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riviera feb2019 n24

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Sport p.18

Salute p.27

p.32

on-line: www.fiammengoservizi.com

“La Piazza, il mio sogno”

FEBBRAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno n.24

Cultura p.17

della Riviera del Brenta

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Giuseppe Bergantin*

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Economia, buoni segnali di ripresa dal comprensorio Avvio incoraggiante del 2019, aumentano le produzioni nel comparto chimico a Mira. Saldo positivo per le piccole e medie aziende nel 2018

MIRA

Presunti abusi, polizia locale nella bufera MIRA

Nasce lo “Sportello Famiglia” MIRA

Distretto sanitario, lavori nel 2020 DOLO

Ogd, promozione del turismo e del territorio

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it<

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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.

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Mestre-Adria, meno passaggi a livello L

Con l’introduzione del nuovo orario ci saranno i rimborsi

inea ferroviaria Mestre – Adria, si punta ad una riduzione dei passaggi a livello e delle stazioni dei treni. Entro il mese, partirà anche il rimborso per i disagi patiti dagli utenti. A spiegarlo sono i sindaci della tratta, e anche i referenti dei comitati, che hanno incontrato nelle scorse settimane i vertici di Sistemi Territoriali, la società che gestice la linea ferroviaria utilizzata ogni giorno da migliaia di utenti. La società ha spiegato di aver avuto buone disponibilità dai comuni per progettare nel corso degli anni la chiusura di un buon numero di passaggi a livello. Sui 66 attuali, ci sono le possibilità di poterne chiudere una quindicina. I passaggi a livello sono, su un tratto di 50 chilometri, 50 pubblici e 16 privati. “Gli incontri hanno evidenziato - spiega Gian Michele Gambato direttore di Sistemi Territoriali - come in certe zone urbanizzate, da Piove verso Mestre, sia difficile procedere a chiudere alcuni passaggi a livello, e trovare contemporaneamente una viabilità alternativa. Molto complicata è la situazione a Mira, che ha un tessuto urbano molto fitto nei tratti attraversati dalla linea. Anche la riduzione delle ,fermate, che sono 16 da Mestre ad Adria, porterebbero ad un risparmio dei tempi di percorrenza dei convogli. Con l’introduzione del nuovo sistema di gestione a binario unico, un viaggio da Mestre ad Adria Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< è lungo un ora e 35 minuti. Prima era un ora e 20. Il tempo legato al transito nelle stazioni è di 42 minuti. Sistemi Territoriali poi ha af- anni fa il mio sogno era quello di creare uno frontato il problema del nuovo orario e della soppressione di alcune strumento che desse voce alla mia città, Cavarcorse. Il nuovo orario prevede un anticipo delle corse di 15 minuti zere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anper mantenere invariati gli orari di arrivo. Sarà affrontato anche il che adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi problema dei rimborsi per i disagi patiti, dopo l’entrata in vigore del anni capii subito che questa esigenza non era solo della nuovo orario. A poter richiedere i rimborsi saranno esclusivamente mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e Alessandro Abbadir i titolari di abbonamenti. delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben pre-

Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza

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della Riviera del Brenta

sto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) media tradizionali. Concessionaria di Pubblicità Locale: a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mira, e Dolo per un numero

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019


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Mira

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Polizia locale nella bufera, nasce un comitato

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Si è dimesso l’avvocato Matteo D’Angelo, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune

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coppia il caso dei presunti abusi da parte di alcuni agenti della polizia locale a Mira. Nelle scorse settimane infatti si è dimesso il presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Mira, l’avvocato Matteo D’Angelo, a causa di un contenzioso in cui è coinvolto con l’ente un suo famigliare. Sono volate pesantissime accuse nei confronti di alcuni agenti. Le dimissioni sono state accettate dal sindaco Marco Dori che però difende a spada tratta il corpo della polizia locale. A raccontare cosa è successo è direttamente l’avvocato D’Angelo. “Il 30 novembre 2018 un mio stretto familiare è stato convocato dalla polizia locale di Mira per ragioni di giustizia - spiega D’Angelo - ma ciò che è accaduto in quella sede ritengo sia indegno di un paese civile e di uno stato di diritto. Sono state utilizzate modalità intimidatorie”. D’Angelo, è arrivato sul posto per assistere il suo famigliare. “Nei giorni seguenti - continua - ciò è stato portato all’attenzione, del sindaco stesso, dell’assessore competente, del

comandante e del vice-comandante della polizia locale e del responsabile delle risorse umane”. Nei giorni scorsi, è stata depositata una denuncia-querela all’autorità giudiziaria. Precise le considerazioni.“Va - conclude D’ Angelo - verificato se quanto accaduto è caso isolato”. D’Angelo si è dimesso per rimarcare la sua assoluta correttezza amministrativa. Precisa la posizione del sindaco di Mira Marco Dori. “Sulla vicenda in questione - dice Dori - la Procura farà le sue valutazioni e assicuriamo piena collaborazione, anche per verificare se ci sono stati comportamenti poco idonei”. Successivamente alle dimissioni si è tenuto un consiglio comunale dove il problema è stato discusso e si è deciso di affrontarlo in una apposita commissione consigliare. È nato nei giorni scorsi un comitato dal nome “Presi di Mira” per segnalare eventuali abusi di alcuni agenti della polizia locale. Intanto si è tenuta la riunione della prima commissione presieduta dal consigliere comunale Giuseppe Ardolino. Si è tenuta in forma segreta e sono state esaminate le

Riapre la pista ciclabile sul canale Serraglio

Matteo D’Angelo

documentazioni a disposizione, e forniti i documenti della precedente commissione. Saranno sentiti nelle prossime settimane sui fatti, il comandante e il vicecomandante della polizia locale. Alessandro Abbadir

a riaperto dopo tanti anni di attesa, raccolte con centinaia di firme, ed interrogazioni comunali la pista ciclabile sul canale Serraglio nella frazione di Mira Porte. A portare avanti la battaglia è stato anche il gruppo politico “Mira Siamo Noi” con la consigliera Marta Marcato. Il passaggio che collega il marciapiede ciclabile lungo la strada regionale11 brentana a via Cimitero era stato chiuso anni fa durante i lavori per la sistemazione del ponte sul Serraglio e del marciapiede. Lavori fatti in quel caso da Veneto Strade. Ultimati i lavori, la stradina di competenza della Regione, era rimasta chiusa, impedendo a molti residenti di raggiungere il cimitero. “Ma i residenti si sono subito attivati - spiega l’ex sindaco Roberto Marcato che fu tra i promotori dell’iniziativa - per poter riavere aperto quel passaggio pedonale. Circa tre anni fa fu fatta una raccolta di firme con oltre 400 sottoscrizioni, e l’allora sindaco Alvise Maniero inviò una lettera alla Regione e a Veneto Strade per sollecitare l’apertura”. (A.A.)

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ltre un centinaio di persone nelle scorse settimane ha partecipato all’auditorium di Oriago, a #Furtistop, l’iniziativa pubblica dell’assessorato alla sicurezza per la prevenzione dei furti nelle abitazioni. Sono emersi dalle forze dell’ordine, dei dati importanti per Mira e frazioni: Mira ha 15 mila nuclei famigliari, 40 mila abitanti e il trend dei furti nelle abitazioni che è dimezzato dal 2015, si è stabilizzato su circa 100 episodi negli ultimi tre anni. Si tratta di un dato (hanno sottolineato le forze dell’ordine) che non deve far abbassare la guardia a nessuno, e che conferma l’efficacia della rete di prevenzione e deterrenza che oggi c’è a Mira. Relatori della serata sono stati l’assessore Fabio Zaccarin che ha illustrato le azioni e le strategie sulla sicurezza messe in campo dal Comune, il vice comandante della Polizia Locale di Mira Filippo Colombara, che ha illustrato i comportamenti da osservare al fine della riduzione dei furti, un funzionario della Castellano, l’ istituto della vigilanza privata che la notte ispeziona impianti sportivi, cimiteri, alcuni parchi e l’ intorno delle scuole, e i referenti dei gruppi di controlli di vicinato che ha ricordato l’ utilità dei volontari in tema di prevenzione. Ha chiuso la carrellata di interventi il nuovo comandante dei carabinieri della Tenenza di Mira, il sottotenente Massimo Andreozzi che ha sottolineato l’ impegno dell’ Arma nel pattugliamento del territorio. (A.A.)


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Mira

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Economia L’analisi dei sindacati in un settore strategico per il territorio

Il comparto della chimica vede rosa, aumentano le produzioni L’

economia in Italia ristagna, controllata per l’80% dalla società ma a Mira nel comparto “21 Investimenti” di Alessandro della chimica, i segnali di inizio Benetton, ed è riuscita a consoli2019 sono davvero incoraggian- dare vecchi clienti come la Kimti. Si registrano infatti aumenti di berly Clark, Procter & Gamble e volumi di produzione alla Reckitt Ska, acquisendone anche di nuoBenckiser e alla Marchi Marano. vi dalla Repubblica Ceca alla RusAlla Reckitt Benckiser le buone sia. Buone prospettive infine pure notizie arrivano con la richiesta alla Marchi Marano che ha una di sabati di lavoro straordinario e settantina di dipendenti. Il grupflessibilità in più, un andamento po, fondato nel 1873 in Toscana, che potrebbe consolidarsi in ma- è sbarcato nella frazione mirese niera decisa nelle prossime set- nel 1899, leader da sempre nella timane, cioè sia a febbraio che a produzione di acido solforico e marzo. “Per ora abbiamo avuto - solfato di potassio. Negli ultimi spiegano dalle Rsu - una richiesta anni l’oleum, un concentrato di di 2- 3 sabati di lavoro straordina- acido solforico necessario come rio per far fronte a maggiori ordi- elemento chiave nelle produzionativi”. Alla Reckitt Benckiser che ni plastiche, ha avuto successo a produce detersivi (ex Mira Lanza) livello mondiale. Il sito produte ha circa 280 ditivo principale è a pendenti (incluso il Marano su una suPoligof ha centro ricerche indi 140 mila da poco assunto perficie ternazionale), dopo metri quadri. Anche a tempo anni di stagnazione qui i sindacati non le cose cominciano indeterminato nascondono i buoad andare bene in ni segnali che già 13 lavoratori, termini produttivi. si sono visti con il Negli ultimi mesi mese di gennaio. In portando infatti la situazione queste prime settil’organico a 234 mane del 2019 inè migliorata, i prodotti del sito miredipendenti, più fatti gli aumenti di se funzionano sui volumi di produzio10 lavoratori mercati, ma ora per ne ci sono stati. “Sticonsolidare il buon miamo – spiegano i interinali inizio del 2019 bireferenti locali della sognerà aspettare qualche mese. Femca Cisl – che per quest’anno Nel corso degli anni l’ex Mira un aumento dei volumi della proLanza, va ricordato, ha subito un duzione nell’ordine del 10 %”. Se ridimensionamento dell’organile cose andranno bene nel corso co. Le cose vanno bene anche alla dell’anno i rappresentanti dei laPoligof ex Pansac a Malcontenta, voratori sono pronti ad aprire un in cui in queste settimane i dipen- tavolo di discussione con l’aziendenti stanno discutendo su pro- da che porti a nuove assunzioni”. blemi di organizzazione del lavo- Va detto comunque, che se la chiro. Proprio in queste settimane, mica vede rosa, in altri comparla Poligof ha deciso di assumere ti come l’edilizia, ad esempio, le a tempo indeterminato 13 lavo- cose non stanno andando molto ratori portando la pianta organibene e i segnali di ripresa sono ca stabile a 234 dipendenti più scarsi. Alessandro Abbadir 10 lavoratori interinali. Poligof è

Le consigliere Marta Marcato e Lavinia Vivian chiedono la realizzazione di un cimitero destinato a cani e gatti

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n cimitero per cani e gatti a Mira. Questa la proposta con un ordine del giorno ad hoc che hanno avanzato le consigliere comunali Marta Marcato e Lavinia Vivian. “Nel comune di Mira esiste da alcuni anni il canile - spiegano le consigliere che serve i comuni della Riviera del Brenta e del Miranese. Constatato che la sensibilità nei confronti degli animali da compagnia è un fenomeno sociale in costante aumento e che per andare incontro a questa esigenza in diversi comuni sono stati realizzati, o sono previsti spazi appositi per la sepoltura dei nostri piccoli amici, e che bene potrebbe esserne individuato uno anche nel nostro comune.

Considerato che per la concretizzazione di questo progetto sono necessari alcuni atti amministrativi indispensabili, quali la individuazione dell’area, la stesura di un apposito regolamento e, se del caso, l’istituzione di un’apposita Consulta”. Precise le richieste finali. “Chiediamo che con l’approvazione di questo ordine del giorno - concludono - il consiglio comunale di Mira inviti la giunta, e si impegna esso stesso, ad avviare tutte le azioni necessarie per giungere alla realizzazione di un “Cimitero per cani e gatti”. A Mira esiste a sostegno degli amici a 4 zampe anche un canile gestito dall’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali in via Maestri del Lavoro a Gambarare. (A.A.)

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Mira

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Apre lo “Sportello Famiglia” per rispondere al disagio

Due progetti di Servizio Civile per il territorio

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È gestito da un educatore che si può interfacciare con i servizi socio sanitari pubblici e privati. Ha 2 sedi: a Mira Porte ed Oriago

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Mira ha aperto questo mese lo “Sportello Famiglia”. Si tratta di uno spazio dedicato alla cittadinanza, un servizio per rispondere alle complesse problematiche della famiglia. È un progetto sperimentale avviato dal Comune e finanziato dalla Regione Veneto. “Lo sportello famiglia – spiega l’assessore alle Politiche Educative, Giovanili e delle Famiglie Elena Tessari – è uno spazio di incontro tra famiglie per condividere esperienze, informazioni e idee, per trovare orientamento rispetto ai servizi e alle opportunità che offre il territorio. Lo sportello è fisicamente gestito da un educatore, che si può interfacciare con i servizi socio sanitari pubblici e privati e che, laddove ce ne sia bisogno, potrà facilitare l’invio ai servizi del territorio di persone in situazioni che necessitano di una presa in carico specialistica, per prevenire situazioni di grave disagio. Allo sportello può accedere ogni cittadino che ravvisi la necessità di essere ascoltato e

di trovare risposte ai suoi bisogni, di essere orientato e guidato al meglio nelle sue scelte”. Lo sportello tuttavia non è solo uno spazio fisico: nei mesi a venire diventerà anche un luogo virtuale, un help desk a cui le famiglie potranno accedere attraverso il sito del Comune di Mira per attingere informazioni relative ai servizi del territorio, alla scuola, alla formazione e all’università, alle opportunità d’impiego, alle iniziative, ai bandi, alle agevolazioni, alle scadenze fiscali, il tutto in connessione con le progettualità regionali in essere. Si tratta comunque di un serviziogratuito. Per rendere più agevole l’accesso e cercare di andare incontro alle esigenze dei cittadini, è attivo in due sedi diverse e con orari diversificati: “Arcipelago Progetti” in via Borromini n. 21, a Mira Porte, il martedì dalle 15.30 alle 18.30 e il giovedì dalle ore 9 alle 12. Poi: al centro anziani “Centro Anch’io” in via Lago di Misurina n. 15, ad Oriago il venerdì dalle

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9 alle ore 12. Info: email: sportello.famiglia@ comune.mira.ve.it. Si può telefonare al numero 348 3666726. Alessandro Abbadir

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ono stati avviati due progetti “New libraries: biblioteche per il futuro” e “Fuori di campo” con l’impiego di sette giovani con il Servizio Civile. Il primo vede impiegate tre ragazze in biblioteca a Mira, mentre il secondo due ragazzi e due ragazze nei Servizi Sociali. I sette giovani presteranno servizio per dodici mesi, fino a gennaio 2020. ”Partecipare a questi progetti significa dedicare dodici mesi della propria vita agli altri, al proprio territorio, alla propria comunità, significa impegnarsi in un progetto di solidarietà, in un’ottica anche di educazione alla cittadinanza attiva – hanno sottolineato le assessore Elena Tessari e Chiara Poppi. Il Servizio Civile è un’esperienza di valore, che permette di entrare in contatto e di aiutare le fasce più deboli della società, contribuendo in maniera attiva allo sviluppo culturale e sociale del territorio”.

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Sanità Interviene l’assessore Francesco Sacco Emporio solidale, donazioni dai supermercati

Nuovo distretto sanitario, lavori previsti entro il 2020 La nuova sede nell’area dell’ex campo da rugby sostituirà quella obsoleta di villa Lenzi

A

spiegarlo è l’assessore alle politiche sanitarie del Comune di Mira Francesco Sacco. Il Comune di Mira ha presentato, nelle scorse settimane un accordo di intesa preliminare per la realizzazione della nuova struttura di sanità decentrata che va a sostituire l’attuale sede di villa Lenzi a Mira Taglio. La struttura è da anni ritenuta obsoleta soprattutto per la sua collocazione a ridosso del canale e perchè e priva di parcheggi. Il nuovo distretto sanitario sorgerà nell’area dell’ex campo da rugby in via Nazionale a Mira Taglio (un tempo pure ex campo da calcio) nel capoluogo. Nelle scorse settimane un accordo di intesa preliminare è stato presentato a Regione Veneto e Ulss 3 per poter procedere velocemente alla realizzazione dell’edificio. Una struttura attesa da anni dalla cittadinanza. Il Comune di Mira con questa operazione mette a disposizione per la realizzazione del distretto nell’ex campo da rugby, il terreno, ed è pronto a cedere la quota di partecipazione dell’immobile di Villa Lenzi all’azienda sanitaria per poter contribuire al finanziamento della nuova costruzione. Ma facciamo il percorso per la realizzazione del distretto nel corso del tempo. L’opera infatti è attesa da 15 anni, nel corso del tempo ha cambiato prospettiva di collocazione. Il consiglio comunale infatti ha votato, a giugno del 2016, l’atto di indirizzo per la realizzazione del nuovo distretto, confermato dall’attuale amministrazione che è guidata dal sindaco di centrosinistra Marco Dori. Dalla fine del 2017 nessuna notizia infatti è più trapelata. La giunta dell’ex sindaco Carpinetti, aveva individuato nella zona di via Toti la possibile area. La giunta grillina dell’ex sindaco Maniero invece aveva fermato quell’operazione e aveva pensato prima alla zona di Piazza Mercato ad Oriago, e poi a quella dell’ex campo da rugby. Il nuo-

vo distretto sanitario costerà complessivamente 2,3 milioni di euro di cui bisognerà definire nel dettaglio i finanziamenti regionali. Non tutta l’area dell’ex campo sportivo sarà destinata

per il distretto, ma solo 1300 metri quadrati. Nell’ultimo consiglio comunale la questione è stata posta da alcune consigliere di opposizione. “Speriamo - spiega per i comitati cittadini Guerrino

Manente - che questa struttura importante per tutto il territorio venga realizzata in tempi rapidi. Si tratta di una necessità che sente tutta la popolazione”. Alessandro Abbadir

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Si ampliano le collaborazioni con le realtà coinvolte nel progetto dell’Emporio Solidale di Mira Porte, il Centro San Martino. Da febbraio a donare alcuni generi alimentari si è aggiunto anche un supermercato di Mira. L’Emporio Solidale, inaugurato lo scorso 11 novembre nei locali del patronato della parrocchia di San Marco Evangelista di Mira Porte è promosso dal Comune in collaborazione con la Caritas Vicariale e l’associazione “Ponte Solidale” guidata da Fabio Schirru, e gode di un finanziamento dalla Regione. Le parrocchie del Vicariato hanno finanziato il restauro dei locali e partecipano alle attività con i loro volontari, per aiutare coloro che versano in condizioni di difficoltà economica. “È un progetto innovativo - spiega l’assessore alle attività produttive Vanna Baldan - che valorizza la rete territoriale, consente di aiutare le fasce di popolazione più fragili. È un punto di riferimento per più di un centinaio di famiglie”. Dalle iniziali 113 famiglie sono state raggiunte oggi 125 famiglie, per un totale di 441 persone assistite. In tutto il Veneto sono 20 gli empori solidali inaugurati a sostegno di oltre 140mila persone. Nella struttura si ricevono generi alimentari di prima necessità mediante una tessera. Vi è, inoltre, la distribuzione di vestiti usati che possono essere ricevuti a fronte di un’offerta simbolica. Il Centro San Martino è aperto il lunedì dalle 15 alle 17 per la raccolta abbigliamento e il centro di ascolto, e il venerdì, sempre dalle 15 alle 17, anche per la parte alimentare. Il magazzino solidale, ospita anche il “Centro d’ascolto”, è on line nel sito www. centrosanmartinomira. it nel quale è possibile trovare informazioni sulla distribuzione di capi e generi alimentari. (A.A.)


Messaggio pubbliredazionale

Notiziario del Comune di Mira - Febbraio 2019

Mira informa APRE A MIRA LO SPORTELLO FAMIGLIA N

uovo spazio dedicato alla cittadinanza con lo “Sportello Famiglia”, un progetto sperimentale avviato dall’Amministrazione comunale di Mira, finanziato dalla Regione Veneto. “Uno spazio di incontro tra famiglie – spiega l’Assessore alle Politiche Educative, Giovanili e delle Famiglie Elena Tessari – per condividere esperienze, informazioni e idee, per trovare orientamento rispetto ai servizi e alle opportunità che offre il territorio. Lo Sportello sarà fisicamente gestito da un educatore, che si potrà interfacciare con i servizi socio sanitari pubblici e privati e che, laddove ce ne sia bisogno, potrà facilitare l’invio ai servizi del territorio di persone in situazioni che necessitano di una presa in carico specialistica, con il fine di prevenire eventuali situazioni di grave disagio. Allo sportello potrà liberamente accedere ogni cittadino che ravvisi la necessità di essere ascoltato e di trovare risposte ai suoi bisogni, di essere orientato e guidato al meglio nelle sue scelte”. Lo sportello tuttavia non è solo uno spazio fisico: nei mesi a venire diventerà anche un luogo virtuale, un

Elena Tessari, assessore alle Politiche Educative, Giovanili e delle Famiglie

help desk a cui le famiglie potranno accedere attraverso il sito del Comune di Mira per attingere informazioni relative ai servizi del territorio, alla scuola, alla formazione e all’università, alle opportunità d’impiego, alle iniziative, ai bandi, alle agevolazioni, alle scadenze fiscali, il tutto in connessione con le progettualità regionali in essere. Lo Sportello famiglia è un servizio è gratuito. Per ren-

dere più agevole l’accesso e cercare di andare incontro alle esigenze dei cittadini, sarà attivo in due sedi diverse e con orari diversificati: “Arcipelago Progetti” in via Borromini n. 21, a Mira ( il martedì dalle ore 15.30 alle ore 18.30 e il giovedì 9-12; Centro Anziani “Centro Anch’io” in via Lago di Misurina n. 15, ad Oriago il venerdì dalle ore 9-12. Per informazioni: Email: sportello.famiglia@ comune.mira.ve.it, Telefono: 348 3666726.

NUOVO REGOLAMENTO RIFIUTI

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uove aree Pec destinate al conferimento dei rifiuti e inasprimento delle sanzioni per i trasgressori. Queste le novità introdotte dal regolamento sui rifiuti approvato a dicembre 2018 dal Consiglio Comunale. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di migliorare il servizio per coloro che abitano nei condomini attraverso la realizzazione di nuove piazzole di raccolta scoraggiando al massimo l’abbandono attraverso multe salate. Per la realizzazione delle aree Pec il Comune ne favorirà la realiz-

RIQUALIFICAZIONE DEI NEGOZI SFITTI

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zazione anche su suolo pubblico, laddove vi sia la richiesta e le condizioni, sulla base di una valutazione di fattibilità in concerto con il gestore del servizio di raccolta. “Prevediamo di avvicinarne alcune di già esistenti – commenta l’assessore all’Ambiente Maurizio Barberini – accorpandole con altre per le quali è già stata data l’autorizzazione. E siamo pronti a valutare le richieste per nuove isole: l’obiettivo è venire incontro alle esigenze in particolare dei condomini che si sono trovati in difficoltà nella gestione di numerosi

uovo look per alcuni negozi sfitti a Mira e a Oriago. Prende il via con questo primo restyling il progetto di valorizzazione dei negozi sfitti legato al Distretto del Commercio. Le vetrofanie “Mira in Progress” sono solo il primo step di un progetto di riqualificazione finanziato con un importo di 40mila euro che punta alla rigenerazione urbana commerciale e turistica del territorio. “Questa azione - spiega l’Assessore al Commercio Vanna Baldan avrà ricadute positive sul terri-

bidoni presenti nelle aree di pertinenza. Dopo la prima promessa mantenuta, relativa alla raccolta porta a porta del verde, entrata in vigore lo scorso primo gennaio, questa è la seconda promessa che manteniamo. Così favoriamo il corretto conferimento e di pari passo va l’inasprimento delle sanzioni contro chi abbandona i rifiuti: in proposito va sottolineato che la collaborazione con i Rangers d’Italia, avviata in virtù dell’apposita convenzione, sta dando ottimi risultati in termini di contrasto e di prevenzione”.

torio. Ci stiamo attivando per attrarre nuove attività economiche che ci auguriamo possano aprire in questi spazi ora valorizzati, garantendo al contempo tutte le esigenze delle attività produttive già esistenti” L’obiettivo annunciato da qualche mese dall’Assessorato al Commercio e da Confesercenti Riviera, è quello di far diventare alcuni negozi sfitti occasione di valorizzazione del territorio, ospitando associazioni, eventi, temporary shop.

Maurizio Barberini, assessore alle politiche ambientali

Vanna Baldan, assessore al Commercio


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Dolo

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Ogd, promozione del territorio Nell’Organizzazione per la gestione della destinazione di Riviera e Miranese, sono entrati anche i Comuni di Mogliano Veneto, Preganziol e Zero Branco

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l tavolo di confronto istituito nel 2017 tra soggetti pubblici e operatori privati per la gestione della destinazione “Riviera del Brenta e Terra dei Tiepolo” ha tracciato un primo bilancio sugli obiettivi raggiunti nel corso del 2018. Questo è stato fatto in occasione dell’incontro svoltosi nelle scorse settimane a villa Widmann Foscari a Mira alla presenza dell’assessore regionale Federico Caner, del nuovo responsabile della direzione turismo Mauro Giovanni Viti e del responsabile dei progetti territoriali e governance del turismo Stefan Marchioro. La fase di start-up, avviata nel 2018, ha visto nascere una cabina di regia con la quale sviluppare le linee guida dell’attività dell’Ogd (Organizzazione per la gestione della destinazione) e il delinearsi di uno staff tecnico a supporto della stessa. La cabina di regia e lo staff tecnico si sono avvalsi di un affiancamento manageriale per

definire il percorso di coinvolgimento e formazione degli operatori del territorio della filiera turistica, e stabilire nel contempo le priorità di intervento. Lo scorso anno inoltre i Comuni di Mogliano Veneto, Preganziol e Zero Branco sono entrati nell’Ogd “Ri-

viera del Brenta e Terra dei Tiepolo” condividendone spirito e omogeneità di prodotto turistico (ville ed eno-gastronomia in primis). I temi analizzati durante l’incontro e punti di partenza per l’attività di quest’anno sono:

immagine coordinata nella comunicazione e promozione del territorio dei 17 comuni della Riviera del Brenta e della Terra dei Tiepolo, una architettura web smart, ricca di contenuti e link, un efficace piano di web marketing ed educational. Il nuo-

“Nuotadiversamente”, una piscina per tutti

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stato attivato nella piscina di Dolo il progetto “Nuotadiversamente” promosso dalla società del Riviera Nuoto assieme al Comune di Dolo. Un progetto che si accosta a quello da tempo attivo dell’attività motoria adattata in acqua (Amaia) dell’Ulss 3 Serenissima, specifico per persone con limitazioni cognitive o motorie, derivanti da patologie congenite, malattie rare, post-traumatiche e cronico-degenerative. “La completa accessibilità alla piscina da parte di persone con limitazioni fisiche - spiega Nicola Giordan, dottore in scienze motorie e responsabile tecnico del progetto - è resa possibile da specifici dispositivi, tra cui un nuovo sollevatore mobile, in grado di trasportare e sollevare contemporaneamente l’atleta, dallo spogliatoio fino all’entrata in acqua, in condizioni di sicurezza, comodità e comfort”. Il progetto riserva poi una attenzione particolare ai ragazzi in età scolastica, primaria e secondaria, frequentanti gli istituti sul territorio comunale, inseriti in percorsi di educazione fisica adattata da svolgersi in piscina. “Un importante impegno - spiega il vicesindaco Gianluigi Naletto - che si realizza grazie ad una collaborazione tra l’amministrazione locale e la società Riviera Nuoto, nell’impianto sportivo comunale. In una visione inclusiva di integrazione ed aggregazione sociale, vogliamo favorire anche l’associazionismo locale, attraverso la possibilità di realizzare dei percorsi ludico-sportivi per la diversa abilità in vasca, luogo ora facilmente accessibile per la valorizzazione di tutte le persone”. (G.P.)

Volontari a fianco dei profughi Due volontarie dell’associazione “Catarsi” al fianco dei profughi siriani in Giordania. Questa testimonianza è stata al centro dell’incontro svoltosi nelle scorse settimane nella sede dell’associazione “Il Portico” a

Dolo organizzato dalle associazioni “Catarsi” onlus e “Non dalla guerra” di Vicenza. L’associazione “Catarsi” si occupa da 13 anni di lotta contro la marginalità sociale in Riviera con particolare attenzione ai giovani con disabilità. Dall’incontro con “Non dalla guerra” è nato un rapporto di amicizia e collaborazione, rapporto fondato sui valori fondanti delle due associazioni che sono

vo anno dovrebbe consegnare all’Ogd un modello di governance con relativo organigramma interno e staff tecnico dedicato, nuove forme di finanziamento, un archivio di eventi e luoghi di interesse sempre più ricco per il sistema regionale Dms, un piano marketing tattico e l’aggiornamento del Dmp (Destination Management Plan). “Sembrava un’impresa molto più difficile di quanto non lo sia stata effettivamente - ha detto Alberto Polo, presidente Ogd e sindaco di Dolo - dal mio insediamento ad oggi invece, grazie alla disponibilità dei colleghi della parte pubblica e alla caparbietà dei privati, arriviamo ad avere le idee chiare e un programma fattibile su come attirare nuovi turisti nel nostro territorio, offrire loro emozioni, convincerli a tornare”. Giacomo Piran

quelli della solidarietà, dell’accoglienza, dell’impegno civile e dell’universalità inderogabile dei diritti dell’uomo. Nell’estate scorsa due volontarie dell’associazione dolese, Annachiara Marchiori e Lisa Stocco, si sono unite ad un gruppo di volontari provenienti da tutta Italia e dopo un periodo di formazione sono partite alla volta della Giordania per svolgere due settimane di volontariato al fianco ai profughi siriani ed iracheni in fuga dalle guerre che stanno martoriando le loro terre. Le ragazze hanno raccontato la loro esperienza e dato indicazioni per chi volesse partire e vivere un’esperienza di questo tipo. “Siamo tornate cambiate - hanno detto - e più libere, perché conoscere è la chiave della libertà. Questa esperienza ci ha arricchito e ha rinnovato le motivazioni che ci spingono ad impegnarci quotidianamente sul nostro territorio al fianco dei più deboli e ad opporci a qualsiasi ingiustizia. Siamo in tanti, l’associazionismo nella Riviera è vivo e vuole essere un presidio diffuso a tutela e difesa dei diritti umani e della giustizia sociale”. Insomma un’attività di volontariato in grado di portare le esperienze da terre lontane e devastate dalla guerrra all’attenzione di tutti. G.P.


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Dolo

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Artigiani, segnali di ripresa dalle imprese del comprensorio Tra aperture e chiusure, nel 2018 si è assistito ad un saldo positivo del 10%. Continuano le campagne di contrasto al fenomeno dell’abusivismo

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aldo positivo, in termini di aziende, per l’associazione artigiani “Città della Riviera del Brenta” nel bilancio di fine anno 2018. L’Associazione ha circa 900 imprese affiliate, metà delle quali della filiera casa, per un totale complessivo di circa quattromila addetti. Sul fronte delle imprese affiliate, iscritte e cessate, continuano ad arrivare per due anni di seguito dati non negativi. “Nel giro degli ultimi tre anni - spiegano il presidente Luca Vanzan e il segretario Giorgio Chinellato - abbiamo assistito alla chiusura di un centinaio di aziende e all’apertura di altrettante. Riferito nello specifico all’anno 2018, tra aperture e chiusure abbiamo assistito ad un saldo positivo del 10%”. Per quel che riguarda l’occupazione c’è una stabilizzazione del lavoro a tempo indeterminato, mentre si assiste ad una flessione di quello a tempo determinato. C’è poi una lenta, ma costante stabilizzazione del lavoro anche giovanile nelle imprese artigiane della Riviera. Questo è un obiettivo su cui l’Associazione punterà per il 2019 assieme all’aumento del numero delle imprese. “Nel lavoro artigiano è una priorità dell’azienda formare e stabilizzare giovani prosegue Chinellato - che possano portare avanti ed espandere l’attività dell’impresa. Anche in Riviera del Brenta, alcuni settori continuano a soffrire la crisi partita ormai oltre 11 anni fa. Uno dei settori che più fatica a riprendersi è quello dell’edilizia. Si assiste invece fra le aziende che riaprono ad una costante. E cioè aprono sempre più aziende che rappresentano un connubio riuscito fra mestieri tradizionali e utilizzo delle nuove tecnologie. Non vanno male anche attività che vivono di mercato locale come servizi alla persona”. L’associazione Artigiani rileva che, accanto alle tendenze del mercato, restano dei problemi in alcuni settori, collegati all’abusivismo, in particolare nei comparti del benessere e della cura alla persona (parrucchieri, barbieri ed estetisti) come pure dell’auto e della meccanica. Un problema che si registra

anche nei settori delle calzature e del tessile-abbigliamento, anche se in misura minore rispetto al passato. L’Associazione ha annunciato che continuerà con campagne di contrasto al fenomeno. Soddisfatti Chinellato e Vanzan del servizio che viene fornito agli associati.“È stata raffor-

Luca Vanzan

zata l’area dei servizi - continua Chinellato - tra cui gli sportelli energia, bandi regionali, start up, sportello giovani, internazionalizzazione delle imprese e per la filiera casa corsi di formazione e

sulle nuove tecnologie”. Anche nel settore dell’accesso al credito chi si è rivolto all’associazione ha avuto risposte positive.“Il nostro sistema di garanzia per l’accesso al credito - conclude Chinellato

- è strutturato in modo che le pratiche e le richieste una volta preselezionate e passate al vaglio, raramente vengono respinte dagli istituti bancari”. Giacomo Piran

Ortopedia, chirurgia conservativa Lesione della cuffia abduttoria: l’Ortopedia di Dolo punta sulla chirurgia conservativa dell’anca. Si comincia con l’avvertire un dolorino sulla parte frontale della coscia, un dolorino che, man mano passa il tempo, diventa sempre più fastidioso tanto da spingere la persona che ne soffre a zoppicare. Fino a “ieri” più del 60 per cento degli ortopedici non diagnosticavano immediatamente la patologia che si stava presentando: ovvero la degenerazione dei tendini e dei tessuti che tengono su l’anca permettendo alla persona di muoversi e camminare correttamente. Ma se questi tessuti, o per un trauma o perché si vanno degenerando, cominciano a cedere, ecco che partono i segnali di allarme: quali il dolore e poi la difficoltà nel camminare. “Stiamo andando, nei casi selezionati – spiega il primario della Ortopedia di Dolo della Ulss 3 Paolo Esopi – sempre più nella direzione della chirurgia conservativa dell’anca. Se prima la tendenza era quella di puntare subito sulla protesi, anche perché non era immediata la diagnosi della degenerazione dei tessuti, oggi le ortopedie e naturalmente anche quella di Dolo, scommettono sulla conservazione”. (A.A.)


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Dolo

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L’elettrodotto Dolo-Camin sarà interrato

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La posa della linea elettrica costerà oltre 400 milioni di euro e sostituirà il tracciato aereo previsto

L’

elettrodotto da 380 kV tra Dolo e Camin si farà, ma verrà interrato, come richiedevano da dieci anni comitati civici, gruppi ambientalisti e diverse amministrazioni comunali tra il Padovano e la Riviera del Brenta. L’annuncio è stato dato a Venezia dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e dall’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, che hanno firmato un accordo di programma per interventi straordinari destinati alla sicurezza del sistema elettrico, e allo sviluppo del territorio regionale. Terna e Regione collaboreranno in maniera fattiva, prevedendo inoltre una stretta partecipazione delle amministrazioni locali e della popolazione, nella definizione degli interventi necessari. Fra questi spicca proprio la posa della linea elettrica

interrata tra Dolo e Camin, che costerà oltre 400 milioni di euro e che sostituirà il previsto l’elettrodotto aereo lungo gli argini dell’Idrovia, con i cavi innalzati su tralicci monostelo alti una cinquantina di metri: un progetto avversato sin dal 2008 da sindaci e popolazioni, con iniziative sia politiche che amministrative. Ma il programma di lavori prevede anche il riassetto della rete elettrica della Media Valle del Piave, un altro elettrodotto interrato tra Cortina e Auronzo di Cadore, l’ammodernamento delle infrastrutture e la creazione di “corridoi ecologici” lungo i tracciati delle linee. Enorme la soddisfazione per i gruppi che in questi anni si sono battuti per l’opzione dell’interramento, primi fra tutti i comitati “No Elettrodotto Aereo” e Legambiente; ma l’accordo tra

“Festa di San Valentino” a Sambruson

Per anni, per ottenere questo risultato, si sono battuti il comitato “No Elettrodotto Aereo” e Legambiente

Terna e Regione rappresenta una vittoria anche per i Comuni che hanno fatto fronte unico contro la soluzione del tracciato aereo: Saonara con Vigonovo, Fossò, Dolo, Stra, Mira, Campolongo, Camponogara e Noventa Padovana. I comitati però hanno già annunciato di non smobilitare subito, ma di voler collaborare con Terna perché il nuovo progetto prenda forma nella maniera migliore. Patrizia Rossetti

i svolgerà fino al 17 febbraio, nella frazione di Sambruson di Dolo, la “Festa di San Valentino” organizzata dall’associazione “Pro Sambruson” con il patrocinio della Pro loco di Dolo. Una grande tradizione che si ripete nel pieno del periodo carnevalesco. Sono nove giornate di arte, cultura, sport e cibo, divertimento ed allegria adatte a grandi e piccini. Il programma prevede il luna park, il concorso Giovani Voci, la “10 Km Run” corsa amatoriale non competitiva, auto raduno, sfilata di maschere veneziane, sfilata di maschere prodotte dai bambini con materiale di riciclo, truccabimbi, l’evento Skarrozzandolo, il “Notturno d’Arte” nella chiesa Arcipretale di Sant’Ambrogio, il primo torneo di scacchi di San Valentino, la San Valentino’s Cup - torneo di calcio categoria Pulcini 2008/2009, mostra di artisti del luogo, del vinile e fotografica, e vari stand gastronomici. (G.P.)

Nasce la nuova Confcommercio della Riviera

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a neo Confcommercio Servizi della “Città della Riviera del Brenta” ha ricevuto in affitto le attività delle preesistenti Ascom Servizi Srl e dell’associazione del commercio, del turismo, servizi piccole e medie imprese della Riviera del Brenta. Questo importante passo, unitamente alla costituzione della nuova associazione territoriale di Confcommercio, denominata “Confcommercio Città e Riviera del Brenta”, formalmente riconosciuta quale mandamento aderente a Confcommercio Unione Venezia nel Consiglio metropolitano del 28 gennaio, sancisce l’avvio dell’operatività della nuova Confcommercio rivierasca nelle sedi di Mira e Dolo. La nuova gestione si avvarrà di figure professionali, con esperienza pluriennale nei vari settori di interesse per le imprese. Opereranno a fianco del personale che gli associati e la clientela già conoscono e che in questi mesi non ha mai smesso di rimanere in servizio, con abnegazione e spirito di sacrificio. “Non potevamo non dedicarci ad un territorio significativo come la Riviera del Brenta commenta Massimo Zanon, presidente Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia. Il nostro pensiero è volto ad essere al servizio delle imprese e dei commercianti che ogni giorno alzano le serrande senza avere la certezza di un risultato positivo, dei ristoratori, baristi e albergatori che si misurano con un mercato sempre più difficile, dei professionisti e delle aziende di servizi che sentono il peso della precarietà e dell’insicurezza di questo momento economico”.


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Territorio

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Ambiente A Lugo di Campagna Lupia

Oasi Wwf di Valle Averto, tanti eventi a febbraio e marzo T

anti eventi in programma all’Oasi di Valle Averto, l’oasi del Wwf a Lugo di Campagna Lupia a febbraio e marzo. A inizio febbraio si è partiti, in occasione della “Giornata mondiale delle zone umide”. “Abbiamo organizzato – spiegano i referenti dell’Oasi – per questo periodo anche un corso di 4 lezioni in cui si potrà imparare a costruire un proprio giardino in spazi piccoli, e a gestirlo secondo i principi del giardinaggio naturale. Le date per l’occasione dopo un primo appuntamento già svolto sono: sabato 6, 23 febbraio e il 2 marzo sempre alle 15”. Domenica 24 febbraio invece alle 14.30 tutto è pronto per l’appuntamento con la “Caccia al tesoro nascosto”: un percorso a piedi lungo i canali e la vegetazione. Domenica 3 marzo, alle 15.30 ci sarà invece l’appuntamento “ Nuvole d’uccelli”. Si tratta di un pomeriggio dedicato alla scoperta degli uccelli migratori. La programmazione degli appuntamenti si conclude sabato 23 marzo, alle 18, con la serata a tema dal titolo ”Chi ha paura dei pipistrelli?”. Dopo una breve presentazione ci sarà un’uscita notturna con il batdetector, uno strumento in grado di rendere udibili agli umani i richiami dei mammiferi volatili. Gli appuntamenti continueranno comunque anche in primavera ed estate, i periodi tra l’altro in cui l’oasi è più visitata. A visitare l’oasi ci sono poi nel corso dell’anno tante scolaresche provenienti da ogni parte del Veneto e dell’Italia. Valle Averto ospita moltissime specie di animali, che ci trascorrono l’inverno trovando tranquillità e cibo. Le specie più frequenti sono la folaga e parecchie specie di anatre, tra cui il germano reale, la garzetta, il moriglione e l’alzavola e oche selvatiche. Ma non mancano però mammiferi, donnole, puzzole, tassi e volpi. Ci sono anche cavalli, introdotti alcuni anni fa e che vivono allo stato brado. Il Wwf negli anni ha preparato un itinerario con percorsi e torrette di osservazione che permettono ai visitatori del rifugio di osservare la fauna selvatica senza arrecarle troppo disturbo. Valle Averto si può definire un’area caratterizzata dal paesaggio delle valli da pesca della laguna sud di

Venezia, ed è chiusa alla caccia. La riserva naturale Valle Averto si colloca all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria (Sic). E’ inoltre una Zona di Protezione Speciale (Zps). L’area comprende ampi specchi di acqua salmastra, canneti, boschi igrofili, canali. E’ nata nel 1985, è ampia 500 ettari, 150 dei quali gestiti dal Wwf. Per prenotazioni oasivalleaverto@wwf.it. Alessandro Abbadir

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on si ferma l’azione di riforestazione del territorio della Riviera del Brenta da parte del comitato Opzione Zero. A Camponogara nelle scorse settimane sono stati piantate 400 piantine forestali.“Nel 2018- spiega per il Comitato Mattia Donadel siamo riusciti a fare 3 interventi, piantando oltre 700 piantine, 3 aziende biologiche nei Comuni di Mira, Dolo e Vigonovo. A Camponogara abbiamo collocato oltre 400 piantine forestali su una superficie di circa 3000 metri quadrati. Con i questo intervento superiamo le 1000 piantine in un solo anno, e tutto senza supporti e senza sponsor, ma solo grazie alla generosità di tante persone volenterose. La crisi ambientale e in particolare il riscaldamento climatico sono una drammatica realtà; a livello internazionale si continua a perdere tempo e a favorire chi il pianeta lo sta distruggendo. Piantare alberi da solo non basta per fermare il global warming, ma ridare spazio a boschi e foreste invece che distruggerli è una delle azioni più importanti per invertire la rotta”. Ma non solo. “Riforestare il territorioconclude Opzione Zero - è un contributo concreto per mitigare gli effetti del global warming, ma significa anche: sottrarre suolo alla cementificazione, attenuare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e delle acque, ridurre il rischio idraulico, favorire la biodiversità, rinaturalizzare il territorio, valorizzare i beni comuni, migliorare il paesaggio”. (A.A.)


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Territorio .

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Rifiuti I dati del 2018 nel Veneziano

Differenziata, Mira e S. Maria di Sala tra i comuni più virtuosi M

arciano con passo diverso ma tutti nella stessa direzione i Comuni del Veneziano, verso una significativa crescita. Sotto la lente d’ingrandimento i dati relativi alla raccolta differenziata nel 2018. Da quanto emerge dall’osservatorio di Veritas, dunque, è Fossalta di Piave il comune che si aggiudica la corona di regina della della raccolta differenziata con l’86,62 per cento di rifiuti e materiali raccolti e smaltiti in maniera separata e riciclati. Fanno bene anche Mira (in Riviera del Brenta) e Santa Maria di Sala (nel Miranese) che rispetti-

vamente con l’80,43 per cento e l’80,40 per cento si posizionano fra i comuni più virtuosi, dietro a Ceggia (86,93 per cento), San Donà di Piave (82,86 per cento) e Meolo (81,32 per cento). La raccoltà differenziata, comunque, è cresciuta in tutto il territorio veneziano, nei 34 comuni laddove Veritas gestisce il servizio. Da Venezia (il comune più grande) a Cona (il più piccolo) il trend è positivo. La media è infatti passata dal 65,74 per cento del 2017 al 66,52 per cento del 2018, con una progressione che negli ultimi 5 anni ha visto la differenziata aumen-

Continua il trend positivo nel Veneziano che nell’arco di 5 anni ha registrato una crescita di 10 punti

Fossalta di Piave è il comune che differenzia di più, con l’86, 62 per cento. La raccolta differenziata è comunque cresciuta in tutto il territorio. La media è del 66,52 per cento. Chioggia con il 62,66 per cento è sotto la media provinciale

tare di 10 punti. Molto buona nel complesso la percentuale di raccolta differenziata nei comuni della Riviera del Brenta, con Campagna Lupia che fa registrare il 77,56 per cento, Campolongo Maggiore e Camponogara, entrambi con il 77,65 per cento, Fiesso D’Artico con il 74,30 per cento, Fossò con il 77,56 per cento, Stra con il 74,03 per cento, Pianiga con 74,59 per cento, Vigonovo con il 65,34 per cento e Dolo con il 66,59 per cento. Analoghi i risultati ottenuti anche nei comuni del Miranese, ben al di sopra della media pro-

vinciale. Martellago ha differenziato il 78,44 per cento dei rifiuti, Mirano il 74,78, Noale il 77,60 per cento, Salzano il 73,93, Spinea il 78,45 per cento e Scorzè il 77,66 per cento. Risultati un po’ più contraddittori nell’area del basso Veneziano dove si distingue il piccolo comune di Cona che fa registrare un buon 78,27 per cento di rifiuto differenziato. A seguire Cavarzere con il 71,45 per cento e infine un po’ distaccata e sotto la media della provincia il Comune di Chioggia che, comunque, migliora il suo trend fino a raggiungere il 62,66 per cento.

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Il Premio Venezia si “sposta”al Tullio Serafin Il prestigioso premio musicale, per giovani promettenti pianisti, che si svolge al Gran Teatro La Fenice avrà una sua trasferta nella città di Cavarzere: il vincitore Gabriele Strata infatti si esibirà al Teatro Comunale cittadino

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l Premio Venezia “esce” dal Gran Teatro La Fenice e si “sposta” nella provincia veneziana. Almeno una parte di esso, ed esattamente il vincitore della XXXV edizione che si è svolta lo scorso 6 dicembre. Infatti, grazie all’interessamento della pianista Stefania Masiero e al prezioso contributo dell’assessorato alla Cultura del Comune interessato, il padovano Gabriele Strata suonerà per il pubblico di Cavarzere presso il Teatro comunale Tullio Serafin. Si tratta di un evento prestigioso per la città che diede i natali al grande maestro di musica Tullio Serafin, cui è stato intitolato il teatro cittadino. Il Premio Venezia infatti è ormai uno dei punti di riferimento per i giovani pianisti del panorama italiano; e grazie a un numero di partecipanti in costante crescita, insieme alla riconosciuta qualità delle esecuzioni, che si attesta in generale a livelli al-

tissimi, rafforza di anno in anno il suo prestigio. Questa sua centralità, consolidatasi nel tempo, nasce in gran parte dalla formula adottata dalla Fondazione Amici della Fenice che , guidata dalla sua infaticabile presidente Barbara di Valmarana, riserva il concorso unicamente ai migliori diplomati a livello nazionale, rivolgendosi dunque a ragazzi che affrontano per la prima volta la difficile carriera concertistica. Come dichiarato dalla presidente della giuria, nel corso della cerimonia di premiazione, il premio si è rivelato nel tempo un trampolino di lancio per questi giovanissimi e ciò risulta ampiamente dimostrato dai brillanti risultati ottenuti sulla scena internazionale da pianisti, diventati oramai importanti, come Beatrice Rana, Alessandro Taverna, Elena Nefedova e molti altri. Lo scorso 6 dicembre, sul palcoscenico del Gran Teatro La Fenice si sono confrontati i due

A San Donà omaggio a Moira Orfei Un omaggio a Moira Orfei a tre anni dalla sua morte. E’ questa la finalità dell’Open Circus Festival, un cartellone di eventi che fino al prossimo 3 marzo si terrà a San Donà di Piave, curato da Circo e Dintorni con il sostegno della Città di San Donà di Piave e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. San Donà ha ospitato i quartieri invernali del circo di Moira, ed è la città in cui risiedeva quando non era in tournée, racconta il professor Alessandro Serena, ideatore e direttore artistico dell’intera manifestazione e nipote di Moira Orfei. Fino al 3 marzo prossimo dunque si potrà visitare la Mostra “Moira Orfei la Regina” presso lo Spazio Mostre Battistella, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e il foyer del Teatro Metropolitano Astra. Il 24 febbraio si terrà invece lo spettacolo “Dekru. Anime leggere. la magia del teatro fisico” e il 3 marzo “The Blck Blues Brothers. I fratelli dell’acrobazia”. Entrambi gli appuntamenti avranno inizio alle 21 presso il Teatro Astra.

A sinistra il vincitore Gabriele Strata. In alto la premiazione con la giuria tecnica e del pubblico, i primi tre classificati con l’assessore alla Cultura del Comune di Venezia, Stefania Masiero con la contessa Barbara di Valmarana presidente del Premio Ve e dell’Associazione Amici della Fenice

finalisti Giorgio Trione Bartoli, classe 1996, e Gabriele Strata, classe 1999, entrambi diplomatisi a pieni voti con lode e menzione d’onore rispettivamente presso il conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Le loro esibizioni, su brani di Prokof’ev e Chopin, si sono ri-

velate intense e coinvolgenti sia sul piano tecnico che emotivo e si sono concluse con gli scroscianti applausi di un pubblico attento e musicalmente preparato qual è quello del Premio Venezia. Non è stato semplice per la giuria prendere una decisione definitiva, considerato il valore

di entrambi i giovani pianisti. Infine la brillante prova del padovano Gabriele Strata si è rivelata vincente. E sarà lui a suonare per la città di Cavarzere, per il pubblico del Teatro Serafin nell’attesissimo concerto che Stefania Masiero sta organizzando, con grande soddisfazione per la Città dell’entroterra veneziano.

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Sport

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“Meet your pacer”, di corsa per le strade della Riviera

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Allenamenti collettivi a Stra, Fiesso, Dolo e Mira in vista della Maratonina dei Dogi in programma per il prossimo 7 aprile. La partecipazione è libera

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i svolge anche quest’anno “Meet your pacer” il ciclo di allenamenti collettivi che tradizionalmente lancia la volata in vista della “Dogi’s Half Marathon” mezza maratona che si terrà il 7 aprile, quest’anno con partenza e arrivo a Mira. Questa edizione della Maratonina dei Dogi assegnerà il titolo tricolore per le categorie assoluti, promesse e juniores sia maschili che femminili. Un grande risultato per l’Atletica Riviera del Brenta, società organizzatrice della corsa. “Meet your pacer” è composto da quattro appuntamenti: il primo si è tenuto a inizio febbraio a Stra, poi sarà il 16 febbraio a Fiesso, il 2 marzo a Dolo e il 16 marzo a Mira. La manifestazione significa cronome-

tro e sorrisi, palloncini e voglia di stare insieme. Una tradizione che si rinnova di stagione in stagione, coinvolgendo un numero sempre più elevato di podisti e appassionati. Quest’anno saranno due, essenzialmente, le novità: il ritrovo nella piazza centrale delle quattro cittadine che i partecipanti alla “Dogi’s Half Marathon” incontreranno lungo il percorso di gara e la possibilità di iscriversi sul posto alla mezza maratona, usufruendo di una quota agevolata (22 euro invece di 25). La partecipazione a “Meet your pacer” è libera e non occorre l’iscrizione, basta recarsi nel punto di ritrovo un po’ prima della partenza. Il ritrovo per tutti e quattro gli appuntamenti è alle 9.30. Cronometro e pal-

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loncini rappresentano gli “strumenti del mestiere” per gli atleti che fungeranno da guida durante le sedute di allenamento collettivo. I quattro appuntamenti serviranno infatti anche per conoscere i “pacers” della “Dogi’s Half Marathon”, ossia gli atleti che il 7 aprile saranno il punto di riferimento per coloro che vorranno concludere la mezza maratona in un tempo prefissato. Per gli allenamenti collettivi il gruppo “Libere di correre”, che coordina l’attività dei pacers, ha

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individuato un percorso della lunghezza di 8 chilometri e tre diverse andature (fast, regular ed easy). Durante la mezza maratona, poi, saranno rispettate sette fasce di ritmo: proiezioni finali, a scelta, 1 ora 25 minuti, 1 ora 30, 1 ora 35, 1 ora 40, 1 ora 45, 1 ora 50 e 2 ore. L’intervallo di tempo è ampio, in modo da coinvolgere atleti di ogni livello e preparazione. Il conto alla rovescia per la Maratonina dei Dogi è iniziato. Giacomo Piran

restigiosa vittoria nell’ultima prova di Coppa del Mondo di ciclismo su pista, svoltasi a fine gennaio sul velodromo di Hong Kong, per Francesco Lamon, corridore di Mirano. L’atleta ha vinto nella specialità dell’inseguimento a squadre con il team della nazionale azzurra che era composto anche da Filippo Ganna, Liam Bertazzo e Davide Plebani che nella finale ha sostituito Michele Scartezzini. La formazione azzurra aveva ottenuto il miglior tempo nella batteria di qualificazione e poi al primo turno aveva superato la nazionale della Germania. Nella finale il team tricolore ha trionfato con il tempo di 3’53’’478 battendo la formazione degli Stati Uniti d’America con un distacco di quasi sei secondi. Medaglia di bronzo infine per la nazionale dell’Australia che ha primeggiato con il tempo di 3’57’’423 contro la Francia che ha fermato il cronometro sul tempo di 3’58’’738. (G.P.)

Trofeo di bocce misto, successo da ripetere

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n trofeo di bocce misto, fra atleti disabili e non. Questa l’iniziativa voluta dalla bocciofila Serenissima di Favaro Veneto che ha organizzato l’evento. L’evento che si è tenuto nelle scorse settimane e che ha visto la partecipazione di decine di atleti era stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Sorriso che ha la sua sede a Mira e da anni su occupa dell’inserimento e promozione dello sport fra i disabili. Ma ecco la classica finale del torneo a coppie miste che ha visto tanto entusiasmo fra i partecipanti. Si è classificata prima Michela Martignon (dell’Associazione Sorriso) e Roberto Marcato (Serenissima). Secondo Nicola Sgnaolin (Usb Zelarino) e Vincenzo Suman (Serenissima). Terzi classificati pari merito Maria Luisa Morello (Associazione Sorriso) e Mario Bagattin (Usb Zelarino) e poi la coppia De Sanata Marco e Giancarlo Brovedani. Hanno partecipato il presidente federazione bocce di Venezia Renzo Cuzzolin e Lara Cestonaro presidente Associazione Sorriso. “E’ stato un momento davvero emozionante ed importante - spiegano gli organizzatori - di sport. Una iniziativa che visto il successo che ha conseguito, sarà sicuramente da ripetere”. (A.A.)


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#Politica

Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità

Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini

Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare

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Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza

improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-

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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.

Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.

Maria Pavan

Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” “Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare

alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che

vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeggio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. Ma di questo il WWF non pare per nulla preoccupato: l’importante che entrino soldi nelle casse dell’associazione. Per il prossimo San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”


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Politica

Economia

La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L

La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione settore Questa del copia ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, liè distribuita nee guida per lo sviluppo di un e certificata da che comparto iperspecializzato rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori DI PIÙ GiusepregionaliSCOPRI all’agricoltura, a pag. 6 pe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati

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nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.

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Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo

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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.


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Politica

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Opere pubbliche

Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”

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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.

“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di

progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-

rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan

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L’ntervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc.

Tornare a correre la propria vita Run your life again: l’esperienza diventa un film tv a pag 28

Droga a scuola, “Test in classe per tutti”

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Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente a pag 30

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Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.

L’intervento

Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”

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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un

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Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.

a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto

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Droga a scuola, “Test in classe per tutti” L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere

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e uno studente su 5 ammette in consumare sostanze stupefacenti e se uno su 2 ammette candidamente di veder girare droga a scuola, significa che siamo in piena emergenza educativa. I dati diffusi dal Punto d’ascolto dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona, in collaborazione con il Servizio Dipendenze dell’Ulss 9 Scaligera, ci impongono non solo una riflessione sull’impatto che la droga sta avendo sui giovani, ma richiedono un’azione di contrasto la più efficace possibile”. L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, prende posizione in merito all’indagine svolta, tramite questionario anonimo, tra 1647 adolescenti veronesi tra i 13 e i 19 anni. Stando alle risposte raccolte dagli psicologi del Punto di ascolto

sul disagio giovanile, il 18 per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono studenti ammette di consumare sostanze, inquietanti – prosegue l’assessore – e il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente chiamano in causa tutti noi. utilizzano droghe. La motivazione principale Credo che ciò che accade a scuola, agenzia risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla quale tutti noi affidiamo la costruzione lo fa per scelta, meno del 12 per cento in della capacità critica e di giudizio dei ragazzi seguito ad una crisi nonché il loro futuro o per placare l’ansia. professionale, 2 euro a persona per L’età della prima rispetto all’uso di assunzione scende droghe, ci imponga individuare l’uso di a 13 anni, negli di affrontare anfetamine, cocaina, anni delle medie. in maniera più L’83 per cento ecstasy, oppiacei, morfina, rigorosa il tema degli intervistati delle dipendenze. cannabinoidi ritengono che sui Non è tollerabile banchi di scuola si che nella ‘palestra’ dovrebbe affrontare di più e meglio il tema dei cervelli si utilizzino sostanze che della droga e delle dipendenze. alterano le funzioni cerebrali, e purtroppo

Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca

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l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il

monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.

Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero

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inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità

nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.

in maniera irreversibile, data la giovane età dei consumatori”. Da qui la proposta dell’assessore Donazzan: rendere obbligatorio il test antidroga in tutte le scuole secondarie. “Ho fatto fare una stima di quanto costerebbe un test rapido e facile da eseguire, non invasivo, da fare nelle scuole, a sorpresa –ragiona l’assessore - Il costo è di 2 euro a persona per un test completo che consenta di individuare il possibile uso di anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, hashish, cannabis). Quindi – tira le somme Donazzan - con 400 mila euro di spesa è possibile coprire tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ovvero circa 200 mila adolescenti in Veneto”.

Elena Donazzan

“I costi sono più che sostenibili – conclude l’assessore - si tratta solo di volontà: introdurre controlli sistematici e a tappeto significa dare un preciso segnale, in termini di valori sociali e di responsabilità personale”.

Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi “P

erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”.

“L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”.

Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.


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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O

ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-

Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo

Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora

dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa

si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio

e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!

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4 febbraio 4

13.30 13.45

GRANDE SFILATA Pronti Mezza, Via! di CARRI MASCHERATI Maschere e Mascherine

Ci troviamo allegramente nel piazzale della biblioteca.

Inizia la grande sfilata delle mascherine e dei carri mascherati di Carnevale sulle note degli sbandieratori e delle bande musicali.

13.30 Raduno nel piazzale della biblioteca Via Roma si riempie di Suoni e Colori! 14.45 Spettaccoli, balletti, truccabimbi... sculture di palloncini tutto condito con la 14.00 Partenza carri mascherati, sbandieratori, simpatia dei Barbamoccolo e di succulente frittelle. figuranti, maschere e mascherine "A Chi toca fare e carte?" 15.30 15.00 In ghe piazza Aldo Moro Finalissima del 8° torneo di scopa all'asso in Piazza 1° Maggio... e le carte prendono vita. La contrada vincente il torneo riceverà in consegna la coppa.

16.30

Torneo di Scopa all’Asso Figurato, Trofeo 2019 con i rappresentanti "Dai che ciapemo qualcosa" delle contrade di Scorzè:

Estrazione dei numeri della ricca lotteria di Carnevale. libero).

Rosso - Coppe, Verde - Bastoni, Blu - Denari, Giallo - Spade.

16.30

Estrazione Lotteria

In caso di pioggia la manifestazione non avrà luogo e non verrà rinviata a nuove date. L’estrazione della lotteria però si effettuerà in Sala Consigliare domenica 4 febbraio 2018 alle ore 15.00.

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Sri Lanka, bello e possibile di Renato Malaman

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gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India”

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perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche… continua alla pag. seguente


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Sri Lanka, bello e possibile

L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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o Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare

N E L L A FOTO CO PERTIN A I CEL EB RI P E S C A TO RI D I WEL IG A MA . IN Q U ES TA PA G IN A : U N T REN O TU RIS TICO , RA CCO LTA D EL TÈ, L A F O RTEZZA D I S IG IRIY A , U N A G RA N D E S TA TU A A PO LO N N A RU WA , L E G ROTTE A F F RES CA TE D I D A MB U L L A , . PIÙ S OTTO : U N A S PIA G G IA S U L L’ O CEA N O IN D IA N O , U N O D E I TA N TI TEMPL I B U D D H IS TI, U N ’ A LTRA I M M A G IN E D I S IG IRIY A , EL EFA N TI IN L IB ERTÀ E I L TEMPIO D I PO LO N N A RU WA

tradizione dello stilt fishing così abilmen- lontano, è uno dei siti archeologici meglio te tramandatoci dalla foto di Steve Mc- conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terCurry Nonostante tutto Waligama resta za capitale del regno singalese, sorge il una sosta obbligata e lungo quel tratto di Tempio del Dente che ospita rituali e funcosta è bello vedere anche il pesce messo zioni religiose sulla reliquia del canino di ad essiccare, come fossimo in Scandinavia Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giaro sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio an- dini botanici di Peradeniya prima di intracora autentico, perché autentica è a livello prendere il suggestivo percorso montano, popolare l’adesione al pensiero filosofico che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, di Buddha di scuola Theravada e – per gli con destinazione Nuwara Eliya, stazione induisti – il culto delle proprie divinità, di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco spesso rappresentate in modo näif L’isola del sub continente indiano di Yala dove, poco eppure così piene è il simbolo stesso della coltivazione lontano dal mare, si estende una di significato. Ad del tè, che connota dolcemente zona umida dove Anuradhapura, privivono in libertà ma capitale singail paesaggio. La curiosità dei lese, imperdibili i pescatori sul trespolo immortalati gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvitempli di Dambulla da Steve McCurry e “cantati” cinabili grazie ad scavati nella roccia dai Duran Duran auto attrezzate per e affrescati sul sofil safari. Colombo, fitto. Ogni grotta lascia a bocca aperta per le bellezze che infine, città piena di contraddizioni, ma svela, è come si entrasse in tante Cappelle pulita, ordinata e – nella parte nuova – avSistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, al- veniristica. E’ il simbolo di un paese che tro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa guarda avanti, forte di grandi civiltà alle fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato… percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco


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www.lapiazzaweb.it Messaggio pubbliredazionale

Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.

Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.

Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto

La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro

Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.

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ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi

Torta salata e finocchi

Fagottini di mele

Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.

Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.

Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.

Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.

Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.

Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.

Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.

Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio

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Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.

Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto

Gemelli

Sagittario

Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.

Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa

Cancro

Capricorno

Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.

La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.

Leone

Acquario

Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.

Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete

Vergine

Pesci

Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi

Vi piacciono le originalità di chi incontrate, perciò siete sempre innovative e fuori dal comune. In una parola affascinanti e capaci di ammaliare chiunque


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