di Rovigo AGENZIA DI ROVIGO Tel. 0425 090894
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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 137 - Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) – Art. 1 comma 1 – PD
Economia “Perchè Rovigo expò non viene liquidata?”
Imposte Imu, il 17 dicembre il saldo. Ovunque rincari pag.
4-5
pag.
Province Rovigo con Verona aspettando la Vi-Ve-Ro
10
pag.
16 e 28 EDITORIALE
Nuovo Veneto firmato Monti
LO NAZ/19/2010/CT
01 04 2010
Primarie. al voto il 25 novembre
Uno dei prossimi appuntamenti politici che interesserà la città di Rovigo sono le primarie per l’individuazione del candidato da far scendere in campo nelle votazioni politiche della prossima primavera. Tra i candidati: Tabacci, Renzi, Bersani, Vendola e Puppato pag. 9
cresce il numero di chi chiede aiuto
di Nicola Stievano
P
Ai cittadini la decisione di chiudere il Corso Per regolare il traffico dell’arteria cittadina verrà istituito un referendum
U
Il “Rapporto povertà 2012” della Caritas italiana evidenzia un incremento significativo negli ultimi tre anni delle richieste provenienti dai cittadini italiani, che sono ormai oltre un terzo degli utenti. pag. 12
n po’ meno di anno fa, il Corso del Popolo era diventato il centro delle proteste di chi era contrario alla sua riapertura al traffico. All’epoca, non mancarono le accese discussioni in Consiglio comunale, le invettive sui giornali mentre sulle strisce pedonali prendeva forma un originale ostruzionismo con gruppi di persone organizzati in ininterrotti attraversamenti per evitare che le auto transitassero sull’arteria cittadina, visto che era da poco stata spesa una considerevole somma per tirarla a nuovo e qualificarla in ragione alla sua ritrovata funzionalità e
bellezza. Già allora, pareva essere maggioritario il numero dei contrari alla riapertura al traffico rispetto a chi era favorevole. O comunque i primi sembravano più determinati dei secondi. Per questo la decisione dell’Amministrazione non fu facile, malgrado fosse uno dei punti saldi della campagna elettorale del sindaco Piva. Tuttavia, dopo un periodo di sperimentazione, che a qualcuno deve essere parso come la quadratura del cerchio, il Corso del Popolo fu lasciato percorribile dalle auto dalle 5.30 del mattino alle 17.30 della sera, salvo nei week end. Il plauso
all’iniziativa pareva provenire dal popolo degli esercenti che da tempo lamentavano il calo della clientela, salvo poi aggiungere che il vero problema del calo degli scontrini non era, e non lo è tutt’ora, legato al transito degli automezzi ma semmai all’assenza di parcheggi o tutt’al più al fiorire di centri commerciali e outlet non lontani dal capoluogo. Comunque sia, le cose non stanno più in questi termini. A palazzo Nodari ora, l’apertura del corso è tornata “sub judice” con la novità che nel ruolo di “judice” sono stati pagg. 8 indicati i cittadini.
oche righe del Consiglio dei Ministri, il giorno di Halloween, hanno azzerato mesi di discussioni e polemiche, decine di interventi più o meno appassionati, mozioni, dichiarazioni d’intenti, appelli e via di questo passo. Anche gli ultimi, concitati, giorni che hanno preceduto il decreto sono stati spazzati via con un colpo di penna. Il governo Monti ha tirato dritto per la strada della riorganizzazione delle province passando sopra ad ogni proposta arrivata dal territorio. Umiliata soprattutto la Regione che si è arrovellata per mesi e mesi sul riordino delle province per arrivare alla proposta un po’ naif di mantenere le sette province così com’erano. Tutte da salvare, tutte degne di essere trasformare in “enti di secondo livello” e di mantenere intatti i confini. Messa, almeno per ora, in stand-by anche l’iniziativa Zanonato - Orsoni sulla città metropolitana Venezia - Padova che per una settimana ha scompaginato lo scacchiere veneto mettendo in subbuglio decine di sindaci e costringendo all’angolo anche Zaia. Con buona pace di Rovigo che non voleva saperne di Padova e ora dovrà andare a braccetto con Verona. continua a pag. 3
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EDITORIALE
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Nuovo Veneto firmato Monti Lavoro
tirocini Per giovani disoccuPati
Attraverso il programma Amva - botteghe di mestiere del Ministero del Lavoro e attuato da Italia Lavoro con il contributo dei Pon del Fondo Sociale europeo 2007-2013, ed in collaborazione con i servizi per l’impiego della Provincia di Rovigo sono stati promossi dei tirocini per giovani nell’ambito dell’artigianato. In particolare, in Polesine, l’obiettivo specifico è quello di formare operatori nel settore dell’arte bianca, nei profili professionali del panettiere, pasticciere, gelataio e pastaio. I tirocinanti opereranno a stretto contatto con il personale dell’azienda ospitante e la loro formazione sarà basata sull’apprendimento di tecniche e nozioni pratiche. I tirocinanti dovranno essere disoccupati o inoccupati e avere un’età compresa tra i 18 e i 28. Durante il periodo di tirocinio verrà riconosciuta al tirocinante una borsa mensile dell’importo di 500 euro per un massimo di 3.000 euro Gli aspiranti tirocinanti interessati potranno iscriversi su www.italialavoro.it/amva, così come tutte le informazioni, le procedure, la documentazione e le disponibilità finanziarie relative agli interventi previsti dal sistema incentivante. Palazzo Nodari
In questa fine del 2012, dunque, il nuovo Veneto porta la firma del governo Monti e non certo degli amministratori del territorio, che del resto quanto a potere decisionale e forza di incidere sulle scelte per il prossimo futuro sono in buona compagnia con gli altri colleghi di tutta l’Italia. Tutti impegnati a recintare il proprio orticello, i nostri rappresentanti non si sono resi conto che le decisioni ormai passano sopra le loro teste lasciando a loro, però, il compito di mettere in pratica il nuovo assetto, piaccia o non piaccia. Il giorno dopo il decreto di riordino delle Province è tutto un levare di scudi: dai presidenti e assessori “a scadenza” a fine anno ai sindaci, di questo o quello schieramento, che mal digeriscono accorpamenti ed esclusioni. C’è chi annuncia ricorsi alla Corte Costituzionale e chi è prova a mettere insieme un fronte politico che permetta di modificare lo scenario ma alla maggioranza dei cittadini tutte queste manovre interessano fino ad un certo punto e, anzi, possono apparire come l’ennesimo tentativo della politica di salvare se stessa. Un padovano continuerà a sentirsi tale anche se dal punto di vista amministrativo dividerà la provincia con Treviso, che manterrà le sue specificità e la sua identità. E lo stesso sarà per Rovigo. Quanto alla città metropolitana Padova - Venezia, che adesso potrebbe allargarsi anche a Treviso, l’argomento è stato affrontato all’ultimo minuto senza avere il tempo necessario per approfondirne i dettagli e valutarne le opportunità. Se ci saranno i presupposti potrebbe nascere qualcosa di interessante, in caso contrario ognuno proseguirà per la sua strada. Ora la parola passa agli amministratori e ai politici locali, hanno l’ultima occasione per riportare in primo piano gli interessi le autentiche necessità del territorio. di Nicola Stievano
Teatro Sociale
colazione da tiffany Il prossimo appuntamento con la prosa al Teatro sociale sarà martedi 11 dicembre con lo spettacolo “Colazione da Tiffany” di Truman Capote con Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia con la regia di Pietro Maccarinelli. Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. E’ un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il “vecchio ragazzo” Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...
Scuole superiori
esPerienze in banca
Rovigo
studenti belgi in visita
Attraverso l’amicizia e la conoscenza dei gruppi possiamo fare l’Europa del futuro”. E’ quanto ha affermato il sindaco Bruno Piva dando il benvenuto ai ragazzi del College Notre Dame de la Tombe de Kain (Tournai) in Belgio, in visita oggi a palazzo Nodari. Quarantaquattro studenti accompagnati da 4 insegnanti, in città da sabato, nell’ambito di uno scambio con il liceo scientifico Paleocapa. Si tratta, come ha spiegato Silvia Patisso responsabile del progetto, dell’undicesimo scambio fra i due licei, a testimonianza di un’amicizia che dura da lunga data. “Vi auguro, ha concluso il sindaco, che possiate realizzare tante belle cose, perché voi siete i cittadini del futuro”. Per l’occasione ha portato il suo saluto anche l’assessore alle Politiche giovanili Andrea Bimbatti.
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Decathlon, fino a gennaio nessuna risposta pag.
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Con una cerimonia la Silvestri ha chiuso i battenti
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Provincia
pag.
Trevisonno lascia il futsal. Parte per l’Australia pag.
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Politica
“Concorsone”, precari sul piede di guerra pag.
Personaggio
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Ubertone, un talento scoperto da Mogol pag.
cultura
Regione Il Veneto laboratorio delle prossime elezioni pagg. 24-25
cultura
Raffaello verso Picasso tra contestazioni e grandi opere
22
Rassegna “Aperture”, appuntamenti fino a dicembre pag. 23
pag.
30
Partirà da gennaio e si potrà fino ad aprile la possibilità per le classi quinte delle scuole superiori polesane di unire alla didattica esperienze pratiche in materia finanziaria. Infatti grazie ad un accordo siglato tra l’assessore alla Pubblica istruzione Leonardo Raito, Giovanni Pontara dell’Ufficio scolastico ed il vice presidente della Cassa di Risparmio del Veneto Fabio Ortolan i “maturandi” polesani avranno la possibilità di visitare le filiali dell’istituto di credito per unire una parte pratica a quella teorica sviluppata in aula entrando in contatto con la tipologia delle operazioni e la gestione degli strumenti finanziari.
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Direttore responsabile
Mauro GaMbin direttore@lapiazzaweb.it ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 ottobre 2012 Centro Stampa: rotopreSS InternatIonal loreto, vIa breCCIa (an)
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28 4 Argomento del mese PRESSIONE FISCALE La tanto contestata Imposta municipale unica torna di attualità in quanto entro il 16 dicembre si dovrà pagare il conguaglio. I comuni hanno avuto tempo fino al termine di ottobre per modificare le aliquote ma quasi nessuno le ha abbassate
Imu: tra acconto e s
di francesca De Luca
I sindaci temono di non riuscire a soddisfare le aspettative ministeriali
Solo Rovigo, tra i capoluoghi di Provincia, ha posto dall’inizio aliquote al massimo
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mu, Imposta Municipale Unica, sostanzialmente la vecchia Ici mascherata, sta facendo piangere lacrime amare a chi è già vessato dalla mancanza di lavoro e dal peso della crisi. La prima rata a giugno, la seconda a settembre, ora ci si prepara al conguaglio finale, previsto per dicembre. Come si calcola l’Imu? In effetti i conti non sembrano essere così semplici. Come tutti ormai sanno, i comuni hanno la possibilità di decidere l’aliquota da applicare all’interno di un intervallo, che varia in base all’immobile considerato: dallo 0,2% allo 0,6% per le prime case, da 0 a 0,4% per i fabbricati rurali, dallo 4,6% al 10,6% per le seconde case e altri tipologie di beni. L’imposta interessa tutti gli immobili e si calcola, come avveniva per l’Ici, moltiplicando la rendita catastale per centocinque aggiungendo però per l’Imu, il 60% (moltiplicando dunque il tutto per 1,6). Sono previste alcune detrazioni: per la prima casa abituale (ovvero dove il proprietario dimora abitualmente e risiede anagraficamente) è possibile chiedere la riduzione di duecento euro, più cinquanta euro per ogni figlio a carico che abbia meno di ventisei anni. Una
deroga ai pagamenti dell’Imu è stata prevista nei comuni oggetto del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna (e qualche comune del Polesine) nello scorso maggio; il pagamento della prima e seconda rata è stato infatti sospeso fino al 30 novembre. Per quanto riguarda i Comuni capoluogo di Provincia della regione Veneto, la scelta è stata quella di applicare (per il pagamento dell’Imu sulla prima casa) l’aliquota dello 0,4% ad eccezione di Belluno e Rovigo che hanno applicato, rispettivamente, quella dell 0,5% e quella dello 0,6%. Tra questi, il comune in cui mediamente il cittadino sembra dover pagare di più è quello di Verona, seguito a ruota da Padova; entrambi sembrano essere tra i dieci comuni d’Italia dove l’Imu incide maggiormente nelle tasche dei contribuenti (seconde solo a città come Roma, Milano, Torino, Bologna, Rimini). Questa imposta è stata pensata dai legislatori come una fonte di introiti per i Comuni, costantemente oggetto di tagli ai finanziamenti da parte dello Stato centrale ma, in effetti, non moltissimo rimane nelle casse comunali. Allo Stato è riservata la metà delle entrate calcolate applicando l’aliquota base (ovvero
lo 0,76%), a tutti gli immobili al di là dell’abitazione principale. I comuni avevano tempo fino al termine di ottobre per variare le aliquote di riferimento: quasi tutti i Comuni le hanno mantenute o addirittura alzate. Diversi primi cittadini infatti, temono di non riuscire a soddisfare le aspettative ministeriali e non rispettare le previsioni. Non aiuta la Corte dei Conti che ha stabilito la diretta responsabilità del primo cittadino per eventuali danni erariali causati dall’errato calcolo delle tasse comunali. Così, onde evitare di sbagliare, i sindaci sono portati a tenere alte le aliquote. In Veneto, tuttavia, solo Rovigo (tra i capoluoghi di Provincia) ha posto dall’inizio le aliquote al massimo anche per l’abitazione principale. A dicembre, entro il giorno 16, il contribuente dovrà versare il saldo sulla base delle aliquote definitive come deliberate dal comune. In altre parole, sarà necessario ricalcolare il debito Imu annuo sulla base delle aliquota decise dall’ente locale, sottrarre gli acconti pagati a giugno e a settembre (per i contribuenti che hanno scelto di suddividere i versamenti in tre rate) e versare a saldo la differenza.
beni della chiesa
Imu dal 2013
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eni della chiesa, l’Imu ci sarà dal 2013. Con la tassa dovranno farci conto le diocesi e le parrocchie della nostra regione, il Veneto, da sempre ricche di patrimonio immobiliare utilizzato a fini sociali e commerciali. A certificarlo è il Governo intervenuto nelle scorse settimane con delle correzioni normative, dopo la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, del decreto del Tesoro che attuava la legge. Bocciatura arrivata per il fatto che il Consiglio di Stato ravvisava che il decreto andava oltre i poteri regolamentari previsti dalla legge. La Chiesa, come tutti gli enti non commerciali, verserà l’Imu sugli immobili che ospitano le attività che danno profitto. Pagherà a partire dal 2013, anche quando le attività redditizie sono svolte in immobili in cui l’utilizzazione è mista, ovvero sia non commerciale che commerciale. “Il quadro regolatorio, sia primario che secondario, è stato spiegato in ambito governativo sarà definito in tempo per il periodo annuale di imposta, che decorre dal primo gennaio 2013, con l’effetto di pieno adeguamento al diritto comunitario e con la determinazione delle situazioni assoggettabili alla imposta in questione”. Si definiranno i requisiti, sia generali che di settore, per qualificare come svolte con modalità non commerciali, le attività di vario tipo (assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive).
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Argomento del mese 29 5 Chi cala e chi cresce l’imposta
saldo nessuno sconto La Cgia di Mestre ha preso in esame 81 capoluoghi di Provincia
Solo sei comuni in tutta Italia hanno abbassato l’aliquota di francesca De Luca
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dati della Cgia di Mestre parlano chiaro: all’interno di un campione d’esame corrispondene ad 81 capoluoghi di Provincia, nelle grandi città un Sindaco su due (precisamente il 49,4% del campione preso in esame) ha deciso di non aumentare l’aliquota base dell’Imu sulla prima casa. Altri 35 primi cittadini (pari al 43,2%), invece, hanno deciso di alzarne l’aliquota, mentre ci sono 6 realtà comunali (pari al 7,4% del totale) che faranno sicuramente felici i proprietari che vivono in quelle città, dal momento che hanno deciso di abbassare l’aliquota. Le delibere prese in esame dalla Cgia sono state recuperate nel sito internet del Ministero delle finanze. Per una abitazione di tipo civile A2 (vale a dire una tipologia abitativa media che si interpone tra gli immobili economici e quelli signorili) i più “colpiti” dall’Imu sulla prima casa saranno i torinesi: la seconda rata costerà mediamente 718 euro che farà salire l’imposta complessiva annua a 1.055 euro. Segue Genova, con una seconda rata pari a 561 euro che porterà l’imposta complessiva annua a toccare i 902 euro. Sul terzo gradino dei più tartassati dall’introduzione dell’Imu troviamo i proprietari di prima casa di Bologna: pur versando una seconda rata di 440 euro, il versamento complessivo raggiungerà gli 879 euro. Al di là degli aumenti di aliquota apportati da queste Amministrazioni comunali, sull’importo da pagare incide molto la rendita catastale media presente in queste città. Quest’ultima, strettamente legata al valore economico dell’immobile, è quel parametro che determina la base imponibile sulla quale si applica l’Imu. Non è però ancora detta l’ultima parola: il Governo si è riservato la facoltà di variare l’aliquota base addirittura entro il 10 dicembre 2012.
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Aliquote nei comuni
Adria fa spendere meno per le seconde case E
nel Polesine come si comportano i Comuni? Portoviro, ad esempio, mantiene le medesime aliquote, confermando quanto stabilito con la delibera di giugno: lo 0,5% sulla prima casa, lo 0,8% su tutti gli altri tipi di fabbricati al di là di quelli rurali, per i quali vale l’aliquota dello 0,2%. L’incasso, calcolato con l’aliquota base è stato, ad ora, di un 1 milione e 270 mila euro, di cui 188 mila e cinquecento circa dal pagamento della tassa sulle abitazioni principali; 111 mila e seicento circa dal pagamento sui terreni agricoli; 134 mila e quattrocento circa dalla aree edificabili e quasi seicento mila per quanto riguarda la tassazione sui beni di altro genere (ad esempio le seconde case). Novità ad Adria, invece, che, con una delibera di giunta datata 30 ottobre, ha stabilito un abbassamento dell’aliquota (dall’ 1,6% allo 0,96%) per i proprietari di seconde case nel caso in cui in queste vi risiedano stabilmente ed anagraficamente un genitore o un figlio (un parente in linea diretta). “Tutti noi avremmo preferito non pagare l’Imu e non farlo pagare ai cittadini - sostiene l’assessore Federico Simoni - ma dobbiamo essere realisti e credibili. Il governo continua a tagliare i fondi agli enti locali e per gli amministratori è veramente difficile riuscire a garantire i servizi. Solo nel 2012 - continua Simoni - lo Stato ha tagliato un milione e trecentomila euro, ma noi Chiudere l’anno vogliamo continuare a mantenere apercon l’ennesimo te le delegazioni frazionarie e tutto ciò sacrificio, è un peso che ci consente di esser vicini ai cittaper moltissime dini, nostri datori di lavoro e clienti al famiglie tempo stesso; dobbiamo continuare a rispondere ai loro bisogni”. Se Adria ride, Rovigo piange, nel capoluogo, infatti, monta la polemica in seguito ad uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore, in cui si evidenzia una differenza del + 500% tra quanto versato dai cittadini a giugno come acconto, e quanto dovranno pagare invece con il saldo di dicembre. Se, ad esempio, un cittadino rodigino ha versato 25 euro come prima rata, a dicembre dovrà pagarne 150. La causa è facilmente individuabile: se la prima rata è calcolata tenendo conto dell’aliquota base stabilita dal Ministero (lo 0,4% per le prime case e lo 0,76% per gli altri immobili), a dicembre sarà invece effettuato un ricalcolo in base alle aliquote stabilite a livello comunale (nel caso di Rovigo lo 0,6% per le prime case e l’ 1,6% per le altre proprietà). “Questa è una polemica inutile, e fuorviante - sostiene l’assessore Stefano Bellinazzi - posta in questi termini sembra vi siano stati enormi rincari e che i cittadini di Rovigo siano tra i più tartassati di Italia. Così non è per capire quali sono i cittadini che spendono di più non si devono guardare le aliquote ma le rendite catastali sulle quali si basano i calcoli per il pagamento”. Le rendite catastali di Rovigo, in effetti, sono basse. Così, anche se a Rovigo l’aliquota è al massimo a differenza, per esempio, di Venezia (in cui è allo 0,4% con ulteriori detrazioni per nuclei familiari con componenti disabili), un rodigino proprietario di un appartamento di 100 metri quadrati a Rovigo pagherà molto meno. In ogni caso chiudere l’anno con l’ennesimo sacrificio, è un peso per moltissime famiglie, continuo oggetto di una crisi che non accenna ad arrestarsi. F.D.L.
6 Rovigo - In Municipio Vivibilità Nella classifica “Ecosistema Urbano” Rovigo scivola indietro
Mezzi pubblici e verde, punti deboli della città Nel rapporto appena stilato il capoluogo figura 84esimo in un ranking di 104 comuni, nel 2000 era al 23esimo posto
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e le città del passato venivano qua- dal punto di vista urbano. La lista prende in lificate in ragione dei servizi, ora a considerazione vari aspetti della vita in citquesti si devono aggiungere anche i tà: dalla rete idrica alla qualità dell’aria, dai dati relativi alla qualità ambientale per una trasporti pubblici alle piste ciclo-pedonali, valutazione precisa della vivibilità dei centri e in quella redatta quest’anno il comune urbani. Insomma, una volta era la vicinanza di Rovigo non brilla. Figura 84esimo in un alla posta, al centro commerciale o ai mezzi ranking di 104 capoluoghi e nel 2000 era di trasporto pubblico a costituire valore re- 23esimo. Nel rapporto pesa, ad esempio, la raccolta rifiuti che non sidenziale, ora lo sono essendo porta-a-porta anche l’aiuola, la pista L’appello vale un 85esimo pociclabile, la rampa per di Borsetto sto (mitigato in parte il portatore di handi- per il salvataggio dalla diferenziata che cap. E se Ottaviano di Parco supera il 60%); la rete Augosto duemila anni Langher idrica, in virtù delle sue fa poteva vantarsi di avere trovato all’inizio del suo regno su numerose perdite, vale invece un 54esimo; Roma “una città di mattoni e di averla la- mentre la rete ciclabile rodigina occupa la sciata di marmo” i sindaci dei nostri comuni 47esima piazza. La città sprofonda decidevono, ora invece preoccuparsi di lasciare samente nelle retrovie quando si parla di al termine del loro mandato città sempre mezzi pubblici, 93esimo posto, isole pedopiù verdi e a dimensione d’uomo. Ne è nali, 92esimo posto, e ambiente, 82esimo convinta Legambiente che ogni anno insie- posto, il che costituisce un paradosso per me a Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, stila un capoluogo piccolo e di campagna e un una speciale classifica “Ecosistema Urbano” campanello dall’arme visto che non risulta dove vengano indicati i comuni più virtuosi essere buona nemmeno la qualità dell’aria.
A tal proposito sembra significativo l’appello lanciato qualche giorno fa dal consigliere del Partito Democratico, Vanni Borsetto, in merito Parco Langher. “La Conferenza dei servizi in programma nei i prossimi giorni – spiega in un comunicato - dovrebbe valutare a fondo quanto sia rischioso far convivere per il futuro un tratto viario imponente come il Passante Nord a stretto contatto con una fetta di città come il quartiere Commenda. E’ riduttivo pensare che la soluzione sia solo e unicamente quella che passa sopra il Parco. In molti luoghi e città del nostro paese la concertazione ha spesso portato a soluzioni ragionate e condivise anche in situazioni ben più difficoltose. Nella fattispecie esistono soluzioni già prospettate da tempo e sposate anche dalla precedente Giunta di centrodestra: la soluzione alternativa esiste come quella di spostare il tracciato a nord del Ceresolo per far confluire il traffico di fronte al centro commerciale l’Aliper. Hanno ragione gli ambientalisti a chiedere tempo e soluzioni alternative. La decisione per un opera con costi importanti e che prevede
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n punto vendita Decathlon a Rovigo, l’idea piace e non piace. Ad Ascom e Confersercenti, per esempio, piace che il marchio francese abbia scelto il capoluogo polesano per i suoi investienti ma non piace che l’area sulla quale dovrebbe insediarsi il punto vendita, sia quella oggi agricola in prossimità del Centro Commerciale “La Fattoria”. “Ulteriori cementificazioni – ritengono i rispettivi presidenti - non hanno senso in un Comune che può fornire spazi delle stesse dimensioni o più grandi già disponibili. Il nuovo insediamento commerciale non piace alle associazioni di categoria nemmeno alla luce di quanto offerto dalla stessa Decathlon: la sistemazione dell’incrocio tra la tangenziale est e viale Porta Po, con una rotatoria. La richiesta di insediamento di Decathlon, invece, piace tantissimo all’esponete dell’Udc, Renzo Marangon, che nelle scorse settimane ha incalzato l’Amministrazione comunale affinché non si lasci scappare questa opportunità economica e occupazionale. A tal fine, Marangon, ha insistito sulla necessità di attivare uno “sportello unico delle attività produttive”, ritenuto lo strumento adatto per permettere a Palazzo Nodari di attivarsi repentinamente. Nel caso contrario “Vuol dire – testuali parole - che l’Amministrazione dorme”. Repentina, invece, è arrivata la risposta dell’assessore al Commercio
Matteo Zangirolami, spiegando che quanto richiesto da Marangon è inattuabile. “La procedura Suap (Sportello unico per le attività produttive) non è utilizzabile per il caso in questione. Lo dice la legge. Il Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010 n. 160, l’articolo 8 comma 3, vieta infatti, che sia lo Sportello per le attività produttive del Comune a rilasciare l’autorizzazione e le pratiche per le medie e grandi strutture di vendita. Come già detto, per dare risposta a Decathlon, l’unica possibilità normativa è il Piano degli interventi e l’accordo di programma. Ci sono 5 anni di ritardo del Pat, causati dalla precedente amministrazione, un iter che noi abbiamo accelerato fino ad arrivare alla sua approvazione, stanziando anche il necessario per l’avvio del gruppo che lavora alla stesura del Piano degli interventi. Quando sarà pronto, in base a questo, valuteremo tutte le richieste e quindi anche quella di Decathlon. Ribadisco che il rilascio di licenze per medie e grandi strutture è di competenza della Regione, la quale ha deliberato una moratoria che scadrà il 31 dicembre, da gennaio, infatti, dovrebbe entrare in vigore la nuova legge regionale che delinea gli indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale. Fino a tale data non sarà possibile dare licenze”.
8 Rovigo L’Intervento
Viabilità Per regolare il traffico dell’arteria cittadina verrà istituito un referendum
Corso aperto o chiuso? Decideranno i cittadini
Non toccate l’Imu
di Giuseppe Bortolussi* segue da pag.
di fortunato Marinata
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La V Commissione consiliare ha già modificato il regolamento abbassando il numero di firme necessario per chiedere la consultazione
n po’ meno di anno fa, il Corso del Popolo era diventato il centro delle proteste di chi si diceva contrario alla sua riapertura al traffico. All’epoca, non mancarono le accese discussioni in Consiglio comunale, le invettive sui giornali mentre sulle strisce pedonali prendeva forma un originale ostruzionismo con gruppi di persone organizzati in ininterrotti attraversamenti per evitare che le auto transitassero sull’arteria cittadina, visto che era da poco stata spesa una considerevole somma per tirarla a nuovo e qualificarla in ragione alla sua ritrovata funzionalità e bellezza. Già allora, pareva essere maggioritario il numero dei contrari alla riapertura al traffico rispetto a chi era favorevole. O comunque i primi sembravano più determinati dei secondi. Per questo la decisione dell’Amministrazione non fu facile, malgrado fosse uno dei punti saldi della campagna elettorale del sindaco Piva. Tuttavia, dopo un periodo di sperimentazione, che a qualcuno deve essere parso come la quadratura del cerchio, il Corso del Popolo fu lasciato percorribile dalle auto dalle 5.30 del mattino alle 17.30 della sera, salvo nei week end. Il plauso all’iniziativa pareva provenire dal sione del sindaco Bruno Piva è sembrata quella di popolo degli esercenti che da tempo lamentavano il Pilato con “l’Ecce Homo” del Nuovo Testamento, calo della clientela, salvo poi aggiungere che il vero mostrando in questo caso il Corso flagellato dal trafproblema del calo degli scontrini non era, e non lo è fico. “Assecondare i commercianti è stato un errore tutt’ora, legato al transito degli – ha commentato – speravo automezzi ma semmai all’as- Dopo un periodo lenisse il loro momento di difsenza di parcheggi o tutt’al più di sperimentazione ficoltà. Sono pronto a tornare al fiorire di centri commerciali e si optò sui miei passi se i cittadini lo outlet non lontani dal capoluo- per l’apertura, ritenessero necessario”. E per go. Comunque sia le cose, non tranne nei week end istituire una consultazione dei stanno più in questi termini. A cittadini, necessità già sostenupalazzo Nodari ora, l’apertura del corso è tornata ta dal comitato “Diritto alla città” diversi mesi fa, si “sub judice” con la novità che nel ruolo di “judice” è messa subito al lavoro la V commissione consiliasono stati indicati i cittadini. A molti la nuova deci- re. La Commissione, infatti, ha deliberato che per la
focus
Una delle proteste dello scorso anno, con gruppi di persone che attraversavano ininterrottamente sulle strisce pedonali
consultazione attraverso sondaggi o questionari sia necessario la proposta del 2% dei cittadini (la proposta avviene attraverso la raccolta firme) mentre per indire un referendum bisogna arrivare al 5%. In precedenza per entrambi era prevista la soglia del 20%. Lo stesso gruppo di consiglieri dovrà riunirsi nuovamente per definire altri aspetti e modifiche al regolamento ma pare che l’Ordine del giorno che verrà sottoposto al voto del Consiglio conterrà le stesse percentuali riportate. Va detto, inoltre, che nel caso del Corso, pare sarà il referendum la forma di consultazione decisa per ottenere il parere dei rodigini.
Un record assoluto. I contribuenti e le imprese italiane pagano di più dei loro omologhi europei per avere in cambio di meno. Le manovre correttive che si sono succedute prima dell’estate del 2011 avevano un medesimo obbiettivo: portare in pareggio il bilancio dello Stato. Per raggiungerlo si è agito prevalentemente dal lato delle entrate, con maggiori tasse e con alcune riduzioni di spesa che hanno fatto sentire i loro effetti negativi sulle tasche dei cittadini (minori trasferimenti agli enti locali, tagli alla sanità, ai trasporti, etc.). La stessa Imu, introdotta quest’anno, dal 2013 diventerà più pesante: il suo gettito complessivo passerà dai 21,4 miliardi di euro, ai 21,7 del 2013, per arrivare, nel 2014, a 22,1 miliardi di euro. Nel 2013 l’aggravio lo subirà, il mondo produttivo che vedrà crescere di 270 milioni di euro il prelievo a suo carico. A partire dal 2014, le famiglie non potranno più usufruire della ulteriore detrazione per ogni figlio convivente. Se nel prossimo futuro il gettito dell’Imu è destinato a confluire interamente nelle casse dei Comuni, ciò farà sì che sarà destinato ad aumentare o a diminuire a seconda delle scelte di questi ultimi. Se si continuano a tagliare i trasferimenti lo scenario è già scritto: più tasse locali per tutti. L’Imu, è destinata a diventare a livello locale la cartina di tornasole della pressione. Diventerà sempre più importante amministrarne il gettito con attenzione, per non colpire le fasce sociali più deboli. Ai Sindaci veneti va chiesto, in un momento così difficile, di continuare, come hanno sempre fatto, a gestire con oculatezza e parsimonia i soldi pubblici, risparmiandoci un inasprimento della tassazione locale che ci farebbe scivolare in una recessione senza via d’uscita. *Segretario CGIA di Mestre
E mail inviata da Vanni Destro Movimento 5 stelle Polesine
“un’auto che attraversa corso del PoPolo non genera acquisti”
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lla fine di una lunga, diciamo, “sperimentazione” arriva l’evidenza: un’auto che attraversa corso del Popolo genera meno acquisti di un gruppo di persone che lo attraversa a piedi. Piva e i suoi hombres vertical di giunta, uomini tutti d’un pezzo che affrontano i problemi senza pentimenti, dopo aver dileggiato, stigmatizzato, arrogantemente non ascoltato le voci dei cittadini che, nel chiedere che il corso del Popolo fosse mantenuto chiuso, invocavano una larga consultazione dei cittadini sul problema, approdano alla strabiliante conclusione che sul corso del Popolo meglio decidano i cittadini
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e non solo i commercianti. L’amministrazione arriva a tale ingegnosa conclusione dopo quasi un anno che era stata indicata dal comitato Diritto alla città e da quanti si erano mobilitati per il Corso chiuso. Intanto un bel po’ di danni sono stati compiuti alla costosa pavimentazione della via principale di Rovigo e sarebbe dignitoso che fossero chiamati a rimediarli coloro che hanno spinto per l’apertura e che ora, magari guardando il registratore di cassa più coperto di ragnatele dell’anno precedente, spingono, probabilmente, in senso opposto. E per non rimetterci totalmente la già parecchio compromessa immagine, tra
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Fiera delle parole e altre manifestazioni che, lasciate fuggire da Rovigo, fanno fare grassi affari agli esercenti di altri posti, si affidano, in un impeto di democrazia obbligatoria alla scelta di ascoltare cosa dicono i rodigini sperando che levino loro le castagne dal fuoco dell’ondivaghezza. Sarebbe quasi da votare per il Corso aperto, giusto per veder arrivare l’ennesimo atto d’imperio della giunta piviana che ne impone la chiusura. Sarebbe da ridere se non fosse il metodo di amministrare consueto: un passo avanti e due indietro, come si ballasse. D’altronde, Vanni Destro non è qui la festa, come direbbe l’assessore Zangirolami?”
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Rovigo - Politica 9 Elezioni politiche
nel centrodestra Primarie annunciate, nel centrosinistra Primarie infuocate
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no dei prossimi appuntamenti politici che interesserà la città di Rovigo sono le primarie per l’individuazione del candidato da far scendere in campo nelle votazioni politiche della prossima primavera. Quelle del Centro Sinistra sono già entrate nel
“vivo” da tempo, grazie alla forte contrapposizione del sindaco di Firenze Matteo Renzi e il segretario Pierluigi Bersani mentre quelle del Popolo della Libertà sono state annunciate dall’ex premier Berlusconi e con ogni probabilità si terranno il mese prossimo. Vista
l’incombenza dell’apertura dei seggi per il popolo del Centrosinistra (si voterà il prossimo 25 novembre e nel caso nessuno dei candidati superasse il 50% dei voti il suffragio verrà ripetuto il 2 novembre) che vedrà contrapposti oltre ai due candidati già citati, Laura Pup-
pato sempre in quota Pd, Nichi Vendola per conto di Sinistra Ecologia e Libertà e l’assessore al Bilancio del comune di Milano Bruno Tabacci. In questo numero ci occupiamo delle primarie con un’intervista agli esponenti dei gruppi coinvolti.
Endorsement Gli esponenti di Pd e Sel hanno fatto la loro dichiarazione di voto
Io darò il mio sostegno...
Bersani, Renzi, Puppato, Vendola e Tabacci, sono in cinque a giocarsi la poltrona del candidato premier di francesca De Luca
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i attendeva da due anni. Le si aspettavano da quando, nell’estate del 2010, Vendola chiese al Partito Democratico di mettersi in gioco, di accettare le primarie, con la sua conseguente candidatura a Leader di una futura coalizione di centrosinistra. Come sono andate le cose, è fatto noto. A Novembre, tuttavia, ci si accingerà a votare alle primarie di coalizione di Pd eSel. In questa occasione molti volti noti della politica rodigina si ritrovano “l’uno contro l’altro”. Diego Crivellari, segretario provinciale del partito, ha deciso di sostenere Bersani. “Il nostro segretario è la massima espressione del partito. E non dimentichiamo che è stato un apprezzato ministro anche per le sue scelte in ambito di liberalizzazioni. Competenza, esperienza e rappresentatività, queste sono le caratteristiche di Bersani che faranno propendere me, e molti altri, ad appoggiarlo”. Giovane, ma
non rottamatore: “il tema del rinnovamento è, giustamente, molto sentito. Bisogna però dar atto a Bersani che, durante il suo mandato di segretario, ha dato avvio ad un processo di ricambio generazionale importante che fa sì che oggi nei livelli locali e provinciali ci siano numerosissimi segretari sotto i quarant’anni”. Continuità o discontinuità con Bersani? “L’una e l’altra. Continuità per quanto riguarda l’attenzione ai conti pubblici e al risanamento della spesa pubblica. Discontinuità per quanto riguarda il tema della giustizia sociale e della tutela di quelle fasce di popolazione che più risentono della crisi”. Gabriele Frigato, ha invece deciso (in linea con la sua storia politica personale) di sostenere Tabacci. “Voterò Tabacci perché sono convinto che l’Italia abbia bisogno di un governo che sia in continuità con il lavoro, l’operato e la serietà di Mario Monti”, sottolinea “Bersani ha bisogno
che qualcuno sostenga insieme a lui questa linea. Vendola, mi pare, dice cose estremamente diverse da noi”. Altro esponente locale, altro candidato: il voto di Federico Frigato (ultimo candidato del Pd alle elezioni per il governo della Città) andrà a Renzi. “Io seguo Renzi da quando sono entrato in consiglio comunale nel 2006 a Rovigo. Ho cominciato ad osservarlo e mi sono appassionato a ciò che diceva e a come lo faceva. Il legame con lui si è poi rafforzato un anno e mezzo fa, quando è venuto a sostenermi alle elezioni amministrative”. Votare Renzi, in questo caso, è una scelta naturale. I punti cardine del progetto di Renzi? “Cultura, turismo, ambiente, welfare e sinistra, perché - sostiene - non è vero che chi sostiene il sindaco di Firenze guarda a destra”. Ma se le idee sono chiare per la scelta del candidato, meno lo sono sul tema della discontinuità-continuità con il governo Monti.
CON IL CONTRIBUTO DELLA
COMUNE DI MIRANO
PROVINCIA DI VENEZIA
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Nelle foto il segretario provinciale Diego Crivelari, il suo predecessore Gabriele Frigato, il presidente del consiglio provinciale Federico Frigato e il segretario provinciale di Sel Mirko Bolzoni Se Crivellari pone dei limiti alla continuità con il governo che per G. Frigato dovrebbe invece esser totale, Federico Frigato crede che Renzi sia una scelta “assolutamente di discontinuità”. Infine c’è Sel, il cui segretario provinciale, Mirko Bolzoni, spiega che appoggiare Vendola significa “votare per l’unico candidato che ha un reale progetto di trasformazione della società, partendo da sinistra”. Le punte di diamante della candidatura di Vendola sono tre: “attenzione al lavoro con, ma non solo, la proposta del reddito minimo di cittadinanza; ambiente, visto come chiave di volta dei progetti economici; attenzione alle tematiche civili, che ci pongono nella modernità e in linea con gli altri paesi”. Vendola, infine “è l’unico che mette al centro del dibattito la formazione in generale e politica in particolare” indispensabile per guidare il paese, ma anche il più piccolo dei comuni”
10 Rovigo - Vita in città Società partecipate Un’interrogazione del Consigliere Azzalin alla Regione
“Rovigo Expò, perché non viene liquidata?” L’esponente del Pd ha contestato a Palazzo Balbi il finanziamento a “Mens sana in corpore sano” dopo che per due volte ha cercato di vendere il proprio pacchetto azionario di Mauro Gambin
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a fiera dedicata al benessere “Mens sana, in corpore sano” ha chiuso i battenti del Censer lo scorso sette ottobre e immediatamente si sono accese le polemiche. A far discutere sono state le scarse presenze che l’iniziativa espositiva ha raccolto a fronte di un investimento importante, 242 mila euro secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, partecipato anche dalla Regione Veneto. E proprio alla Giunta di Palazzo Balbi è stata rivolta un’interrogazione con la quale il consigliere ha cercato di ottenere risposte in merito all’’iniziativa, ritenuta dallo stesso fallimentare, e alla partecipazione della spesa da parte della Regione (con 40 mila euro) visto che da tempo è stata annunciata la volontà di cedere il pacchetto di azioni della società polesana. “Mentre da un lato è la Giunta stessa a ribadire in atti ufficiali che Rovigo Expò è un inutile carrozzone – ha spiegato Azzalin in una nota - dall’altro pensa bene di finanziare con 40mila euro la fiera “Mens sana in corpore sano”, costata oltre 240mila euro e svoltasi senza che nessuno se ne accorgesse. Cosa deve ancora succedere e a quanto deve arrivare il debito accumulato dalla Rovigo Expò S.p.a., prima che si proceda alla già prevista messa in liquidazione?”. Tale domanda del consigliere del Partito Democratico sembra motivata dal fatto che con una delibera di Giunta del 14 dicembre 2010 la Regione aveva dato via libera alla
Un momento della fiera che si è tenuta dal 4 al 7 ottobre al Censer
cessione delle quote specificando che “qualora tali opzioni di dismissione non si fossero realizzate, si sarebbe dovuto procedere con la messa in liquidazione della società stessa. Il Consiglio Regionale con provvedimento n. 44/2011 ha inoltre dichiarato di ritenere: “non necessaria la partecipazione ai fini istituzionali della Regione autorizzandone la dismissione” e, essendo andato deserto l’esperimento della prima gara, con una delibera approvata il sette agosto scorso la Giunta ha deliberato di indire una nuova gara per la cessione del pacchetto azionario di Rovigo Expò. Il tentativo dalla Regione di uscire dalla partecipazione della società polesana non è l’unico, anche i pacchetti detenuti in College Valmarana, Insula e Sis sono stati messi in vendita due volte, però essendo partecipazioni minoranza non
attirano l’attenzione di nessuno. Palazzo Balbi da diverso tempo sta cercando di uscire della galassia delle “partecipate”. In tutto ne ha 21, regolate da ben 9 leggi diverse “dove convivono – come riporta l’agenzia di stampa Asiac – veri colossi, come Veneto strade o Cav, accanto ad enti sonnolenti come appunto Rovigo Expò o Ferrovie Venete, se non in perdita costante e crescente, come Insula. L’operazione di progressivo smarcamento dovrebbe portare inoltre alla fusione delle immobiliari Marco Polo ed Edilizia Canalgrande”. Operazioni dettate dalle perdite delle stesse società e in parte dall’invito della Corte dei Conti ad un maggiore rigore nelle spese. Dal 2008 al 2010 la Regione ha distribuito ben 422 milioni di euro alle partecipate, il ritorno è stato di appena 5 milioni 406 mila euro.
focus La replica di Belloni
il risultato? non si vede dai biglietti
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e critiche mosse dal consigliere Azzalin e dalla stampa locale non sono piaciute a Lorenzo Belloni, Amministratore Unico di Rovigo Expò che in merito alla fiera “Mens sana in corpore sano” ha fatto conoscere la propria versione dei fatti. “La manifestazione è il primo tassello di un progetto atto a valorizzare il polo fieristico di Rovigo, affinchè possa diventare una valida opportunità regionale nonché una realtà commerciale nazionale. Il nuovo format ha previsto una fervida attività di convegni che, grazie agli argomenti sviluppati e all’alto profilo dei relatori, ha richiamato un parterre attento e qualificato. Da sottolineare inoltre il workshop su “Turismo natura, benessere e sport” organizzato in collaborazione con Ttg Italia di Fiera Rimini, l’evento professionale principale del settore in Italia, che ha portato per la prima volta a Rovigo venti “buyers” internazionali del turismo venuti a incontrare quaranta “sellers” polesani e veneti per conoscere e trattare le proposte del territorio. Contestualmente, in collaborazione con Consvipo, Ascom, Confesercenti, Confartigianato, alcuni professionisti della ristorazione è stata allestita una serata enogastronomica con le degustazioni di specialità tipiche proposte dall’eccellenza degli chef e con vero e proprio “cooking show”, che ha visto la partecipazione di Andy Luotto come conduttore speciale, conquistando i 130 ospiti”. Insomma secondo il presidente la visibilità non sarebbe mancata, considerando inoltre l’esposizione mediatica offerta da radio e carta stampata e dalla la produzione specifica Rai a copertura della manifestazione con interventi nel Tg3 e in Buongiorno Regione. “88 le aziende presenti nella sola area espositiva – continia Belloni - diversi consorzi che raggruppano circa 50 aziende del settore agro-alimentare; 300 circa le imprese turistiche rappresentate dai consorzi presenti nello stand regionale; 12 i convegni a tema; 45 le dimostrazioni pratiche degli operatori; 40 i “sellers”,ovvero le aziende turistiche regionali; 20 i “buyers” italiani ed esteri intervenuti al workshop; 75 i prodotti tipici “degustati”; 1460 gli utenti registrati sul sito web... Numeri che già di per sé dovrebbero far riflettere. Un bilancio del tutto significativo e positivo che va fatto sicuramente crescere, ma che ha avuto il merito, nella sua fase embrionale, di promuovere l’economia locale oltre i suoi confini provinciali, riscoprendo i valori e le eccellenze di una terra troppo spesso dimenticata. Rimango dunque esterrefatto di fronte ad attacchi strumentali che hanno l’unico intento di colpire le istituzioni a prescindere, senza entrare nel merito della valutazione degli sforzi e dei contenuti”.
neWs Cerimonia in Piazza Vittorio
Politica e lavoro
chiusa la silvestri
raccolta firme Per due quesiti referendari
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o scorso 26 ottobresi è tenute la cerimonia di chiusura del 5° reggimento artiglieria contraerei “Pescara”. “Ci dispiace – ha detto il sindaco Bruno Piva -, perdere qualcosa che fa parte della nostra storia. La caserma Silvestri rappresentava per la città un’istituzione cara che faceva parte della nostra quotidianità. Abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, un legame fra mondo militare e mondo civile che, purtroppo, per decisioni del ministero, si interrompe. Però ci fa piacere sapere che tanti militari, anche di alto grado, hanno formato una famiglia e sono rimasti a Rovigo”. A ribadire il legame tra caserma e città, è stato anche il consigliere comunale Renzo Ongaro, che ha svolto la sua carriera militare congedandosi con il grado di colonnello, proprio alla “Silvestri”, diventando depositario della storia militare di Rovigo. “Il rapporto con la città – ha aggiunto Ongaro -, è sempre stato molto umano e collaborativo. La chiusura della caserma non è dovuta alla spending review, ma si conclude semplicemente un percorso ipotizzato diversi anni fa nell’ambito di una ristrutturazione dell’esercito. Però, ciò che in questi anni la caserma e gli uomini della caserma hanno costruito con la città, non andrà disperso, perché molti hanno visto qui la loro casa”. Il futuro dell’area è ancora incerto, la prima preoccupazione, come ha sottolineato il sindaco, manifestata anche al prefetto, è che non resti abbandonata e incustodita, poi tutto dipenderà dal demanio. “Siamo impegnati nel capire le loro intenzioni – ha concluso il sindaco -, e a fare chiarezza sui vincoli reali esistenti”.
’autunno si apre con i banchetti di raccolta firme per i quesiti referendari. In campo diversi gruppi politici e comitati. Due i quesiti che vedono uniti Federazione della sinistra (Prc - PdCI), Sel, Idv, Verdi, Fiom – Cgil e Anpi: quello per il ripristino dell’art.18 dello statuto dei lavoratori, drasticamente modificato dalla riforma del lavoro targata Fornero, e quello per l’abrogazione dell’art.8 del dl. Berlusconi-Sacconi, che prevede la possibilità di deroga ai contratti nazionali. Idv e Fds raccolgono inoltre le firme per eliminare l’indennità diaria dei parlamentari. Infine, mentre l’Idv promuove la cancellazione dei rimborsi elettorali ai partiti, la FDS scaglia il suo attacco alla riforma delle pensioni della Fornero. “La maggioranza delle lavoratrici e lavoratori oggi vicini ai 60 anni, dopo trentacinque e più anni di lavoro, non riesce a continuare a lavorare fino a 67/70 anni - sostiene Lorenzo Feltrin, portavoce provinciale della Fds - chi è espulso dal lavoro a causa della crisi, e sappiamo quanti ce ne siano anche nel nostro Polesine, non saprà letteralmente come vivere”. E il discorso si riflette anche sui giovani, che la ministra ha recentemente definito “choosy”, ovvero “schizzinosi”. “Le ragazze e i ragazzi” continua Feltrin “saranno più a lungo disoccupati perché il permanere al lavoro dei più anziani, sarà una barriera insormontabile per il loro ingresso. In un paese in cui la disoccupazione giovanile è al 35%” F.D.L.
Censimento
c’è temPo fino al 30 novembre
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l sindaco Bruno Piva, attraverso un avviso, invita tutte le persone non censite alla data del 9 ottobre 2011, a presentarsi urgentemente all’Ufficio anagrafe del Comune di Rovigo, per confermare il requisito della residenza o di indicare in quale Comune siano state eventualmente censite, entro il 30 novembre 2012. Ricordando a tutte le persone non censite l’obbligo previsto dalla legge, di comunicare la dichiarazione di residenza, se le indagini svolte dalla Polizia municipale confermeranno il loro allontanamento dall’indirizzo risultante in anagrafe, si procederà con la cancellazione anagrafica per accertata irreperibilità al 15° censimento generale della popolazione del 9 ottobre 2011. Gli stranieri extracomunitari dovranno dimostrare entro il 30 novembre 2012, il possesso delle condizioni di regolarità di soggiorno e presentare l’indirizzo di residenza Per chiarimenti e informazioni rivolgersi all’Ufficio anagrafe piazza Vittorio Emanuele II, 1 – Rovigo tel. 0425/206215 fax 0425/206325 e-mail: anagrafe@comune.rovigo. it. Orario apertura al pubblico: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30; martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.30.
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12 Rovigo - Sociale Sociale Ogni anno allo sportello della Caritas circa mille nuovi utenti
Cresce il numero di chi chiede aiuto I servizi maggiormente richiesti sono di carattere economico, dal microcredito alla prevenzione antiusura o al “prestito della speranza” di Mattia De poli
focus Immigrati
rientri, la crisi rende tutto Più difficile
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l “Rapporto povertà 2012” della Caritas italiana eviden- normalità: allo sportello della Caritas si rivolgono sempre zia un incremento significativo negli ultimi tre anni delle più frequentemente persone insospettabili. I servizi magrichieste provenienti dai cittadini italiani, che sono ormai giormente richiesti ed erogati sono di carattere economico, oltre un terzo degli utenti. Nella Diocesi di Adria e Rovigo dal microcredito alla prevenzione antiusura o al “prestito l’ultimo report dettagliato risale al 2008 e si prevede la della speranza”, tutti realizzati in convenzione con istituti realizzazione di un nuovo resoconto nel 2013 ma, pure bancari e vari altri enti, pubblici e privati”. Sovera precisa in assenza di dati ufficiali, sembra che il dato nazionale che nessun intervento è a fondo perduto e i rari casi, legarispecchi la situazione locale: anche in Polesine, almeno in ti a contingenze particolari, si inseriscono in progetti più quei comuni che rientrano nel territorio diocesano, gli italia- ampi. Il “fondo di solidarietà” è l’iniziativa che sta dando ni che si rivolgono alla Caritas sono in continuo aumento e i risultati più interessanti: attivo dall’inizio di quest’anno, si aggirano ormai intorno al 35 per cento di quanti usufru- prevede la possibilità di effettuare tirocini in azienda con la iscono dei servizi offerti. Alessandro Sovera, responsabile speranza che il rapporto di lavoro venga in qualche modo prorogato. Nella Diocesi sono stati dei progetti di sostegno economico, attivati oltre 430 tirocini e sembra dell’osservatorio sulle povertà e Il “fondo che molti otterranno una proroga: sull’immigrazione, spiega che ogni di solidarietà” questo risultato è stato reso posanno si rivolgono allo sportello della è l’iniziativa che Caritas diocesana rodigina circa mille sta dando i risultati sibile da una consolidata rete di collaborazioni ed è apprezzabile nuovi utenti, oltre a quanti vi sono più interessanti soprattutto se lo si confronta con la ricorsi in passato, e che sono in aumento i giovani e le persone ancora collocabili nel mondo situazione relativa alla Diocesi di Padova, dove nello stesso del lavoro: circa il 60 per cento ha un’età inferiore a qua- periodo i tirocini attivati sono stati meno della metà. Oggi rant’anni. “L’aspetto più impressionante - secondo Sovera l’italiano si avvicina agli sportelli della Caritas con minori re- è la fragilità che si nasconde dietro situazioni di apparente sistenze: è considerato meno degradante, meno umiliante
L Alessandro Sovera, responsabile dei progetti di sostegno economico, dell’osservatorio sulle povertà e sull’immigrazione in rapporto alle necessità e ai benefici. I fattori che fanno precipitare le persone sulla soglia della povertà sono molteplici, a cominciare dalla perdita o dalla mancanza del lavoro e dalla frantumazione del nucleo familiare. Ma la situazione è spesso aggravata dall’incapacità di adattamento a standard di vita inferiori rispetto a quelli abituali e a una percezione riduttiva del problema, considerato temporaneo anziché strutturale: spesso i problemi nascono da forme di indebitamento che diventano insostenibili.
ADRIA: “PALAZZO DI VETRO” Via Lupati
a crisi economica mette in crisi anche i progetti migratori ma gli immigrati non tornano nella loro terra d’origine. Alessandro Sovera, operatore della Caritas della Diocesi di Adria e Rovigo, spiega che spesso tra i migranti, arrivati in Italia dopo il 1991, c’era l’intenzione di rientrare in patria dopo un certo periodo. Le difficoltà lavorative ed economiche odierne complicano le procedure legate al rilascio dei permessi di soggiorno e ai ricongiungimenti familiari ma il programma nazionale di rimpatrio assistito non sta dando i risultati attesi: “In questa situazione – osserva Sovera – il ritorno in patria è percepito come un fallimento completo di un progetto, nel quale erano state investite molte risorse”. Anche tra gli immigrati presenti in Polesine alcuni decidono di tornare nella terra d’origine ma considerano il loro rientro come una soluzione temporanea e non rinunciano alla residenza nella speranza che passi la crisi. M.D.P.
CECILIA STRADA OSPITE DI EMERGENCy ROVIGO La presidente dell’associazione umanitaria ha parlato anche delle migliaia di persone italiane che si rivolgono all’ambulatorio di Marghera, confermando la crescita del numero di coloro che non possono permettersi di pagare il ticket e sono costretti a rivolgersi a strutture che rispondono a bisogni primari in maniera gratuita
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ecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency, Gino Strada, e oggi presidente dell’associazione, è stata recentemente ospite del gruppo di Rovigo, nato nel 2001 e composto da una dozzina di volontari. L’occasione è stata proficua per incontrare i ragazzi delle scuole di Adria ma anche per partecipare ad un convegno tenutosi a palazzo Celio nel quale, alla presenza di più di 50 persone, è stata dta informazione dell’attività che l’associane porta vanti ormai da diversi anni. Il convegno, dunque, ha toccato l’impegno che Emergency ha nel mondo promuovendo la cultura della pace, della solidarietà, del rispetto dei diritti umani e della salute, visto che dal 1994 a oggi ha fornito cure ad oltre 4.794.000 persone in 16 Paesi, compresa l’Italia. L’incontro, infatti, ha messo in luce anche la realtà dell’ambulatorio di Marghera scoprendo così una realtà, per certi versi, disarmante. Nel 2011 gli utenti del poliambulatorio sono stati prevalentemente cittadini italiani, una parte di quei milioni di italiani che non possono permettersi di pagare il ticket e sono costretti a rivolgersi a strutture che rispondono a bisogni primari in maniera gratuita. Si è abituati a pensare agli ope-
Cecilia Strada ratori di Emergency impegnati nei fronti di guerra, in situazioni dove la povertà è una questione endemica, e stupisce immaginarli qui, a rispondere ad una povertà tutta italiana, che è diventata un fenomeno sempre più diffuso. Dato ancor più allarmante se correlato al piano socio sanitario regionale, da poco approvato, nei quali i tagli sembrano esser consistenti e abbastanza diffusi. Si taglia sulla sanità pubblica, mentre i finanziamenti a quella privata, spesso non sono chiari e trasparenti come dovrebbero. F.D.L.
14 Rovigo - Cultura Territorio In bicicletta alla ricerca di antiche presenze religiose
I luoghi degli Olivetani di Lino Segantin
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n modo piacevole ed istruttivo per approfondire la conoscenza della storia di una particolare zona del Polesine è stato ideato da Raffaele Peretto, attuale presidente del Cpssae (Centro Polesano di Studi Storici Archeologici Etnografici di Rovigo). Si tratta di un itinerario in bicicletta che ha subito ottenuto l’avallo della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta, sezione di Rovigo) nonché della Provincia e dell’Accademia dei Concordi - da percorrere partendo dal centro di Rovigo alla riscoperta di “Luoghi degli Olivetani”. Non poche le reminescenze nel territorio legate alla presenza di questo ordine monastico, insediatosi a Rovigo nel 1474 (sostituen-
Un itinerario cicloturistico ideato da Raffaele Peretto, presidente del Cpssae
Il Monastero degli olivetani, oggi in parte ospita le sale del Museo dei Grandi Fiumi e alcuni momenti della pedalata
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Questo libro è stato scritto in un periodo particolare della mia vita. Separazione, depressione, perdita ingiusta della libertà, frustrazione, rimorsi, rimpianti e non vuol ferire nessuno ma solo condividere un percorso doloroso che può tornare utile a chiunque. Va letto immedesimandosi nell’autore e scoprire tra le righe quanto le sofferenze ci inducano a guar-
In località Fenil del Turco, sorgevano tre fattorie olivetane: Ca’ Bianca, Ca’ Rossa e Ca’ Verde do gli Umiliati) per decreto del papa Sisto IV, in seguito all’attivo interessamento di due fratelli Roverella: Bartolomeo e Nicolò; il primo cardinale e arcivescovo di Ravenna, il secondo abate generale della Congregazione Olivetana. Ricordando il cardinale Bartolomeo, illustre personaggio che volle erigere la sua nobiliare abitazione sulla piazza principale del capoluogo, l’itinerario – sperimentato con successo lo scorso 6 ottobre – ha preso il via proprio presso il Palazzo Roverella. Il prof. Raffaele Peretto si è soffermato su alcune note storiche relative alla costruzione e al sostegno dello stesso cardinale per favorire l’arrivo degli olivetani a Rovigo. Il gruppo di cicloturisti ha quindi raggiunto la Chiesa della Madonna dei Sabbioni (conosciuta dai più come Chiesa del Cimitero), che nel Cinquecento per opera dei monaci olivetani fu rivitalizzata anche
darci dentro e ad avvicinarsi all’unico bene immenso che tutti noi abbiamo: Gesù Cristo. Racconta attraverso un fitto scambio di lettere la storia di un uomo che ad un certo punto della sua vita apparentemente normale e felice si è perso ed ha cercato rifugio, amore e conforto sbagliando spesso strada.
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grazie alla costruzione di tre stradoni che si dipartivano dal suo piccolo sagrato. La comitiva si è quindi portata presso il vicino Monastero di San Bartolomeo, caratterizzatosi come il più importante centro olivetano di tutto il Veneto, dove i monaci di Monte Oliveto avviarono un’importante attività edilizia: il chiostro fu concepito in pure forme rinascimentali attribuibili a Biagio Rossetti, mentre alla metà del Cinquecento fu edificata la chiesa. Lasciata la città, imboccando la pista ciclabile sulla sponda sinistra dell’Adigetto, il tragitto si è poi sviluppato nella zona caratterizzata un tempo dai vasti possedimenti olivetani. Si è pedalato verso Ceregnano per raggiungere la località di Baltun, dove ancora permangono i principali edifici di un’antica fattoria caratterizzata da un elegante porticato ed affiancata dall’oratorio dedicato a San Pietro costruito dagli Olivetani nel 1610. Lungo una strada campestre si è quindi raggiunto Fenil del Turco, nella cui zona sorgevano altre fattorie olivetane (Ca’ Bianca, Ca’ Rossa e Ca’ Verde), per raggiungere un altro sito superstite degli ex poderi degli Olivetani: l’oratorio di San Lorenzo all’Olmo che risale al 1580. Da qui ha preso il via il percorso di ritorno, raggiungendo Sant’ Apollinare, per imboccare poi la ciclabile dell’Adigetto e tornare al punto di partenza in centro a Rovigo, appagati del piacevole itinerario in bicicletta, arricchito da una messe di informazioni storiche fornite dal prof. Peretto.
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Lo neWs
SPoRT in PRIMo PIANo Campionato Intervista al delegato della Figc per il calcio a 5
Poligono di cà bianca inaugurato il gira sagome
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l poligono rodigino di Cà Bianca, ha inaugurato, in occasione del XII “Trofeo delle Rose”, gara di pistola e carabina ad aria compressa, il nuovo gira sagome elettronico, utilizzato per praticare tre specialità di tiro olimpiche. Ospite d’eccezione il presidente nazionale dell’unione italiana tiro a segno, Ernfried Obrist, accompagnato dal consigliere nazionale dell’Uits Luigino Masut e da alcuni rappresentanti di diverse sezioni di tiro a segno del Veneto. “E’ stato anche presentato il nuovo piano di prevenzione Ernfried Obrist inaugura il nuovo impianto e protezione rischi che risponde alla normativa vigente per la sicurezza di tutto il poligono - ha spiegato Patrizio Gennari, presidente del tiro a segno Rovigo - e che la nostra sezione è tra le prime in Italia ad adottare”. Erano presenti anche il sindaco di Rovigo Bruno Piva, l’assessore allo Sport Andrea Bimbatti, il direttore della filiale di Rovigo della Cassa Padana Claudio Fiorenzato, sponsor del terzo torneo Cassa Padana. L’adriese Stefano Pozzato, ha vinto, nella categoria carabina uomini, il trofeo delle Rose. Questi gli altri vincitori: “carabina ragazzi” Simone Perozzo (sez. Vittorio Veneto); “carabina ragazze” Gloria Perinot (sez. Vittorio Veneto); “carabina allievi” Tiziano Albieri (sez. Ferrara); pistola uomini 1° Mario Moretti (sez. di Milano), 2° Enrico Pozzuoli (sez. di Padova), 3° Germano Previato (sez. di Rovigo); “pistola ragazzi” Luca Finesso (sez. di Padova); “pistola donne” Francesca Talamo (sez. di Mirano); “pistola ragazze” Sofia Pasquato (sez. di Cerea). Il terzo torneo “Gran Premio Cassa Padana”, è stato vinto da Germano Previato della sezione di Rovigo che ha intascato un assegno da 500 euro, messo in palio dalla banca polesana: a Daniele Pusich, secondo classificato 300 euro, 100 euro a Maurizia Ortolan della sezione di Padova. Cr.Ag.
“T
utti amiamo le emozioni; anche i bambini vogliono le emozioni e gli allenatori devono anche motivarli nella giusta direzione”. Parola di Andrea Anastasi, ex allenatore della nazionale di volley maschile e ora allenatore della nazionale della Polonia, ospite, assieme a Polla Roux tecnico della Rugby Rovigo e di Nicoletta Lanza che si occupa di sviluppo manageriale delle risorse umane, del convegno “Motiv’azione”, organizzato dalla Rhodigium Team. “Fare sport è creare cultura sportiva e del movimento. L’aspetto delle relazioni umane è fondamentale e l’allenatore ne è l’artefice principale”. Ad ascoltare l’attuale coach della nazionale polacca di volley, un centinaio di persone. “L’abilità dell’allenatore - ha detto Anastasi - sta nel gestire il campione e anche l’atleta che gioca meno. Oltre alle competenze tecniche è importante creare uno staff motivato, in grado di lavorare in maniera sinergica creando quell’empatia che poi è la chiave dei successi di una squadra”. Anastasi è reduce dall’avventura dell’olimpiade londinese, ma anche dalla vittoria, prima volta per la Polonia, della World League. “Nei miei viaggi alla ricerca del sapere, ho conosciuto persone che hanno influito poi in alcune mie scelte. Una di queste è un allenatore della Duke University che ha elencato cinque qualità fondamentali per la formazione di un gruppo: comuni-
di Cristiano Aggio
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a soddisfazione più grande è stata la gestione, per la prima volta in Polesine, di un girone di calcio a 5. Successe tre anni fa e fu una bella vittoria: se poi consideriamo che sei anni fa in Polesine c’erano tre squadre in serie D e ora ve ne sono otto e una in C2, non posso che essere soddisfatto”. A parlare è Domenico Trivisonno, delegato della Figc per il calcio a 5, che a fine anno, per una scelta di vita, si trasferirà in Australia. Per ora, la gestione del girone è affidata alla segreteria della Figc rodigina con la supervisione del delegato regionale Antonio Peron, fino a novembre, quando ci saranno le elezioni. Indubbiamente, la crescita del calcio a 5 federale, è sotto gli occhi di tutti: anche quest’anno sono due le squadre nuove che si sono iscritte in Figc nel girone polesano: il San Pio X e Monselicense. E anche il livello è decisamente alto. “Posso dire con certezza che il nostro girone è uno tra i più tecnici ed equilibrati. Negli ultimi anni c’è stato un trend, qualitativo, sempre positivo, e non è un caso che il Rosolina abbia vinto i play off e che tre
Il delegato della Figc per il calcio a 5 Domenico Trivisonno
Sei anni fa c’erano tre squadre in serie D, ora sono otto e una in C2 anni fa il Granzette li sfiorò prima di vincere il campionato”. Cosa si potrebbe fare in più per crescere con il futsal? “Sviluppare il settore giovanile. Bisognerebbe pianificare. Però servirebbero palestre e qui chiamo in ballo le amministrazioni comunali che potrebbero fare decisamente qualcosa in più”.
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Convegno “Motiv’azione”
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Trevisonno lascia il futsal Lavorando e programmando per step, Trivisonno aveva anche individuato un periodo per un evento. “Quest’inverno la serie A riposa a lungo per via dei mondiali: in Veneto ci sono le maggiori squadre del futsal e quest’anno si è aggiunto il Verona in serie A e il Padova in serie B: l’ideale sarebbe invitarle per un evento che richiami un po’ di gente.” Lavoro che potrebbe fare il neo delegato: probabili nomi? “Non so nulla, dice Trivisonno. Spero solo che continui su questa strada e che il calcio a 5 in Polesine continui a crescere”. Ringraziamenti di rito? “Ad Antonio Peron delegato regionale che in questi anni è la persona che si è data da fare di più in assoluto per far crescere il nostro bellissimo sport. In Polesine ringrazio Clelio Mazzo, Marco Scaranello, la prima persona che ho contattato nel 2004 quando decisi di trasferirmi da Imola a Rovigo. E poi, Massimiliano Pivetti e tutti gli amici del calcio a 5 che ho conosciuto in questi fantastici otto anni”.
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Andrea Anastasi cazione, fiducia, responsabilità collettiva, attenzione e orgoglio”. L’incontro è stato pensato da Marco Bonvento, presidente della società rodigina che si occupa di atletica leggera e triathlon. “Credo – ha spiegato - che una società sportiva debba, oltre che dare la possibilità di fare sport al maggior numero di persone possibile, anche creare le premesse culturali per fare attecchire e crescere lo sport e le persone che lo praticano, soprattutto i giovani. Non solo polmoni, cuore e gambe, in altri termini, ma testa. Ecco spiegato il nostro impegno anche fuori dal campo; con questo convegno in particolare volevamo esplorare il significato di motivazione: quanto conta per i campioni, per chi li allena, per lo sportivo amatore. Per l’uomo, la donna, il giovane che ogni giorno si trova ad affrontare i casi della vita così come una Cr.Ag. gara o un allenamento”.
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Riordino degli enti locali Approvato il decreto “Nuova Italia”
Rovigo e Verona, un’unica provincia Il Consiglio dei Ministri con il voto di fine ottobre ha stravolto tutte le ipotesi fatte in precedenza
Il ministro per le riforme della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi
di fortunato Marinata
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l futuro del Polesine sarà con Verona. Il Consiglio dei ministri ha il riordino – ha spiegato il ministro in un’intervista a La Stampa - non approvato nel decreto “Nuova Italia” l’accorpamento della Provincia è che si potesse attendere la naturale scadenza della consiliatura prodi Rovigo con quella di Verona e la Provincia di Padova con quella di vinciale. Fatta la riforma bisogna partire con il nuovo assetto quanto Treviso, non tenedo in minimo conto la richiesta di autonomia espressa prima”. Tanta speditezza secondo il ministro sarebbe autorizzata dalla dal Consiglio provinciale e da diversi comuni del rodigino. Salva Bel- decisione della I sezione del Tar del Lazio, di respingere le richieste di luno, per la quale è stata riconosciuta la peculiarità di area montana, sospensione del riordino pretesa dalle Province di Lecco, Lodi, Treviso salva Venezia che diventerà città metropolitana e salva per il momento e Rovigo perché ritenuta incostituzionale. “Le provincie sono previste Vicenza in previsione di un futuro riordino per aree metrolitane che dalla Costituzione – è quanto sostenuto dagli enti locali ricorrenti – e dovrebbe mettere insieme Verona, Vicenza e Rovigo (Vi-Ve-Ro) e la loro natura non può essere modificata per decreto”. Il Tar su questo dall’altra parte del Veneto Padova, Treviso, Venezia (Pa-Tre-Ve). I pa- non è intervenuto, la decisione presa è stata quella di non decidere. rametri per allargare gli ambiti provinciali erano già stati designati con Anziché rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, il Tar del Lazio si è limitato a rilevare che, “impregiudicata ogni il decreto Salva Italia, indicando alle provincie questione di carattere pregiudiziale”, non sono con popolazione inferiore ai 300 mila abitanti e Ancora ombre ravvisabili i paventati profili di immediata lesività con una superficie al di sotto di 2500 chilometri sulla sentenza dell’atto impugnato. La delibera del Consiglio dei quadrati, la necessità di rivedere il proprio “as- del Tar. Ministri, secondo i giudici amministrativi costitusetto istituzionale”. Un indirizzo sarebbe dovuto Avrebbe deciso isce infatti il primo segmento di una sequenza arrivare dai comuni, dalle stessa Provincia, dalla di non decidere procedimentale destinata a concludersi con un Conferenza autonomie locali e dalla Regione. Tutte le delibere tuttavia hanno indicato un sostanziale mantenimento provvedimento di natura legislativa. Il Tar, dunque, non ha deciso aldello “status quo” e quindi, senza un sostanziale orientamento da cunché sui ricorsi; ha semplicemente negato la richiesta di sospensione parte degli enti locali la scelta è spettata al Consiglio dei Ministri. Da cautelare dell’efficacia della deliberazione del 20 luglio senza decidere parte sua il ministro competente Filippo Patroni Griffi ha dimostrato l’in- nel merito. Comunque sia il ministro ha colto l’occasione per premere tenzione di procedere speditamente all’accorpamento delle Provincie, in profondità sul pedale dell’acceleratore del riordino delle province. indicando nella data del giugno 2013 il commissariamento di tutte le “Sarà un’occasione per ridisegnare la presenza pubblica sul territorio Province. Addio presidenti, dunque, ancor prima che decorrano i ter- e riordinare la presenza dello Stato – ha spiegato - perché quando anmini del mandato elettorale. Dal 2014 poi le province diventeranno dremo a ridisegnare le province rivedremo anche questure, Prefetture, enti di secondo grado e non ci saranno più elezioni ma nomine per uffici scolastici e via dicendo”. Accelerazione che non è piaciuta per comporre il consiglio e individuare il presidente. La giunta sparirà. “Per niente alla presidente della Provincia, Tiziana Virgili.
Palazzo Celio
la rePlica della Presidente al ministro
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l ricorso al Tar ha rappresentato per la Provincia rodigina l’unica possibilità di sottrarsi dalla mannaia del Governo. Del resto, con Belluno, non centrava nessuno dei due parametri indicati per mantenere l’autonomia, estensione territoriale e numero di abitanti erano ben al di sotto della soglia da raggiungere e non è servito nemmeno giacare la carta della peculiarità dell’area deltizia visto che per il Governo non è paragonalbile alle Dolomiti. L’ombra dell’incostituzionalità del decreto “Salva Italia”, tuttavia non è ancora del tutto tramontata visto che per decreto, in via teorica, non si potrebbe procedere nei confronti di enti previsti dalla Costituzione. Servirebbe invece una legge costituzionale. Un punto sul quale la presidente, Tiziana Virgili, ha incentrato la sua battaglia e sul quale ha impostato la lettera che prima dell’accorpaneto delle provincie aveva inviato al ministro Patrini Griffi. “La prima applicazione dell’articolo 1 della Costituzione è proprio l’esercizio del diritto di voto col quale i cittadini scelgono chi li amministra mentre l’art. 133 prevede un riordino in netto contrasto con quello in corso”. “Date le premesse e quanto sta succedendo, credo che il commissariamento delle Province costituisca un’umiliazione della Costituzione e una mina per l’assetto democratico del nostro paese”. Anche in merito al mancato pronuciamento del Tar nell’ambito costituzionele del decreto, la Presidente ha fatto sapere come la pensa. “Mi permetto di precisare – ha chiosato la presidente della Provincia rodigina - che sul ricorso presentato dalle Province di Treviso, Lodi, Lecco e Rovigo, il Tar del Lazio si è pronunciato esclusivamente sulla sospensiva dell’efficacia della delibera del Consiglio dei Ministri del 20 luglio, pertanto, il ricorso non è per il momento partita chiusa, non essendo ancora entrato nel merito della costituzionalità o meno dell’atto governativo e della sua legittimità”.
PROPOSTA ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA CONSVIPO IL TRAINO DELL’ECONOMIA POLESANA DOPO LA fUSIONE CON VERONA
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e associazioni di categoria in rappresentanza della piccola e media impresa polesana hanno avanzato l’idea di trasformare il Consvipo in un’agenzia per lo sviluppo del Polesine, facendolo così diventare motore di traino per l’economia e garanzia di finanziamenti europei, anche dopo la stretta delle Province. Un progetto che è piaciuto agli otto presidenti e per questo hanno immediatamente siglato un documento volto a suggerire un piano per il riordino del Consorzio di Sviluppo modificandone la missione e il modello di governance. A stringersi in sinergia
sono Confartigianato, Coldiretti, Confesercenti, Cna, Ascom, Confcooperative, Cia e Upa Casartigiani. Grandi assenti Unindustria, Legacoop e Confagicoltura. A fare il punto il presidente di Confartigianato Rovigo Marco Marcello: “Siamo molto preoccupati per quello che sta succedendo, alla luce delle modifiche degli assetti istituzionali della nostra provincia. E’ fondamentale, dunque, avere un’idea chiara di quale può essere l’elemento aggregante dello sviluppo economico del nostro territorio. Una soluzione è proprio il riordino del Consvipo. Troppo si è discusso dal punto di vista
politico. Non è questione di porsi pro o contro il Consorzio di sviluppo, ma decidere di innescare un dibattito virtuoso su quello che può rappresentare ora per il Polesine”. Bisogna puntare, secondo Mauro Giuriolo di Coldiretti su “filiere locali, turismo, agricoltura. Non perdere di vista il territorio. Siamo aperti a un confronto. Agire, ora, senza perdere altro tempo è quello che ci chiedono i nostri associati”. Allo stesso tavolo anche Alessia Zaninello presidente della Cna e Daniele Andreotti di Casartigianti: “E’ esemplare che tutte e tre le associazioni di categoria dell’artigianato siano unite in
questo percorso. Ciò vuol dire che le piccole medie imprese lanciano un grido d’aiuto. E’ ora di agire concretamente”. Sandro Lavezzo di Ascom è convinto che Consvipo sia “una struttura virtuosa, capace di attivare un volano importante per l’economia locale”.
Spazi aperti 17 Folklore e antiche leggende Una rassegna che toccherà 71 località con 185 eventi
Anche in Polesine gli “Spettacoli di Mistero” Due gli appuntamenti: a Trecenta con con la “Storia di Marinelle, la misteriosa fanciulla del Malopera”, e a Canaro con Bombasin
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al 21 ottobre al 2 dicembre prossimi torna in Veneto “Spettacoli di Mistero”, il Festival diffuso sul territorio promosso dalla Regione e dalle Pro Loco del Veneto, ideato e diretto dallo scrittore Alberto Toso Fei, che di mistero si occupa da anni. La manifestazione, che interesserà 71 diverse località e presenta un cartellone di ben 185 eventi, ognuno degli eventi in cartellone riproporrà le leggende, le figure storiche avvolte nel mito e nel mistero, le storie di folletti e streghe che hanno attraversato secoli di storia e tradizione del Veneto, con rappresentazioni teatrali, rievocazioni in costume, percorsi leggendari ambientati in luoghi dal significato magico ed esoterico. “Tanti luoghi e località di pregio, tante rappresentazioni che ripercorrono una storia e una cultura che si perde nella notte dei tempi – ha detto Stival – costituiscono una straordinaria occasione di affermazione di un’identità alla quale il Veneto tiene molto. Definirei questa manifestazione una risposta identitaria veneta alla finzione e alle plastiche artificiali di Halloween. E non è un caso che Spettacoli di Mistero si tenga da noi nello stesso periodo”. Molti degli
La locandina dell’iniziativa eventi di Spettacoli di Mistero saranno accompagnati anche dalla presenza di stand gastronomici e momenti di degustazione di prodotti tipici, che permetteranno di promuovere un altro spetto fondamentale del Veneto turistico, qual è l’enogastronomia. Due gli eventi rimasti in cartellone che riguarderanno il Polesine: a Trecenta il prossimo 24 novembre con la “Storia di Marinelle, la misteriosa fanciulla del Malopera”, un racconto che risale ai filò di fine Ottocento, una storia d’amore tra un pittore e patriota veneziano ed una affascinante
POLESINE TURISMO PER TUTTI I GUSTI Il Consvipo alla 12esima edizione del Tti –Travel Trade Italia - di Rimini per promozionare le bellezze del territorio
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l Polesine è una terra bellissima, peccato che in pochi lo sappiano. Forse potrebbe essere proprio questa sorta di forzato isolamento a rendere alcuni suoi scorci così pieni di fascino, tuttavia il Turismo è uno dei settori ritenuto tra i trainanti per uscire dallo stato di crisi degli ultimi anni. Anche per questo il Consvipo, in accordo con la Provincia di Rovigo, la Cciaa, le Associazioni di categoria e i Consorzi Turistici, ha deciso di presentare il nostro territorio al più importante workshop che promuove l’offerta turistica italiana nel mondo. Il Consorzio per lo Sviluppo, infatti, ha avuto uno spazio espositivo alla 12° edizione del TTI –Travel Trade Italia- di Rimini, che si è svolto dal 18 al 20 ottobre scorso. Un evento fondamentale e molto atteso dall’industria turistica del nostro Paese che desidera presentare le nuove proposte ai 600 tour operator internazionali presenti al workshop e provenienti da 60 paesi considerati strategici per la vendita del prodotto Italia. Questo evento, perciò, è una sorta di piazza di incontro tra domanda e offerta di viaggi in tutte le possibili formule: week end, long week end o settimanali. Tutto questo per il nostro territorio si traduce nella possibilità di avviare nuove relazioni professionali e vendere il prodotto Polesine a tutti i buyers nazionali e internazionali mettendo in rilievo sia le peculiarità che la nostra zona possiede ma anche la forma di turismo è più adatta
per esperirle. Nella fattispecie, si prestano alla visita del Polesine sia i viaggi individuali che quelli di gruppo, è valido per il soggiorno sia il week-end quanto i periodi più lunghi e tra le offerte non mancano proposte culturali, balneari o naturalistiche. “L’idea di partecipare a questo importante evento – ha spiegato Angelo Zanellato, presidente del Consvipo- è scaturita dalla necessità di trovare un accordo e un coordinamento sulla commercializzazione delle offerte turistiche del Polesine, anche in base alle richieste che ne derivano dal mercato nazionale e internazionale”. Ma questo evento è importante anche per un altro motivo: “Questa azione dà, anche, l’opportunità al nostro territorio di presentarsi ai buyers, ai tour operator e alle agenzie turistiche in maniera unitaria con proposte certe e concordate – continua Zanellato. Questo è l’unico modo per affrontare in maniera condivisa le sfide che il mercato del turismo lancia”. Insomma, tutte le associazioni polesane si sono unite per far rivivere il territorio con un’azione di marketing territoriale preparata e studiata ad hoc per realizzare un pacchetto di offerte che veramente possa piacere a tutti i futuri turisti e sia in accordo con le nuove tendenze del mercato. Prepariamoci, allora, a un futuro ricco di nuove offerte, nuovi turisti e, speriamo, nuova vita per quello che è un territorio tutto da scoprire. De.Fo.
fanciulla, dalle particolari facoltà, che ha avuto come ambientazione una casa misteriosa sulla via di Canda e l’esile fiume Malopera, che lambisce ad est il territorio di Pissatola, vicino a Trecenta. Una storia vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, che era stata dimenticata e che solo recentemente, attraverso un piccolo quaderno dalla copertina consunta ha ritrovato lo splendore di una luce nuova. Il secondo e ultimo appuntamento invece si terrà a Canaro, con una serata dedicata a El Bombasin’, un personaggio del folklore mediopolesano. Era una maschera paurosa le cui origini sono nate nel comune di Villadose e dintorni. Operava nei giorni tra Capodanno e Carnevale. La testa era ricavata da un teschio di toro o di maiale. Aveva la gobba fatta con un cuscino imbottito di piume: per questo si chiamava el Bonbasin. Portava al collo sonagli e in testa corna di toro. Il vestito era fatto con un lenzuolo sbrindellato. Passava per le vie con alcuni accompagnatori che lo frustavano nelle gambe. Uno suonava la tromba. Lo scopo era di ricavare l’elemosina di qualsiasi tipo.
Ente Parco
rinnovato il comitato tecnico scientifico
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’ stato recentemente rinnovato il comitato tecnico scientifico dell’Ente Parco Delta del Po presieduto da Geremia Gennari. L’organismo, che si avvale tra i suoi membri di esperti delle discipline che caratterizzano il territorio deltizio e che mirano alla valorizzazione e alla tutela dell’ambiente, svolge un ruolo molto importante per quanto concerne le attività Il presidente compiute sia dal direttivo sia dal consiglio del parco Marco dell’ente. Tra le azioni essenziali svolte Gottardi dal Comitato vi è l’espressione del parere obbligatorio sul Piano ambientale, sul Piano pluriennale economico-sociale e sul regolamento. Il comitato, inoltre, può essere sentito a richiesta degli organi di gestione del Parco, in riferimento a qualsiasi altra questione che abbia particolare rilevanza nell’ambito di svolgimento dell’attività dell’ente. L’organico dell’ultimo comitato scientifico, facendo riferimento ai dati diffusi dall’Ente Parco Veneto il 18 settembre 2012, è composto, tra gli altri, da Marco Gottardi, che attualmente ricopre la carica di direttore dell’ente. Tra i membri vi è il direttore del Consorzio Bonifica Delta Po – Adige Giancarlo Mantovani, l’esperto di discipline attinenti la cultura quali l’ecologia, l’economia e la sociologia Adriano Mazzetti, l’esperto in tutela del territorio e difesa e valorizzazione dell’ambiente con particolare riferimento all’urbanistica Maurizio Callegari, l’esperto in discipline attinenti la pesca Remigio Rossi, l’esperto in tutela del territorio e difesa e valorizzazione dell’ambiente Giovanni Battista Scarpari, l’esperto in discipline attinenti la difesa e la salvaguardia del territorio con particolare riferimento alla tutela della salute dell’uomo Marco Bondesan, l’esperto in discipline attinenti la cultura Gian Antonio Cibotto e l’ esperto in discipline attinenti la tutela, la difesa e la El.Ca. valorizzazione dell’ambiente Gustavo De Filippo.
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20 Mondo scuola
Mondo scuola 19
Posti e cattedre L’arruolamento degli insegnanti non è un’impresa semplice
“Concorsone”, precari sul piede di guerra Gli abilitati sfornati da tutte le Ssis d’Italia sono stati 100 mila e solo il 30% è stato assunto. Perché bandire posti che potrebbero essere coperti da queste persone? di Mattia De Poli
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n tempo di crisi economica il posto di lavoro è un bene prezioso. E se i posti disponibili sono addirittura 11.542, allora si potrebbe pensare di aver trovato il mitico Eldorado. Solo in Veneto sono previste 509 nuove assunzioni, ripartite tra l’anno scolastico 2013-2014 e il successivo. Eppure di fronte al decreto dello scorso 25 settembre, che ha bandito così tanti posti a cattedra, i precari della scuola sono scesi sul piede di guerra. Un assurdità? Solo in
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parte. Rimettere in movimento le procedure per l’arruolamento degli insegnanti non è un’impresa semplice: l’ultimo concorso risale al 1999 e le scuole di specializzazione per l’insegnamento superiore sono state chiuse nel 2008. A fatica e tra mille incognite stanno ripartendo i corsi di formazione (il tirocinio formativo attivo), ed ora è la volta del nuovo concorso. Una questione particolarmente controversa è legata al numero di posti banditi: sono tanti e la prospettiva do-
vrebbe essere allettante ma tra gli aspiranti concorrenti regna il malumore. Uno dei titoli di accesso al concorso è il diploma della Ssis ma gli ex “sissini” hanno già sostenuto un esame abilitante che li ha collocati in una graduatoria per l’immissione in ruolo. Quella graduatoria oggi è “ad esaurimento”, non prevede cioè nuovi inserimenti, ma in molte regioni e per molte discipline non è ancora esaurita: secondo l’Anief, un’associazione di categoria particolarmente attenta ai pro-
blemi dei precari, nell’ultimo decennio gli abilitati sfornati da tutte le Ssis d’Italia sono stati 100 mila e solo il 30 per cento è stato assunto. Perché bandire posti che potrebbero essere coperti da queste persone, ritardando la loro stabilizzazione lavorativa? In effetti in Veneto per alcuni insegnamenti, ad esempio per francese nella scuola secondaria sia di prima che di secondo grado, non è stato bandito a concorso alcun posto, mentre per altri, ad esempio per latino e greco
nei licei classici o matematica e fisica nella scuola secondaria di secondo grado, il numero è irrisorio, rispettivamente 1 e 7. Uno degli obiettivi dichiarati per questo concorso è lo svecchiamento del corpo docente ma chi è riuscito a fare la Ssis si è laureato al massimo entro giugno 2007 e il requisito alternativo al diploma abilitante per accedere al concorso è la laurea, solo se conseguita entro il 2002.
Crisi scuola
“un’iniziativa intemPestiva. la montagna ha Partorito un toPolino”
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urante un’assemblea organizzata dalla Cisl scuola di Rovigo lo scorso ottobre la segretaria provinciale Stefania Botton ha manifestato perplessità e riserve rispetto al “concorsone” degli insegnanti: “Siamo stati colti alla sprovvista. Le anticipazioni rilasciate ad agosto sono state smentite dal testo finale del decreto”.
Ma il concorso non è soggetto a contrattazione sindacale e, secondo Botton, è necessario fare il possibile per renderlo comunque un’opportunità. A sua volta Roberto Calderola della segreteria regionale ha bollato il concorso come un’iniziativa intempestiva: “Si basa su norme che risalgono al 1998, oggi superate. La montagna ha par-
torito un topolino”. In generale si ha l’impressione che il Ministero, pur di riavviare la macchina per l’arruolamento dei docenti, abbia agito in modo superficiale e frettoloso: l’esclusione dal concorso dei professori che sono già di ruolo è suscettibile di incostituzionalità. M.D.P.
Roberto Calderola e Stefania Botton
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22 Personaggio Marcello Ubertone Cantautore rodigino che recentemente si è imposto a “Senza Etichetta”
Un talento scoperto da Mogol Tanta passione per la musica fin dalla più tenera età: Jovannotti, Queen ed Eminem tra gli idoli. Poi un anno di studi all’estero, la solitudine e la “vena” cantautorale di Denise formigaro
Molto rumore per nulla. “Forse per coerenza col nostro nome, non suonammo mai” musica. “Il mio amore per la musica è iniziato con Jovanotti, a sei anni – racconta Marcello - ogni pomeriggio dopo la scuola, alzavo lo stereo a palla e cantavo le sue canzoni a squarciagola saltando sui divani. L’album era “La mia moto” e i miei genitori per Natale mi regalarono una moto elettrica. Ricordo che mi misi una camicia hawaiana e degli occhiali da sole verde fosforescente solo per fare il giro dell’isolato e mettere in pratica i versi: “Mi guardo quando passo sui vetri dei negozi/ mi accorgo che con lei mi sento proprio Fonzie”. Ma a Jovanotti ben presto si aggiunsero altri cantanti e gruppi musicali: “Alle elementari mi infatuai dei Queen, degli 883, alle medie degli Oasis e degli Articolo
31, alle superiori dei Nirvana, degli Smashing Pumpkins, dei Verdena e di Eminem”. Passioni condivise della maggior parte dei giovani, quand’è che invece sei passato alla tua musica...insomma allo scrivere canzoni e cantarle? “Alle superiori, quando trascorsi l’anno scolastico negli Stati Uniti, e dovendo passare molto tempo da solo, iniziai a scrivere quelle che potremmo definire le prime canzoni. Al mio ritorno fondai con il mio compagno di banco un gruppo grunge, i Molto rumore per nulla. Forse per coerenza col nostro nome, non suonammo mai nemmeno un concerto. Ma in quegli anni ci divertimmo un sacco. Le prove erano in una saletta ricavata dallo spogliatoio degli arbitri di un vecchio campo da calcio. Dato che in quel campo non si giocavano più partite ufficiali, uno spogliatoio per gli arbitri non serviva più. Era davvero figo. Dopo il nostro scioglimento ho continuato per conto mio, per forza di cose, con la chitarra acustica”.
“È IMPOSSIBILE CHE LA MARMELLATA L’ABBIA RUBATA IO!”
Photo: Kate Holt/Eyevine/ActionAid
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ire che il Polesine è una culla della musica e del bel canto potrebbe essere un’affermazione piuttosto audace ma, invece, il nome di Katia Ricciarelli è lì a testimoniarlo. E se non bastasse la stella fulgente della celebre soprano, che ormai da diversi anni illumina il panorama musicale, va detto che nuove luci si accendono continuamente. Tra queste, la più promettente, è forse quella di Marcello Ubertone, trentenne cantautore rodigino che recentemente si è imposto a “Senza Etichetta”. Un concorso ideato da Mogol che da quindici anni costituisce una grande opportunità per i musicisti privi di contratto discografico e audaci al punto da mettersi alla prova confrontando le loro capacità con quelle di altri musicisti, al fine di ottenere i favori di un importante e ambito palcoscenico che da sempre è ritenuto un vero baluardo della promozione musicale nazionale dei nuovi talenti. Noi lo abbiamo intervistato per sapere da dove viene questo talento ma soprattutto da dove arriva la passione per la
Marcello con la sua chitarra acustica E come sei venuto a conoscenza del concorso di Mogol? “È stata mia madre a convincermi. Io passo molto tempo a scrivere canzoni e poco a darmi da fare perché la gente le ascolti. Mia mamma mi sprona spesso in questa direzione e per fortuna l’ha fatto anche in quella circostanza. Bisognava passare tre selezioni per arrivare tra i sedici finalisti che si sarebbero esibiti davanti a Mogol. Non mi aspettavo di vincere anche perché in finale il livello era molto alto: per me era già tanto essere arrivato lì, ricevere poi i complimenti direttamente da Mogol è stata una vera emozione. In quel momento mi sono detto “Se lui pensa che valgo qualcosa come autore, di quello che possono dirmi gli altri mi interessa davvero poco”. Grazie al premio ricevuto, ti è stata
data la possibilità di trascorrere tutta l’estate al Cet, l’accademia musicale fondata in Umbria da Mogol, dove ha potuto non solo seguire le lezioni di grandi professionisti come Giuseppe Barbera, Giuseppe Anastasi, Carlotta Scarlatto e dello stesso Mogol, ma hai avuto anche la possibilità confrontarsi con musicisti professionisti e con autori molto capaci. Insomma un sogno a occhi aperti? “Il mio progetto più importante per il futuro è quello di migliorare in quello che faccio e possibilmente farlo arrivare a più gente possibile”. Come? “Non lo so ancora bene, ma chissà che qualche lettore de La Piazza non si incuriosisca e condivida sul suo profilo Facebook qualche mia canzone!”.
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Cultura provinciale 23 Appuntamenti Al via una rassegna culturale itinerante
“Aperture” fino a dicembre
In diversi centri del Polesine si parlerà di religione, storia, fisica, filosofia, economia, letteratura di Mattia De Poli
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eligione, storia, fisica, filosofia, economia, lette- discussione sulle prospettive del welfare in tempo di ratura: sono questi i temi che saranno presentati crisi. Venerdì 23 Vera Negri Zamagni sarà ospite dell’ine dibattuti nell’ambito della rassegna “Aperture” contro condotto da Francesco Gennaro presso il circolo che attraverserà diversi centri del Polesine, da Porto Viro Unione di Adria sul tema “L’economia e la famiglia”, a Lendinara passando per Adria, Ceregnano e Rovigo, ovvero sul difficile rapporto tra vita lavorativa e vita fafino al prossimo 18 dicembre, sempre con inizio alle miliare. Martedì 27 Davide Dainese condurrà l’incontro ore 21. con Silvano Petrosino in programma a Ceregnano presso Non un festival a tema, non un ciclo di lezioni, la sala consiliare sul tema “Felicità denaro”: come uno ma un percorso nel territorio alla scoperta di questioni strumento per raggiungere la felicità diventa oggetto del di profonda attualità con lo scopo di aprire un dibattito desiderio fine a se stesso. sulla contemporaneità. Nei primi due incontri di ottobre L’Accademia dei concordi di Rovigo ospiterà infine, a Rovigo si è discusso dell’essenza del Cristianesimo e venerdì 30, Goffredo Fofi e Claudio Luciano che ricostrudel Dio “debole” che muore trafitto in croce ed è stata iranno la figura e la “lezione di Aldo Capitani”, uno dei presentata la “Antologia della resistenza dalla marcia su “maestri irregolari” del secondo dopoguerra italiano. Gli Roma al 25 aprile”. Novembre è ultimi due appuntamenti, dedicati il mese in cui si concentra il mag- La chiusura è affidata alla letteratura, proseguiranno gior numero di appuntamenti, sei a Guido Santato che nel mese di dicembre, entrambi dei dieci complessivi. Si comincia 8 interverrà presso l’Accademia dei Concordi. lunedì 5 a Porto Viro presso la nell’incontro “Pier Giovedì 13 è di scena la poesia sala Ex macello con l’intervento di Paolo Pasolini oggi” di Pascoli: l’incontro condotto da Massimo Teodorani che, insieme Sergio Garbato prevede l’intervena Giorgio Cosco, illustrerà i fenomeni fisici che carat- to di Silvio Ramat, docente universitario e a sua volta terizzano il sole e i loro effetti sulla terra. Venerdì 29 poeta, il quale analizzerà come lo scrittore romagnolo presso l’Accademia dei concordi di Rovigo Paolo Zorzato veniva letto nelle scuole di un tempo e di come la critica discuterà con Diego Fusaro della crisi economica attuale a partire dal 1955 ne abbia proposto un’immagine decie insieme proporranno una riflessione sul capitalismo e samente diversa, pienamente novecentesca: la lettura di sulle vie alternative ad esso. Storia ed attualità saranno alcuni versi sarà affidata all’attore rodigino Paolo Rossi. protagoniste dell’incontro “Ieri e domani. Il socialismo La chiusura è affidata a Guido Santato, docente univerumanitario all’inizio del ‘900”, che venerdì 16 a Lendi- sitario rodigino, che martedì 18 interverrà nell’incontro nara presso la Sala del consiglio comunale coinvolgerà condotto da Paolo Zorzato su “Pier Paolo Pasolini oggi. Andrea Tincani, Marcello Mazzo e Giulio Marcon in una Una nuova monografia sulla sua opera”.
in breve Spettacoli
lendinara osPita balletto e musica
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ra prosa, danza e musica, nel mese di novembre Lendinara si conferma all’altezza della sua storia con numerose iniziative culturali. Il teatro comunale Ballarin ha ospitato la terza rassegna di teatro amatoriale, mandando in scena la compagnia “Proposta teatro collettivo” di Arquà Polesine, con uno spettacolo liberamente ispirato a lavori La chiesa di Santa Sofia di Carlo Goldoni, “Briciole d’arte” di Canaro, con “Il letto ovale” di John Chapman e Ray Cooney, mentre la chiusura è toccata ai padroni di casa de “La tartaruga” con lo spettacolo “Stella e firmamento”, liberamente tratto da un testo di Aldo De Benedetti. Lunedì 19 novembre, invece, in due orari, alle 18 e alle 21, il sipario si aprirà sulle note dello “Schiaccianoci” di Petr Ilic Tchaikovsky, eseguito da Anna Ivanova e dal suo “Balletto russo”. Ma a novembre nel centro altopolesano terminano anche gli appuntamenti con il festival “Il suono e gli strumenti di Domenico Montagnana”, dedicato al liutaio lendinarese e giunto all’ottava edizione. Due le date in calendario, entrambe presso il duomo di Santa Sofia alle ore 21: l’Orchestra di Padova e del Veneto, dopo aver accompagnato il 12 ottobre scorso Enrico Bronzi nell’esecuzione di opere di Franz Joseph Haydn e di Franz Schubert, sarà diretta e accompagnata al violoncello da Alexander Rudin in un programma che prevede brani di Arcangelo Corelli, Giuseppe Tartini, Gioacchino Rossini e Luigi Boccherini. M.D.P.
La locandina dell’iniziativa
Illustrazione per l’infanzia
“castelli Per aria”
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opo l’ottimo riscontro ottenuto a Rovigo nella sala della Gran Guardia, in occasione della 530° Fiera d’ottobre, dal 15 al 25 novembre prossimi la mostra di illustrazione per l’infanzia “Castelli per aria. Città di Rovigo” farà tappa a Badia Polesine, presso la “Antica rampa libreria caffè”. In un territorio provinciale ricco di professionalità artistiche, spesso sconosciute o sottovalutate, è nata l’idea di riunire attorno alle opere di Paolo Domeniconi le tavole di undici giovani illustratori. Giulia Antonello, Giulia Boari, Sofia Boccato, Veronica Cestari, Laura Ferracioli, Silvia Fiocco, Sara Michieli, Marta Padovani, Ilario Saltarello, Angela Sbandelli e Carlotta Tognin, oltre a esporre i loro disegni, proporranno attività ludiche e laboratori destinati ai bambini. Negli eventi in calendario sono coinvolti anche Sandra Trambaioli, autrice del volume “Un sogno da Leoni” e l’attore Morris Furegato. Questa inedita iniziativa culturale, dedicata al mondo magico delle illustrazioni per bambini, è nata dalla collaborazione tra la casa editrice Alberto Brigo editore, impegnata a creare occasioni di incontro tra adulti e bambini, il Comune di Rovigo e lo studio Web graffiti di Porto Viro ed è stata sostenuta dall’Accademia dei Concordi, dagli assessorati alla Cultura e alla Pubblica istruzione della Provincia di Rovigo e dall’Ufficio scolastico territoriale. “Castelli per aria” si propone come mostra itinerante e chiunque volesse ospitarla nella propria città può scrivere a: info@castelliperaria.it. M.D.P.
museo di adria “Scripta manent. I documenti Bocchi per l’archeologia di Adria”
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ll’interno del Museo archeologico nazionale di Adria dal 17 settembre 2011 si sono succedute diverse iniziative volte a celebrare il cinquantesimo anniversario dalla sua istituzione. Per concludere non poteva mancare un riconoscimento al suo nucleo fondante: la collezione privata della famiglia Bocchi. Dal 29 settembre scorso fino al 15 marzo 2013 è visitabile la mostra “Scripta manent. I documenti Bocchi per l’archeologia di Adria”. Vi sono esposti alcuni volumi manoscritti del catalogo del “domestico museo” di famiglia e dei registri dei visitatori e non mancano le curiosità: spiccano i nomi di Francesco Carlo d’Austria e del famoso epigrafista e storico Theodore Mommsen. Inoltre, sono presenti alcuni tomi della prima redazione dell’inventario, iniziata da Francesco Antonio Bocchi nel 1868, che l’elenco dei reperti talvolta corredati da schizzi e note. Accanto al disegno di una coppa a figure nere della prima metà del quinto secolo avanti Cristo, realizzato dal canonico Bocchi, si legge che essa fu donata nel 1809 all’imperatore Francesco I d’Austria. Nel corso dell’Ottocento gli oggetti “disotterrati in Adria”, soprattutto il vasellame di provenienza attica, iniziarono ad essere riprodotti e questa sorta di “fotocopia” o di “fotografia” in bianco e nero era destinata a studiosi per cercare di raccogliere maggiori informazioni. La mostra propone in alcuni casi la possibilità di confrontare il reperto archeologico con la sua riproduzione. I documenti, deteriorati da anni a causa delle ricerche effettuate da diversi ricercatori, sono stati ora recuperati grazie al lavoro svolto dal Laboratorio di restauro del libro dell’abazia di Praglia: essi testimoniano la fama internazionale raggiunta dalla collezione privata e la precoce tensione M.D.P. della famiglia Bocchi alla ricerca scientifica.
Teatro Sociale di Rovigo
stagione di musica Jazz
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opo la musica lirica e sinfonica, oltre alla prosa e al balletto, il Teatro sociale di Rovigo completa il quadro delle sue nuove proposte culturali con la stagione di musica jazz, realizzata grazie alla collaborazione con il Rovigo jazz club. Dopo il concerto d’esordio che lo scorso 23 ottobre ha visto protagonista Luma Heloisa Lourenço con il suo quartetto, tra novembre e dicembre sono in programma altre quattro date. Tutti gli appuntamenti sono ospitati nel Ridotto del teatro in orario serale: dalle 20.45 alle 21.10 l’accesso è riservato ai soci del Rovigo jazz club e per loro l’ingresso è gratuito, mentre dalle 21.10 alle 21.30 possono entrare fino ad esaurimento dei posti i nuovi iscritti e chi acquista una tessera serale del costo di 8 euro. Nel mese di novembre, quindi, il calendario prevede per martedì 6 “Ivan Tribolla trio” che eseguirà “Bisconce”, “musica per trio e amico immaginario”, mentre martedì 27 sarà protagonista della serata l’apprezzato complesso rodigino “The ukulele lovers”, che suoneranno “My one and only uke”. Martedì 4 dicembre gli allievi del dipartimento Jazz del Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo si succederanno nella “Jam session di fine anno”, aperta a tutti gli “amici” musicisti. In prossimità del Natale torna l’appuntamento con il “Delta gospel choir”, diretto dal maestro Luca Bertasi. Le collaborazioni con le realtà locali e la valorizzazione dei talenti polesani permettono di offrire proposte culturali nonostante le ristrettezze delle casse pubbliche. M.D.P.
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IL VENETo
in PRIMo PIANo
Primarie Da sinistra a destra
Dal Veneto verso la guida dell’Italia
Stop ai politici calati da Roma. ora è una delle regioni più operose del Nord-Est a presentare i propri candidati: amministratori in campo per la guida del Paese di Germana Urbani
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er le politiche 2013 scende in campo chi monta i gazebo del Pd la mattina presto il Veneto, nel vero senso della parola. della domenica e, nonostante la disaffezioSì perchè da qui parte addirittura una ne di molti e l’arrabbiatura di tanti, presenta candidatura alla premiership del Paese. la mia candidatura alle primarie, chiede una Laura Puppato, Capogruppo Pd in con- firma perchè anche io, sconosciuta ai più e siglio regionale ed eletta con quasi 27mila ignorata completamente dalla stampa navoti, il 25 ottobre ha consegnato le 20mila zionale, possa prendere parte alle primarie firme necessarie a candidarsi alle primarie del centrosinistra. Contando le firme di tutti del centrosinistra. La sua è stata un’impre- questi italiani volonterosi in questi giorni sa alla Davide contro Golia, sì perchè il Pd pensavo: “l’Italia ha bisogno di voi, io sono che conta, in Italia come in Veneto, sosterrà solo uno strumento, vorrei rappresentarvi, Bersani e mal sopporta gli outsiders com’è spero di farcela!”. E ce l’ha fatta. la Puppato. In pochi credevano che ce l’aSarà insieme a Bersani, Rezi, Vendola vrebbe fatta a raccogliere in una settimana e Tabacci uno dei protagonisti delle primarie le 20mila firme necessarie, invece eccola lì, di Centrosinistra che, in larga parte sono a ringraziare tutta la state caratterizzate da “gente di buona vo- Puppato, Galan, partenze e passaggi lontà, che non smette Tosi. Ma anche importanti nella nostra mai di sperare che la Renzi e Bersani regione. politica possa essere partono da qui per Il giovane Renzi, anche altro rispetto a raggiungere il Paese sindaco di Firenze e quello che vediamo rottamatore per ecceloggi”. lenza, ha iniziato la sua campagna a metà “E’ un’onda lunga – racconta Lau- settembre partendo da Verona, cuore della ra Puppato – che preme con la forza dei nuova Lega in Veneto. Una scelta forse simtantissimi che oggi in Italia credono ancora bolica per lanciare un messaggio a quanti, nella democrazia partecipativa, nella capa- nell’ex compagine di centrodestra non sono cità di cambiare le cose partendo dal basso, più disposti a votare il Pdl e le forze padane. dalla gente comune, da chi si prende una Il fiorentino è sicuro di far breccia sui delumattinata di ferie dal lavoro per fare un si dagli scandali e dalle ruberie del cerchio banchetto di raccolta firme al mercato, da magico di Bossi e figlio, dalle razzie laziali
Da sinistra: Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, Giancarlo Galan, Flavio Tosi e Laura Puppato di Batman e dalla nuova tangentopoli lombarda. Lui, con una campagna tutta americana guidata mediaticamente dal padre del Grande Fratello, cercare i voti a destra e lo fa proprio partendo da qui, da una regione che da vent’anni vede il centrodestra al suo timone. Va detto anche che questo territorio è particolarmente importante dal punto di vista economico. Anche se la locomotiva del Nord-Est in questi anni ha rallentato molto e nel Veneto ha rischiato di fermarsi del tutto, qui ancora le macchine girano e il lavoro resiste. Bersani, giustamente, ne tiene conto e anche per lui il Veneto, e Padova in particolare, è stato uno dei primi appuntamenti della sua campagna per le primarie. Per il suo arrivo il pubblico era numeroso
e attento, persino affettuoso. Il segretario qui è forte del consenso dello zoccolo duro del partito che verso gli altri protagonisti in campo non è per nulla morbido. Ma la grande novità di fine ottobre arriva da destra. Dopo che Berlusconi ha annunciato che non si ricandiderà alle prossime elezioni è partito anche da questa parte il toto primarie. Immediata la discesa in campo dell’ex governatore Giancarlo Galan. “ Se siamo persone intelligenti si fanno le primarie come ha detto Berlusconi e io – ha affermato Galan - ci sarò; non per esibizionismo ma per rappresentare una storia di buona amministrazione di cui sono stato protagonista per 15 anni ed anche per rappresentare un’area, quella liberale che s’è stinta”. Galan, dunque, potrebbe essere
da destra uno dei competitor per la poltrona di Primo ministro, e non nasconde le sue idee sul Pdl in crisi quando afferma che “c’è bisogno di un intervento radicale”! Sempre veneto e in corsa alle politiche della prossima primavera potrebbe esserci un altro amministratore e politico stimato in molta parte del nord-Est: il sindaco Fabio Tosi, che i media non smettono di descrivere come il volto pulito ed efficiente della Lega che sa amministrare. I suoi sono convinti che una sua discesa in campo saprebbe attrarre i delusi di Pdl, Pd e Udc, gente che non è più disposta a votare politici calati dall’alto ma che vuol votare facce che conosce, di cui si fida e che incarnano davvero il cambiamento di cui la terza repubblica ha bisogno.
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Il Veneto in primo piano 25 7 Voto cattolico cercasi
Il centro si muove di Germana Urbani
Pierferdinando Casini e Beppe Grillo. Sotto Marco Paolini
Se si votasse oggi il 27% dei cattolici non voterebbe. Solo uno su tre confermerebbe il suo voto al centrodestra e il 14% voterebbe Grillo
A
nche le forze moderate di centro cercano nel Veneto la forza necessaria a garantire la rappresentanza politica di cui hanno bisogno gli attuali leader. Casini e i suoi rilanciano convinti che i moderati ex Dc tornino all’ovile dopo l’esperienza tragica del berlusconismo che loro, però, hanno appoggiato lungamente. Il programma che mettono in campo fotografa il loro desiderio di rappresentare ancora il voto cattolico moderato con la benedizione, se possibile, della Conferenza Episcopale. L’impressione però è che all’Udc manchi qualcosa di fondamentale. Se il tema del rinnovamento è e sarà uno dei cardini principali delle prossime politiche allora dovranno presto correre ai
la curiosita’
ripari: Casini, è in Parlamento da oltre 29 anni, Beppe Pisanu, 38 anni, Giorgio La Malfa, figlio d’arte in politica dal 1972 per non parlare dei “giovani” Cirino Pomicino, De Mita e molti altri. Certo Antonio De Poli ci sarà ma non si può certo dire che lui sia l’uomo nuovo, il Renzi dell’Udc e anche il suo famoso radicamento sul territorio da quanto è parlamentare è venuto un po’ scemando. Sempre al centro sta un nuovo soggetto politico come Italia Futura di Montezemolo che da noi è incarnato, però, da volti conosciuti e approdati al “futuro” da altre compagini politiche. Tra loro Massimo Cacciari, Andrea Causin e Diego Bottacin, tutti ex Pd. “E’ tempo di
cambiare la classe dirigente – ha detto Jacopo Silva, imprenditore trentanovenne, uno dei tre coordinatori regionali – con una nuova e preparata, possibilmente senza partiti ma con un programma credibile”. Una battaglia simile a quella che ha combattuto con successo anche Grillo alle scorse amministrative in Veneto. E probabilmente anche per le politiche di primavera la vera novità sarà il Movimento cinque stelle, che oggi i sondaggi battezzano come il secondo partito in Italia. Grillo oggi sbarca in Sicilia ma non mancherà di risalire lo stivale e vedremo come reagiranno i veneti. Quanto al voto cattolico c’è da stupirsi. Da una recente indagine Ipsos,
commissionata dalle Acli, emerge che il 27% dei cattolici oggi non voterebbe, che solo uno su tre confermerebbe il suo voto al centrodestra e che il 14% voterebbe Grillo. “ Senza segnali visibili e credibili di cambiamento – ha commentato Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli - qualsiasi alleanza o proposta politica si rivela inutile e velleitaria. La propensione all’astensionismo tra i cattolici praticanti è più alta rispetto al resto dei cittadini. Non serve un partito cattolico, ma un salto di qualità nella presenza dei cattolici in politica, a cui i cittadini chiedono più onestà e più attenzione a lavoro, famiglia e poveri”.
marco Paolini Per laura PuPPato
“C
orre per le primarie del centrosinistra, è brava eppure quasi ignorata”. E’ Marco Paolini, tra le pagine del Corriere della Sera, a sostenere la candidatura alle primarie di Laura Puppato e ad incoraggiare la gente a sostenerla. “Conosco Laura Puppato – scrive Paolini – da quando era un sindaco di provincia e dalla prima volta che l’ho incontrata ho pensato a Tina Anselmi: mi sembra che abbiano una cosa in comune, sono un’eccezione alla regola. Tina Anselmi è riuscita a farsi apprezzare anche da chi (come me) aveva un pregiudizio ideologico verso di lei. Oggi il pregiudizio si rivolge in blocco alla classe politica. Quel pregiudizio conterà moltissimo tenendo sempre più gente lontana dai seggi a meno che non si cominci a cambiare le regole. A questo servono le eccezioni, come dice Brecht aiutano a riconoscere che ciò che è diventato regola a
volte è sbagliato e va cambiato. La candidatura a presidente della Anselmi non venne presa sul serio dalle regole della politica. La proposta di candidarsi alle primarie Laura l’ha fatta da sola ed è una candidatura seria, capace di motivare anche chi sente oggi quel pregiudizio sulla politica. Scrivo per stimolare chi pensa a lei come suo candidato possibile alle primarie a fare una campagna dal basso per farla conoscere. Le primarie sono un’occasione per dare un po’ di sostanza e speranza alla democrazia. Una volta il Veneto, di regola, generava soprattutto emigranti e donne di servizio per la gente di città e una classe politica di scarso rilievo nazionale con poche eccezioni. Ogni tanto, in una di queste eccezioni, genera anche una donna di servizio pubblico tenace, senza soggezione verso chi è più potente di lei, capace di farsi apprezzare anche da elettori di campo avverso. “Brava!”
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2013
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26 8 Il Veneto in primo piano Solo un problema culturale?
Una donna uccisa ogni due giorni. Mai più complici! Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: non restare indifferenti è un obbligo morale per tutti di Germana Urbani
M
entre scrivo, la cronaca racconta la morte di una ragazza palermitana di 17 anni, pugnalata mentre difendeva la sorella dall’ira dal fidanzato che non accettava la fine della relazione. La settimana prima moriva a Padova un’altra giovane donna: Erika Ferrazzi, 28 anni, pugnalata dell’ex compagno. Tutto questo, anche se non ha nulla a che fare con noi, purtroppo ci riguarda da vicino perchè questi fatti atroci confermano dati allarmanti: dall’inizio dell’anno, secondo Telefono Rosa, sono 100 le donne uccise. Si e’ passati da un omicidio ogni tre giorni, registrato l’anno scorso, a uno ogni due giorni. Numeri che fotografano una distorsione aberrante del rapporto uomo- donna e che emerge sempre più forte dalla nostra società: chi uccide non sono le mafie, i delinquenti, ma nell’85% dei casi ad impugnare un’arma mortale sono mariti ed ex fidanzati che non accettano la fine di una storia d’amore.
A ottobre moriva a Padova Erika, 28 anni, pugnalata dall’ex compagno L’escalation del fenomeno è talmente forte che ormai si parla di femminicidio, cioè omicidio di genere, fatto per scelta, l’estrema conseguenza delle molteplici forme di violenza degli uomini contro le donne. Un atto che lancia un messaggio spaventoso: “se non vuoi essere mia, non sei libera di vivere senza di me”. Ma le donne morte sono solo la punta di un iceberg che conta migliaia di vittime di violenze fisiche e psicologiche talmente dolorose da non venir neanche denunciate. Lo sanno bene i centri antiviolenza sparsi in tutto il territorio nazionale e Veneto che ascoltano il loro grido di aiuto e sono in grado di intervenire. Nella nostra regione, se-
condo l’ultimo studio presentato dall’Osservatorio nazionale violenze domestiche, tra il 2009 e il 2011 ben 92 persone, soprattutto donne, sono state protagoniste questo triste fenomeno: 36 omicidi (con 39 vittime) e 48 tentati omicidi (con 53 vittime). Dati che hanno visto un’ impennata nel 2011, con 23 aggressioni e 10 omicidi. A questi delitti vanno affiancati anche i 1224 episodi di violenza domestica denunciati nel solo primo semestre del 2011: tanti, ma anche pochi visto che pochissime donne arrivano a denunciare i propri “carnefici” visto che spesso coincidono con la persona che dovrebbe amarle di più. Certo tutte le morti che il 2012 ha già fatto registrare la dicono lunga sulla ‘’mattanza che non può più essere possibile in un Paese civile’’, come ha sottolineato Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente nazionale di Telefono Rosa, spesso il primo contatto per coloro che hanno il coraggio di parlare dell’incubo che
stanno vivendo. La presidente, non ha esitato a definire ciò che sta avvenendo una e ha scritto al premier Monti chiedendogli “risorse economiche e una commissione straordinaria” per fronteggiare il problema. Ma per fermare tutto questo è necessario educare giovani e adulti al rispetto dell’altro e sensibilizzare l’opinione pubblica. Con questo obiettivo il movimento nazionale Senonoraquando ha lanciato l’appello “Mai più complici” e ha chiesto anche agli “uomini di aprire gli occhi e di camminare e mobilitarsi con le donne per porre fine a questo orrore”. Cristina Comencini, tra le voci più autorevoli del movimento, ha sottolineato che “il fem-
minicidio non è solo un fatto criminologico ma ha una valenza simbolica del rapporto (arretrato) uomo-donna in Italia”. “Ecco perché – ha ribadito – riguarda la politica”. Sta infatti alla politica fare in modo che il nostro Paese garantisca il diritto delle donne a vivere serene lontano da uomini violenti. Certo l’approvazione della legge anti-stalking ha avuto già dei risultati positivi, ma non basta. Occorre disegnare un’insieme di leggi e strumenti per la prevenzione, l’azione giudiziaria, il supporto alle vittime e l’apertura capillare su tutto il territorio nazionale di case di fuga.
Contro la violenza
case segrete Per donne in Pericolo
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ggi in Veneto esistono diverse realtà alloggio, “case segrete” per chi ha bisogno di allontanarsi da casa e di mettersi al sicuro con i propri figli. Sono affidate ai Centri antiviolenza e gestite da cooperative sociali. Le donne che si presentano al Centri coprono tutte le fasce d’età con una prevalenza nella banda 35-45. La stragrande maggioranza ha figli (61%). Lavorano nel 57% dei casi anche se spesso il lavoro è part-time e di livello remunerativo medio-basso. A Venezia ci sono ben due case protette, per un totale di circa 20 posti. Presto una casa di fuga sarà aperta anche dal comune di
Padova, con 7 posti e un finanziamento anche dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Sempre nel padovano è già partito il progetto per la costruzione di un’altra struttura in comune di Este. E ancora ce n’è una in provincia di Verona che ospita fino a 12 donne con bambini, sostenuta dal Comune di Verona, gestita dalla cooperativa Azalea e coordinata dal Centro antiviolenza Petra. A Belluno, invece, la “casa segreta” è stata chiusa da pochi mesi per mancanza di fondi. Purtroppo in Veneto manca una legge regionale per finanziare regolarmente i Centri Violenza, come c’è invece in altre regioni.
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PANORAMICA NEL DETTAGLIO: TEPIDARIUM - per chi desidera protezione.
Lasciatevi andare sui lettini di marmo massiccio - qui e’ facile dimenticarsi della routine quotidiana. Il tiepido calore sulla pelle lascia fluire liberamente i pensieri. Temperatura interna: 40 C, aria calda e secca con effetto radiante. Effetto: rafforza delicatamente il sistema immunitario e migliora la circolazione Applicazione: il Tepidarium e’ la prima tappa nell´antico rituale romano.
CALDARIUM - Libera il respiro
In questo bagno il calore aumenta delicatamente . Una piacevole nebbia avvolge il corpo e apre le porte all’anima. Gli effetti salutari dei vapori salini ( Caldarium Salis) e gli olii essenziali liberano il petto e aiutano a respirare profondamente. Accarezzati da dolci suoni che vibrano nell’aria, si puo’ assaporare il piacere del relax piu’ profondo. “ Dum Spiro, spero!” - Finche’ respiro, spero!
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Un piacevole calore vi circonda; i pori del corpo si aprono e anche l’anima sembra piu’ leggera. Lasciatevi abbracciare da avvolgenti musiche e profumi sensuali . Temperatura interna: 55 C, umidita’ 60% Effetto: stimola la circolazione, dopo circa 15-20 minuti iniziano a liberarsi gli accumuli di tossine, mobilita le difese dell’organismo, riduce lo stress, rinforza il cuore e il sistema circolatorio.
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I nostri lettini a infrarossi vi offrono sempre un posto al sole. Riposo e relax abbracciati da un piacevole calore che penetra sotto la pelle. Accarezzati dai raggi delicati del sole primaverile che dona vitalita’ e nuova energia.
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“Le terme, il vino e l’amore rendono bella la vita” - dicevano gli antichi romani. Nei nostri bagni romani troverete spazi per coccolare l’anima e ritrovare la sintonia con voi stessi. L’amore e il vino troveranno il loro spazio. “ Ars vivendi” cosi’ la chiamavano i romani, l’arte di vivere. E cosi’ anche noi vogliamo stimolarvi a godere della vita in tutti i sensi. Certi che gli antichi avevano una grande consapevolezza sull’arte di vivere, anche noi cercheremo di trasmettervi questo slancio vitale.
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28 Voci da palazzo
Voci da palazzo 11
Enti locali La Regione non ha dato nessuna indicazione al Governo per il riordino delle Province
Padova con Treviso e Rovigo con Verona Aspettando le aree metropolitane Vi-Ve-Ro e Pa-Tre-Ve il Governo ha applicato la spending review di Mauro Gambin
P
arole, parole-parole, parole, parole-parole-parole, parole soltanto parole, parole tra noi... Parole indimenticate, quelle di Mina e Alberto Lupo nella celebre canzone del ’72, del tutto inutili invece quelle che hanno preceduto e accompagnato il voto nel Consiglio regionale del Veneto lo scorso 19 ottobre. Il dibattito per il riordino delle provincie, infatti, si era protratto per settimane in Conferenza Regione-Autonomie locali, per ben tre giorni nelle commissioni Statuto e Affari istituzionali e per altri due giorni in aula ma il risultato è stato quello di partenza. La Regione del Veneto non ha trasmesso alcuna indicazione al Governo per il processo di riordino delle Province secondo le norme contenute nella “Spending review”. Ha invece indicato, senza che questo fosse necessario, di “procedere alla soppressione delle Regioni a Statuto speciale, in Questa è la situazione attuale per quanto riguarda il Veneto: Insieme quanto non hanno più le caratteristiche per giustificare Padova e Treviso come pure Verona norme speciali ed enormi stanziamenti che determi- e Rovigo ma la previsione è quella nano sprechi di risorse pubbliche”. Chi può, provi ad di creare due aree metropolitane immaginare la faccia del ministro Patroni Griffi quando, tenendo in mano il documento arrivato dal Veneto, ha metropolitana Vi-Ve-Ro per contro bilanciare la “Grande cercato indicazioni sulle quattro provincie (che erano Venezia” che andrà creandosi con l’unione di Padova già state indicate come “da unificare”, da “accorpare” e Treviso alla città lagunare, Pa-Tre.Ve. A scompigliare o da “fondere”) e ha trovato invece l’inutile appun- le carte di un accorpamento annunciato solo su base to e l’altrettanto superflua precisazione di mantenere numerica (Belluno a Treviso e Padova a Rovigo) pare tutte e sette le province venete. “Al limite – riporta sia stata la città di Padova che con la sua cintura e l’ala delibera - un loro riordino sarebbe stato possibile rea termale aveva espresso la volontà di far parte della nel caso fosse stato concesso un ulteriore termine di città metropolitana di Venezia. Tale iniziativa ha richiesei mesi alla Regione” che tuttavia non avrebbe intra- sto una sterzata per rimettere in asse un Veneto che preso la riorganizzazione della loro natura visto che, con questa unione avrebbe avuto una grande provincia secondo la maggioranza in Consiglio regionale, le da 1.800.000 abitanti. Quindi la scelta del Consiglio province dovrebbero rimanere enti di primo grado con dei ministri è stata quella di dare luogo ad una azione i consigli eletti a suffragio univer“in fieri” che troverà perfeziosale. Insomma carta straccia che Avevano chiesto namento in futuro. I comuni, ha lasciato al Governo Monti la accorpamenti, infatti, avranno altri 60 giorni massima libertà di riordinare il è stato dato di tempo per decidere del loro Veneto a proprio piacimento. Del l’assenso per destino e anche la Regione verresto da Roma avevano chiesto un ente in più rà chiamata nuovamente ad di indicare in quale senso operaesprimersi. Intanto i parametri re gli accorpamenti ed invece, come risposta, hanno della spending review sono salvi con 86 province scese avuto l’autorizzazione a creare un ente in più: la città a 51, mentre per quelle delle regioni a stato speciale si metropolitana. Eppure le proposte in consiglio non deciderà visto che ci sono altri sei mesi di tempo. Da erano mancate, il Pd ad esempio aveva proposto la giugno 2013 è previsto il commissariamento di tutte le creazione di due province “metropolitane” composte Province. Tutti i presidenti, dunque, verranno sostituiti da Verona e Vicenza ad ovest e da Padova e Treviso dai commissari, mentre i dipendenti in esubero, si parla al centro della regione, il mantenimento della provincia di circa 3000 persone, verranno assorbiti in altri enti. di Belluno, (in virtù di quanto disposto dallo Statuto) Non ci saranno più elezioni per il consiglio provinciale e Rovigo (in ragione della peculiarità territoriale del in quanto dal 2014 le province diventeranno enti di Polesine) mentre alla provincia Venezia il ruolo di città secondo grado formati da 12 componenti scelti fra i metropolitana. Neanche l’emendamento di alcuni con- sindaci e votati solo dai consiglieri comunali dei Comuni siglieri del Pdl (Laroni, Conta, Bendinelli e Padrin) ha compresi in una determinata provincia. Come anticipaavuto successo, in quanto la loro proposta di abolire to dal ministro, durante le elezioni non varrà il principio tutte le Province venete tranne quella di Belluno, in dell’una testa un voto, dato che le preferenze espresse previsione della futura creazione di due aree metropo- verranno pesante in base all’importanza del Comune litane, non ha trovato consensi. Cosi in mancanza di di riferimento. Al vertice della futura organizzazione ci indicazioni precise il consiglio dei Ministri ha proceduto sarà un presidente, anch’esso per essere eletto dovrà con l’accorpamento di Padova a Treviso e di Rovigo con essere un sindaco, mentre scomparirà la Giunta, l’orgaVerona. Salva la provincia di Belluno alla quale è stata no politico di ogni amministrazione. Anche le funzioni riconosciuta la peculiarità montana, salva la provincia delle province sono dimagrite, rimarranno solo tre gli di Venezia che diventerà città metropolitana e salva ambiti che ricadranno sotto la loro responsabilità: il coper il momento anche la provincia di Vicenza ma con la ordinamento e la pianificazione territoriale, la viabilità prospettiva di rientrare con Verona e Rovigo nell’area e le scuole di secondo grado.
L’opinione Diego Bottacin, Verso Nord
“la regione rimedi al clamoroso autogol delle scorse settimane
I
l riordino delle Province così come uscito dal Consiglio dei ministri pone, per il Veneto, l’urgenza di procedere quanto prima alla costruzione della vera città metropolitana. Ne è convinto il capogruppo di Verso Nord in Diego Bottacin Consiglio regionale, Diego Bottacin, che in una nota sollecita la Regione “a rimediare al clamoroso autogol delle scorse settimane, favorendo la definizione dei confini seri della città metropolitana veneta. Poiché il governo ha salvato Belluno, ha dovuto accorpare Rovigo con Verona e Padova con Treviso. Quest’ultima aggregazione come provincia è una specie di monstrum e pone con forza il tema di creare un unico ente, la città metropolitana veneta tra Padova, Treviso e Venezia, cioè nelle aree più densamente popolate del nostro territorio. La Regione - conclude Bottacin - si faccia immediatamente parte attiva di questo processo che ormai è irreversibile”.. Lucio Tiozzo, Partito Democratico
“la scelta del governo ci soddisfa ma serviva Più coraggio”
“D
al governo arriva un segnale inequivocabile di semplificazione degli enti locali per una maggiore efficienza e maggiori risparmi nella spesa pubblica. Dunque la decisione del Consiglio dei Ministri ci Lucio Tiozzo soddisfa nel suo complesso”. I consigliere regionale del PD, Lucio Tiozzo, si è dichiarato soddisfatto delle decisioni assunte dal Consiglio dei ministri, in particolare per la scelta di mantenere la Provincia di Belluno. Ma il giudizio è positivo anche per l’accorpamento Padova-Treviso, proposta già avanzata dal gruppo consiliare dei democratici nella conferenza RegioneAutonomie locali e in Consiglio regionale: “In questo modo - sottolinea - si apre la strada per dare un riconoscimento istituzionale ad una realtà già di fatto esistente, la PaTreVe”. “Analogamente ci attendevamo maggiore coraggio nel riordino per l’area occidentale - aggiungono i due esponenti democratici - dove ci appare forzata l’aggregazione Verona-Rovigo. Tuttavia - osservano - rimangono aperte le possibilità di operare una maggiore semplificazione ed aggregazioni forti, secondo la nostra proposta originaria di accorpare di Verona e Vicenza in un’unica ‘Provincia metropolitana’. Tiozzo infine riserva una nota critica al presidente Zaia: “Il suo ribadire che il Veneto deve essere considerato come un’unica vera area metropolitana appare come un gioco a spingere più in là la palla dopo non aver mosso un dito nel momento in cui la sua maggioranza doveva assumere una posizione netta a favore delle aggregazioni tra territori e non di chiusura conservatrice che ha impedito alla Regione di essere protagonista del suo destino. Insomma Zaia continua ad inseguire un lontanissimo e improbabile futuro senza cambiare concretamente il presente. E’ un presidente che resta sempre fuori dalla partita mentre altri decidono sulla nostra testa”. Matteo Toscani, Lega Nord
“belluno, salvato l’ente ma soPrattutto i servizi”
Marco Toscani
“L
a decisione del Consiglio dei Ministri di escludere la Provincia di Belluno dal piano nazionale di accorpamento rappresenta sicuramente una notizia positiva, anche in considerazione del fatto che altrove si è proceduto con accorpamenti illogici che fanno accapponare la pelle”. E’ il primo commento del vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Matteo Toscani al decreto-legge sul riordino delle Province e all’istituzione delle città metropolitane. “A mio avviso - prosegue il consigliere della Lega Nord - è importante tenere distinte le due questioni cruciali di questo provvedimento. La prima riguarda l’Ente Provincia, che viene salvato ma diventa di secondo grado e, al momento, è privo di competenze e soprattutto di risorse. Da questo punto di vista, la Regione Veneto potrà dar seguito a quanto previsto nello Statuto, ma solo a condizione che a livello statale non si prosegua con politiche e tagli di chiara impostazione centralista. La seconda questione è meno evidenziata, anche se è forse ancora più rilevante per i cittadini: insieme all’Ente vengono salvaguardati anche tutti i servizi, le organizzazioni e le associazioni organizzate su base provinciale. Il Governo già preannuncia che “il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione anche degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto accorpati”. Si può immaginare benissimo quali e quanti sarebbero stati i disagi per i cittadini se questo fosse accaduto anche a Belluno”. Costantino Toniolo, Popolo della Libertà
“meno burocrazia e’ un Punto del nostro Programma”
“L
a provincia di Vicenza rimane così com’è, ma in realtà le cose cambiano”. Lo afferma dopo aver appreso i contenuti del Decreto legge del Consiglio dei Ministri sul riordino delle province, Costantino Toniolo, presidente della commissione Bilancio e Affari Istituzionali in Consiglio regionale del Veneto. “Per quanto riguarda la provincia berica - informa il rappresentante del PdL - viene mantenuta l’integrità territoriale, i confini, ma il ruolo dell’amministrazione cambia, perché dovrebbe diventare un ente di secondo grado dove avranno la loro rappresentanza i comuni. Personalmente - precisa - la vedo come una sorta di conferenza delle Unioni dei comuni. Sono proprio i comuni che in questa fase acquisiscono maggior potere. Il fine è quello di offrire ai nostri cittadini e alle attività economiche sul territorio migliori servizi e a meno soldi. Grazie anche alle norme approvate in Regione in materia di funzioni e servizi dei comuni - spiega Toniolo - i municipi hanno l’opportunità di dare impulso all’innovazione in materia di gestione degli enti locali, di evolvere e migliorare la loro macchina con le Unioni, sia quelle ordinarie sia quelle montane, queste ultime occasione per esaltare la specificità di territori ad esempio come l’Altopiano di Asiago e dei paesi ai piedi delle Piccole Dolomiti”. A noi amministratori regionali resta il ruolo di programmazione, indirizzo e controllo su tutto il territorio veneto. Ora tutti assieme - conclude Toniolo - dobbiamo rimboccarci le maniche per superare al meglio il momento di crisi che si fa sentire a tutti i livelli. Il nostro fine è sempre il bene comune e lo snellimento della macchina burocratica è sempre stato uno dei punti del nostro programma!” Costantino Toniolo
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Sociale Nella contesa tra padre e madre il blitz degli agenti della polizia
Leonardo vittima di una guerra di carte bollate Lo scorso 11 ottobre il bambino è stato prelevato con la forza dalla propria scuola elementare di Cittadella
A
molti devono essere rimaste negli occhi le immagini, mandate un onda dai Tg nazionali, di Leonardo, il bambino di 10 anni prelevato con la forza all’uscita dalla scuola elementare di Cittadella. L’Italia nei giorni seguenti a quell’11 ottobre si divise tra chi solidarizzava con la madre e chi con il padre ma c’era anche chi apertamente condannava l’intervento, apparso brutale, da parte dagli agenti della polizia in borghese, unitamente agli operatori dei servizi sociali e del Ctu della Procura. Era stato quello l’epilogo di una guerra di carte bollate tra i genitori, iniziata fin dopo la separazione dei due coniugi nel 2004 e conclusasi dopo che la Corte d’Appello di Venezia si era pronunciata in ordine alla richiesta di sospensione del decreto che aveva disposto l’allontanamento immediato del bambino dalla casa materna e suo affidamento al padre. Quest’ultimo, infatti, malgrado il Tribunale avesse previsto il pieno esercizio del diritto di visita dopo la divisione dalla moglie non ebbe più un rapporto regolare con il figlio. Ogni tentativo di contatto da parte del padre fu ingiustificatamente respinto al mittente sostenendo che fosse Leonardo a non
Il genitore rifiutato dovrebbe mettersi in disparte per attenuare la sofferenza del figlio
Pas: sindrome per la quale i bambini rifiutano il genitore non convivente volerlo sentire e incontrare. Un distacco che alla lunga ha portato a qualche problema per il piccolo Marco, i neuropsichiatri interessati del caso in questi anni hanno diagnosticato al piccolo un grave disturbo relazionale psicopatogenetico, Pas o sindrome da alienazione parentale. Insomma come spesso accade: i piccoli possono diventare vittime dei grandi. Una patologia Genitoriale, infatti l’ha definita il dottor Giuseppe Dimattia, psicologo psicoterapeuta, esperto in psicopatologia forense, “E’ il fenomeno per cui i bambini, figli di genitori separati in situazione di conflitto grave – ha spiegato - sviluppano un rifiuto verso il genitore non convivente. Comunemente si intende che il genitore collocatario dei figli suggestioni i bambini facendo una sorta di programmazione che li induce ad un rifiuto totale nei confronti dell’altro genitore. Si tratta di situazioni
L’INTERVENTO
Grandi opere, i veneti chiedono partecipazione di Alessandro Abbadir
*dottore oculista
L
Campolongo
L’ECOMOBILE PER RIFIUTI INGOMBRANTI
e devastanti alluvioni nel vicentino e nel padovano dello scorso novembre, però, hanno cambiato le carte in tavola. L’idrovia Padova – Venezia è diventata di nuovo un’opera utile. Da degli studi idraulici fatti, infatti, appare chiara la sua funzione di valvola di sfogo delle acque del padovano e del vicentino, senza perdere poi la caratteristica di infrastruttura di comunicazione commerciale (su acqua con chiatte fra Padova e Venezia), che tra l’altro ha un impatto inquinante minore della cosidetta “camionabile”. Il problema però, come nel caso della Romea Commerciale, è che spesso le valutazioni su cosa realizzare, non seguono le priorità che emergono dal territorio. Queste opere progettate da tempo, sono viste per lo più come grandi affari, operazioni che una volta avviate sono difficili da cambiare e da adattare alle nuove priorità. Questo perché hanno già mosso ed impegnato gruppi imprenditoriali, fiumi di denaro potenziale o già stanziato che punta più su strade, su nuovo cemento, su ferrovie o idrovie. I cittadini però cominciano a svegliarsi e con loro anche tante forze politiche locali che “disubbidiscono” platealmente agli input che arrivano dai vertici dei partiti e si dimostrano più moderni degli imprenditori nel campo degli interventi sostenibili. Non si accettano più decisioni calate dall’alto che qualche ente locale finge di contrastare per poi accettare supinamente. Nascono comitati e fronti trasversali, che vogliono assemblee partecipazione, referendum. Sul futuro del territorio la gente vuole decidere non subire le scelte dei potentati d’affari. Xdci^cjV YV eV\# 1
professionalità risultati
E’ in funzione da gennaio a Campolongo Maggiore (In Riviera del Brenta) un nuovo servizio chiamato ecomobile. Potranno essere conferiti rifiuti ingombranti come mobili ed elettrodomestici. Sarà possibile conferire i rifiuti ingombranti: Boion ogni 2° sabato del mese dalle 8 alle 12 in Via Pasolini (parcheggio ad ovest della piazza della chiesa). Campolongo Maggiore ogni 4° sabato del mese dalle ore 8 alle 12 in Via Majorana (parcheggio del campo sportivo).
L’influenza A (H1N1) torna a colpire anche in Veneto, all’inizio del mese di gennaio si registravano 9 ricoverati e un decesso. Si tratta per lo più di persone già debilitate da malattie o convalescenti. Il virus quest’anno si presenta con caratteristiche meno aggressive ma può avere delle complicazioni. Nel Veneziano si è registrato anche il caso di un uomo di San Donà. Nel Miranese il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 13, Fabio Livieri, sollecita maggiori controlli nelle scuole del territorio considerato il picco atteso per fine mese.
relax
LA PROVINCIA VENDE QUOTE AUTOSTRADE
La Provincia di Venezia vende il 7 per cento delle quote possedute nell’autostrada Spa Venezia-Padova, pari a 171.173 azioni per un valore complessivo di 9.120.319,96 euro e lo 0,71 per cento delle azioni di Interporto di Venezia spa per un valore di 191.427,64 euro. I bandi di avviso sono pubblicati all’albo pretorio e sono disponibili sul sito www.provincia. venezia.it sezione bandi e concorsi. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 7 febbraio 2011
igiene
Territorio
AMBIENTE: MENO CO2, PIÙ QUALITÀ
Chioggia
Sanità
TORNA A COLPIRE L’INFLUENZA SUINA
cortesia
Economia
Provincia
CONRIBUTO AFFITTI
POLITICA
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PRIMO PIANO
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SOLIDARIETÀ
INTORNO A NOI
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Sanità X]Z edgiV Va aVkdgd eV\# 16 eV\# 30 Ulss 14 e osped CULTURA ale, quale destin8^cV Z 8]^d\\^V/ o ^cXdcigd Y^ YjZ per Chioggia?
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Il caso Intoppi per la riscossione dei bonus gas
MOSTRE A PADOVA
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Si sono riuniti lo scorso 14 gennaio a Ca’ Corner per una riunione operativa il presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto e il collega della Spezia, Marino Fiasella, insieme con gli assessori all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia, al Trasporto Giacomo Gandolfo e alla Viabilità Emanuele Prataviera, con il direttore generale di Tecla (l’associazione che dal 2001 supporta la collaborazione fra le Province e l’Unione europea) Mario Battello. Due gli obiettivi. In primo luogo individuare un percorso comune tra le due Province per l’attuazione del Patto dei sindaci, il protocollo promosso dalla Direzione generale energia dell’Unione europea, per favorire la riduzione delle emissioni di Co2 siglato dalla Provincia di Venezia lo scorso 25 settembre. Sono inoltre state valutate le prospettive di finanziamento europeo su nuovi progetti imprenditoriali finalizzati all’utilizzazione di fonti energetiche alternative.
di Chioggia
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SCUOLA
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Regione
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Il viaggio Da Chioggia alla Mongolia in moto
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“TOLÉLE” IN MOSTRA DI CHIOGGIA A CATTOL ICA
EDITORIALE
Grandi opere, i veneti chiedono partecip azione
Gli ex voto fanno patrimonio di Fede parte di quel e di cultura che comunemente si chiama devozione pietà popolare. o La “pietà può essere ignorata, popolare non ne trattata con indifferenza o disprezzo” scriveva il papa Giovanni Paolo II. eV\# 21
PARENTOPOLI NEL VENEZIA NO
di Alessand
Elezioni, parti politici in fermeti e gruppi nto
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randi opere, il Veneto e i veneti, interrogano e si chiedono più partecipazione alle scelte infrastrutturali determineranno che il futuro del loro territorio. Sul tavolo di interventi e progetti sono molti. ce ne
Alcuni già conclusi come la Pedemontan o da completare, a e il Passante Mestre (con le di opere Parentopoli, dopo sistema Metropolitan complementari), il Roma anche Veo Ferroviario di nezia, anche se ficie (appena avviato), Superle possibili proporzioni di un eventuale altri da definire alcuni addirittura scandalo, non sembrano e solo abbozzati. certamente quelle alla Romea Commerciale Si pensi emerse nella capitale. A lanciare le accuse , alla camionabile Padova – all’amministrazione Venezia, al completamen comunale e alle dell’Idrovia Padova municipalizzate Venezia, all’elettrodotto veneziane era stato to Dolo-Camin, a campagna elettorale il sindacato Usb. al Polo logistico portuale di Mira, Veneto City, te e le consultazioni è ormai alle por- l’impegno l’alta e tra la compattezza Velocità i diversi partiti e nel Veneto orientale. i gruppi politici del partito nella eV\# 28 passata esperienza sono iniziate da 2007, rendendosi amministrativa. tempo. Il partito più corteggiato Sono opere che disponibile come All’interno del Pdl le candidato possibi- come insistono e hanno al momento si attende l’esito sembra l’Udc, quasi terminale ultimo, delle centrodestra. sindaco per una coalizione conteso tra centrodestra consultazioni per capire di le province attraversando e centrosinistra nella passata amministrazise i consiglieri che . Ma i tempi non di Padova Si tratta, a detta sono maturi per una della Commerciale e Rovigo (nel caso one erano rimasti www.lapiazzawe di Tiozzo, “di un decisione e l’Udc ancora fino alla fine fedeli ), il territorio della po politico grup- vincia al mandato, siano b.it ha imparato cittadino ra prodi Venezia. Ma l’arte parte del partito. anco- si appresta coeso, con idee ben chiare, che le ricadute sono Il gruppo smentisce puntare su un’alleanzadella mediazione. A ora ad iniziare a testa tutti i veneti. Si su la creazione di per scheletri pensi alta e senza una lista civica negli armadi l’imminente sia il Pd, che prende con l’Udc sarebbero e attende pletamento dell’Idrovia ad esempio al com:cigV ^c GZiZ X separata alcune risposte campa- L’opera Padova – Venezia. veneziana di Orsoni, a modello l’esperienza dai vertici del Pdl. gna elettorale”. dc cd^ cominciata negli Certa è invece in coalizione con anni 60 è stata la discesa in campo titi di centro, sia realizzata solo i par- Romano il Pdl, che ha nella parte iniziale di Tiozzo con apprezzato a ridosso della laguna di rata, esattamente una lista civica sepaVenezia, ed è sempre come aveva fatto considerata un’opera stata nel mastodontica inutile costosissima da eV\\# 4-8 e finire. 8dci^cjV V eV \# 3
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fortemente disturbanti, anche se a volte positive, in cui il minore sente ansia unita a depressione, che sono i sintomi psicopatologici anche della Pas”. Un problema grave, dunque, difficile da rimediare quando l’alienazione si è stabilizzata. Il medicina più efficace sarebbe la prevenzione, con l’informazione preliminare della coppia separanda, oppure che la coppia prenda atto della necessità di una mediazione per appianare il conflitto. Se non è possibile, il genitore rifiutato dovrebbe mettersi in disparte quanto basta per attenuare la sofferenza del figlio, ma il tutto resta sempre un carico di responsabilità per entrambi e senza il loro contributo non c’è dispositivo giuridico o giudiziario che possa essere realmente efficiente, salvo il deprecabile, ma a volte necessario, allontanamento temporaneo dei figli dai genitori. In ogni caso i bambini in questa condizione dovrebbero essere recuperati quanto prima con una psicoterapia infantile”. Sulla questione abbiamo sentito anche il parere di un legale specializzato in diritto di famiglia. “L’allontanamento – spiega l’avvocato Fulvia Fois - di un minore dal proprio assetto familiare rappresenta, senza dubbio, l’estrema ratio cui si deve giungere a seguito dell’impossibilità di recuperare il giusto rapporto ed equilibrio con i genitori. L’interesse preminente da preservare è quello del minore che nessuno può e deve strumentalizzare per le proprie egoistiche esigenze. Non v’è dubbio – prosegue il legale che i provvedimenti che dispongono l’allontanamento del minore siano dolorosissimi e che, pertanto, debbano essere attuati ponendo in essere tutte le cautele ed attenzioni possibili a preservare l’interesse del minore, anche e soprattutto, con l’ausilio di operatori specializzati”.
30 12 Cultura veneta Mostre a Vicenza Nella neo-restaurata Basilica Palladiana quattro secoli di pittura
Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure La mostra ha acceso vivaci polemiche verso il curatore Godin, ritenuto da parte della critica ideatore di mostre in formato Blockbuster o McDonald’s di Alain Chivilò
D
opo cinque anni di sapienti restauri la Basilica Palladiana è pronta a diventare un centro museale di livello internazionale. Interventi sistematici, che hanno ripensato molte delle variazioni create nel dopoguerra, sono stati voluti dal Comune e finanziati dalla Fondazione Cariverona per un costo complessivo di 15 milioni di euro. In quest’ambito non poteva farsi scappare l’occasione la società trevigiana Linea d’Ombra di Marco Goldin, che per prima inizia il percorso espositivo della Basilica con “Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure”. Quando si parla degli eventi culturali marchiati Goldin c’è la dicitura, da parte di una frangia della critica, di mostre in formato Blockbuster o McDonald’s, ossia esposizioni per una marea senza fine di visitatori, sia per contenuti “facili”, sia per un buon marketing alla base. Se prendiamo per esempio la separazione tra Fondazione Cassa Marca e Linea d’Ombra anni fa a Treviso, Casa dei Carraresi, si nota come il dibattito spesso
torni vivace con rimpianti da un lato e conten- voluto rintracciare le radici del ritratto psicolotezza dall’altro. La cosa certa è che tali mostre gico tipico del Novecento tra i capolavori del portano un indotto non indifferente alla città passato” afferma il curatore Goldin. Quindi Beato Angelico, che apre ospitante, soprattutto la mostra, con Freud per aree non così bat- La chiave di lettura e Bacon, su cui idealtute dai flussi turistici è il confronto, mente si chiude, hanno tradizionali. L’originalità l’assonanza qualcosa che li unisce. di questa esposizione è e il rimando tra Quattro sono le sezioni: l’assenza di un catalogo pittori e soggetti il sentimento religioso, normalmente concepito, in quanto Goldin ha scritto un vero e proprio la nobiltà del ritratto, il ritratto quotidiano e libro che traccia linee guida e approfondimenti il Novecento lo sguardo inquieto. La chiave di espositivi: il volto e lo sguardo dal Rinascimen- lettura è il confronto, l’assonanza e il rimando to al contemporaneo. “In circa 100 opere ho tra pittori e relativi soggetti nelle loro opere in
Nella foto il curatore Marco Goldin e due delle opere in mostra diversi periodi storici. I nomi sono altisonan- due opere della fine del Quattrocento, utile a ti e in una carrellata si passa da Mantegna, far capire come il tema riguardante la distanza Veronese, Tiziano, Raffaello, Giorgione, Dürer, fra l’ambito toscano/fiorentino legato al diseCaravaggio, Rembrandt, Rubens, Tiepolo, gno e quello veneziano unito al colore, possa Goya, Velasquez, Van Gogh, Manet, Gaugin, talvolta avere un punto di contatto molto inteRenoir, Monet e Cézanne, a Bonnard, Munch, ressante. La mostra chiude il 20 gennaio ma il Picasso, Matisse, Modigliani e Giacometti. Un corpo centrale riaprirà a Verona, Palazzo della percorso che dalla soavità e plasticità dei volti, Gran Guardia, con il nuovo titolo “Da Botticelli secolo dopo secolo, si arriva all’inquietudine a Matisse. Volti e figure”. L’apertura sarà dal contemporanea. Il percorso è molto vario 2 febbraio fino al 1 di aprile con nuove opere e ritmato e per farlo comprendere meglio il che sostituiranno quelle rientranti nei musei curatore mette a paragone, per esempio, il d’appartenenza. Come anticipazione ci saranCristo risorto di Botticelli con il Cristo porta no anche Antonello da Messina, Van Eyck e croce di Bellini. Quindi un accostamento, di Memling.
Incontri con gli artisti Intervista ad Antonio Nunziante
Autunno d’Arte veneziano
TRE MOSTRE E IN TRE SITI PRESTIGIOSI
L’interiorità della pennellata che rende ulteriore il paesaggio
I
“A
ldo Rossi. Teatri” presso il Magazzino del Sale ed “Emilio Vedova. Lacerazione. Plurimi/ Binari ‘77/’78” presso l’ex squero delle Zattere, laboratorio del Maestro: sono le due mostre organizzate dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova fino al 25 novembre. Dell’architetto designer Rossi (Milano 1931) sono esposti per la prima volta 15 progetti attraverso 120 tra studi, schizzi architettonici, disegni, modelli di concorsi, oggetti di scena tutti riguardanti il tema teatrale. Si pone dunque l’accento sulle scenografie per opera e balletto e sulle architetture progettate e costruite. “Parma, Padova, Pavia, Piacenza, Reggio e ancora Venezia, Milano e tutte le capitali padane dove il teatro accende le sue luci nella nebbia persistente”, frase che testimonia l’amore di Rossi per quei teatri progettati fino al Teatro del Mondo, ricostruito in grande scala per l’occasione. Invece la seconda mostra allo Spazio Vedova presenta per la prima volta i cicli II, III e IV di Lacerazione, che esprime l’intensità e la passione del disagio esistenziale dell’artista verso una vita umanamente autentica. A que-
sti alcuni Plurimi/Binari singoli, che tecnicamente furono dipinti su pannelli asimmetrici in legno, scorrevoli in parallelo su binari, creando così una composizione in movimento. A Palazzo Fortuny fino al 19 novembre è di scena il consueto appuntamento autunnale con 4 artisti. Annamaria Zanella (Padova 1966), designer di gioielli, propone esemplari unici che superano l’oreficeria grazie allo studio e ricerca di metalli. Béatrice Helg (Ginevra 1956) con le sue fotografie atemporali nello spazio, luce e materia. Maurizio Donzelli (Brescia 1958) con gli acquerelli, gli specchi, i tappeti in lana e seta del Nepal, gli arazzi Jacquard tutti appositamente in sintonia con la storia del luogo. I suoi specchi sono intesi “come un oggetto in se stesso reinventato nell’immagine da lenti prismatiche, che rendono l’idea di un ipotetico miraggio nell’osservatore”. Franco Vimercati (Milano 1940 – 2011) con le sue fotografie d’oggetti comuni e seriali per esempio le bottiglie, le sveglie, le zuppiere. La fotografia per lui è tutto, perché l’oggetto parla con la fotografia e essa stessa parla con l’oggetto. Al.Ch.
l Maestro Antonio Nunziante è uno dei più importanti ambasciatori dell’Arte Italiana nel mondo. Lo dimostra l’importante futuro appuntamento presso il museo Orsay e Louvre ma non solo. I richiami alla metafisica e al surrealismo della prima fase sono stati assimilati e personalizzati in una pennellata grassa e matura. La libertà e la gioia nel dipingere propongono tematiche con differente spessore, come il volo dei fenicotteri o la parete di una stanza che irradia ulteriori luoghi, portando l’osservatore in un’altra dimensione. Il paesaggio è oramai interiore e metabolizzato da una lunga riflessione originale, che parte dall’Ottocento ma giunge a noi con freschezza e contemporaneità. Oli, tempere all’uovo e maioliche sono i mezzi delle sue costanti creazioni innovative. Dunque, una testimonianza diretta è ora indispensabile e tra gli innumerevoli impegni, Antonio Nunziante, all’interno degli spazi della Galleria Orler di Mestre, ha scambiato alcune battute in un periodo felice della sua carriera pittorica. Surrealismo, metafisica. Un mix “intrigante”? “A volte c’è una commistione tra le due possibilità espressive. Mediamente la metafisica mi da più apertura, nel senso che è una realtà possibile e più vicina a noi. Il surrealismo invece è qualcosa di estremo, oltre una realtà. Raramente vado oltre la realtà delle cose, infatti nel contesto della mia espressione apparentemente tutto sembra ben proporzionato e normale, ma non è proprio così. Ci sono volutamente delle esaltazioni del soggetto primario, dell’attore
principale dell’opera e del concetto che elaboro, in cui voglio focalizzare l’attenzione dell’osservatore, risaltando con il colore e le proporzioni il punto focale del quadro. Raramente esco troppo fuori da un concetto di iper-realtà. Quello che cerco di trasmettere è il sentimento e lo spirito che ho dentro nel momento in cui dipingo. Questo è quello che m’interessa di più rispetto alla superficie delle cose, perché la mia pittura porta ad essere guardata prima che pensata”. Dal 2010 una nuova “atmosfera”. Me ne può parlare? “Quell’emotività interiore, che ho cercato di trasmettere fino ad oggi attraverso il dettaglio del disegno e della pittura, adesso cerco di esprimerla attraverso la gestione nuova della materia e degli elementi. A volte anche in modo impulsivo, come per esempio il colpo del pennello od una sfumatura lasciata abbandonata volutamente. E’ un’apertura ancora ulteriore, sempre nell’ambito della figurazione, perché è il mio mondo in cui continuerò ad esprimermi, ma con una libertà e sicurezza date dal confrontarmi con i grandi maestri. Tutto questo
mi ha dato più sicurezza. Quando un’artista diventa conscio delle proprie possibilità, vuol dire che sta raggiungendo la maturità giusta per cominciare a sintetizzare un po’ tutto quello che ha fatto. Questo momento della sintesi è quello che affascina molto il pubblico colto, perché capisce quando un’artista è felice dentro e sicuro di se”. Cinque versioni dipinte da Böcklin per l’Isola dei Morti. Questo è un soggetto, ovviamente interpretato, caratterizzante in molti suoi quadri. Me ne può parlare? “Non ha condizionato solo me, ma grandi artisti come De Chirico, Dalì, Clerici. E’ un’icona, un simbolo che ha ispirato gli artisti ossia un’isola che galleggia in mezzo all’acqua, l’isola di Peter Pan, l’isola che non c’è, quindi è il luogo ideale, è l’arcadia. Per esempio, spesso una persona, carica di tensioni, dice che vorrebbe scappare su un’isola. In quest’ambito è un rifugio della mente, un luogo ideale dove vorresti essere. Non è un luogo esistente, è un luogo mentale. In sintesi mi ha colpito proprio questo: Al.Ch. l’essere un luogo della mente”.
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Sì, viaggiare 31
GERMANIA
Va dove ti porta il Riesling
VIAGGIO LUNGO LE ROMANTICHE RIVE DELLA MOSELLA E DEL RENO TRAPUNTATE DI VIGNETI DORATI CHE REGALANO UNO DEI VINI PIÙ FAMOSI AL MONDO L’OCCASIONE PER CONOSCERE PITTORESCHI BORGHI MEDIEVALI DALLE CARATTERISTICHE CASE A GRATICCIO CASTELLI E CITTÀ D’ARTE COME LA TREVIRI DI COSTANTINO E KARL MARX E LA MAGONZA DOVE NACQUE JOHANN GUTENBERG LE STELLE DI BECKER E ALTRE SORPRESE Con i voli lowcost di Germanwings su Colonia-Bonn arrivare nella Mosella è facile e veloce. Alcune soste gourmet sono imperdibili. A Treviri (Trier) c’è il ristorante Becker’s, 2 stelle Michelin. Wolfgang Becker è un creativo dallo spiccato gusto artistico, i cui piatti (nella foto) coniugano sapientemente un’estetica raffinata ad un equilibrio di sapori. Molto bello anche il locale di stile minimal sui toni naturali dell’ardesia. A Oberwesel vale una sosta il Restaurant Wienhaus Weiler con la sua gustosa cucina regionale. A Bacharach una piacevole sorpresa si è rivelato Andrea Stuber del Rhein Hotel (non rinunciate alla Weinsuppe al Riesling). Cena in mezzo ai vigneti al ristorante Baiken di Etville am Rhein, ricorda certe vecchie locande sempre affollate e vocianti. A Nierstein in centro c’è il piccolo ma grazioso Weinrestaurant Civitas di Martina Herzog. Prosit!
C
’è una piccola regione della Germania che sembra uscita da un racconto dei fratelli Grimm, dove dietro l’angolo di ogni casa ti aspetteresti di veder spuntare il Pifferaio Magico o Hansel e Gretel con il cestino della merenda. E’ la valle della Mosella, il piccolo fiume che nasce nei Vosgi, attraversa l’Alsazia e la Lorena, entra in Lussemburgo e poi, dopo un ghirigori di spettacolari anse, si getta nel Reno a Coblenza. La Mosella tedesca, un territorio che sembra fermo nel tempo con i suoi borghi dalle pittoresche case a graticcio, i suoi castelli e i suoi vigneti, che a perdita d’occhio coprono i pendii aggettanti sul fiume, deve la sua celebrità ai suoi straordinari paesaggi e all’eccellenza dei suoi vini, il Riesling su tutti. Un viaggio nella Mosella tedesca è anche un viaggio nella storia, perchè il territorio custodisce gelosamente testimonianze di ogni epoca. Romane soprattutto, perchè qui gli imperatori di Roma e i loro governatori hanno lasciato grandi segni di civiltà, compresa la stessa coltivazione della vite che tutt’oggi rappresenta una delle prinicipali attività economiche della valle. L’ideale itinerario alla scoperta della Mosella parte da Trier, la romana Treviri (Augusta Treverorum), la più antica città della Germania che sottomessa da Cesara nel 50 a.C., divenne colonia sotto Augusto nel 15 d.C. Ma fu con l’imperatore Costantino, quello che nel 313 dopo tante persecuzioni sdoganò il Cristianesimo rendendolo la religione dell’impero, che Treviri divenne il massimo centro romano oltre le Alpi. Di quel periodo aureo rimangono sommi monumenti, a partire dalla Porta Nigra, la più grande porta del mondo romano. E poi l’attuale Basilica protestante che un tempo fu l’antica Aula Palatina costantiniana: la sua solennità e i suoi volumi lasciano a bocca aperta. Bombardata durante
NELLA FOTO GRANDE GRUPPO DI AMICI BRINDANO IN UNA DELLE PIAZZETTE DI BACHARACH. A DESTRA IN ALTO VIGNETI SULLE RIVE DELLA MOSELLA IN AUTUNNO. PIÙ SOTTO: LA PORTA NIGRA DI TRIER-TREVIRI, TRE GIOVANI MISS DEL VINO AL CASTELLO DI JOHANNISBERG, MIMMO E IMMACOLATA CALABRESE, IL TITOLARE DELL’ENOTECA PHILIPPS-MUHLE. A DESTRA: PAESAGGI SUL RENO E SULLA MOSELLA.
..
al seconda guerra mondiale, oggi ospita anche un interessante museo. Poco lontano sorgono il duomo e la Liebfrauenkirche. Il primo è uno scrigno di tesori, fra cui l’Heiliger Rock, ovvero la Tunica di Cristo che secondo la pia tradizione fu raccolta dai soldati romani ai piedi della croce. Viene esposta assai di rado, due volte nell’ultimo secolo. La Liebenkirche, capolavoro del gotico è famosa per la sua pianta a forma di rosa (Rosa Mystica) e per il portale ricamato di pietra. Appena fuori dalla città sorgono l’anfiteatro, uno dei dieci più grandie della romanità, e le terme imperiali di Barbara. A Treviri è nato Karl Marx e la sua casa-museo oggi è meta di visite da tutto il mondo, molte comitive arrivano persino dalla Cina. Il barbone bianco del padre del Comunismo campeggia anche nei bus rossi del City Tour: è diventato icona turistica.
La valle della Mosella, lungo la strada che conduce a Coblenza, è un susseguirsi di piccoli paesi dalla caratteristica architettura medieva.. le. A Krov la cantina Staffelter Hof è attrezzata per le visite e offre anche qualche tipica .. pietanza.I paesi di Losnich e Bernkastel-Kues sono uniti da una bella pista ciclabile, costanta.. mente affacciata sul fiume. A Urzig imperdibile il vigneto-museo di Oster: la famiglia gestisce pure una Gastehaus in posizione panoramica. Pochi chilometri e si passa nella valle del Reno, il grande fiume che nasce sul San Gottardo in Svizzera e sfocia sul mare del Nord in Olanda: un’autostrada d’acqua, percorsa a tutte le ore da battelli turistici e grandi chiatte da trasporto dirette al porto di Rotterdam. Anche vigneti sospesi fra cielo e terra, anche qui Riesling preziosi e keller da visitare. A Loreley c’è il famoso sperone dove, secondo la legganda,
una bellissima ragazza dai lunghi capelli biondi ammaliava i naviganti distraendoli fatalmente e in quel punto le correnti del fiume sono particolarmente pericolose. A Oberwesel il paese sembra fermo nel tempo. Rocche a castelli accompagnano la vista dei naviganti. A St. Goar c’è la modernissima enoteca di Philipps .. Muhle. Bacharach è la sosta più romantica: case a graticcio, osterie, rovine di un castello e di una cattedrale gotica. Per conoscere ogni segreto di questo fiabesco borgo renano basta rivolgersi alla Gelateria Italia 76, famosa per il suo gelato al Riesling: Mimmo Calabrese, che vive nel borgo da tanti anni con la moglie Immacolata, è un appassionato della storia locale. Suo figlio Vincenzo due anni fa vinse il concorso “Il bello d’Italia” nella trasmissione di Frizzi. Fra le enoteche da segnalare quella di Fritz Bastian. Il castello di Johannisberg
con le sue cantine ricorda come i fasti del vino qui affondino le radici nella storia. Ad HeltivilleHattenheim Balthasar Ress sotto il suo storico palazzo ha creato la Wine Bank dove molti collezionisti da tutto il mondo conservano i loro tesori enologici. Un’ultima tappa la merita Magonza, capoluogo del Palatinato, la città che ha dato i natali a Johann Gutenberg, colui che inventò la stampa con i caratteri mobili e cambiò la storia della cultura e dell’informazione. Un museo ripercorre la sua vicenda umana e le sue creazioni, fra cui una copia della famosa BIbbia riprodotta in 180 pezzi, 48 dei quali sono stati conservati fino ad oggi. Nella chiesa di Santo Stefano si resta ammaliati dalla bellezza delle vetrate di Chagall. Nei pressi della città c’è Nierstein, altro borgo .. vinicolo dove opera Kai Schatzel, una delle cantine emergenti.
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i nostri Esperti AFFARI DI FAMIGLIA
Mancato rispetto del diritto di visita da parte del genitore non convivente con il figlio minore.
A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS
Diritto di visita = Diritto del figlio. Ecco cosa fare per tutelare il diritto leso
Care lettrici e lettori, facendo seguito alla rubrica del mese scorso che aveva per oggetto il mancato versamento dell’assegno di mantenimento in favore del figlio minore e/o maggiorenne non economicamente autosufficiente, questa volta tratterò del delicatissimo problema inerente il mancato rispetto del diritto/dovere di visita del figlio minore da parte del genitore non collocatario prevalente coincidente, per lo più, con la figura del padre. Senza preamboli si può certamente dire che il diritto di visita da parte del genitore non convivente con il minore risponda al preminente interesse di quest’ultimo a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con lo stesso. E’ in sintesi il diritto del figlio a ricevere anche dall’altro genitore cura, educazione ed istruzione oltre che assistenza morale e materiale, così come sancito anche dall’art. 155 c.c. e riconosciuto a livello costituzionale nell’art. 30 I comma, laddove si prevede il diritto-dovere di entrambi i genitori. A detto diritto del figlio corrisponde il dovere del genitore all’adempimento del
diritto di visita – da intendersi anche quale espressione della solidarietà di entrambi i genitori degli oneri verso i figli-, cui può conseguire, nell’ipotesi di inadempimento, la decadenza della potestà genitoriale ai sensi dell’art. 330 c.c. e l’integrazione della fattispecie di reato prevista e punita dall’art. 570 c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare). Dunque, il diritto di visita deve essere inteso quale diritto indisponibile ovvero come un diritto di cui il soggetto non può disporre e dunque neppure rinunciare in modo unilaterale. Il mancato esercizio del diritto di visita da parte del genitore non convivente dà diritto al risarcimento dei danni? E se si, chi può validamente ottenere lo stesso? Va preliminarmente precisato che nessun rimedio al mancato rispetto del diritto di visita da parte del genitore non affidatario viene previsto come concretamente attuabile da parte del nostro ordinamento. NON esiste dunque la possibilità giuridica di imporre al genitore inadempiente di esercitare il suo diritto di visita.
A fronte di detta ingiustificata violazione dei doveri genitoriali, consegue tuttavia la magra consolazione del figlio, e secondariamente anche dell’altro genitore, ad ottenere il ristoro dei danni subiti e subendi per la lesione dei loro diritti fondamentali. Occorre, tuttavia, dimostrare la rilevanza dei danni causati dall’assenza del genitore non affidatario. Danni che in linea generale ben possono consistere nel mancato corretto sviluppo della personalità del minore, nella perdita della serenità e sicurezza personale, nella compromissione della crescita sana ed equilibrata, nella sussistenza di psicopatologie legate a detta privazione. Del resto, per essere genitori non basta avere avuto la capacità di procreare, attitudine che appartiene anche al mondo animale, ma occorre, altresì, assumersi gli oneri derivanti da questa splendida, ancorché gravosa, scelta di vita contribuendo in via solidale con l’altro genitore a mantenere, educare, istruire i propri figli. Lieta di ricevere le Vs osservazioni e/o richieste su casi e/o questioni che Vi sono
capitate e sulle quali, magari, necessitate di ottenere delucidazioni, autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. MESSAGGIO PUBBLICITARIO
L’ARCHITETTO
Il futuro: la casa in legno?
Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333 In Italia la casa in legno forse non è la tradizione costruttiva principale, ma ormai in molti paesi d’Europa è una tendenza che sta prendendo sempre più piede, sostituendo le costruzioni tradizionali in cemento e mattoni! E’ quindi il legno, materiale “primitivo”, il futuro? Molti lo sostengono, poiché per certi aspetti ha delle prestazioni maggiori. Quali? Innanzitutto non è più come un tempo: gli edifici in legno realizzati con tecniche costruttive moderne permettono altezze superiori ai due piani; inoltre la casa in legno non ha più l’aspetto di baita alpina, dato che ad essere in legno sono le strutture e gli interni, ma intonaco, “cappotti” e finiture non si differenziano affatto ai più moderni edifici tradizionali. Come materiale di costruzione il legno è eccezionale! Perché può essere trattato facilmente, ad uso multiplo, di facile combinabilità e nella direzione di crescita ha una grande resistenza. La prefabbricazione degli elementi, dalle pareti alla copertura, è indipendente dalle condizioni metereologiche e facilita la realizzazione di prodotti “su misura” di ottima qualità. Il tempo di costruzione con elementi prefabbricati è notevolmente ridotto ed i lavori sono quasi limitati al montaggio delle componenti: molte ditte assicurano l’opera finita dai quattro ai sei mesi! L’isolamento termico del legno è favorito paragonato ad altri materiali di costruzione. Difatti la struttura porosa del legno con le sue cellule piene d’aria
ha buone proprietà termoisolanti ( =0,12 W/mK) e permette l’accoppiamento con grossi strati termoisolanti. Così in inverno mentre le case costruite tradizionalmente hanno un’ inerzia termica notevole, gli edifici in legno si riscaldano più facilmente. L’isolamento termico riduce infine in maniera significante le spese di riscaldamento e di conseguenza le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Le reti impiantistiche possono essere inserite all’interno di appositi cavedi già predisposti nella struttura, così da alloggiare opportunamente i cavi. La ditte specializzate in costruzioni in legno difatti offrono un ottima consulenza dalla progettazione all’intero processo di costruzione e l’esecuzione pulita in cantiere è garantita da previsioni esatte. Altra nota positiva è la “salubrità” delle case in legno che hanno un buon equilibrio tra l’umidità dell’aria. Difatti il legno è un materiale naturale, che “respira” mantenendo l’umidità dell’aria all’interno ad un valore ottimo, inoltre è libero da agenti allergizzanti, non ha carica statica, emissioni o radiazioni. E’ anche un materiale ecosostenibile perché dal punto di vista ecologico Il legno risparmia materia prima dato che cresce in natura e si rinnova permanentemente. Dopo l’ utilizzazione il legno può ancora essere riciclato, cosi non inquina l’ambiente. Infine a parità di cubatura richiede una parete esterna meno larga, con un guadagno del 5% di superficie interna. La casa
in legno ha un’ottima resistenza al fuoco ed è attuale” per la sua buona resistenza ai sismi, sia perché è solitamente costruita su piattaforme di cemento che “galleggiano” sul terreno, sia perché è elastica. In Emilia ed in Abruzzo si stanno costruendo molte case antisismiche in legno. La nota dolente è decisamente il costo! Difatti i costi possono salire dai 1.200 Euro al metro quadrato in su (molto dipende dalle finiture), così molti ritengono questi sistemi ancora troppo cari. Si stima che i costi siano dal 15 al 30 % superiori alle tecniche tradizionali e visto i tempi di crisi non ci sono troppi margini per queste innovazioni. Ma la legge del mercato insegna che qualora i costruttori e committenti iniziassero a richiedere maggiormente questi sistemi, i prezzi scenderebbero di conseguenza, per via dei maggiori volumi di mercato. Visti poi i prezzi dei consumi energetici bisogna farsi due conti in tasca, dato che la casa in legno ha di solito un risparmio energetico del 90 % sui costi di gestione! Difatti si stima che per uno spazio abitativo di 100 mq la spesa si aggiri sui 300 euro contro i 1.000 - 1.500 euro spesi mediamente per riscaldare un abitazione tradizionale. In ogni caso le prospettive di sviluppo sono sicuramente positive: entro il 2015 le ricerche di mercato stimano che le abitazioni in legno aumenteranno di un ulteriore 50%, ossia dalle 5.000 abitazioni censite in Italia nel 2010 alle circa 7.500 del 2015!
Sarò lieto di rispondere alle vostre domande inerenti gli articoli pubblicati od altri argomenti inerenti l’architettura e l’ urbanistica all’indirizzo mail: cavazzana@tin.it
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Inserite all’interno dello schema inferiore le parole elencate in modo da completare il cruciverba. A schema ultimato, nelle caselle grigie, apparirà il cognome. AD - AN - ES - ID - OD - PO’ - VE AIO - ATE - POE - RIO - SOS - TEO ALDO - ARTA - BOOT - DARE - EDEN EROS - NEON - ODOR - ONDA - PIER PAOLA - TONER - SESTRI - OLEARIO SVASATO - ADESIONE - OLITORIA The Numbers (i numeri) Impariamo l’inglese
I Colmi • Qual è il colmo per un riccio? Avere una spina nel fianco. • Qual è il colmo per un robot? Essere svitato. • Qual è il colmo per un poeta? Rispondere a qualcuno per le rime. • Qual è il colmo per un pino? Avere molti aghi ma non saper cucire. • Qual è il colmo per un pedone? Essere investito da una vettura di cortesia. • Qual è il colmo per una patata? Andare a farsi friggere. • Qual è il colmo per una radice? Essere quadrata. • Qual è il colmo per una regina? Essere bassa e farsi chiamare altezza. • Qual è il colmo per uno scultore? Lavorare sotto il sole che spacca le pietre. • Qual è il colmo per un paio di scarpe? Levarsi dai piedi. • Qual è il colmo per un vegetariano? Mangiarsi il fegato. • Qual è il colmo per una sveglia? Avere le ore contate. • Qual è il colmo per un facchino? Avere un peso sullo stomaco. • Qual è il colmo per un falegname? Mangiare tronky. • Qual è il colmo per un fantasma? Avere i bollenti spiriti. • Qual è il colmo per una foglia?
Diventare protagonista di “Via col vento”. • Qual è il colmo per un fornaio? Trovare pane per i propri denti. • Qual è il colmo per una gallina con la febbre? Fare le uova sode. • Qual è il colmo per due gatti? Non capirsi per un pelo. • Qual è il colmo per un geometra? Allenare una squadra. • Qual è il colmo per un gigante? Non essere all’altezza della situazione. • Qual è il colmo per una giostra? Essere presa in giro. • Qual è il colmo per una giraffa? Essere nei guai fino al collo. • Qual è il colmo per un istrice? Sentirsi sulle spine. • Qual è il colmo per un watt? Non avere più la potenza di una volt. • Qual è il colmo per un drago? Avere la gola infiammata. • Qual è il colmo per l’eco? Non riuscire ad avere l’ultima parola. • Qual è il colmo per un elefante? Cantare ad orecchio. • Qual è il colmo per un’elettricista? Fare una carriera brillante. • Qual è il colmo per un eschimese? Prendere delle decisioni a caldo. • Qual è il colmo per la Donna Cannone? Andare in giro senza porto d’armi. • Qual è il colmo per un dottore? Farsi firmare la ricetta dalla cuoca.
BILLION (miliardo) EIGHT (otto) ELEVEN (undici) FIFTEEN (quindici) FIVE (cinque) FORTY (quaranta) FOURTEEN (quattordici) HUNDRED (cento) MILLION (milione) NINE (nove) ONE (uno) SEVENTY (diciasette) SIX (sei) TEN (dieci) THIRTEEN (tredici) THOUSAND (mille) THREE (tre) TWELVE (dodici) TWENTY (venti) TWO (due)
CHIAVE (9) - Un numero...............................................................................................
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Lo stile di vita americano, quello che ha accompagnato la crescita di molte generazioni e rappresentato nei vecchi film americani, ora si potrà toccare con mano. A Padova, dal 17 al 18 novembre 2012, si svolgerà la 3a edizione di Mito America, nell’ambito della manifestazione TuttinFiera. L’edizione 2011 con le sue 50.000 presenze, ha confermato l’interesse del pubblico verso gli usi e costumi americani. In Mito America il visitatore potrà immergersi in una realtà ricostruita in perfetto stile USA. Al suo interno sarà presente un’eccezionale esposizione di auto e moto americane curata da Route 66 American Cars Club, che faranno da coreografia al lifestyle Usa. Sarà possibile gustare piatti tipici, assistere a spettacoli musicali, esibizioni sportive, acquistare abbigliamento rockabilly e country, arredamento vintage, gadget e molto altro ancora.
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FASCINO VI ATTENDONO NUOVE CONOSCENZE, SE AMORE REGALERÀ PIÙ SODDISFAZIONI ALLE COPPIE DI LUNGA DURATA · SALUTE LA STAGIONE VI OFFRE OTTIMO CARBURANTE AL SISTEMA MUSCOLARE E CIÒ FARÀ LA DIFFERENZA ANCHE NELL’IMPEGNO IN PALESTRA
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Centro storico. Appartamenti e negozi di nuova costruzione, di varie metrature e prezzi. Rifiniture medio-alte. Garage e ascensore. Consegna fine 2013. Cl. Energetica A. Info in agenzia. Rif.R0010
Centro storico. Appartamento nuovo e al piano Zona stazione. Immerso nel verde con ampio terra con ingresso indipendente, soggiorno con giardino condominiale, appartamento al 1° piano cottura, una camera da letto e garage. Arredato. con due camere da letto, soggiorno con cottura, due bagni e garage. Doppio terrazzo. Palazzo signorile con ampio cortile in comune Cl. energetica F. con panchine. Cl. Energetica D. Euro 105.000. Rif.R0160 Euro78.000. Rif.R0100
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