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La Piazza di rovigo apr2019 n58

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Sport p.18

di Rovigo

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laPiazza è distribuita e certificata da

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p.33

Salute p.27

APRILE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.58

Cultura p.17

MISURE DEL GOVERNO

CePa

SCOPRI DI PIÙ di Rovigo preso a pag.6 d’assalto

on-line: a domicilio: pizze, Ga s tr o n o mia Comunali: un servizio voto dipiatti, testa primi secondi e Piz z e r ia con contorni e non di pancia c o n fo r n o e dolci Germana Urbani >direttore@givemotions.it< a le g n a PER OGNI PIZZA

Il Veneto sta per rinnovare più della metà dei suoi CON L’AGGIUNTA DI € 0,20 SUBITO sindaci, con 321 comuni e quasi due milioni di citUNA BIBITA IN LATTINA !!! tadini chiamati al voto. Ci sono città importanti e piccoli municipi, ci sono i nuovi comuni nati dalle telefono 0425 30059 · fusioni degli scorsi adige, mesi e c’è capoluogo come via porta 59 un · rovigo Rovigo che torna al voto dopo la caduta dell’ex sindaco Bergamin. Per tutti i comuni, sappiamo già che ci sono all’orizzonte sfide cruciali. Una su tutte, la capacità di mantenere la qualità dei servizi offerti in un momento in cui “quota 100” rischia di svuotare gli uffici di una intera generazione di dipendenti. E poi rimane sullo sfondo la questione ancora inevasa di come ridefinire l’assetto del territorio – dalle province cancellate solo per finta ai processi di unione e fusione tra municipi – per non dire dell’accidentato percorso di autonomia regionale da cui tanto ci si aspettava in termini di migliore efficienza e maggiori risorse. a pag 4 Insomma, al voto amministrativo èservizio importante arrivare preparati. La campagna elettorale, partita un po’ in sordina, in queste settimane sta entrando nel vivo con la presentazione dei candidati e delle liste. Da qui al voto i nostri giornali aiuteranno a conoscerli, a capire quali sono i grandi temi sul tappeto e le proposte di chi si candida a rappresentare la propria comunità. Perché scegliere il sindaco migliore non è come votare per il governo o per un seggio a Bruxelles: più la politica è vicina alla gente e alla sua vita quotidiana, più conta la credibilità delle persone, il loro radicamento, il rapporto con il territorio e la società civile. Anche al di là dell’appartenenza a un partito. Proprio per questo, è bene votare, al primo turno e soprattutto all’eventuale ballottaggio. Se con l’astensione alle politiche possiamo mandare un segnale forte di protesta, quando è in gioco il nostro sindaco significa solo lasciar decidere agli altri quanto pagheremo di tasse sulla casa e per i rifiuti, quali lavori pubblici saranno fatti, cosa succederà alle nostre scuole... a conti fatti, non ne vale davvero la pena.

Corsa a quattro (per ora) per la poltrona da sindaco

Candidati ufficializzati sono Ezio Conchi, Monica Gambardella, Edoardo Gaffeo e Silvia Menon. Ma molti altri nomi potrebbero aggiungersi

OPPORTUNITÀ

Zes: lettera d’intenti sottoscritta SAN BORTOLO

“Conta su di noi”, il nuovo progetto per gli over 65 BENI CULTURALI

Successo per l’apertura del Fai PERSONAGGIO

La violinista che ha incantato Rovigo

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e elezioni europee, certo. La sfida tra i due alleati di governo sempre più litigiosi per capire fino a che punto salirà la Lega e fino a che punto scenderà il M5S rispetto alle politiche. La competizione interna al centrodestra con Berlusconi nuovamente candidato. Le fibrillazioni di un centrosinistra alla ricerca di un nuovo assetto “largo” dopo la stagione renziana. Tutto vero, e tutto importante. Ma il 26 maggio si voterà anche per i nostri sindaci, e sarebbe un grave errore dimenticarsene. segue a pag 3

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PERCHé CRESCA FELICE


MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

FORUM dei CITTADINI

COALIZIONE CIVICA PER ROVIGO con

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EDOARDO GAFFEO SINDACO

ELEZIONI AMMINISTRATIVE ROVIGO - DOMENICA 26 MAGGIO 2019

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Facciamo. il punto

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Comunali: un voto di testa e non di pancia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Un piano contro le barriere architettoniche B

Il Comune ha raccolto le istanze dei cittadini: “Piano partecipato”

Il Veneto sta per rinnovare più della metà dei suoi sindaci, con 321 comuni e quasi due milioni di cittadini chiamati al voto. Ci sono città importanti e piccoli municipi, ci sono i nuovi comuni nati dalle fusioni degli scorsi mesi e c’è un capoluogo come Rovigo che torna al voto dopo la caduta dell’ex sindaco Bergamin. Per tutti i comuni, sappiamo già che ci sono all’orizzonte sfide cruciali. Una su tutte, la capacità di mantenere la qualità dei servizi offerti in un momento in cui “quota 100” rischia di svuotare gli uffici di una intera generazione di dipendenti. E poi rimane sullo sfondo la questione ancora inevasa di come ridefinire l’assetto del territorio – dalle province cancellate solo per finta ai processi di unione e fusione tra municipi – per non dire dell’accidentato percorso di autonomia regionale da cui tanto ci si aspettava in termini di migliore efficienza e maggiori risorse. Insomma, al voto amministrativo è importante arrivare preparati. La campagna elettorale, partita un po’ in sordina, in queste settimane sta entrando nel vivo con la presentazione dei candidati e delle liste. Da qui al voto i nostri giornali aiuteranno a conoscerli, a capire quali sono i grandi temi sul tappeto e le proposte di chi si candida a rappresentare la propria comunità. Perché scegliere il sindaco migliore non è come votare per il governo o per un seggio a Bruxelles: più la politica è vicina alla gente e alla sua vita quotidiana, più conta la credibilità delle persone, il loro radicamento, il rapporto con il territorio e la società civile. Anche al di là dell’appartenenza a un partito. Proprio per questo, è bene votare, al primo turno e soprattutto all’eventuale ballottaggio. Se con l’astensione alle politiche possiamo mandare un segnale forte di protesta, quando è in gioco il nostro sindaco significa solo lasciar decidere agli altri quanto pagheremo di tasse sulla casa e per i rifiuti, quali lavori pubblici saranno fatti, cosa succederà alle nostre scuole... a conti fatti, non ne vale davvero la pena.

arriere architettoniche addio. Il Comune di Rovigo, tramite il commissario prefettizio Nicola Izzo fa sapere di aver dato il via alla fase di elaborazione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba). L’obiettivo è di individuare e programmare gli interventi necessari a rendere accessibili e fruibili a tutte le persone gli edifici eh i luoghi pubblici, le strade e i parchi. Un Piano che guarderà agli interessi delle persone disabili ma non solo, in quanto le barriere architettoniche sono per tutti, come anche per gli anziani o le mamme con i passeggini, solo per fare un esempio. “Nello spirito della legge regionale del 12 luglio 2007, n. di 16 “Disposizioni generali in materia di eliminazione delle camisotti barriere architettoniche” e del principio di partecipazione antonio pubblica si intende conferire una dimensione comunitaria al progetto e coinvolgere la cittadinanza e tutti gli stakeholders locali nella predisposizione di tale documento”. Nelle scorse settimane infatti la cittadinanza è stata invitata a dar • Centro Revisione Auto e Moto • Vendita Auto usate libero sfogo alle proprie idee, lamentele, spunti di riflessione di tutte le Marche • Autofficina Benzina e Diesel compilando un questionario messo a disposizione nel sito del Comune. • Servizio • Vendita e Assistenza Ora che i termini per contribuire sono scaduti (lo scorso Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Pneumatici 12 aprile), la fase successiva prevede che tutte le istanze dei • Garanzia e Assistenza e elezioni europee, certo. La sfida tra i due alleacittadini vengano esaminate, in modo da concorrere alla nella propria Officina • Ricarica Climatizzatori ti di governo sempre più litigiosi per capire fino a redazione del piano. che punto salirà la Lega e fino a che punto scenderà il Il passo seguente sarà eliminare il più possibile le barriere Viapolitiche. G. Matteotti, 315interna • 45018 PORTO TOLLE (Ro) • cell. 348 3912191 M5S rispetto alle La competizione al dalla città. centrodestra con Berlusconi nuovamente candidato. Le tel. 0426 380777-0426 380498 • fax 0426 391623 • matteo.camisotti@libero.it Giorgia Gay fibrillazioni di un centrosinistra alla ricerca di un nuovo assetto “largo” dopo la stagione renziana. Tutto vero, e tutto importante. Ma il 26 maggio si voterà anche per i È un periodico formato da 16 edizioni localinostri mensilmente recapitato Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin e Redazione: sindaci, e sarebbe Direzione, un graveAmministrazione errore dimenticarsene. di Rovigo Centro Stampa: Rotopress International a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) segue a pag 3

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Comunali: un voto di testa e non di pancia

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Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Chiuso in redazione il 5 aprile 2019


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Rovigo

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26 maggio Quattro i nomi ufficiali

Elezioni, corsa affollata Conchi, Gaffeo, Gambardella, Menon i candidati già certi, ma almeno altri cinque nomi sono in ballo

E

zio Conchi, Monica Gambardella, Edoardo Gaffeo, Silvia Menon: sono loro le 4 candidature ufficializzate, al momento in cui andiamo in stampa, per giocarsi il ruolo di primo cittadino di Rovigo. Ma una galassia di altri nomi accompagna quelli già confermati, come Federico Saccardin, Andrea Bimbatti, Luca Belotti, Ivano Vernelli e un eventuale candidato a rappresentare i 5 stelle. Tutti hanno le idee chiare per rilanciare Rovigo, ognuno a modo suo. Conchi, avvocato, ha un passato da vicesindaco in giunta Bergamin: esperienza conclusa in dissenso con il primo cittadino, che ha portato anche all’allontanamento dal suo partito Forza Italia, che ha continuato a soste-

nere il sindaco leghista. “Io avevo fatto presente che questo era un suicidio perché non si poteva andare avanti in quel modo – riassume ora -. E un anno dopo hanno firmato per mandare a casa Bergamin”. La sua sarà una candidatura civica con la lista “Cambia Rovigo”. Quanto al programma, alla base c’è l’obbligo per gli eletti di rispondere a un codice etico di comportamento, “perché un amministratore deve dare l’esempio”. Uno slogan? “Ascoltare, analizzare e deliberare”. Priorità per Rovigo: sistemare il bilancio, riqualificare le aree degradate e sistemare il patrimonio, partendo da scuole e palestre. Monica Gambardella è alla sua prima esperienza politica. Archi-

Ezio Conchi

Monica Gambardella

Edoardo Gaffeo

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tetto, una vita nella Protezione civile, prima in Provincia, ora in Regione. “In occasione del sisma del 2012 ho conosciuto Cristiano Corazzari, sindaco di Stienta. È stato lui a chiedermi di candidarmi: ho accettato per mettermi a servizio della città”. La sostengono una lista civica e la Lega. Hanno firmato anche Fratelli d’Italia e stanno per entrare altre due liste. “La mia è una visione trasversale del territorio. In Protezione civile non facciamo distinzione tra centro e periferie, tra centro e frazioni, tra costruito e ambiente… è un approccio completamente diverso da quello del passato. Intendo la città non solo fine a se stessa, ma come capoluogo di provincia, insieme ai comuni, insieme alla Regione”. L’obiettivo principe? “Il rilancio di Rovigo, partendo da piccoli passi, molto concreti e semplici”. Edoardo Gaffeo vive a Rovigo da sempre, ma insegna all’Università di Trento. “Un centrosinistra compatto non si vedeva a Rovigo da un decennio” annuncia. Lo sostengono Pd, Leu, +Europa, Forum per i cittadini e altre forze della galassia del centrosinistra. Al lavoro anche per una lista civica che porterà il nome del candidato per coinvolgere la società civile. “L’idea alla base è di far tornare finalmente Rovigo vivibile

per tutti. Ora abbiamo un centro storico con attività commerciali decimate e un calo demografico importante nelle frazioni. Dobbiamo portare i servizi là dove abitano le persone (pensiamo ad esempio alla farmacia). Vogliamo fare in modo che Rovigo abbia di nuovo un senso come capoluogo di provincia, lavorando in termini di rete: ho intenzione di lavorare in modo stretto con i Comuni limitrofi. Mi piacerebbe, infine, puntare sull’innovazione”. E chiude: “Qualsiasi amministratore che governerà questa città avrà bisogno di una macchina comunale efficiente: punterò a far capire ai dipendenti che insieme si possono fare grandi cose”. Due le liste a supporto di Silvia Menon al momento, ma una terza è in fieri. “Siamo cittadini che si mettono a disposizione di Rovigo, per dare un taglio netto con il passato - spiega -. Siamo giovani, 40enni ma abbiamo il supporto anche di validissimi pensionati. Nessuno di noi ha governato o amministrato in precedenza, ma ognuno di noi ha costruito qualcosa nella vita e ora si mette a disposizione per costruire qualcosa per la città. Pensiamo che una rivoluzione del buonsenso sia possibile”. E ancora: “Vogliamo restituire alla città la qualità della vita, riscoprendo il valore di vivere a Rovigo”. Quanto al programma, attenzione massima alle barriere architettoniche, “abbiamo molte sensibilità in lista su questo” precisa Menon, agli spazi verdi da vivere, alla sostenibilità e alla presenza di piste ciclabili per legare il centro alle frazioni. Quanto proprio alle frazioni, “devono essere valorizzate e porteremo lì eventi sportivi e culturali per restituire il senso di appartenenza alla città”. Giorgia Gay


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Rovigo

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Le misure del Governo Cisl, Uil, Cgil e Acli

Quota100 e reddito di cittadinanza: CePa di Rovigo preso d’assalto N

ei primi tre mesi dell’anno, o disoccupati), Cisl (superato il CePa Rovigo è stato su- le 100 domande), Cgil (192, tra bissato di telefonate, mail, visite, pubblici e privati). Nel complesda parte soprattutto delle perso- so sono stati più gli uomini che le ne interessate ad andare in pen- donne, quest’ultime presenti in sione con Quota 100, ma anche maggioranza nel settore scuola. da chi voleva informazioni circa “Tutti ci chiedono quanto ci riReddito di Cittadinanza, Pensio- mettono ad andare in pensione ne di Cittadinanza, Ape Social, con Quota 100. Da fine gennaio Opzione Donna, Precoci. I quat- abbiamo dedicato tantissime ore tro rappresentanti del Centro a questa materia. Nel caso delPatronati provinciale, raggrup- la Cisl è stato pure aperto uno pante le tre sigle sindacali (Cisl, sportello apposito. L’età media Uil, Cgil) più Acli, hanno fatto il va da 63 a 65 anni. Ma da noi è punto della situazione nella sede venuto anche chi andrà in penUil di viale Trieste. sione tra un anno. Le prossime “C’è molta preoccupazione tra finestre sono quelle del 1 aprila gente, in quanto molti, anche a le per i privati e del 1 agosto per causa di notizie errate pubblica- i dipendenti pubblici. Dunque te su un quotidiano locale, cre- l’inizio dell’anno è stato per noi dono che ci fosse con il botto, dopo tempo fino al 28 che il 20 dicembre C’è tempo febbraio per preci eravamo trovati sentare le istanze a che fare con le fino a di Quota 100 - afistanze dei Precodicembre 2021 fermano Nicoletci”. ta Fanchini (Acli), L’impressioper presentare Genni Donegà nante mole di domanda (Cgil), Stefano lavoro tra l’altro per la pensione non è supportata Giunta (Ital - Uil), Giorgio Crescenzi da un persona(Inas - Cisl)”. le numeroso nei “Ma in realtà il periodo sarà patronati: 2 sono alle Acli, 17 di tre anni, durando fino al 31 alla Cgil (di cui 6 a Rovigo), due dicembre 2021. Quindi chi ha i e mezzo alla Uil (uno fisso e un requisiti per andare in pensione part time a Rovigo, uno fisso a a 62 anni con 38 anni di contri- Porto Viro), dieci alla Cisl (di cui buti, può farlo entro quella data. tre a Rovigo). “Siamo stati messi Il 28 febbraio era la scadenza dei a dura prova, anche perché absoli dipendenti della scuola. In biamo altre materie da svolgere, questi due mesi abbiamo avuto resta infatti da fare la quotidiatantissima affluenza, specie per nità”. quello che riguarda le consulenIn tutto sono 18 i patronati ze. Un buon 90% ha riguardato presenti in Polesine, che avranpersone che lavorano nel pub- no a che fare con il Reddito di blico, anche perché nel privato è Cittadinanza, anche questa una tutta un’altra storia”. mansione che richiederà molta Questi i dati forniti da Cepa, ri- attenzione da dedicare all’utenferiti ai quattro patronati provin- za. ciali: Acli tra le 20-25 domande Marco Scarazzatti effettuate, Uil 25 (solo pubblici

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Anmil e Uninettuno: al via il corso professionalizzante post-diploma per la sicurezza sul lavoro

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nnovativo progetto pensato da Anmil, che intende sostenere la formazione post-diploma professionalizzante degli invalidi del lavoro e delle loro famiglie, nel settore della sicurezza sul lavoro. L’iniziativa nasce dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Anmila e Università Telematica Internazionale Uninettuno, riconosciuta dal Miur, per la sua esperienza ultraventennale nel settore, con il sostegno dell’Istituto di Formazione e Riabilitazione di Anmil, il primo corso di laurea telematica triennale in Diritto della Sicurezza sul Lavoro. La formazione online consente di veicolare direttamente allo studente lezioni frontali, prodotti multimediali, banche dati, esercitazio-

ni, sistemi di valutazione e di autovalutazione, tutoring online, forum e chat. “Si tratta di un’importante opportunità di formazione professionale per gli invalidi del lavoro, sulla scia del successo dei progetti degli Operatori in Sicurezza Etica e Formazione, Qualificazione professionale e Sicurezza - dichiara il presidente territoriale Anmil, Luciano Serafin -. L’accordo, sottoscritto grazie alla disponibilità del rettore dell’Università, Maria Amata Garito, prevede condizioni di iscrizione al corso di laurea di particolare favore, per le persone più vulnerabili, affette da diverse forme di disabilità e per i rispettivi familiari”. M.Scar.

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Rovigo

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Zes: lettera d’intenti sottoscritta Il progetto per la costituzione di una Zona economica speciale nell’area metropolitana di Venezia e Rovigo ha visto l’appoggio di numerosi rappresentanti delle istituzioni, dal prefetto al questore

È

stata sottoscritta a Cà Farsetti la lettera d’intenti per la costituzione di una Zes, nell’area metropolitana di Venezia e Rovigo, per invitare il Governo ad avviare, entro il 31 dicembre 2019, il procedimento per l’istituzione di una Zona economica speciale, nell’area metropolitana di Venezia e Rovigo. Erano presenti alla sottoscrizione anche il prefetto Maddalena De Luca, l’assessore regionale Cristiano Corazzari e il questore Danilo Gagliardi. Le Zes sono territori che si contraddistinguono per benefici fiscali e per la possibilità di usufruire di alcune semplificazioni procedurali e doganali per realizzare condizioni favorevoli alle imprese. Se ne contano circa 4.000 al mondo, di cui 800 in Europa. In particolare l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea prevede la possibilità, per il periodo 2014-2020, di costituire delle Zes anche in alcune aree del Nord

Italia. Tra queste per il Polesine, i Comuni di Bergantino, Ceneselli, Trecenta, Bagnolo di Po, Fiesso Umbertiano, Polesella, Canaro, Occhiobello, Stienta, Gaiba, Ficarolo, Salara, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Melara. Secondo il Piano industriale che Confindustria Venezia Rovigo ha elaborato, l’istituzione di una Zes in Veneto, limitatamente alle sole aree libere, che oggi non producono di alcun reddito, pari a 385 ettari, suddivisi in 215 ettari a Porto Marghera e 170 ettari nei Comuni della provincia di Rovigo, potrebbe attrarre 2,4 miliardi di euro di investimenti (6,2 milioni di euro per ettaro), creando 26.600 posti di lavoro tra diretti e indiretti (1 posto di lavoro ogni 320.00 euro di investimento). In rappresentanza del Polesine, erano inoltre presenti: il segretario Cna, Renato Fabbro, il presidente di Confartigianato, Marco Marcello, il vicepresidente di Confindustria, Gian Michele Gambato,

Alcuni momenti dell’incontro

il presidente della Provincia, Ivan Dall’Ara, l’assessore di Bagnolo di Po, Chiara Magaraggia, i sindaci di Bergantino, Giovanni Rizzati, Calto, Michele Fioravanti, Canaro, Nicola Garbellini, Castelmassa, Eugenio Boschini, Castelnovo Bariano, Massimo Biancardi, Ce-

neselli, Marco Trombini, Ficarolo, Fabiano Pigaiani, Fiesso Umbertiano, Luigia Modonesi, Melara, Paola Davì, Occhiobello, Daniele Chiarioni, Polesella, Leonardo Raito, Salara, Andrea Prandini, Stienta, Enrico Ferrarese, Trecenta, Antonio Laruccia, il vicesindaco di Gaiba, Stefano Soriam. Marco Scarazzatti


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Fondazione Cariparo Anziani

“Conta su di noi”, il nuovo progetto per i rodigini over 65 di San Bortolo Il centro comunitario di viale Oroboni a Rovigo ospita la sede dell’innovativo progetto “Conta su di noi”. Redattori del progetto, che ha come destinatari gli anziani di San Bortolo, sono i parroci don Andrea Varliero, don Christian Malanchin, la volontaria Alessandra Barbini, con studi sociali, Walter Vallin, commercialista e membro del Consiglio Affari Economici. “La scorsa estate sono stata contattata da don Andrea, per un bando della Fondazione Cariparo - racconta Alessandra Barbini -. Come parrocchia abbiamo subito partecipato, per quello che riguarda l’invecchia-

I responsabili del progetto Walter Vallin e Alessandra Barbini

mento attivo. Non pensavamo di certo di vincere. Poco prima delle festività natalizie è invece arrivata la notizia che il nostro progetto è stato accolto”. La Cariparo lo ha finanziato per 52mila euro, spalmati in

due anni, più un terzo rinnovabile. “È stata inventata la nuova figura del mediatore di prossimità - prosegue Barbini -, che si occuperà di ascoltare le esi-

genze degli anziani, ma anche di renderli partecipi della vita attiva del quartiere. Perché fino a quando c’è la possibilità, è giusto invecchiare con le proprie forze. Abbiamo idea-

to una maglietta con la scritta “Conta su di noi”, con la quale ci presenteremo nelle varie abitazioni degli oltre 1.300 over 65. Cercheremo di mettere più volantini possibili nei punti più

visibili della città, cosicché ci sia un bel passaparola”. “Inoltre faremo compilare dei questionari appositi, dove si cercherà di capire il metodo di ricercazione, nello specifico si sceglierà quali attività fare. Il nostro sogno è quello di diventare una realtà aperta a tutta Rovigo. Tutto sarà svolto gratuitamente. Vorremo coinvolgere una cinquantina di volontari, ma all’inizio saremo in quindici”. Gli obiettivi, spiegati dall’altro mediatore di prossimità, Marco Oggianu, sono in seguenti: prevenire l’isolamento sociale, stare in relazione, spesa-amica, pronto-farmacia, piccole riparazioni domestiche, telefono-amico, the delle cinque, ti accompagna io per le visite mediche. Saranno attivate collaborazioni con scuola materna, primaria e secondaria, quindi i laboratori “Giochiamo insieme” alla scoperta dei giochi di una volta, “Mani in pasta” cucina con i bambini con i piatti della tradizione, “Pollice verde” cura degli spazi verdi. Gli adolescenti insegneranno agli anziani come usare gli strumenti informatici. Dal canto loro gli over 65 saranno coinvolti in svariate mansioni: vigilanza nelle aree ricreative, nonni vigile in entrata-uscita da scuola, attività ludico-ricreative in parrocchia, laboratorio intergenerazionale teatrale, cineforum, organizzazione di visite guidate in città, incontri con esperti, partecipazione a concerti ed eventi culturali. Con il supporto di una professionista, saranno poi effettuati un corso biennale di formazione al volontario che affianchi anziani e familiari con consulenze di esperti; alternanza scuola lavoro, con istituti superiori ad indirizzo sociale; servizio civile nazionale. Marco Scarazzatti


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Successo per l’apertura del Fai Nel penultimo fine settimana di marzo, il Fondo Ambientale Italiano ha istituito una giornata di visite nei posti più sconosciuti delle città. A Rovigo si è potuto visitare Palazzo Rosada-Ubertone

È

arrivato l’appuntamento più importante dell’anno per il Fondo Ambiente Italiano: le Giornate Fai di Primavera, occasione di raccolta fondi a livello nazionale e motivo per scoprire posti sconosciuti o visibili poche volte all’anno. La due giorni a Rovigo, svoltasi il 23 e 24 marzo dalla mattina al tardo pomeriggio, prevedeva per i soli iscritti la visita a palazzo Rosada-Ubertone, in centro storico, con ingresso da corso del Popolo. La visita aveva una durata di circa 40 minuti, con il racconto della storia del palazzo e dei suoi sfarzosi interni. Il tutto è stato possibile grazie alla disponibilità dell’avvocato Massimo Ubertone e famiglia, mentre il materiale di studio è stato fornito da Tonina Vegnuti, presente la domenica mattina. La scelta di aprire un luogo solo per gli iscritti al Fai, serve a premiare la fiducia che viene data agli scopi della Fondazione, tramite l’iscrizione. Quest’anno la delegazione ha voluto provare ad aprire

un luogo a qualche chilometro di distanza dal centro, scelto per verificare se la cosa può essere apprezzata dagli iscritti, in vista di futuri eventi. Si è così potuto conoscere l’associazione, i volontari che la compongono, gli scopi e gli obiettivi. Inoltre ci sarà modo di iscriversi ai banchetti, nei luoghi aperti. Essendo una giornata nazionale di raccolta fondi, era previsto un contributo minimo di 3 euro. Nella vicina Costa di Rovigo, si è andati alla scoperta di un paese ricco di storia, nato sulla sponda dell’allora corso dell’Adige (ora Adigetto), quando la portata del fiume era diversa e come via di comunicazione favoriva scambi commerciali e sviluppi produttivi e residenziali. I Benedettini, l’abbazia di Pomposa, gli Estensi, l’Ordine Equestre di San Giovanni di Gerusalemme, sono fondamento delle origini di Costa, sulla sponda destra del fiume e Costiola, a sinistra. Nella piazza centrale si nota ancora la distinzione dei due

Un momento dell’evento

centri. Per l’occasione è stata raccontata la storia di Costa, partendo dalla piazza, con la visita alle chiese di San Giovanni Battista, San Rocco Confessore e dei Caduti. Inoltre nell’area esterna dell’ex zuccherificio è stata spiegata la storia di Ottavio Munerati, nell’anno del 70° anniversario dalla sua morte. Ultimo luogo del paese è stato palazzo Bighetti, un tempo ritrovo

di famiglie che avranno grossa rilevanza nelle sorti della provincia: Baruchello, Roverella e Pepoli. Al suo interno oggi è custodito il museo etnografico A l’Alboron. Le visite, a cura dei volontari Fai, avevano una cadenza di venti minuti per ogni luogo. Amministrazione comunale, Aics, circolo fotografico Click and Flash, hanno ideato iniziative per soddisfare tut-

Tg Rovigo: il telegiornale del Polesine ora è realtà Un lavoro di squadra tra amministrazioni comunali che ha permesso il lancio di questo servizio

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l Polesine ha il suo telegiornale, grazie anche all’interessamento di alcuni piccoli Comuni, volenterosi nel promuovere il territorio. Il presidente di Consvipo, Guido Pizzamano, ha presentato il cast del Tg Rovigo, del Gruppo Videomedia di Vicenza, con il direttore Angelo Squizzato, alcuni giornalisti e la troupe al seguito, che ha filmato la serata di gala del Consorzio di Sviluppo per il Polesine, oltre alle interviste di rito. “Siamo una provincia depressa e dobbiamo a tutti i costi rilanciarci - ha sostenuto Pizzamano nel suo discorso introduttivo, alla tenuta Cartirago di Lama Polesine -. Abbiamo tutte le potenzialità per poterlo fare. Vanno ringraziate le amministrazioni comunali di Lusia, Giacciano con Baruchella e Fratta Polesine, che per prime hanno creduto nel lancio del Tg Rovigo. Quando ho ereditato l’ente consortile, questo sembrava oramai defunto, invece in pochi mesi siamo riusciti, grazie ad un ottimo lavoro di squadra, a rilanciarlo alla grande”. “Il futuro è meno buio di quello che si pensa, anzi è più roseo di quanto possa apparire” ha concluso. Ma. Sc.

Un momento della serata con tutte le personalità coinvolte presso la biblioteca comunale

Il cammino di Sant’Antonio La “Terra dei Fiumi di Rovigo” esce dai suoi confini. L’associazione culturale di Elisa Pinato, continua con le sue serate dedicate al cammino di Sant’Antonio.

Dopo due tappe di successo in Polesine, rispettivamente a Rovigo e Bosaro, raccontando i percorsi attraverso le nostre piccole comunità scrigno di tesori da valorizzare e da proteggere, è arrivata a Granze. Con la collaborazione del sindaco Damiano Fusaro, che ha ospitato nella biblioteca comunale l’autore viaggiatore di

te le età. Nella mattina di sabato, negli orti sul retro di Palazzo Bighetti, si è svolta la Giornata degli Alberi, dedicata agli alunni delle scuole elementari costensi, con la piantumazione di un albero e saranno consegnati dei fiori a tutti. Nel pomeriggio, Raffaele Peretto, accompagnato dal locale Coro dea zuca, ha messo in scena lo spettacolo “Gavì da savère che…Sguardi sul passato tra verità e fantasie”. Domenica, in piazza, sono state esposte alcune auto d’epoca della collezione Francesco Gianesella, generosamente messe a disposizione dal figlio Marco. Per tutta la giornata, al museo contadino, la Pro loco di Correzzola, ha illustrato i mestieri di un tempo: dall’arrotino al barbiere, dal fornaio a molti altri. Il Click and Flash, ha infine organizzato una maratona fotografica dal titolo “Fai una foto”. Marco Scarazzatti

Monselice, Giannino Scanferla con il suo libro “Diario di un pellegrino”, lo scrittore che ha attraversato personalmente l’Italia a piedi sulle orme di un santo rivoluzionario. Sant’Antonio, naufrago nella nostra terra, (naufragò infatti rovinosamente sulle coste siciliane nel primo Medioevo), e che non si è arreso alla visione distorta della società, all’ingiustizia, all’egocentrismo dei potenti a discapito dei deboli. Prezioso è stato l’intervento sempre brillante e competente di Marco Chinaglia, che durante gli incontri con l’autore riporta alla luce il bagaglio storico e culturale del patrimonio che possediamo e del quale è giusto averne consapevolezza. Scanferla ha concluso la sua descrizione con una nota degna di riflessione: “Se si vuole un futuro migliore, bisogna attivarsi nell’immediato”, e come accenna spesso durante il cammino sembra coincidere a volte qualcosa di misterioso all’esperienza che si sta vivendo. “Questa iniziativa - ha ricordato Elisa Pinato - condivisa con le comunità, continua ad essere motivo di grande soddisfazione personale”. Ma. Sc.


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Investment Day: promosso il corso sull’educazione finanziaria Un ciclo di seminari per avvicinare i cittadini al mondo assicurativo e finanziario

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ovigo è stata scelta per l’Investment Day, seminario di educazione finanziaria. Sede è la sala della Gran Guardia, che ospiterà una serie di incontri, con cadenza bimestrale, con i consulenti più esperti di Alleanza Assicurazioni. Lo scopo del progetto è in linea con lo stile Alleanza, ossia rendere popolare l’assicurazione e nella fattispecie l’investimento di natura assicurativa. Sarà un’occasione per conoscere meglio i clienti al di fuori delle tradizionali mura d’ufficio e confrontarsi con persone interessate anche esterne alla compagnia, in un momento che unisce professionalità e convivialità. I primi relatori sono stati Paola Lionello, sales manager e promotore finanziario, con vent’anni di esperienza nella compagnia, e Alex Barillani, sales professional nel ramo investimenti e uno dei giovani più promettenti dell’area. L’incontro si è diviso in due parti: durante la prima Lionello ha spiegato i principali strumenti finanziari per i risparmiatori, confrontando quelli azionari con quelli obbligazionari e con gli investimenti nel settore degli immobili; durante la seconda metà, Barillani ha dato qualche suggerimento su come muoversi in questo contesto di mercato, ovvero quali sono i rischi da cui proteggersi e quali invece le opportunità da cogliere. La partecipazione è aperta a tutti, con iscrizione obbligatoria compilando il form presente sulla pagina Facebook dell’agenzia di Rovigo o contattando direttamente lo 042522831. Le due precedenti edizioni, tenutesi a ottobre e dicembre 2018, hanno raccolto una discreta platea, estremamente partecipe ed eterogenea. Sono stati affrontati temi di attualità, politica economica e monetaria, che oramai sono entrati a far parte della nostra quotidianità: spread, brexit, bail in-out, inflazione, deficitPil, Legge di stabilità, parole che si sono insinuate nel linguaggio

comune ma alle quali forse pochi di noi riescono a dare una definizione ben precisa. Sono in programma anche diverse iniziative dedicate a previdenza, risparmio e protezione della famiglia. Marco Scarazzati

Tante attività per gli alunni Entusiasmo e divertimento degli alunni della scuola primaria Dell’Amicizia di Mardimago, che si sono cimentati in tennis, calcetto, aikido, canotaggio, triathlon, atletica leggera, strutturate da allenatori, sportivi e insegnanti. L’attenzione si è focalizzata sui progetti: “Benesse psico-fisico nella moderna società”; “Io sono quel che mangio: conoscenza dei cibi più salutari, stimolando una scelta alimentare corretta”; “Bambini in regolabambini amici. Il rispetto dell’ambiente”; “Io, corpo, mente, spazio” in collaborazione con Coni, Uisp, Ulss 5 Polesana. Grazie ai volontari della Polisportiva Mardimago, presieduta da Nereo Pinfi, sono state svolte attività ricreative e didattiche, con i giochi di una volta, per stimolare il senso di appartenenza e la classe quinta ha preparato la merenda dello sportivo. L’associazione Giacche Verdi, onlus di protezione ambientale che collabora con Legambiente, grazie alla disponibilità di Marino Bedon e di alcuni volontari, ha messo a disposizione cavalli, con i quali i bambini hanno interagito. Conclusione con l’esibizione del talento locale Bernardo Saccardin, pluricampione mondiale di karate free style, medaglia d’oro alla Coppa del Mondo di Rimini. M.R.


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La violinista che ha incantato Rovigo Maristella Patuzzi si è esibita nella Chiesa di San Francesco, emozionando il pubblico e suonando insieme al padre, racconta i suoi concerti futuri che la porteranno dall’altra parte del mondo

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o scorso 22 marzo, nella Chiesa di San Francesco di Rovigo, si è tenuto il concerto della giovane violinista ticinense Maristella Patuzzi. Prima della sua esibizione in coppia con il padre Mario, che ha raccolto grandi consensi da parte di tutto il pubblico presente, le abbiamo fatto qualche domanda. Ha iniziato a suonare da giovanissima, com’è nata la passione per il violino? “Mi sono avvicinata alla musica ancora prima di nascere: mio padre faceva parecchi concerti come pianista e mia madre lo seguiva quando poteva, così anch’io ho frequentato le sale da concerto fin da piccolissima. Poi un giorno a casa, avrò avuto poco più di tre anni, ho trovato un violino, ma era troppo grande per me per poter provare a suonarlo. Mia madre mi disse però che se volevo me ne avrebbe procurato uno della misura adeguata al mio braccio. Ho cominciato così la mia avventu-

ra con uno strumento a noleggio ma crescendo, il violino che avevo trovato in casa è diventato il mio compagno preferito. Con lui ho vinto parecchi concorsi e ho fatto numerosi concerti”. Questa passione l’ha portata a grandi soddisfazioni ma sarà andata incontro anche a grandi sacrifici. Ci sono mai stati momenti di difficoltà in cui avrebbe voluto lasciare? Che cosa si sentirebbe di consigliare ad un giovane che vuole intraprendere la sua stessa strada? “Non ho mai voluto lasciare il violino. Certamente ci vuole molto impegno e responsabilità per imparare a suonare questo magnifico strumento ma per me è sempre stato avvincente ricercare nuove sonorità, scoprire le armonie nascoste e trovare soluzioni a qualsiasi problema tecnico o espressivo. Il mio consiglio è quello di stringere i denti senza demordere mai e di lavorare per raggiungere i propri obiettivi. Personalmente riten-

Maristella Patuzzi durante un suo concerto con il violino e l’orchestra d’accompagnamento

go che la ricompensa più preziosa sia riuscire a raggiungere le emozioni dell’ascoltatore attraverso la musica e accrescere l’esperienza per poter migliorarsi. Nella mia professione non esiste niente di più bello di un pubblico entusiasta di ciò che ha appena ascoltato, visto, vissuto. In conclusione, la vita di un musicista sa essere tanto frustrante quanto emozionante e

quando, dopo grandi sforzi, ogni tassello va al suo posto, tutto diventa straordinario al punto tale da trasformare i momenti più difficili in preziosi insegnamenti”. Dopo Rovigo suonerà a Tokyo presso la Casa Mozart. Che effetto le fa esibirsi in tutto il mondo? “Mi piace moltissimo viaggiare, soprattutto in aereo. Addirittura, nel 2016 ho tenuto un concerto

durante un volo inaugurale! Grazie al mio lavoro ho visitato tantissime città, da New York a San Pietroburgo, passando per Toronto, São Paulo, Melbourne e Buenos Aires, ma anche per Parigi, Roma e Perth che mi ha colpito moltissimo. La cosa che mi è piaciuta di più è il calore della gente. Non è vero che in luoghi freddi esiste gente fredda e impenetrabile”. A Tokyo suonerà con la pianista Yuko Ueno ma a Rovigo è accompagnata da suo padre. Si sente più tranquilla con lui o più emozionata? “È sempre favoloso suonare con mio padre poiché siamo completamente in simbiosi e tra noi vige una meravigliosa empatia musicale. Non vedo l’ora però di conoscere anche Yuko Ueno. Per me sarà una bella sfida interpretare le stesse pagine con due pianisti diversi”. Chiara Tomao

Donne per le donne: nuova Carta diritti della Bambina

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l coordinamento regionale di Cna Donne Imprenditrici e Pensionate, tramite Pensionati Veneto e Veneto Impresa Donna, ha presentato il progetto “Donne per le donne...per le bambine di ogni terra, di ogni estrazione sociale e di ogni credo religioso”. Daniela Guagliumi, coordinatrice regionale di Pensionati Cna Veneto, assieme a Erminia Paulon, hanno illustrato l’iniziativa “Sosteniamo la nuova Carta dei Diritti della bambina”, adottata dalla giunta regionale, il 21 dicembre 2018. “Se pensiamo che sono passati poco più di 70 anni da quando la donna ha visto riconosciuto il proprio diritto al voto, 45 anni dal referendum sul divorzio, 44 dalla riforma del diritto di famiglia, 41 anni dalla legge sull’aborto, 38 anni dall’abolizione delle disposizioni sul delitto d’onore, direi che la storia della conquista di questi diritti, risale ad un tempo passato, molto recente” ha sottolineato Guagliumi. “La Regione ha invitato i Comuni veneti ad aderire a questa iniziativa, adottando la nuova Carta dei diritti della bambina. Noi donne pensionate artigiane e imprenditrici associate alla Cna, ne abbiamo condiviso lo spirito. Vogliamo che ci sia un percorso di cambiamento per il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze, tra bambine e bambini. Per questo ci facciamo promotrici della Carta, in ogni occasione pubblica a cui presenziamo. VogliaMarco Scarazzatti mo dare un segnale forte”. ha concluso.


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Rovigo

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Progetti Consumi e responsabilità

Enaip Rovigo per “We Like, We Share, WeChange” La scuola professionale Enaip Veneto di Rovigo è stata scelta per il progetto pilota di rilevanza nazionale

realizzato il Teatro Forum, un percorso più incentrato sui “conflitti” generati nella società dal proprio ruolo di consumatore nell’atto di una scelta di consumo. Qui lo scopo è stato di far emergere il punto di vista dei

singoli individui su questioni attuali che vedono il consumatore come soggetto economico e l’atto di consumo al centro del tutto. Entrambe le iniziative sono state riproposte in diverse regioni d’Italia.

È l’unica scuola del Veneto ad aver portato avanti il percorso. I promotori del progetto sono il Movimento Consumatori e Cies Onlus e l’iniziativa si è svolta dall’11 fino al 22 marzo. Il progetto è nato per promuovere modelli concreti economici, sostenibili e responsabili, favorendo esercizi reciproci di responsabilità da parte di ogni singolo consumatore e di ogni azienda. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza sui temi del consumo sostenibile, portando a un cambio di abitudini attraverso le informazioni e il

A conclusione delle attività nelle scuole verrà realizzato un “Quaderno sulla responsabilità sociale di consumo under 18” e dopo gli eventi teatrali un “Video sul consumatore socialmente responsabile over 18”.

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La Chiesa della Rotonda verrà finalmente restaurata Un nuovo splendore verrà dato all chiesa della Rotonda. Lo ha annunciato tramite una nota stampa il Comune di Rovigo, dichiarando che sono previsti interventi di restauro del portico e di consolidamento sismico. I lavori andranno ad eliminare l’antiestetico ponteggio di sicurezza che attualmente deturpa le facciate del Tempio dedicato alla Beata Vergine del Soccorso. I lavori, del costo di 250 mila euro, sono sostenuti dalla Fondazione Cariparo e il progetto, in via di completamento, è stato affidato all’architetto Federico Candian. Prima dell’avvio, il progetto

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monitoraggio dei comportamenti corretti. I ragazzi hanno intrapreso un percorso teatrale interattivo, in cui attraverso il gioco di ruolo è stato possibile vivere la propria condizione di cittadino/consumatore nelle diverse fasi della scelta del prodotto. Tale percorso ha usato l’animazione da parte di operatori, che attraverso il gioco di ruolo, hanno ricreato la società dei consumi e suscitato nel ragazzo un effetto di appartenenza o di estraneità, funzionale a poter effettuare la propria scelta di consumo. Per gli adulti invece, è stato

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Rovigo .

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Fenomeno del momento

Imprenditori: il Bni sbarca in Polesine Un’organizzazione che raggruppa tra loro professionisti di vari settori, creando una network di esperti

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il fenomeno del momento: tutti gli imprenditori ne parlano Il Bni (Business Network Internaional) è un’organizzazione che raggruppa tra loro professionisti di vari settori, creando una network di esperti che condividono tra loro referenze e nuove opportunità di lavoro. Ora è aBVBnirrivato anche a Rovigo, con l’inaugurazione svoltasi a fine marzo. I gruppi di esperti prendono il nome di Capitoli, e vengono creati selezionando le persone in base alla località in cui ope-

rano e al settore di loro competenza. Il capitolo Bersaglieri di Padova-Rovigo, per esempio, ha come scopo quello di mettere in contatto professionisti di queste due province di ambiti, e fare in modo che ognuno tragga beneficio dell’attività dell’altro. Il Capitolo quindi, non è un luogo dove vendere i propri servizi agli altri componenti del gruppo, ma serve per cogliere nuove opportunità di sviluppo economico attraverso le persone che ogni componente conosce e a cui si viene rispettivamente presentati.

Il principio è dunque quello del “passaparola strutturato” senza costi aggiuntivi. Oggi il BNI è l’azienda di maggior successo a livello mondiale: conta infatti 230000 membri, suddivisi in più di 8500 Capitoli, in più di 75 paesi e con un giro di affari di oltre 15 miliardi di dollari. L’Italia è entrata a far parte dell’organizzazione al suo 14esimo anno di attività,fino ad arrivare oggi con 8490 membri iscritti, 282 capitoli, e un giro d’affari che nel 2018

era pari a 270 milioni di euro. Ai soci vengono forniti corsi, momenti di aggregazione e incontro, e una buona visibilità come esperti nel proprio ambito professionale. La peculiarità che rende unica l’adesione a BNI è che all’interno dei vari Capitoli c’è solo un rappresentante per categoria professionale, ciò significa che il business che viene a crearsi tra i vari membri è privo di concorrenza. Gaia Ferrarese

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Cultura .

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Mostra Palazzo Roverella

Inaugurata la mostra sulle giostre La storia, le immagini e i modellini di questi affascinanti giochi sono esposti e raccontati a Rovigo fino a fine giugno

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he sia il cavallo di legno o il più moderno Brucomela, le giostre rappresentano da secoli una tradizione imperdibile per grandi e piccini. E per celebrare questa tradizione il Palazzo Roverella di Rovigo ha realizzato una suggestiva mostra dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre. Promossa dalla Fondazione Cariparo, con la collaborazione del Museo Storico della Giostra di Bergantino, dal 23 marzo al 30 giugno, il fascino delle giostre vi aspetta con l’esposizione dal titolo “Giostre. Storia, Immagi-

ni, Giochi”. Immagini di giostre raffigurate in fotografia, pittura e grafica, in giocattoli, modellini e carillon calate nello scenario emozionante di pezzi unici di antiche giostre, organi e cavalli di legno. Un salto nel passato, un’occasione per riflettere sulle memorie che l’infanzia si porta con sé e su quei valori che il tempo non cancella. Le prime e più antiche giostre nascono dalla tradizione contadina e sono costituite da animali veri, specie cavalli, che giravano intorno a un palo li-

Il Teatro sociale ha festeggiato i 200 anni Mostre, concerti, convegni per celebrare questo traguardo. Con tanto di annullo filatelico

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l Teatro Sociale di Rovigo ha festeggiato il suo Bicentenario. Ad aprire le celebrazioni, il 4 aprile scorso, è stato il concerto della Banda Musicale della Guardia di Finanza, diretta dal Col. Leonardo Laserra Ingrosso. Le iniziative sono poi proseguite con l’esposizione in Pescheria Nuova di allestimenti scenici creati dal laboratorio del Teatro, in occasione di produzioni liriche realizzate per proprio conto o in collaborazione con vari Teatri di Tradizione e non. Sono stati organizzati convegni e il momento clou è stato quello conclusivo con una selezione dell’opera L’Adelaide di Borgogna che il 26 aprile 1819 inaugurò il Teatro. Sono stati realizzati per l’occasione, inoltre, un annullo filatelico e due targhette, una dedicata a Gabbris Ferrari, regista, docente all’Accademia di Venezia e artefice di laboratori e scenografie con allestimenti al Museo Grandi Fiumi; l’altra all’editorialista Sergio Garbato sempre vicino al Teatro e alla storia culturale cittadina. “Ringrazio – ha esordito il Commissario Straordinario Nicola Izzo -, chi ha collaborato all’interno di questa struttura, in particolare i responsabili rappresentanti del Comune di Rovigo, principale interprete di questa attività”.

L’interno del Palazzo Roverella dove è stata allestita la mostra sulle giostre

berando i cereali dalla paglia e rappresentando allo stesso tempo un divertimento semplice e immediato per i bambini degli agricoltori. Più tardi, agli animali si sostituiscono quelli di legno, cartapesta o altri materiali. Nel Rinascimento la giostra sostituisce i tornei cavallereschi e a partire dal ‘600 diventa un divertimento popolare, per poi affermar-

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si nell’800 e mutare da giostra meccanica a giostra a vapore e nel ‘900 definitivamente in giostra a motore elettrico. La mostra accoglierà il visitatore con un itinerario storico e sociale che si inserisce coerentemente nella tradizione giostraia, profondamente radicata nel territorio polesano. Melania Ruggini

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Sport

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Pallacanestro

Nuova Basket Rovigo sceglie Asm Set A

sm Set ha siglato una partnership col Nuovo Basket Rovigo, società che dal 2014 opera nel panorama cestistico rodigino e che attualmente rappresenta la più importante realtà maschile del Polesine per quanto riguarda il massimo campionato senior. “Siamo orgogliosi di sostenere una delle nostre eccellenze sportive, ha detto il presidente di Asm set Cristina Folchini -. I ragazzi si stanno facendo valere nel campionato di Promozione, visto il terzo posto in classifica e contribuiscono a dare lustro allo sport del nostro territorio. Ma quello che ci spinge a sostenere energeticamente il Nuovo Basket Rovigo è l’investimento che questa società sta facendo

sui giovani, tracciando le basi per i cestisti rodigini del domani e dando un’opportunità a tutti i ragazzi che vogliono avvicinarsi a questo sport”. Soddisfatto il presidente del Nuovo Basket Rovigo Gionata Morello. “Ringrazio Asm Set, ed in particolare la presidente Cristina Folchini, per il contributo stanziato al Nuovo Basket Rovigo. Per noi è importantissimo iniziare questo percorso di crescita affiancati da una realtà che è il punto di riferimento per migliaia di famiglie per la fornitura di gas e luce. La nostra associazione sportiva, che ad oggi è giovane e relativamente piccola, ha idee molto chiare e un progetto di crescita ben definito che, come per tutte le re-

Una partenership importante con una delle eccellenze sportive che sta investendo sui giovani giocatori, tracciando le basi per i cestisti di domani

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altà sportive, necessita di aiuti economici sempre maggiori. Il nostro obiettivo è di riportare la pallacanestro maschile ai livelli di qualche anno fa, quando il palasport rodigino si riempiva per assistere al campionato di Serie C e Asm Set e la presidente Folchini hanno mostrato una grande sensibilità in questa logica”. La strada per raggiungere quell’obiettivo è stata indivi-

duata scegliendo subito un coach, Maurizio Ventura, che rappresenta un lusso per la categoria. Oltre a coach Ventura, l’N.B.R. ha nel suo organico altri tecnici che rappresentano la massima qualifica in Polesine, a partire proprio dal presidente Morello, che vanta trascorsi ad alti livelli, al direttore tecnico, Andrea Lucchin, ex atleta di spicco del Basket Ferrara. Cristiano Aggio

I gruppi Canoe Polesine e Rovigo di nuovo insieme

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iù che di fusione, è il caso di parlare di reunion, come lle and degli anni ’80, che dopo un periodo di lontananza si ritrovano e per riprovarci. In questo caso, Gruppo canoe Polesine e Canoe Rovigo tornano nella location in cui tutto, ad inizio degli anni ‘90, cominciò. Cioè il tratto del fiume Canalbianco appena giù dal ponte di Bosaro, in comune di Arquà. Dove poi sorse l’attuale ostello che fu origine dei dissapori interni dal quale nel 2009 il Gruppo canoe Polesine cambiò destinazione, andando all’Interporto di Rovigo. Anche lì, tante promesse dalle varie amministrazioni succedute, fino a che, a novembre dello scorso anno, grazie alla mediazione dei sindaci di Arquà Polesine, Chiara Turolla, e di Bosaro, Daniele Panella, assieme all’assessore allo sport Daniele Munerato, le due società con Andrea Donzelli da una parte e Federico Simonetta con Paolo Boldrin dall’altra, hanno ricominciato a parlare e dopo svariate riunioni ed incontri, nella sede del Coni, è stata ufficializzata la nuova collaborazione tra i due sodalizi locali Gruppo Canoe Polesine e Canoe Rovigo. Per ora, si tratta di una prova di convivenza con l’obiettivo di formare un unico soggetto sportivo canoistico. Che comprenda tutto: canoa polo, maschile e femminile, canoa giovani, canoa per disabili, e un’importante attività di promozione fluviale all’educazione ambientale. Per questa stagione, cominciata a marzo, le due società, manterranno la stessa denominazione, con il Gruppo canoe Polesine che parteciperà al campionato maschile di serie A, così come il Canoe Rovigo che in più ha anche la squadra femminile, mentre Cr.Ag. uniranno le forze tecniche nell’attività in acqua piatta.


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Piano Casa quattro

#Politica

Il dibattito in aula

Ingrandire, demolire, ricostruire: ecco come cambiano le norme edilizie

Approvata la legge che riduce i volumi edificatori e punta a migliorare l’efficienza energetica e tutelare il paesaggio veneto. Molto critiche le opposizioni: così il Veneto non si salva dalla speculazione

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l Veneto del futuro sarà una regione “verde”, attenta al territorio e al risparmio energetico, o continuerà a essere sommersa da colate di cemento utili solo agli speculatori? Il nuovo Piano casa della regione, il quarto della serie, divide la politica non meno di quelli precedenti. Per la maggioranza è un passaggio fondamentale verso il “Veneto 2050”, lo slogan con cui la Lega ne ha sintetizzato i contenuti. Per le opposizioni, nonostante gli emendamenti approvati, il Progetto di legge intitolato “Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto” rimane poco più di una “verniciata green” troppo ricca di deroghe e norme transitorie per rispondere a quell’esigenza di tutela del territorio che tutti, a parole, condividono. Alla fine, comunque, dopo un lungo iter e la proroga al 31 marzo del vecchio Piano casa, il progetto di legge è stato approvato dal consiglio regionale con 28 voti a favore, 12 contrari e un astenuto. Si inserisce in uno scenario complesso: secondo i dati Arpav il consumo del suolo sul totale della superficie del Veneto è pari al 12,35 per cento e la cementificazione non

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si è fermata nemmeno negli anni della crisi, nonostante il numero impressionante di case sfitte, capannoni vuoti e zone industriali rimaste a metà. La legge interviene a normare le possibilità di ampliamento, demolizione e ricostruzione degli immobili, ponendo una serie di limiti legati anche all’efficienza energetica degli edifici. I vincoli più strigenti sono quelli che riguardano gli ampliamenti: col nuovo Piano casa si passa dall’80 per cento della passata normativa a un massimo del 40 per cento o del 50 per cento per chi porta l’edificio in classe energetica A4, ovvero la più alta. Le demolizioni con ricostruzione, interventi che per la gran parte

sono realizzati dalle imprese e non dalle famiglie che hanno bisogno di più spazio, scendono al 60 per cento di volume in più ma potranno salire nuovamente all’80 per cento per tutto il 2020 se il nuovo edificio è ad alta efficienza energetica. Un’ulteriore aumento è possibile in entrambi i casi ricorrendo ai crediti edilizi. Infine, la legge impedisce di cumulare i bonus con altre agevolazioni e semplifica le procedure consentendo di aprire il cantiere senza ulteriore burocrazia per gli interventi meno impattanti. Se l’obiettivo iniziale della giunta era quello di bloccare a medio termine il consumo di suolo in Veneto, che oggi è con la Lombardia la regione più cementificata d’Italia, strada facendo il Piano casa ha dovuto però fare i conti sia con la necessità di rendere appetibili gli interventi di riqualificazione dell’attuale patrimonio edilizio sia con le richieste di un settore caduto in una profonda crisi, a cui i Piani casa hanno dato una boccata d’ossigeno fondamentale: secondo Confartigianato in dieci anni sono state centomila le domande presentate, per un volume d’affari complessivo di cinque miliardi di euro. Maria Pavan

Veneto 2050, ora la palla passa ai comuni

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on un semplice Piano casa, ma una legge che scommette sull’efficienza energetica e sulla bellezza del paesaggio, specialmente quello della campagna veneta che può diventare la nuova carta da giocare per far crescere ancora di più i flussi turistici. Ne è convinto Francesco Calzavara (Lista Zaia presidente) che della legge è stato relatore: “Ma questa – ha ricordato in aula – è una sfida che può essere vinta solo dalle amministrazioni comunali, chiamate a interpretare nel migliore dei modi questi nuovi crediti edilizi, ripensando al proprio costruito e al proprio tessuto urbano”. Anche per l’assessore Corazzari la legge “riafferma la rigenerazione urbana e il recupero di ciò che oggi rappresenta solo degrado e abbandono. Rappresenta un cambio di passo, di mentalità, fortemente voluto in primis dal presidente Zaia, per tornare a dare valore a un patrimonio immobiliare e a un paesaggio unici nel nostro territorio”. Ben diverso il giudizio delle opposizioni. Per Stefano Fracasso (Pd) “l’obiettivo “zero emissioni” di anidride carbonica si allontana. Questa legge bada più a dare ossigeno al settore edilizio piuttosto che all’efficientamento energetico”. Durissimo Piero Ruzzante di LeU: “così continuerà a imperare la “Lega del cemento”. È stato cancellato il rispetto per le aree verdi e non sono salvaguardati neppure i Centri storici, mentre quei capannoni che dovevano essere abbattuti sono destinati a trasformarsi in nuovo cemento con un forte impatto sull’ambiente”.

Accordo bipartisan

Cultura, via libera alla legge quadro

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e il cemento divide, la cultura unisce. Arriva così a larga maggioranza e dopo sole tre sedute in Sesta commissione il via libera alla Legge quadro sulla cultura, che vuole individuare una linea strategica unica, d’insieme, equilibrata e omogenea, per valorizzare l’identità culturale veneta nel suo insieme. “Il punto di forza di questa nuova legge – sottolinea il presidente della Commissione Alberto Villanova (Lista Zaia presidente) è senza dubbio la semplificazione. Trovo particolarmente positivo, infatti, che siano state abrogate decine di leggi che gestivano la materia, mentre questa nuova legge quadro disciplina in modo organico tutti gli aspetti legati alla Cultura, rendendo più semplice e snella la procedura amministrativa e quindi la capacità di intervento della Giunta regionale”. Soddisfatta anche la vicepresidente Francesca Zottis del Partito democratico: “L’aspetto peculiare della legge quadro è quello di avere riunito assieme i diversi mondi afferenti la cultura, creando una importante rete che, da una parte può assicurare una maggiore capacità di programmazione e di indirizzo, dall’altra fa sì che gli stanziamenti siano fatti in modo più chiaro, ordinato e programmatico. Finalmente, dopo anni in cui la cultura è stata relegata in secondo piano, ora possiamo rilanciarla e farla tornare a essere un motivo di vanto e di orgoglio, una priorità per la nostra regione”.

Verso le Elezioni 2019 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

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Politica

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Gioco d’azzardo, la Regione tenta una nuova stretta Prosegue il lavoro sul nuovo disegno di legge. Previste distanze minime e orari ridotti, ma il nodo rimane il rapporto con l’industria del gioco. E in Veneto crescono i malati di ludopatia

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on c’è settore dell’economia nazionale che conosca uguale crescita, e non è un bene per la società. L’azzardo ci è entrato nel sangue sotto forma di innocui (all’apparenza) Gratta e vinci, è diventato parte con caffè e brioche della colazione di un numero impressionante di persone che fin dalla prima mattina si siedono alle slot machine dei bar, ha finito per dilagare anche su computer e smartphone grazie alle nuove piattaforme online. Risultato: nel 2016, e il dato è in continua crescita, in Veneto si stimavano 32.500 giocatori problematici e almeno 3.500 malati di ludopatia. La nuova sindrome è tanto pericolosa quanto subdola: ancor più dell’alcool e della droga, chi ne soffre non accetta quasi mai di considerarsi un malato e infatti meno di uno su cinque si rivolge ai servizi pubblici per tentare di

uscire da una spirale che travolge inesorabilmente patrimoni, lavoro, affetti. Il Consiglio regionale è da tempo al lavoro per licenziare una legge che affronti il rischio dipendenze da gioco d’azzardo, e anche in queste settimane sono proseguite le audizioni in commissione. La Regione ha attivato già dal 2017 il piano regionale di prevenzione e contrasto in collaborazione con le Ulss, i Serd e le associazioni del territorio, finanziato con 5,3 milioni di euro, per realizzare campagne di sensibilizzazione, formazione per gli operatori, interventi di cura, esperienze di mutuo-auto-aiuto e percorsi residenziali. “Ma oltre che curare ci interessa prevenire – sottolinea l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin – Per questo la Giunta regionale ha predisposto un intervento legislativo che abbina gli impe-

gni di diagnosi, cura e reinserimento dei giocatori patologici a interventi normativi volti a tutelare le categorie più a rischio e la fasce più deboli adottando precauzioni che possono scoraggiare l’insorgere di comportamenti compulsivi»”. I 15 articoli della legge-quadro proposta dalla Giunta prevedono distanze minime dei “punti gioco” dai luoghi di aggregazione sociale (300 metri nei comuni con meno di 5 mila abitanti, 500 in quelli con oltre 5 mila abitanti), stop alle aperture ininterrotte delle sale gioco e niente pubblicità di vincite, obbligo di vetrine trasparenti per le sale e le agenzie di scommesse, Irap maggiorata dello 0,92 per cento per gli esercenti che ospitano slot e apparecchiature da gioco. In materia urbanistica e di regolamentazione amministrativa il disegno di legge

rimanda ai Comuni, che possono individuare criteri per la dislocazione territoriale dei punti gioco e prevedere incentivi e forme premiali per gli esercenti che disinstallano ‘macchinette’, slot machines e apparecchiature varie da gioco. Le sanzioni previste per violazioni o mancata osservanza della legge potranno arrivare a 6 mila euro. Proprio sulle distanze minime e sui limiti alle aperture tutti i tentativi hanno fin qui trovato la decisa opposizione dei gestori, con ripetuti ricorsi al Tar. L’auspicio per il futuro è di arrivare a un maggiore coinvolgimento, anche attraverso codici di autoregolamentazione. Nel frattempo, meglio tenere sempre a mente che l’azzardo non è un buon affare. Se non per chi svuota la sera le macchinette e porta l’incasso in banca.

Veneto Sviluppo Piccole imprese, donne, giovani. Così investe la finanziaria della Regione

I dati del 2018 Turismo, Veneto leader ma il futuro chiede la capacità di rinnovarsi

1 miliardo e 330 milioni di euro erogati in tre anni, più di 20 mila operazioni andate quasi tutte a sostegno di piccole e microimprese, metà delle quali artigiane. 260 milioni di euro destinati a sostenere l’imprenditoria femminile e quella giovanile. Sono i numeri di Veneto Sviluppo, la società finanziaria della regione, uscita da una forte ristrutturazione che l’ha trasformata in partner investitore in progetti di sviluppo di medie e grandi aziende, braccio operativo della Regione attraverso misure anti-crisi e supporto finanziario diretto per le Pmi colpite da eventi e calamità naturali. “Siamo una Regione virtuosa – ha ricordato il presidente Zaia – ritenuta dalla Germania come uno dei primi dieci partner commerciali alla stregua di uno stato nazionale, un territorio dove la disoccupazione è al 6,6 per cento ma in cui non sono mancate in questi anni le aziende che chiedevano aiuto. Attraverso Veneto Sviluppo abbiamo dato risposte e supporto concreto. Non siamo una banca, ma una finanziaria e coltiviamo un sogno: vogliamo convincere i Veneti ad investire, rendendoli consapevoli che, facendolo attraverso Veneto Sviluppo, hanno l’opportunità di supportare direttamente lo sviluppo economico della propria regione”. Tra gli altri filoni d’intervento di Veneto Sviluppo, c’è quello della ricerca e innovazione con investimenti che hanno sfiorato i 150 euro, particolarmente importanti visto che il tessuto aziendale del Veneto è fatto per la quasi totalità di imprese con meno di dieci dipendenti, che rischiano di essere tagliate fuori dall’innovazione. Infine, l’accesso al credito in un momento di difficoltà per il settore bancario specie per la crisi delle Popolari.

Il turismo veneto cresce ancora, anche se in maniera meno vigorosa del passato: 0,2 per cento di presenze in più, 2,2 per cento di arrivi nel 2018 dopo un 2017 da record. I dati raccolti ed elaborati dall’ufficio di Statistica regionale confermano insomma il Veneto come prima regione turistica d’Italia con quasi 20 milioni di visitatori, anche se qualche ombra inizia a manifestarsi: calano leggermente gli stranieri (-0,4%) e cala in maniera più marcata il mare (-1,8% di arrivi e -3,8% di presenze). Un dato, quest’ultimo, che mostra quanto sia diventata agguerrita la concorrenza nel Mediterraneo. “Proprio per questo – sottolinea l’assessore veneto al turismo, Federico Caner – bisogna continuare a investire in termini di idee e creatività, di innalzamento qualitativo delle strutture e dei servizi, soprattutto negli ambiti più maturi della nostra offerta come il mare e la montagna. Sta a noi saperci rinnovare con continuità se vogliamo mantenere i livelli raggiunti”. La vera sfida si gioca su due versanti: da un lato il mercato internazionale, che vale ormai quasi il 70 per cento delle presenze totali, dall’altro la capacità di intercettare un turismo sempre più “mordi e fuggi” ampliando l’offerta. Valorizzare le città d’arte, i viaggi culturali, gli itinerari enogastronomici, offrire pacchetti che coniughino l’una e l’altra cosa diventa insomma indispensabile. Il Veneto ha tanto da offrire, ma è “obbligatorio – conclude Caner – non stare fermi e non accontentarsi, ma continuare a indagare i modi attraverso i quali gran parte degli uomini intende soddisfare i bisogni atavici di viaggiare e di conoscere”.

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Politica

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Terme Colli Marketing, promozione del turismo e del territorio Entusiasmo in villa Bassi Ratgheb ad Abano all’assemblea dell’ente presieduto da Umberto Carraro. Si punta al centinaio di adesioni. Tanti i progetti in cantiere

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erme Colli Marketing, l’ente territoriale per la promozione e lo sviluppo turistico della destinazione, va a gonfie vele. Alla sua prima assemblea destinata alle iscrizioni che si è tenuta in villa Bassi Ratgheb ad Abano Terme, hanno partecipato oltre150 operatori turistici dell’area di Abano e Montegrotto. “Si è trattato di un momento per presentare il nuovo ente - ha spiegato il presidente Umberto Carraro- ma anche un momento di obbiettivi e progettualità future per ridare slancio al sistema economico turistico di destinazione. Complessivamente ad ora hanno aderito una cinquantina di operatori del settore. Il Terme Colli Markerting punta a raccogliere un centinaio di operatori”. “L’ente di marketing non è rivolto solo agli albergatori - spiega Gianni Gottardo del direttivo transitorio - ma ad esempio

Umberto Carraro

anche agli operatori dei Bed and Breakfast. L’intenzione è quella di rappresentare il più possibile la nostra realtà territoriale con una promozione a 360 gradi”. Insieme per la promozione del territorio ci sarano perciò stavolta, albergatori, commercianti, aziende agricole. L’ente si è costituito lo scorso dicembre ma diventerà operativo questo mese, al massimo con l’inizio di maggio a seguito dell’insediamento del primo consiglio direttivo che guiderà l’attività nei prossimi tre anni. Le quote di iscrizione variano così da poco più di

un centinaio di euro per i commercianti e agricoltori, a 4- 5 mila euro per gli alberghi con un grande numerro di presenze. La destinazione Terme e Colli raccoglie 16 Comuni con il Parco naturale dei Colli Euganei. “L’obbiettivo è proporre progettazione - continua il presidente Umberto Carraro- turistica per utilizzare i quasi 4 milioni di euro che arrivano dalla tassa di soggiorno, per un’area che unisce il settore termale a quello dell’enogastronomia dei B&B delle passeggiate naturalistiche. Puntiamo ad una valorizzazione

turistica del territorio, fatta insiene alla Organizzazione della gestione della Destinazione, che non sia fatta solo a spot, ma sia invece organica. Favoriremo lo scambio tra associazioni, operatori e strutture ricettive con sostegno concreto. In particolare con l’integrazione dei servizi e lo sviluppo dei prodotti. Coinvolgeremo in maniera piena la parte pubblica, in questi progetti”. Infine un augurio. “Con questa assemblea - ha concluso Carraro abbiamo potuto toccare con mano la forte volontà di fare squadra e la viva speranza di riuscire a lavora-

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re assieme per creare un territorio vincente di cui esserne orgogliosi cittadini, lavoratori e imprenditori. Il Terme Colli Marketing vuole e deve poter essere questa opportunità. Ci dobbiamo rimboccare le maniche perché ora, il destino turistico è tutto nelle nostre mani”. Fra i progetti in cantiere, ci sono quelli fra gli altri che riguardano la comunicazione con la stampa estera di area tedesca, il portale web, web cam turistiche, gestione dello Iat di Montegrotto, indagini di mercato.

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Il confronto

Via alla discussione consigliare sulle schede ospedaliere del Veneto

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on l’illustrazione complessiva da parte dell’Assessore regionale alla Sanità, affiancata dal Direttore Generale Domenico Mantoan, è iniziato in Quinta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Fabrizio Boron, il confronto con i Gruppi Consigliari e i singoli Consiglieri sulle schede ospedaliere adottate dalla Giunta regionale a fine marzo. Facendo riferimento ai commenti e alle polemiche seguite al varo in Giunta, l’assessore ha esordito precisando che i confronti non possono essere fatti con le schede precedenti, che risalgono al 2013, e sono state riviste nel 2016, alla luce dell’entrata in vigore a livello nazionale del DM 70 (meglio noto come “Balduzzi” ndr.) che ha rideterminato i parametri di riferimento da rispettare nelle strutture ospedaliere, a partire dai posti letto per mille abitanti. “Rispetto alla delibera regionale ricognitiva sui posti letto non attivi del 2016 – ha rivelato l’Assessore - i posti letto complessivi sono diminuiti in tutto di sole nove unità, rispettando il parametro nazionale del 3 per mille per acuti, dello 0,5 per mille riabilitativi e dello 0,2 per mille per la mobilità extraregionale, con un ulteriore più 0,2 per mille per le aree disagiate della montagna e del Polesine. Sempre il DM 70 – ha aggiunto – ha determinato la classificazione degli ospedali, che la normativa nazionale indica “di base” con un bacino d’utenza tra 80 e 150 mila abitanti; “spoke” tra 150 e 300 mila abitanti; “”hub” da 600 mila abitanti in su”.

A come Autismo: non lasciamo sole queste famiglie

Continua alla pag. seguente

Autismo, dalla Regione un sostegno alle famiglie a pag 28

Lenti PiccoleFachiche metastasiper a fegato Miopie, e polmoneIpermetropie, “seccate” Astigmatismi con il calore a microonde a pag 29

Allergie: sintomatologia e trattamenti

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Autismo, dalla Regione un sostegno alle famiglie per affrontare la patologia invisibile

Manuela Lanzarin

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n occasione della giornata mondiale dedicata alla consapevolezza sull’autismo, l’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin ha confermato l’impegno della Regione Veneto ad intensificare l’organizzazione dei servizi per i disturbi dello spettro autistico e a potenziare le esperienze di sostegno alle famiglie. “La Giornata mondiale sull’autismo - ha sottolineato l’assessore – è occasione per affrontare in modo più diretto e consapevole una patologia ancora invisibile, e per certi versi misteriosa, ma in crescita costante. Siamo tutti consapevoli che sul tema c’è ancora molta strada da fare, dalla diagnosi precoce ai percorsi di presa in carico e inserimento lavorativo.

Ma l’attenzione specifica garantita dalla Regione Veneto, che ha istituito due centri regionali di riferimento per infanzia/adolescenza ed età adulta e un tavolo regionale di confronto e progettazione e che sostiene il Coordinamento Autismo Veneto e le iniziative spontanee del terzo settore, indica la prospettiva di lavoro: fare ancor più rete tra i servizi e far sentire le famiglie meno sole nell’affrontare le mille difficoltà di una disabilità invisibile che isola e crea barriere, anche nelle relazioni primarie”. Al mattino a Verona, nell’auditorium della Gran Guardia, l’assessore ha partecipato al convegno “Autismi, un problema di transizione o una prospettiva per l’intero arco della vita?” promosso dall’Azienda ospedaliera

universitaria integrata di Verona e coordinato dal dottor Leonardo Zoccante, responsabile del Centro regionale per l’autismo. Nell’ambito della giornata di studio e formazione, una tavola rotonda è stata dedicata all’organizzazione dei servizi per i disturbi dello spettro autistico - dall’adolescenza all’età adulta - e alle buone prassi sperimentate nella scuola e nel territorio . Nel pomeriggio, invece, l’assessore regionale ha inaugurato a Castione di Loria (Treviso) la casa “La farfalla”, B&B sociale realizzato dalla cooperativa sociale Agorà per offrire esperienze residenziali prolungate e percorsi di turismo sociale a ragazzi con autismo, nonché un’occasione di sollievo alle famiglie.

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Il confronto

Via alla discussione consigliare sulle schede ospedaliere del Veneto

L’

Assessore ha anche specificato che il tasso di occupazione dei posti letto è stato monitorato nei singoli ospedali e che, dall’esito delle verifiche e delle necessità terapeutiche emerse, è scaturita la scelta di aumentare i posti letto di area medica, diminuendo quelli di area materno infantile e chirurgica. “Una scelta dettata dall’evoluzione della realtà sociale e delle tecnologie interventistiche – ha precisato. Da un lato, infatti, negli anni abbiamo assistito a una progressiva diminuzione delle nascite (aspetto che andrà rivisto nel nuovo Patto Nazionale per la Salute in relazione ai tetti minimi di attività dei centri nascita); dall’altro, le elevate tecnologie chirurgiche, delle quali il Veneto è molto ben dotato, hanno ampiamente ridotto la necessità di ricovero per tutta una serie di interventi che possono essere effettuati con le tecniche mininvasive e in day surgery”. Tra le novità, l’Assessore ha indicato il potenziamento delle reti cliniche e dei centri di riferimento regionali, che favoriscono la massima diffusione della qualità elevata, e lo sviluppo della centralizzazione di servizi di supporto alle terapie, come il laboratorio di analisi e l’anatomia patologica. “Le schede contengono altre scelte significative – ha fatto notare l’assessore - come l’inserimento di un reparto di neuropsichiatria infantile con posti letto e primario in ognuno degli ospedali hub; la conferma di tutti i punti nascita, anche dei tre che non hanno ottenuto la deroga nazionale, proprio in considerazione della necessità di rivedere i parametri nazionali alla luce del calo delle nascite; l’eliminazione delle lungodegenze, che determinavano ricoveri lunghi e spesso inappropriati, sostituite dal rafforzamento delle Strutture Intermedie e degli ospedali di Comunità che, rispetto al passato, assumono una natura più sanitaria; il potenziamento della riabilitazione con l’indicazione di un centro a valenza provinciale in ogni Ullss; l’accesso diretto dal Pronto Soccorso al Reparto per psichiatria, pediatria, ostetricia e oculistica; la visione di prospettiva sulla sanità padovana alla luce del nuovo Polo di Padova Est con la garanzia che l’Ospedale Sant’Antonio rimarrà con tutti i suoi servizi a disposizione dei padovani fino a che non sarà completata l’operazione Padova Est-Giustinianeo; il forte sviluppo dell’oncologia con la nascita di un importante polo dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova all’Ospedale di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, e la collocazione di attività ambulatoriali all’ospedale di Portogruaro”. Il direttore Generale della Sanità veneta, da parte sua, ha evidenziato il rilievo dell’obbligatorietà di normative nazionali come il DM 70 sulle dotazioni ospedaliere e il Piano Nazionale “Esiti”, che valuta l’attività di ogni singolo reparto, indicando un volume di lavoro sotto il quale la struttura va chiusa. Importante anche la necessità di riportare all’interno del sistema veneto molti pazienti che scelgono di riabilitarsi altrove (in Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna) pur in presenza, in generale, di un cospicuo saldo attivo a favore del Veneto per quanto riguarda la mobilità extraregionale. Segue dalla prima pag. dell’inserto

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Piccole metastasi a fegato e polmone “seccate” con il calore a microonde I

medici dell’Istituto di Radiologia Interventistica dell’Azienda Ospedaliera di Padova hanno neutralizzato due metastasi tumorali in una paziente di 84 anni senza intervento chirurgico, senza anestesia totale, con un ricovero di sole 48 ore prima di dimettere la paziente senza che si sia presentata nessuna complicanza. Questo è stato possibile grazie ad una tecnica che si chiama ablazione termica a microonde. Il calore ha distrutto le cellule tumorali in modo totalmente mininvasivo, infatti l’operazione è stata eseguita per via percutanea, arrivando direttamente all’organo malato in modo rapido, grazie alla guida dell’imaging strumentale (TAC, ecografia) che ha permesso di mirare e centrare il bersaglio con precisione attraverso la cute con l’inserimento di un semplice ago. La paziente aveva metastasi al fegato di circa 4 cm e metastasi al polmone di circa 1 cm originate da un tumore al colon, curato. Prima, in anestesia locale, sono state trattate le metastasi al fegato, poi le metastasi al polmone. Il trattamento delle due fasi, durato complessivamente circa 1 ora e mezza, si è concluso con

con la chemio o con la radioterapia, cure comunque molto più pesanti e difficili da sopportare per la paziente di 84 anni, già provata dalla malattia e dal primo ciclo di chemioterapia. In 48 ore è stata dimessa dal ricovero presso la Clinica Chirurgica 1^ diretta dal Prof. Salvatore Pucciarelli. Con questo intervento ben si evidenzia l’ultima evoluzione della termoablazione: l’impiego delle microonde. Le microonde sono in grado di “bruciare” masse tumorali solide di diversi tipi, dimensioni e localizzazione: una sottilissima antenna alloggiata all’interno di un ago introduttore viene inserita nel paziente, generalmente sotto guida TAC o ecografica; l’antenna irradia nel tessuto-bersaglio l’energia fornita da uno speciale generatore di microonde, in grado di monitorare costantemente l’avanzamento del trattamento. Il campo a microonde sviluppa calore agendo sulle cariche elettriche presenti al livello atomico nei tessuti e l’innalzamento locale della temperatura porta alla distruzione della massa tumorale per coagulazione. Questa metodica è ben tollerabile con bassi rischi e minima traumaticità per il paziente.

Diverse sono inoltre le vie di applicazione della termoablazione a microonde (percutanea, laparoscopica e a cielo aperto). L’appropriatezza terapeutica sta nel capire il paziente più idoneo e il momento più giusto per la procedura. Dimostrano inoltre vantaggi in termini di invasività, degenza e costi per il sistema sanitario a dimostrazione che le strade da percorrere nella lotta contro il tumore si integrano. I benefici di questa procedura diretta al paziente emergono per la poca invasività dell’intervento, meno doloroso, rapido, ripetibile in caso di recidive, che riduce i giorni di degenza e il periodo di malattia con diminuzione di costi diretti e indiretti anche a vantaggio del Sistema Sanitario Nazionale. Gli interventi realizzati a Padova in un’unica seduta su duplice organo, si propongono di essere sostitutivi o complementari alla chirurgia tradizionale e ai trattamenti medici in base alle lesioni tumorali. Si presentano quale valida alternativa proprio grazie alla tecnica mininvasiva adottata e mostrano un chiaro vantaggio per l’offerta terapeutica.

uscito a feb ed apr 2018 un controllo TAC con mezzo di contrasto che ha constatato la devitalizzazione delle metastasi in entrambi gli organi.

In questo modo si sono potuti necrotizzare i noduli metastatici che normalmente sarebbero stati invece affrontati

Le microonde sono in grado di “bruciare” piccole masse tumorali solide di diversi

tipi, dimensioni e localizzazione, evitando al paziente chemio e radio terapia

Un piano per salvare dal Lenti Fachichecaldo peri Miopie, cittadini più deboli Carenza di medici: i pensionati tornano a lavoro

Ipermetropie,L Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto a Giunta regionale approvato una leggero quale una miopiaha di sole 3 diottrie, delibera che assegna aiLa direttori geè fortemente invalidante. distanza Ullss la condi nerali messa delle a fuoco è possibilità infatti in di questo incarichi di 33 lavoro ai casoferire limitata a circa cm. autonomo In relazione medici in fronteggiare la all’entità delpensione difetto, perpossono essere carenzatecniche di organici che, nel solo Veneutilizzate chirurgiche differenti to, è calcolata in 1.300 camici bianchi. ed in particolare per difetti leggeri-medi, parole ne sono statelaser, dettementre tante. si può“Di usare un trattamento E’ ilnon momento di agire – ha detto Zaia questo è indicato se il difetto è elevato – e noi ilcominciamo farlo con questa in quanto tessuto daa asportare con il cui apriamo in concreto laserdelibera sarebbecon eccessivo ed il processo di alla possibilità di riportare in ospedale guarigione potenzialmente più turbolento. professionisti capaci che, Per eliminare sicuramente quindi una miopia, per magari, avevano lasciato con esempio, di 15 diottrie, non dispiacepotendo re il loro Con questo atto, che effettuare un lavoro. trattamento laser, possiamo qualcuno potrebbe estremo agire inserendo una ritenere lente all’interno – ha aggiunto il Governatore redell’occhio. Queste lenti sono– in state altà rispondiamo alla epriorità numero utilizzate in diverse foggie materiali, ma il uno, ed cheormai è quella di curare meglio i migliore collaudato è unalcollamero malati, da basandoci un presupposto brevettato una ditta su americana. anche giuridicamente solido:con rispettare La mia esperienza personale questi la Costituzione erogando tutti i Livelli impianti data da oltre 20 anni e le migliorie Essenziali di Assistenza evitare hanno il conintrodotte in questo lungo eperiodo dell’interruzione di pubblico vistofigurarsi modificare la forma di queste piccole lentiservizio”. che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

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“Sia chiaro – ha tenuto a sottolineare Zaia – che prima di tutto diciamo largo ai giovani ma se, come in questo caso, non ce ne sono abbastanza, le cure vanno garantite lo stesso, con ogni mezzo, perché questa è una crisi epocale, causata da una programmazione nazionale sbagliata in più parti”. La delicatezza della situazione è dimostrata dai dati elaborati a tutto il 15 marzo da Azienda Zero: a fronte di 246 posti messi a concorso da ottobre, lente dietro la pupilla). migliorie i(piccola candidati in graduatoria sono Le risultati di forma118, hanno al giorno d’oggi soltanto conpermesso una differenza in nedi correggere anche ipermetropie ed gativo di 128. astigmatismi di grado A questi, vanno aggiuntielevato altri 86 con posti una il cui concorso è in fase di espletamento, ulteriori 19 i cui concorsi sono in fase di pubblicazione in Gazzetta, altri 301 con i concorsi in fase d’indizione. “Ciò significa – fa notare Zaia – che, se vi fosse una sufficiente adesione ai concorsi, in questo momento, la Regione Veneto sarebbe pronta a contrattualizzare in breve tempo 652 medici”.

a Giunta regionale del Veneto ha approvato il Protocollo Operativo che la Regione intende attivare per il 2019, da giugno a settembre, per fronteggiare il disagio fisico determinato dalle temperature elevate, specialmente nelle persone anziane e nei malati cronici. Il “Piano Caldo”, mette in rete diverse strutture regionali: dagli assessorati alla Sanità e al Sociale e all’Ambiente all’Arpav, dalla Sala di Coordinamento Regionale in Emergenza-Corem al Sistema regionale della Prevenzione, dai Distretti sanitari ai Medici di Medicina Generale, dalle azioni dei Servizi Sociali territoriali ai Comuni. Per facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e sulle opportunità offerte dal territorio, sarà attivato anche il numero verde 800-462340, in collaborazione con il servizio qualità ottica difficilmente raggiungibile di telesoccorso-telecontrollo. con“E’altre chirurgie. sintesi, dipossiamo un servizio che In affiniamo anno in immaginare che, l’Assessore come unaallalente anno – fa presente Sanitàa contatto esterna rimane appoggiata sulla e Sociale - e che comprende sia iniziative di tipo prettamente sanitario, come una diversa lettura dei dispatch che arrivano ai Pronto Soccorso, sia di tipo socio assistenziale con interventi dei Servizi di Assistenza Domiciliare e di Assistenza Domiciliare Integrata, con la frequenza nei Centri Diurni e l’accoglienza, se necessario, nelle strutture residenziali”. Operativamente sarà l’Arpav a emettere un bollettino quotidiano sullo stato climatico. Qualora il bollettino indichi

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala Operativa del Corem, sentito il medico reperibile, invierà in tempo reale Dott. Massimo Camellin l’avviso di allarme climatico alle strutture Oftalmologo pronte a rispondere ai bisogni socio sanitari Dunant, 10 - Rovigo delleVia persone. tel. 0425 411357 La popolazione considerata a rischio mail: segreteria@sekal.it comprende gli anziani, i bambini da zero a web: www.lasek.it 4 anni, i diabetici, gli ipertesi, chi soffre di malattie venose, le persone non autosuffi-

superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna! cienti, chi ha patologie renali e chi è sottoposto a trattamenti farmacologici. Nell’estate 2018, le giornate con condizioni climatiche pericolose per la salute (indice humidex superiore a 40) sono state 14; quelle con disagio ambientale elevato (humidex tra 35 e 40) sono state 36; quelle con disagio moderato (humidex fra 30 e 35) sono state 33; quelle con disagio assente (humidex fino a 30) sono state 9.


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Salute

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Bianalisi Veneto – Centro Medico Rovigo accoglie la geriatria all’interno della sua équipe medica In genere ad aver bisogno dell’aiuto del geriatra sono pazienti di età superiore a 75 anni che convivono con più problemi di salute, inclusi disturbi cognitivi

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er rispondere in modo sempre più adeguato alle necessità dei propri pazienti, Bianalisi Veneto – Centro Medico Rovigo ha di recente inserito la Geriatria tra le sue specialità mediche ambulatoriali. La Geriatria è una branca della medicina che si occupa dei bisogni e dei problemi di salute tipici della terza età. Il geriatra, infatti, è un medico in grado di valutare e gestire i bisogni e le necessità in tema di salute che possono sorgere durante questa fascia d’età. Il compito spesso è però reso difficile dal fatto che, dopo i 65 anni, non è raro riscontrare contemporaneamente più problemi di salute che richiederebbero l’intervento di diversi specialisti. Rivolgersi al geriatra evita inoltre che l’assunzione contemporanea di più farmaci finisca per scatenare effetti collaterali o produrre interazioni pericolose. Allo scopo di conoscere più approfonditamente questa particolare specialità, ne parliamo con il Dott. Stefano Romagnoli, medico chirurgo specialista in Geriatria e Nutrizione Clinica. Dottor Romagnoli cosa è oggi la geriatria? “La geriatria innanzi tutto è una scienza

“giovane” che ha trovato nel mondo scientifico una sua giusta collocazione. Studia non solo la medicina olistica (ovvero l’uomo nel suo insieme) applicata all’anziano, ma con essa studia anche la gerontologia che analizza gli aspetti sociali, psicologici e biologici dell’invecchiamento. Quindi il geriatra non solo deve curare, ma anche prendersi cura, nelle sue più sfaccettate problematiche biologiche e sociali, di una popolazione anziana che diventa sempre più anziana e sempre più numerosa”. Oggi si sente spesso parlare di “fragilità dell’anziano”, che cosa si intende nello specifico? “La fragilità nell’anziano è una condizione di particolare vulnerabilità del paziente, risultato della riduzione età-correlata delle proprie riserve omeostatiche e della capacità dell’organismo di contrastare gli eventi stressanti, mettendo il soggetto stesso a rischio permanente di deterioramento improvviso dello stato di salute e di compromissione dell’autonomia funzionale. La fragilità può portare a perdita di massa muscolare chiamata sarcopenia”. Quando viene consigliata una visita

geriatrica? “In genere ad aver bisogno dell’aiuto del geriatra sono pazienti di età superiore a 75 anni che convivono con più problemi di salute, inclusi disturbi cognitivi. Consultare questo specialista è consigliabile quando lo stato di salute di una persona anziana è causa di invalidità e fragilità, oppure quando si incontrano difficoltà a seguire le terapie prescritte o a seguire le indicazioni dei diversi specialisti per gestire tutti i problemi di salute con cui si convive”. Come viene trattata la terapia farmacologica in ambito geriatrico? “I farmaci, l’intervento medico più comune, sono una parte importante dell’assistenza medica agli anziani. Tendono ad assumere più farmaci dei giovani, perché sono più inclini allo sviluppo di più disturbi medici cronici, come ipertensione arteriosa, diabete e artrite. Le persone anziane che sono le più fragili, sono quelle che assumono la quantità maggiore di farmaci. Alcuni farmaci assunti da un anziano possono causare effetti collaterali e reazioni avverse non evidenziabili in un soggetto giovane o adulto a pari dosaggio. Tutto

questo è legato a modificazioni del metabolismo nell’anziano e alla farmacocinetica che comprende tutte le modificazioni che il farmaco subisce dall’organismo, ovvero quei processi che condizionano il raggiungimento ed il mantenimento di un’adeguata concentrazione dei farmaci nei vari compartimenti. Oggi si sa che nell’anziano il metabo-

lismo e l’eliminazione di molti farmaci si riducono, comportando la necessità di un adeguamento del loro dosaggio. La tossicità da farmaci può svilupparsi lentamente poiché i farmaci assunti cronicamente possono aumentare l’emivita (ovvero mantenimento del loro effetto) di 5-6 volte, fino al raggiungimento di livelli stazionari”.

Dott. Stefano Romagnoli Specialista in Geriatria e Nutrizione Clinica Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it

Allergie: sintomatologia e trattamenti Le reazioni allergiche si manifestano soprattutto a livello degli occhi, del naso, dei bronchi e della pelle che diventano particolarmente reattivi

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empre più frequentemente si sente parlare di allergia, ovvero quel fenomeno di sensibilizzazione ad una determinata sostanza che scatena una risposta immunitaria da parte del nostro organismo. Le allergie possono essere rivolte a sostanze di diversa natura ma che hanno in comune la stessa capacità di indurre una risposta anticorpale esagerata da parte del nostro sistema di difesa verso antigeni che in soggetti sani risultano essere innocui. Le reazioni allergiche si manifestano soprattutto a livello degli occhi, del naso, dei bronchi e della pelle che diventano particolarmente reattivi, manifestando sintomi come congiuntivite, rinite, nelle forme più gravi patologie asmatiche e infiammazioni della pelle come dermatiti, eczemi e orticaria. I soggetti allergici sono persone sensibilizzate verso sostanze definite antigeni che attraverso una reazione mediata dalle IgE provocano il rilascio di istamina da parte di cellule dette mastociti. L’istamina è la sostanza responsabile del tipico arrossamento che si verifica per via dell’aumento della vascolarizzazione , ma anche di edemi e iperproduzione di secrezioni e broncocostrizione. E’ stato osservato inoltre che potrebbe

esistere una correlazione tra intestino sano e allergia e questo perchè il microbiota che popola il nostro intestino interagisce con la barriera intestinale in modo da mantenere la sua funzionalità. Il microbiota ha la capacità di stimolare il sistema immunitario localizzato a livello intestinale in modo tale renderlo pronto a reagire contro aggressioni di patogeni esterni che possono colpire anche apparati differenti come quello respiratorio o cutaneo. La salute del macrobiota e l’integrità della barriera intestinale sono strettamente correlati e quando vengono meno non avviene più quel filtro in grado combattere sostanze o patogeni nocivi. Dunque il sistema immunitario intestinale non riesce più a distinguere i batteri residenti positivi da quelli negativi e regisce in modo incontrollato di fronte a sostanze ed alimenti fino ad allora ben tollerati. Si manifestano quindi sintomi come diarrea, gonfiore, infezioni respiratorie ma anche allergie cutanee. I sintomi allergici di solito trovano sollievo con l’utilizzo dei farmaci antistaminici ovvero farmaci che interagiscono con un determinato recettore chiamato H1, andando a ridurre le secrezione salivari e lacrimali, gli edemi e le manifestazioni pruriginose. Il numero delle persone

allergiche sta gradualmente aumentando negli ultimi anni, la sensibilizzazione verso antigeni potenzialmente allergenici è sempre più frequente. Evitare il più possibile il contatto con la sostanza allergizzante è sicuramente il primo passo da seguire. Importante è eseguire i test allergici per indiduare le sostanze che provocano la reazione in modo da poterle evitare.

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Bretagna, onde corsare di Renato Malaman

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lla finestra dell’Hotel Ambassadeurs le onde bussano rabbiose, scuotono gli scuri, annunciate da un ruggito che poi le accompagnerà per tutta la notte, fino a trasformarsi in un’eco senza fine. Nel frangersi danno vita a gigantesche volute di schiuma. Onde alte, che si divorano la spiaggia in un baleno e, quando c’è l’alta marea, 12 metri più in alto, arrivano a minacciare anche le finestre del piccolo albergo, bomboniera affacciata sul quel mare irruento. Pensi a quel verso ‘urla e biancheggia il mar’ di carducciana

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memoria e ne hai davanti la rappresentazione. Siamo a Saint Malo, la città dei corsari e delle loro scorrerie: nel Seicento depredavano le navi con bandiera nemica su ordine del re. C’era la guerra dei Trent’anni e non si andava tanto per il sottile. I corsari sapevano come affrontare il mare, con ardimento e perizia. Uno spirito che è entrato nel dna della gente di qui. Marinai dentro, bretoni veri. Loro al mare non si arrendono anche se le facciate delle proprie case devono rattopparle un anno sì e uno no. continua alla pag. seguente


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Bretagna, onde corsare

Saint Malo battuta dai venti e dalla storia conserva la sua anima intrepida Quella di Jacques Cartier, navigatore che raggiunse per primo il Canada A Dinard suggestioni architettoniche Liberty di Renato Malaman segue d alla pag. prec ed ente

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aint Malo è città che ti conquista e ti mette anche un po’ in soggezione per questa sua fierezza. Che è stata una città forte, inespugnabile e inespugnata, lo si vede dall’integrità e dalla possanza dei suoi bastioni e del suo castello. Intatti. Inespugnati lo sono - ma questa è tutta un’altra storia, certamente non bella da ricordare - anche tutti i bunker in cemento armato costruiti dai tedeschi durante l’occupazione della Francia nella seconda guerra mondiale. Inespugnati perché lo sbarco delle truppe alleate - il 6 giugno di quel 1944, anno della riconquistata libertà per i francesi - è avvenuto più a nord, verso Dunquerque, laddove lo sbarco non era aspettato. È sinistra la presenza di quei bunker fra gli scogli di Cap La Varde, ma la fantasia della graffiti art li ha trasformati in soggetti buffi di un paesaggio surreale. Saint Malo conserva molte delle sue case dalle facciate di graticcio. Una ospita la storica bottega delle spezie, un’altra la fabbrica artigianale del burro, altre sono diventate ambite dimore per i turisti. La sontuosa e austera cattedrale, bombardata durante la guerra, è stata ricostruita pietra su pietra. Una questione d’orgoglio per la gente di qui. Saint Malo ha l’anima proiettata nel mare. Nacque qui Jacques Cartier, spirito intrepido, il cui gioiello fu la scoperta del Canada nel XVI secolo: la sua casa natale, immersa nella brughiera battuta dai venti, oggi è un piccolo museo. Oltre il porto di Saint Malo, che ospita anche un grande deposito per i legnami che ogni settimana arrivano dalla Russia, si snoda la strada costiera che porta a Dinard, la più inglese delle città bretoni, scelta come dimora alla fine dell’Ottocento, da aristocratiche famiglie britanniche. Quell’epoca - nel quartiere di Saint Briac - ci ha lasciato deliziosi palazzetti in stile neoclassico, neogotico e Liberty. Affacciati su spettacolari rupi. Il castello di Nessay è stato trasformato in un albergo di charme. Sorge su un istmo ed è circondato da una baia che, con la bassa marea, si prosciuga completamente lasciando a secco una moltitudine di barche, piccole e grandi, da pesca a da diporto, che in pochi minuti si trasformano come per effetto di un prodigio (e qui le maree lo sono), in relitti incagliati nel fango. Come in un’opera iper realista. Poco lontano c’è Cap Frehel, il cui faro - a dire il vero di un pesante stile Art Nouveau - è velleitario avamposto di un ambiente naturale selvaggio e aspro. Perennemente battuto dai venti. Scogliere di bellezza austera da cui si gode una vista spettacolare su tutto l’intorno.

Cancale è la capitale delle ostriche: le bancarelle del molo un’attrazione irresistibile A Dol de Bretagne c’è il menhir dei record Rennes, l’universitaria che corre veloce

N ELLA FOTO CO P ER TIN A U N ’O N D A IMP ETU O S A A S A IN T MA LO . P IÙ S OTTO : A LTR E IMMA GIN I D ELLA CITTÀ E D ELL’H OTEL A MB A S S A D EU R . IN QU ES TA P A GIN A : U N ‘A R TIS TICO ’ B U N K ER TED ES CO , LA CA S A D I J A CQU ES CA R TIER , VA R I TIP I D I B U R R O E IL FA R O D I CA P FR EH EL. P IÙ S OTTO : IL CA S TELLO D I N ES S A Y E LA B A IA CO N LA B A S S A MA R EA ; IL MEN H IR D I CH A MP D O LEN T, O S TR ICH E E S CO R CIO P A N O R A MICO D I CA N CA LE; IN FIN E D U E IMMA GIN I D EL CEN TR O D I R EN N ES

A Dol de Bretagne, borgo medievale con una storia di blasone, soggiornarono alcuni membri della famiglia ‘reale’ degli Stewart, compresa la famosa Maria Stuarda, sfortunata e tragica regina cattolica scozzese sul trono inglese, finita sul patibolo nel 1657. Pittoresche le case a graticcio del centro, animate da caratteristiche botteghe. Poco fuori dall’abitato si innalza con i suoi 9 metri e mezzo di pietra il Menhir di Champ Dolent. Il verde dell’erba e l’azzurro del cielo (quando non è coperto da plumbee nuvole) ne esaltano la maestosità. La sua storia è avvolta nel mistero dei primi abitatori di questo territorio, agli albori della civiltà. Cancale è la tappa più gustosa della Bretagna , è il regno delle ostriche. Quelle più pregiate del mondo. Un’estensione senza fine del suo mare è la ‘culla’ del prezioso mollusco, oggi di resistente genetica giapponese. Il seme di ostrica qui viene introdotto in mare, cresce alimentandosi del ricco plancton dell’oceano, si purifica con le maree e poi diventa la squisitezza che sappiamo. Celebrata in ogni dove. A Cancale sono l’autentica attrazione della città. E’ bello vederli raccogliere i sacchi di ostriche e poi godere del loro frutto lì sul posto. Costano poco: la dozzina oscilla fra i 5 e gli 8 euro. Vengono aperte al momento dagli ostricari nelle pittoresche bancarelle del molo. Tutto a Cancale, città di mare che sembra uscita da un film, gira intorno alle ostriche. I ristorantini, i bar, le pescherie... l’aria stessa è pregna del suo inconfondibile sapore di mare. Da Cancale alla capitale Rennes c’è solo un’ora ma si cambia completamente scenario. Rennes è la capitale della Bretagna , città dotta, animata da una vita studentesco dallo spirito cosmopolita. Rennes storicamente è fiera rivale di Nantes e dal punto di vista economico corre veloce. Il palazzo del Parlamento regionale di stile neoclassico è il cuore della città accanto alla cattedrale, ai quartieri medievali con le case tipo Hansel e Gretel, ai tanti localini della movida serale e notturna. Rennes dove fervono i cantieri per portare in luce i più recenti ritrovamenti archeologici. Un bel fuori programma è Vitrè, famosa per il suo castello da cappa e spada e per i suoi vicoli medievali. Una piccola perla che dà luce alla Bretagna minore, patrimonio di tesoro da scoprire. Possibilmente al riparo dalle onde corsare... Info: www.tourismebretagne.com La Bretagna è comodamente raggiungibile dall’aeroporto di Venezia, con economici voli Air France a Rennes, via Parigi.


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Food & Drink RENATO RIZZARDI È IL RE DEL BACCALÀ

È Renato Rizzardi de La Locanda di Piero di Montecchio Precalcino (VI) con il suo piatto “100%Stoccafisso: Tortelli allo stoccafisso, brodetto e trippa di baccalà, alga wakame e cappuccio viola” a conquistare la nona edizione del Festival triveneto del Baccalà. Con questa kermesse è andato in scena un vero e proprio tributo allo stoccafisso, ovvero al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà. Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che da quasi dieci anni coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono infatti partecipare proponendo le ricette più creative a base di stoccafisso. L’azienda Tagliapietra di Mestre (VE), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici ed in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta assoluta il Trofeo Tagliapietra: un premio che è stato consegnato ieri nelle mani dello chef Rizzardi e che rimarrà suo per un anno intero. Rizzardi avrà inoltre la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso. Da inizio ottobre a fine febbraio gli chef iscritti al festival hanno proposto ai clienti e a una delegazione della giuria tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti hanno votato il piatto preferito della serata, mentre la delegazione ha preso atto della scelta. Tutte le ricette più votate sono state valutate poi da una giuria tecnica, composta da soli chef, che ne ha selezionati dieci e nella serata finale i piatti sono stati nuovamente presentati e valutati, sulla base di ben cinque parametri, da una giuria tecnica composta da 7 membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne ha decretato il vincitore assoluto. “Il bello di questo Festival - ha concluso Franco Favaretto, chef e patron del ristorante Baccalàdivino

VINITALY, IL PREMIO MACULAN 2019 A SIMONE GOTTARDELLO

di Mestre - è che viene richiesto ogni anno agli chef che partecipano di elaborare un ingrediente, lo stoccafisso, in modo creativo dimenticandosi, per un attimo, della tradizione. Al tempo stesso però non vogliamo che l’innovazione venga confusa con l’esasperazione delle tecniche di cottura e trattamento delle materie prime. In poche parole: la sfida non è facile”.

Simone Gottardello, chef del ristorante Evo di Bardolino, ha vinto la seconda edizione del Premio Maculan per il migliore piatto salato abbinato ad un vino dolce. Nella prima giornata di Vinitaly, domenica 7 aprile, il piatto vincitore è stato servito in pompa magna. La ricetta, una Composizione di gambero rosso, maialino e agrumi abbinato al passito I Capitelli 2015 della Cantina Anselmi ha messo d’accordo sia la giuria tecnica, formata da 13 esperti e presieduta da Nicola Portinari, chef del bistellato La Peca di Lonigo, che la giuria popolare formata da 20 appassionati di enogastronomia.

Auguri di

BUONA PASQUA Piazza Repubblica, 25 Cavarzere (Ve) seguici su BAR Venezia

Il contest è stato indetto per il secondo anno dalla cantina Maculan di Breganze con l’intento di valorizzare l’utilizzo dei vini dolci negli abbinamenti enogastronomici. Ha raccolto 52 ricette inedite tra cui un comitato tecnico ha selezionato quattro proposte che sono state realizzate dagli autori davanti alle giurie. Ha avuto la meglio Gottardello, padovano di nascita e approdato nel 2014 all’Aqualux hotel Suite & Spa di Bardolino di cui nel 2016 è diventato Chef del ristorante Evo. Il suo è un piatto certamente elaborato e complesso che ha convinto per originalità e abilità di esecuzione. Al vincitore è stato consegnato il Premio Maculan, un’opera creata dall’artista friulano Giulio Menossi, celebre per i suoi mosaici realizzati a partire delle doghe esauste delle botti di vino. La stessa ricetta sarà proposta nella prima giornata di Vinitaly, domenica 7 aprile, agli ospiti della Cantina Maculan tra le ore 13 e le 14 al padiglione 7, stand B3.

OPPION CAFFÈ, DA TREVISO A VIENNA La storica torrefazione trevigiana, Goppion Caffè, apre la sua prima filiale all’estero: nasce a Vienna la Goppion Kaffee GmbH. L’inaugurazione ufficiale della società avverrà a maggio, anche se la sede sulla Liechtensteinstraße, a pochi passi dal centro della città, è già operativa da alcune settimane. “Da tempo desideravamo mettere radici oltre i confini nazionali – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffé – per avere la possibilità di conoscere e farci conoscere nel mondo. D’altra parte, la storia della nostra azienda ha inizio a Treviso, continua in Etiopia e in Venezuela per poi tornare alle origini. Così abbiamo deciso di fare il primo passo proprio a Vienna, una città multiculturale e dalla storia antica. Senza dubbio la capitale austriaca rappresenta il nostro porto per l’estero. Oggi cominciamo da qui, con lo sguardo sempre aperto sul mondo e rivolto al prossimo passo”.


Appuntamenti

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Inge Morath, La vita. La fotografia

Montecchio Maggiore, Vicenza Alla corte di Giulietta e Romeo

Casa dei Carraresi di Treviso, fino al 9 giugno

Castelli Scaligeri - dal 30 aprile al 1° maggio

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asa dei Carraresi di Treviso accoglie, dopo il successo della mostra su Elliott Erwitt ed i suoi cani, la prima grande retrospettiva italiana di Inge Morath, la prima donna ad essere inserita nel cenacolo, all’epoca tutto maschile, della celebra agenzia fotografica Magnum Photos. Impropriamente nota alle cronache più per aver sostituito la mitica Marilyn Monroe nel cuore dello scrittore Arthur Miller, divenendone moglie e compagna di vita, è stata in realtà soprattutto una straordinaria fotografa ed una fine intellettuale. Il suo rapporto con la fotografia è stato un crescendo graduale: dopo aver lavorato come traduttrice e scrittrice in Austria, inizia a scattare nel 1952, e dall’anno successivo, grazie ad Ernst Haas inizia a lavorare per Magnum Photos a Parigi. Limitarsi a considerarla una fotografa di questa celebre agenzia è riduttivo. Le celebri fotografie realizza-

te durante i suoi viaggi, o gli intesi ritratti in grado di catturare le intimità più profonde dei suoi soggetti, si accompagnano ad un’intensa attività intellettuale che si alimentava di amicizie con celebri scrittori, artisti, grafici e musicisti. Come dichiara Marco Minuz: “È un progetto espositivo che vuole descrivere, nel dettaglio e per la prima volta in Italia, la straordinaria vita di questa fotografa; una donna dalle scelte coraggiose, emancipata, che ha saputo nella fotografia inserirci la sua sensibilità verso l’essere umano”.La mostra rimarrà aperta fino al 9 giugno.

Treviso, 11 maggio I giardini del tè di Dazhangshan Auditorium comunale Treviso - 22 dicembre

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i “giardini del tè di Dazhangshan”, situati nella contea di Wuyuan, provincia del Jiangxi, Cina meridionale, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica la trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scar-

al 30 Aprile al 01 Maggio in via Castelli 4 Martiri, presso i Castelli Scaligeri si vivrà la ricostruzione di un borgo quattrocentesco in un’area naturale quasi priva di elementi moderni; il luogo ideale per rinnovare l’appuntamento con la storia tornando ai fasti di un tempo in cui dame, cavalieri, musici, giocolieri, mercanti ed artigiani animavano i nostri luoghi. Riscoprendo così un glorioso passato che troppe volte è rimasto avvolto nell’oscurità e nel pregiudizio, ma che ha lasciato le sue tracce ben visibili nel territorio. Il 30 Aprile, al Castello della Villa, l’ Antica notte di corte. Un convivio al chiaro di luna varcando le porte del tempo in un’atmosfera magica. Gli ospiti di Giulietta e Romeo, allietati da musici, giocolieri, ancelle e scalchi assaporeranno pietanze dal gusto antico. Un momento conviviale in cui i gesti e i sapori sono parte dello spettacolo.

Ore 21 – Spettacolo teatrale “Io, Luigi Da Porto SHADOWS REFLECTING – Ombre e origini di Giulietta e Romeo” Il Primo maggio, invece, la giornata sarà incentrata sulla faida intestina fra Montecchi e Capuleti, si avvicenderanno i giochi cortesi tra le due casate per la conquista dell’ambito Palio, spettacoli di falconeria, combattimenti in arme e prove di tiro con arco e balestra gotico manesca. Prenotazioni: info@faida.it

pa per il Giardino. Il Premio, che ogni anno si configura come una campagna di studi e ricerche volta ad accendere lo sguardo su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, riconosce nelle coltivazioni del tè di Dazhangshan un insieme di contenuti e insegnamenti utili a una riflessione collettiva e propositiva sul paesaggio rurale storico e contemporaneo, oltre a una speciale ricchezza di sollecitazioni per una cultura attenta alle emergenze di carattere ambientale e sociale del nostro pianeta. Cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa 2019, sabato 11 maggio 2019, ore 17:00, Teatro Comunale di Treviso.

Peschiera del Garda, Verona “Bentornato `900: l`arte del XX secolo”

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’esposizione, curata da Matteo Vanzan, sarà un viaggio nella storia dell`arte del Novecento attraverso le opere di Bueno, Crippa, De Chirico, Dorazio, Guidi, Guttuso, Licata, Pizzinato, Rosai, Sassu, Schifano e molti altri artisti. Una sintesi di oltre 40 opere che indaga le principali correnti artistiche del Novecento per capire come il pensiero dell’uomo si sia sempre fatto portavoce di una necessità intrinseca dell’artista: quella di comunicare lo stato d’essere di un inconscio in perenne movimento. La mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al primo giugno nei locali espositivi siti nel lato sinistro della Palazzina Storica di Peschiera del Garda.

Festa Minimal

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DOMENICA 28 APRILE ore 19.30 Grafica by Marco MainArt

Fino al 1° maggio

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Crucilibro

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Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma Lo diceva chiaramente Novalis: “Non si può in nessun modo spiegare l’amore. Si può solo conservarne il mistero”. Francesco Longo

Paolo Cereda

Eleonora Marangoni

Massimo Recalcati

Michele, l’unico a essere nato a Santa Virginia

Matilde Mezzalama, una maestra in pensione

Thomas Edwards, architetto

L’amore

Alter Ego

Micol, la ragazza di cui è innamorato

L’ingegner Dutto

Sophie Selwood, il grande amore

L’uomo e la donna

Location

Baia di Santa Virginia

Torino

Londra e l’Italia

La relazione amorosa

Guido, l’eccentrico leader della comitiva

La moglie di lui e la figlia di lei

Ottie Davis, la sua compagna

Desiderio e noia

Intrigo

Micol si sta per sposare. Lei è la ragazza riccia, elegante e inafferrabile che Michele ha conosciuto tanti anni prima durante un bagno di fine stagione ed è anche la ragazza che Michele ha atteso e sognato, giorno e notte per anni.

Matilde, ormai in pensione, ricomincia a lavorare per necessità. Accetta un ruolo come badante di un anziano ingegnere, un lavoro che non sa fare, ma è italiana, è pulita, è una madre e una nonna, e questo basta a farla assumere

Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano

“La fedeltà non è una prigione, né una gabbia,” spiega, “se si trasforma in un sacrificio bisogna liberarsi. La fedeltà diventa una postura dell’amore perché trasforma lo stesso in nuovo, non c’è bisogno di andare altrove per trovarlo.

Finale

Lei e Michele sono sempre stati sul punto di dirsi qualcosa che non si sono mai detti. Lui trascorre gli inverni tra lunghe febbri, incatenato allo splendore del luogo da cui non vuole allontanarsi. Diventa l’unico punto fermo del gruppo di ragazzi benestanti e abbronzati che vanno e vengono tra Roma e le loro ville al mare

Matilde si prende cura dell’anziano e si fa carico dei suoi ricordi, delle ombre nella vita all’apparenza perfetta della moglie Laura. Lo fa con comprensione, perché anche lei è condizionata da qualcosa che non può rivelare.

Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso l’Italia, un albergo malandato e un fine settimana imprevisto sparigliano le carte, e lui guarderà le cose da un altro punto di vista

Recalcati riflette sulla durata della relazione, c’è anche la noia ma “come quando guardiamo un’alba sorgere: l’abbiamo vista mille volte ma non ci stancheremmo mai di ammirarla, ogni volta ci appare diversa, nuova.”

Cosa dire del libro

Un libro di rimpianti e attese, che racconta la nostalgia e una storia d’amore fatta solo di silenzi con la maestria di chi sa raccontare

Un romanzo intenso che sa raccontare come si vive preservando spazi, mantenendo segreti che sono come fughe, da non mostrare agli altri

Vincitore del premio Neri Pozza, con una prosa colta e raffinata, racconta un amore sospeso nel tempo, un’illusione-ossessione, di cui ci si può liberare

In una ricerca intima e profonda, Massimo Recalcati indaga il miracolo dell’amore, il sentimento più misterioso di tutti. E rivela ciò che non va di moda

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Francesco Longo Molto mossi gli altri mari Bollati Boringhieri, pp. 176 € 16.00

Paola Cereda Quella metà di noi Perrone, pp. 222 € 15.00

Eleonora Marangoni Lux Neri Pozza, pp. 251 € 17.00

Massimo Recalcati Mantieni il bacio Feltrinelli, pp. 125 € 14.00 A cura di Germana Urbani

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Antipasto colorato

Riso agli asparagi

Barchette di zucchine

Ingredienti: 12 asparagi bianchi e verdi - 1 uovo sodo - 4 ravanelli - sale e olio q.b.

Ingredienti: 200 g di riso - acqua - sale - 7/8 asparagi - 1 cipolla - 1 spicchio d’aglio olio - prezzemolo.

Ingredienti: 6 zucchine - 1 cipolla 2 spicchi d’aglio – 7/8 asparagi - 1 pizzico di peperoncino - 1 C di parmigiano - 2 C di pane grattugiato - olio e sale q. b.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli asparagi al vapore, tagliare i ravanelli a fettine sottili e condirli con sale, olio e limone in una ciotola a parte. Una volta cotti condire gli asparagi. Cuocere anche l’uovo sodo e tagliarlo a spicchi. Servire ponendo nel piatto 2 asparagi verdi e uno bianco con gli spicchi d’uovo e i ravanelli a fantasia.

Preparazione: cuocere il riso e, a parte, fare stufare la cipolla, l’aglio e gli asparagi tagliati a rondelle. Quando sia il riso, sia gli asparagi sono pronti, unire il tutto, mescolare bene e lasciare insaporire almeno 10 minuti con l’aggiunta di un filo d’olio o tamari* e il prezzemolo tritato. * Tamari: salsa di soya fermentata

Preparazione: lavare le zucchine e dividerle a metà, con un cucchiaino togliere la parte interna. Tritare questa polpa con gli asparagi precedentemente cotti con la cipolla e l’aglio e far rosolare il tutto in una padella con un po’ d’olio; aggiustare di sale e peperoncino e riempire le zucchine con questo composto. Adagiarle in una teglia da forno oliata, cospargere con parmigiano e pane grattugiati. Coprire la teglia e metterla in forno a temperatura media per 15-20 minuti. Passato questo tempo scoprire e terminare la cottura.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Ariete Approfittate delle vacanze di Pasqua per fare una breve vacanza: farà bene all’umore e all’amore, ne avete bisogno

Toro La vostra sensibilità, empatia e delicatezza, vi offrirà una marcia in più nei rapporti di ogni tipo

Aprile La primavera entra nel vivo e contagia tutti. Approfittatene per fare almeno un breve viaggio verso un luogo di relax che possa distendere ogni tensione

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Bilancia Si presenteranno situazioni che sul momento non saprete gestire. Ma troverete una soluzione se rimarrete calmi

Scorpione Un mese ricco di vivacità, progetti per il futuro, accordo familiare e vita sociale frizzantissima piena di novità

Gemelli

Sagittario

Burrasche a inizio mese. Irritabili, stanchi, stressati: troppe cose da fare e pochissimo tempo. Attenti!

Transiti pestiferi nel vostro cielo, vi consigliano di evitare decisioni impulsive, scatti di nervi e distrazioni

Cancro E’ tempo di riflessione, di ritrovare i propri desideri e di godere degli spazi iberi. Concedevi di fare ciò che preferite

Leone Sarete in ottima forma: vivrete aprile con una marcia in più che crescerà man mano che passeranno i giorni

Vergine Avrete bisogno di resilienza perché il mese sarà faticoso: preoccupazioni che non vi faranno stare tranquilli

Auguri di una Serena Pasqua Via dei Martiri, 5 • CAVARZERE

Capricorno Intuito spiccato: usatelo per affrontare al meglio le questioni pratiche e per capire le persone che vi circondano

Acquario Segno distintivo: energia, una sorta di grinta combattiva, di piglio determinato e voglia di farvi avanti e di crescere

Pesci Vi aspetta un mese a due velocità, con situazioni positive e altre che invece vi lasceranno, interdetto


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