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rovigo giu2019 n90

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Politica p.23

p.31

Salute p.25

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.90

Sport p.20

di Rovigo

on-line: a domicilio: pizze, Ga s tr o n o mia L’Europaservizio resiste, primi piatti, secondi e Piz z e r ia con contorni ma deve cambiare c o n fo r n o e dolci Germana Urbani >direttore@givemotions.it< a le g n a PER OGNI PIZZA CON L’AGGIUNTA

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MISURE DEL GOVERNO

Reddito di cittadinanza: 486 richieste

Dal punto di vista politico, il dato più DI € signifi0,20 SUBITO UNA BIBITA cativo non è la crescita del fronte sovranista, che IN LATTINA !!! si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Untelefono 0425 30059 · Ceca e Slovacchia ma non gheria, Repubblica porta adige, 59in· Germania. rovigo sfondavia in Olanda e arretra Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. servizi Sapranno alle pagg. 4-8 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

Al ballottaggio scontro tra Gaffeo e Gambardella Speciale elezioni. Il 9 giugno sfida tra la candidata leghista con 6 liste di appoggio e il candidato del Pd che conta su tre liste

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Altro che noia per le strade di Rovigo

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo davano per probabile, ma senza grandi entusiasmi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. segue a pag 3

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L’Europa resiste, ma deve cambiare

Galleria Rodighium, chiude anche l’ultimo negozio

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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“Costretta a trasferirmi per il degrado”

stato il primo negozio ad aprire ed è stato anche l’ultimo a chiudere i battenti. Venerdì 31 maggio la storica Galleria Rhodigium è rimasta priva di negozi. Era da più di mezzo secolo che il Salone Diana resisteva, in quello che un tempo era uno dei luoghi commerciali più belli della città e che invece è diventato negli anni un posto a dir poco degradato, con tanto di proteste mai ascoltate dei negozianti e residenti. Michela Tomaselli, titolare del salone, da sabato 1 giugno è stata costretta a trasferirsi. “Il mio è un negozio storico, essendo stato aperto nel 1968 da mia mamma Anna Maria Lazzarini, da tutti conosciuta come Diana, maestra artigiana - racconta Tomaselli - A causa della pessima gestione degli immobili da parte degli enti (Inps è l’attuale proprietario) la galleria, in passato fiore all’occhiello della nostra città, è divenuta un rifugio per senza tetto, oggigiorno le condizioni sono disastrose”. Oramai nella galleria gli oltre venti negozi un tempo fiorenti attività, sono solo un bel ricordo per i nostalgici. Dentro ci sono solo vetrine sfitte, con scritto “Affitasi” quando va bene. “Qui ci ho pasVendita Auto Nuove, sato gran parte della mia vita. Dal 2003, con la morte della mamma, Usate e di sono subentrata io. Una volta erano aperti tutti i negozi, di svariato tipo, una ventina, comprese le poste e la Sip. I giardini erano tenuti Importazione bene. La gente faceva una passeggiata volentieri. Ora ci sono raGamma completa gazzi di ogni nazionalità, che sporcano, bevono, vomitano. La pu- Germana Urbani >direttore@givemotions.it< di auto SEAT anche lizia viene fatta una volta la settimana e non basta, quindi tocca a he non sarebbero state elezioni come tutte le nelle motorizzazioni me pulire tutto”. Tomaselli sottolinea come dal 2003 la situazione altre si sapeva, e non a Metano solo per via della Brexit. sia andata sempre peggiorando. “I negozi sfitti sono tutti riscaldati, Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo essendoci l’impianto di riscaldamento centralizzato. Questi sono i Offi cina ma specializzata davano per probabile, senza grandi entusiasoldi di tutti i contribuenti che pagano tasse e contributi. Alla sera e MULTIMARCHE smi. Marco Scarazzatti c’è da avere paura quando esco”. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

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L’Europa resiste, ma deve cambiare

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di Rovigo

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 11.681 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 3 giugno 2019


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Rovigo

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Rovigo va al ballottaggio Il 9 giugno si sfideranno Monica Gambardella, candidata leghista e appoggiata da sei liste (38,17% al primo turno), ed Edoardo Gaffeo, candidato del Pd che conta su 3 liste (25,42%)

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ra pochi giorni a Rovigo si saprà finalmente quale sarà il nuovo sindaco. Come era infatti ampiamente prevedibile, non è bastato il primo turno delle elezioni amministrative, svoltesi domenica 26 maggio nella città capoluogo del Polesine, per conoscere il vincitore. Anche se ad un certo punto in tanti avevano supposto che Monica Gambardella, candidata leghista e appoggiata da ben sei liste, ce l’avrebbe fatta, forte del successo ottenuto dalla coalizione del centrodestra alle elezioni europee, il cui spoglio era terminato qualche ora prima di quello delle comunali. Così invece non è stato, anche grazie a una super rimonta di Edoardo Gaffeo (candidato del Pd, appoggiato da tre liste), con Silvia Menon (appoggiata da tre civiche), che ha sognato fino all’ultimo seggio, arrivando terza di un niente e migliorando di molto il risultato avuto nel 2015, quando si era candidata sindaco

Sopra il municipio di Rovigo

per la prima volta. A Rovigo sono scesi in pista sette candidati sindaci, appoggiati in totale da 17 liste. Monica Gambardella ha ottenuto il 38,17% guadagnandosi il ballottaggio contro Edoardo Gaffeo, fermatosi al 25,42%. Fuori Silvia Menon che ha chiuso con il 22,99% dopo un lungo testa a testa con Gaffeo,

del quale a un certo punto era anche stata in testa. Questi i risultati raccolti dagli altri quattro sfidanti: Mattia Maniezzo (Movimento Cinque Stelle) 6,2%, Ezio Conchi (Cambia Rovigo e Rovigo Futura) 4,8%, Antonio Gianni Saccardin (Presenza Cristiana) 1,4%, Marco Venuto (Casapound Italia) 1%.

Gambardella oltre all’appoggio della Lega poteva contare su quello di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Forza Rovigo, lista Monica Gambardella Sindaco, Obiettivo Rovigo; Gaffeo, appoggiato dal Partito Democratico e da due liste civiche (Lista Gaffeo Sindaco e Forum dei Cittadini); Maniezzo era sostenuto solo dal Movimen-

to Cinque Stelle; Conchi ha ricevuto l’appoggio delle liste civiche Cambia Rovigo e Rovigo Futura; Menon aveva al suo fianco le liste Silvia Menon Sindaco, SiAmo Rovigo, RovigoPiù; Saccardin è stato sostenuto solo da Presenza Cristiana; Venuto solo da Casa Pound. Marco Scarazzatti

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n base a come finirà il ballottaggio, la composizione del consiglio comunale cambierà. Dovesse vincere Edoardo Gaffeo, il gruppo del Pd sarebbe composto da Graziano Azzalin, Nadia Romeo, Nello Chendi, Giorgia Businaro, Giovanni Salvaggio, Patrizio Bernardinello, Riccardo Bertacin, Benedetta Bagatin, Caterina Nale, Erika Alberghini, Michela Raise. Il gruppo della civica di Gaffeo avrebbe Elena Biasin, Roberto Tovo, Giorgio Osti, Alessandro Romagnolo, Roberto Giannese. La lista del Forum dei cittadini Matteo Masin, Dina Merlo, Ottavio Borsetto, Gianmario Scaramuzza. All’opposizione ci sarebbero per la lista Silvia Menon: Marco Bonvento, Mattia Milan, Damiano Sette, Tiziano Menon. Della Lega: Lorenzo Rizzato, Michele Aretusini, Cristiano Corazzari, Valentina Noce. Quindi per M5S Mattia Maniezzo, lista Gambardella Antonio Rossini, Fdi (Mattia Moretto), FI andrebbe a Monica Gambardella e qualora non rinunciasse a fare il consigliere d’opposizione, a quel punto salirebbe Andrea Bimbatti. Se invece a vincere fosse la Gambardella la Lega sarebbe rappresentata da Lorenzo Rizzato, Michele Aretusini, Cristiano Corazzari, Valentina Noce, Sabrina Magon, Riccardo Ruggero, Stefano Falconi, Laura Maria Bucatari, Fabiano Rizzo, Alessandra Ferrari. Il gruppo della lista Gambardella: Antonio Rossini, Raffaella Gusella, Stefano Cappellini, Fabiano Pizzo. Fratelli d’Italia: Mattia Moretto, Elena Perini, Patrizia Focarini. Forza Italia: Andrea Bimbatti, Cristina Folchini. Forza Rovigo: Renato Borgato. All’opposizione invece ci sarebbero Mattia Milan, Marco Bonvento, Damiano Sette, Tiziano Menon per il gruppo Menon. Siamo Rovigo: Andrea Borgato. Civica Gaffeo: Elena Biasin. Forum dei cittadini: Matteo Masin. Cambia Rovigo: Ezio Conchi. M5s: Mattia Maniezzo. Pd: Graziano Azzalin, Nadia Romeo, Edoardo Gaffeo, ma se rinunciasse, salirebbe Nello Chendi. (Ma.Sc.)


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Edoardo Gaffeo

Monica Gambardella

“Faremo le cose con il nostro stile pacato”

“La coerenza premia sempre. La città è stanca di urla e litigi”

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doardo Gaffeo, il pacato docente universitario a Trento, conosciuto per la prima volta a inizio 2016, al teatro don Bosco di Rovigo per l’incontro tra Diocesi di Adria-Rovigo e amministratori polesani, in occasione della sua frase provocatoria “Perchè non lanciare Rovigo come capitale italiana della cultura 2020?”, commenta in maniera positiva il risultato delle urne e si prepara ad affrontare il ballottaggio. Il candidato del centrosinistra ha chiamato a raccolta i suoi elettori per il rush finale. A mente fredda si dice soddisfatto per il risultato ottenuto alle urne. “Fino a un mese fa era tutt’altro che scontato. Quando siamo partiti la situazione era molto fluida e aver portato a casa il ballottaggio è un buon margine di partenza, su cui poter costruire il futuro”. Viene fatta notare la differenza tra il risultato delle amministrative e quello delle europee, dove il centrodestra a Rovigo non è riuscito a superare il 38%. “Significa che quanto successo negli ultimi anni in città (due commissariamenti del Comune con Bruno Piva prima e Massimo Bergamin poi, ndr) ha avuto un peso rilevante. C’è stata una richiesta forte di cambiamento, rispetto a quello che ha visto la città. Siamo convinti di avere un progetto importante”. Il problema però per Gaffeo e la coalizione di centrosinistra in genera-

le, sono i numeri. E se non vi saranno stati apparentamenti, la poltrona di sindaco potrebbe allontanarsi. “Silvia Menon ha dichiarato di non voler più proseguire la sua esperienza di consigliere comunale. Sono dispiaciuto. È una perdita per la città. Le sue competenze sono conosciute e riconosciute e la sua capacità di fare politica è dimostrata dallo straordinario risultato che ha ottenuto con le sue liste. Rispetto le decisioni personali, ma mi auguro che ci possa essere qualche ripensamento. Sarebbe importante se potesse continuare a fornire un apporto anche in termini critici”. Gaffeo lascia comunque aperto il dialogo con le persone che ritengono il progetto del centrosinistra positivo per la città. Nessun “big” della politica nazionale a Rovigo per sostenere la sua candidatura, negli ultimi giorni che precedono il ballottaggio. “Vogliamo infatti rimanere agganciati alla città. La politica nazionale o internazionale aveva senso per le elezioni europee, ora non più. Vorrei poter illustrare alla città sette potenziali schemi di delibera. Faremo le cose con il nostro stile pacato”. Tra queste figurano lo sblocco dei lavori sulla rotatoria di Buso-Sarzano, i cui lavori, promette Gaffeo, dovrebbero partire in autunno, dato che è già pronta Marco Scarazzatti la delibera.

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nche Luca Zaia, governatore del Veneto, è giunto in città per appoggiare nuovamente la candidata leghista Monica Gambardella. Zaia era già stato in Polesine nel corso della campagna elettorale di maggio, andando anche nei Comuni più popolosi del Polesine. “La coerenza premia sempre - afferma Gambardella - La città è stanca di urla e litigi. Ora voglio vincere per cominciare subito a lavorare”. La responsabile di Protezione Civile, che è anche un architetto, ha affrontato il ballottaggio con molta serenità, sapendo di essere rimasta in corsa per la storia, ossia quella di diventare la prima donna sindaca di Rovigo. Nonostante la molta pressione addosso non ha perso però il sorriso, che un pò alla volta sta entrando a far parte delle abitudini quotidiane dei rodigini, reduci da anni di facce ingrugnite e da politici sofferenti e meditabondi. “Sono fiera e orgogliosa di come sono andate le elezioni europee di domenica 26 maggio (successo della Lega anche a Rovigo, anche se con 20 punti percentuali in meno rispetto appunto alle europee e con differenze di 10 punti rispetto ad altre province, ndr). E sono altresì fiera e orgogliosa del risultato

della lista civica che porta il mio nome. Abbiamo condiviso tutto fin dal primo momento; è stato un bel lavoro di squadra e sono strafelice che la città l’abbia giudicata così positivamente nelle urne”. Gambardella ha fatto un vero e proprio tour de force, raccontando di avere fatto le “ore” piccole pur di presenziare a cene elettorali e comizi, andando poi a lavorare di mattina presto in Regione e non dimenticandosi di avere anche una famiglia. “Mi sono impegnata a fondo in questi due mesi di campagna elettorale, sapendo che la città capisce cosa significa assumersi un tale impegno e che alla fine la coerenza paga sempre. Sono profondamente rispettosa dei miei avversari. In questi mesi io e i miei alleati abbiamo lavorato tutti in maniera corretta, anche perché sono convinta che la città sia stufa di litigi e sparate. Provocare non paga. Bisogna parlare di quello che vogliamo per la nostra Rovigo. Il nostro non è un libro dei sogni. E non abbiamo fatto alcun discorso di poltrone e di posti. Quello che conta sono la meritocrazia e, ovviamente, il risultato delle urne”. Ma.Sc.

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“Persone, comunità, “Trasparenza innovazione” e concretezza” E

doardo Gaffeo, 51 anni, nato e cresciuto a Concadirame è il candidato sindaco del centrosinistra, che, dopo molti anni, si è presentato unito e compatto all’appuntamento elettorale. Tre le parole chiave del suo programma elettorale: persone, comunità, innovazione. “Bisogna ragionare sui bisogni delle persone - dice Gaffeo - Dobbiamo costruire una politica che sia in grado di parlare sia ai giovani, sia agli anziani, sia ai lavoratori. Dobbiamo poi creare comunità, lavorare con tutte le associazioni e creare luoghi di aggregazione. Infine bisogna innovare: questa è una città che vive e sconta molta arretratezza, bisogna fare qualcosa per portare innovazione”. Il punto su cui ha impostato la campagna elettorale è stato quello di ragionare sui problemi della città. “Per indole non cerco la polemica e poi credo che i cittadini abbiano davvero bisogno di ragionamenti e proposte serie. Se riusciremo a ragionare sui programmi sarà comunque una vittoria per la città”. Legalità e bellezza i temi focali di Edoardo Gaffeo. Senza dimenticare argomenti più concreti, e vicini alle esigenze dei cittadini, ovvero strade e marciapiedi da sistemare,

i servizi pubblici da migliorare, e gli spazi aggregativi da creare. In cima all’agenda, anche il mantenimento del tribunale in centro storico e il trasferimento della stazione degli autobus da piazzale Cervi. “Dobbiamo riempire i tanti vuoti urbani esistenti nella nostra città”. Marco Scarazzatti

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onica Gambardella al primo punto del suo programma elettorale ha messo quello di pensare a progettualità concrete. “Alcune possono essere piccole, ma di valore e di qualità, altre più importanti. Altro punto è la trasparenza, razionalizzare l’aspetto della comunicazione tra cittadino e territorio. Ci sono

delle possibilità per avvicinare i cittadini alla macchina amministrativa, si può fare in modo di semplificare le pratiche. Tutto ciò sarà utile per rendere più accogliente la città”. La candidata leghista del centrodestra punta molto sulla sicurezza: “Bisogna fare attenzione al controllo e attenzione alla vigilanza, perchè una città tranquilla e sicura è una città che vive meglio e che attira investimenti. Una città bella e dignitosa diventa appetibile”. Rovigo insomma deve sapersi trasformare dalla città finita nelle ultime posizioni di quasi tutte le speciali classifiche nazionali e regionali. “Basta piangersi addosso, bisogna andare avanti e risolvere i problemi, lasciandosi alle spalle il passato e concentrandosi sul futuro e su quello che si può fare per la città”. Per Gambardella bisogna mettere in rete le istituzioni e la città capoluogo. “Dobbiamo prendere in mano quello che già c’è di buono per valorizzarlo e rilanciarlo, perchè non ha senso buttare tutto al macero. Partiamo da questo e aggiungiamo tanto del nostro”. Ma.Sc.

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Gli sconfitti

L’analisi del voto: male Avezzù e Forza Rovigo, Menon lascia Niente apparentamenti ufficiali al ballottaggio: Gaffeo e Gambardella se la devono vedere senza “stampelle”.

sempre raccolto percentuali quasi da ballottaggio, o comunque capaci di dargli un elevato peso politico. Il voto di domenica 26 maggio gli ha portato in dote poco più di 60 preferenze personali. Risultato poco lusinghiero anche per Forza

Rovigo, la lista messa in piedi da Renzo Marangon, Luigi Paulon e Renato Borgato. Ha racimolato il 2,55% e 687 voti. Fratelli d’Italia ha preso il 5,8% e 1.571 voti, con Mattia Moretto che ha superato le 240 preferenze. Sotto le attese è andata

Forza Italia con il 4,4% e poco più di 1.200 suffragi. Andrea Bimbatti è andato oltre i 250 voti personali. La seconda lista in termini percentuali è risultata la civica Silvia Menon, con il 16,9%, e oltre 4.500 voti (Mattia Milan oltre le 230). Le

Nel momento in cui andiamo in stampa nessun candidato escluso dal secondo turno ha dato nemmeno indicazioni di voto ai suoi elettori. Ma veniamo appunto agli sconfitti. La vincitrice morale delle elezioni rodigine è stata sicuramente Silvia Menon, che senza l’appoggio di alcun partito, è riuscita a portare a casa il 23% di voti, sfiorando di un niente il ballottaggio. In molti la vedevano come favorita, e forse per questo la sconfitta l’ha portata a dimettersi, dopo otto anni

In alto, Paolo Avezzù e Silvia Menon

di esperienza politica. La Lega ha tirato la volata a Monica Gambardella, Forza Italia al minimo storico e il tramonto di nomi in giro da diversi decenni. Fra gli schieramenti in corsa ha fatto il pieno dei voti di lista la Lega, che ha ottenuto il 18,1%, anche se ben lontano dal 38% delle europee. La civica di Gambardella ha ottenuto un lusinghiero 7%. Sempre nella coalizione del centrodestra si registrano alcuni risultati che segnano una svolta epocale. Il risultato peggiore è quello di Obiettivo Rovigo di Paolo Avezzù, che si è dovuto accontentare di un misero 1,1%, con appena 310 preferenze. Proprio Avezzù nelle tornate precedenti aveva

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altre due liste della sua coalizione hanno ottenuto il 3,9% (Siamo Rovigo) e l’1,5% (Rovigo Più). Il Pd si è assicurato il 13,9%, ampiamente sotto i valori delle europee (23,6%). Nadia Romeo e Graziano Azzalin oltre le 260 preferenze. La lista Gaffeo ottiene il 6.1% con 1.667 voti. Il Forum, creato da Federico Saccardin, ha raccolto il 4,6% e oltre 1.200 voti. Lista, di ispirazione che guarda a sinistra, che ha beneficiato delle preferenze di Matteo Masin, oltre 410. A Rovigo dunque la Lega Salvini Liga Veneta ha preso complessivamente 4.905 voti, contro i 3.300 del 2015. Secondo schieramento, non troppo distante, quello della lista civica Silvia Menon sindaco che ha totalizzato 6.394 voti, distanziando di molto il Partito democratico che è terzo con 3.769 voti. Proprio i voti della dimissionaria Menon potrebbero aver fatto la differenza nel ballottaggio. Questi nel dettaglio tutti i voti: Silvia Menon Rovigo Più 420 voti pari al 1,557%, Siamo Rovigo 1.057 voti pari al 3,9,17%, Silvia Menon sindaco 4.577 voti pari al 16,963%; Edoardo Gaffeo 25,42% (Forum dei cittadini 1.267 voti pari al 4,696%, Con Edoardo Gaffeo lista civica - 1.667 voti pari al 6,178%, Partito democratico - 3.769 voti pari al 13,969%); Mattia Maniezzo 1.734 voti pari al 6,23%, Movimento 5 Stelle - 1.711 voti pari al 6,341%; Monica Gambardella 10.616 voti pari al 38,17% (Lista civica Monica Gambardella - 1.895 voti pari al 7,023%, Lega - 4.905 voti pari al 18,179%, Forza Italia - 1.211 voti pari al 4,488%, Fratelli d’Italia - 1.571 voti pari al 5,822%, Forza Rovigo - 687 voti pari al 2,546%, Obiettivo Rovigo - 310 voti pari al 1,149%); Marco Venuto 278 voti pari all’1%; Casapound - 257 voti pari al 0,952%; Antonio Gianni Saccardin 386 voti pari al 1,39%, Presenza Cristiana - 372 voti pari al 1,379%; Ezio Conchi 1.338 voti pari al 4,80%, Sindaco Conchi Cambia Rovigo - 1.145 voti pari al 4,244%, Rovigo futura - 161 voti pari al 0,597%. Marco Scarazzatti (ha collaborato Giorgia Gay)


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Polesine Misura sotto le aspettative

Reddito di cittadinanza: 486 richieste I Caf Cgil lamentano l’inefficacia dell’iniziativa pentastellata: “Cifre irrisorie” e nettamente inferiori alle aspettative

“I

l reddito di cittadinanza è un flop” tuonano dai Caf Cgil veneti. Quello che per mesi è stato uno degli argomenti più discussi della politica italiana, nato per volontà del Movimento 5 Stelle per contrastare la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, non sembra dare i frutti sperati e la delusione comincia a serpeggiare anche nel Polesine. Nel nostro territorio, secondo i primi dati rilasciati, sono 486 i percettori del reddito (al terzo posto regionale dopo Padova e Treviso) ma la media degli importi accreditati sulle card si fer-

ma sui 200/250 euro. Addirittura molte persone si sono viste arrivare solamente 50 euro, una cifra ben al di sotto delle aspettative iniziali. “Il problema è che molti aventi diritto hanno altre entrate, una casa in patrimonio, un’eredità o sono giovani che vivono ancora con i genitori. Per questo i numeri sono così bassi” spiega la Cgil. Al danno però si aggiunge anche la beffa. Al momento non ci sono infatti informazioni precise sui navigator, coloro che dovrebbero aiutare i disoccupati che

hanno fatto domanda per il reddito di cittadinanza a trovare lavoro. E se queste figure non sono ancora state assunte, rimangono quindi bloccate anche le possibilità lavorative e di avere uno stipendio più alto. I malumori nei confronti di queste importanti novità fortemente volute dal vicepremier Luigi Di Maio non riguardano però solo il Polesine: in tutta Italia infatti si registrano quoti-

Confindustria, obiettivo fusione “Elemento di forza e di spinta propulsiva alle dinamiche regionali”

C

onfindustria Venezia e Rovigo potrebbe unirsi a quella di Padova e Treviso. Il Consiglio di Presidenza e il consiglio generale di Confindustria Venezia Rovigo, riunitisi a Marghera, hanno infatti approvato all’unanimità l’ordine del giorno, riguardante l’avvio del percorso per la possibile fusione fra le territoriali di Venezia e Rovigo con Padova e Treviso. “Sono profondamente soddisfatto per la fiducia manifestata dagli organi associativi, stante la delicatezza e la profonda valenza del mandato ricevuto - ha dichiarato il presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese -. L’eventuale aggregazione tra le territoriali, vuole e deve essere un elemento di forza e di spinta propulsiva alle dinamiche regionali, il cui coordinamento e rappresentanza sono competenza di Confindustria Veneto”. Insieme, i territori di Venezia e Rovigo fatturano qualcosa come 39,6 miliardi di euro e contano su 184.856 addetti, stando Ma.Sc. ai dati di Industria Felix.

Un momento dell’evento

Pmi Day, studenti rodigini premiati Si è svolta nelle scorse settimane la consegna dei premi in memoria di Salvatore Giordano e Diego Lorenzon.

I premi, istituiti dal Consiglio di presidenza di Piccola Industria, per ricordare i due imprenditori scomparsi, si rivolgono agli studenti, tra i 15 e i 18 anni, delle scuole superiori che hanno partecipato all’edizione 2018 del Pmi Day in Piemonte e in Veneto. Ai ragazzi è stato chiesto di scrivere

dianamente nuove proteste, con migliaia di persone che minacciano sui social di non voler più dare il loro voto al Movimento 5 Stelle. Non resta che aspettare i prossimi mesi, ormai quasi sicuramente dopo l’estate, per vedere come si evolverà questa situazione e se il Governo deciderà di attuare qualche cambiamento sul reddito di cittadinanza. Chiara Tomao

dei temi partendo da due tracce che richiamano il pensiero di Salvatore Giordano e Diego Lorenzon. La giuria, composta da familiari proprio dei due imprenditori scomparsi, da altri imprenditori e da diversi professori universitari, ha selezionato 3 elaborati per ciascuna regione. I ragazzi vincitori, studenti degli Istituti Gae Aulenti di Biella, Piera Cillario Ferrero di Cuneo, Fauser di Novara, De Amicis e Viola Marchesini di Rovigo, Da Vinci di Venezia, sono stati premiati dal presidente di Piccola Industria, Carlo Robiglio. “Quasi quasi mollo tutto e divento felice”, questo il titolo del premio dedicato a Diego Lorenzon e rivolto agli studenti veneti che hanno realizzato degli elaborati partendo dalla traccia: “Il benessere mentale, la capacità di non farsi vincere dalle difficoltà della vita ma, soprattutto, di saper distinguere tra i piccoli e grandi ostacoli che si trovano sul nostro percorso quotidiano”. “Pmi Day: l’impresa secondo me” è, invece, il titolo del premio dedicato a Salvatore Giordano. La premiazione ha ricevuto il supporto di Umana e AIF Academy. Marco Scarazzatti


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Risultati Investimenti

Buone performace di Acquevenete nel 2018 Le bollette calano e gli investimenti crescono. Questa è la sintesi del bilancio di esercizio 2018 di Acquevenete, approvato dall’assemblea dei sindaci. Al - 2% in bolletta, di cui hanno beneficiato i cittadini, si aggiunge il + 20% di investimenti realizzati dal gestore idrico nato l’1 dicembre 2017, dalla fusione tra Cvs e Polesine Acque. Il bilancio 2018 si chiude per Acquevenete con un valore della produzione di 84.042.966 euro, costi della produzione di 79.082.451 euro e un utile netto di 2.561.580 euro. Nel 2018 Acquevenete ha proposto alle Autorità di Bacino locali

(Bacchiglione e Polesine) e poi ad Arera, la diminuzione tariffaria del 2% rispetto al 2017. In totale, 4,2 milioni di euro a cui il gestore idrico ha rinunciato, per lasciarli nelle tasche dei cittadini. Sempre nel 2018, Acquevenete ha realizzato oltre 38 milioni di euro di investimenti, tra opere già concluse e avviate nell’anno. Le buone performance sono evidenti anche da alcuni indicatori che misurano la qualità tecnica: il dato delle perdite idriche lineari (cioè in rapporto ai chilometri di rete idrica gestita) per

Acquevenete è solo all’8,56, contro il 13,58 previsto come obiettivo 2025 della qualità tecnica. In assoluto le perdite per Acquevenete corrispondono al 34,7% rispetto al 41,3% dei gestori industriali in Italia. Risultati frutto

di investimenti attuati per ammodernare le reti idriche. Anche per la fognatura, i risultati sono davvero rassicuranti, con percentuali di non conformità dello 0,09%, rispetto al 13,2% dei gestori industriali italiani. Presen-

tato ai soci anche il bilancio di sostenibilità: 61 milioni di euro è il valore economico distribuito ai portatori di interesse (stakeholder), di cui 13,9 milioni ai fornitori del territorio. Marco Scarazzatti

Pfas: Rovigo segue i rilevamenti per realizzare la nuova condotta

Prime operazioni sul territorio per il tubone anti Pfas. Fino al 30 giugno i tecnici di Acquevenete avranno necessità di accedere ai terreni, per i rilievi necessari alla condotta Ponso-Montagnana-Pojana. La situazione è seguita da vicino anche da Rovigo. I rilievi saranno propedeutici alla realizzazione della condotta Ponso-Montagnana, che servirà alla definitiva risoluzione della problematica di inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche nel territorio servito. Acquevenete è stata individuata quale soggetto attuatore dal Commissario Delegato per i Primi Interventi Urgenti di Protezione Civile, a seguito della contaminazione da Pfas delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. Proprio per ultimare la progettazione definitiva, e partire al più presto con i lavori, i tecnici avranno la necessità di accedere alle aree pubbliche e private per effettuare operazioni di rilievo dei luoghi, misure planimetriche, georeferenziazione di capisaldi, su tutto il tracciato di progetto. Cambiare le fonti di approvvigionamento per il montagnanese, ricevendo acqua pulita da est, anziché rifornirsi da ovest, dove si è verificato l’inquinamento da Pfas, è l’obiettivo centrale del progetto con un intervento di circa 15 milioni di euro. (M.Scar.)


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Rovigo

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“Serve un confronto per l’edilizia” Il presidente Ance, Paolo Ghiotti, ricorda i capisaldi contenuti del manifesto dell’associazione, come visione del futuro e identità, e chiede un fronte comune e un nuovo approccio: “Serve una strategia comune e condivisa per la rinascita economica di Rovigo e del Poesine”

P

aolo Ghiotti, presidente di Ance Rovigo, fa il punto sulle criticità di Rovigo, a livello di settore edilizio. “La situazione in cui versa la città richiede un generale e comune impegno, individuando un nuovo approccio, fondato su una visione condivisa di sviluppo e su alcune priorità, intorno alle quali costruire un percorso virtuoso, in grado di aggregare competenze e idee su progetti innovativi, che abbiano al centro la consapevolezza del valore del tessuto imprenditoriale locale”. Ghiotti, affiancato dal direttore di Civiltà di Cantiere, Alfredo Martini, ha richiamato i capisaldi metodologici del Manifesto-Appello diffuso dall’Associazione: “Dotarsi di una nuova identità territoriale, condividere una visione di futuro, costruire una progettualità in una logica di area vasta, prestare la massima attenzione al tessuto pro-

Nella foto, Paolo Ghiotti presidente Ance

Le costruzioni sono state riconosciute come settore economico generale su cui puntare cercando di favorire le imprese locali

duttivo locale per una rinascita economica e sociale di Rovigo e del Polesine”. È emersa l’importanza di trovare un’idea condivisa di sviluppo, a cui collegare una strategia necessaria che è mancata negli ultimi anni. “La logica di rete, l’attenzione all’ascolto reciproco, l’importanza di trovare punti di incontro han-

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Marco Scarazzatti

Storia idraulica del Vajont: l’evento degli ingegneri

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no fatto emergere l’urgenza di un profondo cambiamento nel modello di governo di Rovigo. La nuova amministrazione non potrà prescindere da un forte e ampio confronto in una logica di scambio e di condivisione delle proposte e delle soluzioni, sia tra pubblico privato, che tra i diversi livelli e soggetti istituzionali. Ge-

nerale è stato il riconoscimento delle costruzioni come settore economico su cui puntare, superando logiche burocratiche a favore di una maggiore consapevolezza politica dei criteri e delle modalità di selezione negli appalti pubblici, che fino ad oggi hanno fortemente penalizzato proprio le imprese locali”. Condivisa anche l’utilità di un assessorato alle attività produttive, così come l’esigenza di guardare al patrimonio immobiliare degradato o abbandonato valutando tutte le opportunità. È opportuno fare un censimento dell’esistente a cui collegare scelte rigorose per quanto riguarda rifunzionalizzazione, dismissione e vendita, anche utilizzando la nuova legge regionale sul Piano Casa.

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S

i è tenuta nei giorni scorsi, presso la Sala convegni dell’agriturismo Carezzabella a San Martino di Venezze (Rovigo), “La storia idraulica del Vajont: storia di un lago e di una montagna”, il seminario sul Vajont organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rovigo con la collaborazione di FOIV-Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto. Il Prof. Attilio Adami ed il Prof. Luigi Da Deppo sono stati i due docenti universitari di rilievo, ora in pensione, che hanno cercato di sopperire all’assenza del compianto collega Prof. Claudio Datei, prendendo spunto dal suo volume e portando la loro testimonianza di scuola idraulica patavina. Apprezzato anche l’intervento del Dr. Alessandro Pasuto, dirigente di RIcerca Cnr - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica che ha analizzato le attuali tecnologie di monitoraggio dei movimenti franosi, confrontandole con quelle obsolete del 1963. Presente anche un testimone diretto della sera del 9 ottobre 1963, il Sig. Luigi Rivis, ex dipendente Sade, che dalla centrale di Soverzene ha assistito all’ondata di piena sul Piave. L’Ordine degli ingegneri di Rovigo da sempre offre contributi importanti, come questo seminario, per analizzare avvenimenti di rilievo che hanno segnato la memoria collettiva e la professione degli ingegneri. Gaia Ferrarese


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Mardimago Disagi

“Quanto ci costa il senso unico su via Calatafimi” “Per chi sta patendo da quasi 6 mesi una restrizione della viabilità per l’accesso alla propria abitazione, il conto è davvero salato. In un solo mese sono 1800 i km che percorrono i residenti di Via Calatafimi”. Esordisce così il presidente del Comitato Vivi Mardimago, Giuliano Bernardinello, circa i disagi che vivono da tempo i residenti della strada che collega Rovigo con Villadose. Un’andata e ritorno compiuta 4 volte du-

rante la giornata, si tradurrebbe, in cifre, in circa 15 chilometri in più per rispettare il senso unico. “Il costo mensile per famiglia è di circa 350 euro in carburante, senza considerare il consumo di pneumatici ed il tempo impiegato. Ora che i mezzi pesanti non sono più autorizzati a circolare e, considerato che c’è visibilità completa sul tratto di strada, potrebbe essere tolto il senso unico su Via Calatafimi e sostituito con

l’istituzione di un senso unico alternato regolato da segnaletica orizzontale e verticale, delimitando eventualmente con new jersey in plastica l’avvallamento” continua il Comitato. Così facendo, i residenti della

A fianco Giuliano Bernardinello, presidente del Comitato Vivi Mardimago

via avrebbero nuovamente diritto di accesso alle abitazioni in entrambi i sensi di marcia. Per quanto riguarda i costi del possibile intervento per ridare il doppio senso di marcia, il Comitato ha proposto di coprirli con

le contravvenzioni elevate dalla polizia locale a tutti coloro che, finora, per questioni di comodità e viabilità, hanno trasgredito il divieto di transito monodirezionale. Gaia Ferrarese

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Ciclabile Sarzano-Rovigo finalmente aperta Taglio del nastro per la ciclabile che collega la città con la frazione di Sarzano. Fiab, l’associazione che promuove l’uso della bicicletta, esprime soddisfazione: “Dopo tanti anni di attesa, di mobilitazioni, di manifestazioni, di colloqui con amministratori, di tante giunte diverse, in merito alla necessità di collegamenti ciclabili, questo percorso è finalmente realtà, dopo una storia molto, troppo, lunga”. L’associazione, mentre loda le autorità che hanno consentito di risolvere nodi critici a favore della ciclabilità urbana, auspica che sia perseguita la creazione di una rete ciclabile. La stessa ciclabile di Sarzano sbuca, a Rovigo, in una via che non ha alcun collegamento ciclabile con il quartiere e con la ciclabile di via Tisi da Garofalo o con il

centro. “Tenendo ben presente i dati relativi all’inquinamento in cui è sprofondata la nostra città, che detiene un tragico primato in termini di PM10, stimolare ad andare in bicicletta quotidianamente non è solo attività per il tempo libero o per diletto ma una necessità per contribuire a respirare meglio tutti. E rendere la città più bella, decongestionata dal traffico, e la gente più sorridente”.


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Flotte, il Polesine primeggia Le 170 imbarcazioni artigianali di PilaPorto Tolle, Porto Viro e Scardovari sono simbolo dell’area produttiva del Delta

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’ultimo report sulle marinerie dell’Alto Adriatico dell’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto agricoltura vede le marinerie polesane di Pila-Porto Tolle, Porto Viro e Scardovari ricoprire 1/4 della flotta veneta, con 170 pescherecci.La cifra rappresenta un aumento riferita all’anno precedente (+0,6%), anche se tuttavia lontana dal picco registrato nel 2009 (-8,1%). La flotta polesana, da sempre, si distingue per la sua artigianalità, con imbarcazioni

di dimensioni relativamente ridotte, che insieme alle piccole imbarcazioni utilizzate negli impianti di molluschicoltura, sono divenute simbolo dell’area produttiva del Delta del Po. Nel rodigino sono presenti oltre 2000 attività impegnate nella produzione primaria, che rappresentano il 68% delle aziende nel settore ittico regionale. In grande crescita, nello specifico, le imprese operanti nell’acquacoltura che registrano un +11%. Le tre aree principali di mercato ittico del Delta del Po, che

offrono prodotti esclusivamente locali, si differenziano per tipologia: mentre a Pila - Porto Tolle prevale il pesce azzurro, Porto Viro si è specializzata nella pesca in acque dolci e salmastre, e Scardovari è divenuto famoso per la produzione di mitili e vongole. Proprio quest’ultimo è divenuto punto di riferimento nella zona per la venericoltura

che costituisce la maggior parte della produzione di vongole veraci e filippine prodotte nel Veneto, surclassando la vicina laguna veneziana. Non solo attività lagunare, il Polesine ha visto crescere ultimamente anche le attività in alto mare con un incremento di numero di impianti di mitili long line. Gaia Ferrarese

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Altro che noia tra le strade di Rovigo! D

a un noto programma radiotelevisivo, in onda ogni pomeriggio, è nato un corso-concorso, con tanto di mostra seguente, per cercare di mettere fine alle voci di una Rovigo città troppo noiosa. Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa, due filmaker rodigini, con Alessandra Chiarini (curatrice del progetto Ro-Media Art, vincitore del bando CulturalMente 2017, indetto dalla Fondazione Cariparo), hanno dato vita a un qualcosa di veramente originale. In “Registrare il vero: fare cinema ai tempi dello Smartphone” realizzato di recente per gli angoli più nascosti e poco conosciuti di Rovigo, della durata di 5’28’’, i due cineasti hanno dato vita ad un cortometraggio collettivo, realizzato dai partecipanti al laboratorio

di cinema documentario ospitato dall’Arci, grazie all’associazione Viva la Costituzione. Una due giorni realizzata avvalendosi esclusivamente di smartphone, nel corso della quale i partecipanti hanno realizzato le riprese del cortometraggio, misurandosi con il seguente incipit: “Nel 2014, il programma Caterpillar di Rai Radio 2 indisse ironicamente tra gli ascoltatori un sondaggio: qual è la città più noiosa d’Italia? Rovigo si piazzò al primo posto”. Il risultato è un’opera corale che, di volta in volta con ironia o con amarezza, con nostalgia o con propositività, intercetta e riassume sguardi, parole e punti di vista diversi sul capoluogo polesano. Morgan Menegazzo, nato a Len-

Arriva in Pescheria “Rovigo città delle rose” 10 giorni all’insegna dell’arte sotto

Morgan e Mariachiara sfatano il mito di “Rovigo città noiosa” con il loro originale cortometraggio girato nei punti più nascosti del centro abitato

dinara nel 1976, è regista, autore e coordinatore editoriale, Mariachiara Pernisa, sua compagna da oramai 18 anni, è nata a Lugo di Romagna nel 1981, è autrice e montatrice. Entrambi si occupano di audiovisivo al confine tra cinema e videoarte. Vivono e lavorano tra Rovigo e Cesena. Nel 2001, dal loro incontro, è nato Hankgefmobility, progetto multidisciplinare indipendente. Tra i loro lavori, figura anche “Mercie de me repondre”, tratto

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del curatore Claudio Biondani

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a sala espositiva “Alberto Brigo” della Pescheria Nuova a Rovigo, si appresta ad ospitare la seconda edizione del concorso artistico “Rovigo Città delle Rose”. Il curatore artistico Claudio Biondani, di ArtProject, anticipa che la rassegna si terrà dal 20 al 30 giugno. Si tratta di opere di arte contemporanea. Inoltre sempre in Pescheria, a settembre è prevista la personale di Emanuela De Franceschi. Ad ottobre è già stata messa in cantiere la terza edizione della Biennale d’Arte Contemporanea di Fratta Polesine, che sarà come sempre accolta nei tre piani di villa Badoer. “Punto ad avere almeno cinque personali, più una quarantina di opere (tra quadri e sculture), nella collettiva - spiega Biondani - Ci sarà anche un concorso di scultura. Al momento abbiamo raccolto già quattro personali, ma si sa che i pittori sono “pigri” e tendono ad iscriversi sempre all’ultimo momento”. L’appuntamento finale del 2019 per ArtProject sarà con Arte Padova, negli spazi della fiera campionaria, dove nelle ultime edizioni ha avuto un buon successo il pittore di Gognano di Villamarzana, Doriano Tosarelli. Per adesioni è possibile contattare Biondani all’indirizzo mail claudiobio54@gmail.com. (M.Scar.)

dal biglietto attaccatto ad un palloncino, finito direttamente da un piccolo paesino della Francia del Nord, proprio sulla terrazza dell’appartamento dove vivono Menegazzo e Persina. I due autori sono stati in Francia e hanno conosciuto a suo tempo il ragazzino autore di questo biglietto abbinato ad un palloncino rosso, che ora è diventato un promettente giocatore di pallamano francese.

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Sport

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“I veci del rugby”dal cuore d’oro I rugbisti rodigini over35 hanno organizzato il 18° torneo nazionale “Città di Rovigo”, evento che unisce sport e festa alla raccolta fondi a scopi benefici, l’ultima servita all’acquisto di macchine per il reparto di pediatria

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n’altra edizione perfetta. E anche questa volta, per la diciottesima volta, la macchina organizzativa de “I veci del Rugby Rovigo”, non ha sbagliato un colpo in occasione del torneo “Città di Rovigo” riservato alle squadre di rugby “over 35” che ha colorato i tre campi del Battaglini, con la partecipazione di quindici squadre provenienti da ogni angolo d’Italia. “Al Battaglini c’erano più di 500 giocatori - dice l’allenatore degli Old rodigini Angelo Visentin - e con questi numeri la macchina organizzativa deve funzionare come un orologio. Il clima che si è respirato è stato fantastico. C’erano in campo atleti che hanno giocato ai massimi livelli e semplici appassionati che si divertono senza alcuna pretesa, costituendo formazioni variopinte che hanno dato vita a partite molto divertenti dove, a giocate di assoluto livello, si sono affiancati

Un momento del match

divertentissimi exploit di “atleti” poco esperti ma che ci mettono un impegno incredibile, a prescindere dall’età anagrafica”. Le squadre partecipanti sono state impegnate in tre partite ognuna, a rotazione sui tre campi. Gli old rodigini hanno effettuato il primo incontro contro il Petrarca Padova. La partita è terminata 5-0 per i rossoblù, grazie alla meta dell’ala Mirco Buoso. Seconda partita degli over 35 rossoblù contro il Napoli, vinta dai rodigini per 45-0, con mete di Tommasi, Brazzo, Gambardella, Jensen, Ghetti, Turolla, Cecchetto e Perini. Infine l’incontro con il Vicenza, terminato per 5 mete a zero a favore del Rovigo, con marcature di Cabigliera, Brazzo, Panin e Ghetti (2). “Avevamo a disposizione una bella formazione over 35, con la presenza tra gli altri di due giocatori ne-

ozelandesi, ovvero Joe McDonnel e Martin Jensen - afferma Massimiliano Perini, autore di una splendida meta contro la Partenope Napoli -. Ma tutta la squadra ha ben figurato, con l’ottima prestazione di Oscar Ghetti, rientrato dopo una lunga assenza per un infortunio fortunatamente risolto nel migliore dei modi. In ogni caso i

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risultati non sono importanti, quello che conta è divertirsi tutti insieme, ed è stata una bella giornata di sport”. Hanno partecipato le formazioni di Rovigo, Padova, Vicenza, Firenze,Velate, Grugliasco, Monselice, Milano, Rubano, Genova, Badia, Villa Pamphili Roma, Scandicci, Napoli, Ravenna.

Il tutto si è concluso con le premiazioni e l’immancabile terzo tempo alla Polisportiva Tassina di Rovigo, con la presenza del primario di pediatria dell’ospedale di Rovigo, Simone Rugolotto, che ha descritto le apparecchiature di diagnostica acquistate recentemente dagli Old rossoblù per il reparto da lui diretto. Va infatti ricordato che ogni iniziativa sportiva di questo genere è sempre un’occasione preziosa per raccogliere fondi a fini benefici. Gli over 35 rodigini saranno ora impegnati in trasferta in prossimità di Northampton, in Inghilterra, dove incontreranno la formazione del Wellimborough. Cristiano Aggio

Nuovo cda al Rovigo Ssd: clima sereno per il futuro

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aurizio Formenton, 64 anni, ex consigliere Figc regionale, è il nuovo amministratore unico del calcio Rovigo Ssd. A lui il compito di stilare una programmazione che veda in primis l’impegno di continuare con la prima squadra e con un settore giovanile che rimarrà in delega ad Antonio Cittante. Questo è emerso all’ultima assemblea dei soci di fine maggio, alla presenza dello stesso Antonio Cittante, Formenton, Alberto Garbellini, che aveva la delega di Malvino Cervati, e la commercialista Monica Nale, in delega di Giuseppe Calabria. “Il mandato conferitomi afferma Nale -, era tentare di trovare una soluzione che riportasse serenità nella società per darle concreta continuità”. Soprattutto dopo la pesante lettera inviata da Cittante e Garbellini alla stampa proprio nel giorno dell’assemblea, chiedendo e ottenendo le dimissioni di Calabria. “Finalmente la “guerra” è finita - commenta Cittante -. Sciogliere il cda e nominare un nuovo rappresentante legale è stata la soluzione ideale. Continuiamo con un’unità d’intenti per la Prima squadra, punto di riferimento anche per noi che curiamo il settore giovanile”. Ora la palla passa a Formenton: “C’era un’inevitabile tensione a inizio anno, però grazie anche al lavoro di Monica Nale, l’assemblea si è svolta in assoluta tranquillità. Ora comincia la fase operativa dove valuterò le voci di bilancio, preparandone uno consuntivo e preventivo, in una gestione che deve essere collaborativa. Non c’è tempo da perdere: a metà luglio la prima squadra deve essere iscritta e a breve incontrerò i responsabili tecnici e il direttore sportivo del Rovigo”. La sua prima uscita ufficiale in qualità di rappresentante legale è stata il 1 giugno a Monastier, alla festa Figc regionale, dove ha ritirato la Coppa Disciplina che la squadra del Rovigo ha vinto nel campionato di Prima Cr.Ag. Categoria. “È stato un onore per me”.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Lo studio

Sanità veneta promossa a pieni voti

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova a pag 26

Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 27

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

Dall’ernia discale alla cellulite: l’ossigeno ozono terapia è la soluzione aa pag pag 30 28

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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

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I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Sanità veneta promossa a pieni voti

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una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita. Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle

funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.

l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata ufficialmente

con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “cross-over”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

x Un laser “micropulsato” per x

trattare la retina infiammata x

L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquidox negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti

x pensare ad una distorsione articolare o

ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!

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Salute

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Intolleranza al lattosio, sintomatologia e terapia S

empre più spesso si parla d’intolleranze alimentari. Abbiamo quindi deciso di occuparci di una delle più diffuse sul nostro territorio l’intolleranza al lattosio; patologia che colpisce un italiano su due. Il lattosio è uno zucchero; più nello specifico è lo zucchero principale del latte e dei suoi derivati. L’ intolleranza al lattosio è l’incapacità di trasformare tale zucchero complesso nei due zuccheri semplici che lo formano ossia il glucosio e il galattosio. Il processo di scissione del lattosio viene operato a livello dei villi intestinali ad opera dell’enzima lattasi. In caso di carenza o di mancanza totale dell’enzima il lattosio non viene digerito e rimane nel lume intestinale dove viene fermentato dalla flora batterica dell’intestino. La sintomatologia è piuttosto insidiosa in quanto ricorda molte patologie del tratto gasrto-intestinale: dolori addominali, diarrea, nausea, stitichezza, gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, eruzioni cutanee, afte e lesioni del cavo orale. La diagnosi può essere effettuata tramite uno dei seguenti test:

TEST GENETICO che viene svolto effettuando un tampone buccale che va a valutare la predisposizione all’intolleranza al lattosio studiando la composizione genetica ed andando ad individuare i soggetti che potrebbero manifestare un deficit enzimatico. H2-BREATH TEST valuta la presenza di idrogeno (H2) nell’espirato prima e dopo la somministrazione di 20-50gr di lattosio, prelevando almeno 6 campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca ad intervalli regolari di 30 minuti per una durata minima di 3-4 ore. L’unica terapia possibile è l’esclusione dalla dieta degli alimenti che contengono il lattosio, si parla infatti di DIETO-TERAPIA. Gli alimenti da escludere sono: Latte di pecora, capra, asina, bufala, vaccino; formaggi freschi, burro, besciamella e altre salse fatte con panna o latte e derivati, pane al latte, grissini, cracker, fette biscottate con latte e/o derivati, piatti di carne con aggiunta di panna o latte e derivati, insaccati, purea di patate, biscotti con latte o burro, e derivati; cioccolato al latte o parzialmente

fondente, creme di pasticceria ,torte o dolci in genere, gelati. Alimenti a cui bisogna prestare attenzione e di cui leggere attentamente l’etichetta: Hamburger, polpette, salumi, cereali per la colazione, caramelle, margarine, ragù in scatola, polenta, ripieni di alimenti surgelati, pasta ripiena, gnocchi di patate, salse in scatola, dado da brodo, frutta in scatola o surgelata, cioccolato in polvere o solubile, liquori dolci, caffè solubile, caffè al ginseng. Alimenti permessi al soggetto intollerante: Prodotti lattiero-caseari senza lattosio (“delattosati”) ossia che hanno subito in fase di lavorazione industriale la scissione del lattosio in glucosio e galattosio; latte e derivati di origine 100% vegetale, budini e gelati di origine 100% vegetale, Parmigiano reggiano DOP – Grana Padano DOP, fette biscottate senza latte e derivati, prosciutto crudo, speck, salumi ed insaccati senza lattosio, carni bianche, pollo, coniglio, tacchino, maiale, cavallo, manzo, pesce fresco, frutta e verdura fresca, tofu. Esistono in commercio compresse a base di enzima lattasi che sono però

indicate come supporto occasionale al soggetto intollerante al fine di permettergli di assumere pasti contenenti lattosio. Tale tipologia di compressa va assunta 10-15 minuti prima del pasto

e qualora esso si protragga per più di due ore la somministrazione va ripetuta. Se sei interessato ad approfondire l’argomento ti aspettiamo in farmacia per parlarne insieme.

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Bianalisi Veneto - Centro Attività Motorie. Dall’ernia discale al trattamento degli inestetismi della cellulite: l’ossigeno ozono terapia è la soluzione B

ianalisi Veneto, da sempre attenta ai bisogni e alle necessità dei propri pazienti, ha ampliato la propria offerta di servizi medici inserendo l’ossigeno ozono terapia. “Si tratta, infatti, di una tecnica all’avanguardia nella cura di svariate patologie di tipo reumatico, traumatologico e vascolare. Siamo lieti di annoverare l’ozono terapia tra le varie prestazioni che eroghiamo in favore della popolazione di Rovigo e dei paesi limitrofi”. Sono queste le parole che ha speso a beneficio del trattamento il Direttore sanitario della struttura, il Dott. Vincenzo De Simone. Allo scopo di comprendere in modo più approfondito le potenzialità della terapia, ne parliamo con le due figure di riferimento della struttura: il Dott. Romano Baccaglini, Medico Chirurgo specialista in Terapia Antalgica, e il Dott. Davide Cavallini, Medico Chirurgo ozono terapeuta. Dottor Cavallini può spiegarci in cosa consiste l’ossigeno ozono terapia? “L’ozono terapia utilizza una miscela di ossigeno ed ozono per scopi terapeutici. L’obiettivo del trattamento consiste essenzialmente nell’aumentare la quantità disponibile di ossigeno o dei suoi radicali, attraverso l’introduzione di ozono nel corpo. Essa agisce migliorando l’afflusso di sangue al tessuto

muscolare e sfruttando le caratteristiche antinfiammatorie della miscela. Si ottengono ottimi risultati sia riducendo i fenomeni di rigidità muscolare e di conseguenza i dolori, sia migliorando l’espulsione delle tossine, agendo quindi da antinfiammatorio. È molto importante sottolineare il ruolo dell’ozono come potente antisettico (ha capacità antibatteriche), antivirali e antifungino.” Può illustrarci il modo in cui viene somministrato l’ozono? “L’ossigeno ozono terapia si somministra in due modi: in via locale con una iniezione intramuscolare, sottocutanea o periarticolare, oppure, in via sistemica per mezzo di un’insufflazione rettale con effetto rivitalizzante ossigenando il sangue e di conseguenza tutti gli organi vitali. Si tratta di un trattamento di norma indolore, al massimo si ha lo stesso leggero disagio di una qualsiasi iniezione” Centro Attività Motorie ha deciso di erogare, fra le altre, anche l’ozono terapia, può spiegarci le motivazioni alla base di questa scelta? “Il Centro Attività Motorie fornisce già un servizio di terapia antalgica attraverso l’agopuntura, le manipolazioni vertebrali, laser e tens. Quindi ha pensato di fornire anche il

servizio dell’ozono terapia dato che si tratta di una moderna tecnica antalgica ormai sicura e consolidata nei risultati.” Dottor Baccaglini può dirci quali sono le patologie che possono essere trattate con l’ozono terapia? “Fra le varie patologie che beneficiano dell’ozono va sicuramente menzionata fra tutte l’ernia discale (lombare e cervicale). Il paziente che soffre di ernia discale può fruire dei benefici apportati dall’ozono terapia quando non è indicato sottoporsi ad intervento chirurgico. L’ozono, iniettato nei muscoli paravertebrali, è in grado di raggiungere e quindi disidratare ed essiccare l’ernia debellando la patologia che fa tanto soffrire il paziente. Anche un’ulcera nel piede diabetico può sfruttare i benefici dell’ozono e quindi regredire se utilizzato nel modo opportuno.” Oltre al campo della terapia antalgica, può avere un utilizzo anche in ambito estetico come antiage? “Si certamente, perché l’ozono è in grado di ringiovanire i tessuti e, per questo motivo, trova grande applicazione nei trattamenti antiaging del viso, collo e decolté. Le micro iniezioni, con cui viene somministrato, sono in grado di produrre un effetto elasticizzante e

tonificante della cute per mezzo dello stimolo a produrre collagene endogeno. Inoltre, nel trattamento della lipodistrofia (o cellulite), l’ozono è in grado di scindere le catene di acidi grassi e favorirne l’eliminazione. Considerando che un tessuto ricco di cellulite è anche ricco di liquidi intrappolati fra le cellule, la terapia è in grado di favorire l’elimi-

Dott. Romano Baccaglini Medico Chirurgo Specialista in Terapia Antalgica

nazione di questi facendo aumentare in modo considerevole la diuresi del soggetto trattato. Naturalmente l’utilizzo dell’ozono terapia non si limita soltanto alle patologie esposte ma è molto più ampio di quanto si pensi. Per questo motivo consigliamo di recarsi presso la segreteria per reperire tutte le informazioni necessarie.”

Dott. Davide Cavallini Medico Chirurgo ozono terapeuta

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

D

ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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Food & Drink “ASPETTANDO IL 25° FRIULI DOC” Cena spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori nel Piazzale del Castello di Udine. In scena 20 chef, 22 fra vignaioli e distillatori, 16 artigiani del gusto Una location incomparabile per la prima delle Cene spettacolo 2019 dei “Solisti del Gusto” di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori: sarà il Castello di Udine a fare da quinta al Dinner Show con cui il gruppo delle eccellenze dell’enogastronomia regionale darà il via mercoledì 12 giugno al cartellone dei suoi appuntamenti estivi. L’appuntamento è sul far della sera, alle ore 19.30, nel Piazzale del Castello sulla cima del colle che domina la città. Qui si snoderà uno straordinario percorso gourmet in 20 tappe, animato da altrettanti chef, 22 tra vignaioli e distillatori e

che si terrà dal 12 al 15 settembre, e le varie altre proposte del Comune per favorire turismo e grandi eventi”. L’apertura dei ristoranti, come

accennato, è prevista per le ore 19.30. L’entrata sarà consentita fino alle 21.00. Servizio navetta con partenza all’inizio della salita del Castello.

IL TUO

16 artigiani del gusto. Titolo dell’evento è “Aspettando il 25° Friuli DOC”, un’anteprima della notissima rassegna che anima Udine in settembre e che quest’anno il 12 settembre taglia il traguardo della 25°edizione. La Cena spettacolo avrà come ingredienti esclusivamente i prodotti agroalimentari tradizionali del Friuli Venezia Giulia, interpretati in maniera assolutamente personale dai 20 chef di Fvg Via dei Sapori, che prepareranno in diretta davanti al pubblico inediti piatti ad alta creatività. Accanto ad ogni chef, altrettanti vignaioli proporranno raffinati abbinamenti fra cibi e vini. In chiusura, ciascun chef presenterà la sua personalissima interpretazione del dolce estivo. I dettagli del menu sono consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it. “Siamo veramente lieti di ospitare questo evento, che ci condurrà verso il 25esimo Friuli DOC – commenta Maurizio Franz, Assessore al Turismo e ai Grandi Eventi del Comune di Udine – La serata sarà fra l’altro l’occasione per rendere noti i progetti e le molte novità dell’edizione 2019 della kermesse,

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“I CJARSÒNS, LA TRADIZIONE DELLA CARNIA”

Per conoscere gusti, forme ed ingredienti di questa sorta di gustoso raviolo carnico che vanta oltre 50 variazioni

Domenica 10 giugno, a Sutrio, un incantevole borgo ai piedi del monte Zoncolan, si svolgerà la festa “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”. Questi golosi ravioli, i Cjarsòns, hanno radici lontane ed esotiche, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche...quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne. Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei Cjarsòns, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia; se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di scuete fumade (ricotta affumicata) e ont (burro fuso). A questa golosità è dedicata in giugno ogni anno a Sutrio (incantevole borgo ai piedi del monte Zoncolan) la festa “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”. Quest’anno l’appuntamento è per domenica 9 giugno. Passeggiando fra le 10 isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. 10 paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione. Per l’occasione, è stato messo a punto un Pacchetto weekend Festa dei Cjarsòns (info: www.albergodiffuso.org).


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Mousse di sedano

Farfalle alle olive

Gelato ai frutti di bosco

Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.

Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Gemelli

Sagittario

Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa

Quest’estate torna a sentire i suoni del mare ad un piccolo prezzo.

Cancro La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti

Leone Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento

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