situata all’estremità seguendo il filo della storia di ogni genere, soprattutto settentrionale del paese, riso e frutta, mentre la sera al confine con la Cina) con i suoi monumen- è piacevole perdersi tra la folla di giovani che tali “faraglioni” da ammirare in navigazione animano l’area pedonale dominata dalla gilenta, o l’antica capitale imperiale Hue dove gantesca statua di Ho Chi Minh. Lungo la ancora si colgono i fasti della vita di corte. E strada per Chau Doc è “visitabile” anche un poi Da Nang con il suo museo ricco di scul- allevamento di… coccodrilli, utilizzati come ture antiche e misteriose, Cham famosa per carne e nella confezione di borsette. le sue incantevoli spiagge di sabbia bianca, Chi ha tempo, da Chau Doc può vivere l’eBuon Me Thuot e Pleiku interessanti per le mozione di raggiungere la Cambogia risaloro piantagioni di caffè e i loro elefanti. E lendo il Mekong (sei ore di navigazione) e ancora spiagge da sogno, scendendo, a Nha concedersi un’appendice di viaggio a Phnom Trang e Phan Tiet. Per arrivare infine a Sai- Penh e nella zona dei templi di Angkor, una gon – Ho Chi Minh e nel delta del Mekong, delle sette meraviglie del mondo moderno. il cuore pulsante del paese a livello econo- La capitale della Cambogia è oggi una città mico dove il Vietnam vive già proiettato nel con tanta voglia di lasciarsi alle spalle i terfuturo. Saigon si ammira tutta dalla Bitexco ribili ricordi legati alla feroce dittatura dei Tower, dall’alto dei suoi 262 metri, seconda Khmer Rossi. Le atrocità compiute dal regine solo alla Keangnam di Hanoi (336 metri). La di Pol Pot nel periodo 1975 – 79 sono docuvecchia capitale del Sud, metropoli che sfiora mentate soprattutto nel Lager S21, l’ex liceo ormai i 10 milioni di abitanti, è un contrasto dove furono detenuti e torturati migliaia di avvincente fra vecchio e nuovo: dai quartieri internati, colpevoli solo di essere intellettuacoloniali che evocano pagine di letteratura e li, borghesi o commercianti e quindi “inutidi corrispondenze di guerra (indimenticabili li” alla folle costruzione dell’utopistico stato

Una splendida ragazza cambogiana lungo il viale che porta al tempio di Angkor Wat. A sinistra dall’alto: esercito di scooter a Saigon (oggi Ho Chi Minh City) e un allevamento di coccodrilli nel sud del Vietnam. Sopra uno dei grattacieli simbolo di Saigon e la statua di Ho Chi Minh, il “grande padre”, a Can Tho. Sotto: un’immagine di Angkor Wat al tramonto, un tempio buddista, elefante fra i templi di Angkor, il palazzo reale di Phnom Penh, navigazione nel delta del Mekong, sposi a Saigon davanti alla cattedrale cattolica di Notre Dame e le grandi statue del tempio di Bayon (Angkor) in Cambogia

comunista rurale. Furono quasi due milioni i cambogiani sterminati dal regime da Pol Pot, un terzo della popolazione. I fasti della dinastia tornata alla guida del paese (dopo la liberazione dai Khmer Rossi da parte delle truppe vietnamite) sono ammirabili nel Palazzo Reale. Infine Angkor: servono almeno tre giorni per rendersi conto della preziosità dei suoi templi, raggiungibili a bordo dei tuk tuk, le pittoresche motocarrozzette locali. Il più celebre, Angkor Wat, Patrimonio dell’Umanità Unesco, richiede da solo mezza giornata. Imperdibile la vista con i colori morbidi e caldi del tramonto, con il tempio che si specchia nell’acqua. Atmosfere uniche, pietre che “parlano” attraverso i bassorilievi dell’antica cultura Khmer usciti intatti il secolo scorso dall’abbraccio ultrasecolare della foresta. Le Thi Thu Phuong, laureatasi in Italia e ora responsabile marketing di Asiatica Travel, tour operator di Hanoi molto attivo nel

nostro paese, collaborando anche con il Centro Studi Vietnamiti (il 25 settembre scorso a Torino ha organizzato l’evento culturale “Vietnam da scoprire”), propone interessanti viaggi su misura in Indocina, organizzati anche on line, viaggi con assistenza in italiano 24 ore su 24. Pacchetti tagliati sulle esigenze dei viaggiatori, singoli o di gruppo, caratterizzati da qualità nei servizi, buon prezzo e spessore culturale. “Vogliamo far apprezzare il nostro bellissimo paese” dice Le Thi Thu Phuong “che negli ultimi anni sta intensificando il rapporto di amicizia con l’Italia, come testimonia anche la recente visita del vostro Presidente della Repubblica Mattarella e le molteplici sinergie in campo commerciale e culturale”. � Pagina a cura di

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Turismo •

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Friuli Venezia Giulia

Collio e Carso, terre di solisti del gusto Cinque protagonisti dell’enogastromia locale raccontano questi territori di confine ricchi di storia e di contaminazioni etniche e culturali: Josko Sirk, Augustin Devetak, Giorgio Suraci, Adriana Rizzotti e Giovanni Puiatti

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ante anime, un cuore unico. Quello di un territorio schietto, spigoloso anche, ma indiscutibilmente generoso di cose buone. Prodotti frutto di contaminazioni plurisecolari che rispecchiano il carattere multietnico di questa microregione. Parliamo dell’estremo lembo del Friuli Venezia Giulia, laddove l’asprezza del Carso si confonde e si mitiga fra i declivi dolci del Collio. Terre di genti diverse, di culture che la storia ha spesso contrapposto, ma che nella pluralità hanno trovato anche la loro ricchezza. Carso triestino e Collio goriziano, territori ancora divisi al proprio interno da un confine (ieri quello “ferreo” jugoslavo, oggi quello - quasi impercettibile - sloveno) ma che grazie all’Europa sembrano aver ritrovato un’unità particolare, capace di valorizzare il prezioso patrimonio di tradizioni locali: friulane, giuliane, slovene e austriache, in una parola mitteleuropee. Terre di vini soprattutto, dai celebrati bianchi del ColProsegue alla pag. seguente

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lio (Ribolla, i vari Pinot, Friulano, Sauvignon) agli indomiti rossi del Carso (Terrano soprattutto, accanto al bianco Vitovska). Ma anche di formaggi frutto di sapienza artigianale e di prosciutti e salumi di eccellente fattura che trovano in una ristorazione evoluta e colta una vetrina adeguata. Il nostro viaggio in queste terre di confine si sviluppa lungo gli itinerari della Via dei Sapori (un consorzio fra operatori selezionati del Friuli Venezia Giulia, con un sito davvero interessante e ricco di notizie e curiosità: www.friuliviadeisapori.it) e si sostanzia nell’incontro con alcuni protagonisti della scena enogastronomica locale. Attraverso le loro esperienze si “legge” e si capisce un territorio. Josko Sirk di Cormons è tra i solisti più conosciuti del Collio. Un visionario capace di aprire nuovi orizzonti. E’ stato tra i pionieri del turismo in questa zona addossata al confine, basti pensare allo storico ristorante Al Cacciatore, agli appartamentini immersi nel verde, all’Osteria, alla cantina storica e alla straordinaria acetaia. Immaginifico al punto che nel suo resort “verde” immerso nel bosco della Subida Sirk oggi ha aggiunto un minuscolo monolocale plein air con le pareti vetrate pronte a spalancarsi tra querce e felci per

permettere all’ospite di respirare gli umori della natura. E poi ha creato la possibilità di dormire in un fienile su un letto “felliniano” tra i veli di un baldacchino candido. “Non bisogna mai smettere di guardare avanti” dice Sirk “Qualcuno mi ha dato per matto, ma io credo nella forza delle idee nuove, capaci di intercettare nuovi turismi”. Augustin Devetak di San Michele del Carso ha sulle spalle, senza sentirne il peso, i 146 anni di storia della locanda di famiglia. Questa sorge poco lontano dalle trincee del primo conflitto mondiale, le stesse dove il poeta Giuseppe Ungaretti, a contatto con la tragedia della guerra, scrisse i versi scarni diventati manifesto del suo ermetismo e che oggi ritroviamo ispiratori del vicino parco letterario che vale certamente una visita. Devetak in questi giorni ha avuto la soddisfazione di trovarsi a pranzo due Capi di Stato: il presidente Mattarella e il suo collega sloveno Pahor trovando il modo di far loro apprezzare i ravioli di ricotta e menta della moglie Gabriella e soprattutto le tradizioni di famiglia. Ovvero un’ospitalità sincera e tante cose buone fatte in casa: agli ortaggi sott’olio, ai distillati. La sua bella casa in pietra è un punto di riferimento per la zona, le figlie si


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Turismo •

Collio e Carso, terre di solisti del gusto Nei piatti e nelle cantine si colgono ancora la pluralità e i valori della vecchia Mitteleuropa, fondendo le tradizioni friulane, giuliane, slovene e austriache. la “Via dei sapori” è una bussola per conoscere gli itinerari giusti da seguire sono già affiancate nella gestione. “Il nostro futuro sta nella valorizzazione della tradizione” dice “e noi stiamo cercando di interpretare questo concetto in più modi senza mai perdere di vista la sempicità”. Giorgio Suraci ha trasformato il suo ristorante in un tempio della cucina. Al Lido di Muggia, locale al piano terra dell’omonimo albergo, è rimasto tutto com’era negli anni ’70, in uno stile piacevolmente fané, dagli arredi alle atmosfere, con quei piatti del Buon Ricordo che ricordano gli anni d’oro di una ristorazione che voleva rompere gli schemi e affermare il verbo della qualità. Ecco, Giorgio Suraci è ancora lì a spiegare perché i suoi piatti di pesce non seguano le mode e alle salsine fuorvianti preferiscano la qualità schietta della materia prima. Perché il pescato che finisce in tavola è quasi tutto di cattura e lo si sente. La vicinanza con l’Istria (anche la moglie di Giorgio, Annamaria, è istriana: di Pinguente) permette forniture ittiche di eccellenza. E non oc-

Nelle immagini di copertina: un paesaggio del Carso triestino affacciato sul golfo e un panorama dolce del Collio goriziano. Qui a lato, da sopra: Adriana Rizzotti nel suo locale “Al Ponte”, Giovanni Puiatti (con la sorella Elisabetta), Josko Sirk, Giorgio Suraci con la moglie Annamaria e, in basso a destra, Augustin Devetak

Segue dalla pag. precedente

corre essere triestini per capirlo. “La clientela si fidelizza con la continuità” dice Giorgio “Muggia è la perla veneziana del golfo di Trieste, qui c’è un pesce talmente buono che basta presentarlo al naturale”. Porta d’ingresso di questa micro regione è Gradisca d’Isonzo, con il suo nobile teatro e la sua enoteca regionale. Il ristorante Al Ponte, oggi anche albergo, ha la funzione delle antiche stazioni di posta. La famiglia Rizzotti è al timone da 32 anni. Viene dalla Carnia e lo si coglie anche nella cucina di territorio che propone, ovvero una felice sintesi dei sapori del Friuli e dei grandi vini dell’Isontino e dei Colli Orientali. Caminetto sempre acceso e una cifra stilistica di classe. Armando Plett e Adriana Rizzotti sono gli anfitrioni del locale, amano i piatti che presentano e te li fanno amare. “Un tocco creativo ci vuole” dice Adriana “ma è sempre l’anima della tradizione che alla fine deve emergere. I clienti cercano questa”. E per finire Giovanni Puiatti, uno dei produttori di vino storici della zona. Uno che ha sempre portato all’estremo la ricerca per dare finezza ed eleganza ai suoi prodotti. Tra i primi a pensare in grande nell’export. In America è di casa. Oggi la sua piccola Villa Parens è un’azienda boutique che propone gioielli enologici. “La nostra zona” dice “ si è affermata una ventina di anni fa per la qualità dei suoi vini. Oggi la sfida continua, in cantina come nell’arte del ricevere. Questo territorio è così ricco di valori che basta solo comunicarli nel modo giusto, anche a livello internazionale”. Renato Malaman


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine radicchio

Carciofi farciti

Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio*. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio*.

Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 C di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 C di zucchero a velo.

Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.

Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.

Crema di radicchio Ingredienti: 1 decina di foglie di radicchio varie - 2 spicchi d’aglio - 2 C di panna di riso - un pizzico di zenzero - un pizzico di curry - olio e sale q. b. Preparazione: lavare, scolare il radicchio e farlo saltare con l’aglio tritato, regolare di sale. A fine cottura unire lo zenzero, il curry e la panna di riso. Frullare il tutto per ottenere una crema vellutata da usare sia per condire cereali e pasta, ma anche su crostini e tartine. Questo inoltre è un ottimo modo per riciclare le foglie di radicchio più grandi o resti di radicchio di vari tipi.

Focaccia della nonna

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Non è Natale senza i suoi tradizionali dolci da forno. Ed è per questo che il nostro panificio sforna da sempre soffici e invitanti panettoni e pandoro artigianali, preparati con ricche farciture e ingredienti di primissima qualità. Canditi e uvetta per gusti più classici e proposte più ricercate, come pere e cioccolato, gocce di cioccolato, frutti di bosco e arance, noci e cioccolato per i più golosi. Su richiesta eseguiamo varianti personalizzate e decorazioni. Realizziamo anche eleganti confezioni regalo e ghiotte ceste con una selezione dei nostri prodotti.

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Novembre Avanti tutta e se incontrerete degli ostacoli trattenete il fiato e girate l’angolo. Supererete tutto

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Scorpione Nonostante le tensioni, ammorbidite le lamentele e mostrate il vostro volto più affettuoso

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