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La Piazza di Rovigo mag2020 n75

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Sport p.18

Regione p.23

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.75

Cultura p.17

Salute p.33

di Rovigo

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IL BILANCIO

Nel lockdown raffica di controlli

servizio a domicilio: pizze, Ga s tr o n o mia La prova del nove primi piatti, secondi e Piz z e rNicola ia Stievano >direttore@givemotions.it con contorni < c o n fo r n o e dolci l’ea le gDa n a una parte c’è la necessità di far ripartire PER OGNI PIZZA

conomia, di rimettere in moto, pur con tutte le CON L’AGGIUNTA DI € 0,20 SUBITO cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal UNA BIBITA IN LATTINA !!! lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di gatelefono 0425 30059 · rantire ilvia rispetto distanziamento, porta del adige, 59 · rovigounica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizio a pag 6 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

Un fondo di 400mila euro per aiutare la ripartenza Votato in fase di bilancio di previsione del Comune con l’ok delle opposizioni. Il sindaco: “È solo il primo tassello di un programma molto più articolato”

RICHIESTA AL GOVERNO

Commercio: “Servono azioni integrate” DIDATTICA A DISTANZA

“C’è tanta voglia di restare connessi” OCCASIONI DI SVAGO

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An)

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La prova del nove Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilancio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

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Nel lockdown raffica di controlli S

In due mesi 2.270 persone controllate e 15 sanzioni

iamo finalmente usciti dal lockdown che ci ha tenuto chiuChiama Ora si in casa per oltre due mesi. “Tutto andrà bene” ci siamo 351-6777004 ripetuti all’infinito, mentre abbiamo cercato modi nuovi per stare insieme, lavorare, abbracciarsi da lontano. Ora piano piano stiamo tornando alla normalità: i negozi che per settimane si sono reinventati portandoci prodotti direttamente a domicilio, hanno potuto riaprire le saracinesche. Bar e ristoranti, estetisti e www.lapiazzaweb.it/vacanze parrucchieri hanno potuto ripartire prima del temuto 1 giugno, grazie al pressing delle associazioni di categoria e delle Scopri all’interno le favolose offerte istituzioni. scelte esclusivamente per te! E selezione ora cheperiodica ne siamo, parzialmente, usciti, è tempo di bilanci Una di viaggi d a questo mese anche per la polizia locale, che nei mesi di marzo e aprile è stata ad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i territorio nostri giornalisti! presente sul a tutela della salute pubblica, controlRicordando Visita la sezione dedicata sul comportamenti nostro lando e sanzionando scorretti: uscite non coni nostri cari sito www.lapiazzaweb.it sentite, assembramenti, mancanza di dispositivi di protezione • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC individuale e così via. Il bilancio del periodo marzo e aprile, Nelle ultime pagine del giornale • PORTE PER INTERNI comunicato dal Comandante Alfonso Cavaliere, registra 2.270 • PORTE BLINDATE persone controllate, di cui 15 denunciate. Che dire, poteva an• TENDE DA SOLE • ZANZARIERE dare peggio. • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI Di queste, 13 denunce riguardano la violazione delle misure Nicola Stievano > direttore@givemotions.it < • PARATIE ACQUA ALTA restrittive ai sensi dell’articolo 650 per inosservanza provvedimento autorità; una per documenti falsi e una per inottempe- a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora •ci RIPARAZIONI E MANUTENZIONI ranza a tre provvedimenti di espulsione dallo Stato italiano. attende una sfida non meno impegnativa. La riLe sanzioni amministrative sono state invece, 115. Gli esercizi Rivenditore Autorizzato partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con controllati sono stati 1836, di cui 4 sanzionati. Nello specifico, i la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una controlli hanno riguardato a marzo 886 persone e 1178 esercizi sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molmilani.infissi@gmail.com · cell. 338 3991390 commerciali; ad aprile 1384 persone e 658 esercizi commerciali. teplicità di aspetti. PA SS

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Fase 2 L’assessore Dina Merlo

Commercio: “Azioni integrate” Il Comune chiede al governo proposte concrete, utili al rilancio delle attività economiche locali

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nche il Comune di Rovigo ha fatto sentire la sua voce, per quello che riguarda la richiesta di proposte concrete, utili al rilancio delle attività economiche. L’assessore comunale alle Attività produttive, Dina Merlo, spiega che “sono state riscontrate la necessità e l’urgenza di una strategia organica e accompagnata da risorse e progettualità adeguate per il mondo delle micro, piccole e medie imprese dal commercio al dettaglio, dell’artigianato, del turismo, dell’agricoltura, della pesca che -, già investito da un profondo processo di mutamento generato dalla grande distribuzione prima e dal commercio online dopo, ma tuttora presidio sociale ed economico decisivo in molte realtà locali - rischia di essere fortemente danneggiato dall’emergenza sanitaria. Tramite l’Anci abbiamo chiesto al Governo misure economiche che consentano strumenti diversificati: risto-

ro completo ai Comuni delle mancate entrate dovute alla chiusura forzata delle attività, messa a disposizione di risorse che possano consentire alle amministrazioni di attivare politiche dirette di sostegno alle attività produttive, protocolli di gestione dei flussi per tutte le categorie merceologiche delle attività commerciali e dei servizi professionali, semplificazioni amministrative che possano velocizzare al massimo la riattivazione delle attività nella nuova configurazione consentita dal distanziamento sociale in Fase 2, quali ad esempio quelle relative alla modifica della distribuzione dei locali e all’occupazione di suolo pubblico”. Rovigo in fase di ripresa postCovid presenta caratteristiche di criticità. Per questo è stato richiesto il coinvolgimento del terzo settore nella gestione e supporto all’apertura degli esercizi, la promozione di pro-

Sopra, l’assessore Dina Merlo

getti di sensibilizzazione dei giovani per garantire e preparare il ricambio generazionale o la riapertura di esercizi commerciali chiusi, il supporto alle aziende locali del reparto agro-alimentare per l’apertura di punti vendita, anche legato a progetti di marketing e sviluppo delle tipicità. “L’esperienza di questi mesi ha permesso di organizzare la distribuzione del bonus spesa e di raggiungere una fascia di popolazione colpita dalla crisi, ma anche di sperimentare un coinvolgimento del mondo del volontariato attivo, che ha consentito tempestività e presenza sul territorio. Un modello analogo e mirato al supporto diretto e indiretto delle attività economiche richiede l’impegno dell’amministrazione comunale, quale prima istituzione territoriale più vicina”. Marco Scarazzatti

La Croce Rossa dona buoni spesa a 122 famiglie di Rovigo in difficoltà

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a Croce Rossa Italiana – Comitato di Rovigo, destina al nostro Comune circa ventimila euro per i buoni spesa . “A seguito delle donazioni ricevute a livello nazionale, come spiega il presidente Alberto Indani, abbiamo la possibilità di disporre di 41.280 euro in buoni spesa, dal valore unitario di 4 euro. Un aiuto che verrà suddiviso tra alcuni comuni della provincia.” A Rovigo, in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, sono state individuate 122 famiglie che potranno disporre di una fornitura di 10 buoni a settimana per quattro settimane, vale a dire 40 a settimana, per un totale di 160 a famiglia. La somma complessiva per la famiglie rodigine è di 19.520. “La Croce Rossa Italiana di Rovigo – ha detto l’assessore al Welfare Mirella Zambello -, è sempre al fianco del Comune per aiutare le

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Bilancio di previsione Sostegno alle imprese votato anche dai gruppi di opposizione

Istituito un fondo emergenza da 400mila euro per ripartire L

’approvazione del bilancio co- pogruppo Pd, Graziano Azzalin: “L’apmunale di previsione, avvenuta provazione del bilancio di previsione a al termine di una maratona online, è larghissima maggioranza è un risultaper l’aministrazione il frutto di un lato importante che dovrà essere consovoro costruito in tempi pre Covid 19, lidato e migliorato. Una condivisione che raggruppa le linee guida indicate così ampia, con appena quattro voti nel programma elettorale 2019. Ossia: contrari, pone grandi responsabilità attenzione ai lavori pubblici di ordina- all’amministrazione. È un bilancio reria e straordinaria manutenzione, agli datto prima dello scoppio della panistituti della partecipazione, alla cul- demia che ha bloccato tutto il paese tura, al sociale, alla programmazione e costretto l’amministrazione Gaffeo urbanistica e degli spazi urbani. a cambi in corsa per fronteggiare l’e“Avremo modo di utilizzare i mar- mergenza, sospendendo o rinviando gini di manovra messi a disposizio- alcuni provvedimenti e prendendone, per agire su contributi di sostegno ne altri. Siamo riusciti a presentare al reddito, di aiuto al sostenimento un emendamento che mette a dispodei costi fissi delle imprese, di rilan- sizione delle risorse importanti, che cio della domanda per beni e servi- appaiono però insufficienti a dare zi, di aiuto alle famiglie. Ringrazio la quell’iniezione di liquidità in grado di maggioranza consiliare – commenta far ripartire la città e alleviare le nuil sindaco Edoardo merose situazioni di Gaffeo – che ha supdisagio presenti. Per “Attenzione portato e condiviso il questo saranno deciai lavori lavoro dell’amminisive le prossime setstrazione comunale, timane con l’appropubblici, in questa emergenza vazione del bilancio alla cultura, e nella predisposizioconsuntivo e il sucal sociale, alla ne e approvazione del cessivo riequilibrio bilancio. Un plauso programmazione con cui, di fatto, si alle forze di opposidovrà riscrivere il biurbanistica zione, che con spirilancio, perché niente to di responsabilità, sarà più come prima”. e degli spazi hanno votato favore“Avremo infatti un urbani” volmente la proposta, forte incremento delavanzata a nome della disoccupazione, la maggioranza, da me e dalla presiattività che faticheranno a ripartire o dente del consiglio, Nadia Romeo, di non ripartiranno. Saranno necessarie istituire un fondo emergenza Covid tante risorse, non basteranno quelle pari a 400.000 euro. Il fondo - conclu- che arriveranno dallo Stato e la macde il sindaco -, è solo il primo tassello china amministrativa, che sarà messa di un programma di interventi molto a dura prova, dovrà agire per garantirpiù articolato, con risorse che in tempi le in tempi rapidi. Mai come adesso è rapidissimi dovremo fare in modo rag- fondamentale che la burocrazia non giungano una dimensione molto più ostacoli cittadini e imprese”. Marco Scarazzatti ampia dell’attuale”. Pienamente soddisfatto anche il ca-

Aretusini: “Sindaco se ci sei batti un colpo. Famiglie e lavoratori non possono aspettare”

“N

onostante la priorità in questo drammatico momento sia in assoluto dare una risposta concreta a tutti i cittadini, i commercianti, le Partite Iva e le attività che non riescono più ad arrivare a fine mese, l’amministrazione Gaffeo cos’ha fatto? Niente”, è il commento del capogruppo della Lega in consiglio comunale, Michele Aretusini. “Ci eravamo illusi che l’emergenza in corso avrebbe cambiato le cose. E si sono dimostrate, invece, false speranze - continua Aretusini - Commercianti, artigiani e Partite Iva sono scesi in piazza e il sindaco aveva promesso loro che sarebbe intervenuto in aiuto. Sindaco, non bastano le parole. Ormai i cittadini ne hanno sentite troppe. Servono i fatti. La fretta nel bocciare tutte le nostre proposte l’avete

dimostrata, così come la fretta di votare un bilancio che nulla aveva a che fare con questo periodo emergenziale. Ma poi quando è il momento di venire ai fatti non si vede più nessuno” incalza. “Stiamo raschiando il fondo dei soldi concessi dal Governo e quelli donati dai privati per garantire i buoni spesa, ma occorre mettere altri fondi subito a disposizione per le famiglie prelevandoli dai 400mila mila euro votati con il bilancio previsionale. Anche Asm set potrebbe fare qualcosa in più. Partite Iva, commercianti e piccoli imprenditori aspettano ancora la cassa integrazione o i 600 euro che per molti sono ancora un miraggio. Il Comune deve fare la sua parte come tutte le istruzioni ma non possiamo più attendere”. (g.g.)

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Riaperture e malumori Parrucchieri ed estetiste

La dura primavera degli artigiani A

nche a Rovigo si è fatta sentire la vivace protesta di parrucchieri ed estetiste. “Noi non ci stiamo. Vogliamo lavorare! Non vogliamo aprire l’1 giugno!”. Con questi cartelli, parrucchieri ed estetiste sono scesi in piazza, protestando contro il decreto del premier Giuseppe Conte, il quale aveva inizialmente stabilito che solamente dall’1 giugno parrucchieri ed estetiste avrebbero potuto riaprire i loro negozi. Ci hanno pensato poi le regioni, in primis il governatore del Veneto Luca Zaia, ad anticipare i tempi, anticipando la riapertura a lunedì 18 maggio a seguito di pressing sul governo. Il portavoce di Cna Benessere e Sanità di Rovigo, Mariano Aglio, aveva subito espresso tutta la

propria disapprovazione, contro quanto decretato da Conte. Si era scagliato duramente contro il capo del governo: “Siamo nel 2020 e dal punto di vista sociale, il parrucchiere e l’estetista sono diventati due lavori molto importanti. Forse il signor Conte non ha capito una cosa fondamentale, ossia che i parrucchieri non possono restare chiusi per quasi tre mesi. Il mio lavoro, al pari di quello delle estetiste,è diventato una necessità per le persone. Non dico che sia paragonabile a quello del mangiare e bere, ma quasi. Il nostro lavoro ha un’importanza sociale. Così facendo, Conte non ha compreso che stava umiliando noi artigiani, e cosa ben peggiore, stava umiliando le donne. Non è possibile lasciare

Il referente di Cna Rovigo per il settore Mariano Aglio. A lato, con il suo staff

A maggio i professionisti della bellezza hanno protestato in tutto il Veneto e anche a Rovigo per la data di riapertura del 1° giugno, poi anticipata

una donna per tre mesi, senza poter andare dal parrucchiere e dall’estetista. Le donne sono prive di uscire di casa in maniera sicura. E’ evidente che Conte non sa che cosa voglia dire uscire di casa con una ricrescita di cinque centimetri. Forse la mia bisnonna questi problemi non se li faceva, ma quella era una società basata su altri tipi di principi e valori”. Aglio, già nella serata dell’an-

nuncio del premier Conte, aveva annunciato di essere pronto a riaprire l’11 maggio, ossia tre settimane prima dell’1 giugno stabilito da Conte. Il portavoce di Cna Rovigo per parrucchieri ed estetiste si era dunque messo a disposizione della sua clientela. Poi, come detto, ci ha pensato Zaia a placare tutti i malumori, fissando al 18 maggio la riapertura dei saloni di bellezza. Marco Scarazzatti


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Il ritrovo virtuale della 5c del De Amicis

La testimonianza Virginia Longhini, docente di musica al Casalini

“Una sfida quotidiana coinvolgere gli alunni” V

irginia Longhini, 27enne insegnante di musica, residente a Papozze,racconta com’è lo smart working con gli studenti della scuola media.”Mi sono laureata quattro anni fa e da gennaio di quest’anno ho iniziato a essere supplente a Rovigo, all’istituto Casalini, nella scuola secondaria. Ho visto un notevole cambiamento da prima ad ora. Oltre a dover trovare nuovi metodi con gli strumenti a disposizione, dobbiamo cercare di

imparare sempre e così non c’è differenza tra un giovane insegnante e uno prossimo alla pensione. A partire dal 2000 abbiamo tutti avuto un grande rapporto con la tecnologia, ma i prof più “anziani” non hanno palesato alcuna difficoltà. Dall’1 settembre è prevista la riapertura delle scuole,con il metodo della distanza di sicurezza. Da noi sarà difficile, dato che abbiamo aule piccole, con tanti alunni”. Sono avvenuti episodi curiosi? “C’è sempre il lato divertente: le

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Virginia Longhini

prime volte, qualche ragazzo che si vergognava di vedere la prof in video, usava le scuse più strane per non essere presenti, tipo mi è morto il gatto, poi microfoni accesi “Che palle c’è già la prof” credendo io non sentissi, oppure chi ha sgridato il proprio compagno che faceva scarabocchi sulla video schermata, facendo capire che la lezione va rispettata”. Marco Scarazzatti

“Alcuni studenti non hanno gli strumenti a casa, come le percussioni, che fanno con pentole o altro” invogliare i ragazzi a restare in contatto tramite computer o cellulari. Nelle mie classi insegno violino, chitarra, flauto traverso e percussioni. Con la didattica a distanza alcuni studenti hanno gli strumenti a casa, mentre altri no, tipo le percussioni che fanno con pentole o altro. È molto difficile trovare lezioni che siano interessanti per loro. Con le terze medie ci stiamo concentrando per gli esami finali, alcuni ragazzi sono veramente spaesati”. In tutto la professoressa Longhini segue sei classi, per un centinaio di studenti: “Ho sia la parte musicale che ordinaria. Vedo preoccupazione da parte degli studenti, famiglie che non hanno computer o wi-fi, ma il nostro preside ha promesso aiuti concreti, con fondi stanziati dallo Stato. Sono al mio primo incarico: in precedenza avevo insegnato propedeutica negli asili. Non mi era mai capitato di essere un’insegnante on line: questo mi ha fatto capire quanto difficile è sia insegnare sia apprendere, a distanza, ma in realtà c’è molto desiderio di restare connessi tra compagni di classe. L’aspetto negativo è che i genitori non solo lavorano, ma quando rientrano a casa devono pure fare gli insegnanti”. Sono più avvantaggiati i giovani insegnanti, rispetto a quelli più “anziani”, nell’uso delle tecnologie? “Il segreto sta nella voglia di

Si riparte ! noi ci siamo … e Voi? Piazza Repubblica, 25 · Cavarzere (Ve) seguici su BAR Venezia

l 26 ottobre 2019 si erano lasciati con una promessa: “Cascasse il mondo, ci ritroveremo a primavera!”. Nessuno di loro però avrebbe mai potuto immaginare che un morbo globalista avrebbe cospirato perché questo mondo precipitasse, di fatto, in un terribile incubo. Malgrado tutto gli irriducibili allievi della 5 C dell’anno scolastico 1973-1974 (Itc De Amicis Rovigo) non potevano veder sfumare la possibilità di ritrovarsi per il semestrale incontro nonostante la forzata reclusione. La loro età dell’oro, individuata nella giovinezza che li ha accomunati, ha lasciato presto il passo all’era digitale e,attraverso le moderne tecnologie, una fittissima trama di messaggi, gag, battute, vignette, appelli ha consentito loro di superare l’ostacolo. Quest’anno maledetto aveva nel nome il suo destino, posto che l’anagramma di Duemila e venti è Divani e Multe… Ecco che, allora,è stato lanciato l’invito, subito raccolto, di affacciarsi dalle rispettive “prigioni”, per studiarsi, darsi un’occhiata, sostituire gli abbracci reali con quelli virtuali.

La 5 C di 46 anni fa non rinuncia, si accerta che tutto vada bene, tende la mano per la testimonianza dell’antica amicizia che la unisce. Sarebbe stata una cena memorabile, abbinata al festeggiamento del compleanno delle gemelline Marta e Tosca, allietata dal vocalist del gruppo Fabio, vivacizzata da balli da tarantolati. Purtroppo così non è stato, ma la ricreazione non è finita. Questi i nomi dei partecipanti al ritrovo virtuale: Marisa Aspidistria, EnnioTarga, Patrizia Martini, Claudio Giacometti, Orlando Dal Bello, MartaMalagugini, Graziano Loschi, Giuliana Bregolin, Piero Vallin, FabioZennaro, Milena Buson, Anna Bernardinello, Angela Baruchello,Gabriella Carrara, Fiorella Cappato, Lucia Pavarin, Beatrice Vigato,Tosca Malagugini. (m.s.)


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Niente cinema? Si punta sul drive-in Idea al vaglio da parte di Notorious che solo a fine 2019 aveva aperto il multisala in città. Ora con le disposizioni anti coronavirus si cerca un modo per garantire comunque l’offerta

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l cinema Notorious è pronto a diventare una grande arena drive-in, in notturna, anche sull’onda del clamoroso successo registratosi negli Stati Uniti. La multisala di Rovigo, unico cinema presente in tutta la città capoluogo, dopo avere aperto a inizio dicembre 2019 sostituendo il vecchio Cinergia, chiuso per due anni a causa di un incendio, aveva dovuto chiudere i battenti dopo soli tre mesi, causa emergenza Covid-19. Come primo segnale di risveglio, nella serata del 7 maggio, le insegne e le luci esterne del cinema di Borsea sono state accese. La multisala rodigina ha infatti partecipato al flash-mob, organizzato a livello nazionale da Associazione nazionale esercenti cinema e Accademia del cinema italiano. La manifestazione si è svolta in contemporanea con la 65° edizione della consegna del David di Donatello. Andrea Stratta, responsabile

di Notorious Rovigo, spiega che “la speranza sarebbe quella di ripartire a settembre, anche se i più ottimisti, in caso di continuo calo dei contagi, parlano anche di luglio. In queste settimane stiamo verificando la possibilità di un’arena all’aperto, per proiettare film nei mesi estivi. Un modo per tenere accesa la passione per il cinema e per non disabituare il pubblico. Spero davvero che ci possano essere le condizioni per poterlo fare”. I luoghi scelti per il drive-in dovrebbero essere il parcheggio antistante Notorious Cinemas e quello ancora più grande del Censer, che si presterebbe ancora meglio a ospitare questa operazione che sa molto di nostalgico. Tra l’altro proprio al Censer, prima dell’apertura della nuova multisala, era stato creato un nuovo cinema, durato un anno e mezzo, con buoni risultati. Il lockdown si è abbattuto come un tornado su

Operazione nostalgia con il drive in a Rovigo

tutti i cinema di mezzo mondo, facendo fermare le produzioni cinematografiche e rimandando l’uscita di quasi tutti i film. “In questi tre mesi di chiusura forzata abbiamo perso circa un milione di euro di incassi. E dire che eravamo pronti a far entrare in funzione anche le ultime due sale del cinema, facendo salire l’offerta a otto sale”.

Stratta sottolinea un aspetto molto importante: “Da noi ci saranno tutte le condizioni di sicurezza. Le sale sono nuove e con le file di sedili a un metro e venti di distanza. Utilizzando il metodo dei posti alternati, poi, tra un posto e l’altro ci sarà ben più di un metro anche di lato. E ancora, sui corridoi e i pavimenti i bollini rossi per il

“Silenzio e assenza di Gaffeo nell’emergenza”

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estire situazioni di emergenza è compito sicuramente difficile e di grande responsabilità, soprattutto quando succedono per la prima volta e coinvolgono persone che ricoprono ruoli amministrativi per la prima volta come, nel caso del sindaco Gaffeo. È del tutto evidente che come sempre le valutazioni si dovranno trarre alla fine, ma è sott ogli occhi di tutta la città l’eccessivo silenzio e la palpabile assenza fisica del sindaco già dai primi momenti del famoso lockdown”. Così afferma il portavoce di Forza Italia, Andrea Bimbatti. “La città aveva e ha bisogno di sentirsi protetta, rassicurata, seguita e soprattutto chiede che chi la guida abbia lo sguardo rivolto all’orizzonte più lontano, dando una prospettiva di speranza e di ritorno alla normalità, in termini concreti non solo promettendo impegno ma passando ai fatti. Dobbiamo prendere atto con gratitudine che l’organizzazione del mondo del volontariato presente a Rovigo ha sopperito alla latitanza del Comune, garantendo presenza, servizi e risposte immediate soprattutto alla fascia di popolazione più in difficoltà. Come Forza Italia abbiamo già fatto e ancora faremo proposte compatibili con le risorse di bilancio che partono da riduzione di tasse e imposte, parcheggi gratis dalla riapertura delle attività fino a fine anno, un fondo per contribuire alle spese di scuole o asili o per pagare gli affitti per giovani coppie e anziani. Contributi alle società sportive e sanificazione degli impianti sportivi ed altri interventi che sono di diretta competenza del Comune, senza attendere i provvedimenti governativi”. (m.s.)

La piscina di Rovigo

Rossini e il caso piscine “Un voto di responsabilità non è un voto politico”. A dirlo è il consigliere d’opposizione, Antonio Rossini, in merito al caso delle piscine. “Spiace aver constatato che nel consiglio comunale più importante degli

ultimi vent’anni, alcuni consiglieri non si siano presentati. Essere presenti al dibattito è, oltre un dovere, un obbligo in quanto la non partecipazione va giustificata. Nel caso di specie si potrebbe aver dato l’impressione che l’accordo per la definizione dell’annosa questione piscine fosse da votare, ma la responsabilità non solo politica da assu-

distanziamento sociale con i flussi di entrata e di uscita ben separati”. Non resta dunque che attendere settembre per la riapertura ufficiale della multisala, mentre per giugno si dovrebbe avere già la possibilità di sapere se il drive-in, o arena estiva, è realtà a tutti gli effetti. Marco Scarazzatti

mersi, in un senso o nell’altro, era molta, per qualcuno forse troppa. Questa è l’impressione, giusta o sbagliata, che si è data ai cittadini che mi hanno chiamato, dicendomi che sembrava una posizione politica da Ponzio Pilato”. Per Rossini si è svilita l’importanza di rappresentare i cittadini in consiglio comunale. Tutto questo “malgrado la documentazione in atti, i pareri del collegio revisori dei conti, dei dirigenti, del segretario comunale, dell’avvocatura civica, delle alte figure professionali esterne interpellate, se non si avevano ancora elementi tali da poter esprimere un voto favorevole, ci si poteva astenere o votare contro. Il mio non è stato un voto politico, ma di responsabilità. Visto che non c’erano motivi tecnici giuridici ostativi, ho trovato doveroso verso i concittadini votare l’accordo e liberare dal fondo rischi, milioni di euro, a favore delle loro importanti necessità di vita e di sussistenza quotidiana”. “Milioni di euro che aiuteranno concretamente famiglie adaffrontare il vivere quotidiano, e a vedere risolti, e qui mi rivolgoal centro storico a alle frazioni, criticità e problematiche che datroppo tempo aspettano una soluzione” conclude Rossini. (m.s.)


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Rovigo

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Con la nascita di Liam un raggio di sole per l’ospedale dopo la bufera Il neonato, figlio di Lorenzo Ceccolin e Silvia Stella, è nato nel pieno dell’emergenza coronavirus ma tutto è andato bene

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na giovane coppia rodigina ha potuto festeggiare la nascita del primo figlio all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. Lorenzo Ceccolin e Silvia Stella hanno salutato l’arrivo del primo genito Liam. Lungo 50 centimetri per 3,110 chilogrammi, il bambino è stato accolto con grandissima gioia. “Sono stato fortunato, in quanto fino al giorno prima della nascita di mio figlio, era impossibile assistere al parto della propria compagna - racconta emozionato Lorenzo Ceccolin, da tutti conosciuto nel mondo dello spettacolo locale e non solo, come Paul Cecco -. Il bimbo è nato sabato 18 aprile alle 8.18. Chissà non possano portare fortuna tutti questi 8. Quando mi hanno detto dall’ospedale che avrei potuto assistere al parto assieme a mia moglie, sono stato felicissimo, dato che fino alla sera di venerdì 17 non si poteva proprio entrare, stanti le disposizioni da Covid-19. Mi reputo quindi fortunato. Io e Silvia non siamo ancora sposati, magari ci penseremo più avanti. Quanto al battesimo del bimbo, lo faremo tra settembre e ottobre. Speriamo che ora di quel periodo ci sia stata nel frattempo una riapertura più ampia, per poter festeggiare come si deve il nostro piccolo Liam”. La nascita di Liam è stato un raggio di sole in mezzo a queste giornate un po’ buie. La famiglia Ceccolin ringrazia tutto il personale sanitario: “Sono stati fantistici. Un grazie anche a tutti coloro i quali ci hanno scritto messaggi sui social. Non mi aspettavo di ricevere così tante congratulazioni”. Dunque, ancora una volta, i tanto criticati social, che prima di questa pandemia erano stati accusati di essere una delle cause principali della fine dei rapporti sociali, si stanno invece rivelando in questo momento strumenti a dir poco utili e indispensabili per mantenere

in essere e vivi, certi legami. Lorenzo e Silvia sono figli unici e dunque i rispettivi nonni hanno accolto ancora con maggiore felicità l’arrivo di questo nipotino. Marco Scarazzatti

I neo-genitori stringono in braccio il piccolo Liam

Salvan vice presidente

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lasse 1985, titolare dell’azienda agricola biologica Quirina, Carlo Salvan è stato eletto oggi vicepresidente regionale di Coldiretti Veneto. Affiancherà il presidente regionale Daniele Salvagno nel ruolo di rappresentanza degli interessi delle aziende associate a Coldiretti. L’incarico è stato votato all’unanimità da tutti i

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dirigenti dell’associazione riunitisi stamattina in consiglio per un confronto sulla situazione di crisi provocata dall’emergenza sanitaria che ha investito l’agroalimentare veneto. Salvan ha ringraziato tutti per la fiducia espressa con il voto unanime. “Metterò tutto il mio impegno personale in questo nuovo ruolo – ha detto il presidente polesano, ora vicepresidente regionale – a maggior ragione ora che stiamo attraversando questo momento particolare per tutti.


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Rovigo

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Istruzione Opportunità per i giovani

Un Its per la logistica A

vviare a Rovigo un percorso ITS di “Tecnico superiore della logistica e dei trasporti”, un settore che a seguito dell’emergenza Covid-19 acquisirà un ruolo sempre più rilevante. È l’obiettivo al quale stanno lavorando l’Associazione degli Industriali, l’Its Marco Polo – di cui Confindustria Venezia è socio fondatore – con il supporto della Provincia di Rovigo e di altri portatori di interessi del territorio. Al centro del tavolo di lavoro la condivisione di una strategia che consenta al Polesine di cogliere le opportunità derivanti dalla prossima apertura degli insediamenti di Amazon e, a quanto sembra, di Ikea. Rovigo, infatti, è l’unica provincia del Veneto priva di un istituto tecnico superiore. Rivolto a 25-30 persone, ha durata biennale e prevede 950 ore di formazione in aula e 1050 di stage in azienda. Il progetto sarà presentato direttamente dall’Its Marco Polo alla Regione Veneto entro il mese di giugno, in risposta ad un bando regionale. “Il nostro sistema economico, colpito dall’epidemia del Coronavirus, sta affrontando una profonda fase di trasformazione – commenta il presidente di Confindustria Venezia e Rovigo Vincenzo Marinese –. Altri importanti processi sono in corso, dall’istituzione della zona logistica semplificata all’imminente apertura di grandi piattaforme logistiche. I nostri giovani devono essere

preparati per poter cogliere le opportunità di impiego che deriveranno da questo nuovo scenario”. “Abbiamo voluto fortemente questo tavolo congiunto perché l’idea di avviare un corso di Its sul territorio eper il territorio deve trovare la più ampia condivisione - dichiara Damaso Zanardo, Presidente dell’Its Marco Polo -. L’ITS mette a disposizione un percorso formativo altamente professionalizzante, già sperimentato con successo a Venezia e a Treviso, e validato da percentuali di placement che ad oggi superano il 90%. La nostra scommessa è quella di creare a Rovigo le stesse condizioni che hanno consentito tali risultati occupazionali, attraverso lo sviluppo delle competenze tecniche e digitali realmente richieste dalle aziende e un importante lavoro di matching tra domanda e offerta”. “È estremamente positivo che Rovigo abbia la possibilità di ospitare un Its. Un percorso di studi strategico, in virtù della sua natura professionalizzante e propedeutica all’ingresso nel mondo del lavoro – afferma il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara –. Non mancherà dunque il mio sostegno all’iniziativa. La Provincia farà il possibile per coinvolgere il mondo della scuola e i dirigenti scolastici nell’attività didivulgazione e promozione di tale rilevante opportunità”.

“Altri importanti processi sono in corso, dall’istituzione della zona logistica semplificata all’imminente apertura di grandi piattaforme logistiche”

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Per la didattica a distanza consegnati 14 computer agli studenti in comodato d’uso

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mpresa, scuola e forze dell’ordine fanno squadra per supportare i ragazzi nella didattica a distanza. AD Consulting Srl ha concesso 14 computer in comodato d’uso gratuito, fino al termine dell’anno scolastico, ad altrettanti allievi dell’I.I.S. “E. De Amicis” di Rovigo. In tempo di Coronavirus, infatti, gli studenti sono tenuti a seguire da casa le lezioni online, ma non sempre dispongono degli strumenti necessari. L’iniziativa, coordinata da Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, si avvale del sostegno del comando provinciale carabinieri di Rovigo. I militari dell’Arma hanno ricevuto i dispositivi per consegnarli direttamente a casa dei ragazzi. Sono numerose le realtà produttive che, in questo periodo, si rivolgono a Confindustria per offrire il proprio aiuto. Grazie a una consolidata rete di relazioni, l’associazione degli industriali di volta in

volta favorisce la nascita di proficue collaborazioni tra aziende e società civile. Per i carabinieri di Rovigo questa collaborazione è un’ulteriore opportunità per confermare l’importante ruolo a sostegno del paese e la vocazione alla prossimità verso i territori ed i bisogni delle popolazioni. (m.s.)

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Rovigo

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A San Bortolo “Conta su di noi”: sempre più comunità nell’emergenza I volontari del progetto, sostenuto dal bando della Fondazione Cariparo, hanno lavorato affinché nessun anziano si sentisse solo o escluso

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l quartiere di San Bortolo, alle porte del centro storico della città, ha potuto beneficiare del prezioso aiuto dei volontari facenti parte del progetto “Conta su di noi”. Sostenuto dal bando della Fondazione Cariparo, “Invecchiamento attivo”, “Conta su di noi”, della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo a Rovigo, non si è fermato nemmeno davanti al Covid-19, anzi ha implementato il lavoro. Ha solo cambiato forma per supportare le fasce più fragili della popolazione, che l’emergenza ha colpito più duramente. Nato per migliorare laquotidianità degli anziani, nell’emergenza che stiamo vivendo, “Conta su di noi” si è rivelato ancora più prezioso. Ha lavorato affinché nessun anziano si sentisse solo o escluso. Il Telefono Amico non ha smesso di suonare. Ha continuato ad accogliere le richieste telefoniche e si è adoperato per contattare quotidianamente gli over65 in difficoltà. Il servizio ha offerto uno spazio in cui potersi sfogare, fare una chiacchierata, confrontarsi e avere un po’ diconforto in questa fase di completo isolamento preventivo. Il parroco don Andrea Varliero spiega che nel solo mese di marzo, gli anziani raggiunti dal servizio, sono stati 400. “I mediatori di prossimità hanno fatto la spesa e acquistato farmaci per 160 persone, consentendo loro di rimanere in sicurezza - prosegue don Andrea -. Grazie alservizio Poste Attive i volontari si sono impegnati in lunghe code agli sportelli postali. Il servizio Spesa Solidale ha messo invece in collaborazione molte realtà presenti a Rovigo, creando una vera e propria rete di solidarietà che, con il supporto del Comune di Rovigo, ha coinvolto il Centro di ascolto Caritas, la comunità di Sant’Egidio, Bandiera Gialla onlus e tanti cittadini. Grazie alla raccolta di beni di prima necessità, l’iniziativa ha supportato le persone che, rimaste improvvisamente senza lavoro, si sono trovate nell’impossibilità di sostentarsi”. Marco Scarazzatti

I volontari al lavoro

Estate con Uisp

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i è in attesa dell’ok e dei limiti governativi che verranno posti, ma l’Unione Italiana Sport per Tutti di Rovigo ha iniziato a progettare l’Animazione Estiva 2020. Tornare a giocare, con attività ludiche ma allo stesso tempo educative, dopo mesi rinchiusi in casa. Il Covid19 e l’estate 2020: sarà diversa, per tutti, ma l’Uisp Rovigo vuole essere propositiva. Lo staff del Comitato rodigino che da anni propone attività mirate per i bambini nelle scuole, ma anche con l’animazione nei mesi estivi, è al lavoro con riunioni in videoconferenza con il presidente di Uisp Rovigo, Tiziano Quaglia e il gruppo di animatori coordinati dalla referentedell’Associazione rodigina, Elisa Ravarotto. “Immaginiamo ci potrà essere un’apertura - dichiara Quaglia -e che ci saranno dei paletti dovuti all’emergenza sanitaria . Ma non ci è vietato pensare come rimodulare l’animazione e differenziarla dalle passata edizione”. L’idea di base sarebbe quella di tarare un’animazione con diverse proposte, anche di laboratorio oltre che ludiche, in luoghi che abbiano sia spazi interni sia esterni e poco distanti fra loro. (m.s.)


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Territorio .

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Carlo Salvan cantieri “Scatti in avanti” Acquevenete: vice presidente per 59 milioni di euro slitta a settembre Coldiretti Veneto S Il Veneto ha riattivato i cantieri del servizio idrico integrato.

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anno un valore complessivo di oltre 194 milioni di euro e riguardano i 12 gestori idrici pubblici del consorzio Viveracqua. Si tratta di investimenti sulle reti e sugli impianti che erano stati bloccati dal lockdown per l’emergenza Covid-19. In totale sono 196 i cantieri ripartiti. Anche Acquevenete ha riavviato i propri cantieri, per importi molto significativi: opere in corso per oltre 59 milioni di euro di investimento. Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete: “Sono 46 i cantieri riavviati e 16 quelli in conselasse titolare dell’azienda gna, per un 1985, totale di 62 interventi. Ringrabiologica Quirina,eCarlo ziamoagricola le imprese, i professionisti i noSalvan è stato eletto oggi vicepresidente stri dipendenti, che hanno reso possibile regionale di aColdiretti Affianricominciare lavorare, Veneto. per non lasciare cherà il quegli presidente regionale Daniele indietro investimenti necessari a Salvagno nel ruolo di rappresentanza migliorare reti e impianti e offrire un serdeglisempre interessi aziende associate vizio piùdelle efficiente ai nostri utena Coldiretti. L’incarico è stato votato ti”. all’unanimità da tutti i dirigenti dell’asPer la provincia di Rovigo si segnalano sociazione riunitisi stamattina in conl’intervento da 680.000 euro per l’adeguasiglio per unopere confronto sulla situazione mento delle di presa delle centrali

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di potabilizzazione di Badia Polesine e Cavarzere e l’impianto di controlavaggio di Badia Polesine; il rinnovo della rete di acquedotto nei Comuni di Rovigo e Pontecchio Polesine, per 700.000 euro; il primo stralcio di una serie di nuove reti idriche nella zona est del Polesine, per di crisi provocata dall’emergenza 410.000 euro, e nella zona centralesanideltaria che ha investito l’agroalimentare la provincia, per 720.000 euro; il seconveneto. do stralcio degli interventi su fognatura ha ringraziato tuttiper per 823.000 la fidue Salvan depurazione a Polesella, cia espressa il voto unanime. “Meteuro; le operecon complementari all’ampliaterò tutto il mio impegno personale mento dell’impianto di depurazione in di questo nuovo ruolo – hadidetto il preSant’Apollinare (frazione Rovigo), per sidente euro. polesano, ora vicepresidente 640.000 Riparte anche l’intervento regionale – aeuro maggior ragione ora delche da 1.550.000 per adeguamento stiamo attraversando questo(frazione momento la centrale di Boara Polesine di particolare per tutti. Rovigo). (m.s.)

cade il 26 settembre il nuovo termine per partecipare al concorso “Scatti in avanti”, dedicato al tema del paesaggio e aperto a fotografi professionisti e amatoriali. La concomitanza con l’emergenza sanitaria e l’obbligo di rimanere a casa, infatti, ha reso di fatto impossibile per i fotografi poter uscire per realizzare gli scatti da presentare entro l’originaria scadenza di questi giorni. Il concorso, infatti, pone al centro il racconto del paesaggio urbano, di quello naturale o di quello degradato, con l’intento di mostrare come è possibile riconoscerlo, narrarlo e magari valorizzarlo. La nuova scadenza dovrebbe consentire ai fotografi interessati di approfittare della maggiore libertà di questo periodo e delle belle giornate della primavera e dell’estate, per realizzare i propri progetti fotografici in città o nel proprio territorio. Le fotografie devono essere originali e scattate tra il 1° febbraio e il 26 settembre di quest’anno. Sono previsti nove premi in denaro. Il concorso è una delle azioni della coprogettazione “Cantiere paesaggio”, promossa dal Csv di Rovigo con le as-

Nuova scadenza il 26 settembre per il concorso fotografico che premierà i migliori lavori sul paesaggio sociazioni circolo fotografico Focus, Attive Terre, Leonardo da vinci, Il Manegium, Cantieri culturali creativi e con il patrocinio delle amministrazioni comunali di Adria, Ariano nel Polesine, Fratta Polesine. Il bando completo e la scheda di iscrizioni sono sul sito www.csvrovigo.it.

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Cultura .

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Mascotte della città Progetti in quarantena

Il gatto Rossini in un fumetto L

e avventure di Rossini, il celebre gatto nonché mascotte di Rovigo, sono diventate un fumetto, grazie ai disegni di Marco D’Angelo e ai testi di Luca Renesto. I due hanno deciso di creare questo progetto lavorando in modalità smartworking durante la quarantena, per ingannare il tempo. Luca si occupa di inventare e scrivere le storie, che spesso trattano temi di attualità e iroizzano sulla realtà che ci circonda. Marco si occupa della parte artistica che comprende il disegno, la struttura dei personaggi e l’inchiostrazione. Perché proprio un gatto? “Rossini è il protagonista perfetto per raccontare in maniera ironica ciò che ci circondaspiegano -. Quando abbiamo iniziato a pensare a un possibile protagonista delle nostre storie la scelta è ricaduta subito su di lui, dato che le sue avventure quotidiane sono seguitissime dalla popolazione locale e non. In un certo senso questo gatto, ormai così famoso, si meritava una pubblicazione in suo onore”. Luca Renesto, 30 anni di Villadose, da tempo si dedica alla scrittura umoristica, soprattutto per quanto riguarda le tematiche locali, confluite

nel blog labottegaignorante.com. Un blog da cui è nata l’omonima pagina social, poi diventata“Renesto’s”. Marco D’Angelo è fumettista professionista. “Non ho frequentato scuole accademiche e sono partito come autodidatta - racconta -. Sono poi stato a stretto contatto con l’insegnante d’arte Laura Gioso per oltre tre anni. Da lei ho imparato le tecniche e i principi del disegno artistico. Ho avuto la fortuna e l’onore di ricevere consigli preziosi dal noto pittore di fama internazionale e maestro d’arte Walter Girotto, e adesso sto perfezionando alcune tecniche avanzate con l’illustratore pubblicitario Antonio D’Angelo. Inoltre mi sono specializzato in inchiostrazione a china”. A Rovigo D’Angelo è conosciuto per la storia a fumetti “Il monaco e la farfalla”, pubblicata da Apogeo editore, che racconta la storia del Museo dei Grandi fiumi; inoltre ha fatto l’illustrazione dedicata a Giulio Regeni per il cd “20x22” del festival di Amnesty International Voci per la Libertà. In questo momento sta preparando un progetto a fumetti sulla Centuriazione romana, in collaborazione col vicesindaco di Villadose Ilaria Paparella e con

Una striscia dedicata a gatto Rossini

“Rossini è il protagonista perfetto per raccontare in maniera ironica ciò che ci circonda” Stefano Perelli della Legio Italica. Per quanto riguarda l’idea progettuale, la prima vignetta è stata pubblicata proprio sulla pagina Renesto’s, con ottimi risultati. Da qui i due autori decidono di dedicare una pagina Facebook al progetto: la pagina ‘Rossini the cat’, che sta riscuotendo un buon successo di pubblico. Le storie vengono pubblicate al martedì e al al venerdì. Rossini permettendo!

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Incontri con gli autori: gli appuntamenti cancellati verranno recuperati in autunno

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imandati a settembre, tutti gli appuntamenti della rassegna provinciale “Polesine, incontri con l’autore”, in programma da fine inverno a inizio estate. La 15° edizione dell’iniziativa promossa da Fondazione Aida Verona, con il contributo di Provincia, Sistema Bibliotecario Provinciale e Comuni, non è stata di certo fortunata. Basti pensare che dei primi sei incontri programmati, due sono saltati (quello iniziale del 18 gennaio con Paolo Del Debbio e quello della settimana successiva), mentre uno era stato rinviato e poi recuperato (quello con Iva Zanicchi). Nella settimana pre arrivo Coronavirus, di incontri ne erano previsti altri tre. Gli organizzatori sono stati inizialmente costretti a rinviarli a data da destinarsi. Dunque subito ne erano saltati sei sui nove in programma. Vengono perciò alla mente le parole pronunciate durante la conferenza stampa di presentazione,nella sala giunta di Palazzo Celio a Rovigo, dove era stato testualmente detto: “Spe-

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riamo che tutti gli autori dei libri siano inperfetta salute, visto che lo scorso anno un paio di serate erano saltate”. Mai parole furono più “sfortunate”, dato che la rassegna ha subìto più rinvii che presentazioni. “In riferimento all’ordinanza del Ministero della Salute e della Regione e visto il blocco delle manifestazioni culturali e del tempo libero, si segnala che tutte le iniziative sono state rinviate” recita il comunicato stampa di Fondazione Aida. (m.s.)

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Sport

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Calcio San Martino di Venezze

Ignazio Sattin una vita per lo sport Aveva trent’anni quando nel 1970 nacque la squadra, campionato di Terza categoria, il suo orgoglio

SERRAMENTI

VOLTAN GABRIELE

Il presidente Ignazio Sattin

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n uomo solo al comando, come Fausto Coppi. L’assist per parlare di un traguardo tagliato da un uomo di calcio come Ignazio “Ciccio” Sattin, da cinquant’anni presidente del San Martino di Venezze. Aveva trent’anni quando nel 1970 nacque il San Martino, campionato di Terza categoria. Quattro anni prima aveva smesso con il ciclismo, sfiorando anche il professionismo, e quattro anni più tardi ricopriva la carica di vice e poi di presidente della squadra del suo paese, dove gestiva un negozio di ortofrutta. Ha da poco compiuto 80 anni, 50 dei quali vissuti assieme al suo San Martino. Il 2020 è un anno che Sattin, e non solo, non dimenticherà. Perché a questo traguardo Ciccio ci teneva molto. E peccato che a causa di questo maledetto virus non possa festeggiarlo assieme (anche) ai suoi giocatori preferiti, quelli con i quali ogni tanto si ritrova a cena: Bottin, Boreggio, Pigato, Zanirato, Ferrari, Cavria-

ni, Gasparetto, Sdrusci, Battaglia, Franzolin, Callegari, mister Rodighiero, quelli che hanno legato il proprio nome a quello del San Martino che nei primi anni ’90 giocava in Promozione, il massimo traguardo raggiunto. Ciccio Sattin non è stato solo un presidente ma un trascinatore (con la carica dirompente che lo distingueva), un punto di riferimento per giocatori e tifosi, oltreché dirigenti. Il San Martino di Sattin è sempre andato avanti con le proprie forze, solo per meriti sportivi, perché di santi in paradiso non ne ha mai avuti. E di questo Ciccio ne era fiero. Sempre orgoglioso della sua squadra, dei suoi ragazzi e poi si riempiva il petto del “suo” campo: era un piccolo vanto, era come il vestito della domenica. Perché quel campo con la tribuna, in via Alighieri, era un piccolo gioiello: quanti complimenti che riceveva, e molti se li meritava proprio lui, perché lo curava, tap-

pando le buche e guai se ci giocava qualcun altro: solo la prima squadra. Un presidente di quelli che ora non esistono più: non mancava mai ad un allenamento. La schiettezza e la ruvidità, e tanto orgoglio, sono tratti inconfondibili del suo carattere. Ti trattava come un figlio, a modo suo, ma ti faceva capire che in fondo ti voleva bene. E poi sempre con il suo intercalare, inconfondibile, così come i suoi interventi in spogliatoio, con le sue battute e i suoi aneddoti, i ricordi, perché ha una memoria di ferro. Un personaggio criticato da molti, ma che nessuno ha avuto mai il coraggio di mandare al diavolo, di scalzare da quel suo ruolo di padre-padrone del San Martino. Ciccio ha voluto bene, gliene vuole tuttora, al San Martino; alla prima squadra e al settore giovanile, al quale, non ha fatto mai mancare niente. Spendendosi sempre in prima persona. Cristiano Aggio

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n un momento così delicato e sospeso come quello che abbiamo vissuto, anche i piccoli gesti possono fare la differenza. Così, i dirigenti dell’Union River, società di puro settore giovanile rodigina, hanno pensato di donare 400 mascherine protettive, fondamentali in questo periodo. Il materiale, è stato consegnato al primario dell’unità operativa del laboratorio analisi dell’azienda Ulss 5 Polesana, Alessandro Camerotto. Le mascherine sono state acquistate in parte con il contributo della donazione Malaspina di Crespino e in parte con un’offerta della società Union River. “Si tratta di un piccolo gesto fatto con il cuore in questa terribile emergenza che si ripercuote su noi tutti - dice Michela Sasso tesoriera dell’Union River -. Un gesto semplice ma concreto che vuole essere un sentimento di vicinanza verso chi opera con impegno per l’interesse collettivo. Non è mai scontato dire che dobbiamo impegnarci a rispettare rigorosamente le regole indicate, nella speranza di

tornare preso alla nostra vita normale e alla nostra socialità”. La società sportiva, inoltre, considerato il perdurare della chiusura di tutte le attività sportive e scolastiche, ha deciso di posticipare la borsa di studio “Gianfranco Malaspina” al primo quadrimestre del prossimo anno scolastico. Borsa di studio, in memoria di Gianfranco, fondatore della Fulgor Crespino, i cui figli Angelo e Bruno hanno messo a disposizione della società una somma di denaro da destinare a tre ragazzi meritevoli secondo criteri che riguardano il rendimento scolastico e la condotta del giovane calciatore in campo. (c.a.)


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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

“L

dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

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le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


on-line: MAGGIO 2020

Pet

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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

In vacanza con Fido

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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!

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Pet

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).

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Mascherine, istruzioni Mascherine, per istruzioni l’uso per l’u Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal Dal sito 26 internet aprile l’utilizzo dell’Istituto è chiamare obbligatorio, superiore sito internet dell’Istituto superiore Per partecipare alla rubrica il numero dal 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore www.lapiazzaweb.it/category/salute/ di sanità le indicazioni con le risposte alle di sanità domande le indicazioni più frequenti con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Prosegue alla pag. seguente

Attività fisica, Mascherine, si riparte con prudenza istruzioni eper gradualità l’uso

La Mascherine, Pulvirus, Densitometria per capire le istruzioni ossea ricadute perdel le lockdown per diagnosi sullal’uso qualità dell’aria

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Sperimentazione rurgiche sono le masc per i bambini? dico, sviluppate per es Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina ambiente e per lorosanitario e c loro capacità di fi va posta attenzione alla formaalla evitando alleecaratteristich di usare mascherine troppodono grandi norma UNI EN ISO 14 scomode per il loro viso. zionano di impedendo la È possibile lavare le mascherine mascherine di comuni comunità? dall’articolo È possibile lavare le mascherine di 16 comma Veneto richie-che marzo 2020, hanno lo comunitàa Regione se fattedelcon materiali la lagradi. collacircolazione del viru resistonodeal cortesemente lavaggio a 60 Le borazione della popolazione pere non sono sogg diana mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passo certificazioni. sono monouso sono lavabili sesulsulla cammino della sfida alla pandeNonche devono essere confezione si riportano indicazioni mia daincludere virus SARS-COV-2 chedispositivi è di dei medici, possono anche il numero responsabile dellasenza malattia COVID protezione lavaggi consentito che questo individuale 19”, è l’incipit della lettera che utile a ridurre igienica diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio le persovirus SARS-COV-2. Quali mascherine devo usare nel ne in checui sono guarite dall’infezione Quali caso compaiano sintomi di in-sono le car del terribile virus si sono viste re- avere le masc devono fezione respiratoria? capitare del Veneto con è nità? Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a l’utilizzo donare ildi sangue. Essecerdevono garan necessario mascherine Si tratta di un invito rivolto a per naso e bo barriera tificate come dispositivi medici. più di smaltire 3.000 persone con l’intento, sere realizzate in mat Come le mascherine? attraverso la loro collaborazione, che non devono esse - Se è stata utilizzata una mascherina di creare, nel più tempo allergizzanti monouso, smaltirla conbreve i rifiuti indiffe- né infiam possibile, una banca del plasma. rendano difficoltosa renziati; spiega il una presidente Devono aderire al vis -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello mento al naso garant na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel caso confort. tempo e seguire regole per il suo riutilizzo in cui in autunno ci fosse un nuoLa mascherina è ob dopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

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Sperimentazione

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

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Le bufale sul ossea Coronavirus La Densitometria La Displasia evolutiva dell’anca per la diagnosi

(ecografia anca neonatale)

Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre aè densitometria facile muoversi,ossoprattutto nei social sea, anchecon consicurezza per distinmedia e nota sul web, la sigla MOCnotizie (Mineraguere le false dalle informazioni utili. lometria Ossea Com- di queste notizie In seguito alla circolazione puterizzata), serve della a salute ha dunque fuorvianti il Ministero determinare la densità avviato una campagna contro le bufale, che minerale del segmentoPer quanto riguarda aggiorna costantemente. di osso esaminato. le informazioni sul virus – questa è la raccoSi tratta principale di una inmandazione - è buona norma fare dagine che può sempre riferimentoessere a fonti istituzionali ufficiaeseguita a livello del alcune affermazioni li e certificate. Di seguito femore, della colonna che sono circolate in rete e che sono smentite vertebrale lombare op- Una volta che mi dal Ministero della Salute. pure dell’intero scheletro. La densitometria ossea aiuta a determinare il rischio individuale di andare incontro a fratture legate alla riduzione della densità minerale ossea ed è in grado di rilevare la presenza di osteoporosi prima della insorgenza di fratture La densitometria utilizza una dose bassissima di radiazioni e può rilevare minime differenze della densità minerale ossea con una sensibilità molto supe-

Dottor Simone Sala Specialista in Radiologia

sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato riore a quella delle indagini radiologiche tradizionali. La densitometria ossea insieme alla accurata valutazione della storia familiare del paziente ed alla eventuale presenza di fattori di rischio quali menopausa precoce o utilizzo di farmaci che riducono la densità minerale ossea aiuta il medico nella valutazione del rischio di fratture e nella scelta di eventuali trattamenti terapeutici.

dolescenti in difficoltà nel periodo di lockdown. E’ quanto emerge dal questionario “Io e la quarantena” realizzato dall’Ulss 3 Serenissma, per comprendere lo stato d’animo dei ragazzi dopo un lungo isolamento. Il questionario, predisposto da adolescenti coordinati dall’Azienda sanitaria e rilanciato dalla Regione Veneto che ne ha riconosciuto la validità, rivela un quadro critico. “Sono 450 gli adolescenti che in poco tempo – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – hanno risposto ad un sondaggio elaborato e proposto da ragazzi come loro, quei peer educator, cioè educatori alla pari, che collaborano con gli specialisti del nostro Dipartimento di Prevenzione. Le risposte dei ragazzi hanno tracciato un quadro di difficoltà: un quarto degli intervistati ha risposto di essere annoiato, un altro quarto di sentirsi triste e isolato; il 12% ha ammesso di essere, in questo periodo particolare, ansioso e impaurito; c’è anche chi, un 5%, confessa di non riuscire a stare in relazione con nessuno”. E se il 34% dei ragazzi intervistati si sono detti tranquilli, è anche vero che il 57% ha affermato seguire i ritmi scolastici ma con fatica. Mentre una buona fetta di ragazzi, inoltre, ha affermato di avere qualche tipo di relazione esterna (con tutti un 47%, e con amici un 37%), qualcuno di loro ha anche risposto che durante il lockdown non ha

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Adolescenti in lockdown, annoiati e stanchi

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per confermare se si ha il Covid-19 è con un a “Displasia test di laboratorio e nonEvolutiva mediante dell’Anca” prove di (DEA) è la più frequente malattia apnea o esercizi di respirazione. La vitamina dell’apparato scheletrico del neonato, D protegge dall’infezione da nuovo coronavicondizione comprendeevidenze tutte le rus? questa Falso. Non ci sono attualmente anomalie dell’anca infantile caratterizzascientifiche che la vitamina D giochi un ruolo da alterazioni di formada e/onuovo di rapporti nellateprotezione dall’infezione Codei due capi articolari dell’anca. norma ronavirus Il virus è sensibile all’alcol, Diquindi la malattia presente alla nascita ma può se bevo alcolici ènon mi ammalo di Covid-19: manifestarsi anche nelle fasi successive Falso. Il consumo frequente di alcol o supedellonon sviluppo deldall’infezione bambino. LadaDEA comralcolici protegge nuovo prende quadri clinici di diversa gravità, coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la sapossiamo lute eschematicamente generano dipendenza. Il lororiconoscere: consumo 1. forme lievi: l’acetabolo non solo non protegge dal virus (la macavità esponedel bacino che contiene la testa del femore) è lievemente svasato e meno profondo che di norma ma contiene e trattiene al suo interno la testa del femore (displasia lieve) 2. forme di gravità intermedia: l’acetabolo è svasato e poco profondo, la testa del femore è contenuta nell’acetabolo ma è discosta dal fondo dell’articolazione ed è clinicamente instabile (sublussazione) 3. forme gravi: l’acetabolo è molto appiat-

tenuto nessuna relazione (5%). L’esito di questo sondaggio ha dunque ispirato un gioco, “Noi ci siamo”, che vuole essere un modo per suggerire ai giovani vie di fuga dalla dalla stanchezza e dall’isolamento. I peer educator dell’Ulss 3 Serenissima, ragazzi formati su corretti stili di vita che si confrontano con altri ragazzi trasmettendo informazioni corrette e riflessioni, hanno subito trasformato il quadro emerso in un’opportunità di azione e di sostegno; e insieme agli operatori dell’Area Promozione Salute del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 Serenissima hanno inventato e proposto il gioco che torna sulle fatiche degli adolescenti e le trasforma in strategie per aiutarli a migliorare il loro stato d’animo. “In questo momento complicato, giocare – dice il dottor Vittorio Selle, Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica – con l’aiuto delle scuole e i ragazzi, abbiamo ideato e diffuso il gioco “Noi ci siamo”, che è possibile trovare nel sito internet della Ulss 3, ma anche in quello della Regione Veneto, che lo sta promuovendo. Partecipando online, i ragazzi sono invitati a riconoscersi in uno dei profili di comportamento e stato d’animo che vengono proposti nel gioco, e a partire da questa consapevolezza ricevono i migliori consigli, strategie efficaci di comportamento per vivere meglio questa fase complessa”.

tito e svasato e non contiene più la testa del femore al suo interno (lussazione) Quali sono le cause responsabili della DEA? al rischio malattie di serie, tra cuiad La DEAdièsviluppare un tipico esempio malattia tumori. Per prevenire il contagio bisogna eziologia multifattoriale che riconosceredue stare a casa quanto piùcause: possibile, rispettare principali gruppi di i fattori “genele misure distanziamento (almeno dei 1 tici” e di quelli “meccanici.sociale L’importanza metro di distanza altre persone) e lavarfattori geneticidalle è dimostrata dal fatto che si frequentemente le mani con acqua femminie sapola DEA è più frequente nel sesso ne le o soluzione a base di alcol peretnici almeno 40ed in determinati gruppi e fami60 liari, secondi. Si possono fare disinfettanti fatti quella dei fattori meccanici dal fatto in casa candeggina, grosso che lamiscelando DEA è più frequente neisale neonati che e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di nella vita intrauterina hanno mantenuto

loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un acetabolare virus respiratorio che si diffonde la cavità progressivamente si principalmente le goccioline genedeforma e si attraverso appiattisce; la testa del ferate quando unatrattenuta persona infetta tossisce more, non più in modo stabileo starnutisce, o attraverso goccioline di saliva all’interno dell’articolazione, si allontana odal secrezioni dal naso. fondo dell’acetabolo (sublussazione)

posture fisse con anche in iperflessione (presentazione podalica) o hanno “dimorato” in un ambiente ristretto (oligoamnios, bambino di peso elevato, madri di bassa statura o primipare con utero poco distendibile). La presentazione podalica è il fattore di rischio più importante della DEA. La patogenesi della DEA è la seguente: i Fattori “genetico-costituzionali” responsabili di un aumento della lassità capsulolegamentosa facilitano l’instabilità articolare; i fattori “meccanici” responsabili di posture fisse del feto con iperflessione ed eccessiva adduzione delle cosce causano un’alterazione dei normali rapporti articolari delle anche e si rendono responsabili di pressioni anomale della testa femorale sulle porzioni periferiche dell’acetabolo;

e, nelle forme più gravi, fuoriesce completamente (lussazione). Come individuare i bambini affetti da DEA? L’esame clinico delle anche (ricerca del segno dello “scatto”) descritto dal prof. Marino Ortolani nel 1936, continua ad avere un ruolo fondamentale per la diagnosi precoce della DEA perché consente di individuare la maggior parte dei neonati affetti da forme gravi di questa malattia fin dalle prime ore di vita dei bambini. L’esame ecografico delle anche descrive con dettaglio e precisione la morfologia, i rapporti e la stabilità dei due capi articolari dell’anca del neonato. La tecnica di studio più utilizzata attualmente è quella di Graf che classifica le anche in 9 differenti tipi ecografici.

Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o superalcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma

espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.


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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.

Detossificazione: consigli utili E’ un processo importante per il nostro corpo in particolar modo per il nostro fegato, che ogni giorno, accumula tante tossine per colpa di tanti fattori

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opo un lungo e freddo inverno, arriva finalmente la tanto attesa bella stagione e con essa anche la voglia di rimettersi in forma e migliorare il proprio stile di vita. Ma come farlo al meglio? In che modo la natura può darci una mano? La prima cosa da fare per dare una mano al nostro organismo per ritrovare il giusto equilibrio è detossificare. La detossificazione è un processo importantissimo per il nostro corpo in particolar modo per il nostro fegato, che ogni giorno, accumula tante tossine per colpa di tanti fattori, come alimentazione disordinata, stress, farmaci. Piante come il tarassaco, il carciofo e il cardo mariano contribuiscono al buon funzionamento epatico. Il tarassaco ha proprietà coleretiche e colagoghe ovvero favorisce la produzione ed espulsione della bile dal fegato, la quale porta via tutte le sostanze tossiche in eccesso accumulate mentre il carciofo e il cardo mariano rientrano nella categoria di piante epato protettive, ovvero aiutano il nostro fegato a mantenere la sua funzionalità in maniera ottimale. Tisane o prodotti specifici che contengono all’interno queste semplici e utilissime piante ci aiutano con il primo step di un processo che porta alla depurazione dell’organismo. Le tossine in eccesso oltre ad appesantire il nostro fegato, influenzano ne-

Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

Mascherine, istruzioni per l’uso

gativamente anche anche altri organi, come ad esempio il sistema linfatico. Molto spesso sia lo scarso movimento che la poca idratazione o semplicemente una predisposizione personale, fanno in modo che ci sia un ristagno di liquidi sopratutto al livello del giro vita e delle gambe. Questo è sintomo di una circolazione linfatica che non funziona molto

bene e che ha bisogno di un aiuto dall’esterno per poter drenare tutto ciò che al nostro corpo non serve. Si interviene dunque con piante che favoriscono il drenaggio dei liquidi in eccesso, che sgonfiano e permettono di sentirci più leggeri. Piante come la betulla, la pilosella, l’orthosiphon agiscono sul microcircolo linfatico, eliminando le

sostanze tossiche e depurando il nostro corpo. Non dimentichiamo anche il té verde dalle ottime proprietà antiossidanti e fortemente depurative. Tisane o concentrati contenenti le piante in questione sono essenziali per completare il processo di depurazione e drenaggio e sono una sana abitudine da assumere per prendersi cura del proprio stato di salute. Tra le piante depurative ricordiamo anche l’aloe, un gel-fluido dalle eccezionali proprietà detossificanti e depurative. Ha ottime azioni protettive nei confronti dello stomaco e mantiene regolare la funzionalità intestinale. Dunque la parola d’ordine per questa primavera è detossificazione: iniziamo al mattino con un’ottimo concentrato depurativo o una buona tisana e dreniamo tutte le scorie accumulate durante l’inverno. Una sana abitudine verso noi stessi in primavera e non solo.

Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

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