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La Piazza della Riviera del Brenta nov2018 n145

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Sport p.18

NOVEMBRE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno n.145

Cultura p.17

3 6 7 8 10 11 12 21

Salute p.27

p.33

on-line: www.fiammengo.it

della Riviera del Brenta

TERRITORIO Questa copia è certificata da

Ceneri smarrite, caso in tribunale MIRA

Idrovia pressing dei comitati, Mira frena

Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione FIAMMENGO STEFANO

Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

IMPRESA FUNEBRE

Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del 1808208 Veneto, Tatiana Bartolomei, che senzacell. giri338 di parole parla SERVIZIO REPERIBILITÀ di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per 24 ORE decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezioPiazza Mercato, 3/a · Oriago di Mira (Ve) naliFUNEBRI fanno emergere tutte le criticità e preCESTE · CUSCINIpotentemente · CORONE · COMPOSIZIONI FLOREALI sentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibiservizio aforse pag 4 lità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.

Mira, misure anti inquinamento per auto e riscaldamento L’ordinanza, emessa nelle scorse settimane, resterà in vigore fino a primavera del 2019. Divieto assoluto a falò all’aperto eccetto quelli dell’Epifania

MIRA

Gambarare, chiude il campo da calcio, è protesta MIRA

Gara di solidarietà per la scuola in Uganda DOLO

“Temporary shop” contro i negozi sfitti DOLO

La nuova vita di Aurora Masato e il nuoto in apnea DOLO

Pronto Soccorso, è cambio al vertice MALTEMPO

La montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura

Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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i fa poca manutenzione del territorio, non si investe più in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle immagini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modo particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci fare i conti rappresenta una priorità per il Paese. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione

Ceneri smarrite, caso in tribunale

Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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I fatti, nel cimitero di Gambarare a dicembre 2015

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Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibilità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.

inisce in tribunale il caso delle ceneri smarrite al cimitero di Gambarare. Le sorelle Annalisa e Renata Cagnin citano in causa il Comune di Mira e la ditta che gestiva i servizi cimiteriali. Le due donne avevano ricevuto una lettera dal Comune che le informava che la salma del padre Gino, deceduto nel 1991, e sepolto a Gambarare, sarebbe stata esumata il 29 dicembre 2015 (era sindaco l’attuale deputato M5S Alvise Maniero), essendo decorsi i dieci anni previsti nel Regolamento di Polizia Mortuaria. Nella tomba a terra dove l’uomo era sepolto, a fianco del suo capo e protetta da un pozzetto, però, c’era la teca con le ceneri della moglie, Livia Bottacin, scomparsa nel 2011 e cremata. Le figlie avevano voluto riunirli nella tomba del papà, in attesa di spostarli nell’ossario dopo l’esumazione. Annalisa Cagnin si è recata in cimitero per assistere alle operazioni di esumazione, ma all’arrivo gli operai avevano rimosso la lapide, aperto la tomba e scavato la terra MALTEMPO con una ruspa, aperto la cassa del padre e recuperato i resti, per essere La montagna è in consegnati ai parenti. Quando la signora ha chiesto di avere anche l’urnaginocchio, con le ceneri della danni madre, gli addetti hanno sostenenuto di non molti aver visto nulla. Da allora anche in pianura l’urna risulta dispersa e il timore, è che sia stata distrutta dalla scavatrice. Le sorelle hanno fatto di tutto per recuperare le ceneri, ma hanno ricevuto solo qualche scusa. Di qui la decisione di rivolgersi a una società specializzata, che ha avanzato molte richieste al Comune e all’impresa appaltatrice, prima di delucidazioni, e poi di risarcimento, respinte. Le due sorelle, hanno avviato, un’azione civile al Tribunale di Venezia, in cui si ipotizza la violazione dell’ob-Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< bligo di controllo sull’operato dell’impresa appaltatrice e di custodia i fa poca manutenzione del territorio, non si investe da parte del Comune e degli obblighi di natura contrattuale a cui l’ente è vincolato per la concessione in uso degli spazi cimiteriali per lapiù se- in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle impoltura dei defunti. Si cita pure la ditta per la violazione dell’obbligo magini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modo del “neminem ledere” all’esecuzione. Il Comune con l’attuale sindaco particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più Marco Dori si dice “dispiaciuto della vicenda che colpisce gli affetti contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeoloAlessandro Abbadir della famiglia e cercherà di fare chiarezza”. gico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci È un periodico formato da 16 edizioni localifare mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e Redazione: i conti rappresenta una priorità per il Paese. della Riviera del Brenta Concessionaria di Pubblicità Locale: segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

Dissesto idrogeologico, tramezzini specialità l’arma della prevenzione

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Chiuso in redazione il 9 novembre 2018


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Mira

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Inquinamento da Pm10, divieti per auto e riscaldamento L’ordinanza emessa nelle scorse settimane resterà in vigore fino a primavera 2019. Divieto assoluto di falò all’aperto, ad eccezione di quelli dell’Epifania

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isure anti inquinamento atmosferico da Pm 10, scattano i divieti nel semestre invernale, cioè fino a marzo 2019 nel Comune di Mira. A spiegare le misure adottate è l’assessore all’ambiente Maurizio Barberini. “Abbiamo emesso un’ordinanza - spiega Barberini - che riprendendo le misure già delineate dai comuni dell’area nel tavolo zonale, introduce anche delle deroghe specifiche ai divieti di circolazione delle auto”. Insomma si è cercato di contemperare l’esigenza di limitazioni dell’ambiente con le necessità di famiglie e categorie produttive. Poi sui falò all’aperto “Con questa ordinanza è stato stabilito il divieto assoluto di fare all’aperto dei falò - aggiunge l’assessore Maurizio Barberini - ad

eccezione di quelli dell‘Epifania. Sarà vietato utilizzare generatori a calore con biomassa inferiore o pari ad 1”. Ma ecco i dettagli: per quanto riguarda le auto i divieti varieranno in base ai colori dei livelli di guardia e cioè, verde, arancio e rosso. Sarà sempre vietata la circolazione nei giorni feriali (dal lunedì al venerdì) dalle 8,30 alle 18,30 delle auto a benzina Euro zero. Diesel euro 0, 1 e euro 2 e euro 3, stessa tipologia per i diesel commerciali. Con il livello di allarme arancio sarà vietata dalle 8,30 alle 18,30 tutti i giorni la circolazione di mezzi a benzina Euro 0 e Euro 1 e Diesel euro 0,1, 2,3 ,4. Veicoli commerciali Euro 0,1,2,3. Con il livello rosso il divieto tutti i giorni sarà esteso allo stesso orario di divie-

to con l’aggiunta del divieto di circolazione per i diesel commerciali euro 4 per le mattine. Saranno sempre vietati per ogni categoria per l’orario stabilito la circolazione per i ciclomotori Euro 0 e 1. Fra le deroghe decise dal Comune di Mira la possibilità di circolare degli ultra 65 enni (solo per gli ultra settantenni a Venezia) e la possibilità di circolare, ma con più persine

a bordo delle car pooling nel caso di innalzamento dei livelli di guardia. Sarà vietato tenere acceso il motore quando le auto sono ferme in sosta o al semaforo. A controllare che l’ordinanza sia fatta rispettare, ci saranno gli agenti della polizia locale di Mira. Le sanzioni previste per le violazioni dell’ordinanza vanno dai 25 euro ai 500 euro. Alessandro Abbadir

“Banche, troppe chiusure”

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el giro di circa 2 anni sono state chiuse una quindicina di filiali di banche in Riviera del Brenta e Miranese. Si tratta di una strategia degli istituti di credito che crea anche assenza di servizi come prelievo di contante per famiglie e anziani e erogazione di prestiti o mutui”. A fare questa denuncia è Alfeo Babato referente di Federconsumatori della Riviera del Brenta e del Miranese. “Recentemente solo a Mira - spiega - sono state chiuse 5 filiali di banca in due anni. Anche a Dolo, Mirano, Spinea si sono registrate chiusure. Alcuni paesi in cui la filiale era diventata un punto di riferimento per residenti ed attività commerciali, ora sono in difficoltà”. La tendenza è sempre più da parte degli istituti di credito di limitare il personale agli sportelli. A favorire questo andamento anche la gestione dei conti on line da parte dell’utenza. “Sarebbe utile ad esempio che per sopperire questa carenza anche nei paesi più piccoli, che gli uffici postali fossero dotati di un banco posta”. (A.A.)

Pesca abusiva diffusa nell’area dell’idrovia

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e aree dell’Idrovia a Gambarare e Giare sono sempre più utilizzate come aree di scarico, pesca e smercio da parte di pescatori abusivi sui canali interni e in laguna. Questi pescatori infatti sono stati sorpresi con le reti a strascico e altri strumenti illegali sull’Idrovia Padova Venezia e sulla laguna di Venezia all’altezza di Giare Malcontenta e Dogaletto dai controlli dei Rangers D’Italia e hanno beccato multe per migliaia di euro. “Utilizzando due pattuglie in contemporanea, gli agenti del nucleo operativo ittico dei Rangers D’Italia - spiegano l’assessore all’ambiente del Comune di Mira Maurizio Barberini e il capo nucleo dei Rangers Davide Formentello - hanno circoscritto e controllato in queste settimane un’area molto vasta e battuta da tempo dai pescatori di frodo. Con l’utilizzo di una propria radiomobile di servizio ed un’auto civetta in borghese, i controlli si sono conclusi a notte fonda con tante multe per trasgressioni in materia ittica”. Sempre grazie alle segnalazioni dei cittadini, i Rangers sono intervenuti in operazioni che hanno portato al sequestro di attrezzature e quantità ingenti di molluschi bivalvi (diversi quintali di vongole pescate in zone proibite) “molte volte scaricati lungo le vie di accesso del corso d’acqua dell’idrovia”. ”Vogliamo ricordare - conclude Formentello - come esistono leggi e regolamenti che proibiscono di fatto l’utilizzo di reti a strascico e esche particolari all’interno delle acque dell’entroterra classificate come “Zona B”. Vanno rispettati poi i periodi di riproduzione e le quantità del pescato concesso in questi periodi”. (A.A.)


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Mira

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Infrastrutture I comuni interessati spingono ad una accelerazione dopo l’incontro con il ministro Toninelli

Idrovia Padova – Venezia, pressing dei comitati, Mira vuole chiarimenti “L

’idrovia Padova - Venezia Abano Terme, Montegrotto, Battava completata al più pre- glia Terme. Nei prossime settimasto, ogni anno il territorio della ne le mozioni saranno approvate a Riviera del Brenta e del Padovano Pianiga, Fiesso, Vigodarzere, Dolo, subisce danni ingenti, in qualche Limena e Albignasego. C’è anche annata disastrosi. Siamo conten- però un Comune, quello di Mira ti che sia arrivato il via libera dal che sull’opera chiede approfonconsiglio comunale di Campagna dimenti soprattutto dal punto di Lupia al completamento dell’o- vista dell’impatto ambientale. “Se pera. Se si perderà ancora tempo sarà un canale scolmatore - spiega prezioso, siamo pronti a mobili- l’assessore comunale all’Ambiente tare la cittadinanza della Riviera e Maurizio Barberini- con detriti che del Piovese su questo tema, con in- arriveranno dall’area del padovacisive azioni di protesta locale“. A no e del vicentino, il rischio che dirlo è Marino Zamboni referente avrà un impatto pesantissimo sul del comitato “Brenta Sicuro” dopo delicatissimo ecosistema lagunail via libera nelle scorse settima- re, è reale. Un canale scolmatore ne del parlamentino di Campagna con una portata di 450 metri cubi Lupia alla proposta dei “Comitati al secondo. Una impressionante Uniti”(di cui fa parte Brenta Si- quantità di acqua dolce che con curo) che chiede i suoi detriti, scariil completamento cherà in laguna. Si L’assessore dell’iter progettuasono studiati gli imBarberini: “Una le e la costruzione patti che un canale di impressionante dell’idrovia Padovaquesta portata potrà mare. “L’idrovia quantità di acqua avere sulla morfocompletata- spiegalogia del nostro terdolce con i suoi no i comitati dati alla ritorio lagunare”?. detriti scaricherà Barberini prosegue. mano - consentirebbe di ridurre sensi“Abbiamo posto quein laguna. Che bilmente il rischio sti quesiti tempo fa a impatti avrà sulla Regione- dice - e ora idrogeologico di un morfologia del vastissimo territoli poniamo anche al rio ella Riviera del Ministero delle Infraterritorio?” Brenta, la Saccisica strutture ma finora ed anche di vaste aree di Padova, non abbiamo avuto risposte. Noi attraverso la dislocazione nel ca- non diciamo no a priori, ma serve nale idroviario, di 200 metri cubi al una analisi della situazione prima secondo del Bacchiglione, 150 me- di decidere”. Per far procedere l’otri cubi al secondo del fiume Brenta pera attesa da decenni, il cui comed anche, in fase di incrocio 25 me- pletamento costerà 560 milioni tri cubi al secondo del Novissimo”. di euro, è prevista la redazione di Sono state approvate le mozioni un piano d’azione da parte della per il completamento dell’Idro- trentina di comuni interessati fra il via nei comuni di Vigonovo Fos- veneziano e il padovano, capeggiasò, Campolongo, Camponogara, ti dal sindaco di Vigonovo Andrea Stra, Piove di Sacco, Arzergrande, Danieletto che recentemente ha Bovolenta, Legnaro, Cadoneghe, incontrato su questo tema il miniSaonara, Pontelongo, Polverara, stro alle Infrastrutture Danilo ToSant’Angelo, Vigonza, e Correzzo- ninelli. Alessandro Abbadir la, Codevigo e Noventa Padovana,

Al via da Marano i rimborsi Veritas per l’Iva sulla Tia, versati ingiustamente negli ultimi anni

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ono partiti nelle scorse settimane in tutto il territorio della Riviera del Brenta i rimborsi Veritas per l’Iva sulla Tia che è stata ingiustamente pagata all’azienda dal 2009 al 2012. I primi assegni sono stati consegnati nelle scorse settimane a Marano di Mira con un importo che varia dai 70 ai 100 euro. Ad interessarsi della vicenda sono stati per Mira il consulente Pier Paolo Montanari e l’avvocato Flavio Berton e la consigliera comunale a Mira del Movimento 5 Stelle Sabrina Cervi. Al patronato di Marano sono stati consegnati così una decina di assegni ai cittadini. “Prima la Corte Costituzionale e poi nei gradi di giudizio fino alla Corte di Cassazione a sezioni riunite – ha spiegato

Montanari – ha stabilito che l’Iva sulla Tia chiesta da Veritas era su una tassa e non poteva essere richiesta. Ora chi l’aveva pagata a Mira, Campagna Lupia e Camponogara potrà avere i soldi indietro. Sono importi che vanno mediamente dai 70 ai 100 euro, ma in qualche caso si tratta di somme anche più corpose. Ci siamo occupati gratuitamente di far riavere i soldi alle famiglie. A Mira sono già stati emessi da Veritas 100 assegni di rimborso che stiamo consegnando, mentre altre 250 richieste sono arrivate dai comuni dell’area sud”. I rimborsi procederanno spediti nelle prossime settimane con la consegna degli assegni alle famiglie in assemblee ad hoc. (A.A.)

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Gambarare, chiude il campo da calcio, scoppia la protesta I lampioni della struttura che sono inclinati potrebbero cadere sul rettangolo di gioco. Pericolante anche la tribunetta

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coppia il caso del campo sportivo di Gambarare. Il Comune di Mira chiude d’urgenza il campo sportivo in via dei Campi nella frazione mirese perché pericoloso, e la società calcistica insorge. A spiegare il perché della chiusura del campo è stato nelle scorse settimane il sindaco di Mira Marco Dori. “La situazione del campo da Calcio di Gambarare – spiega Dori – è peggiorata in modo repentino da quest’estate in poi. I lampioni della struttura che sono inclinati potrebbero cadere sul campo in ogni momento. È stata fatta una relazione tecnica dagli uffici competenti, che ne ha certificato l’assoluta pericolosità della struttura in questo momento e la necessità di chiuderla. Oltre ai lampioni sono state riscontrate perdite di gasolio da una cister-

na che serve per il riscaldamento e la tribunetta dell’impianto è anche quella pericolante”. “Il campo di Gambarare - conclude il sindaco Dori - resterà chiuso il tempo necessario a fare i lavori di messa in sicurezza. Comprendiamo il disappunto della società sportiva e delle famiglie, ma ovviamente non potevamo fare altrimenti”. E il disappunto della società non manca di farsi sentire. “Nelle scorse settimane - spiega Davide Bacchin presidente del Mira Calcio - il campo sportivo di Gambarare utilizzato per gare ed allenamenti da oltre 100 bambini è stato chiuso dal Comune di Mira. Dall’ente è stato detto che l’impianto e il campo è pericoloso. Non siamo ottusi al punto da non capire le ragioni di questa chiusura. Ma questa chiusura e il necessario

intervento non si potevano fare a inizio estate? Ora non sappiamo dove potremmo far giocare i ragazzi di tutte le categorie dai pulcini agli allievi. Abbiamo trovato soluzioni temporanee in altre frazioni, ma non basta”. L’accesso al campo da calcio in via dei Campi a Gambarare è stato transennato con nastro bianco e rosso e cartelli che ne vietano l’accesso, e non si sa

quando sarà riaperto. La notizia della chiusura dell’impianto ha provocato tanti malumori fra i bambini e le famiglie che li hanno iscritti alla società calcistica da tutta Mira. “Speriamo - conclude Davide Bacchin - che entro i primi mesi del 2019 i nostri ragazzi possano tornare ad allenarsi nei loro campi di allenamento abituali”. A lessandro Abbadir

Gli interventi del Comune

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er impianti sportivi di Mira molto si è fatto, ma molto manca da fare. La situazione più critica è quella della pista di atletica dello stadio “Ennio Gazzetta”. Partiranno poi nei prossimi mesi i lavori per la sistemazione del campo da calcio di Oriago e quelli per l’ammodernamento dei campi da tennis di Mira Taglio. Le difficoltà sono soprattutto di tipo economico. Per sistemare la pista di atletica dello stadio in via Valmarana, servono dai 600 - 700 mila euro. Soldi che il Comune non ha. “Abbiamo trovato una situazione degli impianti sportivi - spiega l’assessore Fabio Zaccarin - pesantissima. Abbiamo investito un milione di euro per la loro messa a norma. Abbiamo firmato convenzioni ad hoc per la loro gestione. Sono ora in ordine il campo da calcio di Borbiago e di Marano. Abbiamo sistemato lo stadio, il campo da rugby comunale. Le palestre (una decina) che sono in gestione agli istituti scolastici, in molti casi abbisognano di urgenti manutenzioni. Alcune sono perfettamente in ordine come quelle di Malcontenta e Borbiago. Altre invece sono fruibili solo parzialmente” . (A.A.)

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Sociale L’iniziativa dell’ex consigliere Zorzi

Gara di solidarietà per una scuola in Uganda Scatta la corsa contro il tempo a Mira per riuscire a terminare i lavori per la costruzione di una scuola in Uganda, prima della stagione delle piogge che va da marzo a maggio del prossimo anno.

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i cosa si tratta? Si tratta di una scuola che ospiterà oltre 150 bambini del posto. È un’opera tutta “mirese”. A portarla avanti è infatti l’ex consigliere comunale mirese di Forza Italia Giorgio Zorzi, che si è trasferito nel in Africa con la moglie originaria di quel paese, ormai da qualche anno. L’appello alla solidarietà arriva dal vicesindaco Gabriele Bolzoni. Giorgio Zorzi è stato consigliere comunale e ha lavorato per anni a Mira in un noto negozio di ferramenta e casalinghi. Ultimamente lavorava per Veritas, dove ha conosciuto Sara, cittadina ugandese, ora sua moglie. Trasferendosi nel paese di origine di lei e, vedendo le necessità della popolazione, ha iniziato a dare il suo aiuto. Zorzi vive, nell’area di Walubira, dove manca tutto, compresi i beni di prima necessità. Il suo sogno, e da qualche settimana anche quello di molti miresi è quello di poter fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un opportunità di apprendimento per centinaia di bimbi. Adesso sta completando la scuola. Ma serve denaro e se la scuola non verrà terminata per la stagione delle grandi piogge i lavori rischiano di slittare ancora per mesi. “Il nostro concittadino - spiega il vicesindaco Bolzoni - continua assieme all’associazione ”St. Agnes Foundation” la costruzione della scuola, che servirà i villaggi di: Kikoma, Namayuba, Kiabazaala. La St. Agnes Foundation che si occupa della costruzione della scuola “St Agnes Nursery e Primary School”, si occupa anche di agricoltura, di assistenza alle madri sole, di bambini, di disabili e portatori di handicap”. Nei villaggi di Kikoma, Namayuba, Kiabazaala, vi è un alto tasso di analfabetizzazione dovuta alla difficoltà economica e logistica di poter consentire un facile accesso all’educazione. A settembre il Comune di Mira con il Sindaco Marco Dori e la giunta, hanno riconosciuto impegno di Zorzi, consegnandogli un piatto con il logo del Comune, un libro e un

gagliardetto che verrà affisso nella scuola. Per la costruzione della scuola Zorzi si avvale di personale locale e acquista il materiale in loco. “In queste settimane - assicura Zorzi - abbiamo completato la copertura, ora si devono terminare i bagni, le grondaie, le finestre, la cisterna è molto impor-

tante per la raccolta dell’acqua, l’ intonaco, il colore poi tutti gli arredi, i banchi, le sedie le lavagne. Va spiegato a chi intende donare, che 1 mattone costa 5 centesimi di euro; 1 sacco di cemento da 50 kg costa 6,5 euro; un muratore costa 5 euro giorno e 1 manovale costa 1 euro giorno”. Chi vorrà

potrà fornire contributo libero, volontario per questo progetto di solidarietà destinandolo alla fondazione St. Agnes Foundation Onlus. Insomma chi vorrà donare per zone svantaggiate del mondo potrà farlo. Alessandro Abbadir

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Il “Cammino di Sant’Antonio” da Venezia a Padova. E’ l’iniziativa portata a termine da Luciano Zampieri 63 enne di Gambarare di Mira che con un gruppo di amici nelle scorse settimane ha percorso 45 chilometri in una giornata. ”Mi è venuta l’idea di compiere il Cammino di Sant’Antonio Venezia Padova -spiega Zampieri- in concomitanza con la festa dei 150 anni di fusione dei comuni di Mira, Oriago, Gambarare. Ho sentito un po’ di amici e passa parola ci siamo trovati in 12 persone di cui 5 del Comune di Mira. Siamo andati a Venezia alla basilica Santa Maria della Salute a prendere le credenziali. Il giorno dopo, ritrovo a Fusina e partenza per il percorso prestabilito verso Malcontenta, Oriago e Mira. Abbiamo proseguito verso Dolo, Fiesso, Stra, Noventana, Noventa Padovana e infine l’arrivo a Padova nel tardo pomeriggio della stessa giornata, stanchi ma felici del cammino. Ci siamo abbracciati e commossi per l’ impresa compiuta ci siamo poi un po’ rifocillati e siamo entrati nella Basilica del Santo a Padova a ritirare i diplomi stanche per la fatica e fare timbrare le nostre credenziali. Nel percorso abbiamo fatto delle tappe ogni 10 km per un totale di 45 chilometri . Hanno partecipato all’impresa un gruppo di amici: Maurizio Coin, Cristina Conton, Sandra e Gabriella Carraro, Giovanni Sorgato, Chiara Zanon, Giancarlo Calzavara, Luisa Broggio, Riccardo Rigoni, Claudio Righetto, Antonio Dainese.


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Dolo

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Negozi temporanei per rilanciare il commercio A Dolo i negozi attivi sono 246 di vicinato, 11 di medie dimensioni e 70 a somministrazione. In paese se ne contano di sfitti 36. Nei 10 comuni della Riviera del Brenta, dal 2008 a oggi, sono “spariti” 400 negozi

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roppi negozi sfitti e i Comuni e le categorie corrono ai ripari con il “Distretto del Commercio” per rilanciare il settore e limitare il fenomeno. I negozi sfitti infatti, sono ben 96 nell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta l’ ente sovracomunale a cui aderiscono Dolo, Campagna Lupia, Fiesso D’Artico e Fossò. Ma andiamo nel dettaglio, sono sfitti 36 negozi a Dolo, 22 a Fiesso, 20 a Fossò e 18 a Campagna Lupia. A Dolo i negozi sono 246 di vicinato, 11 di medie dimensioni e 70 a somministrazione. A Fiesso, 97 di vicinato, 2 di medie dimensioni e 20 a somministrazione. A Fossò, rispettivamente 79, 12 e 20; infine, a Campagna Lupia 55, 10 e 4.Il sindaco di Dolo Alberto Polo, appoggia con convinzione la nascita del distretto, che punta anche a limitare il fenomeno dei negozi sfitti con i “temporary shop”. Si tratta di negozi a rotazione, che secondo Confesercenti tendono

Enrico Zarotti e il centro di Dolo

a diventare fissi. L’obiettivo della realizzazione del Distretto del Commercio - hanno spiegato Enrico Zarotti, presidente di Confesercenti della Riviera del Brenta, e i sindaci dell’Unione - è di restituire alle aree urbane la capacità attrattiva perduta a causa della diffusione dei centri commerciali extraurbani e valorizzare il tessuto degli esercizi commerciali di vicinato, dei pubblici esercizi e delle attività di servizio, in

quanto elemento qualificante dei processi di mantenimento e trasformazione urbana, nonché risorsa insostituibile per garantire un’offerta di qualità. Grazie al riconoscimento dei Distretti del Commercio da parte della Regione Veneto (pronta a finanziare il progetto con 20 mila euro), è iniziata una nuova fase di rilancio del commercio nei centri urbani”.La piattaforma di welfare sociale “Tre Cuori” permetterà ai

clienti dei negozi dei Comuni di sostenere le associazioni culturali, sportive e di volontariato del territorio. Confesercenti punta a creare un itinerario enogastronomico in collaborazione con agricoltori e ristoratori che valorizzi il territorio. Nei 10 comuni della Riviera del Brenta, con la crisi economica, dal 2008 a oggi, sono spariti complessivamente 400 negozi. A Mira i negozi sfitti sono più di 100. ”Per capire se i

“Staffetta del Centenario” dei “Podisti Dolesi” Si è svolta sabato 27 ottobre la “Staffetta del Centenario” promossa dal gruppo dei “Podisti Dolesi”. A spiegare il progetto è Danilo Baldan. “L’idea di questa staffetta risale a sette anni fa scrive nel volantino informativo - in occasione di un’altra analoga per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Per diverse coincidenze alcuni di noi hanno avuto modo di frequentare i luoghi che furono teatro del primo conflitto mondiale, le successive documentazioni e varie letture sul tema hanno sviluppato in noi una spiccata sensibilità e ci hanno spinto a realizzare questa staffetta nel centenario della fine di quell’orribile e tragica guerra. La finalità è rendere omaggio e portare un simbolico fiore ai tanti caduti in uno dei numerosi sacrari a noi vicini, come segno di gratitudine per il loro estremo sacrificio”. Il gruppo di podisti è partito da piazza Cantiere a Dolo e, dopo aver attraversato correndo numerosi comuni (Mira, Mirano, Salzano, Martellago, Mogliano, Casale sul Sile, Roncade, Monastier, San Biagio di Callalta), è giunto nel Sacrario di Fagarè della Battaglia dopo 83 km. Alla partenza era presenti anche il sindaco Alberto Polo e il vicesindaco Gianluigi Naletto. “Un saluto e plauso ai Podisti Dolesi e, in modo particolare, a Danilo Baldan, per l’alto e generoso contributo al ricordo di tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere. Possa questa significativa staffetta, rappresentare ai giovani un richiamo ai valori universali della libertà, dignità e solidarietà umana”. (G.P.)

Tante iniziative del gruppo anziani Il gruppo “Artigiani Pensionati e Amici” della Riviera del Brenta organizza ogni anno una serie di eventi aggregativi per coinvolgere sia i pensionati che le loro famiglie.

Il gruppo conta un centinaio di iscritti. “Dopo la pausa estiva - spiegano Eolores Mion e Giuliana Simionato, a nome del direttivo del gruppo - abbiamo deciso di ripartire con le nostre attività organizzando spettacoli teatrali, gite in alcune città italiane e cene, ma anche momenti di informazione contro le truffe che spesso colpiscono le persone anziane”. L’11 novembre si è svolto, nella sala polivalente dell’associazione Artigiani a Dolo, lo

negozi temporanei funzionanoconclude Zarotti- bastano due - tre mesi. Se l’attività non funziona, si chiude senza tanti costi. Se funziona, il negozio da temporaneo si trasforma in stabile. Per noi, l’importante è differenziare l’offerta merceologica, aprendo negozi che vendano cose o offrano servizi che in paese sono altrimenti assenti”. Alessandro Abbadir

spettacolo teatrale dialettale “L’eredità dea pora Sunta” messo in scena dal gruppo “I mejo che ghemo”. Il 25 novembre è stata programmata una gita di una giornata a Cremona. Il pranzo di fine anno invece è previsto il 9 dicembre al ristorante “Il Burchiello”. Ci sono poi gli appuntamenti con il ciclo di “Visioni delle Opere liriche” il 17 novembre e 15 dicembre nella sala degli Artigiani. Non mancheranno inoltre momenti di informazione importanti. “Stiamo organizzando un incontro con i carabinieri - continua il direttivo - per dare informazioni agli anziani su come difendersi da possibili truffatori porta a porta e al telefono”. “Il gruppo “Artigiani Pensionati e Amici” - concludono il presidente dell’Associazione Artigiani e Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta” Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato - è da anni una realtà legata alla nostra associazione che crea e propone importanti momenti di aggregazione e cultura. Siamo davvero grati a loro per il grande impegno nell’organizzare appuntamenti rivolti a tutti”. Per informazioni si può chiamare il signor Ferraresso allo 041412844 o la signora Mion al 3336822299. (G.P.)


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La nuova vita di Aurora, innamorata del nuoto in apnea La piccola di 9 anni, costretta in carrozzina a causa di un incidente, sta frequentando le piscine specializzate a Montegrotto e Martellago

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urora Masato la bambina di 9 anni rimasta paraplegica a causa di un incidente sulla statale Romea nel 2013 a Campagna Lupia, punta a grandi risultati nello sport che segue con tanta passione il nuoto in apnea. Ora la piccola che vive a Dolo ed è costretta a spostarsi in carrozzina dopo il gravissimo incidente stradale, sta frequentando le piscine specializzate a Montegrotto Terme e anche a Martellago. A spiegare l’impegno di Aurora per questo sport è direttamente la mamma Tania Maritan, che rimase coinvolta nell’incidente insieme alla bambina. “Mia figlia - spiega la donna - può tranquillamente gareggiare con altri ragazzi della sua età non disabili. I tempi che ha registrato infatti sono davvero importanti e paragonabili se non superiori a quelli di bambini non disabili e in grado di essere migliorati con degli allenamenti costanti”. “Aurora ha cominciato gli allenamenti - spiega la mamma - con degli istruttori alla piscina Y40 di Montegrotto, una piscina profonda creata apposta per le immersioni e gli allenamenti in apnea. Continuerà comunque gli allenamenti alla piscina Trigonos di Maerne di Martellago, in cui si è trovata davvero bene con istruttrici che l’hanno seguita con attenzione e amore“. Ma non solo. “Aurora ha una grandissima forza di volontà - continua la mamma - è molto impegnata a scuola e ora si è concentrata sul nuoto in apnea. In questa disciplina sta ottenendo risultati importanti con tempi di rilievo e la vedo entusiasta”. Negli anni scorsi proprio per Aurora era scattata una grande gara di solidarietà. Ora la bimba comunque non si accontenta, vuole poter, un giorno, gareggiare ad alti livelli. Intanto ad Aurora resta la speranza che, grazie alle continue ricerche in campo medico, possa camminare. Quando avrà compiuto la maggiore età, potrà sottoporsi a una complessa operazione alla spina dorsale per cercare di tornare a stare in piedi com’era prima dell’incidente. Un’operazione delicatissima che consiste nell’inserire all’interno della colonna vertebrale lesionata alcuni trasmettitori di impulsi

elettrici per far muovere gli arti ora paralizzati. Questa operazione, fa sapere la mamma Tania, viene fatta solo su soggetti adulti in cui la fase di crescita è terminata altrimenti si rischia di doverli togliere ogni due anni. “Aurora non si ferma mai - conclude la mamma - ha una marcia in più, è abituata ad affrontare le difficoltà ogni giorno e a superarle”. Dal

punto di vista legale continua intanto la battaglia di madre e figlia per avere giustizia. L’ incidente di cui sono state vittime era stato causato da un giovane del posto, risultato positivo all’uso degli stupefacenti. Il 27 novembre è stata fissata la prima udienza al Tribunale di Venezia del processo civile. Alessandro Abbadir

Aurora durante i suoi allenamenti

Un concorso sulle acque Torna anche quest’anno il progetto intitolato “Conosci le Acque del tuo Consorzio” dedicato alle scuole e realizzato dal Consorzio di bonifica “Bacchiglione” in collaborazione con il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua. Il progetto ha l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi il territorio in cui vivono, sensibilizzandoli sul tema della risorsa acqua. L’iniziativa è rivolta alle scuole elementari e medie dei 39 comuni che fanno parte del Consorzio di bonifica “Bacchiglione”. Le attività didattiche inizieranno a febbraio e porteranno i ragazzi a scoprire l’ambiente in cui vivono attraverso laboratori, escursioni e visite guidate. “Abbiamo deciso di investire anche quest’anno nel progetto con le scuole a cui teniamo molto - ha detto il presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione, Paolo Ferraresso - in quanto è doveroso far conoscere, soprattutto ai più piccoli, il mondo della bonifica. Saranno loro i cittadini di domani ed è importante che imparino fin da subito a prendersi cura e rispettare il territorio che li circonda”. Il percorso si chiuderà con una giornata dedicata ai ragazzi, prevista a maggio del prossimo anno, durante la quale saranno presentati e premiati i progetti che sono stati realizzati dalle scolaresche. Per aderire al progetto bisognava richiedere il modulo contattando il Consorzio di bonifica “Bacchiglione”, la onlus Civiltà dell’Acqua o le biblioteche comunali.


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Pronto Soccorso, cambio di guardia al vertice Dopo quasi 40 anni va in pensione il Primario Pietro Pacelli. Iniziò nel 1980 al Pronto Soccorso di Noale.

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a in pensione uno dei decani dell’ospedale di Mirano-Dolo, il primario del Pronto Soccorso Pietro Pacelli. Il saluto a medici, infermieri, autisti, da parte dell’ormai ex capo dipartimento nella Ulss 3 è avvenuto lo scorso 31 ottobre, dopo 40 anni di attività a contatto con le emergenze-urgenze del Miranese e della Riviera del Brenta. “Ho avuto la fortuna – racconta Pacelli – di vedere tutta l’evoluzione dei vari piani sanitari regionali e soprattutto dell’area delle emergenze, profondamente cambiata nel corso del tempo: anni fa nemmeno esisteva l’Obi (osservazione breve intensiva), l’autista era solamente reperibile la notte ed avevamo una manciata di medici per sede, mentre ora l’organico è più importante. Nell’ultimo periodo il

Pronto Soccorso e il settore delle urgenze, in generale, è stato davvero potenziato e valorizzato”. Non aveva ancora compiuto 27 anni Pacelli quando, nel 1980, diventò assistente medico nell’allora Pronto Soccorso di Noale (ex Ulss 17). Dopo 13 anni Pacelli è stato nominato primario del Pronto Soccorso di Mirano e Noale e nel 1998, con la fusione delle ex Ulss 17 e Ulss 18 nella Ulss 13 gli è stato conferito il ruolo di capo dipartimento. Una carriera in prima linea, con 25 anni di primariato e 20 di capo dipartimento, scandita da grandi innovazioni e maxi emergenze, la più recente il tornado in Riviera nel 2015. Non ancora individuato il suo successore: nel frattempo a guidare il Pronto Soccorso di Mirano sarà il dottor Roberto Marra, nel ruolo di

Temporaneamente a guidare il reparto sarà il dottor Roberto Marra come facente funzione

facente funzione. “Tutti gli operatori, non solo quelli del Pronto Soccorso – ha detto il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – si uniscono all’azienda per ringraziare il dottor Pacelli, decano dei medici del settore delle emergenze-urgenze della nostra Ulss, per l’impegno sempre dimostrato e il lavoro svolto saon tanta dedizione e attenzione”. Filippo De Gaspari

“Dolo Riverside” in biblioteca

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i sono svolte, nella biblioteca comunale di Dolo, le registrazioni di “Dolo Riverside” laboratorio artistico ideato dal gruppo rivierasco “The Beards” (Emanuele Marchiori e Massimiliano Magro), per realizzare un disco con gli artisti internazionali Jim Diamond (New York), Aaron Hurwitz (Detroit), Marie Spinoza (New York), e poi un documentario che racconta Dolo e la Riviera come un crocevia culturale. L’intero sviluppo del lavoro discografico, fuori e dentro lo studio, è stato documentato dal regista Stefano Wiel che filmerà un “Docu-film” sul “making off” dell’album e testimonierà l’esperienza di conoscenza del territorio di questi artisti americani nonché lo scambio culturale tra diverse personalità artistiche. L’intera iniziativa si è svolta nell’ambito del territorio di Dolo: il video che accompagnerà la successiva promozione del disco, diverrà vetrina per far conoscere le bellezze della Riviera e sarà presentato nei maggiori festival internazionali. (G.P.)

Don Francesco Mascotto nominato nuovo parroco di Dolo

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on Francesco Mascotto sarà il nuovo parroco di Dolo. Questa la notizia comunicata nelle scorse settimane dalla diocesi di Padova alla comunità cristiana del centro rivierasco. L’improvvisa e prematura scomparsa di don Alessandro Minarello, arciprete di Dolo, lo scorso 10 agosto, ha lasciato un grande vuoto nella comunità diocesana, nel presbitero e nella parrocchia di Dolo, da lui servita dal 2012. In questi mesi la parrocchia della Riviera del Brenta è stata seguita da don Giuseppe Cassandro, cappellano dell’Ospedale di Dolo, in qualità di amministratore parrocchiale, coadiuvato dal vicario parrocchiale (cappellano) don Michele Bagatella, in attesa della nomina da parte del vescovo di un nuovo arciprete. La nomina si è concretizzata nelle scorse settimane. A guidare la comunità di Dolo sarà così don Francesco Mascotto, attuale arciprete di Crespano del Grappa (Tv). La nomina è stata resa nota in queste settimane ai rispettivi consigli pastorali parrocchiali di Dolo e di Crespano, che don Mascotto lascerà dopo 15 anni di servizio, per fare l’ingresso nella sua nuova comunità il prossimo 9 dicembre, alle 16, introdotto dal vescovo, monsignor Claudio Cipolla. Don Francesco Mascotto, originario di Thiene, classe 1957, è stato ordinato prete nel 1982; negli ultimi quindici anni (2003-2018) è stato arciprete di Crespano del Grappa, nella parte trevigiana della Diocesi di Padova. E contestualmente (dal 2006) ha ricoperto anche l’incarico di vicario foraneo del vicariato di Crespano. Precedentemente era stato parroco ad Altichiero (Padova) dal 1994 al 2000; vicario parrocchiale a San Lorenzo di Abano Terme (1988-1994) e cooperatore festivo nella parrocchia di San Giuseppe in Padova nei suoi primi anni di ministero. (A.A.)


Messaggio pubbliredazionale

Notiziario del Comune di Mira - Novembre 2018

Mira informa CENTRO ANTIVIOLENZA DI MIRA: IN SEI MESI DIVENUTO IL PUNTO DI RIFERIMENTO DELLA RIVIERA

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ttivo da appena sei mesi, il centro antiviolenza di Mira è diventato un punto di riferimento per tutta la Riviera del Brenta. Ad accesso gratuito e nel massimo rispetto della privacy, il centro “Estia” ha accolto in questi mesi la richiesta di aiuto da parte di una quarantina di donne, vittime di diverse forme di violenza: violenze fisiche, psicologiche, economiche, stalking e violenze sessuali. Un dato allarmante che denuncia la necessità del servizio offerto e anche l’esistenza di una vera emergenza, presente anche in questo territorio. A illustrare i dati la psicologa Roberta Nicosia e la psicoterapeuta Sara Petralli: “A compiere le violenze nel 76% dei casi è l’attuale marito o compagno, nel 10% di un ex, nel 10% di un familiare e solo nell’1% dei casi si tratta di sconosciuti. Il 52% delle vittime ha dai 46 ai 60 anni, il 27% dai 31 ai 45, il 14% dai

18 ai 30 e il 7% più di 60. Nell’83% dei casi, le donne che subiscono violenza hanno figli. Il 69% delle donne che hanno denunciato le violenze sono straniere, mentre il 31% sono italiane”. “Ma la denuncia – aggiunge l’Assessore alla Politiche educative e delle Famiglie Elena Tessari - resta solo una delle strade da percorrere. Le donne in difficoltà non devono temere di presentarsi qui anche solo per parlare, confrontarsi e trovare il consiglio di

altre donne, psicologhe e psicoterapeute, esperte e discrete nell’affrontare una tematica cosi delicata. I dati emersi rivelano una realtà davvero allarmante, che non ci aspettavamo e che ci confermano di aver intrapreso il percorso giusto. Al centro antiviolenza le donne possono trovare accoglienza, sostegno psicologico consulenza legale e gruppi di auto-aiuto”. Per info Tel. 342 9757092 mail: estiantiviolenza@isidecoop.com.

Elena Tessari, Assessore alle Politiche educative

EMPORIO SOLIDALE: TESSERA A PUNTI PER GENERI DI PRIMA NECESSITÀ Serve a sostenere le persone e le famiglie in difficoltà, l’Emporio solidale inaugurato domenica 11 novembre, festa di San Martino, proprio perché dedicato alla figura del santo che divise il mantello con il povero. È stato ricavato in due stanze da 65 metri quadrati del patronato della chiesa di San Marco Evangelista, in via San Marco 12 a Mira Porte, dove vengono distribuiti generi alimentari di prima necessità e capi di abbigliamento. A promuovere l’iniziativa, in collaborazione con il Comune e con il cofinanziamento della Regione, è la Caritas vicariale della Riviera del Brenta e l’Associazione Ponte solidale, guidate da Fabio Schirru. “Gli utenti – spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali Chiara Poppi – riceveranno una tessera a punti in base al reddito personale e familiare e al numero di componenti del nucleo. Dunque la spesa non sarà fatta spendendo soldi, ma scalando questi punti a seconda dei beni che si riceveranno e sarà una spesa responsabile perché le persone saranno responsabilizzate a gestirsi il monte punti mensile in base alle loro esigenze”.

TEATRO VILLA DEI LEONI: LA NUOVA STAGIONE TEATRALE

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l via la nuova stagione teatrale a Villa dei Leoni con un ricco calendario di appuntamenti nell’ambito del progetto culturale “Il Teatro fa centro” organizzato dal Comune di Mira con la collaborazione del Circuito Multidisciplinare Arteven/Regione del Veneto. Si parte il 17 novembre con Enrico Lo Verso e il suo omaggio a Pirandello nel 150esimo anniversario dalla nascita del drammaturgo siciliano, con “Uno nessuno e centomila”; sabato 1 dicembre Claudia Marsicano , vincitrice del Premio Ubu come nuova attrice under 35, sarà guidata dall’autrice e coreografa Silvia Gribaudi - che lavora dal 2009 su Donna, Stereotipi e danza - in “Rosa_10 esercizi per nuovi virtuosismi”. L’11 gennaio Alessandro

Fullin propone un viaggio “Assai liberamente tratto da La Divina Commedia di Dante Alighieri“e il 19 gennaio è di scena la compagnia Stivalaccio Teatro con “Il malato immaginario, l’ultimo viaggio”. Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano sono gli interpreti - venerdì 15 febbraio – di Lampedusa, testo di Anders Lustgarten, novità assoluta per l’Italia, definito dal quotidiano The Guardian “Un’escursione coraggiosa nelle acque oscure della migrazione di massa”. Il 28 febbraio “La Scortecata”, spettacolo di Emma Dante da Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile con Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio. Giovedì 21 marzo Luca Zingaretti sarà interprete nonché curatore della regia e dell’adattamento dram-

maturgico de La sirena, dalle pagine del racconto Lighea, piccolo gioiello scritto da Giuseppe Tomasi da Lampedusa. Ultimo appuntamento il 29 marzo con Atir Teatro Ringhiera, con in scena anche Annagaia Marchioro attrice a livello nazionale e di origine Mirese, e lo spettacolo “Le allegre comari di Windsor”, adattamento di Edoardo Erba e regia di Serena Sinigaglia. ABBONAMENTO A QUATTRO SPETTACOLI: Intero € 20,00 / ridotto ragazzi under 14 € 12,00. BIGLIETTI: Intero € 6,50 / ridotto under 14 € 4,50 / over 65 e Soci Coop € 5,00. Biglietti anche online su arteven.it e circuito vivaticket.it. Cellulare 334 1104633 ore 12.30 – 14.30 e 17.00 – 18.30 - promozione.teatromira@gmail.com


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Provincia

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Sicurezza Allarme di Federconsumatori in Riviera e Miranese e nel Veneziano

Truffe on line, auto circolano con assicurazioni false A

uto circolano con false assicurazioni sulle strade di tutto il veneziano, e i raggirati si contano a decine. A denunciare un fenomeno davvero inquietante è stato nelle scorse settimane Federconsumatori con il suo referente in Riviera e Miranese Alfeo Babato. Le assicurazioni false sono state poi riscontrate anche da capillari controlli della polizia locale di Mira ai varchi videosorvegliati del paese. “Abbiamo ricevuto dall’area del comprensorio dei 17 comuni – spiega Babato – oltre una ventina di segnalazioni di persone che hanno acquistato, o cominciato l’acquisto on line assicurazioni a prezzo stracciato. Assicurazioni che però poi ad un controllo più accurato, si sono rivelate vere e propri istituti fasulli, in cui al di là del sito non c’era nulla di concreto, nessuna società , nessuna sede, nessun recapito verificabile. In questi casi l’invito è a denunciare i fatti come truffe o tentate truffe. Le conseguenze per chi circola, sprovvisto di assicurazione sono quelle di un sequestro del mezzo e di dover pagare di tasca propria in caso di sinistro, i danni in caso di colpa a mezzi o persone”. I paesi da cui sono arrivate più segnalazioni sono Mira, Dolo, Mirano, Camponogara, Scorzè e Spinea. Ma segnalazioni ne sono arrivate anche da Mestre, dal Veneto Orientale e nell’area sud della provincia di Venezia. L’aumento di chi circola senza assicurazione, con assicurazioni taroccate e ora anche false, è cresciuto dopo la crisi economica del 2008. La gente per risparmiare cerca assicurazioni a prezzi stracciati e incappa in imbrogli. Babato invita in questi casi, prima di acquistare, a verificare attraverso un semplice controllo. Nel caso delle assicurazioni on line - basta fare una verifica della loro veridicità consultando il sito dell’ex Isvap, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, ora Ivass e il vademecum per evitare imbrogli è chiaro. Esiste anche un elenco delle assicurazioni false già segnalate alla Polizia Postale. “ Ivass – spiega per Federconsumatori Alfeo Babato - sottolinea come siti a rischio: assitempo.it, contibroker.it, assicurazionibrevi.it, studiobovio.com assipuntodrive.com, galloassicurazioni.

com, tutti siti segnalati alla polizia postale e in cui sono incappati nelle scorse settimane anche diversi utenti della zona”. Federconsumatori e Ivass sottolineano inoltre come possibili segnali di allarme: l’ assenza sul sito web dei dati identificativi dell’intermediario assicurativo, e cioè del soggetto autorizzato dalla legge a distribuire polizze di assicurazione. Sul sito devono essere presenti l’indirizzo della sede, recapiti telefonici e postali, compresa

Alfeo Babato

la Pec, il numero e la data di iscrizione al Rui (il Registro tenuto dall’Ivass degli intermediari assicurativi e riassicurativi con sede o residenza in Italia), l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass. Per gli intermediari Ue iscritti nell’elenco annesso, deve essere indicata anche l’eventuale sede secondaria e il possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia, con indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro d’origine. Poiché i dati possono essere presenti, ma falsi, è bene controllare la corrispondenza dei dati sul Rui o sull’elenco annesso. Motivo di allarme è anche: la presenza del sito, nell’elenco dei siti web irregolari pubblicato dall’Ivass. E poi: l’assenza sul sito del nome dell’impresa assicurativa che emette la polizza; nome di un’impresa di assicurazione che non compare nell’Elenco delle imprese italiane né nell’Elenco delle imprese estere ammesse ad operare nella r.c. auto. “Se si riscontrano queste anomalie - conclude Alfeo Babato per Federconsumatori - invitiamo i cittadini del comprensorio a contattare l’Ivass o la stessa Federconsumatori” Alessandro Abbadir


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Territorio .

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Chioggia fa ufficialmente parte del Green tour La città lagunare ha aderito al progetto transregionale: 600 chilometri di tracciato “verde” da visitare, a piedi, a cavallo in bicicletta o in barca in ben otto percorsi che abbracciano tutte le bellezze ambientali e paesaggistiche del Veneto

L

a Laguna veneta nel passaggio tra Venezia e il mare, si formalizza con un ulteriore importante step uno degli otto percorsi del grande progetto transregionale Green Tour, Verde in Movimento: l’adesione del Comune di Chioggia lo scorso ottobre, cui farà seguito a fine novembre la sigla di un protocollo d’intesa con la Regione Veneto. Il passaggio tra Venezia e il mare si compone di due tappe, quella che prevede l’attraversamento dell’arco delle isole della laguna veneziana passando al Lido, poi a Pellestrina e infine a Chioggia, la piccola Venezia. L’altra si snoda lungo il fiume Sile, fino alla sua foce, tra Jesolo e Calvallino. E’ questo, tra Venezia e il mare, solo uno degli otto percorsi che vanno ad esplorare i paesaggi naturali del Veneto, in un anello di “reti verdi” di oltre 600 Km, collegando cinque parchi regionali, sei province (Treviso, Padova, Vi-

cenza, Verona, Rovigo e Venezia) e ottantuno comuni veneti. Territorio e benessere, un matrimonio che si celebra nel nome del turismo, quello slow, quello che valorizza il patrimonio ambientale, artistico e culturale insieme ad uno stile di vita attivo e salutare riconoscendo al buon cibo e all’ospitalità un valore aggiunto. E’ questo in altre parole il Green Tour, Verde in Movimento, il progetto avviato nel 2016 e promosso dalla Regione Veneto insieme con quella dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e 13 Ulss locali. Al centro del progetto il tema della mobilità sostenibile che si fa strada nei percorsi del tracciato lungo l’ex ferrovia Treviso/ Ostiglia (Mantova) andando ad attraversare Parchi Naturali regionali, la Laguna e i tragitti fluviali lungo Brenta, Adige, Muson e Sile, tra le sue mete il Delta del Po, i monti Berici e i colli Euga-

Green Tour la mappa dell’anello di oltre 600 km che si fa strada nei percorsi dell’ex ferrovia Treviso/Ostiglia

nei, le pianure delle Valli Grandi Veronesi oltre ad interessanti città e piccoli borghi storici. Il tutto collegato, da percorrere in bicicletta, a piedi o a cavallo, in un tragitto verde ciclopedonale e fluviale tra i più grandi in Europa. “L’adesione del Comune di Chioggia – ha commentato il sindaco Alessandro Ferro all’indomani dell’approvazione della

delibera di Giunta lo scorso 18 ottobre – è un altro passo verso un modello di sviluppo sostenibile e durevole, capace di generare trasformazioni positive nel nostro territorio: non solo per i turisti, che potranno utilizzare mezzi di trasporto collettivi e “slow”, ma anche per la crescita di attività economiche legate alla promozione delle bellezze della

nostra città”. Green Tour, è un progetto cui la Regione Veneto ha puntato e che vuole valorizzare anche nella sua accezione turistica. E proprio per questo sta portando avanti alcuni percorsi formativi rivolti agli operatori turistici ed economici presenti sulle otto tappe che compongono l’anello ciclopedonale, con lo scopo di creare una maggiore sinergia fra diverse categorie di operatori locali (ristoratori, strutture ricettive, bike service, fattorie didattiche, aziende agricole, ecc.). Insomma, una visione nuova di turismo, tra ecologia, benessere, salute e sostenibilità, cui anche i territori della Laguna e dell’Adriatico guardano con interesse a grandi aspettative. Ornella Jovane

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Cultura .

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Formazione Alternanza scuola-lavoro

Studenti del liceo diventano giornalisti Sono in tutto 17 i ragazzi dei licei Stefanini e Morin di Mestre che realizzano una rivista culturale

U

na straordinaria esperienza di alternanza scuola-lavoro per cimentarsi in percorsi professionali, a contatto con professionisti e grazie a loro formarsi direttamente sul campo. In tutto 17 ragazzi del liceo si cimentano nella professione di giornalista e danno vita ad una rivista culturale, “Tutta un’altra storia”. È partito lo scorso 19 ottobre il percorso sul giornalismo di Fondazione di Venezia e Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, in collaborazione con Ordine dei Giornalisti del Veneto e M9 pensato per far vivere ai liceali

l’esperienza diretta del lavoro redazionale, dalla raccolta delle informazioni allo sviluppo dei contenuti. Gli studenti delle classi IV e V dei Licei Stefanini e U. Morin di Mestre indossano i panni di giornalisti per misurarsi con il lavoro di redazione di una rivista di approfondimento culturale sul sistema dei musei, con uno sguardo particolare rivolto a M9, guidati da “maestri” della professione. È questa l’anima di “Tutta un’altra Storia”, il percorso di Alternanza Scuola- Lavoro, inserito in “Tutta un’altra ASL”

Mesthriller, il festival sul giallo, noir e thriller da brivido Per gli appassionati del brivido e della suspance si concluderà il prossimo 25 novembre la terza edizione di Mesthriller, il festival sul giallo, noir e thriller più lungo d’Italia. L’evento si svolge a Mestre e Spinea, tra incontri e aperitivi con gli autori, ma anche momenti di cinema, teatro, e ancora performance dal vivo e laboratori per i più piccoli. L’evento si avvale della direzione artistica di Cristina Cama ed è organizzato col contributo a Mestre del Settore Cultura del Comune di Venezia, della libreria Ubik e della Biblioteca e del Comune di Spinea.

Il corso che si svolge nella sede della Fondazione di Venezia

Un percorso sul giornalismo di Fondazione di Venezia e Ufficio Scolastico Regionale Veneto con l’Ordine dei Giornalisti e M9, per far vivere ai liceali l’esperienza diretta di redazione

e dedicato al giornalismo, ideato dalla Fondazione di Venezia insieme all’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e realizzato in collaborazione con Ordine dei Giornalisti del Veneto e M9, che ha preso il via nella sede della Fondazione. Nel corso dell’incontro studenti e docenti hanno appreso la deontologia professionale e gli strumenti del mestiere, un bagaglio di informazioni che verrà messo a frutto nella realizzazione del magazine.

Gli studenti, organizzati in piccole “redazioni”, si concentreranno su specifici temi seguendo le diverse fasi del lavoro giornalistico, dalla raccolta delle informazioni allo sviluppo dei contenuti. A conclusione del percorso, il magazine verrà stampato e distribuito ai ragazzi durante un incontro nel quale i giovani redattori saranno chiamati a commentare la loro esperienza di fronte a esperti di giornalismo e comunicazione.

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Sport

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Podistica L’evento si terrà domenica 7 aprile 2019, partenza e arrivo a Mira

La Mezza Maratona dei Dogi assegnerà titoli italiani assoluti L

a Dogi’s Half Marathon il prossimo anno assegnerà i titoli italiani assoluti, promesse e juniores della specialità. Ad annunciarlo è l’Atletica Riviera del Brenta, società che organizza la mezza maratona che si sviluppa lungo gli argini del Naviglio Brenta, dopo che la decisione era stata ufficializzata dal Consiglio federale. Sulle strade della Riviera, domenica 7 aprile 2019, saranno assegnate quindi le maglie tricolori assolute, promesse e juniores. Si tratta in totale di sei titoli: tre maschili e altrettanti femminili. “Per la Dogi’s Half Marathon è un grande riconoscimento - commenta soddisfatto Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta - che voglio idealmente condividere con tutti coloro che in questi anni hanno corso al nostro fianco”. Il gruppo sta già lavorando in vista dell’evento. “La macchina organizzativa è già in movimento - continua il presidente Michele Stellon - la mezza maratona dei Dogi è una manifestazione collaudata sotto ogni aspetto. L’assegnazione del campionato italiano è una nuova sfida che ci rende orgogliosi e non ci spaventa: siamo sicuri di poterla onorare al

meglio. Sarà un grande evento per l’intera Riviera del Brenta. Confidiamo nel pieno supporto del territorio e in particolare delle amministrazioni comunali. Un campionato italiano è un evento storico per la Riviera del Brenta”. L’assegnazione della prova tricolore non cambierà le caratteristiche di una manifestazione che continuerà ad essere un traguardo prestigioso per migliaia di atleti non professionisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’edizione 2019 della Dogi’s Half Marathon, la ventiduesima della serie, si svolgerà sul tradizionale percorso nel cuore della Riviera del Brenta: partenza e arrivo

quest’anno saranno a Mira. Poi i tradizionali 21,097 chilometri di gara che toccheranno anche i territori di Dolo, Fiesso e Stra. Ben diciannove ville venete sfileranno davanti agli occhi dei partecipanti alla Dogi’s Half Marathon. “Uno spettacolo - commentano gli organizzatori - che ogni anno conquista i cuori di migliaia di runners”. Le iscrizione sono aperte, come di consueto, dall’inizio di novembre. Poi comincerà il conto alla rovescia, che terminerà domenica 7 aprile, quando in Riviera del Brenta sventolerà il tricolore”. Giacomo Piran

Kickboxing, Compagno campionessa

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iulia Compagno, atleta di kickboxing di Camponogara, ha vinto il titolo europeo nella specialità Kick Light. Il titolo è stato conquistato durante i campionati europei di Kickboxing Wako che si sono svolti a Bratislava in Slovacchia dal 13 al 21 ottobre. Alla competizione hanno partecipato 600 atleti provenienti da 36 paesi. Giulia Compagno, pluricampionessa italiana, europea e mondiale, si è aggiudicata il gradino più alto del podio nella specialità Kick Light +70kg femminile, battendo prima l’ungherese Dora Osvath per 3-0 e poi la polacca Natalia Panas per 3-0. “Le gare internazionali di questo livello racconta Giulia Compagno poco dopo la vittoria - sono sempre un’incognita, ci si trova a confrontarsi con atlete di grande esperienza, ma per fortuna ce l’ho fatta e parte del merito va alla mia squadra che mi ha supportata”. Grande la soddisfazione espressa da Luca Terrin, direttore tecnico e maestro. Il prossimo impegno di Giulia Compagno è dal 17 al 25 novembre ai campionati europei di Point Fighting, Light Contact, Full Contact e Musical Form a Maribor in Slovenia. (G.P.)

Karate in Russia, buoni successi per due chioggiotti

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na bella prestazione per gli atleti dell’asd “New Personal Best” di Chioggia che hanno partecipato al 3° Iku European Karate Championship nella città di Oryol in Russia. Dal 18 al 22 ottobre 2018 nella città russa erano presenti 17 squadre nazionali per partecipare al campionato europeo di Karate. La compagine italiana è riuscita a conquistare il primo posto vincendo 38 medaglie d’oro, 23 medaglie d’argento e 22 bronGianluca Vianelli e Nicola Salvagno zi. Grande soddisfazione per la prestazione dei due sportivi chioggiotti allenati dal Maestro Walter Meneghini: nel Kumite Nicola Salvagno (55Kg) ha dovuto gareggiare (per ragioni organizzative hanno accorpato due categorie) in una categoria superiore di peso (63Kg) riuscendo comunque a raggiungere il 5° posto; Gianluca Vianelli (Juniores) è stato premiato con due medaglie di bronzo conquistate nel Kumite individuale Seniores e in quello a squadre. Dopo la bella avventura europea in Russia, per gli atleti del “New Personal Best” di Chioggia è già cominciata la stagione agonistica con la partecipazione al Campionato Triveneto di Karate a Pordenone l’11 novembre 2018 e successivamente il 24 e 25 novembre il 5° Golden Cup a Roseto degli Abruzzi, competizione valevole per la qualificazione ai Campionati del Mondo 2019 in programma in Brasile. Eugenio Ferrarese


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#Politica

Maltempo: la montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura S

olo ora, dopo aver visto le foto del disastro, i boschi divelti, le frane in montagna e i livelli raggiunti dai fiumi, si può dare adito al fatto che poteva andare molto peggio e bene hanno fatto i nostri amministratori a lanciare per tempo un allarme nazionale, a chiudere le scuole e a consigliare a tutti prudenza massima. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Presidente Zaia dicendo di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto. Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà alla Regione e alle popolazioni colpite dalla violenza del maltempo, il Presidente Mattarella ha assicurato che seguirà personalmente la vicenda, affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno dello spopolamento delle valli montane. L’onda di maltempo che ha colpito il Veneto è stata la peggiore in Italia ed è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale con dati pluviometrici che sono stati i peggiori degli ultimi 100 anni. Peggio del ’66. L’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi Gianpaolo Bottacin ha segnalato che il Piave ha toccato i 2500 mc. di acqua al secondo, il valore massimo che il fiume può accogliere. In alcune località sono stati sfiorati i 700 mm di pioggia. Ma tutti gli argini nei

giorni di emergenza sono stati monitorati dalle squadre della protezione civile regionale che hanno operato anche sugli altri fronti, soprattutto nel bellunese. Alle nostre si sono aggiunte anche quelle delle altre regioni, dell’ANA e delle esercito. La provincia di Belluno è certamente l’area più martoriata: 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco. Qui sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon. Ammontano invece a 497 i km di strade statali, provinciali e regionali chiuse, senza contare quelle comunali di cui mancano i dati in quanto i comuni, soprattutto i più colpiti, non sono ancora in grado di quantificare i danni sulla rete di loro competenza. Sono poi centinaia i metri di acquedotti divelti e centinaia di migliaia gli alberi totalmente rasi al suolo. In ginocchio anche l’Altopiano di Asiago. Ora, dice l’assessore regionale all’agricoltura

Zaia “Rinforzare gli argini ci ha salvato”

“A del Veneto, Giuseppe Pan, “sarà l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, utilizzando anche droni e satelliti, a censire, con precisione scientifica, i danni subiti dai boschi di larici e abeti dell’Altopiano di Asiago. Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si è abbattuta sul Veneto abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Il mal tempo e le eccezionali piene dei fiumi hanno causato forti disagi anche in Polesine. A seguito della piena del fiume Adige per diversi giorni è stato sospeso il servizio idrico e circa 75000 persone si sono trovate senza acqua potabile. E’ successo a Arquà Polesine (2691 abitanti), Bosaro (1467 abitanti), Ceregnano (3590 abitanti), Costa di Rovigo (2594 abitanti), Pontecchio Polesine (2213 abitanti), Rovigo (51625 abitanti), San Martino di Venezze (3930 abitanti), Villadose (5041 abitanti) e Villamarzana (1961abitanti). Germana Urbani

bbiamo cercato di gestire al meglio l’emergenza – ha detto Bottacin – e fa piace che attestati di stima in questo senso siano arrivati da più parti, come da Luigi D’Angelo della Protezione Civile nazionale e dal prof. Giuseppe Maschio componente della Commissione nazionale Grandi Rischi”. “Se non avessimo realizzato i lavori per il rafforzamento degli argini dei corsi d’acqua - ha sottolineato Luca Zaia - che nel 2010 avevano fatto registrare 32 sfondamenti arginali, il bilancio poteva essere molto più grave. Abbiamo salvato vite”. Per il consolidamento degli argini il Veneto ha speso 411 milioni e i risultati ora si vedono. Anche il capo della protezione civile nazionale Borrelli ha evidenziato l’importanza dei bacini di laminazione e ha confermato che si è trattato di un evento eccezionale a cui, però, si è arrivati preparati. “Bene ha fatto il Veneto – ha detto – a chiedere la mobilitazione in sede nazionale”. Dopo aver, Borrelli ha detto che occorre investire molto di più in prevenzione, operando scelte importanti, e intervenire anche sotto il profilo normativo per favorire la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua.

Provvedimento speciale per salvare Venezia “L

a messa in sicurezza di Venezia e della laguna non può più attendere, i lavori del Mose vanno completati il prima possibile. Il Partito Democratico ha predisposto una Mozione per impegnare la Giunta in tal senso”. Così affermavano, all’indomani del nubifragio che ha colpito il Veneto, i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, primo firmatario della Mozione, il Capogruppo Stefano Fracasso e la collega Francesca Zottis, sottoscrittori del provvedimento. “Il disastro provocato dal maltempo nei giorni scorsi – sottolineavano i consiglieri Democratici - ha riportato alla ribalta un problema che da troppo tempo attende una soluzione, quello della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale di una città

unica al mondo. La Giunta si faccia parte attiva presso Governo e Parlamento affinché si sblocchi questo stallo”. “Come hanno ricordato sia il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, sia Pierpaolo Campostrini, Procuratore di San Marco con delega ai Servizi tecnici – ricordano gli esponenti dei Democratici - per la seconda volta dal 2000, l’acqua della laguna è entrata nella Basilica, bagnando il pavimento a mosaico marmoreo, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata quasi un metro sopra il pavimento mosaicato del Nartece. Non possiamo permettere la compromissione di un patrimonio inestimabile, soprattutto pensando che i mezzi per evitare tutto

ciò ci sarebbero. Senza dimenticare, poi, i danni provocati anche agli edifici privati e alle attività commerciali”. Quanto accaduto a Venezia ha spinto il consiglio regionale ad approvare nell’immediato un provvedimento che consente di riallocare rilevanti risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, derivanti da economie delle spese accertate. “Si tratta di un grande risultato che consente di procedere sulla strada del risanamento della laguna, che resta una nostra priorità” ha evidenziato l’assessore regionale alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato a seguito dell’approvazione in Consiglio del provvedimento che finanzia e rimodula un programma di interventi nell’ambito della Legge Speciale

per Venezia e della tutela del bacino scolante nella laguna, grazie alla riallocazione di risorse finanziarie. “Grazie a questa manovra - conclude Marcato – sarà possibile dar corso o completare un ampio pacchetto di azioni a cui corrispondono specifiche urgenze e aspettative e che, nel quadro delle politiche perseguite dall’Amministrazione regionale, intende indirizzare l’entroterra veneziano, Porto Marghera e l’area lagunare verso una ripresa all’insegna della sostenibilità ambientale e della riqualificazione territoriale”.


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Politica

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Economia

Serbia terra di opportunità per le imprese venete

L’export regionale continua a salire

“Serbia, porta dei Balcani, nuove opportunità economiche per le imprese venete”, questo il titolo di un convegno di studi promosso dalla Regione del Veneto, dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia e da Unioncamere Veneto. Un focus su una parte d’Europa di grande interesse

“È

un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti” “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi

N

didascalia

accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, svilup-

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pando entrambe le economie”. “Tutto ciò – ha rilevato Caner – è oggi possibile grazie al periodo assolutamente positivo che la Serbia sta attraversando nell’evoluzione delle sue istituzioni, della sua posizione europea e internazionale, per la crescita economica e lo sviluppo complessivo della società. Questo Paese ha infrastrutture di buon

livello, una forza lavoro formata e competente, stabilità politica, economica e sociale e presenta quindi tutte le condizioni perché le imprese venete, che già sono numerose in questa terra, possano incrementare la loro presenza e rafforzare le collaborazioni con quelle serbe e da qui muoversi più ampiamente in tutta l’area dei Balcani e verso l’est Europa”.

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ei primi sei mesi del 2018 le vendite estere delle imprese venete sono state pari a 31,6 miliardi di euro, facendo registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,3%, ossia 1 miliardo in più). I dati, forniti dal Sistema Statistico della Regione, fotografano una crescita anche del numero delle imprese nel secondo semestre del 2018 rispetto al primo (+0,4). Segnali positivi arrivano pure dal mercato del lavoro dove nel secondo trimestre 2018 il tasso di occupazione si attesta al 67,2%, in aumento rispetto al valore del primo trimestre (66,4%), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9 % contro il 7,0 % del primo trimestre. Il dato migliore è sicuramente quello relativo all’export, trainato dai settori della meccanica, della moda e dei metalli. Tra i mercati di destinazione, si conferma il sensibile aumento delle vendite verso la Germania, la Francia e la Spagna.

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Politica

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Anniversari Centenario Grande Guerra

“Veneto terra di pace” firmata la dichiarazione a Villa Giusti di Padova D

ove cent’anni fa fu firmato l’armistizio con cui si concluse la Grande Guerra la Regione del Veneto, il 3 novembre 2018, ha voluto sottoscrivere un documento che dichiara il Veneto “Terra di Pace” alla presenza di numerose autorità nonché del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani. Si è data così concretezza alla Legge 35 che ha avuto come primo firmatario e relatore il consigliere del Pd Claudio Senigaglia ma votata da tutto il Consiglio Regionale. Si è trattato di una firma dal valore simbolico che ha ribadito però la forze consapevolezza di un popolo che rifiuta la guerra. La pace del 1918 fu firmata a Padova e oggi si mantiene salda su un prezioso documento d’archivio conservato in una teca, ma quelle stesse pagine ingiallite dal tempo, sulle quali è scritto uno dei momenti cruciali della storia del nostro Paese e del nostro continente, esattamente un secolo fa poggiavano sulla medesima tovaglia macchiata che ancor

oggi avvolge il tavolo rotondo attorno al quale uomini potenti sedettero per discutere le condizioni che portarono alla fine del primo drammatico, sanguinoso e inumano conflitto mondiale. Provoca emozione vedere da vicino l’originale di quel trattato, uscito per la prima volta dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, grazie alla collaborazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, proprio nel luogo dove fu firmato, il 3 novembre 1918, alle ore 18.39, nella sala del primo piano di Villa Giusti a Padova, rimasta praticamente la stessa di un secolo fa e chiamata da allora la “Sala dell’Armistizio”. Nel documento, firmato oggi dalle Università venete, dall’ANCI, dai Comuni capoluogo di Provincia e dalla Conferenza Episcopale Triveneto, e che sarà inviato agli Stati che hanno combattuto nella prima guerra mondiale, si “dichiara solennemente il Veneto ‘Terra di Pace’, per l’alto valore simbolico conferito al territo-

rio veneto dalle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali, e fra i più atroci subiti dall’intera umanità”. “Una dichiarazione che vuole essere soprattutto un messaggio di convivenza tra i popoli, indirizzato a tutto il mondo, da tramandare alle future generazioni – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari – che nasce dalla sensibilità dell’intero Consiglio regionale del Veneto che con legge regionale dello scorso ottobre ne ha disposto l’adozione”. “Il ricordo della Grande Guerra è ancora presente e vivo nelle nostre genti e quel tragico conflitto ha lasciato nel Veneto segni indelebili – ha sottolineato l’assessore, dopo aver ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile l’iniziativa che ha coinvolto numerosi Enti e Istituzioni –. I luoghi della memoria sono sparsi in tutto il territorio regionale e noi abbiamo cercato di recuperarli

e valorizzarli: i percorsi che abbiamo creato tra trincee, sacrari, monumenti, musei e altre testimonianze, consentono di comprendere le tragiche vicende di quel conflitto. Questo è il modo più corretto per ricordare la Grande Guerra: nel fango delle trincee si è formata la sofferta unità del nostro Paese e quell’immane sacrificio di vite umane ha fatto emergere valori, come quello della pace, che rappresentano un patrimonio inestimabile”. “Oggi ricordiamo una guerra ma parliamo di pace – ha evidenziato nell’intervento di chiusura il ministro Stefani –. La guerra viene spesso evocata attraverso episodi di eroismo, ma è soprattutto morte e distruzione e credo sia più giusto raccontarla senza retorica, per quello che davvero ha significato dal punto di vista umano vivere quel dramma. Non perdere la memoria significa non solo ricordare cos’è stato quel conflitto, ma riflettere sul valore della pace, come la Regione ha fatto”.

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Editoriale 11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative

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a ricorrenza è dovuta al ricordo di Martino, quando giovane soldato, 1700 anni fa, impietosito da un mendicante seminudo, esposto al freddo ed esaurito di forze, non esitò a tagliare a metà il suo mantello per porgerlo allo sciagurato. In quel momento l’aria si rasserenò e la temperatura da gelida divenne improvvisamente mite. Da qui l’“estate di San Martino”. Santo eletto al giorno d’oggi a patrono delle cure palliative, termine derivato da pallium (mantello), a significare un senso di copertura, di protezione, di difesa. Le cure palliative in quanto tali spesso vengono interpretate come un significato di abbandono, quando la malattia è in fase terminale e non esiste nessuna terapia efficace per contrastarla; rappresentano invece il significato di prendersi cura della persona nella sua globalità fisica, psichica e spirituale. E non sempre sono legate ad una fase di una terminalità prossima, ma anche a situazioni di cronicità, tanto che le cure palliative risultano appropriate in tutti gli stadi della malattia e non soltanto quando “non c’è più nulla da fare” come spesso vengono identificate.

La violenza anche se non si vede si sente Chiama: 800 814681 - 25 novembre giornata nazionale Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per nuovi progetti a pag 28

West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro a pag 29

La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la Zepto-Cataratta? a pag 30

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Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti

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100, questo il numero delle vittime di violenza che solo lo scorso anno sono state accolte nei centri pubblici e privati della nostra Regione. I centri attendevano i finanziamenti da tempo e finalmente ora è in arrivo quasi un milione di euro di fondi pubblici destinati alle strutture che si occupano di prevenire e contrastare la violenza contro le donne e i loro figli. “Un terzo dei finanziamenti è destinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere una cultura del rispetto della persona, anche in ottica di genere. Infine la parte più rilevante dei contributi nazionali, cioè oltre 600 mila euro, sono destinati a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti nel territorio veneto”. “I centri pubblici e privati del Veneto, che lo scorso anno hanno accolto oltre 3100 vittime di violenza, attendevano da tempo le risorse promesse – prosegue l’Assessore – Purtroppo i tempi di trasferimento alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati dal Fondo nazionale di contrasto alla violenza contro le donne si sono pro-

tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili 305.454 euro, metà dei quali destinati a finanziare nuovi sportelli sul territorio dei centri antiviolenza esistenti, in modo di migliorare la capillarità del servizio. Per dare continuità al lavoro e ai servizi dei 22 centri antiviolenza e delle 21 case rifugio attivi in Veneto sono disponibili rispettivamente 293.443 euro e 311.514 euro.

Infine 62 mila euro andranno a finanziare, a partire dal prossimo anno scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè percorsi educativi tematici svolti da enti del terzo settore in collaborazione con dirigenti e docenti scolastici. Tra le iniziative educative in cantiere ci sarà anche un concorso rivolto agli studenti per sensibilizzare alle tematiche della parità di genere, dell’educazione all’affettività e del rispetto tra uomo e donna. Al milione del Fondo nazionale si aggiungono gli oltre 400 mila euro che la Regione Veneto ha destinato nel proprio bilancio 2018 alle iniziative per prevenire e contrastare la violenza di genere.

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L’editoriale

11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative Chiunque può ammalarsi di una malattia grave, e questo cambia la vita del malato e delle persone che gli sono vicine in tutte le sfaccettature della loro esistenza, comportando difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, e spesso anche economiche. Nel concetto della medicina moderna la medicina curativa e la medicina palliativa tendono a complementarsi il più precocemente possibile, l’una per prolungare la sopravvivenza avendo come punto di attacco la malattia, l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica e psichica, in particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non costituisce più l’obiettivo primario. L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono a una condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò ricercando attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. La stessa OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure palliative non è mai stata così grande, in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’ aumento delle malattie croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini e adulti con tumori, nelle patologie neurologiche gravi, nelle gravi malattie organiche, negli anziani con pluripatologie, nei malati psicologici, nelle persone in rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, attraverso una adeguata presa in carico. La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità dei Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei propri assistiti attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.

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West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro Coletto: “Nel 2019 una disinfestazione larvicida e due adulticide. Coordinamento con altre regioni e revisione linee guida nazionali”

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l virus West Nile, trasmesso all’uomo dalla zanzara culex pipiens, ha tenuto in apprensione quest’estate pressochè tutto il nord Italia (Emilia Romagna e Veneto le Regioni più colpite), ma si è presentato in forma tanto massiccia quanto imprevista, in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, in Grecia e in Corsica. In Veneto ha colpito 257 persone, 64 in forma grave, neuroinvasiva, con 18 decessi. Si trattava di persone anziane, con gravi patologie pregresse o gravi deficit immunitari. In Emilia Romagna, invece, i casi accertati sono stati 253, con 21 decessi. Un fenomeno da studiare, per come si è palesato per la prima volta in maniera così estesa, e da mettere al centro di un’attenta programmazione per la prossima stagione estiva. Per questo, la Regione Veneto ha messo a confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico

delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. “L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”. A questo penserà un tavolo tecnico nazionale, condotto da Veneto ed Emilia Romagna, chiamato a elaborare nuove linee guida per aggiornare lo specifico Piano per tutto il territorio italiano; a creare un coordinamento interregionale che vada oltre quello già in atto tra le due Regioni padane ci penserà invece un tavolo tecnico attivato in seno alla Commissione Salute, che riunisce

Minori: 573 abusati o maltrattati lo scorso anno

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o scorso anno 573 bambini e ragazzi hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 agli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Sono questi i dati del 2017 messi neri su bianco dalle cinque équipes territoriali del Veneto che si occupano di presa in carico di minori maltrattati, vittime o autori di abusi sessuali. Si tratta di equipe interprovinciali multidisciplinari coordinate dalla Regione Veneto che ha trasformato un progetto-pilota sperimentale in una struttura stabile e permanente, garantita dai livelli essenziali di assistenza sociale. “L’esperienza di questi anni conferma la necessità e la validità del servizio specialistico offerto dalle cinque équipes interprovinciali attive nelle Ulss di Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona a beneficio dell’intero territorio regionale – ha sottolineato l’assessore Lanzarin - Dei 573 minori presi in carico lo scorso anno, 423 sono stati nuovi accessi. Nei primi sei mesi di quest’anno i casi affrontati dalle cinque équipes sono stati 499, di cui 290 di primo

accesso. Anche questo è un indicatore della consistenza del fenomeno e del bisogno di attivare su scala regionale percorsi organizzati di ascolto, protezione, accompagnamento e terapia”. I 25 professionisti delle cinque équipes (psicologi-psicoterapeuti coadiuvati dalla consulenza di neuropsichiatri infantili e da altre figure tecniche come gli esperti di psicomotricità) lo scorso anno hanno incontrato e valutato 573 bambini e ragazzi che hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 gli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Le prestazioni erogate sono state quasi 13 mila tra ascolto giudiziario (1480), consulenza (1897), valutazione diagnostica (5052) e presa in carico terapeutica (4376). “L’assistenza delle équipes – conclude l’assessore – multidisciplinari a bambini e ragazzi vittime o testimoni di violenze e/o maltrattamenti è un percorso garantito, qualificato ed efficace al quale servizi territoriali, autorità giudiziaria, famiglie e singoli possono accedere senza oneri”.

tutti gli assessori alla sanità delle Regioni italiane, e presieduto dalla dirigente della Prevenzione del Veneto, Francesca Russo. “Come Veneto – ha anticipato Luca Coletto, Assessore alla Sanità – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle

indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio. Dovremo fare i conti con le bizze del clima, per cui, oggi, non si può entrare maggiormente nei particolari, se non per annunciare che la campagna di monitoraggio che avrebbe dovuto chiudersi a ottobre è stata prolungata per tutto novembre, visto l’andamento ancora caldo e umido del clima. Da ottobre, comunque, le trappole non hanno rilevato nuove zanzare positive, né si sono registrati altri casi umani. Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Ullss, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi,

come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare. Peraltro gli esperti garantiscono che una disinfestazione in un giardino con appositi pastiglioni non costa più di cinque euro a stagione”. Dal punto di vista statistico, il Bollettino West Nile Estate 2018, elaborato dalla Direzione Prevenzione, indica 257 casi accertati, ai quali aggiungere 98 casi probabili, 32 casi di positività in donatori di sangue, 21 casi di infezioni asintomatiche non classificate, per un totale di 408. 18 sono stati i decessi: 8 nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 3 Serenissima, 2 nell’Ulss 9 Scaligera, 1 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana.

Influenza, partita la campagna di vaccinazioni P Assistenza ospedaliera e domiciliare qualificata diurna e notturna,

revedendo l’influenza in arrivo è partita anche la campagna antinfluenzale 2018-2019 gestita dalla Regione Veneto attraverso le Ullss territoriali la rete sia oraria che e24 oredeisu 24 (veglia, igiene, compagnia, preparazione e Medici di Medicina Generale e dei Pediatri somministrazione pasti, gestione domestica). di Libera Scelta. “Sulla base dei dati epidemiologici – IL NOSTRO VALORE AGGIUNTO riferisce l’Assessore – abbiamo preventivato l’acquisto di 860 mila dosi, una quantità • Semplicità e sicurezza del servizio: sulla base delle varie situazioni fapiù che sufficiente per rispondere alle l’operatore è in carico miliari. necessità, anche se l’auspicio sarebbe alla Cooperativa e la famiglia non ha alcun quello di doverne acquistare ancora, e non • Servizio tempestivo e continuativo, sarebbeonere un problema, per un’adesione al di natura amministrativo-buin grado di garantire una risposta vaccinorocratica che sarebbe quanto mai importante da sostenere. pronta ed efficace anche in caso fosse massiccia. Anche quest’anno – fa • Personale referenziato, notare – avremo a che fare con un’epidemia selezionato di sostituzione del personale per piuttosto aggressiva, e accuratamente. per questo rivolgo parte – è l’appello di Coletto – e per farlo èmotivo e adolescenti in trattamento a lungo e formato qualsiasi (ferie, permessi, un appello a tutti i cittadini perché scelgano sufficiente aderire al vaccino che, come ogni termine con acido acetilsalicilico, a rischio • Copertura Assicurativa RC adeguamalattia). di vaccinarsi. E’ importante per tutti, ma anno, è stato studiato e definito al massimo di Sindrome di Reye in caso di infezione ta per tutto il personale addetto. fondamentale per gli ultrasessantacinquenni livello scientifico ed • èSostituzione assolutamente influenzale; ricoverati presso strutture per automatica e senza in generale e per tutti coloro che soffrono lungodegenti. • Deducibilità fiscale dellasicuro”. spesa. costi aggiuntivi in caso di ferie o di patologie a rischio come il diabete, le Le categorie a cui la vaccinazione è La vaccinazione antinfluenzale è • Personalizzazione degli interventi malattiasono del fortemente nostro personale. malattie immunitarie, cardiovascolari e raccomandata e offerta gratuitamente raccomandata a tutti gli respiratorie croniche. E’ infatti in queste molte, basta informarsi presso la propria operatori sanitari, in particolare a quelli che categorie di persone che, annualmente, si Ulss.FILIALE Tra questi, inDI particolare, ci sono donne prestano assistenza a pazienti con maggior SPINEA (VE) verificano la maggioranza Via dei casi gravi,385 che· Tel. all’inizio della di complicanze e che lavorano nei Roma, 041 50stagione 85 533epidemica · Cell. si339rischio 28 42 600 con complicazioni che portano al ricovero trovino nel secondo e terzo trimestre FILIALE DI JESOLO (VE) di reparti a più elevato rischio di acquisizione e purtroppo, a volte, anche a perdere gravidanza; dai 6 mesi 65 anni e trasmissione quali pronto Piazzetta Fantila del Mar, 1 soggetti · Tel. 0421 350ai 666 · Cell. 388 408dell’infezione, 793 vita. L’anno scorso, per esempio, abbiamo diwww.assistiamogroup,org età affetti da patologie che aumentano il soccorso, terapie intensive, oncologie, registrato 124 ricoveri, con 64 casi gravi e 10 rischio di complicanze da influenza; soggetti ematologie, cardiologie, chirurgie, residenze AssistiAmo Onlus · AssistiAmo Onlus (Spinea) · AssistiAmo Onlus (Jesolo) decessi. Si possono evitare, almeno in gran di età pari o superiore a 65 anni; bambini sanitarie assistenziali.


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La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? N

onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il foro creato sia rotondo, centrato sulla pupilla, regolare e del diametro voluto. Purtroppo, manualmente non è sempre possibile rispettare queste condizioni. L’ultima novità in tal senso giunge dalla California e si chiama ZEPTO (dispositivo per la capsulotomia di precisione ad impulsi). Presso il centro Sekal Microchirurgia Rovigo abbiamo effettuato il primo intervento chirurgico in Italia con tale strumento. Zepto è un dispositivo chirurgico di ultima generazione che permette di effet-

tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.

questo articolo sotto non è uscito per treviso ovest lo scorso mese, se dici lo riprendo visto che parla dell’ospedale di treviso tra l’altro

Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta

Un nuovo eliporto per l’ospedale di Treviso

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’ già operativo il nuovo eliporto ospedaliero (con grande potenziale operativo in più rispetto alle elisuperfici tradizionali, il secondo in Italia di questo tipo), che servirà la Cittadella della Salute in costruzione. L’ Eliporto del Ca’ Foncello di Treviso sostituisce la vecchia elisuperficie ormai da qualche settimana. La differenza nei termini è dovuta a caratteristiche specifiche nella realizzazione, nei servizi complementari e nell’attività in grado di assicurare. Quello di Treviso è oggi il secondo eliporto ospedaliero dopo quello di Campoformido in Friuli. Abilitato anche per il volo notturno, l’eliporto sorge nell’ampia area verso la tangenziale, compresa a distanza tra gli spazi del polo logistico e tecnologico e via Cittadella della Salute. E’ realizzata secondo le indicazioni dell’ENAC, è dotato di moderno e ampio hangar con pista di rullaggio e servizi logistici, collegata direttamente al polo ospedaliero. E’ operativo in sostituzione della ormai obsoleta elisuperficie la cui area è compresa in quella su cui è prevista la costruzione del polo per alta intensità di cura della Cittadella della Salute. Il nuovo eliporto è strettamente collegato con la nuova sede della centrale operativa del SUEM di prossima inaugurazione. L’eliporto attuale è una struttura

di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica

di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regala piacevoli sorprese di giorno in giorno, è importante ricordare però che l’intervento di cataratta non deve essere in alcun modo sottovalutato ma affrontato con raziocinio e serietà.

articolo a 3 colonne, solo per l’edizione di treviso ovest

Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera un taglio perfettamente circolare e resistente.

Lo strumento è stato creato per essere posizionato nella parte anteriore interna dell’occhio a contatto del cristallino (vedi immagine) mediante una piccola apertura di circa 2mm venendo inserito e sfilato una volta terminata la procedura. Il vantaggio

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Biopsia liquida, la nuova frontiera per monitorare il tumore Laura Bonanno presenta a Monaco i primi dati dello studio Magic sul carcinoma polmonare

U moderna e al passo con i tempi dell’attività dell’elisoccorso trevigiano. In tutto l’anno scorso, infatti, ha registrato 546 interventi; dall’inizio di quest’anno a oggi sono stati 459, segando un aumento del 6,7%. Nel 2017, gli interventi propriamente di soccorso sono stati 388 (72%), dei quali 254 per eventi traumatici (65%) e 134 (35%) non traumatici. I voli sono stati 142 in seguito a incidenti stradali (22 su autostrada), 45 a incidenti sul lavoro, 31 a incidenti domestici, 33 incidenti sportivi o ricreativi. In prevalenza gli interventi di soccorso sono avvenuti in provincia di Treviso (265) ma anche di Venezia (76 di cui 50 sul litorale), Belluno (9), Padova (14), Vicenza (22), Pordenone (2). Di questi, 47 sono avvenuti in area montana (19 per incidenti con parapendio o deltaplano). Non secondario, sempre nel 2017, è il numero di trasferimenti ospedalieri da Treviso. Verso ospedali della Marca sono stati 89, 20 in provincia di Belluno, 12 di Vicenza, 37 di Venezia.

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no studio dello IOV di Padova e finanziato con la raccolta del 5×1000 è stato protagonista al Congresso europeo di oncologia ESMO a Monaco di Baviera, evento che raccoglie oltre 20mila specialisti da tutto il mondo. Si tratta dello studio mono-istituzionale MAGIC i cui primi dati aggregati e comunicabili (Liquid biopsy as tool to monitor and predict clinical benefit from chemotherapy (CT) and immunotherapy (IT) in advanced Non-small cell lung cancer (aNSCLC): a prospective study) sono stati presentati da Laura Bonanno (Specialista in neoplasie polmonari, Oncologia Medica 2) in un’affollata sessione orale nell’ambito delle neoplasie polmonari. “Si tratta di uno studio dello IOV che analizza il ruolo potenziale della biopsia liquida non solo per determinare le alterazioni genetiche tumorali del sangue, ma anche per monitorare l’andamento del carcinoma polmonare durante il trattamento, sia chemioterapico che immunoterapico”, ha spiegato Laura Bonanno. “Quello che abbiamo registrato nello studio – ha continuato la ricercatrice - è che è possibile utilizzare la biopsia liquida in tempi brevi rispetto all’inizio del trattamento: le variazioni che abbiamo regi-

strato sono correlate con una differente risposta al trattamento. Se questi risultati si confermeranno, potremo usare un metodo non invasivo come la biopsia liquida per predire la risposta al trattamento e quindi – se necessario – per giungere a modificare il trattamento stesso in modo precoce. Ed anche per selezionare quei pazienti che potranno trarre un beneficio eccezionale dalle terapie, e che quindi potrebbero essere soggetti a trattamenti meno intensivi o meno duraturi, a tutto beneficio della qualità della vita quotidiana”. Lo studio, sviluppato nel 2017, ha preso in esame 161 pazienti dello IOV con carcinoma polmonare avanzato non a piccole cellule (aNSCLC) e con loro ha testato le indicazioni provenienti dalla biopsia liquida. Quest’ultima – che è oggi una delle frontiere innovative e più avanzate della ricerca e della lotta contro le neoplasie – è nella pratica un prelievo di sangue con cui eseguire analisi molecolari particolarmente importanti nei pazienti con carcinoma quando non è possibile disporre di tessuto tumorale. “La ricerca presentata all’ESMO è stata finanziata interamente con i fondi del 5×1000 dello IOV”, commenta il Direttore scientifico dello IOV-IRCCS, Giuseppe

Laura Bonanno Opocher “L’importanza della relazione all’ESMO di Laura Bonanno sottolinea e conferma quindi l’altissima utilità dei fondi che i cittadini devolvono all’Istituto, che in questo modo dimostra in modo trasparente ed efficace l’utilizzo specifico di tali risorse”. Lo studio MAGIC si presenta con una marcata ed efficace impronta di multidisciplinarietà e di lavoro collaborativo nello stile ormai consolidato presso l’Istituto, visto che ha coinvolto varie aree dello IOV (Oncologia Medica 2 sotto la direzione di Pierfranco Conte; la Divisione Immunologia e oncologia molecolare; l’Unità di Biostatistica e trials clinici), oltre ad alcuni dipartimenti della Scuola di Medicina dell’Università di Padova.


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Moravia, avanguardie ritrovate di Renato Malaman

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vanguardia, anzi avanguardie. Moravia, cuore della Mitteleuropa, terra di avanguardie culturali, artistiche, sociali e industriali. Dopo la caduta del Muro di Berlino questa regione storica della Repubblica Ceca sembra aver riannodato i fili della storia, lacerati e poi strappati negli anni dell’occupazione prima nazista e poi sovietica. Un nome su tutti, quello di Tomáš Bat’a (sì, si scrive così, con l’apostrofo). Bat’a, per semplicità Bata, figlio di un calzolaio, a cavallo del XIX e XX secolo, si impose all’attenzione europea e poi mondiale per aver trasformato un’attività

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artigianale (avviata nel 1894 a Zlin) in un sistema industriale modello. Il tutto semplicemente per vedere coronato il proprio sogno di produrre scarpe belle per tutti, ovvero per tutte le tasche. Portando democraticamente la qualità alla portata di ogni famiglia. Simbolo dell’epopea produttiva di Tomaz Bat’a – e della sua forza innovativa - è il suo vasto stabilimento, città-fabbrica divenuta un’ icona dell’architettura industriale dell’epoca e oggi trasformata in un centro culturale con annesso museo della calzatura, spazi espositivi, bar, ristoranti. continua alla pag. seguente


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Moravia, avanguardie ritrovate

La regione ceca conserva simboli del pensiero architettonico funzionalista che negli anni ’30 rivoluzionò il modo di costruire e di concepire gli spazi abitativi e di lavoro a livello europeo. Massimi esempi di questo stile innovativo sono Villa Tugendhat a Brno e l’ex stabilimento Bata di Zlin di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

Dall’edificio 21, alto 77 metri, allora il grattacielo più alto d’Europa e sede dei futuristici uffici amministrativi, si ammira il cuore di questo impero industriale firmato da Vladimìr Karfik realizzato in rigoroso stile funzionalista, seguendo i canoni di un’urbanistica a misura di persona, con le case degli operai, l’albergo, il cinema, i servizi costruiti intorno alla fabbrica delle più famose (già allora) calzature del mondo. Un sogno interrotto dalla prematura scomparsa di Bat’a in un incidente aereo nel 1932 e dalla requisizione nazista del complesso, poi utilizzato per produrre calzature per gli internati dei lager tedeschi. Bat’a, industriale visionario, nel concepire il suo complesso trasse ispirazione da alcune visite in stabilimenti di scarpe americani agli inizi del secolo scorso. Il figlio illuminato del calzolaio di Zlin – a cui è dedicata anche l’Università locale concepì anche quell’opera ardita che è il Bat’a Canal, creato per sfruttare l’ecologica via d’acqua per il trasporto delle merci. Oggi la navigazione fluviale nel canale è anche un’attrazione turistica. La Zlin di Bat’a (che in epoca comunista venne ribattezzata Gottwaldov) fu anche sede degli studi dove Karel Zeman, maestro degli effetti speciali nel cinema, Palma d’oro a Cannes nel 1946 con il film “Il sogno di Natale”, tradusse in arte cinematografica la sua sconfinata fantasia. E prima che a Zlin quel visionario di Zeman lavorò a Brno. La summa del funzionalismo, sempre in Moravia, la troviamo proprio a Brno, a Villa Tugendhat, da pochi anni inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco per il suo essere sentesi perfetta tra razionalità e gusto estetico. La progettò l’architetto Mies Van der Rohe su commis-

sione dell’industriale del tessile Alfred Löw Beer che volle farne dono alla figlia Greta in occasione delle nozze con Friz Tugendhat. Erano gli ultimi anni in cui Brno era la Manchester della Mitteleuropa. La villa sorge su una collina da cui si ammirano la fortezza dello Spielberg (chi non ricorda “Le mie prigioni” di Silvio Pellico) e le guglie della cattedrale. L’edificio stupisce per la pulizia delle sue linee architettoniche, per l’eleganza semplice delle sue strutture di acciaio, per le sue grandi vetrate che danno aria e luce a interni che anticipano

IN COPERTINA QUATTRO IMMAGINI DI VILLA TUGENDHAT A BRNO, UNO DEI MASSIMI SIMBOLI DEL FUNZIONALISMO (DALLA VETRATA DELLA FOTO GRANDE SI NOTA LA FORTEZZA DELLO SPIELBERG). NELLE FOTO SOTTO IL TITOLO L’EX STABILIMENTO BATA (ORA CENTRO CULTURALE E MUSEO) DI ZLIN, TOMAS BAT’A, IL MUSEO DELLA CALZATURA E UN DETTAGLIO DELL’UFFICIO DEL FONDATORE. A CENTRO PAGINA: DUE IMMAGINI DEL CENTRO TERMALE DI LUHACOVICE E TRE VEDUTE DI KROMERIZ

Anche il barocco ha lasciato tracce di grande valore artistico, soprattutto in piccoli centri come Kromerìz e Olomuc. Nell’elegante centro termale di Luhacovice rivive il fascino discreto delle Belle Epoque

gusti e stili dei decenni successivi, arricchiti da mobili su misura anch’essi di tendenza moderna. I Tugendhat si godettero la villa per pochi anni perché poi, in quanto ebrei, dovettero riparare in Svizzera e poi in Venezuela per sfuggire ai nazisti. Il luogo colpisce per la sua armonia e per la pace che riesce a trasmettere. Stupisce ancora oggi che il pensiero che originò il progetto risalga al 1928-30. La Moravia è scrigno anche di gioielli architettonici barocchi. La vicinanza con Vienna (a Brno il tedesco ai tempi dell’Impero era parlato quanto il ceco) produsse una contaminazione culturale forte. Il barocco, simbolo in arte della Controriforma, brilla in chiese e palazzi di Brno. Ma anche nelle altre città della regione, con espressioni di particolare bellezza a Olomuc e soprattutto a Kromĕřìz. Il Palazzo Vescovile, una delle più alte espressioni dello stile caro agli Asburgo, venne costruito alla fine della Guerra dei Trent’anni insieme ai suoi celebrati giardini. L’intero complesso gode della tutela Unesco dal 1998 e ha costituito

il set dove è stato girato il film “Amadeus”. Anche la bella cittadina termale di Luhačovice risplende di gusto barocco condito di atmosfere della Belle Epoque. Le sue 17 sorgenti curative, che si trovano nella riserva della biosfera dei Carpazi Bianchi, tutelata dall’Unesco, sono una meta molto cara ai moravi, resa molto attraente dall’opera di architetti di fama. La zona è famosa anche per le sue distillerie di Slivovica, il tipico liquore a base di prugna. La Jirinek organizza delle visite guidate che permettono di conoscere anche la storia di questo originalissimo prodotto, vanto della tradizione morava.


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Food & Drink DOPPIETTA ASIAGO DOP AI WORLD CHEESE AWARDS La specialità veneto-trentina al top dei formaggi mondiali Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago Dop Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago Dop Stagionato Vecchio che si fregia del titolo Il riconoscimento internazionale conferma l’efficacia dell’azione dei caseifici e del Consorzio che credono in una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto e ha portato, ai World Cheese Awards 2018, ad un doppio riconoscimento, sia per l’Asiago Fresco di 30 giorni che per l’Asiago

PANETTONE AL TORCOLATO: UN NUOVO PASTICCERE! La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza). Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina. Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze. Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso.

Stagionato Vecchio di 13 mesi. I World Cheese Awards sono la più prestigiosa competizione annuale che ha visto, nell’edizione 2018, sfidarsi 3500 formaggi giudicati da una giuria internazionale composta da 230 esperti provenienti da 29 nazioni diverse. “I World Cheese Awards – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, - sono un’ottima vetrina per mostrare il livello raggiunto dalla nostra produzione casearia e, allo stesso tempo, un evento capace di puntare i riflettori su un territorio richiamando visitatori appassionati di formaggio nel nostro Paese.

Quest’anno, la presenza crescente dei nostri soci e l’ottimo risultato ottenuto lancia un positivo messaggio di fiducia verso il futuro della specialità”. In attesa di ospitare, per la prima volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei World Cheese Awards in Italia, il paese europeo col maggior numero di Dop casearie, ben cinquanta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue la sua attività di divulgazione del valore della produzione d’origine di qualità e della sua ricca varietà di specialità che vanno dall’Asiago Fresco, all’Asiago Stagionato nelle tre stagionature: Mezzano, Vecchio e

Stravecchio e vedono valorizzare le sfumature di produzioni di Asiago biologico, Prodotto della Montagna, Asiago prodotto da latte di

SOLIDALI SI NASCE.

vacche di razza bruna o burlina capaci di incontrare sempre più l’apprezzamento dei consumatori italiani ed esteri.

TOP OF VINI ALTO ADIGE

E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131

Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. Il 30 novembre: dalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali. Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. “Con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. “Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territorio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso.


Appuntamenti

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Martellago, la mostra Lego Mania Centro mostre di Martellago - 24 e 25 novembre

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Salzano, appuntamenti con la musica Da novembre a gennaio

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opo il successo del “Mirano Summer Festival 2018”, l’associazione Volare propone per il periodo invernale il “Salzano Winter Festival”. I sabato sera saranno all’insegna dei tributi a Ligabue (24 novembre), ai Modà (1 dicembre), ai Dire Straits (8 dicembre), a Michael Jackson (15 dicembre), agli AC/DC (22 dicembre), a Tiziano Ferro (29 dicembre) e ai Negramaro (5 gennaio). Nelle domeniche invece si alterneranno gruppi rock, musica anni ‘70/80/90, musiche italiane e colonne sonore di film. Tutte le informazioni sugli spettacoli del festival salzanese, che iniziano alle 22, sono disponibili nella pagina facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/associazionevolare/

Rovigo, una stagione Teatro Lemming Dal 29 novembre al 10 dicembre

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al 29 novembre al 10 dicembre sarà ospite in residenza il gruppo italo-francese Doyoudada, che presenta al pubblico due documentari realizzati dal regista Giulio Boato su due importanti realtà della ricerca teatrale: il 29 novembre alle ore 21 viene proiettato “Jan fabre. Beyond the artist”, cui segue una conversazione con il regista Giulio Boato e il professore dell’Università Iuav Enrico Pitozzi. Il 9 dicembre alle ore 18 verrà invece presentato “Theatron. Romeo Castellucci”, cui seguirà un incontro con il regista e con la professoressa dell’Università Iuav Annalisa Sacchi. Proseguirà la programmazione di dicembre il Teatro Nucleo di Ferrara, che venerdì 14 presenterà “Dame la mano”. A concludere la programmazione sarà il gruppo padovano Carichi Sospesi. Dopo un periodo di residenza di 10 giorni, il 21 dicembre alle ore 21 il gruppo presenterà un secondo studio su Otello, una rilettura della tragedia shakespeariana.

È Lego mania a Martellago, con un weekend interamente dedicato agli appassionati dei mattoncini colorati, e di Star Wars. Il 24 e 25 novembre al centro mostre di Martellago (centro BancaMarca), in piazza Vittoria, sarà infatti possibile visitare la collezione privata di Tommy Bricks, vale a dire di Tommaso e Samuele Favaro, figlio e padre, noti espositori e collezionisti, che condividono il diffusissimo hobby delle costruzioni in lego. Oltre ai numerosi set realizzati da Tommaso (che adesso ha 13 anni, ma ha iniziato a 5) a tema Star Wars, in mostra ci sarà anche un pezzo che ha suscitato interesse a livello internazionale tra gli amanti del genere e gli addetti ai lavori. Si tratta del diorama che rappresenta la base di Hoth del famoso episodio V “L’impero colpisce ancora”. La base di Guerre Stellari fatta con i lego, assemblata con ben 21mila mattoncini, è nata nella testa di Samuele che da solo ha progettato e realizzato tutto, non c’erano scatole da aprire: è la via delle creazioni senza istruzioni, la più difficile, chiamata tecnicamente Moc (My Own Creation) La mostra, ingresso ad offerta libera, avrà i seguenti orari: sabato 24 novembre dalle 10 alle 19 e domenica 25 novembre dalle 10 alle 18.

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Santa Maria di Sala, il giardino di villa Farsetti Venerdì 30 novembre

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a Fondazione Benetton, in collaborazione con il Comune di Santa Maria di Sala (Venezia), venerdì 30 novembre 2018, ore 17:00, presenta i risultati del workshop annuale di progettazione, dedicato nel 2018 al giardino di villa Farsetti a Santa Maria di Sala e al suo paesaggio. I tre docenti che hanno guidato il gruppo di lavoro: Paolo Bürgi, Studio Bürgi, Camorino; Luigi Latini, Università Iuav Venezia; Giuseppe Rallo, Soprintendenza ai BB.AA.PP. delle province di Ve-Bl-Pd-Tv; con Simonetta Zanon, Fondazione Benetton, che ha coordinato l’iniziativa, illustreranno le proposte avanzate dal workshop, a partire dal riconoscimento di villa Farsetti come un dispositivo che può attivare le relazioni tra gli elementi di un sistema territoriale e paesaggistico ancora ben riconoscibile, ma che richiede un nuovo immaginario culturale, in grado di leggere in chiave contemporanea il suo passato di “giardino delle meraviglie” con collezioni botaniche e artistiche di pregio.

Treviso: Da Tiziano a Van Dyck: il volto del 500 50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.

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a Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è la mostra in corso a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel. “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra. I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco. La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botte


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Appuntamenti

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Villa del Conte, incontri su Dante Dal 25 novembre fino a marzo 2019

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Piove di Sacco, in mostra le opere di Davide Paglia Piove di Sacco - dal 24 novembre al 9 dicembre

D Trebaseleghe teatro, la Divina Commedia di Colangeli Auditorium comunale - 22 dicembre

“E

quindi uscimmo a riveder le Stelle...”. Giorgio Colangeli recita Dante. Per l’esattezza i primi sei canti del Purgatorio. Un evento eccezionale dal titolo evocativo, tra luce e stelle, proprio in periodo natalizio. La serata si colloca all’interno del calendario dedicato alle Festività Natalizie del Comune di Trebaseleghe. L’appuntamento è il 22 dicembre. Colangeli reciterà a memoria alcuni Canti della Divina Commedia di Dante accompagnato dal suono melodioso di chitarra. Uno spettacolo più che adatto allo spirito del Natale organizzato dall’associazione culturale “Bottega dell’Arte”.

avide Paglia, artista milanese, utilizza una tecnica insolita di pittura: usa la carta fotografica come base per esprimere le sue emozioni. L’effetto è travolgente, trovando nella gestualità istintiva la miglior forma di interpretazione personale. “Energie Esplosive” è il titolo della mostra che sarà esposta a Piove di Sacco dal 24 novembre al 9 dicembre prossimo presso il Centro d’Arte e Cultura.

Camposampiero, la rassegna sulla Grande Guerra Dal 25 novembre fino a marzo 2019

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artedì 20 novembre, alle 20.45, nella chiesa della Madonna della Salute, in piazza Castello si terrà il Concerto Festa della Madonna della Salute. L’Ensemble amici di A. Vivaldi eseguirà musiche di G. Caccini, A. Vivaldi, F. Schubert, a cura dell’Agimus, sezione Camposampiero. Venerdì 23 novembre invece, alle 16, presso la Biblioteca, il Gruppo di lettura discuterà sul romanzo La casa dei Krull di George Simenon. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per domenica 25 novembre alle 17, in sala Filarmonica, piazza Vittoria si terrà la presentazione del libro “La Malastriscia, Sonetti Dark sui Femminicidi”, di Adriana Ferrarini. Voce recitante sarà Mariuccia Rostellato. La chiusura della rassegna è stata fissata per giovedì 29 novembre con i Giochi in Biblioteca, dalle 15 alle 18 e con la Serata CAI, in programma in sala Filarmonica, alle 20.45, dedicata al reportage di viaggio. Maurizio Oviglia alpinista e scrittore presenterà il film “Blu Trad”, scalate sulle ripide scogliere di calcare di Capo Pecora in Sardegna.

Padova, Alberto Bortolozzi racconta... Galleria Cavour - fino al 13 gennaio

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’eredità dello sguardo”, esposizione di Alberto Bortoluzzi, aperta fino al 13 gennaio in Galleria Cavour a Padova, propone un confronto tra tre generazioni di pittori padovani riuniti sotto l’egida del paesaggio veneto. Nel solco di una pittura classica e rigorosa, Alberto Bortoluzzi, trentenne artista padovano, trova però la sua cifra stilistica personale e ci consegna una visione assolutamente contemporanea del paesaggio. In mostra una trentina di opere di varie dimensioni dell’artista Alberto Bortoluzzi; sono inoltre proposte opere di Millo Bortoluzzi senior, bisnonno dell’artista e dello zio, Millo Bortoluzzi junior, che fu anche maestro di Alberto.

Limena, “Parliamo di donne” Teatro Falcone e Borsellino 23 novembre

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enerdì 23 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 il Teatro Insieme presenta lo spettacolo “Parliamo di donne” testi tratti da Franca Rame e Dario Fo e la regia di Tonia Avellano e Andrea Nao. Cinque divertenti atti unici che mettono in scena il ruolo della donna in tutte le sue condizioni.Per info www.ilcast.it.

Limena, Venerdì a teatro Teatro Falcone e Borsellino - 30 novembre

I

gni lunedì dunque, a Villa del Conte si parlerà in terzine con gli incontri che, iniziati il 5 novembre, proseguiranno fino a lunedì 25 marzo 2019, nella biblioteca comunale dalle ore 20.30. Verranno affrontate numerose tematiche a partire dalla lettura delle 3 cantiche: Dante Politico, confronto con Virgilio e la letteratura del ‘900, il rapporto con Firenze, Chiesa e Impero, la figura di Beatrice, Ulisse confrontato con Primo Levi sono solo alcune degli spunti che emergeranno.

l 30 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 La Maschera Teatro rappresenta la brillante commedia “Saponette & Baobab” di Poutcho e la regia di Andrea de Manincor e il 7 dicembre “Il Prigioniero della Seconda Strada” di Neil Simon e la regia di Renzo Pagliaroto, della Compagnia Non solo Note.


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Crucilibro

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Leggere significa mettersi in ascolto del sé Le anime tormentate dei romanzi ci conducono lungo labirinti oscuri che noi stessi percorriamo nella vita vera ma senza rendercene conto Francesca Diotallevi

Karin Slaughter

Carola Susani

Ben Pastor

Vivian Maier, tata fotografa

Laura, la madre

Irene

Martin von Bora, investigatore

Alter Ego

Un arcipelago di persone

Andy, la figlia di 31 anni

Orlando

Ben/Verbena

Location

New York e Chicago

Belle Isle, Georgia

Sicilia

Berlino 1944

La sua famiglia e i bimbi che ha allevato

Jonah Lee, un ragazzo che vuol fare una strage

Gli abitanti del paese

I congiurati contro Hitler

Intrigo

E’ una delle più grandi fotografe del Novecento ma è stata scoperta solo una decina di anni fa. Nella vita ha svolto il lavoro di tata in America e, durante le passeggiate con i bambini che accudiva, fotografava la gente, il mondo

Laura e Andy sono in un centro commerciale quando incontrano Betsy, un’amica di Laura, e Shelly, sua figlia. Le due vecchie amiche si mettono a chiacchierare ma proprio in quel momento arriva Jonah che apre il fuoco contro di loro

E’ il giugno 1957 quando, in una tenuta della zona orientale dell’isola dove la famiglia di Irene trascorre tre mesi, viene ritrovato un ragazzo senza niente addosso che nulla riferisce del posto da cui arriva

Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler

Finale

La sua è un’anima tormentata che, forse, cerca di capirsi nelle vite degli altri, gli estranei che incontra per strada, salvando quelle storie che “le persone non sanno di vivere” probabilmente anche Vivian sperava di salvarsi

Il ragazzo è stato lasciato da Shelly e vuol fare una strage di lei e della sua famiglia ma quel giorno lì con loro c’è molta altra gente. Laura, che ad un certo punto si offre come vittima al posto di sua figlia, riesce a uccidere Jonah mostrando la sua parte oscura

La famiglia di Irene lo accoglie in casa e lo chiamano Italo, perché, scoprono, potrebbe essere il figlio dell’avvocato Orlando di Marsala che una notte ha perso il senno. L’arrivo del ragazzo rompe gli equilibri di un mondo in via di cambiamento

Per Martin Bora l’indagine si trasforma progressivamente in un angoscioso dilemma morale, come soldato e come tedesco. Il complotto del 20 luglio del colonnello Claus von Stauffenberg e i suoi drammatici retroscena come non sono stati mai raccontati

Cosa dire del libro

La storia davvero eccezionale di questa donna viene ricostruita attraverso le foto mai sviluppate e scoperte dopo la sua morte

Un triller ad alta tensione, scritto da una maestra del genere, che narra il male da cui proviamo a difenderci ogni giorno

Il romanzo, ricco di toni e atmosfere da realismo magico, è particolarmente intenso e ricco di storia. E’ il primo di una trilogia imperdibile

Ben Pastor merita un posto d’onore tra i grandi narratori del nostro tempo e Martin Bora è un Ulisse senza patria che porta il lettore sempre al limite del possibile

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Francesca Diotallevi, Dai tuoi occhi solamente Neri Pozza, pp. 208 € 16.00

Karin Slaughter Frammenti di lei Harpercollins Italia, pp. 488 € 19.00

Carola Susani La prima volta di Italo Orlando Minimun Fax, pp. 144 € 15.00

Ben Pastor La notte delle stelle cadenti Sellerio, pp. 547 € 15.00 A cura di Germana Urbani

ZANON s.r.l. - Via 30 Madonnetta, 30 ZANON s.r.l. - Via Madonnetta, ZANON s.r.l. - Via Madonnetta, 30 35011 CAMPODARSEGO (PD) ITALY

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine al radicchio Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio.

Carciofi ripieni Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.

Pasticcio al radicchio Ingredienti: 400 g di radicchio di Treviso 400 g di cipolla - sale e olio q. b. - 100 g di parmigiano - 2 uova - 1 pallina di spinaci lessati della misura di una noce - 300 g di farina. Per la besciamella: 2 C di olio - 2 C circa di farina - ½ L di brodo vegetale. Preparazione: tritare una cipolla e due spicchi d’aglio, metterli in una padella antiaderente spennellata d’olio. Tagliare il radicchio, lavato e scolato, a listarelle abbastanza sottili, aggiungerlo alla cipolla e all’aglio e far saltare il tutto scoperto. Sbucciare e tagliare la cipolla a fettine molto sottili e, in un’altra padella oliata, farla rosolare bene. Preparare la sfoglia, impastando le uova con la farina e gli spinaci, lavorare bene, lasciare riposare coperta con una ciotola per almeno un quarto d’ora, quindi tirare i pezzi di pasta e formare delle tagliatelle della misura della teglia da forno che si userà. Passare ora alla preparazione della besciamella vegetale. In un pentolino mettere l’olio e mescolando unire la farina; quando questa avrà assorbito tutto l’olio, aggiungere il brodo vegetale fino ad ottenere una crema morbida. Procedere alla formazione del pasticcio. In una teglia da forno mettere uno strato di tagliatelle, uno strato di cipolla, spalmare con la besciamella, cospargere di parmigiano grattugiato, quindi stendere un altro strato di sfoglia, disporvi sopra il radicchio, la besciamella e il parmigiano. Procedere in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti o al completamento della teglia. Coprire il tutto con un ultimo strato di tagliatella e far cuocere in forno medio per circa 40 minuti.

Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Lasciate perdere obiettivi ambiziosi in cui non vi riconoscete più: non sarà una sconfitta ma un’evoluzione

Toro Verificate ogni dettaglio e prendete una decisione ricordando che la famiglia è sempre il porto sicuro a cui tornare

Gemelli E’ tempo di buttare tutto ciò che non serve e far ordine in casa senza dimenticare di sognare ad occhi aperti

Novembre Le giornate si fanno corte e la luce che manca potrebbe pesare sull’umore ma le stelle ci assistono e non ci mancherà la loro luce CHI O A P LE R R CO AN STI PE NI!!! PO IZIO R ISC

Bilancia Vi basteranno piccoli sacrifici per arrivare alla forma desiderata e al benessere di cui sentite l’esigenza: forza!

Scorpione Siete in sintonia con la natura e vorreste fare di più per chi vi circonda. E’ il momento giusto di provare

Sagittario Uscite dai vostri percorsi abituali, potreste davvero sorprendervi ma fate attenzione: tenete al riparo i sentimenti

Centro Olimpia asd Cancro E’ in arrivo per voi nuova luce che porterà con sé gioie inaspettate. Vantaggi nelle amicizie e nella vita di coppia

Leone Prima di voltare pagina dovrete fare i conti con il vostro passato. Il distacco può far male ma è curativo

Vergine Ricordate che ogni difficoltà è meglio affrontarla con un sorriso. Su messaggi poco chiari affidatevi al buon senso

CORSI DI DANZA

CORSI DI FITNESS

Danza classica Danza moderna e contemporanea Hip hop Breack dance Danza di carattere Gaad Tango Balli latini Balli caraibici Danza del ventre

Pilates Yoga Tai chi Funzionale Ginnastica dolce Pre e post parto Difesa personale Fit pilates Acropilates Hypefit Body tonic

ISCRIZIONI APERTE TUTTO L’ANNO Cell: 345/3488778

Via San Giovanni Bosco, 3

Dolo (VE) 30031

Capricorno Non mescolate l’amicizia con le questioni economiche. Per il resto regalatevi cose colorate, ne avete un gran bisogno

Acquario Dovrete mantenere l’equilibrio tra gli impegni lavorativi e famigliari e le vostre aspirazioni: usate creatività

Pesci Avrete bisogno di spazio per riflettere, fidatevi di un’amicizia importante e della vostra voglia di imparare


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