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Rovigo nov2015 n141

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di Rovigo

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Censer Venduto il Cubo ma l’Università non si tocca!

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Ottobre rodigino E’ stata la Fiera della legalità: guerra all’abusivismo

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Il Comune dichiara guerra alle buche

VIOLENZA: NEL 93% DEI CASI IL MOSTRO È IN CASA

L’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Bergamin ha deciso di intervenire nel settore dei lavori pubblici, con particolare attenzione al rifacimento del manto stradale. Ed è pronta a mettere in campo quasi un milioni di euro. pag. 12

ARRIVA LA SENTENZA DEL TAR ESCLUSO ANDREA BIMBATTI I giudici amministrativi hanno deciso. E non hanno accolto il ricorso. Niente da fare, dunque. Andrea Bimbatti, nome noto della politica rodigina, ex assessore comunale col sindaco Piva, non entrerà in consiglio comunale a Rovigo pag. 14

Le nostre rubriche

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Una legge nazionale che parla polesano

Il deputato democratico Diego Crivellari ha vinto la sua battaglia: passa alla Camera la proposta di istituzione del reato di omicidio stradale. Pene più pesanti

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na delle leggi più volute, più chiacchierate, più osteggiate, più discusse e più oggetto di discussione degli ultimi mesi e degli ltimi anni parla polesano. E’ quella sull’introduzione del reato del’omicidio stradale. Mirato in particolare a punire chi toglie una vita mentre guida ubriaco. “Un impegno mantenuto. La Camera dei Deputati ha appena approvato a larga maggioranza l’omicidio stradale, assorbendo

la nostra proposta di legge: pene più severe per chi uccide o ferisce gravemente qualcuno mettendosi al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope. Un passo in avanti per la sicurezza nelle nostre strade e una legge che parla anche polesano”. Dopo quasi due anni dall’aver depositato la proposta n.2192, il deputato del Partito Democratico Diego Crivellari primo firmatario della proposta stessa, ha potuto

votare nella serata del 28 ottobre la legge sull’omicidio stradale. “‘ finalmente passata ka mia proposta di modificare il codice penale, in materia di omicidio, di lesioni personali e di danneggiamenti commessi a causa della guida in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché modifica al codice della strada”. pag. 10

Editoriale

Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?!

I

di Germana Urbani*

l prossimo 8 dicembre si aprirà il Giubileo straordinario della misericordia in un momento storico davvero difficile, per l’Italia, per Roma capitale – anche del malaffare - ma soprattutto per la Chiesa romana dei principi porporati, dei palazzi, della banca vaticana, degli intrighi. *direttore@lapiazzaweb.it continua a pag. 8

18-23

VENETO RICICLONE, EPPURE BRUCERÀ RIFIUTI ALTRUI

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INTERVISTA AL REgISTA ANDREA SEgRE

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news da laPiazzaweb 3

in continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Samantha

Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono

stati cliccatissimi i servizi relativi Venicemarathon, dodicesimo posto per Leonaro Calzavara di Pianiga. Ricordando Fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece Porto Tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL

Sui social è volata la notizia con La Piazza ti informi e... risparmi con i Coupin del Risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Roberto Favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a McDonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del Patti Territoriali di Chioggia, Cavarzere e Cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, L’equipe ospedaliera del reparto di urologia di Dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia

Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni

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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di

salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.

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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/

IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: La carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/

ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI

L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.

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EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: Piovese, Conselvano, Miranese Sud e Cavarzere

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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni

Annunciati nuovi tagli alla sani

di Elisa Dall’Aglio

In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero

Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”

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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle

Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-

liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.

SPERIMENTAZIONE SANITARIA

Med.it: oltre il Cup

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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.

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Argomento del mese 5 Verso l’unificazione delle due Ulss

Il direttore generale dell’Ulss 18 Arturo Orsini

ità, a pagare saranno i cittadini L’azienda sanitaria del Polesine trionfa allo Smau di Milano

Premiata la sanità digitale sin dalla scuola

L

’Ulss 18 è stata premiata, assieme ad altre 12 aziende sanitarie del Veneto, all’importante rassegna nazionale Smau di Milano. E’ avvenuto in virtù del progetto @Two!Salute! promosso da Arsenal.it e Regione Veneto che si è aggiudicato il premio eGov 2015 assegnato nei giorni scorsi. Tra i premiati summa cum laude anche l’Azienda Ulss 18 di Rovigo. Lo scopo del progetto era perseguire l’alfabetizzazione digitale, soprattutto in tema di servizi sanitari e accesso a questi, proponendo ore di lezione all’interno delle Ulss per i ragazzi delle medie inferiori. “Il premio eGov è un risultato importante – commenta Annalisa Boschini, direttore della comunicazione dell’Ulss 18 – perché valorizza il percorso di @Two!Salute! avviato con il fascicolo sanitario elettronico. La base didattica sulla quale si fonda l’esperienza è che i ragazzi sono i veri attori dell’evoluzione digitale. Come servizio di marketing e comunicazione, noi abbiamo tenuto lezioni all’istituto superiore de Amicis, il risultato è stato strepitoso”. “Si tratta di cambiare un atteggiamento culturale e un’abitudine, diffondendo una sanità sempre più vicina al cittadino – spiega Arturo Orsini, direttore generale dell’azienda Ulss 18 – per questo l’esperienza nelle scuole, realizzata con il fondamentale contributo degli operatori delle aziende Ulss coinvolte, proseguirà durante quest’anno scolastico”. “Come azienda Ulss 18 di Rovigo abbiamo aderito consapevoli della necessità del coinvolgimento delle giovani generazioni nell’evoluzione dei servizi della sanità – continua Boschini - Ciò li rende consapevoli delle opportunità offerte dal mondo digitale con l’obiettivo di ampliare la loro partecipazione, in particolare favorendo il loro ruolo di mediatori digitali all’interno del nucleo famigliare”.

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In provincia non ci saranno ripensamenti L

e modifiche di recente introdotte alla proposta di legge che prevede la unificazione delle aziende sanitarie, portandole a una per provincia, con la creazione di una “Ulss zero” con compiti logistici, organizzativi e relativi ad assunzioni e personale, non paiono destinate ad avere ripercussioni sul Polesine, dove appare ormai certo che Ulss 18 e Ulss 19 si uniranno. Resta solo da capire le tempistiche esatte. La proposta di legge relativa al riordino delle Ulss è stata infatti di recente modificata. In alcune province gli accorpamenti ipotizzati in un primo tempo potrebbero saltare. E’ il caso di quei territori di maggiori dimensioni nei quali si è pensato a un passo indietro rispetto alla creazione di una Ulss unica. Una casistica nella quale comunque non appare destinata a rientrare il Polesine. Qui appare ormai scritto che Ulss 18 e Ulss 19 si uniranno. Il disegno di legge iniziale prevedeva una Ulss per provincia, con la creazione di una sorta di “Ulss zero” con compiti di coordinamento, logistica, assunzioni, ordini. La modifica alla proposta di legge introdotta nei giorni scorsi ha in primo luogo in parte ridimensionato il ruolo della “Ulss zero” e previsto la possibilità che per le province di maggiori dimensioni si deroghi al principio della Ulss unica. Un problema che ovviamente non interessa il Polesine, dopo Belluno la provincia con il minore numero di abitanti. Qui la realizzazione di una unica Ulss non appare quindi messa minimamente in discussione. Resta da capire quando questo avverrà. Non ci sono certezze, anche se il “punto di non ritorno” potrebbe ragionevolmente essere fissato a dicembre. Non casualmente, dal momento che con l’anno nuovo torneranno in discussione le direzioni generali delle Ulss. Tra avvicendamenti Il 1° gennaio e conferme, il quadro dei dg sarà quindi arriveranno anche le nomine profondamente modificato. Al momento, i due direttori generali dei nuovi direttori polesani (Arturo Orsini per la Ulss generali polesani 18 e Pietro Girardi per la Ulss 19) attendono di avere notizie, presumibilmente a breve. “Comunque - spiega Orsini - in Polesine non dovrebbero esserci gravi stravolgimenti, dal momento che stiamo già battendo la strada dell’accorpamento per determinati servizi. Lo abbiamo fatto per i laboratori, per il Centro unico di prenotazione e stiamo lavorando su altri versanti”. Poche possibilità quindi in Polesine per salvaguardare l’autonomia delle due Ulss. I due direttori generali del resto non appaiono contrari alla unificazione e più che altro il dibattito politico si è levato per questioni essenzialmente di campanile: si è infatti rinfocolata l’antica rivalità tra Adria e Rovigo, con la prima che - tramite alcuni politici dell’attuale maggioranza di governo - ha messo le mani avanti, sostenendo come non ci sia nessuna legge scritta per la quale la sede della nuova Ulss dovrebbe sorgere per forza di cose a Rovigo. Anche se, a dire la verità, non è neppure scontato che si debba arrivare a una dicotomia del genere, dal momento che ovviamente la presenza sul territorio di uffici e strutture sarebbe garantita comunque. Intanto, col 1° gennaio dovrebbero come detto arrivare anche le nomine dei nuovi direttori generali. Difficile a Rovigo una conferma per Orsini, anche per raggiunti limiti di anzianità di servizio, mentre per Girardi ad Adria potrebbe arrivare una conferma, sempre che non giunga una nomina altrove. Resta da vedere cosa deciderà il presidente della Regione.


6 Rovigo Servizi Scongiurato il fallimento del Censer, senza rischi per l’Università

Un caso... al Cubo. Ma tutto è risolto Alla fine interviene la Fondazione, dopo le perplessità del Comune a legarsi mani e piedi per quasi 20 anni

Il primo schema di contratto di affitto dell’immobile aveva destato perplessità

di Elisa Dall’Aglio

S

e ne è discusso per un mese circa, ma alla resa dei conti la soluzione è stata trovata in una maniera molto più indolore di quello che si sarebbe potuto pensare quando il dibattito era al culmine. Alla fine, farà tutto (o quasi) la Fondazione della Cassa dei Risparmi di Padova e di Rovigo. E’ spuntato in grande celerità un piano B per consentire la cessione del “Cubo” di viale Porta Adige, l’edificio universitario la cui vendita è ritenuta necessaria per salvare il Censer, attuale proprietario, dal fallimento altrimenti annunciato. La prima ipotesi di vendita e successivo contratto di affittanza da parte del Cur era stata osteggiata dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, che la riteneva troppo onerosa e troppo rischiosa per Palazzo Nodari. Non aveva tutti i torti, o quantomeno non doveva essere quella l’unica strada percorribile, vista la celerità con la quale si è concretizzato un piano B che consente di risolvere tutte le problematiche. Soprattutto, Palazzo Nodari non se la sentiva di impegnare le casse pubbliche per un periodo tanto lungo quando auspicava l’acquirente dell’immobile che lo avrebbe poi affittato. Il lieto fine è stato annunciato nel pomeriggio di

venerdì 23 ottobre la Fondazione della Cassa dei risparmi di Padova e Rovigo. “Il Consiglio di amministrazione della Fondazione - spiega la nota stampa - ha deciso di procedere alla sottoscrizione del contratto di locazione dell’immobile in questione, una volta perfezionata la sua cessione al Fondo etico di social housing ‘Veneto Casa’. Costituito nel 2008 su iniziativa della Regione del Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione di Venezia e gruppo Intesa Sanpaolo, il Fondo ‘Veneto Casa’ ha finora realizzato progetti di edilizia sociale sul territorio regionale per circa 90 milioni di euro e nuove prospettive di investimento per ulteriori 100 milioni”. In parole povere, il nuovo schema prevede che il Fondo etico acquisti l’immobile dal Censer, che in questo modo avrà una iniezione di liquidità con la quale si spera di potere evitare il fallimento. C’è ottimismo ma non ci sono certezze, dal momento che lo scorso inverno il collegio sindacale aveva lanciato un monito chiaro, sulla questione. In sostanza, se da una parte si sottolineava come la vendita fosse l’unico modo per evitare nell’immediato il fallimento, dall’altra si lanciava

oltre zie oti n 0 0 0 . 12 a: n o z a u della t PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE

Eccolo qui, il Censer salvato dal fallimento. La vendita dell’immobile di viale Porta Adige, vicino al Censer, dove trovano sistemazione le aule dell’Università di Rovigo, ha consentito di salvarlo. La sua vendita è stata determinante per rimpinguare le casse del Censer ed evitare di portare i libri in Tribunale anche un monito: la cessione dovrà essere seguita da un riequilibrio, poiché verrà anche meno l’incasso dell’affitto. Il canone annuo sarà poi pagato al nuovo proprietario della Fondazione Cariparo stessa. “La scelta della Fondazione - prosegue la nota - di procedere direttamente alla sottoscrizione della locazione dell’immobile rappresenta la risposta ai problemi tecnico amministrativi evidenziati dal Cur, Consorzio universitario Rovigo nell’assumere il

ruolo di locatario. Una scelta fatta con forte senso di responsabilità nella consapevolezza che la mancata stipula del nuovo contratto di affitto avrebbe provocato l’annullamento della vendita dell’immobile e le conseguenti pesanti ripercussioni economico-finanziarie sul Censer. La Fondazione valuterà in prosieguo le modalità di affidamento della conduzione della sede universitaria”. Insomma: alla fine è stata trovata una soluzione che ha soddisfatto tutti. Almeno per ora.

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’epilogo della vicenda relativa alla vendita del Cubo è stata giustamente letta dal sindaco Bergamin come una vittoria politica: è passata infatti la linea di Palazzo Nodari di non firmare contratti di affitto con clausole giudicate veri e propri capestri penalizzanti per la pubblica amministrazione. “Forse non avevamo così torto - dice infatti il primo cittadino Bergamin - a evidenziare che certe clausole del contratto erano inopportune per il Comune di Rovigo. Sono soddisfatto che si sia giunti ad una soluzione, quella che auspicavo per il prosieguo delle attività universitarie nella nostra città”. Soddisfazione innegabile, per il primo cittadino Massimo Bergamin, dopo che il caso relativo alla vendita del cosiddetto “Cubo” (l’edificio universitario di viale Porta Adige di proprietà del Censer) è andata in porto, ma senza dovere sottoscrivere un contratto

di affitto che Palazzo Nodari vedeva come fumo negli occhi”. Alla fine la cessione si è comunque perfezionata, ma non sarà il Cur a pagare l’affitto al nuovo proprietario, quanto piuttosto la Fondazione Cassa dei risparmi di Padova e Rovigo. “Non abbiamo mai messo in discussione - prosegue Bergamin - il ruolo della Fondazione, meno che meno quello dell’Università che rappresenta per tutto il nostro territorio un volano di futuro e sviluppo economico e sociale”. “E’ per questo che già da lunedì 26 ottobre il nostro obiettivo sarà quello di trattare il trasferimento della Facoltà di Giurisprudenza da viale Marconi a Palazzo Angeli in sinergia proprio con la Fondazione Cariparo”. Come dire: scongiurato il peggio, ora si può pensare a crescere e a portare l’Università ancora più in centro città”. E.D.A.


8 Rovigo Fiera L’edizione numero 533 caratterizzata dalla lotta al Commercio abusivo

Un Ottobre col fiato sospeso

Editoriale Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?! di Germana Urbani*

di Elisa Dall’Aglio

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In una sola giornata sono stati individuati ben 80 commercianti non in regola arrivati in treno in città

on è stato un Ottobre rodigino come tutti gli altri. L’edizione 2015 ha visto il sindaco Massimo Bergamin schierare la polizia locale, guidata dal nuovo comandante Giovanni Tesoro, con decisione contro il fenomeno del commercio abusivo. Era la prima volta che in città si prendeva una posizione tanto netta e senza compromessi contro questo problema, che aveva già fatto arricciare il naso a più di una persona nelle passate edizioni. Dalle 7 alle 24 per i quattro giorni della 533esima fiera d’Ottobre, Rovigo e gli oltre 100mila visitatori che si sono recati in centro città si sono sentiti al sicuro: gli agenti della polizia locale sono stati impegnati su tutto il territorio, facendo anche il doppio turno, al fine di dare sicurezza e contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Il risultato dell’operazione degli agenti, coinvolti da sabato 24 a martedì 27 ottobre, è stato di 15 sequestri per un valore di circa 5 mila euroche comprende 825 cover di telefonini e tablet, 23 ombrelli, 11 capi di pelletteria, 35 di abbigliamento e 41 disegni. A fiancheggiare gli agenti, “l’uomo in più” polizia locale, spesso sotto tensione nell’ambito dello come lo ha definito il comandante Giovanni Tesoro: svolgimento del proprio lavoro, ma sempre pronto ad il sindaco Massimo Bergamin che ha sorvegliato il operare per il bene della città. Quest’anno, è stato buon andamento della fiera. “Un vantaggio che non ricondotto tutto nel senso della legalità, riconoscendo mi era mai capitato di avere in questi vent’anni di i diritti di chi lavora secondo le regole. Noi siamo per servizio. E’ per questo che si merita la pettorina che l’ordine, la sicurezza, la legalità e il decoro della indossa”. Il riferimento è alla pettorina della polizia città”. locale che il primo cittadino ha indossato per tutta Bergamin ha voluto poi ringraziare pubblicamente la durata dell’incontro con la il comandante Tesoro ed i stampa. Realizzati vari suoi agenti, consegnandogli “Ringrazio il comandante sequestri una lettera di encomio per e i suoi agenti per l’ottimo ma soprattutto è quanto fatto. Ai ringraziamenti lavoro svolto - ha esordito stato importante del sindaco si è associato Bergamin - Un lavoro che ha il dialogo l’assessore Brusaferro. “Questa visto il coordinamento anche fiera è stata un successo non con l’assessore al commercio Michele Brusaferro, solo per l’amministrazione ma anche della città, con la Prefettura e con tutte le forze dell’ordine perché il fenomeno dell’abusivismo è stato debellato. quali carabinieri e guardia di finanza. Sono qui per Il vero strumento per arrivare a questo risultato era ringraziare personalmente tutto il personale della proprio agire in maniera incisiva con il sequestro

FOCUS

La conferenza stampa che polizia locale e sindaco hanno organizzato per rendere conto dei risultati dei servizi di prevenzione

della merce. Ritengo questa fiera abbia coronato un lavoro partito oltre un mese fa e ringrazio chi ha reso possibile questo”. Tesoro invece ha ringraziato i suoi ufficiali, sotto ufficiali, agenti ed anche le loro famiglie che hanno capito e portato pazienza in quanto ha “sottratto” loro gli agenti per il servizio dei quattro giorni. “L’obiettivo per la polizia locale non è mai sanzionare ma garantire la serena convivenza nel rispetto della legge, attraverso uno strumento: la deterrenza con contravvenzioni e sanzioni. In questo caso l’unico modo era il sequestro della merce, anche se assicuro si è trattato solo di un punto percentuale, il 99% della merce è rimasta nelle borse degli abusivi”. Questo grazie anche ad un dialogo fra comandante e venditori: “Sono riuscito a far capire che a Rovigo non sarebbe stato possibile esporre e vendere merce abusiva, convincendo quindi gli 80 a tornare da dove erano venuti”.

segue da pag.

1

Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.

*direttore@lapiazzaweb.it

Piace la svolta verso la legalità

E anche gli organizzatori ringraziano gli uomini in divisa

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’ stata apprezzata, la nuova impronta, in tema di legalità, che sindaco e comandante della polizia locale hanno voluto imprimere alla tradizione dell’Ottobre rodigino. A manifestarlo caldamente sono stati anche gli organizzatori della Fiera, il presidente di Cofipo Angelo Bertucci e Giancarlo Zanella, che hanno sottolineato come lo spostamento di alcune bancarelle, 305 in totale con 12 gazebo per le associazioni, abbia ricompattato

la fiera. Anche questa una novità targata 2015. “Con piacere notiamo come il messaggio politico abbia dato un risultato” affermano. In chiusura il sindaco, ringraziando anche Ecoambiente che in pochissimo tempo ha ripulito il centro, ha voluto ribadire che “questa è la normalità, anche se fino ad oggi non è sempre stato così. Nessuno vuole militarizzare Rovigo, ma chi viene nella nostra città deve sapere che ci sono persone che credono

e operano sempre per sicurezza, decoro e vivibilità della città. Uno degli impegni che mi sono fin da subito assunto, è stato di dare una riorganizzazione e una rivisitazione al corpo di polizia locale, sia per quanto riguarda gli agenti, diminuiti negli ultimi 5 anni di 11 unità quelli in divisa e 8 certificatori di sosta (ne è rimasta soltanto una) sia dalla sede, ed è quello che sto portando avanti e che attuerò dal prossimo anno” E. D. A.

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Rovigo 9 Salute Dopo le interpretazioni dello studio Oms, Federcarni reagisce

Criminalizzare la bistecca: “Assurdo” I presidenti polesano e veneto smorzano ogni possibile allarme: “Paure senza giustificazioni” di Elisa Dall’Aglio

CORSO Sono stati rimossi tutti e 288

ALLA FINE HA VINTO IL NO: SPARISCONO I CUBI

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na “sparata” (più certe interpretazioni che lo studio in sé, a dire la verità) che ha sollevato molta contrarietà. Numerose sono infatti state, nel settore alimentare, le critiche a seguito dello studio realizzato dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) riguardo il pericolo cancerogeno che sorgerebbe dall’ assunzione di carni rosse e insaccati. Mario Giuliatti, presidente di Federcarni Veneto, esprime il suo disappunto sulla questione. In primo luogo cercando di rassicurare il consumatore finale, inoltre evidenziando come si sia scatenata una “criminalizzazione dannosa e ingiustificata” nei confronti della carne. Il presidente polesano Giovanni Moreschi è dello stesso avviso e si dimostra sicuro della genuinità della carne italiana presente nelle macellerie del territorio, i cui dati di provenienza sono consultabili e chiari e sottolinea che l’assunzione moderata della carne fa bene. “Pare una coincidenza, ma prima di Pasqua e Natale comincia il tam tam

N

La carne è sicura contro il consumo di carne” e continua sottolineando la qualità dei prodotti polesani, degli insaccati soprattutto, conditi in modo sano e fatti utilizzando ancora i metodi della tradizione culinaria, tramandata dai nonni ai padri e che rimane intatta anche ai giorni nostri. Il presidente ha poi piena fiducia anche nei consumatori e ribadisce: “l’effetto allarmismo è possibile, ma io confido nella maturità della clientela dei macellai artigianali. La nostra è infatti una

clientela sempre più informata, cosciente e consapevole che la carne che si trova nelle macellerie è l’alimento più controllato e sicuro in assoluto. La nostra clientela ci è da sempre fedele malgrado questi allarmismi ciclici che vengono creati nel nostro settore, perché trova nel macellaio artigianale non il semplice commerciante ma un vero consulente”. La carne non fa male, quindi. Consumata nelle giuste quantità, senza esagerare. Come per quasi tutto.

on li ha mai amati e aveva già in mente da qualche tempo di toglierli: tanto che agli inizi di settembre aveva lanciato su Facebook un concorso di idee sull’uso dei cubi situati in Corso del Popolo. Ora quella intenzione è diventata realtà: il sindaco Massimo Bergamin alle 6 del mattino del 15 ottobre ha fatto rimuovere tutti i 288 cubi che erano stati sistemati ai lati di Corso del Popolo. Manufatti dei quali tanti rodigini si erano chiesti lo scopo. Mentre altrettanti, meno cerebrali, avevano deciso che andavano benissimo per sedercisi sopra o per appoggiare la bici. “Finalmente come sindaco - ha detto - grazie al supporto dei miei uffici ed alla collaborazione di Giovanni Tesoro, comandante della polizia locale, saranno spostati quei cubi, ognuno dei quali del peso di 130 chili, di ruggine, arroganza politica e architettonica frutto di decisioni inutili e scellerate di quella sinistra che per anni ha compiuto scelte ‘inadatte’”. Il primo cittadino ha deciso di dislocare una quarantina di cubi tra le due sedi del Cur e difare portare i rimanenti al deposito comunale. “Per quanto riguarda il futuro impiego di questi ultimi, ci sono già pervenute idee sul loro utilizzo, e gli stessi saranno quindi messi a disposizione delle associazioni interessate” commenta Bergamin. Agli inizi di settembre la Rete si era scatenata e varie erano state le proposte lanciate sui social network sui possibili usi di quei manufatti. Le idee che sono andate per la maggiore sono la vendita di essi, il riutilizzo come panchina o addirittura come una scultura: Inoltre non sono mancate anche le battute. Ovviamente, dal momento che il rodigino medio (come l’italiano medio e magari anche come l’uomo medio) difficilmente è soddisfatto, non è mancato chi, all’indomani della rimozione dei cubi, ha deciso che tanto male non erano e male è stato toglierli. E.D.A.

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La tranquillità di una nota città turistica sull’Adriatico viene interrotta da una serie di delitti in apparenza non collegabili tra loro. Una minaccia per l’imminente stagione turistica.

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Filippo Righi, commissario capo della locale questura, si trova a indagare secondo schemi inusuali cercando i moventi dei crimini, partendo dal mondo giovanile così come gli appare nei profili dei social network.

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L’abile regia dell’autore dei crimini porterà alla composizione del mosaico, tassello dopo tassello, fino alla sua cattura come parte finale del piano progettato. Perché tutte le vittime sono state ritrovate nude, con addosso solo un paio di calzetti rossi?

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Presto si rende conto di entrare in stretto contatto, quasi una simbiosi, con l’assassino, con il quale dialoga via internet e dal quale viene guidato nella soluzione del caso. Perché gli omicidi non sono fini a se stessi ma solo il mezzo per giungere a uno scopo prefisso.

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28 novembre 2015 alle ore 11,00 presso la Libreria CALIBRI in Corso del Popolo a Rovigo PRESENTAZIONE:


10 Rovigo La legge A volere fortemente la nuova normativa è stato il deputato Diego Crivellari

Omicidio stradale: il papà è polesano Lo scopo primario è aggravare le pene per chi toglie la vita mentre è al volante ubriaco di Elisa Dall’Aglio

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na delle leggi più volute, più chiacchierate, più osteggiate, più discusse e più oggetto di discussione degli ultimi mesi e degli ltimi anni parla polesano. E’ quella sull’introduzione del reato del’omicidio stradale. Mirato in particolare a punire chi toglie una vita mentre guida ubriaco. “Un impegno mantenuto. La Camera dei Deputati ha appena approvato a larga maggioranza l’omicidio stradale, assorbendo la nostra proposta di legge: pene più severe per chi uccide o ferisce gravemente qualcuno mettendosi al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope. Un passo in avanti per la sicurezza nelle nostre strade e una legge che parla anche polesano”. Dopo quasi due anni dall’aver depositato la proposta n.2192, il deputato del Partito Democratico Diego Crivellari primo firmatario della proposta stessa, ha potuto votare nella serata del 28 ottobre la legge sull’omicidio stradale. “La mia proposta di modificare il codice penale, in materia di omicidio, di lesioni personali e di “E’ un dato tragicamente oggettivo - prosegue danneggiamenti commessi a causa della guida in l’onorevole polesano - che l’uso di alcool, di stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica per sostanze stupefacenti o psicotrope aumenta il uso di sostanze stupefacenti o rischio di chi si mette psicotrope, nonché modifica al Resta da vedere se la al volante, spesso anzi codice della strada in materia funzione di deterrente troppo spesso con esiti di esame tossicologico funzionerà come drammatici. Non potevamo obbligatorio per il rilascio è nello spirito rimanere inerti o fermi. e il rinnovo della patente della norma Avevamo l’obbligo ed il di guida – ha continuato dovere di cercare di porre Crivellari – dopo quasi due anni di iter e successivi almeno un primo rimedio. Il testo approvato che accorpamenti con altre proposte di iniziativa rende penalmente più rilevante la situazione di parlamentare è stata approvata per l’ultimo chi uccide o nuoce poiché alla guida in stato di passaggio al Senato. Ho sostenuto questo principio alterazione, si muove in questa direzione. Ritengo di inasprimento delle pene nelle convinzione che – ha concluso Crivellari – che si è decisamente ciò determinava un utile strumento per rendere più fatto un passo avanti per la sicurezza sulle sicure le nostre strade”. nostre strade. Un pizzico di soddisfazione per

PALAZZO CELIO Riassorbimento del personale, i conti della Regione non tornano

A

Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico

aver contribuito a raggiungere questo importante obiettivo”. Ora si va al Senato. Riccardo Nencini, vice ministro Infrastrutture e Trasporti : “Entro l’anno la legge diventa operativa”. E’ da tempo che si parlava di una legge di questo tipo. E’ vero che oggi non ci si trova certo in una situazione di vuoto legislativo, dal momento che il provocare la morte al volante configura il reato di omicidio colposo, che viene però aggravato nel caso della guida in stato di ebbrezza, in grado da sola di configurare poi un reato autonomo. Da varie parti però da tempo si sosteneva come la fattispecie in questione meritasse un trattamento a sé stante dal punto di vista penale. Resta ora da vedere quanto questa legge, se approvata come pare accadrà, si possa dimostrare in grado di costituire un efficace deterrente.

ncora una volta Palazzo Celio ha deciso di non prendere una decisione definitiva per quanto riguarda il futuro assetto della pianta organica della Provincia. Soprattutto sul fronte della ripartizione delle posizioni organizzative. E siamo così arrivati a 13. Tante le proroghe disposte dalla Provincia di Rovigo per le posizioni organizzative. O p.o. che dir si voglia. Si tratta di apicalità o qualifiche che i dirigenti di Palazzo Celio attribuiscono a determinati dipendenti della loro area che in questo modo si vedono attribuiti da un lato responsabilità maggiori, dall’altro un trattamento economico ritoccato al rialzo. E’ chiaro che, alla luce della riforma delle Province varata dal Governo Renzi, prima o poi si dovrà rivedere tutto l’assetto delle p.o. Il punto è: quando? La risposta è: non si sa. Ma non ora. La riforma è tanto pasticciata da non consentire agli amministratori di avere un orizzonte temporale di riferimento. Si deve inoltre tenere conto che gli attuali amministratori della Provincia sono sindaci di altri Comuni, non percepiscono indennità e svolgono, per vivere, una attività in proprio. In parole povere: o sono (parecchio) ricchi di famiglia, oppure la gestione della Provincia non può essere il loro primo pensiero quando si svegliano al mattino. E magari neppure il secondo. A questo si aggiunge un altro problema. Sempre figlio della stessa madre: una riforma fatta coi piedi. Al momento i conti fatti dalla Provincia e dalla Regione non tornano. Differiscono. E non di poco. Si tratta di capire ce ci sia un errore di calcolo da qualche parte o se il problema abbia radici più profonde. Anche il ruolo della Regione nella vicenda dà la misura della follia di questa riforma: in sostanza, i dipendenti delle Province addetti alle cosiddette “funzioni non fondamentali” passeranno formalmente sotto la Regione, che però li lascerà distaccati alle Province. Alzi la mano chi ha capito dove stia il risparmio. Al momento il costo di questi dipendenti non è lo stesso nella valutazione di Palazzo Celio e Palazzo Balbi. Quindi ci sono ben altri problemi da risolvere prima di mettere mano alle posizioni organizzative e alla pianta organica della Provincia. “Poi - spiega il presidente della Provincia Marco Trombini - va onestamente detta una cosa: noi siamo tutti a costo zero. Io ho un minimo rimborso spese, gli altri consiglieri nulla, siamo tutti sindaci di altri Comuni, non viviamo di quello e abbiamo un lavoro”. Come dire: se qualcuno - che invece di politica vive eccome - si è preso la briga di partorire una riforma tanto malfatta, non pretenda poi che siamo noi a trovare la soluzione nottetempo.

Il rebus pesca mette in crisi la Provincia: tutto in discussione

E

’ sull’orlo del caso la situazione del mondo della pesca in della Busiura e del Barbamarco. Sia come sia, il fronte unitario si è Polesine. E la Provincia di Rovigo si trova con una gatta da rotto. E soprattutto si è rotto nel momento storicamente più difficile pelare che nessuno in questo momento vorrebbe. Diritti della Provincia, riformata a metà, con competenze mutilate, un esclusivi di pesca prorogati dalla Provincia di Rovigo in capo assetto tutt’altro che chiaro. “Adesso mi è toccata anche questa”, al Consorzio pescatori del Polesine di Scardovari sino al 31 commenta non a caso il presidente della Provincia Marco Trombini. dicembre. Poi? Poi si vedrà. Non è tanto Dopo che sulla complessità della questione si rassicurante quanto potrebbe apparire a una La partita dei diritti era espresso anche Claudio Bellan, sindaco di lettura superficiale la decisione presa da esclusivi sta Porto Tolle e titolare della delega alla Pesca Palazzo Celio in una situazione delicata e che provocando tensioni: a Palazzo Celio. Insomma, di certezze non ce ne sono. non ha eguali in Italia. La proroga, di natura e la soluzione Salvo il fatto che se il fronte unito del essenzialmente tecnica, lascia infatti aperti non si vede Consorzio non si ricompatterà la Provincia scenari multipli e confliggenti gli uni con gli altri. Il quadro è davvero molto complesso. Per la prima volta si rompe dovrà valutare le richieste avanzate anche da soggetti differenti. “Il una consuetudine che nessuno aveva mai messo in discussione. nostro auspicio è che si individui nuovamente un soggetto unitario Ossia il fatto che il Consorzio sia di fatto l’unico destinatario dei chiude Trombini - ma è chiaro che non possiamo imporre a qualcuno diritti esclusivi di pesca nelle lagune di Porto Tolle. Una questione che non si trova bene nel Consorzio di restarvi, o impedirgli di che a sua volta si pone solo in Polesine e che è normata addirittura avanzare domanda per i diritti di pesca dei molluschi”. La da un regio decreto. Nelle scorse settimane sono però arrivate, frammentazione non è quindi inverosimile. E lo sa bene anche il oltre a quella del Consorzio, altre due domande, per un totale di Pd di Porto Tolle, che ha elaborato un documento divulgato dal sette cooperative delle 14 che entrano nel Consorzio stesso. Tre di segretario dell’unione dei Comuni del Pd Massimino Zaninello. Una queste hanno precisato che la loro mossa era solo una conseguenza vera e propria chiamata all’unità, per fare in modo che il Consorzio di quanto fatto da altre quattro, queste sì davvero intenzionate resti il soggetto unico in capo al quale attribuire i diritti esclusivi di a ottenere i diritti per la laguna del Canarin, quella del Basson, pesca, senza dividere il territorio lagunare. E. D. A.

Pesca di molluschi: il settore è al bivio


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12 Rovigo Palazzo Nodari L’assessore Saccardin parla dei prossimi interventi

Il Comune dichiara guerra alle buche Pronti i lavori di sistemazione del manto stradale in alcune strade del centro. E non è finita qui di Elisa Dall’Aglio

L

’amministrazione guidata dal sindaco Massimo contenimento dell’inquinamento luminoso) di 30mila Bergamin ha deciso di intervenire nel settore euro oltre ad altri 20mila che arriveranno dalla Regione dei lavori pubblici, con particolare attenzione al per il progetto dal valore di 50mila. “Con questa adesione rifacimento del manto stradale. Ed è pronta a mettere non saremo esclusi da bandi regionali di riqualificazione in campo quasi un milioni di euro. Per la precisione, energetica e degli impianti” aggiunge Saccardin. Se per il 2015, al momento, si concludono così i 984mila euro. E’ l’ammontare del costo complessivo che l’amministrazione spenderà per intervenire in lavori finanziamenti con il nuovo anno l’amministrazione avrà di ordinaria e straordinaria manutenzione di strade ed un po’ più di respiro: verranno sbloccati innanzitutto i 321mila euro dell’amministrazione immobili per la fine dell’anno 2015 Ventrice per il rifacimento di alcune e gli inizi del 2016. Anche lo stato strade “seguiremo proprio la lista Entrando nel dettaglio, per dei marciapiedi che aveva stilato il commissario il 2015, la cifra che il Comune dovrebbe finire spenderà sarà esigua a causa presto nell’angenda prefettizio nella quale aveva fatti una specie di graduatoria su quali del patto di stabilità: martedì 3 dei lavori intervenire per prima” specifica novembre la giunta infatti ha deliberato 60mila euro per la manutenzione ordinaria l’assessore ai lavori pubblici che inoltre annuncia come la sistemazione di buche, “che non ci mancano” come nel prossimo consiglio comunale dovrà essere dice l’assessore Antonio Saccardin, porfidi e tombini. approvata una destinazione parziale di 383mila euro Alcune vie individuate potrebbero essere via Alberto dell’avanzo vincolato. “Entro dicembre bisogna avere l’autorizzazione in modo tale che a febbraio, massimo Mario e via della Costituzione. Sempre in giunta inoltre è stato approvata la delibera marzo prossimo si possa già partire con i lavori”. Se così per la dotazione del Picil (Piano dell’illuminazione per il fosse si avrebbero 704mila euro per la manutenzione

Buche in città: un problema purtroppo molto presente straordinaria di strade e marciapiedi. Saccardin inoltre informa che un’altra parte di questo avanzo vincolato, 50mila euro per la precisione, sarà destinato per gli alloggi parcheggio comprendendo il restyling dei tre situati dietro al San Michele; un intervento che partirebbe già da quest’anno. Inoltre non marcheranno altri finanziamenti provenienti dal progetto Proust, risalente al lontano 1998. I fondi previsti nel piano ammontavano in totale a 4,8 milioni di euro, di cui 3,3

milioni destinati ai lavori, un milione alla progettazione e 500mila per l’assistenza amministrativa e tecnica. Già lo scorso settembre l’assessore aveva annunciato che 50mila sarebbero stati utilizzati per avviare la progettazione che prelude i lavori di consolidamento del Tempio della Rotonda e che dall’avanzo arriveranno inoltre al settore lavori pubblici anche 120mila euro per la sistemazione dell’ala che dall’ex chiesa del San Michele porta al liceo.

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e ne va un pezzettino di storia di Rovigo. Soprattutto del centro di Rovigo. Chiude una edicola storica della città. Con la sensazione che si tratti di un addio con tutti i crismi. e di una chiusura alla quale non seguirà una nuova alzata della serranda. Nella giornata di lunedì 2 novembre, infatti, è stata definitivamente rottamata l’edicola da “Lolli”, che si trovava sistemata all’angolo tra via Angeli e piazza Vittorio Emanuele. Una vera e propria istituzione, per tanti rodigini. Molti dei quali, che comprassero o meno il giornale, trovavano comunque il tempo per due battute col barbuto titolare. Come tutti gli esercenti del centro storico che per decenni hanno avuto lo stesso esercizio commerciale, era ormai diventato un volto familiare per

tutti coloro che bazzicano la zona tra le due piazza. Il titolare è andato in pensione qualche tempo fa e da allora, evidentemente nessuno ha pensato di rilevare l’attività, nonostante la posizione invitante. Del resto, quella dell’edicolante è una professione non facile e, nonostante la crisi, non tutti sono disposti a sobbarcarsi la quota di sacrifici che richiede. Ci si sveglia la mattina all’alba per ricevere i giornali e si torna la sera tardi. Non si può godere di un riscaldamento vero e proprio e difficilmente ci si arricchisce con una piccola attività del genere. Nonostante questo, c’è chi ne ha fatto se non la passione (ma in alcuni casi è proprio così) comunque il lavoro della vita.


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14 Rovigo Politica Il Tar di Venezia ha bocciato il ricorso di Andrea Bimbatti

La decisione è presa: il consiglio è off limits di Elisa Dall’Aglio

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giudici amministrativi hanno deciso. E non hanno accolto il ricorso. Niente da fare, dunque. Andrea Bimbatti, nome noto della politica rodigina, ex assessore comunale col sindaco Piva, non entrerà in consiglio comunale a Rovigo. Lo ha deciso il Tar, Tribunale amministrativo regionale, di Venezia, con la sentenza pubblicata giovedì 5 novembre, dopo l’udienza del giorno precedente. Il diretto interessato la prende con filosofia: “E’ un po’ come nelle partite di calcio - spiega - non sempre vince chi gioca meglio”. E trova anche una morale nella vicenda: “Speriamo almeno che sia servito a fare in modo che certi presidenti di sezione imparino a fare il proprio mestiere un po’ meglio”, sospira. Il riferimento è alla folle situazione verificatasi nel corso delle operazioni di scrutinio, conteggio e verbalizzazione relative alle scorse elezioni amministrative di giugno. Quando, in tre sezioni (Mardimago, Concadirame, Rovigo 11) di fatto non vennero completati i prospetti riassuntivi, così da invalidare 1340 preferenze. Il nucleo del ricorso presentato da Bimbatti nei confronti del Comune di Rovigo e dei consiglieri Antonio Rossini e Carmelo Sergi, tutti costituitisi in giudizio, era il suo diritto a sedere in consiglio comunale, dal momento che la sua lista aveva ottenuto il 4,40% delle preferenze, senza però conquistare nemmeno un seggio. Bimbatti aveva quindi

Si è discusso anche delle 1340 schede annullate per problemi in tre sezioni presentato varie censure a questo esito, sperando che questa lacuna potesse essere sanata dalla giustizia amministrativa. Il primo problema sollevato riguardava l’ammontare esatto dei seggi spettanti alla maggioranza, alla luce sia della riduzione del numero complessivo di consiglieri comunali (da 40 a 32) sia del calcolo per arrotondamento del premio di maggioranza. L’avvocato di Bimbatti, Gabriele Testa di Padova, sosteneva che alla maggioranza, fatti tutti i conteggi, dovessero andare 19 seggi, non 20 come accaduto. Quello in questo modo liberatosi sarebbe allora spettato di diritto a Bimbatti. Non è questo però il ragionamento corretto ad avviso dei giudici. La norma va nella direzione di garantire la governabilità, premiando quindi lo schieramento che a conti fatti si è aggiudicato la competizione. Bene quindi i 20 seggi alla maggioranza, hanno detto i giudici di Venezia. Il secondo motivo al centro del

Candidato sindaco alle scorse amministrative, riteneva di avere diritto ad almeno un seggio

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Andrea Bimbatti non siederà in consiglio ricorso era il paragone con la lista del candidato sindaco Paolo Avezzù, che - recitava il ricorso - con “solo” il 5,13% dei voti aveva ottenuto ben otto seggi. Questione superata, secondo i giudici, dal fatto che in questo caso si fosse poi proceduto all’apparentamento. Infine il “caso” delle 1340 schede non conteggiate. Una situazione assolutamente fuori dalla norma, riconosce anche la sentenza, ma non è dimostrabile che in quel “malloppo” ci fossero preferenze distribuite in modo diverso rispetto alla media delle altre sezioni. Alla luce di tutti questi ragionamenti, il ricorso che era stato presentato è stato boccaito dal Tar.

IL FENOMENO Moderno schiavismo

I sindacati lanciano l’allarme caporalato

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l caporalato è un cancro interno al mondo del lavoro, che si nutre di clandestinità, necessità, mancanza di alternative, paura e omertà a tutti i livelli. Su un caso gravissimo, un lavoratore che caricava camion per circa 3 euro l’ora e si è sentito male, hanno indagato i carabinieri della Compagnia di Adria, che sono riusciti a denunciare il “caporale”. E’ accaduto attorno al 20 settembre scorso. A una quindicina di giorni di distanza, sulla questione torna il sindacato Cgil, con la propria sigla Flai (Federazione dei lavoratori dell’agroindustria) e il proprio ufficio immigrazione. Per confermare che il problema purtroppo esiste, è molto più diffuso di quanto si pensi, particolarmente concentrato in determinate zone, dedicate a determinate colture, e difficile da contrastare, potendo contare sull’omertà e sulla paura di chi viene sfruttato dai caporali. “Il nostro impegno su questo fronte non è mai venuto meno – premette Lauro Biolcati, segretario provinciale Flai Cgil – ma alle volte restiamo disarmati. Sono tanti i lavoratori che ci contattano, ci segnalano irregolarità ma poi, pur avendo il nostro supporto, non procedono alle denunce perché troppo forti sono il ricatto e il rischio di trovarsi a perdere il salario”. E. D. A.


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16 1 Cultura provinciale RO Fondazione Lanciato un nuovo bando, vuole alzare il livello nel non profit

Anche la cultura può farsi impresa di Melania Ruggini

ICARO

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a Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo lancia una nuova sfida rivolta alle associazioni, grazie al bando Culturalmente Impresa, che prevede uno stanziamento di 700mila euro per quelle organizzazioni culturali che intendono investire nella propria trasformazione in imprese culturali. Un’altra importante scommessa che si affianca al già noto progetto CulturlaMente, ideato e promosso dalla stessa Fondazione, che nel corso degli anni ha sostenuto economicamente le attività di un’ottantina di associazioni culturali di Padova e Rovigo. Ora la Fondazione ha deciso di ampliare il proprio raggio d’azione sviluppando uno specifico filone dedicato esclusivamente alle organizzazioni non profit che scelgano di indirizzarsi verso un modello di impresa culturale che miri ad un rafforzamento organizzativo, gestionale ed economico coerente con la propria attività. Al bando potranno partecipare le associazioni culturali delle province di Padova e Rovigo che abbiano già beneficiato dei finanziamenti previsti dal Bando CulturalMente nelle edizioni del triennio 2012-2014. Il contributo della Fondazione sarà di tipo economico e tec-

ECCO “45 METRI SOTTO I MARI”

“L nico, dato che verrà garantito un servizio di accompagnamento professionale di durata biennale. Tra gli obiettivi principali del bando: aumentare il livello di autonomia delle organizzazioni dai contributi pubblici e/o privati a favore di altre forme di ricavo (sponsorizzazioni, vendita diretta dei servizi); aumentare i livelli di occupazione delle organizzazioni e contribuire a creare posti di lavoro nel territorio; aumentare i livelli di professionalizzazione sugli aspetti manageriali, gestionali e organizzativi; sviluppare forme di network con altri soggetti terzi; potenziare l’offerta dell’organizzazione.

Organizzano il Comune e la biblioteca cittadina

SAN BELLINO, DUE gIORNI DA CAPITALE DELL’ARTE

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er due giorni il Comune di San Bellino diventa un “Cantiere per l’arte”: l’appuntamento con l’arte è fissato venerdì 13 e sabato 14 novembre, grazie all’organizzazione del Comune e della Biblioteca di San Bellino, dell’associazione culturale L’Asino d’oro di Rovigo, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Rovigo. Protagonisti sono l’artigianato artistico, l’esperienza di gestione di attività culturali, la riflessione sul classico e sull’estetica e il valore dei beni culturali. A presentare il ricco programma sono gli ideatori e coordinatori scientifici: Raffaele Campion, presidente della biblioteca comunale e consigliere comunale alle politiche culturali, e Flavia Micol Andreasi, presidente dell’associazione l’Asino d’oro. “Attraverso un evento di spessore culturale come Cantiere Arte, San Bellino si prepara ad essere un luogo ideale di riflessione sul bello, che se riconosciuto nella sua densa profondità, non può che rendere la vita di ogni comunità migliore” dichiarano. Gli eventi, presso la rinnovata biblioteca comunale, iniziano venerdì 13 alle ore 20.30 con l’aperitivo artistico “Dialoghi e performance delle arti”; come relatori ci sono Melania Ruggini, storica dell’arte e direttore artistico del Festival DeltArte, i restauratori e diagnosti Susanna Trevisan e Sara Caraccio. Gli artisti coinvolti sono Lisa Bettini, body

Nuovo appuntamento del festival itinerante

painter e l’Eroica Ensamble, un quintetto di musica classica e jazz formato da allievi del Conservatorio Venezze di Rovigo. Si prosegue sabato ore 10.30 con l’attesa lectio magistralis di Francesca Cappelletti, professore associato di Storia dell’arte moderna all’Università di Ferrara e vicepresidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un nome di fama mondiale nel campo dei beni culturali, avendo contribuito al ritrovamento della Cattura di Cristo del Caravaggio, ora conservata alla National Gallery di Dublino. Saranno inoltre presenti l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, il presidente della provincia Marco Trombini e il sindaco Aldo D’Achille. Nel pomeriggio è prevista la visita guidata al prestigioso Palazzo Ottoboni-Valente ora Tomanin e ai laboratori della Vetreria d’Arte, gioiello di San Bellino e conosciuta a livello internazionale. Me. Ru.

In linea generale, i progetti considerati ammissibili dovranno dimostrare la capacità di rafforzare le associazioni dal punto di vista organizzativo, gestionale e economico attraverso interventi come, ad esempio: formazione di risorse interne; interventi di marketing e/o comunicazione; interventi finalizzati a differenziare le fonti di entrata o a potenziare quelle esistenti; adozione di strumenti gestionali che generino ricadute significative e positive; collaborazione con altri soggetti. Per essere ammessi alla valutazione le proposte progettuali dovranno avere durata biennale o oltre.

’approdo nell’isola che non c’è” è il nuovo evento culturale targato Icaro, la kermesse dedicata all’arte contemporanea per arricchire creativamente la città di Rovigo e i suoi luoghi piu’ significati. Dopo 7 appuntamenti, tra murales, inaugurazioni e installazioni urbane susseguitesi da marzo a settembre, si è passati, domenica 8 novembre, nella sede dell’Arci, capofila del progetto, in viale Trieste 29. In tale occasione è stato presentato il video “45 metri sotto i mari” del gruppo Shakinart, formato da Jonathan De Checchi (attore di teatro e artista di strada under 35) e Marco Zocca Jean Pierre (musicista e scrittore under 35). Il duo artistico è supportato da un ampio e mutevole bacino di giovani artisti emergenti come pittori, musicisti, attori, scrittori, i quali vengono coinvolti dai due fondatori, secondo le occasioni, in atti performativi di vario genere, travalicando quelli che sono i confini delle loro peculiarità artistiche ed incanalandole nella messa in atto di shock artistici, pensati per interagire e comunicare con il pubblico in modo incisivo. Nel video “45 metri sotto i mari” volti, a centinaia, fissano negli occhi e non possono mentire. Incatenano ad una verità senza giustizia né giudizio, nelle profondità di un baratro blu, dove ballano una danza eterna i corpi ormai senz’anima, di coloro che fuggivano per essere liberi. Liberi almeno quanto lo siamo noi. La speranza, che un tempo quegli occhi cercavano nel nostro meraviglioso stivale di fango, ora è svanita; si è mostrata nella sua vera forma: una dolce e placida illusione. Un’innocente e bianca falena, sussurra dal mare cosmico parole di commozione; non per se stessa, ma per noi, ignari prigionieri delle nostre invisibili gabbie. Me. Ru.

Street art Qui a luglio aveva decorato la rotatoria sulla Sp 45

Melinda è tornata a Loreo Entusiasti i “suoi” studenti M

elinda Sefcic, l’artista croata diventata famosa sul Delta del Po per avere realizzato i tre variopinti murales sulla rotatoria della strada provinciale 45, è ritornata in questi giorni a Loreo, che ormai per lei è diventata come una seconda casa. Per l’occasione l’artista ha incontrato una settantina di studenti delle scuole medie della città, gli stessi che avevano lavorato con lei nel mese di giugno mediante i laboratori didattici di DeltArte. L’appuntamento con gli studenti, organizzato dal festival itinerante, ha avuto luogo martedì 27 settembre alle ore 10:30 presso le scuole medie comunali. “È molto bello ritornare in questa città - ha esordito Melinda - che mi ha regalato tante soddisfazioni professionali e umane. In questo territorio ho lasciato un pezzo del mio cuore, grazie all’opera di street art che ho realizzato e che ora fa parte del vostro paesaggio. Credo che questo lavoro con i ragazzi sia stato importante sia per me che per loro. Per me è stato un percorso ricco di spunti e di emozioni: per loro credo sia un’esperienza che ricorderanno anche da adulti. E’ importante far lavorare i ragazzi allo stesso dipinto, perche’ la creatività ha il potere di avvicinare le persone, socializzare, confrontarsi reciprocamente”. Durante l’incontro è

Un ritorno gradito per i ragazzi delle scuole stato presentato il docufilm realizzato con gli studenti, all’interno dei laboratori realizzati a giugno. Gli studenti hanno accolto a braccia aperte l’artista e hanno avuto modo di vedersi immortalati nel video, ripercorrendo insieme le tappe del progetto. Nel video sono raccontate, infatti, le varie fasi dei laboratori che sono sfociati nella realizzazione di due grandi dipinti di gruppo, che ora sono esposti nella suola come testimonianza tangibile di questa esperienza cosi’ proficua. “È’ stato un momento molto emozionante - ha commentato l’ideatrice e curatrice del festival, Melania Ruggini - Quest’anno

DeltArte ha avuto una marcia in piu’ grazie al coinvolgimento delle scuole e pensiamo che questa sia la strada giusta da seguire per educare i ragazzi all’arte contemporanea, vivendola e sperimentandola dal vivo e faccia a faccia con gli artisti”. L’assessore alla Cultura Luciana Berto ha concluso spiegando che la sistemazione pavimentale della rotatoria artistica avverrà ad aprile del prossimo anno, poiché i lavori inizieranno con la bella stagione. Nel frattempo l’artista croata soggiornerà una settimana sul Delta e realizzerà alcuni murales. Me. Ru.


Sport Sport provinciale Rovigo 17 4 Calcio Il Delta Rovigo non smentisce la fama di mangia allenatori

Un altro mister se ne va: è Bagatti di Cristiano Aggio

CALCIO

È

durata sette partite di campionato l’avventura di Massimo Bagatti alla guida tecnica del Delta calcio Rovigo. Fatale, lo 0-0 casalingo contro il San Marino dell’11 ottobre scorso. Anche se, ha aspettato fino all’ultimo Mario Visentini prima di prendere la decisione di esonerare Massimo Bagatti, allenatore che proprio il presidente aveva fortemente voluto. Una decisione sofferta per come i rapporti si erano instaurati tra la proprietà e il tecnico modenese, ma poi si è rassegnato. E per non mandar via mezza squadra, a cadere è stata la testa di Massimo Bagatti, allenatore dal 2003 che mai, fino a domenica, era stato esonerato. Il tecnico modenese è il quarto allenatore esonerato dai Visentini in due stagioni e poco più: Zuccarin, Tiozzo, Benuzzi e ora Bagatti. Di mezzo, la non riconferma di Favaretto e la rinuncia di Alessandro Rossi che subentrò a Tiozzo, richiamato poi al posto di Benuzzi, ma non riconfermato a giugno di quest’anno. Che la decisione di patron Visentini sia stata presa a malincuore, lo si evince anche dal comunicato ufficiale: “L’Ac Delta Calcio Rovigo comunica che si è presa la decisione sofferta di esonerare mister Massimo Bagat-

Andrea Pagan lo rivela alla serata dell’Aiac

IL SEgRETO DEL gIOCO DI SQUADRA

C ti”. “Purtroppo - prosegue la comunicazione ufficiale - i risultati conseguiti dalla squadra hanno spinto la società a prendere l’unica decisione possibile in questo momento per provare a dare una svolta alla situazione”. Poi, una frase che suona come una parziale assoluzione del mister da parte dei vertici della società e una velata minaccia ai giocatori, ai quali evidentemente si imputa di non avere dato il massimo. “La società continua infatti la nota - è consapevole che Mister Bagatti, per il quale nutre profonda stima, in questo momento sta pagando anche per colpe non sue e non è escluso che anche la rosa possa essere messa in di-

Torna il progetto della Polisportiva di Borsea

A SCUOLA DAI gRANDI DELL’UDINESE...

Il giocatore dell’Adriese Giacomo Marangon scussione. Auguriamo a Massimo un futuro di grandi soddisfazioni personali e professionali0”. La squadra è stata affidata a Vito Antonelli, 34enne residente a Rovigo, ma di origini baresi, allenatore della juniores del Delta e che lo scorso anno, allenò, in serie D, l’Atletico San Paolo, poi retrocesso. Ad allenare la juniores, invece, la società ha chiamato Alessandro Rossi che lo scorso anno per un paio di mesi, guidò la prima squadra, dopo l’esonero di Luca Tiozzo. I primi risultati della formazione biancazzurra, all’indomani dell’avvicendamento, sono stati confortanti.

ome allenare e creare una mentalità vincente era il tema della serata organizzata dall’Aiac (associazione allenatori calcio), di Rovigo alla quale Andrea Pagan, allenatore dell’Este, formazione che milita nel girone C di serie D, ha spiegato, alla presenza di una trentina di allenatori polesani, il metodo che utilizza. “La cosiddetta mentalità vincente deve passare attraverso la crescita e lo sviluppo del gruppo. Solo lavorando sul noi del gruppo si ottiene una squadra vincente, quando cioè si riesce a creare una unità compatta e sovraindividuale. Solo così tutti i giocatori riconoscono di farne parte, con la massima convinzione e determinazione e disponibilità”. “Lavorando sul gruppo - ha proseguito - con il gruppo, cerando un clima positivo e di assoluta complicità, allenamento dopo allenamento si ottengono risultati tangibili. Inoltre il giocatore ottiene un altro risultato che si manifesta con un arricchimento personale attraverso la relazione sociale, fitta di rapporti interpersonali sia con i propri compagni che con il mister, profondamente sorretti da un rapporto di piena fiducia, in cui ad ogni giocatore viene riconosciuto un proprio ruolo all’interno del gruppo stesso: ‘dare senza ricevere e ricevere senza bisogno di dare’. Il gruppo raggiunge la mentalità vincente, quando ad ogni giocatore si garantisce le soddisfazioni sia dei bisogni individuali che quelli del gruppo, cosicché le soddisfazioni dei bisogni individuali sono inevitabilmente legati ai bisogni e agli obbiettivi del gruppo”. Cr. Ag.

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mberto Salamone,docente anche ai corsi Coni-Figc e Loris Guerra, 38enne di Villafranca Padovana ed ex attaccante di Vicenza, Pro Patria, Giorgione, Fiorenzuola, Bassano e Trento, gli allenatori dell’Udinese Academy che seguono i giovani giocatori della Polisportiva Borsea che da quest’anno è affiliata alla società dfriulana di serie A, l’unica della provincia. Udinese Academy è un progetto tecnico realizzato per valorizzare i giovani talenti e propone alle società affiliate, 20 in tutto il Veneto, le metodologie del settore giovanile di Udinese Calcio: i tecnici bianconeri dirigeranno delle sedute di allenamento e proporranno dei programmi di lavoro che saranno monitorati mensilmente, al fine di valorizzare in modo ancora maggiore i giovani. “Diventare parte del progetto Udinese Academy - dice il presidente della Polispor-

tiva Mirco Bregolato - è un segnale importante che orienta e orienterà il percorso sportivo e umano della società. Quest’affiliazione è occasione per portare nuovi stimoli, nuovi approcci, nuove esperienze ai giovani della Polisportiva e allo staff tecnico. Offrire opportunità di crescita sia dal punto di vista tecnico sia relazionale sarà entusiasmante, una sfida da condividere con lo staff dell’Udinese”. I tecnici saranno presenti una volta al mese al campo di viale dell’Artigianato a Borsea e seguiranno anche Primi calci e Pulcini. Le iscrizioni alla Polisportiva sono ancora aperte e riguardano le fasce d’età dai 6 ai 16 anni (categorie Primi Calci, annate 2008, 2009, 2010, Pulcini annate 2005, 2006, 2007, Esordienti, annate 2003, 2004, Giovanissimi 2001 e 2002, ed infine Allievi, annate 1999 e 2000). Cr. Ag.

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole

Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria Pavan

S

ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione

propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,

l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle

Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come

ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.

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L’Arch. Barbaglia della Wirer insegna ai ragazzi della scuola ed ai geometri la corretta posa

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n importante esercitazione pratica ha visto protagonisti gli allievi della Scuola Edile di Rovigo. Protagonista della giornata l’Arch. Aldo Barbaglia della Wirer, il quale dopo aver illustrato agli allievi le caratteristiche del prodotto “Titan” brevettato per i tetti a bassa pendenza, ha guidato, in collaborazione con i Docenti della Scuola Geom. Giovanni Ruggini e Geom. Amedeo Bordina, i ragazzi del terzo anno della Scuola Edile alla corretta posa dello stesso sulla casa in legno già realizzata in precedenza dagli stessi. Questo manufatto rappresenta un “laboratorio” pratico a cielo aperto a disposizione di quanti vogliano imparare in pratica l’utilizzo delle nuove tecnologie legate all’eco bioedilizia ed al risparmio energetico. E’ il luogo deputato all’incontro fra teoria e pratica, dove ciò che si studia sui libri viene realizzato nella realtà. Il progetto è collegato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto, i ragazzi sono stati impegnati nell’apprendere le tecniche di corretto montaggio a terra per poi riprodurre la posa in opera. La scuoal edile da la possibilità ai propri allievi di diventare dei veri e propri

Una scuola professionale che guarda al futuro, che investe nell’utilizzo delle nuove tecnologie, nel risparmio energetico e nell’ecobioedilizia

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’istituto rodigino è tra i migliori a livello regionale e nazionale per qualità della preparazione, occasioni professionalizzanti e risultati universitari che vengono conseguiti dagli studenti dopo il diploma. La Fondazione Giovanni Agnelli di Torino ha realizzato una piattaforma per comparare i licei italiani a partire dagli esiti della maturità e da quelli universitari (esami, voti, crediti), che riflettono e danno informazioni sulla qualità delle “basi” formative, la bontà del metodo di studio e l’utilità dei suggerimenti orientativi acquisiti presso le scuole secondarie. Sulla base della media voti conseguiti agli esami universitari dai diplomati, sulla percentuale di esami superati, il Celio Roccati è ai vertici della classifica. Il Liceo Statale “Celio-Roccati” nasce dall’unione nel

1995 di due scuole di antica tradizione: il Liceo Classico “Celio” istituito nel 1860 e l’Istituto Magistrale “Cristina Roccati” nel 1889. Negli anni Novanta, con la progressiva chiusura a livello nazionale dell’Istruzione Magistrale, l’Istituto ha aderito alla sperimentazione assistita Leonardo con l’attivazione di un Liceo Artistico, un Liceo Sociopsicopedagogico e un Liceo Linguistico. Con l’attuazione dell’ultima riforma della Scuola Secondaria Superiore gli indirizzi attivati sono i seguenti: Liceo classico Attraverso una preparazione improntata sulla classicità, riesce ad assicurare un’equilibrata ricomposizione dei saperi fondamentali, sia della tradizione umanistica sia di quella scientifica, che

storicamente hanno costituito la cultura occidentale fino al presente Liceo linguistico La formazione liceale ad indirizzo linguistico si caratterizza per lo studio di quattro lingue straniere moderne (inglese, francese, tedesco e spagnolo). Tale studio viene inserito in un quadro dal solido impianto culturale (liceale appunto), che lo distingue da altri corsi linguistici. Liceo delle Scienze Umane Finalità del percorso liceale delle Scienze Umane è quella di consentire allo studente di orientarsi con i linguaggi propri delle scienze umane nelle molteplici dimensioni attraverso

le quali l’uomo si costituisce in quanto persona e come soggetto di reciprocità e di relazioni: l’esperienza di sé e dell’altro, le relazioni interpersonali, le relazioni educative, le forme di vita sociale e di cura per il bene comune, le forme istituzionali in ambito socio-educativo, le relazioni con il mondo dei valori. Liceo Economico Sociale Il percorso formativo guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le competenze necessarie per cogliere la complessità della realtà sociale, soprattutto in relazione al mondo del lavoro, ai servizi, ai fenomeni interculturali e ai contesti della convivenza e della costruzione della cittadinanza.

Liceo Artistico Il Liceo Artistico offre tre diversi indirizzi: “Arti figurative”, “Grafica”, “Architettura e Ambiente”. I percorsi prevedono un biennio comune e una diversificazione nel triennio. Il biennio ha il compito di avviare gli allievi e agli studi artistici e alle nuove metodologie disciplinari. Gli Insegnamenti impartiti nell’area di indirizzo tendono a favorire un rapporto costante e di verifica, tra le nozioni teoricamente apprese e la loro applicazione nel linguaggio delle arti visive, delle arti grafiche e dell’architettura e dell’ambiente, sviluppando le competenze in ambito progettuale e valorizzando la pratica di laboratorio come momento fondamentale di produzione e di verifica.

Giornate di Scuola Aperta Sabato

12 Dicembre 2015 ore 15.00 - 18.00

Domenica 13 Dicembre 2015 ore 10.00 - 12.00 ore 15.00 - 18.00 Sabato

16 Gennaio 2016

ore 15.00 - 18.00

Domenica 17 Gennaio 2016

ore 15.00 - 18.00

Sabato

30 Gennaio 2016

ore 15.00 - 18.00

Domenica 31 Gennaio 2016

ore 10.00 - 12.00 ore 15.00 - 18.00

Sabato

13 Febbraio 2016 ore 15.00 - 18.00

Domenica 14 Febbraio 2016 ore 15.00 - 18.00


Scuola Aperta

costruzioni ambiente territorio

12/13 Dicembre 2015 dalle 15.00 alle 18.00 16/17 Gennaio 2016 dalle 15.00 alle 18.00 30/31 Gennaio 2016 dalle 15.00 alle 18.00

Progettare nel presente per costruire nel futuro è la mission del Corso, che ne sintetizza gli obiettivi, finalizzati a far crescere l’allievo in tutte le sue potenzialità, formando un cittadino con una preparazione tecnica nell’ambito delle costruzioni, dello studio e della gestione del territorio, esperto di materiali e bioedilizia.

OPEN DAY

Sabato 12 Dicembre 2015 Domenica 13 Dicembre 2015 ore 15.00-18.00 Sabato 16 Gennaio 2016 Domenica 17 Gennaio 2016 ore 15.00-18.00 Sabato 30 Gennaio 2016 Domenica 31 Gennaio 2016 ore 15.00-18.00

Via De Gasperi, 21 45100 Rovigo Tel. 0425 410699

Corso del Popolo, 274 · Rovigo Tel. 0425 25801 · Fax 0425 422256 www.itsgberninirovigo.it rois012001@istruzione.it

rois012001@istruzione.it www.iisviolamarchesini.gov.it

Istituto Tecnico “O. MUNERATI” Settore tecnologico Indirizzo: Agraria Agroalimentare Agroindustria

Natura è Futuro Nel settore tecnologico l’Istituto Tecnico Agrario “O. Munerati” rappresenta l’unica offerta formativa per l’indirizzo agrario nel territorio. Si propone di formare diplomati con una solida preparazione in ambito ecologico-ambientale e agroalimentare, fornendo agli utenti un percorso scolastico culturalmente elevato e tecnicamente aggiornato utile a un proficuo inserimento nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi universitari.

Scuola Aperta Rovigo Sant’Apollinare via Cappello, 10 tel. 0425 492404 fax 0425 492583 rois012001@istruzione.it www.agrariorovigo.it Referente: Vincenza La Porta vincenza.laporta@agrariorovigo.it

Sabato 12 Dicembre 2015 dalle 14,30 alle 17,30 Domenica 13 Dicembre 2015 dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 Domenica 17, 24 e 31 Gennaio 2016 dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30

ISTITUTO PROFESSIONALE S C U O L A A P E R TA Sabato 12 e Domenica 13 Dicembre 2015: ore 15.00-18.00 Sabato 16 e Domenica 17 Gennaio 2016: ore 15.00-18.00 Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio 2016: ore 15.00-18.00

IIS Viola-Marchesini Viale Alfieri, 43 - Rovigo Tel. 0425.30625 Fax 0425.35277 rois012001@istruzione.it rois012001@pec.istruzione.it www.iisviolamarchesini.gov.it


22

Scuola

Istituto tecnico tecnico industriale “Ferruccio Viola

Progetto Didattica laboratoriale con Arduino e stampante 3D

Istituto per Geometri Amos Bernini

costruzioni, ambiente e territorio

N

ell’indirizzo Elettrotecnica ed automazione vengono utilizzate le schede di prototipazione Arduino per una didattica laboratoriale. L’introduzione di Arduino a scuola permette di realizzare un progetto con caratteristiche di forte innovazione, infatti:  propone un modello basato sulla collaborazione e sulla condivisione della conoscenza;  adotta un modello di “fare scienze” che utilizza le metodologie didattiche basate sull’inquiry  (inquiry based learning) e sul learning by doing;  è allo stato dell’arte sul tema IoT (Internet delle Cose);  favorisce un approccio “ludico” per orientare gli studenti verso le materie scientifiche. Ad Arduino è stata affiancata una stampante 3D che consente di rivoluzionare il processo industriale, costruendo tante macchine per produrre molteplici esemplari di un solo tipo di oggetto e il punto di partenza di tutto: è la scuola che dovrà formare

S le future generazioni ad essere in grado di creare e produrre. Sarà la rivoluzione della creatività e della tecnologia spinta. La prototipazione rapida basata sull’impiego di stampanti 3D rappresenta un grande successo con ampi riflessi sulla evoluzione tecnologica futura. La sua introduzione consente di avvicinare sempre più la fase di progettazione verso i consumatori finali, consentendo livelli di creatività sempre più ampi. Via De Gasperi, 21 - 45100 - Rovigo Tel. 0425/410699 - Fax 0425/35277 e-mail: ROIS012001@pec.istruzione.it

Istituto tecnico Agrario “Ottavio Munerati” Settore tecnologico Indirizzo: Agraria, Agroalimentare e Agroindustria

Dalla vite al vino

T

ra le numerose attività che impegnano le classi terminali dell’Istituto Tecnico Agrario Munerati, la cura del vigneto, la vendemmia e lo studio dei prodotti enologici sono tra le più complesse. Il percorso scolastico prevede lo studio della vite, la sua coltivazione e l’attuazione delle pratiche agronomiche più idonee per ottenere una buona produzione. Gli studenti si occupano della potatura del vigneto presente nell’azienda agraria dell’Istituto Agrario e sotto la guida esperta del docente Tecnico Pratico delle discipline Produzioni vegetali e Trasformazione dei Prodotti, Prof. Freguglia, preparano le piante per il nuovo anno. Le operazioni successive riguardano la legatura dei tralci e la potatura verde e infine la vendemmia. L’Istituto è dotato di una cantina didattica dove vengono mostrate le macchine utilizzate per la vinificazione e i tini d’acciaio e di legno per la fermentazione e stoccaggio del prodotto. Il percorso si conclude con le analisi chimico-fisiche del mosto e del vino nel laboratorio di Trasformazione dei Prodotti. A conclusione delle attività le classi vengono accompagnate in visita didattica presso cantine del territorio. La cantina visitata in questo anno scolastico appena trascorso è stata la cantina Giacomo Salmaso di Diego Salmaso a Montegrotto Terme dove è stato possibile una lezione in campo nel bellissimo vigneto, che ospita diverse forme di allevamento della vite, seguita da una lezione in cantina e una degustazione dei prodotti enologici della cantina.

Il percorso scolastico prevede lo studio della vite, la sua coltivazione e l’attuazione delle pratiche agronomiche più idonee per ottenere una buona produzione Via Cappello,10 - 45010 Sant’Apollinare - Rovigo Tel.: 0425492404 - web: www.agrariorovigo.it e-mail: rois012001@istruzione.it

eguendo le innovazioni e sperimentazioni introdotte negli ultimi vent’anni, l’istituto per geometri “A. Bernini” di Rovigo ha colto l’opportunità di partecipare alla fase di censimento e restituzione grafica di ciò che rimane della originaria cinta muraria cittadina, spesso ospitata all’interno di abitazioni e talora in stato di colpevole abbandono e degrado. Uno degli obiettivi formativi della nostra scuola e’ quello di creare una particolare sensibilità verso ciò che i secoli ci hanno generosamente lasciato per preservarlo per il futuro. Questa nuova didattica, basata non su simulazioni ma su proposte legate al reale, consente la condivisione e l’integrazione di diverse discipline, stimola l’abilità a coordinare diverse attività, sviluppa la capacità di gestire in modo flessibile i cambiamenti che intervengono durante lo svolgimento del lavoro, crea un contesto che valorizza il lavoro di gruppo. Il progetto, coordinato dai professori Giovanni De Poli e Silvia Zennaro, si avvale della collaborazione di altri docenti ed esperti esterni per le rispettive competenze. È stato sviluppato nel corso

degli anni scolastici 2012, 2013, 2014, 2015. La finalità principale è quella di potenziare le competenze professionali degli studenti, intese come complesso di conoscenze e di abilità valide per un tecnico operante a stretto contatto con il territorio in grado di modificarlo con la dimensione culturale dello stesso, rispettando le tradizioni. L’obiettivo è sviluppare la sensibilità verso l’esistente e la capacità di lettura critica del nostro territorio. Acquisire un metodo di lavoro professionale in grado di valutare il progetto secondi vari aspetti tecnici connessi a rilievo e alla salvaguardia delle presenze architettoniche antiche attualmente in stato di abbandono. Il lavoro è stato iniziato nell’autunno 2012 con la fase di ricerca storica e dei documenti e si è concluso nel 2015 con l’esposizione del lavoro presso la Pescheria nuova di Rovigo nel gennaio 2015. Bravi ragazzi! Palazzo Montalti - Corso del Popolo, 274. 45100 ROVIGO Tel. 0425.25801 Fax: 0425.422256

L’Istituto Professionale “G. Marchesini”

dopo lo studio subito un lavoro

L

’Istituto Professionale “G. Marchesini” è forte di una lunga tradizione nel coniugare una buona base culturale con solide competenze tecniche, necessarie ad un inserimento nel mondo del lavoro nelle filiere dei settori produttivi di riferimento: elettronica, elettrotecnica, meccanica, termo meccanica e mezzi di trasporto. Attraverso le due opzioni (apparati, impianti e servizi tecnici industriali e civili e manuntenzione dei mezzi di trasporto) gli studenti raggiungono competenze culturali e professionali che li rendono in grado di rispondere alle esigenze del mondo produttivo consentendo loro anche di affrontare percorsi di studio superiori. Il Corso di Studi, della durata di 5 anni, con 32 (33) ore settimanali si articola in
un primo Biennio comune, dedicato all’acquisizione dei saperi e delle competenze che caratterizzano l’obbligo di istruzione e che introducono progressivamente alle due opzioni; un secondo Biennio e un Quinto anno, durante i quali i ragazzi sviluppano le competenze tecnico-professionali delle singole opzioni, spendibili in vari contesti di vita e di lavoro.
Il quinto anno si conclude con l’esame di Stato per il conseguimento del Diploma di Istruzione Professionale. Le opzioni offerte dall’Istituto hanno i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio (ore annue): 330 nel primo biennio; 627 nel secondo biennio e 297 al quinto anno. L’Istituto possiede 20 laboratori dotati di moderne attrezzature. Le esperienze eseguite nei laboratori sono parte fondamentale del curricolo. Il percorso di studi include, dal secondo biennio, periodi di Alternanza Scuola-Lavoro (2-3 settimane) presso aziende dei settori di studio, e può prevedere ulteriori periodi di tirocinio e stage aziendali. L’offerta formativa si attua anche attraverso le seguenti attività: Corsi per

studenti: Nuova ECDL, Certificazioni linguistiche, Corsi di Italiano L2 per studenti stranieri; Partecipazione alle Olimpiadi e alle gare nazionali di Matematica (giochi di Archimede), Elettrotecnica e Meccanica; 
Partecipazione a gare sportive;
Borse di studio della Federazione Maestri del Lavoro; 
Progetti di imprenditorialità (progetto Giotto). 
Prospettive di lavoro e di studio. 
Superato l’Esame di Stato, il Diplomato avrà accesso a tutti i percorsi universitari, potrà proseguire gli studi nei corsi IFTS, ITS e nei corsi di Formazione Professionale post diploma.
Sbocchi professionali:
partecipazione ai concorsi pubblici relativi alla professione; 
lavorare in industrie meccaniche e in aziende che si occupano di impiantistica; 
trovare impiego nel campo della manutenzione dei mezzi di trasporto, 
installazione e commercializzazione di dispositivi meccanici, elettrici, 
elettronici; 
essere impiegato nella gestione del magazzino; 
lavorare in modo autonomo; 
inserirsi in aziende del settore produttivo e industriale.

Per trasferire nella pratica le conoscenze acquisite.
Per affinare la propria manualità e precisione.
Per sviluppare l’interesse per applicazioni tecnologiche nei vari settori della produzione, anche artigianale Via De Gasperi, 21 - 45100 - Rovigo Tel. 0425/410699 - Fax 0425/35277 ROIS012001@pec.istruzione.it


Il Veneto in primo piano 23 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune

Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di Alessandro Abbadir

S

ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del

Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel

Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la

necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa

di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso

di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”


24 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015

La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos

L

a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-

stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare

materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-

to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei

Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.

IL CONTENZIOSO DEI DOCENTI COL DIPLOMA MAGISTRALE, GIÀ A NOVEMBRE ARRIVA AL PETTINE IL NODO DEI RICORRENTI

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L

A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto

a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.


26 Voci da palazzo

Voci da palazzo 1

Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”

Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui Consiglio regionale

APPROVATA LA LEggE DI RIORDINO DELLE FUNZIONI PROVINCIALI

I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale

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di Germana Urbani

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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno

In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.

Ora spetta al Consiglio approvarlo

LA gIUNTA hA ADOTTATO IL PIANO ENERgETICO

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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il

primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il

L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.

utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.


1 Voci da palazzo

Voci da palazzo 27

L’intervista Dopo una lunga esperienza amministrativa è approdato in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia

“Lavoro, sicurezza e sociale: parte da qui il nostro impegno” Il padovano Massimiliano Barison ha affrontato da assessore provinciale all’occupazione gli anni duri della crisi. Ha presentato un progetto di legge sulla sicurezza e ha chiesto il completamento dell’Idrovia Padova - mare

Massimiliano Barison, consigliere regionale (Fi) padovano

di Martina Celegato

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assimiliano Barison è senza dubbio uno dei nomi più noti della politica locale grazie alle sue esperienze come sindaco di Albignasego, assessore provinciale e, attualmente, membro del Consiglio Regionale. Un’attività molto radicata nel territorio, la sua, che negli ultimi mesi lo ha portato ad affrontare diverse tematiche “calde” a livello Regionale e non solo.  Fra i vari ruoli che ha ricoperto quali maggiormente hanno contribuito a farla diventare il politico e l’amministratore che è ora? “Lavorare e impegnarsi nelle Istituzioni mi ha dato la straordinaria opportunità di entrare a contatto con molte persone e situazioni. Questo insegna ad ascoltare e ad usare sensibilità verso attese e richieste del territorio interpretandole al meglio. Da sindaco è emersa la responsabilità di rappresentare tutta la Comunità, impegnandomi verso le situazioni di sofferenza, emarginazione e difficoltà che rimangono “silenziose”. In Provincia, da assessore al lavoro, ho avuto l’opportunità di impegnarmi su un tema molto caldo. Ho affrontato molte vertenze per crisi aziendali e toccato con mano la disperazione di molti lavoratori ma ho avuto anche molte gratificazioni con situazioni di crisi risolte positivamente, tra

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tutte la Lofra in zona Colli, la Zen ad Albignasego, la Zanardi a Padova, etc. In Regione, facendo tesoro delle esperienze in Comune e Provincia, l’obiettivo è di dare risposte concrete su sociale, lavoro e sicurezza”.  Quali sono le attività che intende portare avanti in tali ambiti? “I cittadini reclamano sicurezza e la cronaca di queste settimane rafforza questa attesa; c’è bisogno di prevenzione e certezza della pena e qui lo Stato è troppo debole e incerto. Presenteremo un Progetto di Legge di riforma delle Polizie Locali per coordinare i vari corpi di Polizia. I cittadini devono sentirsi tranquilli così come è necessario inasprire le pene. Lavoro. E’ indispensabile aiutare le aziende e i lavoratori in difficoltà, attraverso politiche attive per la ricollocazione dei disoccupati. Non possiamo fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Sociale. Rafforzare l’integrazione socio-sanitaria con standard di altissimo livello e servizi di aiuto alle fasce più deboli è un obbligo. In questo senso, uno dei primi provvedimenti è stato il finanziamento di 6 milioni di euro per i servizi alla disabilità”.  Secondo lei a che punto siamo in Veneto per sanità e il sociale? “La preoccupazione deriva dai continui tagli

che opera lo Stato, come l’ultima sforbiciata di 250 milioni sulla sanità. La Regione è impegnata con fondi propri e non faremo venire meno il nostro modello positivo. La Riforma della sanità mira a ottimizzare le risorse e migliorare i servizi, riducendo il numero delle Ulss e la burocrazia e applicando uguali standard di qualità in tutto il Veneto. Nei riguardi della realizzazione di un hub per ospitare i migranti presso la base mili-

“Sui profughi dico no alle grandi concentrazioni come l’hub di Bagnoli, creano solo tensioni” tare di Bagnoli di Sopra ha avuto una presa di posizione forte, non semplice in una tematica così delicata. La concentrazione di migranti è un fatto negativo che continuo a denunciare con forza. A Bagnoli si rischia di avere più migranti che cittadini; se si considera poi che a Cona è insediato l’hub della Provincia di Venezia, si comprende la concentrazione che si sta operando nella zona. Questo crea gravi problemi di tenuta sociale; i fatti e le proteste di Este, Padova e altri luoghi testimoniano questo disagio. Per questo ho voluto presentare un provvedimento,

approvato dal Consiglio, che si esprime nettamente contro questo modello di accoglienza. Questa non è accoglienza ma ghettizzazione, e il territorio si è detto pienamente d’accordo. La gestione centralistica attraverso le Prefetture è un metodo intollerabile. Il mio provvedimento mira a lanciare un grido di allarme e sofferenza del territorio a un governo sordo. Per noi accoglienza significa attuare per i veri profughi seri progetti d’integrazione sociale e occupazionale”.  Passiamo alla viabilità, quali sono, secondo lei, le opere che necessitano di un intervento tempestivo? “L’antropizzazione e l’industrializzazione del Veneto necessita di infrastrutture adeguate e potenziate, cose che non sono andate di pari passo e che causano problemi quotidiani come incolonnamenti, traffico, inquinamento. Consapevoli che il periodo non assicura importanti risorse per nuove opere siamo concentrati su dare giusta conclusione alle “incompiute” del territorio (ad esempio la SR10 nella bassa da Carceri a Legnago passando per Montagnana) 2) e sul reperimento di risorse comunitarie per una diversa mobilità rispetto alla gomma (ad esempio l’idrovia Padova-Venezia o la metropolitana di superficie alta-bassa padovana)”.

 Tra le sue proposte di legge c’è anche quella relativa alla Fondazione Museo della Medioevalità a Montagnana. Può darci alcuni dettagli relativi alla proposta? “E’ una proposta che vuole valorizzare le piccole Città e i Borghi. Il Veneto è ricco di arte, storia, cultura e anche le nostre “piccole” Città rappresentano al meglio questa ricchezza. Valorizzare le mura di Montagnana significa ridare pregio e prestigio a tutto il territorio, legando storia, tradizione, cultura alle qualità specifiche del territorio: prodotti tipici, agroalimentare, artigianato. Si creano così nuove opportunità occupazionali ed economiche in un area che ha molto sofferto questo periodo di crisi. Un provvedimento semplice ma concreto e utile per il territorio”.  Quali sono le prossime scadenze relative alla sua attività in Regione? “Oltre al Progetto di Legge sulla Sicurezza, non mancherà il nostro impegno per il completamento dell’idrovia Padova – mare sia in ottica di canale scolmatore, che di tutela ambientale che di canale navigabile. Così potrà essere ripensato tutto il sistema dell’interporto di Padova come retroporto di Venezia nel nuovo modello di sviluppo del sistema portuale offshore – onshore”.

Difesa idrogeologica

FIRMATI gLI ACCORDI COL gOVERNO

l presidente della Regione Luca Zaia ha firmato a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l’assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe. La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro). Il Presidente

del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili. “Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria

oltre zie noti 0 0 0 . 2 1 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE

dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”. “Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze. E’ importante che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, Il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.

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Il Venetoveneta in primo piano 28 1 Cultura Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico

Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria Elena Pattaro

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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”.  In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom

italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”.  Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”.  Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non

essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2.  Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la

La mostra Rivelazione a Pordenone

SCOPERTO UN GRANDE ARTISTA MONTANARI. ASSEDIO ALLA FORMA

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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense

Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista

unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.

consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.


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L’ESPERTO

A nimali

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terinari. Un classico esempio è la manipolazione, se vediamo il nostro quattro zampe più schivo o addirittura aggressivo mentre lo coccoliamo e prima d’ora non lo era mai stato, poniamoci qualche domanda e proviamo a capire se questo comportamento può essere indice di dolore, riferendolo anche al veterinario di fiducia. Come detto, è importantissimo stimolare il cane anziano anche dal punto di vista cerebrale facendogli fare attività cognitive, lente passeggiate esplorative, giochi di apprendimento e memoria. Pertanto, non trascurate il vostro migliore amico lasciandolo invecchiare solo, ma interagite spesso con lui, sollecitatelo e prendetevene cura più di quando era giovane, così avrete modo di vederlo più allegro, appagato e ne beneficerà senza dubbio sia a livello fisico che mentale.

*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa

A cura della Dottoressa Giulia Albarello - Veterinario

La Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle)

Attività con il cane anziano La vecchiaia nel cane varia a seconda di una serie di fattori tra cui la taglia, il peso, eventuali malattie che ha avuto in passato, lo stile di vita etc pertanto invecchierà più lentamente un cane ben curato, accudito ed in salute. Anche a livello comportamentale non dobbiamo trascurare il nostro migliore amico ormai non più giovane, perché nonostante il graduale deterioramento fisico è fondamentale mantenere attiva la sua mente motivandolo, facendolo giocare e stimolandolo al movimento. Naturalmente le attività di un cane anziano sono diverse rispetto a quelle che possiamo far svolgere ad un cane giovane tuttavia è giusto sfatare il luogo comune secondo cui non si possono fare attività con un cane anziano. Attività praticate con tempi adatti al suo stato di salute lo aiutano a rimanere attivo e giovane mentalmente e dunque lo supportano anche fisicamente. E’ importante tenere in considerazione il fatto che in un cane anziano si possono riscontrare alterazioni a livello fisico che possono avere effetti anche sul comportamento, pertanto è fondamentale sottoporlo a più frequenti controlli ve-

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IL VETERINARIO

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La Trachemys scripta scripta è una specie di tartaruga d’acqua dolce originaria della Florida. Le dimensioni raggiunte dall’esemplare adulto sono di circa 15-18 cm per i maschi e 20-30 cm per le femmine. Oltre alle dimensioni, esistono differenze fenotipiche tra maschi e femmine: il maschio sviluppa unghie molto lunghe negli arti anteriori e possiede una coda sottile con apertura cloacale oltre il margine del carapace; la femmina invece ha una coda più corta e tozza e ha l’apertura cloacale posizionata tra il margine del piastrone e il margine del carapace. Il modo più semplice di tenere una tartaruga trachemys è in un laghetto esterno, di almeno 2 x 3 m e profondo almeno 1 metro; tale profondità permette il letargo ad una temperatura costate (circa 4° C) durante il periodo invernale. L’allevamento in un acquaterrario necessita di una struttura abbastanza grande (100x60x60 con un profondità dell’acqua pari ad almeno una volta e mezza la lunghezza del carapace) con una zona emersa che occupi circa un terzo della superficie completata da una lampada riscaldante e una lampada ad emissione di raggi ultravioletti; sono inoltre necessari un riscaldatore e un filtro per l’acqua.

Le tartarughe del genere trachemys sono prevalentemente carnivore da giovani, mentre da adulte diventano onnivore. In cattività i giovani vanno alimentati tutti i giorni, gli adulti 3 volte alla settimana Gli alimenti assolutamente vietati sono quelli troppo grassi e oleosi; la carne sia rossa che bianca e il pesce sfilettato vanno usati con moderazione perchè troppo ricchi di fosforo e proteine e poveri di calcio, così come i gamberetti essiccati. Vano utilizzati quindi piccoli pesci, girini, invertebrati, crostacei, verdure e mangimi estrusi (25% della razione) variando il più possibile e a rotazione. Soprattutto per gli animali giovani e durante il mantenimento indoor è necessario utilizzare integratori di calcio da spolverizzare sulla razione. Le principali patologie derivano spesso dalle scadenti condizioni di mantenimento in cattività. Ne sono un esempio l’assenza di lampade ad emissione di raggi ultravioletti e l’alimentazione non correttamente integrata e variata che provocano una malattia da carenza di calcio chiamata malattia ossea metabolica e L’alimentazione esclusiva con gamberetti essiccati che porta ad una carenza di vitamina A con conseguenti congiuntiviti ed edema palpebrale.

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DARIA è una meticcia femmina sterilizzata, taglia mediopiccola. E’ dolcissima e socievole. Va d’accordo con gli altri cani ed è adatta a famiglie giovani che vogliano una nuova amica con cui fare attività.

GOLIA è un meticcio di taglia media, sterilizzato. Va a passeggio e va d’accordo con gli altri cani. Predilige le persone dal fare gentile e gli ambienti tranquilli quindi per lui stiamo cercando una casa senza bimbi.

LANA è una meticcia femmina sterilizzata, taglia mediopiccola. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatta a famiglie tranquille che la facciano vivere in casa. Predilige le persone dai modi gentili.

REX è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ buono, discreto e amichevole. Predilige i cani un po’ riservati, come lui, e le persone dai modi gentili. E’ un gran bravo cane che merita di essere finalmente amato.

RIFF è un meticcio sterilizzato di taglia medio-piccola. E’ dolce e delicato, adatto a famiglie con adolescenti e/o persone anziane, anche con altri cani e altri animali. Gli piace moltissimo stare in braccio. Sta cercando una famiglia gentile e tranquilla che lo coccoli e lo tenga in casa con sè.

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diritto immobiliare

Tutela dell’acquirente di immobili da costruire o in corso di costruzione: il D.lgs n. 122/2005

Avv. Carmelo Sergi

N

el mercato immobiliare è sempre stata assai diffusa la prassi di acquistare un’immobile prima che ne sia stata iniziata o ultimata la costruzione con il vantaggio, per il compratore, di diluire il pagamento del prezzo e nel contempo di dare indicazioni precise sulla distribuzione degli spazi, di scegliere materiale e finiture. Poiché l’acquirente, dopo avere sottoscritto il contratto preliminare (o compromesso) di compravendita, versa una caparra e poi ulteriori somme in base allo stato di avanzamento dei lavori, corre tuttavia il pericolo di perdere quanto pagato in caso di fallimento del costruttore che intervenga prima della stipula del rogito. Per questa ragione, oltre ad altre forme di tutela delle quali tratterò nel prossimo intervento, il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento il D.Lgs 20 giugno 2005 n. 122 in favore delle sole persone fisiche che concludano con un’impresa di costruzioni un contratto preliminare di compravendita o un qualsiasi altro che comporti l’impegno ad acquistare, per sé o per un proprio parente in primo grado (figlio o genitore), la proprietà o altro diritto reale di godimento su di un immobile da costruire per il quale, cioè, sia stato richiesto il permesso di costruire o sia stata presentata la denuncia di inizio attività senza che siano state

completate le finiture e domandato il certificato di agibilità. La tutela è estesa anche ai soci di cooperative edilizie. Più precisamente, gli artt. 2 e 3 del decreto legislativo prevedono l’obbligo per il costruttore, di consegnare al promissario acquirente, contestualmente alla sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita, una fideiussione rilasciata da una banca, da un’assicurazione o da intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia, che garantisca la restituzione delle somme e del valore di ogni altro corrispettivo già riscosso o che deve essere riscosso fino alla stipula del rogito oltre agli interessi legali maturati fino al momento in cui tale situazione si si verificata. Non sono oggetto di tutela le somme versate alla stipula del rogito ed anzi è questo il momento in cui la fideiussione non ha più efficacia. Per le società cooperative l’atto di riferimento è quello con il quale siano state versate somme o assunte obbligazioni per ottenere l’assegnazione della proprietà o di un diritto reale di godimento su un immobile da costruire. La mancata consegna della fideiussione, operante fino al trasferimento della proprietà dell’immobile (o di altro diritto reale) anche in caso di mancato pagamento del premio o della commissione da parte del venditore, comporta la nullità del contratto che può essere fatta valere

solo ed esclusivamente dal promissario acquirente. La fideiussione può essere immediatamente escussa per iscritto nei confronti del fideiussore, previo invio della dichiarazione di recesso al costruttore, solo ed esclusivamente al verificarsi di una situazione di crisi costituita dalle circostanze tassativamente determinate dall’art. 3 che sono il pignoramento dell’immobile oggetto del contratto, il fallimento, l’amministrazione straordinaria, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa che riguarda le imprese cooperative o l’amministrazione straordinaria. E’ previsto, inoltre, l’obbligo per il costruttore-venditore di cancellare l’eventuale ipoteca gravante sull’immobile nonché di contrarre e consegnare all’acquirente, contestualmente alla stipula del rogito notarile, una polizza assicurativa indennitaria decennale decorrente dalla data di ultimazione dei lavori, a copertura dei danni materiali e diretti all’immobile, compresi i danni a terzi, derivanti da rovina totale o parziale di edifici oppure da gravi difetti costruttivi delle opere, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, e comunque manifestatisi successivamente alla stipula del contratto definitivo di compravendita o di assegnazione se il costruttore è una cooperativa edilizia. Purtroppo il D.Lgs

n. 122/2005 non prevede alcuna sanzione, neppure di carattere amministrativo, a carico del costruttore che non consegni la fideiussione mentre è operante nella sola ipotesi di situazione di crisi del venditore e non qualora il rogito non sia stipulato per altre e diverse ragioni quali il mancato rispetto del termine di ultimazione dei lavori, l’abbandono del cantiere da parte del venditore-costruttore non più in grado di proseguire i lavori, la realizzazione dell’immobile in difformità dal permesso di costruire, l’esistenza di gravi difetti strutturali. In tutti questi casi il promissario acquirente non può escutere la fideiussione, ma deve promuovere un giudizio civile per ottenere la risoluzione del contratto, la restituzione delle somme versate oltre al risarcimento dei danni. Inoltre, il decreto legislativo non prevede che la fideiussione e la polizza postuma decennale debbano essere rilasciate da una banca o un’assicurazione di primaria importanza il che non è cosa di poco conto poiché anche le società che prestano tale garanzia sono soggette a fallimento come purtroppo mi è capitato di riscontrare. E’ perciò importante verificare l’affidabilità del fideiussore prima di sottoscrivere il preliminare. In caso contrario è meglio rinunciare all’acquisto e rivolgersi altrove. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it

Avv. Carmelo Sergi - via Umberto I n. 50 - 45100 - ROVIGO - tel. 0425460463 - fax 0425464763 - mail: carmelo.sergi@libero.it

diritto stradale

DIRITTO di famiglia

I controlli stradali per eccesso di velocità Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato? Studio Trevisan Laura giolo art. 142 cds sono tutti illegittimi di trevisan susanna a materia è regolata dall’art. 12 bis L. 890/70 di divorzio, Avv. ritualmente passata in giudicato, e non con

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a sentenza della Corte Costituzionale n° 113/2015, documento di approvazione delle singole apparecchiature ha constatato chiaramente che tutti gli strumenti di utilizzate, NON ESISTE, come previsto dall’art. 345 comma controllo, sulla velocità dei veicoli attualmente in 2 del Reg. di esecuzione del CDS. Quindi non esiste alcun possesso degli organi di Polizia Giudiziaria Italiani sono certificato di approvazione di ogni singola macchina, fuori Legge. Le apparecchiature per la rilevazione dei dal momento che manca a monte l’omologazione del limiti di velocità, sono prive di omologazione da parte del modello, e così di fatto viene delegittimato l’uso delle Ministero dello Sviluppo Economico, come espressamente singole apparecchiature messe in commercio, dovendosi ribadito nella sentenza della Corte Costituzionale n° necessariamente considerare NULLO l’atto derivato dal 113/2015. Per esempio lo “ Scout Speed” della ditta rilevamento degli eccessi di velocità attraverso apparati Sintel Italia Spa che nel Nostro Territorio ha fatto migliaia sprovvisti di omologazione e di singola approvazione”. di vittime con sanzioni salatissime a carico dei Cittadini, La Corte dei Conti , Sez. Giurisdizionale della Toscana è non è mai stato omologato dal Ministero competente. la prima che ha già condannato un Funzionario della Tutto questo perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Polizia Locale di un Comune della Toscana (Sentenza N° Trasporti, si ostina a voler ritenere che l’omologazione 508/2008). Quindi questi strumenti dovrebbero essere e l’approvazione sono termini sinonimi, come ha più ritirati dal mercato. Inoltre, gli Agenti accertatori, che volte smentito la Suprema Corte di Cass. con sentenza sottoscrivono i verbali prodotti usando questi apparecchi N° 15042/2011. Riporto in sintetico alcune sentenze irregolari, potrebbero essere deferiti alla Autorità Giudiziaria del Giudice delle Indagini Preliminari di Torino le N° a norma dell’ art. 476 C.P. e si potrebbe configurare a 4021/2015 e la N° 6170/2015: “E’ stato accertato tutti gli effetti il reato molto grave previsto dall’art. 640 C.P. presso il Ministero delle Infrastrutture e trasporti a Hai delle domande inerenti a questo argomento? seguito di richiesta dello stesso Tribunale di Torino, che il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it

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(c.d. Legge sul divorzio). Dopo tante diatribe la sentenza di separazione. Se, tuttavia, l’ex coniuge dottrinali e contrasti giurisprudenziali, scaturenti in sede divorzile opta per l’assegno una tantum, perde dalla genericità del dettato legislativo, la Suprema Corte il diritto a percepire detta quota del TFR. ha via via sciolto vari nodi che nel passato avevano Siffatta normativa, che trova pochi eguali nelle trovato soluzioni contrapposte. legislazioni straniere, è particolarmente penalizzante Va anzitutto precisato che la norma riguarda il solo per il coniuge tenuto a versare un assegno divorzile. rapporto di lavoro subordinato, sia pubblico che privato, Di qui il tentativo di eludere la norma licenziandosi e non è applicabile a rapporti di natura privata (ad es. prima che l’ex coniuge depositi il ricorso per divorzio. previdenziale o assicurativo), come sancito dalla Cassaz. Ciò, infatti, come assodato dalla Suprema Corte e con sent. 5720/03. Risultano, pertanto, esclusi anche dalla stessa C. Costituzionale, ne inibisce il diritto gli incentivi versati al lavoratore per indurlo all’esodo a percepire una quota del TFR. Purtuttavia, perche’ anticipato nell’azienda in crisi. sorga il diritto a detta indennità è sufficiente che, al Perché il coniuge divorziato (che spesso di fatto è momento del percepimento del TFR, sia stata anche la moglie) possa vantare diritti sul TFR del proprio ex, solo proposta domanda giudiziale di divorzio, purchè occorre che non sia convolato/a a nuove nozze e che ovviamente questo venga poi deliberato. Siffatto diritto la sentenza di divorzio gli/le abbia riconosciuto il diritto non spetta alle coppie di fatto, né alle coppie sposate ad un assegno divorzile. La indennità spettante è pari al relativamente al periodo di convivenza more uxorio 40% degli emolumenti riferibili agli anni in cui il rapporto ante matrimonio (Cassaz. 10075/03). di lavoro è coinciso con il matrimonio, ivi compresi gli Hai delle domande inerenti a questo argomento? anni di separazione legale, fino alla data del divorzio. Il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it vincolo matrimoniale cessa, infatti, solo con la sentenza Studio Legale Avvocato Laura Giolo - Via G. Mazzini, 12 - 45100 Rovigo Tel. 0425/21221 - Fax 0425/28796 - email: info@studiolegalegiolo.com


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L’Editoriale PSICOLOGIA: UNA PROFESSIONE A SERVIZIO DELLA SANITÀ VENETA dott. alessandro De Carlo* modelli sanitari non sono sistemi rigidi e immutabili, ma organizzazioni in evoluzione che variano per provare a rispondere alle esigenze della società. La riforma della Sanità veneta è oggetto del Progetto di Legge Regionale n. 23, una proposta che riduce le attuali Ulss a sette unità provinciali, sopprime la figura del Direttore dei Servizi Sociali e crea un’Azienda Zero che si occuperà di tutta la programmazione. È interessante provare ad analizzare questa riforma con gli occhi degli psicologi, professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale occupandosi di vari ambiti relativi alla Salute. In Veneto il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2016 ha rappresentato un significativo passo: la definizione delle schede territoriali, un’attenzione all’Umanizzazione delle Cure, l’introduzione delle strutture intermedie, dell’ospedale di comunità e soprattutto l’incentivo alla formazione delle Medicine di Gruppo Integrate sono ottimi strumenti per promuovere un servizio diffuso sul territorio e attento ai bisogni della cittadinanza. Lo spostamento di gran parte delle funzioni di attuazione del Piano Socio-Sanitario ad un’unica Azienda regionale (Azienda Zero), è l’aspetto che, assieme alla soppressione della figura del direttore dei Servizi Sociali, emblema dell’integrazione veneta fra la dimensione sanitaria e l’aspetto sociale dell’assistenza, necessita di essere più monitorato. L’accentramento può portare con sé aspetti positivi in termini di razionalizzazione, ma comporta anche un rischio in termini di vicinanza del servizio. Per questo motivo esistono due proposte che garantirebbero, in maniera innovativa, la tutela della salute psicologica della popolazione. Innanzitutto l’istituzione di uno “Psicologo di Base”, figura complementare al Medico di Base, assicurerebbe alla popolazione la disponibilità di un professionista con le competenze necessarie per dare un supporto scientifico relativo agli aspetti emotivi o relazionali, dimensioni sempre più complesse nella vita delle persone. In secondo luogo esistono degli standard nelle cure chiamati Livelli Essenziali di Assistenza. L’introduzione dei Livelli di Assistenza Psicologici, legati dunque ai servizi minimi a cui la popolazione ha diritto in termini di salute psicologica, sarebbe un’innovazione significativa.

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Decreto zoppo: nuovi costi sanitari in carico ai pazienti Consigli x per la cura dei nostri amici a quattro zampe Continua a pag. 35

xChi dorme tanto è un genio

*Presidente dell’ordine degli Psicologi del Veneto

A x chi serve la psicoterapia Continua a pag. 36

Continua a pag. 38


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L’intervento

Consulenza scientifica

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Oftalmologia Dott. Massimo Camellin: Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it Nutrizionista Dott Edoardo Debelli Biologo nutrizionista Farmacia Tre Colombine-Rovigo Farmacia Zanetti –Lendinara Cell 339 7782538 debelli@nutrizionista-benessere.it Farmacia

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DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO

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PSICOLOGIA PSICOTERAPIA Dott.ssa Antonella FISIOTERAPIA di Dott.Tinti Bruno Noce* Psicologa e Psicoterapeuta individuale Dott. Andrea Bellato e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione e di coppia - Cell. 339 3859333 Fisioterapista e Osteopata patologica che richiede un trattamento entro le 24 ore ed appunto l’emergenza che richiede un appuntamento Riceve su Marcanta trattamento entro Via 1 ora. Il dentista 15, deveAdria essere (Ro) in grado di prevenire, diagnosticare nei e trattare Poliambulatori: 388 0441845 eventuali urgenze che sitel possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono-essere va“RovigoMedica” a Rovigo mail:questionario a.bellato87@gmail.com lutati clinicamente, mediante e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più- “San frequenti Giusto” a Portoviro (RO) sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno studio odontoiatrico devono essere presenti presidi farmacologici e sistemi di resuscitazione per l’utilizzo dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza. Gli strumenti dell’emergenza medica dovrebbero essere sempre presenti, in buono Dott.orofaringee Bruno Noce* stato di conservazione e sempre a portata di mano e sono: bombola di O2 portatile, maschera facciale,dicannule di tutte le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defi brillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici, e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione ansiolitici, farmaci digitale, apparecchi misuratori pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve patologica cheanticoagulanti, richiede un trattamento entro le 24 ore ed di appunto l’emergenza che richiede un comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. trattamento entro 1 ora. Il dentista deve essere in grado di prevenire, diagnosticare e trattare Ogni studio deve disporre di uno specifi co protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli eventuali urgenze che si possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono essere vainterventi devono essere pianifi cati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo effi cace.Il paziente che incorre in una emergenza lutati clinicamente, mediante questionario e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più frequenti deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno stusaper riconoscere un respiroessere o colorito dellapresidi pelle anormali;mantenere la calma ed assicurareper livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei dio odontoiatrico devono presenti farmacologici e sistemi di resuscitazione l’utilizzo confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitaliassistente del paziente dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, alla inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al è un medico intraprendere una attività medica edGliallo stesso tempo come possono rivolgersi le curepresenti, odontoiatriche riconoscimento di una situazione di emergenza. strumenti dell’emergenza medicai pazienti dovrebbero essereper sempre in buonoa persone non qualificateesapendo le complicazioni stato di conservazione sempre che a portata di mano e sono sono:sempre bomboladietro di O2l’angolo? portatile, maschera facciale, cannule orofaringee di tutte *Presidente della Commissione albo odontoiatri Rovigo le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defibrillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici,

URGENZA E EMERGENZA IN ODONTOIATRIA

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L’opinione

URGENZA E EMERGENZA IN ODONTOIATRIA

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ansiolitici, farmaci anticoagulanti, digitale, apparecchi misuratori di pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. Ogni studio deve disporre di uno specifico protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli interventi devono essere pianificati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo efficace.Il paziente che incorre in una emergenza deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; saper riconoscere un respiro o colorito della pelle anormali;mantenere la calma ed assicurare livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitali del paziente inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non è un medico intraprendere una attività medica ed allo stesso tempo come possono i pazienti rivolgersi per le cure odontoiatriche a persone non qualificate sapendo che le complicazioni sono sempre dietro l’angolo? *Presidente della Commissione albo odontoiatri Rovigo

Siamo felici davvero se stiamo bene

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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal 208 PRESTAZIONI A RISCHIO momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto di Francesco Noce* esporrà sempre più il erMedico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nelinutili non fare), limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti o quan-a nulla tomeno serviranno le giustifi cazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giusuperflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema dizio Sanitario se non vengono modifi cate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestamedico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivezioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal re queglisecondo accertamenti non su ricettario delnel SSN ma su ricettario personale, assicurandosi medico le indicazioni contenute Decreto, saranno direttamente imputati al così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o menoè medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute l’quella esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come mequesti ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto dicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato l’effetto di porre ulterioriche costirisultano della sanità a carico dei pazienti. in caso dicollaterale contestazioni e denunce sempre più frequenti nei loro confronti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal clinica come un atto amministrativo fi nalizzato a risparmi e basato su principi momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alleamministratasche dei tivi attuatipiuttosto da burocrati in rapporto pazienti che aministeriali quelle dei medici . ai costi delle prestazioni. Non poteva scegliere un modo peggiore perchépreviste l’ appropiatezza si fonda su Infattisi mentre la non richiesta delle prestazioni dal Decretoclinica esporrà sempre basi scientifi che, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a sinulla curano personeleegiustifi non malattie. serviranno cazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giuOgni medico, ma moltissimi cittadini possono testimoniare di professionale come siano state dizio se non vengono anche modificate le attuali norme legislative sulla colpa del individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continuerannoleadisposizioprescriveni non si sarebbero dovuti prescrivere. re ministeriali quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi tecnologie che il così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la didecisione se diagnostiche effettuare o meno progresso scientifi co mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente suo siquesti devono lasciar nei dichiarato sottoscala non apparecchi costosi e sottoutilizzati? ultimi. Se marcire l’obiettivo viene raggiunto viene sicuramente ottenuto Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute cittadini, ci Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’deiappropiatezza rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrasanitario più effi ciente e più equo. tivi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Riteniamo quindi indispensabile sul piano scientifico-culturale Non si poteva scegliere un modocondividere peggiore perché l’ appropiatezza clinica lesi modalità fonda su di intervento a tal fi ne migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che Un contributo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di si curano persone eche nonconsideriamo malattie. medici di medico, Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni or Ogni ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come sianoanni state sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioOspedale cittadino la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza ni ministeriali non sicon sarebbero dovuti prescrivere. scientifi ca e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o sviluppato ed implementato, vi è un bord scientificocostosi per la esua validazione ed è sempre si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi sottoutilizzati? aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifi checoltoso e alle Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più diffi esperienze cliniche da parte di tutti i medici. e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci Ovviamente pereventuali adesso solo l’aspetto delle prescrizioni di laborendiamo anche riguarda conto che sprechi vanno combattuti perdiagnostiche rendere il sistema ratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e sanitario più efficiente e più equo. l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità così difficile maa tal cosìfine importante per la salute dei cittadini. di intervento migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo.

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L’opinione

di Francesco Noce*

Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici chirurghiche e odontoiatri di Rovigo medici*Presidente di Rovigo sulladell’ordine prescrizione dei di esami di laboratorio utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato le Ilmalattie curarsi di una prescrizione di esami inferiore diPrevenire circa il 20-30%. progetto si eè ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bordal scientifi co per la sua validazione ed è sempre meglio è una buona regola. aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle Il consiglio giusto? esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Rivolgersi a medici esperti Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà vicini a casa nostra e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini. Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare *Presidente dell’ordine dei medici -chirurghi e odontoiatri di Rovigo 8704884 - info@givemotions.it 049 8704884 info@givemotions.it

Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. Il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra


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Consigli per la cura dei nostri amici a quattro zampe: cani e gatti C

ani e gatti oggi sono dei veri e propri membri della famiglia, vi- zampe è l’uso di antiparassitari specifici per pulci, zecche e pidocvono con noi nelle nostre case e condividono con noi momenti chi. E’ buona prassi tutto l’anno ma è fondamentale nelle stagioni di gioco e affetto, è importante prenderci cura della loro salute calde, in commercio ci sono diversi prodotti con questo scopo: fiale spot-on, collari, pastiglie. e di seguito riportiamo alcuni consigli utili. I parassiti possono causare dermatiti allergiche, anemia ma Innanzi tutto è sempre bene avere un veterinario di fiducia al quale rivolgersi quando si nota qualsiasi comportamento insolito ad possono infestare anche la nostra casa: divani, letti e tappeti. Un altro pericolo che interessa soprattutto i cani ma in qualche esempio apatia, mancanza di appetito e stanchezza. In certe situazioni la tempestività nella cura è determinante per la guarigione dei caso anche i gatti è la filaria. Responsabile di questa patologia è un parassita che viene tranostri amici a quattro zampe. Un altro mito da sfatare è che la somministrazione del latte smesso agli animali attraverso la puntura di una zanzara infetta. La forma di filaria letale per gli animali è causata dalla Dirofivaccino (di mucca) apporti beneficio ai cani ma soprattutto ai gatti. laria Immitis. In realtà cani e gatti non hanno gli enzimi Una volta immesse in circolo le micronecessari per la digestione del latte vaccino filarie si instaurano nel cuore e nei polmoni per cui si possono scatenare diarree e infiamprovocando rapido dimagrimento, stanchezmazioni intestinali anche gravi. Tale divieto Adottare un cane o un za, tosse e infine la morte. diventa assoluto nel caso si trovino cuccioli di gatto è un gesto generoso Un animale infetto si può curare ma la gatto o cane orfani o abbandonati, bisogna ma che comporta grandi cura deve essere attuata in modo tempestiallevarli con il latte in polvere apposito per responsabilità vo e non è priva di rischi per la sua salute, vicuccioli che trovate in farmacia o in negozi per sta la gravità della patologia è molto meglio animali. Somministrare latte vaccino a cuccioli prevenire l’infezione. In commercio ci sono iniezioni da eseguire può scatenare una diarrea fatale. Se decidiamo di adottare un cucciolo è bene rivolgersi al vete- presso l’ambulatorio veterinario, oppure ci sono tavolette appetibili rinario per una prima visita di controllo poiché è prassi la sommini- o fiale spot-on. Adottare un cane o un gatto è un gesto generoso ma che comstrazione di farmaci per eliminare i parassiti intestinali che spesso vengono trasmessi dalla madre durante la gestazione. La svermi- porta grandi responsabilità, prima di prendere questa decisione bisonazione è importante per la salute di cani e gatti che altrimenti gna pensare che saranno nostri compagni di viaggio per molti anni. Bisogna essere consapevoli di tutti gli aspetti positivi che compotrebbero andare incontro a problemi gastrointestinali e a gravi porta la presenza di un amico a quattro zampe in famiglia ma anche forme di anemia. Un altro gesto responsabile per tutelare i nostri amici a quattro dei piccoli doveri che ci assumiamo nei loro confronti.

le proprietà preventive di alcuni ortaggi stagionali

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l cavolo, il cavolfiore, i broccoli, il rafano, la rucola, i cavoletti di Bruxelles appartengono tutti alla famiglia delle Crucifere, e sono ortaggi tipici di questa stagione autunnale. Queste piante erbacee possono essere definite come alimenti funzionali in quanto, più di molti altri vegetali, apportano una serie di benefici alla salute umana confortati anche da pubblicazioni scientifiche. Le sostanze più rappresentate all’interno della specie, ed alle quali si attribuiscono gli effetti biologici osservati, sono gli isotiocianati ed i glucosinolati. Queste sostanze hanno la caratteristica di proteggere le piante dall’aggressione degli insetti ma, aspetto più importante per noi umani, favoriscono anche l’eliminazione delle sostanze tossiche dannose per le nostre cellule e DNA. Alcuni studi hanno dimostrato come queste molecole abbiano la potenzialità di bloccare alcune fasi dello sviluppo tumorale. I glucosinolati non agiscono direttamente contro il cancro, ma solo dopo una serie di reazioni che iniziano con la masticazione e che danno origine alle sostanze attive contro la proliferazione tumorale. Oltre a rendere più efficace l’eliminazione delle sostanze tossiche, questi composti contribuiscono all’apoptosi, la morte programmata delle cellule tumorali. Un’altra sostanza, presente soprattutto nei broccoli e chiamata sulforafano, ha anche proprietà battericide contro Helicobacter Pylori, un batterio che contribuisce a sua volta alla comparsa dei tumori dello stomaco. Per preservare le proprietà di queste sostanze è importante la modalità di consumo degli ortaggi, la disponibilità delle sostanze attive è di circa 3 volte maggiore nell’alimento crudo rispetto a quello cotto. Per questo motivo è importante controllare la temperatura di cottura, è sicuramente preferibile utilizzare una preparazione al vapore e non la bollitura, con questo ultimo metodo si rischierebbe di perdere circa il 60-70% delle

Dott Edoardo Debelli

Questi alimenti favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche dannose per le nostre cellule e Dna sostanze attive! Un’altra forma per consumare le Crucifere è sotto forma di succo centrifugato, in questo caso il succo è da bere rapidamente una volta pronto. C’è solo una situazione in cui l’assunzione di questi ortaggi deve essere controllata, nei soggetti affetti da ipotiroidismo e che assumono farmaci. Gli isotiocianati contenuti nelle Crucifere possono interferire con il metabolismo dello iodio, impedendone la fisiologica incorporazione nel tessuto tiroideo e sulla successiva sintesi di tiroxina. Un loro consumo eccessivo può aumentare, ove già presenti, eventuali problemi di flatulenza e meteorismo. Per informazioni ed approfondimenti Dott. edoardo Debelli - Biologo nutrizionista Farmacia tre Colombine-Rovigo Farmacia zanetti –lendinara Cell 339 7782538 debelli@nutrizionista-benessere.it

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Dott.ssa Maddalena Zanetti

Dal peeling al laser: i trattamenti per ringiovanire la pelle

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na intensa esposizione solare, un periodo stressante, o solo la vita di tutti i giorni causano un ispessimento progressivo dello strato superficiale della pelle, che appare spenta, asfittica e poco tonica. I trattamenti che si possono eseguire in questo caso vanno dal peeling chimico, alla biostimolazione con Dott.ssa Cristina acido ialuronico al laser. Rogato, medico Il peeling chimico (dal verbo inglese to chirurgo specialista peel, pelare) è un trattamento che serve ad ac- in chirurgia plastica pazienti notano i primi cambiamenti e i miglioramenti celerare il normale processo di rinnovamento cellulare: l’applicazione di un agente chimico sulla pelle proseguono nei mesi seguenti. I tempi di recupero e gli effetti collaterali minimi ne stimola l’esfoliazione e la velocità di rigenerazione. La biostimolazione o biorivitalizzazione cutanea è una fanno di questo laser MOSAIC uno dei più sicuri e affidabili nel campo del resurfacing. tecnica che prevede l’iniezione meLe aree di applicazione sono: diante ago sottile nel sottocutaneo ringiovanimento globale del volto, di sostanze quali acido ialuronico, vitamine, antiossidanti e fattori Con tempi di recupero e gli effetti trattamenti di cicatrici da acne, cicatrici chirurgiche e traumi, migliodi crescita. Queste permettono di collaterali minimi fanno del ramento della elasticità cutanea, mantenere e/o ripristinare l’idratalaser Mosaic uno dei più sicuri e del melasma e delle discromie zione e il turgore cutaneo. Il laser cutanee. in particolare il Mosaic sfrutta una affidabili di trattamento Il protocollo prevede 3-4 tecnologia di ultima generazione, inviando alla pelle dei microscopici raggi laser, che pro- trattamenti con cadenza di 4-6 settimane. Non occorre ducono ravvicinate e omogenee colonne che penetrano anestesia locale e la paziente può riprendere immediafino al derma senza danneggiare gli strati sovrastanti. tamente le sue normali attività. Produce quindi un trattamento naturale e uniforme con Dott.ssa Cristina Rogato minimi tempi di recupero ed elevati miglioramenti clinispec. In Chirurgia Plastica ci. Questo trattamento, di veloce esecuzione, permette studio Medico – Viale dei Mille 107a di ottenere ottimi risultati quali riduzione nell’ampiezza tel. 328 2523160 dei pori, miglioramento della luminosità e della toniciwww.dottoressacristinarogato.com tà della cute. Immediatamente dopo un trattamento i


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Cataratta e lenti Bifocali: Novità!

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onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere sempre ed affianca novità che migliorano le prospet- bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderentive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai ze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità. utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive mo- In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno difiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualun- cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il que sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modi- che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa ficare la propria forma e quindi chirurgia, abbiamo la possibilidi mettere a fuoco in relazione tà di proporre ad ogni paziente alla distanza dell’oggetto che Una nuova lente intraoculare un impianto bifocale con la viene fissato. Il cristallino articertezza di poterlo togliere ficiale invece non modifica la “Premium” ideata dal facilmente in caso di disturbi. propria forma ma mette a fuo- Dott. Camellin rivoluziona i risultati Dallo studio e dalla passione co contemporaneamente due dell’intervento di cataratta per questa chirurgia sono distanze, una per lontano ed state qui ideate una formula una per vicino. Molti pazienti si esclusiva per il calcolo della adattano benissimo a questa visione che comunque differi- lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli - Calossi sce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lendi capire a priori come si troverà il paziente con un impianto te intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto dire che un altro passo avanti è stato fatto! questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoIl Dr. Massimo Camellin verlo in caso di disturbi. Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del Dott. Massimo Camellin: cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si Via Dunant, 10 - Rovigo creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginotel. 0425 411357 so. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una mail: segreteria@sekal.it lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficolweb: www.lasek.it tà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste

scuola: impariamo a “saper essere”

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l mondo della Scuola, spesso oggetto di discussioni e critiche, rappresenta una complessa realtà di relazioni umane. Allievi, insegnanti e genitori sono i protagonisti di questa realtà che, a Scuola, si incontrano in modo collaborativo e talvolta si scontrano nell’incapacità di comunicare efficacemente desideri, necessità, obiettivi. Diventare adulti oggi significa prepararsi a rispondere con successo a complesse richieste e pressioni da parte della società e tutto questo richiede l’acquisizione di competenze molto trasversali. Così, all’interno della Scuola, i bambini e i ragazzi dovrebbero iniziare a sperimentare ciò che incontreranno lungo il loro percorso di vita; successi, insuccessi, soddisfazioni, frustrazioni. Gli adulti che li circondano sono chiamati a seguirli in questo loro difficile percorso sostenendoli e incoraggiandoli, oltre che spiegando loro le regole della convivenza civile. Accanto alle abilità del “saper fare”, appresa attraverso le tradizionali materie di studio (letteratura, scienze matematiche, lingue straniere ecc.), emerge l’esigenza di acquisire una competenza nuova: il “saper essere”. “Saper essere” significa imparare a conoscersi, avere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, saper dare ascolto alle proprie emozioni e saperle gestire, per poter affrontare con successo oggi le sfide dello studio e domani le sfide della vita. “Saper essere” si traduce anche in capacità relazionale, ovvero nella capacità di instaurare relazioni sane, nutrienti e durature, buone per la nostra crescita; imparare a costruire amicizie con i coetanei e a relazionarsi con rispetto ed efficacia con gli adulti. Apprendere il “saper essere” anche molto presto, fin dagli anni della scuola primaria, significa fare prevenzione rispetto al disagio esistenziale. Per la Scuola che ne capisce

l’importanza, rappresenta l’opportunità di offrire alla comunità uno strumento prezioso e non limitarsi a prevedere soltanto interventi compensativi, quando il disagio dei ragazzi Dott.ssa è conclamato e accompaErika Marangoni gnato al basso rendimento scolastico. Una Scuola al passo con i tempi e portatrice di futuro, investe in questo senso e diventa occasione di apprendimento anche per gli adulti che la “abitano”. Purtroppo infatti non sono rare le situazioni di incomprensione e conflitto tra genitori e insegnanti e tra i colleghi all’interno del corpo docente stesso. La dialettica spesso si fa accesa, genera frustrazioni e demotivazione allo svolgimento di un mestiere straordinariamente bello e importante quale è quello degli educatori. Avere la possibilità di imparare a comunicare bene e a sentirsi “capaci” diventa una risorsa preziosa non solo per i ragazzi ma anche per gli adulti chiamati ad educarli, in quanto, con il loro comportamento, fungono da modello per le nuove generazioni. L’Associazione Culturale Punto Gestalt organizza un incontro aperto al pubblico per parlare di Scuola e di competenze relazionali Sabato 28 Novembre presso il Museo dei Grandi Fiumi - Rovigo dalle 16.00 alle 18.00 Dr.ssa erika Marangoni Counselor professionale laureata in Psicologia dell’educazione Via leopardi, 1 - Rovigo 388-3637623 - erikacounselor@gmail.com

Carico immediato: torna a sorridere con Vitaldent

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copri le soluzioni di questa tecnica implantologica che consente di sostituire i denti persi recuperando piu’ velocemente funzionalita’ ed estetica. Tornare a sorridere con naturalezza e fiducia è l’obiettivo di chi decide di ricorrere agli impianti dentali. L’ultima novità in questa direzione? Il sistema detto di Carico Immediato grazie al quale, se le condizioni della bocca lo consentono, il paziente non perderà mai i propri denti. 1 imPianti PersonaLizzati A partire dal terzo mese, sarà Gli impianti personalizzati sono radi- Con questo sistema possibile collocare la protesi fissa ci artificiali che ci permettono di so- il paziente non definitiva. Grazie a questo sistema stituire i denti persi e che, grazie al il paziente recupera la sua funzioperderà mai materiale con il quale sono fabbricati, nalità e il suo aspetto estetico più possono convivere in modo naturale i propri denti velocemente con il resto dei denti e dei tessuti della 4 Per Quasi tutti Questa tecbocca. Il Carico Immediato e’ una tecnica che permet- nica è indicata in tutti i casi di mancanza di denti, dove te di installare la protesi subito dopo l’inserimento ci siano le condizioni. degli impianti 2 La Protesi Fissa Lo stesso giorno Dopo la collocazione degli impianti, il paziente riposa per tre o quattro ore e, nello stesso giorno, qualora le condizioni ossee lo permettano, viene collocata una Vitaldent - centro odontoiatrico protesi fissa provvisoria. Il principale vantaggio del CaDir. san. Dott. Francesco Bandoni. rico Immediato va oltre la ragione estetica: per tutta la Corso del Popolo 94/96 durata dell’osteointegrazione, il paziente indossa sem45100 Rovigo (Rovigo) pre la sua protesi fissa che gli permette di recuperare la telefono: 0425/073575 qualità della vita dal punto di vista funzionale, estetico www.vitaldent.com e sociale.

Chi dorme tanto è un genio

Da Leonardo a Einstein, gli artisti non perdono sonno. Valentino Rossi riesce a riposare per dodici ore

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ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. iL PisoLino dei Fenomeni Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison?

Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose. i dormigLioni Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455


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Don Nicola Di Domenico, Caserta Avevo male alla ginocchia, a scendere i gradini per andare a dare la comunione ai fedeli dovevo trovare sempre un punto di appoggio, ho provato questo apparecchio riesco a muovermi facilmente.

Graziella Gaioni, Verona Avevo male alle mani, ora sto bene e sono molto contenta.

Ciamarra Giuseppina, Ravenna Avevo male alla spalla e al collo dopo 10/12 giorni il collo si è sciolto non mi fa male, adesso mi sento veramente bene.

Carlo Adeferro, Rimini Avevo male a una gamba, ho usato questo apparecchio, adesso mi trovo meravigliosamente bene. Adesso faccio le mie passeggiate tranquillamente. Provate per credere.

Angelo Colla, Verona Mi facevano male le mani, dopo 10 giorni ho avuto benefici.

Yelma Stefani, Venezia Avevo male alle ginocchia, ho usato questo apparecchio mi sento davvero bene.

Ofelia Feriotto, Rovigo Avevo male alla testa, ho avuto i risultati che volevo, ho speso bene miei soldi, gli ho proprio spesi volentieri.

Anna Maria Negroni, Padova Mia figlia ha comprato questo apparecchio per le rughe, adesso ha le pelle più giovane e liscia, io avevo male alle mani, ho avuto anche io dei benefici.

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sensibilità delle zone trattate e dalla costanza delle applicazioni. Si possono fare più trattamenti sulla stessa zona più volte al giorno? Qual’è il tempo massimo di utilizzo giornaliero consigliato? Uno dei pregi di MEDLASE-R è di non avere particolari controindicazioni o limiti di utilizzo. Consigliamo, comunque, un utilizzo massimo di 20 minuti al giorno su ogni zona corporea. Ho un Pace-Maker, posso usare MEDLASE-R? No, è controindicato l’uso di apparecchi elettronici in genere alle persone portatrici di stimolatori cardiaci, è opportuno consultare il medico. È un prodotto italiano? MEDLASE-R è un prodotto interamente italiano.

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la Cefalea: sintomi, tipologie, cure e rimedi

a chi serve una Psicoterapia? PSICOLOGIA: Deriva dal greco “psiché” e “logos”, e significa letteralmente ”studio dell’anima”. Il termine fu inventato dall’umanista Melantone intorno al 1500. Oggi per Psicologia si intende il concetto di “psiche” soprattutto come comportamento osservabile dall’esterno o, nel caso dell’uomo, caratterizzato anche da “processi psicologici”, sia consci che inconsci, tramite i quali un individuo programma ed attua i suoi comportamenti. I processi psicologici sono in sostanza costituiti dall’intelligenza, dalla memoria, dalla percezione, dalle esperienze interiori come i sentimenti o le aspettative, e dai meccanismi non consapevoli o inconsci. PSICOTERAPIA: Letteralmente “cura dell’anima”, è la cura del disagio mentale con mezzi psicologici, che si basa sull’ipotesi che i disturbi psichici siano causati non da alterazioni organiche, ma da eventi psicologici relazionali. Oggi esistono varie forme di psicoterapia. Alla psicoanalisi si rifanno quasi tutte le scuole di psicoterapia del ‘900, per svilupparne i concetti o per contestarli. La Psicoterapia Psicoanalitica si basa sull’uso terapeutico della parola e della presa di coscienza delle dinamiche inconsce. L’analista mira a raggiungere non l’Io del paziente, ma il suo Inconscio, ossia la verità inconscia, fatta di paure e desideri, di cui una persona è portatrice ma che spesso ignora a livello razionale. Questi sono i principali disturbi per i quali è consigliato rivolgersi ad uno psicoterapeuta (come la dott. ssa Tinti) esperto in Psicoanalisi Relazionale per compiere un percorso che può aiutare i pazienti a superare tutto ciò e a vivere meglio:

Stati d’Ansia e Attacchi di Panico  Depressione  Disturbi Alimentari  Disturbi del Sonno  Pensieri Ossessivi Pensieri Maniacali Somatizzazioni  Stress, Fobie, Manie  Problemi di Autostima e di Insicurezza  Problemi di Comunicazione sul Lavoro  Problemi con i Figli  Problemi Sessuali Problemi di Coppia Arrivando a capire i desideri inconsci e le paure inconsce del paziente, l’analista consegna al paziente uno strumento per riuscire a meglio governare le proprie scelte e quindi la propria vita! Dott.ssa Antonella Tinti 

Dott.ssa antonella tinti Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di coppia - Cell.339 3859333 - “Rovigo Medica” Via einaudi, 82 Rovigo (0425/474769) - “Poliambulatorio san giusto” Via Mazzini, 48/a - Porto Viro (0426/324194) antonella.tinti@ordinepsicologiveneto.it

L

a cefalea, detta comunemente “mal di testa”, è uno dei disturbi più comuni tra le sindromi dolorose; si presenta come un dolore alla testa diffuso o circoscritto, pulsante o fisso, talora associato a dolorabilità di faccia e/o collo, talvolta accompagnato da altri sintomi (vomito, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione, fotosensibilità). Questo stato spiacevole può durare da qualche minuto fino a molte ore, ripresentandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) o soltanto sporadicamente, anche a distanza di molto tempo. Le cause della cefalea non si conoscono ancora perfettamente, alcuni studiosi sono concordi nell’affermare che la cefalea ha una forte componente ereditaria: se uno dei genitori (in particolare la madre) ne soffre, i figli potrebbero essere più soggetti al disturbo; altri sostengono che chi soffre di frequenti cefalee produrrebbe poche endorfine, gli ormoni deputati al mantenimento di uno stato di benessere e tranquillità. Di certo gli elevati stress fisici ed emotivi causano una forte cefalea al loro termine, così come possono favorirla un’eccessiva esposizione ai raggi solari, la privazione di sonno, le variazioni altimetriche troppo brusche, i cambiamenti di clima, l’inquinamento atmosferico; anche l’alimentazione ha le sue responsabilità: alcuni cibi dalla digestione particolarmente complessa (cioccolato, insaccati, formaggi stagionati, frutta secca, agrumi, fritti e caffè ad esempio) hanno un vero e proprio effetto vasodilatatore, per cui favoriscono l’insorgere della cefalea; il digiuno e le diete troppo drastiche, l’eccessivo consumo di alcool, il fumo possono scatenare cefalea. Nella donna da non dimenticare il ciclo mestruale o l’entrata nella menopausa, eventi che comportano una variazione

Il Dott. Andrea Bellato

del flusso ormonale nell’organismo. Talvolta può essere utile anche fare una visita oculistica: alcune cefalee sono causate da difetti della vista o da stato di affaticamento degli occhi; può essere indicata una visita odontoiatrica: un’alterazione dell’occlusione può scatenare cefalea. Vi sono vari tipi di cefalea, che vengono distinti a seconda della durata, dell’intensità del dolore e della regione della testa interessata: l’emicrania (con o senza aura), la cefalea cronica parossistica, la cefalea a grappolo, quella muscolo-tensiva, ecc. Vi sono poi delle cefalee che sono sintomo di una patologia più grave: nevralgia del trigemino, cefalea neoplastica, cefalea da emorragia sub-aracnoidea, ecc. La diagnosi della cefalea deriva da un’attenta anamnesi dato che le sue varie forme, non presentano differenze sostanziali da poter essere chiaramente percepite dal paziente: il momento della giornata in cui si manifesta ci può indirizzare sulla causa scatenante. Si hanno ottimi risultati con il trattamento osteopatico che dovrà ricercare una corretta biomeccanica delle strutture cervicali, delle spalle, dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare, sono molto frequenti problemi di mal occlusione e di bruxismo), un corretto equilibrio della postura, la pervietà di importanti passaggi vascolari (particolarmente importanti nei casi di cefalee di origine vascolare); inoltre si analizzeranno ed eventualmente si tratteranno disfunzioni dell’osso sacro e del meccanismo cranio-sacrale (frequente nei colpi di frusta). Dott. andrea Bellato - Fisioterapista e osteopata - Via Marcanta 15, adria (Ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com


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Dott.ssa Dott.ssa Arianna Arianna Ferlin Ferlin Il Centro ABC è un punto di riferimento per Pedagogista Pedagogista e Educatrice epsico-fisica Educatrice l’accompagnamento alla crescita Telefono: 347 347 0149873 0149873 e della persona, del Telefono: bambino, dell’adolescente della famiglia. Dott.ssa Dott.ssa Chiara Chiara Zambon Zambon CHI SIAMO Pediatra Pediatra Il Centro ABC nasce dall’amicizia e dalla stima reciproca di un 4574411 4574411 gruppo di professionisti Telefono: che Telefono: lavorano328 da 328 molti anni nel campo della diagnosi, riabilitazione, cura del benessere emotivo e fisico della persona.

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Telefono: 347 8035426 Dott.ssa Roberta Ferrari Psicoterapeuta Telefono: 347 8035426 Dott.ssa Roberta Ferrari Psicoterapeuta Dott.ssa Alessia Tomii Telefono: 347 8035426 Logopedista Telefono: 335 8386277 Dott.ssa Alessia Tomii Logopedista Il Centro ABC è un punto di riferimento per Telefono: 335 8386277 Il Centro ABC è un di riferimento per Dott.ssa Alessia Tomii l’accompagnamento punto alla crescita psico-fisica Logopedista l’accompagnamento alla crescita psico-fisica Il Centro ABCdel è un punto didell’adolescente riferimento per e della persona, bambino, Dott.ssa Arianna Ferlin Telefono: 335 8386277 della persona, del bambino, dell’adolescente l’accompagnamento alla crescita psico-fisicae Pedagogista e Educatrice della famiglia. della famiglia. della persona, del bambino, dell’adolescente e Telefono: 347 0149873 Dott.ssa Arianna Ferlin della famiglia.e Educatrice Pedagogista CHI SIAMO Telefono: 347 0149873 Dott.ssa Arianna Ferlin CHI SIAMO Il Centro ABC nasce dall’amicizia e dallae stima reciproca di un Pedagogista Educatrice Dott.ssa Chiara Zambon gruppo professionisti che lavorano da molti anni nel campo Il CentrodiABC nasce dall’amicizia e dalla stima reciproca di un CHI SIAMO Telefono: 347 0149873 Pediatra della diagnosi, riabilitazione, cura del benessere emotivo e fisico gruppo di professionisti che lavorano da molti anni nel campo Il Centro ABC nasce dall’amicizia e dalla stima reciproca di un Telefono: 4574411 dellacura persona. della diagnosi, riabilitazione, del328 benessere emotivo e fisico gruppo di professionisti che lavorano da molti anni nel campo Dott.ssa Chiara Zambon della persona. della diagnosi, riabilitazione, cura del benessere emotivo e fisico Pediatra della persona. Telefono: 328 4574411 Dott.ssa Chiara Zambon DA NOIPediatra POTETE TROVARE: Martina Montagnini DA NOIDott.ssa POTETE TROVARE: Telefono: 328 4574411 • Professionisti che lavorano in équipe Dietista DA NOI POTETE TROVARE: • Professionisti che lavorano in équipe • Accoglienza ed ascolto Telefono: empatico 340 6862621 Dott.ssa Martina Montagnini • Professionisti lavorano in équipe Accoglienza edche ascolto empatico • Professionalità ed esperienza pluriennale Dietista • Accoglienza ed ed ascolto empatico Professionalità esperienza pluriennale Telefono: 340 6862621 • Rispetto della riservatezza Dott.ssa Martina Montagnini • Professionalità ed esperienza pluriennale Rispetto della riservatezza Dietista • “Ciò Trasparenza costi entro i limiti deifine Tabellari che ildeiriservatezza bruco chiama delProfessionali mondo, Telefono: 340 6862621 • Rispetto delladei Trasparenza costi entro i limiti dei Tabellari Professionali

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DOVE SIAMO

LOGOPEDIA LOGOPEDIA Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative per il benessere relazionale del bambino, delesigenze ragazzo ecomunicative dell’adulto in Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle LOGOPEDIA ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative dell’apprendimento. ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in dell’apprendimento. ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, dell’apprendimento. PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali. Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI comportamentali. Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali.

Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole PEDIATRIA

DOVE SIAMO

PEDIATRIA Visite specialistiche e visite domiciliari, valutazione dello stato di Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole salute ed Forca, accompagnamento allaBadia crescita. Via Calà 41e visite 45021 Polesine Visite specialistiche domiciliari, valutazione(RO) dello stato di PEDIATRIA salute ed accompagnamento alla crescita. Visite specialisticheDOVE e visiteSIAMO domiciliari, valutazione dello stato di salute ed accompagnamento alla crescita. INFO Via Calà Forca, 41 45021 Badia Polesine (RO) DOVE SIAMO sito web: www.centro-abc.it DIETISTICA INFO Badia Polesine (RO) e-mail: Via Calà Forca, 41info@centro-abc.it 45021

DIETISTICA Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. www.centro-abc.it Educazione alla web: corretta alimentazione. Anamnesi sito alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. DIETISTICA INFO Educazionee-mail: alla corretta alimentazione. info@centro-abc.it Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. www.centro-abc.it Educazionesito alla web: corretta alimentazione.

e-mail: info@centro-abc.it APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA APPROCCIO ALLAshiatsu, PERSONA Riflessologia OLISTICO plantare, reiki, suonoterapia, omeopatia, naturopatia. Riflessologia plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA naturopatia. Riflessologia plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, naturopatia.

I PROGETTI

PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO Diagnosi ed intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua famiglia. Consulenza e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo di tecniche specifiche.

CRESCITA PERSONALE PER ADULTI Corsi di autostima, pensiero positivo, comunicazione e PNL, corsi di visualizzazione creativa e di rilassamento per ridurre lo stress; gruppi di psicodramma.

LOGOPEDIA Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, dell’apprendimento.

CORSI GENITORIALITÀ Confrontarsi in gruppo su temi ed argomenti per una crescita equilibrata dei figli.

PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI Centro Centro ABCABCApprendimento Apprendimento e Benessere e Benessere Consapevole Consapevole Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali.

POTENZIAMENTO COGNITIVO METODO FEUERSTEIN Percorsi per imparare ad imparare attraverso la valutazione dinamica ed il potenziamento delle funzioni cognitive.

DOVE DOVE SIAMO SIAMO PEDIATRIA ViaVia Calà Calà Forca, Forca, 41 4145021 45021 Badia Badia Polesine Polesine (RO) (RO) Visite specialistiche e visite domiciliari, valutazione dello stato di salute ed accompagnamento alla crescita.

CORSI DI METODO DI STUDIO Apprendere le strategie più efficaci per l’apprendimento.

INFO INFO

sitosito web: web: www.centro-abc.it www.centro-abc.it e-mail: e-mail: info@centro-abc.it info@centro-abc.it

Il Ilnostro nostroobiettivo obiettivo è èaiutare aiutarelelepersone persone a amigliorare migliorarelalaqualità qualità della dellapropria propriavita. vita.

DIETISTICA Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. Educazione alla corretta alimentazione.

CORSI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE Corsi per adulti o bambini per imparare i principi che stanno alla base di una dieta sana ed i trucchi per metterli “in tavola”.

APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA Riflessologia plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, naturopatia.

LABORATORI PSICO-EMOZIONALI PER ENTI E SCUOLE Incontri esperenziali che attraverso l’uso della creatività aiutano il bambino a gestire le proprie emozioni in maniera funzionale e positiva.

• Professionalità ed esperienza pluriennale • Rispetto della riservatezza

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PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO Diagnosi ed intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua famiglia. Consulenza e mirato percorsi per l’individuol’adolescente e la coppia con Diagnosi ed intervento per il bambino, e lautilizzo sua PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO di tecniche specifiche. famiglia. Consulenza e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo Diagnosi edspecifiche. intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua di tecniche famiglia. Consulenza e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo di tecniche specifiche.

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A tavola 41 2 LA CUCINA DI CARMEN

PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA Carote all’arancia

Ingredienti: 500 g di carote - 1 arancia - 1 C di pangrattato - 1 C d’olio. Preparazione: cuocere a vapore le carote, tagliarle nel senso della lunghezza e metterle in una teglia da forno oliata, spruzzarvi sopra il succo d’arancia, e una spolverata di pane grattugiato. Coprire e mettere in forno per 10 minuti, aggiungere un filo d’olio, scoprire e fare gratinare.

Insalata di cavolfiore radicchio e ceci

Ingredienti: 200 g di ceci lessati - 3 caspi di radicchio di Treviso - 1 cavolfiore piccolo - 1 manciata di scalogno - 1 rametto di rosmarino - 3

bacche di ginepro - olio, sale aromatico e agro di mele q.b. Preparazione: lessare il cavolfiore e lo scalogno in abbondante acqua aromatizzata con rosmarino e le bacche di ginepro. Disporre il radicchio e i ceci lessati in una ciotola capiente, unire il cavolfiore e lo scalogno cotti al dente, condire le verdure con sale, qualche goccia di agro di mele e olio d’oliva.

Sformatini al radicchio

Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina . Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry 100 g di parmigiano. Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm. 18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia.

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Nota Nota: La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. C sta per cucchiaio – c sta per cucchiaino – g sta per grammo – kg sta per chilogrammo – L sta per litro – olio (quando non è specificato altro) sta per olio extra vergine di oliva – q.b. sta per quanto basta.

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dal 5 al 8 dicembre - 4 giorni e 3 notti

Norimberga e Rothenburg I Mercatini di Natale

Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. * salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.

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