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La Piazza della riviera del brenta ott2020 n141

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Salute

OTTOBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.141

p.30

Regione

Turismo&&sapori Turismo

p.39

p.44

della Riviera del Brenta

on-line: Dopo il trionfo la prova dei fatti Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Confermato alla guida del Veneto a furor di popowww.servizilucarda.com lo, verrebbe da dire consacrato “doge”, come piace ORIAGO · MIRA · MESTRE CARPENEDO · FAVARO sottolineare alla folta schiera dei suoi più fedeli sostenitori, ora per Zaia è il momento di mettersi “panPAOLO 335 7082317 cia a terra”, prendendo a prestito proprio una sua CHRISTIAN 333 2320219 espressione che centinaia di volte abbiamo sentito nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Dai veneti ha ottenuto una indiscutibile delega, supportata da una fiducia sempre crescente, via via conquistata sul campo, anche grazie alla abile e ben nota capacità comunicativa. Ma ora che la campagna elettorale è finita è tempo di guardare alle grandi sfide che attendono il Veneto, una regione che reclama l’autonomia e che vuole contare sempre di più in ambito nazionale, intenzionata a dettare l’agenda su temi fondamentali e a riuscire finalmente a chiudere la partita apertaVarata quasi trelaanni fa convicesindaco la vittoria del refeIl centrosinistra ha vinto con oltre il 66% dei voti. Si ferma al 33% il centrodestra. giunta: rendum. Zaia, a questo proposito, ha già fatto sapere è Naletto. Assessori: Bellomo, Maschera, Nardo e Iuliano, capogruppo èche Valentina Servizi paginecentrale 7, 14 e 15 eserciteràBergo un forte pressing sulalle Governo e sulle altre regioni. Ma non c’è solamente questo. Il Veneto si trova a fare i conti con contraddizioni, criticità storiche ed emergenze più attuali, questioni che dovranno essere affrontate di petto. A partire dalla sanità, competenza specifica della Regione: che il Veneto brilli a livello nazionale per l’eccellenza di molti ospedali e centri di ricerca e cura è fuori discussione, ma non mancano delle zone d’ombra, a o n o partire dalla riduzione di posti letto e servizi riscontisc n a r a trata in alcuni territori, a ritardi cronici nella realizCE g durante i I F F zazione di nuove strutture come il polo ospedaliero ale ti O cch padovano, fino al caso drammatico del batterio killer Le len ione ottim uter, gli o p is a r v m e all’ospedale di Verona. L’altra grande partita si gioo a b c i n u del eèl t a o n z n e ca sul piano ambientale, saldamente interconnesso z e i i l l’uti sano, la m sta e sch . e con quello delle infrastrutture: la nostra regione ha l s ra te si rila entrarsi, tura natu pagato un gravoso tributo alla cementificazione e il s c o n p o c a territorio è ferito e fragile, per questo va difeso e prodi o un n o tetto, con attenzione e risorse adeguate, lasciando m assu da parte preconcetti e ideologismi. Il Veneto attende il completamento di grandi e tribolate opere, come il Mose e la Pedemontana, anche qui ci sarà molto da lavorare.

Elezioni a Dolo, trionfa Alberto Polo

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Piano delle acque, servono 35 milioni MIRA

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DOLO

Dopo il trionfo la prova dei fatti Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

O

rmai è quasi superfluo sottolineare la netta vittoria di Luca Zaia, un vero e proprio trionPreventivi e sopralluoghi gratuiti fo personale oltre che un’operazione politica che • Progettazione • Potature ad alto fusto • Installazione blinda il Consiglio Regionale per i prossimi cinque • Realizzazione • Giardini, Parchi, Robot anni. Forte del responso delle urne, il governatore • Pareti Verdi Terrazzi Tagliaerba • Stop alle Talpe • Noleggio Piante per • Irrigazione inaugura il suo terzo mandato con pieni poteri, soST U P E N DA S O R P R E SA nel giardino Cerimonie ed Eventi • Manutenzione stenuto dalla compagine di centrodestra in cui la Via Venezia, 110 · Oriago di Mira (Ve) Lega la fa da padrona. Ora però Zaia è chiamato alla info@vivaibarendi.com · www.vivaibarendi.com · seguici su da 18 edizioni localiprova cell. 327 1372668 · ororiviera@libero.it È un periodico formato mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin seguee a pag. pag 57 Redazione: dei fatti.

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OTTOBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.141

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Dopo il trionfo la prova dei fatti

della Riviera del Brenta

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Elezioni a Dolo, quando contano le persone

Confermato alla guida del Veneto a furor di popolo, verrebbe da dire consacrato “doge”, come piace sottolineare alla folta schiera dei suoi più fedeli sostenitori, ora per Zaia è il momento di mettersi “pancia a terra”, prendendo a prestito proprio una sua espressione che centinaia di volte abbiamo sentito nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Dai veneti ha ottenuto una indiscutibile delega, supportata da una fiducia sempre crescente, via via conquistata sul campo, anche grazie alla abile e ben nota capacità comunicativa. Ma ora che la campagna elettorale è finita è tempo di guardare alle grandi sfide che attendono il Veneto, una regione che reclama l’autonomia e che vuole contare sempre di più in ambito nazionale, intenzionata a dettare l’agenda su temi fondamentali e a riuscire finalmente a chiudere la partita aperta quasi tre anni fa con la vittoria del referendum. Zaia, a questo proposito, ha già fatto sapere che eserciterà un forte pressing sul Governo centrale e sulle altre regioni. Ma non c’è solamente questo. Il Veneto si trova a fare i conti con contraddizioni, criticità storiche ed emergenze più attuali, questioni che dovranno essere affrontate di petto. A partire dalla sanità, competenza specifica della Regione: che il Veneto brilli a livello nazionale per l’eccellenza di molti ospedali e centri di ricerca e cura è fuori discussione, ma non mancano delle zone d’ombra, a partire dalla riduzione di posti letto e servizi riscontrata in alcuni territori, a ritardi cronici nella realizzazione di nuove strutture come il polo ospedaliero padovano, fino al caso drammatico del batterio killer all’ospedale di Verona. L’altra grande partita si gioca sul piano ambientale, saldamente interconnesso con quello delle infrastrutture: la nostra regione ha pagato un gravoso tributo alla cementificazione e il territorio è ferito e fragile, per questo va difeso e protetto, con attenzione e risorse adeguate, lasciando da parte preconcetti e ideologismi. Il Veneto attende il completamento di grandi e tribolate opere, come il Mose e la Pedemontana, anche qui ci sarà molto da lavorare.

Il centrodestraMisure incassa 160x90 cm il 70% in regione, ma vince il sindaco di centrosinistra

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lezioni a Dolo, quando i candidati fanno la differenza. Si potrebbe riassumere così l’esito clamoroso delle consultazioni che si sono tenute nella cittadina della Riviera del Brenta il 20 e 21 settembre scorsi. Si è assistito da un lato all’esito scontato dei risultati delle regionali, dove anche qui il plebiscito per il presidente uscente Luca Zaia (centrodestra) non è mancato e ha raggiunto il 70,54 % dei consensi e 5759 voti, dall’altro invece si è registrato il risultato in totale controtendenza delle elezioni comunali, in cui, con il 66,54% dei consensi e 5335 voti, si è affermato il sindaco Alberto Polo (centrosinistra) con la sua lista “Polo sindaco- Dolo democratica”. Il centrodestra con il candidato sindaco Ivano Michelotto si è fermato al 33,46 % con 2683 voti. Polo di fatto ha totalizzato tanti consensi quasi quanto quelli di Zaia. Ma a Dolo il giorno dopo l’esito, la sorpresa per fra la gente per questo risultato che all’esterno appare clamoroso, non c’era. La sensazione che si stesse giocando una partita completamente diversa era nell’aria. I cittadini di Dolo hanno premiato l’amministrazione comunale uscente per i risultati ottenuti e contemporaneamente quella regionale per lestesse ragioni. Si è dato valore alle persone e al loro concreto operato, lasciando al palo i partiti tradizionali. E non è un caso che alle regionali, unica consultazione dove il consenso ai partiti era misurabile, sempre a Dolo, né la Lega ne il Pd hanno brillato. La Lega fagocitata dalla lista Zaia ha raccolto un misero 11,31 %, il Pd è rimasto sulla media regionale con il 15,76%. Va detto infine che in Riviera non è la prima volta che si assistono a totali ribaltamenti di fronte fra elezioni diverse. Era capitato l’anno scorso a Camponogara in cui il centrodestra alle elezioni europee aveva raccol-Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< to 60 % dei consensi, ma contemporaneamente alle comunali meno rmai è quasi superfluo sottolineare la netta della metà. Si impose così il centrosinistra di un soffio.Lì però correvavittoria di Luca Zaia, un vero e proprio trionno tre liste. A Dolo per Polo è stato un trionfo contro un centrodestra fo personale oltre che un’operazione politica che unito. Un premio inequivocabile, insomma, dato dai cittadini alla blinda il Consiglio Regionale per i prossimi cinque capacità amministrativa della giunta uscente. anni. Forte del responso delle urne, il governatore Alessandro Abbadir scaggianteaffilatura@gmail.com inaugura il suo terzo mandato con pieni poteri, sostenuto dalla compagine di centrodestra in cui la Lega la fa da padrona. Ora però Zaia è chiamato alla È un periodico formato da 18 edizioni localiprova mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin seguee a pag 5 Redazione: dei fatti.

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Mira

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Interventi L’assessore Barberini illustra progettazioni per 35 milioni di euro

Piano delle Acque per la sicurezza idraulica del territorio U

n piano dettagliato per mettere in sicurezza il territorio mirese dal punto di vista idraulico e per realizzarlo ci vogliono 35 milioni di euro. Una fonte di finanziamento per portare a termine le opere previste potrebbe essere quella dei fondi in arrivo dal Comitatone per la Salvaguardia di Venezia a cui Mira per la prima volta può attingere. Si tratta del Piano delle Acque che è stato presentato e varato dal Comune di Mira in un consiglio comunale a fine settembre. A spiegare quali sono le criticità del territorio comunale è l’assessore all’ambiente Maurizio Barberini. Per realizzare il Piano delle Acque è stato dato un incarico ad hoc che poi ha ricevuto il contributo della città Metropolitana. Il piano ha avuto un costo di progettazione complessivo di 70 mila euro. Il Piano delle Acque di Mira si è cominciato a redarre nel 2012, e contiene una mappa dettagliata delle criticità del territorio. Si è visto ad esempio, che uno dei maggiori problemi collegati allo scolo delle acque è quello legato alla cattiva manutenzione dei fossati. Sono stati rilevati perciò problemi legati alle condutture fognarie. Dove esistono reti di scolo miste fra acque bianche e nere sussistono i problemi maggiori. Ma non solo. I fossati da sistemare secondo quanto analizzato dal Piano delle acque sono oltre un centinaio a Mira capoluogo e nelle frazioni di Oriago , Mira Porte, Gambarare , Marano, Borbiago e Malcontenta e proprio per questo serve il massimo della collaborazione fra pubblico e privato, fra residenti Comune, Veritas e Consorzio di Bonifica.

Nel corso degli ultimi15 anni gli eventi atmosferici estremi si sono moltiplicati. Il più grave di tutti si verificò nel 2007, ma anche recentemente ad Oriago lo scorso 4 agosto, un forte temporale ha mandato sott’acqua mezza Oriago. Ma poi nel corso degli anni gli episodi si sono susseguiti con una certa frequenza. Il Comune ha individuato ad esempio a Oriago, nella zona di via Monte Cantone delle criticità evidenti, ma anche nell’area di via Caleselle sempre a Oriago o in via Toti a Mira Taglio i problemi non mancano. “Ci troviamo di fronte in tanti casi – spiega Barberini – a problemi collegati aree residenziali in cui ci sono delle forti urbanizzazioni con reti fognarie e idriche insufficienti“. Le condotte per Barberini vanno cambiate e questo si può fare facendo investimenti e in accordo con Veritas. Si tratta di interventi davvero importanti che necessitano di investimenti da decine di milioni di euro. “Mira – sottolinea l’assessore – nel corso degli anni è stata colpita in modo forte da fenomeni come quello delle esondazioni. A cercare di risolvere le criticità di fronte ad un clima che è mutato sono state 3 amministrazioni comunali di seguito, compresa quella grillina guidata dal sindaco Alvise Maniero”. Gli interventi individuati dal piano (condotte , fossati, reti fognarie da cambiare e manutenzione dei canali) sono lavori che possono essere fatti nel corso di un decennio. “E’ importante però avere a disposizione conclude l’assessore Barberini- un importante strumento a disposizione per analizzare i problemi”. Alessandro Abbadir

Maurizio Barberini

Via Caleselle, i cittadini si rivolgono ad Adico

C

i hanno provato in più modi, con lettere ed esposti. Ora, però, hanno deciso di rivolgersi all’Adico tramite il servizio sfratti e problemi condominiali ,che si occupa di pratiche relative alle abitazioni. In questo modo un gruppo di cittadini di Oriago di Mira residenti in via Caleselle cercherà di risolvere una situazione di disagio, che dura ormai da alcuni lustri. Il problema riguarda la fognatura che corre lungo la strada In particolare, i residenti denunciano di subire da oltre vent’anni continui allagamenti in concomitanza con abbondanti piogge, il tutto dovuto al cattivo funzionamento della rete fognaria. Le conseguenze sono inevitabili e si traducono in muffa e umidità all’interno delle case che diventano dunque insalubri e necessitano di interventi costosi e laboriosi. “I nostri soci chiedono da tempo a Veritas di provvedere alla sistemazione della fognatura – spiegano dall’ufficio legale dell’Adico. Nel novembre del

2014 l’azienda aveva annunciato l’inizio dei lavori mirati alla separazione delle reti nere e bianche nel bacino di via Caleselle, motivo del cattivo funzionamento della fognatura e di conseguenza degli allagamenti. A oggi non risulta essere stato effettuato alcun intervento e i residenti continuano a subire pesanti danni a ogni precipitazione”.


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Mira

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“Mira Città che legge”, il riconoscimento dal ministero Durante l’estate si è tenuto il concorso per giovani lettori “Leggi che vinci”, un successo di coinvolgimento

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iconoscimento al Comune di Mira, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della qualifica di “Città che legge”. Lungo le strade e presso le biblioteche comunali sono stati esposti nelle scorse settimane degli stendardi dell’iniziativa. Per supportare ancor di più la lettura e la cultura, la giunta comunale ha dato il via ad un fondo strutturale per sostenere la lettura e l’acquisto di libri, da destinare ai giovani lettori di Mira, in base alle disponibilità. In arrivo anche il patto per la lettura, per consolidare una progettualità di lungo periodo sulla promozione della lettura e del libro in tutte le sue forme. “Il nostro Comune è stato il primo a riaprire le biblioteche e le aule studio dopo la quarantena - ricorda il sindaco Marco

Dori - a dimostrazione di quanto questa amministrazione tenga a far sì che vi sia sempre la possibilità di leggere e documentarsi. Stiamo inoltre lavorando per realizzare, magari già il prossimo anno, una rassegna dedicata al libro e alla letteratura, puntando al coinvolgimento di quanti, nella nostra città, ritengono il libro non solo un oggetto, ma uno strumento di crescita e di consapevolezza. Il riconoscimento di “Mira Città che Legge” è il frutto del lavoro culturale e librario dei progetti fatti in questi anni, anche con le tante iniziative delle nostre biblioteche. Durante l’estate, per esempio, abbiamo dato il via al concorso per giovani lettori “Leggi che vinci”, che è stato un successo di coinvolgimento. A tutti i partecipanti, oltre che al

vincitore, è stato assegnato un buono lettura per l’acquisto di libri. Dato il buon riscontro, abbiamo pensato di dar vita ad un fondo permanente per il sostegno della lettura, rivolto soprattutto ai giovani. La ripresa parte anche da qui”. Una “Città che legge”, sottolinea il primo cittadino garantisce ai suoi abitanti l’accesso ai libri e alla lettura, attraverso biblioteche e librerie, ospita festival, rassegne o fiere che mobilitano i lettori e incuriosiscono i non lettori, partecipa a iniziative congiunte di

promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni. “Aderiamo -conclude il sindaco- a uno o più dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura (Libriamoci, Maggio dei libri) e ci impegnamo a promuovere la lettura con continuità anche attraverso la stipula di un “Patto locale per la lettura” che prevede una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per realizzare pratiche condivise”. Alessandro Abbadir

Meri Causin, 40 anni di parrucchiera

H

a festeggiato i 40 anni di attività il negozio di parrucchiera di Meri Causin che si trova in via della Stazione al civico 16 a Oriago di Mira. A renderlo noto è l’associazione Artigiani Piccola Impresa Città della Riviera del Brenta che con il presidente Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato si congratulano con l’associata per il raggiungimento di questo importante traguardo professionale. “Ho aperto la mia attività – dice Meri Causin – nel 1980 e ho continuato per 40 anni sempre nello stesso paese. Le mie clienti nel corso del tempo sono ovviamente cambiate, ma molte sono affezionate e anche da anziane continuano a venire nel mio negozio. Per i 40 anni di attività ha fatto visita al mio negozio l’assessore alle attività produttive del Comune di Mira Vanna Baldan”. (e.cal.)v


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Mira

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Viabilità Dopo alcuni incidenti mortali

Strade, è polemica sulla sicurezza Italia Viva chiede una mappatura delle arterie a rischio. Fratelli D’Italia punta a dossi in Riviera Matteotti

I

ncidenti sulle strade e scattano le polemiche sulla sicurezza. Nelle scorse settimane un sinistro ha provocato la morte di un anziano a Mira Porte in Riviera Matteotti. U’auto ha centrato l’ uomo in bicicletta travolgendolo. Al di là della dinamica dell’incidente su cui sono aperte le indagini da parte delle autorità preposte, i cittadini e forze politiche a Mira chiedono interventi in tempi rapidi. I residenti e le attività commerciali infatti lamentano come troppo spesso in Riviera Matteotti ( ma anche in altre parti del territorio comunale) le auto sfreccino a velocità troppo elevata sia di giorno che di notte. “Si deve pensare – spiega il consigliere comunale di “Mira in Comune” Mattia Donadel- a piste ciclabili per raggiungere i centri delle frazioni di Mira, che siano alternativi alle strade più trafficate. Purtroppo senza entrare nel caso specifico anche su strade urbane gli automobilisti

corrono troppo forte. Serve anche prevenzione ed educazione stradale”. Chiede invece l’apposizione di dissasuasori in Riviera Matteotti il segretario di Fratelli D’Italia a Mira Guerrino Manente. “Chiediamo al Comune di collocare – spiega - dei dissuasori lungo la strada per scoraggiare chi pigia troppo l’acceleratore e poi più controlli con gli autovelox”. Ad intervenire poi sono anche Filippo Andreato, coordinatore di Italia Viva -della Riviera del Brenta, e Raffaele Ciriello, responsabile dell’organizzazione Italia Viva di Venezia. Gli esponenti politici chiedono all’ente locale , una mappatura delle strade comunali più a rischio. “Ancora un tragico evento si è verificato a Mira in Riviera Matteotti- spiegano Ciriello e Andreato- ancora un ciclista coinvolto. Chiediamo: come mai il Comune non presta un’attenzione maggiore alla viabilità locale? Non sarebbe il caso, in alcuni tratti

stradali, di limitare la velocità con l’installazione di dossi, piuttosto che affannarsi nell’acquisto di autovelox, spenti nel 70% dei casi? Chiediamo, come forza politica, che venga fatta una seria mappatura delle strade comunali al fine di rendere il circuito urbano più sicuro e non un autodromo”. Da parte del sindaco Marco Dori arriva una risposta alle critiche di cittadini a forze politiche “In via Matteotti- sottolinea il sindaco – ci sono limiti di velocità ben precisi anche con zone a 30 chilometri orari . Intensificheremo i controlli della velocità e sfrutteremo le nuove norme sul codice della strada che permettono sanzioni anche nei centri abitati”. Nelle settimane precedenti invece era caduto in acqua , nel canale Naviglio un uomo con la sua bicicletta, morendo annegato. In quel caso c’era stata la richiesta di collocare guard rail ai lati del canale. Alessandro Abbadir

Partita la sperimentazione delle strade scolastiche

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nno scolastico al via, a Mira arriva la sperimentazione delle strade scolastiche. Un modo nuovo per entrare ed uscire da scuola, evitando assembramenti e caos di macchine. Il servizio è garantito dalla Polizia Locale e dalla presenza dei volontari di Protezione Civile, oltre che dei nonni vigile. Ad Oriago ci sono due novità: la chiusura al traffico veicolare di via Monte Fumo, con accesso consentito solo ai residenti e al personale scolastico, che si aggiunge a quanto già stabilito per il plesso di via Marmolada. Oltre a questo, per la secondaria Dante Alighieri, chiusura temporanea degli accessi da via Lago di Lecco, Lago Trasimeno e via Lago di Garda, in modo da lasciare libero il piazzale di fronte alla scuola. Le auto possono essere parcheggiate nel parcheggio di via Sabbiona (max 15 minuti) o nel parcheggio dello stadio Marco Parma. A Borbiago, in via Pisa, nei pressi della Petrarca e

della Parini, c’è un presidio della polizia locale, pronta a chiuderla al bisogno. Alla Foscolo e a Villa Lenzi, interdizione dell’ampia zona di fronte alle due scuole, con presidio, dove potranno accedere solo il pulmino della scuola e le persone con disabilità. Parcheggio veloce (max 15 minuti) nelle prime file del parcheggio di via Oberdan. Situazione più delicata in via Bernini. Qui il Comune ha organizzato la chiusura parziale della strada, con le barriere posizionate all’intesezione con via Borromini e con il parcheggio pubblico ad est. Consentito accesso per i residenti, mentre le famiglie potranno usufruire dei parcheggi presenti in zona. In via Bassa Gambarare, dove sono presenti le scuole Nievo e Galilei, per il momento è presente un presidio di polizia locale. Dopo le prime settimane, la sperimentazione è accolta con favore.

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Categoria L’analisi di Confesercenti

Inizio d’autunno positivo, riparte il commercio U

n inizio autunno migliore dell’estate e della primavera, almeno per il commercio della Riviera del Brenta. In Riviera si contano complessivamente oltre 1500 esercizi commerciali. Negli ultimi 6 mesi infatti si è assistito ad un crollo generalizzatoche ha sfiorato il 50% del fatturato. Ora le cose cambiano: da settembre infatti si è assistitoad un aumento del volume d’affari del 15% con punte del 20% per quanto riguarda bar e ristoranti e pizzerie. Aumentano fatturati e anche le clientele anche se ovviamente nel rispetto delle misure anti covid. La situaziione la analizza il presidente di Confesercenti della Riviera del Brenta Enrico Zarotti. Per Zarotti-La ripresa delle scuole ha dato una boccata di ossigeno- al commercio locale: bar e ristoranti segnano un aumento di consumazioni fino al 20 % mentre vanno bene anche attività come pasticcerie, risto pub, per non parlare del comparto alimentare che non ha mai conosciuto crisi neanche nel periodo del lockdown. Vanno bene anche negozi di frutta e verdura, macellerie. E i panifici”. “I bar nei giorni feriali e i ristoranti nel week end sempre compatibilmente al rispetto delle norme anti covid – spiega Zarotti – sono al completo da quanto segnalano i nostri associati a Mira, Dolo, Fiesso e Stra. Questo è dovuto anche al fatto che sono ritornate alle sedi ufficiali tanti impiegati professionisti che erano rimasti in smart working fino a fine agosto”. Segnano il passo invece il comparto dell’abbigliamento invece quello dell’elettronica si sta riorganizzando con la vendita on line dei propri prodotti anche localmente. Il comparto della moda e dell’abbigliamento, per Confesercenti risente pesantemente della vendita dei prodotti on line su portali come Amazon o Ebay”. Ne hanno chiuso di esercizi commerciali con questa merceologia una ventina in 3- 4 mesi, nei10 comuni della Riviera. Si sono sommati due fenomeni pesanti quest’anno: il covid e il ricorso sempre più massiccio della clientela all’acquisto on line. Nel caso dell’abbigliamento scarpe e oggettistica, il crollo è del 60 – 70%. Tanti negozi a Mira e Dolo in questo comparto in questo periodo, hanno chiuso i battenti, si tratta di negozi che erano già in difficoltà prima del Covid, a cui la pandemia ha dato letteralmente il colpo di grazia. Per far fronte a questo tipo di fenomeni, sarebbe importante invece per Confeser-

Enrico Zarotti

centi, vendere on line i prodotti dei negozi anche locali. Vendere cioè il marchio Riviera del Brenta sia in Italia che all’estero utilizzando il web. “Come Confesercenti - spiega Zarotti - stiamo mettendo a punto

un piano speficifico. Creeremo una rete di negozi locali della comprensorio supportati dai Comuni e che vendano on line”. Nello specifico Zarotti indica un modello misto per superare la crisi nel territorio.“I

nostri negozi dovranno mantenere -conclude- sia un front office in presenza, che una vetrina on line. Entrambe dovranno funzionare per clientele complementari“ Alessandro Abbadir

Stop ai tir sulla regionale 11 Brentana

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i parte: stop ai tir sulla brentana da questo mese. A partire per primo col provvedimento sarà il Comune di Mira. Ad annunciarlo è il sindaco Marco Dori. “Con il mese di ottobre collocheremo - dice il primo cittadino depiù popoloso centro rivierasco- i cartelli di divieto di transito ai tir che abbiamo acquistato in queste settimane. In queste settimane sono arrivati anche gli ultimi pareri degli enti preposti. Stiamo lavorando ad una intesa con gli altri comuni per avere un divieto ai tir che vada da Stra a Malcontenta “. A Mira i punti dove saranno collocati i divieti ai mezzi pesanti già sono stati individuati. Eccoli nel dettaglio: da Padova verso Venezia all’altezza dell’incrocio con via Argine Novissimo a Mira Taglio. I camionisti dovranno svoltare su via Miranese ed immettersi nel Passante. Per mezzi provenienti dalla camionabile 81, il blocco sarà sulla rotatoria di Olmo a ridosso di Borbiago. Ci sarà il divieto di immettersi su via Giovanni XXIII e via Aldo Moro. Sarà così impossibile raggiungere la Brentana. Dalla direzione di Venezia verso Padova, il blocco concordato con il Comune di Venezia sarà all’altezza della rotonda della Rana a Marghera. Il sindaco di Dolo Alberto Polo è pronto a seguire Mira. Per il sindaco di Stra Caterina Cacciavillani “è di un provvedimento giusto, ma va accompagnato dalla gratuità del tratto autostradale Villabona- Padova Est e dal ritorno di un casello della A4 in Riviera e non più a Vetrego come è ora”.


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Dolo

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Elezioni comunali, trionfo di Polo Il centrosinistra capeggiato dal primo cittadino uscente Alberto Polo ha vinto con oltre il 66% dei voti, poco più del 33% invece per la lista di centrodestra

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er i prossimi cinque anni sarà ancora Alberto Polo il primo cittadino di Dolo. Le urne del 20 e 21 settembre hanno visto trionfare il sindaco uscente che ha superato lo sfidante Ivano Michelotto della Lega, capolista della civica di centrodestra Obiettivo Comune, doppiando l’avversario, 5.335 voti, oltre il 66%, per il sindaco uscente e 2.683 voti, poco più del 33% per la lista di centrodestra. Con il confermato sindaco Polo grande exploit anche il vicesindaco Gianluigi Naletto che ha ottenuto un successo personale strepitoso con 644 preferenze ricevute dagli elettori. Sono stati rieletti anche gli assessori uscenti Giorgia Maschera e Matteo Bellomo. Analizzando i voti ottenuti dal gruppo capeggiato da Alberto Polo non va dimenticato il risultato conseguito dagli esponenti di Forza Italia che appoggiavano la lista. In particolare Cristina Nardo è risultata seconda per preferen-

ze, sfiorando i 300 voti, in gran parte conseguite a Sambruson, quello di Marco Zabotto eletto consigliere mentre Cristian Minchio è risultato primo dei non eletti per 8 voti. Riconferma anche per i consiglieri uscenti, Chiara Iuliano, Antonio Bonello, Claudio Costantini, Nicola Fracasso e Andrea Zingano. Nuova entrata anche per Loredana Bergo, votatissima ad Arino, oltre al già citato Marco Zabotto. Non ce l’hanno fatta, oltre a Cristian Minchio, anche Valentina Bettin, Andrea De Lorenzi, Simona Arena ed Emanuela Lunardi. A proposito di Andrea De Lorenzi, la sua scelta di accettare di far parte della squadra di Polo e abbandonare “Il Ponte del Dolo” dove era stato designato quale candidato sindaco nel caso il gruppo si fosse presentato, alla fine si è rivelata poco strategica. Pesante, invece, il tonfo della lista di centrodestra che aveva nella Lega il suo partito

I precedenti: rispetto a 5 anni fa il sindaco raddoppia i voti

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lberto Polo raddoppia e migliora il risultato di cinque anni prima (aveva preso il 30% dei voti nel 2015) riconfermandosi sindaco per il secondo mandato, non era accaduto agli ultimi predecessori Antonio Gaspari e Maddalena Gottardo, ma anche doppiando i voti del suo rivale Ivano Michelotto. “Sono molto soddisfatto – le prime parole del sindaco rieletto. Il risultato premia il lavoro fatto in questi cinque anni e ci dà nuovo slancio per continuare quanto già iniziato nel rispetto istituzionale.”Si aspettava un successo così netto anche alla luce dei risultati delle regionali? “No. E’stato stupefacente ribaltare di 4000 voti l’esito delle regionali. Ma evidentemente gli elettori hanno considerato quanto questa amministrazione si è spesa ed adoperata nell’interesse dei cittadini di Dolo, Sambruson e Arino. Voglio anche ringraziare chi ha lavorato per la buona riuscita delle votazioni”. Ma non solo. “Abbiamo lavorato per il cambiamento di Dolo- ha dichiarato subito dopo la vittoria Polo- e continueremo a farlo. Ringrazio i cittadini che sono venuti a votare anche in numero maggiore rispetto a 5 anni fa apprezzando, inoltre, la nostra scelta di allestire i seggi nelle palestre per non chiudere le scuole. Siamo felici del risultato raggiunto perché premia un lavoro che parte da lontano fatto di attenzione partito, ormai dieci anni fa dai banchi dell’opposizione. Non credo esista un “modello Dolo”: la nostra ricetta è sempre stata quella di guardarci sempre negli occhi e di assumerci le responsabilità delle decisioni senza perderci in tatticismi o polemiche”.

Alberto Polo

dominante. Anche perché nelle elezioni regionali, che si svolgevano in contemporanea, lo schieramento di centrodestra ha trionfato anche a Dolo con circa il 70% dei consensi. Un risultato esattamente all’opposto per le comunali, dove conta poco l’appartenenza politica quanto la conoscenza diretta dei candidati. Il quinquennio di governo cittadino sono stati fondamentali per consentire alla squadra di Polo di avere la meglio di una compagine che si è affidata per lo più a neofiti della politica, poco conosciuti ai più. E pensare che nel 2015 la Lega, correndo da sola aveva ottenuto 1813 voti pari al 23,86% dei votanti, allora vi erano sette liste in lizza, e il fatto di riunire tutto il centrodestra faceva presumere che la corsa sarebbe stata più equilibrata. Un esito, dunque, largamente insufficiente con l’unica nota positiva del grande consenso ricevuto da Marco Tosatto che ha

ricevuto 229 preferenza, tantissime ad Arino dove vive, nella sezione 13 addirittura collezionando 100 voti. Un risultato che dovrà riflettere anche in chiave futura. Per il resto da segnalare il secondo posto di Carlotta Vazzoler con oltre 150 voti, unica non leghista nei banchi dell’opposizione e la riconferma dopo l’elezione di cinque anni prima, allora con la maggioranza. Eletti per la prima volta anche Enrico Garbo e la giovanissima Melinda Boato che ha avuto la meglio, a parità di voti ottenuti, di Ines Marina Rizzi per essere stata collocata prima in lista. Risultato negativo per le altre due forze che avevano sostenuto la lista come Fratelli d’Italia, neppure Matteo Gaspari è riuscito a entrate in consiglio, e per Forza Dolo. Anche il segretario della Lega dolese Mario Vescovi non è riuscito a riconfermarsi consigliere e dopo dieci anni non farà più parte del consiglio comunale. Lino Perini

Lo sconfitto Ivano Michelotto

“Porteremo avanti le esigenze dei cittadini” C

i sarà tempo e modo per leccarsi le ferite ma la sconfitta patita da “Obiettivo Comune” è stata decisamente superiore alle attese. Aver ottenuto, nonostante l’unione di tutto il centrodestra, solo la metà dei voti della lista Polo, per giunta e nonostante alle regionali i numeri indichino l’opposto, è un risultato che ha sorpreso non poco. Il candidato sindaco Ivano Michelotto, tuttavia non intende fare drammi e limitatamente a se stesso non appare deluso. “Per quanto mi riguarda- dice- è stata un’esperienza che mi ha arricchito e posso ritenermi soddisfatto perché in queste settimane ho avuto l’opportunità di incontrare e conoscere tante persone, confrontarmi con loro e capire le loro esigenze”. Come si approccia al ruolo di oppositore? “Con il rispetto che merita e con l’impegno di portare avanti le esigenze di quanti ci hanno manifestato i loro problemi. Continuerò anche a mantenere saldo il dialogo con la gente che resta il primo punto del nostro programma. Porterò questo contributo di conoscenze anche nei banchi dell’opposizione”. Obiettivo Comune si è costituito per le elezioni, in futuro continuerà a esistere? “Siamo riusciti a ricompattare il ,centro destra e creare un gruppo coeso e molto unito che ha saputo superare anche le problematiche interne. Questo rimarrà e sono certo che si rafforzerà”. Ci sono delle priorità su cui intende lavorare e che cercherà di far passare in consiglio? “Il nostro programma ha avuto dei punti importanti e lavoreremo su quelli. A

Ivano Michelotto

partire dall’incentivare il turismo ed il commercio, dare valore alla famiglia e maggiore attenzione alle frazioni. Ma anche chiederemo più sicurezza per i cittadini”. Vincitore morale del centrodestra è stato Marco Tosatto che ha raccolto 229 preferenze.”Una bella soddisfazione, ringrazio chi mi ha votato ed in particolare quelli di Arino”.Oltre a Tosatto anche Enrico Garbo e Melinda Boato della Lega sono stati eletti e Carlotta Vazzoler. (l.p.)


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Dolo

La giunta fra conferme e novità Vicesindaco è Gianluigi Naletto. Assessori: Matteo Bellomo, Giorgia Maschera, Cristina Nardo e Chiara Iuliano. Capogruppo è stata nominata Valentina Bergo

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pochi giorni dalle elezioni il sindaco di Dolo ha varato la nuova giunta. Nella squadra ci sono tante conferme e anche parecchie novità. Vicesindaco è confermato Gianluigi Naletto che come assessore avrà le deleghe allo sport, impianti sportivi, sicurezza e decoro, gestione dei rifiuti acque e inquinamento, pubblica istruzione, associazionismo e protezione civile, frazioni e cimiteri. Cristina Nardo avrà invece le deleghe a bilancio, tributi e finanza locale. Chiara Iuliano segretaria del Pd avrà invece le deleghe alle politiche e opportunità sociali, educazione civica e pari opportunità. Giorgia Maschera avrà i referati ai lavori pubblici, patrimonio, appalti contratti e affari legali, verde pubblico educazione ambientale energie rinnovabili.L ‘assessore Matteo Bellomo infine promozione del territorio, cultura, urbanistica e edilizia privata, innovazione tecnologica, informatica e servizi demografici. Il sindaco ha trattenuto per sé le deleghe relative a: affari istituzionali – personale – partecipate – Europa – Città Me-

Il sindaco ribadisce gli obbiettivi per il territorio: ospedale, ambiente, cultura e nuove tecnologie tropolitana. Per quanto riguarda gli equilibri si nota come in giunta ci siano (compreso il sindaco) tre uomini e tre donne, e siano stati confermati il vicesindaco Naletto, e gli assessori Maschera e Bellomo. Fra le nuove entrate Cristina Nardo (di area moderata,Forza Italia), seconda in ordine di preferenze prese dopo Naletto, e Chiara Iuliano segretaria del Pd. Capogruppo è stata nominata Valentina Bergo.Il sindaco illustra le motivazioni delle scelte e gli obbiettivi da raggiungere. “Si tratta – spiega il sindaco Polo – di una giunta forte, nella quale la qualità della vita, l’ambiente, l’attenzione al sociale, la cultura, la scuola, le nuove tecnologie per rendere la vita più semplice a tutti sono i punti fondamentali. I nostri caposaldi restano ospedale, territorio e lavori e su questi ci impegneremo. Le cose da fare sono molte e ci metteremo subito al lavoro. O

meglio: non abbiamo mai smesso. Riqualificare il centro storico, sostenere il commercio di prossimità, riaprire il casello di Roncoduro, rendere Dolo, Arino e Sambruson città gentili per residenti e turisti resta il nostro obiettivo. Dobbiamo crescere, ma dobbiamo crescere bene, con vicinanza e attenzione. Le forti personalità femminili presenti in giunta e in consiglio, compresa la capogruppo, sono convinto costituiranno, ancora una volta, un valore aggiunto”. Alessandro Abbadir

Affermazione frutto di un lavoro collettivo

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a vittoria alle elezioni è stata ottenuta anche grazie al lavoro di squadra: il vicesindaco uscente, Gianluigi Naletto, ha ottenuto un vero e prorio plebiscito con 644 preferenze, non andando mai sotto le trenta e raggiungendo anche le oltre settanta in tutte le 14 sezioni di voto. Già in occasione della proclamazione del nuovo sindaco, Polo aveva anticipato la riconferma di Gianluigi Naletto nell’incarico di vicesindaco e lui ha così risposto.”Per ricambiare la tanta fiducia ricevuta, voglio essere ancora più vicino ai cittadini, alle associazioni e alle imprese. Rinnovo il mio contributo al sindaco per un impegno di servizio alla comunità dolese con grande disponibilità e passione”. Accanto al sindaco ed al suo vice hanno gioito gli assessori uscenti e riconfermati Giorgia Maschera e Matteo Bellomo ma anche i rappresentanti di Forza Italia Cristina Nardo: “Non mi aspettavo così tante preferenze. Sono molto soddisfatta”. E Marco Zabotto: “Un grazie di cuore a tutti i dolesi, garantisco che darò il massimo per onorare l’impegno”, mentre Cristian Minchio è risultato il primo dei non eletti. Gratificate dagli elettori anche Valentina Bergo e Chiara Iuliano. (l.p.)


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Dolo

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Il progetto Via libera dalla Città Metropolitana

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a Città Metropolitana di Venezia, dopo un lungo iter di verifica per garantire alla cittadinanza il massimo risultato possibile in termini di efficienza ambientale combinato con un grande risparmio economico, ha dato il via libera al progetto “Dolo Smart City” emendando il bando per l’affidamento dei lavori. Nel dettaglio il progetto prevede: la sostituzione di tutto l’impianto di pubblica illuminazione con lampioni a tecnologia Led capace di garantire più luminosità e, dunque, sicurezza per pedoni, ciclisti e automobilisti e un importante risparmio energetico in grado di impattare, in modo significativo, sugli equilibri ambientali. Tutto il parco auto comunale verrà dismesso e sostituito con mezzi elettrici non inquinanti. E’ prevista poi: l’installazione di impianti di ricarica per auto elettriche geo

referenziati e, quindi, segnalati di vista economico per le casse su tutte le mappe e i navigatori comunali visto che tutti questi a livello internazionale. Ci sarà servizi e lavori saranno pagati atinoltre la collocazione di hot spot traverso un canone annuale inper garantire l’accesso, tramite feriore all’attuale “bolletta” che 041991937 INFO@AUTOSCULEZARA.IT tecnologia Wi-Fi, gratuito ad in- l’amministrazione comunale di ternet nei centri di Dolo, Arino e Dolo versa per il consumo enerSambruson. getico dell’illuminazione pubbliLa realizzazione di passaggi ca. “Il progetto “Dolo Smart City” 041991937 INFO@AUTOSCULEZARA.IT perdonali “intelligenti” che ga- -osservano gli amministratori 041991937 INFO@AUTOSCULEZARA.IT rantiscono al pedone di essere dolesi - si integra perfettamensempre illuminato durante l’at- te al lavoro di efficientamento traversamento. Oltre a queste energetico degli edifici pubblici azioni, in fase di miglioramento e al potenziamento della rete di dell’offerta, le aziende partecivideo sorveglianza. In ogni caso panti ne potranno aggiungere di costituisce un tassello di una proulteriori. Il bando di gara, emesso gettualità destinata a crescere ed il 7 settembre, rimarrà pubblicato evolversi nell’arco dei prossimi per 45 giorni al termine dei quali anni sia in materia di informatizla Città Metropolitana assegne- zazione dei servizi comunali (già rà i lavori al vincitore della gara avviata con buoni risultati per il quale avrà, poi, sei mesi per la Suap, anagrafico e urbanistica) realizzazione di tutto il progetto. sia di sicurezza e risparmio enerRINNOVI PATENTI 4 MEDICI IN 4 GIORNI DIVERSI … Il progetto Dolo SmartRINNOVI City risulgetico e 4ambientale”. PATENTI MEDICI IN 4 GIORNI DIVERSI … Lino Perini ta vantaggioso anche dal punto

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Sede di “Eroica Italia” ai Molini in ricordo di Meneghelli

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a morte improvvisa di Andrea Meneghelli di 49 anni, fondatore e presidente dell’associazione Eroica Italia, mentre percorreva in bicicletta la pista ciclabile che collega Dolo a Sambruson, non fermerà la nascita di una sede a Dolo dell’associazione. Lo spera il presidente dell’associazione Iisola Bassa, Maurizio Furlanetto che ci rivela un progetto in corso con Meneghelli. “Eroica” è una manifestazione cicloturistica, nata da un’idea di Giancarlo Brocci ed altre persone, che si svolge dal 1997 inprovincia di Siena. Ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche con biciclette e abbigliamento d’epoca. Si tiene sempre la prima domenica di ottobreLa manifestazione è

aperta a tutti coloro che partecipano con bici da corsa d’epoca che rispettano precisi criteri. “Con Andrea- spiega Furlanetto - avevamo appuntamento proprio la mattina seguente al tragico evento per definire la costituzione di una sede a Dolo, ai Molini, di Eroica Italia”. La morte di Meneghlli è stato un fulmine a ciel sereno. “Era un atleta in perfetta forma, abbiamo corso più volte assieme e non aveva mai manifestato problemi anche in occasione di tappe molto impegnative”. Ora cosa succederà? “E’ mia intenzione -dice - portare avanti il progetto di aprire la sede presso I Molini di Eroica Italia, non voglio abbandonarlo”. E, magari, aggiungiamo noi, si potrebbe intitolare la sede alla memoria proprio di Andrea Meneghelli. (l.p.)

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Territorio

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Protezione dal virus Oltre 60 controlli da giugno a settembre

Mascherine, anomalie in più della metà dei rivenditori ispezionati C

ovid 19 e mascherine. Con la ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, e soprattutto con l’inizio della scuola le mascherine sono diventate sempre più un compagno abituale nei nostri movimenti quotidiani, fra la gente. Generiche, chirurgiche, “FFP2 o FFP3”: in commercio se ne trovano di vario tipo per rispondere alle svariate esigenze, eppure non tutte sono conformi alle disposizioni di legge.

Il risultato delle ispezioni a Venezia e Rovigo in farmacie, parafarmacie e negozi generici su inziative dell’Ufficio Vigilanza Prodotti della Camera di Commercio Da giugno a settembre scorso, in concomitanza con l’allentamento delle misure restrittive imposte dall’emergenza Covid-19, l’Ufficio Vigilanza Prodotti della Camera di Commercio di Venezia Rovigo ha portato avanti sui territori di Venezia e Rovigo oltre 60 controlli ispettivi sui rivenditori di“mascherine generiche” (non professionali) per verificarne la conformità e allo stesso tempo la qualificazione merceologica. Nel 57% dei controlli effettuati sono state riscontrate però delle anomalie, più della metà delle ispezioni (68%) è stata condotta su farmacie e parafarmacie, il resto su esercizi commerciali generici (32%). La casistica più riscontrata nelle ispezioni è stata l’errata o non chiara qualificazione merceologica delle tipologie di mascherina in commercio, ovvero mascherine potenzialmente qualificabili come “generiche” vendute come veri e propri “dispostivi medici” o “dispositivi di protezione individuale”. Non sono mancati anche interventi di natura repressiva

con il sequestro di diverse centinaia di pezzi non conformi e la conseguente applicazione di sanzioni amministrative, oltre ad alcune segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per quanto concerne gli aspetti penali. “L’emergenza Covid ha avuto, tra le altre, anche la conseguenza di inondare letteralmente il mercato di prodotti di varia natura e provenienza, destinati alla protezione dal virus – commenta Giacomo De Stefani,

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Segretario Generale della Camera di Commercio di Venezia Rovigo – Purtroppo, non sempre si tratta di prodotti sicuri e conformi alle norme in materia, incluse quelle adottate in via emergenziale in deroga alle procedure ordinarie. Per questo il nostro intervento oltre a quello di monitoraggio e vigilanza è stato quello di informare i commercianti sulle caratteristiche dei prodotti venduti, così da prevenire la diminuzione dello stock disponibile sul mercato e fornire al pubblico e agli utenti indicazioni sul corretto utilizzo della merce acquistata”. E allora per fare chiarezza è bene tenere presente alcune di queste indicazioni. Per le mascherine “generiche” è necessario che sulla confezione vengano chiaramente riportati le avvertenze “non è un dispositivo medico” “non è un dispositivo di protezione individuale/ DPI” e sia la denominazione che l’indirizzo del fabbricante europeo o dell’importatore dell’UE. Per le mascherine “chirurgiche” è necessaria l’avvertenza “dispositivo medico”, nonché la presenza degli estremi sia del fabbricante, sia dell’eventuale importatore nell’UE e, naturalmente, della marcatura CE. Per le mascherine “FFP2 o FFP3”, che la legge qualifica come dispositivi di protezione individuale, si deve anche in questo caso verificare la presenza degli estremi sia del fabbricante, sia dell’eventuale importatore nell’UE, mentre alla necessaria marcatura CEbdeve essere associato un numero di quattro cifre, identificativo del laboratorio autorizzato alle certificazioni di legge.


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Territorio

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Economia Siglato l’accordo fra le categorie del territorio

Nasce la prima scuola per calzolai del Veneto N

asce la prima academy per i calzolai del Veneto e d’Italia grazie all’intesa tra Confartigianato Imprese Veneto, Calzolai 2.0, Politecnico Calzaturiero ed Istituto Veneto per il Lavoro Si parte con un catalogo di corsi di aggiornamento per la formazione continua con l’obiettivo di arrivare alla prima scuola italiana per la professione. L’accordo per realizzare la scuola per calzolai è stato sottoscritto nelle scorse settimane alla la sede del Politecnico Calzaturiero della Riviera del Brenta, tra la Confartigianato Veneto, rappresentata dal presidente Agostino Bonomo e il presidente del gruppo di mestiere dei calzolai Eugenio Moro, il presidente di Calzolai 2.0 Paride Geroli, il presidente del politecnico Franco Ballin e il presidente di IVL Adriano Baggio. Dagli oltre 460 iscritti a Calzolai 2.0, si sfata anche il luogo comune di un mestiere di vecchi. I soci sono per l’8,7% over 60; il 37,9% (50 – 60), il 30,9% (40 – 49) e ben il 22,5% sotto i 40 anni. 10 sono addirittura under

30. Inoltre una quarantina le donne. In Veneto il dato è quasi costante nell’ultimo decennio con un patrimonio di 334 aziende: Ma andiamo nel dettaglio. Il progetto vuole creare una vera e propria academy nazionale in grado di innalzare la professionalità della categoria. “Erroneamente si guarda al calzolaio come ad un mestiere in estinzione -affermano i presidenti Agostino Bonomo, Eugenio Moro e Paride Geroli. In realtà aggiornamento e innovazione sono oggi le chiavi di successo per un mestiere pronto alle sfide del futuro a cui guardano anche moltissimi giovani che non trovano però una scuola seria dove imparare il mestiere. Il boom delle snakers (le scarpe da ginnastica per il tempo libero), l’”usa e getta”, la mancanza di remunerazione, sono in realtà i punti di forza del rilancio dei calzolai. La categoria sta vivendo una “seconda giovinezza”, a patto però, di avere il coraggio (e le capacità) reinventarsi”. “Il Politecnico Calzaturiero erede della tradizione

manifatturiera della Riviera del Brenta - spiega il presidente Ballin - ha saputo aggiornare i saperi artigianali delle aziende del settore, ha innovato le metodologie operative ed i contenuti formativi ed ha sviluppato nuovi servizi di ricerca e trasferimento tecnologico. Questa esperienza ultradecennale, la disponibilità di laboratori specialistici, il vasto parco attrezzature ed un qualificato corpo di professionisti-imprenditori direttamente coinvolti nei percorsi formativi, rendono il Politecnico

Calzaturiero la sede ideale della futura “Scuola Nazionale per Calzolai”. “Il progetto -concludono i partner- ha l’ambizioso obiettivo di realizzare una vera e propria scuola di formazione nazionale per i calzolai. Centinaia sono i giovani e meno giovani che, ogni anno, si rivolgono ad associazioni e singoli artigiani per chiedere dove imparare il mestiere della riparazione. Richieste insoddisfatte per assenza di una scuola”. Alessandro Abbadir

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Cultura .

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Tra passato e presente La singolare proposta di Marco Pagan

Le Tolèle del ventunesimo secolo Lo studente di Progettazione grafica e comunicazione visiva realizza le tradizionali tavolette chioggiotte ex voto in chiave moderna sui temi dell’ecologia, delle nuove povertà, dell’istruzione

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e famose “Tolèle” chioggiotte sono una particolare forma di tavolette ex-voto, commissionate per lo più da pescatori chioggiotti, che testimoniava la “grazia ricevuta” per essere sopravissuti ai pericoli del mare. Si tratta di un’arte figurativa antica (i primi esempi risalgono al tardo Medioevo), quasi esclusiva della città di Chioggia, che ancora oggi viene custodita nelle chiese e per le calli della città. E’ possibile fare “dialogare” questa forma di arte di oltre 500 anni fa con la società moderna; in un contesto sociale completamente diverso? Ci ha provato Marco Pagan, studente di Progettazione grafica e comunicazione visiva dell’Isia di Urbino. In uno dei suoi esami universitari, dopo un’attenta riflessione e indagine che lo ha portato a confrontarsi con pittori, sacerdoti, collezionisti, ha deciso di reinterpretare in chiave “moderna” il concetto di tolèla. L’ex-voto

non è più testimonianza di grazia ricevuta, ma occasione di riflessione per la popolazione, nuovo punto di vista incentrato sui problemi del quotidiano (es. la perdita dell’artigianato o la poca affezione all’istruzione). Dopo una meticolosa fase di preparazione del supporto ligneo su cui operare (30x18 cm la dimensione media), Pagan ha dato spazio alla propria “libera interpretazione”. “Se nelle tolèle tradizionali a livello compositivo troviamo una netta divisione tra due metà (quella superiore, del soprannaturale, e quella inferiore, nella quale viene raccontato il dramma) – racconta Pagan - ho ritenuto opportuno mantenere l’elemento sacro privandolo del volto: così facendo attraverso l’aureola e la nuvoletta comprendo di essere di fronte ad un essere superiore ma l’attenzione viene portata sui simboli che lo identificano; i valori che incarna”. Ecco che San Francesco

A fianco due immagini de la tolèla del passato e quella di Pagan

d’Assisi diventa patrono dell’ecologia; San Tommaso D’Aquino è patrono dei licei, dei teologi, delle università, delle scuole ed accademie; San Giuseppe, patrono degli artigiani, falegnami, lavoratori, operai, senzatetto. “A differenza della consueta tolèla dipinta, ho deciso di inserire un livello fotografico alle opere, rinnovando la tecnica unicamente pittorica. L’aggiunta di fotografie permet-

te di contestualizzare le tavole in un ambiente contemporaneo ed a partire da queste si sviluppa la scena dipinta”. Nella tradizione, una volta completate le tolèle venivano appese sulle mura di casa o per le calli in modo che il ringraziamento all’intercessore fosse il più visibile e manifesto possibile. L’affissione permetteva anche agli abitanti del rione di verificare se un loro conoscente è sopravvissuto o

ha superato una disgrazia. “Ho voluto mantenere questa funzione – continua Pagan - innescando una relazione tra i cittadini e le opere, collocando le mie tavole in posizione strategiche all’interno della città”. Per questo nella prima metà di febbraio i cittadini chioggiotti più attenti avranno intravisto negli angoli della città dei particolari exvoto: le Tolele del nuovo millennio Luca Rapacciuolo.

Marco Boscaro, le avventure di Pinocchio nel modo di esprimersi “tra el Dòlo e Vigonòvo”

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arco Boscaro, nato a Dolo (Ve) il 28 ottobre 1972, è Figlio della Riviera del Brenta – come ama lui definirsi – ma soprattutto un cittadino e scrittore cavarzerano. Nel 2006 ha pubblicato autonomamente Comunque bella, diario romanzato tratto da una storia vera e personale. Nel 2016 pubblica Tornado 08.07.2015 – Voci dalla Riviera del Brenta edito da Lunargento, una raccolta di testimonianze di vittime, sindaci e volontari colpiti da questo tragico evento e che

rimane vivo ancora oggi nella memoria collettiva. Nel 2018 con la casa editrice Elmi’s World pubblica una vera e propria traduzione in lingua veneta, Łe aventùre de pinòcio storia de un buratìn tratto dal grande romanzo Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi. Si tratta di una traduzione che non vuole imporre una scrittura ufficiale di tale idioma ma che semplicemente propone e riporta il modo in cui si è soliti esprimersi “tra el Dòło e

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Vigonòvo”, luoghi di appartenenza dello scrittore. Come lui stesso dice nell’introduzione dell’opera “Cuésta xé ła storia del buratìn pì famoso del mondo (che po’ no jèra un buratìn ma ‘na marionéta) scrita in Łéngoa Veneta, come che ła se parla tra el Dòło e Vigonòvo…no ła go inventà mi, xé stà Carléto Cołòdi!”. Come possiamo notare già dalle prime righe, Boscaro riporta con impegno i peculiari segni diacritici che contraddistinguono questa parlata. (s.c.)

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Calcio dilettanti Una sorpresa in Prima categoria

L’ Olimpia Salese punta al vertice G

irone N di seconda categoria composto da quasi tutte squadre veneziane. Fra queste ve n’è una che vuole stupire dopo la buonissima stagione scorsa: l’Olimpia Salese. La scorsa stagione la formazione salese si è classifica quarta ma a pari punti con il Galaxy Mira, dietro alle corazzate Oriago e Marghera. Ora che le due formazioni sono state promosse in Prima categoria anche la compagine del presidente Alessandro Pierazzo può partire per dire la sua in un girone che si presenta molto incerto. Ne parliamo con il riconfermato giovane allenatore, Alessandro Perini. “Indubbiamente abbiamo-spiega - una rosa di qualità e possiamo sfruttare il fatto che abbiamo avuto modo nel corso dell’anno scorso di trovare già una buona fisionomia di gioco. Questo non significa che automaticamente il nostro cammino sarà facile. Ricordiamoci che il Galaxy Mira è stato in lizza sino all’ultimo per essere ripescato e, quindi, riparte con la giusta ambizione di riprovarci. Non posso neppure dimenticare che nel corso dell’estate alcune squadre si sono rinforzate, penso all’Unione Mirano Vetrego e sicuramente la lotta al vertice quest’anno sarà incerta e molto complicata”. Però voi venite da un quarto posto e sembrate an-

A fianco la rosa dell’Olimpia Salese

che migliorati nella rosa? “E’ indubbio che l’obiettivo è quello di far meglio dell’anno scorso – aggiunge il tecnico dell’Olimpia – questo significa che punteremo ad arrivare nei primi tre posti”. E’ sempre arduo fare pronostico ad inizio stagione ma le potenzialità della squadra inducono a ritenere che l’Olimpia Salese possa essere protagonista di un’ottima stagione. Questa la rosa e l’organigramma della società. I portieri sono : Daniele Bozzato, Davide Testa, Paolo Zanin. I difensori: Vito Campanella, Edoardo Carraro, Nicolò Cavazzana, Adil El Aoudi, Edoardo Fiorentino, Alessio Mantovan, Davide Peruzzo,

Marco Sartori, Luca Spiriticchio, Denis Vidal Federico Visentin. I centrocampisti: Matteo Bottacin, Filippo Favero, Davide Michielon, Alessio Polato, Nicolò Righetto, Riccardo Sorgato, Gerard Sulejmani. Gli attaccanti Matteo Beccegato, Alessio Del Bello, Marco Furlan, Franco Paglino, Franki Lombardy Mena Reyes, Matteo Vallotto. L’allenatore è : Alessandro Perini, vice allenatore Daniele Oliva, collaboratore tecnico Ivan Leoncin e allenatore dei portieri Stefano Ferian. Il presidente è Alessandro Pierazzo, il direttore sportivo Sandro Lazzarini. Lino Perini

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Tennis, il mermorial Barbuni lancia giovani talenti

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campi in terra rossa del circolo tennistico di Dolo di viale dello Sport hanno ospitato la prima edizione del “Memorial Fernando Barbuni”, torneo giovanile riservato ai ragazzi e alle ragazze delle categorie Under 10,12,14 e 16. Manifestazione dedicata alla memoria dell’ex presidente del circolo e anche ex assessore allo sport del Comune di Dolo, recentemente scomparso all’improvviso all’età di 70 anni. Sono stati ben 135 i giovani tennisti che hanno partecipato ed hanno animato la settimana di gare con match spettacolari e combattuti. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato anche i figli ell’ex presidente scomparso Simone ed Alessandro Barbuni, oltre alla nipote Micaela che collabora da anni nelle attività del circolo tennistico dolese. Per quanto riguarda i risultati finali da segnalare il risultato che ha visto che ha visto primeggiare, in campo maschile, la famiglia Zanella grazie ai successi di Alessio e Gabriele, entrambi appartenenti al TC Sala, che si sono imposti rispettivamente nelle categorie Under 16 e

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Under 14. In campo femminile doppia finale per l’atleta di casa Anna Santon che ha lottato sia nella categoria Under 14 che in quella Under 16 ma perdendo entrambe le gare contro, rispettivamente, Sabrina Ostasa (del Canottieri Padova) e Laura Monetti (del Brenta Sport). Nella categoria under 12 successo per Anna Trevisan (Tc Palladio) e Alessio Citton (Tc Green Garden). Il torneo è stato organizzato con l’egida del Coni e della Federazione Italiana Tennis ed il patrocinio gratuito dell’assessorato allo sport del Comune di Dolo, è stato diretto da Andrea Spolaore mentre ha svolto le funzioni di giudice arbitro Silvia Condon. (l.p.)

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#Regione

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Il dopo voto L’analisi dell’esperto

Zaia, il migliore interprete del Veneto di oggi Per costruire il “dopo” è necessario interrogarsi sulle caratteristiche che rendono il riconfermato governatore così dentro la testa e il cuore della gente

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ia nonna Maria, la mamma di mia mamma, mi raccontò, più di una volta, come fosse solita aggiungere un piatto quando apparecchiava la tavola. Quel piatto in più, diceva ridendo, era per Corrado o per Mike Bongiorno: ormai “virtualmente” di casa e protagonisti – attraverso la televisione – della routine domestica quasi a costituire un nucleo familiare allargato. Corrado con il suo “Pranzo è servito” o Mike con uno dei suoi quiz sono diventati, per i miei nonni, una realtà così tangibile da non poter essere messa in discussione. Ovviamente la questione del “piatto in più a tavola” era un modo ironico per simboleggiare quella costante. Mia nonna il piatto mica lo metteva veramente, era il suo modo di scherzare sopra questa sua così profonda abitudine. Cercare di spiegare le motivazioni della vittoria a valanga del presidente Luca Zaia alle elezioni regionali con questo esempio famigliare farà certamente contenta

mia mamma, perché mi permette di ricordare mia nonna, ma rischia di creare un enorme fraintendimento: il presidente più votato in Italia non ha vinto perché ogni giorno all’ora di pranzo è stato in tv (e chissà se mia nonna avrebbe messo un piatto anche per lui?) ma perché è stato semplicemente “il più vicino”. Zaia c’è e c’è ovunque: in televisione, sui social, sui giornali, alla sagra del paese, in caso di calamità, a proteggerci dal virus. Il suo “esserci” così vicino, così amichevole, lo rende parte del nostro vissuto al di là dei meriti, al di là delle dichiarazioni che possono anche contraddirsi a distanza di 24 ore, al di là di quanto fatto o non fatto. In definitiva, dunque, possiamo tranquillamente dire che il risultato di Zaia, anzi di Luca come si fa abitualmente chiamare, è assolutamente oltre i confini della politica e non soltanto in termini numerici. I veneti si sono riconosciuti, affidati, a tratti immedesimati. La sua è stata un’assunzione a

laico patrono del Veneto: con la politica non ha nulla a che vedere; è stato proclamato, non eletto, per caratteristiche personali, per abilità nelle relazioni e nella comunicazione, non per una “piattaforma politica e amministrativa”. In questo senso l’attrazione giornalistica per il confronto/ scontro Zaia – Salvini, pur essendo ampiamente legittima perché è l’unica partita da commentare, appare fuorviante. Il modello Zaia è un modello veneto e per il Veneto fatto da un veneto. Non si può esportare con le stesse caratteristiche e, con tutta probabilità, con gli stessi risultati. Nel privato i più critici nei con-

fronti di Zaia sono quegli alleati orfani del periodo d’oro di Galan. L’idea del “Grande Veneto” Galaniano, fatto di grandi infrastrutture strategiche, di macro regione europea, di sostegno al mondo produttivo e finanziario, non c’è più. Quello di Zaia è il “Veneto del quotidiano”, delle cose da fare, della retorica delle maniche rimboccate, del “non mettiamoci troppo in mostra” e, in modo evidente, della rivendicazione identitaria per la quale la riforma autonomista è stata caricata di un significato - referendum compreso - che va oltre i confini stessi di questa tanto attesa revisione dei

rapporti tra Regioni e Stato. Chi si è proposto in alternativa a Zaia nulla ha potuto. Denunciare mancanze e carenze dell’amministrazione regionale (che pure ci sono), proporre idee alternative, promuovere una visione diversa di Veneto (assolutamente legittima) era come voler giocare a briscola quando la partita era a Scala 40. Tutto giusto, ma fuori tema. Covid e dirette televisive altro non hanno fatto se non allargare di qualche punto le dimensioni della vittoria. Zaia è il miglior politico italiano e il più grande amministratore locale che si sia mai visto nella storia? Probabilmente, no! È il più capace interprete del Veneto di oggi? Assolutamente, si! E chi vuole ripartire dopo la batosta presa o chi vuole iniziare a costruire per il “dopo Zaia” dovrebbe interrogarsi proprio sulle caratteristiche e sui motivi che rendono Luca, il governatore, così dentro la testa (e il cuore) dei cittadini veneti. I programmi, le bandiere dei partiti, le assemblee, le primarie, le direzioni, le candidature a consigliere, vengono molto dopo. Matteo Bellomo Consulente di comunicazione e giornalista

Movimento 5 stelle La reazione di Enrico Cappelletti

“La vittoria del referendum non è bastata” E nrico Cappelletti, candidato presidente del Movimento 5 Stelle,non fa tanti giri di parole nel commentare il risultato delle elezioni. “Abbiamo perso. Punto”. In effetti il 3 per cento dei voti è una forte delusione in Veneto, mitigata solo in parte dal successo del referendum. !”Abbiamo perso il giorno che… abbiamo vinto. – continua Cappelletti nel suo ragionamento - Vincere il referendum non è stato un risultato da poco. Abbiamo vinto dove negli anni tutti gli altri avevano fallito, dal centro-

destra al centro-sinistra. Su questo fronte abbiamo dimostrato di saper essere molto più in sintonia con i cittadini, rispetto ai rappresentanti di tutti gli altri gruppi”. Ma il voto per il Consiglio regionale Veneto è andato diversamente e il Movimento fa i conti con una sconfitta che brucia e sulla quale Cappelletti invita tutti i militanti a riflettere per trovare un nuovo slancio e “non mollare. Continueremo a lottare con le unghie e con i denti perché questa regione diventi una regione migliore. Non smettiamo di

crederci”. Intanto lancia delle provocazioni su quello che ha pesato in questa campagna elettorale. “Adesso smettiamola di chiederci perché, a fronte di un referendum che riduce i costi della politica, i cittadini abbiano votato una lista che i costi della politica li aumenta, ed anche di molto, avendo introdotto in regione 10 comode poltrone in più, per altrettanti assessori esterni. Smettiamola anche di chiederci se sia giusto che l’unica infrastruttura rilevante realizzata in Veneto negli ultimi 20 anni, Pedemon-

tana Veneta, costi 10 miliardi in più del suo costo di realizzazione. Smettiamola di chiederci perché nonostante una legge regionale sul consumo di suolo zero, il Veneto sia la peggiore regione d’Italia per consumo di suolo. Smettiamola di chiederci perché in Veneto il 18% di cittadini sia sulla soglia della povertà e a rischio emarginazione sociale (dato peggiore di tutte le regioni del centro e nord Italia).Chiediamoci piuttosto perché, di tutti questi fatti, in Veneto, non ne parli mai nessuno”.


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Regione

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Lega Roberto Marcato, il più votato in Veneto

Partito Democratico L’analisi del segretario regionale Bisato

“Premiati perché siamo “Va costruita tra la gente e parliamo l’alternativa al pensiero la stessa lingua” dominante” R

oberto Marcato, di soprannome “bulldog”, assessore regionale uscente allo Sviluppo Economico, padovano di Piombino Dese, è stato il vero mattatore della competizione, un caterpillar delle preferenze. Con 11.600 voti, il 40 per cento in più rispetto alla precedente tornata, è stato il più votato in tutto il Veneto. “Dedico questa straordinaria, incredibile vittoria al me unico paron: el popolo veneto – esordisce –. Con un grazie a tutti i miei collaboratori, fidatissimi, instancabili, insostituibili. Il segreto del successo? Una campagna elettorale si fa, ma non si inventa. Mi spiego meglio: il consenso non si improvvisa, gli elettori non perdonano chi si presenta all’ultimo solo per portare a casa un voto. Io non sono andato sul territorio solo nelle settimane prima delle elezioni. Io sul territorio ci sono sempre, lo giro in lungo e in largo sette giorni su sette, 12 mesi all’anno. Sono attaccato fisicamente alla sedia quel tanto che è necessario per prepararmi, studiare le leggi, aggiornarmi di continuo. Il resto del tempo lo passo incontrando le persone nei luoghi dove abitano, lavorano, studiano, si incontrano. Credo sia questo il motivo per cui la gente ha scelto me, ma prima ancora la Lega. Prima che un partito siamo un vero popolo di militanti, caratteristica che altre forze politiche hanno dimenticato da tempo. Nelle scorse settimane ho girato molto in tutto il Veneto, nei tanti posti in cui sono stato non ho visto, ad esempio, un banchetto ad esempio del M5S. La politica non può essere altro rispetto alla piazza, alle persone, al dialogo. Sappiamo parlare alla

pancia non perché siamo esperti di tecniche mediatiche, ma perché noi la gente siamo abituati ad ascoltarla da sempre, parliamo la stessa lingua vale a dire che, da bravi veneti, andiamo al sodo delle questioni, senza tanti giri di parole, e cerchiamo insieme le soluzioni”. Sul dualismo a tutti i costi Zaia-Salvini, ha le idee altrettanto chiare: “Capisco si voglia trovare per forza lo scontro, ma in questo caso non c’è. Sono amici, il loro rapporto è strettissimo, il dna è lo stesso, non sono due anime differenti. È come avere due cassette di mele e affermare che una è di frutta e l’altra di mele. Hanno gli stessi ideali, ma fanno due cose differenti, sono come due rette parallele. A Zaia, ad esempio, non è mai interessato, tanto meno ora, ricoprire una carica meramente politica come una segreteria fosse anche nazionale. Lui sa fare l’amministratore, e questo vuole fare ora e sempre al meglio”. Marcato è stato votato ovunque. “La politica è una passione, un movimento perpetuo, una ricerca quotidiana non di tornaconti o di interessi, ma di dialogo. Credo che questo arrivi dritto alla gente che ne percepisce l’autenticità”. Un mettere passione nelle cose e nelle relazioni che ha ereditato da mamma Rainelda: “In questo siamo due gocce d’acqua, è la mia prima ultrà”. Prossimi obiettivi? “L’autonomia, mi batterò con tutte le mie forze per ottenerla. E poi due questioni oggi determinanti: l’emergenza sanitaria e quella economica. Il Veneto è un popolo indomito, non ho dubbi che ne usciremo ancora più forti”. Nicoletta Masetto

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’ultima parola spetta al congresso del Partito Democratico veneto del 9 ottobre, chiamato ad analizzare il voto delle regionali e a decidere che direzione prendere per invertire la tendenza, intanto il segretario veneto Alessandro Bisato ha già fatto una sua scelta, mettendo il mandato a disposizione del partito. Sindaco di Noventa Padovana da quasi un decennio, consigliere provinciale, primo dei non eletti nonostante le oltre cinquemila preferenze raccolte, Bisato è convinto che siano necessarie scelte coraggiose. “Il mio mandato scade la prossima primavera quindi non ho difficoltà a rimettere il mio ruolo a disposizione. Auspico che vi sia subito una vera, profonda e schietta analisi sui motivi per cui non siamo riusciti ad intercettare il voto dei veneti e a parlare ad intere fasce dell’elettorato. Penso in particolare al mondo delle imprese e del lavoro, agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori, a chi intraprende, intere categorie con le quali dobbiamo entrare in sintonia”. Cosa è venuto a mancare in questa campagna elettorale? “L’analisi del voto conferma che fuori dalle ZTL, fuori dai centri storici dove c’è una tenuta, il partito si polverizza e si disperde, non viene percepito come alternativa al mainstream dominante imposto da questa maggioranza. Questo nonostante non manchino i segnali in controtendenza, come il continuo fiorire di comitati civici, di movimenti sensibili ai temi ambientali, ad esempio, critici nei confronti di ciò che non funziona e che andrebbe cambiato. Poi al momento del voto, scatta l’atteggiamento contraddittorio e risulta vincente il messaggio dominante, ci si affida al comune sentire”.

A cosa è dovuto questo distacco? Da questo dovrebbe partire l’analisi all’interno del Partito Democratico, dal fatto che mentre siamo bravi ad amministrare alcuni comuni, anche di grandi dimensioni, e ci viene riconosciuta dai cittadini la capacità di saper mediare e coniugare il progresso con l’ambiente, l’attenzione al mondo delle imprese e ai bisogni sociali, fuori dall’ambito amministrativo perdiamo la nostra forza e la nostra identità. E’ per questo che ritengo necessario rafforzare il dialogo con chi lavora e intraprende, con le imprese e le categorie, come facciamo a livello locale”. E’ venuto meno il rapporto diretto con i cittadini? “Io in mezzo alla gente ci sono da sempre e ci sono stato in questa campagna elettorale, ma dobbiamo scrollarci di dosso la tendenza ad essere un po’ salottieri. A livello personale, pur non nascondendo un po’ di amarezza, ringrazio chi mi ha votato anche perché sono convinto che buona parte delle oltre 5 mila preferenze siano dovute proprio al mio impegno amministrativo sul territorio”. Ai consiglieri eletti cosa chiede? “Chiedo loro di fare un’opposizione dura ma costruttiva che faccia emergere le contraddizioni fortissime dell’attuale proposta dominante, che deve essere scalfita per togliere la patina della propaganda e andare nella concretezza dei temi. Ci sono infatti tanti aspetti che non sono mai stati conosciuti appieno dall’opinione pubblica e che meritano delle riflessioni attente. Chiedo loro di assumere impegni concreti e veri per i territori, per migliorare la qualità della vita dei veneti, che dovrebbe essere il primo motivo per chi scende in politica”. Nicola Stievano

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Elezioni regionali Il governatore uscente stravince, il centrosinistra incassa la sconfitta

Il trionfo di Zaia, “ora portiamo a casa l’autonomia” C

he Luca Zaia fosse confermato con facilità per il terzo mandato alla guida del Veneto nessuno lo metteva in discussione, così come che potesse vincere con un risultato schiacciante. Ma leggere, nero su bianco, quella percentuale, 76,8 per cento, dà l’esatta misura della vittoria e del consenso di cui il governatore gode. Un consenso in larga parte personale, visto che 300 mila elettori che hanno messo la croce solamente sul nome del candidato Luca Zaia, anche praticando il voto disgiunto, oggetto di polemiche. Che si tratti di una vittoria così netta e schiacciante è fuori discussione e ci restituisce l’immagine di un Veneto in sintonia con il suo presidente, nonostante le criticità, le contraddizioni e le zone d’ombra messe in evidenza dagli sfidanti. Ma gli avversari, nonostante l’impegno, devono accontentarsi di 9 seggi in Consiglio Regionale. Una sconfitta annunciata e prevista, ma pur sempre bruciante e deludente, che ha già provocato i primi scambi di accuse all’interno dello stesso schieramento e dei singoli partiti. Restano a bocca asciutta tutti gli altri contendenti, a partire dal Movimento 5 Stelle che ora cercherà di ottenere almeno un posto in consiglio con un ricorso dall’esi-

“Possiamo permetterci di fare delle rivoluzioni, dalla riforma sanitaria alle infrastrutture” I consiglieri regionali di Lista Zaia e Lega durante l’incontro con Salvini a Venezia

to incerto. Zaia non nasconde la soddisfazione e ringrazia l’intera squadra che lo ha sostenuto e che ha contribuito alle dimensioni della vittoria. “È un voto dei veneti per il Veneto. – commenta Zaia - L’obiettivo è solo uno: portare a casa l’autonomia”. Già, l’autonomia, vero e proprio totem , che quasi tre anni fa gli è valso un altro clamoroso successo con l’affermazione del referendum. Da allora però l’attesa non è ancora terminata e il Veneto aspetta i passi del Governo e dello Stato centrale. “Rispetto a dieci anni fa il Veneto

ora è una regione che conta a livello nazionale e che viene ascoltata- aggiunge il governatore- continueremo a far sentire il nostro peso e a pretendere risposte concrete. Sarà mia premura rappresentare tutti coloro che sono qui in Veneto. Sarà l’amministrazione di tutti. I veneti si aspettano molto da noi, non possiamo deluderli”. E il rapporto con la Lega, visto che le elezioni regionali sono state viste come un derby Zaia –Salvini? “Mi sono presentato con una mia lista ma non c’è nessuna polemica con la Lega. I candidati della lista Zaia sono tutti della Lega. Mi spia-

ce che qualcuno veda una contrapposizione in questo risultato. Non ho nessuna ambizione statale, la mia missione è amministrare lavorando sul territorio. Amministreremo e porteremo avanti nuovi progetti innovativi”. Zaia traccia già l’agenda per la nuova giunta: “Con questo consenso – sottolinea il governatore - possiamo permetterci di fare delle grandi rivoluzioni: dalla riforma sanitaria alle infrastrutture, dal policlinico universitario di Padova alla vicenda dei Pfas. E poi la rivoluzione digitale, il piano dei trasporti, la difesa del suolo e molto altro ancora”.


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OTTOBRE 2020

Salute Prevenzione

Influenza stagionale, la raccomandazione è vaccinarsi

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Antinfluenzale, perché quest’anno è importante la vaccinazione Vaccinazione antinfluenzale: a chi è raccomandata, come comportarsi con i bambini a pag 40

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a stagione influenzale 2020-21 è alle porte e mai come quest’anno è importante tenere sotto controllo la situazione, considerata la possibilità della circolazione di influenza in contemporanea con l’infezione da SARS-CoV-2. La situazione epidemiologica legata al Covid -19 nelle ultime settimane conferma la ripresa del virus, partita a luglio, con l’aumento graduale dell’incidenza dei contagi, collegato al periodo delle vacanze, prima, e al ritorno al lavoro, successivamente. Sotto osservazione ora l’impatto della riapertura degli istituti scolastici. E’ importante non abbassare la guardia e mantenere il quadro generale quanto più possibile stabile e sotto controllo. In questo contesto risulta strategico anche il tema della vaccinazione antinfluenzale. Proprio per questo motivo il Ministero della Salute ha anticipato, rispetto agli anni precedenti, le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza nella stagione 2020-21. Prosegue alla pag. seguente

Raccolta e conservazione del sangue placentare, una convenzione fra Ulss a pag 42

Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria


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Prevenzione

Influenza stagionale, la raccomandazione è vaccinarsi

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Le Le indicazioni indicazioni del del Ministero Ministero della della salute salute

Vaccinazione antinfluenzale: a chi è raccomandata, come comportarsi con i bambini

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ll vaccino vaccino antinfluenzale antinfluenzale èè indicato indicato per per tutti tutti ii soggetti soggetti che che non non abbiano abbiano specifiche specifiche controindicazioni. controindicazioni. Tuttavia Tuttavia èè molto molto importante importante vacvaccinarsi per coloro che, cinarsi per coloro che, aa causa causa delle delle loro loro condizioni condizioni personali, personali, corrano corrano un un maggior rischio di andare maggior rischio di andare incontro incontro aa complicanze complicanze nel nel caso caso contraggano contraggano l’influenza. l’influenza. Sulla Sulla base base della della Circolare Circolare del del 44 giugno giugno 2020 2020 Prevenzione Prevenzione ee controllo controllo dell’influenza: dell’influenza: raccomandazioni raccomandazioni per per la stagione 2020-2021, la stagione 2020-2021, la la vaccinavaccinazione zione antinfluenzale antinfluenzale èè raccomandata raccomandata per: per: -- Donne Donne che che all’inizio all’inizio della della stagiostagione ne epidemica epidemica si si trovano trovano in in gravidangravidanza za ee nel nel periodo periodo “postpartum”. “postpartum”. -- Soggetti Soggetti dai dai 66 mesi mesi ai ai 65 65 anni anni di età affetti da patologie che di età affetti da patologie che auaumentano mentano ilil rischio rischio di di complicanze complicanze da da influenza: influenza: malattie malattie croniche croniche aa carico dell’apparato respiratorio carico dell’apparato respiratorio (inclusa (inclusa l’asma l’asma grave, grave, la la displasia displasia broncopolmonare, broncopolmonare, la la fibrosi fibrosi cistica cistica ee la la broncopatia broncopatia cronico cronico ostruttivaostruttivaBPCO); BPCO); malattie malattie dell’apparato dell’apparato carcardio-circolatorio, comprese dio-circolatorio, comprese le le cardiocardiopatie patie congenite congenite ee acquisite; acquisite; diabete diabete mellito e altre malattie mellito e altre malattie metaboliche; metaboliche; insufficienza insufficienza renale/surrenale renale/surrenale cronicronica; malattie degli ca; malattie degli organi organi emopoietici emopoietici ed ed emoglobinopatie; emoglobinopatie; tumori tumori ee in in corcorso so di di trattamento trattamento chemioterapico; chemioterapico; malattie malattie congenite congenite oo acquisite acquisite che che

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comportino comportino carente carente produzione produzione di di anticorpi, anticorpi, immunosoppressione immunosoppressione inindotta dotta da da farmaci farmaci oo da da HIV; HIV; malattie malattie infiammatorie croniche infiammatorie croniche ee sindromi sindromi da da malassorbimento malassorbimento intestinali; intestinali; papatologie per le quali sono tologie per le quali sono programprogrammati mati importanti importanti interventi interventi chirurgici; chirurgici; patologie associate patologie associate aa un un aumentato aumentato rischio rischio di di aspirazione aspirazione delle delle secreziosecrezioni ni respiratorie respiratorie (ad (ad es. es. malattie malattie neuneuromuscolari); romuscolari); epatopatie epatopatie croniche. croniche. -- Soggetti Soggetti di di età età pari pari oo superiore superiore aa 65 anni. 65 anni. -- Bambini Bambini ee adolescenti adolescenti in in trattrattamento a lungo termine con tamento a lungo termine con acido acido acetilsalicilico, acetilsalicilico, aa rischio rischio di di Sindrome Sindrome di di Reye Reye in in caso caso di di infezione infezione influeninfluenzale. zale. -- Individui Individui di di qualunque qualunque età età ricoricoverati presso strutture per lungodeverati presso strutture per lungodegenti. genti. -- Familiari Familiari ee contatti contatti (adulti (adulti ee bambini) di soggetti ad alto bambini) di soggetti ad alto rischio rischio di di complicanze complicanze (indipendentemente (indipendentemente dal dal fatto fatto che che ilil soggetto soggetto aa rischio rischio sia sia stato stato oo meno meno vaccinato). vaccinato). -- Soggetti Soggetti addetti addetti aa servizi servizi pubpubblici di primario interesse blici di primario interesse collettivo collettivo ee categorie categorie di di lavoratori: lavoratori: Medici Medici ee personale sanitario di assistenza personale sanitario di assistenza in in strutture strutture che, che, attraverso attraverso le le loro loro atattività, tività, sono sono in in grado grado di di trasmettere trasmettere l’influenza l’influenza aa chi chi èè ad ad alto alto rischio rischio di di complicanze complicanze influenzali; influenzali; Forze Forze di di popolizia; lizia; Vigili Vigili del del fuoco. fuoco.

-- Personale Personale che, che, per per motivi motivi di di lalavoro, voro, èè aa contatto contatto con con animali animali che che potrebbero potrebbero costituire costituire fonte fonte di di infeinfezione da virus influenzali non zione da virus influenzali non umaumani: ni: Allevatori, Allevatori, Addetti Addetti all’attività all’attività di di allevamento, addetti al allevamento, addetti al trasporto trasporto di di animali animali vivi, vivi, Macellatori Macellatori ee vaccivaccinatori, Veterinari natori, Veterinari pubblici pubblici ee liberoliberoprofessionisti professionisti -- Donatori Donatori di di sangue sangue II bambini bambini devono devono fare fare la la vaccinavaccinazione antinfluenzale? zione antinfluenzale? L’inserimento L’inserimento dei dei bambini bambini ee adoadolescenti sani nelle categorie lescenti sani nelle categorie da da imimmunizzare munizzare prioritariamente prioritariamente contro contro l’influenza l’influenza stagionale stagionale èè oggetto oggetto d’intensa d’intensa discussione discussione da da parte parte della della comunità comunità scientifica scientifica internazionale. internazionale. Molti Molti Paesi Paesi la la raccomandano raccomandano ee la la ofoffrono gratuitamente, a partire dai frono gratuitamente, a partire dai 66 mesi mesi di di età età solo solo ad ad alcune alcune categorie categorie di rischio. di rischio. Quest’anno Quest’anno la la circolare circolare ministeriaministeriale mostra l’opportunità le mostra l’opportunità di di raccomanraccomandare dare la la vaccinazione vaccinazione in in età età pediatripediatrica, ca, anche anche per per ridurre ridurre la la circolazione circolazione del del virus virus influenzale influenzale fra fra gli gli adulti adulti ee gli gli anziani nell’attuale fase pandemica. anziani nell’attuale fase pandemica. II vaccini vaccini antinfluenzali antinfluenzali non non vanvanno somministrati invece nei no somministrati invece nei piccoli piccoli di di età età inferiore inferiore aa 66 mesi; mesi; la la vaccivaccinazione della mamma e degli nazione della mamma e degli altri altri familiari, familiari, che che ne ne hanno hanno cura, cura, èè una una possibile possibile alternativa alternativa per per proteggerli proteggerli in in maniera maniera indiretta. indiretta.

dati più recenti tra quelli disponibili in possesso del ministero, relativi all’anno 2018-19, evidenziano che solo il 22% delle persone fra i 18 e i 64 anni affette da patologia cronica, considerate tra quelle più a rischio, ha fatto ricorso alla vaccinazione antinfluenzale, malgrado venga raccomandata. Ampliare lo spettro della copertura quest’anno è considerato cruciale, non solo per il controllo dell’influenza ma anche per evitare che i contagi vadano a sovrapporsi con quelli del Coronavirus. Anche il Veneto si è attrezzato per aumentare le scorte del 40% rispetto allo scorso inverno, dotandosi per questa stagione di più di 1.300.000 dosi, con l’obiettivo di incrementare (come da indicazioni nazionali) la copertura vaccinale almeno al 75 per cento. Vaccinarsi è dunque una raccomandazione valida per tutti ma lo è soprattutto per gli ultrasessantenni e per coloro che soffrono di patologie a rischio. Per queste categorie (quest’anno anche per la fascia d’età compresa tra i 60 e i 64 anni) l’antinfluenzale oltre che raccomandata (e comunque non obbligatoria) è gratuita. Verosimilmente da metà ottobre e fino a metà dicembre verrà avviata la campagna di profilassi contro l’influenza, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta si attiveranno per fornire informazioni e fare opera di sensibilizzazione, oltre che per somministrare (in caso di adesione avranno a disposizione le dosi gratuite per gli aventi diritto) il vaccino. L’antinfluenzale può essere somministrata anche negli ambulatori vaccinali delle aziende sanitarie locali. Coloro che non rientrano in quelle categorie che hanno diritto alla vaccinazione gratuita, ma che hanno intenzione di aderire alla profilassi antinfluenzale, possono acquistare il vaccino in farmacia. La vaccinazione, ripetono gli esperti, oltre ad essere un importante elemento di protezione che riduce il rischio di complicanze legate all’influenza, consentendo anche una minore pressione sulle strutture ospedaliere, comporta in correlazione al Coronavirus dei significativi vantaggi, intanto perché consente una semplificazione della diagnosi e della gestione dei casi sospetti, a causa della sintomatologia sovrapponibile all’inizio per alcuni aspetti con il Covid 19, ma anche una protezione in più contro quest’ultimo. Infatti un soggetto già indebolito dall’influenza potrebbe riscontrare conseguenze più serie nel contrarre il Covid 19. L’antinfluenzale dunque è un utile strumento per tutti coloro che possono vaccinarsi senza andare incontro a particolari controindicazioni. L’appello che viene rinnovato anche dalla Regione Veneto è quello di vaccinare in particolare i bambini, a partire dai sei mesi, ma anche gli adolescenti che con la ripresa della scuola hanno ulteriormente incrementato il numero dei loro contatti. La manifestazione dei primi sintomi sospetti potrebbe costringerli a ricorrere nel dubbio all’iter previsto per la diagnosi di infezione da Coronavirus, anche quando si tratta di sindrome influenzale, sovraccaricando il sistema sanitario e le famiglie di ulteriori incombenze. Lo stesso virologo Andrea Crisanti, professore di Microbiologia dell’Università di Padova, incoraggia fortemente la vaccinazione antinfluenzale per gli studenti delle scuole elementari e medie. “Ogni anno - ha affermato - abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, soprattutto concentrati tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente un ragazzo malato di influenza in questo momento fa scattare tutto il meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie tante risorse preziose”.


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a ricchezza e l’unicità delle Thermae Abano Montegrotto risiedono, prima di tutto, nel loro fango, un farmaco naturale brevettato che non ha paragoni al mondo, nè per le proprietà che lo contraddistinguono, nè per gli effetti benefici che ha sull’organismo umano. Il fango termale euganeo è frutto di un lungo processo di maturazione, periodicamente monitorato e della durata di almeno due mesi, al quale è sottoposta l’argilla estratta dai laghetti di Arquà Petrarca e Lispida. Tale processo avviene in apposite vasche di acqua termale disponibili all’interno di ogni hotel e stabilimento. Il contatto con l’acqua termale fatta scorrere a ritmo costante ad una temperatura di almeno 40° C, consente al fango di acquisire nuove proprietà terapeutiche, oltre alle caratteristiche chimico-fisiche, biologiche e minerali che lo rendono un preparato terapeutico ad elevata azione antinfiammatoria. Una volta maturato, questo fango termale viene applicato, seguendo le indicazioni del medico termalista e in funzione dellla terapia prescritta, all’interno del reparto cure di cui ogni stabilimento è dotato (autorizzato all’esercizio ai sensi della LR 22/02 dalla Regione Veneto). Il fango termale euganeo è stato per almeno due secoli oggetto di studi e ricerche, le più avanzate delle quali sono state condotte negli ultimi 30 anni dal Centro Studi Termali Veneto Pietro D’Abano, in collaborazione con istituzioni come l’università di Padova o l’Istituto Mario Negri Sud. Nel 2005, ad esempio, è stata dimostrata la pari efficacia nella riduzione dell’antifiammazione tra la terapia a base di fango maturo di Abano Montegrotto e le terapie farmacologiche a base di Fans ma senza effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale. La capacità antinfiammatoria di questo fango, dovuta alla presenza di particolari microorganismi come il cianobatterio Phormidium Sp Ets05 (da Euganean Thermal Spring) - depositato all’Istituto Pasteur di Parigi - ha ottenuto nel 2010 in Italia e nel 2013 in Europa, la registrazione di un brevetto, unico nel suo genere, che ne giustifica la classificazione a far-

Provati scientificamente i principi antinfiammatori del fango termale euganeo

Vacanze sicure

Un centinaio di bagnanti in spiaggia hanno imparato a fare il massaggio cardiopolmonare e la disostruzione pediatrica

maco naturale. I fanghi euganei vantano numerose applicazioni sia a scopo preventivo che curativo. La fangoterapia termale allevia significativamente il dolore che accompagna alcune malattie dell’apparato osteoarticolare (reumatismi, artrosi e osteoporosi). Le caratteristiche farmaco-biologiche del fango termale, permettono di garantire risultati terapeutici che incidono positivamente sulla salute del paziente, riducendo in molti casi l’assunzione di farmaci. La fangoterapia viene praticata in tutti gli stabilimenti alberghieri delle Terme Euganee ed è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Università di Padova

L’emergenza Covid 19 accresce l’interesse per le professioni sanitarie 3382 i candidati al test di ingresso a “Medicina e Chirurgia” e “Odontoiatria e Protesi dentaria”, +10,5 per cento rispetto allo scorso anno

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’emergenza legata alla pandemia di Covid 19 accresce nei giovani l’interesse alle professioni sanitarie. E’ quanto emerso analizzando il numero di iscritti alla prova di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale di “Medicina e Chirurgia” e “Odontoiatria e Protesi dentaria”, che si sono svolti a Padova lo scorso 3 settembre. Gli aspiranti candidati erano ben 3382, di cui 2315 donne e 1067 uomini; complessivamente il 10,5% in più rispetto ai 3056 del 2019. Un esercito di aspiranti studenti di medicina e professioni sanitarie che si sono cimentanti nello svolgimento della prova in presenza la quale, nonostante il Coronavirus, si è svolta presso tre Padiglioni della Fiera di Padova allestiti dall’Università patavina con postazioni e personale per garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza e tranquillità. A fine settembre coloro che hanno sostenuto la prova hanno ricevuto l’atteso “verdetto”, tra un sospiro di sollievo e inevitabilmente qualche delusione.

Il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto

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assaggio cardiopolmonare e disostruzione pediatrica: cento bagnanti hanno aderito ai corsi salvavita che si sono tenuti quest’estate sulle spiagge di Sottomarina, un’iniziativa che rientra nel progetto “Vacanze sicure” realizzato dall’Ulss 3 Serenissima, grazie al contributo della Regione Veneto. Hanno aderito 98 persone, 68 le donne, di età media tra i 40 e i 50 anni, tra questi operai, casalinghe, pensionati, studenti, insegnanti, commessi, docenti universitari, liberi professionisti. Nove di loro conoscevano già le metodiche di rianimazione, 62 le conoscevano solo parzialmente e 27 non ne sapevano nulla. “Quest’estate, nonostante l’emergenza Covid ci abbia imposto delle accortezze maggiori per iniziative di questo tipo, abbiamo registrato lo stesso una buona partecipazione sia degli stabilimenti balneari di Sottomarina, che ci hanno messo a disposizione degli spazi idonei per poter organizzare i corsi in spiaggia come gli altri anni, sia dei cittadini, che hanno partecipato con entusiasmo al progetto di prevenzione – dice il primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia Andrea Tiozzo –. Per qualche partecipante non era la prima volta e abbiamo visto partecipare non solo locali, ma anche turisti provenienti da altre province”. I corsi salvavita dell’Ulss 3 sono stati organizzati gratuitamente dagli istruttori del Centro di formazione Irc (Italian resuscitation council - Gruppo italiano per la rianimazione cardipolmonare) dell’ospedale di Chioggia, che afferiscono al suo Pronto soccorso e ad altri reparti. “Da alcuni anni l’iniziativa che il di-

stretto di Chioggia propone in spiaggia è diventata un appuntamento fisso ricorda il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben -. La catena di sopravvivenza che permette di intervenire in pochissimi minuti nel corso di un’emergenza, aumentando le possibilità di salvare una vita, in questo modo si rafforza. Abbiamo proposto ancora una volta questa iniziativa in un luogo così frequentato da turisti, bagnanti e residenti, con l’obiettivo di istruire molte più persone all’utilizzo delle manovre salvavita”. “Ricordo ancora una volta che quando una persona perde coscienza, sono i primi minuti a contare di più. Il ruolo di chi è vicino può fare la differenza – aggiunge Tiozzo –. In questi pochi istanti sono le persone presenti a poter cambiare le cose: con un soccorso veloce ed efficiente possono evitare al paziente un danno cerebrale irreversibile”. Oltre ai corsi di rianimazione cardiopolmonare, si sono tenuti anche quelli per la disostruzione pediatrica: ancora in spiaggia, i professionisti dell’Ulss 3 hanno illustrato la pratica corretta per espellere un corpo estraneo inalato inavvertitamente dal bambino. Tutti i corsi hanno previsto poi la parte pratica con i manichini. Grazie alla loro semplicità hanno potuto partecipare tutti, neogenitori in primis, per sentirsi poi capaci di affrontare le prime fasi di una possibile emergenza da soffocamento. I corsi sono stati organizzati quest’estate, a Sottomarina, nei bagni Arcobaleno, nel camping Tredue, nei bagni Hardy, nel camping Adriatico e nel ristorante In diga.


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Salute

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Raccolta e conservazione del sangue placentare, una convenzione tra l’Ulss Polesana e quella della Marca Trevigiana L’Ulss 5, tramite i centri di raccolta degli ospedali di Adria e Rovigo, si impegna a raccogliere le donazioni di sangue cordonale per fornirle all’Azienda Ulss 2, sede della Banca Cordonale

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del Ministero della Salute, al fine di tutelare la salute della madre, del neonato donatore e dei pazienti che ricevono la donazione. L’Ulss 5, tramite i centri di raccolta degli Ospedali di Adria e di Rovigo, si impegna a raccogliere, nei limiti delle proprie disponibilità, le donazioni di sangue cordonale per fornirle all’Azienda Ulss 2, sede della Banca Cordonale, impegnandosi inoltre a dare una corretta informazione ad entrambi i genitori su tutti gli aspetti della donazione, acquisendo il consenso al trattamento dei dati personali. “E’ importante donare il sangue del cordone ombelicale, poiché sono contenute cellule staminali – spiega il Direttore Generale Antonio Fernando Compostella – in grado di generare globuli rossi, bianchi e piastrine, utili a curare malattie del sangue e del sistema immunitario”.

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accolta del sangue placentare, da agosto 2011 è in essere una convenzione – riconfermata fino a luglio 2023 – tra le Aziende Ulss 2 Marca Trevigiana e Ulss 5 Polesana, per la sua raccolta e conservazione. Nel Centro Trasfusionale del Presidio Ospedaliero di Treviso infatti è stata costituita la Banca Regionale di Sangue Placentare, con lo scopo di utilizzare il sangue cordonale per il trapianto di midollo osseo, ricco di cellule staminali, ad uso eterologico per fini solidaristici. L’art. 5 della Legge 21 ottobre 2005, n.219 annovera la donazione del sangue cordonale come Livello Essenziale di Assistenza (LEA), a cui ogni donna può accedere al momento del parto, volontariamente e gratuitamente, previo consenso informato della partoriente. Ogni aspetto operativo della donazione del sangue cordonale è disciplinato dal Decreto

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icorda un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini 4* di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, come già riconosciuto nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. E se il pane raggiunge ogni casa allietando i momenti di convivio,

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Il personaggio Nei suoi locali a Padova ha imposto la pizza in pala in decine di versioni

Gianni Calaon, quando la pizza è una continua “rivoluzione” D

a quando ha “messo le mani in pasta” per la prima volta, poco più che adolescente, non si è più fermato, sempre nel nome della pizza: le prime esperienze in ristorante, poi l’apertura di un locale tutto suo, quindi le gare internazionali che gli hanno valso quattro titoli mondiali, i corsi tenuti in tutto il mondo, nuove attività e nuove insegne che si accendevano, un grande laboratorio, i voli in Estremo Oriente. Una rivoluzione senza fine quella di Gianni Calaon, 50 anni, per tutti “il campione del mondo” della pizza, sempre pronto ad esplorare nuove strade, a lanciare nuove tendenze, ad abbracciare scelte ardite e coraggiose, anche a mettersi in discussione se necessario. Lavoro, passione, ricerca, creazione: questi i quattro punti cardinali che guidano il pizzaiolo - gourmet, imprenditore e formatore che ha saputo trasformare l’arte tutta italiana della pizza in una lunga serie di opportunità e di altrettante sfide. Dopo aver imposto la sua specialità che gli ha valso quattro titoli mondiali, la pizza in pala come vera e propria “pizza social”, un prodotto da gustare in decine di varianti e da condividere con la famiglia e gli amici, dopo essere stato premiato per il suo originale dolce “tirami pizza”, ora per il

Natale 2020 ha in serbo il “suo” panettone. “Ovviamente sarà un prodotto artigianale da particolare impasto - spiega Calaon - ottenuto con il lievito madre e quindi di qualità superiore, ad alta digeribilità. Lo proporremo nella versione classica, con canditi, uvetta e glassa, ma anche in una veste alternativa con pere e cioccolato”. La “rivoluzione” di Calaon, dunque, non conosce fine, e per avere un’idea di quanta ricerca e passione vi sia nelle sue pizze è sufficiente fare visita al suo storico locale di Padova, nel quartiere Arcella. Guardacaso, si chiama “Rivoluzione Piazza” e non è solo il nome a rovesciare tutti i luoghi comuni. Le sue pizze in pala giganti, che troneggiano sui tavoli colorate e farcite con prodotti sempre nuovi e ricercati, sono fatte apposta per essere condivise e per esaltare al meglio le qualità del particolare impasto, soffice e fragrante, che ha portato Calaon al successo. Proposta anche in versioni particolari come alla canapa o al carbone, ma anche alla spirulina, la base è l’ideale per accogliere decine di ingredienti scelti e dosati con cura. Ovviamente non mancano le proposte vegetariane o vegane, senza glutine, integrali o al kamut. Una pizza dai mille volti, “rivoluzionaria” per l’appunto,

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nella forma, nella sostanza e nel risultato. “Con l’arrivo dell’autunno cambiamo il menù e lo calibriamo sui prodotti stagionali, a partire dalla zucca, che ci permette numerose soluzioni”, ricorda Gianni, che può contare sull’aiuto della moglie Nicoletta Fornasiero, sempre al suo fianco. All’altro capo della città, in via Bembo, ecco la versione “take away” di Rivoluzione Pizza, con un’ampia offerta di pizze da ordinare e gustare a casa. Anche in questo caso le proposte sono il frutto di una continua ricerca, ma anche della curiosità, dell’amore per i sapori del territorio, dell’entusiasmo per le novità. Lo stesso approccio lo si trova anche a “Casa Penelope” il grande laboratorio che Calaon ha aperto ad Albignasego per sfornare le sue basi pizza sempre più richieste dalla ristorazione e dalla grande distribuzione in Italia come in Europa. “Abbiamo tutti gli strumenti per preparare delle basi pizza a regola d’arte, dall’impasto alla lievitazione, dalla stesura alla cottura, seguita dall’abbattimento della temperatura per mantenere intatte le caratteristiche dell’impasto e permettere il confezionamento e la spedizione in tutta Europa”. Nel laboratorio c’è anche un ampio spazio riservato alla

sperimentazione e alla formazione, aperto a chi si vuole avvicinare al mondo della pizza e a tutto ciò che gli gira attorno. Del resto Calaon ha conquistato per quattro volte il titolo di campione del mondo della pizza, dal 2010 al 2017, tre individuali e due di squadra, proprio grazie a questa continua ricerca ma anche al lavoro in team e alla voglia di proporre idee innovative anche per un prodotto super tradizionale come la pizza. L’ultima frontiera, ci racconta, è quella del “super food”, vale a dire dei nuovi ingredienti come l’alga spirulina, ideale sia per l’impasto che per la

preparazione di una originale mouse con la ricotta di bufala, oppure la canapa, felice riscoperta di un prodotto dalle numerose virtù. “Nelle pizze mi piace soprattutto l’equilibrio. - sottolinea Calaon - Estetica, sapori e aromi devono andare a braccetto; sono un creativo esigente e per me l’impatto visivo è fondamentale. Perché tutti noi prima mangiamo con gli occhi. E poi, amo i gusti e le tipicità del territorio, nelle mie pizze nessuno prevale e l’insieme si risolve in un concerto armonioso di sapori e profumi”. Nicola Stievano


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L’Oroscopo di Ottobre Ariete

Bilancia

L’arrivo dell’autunno restituisce energia e voglia di fare. Attenzione all’emotività, una situazione di tensione potrebbe disturbare le vostre giornate. Il buon senso riporta tutto al suo posto

Saprete soppesare le cose nei vostri bilanci: distinguere tra ciò che funziona e ciò a cui è tempo di dare una svolta. La vostra intraprendenza e la vostra carica vi aiuteranno a riequilibrare le situazioni

Non sempre occhiali con Torolenti progressive o lenti Si apre una fase di passaggio che assorbirà Autunno di assestamento molte delle vostre energiededicate e delle vostre atad una visione tenzioni. Vi capiterà di essere a volte distratti per ripartire più forti nella routine di tutti i giornisolo perché impegnati da vicino sono la ad inseguire i vostri pensieri soluzione migliore!

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E’ giunto il tempo di cambiare marcia e di aggiungere un po’ di brio alle vostre giornate. Siete allegri, carichi e ispirati in questa fase che si preannuncia tutta in discesa. Sarete più sicuri di voi stessi, sentirete il desiderio di osare un po’ di più

Cancro

Potreste sentivi come in giostra, tra alti e bassi. Valorizzate gli aspetti positivi e cercate di capire qual è il motivo all’origine di quelli no. Saprete rimuovere gli ostacoli che complicano le vostre giornate

Scorpione

Vi aspettate un autunno scoppiettante ma dovrete pazientare qualche settimana prima di riuscire a far partire tutti i progetti che avete in mente. La costanza e i buoni propositi vi consentiranno di rendere questo periodo davvero fruttuoso

Sagittario

Sarete dinamici e attivi, saprete riempire le vostre giornate di persone ed esperienze che vi fanno stare e bene e vi danno soddisfazione. Valorizzate al massimo questo periodo

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Questa è la fase dell’attesa, armatevi di pazienza e cercate di gestire la vostra ansia. Riuscirete a soddisfare le vostre aspettative e ad ottenere ciò che da tanto tempo desiderate

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Ottobre si presenta come un mese sereno e piacevole. Se riuscirete a mantenere la calma e a non far prevalere le emozioni sarà per voi un periodo molto positivo e rigenerante

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Si conclude un periodo impegnativo, si apre una fase di soluzioni a tutti i vostri dubbi e alle questioni in sospeso che vi trascinate. Questa condizione vi restituirà la serenità per vivere al meglio anche il vostro tempo libero


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La Piazza della riviera del brenta ott2020 n141 by LaPiazza give emotions - Issuu