Sport p.19
Regione p.21
Salute p.31
on-line: La prova del nove
MAGGIO 2020
Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.73
Cultura p.17
della Riviera del Brenta
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TERRITORIO
Riapre il parco di villa Pisani a Stra
Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le www.servizilucarda.com cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal ORIAGO · MIRA · MESTRE CARPENEDO · FAVARO lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di gaPAOLO 335 7082317 rantire il rispetto del distanziamento, unica arma CHRISTIAN 333 2320219 finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanalle 5, 11 cio da svariati miliardi che oraservizi aspetta dipagg essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.
Lavori pubblici, si riparte: cantieri aperti a Dolo e Mira A Dolo 17 gli interventi in corso a cui si aggiungerà l’imminente completamento di 3 progettazioni. A Mira completato il ponte sul Taglio con la terza corsia sulla Brentana
MIRA, L’EMERGENZA
In Riviera aumenta la povertà cronica MIRA, SOCIALE
Disabili, l’Anffas lancia l’allarme MIRA, LE DENUNCE
Aumentano baruffe e litigi in famiglia DOLO, LA TENDENZA Chiama Ora 351-6777004 Aumentano i matrimoni religiosi PA SS
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info@vivaibarendi.com · www.vivaibarendi.com · seguici su da 18 edizioni locali mensilmente È un periodico formato recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.
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cell. 327 1372668 · ororiviera@libero.it Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin segue Centro Stampa: Rotopress International Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Brecce · Loreto (An) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane Chiuso in redazione il 15 maggio2020 >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<
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Villa Pisani, riapre il Parco
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Fissato il limite giornaliero di 3000 persone
a più rinomata villa della Riviera del Brenta, Villa Pisani a Stra che Chiama Ora è Museo Nazionale, ha riaperto i battenti nelle scorse settimane, 351-6777004 aprendo (al momento in cui scriviamo) il parco ma non le stanze – museo dello storico edificio: Ma andiamo nel dettaglio: il parco ovviamente per rispettare le normative inerenti il coronavirus, avrà capienza limitata. Ci potranno essere 1500 visitatori al mattino e altri 1500 visitatori al pomeriggio. Nelle ore fra questi due turni ci saranno lewww.lapiazzaweb.it/vacanze sanificazioni delle entrate. Il parco in questo momento è molto bello con tante piante in fioritura. Il Labirinto, un percorso botanico del Scopri all’interno le favolose offerte parco nel Settecento, conosciuto nche a livello internazionale, scelte,creato esclusivamente per te! non sarà aperto perchè prevede una unica entrata e uscita, e il rischio Una selezione periodica di viaggi assembramento non può essere escluso. La villa cioè i locali del muad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri giornalisti! seo per ora resteranno chiusi ai visitatori. La direzione pensa possa Visita la sezione dedicata sul nostro essere riaperta nel giro di qualche settimana, in questo momento se sito www.lapiazzaweb.it ne stanno studiando le modalità. Sempre fra le ville più rinomate della Riviera e cioè ad esempio, villa Widmann- Foscari a Mira Porte, l’apertura è prevista per fine maggio invece. Sul versante dei proprietari della ville venete non manca qualche preoccupazione. Ad esprimerla è il Consorzio Ville Venete con il suo presidente Elisabetta Fogarin. Molte ville si sottolinea, sono state trasformate in dei ristoranti e tante altre organizzano feste di matrimoni, momenti di aggregazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< di ogni tipo e congressi. Per queste, l’attività in questi mesi si è cona lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci clusa e per decine di strutture non si sa quando potrà riprendere. attende Di una sfida non meno impegnativa. La risicuro fra le ultime attività che potranno riprendere ci sono gli partenza eventi da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con aggregativi all’interno degli storici edifici. Dalla crisi però secondo la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una l’associazione degli albergatori Ava, proprio la Riviera potrà uscirne sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molmeglio di altre zone rilanciando un turismo lento e sostenibile.teplicità di aspetti. PA SS
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Mira
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Ponte sul Taglio, terza corsia sulla Brentana E’ stata ripristinata anche la passerella ciclopedonale e tutto il marciapiede eliminando le barriere architettoniche presenti
Condotta dell’acqua, protesta a Borbiago
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rotesta a Borbiago di Mira per le continue rotture della conduttura principale dell’acqua dopo che, nelle scorse settimane lo scoppio della tubazione ha allagato tre strade La conduttura è vecchia 50 anni e che ora i residenti chiedono sia messa in sicurezza o cambiata prima che si verifichino nuovi incidenti. A sollevare il problema per i residenti è Silvano Scatto vicepresidente dell’associazione di promozione del territorio di Borbiago “El Capiteo” ed esercente nella frazione. “Questa conduttura – spiega Scatto – si è rotta nel giro di due anni ben tre volte e ha provocato danni a strade e altri beni pubblici. Si tratta di una conduttura vecchia di una sessantina di anni rivestita in amianto (eternit) che parte da Mira Porte e serve tutta la frazione”. Una conduttura tra l’altro insufficiente per altri residenti visto che il paese nel corso degli anni è aumentato dal punto di vista della popolazione” Per i residenti sarebbe opportuno che Veritas facesse finalmente un investimento e cambiasse questa condotta in tutto il tratto. (a.a.)
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uova viabilità a Mira sulla Brentana da inizio maggio. Il ponte sul canale Taglio è stato riaperto con la nuova terza corsia di immissione che permette alle auto di svoltare verso la Miranese senza l’effetto tappo che da sempre congestionava l’incrocio provocando code. Con questo intervento è stata ripristinata anche la passerella ciclopedonale e tutto il marciapiede, eliminando le barriere architettoniche presenti. L’investimento finale è di circa 600mila euro e ci sono voluti quasi 18 mesi di lavori, per la necessità di indagini approfondite sul ponte storico che insiste in via Nazionale L’attenzione sarà in questi giorni per la sistemazione degli impianti semaforici collegati all’incrocio. Per il pieno completamento dell’opera unfatti manca solo il nuovo sistema di gestione semaforica dell’intero nodo, in arrivo a breve, che prevederà anche l’arretramento del-
la lanterna di via Argine Destro “Mira ha un nuovo biglietto da visita - spiega il sindaco Marco Dori. Faremo una bella inaugurazione coinvolgendo tutti appena si potrà, intanto cominciamo ad usarlo e a conoscerlo. Un ringraziamento particolare anche alla ditta per il lavoro svolto e a Veneto Strade per la collaborazione con verifiche e delle indagini. Un grazie particolare a tutto lo staff tecnico e al mio vicesindaco Gabriele Bolzoni, sempre presente per portare a compimento questo importante intervento ”. Gli interventi viari comunque
non si fermano qui nel territorio comunale Mira. Prosegue infatti anche in queste settimane l’intervento per la messa in sicurezza sulla provinciale via Boldani la strada che da Mira Porte arriva a Borbiago (cantieri gestiti da parte della Città Metropolitana di Venezia) del “Ponte dei Corni” una struttura che dava segnali di cedimento. Sempre sul territorio mirese procedono interventi di asfaltatura e posa e ammodernamento delle condutture del gas a Oriago e Borbiago. Alessandro Abbadir
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Il mercato rionale di Oriago è stato spostato
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l mercato rionale di Oriago si è spostato. E’ partito con l’inizio del mese il trasloco temporaneo del mercato di Piazza Mercato . Il tradizionale mercato, al momento con i soli banchi consentiti dalle disposizioni Covid-19, trova collocazione nell’area antistante al farmacia comunale. In questo modo la circolazione viaria è lasciata libera e verranno resi disponibili i parcheggi. Rimane inoltre in vigore il contingentamento degli ingressi e la presenza dei volontari di Protezione Civile e Alpini per attività di informazione alla cittadinanza che si recherà a fare la spesa. Lo spostamento del mercato di Oriago entra in una più ampia azione da tempo programmata, che prevede anche lavori di adeguamento igienico sanitario già avviati, ad esempio, lo scorso anno nell’area della pescheria di Mira Taglio. Il mercato è stato spostato
all’interno dell’area antistante la farmacia comunale, grazie ad un accordo con la proprietà che ne ha concesso l’uso gratuito. Per il trasferimento sono state sentite anche le associazioni di categoria.“L’amministrazione sta proseguendo nel percorso iniziato relativo all’adeguamento igienico-sanitario dei mercati, che permetteranno anche di recuperare dei nuovi parcheggi al fine di consentire ai clienti la sosta nelle vicinanze – spiega l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Vanna Baldan. Questi lavori, inoltre, consentiranno, in futuro, di utilizzare Piazza Mercato anche per eventi di vario tipo”. Chiuso il cantiere di adeguamento igienico sanitario per il mercato di Oriago, si provvederà a portare avanti la progettazione per l’adeguamento igienico-sanitario del mercato di Mira Taglio. (a.a.)
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Mira
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Sociale L’analisi del presidente della Conferenza dei sindaci Andrea Martellato
Riviera, aumenta la povertà cronica fra la popolazione, “situazione critica” F
asce di popolazione sempre più hanno impoverito via via il tessuto ampie precipitano nella povertà sociale del territorio“. I Comuni sono cronica nei 17 comuni del compren- in estrema difficoltà- afferma Marsorio della Riviera del Brenta e nel tellato – per l’ampliamento di una Miranese. E ciò che emerge da una platea di bisognosi che tende a croanalisi della situazione degli ultimi 4 nicizzarsi e a pesare sulle casse degli anni fatta dai Comuni dell’area. I dati enti già a corto di risorse” A Mira che sono allarmanti sotto questo punto è il comune più popoloso del comdi vista: si è passati da circa 2300 fa- prensorio ad esempio, le famiglie che miglie assistite dall’inizio del 2016 a chiedono aiuto sono oltre 600. Mira oltre 3000 alla fine del 2019. Le richie- con quasi 40 mila abitanti, è uno di ste a Caritas, parrocchie e contributi quelli con un tessuto sociale fra i più ad affitti e welfare sono aumentate di fragili, legato anche alla presenza oltre 25%. Complessivamente i nu- nelle proprie frazioni (soprattutto a clei famigliari in difficoltà arrivano Mira Porte , Gambarare e Oriago) di a quasi 10 mila persone. Le persone veri e propri quartieri dormitorio. “La in carico a Comuni e che chiedono situazione – spiega l’assessore comuaiuto a Caritas sono persone difficil- nale Francesco Sacco- è diventata mente reinseribili nel mondo del la- sempre più difficile. Siamo arrivati a voro. A differenza ad esempio di una contare oltre 600 famiglie fra quelmancanza di reddito le che chiedono aiuto temporaneo dovuto sia in termini di biA Mira, le alla situazione continsogni alimentari, che famiglie che gente. Ad analizzare vestiario. Ma stimiala situazione è Andrea chiedono aiuto mo possano arrivare Martellato presidena superare il migliaio. sono oltre 600. te della conferenza Per fortuna accanto al Si stima che dei sindaci dell’Ulss Comune di Mira, agi3 e anche sindaco di scono volontari di asquelle in Fiesso D’Artico. Consociazioni caritatevoli difficoltà ferenza che si occue anche tanti privati pa di stilare anche il possano arrivare cittadini di buon cuobilancio sociale dell’ re che aiutano persoal migliaio Ulss 3. Negli ultimi nalmente i vicini in anni qualche mitigadifficoltà durante tutzione delle forme di povertà in Ri- to il periodo dell’anno. Monitoriamo viera e Miranese c’è stata , fanno no- con attenzione che questa situazione tare i sindaci con il Rei il reddito di non possa trasformarsi in una vera inclusione. “La povertà cronica nel e propria emergenza sociale”. Ma la nostro territorio era già in aumento situazione non è facile neanche nel insomma – sottolinea il presidente resto del comprensorio, in aree ad dei sindaci Ulss3 Martellato – prima esempio come Spinea, Martellago o dell’emergenza sanitaria. Si pensi Dolo. Senza contare poi l’impoverialla crisi finanziaria del 2008- 2009. mento generale causato dalla pandeCon il passare degli anni insomma mia del Covid 19. Alessandro Abbadir le varie crisi che si sono succedute
Ha riaperto a Mira Porte l’attività di consegna di alimenti del Centro San Martino di aiuto ai poveri
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a riaperto a Mira Porte, con la sola attività dell’ emporio alimentare, il Centro San Martino di aiuto ai poveri del paese. Il centro che si trova nella parrocchia di Mira Porte dà servizio di distribuzione di pacchi spesa e vestiario a oltre 540 famiglie all’interno del territorio comunale .E’ operativo il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 15-17 e mercoledì dalle 9 alle 11: quest’ultimo accesso è riservato solo per gli over 65. Gli ingressi sono contingentati e vanno rispettate le misure di sicurezza sanitaria: è necessario indossare la mascherina e i guanti monouso e possono entrare al massimo due persone per volta (un componente per famiglia). Nell’operazione sono stati coinvolti anche la protezione civile e gli alpini.”E’ importante- dichiara l’assessore alle Politiche sociali Chiara Poppi- continuare a sostenere il centro con le donazioni alimentari, molte sono arrivate in questo pe-
riodo”. La distribuzione di pacchi di generi alimentari va detto, non è comunque mai stata sospesa, neanche nel periodo in cui le chiusure dettate dall’emergenza erano state totali. Il centro San Martino con i suoi volontari ha portato le spese a domicilio a tante famiglie in difficoltà sul territorio che erano già seguite dai volontari del servizio legato alla parrocchia. (a.a.)
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Mira
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Disabili, l’Anffas teme lo smantellamento dei servizi
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Per la presidente Donatella Donati: “E’ necessaria l’apertura dei centri diurni per un numero maggiore di utenti con una turnazione tra mattino e pomeriggio”
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’Anffas della Riviera del Brenta, lancia l’allarme: la riapertura dei centri diurni è stata lasciata in queste settimane a se stessa, senza linee guida precise. Le famiglie dei disabili dell’area temono un taglio dei servizi e sono arrivate allo stremo dopo oltre due mesi di chiusura in casa con i figli. Aumentano le tensioni con le persone disabili in casa e i famigliari. “Nella nostra realtà dell’ex Ulss 13 cioè Riviera del Brenta e Miranese – spiega la presidente dell’Anffas della Riviera Donatella Donati – seguiamo circa 200 persone con disabilità. Giorno dopo giorno, in questo periodo molte famiglie hanno visto vanificare il lavoro di anni e, per stanchezza, stanno per-
dendo la capacità di gestire in modo proficuo ed efficace la vita quotidiana dei loro figli o famigliari con disabilità, siano essi in età evolutiva o in età adulta”.”E’ urgente - spiega la Donati - che, accanto alla graduale riapertura del mondo produttivo e lavorativo, venga avviata, in modo più sollecito e capillare, una “fase 2”per le persone con disabilità, progettandone i modi e le azioni. Una fase che deve essere attivata nelle prossime settimane”. Da qui delle proposte specifiche. “E’ necessaria - spiega la Donatil’apertura dei centri diurni per un numero maggiore di utenti (ora limitata) con una turnazione tra mattino e pomeriggio, seguendo reali criteri legati alle strutture e non a mere conside-
Teatro, arrivano i rimborsi
razioni di carattere burocratico, in modo che tutti gli utenti trovino maggiore soddisfazione ai loro bisogni. E’ necessario poi nel nostro territorio della Riviera e Miranese l’attivazione, dei trasporti dei disabili in tutte le situazioni famigliari di particolare fragilità”. Infine un timore e un’altra richiesta. “Non vorremo che questa emergenza fosse l’occasione per smantellare una rete di strutture di supporto alla
disabilità – conclude Donatella Donati – monetizzando l’aiuto alle famiglie con bonus di vario tipo. Chiediamo perciò la graduale ripresa delle attività delle strutture semiresidenziali che va condotta in concertazione con le associazioni delle famiglie. Un lavoro questo che può e deve essere fatto in pieno accordo con le istituzioni nelle prossime settimane”. Alessandro Abbadir
’ stata sospesa la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Villa dei Leoni a Mira, realizzata in con Arteven, fino a aggio 2020, ma le persone avranno i rimborsi. “I possessori di biglietti- spiega Arteven in una nota - potranno scegliere se conservare il biglietto e mantenerlo valido per la data riprogrammata dello spettacolo, oppure potranno ottenere il rimborso in contanti recandosi presso la biglietteria del teatro, non appena questa verrà riaperta. Il rimborso è previsto solo per i biglietti che si riferiscono a spettacoli sospesi fra il 24 febbraio 2020 ed il 7 marzo 2020. I possessori di biglietti o di abbonamenti di tutti gli spettacoli programmati dall’8 marzo 2020 al 3 maggio 2020, potranno convertire i titoli di accesso in voucher . Info sito www. vivaticket.it entro e non oltre il 16 maggio 2020.Il voucher ha validità di un anno dalla data di emissione. (a.a.)
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Sociale Una situazione preoccupante a Dolo e Mira
Scritte ingiuriose, solidarietà al sindaco
Liti, aumentano gli interventi delle forze dell’ordine L
iti fra vicini in aumento nei Comuni di Mira e Dolo.e per evitare che le liti finiscano con feriti o peggio (cioè in tragedie) negli ultimi 18 mesi ci sono stati oltre 400 interventi delle forze dell’ordine e polizie locali. Non mancano poi interventi per dirimere le risse da bar fra avventori su di giri, una trentina in tutto. Il numero di interventi complessivamente, è aumentato di circa 15% rispetto al periodo precedente. Questo da un lato rispecchia la tempestività di azione delle forze dell’ordine (carabinieri e polizia) e anche polizie municipali in entrambi i Comuni, dall’altro un preoccupante tasso di litigiosità all’interno delle famiglie, ma anche fra vicini di casa. Spesso i casi più gravi vedono liti o tensioni, sfociare in confronti o atti autolesionistici che causano anche feriti sia fra i famigliari che fra gli operatori delle forze dell’ordine. Le forze dell’ordine intervengono in media 5-6 volte a settimana in questi casi. Si tratta di operatori che arrivano per riappacificare gli animi e rischiano grosso quando le persone fuori controllo fanno uso come a volte succede di coltelli e bastoni. Le frequenti liti in famiglia a Dolo e Mira sono la spia a volte anche di gravi episodi di violenza di genere o di situazioni psicologiche complicate a causa della presenza di persone affette da disturbi mentali o da disabilità fisiche e psichiche. I servizi sociali dei Comuni di Mira e Dolo monitorano la situazione costantemente. In questo periodo comunque non è mancato neanche un aumento della violenza di genere. Un aumento dovuto in tante occasioni anche al fatto che le persone in questo periodo sono state costrette a restare in casa anche con conviventi violenti che spesso non potevano essere distanziati. Ovviamente ora la situazione con l’avvio della fase due è cambiata per fortuna in meglio. “Ora – spiegano alcuni operatori sociali dei Comuni della Riviera – le donne posso-
no uscire di casa e segnalare che succede . Infatti il numero di segnalazioni legate alla violenza di genere dopo la fine del lockdown è cresciuto in modi molto consistente” Nel territorio della Riviera
è attivo lo sportello anti violenza Estia . Il centro Estia ha distribuito così in queste settimane nei supermercati edicole o farmacie volantini informativi. Il messaggio è chiaro. Se qualcuno avrà bi-
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sogno di aiuto potrà chiamare il 3497570892 il lunedì dalle 10 alle 11 il mercoledì dalle 9. 30 alle 13 il giovedì dalle 11 alle 18 e il venerdì dalle 10 alle 11. Alessandro Abbadir
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critte minacciose vergate con vernice rossa. contro il sindaco Marco Dori sono apparse sulla mura di cinta di Villa Contarini dei Leoni e sulle pareti del municipio in piazza IX Martiri qualche settimana fa . Il sindaco, saputo cosa era successo, ha subito commentato dal suo profilo facebok: “Buongiorno a tutti, ha scritto Dori,anche a chi rovina un patrimonio della comunità. Per gli insulti, basta facebook... Non sporcate nulla e ci mettete, forse, anche la faccia. Il sindaco c’è, lavora, e la sua porta è sempre aperta”. Il vice sindaco Gabriele Bolzoni e l’intera giunta comunale hanno condannato fermamente la minaccia rivolta al sindaco Dori. “Un atto ignobile, nascosto dietro un vile anonimato, che si commenta da sé. Vice sindaco e assessori esprimono a Dori vicinanza e solidarietà, e ricordano che la democrazia è confronto a viso aperto, ancorché la si pensi diversamente. Una scritta ingiuriosa, che peraltro deturpa un bene pubblico, rappresenta invece un reato per il quale ci si augura che venga presto identificato il responsabile”. La consulta del volontariato di Mira ha condannato l’attacco ai danni del sindaco Marco Dori”. Ci auguriamo che chi ha attaccato così pesantemente il nostro sindaco- hanno detto- e il nostro bene comune sia messo davanti alle proprie responsabilità. Il sindaco è sempre stato aperto e disponibile al dialogo, pronto ad ascoltare chi, civilmente e coi giusti mezzi, si è rivolto a lui, quindi ancor meno comprendiamo il gesto ignobile che è stato commesso. Cogliamo anche l’occasione di ringraziarlo e ringraziare l’amministrazione per il grande lavoro che stanno svolgendo in questo periodo difficile”. Solidarietà al sindaco è poi arrivata da tutto l’arco politico”.
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Dolo
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A Dolo aumentano i matrimoni religiosi Nel 2018 celebrate 39 unioni: 26 civili e 13 religiose. Nel 2019, il numero dei matrimoni era sceso a 21 quelli con rito civile sono stati 6 mentre sono aumentati a 15 i religiosi
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ol coronavirus si sa, il numero dei matrimoni è crollato. Un numero che però era in diminuzione anche prima dell’epidemia. Fra i dati degli due ultimi anni in Riviera del Brenta però emerge come si rilevino nei due paesi della Riviera del Brenta e cioè Mira e Dolo, delle particolarità Il dato più curioso emerge da Dolo. A Dolo infatti pur nel calo generalizzato, in controtendenza, è aumentato ndell’ultimo anno rilevato, il numero dei matrimoni religiosi mentre è precipitato quello dei matrimoni civili. Ma ecoco i dati: a Dolo, nel 2018 ci sono stati 39 matrimoni complessivi:26 con rito civile e 13 con rito religioso. L’anno dopo e cioè nel 2019, il numero dei matrimoni con rito civile è crollato a 6 mentre sono aumentati a 15 quelli con rito religioso per un numero complessivo di 21. Dolo non c’è stata negli ultimi due anni, nessuna unione civile. Per il vicesindaco di Dolo Gianluigi Naletto da sempre legato al mondo
delle parrocchie dolesi, il caso del leggero aumento dei matrimoni religiosi, è un segno molto importante da parte della comunità cittadina. “Come politico di ispirazione cattolica - dice Naletto - in un’epoca di disorientamento si tratta, di un dato, anche se limitato dal punto di vista numerico, significativo che riafferma la volontà dei giovani di gesti forti, carichi di valenza ideale, e spirituale” A Mira invece si assiste ad un andamento, un trend più in linea con l’andamento dell’ultimo decennio. Nel paese più popoloso della Riviera nel 2018 i matrimoni celebrati sono stati 117 complessivamente, mentre nel 2019 invece ne sono stati celebrati 92. Nel 2018, 40 erano stati celebrati con rito religioso e 77 con rito civile. Nel 2019 sono invece stati 32 quelli con rito religioso e invece 60 con rito civile. Sono calate anche le unioni civili, cioè le unioni celebrate da cittadini dello stesso sesso: erano 5 nel 2018 e sono state 2 nel 2019. Nel 2018 queste
a Mira erano state 5, tutte fra due uomini. Le unioni civili invece nel 2019 sono state 2 , fatte da una coppia di uomini e da una coppia di donne In entrambi gli anni, il numero di matrimoni, in cui almeno una delle persone era di origine straniera, è stato 18. Poi va detto
Pizze gratis per il personale dell’ospedale di Dolo
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iccoli grandi gesti di sensibilità e umanità si sono succeduti in vario modo in tutto questo periodo per ringraziare e fornire un minimo di sostegno e riconoscimento a chi ha operato in prima linea nel momento di massima sofferenza provocato dall’emergenza sanitaria per il Covid-19. Fra i tanti ci piace sottolineare quello della pizzeria “Allo Scricchio” di via Cairoli, che opera per la clientela dal 1993 con la consegna a domicilio. Non avendo mai chiuso, proprio per venire incontro anche alle esigenze delle famiglie costrette a casa, ha voluto anche testimoniare la propria vicinanza al personale sanitario dell’ospedale di Dolo, da settimane riconvertito a centro per l’emergenza al coronavirus, costretto ad operare in condizioni stressanti di difficoltà. Stefano Martellato e la moglie Lina hanno deciso di effettuare delle consegne di pizze gratis al personale in servizio durante la fase più calda dell’emergenza ricevendo vari e graditi attestati di apprezzamento per aver regalato dei piccoli e graditi momenti di distrazione. Ne citiamo un paio. Il personale di terapia Intensiva e del Pronto Soccorso ha ringraziato con un post. “Un grazie di cuore per le pizze offerte! Un gesto che ci aiuta” #andràtuttobene# Il personale della terapia intensiva di Dolo” . Un infermiere di rianimazione, F.S., ha aggiunto. “Vi volevo ringraziare per le ottime pizze che ci avete offerto nelle scorse settimane. Siete stati gentilissimi”. Una pizza per ridurre lo stress e la fatica. (l.p.)
Mense scolastiche, al via le iscrizioni Entro il 30 giugno con modalità esclusivamente on line
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isposizioni emanate nelle scorse settimane dal Comune di Dolo. Sono aperte le iscrizioni per il servizio di ristorazione
della scuola primaria e secondaria del territorio comunale per l’anno scolastico 2020/21. Le nuove modalità per accedere al servizio sono state definite dalla ditta Sodexo e per iscriversi o rinnovare l’iscrizione è obbligatoriamente necessario procedere all’iscrizione online, entro e non oltre il 30 giugno, seguendo le istruzioni
infine che nei primi mesi del 2020 i matrimoni sono letteralmente sono crollati sia a Mira che a Dolo. Le celebrazioni si contano in entrambi i Comuni in meno di10, ovviamente a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Alessandro Abbadir
accedendo all’apposito portale Doloportalegen Il link è già attivo sia per i rinnovi di iscrizioni sia per i nuovi iscritti, e coloro che non iscriveranno il proprio figlio online, nei termini sopra indicati, non risultando nelle anagrafiche, non potranno accedere all’acquisizione del buono. Nessun modulo cartaceo verrà consegnato per l’iscrizione. Per gli utenti che effettueranno l’iscrizione per la prima volta (che quindi non hanno mai avuto un codice utente ed una password assegnati) l’accesso dovrà essere fatto accedendo al portale e cliccando sul bottone “Nuova iscrizione” mentre per gli altri le modalità rimangono quelle già utilizzate. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio rette Sodexo nelle giornate del lunedì e mercoledì dalle 9 alle 13 telefonicamente allo 049 8532308, oppure tramite mail all’indirizzo: inforetteNE.scolastiche.FMS.IT@sodexo.com . Infine, il canone dovuto per la rata dell’occupazione di spazi ed aree pubbliche permanenti e temporanee (Cosap) la cui scadenza era prevista era nella giornata del 30 aprile è stato rinviato. L’Ufficio Tributi del Comune ha precisato che nelle prossime settimane seguiranno informazioni più precise sulle nuove scadenze.
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Dolo
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Cantieri, dopo lo stop forzato ne ripartono una ventina Sono 17 gli interventi in corso a cui si aggiungerà l’imminente completamento di 3 progettazioni strategiche. Per i lavori alle Conche di Piazza Cantiere completamento entro maggio
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ipartono una ventina di cantieri a Dolo dopo l’emergenza coronavirus. “In questi mesi di stop forzato – spiegano il Sindaco Alberto Polo e l’assessore ai Lavori Pubblici Giorgia Maschera – non abbiamo mai smesso di lavorare. Abbiamo messo al primo posto la salute dei cittadini, delle imprese e degli uffici coinvolti, ma al tempo stesso siamo riusciti a garantire la giusta continuità che, ora che le disposizioni lo permettono, ci consente di riaprire. Il nostro impegno in tutti i lavori pubblici condotti in questi anni segue alcuni filoni molto precisi. In primo luogo abbiamo avviato un percorso di messa in sicurezza e di ammodernamento degli istituti scolastici. Poi abbiamo potenziato in modo molto significativo la rete delle piste ciclabili, il sistema dei parchi pubblici e la riqualificazione del centro storico, realizzando quelle opere che lo rendessero maggiormente attrattivo in termini turistici, culturali e commerciali”. Sono 17 i cantieri con lavori in corso a cui si aggiungerà l’imminente completamento di 3 progettazioni strategiche. I lavori alle Conche di Piazza Cantiere prevedono il completamento di alcuni elementi di dettaglio entro maggio. Si lavora sulla pista ciclabile Dolo – Sambruson per i quali l’impresa ista già provvedendo alla realizzazione degli ultimi interventi,. anche in questo caso la fine dei lavori è prevista entro maggio. Praticamente conclusi i lavori in via Cimitero a Sambruson mancano gli ultimi lavori di ripristino dell’asfalto, di completamento di alcuni dettagli della pista ciclabile ed entro fine maggio dovrebbero concludersi. Anche per il parco di Piazzale Collodi, mancano soltanto alcuni piccoli elementi di dettaglio. L’opera, di fatto, è già completata, va soltanto resa accessibile. Alla scuola Manin a Sambruson si lavora per il completamento di alcuni elementi strutturali e poi si passerà alla fase del cappotto e dei serramenti. Considerati anche i tempi di trasloco, la scuola sarà pronta per settembre. Interventi, poi, negli alloggi comunali di via Dauli, in via IV Novembre, per i parcheggi di via san Pio X°, per l’illuminazione di alcune vie di Sambruson, per il completa-
mento del marciapiede di via Presicci Cataldo, l’asfaltatura di via Brentasecca con la realizzazione anche di dossi. Sono iniziati i lavori allo stadio Walter Martire per la copertura della tribuna. A Sambruson si lavora per la messa in sicurezza di via Ponte ed ad Arino per l’attraversamento di via Cazzaghetto e per il raccordo della pista ciclabile con il marciapiede. Per quanto riguarda Piazza del Grano a Dolo: è in corso un
confronto con la Sovrintendenza in ottica di avviare i lavori in autunno, poiché gli stessi sono già stati assegnati tramite gara di Città Metropolitana.
Altri progetti sono quelli del canale Pionca di Arino, della riqualificazione del Foro Boario e il completamento della pista ciclabile di via San Pio X°. Lino Perini
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Attività sportive, arrivano i contributi del Comune
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ttività sportive in ginocchio per via della sospensione delle attività ma il Comune corre in soccorso di 8 e decide di erogare ugualmente i contributi promessi per l’anno 2020. Lo spiega l’’assessore allo Sport Gianluigi Naletto. “L’amministrazione, nelle scorse settimane, ha ricevuto numerose richieste di contributo per l’anno 2020 da parte di alcune associazioni sportive. Considerato il particolare momento che ha determinato la inderogabile sospensione delle attività, si è creato, da un lato, la perdita degli introiti derivanti dalle quote di associazione e dall’altro la necessità di provvedere, da parte delle stesse, alle restituzione di parte della quota annuale se la stessa è stata versata per intero all’atto della iscrizione. A ciò si aggiunga la necessità di dover far fronte anche alle spese sostenute per le ordinarie attività connesse alla programmazione pregressa. Per questa situazione di necessità ed emergenza, il Comune, in via eccezionale, ha deciso di erogare le somme che si sono ritenute confacenti, calcolate nel rispetto di quanto storicamente liquidato alle stesse nell’ultimo quinquennio, a titolo di contributo ordinario, anche per l’anno 2020”. A beneficiarne saranno l’Ambrosiana calcio Sambruson per 4.000 euro, il calcio Dolo 1909 per 10.000 euro, l’ Arinese calcio per 4.000 euro, il Volley Dolo per 1.250 euro , il Basket Dolo Dolphins per 3.500 euro, Il Pattinaggio artistico Dolo per 1.000 euro, Il Tennis club Dolo per 2.000 euro e l’Atletica Riviera del Brenta per 1.000 euro. Il contributo, per l’importo complessivo di 26.750 euro. Importo che sarà erogato alle associazioni sportive in unica soluzione.
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“Piccoli negozi pronti per la ripartenza” Enrico Zarotti, presidente di Confesercenti della Riviera, lancia l’allarme per la crisi del comparto turistico
Associazioni e professionisti in aiuto ai cittadini
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l Comune ha chiesto la disponibilità di associazioni e professionisti per aiutare chi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. Sono stati 16 coloro che hanno risposto all’appello. Esperti che immediatamente hanno dato la loro disponibilità a un servizio di consulenza telefonica,gratuita. Sono un fisioterapista specializzato in posturologia Alberto Dioli, la commercialista Cristina Calzavara. E poi: gli psicologi e consulenti della persona Caterina Saccon, Barbara Comelato, Elisabetta Zago, Veronica Borgato, Alessandro Longhin, Anna Donà, Marco Catalano, Mariangela Mauro e Nicoletta Zampieri. A loro si aggiungono l’associazione “La terra di hope centro clinico Iaa” di Mira che si occupa di psicologia rivolta alla famiglia e disabilità in età evolutiva. Disponibilità anche da parte della Cna (Confederazione nazionale della piccola e media impresa) di Mirano tramite il direttore Michele Barison e l’Istituto veneziano di terapia comportamentale e cognitiva. (l.p.)
Enrico Zarotti
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a crisi economica dovuta al prolungato periodo di chiusura di gran parte delle attività commerciali sta creando molta apprensione nelle categorie interessate e la Confesercenti della Riviera del Brenta lancia un appello. “Diamo fiducia ai negozi e alle piccole imprese, sono le prime a poter garantire i protocolli di sicurezza”. A sostenerlo è Enrico Zarotti presidente dell’associazione, che aggiunge: “Siamo ormai entrati nella Fase 2 con la calendarizzazione diversificata delle riaperture con pregiudizio per alcuni negozi e bar che sono stati i primi protagonisti a chiudere all’insorgere della pandemia. Lo stop è già costato agli autonomi, su scala nazionale, 1,8 miliardi di euro di reddito nonostante il “bonus”. Sulle misure di sicurezza da osservare, Zarotti evidenzia: “L’unico requisito che
deve essere garantito per aprire le attività è il rispetto dei protocolli di sicurezza, che sono ormai stati definiti. Ma proprio per questo, nelle piccole e medie imprese è più facile garantire i dispositivi di sicurezza e mettere in pratica la normativa. Rispettando tutte le direttive definite dal Governo - dalla disponibilità dei gel igienizzanti alle mascherine alle regole di distanziamento sociale, - è possibile operare in sicurezza nei piccoli negozi. Dando loro fiducia anche sulla base della recente esperienza: durante lo stop, alcune categorie di esercizi di vicinato sono rimaste aperte, lavorando a rischio personale per fornire servizi essenziali alla comunità. Forni e alimentari, edicole, riparatori, tabaccherie e poi librerie e negozi per bambini hanno dimostrato senso della
responsabilità e rispetto delle regole, confermando ancora una volta il valore sociale dei negozi di quartiere. Negozi la cui prossimità ai consumatori è, oltretutto, un incentivo alla riduzione degli spostamenti”. La crisi sta mettendo in ginocchio anche il turismo.Il presidente Confesercenti rileva: “il settore turistico tutto, penso alle agenzie di viaggi presenti nel nostro territorio, penso alle società di noleggio bus, ai battelli fluviali, alle filiere di piccole aziende manifatturiere che producono anche prodotti artigianali Made in Italy e destinati al turismo che esistono da sempre in Riviera, rischiano l’estinzione. Sono tutte attività che necessitano di aiuti mirati a lungo termine dato che si prevede un ritorno del turismo internazionale non prima di marzo 2021”. Lino Perini
Riaperta la bibiloteca in Villa Concina
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orna operativa la biblioteca comunale di Dolo Dopo la lunga pausa imposta dall’emergenza sanitaria, Villa Concina ha riaperto i battenti con “il core business’”del servizio, cioè il prestito librario. Nuove le regole e nuovi gli orari, in attesa di ritornare alla normalità piena non appena la situazione eccezionale imposta da Covid - 19 sarà superata.In biblioteca si entra esclusivamente uno alla volta con guanti e mascherina, previa misurazione della temperatura: i bambini dovranno essere accompagnati da un adulto. La permanenza nel locale sarà limitata al tempo strettamente necessario: non sarà cioè possibile trattenersi per leggere libri o quotidiani, studiare, utilizzare i tavoli o le postazioni informatiche, scegliere i libri dagli scaffali, usare la toilette. Il servizio funzionerà soltanto con i libri da asporto: chi dovrà ricon-
segnare i volumi (che poi dovranno sottostare a un periodo di “quarantena” prima di essere rimessi a scaffale ovvero in circolazione) avrà a disposizione un contenitore apposito. Il ritiro dei volumi sarà possibile solo su prenotazione. Ecco le modalità. Info tel 041411090 il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 12, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. I libri richiesti saranno preparati dalle bibliotecarie e consegnati nelle fasce orarie dedicate al ritiro: il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 12, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 15 alle 18. Si potrà dunque accedere alla biblioteca per prelevare i volumi prenotati n queste giornate e in questi orari. ‘”Questa situazione così difficile- spiega l’assessore Matteo Bellomo- ci impone di aprire in modo diverso e estremamente cauto. Ci sarà bisogno della collaborazione di tutti’.
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Percorsi ciclabili Treviso Ostiglia
Raggiungere Venezia in sella alla bici
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arà possibile arrivare da Trebaseleghe fino a Venezia in bicicletta e non attraverso strade, bensì percorrendo percorsi naturalistici in particolare lungo il fiume Dese. La nuova ciclabile direzione Venezia si potrà prendere a Silvelle. Una bella notizia possibile grazie alla firma da parte del Comune di Trebaseleghe di un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni veneziani di Spinea, Martellago e Scorzè per la progettazione di un percorso ciclabile
Il Comune di Trebaseleghe ha firmato un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni di Spinea, Martellago e Scorzè che collegherà Venezia alla pista Treviso-Ostiglia. La prima intersezione è prevista proprio nel territorio comunale di Trebaseleghe, in particolare a nordest nella frazione di Silvelle (peraltro “capitale della bici” proprio su tracciati bianchi e sterrati e già sede, alla fine dello scorso anno, dei mondiali di mountain bike), alla porta di San Martino che immette sulla ciclabile già in uso e realizzata sul sedime della vecchia ferrovia militare Treviso-Ostiglia. L’obiettivo dell’intesa, e del
progetto, è quello di salvaguardare, e se possibile aumentare, le aree verdi lungo i fiumi, ricchezza e caratteristica del territorio di “acque”, valorizzando e gli antichi mulini, memoria storica delle campagne, e incentivando la mobilità e il turismo sostenibile. La Città metropolitana di Venezia farà da coordinatore del progetto occupandosi anche della fase successiva di reperimento fondi e realizzazione della pista ciclabile. Il progetto di fattibilità costerà 216mila euro che arriveranno da un finanziamento del ministero delle Infrastrutture. A sottoscrivere l’accordo è stato il sindaco Antonella Zoggia, insieme agli altri primi cittadini veneziani. Il protocollo permetterà di rendere fruibile il percorso naturale lungo gli argini del fiume Dese, collegandosi poi a piste verdi già realizzate nel territorio comunale di Scorzè. L’idea di collegare Venezia all’Alta Padovana, e da qui verso le piste del nord, è stata portata avanti da appassionati cittadini come gli “Amici della bicicletta Fiab” che hanno sostenuto proprio un progetto già ipotizzato da associazioni e cittadini di Trebaseleghe. Nicoletta Masetto
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Scuola Il racconto dell’insegnante Ilaria Pacchiega delle elementari di Spinea
“All’impegno dei genitori, il nostro ringraziamento” “L
a didattica a distanza è stata di grandissimo aiuto, ma per i bimbi più piccoli non basta. Un grandissimo ringraziamento per il contributo offerto, va in questi mesi, ai genitori dei bimbi delle scuole elementari. A settembre si capirà come si potrà fare lezione. Molti problemi ci sono per i bambini con handicap che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno, e per i quali la didattica a distanza nella maggioranza dei casi, non è lo strumento più adatto”. Lo racconta Ilaria Pacchiega di Cavarzere, insegnante alle scuole elementari “Anna Frank“ a Spinea. “I bambini sono a casa da scuola - spiega l’insegnante- da oltre 3 mesi e in tutto questo tempo che si protrarrà fino a settembre dovranno impegnare il tempo con lezioni a distanza e l’aiutio delle famiglie. Io insegno ad una classe di una ventina di bimbi e bimbe della prima elementare. Abbiamo provato a fare anche video lezioni con i bambini di 6- 7 anni, ma è praticamente impossibile. I piccoli hanno sempre bisogno dei genitori accanto, poi qualcuno si emoziona, piange, insomma una situazione complicata
difficile da gestire. Funzionano meglio invece per queste età, i compiti e lezioni impartite a distanza che i videocollegamenti”. Per i bambini più grandi le cose sono più semplici. “Dalla classe terza in poi delle elementari (scuola primaria di primo grado)- spiega la maestra Pacchiega- le videolezioni funzionano bene. La nostra scuola grazie al grande lavoro del nostro dirigente scolastico Stefano Simionato, si è attivata fin da subito con questa modalità che ha permesso di portare avanti il programma didattico“. I problemi comunque ci sono. “Sono soprattutto quelli legati ai bambini portatori di disabilità – continua l’insegnante. Per queste situazioni servono aiuti specifici” . Su come ripartire in autunno, visto che le scuole di fatto si sono concluse a febbraio, non ci sono ancora indicazioni precise. “Una soluzione che si potrebbe adottare – conclude l’insegnante- è quella delle turnazioni , visto che almeno per le prime classi chiedere il rispetto dei distanziamenti e l’uso delle mascherine è davvero complicato”. Ilaria Pacchiega
Alessandro Abbadir
Libra-mente, favole da anziani fragili
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ibra-mente: racconti di fragilità positiva”. Si chiama così il progetto di cui è promotore il Comune di Vigonovo, che ha ottenuto un finanziamento di 27mila euro dalla Regione. Il progetto prevede di fatto favole per bambini, da anziani fragili. Cioè: la costruzione, elaborazione e stampa di una favola per bambini: si cercherà di educare i piccoli alla malattia della demenza sensibilizzandoli a riconosce nel nonno una persona in cambiamento, ma capace di continuare ad essere significativo nella loro vita. Nello specifico prevede un percorso di fabulazione (costruzione di una favola) sviluppata da anziani affetti da deterioramento cognitivo di grado lieve-moderato. La pianificazione coniuga azioni che valorizzano il ruolo pro-attivo dell’anziano con fragilità cognitiva, con azioni di inclusione e sensibilizzazione. Sette i partner oltre al comune di Vigonovo: i Comuni di Campolongo Maggiore, Fiesso D’Artico, Fossò, Stra e Camponogara e l’istituto comprensivo scolastico Corner di Fossò e Vigonovo.
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Cultura .
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Intervista Alberto Toso Fei
Il Decamerone veneziano ai tempi del Coronavirus A
lberto Toso Fei, scrittore e giornalista veneziano, da circa trent’anni si occupa del recupero della tradizione orale. Fin da bambino la sua curiosità e il suo interesse erano indirizzati verso quelle storie popolari narrate dai nostri anziani. L’idea di un Decameron veneziano è originale. È nata durante la quarantena? “Il Decamerone non nasce durante la quarantena ma il primo giorno di quarantena. Mi sono chiesto dal momento in cui è stato annunciato il cosiddetto lockdown cosa avrei potuto fare. Non solo per me, ma per la gente. Ho pensato allora che avrei potuto raccontare delle storie, cosa che facevo già in precedenza. Il tutto è iniziato domenica 8 marzo: un racconto ogni sera a mezzanotte per dieci notti”. Come ha reagito la gente a questa proposta? “C’è chi questo periodo di quarantena è stato costretto a passarlo da solo. Quindi, per molti il Decamerone a mezzanotte – in questo spazio sospeso tra un giorno e l’altro – ha rappresentato un vero momento di sospensione, di svago. Un momento in cui il pensiero si rivolgeva altrove. Non ho potuto non reagire in modo positivo quando mi è stato chiesto di continuare. Glielo
dovevo: per quarantanove notti di seguito, ogni mezzanotte, mi sono collegato e per venti minuti e ho raccontato una storia veneziana. Ho terminato il 25 aprile e da quel giorno, ogni mercoledì alle 23, lo ripropongo con cadenza settimanale in diretta sul mio profilo Instagram e sulla pagina Facebook “Venezia in un minuto”. Inoltre, il Decamerone è destinato a diventare un’esperienza fisica. La Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia ha già dato disponibilità dei suoi spazi per trasformare questo progetto in un vero e proprio evento.” Questa interpretazione boccaccesca, unica nel suo genere, presenta una struttura e una cornice simili a quella originaria? “Direi di no, solo nell’evocazione. Sicuramente è forte e si percepisce il desiderio – come nell’originale – di riunirsi al tempo del contagio per rammentare – a noi tutti – che non siamo soli”. Che tipo di personaggi sono quelli raccontati nelle sue novelle? Che cosa stanno cercando? Cosa vogliono comunicare? “Non sono personaggi univoci. Quelli che propongo sono racconti che hanno una base tradizionalestorica e fanno parte di un patrimonio condiviso. In ogni caso si tratta di figure come uomini e donne tra
Alberto Toso Fei
le più diverse, che hanno attraversato più periodi della storia e che non sono riconducibili a un unico denominatore, se non il fatto di essere veneziani o di aver visto la loro vicenda svolgersi a Venezia”. Nel suo cantiere artistico-letterario ci sono altri progetti di questo genere? “Sì. Difatti, martedì 12 maggio è partito Viaggio nel teatro veneziano. È un lavoro concordato con Venezia Cultura che andrà in streaming ogni martedì e ogni venerdì alle 14 sulla pagina Facebook del Teatro Toniolo, ed io, in dodici puntate, due a settimana per sei settimane, racconto la storia del teatro a Venezia. Mentre il giovedì sto caricando online, sempre sulla pagina Venezia in un minuto, i filmati che ho girato per il carnevale di Venezia e che sono stati proiettati in piazza San Marco durante i festeggiamenti. In quell’occasione mi recavo sopra il palco e a tutti i presenti raccontavo una storia. È stata una bella esperienza.” Samuele Contiero
“Niente paura”: la musica non si ferma
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iente Paura” è la band di Chioggia-Cavarzere composta da Lorenzo Penzo alla chitarra e voce, Michele Storari e Nicholas Merlante alle chitarre, Nicola Longhin al piano e tastiere, Marco Ferro al basso e Renzo Bullo alla batteria, che non ha smesso di condividere la sua musica anche durante l’emergenza. Ovviamente a distanza. “L’iniziativa è nata in un momento di distanziamento sociale che non permetteva nessun tipo di attività di gruppo – ha raccontato Renzo -. Abbiamo voluto rimanere attivi, ognuno da casa propria assemblando il tutto in post produzione”. “Da qualche anno ci stiamo concentrando a fare cover di Ligabue e dopo l’affetto che il nostro seguito ci ha dimostrato per la nostra versione de “Il giorno dei giorni” stiamo preparando un altro pezzo – ha continuato - . La nostra iniziativa, che abbiamo avuto il piacere di vedere pubblicata nella pagina facebook di Chioggia Azzurra e Cavarzere Azzurra, ha suscitato un riscontro davvero positivo da parte di conoscenti, amici e familiari”.
“Il nostro settore ha risentito e risentirà delle ripercussioni causate dall’emergenza Coronavirus, dal non poterci ritrovare per le prove nella fase 2, al cambio delle abitudini della fase 3. I gestori dei locali infatti avranno molte difficoltà ad organizzare le serate live e questo si ripercuoterà anche su di noi. Speriamo che il prima possibile si riesca a tornare ad una normalità che sarà comunque diversa rispetto a prima – ha concluso Bullo -. Noi continuiamo ad andare avanti con la nostra musica, che ci Erika Masiero piace e ci diverte”.
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L’esperto L’opinione di Alessio Fincato, personal trainer di Dolo
“Sport dopo lo stop? Avanti con cautela” I
l lungo periodo di clausura ha costretto tutti ad una inattività fisica che ha influito sul benessere motorio di ognuno. Qualcuno si è adattato a eseguire esercizi casalinghi e per tutti la ripresa dovrà essere attenta e mirata. La Federazione Medico Sportiva italiana, affiliata al Coni dal 1929, ha diramato dei consigli per la ripresa fisica che parte da alcune considerazioni basilari. “Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la mancanza di attività fisica e uno stile di vita sedentario comportano circa 3.2 milioni di morti ogni anno. Infatti, è ben noto che l’attività fisica rappresenta un potentissimo strumento per ridurre il rischio di mortalità e di numerose malattie croniche. Una corretta quantità di attività fisica, svolta con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, è quindi un elemento imprescindibile della vita di tutte le persone”. Come approcciarsi, allora, alla ripresa? L’abbiamo chiesto al personal trainer Alessio Fincato, molto conosciuto perché da anni presta servizio presso il centro sportivo Riviera del Brenta di Dolo e nella palestre Gym up ipercity e Gym up city di Padova. “I miei consigli sono quelli di rispettare la ripresa graduale dell’attività partendo da almeno 30-45 minuti ogni
Balducci, campione di karate anche virtuale
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incere anche quando non è concesso di gareggiare. E’ quanto è riuscito a fare Giovanni Balducci il pluricampione di Coppa del Mondo, dei campioni mondiali, europei e italiani di Karate che ha partecipato ad aprile al 1° campionato virtuale di karate aperto a tutti gli stili. L’atleta di origini milanesi ha gareggiato dalla palestra della propria abitazione e si è imposto nella categoria 82 kata individuale veterani interstile maschile. Ci spiega. “Si tratta del primo campionato italiano virtuale. In pratica si filma a casa il kata da portare in gara e si invia il file alla federazione. Un team di arbitri li esamina e poi decreta il podio dei migliori. E’ una nuova e insolita esperienza, una iniziativa unica, gratuita e di libera partecipazione”. E non sarà l’unica, come il campione mondiale anticipa. “Seguirà una importante gara internazionale simile a questa, nella federazione dove l’anno scorso vinsi il mondiale, anche questa open.” Con l’obiettivo di primeggiare”. (l.p.)
Alessio Fincato (a sinistra)
giorno fino ad un totale di 150-300 minuti a settimana, in combinazione con esercizi di tonificazione muscolare e flessibilità. L’intensità del lavoro deve variare a seconda delle condizioni fisiche individuali e dell’età, con un’attività d’intensità moderata per la maggior parte della settimana, e una parte di singole sedute svolte a intensità più alta”. Raccomandazioni? “Dopo un periodo di ridotto esercizio fisico e aumentata sedentarietà, l’attività fisica deve essere praticata con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, con gradualità e periodicità corrette altrimenti si
esporrebbe il fisico a situazioni di affaticamento precoce per ridotte capacità aerobiche o a infortuni per alterata funzione dei muscoli, risultando controproducente per la salute” Pericolo di scompensi? “Non necessariamente, a meno che il periodo di isolamento abbia comportato un aumento di peso corporeo, in questo caso sarà assolutamente raccomandato abbinare alla ripresa dell’attività fisica anche un regime dietetico controllato, moderatamente ipocalorico e ricco di vitamine e con attenzione ad una appropriata idratazione”. Lino Perini
Calvi Noale, addio a Damiano Zugno, 32 anni
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l mondo del calcio piange uno dei giocatori locali più amati, Damiano Zugno, che ad agosto avrebbe compiuto 32 anni. Dopo l’esperienza in B col Mantova era tornato nel Veneto, chiamato dalla Calvi Noale e poi ha girovagato in varie società, Mestre, Spinea, Istrana, Real Martellago per finire con lo Zero Branco. In tutte le squadre si era distinto per il suo attaccamento, la sua professionalità unita alla capacità di far gruppo e di aiutare i compagni. Due anni fa l’insorgere del tumore, all’inizio del 2019 il ritorno in campo, sembrava avesse sconfitto il male. Non è stato così, ha perso la partita più importante. Delle centinaia di messaggi postati, riportiamo quello d, Alberto De Poli della Calvi contro l’Istrana, così lo ricorda. “Era il 6 gennaio 2019, eri entrato in campo con quel caschetto che si, effettivamente ti stava benissimo, avevi un sorriso che trasmetteva gioia , felicità, speranza, un sorriso che trasmetteva vittoria. Il sorriso di chi non aveva mai mollato, di chi non molla mai, in campo e nella vita, e che nonostante la situazione ha continuato ad essere sempre una persona speciale. Eri tornato in campo dopo quel maledetto
nemico proprio contro di noi, proprio contro di me. E allora forse pensi che il destino esista. Ero lì a guardarti entrare fiero di te stesso, con la fascia al braccio con la quale probabilmente ci sei nato, perché come quando si pensa ad un capitano, si pensa a Dami Zugno, e l’applauso vero fiero e sincero, dal profondo del cuore, di tutto lo stadio. Ovviamente hai portato a casa i 3 punti, e io non sono mai stato così felice per una sconfitta, perché si il calcio è importante, ma la vita, lo è di più!”. (l.p.)
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Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli
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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto
“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la
“L
dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.
’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-
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Regione
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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici
“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P
rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-
scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le
uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay
“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”
“A
questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.
Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative
Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N
ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-
venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto
dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili
le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.
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Regione
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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione
“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico
M
aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-
tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.
Maurizio Conte
“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?
“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.
EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.
L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto
“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I
l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-
tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?
“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal
vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.
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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.
Qualche consiglio utile per affrontare il caldo
Estate: come proteggere i nostri amici animali
Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli
acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e
ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!
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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!
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Filariosi Mai abbassare la guardia!
Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S
appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini
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è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.
La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.
La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici
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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”
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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:
“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-
so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.
Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.
Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).
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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti
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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-
Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria a pag 32
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rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche
Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.
Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune
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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria
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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle
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Sperimentazione
Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune
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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.
Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione
del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.
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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti
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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del
essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se
sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.
Adolescenti in lockdown, annoiati e stanchi
17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a
ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono
Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news
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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-
peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.
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dolescenti in difficoltà nel perio- non ha tenuto nessuna relazione (5%). do di lockdown. E’ quanto emerge L’esito di questo sondaggio ha dundal questionario “Io e la quarantena” que ispirato un gioco, “Noi ci siamo”, realizzato dall’Ulss 3 Serenissma, per che vuole essere un modo per suggerire comprendere lo stato d’animo dei ra- ai giovani vie di fuga dalla dalla stangazzi dopo un lungo isolamento. Il que- chezza e dall’isolamento. I peer edustionario, predisposto da adolescenti cator dell’Ulss 3 Serenissima, ragazzi coordinati dall’Azienda sanitaria e rilan- formati su corretti stili di vita che si conciato dalla Regione Veneto che ne ha frontano con altri ragazzi trasmettendo riconosciuto la validità, rivela un quadro informazioni corrette e riflessioni, hancritico. no subito trasformato il quadro emerso “Sono 450 gli adolescenti che in poco in un’opportunità di azione e di sostetempo – spiega il Direttore Generale gno; e insieme agli operatori dell’Area Giuseppe Dal Ben – hanno risposto ad Promozione Salute del Dipartimento di un sondaggio elaPrevenzione della borato e proposto I dati di un sondaggio Ulss 3 Serenissima da ragazzi come hanno inventato e loro, quei peer realizzato dalla Ulss 3 proposto il gioco educator, cioè eduche torna sulle faSerenissima e la catori alla pari, che tiche degli adolecollaborano con gli risposta con un gioco scenti e le trasforspecialisti del no- che suggerisce le vie di ma in strategie per stro Dipartimento aiutarli a migliorafuga dall’isolamento re il loro stato d’adi Prevenzione. Le risposte dei ragazzi nimo. “In questo hanno tracciato un quadro di difficoltà: momento complicato, giocare – dice il un quarto degli intervistati ha risposto di dottor Vittorio Selle, Direttore del Seressere annoiato, un altro quarto di sen- vizio di Igiene e Sanità Pubblica – con tirsi triste e isolato; il 12% ha ammesso l’aiuto delle scuole e i ragazzi, abbiamo di essere, in questo periodo particolare, ideato e diffuso il gioco “Noi ci siamo”, ansioso e impaurito; c’è anche chi, un che è possibile trovare nel sito internet 5%, confessa di non riuscire a stare in della Ulss 3, ma anche in quello della relazione con nessuno”. E se il 34% dei Regione Veneto, che lo sta promuovenragazzi intervistati si sono detti tranquil- do. Partecipando online, i ragazzi sono li, è anche vero che il 57% ha affermato invitati a riconoscersi in uno dei profili seguire i ritmi scolastici ma con fatica. di comportamento e stato d’animo che Mentre una buona fetta di ragazzi, inol- vengono proposti nel gioco, e a partire tre, ha affermato di avere qualche tipo da questa consapevolezza ricevono i midi relazione esterna (con tutti un 47%, e gliori consigli, strategie efficaci di comcon amici un 37%), qualcuno di loro ha portamento per vivere meglio questa anche risposto che durante il lockdown fase complessa”.
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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male
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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina
chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione
5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce
l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-
sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.
La gestione della fase 2 dell’emergenza Coronavirus Q
uando finirà l’emergenza in atto, gli Ospedali Covid, come dice il Ministro della Salute Roberto Speranza, verranno mantenuti e pertanto su questi si dovranno fare investimenti di lungo respiro. Ci sarà, a causa della pandemia, anche la necessità di rivedere complessivamente l’organizzazione socio sanitaria sia del territorio che ospedaliera. Serve, pertanto, definire un crono programma per il dopo emer-
genza cercando di ridurre al minimo anche il grosso problema delle liste di attesa. Per l’Ospedale di Dolo, punto di riferimento per la Riviera del Brenta e anche per il Miranese, si chiede il ritorno, quanto prima, dei reparti temporaneamente spostati a Mirano di Urologia, Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Pediatria e Settore Materno Infantile, con la ripresa della piena attività, per restituire ai medici la capacità program-
matoria e dare risposta ai pazienti già in loro cura. La vera questione riguarda la durata di questa emergenza. Sembra che non sarà assolutamente breve e che addirittura ci potrebbe essere una seconda ondata di contagi in autunno. Se nella prima fase per rispondere all’emergenza ,non essendoci stato il tempo per un vero piano di interventi, i reparti di Dolo sono stati trasferiti a Mirano e a Noale, la fase sanitaria 2 deve
essere programmata pensando anche ai pazienti non Covid per non penalizzarli e per dare risposte alle patologie mediche e chirurgiche di un vasto territorio di 300.000 abitanti formato dalla Riviera del Brenta e dal Miranese. Per rendere tutto questo fattibile occorre pensare anche ad una nuova programmazione per i pazienti Covid con investimenti ad esempio su progetti mirati all’utilizzo di strutture nell’area ospedaliera di Dolo e creare uno spazio dedicato alla terapia intensiva. Per fortuna si sta registrando un minor numero di ricoveri di pazienti e questo vale per i reparti di terapia pre-intensiva che di terapia intensiva (attualmente a Dolo ci sono 4 pazienti in terapia intensiva e 54 in area non critica). Questa emergenza, però, ha anche messo in evidenza come, sia Mestre che Chioggia e Mirano, non siano in grado di sopperire alle richieste a cui Dolo prima dava risposta. La program-
Dott. Francesco Sacco
mazione sanitaria va rivista, ma è indispensabile agire anche sul rilancio della Medicina territoriale attraverso un percorso che mette assieme Medici di Medicina Generale ,con le nuove tecnologie, infermieri e le unità speciali di continuità assistenziale che possono diventare una soluzione per la gestione dei pazienti Covid in sinergia con l’Ospedale. In tutto questo il Distretto Sanitario di Mira e della Riviera, diventa ancora più importante come punto di integrazione di tutti i servizi e delle diverse strutture socio-sanitarie del territorio. Esso diventa ancora più attuabile anche in considerazione delle consistenti risorse stanziate sulla Medicina territoriale. Per tutto ciò auspichiamo un dialogo proficuo con l’Azienda Socio-Sanitaria e la Regione.
Dott. Francesco Sacco - Assessore Comune di Mira Politiche Sanitarie, Servizi alla Persona e alla Residenzialità, Programmazione Sanitaria, Distretto Sanitario
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