Sport p.18
p.29
Salute p.23
on-line: EDICOLA & TELEFONIA
Rovigo GREEN APPLE
MARZO 2017
Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 39
Cultura p.17
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MATTEO MattEO ZANOTTO ZaNOttO
“Buoni servizi e eascolto ascolto dei cittadini” aSSESSORE assEssORE PAULON pauLON
“Adeguare la viabilità a un capoluogo”
sicurezza, Bergamin insiste: “Esercito in città” Dopo i furti avvenuti tra febbraio e marzo il primo cittadino torna alla carica. servizio a pag 10 Ma il comico Crozza sbeffeggia la città in tv ed è subito polemica
SANITÀ saNitÀ
Medici di guardia, ancora proteste la DiEGO testimonianza cRiVELLaRi
Un “Carcere, camice bianco ponte tra racconta dentro le e fuori” sue guardie scuola Musica
Il Torna Celio resta il Premio in centro storico Amnesty DIEGO CRIVELLARI
“Carcere, ponte tra dentro e fuori” Musica
Torna il Premio Amnesty sport
Cena tra campioni del grande Rugby
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llora, andiamo a votare prima dell’estate?” La domanda arriva da molti cittadini che, dopo l’esito del referendum di dicembre e il cambio di Governo, si aspettano una nuova consultazione elettorale in tempi rapidi. Una domanda legittima e “trasversale”, posta cioè non solamente dagli oppositori dell’attuale compagine di maggioranza - molti dei quali avevano votato “no” al referendum proprio per bocciare Renzi e i suoi - ... segue a pag 3
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Facciamo. il punto
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Arrivano i venerdì d’estate (e Adria si arrabbia)
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apporti tesi tra Adria e Rovigo dopo la decisione del capo-x luogo di proporre quest’estate le aperture dei negozi al venerdì sera, prendendo a prestito una formula - quella dei “venerdì d’estate” - che nella città etrusca regge con successo ormai da 22 anni. L’accusa degli adriesi è di entrare in concorrenza con la proposta estiva e di sottrarre pubblico e clienti. Nelle scorse settimane una mediazione era stata tentata, con il Comune di Rovigo a proporre ai suoi commercianti di anticipare alla sera di giovedì, ma gli esercenti non hanno voluto indietreggiare. Così l’assessore al Commercio rodigino Luigi Paulon prova a gettare acqua sul fuoco: “Non si tratta di fare la guerra - spiega -, perché ci si rivolge a due utenze diverse, non si “ruba” pubblico a nessuno: da Adria non vengono a Rovigo e viceversa. Concordo che sarebbe stato meglio differenziare i giorni, ma questa linea non poteva essere portata avanti dal solo Comune: serviva l’accordo anche dei commercianti, che hanno espresso un parere diverso”. Dal canto suo l’associazione Adriashopping, con il presidente Enrico Franzoso, è sul piede di guerra: “Non siamo preoccupati, più che altro siamo dispiaciuti che Rovigo voglia competere con noi - accusa -. Noi siamo sempre stati accondiscendenti: quando fanno degli eventi a Rovigo non facciamo niente in contemporanea per non pestargli i piedi. Siccome però vedo che loro non fanno altrettanto allora vorrà dire che quest’anno i nostri venerdì d’estate saranno più ricchi del solito. Noi siamo dei guerrieri. Vogliono andare in competizione? Va bene, allora aspetto di vedere il programma di Rovigo e poi, una volta uscito, farò uscire il mio in maniera da mettere in crisi quello rodigino”.
Rapporti tesi per l’accusa di copiare l’iniziativa
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- ma anche da chi invece ritiene che il ritorno alle urne sia l’unico modo per mettere fine a questa fase di instabilità e di continuo scontro. Tra la gente dunque la voglia di entrare nuovamente ai seggi pare non sia venuta meno in questi mesi, segnati dalle polemiche interne ai partiti, dai dissidi e dalle lacerazioni. Anzi, il voto viene visto come un nuovo punto di partenza che permetterà di archiviare una fase poco costruttiva, in cui ha prevalso lo scontro frontale piuttosto che un progetto di crescita di cui il Paese ha bisogno come l’aria. Invece fra i principali schieramenti politici accade il contrario, perché veramente pochi si dicono pronti a sfidare il responso delle urne già nei prossimi mesi. I più invece navigano a vista, cercando intanto di rafforzare la propria identità o di individuare un gruppo dirigente che permetta di affrontare di nuovo l’elettorato. Va detto che l’attuale sistema elettorale di certo non contribuisce a portare quel minimo di stabilità e di chiarezza che gli stessi cittadini reclamano a gran voce proprio con lo strumento del voto. Sperare però che vi possano essere delle novità significative su questo fronte in tempi brevi, con una rapida modifica alla legge elettorale, è un’impresa, ad oggi. Quindi, affermano in molti, perché non tornare al voto e consegnare ad una nuova e possibilmente più solida maggioranza il compito di rivedere anche le “regole del gioco”? Intanto sta muovendo i primi passi la campagna elettorale per le amministrative, nei Comuni dove si andrà a votare presumibilmente la seconda domenica di giugno. Restano dunque due mesi pieni per il confronto fra i candidati sindaco. A parte qualche eccezione, però, finora sono pochi i nomi già usciti allo scoperto. Partiti e gruppi divisi si stanno ancora studiando a vicenda ma ormai il tempo stringe.
Giorgia Gay
di Rovigo
è un marchio registrato di proprietà Srl di
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 13 marzo 2017
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Intervista Amministrazione comunale
“Buoni servizi e ascolto dei cittadini” Il consigliere leghista Matteo Zanotto, presidente della prima commissione, fa il punto su 19 mesi di amministrazione
“O
ramai 19 mesi di amministrazione della città ci siamo impegnati per dare buoni servizi e ascolto ai cittadini”. Questa la voce del consigliere comunale Matteo Zanotto, presidente della prima commissione che si occupa di bilancio, tributi, controllo di gestione, attuazione del federalismo, sviluppo economico e politiche per il lavoro, aziende partecipate, statistica, servizi demografici, sistemi informativi e risorse umane. Tracciando un primo bilancio sull’operato della propria commissione, il consigliere leghista
sostiene come sia “sempre più difficile amministrare una città dovendo far quadrare i conti, in quanto i soldi a disposizione sono sempre meno e le criticità da risolvere sempre più”. “Negli ultimi due anni sono venuti a mancare dalle casse comunali circa un milione e duecento mila euro - dichiara Zanotto - una somma di minori trasferimenti da parte dello stato centrale”. “A questo dobbiamo aggiungere che ci vengono presentati i conti di situazioni passate che questa amministrazione ha ereditato - continua Zanotto - come
In foto il consigliere Matteo Zanotto
ad esempio il lodo Baldetti che peserà sulle somme disponibili per le somme disponibili perle spese correnti per un milione e quattrocento mila euro, di cui settecento mila accantonati”. L’impegno dell’amministra-
zione e quello della commissione presieduta da Zanotto è “quello di poter dare ai cittadini risposte sulle criticità che ci evidenziano, come le buche e la sicurezza ed il rilancio del centro storico”. Massimiliano Belreame
strage di tigli lungo la regionale 443 Seppur protetti da tutela ambientale, 25 alberi sono stati abbattuti senza un progetto di reimpianto
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na vera e propria razzia di alberi è stata eseguita a fine febbraio nel comune di Adria e nelle zone di Ceregnano, Villadose e Rovigo, lungo la strada regionale 443 che da Rovigo porta ad Adria. Pur essendo protetti da tutela ambientale, venticinque alberi sono stati abbattuti senza prevedere un progetto di reimpianto. Lo segnala il Comando unità tutela forestale ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, che ha denunciato l’Ente gestore della panoramica arteria stradale (Veneto Strade), responsabile dello scempio. Si trattava di magnifici esemplari di tigli e platani, dichiarati dal D.M. dell’11 gennaio 1964 di notevole interesse paesaggistico. Un fatto simile era già accaduto nel 2010, quando erano stati tagliati 34 tigli nella località Cicese, nel Comune di Adria. In quella circostanza, l’Ente stradale aveva fatto eliminare più di un chilometro del filare tutelato, ma l’intervento dell’ormai ex Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato aveva consentito sia di interrompere il progetto che prevedeva l’abbattimento di ben 202 piante protette che di contribuire in maniera decisiva al successivo reimpianto.
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L’intervista Assessore Luigi Paulon
“adeguare la viabilità a un capoluogo che punta su turismo” L
a viabilità è un aspetto cen- lentezza e dal rischio di intasatrale della qualità della vita menti e incidenti. Un’attenzione dei cittadini e l’ultimo studio del speciale meritano le risultanze Comune per il riassetto della cir- delle verifiche scientifiche seconcolazione viaria poggia fonda- do le quali un traffico troppo lento mentalmente sul conseguimen- è maggiormente inquinante per le to di tre obiettivi, la valutazione frequenti frenate e accelerazioni dell’impatto ambientale, la fluidi- che aumentano i consumi di cartà nell’ingresso e nell’uscita dalle burante e le emissioni di gas. Una strade e la sicurezza. Ad argomen- visione globale sul riordino del tarli è l’assessore alla Viabilità del piano del traffico è quindi ormai Comune di Rovigo Luigi Paulon la opportuna tenendo conto delle cui analisi muove principalmen- aree nevralgiche individuate che tedall’excursus dei piani del traffi- si concentrano soprattutto, come co che si sono succeduti dagli anni puntualizza l’Assessore, intorno Ottanta fino ad oggi e che appa- alla rotatoria di collegamento fra iono concordi nel mettere tutti Viale Pace, Regina Margherita e in rilievo alcune costanti e delle via Dante Alighieri. “L ’efficienza variabili. “Naturalmente quei pro- di una struttura viaria si vede dalla getti tenevano conto delle indi- prova sul campo – è il commento cazioni delle giunte di Paulon - e sappiaUna visione - precisa l’assessore mo di dover correg- che si annodavano gere quella sezione globale spesso sulla quedi traffico. Si prevesul riordino stione dell’apertura de, inoltre, l’invero chiusura prevista sione del senso di del piano del Corso del Popomarcia per via Fusidel traffico lo. Per il resto sono nato e viale Verona. è ormai molto simili e, ad Vorremmo agevolaesempio, viale Triere la circolarità delopportuna ste, secondo la sua la mobilità in modo storia, è sempre a senso unico tan- che i cittadini possano tornare to quanto via Boscolo. Intravedo facilmente al punto di partenza in questo una dimostrata resisten- evitando percorsi troppo lunghi. za al cambiamento da parte della Per via De Polzerè obbligatoria la città dovuta al radicamento della messa in sicurezza, dal momenconsuetudine, ossia delle abitudi- to che i veicoli provenienti dalla ni nella circolazione che accom- tangenziale possono arrivare a vepagnano da molti decenni la vita locità sostenute e questo eleva il quotidiana. Forse c’e’ anche un grado di esposizione agli incidenpo’ di pigrizia tipica del polesati. Una piccola rotatoria in quella no”. zona secondo il parere dell’Anas Oggi, invece, si dovrebbe guar- può funzionare da dissuasore deldare ad una dimensione nuova la velocità”. che adegui la viabilità urbana alla Le risorse per gli interventi sulla pienezza della condizione di un viabilità urbana si sbloccheranno, capoluogo di provincia in crescita invece, dopo il bilancio consuntivo che punta allo sviluppo turistico, del 30 aprile e i lavori – si augura fra il Delta e le iniziative cultu- l’assessore - potranno iniziare prirali, e che sleghi gli spostamenti ma dell’ estate. interni alla città da un’eccessiva Daniela Muraca
piste ciclabili e alleggerimento del traffico a sarzano e Mardimago
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er l’assessore Luigi Paulon un capitolo centrale è quello relativo alle piste ciclabili che si devono riorganizzare in base ad una logica complessiva di raccordi e non essere costruite per singoli segmenti. “Non abbiamo una pista ciclabile che arrivi al polo scolastico fra via De Gasperi e via della Costituzione – aggiunge l’assessore – e in quell’ambito viario troviamo Coni, campo da Rugby, pista di pattinaggio. Occorrerà creare una ciclabilità consona a tutti
questi centri d’interesse. Si è già, peraltro, definito il tracciato perimetrale della ciclabilità intorno allo stadio di calcio”. Il Comune è anche parte del piano provinciale che includerebbe la municipalità di San Martino e l’intreccio di strade a Nordest di Rovigo che dovrebbe portare alla riduzione del traffico pesante nelle frazioni di Sarzano e Mardimago, ma che resta in una protratta situazione di stasi per carenza di fondi e per il diniego opposto da San Martino. (Da.Mu.)
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Medici di guardia, ancora proteste Dopo la riorganizzazione dell’azienda ospedaliera arriva la protesta della Cgil a favore dei medici di turno: “In tutto il Veneto, Rovigo si colloca fra gli ultimi posti a livello di organizzazione”
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distanza di un anno, le cose non sono cambiate, anzi, sembrano addirittura peggiorate. A sottolinearlo, Davide Benazzo, della Cgil di Rovigo, ancora oggi coi piedi puntati per le condizioni inaccettabili in cui i medici di guardia sono costretti a lavorare. Dal 1 dicembre 2015 infatti, dalla dirigenza dell’Ulss 18 è arrivata la decisione di una riorganizzazione aziendale, a seguito dell’entrata in vigore dei “turni europei”, in base alla quale nessuno deve lavorare più di tredici ore di fila, con diritto ad uno stacco di almeno 11 ore tra un turno e l’altro e a 24 ore consecutive a settimana di riposo. Da qui la decisione di dimezzare il numero di medici di guardia, passando da due a uno. Ciò significa che per nove reparti, circa 150 posti letto, tra geriatria, malattie metaboliche, lungodegenza, gastroenterologia, nefrologia, malattie infettive,
oncologia e pneumologia, è previsto un solo medico. “In tutto il Veneto, Rovigo si colloca fra gli ultimi posti a livello di organizzazione - evidenzia Benazzo - e questo è inaccettabile. Abbiamo chiesto e ottenuto un nuovo incontro con la dirigenza sanitaria che però, nonostante l’apparente apertura, non ha fatto che portare dati a favore della propria tesi. Non avevano alcuna intenzione di ascoltarci e di rispondere alle nostre domande, che poi sono le domande dei loro dipendenti, le persone che ogni giorno lavorano per salvare la vita degli altri”. “Sono costretti in un ambiente dove non si sentono sicuri di lavorare - continua -, sempre più preoccupati dalla possibilità di vedersi presentata una denuncia dagli stessi pazienti, per negligenza sul lavoro. Quando è chiaro che stanno dando il massimo e anche qualcosa in più. Creare un ambiente dove loro possano
In foto l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo e Davide Benazzo Cgil
lavorare in sicurezza e tranquillità è loro compito. Alle nostre continue richieste di ritornare alla riorganizzazione precedente hanno risposto appellandosi alla reperibilità, non usata finora dai medici. Ma questa non è la soluzione al problema. La nuova proposta di legge regiona-
le - prosegue -, che prevedrebbe l’inserimento di un medico ogni 100 pazienti, a dispetto dei 150, 160 a cui l’ospedale di Rovigo è arrivato, potrebbe venire a nostro beneficio, ma sarebbe davvero triste che la dirigenza facesse un passo indietro solo perché costretta da una legge e
energia to n e iam nica l g i t o ot imb de carb ri d i n a
non per una presa di coscienza propria. In questo momento sta dimostrando di non esserci e noi - esprimendo la volontà di tutti i sindacati - non escludiamo la possibilità esattamente come un anno fa, di riprendere in mano l’arma dello sciopero”. Serena Di Santo
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“Fare il medico di guardia è diventato un lavoro pesante” Un dottore del Pronto Soccorso dell’ ospedale di Rovigo racconta com’è la situazione dopo la rivoluzione dell’Ulss
“S
ettanta ore in una settimana e il minimo che ti è concesso è un collasso!” cerca di scherzare un medico dell’ospedale di Rovigo, che confidandosi ha chiesto di restare anonimo. Da quando, nel dicembre 2015, è entrata in vigore la nuova riorganizzazione dell’Ulss, la vita dei medici di guardia è diventata ingestibile. “Fare il medico di guardia è diventato un lavoro pesante - racconta -, carico di preoccupazioni e ansie. Controllare 9 reparti da soli non è facile considerando l’età media di noi medici, che si aggira fra i 50 e i 60 anni. Ci si aspetta il dono dell’ubiquità e che le nostre prestazioni siano sempre al massimo dell’efficienza. Quando si hanno tante ore alle spalle aumenta lo stress e questo impedisce di creare un buon ambiente di lavoro. Se prima, per mandare un paziente a casa, si facevano pochi controlli e mirati, ora il tempo che si dedica a ciascun paziente triplica, perché a ogni minimo dolore lo si sottopone a diversi esami, per accertarsi di escludere patologie e verificarne l’entità, per evitare il minimo errore. E tutto perché abbiamo paura di beccarci una denuncia. È così che dobbiamo lavorare? Perennemente con l’acqua alla gola? Ogni caso del Pronto soccorso viene sbrigato nel più breve tempo, per quanto possibile, in attesa che un caso di entità più grave varchi la soglia. Una volta non si lavorava così, le abitudini erano diverse e i turni, anche se lunghi, erano fattibili”. “Siamo accomunati tutti dalla stessa preoccupazione - continua - e ci rendiamo conto che le persone ci considerano ancora una classe privilegiata. Ma noi ci sentiamo limitati nel nostro lavoro e non tutelati. Le persone dovrebbero pretendere di più da chi gestisce il nostro ambiente di lavoro, invece di denunciare il medico, cosa che avviene anche troppo spesso. E cosa ci viene risposto dalla nostra dirigenza? Che va tutto bene e che le cose devono andare avanti così. Ci controllano in ogni dettaglio ma non si curano dell’ambiente in cui lavoriamo. Ma è possibile che a Ro-
In foto un medico in corsia
vigo, a differenza di altri ospedali del territorio, si debba lavorare in un ambiente simile? Se, prendendo in considerazione l’ospedale di Trecenta, contiamo 20 persone in attesa al Pronto soccorso, Rovigo ne conta 75. È chiaro che qualcosa non va. Gli unici consigli che mi sento di dare ai nostri dirigenti è che assumano nuovopersonale e diminuiscano gli accessi impropri al Pronto soccorso. Sincermanete mi preoccupa pensare a dove andremo a finire”. Serena Di Santo
Riforma con polemica Non va giù ad Adria la riforma sanitaria che ha visto confluire l’Ulss 18 e l’Ulss 19 in un’unica azienda sanitaria. “Rovigo ingloba Adria” è l’accusa all’Ulss 5 polesana. Più che il potenziamento dei servizi esistenti e la razionalizzazione della burocrazia, il messaggio che è passato - rafforzato peraltro dalle prime lettere di licenziamento ai lavoratori precari dell’ospedale adriese e, non ultima, dalla chiusura delle cucine in programma dal 1 aprile - è stato opposto: concreti rischi di tagli al personale e perdita di alcuni servizi sociosanitari. Tutte le forze politiche di opposizione hanno puntato il dito con grande vigore nei confronti del sindaco Barbujani, ritenuto reo in questi anni (visto anche il ruolo di presidente della Conferenza dei Sindaci) di non aver vigilato sullo “smantellamento dell’ospedale” e di non averne salvaguardato i servizi, nonostante il suo emisfero politico di centrodestra sia lo stesso del governo regionale (che ha partorito la riforma) di Luca Zaia. Visto questo stato di cose il sindaco e la sua maggioranza (eccetto la Lega, partito di Zaia e sempre alleato di Bobo ad Adria) hanno deciso di “voltare le spalle” alla Regione arrivando addirittura a organizzare lo scorso 4 marzo una manifestazione di protesta in difesa dei servizi sociosanitari.
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Sicurezza Le richieste del sindaco
“Esercito in città, siamo assediati” Dopo nuovi casi di furti a Rovigo il primo cittadino torna a chiedere i militari a presidio del territorio
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elle ultime settimane le cronache hanno riportato nuovi casi di furti messi a segno a Rovigo. Tra gli ultimi quello avvenuto all’osteria ai Trani, che ha mandato su tutte le furie il sindaco Massimo Bergamin. Una circostanza che gli ha consentito di tornare a chiedere il dispiegamento dell’esercito in città. “Questo episodio non fa altro che dimostrare quello che sostengo da tempo, ossia che c’è bisogno di maggiore controllo, presidio del territorio e sicurezza. Il Comune di Rovigo sta implementando la rete di video-sorve-
glianza, ma questo non basta. Ci vogliono più uomini e più mezzi” fa sapere il primo cittadino in una nota, salvo poi precisare - durante un’apparizione televisiva - che “nessuno vuole militarizzare la città. Chiediamo l’esercito che affianchi le forze dell’ordine per presidiare il territorio. Non ho chiesto nulla di strano, bensì una cosa che c’è già , si chiama “Strade sicure” ed esiste già in città come Padova e Bologna. Il popolo chiede maggiore attenzione, il presidio del territorio deve essere una cosa normale”. “ Nelle ultime due settimane,
I militari impegnati in “Strade sicure” e il sindaco Bergamin
cinque furti hanno messo in ginocchio aziende della Area Industriale rodigina - incalza il primo cittadino -. È ora di smetterla con il falso buonismo! Quanto dobbiamo ancora aspettare perchè, chi di dovere, si accorga che è necessario fare molto di più? Oggi, il Governo centrale di sinistra lascia soli i sindaci a gestire non solo l’emergenza sicurezza, ma
Rovigo bersaglio della satira di crozza
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ovigo è diventata un caso nazionale. Non, questa volta, per la presenza del sindaco Massimo Bergamin in qualche trasmissione televisiva nazionale - cosa che ormai accade di frequente ma per la satira che la città si è tirata addosso a opera di un comico del calibro di Maurizio Crozza. Che proprio dalle frequentazioni televisive del sindaco ha tratto ispirazione per mettere in scena una gag durante il suo nuovo show sul canale Nove. Durante lo sketch, che prendeva in giro la nota trasmissione di Rete 4 condotta da Maurizio Belpietro “Dalla vostra parte”, ribattezzata “Dalle nostre parti”, è stato inscenato un collegamento televisivo con la città di Rovigo. Ma il ritratto del capoluogo restituito al grande pubblico parlava di una realtà chiusa e intollerante verso gli stranieri, attanagliata dalla paura dell’altro. La trasmissione ha scatenato una bufera in città e ha infiammato la politica. Tanto che il sindaco Bergamin, pur non essendo mai stato esplicitamente chiamato in causa, ha deciso a stretto giro di replicare a Crozza: “Chissà se il milionario Crozza a casa sua ospita clandestini - ha scritto su Facebook -. Magari Crozza i clandestini li va a prelevare personalmente, con la sua nuova auto da 220.000euro, direttamente quando sbarcano sulle coste siciliane”. Sulla polemica sono intervenuti anche i due consiglieri comunali del M5S Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro: “Che Crozza per il suo nuovo show abbia scelto come emblema della città xenofoba proprio Rovigo dovrebbe far riflettere sull’idea della città e dei suoi abitanti che il sindaco ha contribuito pesantemente a creare con le sue comparsate in televisione degli ultimi mesi”.
Il consigliere comunale Antonio Rossini
“andiamo a Roma” Andare a Roma e fare sentire la voce “di tutti coloro che vogliono essere tutelati con leggi più appropriate”.
Fra le diverse soluzioni prospettate dalle istituzioni per affrontare il difficile tema della sicurezza, questa sarebbe l’unica davvero efficace, secondo il consigliere del Comune di Rovigo Antonio Rossini. Una maggiore salvaguardia della proprietà privata, l’arresto e la detenzione in carcere per i reati contro il patrimonio e le persone,
altre emergenze quali la disoccupazione giovanile, l’immigrazione incontrollata, la povertà, l’emergenza casa”. E conclude lanciando l’allarme: “Siamo assediati! Voglio uomini adeguatamente addestrati e dotati di idonei strumenti volti a garantire la sicurezza della città e dei miei concittadini”. Giorgia Gay
anche quando non c’è la flagranza, in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti: sarebbero questi, per Rossini, gli strumenti della lotta alla criminalità. È, questa, anche una risposta al sindaco di Rovigo Massimo Bergamin che all’indomani dell’ultimo furto in città aveva richiesto l’intervento dell’esercito, mentre il vicesindaco di Villadose aveva dichiarato che avrebbe fatto uso delle armi contro i malfattori. Toni troppo acceso per Rossini: “Un amministratore ha il dovere di prevenire gli effetti delle proprie affermazioni che potrebbero venire interpretate nel modo sbagliato”. D’altra parte, aggiunge Rossini, “gli strumenti giuridici che hanno le forze dell’ordine e la magistratura non consentono una immediata giustizia e tutela del cittadino, è su questo vulnus che dobbiamo far sentire unitariamente la nostra voce”. Di qui l’appello a tutte le forze politiche, affinché collaborino per sensibilizzare i parlamentari, affinché possano promulgare una legge che “oltre a rispettare il lavoro di tutti i componenti delle forze di polizia che rischiano la vita per catturare i delinquenti per poi vederli poco dopo girovagare a piede libero, protegga realmente le persone perbene”.
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Rovigo
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Scuola Trasloco rimandato
Per un altro anno scolastico il liceo Celio resta in centro Il sindaco: “Ci opporremo a chi vuole spostare la scuola”
Alla scuola Rodari un grande spazio dedicato alla creatività
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l nostro impegno in prima linea, come amministrazione comunale, ci consentirà per un altro anno di mantenere il Liceo Classico Celio” in centro città. Questo risultato, ottenuto per il secondo anno consecutivo, dimostra la volontà di ascoltare e dare risposte concrete alle esigenze di cittadini e, in particolare, agli studenti, alle loro famiglie e ai docenti dello storico istituto”. Lo dichiara il Sindaco di Rovigo Massimo Bergamin. E così facendo getta acqua sulle polemiche di chi, come il presidente provinciale di Confesercenti Primo Vitaliano Bressanin, denunciava una contraddizione tra la dichiarata volontà di rivitalizzare il centro storico e la deci-
sione di trasferire la scuola. “Ribadisco, come già affermato tempo fa, che l’amministrazione comunale auspica che il Liceo Classico Celio rimanga in via Badaloni - afferma il Sindaco -. Abbiamo già rappresentato sia alle sedi istituzionali sia alla dirigenza scolastica i motivi che ci portano in questa direzione”. In questo senso, l’amministrazione starebbe formulando
una strategia per il rilancio del centro storico, quale volano di sviluppo per l’intera città. Con un occhio di riguardo per le politiche giovanili, nell’intento di ricostruire quanti più ambienti di socializzazione. Afferma dunque Bergamin: “Ci opporremo con tutte le nostre forze di fronte a chi, sordo delle voci del Popolo, prosegue nella direzione di spostare il prestigio-
so istituto in zona Commenda”. E aggiunge: “L’amministrazione comunale, inoltre, sta lavorando per la riqualificazione della zona del Celio progettando il Piruea Duomo per dare un nuovo volto alla zona interessata”. Sempre nell’ottica di portare i giovani in città, andrebbe inteso anche l’impegno, insieme alla Fondazione Cariparo, per portare l’Università a Palazzo Angeli.
Scuola e lavoro 65 anni con Enaip
Gli sudenti durante una lezione di meccanica
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ormare le competenze professionali dei giovani, anche combattendo l’abbandono scolastico, riqualificare quelle dei lavoratori, fungere da cinghia di trasmissione per l’innovazione di prodotto e di processo (in particolare per un comparto strategico per il Veneto come il manifatturiero), infine essere incubatore d’impresa. A tutte queste funzioni risponde Enaip Veneto, ente di formazione professionale delle Acli, che ha ce-
lebrato 65 anni di vita e di storia. Nato negli anni della necessaria e faticosa ricostruzione postbellica su sollecitazione proprio di alcuni imprenditori illuminati e della Chiesa di Padova, Enaip Veneto vede la posa della prima pietra del primo centro nel giugno del 1952, a Padova. Sei decenni dopo Enaip Veneto, il maggiore ente di formazione professionale del Veneto, è diffuso capillarmente nella regione con 20 centri presenti in tutte
le province. Sono 4.000 i giovani studenti iscritti ai 180 corsi di formazione professionale a qualifica triennale, nei settori agroalimentare, meccatronica, meccanica auto, ristorazione e turismo, servizi per il benessere, commercio e servizi. “Come negli anni della nascita dell’ente e dei primi centri – sottolinea Giorgio Sbrissa, amministratore delegato dell’ente –, c’è bisogno anche oggi di alleanze forti per disegnare le direttive di
un nuovo sviluppo. È il nostro contributo a quel “Veneto oltre” a cui stanno lavorando le dieci organizzazioni venete riunite nel progetto #arsenale2022, che vede peraltro largamente riconosciuto il ruolo della formazione. L’appello che rivolgiamo alla nostra rete è dunque di dare più forza e significato alle nostre relazioni catalizzandole intorno al senso di una “responsabilità sociale di comunità”, da condividere per il bene del territorio”.
Un grande spazio multifunzionale con aree dedicate alla comunicazione, al gioco simbolico, alla lettura e alla creatività: è questo “La città nella città”, lo spazio progettato e realizzato da Fondazione Reggio Children e da Enel Cuore Onlus nell’ambito di “Fare Scuola” nella scuola dell’Infanzia “Gianni Rodari” dell’istituto Comprensivo 4 di via Gallani. La scuola è stata dotata di “isole tematiche”: piccole casette colorate, con aree morbide e di lavoro, illuminate da lampade sospese nel vuoto e circondate da pannelli fonoassorbenti a forma di nuvola. A terra sono stati predisposti cerchi in prato sintetico, in modo che gli alunni possano rivivere le sensazioni ludiche associate al giardino della scuola, senza avvertire uno stacco fra il dentro e il fuori, interni ed esterni. La scelta degli arredi e degli ambienti è stata pensata per
generare benessere, senso di familiarità e appartenenza, gusto estetico e piacere dell’abitare. Lo spazio multifunzionale è destinato a favorire processi di creatività, socializzazione, condivisione e l’assunzione di atteggiamenti di cura delle relazioni e dell’ambiente: qui la città dei bambini e degli adulti scoprono molteplici accessi per incontrarsi e scoprirsi reciprocamente.
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Rovigo .
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“carcere, ponte tra dentro e fuori” Il deputato Pd Crivellari fa il punto a pochi mesi dal trasloco. “Si deve ancora definire la questione del personale che è sottodimensionato, ma il Governo ha disposto nuove assunzioni per il Polesine nella legge di bilancio”
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Il nuovo carcere di Rovigo
l nuovo carcere di Rovigo è un avamposto, nel panorama nazionale, del nuovo modello di amministrazione penitenziaria. Una fisionomia che è la risultante di un impegno condiviso da soggettività estese del tessuto civile e istituzionale e delle quali l’on. del Pd Diego Crivellari ha raccolto e rilanciato progetti e richieste che sono divenuti una serie diinterrogazioni al Governo. Nella risposta che il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha rivolto all’On. Crivellari si legge che il carcere rodigino diverrà quando metterà a regime il suo funzionamento “il terzo o quarto polo carcerario del Triveneto” rappresentando un ponte fra realtà penitenziaria e società civile “da esportare a livello nazionale”. Crivellari ammette che il passaggio dalla precedente alla nuova realtà ha previsto un inevitabile rodaggio e delle criticità dovute in primo luogo alla complessità degli interventi. “Visito il carcere perio-
dicamente -spiega - e ho potuto riscontrare che ci stiamo dirigendo verso la normalità delle funzioni. Va dato atto al Ministro delle Infrastrutture Dal Rio e della Giustizia Orlando che hanno manifestato la salda volontà di permettere l’apertura del carcere scongiurando i ritardi cronici e le cattedrali nel deserto. Si deve ancora definire la questione del personale che è sottodimensionato, un aspetto che l’Esecutivo non ha trascurato disponendo nuove assunzioni per il Polesine nella legge di bilancio di fine anno. Arriveranno altre sei unità in “missione”, quindi per un tempo determinato, ma le domande giungono prevalentemente dal Sud ed è meno probabile per ora che gli interessati scelgano un trasferimento stabile. Il turn over pertanto configurerà la dimensione dell’organigramma carcerario”. Il fattore dell’integrazione della struttura detentiva con la città è decisivo per i prossimi sviluppi. Integrazione significa sostanziare
l’itinerario della pena con le attività riabilitative della formazione interna al carcere e del lavoro esterno a norma dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, evitando i rischi troppo frequenti della recidiva. Da un “humus che è fatto di associazionismo, di economia, di società civile che è già ampiamente ricettivo” come ha sottolineato Crivellari nella replica
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a Ferri, sono emerse le progettualità di Coldiretti, Confcooperative e Titoli Minori Onlus di Porto Viro per la realizzazione di orti interni al carcere e di corsi di giardinaggio e di artigianato, che diventino poi lo strumento per l’accompagnamento a un nuovo accesso alla vita al termine della pena. Il trasloco dalla vecchia casa circondariale di Via Verdi alla nuova
struttura è avvenuto impiegando gli stessi detenuti e questo ha consentito dei risparmi del 60% sui costi. “La reazione della città è la cartina di tornasole che non dovrebbe tralasciare la considerazione dell’indotto economico dato dalla presenza delle famiglie degli agenti di polizia penitenziaria che giungeranno. Un nostro fine prioritario è la sicurezza dei cittadini e ogni provvedimento nel raccordo interno-esterno del carcere limitato ai casi previsti dalla legge sarà di competenza del magistrato di sorveglianza. Detto questo, credo che occorra ritrovare momenti di equilibrio nell’orientamento verso la certezza dell’applicazione della sanzione penale, tenuto conto che da noi non arriveranno detenuti da 41 bis o stragisti, ma anche verso la tutela dei diritti umani”. Daniela Muraca
parte il servizio “Migrando”... per tutti
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ush finale per il progetto “Centro Servizi Migrando”, che ha ricevuto il via libera della giunta per l’inizio dei lavori A partire dalla riqualificazione dell’ex Chiesa San Michele, destinata a diventare sede di conferenze, recite, concerti, incontri.A lato dell’ex Chiesa, sono previsti sportelli di ascolto per donne e famiglie in difficoltà, che collegheranno inoltre i vari centri di ascolto per una gestione coordinata dell’immigrazione regolare sul territorio provinciale. La gestione degli sportelli sarà poi affidata ai vincitori del bando, che verrà indetto. Una base di partenza, questa, suscettibile di revisioni da parte dell’Amministrazione, in base a nuove esigenze e richieste. Quanto agli alloggi di emergenza, già in uso per tale scopo, sono stati riqualificati a favore di profughi (7 uomini e 4 donne), come indicato e richiesto dalle linee guida del “Centro Servizi Migrando”. Sembra dunque decollare il progetto che era stato approvato ben dieci anni fa, con deliberazione di giunta comunale n. 110 del 22 giugno 2007, ma che ha incontrato nel suo percorso di realizzazione numerosi ostacoli. “Da quando ci siamo insediati, abbiamo studiato a fondo il progetto” spiega il sindaco Massimo Bergamin, che aggiunge: “Se non lo avessimo portato avanti, avremmo dovuto restituire al Ministero oltre 192mila euro (concessi per arredi e attività, ndr) e gli interessi maturati, quest’ultimi prelevandoli dalle casse comunali con relativo danno alla cittadinanza”.
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Rovigo .
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Dopo i 60 anni Iniziativa del Csv
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Condurre una vita attiva, anche dopo i 60 anni, migliora la qualità della vita e la sua stessa durata. Il volontariato, il movimento, la cultura possono offrire molte opportunità anche alle persone anziane: le associazioni sono un luogo in cui tenere attivi il corpo e la mente, far fruttare le proprie competenze, trascorrere del tempo in compagnia di altri coetanei. Da questa convinzione prende le mosse il progetto “Argento Atti-
zione Renzo Barbujani Onlus, Università Popolare Polesana degli Adulti e Anziani, Uisp - Comitato Provinciale e con il Comune di Lendinara. Per informazioni è possibile contattare il Centro Servizi Volontariato, in viale Tre Martiri, 67/F a Rovigo, telefonando ai numeri 0425 29637 o 328.2847890, oppure scrivendo a info@csvrovigo.it. Giorgia Gay
Le associazioni sono un luogo in cui tenere attivi il corpo
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e la mente, far fruttare le proprie competenze, trascorrere del tempo in compagnia A PARTIRE DA 149.-PROMOZIONE VALIDA TUTTO L’ANNO.
vo”, promosso dal Centro servizi volontariato di Rovigo e dall’Ulss 5 Polesana, con l’intento per promuovere la salute e il benessere nella terza età. Il primo passo del progetto è un ciclo di incontri in diversi comuni della provincia, per coinvolgere persone over 60. Dopo il primo appuntamento sul tema “Vivere più a lungo: gli elisir di lunga vita”. svoltosi lo scorso 17 marzo si riprende il 31 marzo con l’appuntamento dedicato a “Il gusto di partecipare ed essere attivi”. Il 21 aprile, invece, si parlerà di “Aiutare gli altri allunga la vita?” (tutti gli appuntamenti alle ore 16 alla biblioteca “Carlizzi” in via Corridoni, 40). L’intento è di offrire a un gruppo di persone dai 60 anni in su un percorso formativo, perché possano diventare a loro volta promotori della salute e della socialità tra i propri coetanei. Sono previste anche attività culturali e di socializzazione. Il progetto è realizzato in collaborazione con Ancescao Provinciale, Anteas Provinciale, Auser Volontariato Polesine, Associa-
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L’autonomia si conquista... a nuoto
È
attivo dallo scorso novembre il progetto che mette a disposizione dei ragazzi diversamente abili una lezione di nuoto gratuita a settimana, grazie alla convenzione stipulata dal Comune con l’associazione “Uguali...Diversamente”, hanno diritto. Quaranta i posti disponibili, trentacinque i ragazzi attualmente iscritti, assistiti da due operatori sociosanitari. Le lezioni si tengono tutte le mattine dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 12.45, il mercoledì dalle 9 alle 12.45. “Il servizio è personalizzato e studiato sulla base delle esigenze personali - ha spiegato il Presidente dell’associazione, Paolo Bertante -. Lo scopo è quello di creare un percorso di autonomia per l’utente che viene seguito dal momento in cui entra nello spogliatoio fino a quando viene riaccompagnato, al termine della lezione, alla famiglia. I corsi di nuoto sono studiati sulla base delle potenzialità della persona e c’è anche la possibilità, per chi lo desideri, di entrare a far parte della squadra degli agonisti diversamente abili o di nuotare in
corsia con i normodotati”. Recentemente il primo cittadinoMassimo Bergamin ha incontrato i giovani nuotatori, insieme all’assessore allo Sport e ai Servizi sociali Luigi Paulon e al consigliere comunale Michele Aretusini “Essere riusciti a ripristinare questo servizio dopo che era stato sospeso, è una motivazione in più per andare avanti e fare sempre meglio - afferma Bergamin -. Ringrazio l’associazione per ciò che fa per i nostri cittadini e auspico che attività di questo tipo si radichino e sviluppino sempre di più sul nostro territorio”.
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Cultura
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Musica Nel festival Voci per la libertà
torna il premio amnesty
In questa edizione il tema sarà quello dei “porti alternativi”. Dieci le canzoni candidate al premio riservato ai big della musica
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iente rotte regolari solo porti alternativi, pronti a salpare”. La ripartenza del Premio Amnesty International Italia, giunto alla sua 15° edizione, si ricollega idealmente al brano vincitore dello scorso anno “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato. Prendendo a prestito queste parole l’associazione Voci per la Libertà saluta la ripresa dei lavori che porteranno, tra il 20 e il 23 luglio 2017, alla 20° edizione del festival “Voci per la libertà”, che ospita il Premio, così come quello destinato agli emergenti.
Sono “porti alternativi” quelli toccati dalle 10 canzoni candidate al premio riservato ai big della musica italiana. Ecco, in rigoroso ardine alfabetico, i 10 brani che Amnesty International Italia e Voci per la Libertà hanno selezionato quest’anno: Arisa con “Gaia”, Enzo Avitabile e Francesco De Gregori con “Attraverso l’acqua”, Irene Fornaciari con “Blu”, Litfiba con “Straniero”, Nada con “Ballata triste”, Noemi con “Amen”, Mannarino con “Apriti cielo”, Mau Mau con “Con chi fugge” , Perturbazione
Arisa è in lizza per il premio
con “ Dipende da te”, Punkreas con “Mediterraneo Coast to coast”. Il vincitore del Premio Web Social sarà decretato dagli utenti del web, che avranno la possibilità di ascoltare e votare in anteprima la canzone che partecipa al concorso. Oltre a questo, gli artisti avranno visibilità anche all’interno dei canali social di Voci per la Libertà: le preferenze raccolte sul
sito andranno a sommarsi alle visualizzazioni e ai like collezionati dalle video-canzoni inserite nella pagina Facebook e nel canale Youtube del festival. In ogni caso, tutti i partecipanti al Premio Web Social non saranno esclusi dalle fasi di selezione e saranno valutati per avere accesso alle semifinali del concorso. Melania Ruggini
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Cultura Delta .
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Riserve Unesco L’evento nel Delta
Forum mondiale dei giovani Giovani dai 18 ai 35 anni residenti o lavoratori nelle riserve di biosfera condivideranno idee per lo sviluppo sostenibile
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arà il Delta a ospitare il prestigioso MaB Youth Forum 2017, il forum mondiale dei giovani appartenenti alle riserve di biosfera Unesco. Del 18 al 22 settembre giovani dai 18 ai 35 anni residenti o lavoratori nelle riserve di biosfera o coinvolti in progetti di ricerca del campo, avranno l’occasione di condividere idee e proposte per uno sviluppo sostenibile. Territorio, giovani e futuro: ecco i grandi temi che si affronteranno durante l’evento. Nuove strategie di green economy, la gestione delle risorse naturali e il turismo sostenibile: questi i progetti da sviluppare nelle cinque giornate, perché come l’Unesco riconosce “i giovani sono il futuro delle Riserve
di Biosfera e devono contribuire alla pianificazione dei territori in cui vivono”. Il territorio della Riserva della Biosfera del Delta del Po ospiterà le sessioni del forum MaB a partire da lunedì 18 settembre, giornata di arrivo dei partecipanti e della prima sessione plenaria che si terrà al teatro comunale di Adria. Martedì 19 le sessioni tematiche, scelte in base alle consultazioni online, si sposteranno tra Padova e il Delta del Po. Mercoledì 20 i giovani potranno visitare il territorio, scoprire le attività dei prodotti locali gestite da coetanei e incontrare i rappresentanti delle associazioni coinvolte. Non mancheranno le escursioni nelle aree protette e nei siti storici.
Capitale della cultura? Trombini ci vuole provare
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untare alla riconversione del Polesine in terra di cultura, in grado di attrarre turismo e sviluppo. Sogno o possibilità concreta? Ci crede fermamente il presidente della Provincia Marco Trombini che intende organizzare un gruppo di lavoro per discutere della proposta lanciata qualche tempo fa da Edoardo Gaffeo, docente universitario, all’incontro organizzato dalla diocesi di Adria e Rovigo. Il presidente della Provincia ha passato la palla a sindaci, assessori e consiglieri comunali dei Comuni di Lendinara, Badia, Villadose, San Bellino, San Martino di Venezze, Arquà Polesine e Canda. Il suggerimento di Gaffeo e degli altri tre docenti presenti sul palco all’incontro voluto dal vescovo Pierantonio Pavanello, ossia presentare un progetto per Rovigo capitale della cultura entro il 2020, è un obiettivo molto ambizioso. La proposta è stata subito accolta da Trombini che fa riferimento, oltre a Rovigo, all’intero Polesine e, come sempre, cita il Delta del Po, uno dei patrimoni più inestimabili del Polesine. “Sto studiando bene il modo di presentare questa idea nel migliore dei modi - afferma-. Sarebbe importante riuscire a coinvolgere tutti gli esponenti politici che ci rappresentano a Roma e in Regione, oltre a tutti i sindaci”. Da parte sua il sindaco Viaro di Lendinara sottolinea l’importanza di rilanciare non solo Rovigo, ma tutto il Polesine, per unire intenti comuni sotto un’unica proposta e per proporre una cultura diffusa. Molte sono le idee in campo, bisognerà ora capire se davvero le varie forze in campo faranno “squadra”, come amano dire gli amministratori, per il futuro culturale di un territorio ancora poco conosciuto eppure ricco di potenzialità. (me.ru.)
Il logo dell’evento e, sopra, uno scorcio del Delta
Giovedì 21 proseguiranno le sessione tematiche. Venerdì 22 in conclusione del Forum sarà stilata la dichiarazione finale. All’ufficio regionale Unesco di Venezia ci sarà un panel di alto livello su “I Giovani e lo Sviluppo Sostenibile” con i rappresentanti di diverse organizzazioni intergovernative e istituzioni italiane. Sarà a Adria l’ultima sessione, dove sarà presentata la dichiarazione finale e un possibile piano d’azione. Questi risultati saranno portati all’Unesco Youth Forum e alla MaB Icc da 6 giovani ambasciatori dell’evento.
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Sport
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Rugby Il derby degli ex giocatori
In foto alcuni momenti della cena tra gli ex compagni
cena tra campioni 27 anni dopo D
opo 27 anni, le annate classe 1970, ’71 e ’72 della Rugby Rovigo, allenati da Silvano Biscuola, e del Petrarca Padova, protagonisti di due finali scudetto Under 19 nel 1989 e nel 1990 vinte dai rossoblù, si sono ritrovate, presso la Club House del Monselice Rugby, per una splendida cena, dando vita a un altro, particolare, derby. In tutto erano 49, il cinquantesimo è arrivato dopo cena, Carletto Checchinato che era stato trattenuto da impegni Federali, ma non è voluto assolutamente mancare all’evento, così come Mosè David giunto da Merano, oppure Sebastiano Guerzoni arrivato da Parma, o Filippo Modulo, seconda linea petrarchina giunta da Roma. Promotori della
serata sono stati Antonio Romeo, ex rossoblù e attuale tecnico del Frassinelle e Piergiorgio Menapace (sponda Petrarca) che si sono ritrovati durante un torneo giovanile alcuni mesi fa e si sono attivati contattando tutti gli ex compagni, ben pronti a sostenerli anche in questa partita. Una cena pienamente riuscita, anche grazie all’ospitalità del presidente Brigo del Rugby Monselice. La cena è terminata con una serie di mischie ordinate, evidentemente c’era ancora qualche sfida aperta da concludere. Presenti per i bersaglieri Cecchinello, Alessandro e Pierpaolo Tellarini, Medea, Nuzzo, Romani, Cova, Mosè David, Breviglieri, Michele Salvan, Consolati, Ri-
Ritrovo amichevole delle squadre classe ‘70, ’71 e ’72 della Rugby Rovigo e del Petrarca Padova, protagonisti di due scudetti nel 1989 e nel 1990
mondo, Romeo, Bernardinello, Bottura, Targa, Carletto Checchinato, Spaccamonte, Balzan, Pozzati, Guerzoni, Pizzardo, Panagin, D’achille, per il Petrarca erano presenti i vari Muraro, i fratelli Belloni, Menapace, Schiavon, Modulo, Brevigliero, Birtig, Fontana, Sanfilippo, Loriggiola, Dolfin, Venturato, i fratelli Pedron, Corsi. Molti avversari in campionato e compagni in Nazionale come
Cecchinello, Nuzzo, David, Checchinato per il Rovigo e Brevigliero, Birtig, Modulo, Sanfilippo e Corsi per il Petrarca. Cristiano Aggio
altafin è il nuovo delegato provinciale della Fip
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l nuovo corso della pallacanestro polesana porta il nome di Roberto Altafin, neo delegato provinciale della Fip che ora prova a rimettersi in gioco con nuovo entusiasmo, passando da una prestigiosa amichevole che si è svolta al palazzetto dello sport di Rovigo tra la Grissin Bon Reggio Emilia, formazione in serie A1 e la De Longhi Treviso, squadra di A2. 50 anni, di Lendinara, sposato con un figlio di 12, Roberto Altafin, titolare di una officina meccanica, dirigente della Pallacanestro Lendinara, è il volto nuovo del basket. Alle recenti elezioni, oltre Altafin, c’era Alberto Zenato. “ La prestigiosa amichevole con le squadre di serie A, è opera sua? “Sì, grazie ai buoni rapporti che, come Pallacanestro Lendinara, abbiamo instaurato con Reggio Emilia. Tre anni fasono siamo stati ospiti, con la categoria Aquilotti a Reggio dove abbiamo fatto un’amichevole. Siamo rimasti in contatto e un mese fa c’è stata la possibilità di ricambiare il piacere, così alcuni dirigenti sono venuti qui in Polesine e abbiamo organizzato il tutto.” Da dove nasce la sua candidatura a delegato Fip provinciale? “Me l’ha proposto il presidente della società Pallacanestro Lendinara; mio figlio ci gioca da cinque anni e ho cominciato a seguirlo, appassionandomi e rendendomi disponibile.” Ha un passato da cestista? “Assolutamente no. Ho giocato sempre a calcio, a livelli semi amatoriali, fino a 37 anni”. Cosa si augura? “Una condivisione da parte delle società Non sono un accentratore, tutt’altro: lo staff sarà ampio e composto da persone delle società stesse. Avremo, per la prima volta, una responsabile del basket femCristiano Aggio minile, nella figura di Giulia Pegora.
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VADEMECUM DELL’INFORTUNATO La prova del fatto Quando si cade in una buca stradale, bisognerebbe già pensare, per prima cosa, all’eventuale contenzioso che potrebbe sorgere con la pubblica amministrazione. Non è vero che la Polizza Assicurativa è sempre dalla parte del cittadino, specie quando si tratta di pagare. Quindi, prima di togliere l’auto dall’avvallamento apertosi sull’asfalto, Infortunistica Consulting CONSIGLIA di procurarsi le prove del fatto storico. Una fotografia scattata con il cellulare è certamente la cosa più immediata, la seconda cosa da fare è quindi procurarsi una prova certa, telefonare nell’immediatezza alla Polizia Municipale, alla quale enunciare l’accaduto, in modo tale che possano intervenire. Come terza istanza, se le autorità non riesco ad accorrere, è garantirsi la presenza di un testimone affinchè possa esserci d’aiuto, qualora dovessimo adire le vie legali.
Se l’insidia ha procurato un danno fisico? Per chi ha riportato contusioni o altre lesioni fisiche solo il certificato di pronto soccorso può dare quel margine di certezza per poter poi rivendicare il giusto risarcimento. Chiamare dunque soccorso prima di tutto, l’ambulanza se necessario, chiedere aiuto se possibile alle persone che hanno visto l’accaduto che poi in seconda istanza diventeranno i nostri testimoni del fatto. Le insidie o i trabocchetti della strada possono essere dunque oggetto di risarcimento: si tratta, in pratica, di tutte quelle situazioni di pericolo non facilmente visibili con l’ordinaria diligenza.
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DIRITTO fiscale
DIRITTO di famiglia
La Guardia di Finanza in verifica presso la mia azienda: che fare?
Abuso del diritto fra ex coniugi
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a Guardia di Finanza è organo di polizia tributaria e giudiziaria che esegue sia indagini di natura penale sia verifiche della regolarità del comportamento fiscale dell’azienda, spesso con accessi fisici presso la sede della ditta. Lo Statuto del Contribuente (legge 212/2000) regola le modalità di accesso e di verifica cui la Guardia di Finanza deve attenersi nel porre in essere i controlli. La Guardia di Finanza esibirà l’ordine di servizio per eseguire l’accesso e, solo in caso di accesso in locali che siano adibiti a luoghi di privata dimora, dovrà essere munita di autorizzazione del Procuratore della Repubblica. Non è necessaria invece peculiare autorizzazione per l’apprensione del contenuto dei files informatici presenti nei computer della ditta; mentre è necessario l’assenso del titolare per l’apertura di plichi, borse, armadi chiusi; in mancanza del consenso del titolare, i militari operanti acquisiranno (anche con una semplice telefonata) l’autorizzazione della Procura all’apertura. Spesso la domanda che i Clienti fanno è se è il caso di farsi assistere dal legale o dal consulente sin dalle prime fasi della verifica, o se – in questo modo – si rischia di sembrare colpevoli o poco collaborativi. A parte
Avv. Stefania Martin
l’ovvia considerazione che la difesa tecnica è un diritto previsto dalla norma (il reparto operante invita sempre il verificato a farsi assistere da un consulente), si deve tener presente che la fase di raccolta degli elementi di prova è momento assai delicato che merita piena consapevolezza dei propri diritti ed anche dei propri obblighi di collaborazione. Il contribuente può essere chiamato a fornire informazioni oralmente e deve sapere che se offre dati men che precisi in seguito potranno essere usati contro il suo interesse, senza poter correggere le proprie affermazioni (secondo la giurisprudenza le dichiarazioni del contribuente hanno valore confessorio: ad esempio se dichiara una percentuale di ricarico o di sconto praticato). Per altro verso ha anche dei precisi oneri di collaborazione: eventuali documenti – se specificamente richiesti durante la verifica – e non esibiti non potranno più essere poi utilizzati, a favore del contribuente, nella fase giudiziale di contestazione della pretesa. Ciò comporta necessaria attenzione a prestare la massima collaborazione alle richieste ma anche alla corretta esposizione degli elementi a proprio favore ed alle modalità di verbalizzazione delle operazioni compiute.
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Avv. Francesca ledda
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l Tribunale dichiarava la cessazione degli effetti civili del matrimonio di Tizia e Caio. Successivamente, la difesa dell’ex marito depositava il ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio, visto che la situazione patrimoniale era mutata, in particolare la figlia era divenuta economicamente autosufficiente. Il sig. Caio richiedeva la restituzione delle somme versate in base a un titolo che non era più valido. La sig.ra si costituiva in giudizio avanzando le sue pretese creditorie, facendo implicitamente dedurre la sua rinuncia a quanto statuito in sentenza. La rinuncia a tale pretesa si evinceva poi dall’accordo sulle condizioni patrimoniali raggiunto all’udienza di discussione del ricorso, accordo ratificato dal Tribunale in composizione collegiale. L’ex moglie, però, sulla base della sentenza di divorzio, esercitava l’azione esecutiva nei confronti dell’ex marito, prima che lo stesso proponesse ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio. La sig.ra Tizia, infatti, notificava atto di precetto all’ex marito, per mancato versamento dell’assegno previsto per il mantenimento della figlia. Successivamente, la sig.ra Tizia notificava all’ex marito atto di pignoramento presso terzi, con cui
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Transazione saldo e stralcio Rivolgiti In un clima di generale disagio finanziario, una delle problematiche più diffuse riguarda la negoziazione dei debiti con banche e finanziarie. Nel caso di posizioni in contenzioso o a sofferenza, uno strumento efficace che permette di chiudere un debito con una somma inferiore rispetto all’importo complessivo è il “Il saldo e stralcio”, ossia una transazione attraverso la quale le parti interessate risolvono in via bonaria il rientro del debito in modo da ottenere da una parte, una riduzione percentuale delle somme residue che il debitore deve corrispondere alla banca o alla società finanziaria, e dall’altra, riuscire a soddisfare le richieste del creditore che accetta dunque di rinunciare ad eventuali procedure esecutive nei confronti del debitore. Facciamo un esempio: un privato ha maturato un debito con una banca per un importo di € 20.000. Per evitare di agire in giudizio e procedere al pignoramento con l’aggiunta di maggiori oneri per interessi e spese legali, la banca accetta di chiudere il debito mediante il pagamento immediato di € 12.000. Una delle caratteristiche principali della transazione a saldo e stralcio è rappresentata dal fatto che la banca o la società finanziaria pretende, in genere, l’immediato pagamento della somma in un’unica soluzione, ma è importante sapere che spesso è possibile raggiungere un accordo per la definizione della posizione anche in diverse tranche concordando un saldo e
veniva fissata l’udienza di comparizione del terzo, società presso cui il sig. Caio presta la sua attività. Contrariamente all’accordo raggiunto in sede di modifica delle condizioni di divorzio, la sig.ra richiedeva le somme dovute alla figlia dal padre. L’ex marito, di conseguenza, proponeva opposizione all’esecuzione. Eccepiva che l’ex moglie non era tenuta ad esercitare l’azione esecutiva nei suoi confronti: il credito preteso su cui si fonda l’azione esecutiva è venuto meno dopo la notifica del precetto. Nel caso di specie, il sig. Caio ravvisava un abuso del diritto, per il fatto che la sig.ra Tizia aveva proposto l’azione esecutiva nei confronti dell’ex marito, anche in nome e per conto della figlia, pur in difetto dei presupposti sostanziali. Diversamente opinando, se così non fosse stato, sarebbe stata altrettanto plausibile la richiesta risarcitoria da parte di Caio nei riguardi di Tizia, per il suo comportamento abusivo, da cui avrebbe dovuto astenersi. Questo, infatti, costituisce una palese violazione dei doveri di correttezza e buona fede, oltre che del principio del giusto processo (cfr. Cass. Civ. SS.UU., sentenza n. 23726 del 15.11.2007).
stralcio dilazionato o a rate. RIVOLGITI AD I.CON. PER LA PROPOSTA DI SALDO E STRALCIO Allorché il privato o l’impresa si trovi nell’ impossibilità di pagare nel lungo periodo il proprio debito e non abbia la disponibilità di entrate certe ed immediate, la banca o la società finanziaria, sulla scorta di una Proposta Transattiva promossa dal team di consulenti I.Con. (preventivamente concordata con il debitore dopo un’attenta analisi delle capacità finanziarie dello stesso) valuta di accogliere il rientro di una parte del debito, anziché intraprendere una più lunga e incerta procedura giudiziale di recupero del credito, con il rischio di non riavere indietro né l’intero capitale concesso a titolo di finanziamento né le spese e gli interessi.In questi casi, il privato o l’impresa è dunque nelle condizioni di poter proporre un abbattimento che, può aggirarsi ad esempio attorno al 40% della somma complessiva a debito. Ogni situazione è comunque diversa e non è possibile stabilire una regola in quanto in questo genere di transazioni molto dipende anche dall’aggredibilità del debitore e come precedentemente citato, dalla capacità finanziaria dello stesso prima di avanzare la proposta transattiva. E’ POSSIBILE CHIUDERE IL MUTUO A SALDO E STRALCIO PRIMA CHE L’IMMOBILE
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SIA VENDUTO ALL’ASTA GIUDIZIARIA? Anche in questo caso il team di consulenti I.CON è in grado di affiancare il debitore per raggiungere un accordo transattivo con il creditore (es. la banca), che consenta di chiudere la propria posizione mediante il pagamento di un importo inferiore rispetto al residuo del mutuo, interrompendo in questo modo il processo esecutivo che si attua con il pignoramento e la vendita forzata dei beni all’asta. CONSEGUENZE IN CRIF E NELLE ALTRE BANCHE DATI? Una volta raggiunto e definito l’accordo stragiudiziale a saldo e stralcio del debito, è sempre opportuno verificare che la banca o la società finanziaria abbia provveduto alla rinuncia di possibili procedure giudiziali di recupero del credito e alla cancellazione dell’eventuale segnalazione presso le banche dati che contengono informazioni sul finanziamento. L’elevata specializzazione ed esperienza dei professionisti di I.CON., ti consente di concludere transazioni vantaggiose, permettendoti di ottenere sia l’estinzione del debito e la possibilità di vedere ripristinata la tua reputazione creditizia.
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Editoriale
Il caso Dj Fabo fra suicidio assistito,eutanasia e dichiarazioni anticipate
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La legge sul fine vita è sempre più urgente Presto in aula la legge sul testamento biologico a pag 24
Alle terme per curarsi, rilassarsi e tornare in forma
a pag 25
Le lenti a contatto Minisclerali.
’ già in calendario la discussione in Parlamento sulla legge che riguarda le volontà anticipate sui trattamenti sanitari (DAT) e,come spesso accade nel nostro Paese, lo si farà sull’onda emotiva del caso di dj Fabo e sull’autodenuncia del radicale Marco Cappato, che lo ha accompagnato nella clinica svizzera dove si pratica il suicidio assistito. Che non sia un compito facile da parte dei nostri parlamentari quello di legiferare su un argomento che vede implicati aspetti di carattere morale, religioso,scientifico, deontologico,di sensibilità e di vissuto personali è del tutto evidente; farlo sotto la lente dell’emotività suscitata da fatti di cronaca non è certo il modo migliore per le possibili pressioni mediatiche di chi ha interesse a far prevalere la sua concezione sulla vita e sulla morte. Mi limiterò quindi ad alcune considerazioni per esaminare l’argomento dal punto di vista della professione e della deontologia medica.Fino ad oggi gli accadimenti precedenti, vedi i casi Welby ed Englaro, sono stati oggetto di sentenze della magistratura, spesso di carattere diverso, se non opposto, nel loro giudizio. Il che è del tutto logico se si pensa che comunque il magistrato deve dare risposta al cittadino che si rivolge al potere giudicante e, in carenza di una normativa legislativa, si comporta secondo la sua interpretazione, ovviamente da cultore del diritto, ma anche secondo la sua sensibilità ed il suo vissuto. Va detto che i casi segnalati sono certamente dissimili, ma il fine ultimo è comunque identico, quello di porre fine a sofferenze che non vedono soluzione, per se stessi e per coloro che ne sono partecipi. E qui viene coinvolto il mondo scientifico e la deontologia del medico che sono chiamati a trovare le soluzioni appropriate senza però dover violentare la propria coscienza e preparazione culturale che sono quelle invece di curare e preservare la vita.
Alla scoperta delle vitamine del gruppo B
a pag 26
dal 1867 il passato si fonde con il futuro
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Presto in aula la legge sul testamento biologico
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ddio djFabo. A fine febbraio il noto artista, rimasto “Per molti di questi malati, se in Italia fosse legale il ricorso paraplegico dopo un tragico incidente, ha messo fine alle all’eutanasia, sarebbe possibile evitare una fine così ‘indegna’ e sue sofferenze. E’ stato accompagnato in Svizzera per lasciare ottenere invece una morte degna, accanto alle persone care. O questa vita attraverso l’eutanasia. almeno non essere costretti, come Dj Fabo, a recarsi in Svizzera Secondo un nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e per morire serenamente. Ora che la legge sul testamento suicidio, costruito su dati provenienti da un’indagine condotta biologico sta per arrivare in aula alla Camera - affermano i sui decessi e le cause di morte, su 12.877 suicidi in tre anni - firmatari della dichiarazione - segnaliamo questi dati ai deputati 2.812 donne e 10.065 uomini - in 737 casi è certificata la che con migliaia di emendamenti hanno bloccato per un intero presenza di malattie fisiche anno una proposta di legge rilevanti. Ciò significa che in che finalmente introduce nel Dj Fabo è un ragazzo di successo nostro ordinamento un istituto una parte rilevante di casi di suicidio, una condizione fisica di cui solo l’Irlanda e l’Italia ma dopo un incidete si ritrova compromessa potrebbe aver non si sono dotati”. paraplegico e, non riuscendo più influenzato la scelta di togliersi “Un tema molto meno la vita. Per ciascun certificato ‘sensibile e divisivo’ rispetto a vivere, sceglie la buona morte di morte sono state individuate all’eutanasia, ma al tempo le entità morbose che stesso delle norme equilibrate forniscono indicazione della presenza di una malattia importante che potrebbero almeno evitare a tanti malati gravissimi o (fisica o mentale). Le modalità più frequenti sono i casi di auto- terminali sofferenze prolungate e inutili. Specie se includessero avvelenamento, di utilizzo di armi da fuoco o di oggetti appuntiti. la sedazione profonda continua, che in Francia ha risolto “I suicidi in Italia sono più di due al giorno, uno ogni 12 ore: lo felicemente il contrasto fra chi voleva legalizzare l’eutanasia stesso numero delle troppe ‘morti bianche’ che si verificano fra i e chi vi si opponeva. E potrebbero ridurre il numero dei malati lavoratori dei cantieri edili e delle fabbriche anche lui suicida per costretti a cercare nel suicidio ‘l’uscita di sicurezza’”, concludono un male incurabile - afferma l’Associazione Luca Coscioni. i firmatari della dichiarazione.
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L’editoriale
Il caso Dj Fabo fra suicidio assistito, eutanasia e dichiarazioni anticipate Le DAT riguardano dichiarazioni anticipate di volontà di accettazione o rifiuto di trattamenti sanitari in caso di una eventuale impossibilità di poter dare il proprio consenso nel momento in cui necessita. Il consenso o il dissenso ai trattamenti sanitari è un diritto riconosciuto dalla nostra legge costituzionale, che nel tutelare la salute dei cittadini, ”La Repubblica tutela la salute dei cittadini come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività....” riconosce loro l’ autonomia di poter rifiutare le cure proposte “...nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Il caso di dj Fabo,differisce dai precedenti per il fatto che lo sfortunato “tarantella”, Così lo chiamavano gli amici “perchè non stava mai fermo” fino a quando un tragico incidente stradale lo ha reso cieco e tetraplegico - non ha rifiutato le cure cui era sottoposto,ma ha chiesto di poter porre fine alle proprie sofferenze (“le mie giornate sono intrise di sofferenza e disperazione, non trovando più il senso della mia vita ora. Fermamente deciso,trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono,terminare questa mia agonia”), con un atto attivo attraverso la forma del suicidio assistito. Che, a mio modo di vedere, costituisce anch’esso una forma di eutanasia cioè di buona morte, senza con questo voler dare giudizi di alcun tipo, tanto meno di carattere morale. Perchè non è tanto la ricerca della morte il fine che sottende a queste scelte,che appartiene più a chi è credente e quindi confida in una continuità oltre la propria esistenza, quanto piuttosto la fine di una vita fatta di sofferenze fisiche e morali che non trovano sollievo né finalità, quando si è persa ogni dignità del nostro essere. La morte in definitiva esiste concettualmente in questi casi solo come fine di un vita non più sopportabile. E’ quindi sulla materia delicatissima del “fine vita” che sono chiamati a dare risposte i nostri legislatori, stabilendo regole certe che siano il frutto di un percorso condiviso che se da un lato possano inquadrare i limiti dell’autodeterminazione del soggetto,nello stesso tempo evitino l’annullamento della personalità dell’individuo tenendo in forte considerazione il ruolo della figura del medico,che se non deve essere lasciato solo in scelte così delicate, ha in queste scelte un ruolo fondamentale e non può essere un semplice esecutore eteroguidato,neanche dalla mano dello stesso paziente. Per questi motivi come medici abbiamo richiesto per quanto riguarda la loro figura e ruolo, una forma di diritto con regole certe ma allo stesso tempo “un diritto debole” a fronte di una “deontologia forte” che la professione detta con le sue regole. Ogni caso presenta una sua peculiarità specifica perché ogni caso riguarda una persona,la sua vita,la sua aspettativa, la sua dignità, la sua dimensione sociale e religiosa, in definitiva tutta la dimensione del suo essere ma in ogni caso deve essere lasciata al medico assieme alle figure professionali più indicate e alla famiglia la decisione finale di come dar seguito alle disposizioni di fine vita, anche disattendendole, ad esempio trovandosi di fronte a direttive anticipate che contrastano con i progressi della scienza, progressi non ancora conosciuti al momento del rilascio delle proprie volontà. Il Codice Deontologico dei Medici rifiuta e condanna ogni atto eutanasico inteso a procurare attivamente la morte ma al tempo stesso impone di non lasciare il malato alle sue sofferenze. Fino ad arrivare ad atti che consentano una vita residua priva di dolore ancorché questi la possano a volte anche accorciare, come una sedazione profonda e terapia farmacologica che accompagni il fine vita in modo dignitoso e senza sofferenze inutili. Non sarà compito facile fra i sostenitori dell’eutanasia e del suicidio assistito e i difensori di un bene che ritengono indisponibile quale la vita arrivare a un punto di equilibrio, non sarà facile ma le risposte non sono più differibili se non vogliamo più assistere a tragedie che coinvolgono i pazienti, i loro familiari e la società nei desiderata più o meno condivisibili lasciati alla discrezionalità del magistrato e alla pietas di qualche medico.
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Pensare alla salute in vacanza è bello e fa bene! Cure innovative e rilassanti con percorsi riabilitativi e di prevenzione che si aggiungono ai fanghi e alla beauty farm. Tutto questo al Medical Hotel di Abano Terme
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urarsi in un modo nuovo, più rilassante. Standosene comodamente in vacanza alle terme. In un ambiente termale fra i migliori in Europa, dove il benessere è di casa fin dai tempi dell’antica Roma. L’originale sfida è stata lanciata dall’Hotel Ermitage Bel Air di Abano Terme – Teolo, elegante e rilassante oasi termale incastonata nella parte nord-orientale del Parco naturale dei Colli Euganei. Per la precisione a Monteortone, località famosa per il suo santuario quattrocentesco costruito accanto a una sorgente miracolosa per i suoi effetti taumaturgici, meta nella primavera di diverse processioni religiose la cui origine risale ad ex voto per la guarigione dalla terribile peste del 1630. Siamo dunque sui Colli Euganei, area oggi protetta da un Parco naturale regionale che nei secoli ha affascinato e ispirato uomini di cultura (si pensi solo al Petrarca, che ha vissuto ed è sepolto nel borgo di Arquà) e richiamato ospiti da tutto il mondo, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalle straordinarie proprietà terapeutiche dell’acqua termale che sgorga generosa a quasi 70 gradi dal sottosuolo.
L’Hotel Ermitage Bel Air, che è fra i primi hotel termali della zona e da quattro generazioni è gestito con passione dalla famiglia Maggia, propone accanto ai classici trattamenti termali (di cui i fanghi sono la punta di diamante) a e a quelli di benessere (molto sviluppati i trattamenti di bellezza) anche un moderno Servizio di Assistenza Medica dedicato alla Prevenzione e alla Riabilitazione sia in ambito Ortopedico che Neurologico (recenti i pacchetti dedicati ai pazienti affetti dal morbo di Parkinson).
Insomma, durante il proprio soggiorno nell’accogliente struttura ci si può sottoporre a un bel check up medico o, in caso di necessità, affrontare determinati percorsi riabilitativi, accorciando i tempi di recupero e il ritorno alla vita attiva, “complici” le virtù delle acque termali. Questo può diventare molto utile, ad esempio, dopo una frattura o un intervento chirurgico. Senza contare che tutti i servizi dell’Ermitage sono accessibili anche ai portatori di handicap.
In forma con una nuova alimentazione e seguiti dai medici dell’hotel
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n aspetto che interesserà molto a chi sta cercando di migliorare la propria forma è la possibilità di cambiare il proprio stile di vita attraverso un’alimentazione più corretta. I menù dell’Ermitage sono formulati in modo da soddisfare sia la golosità che il corretto apporto nutrizionale. Fare tutto questo in vacanza alle terme rappresenta un piccolo lusso. La classica possibilità di unire l’utile al dilettevole, alternando un bel bagno in una delle rilassanti piscine termali del complesso a una seduta medico-riabilitativa o ad un allenamento cardio-fitness. Il tutto seguiti e “coccolati” da personale qualificato. A rendere innovativa la proposta a bambini affetti da gravi patologie dell’Ermitage Bel Air è il concetto di invalidanti, in un luogo in cui i piccoli Medical Hotel, un modello per ora unico possono condividere il periodo riabilitativo in Italia e che rispetta in vacanza con i propri rigorosamente i più genitori (anch’essi Unire l’utile elevati standard ospitati gratuitamente al dilettevole qualitativi presi a presso la struttura). riferimento dalle più Per info: www. qui è possibile moderne strutture ilsognodieleonora.it. soprattutto perché socio-sanitarie. A Il Centro Medico il personale testimonianza della dell’Ermitage tratta particolarità ed tutte le patologie che qualificato segue efficacia dei servizi compromettono le i pazienti passo offerti oltre che della capacità di movimento, rara sensibilità delle siano esse croniche passo gestione occorre o temporanee, ricordare che grazie ad una convenzione conseguenza dell’invecchiamento oppure con l’Hospice pediatrico di Padova di traumi o di interventi chirurgici. Per attraverso un progetto di responsabilità garantire un servizio estremamente sociale i servizi di riabilitazione di Ermitage personalizzato l’equipe medicoMedical Hotel sono erogati gratuitamente specialistica è composta da un medico
fisiatra, da un chirurgo ortopedico, da un reumatologo e da un nutrizionista. E’ assodato che la riabilitazione effettuata in acqua termale, con l’ausilio di fisioterapie personalizzate, favorisce un più rapido recupero del paziente. Una recente convenzione sottoscritta con una casa di cura trevigiana consente di poter gestire l’intervento chirurgicoortopedico direttamente dall’hotel, il cui personale si occupa anche del trasporto prima e dopo l’intervento. La riabilitazione fisica è personalizzata e intensiva e interessa pazienti che hanno subito traumi o interventi chirurgici, come la protesi d’anca, ginocchio o spalla, o la frattura del femore in ambito ortopedico o gli esiti di ictus in ambito neurologico. Patologie croniche come il Parkinson possono anch’esse beneficiare di specifici protocolli di cura.
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Alla scoperta delle vitamine Il caso Dj Fabo fra suicidio assistito, eutanasia e del gruppo B dichiarazioni anticipate L’editoriale
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e vitamine sono un gruppo di molecole organiche eterogeneo necessarie agli organismi animali per il normale funzionamento dei processi vitali. Esse non vengono prodotte dagli organismi animali ma devono essere assunte attraverso gli alimenti. Le vitamine a differenza dei nutrienti non sviluppano energia ma rivestono un ruolo fondamentale per il normale svolgimento dei processi fisiologici, e la loro presenza è indispensabile per poter utilizzare i principi nutritivi.
probabilmente ti serve la vitamina B1. Se si presentano spesso afte, stomatiti e lesioni alle labbra e del cavo orale, se soffri di bruciori e infiammazioni o se ti dà particolarmente fastidio la luce del sole e hai come la sensazione di avere la sabbia negli occhi, fai scorta di vitamina B2. Se digerisci male, soffri di nausea, hai l’alito pesante, hai l’intestino irregolare o ti senti debole e la tua pelle è secca a chiazze rosse, devi assumere la vitamina B3. Se ti ammali più spesso del solito, gli esami del sangue hanno rivelato un abbassamento dei globuli bianchi o soffri di nevriti o polinevriti, può essere un problema di carenza di vitamina B4. Se ti ammali più facilmente, soffri di allergie e di stress, il tuo umore è vagamente depresso, hai attacchi di cefalea più intensi e frequenti del solito o ti sono aumentate le carie e noti che si sono moltiplicati i capelli bianchi, serve un integratore di vitamina B5. Se hai notato un peggioramento dell’acne e degli eczemi, stai perdendo più capelli, gli esami del sangue segnalano un aumento del colesterolo o se durante la giornata urini più spesso e in maniera più abbondante, ci vuole più vitamina
Le DAT riguardano dichiarazioni anticipate di volontà di accettazione o rifiuto di trattamenti sanitari in caso di una eventuale impossibilità di poter dare il proprio consenso nel momento in cui necessita. Il consenso o il dissenso ai trattamenti sanitari è un diritto riconosciuto dalla nostra legge costituzionale, che nel tutelare la salute dei cittadini, ”La Repubblica tutela la salute dei cittadini come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività....” riconosce loro l’ autonomia di poter rifiutare le cure proposte “...nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Il caso di dj Fabo,differisce dai precedenti per il fatto che lo sfortunato “tarantella”, Così lo chiamavano gli amici “perchè non stava mai fermo” fino a quando un tragico incidente stradale lo ha reso cieco e tetraplegico - non ha rifiutato le cure cui era sottoposto,ma VITAMINE GRUPPO B B6. Se soffri di ipertensione, hai qualche ha chiesto di poter porre fine alle proprie sofferenze (“le mie giornate sono intrise di Si tratta di un complesso formato disfunzione renale o la tua dieta ricca sofferenza e disperazione, non trovando più il senso della mia vita ora. Fermamente da ben otto vitamine chimicamente di grassi e lo stress hanno provocato deciso,trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono,terminare questa mia distinte che agiscono in sinergia ma un ingrossamento del fegato e steatosi agonia”), con un atto attivo attraverso la forma del suicidio assistito. Che, a mio modo ognuna con una funzione ben specifica (sindrome del fegato grasso), ti può di vedere, costituisce anch’esso una forma di eutanasia cioè di buona morte, senza nel metabolismo. Le vitamine del aiutare la vitamina B7. L’anemia, o un con questo voler dare giudizi di alcun tipo, tanto meno di carattere morale. Perchè non gruppo B contribuiscono al normale colorito pallido, si manifestano quando il è tanto la ricerca della morte il fine che sottende a queste scelte,che appartiene più funzionamento del metabolismo fisico è carente di vitamina B12. a chi è credente e quindi confida in una continuità oltre la propria esistenza, quanto energetico attenuando gli stati di La primavera è sicuramente una fase Farmacia Tre Colombine piuttosto la fine di una vita fatta di sofferenze fisiche e morali che non trovano sollievo stanchezza ed affaticamento. Tali delicata per l’organismo è importante dellanéFarmacia San siGaetano s.n.c. finalità, quando è persa ogni dignità del nostro essere. La morte in definitiva molecole hanno inoltre un importante per tanto se ti senti spossato, stanco, Dott.sse Maddalena e Patrizia Zanetti esiste concettualmente in questi casi solo come fine di un vita non più sopportabile. attività neuroprotettiva ossia proteggono affaticato o se sei ancora convalescente - ViaE’Leopoldo 30 del “fine vita” che sono chiamati a dare risposte quindi sulla Baruchello, materia delicatissima il nostro sistema nervoso dallo stress e dall’influenza scegliere la corretta - ROVIGO tel.0425/412038 i nostri legislatori, stabilendo regole certe che siano il frutto di un percorso condiviso dall’invecchiamento. Se ti senti spesso integrazione di vitamine del gruppo B. 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A fine febbraio il noto artista, rimasto “Per molti di questi malati, se in Italia fosse legale il ricorso motivi come medici abbiamo richiesto per quanto riguarda la loro figura e ruolo, una paraplegico dopo un tragico incidente, ha messo fine alle all’eutanasia, sarebbe possibile evitare una fine così ‘indegna’ e forma di diritto con regole certe ma allo stesso tempo “un diritto debole” a fronte di sue sofferenze. E’ stato accompagnato in Svizzera per lasciare ottenere invece una morte degna, accanto alle persone care. O Ottica Toffoli è sinonimo di eccellenza in : una “deontologia forte” che la professione detta con le sue regole. Ogni caso presenta questa vita attraverso l’eutanasia. almeno non essere costretti, come Dj Fabo, a recarsi in Svizzera CONTATTOLOGIA AVANZATA • IPOVISIONE • VISUAL TRANING una sua peculiarità specifica perché ogni caso riguarda una persona,la sua vita,la sua Secondo un nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e per morire serenamente. Ora che la legge sul testamento aspettativa, la sua dignità, la sua dimensione sociale e religiosa, in definitiva tutta la suicidio, costruito su dati provenienti da un’indagine condotta biologico sta per arrivare in aula alla Camera - affermano i dimensione del suo essere ma in ogni caso deve essere lasciata al medico assieme alle L’Ottica Toffoli presenta una nuova soluzione visiva. sui decessi e le cause di morte, su 12.877 suicidi in tre anni - firmatari della dichiarazione - segnaliamo questi dati ai deputati figure professionali più indicate e alla famiglia la decisione finale di come dar seguito 2.812 donne e 10.065 uomini - in 737 casi è certificata la che con migliaia di emendamenti hanno bloccato per un intero Benefici Sofisticate, tecnologicamente avanzate e dotate di alle disposizioni di fine vita, anche disattendendole, ad esempio trovandosi di fronte a presenza di malattie fisiche anno una proposta di legge • Nessun contatto lente - cornea (la lente appoggia in grande diametro, le lenti minisclerali si sollevano direttive anticipate che contrastano con i progressi della scienza, progressi non ancora rilevanti. significa in che finalmente introduce nel zona sclerale). lungoCiò tutto l’arcochecorneale e la zona limbare, atterconosciuti al momento del rilascio delle proprie volontà. Il Codice Deontologico dei Dj Fabo unarando parte infine rilevantesulla di casiparte di della nostro ordinamento un istituto • Soluzione al discomfort provocato spesso da lenti sclera. è un ragazzo di successo Medici rifiuta e condanna ogni atto eutanasico intesomorbide. a procurare attivamente la morte corneali gaspermeabili, ibridi, suicidio, una condizione fisica di cui solo l’Irlanda e l’Italia ma dopo un incidete si ritrova ma al tempo stesso impone di non lasciare il malato alle sue sofferenze. Fino ad arrivare Sono l’ultima frontiera della contattologia, una • Notevoli benefici rispetto alle lenti corneali in compromessa potrebbe aver non si sono dotati”. valida alternativa sia nelle condizioni corneali piùriuscendo più ad atti che consentano una vita residua priva di dolore ancorché questi la possano paraplegico e, non presenza di occhio secco patologico. influenzato la scelta di togliersi “Un tema molto meno estreme, ma anche nei casi in cui le tradizionali a volte anche accorciare, come una sedazione profonda e terapia farmacologica che la lenti vita. Per ciascun certificatoe lenti ‘sensibile e divisivo’ rispetto amorbide vivere,non sceglie la buona morte gas-permeabili soddisfano accompagni il fine vita in modo dignitoso e senza sofferenze inutili. Non sarà compito di morte sono statedel individuate all’eutanasia, ma al tempo le esigenze portatore. Quali sono le aspettative. facile fra i sostenitori dell’eutanasia e del suicidio assistito e i difensori di un bene che le entità morbose che delle norme di equilibrate Le aspettative, stesso nei confronti queste lenti sono ritengono indisponibile quale la vita arrivare a un punto di equilibrio, non sarà facile Il diametro grande offre un alto livello di stabilità forniscono indicazione della presenza di una malattia importante che potrebbero almeno evitare malati gravissimi elevate: “Ciò che acitanti aspettiamo da unao minisclerale ma le risposte non sono più differibili se non vogliamo più assistere a tragedie che permettendo di ottenere risultati notevoli in termi(fisica o mentale). Le modalità più frequenti sono i casi di auto- terminali sofferenze prolungate e inutili. se includesserodella visione, è di poter offrire un Specie miglioramento ni di confort e visione. coinvolgono i pazienti, i loro familiari e la società nei desiderata più o meno condivisibili avvelenamento, di utilizzo di armi da fuoco o di oggetti appuntiti. la sedazionedella profonda continua,oculare che in eFrancia ha risolto protezione del comfort.” lasciati alla discrezionalità del magistrato e alla pietas di qualche medico. “I suicidi in Italia sono più di due al giorno, uno ogni 12 ore: lo felicemente il contrasto fra chi voleva legalizzare l’eutanasia
Presto in aula la legge sul testamento biologico
Le vitamine a differenza dei nutrienti non sviluppano energia ma rivestono un ruolo fondamentale per il normale svolgimento dei processi fisiologici
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Le lenti a contatto Minisclerali.
“ miglioramento della visione, della protezione oculare e del comfort. ”
La stessa stabilità è apprezzata dai portatori che
stesso numero delle troppe bianche’le chelenti si verificano i e chi vi si opponeva. potrebbero ridurre il numero dei malati hanno necessità di‘morti indossare anchefraquando Campi Ed’azione sono in movimento ad fabbriche esempio durante le per attività Le lenti minisclerali e la loroconcludono applicazione hanno lavoratori dei cantieri edili e delle anche lui suicida costretti a cercare nel suicidio ‘l’uscita di sicurezza’”, sportive. campi d’azione molto particolari: un male incurabile - afferma l’Associazione Luca Coscioni. i firmatari della dichiarazione.
La possibilità che offrono il design, il materiale e la tecnologia costruttiva rendono le minisclerali uniche in quanto stabilità e zona ottica, aumentando la qualità visiva, rendendola a volte superiore a quella offerta dalle tradizionali lenti gas-permeabili e lenti morbide.
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• alti astigmatismi, • cheratoconi avanzati, • occhi traumatizzati ” trapianto di cornea - complicanze dopo trattamenti per la riproduzione della miopia“ • centraggi difficoltosi con le lenti a contatto.
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M Alto Adige Balance, il tuo percorso in Valle Isarco
uoversi in un ambiente alpino, gustare la gastronomia tipica locale e farsi coccolare dalle tante offerte benessere con piscine e saune dedicate, questa è Valle Isarco, una delle due valli principali dell’Alto Adige. Si estende dalla sorgente del fiume Isarco al Brennero fino alla foce dell’Adige a Bolzano e, ovunque si soggiorni, la meraviglia è garantita. L’equilibrio in Alto Adige è armonia di contrasti. Salire in vetta con passo saldo. Abbandonarsi alla forza energizzante dell’acqua. Rigenerare la mente con nuove idee. Riconnettere anima e corpo attraverso i piaceri del palato. E così, mentre l’ultimo spicchio della stagione invernale si sta consumando, in Valle
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Isarco già si pensa alla primavera in arrivo con l’iniziativa Alto Adige Balance, perdersi nella natura per ritrovare l’equilibrio. Si tratta di un’offerta primaverile dedicata a chi desidera prendersi cura di sé attraverso esperienze guidate e manifestazioni nella natura. Balance è molto più di benessere e relax: invita i partecipanti a ritrovare l’equilibrio e a modificare ogni giorno il proprio stile di vita. All’evento di lanciodi “Alto Adige Balance Trova il tuo percorso in Valle Isarco”, - aperto a tutti e gratuito - il 28 aprile 2017 dalle ore 15 nel giardino di Castel Rodengo, chiunque potrà imparare quanta forza regala una corretta respirazione. La moderazione sarà a cura di Stefan Maria Braito. Imperdibile!
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Valle Isarco, le alte vette del gusto
Il fascino discreto di un’area alpina che al turismo Vip preferisce quello rivolto agli amanti della natura, alle attività all’aperto e ai prodotti tipici del territorio: dai grandi vini, all’Agnello della Val di Funes e al Bue Grigio. Eccellenze da gustare anche in baita
di Renato Malaman
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alle Isarco, ovvero l’altra faccia delle Dolomiti. Quella meno conosciuta, meno celebrata dal turismo Vip ma certamente non per questo meno bella. Anzi, forse proprio quella che prende il nome dal leggiadro fiume Isarco è la parte più sorprendente del magico universo dolomitico. Salire da Santa Maddalena in Val di Funes fino ai piedi del Gruppo del Puez - Odle per rendersene conto! Ci si trova di fronte a uno spettacolo grandioso di rocce e di guglie ardite, che svettano da boschi e prati incontaminati ipnotizzando lo sguardo su un orizzonte di montagne di straordinaria suggestione. Nei giorni belli e di cielo cristallino l’occhio arriva a spaziare su tutte le montagne altoatesine, fino alle prime vette austriache. Bella tutto l’anno questa area naturalistica, ricca di rifugi e di baite che inducono alla sosta e in cui, bisogna sottolinearlo, si mangia benissimo. Su tutte spicca la Geissler Alm, a 1960 metri di altezza, una delle Baite Top dell’Alto Adige per la qualità: un menu di tradizione che oltre agli immancabili canederli e al tagliere di speck e formaggi comprende anche l’Agnello della Val di Funes e la carne di Bue Grigio, razza bovina locale salvata di recente. Insomma, tanto territorio nel piatto. Imperdibile la lunga discesa con lo slittino tra i boschi fino al parcheggio. Altra gemma da scoprire in Valle Isarco è l’Alpe di Villandro, una sorta di altipiano che si distende a 1800 metri di quota e d’inverno assomiglia al Klondike, con i suoi boschi nani di pino mugo e le larghe macchie di
rododendri selvatici (la famosa rosa alpina) che spuntano nella neve levigata dal vento. D’estate una spianata di pascoli. Anche da queste parti pullulano le baite. Dalla “gourmet” Rinderplatz (pure Baita Top) alla vivace Gasser, dove in genere si lascia l’auto per proseguire a piedi. Piccoli paradisi naturalistici, il Parco del Puez - Odle e l’Alpe di Villandro, lontani dalle affollate piste da sci, dove ancora si può ritrovare un rapporto di equilibrio con la natura. La Valle Isarco è un mondo appartato, dall’anima umile, che vuole farsi scoprire piano piano. La sua parte dolomitica è protetta da un parco naturale, il Puez Odle appunto (che è pure un bene inserito nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco), ma questa regione turistica è anche molto altro. Dal Brennero fino a Chiusa è un susseguirsi di motivi di interesse. E nel mezzo Vipiteno e Bressanone, i cui centri storici sono famosi per le artistiche facciate delle case, testimoni della ricchezza consolidatasi nel Medio Evo, figlia dell’attività delle vicine miniere d’argento. Proprio da Vipiteno e Bressanone si dipartono tante valli, una diversa dall’altra, che custodiscono mondi contadini ricchi di tradizione e di amore per la natura. Però in Valle Isarco c’è spazio anche per chi ama lo sci e una vita attiva meno contemplativa. Il comprensorio della Plose sopra Bressanone, raggiungibile con una cabinovia che parte da Sant’Andrea, è un delizioso panettone in quota che spunta dai boschi e invita a lunghe e piacevoli discese per tutti i gradi di dif-
Da Chiusa a Vipiteno, passando per Bressanone, i centri storici sembrano usciti da una favola dei Fratelli Grimm con le loro eleganti facciate barocche. Escursioni, degustazioni e, per chi ama lo sci, lo spettacolare palcoscenico della Plose
ficoltà dopo aver goduto di una vista a 360 gradi sulle Odle, sul Sass Putia e sulla infinita corona di montagne che impreziosiscono l’intorno. Sosta gustosa a “La finestra”, nella stazione a monte della cabinovia. La Valle Isarco è detta la “terra dei percorsi”. Ce n’è per tutti i gusti. Da quelli naturalistici da percorrere a piedi, in mountain bike d’estate e con sci e ciaspole d’inverno, a quelli tematici. Come quello dei sapori ad esempio. La Valle Isarco è una straordinaria terra di vini. Bianchi soprattutto. Bianchi di spiccata mineralità e aromaticità. Profumati come il Sylvaner o eleganti come l’altro autoctono Kerner. .. Senza contare i Muller Turgau, i Veltliner o i rossi Lagrein, Blauburgunder e Sankt Magdalener. Una grande cantina cooperativa (la Cantina Valle Isarco o Eisacktaler Kellerei per dirla nel prevalente idioma tedesco) e tanti piccoli produttori coltivano le viti in un paesaggio arcadico, su pendii terrazzati che rendono armonica l’architettura naturale della Valle Isarco. La sede della Cantina Valle Isarco di Chiusa, società resa forte da ben 130 soci conferitori,
merita una visita non solo per le degustazioni dei gioielli enologici della valle ma anche per il suo design d’avanguardia. E già che si è a Chiusa, cittadina che si fregia di appartenere ai Borghi più belli d’Italia, vale la pena di fare .. una capatina al Gasslbrau, un micro birrificio artigianale dove di può cenare (bene e in modo tradizionale) accanto alla spettacolare “sala delle cotte” e ai serbatoi dell’impianto. Quello di Norbert Andergassen è stato uno dei micro birrifici pionieri in Alto Adige. Ora sono 15 e affiancano il colosso storico della birra in provincia di Bolzano, la Forst di Merano. A Villandro sosta gourmet consigliata al raffinato ristorante Ansitz zum Steimbock, locale ricavato nella stube dell’hotel Steinbock, che un tempo era un castello di città. Una delle tante residenze signorili della Valle Isarco. Cena a lume di candela in un’atmosfera d’altri tempi. Per scoprire ancora più in profondità di quanti tesori, anche enogastronomici, sia ricca la Valle Isarco. Tesori che aspettano solo di essere scoperti. O riscoperti, per ritrovare il “gusto” di un turismo che si ispira alla natura e all’ambiente.
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Food & Drink WARDA GARDA OIL FESTIVAL Il Garda Dop è davvero unico: profuma di erba fresca, carciofo, fieno e ha un retrogusto di mandorla
PROSECCO E PINOT GRIGIO: OPPORTUNITÀ DA COGLIERE PER LA DOC MERLARA Una giovane denominazione interprovinciale ha delle potenzialità concrete tutte da sviluppare. Se ne è parlato in un recente convegno voluto dal Consorzio di Tutela dal titolo: Il Merlara Doc tra Prosecco e Pinot Grigio: il percorso fatto, le nuove opportunità. Il contesto produttivo vitivinicolo del Veneto è caratterizzato, ormai da alcuni anni, da una forte dinamica di crescita. Prosecco e Pinot Grigio sono oggi le denominazioni più performanti, delineando per i territori interessati nuove prospettive di sviluppo. La doc Merlara si inserisce in tale contesto con tutto il suo potenziale. Grazie al recente riconoscimento di questo aerale a denominazione, quella del Merlara si può definire a buon diritto una doc “funzionale”: in questo comprensorio sono stati infatti attivati tutti gli strumenti di governo e di crescita necessari per poter guardare alle sfide del futuro con fiducia. Alla luce dei risultati fin qui ottenuti si tratta ora di capire in dettaglio qua-
li opportunità si presentano di fronte agli imprenditori agricoli che intendano mettersi in gioco e impegnarsi in questa zona di produzione. All’incontro hanno partecipato anche Luigino De Togni Presidente Consorzio Tutela Vini Merlara Doc, Stefano Zanette, Presidente Consorzio Prosecco Doc e Piero Zambaldo Presidente Collis Veneto Wine Group. Nell’ultimo anno la superficie viticola dei soci è sensibilmente aumentata con un ritmo tra i più alti del Veneto grazie alle continue richieste di ristrutturazione e di nuovi impianti, mentre negli ultimi 15 anni (fonte Avepa) la superficie vitata è passata dai 250 ettari iniziali agli attuali 628. Sedici le varietà coltivate: tra queste Marzemino e Malvasia si confermano i vitigni storici. In parallelo crescono gli ettari coltivati a Glera, che salgono oggi a 247, e quelli coltivati a Pinot Grigio, attualmente 157.
LE PRELIBATEZZE DI CHIOGGIA SEMPRE PIÙ IN ALTO Gemellaggio di due aree di grande interesse turistico nella splendida cornice delle Dolomiti
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iungere a duemila metri per degustare nella splendida cornice delle Dolomiti un ottimo risotto alle vongole veraci di Chioggia guarnito con il radicchio chioggiotto e bere un buon bicchiere di prosecco: un’occasione da non perdere. Allo Chalet Cima Uomo nella zona del passo san Pellegrino tra la val di Fassa e Falcade domenica 19 febbraio il Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia in collaborazione con I.G.P Radicchio di Chioggia, l’associazione La Vongola Verace di Chioggia, studenti e docenti dell’indirizzo enogastronomico dell’Istituto d’istruzione superiore Cestari-Righi di Chioggia e lo Ski Area Dolomiti hanno ufficializzato un gemellaggio tra due aree di grande interesse ambientale, artistico e
gastronomico: da una parte montagne, boschi, neve, sciatori, paesaggi alpini, formaggi tipici e carni selvatiche, dall’altra spiaggia, mare, prodotti ittici e dell’orticoltura, il centro storico e gli scorci caratteristici della laguna…il tutto accompagnato dal concerto della Ubi Jazz Band sulla terrazza dello Chalet Cima Uomo in una luminosa giornata alla folta presenza di turisti italiani ed anche stranieri.
Torna più ricco che mai, il 17 e 18 giugno a Cavaion, il festival dell’olio del Garda. Durante la manifestazione si susseguiranno convegni, degustazioni, laboratori, mercatino dei prodotti tipici e ristoranti in piazza. L’olio extra vergine di oliva Garda DOP si distingue per il sapore naturalmente delicato e per la sua eleganza. All’assaggio si riconosce per l’armonia delle sue note organolettiche e per gli aromi leggeri ed equilibrati: i profumi di erba fresca, erbe aromatiche, fieno e carciofo, uniti al tipico retrogusto di mandorla, lo rendono unico. Le olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta “Garda” provengono dai territori olivati delle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento. Territori particolarmente affascinanti anche dal punto di vista ambientale e naturalistico. Al consumo questo l’olio Garda DOP presenta le seguenti caratteristiche: co-
lore dal verde al giallo più o meno intensi, odore fruttato medio o leggero, sapore fruttato, note di dolce e un retrogusto tipico di mandorla. Acidità massima in acido oleico 0.5% Sapori che i vostri palati potranno degustare durante la due giorni del festival dove uno dei protagonisti food sarà la fogassa de Cavaion, un dolce tipico dalla lunghissima storia.
LA FOGASSA DE CAVAION La bontà spesso fa rima con semplicità. Ne è un esempio la “Fogassa de Cavaion”, dolce che profuma di passato e tradizione, a base di olio extravergine Garda Dop. Preparato e cucinato, come appunto tradizione impone, sulla “gradela” (graticola), sulle braci del focolare. Presentata all’Expo con un suo marchio DeCo, dalla scorso marzo la Fogasa ha i suoi primi rivenditori certificati secondo il Disciplinare DeCo, che la propongono insieme alla Dop gardesana e ad altri prodotti tipici del territorio.
BACALÀ ALLA VICENTINA, LA CONFRATERNITA COMPIE 30 ANNI Fu lo scrittore Virgilio Scapin a fondare il gruppo con gli amici goliardici Ricorre quest’anno il trentesimo anniversario dalla fondazione della Venerabile Confraternita del Bacalà alla vicentina nata su iniziativa dello scrittore Virgilio Scapin e di un gruppo di amici gogliardi. Per celebrare la ricorrenza a marzo vedrà la luce un francobollo commemorativo e un annullo filatelico a Sandrigo. La manifestazione darà avvio all’anno di festeggiamenti che culminerà con il tradizionale appuntamento con la Festa del Bacalà la seconda e terza domenica di settembre a Sandrigo. L’origine della ricetta del Bacalà alla Vicentina è alquanto fumosa. La Confraternita del Bacalà oggi suggerisce una ricetta che è il frutto di studi e comparazioni tra le numerose ricette in auge nei ristoranti e nelle trattorie più famose del vicentino tra gli anni trenta e cinquanta. RICETTA DEL BACALÀ ALLA VICENTINA Ingredienti per 12 persone: 1 kg di stoccafisso secco 250 gr. di cipolle 1/2 litro di olio d’oliva non fruttato 3 – 4 sarde sotto sale
1/2 litro di latte fresco poca farina 50 gr. di grana grattuggiato un ciuffo di prezzemolo sale e pepe Preparazione: Ammollare lo stoccafisso, gi. ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. Levare parte della pelle. Aprire il pesce per il lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi quadrati possibilmente uguali. Affettare finemente le cipolle; rosolare in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde dissalate, diliscate e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorarli con il soffritto preparato, poi disporli
uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o di alluminio, oppure in una pirofila (sul cui fondo si sar. versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana, il sale e il pepe. Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocere a fuoco molto dolce per 4 ore e mezza circa, muovendo di tanto in tanto il recipiente senza mai mescolare. In termine vicentino questa fase di cottura si chiama “pipare”. Solamente l’esperienza sapr. definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare a esemplare, pu. differire, di consistenza. Servire ben caldo con polenta in fetta: il “Bacal. alla vicentina” . ottimo anche dopo un riposo di 12 – 14 ore.
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il
Crucilibro
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L’infanzia sussurra dentro di noi Vivendo tracciamo una linea diretta al futuro ma già segnata da ciò che, di bello o di brutto, abbiamo vissuto da bambini Andrea Bajani
Teresa Ciabatti
Mauro Covacich
Lorenzo Marone
Eroe/Eroina
Un bambino
Teresa
Il nonno dell’autore, bambino
Luce, giovane napoletana avvocato
Alter Ego
Il suo dolore
Sua madre
L’autore bambino
Mamma, donna dedita al lavoro
Location
Un paese sotto un monte
Roma
Trieste
Napoli
Una bambina sottile
I suoi famigliari
I grandi personaggi della storia e della cultura della città
Carmen e suo figlio Kevin
Intrigo
Un bambino e il suo dolore percorrono le strade e i boschi di un paese di montagna, vicino al confine, attraversato dai binari del treno, con un passaggio a livello che è un altro confine con un non ben definito oltre
I Ciabatti di Orbetello sono una famiglia ricchissima: il padre, primario ospedaliero, è massone e amico di Licio Gelli. La madre, che lascia il lavoro per seguire i figli si ammala e si perde un pezzo della loro infanzia
Un bambino attraversa una Trieste ferita dalla Seconda guerra mondiale reggendo in equilibrio sulla testa una sedia. Sa dove andare, il piccolo triestino che porta lo stesso cognome dell’autore e che è suo nonno
Luce, lasciata via sms dal suo fidanzato, è un avvocato alternativo. Chiamata a intervenire in una causa di divorzio, deve controllare da vicino una madre per la causa d’affidamento
Finale
Oltre la ferrovia abita una bambina sottile che sa comprendere il dolore del bambino e che lui ama teneramente. Anche lei è accompagnata da un piccolo dolore spelacchiato. I due crescono insieme delicatamente
Teresa è amatissima ma anche viziata e grassa. Quando il padre muore il patrimonio non c’è quasi più e lei e il fratello vanno a vivere altrove con la madre. Poi Teresa si sposa ma il suo matrimonio naufraga
Attraverso la storia della sua famiglia l’autore ricostruisce il tessuto sociale della città abitata negli anni da grandi personaggi storici e dell’alto valore artistico-letterario
Una serie di eventi non programmati metterà Luce in contatto con Carmen e tra loro nascerà un rapporto ben diverso da ciò che doveva essere
Cosa dire del libro
Un testo poetico e profondo, una storia universale su quanto può essere profonda la fragilità se non la rifiutiamo. Da leggere assolutamente
Un libro di autofiction crudele, una foto sovraesposta dell’Italia bene degli anni 70 e 80 dove gli interessi di pochi venivano prima anche degli affetti più sinceri
Il romanzo è avvincente e sorprendente, non ci si staccherebbe mai da queste pagine che innamorano con sapienza
E’ la storia mista di malinconia e speranza di una donna che combatte molte battaglie ma in realtà una sola: la sua, quella per la vita
Co-protagonisti
Leggere
Andrea Bajani Un bene al mondo Einaudi, pp. 144 € 16.50
Teresa Ciabatti La più amata Mondadori, pp. 218 € 18.00
Mauro Covacich La città interiore La nave di Teseo, pp. 233 € 17.00
Lorenzo Marone Magari domani resto Feltrinelli, pp. 320 € 16.50 A cura di Germana Urbani
SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.
Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla con un gesto di solidarietà. www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi
Raita di carote
Ingredienti: 200 g di cannellini - 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.
Ingredienti: 4 carote medie - un pugno di pistacchi - 250 g di yogurt intero - una punta di peperoncino in polvere - un ciuffo di foglie di menta fresca - sale. Preparazione: lavare e spazzolare le carote, quindi grattugiarle fini. Aggiungere i pistacchi tritati grossolanamente. Condire con il
sale, il peperoncino e la menta spezzettata. Versare lo yogurt in modo uniforme e servire fresco.
Fagottini di mele
Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.
Ingredienti: 250 g di farina di frumento 1 uovo - 1 C di olio - ½ bichiere d’acqua - 2 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella pinoli - buccia di limone. Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Pizzeria · Piadine · Panini caldi
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Oroscopo
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Ariete Pieni di grinta e di voglia di fare, tanto che non ci saranno ostacoli in grado di fermare i vostri progetti
Toro Seguite le vostre intuizioni saranno la chiave per raggiungere i vostri obiettivi e per evitare insidie
Marzo La primavera risveglia gli ormoni e i cuori. Senza far nulla potreste ritrovarvi a vivere avventure inaspettate o nevrotiche
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Bilancia Munitevi di pazienza e mostrate la vostra migliore capacità di adattamento: ogni difficoltà prima o poi finisce
Scorpione Vi aspetta un mese vivacissimo per la vita sociale e familiare e per coltivare i vostri interessi personali
Gemelli
Sagittario
Attenzione da metà mese: vi aspetta un po’ di confusione che potrebbe spingervi a compiere passi falsi
Negli affetti, nel lavoro o chissà in quale altro settore, la mente vi dirà una cosa, il cuore l’esatto opposto
Cancro
Capricorno
Forti di intuizioni sagge e veritiere, potrete riflettere, trovare soluzioni e mediare tra la rabbia e la diplomazia
Avrete la capacità di discutere anche con i soggetti più complicati e di arrivare ad una soluzione condivisa
Leone
Acquario
Mettere in conto un po’ di nervosismo dovuto alla cocciutaggine di qualcuno che vorrà fare di testa sua
Vivacità, voglia di fare, entusiasmo, entrate, belle novità che riguarderanno la vita sociale o forse un bel viaggio
Vergine
Pesci
Inizialmente troverete difficoltà a mantenere tutto sotto controllo. Aumenterà il disordine ma poi tornerà tutto a posto
Intuitivi, abili nei rapporti interpersonali, capaci di distrarvi in ogni tipo di situazione. Chiarite problemi in famiglia
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Centro di Fisioterapia
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Medici
La Fisioterapia
Trattamenti specifici personalizzati
Dott. Segattini Carlo Medico dello Sport
Patologie del ginocchio • Distorsioni • Artrosi • Meniscectomie • Ricostruzioni LCA, LCH, LCP • Femoro-rotulee • Protesi Patologie della spalla e dell’arto superiore • Lussazioni • Tendinopatie cuffia • Sindrome da impingement • Artroscopie • Protesi • Epicondiliti, epitrocleiti, tunnel carpale Patologie della colonna vertebrale • Cervicalgie, cervico-brachialgie • Colpo di frusta • Ernie del disco • Scoliosi• Lombalgie, lombo-sciatalgie Patologie dell’anca • Displasie • Artrosi • Protesi Patologie della caviglia e del piede • Distorsioni • Alluce valgo • Metatarsalgie, talloniti Patologie muscolari • Contratture • Stiramenti • Strappi • Tendinopatie inserzionali • Pubalgie Fratture ossee
• Visita Medica Ortopedica • Visita Medica Fisiatrica • Manipolazioni vertebrali • Laserterapia • Diatermia • Onde d’urto • Ultrasuoni • Elettrostimolazioni • Tens • Miofibrolisi • Massoterapia • Drenante • Linfodrenante • Decontratturante • Kinesiterapia • Rieducazione Neuromotoria
Dott. Varotto Davide Ortopedico Dott. Rovini Augusto Ortopedico Dott. Trevisan Michele Ortopedico Dott. Scarante Bruno Ortopedico Dott.ssa Cozzi Luisella Reumatologa Dott. Moranduzzo Wanni Medicina Estetica Dott. Testoni Ruggero Ortopedico
• Rieducazione Funzionale • Rieducazione Funzionale in acqua (Idrokinesiterapia) • Rieducazione sportiva specifica • Kinesiotaping • Bendaggi Funzionali • Magnetoterapia a bassa frequenza a domicilio • Kinetec spalla e ginocchio a domicilio • Test di soglia • Test Isocinetico • Ambulatorio Medicina Estetica • Psicologia Psicoterapia
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