di Rovigo
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dr. Milan roberto ord. Vet. Pd 538
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Sedi operative: Pegolotte di Cona (Ve) : Via Stazione, 13 Cartura (Pd) : Via Pozzetto Nespolari, 76
Periodico d’informazione locale. Anno XXII n. 11 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Provincia A rischio 140 lavoratori La protesta
pagg.
Viale Trieste Nuove scritte sull’asfalto: tanta rabbia
4-5
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Salute Pronto soccorso, solo quando serve
6
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L’EDITORIALE
TROVATI I FONDI, IL TEMPIO NON CHIUDE
LA QUESTURA ASSICURA “I REATI SONO IN CALO” Reati in calo a Rovigo. Lo certificano i dati della questura, i più aggiornati e affidabili. Dal trend generale si discostano però i furti. E intanto è allarme per la spending review estrema attuata sul fronte della sicurezza. pag. 12
All’interno del giornale I NOSTRI AMICI ANIMALI a pag.
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È on line il nuovo portale www.lapiazzaweb.it
Da oggi l’informazione locale è sempre con te: La soluzione è arrivata in extremis, ma quel che conta è che alla fine sia arrivata. Il commissario prefettizio ha individuato nuove risorse da assegnare al tempio della Rotonda: scongiurata quindi la chiusura della chiesa. pag. 10
www.lapiazzaweb.it
La piazza 3.0 è realtà, è per voi! di Germana Urbani*
I
Corsa al Municipio Un terremoto nel Pd Colpo di scena alla vigilia delle primarie: si candida il direttore della Cna Monini
A
Rovigo si accende la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Mentre a destra tutto tace, a sinistra già l’atmosfera è rovente. E questo in virtù di un colpo di scena dell’ultimo minuto in vista delle primarie che si terranno il prossimo 8 febbraio. Alla prima candidatura presentata con larghissimo anticipo da Federico Frigato, già sconfitto da Bruno Piva nel 2011, si è infatti aggiunta quella dell’ex capogruppo Pd in consiglio comunale Nadia Romeo. Anche
l’Idv ha presentato il proprio candidato, la professoressa Elena Lattanzio, mentre il Psi ha messo in pista l’architetto Roberto Pugiotto. Ma la candidatura che ha dato una scossa alla competizione interna al centrosinistra è stata quella di Alessandro Monini, direttore della Cna di Rovigo, che ha subito raccolto attorno a sé il consenso più o meno velato della minoranza del Pd, insieme a quello del gruppo civico Rovigo Bene Comune ed il “sostegno esterno” di Sel. La sua “discesa in campo” ha sparigliato le carte
al punto che la segreteria del Pd, schierata a favore di Nadia Romeo, aveva introdotto nel regolamento per le primarie un passaggio nel quale si richiedeva che i candidati fossero iscritti ad un partito o sostenuti da un comitato civico. La norma, secondo qualcuno introdotta per mettere i bastoni fra le ruote a Monini, non gli ha in realtà creato problemi in quanto le primarie, non sono di partito, ma per loro stessa natura consultapag. 9 zioni aperte.
nauguriamo questo nuovo anno con grande entusiasmo e, di cuore, speriamo di contagiare anche tutti i nostri lettori e affezionati. Ora, leggete con gusto il nostro giornale ma subito dopo digitate sulla tastiera del vostro computer: www.lapiazzaweb. it. Entrerete non solo nel nostro nuovo sito, rinnovato in ogni suo spazio e in ogni sua funzione, ma letteralmente in un nuovo mondo, un mondo in cui tutti i social che amate di più saranno connessi e pronti ad accogliere commenti, notizie, foto, critiche anche, e tutto quanto vorrete mandarci per valorizzare al meglio questi spazi ma soprattutto il giornale che da oltre vent’anni arriva a casa vostra ogni mese per raccontarvi la vita amministrativa del vostro comune, le storie più belle delle persone che ci vivono, ci lavorano, fanno volontariato o combattono per qualcosa in cui credono. La Piazza è questo, infondo, una finestra aperta sul mondo che vi sta vicino, e noi, anche grazie ai nuovi strumenti che l’web ci offre, crediamo fortemente di poterla spalancare ancora di più, di modo che anche voi lettori possiate usarla per farci sentire la vostra voce, diffondere ciò che ritenete importante si sappia. *direttore@lapiazzaweb.it redazione@givemotions.it continua a pag.
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Intervento
L’allarme inascoltato: subito adeguamento sismico
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A
di Paolo Spagna*
distanza ormai di 34 anni dal famoso discorso dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini (26 novembre 1980), in occasione del terribile terremoto dell’Irpinia che rase al suolo numerosi paesi e fece registrare oltre 2.900 vittime, cos’è cambiato nel panorama legislativo italiano?
*Presidente Ordine dei Geologi del Veneto
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ENTRA IN RETE CON NOI! Troverai il nostro giornale prima che venga distribuito con nuove news che riguardano il tuo territorio
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L’EDITORIALE
segue da pag.
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La piazza 3.0 è realtà, è per voi!
Estrazioni di metano
“NIENTE TRIVELLE” ZAIA FA RICORSO
Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale per evitare la ripresa dell’attività estrattiva di gas metano in Alto Adriatico. Operazioni che secondo molti sono da mettere in stretta correlazione con il fenomeno della subsidenza, ossia l’abbassamento della costa con conseguente “cuneo salino”. La Regione fa muro. Un post scatena il caso
CHOC SU FACEBOOK DOPO I MORTI DI PARIGI
Un giovane marocchino che vive e lavora a Lendinara è finito addirittura sui Tg nazionali per un post che ha caricato su Facebook dopo la strage di Parigi alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Secondo i detrattori inneggiava all’azione criminale. Ma lui, sconvolto dal clamore, assicura: “Sono stato frainteso, voglio mettermi questa storia subito alle spalle. Boccasette
RISCHIO CROLLO, POSTE TRASFERITE
E tutto quello che raccoglieremo attraverso i vostri commenti, le storie che scriverete, le foto che manderete, diventerà materiale prezioso da pubblicare anche sul giornale cartaceo. Investire sulla rete per noi non significa affatto abbandonare la carta! I giornali locali, in primis La Piazza, continuano a riscuotere grande successo e ad essere letti pressoché da tutti coloro che li ricevono. E il segreto del loro successo sta proprio nella vicinanza col lettore, negli argomenti scelti. La Piazza cartacea, anche nell’era del web 3.0, rimane uno strumento potentissimo di comunicazione. Per questo siamo certi che il nuovo sito internet già on-line e gli altri social connessi ad esso ( la pagina facebook, l’account Twitter, il canale yotube e l’App) sapranno moltiplicare le vostre occasioni di lettura e interazioni con la nostra redazione e le nostre occasioni di raccogliere notizie interessanti da sviluppare sul nostro giornale cartaceo. Ma cosa troverete sul nostro sito? Tutti i giorni notizie fresche che spazieranno dalla cronaca politica e sociale, agli appuntamenti più importanti del Veneto, allo sport. Non mancheranno i gossip piccanti e le storie dei nostri amici animali. Ma, visto che di queste storie voi ne conoscete parecchie vi invitiamo caldamente a mandarcele così che anche noi le possiamo diffondere a tutti i nostri contatti. Per farlo potete postare le foto, o le notizie sulla nostra pagina Fb o, meglio, usare la mail redazione@givemotions.it. Un giornalista vi risponderà o vi contatterà sicuramente in breve tempo. Siete un atleta e avete appena vinto un nuovo titolo: mandateci due righe con foto, saremo felicissimi di pubblicarvi sui nostri media. Avete una nonna che ha compiuto tantissimi anni e l’avete ripresa mentre soffiava tutte le candeline in una sola volta? Mandateci il video e ne faremo una star! Avete assistito a qualcosa di bellissimo o di bruttissimo e vorreste che tutti lo sapessero? Ditecelo con le vostre immagini, non aspettiamo che voi. Naturalmente nel sito troverete anche gli articoli già usciti sul nostro giornale cartaceo. Se vedete il sito, in alto troverete le tre province che seguiamo: Venezia, Padova e Rovigo. Per ognuna poi, ci sono diverse edizioni locali del giornale... Una geografia dell’informazione davvero molto interessante che vi può illustrare la cifra concreta del nostro lavoro e anche il suo valore. Ma adesso andate: www.lapiazzaweb.it di Germana Urbani - redazione@givemotions.it
gi g o da INE il -L N O è OVO
Trasferimento temporaneo per le Poste e l’ambulatorio medico di Boccasette, Porto Tolle, dopo che una ispezione degli ambienti ha evidenziato il rischio di crollo. Disposti con somma urgenza i lavori di sistemazione. Intanto, è stata individuata una collocazione temporanea a Ca’ Zuliani.
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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 redazione@givemotions.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
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Regione
Rovigo SOCIALE
ECONOMIA
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8
Tra Concordi e Palazzo Nodari trovato l’accordo
SCUOLA Per i precari dell’insegnamento una bella speranza
È un periodico formato da 13 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.
di
ASILO POLITICO, ATTESO IL VERDETTO
L’informazione locale sempre con te!
ACCADEMIA
Questa edizione raggiunge le zone di Rovigo per un numero complessivo di 15.317 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin
REDAZIONE:
Direttore responsabile (ad interim)
GERMANA URBANI direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 23 gennaio 2015 CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)
SARA’ L’8 FEBBRAIO IL GIORNO DELLA VERITA’
Grandissima attesa per il verdetto che uscirà dalle urne il prossimo 8 febbraio, quando si conosceranno i risultati delle primarie del centrosinistra per le elezioni amministrative. Una consultazione molto attesa, anche perché Rovigo arriva al termine del periodo di commissariamento del Comune dopo la caduta della giunta Piva del 15 luglio dell’anno scorso. Caso profughi
NU SITO
Nuovo Isee, inizio con tanti problemi E restano i dubbi
Elezioni comunali
L’export va forte, manca E-commerce
POLITICA
ADESSO CI SIAMO PRONTO IL TRASLOCO
pagg.
18-19
pagg.
21-23
Bilanci e prospettive dei protagonisti pag.
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CULTURA Il Carnevale di Venezia
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Si attende di capire quale svolta prenderà, in Polesine come altrove, il caso delle centinaia di profughi ospitati nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum e che hanno formalizzato richiesta dello status di rifugiato politico. I primi dinieghi hanno sollevato malumori. Ora si attende l’arrivo dell’ondata vera e propria di decisioni della commissione. Palazzo di giustizia
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Dopo tanti annunci questa sembra proprio che possa essere la volta buona. E’ atteso a giorni il definitivo via libera per il trasferimento di parte degli uffici del Tribunale nella nuova sede, individuata nell’ex ufficio del Registro di via Mazzini, vicino al Palazzo di giustizia vero e proprio.
4 Argomento del mese RIFORMA O DISTRUZIONE? I dipendenti non hanno nessuna certezza sul loro futuro. Previsti tagli devastanti al personale, ma anche chi conserverà il posto non ha le idee chiare su dove finirà. Scatta l’occupazione di Palazzo Celio. Solidale anche il presidente: “Se lo scopo del Governo era fare una legge male, beh, allora ci sono riusciti in pieno”
Caos Provincia, 140 l
di Francesco Campi
Mobilitazione generale e tanta amarezza. Varie famiglie col fiato sospeso Dai la tua opinione su questa notizia su:
Ma la percezione comune del dipendente pubblico non aiuta granché
“P
iù che una riforma è una distruzione”. “L’abolizione sarebbe sicuramente stata più indolore”, “Con le Province si sta procedendo con una lenta e dolorosa morte per consunzione”. Queste alcune delle frasi raccolte fra i dipendenti della Provincia di Rovigo, che una settimana prima di Natale, capito quale sarebbe stato il regalo per loro, hanno dato luogo ad una vera e propria occupazione che è andata avanti quattro giorni e tre notti. E, anche se qualcuno ha trovato il modo di sorridere ricordando i tempi eroici delle superiori, il clima non era certo quello delle feste. Ora l’occupazione è finita, ma resta il presidio. E con esso le paure. Il colpo ferale è stato l’annuncio di un taglio di metà dei dipendenti. Che tradotto in cifre significa che in Veneto 1300 uomini e donne rischiano di trovarsi senza un’occupazione e senza nemmeno aver ben capito perché tocchi proprio a loro. A Rovigo sono 140 i posti a rischio, ma anche chi non verrà tagliato non ha alcuna certezza su dove ed a cosa lavorerà. “E’ una vergogna” hanno gridato i dipendenti di Palazzo Celio in coro con i colleghi degli altri sette capoluoghi veneti. Ma il loro grido
sembra essere rimbalzato contro un muro d’indifferenza, proprio come previsto da chi questa riforma l’ha pensata, consapevole della generale ostilità dell’opinione pubblica verso i dipendenti pubblici. Ma il tutto è talmente pasticciato che lo stesso Achille Variati, il sindaco di Vicenza, ora anche presidente della “nuova” Provincia, renziano della prima ora, ha rivisto il proprio giudizio sul presidente del Consiglio. “No ai tagli lineari” e “Sì al riordino con garanzia dei servizi ai cittadini”, sono le scritte che campeggiano sui cartelli appesi sulla facciata di Palazzo Celio. All’interno, il clima è rovente. Pessimismo, senso di abbandono e scoramento regnano sovrani. “Non si capisce che fine faremo, cosa succederà e nemmeno se perderemo il posto di lavoro – commenta un dipendente - Nessuno sa chi deve fare cosa, né chi deciderà: il fine di questa riforma non è riorganizzare e risparmiare, ma torturare centinaia di lavoratori che hanno la colpa di lavorare in Provincia”. “Se l’obiettivo era di far male una legge, l’obiettivo è stato raggiunto”, commenta il neopresidente della Provincia Marco Trombini, che ammette che se avesse saputo a cosa
sarebbe andato incontro, forse avrebbe fatto altre scelte. “Noi presidenti siamo tutti sindaci e questa questione sulla quale dobbiamo lavorare toglie tempo al nostro lavoro, non solo nelle rispettive amministrazioni comunali, ma anche di quelle provinciali che, al momento risultano paralizzate anche per le funzioni che hanno mantenute. E fa rabbia pensare che i due primi sostenitori di questa riforma così mal realizzata siano stati l’ex presidente dell’Anci Graziano Delrio e l’ex presidente della Provincia di Firenze e sindaco Matteo Renzi: sapevano bene cosa sarebbe successo, ma sapevano anche che la gente avrebbe accolto il tutto con indifferenza se non addirittura con soddisfazione, prendendo il tutto per un problema ‘della politica’, mentre così non è. E’ come il gioco delle tre carte. Invece, oltre funzioni importanti come i servizi nel sociale messi a rischio, c’è tutta la questione degli esuberi che è a dir poco delicata, anche se ovviamente faremo di tutto per sfruttare ogni possibilità per scongiurare che qualcuno possa ritrovarsi senza lavoro: ognuno degli enti deve fare la propria parte”.
IL CASO PREMI E INDENNITA’ CONFERMATI
Ma nessuno tocca i super dirigenti
M
entre la Provincia di Rovigo naviga a vista, travolta dalla riforma Delrio, e resta in attesa di sapere quale ruolo avrà in futuro, a palazzo Celio c’è chi se la passa bene: il gruppo dei dirigenti. Nelle scorse settimane, i dipendenti hanno occupato la sede di via Celio per manifestare la propria contrarietà ai tagli al personale previsti dalla riforma. Per 21 di loro l’ente ha già avviato le pratiche di prepensionamento, dato che che possiedono i requisiti per la quiescenza. A quanto pare, però, gli esuberi sono superiori ai 21 futuri prepensionati e questa incognita sta preoccupando tutti i dipendenti e le loro famiglie. Sui dirigenti e sulle posizioni organizzative, invece, piovono premi e proroghe contrattuali. A ridosso di Natale, l’amministrazione non solo ha stanziato 135mila euro per il fondo di posizione e risultato della dirigenza dell’ente, per il quale erano già stati stanziati oltre 225mila euro, ma ha anche prorogato al 31 gennaio l’assegnazione delle posizioni organizzative e delle alte professionalità scadute il 31 dicembre. Con la proroga, sono in arrivo anche le relative indennità, pari a circa 18mila euro. Nulla di illegittimo, sia chiaro, ma il contrasto tra chi teme di ritrovarsi senza lavoro e chi, invece, viene lautamente premiato è evidente. Fr. Ca.
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Argomento del mese 5 L’intervista
lavoratori nel panico Il caso Non è prevista nelle nuove competenze dell’ente “ridisegnato”
La svista clamorosa: così sparirà anche la cultura di Francesco Campi
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’ una vera e propria levata di scudi quella che l’annuncio della chiusura del Sistema bibliotecario provinciale ha generato in provincia di Rovigo. Un rischio contro il quale si sono schierati un gran numero di amministratori e di esponenti del mondo della cultura polesano, come ad esempio Cesare Stella, consulente di Fondazione Aida, Pierluigi Bagatin della biblioteca di Lendinara, Arnaldo Pavarin dell’associazione Barbujani, don Bruno Cappato e Adriano Mazzetti del Seminario Vescovile, Luigi Contegiacomo dell’Archivio di Stato. La questione è esplosa in modo deflagrante pochi giorni prima di Natale e, ad oggi, non sembra avere alcuna soluzione in vista. Già, perché a rischiare di chiudere non è solo il Sistema bibliotecario provinciale ma tutti i servizi culturali erogati dalla Provincia, alcuni dei quali, come il Sistema museale e la rassegna Tra ville e giardini, esistono da oltre dieci anni. La questione nasce dal fatto che tra i servizi annoverati tra quelli fondamentali assegnati ai nuovi enti di area vasta, ovvero alle Provincie recentemente riformate secondo la legge Delrio, non ci sono i servizi culturali. Il Sistema bibliotecario provinciale, che fa parte di questi servizi, è una rete di cooperazione che collega 52 biblioteche polesane (biblioteche comunali, scolastiche e di vari altri enti). Il rischio concreto è che da un giorno all’altro si interrompa il servizio di collegamento settimanale tra le biblioteche per l’interprestito (con i 28mila volumi trasportati annualmente), che ai bibliotecari vengano tolti gli strumenti per registrare e gestire i 36mila utenti ed i relativi prestiti, che vengano interrotti i servizi web, l’accesso al catalogo collettivo e locale (con 400mila documenti registrati), il software gestionale, quello di catalogazione, dell’assistenza tecnica e biblioteconomica, dei contributi per gli acquisti coordinati, dei programmi di promozione alla lettura di rete.
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Parla Laura Negri
“Questa è una vendetta” “Q
uello che mi dà più fastidio è che Matteo Renzi sia anche stato presidente di una Provincia, oltre che, come Delrio, anche sindaco: eppure la riforma che hanno varato è un pasticcio che non solo non produce risparmi, ma crea un caos amministrativo che danneggia le Province, i Comuni, i dipendenti e, in ultima istanza, i cittadini”. E con un misto di tristezza e rabbia che Laura Negri, per dieci anni assessore alla Cultura della Provincia di Rovigo e, di fatto, l’ultima a ricoprire un simile incarico, commenta quello che sta accadendo alle Province e, in particolare, al “suo” settore. Ha avuto modo di parlare con i dipendenti in questi giorni? “Sì. E li ho sentiti amareggiati, preoccupati e demotivati. Anche chi è sicuro di non perdere il proprio posto di lavoro, infatti, in questo momento non sa più non solo cosa dovrà fare domani, ma cosa fare oggi, quale sia il suo ruolo ed il suo compito. Un senso di disorientamento, di incertezza totale, che ovviamente paralizza l’azione della Provincia o di quello che ne rimane”. E per il settore della Cultura in Polesine quale sarà il futuro? “Nero, si rischia una totale disaggregazione di servizi e manifestazioni che, soprattutto in una realtà come la nostra, rischiano di essere accantonati e mar- “Decisioni simili ginalizzati. La palla passa in mano ai appaiono dettate Comuni e, in questo momento, sappia- da astio puro mo quali siano le priorità e le necessità. e fanno solo Alcuni servizi, come le biblioteche ed i gravi danni” musei, possono crescere solo se gestiti in rete. Questo, fra l’altro produceva anche risparmi. Invece, in questo modo diventerà sempre più difficile attrarre fondi ed intercettare i finanziamenti, così come organizzare manifestazioni di qualità. E’ una situazione tragica. Tanto per capire le conseguenze, anche le aperture di Villa Badoer sono in discussione”. Ne parla come se stesse perdendo qualcosa di suo... “In parte lo è, perché tutto l’impegno ed il lavoro di questi anni rischiano di essere gettati al vento non si sa bene nemmeno perché. Visti i livelli di improvvisazione sembra addirittura un dispetto, una ritorsione, quasi a voler placare l’astio che molti hanno verso la pubblica amministrazione gettandone nel tritacarne una parte che ha la sfortuna di trovarsi nell’ente politicamente meno forte”. Le responsabilità del Governo sono macroscopiche, ma la Regione? “La Regione è stata una delusione. Non sembra rendersi conto di quello che sta accadendo e si sta perdendo tempo. Eppure a parole è da anni che a Venezia si parla di una legge di riordino. Ora che non se ne può più fare a meno, invece, temporeggiano e rinviano. ”. Qualche soluzione? “Di certo non è facile, perché la volontà sembra proprio quella di disintegrare tutto e creare il caos. L’ultima ancora di salvezza per il Polesine può venire da Rovigo, se davvero si crede nell’importanza di un ruolo di coordinamento svolto dal Comune Fr. Ca. capoluogo. Per ora, però, non è certo stato così”.
6 Rovigo Strade sicure Sull’asfalto disastrato nuove accuse: “Come la Salerno Reggio”
Viale Trieste: nuove scritte, rabbia vecchia La breve luna di miele col commissario è finita Per i residenti la situazione è insostenibile di Elisa Dall’Aglio
Per l’imbrattamento
ADESSO IL RISCHIO E’ LA QUERELA
L
a luna di miele è già finita. Se mai c’è stata è durata poco. Ma poco davvero. Il tempo di ascoltarsi, provare a capirsi, rendersi conto che si viaggiava su due binari del tutto divergenti. I residenti di viale Trieste e il commissario prefettizio Claudio Ventrice, alla guida di Palazzo Nodari dallo scorso 15 luglio, non si sono trovati. I primi giudicano il secondo non abbastanza ricettivo di fronte alle loro istanze. Il commissario magari reputa i residenti un po’ troppo intolleranti. E allora è tornato il momento della lotta a colpi di vernice spray. Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio scorsi, un sabato e una domenica, sono di nuovo comparse le scritte a vernice spray bianca che spesso avevano tenuto banco nel recente passato. Con una novità. In precedenza la rabbiosa ironia dei residenti si era appuntata soprattutto sulla velocità eccessiva alla quale alcuni automobilisti affrontano la strada residenziale. Questa volta invece l’indice è puntato soprattutto contro le condizioni del manto stra-
IL CASO
I
Triste ironia sull’asfalto: nella foto, una delle scritte dale. Di qui la grande scritta che paragonava apertamente viale Trieste all’autostrada Salerno Reggio Calabria. Ossia il tracciato che nell’immaginario dell’italiano medio è - non in maniera peregrina - lo stereotipo del cantiere permanente e mai finito. Il tutto senza dimenticare i circoletti di vernice bianca che sono tornati a evidenziare buche e avallamenti. La soluzione insomma è lontana. Anche perché viale Trieste non è stato inserito nel novero di strade che saranno sistemate
a breve. Lo si è appreso lo scorso 7 gennaio. E ovviamente i residenti non l’hanno presa troppo bene. Anche perché era da tempo che si attendeva un radicale intervento di sistemazione. Dai la tua opinione su questa notizia su:
l ritorno delle scritte rischia di riportare di attualità una questione della quale si era già parlato in occasione delle prime manifestazioni di “dissenso” spray. Manifestazioni che non erano per nulla piaciute al commissario prefettizio, che aveva anche adombrato la possibilità di presentare querela per quello che, da questo punto di vista, sarebbe un imbrattamento bello e buono. Il problema è che allo stato non si sa in alcun modo chi sia colui che, ormai da mesi, ogni Il commissario Claudio Ventrice tanto mette mano alla bomboletta e scrive. Se è indubbio che le famiglie sono rappresentate, per manifestare il proprio disagio per le condizioni della strada, da Massimo Veronese, è altrettanto vero che lo stesso Veronese si è sempre detto estraneo al fenomeno. Certo, si è fatto interprete in varie occasioni e in varie sedi del malcontento delle decine di famigle che abitano in viale Trieste, ma ha chiarito in ogni circostanza di non avere nulla a che fare con le scritte. Resta da vedere ora se la nuova comparsa di “graffiti” spingerà il commissario ad adire le vie legali. E.D.A
UNA PROTESTA ANCORA VIVA
La città sarà insieme a Ferrara uno dei nodi culturali
AZZALIN: “IL PARCO INTERREGIONALE SARÀ UNA RISORSA PER ADRIA”
“A
volte bisogna saper prendere spunto dagli esempi degli altri. Ferrara sicuramente ha molte carte in più da giocarsi rispetto ad Adria come l’università e festival importanti. Eppure, in questi anni ha puntato moltissimo sul Parco del Delta del Po, ben sapendo che da lì sarebbero potute nascere importanti opportunità. Forse anche Adria potrebbe far valere di più il suo ruolo di ‘porta del Delta’ e iniziare a pensare a come inserirsi in un percorso di valorizzazione del Parco e delle connesse occasioni di sviluppo, del turismo e dei servizi, della logistica e della sua stessa produzione nel settore primario”. Il consigliere regionale Graziano Azzalin lancia ad Adria l’invito a sfruttare l’occasione che la legge di riordino delle Aree protette può offrire. “In questo momento in commissione sono in discussione tre diverse proposte di legge di riordino dei Parchi naturali, una della Giunta, una che ho presentato personalmente ed una dei Comuni del Parco dei Colli. Ancora non si sa quale piega prenderà il testo finale sul quale stiamo dibattendo da tempo, ma quello che è certo è che la Regione deve trovare un modo per mettere a valore le aree naturali che ricoprono circa il 23% del territorio veneto. E, un ruolo particolare, indubbiamente, lo avrà il Parco del Delta del Po per il quale credo che la strada migliore possa essere quella dell’interregionalità”. Proprio un Parco interregionale del Delta del Po potrebbe essere, secondo il consigliere polesano, una freccia in più per il rilancio di Adria: “Proprio come Ferrara può rappresentare uno dei fulcri di questo possibile grande parco, così anche Adria
E
deve immaginare un proprio ruolo. Non si tratta di accettare vincoli stringenti, ma di immaginare una sorta di marchio di qualità che possa caratterizzare il territorio ed i suoi prodotti, rendendolo spendibile ed appetibile tanto sul mercato italiano quanto europeo. Il turismo naturalistico e l’enogastronomia di qualità, anche se rappresentano delle nicchie, hanno registrato una crescita interessante anche in questi anni di crisi: perché non pensare di approfittarne?”
’ ormai da mesi, se non da anni, che le famiglie di risolvere alla radice il problema. E i promblemi strutturali viale Trieste sono mobilitate. Il problema centrale non sono mai stati risolti definitivamente. Ora la strada è sono le condizioni della strada. Costellata di buche anche rimasta fuori dal novero di quelle per la cui sistee affossamenti. Ma non solo: c’è anche la questione del mazione sarà impiegata una cospicua somma. Una novità traffico di mezzi pesanti che, segnalano i residenti, pro- appresa lo scorso 7 gennaio. La soluzione, insomma, è voca vibrazioni intollerabili per abitazioni di costruzione ancora di là da venire. E lo scontento appare destinato non recentissima. Infine, la problematica della velocità a restare. alla quale la strada viene percorsa A fare da contorno a tutto da numerosi automobilisti, giudicata I cantieri non questo le scritte periodicamente hanno risolto comparse sull’asfalto. Prima delle inadeguata dai residenti. ultime l’ironia dell’ignoto autore si C’è stata anche una petizione, definitivamente era appuntata soprattutto sul fatto firmata da un centinaio di famiglie, i vari problemi che i veicoli transitino spesso a una per chiedere un interessamento del segnalati velocità assolutamente eccessiva. Comune. I segnali non sono mancati: è stato installato un cantiere per risolvere l’annoso pro- Di qui la dicitura vergata a vernice spray in alcuni tratti blema dello stato delle condutture dell’acqua, individuato della strada: “Curva Ascari”, “Curva della morte”, “Picome causa dei frequenti avvallamenti e cedimenti. In sta di decollo”. Altro bersaglio era stato il commissario alcune occasioni la polizia locale ha presidiato la strada ar- prefettizio, evidentemente secondo l’ignoto autore delle mata di autovelox mobile per dissuadere dal trasformare il scritte non abbastanza sollecito a rispondere alle istanze dei residenti. tratto interessato in circuito. Adesso invece il bersaglio diventa lo stato dell’asfalto Ma, per esempio, segnalano i residenti, non sono arrivati i dissuasori di velocità che avrebbero consentito di della strada. E.D.A.
8 Rovigo Il caso Dal 1° gennaio in vigore la nuova legge, ma i Caf non sono ancora attrezzati
Nuovo Isee, è subito caos di Elisa Dall’Aglio
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L’allarme inascoltato: subito adeguamento sismico di Paolo Spagna*
segue da pag.
L’indicatore è fondamentale per accedere alle prestazioni sociali agevolate. Ma c’è un inghippo
er molti cittadini che hanno bisogno di prestazioni sociali agevolate il risveglio nel 2015 non è scevro di brutte sorprese: dal primo gennaio, infatti, è entrato in vigore il nuovo modello per il calcolo dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), lo strumento usato per accedere, appunto, ai servizi sociali agevolati, ma anche per iscrivere i figli all’asilo e all’università. Quella che doveva prendere vita come una semplificazione delle regole da parte del governo, in realtà si sta trasformando, obtorto collo, in una corsa ad ostacoli per gli utenti, specie per quelli, i più, che non hanno la possibilità economica di appoggiarsi a un commercialista. Troppo complicato, infatti, fare da soli e i Caf, ovvero i centri di assistenza fiscale deputati a farlo, a cui la maggioranza di famiglie e anziani si rivolgeva fino all’anno scorso, hanno per ora le mani legate. Il perché di questa situazione kafkiana è presto detto: la convenzione tra i Caf e l’Inps, cioè il destinatario ultimo della dichiarazione sostitutiva in cui andrà inserito anche il nuovo Isee, non è ancora operativa. Pertanto, in questo momento, assicurare il servizio di calcolo del nuovo Isee da parte dei Caf risulta un’impresa. Piove sul bagnato, per dirla in parole povere, perché ad avere l’obbligo di calcolarlo sono tiche spiega: “Il nuovo Isee è stato approvato da proprio i cittadini bisognosi di servizi e di cure (come più di due anni e ancora non è possibile certificarlo. anziani non autosufficienti e Il tutto mentre già dal primo di persone disabili) e i nuclei fa- Pavarin di Articolo gennaio di quest’anno è obblimiliari meno abbienti con figli 32 punta il dito gatorio presentarlo, così come contro i gravi a carico. modificato, per la richiesta di I pochi utenti che hanno ritardi nel dare tutte le prestazioni sociali ageprovato ad arrangiarsi, segnala- corso alla norma volate, anche quando si tratta no che l’interfaccia informatica dell’assistenza domiciliare o reche permette ai Caf di comunicare con l’Istituto di sidenziale per le persone disabili e non autosufficienprevidenza non è ancora completata e non è in ti e di tutti gli altri servizi a loro indispensabili”. Segrado di supportare la novità. Cristiano Pavarin, condo i Caf la platea di coloro che usufruiranno di esponente di Comitato articolo 32 per la salute e servizi e prestazioni legati alla situazione economica il sociale, che segue tradizionalmente queste tema- potrebbe ridursi del 20%. In teoria la riforma dovreb-
L’ESPERTO
Intervento
Prestazioni mediche e sociali agevolate: per richiederle e ottenerle continuerà a fare testo l’Isee (Indicatore situazione economica equivalente). Dal 1° gennaio la legge è cambiata
be permettere di identificare meglio le condizioni di bisogno della popolazione, consentendo allo stesso tempo di contrastare le tante pratiche elusive ed evasive che caratterizzano le prestazioni sociali. In pratica, secondo i Caf, sarà molto diverso. Il nuovo documento restringerebbe la platea degli aventi diritto a usufruire di prestazioni sociali, sconti e agevolazioni: il 20% dei nuclei familiari ora coperti, potrebbe ritrovarsi con le regole cambiate ‘in corsa’. Il nuovo Isee conterrà più informazioni, specie quelle finanziarie (bot, titoli, conti correnti). Ragion per cui emergerà un patrimonio fino ad ora non dichiarato, che a tutti gli effetti andrà a costituire reddito.
Nulla! Anzi, con l’approvazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici delle modifiche alle Norme Tecniche per le Costruzioni, norma fondamentale per la sicurezza delle persone, di fatto si è registrato un grosso passo indietro rispetto alla consapevolezza che il rischio sismico passa inevitabilmente dalla conoscenza geologica del territorio, introdotta con le norme post Irpinia. In questi giorni si torna quindi a parlare nuovamente di normativa sismica e di adeguamento alle reali condizioni di rischio della penisola, dopo che ogni evento calamitoso (San Giuliano di Puglia, L’Aquila, Emilia-Romagna, etc.) ha dimostrato la carenza e l’inefficacia dei provvedimenti fin qui adottati. Nel nuovo testo delle Norme Tecniche per le Costruzioni, peraltro cogenti dal 1° luglio 2009, si è infatti preferito trovare un illogico compromesso per gli edifici esistenti, che richiederanno così un adeguamento antisismico con criteri differenti (e meno stringenti) rispetto al nuovo, tralasciando completamente la conoscenza puntuale delle condizioni geologiche del sito, che rappresentano, invece, le condizioni principali per la propagazione delle onde sismiche. Un testo che alcuni, imprudentemente o strumentalmente, hanno definito “un grande passo verso le normative europee (…)”, “(…) una soluzione che rende più semplici gli interventi sugli edifici esistenti”, senza considerare, però, che in Europa non esistono Paesi con una sismicità pari a quella italiana e soprattutto con un patrimonio edilizio, storicomonumentale, così ricco e numeroso. Tra l’altro, si registra spesso in giro per l’Italia che gli edifici maggiormente datati sono proprio quelli che ospitano istituti scolastici e quindi con un rischio elevatissimo, un esempio che da solo è sufficiente a far capire come le scelte operate dal Consiglio superiore lavori pubblici siano del tutto antitetiche rispetto a quanto auspicato da Pertini 34 anni fa. Purtroppo, il grido di allarme dei geologi è tanto forte quanto inascoltato.
*Presidente Ordine dei Geologi del Veneto
Quel che c’è da sapere
COL NUOVO INDICATORE FARANNO REDDITO PURE GLI ASSEGNI FAMILIARI
ristiano Pavarin, referente del Comitato articolo 32 sanità e sociale, spiega: ”Prendiamo il caso di due coniugi separati o divorziati: il marito che dà l’assegno di mantenimento alla moglie, può detrarne una parte; la moglie che lo percepisce lo deve inserire nel reddito. In caso di famiglie meno abbienti che ricevano gli assegni familiari per i figli, o di una madre sola che non lavora perché ha un figlio disabile a carico, è lo stesso: una parte dell’im-
porto ricevuto va ad aumentare il reddito, che così non risulta più zero”. Senza contare, poi, che i municipi potranno variare le fasce di appartenenza a seconda delle esigenze di bilancio. Considerata la condizione in cui versano le casse delle amministrazioni, è lecito pensare che potranno essere messe in discussione le esigenze di molti rodigini e polesani che, fino a al giorno prima, ricadevano nell’erogazione di alcuni servizi. “L’unico aspetto positivo del-
1
la riforma avviata il mese scorso – prosegue Pavarin - insieme alla chiarezza normativa, è l’Isee corrente. Fino a ieri, infatti, il conteggio ha sempre fatto riferimento alla situazione economica fotografata dalla dichiarazione dei redditi passata. L’Isee corrente, invece, permette di aggiornare la propria condizione reddituale, facendo sapere in tempo reale, agli enti erogatori, se sono intercorse variazioni”. E.D.A.
Cristiano Pavarin di Articolo 32
Rovigo 9 Dai la tua opinione su questa notizia su:
Politica Intanto per ora il centrodestra rimane alla finestra in attesa
Primarie, scossa nel Pd La candidatura di Monini scatena un putiferio Inutili però i tentativi di escluderlo dalla corsa di Francesco Campi
A
Rovigo si accende la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Mentre a destra tutto tace, a sinistra già si l’atmosfera è rovente. E questo in virtù di un colpo di scena dell’ultimo minuto in vista delle primarie che si terranno il prossimo 8 febbraio. Alla prima candidatura presentata con larghissimo anticipo da Federico Frigato, già candidato sconfitto da Bruno Piva nel 2011, si è infatti aggiunta quella dell’ex capogruppo Pd in consiglio comunale Nadia Romeo con l’endorsment nemmeno troppo velato
Regione
La segreteria del partito invece propende in modo deciso per il nome di Nadia Romeo del segretario provinciale Julik Zanellato. La sua candidatura è, fra l’altro, funzionale ad un accordo con il Nuovo centrodestra guidato da Paolo Avezzù. Anche l’Idv ha presentato il proprio candidato, la professoressa Elena Lattanzio, mentre il Psi ha messo in pista l’architetto Roberto Pugiotto.
Ma la candidatura che ha dato una scossa alla competizione interna al centrosinistra è stata quella di Alessandro Monini, direttore della Cna di Rovigo, che ha subito raccolto attorno a sé il consenso più o meno velato della minoranza del Pd, insieme a quello del gruppo civico Rovigo Bene Comune ed il “sostegno esterno” di Sel. La sua “discesa in campo” ha sparigliato le carte al punto che la segreteria del Pd che, com’è detto è schierata a favore di Nadia Romeo, aveva introdotto nel regolamento per le primarie un passaggio nel quale si richiedeva che i
Interpellanza a Zaia INTANTO PROSEGUE LO SCONTRO TRA COPPOLA E MARANGON
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opo essere rientrato in consiglio regionale, lo scorso 16 dicembre, Renzo Marangon, ex assessore all’Urbanistica nella giunta Galan, prosegue la propria battaglia contro la collega di partito ed attuale assessore regionale Maria Luisa
Alessandro Monini, direttore della Cna Rovigo candidati fossero iscritti ad un partito o sostenuti da un comitato civico. La norma, che secondo qualcuno è stata introdotta per mettere i bastoni fra le ruote a Monini, non gli ha in realtà creato problemi in quanto le primarie, che non sono di partito, ma aperte, devono per loro stessa natura prevedere la possibilità di candidati sostenuti da comi-
Coppola. Nei giorni scorsi Marangon ha infatti presentato un’interrogazione al governatore Luca Zaia per sapere i motivi che lo hanno portato a mantenere Coppola in giunta dopo che una sentenza del 19 novembre scorso l’ha dichiarata decaduta dal ruolo di consigliere. In aula, al suo posto, è entrato appunto Marangon. Il consigliere ha impiegato quasi cinque anni per rientrare a palazzo Ferro Fini: cinque anni di battaglie legali nelle aule dei tribunali, tra sentenze, ricorsi ed un faldone sparito
giusto il tempo di far rinviare un’udienza. Ma alla fine ce l’ha fatta. Ora siede in consiglio tra i banchi di Forza Italia, accanto al proprio capogruppo Leonardo Padrin. Il motivo della decadenza di Coppola da consigliere è legato allo sforamento del tetto massimo di spesa, pari a 40mila euro, sostenuto durante la campagna elettorale delle regionali 2010. Al termine di quelle elezioni, l’assessore è risultata eletta con circa 16mila voti. Fr. Ca.
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tati civici. Ed è quello che, probabilmente accadrà con Alessandro Monini che, il giorno della presentazione della propria candidatura, ha visto affollarsi in Gran Guardia una platea ampia e variegata. La competizione per la poltrona di sindaco è già cominciata, anche se per ora la battaglia è tutta interna al centrosinistra.
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10 Rovigo Il Tempio Un contributo trovato in extremis consente di scongiurare la “serrata”
Il commissario ha salvato la Rotonda Non è invece tramontata l’ipotesi partorita nel corso della crisi: fare pagare il biglietto
CONCORDI Pace fatta anche con l’Accademia E’ stato trovato un buon accordo
di Elisa Dall’Aglio
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e vicende che ruotano attorno al tempio della Beata Vergine del Soccorso sembrano tratte da un film. Come in ogni pellicola che si rispetti, anche in questo caso il lieto fine c’è, eccome: a prolungare la vita della Rotonda, che ha rischiato di serrare i battenti, questa volta è stato il commissario straordinario. Che ha approvato un primo progetto di ristrutturazione del porticato esterno, finanziato dalla Fondazione Cariparo con 250mila euro. Il perimetro versava da tempo in condizioni critiche ed era stato transennato per sicurezza. Ma an- Il Tempio della Rotonda, uno dei cor prima, Claudio Vetrice aveva anche sbloccato l’erogazione di una seconda tranche, arrivata a Andreotti; sia per averci donato questo contributo sorpresa dopo la prima di fine ottobre, che ha sia, soprattutto, per aver creduto in noi riguardo reso concreto un contributo ‘natalizio’ transitato alla gestione della struttura sacra”. Lo stesso cda, infatti, era prossimo al rinnovo sul conto corrente del cda del Tempio. Un bel con due membri che avesollievo per i componenti del vano già dato le dimissioni sindacato della storica chiesa, Finalmente sarà poco prima che il fulmine a rischio chiusura per man- possibile versare a ciel sereno si abbattesse canza di fondi. I 10mila euro anche le stanziati a fine anno, sommati spettanze sulla storica struttura di piazza XX settembre. “Luai 12.500 di ottobre, costi- del sacrista ciano Zanforlini e Gabriele tuiscono dunque una discreta somma per scongiurare il rischio serrata ventilato Cappato – prosegue – se n’erano andati. Io, il mesi fa dal presidente Orazio Capellari. “Siamo presidente Orazio Cappellari ed Eva Grandi temeestremamente grati al commissario Ventrice – vamo per il nostro futuro a capo della gestione spiega uno dei componenti il sindacato, Graziella della Rotonda, quando dal Comune ci è arrivata
T
ra Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi è esplosa a pace. Dopo anni di contrasti e veri e propri scontri sui finanziamenti che palazzo Nodari è tenuto a corrispondere all’ente culturale, le polemiche sulle difficoltà ad erogare il servizio della biblioteca e a garantire lo stipendio al personale (al punto da sospendere lo scorso luglio l’attività), il commissario del Comune Claudio Ventrice e il presidente dell’Accademia Enrico Zerbinati sono arrivati ad una intesa. Pace fatta, insomma, e messa nero su bianco attraverso un accordo che soddisfa entrambe le parti. Da una parte, l’Accademia ha ritirato il decreto ingiuntivo presentato nei confronti del Comune quando ancora non era commissariato, decreto con il quale chiedeva le fossero corrisposti 370mila euro. Dall’altra l’amministrazione si è impegnata ad erogare un finanziamento di 250mila euro ed ulteriori 91mila euro che poi l’Accademia ha “girato” nuovamente al Comune (per estinguere un credito che palazzo Nodari vantava nei confronti dell’ente rilevato dal Ministero delle finanze nel 2012). In questo modo, entrambe le parti sono arrivate ad una conciliazione: “I crediti pregressi vantati reciprocamente, relativamente a periodi anteriori, si ritengono compensati ed estinti”, è scritto.
simboli della nostra città la sperata conferma che, invece, si protrarrà fino al prossimo giugno”. Riguardo a un altro tema caldo, quello relativo a un eventuale pagamento del biglietto d’ingresso per visitare la storica chiesa, progettata a fine ‘500 da un collaboratore del Palladio, la situazione è bloccata in standby. “Su questa decisione non abbiamo ancora novità - fa sapere Graziella Andreotti – e neppure sui prossimi contributi che il Comune potrebbe farci avere”. Intanto, i soldi arrivati sono stati utilizzati dal sindacato per pagare le intere mensilità arretrate al sacrista: “Purtroppo non riceveva lo stipendio da luglio 2014” – continua - e quelli avanzati serviranno per pagare i dipendenti e le spese spicciole”.
NEWS Reddito di ultima istanza
SOCIALE, IL PROGETTO DEL COMUNE HA FATTO SCUOLA PURE IN REGIONE
I
l Polesine si è aggiudicato il 12 gennaio una somma di 126mila 895 euro per il sostegno dei cittadini socialmente disagiati. Ma, quello che colpisce, è che la giunta regionale, che ha approvato l’erogazione del contributo di un milione e mezzo di euro da distribuire a tutto il Veneto, si sia ispirata proprio al capoluogo. “Abbiamo preso a esempio la positiva esperienza fatta nel 2004 dal comune di Rovigo – spiega l’assessore di palazzo Balbi, Davide Bendinelli – mediante il progetto di Reddito di ultima istanza, che ha avuto concrete ricadute positive”. In sostanza, come ai tempi della giunta Avezzù, chiunque viva una situazione di disagio in questo momento di grave crisi economica ed è tagliato fuori dal mondo del lavoro, come persone con una patologia cronica, con un basso livello di scolarizzazione o over 55enni disoccupati da tempo, può ricevere un sostegno del reddito, o per il reinserimento sociale o lavorativo. “Il supporto economico non è fine a se stesso – prosegue Bendinelli – ma punta a rimettere in gioco i soggetti socialmente più disagiati con attività di tutoraggio e di accompagnamento, facilitando il contatto non episodico con servizi sociali indispensabili come il Sert, il servizio alcologico, il centro di igiene mentale”. La somma destinata al territorio tra Adige e Po è stata calcolata, come per le altre sei province, mediante una quota fissa uguale per tutte a cui si è aggiunta una quota variabile, a seconda dell’effettivo numero di residenti nel 2014. E. D. A.
Assistenza ai profughi
La statistica
A
I
ASILO POLITICO NEGATO AI MIGRANTI LE RASSICURAZIONI DEL PREFETTO
silo negato da parte della commissione preposta, con sede a Gorizia, a quattro profughi maliani ospitati all’ostello Canalbianco di Arquà Polesine. Due di essi hanno già presentato ricorso al tribunale ordinario, col prezioso aiuto offerto dagli avvocati di strada. Ma il problema è più ampio: sia per i tempi decisionali, ingessati dalla burocrazia e dall’elevato numero di migranti richiedenti asilo, sia per il fatto che gli stranieri senza permesso di soggiorno, candidati allo status di richiedente asilo, in Polesine sono ben 66 (dal Mali, Gambia, Ghana, Senegal, Pakistan e Bangladesh). E ora, tutti sono terrorizzati dall’idea che le loro domande siano cassate dalla commissione friulana. Dal canto suo, il prefetto Francesco Provolo fa sapere che “è pronto il decreto ministeriale per creare una commissione a Verona una sottocommissione a Padova, con competenza per il Polesine. Questo dovrebbe snellire i tempi di attesa e sedare gli animi”. Il rappresentante del governo a Rovigo, inoltre, getta acqua sul fuoco a proposito della presunta protesta che alcuni di questi ospiti avrebbero voluto inscenare, sfilando sotto la sede di via Celio, prima di esserne dissuasi in maniera pacifica dalle forze dell’ordine: “Più che una protesta, la definirei un malumore – ha ridimensionato il prefetto – la situazione è assolutamente pacifica”. Come conferma anche la cooperativa Porto Alegre, da anni a fianco degli immigrati giunti in Polesine attraverso i viaggi della speranza. E. D. A.
I RODIGINI SONO LEADER REGIONALI PER LE RICHIESTE DI CREDITO
rodigini nel corso del 2014 hanno chiesto agli istituti bancari più finanziamenti rispetto all’anno precedente: + 11,8%, contro il + 9,4% di Padova o il + 9% della città lagunare. A dirlo è il Cnif (società specializzata nelle soluzioni a supporto dell’erogazione e gestione del credito retail). Va precisato che l’intera Penisola ha segnato un aumento di domande, sempre considerando dati medi, con il Nordest a fare da capofila. Tenendo conto che le banche hanno da tempo iniziato a chiudere i rubinetti del credito, selezionando con sempre più rigore i destinatari dei finanziamenti, il risultato per il Polesine è positivo e indica che qualcosa si muove: nonostante la perdurante crisi economica dell’area euro che ha congelato i consumi di tutti gli italiani, da noi non si rinuncia a investire. Tuttavia, un particolare fa riflettere: stando sempre ai dati diffusi dal Cnif, le somme richieste in prestito tra Adige e Po sono basse, sempre in relazione al resto della Regione: 46mila euro in media, mentre i ‘cugini’ veronesi e vicentini, per citare un esempio chiarificatore, si sono lanciati per provare a ottenere importi che sfiorano i 100mila euro. Il motivo potrebbe essere trovato nella diffusione, nel nostro territorio, di piccole e medie imprese che chiedono sì prestiti, ma non si sbilanciano troppo a investire oppure utilizzano il denaro ottenuto per coprire pregressi debiti che ne ingessano l’attività. E. D. A.
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12 Rovigo Sicurezza sul territorio Ecco il bilancio da gennaio a novembre 2014
I dati della questura: un sorriso a metà I reati sono segnalati in calo rispetto al 2013 In aumento tuttavia i furti in appartamento di Elisa Dall’Aglio
La Polizia postale al lavoro
I SOCIAL DANNO DA FARE AGLI INVESTIGATORI
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’ un bilancio a due facce quello della questura, relativo all’andamento dei reati in Polesine dal 1° gennaio al 30 novembre 2013. Se infatti da un lato i reati in generale sono in calo, dall’altro si deve evidenziare come alcune fattispecie siano in crescita. Per quanto non ci siano motivi di allarme particolare. Tra le tipologie di reato che hanno avuto un incremento ci sono i furti in generale e i furti in appartamento in particolare. Il classico caso insomma in cui il comune sentire viene confermato dall’elaborazione statistica. I furti commessi in provincia in questo periodo sono stati 4436. Di questi 1006 sono stati messi a segno ai danni di private abitazioni, 318 di esercizi commerciali e 596 ai danni di auto in sosta. Pure questo un fenomeno che negli ultimi mesi ha destato più di una (legittima) preoccupazione. Riflettendo sul medesimo periodo, i furti in abitazione erano stati 950 nel 2013 e i furti ai danni di esercizi commerciali 306. Come si vede, incrementi comunque
IL PARTICOLARE
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I furti in abitazione sono in lieve aumento contenuti. Drastico calo delle rapine: sono state in tutto 21, mentre nel 2013 erano state 59 e nel 2012 furono 51. Passando all’esame dei reati nel loro complesso, l’anno appena concluso ne ha visti verificarsi 7661. Un dato che equivale a una diminuzione dell’1% rispetto al 2013 e del 4% rispetto al 2012. Deciso incremen-
to dell’attività repressiva: le 676 denunce a piede libero significano un +17%, mentre i 46 arrestati portano a un aumento del 60% sul 2013. Dai la tua opinione su questa notizia su:
social network e la loro diffusione mettono anche gli inquirenti più esperti di fronte a nuovi fenomeni e nuovi modi di delinquere. Accade per esempio alla polizia postale che, nell’anno da poco concluso, si è trovata ad avere a che fare con 12 casi di molestie e diffamazioni via web, in grandissima maggioranza per episodi avvenuti online. Accanto a queste problematiche decisamente nuove ce ne sono altre decisamente recenti, ma alle Polizia postale quali ormai gli investigatori sono avvezzi da qualche anno. Le truffe online, che mietono vittime con cadenza allarmante: ben 140 le denunce che sono state proposte al personale specializzato. Discorso simile per quanto riguarda le clonazioni di bancomat e carte di credito, spesso avvenuti a seguito del fenomeno del phishing: l’ignaro internauta viene indotto a comunicare i propri codici segreti tramite avvisi e richieste ingannevoli. Da gennaio a novembre scorsi sono state 104 le segnalazioni di questo tipo presentate. In Polesine poi, rispetto ad altre province venete, gli investigatori della postale si sono imbattuti con una certa frequenza nello scambio e nella diffusione di video e immagini erotici tra minori. Magari diffusi per primo da uno dei due componenti di una giovane coppia e quindi “ripresi” dagli amici, il tutto in svariate circostanze senza rendersi conto che comportamenti del genere equivalgono a un reato. E.D.A.
IL FUTURO SOS: TAGLI PESANTI
DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA. ACTIONAID È INSIEME A CHI OGNI GIORNO RIVENDICA I PROPRI DIRITTI. È INSIEME A CHI NON RIMANE IN SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE SOCIALI, FAME E POVERTÀ. È INSIEME A CHI VUOLE FARSI SENTIRE PER CAMBIARE LE COSE. UNISCI ANCHE TU LA TUA VOCE SU ACTIONAID.IT
IL DIRITTO DI CAMBIARE
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rchiviato un bilancio nel complesso positivo, il futuro non si annuncia per nulla roseo. E non certo per la cattiva volontà della polizia e delle forze dell’ordine in genere. Quanto piuttosto per le risorse sempre più risicate che il Governo è disposto a mettere in campo. Risorse non solo economiche, ma anche umane: è ormai da tempo che i numeri dei pensionamenti superano di gran lunga quelli delle nuove assunzioni. Con un effetto immediato: la progressiva riduzione degli operatori della sicurezza. A questo si deve aggiungere anche la progressiva riduzione delle dotazioni. Di recente ha fatto scalpore a Rovigo il caso, denunciato dal sindacato Siulp, Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia, del dimezzamento dei giubbotti antiproiettile in dotazione al personale della questura di Rovigo. Una spending review estrema che rischia di attuarsi sulla pelle dei poliziotti. Una riduzione del genere nel numero dei giubbotti antiproiettile signfica infatti che, in caso di servizi straordinari, la dotazione di sicurezza non sarebbe più garantita per tutti. E non è che l’ultimo caso di una serie cominciata con le nuove divise degli operatori di Volante, di fatto lasciati con un unico paio di pantaloni. Il tutto senza contare il blocco degli stipendi del quale da tempo i poliziotti, come quasi tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, stanno facendo le spese. I probemi, insomma, ci sono. Allo stesso modo desta preoccupazione la riorganizzazione in atto della presenza della polizia di Stato sul territorio della
A Rovigo è stato dimezzato il numero dei giubbotti antiproiettile provincia, così come su quello italiano in genere. Una riorganizzazione ovviamente vista al ribasso, per contenere i costi. Al momento è certa la soppressione della sezione di polizia postale, che molto probabilmente dovrebbe finire aggregato alla mobile, anche se non ci sono certezze definitive in questo senso. Prevista anche la chiusura, tranne che per il periodo estivo, della squadra nautica del commissariato di Porto Tolle. Operazioni che paiono mettere a rischio professionalità importanti, senza la garanzia che non vadano disperse. E.D.A.
Rovigo 13 Scuola La sentenza della Corte europea potrebbe cambiare la situazione
Per i tanti prof precari ora c’è una speranza di Sara Dainese
“P
recario”, oggi, sembra essere diventato quasi un sinonimo di insegnante. Già, perché tra il personale docente il tasso di coloro che insegnano ogni anno solo per qualche mese è altissimo. Ma nel novembre scorso, la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza senza precedenti: non si può assumere un insegnante di anno in anno senza garantirgli una prospettiva di assunzione a tempo indeterminato. Dovrebbero, quindi, entrare a ruolo (l’assunzione a tempo indeterminato nell’istruzione si chiama così) coloro che abbiano prestato almeno 36 mesi di servizio. In Polesine, all’inizio dell’anno scolastico, i pensionamenti e l’aumento delle classi in diversi istituti hanno fatto sì che alcuni insegnanti potessero passare a ruolo e che molti supplenti abbiano preso servizio, seppur a termine. Situazione, quella del precariato, che per alcuni insegnanti polesani è una consuetudine: “Quest’anno ho preso servizio il 1 settembre e andrò fino al 30 giugno – racconta Fulvia Paolino, docente di inglese - Questo si ripete da ben 16 anni, quindi si può immaginare quanto si possa perdere la speranza man mano che gli anni passano e tu vieni sempre scavalcata ogni riapertura di graduatoria”. Fulvia non è l’unica ad essere da diversi anni nel limbo del precariato: “Sono 7 anni che sono precario, la collega prima di me lo è stata per 24 anni – racconta Andrea Pizzo, insegnante di discipline pittoriche - Ci guadagnamo col sudore un posto che sareb-
Ci sono casi di prof precari da oltre 20 anni. E non sono troppo rari be nostro di diritto”. Per qualcuno, invece, l’incertezza si rinnova di mese in mese: “Mi hanno chiamata per un mese circa, tra ottobre e novembre, ad Adria – racconta Elisa Ballotta, giovane docente di inglese - Poi da metà novembre mi hanno chiamata in un’altra scuola a Rovigo. Il mio contratto scadeva con le vacanze di Natale, ma mi hanno richiamata a gennaio, per un altro mese”. Ma questa sentenza “rivoluzionaria” cambierà qualcosa? Qualcuno dei precari storici polesani potrà finalmente guadagnare la stabilità? “A quanto è dato capire, parrebbe di sì – racconta Ermanno Ferretti, docente di storia e filosofia a Castelmassa - La sentenza dice che dopo 3 anni di supplenze si deve essere assunti; io di anni ne ho fatti ormai 8, però non sempre consecutivi. In ogni caso sono in graduatoria ad esaurimento da quando è stata istituita, quindi spero proprio che o per la sentenza europea, o per
Finalmente è stato fissato un limite ai contratti a termine che sono possibili
La Corte di Giustizia dell’Ue ha fissato il principio
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le promesse di Renzi questo possa essere l’anno buono”. La speranza, quindi, c’è anche se la situazione può sembrare critica: “Non credo sarò tra i prossimi assunti, ma continuo comunque a sperare”, afferma Silvia Nonato, giovane docente di italiano e storia alle scuole medie e agli istituti tecnici. E’ difficile, anche per chi nella scuola lavora da anni, capire se e quando la situazione potrà davvero cambiare in Polesine come nel resto del Paese: “Penso che, con tutti i proclami che ha fatto, il governo voglia intanto regolarizzare i precari storici, e quindi abolire le graduatorie a esaurimento. Per i precari più giovani, invece, non so: in un mondo che funziona il precariato nel pubblico impiego dovrebbe durare al massimo 3 anni, ma nella scuola se ne sono viste di tutti i colori”. Alcuni insegnanti hanno un piano B, altri no perché credono nel loro sogno di poter vivere solo di ciò che amano fare, in attesa che la scuola cambi e che le promesse fatte vengano finalmente mantenute.
IL CASO La pronuncia dell’Ue
LO DICE L’EUROPA: “L’ITALIA SBAGLIA”
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o scorso 26 novembre la Corte di Giustizia europea ha emesso una sentenza chiara che ha fatto esultare moltissimi docenti precari: l’Italia ha abusato dell’utilizzo di contratti a termine nel mondo della scuola. Facendo un passo indietro la questione sta nella mancata applicazione della direttiva 1999/70/Ce del Consiglio del 28 giugno 1999 che prevede l’assunzione per coloro che abbiano prestato 36 mesi di servizio, anche non continuativi. E sulla questione si era già pronunciata la Commissione europea nel 2010, anno in cui si comincia la battaglia legale di sindacati e docenti precari che porterà alla sentenza pronunciata lo scorso novembre, dicendo, di fatto, che tecnicamente il problema del precariato “storico” in Italia non avrebbe dovuto esistere. La Corte ha dichiarato che non ci sono motivi per cui chi ha prestato 36 mesi di servizio nella scuola non sia assunto.
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Cultura 3
16 Cultura L’allarme All’orizzonte c’è la cessazione dell’attività. Appello per il salvataggio
IL CONCORSO
Sos per il sistema bibliotecario R Rischia di crollare la importante realtà che collega tra loro ben 52 istituzioni in provincia di Melania Ruggini
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l riordino delle province sta mettendo concretamente a rischio il Sistema Bibliotecario Provinciale, un servizio che mette in rete 52 biblioteche polesane tra comunali, scolastiche e altri enti, garantendo il prestito, oltre ad organizzare varie iniziative culturali. Allo stato attuale per il centro servizi si profila la cessazione dell’attività, per
Fiato sospeso anche per il personale, in molti casi precario le biblioteche l’interruzione di servizi web -accesso al catalogo collettivo e locale EW, al software gestionale FX, a quello di catalogazione Ec-, collegamento settimanale del corriere per l’interprestito, assistenza tecnica e biblioteconomica, acquisti coordinati, programmi di promozione alla lettura di rete e catalogazione centralizzata. In un periodo di evidente crisi delle isti-
tuzioni, le biblioteche di pubblica lettura in Polesine vivono in una sorta di costante stato di emergenza. I problemi sono evidenti in molte zone: risorse economiche minime e talora azzerate per servizi e acquisti librari, alta percentuale di personale precario (instabile, volontario, a servizio ridotto), orari di servizio insufficienti, sedi inadeguate quando non fatiscenti, patrimoni obsoleti, scarsamente revisionati e aggiornati. Tutto ciò contribuisce a definire uno scenario nel quale la singola biblioteca si trova nell’impossibilità di svolgere autonomamente i servizi culturali e d’informazione assegnati, progettare e accogliere innovazione, fidelizzare l’utenza, porsi come interlocutore credibile rispetto alle istanze dei cittadini. Il Sbp sembra destinato a chiudere a causa della riforma Delrio, nel quale, tra i servizi annoverati tra quelli fondamentali assegnati ai nuovi enti di area vasta, non figurano i servizi culturali. Il rischio è che da un giorno all’altro finisca il servizio di collegamento settimanale tra le biblioteche con 28mila
DELTARTE TERZA EDIZIONE
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nche quest’anno il Delta del Po sarà invaso dalla creatività under 35: ritorna infatti DeltArte grazie alla vincita del bando Culturalmente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Tante le novità in serbo per i propri visitatori, a partire dalla tematica, che per la terza edizione è dedicata alle “Identità riemerse”. Gli artisti selezionati sono invitati a confrontarsi ancora una volta con il territorio, ma in questo caso da una prospettiva specifica: lo studio della componente sociale ed antropologica. Per rendere la società ancora più partecipe delle iniziative culturali di DeltArte, e consapevole delle potenzialità del territorio in dialogo con l’arte contemporanea, essa diventerà il centro della tematica chiave del festival, protagonista delle opere e degli interventi che saranno realizzate in situ. Ogni artista, nazionale e internazionale, è invitato a partecipare al festival grazie a specifiche residenze, per vivere a contatto con la popolazione locale e realizzare installazioni, opere di land-art, murales, dipinti, sculture che presuppongano l’interazione diretta con il pubblico, rendendolo protagonista del proprio lavoro e dando vita a precisi interventi site-specific. Alcuni artisti, tra cui l’americano Joseph Gerard Sabatino e la croata Melinda Sefcic, dialogheranno con gli abitanti di ristrette comunità ai margini, tra Corbola, Santa Maria in Punta, Panarella, Taglio di Po, Loreo, e ne intercetteranno le identità
personali e professionali, sviluppandole nella tecnica o nel loro lavoro. Non va inoltre dimenticato che in queste aree esistono affascinanti testimonianze storiche, come la casa della soprano Rosetta Pampanini a Corbola, l’esperimento della “Tamisiana Repubblica di Bosgattia” del professor Salvini nel Balotin, un’isola che si trova tra Papozze e Corbola. Gli artisti si ispireranno a narrazioni popolari e fonti storiche per dare vita alle loro opere, chi rendendo omaggio ai mestieri ormai scomparsi, quale punto di partenza per riattivare un’economia legata a quegli artigiani dell’arte in via di estinzione, chi at-
“Le identità sommerse” è il tema di questa edizione della kermesse tingendo dalla storia sociale per trarre nuovi spunti di riflessione. In programma nel comune di Corbola, nel mese di luglio, una serie di workshop intensivi di architettura e fotografia, grazie alla collaborazione con alcune università, come Milano, Brescia, Ferrara. Ancora una volta quindi un programma estremamente originale, in grado di coniugare nella maniera più approfondita e originale arte e scoperta - in taluni casi meglio dire riscoperta - del territorio, delle sue genti e delle sue tradizioni. Me. Ru.
Un patrimonio a rischio: il sistema bibliotecario volumi trasportati annualmente, per un totale di 36mila utenti, 150milaoperazioni registrate ogni anno e oltre 1 milione di operazioni archiviate, l’accesso ai cataloghi per poter rintracciare i libri e 400miladocumenti catalogati. Di fronte a questo pericolo, le amministrazioni comunali si stanno mobilitando per difendere il servizio: in testa il
sindaco di Adria Massimo Barbujani, che ha scritto al presidente della Regione Luca Zaia e al Presidente della Provincia Marco Trombini. La biblioteca di Porto Viro sta raccogliendo numerose proteste da parte dei propri utenti e inviti a difendere la rete provinciale; la biblioteca del liceo Paleocapa ha chiesto il sostegno ai propri insegnanti.
itorna il concorso di videoarte 3 minuti x 30 articoli organizzato da Voci per la Libertà e indirizzato a quei videomaker emergenti che prendano spunto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani per realizzare il loro corto. Per partecipare alla seconda edizione del concorso, basterà presentare, da mercoledì 14 gennaio a sabato 18 aprile, un video della durata massima di 3 minuti. Le tre opere vincitrici, scelte da una giuria di esperti tra le 10 che avranno ricevuto il maggior numero di visualizzazioni online, saranno premiate giovedì 16 luglio durante la manifestazione Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty a Rosolina Mare. Accanto al contest per videomaker l’associazione si prepara alla XVIII edizione del festival con i premi dedicati alla scena musicale italiana. Il Premio Amnesty International Italia è riservato ai big italiani che nel 2014 hanno interpretato canzoni sui temi cari ad Amnesty International raccontando storie emozionanti sui diritti umani ed entusiasmando con poesia sonora e lirica. Al Premio Amnesty International Italia Emergenti possono prendervi parte tutti gli artisti esordienti, con o senza album editi, sensibili alle questioni del rispetto e della tutela dei diritti umani. Non esistono barriere di genere stilistico o lingua: è sufficiente avere 2 brani registrati, uno dei quali deve essere centrato sui diritti umani. Me. Ru.
Teatro Con la rassegna “Al di là della quarta parete”
Storia, ironia, riflessioni: torna la prosa di qualità a Porto Viro E
’ ripartita venerdì 30 gennaio la rassegna teatrale “Al di là della Quarta Parete”, che fino a martedì 21 aprile vedrà sul palcoscenico portovirese la partecipazione di illustri personaggi dello spettacolo: Enzo Iacchetti, Laura Curino, Antonella Questa, Andrea Scanzi, Giulio Casale, Katiuscia Bonato, l’Orchestra Filarmonia Veneta. La nuova stagione teatrale, arrivata alla XV edizione, ha esordito con lo spettacolo “Vecchia sarai tu” di Antonella Questa e Francesco Brandi e regia di Francesco Brandi, inserito nel ciclo “Femminile singolare”. Una vecchia di ottant’anni si ritrova in ospizio contro la propria volontà; una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti è la casa di riposo. Per tutti tranne che per lei. Scappare è l’unica soluzione. Un viaggio alla scoperta di come tre donne vivono la loro età e l’avanzare del tempo. Giovedì 5 febbraio la rassegna teatrale prosegue al Palazzetto dello Sport con Andrea Scanzi e Giulio Casale in “Le cattive strade”. Lo spettacolo narra il De André meno noto, non canonizzando o santificando l’artista bensì raccontando, senza agiografie, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni di un intellettuale in-
Tanti interpreti di livello assoluto prenderanno parte al programma
Enzo Iacchetti sarà uno dei protagonisti del cartellone quieto, scomodo, irripetibile. Il 19 febbraio per “Percorso femminile singolare” Laura Curino presenta “Scintille”, su testo e regia di Laura Sicignano. New York, 25 marzo 1911: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica T.W.C., produttrice di camicette. Sono al lavoro 600 persone, per lo più giovani immigrate italiane o dall’Europa dell’Est, sfruttate e sottopagate. Una scintilla: in un attimo prende fuoco il grattacielo che ospita la fabbrica. In 18 minuti146 vittime, quasi tutte ragazze. Venerdì 6 marzo il protagonista è Enzo Iacchetti, che con Marcello Franzoso e Witz Orchestra mette in scena “Chiedo scusa al
signor Gaber”: spettacolo-omaggio all’amico e maestro, in cui le canzoni vengono stravolte, riscritte e contaminate da citazioni e riferimenti alla musica italiana contemporanea. Venerdì 27 marzo Katiuscia Bonato presenta “L’ho uscito io”. Si parla di una giovane donna che ha dato alla luce un bambino; in una frenetica giostra di personaggi e situazioni appare il più classico dei mondi: la quotidianità di una vita. Martedì 21 aprile l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta si esibirà in “Tu chiamale se vuoi… emozioni”: uno spettacolo di musica che porta in scena gli indimenticabili e sempre attuali successi nati dalla magica alchimia tra musica e parole di Battisti e Mogol. Per informazioni: 340 0845186. Un appuntamento di livello assoluto per tutti gli amati della prosa teatrale che ancora una volta conferma l’attenzione che a Porto Viro e in Basso Polesine è riservata alla cultura. Me. Ru.
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Sport 17
Calcio Intanto si ferma per infortunio il centrocampista Giorgino: frattura
Il Delta cambia ancora Dopo le dimissioni di Rossi arriva Benuzzi: “Qui c’è tutto per fare davvero molto bene” di Cristiano Aggio
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fanno tre. Eugenio Benuzzi, cinquantaseienne bolognese di San Giovanni in Persiceto, dal 30 dicembre 2014 è il nuovo allenatore del Delta Porto Tolle. Ha preso il posto del dimissionario Alessandro Rossi. “Quando la società aveva deciso di affidarmi la guida tecnica della prima squadra - dice Rossi - doveva essere un fatto transitorio, invece c’è stata molta sintonia con il gruppo, la dirigenza e abbiamo continuato. Poi, però, prima delle feste natalizie, in maniera razionale ho pensato che condurre una prima squadra è assai impegnativo, quasi avvolgente, e io dovevo pensare alla mia professione, alla mia famiglia, ai miei dipendenti e alle loro famiglie. Nonostante la sconfitta di Rimini, penso che questa sia la squadra più forte del campionato e credo che il Delta ce la possa fare”. Anche il neomister Benuzzi, vive un calcio fatto di emozioni. “Ormai un po’ di esperienza l’ho fatta, esordisce il cinquantaseienne tecnico bolognese, in possesso del patentino di Prima categoria (il suo nome
Eugenio Benuzzi, 55 anni, nuovo mister del Delta era stato fatto anche lo scorso anno dopo l’esonero di Zuccarin, dice la diesse Lorenza Visentini, poi arrivò Favaretto) e so riconoscere l’ambiente giusto per lavorare bene: e qui con questa proprietà si può fare solo bene. L’impianto è fantastico: mi piacerebbe che il calcio diventasse un riferimento per la città. So che qui il rugby va tanto, ho sempre sentito parlare della Rugby Rovigo, con i colori rossoblù, quelli della mia città”. “Mi piacerebbe vedere i giovani del settore giovanile e anche i tifosi identificarsi nei nostri giocatori - prosegue - vorrei che la squadra diventasse un’immagine positiva e
Fusione che fa ben sperare
L’AQUILOTTO TORNA A VOLARE ALTISSIMO!
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’aquilotto, simbolo della storica società rodigina del Gruppo Atletico Assindustria, continuerà, simbolicamente, a volare grazie all’unione con il ramo atletica della Rhodigium team (società nata nel 2009, inizialmente con la sezione triathlon alla quale, l’anno successivo, si aggiunse la sezione atletica leggera). La nuova realtà si chiamerà Confindustria atletica Rovigo e a presiederla sarà Roberto Gasparetto, con un direttivo comFabrizio Pizzardo posto da Umberto Rovini, Marco Bonvento, in qualità di consigliere delegato, e Fabrizio Pizzardo. Mercoledì 7 gennaio, nell’ assemblea straordinaria del gruppo atletico Assindustria, nato a Rovigo nel 1983, è stato decretato l’adesione di incorporazione con il ramo atletica della Rhodigium team, presieduto da Fabrizio Pizzardo, un’unione che permetterà di creare un soggetto che ha, anche, come obiettivo il rilancio dell’atletica nella nostra città, sia numericamente che qualitativamente. I colori sociali sono ancora da decidere, ma è probabile che siano presenti sia il biancazzurro, rappresentativi del Gruppo atletico Assindustria, che il rosso, dominante nella maglia della Rhodigium team. Grazie a questa unione il numero di tesserati della nuova realtà toccherà quota duecento, a partire dagli esordienti e fino alla categoria assoluti, con una decina di tecnici che spazieranno dall’attività promozionale fino all’agonismo. Un nuovo progetto sportivo per far decollare l’atletica rodigina con vecchie e nuove metodologie che coinvolgeranno anche la scuola a più livelli. L’attività non si è mai fermata e anche in questi giorni sul campo di atletica Tullio Biscuola allenatori e atleti stanno continuando con gli allenamenti nelle poche ore di chiaro naturale pomeridiane. C.A.
Podismo Una grande novità, il 29 marzo
Calcio, la novità
IL POLESINE HA IL PRIMO VIDEO ANALISTA: E’ STEFANO MONINI
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l video analista tattico è ormai una figura centrale nello staff di qualsiasi squadra di calcio professionistica, ma anche nelle squadre dilettanti, soprattutto in quelle dove la parola d’ordine è organizzazione. Stefano Monini, cinquantacinque anni, allenatore rodigino, da undici anni mister a Solesino, dove ha allenato praticamente tutte le formazioni, è l’unico polesano ad aver partecipato, a Coverciano, al corso di video analista tattico, dove c’erano aspiranti analisti che già svolgono queste mansioni a livello professionistico e volevano ottenere la certificazione della propria attività. Ma molti altri, tra cui Monini, sono allenatori dilettanti, che vogliono aumentare le competenze e organizzarsi autonomamente per la video analisi, che vogliono specializzarsi e diventare analisti di professione. La migliore dimostrazione del successo di questa nuova professione nel mondo del calcio è la lista dei diplomati, capeggiata dagli analisti della Juventus Riccardo Scirea (figlio dell’indimenticato Gaetano) e Domenico Vernamonte. Maurizio Trombetta, ex allenatore del Cluj e membro dello staff di Guidolin lo scorso anno all’Udinese, Katia Serra, ex giocatrice della nazionale e commentatrice di Rai Sport, e Sebastiano Porcu, collaboratore tecnico di Gianfranco Zola al Watford. “Il corso, dice Monini, organizzato da un’azienda di Bassano del Grappa, era
bella per la città. Quando succedono avvicendamenti di questo tipo è importante l’equilibrio psicologico dell’atleta oltretutto qui è già la seconda volta che succede, quindi è fondamentale la disponibilità dei giocatori”. L’esordio del tecnico è stato positivo con la vittoria per 4-2 contro il Mezzolara ma nell’importante gara contro la Correggese, prima di ritorno, il Delta non è andato oltre lo 0-0, con la tegola d’aver perso per un mese il centrocampista Davide Giorgino, per la frattura del capitello radiale, la parte più vicina al gomito del più piccolo osso del braccio.
ATLETICA
Ecco la mezza maratona di Rovigo
Stefano Monini
E’ una figura sempre più centrale in tutte le formazioni di buon livello di tipo teorico pratico, con tre materie. Il docente di tattica calcistica era Maurizio Viscidi, vice coordinatore delle Nazionali giovanili e stretto collaboratore di Arrigo Sacchi. Quello di video analisi, con sessioni pratiche e operative, il match analyst della Nazionale di Prandelli, Antonio Gagliardi. Quello di tecnologia al servizio della match analysis, infine, Michele Crestani”. Ma Monini a gennaio ha seguito un altro corso di match analysis, a Roma. “Sì, il 19 e 20 gennaio. Attraverso la match analysis c’è la possibilità di analizzare ed elaborare diversi aspetti legati ad una o più gare, ma anche legati a una più sedute C.A. di allenamento”.
“E
’ la prima iniziativa di questo tipo che proponiamo e vorremmo diventasse un appuntamento annuale”. Con queste parole Lorenzo Liviero e Maurizio Sabbioneti, presidente e direttore di RovigoBanca, hanno presentato “Rovigo half marathon – trofeo RovigoBanca”, la prima maratona della città di Rovigo organizzata in collaborazione con il Coni provinciale e regionale. Come le vicine Ferrara e Padova, anche la Città delle rose avrà quindi la propria “mezza” corsa, aperta sia ai professionisti sia agli amatori, che si terrà domenica 29 marzo. Come ogni maratona cittadina che si rispetti, Rovigo half marathon si snoderà tra le piazze e le strade del centro storico con due diramazioni verso la frazione di Roverdicrè ed il quartiere di San Sisto. E per
La presentazione della prima mezza maratona di Rovigo gli amatori ci saranno anche due “stracittadine” aperte a tutti, una di 10 chilometri, l’altra di 3,5. A spiegare i dettagli dell’iniziativa nella sede di RovigoBanca in via Casalini, è stato il presidente provinciale del Coni Marco Bonvento affiancato da Luca Favaro di Rhodigium team che è anche il “disegnatore” del percorso. “Questa competizione – ha affermato Bonvento – sarà un esempio di come lo sport si possa coniugare con le realtà economiche, istituzionali e politiche del territorio”. Oltre al sostegno economico ed organizzativo di RovigoBanca, l’iniziativa gode del patrocinio di Unindustria atletica, Coni, Comune e Provincia di Rovigo. La mezza maratona si snoda lungo un percorso di gara di circa 21 chilometri “e passa per le zone più belle di Rovigo - ha
aggiunto Favaro – costeggiando l’Adigetto per tre quarti della gara”. Lungo il percorso, gli atleti sfioreranno i principali monumenti come la chiesa della Rotonda, le torri medievali, simbolo della città, e la chiesetta delle Fosse. La gara partirà da Corso del Popolo (all’altezza di palazzo Roverella) mentre il punto d’arrivo è fissato in piazza Vittorio Emanuele II, “grazie all’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza” ha precisato Bonvento. Il punto di iscrizione, deposito borse e ritiro premi sarà allestito al Salone del grano messo a disposizione dalla Camera di commercio. Al termine della gara sarà allestito anche un punto ristoro che fornirà agli atleti un rinfresco a base di prodotti tipici locali con un forte accento sportivo, grazie alla collaborazione dei ristoratori del centro. Le iscrizioni sono già aperte. El.Ba.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
Economia Il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi fa il punto della situazione
Nord Est, sarà finalmente l’anno della ripresa A trainare la crescita ci sarà ancora una volta l’export. L’aumento sarà del +3,7 per cento per l’area, con un livello record del 4 per cento a Bolzano, seguito dal 3,9 per cento del Veneto di Alessandro Abbadir
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conomia, arrivano buone notizie a Nord Est. Le previsioni insomma finalmente volgono verso il bello. Ad annunciarlo è il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. Bortolussi che fino ad ora, non si era mai entusiasmato dai tanti segnali di ripresa che qua e là si annunciavano. Stavolta analizzando la situazione dati alla mano, crede in una ripresa effettiva in tempi rapidi. “Dopo sette anni di crisi e di difficoltà economiche, il 2015 - spiega Bortolussi - dovrebbe essere l’anno della ripresa, soprattutto a Nordest. Grazie ai dati messi a disposizione da Prometeia, è possibile stimare la crescita per l’anno appena iniziato, dei principali indicatori economici del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano”. Al netto delle situazioni internazionali che potrebbero comunque condizionarne il corso, gran parte degli indicatori sono destinati ad essere anticipati dal segno più, secondo il segretario della Cgia di Mestre. ”Per quanto concerne il Pil - spiega Bortolussi - la crescita dovrebbe attestarsi attorno al +0,8 per cento: dopo gli 8,4 punti percentuali persi dall’inizio della crisi fino ad oggi, ci avviamo a invertire in maniera decisa la tendenza. Se in Veneto e in Friuli l’incremento dovrebbe essere del +0,7 per cento, in Trentino Alto Adige l’aumento dovrebbe toccare il +0,9 per cento. Anche i con-
Giuseppe Bortolussi sumi delle famiglie sono destinati a crescere: + 0,9 per cento. Se a Bolzano l’incremento pare destinato a toccare il +1,1 per cento, nel Veneto l’aumento dovrebbe fermarsi al + 0,9 per cento, in Friuli Venezia Giulia al +0,8 per cento e a Trento al + 0,7 per cento”. Solo gli investimenti continuano a segnare il passo. Dopo aver perso oltre 20 punti percentuali dall’inizio della crisi sino ad oggi, anche nel 2015 la variazione di crescita sarà nulla. Solo il Friuli Venezia Giulia segnerà un timidissimo + 0,1 per cento. Chi invece ha superato da tempo la fase più critica è l’export. L’export quest’anno sarà davvero forte e trainante. “Dopo il + 3,4 per cento del 2014 nel Nord Est – spiega Bortolussi - nel 2015 l’aumento dovrebbe essere del +3,7 per cento, con un livello record del 4 per cento a Bolzano, seguito dal 3,9 per cento del Veneto, dal 3,5 per cento di Trento e dal +2,6 per cento del Friuli Venezia Giulia”. E l’occupazione? Si perché in questi anni in tanti hanno parlato di crescita. Ma spesso a fatturati che non diminuivano o aumentavano, non corrispondeva una diminuzione dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione, infine, dovrebbe eguagliare il dato raggiunto nel 2014 a Nord Est: 7,1 per cento. “Se a Bolzano il tasso rimarrà al 4,4 per cento - spiega Bortolussi - a Trento si fermerà al 6,4 per cento, mentre nel Veneto scenderà
al 7 per cento. Solo nel Friuli Venezia Giulia la disoccupazione è destinata a salire al 7,9 per cento”. Bortolussi fa delle considerazioni che valgono per tutta l’Italia e che in parte corrispondono a delle analisi storiche di situazioni se non uguali (perché una crisi del genere che dura da 7 anni non si era mai vista) almeno con qualche somiglianza. “E’ evidente - afferma il segretario della Cgia di Mestre - che se la Lombardia e il Nordest torneranno a crescere, anche il resto del paese è destinato a risollevarsi. In passato è sempre stato così”. Nonostante i timidi segnali di ripresa avvertiti nell’ultima parte dello scorso anno, anche nel 2015 la crescita, sarà a macchia di leopardo. “Se il manifatturiero sembra essersi lasciato il peggio alle spalle - conclude Bortolussi - la situazione delle costruzioni, dei servizi e del commercio rimarrà ancora molto difficile. Questi tre settori continueranno a risentire del forte calo dei consumi delle famiglie e degli investimenti che in questi ultimi anni sono scesi a dismisura. Anche nel 2015, purtroppo, questi ultimi non dovrebbero dare alcun segnale di risveglio, attestandosi sulla variazione registrata l’anno scorso”. Il clima generale, insomma, per la prima volta dopo 7 anni, dà qualcosa di più di piccoli segnali di speranza, dà dati che sembrano segnare l’agognata inversione di tendenza attesa da troppo, troppo tempo.
API INDUSTRIA Pier Orlando Roccato denuncia una situazione irrisolta
“ACCESSO AL CREDITO ANCORA TROPPO OSTICO”
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e è vero che ci sono tanti segnali di ripresa, è anche vero che molti piccoli imprenditori sono purtroppo lasciati soli ad affrontare problemi legati a problemi burocratici e soprattutto problemi di accesso al credito. Banche ed istituzioni locali facciano rete per evitare che i titolari di imprese sane, si vedano ridotti alla disperazione per un credito non concesso o un debito non saldato”. A dirlo denunciando la solitudine di tanti imprenditori è Pier Orlando Roccato direttore di Api Industria Venezia che con l’inizio dell’anno con la sua associazione ha avuto decine di segnalazioni di casi titolari di impresa in difficoltà. E’ l’ora però, secondo Roccato, che anche chi fa impresa evolva. “Nelle nostre realtà del Nord Est - spiega - purtroppo ci troviamo di fronte spesso, a persone che sono imprenditori per caso, che fanno fatica ad affrontare per mentalità, le sfide che una crisi globale come questa ha posto. Se la crisi ha detto qualcosa il messaggio è stato chiaro: per stare sul mercato servono competenze, studio, conoscenza delle lingue, e capacità di analizzare realtà complesse ed interconnesse a livello globale”. “Abbiamo aperto con altre associazioni di categoria – conclude Roccato – anche sportelli di ascolto e numeri verdi di aiuto, ma i nostri imprenditori purtroppo vivono queste situazioni come sconfitte aziendali e soprattutto personali”. A.A.
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Il Veneto in primo piano 19 1 Fondazione Nord-est Un’azienda su quattro non ha un sito web
Il futuro delle imprese è l’e-commerce Occorre avviare un rapido aggiornamento delle competenze di management, in particolare rispetto ai temi dell’internazionalizzazione di Maria Pavan
“L
e aziende che hanno innovato non solo nella produzione ma anche nei format distributivi sono quelle che meglio competono, crescono e traguardano nuovi mercati”. A dirlo è Romano Artoni, Deputy Regional Manager di UniCredit, che commenta così gli ultimi dati presentati da Fondazione Nord Est, sottolineando l’impegno del gruppo nell’essere al fianco delle imprese per sostenere i loro investimenti in ICT, nel digitale, nel mobile e per accedere a piattaforme di e-commerce. Un settore per nulla trascurabile, anzi! Secondo quanto emerso dall’indagine che Fondazione Nord Est ha sviluppato in collaborazione con UniCredit nell’ambito del progetto “Nuovo Continente”, il cui obiettivo è la costruzione di un modello di sviluppo possibile per l’accelerazione nell’utilizzo degli strumenti ICT da parte delle Pmi, le dimensioni aziendali contano sui mercati internazionali, ma anche nella internet eco-
NEWS
I
nomy. Le aziende italiane medio-grandi, infatti, fanno la parte del leone nell’export e sono anche le più avanzate nell’utilizzo degli strumenti di vendita e promozione online. Ma un elemento di sorpresa arriva, in questo contesto, dalle piccole aziende - quelle tra i 10 e i 50 dipendenti - che, nonostante la crisi, hanno dimostrato buoni risultati e soprattutto grandi potenzialità. Oggetto della ricerca era l’uso delle tecnologie nel Made in Italy, con un’indagine su un campione di 1.215 società di capitale dei comparti food, moda, arredamento e meccanica. Se i risultati complessivi mostrano un quadro caratterizzato da potenzialità ancora inespresse, non mancano gli spunti di interesse per il sistema produttivo italiano e del Nord Est. Nel 2014 un’azienda su quattro (25,4%, 21,6% a Nord Est) non ha un sito web aziendale e tre aziende su quattro (73,5%, 77,3% a Nord Est) non utilizzano i Social network nella promozione
del proprio prodotto/servizio. Ma qual è il ritratto delle imprese orientate all’e-commerce? L’indagine di FNE dice che sono soprattutto grandi imprese (28,6% delle grandi imprese nel campione) e che nell’84,2% dei casi utilizzano il proprio sito web. Per quanto riguarda i diversi settori produttivi presi in esame non si rilevano dinamiche distintive, anche se i settori moda e arredamento tendono a utilizzare in maniera più sistematica le piattaforme di vendita online e messe a disposizione da terzi. “L’indagine mette in evidenza la debolezza del sistema imprenditoriale italiano rispetto all’utilizzo degli strumenti online – rimarca il presidente di Fondazione Nord Est Francesco Peghin -, ma anche il grande sforzo compiuto dalle piccole imprese per rimanere competitive attraverso l’apertura di nuovi mercati. Nonostante la crisi iniziata nel 2009, dal 2004 le loro esportazioni sono infatti cresciute di oltre il 30%. Un dato che
Michelle Obama ordina altre scarpe in Riviera
L’EUROPA FRENA SULL’ETICHETTA DI ORIGINE OBBLIGATORIA
l Tavolo Veneto della moda è davvero deluso per come sono andate le cose a Strasburgo. Il Consiglio d’Europa frena sulla tracciabilità dei prodotti proprio mentre negli Stati Uniti La Federal Trade Commission annuncia un giro di vite nei confronti dell’utilizzo della certificazione sulla produzione all’interno degli Stati Uniti. Una stretta che si tradurrà in una valorizzazione del marchio “Made In”. Una strategia coerente con il periodo di rilocalizzazione negli Usa di molte attività
produttive che precedentemente avevano delocalizzato in Cina. “Quando smetteremo di farci del male”? Così Giuliano Secco, portavoce del Tavolo Veneto della Moda che imputa al mancato pugno di ferro del Ministro Federica Guidi il naufragio del progetto.“Sapevamo che era difficile - spiega - sapevamo che la Germania, ed il blocco di Paesi che porta con sé, era troppo forte. Non ci siamo mai illusi che si arrivasse alla chiusura del dossier con una vittoria schiacciante del fronte del “sì”.
mostra le notevoli capacità imprenditoriali e di innovazione presenti anche nelle piccole imprese del Nordest. Capacità spesso tarpate da un contesto paese che ne affossa l’intraprendenza. È quindi davvero prioritario avviare azioni di politica economicoindustriale che corroborino le potenzialità di crescita di queste realtà che potrebbero essere un importante motore di sviluppo futuro”. “Esiste un potenziale ampiamente inespresso legato alla digitalizzazione delle nostre piccole e medie imprese soprattutto sul versante dell’e-commerce - conferma il direttore scientifico Stefano Micelli -. I numeri della ricerca mettono in evidenza ampi spazi di miglioramento: dall’utilizzo dei social network fino alla conoscenza delle piattaforme internazionali di commercio elettronico. Occorre avviare un rapido aggiornamento delle competenze di management, in particolare rispetto ai temi dell’internazionalizzazione”. Dai la tua opinione su questa notizia su:
Ma combattere e farsi onore sul campo questo sì che ce lo aspettavamo”. Ma ad onorare l’eccellenza della moda italiana ci pensa la first lady Michelle Obama che fa il bis e ordina un altro paio di scarpe in Riviera del Brenta. Stavolta si tratta di un paio di calzature da sera, da ricevimento, con tacco a spillo e punta a spillo,fatta in pelle pregiata e di colore laminato oro. Il paio di scarpe che ora è in fase di Lo.Zo. realizzazione verrà consegnato entro qualche settimana.
20 4 Il Veneto in primo piano Un mondo che cambia Le nuove generazioni hanno altri modi di fare le cose
Più web per tutti: informarsi, commentare e fare shopping Compralo su internet, verificalo su internet, postalo, taggalo, scaricalo... Un nuovo vocabolario che dobbiamo accogliere e imparare di Maria Pavan
A
ccade sempre più spesso che in una conversazione tra gente comune qualcuno dica: “ah, sì, l’ho letto su internet”, “ieri gliele ho cantate su facebook!”, “troppo divertente questo tweet! leggilo!”, “certo, l’ho ordinato ieri su internet, mi arriva domani”. E così è presto detto. Noi tutti siamo ormai entrati in un’era nuova, l’era dell’iper connessione, del mondo tra i mondi, e ce ne gioviamo alla grande. Dico noi tutti perchè ormai, a detta anche dell’Istat aumentano di anno in anno gli accessi al web delle famiglie italiane, diminuiscono i divari fra i gruppi sociali nel possesso dei beni tecnologici, cresce l´uso dell´e-commerce e dei servizi cloud. Per alcuni italiani e veneti, certo, ciò di cui stiamo parlando è nebuloso al massimo. Non così, però per i loro figli e nipoti che usano un tablet e smartphone sin dai primi anni di vita con vera sorpresa dei nonni.
A detta dell’Istat, infatti, nel 2014 oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (54,7%) utilizza già il pc e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (57,3%) naviga su Internet. Numeri che crescono di anno in anno. Nel 2014, aumenta rispetto all’anno precedente la quota di famiglie che dispongono di un accesso ad Internet da casa e di una connessione a banda larga (rispettivamente dal 60,7% al 64% e dal 59,7% al 62,7%). Tra il 2013 e il 2014 per alcuni beni tecnologici si riduce il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista e quelle in cui è un operaio: per il telefono cellulare abilitato da 23,5 a 16,1 punti percentuali, per l’accesso ad Internet da casa da 18,7 a 13,6 punti percentuali e per la disponibilità di una connessione a banda larga da 18,6 a 14,4 punti percentuali. L’Istat conferma, inoltre quello che già
sappiamo tutti per esperienza: le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente:l’87,1% possiede un personal computer, l’89% ha accesso ad Internet da casa. All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani ultrasessantacinquenni: appena il 17,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 16,3% dispone di una connessione per navigare su Internet. Ma quel che è interessante è come sta cambiando il modo di fare shopping. Cresce infatti anche l’e-commerce, cioé il commercio via web: nel 2014 il 34,1% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che registrano la crescita maggiore sono gli articoli per la casa (+5,1 punti percentuali) e gli abiti e gli articoli sportivi (+3,8 punti percentuali).
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STATISTICA CITTADINI VENETI E NUOVE TECNOLOGIE
“G
li interventi previsti dall’Agenda Digitale europea sono orientati a una sempre maggiore confidenza dei cittadini con le nuove tecnologie, non solo per un utilizzo esclusivamente privato, ma anche nella prospettiva di favorire l’interazione tra cittadini e amministrazioni locali con servizi di e-Government e di incentivare acquisti digitali mediante l’e-Commerce”. A sottolinearlo è il vicepresidente della Regione Marino Zorzato, commentando i dati elaborati dalla Sezione Sistema Statistico su questo argomento. “Il target previsto dall’Agenda europea per il 2020 – aggiunge - è una copertura del 100% della banda larga tra le famiglie, obiettivo non ancora raggiunto da nessun Paese. Tuttavia, nel 2013 la banda larga in Veneto è più diffusa che a livello nazionale e in costante crescita: raggiunge 3 famiglie su 4, in linea con la media europea, in aumen-to del 32,9% rispetto a cinque anni prima, mentre raggiunge la quasi totalità delle imprese (96,1%)”. In tema di e-Government, le elaborazioni
Marino Zorzato indicano che ammontano al 38,7% i cittadini che dichiarano di utilizzare internet per relazionarsi con la pubblica amministra-zione, per attività che vanno dal pagamento di tasse allo scarico di moduli, dalla richiesta di documenti ai cambi di residenza. Nonostante cresca la consapevolezza dei vantaggi degli acquisti via web e la pratica dell’e-Commerce stia prendendo sempre più piede, gli italiani che comprano merci on-line (41,4% di chi usa internet) sono ancora pochi rispetto alla media eu-ropea (59%). La percentuale in Veneto è più elevata, nel 2013 il 44,7% compra via web (era il 25,6% sette anni fa), tipicamente per prenotare un viaggio o una vacanza, acquistare libri, film, musica o materiale informatico.
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Voci da palazzo 21
Il presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato (Nuovo Centro Destra) tra bilanci e prospettive
“Il Veneto ha tagliato più di tutti sui costi della politica” Dopo le difficoltà la scommessa di un 2015 di ripresa, anche dell’occupazione. Sulla polemica dei mandati: “Spazio alle novità ma non si possono rottamare le persone capaci” di Nicola Stievano
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i avvicina la data delle elezioni regionali: da presidente del Consiglio Regionale ed esponente di una maggioranza che si ripresenterà per continuare a governare il Veneto come imposterete la campagna elettorale? “E’ forse un po’ prematuro parlare già di campagna elettorale, visto che liste, coalizioni e programmi sono tutti da identificare. Comunque come da tradizione mia e del gruppo politico nel quale sono attivo, imposteremo la nostra proposta politica sul dire e sul mostrare le cose fatte durante l’ultima legislatura regione. Guardando al futuro invece comunicheremo i programmi e i progetti per il nuovo Veneto, concentrandoci sulla ripresa economica, sugli investimenti su lavoro, occupazione ed aziende. Ci sono tante cose da programmare da qui al 2020: vogliamo concentrarci sulle cose reali da fare e non su chiacchere o sogni”. La presenza del Nuovo Centro Destra come cambia gli equilibri all’interno della coalizione che sostiene Zaia? “I fatti dimostrano che il NCD è sempre stato leale con la maggioranza che ha governato la regione e ne ha spesso incarnato i migliori valori e progetti: siamo noi infatti il gruppo più presente nei lavori di Consiglio, il gruppo che risponde con i fatti ai problemi da risolvere. La nostra maturità politica ha sempre offerto una spinta politica di cui una coalizione di centro-destra non può certo fare a meno proprio oggi”. Dopo le polemiche sul limite dei due mandati lei pensa di ricandidarsi?
NEWS
I
Elena Donazzan
Clodovaldo Ruffato “La politica attiva non è questione di numero di mandati, ma di entusiasmo. Io continuo a pensare che fare politica sia un servizio. Certo sono convinto che dopo un certo periodo si debba cambiare e che le nuove persone portano novità, ma questo non può portare alla rottamazione delle persone capaci”. I cittadini hanno molto criticato i costi della politica e chiedono più sobrietà e maggiore attenzione alle risorse. Ci sarà un’ulteriore riduzione di stipendio, vitalizi e altri benefit? “Non so rispondere su quello che farà il prossimo Consiglio, ma tengo a sottolineare che il Veneto è la regione che in questi ultimi anni ha “tagliato di più”. Abbiamo ridotto i costi della politica, tagliato i vitalizi, ridotto i costi di gestione del Consiglio. A volte quello che abbiamo fatto non è stato neppure preso in considerazione dall’opinione pubblica, ma se tutte le Regioni italiane intervenissero come abbiamo fatto noi, la spesa di gestione della politica sarebbe infinitamente più bassa…”. Nel fare un bilancio di questo quinquennio quale l’iniziativa importante da ricordare?
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“Abbiamo fatto leggi importanti, ma credo che la cosa più rilevante è il fatto che dopo 11 anni di tentativi andati a vuoto, abbiamo definito lo Statuto della Regione Veneto. Aver sottoscritto la “carta costituzionale della regione” è stata un’operazione di altissimo profilo democratico”. Lei segue molto da vicino il mondo dell’agricoltura. Quest’anno all’Expo si parla di cibo, produzioni innovative e responsabili, il Veneto ci crede? “L’agricoltura e il comparto agro-alimentare rimangono centrali nella politica regionale veneta. Personalmente gli dedico grandissima attenzione, anche attraverso un continuo con-
tatto con le associazioni e i singoli imprenditori e operatori che rappresentano questo settore. Non possiamo dimenticare che il mondo agricolo, per sua natura, è sempre pronto a guardare in avanti. Però quando la politica nazionale ed europea è così miope da non proteggere e sostenere i propri imprenditori agricoli, non possiamo far altro che alzare un grido d’allarme preoccupato. L’embargo russo successivo alla crisi russo-ucraina ha rappresentato nel 2014 una scure pesantissima sulla nostra economia agricola. Su questo serve una rinnovata visione europea, non è sufficiente quello che può fare una sola regione”. Zaia ha lavorato bene? Se rieletto qua-
li i primi impegni? “Diciamo che si è trovato a governare in un periodo economico e sociale difficilissimo. Credo che con tutta la coalizione di maggioranza di centro-destra sia riuscito a mettere le basi per uno sviluppo regionale che auspico possa avvenire nei prossimi anni, visto che tutti gli esperti dicono che il 2015 sarà l’anno di “ripartenza”. La sfidante Alessandra Moretti punta sul cambio di rotta per il Veneto. Come risponde? “Direi che questa domanda dovrebbe “essere girata” a Luca Zaia…”.
RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI, DONAZZAN STORCE IL NASO
l progetto di riforma del Governo Renzi non riguarderà tutte le banche Popolari ma solo le dieci più grandi con almeno 8 miliardi di attivi. Queste avranno 18 mesi di tempo per cambiare la propria struttura societaria, eliminare il voto capitario (una testa, un voto) e trasformarsi in Società per azioni.
In questo modo le suddette banche verranno aperte all’ingresso di soci di capitale e al rafforzamento patrimoniale, con la messa in moto di fusioni e il possibile scompaginamento di equilibri consolidati. In una parola, le banche potranno divenire “scalabili”. Sono tre le banche legate al territorio veneto che saranno assoggettate al progetto di rifor-
ma e rispondono al nome di Banco Popolare, di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. “Da assessore al Lavoro della Regione del Veneto - ha commentato Elena Donazzan - ho riscontrato i problemi di credito delle nostre aziende ma anche che le banche più attente alle nostre imprese sono state sempre le banche del territorio.
“Renzi ha avuto sei lunghi mesi di presidenza europea per difendere l’Italia e gli italiani, avrebbe dovuto difendere e rappresentare le cose buone della nostra nazione, anche un credito solido, partecipato e molto legato al territorio, peculiarità nazionale che Renzi sta distruggendo”, ha concluso l’assessore Donazzan. Lo.Zo.
22 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
Un viaggio tra la gente L’obiettivo è raccogliere le istanze del popolo veneto partendo dal basso
La Moretti è partita: 579 comuni in 100 giorni La prima scelta di campo: si è dimessa dal Parlamento europeo con effetto immediato per restare in Veneto comunque vada
L’opinione
di Maria Pavan
Giovanni Furlanetto, GM
“ADDIO AL RICAMBIO GENERAZIONALE”
I
l tour elettorale di Alessandra Moretti, candidata Governatore del centrosinistra, sta vedendo l’ex parlamentare impegnata ogni giorno tra la gente. E’ al mercato, al bar, a pranzo, in qualche sala. E’ a disposizione delle persone là dove vivono e “tirano a campare”. Certo, spesso non ci sono bagni di folla ad attenderla, perché non frequenta molte feste folcloristiche, c’è altro. C’è un Veneto vero che non ha sempre voglia di arrostire torelli allo spiedo o di fare polente da guinnes dei primati, e quel Veneto vuole raggiungere per fargli poi la proposta giusta che le permetta di cambiare il corso politico di una regione governata dal centro destra ormai dal 20 anni. “Sono pronta ad assumermi l’impegno di costruire insieme un ponte tra politica e cittadini veneti - ha detto durante il lancio della sua campagna elettorale - con la più grande campagna di ascolto mai realizzata da un candidato alla guida di una Regione. Un viaggio da percorrere insieme, una meta da raggiungere insieme: 579 Comuni, 100 giorni e l’obiettivo di dare a tutti i veneti, nessuno escluso, la possibilità di raccontarmi come immaginano il futuro della Regione. Nessun politico ha mai visitato prima ogni comune della Regione che si candidava a guidare. Vorrei che fossero i veneti, nelle loro città, nei loro paesi, a dirmi cosa non va, a dirmi cosa li ha delusi, a dirmi cosa si aspettano per un cambiamento che non sia solo una parola, ma sia una realtà da vivere. La vostra passione e il vostro entusiasmo mi accompagneranno in
“I
Alessandra Moretti al mercato questo viaggio attraverso i 579 comuni che formano il Veneto. Sono pronta a conoscere uno ad uno i cittadini che sarò chiamata a rappresentare e, soprattutto, voglio che loro possano conoscere la governatrice Alessandra Moretti faccia a faccia”. Ma la sua è anche la voce di quella che potrebbe essere la prima donna governatrice di una regione che in questa momento su 60 consiglieri conta solamente 2 donne, meno che in Afghanistan, Bangladesh e persino Iraq. Lo stesso Consiglio regionale che ha bocciato a metà gennaio la doppia preferenza di genere. “La Lega e Forza Italia hanno umiliato ancora una volta - ha commentato la Moretti - le donne venete, lasciandoci in una condizione di rappresentanza femminile in Consiglio inferiore a quella di molti Altri paesi. E sono gli stessi
Sociale
ANZIANI: VIA LIBERA ALLA LEGGE PER L’AFFIDO
I
n Veneto l’istituto dell’affido potrà essere applicato anche agli anziani. La commissione Sanità del Consiglio veneto, presieduta da Leonardo Padrin (Forza Italia), ha approvato la proposta di legge presentata da Stefano Valdegamberi (ex Udc ora Futuro Popolare) e sottoscritta da consiglieri Pd, Udc, Lega e gruppo misto. Il provvedimento, votato all’unanimità in una forma semplificata rispetto alla proposta iniziale, tutela il diritto degli anziani a rimanere nel proprio ambiente di vita e ad essere sostenuti nella vita quotidiana da persone, famiglie o associazioni disponibili a prendersene cura, sotto il controllo della rete sociale dei servizi dell’ente pubblico. Le forme di affido potranno essere diversificate (dal piccolo aiuto domestico alla convivenza) e dovranno essere regolate da successivi provvedimenti della Giunta regionale che dovranno specificare, a tutela di entrambe le parti, i requisiti degli affidatari, gli schemi contrattuali, gli standard del servizio, le procedure di attivazione, i percorsi formativi e le modalità di controllo. La Giunta dovrà emanare i provvedimenti applicativi entro 90 giorni. “L’attuale sistema del welfare sta rapidamente volgendo al collasso – spiega Valdegamberi - soprattutto perché è sempre più insostenibile finanziariamente. C’è bisogno di ricostruire la comunità, le relazioni, il mutuo aiuto. E’ partendo da queste considerazioni che è stata proposta l’istituzione dell’affido dell’anziano e delle persone in difficoltà, sulla scorta delle esperienze di affido familiare, individuale o comunitario già sperimentate con successo con i minori. Questo provvedimento è destinato a cambiare l’impostazione dei servizi di assistenza per gli anziani e le persone in difficoltà privilegiando un approccio innovativo e più umano, volto a ridare il calore di una famiglia, in via temporanea o definitiva, a tante persone sole, isolate o in difficoltà”.
partiti che hanno ridotto il fondo di contrasto alla violenza di genere a miseri 50 mila euro. Allo stesso tempo la bocciatura del limite a due mandati in Consiglio Regionale, anche questa opera di Lega e Forza Italia, è un regalo a chi fa della politica un mestiere, esattamente come 8 degli 11 assessori regionali che sono consiglieri da oltre 10 anni. Le venete e i veneti, invece, hanno bisogno di una politica fatta da donne e uomini che vogliono portare aria nuova in un palazzo occupato da troppo tempo da persone che difendono strenuamente solo i loro privilegi e non il futuro del nostro popolo” Dai la tua opinione su questa notizia su:
Costantino Toniolo (NCD)
VENETO A STATUTO SPECIALE: FRONTE COMUNE CON ZAIA
“C
’è l’occasione in sede di riforma del Titolo V della Costituzione di inserire il Veneto tra le regioni a Statuto speciale: noi del NCD abbiamo subito appoggiato la proposta di Zaia che condividiamo!” Lo afferma in una nota il presidente della commissione affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, Costantino Toniolo (NCD Veneto Autonomo), ricordando che il Gruppo NCD Veneto Autonomo si era immediatamente espresso a favore della lettera mandata ai parlamentari dal governatore Luca Zaia. “Tutti gli esponenti politici del Nuovo centrodestra – ribadisce Toniolo - sostengono questa iniziativa, mentre dobbiamo rilevare che gli esponenti veneti del PD in parlamento hanno risposto in modo freddo o si sono messi di traverso.” Neklla nota si ricorda che nel 2014 il Gruppo del NCD Veneto Autonomo ha proposto (primo firmatario proprio Toniolo) e fatto votare a maggioranza dal Consiglio regionale del Veneto la legge per il referendum sull’autonomia del Veneto. “Se vogliamo uscire dalla crisi, sostenere l’economia delle nostre aziende sul territorio – prosegue l’esponente del NCD - abbiamo bisogno di trattenere maggiori risorse da spendere qui in Veneto: non possiamo più permetterci di mantenere gli sprechi di altri, perché siamo in un’epoca di vacche magre ed è ora che ogni regione italiana sia responsabilizzata e autosufficiente. Per questo ho anche più volte proposto che l’autonomia venga concessa a tutte le regioni della Penisola in modo che nessuno possa recriminare. Purtroppo - sottolinea Toniolo - i parlamentari di altre regioni (soprattutto quelle già autonome), ad esempio i friulani, quando serve sono capaci di superare le divisioni partitiche e fare fronte comune: mentre in Veneto a quanto pare prevale sempre la divisione: insomma non siamo capaci di fare fronte comune quando il gioco si fa duro. Vorrei rinnovare comunque l’appello di Zaia - conclude Toniolo - rivolgendomi ad entrambi gli schieramenti: per rilanciare economia e occupazione in Veneto l’unica via è una forma spinta di decentramento o l’autonomia amministrativa della nostra Regione: facciamo fronte comune alla Camera e al Senato per una modifica dell’art 116 a favore del Veneto”.
l teatrino che si è visto in Consiglio regionale ha mostrato il peggio della politica. I politicanti di professione hanno prevalso sul buon senso e sulle intenzione dichiarate di procedere ad un radicale rinnovamento generazionale nella politica regionale. Dopo la bocciatura degli emendamenti che rendevano retroattivo il limite dei due mandati è stato dato di fatto il via libera ad alcuni consiglieri, in carica da 10 o più anni, di rimanere seduti nei comodi scranni di Palazzo Ferro-Fini per altri dieci anni. Il ricambio generazionale è fondamentale per garantire linfa nuova al nostro amato Veneto e per evitare il radicamento di interessi sul territorio finalizzati solamente alla rielezione”. Sanità: Sinigaglia (Pd)
“LISTE DI ATTESA SEGNANO FALLIMENTO ZAIA”
“Z
aia ammette che in questa legislatura le liste d’attesa non sono state ridotte, ma punta l’indice sui direttori generali delle Ulss, definendoli inefficaci ed incapaci. Il fallimento è tutto suo e della sua incapacità di mettere i direttori nelle condizioni di lavorare bene. Adesso Zaia chiamerà a rapporto i dirigenti per cercare in extremis di far funzionare meglio il sistema, ma i motivi del flop sono ben chiari: non ha funzionato l’apertura serale; ha ridotto lo stanziamento per la specialistica ambulatoriale riducendo così le visite convenzionate e costringendo le famiglie a ricorrere alle visite a pagamento; non ha spinto per l’acquisto di nuovi macchinari, non ha aumentato il personale addetto alla diagnostica e ha applicato il super ticket rendendo le visite del privato meno costose di quelle del pubblico”. Pipitone (IdV)
“SANITÀ: I VENETI SE LA PAGANO DA ANNI”
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aro assessore, i veneti si sono accorti da un pezzo che la sanità devono pagarsela. Non deve arrivare un nuovo taglio per farlo capire. In molti casi, per un’analisi del sangue, i laboratori privati costano meno dell’ospedale. Così la sanità pubblica perde un sacco di soldi e cede servizi. Perché Coletto si lamenta solo adesso, quando noi lo denunciamo da anni? Parlare di cifre forse è prematuro. L’ultimo dato certo, presentato in Commissione, era di 150 milioni di stanziamento in più. Se le ipotesi più negative, un taglio di 240 milioni di euro di trasferimenti statali che dovrebbe subire la sanità veneta, verranno invece confermate lo riterremo un atto inaccettabile compiuto dal governo e chiediamo all’assessore Coletto, come referente nazionale per la Sanità delle Regioni, di fare il possibile per scongiurarlo”.
Voci da palazzo 23 Tempo di bilanci “Zaia non è stato in grado di progettare ma ha solo inseguito e tamponato le emergenze
“Adesso le questioni del Polesine sono questioni venete” “Credo che il frutto più importante del mio lavoro sia stato quello di aprire un proficuo canale di dialogo con il mondo agricolo e della pesca e un mondo che, negli ultimi anni aveva guardato da tutt’altra parte” di Roberto Luise
D
opo quasi cinque anni in consiglio regionale, anche per il consigliere polesano d’opposizione Graziano Azzalin è il momento di tracciare un bilancio di quanto fatto a Palazzo Ferro Fini. Il resoconto puntuale è stato al centro di un apposito incontro a Rovigo, al quale ha partecipato anche il capogruppo Pd Lucio Tiozzo. Che giudizio dà dell’azione del Pd in questi anni di opposizione? “Se consideriamo che siamo appena 12 consiglieri su 60, il Gruppo regionale è riuscito a fare molto più di quanto i numeri permettessero e questo grazie alle divisioni nel centrodestra ed all’impegno, alla determinazione ed alla compattezza messi in campo dai democratici”. E per il Polesine? “Grazie al sostegno del gruppo, tanti sono stati i temi riguardanti la nostra provincia: dalla Centrale di Polesine Camerini allo smantellamento della sanità polesana, dal problema della subsidenza e della necessità di bloccare le trivellazioni all’importanza della sicurezza idrogeologica e del ruolo dei consorzi di bonifica, dalle tematiche inerenti il nostro settore primario, con i problemi relativi all’agricol-
tura, alla pesca, alla salvaguardia delle lagune, al tema imprescindibile dello stop al consumo di suolo, fino alla valorizzazione delle aree protette e del Parco del Delta, con la scelta forte a favore dell’interregionalità”. Sono stati ottenuti risultati in questi campi? “Il primo risultato è che si sia iniziato a considerare questi problemi non come questioni ‘del Polesine’ ma come questioni del Veneto. Proprio su questi temi così importanti non ci siamo limitati a contrastare ed indirizzare l’azione della maggioranza, ma abbiamo presentato una serie di leggi quadro, come sulle Aree protette e sul consumo di suolo zero”. Il Polesine durante questa legislazione ha avuto lei come consigliere di centrosinistra ma anche un assessore con incarichi importanti come Artigianato, Commercio, Industria, Ricerca e innovazione? Che valore hanno avuto questi incarichi? “Intanto quello ‘istituzionale’ di vigilare e controllare. Poi, per alcune iniziative in difesa del nostro territorio è stato certamente importante che vi fosse una voce che arrivava sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Ma, devo essere sincero: vista anche l’esperienza maturata dall’as-
sessore Coppola nei cinque anni precedenti come assessore al Bilancio della Giunta Galan, mi aspettavo che la sua azione per il Polesine potesse essere più incisiva. E anche sul fronte direttamente legato ai temi del suo assessorato non credo che sia riuscita ad ottenere risultati significativi: ha affrontato la crisi smantellando i fondi di rotazione per regalare mance a fondo perduto senza alcuna logica come è successo col ‘click day’ del fantomatico Protocollo d’intesa per il rilancio produttivo e la reindustrializzazione del Polesine che si è rivelato un pacco così come il Patto per il Veneto sbandierato da Zaia” Critiche pesanti: che giudizio dà della Giunta Zaia? “Assolutamente negativo: il primo compito di chi è chiamato ad amministrare il Veneto è quello di progettare e programmare e non solo inseguire e tamponare le emergenze. Eppure la Giunta si è dimostrata completamente incapace di avviare un’azione organica di riforma e di pianificazione. Si pensi che in questi anni la maggioranza non è riuscita ad approvare il Piano energetico, il Piano dei Trasporti, il Piano territoriale regionale di coordinamento, il Piano cave e forse solo in questi ultimi mesi approverà il Piano dei rifiuti, mentre nel frattempo si è avuta la totale
Graziano Azzalin, consigliere regionale Pd deregulation che ha aperto il campo a progetti di discariche come quella di Bergantino”. Un risultato personale di cui va particolarmente orgoglioso? “La mia azione si è incentrata soprattutto sull’agricoltura e la pesca anche perché il Gruppo mi ha affidato l’onere e l’onore di ricoprire il ruolo di vicepresidente della IV commissione consiliare. Credo che il frutto più importante del mio lavoro sia stato quello di aprire un proficuo canale di interlocuzione e dialogo con un mondo che, negli ultimi anni aveva guardato da tutt’altra parte”. Ma dovendone scegliere uno in particolare? “Le trivellazioni: la mia proposta di legge statale “Interventi di tutela dal fenomeno della subsidenza dei territori delle Province di Padova, Rovigo e Venezia. Modifica dell’articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e successive modificazioni.”, che è stata approvata praticamente all’unanimità dal consiglio”
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24 1 Cultura veneta La rassegna Fino al 17 febbraio prossimo
In scena il Carnevale di Venezia
Cibo, sapori, golosità e tradizioni sono il filo conduttore di questa edizione che anticipa festosamente i temi di Expo 2015
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ibo, sapori, golosità, tradizioni, storie e rituali culinari saranno il filo conduttore del Carnevale 2015, una sorta di anticipazione festosa in stile veneziano dell’esposizione universale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, che dal prossimo maggio porrà all’attenzione internazionale temi quali il nutrimento del pianeta, la produzione di cibo e la valorizzazione delle tradizioni culturali. Iniziata lo scorso 31 gennaio con la “Festa Veneziana” la manifestazione si svolgerà fino al prossimo 17 febbraio. Il “Gran Teatro di Piazza San Marco”, impreziosito quest’anno con trionfi di cibo e ghirlande di vegetali e con le scenografie a cura del Teatro La Fenice di Venezia, dal 7 al 17 febbraio sarà come di consueto l’epicentro carnascialesco che ospiterà i principali appuntamenti che scandiscono la manifestazione. Ad inaugurare la Piazza sabato 7 febbraio sarà la “Festa delle Marie” con il corteo delle belle fanciulle trasportate su portantine dai gondolieri da San Pietro di Castello fin sul palcoscenico del Gran Teatro. Marie che torneranno in Piazza San Marco martedì 17 febbraio per la proclamazione della Maria del
Carnevale. Domenica 8 sarà invece il giorno del “Volo dell’Angelo” con l’attesissima discesa dal campanile a Piazza San Marco della bella Marianna Serena, vincitrice dello scorso concorso delle Marie. Sabato 7 febbraio si apriranno anche le selezioni per il “Concorso della Maschera più bella” che si svolgerà tutti i giorni fino alla proclamazione dei vincitori domenica 15 febbraio. Tema del concorso naturalmente il cibo! Proseguendo il programma degli eventi, studiato dal direttore artistico Davide Rampello, il fine settimana del 7-8 febbraio sarà arricchito dalla “Festa Querinissima” che porterà sotto gli antichi archi della pescheria di Rialto (quale posto migliore) la tradizione culinaria del baccalà nelle sue variazioni alla vicentina e mantecato, accompagnato da vini veneti e da momenti di musica e spettacolo tradizionale. Particolarmente suggestiva sarà la rievocazione della consegna da parte di Pietro Querini al Doge Foscari dei primi stoccafissi delle isole Lofoten, in programma domenica 8 febbraio nel pomeriggio. Gli appuntamenti serali del Carnevale saranno concentrati all’Arsenale che ospiterà
Invito in biblioteca nazionale Marciana
ALDO AL LETTORE... ALLA SCOPERTA DEL MONDO DI MANUZIO
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er le celebrazioni di Aldo Manuzio nel V centenario della sua morte, la Biblioteca Nazionale Marciana invita a un viaggio intorno al mondo dei libri e dell’arte della stampa, in compagnia di Aldo e di altri editori e tipografi, di lettori, imprenditori e ambulanti, tra caratteri greci, ebraici, arabi, tondi e corsivi, esplorando una cultura che ancora sa trasmetterci valori e ideali senza tempo. Il ciclo di incontri, eventi, laboratori, partito a gennaio, si terrà fino al prossimo novembre presso le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco 13/a.Questi alcuni dei prossimi appuntamenti: il 19 febbraio, ore 17 La bottega tipografica del Rinascimento. Un autoritratto in immagini: torchi, torcolieri, compositori, incisori di caratteri,
correttori. Neil Harris; il 5 marzo, ore 17 Una città al lavoro. Il libro e l’industria a Venezia tra Quattro e Cinquecento. Luca Molà; il 12 marzo, ore 17 Essere utile agli uomini. Aldo Manuzio editore di testi greci. Filippomaria Pontani; il 26 marzo, ore 17 Il lettore italiano del Rinascimento. Profilo di un consumatore. Neil Harris; il 1° aprile, ore 17 Aldo Manuzio: che carattere! Come un carattere di Aldo ha fatto, da solo, la storia della tipografia fino ai nostri tempi. James Clough e Alberto Prandi. Sono in programma da febbraio ad aprile laboratori ad accesso gratuito per le scuole medie inferiori e superiori. Info e prenotazione presso didattica@marciana.venezia.sbn.it
La locandina dell’iniziativa
la 2a edizione di “Notti all’Arsenale” il 7 e l’8 febbraio e poi dal 12 al 17 febbraio. L’antico straordinario cantiere navale della Serenissima Repubblica di Venezia si trasformerà così tra magia, teatro, musica e sensazionali effetti pirotecnici sull’acqua nel Carnevale all’Arsenale. Le spettacolari architetture saranno vestite da un allestimento scenografico realizzato in collaborazione con il Gran Teatro La Fenice, e ogni sera, a partire dalle 19, saranno accolte tutte le più belle maschere del Carnevale, per una programmazione completamente gratuita introdotta dalle animazioni di spettacolari artisti di strada lungo la “Riva delle Maravegie” con specialità enogastronomiche proposte dalle cichèterie. Nelle Notti dell’Arsenale spicca poi “Tentazioni”, l’unica cena-spettacolo del Carnevale 2015 (a pagamento) che avvolgerà di piacere e seduzione gli ospiti nella esclusiva cornice della Torre di Porta Nuova. Nella settimana “grassa”, da giovedì 12 a martedì 17 febbraio, ci sarà un’esplosione di eventi, feste, sfilate che coinvolgeranno tutto il territorio a cominciare da Piazza San Marco, con la finale del concorso della Maschera più bella del Carnevale e il “Volo dell’Aquila” dal
La conferenza stampa durante la quale è stata presentata l’immagine ufficiale di questa edizione disegnata da Giorgio Cavazzano Campanile di San Marco (domenica 15 febbraio), passando per l’Arsenale dove si susseguiranno sei notti di festa con gli eventi del Carnevale all’Arsenale, per arrivare fino alla Terraferma dove tra la Torre e la Piazza Ferretto ci sarà il “Volo dell’Asino” (domenica 15 febbraio). L’ormai tradizionale “Volo dell’Asino” impersonato da un ospite del mondo dello spettacolo o dello sport che si calerà dalla Torre fino al palco di Piazza Ferretto, è l’evento clou del programma carnevalesco in Terraferma che inizierà a Mestre domenica 8 (repliche sabato 14, domenica 15 e martedì 17 febbraio) con le selezioni della “Mascherina più bella del Carnevale”. Il concorso tutto dedicato ai bambini che potranno sfilare con i loro costumi sul palco di Piazza Ferretto. A Marghera invece sabato 14 febbraio, alle ore 15.00 prenderà il via la variopinta, gioiosa tradizionale “Sfilata dei Carri Allegorici”. Tra gli appuntamenti in
terraferma anche la sfilata dei carri a Zelarino (17 febbraio), e il “Tram del Carnevale”. Un tram brandizzato con la grafica ufficiale del Carnevale che circolerà con a bordo i musicisti del JukeBox Umano che suoneranno e canteranno brani scelti dai passeggeri su richiesta. Nella settimana grassa ci sarà anche “Il teatro gastronomico ambulante” che si muoverà tra le municipalità. Gran finale martedì grasso, quando il Carnevale di Venezia 2015 celebrerà le glorie di San Marco nello “Svolo del Leon”, il maestoso gonfalone di San Marco che venendo issato dal palco del Gran Teatro al Campanile di san Marco simboleggerà la chiusura del Carnevale 2015. Per il secondo anno consecutivo Giorgio Cavazzano, uno dei disegnatori più amati ed apprezzati, ha creato l’immagine ufficiale della manifestazione.
Letteratura Premio “Città di Chioggia” sesta edizione. La cerimonia di premiazione
La città di Chioggia fra poesia e narrativa F in dalla sua prima edizione il premio letterario “Città di Chioggia” ha rappresentato un’importante vetrina culturale per la città lagunare coinvolgendo persone di tutte le regioni italiane. Il Premio Letterario “Città di Chioggia” nato nel 2009 su iniziativa della Pro Loco locale con l’intento di dare lustro alla città con un Premio di tipo culturale vuol creare i presupposti di diffusione e promozione del territorio clodiense lanciando un messaggio culturale. Nel corso degli anni il Premio ha visto avvicendarsi autorevoli personaggi sia come giurati sia come padrini della manifestazione e la partecipazione ha raggiunto livelli importanti, dimostrando la validità dell’iniziativa.Novità di questa sesta edizione è stata l’introduzione della sezione a “tema libero” intesa proprio a coinvolgere un numero sempre maggiore di scrittori a livello nazionale. La tradizionale cerimonia di premiazione e presentazione dell’edizione 2014 del libro che raccoglie tutte le opere finaliste si è tenuta sabato 13 dicembre 2014 nella suggestiva cornice dello storico Auditorium comunale S. Nicolò di Chioggia. Il tema scelto quest’anno era “Fotografie dalla Laguna: Chioggia come incontro di luoghi e di tempi”. Gli autori avevano tempo fino al 31 ottobre 2014 per presentare i testi poi sottoposti al giudizio degli esperti che hanno selezionato i finalisti. “Il Premio letterario città di Chioggia rappresenta ormai un punto fermo della programmazione culturale della nostra Città – sottolinea Narciso Girotto, l’assessore uscente alle Politiche culturali della città di Chioggia -. Nato da una felice intuizione della nostra Pro Loco, in questi anni ha prodotto dei risultati notevoli ed ha regalato alla città emozioni importanti. Gli autori hanno colto aspetti e sentimenti celati del nostro territorio che spesso non vengono notati perché soffocati e nascosti da una quotidianità che non esalta i particolari”. I due presidenti di giuria dell’edizione 2014, Sergio Ravagnan per la sezione narrativa e Giordano Fornaro per la sezione poesia, assieme al padrino della serata Piero Mescalchin (Fotografie dalla laguna), ed al presidente della Pro Loco di Chioggia Marco Donadi hanno consegnato i premi ai nove finalisti alla presenza di un folto pubblico e di numerose autorità locali. Questi i vincitori dell’edizione 2014:
La cerimonia di premiazione per la sezione poesia a tema prima classificata Maria Pia Vido di Roma con “Chioggia in Mente (silloge)”, seguita da Rosanna Soina di Venturina Terme (LI) – “Chioggia della Fantasia Itinerante”, terzo posto per Vanes Ferlini di Imola (BO) – “Liquido Canto” ; per la sezione narrativa a tema primo posto per Alessandro Pozzan di Schio (VI) con il racconto “Generazione a Mare”, seconda Valentina Durante di Montebelluna (TV) con “La Pappa Scotta”, terza Rita Mazzon di Padova con “Dove sta l’Amore”; la sezione a tema libero è stata vinta da Fiorella Borin di Venezia con “Il Destino che non abbiamo scelto” seguita da Giovanni Rosa di Modica (RG) con “L’ultimo cantastorie” e da Susi Boscarato di Chioggia con “Ortensia”; una menzione speciale della giuria è stata inoltre assegnata ad Alberto Totolo di Isola della Scala (VR) per “Il complesso di Santa Croce”. Nel corso della cerimonia di premiazione si sono esibite le ballerine del Centro di Formazione Danza che hanno eseguito delle coreografie curate da Francesca Serafini e Patrizia Aricò. Eugenio Ferrarese
1 sport piazza
Sport 25
A saluta gli atleti anche i biancoscudati Padova
Cxp all’Euganeo: una corsa da fuoriclasse La CXPCard permette ad ognuno di conoscere i propri tempi, partecipare all’assegnazione dei premi tutte le settimane e avere una pagina personale
Foto di Francesco Pertini – Fotoclub Padova
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nche lo stadio Euganeo è stato piacevolmente invaso dai runners della Corri x Padova e a salutare gli atleti c’erano altri atleti: i Biancoscudati Padova. Alla partenza erano presenti, oltre al vice presidente Edoardo Bonetto, anche l’amministratore delegato Roberto Bonetto e i calciatori Dionisi, Sentinelli e Ilari. Continuano gli appuntamenti del giovedì di corsa attraverso la Città del Santo. Eventi organizzati nei minimi dettagli che assicurano a chi corre sicurezza, assistenza e tanta divertente compagnia. La maggior parte dei partecipanti si registra e riceve la CXP Card che ha molteplici funzioni: la prima riguarda la registrazione della presenza del singolo atleta al Villaggio CXP: questo consentirà di verificare quante volte ha partecipato alla Corri X Padova. I più assidui, infatti, potranno godere di particolari opportunità, premi e riconoscimenti nel corso della stagione. La seconda funzione riguarda la possibilità di
vincere i premi messi a disposizione ad ogni uscita dai partners/sponsor: infatti già da qualche tempo, con una procedura informatica del tutto automatica, mentre i runners sono impegnati nel giro, vengono sorteggiati dei numeri di tessera a cui vengono abbinati dei premi; subito dopo i numeri dei vincitori vengono caricati sui pc dei totem all’arrivo. Quando i partecipanti transitano di fronte ai totem all’arrivo non solo verrà segnalato il loro nome e tempo ma anche se hanno vinto un premio (da ritirare la sera stessa al Villaggio CXP oppure - novità - aprendo la propria pagina personale comparirà subito una segnalazione se ci sono premi da ritirare. I premi che non sono ritirati entro la settimana successiva potranno essere rimessi in sorteggio. La terza funzione consente agli iscritti di verificare la media di percorrenza ottenuta nel percorso; i tempi saranno sempre riferiti allo start dato dallo Speaker nelle due partenze distinte Runners e Walker. Al ritorno al Villaggio CXP, sotto gli archi all’ingres-
so si troveranno: sulla destra un totem per la rilevazione dell’arrivo dei Walkers e sulla sinistra due totem per la rilevazione dell’arrivo dei Runners. Per registrare l’arrivo, non occorre togliere la CXP Card dal taschino del gilet! Per il calcolo delle medie verrà fatta una misurazione del percorso in diretta con apparati Polar messi a disposizione dal negozio 1/6 H: farà pertanto fede la misurazione del percorso fatta in diretta in serata e non quella preventiva quando viene dichiarata la mappa del percorso. Non verrà stilata alcuna classifica: le medie rilevate saranno tra le informazioni che ognuno potrà consultare sulla propria pagina personale StellaWay. Per vedere i dati rilevati: con lo Smart Phone (se presente opzione NFC abilitata): appoggiare CXP Card sul telefonino e attendere che si apra la pagina personaleCon il sito www.stellaway.it, andando alla voce di menu servizi/accesso alla pagina personale. Inserire poi per esteso il proprio codice presente sulla Card (es. CXP1400001)
L’APPELLO CERCASI VOLONTARI
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li organizzatori lanciano una richiesta a tutti i camminatori della Corri x Padova: “Abbiamo tantissime persone che ogni settimana seguono i nostri istruttori lungo il percorso che è stato predisposto per i Walkers. Pe r offrire maggiore sicurezza, avremmo urgente bisogno (anche per stasera) di trovare 3 o 4 persone che ci aiutino a seguire il gruppo, come facevano i Ciclopici l’anno scorso. Andrebbe bene utilizzare la bicilcetta e noi potremmo, per chi non ce l’ha, metterne a disposizione per questo servizio. Comunque anche a piedi si può seguire il grupppo ad aiutare le persone negli attraversameni ed a tenerle il più compatte possibile. Se qualcuno è disponibile, abbiamo qualche piccolo riconoscimento da offrire. Inviate una eMail a corriperpadova@comune.padova.it e poi lo staff vi contatterà o presentatevi direttamente al Gazebo dell’US Acli presente ogni settimana al Villaggio CXP. Grazie”.
26 4 Pet I NOSTRI AMICI ANIMALI L’ESPERTO
Lodovico Damiani Personal Dog Trainer
Con il Personal Dog Trainer comincia un lungo viaggio alla scoperta del nostro “amico” a quattro zampe
Carissime lettrici e lettori, amici ed amanti del meraviglioso mondo dei cani, iniziamo oggi un lungo viaggio insieme, alla scoperta di mille curiosità che riguardano un rapporto reciproco che dura tutta la vita del nostro cane. Un amore da parte nostra che non finisce nemmeno con la scomparsa del nostro “amico”. Mi chiamo Lodovico Damiani, da oltre 15 anni vivo fantastiche esperienze con tutte le specie di cani e sono un PERSONAL DOG TRAINER. Non opero nei campi scuola, ma direttamente nelle famiglie, perché ritengo che, lavorando dove il cane vive l’80% della sua vita, si possono individuare meglio le cause e le problematiche del rapporto proprietario/cane. Il mio primo cane è stata una femmina di rottwailer, di nome Lilly, presa ad Istanbul, dove ho lavorato da solo per 3 anni. Lei parlava turco, io parlavo italiano e all’inizio non ci capivamo mai. Dopo vari tentativi, ho scoperto il segreto della comunicazione reciproca. I cani capiscono molto bene due cose: la postura del nostro corpo e la tonalità della nostra voce. Il primo passo è proprio far capire al nostro cane, sin dal primo contatto quali sono le regole nostre e della casa in cui vivrà. Avremo nel nostro viaggio cartaceo anche il prezioso aiuto di veterinari molto qualificati, dai quali potrete avere risposte su dubbi riguardanti problematiche fisiologiche del vostro compagno di vita. Nelle prossime edizioni vi parlerò delle più comuni
razze presenti nelle nostre famiglie, esaltandone pregi e virtù. Una domanda ricorrente che tante persone mi pongono è: quanti animali domestici e quanti cani ci sono in Italia? Secondo le ultime stime più recenti il numero di animali che vivono nelle nostre case è di circa 50 milioni, compresi pesci, uccelli, volatili da cortile e piccoli roditori, sempre più in aumento, etc. Il numero dei cani, regolarmente registrati all’anagrafe canina è di circa 7 milioni, i randagi invece, presenti soprattutto nelle regioni del sud Italia sono in costante diminuzione grazie all’ottimo lavoro delle Asl veterinarie locali. Il numero dei gatti invece, mancando l’iscrizione anagrafe ufficiale obbligatoria, si attesta oggi a circa 7 milioni e mezzo. Pensate che solo a Milano, dati ufficiali esistono 600 colonie feline accudite da volontari organizzati e protette da normative nazionali, regionali e comunali. Altra domanda molto ricorrente da parte delle persone è quante razze di cani esistono in Italia. Nell’ultima Esposizione Internazionale di Verona, dicembre 2014 erano presenti 203 tra razze e sotto razze regolarmente registrate all’anagrafe canina nazionale. Nelle prossime edizioni insieme ai vostri suggerimenti, parleremo dettagliatamente dei problemi comuni a tantissime famiglie nel rapporto di convivenza tra noi e i nostri cani e prenderemo in visione le caratteristiche specifiche delle razze più presenti nelle nostre case.
www.dogtrainerpadova.itdogtrainerpadova@gmail.com - tel.: 329 1605558
ADOTTAMI Nico Maschio di 2 anni cane di razza pura, korthals o griffone, torturato da qualche delinquente. Questa creatura ha due buchi giganteschi e profondi sul collo. Nico ha sofferto, ma il suo carattere mite e buono non è stato modificato. Purtroppo ha un occhietto da cui non vede: forse questo è il motivo del barbaro abbandono. Nico ora è un ospite a.p.a cerca casa con estrema urgenza Taglia medio grande, circa kg.25 di bontà.
Cinque Natalini tre femmine e due maschietti. Futura taglia piccolina, circa kg.10. I volontari sotto l’albero di natale hanno trovato queste creature. Ora i natalini sono le new entry. Obbligo di sterilizzazione a 6 mesi.
Yago Volpino maschietto di 6 mesi circa, taglia piccola circa kg.6. Yago è un cucciolo un po’ vivace, dinamico e molto intelligente. Questa meraviglia è stata portata in rifugio per problemi familiari.
Lilly femmina di 6 mesi, taglia piccola di circa kg.5-6. Carattere timidissimo ma buona. Lilly non ha avuto un vissuto sereno, ma adesso nessuno le farà più nulla. Noi volontari dobbiamo trovarle una casa serena e tranquilla dove crescere.
Tre cuccioli maschietti di circa 3 mesetti. Futura taglia medio contenuta, circa kg.15. Ecco altre creature in cerca di una famiglia.
Burro detto jepo Maschio di 1 anno, nato luglio 2013, taglia piccola, circa kg.7-8. Carattere tranquillo e buono. E’ arrivato in canile perché era diventato un problema per la sua famiglia.
Terry femmina giovane, forse di 1 anno, taglia media di circa kg.20. Di Terry non abbiamo storia solo una richiesta d’aiuto per una creatura bisognosa. Ha un carattere equilibrato; è vispa e attenta a tutto ciò che le passa vicino. Impara presto. Socializza con persone e animali. Un’ottima amica e compagna di vita
Fred Mini pelosetto, maschio di circa 5 kg, forse di 6 mesi. Carattere mite e coccolone. Fred è sereno e tranquillo. Cerchiamo per lui una nuova famiglia.
Prossimamente: I consigli del veterinario Scrivici alla mail: redazione@givemotions.it Tel. 049 8704884 Per le adozioni: Loretta, associazione protezione animali di Chioggia Onlus - 3289620233
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DIRITTO AMMINISTRATIVO
La tutela dei cittadini contro gli atti della pubblica amministrazione COSA SIGNIFICA? La Costituzione italiana prevede, all’art. 113 primo comma, che Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa. Ciò significa che tutta l’attività amministrativa è sottoposta a controllo di legittimità da parte del giudice, ordinario o amministrativo, e che chi si sente leso da una decisione dell’Amministrazione pubblica può sempre opporsi ad essa. A QUALE GIUDICE DEVO RIVOLGERMI, E CI SONO DEI TERMINI DA RISPETTARE? La legge stabilisce a quale autorità giurisdizionale (giudice ordinario, vale a dire Giudice di Pace o Tribunale e successivi gradi di giudizio, o giudice amministrativo, cioè Tribunale Amministrativo Regionale e, per l’appello, Consiglio di Stato) bisogna rivolgersi per tutelare i propri diritti ed interessi contro i provvedimenti amministrativi. Per esempio, contro le sanzioni previste dal Codice della Strada e contro le espulsioni decretate dal Prefetto si deve ricorrere al Giudice di Pace, contro altre tipologie di sanzioni amministrative pecuniarie (violazioni di normativa concernente la privacy, ovvero relativa alla tutela del lavoro subordinato, ovvero ancora in materia ambientale) occorrerà invece rivolgersi al Tribunale. Generalmente però, contro la stragrande maggioranza dei provvedimenti ammi-
nistrativi (dinieghi di permessi di costruire o di autorizzazioni commerciali, rigetto di richieste di sanatorie o di rinnovo del permesso di soggiorno, esito negativo di procedure concorsuali o di esami di Stato, sanzioni amministrative di carattere edilizio od urbanistico, esclusioni da gare pubbliche o aggiudicazioni che si ritengono illegittime, espropriazioni, piani urbanistici o territoriali che si ritengono lesivi, e l’elenco potrebbe continuare) è necessario rivolgersi al giudice amministrativo, vale a dire al Tribunale Amministrativo Regionale, che, salvo eccezioni, è il solo che ha il potere di annullare il provvedimento amministrativo che si contesta, vale a dire di eliminarne totalmente e ab origine gli effetti concreti. I provvedimenti amministrativi per legge si presumono legittimi, ed è per tale ragione che chi vuole contestarli deve farlo in tempi molto rapidi, generalmente entro 60 giorni (ma in alcuni casi anche 30) da quando l’atto ci viene notificato o in ogni caso dal momento in cui ne veniamo a conoscenza. Per questo è importante rivolgersi nel più breve tempo possibile ad un legale che sia competente in questa materia. CHE COS’È IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO? CHI PUÒ PRENDERVI PARTE? Il procedimento amministrativo è quella fase che si compie all’interno dell’Amministrazione competente (Ministero, Regione, Provincia, Comune, eccetera) e che precede l’emanazione
del provvedimento finale. A volte a questa fase possono partecipare anche 2 o più amministrazioni, quando siano numerosi gli interessi pubblici coinvolti. La fase procedimentale è una sorta di “istruttoria” che dovrebbe servire all’Amministrazione procedente ad avere un quadro il più completo possibile della situazione, e ad adottare la decisione finale solo dopo aver attentamente vagliato e ponderato tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti e le diverse opzioni decisionali possibili. Per questa ragione la legge fondamentale sul procedimento amministrativo, la n. 241 del 1990, stabilisce che l’Amministrazione deve comunicare l’avvio del procedimento a tutti coloro che saranno destinatari della decisione finale, e che costoro, e in ogni caso qualunque portatore di interesse pubblico o privato, possono intervenire nel procedimento, esaminando gli atti, producendo documentazione e presentando memorie pertinenti con l’oggetto del procedimento. E’ molto importante questa fase preliminare, ed è opportuno in alcuni casi farsi assistere da un legale competente sin dall’avvio del procedimento amministrativo, e ciò perché a volte con il proprio intervento gli interessati possono correggere alcune “storture” e contribuire alla decisione finale, magari in tal modo evitando successivi ricorsi al giudice, dall’esito e dai tempi incerti e comunque molto più costosi. COS’È IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINI-
Avvocati Arabella Brognara e Francesco Carricato
STRATIVI? Qualunque “interessato”, o all’esito di un procedimento amministrativo o, in ogni caso, anche a prescindere dall’esistenza di un vero e proprio procedimento, può prendere visione ed estrarre copia degli atti e dei documenti rilevanti per la tutela delle proprie ragioni. In alcuni limitati casi, previsti dalla legge, l’accesso ai documenti amministrativi, che è un principio generale del ns. ordinamento, può essere differito, limitato od escluso. Generalmente però l’accesso deve essere consentito, e per far ciò l’Amministrazione dispone di 30 giorni di tempo da quando la richiesta, che deve essere brevemente motivata, viene presentata. Decorso tale termine senza avere risposta, o in caso di diniego espresso dell’accesso da parte della P.A., il richiedente può proporre ricorso al TAR competente nei successivi 30 giorni, ovvero presentare un’istanza di riesame della decisione al difensore civico o od altri organi stabiliti dalla legge. Occorre però precisare che solo il TAR ha il potere di ordinare all’Amministrazione di esibire i documenti richiesti, ove ritenga illegittimo il diniego, e che spesso è necessario prendere visione di tale documentazione per poter tutelare compiutamente i propri diritti. In ogni caso, nelle more non vengono sospesi i termini per proporre ricorso contro eventuali provvedimenti lesivi.
Studio Legale Associato Carricato-Brognara - Piazza XX Settembre, 31 - 45100 Rovigo (RO) - tel: 0425 25209 - fax: 0425 424760 - studio.carricatobrognara@cheapnet.it
DIRITTO INTERNAZIONALE
Va protetta l’integrità morale e fisica dell’individuo a prescindere dal contesto sociale in cui si trova
S
empre più spesso nelle aule giudiziarie giudici e avvocati dirimono questioni di risarcimento del danno avanzate da familiari nei confronti di altri componenti della stessa famiglia per comportamenti che ledono la loro personalità; offese e cattiverie domestiche che configurano ipotesi di responsabilità civile, di “illeciti endofamiliari”. Un tema sul quale si è discusso ampiamente soprattutto a partire dagli anni ’90, quando una serie di pronunce ha affiancato il risarcimento del danno ingiusto agli istituti che tradizionalmente riguardavano la famiglia, dall’addebito all’obbligo di mantenimento fino al sequestro di beni. Prima che questo tipo di responsabilità entrasse nei rapporti familiari ci è voluto del tempo, ma grazie ai profondi mutamenti sociali, culturali e normativi anche per i familiari che commettono violazione a carico dei loro congiunti può scattare una responsabilità risarcitoria e allo stesso tempo la vittima di tali soprusi può godere di maggiori tutele. Pensiamo alle tante azioni pregiudizievoli della dignità, dell’onore e della reputazione di un coniuge: la violazione dell’obbligo di fedeltà, i comportamenti violenti o
discriminatori, la mancata assistenza materiale. Episodi di “illecito endofamiliare” si registrano anche nei rapporti di filiazione, ad esempio, il completo disinteresse verso i figli, i danni arrecati alla loro sfera patrimoniale, come il mancato mantenimento o l’assenza di istruzione ed educazione oppure gli ostacoli agli incontri e alle frequentazioni con il genitore non affidatario. In passato il fatto illecito commesso da un familiare ai danni di altro membro dello stesso nucleo comportava l’intervento del giudice solamente qualora si fossero intravisti gli estremi del reato, ossia quando la gravità del fatto commesso faceva prevalere l’interesse pubblicistico alla repressione e alla punizione del colpevole, rispetto all’interesse privatistico della tutela della famiglia. Negli ultimi anni si è venuta elaborando una figura di derivazione dottrinale e giurisprudenziale dal sintomatico nome: illecito endofamiliare. La Suprema Corte (Cass. Civ. 10/4/2012 n. 5652), menzionandolo apertamente, non ha mancato di riferirsi ad esso non tanto per descriverne i tratti peculiari, quanto l’idea di fondo in forza della quale la violazione dei
doveri nascenti dal matrimonio “non trova necessariamente sanzione solo nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, discendendo dalla natura giuridica degli obblighi suddetti che la relativa violazione, ove cagioni la lesione di diritti costituzionalmente protetti, possa integrare gli estremi dell’illecito civile e dar luogo ad un’autonoma azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell’art. 2059 cod. civ.”. Tale sentenza si pone in netto contrasto con il precedente orientamento giurisprudenziale secondo cui “Dalla separazione personale dei coniugi può nascere, sul piano economico, a prescindere dal provvedimento sull’affidamento dei figli e della casa coniugale, solo il diritto ad un assegno di mantenimento dell’uno nei confronti dell’altro, quando ne ricorrano le circostanze specificamente previste dalla legge, con conseguente esclusione della possibilità di richiedere, ex art. 2043 del codice civile, ancorché la separazione si addebitabile ad uno di essi, anche il risarcimento dei danni a qualsiasi titolo risentiti a causa della separazione stessa “ (Cass. Civ., Sez. I, 6 aprile 1993 n. 4108).
Avv. Elisabetta Ponzetti
Conseguentemente la violazione dei doveri coniugali (dovere di fedeltà inteso nel senso di vicendevole lealtà e dedizione, dovere di assistenza morale e materiale, dovere di collaborazione inteso nel senso di solidarietà familiare, dovere di contribuzione ai bisogni della famiglia ciascuno in relazione alle proprie sostanze e al proprio lavoro) e di quelli derivanti dalla filiazione, ogni qualvolta determinino un’offesa ai valori irrinunciabili della persona possono integrare gli estremi dell’illecito civile e dar luogo ad un’autonoma azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali. Si è dunque al cospetto di situazioni in cui la riforma del diritto di famiglia si inserisce in un profondo mutamento delle relazioni che fa del singolo l’unico fattore del proprio destino all’interno di un’assoluta autonomia nelle scelte esistenziali, mutamento che non può di certo essere avversato poiché interessa l’individuo nel suo più profondo essere e voler essere. (tratto da Danni Endofamiliari: Conflitti e responsabilità all’interno delle coppie Guida al Diritto n. 1 gennaiofebbraio 2014).
Avvocato Elisabetta Ponzetti Corso Del Popolo 161 - 45100 Rovigo (RO) - tel: 0425 21610 - fax: 0425 22580 - elisabetta.ponzetti@libero.it
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Nel febbraio del 1993, alcuni avvocati che si occupavano abitualmente di questioni di diritto di famiglia hanno costituito a Roma l’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori (AIAF). Oggi l’AIAF riunisce in tutta Italia oltre 1800 avvocati, è presente in quasi tutte le regioni e in numerosissime provincie tra cui quella di Rovigo. Lo scopo della nostra Associazione, formata da avvocati che esercitano la professione prevalentemente nel settore del diritto di famiglia, dei minori e delle persone, è principalmente di FORMARE e QUALIFICARE continuamente i propri associati mediante una incessante attività formativa specialistica fatta di convegni, corsi, pubblicazioni e una scuola di alta specializzazione. La sezione rodigina dell’AIAF Nella provincia di Rovigo l’AIAF è presente dal 2007, in questi anni ha organizzato numerosi eventi formativi e creato una rete di confronto e collaborazione tra i propri associati e altri professionisti che si occupano delle relazioni personali e familiari (psicologi e psicoterapeuti, medici, mediatori familiari, operatori consultoriali). La formazione professionale degli avvocati è a servizio del cittadino
Che cos’è l’AIAF
Gli avvocati sono impegnati in una continua attività di formazione professionale per rispondere al diritto di ogni cittadino - che si accinge ad affidare una problematica di tipo legale ad un professionista - di scegliere tra coloro che si distinguono
per una particolare preparazione tecnica e specialistica. Che cosa fa l’AIAF oltre all’attività formativa? Con i nostri convegni e le nostre pubblicazioni contribuiamo a promuove il dibattito sulle tematiche della famiglia, della persona, della condizione dei bambini e dei giovani. Da anni siamo impegnati, anche presentando disegni di legge, affinchè siano riformati e quindi migliorati i procedimenti che hanno ad oggetto la materia della famiglia e dei minori, ovvero perchè siano trattati con una unica procedura, snella e veloce, davanti ad un Giudice specializzato in diritto di famiglia. Perché L’AIAF sulla “PIAZZA”? Abbiamo accolto l’invito di affrontare, per alcuni mesi, alcune questioni “giuridiche” legate all’esperienza della “crisi familiare”, con l’intento di illustrare alcuni principi di diritto che la regolano. In questo numero del giornale affronteremo alcune questioni riguardanti la “destinazione” della casa coniugale quando due coniugi si separano, divorziano o quando cessa la convivenza tra persone non sposate. Cercheremo, quindi, di rispondere ad alcune delle molte domande che ci pongono le persone che incontriamo nella nostra esperienza professionale.
TUTTI I FIGLI SONO UGUALI
Cosa cambia dopo la legge sulla filiazione per i figli nati fuori dal matrimonio La riforma sulla filiazione ha eliminato ogni differenza tra “figli legittimi” e “figli naturali” Niente più aggettivi per il termine figlio. Con la Legge 219/12 viene confermato il principio dell’unicità dello stato giuridico di figlio come previsto all’art. 30 della Costituzione. Non vi sono più figli di “serie A” e di “serie B”, ma soltanto figli. La recente riforma in materia di filiazione ha apportato numerose modifiche volte ad eliminare qualsiasi trattamento discriminatorio tra figli legittimi e figli naturali, a partire dalla riformulazione dell’art. 74 del codice civile che definisce il concetto di “parentela”: quest’ultima ora si intende allargata e va oltre i limiti dei legami biologici estendendosi ai figli nati fuori dal matrimonio ed anche ai figli adottivi, purché minori di età. Dal punto di vista formale, il legislatore ha cristallizzato tale uguaglianza, sia con la riscrittura dell’art. 315 del codice civile, nel quale, in maniera quasi solenne, ha sancito che “Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”, sia con la sostituzione delle espressioni “figli legittimi” e “figli naturali” con la parola “figli” in ogni norma che le prevedeva. Una riforma al passo coi tempi. La riforma era attesa da tempo; la rimozione delle disparità di trattamento tra figli nati dentro e fuori dal matrimonio si pone al passo con l’evoluzione del concetto stesso di famiglia. L’attuale società è connotata da un esponenziale aumento delle convivenze more uxorio e del numero di mamme e papà “single di ritorno”; basti pensare che nel 2012 un bambino su 4 (132 mila) è nato all’interno di una coppia non sposata, e che il fenomeno dell’avere figli fuori dal matrimonio si è diffuso rapidamente anche nelle aree caratterizzate storicamente da comportamenti familiari più tradizionali come il Veneto, regione in cui l’incidenza dei nati fuori dal vincolo matrimoniale è più che tri-
plicata: dal 6,8% del 1995 al 25,5% del 2012 (fonti Istat 2013). Le conseguenze più rilevanti nelle relazioni familiari. Con la nuova formulazione dell’art 258 c.c., il riconoscimento di un figlio nato fuori dal matrimonio ha finalmente effetto anche riguardo ai parenti del genitore che lo effettua. Quindi la legge ora riconosce ai figli nati fuori dal matrimonio un vincolo di parentela con tutti i parenti, con le conseguenti implicazioni in tema di successioni ereditarie e di obblighi alimentari. Prima della riforma, nonni e nipoti cd. naturali non erano “parenti” in senso giuridico, mentre adesso - ad esempio - nel caso di morte dei genitori, il minore può essere affidato ai nonni senza dover più incorrere nelle procedure adottive o di affidamento. Sono state introdotte norme che tutelano i diritti dei nonni nei confronti dei nipoti. Prima dell’entrata in vigore della Legge 219/2012 nell’ipotesi di separazione dei genitori, veniva riconosciuto solo ai minori il diritto a conservare un legame familiare con i nonni, mentre alcun diritto e alcuno strumento giuridico era previsto in senso inverso. La riforma sulla filiazione ha espressamente previsto il diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi”con i propri nipoti minorenni. Al fine di evitare che tale diritto rimanesse una semplice norma di principio, il legislatore ha dotato i nonni della possibilità di tutelare direttamente il loro rapporto con i nipoti, anche indipendentemente dalle determinazioni dei genitori. Pertanto, i nonni ora potranno chiedere
al Giudice competente di adottare ogni provvedimento necessario al fine di garantire la continuità del legame affettivo con i nipoti. Le ipotesi in cui i nonni sono tenuti a contribuire al mantenimento dei nipoti. L’art. 316-bis c.c., “Concorso nel mantenimento”, stabilisce: “Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.” I nonni, quindi, sono ritenuti ex lege responsabili anche “economicamente” dei propri nipoti, dovendosi sostituire ai propri figli se inadempienti nei confronti della prole. Se, per esempio, un padre separato non ha un’occupazione che gli permette di versare regolarmente il mantenimento per i propri figli, il nonno, titolare di una pensione sufficiente, ha il dovere di versare lui l’assegno per il nipote, fino a quando il genitore non può tornare ad adempiere al proprio obbligo. A nulla rileva che un nipote sia nato all’interno del matrimonio, sia stato adottato o sia nato da una relazione extraconiugale. Ormai, anche tutti i nipoti – come i figli - sono uguali davanti alla legge. I cambiamenti in materia ereditaria. Importanti conseguenze si hanno anche in campo successorio. Scompare il
cd. “diritto di commutazione” secondo il quale, nella previsione dell’art. 537 c.c., i figli legittimi potevano soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli nati fuori dal matrimonio che non vi si opponessero. Abolita la distinzione tra figli legittimi e figli naturali è venuto meno anche il diritto di commutazione, con la conseguenza che i figli nati fuori dal matrimonio non possono più essere “liquidati” ma entrano a pieno titolo nella comunione ereditaria. Non più “potestà genitoriale” ma “responsabilità genitoriale”. Il D. Lgs 154/2013, attuativo della Legge 219/2012, sarà ricordato, oltre che per la parificazione tra figli nati fuori e all’interno del matrimonio, anche per il superamento del concetto di potestà parentale. Uno dei punti forti della riforma, infatti, riguarda l’introduzione del concetto di responsabilità genitoriale di cui all’art. 316 c.c. con cui viene sostituito l’obsoleto concetto di “potestà” genitoriale con quello di “responsabilità”, denominazione presente da tempo in ambito europeo. In precedenza, l’articolo prevedeva: “il figlio è soggetto alla potestà dei genitori sino all’età maggiore, mentre ora: “entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio”. Ad una prima lettura si potrebbe compiere l’errore di considerare la nuova legge una semplice riscrittura di quanto prima previsto. In realtà la riforma è di amplissima portata: aspetto fondamentale è il rafforzamento dei doveri di entrambi i genitori, nel rispetto delle inclinazioni ed aspirazioni del figlio, anche se nato fuori dal matrimonio.
Avv. Paola Bogoni - Avv. Valentina Noce - Avv. Roberto Minozzi Avvocati del Foro di Rovigo – soci AIAF
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L’Editoriale IL PRONTO SOCCORSO, GLI ACCESSI INAPPROPRIATI E IL FALSO PROBLEMA DEI CODICI BIANCHI di Francesco Noce*
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on è difficile, soprattutto in periodi come questi di grande morbilità legata agli effetti dell’influenza e delle sue complicanze, sentire pazienti che si lamentano per le lunghe ore di attesa trascorse nei Pronto Soccorsi Ospedalieri.
Pronto soccorso, solo quando serve x personalità La e i suoi disturbi
x Dolore lombale? Apri gli occhi sul sonno Continua Aa pag. 31 29
Ritrova il piacere di sentire bene.
La colpa si è sempre fatta ricadere e sul numero degli accessi inappropriati e in modo particolare sui cosìdetti “codici bianchi”. Dai dati illustrati all’ ultimo Congresso Nazionale della Società di Medicina Emergenza-Urgenza è emerso che gli accessi inappropriati, cioè quelli che potrebbero trovare risposta ai loro problemi di salute in sedi diverse, costituiscono il 30% degli accessi ai Pronto Soccorso, praticamente 1 accesso su 3 risulterebbe non appropriato; di questo 30% il 95% è formato da codici bianchi che individuano i casi meno gravi e urgenti e il 20% da codici verdi. Pur costituendo il 30% del totale questi accessi risultano gestiti in tempi brevi e richiedono un limitato impegno da parte del personale dedicato che quantificato in limiti temporali non raggiunge il 15% delle ore totali.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo Continua a pag.
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L’intervento
ESSENZIALE LA FIDUCIA DEL PAZIENTE
di Dott. Bruno Noce* l fiorire di pubblicità relative a centri odontoiatrici low cost, facenti riferimento a catene di franchising più o meno note in questi ultimi anni si è fortemente consolidato. La liberalizzazione della pubblicità, grazie al decreto Bersani, ha reso questo fenomeno di grande impatto mediatico ma nonostante ciò ancora oggi la realtà vede nella rete degli studi professionali capillarmente distribuiti sul territorio il sistema che garantisce una assistenza di qualità. Queste società di capitali hanno come principale e forse unico obiettivo il profitto e per questo il modello ideale di odontoiatria, non potrà mai essere quello delle cliniche low cost. Per l’odontoiatra il guadagno è il mezzo per poter svolgere al meglio la propria attività medica e non il fine da raggiungere a tutti i costi. Oggi assistiamo sempre più frequentemente alla crescita ed alla diffusione dei “supermercati del dente” dove il rapporto con l’utenza si sostanzia nell’offerte di “prestazioni” a tariffe scontate, quasi si trattasse di prodotti da banco. Deve essere ben chiaro a tutti che gli odontoiatri non vendono merci, ma forniscono cure sanitarie!La cura odontoiatrica non è realizzabile in serie e come per tutte le specialità mediche e chirurgiche necessita di abilità tecniche e di preparazione scientifica per offrire la cura più adatta e costruita su misura del paziente. Le cure odontoiatriche, hanno un costo elevato se si desidera mantenere un livello di qualità, ed i costi non possono essere compressi oltre un certo limite. Nonostante questo la pubblicità dilagante di una certa odontoiatria finalizzata al lucro, lancia un messaggio diverso che spesso fa breccia tra gli ignari pazienti. Si vuol far credere che rivolgendosi alle strutture in franchising si può risparmiare fino al 50% su terapie comunque costose, non sempre necessarie e guarda caso proprio a più alta redditività per le Società; si parla di di interventi protesici con impianti e corone in ceramica proposte come se si trattasse delle uniche opzioni terapeutiche possibili.Le campagne pubblicitarie stanno creando una situazione paradossale in cui si propone la terapia prima della diagnosi. Ci si reca presso questa strutture ,si viene sottoposti ad una visita, poi ci viene prospettata una finanziaria, il piano prevede estrazione dei denti ed impianti con capsule in ceramica nello stesso giorno,quasi che tutti i pazienti avessero la stessa patologia, cercare di salvare qualche dente? E’ perdita di tempo si guadagna di meno! Ed allora avanti con estrazioni, impianti ceramiche. Noi siamo ben consci che il problema dell’accesso alle cure odontoiatriche da parte delle persone con difficoltà economiche esiste, ma non ci siamo mai tirati indietro perché privilegiamo un rapporto diretto e di fiducia con i nostri pazienti certamente rateizziamo gli importi ma senza finanziarie o interessi.Quindi:Il paziente deve essere informato dal proprio odontoiatra circa il suo stato di salute e sulle soluzioni terapeutiche più addette al suo problema e non ingannato da cartelloni pubblicitari e pagine di giornali con forme di pubblicità ingannevoli; non vogliamo che si diffonda una cultura della comunicazione finalizzata esclusivamente alle vendita di un prodotto(impianto, corona in ceramica); vogliamo che il paziente sappia chi è il professionista che lo cura,che indaga con attenzione sui problemi odontoiatrici, che conosce la storia clinica e familiare di quel paziente e non che sia curato di volta in volta da operatori differenti che non essendo i titolari non sono in grado di agire secondo scienza e coscienza ma devono sottostare alle strategie di mercato dettate da qualche manager seduto dietro a qualche scrivania spingendo verso una terapia piuttosto che un ‘altra che potrebbe essere molto più conservativa Nei nostri studi si fa prima una diagnosi, poi si concorda una eventuale terapia che il più delle volte è tesa al risparmio dell’elemento dentario e soprattutto noi siamo sempre presenti. *Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Rovigo
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IL PRONTO SOCCORSO, GLI ACCESSI INAPPROPRIATI E IL FALSO PROBLEMA DEI CODICI BIANCHI
di Francesco Noce*
L’impegno più gravoso del personale del Pronto Soccorso è invece rivolto verso i casi più gravi (codici verdi,gialli,rossi) che dovrebbero essere ricoverati entro 6 ore secondo gli standard di riferimento e invece restano relegati in Pronto Soccorso per molto più tempo richiedendo molto più impegno da parte del personale e conseguentemente comportano un rallentamento ed una attesa proporzionalmente maggiore dei nuovi accessi. “La vera inappropriatezza, secondo gli specialisti dell’ emergenza-urgenza, per il Pronto Soccorso non è tanto il paziente con un codice basso, ma il paziente in barella in attesa di essere ricoverato in un altro reparto dell’ Ospedale. L’analisi corretta dei dati orienta a progettare interventi e destinare risorse non tanto sul problema degli accessi impropri,quanto piuttosto su altri fattori che sono i reali determinanti dell’affollamento dei Pronto Soccorso:i percorsi intra-ospedalieri dai Pronto Soccorso ai Reparti e i percorsi di uscita dall’ Ospedale al Territorio,dove è indispensabile rafforzare il sistema delle cure territoriali, il supporto domiciliare e la rete delle strutture residenziali e intermedie”. Di circa un terzo della popolazione che ogni anno si reca in Pronto Soccorso dai casi più gravi ai casi meno gravi fino a quelli banali per circa 24 milioni di accessi nel 2013, l’1% sono codici rossi,18% gialli, 66% verdi, 15% bianchi, e si tratta per lo più di pazienti anziani malati e soli (4 milioni l’anno), incidenti stradali (175mila/ anno);ictus (200mila casi/anno) infarto e malattie cardiache (75mila casi/anno). Il 98% dei codici bianchi, l’ 88% dei codici verdi e il 64% di quelli gialli viene dimesso direttamente dai Pronto Soccorso, ma i problemi veri sono per quelli che necessitano di ricovero la cui attesa può variare da 1 a 6 giorni e che costituisce l’ endemico e ormai cronico problema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso italiani. E’ anche vero che una riorganizzazione operativa che semplifichi atti burocratici, che preveda percorsi diagnostici facilitati,c he consenta di implementare il personale dedicato, sia in conformità alla struttura(pianta organica) sia in relazione a bisogni particolari e momentanei, anche ricorrendo a personale proveniente dai reparti in momenti critici,(perché non si possono elefantizzare strutture che in altri momenti risulterebbero inutilmente sovradimensionate), accompagnata da una riorganizzazione territoriale in grado di far fronte a tutti quei problemi di salute che non necessitano,almeno in prima battuta, dell’ intervento del Pronto Soccorso, potrebbero dare una grossa mano ad alleggerire situazioni oggi oggettivamente difficili sia per i pazienti che per gli stessi operatori medici e non medici. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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“Le mosche volanti” negli occhi
La personalità e i suoi disturbi
Sono delle ombre mobili sulla retina che oggi si possono eliminare
Chi soffre di un disturbo di personalità tende ad avere diversi problemi nelle relazioni affettive e interpersonali
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e “mosche volanti” sono una patologia molto vra da rischi. Recentemente è stato perfezionato un frequente nella popolazione adulta ed il patipo particolare di laser, YAG Laser, già usato da anni ziente che sperimenta questa sensazione vive per sezionare membrane ed aderenze all’interno spesso con angoscia questo fastidio. La spiegazione dell’occhio. Nell’ultima versione sono state realizzadi questo fenomeno risiede nella struttura del corpo te delle modifiche che lo rendono adatto alla vapovitreo, gelatina trasparente che riempie l’occhio. Il dr. Massimo rizzazione delle miodeospsie. La “Vitreolisi Yag” è Camellin In giovane età il vitreo, aderente alla retina, è una procedura non invasiva, indolore di circa 20 perfettamente omogeneo ma nel corso del tempo, a causa minuti di durata che può eliminare il sintomo visivo mediante dell’invecchiamento può alterarsi e perdere la sua trasparenza. vaporizzazione dei corpi mobili. La procedura si completa in Nel processo di contrazione si distacca e si possono generare 3-4 sedute durante le quali le opacità vengono vaporizzate ed aggregati di fibre più o meno isolati. Le mosche volanti, chia- il gas si riassorbe riducendo la dimensione della miodesopsia mate più propriamente MIODESPOSIE, fanno si che si formino stessa. Presso il centro SEKAL è presente lo Yag Laser di ultima delle ombre mobili sulla retina. Possono essere classificate generazione ELLEX ULTRA Q, l’unico al momento nato con lo genericamente in 3 gruppi: scopo di poter focalizzare corpi mobili anche nella parte po- filamenti vitreali fibrosi: riscontrati soprattutto nelle persone steriore del vitreo, grazie ad un particolare specchio oscillante. più giovani e appaiono nel soggetto affetto come punti multipli Questo Laser ottimizza il percorso ottico impiegando la metà o sottili ragnatele; della potenza riducendo di conseguenza i rischi dovuti all’im- miodesopsie sparse: a forma di “nube”, spesso causate da un patto acustico delle micro vaporizzazioni. L’oculista, oltre ad naturale processo di invecchiamento; avere un’ottima manualità nell’utilizzo del laser, deve essere -miodesopsie a forma di anello detto di “Weiss”: un grosso in grado di selezionare in maniera consona il paziente che può corpo fibroso distante sia dal cristallino che dalla retina legato essere soggetto a questo tipo di trattamento: i floaters devono al distacco del corpo vitreo dal nervo ottico. trovarsi ad almeno 2 mm di distanza dalla retina e dal cristalliPoiché i corpi mobili seguono i movimenti oculari questi pos- no e questi ultimi non devono essere associati a una patologia sono disturbare in qualunque situazione; inoltre, un soggetto o a un’infiammazione in fase attiva. Le complicanze di tale affetto da miodesopsie può presentare la percezione di fotop- trattamento sono comunque rare, si può associare un rialzo sie (lampi di luce) dovute a trazioni sulla retina sia al buio sia della pressione intraoculare o, molto raramente, una cataratta. ad occhi chiusi (è presente infatti una casistica importante di Dott. Massimo Camellin: soggetti che presentano distacchi di retina in seguito alla perceVia Dunant, 10 - Rovigo zione dei floaters). Fino a poco tempo fa non esistevano cure tel. 0425 411357 semplici per eliminare questi corpi mobili e si doveva ricorrere mail: segreteria@sekal.it ad una vitrectomia, procedura chirurgica di alto livello non sce-
Trattamento delle vene e dei capillari, cosa c’e’ di nuovo?
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l problema dei capillari e delle vene varicosa è di sicuro uno dei più diffusi e di difficile risoluzione. L’efficacia della scleroterapia tradizionale e dei trattamenti laser è limitata nel tempo perché tratta la conseguenza di una malattia vascolare e non la sua causa reale. Ne consegue che spesso vengono trattate solo le vene superficiali senza prendere in considerazione l’insieme del circolo venoso incontinente. Inoltre essa non evita né le recidive né le complicazioni legate all’iniezione di soluzione sclerosante (dolore, iperpigmentazioni residue, irritazione…) in quanto ha un’azione di chiusura. L’obiettivo principale nel trattamento dei vasi degli arti inferiori deve essere, invece di ristabilire la normale e permanente circolazione nei vasi e non chiudere quelli visibili. È stata quindi messa a punto questa nuova tecnica: la fleboterapia rigenerativa tridimensionale ambulatoriale (T.R.A.P) che induce una “rigenerazione” nella parete del vaso. In altre parole agisce rinforzando la parete dei vasi capillari dilatati senza chiuderne il circolo completamente. Lo studio della fisiologia delle vene ha permesso di comprendere la causa dell’insufficienza venosa: un assottigliamento progressivo della parete dei vasi e un conseguente rallentamento del flusso sanguigno. La scleroterapia, il laser o l’asportazione chirurgica delle vene non fanno altro che chiudere un flusso sanguigno in maniera non fisiologica, causando l’apertura di nuovi vasi nel territorio adiacente.
Dott.ssa Cristina Rogato, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica
Tecnicamente la TRAP consiste nell’iniezione, in tutti i vasi visibili e non, di un liquido che agisce inducendo un ispessimento della parete del vaso e un miglioramento della circolazione. Importante è ricordare che non è necessario che i capillari spariscano alla prima seduta perché sono solo le “porte” per arrivare al circolo profondo che deve essere curato. Il numero di sedute è variabile in base al quadro clinico iniziale. In media sono necessarie 5 sedute. L’utilizzo di calze contenitive è sempre e comunque consigliato durante e dopo il trattamento. Con questa tecnica possono essere trattati anche angiomi, vene evidenti sulle mani o sul volto. Studio Medico Dott.ssa Cristina Rogato Viale dei Mille 107A – Rovigo rogatocristina@libero.it tel. 3282523160
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’Organizzazione Mondiale della di efficacia) sebbene in certi casi quest’aSanità definisce la personalità rea possa essere preservata o essere come una “modalità strutturata di meno deficitaria. pensiero, sentimento e comportamento Nel manuale diagnostico e statistico che caratterizza il tipo di adattamento dei disturbi mentali, i disturbi di personalie lo stile di vita di un soggetto che rità vengono raccolti in tre gruppi: il gruppo sulta da fattori temperamentali, dello A (paranoide, schizoide e schizotipico) sviluppo e dell’esperienza sociale”. include i disturbi di personalità caratterizOgni individuo è caratterizzato da zati da pensieri e comportamenti inusuali Dott.ssa modi costanti di percepire, rapportarsi e dall’incapacità di stabilire relazioni inCristina Zago e pensare nei confronti di se stesso e terpersonali soddisfacenti; il gruppo B dell’ambiente. (antisociale, borderline, istrionico e narcisistico) conQuando questi modi (definiti tratti di personalità) traddistinti da comportamenti manipolatori, eccessisono troppo rigidi e poco adattivi rispetto all’ambien- vamente emotivi e incapaci di considerare il punto te e alla cultura dell’individuo, al punto da compro- di vista dell’altro; il gruppo C (evitante, dipendente mettere la vita affettiva, sociale e lavorativa, vi è la e ossessivo-compulsivo) contrassegnati da comportaprobabilità che si configuri un disturbo di personalità. menti ansiosi, timorosi e incapaci di prendere deciA prescindere dalle caratteristiche tipiche di cia- sioni autonome. Il trattamento psicologico mira a coscun disturbo, chi soffre di un disturbo di personalità struire delle strategie utili e adeguate per affrontare tende ad avere diversi problemi nelle relazioni affet- e gestire gli stati interni e le difficoltà, permettendo tive e interpersonali, che vanno dall’evitamento dei alla persona di migliorare il funzionamento sociale e rapporti e isolamento sociale alla conflittualità più o le relazioni interpersonali. meno esasperata, dalla dipendenza nelle relazioni affettive all’instabilità o mutevolezza dei rapporti Dott.ssa Cristina Zago e delle frequentazioni sociali. In ambito lavorativo - Psicologa Clinica possono esserci ripercussioni negative (fallimenti di Riceve per appuntamento esperienze o progetti, rinunce a incarichi, instabilità ad Adria e Rovigo - Cell.: 348 3468022 nel mantenimento del lavoro e cambiamenti a causa Mail: zago_cristina@virgilio.it dei problemi relazionali o dell’impulsività, mancanza
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l dolore vertebrale è un problema frequente ed importante. L’80% della popolazione mondiale nell’arco della propria vita, almeno una volta, soffre di un’ episodio di lombalgia (dolore alla colonna lombare) e/o lombosciatalgia (dolore irradiato anche agli arti inferiori) e , il “mal di schiena” è un problema che interessa la maggior parte delle persone sia per motivi strutturali della colonna ma soprattutto posturali e lavorativi”. “Il riposo notturno è indispensabile per consentire al fisico il recupero delle energie e ristabilire i giusti equilibri biochimici, nervosi e fisici. Dormire bene è favorito oltre da come si dorme e quanto si dorme, anche da “su cosa si dorme”. “Sicuramente il memory è uno dei materiali migliori: è tecnologico e riciclabile, si adatta all’anatomia del corpo, garantisce un ottimo comfort, contribuendo alla creazione del miglior microclima attorno alla persona durante il sonno. Per la peculiarità della sua composizione il memory rispetta le curve fisiologiche e reagisce alle sollecitazioni garantendo il massimo degli standard qualitativi e sanitari e un riposo piacevole e rilassante”. Il Memory è un materiale antidecubito di nuova concezione termosensibile ed automodellante, a lenta decompressione, indicato per offrire un comfort termovariabile. Il Memory è una schiuma visco-elastica “a lento ritorno”, creata dalla NASA per equipaggiare i se-
Il dr. Alessandro Giraldo osteopato e fisioterapista
dili dei vettori spaziali e le imbottiture delle tute degli astronauti; grazie alle sue particolari caratteristiche di adattamento alle forme del corpo, questo materiale è particolarmente indicato nei materassi e nei guanciali. La proprietà principale del Memory è quella di adattarsi perfettamente alla forma del corpo, per poi ritornare gradualmente alla propria forma originale una volta che il corpo viene tolto. Il Memory è capace di reagire alla temperatura del corpo e di seguirne i contorni affinché il peso venga distribuito in maniera uniforme su tutta la superficie di appoggio, facendo in modo che non si creino punti di pressione localizzati. Dott. Alessandro Giraldo - osteopato e fisioterapista - Dormiflex Via Brunacci, 10/C Marghera (ve) tel 041 922692 Tel. 39 041.57.30.800 - www.dormiflex.it
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L’allergia “mascherata” Le intolleranze possono presentarsi sin dall’età dello svezzamento
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n ringraziamento particolare al Dr. Peter D’Adamo e al Dr.Piero Mozzi che hanno contribuito ad aprire le mie conoscenze,in un mondo sconosciuto a molti o peggio ancora sottovalutato. Fin dai tempi antichi si era notato come l’alimentazione potesse essere causa di malattie; Ippocrate stesso, il padre della medicina, si era reso conto che “alcuni individui non tolleravano determinati alimenti che altri, invece, utilizzavano senza alcun danno”. Egli inoltre fu il primo a parlare di reazioni allergicointolleranti al latte che si manifestavano con disturbi digestivi e orticaria tanto che affermò: ”Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo”. Successivamente, nel corso dei secoli, diversi medici osservarono reazioni agli alimenti e pubblicarono i loro studi, senza peraltro avere “ riconoscimenti” in campo scientifico. Solo di recente si formarono dei gruppi sempre più numerosi di medici, soprattutto negli Stati Uniti, che attribuivano grande importanza ai problemi inerenti l’alimentazione. L’idea che l’allergia ad alcuni cibi possa causare reazioni del tipo: reazioni cutanee, edemi, raffreddori, asma ecc. è accettata da tutti, ma non tutti sanno che essa é causa di alterazioni e danni a carico di qualsiasi organo, apparato, sistema e addirittura modificazioni del carattere e del comportamento. È importante anche capire
Dott. Giuseppe Lo Curzio
che le reazioni tossico-allergiche agli alimenti si possono presentare in forma “mascherata”; questo vuol dire che se una data persona assume quotidianamente un alimento cui potrebbe essere intollerante, non sospetterebbe mai la causa dei suoi disturbi anche cronici. Anzi, la persona potrebbe avvertire addirittura una sensazione di temporaneo benessere, dopo un pasto comprendente quel dato alimento. Un esempio pratico può chiarire meglio il concetto: un soggetto sofferente di cefalee croniche con fasi acute potrebbe essere intollerante al caffè; pur assumendolo tutti i giorni e anche più volte al giorno, non sarebbe mai in grado di mettere in relazione le sue crisi settimanali di cefalea con l’assunzione quotidiana del caffè. Nel momento in cui iniziasse a eliminarlo, potrebbe avvertire una crisi anche più forte del solito, la cui durata può estendersi fino a 3-4 giorni (crisi di astinenza). Superata
questa possibile causa critica, il soggetto avvertirebbe uno stato di completo benessere, ma sicuramente la successiva reintroduzione del caffè scatenerebbe quasi immediatamente una nuova crisi di cefalea. Le intolleranze alimentari possono presentarsi sin dall’età dello svezzamento, ma di solito si sviluppano come risultato di ripetute assunzioni del cibo in questione. Infatti dermatiti, asma, coliche gassose e addominali, stitichezza, tonsilliti ricorrenti, otiti, infezioni delle prime vie aeree nei bambini ma a che negli adulti hanno per almeno l’80-90% dei casi origine da disturbi alimentari. Per quanto riguarda la mia esperienza professionale di 20 anni di osservazioni, posso affermare che gli alimenti che provocano maggiori problemi di salute sono: latte vaccino, frumento, solanacee (pomodoro, peperoni, melanzane, patate, peperoncino), caffè, lieviti. È quindi importante conoscere quali sono gli alimenti ai quali si è intolleranti per prevenire e molte volte a curare tanti problemi di salute che ci affliggono. Chiedi informazioni per sapere quali alimenti, tra quelli che mangi, possono causarti dei problemi. Farmacia Dott. Giuseppe Lo Curzio Via dei Mille 15 - Rovigo tel. 0425 490550 email: farmaciasarzano@interfree.it
Acufeni e sordità: quali soluzioni a fischi e ronzii dell’orecchio?
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n chi soffre di acufene, l’orecchio (o entrambe le orecchie) percepisce una varietà di suoni sottoforma di fischi, ronzii, tintinnio, stridore, fruscio, soffi, sibili e talvolta suoni pulsanti. La percezione di questi rumori «fantasmi» può essere costante o intermittente, debole o molto forte. Quando l’acufene è pulsante, di solito si tratta di un suono che va in sincrono con il battito cardiaco. Il rumore percepito dall’orecchio affetto da acufene non è percepibile all’esterno (eccetto che per alcuni acufeni somatici). Infatti, soltanto chi ha l’acufene sente questi rumori fastidiosi. Nonostante questo la percezione è reale tanto da poter provocare altri sintomi come mal di testa, stati ansiosi e in generale problemi psicologici dovuti allo stress, disturbi del sonno e della concentrazione. Gli acufeni possono essere associati a deficit uditivi, all’età, all’esposizione al rumore e all’intossicazione da farmaci. A seconda della causa possono essere individuati i trattamenti più efficaci. Se gli acufeni sono associati alla sordità è possibile, in molti casi, trovare rimedio con l’applicazione, tramite un Audioprotesista di Dimensione Udire, di protesi acustiche. Per una diagnosi completa dell’acufene è bene fare un’accurata indagine uditiva. Il medico specialista audiologo o otorinolaringoiatra presterà particolare attenzione all’esame otoscopico dell’orecchio. Evitare “cure fai da te”, assumendo farmaci non
prescritti da medici. È invece consigliabile un’indagine preliminare effettuata con un accurato test dell’udito che i Centri Dimensione Udire offrono gratuitamente a tutti e senza impegno. Una valida soluzione a fischi e ronzii dell’orecchio, è oggi possibile grazie agli apparecchi acustici digitali che aiutano la maggioranza dei pazienti affetti sia da perdita dell’udito, sia da acufeni. Dimensione Udire mette a disposizione, anche per un periodo di prova di 30 giorni, un “mascheratore di acufeni” che fornisce sollievo durante la terapia. Il principio si basa sull’arricchimento sonoro digitale che consiste nel fornire una stimolazione acustica aggiuntiva che aiuti a sviare l’attenzione dagli acufeni e a prevenire reazioni negative. Affidatevi ai Centri di Dimensione Udire, un esperto Audioprotesista sarà a vostra disposizione per aiutarvi ad ottenere un beneficio nel trattamento dell’acufene con i nuovi mascheratori di suono integrati nei nuovi apparecchi acustici digitali tecnicamente avanzati. Dimensione Udire Rovigo: Via Pighin, 8 Tel. 0425 424563 Adria: Riviera Matteotti, 14 Cell. 335 7390255
Le trombosi venose retiniche
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l sangue circola in un sistema idraulico chiuso,spinto dal cuore nelle arterie e richiamato attraverso le vene.Esso deve restare a contatto sempre e solo con la parete interna dei vasi integra. Si forma un coagulo(trombo)se: - si espone per danno il collagene sottostante -il flusso di sangue rallenta -c’è una sproporzione tra fattori pro e anticoagulanti. Una volta formatosi, il trombo può: - sciogliersi spontaneamente - estendersi , occupando vasi sempre più grandi , dando origine a sintomi - frammentarsi e generare emboli Il trombo si forma e si dissolve continuamente grazie all’azione della fibrinolisi,l’eparina ne impedisce il riformarsi. A livello retinico, le occlusioni venose possono interessare la vena centrale o una sua branca. Le centrali sono una manifestazione oculare di un’ alterazione sistemica, quelle di branca sono le più frequenti e localizzate all’incrocio artero-venoso. E’ importante identificare le forme ischemiche (con danno alla neuroretina), monitorare nel tempo il quadro clinico con Fluorangiografia e Tomografia a coerenza ottica(OCT) e prevenire la proliferazione di vasi anomali. Cause Glaucoma, Ipertensione arteriosa, Diabete, squilibri ormonali, un disordine transitorio o permanente della coagulazione del sangue , elevati livelli di omocisteina, che può “irritare” le pareti delle arterie e delle vene,possono scatenare la formazione di un trombo.
Clinica I pazienti lamentano una diminuzione visiva abitualmente monolaterale. All’esame del fundus si apprezzano emorragie, essudati, edema papillare e maculare. Terapia La Trombosi venosa retinica era considerata fino a pochi anni fa una patologia non trattabile . Oggi si ottengono buoni risultati con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti. Molti pazienti con Trombosi retinica hanno un livello di omocisteina aumentato, in questo caso correggendo i livelli di omocisteina si riduce il rischio di un nuovo episodio. A volte può essere utile intervenire con il laser, farmaci anti-VEGF(anti- Fattore di Crescita Vascolare Endoteliale) o Cortisonici, per limitare le complicanze. Prevenzione Ridurre i fattori di rischio generali (Ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, Diabete mellito, Dislipidemie) e locali (Glaucoma).
La Dott.ssa Maria Grazia Crivellari
Dott.ssa Maria Grazia Crivellari Oculista Via Contarini 39, 45014 Porto Viro Via Don Minzoni 13, 30014 Cavarzere Tel:0426 631629, cell: 3391337446
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I tumori della bocca Le statistiche riportano il tumore della bocca al sesto posto delle lesioni maligne; uno screening è consigliabile già dai 45 anni di età
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l dentista, o meglio lo specialista in odontostomatologia, non deve essere considerato solo un professionista in grado di restituire il sorriso o risolvere inattese situazioni di dolore. Deve piuttosto essere considerato un medico in grado di valutare nel suo complesso, l’intero apparato masticatorio e i tessuti che lo compongono. Le statistiche riportano il tumore della bocca al sesto posto nella classifica delle lesioni maligne; colpisce soprattutto l’età matura con un’incidenza che aumenta al di sopra dei 65 anni. Uno screening è consigliabile già dai 45 anni di età. Anche se alcuni studi pongono tra le cause delle lesioni maligne del cavo orale, l’intervento del papilloma virus (lo stesso che interviene in alcune forme del tumore dell’utero), è fuor di dubbio che le cause principali sono principalmente rappresentate da fenomeni irritativi cronici. Il ruolo del tabacco, sia esso sotto forma di fumo o masticabile, dell’alcool e fattori irritativi locali, sono pertanto ritenuti i principali responsabili della comparsa delle lesioni. Piccole lesioni rossastre, ma soprattutto bianche, possono costituire la leucoplachia che rappresenta una prima forma di alterazione cellulare individuabile come lesione precancerosa. Particolare attenzione va posta alle protesi siano esse protesi rimovibili che protesi fisse. Una semplice lesione da decubito (protesi non ribasata e controllata almeno una volta all’anno) che all’inizio è in grado di lanciare i segnali d’allarme con una sintomatologia dolorosa, può con il tempo trasformarsi in qualcosa di molto più serio.. Nel
passato era in uso il ricorso a ventose o di aree protesiche in cui si creava un “vuoto” che consentiva una migliore ritenzione della protesi: in realtà provocando ischemia dei tessuti e possibili trasformazioni di natura tumorale (noti soprattutto i casi di tumore del palato duro). Ma anche protesi fisse incongrue, con margini debordanti, sono in grado con una continua irritazione delle mucose circostanze (soprattutto la mucosa della guancia) di ingenerare trasformazioni cellulari che inducono nel tempo alla comparsa del cancro orale. Certo, non tutte le lesioni rossastre, e non tutti i piccoli noduli che possono comparire nella bocca, sono formazioni pericolose. Ma è bene che tutte vengano valutate. Non esistono cure mediche (se non come intervento secondario) che possono far scomparire una lesione tumorale del cavo orale. Esiste solo la chirurgia. E sappiamo, o comunque possiamo immaginare, quanto devastante possa essere un intervento chirurgico radicale che interessi la lingua, o il palato; le labbra o il faringe. E’ questo il caso più chiaro di come la forma migliore di terapia sia non già la cura in se stessa quanto la prevenzione. Il tuo dentista, medico e stomatologo, è in grado con mezzi semplici clinici che comprendono l’ispezione basata sull’esperienza, la palpazione della lesione ed, eventualmente uno striscio o prelievo per scopi bioptici, di salvarti la possibili di relazioni sociali e, in molti casi, la vita. E ricorda che una visita non costa nulla.
Dott. Giuseppe Bertolini Medico Chirurgo, specialista in Odontostomatologia e protesi dentaria
Studio Dentistico Dott. Giuseppe Bertolini Largo Cappellini 1 – Rovigo 0425-1680170 349-6299110 drbertolini@libero.it www.ildentistaperte.it
Il Poliambulatorio Vespucci ha attivato l’Ambulatorio Polispecialistico e il servizio di Diagnostica Strumentale
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engono attualmente effettuati i seguenti esami diagnostici: Ecografia: ecografia del collo: capo e collo, tiroide, ghiandole salivari, linfonodi del collo, paratiroidi; ecografia parti molli: cute-sottocute, lipoma/cisti, neoformazioni, borsiti; ecografia muscolo-tendinea scheletrica: tendini-cisti tendinee, muscoli-ematomi-strappi, articolazioni caviglia-polso-spalla-gomito-ginocchio; ecografia dell’addome: completa, arto superiore, arto inferiore; ecografia pelvica: reni, vescica, utero, ovaie, prostata; ecografia sovrapubica; ecografia testicolare; ecografia senologica. Infiltrazioni ecoguidate all’anca; Ecocolordoppler vascolare; Elettromiografia arti superiori, arti inferiori, tronco e facciale. L’AMBULATORIO POLISPECIALISTICO OFFRE LE SEGUENTI SPECIALITÀ: Angiologia - Chirurgia vascolare: visite specialistiche, scleroterapia, ecocolordoppler. Chirurgia e Medicina Estetica: Trattamenti medico - estetici ambulatoriali: riduzione delle rughe del viso con l’ausilio di: acido ialuronico, botulino, acido polilattico; aumento degli zigomi, delle labbra, delle guance, con acido ialuronico e polilattico. Trattamenti laser: per attenuare le piccole rughe; migliorare il tono e la trama dei tessuti; attenuare le macchie omogeneizzando il colore della pelle;
rimozione tatuaggi. Trattamenti medico - estetici chirurgici: otoplastica, rinoplastica, blefaroplastica, lifting collo, braccia, viso, minilifting, ginecomastia, mastoplastica additiva o riduttiva, addominoplastica, liposcultura. Dermatologia: visite specialistiche, mappatura nei, rimozione nei, peduncoli, macchie della pelle. Ginecologia: visite specialistiche infantili, adolescenziali e adulti, pap test, colposcopia, percorso menopausa. Nutrizionista: consulenze nutrizionali. Ortopedia e Traumatologia: visite specialistiche ortopediche, visite super specialistiche chirurgia vertebrale, terapia con onde d’urto, mesoterapia, mobilizzazioni vertebrali, infiltrazioni articolari, infiltrazioni ecoguidate all’anca, artrocentesi, perizie medico-legali. Osteoporosi - diagnosi, prevenzione, terapia
dell’osteoporosi in particolare post menopausa. Podologia: prevenzione e cura dei piedi nei pazienti diabetici, reumatici, arteriopatici, neuropatici; alterazioni biomeccaniche strutturali e funzionali, trattamenti pre e post-operatori, ulcerazioni trofiche; trattamento podologico dell’unghia incarnita: non invasivo; trattamento podologico delle unghie ipertrofiche, micotiche; trattamento di tilomi e iperacheratosi plantari e digitali; trattamento dei calli e verruche. Psicoterapia e Sessuologia: diagnosi e cura dei disturbi psicosomatici; psicoterapia individuale (sia dell’età evolutiva pediatrica, adolescenziale e dell’adulto); psicoterapia di coppia; dieta psicosomatica; consulenze sessuologiche; consulenze nei disturbi dell’apprendimento in età pediatrica.
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a quasi 30 anni il Dott. Giuseppe Bertolini esercita la professione odontoiatrica: laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontostomatologia e protesi dentaria, ha lavorato all’ospedale di Padova e di Monselice e dal 1999 è dirigente medico presso la Cittadella Socio Sanitaria dell’ASL 18 di Rovigo. E’ stato uno dei primi impiantologi del Veneto. Da sempre impegnato anche nella libera professione, dal 2011 ha aperto il suo studio a Rovigo, una struttura moderna, funzionale, attrezzata per le moltissime esigenze e richieste dei pazienti, ma anche accogliente e confortevole. Uno studio pensato per essere un punto d’incontro per le persone in quanto tali e non esclusivamente in quanto pazienti, tenendo sempre in massima considerazione che la soluzione ai problemi dentali deve essere trovata conciliando la necessità di cura con l’esistenza di limitazioni, spesso dettate da fattori economici.
POLIAMBULATORIO VESPUCCI FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE AMBULATORIO POLISPECIALISTICO • Riabilitazione neurologica • Riabilitazione ortopedica • Riabilitazione pre-post operatoria • Riabilitazione reumatologica • Riabilitazione dello sportivo • Riabilitazione pediatrica • Riabilitazione posturale • Riabilitazione senologica • Riabilitazione respiratoria • Riabilitazione urologica perineale • Riabilitazione a domicilio • Riabilitazione funzionale globale di mantenimento di gruppo • Riabilitazione della colonna vertebrale • Riabilitazione della mano, gomito, spalla
• Riabilitazione del ginocchio, anca, piede • Massaggio per drenaggio linfatico • Ginnastica correttiva di gruppo • Kinesiology Taping Therapy • Terapie fisiche strumentali • Tecarterapia • Hilterapia • Noleggio magnetoterapia • Elettromiografie • Ecografie • Onde d’urto • Infiltrazioni articolari • Infiltrazioni ecoguidate all’anca • Prestazioni Mediche Polispecialistiche
Struttura convenzionata con il SSN Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato Aut. san. Nr 53 de 15/7/13 VIA VESPUCCI N°135/136 30015 SOTTOMARINA DI CHIOGGIA (VE) TEL. 041.490754 - FAX. 041.5548329 e. mail: info@poliambulatoriovespucci.it sito internet: www.poliambulatoriovespucci.it
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La Psicoterapia Psicosomatica: il benessere della Psiche comprendendo le emozioni del Corpo L
a Psicoterapia è un processo interpersonale che si articola in una serie di colloqui all’interno dei quali viene pianificato e intrapreso da uno psicoterapeuta insieme al paziente un percorso che ha come obiettivo la risoluzione di problematiche psicologiche quali ad esempio ansia, depressione, disturbi alimentari, fobie. Una Psicoterapia può essere condotta esclusivamente da uno psicoterapeuta, ovvero uno psicologo o un medico che abbiano conseguito oltre alla laurea anche la specializzazione in Psicoterapia. L’obiettivo è la riduzione della sofferenza psicologica del paziente attraverso una migliore comprensione delle origini e delle cause delle problematiche presentate. Esistono tuttavia diversi tipi di Psicoterapia che utilizzano diverse teorie e metodi per il raggiungimento del benessere del paziente: quella qui presentata è la Psicoterapia Psicosomatica. La Psicoterapia Psicosomatica nasce nel’900 dalla comprensione che ogni manifestazione umana sia sana che patologica è psicosomatica, ovvero si manifesta tanto sul piano della mente (“psichè” in greco antico) che su quello del corpo (“soma”). Una delle caratteristiche peculiari della Psicoterapia Psicosomatica è di considerare la comprensione razionale delle cause dei propri disagi come una condizione necessaria ma non sufficiente alla risoluzione dei disturbi. Questa tipologia di Psicoterapia ritiene che per una profonda modificazione della condizione di sofferenza non sarà sufficiente al paziente aver compreso razionalmente il suo problema, ma avrà anche bisogno di riconoscere la sofferenza emotiva alla base di tale problematica, emozioni di cui spesso il paziente è inconsapevole. Nello specifico secondo la Psicoterapia Psicosomatica la guarigione dei sintomi avverrà attraverso due condizioni essenziali: in primo luogo attraverso una comprensione delle radici profonde alla base della problematica del paziente e non attraverso il trattamento dei soli sintomi; in secondo luogo, lavorando con il paziente non solo su un piano razionale quindi verbale ma anche su un piano emotivo e quindi corporeo, attraverso l’utilizzo di tecniche psico-corporee e di visualizzazione, che consentono di riconoscere le emozioni dolorose e di “scioglierle”. É quindi dall’unione della comprensione razionale-mentale con quella emotiva-corporea che il paziente può, con l’aiuto dello Psicoterapeuta ,intraprendere un viaggio di guarigione che potrà diventare occasione di una più profonda comprensione del “messaggio” insito nella problematica incontrata. Come nel celebre passo iniziale della Divina Commedia di Dante, comprendendo in che modo e a causa di quali emozioni “negative” il paziente aveva perduto “la retta via”, si apre la possibilità di intraprendere attraverso la Psicoterapia Psicosomatica un percorso personale che valorizzi le proprie attitudini e talenti, i propri desideri e bisogni, consentendo nel tempo di realizzare quello che la Psicosomatica considera il ri-trovare la propria “retta” via, la realizzazione del proprio “Sè”, ovvero della nostra “natura” più profonda e autentica. Nello specifico la Psicoterapia Psicosomatica si occupa sia della cura delle principali psicopatologie quali: o disturbi d’ansia (attacchi di panico, agorafobia, claustrofobia, disturbo
STUDIO MEDICO dott.ssa Maria Cristina Berdusco Neuropsichiatra Infantile Psicoterapeuta Cell.347 4186423 Formazione: laurea in Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova e specializzazione in Neuropsichiatria Infantile presso l’Università degli Studi di Firenze
STUDIO NEUROPSICOMOTORIO Dott.ssa Martina Vischi Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Cell. 349 5244278 Formazione: laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva conseguita presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova
post- traumatico da stress) o disturbi dell’umore (depressione) o disturbi alimentari (anoressia nervosa e bulimia nervosa) o disturbi sessuali o dipendenza da internet o dipendenza da giochi d’azzardo Sia dei disturbi psicosomatici, tra i quali asma bronchiale, cefalea, colite, gastrite, ipertensione essenziale e i principali disturbi dermatologici, ovvero quelle patologie a manifestazione sintomatica fisica che sono anche espressione di un disagio psicologico. La psicoterapia psicosomatica è applicata all’individuo e anche alla coppia, per quanto concerne sia problematiche di natura relazionale che sessuale. Per conseguire il benessere del paziente lo Psicoterapeuta Psicosomatico si avvale, oltre che del più classico strumento della Psicoterapia, che è la parola e quindi il colloquio, anche di peculiari strumenti psicoterapici propri di questo modello di Psicoterapia: le Tecniche Psico-Corporee e di Visualizzazione. Tali tecniche consentono di aggiungere alla comprensione più logico-razionale propria del colloquio, una migliore conoscenza delle emozioni in relazioni alle problematiche presentate, facilitando l’emersione di conflitti emotivi profondi (altrimenti difficilmente raggiungibili) che sono la causa dei sintomi del paziente, permettendo un lavoro psicoterapico più profondo e quindi in grado di modificare alla radice le problematiche all’origine dei disturbi. L’emersione di tali conflitti emotivi e la loro successiva comprensione ed elaborazione nel lavoro terapeutico permettono al paziente di acquisire una maggiore consapevolezza, di raggiungere un migliore equilibro mentale e corporeo e quindi di ristabilire una condizione di salute. Accanto alla Psicoterapia individuale o della coppia, la Psicosomatica propone gruppi esperienziali denominati “Psicosomatica & Bioenergetica”, rivolti anche a chi desideri semplicemente sentirsi meglio con se stesso. In questi gruppi sono proposte semplici ed efficaci tecniche psicocorporee antistress volte a favorire una migliore consapevolezza delle proprie emozioni e tensioni, e la scarica delle “tossine” psicofisiche ripristinando la possibilità di aprirsi ad un contatto più gioioso con se stessi e gli altri. Dott. Matteo Spagnolo - Psicologo e Psicoterapeuta via Domenico Piva, 14 - Rovigo - web: www.logos.rovigo.it e-mail: segreteria@logos.rovigo.it
Le figure professionali di Logos
STUDIO PSICOLOGICO dott. Matteo Spagnolo Psicologo e Psicoterapeuta Cell. 347 7969516 Formazione: laurea in Psicologia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova e specializzazione in Psicoterapia presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano.
STUDIO NUTRIZIONISTICO dott.ssa Barbara Marchi Biologa Nutrizionista Cell. 346 6223921 Formazione: laurea in Biologia Molecolare e Biologia Sanitari presso la facoltà di Biologia dell’Università degli Studi di Padova
Laboratorio esperienziale
Psicosomatica & Bioenergetica Ciclo di 8 incontri esperienziali di gruppo in cui sarà possibile sperimentare semplici ed efficaci tecniche psico-corporee rivolte alla riduzione dello stress psico-fisico attraverso il riconoscimento e la “scarica” delle proprie tensioni ed emozioni accumulate nel corpo, ripristinando una condizione di maggior rilassatezza e vitalità. Conduttore: dott. Matteo Spagnolo, Psicologo e Psicoterapeuta. Date e orari: a partire da venerdi 10 aprile 2015 dalle 20.00 alle 21.30 per 8 venerdì. Data la natura esperienziale del laboratorio si consiglia un abbigliamento comodo. Iscrizioni entro martedì 7 aprile 2015. Per informazioni ed iscrizione: dott. Matteo Spagnolo cell.: 347.7969.516
Laboratorio di Psicomotricità-Logopedia
Dal movimento al pensiero le parole attraverso il corpo
Laboratorio rivolto a bambini dai 2 ai 5 anni per favorire, grazie all’esperienza nel piccolo gruppo, l’espressività psicomotoria e linguistico-comunicativa del bambino, la modulazione degli impulsi e la cooperazione tra pari a sostegno di uno sviluppo armonico sia motorio che espressivo – relazionale. Il percorso si svolgerà il lunedì o il giovedì dalle 17.00 alle 18.00, a partire dal mese di Gennaio 2015 fino a Giugno 2015. Il laboratorio rimarrà aperto anche per chi volesse partecipare a percorso iniziato e sarà condotto da Dott.ssa M. Vischi, Neuropsicomorticista, e S. Stabellini, Logopedista Per informazioni e iscrizioni: dott.ssa Martina Vischi - cell. 349 5244278 - Stefania Stabellini logopedista, cell. 328 7554791
Laboratorio per genitori
QUESTA SERA PARLIAMO DI... per genitori di bambini da 6 a 10 anni Condotto da Dott.ssa Maria Cristina Berdusco, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta PICCOLI IMPERATORI Per genitori di bambini da 0 a 5 anni Condotto da dott.ssa Claudia Fenzi, Pedagogista e Consulente Familiare Entrambi i laboratori si terranno alle ore 20.45 presso gli Studi Logos venerdì 6 febbraio su “La disciplina”, venerdì 6 marzo su “L’empatia” e venerdì 3 aprile su “Esplorare la nostra infanzia da adulti” VIETATO ENTRARE Per genitori di pre-adolescenti Condotto da Dott.ssa Maria Cristina Berdusco, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta Il laboratorio si terrà alle 20.45 presso gli Studi Logos per tre venerdì al raggiungimento del numero minimo di iscritti. Per informazioni e iscrizioni: segreteria@logos.rovigo.it o cell. 347 4186423
STUDIO LOGOPEDICO Stefania Stabellini Logopedista Cell. 328 7554791 Formazione: diploma universitario in Logopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ferrara
STUDIO PEDAGOGICO dott.ssa Claudia Fenzi Pedagogista e Consulente Familiare Cell. 333 3604742 Formazione: laurea in Scienze dell’Educazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Ferrara; specializzazione presso l’ISFAR Istituto Superiore Formazione e Ricerca di Firenze e presso la Scuola di Formazione per Consulenti Familiari e Operatori di Consultorio “La Famiglia” di Roma, riconosciuta dall’Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari (A.I.C.C.e F.)
4 A tavola 36 La rubrica di cucina GLI SPAGHETTI AL PESTO DI PULCINELLA Pulcinella: figura buffa e goffa, gran naso e mascherina nera, gobba, cappello a punta, camiciotto e pantaloni bianchi. Maschera di carnevale originaria di Napoli, impertinente, pazzerello e chiacchierone…per questo Carnevale 2015 ne ha fatta un’altra delle sue! Un primo piatto di spaghetti al pesto che somiglia nei colori, ma non ha nulla da invidiare al comune pesto genovese: fresco basilico, pinoli, aglio e buon olio evo ci sono; a questi ingredienti abbiamo unito il cavolo verza ed un formaggio stravecchio. Dalle moltissime proprietà e con pochissime calorie, i cavoli invernali sono infatti ottimi non solo per contorni di verdure o calde minestre, ma anche utilizzati per preparare pesti a condimento dei primi piatti di questa stagione. Una preparazione semplice ed equilibrata, che fa ancora più bene avendo noi utilizzato una pasta integrale, più ricca di fibre e meno di carboidrati, rispetto alla pasta di grano duro. Insomma un altro inganno ben riuscito, bravo il nostro Pulcinella!
Ingredienti per 2 persone 110g spaghetti integrali ½ cavolo verza piccolo basilico fresco 1 spicchio d’aglio formaggio Borgaiolo
Stravecchio grattugiato pinoli olio evo sale
Procedimento
Mondare il cavolo verza e lessarlo in pentola a pressione, coperto con acqua, per circa 5 minuti dal fischio della pentola. Scolarlo e strizzarlo bene, quindi metterlo nel frullatore assieme al basilico e l’olio. Azionare il frullatore e, una volta amalgamati questi ingredienti, aggiungere lo spicchio d’aglio sminuzzato, alcuni pinoli, un po’ di formaggio ed il sale. Frullare nuovamente fino ad ottenere una crema omogenea. Cuocere la pasta in acqua bollente salata, trasferirla in una ciotola aiutandosi con una schiumarola, quindi condire con il pesto di verza. Se la pasta dovesse risultare troppo asciutta, allungare il pesto con un po’ di acqua di cottura del cavolo verza. Servire gli spaghetti integrali guarnendo con alcuni pinoli, fatti dorare in forno a microonde per pochissimi minuti, ed il formaggio grattugiato.
WEB: SPIZZICHIANDBOCCONI.BLOGSPOT.IT
MANUELA E SILVIA BIZZO Messaggio pubblicitario
Argos, energiA “trAspArente” Al servizio dellA fAmigliA e dell’impresA Le chiavi vincenti di una società in espansione: tanti sportelli, una presenza capillare sul territorio, rapporto personalizzato con il cliente, tariffe gas e luce chiare e competitive, risparmio con l’autolettura Nel cuore del Nordest, Argos Energia Spa (www.argosenergia.com) festeggia il decennale di attività nel settore della fornitura di gas naturale ed energia elettrica per famiglie e imprese. Oggi la società di Sarmeola di Rubano, alle porte di Padova, ha un portafoglio di 100 mila clienti gas e luce in tutta Italia, ma si prepara a un ulteriore salto di qualità nei servizi offerti e nella presenza territoriale. Attualmente sono operativi sportelli a Padova (Sarmeola, Fossona, Monselice, Conselve), Vicenza (Noventa Vicentina e lo stesso capoluogo berico), Rovigo (Adria), Treviso (Castelfranco) e Pordenone. Nei prossimi mesi la società sbarcherà anche a Roma (dove si trova la sua sede legale) e Milano, città in cui la presenza commerciale di Argos è già consolidata. «Devo dire con piacere che, nonostante l’attuale quadro economico generale dell’Italia sia complicato, da quando siamo nati, nel 2004, siamo in crescita costante – spiega Alberto Peruzzo, presidente della società –. La chiave vincente di
Argos è semplice e tutta incentrata sulla fiducia e sulla percezione dei nostri clienti. Gli elementi decisivi sono infatti la capillarità della rete di vendita e la forza del servizio di customer service. In altri termini, a determinare il successo di Argos Energia è la qualità del servizio che siamo in grado di offrire, più che lo stesso sconto del 15% sulle forniture che garantiamo per sempre a tutti i nostri clienti». Sia per le utenze private sia per le aziende, Argos offre tre tipologie di contratto: solo Gas, solo Elettricità, Luce + Gas. A tutte le categorie di clienti e per ogni tipologia di contratto la società riconosce a vita uno sconto del 15% rispetto alle tariffe correnti. Ma i veri punti di forza di Argos, come detto, sono la forza e la qualità della rete di vendita e di assistenza. Innanzitutto, gli sportelli sono gestiti direttamente da personale aziendale, e non affidati a terzi. L’assistenza telefonica viene garantita attraverso il numero verde gratuito 800178997, attivo dalle 8 alle 20 dal lunedì al
venerdì, e dalle 9 alle 12,30 il sabato. Anche l’area clienti online sul sito www.argosenergia.com è gestita direttamente da addetti Argos ed è ottimizzata per rendere intuitivi e immediati il fai-da-te e il controllo di ogni fase della fornitura. A partire dall’autolettura, che garantisce all’utente il controllo totale dei suoi consumi e della relativa spesa, mettendolo al riparo da qualsiasi brutta sorpresa in bolletta. E anche quest’ultima è trasparente e semplice da leggere: tutte le voci sono comprensibili e ogni mese si paga solo quanto effettivamente consumato. In questo modo è facile tenere d’occhio la spesa. «Con noi il cliente è tutelato a 360 gradi – continua Peruzzo –, perché non solo conosce direttamente la persona con cui ha
stipulato il contratto, ma può anche contattarla personalmente per ogni esigenza di informazione o chiarimento. La nostra filosofia è semplice: l’utente, che sia una famiglie o un cliente business, si deve sentire sempre accolto e ascoltato. Il risultato di tutto questo è che ogni sua esigenza trova sempre accoglienza diretta e qualificata. Il suo interlocutore non sarà mai impreparato, né tanto meno gli risponderà un call center ubicato chissà dove, senza alcun legame con il territorio e con il servizio erogato». Affidabilità, competenza, capillarità dei servizi, personalizzazione del rapporto, trasparenza della fatturazione, competitività delle tariffe: tutti buoni motivi per scegliere Argos Energia.
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1 Oroscopo ARIETE
DAL 21/03 AL 20/04 AVRETE GLI OCCHI PARTICOLARMENTE BRILLANTI PERCHÉ STATE FINALMENTE FACENDO SPAZIO ALL’EROS. SIATE ACCOGLIENTI E SAPPIATE ASPETTARE CON ELEGANZA E TRANQUILLITÀ I TEMPI E I MODI GIUSTI. TUTTO È QUASI PERFETTO
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GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06 APPARITE PIÙ
GIOVANI DI QUEL CHE SIETE COME IN UN INCANTESIMO D’AMORE E RESTANO FINALMENTE SUL CAMPO TUTTA UNA SERIE DI RIMPIANTI CHE VI FACEVANO DA ZAVORRA. SPICCATE IL VOLO FINCHÉ POTETE
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DAL 22/06 AL 22/07 SIETE MOLTO SICURI DI VOI IL CHE VI RENDE PRONTI PER UN’AVVENTURA DI PURA PASSIONE. I PIÙ ROMANTICI, PERÒ, POSSONO ACCOGLIERE CON FIDUCIA CHI SI AVVICINA ANCHE SOLO PER IL TÉ CON PASTICCINI
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TROVATE LA VIA PER STACCARVI DA AMORI FOLLI E IMPRESE DISPERATE. AVETE CONQUISTATO LA SAGGEZZA DEL DOMANI E DUNQUE È TEMPO DI COSTRUIRE ADESSO CHE SIETE AFFASCINANTI PIÙ CHE MAI
SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11 COGLIETE FACILMENTE L’ESSENZA DEGLI ANIMI DI CHI AVETE DAVANTI. SOLO CHI SAPRÀ GUARDARVI NEGLI OCCHI CON SFRONTATEZZA POTRÀ ESSERE PRESO DAL VOSTRO INCANTO, UN DONO DI CONOSCENZA
SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12 RAVVIVATE GLI
INCONTRI GALANTI CON LA VOSTRA CAPACITÀ DI IMPORRE IL DOLCE E IL SALATO SENZA ECCEZIONI. PER ALCUNI, PERÒ, È ANCHE TEMPO DI ATTESE. SIATE PAZIENTI E MAI NERVOSI, ASPETTATE IL VOSTRO TURNO
CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01 LA GELOSIA È UN MALANNO CHE NON SI PLACA ANCHE SE L’EROS IN QUESTO PERIODO POTREBBE ESSERE DAVVERO EFFERVESCENTE. NON ROVINATE TUTTO, TENETE GLI IMPULSI STRETTI A GUINZAGLIO. FORZA DI VOLONTÀ E DETERMINAZIONE
ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02 VI PIACCIONO LE ORIGINALITÀ DI CHI INCONTRATE, LE DIFFERENTI PROSPETTIVE, PERCIÒ SIETE SEMPRE INNOVATIVE,
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